Bilancio Sociale 2010 - Regione Piemonte

regione.piemonte.it

Bilancio Sociale 2010 - Regione Piemonte

Bilancio

Sociale

2 0 1 0


Bilancio Sociale 2010

Coordinamento organizzativo ᐊ

Paolo Frascisco (Direzione Risorse Finanziarie Regione Piemonte);

Enrico Sorano (Dipartimento di Economia Aziendale della Facoltà di Economia dell’Università di Torino)

Comitato scientifico ᐊ

Sergio Rolando (Direttore Risorse Finanziarie e Controllo di Gestione Regione Piemonte); Marcello La Rosa (Direttore IRES Piemonte);

Aldo Milanese (Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Ivrea, Pinerolo e Torino);

Luigi Puddu (Dipartimento di Economia Aziendale della Facoltà di Economia dell’Università di Torino)

Comitato di processo ᐊ

Sergio Rolando (Regione Piemonte); Paolo Frascisco (Regione Piemonte); Martino Grande (IRES Piemonte);

Giovanni Lepri (Regione Piemonte); Massimo Pollifroni (Facoltà di Economia dell’Università di Torino);

Enrico Sorano (Facoltà di Economia dell’Università di Torino)

Gruppo di redazione ᐊ

Milena Bessone, Monica Braghin, Daniela Cappa, Marino Clara, Carlo Giacometto, Martino Grande, Riccardo Lombardo,

Giovanna Polizzi, Fabrizio Rebuffo, Maria Tartaglia, Angelo Zuffrano

Gruppo di validazione del processo ᐊ

Davide Barberis, Giuseppe Chiappero, Maria Carmela Scandizzo, Margherita Spaini (Gruppo Metodo Piemonte in materia

di Bilancio Sociale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ivrea, Pinerolo e Torino)

Coordinamento del progetto editoriale ᐊ

S.& T.

Paolo Frascisco (Direzione Risorse Finanziarie Regione Piemonte),

Riccardo Lombardo (Direzione Comunicazione Istituzionale Regione Piemonte)

Progetto grafico ᐊ

l’uovodicolombo - torino

Immagini ᐊ

photogallery Regione Piemonte

Si esprime un particolare ringraziamento al personale della Regione Piemonte e

a tutti coloro i quali hanno collaborato alla realizzazione di questo lavoro.


indice

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Presentazione

Nota metodologica

La Regione Piemonte

Struttura della Regione Piemonte

Il Consiglio Regionale del Piemonte

Il Presidente della Giunta Regionale

La Giunta Regionale

Il bilancio sociale della Regione Piemonte

1. Identità

Compiti e funzioni della Regione Piemonte

La missione, i principi e i valori di riferimento

Contesto di riferimento

Linee politiche

Individuazione e classificazione dei portatori di interesse

Il sistema di governance delle partecipazioni regionali

2. Rendiconto economico

3. Relazione sociale

Il Piemonte per il benessere della persona e della famiglia

Benessere sanitario

Benessere sociale

Il Piemonte per lo sviluppo della comunità

Sviluppo culturale

Sviluppo economico

Il Piemonte per il territorio

Ambiente e territorio

Trasporti e logistica

Il Piemonte per l’efficienza delle istituzioni

Presenza istituzionale

Efficienza organizzativa

Validazione professionale di processo

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ indice

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La Regione Piemonte continua, con volontà di trasparenza, ad offrire ai suoi cittadini il

rendiconto degli effetti delle politiche adottate attraverso il bilancio sociale.

Quello che presentiamo, relativo al 2010, contiene la descrizione di quanto fatto in un

anno che ha visto l’avvicendarsi di una nuova Giunta alla precedente, assai differente

per idee e approcci. Gli effetti di questa transizione, resa ancora più difficoltosa da un

contesto nazionale nel quale si sono progressivamente e profondamente modificate le

abitudini e le certezze che regolavano i rapporti fra lo Stato e le Regioni con importanti

contrazioni rispetto alle entrate previste, hanno condotto il Consiglio Regionale ad approvare

successive manovre di bilancio che hanno teso a qualificare le previsioni di

spesa ed hanno richiamato la Giunta Regionale ad una quotidiana verifica del bilanciamento

fra qualità e necessità della spesa rispetto ai fabbisogni crescenti dei cittadini e

contingenze finanziarie. Proprio quest’attenzione ha permesso di recuperare le risorse

per avviare il Piano Straordinario per l’Occupazione, i cui effetti saranno rendicontati

nella prossima edizione del bilancio sociale.

La necessità di una riqualificazione strutturale della spesa ci ha indotti ad avviare gli

interventi strutturali nel campo sanitario, che assorbe l’ottanta per cento delle risorse

finanziarie regionali e che richiede approcci innovativi nonché rigore tecnico ed etico

per permettere al sistema di mantenersi e di evolvere per conservare nel tempo la

capacità di dare le giuste risposte al fabbisogno dei cittadini.

Il nostro è, quindi, un approccio concreto che, nelle linee di una programmazione di

legislatura, mantiene una stretta attenzione al presente: in tale senso, anche il Bilancio

Sociale 2010, su cui continuano a convergere i frutti di un’importante collaborazione

interistituzionale, presenta un’attenzione più sistematica alle attività svolte, meglio organizzate

al fine di permettere al lettore di acquisire gli elementi che gli possano essere

necessari per comprendere il lavoro svolto ed aiutarlo ad avviare e a mantenere il

dialogo con questa Amministrazione.

Roberto COTA

Presidente della Regione Piemonte

Giovanna QUAGLIA

Assessore al Bilancio

Elena MACCANTI

Assessore agli Affari Istituzionali

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte

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nota

metodologica

Il Bilancio Sociale, anche in ottemperanza a quanto disposto dalla “Direttiva del Ministro

della Funzione Pubblica sulla rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche”,

è un processo strategico di amministrazione della Regione Piemonte.

Le finalità sono l’elaborazione di strumenti innovativi di gestione amministrativa e la

rappresentazione, in un quadro unitario, del rapporto tra programma politico, sistema

istituzionale, obiettivi, risorse e risultati, rendendo conto del complesso delle attività

della Regione.

L’esperienza consolidata, nella appropriata considerazione dei migliori standard metodologici

nazionali ed internazionali, ha permesso di elaborare il Manuale “Metodo

Piemonte per il Bilancio Sociale” quale diretto riferimento per la gestione del processo.

Il Comitato scientifico, che ha visto coinvolti l’Ente, il Dipartimento di Economia Aziendale

dell’Università di Torino - Facoltà di Economia, l’IRES Piemonte e l’Ordine dei Dottori

Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ivrea, Pinerolo, Torino, ha garantito la coerenza

e la qualità dell’azione condotta dal Comitato di processo.

Le fasi operative (rilevazione delle informazioni, redazione del documento e comunicazione

del Bilancio Sociale) sono state realizzate in conformità alle indicazioni del

Manuale. In particolare, l’analisi del risultato è stata effettuata mediante l’approfondimento

interno con gli attori istituzionali in ottica di confronto e miglioramento continuo.

Le aree di rendicontazione sono state definite sulla base degli scopi istituzionali dell’Ente,

per rappresentare in modo omogeneo le risorse impiegate, le attività realizzate e gli

obiettivi raggiunti durante l’esercizio 2010.

La qualità del processo e la sua aderenza ai principi metodologici espressi nel Manuale

“Metodo Piemonte per il Bilancio Sociale” è stata valutata dallo specifico Gruppo di

validazione, composto in via esclusiva da Commercialisti appartenenti al Gruppo

“Metodo Piemonte” operante nell’ambito dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli

Esperti Contabili di Torino.

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bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ nota metodologica


s

la Regione

piemonte


struttura

della Regione

piemonte

L’organizzazione della Regione Piemonte, come è definita nello Statuto, prevede l’esistenza

di tre organi fondamentali:

ᐅ il Consiglio Regionale, eletto direttamente dai cittadini, rappresenta il Piemonte,

esercita la funzione legislativa e svolge funzioni di indirizzo e controllo sull’attività

della Giunta;

ᐅ il Presidente della Giunta, anch’esso eletto dai cittadini, rappresenta l’Ente, dirige

la politica della Giunta e ne è responsabile, nomina e revoca gli Assessori, a ciascuno

dei quali assegna le funzioni;

ᐅ la Giunta Regionale, organo esecutivo dell’Ente, è composto dal Presidente e dagli

Assessori, di cui uno assume la carica di Vice Presidente. Provvede all’attuazione del

programma di governo, ha potere di iniziativa legislativa ed esegue le deliberazioni

del Consiglio.

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bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ la regione piemonte


il consiglio

regionale

del piemonte

Il Consiglio regionale è composto da sessanta Consiglieri. I Consiglieri rappresentano

l’intera Regione ed esercitano le proprie funzioni senza vincolo di mandato.

I Consiglieri regionali, come prevede lo Statuto della Regione Piemonte, devono appartenere

ad un Gruppo consiliare. Ogni Gruppo elegge un Presidente (capogruppo) che ne

dirige l’attività. I singoli Gruppi hanno la disponibilità di strutture, personale e contributi.

Consiglieri - IX Legislatura

Popolo della Libertà

Luca PEDRALE (Presidente), Angiolino MASTRULLO, Augusta MONTARULI (Vicepresidenti),

Roberto BONIPERTI, Franco Maria BOTTA, Marco BOTTA, Angelo BURZI, Cristiano

BUSSOLA, Daniele CANTORE, Valerio CATTANEO, Fabrizio COMBA, Alberto CORTOPASSI,

Rosa Anna COSTA, Raffaele COSTA, Lorenzo LEARDI, Giampiero LEO, Massimiliano

MOTTA, Carla SPAGNUOLO, Roberto TENTONI, Pietro Francesco TOSELLI, Rosanna

VALLE, Gian Luca VIGNALE.

Lega Nord - Bossi

Mario CAROSSA (Presidente), Michele MARINELLO (Vicepresidente), Antonello

ANGELERI, Roberto COTA, Roberto DE MAGISTRIS, Massimo GIORDANO, Federico

GREGORIO, Elena MACCANTI, Riccardo MOLINARI, Gianfranco NOVERO, Claudio

SACCHETTO, Paolo TIRAMANI.

Partito Democratico

Aldo RESCHIGNA (Presidente), Stefano LEPRI (Vicepresidente), Nino BOETI, Davide

GARIGLIO, Mauro LAUS, Giuliana MANICA, Angela MOTTA, Rocchino MULIERE, Gianna

PENTENERO, Roberto PLACIDO, Wilmer RONZANI, Mino TARICCO.

Italia dei Valori Lista Di Pietro

Andrea BUQUICCHIO (Presidente), Luigi CURSIO (Vicepresidente), Tullio PONSO

Movimento 5 Stelle

Davide BONO (Presidente), Fabrizio BIOLE’ (Vicepresidente)

Unione di Centro

Giovanni NEGRO (Presidente), Alberto GOFFI (Vicepresidente)

Gruppo Pensionati con Cota

Michele GIOVINE (Presidente)

Insieme per Bresso

Andrea STARA (Presidente)

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ la r egione piemonte

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Moderati

Michele DELL’UTRI (Presidente)

Per la Federazione - Sinistra Europea

Eleonora ARTESIO (Presidente)

Sinistra Ecologia Libertá con Vendola

Monica CERUTTI (Presidente)

Uniti per Bresso

Mercedes BRESSO (Presidente)

Verdi-Verdi-L’ambientalista con Cota

Maurizio LUPI (Presidente)

Il Consiglio regionale istituisce Commissioni permanenti composte in modo da rispecchiare la proporzione dei Gruppi consiliari.

Il Consiglio regionale istituisce, inoltre, Commissioni speciali incaricate di esperire indagini conoscitive e, in generale, di esaminare,

per riferire al Consiglio, argomenti ritenuti di particolare interesse ai fini dell’attività della Regione e Commissioni di inchiesta su

materie di interesse pubblico alle quali i titolari degli uffici della Regione, di enti e aziende da essa dipendenti hanno l’obbligo di fornire

tutti i dati e le informazioni necessarie.

Commissioni permanenti

I Commissione - Presidente: Angelo BURZI

Programmazione; bilancio; patrimonio; organizzazione e personale, e-government; politiche comunitarie; enti strumentali e partecipazioni

regionali, affari istituzionali, federalismo; enti locali; pari opportunità; polizia locale; controlli ai sensi dell’articolo 34 dello Statuto.

II Commissione - Presidente: Antonello ANGELERI

Pianificazione territoriale; urbanistica; edilizia residenziale; trasporti e viabilità; espropri; OO.PP.; navigazione; comunicazioni.

III Commissione - Presidente: Gian Luca VIGNALE

Economia; industria; commercio; agricoltura; artigianato; montagna; foreste; fiere e mercati; turismo; acque minerali e termali; caccia

e pesca; formazione professionale; energia; cave e torbiere; movimenti migratori.

IV Commissione - Presidente: Carla SPAGNUOLO

Sanità; assistenza; servizi sociali; politiche degli anziani.

V Commissione - Presidente: Fabrizio COMBA

Tutela dell’ambiente e impatto ambientale; risorse idriche; inquinamento; scarichi industriali e smaltimento rifiuti; sistemazione idrogeologica;

protezione civile; parchi ed aree protette.

VI Commissione - Presidente: Michele MARINELLO

Cultura e spettacolo; beni culturali; musei e biblioteche; istruzione ed edilizia scolastica; università, ricerca; politiche dei giovani; sport

e tempo libero; cooperazione e solidarietà; minoranze linguistiche.

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bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ la regione piemonte


Commissioni speciali

Giunta per il Regolamento - Presidente: Valerio CATTANEO

Giunta delle elezioni, le ineleggibilità, le incompatibilità e l’insidacabilità - Presidente: Rocchino MULIERE

Commissione Consultiva per le Nomine - Presidente: Valerio CATTANEO

Comitato di solidarietà della Regione Piemonte - Presidente: Valerio CATTANEO

Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche

Il Consiglio regionale si avvale di alcuni organismi specificamente istituiti.

Gli organismi consiliari

Il Comitato regionale per le Comunicazioni (Corecom), istituito con legge regionale del 7 gennaio 2001, n. 1 (modificata con legge

regionale 21 gennaio 2002, n. 2), è organo di consulenza, di gestione e di controllo della Regione Piemonte in materia di comunicazioni,

ed è organo funzionale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (istituita con la legge n. 249 del 31 luglio 1997).

Il Difensore Civico è un organo di tutela dei cittadini nei confronti della Pubblica Amministrazione. Si propone di evitare che si instauri

il contenzioso tra cittadino e amministrazione pubblica; il suo compito, infatti, è quello di tutelare il cittadino in riferimento a

carenze, disfunzioni, abusi o ritardi compiuti da servizi e uffici. A lui si rivolgono i cittadini e i soggetti portatori di interessi per ottenere

ciò che spetta loro di diritto dalla Regione o dalle amministrazioni periferiche dello Stato che operano nell’ambito regionale.

La Commissione di garanzia, istituita con legge regionale 26 luglio 2006, n. 25, in attuazione degli articoli 91 e 92 dello Statuto

della Regione Piemonte, è organo consultivo indipendente della Regione. La Commissione è chiamata ad esprimere pareri sui conflitti

di attribuzione tra organi della Regione o tra Regione ed Enti locali, sul carattere invasivo delle attribuzioni regionali da parte di

leggi statali e sulla coerenza statutaria di progetti di legge e regolamenti.

Gli organismi consultivi del Consiglio regionale del Piemonte

Il Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione

repubblicana è stato istituito con legge regionale 22 gennaio 1976, n. 7, quale organismo “che attua, promuove e sostiene attività

dirette a diffondere e valorizzare, rimeditandolo nella sua operante attualità, il patrimonio storico, culturale e politico della Resistenza

antifascista in Italia e nel mondo cui le popolazioni piemontesi hanno dato un alto contributo e sul quale sono fondati i principi della

Carta Costituzionale”.

La Consulta Europea, istituita dal Consiglio Regionale con deliberazione n. 91 del 19 luglio 1976, è organo permanente di consultazione

della Regione per i problemi dell’unificazione europea.

La Consulta Femminile Regionale del Piemonte è stata istituita con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 59 del 1976 quale

organismo permanente di consultazione del Consiglio Regionale sulle tematiche di interesse femminile.

La Consulta Regionale dei Giovani, prevista dalla legge regionale 13 febbraio 1995, n. 16, è stata istituita con deliberazione del

Consiglio Regionale il 26 giugno 1996 quale organismo permanente di proposizione e di consultazione sulla condizione giovanile.

piemonte

bilancio sociale 2010 Regione

egione

Piemonte ❘ la r

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La Consulta delle Elette del Piemonte è stata istituita con legge regionale 9 luglio 1996, n. 44, quale organismo di promozione e

valorizzazione della presenza delle donne nelle istituzioni elettive e nella vita politica.

L’Osservatorio regionale sul fenomeno dell’usura è stato istituito dal Consiglio Regionale (deliberazione del 30 luglio 1996) con

il compito di rendere visibile, attraverso una costante attività di informazione, monitoraggio e sensibilizzazione, la grave e spesso

nascosta piaga sociale dell’usura.

L’Ufficio di Presidenza

L’Ufficio di Presidenza viene eletto all’interno del Consiglio Regionale e comprende anche rappresentanti dell’opposizione. Provvede

all’organizzazione ed alla disciplina dell’attività degli uffici del Consiglio e adotta i provvedimenti di propria competenza relativi al

personale addetto al Consiglio, tutela le prerogative ed assicura l’esercizio dei diritti dei Consiglieri, coordina il funzionamento delle

Commissioni, provvede alle necessità dei Gruppi consiliari, giudica sull’ammissibilità e ricevibilità formale delle proposte di iniziativa

popolare e degli Enti locali, esercita i poteri assegnatigli dalla legge in materia di referendum, nomina le delegazioni consiliari, di

norma secondo la proporzione dei Gruppi consiliari, amministra i fondi assegnati per il funzionamento del Consiglio, delibera il conferimento

di incarichi e di consulenze per gli organismi consiliari, sentite le Commissioni consiliari per quanto di competenza, promuove

ed organizza convegni, indagini conoscitive, studi e ricerche.

L’Ufficio è attualmente composto da Valerio Cattaneo (Presidente), Riccardo Molinari (Vicepresidente), Roberto Placido (Vicepresidente),

Lorenzo Leardi, Gianfranco Novero, Tullio Ponso (Consiglieri segretari).

Struttura organizzativa

Il Consiglio regionale dispone di una propria struttura organizzativa, articolata in quattro direzioni.

La struttura del Consiglio Regionale

del Piemonte

presidenza consiglio regionale

difensore civico

ufficio di presidenza

area di coordinamento

STRUTTURA SPECIALE

GABINETTO DELLA

PRESIDENZA DEL

CONSIGLIO REGIONALE

Dirigente: Domenico Tomatis

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DIREZIONE

Segretariato Generale

Direttore:

Sergio CRESCIMANNO

DIREZIONE

Processo Legislativo

Direttore:

Silvia BERTINI

DIREZIONE

Amministrazione,

personale e

sistemi informativi

Direttore:

Sergio CRESCIMANNO

DIREZIONE

Comunicazione

Istituzionale dell’

Assemblea Regionale

Direttore: Rita MARCHIORI

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ la regione piemonte


il presidente

della giunta

regionale

Il Presidente della Giunta Regionale rappresenta la Regione, dirige la politica della Giunta

e ne è responsabile, nomina e revoca gli Assessori, promulga le leggi ed emana i regolamenti

regionali, presenta al Consiglio regionale, previa adozione da parte della Giunta,

i disegni di legge e ogni altro provvedimento di iniziativa della Giunta, indice le elezioni

regionali e i referendum previsti dallo Statuto.

Inoltre, convoca e presiede la Giunta, ne stabilisce l’ordine del giorno, ne dirige e coordina

l’attività, dirime i conflitti di attribuzione tra gli Assessori, esercita le funzioni relative

al coordinamento e all’intesa tra lo Stato e la Regione, esercita le altre funzioni attribuitegli

dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi, informa il Consiglio sulle decisioni

di nomina e revoca dei componenti della Giunta.

Il Presidente della Giunta Regionale in carica è Roberto Cota.

piemonte

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egione

Piemonte ❘ la r

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la giunta

regionale

La Giunta Regionale è l’organo esecutivo della Regione ed è composta dal Presidente e

dagli Assessori in numero non superiore a quattordici, di cui uno assume la carica di

Vice Presidente.

La Giunta Regionale provvede all’attuazione del programma di governo, ha potere di

iniziativa legislativa, esegue le deliberazioni del Consiglio regionale, esercita la potestà

regolamentare secondo le disposizioni dello Statuto e della legge, provvede all’esecuzione

delle leggi.

Componenti della Giunta Regionale

e competenze assegnate

Roberto Cota, Presidente della Regione Piemonte

Coordinamento ed indirizzo delle politiche del Governo regionale. Conferenza Stato -

Regioni, Rapporti con l’Unione Europea, Federalismo e Grandi Eventi, Coordinamento

interassessorile delle politiche del volontariato.

Ugo Cavallera, Vicepresidente

Urbanistica e programmazione territoriale, beni ambientali, edilizia residenziale, opere

pubbliche, legale e contenzioso.

Barbara Bonino

Trasporti, infrastrutture, mobilità e logistica.

William Casoni

Commercio e fiere, parchi e aree protette.

Alberto Cirio

Istruzione, sport, turismo e opere post-olimpiche.

Michele Coppola

Cultura, patrimonio linguistico, Museo Regionale di Scienze Naturali, ecomusei, politiche

giovanili.

Massimo Giordano

Sviluppo economico: industria, piccola e media impresa, artigianato. Ricerca, innovazione,

energia, tecnologia delle comunicazioni, Internazionalizzazione del Piemonte.

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bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ la regione piemonte


Elena Maccanti

Affari istituzionali, rapporti con il Consiglio Regionale, controllo di gestione e trasparenza amministrativa,

promozione della sicurezza e polizia locale, enti locali, rapporti con società a partecipazione regionale,

rapporti con l’Università, semplificazione.

Paolo Monferino

Tutela della Salute e Sanità, Edilizia Sanitaria e ARESS, Politiche Sociali e Politiche per la Famiglia

Claudia Porchietto

Lavoro e formazione professionale

Giovanna Quaglia

Bilancio e finanze, programmazione economico-finanziaria, statistica, risorse umane e patrimonio, pari

opportunità.

Roberto Ravello

Ambiente, risorse idriche, acque minerali e termali, difesa del suolo, attività estrattive, economia montana,

protezione civile.

Claudio Sacchetto

Agricoltura e foreste, caccia e pesca

La struttura organizzativa

La Giunta regionale si avvale di una struttura che, articolata in direzioni e settori, provvede allo svolgimento dell’attività amministrativa.

direzioni e

settori regionali ᐅ

160

140

120

100

80

60

40

20

0

17

direzioni

150

settori

regionali

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ la r egione piemonte

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Struttura organizzativa

strutture

speciali

direzioni

GABINETTO DELLA

PRESIDENZA DELLA

GIUNTA REGIONALE

Capo Gabinetto:

Luciano CONTERNO

AGRICOLTURA

Direttore:

Gaudenzio

DE PAOLI

AFFARI

ISTITUZIONALI

E AVVOCATURA

Direttore:

Laura BERTINO

AMBIENTE

Direttore:

Salvatore

DE GIORGIO

ATTIVITÀ

PRODUTTIVE

Direttore:

Giuseppe

BENEDETTO

CONTROLLO

DI GESTIONE

Direttore ad interim:

Sergio ROLANDO

COMUNICAZIONE

ISTITUZIONALE DELLA

GIUNTA REGIONALE

Direttore ad interim:

Luciano CONTERNO

CULTURA,

TURISMO E SPORT

Direttore:

Virginia

TIRABOSCHI

INNOVAZIONE,

RICERCA E

UNIVERSITÀ

Direttore: Roberto

MORIONDO

ISTRUZIONE,

FORMAZIONE

PROFESSIONALE

E LAVORO

Direttore: Paola

CASAGRANDE

OPERE PUBBLICHE,

DIFESA DEL SUOLO,

ECONOMIA

MONTANA, FORESTE

Direttore: Vincenzo

COCCOLO

POLITICHE SOCIALI

E POLITICHE PER

LA FAMIGLIA

Direttore:

Raffaella VITALE

PROGRAMMAZIONE

STRATEGICA,

POLITiCHE TERRITO-

RIALI ED EDILIZIA

Direttore:

Livio DEZZANI

RISORSE

FINANZIARIE

Direttore:

Sergio ROLANDO

RISORSE UMANE

E PATRIMONIO

Direttore:

Maria Grazia

FERRERI

TRASPORTI,

INFRASTRUTTURE,

MOBILITÀ

E LOGISTICA

Direttore:

Aldo MANTO

SANITÀ

Direttore:

Sergio MORGAGNI

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bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ la regione piemonte


il Bilancio Sociale

della regione Piemonte


1. identità


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ identità

compiti e

funzioni

della regione

piemonte La Regione Piemonte svolge prevalentemente le funzioni legislativa, ossia deliberare

l’approvazione delle leggi, e di programmazione, ossia delineare lo sviluppo regionale,

proiettato sul medio-lungo periodo, attraverso strumenti di analisi come i documenti di

programmazione che definiscono le linee di indirizzo generale di specifici settori.

Dal punto di vista della regolazione, la Regione si occupa del riparto e della distribuzione

delle risorse, della vigilanza, dell’indirizzo e del coordinamento dell’attività della

struttura.

Eroga e disciplina i contributi finanziari a favore di altri soggetti pubblici e privati.

Coordina ed è garante della funzionalità degli altri enti territoriali. La gestione diretta ed

indiretta dei servizi è affidata ad altri enti ed istituzioni e l’erogazione in proprio dei

servizi risulta essere residuale.

I compiti e le funzioni specifiche della Regione Piemonte sono stabiliti dal Titolo I del

vigente Statuto, approvato con Legge Regionale Statutaria 1 del 4 marzo 2005.

La Regione Piemonte svolge le funzioni:

ᐅ legislativa;

ᐅ di programmazione;

ᐅ di regolazione:

> regola le attività di riconoscimento e di autorizzazione e concessione;

> coordina ed è garante della funzionalità degli altri enti territoriali;

> eroga e disciplina i contributi finanziari a favore di altri soggetti pubblici e privati;

> eroga servizi pubblici, direttamente o per mezzo di agenzie o enti strumentali.

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la missione,

i principi e i

valori di

riferimento

La missione

La missione deriva dai “Principi Fondamentali” enunciati nello Statuto, costituendone

la guida all’azione legislativa, di programmazione e di regolazione dell’Ente.

In particolare, la Regione Piemonte:

ᐅ riafferma il proprio impegno e la propria vocazione alla libertà, alla democrazia,

alla tolleranza, all’uguaglianza, alla solidarietà e alla partecipazione, coerentemente

al rispetto della dignità della persona umana e dei valori delle sue Comunità;

ᐅ persegue per la sua storia multiculturale e religiosa, per il suo patrimonio spirituale

e morale proprio sia della cultura cristiana sia di quella laica e liberale, nel rispetto

della laicità delle Istituzioni, le finalità politiche e sociali atte a garantire il pluralismo

in tutte le sue manifestazioni;

ᐅ riconosce che attraverso gli enti locali, le autonomie funzionali, le formazioni sociali,

culturali, politiche ed economiche si realizza la partecipazione dei cittadini

alle funzioni legislative e amministrative secondo il principio di sussidiarietà;

ᐅ promuove il riconoscimento e la valorizzazione delle identità culturali, delle specificità

linguistiche e delle tradizioni storico-locali che caratterizzano il suo territorio;

ᐅ promuove, nel rispetto della vocazione del territorio, la tutela dell’ambiente e la

salvaguardia dei beni naturalistici;

ᐅ opera a favore delle fasce più deboli della popolazione mediante il superamento

delle cause che ne determinano la disuguaglianza sociale, riconoscendo e sostenendo

il ruolo della famiglia;

ᐅ opera per superare gli squilibri territoriali, economici, sociali e culturali esistenti nel

proprio ambito e fra le grandi aree del Paese.

Per quanto riguarda lo sviluppo economico e sociale, l’Ente è chiamato al potenziamento

e alla crescita delle attività economiche, nel rispetto dei principi dell’economia

sostenibile, della tutela della dignità del lavoro, della promozione della cooperazione,

come tutela dei consumatori, garanzia della sicurezza sociale e salvaguardia della salute.

La valorizzazione del patrimonio naturale e culturale segna da un lato il riconoscimento

del passato e delle tradizioni, che ancora oggi contribuiscono alla salvaguardia

dell’identità dei paesaggi e delle produzioni tipiche, dall’altro indica una strategia per lo

sviluppo del Piemonte di oggi e di domani.

bilancio sociale 2010 regione piemonte ❘ identità

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ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ identità

La tutela delle minoranze linguistiche (occitana, franco-provenzale e walser, insieme al Piemontese 1 ) e religiose (valdesi) segna

il rispetto per le diversità delle comunità piemontesi, delle sue genti e dei suoi territori.

Lo Statuto regionale inserisce tra i diritti fondamentali dei cittadini quelli primari che riguardano la tutela della salute, i diritti sociali,

l’istruzione, il diritto all’abitazione e la tutela del consumatore e riserva particolare attenzione al sistema regionale

della ricerca e innovazione come valore da tutelare e promuovere per lo sviluppo del territorio e come fonte di nuove idee e nuovi

avanzamenti nella conoscenza.

I principi e i valori di riferimento

I principi e i valori a cui l’Ente indirizza la propria azione si conformano alla sua finalità istituzionale, alla Costituzione repubblicana e

ai principi definiti dall’Unione Europea richiamati nello Statuto.

L’apertura costituisce un principio importante, per accrescere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, soprattutto se si tratta di strutture

complesse come la Regione. Essa richiede che l’amministrazione regionale sia in grado di spiegare, in modo chiaro e per tutti,

cosa fa e in cosa consistono le decisioni che adotta.

[1.]

Il Piemonte ha una lunga tradizione

di rispetto e tutela delle

minoranze. La Legge Regionale

26/1990, riconosce le quattro

lingue storiche presenti sul

territorio piemontese, vale a dire

il piemontese, il franco

provenzale, l’occitano e il walser.

La politica della Regione

Piemonte in materia di tutela

delle lingue minoritarie ha

confermato uno sviluppo sempre

crescente delle attività e delle

risorse impegnate in questo

ambito di intervento, con la

convinzione che valorizzando e

sostenendo il proprio patrimonio

linguistico scaturiscano maggiori

stimoli e opportunità anche per

altri ambiti artistici e culturali.

La tolleranza è un principio che si riferisce alla capacità collettiva e individuale di vivere pacificamente, nelle situazioni in cui la vicinanza

e l’incontro sono inevitabili. Essa estende le sue implicazioni ad ogni ambito delle relazioni umane richiedendo l’accettazione

della diversità e richiamando il principio dell’inclusione sociale per affermare i diritti di piena cittadinanza per tutti.

L’innovazione è un principio di progresso, il cui cuore è la ricerca, la sperimentazione teorica e applicata. L’innovazione parla il linguaggio

del futuro e rappresenta per l’Ente un impegno e una strategia per creare le condizioni fondamentali affinché il mercato

assimili, con successo e in modo mirato, prodotti e servizi innovativi, assumendo come aree prioritarie quelle che rispondono ai bisogni

dei cittadini (sviluppo sostenibile, trasporti, salute, sicurezza) e rafforzando quella che è già oggi l’immagine di prestigio del

made in Italy e del made in Piedmont.

Ai principi appena illustrati vanno a sostegno quelli della:

Autonomia, riconosciuta dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato;

Sussidiarietà, in virtù della quale la Regione pone a fondamento della propria attività legislativa, amministrativa e di programmazione,

la collaborazione con gli enti locali e con le autonomie funzionali per realizzare un compiuto sistema regionale delle autonomie;

Partecipazione, come principio capace di aumentare la fiducia nell’operato dell’istituzione regionale, rendendo più trasparente il

suo funzionamento e favorendo l’iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale;

Informazione, quale presupposto della partecipazione ai programmi, alle decisioni e agli atti di rilievo regionale da parte dei cittadini,

garantendo nello stesso tempo l’istituzione di strumenti e mezzi idonei per favorire il più ampio pluralismo;

Responsabilità, sia come principio rivolto a tutti coloro che partecipano, ad ogni livello, all’elaborazione e all’attuazione delle politiche

regionali, sia, soprattutto, come esigenza dell’Ente di definire il suo ruolo e di assumerne la piena responsabilità;

22

Equità, come principio assunto per ridurre le disuguaglianze fra i cittadini e rimuovere gli ostacoli che si frappongono ad una effettiva


attuazione dei principi di parità sociale tra uomini e donne; il principio delle pari opportunità è esplicitato nello Statuto regionale quale

garanzia per rimuovere ogni ostacolo che impedisce la piena parità nella vita sociale, politica, culturale ed economica di tutti i cittadini;

Efficacia e coerenza, un binomio che richiede una forte interazione dei vertici dell’amministrazione, politici e tecnici, con il resto

dell’organizzazione nell’indirizzare le attività e nel proporre idee, che devono rivelarsi efficaci, tempestive e produrre i risultati

richiesti, in base agli obiettivi definiti nel programma di legislatura;

Programmazione, principio cardine riferito alle modalità e ai fini dell’esercizio dell’azione legislativa, regolamentare e amministrativa

dell’Ente. Si tratta di una potestà alta della Regione, che persegue l’obiettivo di indirizzare lo sviluppo economico e sociale del

Piemonte, favorendo, nello stesso tempo, il raggiungimento degli obiettivi di progresso civile e democratico, in sintonia con gli enti

del territorio.

I valori richiamati nello Statuto rappresentano le scelte, costruite secondo una scala universale e, nello stesso tempo, da porre a

salvaguardia delle prerogative individuali.

Pace, libertà, cooperazione, uguaglianza, democrazia, inclusione, integrazione: tali valori sono fonte di continua ispirazione

per l’attuazione delle politiche e, nello stesso tempo, costituiscono, insieme, eredità morale e culturale da cui le future generazioni

possono trarre ispirazione per costruire società giuste, competitive, solidali e non conflittuali.

bilancio sociale 2010 regione piemonte ❘ identità

23


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ identità

contesto di

riferimento

Il quadro generale dell’economia

24

Crescita lenta e squilibrata: queste le cifre rilevanti dell’economia mondiale nel 2010. La

crescita del Pil mondiale globale ha segnato +5% in media (-0,56% rispetto al 2009) ma

sono state soprattutto le economie emergenti a beneficiarne, spingendo verso l’alto i

prezzi delle materie prime energetiche e alimentari. Anche il commercio mondiale è

cresciuto (+12,4% nel 2010 e +7% circa nelle previsioni per il 2011).

Le attese per l’Unione Europea sono di moderata crescita del Pil (+1,8%, e +1,6%

nell’area euro); contenuta invece la crescita dei consumi, limitata dalla debolezza del

reddito disponibile delle famiglie e dai prezzi al consumo.

Per l’Italia si prevede per il 2011 una crescita del Pil dell’0,7% e per il 2010 si registra un

+0,9% per i consumi, +2,8% per gli investimenti e +9,1% per le esportazioni (ma anche

le importazioni crescono). A favore della ripresa giocano la domanda estera e un modesto

aumento dell’ottimismo imprenditoriale; contro, il deterioramento del mercato

del lavoro e l’inflazione importata che limitano i consumi.

L’economia del Piemonte è allineata alla dinamica nazionale. Si riprende l’industria

(+5,2% il valore aggiunto e +8,6% la media annua della produzione), flettono le costruzioni

e ristagna la produzione di servizi.

L’analisi a livello delle province piemontesi evidenzia come, nel corso del 2010, l’economia

abbia proseguito nella fase di ripresa, sospinta dal recupero della produzione manifatturiera

e grazie alla domanda estera. La produzione è rimasta a livelli inferiori a

quelli pre-crisi.

La sofferenza dal punto di vista occupazionale grava ancora sul settore manifatturiero

e sulle attività connesse e sembra estendersi al settore dei servizi, nei comparti con

dinamiche stagnante dei consumi. La produzione industriale piemontese nel 2010 registra

un aumento dell’8,6% rispetto all’anno precedente, cui corrisponde il 16% di crescita

in valore delle esportazioni: dinamica positiva della produzione industriale e delle

esportazioni interessano tutte le province, anche se con differente intensità. Sul fronte

del mercato del lavoro si registrano i segnali più preoccupanti, ma anche alcune discordanze

rilevanti.

Emerge la difficoltà manifesta della provincia di Torino nell’attuale congiuntura. Asti

condivide in parte la situazione di Torino e così il Verbano-Cusio-Ossola, dove i segnali

di ripresa si accompagnano a un forte deterioramento del mercato del lavoro. Se a

Biella l’industria sembra aver dimostrato segnali di vitalità non riesce però a arginare

una situazione di forte sofferenza occupazionale.


Novara sembra aver retto meglio nel 2010 alle conseguenze della recessione, ma denuncia anch’essa una stabile ma persistente

sofferenza occupazionale. Vercelli segue l’evoluzione generale ma in certa misura ne attenua le accentuazioni negative. Le province

di Cuneo e Alessandria si dimostrano invece le realtà che meglio stanno affrontando la crisi in corso sotto il profilo produttivo e soprattutto

occupazionale.

La qualità sociale

Demografia

La popolazione piemontese è nuovamente in crescita. Secondo stime IRES, il Piemonte al 31 dicembre 2010 contava 4.445.942

residenti, circa 14.000 abitanti in più rispetto all’anno precedente, con un incremento pari al 3,1 per mille. La dinamica demografica

piemontese conferma l’importanza dei movimenti migratori con l’estero. Infatti, il saldo naturale è negativo, nel senso che i

decessi superano le nascite di oltre 10.000 unità; al contrario, il saldo migratorio è positivo, circa 24.000 iscrizioni nette.

Quest’ultimo dato è il risultato dell’arrivo di immigrati stranieri che determinano la crescita della popolazione, mentre il saldo

migratorio interno incide in misura inferiore, circa 3.700 abitanti in più provenienti dagli altri comuni italiani.

La presenza di stranieri in Piemonte si colloca sopra la media nazionale (8,5% della popolazione totale residente rispetto a 7,1%) ma

in coda alla maggior parte delle regioni del Centro-Nord Italia (in Lombardia e Veneto un cittadino ogni dieci è straniero e tale valore

è superato in Emilia-Romagna e in Umbria).

Immigrazione

Il Piemonte si è inserito in una dinamica generale che ha visto negli ultimi due anni un rallentamento della crescita della

presenza straniera in Italia. Continua a essere importante il contributo alla natalità dato dall’immigrazione, i cui figli pesano sulle

fasce di età giovanili in misura più che proporzionale rispetto a quanto lo siano sul totale della popolazione. Meno studiato e da approfondire

in tutte le sue possibili implicazioni è il fenomeno dell’immigrazione che invecchia, un segmento che in futuro inciderà

sulla domanda dei servizi di sanità e cura.

Sul versante scolastico, secondo i dati pubblicati dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo) nel 2011, il Piemonte

è la prima regione italiana per quota di studenti immigrati dell’età di 15 anni: l’11% del totale rispetto al 5% della media

italiana. Da un lato, questo è segno di un avanzato processo di stabilizzazione della popolazione straniera.

La situazione è tuttavia complessa e non mancano i motivi di preoccupazione. Nelle classi convivono allievi considerati stranieri ma

con percorsi e relazioni con l’Italia e la socializzazione alla lingua e alla cultura italiana differenti: ragazzi nati in Italia, nati all’estero

ma in Italia da qualche tempo; naturalizzati italiani e così via. Gli studenti stranieri mostrano un ritardo rispetto ai pari italiani. La

quota degli alunni stranieri in ritardo supera il 50% in seconda media e raggiunge il 70% alle superiori. Sono dati allarmanti che vanno

letti con attenzione: gli ingressi dall’estero in corso di anno scolastico sono ancora numerosi e non sempre l’allievo è inserito nella

classe corrispondente all’età anagrafica, finendo così in ritardo rispetto ai coetanei con percorso scolastico regolare. Varie ricerche

qualitative hanno messo in luce anche che, una volta superato il gap linguistico, gli studenti stranieri sono più brillanti e motivati dei

coetanei italiani.

Il Piemonte è al sesto posto fra le regioni italiane per numero di imprenditori stranieri sul totale nazionale. Non va

però dimenticato che molte di queste aziende chiudono dopo un breve periodo di attività: una dinamica che riguarda anche le

bilancio sociale 2010 regione piemonte ❘ identità

25


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ identità

imprese aperte dagli italiani, legata alle piccole dimensioni, alla scarsa capitalizzazione, alla realizzazione di progetti d’impresa molto

deboli, soprattutto se la nuova attività è vista dall’imprenditore nell’ottica di “auto-impiego” e di creazione del proprio posto di lavoro.

Inoltre, la possibilità attraverso l’apertura di un’impresa di ottenere un permesso di soggiorno per lavoro autonomo incoraggia il dinamismo

imprenditoriale di molti stranieri.

Clima di opinione

I piemontesi sono lievemente meno pessimisti dell’anno precedente e più ottimisti degli italiani per l’immediato futuro

dell’economia. Anche l’andamento recente e le prospettive immediate della propria situazione familiare confermano questa posizione

di relativo minore pessimismo. Rispetto al futuro economico dell’Italia gli stranieri vedono in modo meno positivo rispetto ai

piemontesi. In questo caso a parlare di miglioramento è un complessivo 16%, mentre quote intorno al 40% prevedono sia una stasi

che un peggioramento. Le disaggregazioni evidenziano che a prevedere una situazione statica sono soprattutto i giovani, i

non lavoratori e coloro che provengono dai paesi dell’Unione Europea; vedono invece un peggioramento soprattutto gli

stranieri tra i 25 e i 44 anni, i lavoratori e coloro che provengono dai paesi europei extra Unione e dall’Asia. A far quadrare il bilancio

mensile è poco meno della metà degli intervistati (48%), a fronte di un complessivo 28% che riesce a risparmiare e un 18% che invece

intacca le proprie riserve o deve fare debiti. Opportunità di lavoro in generale e per i giovani in particolare sono i problemi che

maggiormente preoccupano i piemontesi. Segue la preoccupazione ambientale, condizionata dal progressivo deterioramento,

sotto questo specifico profilo, del quadro di vita urbano.

26

La qualità della vita in Piemonte

Conoscere il livello del benessere dei cittadini è cruciale per le politiche pubbliche. Non è facile, in una società complessa, dove la

qualità della vita dipende da molti elementi legati fra loro. È opinione comune che il prodotto interno lordo (PIL) pro-capite non sia un

indicatore adeguato e che debba essere affiancato da altri indici, di tipo extra-economico, di qualità della vita e sostenibilità. IRES,

l’istituto di ricerca in campo socio-economico e territoriale della Regione Piemonte, ha raccolto il suggerimento di

andare oltre alla misura del solo PIL per monitorare lo sviluppo economico e proporre una propria lettura dei principali

indicatori socioeconomici, raggruppati in otto dimensioni:

ᐅ salute;

ᐅ relazioni sociali degli individui;

ᐅ istruzione;

ᐅ qualità ambientale;

ᐅ attività personali quotidiane;

ᐅ sicurezza personale;

ᐅ partecipazione democratica;

ᐅ sicurezza e benessere materiale.

L’IRES ha adattato la metodologia elaborata dalla “Commissione Stiglitz” alle province piemontesi 2 : in campo economico,

il reddito personale e i consumi sono più indicativi della produzione dei beni e bisogna considerare anche l’andamento delle attività

non monetizzate (ad esempio, il declino dell’autoconsumo nelle famiglie induce una falsa impressione di crescita). Emergono considerazioni

importanti anche in campi diversi dall’economia: si presta attenzione alla ricchezza (ossia gli stock accumulati in passato,

[2.]

Nel febbraio del 2008, la

Presidenza della Repubblica

Francese ha incaricato una

commissione di esperti di fare il

punto su sistemi di misura delle

performance nazionali innovativi

e in grado di superare i limiti del PIL

pro capite. Questa, denominata

“Commissione per la misura

delle prestazioni economiche e

del progresso sociale”, era

composta, fra gli altri, dai premi

Nobel Stiglitz e Sen.


di reddito ma anche di conoscenza) a fianco di consumi e flussi attuali, all’andamento di queste variabili dal punto di vista degli individui

e non solo tramite aggregati impersonali, alle modalità di distribuzione e non solo ai valori medi.

Ieri, oggi

produzione (PIL)

quantitativi

oggettivi

medie

dato annuo (reddito)

dato singolo

Oggi, domani

consumi

qualitativi

soggettivi

distribuzioni

effetto retaggio (ricchezza)

effetti sinergici

[3.]

Per maggiori informazioni

www.regiotrend.piemonte.it

L’IRES ha applicato la metodologia Stiglitz alle province piemontesi 3 . Ogni provincia denuncia punti di forza e di debolezza,

assoluti e relativi. Cuneo si conferma la provincia con la qualità della vita più elevata, anche se con qualche punto di debolezza.

Essa è anche la provincia con la maggiore continuità di risultati nel tempo. Anche Verbano-Cusio-Ossola e Asti denunciano una

buona qualità della vita. Alessandria è la provincia con i risultati meno buoni. Torino è una provincia con dati molto contrastanti: eccellenze

e ultimi posti insieme, secondo la dimensione considerata.

Rispetto ad analoghe classifiche, quella IRES basata sul metodo Stiglitz conferma i primi e gli ultimi posti ma rivoluziona la parte

centrale: guadagna soprattutto Torino. Questo dato conferma le riflessioni in corso fra studiosi del fenomeno negli ultimi anni, soprattutto

nei confronti delle grandi aree urbane di solito penalizzate in classifiche di qualità della vita che hanno come implicito riferimento

una classe media abbiente e di adulti o anziani. Le nuove considerazioni sulla qualità della vita considerano anche aspetti quali

dinamicità civica e politica, vitalità culturale, opportunità sociali e considerano la complessità della composizione socio-demografica,

fatta anche di giovani e di poveri. Queste caratteristiche ridimensionano i piccoli centri e danno maggiore importanza alle aree urbane

più grandi.


salute

istruzione

qualità della vita nelle

province piemontesi

(media=100)

tempo

quotidiano partecipazione rete ambiente

locale

sicurezza

personale

Sicurezza e

benessere

materiale

Alessandria 95,0 95,4 99,6 98,9 101,5 101,3 97,7 98,8

Asti 100,1 105,0 99,8 97,7 108,2 105,9 103,4 96,0

Biella 97,4 105,9 100,3 99,6 89,5 102,4 106,5 97,1

Cuneo 109,4 98,9 98,9 104,9 95,5 99,1 99,8 113,4

Novara 95,4 90,1 99,4 99,3 104,2 96,8 95,8 97,2

Torino 99,4 113,2 101,1 101,1 96,8 85,7 88,7 96,2

V.C.O 102,7 90,6 99,2 98,8 99,0 104,9 107,9 99,8

Vercelli 98,4 100,1 100,1 96,3 102,9 101,3 98,4 97,9

bilancio sociale 2010 regione piemonte ❘ identità

27


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ identità

Il Piemonte si trova nella seconda metà della classifica delle regioni del Centro-Nord Italia. È due volte al primo posto, nelle dimensioni

Ambiente locale e Tempo quotidiano. È ultima (su cinque regioni) in altre tre dimensioni: Sicurezza materiale ed economica, Istruzione,

e Rete sociale. Nelle rimanenti tre dimensioni, è due volte al quarto posto (Salute e Partecipazione) e una volta al terzo (Sicurezza). Nelle

dimensioni Salute e Partecipazione, il Piemonte è però nettamente superiore alle altre regioni del Centro-Sud Italia, mentre per Sicurezza

e Istruzione è inferiore alla stessa media nazionale.

qualità della vita nelle

regioni comparabili col

piemonte (media=100)

salute

istruzione

tempo

quotidiano partecipazione rete ambiente

locale

sicurezza

personale

Sicurezza e

benessere

materiale

Piemonte 98,5 96,1 100,9 98,5 92,2 104,8 101,4 91,8

Lombardia 101,2 100,9 99,8 99,2 99,6 85,7 89,5 103,2

Veneto 101,4 94,0 100,5 101,7 104,4 102,3 108,6 97,4

Emilia 101,6 107,1 96,2 100,3 104,6 102,5 96,6 105,2

Toscana 94,5 100,4 98,4 97,6 97,4 102,9 102,5 98,5


Sull’Istruzione pesano il basso numero di laureati e l’elevata dispersione scolastica (abbandoni precoci). Sulla dimensione Sicurezza

pesa il numero di reati. Sulla dimensione Rete sociale pesa la bassa qualità di relazioni familiari e amicali (indicatore ISTAT-Sabatini

per le regioni italiane), anche se è prima come sensazione soggettiva di solitudine.

