anno LIV - n. 1 - GENNAIO 2011 - Unione Commercianti di Piacenza

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anno LIV - n. 1 - GENNAIO 2011 - Unione Commercianti di Piacenza

anno LIV - n. 1 - GENNAIO 2011

UNIONE COMMERCIANTI PIACENZA

UNIONE COMMERCIANTI PIACENZA

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Cari Associati,

come vi sarete certamente accorti, la copertina del nostro Commercio

Piacentino questo mese ha assunto colori particolari. Abbiamo voluto

infatti mostrarvi quella che è stata la nostra iniziativa posta in essere

sul quotidiano Lodigiano per celebrare la riapertura del ponte di Po e

per promuovere la provincia di Piacenza, la sua Città, le sue strutture

commerciali. Con questo slogan “Riapriti Sesamo” e con questi colori

abbiamo voluto testimoniare come Piacenza sia una città da scoprire o

riscoprire anche durante il periodo di Natale.

Questa iniziativa si inserisce in quella campagna di marketing

territoriale che come Unione Commercianti vorremmo portare avanti

insieme a tutti Voi e ai Vostri Comitati; ciò al fine dì far diventare

la nostra provincia, ed in particolare la città dì Piacenza, un luogo di

shopping, di svago, un territorio capace di attrarre sempre più consumatori

e turisti. Questa è una delle missioni che l ’Unione Commercianti si è

data e questo è stato il primo tentativo per poterla realizzare.

Alfredo Panetti

gennaio 2011 3


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S O T T O R UL BA R. I. . C AL E N T E

ZTL dalle 18, ecopass e parcheggi: le proposte

ALFREDO PARIETTI

Presidente dell’Unione

Commercianti di Piacenza

Ritengo utile formulare alcune osservazioni sull’impegno che l’Unione Commercianti sta sostenendo

con determinazione a favore dei propri associati ed in modo particolare dei negozi di vicinato

che operano nel centro storico.

Per iniziare, sottolineo il confronto leale e costruttivo che ormai da mesi vede impegnati da un lato

l’Amministrazione comunale e dall’altro l’Unione Commercianti; un confronto che però necessita

di giungere alla concretizzazione di alcune richieste/obiettivi, che sono indispensabili per far continuare

a vivere le nostre attività commerciali, i pubblici esercizi, le aziende di servizio, che purtroppo

stanno attraversando un delicato momento dovuto alla forte riduzione dei consumi.

Ecco allora il perché dell’invio al Sindaco di Piacenza Roberto Reggi ed all’assessore al commercio

Katia Tarasconi di una serie di richieste, che sinteticamente qui mi preme riassumere.

La prima di queste richieste riguarda lo spegnimento anticipato delle telecamere all’ingresso della

ZTL alle ore 18,00, per permettere ai negozi che svolgono la propria attività nelle zone a traffico

limitato di essere raggiunti dai propri clienti con maggiore facilità.

In alternativa a questa proposta, si sottopone all’attenzione dell’Amministrazione Comunale l’ipotesi

di concedere l’ingresso nella ZTL ai veicoli a motore meno inquinanti, previo pagamento di un

“ecopass”, così come accade in città limitrofe.

La seconda richiesta si concretizza nella ristrutturazione e nell’ammodernamento dei due storici

mercati rionali, precisamente quello di Piazza Casali e quello di Viale Alberici, luoghi ove vengono

commercializzati i prodotti enogastronomici soprattutto locali; stutture che da decenni svolgono un

eccellente ruolo commerciale, ma anche sociale e di valorizzazione territoriale, quindi meritevoli di

attenzione ed investimenti al pari di altre iniziative volte alla promozione del nostro territorio.

Terza richiesta: ottenere celermente, come Comune, dall’Ammmistrazione del Ministero della Difesa,

la possibilità di utilizzare in affitto o in comodato l’area del Laboratorio Pontieri. Quest’area ben

si presterebbe ad essere usata, come parcheggio a raso (nelle more) in attesa della costruzione del

parcheggio sotterraneo in Piazza Cittadella. In relazione a questa proposta, l’Unione Commercianti

si impegna a sensibilizzare i parlamentari piacentini, affinchè nelle opportune sedi istituzionali sostengano

questa importante richiesta e ne accelerino l’iter burocratico.

A fronte di queste richieste l’Unione, come era stato promesso, si è attivata per sondare e sensibilizzare

i commercianti, affinchè tengano aperti i loro esercizi almeno, una domenica al mese in

occasione di manifestazioni ed eventi ad hoc, ed adottino nell’arco della settimana, per un paio di

giorni, l’orario continuato. A corredo di ciò l’Unione si è impegnata e continuerà a rendersi disponibile

a essere naturale interfaccia tra l’Amministrazione Comunale ed i Comitati di Via, coordinandoli

tra di loro e dando ad essi i più necessari e concreti supporti utili per un dialogo costruttivo e

propositivo con l’Amministrazione stessa. L’Unione Commercianti, inoltre, si dichiara disponibile a

sensibilizzare la Camera di Commercio su iniziative, scudi e progetti riguardanti la riqualificazione

del centro storico e delle attività che lì vengono svolte, sollecttando alla stessa la riserva nel bilancio

camerale di risorse economiche ad hoc.

Quanto sollecitato all’Amministrazione Comunale, ritengo possa essere concesso in modo tempestivo

e senza eccessivi oneri per la stessa. Sono fiducioso che il tutto possa avvenire in tempi celeri,

ma doverosamente mi sento di affermare che su queste richieste l’Unione è determinata all’ottenimento

di quanto esposto, al fine di aiutare i comparti che rappresenta. Trovo altresì necessario

concludere con due brevi riflessioni, al fine di non incappare in facili e fastidiosi fraintendimenti.

Per quanto riguarda il punto di vista dell’Unione Commercianti sulla Z.T.L., allargata, esso è molto

semplice: siamo contrari. Riteniamo infatti che questo provvedimento in zone relativamente centrali

non porti benefici particolari a nessuno, e sia di fondo punitivo verso gli operatori commerciali, gli

uffici, gli studi professionali e, perché non, anche verso i residenti.

Altra cosa invece è un attento ed efficace piano di pedonalizzazione del centro storico primario,

quello più centrale (Piazza Cavalli, via XX settembre, Corso Vittorio Emanuele), che per la sua

stessa conformazione e per l’alta qualità dell’impianto artistico ed architettonico ha bisogno di

una valorizzazione che un flusso prevalentemente pedonale, abbinato ad una riqualificazione degli

arredi e delle luci può garantire. Mi preme sottolineare come, oggi più che mai, la professione del

commerciante comporti grande spirito di sacrificio, impegno e disponibilità a mettersi in gioco sia

economicamente che personalmente. Riteniamo che le eccellenze e le realtà virtuose non siano

prerogativa di un’unica zona/via, ma siano equamente distribuite in tutte le vie cittadine, e siano

meritevoli di grande attenzione. È anche vero, però, che in zone dove si è riusciti a “fare squadra”

si è raggiunto da subito un risultato d’insieme di alto livello.

Per questo motivo l’Unione Commercianti crede assolutamente nell’importanza dello sviluppo dei

comitati di via tra i commercianti: dove già esistono vanno sostenuti, e dove non esistono vanno

al più presto creati. Attraverso questo strumento siamo convinti si possa dare impulso, coordinare

e sviluppare al meglio le potenzialità e le vocazioni di ogni singola via e di ogni attività, abbinando

tutto ciò al ruolo dell’associazione di categoria che deve esercitare il suo ruolo di coordinamento

tra comitati e una funzione di intermediazione in primo luogo e soprattutto con l’Amministrazione

Comunale e la Camera di Commercio.

gennaio 2011 5


S O M M A R I O

N U M E R O 1 G E N N A I O 2 0 1 1

UNIONE COMMERCIANTI PIACENZA

Mensile dell’Unione Commercianti, del Turismo

e dei Servizi della Provincia di Piacenza

EDITORE

Unione Commercianti di Piacenza

DIRETTORE RESPONSABILE

Giovanni Struzzola

COORDINAMENTO EDITORIALE

redazione@unionecommerciantipc.it

HANNO COLLABORATO

Giuseppe Accordino, Alberto Malvicini,

Alessia Pelò, Ernesto Torretta

FOTOGRAFIA

Archivio fotografico Unione

Commercianti di Piacenza

PROGETTO GRAFICO

Piermario Remeri

STAMPA

Grafiche Cesina

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ

Grafiche Cesina - Strada Malpaga, 8

29010 Calendasco (PC) - Tel. 0523 768301

Referente: Roberta Ticchi

Tel. 340 8274713 - roberta@grafichecesina.it

La rivista è stata consegnata in posta il 14 Gennaio 2011

Numero ROC 126 del 10/09/1957

ASSOCIATI ALL’USPI

Unione Stampa Periodica Italiana

www.uspi.it

Tiratura: 9.600 copie mensili

La rivista è leggibile anche sul sito

www.unionecommerciantipc.it

5 SOTTO LA... LENTE

- ZTL dalle 18, ecopass e parcheggi: le proposte

7 L’EDITORIALE DEL DIRETTORE

- Il turismo e Milano Expo 2015

9 SERVIZIO

- Imprese e nuovi adempimenti di Basilea 3

11 L’AVVOCATO RISPONDE

- Stop alle telefonate promozionali. Si può chiedere di non riceverle più.

13 LE SCADENZE DEL MESE

14 CAF IMPRESE UNCOM PIACENZA

- Le disposizioni per l’invio dei nuovi elenchi clienti/fornitori

- SMART CARD (firma digitale)

- Effetti comunicazione unica

20 LE NOSTRE CATEGORIE

- Agriturismi e sagre, convivenza con regole chiare

- Una riforma della previdenza in favore degli agenti di commercio

- Codice della strada: nuove normative per la prevenzione di incidenti alcol correlati

- SISTRI:Precisazioni ministeriali

25 TUTTO ASSOCIATI

- Finanziamenti europei: Una possibilità di aiuto all’impresa

- Sondaggio centro storico Piacenza

27 ENASCO

- Pensioni: le nuove regole da gennaio 2011

- Compilazione modello isee

29 GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI

- Un anno di lavoro per il Gruppo Giovani, aspettative per il 2011

30 CASE HISTORY

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Roberta Ticchi

Tel. 340/8274713

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Uffici e stabilimento: CALENDASCO (PC)

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ER DU IBT RO IRC I A L E

Il turismo e Milano Expo 2015

GIOVANNI STRUZZOLA

Direttore

Unione Commercianti di Piacenza

L’economia nazionale ed anche quella locale guardano con interesse al Turismo come potenzialità

di crescita e di sviluppo.

Nella nostra provincia proprio queste potenzialità sono state espresse ancora parzialmente ed oggi

ritengo, invece, che categorie quali Albergatori, Ristoratori, Esercenti e Titolari di Campeggi e B&B

devono assumere un ruolo da protagonista.

Sono conscio, che in questo momento di crisi ormai consolidata sia difficile mantenere l’ottimismo

e far prevalere l’entusiasmo. L’incremento delle spese di gestione delle aziende, l’evolversi del

gusto e delle abitudini della clientela ed il generalizzato ridursi delle disponibilità di denaro mettono

un freno ai sogni velleitari rallentando così i progetti.

Una cosa però ci deve far riflettere: i numeri pur condizionati dalla crisi economica generale, continuano

a darci ragione. Proprio dall’analisi di questi numeri emerge forte la consapevolezza che

il futuro del nostro territorio ha all’orizzonte fondamenta basate sulla conservazione ed il miglioramento

di un patrimonio di professionalità ed una dote di strutture acquisite nel tempo a costo di

enormi sacrifici.

L’unicità dell’offerta nella promozione turistica vede coniugarsi in un legame indissolubile il territorio

ed i suoi prodotti enogastronomici, in poche parole ambiente, prodotti e la straordinaria cucina

sono i veri elementi attrattori per chi vuole conoscere il piacentino.

Dobbiamo convincerci che solo puntando sulla situazione ambientale favorevole, sulla presenza

di realtà a dimensione uomo, sulle tradizioni e sui rapporti umani si può fare squadra, si può fare

sistema, si possono vincere le sfide attuali, ma soprattutto future.

Un esempio importante è stato quello verificatosi pochi giorni fa, dove in relazione all’organizzazione

della tradizionale Festa degli auguri in Prefettura, quest’anno si è decisamente organizzato un

evento diverso, un evento che dovrà farci riflettere sul modo in cui Piacenza che coltiva, produce,

trasforma, commercializza e somministra può, anzi deve farsi conoscere nel mondo che ci circonda.

Quello che è stato pensato per la festa della Prefettura è stata una “ Vetrina dei Prodotti Tipici

Piacentini”, nata da una volontà del Prefetto Dott.ssa Silvana Riccio di fare qualcosa che facesse

sentire il suo apprezzamento al nostro territorio ed alla nostra cultura enogastronomica.

