Artecultura Febbraio
Artecultura Febbraio
Artecultura Febbraio
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Mensile Manifestazioni Artistiche e Culturali<br />
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Anno XXXXIV - N. 2 <strong>Febbraio</strong> 2011 - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n.46) Art. 1, Comma 1, dcb Milano<br />
In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa<br />
ARTECULTURA<br />
1
Armando Stula<br />
L’AVVENIRISMO RIPENSATO<br />
NEL DESERTO FUTURIBILE<br />
Milano, Sala Olimpia<br />
29 gennaio - 11 febbraio 2011<br />
Inaugurazione 29 gennaio ore 17<br />
Si presenta come una nota intelligentemente<br />
dissonante dal coro spesso uniforme<br />
ed omologato di tanta pittura<br />
contemporanea la coerente ed espressiva<br />
figurazione di Armando Stula.<br />
Difficile pertanto una ordinaria classificazione<br />
del percorso espressivo di un<br />
artista caratterizzato da un linguaggio<br />
personale e ben definito sia nei suoi<br />
aspetti stilistici che morali. Morali soprattutto<br />
perché per Stula la pittura<br />
ha ancora valore se essa è ricerca disinteressata<br />
del bello, del vero ed è seguendo<br />
questo sentiero di approfondimento<br />
psicologico e culturale che si<br />
può giungere al nuovo.<br />
Lo sviluppo delle sue composizioni origina<br />
dalla particolare sottolineatura del<br />
colore, còlto come forza espressiva<br />
primigenia, liberante, che conferisce<br />
2 ARTECULTURA<br />
identità e valore all’immagine. Colore<br />
che per lui, quindi, è tutto, realtà fisica<br />
ed emotiva al tempo stesso. Questa pittura,<br />
infatti, non ama i retaggi decorativi<br />
tipici di una certa espressività postimpressionista.<br />
Lo stimolo ad una comunicazione<br />
intensa e profonda è l’elemento<br />
che maggiormente incide nella<br />
genesi della pittura di Stula, ma si potrebbe<br />
dire del suo stesso libero e coerente<br />
percorso esistenziale. Da questo<br />
punto di vista pittura e vita sono due<br />
elementi non separabili nell’arte di<br />
Stula. Una sintesi che l’artista non realizza<br />
in base a programmi teoricoastratti<br />
o con provocazioni alla moda,<br />
oggi purtroppo tanto vezzeggiati e considerati<br />
da una certa critica, ma con<br />
una autentica, semplice, ma profonda<br />
spiritualità. Così la sua pittura ha il<br />
non comune dono di stupire, di essere<br />
espressione dell’interiorità genuina,<br />
quella che può emergere solo in una<br />
persona carica di candore, capace di<br />
far emergere quel lato fanciullesco e<br />
puro che oggi viene deturpato da<br />
tanta odiosa violenza. Ma Stula è un<br />
pittore dalla sensibilità accesa, è un
La copertina: CUPRILICO, Olio cm. 30x30<br />
Seguono a sinistra il Pittore Armando Stula<br />
Sopra da sinistra a destra.<br />
L’ALTRA META’ DEL SILENZIO, Olio, cm. 30x40<br />
L’ANIMA OSCURA, Olio, cm. 30x40<br />
VOLA IN UN SOGNO, Olio, cm. 30x40<br />
L’OSCURITA’ DEL NULLA, olio, 30x40<br />
Sotto, da sinistra in senso orario:<br />
FRANTUMI DI UN VOLTO, Olio, cm. 30x40<br />
L’INFANZIA DI PACETT, Olio, cm. 0x30<br />
I FIORI DEL SILENZIO, Olio, cm. 30x40<br />
I COLORI DEI FILI DI CRISTALLO, Olio, cm. 30x40<br />
intuitivo che coglie con prontezza la<br />
realtà, ma senza descriverla in maniera<br />
pedante, ma trasfigurandola con la<br />
forza coinvolgente della luce che organicamente<br />
permea i suoi dipinti.<br />
Nelle sue composizioni si avverte la<br />
forza espressiva della sintesi cromatica<br />
aspra e vigorosa in cui il dato decorativo<br />
non si stempera in un superficiale<br />
formalismo, ma diventa tensione<br />
simbolica, poesia germinativa di<br />
sentimenti ed emozioni che nascono<br />
da una realtà così “povera” ma acutamente<br />
stimolante che è creata dal colore<br />
inscindibile dalla sua materica e<br />
sorgiva bellezza. Da cui si riverbera la<br />
luminosa magia espressiva dell’artista.<br />
Teodosio Martucci<br />
ARTECULTURA<br />
3
In questo numero FEBBRAIO 2011<br />
Artisti sul mondo<br />
4 SOMMARIO - PCI<br />
5 RISORGIMENTO POETICO<br />
6 CORRISPONDENZA CULTURALE<br />
8 INTERLUDI<br />
12 INTERLUDI CONTINUAN O<br />
18 IMMAGINI E LUOGHI<br />
19 COMMUNITY<br />
20 LETTERA DA GENOVA<br />
21 CHRISTIAN STEIN<br />
22 GARIBALDI A PALERMO<br />
27 L’ARTE UN REBUS-MONDRIAN<br />
29 QUANDO LE VALCHIRIE<br />
31 L’AUTODIDATTA NELLA STORIA<br />
32 L’O.N.U. E LA TOPONOMASTICA<br />
24 TEMPO D’ARTE<br />
37 LIBRI - BLUCARIATI<br />
38 UMANITA’ POETICA<br />
40 FOTOGRAFARE IL DISARMO<br />
41 ANIMAZIONE POETICA<br />
42 CONCORSI<br />
44 EXPO-AZZURRA<br />
Inserto redazionale:<br />
MOSTRE A MILANO - POSTACATALOGO<br />
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gallerie d'arte, critici, musei, scuole, alberghi, di<br />
Milano e categorie specializzate dei professionisti.<br />
- Composizione e impaginazione: redazionali<br />
Fotolito e stampa Press Point<br />
Via L. Cagnola, 35 Abbiategrasso<br />
ERRATA CORRIGE: su <strong>Artecultura</strong>,dicembre 2010, pag. 20 in<br />
LETTERA DA SAVONA di Milena Milani, il dipinto “Labirinto<br />
Viola”di GORGONE, per dubbio invio, è stato erroneamente<br />
riprodotto. Nella foto sopra la sua originale posizione. (<strong>Artecultura</strong>)<br />
4 ARTECULTURA<br />
ARMANDO STULA - MASSIMO<br />
ZUPPELLI - GIOVANNI CHIARA -<br />
AGNELLO - BERTRAND - CELLA -<br />
CIVELLI - COSTANZA - CUZMIN - DA<br />
LORENTEGGIO- D’ESTE - FONDACCI-<br />
GARRO - MANTOVANI - PETTINATO -<br />
PORTELLI - ROSSATO - SASSETTI -<br />
TIMOFEI -VESCO - BONETTO - MAGGIdi<br />
T. Martucci. INSERZIONI: PONTE<br />
ROSSO - CARLA MONTI - CORTINA -<br />
TRAPASSO -STRETTI - VISCONTI<br />
ARTECULTURA<br />
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ARTECULTURA<br />
di Giuseppe Martucci<br />
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Nel Centro Artistico<br />
Breriano di Milano<br />
Nelle ben disposte sale espositive di<br />
ARTECULTURA<br />
- Esposizioni di mostre culturali<br />
- Servizi redazionali specializzati<br />
di critici e storici d'arte qualificati<br />
- mostre e rassegne ad interesse<br />
nazionale e internazionale<br />
- Consulenza arte contemporanea<br />
stime e perizie<br />
- Edizioni cataloghi d'arte,<br />
autentiche<br />
- sillogi poetiche, libri divulgativi<br />
IL PCI nella<br />
Storia d’Italia<br />
Roma, Acquario Romano<br />
Sino al 6 febbraio<br />
La storia di un partito, ha scritto Gramsci<br />
nei Quaderni del carcere, è storia del suo<br />
paese «da un punto di vista monografico».<br />
Questa mostra, quindi, racconta settant’anni<br />
di storia d’Italia documentandone la parte<br />
ed il ruolo che vi ebbe il Pci. Ma la storia<br />
del Novecento, scriveva ancora Gramsci,<br />
è «storia mondiale», e solo convenzionalmente<br />
si può scrivere la storia nazionale,<br />
a patto che se ne sappiano cogliere le<br />
relazioni con la storia internazionale. La<br />
storia del Pci che qui si racconta è quindi<br />
storia dell’Italia nello scenario della storia<br />
internazionale del XX secolo. La mostra è<br />
basata essenzialmente sul patrimonio<br />
Roma 1947, Manifestazione contro il caro vita<br />
archivistico e documentale della Fondazione<br />
Istituto Gramsci e della Fondazione<br />
Cespe, che sono depositarie degli archivi<br />
del Pci. Si presentano perciò soprattutto<br />
materiali accumulati e conservati nel tempo<br />
dal partito stesso, che rappresentano una<br />
testimonianza della memoria da esso elaborata<br />
e trasmessa. Si potrebbe dire che<br />
nella mostra il Pci viene raccontato attraverso<br />
se stesso e attraverso le tracce documentali<br />
che dirigenti, militanti e popolo<br />
hanno lasciato. Sono inoltre esibiti materiali<br />
selezionati dall’archivio de l’Unità,<br />
dall’archivio del Crs, dall’archivio della<br />
Fondazione Di Vittorio, dall’archivio<br />
dell’Udi, dall’Archivio audiovisivo del<br />
movimento operaio, dall’Istituto Luce, dagli<br />
archivi della Rai.Si è cercato, pertanto,<br />
nell’ambito di un’impostazione prevalentemente<br />
multimediale della mostra, di permettere<br />
più piani di lettura.<br />
Info +39 0697604598
- RISORGIMENTO POETICO -<br />
dall’O.N.U. degli Stati all’O.N.U. dei Popoli?<br />
Sono trascorsi 65 anni da quel<br />
24 ottobre 1945 che segnò la nascita<br />
dell’O.N.U. come decisa volontà di rinascita<br />
per un mondo migliore di quello<br />
che aveva portato all’immane tragedia<br />
del secondo conflitto mondiale.<br />
Cinquanta milioni di morti poi culminati<br />
con il lancio di bombe atomiche<br />
su Hiroshima e Nagasaki. Ma il Disarmo<br />
e la fine delle guerre, che caratterizzavano<br />
il messaggio dell’O.N.U.,<br />
sono stati completamente disattesi.<br />
L’inquietudine che adombra l’odierna<br />
coscienza dell’uomo è sotto gli occhi<br />
di tutti. E specialmente di quelle moltitudini<br />
umane che non parlano mai e<br />
sottaciono per raffinatezza d’animo su<br />
quelli che sono i ripetuti insulti delle<br />
cosiddette rappresentanze burocratiche,<br />
specie quelle delle più alte sfere.<br />
La forma è solo una farsa di una comunicazione<br />
drogata di verticismo che<br />
non sa quello che dice e tantomeno<br />
quello che fa. E sono soprattutto le solite<br />
facce dei “grandi della terra” che<br />
non contenti di apparire a ripetizione<br />
e smisuratamente sui giornali del mondo,<br />
ora si sono anche sfacciatamente<br />
installati sul globo che simboleggia<br />
l’apertura dei quotidiani telegiornali.<br />
Come a significare che gli eterni padroni<br />
del mondo sono loro e che per i<br />
cittadini non esistono considerazioni.<br />
E meraviglia come essenzialmente<br />
dagli stessi Paesi promotori<br />
dell’O.N.U., sia poi stato man mano<br />
tolto all’Istituzione ogni respiro di autentica<br />
animazione di pace. Una tregua<br />
confinata a sopperire alle neutralità<br />
del caso mediante il fragile impiego<br />
dei caschi blu che reggono fin tanto<br />
che i contendenti delle parti non decidono<br />
di nuovo la guerra. O che addirittura<br />
se ne fregano dell’O.N.U. come<br />
il presidente americano Bush con le sue<br />
nuove guerre coloniali, mentre da noi,<br />
in Italia, in un modo o nell’altro, la<br />
televisione ti lascia vedere soprattutto<br />
pistole e croci, ma mai e poi mai una<br />
parola di cultura per un reale Disarmo<br />
come lo intendevano i cristiani senza<br />
gerarchie! E non un papa indorato che<br />
troneggia la sua Giornata Mondiale<br />
della Pace dimenticando che il primo<br />
dei diritti umani è il Disarmo, anche<br />
ignorando, in quanto scomoda, la stessa<br />
Giornata Mondiale del Disarmo.<br />
Poi fingendo di non comprendere che<br />
le religioni hanno diviso il mondo e<br />
che le nuove guerre di religioni la coscienza<br />
non le vuole più per nessuna<br />
ragione. Tant’è che lo stesso Vangelo,<br />
forse, è diventato, obsoleto? E poi, che<br />
senso ha evangelizzare senza nel<br />
contempo animare un Disarmo culturalmente<br />
responsabile? All’uomo odierno<br />
necessitano linguaggi di parole nuove,<br />
vive, che originano e si evolvono<br />
tramite la naturale universalità della<br />
poesia conoscitiva.<br />
Questo perché le finzioni debbono<br />
finire e tutti i popoli della terra<br />
debbono sentirsi uguali nella sicurezza<br />
di ognuno, un valore esistenziale che<br />
non può prescindere che dal Disarmo<br />
culturale, che annulla la schiavitù di<br />
soggiacere al dispotismo di stati atomici<br />
e di armamenti convenzionali<br />
sempre più sofisticati e micidiali. L’uomo<br />
non nasce per uccidere ma per conoscere<br />
le vere finalità della sua esistenza<br />
che azzera ogni criminale stupidità<br />
di potere che da troppo tempo<br />
insanguina il prossimo onesto. Insomma<br />
un Disarmo che quanto meno dovrebbe<br />
primeggiare ed essere discusso<br />
come argomento formativo nelle scuole<br />
di ogni ordine e grado, nelle famiglie<br />
e nei luoghi di lavoro di tutto il<br />
mondo. Anche se noi sappiamo benissimo<br />
che la congiura reazionaria degli<br />
stati il Disarmo culturale lo respinge<br />
di tutto principio. Ma saranno costretti<br />
dalle situazioni di sopravvivenza che<br />
le stesse armi creano, ed a nostra insaputa,<br />
a renderlo inevitabile!<br />
Ai nostri giorni, esistono Internet,<br />
telefonini, telefoni, fax e tanti<br />
altri modi di comunicare con velocità<br />
contro la stupidità del potere capace<br />
solo d’incentivare discriminazioni<br />
quando, ad esempio, ritiene che l’uomo<br />
lombardo abbia qualcosa in più degli<br />
altri nati in altre parti d’Italia o del<br />
mondo. Bassezze provocatorie che tuttavia<br />
hanno il loro peso razzista nel<br />
frammentare l’Italia tramite la diffusione<br />
a-culturale dell’odio. Peraltro<br />
senza comprendere che se tutti sparano<br />
alla fine finiranno anche i nemici.<br />
Così la metafora del vero, per ribadire<br />
che se il Disarmo, non ha potuto raggiungerlo<br />
l’O.N.U. degli Stati, incapaci<br />
a trasformarsi da potere in democrazia<br />
di fatto, potrà essere realizzato<br />
dall’O.N.U. dei popoli. I mezzi di comunicazione<br />
non mancano più come<br />
un tempo. Per cui vi è la maniera diretta<br />
come collaborare per una cultura<br />
del Disarmo, si tratta solo di metterla<br />
in pratica. E nel contempo si suggerisce<br />
all’O.N.U. un referendum mondiale<br />
sull’argomento. L’iniziativa che è<br />
possibile realizzare tramite l’intesa dei<br />
popoli per azzittire tutte le potenze atomiche,<br />
come l’America, La Russia, La<br />
Cina, l’Inghilterra e quante in possesso<br />
di armi nucleari. Tant’è che la Giornata<br />
Mondiale del Disarmo che<br />
<strong>Artecultura</strong> indice ogni anno il 24 ottobre<br />
nella ricorrenza della nascita delle<br />
Nazioni Unite, ha beneappunto questa<br />
finalità: un mondo sociale diverso<br />
dal nostro dove si vivrà senza la paura<br />
della guerra. Il nemico è una malvagia<br />
trovata del potere, sempre più pauroso<br />
di uscire dalle sue fortezze di odio, incapace<br />
di cogliere la bellezza dei fiori<br />
della natura e della naturale spiritualità<br />
umana.<br />
Ma con l’O.N.U. dei Popoli è<br />
oggi possibile per avviare responsabilmente<br />
una Nuova Cultura di valori<br />
umani autentici e non fittizi: ma<br />
noi siamo “uno” e passiamo quindi la<br />
parola ai nostri abbonati, ai lettori di<br />
<strong>Artecultura</strong>, non certo per creare una<br />
nuova gerarchia burocratica, che<br />
schiavizzi la realtà con l’inganno, ma<br />
per sorridere di buon senso, con l’umiltà<br />
di chi non ha nulla da temere se non<br />
l’oppressione dello stato parassitario.<br />
E l’O.N.U. dei popoli a cui è stata data<br />
voce non vuole il capo della vanità con<br />
medagliera ed obelisco, ma solo la primaria<br />
fiducia della reciproca conoscenza<br />
che poi si evolve nella cultura dei<br />
popoli che significa Disarmo con vitale<br />
animazione di Poesia.( <strong>Artecultura</strong>)<br />
ARTECULTURA<br />
5
Corrispondenza Culturale: Enti e Circoli segnalano<br />
DARWIN AVEVA RAGIONE?<br />
SI PUO’ ANCORA PARLARE DI<br />
SELEZIONE DELLA SPECIE?<br />
Il 12 febbraio sarà il Darwin Day, l’evento che<br />
ogni anno ricorda il grande scienziato e si riapre la<br />
polemica sulla portata e sulla validità delle sue<br />
teorie. Un libro uscito di recente per Feltrinelli Gli<br />
errori di Darwin, di Piattelli-Palmarini e Fodor,<br />
si misura con la selezione della specie e trae alcune<br />
conclusioni che sembrano quasi “confutare” la<br />
teoria darwiniana in sé: si può ancora parlare di<br />
“selezione della specie”?Se sì, in che termini?<br />
Quest’opera è stata analizzata in maniera accurata<br />
e brillante su ‘The New York Review of Books’<br />
dal professore Richard Lewontin, che si è spesso<br />
confrontato con le tematiche evoluzionistiche. L’articolo<br />
è apparso anche in italiano sul primo numero<br />
della rivista culturale ‘451’ disponibile in libreria<br />
o al sito www.451online.it.<br />
Lewontin, partendo da una breve sintesi dei principi<br />
su cui si basa l’evoluzione della specie, analizza<br />
le scoperte successive e le correnti di pensiero che<br />
si formarono intorno all’evoluzionismo, con un<br />
linguaggio chiaro, corredando le proprie affermazioni<br />
con esempi pratici, ripresi soprattutto dal<br />
mondo animale e dalle osservazioni sulla natura<br />
che i grandi studiosi hanno compiuto. Ma il punto<br />
più importante del suo breve saggio è quello legato<br />
al libro recensito, cioè alle rivoluzionarie ricerche<br />
di Fodor e Piattelli-Palmarini. Secondo i due<br />
studiosi, sono gli esseri viventi in sé, presi singolarmente,<br />
a essere “selezionati”, con l’insieme completo<br />
di tutte le loro caratteristiche.<br />
Una vera e propria svolta, dunque se Darwin aveva<br />
concluso che la selezione naturale veniva fatta<br />
sulla base di una caratteristica, che avrebbe permesso<br />
ai soggetti che l’avevano di sopravvivere<br />
rispetto a quelli che non l’avevano, n on è così per<br />
Piattelli-Palmarini e Fodor, che arrivano a sostenere<br />
che non è una sola e unica caratteristica che porta<br />
alla sopravvivenza della specie, ma questa insieme<br />
a tante altre. E allora, si può parlare di una<br />
“selezione a favore di” o “selezione di” una determinata<br />
caratteristica? Email: 451@econometrica.it<br />
NEL 2010 GLI AFFAMATI NEL<br />
MONDO CALATI DI 95 MILIONI,<br />
MA SI CONTINUA A MORIRE SIA<br />
DI FAME CHE DI OBESITA’<br />
Secondo la Fao nel 2010 gli affamati sul pianeta<br />
sono diminuiti di 95 milioni. Si tratta di un dato<br />
certamente incoraggiante, ma la situazione alimentare<br />
nel mondo è ancora drammatica e complessa<br />
a causa di problematiche spesso anche paradossalmente<br />
diverse fra loro. Basti pensare che<br />
nello scorso ottobre sono stati organizzati quasi in<br />
concomitanza due eventi legati al tragico problema<br />
della fame e dell’alimentazione, la Giornata dell’Obesità<br />
e la Giornata Mondiale dell’Alimentazione<br />
(rispettivamente il 10 e 16 del mese).<br />
Il professor Andrea Segrè, preside della facoltà di<br />
agraria dell’università di Bologna, ha analizzato la<br />
questione in un articolo apparso sul primo numero<br />
della rivista “451” disponibile in libreria o al sito<br />
451online.it e accompagnato da un video di grande<br />
suggestione fruibile direttamente dalla rivista attraverso<br />
QR o dal sito. Il problema di base è la<br />
squilibrata distribuzione di cibo e ricchezza nel<br />
mondo, che porta a tre conseguenze molto gravi:<br />
l’assenza di cibo (ancora oggi ci sono persone che<br />
muoiono di fame), la malnutrizione (paradossalmente<br />
l’obesità sta aumentando nei paesi poveri,<br />
6 ARTECULTURA<br />
dove ci si nutre di cibo di scarsa qualità, soprattutto<br />
nei centri urbani) e lo spreco di cibo. Segrè tratta<br />
ampiamente questi punti soffermandosi sull’ultimo,<br />
che ci riguarda da vicino: “in Italia (...) emerge<br />
che solo nella distribuzione organizzata nel 2009<br />
sono andate perdute 244.250 tonnellate di cibo<br />
ancora perfettamente consumabile (...) Tanto cibo<br />
da consentire di mettere a tavola - colazione-pranzo<br />
e cena - quasi 1 milione di persone al giorno. Ma<br />
cosa si sta facendo per risolvere (almeno in parte)<br />
questo problema? Stanno nascendo delle realtà<br />
interessanti, fra cui quella fondata da Segrè stesso,<br />
Last Minute Market, un luogo di raccolta e distribuzione<br />
del cibo invenduto nei grossi supermercato<br />
ma ancora ampiamente utilizzabile. E’ un primo<br />
passo importante, ma occorrerebbe una politica del<br />
Paese contro lo spreco.<br />
DAL 13 DICEMBRE IN LIBRERIA E<br />
SU WWW.451ONLINE.IT IL PRIMO<br />
NUMERO DELLA NUOVA RIVISTA<br />
MULTIMEDIALE che si rifà alla formula<br />
di The New York Review of Books.<br />
Si apre con una “Memoria del Risorgimento” di<br />
Gianfranco Pasquino il primo numero di 451, nuova<br />
rivista di letteratura, scienza e arte in libreria dal 13<br />
dicembre 2010 e che può essere letta sul sito<br />
www.451online.it. La rivista fa riferimento alla formula<br />
del The New York Reviewof Books di cui pubblica la<br />
traduzione degli articoli insieme a contributi di<br />
studiosi italiani. Una delle più autorevoli riviste<br />
culturali del mondo per l’elevato livello delle sue<br />
firme e tratta di tutti i campi del sapere. Così fa<br />
anche 451 con articoli che offrono ampie analisi<br />
dei vari argomenti trattati prendendo spunto da<br />
una recente o imminente uscita editoriale, da una<br />
mostra, da un film, da un evento di politica interna<br />
o internazionale. 451, rispetto alle altre riviste<br />
finora disponibili offre una innovazione: per alcuni<br />
articoli sarà disponibile una versione video accessibile<br />
con uno smartphone direttamente dalle pagine<br />
della rivista inquadrando con la fotocamera un<br />
codice QR. I video possono essere visti anche sul<br />
sito www.451online.it - 451@econometrica.it<br />
VENEZIA: INTERNAZIONALE<br />
DEL COLLEZIONISMO - Attesi operatori<br />
ed appassionati da tutta Europa. Cambia<br />
data la seconda edizione del “Salone del Collezionismo”<br />
che si terrà nella Stazione Crociera di<br />
Venezia, Terminal 103, dal 29 aprile al 1 maggio<br />
2011. Una manifestazione organizzata da Adriano<br />
Cattani in collaborazione con VTP Events,<br />
società che gestisce gli spazi espositivi, la Federazione<br />
fra le Società Filateliche Italiane di Rimini,<br />
Poste Italiane e l’Associazione per lo Studio della<br />
Storia Postale di Padova. La rassegna porterà in<br />
laguna, appassionati, estimatori ed esperti da tutta<br />
Italia ed Europa, alla ricerca del pezzo introvabile<br />
per completare la propria collezione. Un evento<br />
che si rivolge ad amanti di francobolli, monete,<br />
carte, stampe, libri antichi e tanti oggetti curiosi e<br />
rari. Nell’ultimo appuntamento erano presenti<br />
oltre 70 espositori dall’Italia, Svizzera, Austria e<br />
Germania con autentiche rarità, tra cui la Raccolta<br />
completa della prima rivista filatelica italiana risalente<br />
al 1874, uscita soli vent’anni dopo l’emissione<br />
del primo francobollo italiano.Due anime<br />
del salone: quella culturale e del collezionismo. Un<br />
appuntamento di grande importanza per un approfondimento<br />
dell’arte e delle sue molteplici realtà<br />
tecniche, stilistiche, culturali.<br />
“LA FELTRINELLI ALLA CEN-<br />
TRALE PER UNA CITTA’ PIU’<br />
CIVILE E PIU’ CREATIVA”<br />
Milano, il 25 novembre 2010, l’Assessore alla<br />
Cultura Massimiliano Finazzer Flory interviene<br />
all’inaugurazione del nuovo store Feltrinelli in<br />
Stazione Centrale. “I libri - dice - da sempre sono<br />
uno strumento per viaggiare attraverso l’immaginazione<br />
e la memoria. La nuova Libreria Feltrinelli<br />
in stazione Centrale è uno straordinario e deduttivo<br />
deposito di memoria e di immaginazione. Il fatto<br />
che Feltrinelli rappresenti un gruppo italiano e<br />
milanese ci riempie d’orgoglio. Grazie e questa<br />
nuova apertura la città ha un’opportunità di essere<br />
più città, più civile più creativa.<br />
MILANO per PINA BAUSCH:<br />
21, 24, 31 gennaio 2011, Palazzo Reale, Sala<br />
Convegni Inside Pina. Tre incontri di analisi delle<br />
opere e del percorso artistico di Pina Bausch a cura<br />
di Marinella Guatterini- 7 e 8 febbraio 2011, Cinema<br />
Gnomo. Vieni, balla con me. Ciclo di film e<br />
video introdotti da Leonetta Bentivoglio - 8,9,10<br />
febbraio 2011, Scuola Paolo Grassi, Master- class<br />
di Cristiana Morganti corso di Teatrodanza della<br />
Scuola Paolo Grassi - 9 febbraio 2011, Chiostro<br />
del Piccolo Grassi Presentazione dello spettacolo<br />
Vollmond (Luna piena) con l’Assessore alla<br />
Cultura del Comune di Milano Massimiliano<br />
Finazzer Flory e Leonetta Bentivoglio. - 10, 11,<br />
12, 13 febbraio 2011, Piccolo Teatro Strehler<br />
Vollmond (Luna piena) Tanztheater Wuppertal<br />
Pina Bausch - 11, 12, 13 febbraio 2011, Elfo<br />
Puccini, sala Bausch Moving with Pina. Conferenza<br />
danzata sulla poetica, la tecnica, la creatività<br />
di Pina Bausch di e con Cristiana Morganti. - 12<br />
febbraio 2011, Piccolo Teatro Studio Expo Luna<br />
piena a Milano. Conversazione di Leonetta<br />
Bentivoglio con Dominique Mercy e Peter Pabst<br />
del Tanztheater Wuppertal, introduce l’Assessore<br />
alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano<br />
Finazzer Flory.<br />
Il Design degli spazi espositivi<br />
“Exhibit Design” atelier-workshop giunto alla<br />
settima edizione. ISAD - Istituto Superiore di Architettura<br />
e Design, la scuola milanese dell’Interior<br />
Design, propone anche in quest’ anno accademico<br />
il workshop per la progettazione di spazi espositivi<br />
e allestimento mostre. Il workshop, rivolto a<br />
progettisti e designer o studenti che abbiano nozioni<br />
di progettazione, ha la durata complessiva di 36<br />
ore suddivise in una parte introduttiva teorica e una<br />
parte pratica di progettazione. Corso EXHIBIT<br />
DESIGN, durata 36 ore, 12 lezioni di 3 ore ciascuna<br />
con cadenza settimanale il venerdì orario 9,30-<br />
12,30. Inizio 21 gennaio 2011 fine 15 aprile 2011.<br />
Costo Euro 1.750 + IVA. Sede ISAD - Istituto<br />
Superiore di Architettura e Design - Via Balduccio<br />
da Pisa 16, 20139 Milano, www.isafd.it.<br />
Arte e musica contemporanea: suggestioni<br />
e ‘corrispondenze’ dall’Espressionismo<br />