Sulla dimensione Sicurezza materiale rilevano tutte le variabili con l’eccezione della dinamica recente dei consumi, che è buona. Gli

indicatori di ricchezza (riferiti a quanto accumulato in passato) sono medi. Le dimensioni Partecipazione e Salute collocano il Piemonte

al quarto posto su cinque, ma molto oltre la media nazionale. Nella Partecipazione, pesano tutte le variabili considerate, dall’uso di

Internet alla lettura, dalla partecipazione politica locale al volontariato. Nella dimensione Salute, il Piemonte va bene per la sensazione

soggettiva di salute dei residenti e per la speranza di vita misurata oggettivamente (quindi la salute vera e propria, intesa come risultato).

Va meno bene per la qualità del sistema sanitario (quindi le cure, che sono uno dei presupposti della salute ma non l’unico). Nella

dimensione Tempo quotidiano (qualità della vita misurata come soddisfazione nelle varie parti della vita quotidiana) il Piemonte ha

problemi nella mobilità e residenzialità e in parte anche nel rispetto delle pari opportunità sui luoghi di lavoro. Tuttavia, altri indicatori

di “lavoro dignitoso” sono buoni: basso precariato, pochi incidenti sul lavoro, poco mobbing. Bene anche il tempo libero. Nella dimensione

Ambiente locale (che non ha a che vedere con la sostenibilità, è solo la qualità dell’ambiente in cui si vive, indipendentemente

dalle conseguenze globali) il Piemonte va bene in tutti gli indicatori considerati: raccolta differenziata alta, emissioni di anidride

carbonica da combustibili fossili basse, preoccupazione per l’ambiente bassa, qualità ambientale del quartiere media.

28

Il Piemonte sembra essersi adeguato solo in parte ai forti cambiamenti demografici: in ritardo nell’istruzione e in parziale ritardo

nella sanità. L’invecchiamento si avverte anche nella debolezza delle reti sociali dei cittadini. L’attenzione per l’ambiente e per la

cultura sembrano dare frutti tangibili, almeno in raffronto alle altre regioni.

Le condizioni sui posti di lavoro appaiono migliori che altrove, forse anche per effetto di un passato industriale democratico e sindacalizzato.

Insicurezza personale e materiale sono la conseguenza di un declino economico prolungato (in termini relativi). Di fronte

ai cambiamenti, il Piemonte accusa un deficit d’innovazione sociale (immobilismo nei comportamenti collettivi, ritardo nella riorganizzazione

dei servizi di welfare) e ha risposto usando gli strumenti pubblici del vecchio ordine (tutela del lavoro, politiche ambientali)

che hanno cercato di dare il meglio per fronteggiare la situazione.


le linee

politiche

Le linee a cui si ispira il programma politico della Giunta Regionale in carica sono state

tracciate dal Presidente della Regione Piemonte nella seduta di insediamento del

Consiglio regionale, nei termini qui riassunti.

Federalismo. “L’attuazione del programma che ho presentato agli elettori avrà come

stella polare il federalismo fiscale, che necessita dei decreti attuativi nazionali. Bisogna

che il federalismo possa partire al più presto, in modo di far rimanere ed investire in

Piemonte le tasse che i piemontesi pagano. Solo così ci sarà un’autentica responsabilizzazione

di coloro che amministrano la cosa pubblica. In tale ottica si inserisce l’opera

per far ottenere alla Regione nuove competenze”.

Lavoro. “Sarò un bravo presidente solo se al termine del mandato avrò potuto aumentare

l’occupazione e diminuito il numero dei disoccupati. In questa direzione possono

influire la Fiat e le piccole e medie imprese. Queste ultime avranno a disposizione i

contratti di insediamento, dei voucher per incentivare l’assunzione di personale, una

semplificazione delle procedure, la rimodulazione al ribasso della pressione fiscale di

competenza della Regione”.

Sanità. “Ci sarà molto da fare. Innanzitutto, non possiamo permetterci che i conti vadano

fuori controllo. Poi penseremo ad una riforma strutturale, che parta dall’analisi

della spesa storica per colpire inefficienze e sprechi e dare servizi più efficaci.

Provvederemo anche a rafforzare il sistema dei medici di famiglia, affinché la loro presenza

sul territorio sia sempre più capillare”.

Infrastrutture. “La Torino-Lione, la Genova-Rotterdam e le opere collegate, insieme

allo sviluppo della logistica, sono necessarie per fare al Piemonte nuove opportunità.

Non devono pertanto verificarsi ambiguità e perdite di tempo. Ecco che diventa importante

spiegare alla popolazione della Valsusa che la Torino-Lione va vista come un’occasione

di sviluppo del territorio”.

Trasporti. “Occorre recuperare i rapporti con Trenitalia, in quanto il sistema del trasporto

locale è alla deriva e va reso migliore. Con i legali stiamo rivedendo le gare indette

dalla precedente amministrazione”.

Valori. “Perseguiremo la tutela della vita, della famiglia naturale e della libera scelta educativa.

La legge sul buono scuola sarà rivista e riportata alla sua impostazione originale”.

Semplificazione e sburocratizzazione. “Sarà un’altra grande sfida. La riduzione del

numero degli assessori è stato un segnale di cambiamento sull’aspetto dei costi della

bilancio sociale 2010 regione piemonte ❘ identità

29


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ identità

politica. Allo stesso modo, mi opporrò alla proliferazione dei gruppi consiliari, sotterfugio per aumentare i costi. Inoltre, la Regione

deve offrire alla gente un sistema snello, che aiuta ad avere le risposte”.

Squadra Piemonte. “I cittadini si aspettano risposte dalla politica, lo sento nel cuore e sulle spalle, e non voglio assolutamente

deluderli. Noi ce la metteremo tutta per far ripartire il Piemonte, anche facendo squadra con tutte le istituzioni, indipendentemente

dal colore politico, e le categorie sociali e produttive. Se si fa squadra si va lontano e si vincono le sfide, mentre con lo scontro personale

si fa invece poca strada. Sarà anche importante recuperare un ruolo politico nella Conferenza Stato-Regioni, per ottenere

quanto più sarà possibile. A chi non vuole accettare il risultato delle elezioni, dico che i piemontesi hanno lanciato un segnale chiaro

e univoco sulla necessità di cambiare il presidente, in quanto ultimamente il Piemonte aveva perso molte opportunità”.

Ruolo del Consiglio regionale. “L’aula deve essere la sede di alto dibattito politico, oltre che un organo legislativo. Cercherò di

valorizzarne in ogni modo ruolo e funzioni con un rapporto di franca e leale collaborazione. Si terrà un legame costante sulle

iniziative della Giunta”.

30


individuazione

e classificazione

dei portatori

di interessi

La Regione Piemonte, nel perseguire l’interesse generale della comunità, contempera,

nello stesso tempo, le aspettative dei gruppi di soggetti che la compongono.

La pluralità di portatori di interesse dell’Ente si differenzia ed è classificabile in vari

modi: interni (dipendenti, collaboratori) ed esterni (altri enti, cittadini, fornitori, utenti,

ecc); forti e deboli, che hanno una relazione diretta con la Regione o mediata attraverso

altri enti.

A seconda del grado diretto o meno, di interlocuzione, rispetto all’attuazione delle politiche

regionali, si individuano due macro categorie: gli stakeholder intermedi, con i

quali la Regione attua una relazione di tipo diretto, e gli stakeholder finali, con i quali la

relazione dell’Ente è di tipo indiretto e con una ricaduta mediata attraverso l’intervento

dei portatori d’interesse intermedi.

Il processo di rendicontazione sociale, ripartito in quattro grandi aree di intervento (benessere

della persona e della famiglia, sviluppo della comunità, territorio, efficienza

delle istituzioni), ha individuato attraverso l’analisi dei dati del rendiconto economico

quei gruppi di portatori di interesse che hanno avuto un rapporto diretto e indiretto con

la Regione Piemonte.

Enti ed agenzie

regionali

Comunità

montane

Aziende sanitarie

e ospedaliere

Imprese

Enti delle amministrazioni

locali

Istituzioni

estere

Istituzioni sociali

private per

assistenza sociale

Camere

di commercio

Cittadini e

famiglie

Enti di

ricerca

Istituzioni sociali

private per fini

diversi dal sociale

Università

Province

STAKEHOLDER FINALI

e INTERMEDI

della REGIONE PIEMONTE ᐅ

Enti dell’amministrazione

centrale

Comuni

Imprese di

pubblici servizi

identità

bilancio


sociale

Piemonte

2010 Regione

31


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ identità

il sistema di

governance

delle

partecipazioni

regionali

In alcuni casi specifici le attività e le funzioni della Regione Piemonte sono svolte attraverso

agenzie, enti strumentali, società partecipate, collegate e controllate. Il sistema

di governo delle organizzazioni in cui l’amministrazione regionale detiene, per finalità

strategiche, di promozione e di sviluppo delle attività economiche sul proprio territorio,

azioni o quote di partecipazione è ampio e articolato. Ci sono società che si occupano

di gestire spazi fieristici ed espositivi ed altre che dirigono aeroporti. Ci sono enti di

gestione dei parchi e delle riserve naturali. Ci sono enti strumentali, agenzie e consorzi

a supporto delle funzioni e delle competenze regionali. Ci sono aziende che operano

come finanziarie per aiutare le piccole e medie imprese del territorio, altre che amministrano

terme ed altre ancora che si propongono come volano per lo sviluppo del territorio

e la diffusione dell’innovazione tecnologica a vantaggio dell’economia regionale.

Tali soggetti, ricondotti alle quattro grandi aree di intervento nelle quali si articola la

rendicontazione sociale della Regione Piemonte, sono:

Benessere della persona e della famiglia

ARESS - Agenzia Regionale Servizi Sanitari, 5 Aziende Ospedaliere, 13 Aziende Sanitarie

Locali, 3 Aziende Ospedaliero - Universitarie, Terme di Acqui S.p.A.

Sviluppo della comunità

Partecipazioni detenute direttamente:

IRES - Istituto Ricerche Economico Sociali del Piemonte, Agenzia Piemonte Lavoro,

Finpiemonte S.p.A., Finpiemonte Partecipazioni S.p.A., EDISU - Ente regionale per il

Diritto allo Studio Universitario del Piemonte, Pracatinat S.c.p.A, Sviluppo Piemonte

Turismo s.r.l.- in liquidazione, Turismo Valsesia e Vercelli S.c.a r.l, Azienda Turistica Locale

del Cuneese-Valli Alpine e Città d’Arte S.c.a r.l, ATL Turismo Torino e Provincia, ATL della

Provincia di Novara, ATL Distretto turistico dei laghi S.c.a r.l., ATL di Asti, ATL di Alessandria

Alexala, ATL di Biella, Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero S.c.a.r.l., EXPO 2000 S.p.A.

in liquidazione, CSI - Consorzio Sistema Informativo, CSP - Innovazione nelle ICT S.c.a.r.l.

32

Partecipazioni detenute indirettamente:

Bioindustry Park S.p.A., Environment Park S.p.A, Parco Scientifico Tecnologico e delle


Comunicazioni in Valle Scrivia S.p.A, Tecnogranda S.p.A., Tecnoparco del Lago Maggiore S.p.A., Virtual Reality & Multi Media Park S.p.A,

Consorzio Torino Time - in liquidazione, Fondazione Torino Wireless, Incubatore del Politecnico S.c.p.A. - I3P, Società per la gestione

Incubatore Imprese Università di Torino S.c.r.l. - 2I3T, Incubatore di Impresa del Polo di Innovazione di Novara S.c.r.l., Ardea Energia

s.r.l., Barricalla S.p.A., Canavese Sviluppo S.p.A., Canavese Sviluppo S.p.A., Centro Servizi Vadò s.r.l. - in liquidazione, Città Studi S.p.A.,

Consorzio Insediamenti Produttivi del Canavese, Enel Green Power Strambino Solar s.r.l., Eurofidi S.c.p.A., Expo Piemonte S.p.A.,

Fingranda S.p.A., Icarus S.c.p.A., Idreg Piemonte S.p.A., La Tuno s.r.l., Montepo S.p.A., Monterosa 2000 S.p.A., Nordind S.p.A., Pro-Saloni

S.c.r.l. – in liquidazione, S.A.I.A. S.p.A., Snos - Spazi Per Nuove Opportunità di Sviluppo S.p.A., Sviluppo Investimenti Territorio s.r.l.,

Torino Nuova Economia S.p.A., Villa Gualino S.c.a r.l., Villa Melano S.p.A.

Territorio

Partecipazioni detenute direttamente:

R.S.A. s.r.l., Arpa Piemonte - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, Parco fluviale del Po e dell’Orba, Parco Naturale delle

Capanne di Marcarolo, Parchi e Riserve Naturali Cuneesi, Parco Naturale Valle del Ticino, Parco fluviale del Po tratto torinese, Parco

Baragge - Bessa - Brich Zumaglia - Mont Préve, Parco Regionale La Mandria, Parco Naturale Alta Valsesia, Parco Naturale del Monte

Fenera, Parco Naturale della Val Troncea, Parco Naturale di Stupinigi, Parco Naturale delle Alpi Marittime, Parco Naturale ed area attrezzata

del Sacro Monte di Crea, Parchi e riserve naturali del Lago Maggiore, Parco Naturale della Collina Torinese, Parco dell’Alpe

Veglia e dell’Alpe Devero, Parchi e Riserve del Canavese, Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, Parco Naturale Orsiera Rocciavrè,

Riserva Naturale speciale dell’Orrido e Stazione di Leccio di Chianocco, Parco della fascia fluviale del Po - tratto Cuneese, Parco

Burcina Felice Piacenza, Riserva del Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa, Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand Riserva del

Sacro Monte Orta - Monte Mesma - Torre Buccione, Parco Naturale delle Lame del Sesia, Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte

Calvario di Domodossola, Riserva del Sacro Monte di Varallo, Parchi e Riserve Astigiani, SAGAT S.p.A.- Società di gestione Aeroporto

Torino, SACE S.p.A.- Società Aeroporto Cerrione, GEAC S.p.A. - Società di Gestione Aeroporto Cuneo Levaldigi, Agenzia Mobilità

Metropolitana di Torino, 5T s.r.l. - Tecnologie Telematiche Trasporti Traffico Torino, CRAB – Centro di Riferimento per l’Agricoltura

Biologica, CAAT S.c.p.A. - Centro Agroalimentare Torino, IPLA S.p.A. - Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente, Tenuta Cannona s.r.l.,

CReSO S.c.r.l. - Consorzio di ricerca, sperimentazione e divulgazione per l’ortofrutticoltura piemontese, MIAC S.c.p.A. - Mercato all’Ingrosso

Agroalimentare Cuneo, Istituto per il marketing dei prodotti agroalimentari del Piemonte S.c.p.A.

Partecipazioni detenute indirettamente:

Agenzia di Pollenzo S.p.A., C.I.M. S.p.A., Consepi S.p.A., Fondazione Slala, Interporto Rivalta Scrivia S.p.A., Retroporto di Alessandria

S.p.A., Rivalta Terminal Europa S.p.A., S.I.TO. S.p.A., S.M.C. S.p.A.

Efficienza delle istituzioni

Banca Popolare Etica, SCR Piemonte S.p.A.- Società di Committenza Regione Piemonte, Cei Piemonte S.c.p.A. - Centro Estero

Internazionalizzazione.

identità

bilancio


sociale

Piemonte

2010 Regione

33


2. rendiconto

economico


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ rendiconto economico

Il bilancio della Regione Piemonte, come avviene per gli enti pubblici, ha natura finanziaria

solo parzialmente riconducibile a rappresentazioni di tipo economico. Le informazioni

contenute sono tuttavia di ausilio per dare evidenza della rilevanza quantitativa

delle azioni poste in essere nel corso dell’attività istituzionale.

In tale logica, si assume come centrale il concetto di valore aggiunto, da intendersi come

l’insieme delle risorse finanziarie acquisite nel corso dell’esercizio dall’Ente e da

questo destinato, al netto delle spese per la gestione e gli oneri finanziari, agli stakeholder

interni ed esterni.

Si rappresenta, pertanto, l’insieme delle risorse pervenute e delle sue destinazioni per

azioni di governo, anche tramite alcuni prospetti di dettaglio che riportano valori al

netto degli importi riferiti al settore della sanità. Ciò, al fine di evitare gli effetti distorsivi

che una loro considerazione implicherebbe, in quanto la rappresentazione delle risorse

utilizzate nella Sanità (pari a circa l’ottanta per cento delle risorse disponibili) rende

meno chiara la dinamica relativa all’intervento negli altri settori e, quindi, l’apporto finanziario

dell’attività istituzionale della Regione Piemonte alla struttura socio-economica

del territorio, i cui termini qualitativi sono rappresentati nella parte dedicata alla relazione

sociale.

Secondo le medesime logiche si rappresentano, altresì, gli impegni finanziari relativi agli

investimenti e, in riepilogo e confronto, i trasferimenti e gli investimenti secondo l’azione

di governo che supportano.

Valore aggiunto distribuito nel 2010

Il valore aggiunto rappresenta la differenza tra le entrate caratteristiche della

gestione corrente e i costi sostenuti per l’acquisto dei fattori produttivi

(materie prime, servizi e altre spese esterne), identificabili come costi intermedi

della gestione.

La Regione Piemonte, in qualità di soggetto erogatore di risorse agli stakeholder, provvede

a remunerare i soggetti portatori di fattori produttivi indispensabili per la realizzazione

della sua attività (quali dipendenti, organi di governo, amministrazione fiscale,

istituti di credito) e ad effettuare trasferimenti ai soggetti ritenuti, sul piano redistributivo,

meritevoli o che contribuiscono in forma indiretta a realizzare le finalità istituzionali

dell’Ente e allo sviluppo della Regione; queste uscite rappresentano la distribuzione del

valore aggiunto. La consistenza del valore aggiunto distribuito rappresenta la definizione

in termini contabili e finanziari dell’impatto della gestione dell’Ente

sul tessuto economico e sociale in cui esso opera.

36


Nella tabella di riparto sottostante si evidenzia come nel 2010 si siano distribuite risorse analoghe rispetto al 2009: ciò nonostante la

contrazione dei proventi della gestione, dovuta essenzialmente alla riduzione dei proventi tributari e dei trasferimenti statali.


entrate

valore aggiunto

2010-2009

2010 2009 differenza variazione %

Valori in milioni di euro

Proventi tributari 8.916 8.963 -47 -0,53%

Proventi da trasferimenti 1.452 1.535 -83 -5,72%

Proventi diversi 174 190 -16 -

Proventi speciali 57 45 12 21,05%

Proventi da gestione patrimoniale 30 41 -11 -36,67%

Totale proventi della gestione 10.629 10.774 -145 -1,36%

uscite

Costi per servizi 186 206 -20 -10,75%

Altre spese di gestione 21 20 1 4,76%

Oneri finanziari netti 165 198 -33 -20,00%

Totale uscite 372 424 -52 -13,98%

distribuzione VALORE AGGIUNTO del valore aggiunto 10.257 10.350 -93 -0,91%

distribuzione del valore aggiunto

Costo sanità 8.322 8.276 46 0,55%

Trasferimenti 1.557 1.577 -20 -1,28%

Personale 212 209 3 1,42%

Organi di governo

Giunta 4 3 1 25,00%

Consiglio 53 30 23 43,40%

Imposte 15 14 1 6,67%

Totale valore aggiunto distribuito 10.163 10.109 54 0,53%

bilancio

economico

sociale 2010 Regione Piemonte rendiconto ❘

37


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ rendiconto economico

La ripartizione del valore aggiunto per azione di governo è di seguito rappresentata.


Azione di governo

distribuzione del

valore aggiunto

per azioni di governo

Valore aggiunto*

sanità altri interventi totale

Il Piemonte per il benessere della persona e della famiglia 8.322 257 8.579

Il Piemonte per lo sviluppo della comunità 569 569

Il Piemonte per il territorio 772 772

Il Piemonte per l’efficienza delle istituzioni 243 243

Totale valore aggiunto distribuito 8.322 1.640 10.163

Valori in milioni di euro



38


I proventi della gestione riconducibili alle azioni di governo differenti dall’assistenza sanitaria sono esposti nella tabella seguente,

che ne fornisce il dettaglio analitico.


proventi DELla gestione

descrizione somme accertate %

Valori in euro

TASSE AUTOMOBILISTICHE 450.000.000 17,39%

QUOTA REGIONALE DELL’ACCISA SULLA BENZINA 282.610.716 10,92%

ADDIZIONALE ALL’IMPOSTA DI CONSUMO SUL GAS METANO 84.820.789 3,28%

TRIBUTO PER IL DEPOSITO IN DISCARICA DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI 7.327.460 0,28%

proventi APPLICAZIONE DI ALIQUOTE SULLA PRODUZIONE DELLA COLTIVAZIONE

tributari

DI IDROCARBURI 3.130.847 0,12%

TASSE SULLE CONCESSIONI 5.110.521 0,20%

TRASFERIMENTO DI FONDI DALLO STATO A TITOLO DI COMPENSAZIONE

DELLA SOPPRESSIONE DELLA TASSA AUTOMOBILISTICA PER I RIMORCHI 12.492.321 0,48%

QUOTA IRAP E IVA NON FINALIZZATA ALLA SANITÀ 292.155.815 11,29%

totale proventi tributari

1.137.648.469 43,97%

TRASFERIMENTI DA STATO 803.048.862 31,04%

TRASFERIMENTI DA STATO PER CONCORSO

AGLI ONERI DI AMMORTAMENTO DI MUTUI 54.595.258 2,11%

TRASFERIMENTI DA UNIONE EUROPEA 143.026.566 5,53%

proventi da

trasferimenti

TRASFERIMENTI DA STATO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGRAMMI COMUNITARI 173.954.724 6,72%

TRASFERIMENTI DA STATO PER CALAMITÀ NATURALI 24.590.987 0,95%

TRASFERIMENTI DA REGIONI E PROVINCE 3.183.441 0,12%

TRASFERIMENTI DA COMUNI 7.667.465 0,30%

TRASFERIMENTI DA ALTRI ENTI DELL’ AMMINISTRAZIONE CENTRALE 630.000 0,02%

totale proventi da trasferimenti

1.210.697.303 46,79%

proventi da CANONI E FITTI 29.667.887 1,15%

gestione

patrimoniale ALIENAZIONE DI ALTRI BENI IMMOBILI 350.526 0,01%

totale proventi da gestione patrimoniale

30.018.413 1,16%

RECUPERI E RIMBORSI 143.432.563 5,54%

ENTRATE VARIE ED EVENTUALI 7.894.286 0,31%

proventi INTROITI DERIVANTI DAL MUSEO DI SCIENZE NATURALI E DAL SERVIZIO CARTOGRAFICO 25.242 0,00%

diversi ENTRATE DERIVANTI DALLE ATTIVITA’ E DALLA FRUIZIONE DELLA “VENARIA REALE” 35.030 0,00%

VENDITA DEL BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE 632.221 0,02%

PRESTAZIONI A FAVORE DI TERZI EROGATE DAL SETTORE FITOSANITARIO REGIONALE 299.687 0,01%

totale proventi diversi

152.319.029 5,89%

PROVENTI CONNESSI ALLE SANZIONI AMMINISTRATIVE PER LE VIOLAZIONI

proventi DELLE NORME E DEGLI OBBLIGHI 53.167.144 2,05%

speciali PROVENTI PER CESSIONE DI SERVIZI, CESSIONI DIRITTI 409.984 0,02%

RIMBORSO SPESE PER ISTRUTTORIE E DIRITTI DI SEGRETERIA 3.029.246 0,12%

totale proventi speciali

56.606.374 2,19%

totale complessivo

2.587.289.588 100,00%

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ rendiconto economico

39


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ rendiconto economico

I trasferimenti rappresentano la principale fonte di entrata, con un’incidenza del 46,79% sul totale dei proventi della gestione, per un

ammontare pari a 1.211 milioni di euro (1.057 milioni di euro per trasferimenti correnti dallo Stato; 143 milioni di euro per trasferimenti

correnti dall’Unione Europea, 8 milioni di euro per trasferimenti correnti dai Comuni, 3 milioni di euro per trasferimenti correnti

da Regioni e Province).

Di poco inferiore risulta l’incidenza dei proventi tributari, rappresentanti il 43,97% delle entrate gestionali totali. Il loro ammontare,

pari a 1.138 milioni di euro, è principalmente ascrivibile alle tasse automobilistiche (450 milioni di euro), alla partecipazione regionale

al gettito dell’accisa sulla benzina (283 milioni di euro) e alla quota IRAP e IVA non finalizzata alla sanità (292 milioni di euro).

I costi della gestione correlati a tali proventi (e, pertanto, sempre al netto delle spese concernenti la sanità) sono riportati nella

tabella seguente e nel relativo grafico, che forniscono un’analisi dei costi della gestione sostenuti dalla Regione Piemonte.

2010

costi per acquisti

materie di consumo

costi per servizi

godimento beni

di terzi

totale

Costi intermedi

della gestione 18.674.884 134.158.561 38.670.798 191.504.243

% 9,75% 70,06% 20,19% 100,00%

Valori in euro, al netto

della spesa sanitaria

160

140

120

70,06%

100

80

costi intermedi

della gestione ᐅ

milioni

60

40

20

0

9,75%

costi per

acquisti materie

di consumo

costi per

servizi

20,19%

godimento beni

di terzi

40

I costi intermedi della gestione ammontano a 192 milioni di euro, di cui 134 milioni di euro (70,06%) per servizi; 39 milioni di euro

(20,19%) per canoni e altri oneri di uso o detenzione di locali, utenze e canoni per reti di telefonia e trasmissione; 19 milioni di euro

(9,75%) per utenze elettriche, idriche e di riscaldamento, materiali di consumo, spese postali.

Il risultante differenziale, al netto degli oneri finanziari e di altre poste rettificative, è il valore aggiunto distribuito ai settori diversi da

quello sanitario, la cui parte più rilevante è destinata ai trasferimenti di parte corrente, che meglio caratterizzano le azioni di

governo condotte.

L’analisi incrociata di tali trasferimenti fra azioni di governo (ordinate in sezioni) e stakeholder, pone in evidenza come i principali

destinatari di fondi regionali risultino le Province, percettrici di 517 milioni di euro, pari al 33% dei trasferimenti totali, seguite dai

Comuni, destinatari di 279 milioni di euro, pari al 18% dei trasferimenti, e dagli Enti delle Amministrazioni Locali, a cui va il 17% dei

trasferimenti, pari a 257 milioni di euro.

Un ammontare tra loro simile di trasferimenti spetta agli Enti ed alle Agenzie regionali (86 milioni di euro, pari al 6% dei trasferimenti


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ rendiconto economico

totali) e alle Istituzioni sociali private con fini diversi dal sociale (70 milioni di euro, pari al 4% del totale).

Le restanti somme, per la parte loro assegnata direttamente, spettano essenzialmente a Imprese (3%), Imprese di servizi (3%),

Famiglie (2%).

Tali dati sono riepilogati nella tabella seguente e nelle sue rappresentazioni grafiche, per valori e per incidenze percentuali.


analisi delle uscite

TRASFERIMENTI PARTE CORRENTE

AL NETTO DELLA SANITÀ 2010

sezione 1

Il Piemonte per

il benessere

della persona

e della famiglia

sezione 2

Il Piemonte per

lo sviluppo della

comunità

sezione 3

Il Piemonte per

il territorio

sezione 4

Il Piemonte

per l’efficienza

delle istituzioni

totale %

PROVINCE 6.315.139 331.157.791 116.099.858 63.180.000 516.752.788 33,19%

COMUNI 184.951.359 24.916.345 48.837.695 19.821.386 278.526.785 17,89%

ENTI DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI 7.650.323 13.705.164 235.631.132 229.996 257.216.615 16,52%

ENTI DELL’AMMINISTRAZIONE CENTRALE 273.084 55.000 1 99.661.000 9.270 199.998.354 12,85%

ENTI ED AGENZIE REGIONALI 947.500 59.067.170 25.518.941 240.245 85.773.855 5,51%

ISTITITUZIONI SOCIALI PRIVATE PER FINI DIVERSI

DAL SOCIALE 551.000 44.430.441 19.063.669 5.544.356 69.589.466 4,47%

IMPRESE 5.000.000 27.499.161 21.122.161 31.000 53.652.322 3,45%

IMPRESE DI PUBBLICI SERVIZI 7.490.000 39.988.363 73.994 47.552.357 3,05%

FAMIGLIE 15.017.997 10.024.999 25.042.996 1,61%

UNIVERSITÀ 9.948.448 3.251.909 63.000 13.263.357 0,85%

ISTITUZIONI SOCIALI PRIVATE PER ASSISTENZA

SOCIALE 5.866.704 5.866.704 0,38%

COMUNITÀ MONTANE 700.000 1.744.426 2.444.426 0,16%

ISTITUZIONI ESTERE 51.646 36.000 510.000 597.646 0,04%

ENTI DI RICERCA 11.000 340.000 351.000 0,02%

CAMERE DI COMMERCIO 160.000 160.000 0,01%

AZIENDE SANITARIE 27.328 27.328 0,00%

TOTALE 226.584.106 529.046.166 711.322.481 89.863.246 1.556.815.999

42


trasferimenti

per stakeholderparte

corrente

2010

600

500

400

516,75

300

200

278,53

257,22

200,00

Valori in milioni di euro

100

0

85,77

69,59

53,65

47,55

25,04

13,26

5,87

2,44

0,60

0,35

0,16

0,03

35%

30%

province

33,19%

comuni

enti delle amministrazioni locali

enti dell’amministrazione centrale

enti ed agenzie regionali

istituzioni sociali private per fini diversi dal sociale

imprese

imprese di pubblici servizi

famiglie

università

istituzioni sociali private per assistenza sociale

comunità montane

istituzioni esterne

enti di ricerca

camere di commercio

aziende sanitarie

25%

20%

17,89%

16,52%

15%

12,85%

10%

trasferimenti

per stakeholderparte

corrente

2010 (%) ᐅ

5%

0%

5,51%

4,47%

3,45%

3,05%

1,61%

0,85%

0,38%

0,16%

0,04%

0,02%

0,01%

0,00%

province

comuni

enti delle amministrazioni locali

enti dell’amministrazione centrale

enti ed agenzie regionali

istituzioni sociali private per fini diversi dal sociale

imprese

imprese di pubblici servizi

famiglie

università

istituzioni sociali private per assistenza sociale

comunità montane

istituzioni esterne

enti di ricerca

bilancio sociale 2010 regione piemonte

camere di commercio

aziende sanitarie

❘ rendiconto economico

43


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ rendiconto economico

L’assoluta rilevanza delle amministrazioni pubbliche quali beneficiarie dei trasferimenti regionali in parte corrente e rilevabile anche

nella seguente rielaborazione aggregata della tabella precedente e nella sua rappresentazione grafica.


TOTALE %

Amministrazioni pubbliche 1.430.568.324 91,89%

Imprese 101.204.679 6,50%

Famiglie e cittadini 25.042.996 1,61%

Totale 1.556.815.999

trasferimenti di parte

corrente PER aggregazioni

di stakeholder

Valori in euro

1.600

1.400

1.431

1.200

1.000

800

600

dettaglio dei

trasferimenti -

parte corrente ᐅ

milioni

400

200

0

amministrazioni

pubbliche

91,89%

101

imprese

6,50%

25

famiglie e

cittadini

1,61%

Investimenti e trasferimenti in conto capitale nel 2010

44

I prospetti riportati di seguito forniscono una rappresentazione della spesa in conto capitale – data da investimenti e trasferimenti

in conto capitale al netto di quelli concernenti il sistema sanitario – realizzata dalla Regione Piemonte, ponendo in evidenza sia

l’ambito politico che ne ha beneficiato (rappresentato dalle azioni di governo) sia la tipologia di investimento realizzato, secondo la

classificazione per natura.

Per quanto attiene l’area di intervento, le maggiori spese in conto capitale si rilevano per le azioni di governo riguardanti il territorio,

quindi lo sviluppo della comunità.

Nel dettaglio, l’azione per lo sviluppo della comunità risulta destinataria di 304 milioni di euro, principalmente sotto forma di concessioni

di crediti a favore di imprese (56 milioni di euro) e di trasferimenti in conto capitale ad imprese (181 milioni di euro) per favorire

l’accesso al credito. Rilevano, quindi, i trasferimenti a Province e Comuni (63 milioni di euro), essenzialmente per impiantistica di

telecomunicazione integrata fonia e dati, e all’Università (4 milioni di euro) per il finanziamento di progetti di ricerca scientifica.

Alle azioni per il territorio sono stati destinati 470 milioni di euro. Si evidenziano fra questi i trasferimenti in conto capitale, in partico-


lare a favore di comuni (103 milioni di euro), principalmente diretti a fronteggiare i danni conseguenti gli eventi alluvionali del 1994,

2000 e 2002, e a imprese pubbliche (21 milioni di euro), per il finanziamento di interventi per la tutela delle acque e la gestione integrata

delle risorse idriche. Alle politiche relative all’agricoltura sono stati destinati 46 milioni di euro sotto forma di trasferimenti alle

imprese e 11 milioni di euro all’ambiente. Gran parte degli investimenti per i trasporti (88 milioni di euro) sono destinati a Comuni e

Province (69 milioni di euro) e a imprese pubbliche (16 milioni di euro). Ulteriori investimenti riguardano le comunità montane (27

milioni di euro) e l’attuazione del Programma interregionale Italia-Francia. Vi sono, infine, trasferimenti ad enti ed agenzie regionali

per interventi nell’ambito dell’agricoltura (40 milioni di euro) e delle opere pubbliche (20 milioni di euro).

spesa in conto capitale

per azioni di governo

Valori in euro

Il Piemonte per il benessere della persona e della famiglia,

al netto degli interventi in sanità 116.308.204

Il Piemonte per lo sviluppo della comunità 304.324.590

Il Piemonte per il territorio 470.174.544

Il Piemonte per l’efficienza delle istituzioni 28.043.588

Totale 918.850.926


Analizzando i medesimi dati secondo natura, si evidenzia che la principale voce di spesa in conto capitale è data dai trasferimenti

(766 milioni di euro), rappresentanti un sostegno indiretto alla realizzazione di investimenti da parte dei destinatari (quali enti locali,

imprese e famiglie). La medesima finalità è perseguita tramite la concessione di crediti a comuni ed imprese (56 milioni di euro). Per

quanto attiene gli investimenti diretti, alla realizzazione di infrastrutture sono stati destinati 33 milioni di euro, all’acquisizione o realizzazione

di software 50 milioni di euro.

spesa in conto capitale,

al netto della sanitaria,

per natura

Valori in euro

Infrastrutture 32.630.560

Mobili, macchinari e attrezzature 14.160.943

Acquisizione e realizzazione software 49.569.226

Trasferimenti 766.067.157

Concessione crediti e contributi a enti locali 56.423.040

Totale 918.850.926


L’analisi incrociata dei trasferimenti in conto capitale (al netto della sanità) fra azioni di governo (ordinate in sezioni) e stakeholder,

pone in evidenza la rilevanza, nella sezione 3 (Il Piemonte per il Territorio), dei trasferimenti ai Comuni – 149 milioni di euro – destinati

soprattutto a finanziamenti di opere pubbliche e per fronteggiare i danni provocati da eventi calamitosi e alluvionali verificatisi negli

anni passati, nonché, per la sezione 2 (Il Piemonte per lo sviluppo della comunità), dei trasferimenti alle imprese per 185 milioni di euro.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ rendiconto economico

45


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ rendiconto economico

Tali dati sono dettagliati nella seguente tabella e nelle sue rappresentazioni grafiche, per valori e percentuali.


analisi delle uscite

TRASFERIMENTI conto capitale

AL NETTO DELLA SANITÀ 2010

sezione 1

Il Piemonte per

il benessere

della persona

e della famiglia

sezione 2

Il Piemonte per

lo sviluppo della

comunità

sezione 3

Il Piemonte per

il territorio

analisi delle uscite -

trasferimenti conto capitale

al netto della sanità

sezione 4

Il Piemonte

per l’efficienza

delle istituzioni

totale %

COMUNI 46.791.817 42.921.765 148.714.563 238.428.145 31,07%

IMPRESE 34.722.029 184.868.761 45.386.218 264.977.007 34,53%

PROVINCE 688.618 7.947.083 68.697.897 77.333.599 10,08%

ENTI DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI 26.498.120 4.840.226 31.338.347 4,08%

ENTI ED AGENZIE REGIONALI 21.649.494 21.649.494 2,82%

ISTITUZIONI SOCIALI PRIVATE 468.814 14.017.221 1.400.000 15.886.035 2,07%

IMPRESE DI PUBBLICI SERVIZI 77.571.664 77.571.664 10,11%

COMUNITÀ MONTANE 12.710 801.250 26.924.799 27.738.759 3,62%

UNIVERSITÀ 3.778.849 3.778.849 0,49%

FAMIGLIE 3.122.000 3.122.000 0,41%

ENTI DELL’AMMINISTRAZIONE CENTRALE 2.001.357 2.001.357 0,26%

REGIONI E PROVINCE AUTONOME 25.200 3.439.741 3.464.941 0,45%

TOTALE 112.304.109 254.360.128 400.625.960 767.290.196

Valori in euro

trasferimenti

per stakeholderconto

capitale

2010

300

250

200

238,43

264,98

150

100

77,33

77,57

Valori in milioni di euro

50

0

comuni

imprese

province

31,34

enti delle

amministrazioni

locali

21,65

enti ed

agenzie

regionali

15,89

istituzioni

sociali

private

imprese

di pubblici

servizi

27,74

3,78

3,12

comunità

montane università famiglie

2,00

enti dell’

amministrazione

centrale

46


trasferimenti

per stakeholderconto

capitale

2010

40

35

30

25

20

31,07%

34,53%

15

10

10,08%

10,11%

5

0

4,08%

2,82%

2,07%

3,62%

0,49%

0,41%

0,26%

comuni

imprese

province

enti delle

amministrazioni

locali

enti ed

agenzie

regionali

istituzioni

sociali

private

imprese

di pubblici

servizi

comunità

montane università famiglie

enti dell’

amministrazione

centrale

La seguente tabella ed il relativo grafico rappresentano la riconducibilità degli interventi ad aggregazioni di stakeholder.

trasferimenti in

conto capitale PER

aggregazioni

di stakeholder

Valori in euro

TOTALE %

Amministrazioni pubbliche 421.619.525 54,95%

Imprese 342.548.671 44,64%

Famiglie e cittadini 3.122.000 0,41%

Totale 767.290.196


450

400

422

350

300

343

250

200

150

dettaglio dei

trasferimenti -

conto capitale ᐅ

milioni

100

50

0

amministrazioni

pubbliche

(tutte)

54,95%

imprese

(tutte)

44,64%

famiglie e

cittadini

0,41%

bilancio sociale 2010 regione piemonte

3

❘ rendiconto economico

47


ilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ rendiconto economico


Confronto fra trasferimenti in parte corrente e in conto capitale

al netto della sanità

Riepilogando i dati precedentemente esposti, si evidenzia come gli impegni programmatici della Regione si esplichino attraverso

trasferimenti per investimenti e per parte corrente: quest’ultima richiede l’impegno più elevato di risorse, doppie rispetto alla parte

relativa al conto capitale. Infatti, su 2.324 milioni di euro totali trasferiti, 1.557 sono in parte corrente e 767 in conto capitale (rispettivamente

il 67% e il 33% del totale).

La ripartizione per le sezioni in cui si articolano le azioni di governo evidenzia un’ingente destinazione di risorse alle politiche per lo

sviluppo della comunità e per il territorio. I trasferimenti ammontano per le prime (sezione 2) a 783 milioni di euro (34% del totale),

per le seconde (sezione 3) a 1.112 milioni di euro, corrispondenti al 48% del totale.

800

700

711

confronto trasferimenti -

parte corrente - conto

capitale al netto

della sanità

milioni

600

500

400

300

200

100

0

227

112

SEZIONE 1

il Piemonte per

il benessere della

persona e

della famiglia

529

254

SEZIONE 2

il Piemonte per

lo sviluppo della

comunità

401

SEZIONE 3

il Piemonte per

il territorio

90

0

SEZIONE 4

il Piemonte per

l’efficienza delle

istituzioni

trasferimenti correnti

66,99%

trasferimenti in conto capitale

33,01%

Valori in milioni di euro*

* importi al netto della sanità

48


3. relazione

sociale


AZIONI di governo e articolazione della relazione sociale

Il Piemonte per

il benessere

della persona

e della famiglia

Benessere

sanitario

Attività di prevenzione

Organizzazione delle reti regionali

di assistenza ospedaliera

Assistenza specialistica e farmaceutica

Meccanismi di regolazione del

mercato e mobilità interregionale

Assistenza territoriale

Governo del personale

Benessere sanitario

Procedimenti amministrativo-contabili

Benessere

sociale

Politiche per la casa

Politiche sociali

Il Piemonte per

lo sviluppo

della comunità

sviluppo

culturale

sviluppo

economico

Cultura

Spettacolo

Patrimonio librario e promozione della lettura

Musei e patrimonio culturale

Politiche giovanili

Turismo

Sport

Istruzione

Pari opportunità

Formazione

Lavoro

Industria

Commercio

Innovazione e ricerca

Università

Ricerca e svilupo

Innovazione

Il Piemonte per

il territorio

ambiente

e territorio

Ambiente

Aree protette e tutela della biodiversità

Tutela ambientale

Acqua

Gestione dei rifiuti

Montagna e foreste

Agricoltura

Pianificazione territoriale

Pianificazione, tutela e valorizzazione

territoriale e paessagistica

Urbanistica

Opere pubbliche

Edilizia scolastica

trasporti

e logistica

Mobilità

Reti ferroviarie

Viabilità e sicurezza stradale

Servizi di trasporto pubblico

Navigazione, trasporto merci e logistica

Infrastrutture strategiche

50

Il Piemonte per

l’efficienza

delle istituzioni

presenza

istituzionale

efficienza

organizzativa

Federalismo e autonomie locali

Rapporti tra le istituzioni

Rapporti con l’Unione Europea

Iniziative internazionali


il piemontE

per il benessere

della persona

e della famiglia

Benessere sanitario

Il Servizio Sanitario piemontese concorre con gli altri sistemi nazionali alla garanzia

della tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse

della collettività, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana. Grazie

alle risorse finanziarie dedicate assicura i livelli essenziali e uniformi di assistenza

definiti dal Piano sanitario nazionale nel rispetto dei principi della dignità della

persona umana, del bisogno di salute, dell’equità nell’accesso all’assistenza, della qualità

delle cure e della loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze, nonché

dell’economicità nell’impiego delle risorse.

Il manifestarsi di situazioni nazionali differenziate e critiche, soprattutto sotto il profilo

della sostenibilità finanziaria, ha comportato il differimento dell’adozione del nuovo

Piano sanitario nazionale – che sostituisse il precedente scaduto nel 2008 – sostituendolo,

di fatto, con l’Intesa sul patto per la salute, concordato a fine 2009 in sede di

Conferenza Stato-Regioni.

In tale contesto di generale evoluzione e di necessario cambiamento, la Regione

Piemonte ha avviato i passi necessari per una riforma dell’assetto del sistema sanitario

regionale ed una nuova programmazione dell’attività, pur continuando a mantenere,

tramite le proprie aziende sanitarie, il supporto per una incisiva e diffusa produzione dei

servizi necessari alla popolazione, nonché progettualità specifiche che hanno coinvolto

un gran numero di operatori professionalmente inseriti nel settore sanitario.

Il valore aggiunto relativo a quest’area, nel 2010, è pari a 8.322 milioni di euro.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

51


10.000.000.000

1.000.000.000

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

71.000.000

1.802.201.486

6.406.057.226

24.758.367

12.000.000

159.143 1.418.254

25.000 477.052

765.000

1.000

trasferimenti

di parte corrente ᐅ

100

10

1

Arpa

aziende

ospedaliere

aziende

sanitarie

enti delle

amministrazioni

locali

enti ed

agenzie

regionali

imprese

istituzioni

sociali

private

istituti

zooprofilattici

sperimentali

regioni e

province

autonome

università

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

2.000.000

52.250.313

103.509.993

114.000

10.000

1.000

100

trasferimenti in 10

conto capitale ᐅ 1

Arpa aziende ospedaliere aziende sanitarie comuni

personale

dedicato

SANITÀ 184

Articolazione per aziende del Sistema Sanitario Regionale

52

Aziende sanitarie locali:

ASL AL: Distretti di Acqui Terme, Alessandria, Casale Monferrato, Novi Ligure, Ovada, Tortona, Valenza

ASL AT: Distretti di Asti Centro, Asti Nord, Asti Sud

ASL BI: Distretti di Biella e Cossato

ASL CN1: Distretti di Cuneo, Borgo San Dalmazzo-Dronero, Mondovì, Ceva, Savigliano-Fossano, Saluzzo

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


ASL CN2: Distretti di Alba e Bra

ASL NO: Distretti di Arona, Borgomanero, Galliate, Novara

ASL TO1: Distretti 1, 2, 3, 8, 9, 10 di Torino

ASL TO2: Distretti 4, 5, 6, 7 di Torino

ASL TO3: Distretti di Collegno, Giaveno, Orbassano, Pinerolo, Rivoli, Susa, Val Pellice, Valli Chisone e Germanasca, Venaria

ASL TO4: Distretti di Ciriè, Chivasso, Settimo Torinese, San Mauro, Ivrea, Cuorgnè

ASL TO5: Distretti di Chieri, Carmagnola, Moncalieri e Nichelino

ASL VC: Distretti di Vercelli e Valsesia

ASL VCO: Distretti di Verbania, Omegna, Domodossola

Aziende ospedaliere:

AO CTO/MARIA ADELAIDE di Torino

AO O.I.R.M./S. ANNA di Torino

AO ORDINE MAURIZIANO di Torino

AO SS ANTONIO, BIAGIO E C. ARRIGO di Alessandria

AO S. CROCE E CARLE di Cuneo

Aziende ospedaliero-universitarie:

AOU SAN GIOVANNI BATTISTA di Torino

AOU SAN LUIGI di Orbassano

AOU MAGGIORE DELLA CARITÀ di Novara

Attività di prevenzione

L’architettura di governo della prevenzione stabilita con il relativo Piano regionale ha il suo fulcro, a livello aziendale, nelle Direzioni

Integrate della Prevenzione e, a livello regionale, nel Coordinamento della Prevenzione.

La Direzione Integrata della Prevenzione ha lo scopo di integrare, coordinare e armonizzare tra loro le numerose attività, assicurare

le funzioni di governo unico della prevenzione, favorire l’incontro e l’integrazione dei soggetti interessati, superare gradualmente le

barriere tutt’ora esistenti fra servizi, gruppi professionali e disciplinari diversi. Lavora in collaborazione con tutte le strutture sanitarie

e non sanitarie dell’ASL di riferimento avvalendosi anche delle funzioni consultive e propositive proprie dei componenti locali dell’Assemblea

dei servizi di prevenzione.

Il Coordinamento della prevenzione esercita funzioni chiave per la governance del sistema prevenzione. È il luogo in cui gli atti regolatori

e pianificatori della Regione, attinenti alla prevenzione, trovano la necessaria condivisione, nei metodi e nei contenuti, e integrano

i diversi ambiti di azione e professionalità. Costituisce la struttura univoca di interfaccia con altri settori regionali, agenzie,

enti, amministrazioni e forze sociali per promuovere azioni di prevenzione nel contesto clinico e nelle politiche di gestione del territorio,

assicurando che le azioni aziendali siano coerenti con le linee strategiche regionali.

Esso si articola in due organismi: il Coordinamento operativo regionale per la prevenzione (CORP) e l’Assemblea dei Servizi

di prevenzione.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

53


Il CORP rappresenta il luogo in cui gli atti regolatori e pianificatori della Regione attinenti alla prevenzione (atti di indirizzo, piani di

attività, progetti), prima della formale emissione, sono sottoposti a supervisione metodologica (rispetto per esempio alle fasi di

analisi dei bisogni, ricerca dell’efficacia degli strumenti proposti e monitoraggio dei risultati) e subiscono una verifica di coerenza

con gli obiettivi del Piano Regionale della Prevenzione.

L’Assemblea dei Servizi di prevenzione rappresenta il luogo d’incontro, interrelazione e integrazione tra tutti i Servizi che

erogano direttamente prestazioni di prevenzione o che concorrono (direttamente o indirettamente) a essa. È presieduta dal

Direttore regionale della Sanità e ha una funzione consultiva e propositiva nei confronti del CORP.

La Regione Piemonte è stata individuata dal Ministero della Salute - Dipartimento della Prevenzione e della Comunicazione - Direzione

Generale della Prevenzione Sanitaria - Centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie quale partner per la realizzazione

di diversi progetti.

Il documento principale per le attività di prevenzione 2010 è il Piano regionale di Prevenzione 2010 – 2012. L’elaborato è stato

creato ricercando la più ampia condivisione possibile e promuovendo la discussione nelle diverse articolazioni del Servizio Sanitario

Regionale, fino predisporre il documento conclusivo nell’ultimo semestre 2010.