Da qui è nata l’idea di un banchetto degli auguri che mettendo in vetrina le nostre eccellenze possa essere

un po’ l’anteprima di una iniziativa simile per farci conoscere, soprattutto in vista di Milano Expo 2015.

In quell’occasione il sistema piacentino dei vari operatori unitamente alla Camera di Commercio ed

Unione Commercianti, ha funzionato, si è fatto squadra con generosità ed entusiasmo, dalla Strada

dei Vini e dei Sapori, alla Strada del Po e della Bassa, dal Consorzio dei Salumi D.O.P al Consorzio

dei Vini D.O.C, dal Ristorante Palazzo della Commenda al Mosaico, dal Comune di Vigolzone a quello

di Bettola, da quello di Nibbiano a quello di Borgonovo V.T., da quello di Farini a quello di Piacenza,

dalla Trattoria da Cattivelli, alla IT Boulangerie, dall’Associazione Panificatori, alla Musetti Caffè,

da Idea Marketing a La Pizza + 1 al C.T.S, dalla Themalibero di Cristina Cremonesi alla Pasticceria

Falicetto, dal Sindacato Macellai Confcommercio ad Ettore Ferri del Ristorante “La Colonna”, tutti

hanno collaborato per organizzare un evento che ha lasciato il segno a Piacenza.

È questo che dobbiamo portare a Milano, con i nostri chef stellati, le immagini del nostro territorio, i

pacchetti turistici onde evitare che ancora una volta la cugina Parma ci batta sul tempo.

Una tavolata lunghissima, con coppa, salame e pancetta d.o.p, tortelli e torte di fichi, la “chisola”,

il “busslanein”, la torta di nonna Nina, lo stracotto, la “picula ad cavall”, la bortellina, gli gnocchi di

patate, i “turtlitt”, i “pisarei e fasò” e gli inimitabili anolini in brodo. Dobbiamo prendere Milano per

la gola ed ammagliarla con i nostri paesaggi che molte province ci invidiano.

Tutto questo con un occhio attento al soggiorno del turista al quale occorre offrire un buon rapporto

qualità/prezzo, disponibilità all’accoglienza, attenzione al suo tempo libero, impegno nel potenziare

di infrastrutture al territorio.

Chiediamo aiuto alla Camera di Commercio con l’assegnazione di fondi agli operatori che vogliono

realizzare ex novo o potenziare la propria dotazione informatica o procedere al miglioramento della

qualità offerta dalle loro strutture, strumenti indispensabili per l’ attività imprenditoriale.

Cerchiamo, quindi, di attrezzarci con le nostre aziende di catering, altamente referenziate affinchè

diventino con tutti gli altri soggetti sopracitati nostri apripista a Milano Expo 2015.

gennaio 2011 7


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I O

Imprese e nuovi adempimenti

di Basilea 3

Per tutti è ormai Basilea 3 e si tratta

del nuovo accordo, approvato dal

comitato dei governatori delle banche

centrali, che

impone requisiti patrimoniali più severi

per l’operatività delle banche. L’obiettivo

è di “costringere” gli istituti di credito a

provvedersi di maggiori risorse per resistere

anche alle crisi più gravi, quale quella

recente dei mutui subprime, capace di

mettere in ginocchio il sistema finanziario

internazionale.

Un’iniziativa s’imponeva. Le cifre spese

dai paesi occidentali per salvare le proprie

banche sono state talmente iperboliche

da rendere impensabile il mantenimento

della vecchia regolamentazione.

Perché si è reso necessario Basilea 3

Per capire in cosa consista l’accordo e

quali materie intenda regolamentare, occorre

partire dal dato ovvio che gli istituti

di credito debbano necessariamente avere

alcune regole a cui rifarsi. Altrimenti

potrebbe capitare ciò che purtroppo è già

successo diverse volte. E cioè che nei momenti

critici chi ha ricevuto soldi in prestito

non sia in grado di restituirli alla banca;

banca che, a sua volta non riuscirebbe

a fare altrettanto con quanti le hanno affidato

il proprio denaro. Con il risultato di

fallire facendo perdere ai risparmiatori i

soldi investiti. Oppure dovrebbe scendere

in campo lo stato, soprattutto se il fallimento

non è un caso isolato, per evitare

che si sparga il panico.

Come? Cominciando a pompare montagne

di denaro negli istituti di credito, nella

speranza di riuscire a chiudere la falla

e pregando che nel frattempo non vada

all’aria tutto.

Basilea 3 vuole essere un tentativo di evitare

simili venti di burrasca. In realtà, le

banche hanno già l’obbligo di mantenere

una quota di capitale come riserva. Da

tempo si sono dovute provvedere di una

sorta di tesoretto a cui poter attingere in

caso di emergenza per far fronte alle insolvenze.

Un tesoretto evidentemente

troppo piccolo se, alla prova dell’ultima

crisi, per più di un istituto si è rivelata insufficiente.

Da qui l’esigenza dell’accordo,

voluto dalle banche centrali, che imponga

requisiti patrimoniali più severi per le

banche, a cominciare da un rimpinguamento

della cassaforte di “scorta”.

In cosa consiste raccordo

Il pacchetto dei provvedimenti approvati

prevede un rapporto tra capitale e rischio

ponderato del 4,5% (oltre il doppio

dell’attuale 2%) più un ulteriore margine

del 2,5%; misure che portano a fissare al

7% la nuova soglia sotto la quale è vietato

andare. Le banche il cui capitale dovesse

scendere nella zona cosiddetta di sicurezza

andrebbero infatti incontro a restrizioni

sui pagamenti dei dividendi e dei bonus

discrezionali.

Con l’accordo di Basilea 3 non saranno neanche

più possibili quei “make-up” finanziari

che hanno consentito fino ad oggi agli

istituti di credito di rispettare gli impegni

nella forma, ma non nella sostanza. Come

nel caso delle cosiddette “obbligazioni subordinate”

contate come capitale. Si tratta

di obbligazioni troppo simili a quelle norrnali,

quindi del tutto inadatte ad assorbire

eventuali perdite, che le nuove regole impongono

di sostituire con titoli che prevedano

la possibilità di perdere parte del

capitale in caso di problemi.

Tutto insomma lascia pensare che Basilea

3 possa essere un importante passo in

avanti verso l’introduzione di parametri e

regole di vigilanza che consentano di evitare

il ripetersi di crisi finanziarie come

quella che ci stiamo lasciando alle spalle.

Dovranno sottomettersi alla “cura” anche

le banche italiane, che pure non hanno fatto

ricorso come altri istituti di credito europei

al massiccio aiuto da parte degli stati.

Non sarebbe stato giusto “premiare” chi si

è comportato bene? Forse sì. Ma si è preferita

la strada della legge uguale per tutti.

Tutto bene, purché non si limiti il credito

Allo stesso tempo, però, occorre tener

presente che l’adozione di regole e parametri

di bilancio rigidi per gli operatori finanziari

potrebbe comportare il rischio di

limitare i flussi creditizi destinati all’economia

reale. Se è infatti necessario definire

regole internazionali per un’adeguata

stabilità e liquidità delle banche, è allo

stesso tempo fondamentale continuare a

garantire adeguati flussi di finanziamento

dal sistema bancario a imprese e famiglie.

«Ciò significa che nel periodo transitorio

dice Ernesto Ghidinelli responsabile del

settore credito – bisognerà trovare il modo

perché non diminuiscano gli impieghi destinati

a quei soggetti più difficili da valutare

quali le piccole e medie imprese.

Questo perché la stabilizzazione del sistema

finanziario internazionale non può

tradursi in un nuovo credit crunch a danno

di quella parte dell’economia reale che

ha già subito gli effetti della recente crisi”.

Un nuovo ruolo per i consorzi fidi?

Per evitare questo rischio Rete Impresa

Italia, il soggetto di rappresentanza che riunisce

Confcommercio, Confartigianato,

Cna, Confesercenti, Casartigiani, auspica

che banche, associazioni di impresa e

consorzi fidi costruiscano un più stretto

rapporto di collaborazione. Questo per far

sì che i piccoli imprenditori trovino in

banca gli stessi criteri, semplici e rigorosi,

applicati dai consorzi fidi che, grazie

all’approfondita conoscenza della realtà

produttiva, sanno valutare la reale affidabilità

degli imprenditori.

Cosa che ha consentito loro di ottenere ottimi

risultati sul piano della solvibilità delle

imprese. Soprattutto in questa delicata

fase in cui occorre sostenere la ripresa, gli

imprenditori che chiedono finanziamenti

per investire e produrre, dovrebbero poter

trovare negli istituti di credito la necessaria

fiducia e non, come spesso invece capita,

vedersi sbarrare la strada da rigidi automatismi

e modelli matematici che aumentano

costi e difficoltà di accesso al credito.

Strada, quella della collaborazione, ampiamente

percorribile, visti anche i tempi

“biblici” concessi per mettersi in regola.

L’entrata in vigore della riforma, che vedrà

il via libera con la ratifica del G20 di Seul

in novembre, sarà graduale: dal 1° gennaio

2013 fino ad arrivare alla piena attuazione

al 1° gennaio 2019.

gennaio 2011 9


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Stop alle telefonate promozionali.

Si può chiedere di non riceverle più.

GIUSEPPE ACCORDINO

avvocato

Legale Unione Commercianti

di Piacenza

È

entrato in vigore il 17 novembre

scorso il Decreto

Presidente della Repubblica

n. 178 del 7 settembre

2010, pubblicato sulla Gazzetta

Ufficiale n. 256 del 2.11.2010,

e avente ad oggetto il «Regolamento

recante istituzione e gestione

del registro pubblico degli

abbonati che si oppongono

all’utilizzo del proprio numero

telefonico per vendite o promozioni

commerciali».

Gli abbonati potranno, quindi,

chiedere, gratuitamente

e secondo modalità semplificate,

che il proprio numero

telefonico sia inserito nel registro,

qualora non desiderino

ricevere chiamate con finalità

promozionali, dirette all’invio

di materiale pubblicitario, di

vendita diretta o per ricerche

di mercato e di comunicazione

commerciale. Gli operatori

del settore potranno telefonare

esclusivamente agli abbonati

consenzienti, ossia non

iscritti nel registro. È, quindi,

un vantaggio per la riservatezza

degli utenti, ma anche uno

stimolo per la competitività

delle aziende, che potranno

utilizzare con maggiore efficacia

gli strumenti del telemarketing,

indirizzando le loro

campagne solo a coloro che

non si avvarranno del diritto di

opporsi all’utilizzo del proprio

numero telefonico.

Il Ministero dello Sviluppo

Economico dovrà provvedere

alla gestione ed al funzionamento

del Registro, anche

affidandone la realizzazione

ad un soggetto terzo. Prevede

il citato DPR n. 178/2010, che

entro 90 giorni dalla data di

pubblicazione sulla Gazzetta

Ufficiale, e quindi dal 2 novembre

2010, il Ministero o il

soggetto affidatario del contratto

di servizio dovranno

provvedere alla predisposizione

ed attivazione delle modalità

tecniche ed operative di

iscrizione al registro da parte

degli abbonati. Ancora prima

dovranno essere svolte le operazioni

di consultazione dei

principali operatori e saranno

attivate le modalità di accesso

al Registro per gli stessi.

Più in particolare, il D.P.R. in

esame prevede che ogni abbonato

può chiedere al proprio

gestore telefonico che la numerazione

della quale è intestatario

sia iscritta nel registro,

gratuitamente, secondo le seguenti

modalità: a) mediante

la compilazione di apposito

modulo elettronico sul sito

web del gestore del registro

pubblico; in tale caso, l’abbonato

è tenuto a fornire i propri

dati anagrafici, comprensivi

di codice fiscale, indirizzo di

posta elettronica, e precisare

la numerazione da iscrivere al

registro; b) mediante chiamata,

comunicando i medesimi

dati di cui sopra, effettuata

dalla linea telefonica con numerazione

corrispondente a

quella per la quale si chiede

l’iscrizione nel registro, al numero

telefonico gratuito appositamente

predisposto dal

gestore del servizio. Il sistema

deve funzionare mediante risponditore

automatico, con

possibilità per l’abbonato di

ottenere comunque un’assistenza

telefonica non automatizzata

in caso di difficoltà

o problemi di iscrizione o modifica

o cancellazione dei dati;

c) mediante l’invio di lettera

raccomandata o fax al recapito

del gestore, con allegata copia

del documento di riconoscimento;

in tale caso, fa fede

la data di effettiva ricezione

della lettera o del fax da parte

del gestore; d) mediante posta

elettronica.

