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nel mondo degli archivi. Si dovrà allora distinguere tra archivi informatici e, sia pure utilizzando

un termine generico e piuttosto rozzo, archivi informatizzati. Nel primo caso ci muoviamo nel

mondo del documento elettronico dove l’uso dell’informatica si applica all’intero ciclo vitale

del documento (concezione, produzione, uso e conservazione). Per quanto concerne la prospettiva

nella quale ci siamo posti, cioè quella della conservazione, gli archivi informatici pongono

rilevanti questioni in merito alle modalità più efficaci per garantire la conservazione della

memoria, a fronte della deperibilità dei supporti o dell’obsolescenza di hardware e software, che

rischiano di rendere inutilizzabili in breve tempo i documenti.

Sul versante di quelli che abbiamo definito archivi informatizzati si opera invece su

sedimentazioni archivistiche venute formandosi, nella maggior parte dei casi, su supporto

diverso da quello digitale. In questo caso, si può parlare di applicazioni tecnologiche agli

archivi storici, cioè dell’uso di risorse tecnologiche per gestire la conservazione e la valorizzazione

delle fonti archivistiche e dei relativi strumenti di corredo. Come già detto, il nostro

interesse si concentrerà in questa sede su questo tipo di risorse.

2. Tipologie di applicazioni tecnologiche agli archivi storici

Prima di prendere in esame le tipologie più importanti di tali applicazioni, è opportuno

sviluppare alcune considerazioni preliminari, a cominciare dall’impatto che le risorse tecnologiche

hanno sul consolidato rapporto tra archivisti mediatori di sapere e utenti degli archivi.

Come è noto, infatti, il ruolo dell’archivista è da sempre quello di predisporre la complessa

realtà rappresentata dalla sedimentazione di fonti archivistiche alla utilizzazione più semplice

e ampia da parte degli utenti. Questo ruolo viene esercitato attraverso una serie di attività

di descrizione e riordino dei fondi archivistici, attraverso la realizzazione degli strumenti per la

ricerca (guide, inventari ecc.) e non ultimo nel rapporto diretto, in sala di studio, con gli utenti.

La diffusione di strumenti - in particolare quelli telematici - che potenzialmente fanno saltare

questo rapporto, magari immettendo in rete archivi senza archivisti, può avere conseguenze

anche importanti sulla corretta utilizzazione delle risorse archivistiche e, come vedremo, pone

una serie di problemi non sempre di facile soluzione e comunque da tenere assolutamente presenti

nel momento in cui si progettano tali risorse.

Al riguardo, inoltre, è importante sottolineare come l’utilizzazione di risorse tecnologiche

in ambito archivistico debba realizzarsi nel contesto di una rigorosa progettazione complessiva

degli strumenti che si intende utilizzare e non in maniera, per così dire, estemporanea.

A questo scopo è assolutamente necessario un costante confronto tra archivisti, informatici ed

utenti degli archivi. In considerazione di ciò appare evidente come la progettazione e l’uso di

strumenti tecnologici impongono a tutti i soggetti coinvolti di uscire dalla nicchia della propria

specificità professionale e di saper confrontare diversi modelli culturali.

Fatte queste premesse, entriamo allora nel merito delle applicazioni concrete, applicazioni

che possono essere ricondotte sostanzialmente a tre tipologie:

- software gestionali,

- sistemi informativi,

- risorse telematiche come strumenti integrativi e di potenziamento delle capacità di valori

zazione e fruizione.

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