BILANCIO SOCIALE 2010 - Libera Università di Bolzano

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BILANCIO SOCIALE 2010 - Libera Università di Bolzano

BILANCIO SOCIALE 2010

Libera Università di Bolzano


INDEX

parte 1.INTRODUZIONE

1.1 Premessa

1.2 Storia, orientamento e obiettivi della

Libera Università di Bolzano

parte 2.MISSIONE SOCIALE E

ULTERIORI PUNTI CHIAVE

2.1 Profilo internazionale

2.1.1 Il modello trilingue

2.1.2 Composizione del corpo studentesco

secondo la provenienza

2.1.3 Programmi internazionali di scambio

2.2 Ricerca

2.2.1 Ricerca per una maggiore cultura

dell’innovazione sul territorio

2.2.2 Attività di ricerca dell’Università

2.2.3 I punti chiave della ricerca delle Facoltà

2.2.4 Pubblicazioni

15

2.3 Ruolo dell’Università nell’ambito territoriale16

2.3.1 Trasferimento di sapere da parte delle Facoltà 16

2.3.2 Congressi

17

2.3.3 Nuove iniziative nel settore dell’apprendimento 17

permanente

parte 3.GLI STUDENTI

3.1 Gli studenti e le loro esigenze

3.1.1 Orientamento

3.1.2 Esigenze di studenti diversamente abili

3.1.3 “Distance and blended learning“ nelle Facoltà

3.1.4 Tirocini

1

1

3

4

5

5

6

9

11

11

11

11

19

19

19

19

20

3.1.5 Comitato Pari Opportunità - Università a misura

di famiglia

3.1.6 Studentati

3.1.7 Associazioni studentesche

3.1.8 Rappresentanti degli studenti

3.1.9 Club studenteschi

3.1.10 Riconoscimento di titoli di studio

3.1.11 Gli studenti in numeri

3.2 Borse di studio

parte 4.ATTIVITA’

4.1 Insegnamento

4.1.1 Bachelor

4.1.2 Master e dottorati

4.1.3 Post Lauream

parte 5.RISORSE

5.1 Capitale umano

5.1.1. Professori e ricercatori

5.1.2. Dipendenti

5.2 Strutture

5.2.1. Biblioteca come centro di servizi

5.2.2. Locali

5.2.3. Efficienza energetica

5.3. Finanziamento

5.3.1. Entrate e uscite 2010

parte 6.CONCLUSIONI

6.1 Oltre l’insegnamento accademico

21

22

23

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39

42

42


1

Parte 1.INTRODUZIONE

1.1 Premessa

La Libera Università di Bolzano, fin dalla sua fondazione nel

1997, si è affermata a livello internazionale e consolidata sul

territorio. A questa Università spetta un particolare compito in

ambito sociale: come importante istituzione di formazione deve

essere riconosciuta da gran parte della popolazione locale, anche

in riferimento al generoso finanziamento pubblico. Tale

ruolo consiste principalmente nel contribuire ai fondamentali

processi di trasformazione economici, sociali e culturali, che

caratterizzano la società contemporanea. L’impegno sociale di

una università non è solo fornire prestazioni d’alto valore nel

campo della ricerca e dell’insegnamento, ma anche rendere

accessibile - e quindi fruibile - il sapere alla popolazione, alle

istituzioni pubbliche e al mondo economico.

Gli organi di governo dell’Ateneo sviluppano i suoi obiettivi

tenendo conto di questa funzione sociale. Così la valutazione

esterna, effettuata su incarico della Provincia Autonoma di

Bolzano, è stata svolta con il massimo impegno di tutti i vari

settori dell’Università. Il compito adesso consiste nello sviluppare

la ricerca e l’insegnamento in base a criteri di qualità

trasparenti e nel vincolare l’intera comunità accademica all’obiettivo

di sostenibilità integrata in quanto fulcro della attività

dell’Ateneo.

Anche l’obbligo del plurilinguismo è stato rafforzato; a testimonianza

della visione proiettata verso il futuro dell’Università e

del fatto che gli accademici rivestono un ruolo di particolare

responsabilità nella creazione di una società multiculturale. Per

questo spetta all’Università fornire gli impulsi culturali decisivi.

I vertici dell’Università, per una concreta realizzazione del

concetto dell’apprendimento permanente e con senso di responsabilità

sociale, hanno inoltre intrapreso passi decisivi per

rendere accessibili le risorse di questa Università a parti più

ampie della popolazione.

Con l’introduzione dello Studium Generale è stata creata una

possibilità di studio, che ha consentito a cittadine e cittadini

senza formazione accademica di accedere ai corsi universitari.

La realizzazione del progetto “JuniorUni” persegue finalità simili

e avvicina bambini e ragazzi, indipendentemente dal ceto

sociale, al sapere universitario. Allo stesso modo, nell’ambito

della strategia di reclutamento dell’Università, sono state prese

in considerazione le esigenze di studenti diversamente abili,

di modo che l’Università, a ragione, si possa presentare come

“università per tutti”.

Il lavoro del Comitato Pari Opportunità accompagna questo

processo in modo costruttivo, come ad esempio in riferimento

all’attuazione del concetto di “università a misura di famiglia”.

Sono state realizzate numerose manifestazioni per i bambini

e i familiari del personale. Oltre a ciò sono stati predisposti

un codice etico e una Carta degli studenti, che disciplinano i

diritti e doveri nell’ambito della vita universitaria.

A livello locale vi sono stati intensi contatti con altre istituzioni,

come il conservatorio Claudio Monteverdi e il Museion.

Il rettore ha sottolineato espressamente l’importanza dell’Università

nel contesto dell’anno europeo della lotta alla povertà

e all’esclusione sociale con numerose conferenze all’interno

e all’esterno dell’Ateneo, che hanno riscosso una notevole risonanza.

In tutte queste iniziative l’Università ha mostrato il

proprio impegno, a livello nazionale e internazionale, creando

una rete di contatti con università impegnate socialmente.


1. INTRODUZIONE

2

La Libera Università di Bolzano ha svolto, in rispetto a questi

principi, un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’innovazione

in regione – innovazione che non mira solo al miglioramento

tecnico ed economico, ma tiene in considerazione anche i

fattori della sostenibilità sociale e ambientale. In collaborazione

con le università vicine si dovrà promuovere la crescita

integrata di questa regione quale modello riconosciuto a livello

internazionale per il ruolo che avrà in futuro una “società ponte”

multiculturale.

Presidente prof. Konrad Bergmeister

Rettore prof. Walter Lorenz


1. INTRODUZIONE

3

1.2 Storia, orientamento e obiettivi della Libera Università di Bolzano

La fondazione dell’Università è stata preceduta da alcuni anni

di dibattito sulla necessità di creare un ateneo in Alto Adige. Già

nel 1969 i due consiglieri comunali del PLI Giorgio Vigliada e

Vittorio Albericci hanno presentato un’interrogazione in Consiglio

comunale sulle eventuali iniziative della città per la creazione

di una sede universitaria a Bolzano. Quando è stata fondata

l’Accademia Europea, nel 1992, lo Statuto citava fra gli scopi

principali quello di “promuovere ricerca scientifica applicata ed

eseguire formazione ad orientamento professionale come anche

formazione universitaria”. Nello stesso anno un parere di Ulrich

Runggaldier, Gottfried Tappeiner e Karl Zeller ha analizzato

l’impatto che una struttura universitaria avrebbe potuto avere

a Bolzano. Nell’anno 1993 Friedrich Schmidl, a cui era stato

affidato il progetto dell’Università, ne ha tratteggiato i contorni

in un’intervista con la Südtiroler Wirtschaftszeitung:

‘’Non dovrebbe essere una dépendance universitaria, ma una

struttura universitaria che si distingua qualitativamente dagli

atenei di massa. L’Alto Adige potrebbe offrire, grazie alla sua

posizione e al bilinguismo, interessanti corsi di studio nel settore

turistico e nel marketing internazionale. Per raggiungere un

livello sopra la media, il bilinguismo e la conoscenza almeno

passiva dell’inglese dovrebbero diventare criteri di ammissione,

mirando poi alla conoscenza attiva nel corso dello studio”.

Il programma, attuato il 31 ottobre 1997 con la fondazione

della Libera Università di Bolzano, mirava allo sviluppo e alla

diffusione del sapere. L’uso del multilinguismo, con la conoscenza,

oltre al tedesco e all’italiano, anche di lingue straniere,

come l’inglese, era previsto anche per le lezioni. In questo modo

è nato un progetto unico: trasferire il sapere nelle tre lingue, tedesco,

italiano e inglese, nonchè ladino per le future maestre e i

futuri maestri delle scuole materne e scuole elementari.

Quando, nell’ottobre del 1998, sono iniziati i corsi alle Facoltà

di Scienze della Formazione e di Economia della Libera Università

di Bolzano, 242 interessati hanno intrapreso lo studio.

La formazione riveste un’importanza fondamentale sia sociale

sia economica.

L’apprendimento nella prima fase doveva interessare i settori

più importanti a livello locale, come la formazione dei maestri

delle scuole elementari e delle scuole materne alla Facoltà di

Scienze della Formazione, a Bressanone. Una migliore formazione

degli insegnanti comporta di conseguenza una migliore

formazione delle future generazioni. Lo studio viene garantito

nella madrelingua – italiano, tedesco oppure ladino - nelle relative

tre sezioni del corso di laurea magistrale in Scienze della

Formazione primaria.

L’istituzione della Facoltà di Economia mirava ad una qualificazione

orientata al mercato del lavoro dei giovani. Fin dall’inizio

si voleva creare un ambiente di studio che non solo impedisse

la fuga di talenti, anzi, ne incentivasse l’arrivo. Per questo

sono stati chiamati professori e studenti anche dall’estro. Oppure,

come ha detto il primo rettore della Libera Università di

Bolzano, il prof. Alfred Steinherr:

“L’università non è solo un luogo di formazione. E’ anche un

podio per scienziati ed esperti, un bacino di consulenza per la

politica e l’economia e, infine, un elemento stimolante per la

vita culturale”.


4

Parte 2.MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI

PUNTI CHIAVE

Gli obiettivi che hanno portato nel 1997 alla fondazione della

Libera Università di Bolzano sono stati la formazione di giovani

in loco, fornendo però un contesto internazionale, l’incentivazione

della cultura dell’innovazione in regione e la creazione

di posti di lavoro d’alto livello. Da anni si parlava inoltre di

“brain drain”, ovvero della fuga di cervelli dall’Alto Adige. Molti

giovani altoatesini non tornavano a casa dopo l’università. La

localizzazione dell’Alto Adige andava valorizzata, per creare

addirittura la dinamica opposta: studenti che vengono da lontano

e scelgono l’Alto Adige che in questo modo diventa una

calamita per studenti e docenti internazionali.