Il Piano individua dieci obiettivi di salute: stili di vita, sicurezza alimentare, prevenzione delle malattie trasmissibili, prevenzione dei

rischi in ambienti di vita, prevenzione dei rischi in ambienti di lavoro, prevenzione eventi infortunistici in ambito domestico, prevenzione

incidenti stradali, screening dei tumori della cervice uterina, della mammella e del colon-retto, valutazione del rischio individuale

di malattia ed infine prevenzione delle complicanze e delle recidive di malattia. Il documento è stato pubblicato sul sito regionale

e distribuito capillarmente agli operatori delle aziende sanitarie regionali.

La Regione Piemonte relativamente all’obiettivo di sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive può vantare

numerosi servizi attivi in collaborazione con il Servizio Sovrazonale di Epidemiologia dell’ASL di Alessandria svolgendo principalmente

azioni d’integrazione, di sostegno, di monitoraggio ed di coordinamento.

Nel corso del 2010, si è puntato al rafforzamento e allo sviluppo di alcuni specifici processi dei piani vaccinali. La fase di realizzazione

è preceduta dalle attività di sviluppo e manutenzione dei sistemi informativi, che permettono l’integrazione dei dati regionali provenienti

dal sistema di notifica obbligatoria e da altri numerosi sistemi di sorveglianza, con quelli derivati da altre banche dati sanitarie,

rendendo possibili analisi propedeutiche agli interventi sanitari.

I 10 obiettivi di salute del

Piano regionale di

Prevenzione 2010 – 2012:

> stili di vita

> sicurezza alimentare

> prevenzione malattie

trasmissibili

> prevenzione dei rischi in

ambienti di vita e lavoro

> prevenzione degli

infortuni

> screening di alcuni tumori

> valutazione del rischio

individuale di malattia

> prevenzione di

complicanze e recidive

Sorveglianza, prevenzione

e controllo delle malattie

infettive

54

In particolare, si riportano alcuni progetti specifici volti al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del complesso preventivo regionale:

il riordino del sistema informativo malattie infettive al fine di assicurare la correttezza e veridicità dei flussi informativi,

la prosecuzione della sorveglianza delle infezioni batteriche invasive, il monitoraggio sulle malattie trasmesse da

vettori, la sorveglianza, prevenzione e la diagnosi delle infezioni sessualmente trasmesse con la pubblicazione del bollettino

annuale. A queste attività svolte negli anni, si aggiungono processi caratterizzati da urgenza, come la produzione del bollettino settimanale

sulla sorveglianza della pandemia da virus influenzale A/H1N1v.

Dall’uso dei flussi informativi provenienti dalle azione descritte deriva la fase programmatoria delle attività vaccinali. Alla Regione

Piemonte compete la sorveglianza e il sostegno degli interventi realizzati dai servizi vaccinali delle ASL piemontesi valutando il raggiungimento

degli obiettivi di copertura previsti dal calendario vaccinale vigente. L’attività di vaccinazione antinfluenzale è stata

condotta in Piemonte attraverso l’emanazione di “Raccomandazioni regionali” e con il recepimento delle raccomandazioni della

Attività di vaccinazione

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


Circolare del Ministero della Salute “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2010-2011”. Tale specifico

intervento ha condotto, ad esempio, a rendere gratuita e potenziata rispetto a quanto previsto dal Ministero l’offerta vaccinale

relativa al Papilloma Virus, rivolgendosi non soltanto alla fascia di età di 11 anni ma anche a ragazze quindicenni, per le quali la

vaccinazione risulta ancora efficace.

Nel corso del 2010 è ripresa in tutte le ASL piemontesi la campagna vaccinale anti-HPV, interrotta a fine 2009 a causa dell’emergenza

pandemica. È proseguito, inoltre, il monitoraggio delle strategie specifiche previste volte all’eliminazione del morbillo e della

rosolia, attività inerenti il Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo e della rosolia congenita – PNEMRc.

Nutrizione e abitudini

alimentari del bambino

Prevenzione e

promozione della salute

degli adolescenti

Sorveglianza sui fattori di

rischio derivanti

dai comportamenti

delle persone

Prevenzione degli

incidenti stradali

Nel campo della nutrizione e delle abitudini alimentari in generale, sono proseguite due importanti analisi di settore: Okkio alla

salute e l’indagine nazionale HBSC. Con un campione di circa 5.000 interviste a bambini e adolescenti, si sono acquisiti nuovi

dati su condizione nutrizionale, abitudini alimentari ed attività fisica. Le prime valutazioni di trend potranno essere un valido supporto

alle attività di programmazione e valutazione di efficacia degli interventi di prevenzione e promozione della salute.

Degno di menzione è anche il “Progetto Adolescenza” concernente la determinazione di un quadro dettagliato di tutte le iniziative

di prevenzione e promozione della salute rivolte agli adolescenti di età compresa fra i 14 e i 18 anni, condotte su territorio nazionale,

con particolare attenzione alle abitudini alimentari, attività fisica, infezioni sessualmente trasmesse, consumo di droghe e alcool,

salute mentale, incidenti stradali, nonché il coordinamento di un piano nazionale di interventi di prevenzione rivolti.

Un grande filone di interventi finalizzati alla promozione della salute al quale la Regione Piemonte ha dedicato particolare attenzione

è rivolto a due grandi macroaree complementari: le indagini sullo stato di salute della popolazione e il rilancio della cultura

sulla salute attraverso progetti mirati.

Per quanto concerne la prima area si evidenziano la sorveglianza sui fattori di rischio comportamentali – PASSI (Progressi

delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) e il progetto “Incidenti stradali”. L’attività di sorveglianza sui fattori di rischio comportamentali,

lo stato di salute e gli stili di vita della popolazione, coordinato dal SSEPI Novara e dal SeREMI, è proseguita nel 2010, diventando

attività continuativa delle ASL e dimostrandosi uno strumento indispensabile per la conoscenza dei bisogni di salute della

popolazione.

In tema di incidenti stradali si rileva l’impegno regionale pluriannuale nello sviluppo di programmi di contrasto, inseribili nell’obiettivo

di prevenzione omologo, teso alla riduzione della mortalità sul territorio piemontese. Il nuovo Piano regionale di Prevenzione ha

individuato due principali linee di intervento: lo sviluppo e consolidamento del sistema regionale di sorveglianza integrato incidenti

stradali e i moltiplicatori dell’azione preventiva. Nel 2010 sono state acquisite le fonti informative a copertura regionale contenenti i

dati necessari per lo studio: dell’impatto sulla salute degli incidenti, della valutazione di qualità e completezza dei database, della

possibilità di integrazione tra fonti sanitarie, del percorso assistenziale del traumatizzato dal primo soccorso alla post-dimissione.

Educazione alla salute e

prevenzione primaria

nelle scuole

Nell’ambito delle attività concernenti gli stili di vita, si evidenzia come la Commissione Paritetica dell’Ufficio Scolastico Regionale

abbia partecipato alla stesura di un nuovo protocollo d’intesa riportante gli indirizzi comuni e priorità di azione nel campo della promozione

della salute. L’anno 2010 ha visto la realizzazione congiunta del progetto “Scuola e Salute: educazione alla salute e

prevenzione primaria”, concernente la sensibilizzazione degli operatori e la programmazione degli interventi di Ricerca-Azione”.

Tale progetto si articola in fasi finalizzate al confronto tra i referenti regionali di Educazione alla salute della Scuola e quelli scolastici

provinciali.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

55


Il Piano regionale antitabacco (PRAT) si inserisce in tale contesto, diffondendo le linee guida clinico organizzative per la cessazione

dal fumo di tabacco. Le competenze regionali possono essere sintetizzate nel coordinamento delle funzioni di connessione tra

i gruppi di lavoro a vario titolo operanti a livello locale e nazionale, nella valutazione della realizzazione degli obiettivi aziendali in

merito alla lotta al tabagismo e nella mappatura dei servizi dedicati alla cura, nonché nell’assegnazione di risorse finanziarie finalizzate

all’implementazione delle attività della Commissione regionale.

Circa l’obiettivo “Prevenzione dei rischi in ambiente di vita” del Piano regionale di Prevenzione, si inseriscono una serie di processi

concernenti la prevenzione tramite l’informazione. Nel corso dell’estate 2010 le strutture regionali hanno predisposto e diffuso in

tutta la Regione materiale informativo atto ad arginare gli effetti dovuti alla possibile “emergenza caldo”. Il materiale indica le

azioni riconosciute utili all’eliminazione o all’arginamento del rischio di danni alla salute a seguito di eccessi di temperatura ambientale.

Si può annoverare tra gli interventi relativi all’ambiente di vita anche il progetto “Promozione della cultura della sicurezza nelle

scuole”, scaturito dalla collaborazione tra Regione Piemonte, USR (Ufficio Scolastico Regionale) e INAIL, che ha consentito di realizzare,

nel biennio 2009-2010, una serie di interventi qualitativamente e quantitativamente significativi, tra i quali i corsi di formazione

per operatori della scuola e la predisposizione del Documento di indirizzo per la sicurezza negli Istituti scolastici del

Piemonte, orientato a fornire indicazioni univoche alle figure preposte alla sicurezza, suggerendo il corretto approccio alla gestione

della sicurezza. Il documento analizza le figure addette alla sicurezza, i relativi compiti, la valutazione dei rischi, la didattica della sicurezza

rivolta agli allievi, la sorveglianza sanitaria, le emergenze, i rapporti con gli enti locali e l’igiene dell’ambiente di vita scolastico.

È stata costituita la Rete di scuole per la sicurezza in Piemonte, ritenuta uno strumento strategico per l’attivazione di percorsi

formativi in tema di prevenzione, destinati a tutti i soggetti coinvolti nelle attività scolastiche, con particolare riguardo agli studenti.

Partecipano al progetto 176 istituti scolastici di ogni ordine e grado.

La prevenzione implica anche controlli. In merito, rileva il Piano Regionale Integrato dei Controlli di Sicurezza Alimentare

(PRISA), collegato al Piano Regionale della Prevenzione 2010 – 2012 e al Piano Aziendale Integrato di Sicurezza Alimentare (PAISA)

delle ASL. La programmazione delle attività 2010 ha adottato come linee guida la garanzia di livelli di controllo omogenei sul territorio

e il costante miglioramento della sicurezza alimentare.

Piano regionale per

la lotta al tabagismo

Piano informativo per

prevenire i rischi di danni

alla salute nei periodi

di “emergenza caldo”

Promozione della cultura

della sicurezza nelle scuole

Piano integrato dei

controlli di sicurezza

alimentare e formazione

del personale addetto

ai controlli

Sono state individuate alcune aree di intervento ritenute di particolare rilevanza: la gestione del sistema di allerta, la preparazione

preliminare dei piani di emergenza e la programmazione del piano di controllo regionale.

L’attenzione alla sicurezza alimentare del cittadino, che le strutture della Regione Piemonte pongono alla base delle attività connesse

al PRISA, ha comportato attività indirizzate alla gestione di rischi emergenti ed alla realizzazione di monitoraggi specifici, quali la

ricerca Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) in oli vegetali, il monitoraggio dei tenori di acrilammide negli alimenti, la ricerca di metalli

pesanti in contenitori di succhi di frutta, la ricerca di Escherichia coli 0157, il monitoraggio dell’uso di additivi alimentari ed aromi.

Nel 2010 sono stati attivati due piani specifici di controllo, il primo sui materiali ed oggetti a contatto con alimenti (MOCA) ed il secondo

su additivi, enzimi e coloranti.

56

I SIAN (Servizi di Igiene Alimenti e Nutrizione) hanno verificato, a garanzia dei consumatori, la capacità di controllo dei pericoli

e dei rischi degli Operatori del Settore Alimentare (OSA), la conformità delle attrezzature, la sicurezza e la salubrità dei prodotti. Si

sono utilizzati nuovi strumenti del controllo ufficiale portando a termine 15.589 ispezioni, controllando 13.072 imprese alimentari

su un totale di circa 63.150. Per quanto concerne il campionamento ufficiale, sono stati eseguiti 3.200 prelievi di alimenti e

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


evande per accertare la presenza di inquinanti chimici, agenti patogeni ovvero altre sostanze pericolose, segnalando irregolarità

quantificate nel 2% del controlli totali.

L’Amministrazione regionale ha dedicato risorse anche all’educazione e formazione sanitaria e del personale SIAN. Sono

continuati nel 2010 i programmi d’informazione indirizzati ad insegnanti ed operatori di mense scolastiche e più in generale agli

operatori delle imprese alimentari, nonché al personale SIAN operante presso i Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione

delle ASL. I progetti formativi realizzati nel 2010 hanno riguardato materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti, interventi di

sorveglianza e prevenzione dell’obesità, audit di sistema nella sicurezza alimentare, prevenzione e controllo della celiachia e delle

allergie e intolleranze alimentari, sorveglianza e prevenzione della malnutrizione dell’anziano.

Controlli della qualità

igienico‐sanitaria

dell’acqua potabile e delle

acque minerali di sorgente

Osservatorio nazionale

Tessile, Abbigliamento,

Pelle, Calzature

Prevenzione delle infezioni

legate all’ambiente

ospedaliero

Screening dei tumori della

cervice uterina, della

mammella e del colonretto

La tutela della qualità igienico-sanitaria dell’acqua potabile è un altro processo che ha richiesto particolare attenzione. Sulle

oltre 2.000 reti di distribuzione afferenti agli acquedotti esistenti, sono stati prelevati e analizzati circa 22.000 prelievi di campioni

d’acqua per il controllo di conformità alla normativa sotto il profilo chimico e microbiologico.

Parallelamente sono proseguiti i controlli sulle acque minerali di sorgente con 1.400 campionamenti e 400 sopralluoghi nei 15

stabilimenti autorizzati e nelle 55 sorgenti attive.

Riguardo all’obiettivo di prevenzione dei rischi in ambiente di lavoro, è da evidenziare il progetto relativo all’istituzione dell’Osservatorio

nazionale Tessile, Abbigliamento, Pelle, Calzature. Le finalità sono la promozione della tutela della salute, dell’ambiente

e la ricerca scientifica nel settore dei materiali, prodotti e supporti tessili.

Altro rilevante progetto coordinato dall’Amministrazione regionale è quello relativo al tema di prevenzione delle infezioni correlate

all’assistenza in ambiente ospedaliero. Nel periodo 2008-2010 le aziende sanitarie hanno sviluppato le proprie attività

misurando una serie di indicatori in grado di evidenziare caratteristiche strutturali e organizzative, attività di sorveglianza attiva e

passiva, implementazione di misure di controllo, attività di formazione.

Successivamente, si è proceduto anche al consolidamento dell’attività di sorveglianza delle infezioni del sito chirurgico monitorando

ogni anno specifiche situazioni o situazioni inesplorate da un punto di vista epidemiologico: parti cesarei nel 2009, cardiochirurgia ed

interventi sul colon nel 2010.

In merito allo screening dei tumori della cervice uterina, della mammella e del colon-retto, valutazione del rischio individuale di malattia,

si è coordinato il progetto inserito nelle attività inerenti la prevenzione secondaria oncologica (screening) collegandolo al

programma “Prevenzione Serena”. Lo screening è svolto normalmente per invito; comunque, anche in assenza di tale invito, si

può accedere ad uno dei centri di Prevenzione Serena per eseguire l’esame.

Nel triennio 2008-2010 sono state contattate per eseguire il Pap Test oltre centomila donne, ossia il 94% della popolazione obiettivo

(25-64 anni), e circa il 40% di queste ha partecipato. Per quanto riguarda lo screening mammografico, nella fascia d’età 50-69 le donne

invitate sono state 236.375 e di loro circa la metà ha partecipato al programma. A questa attività si aggiunge quella relativa a

circa 43.000 donne di età 45-49, invitate per lettera o considerate invitate perché pervenute con adesione spontanea, cui corrispondono

circa 29.000 esami eseguiti.

Relativamente allo screening dei tumori colorettali, la copertura del territorio regionale si è estesa progressivamente nel tempo. Nel

2010 sono state invitate complessivamente circa 300.000 persone e sono stati eseguiti quasi 180.000 test (sigmoidoscopie e FOBT).

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

57


In ambito veterinario, sono stati svolti 952 controlli su 2.548 allevamenti registrati per la produzione latte, integrando un già efficiente

sistema di controlli di filiera che prevede accertamenti periodici dei requisiti igienico-sanitari dei locali, delle attrezzature, del personale

e dei procedimenti adottati. Le ispezioni sui produttori hanno frequenze diverse secondo le caratteristiche delle lavorazioni

alimentari e si estendono fino alla distribuzione. Complessivamente sono state eseguite 8.717 ispezioni nel corso delle quali sono

state osservate e segnalate per la rimozione 2.088 non conformità.

Sul versante del benessere animale, oltre all’insieme delle attività finalizzate alla tutela da maltrattamenti, traffici illeciti e abusi, nel

2010 è cresciuta la rilevanza degli interventi di controllo ufficiale negli allevamenti. Le verifiche hanno coinvolto 2.354 allevamenti di

tutte le specie sui 7.667 che avevano la consistenza sufficiente per essere inseriti nel piano di ispezioni.

Controlli veterinari

su allevamenti per

la produzione di latte

Controlli e verifiche

per la tutela del

benessere animale

Organizzazione delle reti regionali di assistenza ospedaliera

Il comparto strategico dell’Assistenza Ospedaliera è l’insieme delle prestazioni in regime di ricovero erogate in strutture ospedaliere

o case di cura operanti per conto e a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Si ricorre al ricovero per la diagnosi e la cura

di malattie che non possono essere affrontate in ambulatorio o a domicilio.

In Piemonte esistono strutture ospedaliere che forniscono l’assistenza ospedaliera (ricoveri ordinari e diurni), le urgenze di Pronto

Soccorso e assistenza specialistica e ambulatoriale. Gli ospedali pubblici possono rientrare nelle Aziende sanitarie locali, nelle

Aziende ospedaliere e in quelle ospedaliero-universitarie.

Tra le strutture private accreditate sono comprese le case di cura private accreditate, gli IRCCS e i Presidi.

Come nelle strutture pubbliche, il cittadino paga il ticket, se dovuto, esclusivamente per le prestazioni specialistiche ambulatoriali non

legate al ricovero. I singoli presidi organizzano la propria attività e assumono specifiche iniziative nell’ambito delle disposizioni delle

aziende sanitarie di riferimento che, a loro volta, operano nell’ambito degli indirizzi e dei controlli regionali.

58

Con l’obiettivo di migliorare il coordinamento a livello regionale di alcuni servizi erogati dalle Aziende Sanitarie, nel corso dell’anno

la Regione Piemonte ha istituito specifiche “Reti” per favorire la circolazione delle informazioni e l’omogeneità dei servizi. In particolare

ha implementato le modifiche dell’assetto territoriale e organizzativo della Rete Oncologica e istituito il Dipartimento funzionale

interaziendale e interregionale denominato Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta. Nel 2010 è stata istituita

la Rete regionale di Cure Palliative per garantire l’applicazione uniforme delle linee guida regionali, la formazione degli operatori,

la qualità dei servizi offerti ai malati e ai loro familiari.

Sempre durante l’anno la Giunta regionale ha deliberato l’istituzione della Rete regionale di Terapia del Dolore estendendo la

lotta al dolore sul territorio e realizzando un maggior coordinamento tra tutte le strutture idonee alla diagnosi e terapia del dolore.

È stata inoltre istituita la Rete regionale delle Strutture di Dietetica e Nutrizione Clinica e individuato un nuovo centro prescrittore

per la Nutrizione Artificiale Domiciliare (NAD) presso il presidio ospedaliero di Alba (ASL CN2).

Nell’ottica di creare poli di eccellenza, centri di riferimento per cure o interventi ad elevato livello tecnologico, nel 2010 è stata

attribuita all’AOU San Giovanni Battista di Torino la funzione di Centro di Riferimento Regionale per le diagnosi anatomopatologiche

dei trapianti. La decisione rispetta quanto indicato dal Centro Nazionale Trapianti, il quale ha più volte espresso l’indicazione

ad identificare un’unica struttura di riferimento le attività di laboratorio specialistiche a sostegno della donazione e del

trapianto di organi e tessuti quali il laboratorio di immunogenetica, di microbiologia e di anatomia patologica.

Reti regionali per far

circolare le informazioni

e uniformare i serivizi:

> Rete oncologica

Piemonte e Valle

d’Aosta

> Nuova Rete di Cure

Palliative

> Rete delle strutture

di Dietetica e

Nutrizione Clinica

Poli di eccellenza:

Centro di Riferimento

Regionale per le diagnosi

anatomo‐patologiche

dei trapianti

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


Due centri di riferimento

per la genetica medica

Linee guida per

la gestione

dell’urgenza pediatrica

Razionalizzazione della

spesa per i farmaci

in ospedale

Piano regionale

Sangue e Plasma

Rete sanitaria per

l’accoglienza e la presa in

carico delle vittime di

violenza sessuale e

domestica

Rete delle strutture che

svolgono attività di

Recupero e Rieducazione

Funzionale

Anche per quanto riguarda l’attività di Genetica medica, si è operata una riorganizzazione delle attività, attraverso l’istituzione di

due centri di riferimento regionali individuati presso l’AOU San Giovanni Battista di Torino – Istituto di genetica e presso

l’ASO OIRM/S.ANNA – Servizio di diagnosi e consulenza genetica. I due centri hanno il compito di svolgere indagini complesse

e ad alto livello tecnologico e di coordinare le attività dei servizi satellite per la riorganizzazione e razionalizzazione delle prestazioni

di diagnosi e consulenza genetica sul territorio regionale, nonché partecipare a livello nazionale alla creazione della rete tra le

strutture di genetica medica.

Nel 2010 sono state approvate le Linee guida per la gestione dell’urgenza pediatrica, che affidano ad ogni Azienda regionale l’elaborazione

e l’approvazione del proprio percorso in detta materia, definiscono un primo gruppo di indicatori utili a monitorare il percorso

ed istituiscono un gruppo tecnico di lavoro per governare la materia e definire protocolli comuni.

Nell’ottica di raggiungere obiettivi di razionalizzazione e di miglioramento dell’assistenza farmaceutica ospedaliera verso i cittadini

ricoverati, evitando approvvigionamenti diseconomici di farmaci che non rientrano negli utilizzi clinici delle strutture nonché

eventuali problemi nelle tempistiche di somministrazione di farmaci per terapie croniche già effettuate al domicilio, la Commissione

farmaceutica ospedaliera (costituita da farmacisti ASL e ASO e rispettivi direttori sanitari e coordinata dal settore regionale preposto)

ha proseguito nell’attività di analisi dei fattori determinanti la spesa farmaceutica ospedaliera regionale. La Commissione ha

proposto gli “Indirizzi per la gestione in Reparto ospedaliero di terapie croniche con farmaci di proprietà dei pazienti ricoverati”, che

sono stati adottati a fine anno. Nel corso dell’anno è stato condotto il monitoraggio dell’impatto nelle Aziende sanitarie regionali

degli “Indirizzi per la razionalizzazione della spesa farmaceutica ospedaliera” emanati dalla Regione; nello specifico, si è inteso verificare

l’adeguamento delle Aziende rispetto agli standard minimi di attività tecnico-organizzative ritenute strategiche per il governo

e la razionalizzazione della spesa farmaceutica.

Circa il monitoraggio delle prestazioni sanitarie, l’Amministrazione regionale ha stabilito che il conferimento dei dati nei Registri

regionali di farmaci già attivati si configura come obbligo informativo per i soggetti erogatori, considerata la funzione dei Registri

quali strumenti indispensabili per il monitoraggio e il governo della spesa farmaceutica regionale ospedaliera.

Nel 2010 è proseguita l’attività di coordinamento generale relativa al Piano regionale Sangue e Plasma con l’approvazione delle

modalità di raccolta e esportazione di campioni di sangue da cordone ombelicale per uso autologo e la valorizzazione del plasma

inviato alla lavorazione in un’ottica di maggiore efficienza dell’utilizzo dei prodotti, determinante per l’economicità del sistema.

Collegato al predetto piano, si evidenzia l’erogazione alle Aziende sanitarie di un contributo straordinario quantificabile in 951 mila

euro per l’acquisto di attrezzature necessarie all’implementazione della sicurezza e qualità del sangue nella raccolta.

Nel 2010 è stato avviato il Coordinamento della Rete sanitaria per l’accoglienza e presa in carico delle vittime di violenza

sessuale e domestica (istituito l’anno precedente) con l’individuazione di referenti di Pronto soccorso e di Azienda; è stato

consolidato il ruolo del Centro di Riferimento regionale, rappresentato dalla integrazione del Centro SVS e Minori dell’ASO OIRM

Sant’Anna e dal Centro Demetra dell’AOU San Giovanni Battista di Torino.

Sono inoltre proseguite le attività finalizzate all’attivazione del collegamento in Rete delle strutture pubbliche e private che

erogano attività di Recupero e Rieducazione Funzionale (RRF) sia in forma degenziale che ambulatoriale (Fisiatria.net), per

un appropriato utilizzo dei percorsi dei pazienti in ambito riabilitativo.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

59


Assistenza specialistica e farmaceutica

Se l’articolazione e l’organizzazione dell’assistenza specialistica è compito prioritariamente assegnato alle singole aziende sanitarie,

per quanto concerne l’Assistenza Farmaceutica, le competenze della Regione riguardano essenzialmente l’attuazione delle indicazioni

programmatorie regionali e nazionali, anche attraverso l’emanazione di indirizzi operativi alle Aziende sanitarie e alle altre

strutture operanti per il Servizio sanitario nazionale con il coordinamento, la verifica e il controllo nell’ambito delle competenze riconducibili

alla politica del farmaco e ai sistemi terapeutici, il monitoraggio della spesa farmaceutica convenzionata e diretta, il coordinamento

dell’attività di farmacovigilanza, i rapporti con Stato e Regioni. Al fine di migliorare l’organizzazione del sistema, la Regione

ha il compito di monitorare costantemente le prescrizioni farmaceutiche per singolo medico di base e per ASL e di

correggere le distorsioni in sede di programmazione. Nel 2010 in Piemonte i medici di base hanno prodotto 40.396.390 ricette, in

aumento rispetto all’anno precedente.

60

Al fine di superare la criticità delle liste d’attesa, è proseguita l’attività della Commissione tecnica “SOVRACUP” relativa all’analisi

del funzionamento del sistema e all’identificazione delle problematiche, all’individuazione di miglioramenti e sviluppi funzionali, anche

in rapporto alla prospettiva di inserimento di parte delle strutture sanitarie private accreditate che erogano prestazioni per

conto del Servizio sanitario regionale.

È stata data attuazione al provvedimento straordinario adottato dalla Giunta Regionale per la riduzione delle liste d’attesa che

prevede specifiche azioni per particolari prestazioni specialistiche fortemente critiche rispetto ai tempi di attesa. Nel corso dell’anno

è proseguita l’attività relativa all’analisi dell’andamento delle liste d’attesa per le prestazioni oggetto di monitoraggio.

Nell’ultimo trimestre 2010 sono stati avviati i lavori utili alla definizione del Piano regionale sulle liste d’attesa, in attuazione dell’Intesa

Stato - Regioni sul Piano nazionale di governo delle liste di attesa per il triennio 2010-2012. Per garantire un corretto uso delle risorse

(appropriatezza organizzativa), sono state avviate inoltre attività, volte a fornire indirizzi per un appropriato ricorso alle

prestazioni ambulatoriali in grado di rispondere in modo adeguato ad una specifica domanda di assistenza (appropriatezza clinica),

andando ad influire positivamente, quindi, anche sulle liste d’attesa.

Al fine di garantire il rispetto di standard qualitativi al Cittadino, alla Regione spetta l’effettuazione di verifiche ispettive presso le

Aziende sanitarie; nel 2010 sono state condotte 13 ispezioni sulla qualità e modalità di erogazione dei servizi. Sono stati

svolti inoltre accertamenti ispettivi finalizzati a verificare i sistemi di prenotazione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali, con

particolare riguardo alla gestione delle liste di attesa, all’utilizzo delle classi di priorità cliniche, al rispetto dei tempi massimi di attesa

previsti per l’erogazione delle prestazioni, nonché all’osservanza degli standard temporali di riferimento per la consegna dei referti

delle prestazioni radiologiche e di laboratorio analisi. I riscontri dei controlli effettuati a campione hanno permesso di evidenziare, in

taluni casi, il superamento dei tempi di attesa (rispetto agli standard di riferimento regionali) per alcune specialità.

Inoltre, presso le Aziende verificate si sono evidenziati differenti livelli di attivazione delle azioni di controllo finalizzate ad assicurare

l’appropriatezza prescrittiva; infatti, mentre presso alcune Aziende verificate l’attività di controllo è apparsa caratterizzata da un livello

di sviluppo piuttosto limitato, presso altre risultano avviate iniziative maggiormente organiche e strutturate, tali da consentire

un più capillare monitoraggio della casistica delle prescrizioni. La necessità di dar corso, con carattere di regolarità, a controlli finalizzati

ad assicurare l’appropriatezza delle prescrizioni mediche è stata evidenziata alle Aziende coinvolte nelle verifiche ispettive. In

particolare, le Aziende sono state invitate ad implementare azioni di controllo sull’appropriatezza prescrittiva, ampliandone l’ambito

di intervento mediante verifiche, da effettuarsi con cadenza temporale prestabilita, su un campione rappresentativo di impegnative,

Riduzione delle liste

d’attesa per le

prestazioni mediche

Controlli presso

le Aziende Sanitarie

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


al fine di verificare la coerenza delle richieste con il quesito diagnostico e l’aderenza delle stesse alle disposizioni regionali in materia

di utilizzo delle classi di priorità.

Nell’ambito delle attività specialistiche ambulatoriali, nel 2010 è stato aggiornato il nomenclatore delle prestazioni ambulatoriali

per le branche di ostetricia e ginecologia, nefrologia, reumatologia e diabetologia, coerentemente con l’evoluzione scientifica e

tecnologica e per l’adeguamento alle disposizioni regionali.

Per quanto concerne l’attuazione della regolamentazione in materia di esenzioni dal pagamento della quota di partecipazione

alla spesa sanitaria da parte del cittadino, sono stati predisposti indirizzi e chiarimenti alle Aziende sanitarie pubbliche e private accreditate

per attività ambulatoriale per una omogenea applicazione sul territorio regionale della normativa in materia.

Coordinamento

dell’attività dei Consultori

Coordinamento delle

attività di procreazione

medicalmente assistita

Linee guida per il

miglioramento dell’

Assistenza farmaceutica

Nel corso del 2010 la Regione ha proseguito le attività di coordinamento dei Consultori attraverso analisi della loro operatività ed

incontri periodici con le ASL e gli operatori dedicati. La Giunta ha istituito il coordinamento regionale dei consultori e nominato i referenti

individuati dalle ASL; ai fini di una maggiore circolazione e condivisione delle informazioni è stato inoltre istituito il Sistema

Informativo dei consultori.

Sono proseguite le attività di sostegno e monitoraggio dei Consultori in relazione alla consegna e illustrazione dell’Agenda di

Gravidanza, attività assegnata ai Consultori da ottobre 2009.

Per il 2010 è proseguita l’attività di coordinamento per l’attuazione del documento tecnico-programmatico approvato nel 2009 sull’attività

di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Tale provvedimento, oltre a contenere una panoramica del quadro a livello

internazionale e nazionale dell’attività di PMA, prende in esame in modo approfondito sia l’attività che la distribuzione dei Centri

presenti sul territorio della regionale e ne delinea i criteri per una corretta rete operativa. Il documento definisce i criteri di appropriatezza

legate all’età della partner femminile della coppia, nonché ad un numero stabilito di cicli completi per trattamento per le prestazioni

erogate a carico del Servizio sanitario regionale; infine, affronta la tematica dell’appropriatezza degli esami clinico-diagnostici

nell’ambito dei test genetici per l’infertilità e PMA e ne propone un percorso supportato dall’evidenza della letteratura scientifica, che

comporta la preventiva consulenza genetica per la prescrizione dei test genetici.

Nell’ottica del miglioramento e dell’efficientamento dell’Assistenza Farmaceutica, la Regione ha svolto una serie di attività di coordinamento

tra i vari attori operanti nel campo e predisposto linee guida e circolari esplicative relative ad aggiornamenti legislativi

o problematiche specifiche. In particolare, nel 2010 l’Amministrazione Regionale ha predisposto elaborazioni sui consumi e sulla

spesa farmaceutica convenzionata in tre ambiti:

ᐅ appropriatezza prescrittiva dei farmaci;

ᐅ osservanza degli obblighi di legge;

ᐅ adeguatezza prescrittiva, con individuazione dei soggetti “Iperconsumatori” e “Iperprescrittori”.

Mediante collaborazione con l’A.Re.S.S., la Regione ha partecipato alla definizione di Linee Guida orientate al raggiungimento dell’appropriatezza

prescrittiva e all’ottimizzazione dei percorsi diagnostici terapeutici in materia di materiale di medicazione.

Nel corso del 2010 è proseguita l’attuazione delle disposizioni della Giunta regionale emanate nel 2008, in cui sono state stabilite

nuove norme per il rilascio dell’autorizzazione all’apertura di Ambulatori eroganti attività di Recupero e Rieducazione

Funzionale di I livello extradegenziale. Sono infatti proseguite le procedure per le verifiche dei requisiti, finalizzate alla conferma

autorizzativa in capo alle strutture sanitarie eroganti attività ambulatoriali di recupero e rieducazione funzionale di I livello già operanti.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

61


Meccanismi di regolazione dell’offerta sanitaria

e mobilità interregionale

Nell’ambito dei meccanismi di regolazione dell’offerta sanitaria, compete alla Regione la gestione dei rapporti con le strutture

sanitarie e socio-sanitarie private e con le loro associazioni, la gestione della fase contrattuale con i soggetti erogatori di attività sanitarie

e socio-sanitarie autorizzati e accreditati, il coordinamento ed elaborazione del sistema tariffario delle prestazioni sanitarie e

socio-sanitarie in coerenza con gli indirizzi nazionali e regionali.

Per mobilità interregionale si intende sostanzialmente il fenomeno per cui un cittadino sceglie di curarsi in un ospedale o di richiedere

assistenza specialistica in una struttura che non appartiene alla sua Regione di residenza, ovvero di rivolgersi ai servizi

sanitari di altre Regioni. Con il sistema di finanziamento dei Servizi Sanitari Regionali vigente, si rendono pertanto necessarie compensazioni

tra Regioni dei costi sostenuti per prestazioni rese ai cittadini al di fuori della propria Regione di residenza.

L’Amministrazione regionale è stata impegnata durante l’anno in un capillare monitoraggio delle attività di registrazione delle

Schede di dimissione ospedaliera (SDO); il monitoraggio è stato effettuato con specifici studi riguardanti la coerenza tra gli importi

registrati per le endoprotesi e la codificazione delle SDO relative, la verifica con le aziende interessate dei ricoveri anomali (cioè

riguardanti periodi di degenza superiori ad un anno), i ricoveri contemporanei in diverse strutture, le incongruenze registrate dalle

altre Regioni riguardanti i ricoveri della mobilità extraregionale attiva.

L’aggiornamento delle procedure ha riguardato in particolare le modificazioni necessarie alla procedura di registrazione delle SDO e

alla predisposizione del relativo manuale. Sono stati inoltre approvati alcuni aggiornamenti tariffari.

I monitoraggi hanno inoltre riguardato la corretta codificazione delle SDO; tale attività risponde al dettato della normativa statale

in argomento che prevede tra l’altro il controllo sistematico e a campione della corrispondenza tra cartelle cliniche e relative SDO

per oltre il 10% della casistica regionale (quindi circa 78.000 cartelle). Tale attività è stata svolta predisponendo l’aggiornamento degli

atti regionali in coerenza con quelli statali, l’aggiornamento delle linee guida regionali per la corretta codificazione delle SDO, la formazione

degli operatori addetti oltre che l’organizzazione e il coordinamento di tutta l’attività.

Sono stati altresì attivati una serie di controlli presso le strutture private attraverso le commissioni di vigilanza delle ASL le quali

hanno poi inviato le proprie elaborazioni che sono state sottoposte alle necessarie verifiche.

La Regione cura inoltre l’organizzazione e il coordinamento delle procedure di mobilità internazionale attraverso attività di

raccordo e supporto agli uffici di assistenza sanitaria-estero istituiti presso ciascuna Azienda Sanitaria Locale.

Monitoraggio dei

ricoveri ospedalieri

Mobilità

internazionale

Assistenza territoriale

Per Assistenza Sanitaria Territoriale si intendono le prestazioni preventive, mediche, infermieristiche, palliative, riabilitative e

sociali a favore degli assistiti dell’Azienda Sanitaria piemontese, erogate al di fuori degli ospedali. In particolare, i primi riferimenti per

la salute dei cittadini sono il medico di medicina generale (medico di base, di famiglia) e il pediatra di libera scelta, che prestano attività

di ambulatorio o visita domiciliare.

I numeri riferiti al 2010 delineano un quadro piemontese composto da 3.515 medici di base e 481 pediatri.

62

Obiettivo prioritario continua ad essere la valorizzazione e il potenziamento - in modo più efficace - dell’assistenza sanitaria territo-

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


iale extradegenziale - attraverso il maggior coinvolgimento dei medici di medicina generale anche in nuove e più mirate “sperimentazioni

sanitarie e assistenziali”.

Prevenzione e cura del

diabete di tipo 2

In attuazione sia del Piano Nazionale della Prevenzione, il quale ha individuato le iniziative per la prevenzione delle complicanze del

diabete mellito di tipo 2, attraverso la gestione integrata tra i centri diabetologici aziendali e i medici di Medicina Generale,

sia del Piano Regionale di prevenzione attiva e specificatamente con il progetto regionale di prevenzione delle complicanze del

Diabete mellito di tipo 2, si è continuato a dare attuazione all’Accordo Regionale dei medici di Medicina Generale per la gestione

integrata del diabete mellito di tipo 2. L’Accordo, con valenza triennale, delinea il contesto generale di riferimento, organizzativo ed

economico, nell’ambito del quale deve essere attivato il modello di gestione integrata del diabete su tutto il territorio regionale piemontese;

individua il percorso operativo ed organizzativo per la concreta attuazione di un approccio integrato e continuativo tra le

diverse professionalità che concorrono alla prevenzione e alla cura del diabete di tipo 2 e delle sue complicanze, in modo tale da

ottimizzare le risorse disponibili e l’efficacia delle azioni di tutela dei soggetti a rischio.

Nel corso dell’anno la Regione ha provveduto a dare applicazione al Protocollo di intesa con la Prefettura per il problema dei “rifugiati”

ampliando sull’intero territorio regionale l’iscrizione obbligatoria.

Programma di assistenza

sanitaria in favore di

minori provenienti da

paesi in via di sviluppo

La Regione ha partecipato ai lavori della Commissione interistituzionale per la valutazione dei casi attinenti il programma di assistenza

sanitaria a favore di minori provenienti da Paesi in via di sviluppo prorogando il bando a tutto il 2010 e ammettendo al

programma i casi sostenibili.

Gestione informatica del

Servizio di emergenza 118

Supporto alla gestione di

anziani e adulti

non autosufficienti

A fine 2009 è stato approvato il progetto di gestione informatica del Servizio di emergenza 118 e il relativo “Contratto quadro per

la gestione del sistema informativo regionale emergenza 118 e l’erogazione dei relativi servizi”.

Nell’ambito del progetto, nel 2010 sono proseguite le attività di verifica del rispetto dei livelli di servizio previsti, l’analisi degli elementi

di criticità del servizio e del contratto, la valutazione tecnica ed organizzativa delle proposte inerenti le evoluzioni tecnologiche e

l’analisi delle segnalazioni degli utenti relativamente alle inefficienze del sistema.

La Regione gestisce altresì le attività legate alle quotidiane richieste da parte di cittadini, ASR, imprese e enti locali che devono affrontare

tutte le problematiche connesse alla presenza di anziani e adulti non autosufficienti (contatti con i Responsabili delle

Unità di Valutazione Geriatrica, Unità di Valutazione Alzheimer, delle Cure Domiciliari delle Aziende Sanitarie Locali, Assistenti Sociali,

ecc.), nonché supporto ai servizi (ASL ed enti di gestione) e attuazione delle autorizzazioni al trasporto infermi.

Governo del personale

In Piemonte il sistema sanitario conta circa 55.000 addetti regionali. Le stime del settore indicano in circa 70.000 il numero di

addetti complessivo (prevalentemente terziario esterno a basso valore aggiunto), cui vanno aggiunti i circa 20.000 lavoratori del

settore socio-assistenziale. La struttura professionale del sistema sanità presenta notevoli potenzialità con un livello apprezzabile di

personale laureato, ma anche con oltre il 70% dei profili di tipo tecnico o a carattere generico.

Data tale struttura, la Regione Piemonte ha tra i propri obiettivi il riassetto del sistema delle competenze finalizzato ad una maggiore

stratificazione dell’organico, sia sul versante dell’introduzione di figure nella fascia alta ad integrazione dell’organizzazione clinica, sia

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

63


sul versante di una migliore utilizzazione delle figure non mediche, mediante piani di incentivazione, formazione continua, mobilità

verticale, attrazione da Stati esteri e riconoscimento dei crediti acquisiti attraverso percorsi non formali di formazione.

L’Amministrazione regionale realizza un costante monitoraggio sulla struttura professionale del sistema sanitario regionale,

attraverso diversi strumenti.

Dal 2002 è operativa una procedura informatizzata denominata elenchi nominativi del personale del servizio sanitario della

Regione Piemonte, che rappresenta un archivio centralizzato contenente dati (quali data di assunzione, tipologia di inquadramento

e di contratto, ruoli ricoperti) relativi a soggetti che hanno, o hanno avuto, un rapporto di lavoro di tipo determinato, indeterminato o

a carattere privato, con le aziende sanitarie regionali ed i presidi sanitari regionali.

La Regione accede all’Osservatorio sul personale del Sistema Sanitario Nazionale, che rappresenta un ulteriore strumento

conoscitivo al fine di determinare l’andamento dell’occupazione del personale stabile e precario impiegato nelle aziende sanitarie

locali e nelle aziende ospedaliere, nonché il relativo costo.

L’Amministrazione regionale svolge un’importante attività di supporto e consulenza alle Aziende sanitarie su argomenti legati

all’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, nonché su problemi inerenti il personale attraverso il responso a quesiti

sulla materia. Nel 2010, in particolare, sono stati avviati i lavori per giungere all’emanazione di linee regionali di indirizzo per

l’applicazione nelle Aziende del Sistema Sanitario Regionale del D. Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150 (la cosiddetta Riforma Brunetta).

Una particolare attenzione è dedicata alla programmazione dei fabbisogni di personale specificamente formato. Sulla base

delle proprie specifiche rilevazioni, la Regione Piemonte è puntualmente attiva nella promozione e nel sostegno di un’adeguata

formazione in ambito universitario delle figure professionali e delle specializzazioni mediche necessarie al funzionamento del

sistema sanitario.

Monitoraggio della

professionalità del

personale del sistema

sanitario regionale

Formazione del

personale in ambito

sanitario

64

In tema di formazione universitaria, nel 2010, sono proseguite le attività relative al riconoscimento dell’equivalenza ai diplomi

universitari dell’area sanitaria dei titoli del pregresso ordinamento universitario, la cui procedura si concretizza nelle fasi

di ricezione delle istanze, verifica della documentazione, valutazione di attinenza dei programmi di studio in merito alla professione

sanitaria di competenza, accoglimento o meno della domanda e, infine, trasmissione degli atti al Ministero della Salute. Medesima

procedura è stata attivata per il riconoscimento dei titoli delle professioni sanitarie ottenuti al di fuori dell’Unione Europea.

L’attività formativa è ovviamente indirizzata anche al personale già operativo. La Regione Piemonte ha aderito al sistema di

Educazione Continua in Medicina (ECM), un programma nazionale di attività formative che prevede il mantenimento di un elevato

livello di conoscenze relative alla teoria, pratica e comunicazione in campo medico. Con l’anno 2010 si è concluso il triennio

sperimentale del Progetto, nell’ambito del quale la Regione Piemonte ha individuato una serie di organismi che hanno studiato, elaborato

e programmato l’attività formativa regionale, definendo la tipologia e la qualità dell’offerta in funzione delle ricadute organizzative

per tutte le tipologie di formazione (Residenziale, a Distanza e sul Campo), nonché i criteri di attribuzione dei crediti. Attualmente

sono circa 2.600 i corsi accreditati tramite sistema ECM.

Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione degli operatori dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP), data la

molteplicità di attività ed interventi che a questi Servizi competono, tra i quali si ricorda l’organizzazione ed esecuzione delle vaccinazioni,

il controllo della diffusione delle malattie trasmissibili, le attività di promozione della salute e di studio epidemiologico della

diffusione delle malattie sul territorio. Nel corso del 2010 sono stati organizzati, in collaborazione con alcune Aziende Sanitarie, progetti

formativi finalizzati all’aggiornamento sulle procedure di gestione, sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive

Educazione continua

in medicina

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


e sulle attività di orientamento e sostegno del paziente per un’informazione personalizzata e una scelta consapevole in

ambito vaccinale.

Procedimenti amministrativo-contabili

Pur nella loro autonomia organizzativa, le Aziende sanitarie operanti nella Regione Piemonte necessitano di un quadro unitario di

riferimento, anche sotto il profilo organizzativo.

In questo, il Sistema Informativo Sanitario Regionale (SISR) rappresenta una risorsa strategica per il Sistema sanitario regionale,

in quanto, essendo lo strumento su cui si fondano le attività sia cliniche sia amministrative, le sue performance condizionano fortemente

sia la capacità di governo del sistema sia la qualità dei servizi erogati. Le moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione

(ICT) rendono oggi possibile l’implementazione di un SISR capace di massimizzare le performance del sistema a favore

degli operatori del Servizio sanitario, facilitare l’accesso ai servizi da parte dei cittadini e indurre notevoli razionalizzazioni della spesa.

Per conseguire tutto ciò occorre realizzare una piattaforma regionale integrata di sanità elettronica che, sviluppando specifici servizi

centralizzati e il dialogo informatico tra il sistema informativo regionale ed i sistemi informativi delle singole aziende sanitarie regionali,

consenta:

ᐅ l’interoperabilità del dato clinico;

ᐅ la dematerializzazione delle impegnative, dei referti di specialistica ambulatoriale, delle cartelle cliniche e delle varie modulistiche;

ᐅ l’accesso anche per via telematica a tutti i servizi amministrativi (quali pagamento on line dei ticket, teleprenotazione della

prestazione sanitaria, consultazione ed acquisizione on line dei referti).

Monitoraggio del budget e

dell’avanzamento

della spesa sanitaria

Nel panorama dei flussi informativi tra ASR e Amministrazione regionale si evidenzia per la sua importanza il Piano di

Attività (PIA) i cui dati sono relativi alle rendicontazioni contabili e di attività delle ASR. Lo strumento è utile alle ASR per il monitoraggio

del budget e del suo avanzamento in termini di risorse allocate e servizi erogati.

Con riferimento ai Piani di riqualificazione dell’assistenza e di riequilibrio economico-finanziario (PRR), adottati in passato,

preliminari al piano di riparto del FSR, nel 2010 la Regione ha richiesto alle Aziende Sanitarie Regionali di presentare un piano finalizzato

a perseguire l’equilibrio della gestione nel 2010.

Tale fase si è chiusa, a partire dal mese di agosto, con la sottoscrizione degli accordi tra la Regione e i direttori generali aziendali.

Valutazione delle

performances delle

prestazioni erogate

L’Amministrazione regionale è stata impegnata durante l’anno nello svolgimento di tutte le attività inerenti l’avvio del Sistema di

Valutazione delle Performance delle prestazioni erogate dal sistema sanitario; il sistema mira anche a costruire indicatori macroeconomici

quali il costo procapite della sanità pubblica in Piemonte.

In un quadro di semplificazione è stato avviato un complessivo censimento dei procedimenti amministrativi di competenza

regionale, anche per rivalutarne, in ottica di razionalità e tempestività, la durata.

Consegna a domicilio

dei referti sanitari

Anche nell’anno 2010, la Regione Piemonte, in collaborazione con Poste Italiane S.p.A. e con alcune strutture sanitarie, ha proseguito

il progetto CheckUp@, per permettere il servizio di consegna a domicilio dei referti sanitari.

Archivio regionale delle

persone assistite dal

servizio sanitario

L’Archivio Unitario Regionale degli Assistiti (AURA) è finanziato dalla Regione Piemonte e realizzato dal CSI-Piemonte con

l’obiettivo di formare una base dati centralizzata regionale omogeneizzando i dati presenti nelle anagrafi locali delle Aziende Sanitarie

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

65


Locali e Ospedaliere con la Base dati Anagrafica Regionale esistente (BAR-TS). AURA tratterà i profili anagrafici relativi a cittadini italiani

residenti sul territorio della Regione Piemonte, cittadini italiani residenti in Italia e con domicilio sanitario presso una delle ASL

piemontesi, cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Piemonte, nonché cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia e

con domicilio sanitario presso una delle ASL piemontesi.