L’iscrizione al registro – sul cui

funzionamento vigilerà il garante

della privacy – è a tempo

indeterminato e può essere revocata

e rinnovata senza alcuna

limitazione e l’operazione può

essere fatta, almeno con riferimento

alle modalità automatizzate,

in qualsiasi momento e

anche nelle giornate festive.

Il Ministero dello sviluppo

economico e la Presidenza

del Consiglio dei Ministri, in

collaborazione con il Consiglio

nazionale dei consumatori

e degli utenti, dovranno

realizzare e promuovere una

campagna informativa rivolta

agli abbonati, da attuare nel

corso del primo semestre di

funzionamento del registro a

partire dalla sua realizzazione,

idonea a favorire la piena

consapevolezza dei loro diritti

e delle modalità di opposizione

al trattamento dei dati per

i fini di cui al D.P.R. in esame.

Per le medesime finalità, tutti

gli operatori autorizzati alla

fornitura di servizi telefonici

accessibili al pubblico dovranno

mettere a disposizione

dei propri abbonati analoghi

strumenti di sensibilizzazione

sui loro diritti all’opposizione,

anche mediante inserimento

di specifiche informative nei

documenti di fatturazione.

Se il registro non dovesse essere

realizzato entro tre mesi, gli

abbonati possono comunque

opporsi alle chiamate promozionali

registrando il proprio

diniego nel database gestito,

anche per altri scopi, dall’autorità

per le comunicazioni.

gennaio 2011 11


C A F I MR PU RB ER SI E C AU N C O M

G E N N A I O 2 0 1 1

Sabato 15 gennaio

MOD. 730/2011: Comunicazione da parte

dei datori di lavoro ai dipendenti e collaboratori

di voler prestare assistenza fiscale. Gli

interessati devono dichiarare l’intenzione di

avvalersi o meno di tale assistenza entro i

30 giorni successivi.

Lunedì 17 gennaio

IVA - LIQUIDAZIONE MENSILE: Liquidazione

IVA riferita al mese di dicembre 2010 e

versamento dell’imposta dovuta considerando

l’eventuale acconto già versato.

IVA - DICHIARAZIONI D’INTENTO: Presentazione

in via telematica della comunicazione

dei dati relativi alle dichiarazioni d’intento

ricevute nel mese di dicembre 2010.

IRPEF - RITENUTE ALLA FONTE SU REDDI-

TI DI LAVORO DIPENDENTE E ASSIMILATI:

Versamento delle ritenute operate a dicembre

2010 relative a redditi di lavoro dipendente

e assimilati.

IRPEF - RITENUTE ALLA FONTE SU RED-

DITI DI LAVORO AUTONOMO: Versamento

delle ritenute operate a dicembre 2010 per

redditi di lavoro autonomo.

IRPEF - RITENUTE ALLA FONTE SU DI-

VIDENDI: Versamento delle ritenute operate

(12,50%) relativamente ai dividendi

corrisposti nel quarto trimestre 2010 per

partecipazioni non qualificate e deliberati

dall’1.7.98.

IRPEF - ALTRE RITENUTE ALLA FONTE:

Versamento delle ritenute operate a dicembre

2010 relative a:

rapporti di commissione, agenzia, mediazione

e rappresentanza di commercio;

utilizzazioni di marchi e opere dell’ingegno;

contratti di associazione in partecipazione

con apporto di lavoro e con apporto di capitale

o misto se l’ammontare dell’apporto

è non superiore al 25% del patrimonio

netto dell’associante risultante dall’ultimo

bilancio approvato prima della data di stipula

del contratto.

RITENUTE ALLA FONTE - OPERATE DA

CONDOMINI: Versamento delle ritenute (4%)

operate a dicembre 2010 da parte dei condomini

per le prestazioni derivanti da contratti

d’appalto/d’opera effettuate nell’esercizio di

impresa o attività commerciali non abituali.

INPS - DIPENDENTI: Versamento dei contributi

previdenziali relativi al personale dipendente,

per le retribuzioni maturate nel

periodo di paga di dicembre 2010.

Giovedì 20 gennaio

VERIFICHE PERIODICHE - REGISTRATORI

DI CASSA: Invio telematico all’Agenzia delle

Entrate dei dati relativi alle verifiche periodiche

dei registratori di cassa effettuati nel

quarto trimestre 2010, da parte dei laboratori

e fabbricanti abilitati.

Martedì 25 gennaio

IVA COMUNITARIA - ELENCHI INTRASTAT

mensile e trimestrale: Presentazione degli

elenchi riepilogativi delle cessioni e degli

acquisti intracomunitari registrati o soggetti

a registrazione, relativi a dicembre 2010 o IV

trimestre 2010

Lunedì 31 gennaio

IVA - ELENCHI “BLACK LIST” MENSILI E

TRIMESTRALI: Invio telematico del modello

di comunicazione delle operazioni, registrate

o soggette a registrazione, con soggetti

aventi sede, residenza o domicilio in Paesi

a fiscalità privilegiata per le operazioni del

mese di Dicembre o IV trimestre 2010.

Le scadenze indicate in questa pagina sono puramente indicative e vanno sottoposte a verifica. L’Unione Commercianti declina ogni responsabilità per eventuali errori o omissioni.

Il servizio post-vendita

VENDITA E RIPARAZIONE DI: BILANCE, AFFETTA SALUMI,

STADERE A PONTE IN BILICO, LAVASTOVIGLIE, CUCINE

ATTREZZATURE INDUSTRIALI PER RISTORANTI, BAR,

NEGOZI, MENSE, COMUNITA’

L’azienda è in grado di

assicurare un accurato

servizio di assistenza tecnica

specializzata post-vendita.

Punto di forza, sempre

perseguito come obiettivo

aziendale, offrire alta qualità del

prodotto e del servizio fornito.

Bilanciai Associati Grandi Impianti srl

29100 Piacenza - Viale dell’Industria, 74-76 - Tel. 0523 590256 - Fax 0523 590701 - E-mail: bilanciai.associati@libero.it


C A F I M P R E S E U N C O M

Le disposizioni per l’invio dei nuovi

elenchi clienti/fornitori

21, DL n. 78/2010 ha introdotto

l’obbligo di comunicare telematicamente

all’Agenzia delle L’art.

Entrate le operazioni rilevanti ai fini IVA

di importo pari o superiore a € 3.000 con

lo scopo di contrastare l’evasione fiscale e

le frodi in materia di IVA.

Con il Provvedimento 22.12.2010 sono

stati individuati i soggetti obbligati, le

operazioni interessate, i dati da riportare

nonché le modalità ed i termini di presentazione

della comunicazione in esame.

SOGGETTI OBBLIGATI

«Sono obbligati alla comunicazione… tutti

i soggetti passivi ai fini dell’imposta sul valore

aggiunto i quali effettuano operazioni

rilevanti ai fini di tale imposta …».

Il nuovo obbligo riguarda pertanto tutti i

soggetti passivi IVA (imprese/lavoratori

autonomi) che effettuano cessioni di beni

/ prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA.

OPERAZIONI OGGETTO DI COMUNICAZIONE

La comunicazione va effettuata relativamente

alle «cessioni di beni e … prestazioni

di servizi rese e ricevute»:

rilevanti ai fini IVA;

documentate da fattura ovvero scontrino

/ ricevuta fiscale;

UNIONE COMMERCIANTI PIACENZA

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14 gennaio 2011


C A F I MR PU RB ER SI E C AU N C O M

i cui corrispettivi dovuti, sulla base di

quanto previsto contrattualmente, sono

di importo pari o superiore a € 3.000.

OPERAZIONI RILEVANTI AI FINI VIA

Come accennato, l’obbligo in esame interessa:

le cessioni di beni e le prestazioni di

servizi rese;

gli acquisti di beni e le prestazioni di

servizi ricevute;

rilevanti ai fini IVA.

L’adempimento si estende non solo alle

operazioni imponibili, ma anche a quelle

non imponibili ed esenti e riguarda anche

le operazioni poste in essere nei confronti

di soggetti “privati”.

Operazioni escluse

Per espressa previsione sono escluse dalla

comunicazione:

le importazioni;

le esportazioni ex art. 8, comma 1, lett.

a) e b), DPR n. 633/72;

le cessioni di beni / prestazioni di servizi,

effettuate e ricevute, registrate o soggette

a registrazione, nei confronti di operatori

economici aventi sede, residenza o domicilio

in Paesi c.d. “black list” individuati

dai DDMM 4.5.99 e 23.11.2001.

le operazioni già oggetto di comunicazione

all’Anagrafe tributaria ex art. 7,

DPR n. 605/73 (ad esempio, fornitura

di energia elettrica, servizi di telefonia,

contratti di assicurazione).

In fase di prima applicazione dell’adempimento

in esame sono escluse dalla comunicazione

le operazioni rilevanti ai fini

IVA documentate da scontrino / ricevuta

fiscale, effettuate fino al 30.4.2011.

LIMITE DI CORRISPETTIVI

Il limite da considerare in base al quale si

determina l’obbligo di comunicazione:

va calcolato al netto dell’IVA per le operazioni

documentate da fattura;

è elevato a € 3.600, al lordo dell’IVA,

per le operazioni per le quali non sussiste

l’obbligo di emissione della fattura,

ossia documentate da scontrino / ricevuta

fiscale.

Il Provvedimento 22.12.2010 stabilisce

inoltre che:

se sono stipulati più contratti tra loro

collegati, il limite va calcolato considerando

l’ammontare complessivo dei

corrispettivi previsti per tutti i contratti;

per i contratti di appalto, somministrazione,

fornitura ed altri contratti che

prevedono la corresponsione di corrispettivi

periodici la comunicazione va effettuata

qualora i corrispettivi complessivamente

dovuti nell’anno solare siano

di importo pari o superiore ai limiti.

MODALITÀ E TERMINI DI PRESENTAZIONE

DELLA COMUNICAZIONE

La comunicazione in esame va presentata

entro il 30 aprile dell’anno successivo

a quello di riferimento e va trasmessa

esclusivamente in via telematica.

Limitatamente al 2010, la comunicazione

va effettuata entro il 31.10.2011 esclusivamente

con riferimento alle operazioni:

soggette all’obbligo di fatturazione;

con corrispettivi sono pari o superiori

al limite di € 25.000.

SANZIONI

In caso di omessa comunicazione ovvero

di comunicazione con dati incompleti o

non veritieri è applicabile una sanzione

da € 258 a € 2.065.

Effetti comunicazione unica

Obbligo di utilizzo Posta

Elettronica Certificata (pec)

La comunicazione unica introdotta dall’art. 9 della legge n. 40/2007 prevede:

di assolvere gli adempimenti nei confronti di quattro enti ( cciaa, agenzia delle entrate,

inail e inps ) attraverso una sola pratica digitale ed un solo canale telematico

la unificazione del registro delle imprese che diventa l’unico punto di ingresso

per gli adempimenti connessi all’inizio, modifica, cessazione di impresa indirizzata

a tutti gli enti interessati

I procedimenti sono relativi alle imprese individuali e alle società e riguardano:

Iscrizioni

Modifiche e cancellazioni

Attribuzione di codice fiscale e della partita iva

Con l’introduzione della Com. Unica l’AVVIO DELL’ATTIVITÀ di impresa, sempre che

sussistano i presupposti di legge, mediante immediata risposta dal sistema informatico

avviene attraverso:

1. Ricevuta di comunica

2. Ricevuta comunica attribuzione codice fiscale e partita iva

Con comunica diventa obbligatorio per le imprese (sia individuali che società) avere la

casella pec ed ottenere il rilascio della Smart Card (Firma Digitale).

La casella pec e la smart card possono essere richieste presso il nostro ufficio amministrazione

dove verrano comunicate le modalità di attivazione e gestione della casella di

posta elettronica.

SMART CARD (firma digitale)

Dal 3 settembre 2010 le smart-card

con numero di serie 1202 (prime 4 cifre

della carta) non sono più compatibili

con le nuove tecniche di sicurezza

e pertanto debbono essere sostituite.

Il Ministero Sviluppo Economico ha

rilevato la necessità di munirsi dello

strumento di firma digitale che dovrà

essere utilizzato dalle Aziende per

qualunque comunicazione presso le

Pubbliche Amministrazioni.

La comunicazione unica presso la

CCIAA, che dal 1 aprile 2010 deve essere

utilizzata per qualunque comunicazione

di inizio, variazione, cessazione

dei dati aziendali a favore degli

uffici pubblici, rende obbligatorio l’utilizzo

della smart card (firma digitale).

Invitiamo le aziende non ancora in possesso

di tale strumento o che debbano

rinnovarla o sostituirla a rivolgersi al

nostro ufficio amministrazione per effettuare

le operazioni di rilascio.