agli anni Settanta.<br />
Quattro incontri con Gian Paolo Minardi e Simona<br />
Tosini Pizzetti. Gli incontri si terranno ogni giovedì,<br />
dalle 17 alle 19, presso la Galleria Centro<br />
Steccata, a partire dal 16 febbraio al 10 marzo<br />
2011. Il costo del corso di Arte e musica contemporanea<br />
è di euro 200,00. L’iscrizione dovrà essere<br />
effettuata entro il 15 gennaio 2011, presso la Galleria<br />
Centro Steccata, Via Garibaldi 23 (interno),
Corrispondenza Culturale: Enti e Circoli segnalano<br />
Parma tel. 0521/285118, orari: tutti i giorni<br />
( festivi esclusi)10,30 - 13,00 / 15,30-1930<br />
Info: tel. 0521-285118.<br />
TORNA MODENANTIQUARIA,<br />
“UNICA” TRA LE MOSTRE MER-<br />
CATO D’ALTRO ANTIQUARIATO.<br />
Da 12 al 20 febbraio si rinnova l’appuntamento<br />
con Unica-Modenantiquaria, la manifestazione<br />
internazionale di alto antiquariato che inaugura la<br />
sua XXV edizione a ModenaFiere. La Kermesse<br />
modenese si è affermata come una delle mostre<br />
mercato più apprezzate d’Europa grazie alla rarità<br />
dei suoi tre saloni: Modenantiquaria, Excelsior e<br />
Petra. Dal 12 al 20 febbraio 2011: nei tre saloni che<br />
compongono l’esposizione - Modenantiquaria,<br />
Excelsior e Petra - si alternano le proposte più<br />
prestigiose delle selezionatissime 200 gallerie che<br />
hanno reso la manifestazione internazionale di<br />
Modenantiquaria sinonimo di eleganza e originalità.<br />
Dal 1987 la manifestazione rappresenta lo<br />
scenario puntuale ed approfondito del mercato<br />
dell'arte antica riservando ogni anno grandi sorprese<br />
ad un pubblico esclusivo ed esigente. In questa<br />
edizione gli organizzatori desiderano rendere protagonista<br />
dell' evento il vissuto e l'immagine degli<br />
antiquari, dedicando alla loro elevata professionalità<br />
la manifestazione stessa, attraverso un nutrito<br />
calendario di inediti eventi.<br />
info@studiolobo.it - tel.0522-631042<br />
CIVICO 103<br />
Contestualmente all’apertura della mostra Lo<br />
spazio del sacro, con la quale Marco Pierini<br />
inaugura la nuova stagione espositiva della<br />
Galleria Civica di Modena, esce il n. 1 della rivista<br />
Civico 103, pubblicata in prima edizione in<br />
occasione della tre giorni di eventi organizzata lo<br />
scorso settembre per il festivalfilosofia 2010 dal<br />
titolo Governare il caso.<br />
MAESTRI DEL CONTEMPORA-<br />
NEO: LA STORIA DELL’ARTE<br />
RACCONTATA IN MUSEO.<br />
DAL 31 GENNAIO 2011.<br />
Riprendono “I lunedì alla Gamud”, quest’anno<br />
con una nuova proposta didattica. Con cadenza<br />
quindicinale dal 31 gennaio 2011 si avvierà un<br />
ciclo di sette lezioni curato da Fabio Belloni e dal<br />
titolo Maestri del contemporaneo: la storia<br />
dell’arte raccontata in Museo. Si tratta di un corso<br />
volto a ripercorrere le vicende della ricerca artistica<br />
del Novecento mediante lezioni frontali e visite<br />
mirate alle opere del Museo. Mediante un<br />
linguaggio accessibile, il ciclo si propone di offrire<br />
un panorama organico ed esaustivo a quanti -<br />
appassionati, studenti o insegnanti - desiderano<br />
approfondire i temi della ricerca estetica succedutisi<br />
durante il secolo passato. La partecipazione<br />
prevede un biglietto cumulativo di euro 10.<br />
L’entrata ai singoli incontri, altrimenti è consentita<br />
con un biglietto di euro 2,50. Info: 0432 295891<br />
CORSI DI ALTA FORMAZIONE<br />
PROFESSIONALI IN MEDIAZIONE<br />
FAMILIARE E DEI CONFLITTI<br />
INTERPERSONALI<br />
Gli sbocchi professionali sono reali perché il titolo<br />
conseguito qualifica i partecipanti al master come<br />
operatori professionisti della mediazione in campo<br />
privato, pubblico e come consulenti presso i<br />
tribunali. Il Corso di Torino fornisce la formazione<br />
sulla Mediazione Familiare e sui conflitti Interpersonali<br />
mentre il corso di Caserta solamente<br />
sulla Mediazione Familiare. Il percorso formativo<br />
prevede due moduli di lezione frontali: modulo<br />
teorico con l’analisi degli aspetti socio-familiari,<br />
storico-antropologici, psicologico-relazionali,<br />
identitari, giuridico normativi, economico patrimoniali<br />
e etico-pratici; modulo pratico per<br />
l’esame del processo di mediazione in tutti i suoi<br />
aspetti, secondo approcci dominanti ed insegnando<br />
specificatamente le tecniche della conduzione dei<br />
percorsi mediativi. I corsi hanno durata annuale e,<br />
oltre alle ore di formazione frontale, prevedono<br />
anche seminari, stages, studio e tirocinio, per un<br />
totale di circa 1500 ore a corso. info@me-dia-re.it<br />
3938584373 Dott. Maurizio D’Alessandro.<br />
Corso in Pratiche Curatoriali e Arti<br />
Contemporanee. Il Corso in Pratiche<br />
Curatoriali e Arti Contemporanee è finalizzato alla<br />
formazione specifica della figura professionale del<br />
Curatore, la cui rilevanza nell’ambito del sistema<br />
artistico-culturale ed espositivo, è sempre più<br />
determinante. Il corso si propone di formare<br />
operatori nel settore dell’arte contemporanea con<br />
una specifica preparazione nel campo delle attività<br />
curatoriali di mostre e eventi artistici e culturali.<br />
La figura del “Curatore per l’arte contemporanea”<br />
nasce in connessione con la storia più recente delle<br />
arti visive, con il contesto sociale/economico e<br />
culturale, con le concezioni storico-critiche e<br />
teoriche più recenti. La formazione nel settore delle<br />
arti visive è considerata connessa a conoscenze di<br />
scienze e storia sociale, filosofia, sociologia,<br />
semiotica, economia. Attraverso un percorso<br />
multidisciplinare verranno impartite nozioni di<br />
allestimento, strategie della comunicazione (on line<br />
e off line), organizzazione e pianificazione<br />
progettuale, gestione delle risorse finanziarie,<br />
gestione delle risorse umane, marketing, analisimetodo-gestione<br />
della sponsorizzazione, management.<br />
Il corso ha una struttura di circa 200<br />
ore a cui faranno seguito la realizzazione di un<br />
progetto. Le lezioni si tengono tutti i giorni presso<br />
la sede dell’Accademia Belle Arti di Venezia, dal<br />
lunedì al sabato. info@aplusa.it<br />
OTTOBRATA<br />
Ci sono luoghi che per interesse storico, caratteristiche<br />
ambientali e paesaggistiche, sembrano<br />
naturalmente deputati a ispirare gli artisti e le loro<br />
opere. E’ questo il caso della Puglia. Qui nasce il<br />
progetto di arte contemporanea “Ottobrata”<br />
ideato da Lino Sinibaldi e Antonella Spano,<br />
curato dalla Galleria Bonomo Bari e promosso<br />
dalla Masseria Torre Coccaro, che si avvale del<br />
patrocinio del FAI Fondo Ambiente Italiano-<br />
Delegazione di Bari. Questo progetto di residenza,<br />
modello già ampiamente diffuso all’estero, è<br />
finalizzato alla produzione di opere ispirate e<br />
realizzate sul luogo. Con “Ottobrata ”prende<br />
inizio un appuntamento annuale che vede il coinvolgimento<br />
di artisti invitati ad ideare e produrre<br />
opere ispirate e fortemente connesse all’ambiente<br />
circostante. L’iniziativa punta a sensibilizzare e<br />
valorizzare i linguaggi artistici contemporanei<br />
coniugando tradizioni e cultura grazie al sostegno<br />
di uno dei punti di eccellenza dell’ospitalità<br />
pugliese, alla Masseria Torre Coccaro situata a<br />
Savelletri di Fasano (Brindisi) di proprietà della<br />
famiglia Muolo. Info: tel.080 4829310<br />
ASTE-Aste...<br />
Galleria Pace srl<br />
Galleria d’Arte-Casa d’Aste- casa Editrice<br />
Stiamo raccogliendo le opere per l’ASTA n° 93<br />
(arte moderna contemporanea e dell’ottocento)<br />
del 24 marzo 2011 -ore 21.00<br />
La raccolta terminerà il 5 febbraio 2011. Potete<br />
contattarci direttamente ai nostri uffici (02/<br />
65.90.147 r.a.) oppure inviarci una e-mail con<br />
immagini e schede delle opere allegate. Vi forniremo<br />
gratuitamente le valutazioni. In caso di<br />
invenduto nessuna spesa. Assicurazione ed ogni<br />
responsabilità a nostro carico<br />
pace@galleriapace.com Tel. 02-6590147<br />
Galleria Poleschi casa d’aste<br />
Milano, Foro Bonaparte 68 tel. 02-89459 708<br />
info@poleschicasadaste.com - E’ iniziata la raccolta<br />
opere per la prossima ASTA di Arte Moderna<br />
e Contemporanea MAGGIO 2011 - ATTENZIO-<br />
NE : nessuna spesa in caso di invenduto. Le opere<br />
rimarranno sotto nostra custodia assicurativa dal<br />
momento del ritiro fino al termine dell’asta senza<br />
nessuna spesa aggiuntiva. Stime e valutazioni gratuite.<br />
Pagamento opere entro 35 gg lavorativi.<br />
GIULIO PAOLINI<br />
Confermando ancora una volta la continuità della<br />
grande tradizione dei “Ristoranti dell’Arte” a Venezia,<br />
l’ormai storico premio Internazionale di Grafica<br />
Do Forni, giunge quest’anno alla sua 25°<br />
edizione. L’apposita commissione ha deciso di<br />
attribuire il Premio di questa edizione a Giulio<br />
Paolini, uno dei maggiori esponenti della scena<br />
dell’arte contemporanea internazionale.<br />
PREMIO ACEA ECOART<br />
Al concorso, curato da Laura Cherubini, Eugenio<br />
Viola e Alfredo Cramerotti, sono giunte seicento<br />
iscrizioni dagli artisti che si sono espressi con opere<br />
di fotografia ed elaborazioni digitali, videoarte,<br />
pittura, scultura, installazioni e performance. Queste<br />
opere andranno ad aggiungersi alle precedenti<br />
650 opere già raccolte nella precedente edizione,<br />
EcoArt Contest 2009 che hanno dato vita a GAD<br />
- Green Art Database, un archivio internazionale<br />
online che documenta il movimento artistico della<br />
green art, consultabile sempre sul sito del progetto.<br />
Tel. 0039-06.83605226<br />
ART AROUND THE WORLD:<br />
IL SOGNO DI UN VIAGGIO<br />
INTORNO AL MONDO.<br />
Milano, novembre 2010. L’artista Alessandro<br />
Gedda ha presentato lo scorso 25 novembre 2010<br />
presso la Biblioteca Circolo degli Artisti a Torino<br />
(via Bogino 9, presso Palazzo Graneri della Roccia),<br />
il suo più grande progetto artistico:<br />
ART AROUND THE WORLD.<br />
E’ uscito<br />
TESTUALE 47-48 + QUADERNO 13 (Alberto<br />
Cappi). Integralmente leggibile e scaricabile in<br />
www.testualecritica.it<br />
Eventualmente richiedere i volumi alla redazione<br />
TESTUALE<br />
ABBONAMENTI ARTECULTURA<br />
Per il ruolo che svolge abbisogna di<br />
molti abbonati quindi l’invito a sostenere<br />
la Rivista in completa autogestione!<br />
ARTECULTURA<br />
7
INTERLUDI D'ARTE<br />
Remo Salvadori, Continuo Infinito Presente<br />
(Foto Daniel Soutif)<br />
Alberto Giacometti, SCULTURA<br />
INTERLUDI D’ARTE<br />
Dentro l’Ultima Cena:<br />
il Tredicesimo testimone (allestimento)<br />
INVITO AL VIAGGIO<br />
PARTE 2 - PROPOSTE DALLA<br />
COLLEZIONE DEL MUSEO<br />
Milano, Museo Pecci, dal 17 febbraio<br />
Dal 17 febbraio 2011 il Centro per l’arte<br />
contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta<br />
la seconda parte del progetto INVITO<br />
AL VIAGGIO / PROPOSTE DALLA COL-<br />
LEZIONE DEL MUSEO ospitato nello spazio<br />
milanese del Museo di Ripa di Porta<br />
Ticinese. Le opere di Loris Cecchini, Enzo<br />
Cucchi, Remo Salvadori e Gilberto Zorio<br />
- artisti a cui in passato il museo pratese ha<br />
dedicato ampie mostre personali - si inseriscono<br />
all’interno del percorso espositivo<br />
tracciato nella prima parte del progetto e si<br />
affiancano agli “ambienti” di Pinot<br />
Gallizio, Fabio Mauri, Mario Merz e<br />
Superstudio, aggiornando e integrando la<br />
collezione in vista dell’esposizione permanente<br />
delle opere nel Museo di Prato.<br />
Il percorso espositivo si struttura come un<br />
vero e proprio INVITO AL VIAGGIO, concepito<br />
sia come tema comune alle opere<br />
selezionate sia come metafora dello spostamento<br />
spaziale e temporale del museo,<br />
ovvero della sua proposta per un’esplorazione<br />
fisica e mentale da parte del pubblico<br />
che è invitato a esplorare la Caverna<br />
dell’antimateria (1959) di Pinot Gallizio,<br />
atterrare sulla Luna (1968) di Fabio Mauri,<br />
farsi avvolgere dalla Spirale (1990) di Mario<br />
Merz o proiettarsi nella Supersuperficie<br />
(1971-72) di Superstudio. Da febbraio 2011<br />
il percorso proposto si arricchisce ulteriormente<br />
- con la proliferazione immaginifica<br />
di Steelorbitalcocoons (2009) di Loris<br />
Cecchini, il bassorilievo emblematico Senza<br />
titolo. Montagna (1989) di Enzo Cucchi,<br />
l’anello cosmico Continuo infinito presente<br />
(1997) di Remo Salvadori e l’alchemica<br />
Canoa (1984) di Gilberto Zorio - andando<br />
a delineare un’inedita panoramica dell’arte<br />
italiana degli ultimi cinquant’anni con<br />
particolare riferimento al tema letterale e<br />
simbolico del viaggio. In tal modo la sede<br />
distaccata del Museo Pecci Milano si propone<br />
come un ALTRO SPAZIO, indicato<br />
letteralmente e fisicamente dall’installazione<br />
al neon di Massimo Uberti collocata in<br />
situ su una parete del cortile d’ingresso. Un<br />
invito ad andare e a pensare. Info 0574/5317<br />
8 ARTECULTURA<br />
ALBERTO GIACOMETTI.<br />
Lessico famigliare.<br />
Gallarate, Museo MAGA<br />
5 marzo - 5 giugno 2011<br />
Sculture, dipinti, disegni. Tutti mai esposti<br />
in pubblico da quando hanno lasciato lo<br />
studio parigino di Alberto Giacometti, una<br />
delle icone del Novecento. Saranno esposti<br />
nella mostra “Alberto Giacometti Lessico<br />
famigliare” al MAGA di Gallarate dal 5<br />
marzo al 5 giugno. A promuoverla è la<br />
Fondazione Galleria d’Arte Moderna e<br />
Contemporanea Silvio Zanella, presieduta<br />
da Angelo Crespi, con la direzione di Emma<br />
Zanella, direttrice del MAGA.<br />
La mostra è curata da Michael Peppiatt,<br />
autore di “In Giacometti’s Studio”, libro<br />
nel quale documenta la ricognizione da lui<br />
compiuta nell’archivio prima inesplorato<br />
di uno dei rami della famiglia, ricognizione<br />
che è alla base anche di questa preziosa<br />
rassegna.<br />
Gli eredi di Giacometti gli hanno infatti<br />
accordato il permesso di esaminare la collezione,<br />
pubblicare a lavori ultimati un<br />
nuovo libro, e procedere alla catalogazione<br />
delle opere in vista della mostra al MAGA.<br />
“E’ un materiale - afferma Peppiatt - che<br />
getta nuova luce sul modo di lavorare di<br />
Giacometti, “afflitto da una specie di<br />
compulsione al bozzetto. Tanto da schizzare<br />
sulla prima pagina di France Soir dei<br />
nudi di Christine Keeler, la showgirl che<br />
fece tremare l’establishment britannico<br />
degli anni Sessanta quando venne riconosciuta<br />
come l’amante del Tory John Profumo.<br />
Il quotidiano, datato 1963, portava in<br />
prima pagina un articolo sul piccante affair.<br />
La mostra al MAGA tuttavia non si limita<br />
a documentare e presenta insieme a disegni,<br />
a schizzi, ben 40 sculture ed una importante<br />
selezione di dipinti. Una storica mostra<br />
con una vasta collezione.<br />
Informazioni ulteriori tel 0331.706018-19<br />
comunicazione@museomaga.it<br />
UNA MOSTRA<br />
SULL’ULTIMA CENA<br />
DI LEONARDO<br />
Al Castello di Vigevano<br />
30 ottobre 2010 - 1° maggio 2011<br />
Il capolavoro vinciano è al centro di<br />
un’inedita rilettura che attraverso strumenti<br />
e archivi interattivi e multimediali,<br />
offre al pubblico un viaggio imperdibile<br />
alla scoperta della storia e dei misteri di<br />
una delle opere simbolo dell’arte.<br />
Nelle Scuderie ducali del Castello di<br />
Vigevano è allestito un percorso che, grazie<br />
a sofisticati strumenti interattivi e digitali,<br />
offre al visitatore un’innovativa rilettura<br />
del Cenacolo di Leonardo da Vinci, regalandogli<br />
il ruolo di spettatore privilegiato -<br />
quasi a fianco dei dodici apostoli - nella<br />
scoperta dei molteplici significati che quest’opera<br />
racchiude; da qui il titolo della<br />
mostra: DENTRO L’ULTIMA CENA : IL<br />
TREDICESIMO TESTIMONE.<br />
L’iniziativa promossa dalla “Leonardo 2015<br />
srl” e dal Consorzio A.S. - Agenzia per lo<br />
Sviluppo Territoriale di Vigevano, realizzata<br />
da Euphon, Gruppo Mediacontech e da<br />
Studio Azzurro, col patrocinio del Comune<br />
di Vigevano, della Provincia di Pavia, col<br />
contributo della Fondazione Banca del<br />
Monte di Lombardia e della Regione Lombardia,<br />
e la collaborazione di Civita, Electa,<br />
Ubi-Banca Popolare Commercio & Industria,<br />
è parte integrante del progetto<br />
“Leonardo e Vigevano” iniziato nel 2008<br />
con un fitto programma di mostre, laboratori,<br />
esperienze multimediali, percorso storico-ambientale,<br />
degustazioni e acquisto di<br />
prodotti agricoli, coniugando la valorizzazione<br />
dei beni culturali con la capacità<br />
attrattiva del territorio.<br />
Il Tredicesimo testimone è concepito come<br />
uno strumento di analisi del capolavoro<br />
vinciano, conservato nel refettorio del convento<br />
di Santa Maria delle Grazie a Milano,<br />
e conduce i visitatori a relazionarsi in<br />
prima persona con l’opera leonardesca.<br />
Accanto a momenti di approfondimento e<br />
di analisi storico-filologiche, l’allestimento<br />
privilegia il canale emozionale mediante<br />
multimediali interattività. Tel.0381-692037
INTERLUDI D'ARTE<br />
Luigi Presicce, Annunciazione di Pitagora agli<br />
acusmatici ( Courtesy The Artist )<br />
Bolla, Cappio3ok 2-1<br />
INTERLUDI D'ARTE<br />
Gerz, Long, Moro, Penone, Arte in Memoria<br />
MOSTRA 2° EDIZIONE DI<br />
EMERGING TALENTS<br />
TALENTI EMERGENTI<br />
Firenze, Centro Cult.Contemporanea<br />
19 <strong>Febbraio</strong> -1 Maggio 2011<br />
L’esposizione propone i lavori dei 16 giovani<br />
artisti selezionati da 4 tra i più affermati<br />
critici e curatori italiani. Una successiva<br />
selezione, operata da una giuria<br />
internazionale, premierà uno di essi col<br />
finanziamento di una pubblicazione<br />
monografica. La proclamazione del vincitore<br />
a verrà il 18 febbraio 2011.<br />
Dopo il successo del 2009, il CCCS -<br />
Centro di Cultura Contemporanea Strozzina<br />
- Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze<br />
presenta la seconda edizione di Talenti<br />
Emergenti: un premio e una mostra per<br />
offrire a giovani artisti italiani l’opportunità<br />
di promuovere il loro lavoro e per fornire<br />
a pubblico e critica la possibilità di<br />
monitorare il panorama artistico contemporaneo<br />
italiano. Il vincitore sarà annunciato<br />
nel corso dell’inaugurazione della<br />
mostra, e riceverà in premio il finanziamento<br />
della Fondazione Palazzo Strozzi<br />
per una monografia dedicata al suo lavoro,<br />
pubblicata da Silvana editoriale.<br />
Le opere di tutti i 16 candidati verranno<br />
esposte negli spazi della Strozzina, dal 19<br />
febbraio al 1°maggio 2011, fornendo l’occasione<br />
per il pubblico di conoscere nuove<br />
ricerche e tendenze dell’arte contemporanea<br />
italiana.<br />
La selezione dei partecipanti che, secondo<br />
il regolamento dell’iniziativa, devono essere<br />
italiani e con una età compresa tra i 25<br />
e i 35 anni, è stata affidata ad un comitato<br />
scientifico composto da Luca Massimo<br />
Barbero (direttore del MACRO di Roma),<br />
Chiara Bertola (direttore dell’Hangar-<br />
Bicocca di Milano), Andrea Bruciati (direttore<br />
della Galleria Civica d’Arte Contemporanea<br />
di Monfalcone) e Giacinto Di<br />
Pietrantonio (direttore della GAMEC di<br />
Bergamo), ognuno dei quali ha selezionato<br />
quattro artisti. Durante il periodo d’apertura<br />
previsto un calendario di lectures per il<br />
pubblico Info: tel. 055-2645155<br />
KMO11<br />
Arti a Torino, 1995-2011<br />
Inaugurazione 11 febbraio<br />
Una mostra-evento per raccontare le contaminazioni<br />
tra arti visive, architettura,<br />
cinema, letteratura e non solo, avvenute a<br />
Torino dal 1995 a oggi.<br />
E’ possibile utilizzare per una mostra d’arte<br />
il modello di un consumo sostenibile a<br />
filiera corta noto come “chilometro zero”?<br />
La risposte è si se la mostra nasce per<br />
dimostrare che è possibile dar vita ad<br />
un’esposizione di alto livello con un budget<br />
ridotto e attingendo esclusivamente alle<br />
risorse artistiche del proprio territorio di<br />
riferimento.<br />
Ecco dunque nascere KM011, la mostraevento<br />
che inaugurerà l’11 febbraio prossimo<br />
a Torino presso il Museo di Scienze<br />
Naturali di via Giolitti 36, un progetto<br />
ideato da Luca Beatrice e prodotto dalla<br />
Regione Piemonte che intende raccontare<br />
al pubblico le straordinarie contaminazioni<br />
tra arti visive, architettura, cinema, letteratura,<br />
che hanno accompagnato la trasformazione<br />
di Torino dal 1995 a oggi, da città<br />
della grande industria a distinta iniziativa<br />
della cultura contemporanea.<br />
Questo percorso comincia negli anni ‘90: in<br />
uno dei decenni più difficili della sua storia,<br />
ma allo stesso tempo un momento<br />
particolarmente creativo e stimolante, Torino<br />
rafforza la propria identità di città<br />
laboratorio, incubatrice delle sperimentazioni,<br />
nucleo di attrazione per la cosiddetta<br />
“nuova classe creativa”.<br />
“KM011 vuole essere una mostra ”a chilometro<br />
zero” - dichiara Luca Beatrice - dopo<br />
anni di prestigiose vetrine internazionali<br />
che non hanno lasciato molto sul territorio.<br />
Negli ultimi anni Torino si è dato un limite:<br />
creare una fitta rete sistemica e museale<br />
senza investire né valorizzare a sufficienza<br />
le ricchezze della produzione locale. Questa<br />
mostra intende fare l’opposto (...). Informazioni<br />
ulteriori tel. 347-4020062<br />
ARTE IN MEMORIA 6<br />
Ostia Antica-Roma<br />
30 gennaio - 3 aprile 2011<br />
In occasione della Giornata della Memoria<br />
2011, domenica 30 gennaio torna alla<br />
Sinagoga di Ostia Antica l’appuntamento<br />
biennale con Arte in memoria, la rassegna<br />
di arte contemporanea di respiro internazionale<br />
a cura di Adachiara Zevi, organizzata<br />
dalla Fondazione VOLUME!<br />
La mostra, alla sua sesta edizione, è promossa<br />
da: Ministero per i Beni e le Attività<br />
Culturali - Soprintendenza Speciale per i<br />
Beni Archeologici di Roma Sede di Ostia;<br />
PABAAC - Direzione generale per il paesaggio,<br />
le belle arti, l’arte contemporanee,<br />
Assessorato alle Politiche Culturali della<br />
Provincia di Roma, Municipio Roma XIII.<br />
La mostra si avvale del patrocinio dell’Unione<br />
delle Comunità Ebraiche Italiane<br />
e del contributo dell’Ambasciata della<br />
Repubblica Federale di Germania in Italia.<br />
Gli artisti invitati ad intervenire quest’anno<br />
sono: Jochen Gerz, Richard Long,<br />
Liliana Moro, Giuseppe Penone.<br />
Come per le elezioni precedenti le opere<br />
sono realizzate appositamente per la Sinagoga<br />
di Ostia Antica, una delle più antiche<br />
testimonianze archeologiche dell’ebraismo<br />
della Diaspora (1 secolo d.C.). L’idea dell’iniziativa<br />
nasce dalla storia della Sinagoga<br />
di Stommeln, in provincia di Colonia,<br />
sopravvissuta al nazismo, dove dal 1990<br />
ogni anno un artista è invitato a creare un<br />
lavoro originale per il luogo.<br />
Arte in memoria partecipa alla Giornata<br />
della Memoria, istituita dai parlamenti europei<br />
nella data di apertura dei cancelli di<br />
Auschwitz, con la convinzione che un progetto<br />
sulla memoria non debba attestarsi a<br />
un livello meramente simbolico e commemorativo,<br />
ma trovare una continuità nel<br />
tempo, impegnando ogni volta artisti diversi<br />
a cimentarsi con un tema così drammaticamente<br />
attuale e con un luogo così significativo<br />
dal punto di vista storico, artistico e<br />
simbolico. Il catalogo di Arte in memoria 6<br />
sarà presentato in occasione della chiusura<br />
della mostra. Bilingue e graficamente conforme<br />
ai precedenti, contiene un saggio<br />
della curatrice e le immagini delle opere<br />
esposte nella Sinagoga di Ostia dal 30 gennaio<br />
al 3 aprile 2011.Info: tel.06-56358099<br />
ARTECULTURA<br />
9
INTERLUDI D'ARTE<br />
Djambu Barra Barra, Four Names for Kangaroo, 2003<br />
Antonio del Pollaiolo, Ercole e L’Idra,<br />
Firenze, Galleria Degli Uffizi<br />
INTERLUDI D’ARTE<br />
Osvaldo Licini, Amalasunta con trombetta su fondo giallo<br />
DREAMTIME. Lo stupore<br />
dell’arte aborigena<br />
MAN_Museo d’Arte Provincia Nuoro<br />
11 febbraio - 26 giugno 2011<br />
SEGNI COME SOGNI.<br />
Licini. Melotti e Novelli<br />
fra astrazione e poesia<br />
Catania, Fondazione Puglisi Cosentino<br />
6 febbraio - 12 giugno 2011<br />
DREAMTIME, per quantità (oltre 290 lavori)<br />
e soprattutto per la qualità delle opere<br />
proposte, si offre come la più completa<br />
esposizione mai presentata in Italia sull’arte<br />
aborigena australiana. Ad ospitare<br />
questo evento davvero eccezionale sarà<br />
dall’11 febbraio al 26 giugno, la Sardegna<br />
e il MAN di Nuoro in un gioco di rimbalzi<br />
che mette a sistema siti archeologici e<br />
musei etnografici di una parte dell’isola.<br />
L’esposizione si avvale della massime<br />
collaborazioni istituzionali da parte italiana<br />
e australiana ed ha come “garante di<br />
qualità” il Koorie Heritage Trust, unico<br />
organismo riconosciuto a livello internazionale<br />
per la valorizzazione e lo studio<br />
delle culture aborigene.<br />
“Per DREAMTIME, sottolineano i curatori,<br />
il KHT ha direttamente selezionato le<br />
opere, certificandone così la provenienza.<br />
Tutti i saggi destinati al catalogo Marsilio<br />
sono stati redatti dagli esperti del KHT e<br />