L’Archivio Unitario Regionale degli Assistiti è un sistema funzionale alla gestione della Tessera Sanitaria rilasciata dall’Agenzia delle

Entrate. Nel 2010 il progetto “Tessera sanitaria” è stato protagonista di un’evoluzione grazie alla “Sperimentazione della Ricetta

Elettronica Ospedaliera Specialistica”. La peculiarità del progetto consiste nella erogazione di un servizio specifico atto alla

fornitura di un numero di ricette elettroniche in grado di identificare univocamente le prescrizioni specialistiche effettuate dai medici

ospedalieri su ricette non conformi a quelle stabilite dalla norma (D.M. 18 maggio 2004). In conseguenza, si consente alle Strutture

Sanitarie Pubbliche di tracciare univocamente l’intero ciclo di vita della ricetta. Le fasi iniziali della sperimentazione sono in atto e

prevedono l’automazione delle procedure di tracciatura delle prescrizione e delle erogazione di prestazioni specialistiche a carico

del SSN nell’ambito di una struttura sanitaria pubblica.

La dematerializzazione delle ricette è un processo legato alla sperimentazione Medici in Rete nella Regione Piemonte Sistema

TS, attività che la Regione Piemonte svolge in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il processo attuativo ha visto l’identificazione di medici sperimentatori regionali con i quali è stata avviata la prima fase delle attività.

Nell’ultimo trimestre 2010 si è ampliato il progetto a tutti i medici prescrittori per la trasmissione delle prescrizioni elettroniche attraverso

le procedure informatiche (le cosiddette Ricette web).

È stato sviluppato il progetto per rendere anonimi i dati personali nell’ambito dei diversi archivi SISR. La Regione ha la necessità

di effettuare l’elaborazione e l’interconnessione, con modalità informatizzate dei dati personali gestiti nell’ambito del Sistema

Informativo Sanitario Regionale, utilizzando fonti informative prive di elementi identificativi diretti. L’obiettivo istituzionale è quello di

valutare e confrontare a fini programmatori e di controllo, l’appropriatezza, l’efficacia e l’efficienza dell’assistenza erogata, avvalendosi

di basi dati rese opportunamente anonime, ma con la possibilità di ricollegare in ogni momento gli elementi identificativi. Le

attività per rendere anonimo in modo reversibile il patrimonio informativo sanitario sono state attivate all’atto del caricamento

sul data warehouse regionale a seguito dell’archiviazione dei flussi informativi, consentendo di ottemperare alle disposizioni

del Regolamento Regionale, migliorando il debito informativo regionale ed efficentando l’utilizzo del patrimonio informativo per gli

studi epidemiologici.

Relativamente alle politiche degli investimenti, la Regione ha proceduto alla consueta attività di programmazione e gestione

degli interventi in edilizia e attrezzature sanitarie e ha gestito una serie di interventi eccezionali e urgenti; si cita, ad esempio, l’assegnazione

di un finanziamento di circa 5 milioni di euro per rilevanti interventi urgenti riguardanti la sicurezza e la prevenzione degli

incendi ai presidi ospedalieri dell’Azienda ospedaliera O.I.R.M./S. Anna.

In merito al monitoraggio del patrimonio delle Aziende Sanitarie regionali, la Regione ha provveduto ad effettuare un censimento

della consistenza dei beni immobili, mobili e titoli di credito delle nuove Aziende Sanitarie Locali, Ospedaliere e Ospedaliero-

Universitarie.

Ricetta elettronica

ospedaliera specialistica.

Prima sperimentazione.

Progetto per rendere

anonimi i dati personali

degli archivi del servizio

sanitario regionale

Investimenti ordinari

e straordinari in edilizia

e attrezzature sanitarie

66

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


il piemontE

per il benessere

della persona

e della famiglia

Benessere sociale

La Regione persegue il benessere sociale dei propri cittadini attraverso un’articolata

serie di interventi, indirizzati direttamente ai beneficiari o erogati attraverso i soggetti

pubblici e privati operanti in questo ambito.

Il valore aggiunto relativo a quest’Area, nel 2010, è pari a 257 milioni di euro.

1.000.000.000

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

250.000

5.866.704

551.000

947.500

11.000

7.650.333

273.084 5.000.000

6.315.139 15.017.997 184.701.359

1.000

100

trasferimenti di

parte corrente ᐅ

10

1

unioni di

comuni

istituzioni istituzioni

sociali private sociali private

per assistenza per fini diversi

sociale dal sociale

enti ed

agenzie

regionali

enti di

ricerca

enti delle enti dell’

amministrazioni amministrazione

locali centrale imprese province famiglie comuni

casa 15%

risorse erogate ᐅ

politiche

sociali 85%

68

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

46.791.817

26.498.120

3.122.000 34.722.029

468.814

688.618

10.000

1.000

trasferimenti

100

10

in conto capitale ᐅ 1

comuni

enti delle

amministrazioni

locali famiglie imprese

istituzioni

sociali private

province

politiche

sociali 17%

Il personale dedicato è così composto:

personale

dedicato

POLITICHE SOCIALI 82

CASA 41

totale 123

risorse erogate ᐅ

casa 83%

Politiche per la casa

Recenti studi circa il fabbisogno abitativo in Piemonte evidenziano una tendenza all’espansione delle fasce deboli della popolazione:

si tratta di famiglie che non possiedono un alloggio in proprietà, non hanno le risorse per acquistarlo né per affrontare affitti

a libero mercato, in quanto il rapporto tra reddito e canone di locazione risulta insostenibile. La maggior parte di queste famiglie si

concentra nell’area metropolitana torinese, nei comuni capoluogo e nei comuni limitrofi, laddove la possibilità di trovare posti di lavoro

e usufruire di servizi pubblici è maggiore.

Se a ciò si aggiungono fenomeni quali la tendenza generale alla riduzione del numero di componenti il nucleo familiare (per effetto

dell’aumento del numero di separazioni o divorzi e del numero dei single e degli anziani che vivono soli), l’incremento del numero

degli studenti universitari, così come della popolazione straniera, si comprende l’entità della situazione di disagio e di

esclusione abitativa.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

69


In coerenza con l’art. 10 del proprio Statuto, la Regione Piemonte riconosce e promuove il diritto all’abitazione: a tal fine, l’Amministrazione

regionale realizza una serie di interventi volti a fornire aiuto alle fasce deboli della popolazione, in difficoltà nell’acquistare

un’abitazione o nel sostenere il canone di locazione.

L’esemplificazione di tale intento è rappresentato dallo stesso programma pluriennale di edilizia residenziale pubblica “Programma

Casa: 10.000 alloggi entro il 2012”, che si propone di andare a sopperire con 10.000 nuovi alloggi il fabbisogno abitativo, stimato per

la Regione Piemonte in 40.000 abitazioni tra edilizia sovvenzionata ed edilizia agevolata.

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

1.000

100

trasferimenti di 10

parte corrente ᐅ 1

7.090.323

enti delle amministrazioni

27.552.131

comuni

70

Nel corso del 2010 è proseguita l’erogazione ai Comuni dei contributi del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle

abitazioni in locazione, trasferiti dal Ministero delle Infrastrutture, e del relativo cofinanziamento regionale, per un ammontare a

valere sul bilancio regionale pari complessivamente a 32,31 milioni di euro.

L’Amministrazione regionale ha erogato contributi anche a favore delle Agenzie Territoriali per la casa (ATC) per la realizzazione di

interventi di manutenzione straordinaria sul patrimonio di edilizia sociale (1,2 milioni di euro), per il finanziamento del

Fondo sociale, destinato alla corresponsione di contributi per il pagamento del canone e dei servizi accessori all’abitazione,

nonché per la copertura delle situazioni di morosità incolpevole (quali situazione di disoccupazione e cassa integrazione)

degli assegnatari di edilizia residenziale pubblica (7,09 milioni di euro).

In merito agli interventi di edilizia sociale, è proseguita l’attuazione del Programma casa regionale “10.000 alloggi entro il

2012”, mediante il finanziamento della costruzione di 3.610 alloggi, per un ammontare complessivo pari a 288,5 milioni di euro.

Per quanto attiene il Piano casa nazionale – D.P.C.M. 16 luglio 2009, che detta le Linee Guida per le leggi regionali in materia di

ampliamento degli edifici e di rilancio del settore edilizio – i fondi statali disponibili per l’anno 2010 sono ammontati a 32,8 milioni di

euro, con i quali l’Amministrazione regionale ha finanziato la costruzione di 399 alloggi.

In tema di sostenibilità ambientale degli edifici costruiti, l’Amministrazione regionale nel 2009 ha adottato il “Protocollo Itaca”, un

sistema di valutazione della sostenibilità ambientale degli interventi di edilizia residenziale, stabilendone l’applicazione per tutti gli

interventi di edilizia sociale finanziati nell’ambito del “Programma casa: 10.000 alloggi entro il 2012” o finanziati con altri fondi. Nel

corso del 2010 è stato siglato l’Accordo Quadro con ITACA (Istituto per l’Innovazione e la Trasparenza degli Appalti e la Conformità

Ambientale) al fine di definire le modalità operative di realizzazione della valutazione di sostenibilità ambientale.

Fondo nazionale per

sostenere l’accesso alle

abitazioni in locazione

Contributi a favore

delle Agenzie Territoriali

per la Casa (ATC)

10.000 alloggi entro

il 2012 – programma

per l’edilizia sociale

Piano casa nazionale

Protocollo Itaca per

la valutazione della

sostenibilità ambientale

degli edifici

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


All’Amministrazione regionale, infine, compete un’importante attività di indirizzo e vigilanza, che espleta principalmente nei

confronti dei Comuni e delle Agenzie Territoriali per la casa (ATC). Nel corso del 2010 è stata realizzata l’attività di vigilanza sull’utilizzo

del patrimonio da parte delle Amministrazioni comunali assegnatarie di immobili; a fronte di difformità riscontrate rispetto al dettato

normativo, sono state inviate apposite note di rilievo con conseguente richiesta di annullamento degli atti di assegnazione illegittimi.

Politiche sociali

Compito della Regione, nell’ambito delle Politiche Sociali, è l’emanazione di norme per la realizzazione del sistema integrato di

interventi e servizi sociali e il loro esercizio, nonché le attività di prevenzione, la definizione dei requisiti di qualità per i servizi,

gli interventi e le prestazioni sociali. Altra importante funzione è la ripartizione del Fondo regionale per le Politiche sociali.

L’Amministrazione regionale si occupa inoltre di tenuta e pubblicazione del registro regionale delle organizzazioni di volontariato e

dell’albo regionale delle cooperative sociali.

In Piemonte, nel 2010, risultano attive 2.657 organizzazioni di volontariato e 555 cooperative e consorzi sociali, operanti in tutti gli

ambiti delle politiche sociali: anziani, prima infanzia, disabili, contrasto alla criminalità, famiglie, immigrati, nomadi e altri servizi.

Il sistema integrato funziona grazie alla partecipazione di una serie di attori pubblici e privati: Comuni, Province, Aziende Sanitarie

Locali sono direttamente chiamati alla realizzazione del sistema integrato, così come viene riconosciuto il ruolo di soggetti attivi

al terzo settore e agli altri soggetti operanti senza scopo di lucro.

1.000.000.000

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

250.000

5.866.704

551.000

947.500

11.000

560.000

273.084 5.000.000

6.315.139 15.017.997 157.149.228

1.000

100

trasferimenti di

parte corrente ᐅ

10

1

unioni di

comuni

istituzioni istituzioni

sociali private sociali private

per assistenza per fini diversi

sociale dal sociale

enti ed

agenzie

regionali

enti di

ricerca

enti delle enti dell’

amministrazioni amministrazione

locali centrale imprese province famiglie comuni

Politiche di sostegno

Sono molteplici gli obiettivi perseguiti dalla Regione Piemonte a favore dei nuclei familiari e dei soggetti minori. In generale, le politiche

perseguite mirano a sostenere le famiglie, soprattutto di quelle in situazione di difficoltà, e a garantire una particolare attenzione

ai bisogni dei giovani.

Le principali problematiche riscontrate nell’ambito degli interventi a favore delle famiglie si riferiscono a situazioni economiche

disagiate, a disabilità o gravi patologie dei figli, a difficoltà nello svolgimento del ruolo di genitore ascrivibili a diverse

motivazioni (quali nuclei monoparentali, orari di lavoro non compatibili con la cura dei figli). A tal proposito, si rileva che l’attuale

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

71


situazione di congiuntura economica ha aggravato la situazione, determinando un aumento delle richieste di assistenza economica,

principalmente a causa di riduzione o perdita del reddito da lavoro.

L’Amministrazione regionale è intervenuta erogando contributi ai soggetti gestori delle funzioni socio- assistenziali del territorio, al

fine di realizzare iniziative volte a favorire i nuclei familiari colpiti da tali problematiche, per un ammontare pari a 2 milioni di

euro. Sono stati realizzati interventi anche a favore delle famiglie numerose (con quattro o più figli), mediante la promozione di

iniziative di abbattimento dei costi da sostenere, quali riduzione delle tariffe per l’erogazione di energia elettrica e della tassa per

la raccolta rifiuti, per cui sono stati stanziati 2,2 milioni di euro, e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (sostegno alla realizzazione

di centri di custodia oraria e di nidi in famiglia in Comuni privi di servizi per la prima infanzia), per 2,9 milioni di euro di

risorse statali.

Sono proseguite le azioni di sostegno per la riduzione delle liste di attesa per l’accesso ai servizi socio-educativi per la

prima infanzia nell’anno scolastico 2010-2011, con un impiego di risorse da parte della Regione per 4,3 milioni di euro; grazie a

questo intervento sono stati resi disponibili 606 posti aggiuntivi presso gli asili nido comunali e 743 ulteriori posti in convenzione

presso strutture non comunali.

Contributi per sostenere

iniziative a favore

di famiglie disagiate

e numerose

Riduzione delle liste

d’attesa per

gli asili nido

La Regione Piemonte conduce un’attività di controllo dell’avanzamento degli interventi di costruzione in corso e completamento del

programma di finanziamento per la realizzazione di nuovi servizi per la prima infanzia: tale attività ha consentito di procedere

all’assegnazione di contributi per oltre 5 milioni di euro e ha creato 500 posti sul territorio regionale.

Per quanto attiene i minori, la Regione Piemonte persegue diversi obiettivi, in funzione delle diverse problematiche riscontrate. È

attivo un Fondo regionale per il sostegno delle vittime di pedofilia, finalizzato al finanziamento di interventi a supporto di

nuclei familiari al cui interno si è verificato un episodio di abuso a danno di minori.

L’Amministrazione regionale persegue altresì politiche di contrasto alla devianza e alla criminalità dei minori, nonché di reinserimento

sociale e lavorativo di coloro che stanno scontando una pena o hanno avuto esperienze di detenzione.

Fattiva collaborazione è stata instaurata con l’Amministrazione Penitenziaria, oltre che con Enti Locali, enti del volontariato, associazioni

di rappresentanza dei datori di lavoro.

Sostegno ai nuclei

familiari con figli

vittime di pedofilia

Contrasto alla devianza

e alla criminalità

dei minori

La Regione segue numerose altre problematiche attinenti i minori, come ad esempio il bullismo, mediante l’elaborazione di proposte

ed azioni utili al monitoraggio e al contrasto del fenomeno e per mezzo della valorizzazione delle buone pratiche promosse dalle

singole istituzioni.

Particolare attenzione è dedicata alle tematiche dell’affidamento e dell’adozione di minori, mediante la promozione di attività

di sensibilizzazione e informazione sul tema, nonché di sostegno professionale, cui, complessivamente, sono state destinati 2,01

milioni di euro; a tal proposito è attiva l’Agenzia Regionale per le Adozioni Internazionali, con la precipua finalità di fornire sostegno

ai genitori adottivi.

Sensibilizzazione

e informazione

sull’affidamento e

adozione di minori

72

L’Amministrazione regionale promuove in materia le attività dell’Osservatorio Regionale sull’Infanzia e l’Adolescenza, quale

sistema informativo sulla popolazione minorile finalizzato a fornire un panorama sulle condizioni dei bambini e degli adolescenti in

Piemonte, utile ai diversi livelli di responsabilità politica, istituzionale, sociale e culturale che si occupano di infanzia ed adolescenza.

Per quanto attiene le politiche a favore della popolazione anziana, la Regione Piemonte mira alla promozione di un invecchiamenbilancio

sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


to attivo dei soggetti, alla garanzia di una maggiore efficienza nel sistema dei servizi per persone anziane non autosufficienti, in

particolare dei servizi di supporto domiciliare, nell’intento di sostenere, laddove possibile, il mantenimento della persona presso

il proprio domicilio.

Progetti personalizzati

di sostegno alla

domiciliarità per anziani

non autodufficienti

A tal proposito, nel corso del 2010, la Regione Piemonte ha approvato i criteri di riparto delle somme destinate ai soggetti gestori

delle funzioni socio-assistenziali per l’attivazione, in accordo con le Aziende Sanitarie, di progetti personalizzati in grado di dare

una risposta socio-sanitaria diversificata a soggetti anziani non autosufficienti. I diversi tipi di intervento previsti sono interventi

economici a sostegno della domiciliarità, cure domiciliari in lungo assistenza e letti di sollievo; le risorse a tal fine destinate

sono state pari a 12 milioni di euro.

Sempre in tema di assistenza domiciliare, nel corso del 2010 è stata avviata un’attività di monitoraggio degli interventi di domicilarità

a favore delle persone non autosufficienti, basato su report realizzati in funzione di determinati indicatori oggetto di

valutazione. Da tale monitoraggio sono derivate informazioni - come la spesa media osservata per caso o la media di casi attivati per

ASL – utili ad una più efficiente programmazione degli interventi. L’aspetto maggiormente critico rilevato ha riguardato il numero di

soggetti in lista d’attesa ancora decisamente elevato.

Finanziamento di

strutture per

anziani e disabili

Per quanto riguarda il finanziamento di strutture per anziani e disabili, le istanze valide pervenute hanno generato una graduatoria

in relazione alla quale, sulla base delle risorse disponibili, sono stati riconosciuti contributi per 2,4 milioni di euro.

L’Amministrazione regionale realizza costantemente l’attività di monitoraggio dello stato di attuazione degli interventi strutturali in

corso finanziati e tale attività ha condotto alla revoca di finanziamenti di progetti che non sono pervenuti a conclusione nei tempi

previsti.

Nel 2010 è stato adottato anche da parte piemontese il Progetto nazionale Passi d’Argento, finalizzato alla individuazione di un

modello di indagine sulla qualità della vita, sulla salute e sulla percezione dei servizi nella terza età, al fine di adottare

una metodologia che sia ripetibile nel tempo e sostenibile con le risorse dei servizi sanitari e sociali, a uso delle Aziende sanitarie, dei

Servizi sociali e delle Regioni.

Servizio Civico Volontario:

un servizio offerto

dalle persone anziane

alla collettività

L’Amministrazione regionale ha infine contribuito alla realizzazione di Progetti di Servizio Civico Volontario delle persone anziane,

con l’obiettivo di riconoscere e valorizzare la loro partecipazione alla vita sociale, civile e culturale della comunità attraverso,

ad esempio, servizi di doposcuola, controllo attraversamento pedonale davanti alle scuole, trasporto disabili. Le risorse erogate a tal

fine nel 2010 sono state pari a 1,8 milioni di euro.

Gli interventi della Regione Piemonte a favore delle persone disabili mirano a sviluppare percorsi integrati e politiche concertative

non solo tra le diverse istituzioni, ma anche con le persone disabili, le loro famiglie, le associazioni e rappresentanze sociali,

gli operatori, al fine di promuovere iniziative di formazione e istruzione, di inserimento lavorativo, di partecipazione alle attività sportive

e di tempo libero. Le politiche regionali si pongono altresì come obiettivi fondamentali il superamento delle barriere architettoniche

e l’agevolazione all’utilizzo dei mezzi di trasporto e delle nuove tecnologie da parte delle persone affette da disabilità.

L’azione regionale si concretizza principalmente nell’erogazione di contributi a favore delle diverse istituzioni, enti e soggetti coinvolti.

La Regione Piemonte, inoltre, svolge una rilevante funzione di programmazione, indirizzo e coordinamento delle loro attività.

Sostengo alle famiglie

con familiari disabili

Le azioni finanziate sono finalizzate al sostegno della famiglia attraverso interventi di assistenza domiciliare, interventi di affi-

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

73


damento diurno e residenziale, azioni finalizzate al potenziamento della rete di Centri Diurni, all’inserimento occupazionale, all’integrazione

scolastica e socio-educativa.

Una particolare attenzione è riservata alle persone affette da disabilità grave, a favore delle quali sono finanziati servizi di assistenza

sia presso la dimora familiare che in alloggi protetti e centri socio-educativi, nonché attraverso l’utilizzo di strutture anche di

tipo alberghiero in località climatiche e centri estivi, al fine di fornire parziale sollievo e supporto ai famigliari.

Per l’anno 2010 i finanziamenti di queste attività ammontano complessivamente a 17,2 milioni di euro.

La Regione finanzia altresì le attività dell’Osservatorio regionale sulla disabilità, uno strumento di informazione sulla normativa

nazionale e regionale in materia e sui servizi fruibili in Piemonte, accessibile anche all’utenza, il cui costante aggiornamento consente

di avere dati utili ai fini di una più puntuale programmazione. Le risorse a tal fine erogate per il 2010 ammontano a 275 mila euro.

Servizi di assistenza

per persone con

disabilità grave

Osservatorio

regionale

sulla disabilità

Dal punto di vista delle azioni di programmazione e coordinamento, diverse sono le iniziative adottate nel corso del 2010. La

Regione Piemonte ha previsto l’istituzione di un contributo economico a sostegno della domiciliarità per la lungo assistenza

a persone con disabilità non autosufficienti di età inferiore a 65 anni, destinando per tale finalità una parte delle risorse

statali del “Fondo per le non autosufficienze” assegnato nel 2009 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per un ammontare

pari a 6 milioni di euro.

A seguito del monitoraggio sull’organizzazione e funzionamento delle Unità di Valutazione Handicap presenti sul territorio regionale,

sono state definite le Linee Guida sul funzionamento delle Unità Multidisciplinari di Valutazione della Disabilità, finalizzate

a garantire un sistema procedurale omogeneo nelle modalità di presa in carico delle persone che necessitano di interventi socio

sanitari e nella formulazione del progetto individuale, con carattere sperimentale a partire dal 2011.

A seguito dell’emanazione nel corso del 2010 delle Linee Guida del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la presentazione

dei progetti sperimentali a favore delle persone non autosufficienti – in particolare per il rafforzamento degli

interventi a favore di particolari patologie neuro-degenerative e per il supporto alle famiglie delle persone in condizione di disabilità

estrema – è stato approvato il Progetto di continuità assistenziale per i pazienti con Sclerosi Laterale Amiotrofica e le

loro famiglie, presentato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed ammesso a finanziamento.

Linee Guida

per la valutazione

della disabilità

Progetto di continuità

assistenziale per

i pazienti affetti

da SLA e

per le loro famiglie

Nel corso del 2010 è proseguita l’attività sistematica di monitoraggio sulla frequenza dei sopralluoghi effettuati presso le varie

strutture socio-assistenziali, socio-educative e socio-sanitarie sottoposte a vigilanza da parte delle varie commissioni attive

sul territorio, con l’obiettivo di omogeneizzare tale frequenza su tutto il territorio regionale e su tutte le tipologie di presidi. Per alcune

situazioni particolarmente disomogenee rispetto agli standard rilevati sono state adottate specifiche azioni di sollecito.

La Regione Piemonte promuove l’integrazione e la qualità della vita dei cittadini stranieri sul territorio piemontese. Gli obiettivi perseguiti

in tal senso sono rinvenibili nel Piano regionale integrato dell’immigrazione - Triennio 2007- 2009, operativo fino ad

emanazione di un nuovo Piano.

Piano integrato

dell’immigrazione

74

In base a tale documento programmatico, annualmente vengono definite le priorità regionali in materia di immigrazione, la cui attuazione

spetta alle Province piemontesi; per il 2010 sono state assegnate risorse alle Province per un ammontare pari a 2,24 milioni di euro.

L’Amministrazione regionale promuove ed è parte attiva in diverse iniziative. Nel 2010 è stato realizzato il Progetto in Italiano,

finalizzato allo svolgimento, in collaborazione con 8 Istituti scolastici (uno per Provincia), di corsi gratuiti di lingua, cultura ed educazione

civica per stranieri extracomunitari, adulti e minori, con particolare riguardo ai minori di recente immigrazione e alle donne.

Corsi gratuiti di lingua

e cultura italiana per

stranieri extracomunitari

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


Consulenza giuridica e

informazione per chi eroga

servizi a persone sfruttate

Coordinamento della rete

regionale dei servizi a

sostegno delle persone

vittime di tratta

Osservatorio regionale

Immigrazione

Formazione professionale

degli operatori sociali

Nel 2010 è stato altresì avviato il Progetto Intinforma VI, un’iniziativa rivolta a realtà del pubblico e del privato sociale impegnate,

a vario titolo, nel sostegno e nell’accoglienza delle persone sfruttate o vittime di violenza. Tale progetto prevede attività di consulenza

giuridica ed informazione, l’elaborazione di pubblicazioni e l’organizzazione di cicli di incontri tematici.

Nel corso del 2010 è proseguita l’attività di coordinamento del Progetto Piemonte in Rete contro la Tratta, finalizzato a rendere

coerenti ed armonici gli interventi mirati al contrasto del fenomeno della tratta di persone e al sostegno delle vittime della tratta, con

l’obiettivo ultimo di realizzare una rete dei soggetti pubblici e privati operanti da anni su tale tematica (Prefetture, Procure, Questure,

Comandi dei Carabinieri e della Polizia municipale, Sindacati, Centri per l’Impiego, Assessorato regionale alla Tutela della Salute e

Sanità, ASL e ASO).

In materia la Regione finanzia le attività dell’Osservatorio regionale dell’Immigrazione in Piemonte, per mezzo del quale si realizza

un censimento dei servizi attivi sul territorio in favore degli immigrati, si procede ad una raccolta ed elaborazione dei dati statistici

e alla realizzazione di ricerche ed attività di studio utili a supportare la definizione delle politiche.

Una particolare attenzione è stata dedicata alla formazione professionale degli operatori sociali, finalizzata all’acquisizione e

al rafforzamento di competenze necessarie a rispondere in modo sempre più adeguato all’evoluzione dei servizi alla persona, in

un’ottica di ottimizzazione dei costi del personale impiegato, considerata la ristrettezza di risorse finanziari disponibili.

Pertanto, nel corso del 2010, la Regione Piemonte ha proseguito la propria attività di programmazione delle attività formative per il

personale dei servizi sociali, con il concorso delle Province e degli enti gestori dei servizi sociali, garantendo il più possibile il soddisfacimento

dei fabbisogni formativi espressi dal territorio.

È stato dunque approvato l’atto di indirizzo regionale concernente il finanziamento delle attività formative degli operatori dei

servizi sociali e socio-sanitari – Biennio formativo 2010-2012.

La Regione Piemonte ha inoltre proseguito l’attività di collaborazione tesa a sostenere l’indagine interregionale su “Occupazione e professioni

nel settore dei servizi sociali”, con l’obiettivo di produrre maggiore conoscenza utile ad un futuro riordino delle professioni sociali.

Si è mantenuto, anche per l’anno 2010, il rapporto di collaborazione con le Università degli Studi di Torino e del Piemonte

Orientale “A. Avogadro” relativamente al sostenimento finanziario degli aspetti professionalizzanti dei Corsi di Laurea Interfacoltà

in Educazione Professionale e in Servizio Sociale. In tal senso, sono state rinnovate le convenzioni per un importo complessivo

pari a 1,23 milioni di euro.

Riconoscimento e

valorizzazione del ruolo

del volontariato

La Regione Piemonte riconosce il valore del Volontariato e opera per valorizzarlo e promuoverlo attraverso molteplici strumenti

quali l’erogazione di contributi e finanziamenti, la tenuta del registro regionale delle associazioni di volontariato, il pieno riconoscimento

del ruolo delle organizzazioni di volontariato all’interno della programmazione dei Piani di Zona. Nel 2007 il Consiglio regionale

ha istituito la Giornata regionale del Volontariato (nel 2010, il 26 settembre); durante la giornata si è tenuto l’insediamento del

nuovo Consiglio regionale del Volontariato.

Anche per le Cooperative sociali la Regione si occupa della tenuta dell’Albo regionale, eroga contributi per progetti di sviluppo e

gestisce prestiti a tasso agevolato; per la gestione di tali finanziamenti è stato istituito presso Finpiemonte S.p.A. un Fondo di rotazione.

Servizio Civile Nazionale

Per le attività riguardanti il Servizio Civile Nazionale, il D. Lgs. 5 aprile 2002, n. 77, ha previsto competenze specifiche in capo alle

Regioni; dall’entrata in vigore del decreto l’Amministrazione regionale piemontese ha esercitato la propria competenza in materia di

formazione e informazione, mentre, a partire dal 2006, con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, le Regioni hanno assunto la

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere della persona e della famiglia

75


titolarità delle attività in materia di accreditamento, progettazione e monitoraggio. A seguito del bando pubblicato nel mese di febbraio

2010, la Regione ha proceduto alla valutazione dei progetti pervenuti da parte degli enti accreditati: su un totale di 241 richieste

progettuali corrispondenti a 1.123 volontari da impiegare, sono stati approvati 197 progetti, per un totale di 869 volontari.

L’Amministrazione regionale ha curato inoltre l’organizzazione di un corso di formazione rivolto ai progetti approvati e finanziati

nell’anno 2010 per garantire la piena competenza e operatività agli Operatori Locali di Progetto.

La Regione Piemonte ha inteso riconoscere e promuovere la funzione educativa, formativa, aggregatrice e sociale svolta dall’Ente

Parrocchia, dagli Istituti cattolici e dagli altri Enti di culto riconosciuti dallo Stato sostenendo, sulla base di protocolli di

intesa, le attività di oratorio, soggetto sociale ed educativo delle comunità locali, finalizzate alla promozione, all’accompagnamento

ed al sostegno della crescita armonica dei minori, degli adolescenti e dei giovani, anche portatori di handicap, che vi accedano

spontaneamente.

Sostegno alle attività

di oratorio


76

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il benessere

d

e lla persona e della famiglia


3.2 il piemonte

per lo sviluppo

della comunità Sviluppo culturale

Il sistema di sviluppo culturale della Regione Piemonte si basa su una programmazione

differenziata di proposte dirette a fasce di destinatari eterogenei: la Regione collabora

con un numero elevato di soggetti (stakeholder intermedi) per gli interventi in ambito

culturale, turistico, sportivo e in tema di istruzione e di pari opportunità e per diffondere

proposte di eccellenza nonché raggiungere un numero consistente e diversificato di

destinatari.

Il valore aggiunto relativo a quest’Area, nel 2010, è pari a 175 milioni di euro.

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

24.218.845

10.024.999

1.218.367

37.741.958

38.269.825

16.133.500

13.705.164

7.490.000

9.085.000

51.646

1.000

100

trasferimenti di

parte corrente ᐅ

10

1

comuni

famiglie

imprese

istituzioni

sociali private

enti ed

agenzie

regionali

province

enti dell’

amministrazione

locali

imprese

pubbliche

università

istituzioni

estere

cultura 18%

turismo 10%

sport 4%

risorse erogate

parte corrente ᐅ

bilancio sociale 2010 regione piemonte

istruzione 68%

❘ relazione sociale il piemonte per lo sviluppo della comunità

77


100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

25.388.639

938.263

3.991.385

13.767.269

10.000

1.000

100

trasferimenti in

conto capitale ᐅ

10

1

comuni

province

imprese

istituzioni sociali private

turismo 38%

cultura 35%

Il personale dedicato è così composto:

risorse erogate

conto capitale ᐅ

sport 27%

personale

dedicato

CULTURA 161

SPORT 18

TURISMO 38

ISTRUZIONE 12

PARI OPPORTUNITÀ 2

totale 231

Cultura

La Regione Piemonte sostiene la Cultura attraverso la tutela, la valorizzazione e la promozione delle molteplici attività che sono

alle radici del suo patrimonio e ne costituiscono l’articolata espressione.

La conoscenza e la consapevolezza di tali realtà costituiscono uno strumento necessario per orientare l’azione regionale alla valorizzazione

del patrimonio piemontese anche attraverso il coordinamento delle attività e delle forze culturali e istituzionali esistenti

sul territorio. Lo sforzo prioritario è, quindi, quello di operare costantemente per evitare dispersione di risorse e agire in

modo che la programmazione regionale riesca ad incidere in maniera sempre più significativa e visibile sul offerta

culturale del territorio.

78

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

2.649.700

25.000

25.608.19

80.000

150.000

1.000

100

trasferimenti di

10

parte corrente ᐅ 1

comuni

famiglie

istituzioni sociali

private

enti ed agenzie

regionali

enti delle

amministrazioni

locali

Spettacolo

Musica, teatro, danza, arte in strada, cinema: le occasioni di spettacolo in Piemonte sono moltissime. L’Amministrazione regionale

opera costantemente tramite programmi di intervento diretto ed erogazione di finanziamenti finalizzati a promuovere le

attività teatrali, musicali e cinematografiche, curandone lo sviluppo e la diffusione sul territorio.

Allo scopo di creare un Sistema Piemonte in ambito culturale, che potenzi anche in ambito nazionale e internazionale l’immagine

singola e coordinata dei soggetti che operano sul territorio – intensificandone e coordinandone la promozione e la produzione

comune – l’Ente ha dato vita nel 1996 al progetto “Piemonte dal Vivo” che, attraverso il sito internet dedicato, permette a tutti di

orientarsi nel panorama delle proposte di spettacolo per l’anno in corso, mettendo in rete 100 festival per un cartellone di spettacoli

di qualità.

Il 2010 ha visto un’ampia collaborazione internazionale attraverso l’approvazione di strumenti di intervento nell’ambito dell’Euro

Regione Alpi Mediterraneo, quali la circolazione delle informazioni destinate al pubblico e agli operatori, attraverso la predisposizione

di un portale web di informazione, e la circolazione degli artisti, attraverso la definizione di un bando e l’attivazione di un fondo

di sostegno a progetti di mobilità.

Musica

Nell’ambito del circuito musicale, nel 2010 hanno avuto luogo 690 appuntamenti, seguiti da un pubblico di circa 148.000 spettatori,

su tutto il territorio piemontese. È proseguita l’attività di decentramento delle attività concertistiche, che ha raggiunto in

Piemonte un livello di diffusione capillare. A fianco della programmazione di rassegne sul territorio, con il coordinamento dell’Unione

Musicale, è proseguito “Piemonte in Musica”, l’attività di circolazione delle principali formazioni orchestrali e coristiche piemontesi,

sulla base di specifiche convenzioni.

Il Teatro Regio di Torino nel 2010 ha curato l’organizzazione di grandi eventi lirici nelle residenze sabaude, la Reggia di Venaria e

il Castello di Racconigi.

Nell’ambito della valorizzazione del patrimonio storico-architettonico della Regione attraverso le attività di spettacolo, è da sottolineare

la realizzazione, a Venaria, del Traffic Free Festival, che ha coinvolto un vasto pubblico, principalmente giovane.

Danza

Nel comparto della danza si sono inseriti in questi ultimi anni elementi interessanti. In particolare, intorno alla danza contemporanea,

i festival internazionali TorinoDanza e Interplay e il progetto interregionale Spazi per la Danza Contemporanea hanno

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo della comunità

79


stimolato e favorito anche l’emergere di interessanti, giovani danzatori e coreografi. Ha preso, inoltre, avvio la programmazione del

Centro coreografico di Collegno “La Lavanderia a Vapore” nato a partire dal Protocollo d’intesa sottoscritto da Regione

Piemonte e Città di Collegno e attualmente gestito dal Balletto Teatro di Torino.

Teatro

La situazione complessiva del Teatro in Piemonte evidenzia un’intensa attività articolata in generi, diversificata nell’offerta e connotata

da uno sforzo di progettazione comune, nonché da una ricerca di spazi nuovi, spesso non convenzionali, nei quali sviluppare le

più attuali tendenze dello spettacolo contemporaneo. Nel 2010 sono stati realizzati progetti frutto di protocolli d’intesa sottoscritti

fra Regione ed Enti locali per la realizzazione di un programma integrato di iniziative volte alla valorizzazione e promozione di attività

culturali sul territorio.

Nell’ambito dell’arte in strada, la Regione Piemonte ha saputo dotarsi, prima in Italia, di una legge che identifica la sua ragion d’essere

nella volontà di considerare il Piemonte un territorio ospitale verso tutte le attività di carattere musicale, teatrale, figurativo ed

espressivo svolte liberamente da artisti in strada in spazi aperti al pubblico. La legge, del 2003, opera tramite un bando annuale

per l’erogazione di contributi; nel 2010 si è registrata una positiva crescita quantitativa e, soprattutto, qualitativa dei progetti

presentati. L’assegnazione a Fossano, nell’ambito del festival Mirabilia, dei premi Torototela 2010 (istituiti dalla stessa legge)

hanno costituito occasione per l’incontro e il confronto fra differenti realtà artistiche attive sul territorio nazionale.

La politica regionale nel comparto della cultura cinematografica e audiovisiva ha prodotto negli ultimi anni una rapida e significativa

evoluzione del quadro complessivo di riferimento, sia sul versante produttivo che su quello delle attività di diffusione e di

promozione. Il punto di riferimento delle politiche a favore della produzione cinematografica e audiovisiva è senza dubbio la

Fondazione Film Commission Torino Piemonte, che si pone oggi come qualificato referente per autori e produttori italiani e

stranieri nonchè interlocutore autorevole per gli operatori piemontesi e per i soci fondatori, Regione Piemonte e Città di Torino. Nel

2010 sono state realizzate in Piemonte complessivamente 46 produzioni, da film a fiction TV e spot pubblicitari.

Regione Piemonte e Film Commission Torino Piemonte hanno istituito nel 2007 il fondo per il sostegno al documentario, Piemonte

Doc Film Fund, prima esperienza italiana di sostegno al documentario attraverso un fondo specifico, totalmente destinato allo

sviluppo e alla produzione di documentari, con tutte le caratteristiche di solidità e rigore dei più avanzati Film Fund europei. Nel

corso del 2010 è proseguita l’attività del fondo con 42 produzioni finanziate.

Arte in strada

Cinema

Patrimonio librario e promozione della lettura

La rilevazione annuale sulle biblioteche, gestita dalla Regione Piemonte, ha permesso di censire 640 biblioteche distribuite sul territorio

regionale, restituendo l’immagine di un sistema che garantisce in modo capillare l’accesso all’informazione e al patrimonio documentale

a tutti i cittadini. I dati testimoniano il ruolo centrale svolto dal sistema di biblioteche, archivi e istituti nel panorama dei consumi

culturali della regione e confermano la crescente attenzione da parte degli utenti verso spazi multi-dimensionali e multimediali.

L’Amministrazione regionale tutela il patrimonio bibliografico di interesse culturale del Piemonte conservato presso istituzioni pubbliche

e private e conduce attività di promozione della lettura e dell’editoria attraverso erogazione di contributi e interventi a diretta

regia regionale; per il patrimonio bibliografico assume anche competenze di tutela, restauro e conservazione tramite la

Soprintendenza ai beni librari.

Nel panorama degli interventi bibliotecari si segnala, tra i più innovativi, la Biblioteca Digitale del Piemonte.

Biblioteca digitale

del Piemonte

80

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


Iniziative di

promozione

della lettura

Per quel che riguarda le attività di promozione della lettura, nel 2010 è stato confermato il quadro di iniziative già attive, dal Salone

internazionale del libro e dal Circolo dei lettori, fino alle numerose manifestazioni distribuite ormai sul tutto il territorio piemontese.

Sono state realizzate con successo Letteraltura, festival dedicato alla letteratura di montagna nella provincia del Verbano-

Cusio-Ossola.

Collisioni, un’esperienza di promozione della lettura che ha visto il coinvolgimento in modalità innovative dei giovani, conclusasi con

la realizzazione di due giornate nel comune di Novello.

Portici di carta, che nella sua nuova edizione ha visto il coinvolgimento a fianco dei librai torinesi anche degli editori piemontesi.

Di rilievo il Progetto Nati per Leggere Piemonte avente l’obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce fra i bambini di età compresa

tra i 6 mesi e i 6 anni; il progetto, attivo dal 2001, ha visto una grande crescita nel 2010, arrivando a coinvolgere oltre 400

Comuni, 142 asili e 345 scuole dell’infanzia.

Musei e patrimonio culturale

Lo svolgimento delle attività in materia di valorizzazione dei musei e dei beni culturali di interesse museale ha riguardato

principalmente la definizione degli standard minimi per il loro sviluppo e la loro gestione, programmi di intervento di adeguamento

delle sedi museali, attività di progettazione di nuovi musei, piani, progetti e programmi annuali e pluriennali per la conservazione,

la catalogazione, il restauro dei beni di interesse artistico, storico, archeologico, naturalistico, piani, progetti e programmi annuali e

pluriennali per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico ed edilizio di interesse artistico e

storico, del patrimonio dei beni culturali di interesse musicologo, supporto alla conservazione, iniziative per la valorizzazione del

patrimonio di competenza quali mostre, pubblicazioni, convegni, manifestazioni ed attività similari.

Particolare attenzione è riservata al Museo Regionale di Scienze Naturali che, con 162.000 presenze nel 2010, fa registrare

nell’ultimo quinquennio un aumento medio annuale di ventimila visitatori.

Progetti per

celebrare i 150 anni

dell’Unità d’Italia

Progetti di

valorizzazione del

territorio e di

didattica dei musei

Il 2010 ha visto oltre 400 proposte progettuali riguardanti le Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che un’apposita

commissione ha provveduto a valutare concedendo finanziamenti per attività di valorizzazione relative a luoghi, fatti, personaggi

connessi al Risorgimento raggiungendo un importo complessivo pari a 4.200.000 euro.

Altro punto di forza per lo sviluppo del sistema museale piemontese è l’implementazione dei Piani di valorizzazione e sistemi

urbani. Sono stati finanziati 16 progetti tramite bando riguardanti i piani di valorizzazione territoriale e 20 progetti di didattica dei

musei e del patrimonio per un totale di 750.000 euro.

Con la fine del primo trimestre 2010 si sancisce, inoltre, la chiusura della fase sperimentale riguardante l’applicazione degli Standard

Museali, progetto in collaborazione con la Fondazione Fitzcarraldo, il Politecnico di Torino e Fondazione Torino Musei che ha portato

all’individuazione degli elementi di criticità nella gestione dell’attività museale e la formulazione di interventi correttivi.

Per quanto concerne l’area strategica delle Fondazioni, Associazioni ed enti convenzionali, è in corso un approfondimento sul sistema

degli enti partecipati e convenzionati al fine di valutare eventuali indicatori di risultato in un’ottica di razionalizzazione della spesa.

Sostegno di iniziative

connesse all’Ostensione

della Santa Sindone

Degno di menzione è, infine, il programma di contributi relativo alle iniziative connesse all’Ostensione della Santa Sindone che

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo della comunità

81


la Regione Piemonte ha dedicato al sostegno di enti ed associazioni connessi all’attività espositiva, convegnistiche, di rievocazione

storica e di storia e cultura del territorio.

Politiche giovanili

Nell’ambito delle iniziative culturali, alcune sono da ricondurre all’ambito delle politiche giovanili.

L’azione regionale, nel corso del 2010, si è sviluppata secondo tre direttrici:

ᐅ gli eventi legati a Torino Capitale Europea dei Giovani;

ᐅ lo sviluppo dei progetti regionali;

ᐅ il sostegno alla programmazione territoriale.

Il riconoscimento di Torino Capitale Europea dei Giovani ha determinato la programmazione e la stesura di un calendario ricco

di eventi.

Tra le iniziative che si sono susseguite, vi sono state Democrazia 2.0, XVII Convegno Interregionale della Stampa Studentesca,

Festival Collisioni, gli Aperitivi Informativi, Festival Sotto18, i festeggiamenti per il Capodanno 2010.

Torino Capitale

Europea dei Giovani

Turismo

I dati sulle presenze turistiche in Piemonte per l’anno 2010 confermano il trend positivo consolidatosi dal 2000 ad oggi: con oltre 12

milioni 300 mila presenze, si supera il buon risultato dell’anno precedente, segnando un incremento del 6,6% rispetto al 2009.

Anche il numero delle strutture ricettive è ulteriormente incrementato (+3,45%), così come il numero di posti letto (+1,31%).

L’antica vocazione turistica del Piemonte è sostenuta dalle politiche pubbliche messe in atto tramite strumenti di sistema quali l’adozione

di leggi di settore e l’attivazione di accordi di programma, che vedono principalmente coinvolte la Regione e le Province piemontesi.

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

1.000

1.218.367

5.498.821

1.473.912

7.490.000 120.000

100

trasferimenti di

10

parte corrente ᐅ 1

imprese

istituzioni sociali

private

enti delle

amministrazioni

locali

imprese

pubbliche

università

82

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


La valorizzazione delle risorse turistiche passa necessariamente attraverso una adeguata azione di promozione del sistema

turistico del Piemonte.

A tal fine, l’Amministrazione regionale ha agito in molteplici campi, sempre prediligendo lo strumento informatico quale canale di

comunicazione privilegiato con gli utenti finali.

Piemonteitalia.eu

Portale per la

prenotazione dei musei

Collaborazione con

Alitalia e Ryanair

per promuovere il

turismo in Piemonte

Finanziamenti:

attori e finalità

Tra i principali interventi vi è l’attivazione del portale Piemonteitalia.eu, un sistema di prenotazione on line e collaudato nella primavera

2010 con l’evento dell’Ostensione della Sindone. Il sistema di prenotazione musei è attualmente attivo per nove di questi,

mentre sono presenti duecento strutture ricettive.

L’Amministrazione regionale è intervenuta sfruttando le potenzialità comunicative di un ulteriore settore, quello dell’aerotrasporto.

Nel dettaglio, in occasione dell’introduzione di nuovi collegamenti internazionali dallo scalo aeroportuale di Torino (Amsterdam,

Mosca, Berlino, Istanbul) e del potenziamento di voli nazionali dell’operatore Alitalia, è stato definito il progetto quadriennale

“Alitalia a Torino”, che vede la collaborazione tra la compagnia aerea nazionale e la Regione Piemonte, al fine di promuovere le

attrattive turistiche regionali mediante i canali e i mezzi di comunicazione Alitalia (sito web, newsletter, agenzie viaggi, ecc.) e attraverso

iniziative specifiche (conferenze stampa, workshop con operatori, ecc).

Analogo accordo è intercorso con RyanAir, principale compagnia aerea di voli low cost.

Le azioni poste in essere al fine di consentire lo sviluppo e la riqualificazione dell’offerta turistica si sono concretizzate, principalmente,

nella erogazione di finanziamenti a favore dei molteplici attori coinvolti.

Nel dettaglio, l’Amministrazione regionale finanzia i progetti in possesso di determinati requisiti presentati dal settore

pubblico (Comuni e loro consorzi, Comunità montane, Province), dalle associazioni no profit e dalle imprese operanti nel settore; le

finalità sono molteplici, e riassumibili come segue:

ᐅ arricchimento e valorizzazione dei territori turistici e degli investimenti in essi realizzati (recupero dei centri storici e dell’arredo

urbano, costruzione e manutenzione di centri congressi, impianti per manifestazioni sportive e di spettacolo);

ᐅ sostegno all’offerta turistica (a favore del settore alberghiero ed extraalberghiero, come agriturismi, bed & breakfast, campeggi);

ᐅ tutela, valorizzazione e sviluppo dell’industria termale;

ᐅ tutela, valorizzazione e sviluppo del turismo religioso;

ᐅ incentivazione del turismo invernale (messa in sicurezza delle aree sciabili, realizzazione di investimenti in impianti di risalita).

Un particolare sforzo è stato destinato alle diverse articolazioni dell’organizzazione turistica sul territorio piemontese, vale a dire le

ATL, le Pro loco, le professioni nell’ambito del turismo e le agenzie di viaggio.

L’Amministrazione regionale esercita anche competenze di natura programmatoria, stabilendo gli indirizzi della politica turistica

regionale e le strategie da perseguire, attivando i necessari confronti con i soggetti pubblici e privati che hanno competenze ed

operano nel settore.

Sono proseguiti i contatti con i soggetti interessati per l’attuazione delle parti di competenza della legge regionale per la sicurezza

nella pratica degli sport invernali, cui è conseguita la predisposizione delle bozze circa i programmi dei corsi di formazione

e aggiornamento per le figure professionali di direttore di pista e operatore di primo soccorso.