Marcotti Mauela

# 0523/461863

m.marcotti@cafimprese.com

gennaio 2011 15


C A F I MR PU RB ER SI E C AU N C O M

Rivisti i familiari portatori di

handicap per i quali il lavoratore

può fruire dei permessi

INPS - Circolare 03/12/2010 n. 155

L’INPS con la circolare 3/12/2010 n.155,

ha riepilogato le novità introdotte dalla

Legge 183/2010 (c.d. collegato lavoro) in

materia di permessi riconosciuti al lavoratore

per assistere familiari portatori di

handicap in situazione di gravità.

Essenzialmente le modifiche apportate al

testo della Legge 104/1992 hanno riguardato:

il novero dei beneficiari dei permessi

in oggetto, il diritto del lavoratore

di scegliere la sede di lavoro più vicina al

domicilio della persona da assistere, la

decadenza dalla fruizione dei permessi

in caso di accertamento dell’insussistenza

delle condizioni.

Relativamente al requisito soggettivo,

la circolare dell’INPS sottolinea che originariamente

il lavoratore dipendente

poteva fruire dei predetti permessi per

assistere il coniuge oppure il parente o

affine entro il terzo grado portatore di

handicap.

Il nuovo disposto normativo invece prevede

che il lavoratore dipendente possa

ottenere i permessi ex lege 104/1992 soltanto

per i parenti e gli affini entro il secondo

grado, oltre al coniuge.

È in ogni caso possibile fruire dei permessi

anche per i parenti e gli affini entro

il terzo grado soltanto se i genitori

o il coniuge della persona in situazione

di disabilità grave hanno compiuto i 65

anni di età oppure se di età inferiore sono

anch’essi affetti da patologie invalidanti

oppure risultano deceduti o mancanti,

dove con quest’ultima espressione si intende

non solo la situazione di assenza

naturale e giuridica, ma anche ogni altra

condizione ad essa giuridicamente assimilabile,

continuativa e debitamente

certificata dall’autorità giudiziaria o da

altra pubblica autorità (come ad esempio

il divorzio, la separazione legale, l’abbandono

ecc.).

La legge 183/2010 ha inoltre esteso la

possibilità di beneficiare dei tre giorni di

permesso mensili anche ai parenti e agli

affini del minore di tre anni in situazione

di disabilità grave. Questa possibilità

spetta anche al genitore in alternativa al

prolungamento del congedo parentale o

delle due ore di permesso al giorno previsti

dal DLgs 151/2001, dato che è stata

eliminata la frase “successivamente al

compimento del terzo anni di età del disabile”

ex art. 33, c.3, L. 104/1992. L’unica

differenza con gli altri due benefici è che

i tre giorni di permesso possono essere

fruiti dal giorno del riconoscimento della

situazione di disabilità grave (quindi anche

durante il periodo di maternità obbligatoria).

Viene introdotta una deroga alla regola

del referente unico secondo cui i permessi

vengono riconosciuti ad un unico

lavoratore per assistere la stessa persona.

Infatti ai genitori anche adottivi di

figli con disabilità grave è riconosciuta la

possibilità di fruire dei permessi alternativamente

sempre comunque nel limite

di tre giorni al mese per ogni soggetto

disabile.

In merito invece al requisito oggettivo,

l’INPS sottolinea che la persona in situazione

di disabilità grave non deve essere

ricoverata a tempo pieno, intendendosi

per tale il ricovero per tutte le 24 ore della

giornata presso strutture ospedaliere o

simili, sia pubbliche che private che assicurano

assistenza sanitaria continuativa.

Anche in presenza del ricovero, i permessi

sono comunque riconosciuti se il

disabile ha la necessità di recarsi fuori

dalla struttura che lo ospita per visite o

terapie, oppure se il disabile si trova in

stato vegetativo persistente o con prognosi

infausta a breve termine oppure se

si tratta di minore per il quale la struttura

ospedaliera richiede l’assistenza di un

genitore o familiare.

Inoltre per fruire dei permessi non sono

più richieste la continuità e l’esclusività

dell’assistenza oltre alla convivenza con

la persona disabile.

L’altra importante novità riguarda la sede

di servizio. Il nuovo testo di legge prevede

che il lavoratore abbia diritto di sceglie

ove possibile la sede di lavoro più

vicina non più al proprio domicilio, ma a

quello della persona da assistere.

Per le istanze presentate prima del

24/11/2010 e non ancora istruite, l’INPS

fa sapere che verranno riesaminate alla

luce delle nuove disposizioni.

Infine in merito alla decadenza del beneficio

in caso di mancata comunicazioni

della variazioni delle condizioni, l’INPS

ricorda che le situazioni che possono far

venire meno la fruizione dei permessi se

non tempestivamente comunicati sono:

l’eventuale ricovero a tempo pieno del

soggetto disabile, la revoca del giudizio

di gravità della condizione di disabilità,

le modifiche ai periodi di permesso richiesti

e l’eventuale decesso del disabile.

Lavoro nero: le novità del

Collegato Lavoro e i chiarimenti

INPS

INPS - Circolare 07/12/2010 n. 157

L’INPS, con la circolare n. 157 del 7 dicembre

2010, ha fornito ulteriori indicazioni

in merito alla nuova disciplina delle

sanzioni civili e alle competenze attribuite

agli ispettori degli Enti previdenziali.

Per ciò che concerne le sanzioni civili,

come già specificato dal Ministero del Lavoro

con la circolare n. 38/2010, le nuove

modalità di calcolo delle stesse trovano

applicazione per gli accertamenti iniziati

successivamente alla data di entrata in

vigore del Collegato Lavoro (24.11.2010),

anche se le sanzioni si riferiscono a periodi

di lavoro irregolare svolti precedentemente

alla riformulazione della norma

stessa.

Si ricorda che, a differenza del regime

previgente, la nuova misura delle sanzioni

civili non si applica ai rapporti di lavoro

diversi dal lavoro subordinato, quali i

rapporti di lavoro autonomi e parasubordinati

(restano, comunque, esclusi anche

i rapporti di lavoro domestico).

Per ciò che concerne l’attività ispettiva,

infine, si segnala che, tra le novità introdotte

dal Collegato, quella di maggior

rilievo riguarda l’attribuzione anche agli

ispettori dell’INPS del potere di contestazione

e notificazione della maxisanzione,

sempre a decorrere dal 24.11.2010.

Collegato Lavoro: l’analisi dei

consulenti sulle collaborazioni

Fondazione Studi CDL

- Principio 06/12/2010 n. 17

La Fondazione Studi dei Consulenti del

Lavoro, con il principio n. 17 del 6 dicembre

2010, ha fornito ulteriori delucidazioni

in merito alle novità introdotte dal

Collegato Lavoro in materia di collaborazioni

coordinate e continuative e sul lavoro

a progetto, anche alla luce dei principali

orientamenti giurisprudenziali.

Per ciò che concerne il primo aspetto, si

segnala come, in seguito all’entrata in vigore

della legge n. 183/2010 (24.11.2010),

le mini co.co.co. possono essere instaura-

gennaio 2011 17


C A F I M P R E S E U N C O M

te anche nell’ambito dei servizi di cura e

di assistenza alla persona per prestazioni

che non superino 240 ore nell’anno solare.

Previsione, questa (relativa al monte

orario), che, peraltro, lascia perplessi i

consulenti, stante il già labile confine con

una prestazione di natura subordinata.

Per ciò che concerne il secondo aspetto,

relativo al lavoro a progetto e alla specificità

di quest’ultimo, si rileva che il progetto

deve essere sempre adeguatamente

descritto e non può essere standardizzato

per una molteplicità di contratti. Lo

stesso deve indicare, oltre alle mansioni

del lavoratore, anche, nel dettaglio,

l’obiettivo da raggiungere e tutte le attività

funzionali al raggiungimento dello

stesso, nonché l’articolazione delle varie

fasi e tempi di lavoro.

Infine, la Fondazione rileva come, in base

al Collegato Lavoro, si configuri come reato

l’omesso versamento, nei termini di

legge, delle ritenute previdenziali ed assistenziali

effettuate dal committente sui

compensi dei collaboratori, con o senza

progetto. Al fine di evitare la sanzione penale

è sufficiente versare i suddetti contributi

entro 3 mesi dalla contestazione

ovvero dalla notifica dell’accertamento

della violazione

Approvata definitivamente la Legge

Finanziaria 2011

Parlamento

- Disegno di Legge 07/12/2010 n. S2464

Il Senato della Repubblica, nella seduta

del 7/12/2010, ha approvato il testo della

c.d. legge di stabilità (provvedimento

S2464) che tra le diverse disposizioni

prevede anche numerosi interventi riguardanti

il mondo del lavoro, come la

proroga degli ammortizzatori sociali.

Più precisamente il comma 29 dell’art. 1

incrementa di 1 mld di euro per il 2011 il

Fondo sociale per l’occupazione e la formazione

al fine di poter autorizzare nuovamente

la spesa necessaria alla proroga

dei trattamenti a sostegno del reddito. La

norma proroga nuovamente la concessione

dei trattamenti di CIG, mobilità e

disoccupazione speciale, in attesa della

riforma degli ammortizzatori sociali.

Gli importi però sono ridotti dal 10 al

40% in relazione ai trattamenti concessi

ai sensi della Legge finanziaria 2010. In

ogni caso la proroga viene concessa sempre

che i lavoratori interessati frequentino

specifici programmi di reimpiego.

Viene prorogato al 2011 anche il ricorso

agli ammortizzatori sociali in deroga

dei requisiti di anzianità lavorativa ordinariamente

richiesti per i soggetti che

hanno conseguito un reddito superiore a

5.000 euro.

Lo stesso comma 31 proroga al prossimo

anno l’autorizzazione all’INPS ad anticipare

i trattamenti di integrazione salariale

in deroga con richiesta di pagamento

diretto, così come l’erogazione dell’incentivo

riconosciuto ai datori di lavoro

che assumono lavoratori destinatari degli

ammortizzatori sociali in deroga.

Il comma 33 proroga per il 2011 anche

alcuni istituti sperimentali di sostegno

al reddito per determinate categorie

di lavoratori come ad esempio l’incremento

dell’ammontare del trattamento

di integrazione salariale per i contratti

di solidarietà difensivi nella misura del

20% oppure la possibilità per le imprese

di utilizzare i lavoratori destinatari

degli ammortizzatori sociali in costanza

del rapporto di lavoro in progetti di formazione

o riqualificazione che possono

includere attività produttiva connessa

all’apprendimento.

La legge di stabilità riserva 100 mln di

euro per il finanziamento delle attività di

formazione nell’esercizio dell’apprendistato.

Novità si hanno anche in ambito contributivo.

Infatti l’art. 39 abroga la disposizione

legislativa che prevede un

innalzamento di 0,09 punti percentuali

le aliquote contributive di finanziamento

dei lavoratori dipendenti, artigiani,

commercianti, coltivatori diretti, coloni,

mezzadri e parasubordinati.

Viene data attuazione alla disposizione

di cui all’art. 53 c.1, L. 78/2010 in materia

di detassazione dei contratti di produttività.

Si tratta, come si ricorderà, della

possibilità di applicare l’imposta sostitutiva

IRPEF del 10% sui redditi percepiti in

relazione agli incrementi di produttività

e di lavoro straordinario svolto a cui si

aggiungeva anche lo sgravio contributivo

sia a favore del lavoratore (100%) sia a favore

del datore di lavoro (25%).

Queste agevolazioni però erano state rinviate

ad una successiva determinazione

che si è appunto concretizzata con la legge

di stabilità.

L’agevolazione spetta ai lavoratori dipendenti

con un reddito annuo pari a 40.000

euro (originariamente fissato a 35.000

euro).

Infine merita di essere evidenziata anche

la norma contenuta nel comma 54 che

estende al 2011 le detrazioni fiscali per

carichi di famiglia a favore dei soggetti

non residenti in possesso di un reddito

non superiore al lordo degli oneri deducibili

a 2.840,51 euro e sempreché non

fruiscano già nel Paese di residenza di

analoghi benefici fiscali.

Ispezioni: le precisazioni del

Ministero del Lavoro

Ministero Lavoro

- Circolare 09/12/2010 n. 41

Il Ministero del Lavoro, con la circolare

n. 41 del 9 dicembre 2010, ha fornito ulteriori

chiarimenti in materia di attività

ispettiva alla luce delle novità introdotte

dall’art. 33 del Collegato Lavoro (legge n.

183/2010).

Innanzi tutto varia l’individuazione dei

destinatari delle sanzioni. Secondo l’attuale

normativa, la diffida e le sanzioni

devono essere indirizzate al datore di lavoro

(trasgressore) e all’eventuale obbligato

in solido.

Per ciò che concerne l’attività ispettiva

in senso stretto, ulteriore novità è l’obbligo

dell’ispettore di predisporre, per

ogni ispezione, il verbale di primo accesso.