certificati dal punto di vista antropologico,<br />
sociale e culturale: una garanzia mai sino<br />
ad oggi offerta per nessuna mostra internazionale.<br />
Va evidenziato come quella che<br />
giungerà in Sardegna sarà la più numerosa<br />
collezione di lavori aborigeni che abbia mai<br />
lasciato l’Australia, opere non rappresentative<br />
della solita tradizione area del Western<br />
Desert ma di un territorio vastissimo,<br />
da Victoria fino al Qeensland, provenienza<br />
che consente di mostrare le profonde differenze<br />
fra tribù che si riflettono sui loro<br />
manufatti”. Non fosse che per questo,<br />
DREAMTIME godrebbe del carattere di<br />
eccezionalità tra le mostre dedicate alla<br />
cultura aborigena al di fuori del continente<br />
australe. Ma ciò che certamente affascinerà<br />
il pubblico italiano sarà l’originalità del<br />
linguaggio espressivo, i colori ipnotici, gli<br />
archetipi che hanno solcato immutati 40<br />
mila anni, dal Tempo del Sogno ad oggi. Una<br />
qualche affinità con la cultura sarda<br />
primigenia. Info: Tel e Fax +39 0784 252110<br />
10 ARTECULTURA<br />
ERCOLE IL FONDATORE<br />
Brescia, Museo Santa Giulia<br />
11 febbraio - 12 giugno 2011<br />
Per la prima volta, un’esposizione rilegge<br />
in maniera sistematica, dall’antichità pagana<br />
al Rinascimento, il mito dell’eroe<br />
greco, considerato il fondatore della città.<br />
L’esposizione, curata da Marco Bona<br />
Castellotti e Antonio Giuliano, coadiuvati<br />
da un comitato scientifico composto da<br />
Marco Bona Castellotti, Matilde de Angelis<br />
d’Ossat, Lucilla de Lachenal, Vincenzo<br />
Farinella, Paola Faroni, Irene Favaretto,<br />
Antonio Giuliano, Elena Lucchesi Ragni,<br />
Carla Maria Monti, Francesca Morandini,<br />
Angelo Tartuferi, promossa dal Comune di<br />
Brescia, prodotta e organizzata da Fondazione<br />
Brescia Musei e Artematica, col patrocinio<br />
della Regione Lombardia e del<br />
Ministero degli Affari Esteri, presenterà<br />
una preziosa selezione di opere archeologiche,<br />
medioevali, e rinascimentali che<br />
rappresentano un’articolata e rara campionatura<br />
dei temi legati alla figura di<br />
Ercole. Sarà, ad esempio, la fronte del<br />
sarcofago conservata a Palazzo Altemps di<br />
Roma, tra gli esemplari più belli dell’avanzata<br />
età imperiale, a illustrare il mito delle<br />
dodici fatiche erculee. La rappresentazione<br />
della leggenda di una tra le più conosciute<br />
figure della mitologia greco-romana si trova<br />
anche su oggetti d’uso, come la Coppa<br />
d’argento del Museo Nazionale di Napoli,<br />
mentre il suo ritratto a figura intera appare<br />
in uno dei pezzi più preziosi fra quelli<br />
conservati in Italia, il bronzo ritrovato nel<br />
santuario di Sulmona e oggi nel Museo<br />
Nazionale Archeologico di Chieti. Altre<br />
opere che testimoniano le fatiche provengono<br />
dai Musei Vaticani, come il frammento<br />
di lastra in terracotta raffigurante Ercole<br />
e l’Idra, conservato al Museo Gregoriano<br />
Etrusco. Info: 800775083<br />
Accanto alla grande antologica dedicata a<br />
Carla Accardi, la Fondazione Puglisi<br />
Cosentino propone a Palazzo Valle un secondo,<br />
prezioso appuntamento espositivo.<br />
E’ quello con le 27 selezionatissime opere<br />
di “Segni come sogni. Licini, Melotti e<br />
Novelli fra astrazione e poesia”. La mostra<br />
è curata da Gabriella Belli e Alessandria<br />
Tiddia e organizzata dalla Fondazione<br />
presieduta da Alfio Puglisi Cosentino in<br />
collaborazione con il MART - Museo di arte<br />
contemporaneo di Trento. “Segni e sogni”<br />
avrà gli stessi orari e la medesima durata<br />
della mostra di Accardi, ovvero dal 6 febbraio<br />
al 12 giugno, così come unico sarà il<br />
biglietto di ingresso. Cosa accomuna due<br />
pittori come Osvaldo Licini (Monte Vidon<br />
Corrado (AP), 1894-1958) e Gastone Novelli<br />
(Vienna 1925 - Milano, 1968), e uno<br />
scultore come Fausto Melotti (Rovereto,<br />
1901 - Milano, 1986)? Non l’appartenenza<br />
a una medesima stagione artistica ma una<br />
comune vocazione lirica attraverso lo sviluppo<br />
di una dimensione antivolumetrica,<br />
che potrebbe essere declinata nelle parole<br />
della leggerezza, del gioco, della fantasia.<br />
Licini e Melotti appartengono a quella generazione<br />
che più direttamente ha desunto<br />
da Klee e Kandinsky i modi dell’astrazione<br />
lirica, ma condividono con il più giovane<br />
Novelli il rifiuto della solidità costruttivista<br />
in favore di una libertà espressiva che attinge<br />
alla fantasia e all’inconscio, e all’ironia come<br />
serbatoi di immagini e visioni.<br />
Nelle Amalasunte di Licini come ad esempio<br />
nella piccola ma straordinaria Amalasunta<br />
con trombetta su fondo giallo (1949)<br />
ritroviamo l’ironia surrealista che rende lo<br />
spazio luogo dello stupore analogamente a<br />
quanto rilevano le sculture di Melotti, come<br />
Nel deserto (1977) o Le contrade (1977),<br />
risultato di una creatività fluida e ricca di<br />
humor. Una leggiadria ironica che accomuna<br />
i lavori di questi due artisti. Informazioni:<br />
+39 095 7152228
INTERLUDI D'ARTE<br />
INTERLUDI D'ARTE<br />
De Chirico, Archeologi, tempera-uovo su tela Odilon Redon, La Liseuse, pastello su carta 37x29 Bestie, un immaginario fantastico<br />
GIORGIO DE CHIRICO<br />
Un maestoso silenzio<br />
Trieste, Castello di Miramare<br />
3 dicembre 2010-27 febbraio 2011<br />
L’iniziativa promossa da Galatea ArteAssociazione<br />
Culturale, organizzata da<br />
Tadino Arte Contemporanea, in collaborazione<br />
con la Soprintendenza per i<br />
beni storici, artistici ed etnoantropologici<br />
del Friuli Venezia Giulia, curata da Roberto<br />
Alberton e Silvia Pegoraro, presenta 90<br />
opere - settanta dipinti, e una ventina tra<br />
disegni, acquerelli e inchiostri - realizzate<br />
nella prima metà del Novecento da uno dei<br />
maestri assoluti dell’arte Contemporanea.<br />
Il percorso espositivo prende avvio dagli<br />
anni Dieci del XX secolo, con capolavori<br />
quali La grande Tour del 1915, Enigma<br />
della partenza del 1914, Tempio di Apollo<br />
a Delfi del 1909-1910, o Vaso di Crisantemi<br />
del 1912. Proprio quello della piazza<br />
rappresenta uno dei temi cardini della<br />
Metafisica. De Chirico libera questo spazio,<br />
tradizionalmente luogo d’incontro, e lo<br />
rende vuoto, quasi irriconoscibile, dove il<br />
passato e il presente s’intrecciano dando<br />
vita a un tempo sospeso, fino a diventare un<br />
palcoscenico popolato da Muse, Manichini,<br />
Statue, Oracoli, Arianne.<br />
In quegli anni l’artista inseguiva un nuovo<br />
linguaggio, che si differenziasse dagli<br />
stilemi impressionisti o dalle nuove ricerche<br />
cubiste e futuriste, e che lo portasse a una<br />
originale rappresentazione e a sintetizzare<br />
le suggestioni provenienti dalla cultura<br />
classica della natia Grecia, e dalla scoperta<br />
del pensiero di Nietzsche e Schopenhauer.<br />
Nei suoi intenti, che anticiparono con rigore<br />
quegli elementi che sono alla base<br />
dell’espressività contemporanea, c’è il<br />
rifiuto dell’antropomorfismo, che consisteva,<br />
come affermava lo stesso De Chirico”<br />
nel sopprimere completamente l’uomo come<br />
punto di riferimento, come mezzo per<br />
esprimere un simbolo, sensazione o<br />
pensiero. Info: 02 36568129<br />
Da Renoir a Sam Szafran<br />
Percorso di un collezionista<br />
Fondation Pierre Gianadda Martigny<br />
Sino al 12 giugno 2011<br />
Collezionista discreto, il proprietario di queste<br />
opere ha negli anni spesso collaborato<br />
con le esposizioni della Fondation Gianadda<br />
e questa volta ha consentito di dare un più<br />
ampio accesso ai suoi tesori, mettendo a<br />
disposizione tutta la sua collezione all’interno<br />
della quale sono state selezionati 120<br />
capolavori, dipinti e disegni, per raccontare<br />
l’evoluzione della pittura da Jean-Baptiste<br />
Corot e Eugène Boudin fino ai nostri giorni.<br />
Nel corso di questo tempo le trasformazioni<br />
estetiche si sono succedute ad un ritmo tale<br />
da poter essere paragonate a quelle del Rinascimento<br />
delle arti nella Firenze del XV<br />
secolo. Questa effervescenza creativa corrisponde<br />
perfettamente al gusto del nostro<br />
collezionista. Egli è molto sensibile al fascino<br />
del colore in generale, sia esso frutto di<br />
una osservazione attenta della natura o di un<br />
pensiero artistico puramente astratto. Il visitatore<br />
potrà così osservare la pittura che si<br />
libera in modo progressivo dal reale e privilegia<br />
quindi l’espressione di una visione<br />
individuale, sempre più lontana dal motivo<br />
che l’ha ispirata. L’impressionismo e il<br />
postimpressionismo hanno giocato un ruolo<br />
fondamentale in questa evoluzione. Essi sono<br />
quindi ben rappresentati in questa panoramica<br />
che traccia una breve storia della pittura<br />
lungo gli ultimi centovent’anni.<br />
I capolavori non mancano in questa collezione:<br />
segnaliamo un luminoso nudo di Renoir,<br />
Gabrielle. Nu ou jeune fille couchée en buste<br />
(1905-1909), uno splendido Claude Monet,<br />
Nymphèas (1914-1917), Julie au violon<br />
dipinto nel 1893 da Berthe Morisot, e un<br />
vigoroso carboncino di Edgar Degas ed altri.<br />
L’interesse di una collezione privata è dato<br />
dalla sua coerenza e dalla sua completezza,<br />
ma anche dalle scelte di cui è riflesso e che<br />
rivelano le preferenze di una persona. I filoni<br />
privilegiati qui sono chiari (...). Info:<br />
031.269393 - www.gianadda.ch<br />
BESTIE. Animali reali e<br />
fantastici nell’arte europea dal<br />
Medioevo al primo Novecento<br />
Caraglio, il Filatoio<br />
26 febbraio - 5 giugno 2011<br />
Una mostra come quella proposta dal 26<br />
febbraio al 5 giugno 2011 al Filatoio di<br />
Caraglio non si è mai vista, e non solo in<br />
Italia.<br />
L’Associazione Culturale Marcovaldo, la<br />
Regione Piemonte, il Conseil Général des<br />
Alpes de Haute Provence che l’hanno promossa,<br />
l’hanno affidata ad Alberto Cottino<br />
e Andreina d’Agliano, due specialisti che,<br />
per l’occasione, si sono circondati di un<br />
comitato scientifico di grande levatura. Nel<br />
tentativo di dare una possibile “sistematizzazione”<br />
ad un argomento così<br />
tentacolare, i curatori hanno diviso la grande<br />
rassegna per temi, individuando in decine<br />
di musei e collezioni italiane di grande<br />
prestigio una notevole selezione di dipinti,<br />
sculture, arti applicate per esemplificarli.<br />
Si prende avvio dagli animali sacri alla<br />
tradizione cristiana: da quelli legati alla<br />
Madonna, all’iconografia dei Santi (fra questi<br />
il leone, l’aquila e il toro per gli evangelisti<br />
Marco, Giovanni e Matteo; il leone per<br />
San Girolamo; il cervo per Sant’Eustachio<br />
o il lupo e gli uccelli per San Francesco<br />
d’Assisi), alla raffigurazione dello Spirito<br />
Santo in forma di colomba. Ma anche gli<br />
animali che accompagnano molti momenti<br />
tra i più salienti del Vecchio e del Nuovo<br />
Testamento.<br />
Dal sacro al profano, o meglio ad un altro<br />
ambito del sacro, quello della mitologia<br />
della caccia: la figura di Diana cacciatrice<br />
“protegge” simbolicamente le raffigurazioni<br />
di episodi tratti dalla mitologia greca e<br />
romana, per giungere al rituale tipicamente<br />
“ancien régime” della caccia praticata da<br />
principi e nobili. Info: n.verde 8003290329<br />
ARTECULTURA11
INTERLUDI continuano INTERLUDI continuano<br />
JODICE - So far so long.<br />
La Galleria Umberto Di Marino di Napoli<br />
presenta sino al 5 febbraio 2010 la nuova<br />
personale di Francesco Jodice dal titolo so<br />
far, so long. La sua ricerca ha sempre insistito<br />
sulla costruzione di networks come<br />
modalità di lavoro e cifra distintiva della<br />
sua pratica artistica, avvalendosi del contributo<br />
offerto da sociologi, giornalisti, filosofi,<br />
urbanisti e altre professionalità presenti<br />
nel territorio di cui si occupa, per concentrarsi<br />
sui diversi aspetti dell'urbanesimo<br />
sempre più intrinsecamente correlati ai<br />
comportamenti adattivi di ciascuna società,<br />
in grado di cambiare l'equilibrio sociopolitico<br />
di un sistema. Info 081 060 93 18.<br />
WINTER WONDER ART<br />
La Galleria AMMANN di Locarno presenta<br />
WINTER WONDER ART, una grande collettiva<br />
con artisti internazionali. L’esposizione<br />
è in programma sino al 20 febbraio<br />
2011. Espongono artisti internazionali della<br />
scena europea contemporanea come<br />
Hellmut Bruch, Austria, Ursula Götz, Svizzera,<br />
Emil Müller, Svizzera, Harald<br />
Schmitz-Schmelzer, Germania, Nicole<br />
Schmölzer, Svizzera, e lo special guest<br />
Giovanni Vetere, Italia. La galleria<br />
Ammann, una delle più dinamiche nel panorama<br />
artistico ticinese. Telef. +41<br />
0917513333 info@ammannart.ch<br />
PERILLI - Segno spazio e forma<br />
Dal 23 dicembre 2010 al 20 febbraio 2011<br />
presso la Galleria Opera Arte e Arti di<br />
Matera si tiene la mostra di Achille Perilli<br />
“Segno spazio e forma” opere scelte 1957-<br />
2008, fondatore del movimento internazionale<br />
“Forma”. La mostra, curata da Achille<br />
Perilli stesso e Luca Barsi, presenta oltre<br />
20 opere, dagli anni cinquanta all’inizio<br />
degli anni novanta: un percorso che attraversa<br />
tutte le fasi più significative della<br />
ricerca dell’artista, dalle prime frammentazioni<br />
geometriche alle “instabili”<br />
geometrie. Info+39 0835256473, +39<br />
0835256473 (fax) info@operait.com<br />
PADIN<br />
Oltre il muro tra utopia e trasgressione.<br />
In tutti questi anni l’artista uruguaiano,<br />
attivo sin dal 1967 nell’ambito della poesia<br />
visuale ha continuato, con tutti i modi e<br />
gli strumenti possibili a sua disposizione,<br />
a credere e a sperare nella libertà, nell’uguaglianza<br />
di tutti gli esseri umani, a<br />
prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla<br />
razza, dall’appartenenza etnica, politica, religiosa,<br />
e anche dalla condizione sociale e<br />
economica. Sicuramente è un artista interessante<br />
soprattutto per il continuo apporto<br />
alle problematiche sociali e umane svolte<br />
in tanti anni di lavoro. La mostra è in programmazione<br />
sino al 31 marzo 2011 alla<br />
12 ARTECULTURA<br />
Ophen Virtual Art Gallery di Salerno. Info<br />
+39 0895648159 , +39 0895648159 (fax)<br />
bongiani@alice.it<br />
CANDIDA HOFER /<br />
KUEHN MALVEZZI<br />
La Galleria Marabini di Bologna presenta<br />
la terza mostra personale dell’artista tedesca<br />
Candida Höfer presso gli spazi bolognesi<br />
dell’ex-chiesa della Neve. Candida<br />
Höfer/Kuehn Malvezzi, questo il titolo<br />
dell’exhibition, porterà per la prima volta<br />
in Italia nove opere fotografiche che l’artista<br />
Candida Höfer, una delle più importanti<br />
figure della Scuola di Düsseldorf, ha realizzato<br />
dal 2002 ad oggi. I lavori, frutto della<br />
collaborazione tra la fotografa e gli architetti<br />
berlinesi Kuehn Malvezzi, vogliono<br />
sottolineare la possibilità di uno scambio<br />
tra architettura, fotografia e presentazione.<br />
Info +39 0516447482<br />
RUGGIERO - Mind the gap<br />
E’ stata inaugurata venerdì 21 gennaio<br />
2011, alle ore 18.00, negli spazi della galleria<br />
Oltre Dimore di Bologna la mostra<br />
personale di Giovanni Ruggiero dal titolo<br />
“Mind the Gap”, a cura di Raffaele<br />
Gavarro. “Mind the Gap”, “Attenzione al<br />
Vuoto”, è l’ironico avvertimento che titola<br />
l’installazione di Giovanni Ruggiero, realizzata<br />
appositamente per Oltre Dimore,<br />
che occupa l’intero spazio della galleria<br />
ostruendola e creando al suo interno un<br />
nuovo e differente ambiente. Sino al 5<br />
marzo. Info +39 051331217<br />
FABIO MAURI<br />
Un sognatore della ragione<br />
Dal 3 dicembre 2010 al 27 febbraio 2011,<br />
alle Scuderie del Castello di Miramare di<br />
Trieste si tiene la mostra, in omaggio a<br />
Fabio Mauri (1926-2009), Un sognatore<br />
della ragione che presenta una serie di grandi<br />
installazioni, tra cui opere storiche quali<br />
Linguaggio è guerra del 1975, I numeri<br />
malefici del 1978, oltre alla più recenti<br />
Cina ASIA Nuova, 1996 e Rebibbia del<br />
2006.L’iniziativa, curata da Roberto<br />
Alberton e Studio Fabio Mauri (associazione<br />
per l’arte Esperimento del mondo),<br />
organizzata da Ta dino Arte Contemporanea<br />
è parte del progetto Dalla Metafisica<br />
all’Arte che, fino al 27 febbraio 2011,<br />
vedrà le Scuderie del Castello di Miramare,<br />
ospitare anche l’esposizione che racconta<br />
il percorso creativo di Giorgio de Chirico.<br />
Info 040 224 143<br />
ORI ANTICHI<br />
DALLA ROMANIA<br />
Grazie alla presenza di ricche miniere<br />
d’oro, già nel XVII secolo a.C. l’antica<br />
Romania fu caratterizzata da una produzione<br />
artistica di altissimo livello legata al<br />
prezioso metallo. E ora una mostra eccezionale<br />
porta per la prima volta in Italia un<br />
nucleo consistente degli antichi tesori romeni,<br />
ospitati dal 17 dicembre al 3 aprile<br />
2011 ai Mercati di Traiano di Roma. Tra di<br />
essi risaltano gli oggetti prodotti dai Daci,<br />
la popolazione resa celebre dalla conquista<br />
dei Romani guidati dall’imperatore<br />
Traiano, all’inizio del II secolo d.C. La scelta<br />
dei reperti è quindi prestigiosa ed insieme<br />
con un forte valore simbolico, vista la<br />
presenza della Colonna di Traiano, innalzata<br />
a Roma proprio dopo la conquista della<br />
Dacia ed emblema di unione tra le due<br />
culture. Info 060608<br />
NINA FISHER<br />
& MAROAN EL SANI<br />
Lunedì 21 febbraio 2011 alle ore 18.00, la<br />
Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma presenta<br />
per la prima volta in Italia il lavoro<br />
degli artisti tedeschi Nina Fischer &<br />
Maroan el Sani. Saranno esposte per l’occasione<br />
cinque fotografie di grande formato<br />
accompagnate da disegni e bozzetti che<br />
testimoniano la nascita, l’evolversi e lo<br />
svolgimento del loro progetto realizzato ad<br />
hoc per questa esposizione al Palazzo dei<br />
Congressi di Roma. La ricerca di Nina<br />
Fischer & Maroan el Sani si pone da sempre<br />
al confine tra video, fotografia, installazione<br />
e intervento performativo. Dal 21<br />
febbraio al 30 aprile. Info 06688 91936<br />
MICHAEL DEAN<br />
La nostra permanenza quotidiana<br />
Nomas Foundation presenta La nostra permanenza<br />
quotidiana, la prima mostra personale<br />
di Michael Dean (Newcastle Upon<br />
Tyne, UK, 1977) a Roma. La nostra permanenza<br />
quotidiana è un dialogo fra voci<br />
che si confrontano sui concetti di permanenza<br />
e temporaneità, storia e immanenza,<br />
corrispondenze fisiche e intermittenze<br />
emozionali.In risposta alle stratificazioni<br />
che restituiscono visivamente il passare<br />
della storia nella città di Roma, l’artista<br />
incentra la sua riflessione sull’elemento<br />
della colonna nella sua materialità e<br />
immaterialità. Sino al 25 febbraio 2011<br />
Info 0686398381<br />
PIETRO PAOLO PINNA<br />
Lady Marmalade<br />
Il sacro ha sempre ispirato l’uomo e gli artisti,<br />
in quest’ottica va letta anche la mostra<br />
Lady Marmalade di Pietro Paolo Pinna,<br />
una rilettura ironica delle sacre<br />
iconografie e dei suoi meccanismi comunicativi<br />
attraverso il medium fotografico.<br />
Lady marmalade compone una complessa<br />
triangolazione che per accumulo si rifrange<br />
in un altrettanto poliedrico, sorprendente<br />
e pirandelliano “gioco delle parti”. Mostra
INTERLUDI continuano INTERLUDI continuano<br />
in programma alla Galleria One Piece<br />
Contemporary Art di Roma. Dal 21 gennaio<br />
al 21 febbraio. Info +39 063244575<br />
+39 063244575 (fax)<br />
LEONARDO DA VINCI<br />
Ritratto di Musico<br />
È una staffetta virtuosa quella che si sta<br />
svolgendo ai Musei Capitolini a Roma tra<br />
Michelangelo Buonarroti e Leonardo da<br />
Vinci, i due Maestri per eccellenza del Rinascimento<br />
italiano. Mentre lo scorso 10<br />
dicembre si è conclusa l’esposizione del<br />
bozzetto in terracotta “I due lottatori” di<br />
Michelangelo, dall’11 dicembre 2010 al<br />
16 febbraio 2011 nell’Esedra del Marco<br />
Aurelio, sempre a Roma, - viene presentato<br />
il celebre “Ritratto di musico” di<br />
Leonardo da Vinci, unico ritratto maschile<br />
del Maestro conservato al mondo e mai<br />
uscito prima dalla Veneranda Biblioteca<br />
Ambrosiana di Milano.<br />
Info +39 0639967800<br />
LUIGI NERVI<br />
Architettura come sfida<br />
Roma, 14 dicembre 2010. Ingegnere, architetto,<br />
costruttore ma anche scrittore,<br />
docente universitario, inventore. A Pier<br />
Luigi Nervi (Sondrio 1891 – Roma, 1979)<br />
il MAXXI di Roma dedica un’ampia mostra,<br />
aperta al pubblico dal 15 dicembre<br />
2010 al 20 marzo 2011. Pier Luigi Nervi.<br />
Architettura come sfida. Roma: ingegno e<br />
costruzione presenta un ritratto a 360 gradi<br />
del grande talento italiano, con un inedito<br />
focus sulle opere realizzate per le<br />
Olimpiadi di Roma 60, di cui quest’anno<br />
ricorre il Cinquantenario: il Palazzetto dello<br />
Sport al Flaminio, lo Stadio Flaminio, il<br />
Palazzo dello Sport all’EUR e il viadotto<br />
di Corso Francia. Info+39 0639967350 ,<br />
+39 0632101829 (fax)<br />
SAN REMO STORY<br />
60 anni di canzone in mostra<br />
Tecnologia, multimedialità e rock’n’roll:<br />
sono questi gli ingredienti di “Sanremo<br />
story. 60 anni di canzoni in mostra ” progetto<br />
espositivo ideato da Pepi Morgia, allestito<br />
da Gruppo Eventi di Vincenzo<br />
Russolillo e organizzato dalla Zerodiecieventi<br />
di Mara De Assis Silva che ha<br />
inaugurato l’8 dicembre negli spazi sovrastanti<br />
il Music Store del Porto Antico di<br />
Genova. La mostra, che sarà aperta al pubblico<br />
tutti i giorni fino al 19 febbraio 2011,<br />
in contemporanea con la chiusura dell’edizione<br />
2011 del Festival di Sanremo, intende<br />
celebrare i sessant’anni della più nota<br />
rassegna musicale italiana ripercorrendo un<br />
itinerario che attraverso le canzoni, i personaggi,<br />
i luoghi che lo hanno alimentato,<br />
i cambiamenti e l’evoluzione dei costumi<br />
del nostro Paese. Info 39 0108938046<br />
L’AFRICA<br />
DELLE MERAVIGLIE<br />
Curata da Ivan Bargna e Giovanna Parodi<br />
da Passano con la collaborazione di Marc<br />
Augé, la mostra, che ha sede principale a<br />
Palazzo Ducale di Genova e una consistente<br />
sezione al Castello d’Albertis, sempre a<br />
Genova, raccoglie un insieme notevole, per<br />
quantità (più di 300 pezzi) e qualità estetica,<br />
di opere di arte africana tradizionale<br />
(prevalentemente maschere e statuette<br />
lignee). Opere in gran parte inedite, provenienti<br />
da importanti collezioni private<br />
italiane. Sino al 5 giugno 2011<br />
Info+39 0105574000 , +39 0105574001<br />
ECCELLENZE DI DESIGN<br />
L’esposizione, che matura su una serie di<br />
ricerche compiute a partire dagli anni ’80<br />
del secolo scorso, e che ha individuato<br />
materiali interessantissimi prodotti soprattutto<br />
a partire dagli anni ‘30/’40, punta a<br />
mostrare “eccellenze” di manufatti , che<br />
portano le firme prestigiose di autori che<br />
oggi consideriamo fra i massimi progettisti<br />
del ‘900: da Franco Albini a Carlo Enrico<br />
Rava, da Gio Ponti a Ico Parisi e tanti<br />
altri.Autori presenti : Eero Aarnio, Franco<br />
Albini, Werner Blaser, Paolo Buffa, Raffaella<br />
Crespi, Carlo De Carli, Pininfarina<br />
Extra, Bruno Munari, Ico Parisi, Giò Ponti,<br />
Franco Purini, Carlo Enrico Rava,<br />
Umberto Riva, Aldo Rossi, Afra e Tobia<br />
Scarpa, Antonio Scoccimarro, Ettore<br />
Sottsass, Sven Staaf, Ilmari Tapiovaara,<br />
Guglielmo Ulrich. Cantù, Ex Basilica di<br />
sant’Ambrogio. Sino al 17 aprile.<br />
ATTILIO DEL COMUNE<br />
1960-2000<br />
Nel decennale della morte di Attilio Del<br />
Comune il Museo di Fotografia Contemporanea<br />
di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo<br />
(MI) dedica al fotografo, del quale<br />
conserva l’intera opera (circa 100.000 immagini,<br />
tra stampe e negativi, che datano<br />
dalla fine degli anni Cinquanta al 2000),<br />
una mostra incentrata sul ritratto, il tema<br />
sul quale egli ha più lungamente e appassionatamente<br />
lavorato. In mostra cinque ricerche<br />
molto importanti dell’autore: Jazz<br />
Portrait (anni '60), Ambrosiani (1985), La<br />
scena artistica milanese (1987), Famigliona<br />
(1984), Doppio ritratto (1995),<br />
in forma di proiezione. Sino al 20 marzo.<br />
Info +39 026605661<br />
ASTRATTISMO ITALIANO<br />
Capolavori della Collezione Fiocchi:<br />
da Balla a Sol Le Witt<br />
Dopo decenni di abbandono, uno dei monumenti<br />
più significativi dell’archiettura<br />
fortificata rinascimentale, il Forte Malatesta<br />
di Ascoli Piceno, torna ad essere luogo<br />
destinato alla fruizione culturale e lo fa<br />
con una mostra che porta per la prima volta<br />
fuori delle pareti domestiche una delle<br />
più significative e intriganti collezioni private<br />
di arte del Novecento. Sino al 6 marzo.<br />
Info+39 0736298213 ,<br />
info@ascolimusei.it<br />
MODIGLIANI Ritratti dell’Anima<br />
Un centinaio di opere d’arte fra disegni,<br />
oli, sculture e poi fotografie, taccuini, lettere,<br />
cartoline e persino le pagelle scolastiche<br />
di Amedeo Modigliani (Livorno 1884<br />
– Parigi 1920) ricostruiscono al Castello<br />