La Libera Università di Bolzano è rimasta fedele a questa missione

con impegno costante. L’impostazione dei processi interni

della Libera Università di Bolzano nel 2010 è stata diretta

da chiari parametri definiti dal nuovo Consiglio dell‘Università.

I parametri della nuova configurazione sono:

• una maggiore attenzione verso il plurilinguismo applicato

all’interno della Libera Università di Bolzano;

• la creazione del profilo delle Facoltà nell’ottica dei nodi della

ricerca e delle misure didattiche;

• il posizionamento sistematico e coerente della Libera Università

di Bolzano nella comunità territoriale locale.

svantaggiati, che conoscono l’università come luogo d’incontro,

di offerta formativa, di formazione continua, e che grazie

al contatto con essa dovrebbero superare le proprie difficoltà.

Questa funzione è stata sottolineata in modo esemplare in

occasione della cerimonia di apertura dell’anno accademico

2009/2010 dalla prolusione tenuta dalla prof. Philomena Essed

dal titolo “Le Identità in competizione: il ruolo dell’Università

nel porre fine alle discriminazioni.“

La fase del consolidamento e della consapevolezza dei punti

di forza e delle criticità della Libera Università di Bolzano ha

portato maggiore attenzione alla funzione sociale e culturale

dell’Università nel suo territorio. I primi 12 anni di vita hanno

segnato molto chiaramente il ruolo dell’Università come punto

centrale del nuovo orientamento sociale, teso al sostegno del

superamento di vecchi conflitti e divergenze sociali. Oggi l’Università

è riconosciuta come forza culturale trainante – dato

riflesso anche nell’attenzione complessivamente positiva dei

media – e si appresta in questo senso ad operare in settori

diversificati della società, ed a corroborare costantemente la

propria efficacia.

La comunicazione con l’ambiente sociale è stata oggetto di

grande attenzione nel 2010. È stata rafforzata la collaborazione

con istituzioni ed imprese locali, e la Libera Università di

Bolzano, attraverso iniziative nell’ambito della formazione continua,

si è attestata come istituzione culturale centrale “per

tutti”. Molte anche le attività dedicate ai gruppi socialmente


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

5

2.1 Profilo internazionale

2.1.1 Il modello trilingue

Il trilinguismo è il presupposto per l’orientamento internazionale

della Libera Università di Bolzano e anche il suo carattere

distintivo. Sostiene l’internazionalizzazione dei laureati e aumenta

l’importanza del “plurilinguismo” come fattore competitivo

tra gli altoatesini.

Candidati e studenti vengono costantemente sostenuti nel perfezionamento

della conoscenza delle lingue di insegnamento

italiano, tedesco e inglese. Questo avviene tramite:

• corsi intensivi estivi in agosto prima dell’inizio dello studio

• corsi facoltativi e obbligatori durante lo studio

• consulenti didattici qualificati e studenti tutor che costantemente

accompagnano gli studenti

• lezioni, seminari ed esercitazioni nelle tre lingue

• test di valutazione delle capacità linguistiche

• iniziative plurilingui culturali, sociali e sportive della LUB

Le competenze linguistiche dei candidati vengono accertate

nelle fasi di ammissione con l’aiuto di un test linguistico digitale.

Condizione per l’ammissione a un corso di studio triennale

è il livello B2 del quadro di riferimento europeo nella

prima e seconda lingua. Per la terza lingua non sono richieste

conoscenze preliminari.

Chi nella seconda lingua non raggiunge appieno il livello B2,

viene ammesso nelle graduatorie con riserva. Per questi candidati

vengono offerti corsi intensivi di quattro settimane in agosto,

che si concludono con un test linguistico. I candidati con

deficit linguistici nella seconda lingua hanno in questo modo

una seconda chance e la possibilità di migliorare notevolmente

le loro conoscenze prima dell’inizio degli studi. Anche per

la terza lingua vengono offerti corsi intensivi in agosto. Questi

corsi sono pensati per i futuri studenti che devono apprendere

la terza lingua e che vogliono acquisire, prima dell’inizio degli

studi, le conoscenze base. Inoltre il Centro linguistico offre

corsi intensivi per il raggiungimento del livello B1. I candidati

con conoscenze della terza lingua possono in tale modo

saldare, già prima dell’inizio degli studi, i debiti formativi e

preparare così il loro ingresso nel corso trilingue.

Anche nel caso delle lauree magistrali l’Università offre un sostegno

ai candidati. Il livello d’ingresso della prima lingua è

tuttavia più elevato.

Requisito per l’ammissione a un corso di laurea magistrale è

almeno il livello C1 nella prima lingua e il B2 nella seconda

lingua. Per la terza lingua non sono richieste conoscenze preliminari.

Oltre a ciò è prevista la possibilità di far valere il proprio diploma

di maturità, i certificati linguistici riconosciuti a livello internazionale,

l’esame di bilinguismo della Provincia Autonoma

di Bolzano nonché i diplomi di studi universitari.

Durante gli studi vengono continuamente perfezionate le conoscenze

di tutte tre le lingue. Per questo il Centro linguistico offre

a tutti gli studenti corsi di lingua ad hoc. L’acquisizione linguistica

si affianca inoltre all’offerta didattica multilinguistica ed

al continuo sostegno di tutor linguistici. Come ulteriore offerta

formativa c’è infine la possibilità di studiare altre lingue.


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

6

2.1 Profilo internazionale

Un nuovo modello per il multilinguismo

Numerose misure sono state adottate in seguito alle linee

guida sull’applicazione del plurilinguismo. Una delle principali

misure è stata certamente la revisione e l’accertamento

dei livelli linguistici degli studenti della Libera Università di

Bolzano. Se finora le competenze linguistiche degli studenti

venivano determinate solo nell’ambito del procedimento d’ammissione,

il nuovo modello linguistico prevede livelli standard

in entrata (B2/B2/A0=lauree triennali; C1/B2/A0=Master) e

in uscita (C1/B2+/B2=Bachelor; C1/C1/B2=lauree magistrali)

per le tre lingue d’insegnamento tedesco, italiano ed inglese.

Le linee strategiche del Consiglio dell’Università e del Rettorato

sono state implementate nell’ambito di un gruppo di

lavoro costituito dal Responsabile dell’area, in collaborazione

con il Centro linguistico e l’Ufficio legale. In tal modo la Libera

Università di Bolzano ha risposto anche alle direttive europee

definite nell’ambito del processo di Bologna che prevedono la

definizione di determinati learning outcomes anche per quanto

concerne l’acquisizione delle lingue.

2.1.2 Composizione del corpo studentesco

secondo la provenienza

Il corpo studentesco è composto per quasi due terzi da altoatesini,

il 30% proviene dal Trentino e da altre regioni italiane,

il resto proviene in gran parte dai Paesi di lingua tedesca.

Le ragioni della scarsa internazionalizzazione stanno nel fatto,

che uno studente inglese, ad esempio, deve imparare sia il

tedesco che l’italiano e metterci un impegno maggiore rispetto

agli studenti di lingua tedesca e italiana, che di regola hanno

imparato l’inglese a scuola.

Questo spiega perché alla Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche,

dove per esigenze di mercato le lezioni vengono

tenute soprattutto in inglese (e per questo il trilinguismo non

ha lo stesso peso), quasi il 15% degli studenti provengano da

Paesi extracomunitari.

Su richiesta della Giunta provinciale è stata avviata una collaborazione

con il Servizio provinciale per il bi- e trilinguismo per

quanto riguarda il riconoscimento di certificati di lingua internazionali

nell’ambito dell’esame di bilinguismo. Un’apposita

convenzione regola le modalità di supporto da parte del Centro

linguistico e della Segreteria studenti.


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

7

2.1 Profilo internazionale

Composizione percentuale del corpo studentesco

Facoltà di Scienze e Tecnologie

3,8%

1,3%

Alto Adige

Trento

altre province italiane

Germania

Austria

altri stati UE

altrti stati non UE

4,4%

0,6%

27,0%

62,9%

totale

12,1%

Facoltà di Scienze della Formazione

65,2%

10%

7%

1%

2,1%

3,7%

75,9%

17,4%

5,8%

0,7%

0,1%

0,1%


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

8

2.1 Profilo internazionale

Facoltà di Economia

2,3%

1,8%

1,2%

17,7%

11,4%

Facoltà di Design e Arti

1,4%

1,9%

4,2%

28,2%

13%

6%

59,6%

26,9% 24,5%

Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche

23,5%

14,5%

0,3%

3,4%

11,4%

2,2%

44,8%


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

9

2.1 Profilo internazionale

2.1.3 Programmi internazionali di scambio

Internazionalizzazione significa, non solo programmazione di

corsi rivolti sia a un contesto locale sia internazionale con docenti

provenienti da tutto il mondo, ma anche la promozione di

soggiorni di studio in università partner all’estero; spesso sono

previsti obbligatoriamente dal piano di studi. Gli studenti altoatesini

vengono incentivati a fare esperienze all’estero: ciò è

particolarmente importante dato che studiano nella loro terra.

In questo senso l’Università si è collegata in rete con 118 università

partner in tutto il mondo, con le quali sono stati stipulati

135 accordi. Di questi fanno parte 107 accordi LLP/

Erasmus, 1 accordo Leonardo da Vinci (che disciplina i tirocini

per laureati), 3 accordi per lauree congiunte nell’ambito del

programma Erasmus Mundus (European Master’s Programme

in Computational Logic, European Master’s Programme in

Language and Communication Technology, European Master’s

Programme in Software Engineering), 22 accordi bilaterali e 2

accordi BIT (tra le Università di Bolzano, Innsbruck e Trento).

A questo si aggiungono programmi Free-Mover, ovvero accordi

individuali per uno scambio di studi senza la corresponsione

di borsa di studio.

Anche per i professori e per il personale amministrativo sono

stati siglati accordi LLP/Erasmus che permettono uno scambio

con le università partner per le docenze oppure per i soggiorni

lavorativi all’estero.

Le università partner della Libera Università di Bolzano si trovano

in 37 Paesi: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Bulgaria,

Danimarca, Germania, Ecuador, Finlandia, Francia, Gran

Bretagna, Irlanda, Israele, Italia, Canada, Croazia, Lettonia,

Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Austria,

Polonia, Portogallo, Russia, Svezia, Svizzera, Slovenia, Spagna,

Sudafrica, Taiwan, Repubblica Ceca, Turchia, Ungheria,

Usa e Vietnam.

