30.04.2014 Visualizzazioni

Artecultura Febbraio

Artecultura Febbraio

Artecultura Febbraio

SHOW MORE
SHOW LESS

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

Mensile Manifestazioni Artistiche e Culturali<br />

www.artecultura.org e-mail: info@artecultura.org<br />

Anno XXXXIV - N. 2 <strong>Febbraio</strong> 2011 - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n.46) Art. 1, Comma 1, dcb Milano<br />

In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa<br />

ARTECULTURA<br />

1


Armando Stula<br />

L’AVVENIRISMO RIPENSATO<br />

NEL DESERTO FUTURIBILE<br />

Milano, Sala Olimpia<br />

29 gennaio - 11 febbraio 2011<br />

Inaugurazione 29 gennaio ore 17<br />

Si presenta come una nota intelligentemente<br />

dissonante dal coro spesso uniforme<br />

ed omologato di tanta pittura<br />

contemporanea la coerente ed espressiva<br />

figurazione di Armando Stula.<br />

Difficile pertanto una ordinaria classificazione<br />

del percorso espressivo di un<br />

artista caratterizzato da un linguaggio<br />

personale e ben definito sia nei suoi<br />

aspetti stilistici che morali. Morali soprattutto<br />

perché per Stula la pittura<br />

ha ancora valore se essa è ricerca disinteressata<br />

del bello, del vero ed è seguendo<br />

questo sentiero di approfondimento<br />

psicologico e culturale che si<br />

può giungere al nuovo.<br />

Lo sviluppo delle sue composizioni origina<br />

dalla particolare sottolineatura del<br />

colore, còlto come forza espressiva<br />

primigenia, liberante, che conferisce<br />

2 ARTECULTURA<br />

identità e valore all’immagine. Colore<br />

che per lui, quindi, è tutto, realtà fisica<br />

ed emotiva al tempo stesso. Questa pittura,<br />

infatti, non ama i retaggi decorativi<br />

tipici di una certa espressività postimpressionista.<br />

Lo stimolo ad una comunicazione<br />

intensa e profonda è l’elemento<br />

che maggiormente incide nella<br />

genesi della pittura di Stula, ma si potrebbe<br />

dire del suo stesso libero e coerente<br />

percorso esistenziale. Da questo<br />

punto di vista pittura e vita sono due<br />

elementi non separabili nell’arte di<br />

Stula. Una sintesi che l’artista non realizza<br />

in base a programmi teoricoastratti<br />

o con provocazioni alla moda,<br />

oggi purtroppo tanto vezzeggiati e considerati<br />

da una certa critica, ma con<br />

una autentica, semplice, ma profonda<br />

spiritualità. Così la sua pittura ha il<br />

non comune dono di stupire, di essere<br />

espressione dell’interiorità genuina,<br />

quella che può emergere solo in una<br />

persona carica di candore, capace di<br />

far emergere quel lato fanciullesco e<br />

puro che oggi viene deturpato da<br />

tanta odiosa violenza. Ma Stula è un<br />

pittore dalla sensibilità accesa, è un


La copertina: CUPRILICO, Olio cm. 30x30<br />

Seguono a sinistra il Pittore Armando Stula<br />

Sopra da sinistra a destra.<br />

L’ALTRA META’ DEL SILENZIO, Olio, cm. 30x40<br />

L’ANIMA OSCURA, Olio, cm. 30x40<br />

VOLA IN UN SOGNO, Olio, cm. 30x40<br />

L’OSCURITA’ DEL NULLA, olio, 30x40<br />

Sotto, da sinistra in senso orario:<br />

FRANTUMI DI UN VOLTO, Olio, cm. 30x40<br />

L’INFANZIA DI PACETT, Olio, cm. 0x30<br />

I FIORI DEL SILENZIO, Olio, cm. 30x40<br />

I COLORI DEI FILI DI CRISTALLO, Olio, cm. 30x40<br />

intuitivo che coglie con prontezza la<br />

realtà, ma senza descriverla in maniera<br />

pedante, ma trasfigurandola con la<br />

forza coinvolgente della luce che organicamente<br />

permea i suoi dipinti.<br />

Nelle sue composizioni si avverte la<br />

forza espressiva della sintesi cromatica<br />

aspra e vigorosa in cui il dato decorativo<br />

non si stempera in un superficiale<br />

formalismo, ma diventa tensione<br />

simbolica, poesia germinativa di<br />

sentimenti ed emozioni che nascono<br />

da una realtà così “povera” ma acutamente<br />

stimolante che è creata dal colore<br />

inscindibile dalla sua materica e<br />

sorgiva bellezza. Da cui si riverbera la<br />

luminosa magia espressiva dell’artista.<br />

Teodosio Martucci<br />

ARTECULTURA<br />

3


In questo numero FEBBRAIO 2011<br />

Artisti sul mondo<br />

4 SOMMARIO - PCI<br />

5 RISORGIMENTO POETICO<br />

6 CORRISPONDENZA CULTURALE<br />

8 INTERLUDI<br />

12 INTERLUDI CONTINUAN O<br />

18 IMMAGINI E LUOGHI<br />

19 COMMUNITY<br />

20 LETTERA DA GENOVA<br />

21 CHRISTIAN STEIN<br />

22 GARIBALDI A PALERMO<br />

27 L’ARTE UN REBUS-MONDRIAN<br />

29 QUANDO LE VALCHIRIE<br />

31 L’AUTODIDATTA NELLA STORIA<br />

32 L’O.N.U. E LA TOPONOMASTICA<br />

24 TEMPO D’ARTE<br />

37 LIBRI - BLUCARIATI<br />

38 UMANITA’ POETICA<br />

40 FOTOGRAFARE IL DISARMO<br />

41 ANIMAZIONE POETICA<br />

42 CONCORSI<br />

44 EXPO-AZZURRA<br />

Inserto redazionale:<br />

MOSTRE A MILANO - POSTACATALOGO<br />

- ARTECULTURA è inviata: abbonati di tutta Italia,<br />

gallerie d'arte, critici, musei, scuole, alberghi, di<br />

Milano e categorie specializzate dei professionisti.<br />

- Composizione e impaginazione: redazionali<br />

Fotolito e stampa Press Point<br />

Via L. Cagnola, 35 Abbiategrasso<br />

ERRATA CORRIGE: su <strong>Artecultura</strong>,dicembre 2010, pag. 20 in<br />

LETTERA DA SAVONA di Milena Milani, il dipinto “Labirinto<br />

Viola”di GORGONE, per dubbio invio, è stato erroneamente<br />

riprodotto. Nella foto sopra la sua originale posizione. (<strong>Artecultura</strong>)<br />