Inoltre, si è provveduto ad effettuare controlli sul sistema delle Pro loco piemontesi, mediante una analisi a campione delle

dichiarazioni da queste rese circa i risultati finali conseguiti per l’esercizio 2008, per individuare eventuali aree di criticità e, conseguentemente,

valutare l’opportunità di introdurre correttivi nelle modalità di erogazione dei contributi.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo della comunità

83


Sport

Le attività della Regione Piemonte per lo sport sono finalizzate a rafforzare l’associazionismo sportivo attraverso l’attuazione

di leggi e azioni mirate, a promuovere lo sviluppo di impiantistica sportiva e a sostenere grandi eventi. Il territorio piemontese, ad

oggi, è sede di circa 8 mila associazioni sportive, 10 mila impianti sportivi, 60 campi da golf ed oltre 1400 km di piste dedicate a

sport invernali.

10.000.000

6.435.939

1.000.000

trasferimenti di

parte corrente ᐅ 100.000

istituzioni sociali private

Al fine di ottenere informazioni utili alla programmazione delle future iniziative di sostegno allo sport sul territorio piemontese, si è avviato,

in collaborazione con l’Osservatorio Turistico Regionale, il progetto Sistema Piemonte, un sistema informativo che dà la possibilità

di mettere in relazione le tre componenti fondamentali che caratterizzano l’organizzazione sportiva: l’impiantistica, le manifestazioni

e le società sportive con le relative attività.

Sistema Piemonte:

una rete di informazioni

che collega impianti,

manifestazioni

e società sportive

Nel 2010 è stato completato il bando di impiantistica sportiva con relativa pubblicazione “Il censimento dell’impiantistica sportiva

piemontese”, lavoro di ricognizione dell’impiantistica pubblica piemontese.

In relazione ai contributi per il sostegno delle attività di promozione sportiva e fisico – motoria, sono stati effettuati controlli sulle

rendicontazioni del Bando di Promozione Sportiva anno 2009 al fine di verificare la veridicità delle dichiarazioni presentate e

delle spese sostenute.

Il 2010 vede, altresì, la predisposizione bando di Pallapugno e Tamburello anno 2010. Il bando ha assegnato un importo di 105

mila euro di contributo a favore delle Federazioni, degli enti di promozione sportiva, delle associazioni e società sportive per la valorizzazione,

promozione e sostegno degli sport della pallapugno e tamburello.

Promozione della palla

pugno e del tamburello

Per quanto concerne i grandi eventi, sono stati prorogati i criteri dell’anno 2009 limitatamente alle manifestazioni sportive di campionato,

ai grandi eventi e a progetti strategici.

Infine, sono stati stanziati 200 mila euro volti all’acquisto di kit per lo svolgimento dell’attività sportiva di base nella scuola

primaria. Tale attività deriva dalla volontà della Regione Piemonte di implementare a livello provinciale il progetto nazionale di

alfabetizzazione motoria della scuola primaria, monitorando i risultati ottenuti al fine di una valutazione puntuale dell’outcome

prodotto.

Sostegno dell’attività

sportiva nella scuola

primaria

84

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


Istruzione

Il mondo scolastico piemontese conta nell’anno 2009/2010 un numero di iscritti pari a 583.204 alunni nei vari gradi di istruzione,

dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di II grado; circa l’88,3 % di essi frequenta istituti statali. Gli studenti stranieri in Piemonte,

nei sopraccitati gradi di istruzione, sono nel complesso 64.939; la qualità della loro integrazione nelle scuole è costantemente monitorata

mediante indagini presso gli istituti.

Le competenze della Regione Piemonte nell’ambito dell’Istruzione comprendono principalmente programmazione integrata dell’offerta

formativa e della rete scolastica regionale, collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per la definizione degli organici

delle scuole piemontesi, la determinazione del calendario scolastico e ingenti programmi di coordinamento degli interventi per il

diritto allo studio. La Regione promuove inoltre iniziative volte a promuovere e sostenere la continuità tra i diversi gradi ed ordini

di scuole, interventi per contrastare la dispersione scolastica e azioni di sostegno alle famiglie e alle fasce deboli.

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

21.569.146

9.999.999

199.000

38.189.825

15.958.000

12.081.252

8.965.000

51.646

1.000

100

trasferimenti di

parte corrente ᐅ

10

1

comuni

famiglie

enti ed

enti delle

istituzioni agenzie

amministrazioni

sociali private regionali province locali università

istituzioni

estere

Integrazione e

potenziamento dei

servizi scolastici

Contributi per garantire

il diritto allo studio

Il Piano regionale per l’occupazione – predisposto dall’Amministrazione regionale per fronteggiare la crisi economica e per la cui

attuazione sono stati stanziati 400 milioni di euro – è dedicato in parte alla realizzazione di interventi finalizzati all’integrazione e al

potenziamento dei servizi scolastici. Nel dettaglio, l’azione regionale è stata prioritariamente indirizzata a determinati obiettivi,

quali lo sdoppiamento delle classi numerose, il sostegno all’handicap, l’incremento del tempo scuola. Tali interventi

hanno consentito, complessivamente, l’assunzione di 428 precari.

L’Amministrazione regionale è, altresì, intervenuta per il sostegno del sistema delle cooperative sociali, finanziando le istituzioni

scolastiche per la stipula di contratti per i servizi di pulizia.

L’anno 2010 è stato anche il secondo anno di applicazione del Piano triennale di interventi in materia di istruzione, diritto

allo studio e libera scelta educativa.

Tra le diverse azioni previste dal Piano vi è l’erogazione di contributi a favore dell’iscrizione e della frequenza scolastica, per

un importo complessivo di 10,44 milioni di euro, e l’attribuzione di fondi per l’acquisto di testi scolastici, la realizzazione di attività

integrative ed il finanziamento dei trasporti, per 11 milioni di euro. Ulteriori risorse sono state assegnate ai Comuni per l’erogazione

di borse di studio e la fornitura gratuita parziale o totale dei libri di testo. Le risorse ammontano complessivamente a 13,87

milioni di euro.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo della comunità

85


Particolare attenzione è stata dedicata al servizio di scuola in ospedale e istruzione domiciliare, volto a rendere effettivo il diritto

allo studio e all’istruzione del minore malato. In particolare ha preso avvio un progetto triennale per l’introduzione e diffusione di

strumenti informatici che consentano all’alunno ospedalizzato o in assistenza domiciliare di seguire il regolare percorso didattico.

A fine 2010 è stata stipulata un’Intesa triennale tra Regione e Ufficio scolastico regionale per l’attivazione del Progetto Sezioni

primavera, un servizio socioeducativo ideato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nell’ambito di un

progetto di sviluppo delle potenzialità dei bambini da 0 a 6 anni. Il progetto, rivolto ai bambini di età compresa tra i 24 e i 36 mesi, è

integrativo ai servizi di asilo nido, micro-nido e scuola dell’infanzia e può essere attivato soltanto nelle sedi di tali servizi. Regione

Piemonte e Uffici scolastici regionali erogano per l’anno scolastico 2010/2011 1,7 milioni di euro per l’attivazione del servizio.

La Regione Piemonte è capofila del programma comunitario AL.CO.TRA. che inserisce scambi territoriali transfrontalieri tra Italia

e Francia, quali la mobilità dei giovani e gli scambi tra istituti scolastici per un totale di circa 9 milioni di euro.

Scuola in ospedale e

istruzione a domicilio

Servizi integrativi

per lo sviluppo

delle potenzialità

dei bambini

Mobilità transfrontaliera

dei giovani

Per quanto concerne la partecipazione al processo di riforma del sistema nazionale dell’istruzione, è stato costituito un

gruppo di lavoro fra le Regioni per individuare nuove modalità di riparto degli organici di scuola tra le Regione, da proporre al MIUR.

Pari opportunità

L’Amministrazione regionale ha perseguito l’intento di valorizzare ed innovare le azioni regionali a favore degli obiettivi di pari

opportunità fra uomini e donne e di incremento della partecipazione delle donne alla vita economica, sociale, culturale e civile.

Le politiche di pari opportunità della Regione Piemonte sono state improntate anche per il 2010 alla filosofia del doppio binario, che

prevede la contemporanea attuazione di politiche di particolare rilievo diretto e una serie di iniziative in collaborazione e sinergia trasversale

alle altre politiche (politiche sociali, lavoro, istruzione, turismo, cultura, comunicazione), in un’ottica trasversale e integrata di

gender mainstreaming. Tutte le azioni previste sono state orientate a sostenere e dare visibilità alle donne e alle loro forme di organizzazione,

per diffondere e radicare sempre più la cultura delle pari opportunità come elemento fondante di una società giusta.

Di seguito le direttrici attraverso le quali si è espressa l’azione regionale:

86

Azioni per favorire

il lavoro femminile

e l’imprenditorialità

Azioni per favorire

la conciliazione

tra lavoro retribuito

e lavoro di cura

Bilancio di Genere

e Rapporto sulla

condizione femminile

in Piemonte

Azioni per favorire il lavoro femminile. Per quanto riguarda il lavoro retribuito, i progetti specificatamente rivolti alle donne hanno riguardato

le iniziative dedicate all’imprenditoria femminile e gli interventi per l’aumento e la qualificazione dell’occupazione femminile.

Azioni per favorire la conciliazione e il lavoro di cura e familiare, attraverso l’attività di coordinamento dell’erogazione dei voucher

di conciliazione e le politiche specifiche per il coordinamento degli orari e la gestione delle banche del tempo.

Azioni per favorire la parità nella società e l’accesso alle posizioni di potere. Nel 2010 le azioni a sostegno di una maggiore parità

di genere nella società e nelle posizioni di potere sono state condotte attraverso iniziative di sensibilizzazione e promozione di diritti.

Il Piemonte ha proseguito anche nel 2010 il proprio impegno nel promuovere strumenti tecnici di analisi statistica ed economica a

sostegno delle politiche di parità. A seguito dell’approvazione della Legge regionale 18 marzo 2009, n. 8, “Integrazione delle politiche

di pari opportunità di genere nella Regione Piemonte e disposizioni per l’istituzione dei bilanci di genere”, si è attivata una Convenzione

con IRES Piemonte per la realizzazione del Bilancio di genere della Regione Piemonte, per la realizzazione Terzo Rapporto

sulla condizione femminile in Piemonte e per l’elaborazione di Linee Guida e di metodologie utili per la progettazione e realizbilancio

sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


zazione del Bilancio di genere delle pubbliche amministrazioni piemontesi.

Educazione ai diritti, al

rispetto della diversità e

contrasto alla violenza

Sostegno alla maternità

e alla genitorialità

Azioni a favore delle

vittime di violenza

domestica

Azioni per l’inclusione

sociale e lavorativa

delle persone vittime

di tratta

In materia di promozione dei diritti in ambito scolastico è importante ricordare il progetto “MOVEUP Destinazioni alternative. Rispetto

della diversità, prevenzione della violenza e uso consapevole delle nuove tecnologie”.

Azioni a sostegno di donne a rischio di disagio sociale. La Regione Piemonte dal 2009 si occupa specificatamente di offrire sostegno

alla maternità ed alla genitorialità, con particolare riferimento ai nuclei monoparentali ed alle madri sole con figli, spesso

donne vittime di maltrattamenti e violenza, attraverso una linea di finanziamento dedicata.

Azioni contro la violenza e a favore delle vittime della tratta. Per quello che concerne i servizi ai cittadini, nel 2010 è proseguita

sia la promozione del servizio di tele-assistenza HELP-DONNA, sia l’attività di sostegno ai Centri Antiviolenza con Case Rifugio.

Oltre alle attività specificatamente dedicate alle donne vittime di violenza, la Regione Piemonte si è impegnata nel 2010 per sviluppare

una serie di attività a supporto relative alla formazione agli operatori, ad azioni di sistema e alla promozione di studi specifici.

Le politiche in materia di interventi mirati al contrasto del fenomeno della tratta di persone e al sostegno delle vittime

si sono caratterizzate a partire dal 2008 per la scelta di operare attraverso un coordinamento regionale che mette in rete i numerosi

soggetti istituzionali e non che operano sul territorio. Questo progetto, denominato “Piemonte in rete contro la tratta”, è stato

cofinanziato con risorse del Dipartimento per le Pari Opportunità nel 2008, nel 2009 e nel 2010.

Sempre nell’ambito di assistenza a vittime della tratta è da ricordare il progetto Intinforma VI rivolto a realtà del pubblico e privato

sociale presenti sul territorio piemontese ed impegnate nel sostegno e nell’accoglienza delle persone sfruttate e/o vittime di violenza,

e agli operatori delle stesse.

Per favorire il reinserimento sociale e lavorativo delle vittime di tratta, la Regione Piemonte ha poi finanziato sul POR FSE 2007-2013

- Asse Occupabilità 6 progetti in attuazione del Bando per “Interventi finalizzati a sostenere l’uscita da situazioni di sfruttamento

delle donne vittime di tratta attraverso la realizzazione di percorsi intergrati di inserimento socio-lavorativo”. Oltre ai progetti

direttamente attivi sul territorio, la Regione Piemonte si è impegnata anche nel 2010 per promuovere iniziative in una dimensione

transnazionale, favorendo così un’azione più efficace di contrasto al fenomeno. Il Progetto Transnazionale “Oltre il confine”

vede coinvolto il Piemonte per quattro anni assieme alle Autorità di gestione FSE dell’Italia e della Romania per attuare interventi

a doppia sponda, mirati in modo specifico nelle aree di maggior presenza del fenomeno in Romania e in quelle di maggior

esodo migratorio in Italia.

Centro di coordinamento

regionale contro

le discriminazioni

Azioni contro le discriminazioni. Gli interventi in materia di anti-discriminazione possono essere annoverati a pieno titolo tra le

politiche di pari opportunità per tutti. La Regione Piemonte ha promosso un progetto di ricerca/azione contro le discriminazioni

volto a sviluppare un piano di azione regionale di prevenzione, contrasto alle discriminazioni fondate su genere, età, orientamento

sessuale, nazionalità, “razza” o origine etnica, condizioni di disabilità, religione o credo, e per l’assistenza alle vittime. A febbraio 2010

è stato sottoscritto il “Protocollo d’intesa in materia di iniziative contro le discriminazioni” tra UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni

razziali, e Regione Piemonte. Esso è indirizzato a supportare la creazione e l’implementazione di un Centro di coordinamento

regionale contro le discriminazioni con il compito di occuparsi di: 1) prevenzione e contrasto delle discriminazioni

fondate su genere e orientamento sessuale, “razza” o origine etnica, nazionalità, condizioni di disabilità, età, religione o convinzioni

personali; 2) assistenza alle vittime; 3) monitoraggio del fenomeno; 4) costruzione di una rete regionale che tenga conto del tessuto

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo della comunità

87


di istituzioni, associazioni ed organizzazioni già impegnate in tale ambito, ne valorizzi le competenze e favorisca un’azione sinergica.

L’Accordo Operativo per la realizzazione del Protocollo d’Intesa è stato sottoscritto a novembre 2010.

Tra le principali iniziative di sensibilizzazione che sono state promosse si ricordano la Giornata di studio denominata “Diversity Day”,

le iniziative piemontesi dentro la VI Settimana antirazzista dal 14 al 21 marzo 2010 (spettacolo teatrale, incontri con studenti

delle scuole medie superiori, biblioteca vivente), l’organizzazione dei corsi di formazione sul Diritto antidiscriminatorio, in collaborazione

con l’Ordine degli Avvocati di Torino e rivolto agli avvocati iscritti agli Ordini piemontesi.

Nel primo semestre 2011 il lavoro di costruzione della Rete territoriale contro le discriminazioni ha ricevuto un forte impulso grazie

alla sinergia con le azioni previste nell’ambito del progetto “Rete delle antenne territoriali per la prevenzione e il contrasto della discriminazione

razziale” che UNAR ha realizzato in Piemonte, Liguria, Lazio e Toscana, grazie al co-finanziamento del Ministero dell’Interno

a valere sul FEI. Ad inizio 2011 è stato realizzato il percorso formativo “L’azione antidiscriminatoria: normativa, strumenti e

lavoro di rete”, realizzato nell’ambito del progetto “Rete delle antenne territoriali per la prevenzione e il contrasto della discriminazione

razziale” in collaborazione tra UNAR e IRES Piemonte con il cofinanziamento del Ministero dell’Interno a valere sul FEI.

Azioni di cooperazione internazionale a favore delle donne. Nell’ambito della cooperazione internazionale la Regione Piemonte

sviluppa da diversi anni numerosi progetti e programmi che promuovono l’emancipazione femminile come via prioritaria per la crescita

sociale ed economico dei paesi sottosviluppati.

Azioni dedicate alle donne nella cultura e nello sport. In una dimensione trasversale delle aree direttamente inerenti le donne,

il Piemonte ha contribuito anche nel 2010 a finanziare una serie di attività al femminile sia in campo culturale che sportivo. Nella

cultura si ricorda il progetto “Lingua madre”, concorso Letterario Nazionale destinato alle donne straniere residenti in Italia.

L’azione dell’Amministrazione regionale in tema di pari opportunità è efficacemente riportata nell’ambito del sito www.meltinglab.

it, un canale di comunicazione messo a punto nell’ambito del Progetto MeltingLAB “Laboratorio di Innovazione sui Diritti e la

Parità”, promosso dall’Assessorato Regionale alle Pari Opportunità con l’ambizione di diventare un sistema di confronto permanente

per la definizione di proposte e la sperimentazione di politiche innovative.

Azioni di cooperazione

internazionale a favore

delle donne

Premio letterario

Lingua Madre

Meltinglab.it

Un laboratorio virtuale

di Innovazione

sui Diritti e la Parità

Le Politiche per le Pari Opportunità nel 2010 hanno avuto stanziate risorse a consuntivo per 3,7 milioni di euro.

88

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


3.2 il piemonte

per lo sviluppo

della comunità Sviluppo economico

Il Sistema Formazione, Lavoro e Industria, Commercio, Innovazione della Regione

Piemonte comprende l’attuazione delle politiche miranti a favorire lo sviluppo economico

piemontese, mediante interventi che favoriscano la produzione e l’occupazione,

nonché la qualificazione e la specializzazione delle persone attraverso un sistema universitario

di eccellenza e un’efficace rete formativa. I principali interlocutori della

Regione in questi ambiti sono le Imprese e le Province (queste ultime sono gli Enti deputati

all’attuazione delle politiche sulla Formazione).

Il valore aggiunto relativo a quest’Area, nel 2010, è pari a 393 milioni di euro.

1.000.000.000

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

26.280.79

1.397.50

55.000

6.688.48

315.024.29

20.797.34

863.448

1.000

100

trasferimenti di

parte corrente ᐅ

10

1

imprese

comuni

enti della

enti ed

amministrazione istituzioni

agenzie

centrale sociali private province regionali università

lavoro 6%

innovazione

e ricerca 2%

commercio 1%

risorse erogate

parte corrente ᐅ

bilancio sociale 2010 regione piemonte

formazione 91%

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo della comunità

89


1.000.000.000

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

202.996.494

4.638.778

249.952

25.200

976.500 1.387.649

1.000

100

trasferimenti in

10

conto capitale ᐅ 1

imprese

comuni

istituzioni

sociali

private

altre regioni

e province

autonome

province

università

innovazione

e ricerca 12%

commercio 2%

formazione 0%

Il personale dedicato è così composto:

risorse erogate

conto capitale ᐅ

lavoro 86%

personale

dedicato

COMMERCIO 59

FORMAZIONE 217

LAVORO 87

INNOVAZIONE E RICERCA 80

totale 443

Formazione

90

Il sistema formativo professionale costituisce elemento strategico per lo sviluppo della persona e del territorio e perno dell’evoluzione

del mercato del lavoro. La formazione investe diversi ambiti, nell’ottica di sopperire a tutte le tipologie di bisogno formativo:

Obbligo di istruzione, Ingresso al mondo del lavoro, Alta formazione, Formazione professionale continua, Formazione

professionale a sostegno delle fasce deboli e, in particolare, delle persone più colpite dalla crisi. Sulla base delle risorse

che l’Europa affida alla Regione, l’Ente programma i piani di sviluppo, coordina le principali azioni, in accordo e intesa con le Province,

cui spetta la gestione diretta, e in collaborazione con le istituzioni presenti nella regione.

Si rileva un numero totale di iscritti alle formative finanziate e avviate nel corso del 2010 pari a 118.935 persone, di cui 61.889

uomini e 57.046 donne.

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


1.000.000.000

100.000.000

10.000.000

1.000.000

13.565.702

3.062.483 313.546.872

10.000.000

100.000

10.000

1.000

100

trasferimenti di

10

parte corrente ᐅ 1

imprese istituzioni sociali private

province enti ed agenzie regionali

La Regione ha svolto anche nel corso del 2010 il ruolo di soggetto coordinatore delle azioni di Orientamento finalizzate all’assolvimento

dell’obbligo di istruzione e all’occupabilità; in tale ambito è stato approvato il nuovo atto di indirizzo per il periodo 2010-2012.

Dato l’elevato numero di accessi al servizio, è stato garantito l’aggiornamento delle guide per l’orientamento on-line rivolte agli

allievi della scuola secondaria di primo grado e agli studenti della scuola secondaria superiore. Anche la diffusione di video e interviste

sui canali molto utilizzati dai giovani, quali YouTube, Twitter e Facebook, ha prodotto ottimi risultati in termini di accessi e visualizzazione

dei contributi; i dati medi per il 2010, per il solo canale YouTube, rilevano 8.774 accessi mensili.

Orientamento alla

formazione e al lavoro

Alla Regione compete l’accreditamento delle sedi operative e degli operatori che erogano attività di orientamento e di formazione

professionale. La situazione aggiornata al 31 dicembre 2010 vede accreditate 624 sedi operative per la formazione, 279 per

l’orientamento e 35 per effettuare corsi riconosciuti.

Nel corso dell’ anno è stata avviata una profonda analisi e revisione dell’attuale sistema di accreditamento degli operatori della formazione

professionale e dell’orientamento, ai fini di renderlo più snello ed efficace.

Nell’anno 2010 sono state poste in essere le misure anticrisi derivanti dall’accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009 a valere sul

Fondo Sociale Europeo. Tali attività hanno contribuito alla messa a punto del Piano regionale straordinario per l’occupazione

che prevede l’avvio di atti relativi alle misure:

➜ “Più lavoro” incentivi all’occupazione dei giovani con il trasferimento delle risorse a Finpiemonte, la partecipazione al Comitato

tecnico di valutazione delle domande e monitoraggio dell’iniziativa;

➜ “Più sicurezza” interventi di reimpiego a favore dei collaboratori a progetto con trasferimento di risorse alle Province e avvio

del monitoraggio;

➜ “Più stabilità” interventi di ricollocazione per lavoratori disoccupati e occupati a rischio di perdita del posto di lavoro, trasferimento

di risorse alle Province e monitoraggio.

Piano straordinario per

l’occupazione finanziato

dal Fondo Sociale Europeo

Le attività contenute nel Programma Operativo Regionale (POR) del Fondo Sociale Europeo relativo al periodo 2007/2013 prevedono

la disciplina degli aspetti formativi del contratto di apprendistato, in particolare riguardo le tre tipologie contrattuali: giovani e adolescenti

che abbiano compiuto sedici anni di età, giovani tra i diciotto e i ventinove anni, acquisizione di un diploma o per percorsi di

alta formazione.

92

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


Formazione per

lavoratori occupati

Alta formazione

La Regione Piemonte ha previsto misure di sostegno ai redditi dei lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione aziendale

individuando criteri e modalità di erogazione dei contributi.

Nel dettaglio è stata approvata la Direttiva relativa alla formazione per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che finanzia

attività formative per lavoratori occupati e studenti sui temi della cultura della sicurezza per un importo di 3 milioni di euro e la

Direttiva Occupati 2008/2010 in cui sono contenuti i Piani Formativi Pluriennali per la formazione di lavoratori occupati

nelle grandi imprese del settore automotive con 157 edizioni corsuali per 1.504 allievi.

Nell’ambito della POR 2007/2013, si riscontrano attività annoverabili nell’ambito dell’Alta formazione. In tale contesto si inserisce

l’iniziativa che prevede attività quali la sperimentazione di corsi di laurea, laurea magistrale e alta formazione artistico-musicale

progettati in integrazione con il sistema socioeconomico, la sperimentazione di interventi formativi per favorire l’inserimento nel

mercato del lavoro di ricercatori iscritti ad un percorso di dottorato o che hanno terminato il dottorato, attività di convergenza tra

domanda ed offerta.

Formazione vuol dire anche controllo e definizione degli strumenti metodologici gestionali per la verifica degli interventi. Le irregolarità

dei beneficiari della programmazione 2000/2006 denunciate all’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (OLAF) ammontano a

2,6 milioni di euro. Parallelamente, si è conclusa l’attività di affinamento delle Linee Guida sull’ammissibilità delle spese in

attuazione del vademecum e del D.P.R. 03 ottobre 2008, n. 196, che tratta delle spese del FSE, partecipando al tavolo di coordinamento

tecnico delle Regioni.

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

11.817.618

730.000

1.295.000

1.477.419 6.797.344

10.000

1.000

lavoro e industria -

100

trasferimenti di

10

parte corrente ᐅ 1

imprese

comuni

istituzioni

sociali

private

province

enti ed agenzie

regionali

Lavoro

I dati sulla disoccupazione in Piemonte per l’anno 2010 confermano la difficile situazione congiunturale che dal 2008 seguita ad

esplicare i suoi effetti: le persone in cerca di lavoro in Piemonte continuano ad aumentare, con un’espansione alimentata per gran

parte dal flusso in uscita dall’occupazione, toccando mediamente le 151.000 unità, contro le 137.000 del 2009 (+10,2%).

I cambiamenti più rilevanti prodotti dalla crisi si sono evidenziati dal punto di vista della composizione socio-demografica: nell’ambito

degli occupati, tra autoctoni ed immigrati vi è un andamento speculare tra diminuzione dei primi e ulteriore aumento dei secondi;

tra uomini e donne vi è una netta differenziazione nelle dinamiche dell’occupazione, con la riduzione complessiva in carico tutta

ai maschi, e della disoccupazione, nell’ambito della quale i tassi maschili crescono maggiormente avvicinandosi come mai

prima a quelli femminili, al punto che, per la prima volta, i disoccupati superano in cifra assoluta il numero delle disoccupate.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo della comunità

93


Tra le classi d’età, infine, vi è una netta accentuazione dei connotati giovanili assunti dalla crisi: tra gli occupati aumentano le persone

di età matura, mentre diminuiscono nettamente i giovani; tra i disoccupati la quota giovanile si espande con forza, al punto

che i tassi di disoccupazione, al di sotto dei 25 anni, diventano tre volte più elevati di quelli medi. Sotto quest’ultimo aspetto, come

su tutti gli altri indicatori problematici, la crisi ha prodotto anche una riapertura dei divari territoriali tra le Province piemontesi: in

particolare, Torino, dopo gli anni della convergenza verso i valori delle altre province e del Nordovest, ritorna a tassi di disoccupazione

nettamente superiori a quelli medi, con una quota di giovani disoccupati che corrisponde a circa un terzo delle forze

di lavoro di pari età.

Aumenta sensibilmente, altresì, il numero degli impiegati non standard, ovvero contratti part-time e a tempo determinato, che

segnano, rispettivamente, un incremento del 10,5% e dell’8,5%.

Informazioni significative per valutare lo stato di crisi del sistema sono desumibili anche dal ricorso agli ammortizzatori sociali: nel

2010 il Piemonte ha detenuto il primato negativo in Italia per ore di cassa integrazione (CIG) concesse. Vi è tuttavia da

sottolineare che le dinamiche produttive si riflettono abitualmente con ritardo, per cui sia nei comportamenti sia nelle previsioni

occupazionali delle imprese non è ancora rinvenibile un’inversione della dinamica negativa.

Le azioni dell’Amministrazione regionale si sono concentrate proprio sulle conseguenze dalla situazione di congiuntura economica,

principalmente mediante azioni volte a promuovere l’imprenditorialità, in particolar modo quella femminile e giovanile, a favorire

l’accesso al credito, a sostenere il settore della cooperazione e a gestire l’accesso agli ammortizzatori sociali.

Per favorire l’accesso al credito delle imprese giovanili e femminili, nel 2004 è stato istituito un apposito Fondo di garanzia

per la concessione di finanziamenti a tassi agevolati; tali erogazioni, concesse da banche convenzionate, sono garantite a

costo zero per l’80% dal fondo regionale. Nel 2010 sono state ammesse a garanzia 200 domande su 650 pervenute, per un importo

totale di 5 milioni di euro.

Più in generale, l’Amministrazione regionale favorisce la realizzazione di progetti imprenditoriali da parte di soggetti “non bancabili”,

ovvero privi di sufficienti disponibilità finanziarie e non in grado di far ricorso autonomamente al credito bancario ordinario.

Nel 2010 sono stati erogati finanziamenti con il concorso bancario per un ammontare pari a 1,9 milioni di euro a valere sul bilancio

regionale. Sono, inoltre, stati erogati contributi a favore di 124 imprese per un ammontare complessivo di 500 mila euro.

Fondo di garanzia

per l’accesso al credito

per le imprese di giovani

e di donne

94

L’Amministrazione regionale destina uno sforzo particolare a favore del settore della cooperazione, attivo in molteplici campi e

fonte di produzione di reddito ed impiego lavorativo. In particolare, eroga contributi vincolati alla realizzazione di investimenti produttivi

ed immobiliari, all’avviamento e alla realizzazione di attività formative; i beneficiari sono società cooperative, incluse

quelle sociali, e consorzi di produzione e lavoro, che abbiano dimostrato di applicare, nei confronti dei soci lavoratori con

rapporto di lavoro subordinato, i trattamenti economici non inferiori a quelli risultanti dai contratti collettivi nazionali e territoriali.

Nel 2010 sono state accolte le istanze di 126 cooperative, per un totale di 8,7 milioni di euro a carico del bilancio regionale.

Strettamente correlata all’andamento economico congiunturale è la gestione degli ammortizzatori sociali in deroga. L’anno 2010 si

è caratterizzato per l’avvio di un programma on-line di gestione delle domande di cassa integrazione in deroga denominato

“Aminder”; l’implementazione di questo canale telematico di trasmissione delle istanze ha consentito di accorciare significativamente

i tempi di evasione delle pratiche e di pagamento da parte dell’INPS dell’integrazione salariale, nonostante il significativo incremento

delle domande rispetto l’anno precedente.

Per il 2010, difatti, le domande di CIG in deroga sono ammontate a 11.250 (9.600 nel 2009 e 1.500 nel 2008) e hanno interessato

quarantamila dipendenti, con un aumento del 46% rispetto l’anno precedente.

Servizio on line per la

gestione delle domande

di cassa integrazione

in deroga

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


Osservatorio

sul mercato del lavoro

della Regione Piemonte

L’impegno dell’Amministrazione regionale in materia di lavoro è altresì testimoniato dall’operato dell’Osservatorio sul Mercato del

Lavoro della Regione Piemonte, istituito nel 1983 con il compito di svolgere un’attività sistematica di rilevazione, elaborazione ed

analisi dei dati afferenti al mercato del lavoro regionale.

Industria

L’attuale configurazione produttiva del Piemonte ha inevitabilmente risentito della difficile situazione congiunturale degli ultimi anni.

Secondo fonti della Banca d’Italia, nel 2009 il 75% delle imprese piemontesi ha registrato una contrazione del fatturato ed il PIL regionale

nel biennio 2008-2009 ha subito un calo di eccezionale intensità (-7,6% contro il -6,3% della media italiana), ritornando ai valori

del 2000. Nel corso del 2010 l’industria piemontese ha manifestato una lieve ripresa in termini economici, tuttavia diversi indicatori

evidenziano ancora le difficoltà del sistema: la produzione industriale a settembre 2010 era inferiore del 14% rispetto al picco

ciclico di fine 2007 ed il fatturato legato all’export era inferiore del 13% rispetto al picco ciclico di aprile 2008. Resta dunque ancora

elevata l’incertezza sull’evoluzione della congiuntura nei principali mercati di sbocco delle imprese piemontesi e sull’intensità della

ripresa; ne è un segnale l’estrema cautela nelle attività di investimento.

In questo contesto di estrema difficoltà, l’azione dell’Amministrazione regionale è stata volta a supportare il tessuto imprenditoriale

mediante il trasferimento di risorse e tramite l’adozione di una politica di semplificazione amministrativa, in particolar

modo nell’erogazione maggiormente tempestiva dei finanziamenti.

Razionalizzazione

nell’uso dei finanziamenti

dell’Unione Europea

Nuova banca dati

sul sistema industriale

che raccoglie diverse

fonti di dati

L’impatto della crisi finanziaria, determinando una pressione sulle risorse finanziarie nazionali, ha imposto da parte dell’Amministrazione

regionale una massimizzazione ed ottimizzazione nell’uso dei finanziamenti dell’Unione Europea. L’Amministrazione

regionale ha inoltre costantemente operato al fine di evitare il disimpegno automatico di tali risorse, con conseguente impossibilità

di un loro utilizzo; la normativa comunitaria prevede, difatti, che le quote per le quali la Regione non abbia presentato alla Commissione

una domanda di pagamento ammissibile, siano automaticamente disimpegnate dalla Commissione stessa e altrettanto automaticamente

dallo Stato, senza possibilità di recupero durante gli esercizi successivi.

Si è operato al fine di ridurre i tempi di predisposizione dei bandi e di accelerare le fasi di valutazione dei requisiti, di assegnazione

delle risorse a Finpiemonte (ente strumentale gestore dei pagamenti) e di attribuzione delle stesse alle imprese beneficiarie.

Sempre con l’obiettivo di evitare misure di penalizzazione finanziaria da parte della Commissione Europea, nel corso del 2010 l’Amministrazione

regionale ha predisposto e trasmesso entro i termini la documentazione relativa alla chiusura del DOCUP 2000/2006

(Documento nazionale disciplinante la gestione dei Fondi strutturali nell’ambito della programmazione 2000/2006, con obiettivo di

sostegno alla riconversione socio-economica delle zone con difficoltà strutturali).

Nell’intento di delineare un quadro il più possibile aggiornato ed esaustivo relativo al sistema produttivo industriale regionale,

al fine anche di costantemente monitorare l’evoluzione della congiuntura economica, nel corso del 2010 l’Amministrazione

regionale ha predisposto la costruzione di una banca dati alimentata da archivi di fonte diversa. Nell’operazione sono stati acquisiti i

dati relativi agli archivi di fonte Infocamere ed INPS riguardanti i settori dell’industria e dell’artigianato, nonché i dati di

fonte sindacale inerenti le domande di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria delle imprese del settore metalmeccanico

della provincia di Torino.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo della comunità

95


Commercio

La fotografia della rete distributiva piemontese fornita ogni anno dall’Osservatorio Regionale del Commercio istituito presso la

Regione Piemonte, offre il quadro della composizione e distribuzione del tessuto commerciale sul territorio. Nel 2010 si contano in

Piemonte 70.426 esercizi, di cui 67.626 a localizzazione singola e 2.800 operanti all’interno dei 253 centri commerciali siti in Regione. La

parte nettamente preponderante di tali strutture è costituita da esercizi di vicinato ed è, quindi, caratterizzata da dimensioni limitate.

La spesa per consumi cresce nel 2008 e nel 2009 più che a livello nazionale, guidata dai beni non alimentari (+10% e +8%

in Piemonte contro +4% e +2% a livello Italia nei due anni), mentre i consumi alimentari non hanno modificato il ritmo (+7% nei due

anni) a differenza di quelli nazionali che hanno leggermente rallentato.

Le famiglie sfruttano sempre più intensamente il reddito disponibile per finanziare il consumo corrente, destinando

quote sempre più ridotte al risparmio. La debole crescita dei consumi si riflette sullo scarso dinamismo del comparto commerciale.

La Regione, nell’ambito del commercio, ha funzioni di programmazione ed elaborazione di politiche, monitoraggio, ideazione e gestione

di bandi per la realizzazione di progetti con erogazione di contributi e servizi di supporto, tutela dei consumatori, promozione

commerciale del sistema produttivo.

897.474

667.500

55.000

1.550.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

1.000

100

trasferimenti di

10

parte corrente ᐅ 1

imprese

comuni

enti dell’amministrazione

centrale

istituzioni sociali private

96

Per quanto riguarda la valorizzazione del commercio urbano, le politiche regionali attuate nel 2010 sono state rivolte a favorire

la creazione di luoghi di commercio naturali come valida alternativa alla grande distribuzione e ai servizi dalla medesima offerti.

L’intervento della Regione è stato di sostegno ai Comuni piemontesi che hanno promosso percorsi di valorizzazione del commercio

urbano attraverso erogazione di contributi ai progetti approvati e accreditamento di Comuni ad avviare tali tipologie di iniziative.

Nel 2010 sono stati accreditati 15 Comuni.

Per quanto riguarda i Comuni desertificati (privi di esercizi commerciali) o commercialmente deboli, nel 2010 si è lavorato al fine di

portare o mantenere in queste aree il servizio commerciale. La Regione Piemonte ha valutato positivamente i progetti di 26 Comuni

per la realizzazione di aree mercatali, di 13 Comuni per centri polifunzionali e altri 11 progetti di contrasto alla desertificazione commerciale.

Come previsto dalla normativa vigente in materia, è stato dato grande rilievo alla formazione professionale degli operatori del

commercio mediante l’unificazione e la standardizzazione dei corsi per l’accesso all’esercizio di somministrazione e del commercio

nel comparto alimentare e la stipula di 22 convenzioni con enti gestori di corsi di formazione, stabilendo l’attivazione dei corsi di

formazione obbligatoria triennale per titolari di esercizio in attività o loro delegati.

Valorizzazione del

commercio urbano

Supporto ai Comune per

la costruzione di mercati

e per mantenere esercizi

commerciali in aree

marginali

Formazione professionale

operatori del commercio

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


Rete di sportelli

del consumatore e

educazione al consumo

critico e consapevole

Marchio di Qualità

per chi somministra

alimenti e bevande

Attuazione della legge

regionale che disciplina il

Commercio Equo e Solidale

Promozione dei carburanti

eco‐compatibili

Promozione commerciale

dei prodotti piemontesi

Fiere e saloni per

valorizzare l’eccellenza

Nell’ambito della tutela dei consumatori e degli utenti, nel corso del 2010, sono state progettate e realizzate attività diverse

anche con l’utilizzo di risorse statali, destinate alla Regione dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Si è raggiunta la piena realizzazione del Programma Generale di Intervento a Tutela del Consumatore: è stata finanziata una

rete di sportelli del consumatore operante in 25 punti dislocati su tutto il territorio, sono stati effettuati progetti di sensibilizzazione

al tema del consumo consapevole e responsabile, soprattutto mediante collaborazione con le scuole e con le associazioni

di tutela dei consumatori ed è stata accreditata la rete sportellistica esistente. È stata inoltre attivata una collaborazione con

la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Torino, con l’Università di Scienze Gastronomiche e con l’Associazione A come

Ambiente, per la realizzazione del progetto “Nel nostro piatto. Stili alimentari giovanili, percezione della qualità del cibo,

percorsi educativi”, consistente nell’elaborazione e realizzazione di percorsi formativi sulla qualità alimentare.

Nel 2009 è nato, con il supporto di apposite commissioni tecniche, delle associazioni di categoria e del Dipartimento di Scienze

Merceologiche della Facoltà di Economia di Torino, il Marchio Regionale di Qualità per gli esercizi di somministrazione di alimenti

e bevande, per portare anche in questo campo la certificazione dell’eccellenza piemontese. Nel corso del 2010 sono proseguite

le attività relative al Marchio, con l’approvazione dei disciplinari di attività per settori omogenei, incentrati soprattutto su

igiene e sicurezza alimentare, riduzione dei rischi, rintracciabilità delle derrate alimentari, impatto ambientale, gestione dei rifiuti e rispetto

dell’ambiente, trasparenza, accoglienza e informazione, pubblicizzazione e tutela della tradizione e delle tipicità piemontesi.

Nel corso del 2010 è stata data attuazione alla legge regionale che disciplina il Commercio Equo e Solidale (COMES) e, in particolare,

sono stati disciplinati requisiti, modalità di iscrizione e funzionamento dell’Elenco regionale delle organizzazioni del COMES.

La Regione Piemonte ha disposto la costituzione della Consulta Regionale del COMES con funzioni di rappresentanza del mondo del

Commercio Equo e solidale nei confronti dell’Amministrazione regionale.

Circa la programmazione della Rete distributiva dei Carburanti, le iniziative realizzate nel 2010, di continuità rispetto agli anni

precedenti, sono state rivolte a ricercare e favorire lo sviluppo della conoscenza e dell’utilizzo di carburanti per autotrazione alternativi

a quelli tradizionali e ecocompatibili. In particolare è stato approvato un bando che prevede aiuti alle PMI che gestiscono impianti

di distribuzione di carburante per autotrazione, volto a favorire l’aggiunta dei carburanti eco-compatibili alla gamma dei

prodotti erogati e, nel contempo, ad agevolare la riqualificazione degli impianti in termini di maggiore automazione.

È stato inoltre riprogettato il Sistema Informativo Carburanti, in collaborazione con il CSI-Piemonte, ai fini di raggiungere una

maggiore confrontabilità e raccordabilità con i sistemi di altre Regioni.

La Giunta regionale ha approvato le Linee di Indirizzo per la Promozione Commerciale dei Prodotti Piemontesi per l’anno

2010, in cui si fissano criteri e modalità di concessione di contributi regionali a enti e associazioni abilitati a proporre e organizzare

manifestazioni e iniziative commerciali. I risultati attesi della promozione, secondo gli indirizzi regionali, sono strategici e importanti

per il territorio:

ᐅ riposizionamento dei prodotti piemontesi nella fascia più alta del mercato nazionale;

ᐅ aumento di visibilità e apprezzamento del “Made in Piemonte”;

ᐅ incremento della domanda di beni e servizi originati in Piemonte.

Nel 2010 sono state esaminate 301 richieste di contributo per l’organizzazione di fiere; 267 di esse sono state accolte con

un’erogazione complessiva di contributi per 600 mila euro. Delle iniziative finanziate, 199 hanno carattere locale, 53 regionale, 13

nazionale e 2 internazionale. Accanto a poche grandi Fiere provenienti da Paesi esteri, incentivate attraverso inviti mirati a giornalisti

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo della comunità

97


ed operatori professionali di settore, il Piemonte punta sull’aumento delle manifestazioni con qualifica nazionale, regionale e locale,

dedicate soprattutto alla valorizzazione dell’eccellenza.

Tra le varie iniziative di promozione commerciale del sistema produttivo condotte nel 2010, si segnala a titolo esemplificativo la partecipazione

della Regione Piemonte al primo Salone Nazionale del Commercio, svoltosi al Lingotto Fiere e alla Fiera del Restauro di Ferrara,

in cui la Regione ha voluto offrire un’immagine unitaria e incisiva del sistema dell’eccellenza multidisciplinare in materia di restauro.

Il 2010 è stato inoltre l’anno dell’organizzazione a Torino del Primo Salone dedicato ai beni culturali e alla salvaguardia del

patrimonio italiano (DNA Italia), che ha permesso di rafforzare la conoscenza dell’offerta piemontese ed ha contribuito ad affermare

la Regione come leader nel campo del restauro, anche grazie alla notorietà del cantiere della Reggia di Venaria.

La Regione Piemonte ha partecipato inoltre al Salone del Gusto 2010 per promuovere le produzioni piemontesi e al “Gran Galà

Piemonte – Wine Kiss 2010”, tenutosi a Roma, per presentare le eccellenze vinicole piemontesi ad operatori commerciali e

tour operato.

Innovazione e ricerca

I temi interconnessi dell’innovazione, della conoscenza e della ricerca sono leve strategiche per lo sviluppo socio-economico

regionale, elementi strutturali per la competitività dei settori produttivi e determinanti per la sopravvivenza del comparto produttivo

delle piccole medie imprese piemontesi. Notevole è, dunque, l’impegno dell’Amministrazione regionale nell’ambito di questi settori.

781.000

4.000.00

363.448

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

1.000

100

trasferimenti di

10

parte corrente ᐅ 1

istituzioni sociali private

enti ed agenzie regionali

università

98

Università

Il sistema universitario del Piemonte si compone di quattro atenei nei quali, nell’anno accademico 2009-2010, si sono laureati

17.975 studenti (+7,4% rispetto al periodo precedente). In tale anno accademico il numero degli studenti iscritti agli atenei piemontesi

è sceso al di sotto della quota dei centomila iscritti, che era stata superata per la prima volta nel 2008, con una riduzione

pari a 5.489 studenti (-5,4%).

Le politiche regionali mirano, primariamente, ad attrarre studenti presso il sistema universitario piemontese. In tal senso,

la Regione Piemonte dedica un particolare sforzo alle azioni volte a promuovere ed assicurare il diritto allo studio, al punto da

rappresentare una delle poche realtà in grado di erogare la borsa di studio a tutti gli studenti aventi diritto, pari a 10.689 nell’anno

accademico 2010/2011 (in aumento del 6,2%), con una spesa complessiva di circa 32 milioni di euro.

Politiche per attrarre gli

studenti: borse di studio,

posti letto, sportello casa

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


Gli studenti fuori sede che hanno ottenuto un posto letto presso le residenze universitarie EDISU sono aumentati a 1.939; in

tal senso, il Piemonte rappresenta la quinta Regione in Italia per capacità di soddisfare la domanda di posti letto, avendone raddoppiato

il numero negli ultimi cinque anni in virtù della eredità olimpica, degli investimenti regionali e dei cofinanziamenti statali.

È a disposizione di tutti gli studenti lo Sportello Casa, un servizio che facilita l’incontro tra domanda e offerta di posti letto, anche

grazie alle apposite convenzioni che EDISU ha sottoscritto con le associazioni dei proprietari.

L’Amministrazione regionale è ulteriormente intervenuta siglando, per l’anno accademico 2010/2011, un accordo con la Fondazione

CRT per il finanziamento, pari a 2 milioni di euro, di bandi per borse di studio rivolti a una platea più ampia di studenti, che associno

al requisito del limite reddituale quelli di merito di assoluta eccellenza.

Migliori servizi per gli

studenti per ridurre il

tasso di abbandono:

‐ Smart Card

‐ progetti di tutoraggio

‐ riorganizzazione dei

servizi di job‐placement

Interventi per favorire

l’accesso al lavoro

dei neolaureati

In un’ottica di sostegno alla crescita e allo sviluppo del sistema universitario piemontese, l’Amministrazione regionale ha perseguito

l’intento di contenere e ridurre i tassi di abbandono e migliorare il servizio fornito agli studenti, finanziando molteplici

interventi.

Particolarmente significativa è stata la campagna di distribuzione agli studenti della Smart Card universitaria, uno strumento innovativo

per agevolare l’accesso da parte degli studenti a tutti i principali servizi amministrativi delle università e ad altri servizi pubblici

come il servizio di trasporto della GTT. Il Progetto, avviato per l’anno accademico 2007/2008, è giunto a conclusione nel 2010, anno

nell’ambito del quale è stato raggiunto l’obiettivo progettuale di una distribuzione complessiva di centomila carte.

Sempre nell’intento di migliorare il servizio fornito agli studenti, sono stati finanziati progetti di tutoraggio e di recupero dei

debiti formativi per oltre 2 milioni di euro, mentre 1 milione di euro è stato destinato alla riorganizzazione e standardizzazione

dei servizi di job-placement.

L’Amministrazione regionale considera tra le priorità politiche in materia universitaria anche il sostegno alle opportunità occupazionali

dei laureati, al fine di incentivare l’accesso al mondo del lavoro dei giovani dotati di un titolo di istruzione superiore.

In tal senso, la Regione Piemonte ha sostenuto la realizzazione di progetti di sviluppo di percorsi formativi fondati su stage, da realizzarsi

anche all’estero in collaborazione con università straniere.

Ulteriori azioni, volte a promuovere la competitività del sistema socio-economico piemontese mediante l’inserimento e la valorizzazione

di risorse umane qualificate ed altamente qualificate, riguardano in modo trasversale il mondo universitario, quello della ricerca

ed innovazione ed il mondo del lavoro.

È stata sostenuta la realizzazione di progetti finalizzati a favorire l’ingresso nel mondo produttivo del personale qualificato

(ricercatori, ingegneri, dirigenti con diploma universitario, dotati di un’esperienza professionale di almeno 2 anni nel settore) ed altamente

qualificato (ricercatori, ingegneri, dirigenti con diploma universitario, dotati di un’esperienza professionale di almeno 5 anni

nel settore) e sono stati finanziati master universitari per sviluppare le competenze avanzate indispensabili per assicurare tassi di

sviluppo economico adeguati.