Per una maggiore efficacia, alcuni processi dell’Ufficio Relazioni

internazionali sono stati digitalizzati grazie all’impiego del

progrmma Moveon per la gestione degli scambi. La banca dati

garantisce un trattamento più veloce delle richieste Erasmus,

degli studenti in arrivo e in uscita, nonché un monitoraggio

dei trend di internazionalizzazione della Libera Università di

Bolzano. Grazie al programma europeo Erasmus placement gli

studenti della Libera Università di Bolzano hanno ora la possibilità

di svolgere un tirocinio all’estero con il sostegno economico

dell’Unione europea.


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

10

2.1 Profilo internazionale

Studenti nel mondo

Mobilità degli studenti negli ultimi tre anni accademici, suddivisi per programmi:

Programma

LLP/Erasmus

Accordi bilaterali

BIT

Erasmus Mundus

Free Mover

Gesamt

Incoming

2008/2009

50

6

0

26

8

90

Outgoing

2009/2010 2008/2009 2009/2010

58

12

0

24

13

107

51

27

1

18

20

117

93

31

3

15

28

170


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

11

2.2 Ricerca

2.2.1 Ricerca per una maggiore cultura

dell’innovazione sul territorio

La Libera Università di Bolzano ricopre un ruolo particolare

sul territorio grazie alle sue attività di ricerca. Se nel primo

decennio la creazione e lo sviluppo della formazione avevano la

massima priorità, ora si tratta di consolidare la ricerca.

Riguardo agli investimenti in ricerca e sviluppo, con lo 0,4 % del

Pil l’Alto Adige è molto lontano dalle indicazioni dell’UE (3 %);

per questo il ruolo dell’Università come promotrice della cultura

dell’innovazione è notevole.

Se poi il territorio viene informato in modo adeguato sui progetti

di ricerca dell’Università questo comporta una sensibilizzazione

del ruolo culturale della ricerca e un ulteriore impulso allo sviluppo

dell’economia altoatesina - e in senso lato della società.

da fondi interni, mentre 1,7 milioni di euro provenivano da

finanziatori esterni all’Università.

Sono iniziati complessivamente 95 nuovi progetti di ricerca e

sono stati portati avanti e/o terminati molti altri progetti iniziati

prima del 1.1.2010. Questi progetti spaziano dalla ricerca

di base fino alla ricerca applicata ed alla ricerca orientata al

fabbisogno locale.

Nel 2010 inoltre, su iniziativa del nuovo Consiglio dell’Università,

è stato promosso un raggruppamento dei temi di ricerca

di ciascuna Facoltà, in modo da permettere all’Università,

come tale, di avere in futuro un profilo di ricerca più definito.

Nel 2010 la Commissione di ricerca dell’Ateneo ha iniziato

una valutazione sistematica del lavoro di ricerca; in futuro valuterà

anche l’attività di ricerca svolta da membri della comunità

accademica durante un anno sabbatico.

2.2.2 Attività di ricerca dell’Università

Dalla sua fondazione nell’anno 1998 sono stati realizzati 223

progetti di ricerca, dei quali 13 con fondi Ue, 20 con fondi

nazionali, 45 con contratti di ricerca; 154 progetti sono stati

realizzati con fondi dell’Università.

Solo nell’anno 2010 è stato possibile reperire esternamente 1,7

milioni di euro; a questi si aggiungono 3,5 milioni di euro come

budget complessivo interno per progetti di ricerca in corso.

Nell’anno 2010 sono iniziati progetti di ricerca per un valore di

2.921.288,52 euro: di questi, 1,2 milioni di euro provenivano

2.2.3 I punti chiave della ricerca delle Facoltà

Facoltà di Economia

Le ricerche scientifiche svolte dai docenti e ricercatori della

Facoltà di Economia coprono un ampio spettro di discipline:

Microeconomia, Macroeconomia, Economia del lavoro, Economia

agraria, Metodi quantitativi per l’economia e la finanza,

Statistica applicata, Economia del Turismo, Management delle

piccole e medie imprese, Economia e Management dell’Innovazione

e delle Conoscenze, Marketing, Marketing del Turismo

alpino, Organizzazione aziendale, Contabilità per il controllo,


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

12

2.2 Ricerca

Sistemi di governance e controlli interni, Finanza aziendale,

Finanza delle piccole e medie imprese e finanziamento dell’innovazione

tecnologica, Ristrutturazione organizzativa e finanziaria

delle imprese e dei settori economici locali ed europei,

Quotazione in borsa e decisioni di cancellazione dal listino,

Analisi e Gestione degli investimenti finanziari, Allocazione degli

investimenti e controllo del rischio d’inflazione, Sistemi di

trading ed impatto delle negoziazioni sui prezzi e la liquidi

dei mercati, Comunicazione finanziaria ai mercati, Diritto pubblico

italiano ed europeo, Diritto delle società e dei mercati

finanziari, Diritto dei contratti, Scienze politiche e relazioni

con l’economia, Filosofia applicata alle decisioni economiche.

Questo vasto spettro di discipline si basa anche sulle richieste

strutturali-giuridiche fatte alla Facoltà riguardo ai Settori

scientifici da coprire.

Diversi progetti di ricerca della Facoltà ed altre attività di collaborazione

sono sviluppate con il concorso e la collaborazione

di enti e istituzioni della Provincia Autonoma di Bolzano.

Il centro di ricerca TOMTE è coinvolto nel progetto UE “Demochange”

dal 01.10.2009.

Nel 2009 è stata firmata la convenzione “Eurobs” del gruppo

di banche “Banca di Trento e Bolzano/Banca Intesa San Paolo”

e le università di Bolzano, Trento ed Innsbruck. Lo scopo

della convenzione è sviluppare e realizzare dei progetti di ricerca

in ambito economico regionale dell’Euregio. Per effetto dei

fondi messi a disposizione con la convenzione, la Facoltà ha

provveduto ad assumere un ricercatore a tempo determinato a

partire dal 15.01.2010.

Facoltà di Scienze della Formazione

Gli ambiti di ricerca possono essere raggruppati in tre macro

categorie:

1. Processi/progetti educativi nelle differenti età e contesti

di vita: ricerche, anche con comparazione internazionale, in

ambito educativo con attenzione ai processi formativi in età

evolutiva e in una prospettiva di lifelong learning. Si pongono,

dunque, questioni relative a: progetti, metodologie e valutazioni

delle prassi didattiche e dei sistemi educativi, incluse le

nuove tecnologie; progetti e processi di sviluppo della persona

e dei gruppi, incluso l’apprendimento linguistico; arte, musica

e teatro.

2. Lingue e linguaggi per una società multiculturale e plurilingue:

in questo ambito rientrano gli studi che si confrontano

con lo sviluppo di lingue e linguaggi in differenti contesti

storici e culturali. Si pongono, dunque, questioni relative a:

linguaggi artistici e musicali, linguaggi e forme comunicative

con particolare riferimento al contatto tra le lingue, alle varietà

linguistiche e alla diversità linguistica; didattica linguistica;

studio dei contesti socio-culturali; ricerca finalizzata alla valutazione

dei curricula formativi orientati al plurilinguismo e

all’acquisizione di competenze comunicative e tecnologiche.

3. Dinamiche sociali, coesione, cittadinanza e sistemi di solidarietà:

le ricerche in quest’area si concentrano sull’analisi

dei processi sociali, dei loro effetti e delle necessità di adattamento

(in particolare di processi di modernizzazione), nonché

sulla progettazione, basata sulla ricerca, sull’inizio, sull’ac-


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

13

2.2 Ricerca

compagnamento e sulla valutazione di interventi finalizzati

al cambiamento sociale pianificato (planned change). Temi

rilevanti sono la cittadinanza attiva e lo sviluppo sostenibile

della comunità. Il lavoro di ricerca si riferisce a singoli, gruppi,

organizzazioni e istituzioni di comunità e richiede l’utilizzo di

un repertorio metodologico partecipativo e attivante che, tra

gli altri, può essere individuato nell’ambito degli approcci comunicativi

nonché etnografici di ricerca e di sviluppo, degli

approcci riferiti ad aree sociali e orientati ai contesti di vita.

Le seguenti istituzioni hanno collaborato a livello locale: Eurac,

Istituti pedagogici e Intendenze scolastiche, Istituzioni

scolastiche, Ripartizioni della Provincia, Comune di Bressanone,

Servizi sociali e socio-educativi non pubblici, Comunità

comprensoriali, Albo per le professioni sociali della regione.

A livello nazionale ci sono state collaborazioni con le seguenti

istituzioni: Università Milano Bicocca (progetti di ricerca nazionale

- Prin/Cofin), Università di Modena e Reggio Emilia

(progetti di ricerca nazionale - Prin/Cofin), Università Roma Tre

(Scuola di dottorato internazionale e Prin/Cofin), Università di

Pavia (corso di dottorato ad indirizzo internazionale), Università

di Trento.

A livello internazionale ci sono state 13 collaborazioni.

Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche

La Facoltà ha rafforzato la sua capacità di ricerca. Dal punto di

vista della ricerca gli obiettivi della Facoltà hanno riguardato

l’approfondimento delle tematiche in corso e l’organizzazione

delle attività per partecipare ai programmi del settimo programma

quadro europeo.

La ricerca della Facoltà si muove nei tre ambiti principali definiti

dai suoi centri di ricerca:

1. CASE – Center for Applied Software Engineering. L’attività

di ricerca del CASE si focalizza sui seguenti ambiti: analisi

dei sistemi di produzione del software (in particolare metodologie

Agili) in ambiti industriali, sistemi e processi di sviluppo

Open Source, misure e processi di misurazione del sotfware in

ambiti industriali, architetture a servizi e location-based, sistemi

embedded e mobili (anche in ambiente medico) sistemi di

eLearning (anche mobili).

2. DIS – Center for Databases and Information Systems. Ricerca

di base e precompetitiva su tecnologie di gestione ed analisi

di dati per lo sviluppo di sistemi informativi innovativi. In particolare

si condurranno ricerche su algoritmi di data mining per

la predizione della rilevanza di contenuti informativi e servizi

(anche multimediali) per utenti, e gruppi di utenti, in contesti

di eCommerce ed eGovernment. Si svolgeranno ricerche

su algoritmi di apprendimento automatico per l’adattamento

del dialogo uomo/macchina in sistemi di supporto alle decisioni.

Si svolgeranno ricerche per il disegno di servizi mobili

dipendenti dalla locazione in ambiente medico. Nel settore di

banche dati ed analisi di dati le attività si focalizzano sulle

seguente tematiche: algoritmi efficienti per l’analisi di dati

multi-dimensionali, isocrone in grafi multi-modali, aggregazione

temporale e spazio-temporale, matching approssimativo di

strutture di dati gerarchiche come XML, analisi e clustering di

dati rappresentati in grafi con ricca semantica sui link. Le solu-


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

14

2.2 Ricerca

zioni vengono sviluppate e valutate in prima linea nel contesto

di applicazioni nei settori di e-government e medicina.

3.KRDB – Knowledge Representation meets DataBases.

