ANNO 3 n. 2 marzo aprile 2012 - Ospedale San Carlo Borromeo

sancarlo.mi.it

ANNO 3 n. 2 marzo aprile 2012 - Ospedale San Carlo Borromeo

Ins erire qui il mess aggio. Non s uper are l e due o tre frasi.

Bambini

al centro

del nostro agire

storie

Scopriamo il mondo

Anno 3, numero 2, marzo/aprile 2012

cani,

gatti...

Il giornalino bimestrale a cura dei bambini della

Pediatria dell’Ospedale San Carlo Borromeo

di Milano.

a proposito

di cucina ...

1


CARI LETTORI

Cari lettori,

il tempo scorre veloce e gli appuntamenti

si susseguono intensamente. Le settimane

di tirocinio quest’anno hanno arricchito

la Pediatria di entusiasmo e

nuove attività. Abbiamo partecipato al

convegno sulla clown terapia con il

“Dottor Sorriso”, abbiamo sperimentato

la musico-terapia con i Maestri di AllegroModerato,

abbiamo partecipato a

“I giovani per i giovani” a sostegno

dell’handicap e delle disabilità, abbiamo

arricchito di nuovi colori i corridoi della

Pediatria e dell’ambulatorio.

Un gruppo di ragazzi ha assistito a una

risonanza magnetica funzionale, per

poter scrivere un articolo per il concorso

di giornalismo a cui partecipiamo.

Abbiamo ricevuto ancora libri

dall’associazione Sobjective e giochi dalla

Croce Bianca per i pazienti del reparto.

Il 12 maggio ci sarà un evento speciale:

alle ore 18 nella chiesa Santa Maria Annunciata

dell’Ospedale si terrà il concerto

dell’Orchestra Sinfonica AllegroModerato,

composta da musicisti disabili e

musicisti professionisti.

Siete tutti invitati!

Buona lettura!

Alessandra

La parola a…

Fin da quando mi ricordo, il mio sogno è sempre stato quello di essere “la

dottoressa dei bambini che stanno male” e, dopo una strada lunga e a volte

in salita, è da più di dieci anni, ma sembra ieri, che svolgo la mia professione

presso il reparto di pediatria dell’Ospedale San Carlo Borromeo.

A volte la fatica e lo stress della giornata lavorativa mi fanno pensare

“perché ho scelto proprio questa professione?”, ma mi basta osservare il sorriso

e la vivacità di un bambino che grazie al mio contributo, oltre a quello

delle persone che lavorano con me, a cui va sempre la mia stima, ha ritrovato

la serenità e la salute per essere felice.

2


Come una collega ha scritto prima di me in queste pagine che essere pediatri

è un privilegio, io condivido perfettamente questo pensiero con lei.

E’ un privilegio perché non solo si ha la possibilità di mettere a disposizione

il proprio sapere e la propria esperienza per aiutare i nostri pazienti a stare

meglio, ma possiamo prenderci cura di loro affiancando i genitori nella lunga

strada per garantire il benessere non solo fisico, ma anche psichico dei

propri figli.

Poche parole, magari anche un poco retoriche per far capire come vedo e vivo la

mia professione che nonostante tanti sbuffi e fatiche non cambierei per nulla

al mondo.

Dottoressa Monica Tonella

Dedicato a…

“Oh com’è bello passeggiar con Miki”, al San Carlo tu lo puoi incontrare

e con lui facilmente parlare!

E’ un dottore tutto fare e non smette mai di studiare.

Con i bambini vuol comunicare,

ma in cardiologia preferisce stare.

Ogni mattina appena arriviamo in corsia lo incontriamo,

mentre assiste i piccoli pazienti

che sono spesso molto sorridenti.

E’ un simpatico dottore che ti mette il buon umore

Bello, colto e interessante con la moto super fiammante,

il medico di base vuol diventare

e se ne avrai bisogno da lui potrai andare.

E’ anche un bravo musicista,

infatti uno dei suoi sogni era diventare chitarrista.

A lui i gatti piaccion molto

e nella sua casa uno ne ha accolto.

Sono vivaci e assai carini

e piacciono molto a tutti i bambini.

Marta, Ale, Sara, Elena, Simo, Alice, Elena, Laura

3


• Lettere da ...

• Le storie di ...

• Un angolo di poesia

• Scopriamo il mondo: Messico

SOMMARIO

• Concorsi ...

• A proposito di cucina ...

• Evviva le rime!

• Abio news!

Divertiti

e colora i personaggi

di questo giornalino

• Cani, gatti e c.

• La parola a ...

• Giochi: ora tocca a te

4


Un Dottore che mi ha aiutato …

In Ospedale ho conosciuto un Dottore molto simpatico.

Quando passava nel corridoio del reparto veniva sempre a salutarmi.

Adesso sono in corridoio e mi ha appena fatto fare un giro su me stessa, con la carrozzina!

Quando ero al Pronto Soccorso in barella mi ha detto:

“Se qualcuno non sa fare la Bilman, non c’è niente da fare!” .

La Bilman è un passo che si esegue nel pattinaggio artistico.

Mi sono sorpresa e ho scoperto che anche lui pattinava all’Agorà,

dove vado anch’io.

Sapere che con il Dottor Zamana si può parlare tranquillamente

e trovare un’intesa anche sugli incidenti del mestiere,

mi ha aiutato davvero molto.

Grazie per le attenzioni che ho ricevuto.

Alessandra D. M. (12 anni)

Grazie

Sono la mamma di Giacomo B.: da un’esperienza inaspettata, improvvisa e non certo gradevole,

ho imparato a fidarmi. Per una mamma, non è certo facile, ma già al P.S., cosa inusuale,

la gentilezza e la professionalità dei medici e degli infermieri, mi hanno dato coraggio e

speranza, che sono riuscita a trasmettere

al mio bambino per affrontare la “sala operatoria”.

Un sentito GRAZIE al Dottor

Perilli per la grande sensibilità, dolcezza e

professionalità soprattutto nel nostro caso,

impossibilitati a contattare il papà, perchè

in volo per la Cina, prima di entrare in

sala operatoria, proprio quando si ha tanto

bisogno di sentirsi protetti e amati.