Ursino (Museo Civico) di Catania, dall’11<br />
dicembre all’11 febbraio 2011, per la<br />
mostra“Modigliani, ritratti dell’anima”, il<br />
percorso artistico e umano del grande genio<br />
toscano: un itinerario, quello della sfera<br />
affettiva e delle sue ripercussioni sull’opera,<br />
mai indagato sinora. A fare da<br />
viatico il “Diario della madre”, una sorta<br />
di giornale di famiglia che Eugénie Garsin-<br />
Modigliani cominciò a scrivere nel 1886.<br />
Infor. Telefono 095345830<br />
sito web www.comune.catania.it<br />
DALLE ICONE A KAZIMIR<br />
MALEVIC - Capolavori dal Museo<br />
Russo di San Pietroburgo<br />
La mostra è promossa dal Ministero della<br />
Cultura della Federazione Russa con il<br />
Museo Russo di San Pietroburgo e dal<br />
Ministero per i Beni e le Attività Culturali<br />
Italiano con la Soprintendenza di Firenze<br />
e la Galleria d’arte moderna di Palazzo<br />
Pitti, ed è stata realizzata con il contributo<br />
dello sponsor unico Morgan Stanley. L’Andito<br />
degli Angiolini ospiterà una selezione<br />
di 40 dipinti provenienti dal prestigioso<br />
Museo Russo. Dal 7 febbraio al 30 aprile.<br />
Firenze, Palazzo Pitti. Info+39 0552388601<br />
TONY CRAGG -<br />
In 4D dal fluire alla stabilità<br />
Merano arte presenta nel 2011, in occasione<br />
del decennale dalla fondazione, un progetto<br />
espositivo sull'artista britannico Tony<br />
Cragg, uno dei maggiori rappresentanti<br />
della scultura contemporanea. In mostra,<br />
per la cura di Valerio Dehò, circa quaranta<br />
opere in vetro, bronzo, acciaio, plastica,<br />
legno, trent'anni di produzione dell'artista,<br />
dagli anni ’80 a oggi. La varietà dei lavori<br />
esposti testimonia la dimestichezza di<br />
Cragg con linguaggi anche molto differenti,<br />
benché accomunati dalla scelta della<br />
scultura come mezzo espressivo.<br />
La mostra è una coproduzione di Merano<br />
arte con la Fondazione Musei Civici di<br />
Venezia in collaborazione con la Galleria<br />
Michela Rizzo, Venezia.Il catalogo è curato<br />
da Silvio Fuso, John Wood e Valerio<br />
Dehò ed edito da Marsilio. Kunst Meran/o<br />
Arte. Dal 12 febbraio al 29 maggio.<br />
Info + 39 0473212643<br />
ARTECULTURA<br />
13
Mariuccia<br />
Stretti<br />
PITTRICE DEL MARE<br />
Anna<br />
Trapasso<br />
“Nannì”<br />
PITTRICE<br />
MEDITERRANEA<br />
Carla<br />
Monti<br />
UNA POETICA<br />
EVOCATIVA<br />
Più di una volta <strong>Artecultura</strong> si è<br />
occupata della tavolozza di Mariuccia<br />
Stretti che nella visuale artistica<br />
tonalizza il blu Mediterraneo, quello<br />
estivo per intendersi, quando la foschia<br />
marina della calura incolora le acque<br />
di un blu sanguigno, un po’ prussiano,<br />
di cui è difficile non aggraziarsi<br />
l’immensa robustezza della poetica.<br />
Uno spessore ed un’ampiezza di<br />
sentimento colorato di vitalità che<br />
lasciano già intuire Mariuccia Stretti<br />
nata nel mare di Liguria. Quel Golfo<br />
dei Poeti che solo chi per natura ha<br />
una simile origine, può dipingere nel<br />
modo che contraddistingue l’opera<br />
peculiare. (Marpanoza)<br />
e-mail: mariuccia.stretti@gmail.com<br />
Mariuccia Stretti:<br />
“VELE IN VERDE”<br />
Tecnica mista, acrilico su tela, cm. 40x50<br />
Tra l’azzurro del cielo e il verde della<br />
campagna s’inserisce un terzo elemento<br />
dato dal pensiero che caratterizza<br />
il dipinto di una semplificazione<br />
formale che rende invitante<br />
ciò che in verità potrebbe essere una<br />
complessa filosofia. Ma l’arte - si dice<br />
- esprime solo una soggettiva emozione<br />
come se questa originasse da un<br />
mondo distaccato, fuori dal cosmo.<br />
Ma così non è, poiché l’insieme della<br />
materia e dei concetti che la spiritualità<br />
umana tramite la memoria<br />
inserisce tra l’autentico e l’infinito del<br />
tempo, originano l’armonia che è<br />
qualcosa ben diversa dalla soggettiva<br />
emozione.<br />
Nel dipinto che Anna Trapasso riproduce<br />
questo mese, sull’emblematica<br />
concettualità il discorso<br />
accennato si pensa che abbia la sua<br />
piena attinenza. Di tanto perché la<br />
campagna del dipinto viene attraversata<br />
da una strada facente anche<br />
titolo dell’opera. E trattasi di una<br />
strada silente ed abbastanza oblunga<br />
nel suo pagliarino acredine che si<br />
pensa venga intuito come momento<br />
di un preciso pensiero mediterraneo.<br />
Un dipinto che incontra la sua più e-<br />
satta congenialità espressiva appagante<br />
circa un pensiero manifesto<br />
nella poetica tra scrittura e colore.<br />
Marpanoza<br />
info: www.annatra.it<br />
E’ da qualche tempo che <strong>Artecultura</strong><br />
non riproduceva un ritratto della<br />
pittrice Carla Monti animata da un<br />
ampio fare pittura contemporanea di<br />
ricerca simbolico-paesistico. Di quella<br />
facoltà d’estro che permette alla<br />
pittrice di vivere il suo stimolo creativo<br />
a tutto tempo e le sue cose che danno<br />
armonia al mondo. In febbraio 2011,<br />
per la fascetta dedita alla pittrice,<br />
dipinge un olio su tavola di cm. 70x60<br />
dal titolo “Marcellino”<br />
Una figura di adolescente che l’intuizione<br />
somatico-fenomenologica realizza<br />
di congenialità creativa: viso<br />
aperto dagli occhi parlanti e capelli di<br />
promettente studioso, le mani congiunte<br />
d’interrogazione e la mente<br />
incline a ricerca di futura conoscenza.<br />
Gli aspetti salienti di un rispecchio<br />
sensitivo scavato nel cielo della<br />
psicologia del profondo, veste così la<br />
figura di un elegante fascino classico.<br />
Marpanoza<br />
Carla Monti vive e opera a Milano<br />
Studio: Via Fano 120161 Milano<br />
Cell. 3803110156<br />
Fax 02/664.00592<br />
WWW.CarlaMonti.it<br />
e-mail: info@carlamonti.it<br />
Carla Monti:“MARCELLINO”<br />
Olio su tavola, cm. 70x60<br />
Anna Trapasso:<br />
“LA STRADA” 2000<br />
Olio su tela<br />
14 ARTECULTURA
Luisa<br />
Visconti<br />
NELL’ANIMO<br />
DELL’ACQUARELLO<br />
Come si è potuto apprendere lo scorso<br />
numero, l’acquarello della pittrice<br />
Luisa Visconti è un qualcosa fuori<br />
dalla normalità della tecnica. La<br />
dovizia si presenta una misteriosa<br />
atmosfera lasciando intendere che tra<br />
natura e storia, tra cielo e vegetazione<br />
non sussistono separazioni di sorta.<br />
Ma è un tuttuno come si presenta la<br />
realizzazione del suo acquarello<br />
riprodotto dal titolo “Torrente Loana”.<br />
Dipinto nel quale si movimenta di<br />
calma creativa l’architettura del ponte<br />
e le pietre che giacciono di allegro<br />
silenzio sull’acqua chiaro-azzurrina<br />
del torrente che vive la sua essenza<br />
nei naturali colori del mondo, la sua<br />
primigenia festa in tonalità di scandita<br />
limpidezza d’animo creativo. Un<br />
acquarello che non si manifesta tanto<br />
per invito di passione, quanto per<br />
quella facoltà a dipingere per innata<br />
condizione pittorica che sa realizzarsi<br />
ben al di là della nozione e degli<br />
schemi. Un riporto della realtà resa<br />
viva e trasparente di natura per quel<br />
valore che unisce l’animo al moto del<br />
mondo.<br />
Marpanoza<br />
Luisa Visconti<br />
“ TORRENTE LOANA”<br />
Acquarello, cm. 31X41<br />
CORTINA<br />
A R T E<br />
Via MAC MAHON, 14 (Cortile int.7)<br />
20155 MILANO -ITALIA<br />
Tel/Fax 02/33607236<br />
Cell. 0337/86628<br />
E-mail: artecortina@artecortina.it<br />
PERMANENZE<br />
GIUSEPPE BANCHIERI<br />
ALBERTO BIASI<br />
DINO BUZZATI<br />
GIANCARLO CAZZANIGA<br />
GIANCARLO CERRI<br />
GIOVANNI CERRI<br />
ROBERTO CRIPPA<br />
DADAMAINO<br />
FORTUNATO DEPERO<br />
MARCELLO DUDOVICH<br />
LUCIANO MINGUZZI<br />
BEPI ROMAGNONI<br />
PAOLO SCHIAVOCAMPO<br />
EMILIO TADINI<br />
*<br />
Inaugurazione mostre ore 18,30<br />
1- 12 febbraio 2011<br />
MARINA<br />
CENTONZE<br />
Altrove<br />
Marina Centonze, Altrove<br />
Seguono<br />
MAESTRI<br />
DELLA GALLERIA<br />
GALLERIA<br />
GALLERIA<br />
PONTE<br />
PONTE<br />
ROSSO<br />
ROSSO<br />
20121 - Milano via Brera 2<br />
Tel/Fax 02/86461053<br />
Corrisp. via Monte di Pietà1/A<br />
WWW:http://www.ponterosso.com<br />
E-mail:ponterosso@ponterosso.com<br />
Dal 10 al 27 febbraio 2011<br />
Finestre<br />
sul Novecento<br />
Mostra collettiva<br />
Guido Tallone Tulipani, 1960<br />
Dal 2 marzo al 3 aprile 2011<br />
Mario<br />
Vellani Marchi<br />
(Modena 1895 - Milano 1979)<br />
inaugurazione mercoledì 2 marzo ore 18<br />
presentazione di ELENA PONTIGGIA<br />
In mostra trenta dipinti e un’ampia selezione di<br />
disegni di un protagonista della cultura italiana<br />
del Novecento<br />
ASSOCIAZIONE CULTURALE R. CORTINA<br />
Via Mac Mahon, 14 (Cortile interno n. 7)<br />
20155 MILANO - ITALIA<br />
Tel/Fax 02/33607236 - Cod.Fisc. 97181820156<br />
Giorno di vento a Burano, 1943<br />
Galleria d'Arte Ponte Rosso<br />
Orario di apertura<br />
da martedì a sabato:<br />
10-12,30; 15,30-19 Chiusura:<br />
domenica mattina e lunedì<br />
ARTECULTURA 15
BROMMO<br />
Cinque tempi della memoria attiva<br />
che impaginano l’uomo tra vita<br />
e natura primigenia<br />
di natività che stimola<br />
la spinta intuitiva a creare<br />
del pittore Brommo<br />
Una varietà cosmica<br />
poetico-figurale che penetra<br />
l’incognita e rivela dall’ignoto<br />
l’armonia cognitiva della bellezza<br />
fonte d’energia pittorica animo-luce<br />
Giuseppe Martucci<br />
Nelle cinque riproduzioni dall’alto di sinistra in senso<br />
orario: “SENEX”, acrilico, cm. 12x12; “ORSETTO”,<br />
acrilico, cm. 10x10; “AMICI”, acrilico, cm. 32x18;<br />
“GLI STATI DELL’ANIMA”, acrilico, cm. 70x50;<br />
“PADRE E FIGLIO”, acrilico, cm. 30x18<br />
16 ARTECULTURA
Antologica di<br />
ZUPPELLI<br />
a Gardone e Inzino<br />
in Val Trompia<br />
Nelle riproduzioni tre rispettivi momenti del culturale ed artistico incontro<br />
Si è svolto in clima di coinvolgente confronto<br />
culturale e cordialità l’incontro che<br />
ha avuto luogo lo scorso 19 dicembre nella<br />
Palestra della Scuola Elementare “Anna<br />
Frank” di Inzino dove è stata programmata<br />
una suggestiva antologica del Maestro<br />
Massimo Zuppelli in contemporanea anche<br />
con la Sala Municipale del Comune di<br />
Gardone Val Trompia. L’importante mostra<br />
è stata organizzata dall’Associazione<br />
Madonna del Castello nell’ambito delle<br />
manifestazioni del cinquantenario e del<br />
Settembre Inzinese. Direttore della mostra<br />
l’attivo Cesare Giovanelli coadiuvato<br />
da Ladislao Mattiuzzo presidente del Comitato<br />
Organizzatore, a cui si affianca il<br />
Comitato d’onore di cui fanno parte importanti<br />
personalità del territorio, come Daniele<br />
Molgora, Presidente della Provincia<br />
di Brescia, Bruno Bettinsoli, Presidente<br />
della Comunità Montana, Michele Gussago,<br />
Sindaco di Gardone Val Trompia, Don<br />
Eugenio Panelli, Parroco di Inzino ed altre<br />
ancora. Nella serata d’occasione dopo l’introduzione<br />
di Ladislao Mattiuzzo, il critico<br />
d’arte di Milano, Teodosio Martucci ha<br />
svolto alcune sintetiche considerazioni sui<br />
principi ispirativi dell’arte di Zuppelli,<br />
mentre il sensibile incisore Teodoro<br />
Cotugno meravigliava i presenti con le sue<br />
esperte incisioni in un torchio preparato a<br />
scopo dimostrativo.<br />
Per Massimo Zuppelli trattasi di un rinnovato<br />
rapporto di fiducia e di amore con<br />
l’ambiente nativo i cui ricordi, suggestioni,<br />
pensieri, emozioni svolgono una parte<br />
assai rilevante nella genesi della sua<br />
espressione artistica. Il suo linguaggio si<br />
caratterizza per un acuto naturalismo dai<br />
tratti ora evocativi, ora simbolici, talvolta<br />
di acuto gusto mitologico. Si sviluppa così<br />
una pittura dalla limpida configurazione<br />
espressiva, dinamica, spesso sollecitata da<br />
una luce dorata, che pare echeggiare i silenziosi<br />
tramonti della sua Val Trompia.<br />
Ma, occorre rilevare, lo spessore artistico<br />
e creativo di Zuppelli lo preserva da inutili<br />
nostalgie o da campanilismi innervando,<br />
piuttosto, il suo linguaggio nelle correnti<br />
più incisive della moderna figurazione.<br />
Arricchisce la mostra un documentato<br />
catalogo con significativi testi di Bruno<br />
Bettinsoli, Fabio Larovere, Carlo Franza,<br />
Attilio Mazza e con un ricco apparato<br />
iconografico.<br />
Marpanoza<br />
ARTECULTURA 17
IMMAGINI<br />
&<br />
LUOGHI<br />
Cronache d’arte a cura di Aoristias<br />
moderna del XX secolo con una sofferta e<br />
limpida spiritualità. L’interpretazione sviluppa<br />
da Tammaro si distingue per la<br />
innovativa elaborazione del modellato con<br />
chiodi che nel delineare un’ allusiva anatomia<br />
lasciano intravedere il senso di sofferenza<br />
e di mistero connesso con il Tema<br />
sviluppato. L’artista vive e lavora ad Anzio.<br />
Cristiano Tammaro, Crocifissione, 2005<br />
Piero Paletto, Dolomiti, Catena Latemar<br />
cm. 120 x 80, olio su tela.<br />
PALETTO<br />
Si presenta come un rigoroso e limpido<br />
naturalismo la pittura di Piero Paletto.<br />
Caratteristiche essenziali sono la precisione<br />
del disegno, la tensione della luce che<br />
esalta le forme ed i piani, la purezza<br />
compositiva che nulla sembra turbare. Si<br />
avverte poi nei lavori più intensi una realtà<br />
figurativa che pare quasi pervenire a risoluzioni<br />
neo-metafisiche. Assai poetica la<br />
rappresentazione di tramonti caratterizzati<br />
da una luce calda ed armoniosa. Sue<br />
opere si trovano in prestigiose collezioni<br />
in Italia e all’estero.<br />
POGGIALI<br />
Pittura di sensibile richiamo impressionista,<br />
quella di Elio Poggiali. Nel dipinto<br />
pubblicato si evince la ricchezza della pennellata<br />
e l’intensa luminosità del colore<br />
che trasforma la figura femminile in primo<br />
piano in una suggestiva metafora della<br />
primavera e della bellezza. La sua poetica<br />
figurazione si contraddistingue per una<br />
purezza di modellato e un sensibile gusto<br />
compositivo e figurale.<br />
COTUGNO<br />
Oltre che sensibile pittore Teodoro<br />
Cotugno è anche una raffinato incisore. Il<br />
suo linguaggio pone in rilievo un naturalismo<br />
preciso nella definizione dei dettagli<br />
quanto lirico nel soffio interpretativo<br />
che l’anima dal profondo. Spesso il paesaggio<br />
padano è per lui motivo di coerente<br />
e vibrante ispirazione. La tecnica è perfetta<br />
al limite del virtuosismo, pericolo da<br />
lui l’artista si libera per la vena poetica e<br />
meditativa che si condensa percettivamente<br />
e spiritualmente nelle sue opere.<br />
Diverse ed importanti le sue esposizioni<br />
in gallerie private e prestigiose sedi<br />
museali. Importanti critici d’arte si sono<br />
occupati della sua ricerca figurativa in cui<br />
all’acutezza del segno plastico si integra<br />
il gusto per atmosfere ricche di sentimento<br />
e di riflessione, pervase da un silenzio<br />
quasi metafisico. Sono questi le doti che<br />
rendono particolarmente suggestive l’opera<br />
e la poetica del colto e versatile artista.<br />
Teodoro Cotugno, Grande cactus, acquaforte, cm. 35 x 36<br />
Franzi Stringa, Relax, olio su tela<br />
STRINGA<br />
Nell’opera riprodotta si ha modo di osservare<br />
la sintetica e vibrante tensione pittorica<br />
di Franzi Stringa. Il dipinto, intitolato<br />
Relax, si contraddistingue per la versatile<br />
dinamicità del tocco pittorico di gusto<br />
impressionista. La figura è delineata con<br />
morbidezza cromatica nell’organica atmosfera<br />
dei toni e della luce. L’artista, originario<br />
di Vaiano Cremasco (CR), ha esposto<br />
in varie rassegne fra cui si possono citare<br />
a Roma Il Palazzo delle Esposizioni,<br />
La Biennale Romana nel 1972; a Milano,<br />
Il Museo Leonardo da Vinci.<br />
VALIE EXPORT<br />
Ampia personale dell’artista VALIE<br />
EXPORT a Museion. La mostra, si inaugura<br />
il 18 febbraio e si protrarrà sino al 1<br />
maggio. VALIE EXPORT (Linz, 1940) è<br />
tra le più importanti precorritrici dell’arte<br />
mediale. In più di quattro decenni ha realizzato<br />
una vasta e omogenea produzione<br />
artistica con performance, azioni, fotografie,<br />
film, expandend cinema, sculture, testi<br />
e installazioni. Info+39 0471312448,<br />
+39 0471312460<br />
BONETTI<br />
Pittrice di origine veneta, Dayana Bonetti<br />
elabora un linguaggio figurativo di sensibile<br />
tensione espressiva e formale. In Scene<br />
teatrali, un olio di cm. 60 x 80, si ha<br />
modo di apprezzare il ritmo plastico e<br />
cromatico delle tre figure in maschera, sollecitate<br />
nella loro espressività da una<br />
luce cristallina ed equilibrata che pone in<br />
rilievo il ritmo plastico delle forme.<br />
Sue opere si trovano in Francia, Svizzera,<br />
Usa, Argentina, Brasile, Isole Brahamas.<br />
Dayana Bonetti, Scene Teatrali, olio, cm. 80 x 60<br />
Un bel dipinto di Elio Poggiali<br />
TAMMARO<br />
Il tema drammatico della Crocifissione viene<br />
proposto dallo scultore Cristiano<br />
Tammaro in una ricerca espressiva in cui<br />
si integrano le innovazioni della scultura<br />
18 ARTECULTURA
COMMUNITY. La ritualità collettiva prima e dopo il web<br />
Catanzaro, Museo MARCA 19 dicembre 2010-27 marzo 2011<br />
“Dopo il recente successo ottenuto dalle<br />
mostre di Alessandro Mendini e di<br />
Michelangelo Pistoletto, il museo MAR-<br />
CA di Catanzaro prosegue la sua programmazione<br />
presentando un progetto<br />
dalla forte carica innovativa che nasce<br />
dall’esigenza d’interrogarsi sull’idea di<br />
comunità sociale in un’epoca di radicali<br />
trasformazioni dove la tecnologia ha assunto<br />
un ruolo prioritario. Community.<br />
La ritualità collettiva prima e dopo il<br />
web s’inaugura nella sede del MARCA<br />
sabato 18 dicembre alle ore 18,30 e si<br />
potrà visitare sino al 27 marzo prossimo.<br />
“La mostra, a cura di Alberto Fiz e Luca<br />
Panaro, è promosso dalla Provincia di<br />
Catanzaro Assessorato alla Cultura con<br />
la collaborazione della Regione Calabria<br />
- Assessorato alla Cultura e il patrocinio<br />
del Ministero per i Beni e le Attività<br />
Culturali, della Direzione Regionale per<br />
i Beni Culturali e Paesaggistici della<br />
Calabria, di Sensi Contemporanei - Ministero<br />
dello Sviluppo Economico e della<br />
Fondazione Mimmo Rotella. “L’esposizione,<br />
accompagnata da un esauriente<br />
catalogo edito da Electa in italiano e<br />
inglese, rientra nell’ambito del Piano<br />
Operativo Regionale Calabria Fondi<br />
Franco Vaccari, (particolare di opera)<br />
Europei di Sviluppo Regionale 2007/<br />
2013.“Per questo importante appuntamento<br />
sono stati coinvolti in 14 tra gruppi<br />
e artisti di generazioni differenti quali<br />
Alterazioni Video, Marina Ballo Charmet,<br />
Olivo Barbieri, Gabriele Basilico,<br />
Vanessa Beecroft, Cristian Chironi,<br />
Mario Cresci, Paola Di Bello, Flatform,<br />
Nino Migliori, Adrian Paci, Franco<br />
Vaccari, Naomi Vona, Carlo Zanni. Un<br />
confronto tra grandi maestri e giovani<br />
rappresentanti dei new media che consente<br />
di riflettere sul concetto di comunità<br />
dagli anni cinquanta a oggi, attraverso<br />
opere fotografiche, video, progetti<br />
web e installazioni interattive. Non mancherà<br />
nemmeno un’installazione mobile<br />
del gruppo Flatform che durante i giorni<br />
che precedono la mostra registrerà le<br />
reazioni delle persone nelle strade della<br />
città di Catanzaro. ““Dopo una serie di<br />
mostre dal taglio storico e filologico, il<br />
MARCA propone un altro progetto particolarmente<br />
coinvolgente e attuale dove<br />
l’arte rappresenta l’occasione per interrogarci<br />
su noi stessi e la nostra relazione<br />
con gli altri. Di fronte ad un individualismo<br />
spesso esasperato, appare quanto<br />
mai opportuno affrontare il tema della<br />
collettività attraverso una lettura trasversale<br />
che coinvolge i grandi maestri<br />
della fotografia italiani, così come alcuni<br />
dei più significativi artisti dell’ultima<br />
generazione”, afferma Wanda Ferro Presidente<br />
della Provincia di Catanzaro con<br />
delega alla Cultura. “Negli ultimi decenni<br />
la visione della comunità si è profondamente<br />
trasformata e si è assistito al<br />
passaggio da riti collettivi che si svolgevano<br />
in luoghi reali (case, strade, parchi,<br />
bar), a processi di aggregazione tecnologici<br />
sviluppati in ambienti virtuali (blog,<br />
chat, social network). La comunità, insomma,<br />
spesso, è diventata community<br />
on line (a Facebook hanno aderito 500<br />
milioni di persone in tutto il mondo) e il<br />
web ha mutato profondamente il rapporto<br />
fra gli individui, sebbene si sia mantenuto<br />
inalterato il desiderio di appartenenza<br />
e di unità in base a interessi comuni.<br />
“Come spiega Alberto Fiz, Direttore<br />
Artistico del MARCA “si è passati dalla<br />
comunità rigida e gerarchizzata, basata<br />
su precise linee guida di carattere politico,<br />
ideologico e familiare, alla comunità<br />
fluida e delocalizzata, priva di un riferimento<br />
territoriale,<br />
info:www.studioesseci.net<br />
ARTECULTURA 19
LETTERA<br />
DA GENOVA<br />
di Milena Milani<br />
La Liguria è fortunata. Possiede un<br />
paesaggio invidiabile, un clima ideale,<br />
viene frequentata da un turismo composto<br />
da anziani che vogliono trascorrere<br />
in pace giornate piene, dal mattino<br />
alla sera. Adesso, da qualche tempo, ha<br />
un panorama culturale notevole per<br />
quanto riguarda l’arte contemporanea.<br />
A Genova,degna del soprannome la<br />
Superba, ha pensato Marco Goldin, un<br />
giovane critico battagliero di Treviso,<br />
che ha organizzato una mostra singolare,<br />
dal titolo Mediterraneo da Courbet<br />
a Monet a Matisse, che durerà sino a<br />
maggio 2011. Mi sono recata all’esposizione<br />
(che si deve prenotare come a<br />
teatro) con una emozione particolare.<br />
Si trova a Palazzo Ducale, in pieno<br />
centro, in locali spaziosi con ottima<br />
visibilità. Io pensavo a quanto mi diceva<br />
a Parigi il mio amico Gualtieri di<br />
San Lazzaro, che aveva avuto la fortuna<br />
di conoscere Modigliani e anche<br />
Soutine, quando i due artisti (sempre<br />
poverissimi) lavoravano alle loro opere<br />
che restavano invendute. San Lazzaro,<br />
che veniva d’estate a Albisola, era il<br />
direttore della rivista XXèmeSiècle (lo<br />
stesso nome che più tardi ebbe la sua<br />
galleria di Rue de Canettes, nel VI<br />
Arrondissement, dove incontrai i più<br />
grandi maestri di allora). Entrando a<br />
Palazzo Ducale rivivo quei momenti,<br />
mi esalto e sono contenta: Come in<br />
anni lontani sto muta e silenziosa davanti<br />
a un Cézanne notissimo: Il Mont<br />
Sainte-Victoire che insieme al mio compagno<br />
Carlo Cardazzo, e agli amici,<br />
Franco Garelli scultore, con la sua donna,<br />
fissammo a lungo, dal vero, un<br />
pomeriggio d’estate. Che meraviglia<br />
quel capolavoro della natura che ci<br />
inchiodava, con gli occhi sgranati, il<br />
cuore che batteva fortissimo. Eravamo<br />
di fronte al Monte, come adesso davanti<br />
al quadro, nella solitudine della campagna,<br />
e io vedevo l’artista con i suoi<br />
20 ARTECULTURA<br />
pennelli, i colori sulla tavolozza, la<br />
felicità nelle dita, nei segni, nelle invenzioni.<br />
Adesso guardo il risultato e<br />
mi spavento del suo valore economico:<br />
quel Cézanne costa una cifra iperbolica.<br />
Come altre due tele di Van Gogh e di<br />
Monet è assicurato per duecento milioni<br />
di euro! Ma che cosa conta il denaro<br />
in paragone alla gioia che quella pittura<br />
può dare, dico a me stessa, e osservo<br />
gli altri visitatori, un’umanità di cui<br />
anch’io faccio parte. Siamo nel Mediterraneo,<br />
un mare antico con una storia,<br />
dipinto da tanti ingegni, recuperato<br />
in numerosi musei che Goldin ha interpellato,<br />
per una mostra di Linea d’Ombra,<br />
finanziata anche dalla Fondazione<br />
Palazzo Ducale. La testa dei visitatori<br />
(anche la mia) può girare leggendo nel<br />
catalogo la provenienza dei dipinti: il<br />
collezionista svizzero del Cézanne sembra<br />
che possieda anche nove Manet,<br />
poi Gauguin, Monet, e altri Impressionisti<br />
favolosi. La Riviera di Ponente<br />
e la Provenza fanno la parte del<br />
leone, anche Bordighera con i suoi tre<br />
Manet non scherza. Io penso: se fossi<br />
Chaim Soutine, Case a Cagnes, 1921<br />
vissuta in quegli anni, chi avrei amato<br />
di più? Non so davvero scegliere, ritorno<br />
a quel pomeriggio estivo, nell’erba<br />
alta, mentre guardo il paesaggio sotto il<br />
Sainte-Victoire. Forse quest’opera, mi<br />
dico, perché sono influenzata dal mio<br />
compagno Cardazzo, dal nostro amico<br />
Garelli e dalla sua innamorata. Eravamo<br />
forti, sani, giovani, senza problemi<br />
di malattie, l’esistenza ci entusiasmava<br />
come l’amore, l’arte e la poesia. Poi<br />
ripenso a Chaïm Soutine, precursore di<br />
tante avanguardie, alla sua drammaticità,<br />
a Case a Cagnes, dagli edifici<br />
sghembi del 1921, tutto sta per crollare,<br />
per infrangersi, è un miracolo se<br />
non accadrà. Ma intanto la serenità si<br />
incrina, scricchiola, resto con il fiato<br />
sospeso, che cosa aspetto? Il caos, forse,<br />
che è la stessa vita. Poi mi rinfranco,<br />
nella mostra di Genova esplode la<br />
musica-concerto Omaggio a De André,<br />
come uno show. Corrono le parole delle<br />
canzoni, due secoli di pittura sono lì<br />
a portata di mano. Ognuno di noi trova<br />
il suo spazio ardente e colorato.