Ricerca sui fondamenti e le applicazioni delle tecnologie avanzate

per i sistemi di rappresentazione della conoscenza, per i

sistemi informativi, per il web semantico, e per le banche dati;

ricerca teorica e pratica nel campo dell’intelligenza artificiale,

della logica computazionale, della semantica del linguaggio

naturale.

L’interdisciplinarità è uno degli aspetti significativi della ricerca

della Facoltà; essa riguarda sia le discipline di solito considerate

affini alla scienza e all’ingegneria dell’informazione, come

la logica matematica, l’automazione dei processi industriali ed

il supporto ai processi aziendali, sia aree apparentemente più

remote, come le scienze sociali, la linguistica, la statistica, la

medicina, le scienze politiche e spazia dalle fondamenta teoriche

della disciplina ai domini applicativi.

Facoltà di Design e Arti

Nell’ambito della ricerca sono da considerare anche quei progetti

che nella loro qualità artistica di prodotti sono il risultato

di un lavoro e una didattica innovativa della Facoltà. La ricerca

di base comprende la cultura di progetto, la semantica di

materiale e della visualizzazione di informazioni, nonché altri

campi di sperimentazione di nuove strutture e metodi di comunicazione.

A questi si aggiunge l’analisi teorico - culturale,

l’analisi teorica, storica ed estetica, filosofica e sociologicoculturale

di specifici fenomeni contemporanei. La ricerca applicata

invece viene effettuata all’interno dei progetti didattici

di design (“Ricerca attraverso il Design”).

La scienza del design è in sé interdisciplinare, visto che bisogna

sempre trovare la soluzione a problemi complessi, che al

giorno d’oggi non possono essere risolti da un unico designer.

L’integrazione di discipline come l’antropologia, la sociologia,

le scienze naturali, le scienze della comunicazione e le scienze

economiche (specialmente marketing) è di fondamentale

importanza.

La ricerca su commissione non rientra nei progetti di ricerca,

bensì nei progetti didattici. Sono state svolte diverse cooperazioni

con aziende, le quali hanno contribuito all’analisi/sviluppo

nonché alla realizzazione di oggetti e concetti comunicativi.

Facoltà di Scienze e Tecnologie

La Facoltà mette in pratica il concetto di didattica basata sulla

ricerca. Punti chiave dell’attività di ricerca presso la Facoltà sono:

1. Fonti di energia rinnovabile - Sviluppo dei processi per l’utilizzazione

energetica delle biomasse, ossia un ampio spettro

di risorse di origine organica, da quelle legnose, forestali o

di scarto dalla lavorazione del legno, dai residui delle attività

agricole o industriali, etc. I processi di conversione energetica

studiati sono riconducibili a quelli termochimici, quali pirolisi,

gassificazione, torrefazione, e a quelli biochimici o biologici,

quali biofermentazione con produzione di biogas.

2. Efficienza energetica ed emissione di gas serra - Efficienza energetica,

risparmio di energia e riduzione di emissioni di gas serra nell’edilizia

(CasaClima), nell’agricoltura, nei trasporti e nell’industria.


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

15

2.2 Ricerca

3. Gestione delle risorse biotiche ed abiotiche negli ecosistemi

– Qualità dell’ambiente montano quando viene gestito attraverso

l’agricoltura, lo sfruttamento delle foreste e delle risorse

idriche. Gli studi sono rivolti allo sviluppo di una gestione sostenibile

delle risorse naturali, quali la biodiversità, l’acqua, il

suolo e l’aria.

4. Innovazione di prodotto e di processo - Sviluppo ed introduzione

di innovazioni tecnologiche nei processi industriali,

nell’edilizia, nell’agricoltura. Identificazione dei principali

“drivers” del successo sul mercato di prodotti e processi.

5. Qualità della vita - Pianificazione e gestione delle risorse

per un miglioramento della qualità della vita degli uomini e

degli altri organismi viventi. Pianificazione territoriale, ripristino

della qualità del suolo, qualità delle acque e dell’aria,

miglioramento della qualità dei prodotti alimentari e sviluppo

di nuovi materiali.

Nel 2010 la Facoltà è stata impegnata anche in progetti su

commissione, da parte di enti pubblici e privati, su tematiche

quali la termofisica degli edifici e le costruzioni secondo criteri

“Casaclima”, il rischio idrogeologico in zone alpine, l’energia

idroelettrica, fertilizzazione degli alberi secondo criteri di sostenibilità,

la pianificazione territoriale ed i servizi svolti dagli

ecosistemi naturali ed antropizzati in zone alpine e aride.

L’obiettivo è tenere conto della complessità dei contatti linguistici.

Si procede basandosi su dati sia quantitativi che qualitativi:

approcci etnografici, procedimenti neurolinguistici e statistici.

Il Centro collabora con istituzioni formative locali, cogliendo

le sollecitazioni del territorio in cui si colloca e monitorando

l’orientamento plurilingue della Libera Università di Bolzano.

Gli ambiti prioritari di ricerca sono: contatto linguistico e varietà

dialettali, analisi delle competenze linguistiche e della

comunicazione plurilingue.

Va evidenziata l’organizzazione del convegno internazionale

dell’AItLA, l’Associazione Italiana di Linguistica Applicata, il

17 e 18 febbraio del 2010, alla Libera Università di Bolzano.

2.2.4 Pubblicazioni

Di rilevanza accademica sono pubblicazioni e articoli relativi

ai risultati di ricerca su riviste specializzate. Per far conoscere

l’importanza della ricerca nella società i responsabili dei progetti

si sono impegnati a informare, tramite i media, sulle loro

attività un vasto pubblico.

Centro di Competenze Lingue

Sistemi linguistici in contatto, parlanti in interazione, comunicazione

plurilingue, acquisizione e apprendimento sono le aree tematiche

centrali di cui si occupa il Centro di Competenza Lingue.


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

16

2.3 Ruolo dell’Università nell’ambito territoriale

2.3.1 Trasferimento di sapere da parte delle Facoltà

La trasmissione di sapere agli studenti è il compito principale,

per antonomasia, di un luogo di formazione accademica.

La Libera Università di Bolzano è consapevole di questa sua

responsabilità sociale, cioè di dover provvedere a trasmettere

sapere anche alla popolazione. Per le diverse facoltà questo

avviene con convinzione e tramite progetti specifici

Facoltà di Scienze e Tecnologie

Il contributo della Facoltà all’apprendimento permanente è

stato realizzato attraverso il Master in “CasaClima” e la preparazione

del Master di primo livello “Innovation Engineering”

finalizzato all’aggiornamento professionale di quadri e dirigenti

dell’industria, soprattutto locale.

Vengono aperte ad esterni le conferenze a cadenza mensile

all’interno delle “Series of Lectures“ sui temi di attualità legati

alle competenze scientifiche della Facoltà. Di grande interesse

è stata anche la presentazione dello spettrometro di massa nel

settembre 2010.

Facoltà di Scienze informatiche

Dato il contesto di forte innovazione che caratterizza le discipline

curate dalla Facoltà si può affermare che la maggior parte dei

progetti di ricerca finanziati con fondi esterni abbiano una componente

di disseminazione e di trasferimento tecnologico. Inoltre, la

Facoltà partecipa insieme ad altri enti della provincia a parecchie

iniziative del Fondo Sociale Europeo per la formazione al lavoro.

La Facoltà ha organizzato 62 presentazioni sugli argomenti di ricerca

tramite seminari per un pubblico vario e ha fatto presentazioni

presso le scuole.

La Facoltà si è fatta promotrice di parecchie iniziative per il contatto

con il territorio, tra cui una giornata di presentazione delle

tesi di laurea all’associazione industriali, alla ripartizione informatica

della provincia e a tutti i cittadini interessati. Parecchi

professori della Facoltà hanno rapporti con organizzazioni di volontariato

e di non profit, con particolare attenzione al mondo dei

disabili, dei malati e dell’Open Source.

Facoltà di Economia

Il trasferimento delle conoscenze e delle tecnologie avviene

nell’ambito della comunità scientifica tramite la pubblicazione

di articoli in riviste internazionali e attraverso la presentazione

dei risultati in conferenze a livello internazionale e locale (queste

ultime organizzate a cura della stessa Facoltà di Economia).

All’interno del TOMTE, centro di competenza in Management

del Turismo ed Economia del Turismo, ha luogo la ricerca intere

transdisciplinare a livello locale, regionale ed internazionale.

Nell’ambito del TMC, Tourismus, Management Club, sono state

organizzate 7 manifestazioni, alle quali hanno partecipato

ciascuna volta un centinaio di partecipanti del settore.

I risultati e le prestazioni di TOMTE contengono tra l’altro la

documentazione riguardante 38 pubblicazioni scientifiche internazionali

in riviste, 12 contributi a libri, 30 contributi a

conferenze e 5 presentazioni per l’industria.


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

17

2.3 Ruolo dell’Università nell’ambito territoriale

Facoltà di Scienze della Formazione

La Facoltà offre percorsi formativi di educazione permanente:

di musica in collaborazione con le Intendenze e Istituti musicali

in lingua tedesca e ladina, di lingua inglese, di lingua

ladina, percorsi di formazione organizzati in partnership con

la Provincia, come Giovani in Scena, Giovani partecipazione

e promozione culturale e una serie di manifestazioni come le

Conferenze per i genitori. Con il Comune di Bressanone è stata

organizzata la serie di manifestazioni Bressanone in dialogo,

discussioni con esperti e professori dell’università sulle tematiche

attuali.

Facoltà di Design e Arti

Un’offerta riferita alla regione nel settore del “lifelong learning”

è rappresentata da i tre cicli di conferenze “Werkstattgespräche”,

“Lezione aperta” e “Storia dell’arte, storie dell’arte”.

Questi cicli di conferenze sono aperti al pubblico e invitano

noti designer, artisti e teorici dell’arte a presentare le loro opere

e a stimolare la discussione con studenti e partecipanti.

2.3.2. Congressi

Da alcuni anni la Libera Università di Bolzano mette i propri

spazi a disposizione di terzi anche per manifestazioni, seminari

e mostre. Solo nell’anno 2010 si sono svolte 244 manifestazioni

all’interno dell’Università. Nel frattempo la richiesta

aumenta ancora: sempre più spesso da parte dei committenti

viene richiesto il service della organizzazione congiunta.

La Libera Università di Bolzano in tal modo rende un servizio al

territorio e favorisce il trasferimento di sapere alla popolazione

e alle organizzazioni in loco.

2.3.3 Nuove iniziative nel settore dell’apprendimento

permanente

JuniorUni

Nel 2010 è stato costituito un gruppo di studio formato da

rappresentanti delle Facoltà, per avviare un’iniziativa rivolta a

bambini delle scuole elementari e medie, poi denominata “JuniorUni”.