Tale verbale deve essere consegnato

alla conclusione del primo accesso e le

dichiarazioni in esso contenute devono

essere inoltrate (anche via fax o e-mail)

prima che l’ispettore lasci l’azienda.

Si rileva, inoltre, che il datore di lavoro

non è obbligato a sottoscrivere e ritirare

il verbale. In questo caso, l’ispettore

ne deve dare lettura, annotare il rifiuto e

inoltrare lo stesso a mezzo posta.

In caso di constatazione di inosservanze

di legge in materia di lavoro e legislazione

sociale per le quali siano previste sanzioni

amministrative, l’ispettore provvede

a diffidare il trasgressore (e l’eventuale

obbligato in solido) a sanare le irregolarità

entro 30 giorni dalla notificazione.

Se il trasgressore (o l’obbligato in solido)

adempie alla diffida, sarà ammesso

a pagare una sanzione ridotta pari a un

quarto di quella stabilita in misura fissa

(il pagamento dovrà avvenire entro 15

giorni dalla scadenza del termine fissato

in diffida).

18 gennaio 2011


C A F I M P R E S E U N C O M

Conguaglio di fine anno

lavoratori con piú rapporti

di lavoro

Si invitano tutte le aziende che abbiano ricevuto dai dipendenti, assunti nel corso del

corrente anno, il modello cud riguardante i redditi 2010, percepiti nel precedente rapporto

di lavoro, a recapitarlo al nostro ufficio paghe, entro il 31 dicembre 2010, allo scopo

di poter elaborare in tempo utile il relativo conguaglio fiscale.

Trasmissioni basi di calcolo

Informiamo le aziende che in questi giorni l’INAIL inizierà la spedizione presso le sedi

delle singole aziende dei modelli 10 SM contenenti le Basi di calcolo per l’autoliquidazione

2010/2011 scadente il prossimo 16 febbraio.

È necessario che detti modelli vengano consegnati alla segreteria dell’ufficio paghe al

fine di consentire un corretto calcolo del premio dovuto.

Premi detassati

A far data dal 01 gennaio 2011 per poter erogare al personale dipendente PREMI DE-

TASSATI sarà necessario l’accordo sindacale.

Per eventuali ulteriori informazioni il nostro ufficio paghe è a disposizione.

Pagamento in contanti

delle retribuzioni

Confermando l’obbligo e l’importanza di far firmare al dipendente la Busta Paga (per

evitare la sanzione amministrativa, per ciascun lavoratore interessato, da € 125 ad €

770 fatto salvo che il fatto costituisca reato) segnaliamo che la firma apposta dal dipendente

sul prospetto paga, VALE ESCLUS IVAMENT E QUALE RICEVUTA DELLA BUSTA

PAGA e non ha alcun valore di quietanza.

Pertanto, nel caso in cui il pagamento della busta paga avvenga per contanti, è opportuno

far aggiungere al lavoratore di suo pugno dal dipendente e la frase “RICEVUTO

PAGAMENTO PER CONTANTI DI EURO _______ (indicando nuovamente la cifra del

netto a pagare)” o similari.

Telecamere

o videosorveglianza

È opportuno prestare particolare attenzione all’utilizzo di telecamere o altri apparecchi

di ripresa all’interno di qualunque spazio di lavoro (negozi, uffici, laboratori, officine

ecc). L’art. 4 della Legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori) vieta infatti l’utilizzo di impianti

audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei

lavoratori. Ne consegue che risulta vietato l’utilizzo di apparecchi che possano riprendere

anche solo saltuariamente l’attività dei dipendenti. Se gli impianti e le apparecchiature

di controllo sono necessari per esigenze organizzative e produttive (esempio

controllo degli accessi) ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza

dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto a seguito di autorizzazione

che deve essere rilasciata dalla Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio.

La violazione di quanto sopra, salvo che il fatto non costituisca reato più grave, è punita

con ammenda da Euro 154,00 a Euro 1.549,00 o con l’arresto da 15 giorni ad un anno.

Ricordiamo che la nostra Associazione, per il tramiter dell’EBITER di piacenza ha stipulato

un Protocollo di intesa con la DPL di Piacenza, proprio per ottenere l’autorizzazione

all’installazione delle videocamere. Ricordiamo che l’autorizzazione è preventiva.

Pertanto, vi preghiamo di rivolgervi all’Ufficio Paghe per ogni chiarimento in merito.

gennaio 2011 19


L E N O SRT UR BE RC I AC TA

E G O R I E

Agriturismi e sagre,

convivenza con regole chiare

Cristian Lertora,

presidente Fipe di Piacenza

La situazione attuale

della ristorazione fuori

porta, la convivenza

con gli agriturismi, il rapporto

con le sagre e le fiere paesane,

i nuovi servizi che l’Associazione

di categoria deve offrire

ai suoi associati, sono i punti

principali all’ordine del giorno

dei neo eletti componenti

del Consiglio Fipe di Piacenza

e del suo Presidente Cristian

Lertora.

«Gli anni 2000 segnano la fine

della GRANDE CRESCITA del

mercato alimentare fuori casa.

In nove anni – sottolinea il neo

eletto Presidente – i consumi

sono aumentati solo del 4,2%

ad un tasso medio dello 0,5%

a fronte di un mercato che

ha cambiato volto. I luoghi di

consumo si sono moltiplicati

aumentando la concorrenza

interna ed esterna al canale.

Inoltre ogni anno il tessuto

imprenditoriale cambia, in

media, per un quarto del totale;

un turn over forte e sempre

consistente che sino al 2008 ha

mantenuto un saldo positivo e

che nel 2009, per la prima volta

dopo tanti anni, ha registrato

un saldo negativo per circa

2000 unità. Questo è il contesto

in cui oggi noi ci troviamo,

uno scenario non facile ma

che non ci deve scoraggiare.

Dobbiamo – prosegue il Presidente

Lertora – continuare

sulla strada della professionalità

e della qualità, cooperando

con le Pubbliche Amministrazioni,

per usufruire

quanto più possibile di bandi

e incentivi che possono permetterci

di sistemare le nostre

strutture, sfruttare al massimo

le occasioni nelle quali vengono

attirati turisti e potenziali

clienti e, se riteniamo che

queste siano poche, collaborare

per cercare di crearne di

nuove. Le città, motore dello

sviluppo dell’economia terziarizzata,

hanno nella ristorazione

un punto di forza che i decisori

pubblici devono ancora

pienamente cogliere. Dobbiamo

collaborare per crescere

insieme, non possiamo essere

lasciati soli, non possiamo

essere semplicemente i destinatari

di richieste di aperture

straordinarie, nè tantomeno,

però, dobbiamo lasciare soli

coloro a cui abbiamo dato il

compito di amministrarci. La

qualità, la professionalità, la

correttezza nel nostro lavoro e,

perché no, la nostra creatività

saranno sicuramente le armi

vincenti nel futuro prossimo

che ci attende.

Correttezza e professionalità

– sottolinea il Presidente

Lertora – che chiediamo e

cerchiamo anche nelle realtà

quali quelle degli Agriturismi

o in coloro che realizzano fiere

e sagre paesane. Come FIPE

crediamo sia giunto il momento

di portare a livello territoriale

quell’accordo siglato

a livello Nazionale tra FIPE e

UNPLI (Unione delle Proloco

Italiane) affinché insieme si

possa stilare un disciplinare

contenente quelle regole che

possano mettere fine al proliferare

di sagre senza senso

che non hanno minimamente

lo scopo di valorizzare il territorio,

o le nostre eccellenze

enogastronomiche, ma solo

di permettere di fare cassetto

a qualcuno a discapito di chi

ogni giorno (pranzo e cena,

tutta la settimana) fornisce pasti

sottoponendosi a continui

controlli sanitari al fine di dare

un servizio quanto più qualitativamente

elevato possibile.

Vogliamo cooperare per regolamentare

e fornire un giusto

riconoscimento a chi promuove

appuntamenti nel segno di

una cultura alimentare percepita

come segno d’identità,

che possano anche servire

da mezzo virtuoso per riscoprire

tradizioni, patrimoni e

specificità tipiche dimenticate

nel tempo; che possano fungere

da attrazione.

Questo atteggiamento – prosegue

il Presidente – vogliamo

mantenerlo anche nei

confronti delle realtà agrituristiche.

Non vogliamo inserirci

tra coloro che muovono

solamente critiche a queste

strutture imprenditoriali, ma

vogliamo che le eccellenze, le

vere realtà agrituristiche siano

valorizzate, mentre quelle

che vivono della luce riflessa

di queste vengono cancellate.

Siamo certi che una convivenza

all’insegna di regole chiare

e valide per tutti sia assolutamente

possibile.

Noi ristoratori, noi pubblici

esercizi, vogliamo collaborare

con i veri agriturismi (quelli

che, per intenderci, utilizzano

prodotti derivanti dalla loro lavorazione,

quelli che ti accolgono

senza presentarti una menù

che contiene più primi di quelli

che potresti trovare al ristorante)

perché ciascuno di noi fa

della qualità la sua principale

caratteristica. Tutti noi miriamo

alla valorizzazione delle nostre

eccellenze enogastronomiche.

La nostra Associazione deve,

ancor di più di come ha fatto

in questi anni, farsi promotrice

di iniziative volte a far crescere

questo comparto, deve creare

punti di incontro con le varie

realtà imprenditoriali e amministrative

presenti sul territorio;

dalle categorie aderenti alla

Confcommercio a quelle esterne;

dalle Amministrazioni Comunali

a quella Provinciale. Già

tanti sono gli eventi che si realizzano

sul nostro territorio e che,

da una collaborazione più stretta

possono diventare momenti

di crescita per le nostre attività,

dobbiamo solo sfruttarle meglio,

dobbiamo essere maggiormente

chiamati a partecipare a

quei tavoli dove queste iniziative

vengono pensate. Tutto ciò

naturalmente richiedere però

anche una maggiore collaborazione

tra noi esercizi, occorre

che si inizi a pensare in maniera

associativa, o meglio, si torni a

pensare in maniera associativa.

Dobbiamo essere disposti a

metterci in gioco, a sperimentare,

a volere di più, a crederci di

più. Noi come FIPE faremo del

nostro meglio per essere presenti,

per informarvi qualora vi

siano iniziative, tenervi aggiornati

sui cambiamenti normativi,

sui bandi di finanziamento in

uscita; voi venite a farne parte,

venite a darci consigli, a criticare,

venite a partecipare. Vogliamo

che la nostra Associazione

diventi ancora di più il principale

e unico riferimento per tutta

la categoria.»

20 gennaio 2011


L E N O SRT UR BE RC I AC TA

E G O R I E

Fondazione Enasarco:

una riforma della previdenza

in favore degli agenti

di commercio

Cav. Enrico Zangrandi

Presidente provinciale

Fnaarc - Confcommercio

di Piacenza

F.N.A.A.R.C.

Lo scorso 2 dicembre il

Consiglio di Amministrazione

dell’ENASAR-

CO ha approvato, con una

integrazione riguardante il

contributo al Fondo di Assistenza,

le modifiche al Regolamento

di Previdenza

Gli interventi nella Previdenza

ENASARCO sono stati attuati

per rispettare il dettato della

Legge Finanziaria 2007, e per

rispettare l’indicazione del

Ministero del Lavoro che ha

suggerito di elevare tale sostenibilità

finanziaria a 50 anni.

È anche da precisare che gli

interventi nella previdenza si

sono resi necessari perché in

assenza di essi la Fondazione

sarebbe stata commissariata.

È bene precisare subito che

la riforma nel suo complesso

garantisce agli agenti di commercio

la corresponsione della

pensione per oltre 50 anni

e che questo verrà realizzato

attraverso interventi che la

F.N.A.A.R.C. ha sensibilmente

ammorbidito rispetto alla ipotesi

iniziale presentata dagli

attuari.

I provvedimenti adottati dalla

Fondazione vanno letti considerando

lo scenario che li

hanno resi necessari, e gli interventi

della F.N.A.A.R.C. che

li ha resi i più leggeri possibili.