Ricerca e Sviluppo

Le politiche regionali mirano ad incentivare la ricerca in quanto fattore di sviluppo, innovazione ed internazionalizzazione

della realtà piemontese, promuovendo la collaborazione tra i diversi attori del sistema. Difatti, il Piemonte può contare su quattro

Università, oltre 200 centri di ricerca, 380 laboratori, 6 parchi scientifici e tecnologici, diverse fondazioni di ricerca e fondazioni di

origine bancaria, per un numero complessivo di addetti alla ricerca e sviluppo pari a circa 46.000 persone. Indicatori della salubrità

del sistema piemontese sono desumibili dalla bilancia tecnologica dei pagamenti che, con il saldo positivo piemontese, esprime la

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo della comunità

99


capacità di esportare servizi innovativi e know-how, e dalla spesa in ricerca e sviluppo per la quale il Piemonte, insieme alla Lombardia

e al Lazio, è una delle Regioni leader in Italia.

Le azioni dell’Amministrazione regionale continuano a concretizzarsi, principalmente, in forme di sostegno alla realizzazione di

progetti di ricerca specifici in attuazione di accordi, convenzioni e protocolli di intesa. Per la gestione dei finanziamenti la Regione

si avvale della collaborazione dell’ente strumentale Finpiemonte.

Un’ulteriore modalità di supporto al sistema regionale della ricerca consta in azioni che pongono in primo piano il capitale umano;

tali iniziative mirano a favorire l’attrazione di ricercatori o team di ricerca stranieri, la permanenza sul territorio regionale di ricercatori

stranieri (visiting professors) per i periodi “sabbatici” presso gli Atenei e i centri di ricerca piemontesi; si rileva, inoltre, la volontà

di contrastare il fenomeno del cosiddetto brain drain.

È stato mantenuto costante l’impegno annuale nei confronti degli istituti scientifici di cui la stessa Regione è socia fondatrice o

con cui vigono particolari convenzioni. Si tratta di istituzioni di rilievo internazionale quali l’Institute for Scientific Interchange

Foundation, l’International Center for Economic Research, l’Associazione per lo Sviluppo Scientifico e Tecnologico, il Consorzio per la

Ricerca e l’Istruzione Permanente in Economia, l’Istituto Subalpino per l’Analisi e l’Insegnamento del Diritto delle Attività Transnazionali.

Sostegno a progetti

di ricerca e istituti

scientifici, attrazione

di ricercatori stranieri

100

Innovazione

L’innovazione è un tema essenziale per lo sviluppo socio-economico del territorio: gli investimenti in ambiti strategici quali i

settori delle biotecnologie, delle nanotecnologie, delle comunicazioni, dello sviluppo di nuove tecniche energetiche e di nuovi sistemi

di produzione è indispensabile per acquisire quel know-how necessario a rispondere ai nuovi fabbisogni emergenti e a competere

su mercati sempre più globali.

La strategia comunitaria “Europa 2020” individua in una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile le dimensioni per rilanciare

lo sviluppo europeo dei prossimi anni. La crescita intelligente, trasversale alle altre dimensioni, si fonda sulla diffusione della

conoscenza e dell’innovazione in tutti gli ambiti del sistema socioeconomico. Pervasività e capacità delle tecnologie dell’informazione

e della comunicazione (ICT) di favorire la creazione delle condizioni generative rivestono un ruolo fondamentale. A sostegno

della crescita intelligente l’Unione Europea ha lanciato diverse iniziative e individuato contestualmente un ampio insieme di indicatori

utili ad accompagnarne il monitoraggio. La misurazione e il confronto fra le regioni italiane rispetto agli obiettivi di crescita intelligente

attraverso la lettura di una batteria di 32 indicatori collocano il Piemonte tra le regioni italiane più avanzate, meglio posizionata

sul versante dell’innovazione rispetto a quello di diffusione della società digitale.

La Regione Piemonte contribuisce attivamente allo sviluppo del sistema.

Da anni l’Amministrazione regionale promuove l’attività dei Poli di innovazione, raggruppamenti di imprese ed organismi di ricerca

operanti in ambiti settoriali specifici e coordinati da un ente gestore, il cui fine è quello di creare sinergie, rendendo disponibili infrastrutture

e servizi ad alto valore aggiunto, interpretando le esigenze tecnologiche delle imprese e di conseguenza indirizzando le

azioni regionali a sostegno della ricerca e dell’innovazione.

Oltre ai poli già esistenti (Agroalimentare, Energie rinnovabili e biocombustibili, Architettura sostenibile, Biotecnologie, Chimica sostenibile,

Meccatronica, Energie rinnovabili e Mini hydro, Nuovi materiali, Impiantistica, sistemi e componentistica per le energie

rinnovabili, Tessile, Creatività digitale e Multimedialità) nel 2010 è stato creato il Polo d’Innovazione regionale dell’economia

civile. Sempre nel 2010 è stato reso accessibile il sistema di caricamento on-line delle domande di finanziamento da parte dei

soggetti aggregati ai Poli.

Poli di innovazione

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo

d

ella comunità


Programma WI‐PIE

per lo sviluppo

della banda larga

Interventi innovativi per

favorire l’accesso ai servizi

da parte di cittadini

e imprese:

‐ Piattaforma Open data

www.dati.piemonte.it

‐ Centro Informativo

Specializzato

Un’ulteriore importante iniziativa che vede partecipe la Regione Piemonte è il Programma WI-PIE, il programma regionale di sviluppo

della banda larga avviato nel 2004 che ha permesso di rendere disponibile pressoché ovunque la connessione ad Internet. A fine

2010 su un totale di 1.206 Comuni solo 45 Comuni non sono ancora raggiunti da ADSL e wireless; per questi, è comunque disponibile

il servizio satellitare.

L’impegno dell’Amministrazione regionale si è manifestato anche nell’intenzione di innovare le modalità di accesso ai servizi

da parte di cittadini ed imprese, rendendoli più semplici ed immediati; in tal senso, il Piemonte risulta all’avanguardia tra le

regioni italiane.

Nel 2010 è stato lanciato il portale www.dati.piemonte.it, il primo esempio di piattaforma Open Data. Il progetto mira a mettere a

disposizione dell’utente il database informativo regionale, sulla base dell’elementare principio del diritto ai dati, ovvero che i dati

pubblici sono di tutti e tutti posso utilizzarli.

Un altro esempio di intervento a servizio degli stakeholder finali è rappresentato dal Centro Informativo Specializzato (CeIS), un

servizio informativo specializzato in grado di elaborare e divulgare informazioni circa le tempistiche dell’iter procedurale di pratiche

gestite da Direzioni Regionali, Enti Partecipati o correlati, oltre a notizie, campagne informative, novità in merito ad eventi ed iniziative

in corso. Con l’anno 2010 il CeIS è giunto a fornire informazionispecifiche riguardanti le aree Ragioneria, Tributi e Bollo Auto, Sanità,

Istruzione, Formazione e Lavoro, Politiche Sociali e per la Famiglia, Ambiente. Negli obiettivi del progetto c’è l’attivazione dell’operatività

in merito alle pratiche gestite da Ires Piemonte, Arpea e la direzione regionale competente.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per lo sviluppo della comunità

101


il piemontE

per il territorio

Ambiente e territorio

Il Sistema Ambiente e Pianificazione territoriale della Regione Piemonte riguarda essenzialmente

l’attuazione delle politiche per l’Agricoltura, per la Montagna, per l’Ambiente,

per le Opere Pubbliche e per l’Urbanistica i cui principali interlocutori sono

le Imprese e i Comuni (quest’ultimi soprattutto per i trasferimenti derivanti dalle Opere

Pubbliche).

Il valore aggiunto relativo a quest’Area, nel 2010, è pari a 128 milioni di euro.

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

14.590.671,15

27.328,90

3.141.906,46

1.739.604,00

340.000,00

25.518.940,52

7.559.671,73

11.407.831,80

3.251.909,12

1.000

100

trasferimenti di

parte corrente ᐅ

10

1

province

aziende

sanitarie

comuni

comunità

montane

enti ed

enti di agenzie

istituzioni

ricerca regionali imprese sociali private università

opere pubbliche 9%

montagna 5%

agricoltura 39%

risorse erogate

parte corrente ᐅ

ambiente 47%

102

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


1.000.000.000

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

1.000

100

10

1

trasferimenti in

conto capitale ᐅ

25.633.754,00

province

3.447.512,00

altre regioni

e province

autonome

122.625.778,00

comuni

26.924.798,5

comunità

montane

1.061,357

enti dell’ enti delle

amministrazione amministrazioni

centrale locali

3.832.226,0 60.903.936,0

enti ed

agenzie

regionali

5.669.080,0 61.592.401,0

imprese

imprese

pubbliche

1.400.000,0

istituzioni

sociali private

montagna 21%

opere pubbliche 40%

Il personale dedicato è così composto:

agricoltura 14%

risorse erogate

conto capitale ᐅ ambiente 24%

pianificazione

territoriale 1%

personale

dedicato

PIANIFICAZIONE

TERRITORIALE 191

AMBIENTE 133

AGRICOLTURA 186

MONTAGNA 101

OPERE PUBBLICHE 384

totale 995

Ambiente

In campo ambientale, il Piemonte si colloca in linea con i dati medi riferiti alle regioni italiane, con alcune eccezioni positive

(elevata percentuale di raccolta differenziata) e negative (fenomeni alluvionali, rischio industriale e siti contaminati).

In particolare, il Piemonte è particolarmente esposto al rischio alluvionale: nel biennio 2008-2009 si sono manifestati alcuni

eventi di grande rilevanza per numero di persone colpite. Inoltre, il Piemonte, anche per la propria tradizione industriale, presenta

aree critiche sotto il profilo della contaminazione ambientale, per le quali si è particolarmente impegnato in attività di bonifica e

messa in sicurezza.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

103


100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

4.955.830

700.000

25.032.502

630.023

46.000

1.000

100

trasferimenti di

10

parte corrente ᐅ 1

province

comuni

enti ed agenzie

regionali

istituzioni sociali

private

università

Aree protette e tutela della biodiversità

Le Aree Protette in Piemonte sono 69 e comprendono parchi, riserve, altre forme di salvaguardia regionale e i due parchi nazionali,

Gran Paradiso e Val Grande.

Complessivamente, il territorio coperto dalle Aree Protette è pari all’8,6% della superficie regionale e interessa trecento comuni

piemontesi. Il sistema delle Aree Protette regionali è strettamente connesso con la Rete Natura 2000, che rappresenta una rete di

ambienti da tutelare per la conservazione della biodiversità: il patrimonio naturalistico protetto piemontese compreso in Rete

Natura 2000 è costituito da 123 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e 51 Zone di Protezione Speciale (ZPS) e copre

circa il 15,6% del territorio.

Nel 2010, a seguito dell’entrata in vigore del Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità, la gestione dei SIC è

stata delegata agli Enti di Gestione delle Aree protette coincidenti.

104

Il 2010 è stato proclamato dall’ONU “Anno internazionale della biodiversità” per portare all’attenzione del mondo la problematica

dell’impoverimento ambientale del pianeta, causato dalla distruzione di habitat, ecosistemi e specie, con conseguenze negative

sul benessere umano. Nell’ambito degli impegni assunti dall’Italia al riguardo, la Regione Piemonte ha avuto un ruolo di primo

piano nel coordinamento dei lavori che hanno portato all’approvazione della “Strategia Nazionale per la Biodiversità”, in

qualità di capofila del “ Coordinamento Ambiente ed Energia” della Conferenza Stato Regioni.

Nel 2010 è proseguita l’attività di pianificazione delle aree protette; la Regione Piemonte ha partecipato ai lavori per la redazione

dei Piani d’Area, Naturalistici e di Assestamento forestale e predisposto gli atti finalizzati alla loro adozione.

Compete alla Regione l’espressione dei pareri di compatibilità ambientale: Valutazione Ambientale Strategica (VAS) su piani

e programmi territoriali, Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) su progetti di opere specifiche; a queste due fattispecie si affianca

la Valutazione di Incidenza di piani, programmi e interventi (VI) qualora vengano interessate specie e habitat di un SIC o di una ZPS.

Rispetto agli anni passati, nel 2010 si è verificato un significativo aumento delle istruttorie relative a VI, 255 casi rispetto ai 183

dell’anno precedente.

In conformità con quanto detta la Legge regionale 23 ottobre 2006, n. 33, anche nel 2010 si è operato per sostenere e sviluppare

il turismo nelle Aree Protette e per la riqualificazione delle strutture ricettive presenti nelle stesse. È proseguita l’erogazione di

Strategia Nazionale

per la Biodiversità

Pianificazione

delle Aree Protette

Sviluppo del turismo

sostenibile nelle

Aree Protette

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


contributi alle scuole per la realizzazione di viaggi di istruzione con almeno un pernottamento all’interno di un’Area Protetta.

L’iniziativa ha riscosso notevole successo ed ha portato al finanziamento di 70 proposte di viaggio, stimolando un afflusso turistico

di 4.126 visitatori. Nel corso dell’anno è proseguita l’attuazione del progetto a regia regionale ENVITOUR relativo al turismo

sostenibile nelle Aree protette, nell’ambito territoriale di cooperazione Italia – Svizzera; tale progetto, coinvolgente 15 Enti di gestione

di Aree Protette, persegue gli obiettivi di realizzare un sistema integrato di offerta turistica e di promozione, con il diretto

coinvolgimento degli operatori turistici.

Mostra sui

Parchi Piemontesi

Nel 2010 si è realizzata la prima Mostra tematica sui Parchi Piemontesi, presso la sede del Museo Regionale di Scienze Naturali;

successivamente la mostra è stata portata in altre località piemontesi.

Tutela ambientale

La Regione Piemonte svolge le funzioni di regione capofila nell’ambito della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province

autonome, nonché della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome e della Conferenza Unificata

per quanto attiene le tematiche dell’ambiente e della difesa del suolo.

Sensibilizzazione sullo

sviluppo sostenibile

Vigilanza e prevenzione

del rischio industriale

Monitoraggio del

trasporto su strada di

merci pericolose

L’Amministrazione regionale partecipa a molteplici attività con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità piemontese ai temi dello

sviluppo sostenibile del territorio.

In particolare, nell’ambito dello specifico “Programma INFEA - Informazione, Formazione, Educazione ambientale” – volto

a promuovere l’educazione ambientale – l’Amministrazione regionale ha sostenuto, mediante finanziamenti e partecipazione alle

relative attività, i principali attori del settore, come le Province, alcune Società partecipate, nonché Musei. Complessivamente la

Regione Piemonte ha destinato al Progetto INFEA risorse per un ammontare pari a 2,98 milioni di euro.

L’Amministrazione regionale ha altresì svolto un ruolo di coordinamento e promozione di eventi nazionali e internazionali,

in particolare in occasione della “XIII Edizione del Festival CinemAmbiente” (Torino, 1-6 giugno 2010) realizzato dal Museo

Nazionale del Cinema – Fondazione Maria Adriana Prolo.

Un particolare interesse è dedicato alla protezione del territorio dai rischi ambientali correlati alle attività lavorative. Nel dettaglio,

l’Amministrazione regionale opera attivamente nell’ambito della vigilanza e prevenzione del rischio industriale, ossia del potenziale

effetto negativo derivabile da una attività industriale. In tale contesto, sulla base del Registro delle aziende e degli esiti dell’attività di

controllo e vigilanza svolta in collaborazione con ARPA Piemonte, è stato individuato il calendario per l’anno 2010 delle verifiche ispettive

di competenza regionale sul Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS) presso aziende a rischio di incidente rilevante.

Nell’ambito della prevenzione, nel corso del 2010 sono inoltre state definitivamente approvate le “Linee guida per la valutazione

del rischio industriale nella pianificazione territoriale” predisposte nel 2009 al fine di fornire indicazioni operative alle

Amministrazioni comunali che affrontano la materia del rischio industriale.

Sempre nel corso del 2010 è stato avviato il Progetto DESTINATION, finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione transfrontaliera

Italia-Svizzera 2007-2013, al fine di sviluppare un sistema informativo di condivisione dei dati inerenti il trasporto di

merci pericolose su strada, quale strumento di supporto per le attività di pianificazione e prevenzione di eventi incidentali, di

monitoraggio in tempo reale delle sostanze pericolose in transito e di gestione delle emergenze in caso di incidente.

L’Amministrazione regionale dedica anche una particolare attenzione alla prevenzione del rischio nucleare, correlato alle attività

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

105


106

condotte in Italia fino agli anni Ottanta; il territorio piemontese si caratterizza, infatti, per la presenza di installazioni nucleari, ora

inattive, e di depositi di rifiuti radioattivi. In tal senso, si menziona l’azione riguardante l’impianto di ritrattamento del combustibile

irraggiato “Eurex – Sogin” e gli impianti di stoccaggio Deposito Avogadro e Sorin, nell’ambito della quale le attività di monitoraggio

radiologico della falda superficiale e le indagini presso gli impianti hanno evidenziato la necessità di interventi finalizzati ad un

complessivo riordino del sito.

L’attività di vigilanza e prevenzione dei rischi ambientali si concretizza anche mediante l’erogazione di contributi per le bonifiche

dei siti contaminati, tra cui se ne rilevano alcuni di interesse nazionale come il sito dell’ACNA di Cengio a Saliceto e quelli dell’ex

miniera di amianto di Balangero e Corio e di Casale Monferrato. La bonifica di questi ultimi beneficia anche di contributi statali.

Proprio in tema di amianto, oltre all’attività di bonifica dei succitati siti, nel corso del 2010 l’Amministrazione regionale ha contribuito

alla bonifica di 82 edifici scolastici, assegnando contributi a Comuni e Province per un totale di 2,25 milioni di euro.

In tema di qualità dell’aria, nel corso del 2010 l’Amministrazione regionale ha proseguito nell’attuazione di politiche miranti al risanamento

atmosferico, al fine di accelerare il processo di riduzione delle emissioni indispensabile al rispetto dei limiti previsti a livello

europeo.

In tal senso, si segnalano le seguenti attività:

ᐅ prosecuzione della sostituzione dei mezzi maggiormente inquinanti degli Enti Parco e di ARPA Piemonte con automezzi

con motorizzazioni a basso impatto ambientale;

ᐅ prosecuzione del potenziamento della rete di vendita di metano in Piemonte;

ᐅ investimenti a favore della riduzione delle emissioni nel trasporto pubblico locale, in particolare mediante l’installazione

di dispositivi per il contenimento del particolato sugli autobus che effettuano servizio di trasporto pubblico locale sul territorio

regionale;

ᐅ erogazione di contributi a Province e Comuni finalizzati al finanziamento di azioni che favoriscano un maggior utilizzo del

trasporto pubblico locale – con particolare riguardo a determinate fasce di utenti (studenti, lavoratori) – nonché all’estensione

delle Zone a Traffico Limitato (ZTL) per i Comuni appartenenti all’agglomerato di Torino o con più di 20 mila abitanti;

ᐅ erogazione di contributi in conto interessi per l’incentivazione degli interventi in materia di risparmio energetico e di riduzione

delle emissioni in atmosfera;

ᐅ partecipazione ad attività di ricerca sull’idrogeno e sullo sviluppo delle celle a combustibile, per la realizzazione di

sistemi energetici e di trasporto sostenibili.

Vigilanza e prevenzione

del rischio nucleare

Bonifica di

siti contaminati

Risanamento atmosferico

Politiche energetiche:

‐ razionalizzazione

dei consumi

‐ uso di energia da

fonti rinnovabili

‐ riqualificazione

energetica degli edifici

Nell’ambito delle politiche energetiche, la Regione conferma le attività volte a perseguire in tempi rapidi gli obiettivi energeticoambientali

fissati dall’Unione Europea di produzione del 20% di energia da fonti rinnovabili, di realizzazione del 20% di risparmio

energetico e di riduzione delle emissioni di gas serra del 20% entro il 2020.

In tal senso, nel corso del 2010, ha adottato misure – principalmente cofinanziate dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)

– tese ad incentivare la razionalizzazione dei consumi energetici degli insediamenti produttivi e del patrimonio immobiliare

degli Enti pubblici, l’uso di fonti di energia rinnovabile negli insediamenti produttivi, la riqualificazione energetica degli edifici

di proprietà pubblica.

La Regione Piemonte è parte attiva nell’applicazione della procedura di certificazione energetica degli edifici di privati ed enti

pubblici, che obbliga il costruttore, per ogni edificio di nuova costruzione o soggetto a ristrutturazione edilizia, a dotarsi di un docubilancio

sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


mento attestante le prestazioni energetiche e alcuni parametri energetici caratteristici dell’edificio. L’Amministrazione regionale

coordina diverse fasi del processo; tra le altre, gestisce l’elenco dei certificatori ed effettua controlli a campione sia sugli enti certificatori

sia su coloro che sono stati certificati.

Detiene tra le proprie competenza istituzionali, inoltre, il rilascio delle intese necessarie affinché i Ministeri competenti possano

emettere le autorizzazioni per la costruzione di elettrodotti di interesse nazionale sul territorio piemontese.

Acqua

In materia di pianificazione, gestione e tutela delle risorse idriche e dell’ambiente acquatico, la Regione Piemonte, coerentemente

con gli orientamenti dell’Unione europea e della più recente legislazione nazionale di settore, persegue una politica volta a garantire

da un lato il mantenimento di un patrimonio ambientale integro per le generazioni future e dall’altro lo sviluppo economico

e sociale, ricercando un equilibrio e un bilanciamento tra queste due esigenze, spesso in opposizione.

Piano di Gestione

del Fiume Po

Piano di Tutela

delle Acque

Deflusso Minimo Vitale

Stima delle perdite

dei canali irrigui

Pareri vincolanti sulle

grandi derivazioni irrigue

La Regione Piemonte ha collaborato a definire le modalità attuative delle misure urgenti relative alla tutela quantitativa delle acque

previste dal Piano di Gestione del Fiume Po, adottato dall’Autorità di Bacino e ha partecipato alla redazione del Piano di bilancio

idrico di distretto a cui dovranno essere coordinati i bilanci idrici dei sottobacini di competenza regionale.

A fine anno la Giunta regionale ha presentato la prima Relazione sullo stato di attuazione del Piano di Tutela delle Acque

(PTA), dopo due anni dalla approvazione di questo; il documento illustra l’insieme di azioni condotte per l’attuazione della pianificazione

in materia di acque finalizzata a consentire al Consiglio regionale la formulazione di indirizzi e direttive per il raggiungimento

degli obiettivi del Piano stesso.

Nel corso dell’anno è proseguita l’attività di rinnovo e revisione delle concessioni irrigue per asta fluviale, che riguarda in particolar

modo le Province di Torino, Cuneo e Alessandria.

Il Piano di Tutela delle Acque è attuato attraverso l’azione congiunta e coordinata di tutte le istituzioni competenti in materia mediante

ricorso a strumenti per la gestione negoziata e partecipata delle risorse idriche alla scala di bacino idrografico quali i Contratti di

fiume ed i Contratti di lago. Essi non costituiscono un livello aggiuntivo di pianificazione, ma una modalità di gestione del corso

d’acqua o del lago, a cui si aderisce volontariamente e attraverso cui integrare e coordinare gli strumenti di pianificazione e programmazione

e gli interessi presenti sul territorio.

Nel 2010, sulla base di un lavoro di ricerca interistituzionale, è stato predisposto il documento “Linee guida regionali per l’attuazione

dei Contratti di fiume e di lago” a supporto di analoghe future iniziative.

Sulla base di appositi protocolli sottoscritti tra Regione, Provincia e Enti Gestori, anche nel 2010 sono proseguite le attività di sperimentazione

del Deflusso Minimo Vitale (DMV) in corrispondenza di sezioni di prelievo di particolare importanza. I monitoraggi in

corso restituiranno informazioni utili all’effettuazione di una migliore taratura dei fattori correttivi del valore idrogeologico del DMV,

al fine di definire un rilascio adatto a preservare gli ecosistemi acquatici.

Grazie ad una convenzione tra Regione Piemonte e due gruppi di lavoro dell’Università degli Studi di Torino è in corso un accurato

lavoro per l’individuazione di un metodo il più possibile univoco, semplice e economico di stima delle perdite dei canali irrigui e

per tentare di comprenderne il rapporto con l’assetto idrogeologico locale al fine di arginarle.

Nel corso del 2010 sono pervenute 17 richieste di parere vincolante relative ad altrettante grandi derivazioni idriche e alcune richiebilancio

sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

107


ste di pareri riguardanti piccole derivazioni in relazione a potenziali interferenze con la rete di monitoraggio regionale. A seguito

dell’esame delle richieste, è stato espresso parere vincolante relativamente a 12 grandi derivazioni idriche mentre per le

restanti sono state richieste integrazioni. Nel corso dell’anno inoltre sono stati forniti indirizzi alle Province, principalmente in risposta

a quesiti.

108

La legislazione regionale è intervenuta per specificare le modalità di riparto dei canoni di imbottigliamento tra Comuni, Comunità

Montane e Regione ponendo in capo a quest’ultima l’eventuale compensazione che si rendesse necessaria tra canone e convenzioni

in essere con i Comuni.

Relativamente all’attività di gestione della riscossione dei canoni demaniali per l’uso di acqua pubblica, nel 2010, oltre alle attività

ordinarie, è stata elaborata una proposta di revisione dei canoni per l’utilizzo di acqua pubblica, coerentemente con i principi

della Direttiva quadro europea sulle acque (2000/60/CE).

In adeguamento alle disposizioni di tale Direttiva, è divenuta operativa nel 2009 la nuova rete di monitoraggio regionale delle

acque superficiali costituita, per quanto riguarda i corsi d’acqua, da 437 corpi idrici, di cui 420 naturali e 17 artificiali. Il nuovo

programma di monitoraggio ha previsto in particolare l’applicazione di protocolli aggiornati e più approfonditi per il monitoraggio

delle componenti biologiche. Nel 2010, in accordo con l’ARPA, è stato elaborato il Programma di monitoraggio per l’anno successivo;

la nuova rete per il 2011 è costituita dai 193 corpi idrici già facenti parte della rete nel biennio precedente e da 42 nuovi corpi

idrici. Al termine del 2011 sarà possibile giungere alla classificazione ufficiale dei fiumi per valutare il raggiungimento o meno degli

obiettivi fissati.

Con riferimento ai laghi, nel corso del biennio 2009/2010 ne sono stati monitorati 13, di cui 9 naturali e 4 invasi; conformemente

alla Direttiva, il monitoraggio ha riguardato parametri chimici e chimico-fisici per la determinazione dello stato ecologico ed altri inquinanti

specifici nonché sostanze pericolose. Nel complesso, durante il biennio 2009/2010 non sono state rilevate sostanziose

contaminazioni chimiche delle acque lacustri e per questo motivo lo stato ecologico lacustre piemontese può definirsi buono.

Per quanto riguarda la fruibilità balneare, nel 2010 sono stati controllati 94 tratti di costa, su 7 laghi e 2 fiumi; dal monitoraggio è

emerso che il 90% delle spiagge è utilizzabile a fini balneari.

La rete di monitoraggio manuale delle acque sotterranee per il 2010 è costituita da 592 punti (pozzi e piezometri), che si distribuiscono

nei corpi idrici sotterranei superficiali e profondi individuati nelle aree di pianura del territorio regionale. Di questi punti,

385 interessano il sistema superficiale e 207 quello profondo.

Il Servizio Idrico Integrato ha visto nel 2010, in continuità rispetto agli anni precedenti, l’implementazione e il coordinamento di

attività per:

ᐅ la salvaguardia delle acque destinate al consumo umano, perseguita tramite la perimetrazione delle aree di salvaguardia

delle captazioni acquedottistiche e l’attuazione del Programma di adeguamento delle opere di attingimento, l’individuazione

di zone di riserva (identificando a scala regionale porzioni di corpi idrici superficiali e sotterranei che per le loro intrinseche

caratteristiche sono potenzialmente destinabili all’uso potabile), il raggiungimento dell’obiettivo di qualità funzionale

per i corpi idrici superficiali destinati ad uso potabile consistente nel mantenimento delle classi A1 e A2 indicate dal D. Lgs. n.

152 dell’11 maggio 1999, art. 7, dove già esistenti, e nel raggiungimento della classe A2 per quelli attualmente in classe A3;

ᐅ l’incremento dell’efficacia degli impianti di depurazione, in particolare per quanto riguarda la riduzione dei quantitativi

di fosforo e azoto scaricati con le acque reflue urbane trattate;

Utilizzo dell’acqua pubblica

Rete di monitoraggio

delle acque superficiali:

fiumi e laghi

Rete di monitoraggio

delle acque sotterranee

Servizio Idrico Integrato:

‐ Salvaguardia delle acque

destinate al consumo

umano

‐ Miglioramento degli

impianti di depurazione

‐ Riassetto del sistema

di drenaggio delle acque

meteoriche

‐ Riduzione delle perdite

dei sistemi acquedottistici

‐ Sensibilizzazione

sull’importanza del

risparmio idrico

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio




il riassetto del sistema di drenaggio delle acque meteoriche, al fine di ridurre nei corpi idrici l’immissione di carichi

inquinanti prodotti dal dilavamento delle superfici impermeabili delle aree urbanizzate, nonché l’estensione e la riqualificazione

delle reti di collettamento delle acque reflue urbane;

il risparmio idrico e la riduzione delle perdite dei sistemi acquedottistici, da perseguire con azioni di sensibilizzazione

culturale alla tematica acqua ed alle sue problematiche, con la promozione dell’uso di tecnologie e modalità impiantistiche

che favoriscano la corretta percezione dei consumi, con la formazione dei tecnici delle società erogatrici del servizio per una

gestione ottimale della pressione in rete, degli intervalli di manutenzione delle condotte nonché dei materiali impiegati e

delle tecniche costruttive.

Verso il superamento

delle Autorità d’Ambito

Il Servizio Idrico Integrato è soggetto a livello nazionale a un importante processo di riforma; secondo la legislazione vigente, le

Autorità d’Ambito oggi competenti in materia dovranno essere abolite entro il 31 dicembre 2011. La Regione a questo riguardo ha

predisposto un disegno di legge di attribuzione delle competenze oggi delle Autorità d’Ambito, nel rispetto dei principi di

sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

Gestione dei rifiuti

La Regione Piemonte rappresenta una delle realtà più virtuose del panorama italiano in tema di gestione del Ciclo integrato dei

rifiuti, in considerazione di alcuni indicatori che evidenziano la costante riduzione dei quantitativi di rifiuti avviati allo smaltimento, a

fronte di un incremento dei valori inerenti la raccolta differenziata. Con la metà dei rifiuti raccolti con modalità differenziata

sul totale dei rifiuti urbani prodotti, la Regione dimostra di aver intrapreso la strada corretta per giungere all’obiettivo al 31 dicembre

2012 del 65% di raccolta differenziata, collocandosi a livello nazionale al quarto posto per percentuale di raccolta differenziata

annua.

L’Amministrazione regionale, dunque, opera in considerazione degli obiettivi stabiliti dalla normativa di settore comunitaria e nazionale,

effettuando la programmazione del Sistema di Gestione dei Rifiuti Urbani ed elaborando piani ed azioni finalizzati all’erogazione

del servizio in condizioni di efficienza ed efficacia e alla riduzione dell’impatto dei rifiuti sull’ambiente.

Riduzione della

produzione di rifiuti

Raccolta domiciliare

L’Amministrazione regionale, promuovendo attivamente l’obiettivo di riduzione della produzione di rifiuti, nel corso del 2010 ha

fornito il proprio sostegno ad una serie di attività:

ᐅ progetto per il recupero pasti non consumati nella ristorazione collettiva, avviato in fase sperimentale in 5 mense

scolastiche torinesi al fine di validarne la procedura operativa adottata;

ᐅ iniziativa di sensibilizzazione dei cittadini all’uso di borse riutilizzabili in sostituzione dei sacchetti monouso,

alla quale ha partecipato il 25% dei clienti monitorati nei punti vendita aderenti, per un totale di circa 1.100.000 persone;

ᐅ promozione della vendita self-service di detersivi, nell’ambito del cui progetto è emerso, dalle prime rilevazioni effettuate,

che oltre il 70% del detersivo venduto sfuso è stato riacquistato utilizzando il flacone acquistato la prima volta.

La Regione è altresì intervenuta tramite l’erogazione di contributi a favore di Consorzi di bacino, per un ammontare pari a 1,87 milioni

di euro, finalizzati all’installazione dei contenitori per la raccolta domiciliare di rifiuti urbani.

Rilevazione ed

elaborazione dati

È notevole l’attività condotta dall’Amministrazione regionale di acquisizione ed elaborazione dati, al fine di detenere un database di

informazioni utili a valutare la situazione del settore in Piemonte e conseguentemente programmare gli interventi necessari. In tal

senso, si evidenzia l’attività di rilevazione e successiva elaborazione dei dati economico-finanziari relativi alle principali

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

109


fasi della gestione dei rifiuti urbani, nell’ambito della quale sono stati individuati i costi di gestione di ogni fase del ciclo, con riferimento

ad un bacino di utenza di quasi 3 milioni di abitanti.

Montagna e foreste

Oltre la metà della superficie piemontese è costituita da territorio montano e 530 dei 1206 Comuni sono totalmente o parzialmente

montani. Con queste caratteristiche fisiche, la Regione Piemonte conferisce grande importanza alle politiche di sviluppo e rafforzamento

dell’economia montana e ai rapporti con le Comunità Montane. Per quanto riguarda il patrimonio forestale, che occupa

circa il 36% del territorio piemontese, la Regione pianifica gli interventi nel bosco, al fine di prevenire e limitare l’abbandono delle

superfici boschive, regolare ed incentivare la pratica delle attività selvicolturali e innescare un circolo virtuoso di valorizzazione dei

prodotti forestali e, in particolare, del legno; realizza, inoltre, attività finalizzate a formare la cultura della gestione del patrimonio

boschivo, attraverso lo sviluppo dell’uso multifunzionale delle foreste e la realizzazione di progetti di filiera in grado di incentivare le

potenzialità del bosco come risorsa anche economica oltre che ambientale. Ampio spazio viene dedicato alla programmazione integrata

con l’utilizzo delle risorse disponibili nell’ambito degli assi e delle misure del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013

(PSR) dedicati alla qualità della vita, alla diversificazione delle attività produttive nelle aree rurali, all’attuazione dell’approccio Leader,

alla diffusione della banda larga nelle zone rurali di collina e di montagna e allo sviluppo integrato e rivitalizzazione delle borgate

montane.

172.100

153.000 1.739.604

1.492.412

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

1.000

100

trasferimenti di

10

parte corrente ᐅ 1

province

comuni

comunità

montane

istituzioni sociali

private

110

Con riferimento alla valorizzazione dei beni forestali, in attuazione della legge regionale 10 febbraio 2009, n. 4, “Gestione e promozione

economica delle foreste”, nel corso del 2010 è stato attivato il Sistema Informativo Forestale Regionale (SIFoR), che permette

di accedere alle informazioni relative alla pianificazione e gestione forestale. Nel dettaglio il SIFoR rende disponibili e coordina

le diverse Banche Dati regionali attive. Nel corso dell’anno sono stati approvati 47 Piani Forestali Aziendali (PFA) che erano stati

presentati prima dell’entrata in vigore della nuova legge e quindi conformi con le norme transitorie precedenti.

Per quanto riguarda la gestione delle proprietà forestali, nel corso dell’anno è stata data priorità agli interventi forestali finalizzati

al miglioramento del bosco e che avessero una ricaduta positiva sulla filiera del legno. In questa logica sono stati sistemati o

recuperati sentieri a servizio del bosco e di collegamento agli alpeggi; in particolare, mediante l’erogazione di contributi, sono stati

realizzati interventi di ripristino sentieri, mulattiere e piste soggette a piccoli dissesti. È proseguita, inoltre, l’attività di manutenzione

Sistema Informativo

Forestale Regionale

Gestione delle proprietà

forestali: manutenzione di

sentieri, mulattiere, viali

tagliafuoco, piste forestali

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


dei viali tagliafuoco, delle piste forestali e dei versanti che comprende numerose attività concatenate quali ricostruzione di

muri in pietrame, attraversamenti per scolo acque e opere di ingegneria naturalistica. Si sono infine effettuati interventi di miglioramento

in boschi e foreste da cui è stata ricavata una massa legnosa che è stata lasciata a disposizione delle Amministrazioni Locali.

La Regione opera inoltre nel campo delle Sistemazioni Idraulico Forestali (SIF) e della rinaturazione. Gli interventi di manutenzione,

sistemazione idraulico-forestale e di rinaturazione sono effettuati da diversi enti attuatori o dalla Regione stessa in economia

tramite l’amministrazione diretta.

Valorizzazione della

filiera del legno

Produzione vivaistica

Centrali energetiche

a biomasse:

due studi di fattibilità

Prevenzione degli

incendi boschivi

Nel 2010 sono proseguite le attività di ricerca e sperimentazione precedentemente avviate; a questo proposito si cita il Progetto

“Valorizzazione del legname di castagno piemontese”, della durata di 18 mesi, avente l’obiettivo di far conoscere una filiera

che ha grandi prospettive di sviluppo sul territorio piemontese e di promuovere presso le Pubbliche Amministrazioni gli “acquisti

verdi” ovvero acquisti di manufatti in legno del territorio, al fine di favorire e incentivare l’economia locale.

L’attività di produzione vivaistica è stata realizzata, come di consueto, nei tre vivai regionali, in cui si producono e distribuiscono

gratuitamente piante forestali per rimboschimenti, recuperi ambientali, realizzazione di aree verdi pubbliche o private. La produzione

dei vivai, che hanno assunto la connotazione di centri regionali per la biodiversità, si aggira intorno a un milione di piante, di

cui più del 60% latifoglie.

L’Amministrazione regionale persegue una politica di sviluppo sostenibile del territorio, attuata anche promuovendo la produzione

di energia da fonti rinnovabili. Con una superficie territoriale per il 36% occupata da foreste, il Piemonte ben si presta

all’intento, essendo le biomasse forestali sfruttabili a livello energetico. In tal senso, nel corso del 2010, sono stati avviati due studi

di fattibilità per la realizzazione di centrali energetiche a biomassa gestite da soggetti locali, nell’ambito della Comunità

montana Valle Stura di Demonte e della Comunità Montana Valle Orco e Soana.

Con riferimento alle attività di prevenzione incendi boschivi, nel 2010 sono stati effettuati i sopralluoghi per il censimento dei

punti d’acqua per l’attività Anti Incendi Boschivi (A.I.B.), che hanno portato all’individuazione delle infrastrutture da sottoporre a

manutenzione o non più idonee. La Regione partecipa inoltre a molteplici programmi interregionali e internazionali, tra cui il Progetto

per il miglioramento della prevenzione degli incendi boschivi, in cui il Piemonte ricopre un ruolo di capofila in quanto è l’unica

Regione ad aver finora implementato un sistema di valutazione del pericolo e di prevenzione degli incendi.

Tra le mansioni principali riferite all’ambito Montagna, compete alla Regione l’attività di finanziamento e coordinamento delle

Comunità Montane e Collinari, l’attuazione del testo unico delle leggi sulla montagna, con particolare riguardo agli aspetti legati

al mantenimento e sviluppo dei servizi essenziali alle popolazioni residenti in zona montana, l’attuazione di progetti integrati e l’avvio

di specifici accordi per la sperimentazione di progetti innovativi per il superamento delle criticità connesse alla marginalità e all’isolamento.

Nel 2010 la Regione ha erogato oltre 13 milioni di euro alle Comunità Montane, utilizzando il Fondo regionale per la

Montagna, e altri contributi vari per progetti presentati dalle Comunità Montane stesse, nonché per il mantenimento dei servizi

essenziali e dei servizi scolastici nei territori montani e rurali svantaggiati per un importo di oltre 10 milioni di euro.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

111


Agricoltura

La morfologia del Piemonte denota la naturale vocazione della Regione quale realtà agricola di eccellenza a livello nazionale.

Il settore è caratterizzato da varietà e da un buon grado di sviluppo: la principale tipologia di coltivazione è di tipo cerealicolo,

ma sono radicate anche le colture di ortaggi di ogni varietà, frutta e barbabietole da zucchero. Se, tra i cereali, la produzione di frumento

e mais è buona e con alte rese per ettaro (il Piemonte è al terzo posto in Italia per la loro produzione), la vera specializzazione

cerealicola piemontese è quella del riso, che prospera nelle Province di Vercelli e di Novara e di cui la Regione fornisce circa

il 60% della produzione nazionale. Il Piemonte, inoltre, è tra le prime Regioni italiane per quantità di vino prodotto e, grazie alle sue 7

DOCG (denominazione d’origine controllata e garantita) e alle 43 DOC (denominazione d’origine controllata), è tra i principali fornitori

di vino di qualità.

Negli ultimi anni il settore ha inevitabilmente risentito della crisi, testimoniata anche dalla riduzione della superficie territoriale

utilizzata a fini agricoli; ciò nonostante, dal 2007 ad oggi il numero delle imprese del settore è costantemente aumentato,

da 74.651 a 78.834, segnando un incremento del 5,6%.

L’Amministrazione regionale si inserisce in questo contesto definendo gli obiettivi e i programmi da attuare per lo sviluppo del sistema,

in coerenza con gli indirizzi generali nazionali e comunitari. Lo strumento con il quale ogni Regione attua le misure comunitarie

in favore del settore agricolo e agroindustriale è il Programma di Sviluppo Rurale (PSR). In tal senso, il PSR 2007 – 2013 contiene

la definizione delle priorità strategiche e i piani di finanziamento delle relative misure attuative, orientate alla competitività dell’agricoltura

piemontese, alla qualità delle produzioni agroalimentari, alla tutela del territorio rurale, alla riduzione dei consumi di risorse

non rinnovabili, fino ad intervenire sulle condizioni di vita degli agricoltori e sull’agevolazione dell’attività giovanile. Il programma

ha una dotazione economica complessiva di circa un miliardo di euro.

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

8.040.624

27.328

1.412.103

340.000

486.438 7.559.672

5.149.595

3.205.909

1.000

100

trasferimenti di

parte corrente ᐅ

10

1

province

aziende

sanitarie

comuni

enti

di ricerca

enti ed

agenzie

regionali

imprese

istituzioni

sociali private

università

112

Nell’ottica di incentivare l’agricoltura sostenibile, nel corso del 2010 l’attività legislativa e programmatoria della Regione è stata

diretta all’applicazione della normativa comunitaria e nazionale in materia di agricoltura biologica al fine di favorire lo sviluppo di

aziende agricole biologiche e di coordinare le informazioni riguardanti gli operatori agricoli biologici; particolare attenzione è

stata prestata all’attività di vigilanza sull’operato degli Organismi di Controllo (ODC) per assicurarne l’efficacia e la rispondenza

ai requisiti di qualità. Sono state definite le modalità di programmazione ed effettuazione delle verifiche ispettive presso gli operatori

Vigilanza e incentivi

per la diffusione

dell’agricoltura biologica

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


iologici per l’anno 2010, nell’ottica di garantire massima qualità e sicurezza al consumatore. Durante il 2010 la Regione è intervenuta

in favore delle Agroenergie; in particolare ha fornito attività di sportello verso gli utenti esterni, che hanno richiesto informazioni

su disponibilità di finanziamenti e normativa di settore. La Regione ha inoltre partecipato al progetto “Le Piazze del Bio”, un’iniziativa

a livello nazionale che ha coinvolto venti piazze italiane, ideata per diffondere la cultura del consumo di prodotti biologici.

Valorizzazione dei

prodotti agro‐alimentari

piemontesi:

‐ Fiere e manifestazioni

‐ Campagne di

informazione

‐ Educazione alimentare

nelle scuole

‐ Fattorie didattiche

Sviluppo della

filiera corta

Progetti di ricerca e

sviluppo per il

miglioramento della

produzione agricola

È proseguita la politica di tutela e valorizzazione dei prodotti agro alimentari piemontesi, principalmente mediante l’erogazione

di contributi: nel corso del 2010 sono stati finanziati programmi e progetti promozionali che hanno interessato circa 350 soggetti,

per un ammontare complessivo pari a circa 1,2 milioni di euro.

La Regione Piemonte, in tale ambito, organizza e fornisce il proprio patrocinio a fiere e manifestazioni in Italia (tra le quali Vinitaly

di Verona, Vinum di Alba, Mac Frut di Cesena, Piazze del Bio a Torino, Cibus di Parma, Salone del Gusto di Torino), e all’estero (quali

Fruit Logistica di Berlino, Pro Wein di Dusseldorf, Foodex di Tokio, Fancy Food Summer di New York) e realizza iniziative e campagne

di educazione alimentare e di informazione dei consumatori. In particolare, il Progetto Piemonte Agri Qualità è un piano

coordinato di comunicazione e promozione del sistema agricolo piemontese, nell’ambito del quale nel 2010 è stato presentato un

prototipo progettuale del relativo portale web (www.piemonteagri.it) – di cui si prevede la messa in linea nel corso del 2011 – che

consentirà al cittadino consumatore di conoscere le politiche adottate, di avere a disposizione un catalogo completo e aggiornato

delle produzioni piemontesi di qualità per orientarsi verso scelte consapevoli di acquisto e di ottenere informazioni su itinerari turistico-enogastronomici.

Diverse iniziative coniugano, poi, la promozione dei prodotti all’educazione della collettività, con particolare riguardo a determinate

tipologie di destinatari; ne è un esempio il Programma “Frutta alle scuole”, giunto alla seconda annualità, volto a sostenere e

promuovere il consumo di prodotti ortofrutticoli all’interno delle scuole (scuola primaria 6-11 anni), con l’obiettivo di contrastare il

fenomeno, presente in tutti gli Stati comunitari, del sovrappeso e dell’obesità infantile. Il medesimo obiettivo è perseguito anche

mediante il Progetto Fattorie didattiche, volto a costituire sul territorio piemontese una rete di aziende agricole o agrituristiche

attrezzate per ospitare studenti e famiglie e per far conoscere da vicino la vita e le attività rurali. Attualmente sono circa 230 le Fattorie

didattiche che la Regione ha riconosciuto e certificato.

Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo della filiera corta, inteso come rapporto diretto tra consumatori e produttori agricoli

che operano nell’ambito del territorio regionale, al fine di ridurre il numero degli intermediari commerciali, con conseguente

abbattimento dei costi, e limitare gli spostamenti dei prodotti agricoli dal luogo di produzione a quello di consumo. In tal senso, si

rilevano le erogazioni di contributi effettuati nel 2010 a favore di Comuni e Comunità montane che istituiscono aree mercatali

destinate ai contadini (1,64 milioni di euro), di imprese agricole associate che effettuano consegne a domicilio (397 mila euro),

di consumatori riuniti in gruppi di acquisto (142 mila euro).

La Regione Piemonte sta conducendo un’attenta politica volta all’organizzazione, gestione e finanziamento delle attività di ricerca

e sviluppo. Gli obiettivi perseguiti sono il miglioramento della produzione agricola regionale e della conoscenza delle risorse e eccellenze

regionali a livello internazionale; a tal proposito la Regione partecipa a molteplici progetti europei, nazionali e di cooperazione

con altre Regioni. Il quadro delle attività di ricerca e sperimentazione è molto articolato sia come numero di progetti che come

fonti di finanziamento.

Nel 2010 è stata effettuata l’attività istruttoria di 80 progetti.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

113


114

La Regione ha un ruolo di primo piano nel mantenimento dello status di territorio OGM-Free e nella gestione delle problematiche

inerenti la produzione di Organismi Geneticamente Modificati (OGM). Attraverso l’Autorità regionale competente in materia

di OGM, coordina tutte le componenti (agricola, agroindustriale, sanitaria, ambientale, veterinaria, economica e giuridica) del

complesso sistema inerente gli organismi geneticamente modificati. Nel 2010 si è seguita l’evoluzione della normativa nazionale ed

europea riferita agli OGM, pertanto è proseguito il lavoro di acquisizione delle necessarie informazioni e di messa in atto degli indispensabili

collegamenti interistituzionali. Nel corso dell’anno sono state messe in atto diversificate strategie, che hanno permesso

alla Regione di rispondere ai dettami previsti dall’ordinamento vigente europeo e nazionale, permettendo nel contempo di salvaguardare

le risorse genetiche e le produzioni agricole piemontesi; l’Amministrazione regionale ha lavorato per favorire lo sviluppo delle

filiere OGM-Free: in particolare, è stato approntato un Progetto di ricerca interdisciplinare al fine di valutare le opportunità che si

prospettano per le filiere zootecniche OGM-Free.

L’Amministrazione regionale svolge anche un importante ruolo di vigilanza e controllo sul settore agricolo. Relativamente alla

vigilanza e prevenzione delle emergenze fitosanitarie, sostiene il funzionamento dei laboratori fitopatologici ed agrochimici

ai fini dell’espletamento delle analisi a supporto dell’attività di vigilanza.

Data la vocazione vitivinicola del Piemonte, una particolare attenzione è rivolta al relativo settore. Tra le principali attività si rileva

l’azione di coordinamento e finanziamento del sistema delle Enoteche regionali e delle Botteghe del vino (costituito

attualmente da 14 Enoteche regionali e 34 Botteghe del vino), il cui compito si concretizza nella promozione dei vini e dei relativi

territori di produzione. L’attività di coordinamento si esplica nel coinvolgimento di queste realtà nella partecipazione a fiere e manifestazioni,

nonché nella promozione della realizzazione di progetti comuni. Nel corso del 2010 sono stati concessi contributi pari a 1

milione di euro, per le spese di funzionamento e la realizzazione di attività. È stata, inoltre, riconosciuta una nuova Enoteca regionale,

quella di Ovada e dell’Alto Monferrato.

