5 Giugno 2013 - Ministero della Salute

salute.gov.it

5 Giugno 2013 - Ministero della Salute

5 Giugno 2013

05/06/13 Oggi

Staminali, l'odissea di Daniele

Cenni Rita

05/06/13 Sienafree.it

A Siena doppio trapianto di rene in modalità ''altruistica'', il primo in Italia

05/06/13 Corrierenazionale.it

Siena, doppio trapianto di rene

05/06/13 Corriere.it

Christian ha vinto: il Tribunale dice sì

04/06/13 Ilsecoloxix.it

Trapianti, «non ci sono i soldi»

Guido Filippi

04/06/13 Repubblica

Staminali. Rigenerare il rene, svolta italiana due strade e corsa contro il tempo

D'Amico Arnaldo

04/06/13 Nuova Venezia-Mattino di Padova-Tribuna di Treviso

Coletto: costi standard anti-sprechi per la sanità

Zanardi Silvia

04/06/13 Repubblica

Dobbiamo cambiare le regole

Veronesi Umberto


04/06/13 Stampa

Il decalogo di Veronesi "La cura non sia lotteria e solo stanze singole"

Ricotta Vozza Sara

04/06/13 Sole 24 Ore Sanita'

Le ultime terapie per Parkinson e psoriasi

Ro.M.

01/06/13 Quotidianosanita.it

Malattie renali. The Lancet individua la priorità: diminuire il divario tra ricchi e

poveri

20/05/13 Panorama della Sanità

La scienza vince, la scienza perde


Lettori: 3.216.000

Diffusione: 438.942

Dir. Resp.: Umberto Brindani

05-GIU-2013

da pag. 63


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A Siena doppioo trapianto

di rene inn modalità

''altruistica'', il primo

in Italia

Effettuato

a Siena, all’ospedale dellee Scotte dell’Azien

da ospedaliero-universitariaa

senese, un doppioo trapianto di rene in modalità cross over “altruistica” tra due

coppie di coniugi. E’ il primo casoo in Italia. In pratica, una coppia che avevaa

comunque compatibilità per donazione diretta tra moglie e marito ha scambiato il

rene con

un’altraa coppia, nella quale invece non c’ era compatibilità,

solo per

altruismo. La seconda coppia ha quindi finalmente trovato la compatibilità che

non aveva direttamente. La prima invece ha

migliorato la differenza di età tra

donatore

e ricevente.

Il singolare caso si è verificato all’ospedale Santa Maria alle Scotte, grazie

all’ottimoo lavoro effettuato dal team

di Chirurgia dei Trapianti T di Rene, diretta dal

professor Mario Carmellini, insieme al reparto di Nefrologia, Dialisi e Trapianto,

diretto dal dottor Guido Garosi, all’ ’équipe anestesiologica e a tutto il personale

e

del blocco operatorio. “Mi congratulo

o con tutto il team

che ha effettuato

il doppioo

trapianto

– è il commento

dell’assessore al diritto allaa salute Luigi Marroni – Ma

prima di

tutto voglio congratularmi con le due coppie di coniugi, che hanno

aggiunto

un valore ancora maggioree a un gesto già da sé generoso come quello

della donazione”.

“Si trattaa del primo caso italiano i di donazione altruistica – spiega Carmellini –

dove la prima coppia, con un minimoo vantaggio, fa un grosso favore alla seconda,

modalità abbastanza diffusa negli USA ma mai applicata in Italia”. I complessi

interventi sono stati effettuati attivando in contemporanea tre sale operatorie. Le

riceventi sono due

donne, una della provincia

di Perugia e l’altraa della provincia di

Napoli. “Altra particolarità

legata al caso – aggiunge il chirurgo Andrea Collini – è

che una delle due coppie ha rifiutatoo ogni trattamento

emotrasfusionale

e, quindi,

per consentire un maggiore risparmio di sangue, abbiamo eseguito, per

la prima

volta a Siena, un prelievo renale con il robot Da Vinci, in collaborazione con il

dottor Stefano Signori dell’UO Chirurgia Generale e Trapianti della AOU Pisana”.


I donatori hanno avuto una breve degenza, le trapiantate sono state dimesse una

dopo due settimane e una a distanza di un mese. “L’assistenza prima e dopo il

trapianto – conclude Garosi – è fondamentale per la corretta riuscita degli

interventi e ringrazio quindi tutto lo staff multidisciplinare che ci ha permesso di

raggiungere questo bel risultato. In Italia, sino ad ora, i trapianti cross over

tradizionali sono stati realizzati solo a Siena e a Pisa”.