Io e Giacomo, accompagnati dal Dottor

Perilli, abbiamo affrontato, in piena notte,

la nostra avventura, sicuri che tutto sarebbe

andato bene.

Grazie, grazie

LETTERE da ...

Antonia Bozzi

5


Una storia per….

LE STORIE di ...

Ciao, sono Giacomo. Mentre aspettavo di essere operato mi è venuta in mente questa storiella.

Lo sapevate che tanto tempo fa, in un paesino nei pressi di un magnifico bosco, gli uomini

erano trattati come animali e gli animali a loro volta comandavano gli uomini?

Un giorno il Ministro Cagnolini, sindaco e giudice della piccola cittadina, si svegliò con la

luna storta e mandò a chiamare la capretta Montanara. Le disse di portare da lui la tribù

dei Gattini Gatteschi, una ciurma che viveva in periferia della piccola città.

In men che non si dica i gatti si presentarono dal Ministro Cagnolini. Egli disse loro che il

giorno dopo avrebbe voluto tutti gli uomini davanti al suo enorme palazzo per decorarlo.

I gatti andarono a cercare gli uomini, tranne uno. Il gattino rimasto si chiamava John. Si

avvicinò al Sindaco e gli disse: ”Scusi, io non sarei d’accordo sul fatto di rendere gli uomini

schiavi”. Il Ministro un po’ scocciato rispose: “Domani chiameremo gli abitanti che discuteranno

sull’argomento”.

Allora John ritornò a casa e si addormentò. L’indomani iniziò il Ministro Cagnolini con il

suo discorso, ma non ci furono molti

applausi. Poi fu il turno di John

che iniziò a spiegare il motivo per il

quale non era d’accordo con il Sindaco:

“ogni essere vivente è degno

di rispetto”.

Alla fine per un voto vinse John ed

ecco perché oggi gli uomini accudiscono

gli animali.

Questa storia la dedico a tutti i

bambini malati, ai quali auguro di

guarire presto.

Giacomo B. (10 anni)

Filastrocca improvvisata

Ai Dottori che con grande simpatia,

hanno fatto sì che il tempo scorresse via.

Ogni sorriso è stato gradito,

anche quando ero intontito.

Mamma e papà mi stavano aspettando,

mentre voi mi stavate operando.

E ora che son qui sereno,

vi mando un saluto sincero!

mamma Laura e Gabry (2 anni e mezzo)

6


Una amicizia in Ospedale

Era un lunedì come tanti, ma qualcosa di inaspettato stava per accadere.

Tra due ragazze di 13 anni stava per nascere un’amicizia, in una circostanza un po’ avversa.

Veronica e Gabriela, sono state ricoverate per due ragioni diverse, però tra loro si instaurò

un rapporto di vera complicità. Purtroppo Veronica era sulla sedia a rotelle poiché,

pochi giorni prima era stata investita procurandosi fratture multiple a braccia e gambe,

per questo Gabriela, nonostante la sua convalescenza, le faceva da assistente per tutto il

tempo.

Le due ragazze passavano le giornate a chiacchierare, spettegolare e a farsi coccolare

dalle loro mamme. Un pomeriggio, mentre i parenti si stavano dando il cambio, i loro lettini

iniziarono a tremare e le due si scambiarono uno sguardo complice di paura. Non realizzavano

che cosa stesse accadendo ma, non appena la lampada da camera iniziò a barcollare

e le luci ad accendersi e spegnersi, Gabriela capì immediatamente quello che stava succedendo

e non perse neppure un altro secondo. Con aria spaventata, ma sicura di ciò che

doveva fare, si alzò in piedi e, non facendo caso alla sua cagionevole salute, prese la carrozzella

e la mise vicino al letto di Veronica. Guardandola negli occhi, nel giro di pochi

istanti la tranquillizzò e le fece capire che era necessario alzarsi dal letto e uscire dalla

stanza, mentre le altre infermiere erano impegnate a dare ancora l’avviso al reparto.

Con forze che neanche Gabriela sapeva di avere ancora, aiutò la poverina a scendere dal

letto per mettersi in “carrozza” e subito andarono fuori dalla stanza. Le infermiere arrivarono

immediatamente e rimasero meravigliate da come la solidarietà tra queste due ragazze

avesse spinto Gabriela a prendersi cura di un’amica “invalida”.

Senza perdere più temo le infermiere presero i bambini del reparto, comprese le 2 ragazze

che non si lasciavano mai la mano, ed evacuarono l’ospedale.

Arrivati tutti in giardino cercarono con sguardi persi volti conosciuti, ma soprattutto

quelli di mamma e papà. Gabriela riconobbe da lontano la madre di Veronica, che disperatamente

cercava la sua bambina; a questo punto Gabriela le andò incontro e la portò verso

sua figlia. La sua mamma tardava ancora ad arrivare e la piccola Gabriela iniziò a preoccuparsi.

Veronica e la madre restarono insieme a lei per tutto il tempo ma, appena il

pericolo del terremoto fu scampato, i responsabili della sicurezza fecero rientrare tutti

nei propri reparti. Gabriela però era molto preoccupata, poiché non sapeva dove fosse la

sua mamma. Non poteva pensare che si sarebbe potuta dimenticare di lei, ma sarebbe stato

ancora peggio se le fosse accaduto qualcosa. Rientrata nella propria stanza iniziò a

tenere sotto controllo il telefono, sperando in una sua chiamata, ma proprio quando ormai

aveva perso le speranze ecco apparire la signora sulla soglia della camera, che corse

subito verso la figliola e iniziò a spiegare a lei e ai presenti la causa del suo ritardo.

Mentre si accingeva all’ospedale la strada che aveva intrapreso era stata bloccata da un

tronco caduto a causa del terremoto e, quindi, era stata costretta ad aspettare che i

pompieri liberassero il passaggio. Così, sventato il pericolo, Veronica e Gabriela si accorsero

ancora di più dell’importanza dell’una e dell’altra e si promisero che, una volta guarite,

si sarebbero incontrate nuovamente per ridere di nuovo insieme, ma non in ospedale.