Il modello di riferimento di questa iniziativa è stato

suggerito dalla professoressa Lück dell’Università di Bielefeld,

che da anni svolge esperimenti di chimica con bambini. Per raggiungere

il mondo dei bambini dell’Alto Adige, si è avviata una

collaborazione con l’associazione VKE. La “JuniorUni” è partita

nella primavera 2011 con frequenze brevi alle quattro facoltà;

si continuerà con una serie di lezioni attinenti alla Facoltà di

Scienze della Formazione e affiancate da lezioni per genitori.

Studium Generale

Dall’idea nata nel 2010, è partito nell’autunno del 2011 un innovativo

corso di studi breve per i cittadini della provincia. Il Rettorato è stato

inoltre coinvolto nella progettazione dello Studium Generale. Obiettivo

di tale ampliamento dell’offerta formativa alla Libera Università di

Bolzano è quello di rendere accessibile ad un pubblico composto sia

da studenti “regolari” che da cittadini altoatesini interessati, temi peculiari

del nostro territorio e che al contempo siano attuali e di rilevan-


2. MISSIONE SOCIALE E ULTERIORI PUNTI CHIAVE

18

2.3 Ruolo dell’Università nell’ambito territoriale

za internazionale. Si favorisce altresì un’occasione di vivo scambio tra

persone con esperienze di vita diretta e giovani ricercatori. Da tenere

presente anche l’incentivo per i frequentanti a esercitarsi e prepararsi

ad uno studio universitario; infatti la partecipazione con profitto ai moduli

verrà riconosciuta mediante il superamento dei relativi esami in

modo “realistico”, peraltro con l’impiego delle migliori pratiche didattiche.

Contestualmente lo Studium Generale contribuirà notevolmente

a delineare la Libera Università di Bolzano in merito alla sua responsabilità

sociale per uno sviluppo integrato e sostenibile della società in

senso economico, ecologico, sociale, culturale ed etico.

“Lifelong learning“

Le attività in tema di apprendimento permanente (“lifelong learning”)

si sono svolte all’interno della rete europea EUCEN di

cui la Libera Università di Bolzano è membro da diversi anni.

Un esempio di buone pratiche in tema di LLL presente alla

Libera Università di Bolzano è il Master CasaClima, presentato

alla conferenza EUCEN svoltasi all’University of Lapland (Rovaniemi,

Finlandia) nel maggio 2010. Nel corso della stessa

conferenza si sono avviati i contatti con altre università italiane

attive in EUCEN e particolarmente sensibili al tema del LLL,

in particolare l’Università di Genova, l’Università Roma Tre e

l’Università di Roma Foro Italico, al fine di avviare una rete

di atenei italiani, sul modello della rete austriaca AUCEN –

“Netzwerk für Universitäre Weiterbildung und Personalentwicklung

in Österreich”.


19

parte 3.GLI STUDENTI

3.1 Gli studenti e le loro esigenze

Al centro di un’università ci sono gli studenti, chiamati in inglese

spesso “stakeholder”. Per venire maggiormente incontro

alle loro esigenze, si è giunti alla nomina di una delegata del

Rettore per la formazione “a misura di studente”. Tra i suoi

compiti rientra il miglioramento delle prestazioni dell’università,

non direttamente contenute nei programmi delle Facoltà.

Al momento si sta elaborando una Carta degli studenti, per

mettere in rete la comunità universitaria, composta da corpo

accademico, studenti e amministrazione.

3.1.1 Orientamento

Nel corso del 2010 alcune università italiane hanno avviato

iniziative volte a migliorare l’offerta in materia di orientamento.

Su iniziativa dell’Università di Padova, si sono svolti alcuni

incontri a cui la Libera Università di Bolzano ha attivamente

partecipato. In questi incontri è stato definito un syllabus per

una serie di iniziative di aggiornamento rivolte al personale impiegato

dalle Università, negli uffici che si occupano di orientamento.

Inoltre si è individuata nell’Università di Palermo la

presenza di competenze in tema di orientamento alla multiculturalità,

un tema che è destinato a prendere un peso crescente

nel futuro, in un Ateneo a forte vocazione internazionale come

la Libera Università di Bolzano.

3.1.2 Esigenze di studenti diversamente abili

Presso l’Università è a disposizione degli studenti diversamente

abili il Servizio orientamento. Il Servizio collabora strettamente

con la delegata del rettore per offrire a questi studenti

le migliori condizioni di studio possibili, utilizzando i nuovi

media per la didattica.

Il Servizio orientamento dispone di un budget per rispondere

alle diverse esigenze che vanno viste come aggiunta alle

possibilità già offerte dalla Provincia Autonoma di Bolzano in

ambito di sostegno allo studio. Tra il 2008 e 2010 sei giovani

studenti diversamente abili hanno iniziato i loro studi presso

la Libera Università di Bolzano. Hanno potuto disporre dei

seguenti servizi: consulenza individuale, sostegno di altri studenti

con contratti da 150 ore, come anche corsi di informatica

per l’utilizzo di specifici software (per esempio Jaws per

studenti non vedenti).

Nel 2010 il più importante risultato ottenuto è stata la messa

in rete della Libera Università di Bolzano all’interno della

CNUDD, l’organo della CRUI che riunisce i delegati dei rettori

per gli studenti diversamente abili. Con questo contatto

è stato possibile ricevere informazioni, che hanno già avuto,

ed avranno sempre di più, un impatto sul diritto allo studio

degli studenti diversamente abili. In particolare è stato avviato

un confronto con altri Atenei sul tema dei disturbi specifici

dell’apprendimento (dislessia) che non costituiscono disabilità,

ma i cui portatori sono tutelati dalla nuova legislazione

emessa nel novembre 2010.

I contatti con altri ricercatori sulle tecnologie assistite e


3. GLI STUDENTI

20

3.1 Gli studenti e le loro esigenze

l’esame di buone pratiche sul diritto allo studio dei diversamente

abili, sono stati anche sviluppati attraverso la partecipazione

alla giornata di studio su Tecnologie ed inclusione (ITD

CNR, Genova gennaio 2010) e la partecipazione alla mostra

convegno Handimatica (Bologna, novembre 2010). L’ottima

collaborazione da parte di tutti ha permesso di avviare iniziative

concrete di sostegno per alcuni studenti.

3.1.3 “Distance and blended learning“ nelle Facoltà

La didattica supportata dai mezzi multimediali per il “distance

and blended learning“ sarà ampliata con specifici accorgimenti.

Si tratta di una combinazione di apprendimento in loco e a

distanza e di sistemi di apprendimento multimediali. In collaborazione

con alcuni ricercatori della Facoltà di Scienze della

Formazione è stata sviluppata una attività di ricognizione dello

“stato dell’arte” internamente alla Libera Università di Bolzano

per quanto riguarda le competenze dei docenti strutturati

in tema di e-learning. È quindi stato costituito un gruppo di

studio, con lo scopo di individuare strumenti di supporto per la

formazione a distanza, da intendersi come ausili complementari

per i corsi svolti alla Libera Università di Bolzano, e per

agevolare la partecipazione di studenti con difficoltà motorie,

pendolari con lunghi spostamenti verso le sedi universitarie e

studenti-lavoratori.


3. GLI STUDENTI

21

3.1 Gli studenti e le loro esigenze

3.1.4 Tirocini

Per facilitare il successivo ingresso nel mondo del lavoro, nella maggior

parte dei corsi di studio della Libera Università di Bolzano i tirocini

sono già istituzionalizzati e fanno parte del curriculum. L’università

offre una molteplicità di tirocini di formazione e orientamento

per gli studenti e ha sottoscritto una serie di accordi con imprese e

istituzioni. Si evidenzia che è un fenomeno in forte crescita e che

gli studenti recepiscono l’importanza di un tirocinio come rilevante

elemento costitutivo del proprio curriculum:

Inoltre l’Ufficio ha concluso i seguenti accordi con aziende:

2008 2009 2010

Accordi

98 129 117

Prov. BZ

71 77 84

Italia

27 52 33

Tirocini di formazione e orientamento

Facoltà

Tirocini

(Italia ed estero)

Tirocini svolti all’estero di cui nei paesi UE di cui nei paesi

non UE

2009

2010

2009

2010

2009

2010

2009

2010

WWS

160

201

68

73

38

55

30

19

BWS

23*

1.403

2

23

2

23

0

0

INF

45

42

3

3

1

3

2

0

DES

15

12

2

2

2

2

0

0

N&T

52

39

3

4

2

2

1

1

Gesamt

295

1.697

78

105

45

85

33

20

*per il 2009 sono stati rilevati unicamente i tirocini del corso di laurea in Scienze della Comunicazione plurilingue.


3. GLI STUDENTI

22

3.1 Gli studenti e le loro esigenze

Nell’anno 2010 si sono svolti attraverso l’Ufficio Tirocini e

Placement i seguenti tirocini:

Imprese

Imprese/istituzioni, nelle quali nell’anno 2010 la

maggior parte degli studenti della Libera Università

di Bolzano ha svolto un tirocinio (eccetto Scienze

della Formazione primaria):

Luogo

Libera Università di Bolzano Bolzano

Provincia Autonoma di Bolzano Bolzano

Cassa di Risparmio di Bolzano Bolzano

Comunità comprensoriale valle Pusteria Brunico

Comunità comprensoriale Burgraviato Merano

Camera di Commercio di Bolzano Bolzano

Comunità comprensoriale valle Isarco Bressanone

RAI Sender Bozen

Bolzano

EURAC

Bolzano

Caritas Diocesi Bolzano - Bressanone Bolzano

Comprensorio sanitario di Merano Merano

AFI - IPL

Bolzano

Associazione “La Strada - Der Weg” Bolzano

Studio di Architettura Alberghini Loris Bolzano

Thun AG

Bolzano

Dr. Schär GmbH

Postal

Comunità comprensoriale val Venosta Silandro

Tirocini

13

12

9

8

7

5

5

5

4

4

4

3

3

3

3

3

3

3.1.5 Comitato Pari Opportunità - Università a misura

di famiglia

Comitato per le Pari Opportunità (CPO) è stato costituito nel

2007, l’anno europeo delle pari opportunità. E’ un organo consultivo

dell’Ateneo che si occupa di promuovere e monitorare

la effettiva parità per tutte le componenti operanti nell’ateneo,

indipendentemente da sesso, razza, religione, nazionalità, età,

disabilità, identità sessuale e ogni altra condizione che possa

dare origine a discriminazioni. Il Comitato è composto da 4

membri accademici, 4 membri amministrativi e 2 studenti.