È un dato di fatto che la vita

media subisce un costante

allungamento. Questo fenomeno

di cui tutti vogliamo es-

Torrefazione Musetti S.r.l. - Via G. Marcora, 2/4 29010 Pontenure (PC)

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dicembre 2009 21


L E N O S T R E C A T E G O R I E

Sesso 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020

M Quota 86 87 88 89 90

età minima 65 65 65 65 65

anzianità minima 20 20 20 20 20

F Quota 82 83 84 85 86 87 88 89 90

età minima 61 61 62 62 63 63 64 64 65

anzianità minima 20 20 20 20 20 20 20 20 20

sere beneficiari è però molto

pesante per gli Enti di previdenza

(perché vuol dire pagare

le pensioni per un numero

maggiore di anni) che devono

costantemente controllare i

propri conti per evitare di andare

in deficit. L’allungamento

della vita media ha “messo

in crisi” la tenuta dei conti di

tutti gli Enti di previdenza, obbligandoli

ad adottare provvedimenti

anche drastici. Basti

pensare che a partire dal 2011

l’INPS ha posticipato di diciotto

mesi il pagamento della

pensione dal momento in cui

si matura il diritto. E quindi un

soggetto che maturerà il diritto

alla pensione il 1° febbraio

2011, inizierà a percepire la

pensione il 1° agosto 2012, e

durante questo intervallo non

percepirà nulla, né percepirà

alcun arretrato il 1° agosto

2012.

L’ENASARCO invece paga le

pensioni, e continuerà a pagarle,

dal primo giorno di maturazione

del diritto e il Bilancio

consolidato di quest’anno

si chiuderà in attivo.

Va anche ricordato che l’ENA-

SARCO possiede una significativa

liquidità, che offre un rendimento

più che apprezzabile.

Infatti le valutazioni per la “sostenibilità

futura” vanno fatte,

in applicazione del Decreto

Legge 509/94 (il Decreto di privatizzazione

dell’ENASARCO),

solo sulla base del “Bilancio

tecnico” e sulla sua evoluzione

per i prossimi 30 anni, con

proiezione a 50. Inoltre il Decreto

509/94 prevede il commissariamento

della Fondazione

nel caso si registrino due

Bilanci tecnici consecutivi con

risultato negativo.

In assenza di un progetto che

assicuri almeno 30 anni di

sostenibilità finanziaria, con

proiezione a 50, la Fondazione

verrebbe commissariata.

Chiariamo anzitutto che si è

lavorato per evitare il commissariamento

e fantasiose conseguenti

ipotesi di assorbimento

dell’ENASARCO nell’INPS.

Questo perché il commissariamento

non favorirebbe

gli agenti, dal momento che

un Commissario governativo

opera solo in forza dell’autorità

conferitagli dal Ministro e

rende conto del proprio operato

solo al Ministro del Lavoro,

e non vi sarebbero più un

Consiglio di Amministrazione

o altri organi di controllo.

La nostra posizione è completamente

differente. La

F.N.A.A.R.C. ha sempre combattuto

per mantenere l’autonomia

dell’ENASARCO, una

Fondazione che opera da più

di settanta anni in favore degli

agenti, che paga puntualmente

le pensioni e che non ha mai

goduto di denaro pubblico o

di pubblici aiuti. F.N.A.A.R.C.

ha voluto la privatizzazione

dell’ENASARCO ed ha impedito

per due volte che Governi

di centro destra e di centro

sinistra riportassero la Fondazione

nel parastato, sottraendola

agli unici proprietari, gli

agenti di commercio e le case

mandanti.

Come F.N.A.A.R.C. anzitutto

abbiamo ottenuto che l’anzianità

contributiva minima

(vale a dire il numero minimo

di anni di versamenti per avere

diritto alla pensione) rimanga

fissata in 20 anni e non venga

elevata a 25, come era nella

prima ipotesi proposta dagli

attuari alle parti sociali. Per

cui a partire dal 2012 il requisito

per richiedere la pensione

di vecchiaia sarà quello della

“quota”, vale a dire il rispetto

di un numero che somma età

anagrafica minima ed anzianità

contributiva minima. Ad

esempio per l’anno 2012 la

“quota” per gli uomini è 86,

che otterremo con la somma

di una età anagrafica minima

non inferiore a 65 anni ed una

anzianità contributiva minima

non inferiore a 20 anni, precisando

subito che con l’età di

65 anni e 20 anni di versamenti

non sorgerà il diritto alla pensione.

Potremo invece richiedere

la pensione, ad esempio,

in presenza di una età di 66

anni e 20 anni di versamenti,

oppure 21 anni di versamento

ed una età di 65 anni. Il meccanismo

delle quote si applicherà

per tutti gli anni successivi

al 2012, con quote diverse fino

a raggiungere una quota di 90

nel 2016 per gli uomini e nel

2020 per le donne, secondo la

tabella sopra riportata.

Un altro grosso risultato è

quello di avere “spalmato” sia

l’aumento dell’aliquota contributiva

sia l’aumento dei

massimali di contribuzione in

un periodo più lungo rispetto

a quello proposto dagli attuari.

Infatti abbiamo ottenuto che il

passaggio dalla attuale aliquota

contributiva del 13,50% (di

cui 6,75% a carico delle case

mandanti e 6,75% a carico

degli agenti) al 17,00% (di cui

8,50% a carico delle case mandanti

e 8,50% a carico degli

agenti) venga adottato lungo il

periodo 2013 – 2020

Anche per l’aumento dei massimali

di contribuzione verranno

elevati dagli anni 2012

– 2015 dagli attuali 27.667 euro

per i monomandatari a 37.500

euro, e dagli attuali 15.810

euro (per ogni casa mandante)

per i plurimandatari a 25.000

euro, e questo contribuisce ad

aumentare le pensioni.

È stata inoltre introdotta per i

nuovi iscritti alla Fondazione

dal 2012 la possibilità di percepire

la pensione di vecchiaia al

65° anno di età (sia per gli uomini

sia per le donne) anche

con solo 5 anni di contributi.

In questa ipotesi la pensione

sarà però ridotta del 2% per

ogni anno della differenza fra

gli anni di contribuzione versati

ed il requisito minimo per

maturare la pensione, vale a

dire 20 anni. Attualmente invece

bisogna avere 20 anni di

contributi per chiedere la pensione.

Nel complesso possiamo dire

che la riforma della previdenza

ENASARCO, pur necessaria

ma attenuata nel suo impatto

sugli agenti grazie ai correttivi

voluti dalla F.N.A.A.R.C., è un

provvedimento che favorirà la

nostra categoria, perché assicura

il pagamento delle pensioni

per i prossimi 50 anni e

perché assicura una pensione

dignitosa, in rapporto a quanto

abbiamo versato ed andremo

a versare.

22 gennaio 2011


L E N O SRT UR BE RC I AC TA

E G O R I E

Normative

Codice della strada

Nuove normative per la prevenzione

di incidenti alcol correlati

Si ricorda che a decorrere dal 13 novembre sono entrate in vigore le disposizioni

in materia di tabelle alcolemiche e precursori (alcol test). Pertanto,

con l’entrata in vigore dell’ultima fase del codice della strada nella parte di

contrasto alla guida in stato di ebbrezza, i locali che somministrano alcolici (quindi

anche circoli, agriturismi, chioschi, camion e baracchini, enoteche, alberghi,

campeggi, fiere, sagre, feste varie e simili) e la cui attività si protrae oltre la mezzanotte

dovranno mettere a disposizione dei clienti i precursori per la rilevazione

del tasso alcolemico e affiggere le tabelle alcolemiche previste dalla nuova normativa.

Tabelle e precursori consentono al cliente di affrontare più serenamente

la guida ed evitare, in caso di fermo delle forze dell’ordine, di incorrere nelle

sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza. Il limite di legge da non superare

per potersi mettere al volante della propria auto per non incorrere in forti

ammende in caso di fermi da parte delle forze dell’ordine è quello di 0,5 grammi

di tasso alcolemico. Per esempio il valore 0,5 corrisponde a 3/4 bicchieri di vino

per una donna di 60 chili a stomaco pieno o a poco meno di mezzo litro per un

uomo di 80 chili sempre a stomaco pieno. Va ricordato, tuttavia, che per alcune

categorie di conducenti permane il tasso zero di alcol nel sangue per poter guidare.

Le locandine sono fornite dalla Fipe-Confcommercio e distribuite in formato

cartaceo dalle associazioni territoriali a tutti gli associati. Le sanzioni prevedono

la confisca dell’auto per il consumatore che supera il livello 1,5 di alcolemia.

Quadro di sintesi sui precursori e tabelle:

A) I titolari e gestori di pubblici esercizi con licenza ex ari. 86 del TULPS:

Bar, ristoranti, trattorie, osterie, e simili

Discoteche, disco pub, pub e simili

Enoteche, cantine

Alberghi, campeggi, pensioni e simili

Circoli di ogni genere

Fiere, sagre, feste e chiunque somministra alcolici su aree pubbliche (chioschi,

camion-bar, baracchini)

Agriturismi e simili

che proseguono la propria attività oltre le ore 24 SONO OBBLIGATI:

Ad esporre le tabelle ed mettere a disposizione i precursori.

Sanzione per mancata o inidonea esposizione tabelle o del mancato possesso

dell’apparecchio di rilevazione del tasso alcoiemico: da 300 a 1.200 euro

A cessare la somministrazione e vendita di alcolel e superalcolici dalle 3 alle 6.

Sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 20.000 euro

Sanzione accessoria chiusura da 7 a 30 giorni alla terza violazione contestata

nel biennio.

B) I titolari degli esercizi di vicinato e i venditori ambulanti non autorizzati

alla somministrazione SONO OBBLIGATI

a cessare la vendita di alcolici e superalcolici dalle 24 alle 6

Sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 20.000 euro.

Sanzione accessoria chiusura da 7 a 30 giorni alla terza violazione contestata

nel biennio.

N.B. In caso di “vendita con consumo sul posto” effettuata da esercizi di vicinato

e panificatori artigiani le bevande alcoliche ed analcoliche non possono

essere consumate sul posto unitamente ai generi di gastronomia. Chi permette

il consumo sul posto di bevande anche analcoliche effettua la attività di

somministrazione senza la autorizzazione e pertanto ricade nella disciplina

dei pubblici esercizi anche ai fini di precursori e tabelle.

SISTRI

Precisazioni ministeriali

sull’obbligo d’iscrizione per

le imprese alberghiere:

solo se producono rifiuti pericolosi

Una nota di precisazione del Capo della

Segreteria del Ministero dell’Ambiente

che fa seguito ad altra Circolare del

Ministro dell’Ambiente , ricorda che non hanno

l’obbligo di iscriversi al Sistri ( Sistema informatico

di tracciabilita’ dei rifiuti) le imprese che

producono esclusivamente rifiuti non pericolosi

( fanno eccezione ovviamente quelle che gia’ effettuavano

negli anni scorsi la compilazione annuale

del MUD , cioe’ il modello annuale di denuncia

dei rifiuti pericolosi , tenute sicuramente

all’iscrizione al SISTRI) . Per quanto riguarda

la produzione ad. es. di oli vegetali di cucina

anche usati o la produzione di fanghi derivanti

dalla pulizia di fosse settiche, essi sono da considerarsi

rifiuti speciali ma non pericolosi .

Facciamo presente e suggeriamo quindi , alcuni

modi per evitare di produrre taluni tipi di rifiuti

pericolosi nel corso dell’attivita’ aziendale :i toner

normalmente utilizzati per le stampanti in

ufficio , normalmente non contengono sostanze

pericolose e quindi possono essere considerati

come rifiuti solo speciali . Consigliamo quindi

di verificare con il venditore il tipo di toner utilizzato

, o di utilizzare i cd. ricaricabili.

Le lampade fluorescenti normalmente utilizzate

per l’illuminazione di abitazioni non contengono

mercurio e quindi non sono da considerarsi

rifiuti pericolosi, ma i tubi al neon si . Invitiamo

a verificare il tipo di lampade utilizzate .

Infine le batterie alcaline , nonche’ le batterie

ed accumulatori non contenenti piombo , nichel

–cadmio o mercurio ,sono rifiuti speciali ma non

pericolosi.

Va infine precisato che i rifiuti provenienti da attivita’

di manutenzione o assistenza sanitaria si

considerano prodotti presso la sede o il domicilio

del soggetto che svolge tale attivita’. Pertanto

alla stregua di tale disposizione , eventuali rifiuti

pericolosi prodotti nel corso di interventi di manutenzione

effettuati da manutentori esterni

( ad . es. scarti di olio minerale o sintetico per

lubrificazione , imballaggi contenenti residui

di sostanze pericolose o stracci contaminati da

esse, ceneri di caldaia, solventi , acidi , vernici ,

resine, detergenti )contenenti sostanze pericolose

si considerano prodotti presso la sede o domicilio

di esso .E’ consigliabile quindi includere

un richiamo apposito in questo senso all’interno

dei contratti di manutenzione stipulati.