Christian Stein<br />
COLLEZIONE COME RICERCA<br />
L’avventura concettuale dell’arte<br />
La figura e l’opera di Christian Stein rappresentano<br />
un importante punto di riferimento<br />
nella storia del collezionismo dell’arte<br />
contemporanea e di riflesso nelle vicende<br />
stesse dell’arte, della sua evoluzione a partire<br />
dagli anni sessanta. La sua vicenda è in<br />
certo senso paradigmatica del modo di concepire<br />
il collezionismo, inteso in primo luogo<br />
come ricerca, vera e propria sperimentazione<br />
che si affianca a quella delle<br />
opere degli artisti oggetto d’indagine e desiderio.<br />
La sua storia da questo punto di vista<br />
si sviluppa parallelamente a quella di altre<br />
figure di collezionisti-ricercatori come Leo<br />
Castelli, Gian Enzo Sperone, Fabio Sargentini,<br />
solo per citare alcune figure fondamentali<br />
del confronto artistico internazionale<br />
scaturito dalla seconda metà del XX secolo.<br />
Nel corso del tempo Christian Stein ha<br />
costituito una ricchissima collezione di arte<br />
contemporanea con nomi importantissimi.<br />
Nel 1966 la sua Galleria, a Torino, è uno<br />
dei poli propulsori che videro nascere il<br />
movimento dell’Arte Povera, una delle tendenze<br />
più innovative e radicali dell’esperienza<br />
artistica delle post-avanguardie, poi<br />
sostenuta da altre importanti esposizioni<br />
( 1967, Galleria La Bertesca, Genova; 1968<br />
Galleria de’ Foscherari, Bologna; 1968<br />
Amalfi;). Torino in quegli anni sarà un luogo<br />
quanto mai propulsivo nello sviluppo di<br />
un pensiero e di una pratica artistica più in<br />
sintonia con le nuove sensibilità che in<br />
maniera anche convulsa si andavano<br />
affacciando sulla scena sociale italiana ed<br />
internazionale.<br />
Il movimento dell’arte Povera nasce nell'ambito<br />
della cosiddetta arte concettuale in aperta<br />
polemica con l'arte tradizionale, della quale<br />
rifiuta tecniche e supporti per fare ricorso,<br />
appunto, a materiali "poveri" come terra,<br />
legno, ferro, stracci, plastica, scarti industriali,<br />
con l'intento di evocare le strutture<br />
originarie del linguaggio della società contemporanea<br />
dopo averne corroso abitudini e<br />
Pistoletto, ART INTERNATIONAL (a sinistra); De Dominicis (in basso); Christian Stein alla finestra (a destra)<br />
conformismi<br />
semantici.<br />
Un’altra caratteristica<br />
del lavoro degli<br />
artisti del<br />
movimento è<br />
il ricorso alla<br />
forma dell'installazione,<br />
come luogo<br />
della relazione<br />
tra opera e<br />
ambiente, e a quella dell' "azione" performativa.<br />
Germano Celant, il critico d'arte<br />
al quale si devono il nome, mutuato dal teatro<br />
di Jerzy Grotowski, e la teoria del movimento,<br />
afferma che l'arte povera si manifesta<br />
essenzialmente "nel ridurre ai minimi termini,<br />
nell'impoverire i segni, per ridurli ai<br />
loro archetipi". Gran parte degli artisti del<br />
gruppo – Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis,<br />
Mario Merz, Giuseppe Penone,<br />
Michelangelo Pistoletto - manifestano un<br />
interesse esplicito per i materiali utilizzati<br />
mentre alcuni – segnatamente Alighiero<br />
Boetti e Giulio Paolini – hanno fin dall'inizio<br />
una propensione più concettuale. L'arte<br />
povera si inserisce nel panorama della ricerca<br />
artistica dell'epoca per le significative consonanze<br />
che mostra non soltanto rispetto all'arte<br />
concettuale propriamente detta, che in<br />
quegli anni vedeva sorgere l'astro di Joseph<br />
Beuys, ma anche rispetto a esperienze come<br />
pop, minimal e Land Art (Richard Long).<br />
Alcuni esponenti del movimento furono Giovanni<br />
Anselmo, Giuseppe Penone, Mario<br />
Ceroli, Mario Merz, Piero Gilardi, Giulio<br />
Paolini, Sergio Lombardo, Cesare Tacchi,<br />
Fabio Mauri, Michelangelo Pistoletto, Pino<br />
Pascali, Pier Paolo Calzolari, Gilberto<br />
Zorio, Luciano Fabro, Jannis Kounellis e<br />
Gino Marotta.<br />
L'obiettivo di questi artisti era quello di superare<br />
l'idea tradizionale secondo cui l'opera<br />
d'arte occupa un livello di realtà sovratemporale<br />
e trascendente. Una critica<br />
portata avanti dagli artisti dell'Arte Povera<br />
fu quella contro la concezione dell'unicità ed<br />
irripetibilità dell'opera d'arte: Mimesis, di<br />
Paolini, consiste in due identici calchi di<br />
gesso rappresentanti una scultura dell'età<br />
classica, posti l'uno di fronte all'altro con lo<br />
scopo di fingere una conversazione. Durante<br />
la guerra del Vietnam, l'Arte Povera si<br />
avvicinò ai movimenti di protesta. L'opera<br />
Vietnam di Pistoletto (1965, collezione<br />
Menil, Houston) raffigura un gruppo di manifestanti<br />
pacifisti, rappresentati con delle<br />
sagome fissate ad uno specchio, in modo tale<br />
che i visitatori della galleria si riflettessero<br />
in esso. Così facendo, la gente diventava<br />
parte integrante dell'opera stessa.<br />
Dal 12 marzo al 15 maggio una importante<br />
rassegna di 22 artisti dell’importante tendenza<br />
è in programmazione al Museo<br />
Cantonale di Lugano (Svizzera). Un occasione,<br />
questa, di utile e approfondito confronto<br />
su esperienze artistiche e culturali che<br />
a distanza del tempo rivelano sempre più la<br />
loro concreta capacità di analisi e di proposta<br />
al di là dell’emergenza provocatoria e<br />
contestativa. (Aoristias)<br />
Info + 4191 910 4780 decs-mca@ti.ch<br />
ARTECULTURA 21
GARIBALDI A PALERMO<br />
Giovanni Fattori, GARIBALDI A PALERMO 1860<br />
Una mostra intorno ad un capolavoro. La<br />
propone dal 22 gennaio al 13 marzo il Centro<br />
Matteucci per l’Arte Moderna nella<br />
sede di Viareggio. Il capolavoro è il celebrato<br />
Garibaldi a Palermo dipinto intorno<br />
al 1860, quindi quasi in presa diretta con<br />
l’evento raccontato da Giovanni Fattori. Il<br />
grande olio è una delle raffigurazioni più<br />
famose sul tema dell’Epopea dei Mille e<br />
di certo è la più “cinematografica” fra esse.<br />
E’ del resto documentato come grandi registi<br />
quali Blasetti e Visconti si siano rifatti<br />
alle inquadrature di Fattori e a questa<br />
specifica opera per grandi film, da 1860 a<br />
Senso a Il Gattopardo, opere cult della cinematografia<br />
risorgimentale. Per entrambi<br />
si è rivelato determinante lo studio del<br />
linguaggio figurativo, oltre che narrativo di<br />
Fattori, l’artista, tra i Macchiaioli, più dotato<br />
di vena creativa e insuperabile nel trasfondere<br />
nelle scene militari lo spirito e le<br />
attese di un’Italia prossima a divenire Nazione.<br />
La scelta dei curatori - Giuliano Matteucci,<br />
Francesca Panconi e Roberto Viale - non si<br />
è risolta in una semplice e scontata mostra<br />
sul Risorgimento, bensì in quello che, data<br />
l’unicità dell’opera, potrebbe esse definito<br />
un vero e proprio dossier storicopittorico.E’<br />
il caso di parlare, insomma, di<br />
22 ARTECULTURA<br />
un capolavoro che, dopo essere stato recentemente<br />
esposto al Musée d’Orsay di Parigi<br />
in occasione della grande mostra Voir<br />
l’Italie et mourir (2009), viene ora messo<br />
sotto la lente per essere da ciascuno interpretato<br />
secondo la propria ottica e sensibilità.<br />
Contestualizzato nel susseguirsi dei<br />
principali fatti d’arme e episodi artistici all’origine<br />
dell’idea: l’arrivo delle truppe di<br />
Napoleone III a Firenze, fissate da Fattori<br />
nei primi studi dal vero, il sentimento popolare<br />
che animò i fiorentini nei giorni della<br />
cacciata del Granduca Leopoldo, il fervore<br />
patriottico dei Macchiaioli nello schierarsi<br />
tra le file dei volontari, le grandi battaglie<br />
della Madonna della Scoperta e di Palestro<br />
e gli scontri dei Mille in Sicilia. Il Garibaldi<br />
è affiancato, nella mostra viareggina, da<br />
una serie di opere di Borrani, Buonamici,<br />
Bechi e dello stesso Fattori. Opere che,<br />
strettamente correlate e scaturite da una<br />
comune cultura figurativa, invitano a riflettere<br />
su come la strada verso l’unità, battuta<br />
da quella generazione d’artisti sia tratteggiata<br />
da profonda umanità.<br />
Il rapporto cinema-pittura è cosa nota.<br />
Ripetutamente citato dalla critica come<br />
esempio paradigmatico di trasposizione<br />
pittorico-filmica è, come si accennava, proprio<br />
il Garibaldi a Palermo, dipinto dal<br />
livornese quando andava modellando il lessico<br />
su un personalissimo archetipo<br />
iconografico. Incentrato su uno degli episodi<br />
cruenti della campagna di Garibaldi<br />
in Sicilia, al di là di ogni retorica, documenta<br />
il momento in cui le truppe con le<br />
camicie rosse sono impegnate il 27 maggio<br />
negli scontri all’ingresso di Palermo nei<br />
pressi Porta Termini, oggi Porta Nuova.<br />
Tagliata sullo sfondo, se ne riconosce la<br />
massiccia linea architettonica avvolta nei<br />
fumi degli spari e circondata dalle macerie,<br />
mentre, alla destra, si distingue netta<br />
la sagoma del Generale, attorniata, probabilmente,<br />
da quelle dei collaboratori Bixio,<br />
La Masa, Turr e Nullo.Ed è con l’intento<br />
di far conoscere questa pietra miliare della<br />
partecipazione emotiva dei Macchiaioli alla<br />
causa italiana e del sentimento intimo e<br />
profondo che ha corroborato l’opera di uno<br />
dei suoi maggiori protagonisti espresso attraverso<br />
inquadrature di un dinamismo e<br />
di un taglio, si potrebbe dire, cinematografico,<br />
che il Centro Matteucci per l’Arte Moderna<br />
presenta nei propri spazi e- spositivi<br />
Garibaldi a Palermo. Una memorabile pagina<br />
del Risorgimento nel capolavoro di<br />
Fattori.<br />
Aoristias<br />
Info 0584 430 614
1 2<br />
3<br />
ARTECULTURA 23
Giovanni Chiara<br />
LE STRUTTURE DEL TEMPO SI<br />
CREANO NELLA FUGA DAL VUOTO<br />
4<br />
Milano Sala Olimpia <strong>Artecultura</strong><br />
26 febbraio - 12 marzo 2011<br />
Inaugurazione 26 febbraio ore 18,00<br />
Da molto tempo nello svolgimento dell’arte<br />
visiva la natura ha cessato di essere un<br />
mito, un soggetto di obbligato riferimento.<br />
Il suo spazio, inteso come genere, è stato<br />
divorato pezzo a pezzo dalle innovazioni<br />
strategiche del XX secolo: l’astrazione, il<br />
concetto fondativo di pittura e più in generale<br />
di arte, le stesse strutturali modificazioni<br />
del paesaggio e della sua visibilità.<br />
Non per questo tuttavia la natura ha<br />
cessato di esistere, essa si manifesta, anche<br />
violentemente, rigettando istintivamente<br />
quanto di negativo e di sopruso si attua<br />
nei suoi confronti. Da questo punto di vista<br />
interpretare la natura, la sua presenza,<br />
in un linguaggio espressivo, ma anche<br />
stilisticamente formulato, che rigetti vecchi<br />
e nuovi schemi, appare come una sfida<br />
difficile ma aperta a varie possibilità e<br />
risultati.<br />
Fra questi appare di particolare rilevanza<br />
l’indagine di Giovanni Chiara che di fronte<br />
alla natura si pone in presa diretta, eliminando<br />
ogni discorso fugurale e nel<br />
24 ARTECULTURA<br />
contempo riducendo al minimo ogni potenziale<br />
rispecchiamento metaforico. Natura<br />
quindi in corpore vili, senza più il<br />
referente classico della rappresentazione<br />
di qualsiasi natura essa sia (convenzionale,<br />
impressionista, espressionista) perché<br />
oramai chiaramente improponibile. Ma la<br />
natura, osservata da questo punto di vista,<br />
esiste a partire dalla sua materialità, del<br />
resto sempre più contraffatta dalla lunga<br />
mano dell’uomo, dalla sua estensione tecnologica.<br />
Pertanto il confine tra pura natura<br />
e artefatto appare sempre più labile<br />
ed indeciso. Tuttavia con lucidità mentale<br />
ma anche emotiva e sensoriale Chiara prova<br />
a reinventarlo o quanto meno ad indicare<br />
campi d’azione e di esplorazione che<br />
possano in prospettiva reintegrare in un<br />
nuovo equilibrio uomo e natura.<br />
Ecco allora l’artista procedere con la sua<br />
accorta sperimentazione sui materiali più<br />
disparati, argilla, truciolati, cenere, tavole,<br />
lamine, polvere di carbone ed altri ancora<br />
che vengono analizzati nelle loro intrinseche<br />
possibilità espressive e poi<br />
configurati in forme che hanno una loro<br />
regolarità, un vero e proprio motivo che<br />
con articolate e plurime versioni si<br />
rispecchia nelle sue composizioni. Ma occorre<br />
sottolineare che nei raffinati lavori<br />
di Chiara non si tratta affatto di una generico<br />
polimaterismo i cui elementi compositivi<br />
vengano sottratti dal loro naturale<br />
contesto per essere ricollocati come puro<br />
gioco intellettuale o linguistico su altri registri<br />
o codici, alla maniera più sofisticata<br />
di un ready-made o più ingenuamente in<br />
un oggettistica prampoliniana. Si è, invece,<br />
su ben altra risoluzione. Le strutture elaborate<br />
da Chiara sono organici prolungamenti<br />
della natura stessa, della sua intrinseca<br />
vitalità che poi organicamente convergono<br />
nella stilizzata potenzialità<br />
evocativa di forme in fieri. Su queste linee<br />
di intervento Chiara si è mantenuto sostanzialmente<br />
fedele con inevitabili aggiornamenti<br />
ma senza fuoriuscire da quella che<br />
sembra essere oramai un tendenza approfondita<br />
culturalmente e consolidata sul piano<br />
tecnico dello stile. Tuttavia è da rilevare<br />
come negli ultimi interventi il colore<br />
acquisti una maggiore rilevanza, accentui<br />
i contrasti tra le varie parti della composizione,<br />
vivifichi la materia senza de-<br />
5
6 8<br />
9<br />
7<br />
1 - STRUTTURE PERSE N.31.Polim., argilla su tela 53x44- 2010<br />
2 - STRUTTURE PERSE N.44. Polim., acrilco su faesite 70x50 -2010<br />
3 - STRUTTURE PERSE N. 41.Polim., laminato pla.co, tela 58x69 -2010<br />
4 - STRUTTURE PERSE N. 45.Polim.,acrilico su tela 58x78 - 2010<br />
5 - STRUTTURE PERSE N.41.Polim., acrilico su tela 58x69 -2010<br />
6 - STRUTTURE PERSE N. 33.Polim., acrilico su faesite 70x100 -2010<br />
7 - STRUTTURE PERSE N. 34.Polim.,acrilico su trucciolo 57x69 -2010<br />
8 - STRUTTURE PERSE N. 40.Polim.,acrilico su tela 74x53-2010<br />
9 - STRUTTURE PERSE N. 42.Polim., acrilico su tela 60x77-2010<br />
10- STRUTTURE PERSE N. 35.Polim.,cenere,acrilico su tela 50x70 -2010<br />
11- STRUTTURE PERSE N. 37.Polim.,acrilico su trucciolato 57x72 -2010<br />
12- UNDER PRESSURE N. 15.Polim.,olio,acrilico su faesite78x70 -2010<br />
13- STRUTTURE PERSE N. 40. Polim.,acrilico su tela 74x53-2010<br />
corativismi o superficiali effetti d’atmosfera.<br />
Da queste considerazioni emerge il profilo<br />
di una ricerca nella quale la realtà della<br />
forma, depurata da ogni simbolismo artefatto,<br />
comunque esso si presenti (geometrico,<br />
figurativo, stilizzato) è ancora in grado<br />
di interpellare dal profondo la natura,<br />
di entrare in una altra sintonia con i suoi<br />
processi organici e su come poi essi si<br />
relazionino nella nostra percezione. Chiara<br />
sembra sottolineare che la realtà può<br />
essere visivamente e mentalmente compresa<br />
anche nelle sue più oscure sottigliezze<br />
senza l’ovvia ripetizione di sterili formalismi<br />
sensitivi o di anacronistiche nostalgie,<br />
ma con un attento - ed anche razionalmente<br />
motivato - percorso d’immagine<br />
e di pensiero.<br />
Teodosio Martucci<br />
ARTECULTURA 25<br />
10
11<br />
12 13<br />
26 ARTECULTURA
Roma, Palazzo Poli<br />
Dal 20 dicembre 2010 all’8 marzo 2011<br />
Più di più di cento opere tra disegni, incisioni,<br />
dipinti, libri, riviste, video, propongono<br />
un percorso originale nei rapporti fra<br />
arte e rebus in Italia.<br />
Il percorso si snoda attraverso i rebus disegnati<br />
da Maria Ghezzi Brighenti per “La<br />
Settimana Enigmistica”, ripresi dai pittori<br />
della Pop Art italiana, le imprese del Rinascimento;<br />
i rebus per i ventagli incisi<br />
da Stefano Della Bella, e quelli sulle riviste<br />
ottocentesche; i rebus politici del Risorgimento<br />
e i graffiti metropolitani; passando<br />
per il ritratto di Lucina Brembate<br />
di Lorenzo Lotto, i Bagni misteriosi di de<br />
Chirico, i rebus filmati nei video d'artista,<br />
le pagine antiche con sonetti in forma di<br />
rebus, le poesie visive che permettono una<br />
doppia lettura. Una selezione di opere di<br />
artisti contemporanei mostra in che misura<br />
il rebus sia presente in opere che sono<br />
da vedere, da leggere e da indovinare.<br />
L’ARTE ?<br />
...Un rebus !<br />
Fra le sorprese in mostra: un drappo del<br />
1846 con un lungo rebus disegnato a tempera<br />
in onore di Papa Mastai, Pio IX, restaurato<br />
per l'occasione e mai esposto, e<br />
la decifrazione animata dei “rebus” di<br />
Leonardo da Vinci. La mostra è curata da<br />
Antonella Sbrilli e Ada De Pirro con la consulenza<br />
di Stefano Bartezzaghi. Il titolo si<br />
deve a una canzone del musicista e compositore<br />
Paolo Conte, autore di un rebus<br />
inedito in mostra. Per il periodo dell'esposizione<br />
sono previsti incontri, laboratori e<br />
conferenze sul tema del rebus e su artisti<br />
ed opere legati all'esposizione. La rassegna,<br />
pertanto, concretizza visivamente una<br />
inedita angolatura da cui leggere il carattere<br />
enigmatico dell’arte, che specialmente<br />
nel corso del XX secolo, a partire<br />
da Duchamp per arrivare sino ai più recenti<br />
sviluppi linguistici del concettualismo,<br />
ha in un certo senso alimentato<br />
in forma nuova l’enigma della parola verbale<br />
in relazione all’espressione figurativa,<br />
oggettuale. Parola ed immagine acquistano<br />
così una valenza diversa che si<br />
pone al di là del puro collegamento logico<br />
per essere invece evocazione di altri possibili<br />
sensi e significati. Ed è nel sottile ed<br />
allusivo gioco delle loro reciproche relazioni<br />
che l’arte accentua la sua particolare<br />
sapienza espressiva. La mostra è realizzata<br />
con la collaborazione dell'Associazione<br />
Rebussistica Italiana e del Cattid<br />
Sapienza; tra gli sponsor Lottomatica.<br />
Per Informazioni: 06-69980242<br />
MONDRIAN - DE STIJL<br />
Un dipinto in stile neoplasticista di Mondrian<br />
Parigi, Centre Pompidou<br />
Dal 15 dicembre 2010 al 21 marzo 2011<br />
L’ampia rassegna che il Centre Pompidou<br />
di Parigi dedica a MONDRIAN e al Movimento<br />
DE STIJL si configura come un ampio<br />
ed approfondito momento di riflessione<br />
su una delle correnti chiave della modernità.<br />
Punto di creativo contatto fra l’arte<br />
pura e l’insieme delle sue manifestazioni<br />
applicate: architettura, design, urbanistica.<br />
Riguardo ai caratteri dell’importante<br />
tendenza artistica scrive a riguardo<br />
il Direttore del Centre Pompidou di Parigi:<br />
“...Fra le avanguardie europee il movimento<br />
del De Stijl costituisce una chiave<br />
di lettura per la comprensione delle fonti<br />
del movimento moderno nel XX secolo. Il<br />
Centro Pompidou consacra a partire da dicembre<br />
un’esposizione inedita per questo<br />
momento cruciale che vide nascer la<br />
modernità attraverso i percorsi della sua<br />
figura centrale MONDRIAN e del movimento<br />
De Stijl.<br />
E’ nel 1919 un anno dopo la fondazione<br />
ufficiale del gruppo e la pubblicazione del<br />
primo numero della rivista che diffonde e<br />
rende pubblica la dottrina del movimento,<br />
che i creatori del De Stijl sintetizzano la<br />
loro visione estetica e sociale comune: il<br />
primo manifesto fa appello a un nuovo<br />
equilibrio fra l’individuale e l’universale<br />
e si batte per la liberazione dell’arte dai<br />
contrasti del culto dell’individualismo. Il<br />
De Stijl, visione utopica ed impegnata nella<br />
realtà del mondo produttivo, ha le sue fonti<br />
nella filosofia di Spinoza e nel movimento<br />
teosofico allora molto diffuso in Olanda.<br />
Oltre alle tre figure maggiori: Mondrian,<br />
Van Doesburg e Rietveld il movimento<br />
comprende anche altre figure: i pittori Bart<br />
Van der Leck, Georges Vantongerloo e<br />
Vilmos Huszar, gli architetti J.J.P. Oud,<br />
Robert van’t Hoff e Jan Wils, il poeta<br />
Anthony Kok a cui inseguito si sono ag-<br />
giunti il grafico Piet Zwart e l’architetto<br />
urbanista Cornelis Van Eesteren.<br />
Durante i quattordici anni della sua esistenza<br />
il movimento interdisciplinare offre<br />
una trascrizione, formale, plastica,<br />
pittorica ed architettonica dei principi<br />
d’una armonia universale e la mette in<br />
opera.<br />
La pittura, la scultura, la concezione dell’arredo<br />
e la grafica, l’architettura e presto<br />
anche l’urbanistica sono i supporti<br />
di questa sperimentazione condotta simultaneamente.<br />
Multidisciplinari, le<br />
produzioni del Movimento De Stijl lo<br />
sono per natura. Esse oltrepassano le<br />
convenzioni tradizionali tipiche dell’accademia,<br />
come le distinzioni fra arti<br />
maggiori e arti minori, fra arti decorative,<br />
architettura e urbanistica. La<br />
spazialità dell’opera d’arte passa progressivamente<br />
dallo statuto di supporto<br />
d’analisi del mondo a quello di vero e<br />
proprio agente della costruzione dell’ambiente<br />
sociale e politico della città. A<br />
questo titolo esso costituisce un ‘esperienza<br />
del mondo, esso imprime un ordine<br />
al mondo e da corpo alla comunità.<br />
Mondrian<br />
Cominciò la sua carriera come insegnante.<br />
Nel '12, Mondrian si trasferì a Parigi, cambiando<br />
anche il suo nome da Mondriaan<br />
in quello che conosciamo per enfatizzare<br />
la sua partenza dalla vita chiusa dello<br />
stagno artistico olandese. Diversamente<br />
dai cubisti, Mondrian continuava a tentare<br />
di riconciliare la sua pittura con le<br />
sue ricerche spirituali, e nel 1913 cominciò<br />
a fondere la sua visione d'arte e i suoi<br />
studi teosofici in una teoria che segna<br />
la sua rottura finale con la pittura rappresentativa.<br />
A partire dal '20-'21, i quadri<br />
di Mondrian raggiungono quella che<br />
un osservatore casuale può giudicare<br />
essere la loro forma definitiva e matura.<br />
Spesse linee nere ora separano i quadrati,<br />
che sono più grandi e meno numerosi, e<br />
che sono lasciati in maggior parte bianchi<br />
rispetto ai primi esempi. Non era comunque<br />
questo l'apice della sua evoluzione artistica.<br />
Anche se gli affinamenti divennero<br />
più sottili, l'opera del Nostro continuò ad<br />
evolversi durante i suoi anni a Parigi. Nel<br />
settembre '38, Mondrian lasciò Parigi a<br />
causa dell'avanzante fascismo per trasferirsi<br />
a Londra. Dopo l'invasione dell'Olanda<br />
e la caduta di Parigi nel '40, lasciò anche<br />
Londra per New York, dove si spense<br />
nel 1944. (Marpanoza)<br />
Info www.centrepompidou.fr<br />
ARTECULTURA 27
28 ARTECULTURA<br />
Gianpietro Maggi: “ATENEO”, olio su tela, cm. 70x100
QUANDO LE VALCHIRIE CAVALCANO<br />
FRA LAMPADINE E PROIETTORI<br />
Per i pittori la scenografia teatrale<br />
è sempre stata una sfida anche troppo<br />
facile da raccogliere, salvo poi doversi<br />
districare fra un labirinto di limitazioni<br />
imposte dalla regia - e si sa come<br />
poco i pittori amino il “lavoro di squadra”-<br />
e un crescendo di consapevolezza<br />
della precarietà di quanto prodotto. I<br />
pittori prestati alle scenografie si potrebbero<br />
considerare i precursori degli artisti<br />
che oggi si dedicano a quella sintesi<br />
fra genio, sperimentazione e brama<br />
autodistruttiva che sono le installazioni.<br />
Nomi illustri sono passati per i teatri<br />
d’opera, per citarne alcuni Aligi<br />
Sassu, Alberto Burri, Salvatore Fiume,<br />
Gregorio Sciltian. E’ stato proprio<br />
Sciltian a sospirare, un giorno, mentre<br />
alcune sue bellissime quinte venivano<br />
demolite dopo il Maggio Musicale: «E’<br />
come se mi stessero facendo a pezzi il<br />
cuore.»<br />
Checché se ne possa dire, non esiste<br />
scenografia più prestigiosa di quella che<br />
inaugura la stagione scaligera, sono pochi<br />
gli artisti che non vorrebbero metterci<br />
mano, perciò è quasi un obbligo parlare<br />
della prima di Sant’ Ambrogio e di<br />
una significativa La Valchiria.<br />
Per noi latini Wagner non è musica<br />