4 ARTECULTURA<br />

ARMANDO STULA - MASSIMO<br />

ZUPPELLI - GIOVANNI CHIARA -<br />

AGNELLO - BERTRAND - CELLA -<br />

CIVELLI - COSTANZA - CUZMIN - DA<br />

LORENTEGGIO- D’ESTE - FONDACCI-<br />

GARRO - MANTOVANI - PETTINATO -<br />

PORTELLI - ROSSATO - SASSETTI -<br />

TIMOFEI -VESCO - BONETTO - MAGGIdi<br />

T. Martucci. INSERZIONI: PONTE<br />

ROSSO - CARLA MONTI - CORTINA -<br />

TRAPASSO -STRETTI - VISCONTI<br />

ARTECULTURA<br />

Mensile Manifestazioni Artistiche e Culturali<br />

Registrazione Tribunale di Milano<br />

n. 253 del 6/9/1967 - Registro Nazionale della<br />

Stampa n. 5359 - Direttore responsabile:<br />

Giuseppe Martucci - ARTECULTURA Edizioni<br />

- Codice Fiscale MRT GPP 26M24 G616U<br />

-Partita IVA: 03093710154<br />

- Direzione: via Ciovasso 19 - 20121 Milano<br />

- Tel. 02/864.64.093 -<br />

Fax 02/860.833 - 02/896.573.02<br />

www.artecultura.org<br />

e-mail:info@artecultura.org<br />

Distribuzione gratuita senza impegno fisso di<br />

recapito. Chi lo desidera è pregato di abbonarsi.<br />

- Anno XXXXI n. 2 FEBBRAIO 2011- Spedizione<br />

in Abbonamento. Postale -D.L. 353/2003<br />

(cov. in L. 27/2/2004 n.46) Art. 1, Comma 1,<br />

dcb Milano -In mancato recapito restituire al<br />

mittente impegnato a pagare la tassa.<br />

L'abbonamento (10 numeri annui) per i lettori<br />

che desiderano ricevere al proprio domicilio<br />

ARTECULTURA in modo continuativo. Non<br />

si risponde in caso di mancato recapito non<br />

dovuto ad adempimento della Rivista.<br />

Non si restituisce la quota di abbonamento<br />

quando esigenze di forza maggiore costringessero<br />

la sospensione o la cessazione della pubblicazione.<br />

Finito di stampare il 24-01-2011<br />

Abbonamento annuo<br />

Euro 30,00<br />

Non disdetto tramite raccomandata un mese<br />

prima della scadenza si ritiene tacitamente<br />

rinnovato con invio della nuova quota. Non<br />

valide le disdette effettuate per telefono.<br />

Intestare:<br />

ARTECULTURA<br />

di Giuseppe Martucci<br />

C.C.Postale N. 84356302<br />

Via Ciovasso 19 -20121 Milano<br />

Nel Centro Artistico<br />

Breriano di Milano<br />

Nelle ben disposte sale espositive di<br />

ARTECULTURA<br />

- Esposizioni di mostre culturali<br />

- Servizi redazionali specializzati<br />

di critici e storici d'arte qualificati<br />

- mostre e rassegne ad interesse<br />

nazionale e internazionale<br />

- Consulenza arte contemporanea<br />

stime e perizie<br />

- Edizioni cataloghi d'arte,<br />

autentiche<br />

- sillogi poetiche, libri divulgativi<br />

IL PCI nella<br />

Storia d’Italia<br />

Roma, Acquario Romano<br />

Sino al 6 febbraio<br />

La storia di un partito, ha scritto Gramsci<br />

nei Quaderni del carcere, è storia del suo<br />

paese «da un punto di vista monografico».<br />

Questa mostra, quindi, racconta settant’anni<br />

di storia d’Italia documentandone la parte<br />

ed il ruolo che vi ebbe il Pci. Ma la storia<br />

del Novecento, scriveva ancora Gramsci,<br />

è «storia mondiale», e solo convenzionalmente<br />

si può scrivere la storia nazionale,<br />

a patto che se ne sappiano cogliere le<br />

relazioni con la storia internazionale. La<br />

storia del Pci che qui si racconta è quindi<br />

storia dell’Italia nello scenario della storia<br />

internazionale del XX secolo. La mostra è<br />

basata essenzialmente sul patrimonio<br />

Roma 1947, Manifestazione contro il caro vita<br />

archivistico e documentale della Fondazione<br />

Istituto Gramsci e della Fondazione<br />

Cespe, che sono depositarie degli archivi<br />

del Pci. Si presentano perciò soprattutto<br />

materiali accumulati e conservati nel tempo<br />

dal partito stesso, che rappresentano una<br />

testimonianza della memoria da esso elaborata<br />

e trasmessa. Si potrebbe dire che<br />

nella mostra il Pci viene raccontato attraverso<br />

se stesso e attraverso le tracce documentali<br />

che dirigenti, militanti e popolo<br />

hanno lasciato. Sono inoltre esibiti materiali<br />

selezionati dall’archivio de l’Unità,<br />

dall’archivio del Crs, dall’archivio della<br />

Fondazione Di Vittorio, dall’archivio<br />

dell’Udi, dall’Archivio audiovisivo del<br />

movimento operaio, dall’Istituto Luce, dagli<br />

archivi della Rai.Si è cercato, pertanto,<br />

nell’ambito di un’impostazione prevalentemente<br />

multimediale della mostra, di permettere<br />

più piani di lettura.<br />

Info +39 0697604598


- RISORGIMENTO POETICO -<br />

dall’O.N.U. degli Stati all’O.N.U. dei Popoli?<br />

Sono trascorsi 65 anni da quel<br />

24 ottobre 1945 che segnò la nascita<br />

dell’O.N.U. come decisa volontà di rinascita<br />

per un mondo migliore di quello<br />

che aveva portato all’immane tragedia<br />

del secondo conflitto mondiale.<br />

Cinquanta milioni di morti poi culminati<br />

con il lancio di bombe atomiche<br />

su Hiroshima e Nagasaki. Ma il Disarmo<br />

e la fine delle guerre, che caratterizzavano<br />

il messaggio dell’O.N.U.,<br />

sono stati completamente disattesi.<br />

L’inquietudine che adombra l’odierna<br />

coscienza dell’uomo è sotto gli occhi<br />

di tutti. E specialmente di quelle moltitudini<br />

umane che non parlano mai e<br />

sottaciono per raffinatezza d’animo su<br />

quelli che sono i ripetuti insulti delle<br />

cosiddette rappresentanze burocratiche,<br />

specie quelle delle più alte sfere.<br />

La forma è solo una farsa di una comunicazione<br />

drogata di verticismo che<br />

non sa quello che dice e tantomeno<br />

quello che fa. E sono soprattutto le solite<br />

facce dei “grandi della terra” che<br />

non contenti di apparire a ripetizione<br />

e smisuratamente sui giornali del mondo,<br />

ora si sono anche sfacciatamente<br />

installati sul globo che simboleggia<br />

l’apertura dei quotidiani telegiornali.<br />

Come a significare che gli eterni padroni<br />

del mondo sono loro e che per i<br />

cittadini non esistono considerazioni.<br />

E meraviglia come essenzialmente<br />

dagli stessi Paesi promotori<br />

dell’O.N.U., sia poi stato man mano<br />

tolto all’Istituzione ogni respiro di autentica<br />

animazione di pace. Una tregua<br />

confinata a sopperire alle neutralità<br />

del caso mediante il fragile impiego<br />

dei caschi blu che reggono fin tanto<br />

che i contendenti delle parti non decidono<br />

di nuovo la guerra. O che addirittura<br />

se ne fregano dell’O.N.U. come<br />

il presidente americano Bush con le sue<br />

nuove guerre coloniali, mentre da noi,<br />

in Italia, in un modo o nell’altro, la<br />

televisione ti lascia vedere soprattutto<br />

pistole e croci, ma mai e poi mai una<br />

parola di cultura per un reale Disarmo<br />

come lo intendevano i cristiani senza<br />

gerarchie! E non un papa indorato che<br />

troneggia la sua Giornata Mondiale<br />

della Pace dimenticando che il primo<br />

dei diritti umani è il Disarmo, anche<br />

ignorando, in quanto scomoda, la stessa<br />

Giornata Mondiale del Disarmo.<br />

Poi fingendo di non comprendere che<br />

le religioni hanno diviso il mondo e<br />

che le nuove guerre di religioni la coscienza<br />

non le vuole più per nessuna<br />

ragione. Tant’è che lo stesso Vangelo,<br />

forse, è diventato, obsoleto? E poi, che<br />

senso ha evangelizzare senza nel<br />

contempo animare un Disarmo culturalmente<br />

responsabile? All’uomo odierno<br />

necessitano linguaggi di parole nuove,<br />

vive, che originano e si evolvono<br />

tramite la naturale universalità della<br />

poesia conoscitiva.<br />

Questo perché le finzioni debbono<br />

finire e tutti i popoli della terra<br />

debbono sentirsi uguali nella sicurezza<br />

di ognuno, un valore esistenziale che<br />

non può prescindere che dal Disarmo<br />

culturale, che annulla la schiavitù di<br />

soggiacere al dispotismo di stati atomici<br />

e di armamenti convenzionali<br />

sempre più sofisticati e micidiali. L’uomo<br />

non nasce per uccidere ma per conoscere<br />

le vere finalità della sua esistenza<br />

che azzera ogni criminale stupidità<br />

di potere che da troppo tempo<br />

insanguina il prossimo onesto. Insomma<br />

un Disarmo che quanto meno dovrebbe<br />

primeggiare ed essere discusso<br />

come argomento formativo nelle scuole<br />

di ogni ordine e grado, nelle famiglie<br />

e nei luoghi di lavoro di tutto il<br />

mondo. Anche se noi sappiamo benissimo<br />

che la congiura reazionaria degli<br />

stati il Disarmo culturale lo respinge<br />

di tutto principio. Ma saranno costretti<br />

dalle situazioni di sopravvivenza che<br />

le stesse armi creano, ed a nostra insaputa,<br />

a renderlo inevitabile!<br />

Ai nostri giorni, esistono Internet,<br />

telefonini, telefoni, fax e tanti<br />

altri modi di comunicare con velocità<br />

contro la stupidità del potere capace<br />

solo d’incentivare discriminazioni<br />

quando, ad esempio, ritiene che l’uomo<br />

lombardo abbia qualcosa in più degli<br />

altri nati in altre parti d’Italia o del<br />

mondo. Bassezze provocatorie che tuttavia<br />

hanno il loro peso razzista nel<br />

frammentare l’Italia tramite la diffusione<br />

a-culturale dell’odio. Peraltro<br />

senza comprendere che se tutti sparano<br />

alla fine finiranno anche i nemici.<br />

Così la metafora del vero, per ribadire<br />

che se il Disarmo, non ha potuto raggiungerlo<br />

l’O.N.U. degli Stati, incapaci<br />

a trasformarsi da potere in democrazia<br />

di fatto, potrà essere realizzato<br />

dall’O.N.U. dei popoli. I mezzi di comunicazione<br />

non mancano più come<br />

un tempo. Per cui vi è la maniera diretta<br />

come collaborare per una cultura<br />

del Disarmo, si tratta solo di metterla<br />

in pratica. E nel contempo si suggerisce<br />

all’O.N.U. un referendum mondiale<br />

sull’argomento. L’iniziativa che è<br />

possibile realizzare tramite l’intesa dei<br />

popoli per azzittire tutte le potenze atomiche,<br />

come l’America, La Russia, La<br />

Cina, l’Inghilterra e quante in possesso<br />

di armi nucleari. Tant’è che la Giornata<br />

Mondiale del Disarmo che<br />

<strong>Artecultura</strong> indice ogni anno il 24 ottobre<br />

nella ricorrenza della nascita delle<br />

Nazioni Unite, ha beneappunto questa<br />

finalità: un mondo sociale diverso<br />

dal nostro dove si vivrà senza la paura<br />

della guerra. Il nemico è una malvagia<br />

trovata del potere, sempre più pauroso<br />

di uscire dalle sue fortezze di odio, incapace<br />

di cogliere la bellezza dei fiori<br />

della natura e della naturale spiritualità<br />

umana.<br />

Ma con l’O.N.U. dei Popoli è<br />

oggi possibile per avviare responsabilmente<br />

una Nuova Cultura di valori<br />

umani autentici e non fittizi: ma<br />

noi siamo “uno” e passiamo quindi la<br />

parola ai nostri abbonati, ai lettori di<br />

<strong>Artecultura</strong>, non certo per creare una<br />

nuova gerarchia burocratica, che<br />

schiavizzi la realtà con l’inganno, ma<br />

per sorridere di buon senso, con l’umiltà<br />

di chi non ha nulla da temere se non<br />

l’oppressione dello stato parassitario.<br />

E l’O.N.U. dei popoli a cui è stata data<br />

voce non vuole il capo della vanità con<br />

medagliera ed obelisco, ma solo la primaria<br />

fiducia della reciproca conoscenza<br />

che poi si evolve nella cultura dei<br />

popoli che significa Disarmo con vitale<br />

animazione di Poesia.( <strong>Artecultura</strong>)<br />

ARTECULTURA<br />

5


Corrispondenza Culturale: Enti e Circoli segnalano<br />

DARWIN AVEVA RAGIONE?<br />

SI PUO’ ANCORA PARLARE DI<br />

SELEZIONE DELLA SPECIE?<br />

Il 12 febbraio sarà il Darwin Day, l’evento che<br />

ogni anno ricorda il grande scienziato e si riapre la<br />

polemica sulla portata e sulla validità delle sue<br />

teorie. Un libro uscito di recente per Feltrinelli Gli<br />

errori di Darwin, di Piattelli-Palmarini e Fodor,<br />

si misura con la selezione della specie e trae alcune<br />

conclusioni che sembrano quasi “confutare” la<br />

teoria darwiniana in sé: si può ancora parlare di<br />

“selezione della specie”?Se sì, in che termini?<br />

Quest’opera è stata analizzata in maniera accurata<br />

e brillante su ‘The New York Review of Books’<br />

dal professore Richard Lewontin, che si è spesso<br />

confrontato con le tematiche evoluzionistiche. L’articolo<br />

è apparso anche in italiano sul primo numero<br />

della rivista culturale ‘451’ disponibile in libreria<br />

o al sito www.451online.it.<br />

Lewontin, partendo da una breve sintesi dei principi<br />

su cui si basa l’evoluzione della specie, analizza<br />

le scoperte successive e le correnti di pensiero che<br />

si formarono intorno all’evoluzionismo, con un<br />

linguaggio chiaro, corredando le proprie affermazioni<br />

con esempi pratici, ripresi soprattutto dal<br />

mondo animale e dalle osservazioni sulla natura<br />

che i grandi studiosi hanno compiuto. Ma il punto<br />

più importante del suo breve saggio è quello legato<br />

al libro recensito, cioè alle rivoluzionarie ricerche<br />

di Fodor e Piattelli-Palmarini. Secondo i due<br />

studiosi, sono gli esseri viventi in sé, presi singolarmente,<br />

a essere “selezionati”, con l’insieme completo<br />

di tutte le loro caratteristiche.<br />

Una vera e propria svolta, dunque se Darwin aveva<br />

concluso che la selezione naturale veniva fatta<br />

sulla base di una caratteristica, che avrebbe permesso<br />

ai soggetti che l’avevano di sopravvivere<br />

rispetto a quelli che non l’avevano, n on è così per<br />

Piattelli-Palmarini e Fodor, che arrivano a sostenere<br />

che non è una sola e unica caratteristica che porta<br />

alla sopravvivenza della specie, ma questa insieme<br />

a tante altre. E allora, si può parlare di una<br />

“selezione a favore di” o “selezione di” una determinata<br />

caratteristica? Email: 451@econometrica.it<br />

NEL 2010 GLI AFFAMATI NEL<br />

MONDO CALATI DI 95 MILIONI,<br />

MA SI CONTINUA A MORIRE SIA<br />

DI FAME CHE DI OBESITA’<br />

Secondo la Fao nel 2010 gli affamati sul pianeta<br />

sono diminuiti di 95 milioni. Si tratta di un dato<br />

certamente incoraggiante, ma la situazione alimentare<br />

nel mondo è ancora drammatica e complessa<br />

a causa di problematiche spesso anche paradossalmente<br />

diverse fra loro. Basti pensare che<br />

nello scorso ottobre sono stati organizzati quasi in<br />

concomitanza due eventi legati al tragico problema<br />

della fame e dell’alimentazione, la Giornata dell’Obesità<br />

e la Giornata Mondiale dell’Alimentazione<br />

(rispettivamente il 10 e 16 del mese).<br />

Il professor Andrea Segrè, preside della facoltà di<br />

agraria dell’università di Bologna, ha analizzato la<br />

questione in un articolo apparso sul primo numero<br />

della rivista “451” disponibile in libreria o al sito<br />

451online.it e accompagnato da un video di grande<br />

suggestione fruibile direttamente dalla rivista attraverso<br />

QR o dal sito. Il problema di base è la<br />

squilibrata distribuzione di cibo e ricchezza nel<br />

mondo, che porta a tre conseguenze molto gravi:<br />

l’assenza di cibo (ancora oggi ci sono persone che<br />

muoiono di fame), la malnutrizione (paradossalmente<br />

l’obesità sta aumentando nei paesi poveri,<br />

6 ARTECULTURA<br />

dove ci si nutre di cibo di scarsa qualità, soprattutto<br />

nei centri urbani) e lo spreco di cibo. Segrè tratta<br />

ampiamente questi punti soffermandosi sull’ultimo,<br />

che ci riguarda da vicino: “in Italia (...) emerge<br />

che solo nella distribuzione organizzata nel 2009<br />

sono andate perdute 244.250 tonnellate di cibo<br />

ancora perfettamente consumabile (...) Tanto cibo<br />

da consentire di mettere a tavola - colazione-pranzo<br />

e cena - quasi 1 milione di persone al giorno. Ma<br />

cosa si sta facendo per risolvere (almeno in parte)<br />

questo problema? Stanno nascendo delle realtà<br />

interessanti, fra cui quella fondata da Segrè stesso,<br />

Last Minute Market, un luogo di raccolta e distribuzione<br />

del cibo invenduto nei grossi supermercato<br />

ma ancora ampiamente utilizzabile. E’ un primo<br />

passo importante, ma occorrerebbe una politica del<br />

Paese contro lo spreco.<br />

DAL 13 DICEMBRE IN LIBRERIA E<br />

SU WWW.451ONLINE.IT IL PRIMO<br />

NUMERO DELLA NUOVA RIVISTA<br />

MULTIMEDIALE che si rifà alla formula<br />

di The New York Review of Books.<br />

Si apre con una “Memoria del Risorgimento” di<br />

Gianfranco Pasquino il primo numero di 451, nuova<br />

rivista di letteratura, scienza e arte in libreria dal 13<br />

dicembre 2010 e che può essere letta sul sito<br />

www.451online.it. La rivista fa riferimento alla formula<br />

del The New York Reviewof Books di cui pubblica la<br />

traduzione degli articoli insieme a contributi di<br />

studiosi italiani. Una delle più autorevoli riviste<br />

culturali del mondo per l’elevato livello delle sue<br />

firme e tratta di tutti i campi del sapere. Così fa<br />

anche 451 con articoli che offrono ampie analisi<br />

dei vari argomenti trattati prendendo spunto da<br />

una recente o imminente uscita editoriale, da una<br />

mostra, da un film, da un evento di politica interna<br />

o internazionale. 451, rispetto alle altre riviste<br />

finora disponibili offre una innovazione: per alcuni<br />

articoli sarà disponibile una versione video accessibile<br />

con uno smartphone direttamente dalle pagine<br />

della rivista inquadrando con la fotocamera un<br />

codice QR. I video possono essere visti anche sul<br />

sito www.451online.it - 451@econometrica.it<br />

VENEZIA: INTERNAZIONALE<br />

DEL COLLEZIONISMO - Attesi operatori<br />

ed appassionati da tutta Europa. Cambia<br />

data la seconda edizione del “Salone del Collezionismo”<br />

che si terrà nella Stazione Crociera di<br />

Venezia, Terminal 103, dal 29 aprile al 1 maggio<br />

2011. Una manifestazione organizzata da Adriano<br />

Cattani in collaborazione con VTP Events,<br />

società che gestisce gli spazi espositivi, la Federazione<br />

fra le Società Filateliche Italiane di Rimini,<br />

Poste Italiane e l’Associazione per lo Studio della<br />

Storia Postale di Padova. La rassegna porterà in<br />

laguna, appassionati, estimatori ed esperti da tutta<br />

Italia ed Europa, alla ricerca del pezzo introvabile<br />

per completare la propria collezione. Un evento<br />

che si rivolge ad amanti di francobolli, monete,<br />

carte, stampe, libri antichi e tanti oggetti curiosi e<br />

rari. Nell’ultimo appuntamento erano presenti<br />

oltre 70 espositori dall’Italia, Svizzera, Austria e<br />

Germania con autentiche rarità, tra cui la Raccolta<br />

completa della prima rivista filatelica italiana risalente<br />

al 1874, uscita soli vent’anni dopo l’emissione<br />

del primo francobollo italiano.Due anime<br />

del salone: quella culturale e del collezionismo. Un<br />

appuntamento di grande importanza per un approfondimento<br />

dell’arte e delle sue molteplici realtà<br />

tecniche, stilistiche, culturali.<br />

“LA FELTRINELLI ALLA CEN-<br />

TRALE PER UNA CITTA’ PIU’<br />

CIVILE E PIU’ CREATIVA”<br />

Milano, il 25 novembre 2010, l’Assessore alla<br />

Cultura Massimiliano Finazzer Flory interviene<br />

all’inaugurazione del nuovo store Feltrinelli in<br />

Stazione Centrale. “I libri - dice - da sempre sono<br />

uno strumento per viaggiare attraverso l’immaginazione<br />

e la memoria. La nuova Libreria Feltrinelli<br />

in stazione Centrale è uno straordinario e deduttivo<br />

deposito di memoria e di immaginazione. Il fatto<br />

che Feltrinelli rappresenti un gruppo italiano e<br />

milanese ci riempie d’orgoglio. Grazie e questa<br />

nuova apertura la città ha un’opportunità di essere<br />

più città, più civile più creativa.<br />

MILANO per PINA BAUSCH:<br />

21, 24, 31 gennaio 2011, Palazzo Reale, Sala<br />

Convegni Inside Pina. Tre incontri di analisi delle<br />

opere e del percorso artistico di Pina Bausch a cura<br />

di Marinella Guatterini- 7 e 8 febbraio 2011, Cinema<br />

Gnomo. Vieni, balla con me. Ciclo di film e<br />

video introdotti da Leonetta Bentivoglio - 8,9,10<br />

febbraio 2011, Scuola Paolo Grassi, Master- class<br />

di Cristiana Morganti corso di Teatrodanza della<br />

Scuola Paolo Grassi - 9 febbraio 2011, Chiostro<br />

del Piccolo Grassi Presentazione dello spettacolo<br />

Vollmond (Luna piena) con l’Assessore alla<br />

Cultura del Comune di Milano Massimiliano<br />

Finazzer Flory e Leonetta Bentivoglio. - 10, 11,<br />

12, 13 febbraio 2011, Piccolo Teatro Strehler<br />

Vollmond (Luna piena) Tanztheater Wuppertal<br />

Pina Bausch - 11, 12, 13 febbraio 2011, Elfo<br />

Puccini, sala Bausch Moving with Pina. Conferenza<br />

danzata sulla poetica, la tecnica, la creatività<br />

di Pina Bausch di e con Cristiana Morganti. - 12<br />

febbraio 2011, Piccolo Teatro Studio Expo Luna<br />

piena a Milano. Conversazione di Leonetta<br />

Bentivoglio con Dominique Mercy e Peter Pabst<br />

del Tanztheater Wuppertal, introduce l’Assessore<br />

alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano<br />

Finazzer Flory.<br />

Il Design degli spazi espositivi<br />

“Exhibit Design” atelier-workshop giunto alla<br />

settima edizione. ISAD - Istituto Superiore di Architettura<br />

e Design, la scuola milanese dell’Interior<br />

Design, propone anche in quest’ anno accademico<br />

il workshop per la progettazione di spazi espositivi<br />

e allestimento mostre. Il workshop, rivolto a<br />

progettisti e designer o studenti che abbiano nozioni<br />

di progettazione, ha la durata complessiva di 36<br />

ore suddivise in una parte introduttiva teorica e una<br />

parte pratica di progettazione. Corso EXHIBIT<br />

DESIGN, durata 36 ore, 12 lezioni di 3 ore ciascuna<br />

con cadenza settimanale il venerdì orario 9,30-<br />

12,30. Inizio 21 gennaio 2011 fine 15 aprile 2011.<br />

Costo Euro 1.750 + IVA. Sede ISAD - Istituto<br />

Superiore di Architettura e Design - Via Balduccio<br />

da Pisa 16, 20139 Milano, www.isafd.it.<br />

Arte e musica contemporanea: suggestioni<br />

e ‘corrispondenze’ dall’Espressionismo<br />

agli anni Settanta.<br />

Quattro incontri con Gian Paolo Minardi e Simona<br />

Tosini Pizzetti. Gli incontri si terranno ogni giovedì,<br />

dalle 17 alle 19, presso la Galleria Centro<br />

Steccata, a partire dal 16 febbraio al 10 marzo<br />

2011. Il costo del corso di Arte e musica contemporanea<br />

è di euro 200,00. L’iscrizione dovrà essere<br />

effettuata entro il 15 gennaio 2011, presso la Galleria<br />

Centro Steccata, Via Garibaldi 23 (interno),


Corrispondenza Culturale: Enti e Circoli segnalano<br />

Parma tel. 0521/285118, orari: tutti i giorni<br />

( festivi esclusi)10,30 - 13,00 / 15,30-1930<br />

Info: tel. 0521-285118.<br />

TORNA MODENANTIQUARIA,<br />

“UNICA” TRA LE MOSTRE MER-<br />

CATO D’ALTRO ANTIQUARIATO.<br />

Da 12 al 20 febbraio si rinnova l’appuntamento<br />

con Unica-Modenantiquaria, la manifestazione<br />

internazionale di alto antiquariato che inaugura la<br />

sua XXV edizione a ModenaFiere. La Kermesse<br />

modenese si è affermata come una delle mostre<br />

mercato più apprezzate d’Europa grazie alla rarità<br />

dei suoi tre saloni: Modenantiquaria, Excelsior e<br />

Petra. Dal 12 al 20 febbraio 2011: nei tre saloni che<br />

compongono l’esposizione - Modenantiquaria,<br />

Excelsior e Petra - si alternano le proposte più<br />

prestigiose delle selezionatissime 200 gallerie che<br />

hanno reso la manifestazione internazionale di<br />

Modenantiquaria sinonimo di eleganza e originalità.<br />

Dal 1987 la manifestazione rappresenta lo<br />

scenario puntuale ed approfondito del mercato<br />

dell'arte antica riservando ogni anno grandi sorprese<br />

ad un pubblico esclusivo ed esigente. In questa<br />

edizione gli organizzatori desiderano rendere protagonista<br />

dell' evento il vissuto e l'immagine degli<br />

antiquari, dedicando alla loro elevata professionalità<br />

la manifestazione stessa, attraverso un nutrito<br />

calendario di inediti eventi.<br />

info@studiolobo.it - tel.0522-631042<br />

CIVICO 103<br />

Contestualmente all’apertura della mostra Lo<br />

spazio del sacro, con la quale Marco Pierini<br />

inaugura la nuova stagione espositiva della<br />

Galleria Civica di Modena, esce il n. 1 della rivista<br />

Civico 103, pubblicata in prima edizione in<br />

occasione della tre giorni di eventi organizzata lo<br />

scorso settembre per il festivalfilosofia 2010 dal<br />

titolo Governare il caso.<br />

MAESTRI DEL CONTEMPORA-<br />

NEO: LA STORIA DELL’ARTE<br />

RACCONTATA IN MUSEO.<br />

DAL 31 GENNAIO 2011.<br />

Riprendono “I lunedì alla Gamud”, quest’anno<br />

con una nuova proposta didattica. Con cadenza<br />

quindicinale dal 31 gennaio 2011 si avvierà un<br />

ciclo di sette lezioni curato da Fabio Belloni e dal<br />

titolo Maestri del contemporaneo: la storia<br />

dell’arte raccontata in Museo. Si tratta di un corso<br />

volto a ripercorrere le vicende della ricerca artistica<br />

del Novecento mediante lezioni frontali e visite<br />

mirate alle opere del Museo. Mediante un<br />

linguaggio accessibile, il ciclo si propone di offrire<br />

un panorama organico ed esaustivo a quanti -<br />

appassionati, studenti o insegnanti - desiderano<br />

approfondire i temi della ricerca estetica succedutisi<br />

durante il secolo passato. La partecipazione<br />

prevede un biglietto cumulativo di euro 10.<br />

L’entrata ai singoli incontri, altrimenti è consentita<br />

con un biglietto di euro 2,50. Info: 0432 295891<br />

CORSI DI ALTA FORMAZIONE<br />

PROFESSIONALI IN MEDIAZIONE<br />

FAMILIARE E DEI CONFLITTI<br />

INTERPERSONALI<br />

Gli sbocchi professionali sono reali perché il titolo<br />

conseguito qualifica i partecipanti al master come<br />

operatori professionisti della mediazione in campo<br />

privato, pubblico e come consulenti presso i<br />

tribunali. Il Corso di Torino fornisce la formazione<br />

sulla Mediazione Familiare e sui conflitti Interpersonali<br />

mentre il corso di Caserta solamente<br />

sulla Mediazione Familiare. Il percorso formativo<br />

prevede due moduli di lezione frontali: modulo<br />

teorico con l’analisi degli aspetti socio-familiari,<br />

storico-antropologici, psicologico-relazionali,<br />

identitari, giuridico normativi, economico patrimoniali<br />

e etico-pratici; modulo pratico per<br />

l’esame del processo di mediazione in tutti i suoi<br />

aspetti, secondo approcci dominanti ed insegnando<br />

specificatamente le tecniche della conduzione dei<br />

percorsi mediativi. I corsi hanno durata annuale e,<br />

oltre alle ore di formazione frontale, prevedono<br />

anche seminari, stages, studio e tirocinio, per un<br />