LE STORIE di ...

Gabriela Di Stefano (11 ANNI ) E Veronica Infantino (16 ANNI)

7


LE STORIE di ...

ARTEM

Mi chiamo Artem, ho 10 anni, sono nato in Ucraina, in ospedale. Sono stato in due istituti:

il primo era pieno di giochi e di bambini con cui giocavo. C’erano delle signore che ci venivano

a prendere mano, mano e ci portavano con una grande macchina in un altro istituto.

Avevo 4 anni. In questo nuovo luogo mi piaceva molto uscire nel parco, in realtà era un

grande bosco. Era molto bello perché c’erano gli animali: io ho visto tre lupi. D’inverno u-

scivamo a fare i pupazzi di neve o a giocare con le slitte. In quell’istituto c’era una stanza

dove si faceva lezione. Dormivamo tutti insieme in una grande stanza, ognuno aveva il suo

pupazzo “personale”. Il mio era un canguro. Poi durante l’estate, nel mese di luglio, andai in

un istituto per trascorrere le vacanze. Questo luogo faceva paura, perché era molto grande

e buio. Una notte è caduto accanto a me l’armadio e poi ho sentito delle risate.

Un giorno, mentre stavo giocando in camera, una signora mi ha detto “Artem, hai una visita”,

ho sbattuto contro il letto per l’emozione. ”Uno in meno” ha detto ancora la signora.

Ho sentito il suono del campanello e il mio cuore batteva forte, molto forte: aspettavo da

tanto e finalmente il campanello era suonato anche per me! Ero molto, ma molto felice.

Siamo andati con mamma e papà a mangiare un gelato, poi nei giorni seguenti la Signora

Svieta, che lavorava in questo istituto, ci ha ospitato a casa sua, così ci siamo conosciuti

meglio.

E’ arrivato quindi il giorno della partenza. Non vedevo l’ora di prendere l’aereo. Pensavo di

fare solo un viaggio e invece prima da Kiev sono volato a Vienna e poi da lì, dove ho atteso

ore interminabili, a Milano. Mi sentivo molto felice di stare con mamma e papà.

All’aeroporto ci sono venuti a prendere gli zii e mio cugino, a cui ho dato subito la mano.

A casa ho trovato i palloncini e una tavola piena di cibo. Dopo una settimana siamo andati

a Napoli dai nonni, che mi hanno preparato una bellissima festa a sorpresa.

E così è iniziata la vita con la mia famiglia.

Sono felice di essere qui.

Il mio canguro è rimasto in istituto, l’ho regalato a un altro bambino.

Artem (10 anni)

La mia storia

Tutto è iniziato con il sogno di fare goal. Mentre stavo per realizzare il mio desiderio ecco

che il portiere mi ha dato un forte calcio alla gamba e ho sentito un rumore come se qualcosa

si fosse rotto. All’inizio non ho sentito dolore, ma dopo, accorgendomi del danno alla

gamba, l’unica cosa che desideravo era stringere la mano a mio padre per essere rassicurato.

Così, martedì 8 febbraio, sono stato ricoverato al San Carlo. Quando mi hanno ingessato la

gamba ho sentito un po’ di dolore e dallo spavento dicevo che non avrei mai più potuto giocare

a calcio, ma poi, dopo l’incoraggiamento del mio mister, ero in uno stato d’indecisione.

I medici hanno un po’ infranto le mie speranze dicendo che non potrò scendere in campo

prima di due anni … ma sapete cosa vi dico?

Aspetterò impaziente questi due anni e non mollerò: nulla potrà fermarmi.

Giuseppe l. N. maggio 95

8


Vacanza in Bangladesh

Quando avevo quatro anni sono andata in Bangladesh e

la cosa che mi è piaciuta di più è stata quando sono andata

al mare nel mese di dicembre e ho fatto il bagno.

Con il mio papà ho fatto dei giri sul quad sulla lunga

spiaggia. All’inizio avevo un po’ paura, ma poi mi è piaciuto

tanto e non volevo più scendere. Un'altra cosa che mi

è piaciuta è stato festeggiare il Natale con i miei cugini e

zii per la mia prima volta.

Spero di tornarci per fare altre cose belle.

Alessia 7 anni. Vacanze

Vacanze

Mi chiamo Riccardo e le mie vacanze estive le passo

a Varazze. Una volta ho fatto il bagno in mare

con la maschera e ho visto tanti pesci. Vado alla

boa con il canotto e il papà mi tira con la corda.

Riccardo 7 anni

Riflessione 20 anni dopo la strage di Capaci

LE STORIE di ...

L’esplosione dell’auto sulla strada, il dolore

nell’animo, quando Falcone è morto ogni sua parte

è entrata dentro di noi è rimasta con noi.

E’ morto per lo Stato e per la giustizia, è giusto

ricordarlo. Il fratello di Giovanni ha portato il

messaggio nelle scuole, tra i giovani perchè non si

dimentichi mai. Noi siamo il futuro, perchè la

sua vita è esemplare per gli altri con i valori di

giustizia e di onestà.

Beatrice, Alice , Maria, Arianna, Luca

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"I Giovani per i Giovani"

Una manifestazione dedicata agli sport per disabili con la partecipazione

di oltre 5 mila studenti.

I GIOVANI PER GIOVANI

Una bella esperienza dove sport e disabilità si fondono per creare qualcosa di magico.

Lunedì 26 marzo non ho visto solo disabili, ho visto dei campioni nello sport e nella vita,

dovremmo prendere esempio dalla loro forza!!

SIMONA

TORBALL: uno sport molto simile alla pallamano, che grazie ad una

speciale palla sonora può essere giocato dai non vedenti.

È ora il momento del minibasket in carrozzina.

Che atleti!

Gli STUDIO3.

La Fanfara dei Carabinieri che esegue

l'Inno alla gioia e l'Inno di Mameli.

Una veduta del pubblico

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Pensiero di Giulia

Ho trascorso un po’ di tempo

nel reparto di Pediatria,

ho conosciuto molte ragazze

che stanno facendo un tirocinio.