Mercoledì 05 Giugno 2013

Sienafree.it


Siena, doppio trapianto di

rene

Effettuato tra due coppie di coniugi, primo caso in Italia

Firenze - Effettuato a Siena, al policlinico delle Scotte dell’Azienda ospedaliero-

universitaria, un doppio trapianto di rene in modalità cross c overr altruistica tra due

coppie di coniugi. È il primo casoo in Italia. In pratica, una coppia che avevaa

comunque compatibilità per donazione diretta tra moglie e marito ha scambiato il

rene con

un’altraa coppia, nella quale invece non c’ era compatibilità,

solo per

altruismo. La seconda coppia ha quindi finalmente trovato la compatibilità che

non aveva direttamente. La prima invece ha

migliorato la differenza di età tra

donatore

e ricevente. Il singolare caso si è verificato all’ospedaa

ale Santa Maria alle

Scotte, grazie all’ ottimo lavoro effettuato dal team di Chirurgia dei Trapianti di

Rene, diretta dal professor Mario Carmellini, insieme al reparto di Nefrologia,

Dialisi e Trapianto, diretto dal dottor Guido Garosi, all’equipe anestesiologica e a

tutto il personale del blocco operatorio. “Mi congratulo con tutto il team che ha

effettuato

il doppio trapianto - è il commento dell’assessore regionale

al diritto

alla salute Luigi Marroni - Ma prima di tutto voglio congratularmi con le due

coppie di coniugi,

che hanno aggiunto un valore ancora maggiore a un gesto già

da sé generoso come quello

della donazione”.

Mercoledì, 05 Giugno 2013

Corrierenazionale.

.it


Christian ha vinto: il

Tribunale

dice sì

Bimbo affetto da Sma

si curerà

con staminali

I giudici: potrà curarsi all' 'ospedale di Brescia Nel dispositivoo

richiamati i principi della Costituzione

SALERNO

- Christian, il bambino di venti mesi di Serre affetto da una grave forma

di Sma (atrofia muscolare

spinale), potrà curarsi a Brescia sottoponendosi a una

terapia con le staminali. Il Tribunalee di Salerno ha autorizzato

la procedura dopoo

la richiesta avanzata dai genitori del piccolo,

Pasqualee e Nadiaa Quagliano, che si

sono rivolti agli avvocati Franco Cardiello e Carmine D'Andreaa per presentare il

ricorso. I giudici hanno dato l'ok all'infusione di cellule staminali seguendo il

metodo Vannoni ( il presidente della Stamina Foundatio

on che ha introdotto in Italiaa

questo tipo di terapia in uso in altre parti del mondo) e nel dispositivo hanno

richiamato i principi

della

Costituzione:

diritto alla salute

e principio

dell'eguaglianza

sostanziale. Le liste d'attesa, all'ospedale

di Brescia, sonoo

comunque lunghe. Nel frattempo il piccolo è seguito all Gemelli di Roma e al Sapre

di Milano.

LA MAMMA- «La Sma - ha

scritto Nadia Quagliano su s Facebook - ti cambia: ti

cambia il pensiero, le abitudini, l’umore, i rapporti tra marito-moglie,

il tutto al meglio, ti va

benino e sopravvivi. Io però non sono molto brava in questo. L’unico mio

desiderio

è che presto arrivi una cura per Christian e per tutti gli altri bimbi affetti

da questa tremenda malattia .per farci riprendere inn mano la nostra vita, per

vivere i miei 23 anni e per permettere a mio figlio di vivere l’infanzia che merita

giocandoo spensierato come

tutti i bimbi. La nostra speranza è nella ricerca».

i rapporti

interpersonali. Se hai il sangue freddo da riuscire a gestire 05 giugno 2013

Corriere. it


Trapianti,

«non

ci sono i soldi»

Genova - «Riaprire il centro trapianti di fegato è nei nostri progetti,

ma sonoo

necessari 2 milioni e 600 mila euro e, siccome non ci sono, s nonn si può partire». Il

direttore generalee del San Martino Ist Mauro Barabino rispondee alla domanda del

vicepresidente della commissione Salute Matteo Rosso (Pdl), durante la riunione in

Regione sulla nuova organizzazionee dell’ospedale, saa benissimo che il tema ha

scatenato

polemiche, ma non può far finta di niente.

Il centro trapianti del Monoblocco,

fondato da Umberto Valente e per trent’annit

faro del San Martino, è chiuso da quasi due anni,raso al a suolo dalle guerre internee

con tanto di intervento della procura della Repubblica. Ora funzionano solo i

trapianti di rene (diretti da

Iris Fontana), mentre per quanto riguarda il fegato è

stato predisposto

un progetto ambizioso: la direzione

dovrebbee essere affidata al

chirurgo Enzo Andorno - nemico giurato di Valente - che si agita da mesi per

occupare

il posto, ma è stato contattato anche un chirurgo c toscano, pronto a

trasferirsi a Genova. Ora, però, nonn si fa niente e Barabino è stato categorico:

«senza soldi nonn riapre e siccome non è il momento di battere cassa, ne

riparleremo più avanti».