totale di circa 1500 ore a corso. info@me-dia-re.it<br />

3938584373 Dott. Maurizio D’Alessandro.<br />

Corso in Pratiche Curatoriali e Arti<br />

Contemporanee. Il Corso in Pratiche<br />

Curatoriali e Arti Contemporanee è finalizzato alla<br />

formazione specifica della figura professionale del<br />

Curatore, la cui rilevanza nell’ambito del sistema<br />

artistico-culturale ed espositivo, è sempre più<br />

determinante. Il corso si propone di formare<br />

operatori nel settore dell’arte contemporanea con<br />

una specifica preparazione nel campo delle attività<br />

curatoriali di mostre e eventi artistici e culturali.<br />

La figura del “Curatore per l’arte contemporanea”<br />

nasce in connessione con la storia più recente delle<br />

arti visive, con il contesto sociale/economico e<br />

culturale, con le concezioni storico-critiche e<br />

teoriche più recenti. La formazione nel settore delle<br />

arti visive è considerata connessa a conoscenze di<br />

scienze e storia sociale, filosofia, sociologia,<br />

semiotica, economia. Attraverso un percorso<br />

multidisciplinare verranno impartite nozioni di<br />

allestimento, strategie della comunicazione (on line<br />

e off line), organizzazione e pianificazione<br />

progettuale, gestione delle risorse finanziarie,<br />

gestione delle risorse umane, marketing, analisimetodo-gestione<br />

della sponsorizzazione, management.<br />

Il corso ha una struttura di circa 200<br />

ore a cui faranno seguito la realizzazione di un<br />

progetto. Le lezioni si tengono tutti i giorni presso<br />

la sede dell’Accademia Belle Arti di Venezia, dal<br />

lunedì al sabato. info@aplusa.it<br />

OTTOBRATA<br />

Ci sono luoghi che per interesse storico, caratteristiche<br />

ambientali e paesaggistiche, sembrano<br />

naturalmente deputati a ispirare gli artisti e le loro<br />

opere. E’ questo il caso della Puglia. Qui nasce il<br />

progetto di arte contemporanea “Ottobrata”<br />

ideato da Lino Sinibaldi e Antonella Spano,<br />

curato dalla Galleria Bonomo Bari e promosso<br />

dalla Masseria Torre Coccaro, che si avvale del<br />

patrocinio del FAI Fondo Ambiente Italiano-<br />

Delegazione di Bari. Questo progetto di residenza,<br />

modello già ampiamente diffuso all’estero, è<br />

finalizzato alla produzione di opere ispirate e<br />

realizzate sul luogo. Con “Ottobrata ”prende<br />

inizio un appuntamento annuale che vede il coinvolgimento<br />

di artisti invitati ad ideare e produrre<br />

opere ispirate e fortemente connesse all’ambiente<br />

circostante. L’iniziativa punta a sensibilizzare e<br />

valorizzare i linguaggi artistici contemporanei<br />

coniugando tradizioni e cultura grazie al sostegno<br />

di uno dei punti di eccellenza dell’ospitalità<br />

pugliese, alla Masseria Torre Coccaro situata a<br />

Savelletri di Fasano (Brindisi) di proprietà della<br />

famiglia Muolo. Info: tel.080 4829310<br />

ASTE-Aste...<br />

Galleria Pace srl<br />

Galleria d’Arte-Casa d’Aste- casa Editrice<br />

Stiamo raccogliendo le opere per l’ASTA n° 93<br />

(arte moderna contemporanea e dell’ottocento)<br />

del 24 marzo 2011 -ore 21.00<br />

La raccolta terminerà il 5 febbraio 2011. Potete<br />

contattarci direttamente ai nostri uffici (02/<br />

65.90.147 r.a.) oppure inviarci una e-mail con<br />

immagini e schede delle opere allegate. Vi forniremo<br />

gratuitamente le valutazioni. In caso di<br />

invenduto nessuna spesa. Assicurazione ed ogni<br />

responsabilità a nostro carico<br />

pace@galleriapace.com Tel. 02-6590147<br />

Galleria Poleschi casa d’aste<br />

Milano, Foro Bonaparte 68 tel. 02-89459 708<br />

info@poleschicasadaste.com - E’ iniziata la raccolta<br />

opere per la prossima ASTA di Arte Moderna<br />

e Contemporanea MAGGIO 2011 - ATTENZIO-<br />

NE : nessuna spesa in caso di invenduto. Le opere<br />

rimarranno sotto nostra custodia assicurativa dal<br />

momento del ritiro fino al termine dell’asta senza<br />

nessuna spesa aggiuntiva. Stime e valutazioni gratuite.<br />

Pagamento opere entro 35 gg lavorativi.<br />

GIULIO PAOLINI<br />

Confermando ancora una volta la continuità della<br />

grande tradizione dei “Ristoranti dell’Arte” a Venezia,<br />

l’ormai storico premio Internazionale di Grafica<br />

Do Forni, giunge quest’anno alla sua 25°<br />

edizione. L’apposita commissione ha deciso di<br />

attribuire il Premio di questa edizione a Giulio<br />

Paolini, uno dei maggiori esponenti della scena<br />

dell’arte contemporanea internazionale.<br />

PREMIO ACEA ECOART<br />

Al concorso, curato da Laura Cherubini, Eugenio<br />

Viola e Alfredo Cramerotti, sono giunte seicento<br />

iscrizioni dagli artisti che si sono espressi con opere<br />

di fotografia ed elaborazioni digitali, videoarte,<br />

pittura, scultura, installazioni e performance. Queste<br />

opere andranno ad aggiungersi alle precedenti<br />

650 opere già raccolte nella precedente edizione,<br />

EcoArt Contest 2009 che hanno dato vita a GAD<br />

- Green Art Database, un archivio internazionale<br />

online che documenta il movimento artistico della<br />

green art, consultabile sempre sul sito del progetto.<br />

Tel. 0039-06.83605226<br />

ART AROUND THE WORLD:<br />

IL SOGNO DI UN VIAGGIO<br />

INTORNO AL MONDO.<br />

Milano, novembre 2010. L’artista Alessandro<br />

Gedda ha presentato lo scorso 25 novembre 2010<br />

presso la Biblioteca Circolo degli Artisti a Torino<br />

(via Bogino 9, presso Palazzo Graneri della Roccia),<br />

il suo più grande progetto artistico:<br />

ART AROUND THE WORLD.<br />

E’ uscito<br />

TESTUALE 47-48 + QUADERNO 13 (Alberto<br />

Cappi). Integralmente leggibile e scaricabile in<br />

www.testualecritica.it<br />

Eventualmente richiedere i volumi alla redazione<br />

TESTUALE<br />

ABBONAMENTI ARTECULTURA<br />

Per il ruolo che svolge abbisogna di<br />

molti abbonati quindi l’invito a sostenere<br />

la Rivista in completa autogestione!<br />

ARTECULTURA<br />

7


INTERLUDI D'ARTE<br />

Remo Salvadori, Continuo Infinito Presente<br />

(Foto Daniel Soutif)<br />

Alberto Giacometti, SCULTURA<br />

INTERLUDI D’ARTE<br />

Dentro l’Ultima Cena:<br />

il Tredicesimo testimone (allestimento)<br />

INVITO AL VIAGGIO<br />

PARTE 2 - PROPOSTE DALLA<br />

COLLEZIONE DEL MUSEO<br />

Milano, Museo Pecci, dal 17 febbraio<br />

Dal 17 febbraio 2011 il Centro per l’arte<br />

contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta<br />

la seconda parte del progetto INVITO<br />

AL VIAGGIO / PROPOSTE DALLA COL-<br />

LEZIONE DEL MUSEO ospitato nello spazio<br />

milanese del Museo di Ripa di Porta<br />

Ticinese. Le opere di Loris Cecchini, Enzo<br />

Cucchi, Remo Salvadori e Gilberto Zorio<br />

- artisti a cui in passato il museo pratese ha<br />

dedicato ampie mostre personali - si inseriscono<br />

all’interno del percorso espositivo<br />

tracciato nella prima parte del progetto e si<br />

affiancano agli “ambienti” di Pinot<br />

Gallizio, Fabio Mauri, Mario Merz e<br />

Superstudio, aggiornando e integrando la<br />

collezione in vista dell’esposizione permanente<br />

delle opere nel Museo di Prato.<br />

Il percorso espositivo si struttura come un<br />

vero e proprio INVITO AL VIAGGIO, concepito<br />

sia come tema comune alle opere<br />

selezionate sia come metafora dello spostamento<br />

spaziale e temporale del museo,<br />

ovvero della sua proposta per un’esplorazione<br />

fisica e mentale da parte del pubblico<br />

che è invitato a esplorare la Caverna<br />

dell’antimateria (1959) di Pinot Gallizio,<br />

atterrare sulla Luna (1968) di Fabio Mauri,<br />

farsi avvolgere dalla Spirale (1990) di Mario<br />

Merz o proiettarsi nella Supersuperficie<br />

(1971-72) di Superstudio. Da febbraio 2011<br />

il percorso proposto si arricchisce ulteriormente<br />

- con la proliferazione immaginifica<br />

di Steelorbitalcocoons (2009) di Loris<br />

Cecchini, il bassorilievo emblematico Senza<br />

titolo. Montagna (1989) di Enzo Cucchi,<br />

l’anello cosmico Continuo infinito presente<br />

(1997) di Remo Salvadori e l’alchemica<br />

Canoa (1984) di Gilberto Zorio - andando<br />

a delineare un’inedita panoramica dell’arte<br />

italiana degli ultimi cinquant’anni con<br />

particolare riferimento al tema letterale e<br />

simbolico del viaggio. In tal modo la sede<br />

distaccata del Museo Pecci Milano si propone<br />

come un ALTRO SPAZIO, indicato<br />

letteralmente e fisicamente dall’installazione<br />

al neon di Massimo Uberti collocata in<br />

situ su una parete del cortile d’ingresso. Un<br />

invito ad andare e a pensare. Info 0574/5317<br />

8 ARTECULTURA<br />

ALBERTO GIACOMETTI.<br />

Lessico famigliare.<br />

Gallarate, Museo MAGA<br />

5 marzo - 5 giugno 2011<br />

Sculture, dipinti, disegni. Tutti mai esposti<br />

in pubblico da quando hanno lasciato lo<br />

studio parigino di Alberto Giacometti, una<br />

delle icone del Novecento. Saranno esposti<br />

nella mostra “Alberto Giacometti Lessico<br />

famigliare” al MAGA di Gallarate dal 5<br />

marzo al 5 giugno. A promuoverla è la<br />

Fondazione Galleria d’Arte Moderna e<br />

Contemporanea Silvio Zanella, presieduta<br />

da Angelo Crespi, con la direzione di Emma<br />

Zanella, direttrice del MAGA.<br />

La mostra è curata da Michael Peppiatt,<br />

autore di “In Giacometti’s Studio”, libro<br />

nel quale documenta la ricognizione da lui<br />

compiuta nell’archivio prima inesplorato<br />

di uno dei rami della famiglia, ricognizione<br />

che è alla base anche di questa preziosa<br />

rassegna.<br />

Gli eredi di Giacometti gli hanno infatti<br />

accordato il permesso di esaminare la collezione,<br />

pubblicare a lavori ultimati un<br />

nuovo libro, e procedere alla catalogazione<br />

delle opere in vista della mostra al MAGA.<br />

“E’ un materiale - afferma Peppiatt - che<br />

getta nuova luce sul modo di lavorare di<br />

Giacometti, “afflitto da una specie di<br />

compulsione al bozzetto. Tanto da schizzare<br />

sulla prima pagina di France Soir dei<br />

nudi di Christine Keeler, la showgirl che<br />

fece tremare l’establishment britannico<br />

degli anni Sessanta quando venne riconosciuta<br />

come l’amante del Tory John Profumo.<br />

Il quotidiano, datato 1963, portava in<br />

prima pagina un articolo sul piccante affair.<br />

La mostra al MAGA tuttavia non si limita<br />

a documentare e presenta insieme a disegni,<br />

a schizzi, ben 40 sculture ed una importante<br />

selezione di dipinti. Una storica mostra<br />

con una vasta collezione.<br />

Informazioni ulteriori tel 0331.706018-19<br />

comunicazione@museomaga.it<br />

UNA MOSTRA<br />

SULL’ULTIMA CENA<br />

DI LEONARDO<br />

Al Castello di Vigevano<br />

30 ottobre 2010 - 1° maggio 2011<br />

Il capolavoro vinciano è al centro di<br />

un’inedita rilettura che attraverso strumenti<br />

e archivi interattivi e multimediali,<br />

offre al pubblico un viaggio imperdibile<br />

alla scoperta della storia e dei misteri di<br />

una delle opere simbolo dell’arte.<br />

Nelle Scuderie ducali del Castello di<br />

Vigevano è allestito un percorso che, grazie<br />

a sofisticati strumenti interattivi e digitali,<br />

offre al visitatore un’innovativa rilettura<br />

del Cenacolo di Leonardo da Vinci, regalandogli<br />

il ruolo di spettatore privilegiato -<br />

quasi a fianco dei dodici apostoli - nella<br />

scoperta dei molteplici significati che quest’opera<br />

racchiude; da qui il titolo della<br />

mostra: DENTRO L’ULTIMA CENA : IL<br />

TREDICESIMO TESTIMONE.<br />

L’iniziativa promossa dalla “Leonardo 2015<br />

srl” e dal Consorzio A.S. - Agenzia per lo<br />

Sviluppo Territoriale di Vigevano, realizzata<br />

da Euphon, Gruppo Mediacontech e da<br />

Studio Azzurro, col patrocinio del Comune<br />

di Vigevano, della Provincia di Pavia, col<br />

contributo della Fondazione Banca del<br />

Monte di Lombardia e della Regione Lombardia,<br />

e la collaborazione di Civita, Electa,<br />

Ubi-Banca Popolare Commercio & Industria,<br />

è parte integrante del progetto<br />

“Leonardo e Vigevano” iniziato nel 2008<br />

con un fitto programma di mostre, laboratori,<br />

esperienze multimediali, percorso storico-ambientale,<br />

degustazioni e acquisto di<br />

prodotti agricoli, coniugando la valorizzazione<br />

dei beni culturali con la capacità<br />

attrattiva del territorio.<br />

Il Tredicesimo testimone è concepito come<br />

uno strumento di analisi del capolavoro<br />

vinciano, conservato nel refettorio del convento<br />

di Santa Maria delle Grazie a Milano,<br />

e conduce i visitatori a relazionarsi in<br />

prima persona con l’opera leonardesca.<br />

Accanto a momenti di approfondimento e<br />

di analisi storico-filologiche, l’allestimento<br />

privilegia il canale emozionale mediante<br />

multimediali interattività. Tel.0381-692037


INTERLUDI D'ARTE<br />

Luigi Presicce, Annunciazione di Pitagora agli<br />

acusmatici ( Courtesy The Artist )<br />

Bolla, Cappio3ok 2-1<br />

INTERLUDI D'ARTE<br />

Gerz, Long, Moro, Penone, Arte in Memoria<br />

MOSTRA 2° EDIZIONE DI<br />

EMERGING TALENTS<br />

TALENTI EMERGENTI<br />

Firenze, Centro Cult.Contemporanea<br />

19 <strong>Febbraio</strong> -1 Maggio 2011<br />

L’esposizione propone i lavori dei 16 giovani<br />

artisti selezionati da 4 tra i più affermati<br />

critici e curatori italiani. Una successiva<br />

selezione, operata da una giuria<br />

internazionale, premierà uno di essi col<br />

finanziamento di una pubblicazione<br />

monografica. La proclamazione del vincitore<br />

a verrà il 18 febbraio 2011.<br />

Dopo il successo del 2009, il CCCS -<br />

Centro di Cultura Contemporanea Strozzina<br />

- Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze<br />

presenta la seconda edizione di Talenti<br />

Emergenti: un premio e una mostra per<br />

offrire a giovani artisti italiani l’opportunità<br />

di promuovere il loro lavoro e per fornire<br />

a pubblico e critica la possibilità di<br />

monitorare il panorama artistico contemporaneo<br />

italiano. Il vincitore sarà annunciato<br />

nel corso dell’inaugurazione della<br />

mostra, e riceverà in premio il finanziamento<br />

della Fondazione Palazzo Strozzi<br />

per una monografia dedicata al suo lavoro,<br />

pubblicata da Silvana editoriale.<br />

Le opere di tutti i 16 candidati verranno<br />

esposte negli spazi della Strozzina, dal 19<br />

febbraio al 1°maggio 2011, fornendo l’occasione<br />

per il pubblico di conoscere nuove<br />

ricerche e tendenze dell’arte contemporanea<br />

italiana.<br />

La selezione dei partecipanti che, secondo<br />

il regolamento dell’iniziativa, devono essere<br />

italiani e con una età compresa tra i 25<br />

e i 35 anni, è stata affidata ad un comitato<br />

scientifico composto da Luca Massimo<br />

Barbero (direttore del MACRO di Roma),<br />

Chiara Bertola (direttore dell’Hangar-<br />

Bicocca di Milano), Andrea Bruciati (direttore<br />

della Galleria Civica d’Arte Contemporanea<br />

di Monfalcone) e Giacinto Di<br />

Pietrantonio (direttore della GAMEC di<br />

Bergamo), ognuno dei quali ha selezionato<br />

quattro artisti. Durante il periodo d’apertura<br />

previsto un calendario di lectures per il<br />

pubblico Info: tel. 055-2645155<br />

KMO11<br />

Arti a Torino, 1995-2011<br />

Inaugurazione 11 febbraio<br />

Una mostra-evento per raccontare le contaminazioni<br />

tra arti visive, architettura,<br />

cinema, letteratura e non solo, avvenute a<br />

Torino dal 1995 a oggi.<br />

E’ possibile utilizzare per una mostra d’arte<br />

il modello di un consumo sostenibile a<br />

filiera corta noto come “chilometro zero”?<br />

La risposte è si se la mostra nasce per<br />

dimostrare che è possibile dar vita ad<br />

un’esposizione di alto livello con un budget<br />

ridotto e attingendo esclusivamente alle<br />

risorse artistiche del proprio territorio di<br />

riferimento.<br />

Ecco dunque nascere KM011, la mostraevento<br />

che inaugurerà l’11 febbraio prossimo<br />

a Torino presso il Museo di Scienze<br />

Naturali di via Giolitti 36, un progetto<br />

ideato da Luca Beatrice e prodotto dalla<br />

Regione Piemonte che intende raccontare<br />

al pubblico le straordinarie contaminazioni<br />

tra arti visive, architettura, cinema, letteratura,<br />

che hanno accompagnato la trasformazione<br />

di Torino dal 1995 a oggi, da città<br />

della grande industria a distinta iniziativa<br />

della cultura contemporanea.<br />

Questo percorso comincia negli anni ‘90: in<br />

uno dei decenni più difficili della sua storia,<br />

ma allo stesso tempo un momento<br />

particolarmente creativo e stimolante, Torino<br />

rafforza la propria identità di città<br />

laboratorio, incubatrice delle sperimentazioni,<br />

nucleo di attrazione per la cosiddetta<br />

“nuova classe creativa”.<br />

“KM011 vuole essere una mostra ”a chilometro<br />

zero” - dichiara Luca Beatrice - dopo<br />

anni di prestigiose vetrine internazionali<br />

che non hanno lasciato molto sul territorio.<br />

Negli ultimi anni Torino si è dato un limite:<br />

creare una fitta rete sistemica e museale<br />

senza investire né valorizzare a sufficienza<br />

le ricchezze della produzione locale. Questa<br />

mostra intende fare l’opposto (...). Informazioni<br />

ulteriori tel. 347-4020062<br />

ARTE IN MEMORIA 6<br />

Ostia Antica-Roma<br />

30 gennaio - 3 aprile 2011<br />

In occasione della Giornata della Memoria<br />

2011, domenica 30 gennaio torna alla<br />

Sinagoga di Ostia Antica l’appuntamento<br />

biennale con Arte in memoria, la rassegna<br />

di arte contemporanea di respiro internazionale<br />

a cura di Adachiara Zevi, organizzata<br />

dalla Fondazione VOLUME!<br />

La mostra, alla sua sesta edizione, è promossa<br />

da: Ministero per i Beni e le Attività<br />

Culturali - Soprintendenza Speciale per i<br />

Beni Archeologici di Roma Sede di Ostia;<br />

PABAAC - Direzione generale per il paesaggio,<br />

le belle arti, l’arte contemporanee,<br />

Assessorato alle Politiche Culturali della<br />

Provincia di Roma, Municipio Roma XIII.<br />

La mostra si avvale del patrocinio dell’Unione<br />

delle Comunità Ebraiche Italiane<br />

e del contributo dell’Ambasciata della<br />

Repubblica Federale di Germania in Italia.<br />

Gli artisti invitati ad intervenire quest’anno<br />

sono: Jochen Gerz, Richard Long,<br />

Liliana Moro, Giuseppe Penone.<br />

Come per le elezioni precedenti le opere<br />

sono realizzate appositamente per la Sinagoga<br />

di Ostia Antica, una delle più antiche<br />

testimonianze archeologiche dell’ebraismo<br />

della Diaspora (1 secolo d.C.). L’idea dell’iniziativa<br />

nasce dalla storia della Sinagoga<br />

di Stommeln, in provincia di Colonia,<br />

sopravvissuta al nazismo, dove dal 1990<br />

ogni anno un artista è invitato a creare un<br />

lavoro originale per il luogo.<br />

Arte in memoria partecipa alla Giornata<br />

della Memoria, istituita dai parlamenti europei<br />

nella data di apertura dei cancelli di<br />

Auschwitz, con la convinzione che un progetto<br />

sulla memoria non debba attestarsi a<br />

un livello meramente simbolico e commemorativo,<br />

ma trovare una continuità nel<br />

tempo, impegnando ogni volta artisti diversi<br />

a cimentarsi con un tema così drammaticamente<br />

attuale e con un luogo così significativo<br />

dal punto di vista storico, artistico e<br />

simbolico. Il catalogo di Arte in memoria 6<br />

sarà presentato in occasione della chiusura<br />

della mostra. Bilingue e graficamente conforme<br />

ai precedenti, contiene un saggio<br />

della curatrice e le immagini delle opere<br />

esposte nella Sinagoga di Ostia dal 30 gennaio<br />

al 3 aprile 2011.Info: tel.06-56358099<br />

ARTECULTURA<br />

9


INTERLUDI D'ARTE<br />

Djambu Barra Barra, Four Names for Kangaroo, 2003<br />

Antonio del Pollaiolo, Ercole e L’Idra,<br />

Firenze, Galleria Degli Uffizi<br />

INTERLUDI D’ARTE<br />

Osvaldo Licini, Amalasunta con trombetta su fondo giallo<br />

DREAMTIME. Lo stupore<br />

dell’arte aborigena<br />

MAN_Museo d’Arte Provincia Nuoro<br />

11 febbraio - 26 giugno 2011<br />

SEGNI COME SOGNI.<br />

Licini. Melotti e Novelli<br />

fra astrazione e poesia<br />

Catania, Fondazione Puglisi Cosentino<br />

6 febbraio - 12 giugno 2011<br />

DREAMTIME, per quantità (oltre 290 lavori)<br />

e soprattutto per la qualità delle opere<br />

proposte, si offre come la più completa<br />

esposizione mai presentata in Italia sull’arte<br />

aborigena australiana. Ad ospitare<br />

questo evento davvero eccezionale sarà<br />

dall’11 febbraio al 26 giugno, la Sardegna<br />

e il MAN di Nuoro in un gioco di rimbalzi<br />

che mette a sistema siti archeologici e<br />

musei etnografici di una parte dell’isola.<br />

L’esposizione si avvale della massime<br />

collaborazioni istituzionali da parte italiana<br />

e australiana ed ha come “garante di<br />

qualità” il Koorie Heritage Trust, unico<br />

organismo riconosciuto a livello internazionale<br />

per la valorizzazione e lo studio<br />

delle culture aborigene.<br />

“Per DREAMTIME, sottolineano i curatori,<br />

il KHT ha direttamente selezionato le<br />

opere, certificandone così la provenienza.<br />

Tutti i saggi destinati al catalogo Marsilio<br />

sono stati redatti dagli esperti del KHT e<br />

certificati dal punto di vista antropologico,<br />

sociale e culturale: una garanzia mai sino<br />

ad oggi offerta per nessuna mostra internazionale.<br />

Va evidenziato come quella che<br />

giungerà in Sardegna sarà la più numerosa<br />

collezione di lavori aborigeni che abbia mai<br />

lasciato l’Australia, opere non rappresentative<br />

della solita tradizione area del Western<br />

Desert ma di un territorio vastissimo,<br />

da Victoria fino al Qeensland, provenienza<br />

che consente di mostrare le profonde differenze<br />

fra tribù che si riflettono sui loro<br />

manufatti”. Non fosse che per questo,<br />

DREAMTIME godrebbe del carattere di<br />

eccezionalità tra le mostre dedicate alla<br />

cultura aborigena al di fuori del continente<br />

australe. Ma ciò che certamente affascinerà<br />

il pubblico italiano sarà l’originalità del<br />

linguaggio espressivo, i colori ipnotici, gli<br />

archetipi che hanno solcato immutati 40<br />

mila anni, dal Tempo del Sogno ad oggi. Una<br />

qualche affinità con la cultura sarda<br />

primigenia. Info: Tel e Fax +39 0784 252110<br />

10 ARTECULTURA<br />

ERCOLE IL FONDATORE<br />

Brescia, Museo Santa Giulia<br />

11 febbraio - 12 giugno 2011<br />

Per la prima volta, un’esposizione rilegge<br />

in maniera sistematica, dall’antichità pagana<br />

al Rinascimento, il mito dell’eroe<br />

greco, considerato il fondatore della città.<br />

L’esposizione, curata da Marco Bona<br />

Castellotti e Antonio Giuliano, coadiuvati<br />

da un comitato scientifico composto da<br />

Marco Bona Castellotti, Matilde de Angelis<br />

d’Ossat, Lucilla de Lachenal, Vincenzo<br />

Farinella, Paola Faroni, Irene Favaretto,<br />

Antonio Giuliano, Elena Lucchesi Ragni,<br />

Carla Maria Monti, Francesca Morandini,<br />

Angelo Tartuferi, promossa dal Comune di<br />

Brescia, prodotta e organizzata da Fondazione<br />

Brescia Musei e Artematica, col patrocinio<br />

della Regione Lombardia e del<br />

Ministero degli Affari Esteri, presenterà<br />

una preziosa selezione di opere archeologiche,<br />

medioevali, e rinascimentali che<br />

rappresentano un’articolata e rara campionatura<br />

dei temi legati alla figura di<br />

Ercole. Sarà, ad esempio, la fronte del<br />

sarcofago conservata a Palazzo Altemps di<br />

Roma, tra gli esemplari più belli dell’avanzata<br />

età imperiale, a illustrare il mito delle<br />

dodici fatiche erculee. La rappresentazione<br />

della leggenda di una tra le più conosciute<br />

figure della mitologia greco-romana si trova<br />

anche su oggetti d’uso, come la Coppa<br />

d’argento del Museo Nazionale di Napoli,<br />

mentre il suo ritratto a figura intera appare<br />

in uno dei pezzi più preziosi fra quelli<br />

conservati in Italia, il bronzo ritrovato nel<br />

santuario di Sulmona e oggi nel Museo<br />

Nazionale Archeologico di Chieti. Altre<br />

opere che testimoniano le fatiche provengono<br />

dai Musei Vaticani, come il frammento<br />

di lastra in terracotta raffigurante Ercole<br />

e l’Idra, conservato al Museo Gregoriano<br />

Etrusco. Info: 800775083<br />

Accanto alla grande antologica dedicata a<br />

Carla Accardi, la Fondazione Puglisi<br />

Cosentino propone a Palazzo Valle un secondo,<br />

prezioso appuntamento espositivo.<br />

E’ quello con le 27 selezionatissime opere<br />

di “Segni come sogni. Licini, Melotti e<br />

Novelli fra astrazione e poesia”. La mostra<br />

è curata da Gabriella Belli e Alessandria<br />

Tiddia e organizzata dalla Fondazione<br />

presieduta da Alfio Puglisi Cosentino in<br />

collaborazione con il MART - Museo di arte<br />

contemporaneo di Trento. “Segni e sogni”<br />

avrà gli stessi orari e la medesima durata<br />

della mostra di Accardi, ovvero dal 6 febbraio<br />

al 12 giugno, così come unico sarà il<br />

biglietto di ingresso. Cosa accomuna due<br />

pittori come Osvaldo Licini (Monte Vidon<br />

Corrado (AP), 1894-1958) e Gastone Novelli<br />

(Vienna 1925 - Milano, 1968), e uno<br />

scultore come Fausto Melotti (Rovereto,<br />

1901 - Milano, 1986)? Non l’appartenenza<br />

a una medesima stagione artistica ma una<br />

comune vocazione lirica attraverso lo sviluppo<br />

di una dimensione antivolumetrica,<br />

che potrebbe essere declinata nelle parole<br />

della leggerezza, del gioco, della fantasia.<br />

Licini e Melotti appartengono a quella generazione<br />

che più direttamente ha desunto<br />

da Klee e Kandinsky i modi dell’astrazione<br />

lirica, ma condividono con il più giovane<br />

Novelli il rifiuto della solidità costruttivista<br />

in favore di una libertà espressiva che attinge<br />

alla fantasia e all’inconscio, e all’ironia come<br />

serbatoi di immagini e visioni.<br />

Nelle Amalasunte di Licini come ad esempio<br />

nella piccola ma straordinaria Amalasunta<br />

con trombetta su fondo giallo (1949)<br />

ritroviamo l’ironia surrealista che rende lo<br />

spazio luogo dello stupore analogamente a<br />

quanto rilevano le sculture di Melotti, come<br />

Nel deserto (1977) o Le contrade (1977),<br />

risultato di una creatività fluida e ricca di<br />

humor. Una leggiadria ironica che accomuna<br />

i lavori di questi due artisti. Informazioni:<br />

+39 095 7152228


INTERLUDI D'ARTE<br />

INTERLUDI D'ARTE<br />

De Chirico, Archeologi, tempera-uovo su tela Odilon Redon, La Liseuse, pastello su carta 37x29 Bestie, un immaginario fantastico<br />