Con loro mi sono divertita molto,

ho disegnato, ho colorato

e ho imparato alcune cose.

Mi sono sentita meno sola e ho capito

che è importante aprirsi al mondo e agli altri.

Grazie a tutte loro e grazie al personale del reparto

e ai medici che con me sono stati molto gentili.

Giulia H. 12 anni

Il sollievo

Il sollievo,

la vista della luce,

la sensazione di vita che ci circonda

dopo il malessere

e la solitudine .

La mamma e il papà ci sostengono

e ci aiutano a ritrovare la felicità.

Il sollievo è quella sensazione che proviamo

quando ritroviamo i raggi solari

dopo l'operazione.

La vita che rinasce,

il cuore che batte

e la mamma che dice "BUONGIORNO".

UN ANGOLO di POESIA

Edoardo A. 10 anni

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Risonanza Magnetica

RISONANZA MAGNETICA

Il giorno 28 Marzo ci siamo recati presso il reparto di radiologia dell’Ospedale con l’intento di assistere ad una

risonanza magnetica effettuata con lo scopo di fare un’attenta analisi della testa,

in particolare del cervello; in quest’occasione ci è stata data infatti la possibilità di

assistere in prima persona all’esecuzione di questo particolare esame.

Cos’è precisamente la Risonanza magnetica?

La risonanza magnetica è un esame diagnostico che permette di visualizzare l'interno

del nostro corpo senza effettuare operazioni chirurgiche o somministrare pericolose

radiazioni ionizzanti.

Particolarmente utile nell'ottenere immagini dettagliate del cervello e della colonna

vertebrale, riesce a fornire ottime informazioni anche in campo traumatologico,

oncologico, ortopedico, cardiologico e gastroenterologico.

Come funziona? Il principio di funzionamento della risonanza magnetica è estremamente complesso e pienamente

comprensibile soltanto a chi conosce le teorie fisiche alla base della meccanica quantistica.

Semplificando al massimo il concetto, possiamo paragonare i nuclei atomici a tanti piccoli magneti. Un po' come

succede per l'ago di una bussola, in presenza di un campo magnetico esterno queste minuscole particelle tendono

a disporsi lungo una direzione preferenziale. Se a questo punto vengono emesse delle onde radio i nuclei subiscono

delle temporanee variazioni di posizione. Durante questa fase transitoria gli atomi emettono dei segnali captabili

da un rilevatore elettronico, che li trasmette ad un potente computer dove verranno analizzati ed elaborati.

Per questo motivo la risonanza magnetica utilizza un potente magnete ed un generatore di onde radio di frequenza

pari a 42 megahertz, che corrisponde al numero di giri che i protoni dell'atomo di idrogeno compiono su se stessi

in un secondo. Tale elemento è stato scelto sia per le sue proprietà fisiche, sia per la sua abbondanza all'interno

dell'organismo umano. Dato che non tutti i nuclei atomici impiegano lo stesso tempo a ritornare nella posizione

iniziale, analizzando questo periodo è possibile ricreare una mappa tridimensionale delle strutture anatomiche

interne, evidenziandone anche lo stato di idratazione.

Preparazione all'esame

La risonanza magnetica generalmente non richiede il digiuno o l'osservanza di diete

particolari, per cui il paziente è completamente libero di alimentarsi secondo le proprie

preferenze.

Prima dell'esame il soggetto è invitato a togliersi qualsiasi oggetto o indumento contenente

parti metalliche (borse, gioielli, cinture, portafoglio, scarpe ecc.). Insieme al

medico o al personale addetto verrà compilato un questionario per accertarsi che

non vi siano controindicazioni all'esame.

Esecuzione della risonanza magnetica

Dopo aver tolto qualsiasi oggetto o indumento contenente metallo, il paziente viene fatto

distendere sopra un lettino, che attraverso un comando elettronico scorrerà fino a posizionarsi

tra i poli del magnete. Nei macchinari tradizionali la forma stessa dell'apparecchiatura

potrebbe creare problemi a chi soffre di claustrofobia. Oggi sono tuttavia a disposizione

anche macchinari più moderni, dove il problema non si pone.

Durante l'esame al paziente non è richiesta alcuna forma di collaborazione, se non quella di

rilassarsi e di avvertire il personale tramite appositi strumenti in caso di malessere. Le apparecchiature

sono infatti dotate di altoparlanti e di microfoni per comunicare con il medico

o con il personale addetto. A protezione dei rumori piuttosto forti e secchi, dovuti

all'emissione delle onde radio, vengono anche forniti degli appositi auricolari .

La durata media dell'esame è generalmente compresa tra i venti ed i trenta minuti, anche

se le tecniche più moderne consentono di ridurre i tempi di rilevazione. Per migliorare la

qualità delle immagini e rendere più sicura la diagnosi, il medico può decidere di iniettare

del gadolinio, un mezzo di contrasto generalmente privo di effetti collaterali.

Particolari ringraziamenti vanno ai medici dell’Unità Operativa di Radiologia

per averci dato la possibilità di arricchire il nostro sapere, in questa occasione

così particolare.

Alessia Conca

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MESSICO

Il Messico è delimitato a nord dal confine con gli Stati

Uniti d'America, a est dal Golfo del Messico e dal Mar

dei Caraibi, a sud-est da Belize e Guatemala, e a ovest

dall'Oceano Pacifico. Si estende su di una superficie di

1.972.550 km².

Il territorio è in gran parte montuoso; fanno eccezione la

penisola dello Yucatan e le coste sul Golfo del Messico.

Diversi rilievi superano i 4000 m o addirittura i 5000 m; la

cima più alta è quella del Citlaltépletl (Pico de Orizaba)

(5.700 m), che fa parte della Fascia Vulcanica Trasversale. Le principali catene montuose

sono la Sierra Madre Occidentale e la Sierra Madre Orientale, tra le quali si estende l'Altopiano

Centrale del Messico (in cui sorge Città del Messico). Fra i numerosi fiumi del Paese

il più importante è il Río Bravo, che traccia il confine con gli Stati Uniti e sbocca nel

Golfo del Messico.