Al Comitato Pari Opportunità compete:

• formulare piani di azioni positive atti a consentire la effettiva

parità per tutte le componenti operanti nell’Ateneo;

• individuare tutte le forme di discriminazione, dirette o indirette,

che ostacolano la piena realizzazione di effettive condizioni

di parità o pari opportunità tra tutte le componenti operanti

nell’Università;

• sorvegliare affinché non vengono a determinarsi situazioni

che possano ledere i diritti di pari opportunità.

Il Comitato Pari Opportunità, nel perseguire le proprie finalità,

ha organizzato diverse manifestazioni (mostre fotografiche,

rappresentazioni teatrali, seminari aperti al pubblico e

workhops). Il Comitato si impegna in particolar modo per il

progetto “università a misura di famiglia”, che è orientato a

conciliare lavoro, o studio, e famiglia; in questo senso l’Università

ha allestito “Kidspace Lilliput”, una stanza con giochi,

aperta quotidianamente, nella quale viene offerta due volte


3. GLI STUDENTI

23

3.1 Gli studenti e le loro esigenze

alla settimana un servizio di custodia dei bambini e vengono

organizzati diversi workshops per i bambini di studenti, professori

e personale amministrativo. Il Comitato Pari Opportunità

si adopera inoltre per l’apertura di un asilo nido all’interno

dell’Università.

3.1.6 Studentati

La Provincia Autonoma di Bolzano negli anni passati ha considerato

come priorità costruire o rinnovare studentati. In particolare

per gli studenti provenienti dall’estero ciò costituisce

un’alternativa relativamente economica e confortevole: una

stanza singola in un convitto costa 260 euro al mese.

Nell’anno accademico 2010/2011 c’erano a disposizione 615

posti a Bolzano e Bressanone. Quanto sia elevato il rapporto in

confronto con gli iscritti, viene testimoniato dai numeri: il 18

per cento degli studenti è stato sistemato in uno studentato.

Solo a Brunico non è stato ancora possibile realizzarne uno.

Gli studentati a disposizione:

2008 2009 2010

BOLZANO

Marianum 29 18 18

Dante 24 24 24

Capitol 18 0 0

Becattini 13 0 0

Kolping 20 32 32

Marienheim 10 0 0

Rainerum 87 117 117

St. Benedikt 69 71 71

Univercity 0 148 148

Peter Rigler Haus 0 0 91

Totale BZ 270 410 501

BRESSANONE

Casa Gioventù 40 40 40

Ex Sonne 0 0 0

Kolping 50 50 50

St. Michael 24 24 24

Totale BX 114 114 114

Totale 384 524 615


3. GLI STUDENTI

24

3.1 Gli studenti e le loro esigenze

3.1.7 Associazioni studentesche

Negli anni passati è notevolmente aumentato il numero delle

associazioni studentesche alla Libera Università di Bolzano.

Già nel 2000 è stata fondata l’associazione culturale kikero;

negli undici anni successivi sono nate altre tre associazioni.

Queste hanno ottenuto alcuni uffici nella sede principale

dell’Università a Bolzano ed il Social Club (il sesto piano

nell’edificio F), una grande stanza comune per le manifestazioni.

Due delle tre associazioni hanno preso piede anche a

Bressanone.

Le attività delle associazioni studentesche sono attualmente

co-finanziate dall’Università con circa 60.000 euro all’anno.

Le associazioni devono documentare l’utilizzo di questi soldi,

presentando un rendiconto. Nella compilazione di questo

rapporto e per altre questioni burocratiche il Servizio orientamento

affianca le associazioni.

Gli studenti lavorano all’interno delle associazioni in modo

autonomo. Ogni anno eleggono nuovi direttivi e assegnano

incarichi - per l’organizzazione di manifestazioni, i lavori di

pubbliche relazioni, il marketing e la presidenza. Le associazioni

sono aperte a tutti gli studenti: tutti possono collaborare

e/o iscriversi.

L’Università intende estendere nei prossimi anni il sostegno

alle associazioni studentesche, ritenendo che esse offrano

una buona piattaforma per il personale sviluppo degli studenti

e rappresentino un aspetto importante della “vita studentesca”.

Dovranno essere particolarmente promosse attività

studentesche a Bressanone e Brunico.

Attualmente alla Libera Università di Bolzano sono attive e

riconosciute ufficialmente quattro associazioni studentesche:

Kikero, SCUB, Alumniclub e AIESEC.

Kikero

Gli studenti dell’associazione kikero, una piattaforma per gli

studenti di tutte le Facoltà, sono impegnati sul fronte culturale.

Con il Rookie Day, la giornata di benvenuto organizzata

ogni anno in ottobre, le matricole del primo anno vengono

introdotte nella vita quotidiana universitaria. Inoltre questa

associazione studentesca organizza feste, concerti, la tradizionale

slittata al chiaro di luna, serate con il club di dibattito

e seminari su svariati temi.

kikero è l’editore del giornale studentesco Flyer e dell’annuario.

Grande popolarità gode il club di dibattito trilingue.

SCUB (+UniParty)

SCUB è l’acronimo di Sports Club University Bolzano. L’associazione

fondata nel 2001 con lo scopo di promuovere tra gli

studenti diverse attività sportive. Al centro ci sono in primo

luogo gli sport alpini, dei quali l’evento principale è rappresentato

dagli “Snowdays”: tre giorni di gare in cui circa 300

studenti provenienti da tutta Europa si misurano con le diverse

discipline degli sport invernali.

Oltre ai regolari allenamenti di calcio (femminile e maschile),

pallavolo, basket e badminton, lo SCUB offre la possibilità di

partecipare a corsi di roccia, yoga e arti marziali.

Ogni anno lo SCUB partecipa a diversi tornei universitari

internazionali, durante i quali la LUB compete con altre

università europee.


3. GLI STUDENTI

25

3.1 Gli studenti e le loro esigenze

All’associazione SCUB appartiene anche Uniparty: questo

gruppo di lavoro organizza feste ed eventi a Bolzano, anche

in collaborazione con associazioni, imprese ed esercizi

pubblici esterni.

AIESEC

AIESEC è la più grande organizzazione studentesca a livello

internazionale presente in oltre 107 paesi e 1.700 università.

AIESEC offre agli studenti, già durante gli studi, esperienze

lavorative e funge da collegamento tra il mondo universitario

e quello aziendale attraverso programmi di scambio

internazionale. AIESEC permette agli studenti di sviluppare

competenze di tipo sociale e professionale attraverso esperienze

all’estero. Ciò avviene ogni anno con l’organizzazione

di numerosi tirocini all’estero e di oltre 350 congressi internazionali.

Alumniclub

L’AlumniClub è un’associazione fondata nel 2002 con il fine

di mettere in rete i laureati e di promuovere il loro legame con

l’Università. Attualmente si sta dedicando alla costruzione

di un network digitale e alla diffusione della conoscenza del

club tra i laureati. Inoltre, in sinergia con le imprese, si organizzano

numerose manifestazioni per facilitare l’inserimento

lavorativo.

3.1.8 Rappresentanti degli studenti

Il ruolo dei rappresentanti degli studenti è istituzionalizzato e

previsto dallo statuto della LUB. In questo modo gli studenti

possono dare attivamente il loro contributo a vari ambiti dell’Ateneo.

Questo organo offre così agli studenti la possibilità di

sviluppare le proprie competenze sociali.

Gli studenti possono eleggere, di norma ogni due anni, i loro

rappresentanti nei vari organi di governo dell’Università. Lo statuto

prevede rappresentanti degli studenti nei seguenti organi:

- Consiglio dell’Università (1 studente);

- Senato accademico (2);

- Comitato Pari Opportunità (2);

- in ogni Consiglio di Facoltà (2);

- in ogni Consiglio di corso (1 o 2 studenti, a seconda

della Facoltà).

Le ultime elezioni si sono svolte elettronicamente nel dicembre

2009. I rappresentanti degli studenti nei rispettivi organi hanno

diritto di voto effettivo e partecipano al processo decisionale.

Nei prossimi cinque anni si cercherà un modo per riuscire a

valorizzare il ruolo dei rappresentanti negli organi di governo

dell’Ateneo. Per due motivi si intende accrescere il numero

degli studenti e coinvolgerli da subito nei processi decisionali:

da una parte al fine di tenere in maggiore considerazione le

esigenze e aspettative degli studenti; dall’altra perché così gli


3. GLI STUDENTI

26

3.1 Gli studenti e le loro esigenze

studenti ottengono tempestivamente informazioni sulla

complessità e sulle dinamiche che alcune decisioni comportano.

Monitoraggio della qualità

In riferimento alla partecipazione degli studenti per quanto

riguarda la valutazione della qualità è stato istituito un loro

gruppo di monitoraggio. Questo si è prefissato di accompagnare

attentamente i principali processi di sviluppo della Libera

Università di Bolzano, come per esempio il nuovo modello linguistico,

e di fornire costantemente proposte di miglioramento.

3.1.9 Club studenteschi

TMC

ll Tourism Management Club (TMC) è stato fondato nell’ottobre

del 1997 da alcuni ambiziosi studenti. Ora è un progetto

di didattica e ricerca dei curricula in Management del Turismo

e Management dello Sport e degli Eventi della Facoltà di

Economia. Ogni anno 15 studenti possono frequentare il TMC

come corso facoltativo ricevendo crediti formativi.

L’obiettivo del TMC è stabilire contatti tra la teoria e la pratica

e agire come piattaforma di comunicazione per il turismo

innovativo in Alto Adige, ma non solo. Da ottobre a maggio

con cadenza mensile vengono organizzati conferenze e dibattiti

che coinvolgono note personalità. Il Tourism Management

Club si rivolge a: studenti e docenti, imprenditori del Terziario,

rappresentanti di istituzioni turistiche, associazioni di

settore, consulenti turistici, event manager e giornalisti.

Il TMC è finanziato da sponsor e partner dalla Libera

Università di Bolzano.

C’è la volontà di fondare altri club, come il business club alla

Facoltà di Economia a Bolzano e un club di formazione e cultura

a Bressanone.

Unichor

Già dal 2000 la Facoltà di Scienze della Formazione ha istituito

un suo coro universitario, che dal 2009 è sotto la guida artistica

di Stephen A. Lloyd. Ogni anno si esibisce in 3-5 concerti, per

esempio a Natale, per la festa di fine corso e per quella di consegna

dei diplomi a Bressanone. Nel 2010 il coro era composta

da 120 membri, tutti studenti della Facoltà di Scienze della

Formazione dei tre gruppi linguistici.

L’attività di Unichor è intesa come lezione, i futuri insegnanti scoprono

il valore del canto, affinano la loro voce e imparano nuovi

repertori che riguardano tutti gli stili musicali in forma originale o

arrangiati, in più lingue, a cappella, oppure con accompagnamento.

I partecipanti ricevono un credito formativo a semestre.