GIORGIO DE CHIRICO<br />

Un maestoso silenzio<br />

Trieste, Castello di Miramare<br />

3 dicembre 2010-27 febbraio 2011<br />

L’iniziativa promossa da Galatea ArteAssociazione<br />

Culturale, organizzata da<br />

Tadino Arte Contemporanea, in collaborazione<br />

con la Soprintendenza per i<br />

beni storici, artistici ed etnoantropologici<br />

del Friuli Venezia Giulia, curata da Roberto<br />

Alberton e Silvia Pegoraro, presenta 90<br />

opere - settanta dipinti, e una ventina tra<br />

disegni, acquerelli e inchiostri - realizzate<br />

nella prima metà del Novecento da uno dei<br />

maestri assoluti dell’arte Contemporanea.<br />

Il percorso espositivo prende avvio dagli<br />

anni Dieci del XX secolo, con capolavori<br />

quali La grande Tour del 1915, Enigma<br />

della partenza del 1914, Tempio di Apollo<br />

a Delfi del 1909-1910, o Vaso di Crisantemi<br />

del 1912. Proprio quello della piazza<br />

rappresenta uno dei temi cardini della<br />

Metafisica. De Chirico libera questo spazio,<br />

tradizionalmente luogo d’incontro, e lo<br />

rende vuoto, quasi irriconoscibile, dove il<br />

passato e il presente s’intrecciano dando<br />

vita a un tempo sospeso, fino a diventare un<br />

palcoscenico popolato da Muse, Manichini,<br />

Statue, Oracoli, Arianne.<br />

In quegli anni l’artista inseguiva un nuovo<br />

linguaggio, che si differenziasse dagli<br />

stilemi impressionisti o dalle nuove ricerche<br />

cubiste e futuriste, e che lo portasse a una<br />

originale rappresentazione e a sintetizzare<br />

le suggestioni provenienti dalla cultura<br />

classica della natia Grecia, e dalla scoperta<br />

del pensiero di Nietzsche e Schopenhauer.<br />

Nei suoi intenti, che anticiparono con rigore<br />

quegli elementi che sono alla base<br />

dell’espressività contemporanea, c’è il<br />

rifiuto dell’antropomorfismo, che consisteva,<br />

come affermava lo stesso De Chirico”<br />

nel sopprimere completamente l’uomo come<br />

punto di riferimento, come mezzo per<br />

esprimere un simbolo, sensazione o<br />

pensiero. Info: 02 36568129<br />

Da Renoir a Sam Szafran<br />

Percorso di un collezionista<br />

Fondation Pierre Gianadda Martigny<br />

Sino al 12 giugno 2011<br />

Collezionista discreto, il proprietario di queste<br />

opere ha negli anni spesso collaborato<br />

con le esposizioni della Fondation Gianadda<br />

e questa volta ha consentito di dare un più<br />

ampio accesso ai suoi tesori, mettendo a<br />

disposizione tutta la sua collezione all’interno<br />

della quale sono state selezionati 120<br />

capolavori, dipinti e disegni, per raccontare<br />

l’evoluzione della pittura da Jean-Baptiste<br />

Corot e Eugène Boudin fino ai nostri giorni.<br />

Nel corso di questo tempo le trasformazioni<br />

estetiche si sono succedute ad un ritmo tale<br />

da poter essere paragonate a quelle del Rinascimento<br />

delle arti nella Firenze del XV<br />

secolo. Questa effervescenza creativa corrisponde<br />

perfettamente al gusto del nostro<br />

collezionista. Egli è molto sensibile al fascino<br />

del colore in generale, sia esso frutto di<br />

una osservazione attenta della natura o di un<br />

pensiero artistico puramente astratto. Il visitatore<br />

potrà così osservare la pittura che si<br />

libera in modo progressivo dal reale e privilegia<br />

quindi l’espressione di una visione<br />

individuale, sempre più lontana dal motivo<br />

che l’ha ispirata. L’impressionismo e il<br />

postimpressionismo hanno giocato un ruolo<br />

fondamentale in questa evoluzione. Essi sono<br />

quindi ben rappresentati in questa panoramica<br />

che traccia una breve storia della pittura<br />

lungo gli ultimi centovent’anni.<br />

I capolavori non mancano in questa collezione:<br />

segnaliamo un luminoso nudo di Renoir,<br />

Gabrielle. Nu ou jeune fille couchée en buste<br />

(1905-1909), uno splendido Claude Monet,<br />

Nymphèas (1914-1917), Julie au violon<br />

dipinto nel 1893 da Berthe Morisot, e un<br />

vigoroso carboncino di Edgar Degas ed altri.<br />

L’interesse di una collezione privata è dato<br />

dalla sua coerenza e dalla sua completezza,<br />

ma anche dalle scelte di cui è riflesso e che<br />

rivelano le preferenze di una persona. I filoni<br />

privilegiati qui sono chiari (...). Info:<br />

031.269393 - www.gianadda.ch<br />

BESTIE. Animali reali e<br />

fantastici nell’arte europea dal<br />

Medioevo al primo Novecento<br />

Caraglio, il Filatoio<br />

26 febbraio - 5 giugno 2011<br />

Una mostra come quella proposta dal 26<br />

febbraio al 5 giugno 2011 al Filatoio di<br />

Caraglio non si è mai vista, e non solo in<br />

Italia.<br />

L’Associazione Culturale Marcovaldo, la<br />

Regione Piemonte, il Conseil Général des<br />

Alpes de Haute Provence che l’hanno promossa,<br />

l’hanno affidata ad Alberto Cottino<br />

e Andreina d’Agliano, due specialisti che,<br />

per l’occasione, si sono circondati di un<br />

comitato scientifico di grande levatura. Nel<br />

tentativo di dare una possibile “sistematizzazione”<br />

ad un argomento così<br />

tentacolare, i curatori hanno diviso la grande<br />

rassegna per temi, individuando in decine<br />

di musei e collezioni italiane di grande<br />

prestigio una notevole selezione di dipinti,<br />

sculture, arti applicate per esemplificarli.<br />

Si prende avvio dagli animali sacri alla<br />

tradizione cristiana: da quelli legati alla<br />

Madonna, all’iconografia dei Santi (fra questi<br />

il leone, l’aquila e il toro per gli evangelisti<br />

Marco, Giovanni e Matteo; il leone per<br />

San Girolamo; il cervo per Sant’Eustachio<br />

o il lupo e gli uccelli per San Francesco<br />

d’Assisi), alla raffigurazione dello Spirito<br />

Santo in forma di colomba. Ma anche gli<br />

animali che accompagnano molti momenti<br />

tra i più salienti del Vecchio e del Nuovo<br />

Testamento.<br />

Dal sacro al profano, o meglio ad un altro<br />

ambito del sacro, quello della mitologia<br />

della caccia: la figura di Diana cacciatrice<br />

“protegge” simbolicamente le raffigurazioni<br />

di episodi tratti dalla mitologia greca e<br />

romana, per giungere al rituale tipicamente<br />

“ancien régime” della caccia praticata da<br />

principi e nobili. Info: n.verde 8003290329<br />

ARTECULTURA11


INTERLUDI continuano INTERLUDI continuano<br />

JODICE - So far so long.<br />

La Galleria Umberto Di Marino di Napoli<br />

presenta sino al 5 febbraio 2010 la nuova<br />

personale di Francesco Jodice dal titolo so<br />

far, so long. La sua ricerca ha sempre insistito<br />

sulla costruzione di networks come<br />

modalità di lavoro e cifra distintiva della<br />

sua pratica artistica, avvalendosi del contributo<br />

offerto da sociologi, giornalisti, filosofi,<br />

urbanisti e altre professionalità presenti<br />

nel territorio di cui si occupa, per concentrarsi<br />

sui diversi aspetti dell'urbanesimo<br />

sempre più intrinsecamente correlati ai<br />

comportamenti adattivi di ciascuna società,<br />

in grado di cambiare l'equilibrio sociopolitico<br />

di un sistema. Info 081 060 93 18.<br />

WINTER WONDER ART<br />

La Galleria AMMANN di Locarno presenta<br />

WINTER WONDER ART, una grande collettiva<br />

con artisti internazionali. L’esposizione<br />

è in programma sino al 20 febbraio<br />

2011. Espongono artisti internazionali della<br />

scena europea contemporanea come<br />

Hellmut Bruch, Austria, Ursula Götz, Svizzera,<br />

Emil Müller, Svizzera, Harald<br />

Schmitz-Schmelzer, Germania, Nicole<br />

Schmölzer, Svizzera, e lo special guest<br />

Giovanni Vetere, Italia. La galleria<br />

Ammann, una delle più dinamiche nel panorama<br />

artistico ticinese. Telef. +41<br />

0917513333 info@ammannart.ch<br />

PERILLI - Segno spazio e forma<br />

Dal 23 dicembre 2010 al 20 febbraio 2011<br />

presso la Galleria Opera Arte e Arti di<br />

Matera si tiene la mostra di Achille Perilli<br />

“Segno spazio e forma” opere scelte 1957-<br />

2008, fondatore del movimento internazionale<br />

“Forma”. La mostra, curata da Achille<br />

Perilli stesso e Luca Barsi, presenta oltre<br />

20 opere, dagli anni cinquanta all’inizio<br />

degli anni novanta: un percorso che attraversa<br />

tutte le fasi più significative della<br />

ricerca dell’artista, dalle prime frammentazioni<br />

geometriche alle “instabili”<br />

geometrie. Info+39 0835256473, +39<br />

0835256473 (fax) info@operait.com<br />

PADIN<br />

Oltre il muro tra utopia e trasgressione.<br />

In tutti questi anni l’artista uruguaiano,<br />

attivo sin dal 1967 nell’ambito della poesia<br />

visuale ha continuato, con tutti i modi e<br />

gli strumenti possibili a sua disposizione,<br />

a credere e a sperare nella libertà, nell’uguaglianza<br />

di tutti gli esseri umani, a<br />

prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla<br />

razza, dall’appartenenza etnica, politica, religiosa,<br />

e anche dalla condizione sociale e<br />

economica. Sicuramente è un artista interessante<br />

soprattutto per il continuo apporto<br />

alle problematiche sociali e umane svolte<br />

in tanti anni di lavoro. La mostra è in programmazione<br />

sino al 31 marzo 2011 alla<br />

12 ARTECULTURA<br />

Ophen Virtual Art Gallery di Salerno. Info<br />

+39 0895648159 , +39 0895648159 (fax)<br />

bongiani@alice.it<br />

CANDIDA HOFER /<br />

KUEHN MALVEZZI<br />

La Galleria Marabini di Bologna presenta<br />

la terza mostra personale dell’artista tedesca<br />

Candida Höfer presso gli spazi bolognesi<br />

dell’ex-chiesa della Neve. Candida<br />

Höfer/Kuehn Malvezzi, questo il titolo<br />

dell’exhibition, porterà per la prima volta<br />

in Italia nove opere fotografiche che l’artista<br />

Candida Höfer, una delle più importanti<br />

figure della Scuola di Düsseldorf, ha realizzato<br />

dal 2002 ad oggi. I lavori, frutto della<br />

collaborazione tra la fotografa e gli architetti<br />

berlinesi Kuehn Malvezzi, vogliono<br />

sottolineare la possibilità di uno scambio<br />

tra architettura, fotografia e presentazione.<br />

Info +39 0516447482<br />

RUGGIERO - Mind the gap<br />

E’ stata inaugurata venerdì 21 gennaio<br />

2011, alle ore 18.00, negli spazi della galleria<br />

Oltre Dimore di Bologna la mostra<br />

personale di Giovanni Ruggiero dal titolo<br />

“Mind the Gap”, a cura di Raffaele<br />

Gavarro. “Mind the Gap”, “Attenzione al<br />

Vuoto”, è l’ironico avvertimento che titola<br />

l’installazione di Giovanni Ruggiero, realizzata<br />

appositamente per Oltre Dimore,<br />

che occupa l’intero spazio della galleria<br />

ostruendola e creando al suo interno un<br />

nuovo e differente ambiente. Sino al 5<br />

marzo. Info +39 051331217<br />

FABIO MAURI<br />

Un sognatore della ragione<br />

Dal 3 dicembre 2010 al 27 febbraio 2011,<br />

alle Scuderie del Castello di Miramare di<br />

Trieste si tiene la mostra, in omaggio a<br />

Fabio Mauri (1926-2009), Un sognatore<br />

della ragione che presenta una serie di grandi<br />

installazioni, tra cui opere storiche quali<br />

Linguaggio è guerra del 1975, I numeri<br />

malefici del 1978, oltre alla più recenti<br />

Cina ASIA Nuova, 1996 e Rebibbia del<br />

2006.L’iniziativa, curata da Roberto<br />

Alberton e Studio Fabio Mauri (associazione<br />

per l’arte Esperimento del mondo),<br />

organizzata da Ta dino Arte Contemporanea<br />

è parte del progetto Dalla Metafisica<br />

all’Arte che, fino al 27 febbraio 2011,<br />

vedrà le Scuderie del Castello di Miramare,<br />

ospitare anche l’esposizione che racconta<br />

il percorso creativo di Giorgio de Chirico.<br />

Info 040 224 143<br />

ORI ANTICHI<br />

DALLA ROMANIA<br />

Grazie alla presenza di ricche miniere<br />

d’oro, già nel XVII secolo a.C. l’antica<br />

Romania fu caratterizzata da una produzione<br />

artistica di altissimo livello legata al<br />

prezioso metallo. E ora una mostra eccezionale<br />

porta per la prima volta in Italia un<br />

nucleo consistente degli antichi tesori romeni,<br />

ospitati dal 17 dicembre al 3 aprile<br />

2011 ai Mercati di Traiano di Roma. Tra di<br />

essi risaltano gli oggetti prodotti dai Daci,<br />

la popolazione resa celebre dalla conquista<br />

dei Romani guidati dall’imperatore<br />

Traiano, all’inizio del II secolo d.C. La scelta<br />

dei reperti è quindi prestigiosa ed insieme<br />

con un forte valore simbolico, vista la<br />

presenza della Colonna di Traiano, innalzata<br />

a Roma proprio dopo la conquista della<br />

Dacia ed emblema di unione tra le due<br />

culture. Info 060608<br />

NINA FISHER<br />

& MAROAN EL SANI<br />

Lunedì 21 febbraio 2011 alle ore 18.00, la<br />

Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma presenta<br />

per la prima volta in Italia il lavoro<br />

degli artisti tedeschi Nina Fischer &<br />

Maroan el Sani. Saranno esposte per l’occasione<br />

cinque fotografie di grande formato<br />

accompagnate da disegni e bozzetti che<br />

testimoniano la nascita, l’evolversi e lo<br />

svolgimento del loro progetto realizzato ad<br />

hoc per questa esposizione al Palazzo dei<br />

Congressi di Roma. La ricerca di Nina<br />

Fischer & Maroan el Sani si pone da sempre<br />

al confine tra video, fotografia, installazione<br />

e intervento performativo. Dal 21<br />

febbraio al 30 aprile. Info 06688 91936<br />

MICHAEL DEAN<br />

La nostra permanenza quotidiana<br />

Nomas Foundation presenta La nostra permanenza<br />

quotidiana, la prima mostra personale<br />

di Michael Dean (Newcastle Upon<br />

Tyne, UK, 1977) a Roma. La nostra permanenza<br />

quotidiana è un dialogo fra voci<br />

che si confrontano sui concetti di permanenza<br />

e temporaneità, storia e immanenza,<br />

corrispondenze fisiche e intermittenze<br />

emozionali.In risposta alle stratificazioni<br />

che restituiscono visivamente il passare<br />

della storia nella città di Roma, l’artista<br />

incentra la sua riflessione sull’elemento<br />

della colonna nella sua materialità e<br />

immaterialità. Sino al 25 febbraio 2011<br />

Info 0686398381<br />

PIETRO PAOLO PINNA<br />

Lady Marmalade<br />

Il sacro ha sempre ispirato l’uomo e gli artisti,<br />

in quest’ottica va letta anche la mostra<br />

Lady Marmalade di Pietro Paolo Pinna,<br />

una rilettura ironica delle sacre<br />

iconografie e dei suoi meccanismi comunicativi<br />

attraverso il medium fotografico.<br />

Lady marmalade compone una complessa<br />

triangolazione che per accumulo si rifrange<br />

in un altrettanto poliedrico, sorprendente<br />

e pirandelliano “gioco delle parti”. Mostra


INTERLUDI continuano INTERLUDI continuano<br />

in programma alla Galleria One Piece<br />

Contemporary Art di Roma. Dal 21 gennaio<br />

al 21 febbraio. Info +39 063244575<br />

+39 063244575 (fax)<br />

LEONARDO DA VINCI<br />

Ritratto di Musico<br />

È una staffetta virtuosa quella che si sta<br />

svolgendo ai Musei Capitolini a Roma tra<br />

Michelangelo Buonarroti e Leonardo da<br />

Vinci, i due Maestri per eccellenza del Rinascimento<br />

italiano. Mentre lo scorso 10<br />

dicembre si è conclusa l’esposizione del<br />

bozzetto in terracotta “I due lottatori” di<br />

Michelangelo, dall’11 dicembre 2010 al<br />

16 febbraio 2011 nell’Esedra del Marco<br />

Aurelio, sempre a Roma, - viene presentato<br />

il celebre “Ritratto di musico” di<br />

Leonardo da Vinci, unico ritratto maschile<br />

del Maestro conservato al mondo e mai<br />

uscito prima dalla Veneranda Biblioteca<br />

Ambrosiana di Milano.<br />

Info +39 0639967800<br />

LUIGI NERVI<br />

Architettura come sfida<br />

Roma, 14 dicembre 2010. Ingegnere, architetto,<br />

costruttore ma anche scrittore,<br />

docente universitario, inventore. A Pier<br />

Luigi Nervi (Sondrio 1891 – Roma, 1979)<br />

il MAXXI di Roma dedica un’ampia mostra,<br />

aperta al pubblico dal 15 dicembre<br />

2010 al 20 marzo 2011. Pier Luigi Nervi.<br />

Architettura come sfida. Roma: ingegno e<br />

costruzione presenta un ritratto a 360 gradi<br />

del grande talento italiano, con un inedito<br />

focus sulle opere realizzate per le<br />

Olimpiadi di Roma 60, di cui quest’anno<br />

ricorre il Cinquantenario: il Palazzetto dello<br />

Sport al Flaminio, lo Stadio Flaminio, il<br />

Palazzo dello Sport all’EUR e il viadotto<br />

di Corso Francia. Info+39 0639967350 ,<br />

+39 0632101829 (fax)<br />

SAN REMO STORY<br />

60 anni di canzone in mostra<br />

Tecnologia, multimedialità e rock’n’roll:<br />

sono questi gli ingredienti di “Sanremo<br />

story. 60 anni di canzoni in mostra ” progetto<br />

espositivo ideato da Pepi Morgia, allestito<br />

da Gruppo Eventi di Vincenzo<br />

Russolillo e organizzato dalla Zerodiecieventi<br />

di Mara De Assis Silva che ha<br />

inaugurato l’8 dicembre negli spazi sovrastanti<br />

il Music Store del Porto Antico di<br />

Genova. La mostra, che sarà aperta al pubblico<br />

tutti i giorni fino al 19 febbraio 2011,<br />

in contemporanea con la chiusura dell’edizione<br />

2011 del Festival di Sanremo, intende<br />

celebrare i sessant’anni della più nota<br />

rassegna musicale italiana ripercorrendo un<br />

itinerario che attraverso le canzoni, i personaggi,<br />

i luoghi che lo hanno alimentato,<br />

i cambiamenti e l’evoluzione dei costumi<br />

del nostro Paese. Info 39 0108938046<br />

L’AFRICA<br />

DELLE MERAVIGLIE<br />

Curata da Ivan Bargna e Giovanna Parodi<br />

da Passano con la collaborazione di Marc<br />

Augé, la mostra, che ha sede principale a<br />

Palazzo Ducale di Genova e una consistente<br />

sezione al Castello d’Albertis, sempre a<br />

Genova, raccoglie un insieme notevole, per<br />

quantità (più di 300 pezzi) e qualità estetica,<br />

di opere di arte africana tradizionale<br />

(prevalentemente maschere e statuette<br />

lignee). Opere in gran parte inedite, provenienti<br />

da importanti collezioni private<br />

italiane. Sino al 5 giugno 2011<br />

Info+39 0105574000 , +39 0105574001<br />

ECCELLENZE DI DESIGN<br />

L’esposizione, che matura su una serie di<br />

ricerche compiute a partire dagli anni ’80<br />

del secolo scorso, e che ha individuato<br />

materiali interessantissimi prodotti soprattutto<br />

a partire dagli anni ‘30/’40, punta a<br />

mostrare “eccellenze” di manufatti , che<br />

portano le firme prestigiose di autori che<br />

oggi consideriamo fra i massimi progettisti<br />

del ‘900: da Franco Albini a Carlo Enrico<br />

Rava, da Gio Ponti a Ico Parisi e tanti<br />

altri.Autori presenti : Eero Aarnio, Franco<br />

Albini, Werner Blaser, Paolo Buffa, Raffaella<br />

Crespi, Carlo De Carli, Pininfarina<br />

Extra, Bruno Munari, Ico Parisi, Giò Ponti,<br />

Franco Purini, Carlo Enrico Rava,<br />

Umberto Riva, Aldo Rossi, Afra e Tobia<br />

Scarpa, Antonio Scoccimarro, Ettore<br />

Sottsass, Sven Staaf, Ilmari Tapiovaara,<br />

Guglielmo Ulrich. Cantù, Ex Basilica di<br />

sant’Ambrogio. Sino al 17 aprile.<br />

ATTILIO DEL COMUNE<br />

1960-2000<br />

Nel decennale della morte di Attilio Del<br />

Comune il Museo di Fotografia Contemporanea<br />

di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo<br />

(MI) dedica al fotografo, del quale<br />

conserva l’intera opera (circa 100.000 immagini,<br />

tra stampe e negativi, che datano<br />

dalla fine degli anni Cinquanta al 2000),<br />

una mostra incentrata sul ritratto, il tema<br />

sul quale egli ha più lungamente e appassionatamente<br />

lavorato. In mostra cinque ricerche<br />

molto importanti dell’autore: Jazz<br />

Portrait (anni '60), Ambrosiani (1985), La<br />

scena artistica milanese (1987), Famigliona<br />

(1984), Doppio ritratto (1995),<br />

in forma di proiezione. Sino al 20 marzo.<br />

Info +39 026605661<br />

ASTRATTISMO ITALIANO<br />

Capolavori della Collezione Fiocchi:<br />

da Balla a Sol Le Witt<br />

Dopo decenni di abbandono, uno dei monumenti<br />

più significativi dell’archiettura<br />

fortificata rinascimentale, il Forte Malatesta<br />

di Ascoli Piceno, torna ad essere luogo<br />

destinato alla fruizione culturale e lo fa<br />

con una mostra che porta per la prima volta<br />

fuori delle pareti domestiche una delle<br />

più significative e intriganti collezioni private<br />

di arte del Novecento. Sino al 6 marzo.<br />

Info+39 0736298213 ,<br />

info@ascolimusei.it<br />

MODIGLIANI Ritratti dell’Anima<br />

Un centinaio di opere d’arte fra disegni,<br />

oli, sculture e poi fotografie, taccuini, lettere,<br />

cartoline e persino le pagelle scolastiche<br />

di Amedeo Modigliani (Livorno 1884<br />

– Parigi 1920) ricostruiscono al Castello<br />

Ursino (Museo Civico) di Catania, dall’11<br />

dicembre all’11 febbraio 2011, per la<br />

mostra“Modigliani, ritratti dell’anima”, il<br />

percorso artistico e umano del grande genio<br />

toscano: un itinerario, quello della sfera<br />

affettiva e delle sue ripercussioni sull’opera,<br />

mai indagato sinora. A fare da<br />

viatico il “Diario della madre”, una sorta<br />

di giornale di famiglia che Eugénie Garsin-<br />

Modigliani cominciò a scrivere nel 1886.<br />

Infor. Telefono 095345830<br />

sito web www.comune.catania.it<br />

DALLE ICONE A KAZIMIR<br />

MALEVIC - Capolavori dal Museo<br />

Russo di San Pietroburgo<br />

La mostra è promossa dal Ministero della<br />

Cultura della Federazione Russa con il<br />

Museo Russo di San Pietroburgo e dal<br />

Ministero per i Beni e le Attività Culturali<br />

Italiano con la Soprintendenza di Firenze<br />

e la Galleria d’arte moderna di Palazzo<br />

Pitti, ed è stata realizzata con il contributo<br />

dello sponsor unico Morgan Stanley. L’Andito<br />

degli Angiolini ospiterà una selezione<br />

di 40 dipinti provenienti dal prestigioso<br />

Museo Russo. Dal 7 febbraio al 30 aprile.<br />

Firenze, Palazzo Pitti. Info+39 0552388601<br />

TONY CRAGG -<br />

In 4D dal fluire alla stabilità<br />

Merano arte presenta nel 2011, in occasione<br />

del decennale dalla fondazione, un progetto<br />

espositivo sull'artista britannico Tony<br />

Cragg, uno dei maggiori rappresentanti<br />

della scultura contemporanea. In mostra,<br />

per la cura di Valerio Dehò, circa quaranta<br />

opere in vetro, bronzo, acciaio, plastica,<br />

legno, trent'anni di produzione dell'artista,<br />

dagli anni ’80 a oggi. La varietà dei lavori<br />

esposti testimonia la dimestichezza di<br />

Cragg con linguaggi anche molto differenti,<br />

benché accomunati dalla scelta della<br />

scultura come mezzo espressivo.<br />

La mostra è una coproduzione di Merano<br />

arte con la Fondazione Musei Civici di<br />

Venezia in collaborazione con la Galleria<br />

Michela Rizzo, Venezia.Il catalogo è curato<br />

da Silvio Fuso, John Wood e Valerio<br />

Dehò ed edito da Marsilio. Kunst Meran/o<br />

Arte. Dal 12 febbraio al 29 maggio.<br />

Info + 39 0473212643<br />

ARTECULTURA<br />

13


Mariuccia<br />

Stretti<br />

PITTRICE DEL MARE<br />

Anna<br />

Trapasso<br />

“Nannì”<br />

PITTRICE<br />

MEDITERRANEA<br />

Carla<br />

Monti<br />

UNA POETICA<br />

EVOCATIVA<br />

Più di una volta <strong>Artecultura</strong> si è<br />

occupata della tavolozza di Mariuccia<br />

Stretti che nella visuale artistica<br />

tonalizza il blu Mediterraneo, quello<br />

estivo per intendersi, quando la foschia<br />

marina della calura incolora le acque<br />

di un blu sanguigno, un po’ prussiano,<br />

di cui è difficile non aggraziarsi<br />

l’immensa robustezza della poetica.<br />

Uno spessore ed un’ampiezza di<br />

sentimento colorato di vitalità che<br />

lasciano già intuire Mariuccia Stretti<br />

nata nel mare di Liguria. Quel Golfo<br />

dei Poeti che solo chi per natura ha<br />

una simile origine, può dipingere nel<br />

modo che contraddistingue l’opera<br />

peculiare. (Marpanoza)<br />

e-mail: mariuccia.stretti@gmail.com<br />

Mariuccia Stretti:<br />

“VELE IN VERDE”<br />

Tecnica mista, acrilico su tela, cm. 40x50<br />

Tra l’azzurro del cielo e il verde della<br />

campagna s’inserisce un terzo elemento<br />

dato dal pensiero che caratterizza<br />

il dipinto di una semplificazione<br />

formale che rende invitante<br />

ciò che in verità potrebbe essere una<br />

complessa filosofia. Ma l’arte - si dice<br />

- esprime solo una soggettiva emozione<br />

come se questa originasse da un<br />

mondo distaccato, fuori dal cosmo.<br />

Ma così non è, poiché l’insieme della<br />

materia e dei concetti che la spiritualità<br />

umana tramite la memoria<br />

inserisce tra l’autentico e l’infinito del<br />

tempo, originano l’armonia che è<br />

qualcosa ben diversa dalla soggettiva<br />

emozione.<br />

Nel dipinto che Anna Trapasso riproduce<br />

questo mese, sull’emblematica<br />

concettualità il discorso<br />

accennato si pensa che abbia la sua<br />

piena attinenza. Di tanto perché la<br />

campagna del dipinto viene attraversata<br />

da una strada facente anche<br />

titolo dell’opera. E trattasi di una<br />

strada silente ed abbastanza oblunga<br />

nel suo pagliarino acredine che si<br />

pensa venga intuito come momento<br />

di un preciso pensiero mediterraneo.<br />

Un dipinto che incontra la sua più e-<br />

satta congenialità espressiva appagante<br />

circa un pensiero manifesto<br />

nella poetica tra scrittura e colore.<br />

Marpanoza<br />

info: www.annatra.it<br />

E’ da qualche tempo che <strong>Artecultura</strong><br />

non riproduceva un ritratto della<br />

pittrice Carla Monti animata da un<br />

ampio fare pittura contemporanea di<br />

ricerca simbolico-paesistico. Di quella<br />

facoltà d’estro che permette alla<br />

pittrice di vivere il suo stimolo creativo<br />

a tutto tempo e le sue cose che danno<br />

armonia al mondo. In febbraio 2011,<br />

per la fascetta dedita alla pittrice,<br />

dipinge un olio su tavola di cm. 70x60<br />

dal titolo “Marcellino”<br />

Una figura di adolescente che l’intuizione<br />

somatico-fenomenologica realizza<br />

di congenialità creativa: viso<br />

aperto dagli occhi parlanti e capelli di<br />

promettente studioso, le mani congiunte<br />

d’interrogazione e la mente<br />

incline a ricerca di futura conoscenza.<br />

Gli aspetti salienti di un rispecchio<br />

sensitivo scavato nel cielo della<br />

psicologia del profondo, veste così la<br />

figura di un elegante fascino classico.<br />

Marpanoza<br />

Carla Monti vive e opera a Milano<br />

Studio: Via Fano 120161 Milano<br />

Cell. 3803110156<br />

Fax 02/664.00592<br />

WWW.CarlaMonti.it<br />

e-mail: info@carlamonti.it<br />

Carla Monti:“MARCELLINO”<br />

Olio su tavola, cm. 70x60<br />

Anna Trapasso:<br />

“LA STRADA” 2000<br />

Olio su tela<br />

14 ARTECULTURA


Luisa<br />

Visconti<br />

NELL’ANIMO<br />

DELL’ACQUARELLO<br />

Come si è potuto apprendere lo scorso<br />

numero, l’acquarello della pittrice<br />

Luisa Visconti è un qualcosa fuori<br />

dalla normalità della tecnica. La<br />

dovizia si presenta una misteriosa<br />

atmosfera lasciando intendere che tra<br />

natura e storia, tra cielo e vegetazione<br />

non sussistono separazioni di sorta.<br />

Ma è un tuttuno come si presenta la<br />

realizzazione del suo acquarello<br />

riprodotto dal titolo “Torrente Loana”.<br />

Dipinto nel quale si movimenta di<br />

calma creativa l’architettura del ponte<br />

e le pietre che giacciono di allegro<br />

silenzio sull’acqua chiaro-azzurrina<br />

del torrente che vive la sua essenza<br />

nei naturali colori del mondo, la sua<br />

primigenia festa in tonalità di scandita<br />

limpidezza d’animo creativo. Un<br />

acquarello che non si manifesta tanto<br />

per invito di passione, quanto per<br />

quella facoltà a dipingere per innata<br />

condizione pittorica che sa realizzarsi<br />

ben al di là della nozione e degli<br />

schemi. Un riporto della realtà resa<br />

viva e trasparente di natura per quel<br />

valore che unisce l’animo al moto del<br />

mondo.<br />

Marpanoza<br />

Luisa Visconti<br />

“ TORRENTE LOANA”<br />

Acquarello, cm. 31X41<br />

CORTINA<br />

A R T E<br />

Via MAC MAHON, 14 (Cortile int.7)<br />

20155 MILANO -ITALIA<br />

Tel/Fax 02/33607236<br />

Cell. 0337/86628<br />

E-mail: artecortina@artecortina.it<br />

PERMANENZE<br />

GIUSEPPE BANCHIERI<br />

ALBERTO BIASI<br />

DINO BUZZATI<br />

GIANCARLO CAZZANIGA<br />

GIANCARLO CERRI<br />

GIOVANNI CERRI<br />

ROBERTO CRIPPA<br />

DADAMAINO<br />

FORTUNATO DEPERO<br />

MARCELLO DUDOVICH<br />

LUCIANO MINGUZZI<br />

BEPI ROMAGNONI<br />

PAOLO SCHIAVOCAMPO<br />

EMILIO TADINI<br />

*<br />

Inaugurazione mostre ore 18,30<br />

1- 12 febbraio 2011<br />

MARINA<br />

CENTONZE<br />

Altrove<br />

Marina Centonze, Altrove<br />

Seguono<br />

MAESTRI<br />

DELLA GALLERIA<br />

GALLERIA<br />

GALLERIA<br />

PONTE<br />

PONTE<br />

ROSSO<br />

ROSSO<br />

20121 - Milano via Brera 2<br />

Tel/Fax 02/86461053<br />

Corrisp. via Monte di Pietà1/A<br />

WWW:http://www.ponterosso.com<br />

E-mail:ponterosso@ponterosso.com<br />

Dal 10 al 27 febbraio 2011<br />

Finestre<br />

sul Novecento<br />

Mostra collettiva<br />

Guido Tallone Tulipani, 1960<br />

Dal 2 marzo al 3 aprile 2011<br />

Mario<br />

Vellani Marchi<br />

(Modena 1895 - Milano 1979)<br />

inaugurazione mercoledì 2 marzo ore 18<br />

presentazione di ELENA PONTIGGIA<br />

In mostra trenta dipinti e un’ampia selezione di<br />

disegni di un protagonista della cultura italiana<br />

del Novecento<br />

ASSOCIAZIONE CULTURALE R. CORTINA<br />

Via Mac Mahon, 14 (Cortile interno n. 7)<br />

20155 MILANO - ITALIA<br />

Tel/Fax 02/33607236 - Cod.Fisc. 97181820156<br />

Giorno di vento a Burano, 1943<br />

Galleria d'Arte Ponte Rosso<br />

Orario di apertura<br />

da martedì a sabato:<br />

10-12,30; 15,30-19 Chiusura:<br />

domenica mattina e lunedì<br />

ARTECULTURA 15


BROMMO<br />

Cinque tempi della memoria attiva<br />

che impaginano l’uomo tra vita<br />

e natura primigenia<br />

di natività che stimola<br />

la spinta intuitiva a creare<br />

del pittore Brommo<br />

Una varietà cosmica<br />

poetico-figurale che penetra<br />

l’incognita e rivela dall’ignoto<br />

l’armonia cognitiva della bellezza<br />

fonte d’energia pittorica animo-luce<br />

Giuseppe Martucci<br />

Nelle cinque riproduzioni dall’alto di sinistra in senso<br />

orario: “SENEX”, acrilico, cm. 12x12; “ORSETTO”,<br />

acrilico, cm. 10x10; “AMICI”, acrilico, cm. 32x18;<br />

“GLI STATI DELL’ANIMA”, acrilico, cm. 70x50;<br />

“PADRE E FIGLIO”, acrilico, cm. 30x18<br />

16 ARTECULTURA


Antologica di<br />

ZUPPELLI<br />

a Gardone e Inzino<br />

in Val Trompia<br />

Nelle riproduzioni tre rispettivi momenti del culturale ed artistico incontro<br />