Il Messico è un paese con una gran diversità climatica. La posizione geografica del paese lo

colloca in due zone ben distinte separate dal Tropico del Cancro. Questo parallelo potrebbe

separare idealmente il paese in una regione tropicale e una regione temperata. Tuttavia,

la topografia e la presenza degli oceani hanno una grande influenza nella formazione della

mappa climatica messicana.

L'agricoltura costituisce ancora l'occupazione di parte preminente della popolazione, che

in grandi regioni la esercita ancora secondo modalità primitive, come nella valle di Tehuacàn,

per gli archeologi la patria del mais, coltivato in centinaia di ecotipi primitivi da campesinos

che arano i campi con un unico strumento della tecnologia occidentale, l'aratro di

legno portato dagli uomini di Cortéz [29]

In regioni diverse, verso gli Stati Uniti, l'agricoltura è alquanto evoluta, le varietà impiegate

sono moderne, si usano fertilizzanti e antiparassitari, ma la spietata concorrenza imposta

dal sistema del libero scambio voluto dagli Stati Uniti non consente ai piccoli proprietari,

che hanno famiglie numerosissime, di accumulare il capitale necessario per nuove attrezzature.

L'impiego di pratiche irrigue primitive, cui sono costretti contadini che non possono acquistare

impianti di microirrigazione, sta abbassando, ad esempio, le falde della regione di

Celaya, una delle più avanzate, di 6 metri all'anno, destinando una regione popolosa a convertirsi

in deserto

La ricchezza mineraria tradizionale del Messico è l'argento. Attualmente, le maggiori miniere

sono a Pachuca (Hidalgo) e a Paral (Chihuahua), mentre il piombo, spesso associato, ha

come luoghi di maggior produzione mineraria gli stati di Chihuahua, in cui si trova la famosa

miniera di Naica, e del Nuovo Leon.

Il Turismo è una delle risorse principali del Messico.La popolazione

è costituita da immigranti provenienti da tutto il

Paese, e moltissimi stranieri, tra i quali, per esempio a Playa

del Carmen, la comunità più numerosa di italiani residenti in

Messico (esempio Hotel Barrio Latino, Hotel La Tortuga;

Hotel Coco Rio, tra gli altri).

Alessia Conca

SCOPRIAMO IL MONDO

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Ricetta di Morena

Tarallucci ripieni per bambini

Ingredienti impasto:

RICETTA DI MORENA

1 Mezzo bicchiere di vino bianco da scaldare senza far bollire

2 Mezzo bicchiere di olio di oliva

3 300 gr. di farina bianca

4 un pizzico di sale

Ripieno:

1 300 gr. di marmellata di uva

2 30 gr. di biscotti sbriciolati

3 20 gr. di fette biscottate sbriciolate

4 30 gr. di noci tritate

Preparare il ripieno, mescolando tutti gli ingredienti elencati

e lasciare riposare.

Scaldare il vino, versarlo in un contenitore, aggiungere l’olio,

il sale e tutta insieme la farina.

Impastare sino a che l’impasto non risulta ben amalgamato ed elastico,

prendere un po’ di impasto e formare un disco piatto di 1-2 mm,

largo circa 10 cm, prendere con un cucchiaio un po’ di ripieno

e metterlo sul disco, piegare la pasta come se fosse una mezza luna,

pigiare lungo il bordo in modo da far aderire bene le due parti

e infornare su una placca con carta forno.

Cuocere a 180 gradi per

circa 20 minuti,

girando i dolci durante la

cottura se non si ha il

forno ventilato.

Sfornati, lasciarli raffreddare

per almeno

un’ora.

Morena E. (17 anni)

14


Il burro

Avete mai pensato di fare il burro in casa?

Ecco a scuola l’abbiamo fatto e così voglio

farvi conoscere la meravigliosa ricetta!

Ingredienti:

1 confezione di panna da cucina scaduta.

Procedimento:

Prendere la panna scaduta, montarla con uno sbattitore

fino a quando non si raggruma. Mettere il composto sotto

il rubinetto dell'acqua fredda e con le mani dare la forma

desiderata.

Ecco così il "burro fatto in casa".

Tommaso (8 anni)

Ricetta per

Lingue di gatto

Ingredienti: - 100 g. di farina di riso

100 g. di burro

100 g. di zucchero a velo

4 albumi montati a neve ben ferma

1 bustina di vanillina

In una terrina mescolare il burro ammorbidito, lo zucchero a velo, la farina di riso,

la vanillina e ottenere un composto spumoso. Incorporare quindi gli albumi.

Mettere il composto in una sacca da pasticcere e stendere su una teglia imburrata delle

strisce di 6 cm. circa. Infornare per 7/8 minuti a 200°.

Rosa

A PROPOSITO DI CUCINA ...

15


EVVIVA LE RIME !!!

Rima di Alice

Nell’attesa dell’operazione

tanta era l’agitazione

ma giocare con i Vigili

è stata la soluzione.

Andare in sala operatoria

che disperazione!

Ma al risveglio … una vera emozione

nel vedere il “Bianconiglio”

con le sue orecchione.

Bravo il mio dottore

che mi ha fatto sentire poco dolore.

Brave le infermiere

che mi hanno dato da mangiare e da bere.

Sicuramente è meglio

andare ai giardini a giocare

ma se ci si deve curare

bisogna andare all’Ospedale.

Bimba non ti preoccupare,

infermieri e dottori

ti faranno ben curare.

ALICE . R. ( 9 ANNI )

P.S. Il Bianconiglio è il barelliere che ha indossato un cappello

con 2 lunghe orecchie laterali, chiamandosi mia figlia Alice

giocavano su questa cosa.

Ospedale

E’ un ambiente un poco triste

ma al suo interno ci sono persone impreviste.

Qui i bambini puoi trovare

e vedi i medici passare.

Trovi anche il reparto cardiologia

che svanisce come per magia,

ma i cartelli abbiamo posto nel corridoio un po’ nascosto.