L’Amministrazione regionale finanzia il settore anche mediante l’erogazione di contributi finalizzati alla ristrutturazione e riconversione

di vigneti - pari a 5 milioni di euro per il 2010 - che rappresenta il principale intervento rivolto all’ammodernamento degli

impianti orientati alla produzione di vini di qualità.

Circa la gestione di progettualità specifica, nel 2010 è stato concluso un progetto, avviato nel 2008, avente l’obiettivo di rafforzare

la filiera della produzione di vino Barbera. Il Progetto ha visto la Regione Piemonte nel ruolo di soggetto capofila e coordinatore

delle attività, mentre l’esecuzione materiale del progetto è stata affidata alla Vignaioli Piemontesi S.C.A. di Castagnito (Cn), in qualità

di unica Associazione di Produttori Agricoli del settore vini rossi DOC e DOCG del Piemonte. Il Progetto ha previsto nel triennio la

complessiva erogazione di un contributo regionale pari a 3 milioni di euro.

Per quanto riguarda il comparto zootecnico, la crisi dell’ultimo triennio ha imposto l’avvio delle procedure per la dichiarazione

dello stato di crisi per i comparti suinicolo e cunicolo. La situazione congiunturale è stata considerata per la previsione di un

piano di interventi di diversificazione della produzione verso nuove linee di prodotti, riassunti all’interno dei Programmi regionali

di indirizzo per lo sviluppo e la valorizzazione della filiera suinicola e della filiera della carne bovina.

Dal punto di vista delle attività di competenza regionale, importante risulta l’azione di prevenzione e gestione delle emergenze

sanitarie in zootecnia, anche in considerazione dei diversi eventi verificatisi negli ultimi anni (quali influenza aviaria e infezione da

tubercolosi). L’Amministrazione regionale è intervenuta mediante l’effettuazione di controlli, l’eventuale disposizione di abbattimento

dei capi risultati infetti, la sostituzione degli stessi e l’erogazione di indennizzi.

Piemonte: territorio

OGM free

Vigilanza e prevenzione

delle emergenze

fitosanitarie

Sviluppo del settore

vitivinicolo:

‐ Enoteche regionali

e botteghe del vino

‐ Ristrutturazione e

riconversione dei vigneti

‐ Progetto per rafforzare

la filiera produttiva

del vino Barbera

Valorizzazione della filiera

suinicola e della filiera

della carne bovina

Valorizzazione della filiera

suinicola e della filiera

della carne bovina

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


Prevenzione e gestione

delle emergenze sanitarie

in ambito zootecnico

Piano per la prevenzione

degli eventi predatori

sul bestiame domestico

Gestione dei danni al

settore agricolo causati

da calamità naturali o

eccezionali avversità

atmosferiche

Piano Ittico Regionale

Osservatorio regionale

sulla fauna selvatica

Al fine della tutela e valorizzazione dei prodotti zootecnici piemontesi si iscrivono il Progetto Bovilat ed il Progetto Frescolat, finalizzati

ad un monitoraggio su base mensile della qualità del latte bovino e caprino in Piemonte e dei distributori di latte bovino crudo;

l’attività, che prosegue dagli anni precedenti, ha consentito di evidenziare il progressivo miglioramento della qualità del latte piemontese

– evidenziabile soprattutto dai parametri igienico sanitari – che nelle ultime campagne si è stabilizzata su livelli di eccellenza.

Per prevenire gli eventi predatori sul bestiame domestico, nel 2010 è stato approvato il relativo Piano, costituito il “Fondo

regionale per il risarcimento dei danni da predazione al bestiame domestico” e liquidato i relativi indennizzi.

Relativamente alla gestione dei danni al settore agricolo causati da calamità naturali o eccezionali avversità atmosferiche, si devono

delimitare le zone colpite e gestire i finanziamenti per gli interventi di ripristino. Nel corso del 2010 si sono verificati

due eventi eccezionali di gravità e dimensioni tali da essere delimitabili ai sensi del Fondo di Solidarietà Nazionale in agricoltura.

Si sono verificati anche eventi sparsi di carattere eccezionale ma troppo limitati territorialmente da poter rientrare nei casi risarciti

dal Fondo di Solidarietà Nazionale; per questi eventi la Regione Piemonte, sulla base della legge regionale 12 ottobre 1978, n. 63,

“Interventi regionali in materia di agricoltura e foreste”, riconosce comunque sovvenzioni per il ripristino delle strutture e infrastrutture,

al fine di consentire la ripresa dell’attività agricola, laddove l’ammontare del danno sia tale da rientrare nelle tipologie previste

dalla normativa nazionale e comunitaria. Allo stato attuale non sono ancora stati assegnati alla Regione i contributi del Fondo

di Solidarietà Nazionale per danni del 2010.

Gli interventi di cui la Regione Piemonte ha gestito la programmazione nel 2010 sono stati 603, di cui 44 non delimitati ai sensi del

Fondo di Solidarietà Nazionale, finanziati per un importo complessivo di oltre 1,5 milioni di euro e gestiti dalle Province e dalle

Comunità Montane.

Dal Fondo di Solidarietà Nazionale sono stati assegnati circa 8,4 milioni di euro per finanziare 432 interventi a fronte di eventi

calamitosi verificatisi nel 2008 e 2009. A seguito dell’accertamento delle economie, altri 127 interventi di ripristino, relativi ai danni

subiti nel maggio 2008 dalle infrastrutture di bonifica, sono stati finanziati con oltre 3,2 milioni di euro. Riguardo la programmazione

effettuata per la gestione relativa al ripristino delle infrastrutture irrigue e di bonifica danneggiate da avversità atmosferiche

o calamità naturali, nel 2010 sono state gestite 637 pratiche.

Con riferimento invece alla gestione dei finanziamenti per danni in agricoltura si è provveduto a disporre l’erogazione a favore di

141 beneficiari per un importo totale di circa 3,9 milioni di euro. Con il sistema attuale, il tempo che intercorre tra la conclusione

dell’istruttoria di una pratica e l’accredito del contributo si aggira intorno alla decina di giorni lavorativi.

Tra le attività di tutela e gestione della fauna selvatica e acquatica volte al mantenimento della biodiversità all’interno degli

ecosistemi, nel settembre 2010 è stata conclusa la redazione del Piano Ittico Regionale integrato, con l’estensione della pianificazione

ai laghi principali; sempre nel corso dell’anno sono stati ammessi a contributo i progetti di interesse collettivo finalizzati alla

valorizzazione e alla promozione del prodotto ittico sia fresco che trasformato. Con riguardo all’attività venatoria e piscatoria, è stato

predisposto il calendario venatorio, con l’intento di limitarne la pratica, e sono stati definiti i criteri per l’ammissione dei cacciatori.

È operativo un Osservatorio regionale sulla fauna selvatica, la cui attività si sostanzia essenzialmente in un costante monitoraggio

dello stato della fauna sul territorio regionale, mediante la raccolta dei dati di rilevazione (censimenti) e prelievo (caccia),

e all’elaborazione di tali dati, che costituiscono una base per l’attività di programmazione della gestione faunistica.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

115


Pianificazione territoriale

I dati derivanti dal monitoraggio delle trasformazioni territoriali relative al Piemonte mostrano un costante aumento del consumo

di suolo correlato ad alcune politiche finalizzate allo sviluppo economico, adottate negli ultimi anni: l’impulso alla realizzazione di

nuovi poli produttivi per favorire l’attività di impresa, lo sviluppo di una nuova rete per la distribuzione commerciale basata sulla realizzazione

di polarità dedicate alla grande distribuzione. Rispetto alle rilevazioni di livello nazionale il territorio piemontese si pone

poco al di sopra della media generale. Un’ulteriore caratteristica del Piemonte è l’estrema frammentazione territoriale, conseguenza

del numero elevato di Comuni, cui naturalmente consegue la necessità di adottare un’adeguata politica urbanistica e di

pianificazione territoriale che renda coerente il sistema di governo delle trasformazioni sul territorio.

1.000.000

100.000

101.803

trasferimenti di

parte corrente ᐅ 10.000

comuni

116

Pianificazione, tutela e valorizzazione territoriale e paesaggistica

La pianificazione del territorio rappresenta una rilevante competenza istituzionale della Regione Piemonte: l’attività di pianificazione

– territoriale, urbanistica e paesaggistica – costituisce la sede tecnica e politica per realizzare un efficace strumento di indirizzo

per le trasformazioni del territorio. Da ciò deriva che il governo delle trasformazioni territoriali, oltre all’ordinaria attività di gestione,

necessita di una serie di elementi di conoscenza territoriale e geografica, tali da consentire una adeguata pianificazione degli

interventi.

La Regione Piemonte è provvista di uno strumento specifico di governo del territorio, il Piano Territoriale Regionale (PTR). Tale

documento rappresenta un quadro di riferimento per l’attività programmatoria degli Enti locali; alcuni recenti studi stimano che la

rete di strumenti urbanistici in Piemonte sia costituita da circa 30.000 unità, considerando i 14 Piani territoriali provinciali e le loro

varianti, i 1.203 Piani regolatori generali comunali ed intercomunali, le 6.000 varianti parziali, le centinaia di varianti strutturali, le migliaia

di strumenti urbanistici esecutivi. A fronte di tale complessità, si comprende la necessità di uno strumento che armonizzi

il sistema, in un’ottica di collaborazione tra enti per uno sviluppo coerente del territorio regionale. Nel dettaglio, il Piano

Territoriale Regionale fornisce una rappresentazione dei caratteri socio-economici, territoriali ed ambientali e definisce gli

indirizzi di governo per la disciplina della realizzazione di interventi nell’attuale sistema regionale.

La Regione Piemonte, nell’ambito delle proprie funzioni di pianificazione paesaggistica, persegue obiettivi volti alla tutela e valorizzazione

dell’ambiente e del paesaggio, come occasione di sviluppo sociale ed economico. A tal fine ha adottato il Piano

Paesaggistico Regionale (PPR), un atto di pianificazione volto a promuovere e diffondere la conoscenza del paesaggio del Piemonte,

dettare disposizioni normative per l’attuazione degli interventi sul territorio e individuare obiettivi strategici per l’attuazione delle

Piano Territoriale

Regionale (PTR): uno

strumento per governare

in modo armonico lo

sviluppo del territorio

Piano Paesaggistico

Regionale (PPR) e

Strumenti di Indirizzo per

la qualità paesaggistica

degli insediamenti

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


politiche, attivando così un processo di condivisione con gli enti pubblici a tutti i livelli del quadro conoscitivo e regolativo

contenuto nel documento.

In accompagnamento alle politiche per il paesaggio contenute nel PPR, nel corso del 2010 l’Amministrazione regionale ha approvato

gli “Indirizzi per la qualità paesaggistica degli insediamenti. Buone pratiche per la progettazione edilizia” e gli “Indirizzi

per la qualità paesaggistica degli insediamenti. Buone pratiche per la pianificazione locale”, individuando così degli

strumenti di indirizzo per la pianificazione e la progettazione degli interventi di trasformazione del territorio.

Candidatura all’UNESCO

Dal punto di vista operativo, nell’ambito delle attività per la valorizzazione dei beni paesaggistici, sono proseguiti i lavori volti

alla presentazione della candidatura, avvenuta nel mese di gennaio 2011, del Sito Paesaggi vitivinicoli tipici del Piemonte di

Langa-Roero e Monferrato ai fini della sua inclusione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

L’Amministrazione regionale ha inoltre approvato il Programma degli interventi ammessi a contributo per l’anno 2010, prevedendo

il finanziamento di progetti per la qualità paesaggistica per un importo totale di 873 mila euro.

Urbanistica

Le trasformazioni del territorio derivano, nella maggior parte dei casi, dall’attuazione di politiche pianificate a livello locale. Di

conseguenza, la Regione Piemonte, per far fronte alla gestione di competenze sempre più frammentate, esercita il proprio

ruolo attraverso lo svolgimento di specifici studi, la realizzazione di attività di consulenza, l’erogazione di contributi ai Comuni finalizzati

alla predisposizione di varianti agli strumenti urbanistici e lo svolgimento di azioni di vigilanza sulla corretta attuazione delle disposizioni

impartite.

Attività di consulenza

urbanistica per le

Amministrazioni locali

Attività di vigilanza per il

contrasto degli abusi edilizi

Contributi agli Enti Locali

per l’adeguamento degli

strumenti urbanistici

Nel corso del 2010, l’Amministrazione regionale ha partecipato a circa 900 incontri con le Amministrazioni locali per attività di

consulenza urbanistica ed Accordi di programma, nonché a 168 incontri per l’adeguamento dei Piani regolatori al Piano di Assetto

Idrogeologico (PAI), essendo tale strumento – che disciplina le azioni riguardanti la difesa idrogeologia del territorio e della rete idrografica

del bacino del Po – soggetto a continue variazioni.

Per quanto attiene l’attività di vigilanza urbanistica, sono stati esaminati 8.097 rapporti di polizia giudiziaria su abusi edilizi e 583

lettere relative ad esposti o a richieste di pareri; sono, inoltre, stati formulati 141 pareri e concluse 328 pratiche di contenzioso.

Per incentivare gli Enti locali ad adeguare gli strumenti urbanistici l’Amministrazione regionale ha provveduto all’erogazione di contributi

per complessivi 1,48 milioni di euro.

Opere pubbliche

L’attività della Regione Piemonte nell’ambito delle opere pubbliche è volta alla realizzazione di un sistema informativo capillare che

interessi sia i processi di sviluppo dei progetti previsti, sia l’aggiornamento tecnologico degli strumenti. In particolare, mediante gli

uffici preposti, la Regione cura la definizione dei Prezzi di Riferimento per Opere e Lavori pubblici sul territorio regionale, gestisce

i bandi di gara, elabora pareri e autorizzazioni e si pone come attivo interlocutore degli enti appaltanti, grazie anche all’istituzione

dell’Osservatorio regionale dei Lavori Pubblici, soprattutto nell’affrontare gli adempimenti previsti dalla Legge 109/94 - Legge

quadro in materia di Lavori Pubblici. La Regione si occupa inoltre del coordinamento di tutte le fasi di ricognizione, accertamento,

finanziamento e successiva realizzazione, inerenti le ricostruzioni conseguenti il verificarsi di eventi calamitosi.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

117


1.422.117

775.000

4.135.891

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

1.000

100

trasferimenti di

10

parte corrente ᐅ 1

province

comuni

istituzioni sociali private

118

È in funzionamento l’Osservatorio Regionale dei Lavori Pubblici del Piemonte, che costituisce l’organismo istituzionalmente

deputato allo svolgimento delle attività inerenti l’acquisizione dei dati concernenti contratti pubblici d’interesse regionale, provinciale

e comunale. Nell’ambito dell’Osservatorio viene effettuata la gestione per tutte le stazioni appaltanti del servizio integrato di

pubblicazione dei bandi e degli avvisi di esito di gara con conseguente possibilità di fornire la loro consultazione a chiunque sia interessato

tramite un motore di ricerca ad accesso libero. Nel corso dell’anno 2010, le diverse attività sono state espletate coerentemente

con gli standard operativi definiti nello specifico sistema di gestione per la qualità, certificato da un organismo internazionalmente

riconosciuto.

Al fine di garantirne l’adeguamento alle variazioni tecnico-economiche, nel mese di marzo 2010 è stata approvata la nuova versione

del Prezzario di riferimento per opere e lavori pubblici in Regione Piemonte, valido per tutto il 2010.

Lo strumento di programmazione degli interventi di difesa del Suolo e della rete idrografica del bacino del Po è il Piano per la

difesa dell’Assetto Idrogeologico (PAI); la Regione Piemonte ha gestito le attività di attuazione di questo strumento in collegamento

con la programmazione del più ampio contesto del bacino idrografico del Po. Il PAI si caratterizza come un piano in continuo

aggiornamento, con l’inserimento di varianti che ne completano la programmazione. Altro elemento peculiare del PAI, per il

Piemonte, è la possibilità di adattarlo nel tempo alle indicazioni di maggior dettaglio che derivano dai Piani territoriali di coordinamento

provinciale e dai Piani regolatori comunali. Si segnala, circa la pianificazione comunale, la partecipazione della Regione alle procedure

dei Gruppi Interdisciplinari per l’adeguamento dei Piani regolatori al PAI; nel 2010 sono stati espressi 115 pareri ai fini

della condivisione del quadro di dissesto o di approvazione di varianti agli strumenti urbanistici.

La fase di programmazione degli interventi ha perseguito l’obiettivo principale di individuare gli interventi da proporre a finanziamento

al Ministero dell’Ambiente al fine della successiva stipula di un Accordo di Programma. L’attività ha condotto all’individuazione

di un considerevole numero di interventi, pari a 232. L’Accordo di Programma, sottoscritto nel mese di dicembre con il Ministero

dell’Ambiente, prevede l’impiego dei fondi FAS nazionali 2007-2013, per un importo di circa 73 milioni di Euro; nell’Accordo sono

previsti anche gli interventi programmati con i fondi FAS regionali per circa 39 milioni di Euro.

Nel corso dell’anno sono state esaminate le progettazioni relative a nuove costruzioni di dighe e sbarramenti e si è partecipato ai

processi di collaudo di opere esistenti quali ad esempio gli sbarramenti finalizzati all’innevamento programmato per i XX Giochi

Olimpici Invernali Torino 2006.

Sono inoltre stati esaminati i Progetti di Gestione di alcuni sbarramenti, due della Provincia del Verbano Cusio Ossola e uno

della Provincia di Torino. Durante il 2010 la Regione ha condotto la verifica di rischio potenziale su 105 sbarramenti.

Osservatorio Regionale

dei Lavori Pubblici

Prezzario di riferimento

per opere e lavori pubblici

Piano per la difesa

dell’Assetto Idrogeologico

(PAI)

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


Attività per la riduzione

del rischio sismico

Sistema regionale di

Protezione civile

Competono inoltre alla Regione le attività finalizzate alla riduzione del rischio sismico sul territorio. In particolare si procede

all’attuazione di procedimenti autorizzativi e all’espressione di pareri per tutti gli strumenti urbanistici generali ed esecutivi approvati

nelle zone maggiormente esposte al rischio sismico. Nel 2010 sono stati espressi 110 pareri riguardanti 209 Comuni.

Conformemente agli obblighi di legge, sono stati avviati incontri specifici in collaborazione con la Direzione scolastica regionale

per la gestione delle risorse destinate alla messa a norma, in termini di adeguamento sismico, degli edifici scolastici piemontesi.

Nel 2010 è stata inoltre messa a punto la nuova riclassificazione del territorio regionale su base sismica e sono stati organizzati

incontri con le Amministrazioni pubbliche locali deputate in materia al fine di fornire indicazioni per l’attuazione della

nuova riclassificazione.

Nell’ambito della tutela delle persone, dei beni e degli insediamenti dai danni derivanti da calamità naturali o da eventi critici causati

dall’uomo, la Regione Piemonte opera per favorire la crescita del Sistema regionale di Protezione civile perseguendo obiettivi

di previsione, prevenzione, soccorso e primo ripristino.

Oltre alle attività istituzionali, all’implementazione di progetti, alle azioni legate all’istituzione dei presidi sul territorio, nel 2010 sono

stati realizzati 6 corsi di formazione per Docenti, Sindaci, Funzionari comunali e Amministratori provinciali, circa le tematiche

della sicurezza e protezione civile e una serie di altre iniziative di informazione e sensibilizzazione, quali rappresentazioni teatrali

nelle scuole, con scopi divulgativi e pubblicitari, il Calendario della Protezione civile, l’aggiornamento costante del sito web dedicato.

Per quanto riguarda la gestione delle emergenze, l’impegno al riguardo si è esteso, arrivando a garantire le 24 ore di apertura

della sala operativa; si è inoltre realizzato in forma prototipale un nuovo sistema di gestione delle segnalazioni.

L’Amministrazione regionale è stata impegnata nel garantire il proprio supporto a emergenze sia all’interno che all’esterno del territorio

piemontese: ha partecipato alla gestione dell’emergenza per l’alluvione in Liguria e in Veneto, ai campionati mondiali per disabili

a Sestriere, alla logistica e assistenza nella Turin Marathon, alla colletta alimentare, all’Ostensione della Sindone ed ad altri eventi

“critici” in supporto alle attività degli Enti Locali.

Accordi di Programma

con gli Enti Locali per

interventi in situazioni

di criticità

Edilizia scolastica

Il sistema scolastico piemontese si caratterizza per la presenza di circa 3.300 edifici, per la maggioranza realizzati tra la seconda

metà degli anni settanta e gli anni novanta; sul 74% di questi sono stati condotti interventi di manutenzione straordinaria negli

ultimi quattro anni, mentre per il 10% di questi è stato dichiarato il rischio idrogeologico. Le politiche adottate dall’Amministrazione

regionale nell’ambito dell’edilizia scolastica si sostanziano nella valorizzazione e nello sviluppo del patrimonio edilizio regionale,

attraverso il finanziamento di interventi volti alla riqualificazione del patrimonio esistente, l’adeguamento della normativa vigente

in materia di sicurezza, igiene ed eliminazione delle barriere architettoniche, il soddisfacimento delle esigenze che si vengono

a creare a seguito delle innovazioni normative in materia di istruzione. L’obiettivo perseguito è la realizzazione di un’equilibrata organizzazione

territoriale del sistema scolastico regionale, tenendo in considerazione gli andamenti demografici e migratori, le dinamiche

formative, economiche e sociali sempre in continua evoluzione, non solo all’interno dei grandi centri urbani, ma anche all’interno di

quelle aree del Piemonte minacciate da spopolamento o fortemente disagiate in termini di collegamenti o di servizi, dove il mantenimento

delle strutture scolastiche può contribuire alla sopravvivenza delle comunità locali.

Nel corso del 2010 l’attività regionale si è sviluppata sia attraverso azioni per la programmazione ed il sostegno degli interventi

sugli edifici scolastici, mediante Accordi di Programma, sia attraverso azioni di monitoraggio e conoscenza del mondo

della scuola e del sistema dell’edilizia scolastica.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

119


Per l’intervento su particolari situazioni di criticità sono stati siglati due Accordi di Programma, rispettivamente con la Provincia

di Biella e con la Provincia di Cuneo, per un impegno regionale complessivo pari a 3 milioni di euro.

L’Amministrazione regionale ha all’attivo anche un Sistema di rilevazione scolastica, operativo dal 1980, che, tramite una costante

attività di monitoraggio sul mondo della scuola, sia pubblica sia privata, dalle scuole dell’infanzia alle secondarie di 2° grado,

consente di disporre di dati sia di tipo statistico che a valenza gestionale. Le informazioni rilevate sono, a titolo di esempio, il numero

di scuole presenti sul territorio piemontese, il numero di classi, di alunni iscritti, di alunni stranieri o di alunni promossi. Nel corso del

2010 i dati rilevati sono stati elaborati ed utilizzati per analisi circa gli effetti sugli alunni dei processi di dimensionamento e di riduzione

del personale, ai fini dell’individuazione dei criteri per la ridefinizione della rete scolastica piemontese (anno scolastico 2011/12),

nonché per attività di ricognizione degli effetti derivanti dalla revisione degli assetti ordinamentali degli Istituti Professionali e Tecnici

e dei Licei nell’anno scolastico 2010/11. Tali dati sono, inoltre, utilizzati per definire la ripartizione delle risorse.

L’Amministrazione regionale possiede altresì l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, un ulteriore strumento di rilevazione diretta a

monitorare la consistenza, la situazione e la funzionalità degli edifici scolastici pubblici, al fine di costituire uno strumento conoscitivo

fondamentale da porre come base per i diversi livelli di programmazione di settore. La costituzione dell’Anagrafe si realizza attraverso

l’acquisizione di dati identificativi ed anagrafici, informazioni ricavabili da certificazioni, documentazione, dati dimensionali e

strutturali degli edifici scolastici utilizzati per la didattica, mense, palestre ed impianti sportivi utilizzati dalle scuole statali. L’Anagrafe,

attraverso uno specifico sistema informativo regionale, opera anche in un quadro d’integrazione e condivisione delle informazioni

con i sistemi informativi degli Enti Locali.

Nel corso del 2010, nell’ambito delle azioni di monitoraggio del sistema scolastico piemontese, si è giunti alla firma del Protocollo

d’Intesa fra Regione, ANCI, UNCEM, ANPCI, Lega Autonomie, UPP e all’approvazione di un piano che prevede sopralluoghi

presso tutti gli edifici sede di scuole statali di ogni ordine e grado, diretti all’individuazione di situazioni di rischio connesse alla vulnerabilità

di impianti ed elementi di carattere strutturale. In tale ambito, nel corso del 2010 si è rilevato il 70% delle informazioni che

si prevedeva di ottenere.

L’Amministrazione regionale opera, altresì, attraverso l’erogazione di contributi a favore di Enti Locali cui spetta la realizzazione

di interventi di costruzione e completamento di edifici scolastici, acquisto o riadattamento di immobili ad uso scolastico, di ristrutturazione

e manutenzione straordinaria volta ad adeguare gli edifici alle norme vigenti in materia di agibilità, sicurezza, igiene ed eliminazione

di barriere architettoniche, di riconversione di edifici scolastici da destinare ad altro tipo di scuola, di realizzazione di impianti

sportivi, anche aperti all’uso da parte della collettività Il Piemonte per il territorio.

Attività di monitoraggio:

- sistema di rilevazione

scolastica

- anagrafe dell’edilizia

scolastica

Piano per la realizzazione

di sopralluoghi presso tutti

gli edifici scolastici

Contributi agli Enti Locali

per interventi sugli edifici

scolastici

120

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


3.2 il piemonte piemontE

per il lo territorio sviluppo

della comunità

Trasporti e logistica

Il Sistema Logistica e Trasporti della Regione Piemonte riguarda essenzialmente il trasporto

su gomma e su ferro. I principali stakeholder sono le Province ed i Comuni.

Il valore aggiunto relativo a quest’Area, nel 2010, è pari a 644 milioni di euro.

1.000.000.000

100.000.000

10.000.000

101.509.186,8

45.695.788,17

199.661.000

235.631.132

13.562.488,86

39.988.363,35

7.655.837,39

1.000.000

100.000

10.000

1.000

4.822,04

36.000

100

trasferimenti di

parte corrente ᐅ

10

1

province

comuni

comunità

montane

enti della enti delle

amministrazione amministrazioni

centrale locali

imprese

imprese

pubbliche

istituzioni

sociali private

istituzioni

estere

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

43.064.143

26.081.015

1.008.000

491.776

9.000 16.941.183

10.000

1.000

100

trasferimenti in 10

conto capitale ᐅ 1

province

comuni

enti delle

amministrazioni

locali

enti ed

agenzie

regionali

imprese

imprese

pubbliche

Il personale dedicato è così composto:

personale

dedicato

TRASPORTI E

LOGISTICA 93

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

121


Mobilità

Quando si parla di mobilità relativa ai trasporti all’interno della Regione Piemonte, ci si riferisce allo studio del sistema dei trasporti

regionali, mediante la redazione del piano regionale dei trasporti, ed alla pianificazione delle politiche e degli interventi in materia

di infrastrutture e dei servizi di trasporto, all’elaborazione dei piani regionali settoriali relativi ad infomobilità, mobilità sostenibile,

sicurezza stradale, trasporto collettivo e logistica, nonché allo studio per lo sviluppo di progetti di innovazione tecnologica

applicata, a valutazioni di impatto ambientale nell’ambito della programmazione ed al monitoraggio organizzato dei processi di mobilità

delle persone e delle cose.

122

Nel 2010 è proseguita l’attuazione del programma Movicentro, che prevede la creazione di una stazione di interscambio tra diversi

mezzi di trasporto presso i maggiori centri abitati della Regione Piemonte: ferrovia, autolinee e veicoli privati (biciclette e automobili).

Il centro che ne deriva vuole essere il nuovo riferimento per i viaggiatori che utilizzano i mezzi pubblici per gli spostamenti

quotidiani incentivando il trasporto pubblico locale, riducendo il traffico e il tasso d’inquinamento, sostenendo l’utilizzo di mezzi alternativi

di spostamento, migliorando lo stile di vita dei cittadini piemontesi. Nel 2010 è continuato lo sviluppo dei nodi di interscambio

passeggeri presso i principali Comuni del Piemonte: 15 interventi hanno terminato la fase di collaudo ed altri tre sono in fase di

stipula di convenzione.

Analogamente, nell’ambito degli Accordi di Programma per il finanziamento dei servizi minimi e degli investimenti nel settore del

Trasporto Pubblico Locale (TPL) 2009-2011, è proseguito, in collaborazione con Province e Comuni, il progetto Movilinea per la

messa in sicurezza delle fermate del trasporto pubblico locale lungo le principali direttrici di trasporto su gomma.

Per offrire al cittadino un sistema di bigliettazione moderno e accessibile, per incentivare e incrementare la domanda del trasporto

pubblico a tariffa integrata, è stato promosso il BIP – Biglietto Integrato Piemonte. L’azione regionale, avviata nell’ottobre 2007

in collaborazione con le aziende di trasporto e regolata dalla legge regionale 4 gennaio 2000, n. 1, si pone tre principali obiettivi:

ᐅ una maggiore accessibilità al sistema dei servizi pubblici (biglietto unico regionale);

ᐅ la certificazione e informazione del servizio reso (AVM, per l’acquisizione automatica dei dati di esercizio del TPL, e infomobilità);

ᐅ una maggiore sicurezza personale a bordo dei mezzi (videosorveglianza).

Per il progetto si è stimata una spesa complessiva di circa 27 milioni di euro. Nel corso del 2010 sono stati sottoscritti i contratti di

fornitura dei raggruppamenti di Alessandria e Torino.

Nel 2010 è stata completata la progettazione del CORI – Centro Operativo Regionale Infomobilità che ha il compito di realizzare

e gestire il Traffic Operation Center regionale (TOC) per quanto riguarda il trasporto privato su gomma e progettare e realizzare

l’architettura del Centro di Servizi Regionale (CSR) per quanto riguarda la gestione del nuovo sistema di bigliettazione

elettronica BIP. Si tratta dei due progetti più significativi dell’architettura della Piattaforma Pubblica dell’Infomobilità regionale e

l’Ente ha individuato la società partecipata 5T quale riferimento per l’attuazione. La fase di attuazione, già avviata, prevede l’acquisizione

dell’apposito software per le funzioni di supervisione del traffico e, in accordo con gli Enti proprietari delle strade, il controllo

remoto dei sensori contatraffico già presenti, nonché l’installazione di nuovi sensori.

Grazie all’attività di promozione e monitoraggio dei progetti Interreg, tramite le autorità di gestione competenti, sono stati approvati

diversi progetti in corso di attuazione. Tra questi, il progetto “Destinations”, concernente la cultura del trasporto di merci pericolose

come strumento di tutela del territorio, prevede un approfondimento sullo studio di accettabilità del rischio, nonché un confronto

Programma Movicentro:

una stazione di

interscambio nei maggiori

centri abitati per favorire

l’utilizzo dei mezzi pubblici

Movilinea: un progetto

per la messa in sicurezza

delle fermate

Biglietto Integrato

Piemonte

Centro Operativo

Regionale Infomobilità

Studio sul rischio connesso

al trasporto di merci

pericolose

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


Sperimentazione di

sistemi innovativi di

logistica urbana

Mobilità sostenibile:

promozione del bike sharing

Movicentro, Rete ferroviaria

Torino-Aosta, Nodo di

Torino, Pedemontana,

Interconnessione

Torino-Ceres

Fondi FAS 2007-2013:

mobilità sostenibile e

interventi infrastrutturali

Osservatorio regionale

delle Infrastrutture

di Mobilità

ed analisi delle situazioni comparabili in tutta Europa, mentre prosegue il progetto “City Log” nell’ambito del VII Programma Quadro

della Ricerca, incentrato sulla sperimentazione di sistemi innovativi di logistica urbana per migliorare la sostenibilità e l’efficienza.

La promozione e la diffusione di sistemi di bike sharing sul territorio piemontese rientra nella politica regionale di promozione

della mobilità sostenibile, per il miglioramento della qualità dell’aria, la riduzione delle emissioni inquinanti e della congestione autoveicolare

dei centri abitati. Al fine di contenere gli inquinanti nell’aria, nei limiti sanciti dalle Direttive Europee, la Regione Piemonte

ha pubblicato un bando per il cofinanziamento ai Comuni per la realizzazione di sistemi di bike sharing in ambito urbano. Il bando

prevede un cofinanziamento della Regione Piemonte al 50% dei costi di realizzazione ed al 100% dei costi di adeguamento al BIP dei

sistemi di bike sharing già esistenti.

Sono stati ammessi a cofinanziamento 16 comuni, di cui 9 hanno terminato l’opera e i restanti sono in procinto di affidamento

lavori. Per quanto riguarda i centri urbani già dotati di sistemi di bike sharing e che necessitano dell’aggiornamento per la compatibilità

con il BIP, sono state presentate richieste da parte di 10 comuni.

La Regione Piemonte ha stipulato, all’interno della Programmazione FAS 2000-2006, sei Accordi di Programma Quadro nell’ambito

del settore trasporti, per un valore complessivo di 341 milioni di euro. A questi progetti l’Ente contribuisce cofinanziando una

quota delle risorse necessarie.

Tra tali strumenti di programmazione, nel 2010 hanno proseguito le fasi di attuazione: il “Progetto Movicentro” (2003) ed il relativo

Atto Integrativo (2009); “Reti infrastrutturali di trasporto” (2006) e l’Atto Integrativo (2007); l’adeguamento ed il miglioramento della

“Rete ferroviaria Torino-Aosta” (2008).

Alcuni degli interventi compresi negli Accordi si ritrovano anche nell’Intesa Generale Quadro (il nodo di Torino, la Pedemontana,

l’interconnesione Torino-Ceres) in quanto di interesse sovraregionale.

Allo scopo di rafforzare il sistema dei trasporti in Piemonte attraverso componenti materiali e immateriali è stato inserito un insieme

di progetti nel Programma Attuativo Regionale (PAR) FAS 2007-2013, secondo specifiche linee di azione (Mobilità sostenibile

e Reti Infrastrutturali e Logistica). Tali azioni sono coerenti con le Priorità 6 (reti e collegamenti per la mobilità) e 8 (Competitività e

attrattività delle città e dei sistemi urbani) del Quadro Strategico Nazionale.

Il PAR FAS approvato dal CIPE nel 2009 prevede di destinare agli interventi infrastrutturali ed alla mobilità una significativa quota (rispettivamente

355,3 e 43,6 milioni di euro). Le attività condotte nel corso del 2010 hanno portato alla definizione di aspetti tecnici e

finanziari necessari all’avvio della fase di attuazione, previsto appena le risorse verranno messe a disposizione da parte statale.

Sono proseguite nel 2010 le attività dell’Osservatorio regionale delle Infrastrutture di Mobilità, avviato nel 2004 per rispondere

alla duplice esigenza di monitorare lo sviluppo e la realizzazione delle più importanti opere inerenti la mobilità ed il trasporto sul

territorio piemontese e di collegare l’attività di tipo informativo e le possibili valutazioni che ne conseguono con le scelte di programmazione

strategica regionale.

Inoltre, nel corso del 2010 è stata avviata l’attività di sviluppo di un nuovo archivio informatico per il caricamento e l’elaborazione dei

dati raccolti attraverso il monitoraggio. Parte di tali informazioni sono pubblicate e liberamente consultabili sul sito web regionale,

anch’esso in revisione.

Come ogni anno è stato pubblicato un Rapporto di Monitoraggio riferito all’anno precedente nel quale sono stati analizzati gli

strumenti di programmazione di livello nazionale, regionale e locale che interessano il territorio piemontese, nonché l’attuazione dei

progetti in essi inclusi. Sono state, inoltre, presentate le iniziative intraprese dalla Regione Piemonte nel corso 2009 nell’ambito dei

trasporti, dedicando particolare attenzione all’attività di valutazione della programmazione regionale.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

123


Reti ferroviarie

In materia di reti ferroviarie, la Regione Piemonte ha funzioni di programmazione, progettazione e realizzazione delle infrastrutture

per il trasporto su ferro. È competenza regionale il coordinamento delle attività per la realizzazione di interventi su

infrastrutture ferroviarie e la costituzione e gestione del demanio ferroviario regionale, oltre la cura degli aspetti relativi alla vigilanza

sull’attuazione degli interventi e la redazione del Piano Regionale dei Trasporti.

Nel 2010, la Regione Piemonte ha dato continuità all’attuazione degli atti di programmazione con il Governo statale, in particolare

l’Accordo di Programma Quadro “Reti infrastrutturali di trasporto”, liquidando 11 milioni di euro.

Si è provveduto, altresì, al monitoraggio degli interventi per cui sono state stipulate le convenzioni attuative con i soggetti esecutori

RFI S.p.A. e GTT S.p.A., tra cui la realizzazione delle opere preliminari del collegamento ferroviario della ferrovia Torino-Ceres

con il nodo ferroviario di Torino e la progettazione definitiva del raddoppio della linea ferroviaria Torino-Pinerolo, compreso l’interramento

nel comune di Nichelino.

Per quanto riguarda gli interventi volti a favorire l’accessibilità delle stazioni ferroviarie (quali percorsi tattili e piattaforme elevatrici),

sono stati liquidati 2 milioni di euro a RFI S.p.A.

Nel corso del 2010, la Regione ha liquidato l’ultima quota del cofinanziamento per la realizzazione della tratta “Porta Nuova – Lingotto”

della metropolitana automatica di Torino, pari a 21 milioni di euro.

Monitoraggio

degli interventi

Accessibilità delle stazioni

Metropolitana di Torino

Viabilità e sicurezza stradale

La materia della viabilità e della sicurezza stradale all’interno della Regione Piemonte è collegata agli ambiti ed alle attività di studio

delle problematiche connesse ai provvedimenti pianificatori in materia di viabilità, alla progettazione ed alla realizzazione delle infrastrutture

viarie di trasporto, alla messa in sicurezza delle infrastrutture, nonché alla definizione dei piani pluriennali di investimento e

coordinamento della programmazione operativa.

Nel campo della sicurezza stradale, il Piemonte ha raggiunto significativi miglioramenti rispetto al 2001, anno di riferimento fissato

dall’Unione Europea per il raggiungimento dell’obiettivo di dimezzamento delle morti, anche se, per quanto riguarda il numero di

vittime da incidenti stradali, il limite prefissato dall’obiettivo non è ancora stato raggiunto, poiché la riduzione del numero di vittime

(-41,9%) è stata inferiore alla media nazionale (-42,4%). Rispetto al 2009, si rileva un aumento del numero delle vittime, a fronte

di una diminuzione, pur lieve, del numero di incidenti e feriti.

Analizzando in particolare gli effetti degli incidenti sull’uomo, le categorie di utenti della strada maggiormente colpite rimangono

quelle dei conducenti e dei passeggeri di autoveicoli. Rispetto al 2001 si evidenzia una sensibile riduzione delle vittime tra le categorie

dei conducenti e dei passeggeri a fronte; il numero dei ciclisti morti è rimasto pressoché stabile nel periodo; il numero dei feriti

tra i pedoni e i ciclisti è invece in costante aumento così come il numero degli incidenti che coinvolgono gli utenti deboli (pedoni,

ciclisti, motociclisti). Un ultimo aspetto da sottolineare è che nel 2010 la fascia di età che ha registrato più vittime della strada è quella

di età maggiore ai 60 anni (39,7 % morti rispetto al totale) seguita dalla fascia intermedia di età di 30-59 anni (38,8%) ed infine

quella dei giovani fino a 30 anni di età (21,5%).

124

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


Azioni per la promozione

della sicurezza stradale:

- Strumentazioni per i

controlli della guida in

stato di ebbrezza

- Corsi di guida sicura

- Progetto “Ti muovi”

2° Programma Annuale

di attuazione del Piano

Nazionale della

Sicurezza Stradale

Riguardo al tema della sicurezza stradale, la Regione Piemonte si è resa promotrice di molteplici attività.

Sono state consegnate ai Comuni piemontesi partecipanti a bando specifico le strumentazioni per i controlli della guida in

stato di ebbrezza. I destinatari del bando si sono impegnati a far pervenire rendiconti sui controlli effettuati al fine di archiviare i

resoconti in ottica statistica e programmatoria.

La sicurezza stradale migliora tramite un’educazione mirata. Nel 2010, sono stati avviate le procedure per la realizzazione di corsi di

guida sicura dedicati ai neopatentati.

La Regione ha inoltre finanziato il progetto “Ti muovi”, con contributo pari a 300 mila euro come sostegno al Piano Pluriennale di

Educazione alla Sicurezza Stradale per l’anno scolastico 2009/2010. La somma è destinata principalmente alle seguenti finalità: produzione

e divulgazione di materiale didattico, informativo e divulgativo, kit per scuole, docenti e studenti, supporti per laboratori,

premi per concorsi.

La Regione ha curato l’attuazione dei Programmi annuali del Piano Nazionale della Sicurezza Stradale.

Per quanto riguarda il secondo programma annuale di attuazione del Piano Nazionale di Sicurezza Stradale (PNSS), ancora

in corso di realizzazione, si è provveduto a monitorare lo stato di avanzamento lavori degli interventi ammessi a cofinanziamento

al fine di procedere alla liquidazione del contributo spettante.

In collegamento a tale programma e al Centro Regionale di Monitoraggio e Governo della Sicurezza Stradale (CMRSS) è

stata pubblicata la relazione “La situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte al 2008 – Rapporto 2010” alla cui redazione

hanno contribuito le strutture regionali insieme con IRES Piemonte e le Province piemontesi.

Al fine di consentire l’avvio del Terzo Programma, nel 2010 la Regione ha approvato il “Bando per l’accesso ai cofinanziamenti per

interventi a favore della sicurezza stradale”.

Miglioramento degli

scambi informativi con le

aziende e i soggetti delegati

Servizi di trasporto pubblico

L’attuale sistema di trasporto pubblico regionale è articolato secondo la rete di servizi regionali ferroviari, amministrati direttamente

dalla Regione Piemonte, ad eccezione di quelli dell’area metropolitana torinese delegati all’Agenzia per la Mobilità Metropolitana, e

le reti ed i servizi extraurbani di linea, definiti e amministrati dalle Province.

I compiti della Regione possono riassumersi in programmazione, indirizzo, promozione, coordinamento e controllo del

trasporto pubblico locale, programmazione della rete dei servizi regionali e amministrazione dei servizi ferroviari

d’interesse regionale. Il sistema di trasporto pubblico regionale risulta suddiviso in reti e servizi regionali, reti e servizi provinciali

di linea, reti e servizi urbani di linea, servizi integrativi o sostitutivi dei servizi di linea. La Regione, inoltre, stipula Accordi di Programma

con Province Comuni e Conurbazioni con più di 30.000 abitanti.

Le informazioni sono essenziali per la gestione e l’efficientamento di ogni processo. Seguendo questa politica la Regione Piemonte

ha redatto e mantenuto in aggiornamento la sezione web “Servizi di Trasporto Pubblico” permettendo maggiore trasparenza

ed una maggiore efficienza, soprattutto in relazione ai processi amministrativo-contabili. Grazie a questo strumento si semplificano

sensibilmente i rapporti, sia con gli enti soggetti delegati (Province, Comuni e Conurbazioni con più di 30.000 abitanti), sia con le

aziende, permettendo una riduzione delle tempistiche comunicative. Le attività si articolano secondo un controllo tecnico ed uno

economico elaborando i dati richiesti attraverso le modulistiche inviate periodicamente agli enti delegati e, di rimando, a tutte le

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

125


aziende con cui essi stipulano Contratti di Servizio. Si ottengono in questo modo i dati utili alla definizione delle caratteristiche della

domanda e dell’offerta, il flusso della spesa d’esercizio e per elaborare i dati utili alla determinazione dei parametri d’efficacia, efficienza

e di qualità dei servizi.

Per il monitoraggio dei servizi ferroviari regionali e degli interventi migliorativi collegati, da più di quattro anni il servizio ispettivo

del trasporto pubblico ferroviario svolto per conto della Regione Piemonte contribuisce al miglioramento della qualità dei servizi

ferroviari. Infatti, anche nell’anno 2010, le strutture preposte hanno dato continuità allo stesso predisponendo apposito capitolato

d’appalto per l’affidamento del servizio.

La Regione Piemonte stipula Accordi di Programma di validità triennale per l’assegnazione delle risorse da destinare al finanziamento

dei servizi minimi e degli investimenti per il rinnovo ed il potenziamento del materiale rotabile. Tali Accordi hanno avuto

continuità grazie ad un prolungamento contrattuale a copertura del 2010 che garantisce il finanziamento agli Enti soggetti a delega,

erogando le risorse secondo gli accordi presenti nel 2009 con l’incremento percentuale dello 0,75%.

In Piemonte, si assicura il servizio di trasporto locale su ferro offrendo una complessiva percorrenza annua pari a 19,9 milioni di

chilometri, mettendo a disposizione dei cittadini, mediamente, 950 treni al giorno, su una rete ferroviaria di 1.765 chilometri e

trasportando su rotaie quotidianamente 196 mila passeggeri.

Il 2010 è stato anche l’anno del Piano Materiale Rotabile, progetto regionale di cofinanziamento afferente l’acquisto di materiale.

Si evidenzia l’acquisto di 65 autobus all’avanguardia nella riduzione di emissioni di particolato e di ossidi di azoto per un totale di

23 milioni di euro, di cui il 60% a carico della Regione Piemonte ed il 40% a carico di GTT – Gruppo Torinese Trasporti S.p.A., e l’acquisto

di 14 locomotori per un ammontare di 41 milioni di euro, di cui il 25% a carico delle risorse regionali e il 75% di Trenitalia S.p.A.

Nell’ambito del PAR-FAS 2007-2013 è prevista la specifica Linea d’azione “Mobilità Sostenibile”, in cui si prefigura il rinnovo

del parco destinato ai servizi di trasporto pubblico locale automobilistico, quale strumento per ridurre l’inquinamento e rendere più

attraente il servizio di trasporto collettivo attraverso un miglioramento della qualità reale e percepita che consenta l’incremento

dell’utenza, con riduzioni della mobilità privata. In conseguenza, nel 2010, si è sviluppato il progetto per la sostituzione degli autobus

ambientalmente obsoleti con mezzi a basso impatto ambientale e, quando alimentati a gasolio, caratterizzati da standard ecologici

elevati (quali EEV – normativa per veicoli ambientalmente avanzati – ed Euro5).

Monitoraggio dei servizi

ferroviari regionali

Servizio di trasporto

locale: 196mila

passeggeri al giorno

Piano Materiale Rotabile:

cofinanziato l’acquisto

di 65 bus ecologici

e 14 locomotori

Mobilità sostenibile:

rinnovo dei mezzi

destinati al trasporto

pubblico locale

Navigazione, trasporto merci e logistica

126

La competenza della Regione Piemonte connessa alla disciplina della navigazione concerne la regolamentazione della circolazione

nautica, la regolamentazione delle modalità di fruizione delle vie di navigazione e delle opere di navigazione connesse,

l’uso delle zone portuali, nonché ogni intervento innovativo o modificativo che interferisca o limiti la navigazione e le correlate

attività. È di competenza, inoltre, la gestione del demanio idrico della navigazione interna, dove per demanio si intende l’ambito

territoriale, lacuale e fluviale, in acqua ed a terra, funzionale all’esercizio della navigazione interna e ad un uso pubblico, turistico,

ricreativo, sportivo e commerciale, così come definito dalla vigente normativa.

Le strutture regionali concedono finanziamenti ovvero contributi per le iniziative di realizzazione infrastrutturale afferenti la navigazione

interna, nonché agli interventi volti alla sicurezza, alla riqualificazione ed alla valorizzazione dei beni del demanio idrico piemontese

in ottica d’integrazione turistica e protezione paesaggistico-ambientale.

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


La Regione Piemonte garantisce, altresì, la gestione dei processi ed attività in materia di logistica e trasporto merci curando lo

studio delle problematiche inerenti al trasporto merci ed alle infrastrutture intermodali (centri merci, autoporti, interporti) e la gestione

degli interventi di regolamentazione, disciplina e vigilanza.

Relativamente al tema della logistica e trasporto merci la Regione, in conformità al documento degli interventi e delle priorità, concede

contributi e finanziamenti principalmente per il sostegno per studi atti ad avviare nuove iniziative per il potenziamento del

sistema logistico regionale, per la realizzazione di interventi infrastrutturali atti a garantire e migliorare l’accessibilità e la funzionalità

plurimodale degli esistenti e dei futuri poli logistici territoriali, per promuovere la terziarizzazione delle attività di logistica e di trasporto

secondo criteri di economicità e razionalizzazione del sistema ed infine per la promozione e l’incentivazione delle iniziative a

supporto di una mobilità eco-sostenibile delle merci e dell’utilizzo di tecnologie che riducano la emissione di inquinanti ambientali.