Si è svolto in clima di coinvolgente confronto<br />

culturale e cordialità l’incontro che<br />

ha avuto luogo lo scorso 19 dicembre nella<br />

Palestra della Scuola Elementare “Anna<br />

Frank” di Inzino dove è stata programmata<br />

una suggestiva antologica del Maestro<br />

Massimo Zuppelli in contemporanea anche<br />

con la Sala Municipale del Comune di<br />

Gardone Val Trompia. L’importante mostra<br />

è stata organizzata dall’Associazione<br />

Madonna del Castello nell’ambito delle<br />

manifestazioni del cinquantenario e del<br />

Settembre Inzinese. Direttore della mostra<br />

l’attivo Cesare Giovanelli coadiuvato<br />

da Ladislao Mattiuzzo presidente del Comitato<br />

Organizzatore, a cui si affianca il<br />

Comitato d’onore di cui fanno parte importanti<br />

personalità del territorio, come Daniele<br />

Molgora, Presidente della Provincia<br />

di Brescia, Bruno Bettinsoli, Presidente<br />

della Comunità Montana, Michele Gussago,<br />

Sindaco di Gardone Val Trompia, Don<br />

Eugenio Panelli, Parroco di Inzino ed altre<br />

ancora. Nella serata d’occasione dopo l’introduzione<br />

di Ladislao Mattiuzzo, il critico<br />

d’arte di Milano, Teodosio Martucci ha<br />

svolto alcune sintetiche considerazioni sui<br />

principi ispirativi dell’arte di Zuppelli,<br />

mentre il sensibile incisore Teodoro<br />

Cotugno meravigliava i presenti con le sue<br />

esperte incisioni in un torchio preparato a<br />

scopo dimostrativo.<br />

Per Massimo Zuppelli trattasi di un rinnovato<br />

rapporto di fiducia e di amore con<br />

l’ambiente nativo i cui ricordi, suggestioni,<br />

pensieri, emozioni svolgono una parte<br />

assai rilevante nella genesi della sua<br />

espressione artistica. Il suo linguaggio si<br />

caratterizza per un acuto naturalismo dai<br />

tratti ora evocativi, ora simbolici, talvolta<br />

di acuto gusto mitologico. Si sviluppa così<br />

una pittura dalla limpida configurazione<br />

espressiva, dinamica, spesso sollecitata da<br />

una luce dorata, che pare echeggiare i silenziosi<br />

tramonti della sua Val Trompia.<br />

Ma, occorre rilevare, lo spessore artistico<br />

e creativo di Zuppelli lo preserva da inutili<br />

nostalgie o da campanilismi innervando,<br />

piuttosto, il suo linguaggio nelle correnti<br />

più incisive della moderna figurazione.<br />

Arricchisce la mostra un documentato<br />

catalogo con significativi testi di Bruno<br />

Bettinsoli, Fabio Larovere, Carlo Franza,<br />

Attilio Mazza e con un ricco apparato<br />

iconografico.<br />

Marpanoza<br />

ARTECULTURA 17


IMMAGINI<br />

&<br />

LUOGHI<br />

Cronache d’arte a cura di Aoristias<br />

moderna del XX secolo con una sofferta e<br />

limpida spiritualità. L’interpretazione sviluppa<br />

da Tammaro si distingue per la<br />

innovativa elaborazione del modellato con<br />

chiodi che nel delineare un’ allusiva anatomia<br />

lasciano intravedere il senso di sofferenza<br />

e di mistero connesso con il Tema<br />

sviluppato. L’artista vive e lavora ad Anzio.<br />

Cristiano Tammaro, Crocifissione, 2005<br />

Piero Paletto, Dolomiti, Catena Latemar<br />

cm. 120 x 80, olio su tela.<br />

PALETTO<br />

Si presenta come un rigoroso e limpido<br />

naturalismo la pittura di Piero Paletto.<br />

Caratteristiche essenziali sono la precisione<br />

del disegno, la tensione della luce che<br />

esalta le forme ed i piani, la purezza<br />

compositiva che nulla sembra turbare. Si<br />

avverte poi nei lavori più intensi una realtà<br />

figurativa che pare quasi pervenire a risoluzioni<br />

neo-metafisiche. Assai poetica la<br />

rappresentazione di tramonti caratterizzati<br />

da una luce calda ed armoniosa. Sue<br />

opere si trovano in prestigiose collezioni<br />

in Italia e all’estero.<br />

POGGIALI<br />

Pittura di sensibile richiamo impressionista,<br />

quella di Elio Poggiali. Nel dipinto<br />

pubblicato si evince la ricchezza della pennellata<br />

e l’intensa luminosità del colore<br />

che trasforma la figura femminile in primo<br />

piano in una suggestiva metafora della<br />

primavera e della bellezza. La sua poetica<br />

figurazione si contraddistingue per una<br />

purezza di modellato e un sensibile gusto<br />

compositivo e figurale.<br />

COTUGNO<br />

Oltre che sensibile pittore Teodoro<br />

Cotugno è anche una raffinato incisore. Il<br />

suo linguaggio pone in rilievo un naturalismo<br />

preciso nella definizione dei dettagli<br />

quanto lirico nel soffio interpretativo<br />

che l’anima dal profondo. Spesso il paesaggio<br />

padano è per lui motivo di coerente<br />

e vibrante ispirazione. La tecnica è perfetta<br />

al limite del virtuosismo, pericolo da<br />

lui l’artista si libera per la vena poetica e<br />

meditativa che si condensa percettivamente<br />

e spiritualmente nelle sue opere.<br />

Diverse ed importanti le sue esposizioni<br />

in gallerie private e prestigiose sedi<br />

museali. Importanti critici d’arte si sono<br />

occupati della sua ricerca figurativa in cui<br />

all’acutezza del segno plastico si integra<br />

il gusto per atmosfere ricche di sentimento<br />

e di riflessione, pervase da un silenzio<br />

quasi metafisico. Sono questi le doti che<br />

rendono particolarmente suggestive l’opera<br />

e la poetica del colto e versatile artista.<br />

Teodoro Cotugno, Grande cactus, acquaforte, cm. 35 x 36<br />

Franzi Stringa, Relax, olio su tela<br />

STRINGA<br />

Nell’opera riprodotta si ha modo di osservare<br />

la sintetica e vibrante tensione pittorica<br />

di Franzi Stringa. Il dipinto, intitolato<br />

Relax, si contraddistingue per la versatile<br />

dinamicità del tocco pittorico di gusto<br />

impressionista. La figura è delineata con<br />

morbidezza cromatica nell’organica atmosfera<br />

dei toni e della luce. L’artista, originario<br />

di Vaiano Cremasco (CR), ha esposto<br />

in varie rassegne fra cui si possono citare<br />

a Roma Il Palazzo delle Esposizioni,<br />

La Biennale Romana nel 1972; a Milano,<br />

Il Museo Leonardo da Vinci.<br />

VALIE EXPORT<br />

Ampia personale dell’artista VALIE<br />

EXPORT a Museion. La mostra, si inaugura<br />

il 18 febbraio e si protrarrà sino al 1<br />

maggio. VALIE EXPORT (Linz, 1940) è<br />

tra le più importanti precorritrici dell’arte<br />

mediale. In più di quattro decenni ha realizzato<br />

una vasta e omogenea produzione<br />

artistica con performance, azioni, fotografie,<br />

film, expandend cinema, sculture, testi<br />

e installazioni. Info+39 0471312448,<br />

+39 0471312460<br />

BONETTI<br />

Pittrice di origine veneta, Dayana Bonetti<br />

elabora un linguaggio figurativo di sensibile<br />

tensione espressiva e formale. In Scene<br />

teatrali, un olio di cm. 60 x 80, si ha<br />

modo di apprezzare il ritmo plastico e<br />

cromatico delle tre figure in maschera, sollecitate<br />

nella loro espressività da una<br />

luce cristallina ed equilibrata che pone in<br />

rilievo il ritmo plastico delle forme.<br />

Sue opere si trovano in Francia, Svizzera,<br />

Usa, Argentina, Brasile, Isole Brahamas.<br />

Dayana Bonetti, Scene Teatrali, olio, cm. 80 x 60<br />

Un bel dipinto di Elio Poggiali<br />

TAMMARO<br />

Il tema drammatico della Crocifissione viene<br />

proposto dallo scultore Cristiano<br />

Tammaro in una ricerca espressiva in cui<br />

si integrano le innovazioni della scultura<br />

18 ARTECULTURA


COMMUNITY. La ritualità collettiva prima e dopo il web<br />

Catanzaro, Museo MARCA 19 dicembre 2010-27 marzo 2011<br />

“Dopo il recente successo ottenuto dalle<br />

mostre di Alessandro Mendini e di<br />

Michelangelo Pistoletto, il museo MAR-<br />

CA di Catanzaro prosegue la sua programmazione<br />

presentando un progetto<br />

dalla forte carica innovativa che nasce<br />

dall’esigenza d’interrogarsi sull’idea di<br />

comunità sociale in un’epoca di radicali<br />

trasformazioni dove la tecnologia ha assunto<br />

un ruolo prioritario. Community.<br />

La ritualità collettiva prima e dopo il<br />

web s’inaugura nella sede del MARCA<br />

sabato 18 dicembre alle ore 18,30 e si<br />

potrà visitare sino al 27 marzo prossimo.<br />

“La mostra, a cura di Alberto Fiz e Luca<br />

Panaro, è promosso dalla Provincia di<br />

Catanzaro Assessorato alla Cultura con<br />

la collaborazione della Regione Calabria<br />

- Assessorato alla Cultura e il patrocinio<br />

del Ministero per i Beni e le Attività<br />

Culturali, della Direzione Regionale per<br />

i Beni Culturali e Paesaggistici della<br />

Calabria, di Sensi Contemporanei - Ministero<br />

dello Sviluppo Economico e della<br />

Fondazione Mimmo Rotella. “L’esposizione,<br />

accompagnata da un esauriente<br />

catalogo edito da Electa in italiano e<br />

inglese, rientra nell’ambito del Piano<br />

Operativo Regionale Calabria Fondi<br />

Franco Vaccari, (particolare di opera)<br />

Europei di Sviluppo Regionale 2007/<br />

2013.“Per questo importante appuntamento<br />

sono stati coinvolti in 14 tra gruppi<br />

e artisti di generazioni differenti quali<br />

Alterazioni Video, Marina Ballo Charmet,<br />

Olivo Barbieri, Gabriele Basilico,<br />

Vanessa Beecroft, Cristian Chironi,<br />

Mario Cresci, Paola Di Bello, Flatform,<br />

Nino Migliori, Adrian Paci, Franco<br />

Vaccari, Naomi Vona, Carlo Zanni. Un<br />

confronto tra grandi maestri e giovani<br />

rappresentanti dei new media che consente<br />

di riflettere sul concetto di comunità<br />

dagli anni cinquanta a oggi, attraverso<br />

opere fotografiche, video, progetti<br />

web e installazioni interattive. Non mancherà<br />

nemmeno un’installazione mobile<br />

del gruppo Flatform che durante i giorni<br />

che precedono la mostra registrerà le<br />

reazioni delle persone nelle strade della<br />

città di Catanzaro. ““Dopo una serie di<br />

mostre dal taglio storico e filologico, il<br />

MARCA propone un altro progetto particolarmente<br />

coinvolgente e attuale dove<br />

l’arte rappresenta l’occasione per interrogarci<br />

su noi stessi e la nostra relazione<br />

con gli altri. Di fronte ad un individualismo<br />

spesso esasperato, appare quanto<br />

mai opportuno affrontare il tema della<br />

collettività attraverso una lettura trasversale<br />

che coinvolge i grandi maestri<br />

della fotografia italiani, così come alcuni<br />

dei più significativi artisti dell’ultima<br />

generazione”, afferma Wanda Ferro Presidente<br />

della Provincia di Catanzaro con<br />

delega alla Cultura. “Negli ultimi decenni<br />

la visione della comunità si è profondamente<br />

trasformata e si è assistito al<br />

passaggio da riti collettivi che si svolgevano<br />

in luoghi reali (case, strade, parchi,<br />

bar), a processi di aggregazione tecnologici<br />

sviluppati in ambienti virtuali (blog,<br />

chat, social network). La comunità, insomma,<br />

spesso, è diventata community<br />

on line (a Facebook hanno aderito 500<br />

milioni di persone in tutto il mondo) e il<br />

web ha mutato profondamente il rapporto<br />

fra gli individui, sebbene si sia mantenuto<br />

inalterato il desiderio di appartenenza<br />

e di unità in base a interessi comuni.<br />

“Come spiega Alberto Fiz, Direttore<br />

Artistico del MARCA “si è passati dalla<br />

comunità rigida e gerarchizzata, basata<br />

su precise linee guida di carattere politico,<br />

ideologico e familiare, alla comunità<br />

fluida e delocalizzata, priva di un riferimento<br />

territoriale,<br />

info:www.studioesseci.net<br />

ARTECULTURA 19


LETTERA<br />

DA GENOVA<br />

di Milena Milani<br />

La Liguria è fortunata. Possiede un<br />

paesaggio invidiabile, un clima ideale,<br />

viene frequentata da un turismo composto<br />

da anziani che vogliono trascorrere<br />

in pace giornate piene, dal mattino<br />

alla sera. Adesso, da qualche tempo, ha<br />

un panorama culturale notevole per<br />

quanto riguarda l’arte contemporanea.<br />

A Genova,degna del soprannome la<br />

Superba, ha pensato Marco Goldin, un<br />

giovane critico battagliero di Treviso,<br />

che ha organizzato una mostra singolare,<br />

dal titolo Mediterraneo da Courbet<br />

a Monet a Matisse, che durerà sino a<br />

maggio 2011. Mi sono recata all’esposizione<br />

(che si deve prenotare come a<br />

teatro) con una emozione particolare.<br />

Si trova a Palazzo Ducale, in pieno<br />

centro, in locali spaziosi con ottima<br />

visibilità. Io pensavo a quanto mi diceva<br />

a Parigi il mio amico Gualtieri di<br />

San Lazzaro, che aveva avuto la fortuna<br />

di conoscere Modigliani e anche<br />

Soutine, quando i due artisti (sempre<br />

poverissimi) lavoravano alle loro opere<br />

che restavano invendute. San Lazzaro,<br />

che veniva d’estate a Albisola, era il<br />

direttore della rivista XXèmeSiècle (lo<br />

stesso nome che più tardi ebbe la sua<br />

galleria di Rue de Canettes, nel VI<br />

Arrondissement, dove incontrai i più<br />

grandi maestri di allora). Entrando a<br />

Palazzo Ducale rivivo quei momenti,<br />

mi esalto e sono contenta: Come in<br />

anni lontani sto muta e silenziosa davanti<br />

a un Cézanne notissimo: Il Mont<br />

Sainte-Victoire che insieme al mio compagno<br />

Carlo Cardazzo, e agli amici,<br />

Franco Garelli scultore, con la sua donna,<br />

fissammo a lungo, dal vero, un<br />

pomeriggio d’estate. Che meraviglia<br />

quel capolavoro della natura che ci<br />

inchiodava, con gli occhi sgranati, il<br />

cuore che batteva fortissimo. Eravamo<br />

di fronte al Monte, come adesso davanti<br />

al quadro, nella solitudine della campagna,<br />

e io vedevo l’artista con i suoi<br />

20 ARTECULTURA<br />

pennelli, i colori sulla tavolozza, la<br />

felicità nelle dita, nei segni, nelle invenzioni.<br />

Adesso guardo il risultato e<br />

mi spavento del suo valore economico:<br />

quel Cézanne costa una cifra iperbolica.<br />

Come altre due tele di Van Gogh e di<br />

Monet è assicurato per duecento milioni<br />

di euro! Ma che cosa conta il denaro<br />

in paragone alla gioia che quella pittura<br />

può dare, dico a me stessa, e osservo<br />

gli altri visitatori, un’umanità di cui<br />

anch’io faccio parte. Siamo nel Mediterraneo,<br />

un mare antico con una storia,<br />

dipinto da tanti ingegni, recuperato<br />

in numerosi musei che Goldin ha interpellato,<br />

per una mostra di Linea d’Ombra,<br />

finanziata anche dalla Fondazione<br />

Palazzo Ducale. La testa dei visitatori<br />

(anche la mia) può girare leggendo nel<br />

catalogo la provenienza dei dipinti: il<br />

collezionista svizzero del Cézanne sembra<br />

che possieda anche nove Manet,<br />

poi Gauguin, Monet, e altri Impressionisti<br />

favolosi. La Riviera di Ponente<br />

e la Provenza fanno la parte del<br />

leone, anche Bordighera con i suoi tre<br />

Manet non scherza. Io penso: se fossi<br />

Chaim Soutine, Case a Cagnes, 1921<br />

vissuta in quegli anni, chi avrei amato<br />

di più? Non so davvero scegliere, ritorno<br />

a quel pomeriggio estivo, nell’erba<br />

alta, mentre guardo il paesaggio sotto il<br />

Sainte-Victoire. Forse quest’opera, mi<br />

dico, perché sono influenzata dal mio<br />

compagno Cardazzo, dal nostro amico<br />

Garelli e dalla sua innamorata. Eravamo<br />

forti, sani, giovani, senza problemi<br />

di malattie, l’esistenza ci entusiasmava<br />

come l’amore, l’arte e la poesia. Poi<br />

ripenso a Chaïm Soutine, precursore di<br />

tante avanguardie, alla sua drammaticità,<br />

a Case a Cagnes, dagli edifici<br />

sghembi del 1921, tutto sta per crollare,<br />

per infrangersi, è un miracolo se<br />

non accadrà. Ma intanto la serenità si<br />

incrina, scricchiola, resto con il fiato<br />

sospeso, che cosa aspetto? Il caos, forse,<br />

che è la stessa vita. Poi mi rinfranco,<br />

nella mostra di Genova esplode la<br />

musica-concerto Omaggio a De André,<br />

come uno show. Corrono le parole delle<br />

canzoni, due secoli di pittura sono lì<br />

a portata di mano. Ognuno di noi trova<br />

il suo spazio ardente e colorato.


Christian Stein<br />

COLLEZIONE COME RICERCA<br />

L’avventura concettuale dell’arte<br />

La figura e l’opera di Christian Stein rappresentano<br />

un importante punto di riferimento<br />

nella storia del collezionismo dell’arte<br />

contemporanea e di riflesso nelle vicende<br />

stesse dell’arte, della sua evoluzione a partire<br />

dagli anni sessanta. La sua vicenda è in<br />

certo senso paradigmatica del modo di concepire<br />

il collezionismo, inteso in primo luogo<br />

come ricerca, vera e propria sperimentazione<br />

che si affianca a quella delle<br />

opere degli artisti oggetto d’indagine e desiderio.<br />

La sua storia da questo punto di vista<br />

si sviluppa parallelamente a quella di altre<br />

figure di collezionisti-ricercatori come Leo<br />

Castelli, Gian Enzo Sperone, Fabio Sargentini,<br />

solo per citare alcune figure fondamentali<br />

del confronto artistico internazionale<br />

scaturito dalla seconda metà del XX secolo.<br />

Nel corso del tempo Christian Stein ha<br />

costituito una ricchissima collezione di arte<br />

contemporanea con nomi importantissimi.<br />

Nel 1966 la sua Galleria, a Torino, è uno<br />

dei poli propulsori che videro nascere il<br />

movimento dell’Arte Povera, una delle tendenze<br />

più innovative e radicali dell’esperienza<br />

artistica delle post-avanguardie, poi<br />

sostenuta da altre importanti esposizioni<br />

( 1967, Galleria La Bertesca, Genova; 1968<br />

Galleria de’ Foscherari, Bologna; 1968<br />

Amalfi;). Torino in quegli anni sarà un luogo<br />

quanto mai propulsivo nello sviluppo di<br />

un pensiero e di una pratica artistica più in<br />

sintonia con le nuove sensibilità che in<br />

maniera anche convulsa si andavano<br />

affacciando sulla scena sociale italiana ed<br />

internazionale.<br />

Il movimento dell’arte Povera nasce nell'ambito<br />

della cosiddetta arte concettuale in aperta<br />

polemica con l'arte tradizionale, della quale<br />

rifiuta tecniche e supporti per fare ricorso,<br />

appunto, a materiali "poveri" come terra,<br />

legno, ferro, stracci, plastica, scarti industriali,<br />

con l'intento di evocare le strutture<br />

originarie del linguaggio della società contemporanea<br />

dopo averne corroso abitudini e<br />

Pistoletto, ART INTERNATIONAL (a sinistra); De Dominicis (in basso); Christian Stein alla finestra (a destra)<br />