Noi parliamo del nostro ospedale

con un tono molto cordiale

il suo nome è San Carlo

e basta poco per amarlo!

Marta, Sara, Ale, Elena, Laura, Simo, Elena, Alice

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Romeo

Io ho un cane ed è un alano,

piange sempre sul divano.

Si chiama Romeo,

ma risponde anche quando

lo chiamo “Babbeo”.

E’ tutto nero, con una stella

bianca sul petto,

e qualche volta beve l’acqua

anche dal gabinetto!

Spesso accende la luce

con la coda e con il muso,

fa le feste a tutti quanti,

sedendosi in braccio

proprio a tanti!

Lo galoppo come un cavallo,

con lui gioco anche a nascondino,

e mi trova sempre sotto il tavolino!

Giorgia P. ( 6 anni)

La primavera

La primavera è arrivata

e la gente sembra tanto ammirata.

Tra i petali dei fiori

spuntano nuovi amori.

La neve è andata via,

e tra la gente c’è tanta allegria.

Le giornate sono profumate

e il cielo ci accompagna in nuove passeggiate.

W la primavera.

EVVIVA LE RIME !!!

Sofia. A( 11 anni)

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Primavera

Il 21 marzo è il primo giorno di Primavera e tutta la natura si risveglia.

Gemme, foglioline e fiori appaiono come d’incanto,

i prati si colorano di verde d’erba fresca.

Ritornano le farfalle, i grilli, le cavallette e le formiche,

che durante l’inverno erano nascoste per il freddo.

Molti animali si svegliano dal letargo: tartarughe, lucertole e serpenti.

Anche i piccoli criceti vanni in letargo!

Le giornate sono più lunghe e più calde.

La Primavera è la stagione dei giochi nei prati.

Caterina (7 anni) e Dimitri ( 8 anni)

EVVIVA LE RIME !!!

Il mondo

Ci sono paesi che nessuno scoprirà,

non nascerai là e non morirai là.

Nel mondo nulla cambierà,

se nessuno lo rovinerà.

Mi piace viaggiare, mi piace sognare.

Nelle case dove c’è allegria,

nessuno la porterà via.

Anche se la pelle è di colore diverso,

ogni bambino vale lo stesso.

Nella mente e dentro i cuori,

c’è un futuro dentro e fuori.

Amore, rispetto e alleanza,

porta tanta fratellanza.

Amin . (10 anni)

L’asinello

Ecco che arriva l’asinello

con un bel fiore sul cappello

Era tutto affaccendato

a curare un giovane malato.

Per guarirlo, l’asinello

fa volare il suo cappello.

Che posandosi sul malato

lo guarisce grazie allo spirito fatato.

Giuseppe L.N. (17 anni) – Maria e Arianna (17 anni)

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La primavera

La primavera è bella perchè i fiori iniziano a sbocciare,

cambiano i colori e gli animali si risvegliano dal letargo.

Ci sono tanti profumi diversi nell’aria in primavera

e il più buono è quello della ciliegia,

il frutto più bello per il suo rosso intenso.

I bambini escono fuori a giocare a calcio con gli amici

e si divertono ridendo e scherzando.

E’ la stagione per me più bella di tutte!

Filippo B. 10 anni

Lettere da…

Ospedale san Carlo Borromeo, 23 gennaio 2012

Caro Riccardo,

ti scrivo questa lettera per dirti che in questi

giorni non potrò raggiungerti a scuola, in quanto

mi trovo ricoverato in ospedale, a causa dello

svenimento di sabato sera. Non ti preoccupare, ora sto già meglio.

L’unica cosa che voglio fare è ritornare a casa, perché dopo tutto in ospedale non è che ci

si diverta! Ritornerò a scuola forse mercoledì, perché mi devo ancora riprendere … sai dopo

due giorni che non mangi e che non bevi!

Tu che fai? Stai bene? Ho una cosa ancora da ricordarti: quando esci di casa, copriti, mi

raccomando, prima che anche tu ti ammali come me!

Aspetto tue notizie. Baci.

Alex M (13 anni)

LA PAROLA A ...

La musica

E poi c’è lei, la musica, al centro dei tuoi pensieri, al centro dei tuoi pomeriggi,

delle tue giornate ….

Quelle note in un pentagramma rappresentano l’emozione delle più belle parole,

dei più grandi ed emozionanti suoni.

Debora (12 anni)

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ABIO

Il 22 febbraio ultimo scorso nella sala giochi del nostro reparto potevamo incontrare tanti

animali usciti dallo zoo, per godersi un giorno di libertà.

C’erano un leone assonnato, una scimmia curiosa, un buffo pinguino, una giraffa bisbetica,

una lenta tartaruga, un pappagallo invadente, una zebra, un leopardo ed un orsetto bianco,

che non ha saputo più ritrovare la strada di casa. Ma come è possibile? Non preoccupatevi:

erano solo dei morbidi burattini che, mossi dalle mani di alcune volontarie, hanno

intrattenuto i piccoli e i grandi in uno spettacolo divertente, per festeggiare il carnevale!

Volete sapere che fine ha fatto l’orsetto? L’hanno trovato la sera, addormentato in un

cestino… come russava!

Raffaella (volontaria ABIO)

ABIO NEWS e …

20


Frizzina

Ogni settimana vado a cavallo. E’ un maneggio poco distante da casa mia. Frizzina è una

cavalla che ho a mezzo affido. Monto sempre lei e mi occupo anche di lei. La striglio, le do

il cibo e la accompagno a “nanna”. E’ tutta nera, con

una macchia bianca sul muso. Con me è molto dolce

e ama mangiare la carota. Adesso vado al galoppo e

anche al trotto. Mi piace molto spazzolarla e occuparmi

di lei. Quando preparo il cavallo a volte lo

faccio tutto da solo.

Loris R. (11 anni)

I miei Gerbilli

Forse non lo sapete, ma ci sono dei piccoli roditori che si chiamano “Gerbilli”.

I miei, Cip e Ciop, sono di colore bianco e beige, assomigliano a dei topi con la coda lunga,

ma in realtà sono degli scoiattoli del deserto, con la coda lunga. Sono anche degli ottimi

saltatori, infatti vengono anche chiamati “Topi canguro”. I miei hanno due anni e mezzo.