Per informazioni:

# 0523/461811

gennaio 2011 23


E.Bi.Ter. Ente Bilaterale Terziario Piacenza

L’E.Bi.Ter. (Ente Bilaterale del Terziario, distribuzione e servizi), organismo previsto dal

C.C.N.L., al fine di aiutare lo sviluppo delle ditte locali e tutelare i dipendenti del comparto,

eroga le seguenti prestazioni:

FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO

VISTI DI CONFORMITÀ ALL’ASSUNZIONE DI APPRENDISTI

COMMISSIONI DI CONCILIAZIONE E ARBITRATO

PRESTAZIONI DI SOSTEGNO AL REDDITO NELLA SEGUENTE FORMA:

per i lavoratori:

RIMBORSO SPESE PER PROTESI OCULISTICHE, ACUSTICHE E ORTOPEDICHE

BORSE DI STUDIO E BUONI LIBRO PER I FIGLI DEI LAVORATORI

CONTRIBUTO SPESE PER ASSISTENZA FIGLI DISABILI

CONTRIBUTO ASTENSIONE FACOLTATIVA POST MATERNITÀ

per le ditte:

CONTRIBUTO PER LAVORATORI LICENZIATI PER GIUSTIFICATO MOTIVO OGGETTIVO

E PRIVI DEL DIRITTO ALL’INDENNITÀ DI MOBILITÀ

CONTRIBUTO PER SOSPENSIONI DOVUTE A RISTRUTTURAZIONI

E/O RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE

CONTRIBUTO PER SOSPENSIONE ATTIVITÀ LAVORATIVA NON IMPUTABILE

ALL’AZIENDA

Centro Servizi Territoriali

EBURT - Piacenza

L’Organismo Paritetico Provinciale svolge i compiti

previsti dall’art. 20 del D. Lgs. n 626/94:

forma i lavoratori in materia di prevenzione

infortuni sul lavoro

forma i rappresentanti dei lavoratori

in tema di sicurezza

orienta le aziende sulla corretta

applicazione delle disposizioni legislative

da parte delle aziende in collaborazione

con gli enti preposti

L’Ente Bilaterale Turismo dell’Emilia Romagna

vede la partecipazione delle associazioni sindacali

dei lavoratori FILCAMS CGIL - FISASCAT CISL - UIL-

TUCS UIL e delle associazioni regionali del settore

aderenti a FEDERALBERGHI , FEDERAZIONE PUBBLICI

ESERCIZI FIPE , FEDERAZIONE AGENZIE DI VIAGGIO

FIAVET E FAITA FEDERAZIONE CAMPEGGI.

Il C.S.T. Eburt Piacenza organizza periodicamente

iniziative formative gratuite per il personale del settore,

prossimo corso in programma “BARMAN”.

Inoltre rilascia i visti di conformità per l’assunzione

di apprendisti nel settore.


T U T TRO U AB SR SI CO AC I A T I

Finanziamenti europei:

Una possibilità di aiuto all’impresa

I fondi ci sono e pochi lo sanno

scenario mondiale evidenzia gravi situazioni di

crisi finanziaria e occupazionale in tutti i settori produttivi

e del commercio. L’attuale

La difficoltà delle banche a sostenere l’impresa nel breve e nel

medio periodo è uno degli elementi che bloccano la ripresa del

mercato. L’imprenditore medio si ritrova oggi senza appoggi e

ascolto, spesso a fronte di grande volontà di impegno e di idee

eccellenti.

La disinformazione costituisce un altro grande scoglio alla possibilità

di trovare risorse.

Dal 1979 la Comunità Europea mette a disposizione di ogni

Stato Membro fondi e risorse da utilizzare per il sostentamento

e l’incentivazione delle imprese. L’Italia mediamente

ogni anno restituisce tra il 60% ed il 75% dei fondi a sua disposizione.

Tali fondi sono normalmente assegnati in misura di un minimo

del 50% a fondo perduto, la restante parte viene erogata sotto

forma di finanziamento agevolato con tassi di interessi molto più

bassi di quelli bancari.

COSA FINANZIANO I FONDI EUROPEI

Attraverso i propri programmi operativi la Comunità Europea

aiuta l’imprenditore nell’affrontare gli investimenti produttivi

come ad esempio l’acquisto di beni strumentali. Anche l’apertura

e l’avviamento di una nuova attività viene considerato investimento

produttivo. I fondi permettono inoltre di ampliare la

propria attività e di affrontare situazioni di dichiarata crisi.

Esiste un particolare fondo di finanziamento detto “Fondo Sociale

Europeo” che finanzia l’inserimento di nuove risorse umane

nelle aziende. Questo fondo finanzia la formazione di cui

l’impresa necessità.

In poche parole si può sostenere che, a parte il settore estrattivo, ogni

settore produttivo e del commercio esistente nel panorama italiano

può usufruire di sovvenzioni europee e finanziamenti agevolati.

Per chi fosse interessato ad usufruire dei finanziamenti elencati

o per informarsi sull’esistenza di finanziamenti specifici rispetto

alla propria azienda è possibile contattare la nostra segreteria

che fisserà un appuntamento con i tecnici esperti dei quali

l’Unione Commercianti si avvale.

gennaio 2011 25


T U T T O A S S O C I A T I

UNIONE COMMERCIANTI PIACENZA

Sondaggio

centro storico Piacenza

Apertura da parte dei

commercianti piacentini

del centro storico,

incremento degli orari, possibilità

di alzare le serrante alla

domenica pomeriggio e nelle

pause pranzo di mercoledì e

sabato.

Questo è quanto emerge dal

sondaggio dell’Unione Commercianti,

sottoposto a 676

negozianti del centro storico

piacentino presenti in 30 vie.

I risultati sono stati resi pubblici

presso la sede dell’Associazione

Martedì 7 Dicembre 2010

alla presenza dei promotori

dell’indagine Antonio Resini,

Alessandra Tampellini vicepresidenti

dell’Unione Commercianti

insieme al presidente

Alfredo Parietti ed all’assessore

comunale al commercio Katia

Tarasconi. “Quello di oggi è un

primo passo verso un percorso

di collaborazione con l’Amministrazione

comunale e i comitati

di via – ha affermato il

Presidente – e per questo siamo

partiti all’ascolto delle esigenze

degli esercenti”.

Ai commercianti è stato chiesto

se sarebbero favorevoli ad

un’apertura domenicale (se si,

mattina, pomeriggio o entrambi),

ad un’apertura continuata

durante la settimana in concomitanza

con il mercato (se si,

quando: mercoledì, sabato o

entrambi), ed alla realizzazione

di una Fidelity Card per clienti

più affezionati.

“Il dato un po’ inatteso – hanno

spiegato i vicepresidenti – è

stata la risposta da parte degli

esercenti: ben il 63% dei questionari

ci sono stati restituiti

compilati, con buoni risultati

non solo negli assi ortogonali

di Corso Vittorio Emanuele e

via Venti Settembre ma anche

in molte altre Vie di Piacenza

La maggioranza dei commercianti

si è infatti detta favorevole

nei confronti delle proposte

dell’Associazione, anche se in

termini non così netti.

Il 56% dei commercianti si è

detto disponibile a un’apertura

domenicale, 235 contro 184

negozianti. In particolare tra

i si, 139 hanno espresso il loro

gradimento per la domenica

pomeriggio, contro 39 per la

giornata intera di domenica e

25 solo per la mattina.

Risultati simili per l’apertura

continuata anche in pausa

pranzo: 242 i commercianti favorevoli

a mantenere la possibilità

di fare acquisti anche nel

primissimo pomeriggio contro

i 173 contrari. Tra le opzioni

indicate 88 hanno appoggiato

un’apertura in entrambi i giorni

di mercato, contro 56 solo al

sabato e 27 solo al mercoledì.

Positiva anche la possibilità di

ricorrere ad una sorta di Fidelity

Card da realizzare per gli

esercizi commerciali del centro

storico. Sono 204 i negozianti

che hanno annunciato parere

favorevole contro 185 contrari.

52% contro un 48%.

Oltre alle risposte del questionario

infatti, i negozianti e i

comitati di via hanno proposto

interessanti soluzioni in merito

alla questione. Al comune

è stato chiesto di organizzare

più eventi culturali in centro

nei giorni di apertura in modo

da attirare più gente e quindi

incrementare le vendite. L’Assessore

Tarasconi ha assicurato

massimo impegno: “il lavoro

svolto dall’Unione Commercianti

è stato positivo, è solo

l’inizio per migliorare la vita in

centro. Si prevedono inoltre,

attività di comunicazione per

attirare persone dal basso lodigiano

e da Cremona ed altre

manifestazioni, tutte cose per

le quali ci vorrà un po’ di tempo

ma che credo alla fine daranno

buoni risultati”.

26 gennaio 2011


RE UN BA RS IC OA

COMPILAZIONE MODELLO ISEE

Si informano gli associati che chi presenterà

il modello ISEE ( indicatore della

situazione economica equivalente ) per

ottenere determinate agevolazioni ( asilo,

università, diritto allo studi, assegni

di cura, assegnazione delle case popolari,

riduzione del canone d’afftto, e altro

) l’agenzia delle entrate ha annunciato

che verrà applicato lo strumento del

redditometro.

Occorrerà particolare attenzione alla

presentazione del modello ISEE perché

il rischio non è che venga negata la

prestazione, ma che scatti un pesante

accertamento basato sul redditometro.

Per informazioni rivolgersi al patronato

ENASCO 0523/461831 – 32.

Pensioni: le nuove regole

da gennaio 2011

A

poco più di due anni di distanza

dalla riforma del Welfare del 2008

le pensioni cambiano di nuovo e

per la maggior parte dei lavoratori italiani

si allontana ancora il momento dell’uscita

dal lavoro. Infatti, dal 2011 in poi il traguardo

della pensione si sposta in avanti per

effetto della cosiddetta finestra mobile o

a scorrimento introdotta dalla, manovra

estiva sui conti pubblici (Legge n, 122 del

2010). Si tratta in pratica di una decorrenza

personalizzata collegata al momento in cui

si raggiungono i requisiti per il pensionamento

di anzianità e di vecchiaia. Diversi

sono solo i tempi di attesa per ottenere il

primo assegno: 12 mesi per i dipendenti,

18 mesi per i lavoratori autonomi e per i

collaboratori iscritti alla gestione separata

dell’Inps. In altre parole, per i lavoratori

dipendenti la finestra si apre a partire dal

13° mese successivo al raggiungimento dei

requisiti di età e contribuzione, mentre per

i lavoratori autonomi e parasubordinati

dal 19° mese successivo. Il nuovo sistema è

certamente più semplice ed equo visto che

non ci sono più vantaggi e penalizzazioni

legati al mese di nascita, anche se ciò non

toglie che dal 2011, rispetto ad oggi, tutti

andranno in pensione più tardi. È importante

sottolineare che dalla finestra mobile

si salvano, oltre coloro che raggiungono

i requisiti entro il 2010, anche tutti quelli

che si trovano in una delle situazioni indicate

nell’apposito riquadro, (vedi Tab. C).

Lavoratori dipendenti

Dal 2011 chi matura i requisiti per la pensione

di anzianità con meno di 40 anni non

ha più le due finestre annuali di gennaio e

luglio. Con la finestra mobile l’assegno

spetta 12 mesi dopo il perfezionamento

del diritto. Rispetto ad oggi, la maggiore

attesa varierà da uno a 6 mesi visto che dai

12 mesi bisogna togliere quelli previsti attualmente.

Sono invece i pensionati di vecchiaia

a pagare un pedaggio più pesante.

Anche per loro la decorrenza scatta dopo

12 mesi dalla maturazione dei requisiti ma

gennaio 2011 27


E N A S C O

TAB. A - LE NUOVE FINESTRE DAL 2011

Requisiti MATURATI

LAVORATORI AUTONOMI

entro 2011 LAVORATORI DIPENDENTI E PARASUBORBINATI

Decorrenza pensione di vecchiaia e anzianità

Gennaio Febbraio 2012 Agosto 2012

Febbraio Marzo 2012 Settembre 2012

Marzo Aprile 2012 Ottobre 2012

Aprile Maggio 2012 Novembre 2012

Maggio Giugno 2012 Dicembre 2012

Giugno Luglio 2012 Gennaio 2013

Luglio Agosto 2012 Febbraio 2013

Agosto Settembre 2012 Marzo 2013

Settembre Ottobre 2012 Aprile 2013

Ottobre Novembre 2012 Maggio 2013

Novembre Dicembre 2012 Giugno 2013

Dicembre Gennaio 2013 Luglio 2013

TAB. B - PENSIONE DI ANZIANITÀ: I REQUISITI

Anno di pensionamento LE quote: età anAGrafica più contributi

Lavoratori dipendenti Lavoratori autonomi

Quota 96 Quota 97

Dall’1/1/2011 al 31/12/2012 composta da: 60+36 composta da: 61+36

oppure 61+35 oppure 62+35

Quota 97 Quota 98

Dall’1/1/2013 composta da: 61+36 composta da: 62+36

oppure 62+35 oppure 63-35

Per entrambe le categorie, in alternativa a questi requisiti, si può andare in pensione con 40 anni di contribuzione

a prescindere dall’età anagrafìca.