L’assessore Claudio Montaldo ascolta, non si scompone più di tanto

e cerca

addolcire

la pillola: «Aspettiamo chee ci sia il riparto del fondo sanitario

nazionale

e poi vediamo cosa si potrà

fare». Ma l’aria che tira a Roma non è favorevole allaa

Liguria e non c’è da farsi illusioni e se ne sono resii conto anche i sindacalisti

medici, ascoltati ieri in Regione.

Guido Filippi

04 giugno 2013

Ilsecoloxix.it


Lettori: 3.008.000

Diffusione: 431.913

Dir. Resp.: Ezio Mauro

04-GIU-2013

da pag. 40


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04-GIU-2013

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Dir. Resp.: Ezio Mauro

04-GIU-2013

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Dir. Resp.: Antonio Ramenghi

04-GIU-2013

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Dir. Resp.: Ezio Mauro

04-GIU-2013

da pag. 20


Lettori: 1.667.000

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Dir. Resp.: Mario Calabresi

04-GIU-2013

da pag. 21


Lettori: 1.667.000

Diffusione: 271.803

Dir. Resp.: Mario Calabresi

04-GIU-2013

da pag. 21


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Dir. Resp.: Roberto Napoletano

04-GIU-2013

da pag. 8


Malattie

renali. The

Lancett

priorità: diminuire il divario tra

individua

la

ricchi e poveri

Le malattie renali acute e croniche non trovano cure adeguate nei paesi più

poveri, mentre sono prevenibili o curabili in quelli più p ricchi. i. L’allarme arrivaa

dalla rivista inglese proprio contemporaneamente

al Congresso Mondiale di

Nefrologia 2013, in corso a Hong Kong.

01 GIU - L’allarme

è lanciato dalle pagine di The Lancet, proprioo in concomitanzaa

con lavori Congresso Mondiale di Nefrologia 2013 in corso in questi giorni a Hong

Kong: se

le malattie renali acute e croniche

nei Paesi ricchi sono prevenibili o

curabili, in quelli in via di sviluppo non trovano cure adeguate, con implicazioni

importanti sulla salute pubblica mondiale. La

prestigiosa rivistaa inglese ha infatti

pubblicato un numero speciale interamente dedicato all tema.

Le priorità per i prossimi dieci anni consistono proprio nel ridurre le cause del

danno renale acuto nei Paesi a basso reddito, evitando così di dover ricorrere a

trattamenti costosi e nel promuove

ere terapie sostitutive sostenibili in grado di

salvare la vita dei pazienti con insufficienza

renale. "La comunità dei nefrologi

deve impegnarsi

per ridurre il divario tra queste regioni", affermano

gli autori

dello speciale di Lancet tra

cui Giuseppe Remuzzi, Direttore del Dipartimento di

Dialisi e Trapianto

dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII e Coordinatore dellee Ricerchee

dell’Istituto Mario Negri di Bergamo.

A questo

scopo è necessario sostenere su scala nazionale e regionale e con

l’appoggio di tutta la comunità biomedica l’accesso a terapie renali sostitutive e

attuare programmi per il trattamentoo delle malattie renali croniche. "Nel prossimoo

decennio

nuovi ed entusiasmanti sviluppi nei campi della farmacologia, della

genetica o della bioingegneria potranno aprire la strada a unaa nuova era per la

diagnosi e la terapia delle malattie renali, ma

questi passi p avanti devonoo arrivare

al maggior numero possibile di pazienti", ha aggiunto a lo scienziato. È

fondamentale perciò promuovere

iniziative

come ad esempio

i centri di


telemedicina che, utilizzando reti mobili, permettano ai pazienti che risiedono in

zone rurali di essere seguiti a distanza da centri specializzati.

A livello globale sono inoltre essenziali programmi di screening per combattere

l'impatto delle malattie renali croniche, azioni di promozione della salute

materno-infantile e di prevenzione e trattamento delle malattie curabili. "Abbiamo

bisogno di sviluppare nuovi farmaci per le malattie renali e di trovare nuove

metodologie di diagnosi e trattamento per quelle di carattere ereditario",

concludono gli autori. Anche l’utilizzo di metodiche di bioingegneria per la

riparazione dei tessuti danneggiati e per la generazione di nuovi organi è

importante, ma ci vorrà ancora un decennio o poco più perché queste tecniche

siano utilizzabili.

01 giugno 2013

Quotidianosanita.it


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Panorama della Sanità

20-MAG-2013

da pag. 3

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