Mobilitytech 2010 - Porto & diporto

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Mobilitytech 2010 - Porto & diporto

IL MAGAZINE CHE APRE IL PORTO ALLA CITTÁ

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Mobilitytech 2010


sommario / porto&diporto

Anno VI - N°10 - Ottobre 2010

Direttore responsabile

Antonio De Cesare

Direttore editoriale

Maurizio De Cesare

Hanno collaborato a questo numero:

Cosimo Brudetti - Eduardo Cagnazzi

Giacomo Canarsa - Giuseppe Coccia

Fabio De Cesare - Federica De Cesare

Paola De Ciuceis - Peppe Iannicelli

Paola Martino - Andrea Moizo

Giovanni Piro - Riccardo Russo

Annalisa Tirrito - Stefania Vergani

e la redazione di Mobilitytech

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n. 17 del 15 febbraio 2006

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4 ASSOPORTI

Senza l’autonomia finanziaria porti senza

futuro

6 INFRASTRUTTURE

Trieste recupera il Porto Franco Vecchio

9 INFRASTRUTTURE

Porto di Napoli - Parte il dragaggio dei

fondali

10 ARMAMENTO

Autunno caldo per traghetti e ro-ro

14 ARMAMENTO

Due nuove navi nella flotta RBD

16 SHIPPING

Prospettive più rosee per i traffici

containerizzati

18 SHIPPING

Rivista del Diritto della Navigazione

20 CROCIERE

L’industria crocieristica europea non

conosce crisi

22 CROCIERE

Lo sviluppo del mercato italiano al centro

delle strategie globali del gruppo Royal

Caribbean

24 MOBILITYTECH

Sessione istituzionale di apertura

Nuove frontiere della tecnologia per la

mobilità ITS, NFC e e-ticketing

Sicurezza stradale: cultura e tecnologia per

un futuro senza incidenti

Settima edizione città elettriche

28 MOBILITYTECH

L’autobus del futuro

30 MOBILITYTECH

Countdown per il San Gottardo

34 MOBILITYTECH

Il cellulare conquista anche la

metropolitana

36 TRASPORTI

Decolla la business aviation di STC

39 FORMAZIONE

EGMDSS VET Progetto Europeo Leonardo

da Vinci

40 NAUTICA

Seatec e Compotec in contemporanea a

Carrara

42 NAUTICA

Motonautica mondiale a Baia

44 NAUTICA

Costa d’Amalfi - Molte attrazioni, poche

attrezzature

46 TURISMO

Salento, terra di emozioni

48 TURISMO

Ferrari: italian style ad Abu Dhabi

50 MOSTRE

Napoli, la città e il mare. Piazza Bovio: tra

Romani e Bizantini

52 TERRITORIO

Prodotti tipici lungo il fiume Calore

54 AMBIENTE

Progetto Green Frame tra architettura e

crisi energetica

56 RICERCHE

Premio Guido Dorso all’Associazione SRM

58 PORTODIBACCO

Uva da tavola, Italia leader in Europa

60 PORTODIBACCO

Rioja, identità spagnola

62 EVENTI

Premio Masaniello “Il mare bagna Napoli”

64 EVENTI

Concorso artistico Marinart


assoporti / porto&diporto

Senza l’autonomia finanziaria

Senza un’autonomia finanziaria,

il sistema portuale

italiano farà ben pochi passi

avanti. Il presidente di Assoporti,

Francesco Nerli, incassando il consenso

del cluster marittimo, ha richiamato

il Governo al rispetto di impegni

precisi e di norme di legge senza i

quali i porti italiani non potranno recuperare

competitività in un mercato

internazionale che non ammette né

Il Seno di Levante del porto di Brindisi

ritardi, né esitazioni.