3.1.10 Riconoscimento di titoli di studio

Sin dalla sua fondazione la Libera Università di Bolzano si

occupa anche di riconoscimento di titoli di studio conseguiti

all’estero. Per quanto riguarda il riconoscimento di titoli di studio

austriaci sono state implementate dalla Segreteria studenti

le nuove tabelle di corrispondenza, entrate in vigore nel 2010

e riguardanti i corsi di laurea triennali e magistrali.


3. GLI STUDENTI

27

3.1 Gli studenti e le loro esigenze

Così nel 2010 sono stati emessi complessivamente 481

decreti e 185 diplomi.

Riconoscimento di titoli di studio

Domande

2008

438

2009

520

2010

509

Decreti

440

487

481

Diplomi

161

162

185

3.1.11 Gli studenti in numeri

Gli studenti iscritti negli ultimi 3 anni


3. GLI STUDENTI

28

3.1 Gli studenti e le loro esigenze

La suddivisione degli iscritti per sede

2008/2009 2009/2010

Bolzano

1258 1300

Bressanone

1804 1791

Brunnico

212 247

Totale

3274 3338

2010/2011

1393

1753

278

3424

Numero di dottorandi alla LUB 68

Di cui all’estero 34

Di cui con borsa di studio 50

Dottorati conclusi dal 2004 49

Posti di dottorato banditi nel 2011 47

3.2 Borse di studio

A Bolzano si trovano le Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche,

Economia, Design e Arti, nonché la Facoltà di Scienze e

Tecnologie. Il corso di laurea Management del Turismo e Management

dello Sport e degli Eventi della Facoltà di Economia si

svolge a Brunico. A Bressanone si trova infine la Facoltà di Scienze

della Formazione con i seguenti settori: sociale, scienze della

comunicazione e insegnamento nelle scuole di ogni grado.

Dottorati

Nel 2010 la Libera Università di Bolzano ha offerto due dottorati

di ricerca, quello di “Pedagogia generale, Pedagogia sociale e Didattica

generale” presso la Facoltà di Scienze della Formazione e

quello di “Informatica” presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie

informatiche. I dottorati saranno a lungo termine istituiti presso

tutte le Facoltà e, aggiungendosi ai corsi di laurea triennali e magistrali,

completeranno l’offerta.

Oltre un quarto degli studenti della Libera Università di Bolzano

riceve una borsa di studio. In questo modo la Provincia permette

anche ai figli di famiglie con redditi bassi di studiare presso le

cinque Facoltà.

Libera Università

di Bolzano

Totale

2010/2011

Numero

iscritti

3410

con borsa di

studio

1082

percentuale

27,3%

¹ Rilevamento dati il 13.10.2011

² Dal 2004, quando è stato offerto il primo dottorato di ricerca,

al 13.10.2011.

³ L’immatricolazione è terminata il 16.12.2011.


29

parte 4.ATTIVITA’

4.1 Insegnamento

Nell’anno 1998 la Libera Università di Bolzano ha iniziato la

sua attività d’insegnamento. Nel 2010 è stato già possibile

dare un’offerta di studi completa presso tre Facoltà, dal corso

di laurea triennale, al corso di laurea magistrale e al dottorato

triennale, che è l’obiettivo a lungo termine per tutte le Facoltà.

Alle Facoltà di Scienze della Formazione, Scienze e Tecnologie

informatiche, e Scienze e Tecnologie questo è già realtà.

4.1.1 Corsi di laurea triennali

Corsi di studio nell’anno accademico 2010/11:

Facoltà

Economia

Corsi di laurea triennali

-Economia e Management

-Scienze Economiche e Sociali

-Management del Turismo, dello Sport

e degli Eventi

Scienze della

Formazione

- Scienze della Formazione Primaria

(quadriennale secondo il vecchio

ordinamento)

- Servizio sociale

- Educatore Sociale

- Scienze della Comunicazione

plurilingue

Scienze e Tecnologie

informatiche

Design e Arte

Scienze e Tecnologie

- Informatica e Scienze e Ingegneria

dell’Informazione

- Design e Arte

curriculum in Design

- Scienze e Tecnologie Agrarie

- Ingegneria logistica e della Produzione


4. ATTIVITÁ

30

4.1 Insegnamento

4.1.2 Lauree magistrali, master e dottorati

Lauree magistrali, master e dottorati nell’anno accademico 2010/11:

Facoltà

- Economia

- Scienze della Formazione

- Scienze e Tecnologie

informatiche

- Scienze e Tecnologie

Laure magistrali,

dottorati e master

Corsi di laurea magistrali

- Economia e Management del

Settore pubblico

- Imprenditorialità e Innovazione

- Innovazione e Ricerca per gli Interventi

socio-assistenziali- educatici

- Informatica

- Fruit Science (International Master

of Fruit Science)

4.1.3 Post Lauream

La Libera Università di Bolzano offre una serie di corsi

“post lauream”.

Un esempio: con l’introduzione della lingua inglese alle scuole

elementari anche gli insegnanti andavano preparati a questo

nuovo compito. Dal 2005 gli insegnanti delle scuole elementari

di lingua tedesca, italiana e ladina, frequentano presso

la Facoltà di Scienze della Formazione il corso di formazione

professionale “Inglese nella scuola primaria”.

Il corso biennale è composto da 300 ore, più 80 ore propedeutiche

per l’allineamento delle competenze linguistiche dei

partecipanti.

-Scienze e Tecnologie

Master biennali

- Innovation Engineering (I livello)

- CasaClima (II livello)

- Scienze della Formazione

- Scienze e Tecnologie

informatiche

- Scienze e Tecnologie

Dottorato di ricerca triennale

- Pedagogia generale, Pedagogia

sociale e Didattica generale

- Informatica

- Gestione dell’Ambiente montano


31

parte 5.RISORSE

5.1 Capitale umano

5.1.1 Professori e ricercatori

Per garantire l’internazionalità e il plurilinguismo dei docenti,

la Libera Università di Bolzano ha la possibilità giuridica

di chiamare fino al 70 per cento del suo personale docente

dall’estero. Questa possibilità finora non è stata sfruttata fino

in fondo, ma in futuro sarà perseguita con maggiore impegno.

Ai professori neo assunti viene affiancato subito un collaboratore

scientifico, preferibilmente di un settore vicino dal punto

di vista scientifico e della disciplina. In questo modo si incentiva,

fin dall’inizio, l’attività di ricerca.

L’università ritiene che uno stretto rapporto tra docenti e studenti

sia un presupposto importante per il successo degli studi.

Per questo viene data molta importanza alla creazione di un

corpo docente fisso.

Numero di docenti in pianta organica al 31.12.2010

Facoltà Professori I. fascia Professori II. fascia Ricercatori Totale

2009 2010 2009 2010 2009 2010 2009

WWS

BWS

6 (1*)

9 (3*)

6 (1*)

10 (5*)

8 (3*)

8 (3*)

8 (3*)

9 (5*)

6 (1*)

19 (13*)

10 (2*)

20 (13*)

20 (5*)

36 (19*)

INF

3 (1*) 3 (1*) 5 (1*) 6 (1*) 4 (0*) 3 (0*) 12 (2*)

DES 2 (0*) 2 (0*) 5 (1*) 6 (1*) -

- 7 (1*)

N&T 4 (2*) 7 (2*) 1 (0*) 5 (0*) 7 (1*) 8 (1*) 12 (3*)

Totale 24 (7*) 28 (9*) 27 (8*) 34 (10*) 36 (15*) 41 (16*) 87 (30*)

* di cui donne

2010

24 (6*)

39 (23*)

12 (2*)

8 (1*)

20 (3*)

103 (35*)


5. RISORSE 32

5.1 Capitale umano

Situazione ricercatori al 31.12.2010

Facoltà

Ricercatori con contratto

a tempo determinato

Titolari di assegni

di ricerca

Ricercatori con

contratto a progetto

Totale

2009

2010

2009

2010

2009

2010

2009

2010

WWS

7 (2*)

7 (3*)

4 (2*)

2 (1*)

1 (1*)

2 (1*)

12 (5*)

11 (5*)

BWS

2 (2*)

6 (6*)

1 (0*)

1 (0*)

37 (24*)

17 (8*)

40 (26*)

24 (14*)

INF

12 (5*)

13 (5*)

0

8 (2*)

18 (2*)

16 (1*)

30 (7*)

37 (8*)

DES

7 (2*)

6 (0*)

0

0

1 (1*)

3 (3*)

8 (3*)

9 (3*)

N&T

1 (1*)

1 (1*)

1 (0*)

0

6 (0*)

13 (4*)

8 (1*)

14 (5*)

Totale

29 (12*)

33 (15*)

6 (2*)

11 (3*)

63 (28*)

51 (17*)

98 (42*)

95 (35*)

* di cui donne

Docenti in pianta organica e ricercatori con contratto a tempo determinato (RTD)

WWS

BWS

INF

DES

N&T

Totale

31.12.2009

20 (+7*)

36 (+2*)

12 (+12*)

7 (+7*)

12 (+1*)

87 (+29*)

31.12.2010

24 (+7*)

39 (+6*)

12 (+13*)

8 (+6*)

20 (+1*)

103 (+33*)

Differenza

4

3 (+4*)

0 (+1*)

1 (-1*)

8

16 (+4*)

* ricercatori con contratto a tempo determinato


5. RISORSE

34

5.1 Capitale umano

5.1.2 Dipendenti

Nel 2010 la Libera Università di Bolzano contava 236 dipendenti

nelle tre sedi di Bolzano, Bressanone e Brunico. Si sottolinea

come il personale tecnico-aministrativo dell’Università

sia cresciuto negli ultimi tre anni e quali stimoli l’Ateneo possa

dare come istituzione formativa soprattutto nel settore della

formazione permanente, in primis nel settore linguistico.

Dipendenti - Part time

31.12.2010

31.12.2009

31.12.2008

Totale

dipendenti

236

222

217

F M Part time

157

147

138

179

75

79

22%

18%

17%

La Libera Università di Bolzano sul territorio è un datore di lavoro

interessante per personale qualificato e motivato. Questo

comporta che vengano attuate precise misure per lo sviluppo

del personale che da un lato prevedano formazione permanente,

dall’altro incentivino la crescita di nuove leve dirigenziali.

Alle lingue è data una particolare attenzione, soprattutto a

quelle di insegnamento: tedesco, italiano e inglese.

Ore di formazione del personale tecnico-amministrativo

dal 2008 al 2010

Ore di formazione

frequentate all’esterno

Ore di formazione

frequentate all’interno

Totale

Numero dei corsi frequentati

per giorno/

persona

2008

2832,50

1278,00

4110,50

2008

3,5

2009

3595,50

1803,50

5399,00

2009

2,7

2010

2909,75

1630,50

4540,25

2010

3,0


5. RISORSE

35

5.2 Strutture dell’università

5.2.1 Biblioteca come centro di servizi

La Biblioteca universitaria deve affrontare una grande sfida:

garantire in tutte e tre le sedi universitarie di Bolzano, Bressanone

e Brunico l’offerta completa e tutti i servizi nella medesima

qualità e, al contempo, venire incontro alle esigenze individuali,

che nascono dalle diverse Facoltà e dagli utenti esterni.