conformismi<br />

semantici.<br />

Un’altra caratteristica<br />

del lavoro degli<br />

artisti del<br />

movimento è<br />

il ricorso alla<br />

forma dell'installazione,<br />

come luogo<br />

della relazione<br />

tra opera e<br />

ambiente, e a quella dell' "azione" performativa.<br />

Germano Celant, il critico d'arte<br />

al quale si devono il nome, mutuato dal teatro<br />

di Jerzy Grotowski, e la teoria del movimento,<br />

afferma che l'arte povera si manifesta<br />

essenzialmente "nel ridurre ai minimi termini,<br />

nell'impoverire i segni, per ridurli ai<br />

loro archetipi". Gran parte degli artisti del<br />

gruppo – Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis,<br />

Mario Merz, Giuseppe Penone,<br />

Michelangelo Pistoletto - manifestano un<br />

interesse esplicito per i materiali utilizzati<br />

mentre alcuni – segnatamente Alighiero<br />

Boetti e Giulio Paolini – hanno fin dall'inizio<br />

una propensione più concettuale. L'arte<br />

povera si inserisce nel panorama della ricerca<br />

artistica dell'epoca per le significative consonanze<br />

che mostra non soltanto rispetto all'arte<br />

concettuale propriamente detta, che in<br />

quegli anni vedeva sorgere l'astro di Joseph<br />

Beuys, ma anche rispetto a esperienze come<br />

pop, minimal e Land Art (Richard Long).<br />

Alcuni esponenti del movimento furono Giovanni<br />

Anselmo, Giuseppe Penone, Mario<br />

Ceroli, Mario Merz, Piero Gilardi, Giulio<br />

Paolini, Sergio Lombardo, Cesare Tacchi,<br />

Fabio Mauri, Michelangelo Pistoletto, Pino<br />

Pascali, Pier Paolo Calzolari, Gilberto<br />

Zorio, Luciano Fabro, Jannis Kounellis e<br />

Gino Marotta.<br />

L'obiettivo di questi artisti era quello di superare<br />

l'idea tradizionale secondo cui l'opera<br />

d'arte occupa un livello di realtà sovratemporale<br />

e trascendente. Una critica<br />

portata avanti dagli artisti dell'Arte Povera<br />

fu quella contro la concezione dell'unicità ed<br />

irripetibilità dell'opera d'arte: Mimesis, di<br />

Paolini, consiste in due identici calchi di<br />

gesso rappresentanti una scultura dell'età<br />

classica, posti l'uno di fronte all'altro con lo<br />

scopo di fingere una conversazione. Durante<br />

la guerra del Vietnam, l'Arte Povera si<br />

avvicinò ai movimenti di protesta. L'opera<br />

Vietnam di Pistoletto (1965, collezione<br />

Menil, Houston) raffigura un gruppo di manifestanti<br />

pacifisti, rappresentati con delle<br />

sagome fissate ad uno specchio, in modo tale<br />

che i visitatori della galleria si riflettessero<br />

in esso. Così facendo, la gente diventava<br />

parte integrante dell'opera stessa.<br />

Dal 12 marzo al 15 maggio una importante<br />

rassegna di 22 artisti dell’importante tendenza<br />

è in programmazione al Museo<br />

Cantonale di Lugano (Svizzera). Un occasione,<br />

questa, di utile e approfondito confronto<br />

su esperienze artistiche e culturali che<br />

a distanza del tempo rivelano sempre più la<br />

loro concreta capacità di analisi e di proposta<br />

al di là dell’emergenza provocatoria e<br />

contestativa. (Aoristias)<br />

Info + 4191 910 4780 decs-mca@ti.ch<br />

ARTECULTURA 21


GARIBALDI A PALERMO<br />

Giovanni Fattori, GARIBALDI A PALERMO 1860<br />

Una mostra intorno ad un capolavoro. La<br />

propone dal 22 gennaio al 13 marzo il Centro<br />

Matteucci per l’Arte Moderna nella<br />

sede di Viareggio. Il capolavoro è il celebrato<br />

Garibaldi a Palermo dipinto intorno<br />

al 1860, quindi quasi in presa diretta con<br />

l’evento raccontato da Giovanni Fattori. Il<br />

grande olio è una delle raffigurazioni più<br />

famose sul tema dell’Epopea dei Mille e<br />

di certo è la più “cinematografica” fra esse.<br />

E’ del resto documentato come grandi registi<br />

quali Blasetti e Visconti si siano rifatti<br />

alle inquadrature di Fattori e a questa<br />

specifica opera per grandi film, da 1860 a<br />

Senso a Il Gattopardo, opere cult della cinematografia<br />

risorgimentale. Per entrambi<br />

si è rivelato determinante lo studio del<br />

linguaggio figurativo, oltre che narrativo di<br />

Fattori, l’artista, tra i Macchiaioli, più dotato<br />

di vena creativa e insuperabile nel trasfondere<br />

nelle scene militari lo spirito e le<br />

attese di un’Italia prossima a divenire Nazione.<br />

La scelta dei curatori - Giuliano Matteucci,<br />

Francesca Panconi e Roberto Viale - non si<br />

è risolta in una semplice e scontata mostra<br />

sul Risorgimento, bensì in quello che, data<br />

l’unicità dell’opera, potrebbe esse definito<br />

un vero e proprio dossier storicopittorico.E’<br />

il caso di parlare, insomma, di<br />

22 ARTECULTURA<br />

un capolavoro che, dopo essere stato recentemente<br />

esposto al Musée d’Orsay di Parigi<br />

in occasione della grande mostra Voir<br />

l’Italie et mourir (2009), viene ora messo<br />

sotto la lente per essere da ciascuno interpretato<br />

secondo la propria ottica e sensibilità.<br />

Contestualizzato nel susseguirsi dei<br />

principali fatti d’arme e episodi artistici all’origine<br />

dell’idea: l’arrivo delle truppe di<br />

Napoleone III a Firenze, fissate da Fattori<br />

nei primi studi dal vero, il sentimento popolare<br />

che animò i fiorentini nei giorni della<br />

cacciata del Granduca Leopoldo, il fervore<br />

patriottico dei Macchiaioli nello schierarsi<br />

tra le file dei volontari, le grandi battaglie<br />

della Madonna della Scoperta e di Palestro<br />

e gli scontri dei Mille in Sicilia. Il Garibaldi<br />

è affiancato, nella mostra viareggina, da<br />

una serie di opere di Borrani, Buonamici,<br />

Bechi e dello stesso Fattori. Opere che,<br />

strettamente correlate e scaturite da una<br />

comune cultura figurativa, invitano a riflettere<br />

su come la strada verso l’unità, battuta<br />

da quella generazione d’artisti sia tratteggiata<br />

da profonda umanità.<br />

Il rapporto cinema-pittura è cosa nota.<br />

Ripetutamente citato dalla critica come<br />

esempio paradigmatico di trasposizione<br />

pittorico-filmica è, come si accennava, proprio<br />

il Garibaldi a Palermo, dipinto dal<br />

livornese quando andava modellando il lessico<br />

su un personalissimo archetipo<br />

iconografico. Incentrato su uno degli episodi<br />

cruenti della campagna di Garibaldi<br />

in Sicilia, al di là di ogni retorica, documenta<br />

il momento in cui le truppe con le<br />

camicie rosse sono impegnate il 27 maggio<br />

negli scontri all’ingresso di Palermo nei<br />

pressi Porta Termini, oggi Porta Nuova.<br />

Tagliata sullo sfondo, se ne riconosce la<br />

massiccia linea architettonica avvolta nei<br />

fumi degli spari e circondata dalle macerie,<br />

mentre, alla destra, si distingue netta<br />

la sagoma del Generale, attorniata, probabilmente,<br />

da quelle dei collaboratori Bixio,<br />

La Masa, Turr e Nullo.Ed è con l’intento<br />

di far conoscere questa pietra miliare della<br />

partecipazione emotiva dei Macchiaioli alla<br />

causa italiana e del sentimento intimo e<br />

profondo che ha corroborato l’opera di uno<br />

dei suoi maggiori protagonisti espresso attraverso<br />

inquadrature di un dinamismo e<br />

di un taglio, si potrebbe dire, cinematografico,<br />

che il Centro Matteucci per l’Arte Moderna<br />

presenta nei propri spazi e- spositivi<br />

Garibaldi a Palermo. Una memorabile pagina<br />

del Risorgimento nel capolavoro di<br />

Fattori.<br />

Aoristias<br />

Info 0584 430 614


1 2<br />

3<br />

ARTECULTURA 23


Giovanni Chiara<br />

LE STRUTTURE DEL TEMPO SI<br />

CREANO NELLA FUGA DAL VUOTO<br />

4<br />

Milano Sala Olimpia <strong>Artecultura</strong><br />

26 febbraio - 12 marzo 2011<br />

Inaugurazione 26 febbraio ore 18,00<br />

Da molto tempo nello svolgimento dell’arte<br />

visiva la natura ha cessato di essere un<br />

mito, un soggetto di obbligato riferimento.<br />

Il suo spazio, inteso come genere, è stato<br />

divorato pezzo a pezzo dalle innovazioni<br />

strategiche del XX secolo: l’astrazione, il<br />

concetto fondativo di pittura e più in generale<br />

di arte, le stesse strutturali modificazioni<br />

del paesaggio e della sua visibilità.<br />

Non per questo tuttavia la natura ha<br />

cessato di esistere, essa si manifesta, anche<br />

violentemente, rigettando istintivamente<br />

quanto di negativo e di sopruso si attua<br />

nei suoi confronti. Da questo punto di vista<br />

interpretare la natura, la sua presenza,<br />

in un linguaggio espressivo, ma anche<br />

stilisticamente formulato, che rigetti vecchi<br />

e nuovi schemi, appare come una sfida<br />

difficile ma aperta a varie possibilità e<br />

risultati.<br />

Fra questi appare di particolare rilevanza<br />

l’indagine di Giovanni Chiara che di fronte<br />

alla natura si pone in presa diretta, eliminando<br />

ogni discorso fugurale e nel<br />

24 ARTECULTURA<br />

contempo riducendo al minimo ogni potenziale<br />

rispecchiamento metaforico. Natura<br />

quindi in corpore vili, senza più il<br />

referente classico della rappresentazione<br />

di qualsiasi natura essa sia (convenzionale,<br />

impressionista, espressionista) perché<br />

oramai chiaramente improponibile. Ma la<br />

natura, osservata da questo punto di vista,<br />

esiste a partire dalla sua materialità, del<br />

resto sempre più contraffatta dalla lunga<br />

mano dell’uomo, dalla sua estensione tecnologica.<br />

Pertanto il confine tra pura natura<br />

e artefatto appare sempre più labile<br />

ed indeciso. Tuttavia con lucidità mentale<br />

ma anche emotiva e sensoriale Chiara prova<br />

a reinventarlo o quanto meno ad indicare<br />

campi d’azione e di esplorazione che<br />

possano in prospettiva reintegrare in un<br />

nuovo equilibrio uomo e natura.<br />

Ecco allora l’artista procedere con la sua<br />

accorta sperimentazione sui materiali più<br />

disparati, argilla, truciolati, cenere, tavole,<br />

lamine, polvere di carbone ed altri ancora<br />

che vengono analizzati nelle loro intrinseche<br />

possibilità espressive e poi<br />

configurati in forme che hanno una loro<br />

regolarità, un vero e proprio motivo che<br />

con articolate e plurime versioni si<br />

rispecchia nelle sue composizioni. Ma occorre<br />

sottolineare che nei raffinati lavori<br />

di Chiara non si tratta affatto di una generico<br />

polimaterismo i cui elementi compositivi<br />

vengano sottratti dal loro naturale<br />

contesto per essere ricollocati come puro<br />

gioco intellettuale o linguistico su altri registri<br />

o codici, alla maniera più sofisticata<br />

di un ready-made o più ingenuamente in<br />

un oggettistica prampoliniana. Si è, invece,<br />

su ben altra risoluzione. Le strutture elaborate<br />

da Chiara sono organici prolungamenti<br />

della natura stessa, della sua intrinseca<br />

vitalità che poi organicamente convergono<br />

nella stilizzata potenzialità<br />

evocativa di forme in fieri. Su queste linee<br />

di intervento Chiara si è mantenuto sostanzialmente<br />

fedele con inevitabili aggiornamenti<br />

ma senza fuoriuscire da quella che<br />

sembra essere oramai un tendenza approfondita<br />

culturalmente e consolidata sul piano<br />

tecnico dello stile. Tuttavia è da rilevare<br />

come negli ultimi interventi il colore<br />

acquisti una maggiore rilevanza, accentui<br />

i contrasti tra le varie parti della composizione,<br />

vivifichi la materia senza de-<br />

5


6 8<br />

9<br />

7<br />

1 - STRUTTURE PERSE N.31.Polim., argilla su tela 53x44- 2010<br />

2 - STRUTTURE PERSE N.44. Polim., acrilco su faesite 70x50 -2010<br />

3 - STRUTTURE PERSE N. 41.Polim., laminato pla.co, tela 58x69 -2010<br />

4 - STRUTTURE PERSE N. 45.Polim.,acrilico su tela 58x78 - 2010<br />

5 - STRUTTURE PERSE N.41.Polim., acrilico su tela 58x69 -2010<br />

6 - STRUTTURE PERSE N. 33.Polim., acrilico su faesite 70x100 -2010<br />

7 - STRUTTURE PERSE N. 34.Polim.,acrilico su trucciolo 57x69 -2010<br />

8 - STRUTTURE PERSE N. 40.Polim.,acrilico su tela 74x53-2010<br />

9 - STRUTTURE PERSE N. 42.Polim., acrilico su tela 60x77-2010<br />

10- STRUTTURE PERSE N. 35.Polim.,cenere,acrilico su tela 50x70 -2010<br />

11- STRUTTURE PERSE N. 37.Polim.,acrilico su trucciolato 57x72 -2010<br />

12- UNDER PRESSURE N. 15.Polim.,olio,acrilico su faesite78x70 -2010<br />

13- STRUTTURE PERSE N. 40. Polim.,acrilico su tela 74x53-2010<br />

corativismi o superficiali effetti d’atmosfera.<br />

Da queste considerazioni emerge il profilo<br />

di una ricerca nella quale la realtà della<br />

forma, depurata da ogni simbolismo artefatto,<br />

comunque esso si presenti (geometrico,<br />

figurativo, stilizzato) è ancora in grado<br />

di interpellare dal profondo la natura,<br />

di entrare in una altra sintonia con i suoi<br />

processi organici e su come poi essi si<br />

relazionino nella nostra percezione. Chiara<br />

sembra sottolineare che la realtà può<br />

essere visivamente e mentalmente compresa<br />

anche nelle sue più oscure sottigliezze<br />

senza l’ovvia ripetizione di sterili formalismi<br />

sensitivi o di anacronistiche nostalgie,<br />

ma con un attento - ed anche razionalmente<br />

motivato - percorso d’immagine<br />

e di pensiero.<br />

Teodosio Martucci<br />

ARTECULTURA 25<br />

10


11<br />

12 13<br />

26 ARTECULTURA


Roma, Palazzo Poli<br />

Dal 20 dicembre 2010 all’8 marzo 2011<br />

Più di più di cento opere tra disegni, incisioni,<br />

dipinti, libri, riviste, video, propongono<br />

un percorso originale nei rapporti fra<br />

arte e rebus in Italia.<br />

Il percorso si snoda attraverso i rebus disegnati<br />

da Maria Ghezzi Brighenti per “La<br />

Settimana Enigmistica”, ripresi dai pittori<br />

della Pop Art italiana, le imprese del Rinascimento;<br />

i rebus per i ventagli incisi<br />

da Stefano Della Bella, e quelli sulle riviste<br />

ottocentesche; i rebus politici del Risorgimento<br />

e i graffiti metropolitani; passando<br />

per il ritratto di Lucina Brembate<br />

di Lorenzo Lotto, i Bagni misteriosi di de<br />

Chirico, i rebus filmati nei video d'artista,<br />

le pagine antiche con sonetti in forma di<br />

rebus, le poesie visive che permettono una<br />

doppia lettura. Una selezione di opere di<br />

artisti contemporanei mostra in che misura<br />

il rebus sia presente in opere che sono<br />

da vedere, da leggere e da indovinare.<br />

L’ARTE ?<br />

...Un rebus !<br />

Fra le sorprese in mostra: un drappo del<br />

1846 con un lungo rebus disegnato a tempera<br />

in onore di Papa Mastai, Pio IX, restaurato<br />

per l'occasione e mai esposto, e<br />

la decifrazione animata dei “rebus” di<br />

Leonardo da Vinci. La mostra è curata da<br />

Antonella Sbrilli e Ada De Pirro con la consulenza<br />

di Stefano Bartezzaghi. Il titolo si<br />

deve a una canzone del musicista e compositore<br />

Paolo Conte, autore di un rebus<br />

inedito in mostra. Per il periodo dell'esposizione<br />

sono previsti incontri, laboratori e<br />

conferenze sul tema del rebus e su artisti<br />

ed opere legati all'esposizione. La rassegna,<br />

pertanto, concretizza visivamente una<br />

inedita angolatura da cui leggere il carattere<br />

enigmatico dell’arte, che specialmente<br />

nel corso del XX secolo, a partire<br />

da Duchamp per arrivare sino ai più recenti<br />

sviluppi linguistici del concettualismo,<br />

ha in un certo senso alimentato<br />

in forma nuova l’enigma della parola verbale<br />

in relazione all’espressione figurativa,<br />

oggettuale. Parola ed immagine acquistano<br />

così una valenza diversa che si<br />

pone al di là del puro collegamento logico<br />

per essere invece evocazione di altri possibili<br />

sensi e significati. Ed è nel sottile ed<br />

allusivo gioco delle loro reciproche relazioni<br />

che l’arte accentua la sua particolare<br />

sapienza espressiva. La mostra è realizzata<br />

con la collaborazione dell'Associazione<br />

Rebussistica Italiana e del Cattid<br />

Sapienza; tra gli sponsor Lottomatica.<br />

Per Informazioni: 06-69980242<br />

MONDRIAN - DE STIJL<br />

Un dipinto in stile neoplasticista di Mondrian<br />

Parigi, Centre Pompidou<br />

Dal 15 dicembre 2010 al 21 marzo 2011<br />

L’ampia rassegna che il Centre Pompidou<br />

di Parigi dedica a MONDRIAN e al Movimento<br />

DE STIJL si configura come un ampio<br />

ed approfondito momento di riflessione<br />

su una delle correnti chiave della modernità.<br />

Punto di creativo contatto fra l’arte<br />

pura e l’insieme delle sue manifestazioni<br />

applicate: architettura, design, urbanistica.<br />

Riguardo ai caratteri dell’importante<br />

tendenza artistica scrive a riguardo<br />

il Direttore del Centre Pompidou di Parigi:<br />

“...Fra le avanguardie europee il movimento<br />

del De Stijl costituisce una chiave<br />

di lettura per la comprensione delle fonti<br />

del movimento moderno nel XX secolo. Il<br />

Centro Pompidou consacra a partire da dicembre<br />

un’esposizione inedita per questo<br />

momento cruciale che vide nascer la<br />

modernità attraverso i percorsi della sua<br />

figura centrale MONDRIAN e del movimento<br />

De Stijl.<br />

E’ nel 1919 un anno dopo la fondazione<br />

ufficiale del gruppo e la pubblicazione del<br />

primo numero della rivista che diffonde e<br />

rende pubblica la dottrina del movimento,<br />

che i creatori del De Stijl sintetizzano la<br />

loro visione estetica e sociale comune: il<br />

primo manifesto fa appello a un nuovo<br />

equilibrio fra l’individuale e l’universale<br />

e si batte per la liberazione dell’arte dai<br />

contrasti del culto dell’individualismo. Il<br />

De Stijl, visione utopica ed impegnata nella<br />

realtà del mondo produttivo, ha le sue fonti<br />

nella filosofia di Spinoza e nel movimento<br />

teosofico allora molto diffuso in Olanda.<br />

Oltre alle tre figure maggiori: Mondrian,<br />

Van Doesburg e Rietveld il movimento<br />

comprende anche altre figure: i pittori Bart<br />

Van der Leck, Georges Vantongerloo e<br />

Vilmos Huszar, gli architetti J.J.P. Oud,<br />

Robert van’t Hoff e Jan Wils, il poeta<br />

Anthony Kok a cui inseguito si sono ag-<br />

giunti il grafico Piet Zwart e l’architetto<br />

urbanista Cornelis Van Eesteren.<br />

Durante i quattordici anni della sua esistenza<br />

il movimento interdisciplinare offre<br />

una trascrizione, formale, plastica,<br />

pittorica ed architettonica dei principi<br />

d’una armonia universale e la mette in<br />

opera.<br />

La pittura, la scultura, la concezione dell’arredo<br />

e la grafica, l’architettura e presto<br />

anche l’urbanistica sono i supporti<br />

di questa sperimentazione condotta simultaneamente.<br />

Multidisciplinari, le<br />

produzioni del Movimento De Stijl lo<br />

sono per natura. Esse oltrepassano le<br />

convenzioni tradizionali tipiche dell’accademia,<br />

come le distinzioni fra arti<br />

maggiori e arti minori, fra arti decorative,<br />

architettura e urbanistica. La<br />

spazialità dell’opera d’arte passa progressivamente<br />

dallo statuto di supporto<br />

d’analisi del mondo a quello di vero e<br />

proprio agente della costruzione dell’ambiente<br />

sociale e politico della città. A<br />

questo titolo esso costituisce un ‘esperienza<br />

del mondo, esso imprime un ordine<br />

al mondo e da corpo alla comunità.<br />

Mondrian<br />

Cominciò la sua carriera come insegnante.<br />

Nel '12, Mondrian si trasferì a Parigi, cambiando<br />

anche il suo nome da Mondriaan<br />

in quello che conosciamo per enfatizzare<br />

la sua partenza dalla vita chiusa dello<br />

stagno artistico olandese. Diversamente<br />

dai cubisti, Mondrian continuava a tentare<br />

di riconciliare la sua pittura con le<br />

sue ricerche spirituali, e nel 1913 cominciò<br />

a fondere la sua visione d'arte e i suoi<br />

studi teosofici in una teoria che segna<br />

la sua rottura finale con la pittura rappresentativa.<br />

A partire dal '20-'21, i quadri<br />

di Mondrian raggiungono quella che<br />

un osservatore casuale può giudicare<br />

essere la loro forma definitiva e matura.<br />

Spesse linee nere ora separano i quadrati,<br />

che sono più grandi e meno numerosi, e<br />

che sono lasciati in maggior parte bianchi<br />

rispetto ai primi esempi. Non era comunque<br />

questo l'apice della sua evoluzione artistica.<br />

Anche se gli affinamenti divennero<br />

più sottili, l'opera del Nostro continuò ad<br />

evolversi durante i suoi anni a Parigi. Nel<br />

settembre '38, Mondrian lasciò Parigi a<br />

causa dell'avanzante fascismo per trasferirsi<br />

a Londra. Dopo l'invasione dell'Olanda<br />

e la caduta di Parigi nel '40, lasciò anche<br />

Londra per New York, dove si spense<br />

nel 1944. (Marpanoza)<br />

Info www.centrepompidou.fr<br />

ARTECULTURA 27


28 ARTECULTURA<br />

Gianpietro Maggi: “ATENEO”, olio su tela, cm. 70x100


QUANDO LE VALCHIRIE CAVALCANO<br />

FRA LAMPADINE E PROIETTORI<br />

Per i pittori la scenografia teatrale<br />

è sempre stata una sfida anche troppo<br />

facile da raccogliere, salvo poi doversi<br />

districare fra un labirinto di limitazioni<br />

imposte dalla regia - e si sa come<br />

poco i pittori amino il “lavoro di squadra”-<br />

e un crescendo di consapevolezza<br />

della precarietà di quanto prodotto. I<br />

pittori prestati alle scenografie si potrebbero<br />

considerare i precursori degli artisti<br />

che oggi si dedicano a quella sintesi<br />

fra genio, sperimentazione e brama<br />

autodistruttiva che sono le installazioni.<br />

Nomi illustri sono passati per i teatri<br />

d’opera, per citarne alcuni Aligi<br />

Sassu, Alberto Burri, Salvatore Fiume,<br />

Gregorio Sciltian. E’ stato proprio<br />

Sciltian a sospirare, un giorno, mentre<br />

alcune sue bellissime quinte venivano<br />

demolite dopo il Maggio Musicale: «E’<br />

come se mi stessero facendo a pezzi il<br />

cuore.»<br />

Checché se ne possa dire, non esiste<br />

scenografia più prestigiosa di quella che<br />

inaugura la stagione scaligera, sono pochi<br />

gli artisti che non vorrebbero metterci<br />

mano, perciò è quasi un obbligo parlare<br />

della prima di Sant’ Ambrogio e di<br />

una significativa La Valchiria.<br />

Per noi latini Wagner non è musica<br />

facile. La fonte primaria di ispirazione<br />

è la mitologia germanica, le cui complessità<br />

simboliche creano intrecci non<br />

facili da dipanare assistendo a un’opera<br />

lirica senza una opportuna visitazione<br />

preventiva del contesto. Non solo: le<br />

a sinistra: Rappresentazione scultorea di una Valchiria<br />

a destra: Le Valchirie in un dipinto di William T. Maud<br />

parole sono messe in stretta relazione<br />

con il fluire delle note, la reiterazione<br />

del verso non è sottolineatura del concetto,<br />

ma necessità, in quanto il suono<br />

della sillaba deve associarsi a quello della<br />

nota nel concorrere alla fusione di tutti<br />

gli strumenti con il cantante stesso, a<br />

propria volta strumentista dello strumento<br />

vocale. La mancanza quasi totale di<br />

arie accattivanti e lo scorrere discorsivo,<br />

sia pure cantato e “ammazzacantanti”,<br />