Secondo Nerli, che ha presieduto

l’Assemblea dell’Associazione dei

porti italiani, il testo della riforma

portuale, licenziato dal Consiglio dei

Ministri, è largamente insoddisfacente

ed è indispensabile procedere ad

una revisione radicale del testo in

Parlamento. Appello questo che Luigi

Grillo, presidente della Commissione

Lavori Pubblici, Comunicazioni del

Senato, ha raccolto alzando il tono

della polemica contro il Ministro Tremonti

e impegnandosi a rilanciare in

Parlamento un’autonomia finanziaria

in grado di “garantire” ai porti almeno

i 400 milioni annui che sono stati lo

stanziamento medio ai porti dal 1998

al 2007, attingendoli da quei 9 miliardi

di gettito Iva che i porti hanno assicurato

allo Stato nel solo 2009.

Nella sua relazione il presidente

Nerli ha sostenuto con forza la necessità

di una norma strutturale che

crei anche le basi per attivare forti

investimenti privati nei porti, garantendo

continuità di risorse per assicurare

e finanziare la manutenzione

ma anche lo sviluppo di nuove infrastrutture

portuali e logistiche.

Ha anche elencato i punti chiave di

interventi indispensabili, che in gran

parte - alla luce di ormai vecchi impegni

del Governo - dovrebbero essere

stati già attuati. Fra questi il reintegro

dei fondi per la manutenzione,

la continuità dei programmi d’investimento

infrastrutturale. E inoltre,

a favore delle imprese, la parziale

fiscalizzazione (5 punti) degli oneri

sociali, una riduzione delle accise sui

prodotti energetici, benefici fiscali per

le navi di cabotaggio, la proroga degli

incentivi al combinato terra-mare,

il consolidamento delle indennità di

mancato avviamento per i lavoratori

4 - ottobre 2010


Genova - Panorama del porto di notte

porti senza futuro

portuali temporanei.

Impegni a fronte dei quali si sono

concretizzate solo due misure, per

altro molto controverse e criticabili,

quali un intervento sulle tasse portuali

che sposta una volta di più - ha

sostenuto Nerli - dalla fiscalità generale

ai singoli porti e alle singole Autorità

Portuali, l’onere di recuperare

competitività, erodendo ulteriormente

le loro capacità di investimento;

senza parlare poi dei tagli orizzontali

della spesa in modo indifferenziato,

per amministrazioni ed enti pubblici,

ivi comprese le Autorità Portuali.

Il presidente di Assoporti ha quindi

focalizzato l’attenzione sulla necessità

di coordinare le norme in materia

di sicurezza e di non abbassare

la guardia su due tematiche strategicamente

importantissime quali

sono la collocazione armonica del

sistema portuale sulle reti Ten e un

coordinamento fra le varie modalità

di trasporto che postula scelte anche

coraggiose sia in tema di trasporti

ferroviari che di autotrasporto.

Il 2010 nei porti va meglio dell’anno

precedente e questo è confortante,

ma per rivedere i numeri del

2008 bisognerà aspettare minimo

due anni, quindi non prima del 2012.

I 436 milioni di tonnellate di merci imbarcate

e sbarcate nello scorso anno

segnano una perdita di 70 milioni di

tonnellate e un meno 14 per cento

rispetto al 2008. E’ una magra consolazione

il fatto che i dati siano più o

meno in linea, se non addirittura migliori,

di quelli di altri porti dell’Unione

Europea, come Amburgo che ha registrato

meno 21,4%, Anversa, meno

16,7 o Brema, meno 15,6%. Il bilancio

provvisorio del primo semestre di

questo anno indica un aumento del

5,5%.

Al presidente della commissione

Trasporti del Senato, Luigi Grillo, è

affidato l’arduo compito di tentare

una mediazione, reale e non di facciata,

con il governo della sua stessa

maggioranza: non sarà facile far

condividere il ripristino dell’autonomia

finanziaria al ministro Tremonti,

facendogli cogliere il beneficio anche

economico per il bilancio pubblico.

Cosimo Brudetti

Porto Ancona

ottobre 2010 - 5

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