Vivono circa sei anni. Si cibano generalmente di insetti,

ragnetti e semini, ma io a casa do loro semi di zucca, patatine

di mais, il loro mangime e quando capita un po’ di torta

e carote! Nella gabbia c’è una vaschetta con della sabbia,

dove vanno per pulirsi. Per dormire si rannicchiano

sempre in un angolo dove c’è un po’ di erbetta che sa di

camomilla. Sono molto affettuosi.

La storia di Cri

Amin P. (10 anni)

C’era una volta un coniglietto di nome Cri.

Era di colore azzurro chiaro come il cielo e le sue orecchie erano lunghe

a pois verdi e in testa portava un cappello blu.

Era tutto indaffarato a colorare le uova per i bambini; era proprio un

artista. Era circondato da tante uova, ce n’erano di tutti i tipi: alcune

rosse con dei conigli blu disegnati sopra, altre arancioni decorate con

dei cuori viola, altre ancora erano verdi a strisce fucsia.

Quando finiva di colorare bussava di porta in porta e le regalava ai bambini

che erano molto felici di riceverle.

CANI, GATTI E C.

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Scelte future…

Mi chiamo Darelys e nel mese di novembre sono stata ricoverata in pedriatia per un po’.

In quel periodo pensavo molto alla scuola: ero preoccupata per tutto il programma da recuperare

e per le mie scelte future.

Alla fine ho deciso di iscrivermi al liceo “Carlo Frisi” con indirizzo socio

pedacogico.

Da grande vorrei diventare insegnante della scuola materna, perchè

amo stare con i bambini.

Darelys M. (13 anni)

LA PAROLA A ...

Un ricordo per il Dottor Adami

Per noi è stata una persona cara il Dottor Adami.

Non ci sarà mai più un Dottore come lui. Dall’età di tre anni e fino ai diciotto mi ha seguito

con tanto amore. Potevo chiamarlo in qualsiasi ora e per me c’era sempre; era un angelo.

Potevo sentirlo in qualsiasi momento e spesso lui mi diceva: “Se vuoi ti ricovero, se non stai

bene”.

Era una persona molto cara, grazie per quello che ha fatto e ancora fa per me da lassù.

La Pediatria del San Carlo è stata per me un ambiente sereno dove sono “cresciuto” con le

coccole delle infermiere e la loro professionalità, seguendomi nella mia malattia e standomi

vicino nei momenti brutti.

Un ringraziamento speciale a tutti.

Mirko Petruzzelli (23 anni) e la sua mamma

L’amore

C’e’ un ragazzo nella mia classe che è molto carino.

Ha i capelli biondi e gli occhi azzurri come il cielo in una giornata di sole.

Ogni volta che lo guardo divento più felice. La prima volta che l’ho incontrato era il primo

giorno di scuola e dopo una settimana mi sono resa conto che mi piaceva.

Vorrei piacergli anche io e gli ho messo un bigliettino

anonimo nel diario per fargli capire che mi piace

tanto. Ho scoperto che abbiamo una cosa in comune:

tifiamo la stessa squadra di calcio, il Milan.

L’amore per questo ragazzo per me è molto importante;

infatti, l’ho rivelato soltanto alle mie migliori

amiche. Spero davvero di riuscire a fidanzarmi con

lui.

Alessia F. (12 anni)

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Ballo

A scuola io ballo sempre.

Quando c’è l’intervallo disegno anche e a volte vado

nel corridoio delle quinte e Giulia, Filippo e Nicol

mi insegnano a ballare la danza kudur.

E’ un ballo latino americano, c’è la musica

che mi entusiasma tanto e mi scateno.

Elena C. (6 anni)

Il mio mondo: il pattinaggio

Pattinare è la cosa che amo di più fare al mondo, ma non mi ha portato esclusivamente

gioie, purtroppo. Lunedì scorso, infatti, durante un allenamento mi sono scontrata con una

bambina e mi sono fatta male ad una gamba.

Quando sono arrivata al Pronto Soccorso mi

hanno detto che mi avrebbero dovuto operare

e che quindi avrei dovuto essere ricoverata.

Appena ho ricevuto questa notizia, mi sono

rattristata molto, non perché avessi particolare

paura per l’operazione, o di dover dormire in

ospedale, ma solo perché non avrei potuto

pattinare per almeno tre mesi, che per me sono

un’eternità.

Non mi alleno da solo due giorni e già mi manca

terribilmente il pattinaggio.

Quando pattino mi sembra di volare, è come se

ogni problema e ogni difficoltà sparissero, come

se il mondo diventasse un po’ più dolce e libero,

perché il pattinaggio è questo: libertà!

Quando, per esempio, litigo con i miei amici,

l’unica cosa che ho voglia di fare è prendere

i miei pattini e andare ad allenarmi, perché il

pattinaggio per me non è solo uno sport,

è il mio mondo, la mia vita.

LA PAROLA A ...

Alessandra Di Mino (12 anni)

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La mia esperienza

LA PAROLA A ...

Sono scesa con il lettino, finalmente, perché era dalla mattina

alle sette che aspettavo. Avevo perso la speranza di essere

operata quel giorno. Ma alle 15.00 ecco arrivare il mio momento!

L’ascensore non arrivava, mentre stava facendo effetto

la piccola anestesia per bocca che mi avevano somministrato

in camera: mi sentivo tutta ubriaca!

Ho aspettato ancora un’oretta prima di entrare in sala operatoria. Ho sentito un gran

dolore al braccio per l’ago che entrava, poi mi hanno messo la mascherina e via, nel mondo

dei sogni!

“Esmeralda! Esmeralda!” ho sentito chiamare il mio nome, al mio risveglio, ma non riuscivo

neppure ad aprire gli occhi.

Ora nel letto, all’indomani di tutto, mi sento bene e tra poco ritornerò a casa mia.

Grazie ai Dottori che mi hanno operato, alla loro simpatia e alla loro bravura con

i “bambini”.