lasciano poco ai picchi di emozione nelle<br />

platee non teutoniche, e le scenografie<br />

si sono adattate all’esiguità del numero<br />

di personaggi presenti in scena e al succedersi<br />

di monologhi in cui le voci raramente<br />

si fondono. I palcoscenici si sono<br />

perciò in passato coperti di tetraggini<br />

scoscese, in una monotonia scontata da<br />

luogo comune wagneriano che i registi<br />

però da qualche tempo cercano di<br />

riscrivere, e la “prima” de La Valchiria<br />

ha seguito questa tendenza al rinnovamento.<br />

Niente più quinte colorate e<br />

masse di polistirolo espanso, perciò, ma<br />

luci e tecnologia. Difficile valutarne l’effetto<br />

dalle sole immagini televisive, che<br />

anzi mostravano qua è là la goffaggine<br />

di pezzi di sfondo boschivo proiettati in<br />

modo sinistro sul viso dei cantanti. La<br />

lirica è teatro, e il teatro va vissuto “sentendo”<br />

il palcoscenico, il mezzo televisivo<br />

divulga eventi, ma non fa nascere<br />

emozioni. Certo, però, chi non aveva la<br />

fortuna di essere in sala ha in qualche<br />

momento provato l’imbarazzo di assistere<br />

al mestiere disturbante di un manipolo<br />

di elettricisti, e forse ha rimpianto<br />

gli sfondi tetramente dipinti, pensando<br />

che l’eccellente direzione di Barenboim<br />

e le interpretazioni di tutto rilievo<br />

di Waltraud Meier (Sieglinde) e di<br />

Nina Stemme (Brunilde), fra l’altro<br />

gran belle donne, meritassero migliore<br />

contesto scenografico. «Ma ‘sta<br />

roba quando finisce?» ha domandato<br />

più di uno dopo il primo atto, rifugiandosi<br />

in qualche recesso e non tornando<br />

più in sala per il proseguo, il che<br />

avvalora la teoria di quanti affermano<br />

che ogni stagione lirica dovrebbe cominciare<br />

proprio con Wagner, per almeno<br />

punire le mezze calzette presenzialiste.<br />

Quanto alla ingenuità di<br />

molti versi del libretto italiano declamati<br />

da qualcuno fra le risate, è bene<br />

ricordare quanto la lirica nostrana sia<br />

densa di amenità, basti pensare al terribile<br />

“Chi del gitano i giorni abbella?<br />

La zingarella!” che oltraggia il secondo<br />

atto de Il trovatore. Certo è<br />

che, smontando il palcoscenico dopo<br />

quasi un mese di repliche, nessun<br />

pittore si sarà sentito togliere dal<br />

petto un pezzo di cuore, e gli elettricisti<br />

si ritiene che siano mediamente<br />

meno sentimentali.<br />

Giovanni Chiara<br />

ARTECULTURA29


Paolo Bonetto: “INTERNO RURALE IN BLU”, tecnica mista su tela, cm. 80x90<br />

30 ARTECULTURA


L'AUTODIDATTA NELLA STORIA<br />

Personaggi, avventure, intuizioni<br />

Ferdinando Nicola Sacco (Torremaggiore,<br />

22 aprile 1891 – Charlestown, 23 agosto<br />

1927) e Bartolomeo Vanzetti (Villafalletto,<br />

11 giugno 1888 – Charlestown, 23<br />

agosto 1927) furono due anarchici italiani.<br />

Vennero arrestati, processati e giustiziati<br />

sulla sedia elettrica negli Stati Uniti negli<br />

anni venti, con l'accusa di omicidio di un<br />

contabile e di una guardia del calzaturificio<br />

«Slater and Morrill». Sulla loro colpevolezza<br />

vi furono molti dubbi già all'epoca<br />

del loro processo; a nulla valse la confessione<br />

del detenuto portoricano Celestino<br />

Madeiros, che scagionava i due.<br />

Sacco di professione faceva l'operaio in una<br />

fabbrica di scarpe, mentre Vanzetti - che<br />

gli amici chiamavano Trumlin - gestiva una<br />

rivendita di pesci. Furono giustiziati sulla<br />

sedia elettrica il 23 agosto 1927 nel penitenziario<br />

di Charlestown, presso Dedham.<br />

Nel 1977 Michael Dukakis, governatore<br />

dello Stato del Massachusetts, riconobbe<br />

ufficialmente gli errori commessi nel processo<br />

e riabilitò completamente la memoria<br />

di Sacco e Vanzetti.<br />

L'imbarcazione<br />

Sacco arriva negli USA nel 1913 e Vanzetti<br />

nel 1908, senza conoscersi tra loro. Al loro<br />

arrivo Sacco aveva ventidue anni e Vanzetti<br />

venti. Quest'ultimo, al processo, descriverà<br />

così l'esperienza dell'immigrazione: "Al<br />

centro immigrazione, ebbi la prima sorpresa.<br />

Gli emigranti venivano smistati come<br />

tanti animali. Non una parola di gentilezza,<br />

di incoraggiamento, per alleggerire il<br />

fardello di dolori che pesa così tanto su chi<br />

è appena arrivato in America". E in seguito<br />

scrisse: "Dove potevo andare? Cosa potevo<br />

fare? Quella era la Terra promessa. Il<br />

treno della sopraelevata passava sferragliando<br />

e non rispondeva niente. Le automobili e i<br />

tram passavano oltre senza badare a me".<br />

Vanzetti, proveniente da una famiglia di<br />

produttori agricoli, ben avviata nel commercio<br />

di olio extravergine di oliva e vino<br />

in Italia a Torremaggiore, trovò lavoro in<br />

una fabbrica di calzature a Milford<br />

(Massachusetts). Si sposò con Rosina<br />

Zambelli (nel 1912) andò ad abitare in una<br />

casa con giardino. Ebbe un figlio, Dante, e<br />

una figlia, Ines. Lavorava sei giorni la settimana,<br />

dieci ore al giorno. Nonostante ciò,<br />

partecipava attivamente alle manifestazioni<br />

operaie dell'epoca, attraverso le quali i<br />

lavoratori chiedevano salari più alti e migliori<br />

condizioni di lavoro. In tali occasioni<br />

teneva spesso dei discorsi. A causa di<br />

queste attività venne arrestato nel 1916.<br />

Vanzetti era il secondo dei quattro figli di<br />

Giovanni Battista, modesto proprietario<br />

terriero nonché gestore di una piccola<br />

caffetteria, e Giovanna Nivello. Pur non<br />

vivendo in grandi ristrettezze economiche<br />

(il padre aveva preso in considerazione<br />

l'ipotesi di farlo studiare da avvocato) a<br />

spingerlo ad emigrare furono soprattutto<br />

due fatti: la morte improvvisa e tragica dell'amata<br />

madre nel 1907, che lo portò quasi<br />

alla follia, e probabilmente la consuetudine<br />

generazionale (il padre era stato anche<br />

lui emigrante per un breve periodo, dal<br />

1881 al 1883 in California). Fece molti lavori,<br />

prendendo tutto ciò che gli capitava.<br />

Lavorò in varie trattorie, in una cava, in<br />

un'acciaieria e in una fabbrica di cordami,<br />

la Plymouth Cordage Company. Spirito libero<br />

ed indipendente, leggeva molto: Marx,<br />

Darwin, Hugo, Gorkij, Tolstoj, Zola e Dante<br />

furono tra i suoi autori preferiti. Nel 1916<br />

guidò uno sciopero contro la Plymouth e<br />

per questo motivo nessuno volle più dargli<br />

un lavoro. Si mise quindi in proprio, facendo<br />

il pescivendolo. Fu in quell'anno che<br />

Sacco e Vanzetti si conobbero ed entrarono<br />

entrambi a far parte di un gruppo anarchico<br />

italoamericano. Tutto il collettivo<br />

fuggì in Messico per evitare la chiamata<br />

alle armi, perché per un anarchico non c'era<br />

niente di peggio che uccidere o morire per<br />

uno Stato.<br />

Nicola e Bartolomeo tornarono nel Massachusetts<br />

dopo la guerra, non sapendo di<br />

essere inclusi in una lista di sovversivi compilata<br />

dal Ministero di Giustizia, né di essere<br />

pedinati dagli agenti segreti USA.<br />

Nella stessa lista era incluso anche un amico<br />

di Vanzetti, il tipografo Andrea Salsedo.<br />

Questo, il 3 maggio 1920, venne assassinato<br />

dalla polizia, facendolo cadere dal<br />

quattordicesimo piano di un edificio appartenente<br />

al Ministero di Giustizia.<br />

Sacco e Vanzetti organizzarono un comizio<br />

per far luce su questa vicenda, comizio che<br />

avrebbe dovuto avere luogo a Brockton il<br />

9 maggio; i due vennero arrestati prima<br />

dell'evento, per aver appresso volantini<br />

anarchici e alcune armi. Pochi giorni dopo<br />

vennero accusati anche di una rapina avvenuta<br />

a South Baintree, un sobborgo di<br />

Boston, poche settimane prima del loro<br />

arresto; in tale occasione erano stati uccisi<br />

a colpi di pistola due uomini: il cassiere<br />

della ditta (il calzaturificio «Slater and<br />

Morrill») ed una guardia giurata.<br />

Verdetto condizionato<br />

Alla base del verdetto di condanna - a parere<br />

di molti - vi furono da parte di polizia,<br />

procuratori distrettuali, giudice e giuria<br />

Sacco & Vanzetti<br />

pregiudizi e una forte volontà di perseguire<br />

una politica del terrore suggerita dal<br />

ministro della giustizia Palmer e culminata<br />

nella vicenda delle deportazioni. Sotto<br />

questo aspetto, Sacco e Vanzetti venivano<br />

considerati due "agnelli sacrificali" utili per<br />

testare la nuova linea di condotta contro<br />

gli avversari del governo. Erano infatti<br />

immigrati italiani con una comprensione<br />

imperfetta della lingua inglese (migliore in<br />

Vanzetti, che terrà un famoso discorso, in<br />

occasione della lettura del verdetto di condanna<br />

a morte); erano inoltre note le loro<br />

idee politiche radicali. Il giudice Webster<br />

Thayer li definì senza mezze parole due<br />

bastardi anarchici. Il Governatore del<br />

Massachussetes Alvan T. Fuller, che avrebbe<br />

potuto impedire l'esecuzione rifiutò infine<br />

di farlo, dopo che una apposita commissione<br />

da lui istituita per riesaminare il<br />

caso riaffermò le motivazioni della sentenza<br />

di condanna. Si trattava di un periodo della<br />

storia americana caratterizzato da una<br />

intensa paura dei comunisti, la paura rossa<br />

del 1917 - 1920. Né Sacco né Vanzetti si<br />

consideravano comunisti, e inoltre Vanzetti<br />

non aveva nemmeno precedenti con la giustizia,<br />

ma erano conosciuti dalle autorità<br />

locali come militanti radicali che erano stati<br />

coinvolti in scioperi, agitazioni politiche e<br />

propaganda contro la guerra.<br />

« Io non augurerei a un cane o a un serpente,<br />

alla più bassa e disgraziata creatura<br />

della Terra — non augurerei a nessuna<br />

di queste ciò che ho dovuto soffrire per cose<br />

di cui non sono colpevole. Ma la mia convinzione<br />

è che ho sofferto per cose di cui<br />

sono colpevole. Sto soffrendo perché sono<br />

un radicale, e davvero io sono un radicale;<br />

ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero<br />

io sono un Italiano (Vanzetti, 1927).<br />

Aoristias<br />

ARTECULTURA31


ARTE E NON-VIOLENZA / POESIA / PSICOPOESIA / SESSO / SOCIETA’<br />

L’O.N.U. E LA TOPONOMASTICA<br />

Milano, a ricordo dei morti e dei vivi,<br />

può intitolare una via, piazza, parco, scuola,<br />

ospedale o altro luogo pubblico alla<br />

Giornata delle Nazioni Unite 24 ottobre 1945?<br />

Illustre Sindaco Letizia Moratti,<br />

chi vive pensando di pensare non ha<br />

problemi di pentimenti, ma solo di rimanere<br />

sereno nel territorio in cui opera<br />

restando in equilibrio con la propria<br />

coscienza. La finalità della presente è<br />

già intuibile nell’occhiello del testo e<br />

per la conoscenza che abbiamo ci sembra<br />

che a Milano (e non solo...) nella<br />

sua Toponomastica non risulti una via<br />

dedicata alla Giornata delle Nazioni<br />

Unite: 24 Ottobre 1945.<br />

Un evento fondamentale della storia<br />

contemporanea che, a nostro avviso,<br />

riteniamo il più significativo di tutti<br />

gli eventi culturali del Novecento. Eppure,<br />

che noi sappiamo, non appare<br />

nemmeno una volta che se ne faccia<br />

menzione storica su una via, piazza,<br />

parco, scuola, ospedale ovvero su un<br />

altro luogo pubblico della Toponomastica<br />

di Milano, Città delle Cinque<br />

Giornate, del XXV Aprile, Medaglia<br />

d’Oro della Resistenza.<br />

L’auspicio, pertanto, che Lei si adoperi<br />

affinché per i 50 milioni di morti<br />

del secondo conflitto mondiale e per i<br />

vivi che tuttora soffrono l’amarezza di<br />

una simile dimenticanza burocratica,<br />

si ponga rimedio. Mettiamola così.<br />

Fuori dal pregiudizio di ogni propaganda.<br />

Questo perché l’assolvimento del<br />

fatto avanzato non solo darebbe a Milano<br />

l’onore di una iniziativa di valore<br />

culturale inestimabile, ma anche potrebbe<br />

essere a sua volta ripreso ed esteso<br />

in tutte le città e paesi d’Italia senza<br />

ombra di alcuna discriminazione, bensì<br />

come momento di abbraccio fraterno<br />

Nazionale. Inoltre sull’argomento<br />

toponomastico, sempre riferito alla<br />

Giornata delle Nazioni Unite 24 Ottobre<br />

1945, ci si potrebbe impegnare<br />

affinché tutti gli Stati aderenti al-<br />

32 ARTECULTURA<br />

l’O.N.U. titolino con questo riferimento<br />

un luogo pubblico delle loro Toponomastiche.<br />

Di fatto, questo, segnerebbe<br />

un salto di qualità nello spirito<br />

obiettivo di una realistica “Cultura<br />

per la pace” che origina dalla pratica<br />

culturale dei linguaggi, tenendo<br />

conto che le diverse conferenze a più<br />

voci e simboli non hanno tuttora liberato<br />

l’uomo dalla gravità della guerra.<br />

Per cui Illustre Sindaco Moratti,<br />

informare dell’evento segnalato anche<br />

il nostro Ministero degli Esteri, affinché<br />

onori l’Italia di una simile iniziativa<br />

culturale in seno all’O.N.U., riteniamo<br />

che non possa adombrare Milano<br />

di alcun disonore, ma solo di renderla<br />

degna di un incomparabile Valore<br />

storico di alta tensione umana.<br />

<strong>Artecultura</strong>, autrice dell’avanzata<br />

idea, ritiene che chi vorrebbe fiaccare,<br />

demolire, estinguere l’O.N.U., dal suo<br />

originale messaggio di Pace e Disarmo,<br />

non debba avere più voce. In 65<br />

anni è stata disattesa la paziente onestà<br />

popolare sempre desiderosa di una<br />

sincera pace. Si parla di quella pace<br />

che, mancata dagli Stati perché perseveranti<br />

sulla vecchia strada dell’indifferenza,<br />

potrebbe essere promossa da<br />

un’ O.N.U. dei popoli.<br />

Idea tanto lontana quanto vicina ad<br />

una ribellione mondiale, difficilmente<br />

domabile, anche dal più raffinato<br />

militarismo. Per cui riteniamo che voler<br />

eliminare il terrorismo con l’uso<br />

bruto delle armi, in verità, lo si alimenta,<br />

poiché non si eliminano di fatto le<br />

cause che davvero lo generano. La storia<br />

degli schiavi pressati dagli armamenti<br />

tribali, ovvero condizionati da<br />

strategie di armi atomiche, deve finire<br />

perché la democrazia e la libertà umana<br />

nel quotidiano delle persone devono<br />

coincidere.<br />

Certamente che titolare una strada<br />

di Milano come di tutte le Città e Paesi<br />

d’Italia e del Mondo, alla Giornata<br />

costitutiva della nascita delle Nazioni<br />

Unite 24 ottobre 1945, in partenza non<br />

risolverebbe nulla, noi lo sappiamo<br />

benissimo. Ma può essere l’inizio di<br />

una rivoluzione di civiltà ideale, di una<br />

pratica formativa di vita non-violenta,<br />

a cui dovrebbero fare principio tutti<br />

quei linguaggi culturali capaci di non<br />

confondere l’imposizione con la democrazia<br />

delle idee coerente rispecchio dei<br />

fatti.<br />

Quando Lei Illustre Sindaco di<br />

Milano è stato Ministro dell’Istruzione<br />

e negli Esami di Maturità degli studenti<br />

pose la Poesia come riferimento<br />

culturale, <strong>Artecultura</strong> ne elogiò l’orientamento.<br />

Ma, poi, siamo rimasti delusi<br />

non essendoci più stato alcun riferimento<br />

di approfondimento poetico, ed<br />

ora riteniamo che fosse un caso solo<br />

finemente speculativo. La Poesia riveste<br />

un ruolo fondamentale nel predisporre<br />

l’uomo alla formazione nonviolenta<br />

della sua vita privata e pubblica.<br />

Per cui, sia Milano che tutto il<br />

Mondo organizzato, non abbisognano<br />

tanto di guardie per regolare la normalità<br />

democratica della convivenza,<br />

ma di una Storia Altra dall’attuale, diversa<br />

dalle stragi a cui conduce la<br />

frammentarietà caotica di vivere nutrendosi<br />

del sangue degli innocenti.<br />

Servono, invece, iniziative formative<br />

che facciano radice e si evolvano nella<br />

conoscenza del lavoro quotidiano in cui<br />

ogni singolo lavoratore viva la sua iniziativa<br />

di appagamento e di equilibrio<br />

psicologico. Nel caso avverso, come il<br />

nostro, il terrorismo trova il suo prato


VIA<br />

XXIV OTTOBRE 1945<br />

Giornata Costitutiva<br />

delle Nazioni Unite<br />

dove facilmente pascolare. Per cui è la<br />

mente che deve lavorare di liberazione<br />

nella persona più che l’osservanza di<br />

regole apparentemente anche giuste,<br />

ma che in realtà sono false, perché redatte<br />

su un improprio terreno di crescita.<br />

Tantoché, per quello che ci sembra,<br />

il guaio vero della nostra attuale<br />

vita sociale è che spesso si prende dal<br />

passato solo la continuità della convenienza<br />

malevola, dimenticando per vizio<br />

affaristico il comportamento di quel<br />

congeniale attrezzista meccanico di<br />

una fabbrica milanese, quando suggeriva<br />

la sua spontanea collaborazione<br />

del provato mestiere all’ingegnere, restando<br />

però ben lontano da ogni scatto<br />

di rivalità, d’invidia o di odio di classe.<br />

Oggi, invece, la persona deve solo<br />

ubbidire alla menzogna dei posti di lavoro.<br />

Una vera menzogna, poiché il lavoro<br />

esiste e va solo svolto secondo criteri<br />

diversi e meno chiusi all’iniziativa<br />

della mente di chi si presta. Il prototipo<br />

è da discutere molto, affinché il<br />

lavoro sia spinta di libertà ed appagamento<br />

comune della vita non-violenta.<br />

Questi sono solo alcuni esempi di<br />

circostanza per meglio avvalorare<br />

l’importanza e l’utilità di una via di<br />

Milano che menzioni nella sua toponomastca<br />

la Giornata delle Nazioni<br />

Unire 24 ottobre 1945. Pertanto ci<br />

si accorge che, riflettendoci sopra, questa<br />

iniziativa significa molto per avversare<br />

all’origine quei linguaggi<br />

verticistici che poi diventano la causa<br />

prima che facilita il terrorismo. Quel<br />

terrorismo che nessuno vuole, che tutti<br />

condannano, ma che in un modo o nell’altro,<br />

poi, nel comportamento negativo<br />

delle nostre azioni, tramite la<br />

distorta volontà, ovvero per cieca ignoranza,<br />

ognuno di noi contribuisce ad<br />

alimentare sia pure involontariamente.<br />

La stessa Giornata Mondiale del<br />

Disarmo, che da anni <strong>Artecultura</strong> sostiene<br />

e che pure fa riferimento di data<br />

al 24 Ottobre 1945, origina da un approfondimento<br />

specifico della Giornata<br />

delle Nazioni Unite. Un tentativo<br />

per uscire dalla genericità dell’intendimento<br />

sorvolato sulla realtà per approfondire<br />

incisivamente ed accelerare<br />

nella vita culturale la vera finalità<br />

del Disarmo. Approfondendo ulteriormente<br />

lo stesso messaggio dell’O.N.U.,<br />

quello spirito culturale fondamentale<br />

che azzera la tragedia della guerra.<br />

La Giornata Mondiale del Disarmo<br />

di <strong>Artecultura</strong> non si propone lo<br />

sconvolgimento di fabbriche, strade e<br />

palazzi istituzionali che sarebbe un’autentica<br />

follia, ma solo accendere, responsabilmente,<br />

in modo compatibile<br />

con le possibilità di ogni luogo e condizione,<br />

quel sincero stimolo di ricerca<br />

per una vita più serena, diversa dall’attuale.<br />

Il modo, questo, di favorire<br />

la vicinanza dei popoli, affinché gli<br />

autentici valori umani non vengano<br />

sfiancati ed arsi dal terrorismo delle<br />

armi. Dato che le armi, da chiunque<br />

usate, terrorizzano sempre e non<br />

elogiano mai la spiritualità della persona,<br />

perché la seppelliscono!<br />

Un grave e nel contempo un grande<br />

problema, il Disarmo, che oggi nella<br />

difficoltosa giornata dell’uomo si fa<br />

tuttavia sempre più strada, come mezzo<br />

di rinnovamento per una più<br />

auspicabile convivenza. Ed a titolo puramente<br />

informativo ci teniamo a ribadire<br />

che anche le due altre iniziative<br />

sul Disarmo, promosse e sostenute da<br />

<strong>Artecultura</strong>, senza spillare un solo<br />

quattrino agli artisti o alle pubbliche<br />

istituzioni, La Biennale di Milano e<br />

la Rassegna di Arti Visive Giornata<br />

Mondiale del Disarmo, hanno ben<br />

seminato il loro orientamento. Ed anche<br />

se il Comune di Milano non ha<br />

fatto giungere alcuna considerazione,<br />

a differenza dell’allora Presidente del<br />

Consiglio, Prodi e dell’attuale Governatore<br />

della Regione Lombardia,<br />

Formigoni, le iniziative di <strong>Artecultura</strong><br />

perseverano nella loro idealità di linguaggio<br />

non-violento ancora con maggiore<br />

spinta. E come i servizi su<br />

<strong>Artecultura</strong> provano, i minidipinti della<br />

Giornata Mondiale del Disarmo,<br />

si trovano, donati, alla Biblioteca Universitaria<br />

dell’ Hawaii e luoghi culturali<br />

limitrofi, dove, fra l’altro, ha studiato<br />

Obama, l’attuale presidente degli<br />

Stati Uniti d’America. Mentre gli<br />

altri duecento minidipinti di cm 15x18<br />

formato standard, sono tuttora nella<br />

sede di <strong>Artecultura</strong>, certamente disponibili<br />

e se il Comune di Milano lo ritenesse<br />

utile, potrebbe disporne a stimolo<br />

divulgativo e formativo per la<br />

diretta partecipazione non-violenta<br />

dello studente, in esposizioni in scuole<br />

o altro luogo pubblico, compreso lo spazio<br />

del nuovo Museo del Novecento.<br />

La presenza di un più diretto e scandito<br />

messaggio di pace, disinteressato,<br />

non ferisce la finalità artistica delle<br />

altre presenze storiche a cui il Museo<br />

del Novecento fa riferimento. Semmai,<br />

un modo per esaltarle. Tenendo presente<br />

che gli artisti della menzionata<br />

rassegna, sono insegnanti di storia dell’arte<br />

o diplomati presso accademie<br />

abilitate, ed autodidatta, dalla perspicace<br />

mente intuitiva, bene addentro al<br />

principio dell’arte davvero formativa.<br />

Sarebbe solo sufficiente che il Comune<br />

si rendesse propenso a gradirle ed<br />

incontrerà tutta la nostra possibile e disinteressata<br />

collaborazione. E di vie<br />

nuove, come la segnalazione permanente<br />

di una via che menzioni la Giornata<br />

delle Nazioni Unite 24 Ottobre<br />

1945 o di iniziative artistiche che sotto<br />

altre forme e titolazioni si rendano<br />

di fatto efficaci ai linguaggi di comunicazione<br />

e formazione non-violenta<br />

della vita, ce ne possono essere tante.<br />

Questo perché interessa un sistema<br />

formativo in alternanza all’attuale, incapace<br />

di liberare l’uomo dal cancro<br />

della guerra. Quell’uomo che nasce<br />

senza fucile e resta condizionato a tirare<br />

il grilletto in abbaglio di una sicurezza<br />

che le armi certamente non danno<br />

e non daranno mai. Certo che si tratta<br />

di una iniziativa culturale con proposta<br />

operativa sperimentale che comporta<br />

un approfondimento continuo,<br />

visto che la morale e l’etica in millenni<br />

di storia non sono riusciti ad eliminare<br />

la radice della guerra dalla vita<br />

dell’uomo, ma sovente hanno determinato<br />

il suo rovescio, cioè l’uso folle<br />