La Biblioteca è aperta a tutti. Con la campagna “La biblioteca

per tutti” e una serie di manifestazioni, come concerti

e mostre all’interno della Biblioteca, questa struttura ha

dimostrato di essere anche luogo di incontro.

La Biblioteca tiene sempre in considerazione le concrete

esigenze degli utenti e in base a queste ottimizzare i suoi

processi. L’arrivo del Total Quality Management ha portato

a una ulteriore focalizzazione sugli utenti e sulle loro aspettative

in merito ai servizi offerti. Per scoprire se gli inputs

come le zone d’utilizzo, i collaboratori della Biblioteca e

le acquisizioni si rapportavano in modo equilibrato con gli

utenti e dove fosse possibile svilupparsi ulteriormente, la

Biblioteca si è presentata per la prima volta nel 2008 a un

benchmarking internazionale, l’indice bibliotecario BIX (Bibliotheksindex).

La Biblioteca dal 2008 al 2010 si è piazzata

ogni anno nei primi tre posti.

Per misurare l’outcome della Biblioteca, nel 2010 è stato

effettuato un sondaggio tra gli utenti sull’utilizzo della struttura

come plusvalore. Alla domanda su quanto gli utenti stimassero

la Biblioteca per la loro vita accademica o lavorativa,

il 22% degli intervistati ha indicato un livello “molto alto” e

il 36% uno “alto”.

Attraverso il prestito automatizzato nell’anno 2009 e l’allargamento

degli orari d’apertura sono stati ottimizzati il

prestito e la restituzione. La Biblioteca si è dimostrata una

volta in più un servizio pubblico cui si può accedere autonomamente.

Il successo dell’introduzione del prestito automatizzato

e dell’ampliamento degli orari di apertura sono dimostrati

dal numero dei prestiti, che nell’anno 2008 sono stati

177.963 e sono saliti nel 2010 a 191.843, con 525.000

visitatori solo nel 2010.

La crescita dell’efficienza nei prestiti ha consentito inoltre

di avere maggior tempo per altre attività della Biblioteca,

come ad esempio il servizio di consulenza e per il trasferimento

di competenze informative, chiamate anche Information

Literacy. Questa è l’attività principale di una biblioteca

scientifica, che con il trasferimento di informazioni del sapere

aggiunge valore ai suoi servizi.

Inoltre, con l’introduzione dei credit points per il corso

Information Literacy a Bressanone, i 2.514 partecipanti

nell’anno 2009 sono saliti a 3.809 nel 2010.

Per venire incontro alle richieste della ricerca e dell’insegnamento,

la Biblioteca universitaria si è assunta il compito

di mettere in rete le biblioteche scientifiche e gli istituti di

ricerca che operavano separatamente in regione, facendoli

confluire in un sistema globale coerente per l’accesso all’informazione

sia convenzionale sia digitale. Progetti come

l’ampliamento di b|core (Bozen-Bolzano Consortium Online

Resources), che prevede la condivisione di una piattaforma

per le biblioteche scientifiche altoatesine, garantiscono infine

in modo uniforme e completo la distribuzione di letteratura

specializzata.


5. RISORSE 36

5.2 Struttura dell’università

PATRIMONIO 2010 2009

Libri e Non-Book Material 197.095 180.333

E-Books totale 14.037 15

E-Books

3.865 15

E-Book Subscriptions

10.172

-

SERVIZI

Prestito

Prestito a distanza

Visite in Biblioteca

2010

191.843

6.412

524.708

2009

184.173

4.930

504.509

Riviste in forma stampata ed

elettronica

Stampato

Elettronico

1.197

781

267

1.192

798

296

PERSONE

Utenti totali

Utenti attivi interni

[Students, Staff]

2010

6.161

4.104

2009

6.119

4.005

Riviste online via EZB

149

98

Utenti attivi esterni

2.057

2.114

Risorse online via SFX

18.108

17.016

Collaboratori della Biblioteca

22

21

Banche dati

47.678

17.016

Collaboratori esterni

7,44

8,2


5. RISORSE

37

5.2 Struttura dell’università

5.2.2 Locali

L’Università dispone di moderni e ampi locali ma ha dovuto,

vista la crescita degli ultimi anni, allargarsi anche in edifici

posti nelle immediate vicinanze della sede principale, cosa

che ha reso più complicata la logistica.

Edifici

Superfici nette Superfici nette Suddivivsioni

BESTAND

(m²)

(m²)

(m²) (m²) (m²)

Bz-Sede principale

41.456 Biblioteca Mensa UniBar

Zona AB 16.674 di cui 6.013 1.686 162

Zona C

Zona D

Zona E

Zona F

5.963

2.041

8.627

3.963

Zona G

2.187

Zona H

2.001

Bz - Edificio K

Bz - Edificio Poste

Bz - Centro di competenza

Bx - Sede principale

Bx - Casa Missionaria

2.266

2.285

932

19.589

1.539

2.266

Bx - Edificio Raika

1.178

Brunico

1.516

totalte

70.761


5. RISORSE

38

5.2 Struttura dell’università

5.2.3 Efficienza energetica

Nell’ottica dell’ottimizzazione del risparmio di energia, la

sede principale di Bolzano (Edifici A - F) è stata concepita e

costruita come CasaClima A. I seguenti interventi di risparmio

energetico sono stati previsti con la presenza di:

1. tetti verdi per un migliore isolamento e una riduzione dei

costi di riscaldamento;

2. pannelli solari con superfici complessivamente di 108 m²

e una potenza di 20 kw con una irradiazione solare di 600

w/m² per la produzione di acqua calda nei bagni;

3. un gruppo di cogenerazione con una potenza termica di

355 kw per la produzione di acqua calda (riscaldamento in

inverno) e contemporaneamente la produzione di un 185 kw

di corrente elettrica;

4. un impianto ad assorbimento con una potenza di raffreddamento

di 200 kw per la riutilizzazione del calore, prodotto

dal gruppo di cogenerazione, in eccesso d’estate (raffreddamento);

5. una gestione automatica degli impianti dell’edificio per

l’utilizzo razionale dell’energia;

6. numerose piante per la trasformazione di CO2 in ossigeno.

La sede principale di Bressanone non dispone di un certificato

di CasaClima, ma viene utilizzata l’acqua freatica per

la climatizzazione dell’edificio.


5. RISORSE

39

5.3 Finanziamento

5.3.1 Entrate e uscite 2010

86% Contributo provinciale

3% Entrate da progetti di ricerca e sviluppo

Entrate 2010 (in migliaia di euro)

1% Entrate diverse

Contributo provinciale

Contributo statale

47.900

2.715

85,7%

4,9%

5% Contributo statale

5% Tasse universitarie

Tasse universitarie

2.668

4,8%

Entrate da progetti di

ricerca e sviluppo

1.926

3,4%

Entrate diverse

683

1,2%

Totale

55.892

100%


5. RISORSE 40

5.3 Finanziamento

Spese 2010 (in migliaia di euro)

14% Spese generali, di manutenzione degli

edifici, outsourcing

Personale accademico per insegnamento

e ricerca

Organi universitari e personale

tecnico-amministrativo

22.425

13.013

43,7%

25,3%

5% Progetti di ricerca

43,7% Personale accademico

per insegnamento e ricerca

Organizzazione di insegnamento e

ricerca nelle Facoltà

3.858

7,5%

Progetti di ricerca

2.366

4,6%

Spese generali, di manutenzione

degli edifici, outsourcing

7.023

13,7%

Investimenti

2.655

5,2%

51.340

100%

5% Investimenti

8% Organizzazione di insegnamento

e ricerca nelle Facoltà

25% Organi universitari e personale

tecnico-amministrativo


5. RESSOURCEN 41

5.3 Finanzierung des Universitätsbetriebs

La Provincia Autonoma di Bolzano ha dato in comodato alla

Libera Università di Bolzano gli edifici delle tre sedi di Bolzano,

Bressanone e Brunico. Le spese di manutenzione e quelle

di esercizio sono a carico della Libera Università di Bolzano.

Ogni anno la Libera Università di Bolzano sigla con la Provincia

Autonoma di Bolzano un patto di stabilità, con il quale si

impegna ad interventi di risparmio sul bilancio pubblico. Con

l’accordo di Milano tra la Provincia Autonoma di Bolzano e

Governo, dal 2011 la Provincia si fa carico in toto del finanziamento

dell’Università.

Incidenza percentuale delle spese per aree funzionali

Incidenza percentuale delle spese per Facoltà

22% Organi centrali e

servizi amministrativi

66% Facoltà

13% Design e Arti

39% Scienze della

Formazione

3% Centro lingue

e centro ricerca

8% Biblioteca

20% Economia

12% Scienze e Tecnologie

15% Scienze e

Tecnologie informatiche


42

parte 6.CONCLUSIONI

6.1 Oltre l’insegnamento accademico

Nel 2010 i vertici dell’Università ha messo in primo piano le

esigenze degli studenti con tutta una serie di misure.

Il compito sociale di questa Università va oltre: offrire agli

studenti un luogo di formazione moderno e di qualità. Inoltre

l’Università si assume la propria responsabilità sociale per

contribuire allo sviluppo integrato e sostenibile della società

dal punto di vista economico, ecologico, sociale, culturale ed

etico.

La direzione nel 2010 ha condotto uno studio per raggiungere

standard qualitativi e promuovere misure per far compiere

all’Università ulteriori passi in avanti secondo i modelli prefissati.

Partendo da questo presupposto, docenti e ricercatori dell’Università

si rivolgono il loro lavoro, ove possibile, a favore del

territorio, quindi alle persone e agli organismi della regione,

per rendere fruibile il sapere. Ciò avviene ad esempio con progetti

di ricerca applicata, ma anche attraverso iniziative pianificate

nel settore dell’apprendimento permanente. Ancorando

alla popolazione il ruolo della Libera Università di Bolzano, si

arriverà a far crescere ulteriormente la stima nelle sue attività.

Il collegamento in rete con il territorio promuoverà inoltre

l’innovazione e l’internazionalizzazione della regione, aspetto

necessario per promuovere il progresso in questo mondo sempre

più in rete, anche in questa piccola terra.

Impressum

Libera Univeristà di Bolzano

Stampa, Comunicazione

e Marketing

Piazza Universitaria 1

39100 Bozen

www.unibz.it

Grafica

Luca Mariotti

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