facile. La fonte primaria di ispirazione<br />
è la mitologia germanica, le cui complessità<br />
simboliche creano intrecci non<br />
facili da dipanare assistendo a un’opera<br />
lirica senza una opportuna visitazione<br />
preventiva del contesto. Non solo: le<br />
a sinistra: Rappresentazione scultorea di una Valchiria<br />
a destra: Le Valchirie in un dipinto di William T. Maud<br />
parole sono messe in stretta relazione<br />
con il fluire delle note, la reiterazione<br />
del verso non è sottolineatura del concetto,<br />
ma necessità, in quanto il suono<br />
della sillaba deve associarsi a quello della<br />
nota nel concorrere alla fusione di tutti<br />
gli strumenti con il cantante stesso, a<br />
propria volta strumentista dello strumento<br />
vocale. La mancanza quasi totale di<br />
arie accattivanti e lo scorrere discorsivo,<br />
sia pure cantato e “ammazzacantanti”,<br />
lasciano poco ai picchi di emozione nelle<br />
platee non teutoniche, e le scenografie<br />
si sono adattate all’esiguità del numero<br />
di personaggi presenti in scena e al succedersi<br />
di monologhi in cui le voci raramente<br />
si fondono. I palcoscenici si sono<br />
perciò in passato coperti di tetraggini<br />
scoscese, in una monotonia scontata da<br />
luogo comune wagneriano che i registi<br />
però da qualche tempo cercano di<br />
riscrivere, e la “prima” de La Valchiria<br />
ha seguito questa tendenza al rinnovamento.<br />
Niente più quinte colorate e<br />
masse di polistirolo espanso, perciò, ma<br />
luci e tecnologia. Difficile valutarne l’effetto<br />
dalle sole immagini televisive, che<br />
anzi mostravano qua è là la goffaggine<br />
di pezzi di sfondo boschivo proiettati in<br />
modo sinistro sul viso dei cantanti. La<br />
lirica è teatro, e il teatro va vissuto “sentendo”<br />
il palcoscenico, il mezzo televisivo<br />
divulga eventi, ma non fa nascere<br />
emozioni. Certo, però, chi non aveva la<br />
fortuna di essere in sala ha in qualche<br />
momento provato l’imbarazzo di assistere<br />
al mestiere disturbante di un manipolo<br />
di elettricisti, e forse ha rimpianto<br />
gli sfondi tetramente dipinti, pensando<br />
che l’eccellente direzione di Barenboim<br />
e le interpretazioni di tutto rilievo<br />
di Waltraud Meier (Sieglinde) e di<br />
Nina Stemme (Brunilde), fra l’altro<br />
gran belle donne, meritassero migliore<br />
contesto scenografico. «Ma ‘sta<br />
roba quando finisce?» ha domandato<br />
più di uno dopo il primo atto, rifugiandosi<br />
in qualche recesso e non tornando<br />
più in sala per il proseguo, il che<br />
avvalora la teoria di quanti affermano<br />
che ogni stagione lirica dovrebbe cominciare<br />
proprio con Wagner, per almeno<br />
punire le mezze calzette presenzialiste.<br />
Quanto alla ingenuità di<br />
molti versi del libretto italiano declamati<br />
da qualcuno fra le risate, è bene<br />
ricordare quanto la lirica nostrana sia<br />
densa di amenità, basti pensare al terribile<br />
“Chi del gitano i giorni abbella?<br />
La zingarella!” che oltraggia il secondo<br />
atto de Il trovatore. Certo è<br />
che, smontando il palcoscenico dopo<br />
quasi un mese di repliche, nessun<br />
pittore si sarà sentito togliere dal<br />
petto un pezzo di cuore, e gli elettricisti<br />
si ritiene che siano mediamente<br />
meno sentimentali.<br />
Giovanni Chiara<br />
ARTECULTURA29
Paolo Bonetto: “INTERNO RURALE IN BLU”, tecnica mista su tela, cm. 80x90<br />
30 ARTECULTURA
L'AUTODIDATTA NELLA STORIA<br />
Personaggi, avventure, intuizioni<br />
Ferdinando Nicola Sacco (Torremaggiore,<br />
22 aprile 1891 – Charlestown, 23 agosto<br />
1927) e Bartolomeo Vanzetti (Villafalletto,<br />
11 giugno 1888 – Charlestown, 23<br />
agosto 1927) furono due anarchici italiani.<br />
Vennero arrestati, processati e giustiziati<br />
sulla sedia elettrica negli Stati Uniti negli<br />
anni venti, con l'accusa di omicidio di un<br />
contabile e di una guardia del calzaturificio<br />
«Slater and Morrill». Sulla loro colpevolezza<br />
vi furono molti dubbi già all'epoca<br />
del loro processo; a nulla valse la confessione<br />
del detenuto portoricano Celestino<br />
Madeiros, che scagionava i due.<br />
Sacco di professione faceva l'operaio in una<br />
fabbrica di scarpe, mentre Vanzetti - che<br />
gli amici chiamavano Trumlin - gestiva una<br />
rivendita di pesci. Furono giustiziati sulla<br />
sedia elettrica il 23 agosto 1927 nel penitenziario<br />
di Charlestown, presso Dedham.<br />
Nel 1977 Michael Dukakis, governatore<br />
dello Stato del Massachusetts, riconobbe<br />
ufficialmente gli errori commessi nel processo<br />
e riabilitò completamente la memoria<br />
di Sacco e Vanzetti.<br />
L'imbarcazione<br />
Sacco arriva negli USA nel 1913 e Vanzetti<br />
nel 1908, senza conoscersi tra loro. Al loro<br />
arrivo Sacco aveva ventidue anni e Vanzetti<br />
venti. Quest'ultimo, al processo, descriverà<br />
così l'esperienza dell'immigrazione: "Al<br />
centro immigrazione, ebbi la prima sorpresa.<br />
Gli emigranti venivano smistati come<br />
tanti animali. Non una parola di gentilezza,<br />
di incoraggiamento, per alleggerire il<br />
fardello di dolori che pesa così tanto su chi<br />
è appena arrivato in America". E in seguito<br />
scrisse: "Dove potevo andare? Cosa potevo<br />
fare? Quella era la Terra promessa. Il<br />
treno della sopraelevata passava sferragliando<br />
e non rispondeva niente. Le automobili e i<br />
tram passavano oltre senza badare a me".<br />
Vanzetti, proveniente da una famiglia di<br />
produttori agricoli, ben avviata nel commercio<br />
di olio extravergine di oliva e vino<br />
in Italia a Torremaggiore, trovò lavoro in<br />
una fabbrica di calzature a Milford<br />
(Massachusetts). Si sposò con Rosina<br />
Zambelli (nel 1912) andò ad abitare in una<br />
casa con giardino. Ebbe un figlio, Dante, e<br />
una figlia, Ines. Lavorava sei giorni la settimana,<br />
dieci ore al giorno. Nonostante ciò,<br />
partecipava attivamente alle manifestazioni<br />
operaie dell'epoca, attraverso le quali i<br />
lavoratori chiedevano salari più alti e migliori<br />
condizioni di lavoro. In tali occasioni<br />
teneva spesso dei discorsi. A causa di<br />
queste attività venne arrestato nel 1916.<br />
Vanzetti era il secondo dei quattro figli di<br />
Giovanni Battista, modesto proprietario<br />
terriero nonché gestore di una piccola<br />
caffetteria, e Giovanna Nivello. Pur non<br />
vivendo in grandi ristrettezze economiche<br />
(il padre aveva preso in considerazione<br />
l'ipotesi di farlo studiare da avvocato) a<br />
spingerlo ad emigrare furono soprattutto<br />
due fatti: la morte improvvisa e tragica dell'amata<br />
madre nel 1907, che lo portò quasi<br />
alla follia, e probabilmente la consuetudine<br />
generazionale (il padre era stato anche<br />
lui emigrante per un breve periodo, dal<br />
1881 al 1883 in California). Fece molti lavori,<br />
prendendo tutto ciò che gli capitava.<br />
Lavorò in varie trattorie, in una cava, in<br />
un'acciaieria e in una fabbrica di cordami,<br />
la Plymouth Cordage Company. Spirito libero<br />
ed indipendente, leggeva molto: Marx,<br />
Darwin, Hugo, Gorkij, Tolstoj, Zola e Dante<br />
furono tra i suoi autori preferiti. Nel 1916<br />
guidò uno sciopero contro la Plymouth e<br />
per questo motivo nessuno volle più dargli<br />
un lavoro. Si mise quindi in proprio, facendo<br />
il pescivendolo. Fu in quell'anno che<br />
Sacco e Vanzetti si conobbero ed entrarono<br />
entrambi a far parte di un gruppo anarchico<br />
italoamericano. Tutto il collettivo<br />
fuggì in Messico per evitare la chiamata<br />
alle armi, perché per un anarchico non c'era<br />
niente di peggio che uccidere o morire per<br />
uno Stato.<br />
Nicola e Bartolomeo tornarono nel Massachusetts<br />
dopo la guerra, non sapendo di<br />
essere inclusi in una lista di sovversivi compilata<br />
dal Ministero di Giustizia, né di essere<br />
pedinati dagli agenti segreti USA.<br />
Nella stessa lista era incluso anche un amico<br />
di Vanzetti, il tipografo Andrea Salsedo.<br />
Questo, il 3 maggio 1920, venne assassinato<br />
dalla polizia, facendolo cadere dal<br />
quattordicesimo piano di un edificio appartenente<br />
al Ministero di Giustizia.<br />
Sacco e Vanzetti organizzarono un comizio<br />
per far luce su questa vicenda, comizio che<br />
avrebbe dovuto avere luogo a Brockton il<br />
9 maggio; i due vennero arrestati prima<br />
dell'evento, per aver appresso volantini<br />
anarchici e alcune armi. Pochi giorni dopo<br />
vennero accusati anche di una rapina avvenuta<br />
a South Baintree, un sobborgo di<br />
Boston, poche settimane prima del loro<br />
arresto; in tale occasione erano stati uccisi<br />
a colpi di pistola due uomini: il cassiere<br />
della ditta (il calzaturificio «Slater and<br />
Morrill») ed una guardia giurata.<br />
Verdetto condizionato<br />
Alla base del verdetto di condanna - a parere<br />
di molti - vi furono da parte di polizia,<br />
procuratori distrettuali, giudice e giuria<br />
Sacco & Vanzetti<br />
pregiudizi e una forte volontà di perseguire<br />
una politica del terrore suggerita dal<br />
ministro della giustizia Palmer e culminata<br />
nella vicenda delle deportazioni. Sotto<br />
questo aspetto, Sacco e Vanzetti venivano<br />
considerati due "agnelli sacrificali" utili per<br />
testare la nuova linea di condotta contro<br />
gli avversari del governo. Erano infatti<br />
immigrati italiani con una comprensione<br />
imperfetta della lingua inglese (migliore in<br />
Vanzetti, che terrà un famoso discorso, in<br />
occasione della lettura del verdetto di condanna<br />
a morte); erano inoltre note le loro<br />
idee politiche radicali. Il giudice Webster<br />
Thayer li definì senza mezze parole due<br />
bastardi anarchici. Il Governatore del<br />
Massachussetes Alvan T. Fuller, che avrebbe<br />
potuto impedire l'esecuzione rifiutò infine<br />
di farlo, dopo che una apposita commissione<br />
da lui istituita per riesaminare il<br />
caso riaffermò le motivazioni della sentenza<br />
di condanna. Si trattava di un periodo della<br />
storia americana caratterizzato da una<br />
intensa paura dei comunisti, la paura rossa<br />
del 1917 - 1920. Né Sacco né Vanzetti si<br />
consideravano comunisti, e inoltre Vanzetti<br />
non aveva nemmeno precedenti con la giustizia,<br />
ma erano conosciuti dalle autorità<br />
locali come militanti radicali che erano stati<br />
coinvolti in scioperi, agitazioni politiche e<br />
propaganda contro la guerra.<br />
« Io non augurerei a un cane o a un serpente,<br />
alla più bassa e disgraziata creatura<br />
della Terra — non augurerei a nessuna<br />
di queste ciò che ho dovuto soffrire per cose<br />
di cui non sono colpevole. Ma la mia convinzione<br />
è che ho sofferto per cose di cui<br />
sono colpevole. Sto soffrendo perché sono<br />
un radicale, e davvero io sono un radicale;<br />
ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero<br />
io sono un Italiano (Vanzetti, 1927).<br />
Aoristias<br />
ARTECULTURA31
ARTE E NON-VIOLENZA / POESIA / PSICOPOESIA / SESSO / SOCIETA’<br />
L’O.N.U. E LA TOPONOMASTICA<br />
Milano, a ricordo dei morti e dei vivi,<br />
può intitolare una via, piazza, parco, scuola,<br />
ospedale o altro luogo pubblico alla<br />
Giornata delle Nazioni Unite 24 ottobre 1945?<br />
Illustre Sindaco Letizia Moratti,<br />
chi vive pensando di pensare non ha<br />
problemi di pentimenti, ma solo di rimanere<br />
sereno nel territorio in cui opera<br />
restando in equilibrio con la propria<br />
coscienza. La finalità della presente è<br />
già intuibile nell’occhiello del testo e<br />
per la conoscenza che abbiamo ci sembra<br />
che a Milano (e non solo...) nella<br />
sua Toponomastica non risulti una via<br />
dedicata alla Giornata delle Nazioni<br />
Unite: 24 Ottobre 1945.<br />
Un evento fondamentale della storia<br />
contemporanea che, a nostro avviso,<br />
riteniamo il più significativo di tutti<br />
gli eventi culturali del Novecento. Eppure,<br />
che noi sappiamo, non appare<br />
nemmeno una volta che se ne faccia<br />
menzione storica su una via, piazza,<br />
parco, scuola, ospedale ovvero su un<br />
altro luogo pubblico della Toponomastica<br />
di Milano, Città delle Cinque<br />
Giornate, del XXV Aprile, Medaglia<br />
d’Oro della Resistenza.<br />
L’auspicio, pertanto, che Lei si adoperi<br />
affinché per i 50 milioni di morti<br />
del secondo conflitto mondiale e per i<br />
vivi che tuttora soffrono l’amarezza di<br />
una simile dimenticanza burocratica,<br />
si ponga rimedio. Mettiamola così.<br />
Fuori dal pregiudizio di ogni propaganda.<br />
Questo perché l’assolvimento del<br />
fatto avanzato non solo darebbe a Milano<br />
l’onore di una iniziativa di valore<br />
culturale inestimabile, ma anche potrebbe<br />
essere a sua volta ripreso ed esteso<br />
in tutte le città e paesi d’Italia senza<br />
ombra di alcuna discriminazione, bensì<br />
come momento di abbraccio fraterno<br />
Nazionale. Inoltre sull’argomento<br />
toponomastico, sempre riferito alla<br />
Giornata delle Nazioni Unite 24 Ottobre<br />
1945, ci si potrebbe impegnare<br />
affinché tutti gli Stati aderenti al-<br />
32 ARTECULTURA<br />
l’O.N.U. titolino con questo riferimento<br />
un luogo pubblico delle loro Toponomastiche.<br />
Di fatto, questo, segnerebbe<br />
un salto di qualità nello spirito<br />
obiettivo di una realistica “Cultura<br />
per la pace” che origina dalla pratica<br />
culturale dei linguaggi, tenendo<br />
conto che le diverse conferenze a più<br />
voci e simboli non hanno tuttora liberato<br />
l’uomo dalla gravità della guerra.<br />
Per cui Illustre Sindaco Moratti,<br />
informare dell’evento segnalato anche<br />
il nostro Ministero degli Esteri, affinché<br />
onori l’Italia di una simile iniziativa<br />
culturale in seno all’O.N.U., riteniamo<br />
che non possa adombrare Milano<br />
di alcun disonore, ma solo di renderla<br />
degna di un incomparabile Valore<br />
storico di alta tensione umana.<br />
<strong>Artecultura</strong>, autrice dell’avanzata<br />
idea, ritiene che chi vorrebbe fiaccare,<br />
demolire, estinguere l’O.N.U., dal suo<br />
originale messaggio di Pace e Disarmo,<br />
non debba avere più voce. In 65<br />
anni è stata disattesa la paziente onestà<br />
popolare sempre desiderosa di una<br />
sincera pace. Si parla di quella pace<br />
che, mancata dagli Stati perché perseveranti<br />
sulla vecchia strada dell’indifferenza,<br />
potrebbe essere promossa da<br />
un’ O.N.U. dei popoli.<br />
Idea tanto lontana quanto vicina ad<br />
una ribellione mondiale, difficilmente<br />
domabile, anche dal più raffinato<br />
militarismo. Per cui riteniamo che voler<br />
eliminare il terrorismo con l’uso<br />
bruto delle armi, in verità, lo si alimenta,<br />
poiché non si eliminano di fatto le<br />
cause che davvero lo generano. La storia<br />
degli schiavi pressati dagli armamenti<br />
tribali, ovvero condizionati da<br />
strategie di armi atomiche, deve finire<br />
perché la democrazia e la libertà umana<br />
nel quotidiano delle persone devono<br />
coincidere.<br />
Certamente che titolare una strada<br />
di Milano come di tutte le Città e Paesi<br />
d’Italia e del Mondo, alla Giornata<br />
costitutiva della nascita delle Nazioni<br />
Unite 24 ottobre 1945, in partenza non<br />
risolverebbe nulla, noi lo sappiamo<br />
benissimo. Ma può essere l’inizio di<br />
una rivoluzione di civiltà ideale, di una<br />
pratica formativa di vita non-violenta,<br />
a cui dovrebbero fare principio tutti<br />
quei linguaggi culturali capaci di non<br />
confondere l’imposizione con la democrazia<br />
delle idee coerente rispecchio dei<br />
fatti.<br />
Quando Lei Illustre Sindaco di<br />
Milano è stato Ministro dell’Istruzione<br />
e negli Esami di Maturità degli studenti<br />
pose la Poesia come riferimento<br />
culturale, <strong>Artecultura</strong> ne elogiò l’orientamento.<br />
Ma, poi, siamo rimasti delusi<br />
non essendoci più stato alcun riferimento<br />
di approfondimento poetico, ed<br />
ora riteniamo che fosse un caso solo<br />
finemente speculativo. La Poesia riveste<br />
un ruolo fondamentale nel predisporre<br />
l’uomo alla formazione nonviolenta<br />
della sua vita privata e pubblica.<br />
Per cui, sia Milano che tutto il<br />
Mondo organizzato, non abbisognano<br />
tanto di guardie per regolare la normalità<br />
democratica della convivenza,<br />
ma di una Storia Altra dall’attuale, diversa<br />
dalle stragi a cui conduce la<br />
frammentarietà caotica di vivere nutrendosi<br />
del sangue degli innocenti.<br />
Servono, invece, iniziative formative<br />
che facciano radice e si evolvano nella<br />
conoscenza del lavoro quotidiano in cui<br />
ogni singolo lavoratore viva la sua iniziativa<br />
di appagamento e di equilibrio<br />
psicologico. Nel caso avverso, come il<br />
nostro, il terrorismo trova il suo prato
VIA<br />
XXIV OTTOBRE 1945<br />
Giornata Costitutiva<br />
delle Nazioni Unite<br />
dove facilmente pascolare. Per cui è la<br />
mente che deve lavorare di liberazione<br />
nella persona più che l’osservanza di<br />
regole apparentemente anche giuste,<br />
ma che in realtà sono false, perché redatte<br />
su un improprio terreno di crescita.<br />
Tantoché, per quello che ci sembra,<br />
il guaio vero della nostra attuale<br />
vita sociale è che spesso si prende dal<br />
passato solo la continuità della convenienza<br />
malevola, dimenticando per vizio<br />
affaristico il comportamento di quel<br />
congeniale attrezzista meccanico di<br />
una fabbrica milanese, quando suggeriva<br />
la sua spontanea collaborazione<br />
del provato mestiere all’ingegnere, restando<br />
però ben lontano da ogni scatto<br />
di rivalità, d’invidia o di odio di classe.<br />
Oggi, invece, la persona deve solo<br />
ubbidire alla menzogna dei posti di lavoro.<br />
Una vera menzogna, poiché il lavoro<br />
esiste e va solo svolto secondo criteri<br />
diversi e meno chiusi all’iniziativa<br />
della mente di chi si presta. Il prototipo<br />
è da discutere molto, affinché il<br />
lavoro sia spinta di libertà ed appagamento<br />
comune della vita non-violenta.<br />
Questi sono solo alcuni esempi di<br />
circostanza per meglio avvalorare<br />
l’importanza e l’utilità di una via di<br />
Milano che menzioni nella sua toponomastca<br />
la Giornata delle Nazioni<br />
Unire 24 ottobre 1945. Pertanto ci<br />
si accorge che, riflettendoci sopra, questa<br />
iniziativa significa molto per avversare<br />
all’origine quei linguaggi<br />
verticistici che poi diventano la causa<br />
prima che facilita il terrorismo. Quel<br />
terrorismo che nessuno vuole, che tutti<br />
condannano, ma che in un modo o nell’altro,<br />
poi, nel comportamento negativo<br />
delle nostre azioni, tramite la<br />
distorta volontà, ovvero per cieca ignoranza,<br />
ognuno di noi contribuisce ad<br />
alimentare sia pure involontariamente.<br />
La stessa Giornata Mondiale del<br />
Disarmo, che da anni <strong>Artecultura</strong> sostiene<br />
e che pure fa riferimento di data<br />
al 24 Ottobre 1945, origina da un approfondimento<br />
specifico della Giornata<br />
delle Nazioni Unite. Un tentativo<br />
per uscire dalla genericità dell’intendimento<br />
sorvolato sulla realtà per approfondire<br />
incisivamente ed accelerare<br />
nella vita culturale la vera finalità<br />
del Disarmo. Approfondendo ulteriormente<br />
lo stesso messaggio dell’O.N.U.,<br />
quello spirito culturale fondamentale<br />
che azzera la tragedia della guerra.<br />
La Giornata Mondiale del Disarmo<br />
di <strong>Artecultura</strong> non si propone lo<br />
sconvolgimento di fabbriche, strade e<br />
palazzi istituzionali che sarebbe un’autentica<br />
follia, ma solo accendere, responsabilmente,<br />
in modo compatibile<br />
con le possibilità di ogni luogo e condizione,<br />
quel sincero stimolo di ricerca<br />
per una vita più serena, diversa dall’attuale.<br />
Il modo, questo, di favorire<br />
la vicinanza dei popoli, affinché gli<br />
autentici valori umani non vengano<br />
sfiancati ed arsi dal terrorismo delle<br />
armi. Dato che le armi, da chiunque<br />
usate, terrorizzano sempre e non<br />
elogiano mai la spiritualità della persona,<br />
perché la seppelliscono!<br />
Un grave e nel contempo un grande<br />
problema, il Disarmo, che oggi nella<br />
difficoltosa giornata dell’uomo si fa<br />
tuttavia sempre più strada, come mezzo<br />
di rinnovamento per una più<br />
auspicabile convivenza. Ed a titolo puramente<br />
informativo ci teniamo a ribadire<br />
che anche le due altre iniziative<br />
sul Disarmo, promosse e sostenute da<br />
<strong>Artecultura</strong>, senza spillare un solo<br />
quattrino agli artisti o alle pubbliche<br />
istituzioni, La Biennale di Milano e<br />
la Rassegna di Arti Visive Giornata<br />
Mondiale del Disarmo, hanno ben<br />
seminato il loro orientamento. Ed anche<br />
se il Comune di Milano non ha<br />
fatto giungere alcuna considerazione,<br />
a differenza dell’allora Presidente del<br />
Consiglio, Prodi e dell’attuale Governatore<br />
della Regione Lombardia,<br />
Formigoni, le iniziative di <strong>Artecultura</strong><br />
perseverano nella loro idealità di linguaggio<br />
non-violento ancora con maggiore<br />
spinta. E come i servizi su<br />
<strong>Artecultura</strong> provano, i minidipinti della<br />
Giornata Mondiale del Disarmo,<br />
si trovano, donati, alla Biblioteca Universitaria<br />
dell’ Hawaii e luoghi culturali<br />
limitrofi, dove, fra l’altro, ha studiato<br />
Obama, l’attuale presidente degli<br />
Stati Uniti d’America. Mentre gli<br />
altri duecento minidipinti di cm 15x18<br />
formato standard, sono tuttora nella<br />
sede di <strong>Artecultura</strong>, certamente disponibili<br />
e se il Comune di Milano lo ritenesse<br />
utile, potrebbe disporne a stimolo<br />
divulgativo e formativo per la<br />
diretta partecipazione non-violenta<br />
dello studente, in esposizioni in scuole<br />
o altro luogo pubblico, compreso lo spazio<br />
del nuovo Museo del Novecento.<br />
La presenza di un più diretto e scandito<br />
messaggio di pace, disinteressato,<br />
non ferisce la finalità artistica delle<br />
altre presenze storiche a cui il Museo<br />
del Novecento fa riferimento. Semmai,<br />
un modo per esaltarle. Tenendo presente<br />
che gli artisti della menzionata<br />
rassegna, sono insegnanti di storia dell’arte<br />
o diplomati presso accademie<br />
abilitate, ed autodidatta, dalla perspicace<br />
mente intuitiva, bene addentro al<br />
principio dell’arte davvero formativa.<br />
Sarebbe solo sufficiente che il Comune<br />
si rendesse propenso a gradirle ed<br />
incontrerà tutta la nostra possibile e disinteressata<br />
collaborazione. E di vie<br />
nuove, come la segnalazione permanente<br />
di una via che menzioni la Giornata<br />
delle Nazioni Unite 24 Ottobre<br />
1945 o di iniziative artistiche che sotto<br />
altre forme e titolazioni si rendano<br />
di fatto efficaci ai linguaggi di comunicazione<br />
e formazione non-violenta<br />
della vita, ce ne possono essere tante.<br />
Questo perché interessa un sistema<br />
formativo in alternanza all’attuale, incapace<br />
di liberare l’uomo dal cancro<br />
della guerra. Quell’uomo che nasce<br />
senza fucile e resta condizionato a tirare<br />
il grilletto in abbaglio di una sicurezza<br />
che le armi certamente non danno<br />
e non daranno mai. Certo che si tratta<br />
di una iniziativa culturale con proposta<br />
operativa sperimentale che comporta<br />
un approfondimento continuo,<br />
visto che la morale e l’etica in millenni<br />
di storia non sono riusciti ad eliminare<br />
la radice della guerra dalla vita<br />
dell’uomo, ma sovente hanno determinato<br />
il suo rovescio, cioè l’uso folle<br />
delle armi.<br />
Illustre Sindaco di Milano, Letizia<br />
Moratti, non occorre che risponda,<br />
è solo sufficiente iniziare a fare<br />
qualcosa nell’orientamento della Toponomastica<br />
qui segnalato. Il problema<br />
è tanto difficile, quanto grandioso, ma<br />
vale la pena incominciare per evitare<br />
future quanto drammatiche conseguenze.<br />
La guerra dev’essere disattesa, la<br />
pace nella prevenzione, NO!<br />
Giuseppe Martucci<br />
ARTECULTURA33
Tempo d’Arte<br />
Rassegna Arti Visive<br />
8 - 28 gennaio 2011<br />
Artisti presenti:<br />