Studi per migliorare

l’efficienza dei trasporti

su via d’acqua

Fiume Ticino: ripristino

della via navigabile

Fiume Po: valorizzazione

del tratto urbano

Fiume Po: navigabilità

ecocompatibile nel tratto

da Casale Monferrato

al confine regionale

Valorizzazione dell’asse

navigabile Locarno –

Lago Maggiore –

Parco del Ticino

Sicurezza della

navigazione

Garanzie nel rilascio

dell’attestato di idoneità

per la professione di

autotrasportatori

In ambito di ricerca ed innovazione, sono proseguite le iniziative di studio in materia di efficientamento dei trasporti su via

d’acqua e l’ottimizzazione della loro interrelazione intermodale. Tali processi contribuiscono alla realizzazione del sistema

di mobilità regionale con una costante attenzione alla sostenibilità ambientale.

In questo contesto, con riferimento al Programma di Iniziativa Comunitaria volto alla realizzazione di una nuova via navigabile denominata:

“Locarno – Milano, attraverso il lago Maggiore ed il Parco del Ticino” si inserisce la conclusione degli studi di definizione del

ripristino della via navigabile sul Ticino, in un tratto all’interno di aree vincolate a Parco. A seguito di vari interventi, sono state

valutate migliorie e trasformazioni ai fini della riqualificazione ambientale e della valorizzazione della navigazione interna.

Il progetto di valorizzazione del fiume Po nel tratto urbano ha coinvolto in un Protocollo d’intesa AIPO (Agenzia Interregionale

per il fiume Po), Comune di San Mauro Torinese, Comune di Torino, Comune di Moncalieri, Politecnico di Torino e Provincia di Torino

al fine di produrre elaborati progettuali in relazione a possibili forme di navigabilità anche in previsione dell’entrata in funzione dei

nuovi natanti previsti per il 2011 nel tratto Torino-Moncalieri. In tal senso nel primo trimestre del 2010, nell’ambito del “Progetto speciale

strategico Valle del Fiume Po”, si è elaborata la proposta di un Accordo di Programma Quadro per il finanziamento dei progetti

cantierabili e la definizione della lista di priorità per il Piemonte.

La realizzazione degli interventi atti ad incrementare una navigabilità ecocompatibile nel tratto di fiume Po da Casale Monferrato

sino al confine regionale rappresenta un ulteriore progetto degno di menzione. Le nuove opere rendicontate, per un importo complessivamente

speso 406 mila euro, hanno richiesto una verifica costante per seguire lo stato avanzamento lavori a tutto il 2010.

La Regione Piemonte ha dedicato particolare attenzione al miglioramento delle relazioni con l’area turistica svizzera del Canton Ticino

e il bacino lombardo piemontese del fiume Ticino anche alla luce dei finanziamenti ottenuti nell’ambito del programma di cooperazione

transfrontaliera fra Italia e Svizzera. È stato quindi valorizzato l’asse navigabile Locarno - Lago Maggiore - Parco del Ticino

attraverso proposte concrete circa la possibilità di navigazione nel tratto Locarno- Venezia anche in considerazione dell’evento

“Milano Expo 2015”.

Per il miglioramento della sicurezza della navigazione la Regione Piemonte concorre al finanziamento di quei servizi atti a garantire

una maggiore sicurezza sui laghi, consolidando quelle prestazioni che la Guardia Costiera, a livello sperimentale, ha svolto nella

stagione turistica 2010.

Per quanto concerne l’autotrasporto delle merci, nell’ambito delle Commissioni Provinciali di esame per il rilascio dell’attestato di

idoneità professionale per l’accesso alla professione di trasportatore su strada di merci o di viaggiatori, è stato assicurato

il coordinamento tra le Province al fine di garantire uniformità di applicazione a livello regionale delle direttive comunitarie e nazionali.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

127


Infrastrutture strategiche

Alcune grandi opere infrastrutturali collegate alla materia trasporti hanno carattere strategico. La valutazione di fattibilità, il coordinamento

progettuale e procedurale ai vari livelli di attuazione, l’unificazione e governo di tutte le competenze tecnicoamministrative

sono da considerarsi parte integrante dell’attività ordinaria e straordinaria dell’Ente, cui compete il coordinamento

dell’acquisizione di provvedimenti, il mantenimento dei rapporti (compresa la comunicazione sistematica sullo stato di avanzamento

delle attività) con tutti i soggetti pubblici e privati interessati.

128

La Regione Piemonte nel 2010 ha espresso parere al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti circa il progetto definitivo della tangenziale

sud-ovest di Asti ed ha avviato la valutazione di impatto ambientale del collegamento autostradale Asti-Cuneo che

copre una lunghezza di circa 90 chilometri. I lavori si sostanziano nella realizzazione di una doppia corsia più corsia d’emergenza

in entrambi i sensi di marcia. Sui lotti progettati, sette sono già stati realizzati e otto rimangono da realizzare a cura della concessionaria

Asti – Cuneo S.p.A.. La Regione ha provveduto, altresì, ad attivare il procedimento VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale)

nazionale sui lotti prossimi ad Alba, nonché a monitorare le procedure di approvazione relative alle cave destinate al reperimento dei

materiali per la realizzazione dei lotti mancanti.

Sono state sviluppate iniziative ed attività per l’ammodernamento del collegamento Torino-Milano, che si sostanzia nell’allargamento

delle carreggiate dai 10 metri attuali a 14,25, includendo anche la corsia d’emergenza.

Relativamente al Tronco I (tratto da Torino a Novara est), nel 2010, sono proseguiti i lavori lungo 12 chilometri. Per il completamento

del Tronco I e la realizzazione del Tronco II (da Novara est a Milano) è stato approvato il secondo aggiornamento del Piano

inerti: di conseguenza, sono proseguite le procedure di approvazione dei siti di cava destinati al reperimento dei materiali. Per quest’opera

è attivo un Osservatorio Ambientale che ha proseguito la sua attività per tutto il 2010 ai fini della verifica di ottemperanza delle

prescrizioni impartite in materia ambientale sul progetto definitivo e per la corretta realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione

ambientale. È inoltre proseguito il monitoraggio dei tempi di realizzazione delle opere a la raccolta dati sull’incidentalità.

Alla gestione dell’Amministrazione regionale sono state affidate le attività che hanno portato allo sviluppo dei processi per la realizzazione

del nuovo tunnel al Col di Tenda. Il progetto si concretizza con la messa in opera di un nuovo tunnel stradale e l’adeguamento

di quello esistente. Le nuove gallerie saranno all’avanguardia per sistemi di sicurezza prevedendo impianto di ventilazione

meccanica, sistema di controllo dell’aria e del traffico e dispositivo di drenaggio di liquidi tossici ed infiammabili. I costi previsti, suddivisi

fra Italia e Francia, attengono sia alla fase di realizzazione del tunnel sia alla fase della gestione e sono determinati e approvati

definitivamente in 209 milioni di euro.

Nello stesso ambito di interventi si inserisce la realizzazione della Pedemontana piemontese. Nel corso del 2010 è stata attivata

dalla società Concessioni Autostradali Piemontesi – C.A.P. S.p.A. l’istruttoria finalizzata alla approvazione da parte del Comitato

Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) del progetto preliminare dell’opera. La Regione ha richiesto l’inserimento

dell’opera tra quelle prioritarie da avviare entro il 2013, oltre ad aver svolto un’intensa opera di mediazione fra gli interessi territoriali

coinvolti, cercando l’equilibrio fra tutela ambientale, sviluppo urbano e ottimizzazione dell’infrastruttura. Nel dettaglio

l’opera sarebbe costituita da una stringa autostradale di lunghezza complessiva di circa 40 chilometri, composta da 2 corsie per

senso di marcia per un importo stimato complessivo di 448 milioni di euro.

L’Amministrazione regionale si è fatta promotrice di un tavolo interistituzionale (Provincia di Torino, Comune di San Mauro Torinese,

Tangenziale sud-ovest di Asti

e autostrada Asti-Cuneo:

pareri e valutazioni

di impatto ambientale

Ammodernamento

del collegamento

Torino-Milano

Nuovo tunnel

del Col di Tenda

Pedemontana piemontese

Torino: variante

urbanistica 200

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


Comune di Settimo Torinese, Comune di Borgaro Torinese e altri portatori d’interesse) con finalità di analisi e risoluzione delle problematiche

relative alla Variante urbanistica 200, finalizzata alla localizzazione del tratto da Rebaudengo a Regio Parco del primo

lotto della metropolitana-linea 2. Gli incontri hanno prodotto un Protocollo di Intesa la cui bozza è stata approvata dalla Regione e

sottoscritta dai portatori d’interesse alla fine del 2010.

Nuova Linea ferroviaria

Torino-Lione

Disegno di legge regionale

per la “Promozione di

interventi a favore dei

territori interessati dalla

realizzazione di grandi

infrastrutture”

Aggiornamento dell’Intesa

Generale Quadro, che

contiene gli interventi di

interesse comune tra

Stato e Regione

La Nuova Linea ferroviaria Torino-Lione (NLTL), inserita nel progetto prioritario n. 6 “Asse ferroviario Lione-Trieste-Divaca/

Capodistria-Divaca- Lubiana-Budapest-frontiera ucraina”, prevede la realizzazione della parte comune della sezione internazionale

compresa tra Saint-Jean de Maurienne e l’intorno di Villarfocchiardo/Chiusa San Michele, progettata unitariamente alla

tratta nazionale compresa tra la piana delle Chiuse in Valle Susa e Settimo Torinese. Le strutture della Regione Piemonte hanno

offerto assistenza su temi di natura comunicativa con le parti sociali ostili all’opera. A questo proposito l’Amministrazione regionale

intende sottolineare come il progetto preliminare della NLTL non sia uno strumento statico ma, al contrario, uno strumento

flessibile di costruzione negoziata. Il documento denominato “Punti di accordo per la progettazione della nuova linea e per le nuove

politiche di trasporto per il territorio” è stato realizzato perseguendo criteri metodologici e riferimenti territoriali condivisi. Si è riusciti,

inoltre, nella raccolta e valorizzazione dei contributi forniti nel tempo dai vari stakeholder (ad esempio la proposta metodologica

F.A.R.E.), in ottica di sviluppo socio-economico-territoriale delineato dal Piano Strategico della Provincia di Torino.

Nel 2010 la Regione Piemonte ha svolto tutti i processi propedeutici necessari a produrre la valutazione di impatto ambientale,

nonché il documento di intesa con gli apparati statali riguardanti la localizzazione dell’opera. I lavori nell’ambito dell’Osservatorio

Tecnico Valle Susa hanno esaurito la cosiddetta Fase 3 rispondendo al mandato di coordinare le società ferroviarie RFI e LTF per

produrre un programma unico di indagini del suolo e del sottosuolo ed iniziato la Fase 4 cioè l’accompagnamento alla progettazione

preliminare, per quanto attiene la NLTL, e la progettazione definitiva, per quanto attiene il cunicolo geognostico di La Maddalena.

La Regione Piemonte ha poi condotto i lavori inerenti al progetto di La Maddalena per concludere positivamente il procedimento

finalizzato all’espressione regionale sulla valutazione di impatto ambientale nonché sull’intesa con lo Stato per la localizzazione

dell’opera (D.G.R. n. 54-768 del 7 ottobre 2010).

Sono iniziate anche le attività afferenti al procedimento finalizzato all’espressione regionale sulla valutazione di impatto ambientale

nonché sull’intesa con lo Stato per la localizzazione dell’opera anche per la tratta italiana della parte internazionale della NLTL, tratta

compresa dal confine di Stato a Chiusa di San Michele.

Nel corso del 2010 è stato presentato il Disegno di legge regionale n. 85 “Promozione di interventi a favore dei territori

interessati dalla realizzazione di grandi infrastrutture. Cantieri - Sviluppo – Territorio” che prevede quale ambito di prima

applicazione proprio i territori coinvolti dal Nuovo Collegamento Ferroviario Torino-Lione.

In materia di infrastrutture strategiche e prioritarie le logiche programmatorie che sottendono alla realizzazione degli interventi infrastrutturali

nel settore dei trasporti sono di natura diversa. Esse si compongono di un complesso mosaico di attori che svolgono

ruoli diversi in relazione allo strumento di programmazione e di attuazione adottato per ciascun intervento ed all’assetto delle competenze

derivante dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n, 112, relativo al conferimento di funzioni alle Regioni. I riferimenti nazionali sono il

Programma Infrastrutture Strategiche, secondo le indicazioni contenute nella legge 21 dicembre 2001, n. 443, “Legge obiettivo”,

ed i Contratti di programma ANAS ed RFI, mentre a livello regionale le Intese Generali Quadro rappresentano gli interventi di interesse

comune tra Stato e Regione. In Piemonte l’Intesa Generale Quadro del 2003 è stata aggiornata nel 2009 e, nel corso del 2010,

è stato avviato un processo di ridefinizione che aggiorna gli aspetti tecnici, finanziari ed i livelli di priorità.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte p e r il territorio

129


Nel corso del 2010 la Regione Piemonte ha partecipato al confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’approvazione

del Programma Infrastrutture Strategiche “Programmare il territorio, le infrastrutture, le risorse”.

Sull’Allegato Infrastrutture alla Decisione di Finanza Pubblica 2011-2013 il CIPE, nella seduta del 18 novembre 2010, ha espresso

parere favorevole.

Programma Infrastrutture

Strategiche


130

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ relazione sociale ❘ il piemonte per il territorio


3.4 il piemonte

per l’efficienza

delle istituzioni Presenza istituzionale

La presenza istituzionale riguarda principalmente la definizione delle politiche di promozione

e sviluppo del sistema regionale delle autonomie locali, la realizzazione

di programmi e iniziative di cooperazione e solidarietà internazionale, la

gestione ed il coordinamento delle iniziative di comunicazione.

Il valore aggiunto relativo a quest’Area, nel 2010, è pari a 127 milioni di euro.

I principali stakeholder di riferimento sono così raggruppabilI:

100.000.000

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

19.821.386

63.180.000

160.000

104.994

229.996

240.245 5.544.356

510.000

63.000

1.000

100

trasferimenti di

parte corrente ᐅ

10

1

comuni

province

camere di

commercio

imprese

enti delle

amministrazioni

locali

enti ed

agenzie

regionali

istituzioni

sociali private

istituzioni

estere

università

rapporti fra le istituzioni 8%

Il personale dedicato è così composto:

personale

dedicato

RAPPORTI

FRA LE ISTITUZIONI 168

FEDERALISMO 15

totale 183

risorse erogate

parte corrente ᐅ

bilancio sociale 2010 regione piemonte

federalismo 92%

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per l’efficienza

delle istituzioni

131


Federalismo e autonomie locali

La Regione Piemonte, attraverso l’ausilio dell’Osservatorio sulla riforma amministrativa 2010, ha concentrato la sua attività

soprattutto sulla semplificazione come politica multilivello, anticipando le possibili evoluzioni alla luce delle riforme in atto e, in

particolare, sulla cosiddetta “Carta delle Autonomie”. In aggiunta, le azioni di governo territoriale hanno teso alla localizzazione

operativa e funzionale in coerenza con le disposizioni dell’Amministrazione regionale e in osservanza alle normative vigenti.

70.000.000

60.000.000

50.000.000

40.000.000

30.000.000

20.000.000

trasferimenti di

10.000.000

parte corrente ᐅ 0

19.576.386

comuni

63.180.000

province

132

L’attenzione, nel 2010, è stata focalizzata su due istituti fondamentali di semplificazione: conferenza dei servizi e sportello unico

per le imprese.

Riguardo la conferenza di servizi, il ciclo di incontri organizzato a livello provinciale e rivolto alle amministrazioni comunali per

verificare l’impatto delle “Linee interpretative per un più corretto funzionamento della conferenza di servizi”, elaborate dall’Osservatorio

e approvate dalla Conferenza Permanente Regione-Autonomie locali, in termini di efficacia e semplificazione, ha condotto ad

un seminario finale dedicato agli stakeholder e ha formato oggetto di un Piano di miglioramento gestionale.

Rispetto allo sportello unico per le imprese è stato avviato un progetto denominato “Stato e Regione: insieme per semplificare,

insieme per la ripresa” concernente la semplificazione ed il supporto alle attività derivanti dalla nuova disciplina.

Diverse attività sono state rivolte all’incremento dell’efficienza istituzionale. È proseguito l’intervento di incentivazione alla gestione

associata, finanziato nel 2010 per un importo complessivo pari a 13 milioni di euro, di cui 10 da fondI regionali. Tali risorse hanno

contribuito al finanziamento di 50 Unioni, 22 Comunità Montane, 93 convenzioni. In aggiunta a tali azioni, sono stati svolti studi di

fattibilità finalizzati alla nuova istituzione o alla riorganizzazione di forme associative fra Comuni e per la semplificazione degli

adempimenti burocratici ritenuti superflui, migliorando l’efficienza dell’azione amministrativa.

Collegate al tema contributivo e d’incentivazione, sono le misure di sostegno per la promozione sociale, civile ed economica di

centri urbani che non superano i 5.000 abitanti. Nel 2010, 1.032 piccoli comuni hanno beneficiato di tali fondi per 6 milioni di euro.

Grande attenzione viene posta dalla Regione Piemonte all’ambito informativocomunicativo: la rivista web “Notiziario per le

Amministrazioni locali” è stata implementata con nuove funzionalità e nuove voci di lettura rendendo tale strumento un ottimo

mezzo di informazione e comunicazione istituzionale. Nel corso del 2010 sono stati pubblicati 46 numeri della rivista, che ha avuto

un totale di 641 mila accessi.

Semplificazione:

conferenza dei servizi

e sportello unico

per le imprese

Incentivi alla gestione

associata

Sostegno ai

piccoli comuni

Informazione e

comunicazione

istituzionale

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ il piemonte per l’efficienza delle istituzioni


Rapporti tra le istituzioni

La Regione Piemonte, oltre a curare i rapporti con il Governo, il Parlamento e tutti gli organi intermedi o strumentali, ha presieduto,

fino al 30 maggio 2010, la Commissione Affari Comunitari e Internazionali della Conferenza delle Regioni e Province

Autonome, all’interno della quale si sono messe in atto attività di coordinamento e implementazione comprendenti rapporti internazionali

e con le Regioni, Fondi comunitari, cooperazioni con Paesi in via di sviluppo, promozione all’estero, flussi migratori.

10.000.000

1.000.000

100.000

10.000

245.000

160.000

104.994

229.996

240.245 5.544.356

510.000

63.000

1.000

100

trasferimenti di

parte corrente ᐅ

10

1

comuni

camere di

commercio

imprese

enti delle

amministrazioni

locali

enti ed

agenzie

regionali

istituzioni

sociali private

istituzioni

estere

università

Valorizzazione dell’identità

del Piemonte

Promozione

della piemontesità

Il 2010 è stato un anno particolarmente intenso nel quale si è cercato di rispondere alle esigenze di valorizzare l’identità del

Piemonte ed incrementare i contatti diretti con tutti gli emigrati piemontesi ed i loro discendenti.

L’assunzione degli impegni di spesa 2010 autorizzata con i suddetti provvedimenti ammonta a 231 mila euro per l’attuazione delle

politiche in materia di emigrazione, piemontesi nel mondo e frontalieri con una drastica diminuzione della dotazione di

bilancio rispetto al 2009. Con le risorse a disposizione sono stati implementati molteplici progetti. Tra questi vi sono i contributi per

i rientri (rimborsi parziali delle spese di viaggio e di prima sistemazione per il rientro in Piemonte) che la Regione Piemonte ha erogato

a Comuni, ASL, Consorzi per un importo complessivo di circa 21 mila euro.

Si è intervenuti per la promozione della piemontesità: la Federazione delle Associazioni Piemontesi nel Mondo e gli organi istituzionali

della Regione Piemonte l’hanno valorizzata attraverso iniziative legate alla celebrazione del 150° Anniversario dell’Unità

d’Italia e grazie a eventi promozionali e manifestazioni.

L’identità del Piemonte in Italia e all’estero è stata oggetto di importanti pubblicazioni e ricerche, soprattutto incentrate sul tema

dell’emigrazione.

Anche nel 2010 è continuato “Piemonte Cinema” presso Città del Capo, Johannesburg, Varsavia, José Cardel, Milwaukee. Il progetto

si pone come obiettivo il consolidamento dei legami fra gli emigrati piemontesi ed il Piemonte promuovendo la conoscenza

nei paesi ospitanti della cinematografia locale. Il progetto tratta la realizzazione di rassegne il cui contenuto primario è la

proiezione di pellicole di autori, registi, attori piemontesi o di film ambientati in Piemonte.

Terra Madre: salvaguardia

delle etnie, delle lingue

autoctone e valorizzazione

dell’oralità e della memoria

Nel 2010 si è rinnovato l’incontro mondiale della rete di Terra Madre. Ormai giunto alla quarta edizione, in concomitanza col Salone

Internazionale del Gusto, il progetto ha radunato più di cinquemila tra rappresentanti di comunità indigene, agricoltori, allevatori,

cuochi, docenti provenienti da tutto il mondo. L’edizione è stata dedicata alla salvaguardia delle etnie, delle lingue autoctone e alla

valorizzazione dell’oralità e della memoria.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per l’efficienza

delle istituzioni

133


La Regione Piemonte ha redatto le linee programmatiche dell’ottava edizione del Salone del Gusto, marchio di proprietà della

Regione Piemonte, della Città di Torino e di Slow Food. Novità del Salone 2010 è stata la destinazione di più del 50% della superficie

ad attività educative. La Regione Piemonte ha contribuito alla promozione e valorizzazione del Salone, nonché alla sua organizzazione

e gestione, anche con un contributo ammontante a 640 mila euro.

Salone del Gusto:

più spazio alle

attività educative

Rapporti con l’Unione Europea

Data la particolare rilevanza del coordinamento dei rapporti con l’Unione europea, la Regione Piemonte dispone di una sede a

Bruxelles finalizzata all’ottimizzazione ed al coordinamento delle attività volte ad assicurare la partecipazione regionale alla formazione

degli atti comunitari e all’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea. Le attività correlate

possono essere sintetizzate in partecipazione alla formazione degli atti comunitari, adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza

all’Unione Europea, coordinamento delle politiche comunitarie per l’accesso ai fondi strutturali, raccolta e diffusione

delle informazioni volte a favorire la partecipazione a programmi europei da parte di soggetti pubblici e privati sul territorio,

gestione delle relazioni di coordinamento di iniziative e progetti di collaborazione con l’Unione Europea e i suoi organismi.

Per quanto riguarda gli adempimenti comunitari, un importante progetto denominato “Sistema informativo SMAIL” (Sistema di

monitoraggio dei contributi alle imprese locali), ideato ed elaborato in collaborazione con il CSI-Piemonte, consente di verificare il

rispetto del divieto di cumulo e il rispetto delle soglia massima (200 mila euro) di aiuto concedibili alle aziende beneficiarie nel triennio,

previsti dai regolamenti comunitari relativi agli aiuti di stato in regime de minimis.

La Regione Piemonte ha partecipato agli Open Days 2010, che si svolgono ogni anno a Bruxelles in autunno e sono organizzati dal

Comitato delle Regioni (CdR) con la collaborazione della Commissione europea, Direzione Generale Politica regionale, contribuendo

ad organizzare uno dei seminari previsti, in collaborazione con altre nove regioni (Paca, Rhône-Alpes, Valle d’Aosta, Liguria, Catalonia,

Isole Baleari, Languedoc Roussillon, Midi-Pyrénées, Sud Transdanubio).

Sistema di monitoraggio

dei contributi

alle imprese locali

Partecipazione

agli Open Days 2010

La Regione Piemonte partecipa, inoltre, al REGLEG, rete di regioni europee con potere legislativo a cui aderiscono 73 Regioni appartenenti

a 8 nazioni (Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna).

134

Iniziative internazionali

Nell’ambito delle iniziative internazionali, le attività dell’anno 2010 si sono articolate lungo sei direttrici principali: interventi in

materia di relazioni internazionali, reti e partenariato, rapporti a carattere transfrontaliero, interventi di cooperazione allo sviluppo e

la solidarietà internazionale, ivi incluse le emergenze internazionali, interventi per la cooperazione in attuazione degli accordi interregionali

e internazionali, interventi in materia di sviluppo della competitività del sistema economico su scala internazionale, interventi

relativi all’emigrazione piemontese nel mondo.

Nel 2010 si è provveduto a finanziare: 11 domande relative al bando pubblico per l’assegnazione di contributi a favore di iniziative

per la creazione di professionalità e mestieri in Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa D’avorio, Mali, Mauritania, Niger, Senegal,

30 domande di contributo a favore di iniziative di cooperazione decentrata degli enti locali, 17 domande di contributo per il programma

di sicurezza alimentare e lotta alla povertà in Africa Sub-Sahariana, 14 domande di contributo per iniziative collegate

a gemellaggi tra comunità del Piemonte e comunità di Paesi Esteri, 40 domande di contributi a sostegno delle iniziative di sensibilizzazione

promosse dalle province piemontesi.

112 interventi finanziati

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ il piemonte per l’efficienza delle istituzioni


In relazione agli interventi in materia di relazioni internazionali, reti e partenariati, l’Ente ha promosso iniziative di cooperazione

territoriale e politiche di costruzione dell’Euroregione che vede nel Piemonte e nella PACA (Provenza – Alpi – Costa Azzurra) i due

pilastri fondanti, in quanto Autorità di gestione rispettivamente del programma di cooperazione trasfrontaliera Italia-Francia e del

programma di cooperazione trasnazionale MED. Entro quest’ultimo, ha assunto particolare rilievo il progetto europeo Medgovernance

nel quale la Regione Piemonte, insieme con Toscana, Lazio, PACA, Catalunya e Andalusia, ha dato vita alla Rete degli Istituti

Mediterranei (RIM), costituita dall’Institut de la Méditerranée, da Plural, dall’Istituto Piemontese Paralleli, dal Cespi, dalla Fundacion

Tres Culturas, dal MAEM-MEMA e dall’IEMED con l’obiettivo di costruire insieme politiche di cooperazione mediterranee.

In tema di interventi di cooperazione internazionale si rileva il Programma regionale di sicurezza alimentare e lotta alla

povertà in Africa Sub-Sahariana.

Altri importanti progetti quali il Progetto agro-zootecnico in Capo Verde e il progetto europeo Des Alpes au Sahel sono proseguiti.

Il primo si pone l’obiettivo di salvaguardia della produzione casearia tipica ed il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione

della zona, affrontando le problematiche legate alla crescita socio-culturale ed economica con l’apporto di una nuova

esperienza agro-industriale sostenibile in grado di dare prospettive durature grazie ad un accrescimento delle capacità tecniche e

gestionali degli allevatori locali. Il Progetto prevede un costo complessivo pari a 1,2 milioni di euro. Il Progetto europeo Des Alpes

au Sahel prevede la creazione di una rete transfrontaliera di scuole, parchi, città, organizzazioni non governative, per una educazione

scolastica che integri l’attenzione all’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile. Il progetto ha un valore complessivo di un

milione di euro, di cui il 75% finanziato dall’Unione Europea.

Il programma di sostegno alla cooperazione regionale finanziato dal Ministero degli Affari Esteri è un altro importante progetto

cui la Regione Piemonte ha dedicato parte dell’attività svolta nell’anno 2010. Le finalità ricercate prevedono come obiettivo generale

l’accrescimento delle competenze, delle capacità organizzative e gestionali e delle capacità di cooperazione istituzionale delle Regioni

nell’ambito dei processi di cooperazione decentrata, con riferimento e in coerenza con i nuovi strumenti europei per la promozione

della cooperazione di prossimità e decentrata. In particolare, sul progetto SEENET la Regione Piemonte è stata scelta come capofila per

le azioni Sviluppo del turismo culturale delle città di Mostar, Sarajevo e Skopje e Rafforzamento del sistema delle piccole

e medie imprese nei territori dei Cantoni di Zenica-Doboj ed Erzegovina. Il progetto prevede la gestione da parte della Regione

di un milione di euro, dei quali il 60% è cofinanziato dalla Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri.

Le relazioni tra le istituzioni di Belo Horizonte (Brasile) e quelle piemontesi hanno permesso la realizzazione dei progetti di scambio

di giovani studenti fra atenei del Minas e il Politecnico di Torino. Nel 2010, 15 studenti del Politecnico di Torino dei corsi di

ingegneria meccanica e chimica selezionati attraverso bando pubblico hanno seguito per circa un mese un percorso dedicato sul

tema dei biocombustibili, ideato e realizzato grazie alla collaborazione di quattro diverse realtà universitarie dello stato brasiliano. In

due di queste gli studenti hanno seguito lezioni in aula e in laboratorio mentre numerose visite ad impianti e laboratori di aziende li

porteranno a viaggiare sul territorio.

La cooperazione decentrata piemontese, iniziativa rivolta a promuovere lo sviluppo locale, la lotta alla povertà, la creazione di

strumenti di integrazione economica e sociale, a favorire l’instaurarsi di rapporti di partenariato tra le istituzioni del Piemonte e dei

Paesi coinvolti, ha condotto nel 2010 alla pubblicazione di bandi, per i quali sono pervenuti 52 progetti, di cui 30 finanziati per

720 mila euro.

Relazioni internazionali,

reti e partenariati

Cooperazione

internazionale

Cooperazione regionale

Scambi di studenti

universitari

Cooperazione decentrata

136

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ il piemonte per l’efficienza delle istituzioni


il piemonte

per l’efficienza

delle istituzioni

Efficienza organizzativa

Le risorse umane

del Consiglio regionale del Piemonte

364 dipendenti:

- 69% donne

- 31% uomini

Al 31 dicembre 2010 nella struttura che fa riferimento al Consiglio Regionale del

Piemonte lavoravano in tutto 364 dipendenti, per il 69% donne e per il 31% uomini.

La distribuzione per categoria pone in evidenza la maggiore presenza complessiva di

personale nella categoria funzionari (48%) seguita dalla categoria amministrativi (32%)

e dalla categoria esecutivi (16%). I dirigenti rappresentano il 4% dell’organigramma

complessivo (in numero assoluto 16 persone). Pur essendo le donne il 69% dei lavoratori,

la loro presenza fra i dirigenti si riduce a poco più di un terzo. I direttori del

Consiglio sono 3 donne e 1 uomo.

124

uomini

donne

78

personale per genere

e categoria

(consiglio) - 2010

10

6

49

36

17

40

dirigenti

funzionari

amministrativi

esecutivi

donne

251 69%

uomini

113 31%

personale

consiglio 2010

bilancio sociale 2010 regione piemonte

Fonte: dati Consiglio regionale del

Piemonte - rielaborazione IRES

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per l’efficienza

delle istituzioni

137


Per quanto riguarda l’età dei dipendenti si nota come oltre l’80% sia al di sotto dei 54 anni e come donne e uomini siano distribuiti

in modo maggiormente uniforme nelle classi di età, con eccezione della fascia fra i 45 e i 49 anni dove c’è un gap importante.

uomini

donne

l’età del personale

(consiglio) - 2010

70

60

50

40

30

20

10

0

fino a

19 anni

20-24

anni

25-29

anni

30-34

anni

35-39

anni

40-44

anni

45-49

anni

50-54

anni

55-59

anni

60-64

anni

65 anni

e oltre

Fonte: dati Consiglio regionale del Piemonte - rielaborazione IRES

Il livello di istruzione del personale appare piuttosto elevato, in relazione all’importante impegno nell’attività legislativa.

Complessivamente sono laureati il 33% dei dipendenti, diplomati il 46%, con adempimento della scuola dell’obbligo il 21%.

140

120

100

116

uomini

donne

80

60

40

60

52

44

75

20

titoli di studio

(consiglio) ᐅ 0

17

Scuola obbligo

Licenza media

superiore

Laurea

Fonte: dati Consiglio regionale del Piemonte - rielaborazione IRES

138

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ il piemonte per l’efficienza delle istituzioni


In Consiglio Regionale l’orario scelto dai dipendenti è di tipo full-time nel 94% dei casi, part-time nel restante 6%, in linea con le

percentuali della struttura della Giunta. Ad approfittare di questa modalità lavorativa sono soprattutto donne, in tutto 19.

uomini

250

200

232

donne

150

100

111

full-time e part-time

(consiglio) ᐅ

50

0

2 19

full-time

part-time

Fonte: dati Regione Piemonte - rielaborazione IRES

Un indicatore di conciliazione importante è il numero di giorni di assenza retribuita per maternità, congedo parentale e malattia dei

figli. Nel 2010 si sono registrati in tutto 1.692 giorni, dei quali il 90% attribuito a lavoratrici donne e il restante 10% a uomini.

Le risorse umane della Giunta Regionale

Al 31 dicembre 2010 nella struttura che fa riferimento alla Giunta della Regione Piemonte lavoravano in tutto 2.563 dipendenti, per

il 62% donne e per il 38% uomini.

La distribuzione per categoria pone in evidenza la maggiore presenza complessiva di personale nella categoria funzionari (58%) seguita

dalla categoria amministrativi (23%) e dalla categoria esecutivi (11%). I dirigenti rappresentano il 6% dell’organigramma complessivo

(in numero assoluto 153 persone). Pur essendo le donne il 62% dei lavoratori, la loro presenza fra i dirigenti si riduce ad un terzo.

Tra i 16 direttori regionali, 5 sono donne.

uomini

personale per genere

e categoria

(giunta) - 2010

100

53

dirigenti

648

833

funzionari

128

455

amministrativi

71

215

esecutivi

donne

13

32

collaboratori a

tempo determinato

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per l’efficienza

delle istituzioni

139


donne

1593 62%

uomini

970 38%

personale

giunta 2010

Fonte: dati Regione Piemonte -

rielaborazione IRES

Per quanto riguarda l’età dei dipendenti si nota come il 72% sia al di sotto dei 54 anni. Le donne paiono essere proporzionalmente

più giovani dei loro colleghi uomini: hanno infatti meno di 54 anni il 63% degli uomini e l’78% delle donne.

uomini

donne

450

400

350

300

250

200

150

l’età del personale

(giunta) - 2010

100

50

0

fino a

19 anni

20-24

anni

25-29

anni

30-34

anni

35-39

anni

40-44

anni

45-49

anni

50-54

anni

55-59

anni

60-64

anni

65 anni

e oltre

Fonte: dati Regione Piemonte - rielaborazione IRES

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ il piemonte per l’efficienza delle istituzioni


Il livello di istruzione del personale regionale appare piuttosto elevato, come d’altronde ci si può attendere in relazione all’importante

impegno nell’attività legislativa, programmatoria e amministrativa. Complessivamente sono laureati il 40% dei dipendenti,

diplomati il 38%, con adempimento della scuola dell’obbligo il 22%.

700

600

500

400

300

455

329

634

535

504

uomini

donne

200

100

titoli di studio

(giunta) ᐅ 0

106

Scuola obbligo

Licenza media

superiore

Laurea

Fonte: dati Regione Piemonte - rielaborazione IRES

In Regione Piemonte l’orario scelto dai dipendenti è di tipo full-time nel 91% dei casi, part-time nel restante 7%. Ad approfittare di

questa modalità lavorativa sono soprattutto donne, in tutto 141.

uomini

1600

1400

1452

donne

1200

1000

800

946

600

400

full-time e part-time

(giunta) ᐅ

200

0

24 141

full-time

part-time

Un indicatore di conciliazione importante è il numero di giorni di assenza retribuita per maternità, congedo parentale e

malattia dei figli. Nel 2010 si sono registrati in tutto 9.143 giorni, dei quali il 90% attribuito a lavoratrici donne e il restante 10 % a

uomini, in linea rispetto agli anni precedenti.

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per l’efficienza

delle istituzioni

141


Il Sistema Organizzazione interna riguarda la gestione complessiva delle strutture della Regione, la razionalizzazione delle procedure

organizzative del lavoro e la valorizzazione del patrimonio dell’Ente.

Il valore aggiunto relativo a quest’Area, nel 2010, è pari a 116 milioni di euro.

Il personale dedicato è così composto:

personale

dedicato

ORGANIZZAZIONE

INTERNA 570

142

La Regione Piemonte ricerca costantemente il miglioramento attraverso un uso più efficiente delle risorse, termine che

comprende differenti ambiti, non solo quello finanziario. Le risorse umane, quelle patrimoniali, i processi organizzativi, diventato il

fulcro su cui fare leva per una maggiore efficienza ed efficacia dell’agire istituzionale.

Per efficienza organizzativa all’interno della Regione Piemonte si intendono tutte le attività volte all’organizzazione complessiva

dell’Ente e delle relative strutture, lo studio e l’elaborazione dei sistemi e dei criteri di incentivazione del personale e di trattamento

accessorio e gestione del relativo sistema informativo, nonché la razionalizzazione delle procedure e organizzazione del lavoro, la

definizione delle metodologie ed analisi della produttività delle strutture e delle risorse umane, l’analisi ed organizzazione del patrimonio.

Le attività sono interdirezionali ed interistituzionali soprattutto riguardo alla predisposizione di atti di carattere generale in materia

di semplificazione amministrativa, al supporto agli Enti locali ed altre Amministrazioni per l’attuazione di interventi organizzativi.

Il lavoro svolto nel 2010 dalle strutture preposte all’organizzazione ed efficientamento del personale e del patrimonio è misurabile a

livello aggregato attraverso alcuni indicatori di risultato. Sono state assunte circa 1.300 determinazioni di spesa e circa 4.600 atti di

liquidazione, ottenendo economie per 16 milioni di euro, anche attraverso la riduzione dei residui passivi per l’effetto della razionalizzazione

effettuata.

Il sistema di valutazione si pone quale scopo primario l’orientamento della prestazione delle direzioni regionali verso il raggiungimento

degli obiettivi dell’Ente, in una logica di direzione per obiettivi, come metodo di gestione che lega il controllo direzionale alla

performance manageriale. La direzione per obiettivi è uno stile di direzione che attiva un processo per la definizione, da parte

dell’Amministrazione, degli obiettivi da raggiungere in un arco di tempo determinato, sulla base delle linee e dei piani programmatici

assegnati a centri di responsabilità individuati nelle singole direzioni regionali.

Le linee ispiratrici di tale sistema valutativo possono essere ricondotte essenzialmente ad alcuni valori posti alla base dell’agire regionale:

l’orientamento al risultato ed al miglioramento, lo sviluppo dell’empowerment, la cooperazione interfunzionale e l’orientamento

ai portatori d’interesse.

Lo strumento che la Regione Piemonte ha individuato viene definito Programma Operativo. Il modello garantisce univocità, uniformità

e omogeneità di trattamento per tutti i direttori regionali anche assicurando margini di flessibilità tali da poter rispondere alle

molteplici situazioni specifiche, ampliando quindi la possibilità di rappresentazione delle specificità proprie delle singole direzioni

regionali. In particolare per ogni direttore regionale vengono individuate due aree di valutazione e relativa ponderazione: alla prima

area, dedicata agli obiettivi, è attribuito un peso percentuale pari a 70, alla seconda area, legata alla percezione della qualità della

Valutazione dell’operato

dei direttori: un sistema

per promuovere

la direzione per obiettivi

Il programma operativo

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ il piemonte per l’efficienza delle istituzioni


prestazione, è attribuito un peso pari a 30. L’area “obiettivi” prevede la definizione e la valutazione di questi da parte dell’organo

politico, col supporto tecnico del Nucleo di Valutazione. Per rendere il modello il più possibile flessibile e personalizzato sulla realtà

operativa delle diverse strutture, vengono individuate tre tipologie di obiettivi: l’obiettivo collettivo, l’obiettivo di programmazione e

gli obiettivi specifici. L’area “qualità della prestazione” è valutata in base all’analisi di motivazione, capacità di adattamento ai

cambiamenti, senso di responsabilità, capacità d’innovazione, contributo all’integrazione con altre Strutture Organizzative, iniziativa,

capacità di direzione, capacità relazionali.

Nel 2010, il Programma Operativo e il sistema budgetario hanno subito un adeguamento, sia relativamente all’inserimento dell’obiettivo

collettivo, sia per quanto riguarda la metodologia di assegnazione delle risorse. L’obiettivo collettivo, considerato strategico e

strumentale al coinvolgimento operativo interdirezionale, è essenziale all’integrazione e cooperazione interfunzionale per il raggiungimento

di risultati complessi, anche in ottica di miglioramento delle performance e razionalizzazione delle attività. Circa la metodica

budgetaria di assegnazione della spesa, nel 2010 si è scelto di utilizzare l’assegnazione parziale delle risorse al fine di una migliore

gestione della spesa.

Formazione del personale

Servizio di consultazione

psicologica rivolto

al personale

Incentivi al personale per

l’utilizzo dei mezzi pubblici

Rilevazione dati e

controllo su aspettative,

permessi, assenze,

utilizzo di auto da parte

del personale

Esiste, altresì, in materia di “miglioramento dell’efficienza organizzativa”, il filone dedicato alla formazione del personale dell’Amministrazione

regionale. A riguardo, trova spazio lo sviluppo della procedura FORMA, un sistema informatizzato per la fruizione di eventi formativi da

parte dei dipendenti regionali, che permette una razionale gestione del loro debito formativo e pone a loro disposizione una comune piattaforma

interattiva per la condivisione delle informazioni, delle nozioni formative e delle documentazioni acquisite.

L’azione regionale dedicata al personale non si limita alla sfera formativa ed operativa, invero, nel 2010 ha continuato ad offrire sostegno

nella gestione delle difficoltà derivanti dalla gestione quotidiana del lavoro. Ci si riferisce, ad esempio, al servizio di consultazione

psicologica NOI+, il primo servizio con finalità di cura all’equilibrio psico-fisico delle risorse umane negli ambienti di lavoro.

Si persegue la convinzione che il benessere psicologico influisca positivamente sull’efficienza lavorativa del singolo dipendente. Nel

2010 stati effettuati 350 colloqui individuali, 531 interventi di accesso telefonico, 113 colloqui di tutoraggio, 89 consulenze ai dirigenti.

È continuata la campagna di incentivazione all’uso del mezzo pubblico. La facoltà di partecipare alla campagna di incentivazione

è estesa ai dipendenti, anche con rapporto di lavoro a tempo determinato, offrendo loro la possibilità di pagare solo parte del

costo dell’abbonamento annuale ai trasporti pubblici, risultando coperta la differenza da fondi regionali. Mettendo a confronto i dati

relativi alle campagne degli anni 2008, 2009, 2010 si nota come l’iniziativa abbia riscosso sempre maggiore intesse passando da

circa 1.160 fruitori nel 2008 a 1.375 nel 2010.

Migliore efficienza del personale vuol dire anche controllo ed è per questo che si sono programmate rilevazioni statistiche utili al

monitoraggio di eventi sensibili. In particolare nel 2010 si è proceduto alla rilevazione di permessi, aspettative sindacali e amministrative,

comunicazioni dei dati di adesione a scioperi proclamati per le amministrazioni del comparto, comunicazioni mensili relative ai

tassi di assenza, auto blu. Terminata la fase di rilevazione statistica, è subentrata la vera e propria attività di controllo in modo da

poter rilevare le anomalie più frequenti ed essere in grado di adottare opportune azioni correttive.

Nucleo per la

semplificazione normativa

ed amministrativa

Per quanto concerne l’altra grande macroarea, quella relativa alla ricerca di una maggiore efficienza, efficacia e trasparenza amministrativa,

di sicuro interesse sono le attività svolte dal Nucleo per la semplificazione normativa ed amministrativa (gruppo di

lavoro interdirezionale specificamente costituito per affrontare le tematiche della semplificazione), che ha provveduto, nel corso del

2010, al censimento dei procedimenti di competenza regionale gestiti da ogni singola direzione la cui durata non risultava prefissata,

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ relazione sociale ❘ il piemonte per l’efficienza

delle istituzioni

143


anche in considerazione dalle recenti modifiche normative che hanno portato a 30 giorni il termine ordinario per la conclusione dei

procedimenti amministrativi. Sono stati in conseguenza identificati 764 procedimenti per i quali è stato formalmente fissato il termine

massimo, unitamente alla raccomandazione agli uffici competenti ad un’appropriata riduzione dei tempi ordinariamente impiegati.

Nella stessa area di intervento si inserisce il progetto riguardante il Bollettino Ufficiale. Questo è lo strumento esclusivo di comunicazione

istituzionale e di pubblicità legale della Regione Piemonte ed è rivolto ai cittadini, alle imprese e ai professionisti che, a

diverso titolo, hanno interesse a consultare la documentazione ufficiale. Il progetto riguarda l’adozione di una forma di pubblicazione

esclusivamente elettronica, con conseguente completo abbandono della forma cartacea. Le finalità progettuali ricercate non sono

solamente di parallelismo con l’edizione cartacea. Il progetto, oltre alle chiare finalità ecologiche, comporta un risparmio annuo: la

pubblicazione cartacea costa 600 mila euro annui, oltre ai costi di spedizione. Peraltro, dal punto di vista funzionale, i cittadini sono

posti immediatamente in grado di consultare la pubblicazione e possono usufruire di servizi aggiuntivi, quale l’invio automatico per

posta elettronica degli atti relativi a una determinata materia e la comunicazione on line dell’avvenuta pubblicazione di un supplemento.

Il progetto ha preso l’avvio operativo nell’ottobre 2010.

L’Amministrazione regionale nel 2010 ha portato ad una consistente riduzione della spesa anche nell’ambito della gestione patrimoniale.

Si pensi alla razionalizzazione delle Sedi decentrate in particolare per quelle site nella Provincia di Cuneo, il cui completamento

(ipotizzato per la prima metà del 2011) porterà un risparmio quantificabile di circa 87.000 euro per i canoni di locazione.

Altro considerevole intervento deriva dall’attività negoziale e contrattuale relativa alla gara per la realizzazione del nuovo complesso

amministrativo e istituzionale della Regione Piemonte. La formula giuridica scelta, il leasing in costruendo, prevede che

tutti i costi siano a carico degli studi professionali e delle imprese incaricate della costruzione dell’opera e che, solo a consegna avvenuta,

l’Ente paghi per un trentennio un canone di leasing, acquisendo la proprietà dell’immobile al termine del periodo di corresponsione.

In base alle previsioni, la nuova collocazione sarà più efficiente e funzionale rispetto alle esigenze organizzative regionali,

ad un costo analogo o inferiore a quello attualmente affrontato per i canoni di locazione che verrebbero meno al trasferimento nella

nuova sede.

Bollettino Ufficiale:

superamento dell’edizione

cartacea

Razionalizzazione

delle sedi decentrate

Verso la nuova sede della

Regione: più efficienza

e funzionalità a costi

analoghi o inferiori

144

bilancio sociale 2010 Regione Piemonte ❘ il piemonte per l’efficienza delle istituzioni


validazione professionale

di processo

Il Bilancio Sociale 2010 della Regione Piemonte è esito di un processo interno finalizzato al miglioramento continuo del sistema

di rendicontazione.

Elemento di significativa innovazione è la sistematizzazione della raccolta, analisi, rappresentazione dei dati e delle attività in una

logica di consapevolezza e crescente coinvolgimento delle strutture organizzative.

Altresì si è consolidato il riferimento al “Metodo Piemonte” quale strumento funzionale al confronto tecnico e alla condivisione

interna delle dinamiche di processo di comunicazione sociale.

La verifica del processo di realizzazione del bilancio sociale è stata effettuata mediante un costante confronto professionale finalizzato

al giudizio di conformità e ai seguenti requisiti di correttezza procedurale riferiti al ciclo di Amministrazione Razionale:

Pianificazione Gestione Controllo Implementazione

Chiarezza Accuratezza Coerenza Esistenza

Razionalità Compiutezza Conformità

Completezza Precisione e logicità Neutralità

Conformità Effettività Completezza

Ragionevolezza Integrazione Rispondenza

Completezza

Trasparenza

Adeguatezza

Condivisione

Il Gruppo di validazione ha seguito ciascuna fase operativa utilizzando il confronto dialettico nelle scelte metodologiche e nella verifica

gestionale nonché la collaborazione professionale nell’ideazione di idonei strumenti di rilevazione e di analisi dei processi gestionali.

In aderenza alle verifiche di processo attuate, riteniamo che, nel suo complesso, il Bilancio Sociale 2010 della Regione Piemonte

sia stato realizzato in modo coerente con gli assunti dichiarati nella Nota metodologica, sia esito di processi gestionali adeguati,

e risulti conforme ai principi metodologici ritenuti necessari a un giudizio positivo di validità di processo.

Per il Gruppo Metodo Piemonte in materia di Bilancio Sociale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Ivrea

- Pinerolo - Torino:

Davide Barberis

Giuseppe Chiappero

Maria Carmela Scandizzo

Margherita Spaini

bilancio sociale 2010 regione piemonte

❘ validazione professio nale di processo

145


Regione Piemonte - febbraio 2012


UNIVERSITA’

DEGLI STUDI DI TORINO

Facoltà di Economia

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