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ANALISI DOCUMENTI E SOLUZIONI

DI ORDINAMENTO ARCHIVISTICO

L’archivio storico dell’Arciconfraternita di Misericordia di Siena

di Alessandra Pepi

1. L’archivio storico dell’Arciconfraternita di Misericordia di Siena, un’istituzione

ancora oggi pienamente attiva, rispecchia fedelmente, nella documentazione che conserva, la

vocazione assistenziale dell’Ente, pur essendo ovviamente caratterizzato da aspetti peculiari

legati alla natura di confraternita laicale, propria delle Misericordie toscane 1 . Si tratta di un archivio

moderno, la cui formazione inizia poco prima degli anni Trenta dell’Ottocento, e dell’archivio

ottocentesco presenta molte caratteristiche. La documentazione, naturalmente, prosegue

senza soluzione di continuità nell’archivio di deposito e in quello corrente, dei quali in questa

sede non parleremo. Ci interessa, infatti, solo illustrare, col caso specifico della

Arciconfraternita di Misericordia di Siena, un esempio di inventariazione e schedatura di

archivio storico pertinente ad un ente, che oggi potremmo definire di volontariato e di assistenza.

Per completezza di informazione, sebbene lo scopo di questo intervento sia la semplice

esemplificazione di una schedatura nei suoi caratteri più semplici e generali, riassumo brevemente

la storia dell’Ente di cui stiamo parlando.

Conoscere questa storia, almeno nelle sue linee generali, è infatti necessario, prima di

intraprendere un lavoro di ordinamento, per ottenere una schedatura analitica, primo passo

verso la comprensione dei diversi processi evolutivi e delle diverse attività che hanno caratterizzato

la vita dell’istituzione. E’ buona regola perciò documentarsi, attraverso le fonti storiche,

se ve ne sono come nel nostro caso, e attraverso la lettura dei “capitoli” o statuti, su come nel

tempo si è articolata l’organizzazione dell’Ente produttore delle carte; questo è il primo passo

affinché il lavoro di individuazione delle serie, cui è finalizzata la schedatura dei singoli pezzi,

sia funzionale e supportata da dati di fatto.

La Confraternita di Misericordia nacque dalla trasformazione della Compagnia di S.

Antonio Abate, voluta dai suoi componenti e iniziata per opera del Priore Giovanni Amidei nel

1829. Ma dalla prima supplica, inviata al Granduca per ottenere l’erezione della Misericordia,

al definitivo riconoscimento, passarono ben sei anni, durante i quali i confratelli furono impegnati

a superare numerosissime difficoltà di natura economica ed organizzativa, per iniziare la

nuova attività. L’ottenimento dell’ approvazione, sia civile che ecclesiastica, giunse nell’anno

1833, ma in precedenza i confratelli avevano già ottenuto accordi con i parroci per il trasporto

dei defunti, con la comunità civica per l’utilizzo della campana del Palazzo Comunale (detta

“delle Armi”) per radunare i fratelli, e si erano visti confermare il privilegio di raccogliere i

morti “a caso”, cioè quelli non appartenenti ad alcuna compagnia o morti a Siena mentre erano

di passaggio. Inizialmente, lo scarso numero di fratelli e le disagiate condizioni economiche (in

parte ereditate dalla soppressa compagnia di S. Antonio Abate) parvero mettere in serio pericolo

l’esistenza stessa della nuova Confraternita, ma l’appoggio della Curia Arcivescovile e lo

sforzo fatto per accrescere il numero degli iscritti permisero alla Misericordia di superare l’anno

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