Grazie al Dottor Fabio Caccia e al Dottor Daniele Perilli.

Esmeralda (13 anni)

Liceo delle scienze sociali Clemente Rebora

E’ iniziato tutto con la proposta dei nostri insegnanti di fare un’esperienza lavorativa di

due settimane all’interno dell’Ospedale San carlo Borromeo nel reparto di pediatria.

Non sapendo cosa ci aspettava, eravamo eccitati, ma nello stesso tempo un po’ impauriti.

Il primo giorno ci eravamo resi conto che non era niente di spaventoso.

Divisi a piccoli gruppi siamo entrati un po’ in reparto e un po’ in ambulatorio, interagendo

da subito con i pazienti e organizzando varie attività. Abbiamo cercato di distrarli dalla

loro situazione, rendendola più piacevole.

Questa esperienza non ha aiutato solo i ragazzi, ma anche noi stessi a crescere regalandoci

tante soddisfazioni. Ogni volta che vedevamo un ragazzo sorridere eravamo felici perchè la

ragione del suo sorriso era dovuta alla nostra compagnia, dandoci giorno per giorno la

voglia d’entrare in reparto.

Ci mancheranno tanto Chupa e Puà, i clown che

abbiamo seguito nel convegno e in corsia, con i

quali abbiamo instaurato un rapporto stile “via col

vento”.

Grazie a tutto il reparto per questa bellissima

esperienza che non dimenticheremo mai.

A presto!

Arianna, Alice, Beatrice, Maria, Luca

(17/18 anni)

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Grazie

Annalisa è sempre venuta a trovarmi, durante il mio ricovero in Pediatria.

E’ un’allieva infermiera che ringrazio veramente di cuore.

Giusepe L.N. (16 anni)

Fiocco

Un cane aiuta a star meglio in certi momenti della vita.

A volte mi sento capita, a volte mi sento meno sola.

Fiocco mi consola e mi riempie d’affetto.

Mi occupo di lui, gli voglio molto bene.

Rebecca C. (12 anni)

W la scuola

Ogni bambino dovrebbe andare a scuola!

Le lezioni sono importanti

Ma gli intervalli sono più divertenti!

Nella scuola trovi anche i professori

che se si arrabbiano, sono dolori!

Le aule sono grandi

e le cartelle sempre troppo pesanti!

E se vuoi alla mensa andare,

tanto tu devi mangiare!

E’ bello andare a scuola ti diverti

e fai tante gite e poi viva le vacanze.

LA PAROLA A ...

Simone (13 anni)

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La scuola che vorrei

Mi piacerebbe una scuola senza compiti a casa, una scuola dove si studia lì e basta.

Pareti coloratissime e professori più simpatici.

Mi piacerebbe che nella scuola potessero entrare anche gli animali, per dividere con loro le

esperienze di studio. Magari dei cani oppure altri animali, starebbero vicino a noi ragazzi.

Secondo me durante le vacanze, alla fine soprattutto, a volte ci si annoia, mentre a scuola

non capita mai!

Federico G. (12 anni) e Sofia A. (11 anni)

LA PAROLA A ...

Pasqua

A come amicizia

Per me l’amicizia è un qualcosa d’importante.

Nella vita ho incontrato Roberto, che è il mio più caro

amico, con cui condivido tante esperienze e a cui

racconterò cosa mi è successo.

E’ importante avere un amico perchè ti puoi confidare.

Nicolò Z. (11 anni)

E’ arrivata Pasqua, che felicità,

tra la gente c’è gioia e bontà!

Si mangiano uova di cioccolato,

con il regalino che ti è capitato.

E’ un giorno di libertà,

per questo in chiesa tutti si canterà!

Buona Pasqua!

Sofia A. (11 anni)

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I pirati

C’era una volta una nave che navigava per l’oceano e i pirati erano andati alla ricerca di un

tesoro. Avevano portato con sè i cannoni e le spade con cui tagliavano l’erba lunga per passare.

Avevano portato anche delle pistole per far cadere i

frutti dagli alberi per poi mangiarli. La nave era di Capitan

Uncino e grazie alla sua mappa del tesoro si sono avventurati

nella foresta. Alla fine hanno trovato un tesoro e dentro

c’erano molti soldi.

Edoardo (5 anni)

CRUCIVERBA

Essere e Avere

Essere e avere. Due verbi, due ausiliari.

Essere e avere, totalmente diversi, opposti.

Essere: io sono. Che difficile definire sé stessi; è più facile il verbo avere: io ho.

Ormai la personalità, il carattere, le emozioni passano in secondo piano

rispetto a ‘io ho, possiedo’.

Sembra quasi che per l’umanità sia più importante ‘io ho’ che ‘io sono’ ….

Debora (12 anni)

GIOCHI E …

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La Pediatria contribuisce alla realizzazione di questo giornalino bimestrale, con i propri suggerimenti e indicazioni.

Solo il frutto di una stretta collaborazione fra tutto il personale sanitario, il corpo insegnanti, gli angeli del volontariato

e i frequentatori, ha reso possibile questa pubblicazione.

REDAZIONE:

Primario - Alberto Podestà

Caposala - Claudia Papapicco

Medici - Fabio Caccia, Luciano Cucchi, Laura Fiori, Maddalena Gibelli, Vittoria Locatelli, Cristina Marcellino,

Marco Nebdal, Daniele Perilli, Stefano Rizzi, Maria Lorena Ruzza, Roberto Sangermani, Concetta Scalfaro, Monica

Tonella, Vaglia Paolo, Costantino Zamana.

Infermieri e Puericultrici

Insegnanti - Alessandra Guanzani

Responsabile ABIO - Rita Ferranti

Lavoro grafico - Alessia Conca

Realizzazione a cura del Servizio Relazioni Esterne, Comunicazione e Marketing

Via Pio II, 3 - 20153 Milano

Tel. 02/4022.1

www.sancarlo.mi.it

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Azienda Ospedaliera Ospedale San Carlo Borromeo

U.O.C. di Pediatria - tel. 02/4022.2278

Marzo - Aprile 2012

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