TAB. C - CHI RESTA CON LE VECCHIE FINESTRE *

Pensione di INVALIDità e vecchiaia MATURATE entro il 2010

Lavoratori che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2010;

Donne che entro il 2015 optano per la pensione di anzianità contributiva;

Dipendenti in preavviso alla data del 30 giugno 2010;

Lavoratori che al raggiungimento di una certa età perdono l’abilitazione a determinate

mansioni (es. piloti);

Fino ad un massimo di 10.000 lavoratori collocati in mobilità o esodati da banche e assicurazioni.

Pensione di vecchiaia

I requisiti previsti per il 2011 per questa

prestazione, sono:

65 anni di età per gli uomini e 60 anni

per le donne (61 anni di età per le donne

del pubblico impiego);

minimo contributivo di 20 anni;

cessazione dell’attività lavorativa come

dipendente (non vale per gli autonomi).

Pensione di anzianità

Per questa prestazione bisogna invece

considerare che dal 2011 la quota – cioè la

somma di età anagrafìca e anzianità contributiva

– aumento di un anno. Per cui i

requisiti sono:

quota 96, con età di almeno 60 anni per

i lavoratori dipendenti e quota 97, con

età di 61 anni per i lavoratori autonomi;

(vedi Tab. B)

in alternativa, anzianità contributiva

di 40 amii indipendentemente dall’età

anagrafica (anche in questo caso si applicano

le finestre mobili);

cessazione dell’attività lavorativa come

dipendenti (non vale per gli autonomi).

È opportuno, comunque, data la particolare

e complessa applicazione normativa,

rivolgersi agli uffici del Patronato 50&PIÙ

Enasco che, gratuitamente e presenti su

tutto il territorio nazionale, sono in grado

di fornire tutte le informazioni; i consigli e

i chiarimenti necessari.

(*) Le finestre sono due all’anno (gennaio e luglio) per la pensione di anzianità.

Quattro all’anno (gennaio, aprile, luglio e ottobre) per la pensione di vecchiaia e per quella di anzianità maturata

con almeno 40 anni di contributi.

potendo contare oggi su finestre più ravvicinate

(quattro all’anno) vedono salire il

numero dei mesi di attesa. Dovranno lavorare

infatti dai 7 a 9 mesi in più.

Lavoratori autonomi

L’applicazione delle nuove finestre è particolarmente

dolorosa per i lavoratori autonomi.

Dal 2011 artigiani, commercianti

e coldiretti possono percepire il primo assegno

dopo 18 mesi dalla maturazione dei

requisiti per il trattamento di anzianità e

di vecchiaia. Per il ritiro anticipato con

meno di 40 anni di contributi il ritardo

rispetto ad oggi varia, come per i dipendenti,

da uno a 6 mesi. La vera stangata,

più pesante rispetto a quella prevista per i

dipendenti, gli autonomi la ricevono sulla

pensione di vecchiaia. La maggiore attesa

varia, infatti, dai 9 ai 12 mesi. Si pensi, ad

esempio, ad un commerciante, che compie

i 65 anni all’inizio di marzo 2011: il

periodo di attesa – cioè il tempo che intercorre

tra il momento di maturazione del

requisito per la vecchiaia e la decorrenza

della pensione – è, come già detto, di 18

mesi. Quindi percepirà la pensione da

ottobre 2012, con un aumento di ben 12

mesi rispetto a quanto gli sarebbe accaduto

con il sistema attuale delle finestre.

Per le pensioni di inabilità e per quelle a

favore dei familiari superstiti la decorrenza

resta quella prevista dall’attuale normativa.

Spetterà rispettivamente come

è adesso dal primo giorno del mese successivo

alla presentazione della domanda

o del decesso del lavoratore dante causa.

La tabella A che si riporta indica le nuove

“finestre 2011” con la decorrenza delle

pensioni (vecchiaia e anzianità) rispettivamente

per i lavoratori dipendenti e

per gli autonomi e parasubordinati. Nulla

cambia, poi, sul piano dei requisiti per

l’ottenimento delle predette pensioni.

CONGUAGLI FISCALI PER I

PENSIONATI E CANONE RAI

Sempre la legge n. 122 del 2010 ha

previsto per il 2011 alcune agevolazioni

a favore dei pensionati se ricevono un

trattamento pensionistico annuo inferiore

a 18 mila euro.

Se il conguaglio fiscale di fine anno

supera i 100 euro, l’Inps procede, per

conto del fìsco, a trattenere la somma

dovuta in undici rate, senza interessi,

fino al mese di novembre dell’anno successivo

e non più in sole due rate, entro

febbraio, come avviene oggi.

Il pagamento dilazionato sarà accordato

con modalità da definire anche per altri

tributi. Per il canone RAI, per esempio,

già da gennaio 2011, i pensionati se ne

potranno avvalere presentando una domanda

all’ente previdenziale di appartenenza

entro il 15 novembre prossimo.

La trattenuta in questo caso sarà effettuata

a partire da gennaio fino al mese

di novembre 2011.

28 gennaio 2011


G R U P P O G I O V A N I I M P R E N D I T O R I

Un anno di lavoro per il Gruppo Giovani,

aspettative per il 2011

RAFFAELE CHIAPPA

Presidente

Gruppo Giovani Imprenditori

di Piacenza

Un anno sta per concludersi ed è naturale voler analizzare quelle che sono state

le numerose iniziative portate avanti dal Gruppo Giovani Imprenditori

dell’Unione Commercianti di Piacenza nel 2010 e valutare quelli che saranno i

nuovi obbiettivi che l’Associazione vorrà darsi per l’anno 2011.

«È stato un anno complesso e per certi versi difficile visto la congiuntura economica

che abbiamo attraversato – afferma il Presidente del Gruppo Giovani Raffaele Chiappa

– ciò nonostante io, i miei consiglieri ed il nostro Coordinatore, abbiamo fatto del

nostro meglio per essere di aiuto alle giovani imprese neo e già strutturate. Abbiamo

mantenuto vivo il progetto fiducia, ovvero credito senza garanzie, in un momento in

cui ottenere aiuti economici non è assolutamente facile, men che meno senza presentare

garanzie. Di questo devo naturalmente ringraziare le Banche aderenti al progetto,

la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, nella figura del nostro referente Dott. Pietro

Mizzi, la Banca di Credito Cooperativo Centro Padana ed il Dott. Gianluca Cravedi, la

Cariparma nella persona della Dottssa Clara Pulzoni, e la Banca di Piacenza nella figura

del Dott. Castelli».

«Abbiamo preso parte – prosegue il Presidente Chiappa – a numerosi incontri tutti volti

a premiare lo spirito di intraprendenza dei giovani; da ultimo, ad esempio, abbiamo

premiato con il riconoscimento “Imprenditore di te stesso: riconoscimento alla costanza

e perseveranza” Andrea Castellana arrivato terzo al Campionato Italiano Classe 50 cc

nella cena organizzata dal Motoclub Fornaroli. Il premio, ormai giunto alla sua IV edizione

grazie alla collaborazione tra il Gruppo Giovani e Motoclub Fornaroli, premia il

giovane che maggiormente si è differenziato attraverso tenacia e continuità nello sport,

due caratteristiche che contraddistinguono anche noi imprenditori.

Abbiamo cercato di coniugare momenti sociali e di convivio con spazi di formazione

altamente professionalizzanti per i giovani imprenditori. A questo scopo abbiamo associato

alla nostra cena di fine anno svoltasi presso il Ristorante Galileo – Gariga di Podenzano

– un momento di riflessione, grazie all’esimio Professor Celaschi, sul tema del

“Marketing nella crisi: come attirare i clienti nei propri punti vendita”. Questo perché

– prosegue il Presidente Raffaele Chiappa Presidente – il Marketing rappresenta una importante

chiave di svolta e di ripresa per le nostre attività. In un momento di crisi come

quello che stiamo vivendo è necessario più che mai fare ricorso a strategie che creino

fiducia nel consumatore. Le persone sono diffidenti, soprattutto in questo momento,

attente rispetto alle proposte delle aziende e al modo in cui queste operano sul mercato.

E’ importante lavorare su tutti i punti di contatto tra impresa e potenziali clienti per

rafforzare la fiducia».

«Di certo – evidenzia il Vice Presidente Paolo Marchi – il calendario 2011 sarà altrettanto

ricco di progetti ed eventi di portata locale, nazionale e internazionale. Il Gruppo Giovani

Imprenditori ha intenzione di proseguire con le attività legate al Progetto Fiducia sia

in Consiglio Nazionale che in Commissione sul Credito dove, congiuntamente ad ABI,

sta cercando i realizzare qualcosa di simile a livello Nazionale. Inoltre – prosegue Paolo

Marchi – sono già in programma due incontri: uno di portata regionale sul tema della

formazione che richiamerà tutti i Gruppi Giovani Imprenditori dell’Emilia Romagna a

Piacenza, ed uno che vedrà sul nostro territorio la presenza di importanti esponenti

delle Istituzioni Europee diretto a trattare del tema commercio e del turismo a livello

europeo».

«Inoltre – sottolinea il Coordinatore del Gruppo il Dott. Alberto Malvicini – nel mese

di Gennaio 2011 terremo, grazie al supporto della Dott.ssa Daniela Scotti, in collaborazione

con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ed in particolare con

il Prof. Fabio Antoldi docente del Corso Business Plan un importante incontro in cui

verranno premiai i migliori business plan elaborati da studenti, italiani e internazionali,

della Laurea Magistrale e del Master M-Mint (Master facente parte del percorso Double

Degree)».

«Queste – conclude il Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Raffaele Chiappa –

sono solo alcune delle idee che, come Consiglio, abbiamo deciso di realizzare nel corso

di questo anno. Molte altre, speriamo, ci verranno in mente, anzi, colgo l’occasione per

invitare tutti i giovani che operano nel commercio – servizi – turismo a venire a trovarci,

a far parte del Gruppo e a proporci altre idee da poter assieme porre in essere».

gennaio 2011 29


C A S E H I S T O R Y

Rag. Cigala Domenico,

Ing. Angelo Fanelli

e Ing. Claudio Calabresi

Direttore World Sales

Cena di gala in onore di Cigala

Domenico; Rag. Domenico Cigala

e Ing. Angelo Fanelli Direttore

Generale Eni R & M

1953: i fratelli Cigala con Enrico Mattei.

Rag. Domenico Cigala

una carriera

luminosa

e il ricordo

dell’incontro

con Enrico

Mattei

Domenico Cigala, Agente Eni per le Province di Parma & Piacenza, ha cessato la

propria attività il 31/12/2010 dopo una vita trascorsa in Azienda, in qualità di

Agente, seguendo una tradizione di famiglia.

Nel 1927, infatti, il nonno Enea insieme al padre Valentino furono nominati Agenti Agip

per la Provincia di Piacenza. Alla morte del nonno, che avvenne nel 1940, l’attività fu

proseguita dal padre Valentino.

Domenico Cigala, dopo aver conseguito il diploma, entrò in Azienda prima come dipendente

e poi come socio nel 1968.

Dal 1980 conduce in prima persona l’Agenzia, allargata nel frattempo alla Provincia di

Parma.

È stata una lunga carriera luminosa, coronata da tanti successi, ottenendo sempre l’eccellenza

e risultando costantemente nelle prime posizioni della classifica stilata dalla

casa mandante.

Questi successi sono dovuti al costante impegno dedicato al suo lavoro, svolto sempre

con molto entusiasmo e professionalità, indispensabili per raggiungere gli obiettivi.

I distributori carburanti a marchio Agip nelle Province di Parma & Piacenza, si distinguono

per la toro esatta collocazione nei punti nevralgici e per la dotazione di servizi

rivolti all’utente, frutto della professionalità di chi presiede il territorio.

Ha avuto la fortuna e l’onore di conoscere personalmente l’ing. Enrico Mattei nel 1952

a Merano durante lo svolgimento del “Trofeo Supercortemaggiore” al quale gli Agenti e

le loro famiglie erano invitati.

In tale occasione fu scelto all’unanimità, su circa 4000 bozzetti presentati al concorso

indetto dall’Agip, il “cane a sei zampe”, quale simbolo dell’Agip e dell’Eni oggi.

Inoltre è intervenuto tra gli altri all’inaugurazione del distributore Agip di Piacenza, Via

Genova 3, progettato dall’Arch. Baciocchi.

A conclusione dell’attìvità di Agente svolta nel corso di tutti questi anni si può trarre la

conclusione che lavorando con entusiasmo ed abnegazione si possono ottenere grandi

risultati reiterati nel tempo.

Va infine ricordato che la Ditta Cigala è socia dell’Unione Commercianti dai 1945, anno

di costituzione dell’Associazione.

30 gennaio 2011


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