Dario Agnello<br />
Amleto Bertrand<br />
Elena Cella<br />
M. Teresa Civelli<br />
Rosalia Costanza<br />
Dimitri Cuzmin<br />
Franco Da Lorenteggio<br />
Mario D’Este<br />
Fabio Fondacci<br />
Lucia Garro<br />
Bruno Mantovani<br />
Attilio Milani<br />
Gabriella Pettinato<br />
Santina Portelli<br />
Chiara Rossato<br />
Maria Luisa Sassetti<br />
Anna Sblendorio<br />
Filip Timofei<br />
Rosario Vesco<br />
E’ stata un positivo confronto artistico<br />
e culturale la rassegna TEM-<br />
PO D’ARTE che si è svolta alla sala<br />
Olimpia <strong>Artecultura</strong> di Milano. Nella<br />
serata inaugurale il critico Teodosio<br />
Martucci ha analizzato le varie tecniche<br />
e problematiche delle opere<br />
esposte. Nell’esposizione differenti<br />
sono state le poetiche evidenziate con<br />
interventi che spaziavano dalla<br />
figurazione classica all’informale,<br />
dalla scultura moderna alla fotografia,<br />
dall’astrazione geometrica all’icona.<br />
La suggestione della rassegna<br />
nasceva proprio dal molteplice articolarsi<br />
di stili e linguaggi, spesso assai<br />
personalizzati, e non sempre attribuibili<br />
a scuole o correnti ben definite.<br />
La mostra si è pertanto dimostrata<br />
d’essere un segno di vitalità<br />
dell’arte contemporanea, in cui emozione<br />
e fantasia, sentimento e progetto<br />
si compenetrano nella genesi dell’opera.<br />
Le immagini esposte si offrono<br />
allo sguardo ed alla riflessione<br />
dell’osservatore in tutta la loro densa<br />
forza espressiva. Dalla collettiva si<br />
può constatare che mai come oggi<br />
l’arte è libera da schemi precostituiti<br />
come poteva essere in passato ma interpella<br />
unicamente la sensibilità del<br />
singolo artista. L’auspicio è che la<br />
prossima edizione possa ulteriormente<br />
sviluppare il suo aperto e libero confronto<br />
con l’arte e le sue infinite e<br />
sorprendenti espressioni. (Aoristias)<br />
ELENA CELLA<br />
“Nuvole” 2010, grafite, stucco bianco<br />
e matita colorata su tela, cm. 30x40<br />
FABIO FONDACCI<br />
”Lago d’Iseo con l’isolotto di S. Paolo”<br />
2009, foto con negativo mm. 55x55<br />
34ARTECULTURA<br />
SANTINA PORTELLI<br />
“Notte di Neve” 2006, olio su tela, cm. 40x60<br />
LUCIA GARRO<br />
“New York” 2010, Tecnica mista
AMLETO BERTRAND<br />
“Composizione metafisica” 1963,<br />
olio su tela, cm. 40x50<br />
CHIARA ROSSATO<br />
“Donna dei veli” 2010, terracotta<br />
patinata e verniciata a freddo h.71x22x20<br />
DARIO AGNELLO<br />
“La Rinascita” 2009,<br />
olio su tela, cm. 50x70<br />
ATTILIO MILANI<br />
“Mani e piedi in vetrina?”, penna e china, olio e<br />
acrilico 2005, cm 57,6x48,9<br />
ANNA SBLENDORIO<br />
“Echi d’Estate” 2007<br />
acrilico su tela, cm. 50x60<br />
FRANCO DA LORENTEGGIO<br />
“Stabilimento balneare”, 2006,<br />
olio su tela, cm. 42x33<br />
MARIA LUISA SASSETTI<br />
“Cartoline” 2007, tecnica mista su tela<br />
MARIO D’ESTE “Lancillotto”<br />
1995, Materiali di recupero modellati a fiamma<br />
ossidrica. Saldatura ad arco, cm. 39x16x53<br />
BRUNO MANTOVANI<br />
“Identità perduta” 2007, ceramica cm. 26,5x34<br />
ARTECULTURA35
ROSARIO VESCO<br />
“Il Naviglio della Martesana a Cernusco”<br />
1999, olio su cartoncino cm. 23,8x31,8<br />
GABRIELLA PETTINATO<br />
“Carnevale”, acrilico su tela, cm 60x70<br />
FILIP TIMOFEI<br />
Via Privata Don Bartolomeo Grazioli 38<br />
Milano, olio su tela, cm. 88x74<br />
M. TERESA CIVELLI<br />
“Mondo di luce”<br />
olio su tela, cm. 50x60<br />
COSTANZA ROSALIA<br />
“Sinfonia dell’ultimo atto” 2009,<br />
olio su tela, cm. 40x80<br />
DIMITRI CUZMIN<br />
“Il simbolo della fede ortodossa” 1997,<br />
tempera dorata su tavola , cm. 53x38,5<br />
ARTECULTURA<br />
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36 ARTECULTURA
LIBRI, LIBRI...<br />
a cura di Aoristias<br />
Cataldo Russo,<br />
Cortigiani, giullari<br />
e mammasantissima,<br />
Edizioni Guida<br />
Con questa sua recente opera narrativa,<br />
Cataldo Russo conferma la sua sensibilità<br />
per la scrittura come forza, energia<br />
capace di interpretare il malessere<br />
oscuro che da molto tempo alligna in<br />
Italia, ma, si potrebbe dire, in tutto<br />
l’occidente. Protagonista del romanzo è<br />
l’operaio Antonio Schifino che per una<br />
sorta di prodigio da ibernazione si ritrova<br />
nell’Italia del 1986, dieci anni dopo<br />
la sua altrettanto misteriosa scomparsa.<br />
Sulla base di questo stratagemma Russo<br />
ha l’opportunità tramite la sua limpida<br />
vena di scrittore e di osservatore<br />
di esaminare l’impasse profonda del<br />
paese, le sue molteplici contraddizioni<br />
di potere, ricchezza, successo all’inter-<br />
no di una realtà che sembra aver completamente<br />
smarrito la bussola di un possibile<br />
orientamento culturale, sociale,<br />
politico. La storia si sviluppa nell’Italia<br />
del 1986 ma appare fin troppo evidente<br />
che essa è l’Italia di oggi con le sue<br />
molteplici ferite storiche, geografiche,<br />
economiche, che anziché emarginarsi<br />
sembrano incancrenirsi sempre più. Pregio<br />
dello scrittore è quello di avvalersi<br />
di un registro satirico nel quale il meccanismo<br />
di compenetazione tra realtà e<br />
fantasia, oggettività e metafora, scorre<br />
con estrema fluidità. Un testo, questo di<br />
Russo, che accentua quel bisogno di<br />
impegno, di partecipazione creativa che<br />
spesso sembra latitare nella cultura di<br />
oggi, impigrita in schemi desueti o ipnotizzata<br />
dal mito dell’audience a tutti<br />
i costi. Da rilevare in copertina un dipinto<br />
di Max Hamlet Sauvage che nel<br />
suo caustico linguaggio neo-surrealista ben<br />
si pone in sintonia con lo spirito del romanzo.<br />
Docente di Letteratura Inglese, Cataldo<br />
Russo svolge un’intensa attività pubblicistica<br />
che spazia dal teatro, altra sua<br />
grande passione, al romanzo, dalla poesia<br />
all’analisi delle culture orientali.<br />
Aoristias<br />
Pino Canta<br />
Inseguono Cesare<br />
-Edizioni clandestine<br />
Va subito detto che Pino Canta oltre<br />
che poeta nato e di preparata versione<br />
contemporanea è in parallelo di manifestazione<br />
espressivo-stilistica, anche<br />
un acuto quanto puntuale narratore. La<br />
sua iniziativa culturale è di analizzare<br />
l’evento in tutti i suoi aspetti nella<br />
stesura di un verso novellistico, pungente<br />
ed obiettivo nel sensibilizzare il<br />
rapporto di mente-attività-istituzioni. Insomma<br />
un siciliano di radice che<br />
nell’espressione poetica non fa mancare<br />
il senso della scena come maggiorazione<br />
e scavamento congnitivo della più<br />
completa conoscenza a rispecchio<br />
esaustivo di vero. Un discorso poetico<br />
sentito come totale animazione della<br />
condizione umana e che a tal fine<br />
diviene propositivo di un nuovo rapporto<br />
tra l’essere e la sua distorta convivenza<br />
confusa dal fittizio del potere. In tal<br />
senso, grossomodo, noi consideriamo il<br />
lavoro poetico di Pino Canta. Una silloge<br />
di circa 80 pagine che insegue Cesare<br />
come metafora del poeta, l’autore di<br />
senso globale. Il luogo del libro nel quale<br />
Pino Canta compone in “Come un<br />
neonato impazzito: Strappo il capezzolo<br />
del mondo/ E fuggo nell’infinito più<br />
lontano/ E strillo forte dal megafono del<br />
tempo/ Affinché la mia voce/Vinca gli<br />
abissi più profondi/ E i corpi più statuari/<br />
E gridi/ Al centro di questa sfera<br />
putrefatta/ Il suo secco noooo”. Che dire<br />
di più. Le idee del poeta sono chiare<br />
come i vocaboli che formalizzano il verso<br />
libero, eruttato in continuazione dalla<br />
bocca di un vulcano per sotterrare ogni<br />
imposizione e malavoglia. Le antitetiche<br />
condizioni, queste, entro cui Pino Canta<br />
intuisce la rimozione dal male affinché<br />
l’uomo possa vivere l’esistenza con<br />
valore di poesia. Il campo della novità a<br />
conoscersi in continuità da quando ci<br />
sembra risaputo che la poesia non è una<br />
disciplina ma l’inderdisciplinare della<br />
ricerca che anima l’esistenza.<br />
Giuseppe Martucci<br />
Blucariati<br />
Cariati è un comune di 10.000 abitanti che si<br />
anima d’estate all’arrivo dei turisti, per lo più<br />
campani, che circa trent’anni orsono hanno<br />
comprato a buon mercato un appartamento per<br />
le vacanze. Questa cittadina della Calabria si<br />
trova a metà strada fra le località di Sibari e<br />
Crotone e, pur godendo di bellissimi paesaggi,<br />
della limpidezza del mare e di un godibile centro<br />
storico, ha problemi nei collegamenti ferroviari<br />
a causa di un tratto non elettrificato, cosa<br />
che non ha mai favorito il suo sviluppo. Colpa<br />
della politica? Forse. Certo è che in Italia, anziché<br />
dare avvio ai lavori per il megagalattico<br />
ponte sullo stretto di Messina, sarebbe stato meglio<br />
indirizzare le risorse economiche al sostegno<br />
e alla salvaguardia dei nostri tesori naturali<br />
e artistici con una politica nazionale basata<br />
sulla prevenzione che aiuti a evitare, ad esempio,<br />
crolli come quello della Casa del Gladiatore a<br />
Pompei. Ciononostante Cariati, Bandiera Blu 2009<br />
e 2010 per il mare, si difende dalla concorrenza<br />
delle più attrezzate località della vicina costiera<br />
offrendo ospitalità nelle sue strutture alberghiere a<br />
prezzi modici e garantendo cibi genuini. Tra questi<br />
ultimi abbiamo molto apprezzato il pesce azzurro<br />
cucinato nella Pensione “U Stritt” da Catello<br />
e Wanda” che qui preparano “scattiato”, in altre<br />
parole lo friggono con pepe rosso sciolto che<br />
ne modifica il gusto naturale.<br />
Cariati non sempre è in sintonia con i suoi turisti<br />
che invadono la quiete estiva e contribuiscono<br />
alla lievitazione dei prezzi. Sembra quasi<br />
che i cariatesi se ne freghino dell’afflusso turistico<br />
che porta loro più ricchezza e la Vigilanza<br />
Urbana è molto fiscale nello scoprire e multare<br />
quegli automobilisti che sostano al parcheggio<br />
solo qualche minuto di troppo. Alla<br />
luce di ciò, sembra quasi che la vita dei cariatesi<br />
scorra lentamente, oppure sia ferma ad alcuni<br />
decenni passati: in giro ci sono molti perdigiorno<br />
che trascorrono la giornata fuori dai bar<br />
della strada statale, chiacchierando con gli<br />
amici fino a tarda sera. Passiamo un giorno da<br />
queste parti ed entriamo nel negozio di un parrucchiere:<br />
il giovane ci chiede cosa desideriamo<br />
e noi, frenandoci dal replicare che vorremmo<br />
un cappuccino con brioche, gli rispondiamo<br />
che desidereremmo che ci accorciasse i capelli.<br />
E lui: “Guardi che qui li tagliamo su appuntamento.”<br />
E noi: “Ma non c’è nessuno!”. E<br />
lui: “C’è fuori una persona che aspetta”. Mi<br />
dica piuttosto quando vuole tagliarli.” E noi:<br />
“Grazie, no.” e usciamo stupiti. Entriamo più<br />
avanti in un altro negozio di parrucchiere, arredato<br />
a mo’ di club juventino, il cui gestore ci<br />
fa accomodare subito perché in quel momento<br />
non ha clienti. Mentre l’uomo ci rapa, ci racconta<br />
che tra non molto andrà in vacanza in<br />
Sicilia in auto, trasportato da un nipote. Terminato<br />
il taglio ci alziamo nello stesso istante<br />
in cui entra il suo parente che andrà a occupare<br />
il nostro posto. Al giovane diciamo: “Suo zio è<br />
molto bravo ma ha un piccolo difetto: dopo<br />
averci tagliato i capelli, pretende di essere pagato.”<br />
Il barbiere incalza: “Non è vero, lei può<br />
darmi quello che vuole oppure andarsene senza<br />
pagare!”. Imbarazzati, insistiamo per conoscere<br />
la cifra che non vuole dirci. Stressati dall’insolito<br />
siparietto, gli consegniamo 10 euro e<br />
ce ne andiamo in tutta fretta.<br />
Antonio Fomez<br />
ARTECULTURA<br />
37
Umanità poetica - Umanità poetica - Umanità poetica<br />
Umanità poetica è uno spazio aperto alla divulgazione poetica interessata al dibattito sull'identificazione e il ruolo odierno della poesia. La franchezza e l'obiettività degli interventi,<br />
costituiscono per la redazione della Rivista la premessa per la pubblicazione. Per facilitare la più ampia partecipazione degli Autori interessati si suggerisce negli elaborati brevità<br />
IL DONO<br />
ALLEGORIA<br />
MAESTRALE<br />
Non essere nati per morire;<br />
ma per donare qualcosa<br />
a qualcuno nel mondo.<br />
Prima che la terra ci ricopra,<br />
prima di tornare polvere e cenere:<br />
donare speranza ai fratelli;<br />
ai fratelli immersi nella pena,<br />
ai figli della solitudine e dell’angoscia.<br />
Una poesia che l’uomo ascolti<br />
o riscopra in sé stesso,<br />
o rimpianga, o preghi.<br />
Qualcosa che lo spinga ad amare,<br />
che lo induca al perdono:<br />
la comprensione, il dono.<br />
Non essere nati solo per morire;<br />
sterili e muti come i morti sono.<br />
Alberto Ripamonti<br />
UOMO<br />
Nella notte dei tempi<br />
raccoglievi i frutti<br />
i tuoni le tenebre le fiere<br />
ti terrorizzavano<br />
eri innocente<br />
Poi cacciavi<br />
e dipingevi sulle pareti<br />
il frumento cresceva<br />
gli armenti nutrivano<br />
ed ecco le prime guerre<br />
il sangue a fiotti colava<br />
l’armonia dell’universo<br />
si contorceva<br />
anche se credevi<br />
eri ancora<br />
ancora e sempre<br />
con il dito sul grilletto<br />
e infine hai sganciato<br />
la massima bomba<br />
Pino Canta<br />
AMLETO<br />
Mi manca la tua voce,<br />
la tua presenza,<br />
il tuo aiuto,<br />
eri il mio Maestro.<br />
Amleto, sei stato grande<br />
e tale rimani.<br />
Sono cresciuta con te<br />
infondendomi l’amore / per l’Arte.<br />
Corre la vita così veloce,<br />
che vivo i miei pensieri<br />
nel tuo ricordo<br />
Laura Strani<br />
38 ARTECULTURA<br />
Cadono le foglie ormai secche,<br />
si sveste l’albero<br />
del suo abito estivo<br />
per indossare l’abito invernale<br />
nell’aria magica e cristallina<br />
del mattino d’autunno.<br />
Anche tu, Uomo<br />
svesti il tuo abito di guerra<br />
indossa l’abito della Pace!<br />
Getta le tue armi<br />
come l’albero getta<br />
le sue foglie secche<br />
al momento giusto.<br />
Lascia che intorno<br />
sia magico e cristallino<br />
come in un mattino d’autunno.<br />
La guerra non sarà<br />
che una parola dimenticata<br />
persa nel tempo<br />
e dal cuore degli Uomini<br />
Andreetta Manara<br />
GRAVIDA<br />
Nell’attesa dell’evento natale,<br />
or tu donna, con più larga gonnella,<br />
l’amore nel suo aspetto coniugale,<br />
a mostrar vai con aria che t’abbella.<br />
Fosti tu pronta all’idillio carnale,<br />
sì che della natura ora sei ancella<br />
e qual schiava di quell’atto sensuale,<br />
in petto pur ti cresce la mammella.<br />
Dal tuo corpo già non più verginale,<br />
acque fluiranno come da cannella<br />
infin che il pube si fa boccale.<br />
Allor con le man tu farai giumella<br />
per cogliere quel frutto naturale<br />
che il corso della vita sempre appella.<br />
Terenzio Mazza<br />
TRAPASSO<br />
Ti ho accompagnato<br />
fino ai confini del mondo.<br />
Hai abbracciato l’eternità<br />
oltre il bene e il male.<br />
Invisibile,<br />
ora fai parte dell’infinito.<br />
Per ritrovarti<br />
supero confini e limiti<br />
del mio corpo mortale.<br />
Mi fondo nel tutto<br />
e in ogni dove<br />
per poterti sentire<br />
ancora<br />
e per sempre.<br />
Sabrina Fontana<br />
Creste sparpagliate<br />
bianche pennellate<br />
nell’intenso blu cobalto<br />
Spruzzi di spuma<br />
che il vento soffiando<br />
spolvera e invola.<br />
Onde lente<br />
superate e vinte<br />
dalle più svelte e fitte<br />
sospinte<br />
dalla furia incessante<br />
del maestrale.<br />
Fabiano Braccini<br />
ECCLISSI<br />
L’ecclissi non può avvenire<br />
con la luna piena -<br />
Come ideale avventura,<br />
io sono la tua luna piena!<br />
Scrivana di un diario deluso<br />
apocrifa creazione<br />
senza l’avvenenza del tuo sguardo<br />
come talpa è la sua leggiadria...<br />
Vivo attimi come secoli<br />
e gli anni come millenni -<br />
La tua abiura (di noi)<br />
un patimento smarrito<br />
nell’arca scomoda<br />
che incontra il nuovo Diluvio<br />
coi tentacoli insidiosi<br />
dell’approdo senza futuro?<br />
Olga Matera<br />
IL VENTO<br />
Sul buio d’erbe<br />
cupo d’onde<br />
passa,<br />
canta la notte<br />
come rami,<br />
canta,<br />
sussurrate spire<br />
e stese<br />
rose di andate<br />
notti, vento.<br />
vago di foglie<br />
torti<br />
rami da sorti,<br />
vuote, respirate<br />
a scarsa via<br />
rasato<br />
vanto da niente<br />
vuoto<br />
di morire deserti<br />
e buie mani<br />
Beppe Mosconi
"La poesia comincia dove finiscono le discriminazioni..."<br />
e concisione. Per necessità di spazio la redazione si ritiene autorizzata a sintetizzare i testi rispettando il contenuto. La pubblicazione dei testi poetici ha puro carattere divulgativo, di stimolo culturale. La proprietà<br />
letteraria dei componimenti pubblicati rimane pertanto a tutti gli effetti dei singoli Autori. Dei componimenti pubblicati si tiene conto più dei contenuti che della forma elaborata.(<strong>Artecultura</strong>)<br />
LA LUNA<br />
Risplende in cielo<br />
la luna piena<br />
con bonaria espressione<br />
sul largo faccione.<br />
Sembra esortare l’uomo<br />
alla mitezza / ed infondergli<br />
calma e sicurezza.<br />
Quante cose lei vede di lassù:<br />
la notte, quando l’oscurità rischiara,<br />
il giorno, allorché meno appariscente,<br />
è tuttavia presente.<br />
O buona luna,<br />
enigmatica e misteriosa<br />
che ora appari al completo<br />
ed ora come piccola falce assottigliata,<br />
dalle stelle attorniata,<br />
vorresti forse consigliare all’uomo<br />
di restare quaggiù<br />
operando pel bene e la giustizia<br />
senza mai più<br />
il tuo suolo violare?<br />
Ahimé, della saggezza tua<br />
niuno può profittare,<br />
perché non sai parlare.<br />
Franca Trevisi<br />
NOSTALGIA E COLORI<br />
NELLA DARSENA DI MILANO<br />
Si univano<br />
volti giovani<br />
nella cheta laguna,<br />
luminosa nel sole<br />
incantevole<br />
nel chiarore<br />
della luna.<br />
Sognavano<br />
tenere creature<br />
nella sfatta città<br />
in ricostruzione,<br />
e dopo il lavoro<br />
con la loro tavolozza<br />
dipingevano<br />
l’oro luminoso<br />
su tutta la riva<br />
ed ogni barcone.<br />
Il campanile<br />
sospeso sull’acqua<br />
sembrava un’altare..<br />
indicava il sentiero<br />
su cui camminare,<br />
per dimenticare<br />
il truce passato..<br />
per plasmare l’animo<br />
nel valore umano.<br />
Mario Ferrario<br />
27 GENNAIO,<br />
GIORNO DELLA MEMORIA<br />
In ricordo dei martiri della Shoah<br />
per una errata legge razziale<br />
in cui milioni di Ebrei<br />
vennero trucidati nei lager nazisti.<br />
Una testimonianza personale<br />
per aver lavorato trentacinque anni<br />
presso di Loro, ove molti<br />
fra impiegati e dirigenti<br />
vennero deportati e mai più rilasciati.<br />
La nostra famiglia<br />
nascose una bimba di questi,<br />
del cui padre dopo aver subito torture<br />
la sorte fu ignorata.<br />
Questo tremendo periodo<br />
è la testimonianza dell’Olocausto.<br />
Stefania Minotto<br />
LA VITA AGRA<br />
Vano cercare il piacere se poi<br />
si deve soffrire inutilmente.<br />
Le cose belle che tu mi hai dato<br />
sono ormai svanite come al tramonto<br />
come le foglie strappate dal vento<br />
impietoso alla fine dell’estate.<br />
La speranza rimane che il dolore<br />
cessi perché chi è all’ultimo respiro<br />
e chiede di por fine alle sue pene<br />
tale di te rimane nell’animo.<br />
E la mente si spegne senza luce<br />
che tutto illuminava intorno a me<br />
è la notte che incombe è veloce<br />
e non vi sarà più riparo per me.<br />
Fabrizio Tintorri<br />
NONNO<br />
Mentre stringi forte forte<br />
la mia mano aperta<br />
il tuo cuore è grande!<br />
Il silenzio si allarga<br />
La tua mano<br />
si intreccia alla mia<br />
e le muoviamo insieme.<br />
Ti voglio bene<br />
gran-daddy Eugenio,<br />
voglio restare con te<br />
t’amo tanto tanto<br />
nonno!<br />
Alessandra Prat<br />
UN POMERIGGIO<br />
Ad un tratto sento nell’aria mille profumi:<br />
“Sensazioni emergenti dal passato”.<br />
Immagini palpitanti si accalcano cariche<br />
/di messaggi, di voci, di luoghi;<br />
ricordi ora vividi ora sfuocati,<br />
tanti... tanti ricordi.<br />
Sento riviverli con le stesse emozioni<br />
/ di un tempo lontano,<br />
si alternano attimi di felicità ma anche<br />
/di angoscia fino al pianto.<br />
Quante immagini care di attimi vissuti<br />
/appaiono prepotentemente<br />
e scompaiono creando un fragore lontano<br />
/come cavalli galoppanti<br />
immersi in un grande polverone sollevato<br />
/dal loro andare.<br />
Eccoli arrivano eccitandomi fino alle lacrime.<br />
Mi sento esplodere di emozioni,<br />
vorrei correre felice con l’entusiasmo<br />
dei verdi anni,<br />
farmi accarezzare dal vento.<br />
Fremente tendo le mani con il fiato sospeso...<br />
Le loro immagini svaniscono lontano<br />
/ingoiate dal gran polverone:<br />
mi sento smarrita... delusa<br />
mentre voci beffarde mi scuotono.....<br />
ho paura e fuggo nell’inversa direzione<br />
aggrappandomi<br />
alla realtà per salvarmi.<br />
Rosanna Scorrano<br />
FEBBRAIO<br />
MILLE VOLTI<br />
Poesia e musica...<br />
Ti fa sognare!<br />
Vivere in un mondo<br />
colmo di pace<br />
solidarietà<br />
Trasparenze d’amore<br />
Rita Fagà<br />
I gradini sono muti<br />
assorbono solo il freddo<br />
e il respiro chiuso della gracile<br />
forestiera che tende la mano sulla<br />
porta della chiesa e la commiserazione<br />
supera la carità negli anfratti della fede<br />
solenne l’indifferenza che passa e ripassa<br />
E implorante sospira un grazie<br />
a pugno semichiuso e livide<br />
le dita di tristezza il cuore<br />
mi guarda stanca e mi<br />
penetra negli occhi<br />
per dirmi quanto<br />
poi trattiene<br />
e risoffoca il suo peso nel gelo<br />
raccogliendo lento l’obolo pietoso<br />
con viso macilente e animo squartato<br />
Giuseppe Martucci<br />
ARTECULTURA 39
per un...<br />
Grande Museo<br />
Decentrato<br />
FOTOGRAFARE<br />
IL DISARMO<br />
per un...<br />
Grande Museo<br />
Decentrato<br />
Sopra: MARIA ADDAMIANO<br />
“IL GIOCO -VIA PER LA PACE”. Acrilico su tela,<br />
cm. 60x80. Via San Domenico, 1 -70056 Molfetta-Ba. tel.<br />
0803349080 - www.retarte.it<br />
A sinistra: STUDIO DEL PITTORE<br />
SERGIO MELLONI - Via Dell’Aprica 6 Milano<br />
Cell. 3334117886<br />
Una grande iniziativa culturale, collabora e fai collaborare<br />
a realizzare un Grande Museo Decentrato<br />
L’adesione comporta l’invio di una foto cm. 18x24 circa dell’opera del pittore,<br />
scultore o fotografo, che verrà riprodotta al campione su base la colonna cm.5,4<br />
minimo, altezza max cm. 11 riportante: nome e cognome dell’autore, anno di<br />
realizzazione, tecnica, dimensione, luogo pubblico dove l’opera è esposta in<br />
permanenza: Accademie, Alberghi, Agenzie turistiche, Associazioni culturali, Chiese,<br />
Gallerie, Sedi istituzionali, Ospedali, Scuole, Studi medici, di Artisti, Università, etc.<br />
purché luoghi a frequenza di pubblico.<br />
L’adesione comporta l’abbonamento ad <strong>Artecultura</strong> di soli 30 euro in modo da<br />
seguire l’iniziativa-Disarmo. Pertanto, partecipare alla realizzazione di un Grande<br />
Museo Decentrato significa animare di sincera vitalità, in modo personale e<br />
diretto, linguaggi di pace coerenti tra principio e finalità culturale.<br />
Immaginiamo un po’ quale contributo di linguaggio non-violento diretto sarebbe se<br />
un giorno 10.000 Artisti operatori visivi collocassero in equivalenti sedi di<br />
esposizione permanente le proprie opere. In tale auspicato caso il contributo diretto<br />
dell’Artista al rinnovamento dei linguaggi sarebbe un contributo che rincuora di<br />
essere nati e vivere per davvero l’impareggiabile messaggio umano della pace.<br />
Pertanto diciamo agli Artisti operatori visivi, cercate di partecipare e di fare aderire<br />
ad una iniziativa d’arte divulgativa che per la sua finalità merita davvero d’essere<br />
condivisa e vissuta nel quotidiano con personale animazione.<br />
Unica iniziativa di valore culturale che sale oltre la nostra stessa immaginazione.<br />
Tel. 02-864.64.093 - fax 02-860.833 Info@artecultura.org<br />
MATTEO LOLLI -Via Regnoli 38 Bologna<br />
