Rigenerazione urbana L'esperienza di Torino - Collegio dei geometri
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Qualità urbanistica<br />
Oltre alla demolizione <strong>di</strong> due prefabbricati si sono<br />
realizzate aree ver<strong>di</strong> e progetti partecipati, si è valorizzato<br />
il Parco Colonnetti con un centro servizi, sistemati i<br />
cortili e le parti comuni, realizzati parcheggi, riqualificati<br />
gli e<strong>di</strong>fici <strong>di</strong> E<strong>di</strong>lizia Residenziale Popolare degli anni ’60<br />
in via Artom e Fratelli Garrone. Nell’area <strong>di</strong> uno <strong>dei</strong> due<br />
palazzi demoliti, sono state realizzate nuove abitazioni;<br />
nell’altro, strutture <strong>di</strong> gioco. Parte delle nuove residenze<br />
realizzate sono state destinate alla ven<strong>di</strong>ta e parte all’affitto<br />
per <strong>di</strong>versificare l’offerta <strong>di</strong> abitazioni nella zona; gli alloggi<br />
realizzati per la locazione permanente sono stati destinati<br />
prioritariamente a giovani con meno <strong>di</strong> 40 anni.<br />
Qualità architettonica<br />
Il nuovo e<strong>di</strong>ficio si articola in tre maniche e su livelli<br />
<strong>di</strong> piano <strong>di</strong>versi secondo una tipologia “a scala” ed<br />
è destinato ad uso residenziale e commerciale. Esso<br />
coniuga elementi <strong>di</strong> bioe<strong>di</strong>lizia con una progettazione<br />
che risponde a nuovi “stili” dell’abitare: appartamenti<br />
da <strong>di</strong>verse metrature, spazi ver<strong>di</strong> e strutture attrezzate<br />
attorno alla nuova piazza.<br />
Qualità sociale<br />
Il Piano <strong>di</strong> Accompagnamento Sociale è stato affidato<br />
all’ATI Mentelocale con un’equipe composta da<br />
sociologi, architetti, esperti in organizzazione del lavoro<br />
e nella progettazione partecipata. Le azioni <strong>di</strong> ascolto<br />
e comunicazione con la popolazione residente hanno<br />
consentito <strong>di</strong> ridurre al minimo le conflittualità.<br />
Le funzioni più complesse hanno riguardato: la gestione <strong>dei</strong><br />
trasferimenti degli abitanti <strong>dei</strong> palazzi da abbattere - tra il<br />
1999 il 2004, 176 traslochi senza gravi <strong>di</strong>fficoltà o problemi<br />
<strong>di</strong> or<strong>di</strong>ne pubblico - e le operazioni <strong>di</strong> ristrutturazione<br />
degli e<strong>di</strong>fici, condotte mentre gli abitanti continuavano ad<br />
occupare gli alloggi.<br />
Qualità economica<br />
L’impegno per il finanziamento e la gestione degli interventi<br />
e<strong>di</strong>lizi e urbanistici è stato <strong>di</strong> 21 mil. <strong>di</strong> Euro (12 <strong>di</strong> provenienza<br />
pubblica e 9 privata). Per lo sviluppo del tessuto economico<br />
locale sono state attivate nuove strategie <strong>di</strong> cooperazione e<br />
innovazione. Tra le iniziative, la creazione dell’Associazione<br />
commercianti (Mirafiori 2000), uno sportello <strong>di</strong> consulenze,<br />
la promozione del commercio elettronico e l’incubatore<br />
sociale <strong>di</strong> imprese, nell’ambito del progetto europeo YEPP<br />
(Youth Empowerment Partnership Program).<br />
Qualità ambientale<br />
Se l’abbattimento degli e<strong>di</strong>fici degradati ha creato la possibilità<br />
<strong>di</strong> una vivibilità secondo standard più elevati e nuovi spazi<br />
ver<strong>di</strong>, evitando lo spreco del territorio, la riqualificazione<br />
del Parco Colonnetti e delle sponde del Sangone, con la<br />
Parco ed e<strong>di</strong>fici recuperati in via Artom<br />
gestione affidata ai citta<strong>di</strong>ni <strong>di</strong> orti prima abusivi, ha inciso<br />
positivamente nel cambiamento dell’ambiente e del paesaggio<br />
urbano. È stata inoltre attivata la bonifica <strong>di</strong> elementi <strong>di</strong><br />
cemento-amianto presenti negli e<strong>di</strong>fici residenziali.<br />
Qualità energetica<br />
Nelle parti <strong>di</strong> riqualificazione degli e<strong>di</strong>fici esistenti, sono state<br />
adottate tecnologie volte al contenimento delle <strong>di</strong>spersioni<br />
termiche, mentre nella realizzazione del nuovo e<strong>di</strong>ficio<br />
sono stati previsti il teleriscaldamento e il riscaldamento<br />
attraverso <strong>di</strong>versi accorgimenti tra cui la facciata ventilata, i<br />
frangisole e i pannelli solari.<br />
Qualità culturale<br />
Il successo del progetto deriva dalla graduale e sapiente<br />
trasformazione <strong>dei</strong> caratteri costitutivi del luogo, sia<br />
morfologici che culturali, da elementi <strong>di</strong> negatività e degrado<br />
in elementi <strong>di</strong> nuova vivibilità e opportunità <strong>di</strong> emancipazione<br />
sociale della popolazione, evitando fratture e conflitti.<br />
Cos’è AUDIS<br />
L’Associazione Aree Urbane Dismesse affronta le problematiche<br />
riguardanti la trasformazione <strong>di</strong> quelle parti <strong>di</strong> città che hanno<br />
interrotto il loro ciclo funzionale e che soffrono della frattura<br />
tra la struttura <strong>urbana</strong> e i suoi nuovi utilizzatori.<br />
Nel corso della sua attività, iniziata nel 1995, AUDIS ha<br />
saputo cogliere l’evoluzione del tema delle aree <strong>di</strong>smesse,<br />
stimolando il <strong>di</strong>battito tra amministratori pubblici, operatori<br />
privati e tra tutti coloro che sono coinvolti nei processi <strong>di</strong><br />
trasformazione <strong>urbana</strong>.<br />
La Carta della <strong>Rigenerazione</strong> Urbana approvata nel 2008<br />
costituisce il punto <strong>di</strong> arrivo dell’associazione come promotrice<br />
<strong>di</strong> una cultura volta alla riprogettazione della città dall’interno.<br />
Gli associati AUDIS sono Comuni <strong>di</strong> gran<strong>di</strong> e me<strong>di</strong>e città,<br />
amministrazioni provinciali e regionali, imprese e società private<br />
e pubblico-private, istituti <strong>di</strong> ricerca e associazioni, università.<br />
www.au<strong>di</strong>s.it<br />
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