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le carte (siamo dunque lontani dai tempi in cui lo ius archivii era connesso con lo ius imperii). E’

per questo che attualmente la maggior parte degli studiosi riconoscono dignità archivistica a

tutte le tipologie di archivio.

Schematicamente possiamo classificare gli archivi in questo modo:

● Archivi statali: - Archivio centrale dello Stato,

- Archivi di Stato con sede nei capoluoghi di provincia;

● Archivi non statali: - Archivi di enti pubblici: - territoriali (comuni, province, regioni)

- non territoriali,

- Archivi privati (familiari, persone fisiche, associazioni

non riconosciute, partiti, sindacati, associazioni e istituzioni

con personalità giuridica, società, imprese, banche, giornali);

● Archivi ecclesiastici e religiosi: - Archivi pontifici,

- Archivi diocesani, capitolari, dei seminari, dei santuari,

parrocchiali, curatizi, vicariali,

- Archivi generalizi, provinciali, monastici o conventuali,

- Archivi della comunità ebraica e delle sinagoghe:

archivi religiosi nelle chiese protestanti, archivi religiosi nel mondo

islamico, archivi religiosi nel mondo induista e buddista.

3. Enti non profit: archivi privati

Gli enti non profit, che vanno ascritti alla categoria degli archivi privati 5 , pur essendo

diversi dalle autorità che esercitano poteri politici, amministrativi e giudiziari e dunque pur non

essendo, in linea di massima, vincolati al complesso di norme giuridiche e tecniche previste per

la formazione e la conservazione dei documenti prodotti da organi che esercitano funzioni pubbliche,

nello svolgimento della propria attività producono spontaneamente della documentazione

e dunque pongono in essere degli archivi che non hanno un minore grado di importanza

rispetto agli altri, soprattutto dal punto di vista della ricerca scientifica e della memoria storica

che possono tramandare. Le caratteristiche di tali archivi sono, al pari degli altri, l’imparzialità

(nel senso che, purché si comprenda il significato originario, l’archivio non può che dire la

verità in quanto la documentazione è prodotta a uso e consumo dell’ente produttore e non come

fonte storica a uso dei posteri), l’autenticità (che però in particolare riguarda gli archivi pubblici

ed è tema controverso), la naturalezza o spontaneità (in quanto un archivio non è creato a

tavolino, né può definirsi archivio una selezione o raccolta di documenti, ma si tratta sempre di

un complesso di carte accumulatesi naturalmente nel corso dell’attività dell’ente) e infine l’interdipendenza

(ogni documento archivistico è legato all’altro da un vincolo necessario e il suo

significato dipende da queste relazioni).

Nel caso degli enti non profit sappiamo che con tale definizione vengono indicate

numerose tipologie di enti ed associazioni, anche molto diversi tra loro, per finalità, attività e

storia. Ognuno di loro si troverà pertanto di fronte ad archivi di diversa entità, alcuni piuttosto

antichi o molto antichi (come alcune Confraternite di Misericordia), altri molto o piuttosto

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