NON VIOLENZA DELL’INFANZIA<br />
1981-Lido di Savio-RA<br />
Per l’abbonamento intestare: ARTECULTURA di Giuseppe Martucci c.c.postale n. 84356302 Via Ciovasso 19 - 20121 Milano<br />
40 ARTECULTURA
ANIMAZIONE POETICA XXXIX Edizione Poesia Pace 2011 promossa da <strong>Artecultura</strong> come<br />
orientamento di ricerca nel rapporto Natura-Poesia-Società. Cercando cioè di scoprire il primigenio<br />
creativo per conoscere il valore umano della personale psicopoesia che stimola l’evento quotidiano<br />
tra la vita, la storia e l’universo, nella libera “Cultura per la pace”. Una partecipazione di ricerca<br />
che sensibilizza nel personale componimento poetico lo stimolo non-violento culturale del Disarmo<br />
ANIMAZIONE<br />
POETICA<br />
XXXIX Edizione Poesia Pace 2011: un componimento<br />
max 35 versi più max 10 righe su cosa sia per Te la poesia<br />
ADESIONE GRATUITA - SCADENZA 30 GIUGNO 2011<br />
1) L'adesione ad ANIMAZIONE POETICA XXXIX Edizione<br />
di Poesia Pace 2011 è gratuita. Ogni Autore deve far seguire<br />
al componimento di max 35 versi più altre 10 righe max, a<br />
parte, dattiloscritte, su cosa sia per l’Autore la Poesia, da<br />
pubblicare a fondo pagina del volume in armonia del componimento<br />
poetico inviato ed accettato.<br />
L'iniziativa, autogestita nello spirito di <strong>Artecultura</strong>, vuole stimolare<br />
una pacifica ricerca culturale tra le persone e il mondo.<br />
2) Sono invitati quanti si sentono impegnati nella poetica ricerca<br />
della Pace, ideale di ogni libera persona umana. L'iniziativa non<br />
assegna premi di classifica e gli Autori delle liriche formalmente<br />
prescelte per l'inserimento nel volume antologico, di "Cultura<br />
per la pace" 2010, riceveranno il Diploma di solidarietà, ed una<br />
riproduzione artistica del nuovo volume antologico.<br />
3) Alla consultazione dei componimenti è preposta, a solo titolo<br />
di verifica formale, una Commissione composta da membri di<br />
varie attività sociali.<br />
4) La presentazione del volume verrà effettuata a fine novembre<br />
in data e luogo che saranno opportunamente comunicati come per<br />
tutte le passate edizioni.<br />
5) Al ricevimento dell'esito dell'adesione l'Autore s'impegna a<br />
comunicare il numero delle copie del volume che liberamente<br />
intende acquistare, a parziale contributo spese, al costo economico<br />
di € 5 al volume. Alla presentazione di "Cultura per la pace"<br />
2011, tutti gli Autori aderenti sono tenuti ad essere presenti, o in<br />
caso d'impossibilità, rappresentati da persone di fiducia per il<br />
ritiro dei volumi ordinati e quanto dovuto per regolamento.<br />
L'assenza immotivata e il non riscontro all'invito di presenza<br />
annullano ogni spettanza a domandarla nel tempo.<br />
6) Il componimento, uno solo per ogni aderente, va spedito in<br />
duplice copia, dattiloscritto, non superiore a 35 versi, firmato<br />
anche di autografa, riportando indirizzo e telefono dell'Autore e<br />
fatto pervenire entro il 30 Giugno 2011 alla Segreteria:<br />
ANIMAZIONE POETICA - XXXIX edizione di Poesia Pace<br />
2011 - c/o <strong>Artecultura</strong> - Via Ciovasso 19 - 20121 Milano o servirsi<br />
dell'indirizzo - info@artecultura.org<br />
Per le Scuole si richiede l'invio di componimenti a firma collettiva<br />
in modo da favorire la più ampia presenza scolastica nel<br />
nuovo volume antologico. Simboliche Borse di studio<br />
7) Le poesie debbono essere inedite, di personale ispirazione e<br />
composizione ed attinenti al tema della Pace nella sua più ampia<br />
libertà di pensiero. I minorenni sono accettati solo con la prevista<br />
firma di chi esercita su di loro per legge la tutela.<br />
Non sono accettati componimenti dedicati a persone viventi.<br />
8) <strong>Artecultura</strong> si riserva di favorire letture e commenti a carattere<br />
culturale per incentivare la sua libera "Cultura per la pace".<br />
9) In caso di nuove esigenze, in senso amplificativo, il presente<br />
regolamento potrà subire modifiche che migliorino l'attività di<br />
dell’iniziativa.<br />
10) Gli aderenti accettano il presente regolamento in ogni sua<br />
parte. I componimenti anche non pubblicati non vengono restituiti<br />
ed entrano a far parte dell'Archivio "Cultura per la pace" di<br />
ARTECULTURA. Sede, appunto, nella quale permane l’Archivio<br />
di cui tutti possono prendere visione consultiva.<br />
PARTECIPA E FAI PARTECIPARE!<br />
Informazioni ulteriori e invio componimenti:<br />
APPUNTAMENTO POETICO XXXVIII Edizione Poesia Pace 2010<br />
c/o <strong>Artecultura</strong> Via Ciovasso 19- 20121 Milano - Tel. 02/864.64.093 - Fax 02/860.833<br />
http://www.artecultura.org<br />
e-mail: info@artecultura.org<br />
ARTECULTURA 41
CONCORSI<br />
FOTOGRAFIA ARTI VISIVE E LETTERARI - POESIA -VARIE<br />
PREMIO FABBRI PER L’ARTE<br />
La società bolognese assegna ad Alberto Agazzani,<br />
critico d’arte e vicepresidente dell’Accademia di<br />
Belle Arti di Bologna, la cura dell’edizione 2011<br />
del Premio biennale nato nel 2005. Alberto<br />
Agazzani, critico d’arte e curatore indipendente tra<br />
i più interessanti delle ultime generazioni, sarà il<br />
curatore dell’edizione 2011 del Premio Fabbri<br />
per l’Arte. Agazzani ha al suo attivo la curatela di<br />
numerose esposizioni in Italia e all’estero, pubblicando<br />
oltre cento fra cataloghi, monografie e saggi.<br />
Sarà lui, a seguire gli aspetti contenutistici della<br />
quarta edizione del Premio biennale, istituito nel<br />
2005 dalla Fabbri 1905 in occasione delle celebrazioni<br />
per il suo centenario. Artisti di fama internazionale<br />
saranno affiancati a giovani emergenti,<br />
tutti chiamati a cimentarsi attraverso opere di pittura,<br />
scultura e fotografia nella rilettura delle<br />
simbologie dell’azienda bolognese, che ha reso<br />
celebre nel mondo la dolcezza made in Italy.<br />
La quarta edizione del Premio Fabbri per l’Arte<br />
presentata in anteprima sabato 29 gennaio alle<br />
17,45 in occasione di ArteFiera 2011 Bologna.<br />
anita.lissona@leadcom.it<br />
alessandro.bizzotto@leadcom.it<br />
La rassegna sul nudo femminile indetta da <strong>Artecultura</strong> a<br />
cura del critico dr. Teodosio Martucci, viene promossa<br />
come ricerca di bellezza intesa nella sua più ampia libertà<br />
d’intuizione creativa e di cultura artistica. La realizzazione<br />
dell’opera può essere effettuata nella tecnica ad olio, acquerello,<br />
acrilico, pastello, tecnica mista ed altro, nella misura<br />
minima di cm. 30x40 e massima di cm. 60x80. Accettazione<br />
delle opere entro il 30 giugno 2011 ed invio della foto<br />
riferita all’opera da presentare o di altro materiale utile<br />
(CD, e-mail, ecc.) per la riproduzione dell’opera nel servizio<br />
della rassegna che promuove <strong>Artecultura</strong>, entro e non<br />
oltre il 22 giugno 2011.<br />
Presentazione UN NUDO PER L’ESTATE 2011 il 2 luglio ore<br />
17,30 sede <strong>Artecultura</strong>, via Ciovasso 19 Milano<br />
Le opere aderenti, a discrezione di esperti di <strong>Artecultura</strong>, verranno<br />
esposte nello spazio espositivo della sede della Rivista. Le<br />
opere accettate verranno riprodotte nel servizio che effettuerà<br />
<strong>Artecultura</strong> tutte accompagnate dai singoli riferimenti di Nome e<br />
Cognome dell’artista, titolo dell’opera e anno di realizzazione,<br />
la tecnica e le misure. Dati da riportare dietro alla foto inviata<br />
prima dell’opera presentata e riportati su un cartoncino dietro<br />
della stessa.Tale materiale inviato per la stampa rimane a documentazione<br />
redazionale. L’artista aderente alla Rassegna di<br />
42 ARTECULTURA<br />
CONCORSO NAZIONALE AxA -<br />
ARTE PER L’AMBIENTE<br />
L’Associazione Artistica La Forza del Segno, in<br />
collaborazione con UCAI e A.C.A.D.A con il patrocinio<br />
dei Comuni di Cassina de’ Pecchi -MI.<br />
Gorgonzola -MI e Comazzzo -LO, indice il concorso<br />
Nazionale “AxA _ Arte per l’Ambiente” finalizzato<br />
a fare ricerca della creatività e promozione<br />
dell’arte contemporanea attraverso il linguaggio<br />
universale dell’arte, la riflessione sulle problematiche<br />
ambientali che affliggono il nostro<br />
pianeta. Si intende così creare un binomio di<br />
scambio tra il mondo dell’arte e quello della<br />
sensibilizzazione sociale. Si prevede la realizzazione<br />
di 3 eventi espositivi, il catalogo a colori e<br />
l’assegnazione di 6 premi con conseguenti mostre<br />
personali. La votazione e l’aggiudicazione dei<br />
premi si svolgeranno presso, il “Centro Civico<br />
Culturale Cascina Casale” del Comune di Cassina<br />
de’ Pecchi. Le mostre delle 90 opere finaliste, più<br />
le opere fuori concorso ad opera di alcuni membri<br />
della giuria, si svolgeranno presso le seguenti sedi<br />
espositive. - Mulino Dugnani a Cassina de’ Pecchi<br />
(MI). - Palazzo Pirola a Gorgonzola (MI) - Palazzo<br />
Pertusati a Comazzo (LO).<br />
I temi del Concorso Nazionale AxA, (suddivisi in<br />
tre sezioni) sui quali gli artisti sono chiamati ad<br />
esprimere la loro creatività, sono i seguenti: PRI-<br />
MA SEZIONE: Clima e cambiamenti climatici,<br />
Energia. SECONDA SEZIONE: Foreste, Inquinamento.<br />
TERZA SEZIONE: Riciclo, Alberi.<br />
info@laforzadelsegno.it tel. +39 393 1702534<br />
E’ ONLINE IL BANDO DI CONCORSO<br />
DELLA XV EDIZIONE DEL VALSUSA<br />
FILMFEST. “La montagna del futuro -creatività<br />
alpina, idee, valori e cultura” Il termine<br />
per l’iscrizione è fissato al 28 febbraio 2011.<br />
E’ online il bando di concorso della XV edizione<br />
del Valsusa Filmfest - Festival di film<br />
video sui temi del recupero della memoria<br />
storica e della difesa dell’ambiente.<br />
Sul sito www.valsusafilmfst.it sono reperibili<br />
il bando, la scheda di partecipazione, le<br />
informazioni sui premi e sulle sezioni di<br />
concorso. Iscrizioni entro il 28 febbraio 2011<br />
CONCORSI<br />
PROGETTO SUD<br />
Epigrammi, aforismi, pensieri 1° edizione.<br />
Possono partecipare tutti i poeti residenti in Italia o<br />
all’estero “con il sud nel cuore”, con un pensiero,<br />
un epigramma, una frase, un aforisma (max 250<br />
battute) che abbia come tema:” il sud del futuro:la<br />
speranza, la rinascita, il cambiamento”.<br />
PARTECIPAZIONE VIA POSTA<br />
L’elaborato in due (2) copie, di cui una (1)<br />
contenente nome cognome, recapito postale e<br />
telefono e la seguente dichiarazione: “Dichiaro<br />
che gli elaborati da me presentati al Premio sono<br />
frutto della mia creazione personale,inediti, non<br />
premiati ad altri concorsi. Sono consapevole che<br />
false attestazioni configurano un illecito<br />
perseguibile a norma di legge”, dovrà pervenire<br />
alla segreteria del premio:<br />
PREMIO 2033 PROGETTO SUD - PRO<br />
LOCO MONTELEPRE - VIA ROMA 5 - 90040<br />
MONTELEPRE (PA)<br />
PARTECIPAZIONE VIA EMAIL<br />
L’elaborato in allegato documento word,<br />
contenente: nome, cognome, recapito postale e<br />
telefonico e la dichiarazione di cui sopra, dovrà<br />
pervenire alla seguente casella di posta elettronica:<br />
premio2033progettosud@gmail.com<br />
Le opere dovranno pervenire inderogabilmente<br />
entro e non oltre il 19 febbraio 2011<br />
Programma ed ogni ulteriore informazione tel.<br />
0918983581 premio2033progettosud@gmail.com<br />
2011.12° PREMIO UNITA’ D’ITALIA<br />
Centocinquantenario.<br />
Si partecipa con 1 o due opere d’arte visiva di<br />
pittura, scultura, grafica, e altre tecniche in originale<br />
o con le sue foto a colori.<br />
In premio ai primi classificati: esposizione gratuita<br />
in centralissima Galleria d’Arte di Catania. In<br />
premio di merito artistico a tutti i partecipanti una<br />
Targa-quadro con serigrafia a colori il celebre<br />
UN NUDO PER L’ESTATE 2011<br />
Fotografia, Pittura, Grafica. Dal 2 al 22 luglio 2011<br />
UN NUDO PER L’ESTATE 2011 riceverà 5 copie di <strong>Artecultura</strong><br />
con il servizio interessato. Locandina aderenti e copia omaggio per<br />
singolo Artista.<br />
Per gli Artisti fuori Milano si prega l’invio delle opere in<br />
porto franco mediante imballo da riutilizzarsi anche per<br />
il ritorno dell’opera in porto assegnato.<br />
Il contributo di adesione a parziale sostegno del servizio su<br />
<strong>Artecultura</strong> ed esposizione, è di Euro 50,00 da versare al<br />
momento della consegna a mano dell’opera, ovvero spediti<br />
a mezzo Vaglia Postale o tramite C.C. Postale n. 84356302<br />
intestato ARTECULTURA di Giuseppe Martucci -<br />
Via Ciovasso 19 -20121 Milano.<br />
La Rassegna è di carattere artistico-culturale pertanto non<br />
soggetta a Bolla di accompagnamento ai sensi dell’Art. 03/<br />
D.P.R. del 6/10/1979), da riportare sull’involucro.<br />
<strong>Artecultura</strong> come di sua consuetudine, pur assicurando la<br />
più scrupolosa cura delle opere, non risponde per ogni<br />
deprecabile danno che possa verificarsi nell’andata e nel<br />
ritorno Nella dell’opera serata inaugurale o durante l’esposizione. verranno effettuati Assicurazione due<br />
contro sorteggi l’incendio. tra gli Inaugurazione artisti aderenti della equivalenti rassegna 2 ad luglio una<br />
2011 pagina ore 17,30. redazionale Sede espositiva cadauno con <strong>Artecultura</strong>. due foto Informazioni:<br />
a fornire da<br />
tel. inserire 02-864.64093 nel servizio. e-mail: Il fortunato info@artecultura.org potresti essere tu!
CONCORSI<br />
CONCORSI<br />
incontro a Teano tra Vittorio Emanuele II e<br />
Giuseppe Garibaldi. La relativa mostra delle<br />
opere e la premiazione avranno luogo nella<br />
Galleria d’Arte del Centro storico “Le Arti” di<br />
Catania dal 23 al 30 aprile 2011. Informazioni<br />
dal presidente dell’Associazione Athena, dr.<br />
Mario Giuffrida, via V. Giuffrida 4, - 95128<br />
Catania tel. 095-444318. Scadenza 11.04.2011.<br />
1° PREMIO GIOVANNI PATERNO’<br />
Castello di Carcaci d’EMMANUEL -<br />
BIENNALE GRANDI ARTISTI A<br />
MONTPARNASSE.<br />
Si partecipa con opere di pittura, scultura, grafica,<br />
fotografia in collettive o minipersonali della durata<br />
di una settimana nel centro di Montparnasse a<br />
Parigi nel giugno del 2011. 10 Premi a ex-aequo<br />
verranno assegnati per merito artistico da critici<br />
d’arte francesi, ed altri premi ai partecipanti.<br />
Scadenza 30 aprile 2011. Info. Centro Culturale Le<br />
Arti, Via Biscari, 14 -95124 Catania 095444318<br />
2° CONCORSO INTERNAZIONALE<br />
“MIMOSA D’ORO”. Consegna delle opere<br />
entro il 28-02-2011.<br />
In occasione della Festa della Donna, promossa<br />
dall’Associazione Culturale Arte Ba-Rocco ed<br />
aperto a tutti gli artisti di ogni tendenza pittorica. 1°<br />
Premio Spilla d’oro e Diploma in Pergamena<br />
personalizzato - 2° Premio Coppa, Diploma in<br />
Pergamena personalizzato - 3° Premio Targa-<br />
Diploma in Pergamena personalizzato.Tutti<br />
Partecipanti riceveranno un Diploma in pergamena<br />
con la possibilità di esporre dal 1 al 12 marzo 2011.<br />
Premiazione il 12 marzo alle ore 16,30 presso la<br />
sede dell’Associazione, via Cascina Barocco, 10<br />
Milano, dove vanno inviate le opere della misura<br />
massima di cm. 50x70.Contributo Euro 30,00 da<br />
versare su posta Pay N. 4023 6004 2823 3763<br />
intestato al Sig. Rocco Basciano via Osteno 4<br />
20152 Milano. info@barocco.it -tel 024564212<br />
ARTECULTURA<br />
invita agli abbonamenti 2011/2012<br />
Un mensile familiare, semplice, umano<br />
abbònati e consiglialo ai tuoi amici, non ti sentirai pentito...<br />
Chi ha l’abbonamento scaduto è invitato al rinnovo<br />
Abbonamento normale Euro 30,00<br />
con segnalazione gratuita delle iniziative culturali varie<br />
nelle specifiche rubriche di <strong>Artecultura</strong>.<br />
Abbonamento collezionismo Euro 100,00<br />
omaggio grafica di maestri contemporanei disponibili.<br />
Abbonamento sostenitore Euro 500,00<br />
Testo critico, a 2 pagine su <strong>Artecultura</strong>, 6 opere<br />
riprodotte nel servizio espositivo EXPO-AZZURRA<br />
Abbonamento sostenitore speciale Euro 1.500.00<br />
Mostra personale culturale di un mese, testo critico,<br />
2 pagine di redazionale e riproduzione fino a 6 foto<br />
nel servizio espositivo della Sala Azzurra di <strong>Artecultura</strong><br />
PREMIO PASCOLI DI POESIA.<br />
Scadenza 30 aprile 2011.<br />
Il Premio si dispone in due sezioni in lingua e<br />
dialetto (contesto italiano a fronte), riservate ad<br />
opere edite non prima del 1 maggio 2010. La<br />
sezione in lingua, promossa dalla Banca Romagna<br />
Est, consta di un valore di 2.500 euro, quella in<br />
dialetto, promossa dalla Provincia di Forlì-Cesena,<br />
è sempre del valore di 2.500 euro.A queste si<br />
aggiunge un premio internazionale alla carriera di<br />
5.000 euro a discrezione della giuria. La giuria che<br />
vaglierà i lavori è composta da cinque esperti e<br />
studiosi: Andrea Battistini (Università di Bologna,<br />
presidente di giuria), Franco Brevini (Università di<br />
Bergamo e Milano), Gualtiero De Santis (Università<br />
di Urbino), Gianfranco Miro Gori (saggista,<br />
poeta), Piero Meldini (Scrittore). Concorso gratuito.<br />
Per informazioni è possibile rivolgersi all’Associazione<br />
Sammauroindustria (presso la<br />
Biblioteca Comunale di San Mauro Pascoli) tel.<br />
0541-933656,oppure scaricare il bando sul sito<br />
www.sammauroindustria.com<br />
Concorso Nazionale Poesie e Narrativa<br />
LUCANIA<br />
Il Concorso è articolato in due sezioni: A e B:<br />
Inviare a mezzo raccomandata un massimo di tre<br />
poesie non superiore a 35 versi. Copia anonima<br />
dattiloscritta o fotocopie. Le esatte generalità,<br />
l’indirizzo e l’eventuale numero telefonico con un<br />
breve curriculum vitae andranno in busta chiusa<br />
allegata. A parziale contributo spese invio di 25,00<br />
euro (più 5 francobolli da cent. 60) per sezioni, da<br />
includere al plico o versare a mezzo vaglia postale<br />
all’indirizzo: ANTONIO SANTARSIERO, Via<br />
Nitti n. 24 - 85100 Potenza. Al Concorso possono<br />
partecipare tutti gli autori di lingua italiana e di<br />
italiani residenti all’estero. Invio degli elaborati<br />
Poesie e Libri in tre copie. Ai primi 5 in classifica<br />
di entrambe le sezioni verranno assegnati in ordine<br />
di classificazione: medaglie d’oro, d’argento, coppe,<br />
targhe e diploma. Elaborati non oltre il 30<br />
aprile 2011. Per ogni ulteriore informazioni telefonare<br />
al numero 0971-472812 Ai vincitori o<br />
segnalati la segnalazione telefonica o per lettera.<br />
IMPORTANTE<br />
Agli abbonati con l’abbonamento scaduto<br />
si suggerisce il rinnovo per non vedere sospeso<br />
l’invio di ARTECULTURA . L’abolizione delle<br />
Tariffe agevolate a dato luogo a seri problemi<br />
economico che non consentono più tolleranza.<br />
Ai sensibili operatori visivi si chiede l’invio<br />
di una foto per FOTOGRAFARE IL DISARMO.<br />
A cosa serve dipingere se poi la guerra distrugge<br />
le opere? I pittori dovrebbero essere in prima<br />
linea a sostenere la coraggiosa iniziativa di<br />
ARTECULTURA che con l’abbonamento di soli<br />
30 Euro pubblica la foto dell’opera e riceve<br />
mensilmente la Rivista per conoscere le varie<br />
iniziative che ne contraddistinguono l’operato.<br />
Occasione irripetibile!<br />
una visita- un affare!!!<br />
Solo presso la sede della Rivista<br />
1 grafica omaggio<br />
di Maestri contemporanei<br />
disponibili (Alfieri, Contenotte,<br />
Kodra ed altri...) con<br />
1 abbonamento di euro 30,00<br />
e dipinti di pittori emergenti con<br />
1 abbonamento di euro 100,00<br />
ma solo presso la sede di<br />
<strong>Artecultura</strong> via Ciovasso 19<br />
20121 Milano<br />
Aperti anche la domenica:<br />
16 -19,30 tel. 02-864.64.093<br />
ARTECULTURA PROMOZIONE<br />
ABBONAMENTI 2011-2012<br />
Abbonamenti accumulativi con sconto del 50% Euro 15,00<br />
cadauno da commissionare a partire da un minimo di 10<br />
(dieci) per: Accademie, Associazioni, Circoli, Ditte, Enti,<br />
Gallerie d'Arte, fatti pervenire su carta intestata.<br />
ARTECULTURA: un mensile familiare, diverso da tutti.<br />
Abbonati e sostieni la sua carica informativa e il suo sentito<br />
impegno culturale di Arte/Poesia/Sociale<br />
Intestare<br />
ARTECULTURA - c.c. postale n. 843 56 302<br />
Via Ciovasso 19 - 20121 Milano<br />
o servirsi di assegno bancario o vaglia postale.<br />
Informazioni, tel.: 02/864.64.093 - Fax 02/860.833<br />
www.artecultura.org e-mail: info@artecultura.org<br />
ARTECULTURA43
LIBRI, LIBRI...<br />
a cura di Aoristias<br />
EXPOAZZURRA 2011<br />
Milano, Sala Azzurra<br />
Minipersonali di sei opere nel centro breriano di Milano<br />
una parete per ogni artista (max 3) nella Sala Azzurra <strong>Artecultura</strong><br />
a 100 metri dall'Accademia Belle Arti di Brera<br />
Per l’artista accettato: Pubblicazione su 2 pagine di <strong>Artecultura</strong> delle 6 opere aderenti alla<br />
Rassegna, testo critico a cura redazionale, quotazioni su carta intestata firmate da un perito del<br />
Tribunale di Milano e riportate con una foto nella rubrica L’Immagine Quotata di <strong>Artecultura</strong>.<br />
Omaggio di 50 copie della Rivista con il servizio interessato.<br />
Mostra 1- 27 Aprile 2011<br />
Inaugurazione e presentazione critica:<br />
Domenica 3 Aprile ore 18,00<br />
Serata inaugurale con intervento di qualificati<br />
critici e storici dell'arte<br />
Regolamento<br />
1) Rassegna aperta alla più ampia<br />
libertà ispirativa, di tecnica e di stile.<br />
Si aderisce con sei opere dalle<br />
misure max di cm. 60x80 con o<br />
senza cornice, per la scultura max<br />
cm. 60 di altezza e cm. 40 di larghezza<br />
e profondità.<br />
2) Nel corso della serata inaugurale<br />
lettura critica delle opere presentate<br />
da ogni Artista aderente più un testo<br />
critico personalizzato redatto nel servizio<br />
di due pagine che <strong>Artecultura</strong><br />
dedica ad ogni artista con la riproduzione<br />
delle sei opere presentate<br />
sul numero di Aprile 2011<br />
della Rivista <strong>Artecultura</strong> promotrice.<br />
3) La Rassegna è a cura del critico<br />
dott. Teodosio Martucci. Le opere<br />
presentate vanno corredate di titolo,<br />
preferibilmente riportate su CD-Rom<br />
o e-mail: info@artecultura.org ai<br />
fini realizzativi del servizio, oppure su<br />
materiale cartaceo a colore.<br />
4) A parziale contributo spese di sostegno<br />
per esposizione, testo critico e<br />
stampa, l'artista aderente sottoscrive<br />
un abbonamento sostenitore di Euro<br />
500,00 per l'ospitante <strong>Artecultura</strong>.<br />
5) La consegna del materiale fotografico<br />
o supporto CD-ROM va fatta di<br />
persona o spedito entro il 10 Marzo<br />
2011, consegna delle opere 25 al 31<br />
Marzo 2011 dalle ore 9,30 alle 12,30<br />
e dalle 15 alle 19,30 sabato compreso<br />
unitamente al contributo. I residenti<br />
fuori Milano devono inviare le opere<br />
(e relativo materiale per la riproduzione<br />
foto o CD ROM) in porto franco<br />
esclusivamente alla sede espositiva: Sala<br />
Azzurra di ARTECULTURA Via<br />
Ciovasso 19 angolo Via del Carmine,<br />
Milano 20121 in adeguato involucro da<br />
utilizzare possibilmente anche al ritorno<br />
in porto assegnato<br />
6) L'ordine di partecipazione è in relazione<br />
all'arrivo delle prenotazioni. In<br />
caso di sovrannumero è prevista una 2°<br />
rassegna alle stesse condizioni.<br />
7) Per la Rassegna di finalità artistico-culturale<br />
il trasporto è esonerato<br />
dall'obbligo di documento accompagnatorio<br />
ai sensi dell'Art. 03/D.P.R.<br />
del 6/10/1979 (sull'involucro...).<br />
8) ARTECULTURA, pur assicurando<br />
la massima cura delle opere, non risponde<br />
in caso di furto, incendio o di<br />
ogni altro deprecabile danno che si<br />
verificasse anche durante il tragitto di<br />
andata e ritorno delle opere.<br />
9) La rassegna è a carattere culturale.<br />
Pertanto nessuna percentuale in caso<br />
di eventuale collocazione di opere da<br />
parte dell'artista. Cause di forza maggiore<br />
possono anche modificare il<br />
presente regolamento.<br />
Informazioni:<br />
ARTECULTURA<br />
Via Ciovasso 19 - Milano<br />
Tel. 02/864.64.093<br />
info@artecultura.org<br />
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