delle armi.<br />

Illustre Sindaco di Milano, Letizia<br />

Moratti, non occorre che risponda,<br />

è solo sufficiente iniziare a fare<br />

qualcosa nell’orientamento della Toponomastica<br />

qui segnalato. Il problema<br />

è tanto difficile, quanto grandioso, ma<br />

vale la pena incominciare per evitare<br />

future quanto drammatiche conseguenze.<br />

La guerra dev’essere disattesa, la<br />

pace nella prevenzione, NO!<br />

Giuseppe Martucci<br />

ARTECULTURA33


Tempo d’Arte<br />

Rassegna Arti Visive<br />

8 - 28 gennaio 2011<br />

Artisti presenti:<br />

Dario Agnello<br />

Amleto Bertrand<br />

Elena Cella<br />

M. Teresa Civelli<br />

Rosalia Costanza<br />

Dimitri Cuzmin<br />

Franco Da Lorenteggio<br />

Mario D’Este<br />

Fabio Fondacci<br />

Lucia Garro<br />

Bruno Mantovani<br />

Attilio Milani<br />

Gabriella Pettinato<br />

Santina Portelli<br />

Chiara Rossato<br />

Maria Luisa Sassetti<br />

Anna Sblendorio<br />

Filip Timofei<br />

Rosario Vesco<br />

E’ stata un positivo confronto artistico<br />

e culturale la rassegna TEM-<br />

PO D’ARTE che si è svolta alla sala<br />

Olimpia <strong>Artecultura</strong> di Milano. Nella<br />

serata inaugurale il critico Teodosio<br />

Martucci ha analizzato le varie tecniche<br />

e problematiche delle opere<br />

esposte. Nell’esposizione differenti<br />

sono state le poetiche evidenziate con<br />

interventi che spaziavano dalla<br />

figurazione classica all’informale,<br />

dalla scultura moderna alla fotografia,<br />

dall’astrazione geometrica all’icona.<br />

La suggestione della rassegna<br />

nasceva proprio dal molteplice articolarsi<br />

di stili e linguaggi, spesso assai<br />

personalizzati, e non sempre attribuibili<br />

a scuole o correnti ben definite.<br />

La mostra si è pertanto dimostrata<br />

d’essere un segno di vitalità<br />

dell’arte contemporanea, in cui emozione<br />

e fantasia, sentimento e progetto<br />

si compenetrano nella genesi dell’opera.<br />

Le immagini esposte si offrono<br />

allo sguardo ed alla riflessione<br />

dell’osservatore in tutta la loro densa<br />

forza espressiva. Dalla collettiva si<br />

può constatare che mai come oggi<br />

l’arte è libera da schemi precostituiti<br />

come poteva essere in passato ma interpella<br />

unicamente la sensibilità del<br />

singolo artista. L’auspicio è che la<br />

prossima edizione possa ulteriormente<br />

sviluppare il suo aperto e libero confronto<br />

con l’arte e le sue infinite e<br />

sorprendenti espressioni. (Aoristias)<br />

ELENA CELLA<br />

“Nuvole” 2010, grafite, stucco bianco<br />

e matita colorata su tela, cm. 30x40<br />

FABIO FONDACCI<br />

”Lago d’Iseo con l’isolotto di S. Paolo”<br />

2009, foto con negativo mm. 55x55<br />

34ARTECULTURA<br />

SANTINA PORTELLI<br />

“Notte di Neve” 2006, olio su tela, cm. 40x60<br />

LUCIA GARRO<br />

“New York” 2010, Tecnica mista


AMLETO BERTRAND<br />

“Composizione metafisica” 1963,<br />

olio su tela, cm. 40x50<br />

CHIARA ROSSATO<br />

“Donna dei veli” 2010, terracotta<br />

patinata e verniciata a freddo h.71x22x20<br />

DARIO AGNELLO<br />

“La Rinascita” 2009,<br />

olio su tela, cm. 50x70<br />

ATTILIO MILANI<br />

“Mani e piedi in vetrina?”, penna e china, olio e<br />

acrilico 2005, cm 57,6x48,9<br />

ANNA SBLENDORIO<br />

“Echi d’Estate” 2007<br />

acrilico su tela, cm. 50x60<br />

FRANCO DA LORENTEGGIO<br />

“Stabilimento balneare”, 2006,<br />

olio su tela, cm. 42x33<br />

MARIA LUISA SASSETTI<br />

“Cartoline” 2007, tecnica mista su tela<br />

MARIO D’ESTE “Lancillotto”<br />

1995, Materiali di recupero modellati a fiamma<br />

ossidrica. Saldatura ad arco, cm. 39x16x53<br />

BRUNO MANTOVANI<br />

“Identità perduta” 2007, ceramica cm. 26,5x34<br />

ARTECULTURA35


ROSARIO VESCO<br />

“Il Naviglio della Martesana a Cernusco”<br />

1999, olio su cartoncino cm. 23,8x31,8<br />

GABRIELLA PETTINATO<br />

“Carnevale”, acrilico su tela, cm 60x70<br />

FILIP TIMOFEI<br />

Via Privata Don Bartolomeo Grazioli 38<br />

Milano, olio su tela, cm. 88x74<br />

M. TERESA CIVELLI<br />

“Mondo di luce”<br />

olio su tela, cm. 50x60<br />

COSTANZA ROSALIA<br />

“Sinfonia dell’ultimo atto” 2009,<br />

olio su tela, cm. 40x80<br />

DIMITRI CUZMIN<br />

“Il simbolo della fede ortodossa” 1997,<br />

tempera dorata su tavola , cm. 53x38,5<br />

ARTECULTURA<br />

invita agli abbonamenti 2011/2012<br />

un mensile familiare, semplice, umano<br />

abbonati e consiglialo ai tuoi amici, non ti sentirai pentito...<br />

Contribuisci anche Tu alla crescita culturale che manca!<br />

Intestare:<br />

ARTECULTURA di Giuseppe Martucci<br />

C.C.Postale N. 84356302<br />

Via Ciovasso 19 -20121 Milano<br />

36 ARTECULTURA


LIBRI, LIBRI...<br />

a cura di Aoristias<br />

Cataldo Russo,<br />

Cortigiani, giullari<br />

e mammasantissima,<br />

Edizioni Guida<br />

Con questa sua recente opera narrativa,<br />

Cataldo Russo conferma la sua sensibilità<br />

per la scrittura come forza, energia<br />

capace di interpretare il malessere<br />

oscuro che da molto tempo alligna in<br />

Italia, ma, si potrebbe dire, in tutto<br />

l’occidente. Protagonista del romanzo è<br />

l’operaio Antonio Schifino che per una<br />

sorta di prodigio da ibernazione si ritrova<br />

nell’Italia del 1986, dieci anni dopo<br />

la sua altrettanto misteriosa scomparsa.<br />

Sulla base di questo stratagemma Russo<br />

ha l’opportunità tramite la sua limpida<br />

vena di scrittore e di osservatore<br />

di esaminare l’impasse profonda del<br />

paese, le sue molteplici contraddizioni<br />

di potere, ricchezza, successo all’inter-<br />

no di una realtà che sembra aver completamente<br />

smarrito la bussola di un possibile<br />

orientamento culturale, sociale,<br />

politico. La storia si sviluppa nell’Italia<br />

del 1986 ma appare fin troppo evidente<br />

che essa è l’Italia di oggi con le sue<br />

molteplici ferite storiche, geografiche,<br />

economiche, che anziché emarginarsi<br />

sembrano incancrenirsi sempre più. Pregio<br />

dello scrittore è quello di avvalersi<br />

di un registro satirico nel quale il meccanismo<br />

di compenetazione tra realtà e<br />

fantasia, oggettività e metafora, scorre<br />

con estrema fluidità. Un testo, questo di<br />

Russo, che accentua quel bisogno di<br />

impegno, di partecipazione creativa che<br />

spesso sembra latitare nella cultura di<br />

oggi, impigrita in schemi desueti o ipnotizzata<br />

dal mito dell’audience a tutti<br />

i costi. Da rilevare in copertina un dipinto<br />

di Max Hamlet Sauvage che nel<br />

suo caustico linguaggio neo-surrealista ben<br />

si pone in sintonia con lo spirito del romanzo.<br />

Docente di Letteratura Inglese, Cataldo<br />

Russo svolge un’intensa attività pubblicistica<br />

che spazia dal teatro, altra sua<br />

grande passione, al romanzo, dalla poesia<br />

all’analisi delle culture orientali.<br />

Aoristias<br />

Pino Canta<br />

Inseguono Cesare<br />

-Edizioni clandestine<br />

Va subito detto che Pino Canta oltre<br />

che poeta nato e di preparata versione<br />

contemporanea è in parallelo di manifestazione<br />

espressivo-stilistica, anche<br />

un acuto quanto puntuale narratore. La<br />

sua iniziativa culturale è di analizzare<br />

l’evento in tutti i suoi aspetti nella<br />

stesura di un verso novellistico, pungente<br />

ed obiettivo nel sensibilizzare il<br />

rapporto di mente-attività-istituzioni. Insomma<br />

un siciliano di radice che<br />

nell’espressione poetica non fa mancare<br />

il senso della scena come maggiorazione<br />

e scavamento congnitivo della più<br />

completa conoscenza a rispecchio<br />

esaustivo di vero. Un discorso poetico<br />

sentito come totale animazione della<br />

condizione umana e che a tal fine<br />

diviene propositivo di un nuovo rapporto<br />

tra l’essere e la sua distorta convivenza<br />

confusa dal fittizio del potere. In tal<br />

senso, grossomodo, noi consideriamo il<br />

lavoro poetico di Pino Canta. Una silloge<br />

di circa 80 pagine che insegue Cesare<br />

come metafora del poeta, l’autore di<br />

senso globale. Il luogo del libro nel quale<br />

Pino Canta compone in “Come un<br />

neonato impazzito: Strappo il capezzolo<br />

del mondo/ E fuggo nell’infinito più<br />

lontano/ E strillo forte dal megafono del<br />

tempo/ Affinché la mia voce/Vinca gli<br />

abissi più profondi/ E i corpi più statuari/<br />

E gridi/ Al centro di questa sfera<br />

putrefatta/ Il suo secco noooo”. Che dire<br />

di più. Le idee del poeta sono chiare<br />

come i vocaboli che formalizzano il verso<br />

libero, eruttato in continuazione dalla<br />

bocca di un vulcano per sotterrare ogni<br />

imposizione e malavoglia. Le antitetiche<br />

condizioni, queste, entro cui Pino Canta<br />

intuisce la rimozione dal male affinché<br />

l’uomo possa vivere l’esistenza con<br />

valore di poesia. Il campo della novità a<br />

conoscersi in continuità da quando ci<br />

sembra risaputo che la poesia non è una<br />

disciplina ma l’inderdisciplinare della<br />

ricerca che anima l’esistenza.<br />

Giuseppe Martucci<br />

Blucariati<br />

Cariati è un comune di 10.000 abitanti che si<br />

anima d’estate all’arrivo dei turisti, per lo più<br />

campani, che circa trent’anni orsono hanno<br />

comprato a buon mercato un appartamento per<br />

le vacanze. Questa cittadina della Calabria si<br />

trova a metà strada fra le località di Sibari e<br />

Crotone e, pur godendo di bellissimi paesaggi,<br />

della limpidezza del mare e di un godibile centro<br />

storico, ha problemi nei collegamenti ferroviari<br />

a causa di un tratto non elettrificato, cosa<br />

che non ha mai favorito il suo sviluppo. Colpa<br />

della politica? Forse. Certo è che in Italia, anziché<br />

dare avvio ai lavori per il megagalattico<br />

ponte sullo stretto di Messina, sarebbe stato meglio<br />

indirizzare le risorse economiche al sostegno<br />

e alla salvaguardia dei nostri tesori naturali<br />

e artistici con una politica nazionale basata<br />

sulla prevenzione che aiuti a evitare, ad esempio,<br />

crolli come quello della Casa del Gladiatore a<br />

Pompei. Ciononostante Cariati, Bandiera Blu 2009<br />

e 2010 per il mare, si difende dalla concorrenza<br />

delle più attrezzate località della vicina costiera<br />

offrendo ospitalità nelle sue strutture alberghiere a<br />

prezzi modici e garantendo cibi genuini. Tra questi<br />

ultimi abbiamo molto apprezzato il pesce azzurro<br />

cucinato nella Pensione “U Stritt” da Catello<br />

e Wanda” che qui preparano “scattiato”, in altre<br />

parole lo friggono con pepe rosso sciolto che<br />

ne modifica il gusto naturale.<br />

Cariati non sempre è in sintonia con i suoi turisti<br />

che invadono la quiete estiva e contribuiscono<br />

alla lievitazione dei prezzi. Sembra quasi<br />

che i cariatesi se ne freghino dell’afflusso turistico<br />

che porta loro più ricchezza e la Vigilanza<br />

Urbana è molto fiscale nello scoprire e multare<br />

quegli automobilisti che sostano al parcheggio<br />

solo qualche minuto di troppo. Alla<br />

luce di ciò, sembra quasi che la vita dei cariatesi<br />

scorra lentamente, oppure sia ferma ad alcuni<br />

decenni passati: in giro ci sono molti perdigiorno<br />

che trascorrono la giornata fuori dai bar<br />

della strada statale, chiacchierando con gli<br />

amici fino a tarda sera. Passiamo un giorno da<br />

queste parti ed entriamo nel negozio di un parrucchiere:<br />

il giovane ci chiede cosa desideriamo<br />

e noi, frenandoci dal replicare che vorremmo<br />

un cappuccino con brioche, gli rispondiamo<br />

che desidereremmo che ci accorciasse i capelli.<br />

E lui: “Guardi che qui li tagliamo su appuntamento.”<br />

E noi: “Ma non c’è nessuno!”. E<br />

lui: “C’è fuori una persona che aspetta”. Mi<br />

dica piuttosto quando vuole tagliarli.” E noi:<br />

“Grazie, no.” e usciamo stupiti. Entriamo più<br />

avanti in un altro negozio di parrucchiere, arredato<br />

a mo’ di club juventino, il cui gestore ci<br />

fa accomodare subito perché in quel momento<br />

non ha clienti. Mentre l’uomo ci rapa, ci racconta<br />

che tra non molto andrà in vacanza in<br />

Sicilia in auto, trasportato da un nipote. Terminato<br />

il taglio ci alziamo nello stesso istante<br />

in cui entra il suo parente che andrà a occupare<br />

il nostro posto. Al giovane diciamo: “Suo zio è<br />

molto bravo ma ha un piccolo difetto: dopo<br />

averci tagliato i capelli, pretende di essere pagato.”<br />

Il barbiere incalza: “Non è vero, lei può<br />

darmi quello che vuole oppure andarsene senza<br />

pagare!”. Imbarazzati, insistiamo per conoscere<br />

la cifra che non vuole dirci. Stressati dall’insolito<br />

siparietto, gli consegniamo 10 euro e<br />

ce ne andiamo in tutta fretta.<br />

Antonio Fomez<br />

ARTECULTURA<br />

37


Umanità poetica - Umanità poetica - Umanità poetica<br />

Umanità poetica è uno spazio aperto alla divulgazione poetica interessata al dibattito sull'identificazione e il ruolo odierno della poesia. La franchezza e l'obiettività degli interventi,<br />

costituiscono per la redazione della Rivista la premessa per la pubblicazione. Per facilitare la più ampia partecipazione degli Autori interessati si suggerisce negli elaborati brevità<br />

IL DONO<br />

ALLEGORIA<br />

MAESTRALE<br />

Non essere nati per morire;<br />

ma per donare qualcosa<br />

a qualcuno nel mondo.<br />

Prima che la terra ci ricopra,<br />

prima di tornare polvere e cenere:<br />

donare speranza ai fratelli;<br />

ai fratelli immersi nella pena,<br />

ai figli della solitudine e dell’angoscia.<br />

Una poesia che l’uomo ascolti<br />

o riscopra in sé stesso,<br />

o rimpianga, o preghi.<br />

Qualcosa che lo spinga ad amare,<br />

che lo induca al perdono:<br />

la comprensione, il dono.<br />

Non essere nati solo per morire;<br />

sterili e muti come i morti sono.<br />

Alberto Ripamonti<br />

UOMO<br />

Nella notte dei tempi<br />

raccoglievi i frutti<br />

i tuoni le tenebre le fiere<br />

ti terrorizzavano<br />

eri innocente<br />

Poi cacciavi<br />

e dipingevi sulle pareti<br />

il frumento cresceva<br />

gli armenti nutrivano<br />

ed ecco le prime guerre<br />

il sangue a fiotti colava<br />

l’armonia dell’universo<br />

si contorceva<br />

anche se credevi<br />

eri ancora<br />

ancora e sempre<br />

con il dito sul grilletto<br />

e infine hai sganciato<br />

la massima bomba<br />

Pino Canta<br />

AMLETO<br />

Mi manca la tua voce,<br />

la tua presenza,<br />

il tuo aiuto,<br />

eri il mio Maestro.<br />

Amleto, sei stato grande<br />

e tale rimani.<br />

Sono cresciuta con te<br />

infondendomi l’amore / per l’Arte.<br />

Corre la vita così veloce,<br />

che vivo i miei pensieri<br />

nel tuo ricordo<br />

Laura Strani<br />

38 ARTECULTURA<br />

Cadono le foglie ormai secche,<br />

si sveste l’albero<br />

del suo abito estivo<br />

per indossare l’abito invernale<br />

nell’aria magica e cristallina<br />

del mattino d’autunno.<br />

Anche tu, Uomo<br />

svesti il tuo abito di guerra<br />

indossa l’abito della Pace!<br />

Getta le tue armi<br />

come l’albero getta<br />

le sue foglie secche<br />

al momento giusto.<br />

Lascia che intorno<br />

sia magico e cristallino<br />

come in un mattino d’autunno.<br />

La guerra non sarà<br />

che una parola dimenticata<br />

persa nel tempo<br />

e dal cuore degli Uomini<br />

Andreetta Manara<br />

GRAVIDA<br />

Nell’attesa dell’evento natale,<br />

or tu donna, con più larga gonnella,<br />

l’amore nel suo aspetto coniugale,<br />

a mostrar vai con aria che t’abbella.<br />

Fosti tu pronta all’idillio carnale,<br />

sì che della natura ora sei ancella<br />

e qual schiava di quell’atto sensuale,<br />

in petto pur ti cresce la mammella.<br />

Dal tuo corpo già non più verginale,<br />

acque fluiranno come da cannella<br />

infin che il pube si fa boccale.<br />

Allor con le man tu farai giumella<br />

per cogliere quel frutto naturale<br />

che il corso della vita sempre appella.<br />

Terenzio Mazza<br />

TRAPASSO<br />

Ti ho accompagnato<br />

fino ai confini del mondo.<br />

Hai abbracciato l’eternità<br />

oltre il bene e il male.<br />

Invisibile,<br />

ora fai parte dell’infinito.<br />

Per ritrovarti<br />

supero confini e limiti<br />

del mio corpo mortale.<br />

Mi fondo nel tutto<br />

e in ogni dove<br />

per poterti sentire<br />

ancora<br />

e per sempre.<br />

Sabrina Fontana<br />

Creste sparpagliate<br />

bianche pennellate<br />

nell’intenso blu cobalto<br />

Spruzzi di spuma<br />

che il vento soffiando<br />

spolvera e invola.<br />

Onde lente<br />

superate e vinte<br />

dalle più svelte e fitte<br />

sospinte<br />

dalla furia incessante<br />

del maestrale.<br />

Fabiano Braccini<br />

ECCLISSI<br />

L’ecclissi non può avvenire<br />

con la luna piena -<br />

Come ideale avventura,<br />

io sono la tua luna piena!<br />

Scrivana di un diario deluso<br />

apocrifa creazione<br />

senza l’avvenenza del tuo sguardo<br />

come talpa è la sua leggiadria...<br />

Vivo attimi come secoli<br />

e gli anni come millenni -<br />

La tua abiura (di noi)<br />

un patimento smarrito<br />

nell’arca scomoda<br />

che incontra il nuovo Diluvio<br />

coi tentacoli insidiosi<br />

dell’approdo senza futuro?<br />

Olga Matera<br />

IL VENTO<br />

Sul buio d’erbe<br />

cupo d’onde<br />

passa,<br />

canta la notte<br />

come rami,<br />

canta,<br />

sussurrate spire<br />

e stese<br />

rose di andate<br />

notti, vento.<br />

vago di foglie<br />

torti<br />

rami da sorti,<br />

vuote, respirate<br />

a scarsa via<br />

rasato<br />

vanto da niente<br />

vuoto<br />

di morire deserti<br />

e buie mani<br />

Beppe Mosconi


"La poesia comincia dove finiscono le discriminazioni..."<br />

e concisione. Per necessità di spazio la redazione si ritiene autorizzata a sintetizzare i testi rispettando il contenuto. La pubblicazione dei testi poetici ha puro carattere divulgativo, di stimolo culturale. La proprietà<br />

letteraria dei componimenti pubblicati rimane pertanto a tutti gli effetti dei singoli Autori. Dei componimenti pubblicati si tiene conto più dei contenuti che della forma elaborata.(<strong>Artecultura</strong>)<br />

LA LUNA<br />

Risplende in cielo<br />

la luna piena<br />

con bonaria espressione<br />

sul largo faccione.<br />

Sembra esortare l’uomo<br />

alla mitezza / ed infondergli<br />

calma e sicurezza.<br />

Quante cose lei vede di lassù:<br />

la notte, quando l’oscurità rischiara,<br />

il giorno, allorché meno appariscente,<br />

è tuttavia presente.<br />

O buona luna,<br />

enigmatica e misteriosa<br />

che ora appari al completo<br />

ed ora come piccola falce assottigliata,<br />

dalle stelle attorniata,<br />

vorresti forse consigliare all’uomo<br />

di restare quaggiù<br />

operando pel bene e la giustizia<br />

senza mai più<br />

il tuo suolo violare?<br />

Ahimé, della saggezza tua<br />

niuno può profittare,<br />

perché non sai parlare.<br />

Franca Trevisi<br />

NOSTALGIA E COLORI<br />

NELLA DARSENA DI MILANO<br />

Si univano<br />

volti giovani<br />

nella cheta laguna,<br />

luminosa nel sole<br />

incantevole<br />

nel chiarore<br />

della luna.<br />

Sognavano<br />

tenere creature<br />

nella sfatta città<br />

in ricostruzione,<br />

e dopo il lavoro<br />

con la loro tavolozza<br />

dipingevano<br />

l’oro luminoso<br />

su tutta la riva<br />

ed ogni barcone.<br />

Il campanile<br />

sospeso sull’acqua<br />

sembrava un’altare..<br />

indicava il sentiero<br />

su cui camminare,<br />

per dimenticare<br />

il truce passato..<br />

per plasmare l’animo<br />

nel valore umano.<br />

Mario Ferrario<br />

27 GENNAIO,<br />

GIORNO DELLA MEMORIA<br />

In ricordo dei martiri della Shoah<br />

per una errata legge razziale<br />

in cui milioni di Ebrei<br />

vennero trucidati nei lager nazisti.<br />

Una testimonianza personale<br />

per aver lavorato trentacinque anni<br />

presso di Loro, ove molti<br />

fra impiegati e dirigenti<br />

vennero deportati e mai più rilasciati.<br />

La nostra famiglia<br />

nascose una bimba di questi,<br />

del cui padre dopo aver subito torture<br />

la sorte fu ignorata.<br />

Questo tremendo periodo<br />

è la testimonianza dell’Olocausto.<br />

Stefania Minotto<br />

LA VITA AGRA<br />

Vano cercare il piacere se poi<br />

si deve soffrire inutilmente.<br />

Le cose belle che tu mi hai dato<br />

sono ormai svanite come al tramonto<br />

come le foglie strappate dal vento<br />

impietoso alla fine dell’estate.<br />

La speranza rimane che il dolore<br />

cessi perché chi è all’ultimo respiro<br />

e chiede di por fine alle sue pene<br />

tale di te rimane nell’animo.<br />

E la mente si spegne senza luce<br />

che tutto illuminava intorno a me<br />

è la notte che incombe è veloce<br />

e non vi sarà più riparo per me.<br />

Fabrizio Tintorri<br />

NONNO<br />

Mentre stringi forte forte<br />

la mia mano aperta<br />

il tuo cuore è grande!<br />

Il silenzio si allarga<br />

La tua mano<br />

si intreccia alla mia<br />

e le muoviamo insieme.<br />

Ti voglio bene<br />

gran-daddy Eugenio,<br />

voglio restare con te<br />

t’amo tanto tanto<br />

nonno!<br />

Alessandra Prat<br />

UN POMERIGGIO<br />

Ad un tratto sento nell’aria mille profumi:<br />

“Sensazioni emergenti dal passato”.<br />

Immagini palpitanti si accalcano cariche<br />

/di messaggi, di voci, di luoghi;<br />

ricordi ora vividi ora sfuocati,<br />

tanti... tanti ricordi.<br />

Sento riviverli con le stesse emozioni<br />

/ di un tempo lontano,<br />

si alternano attimi di felicità ma anche<br />

/di angoscia fino al pianto.<br />

Quante immagini care di attimi vissuti<br />

/appaiono prepotentemente<br />

e scompaiono creando un fragore lontano<br />

/come cavalli galoppanti<br />

immersi in un grande polverone sollevato<br />

/dal loro andare.<br />

Eccoli arrivano eccitandomi fino alle lacrime.<br />

Mi sento esplodere di emozioni,<br />

vorrei correre felice con l’entusiasmo<br />

dei verdi anni,<br />

farmi accarezzare dal vento.<br />

Fremente tendo le mani con il fiato sospeso...<br />

Le loro immagini svaniscono lontano<br />

/ingoiate dal gran polverone:<br />

mi sento smarrita... delusa<br />

mentre voci beffarde mi scuotono.....<br />

ho paura e fuggo nell’inversa direzione<br />

aggrappandomi<br />

alla realtà per salvarmi.<br />

Rosanna Scorrano<br />

FEBBRAIO<br />

MILLE VOLTI<br />

Poesia e musica...<br />

Ti fa sognare!<br />

Vivere in un mondo<br />

colmo di pace<br />

solidarietà<br />

Trasparenze d’amore<br />

Rita Fagà<br />

I gradini sono muti<br />

assorbono solo il freddo<br />

e il respiro chiuso della gracile<br />

forestiera che tende la mano sulla<br />

porta della chiesa e la commiserazione<br />

supera la carità negli anfratti della fede<br />

solenne l’indifferenza che passa e ripassa<br />

E implorante sospira un grazie<br />

a pugno semichiuso e livide<br />

le dita di tristezza il cuore<br />

mi guarda stanca e mi<br />

penetra negli occhi<br />

per dirmi quanto<br />

poi trattiene<br />

e risoffoca il suo peso nel gelo<br />

raccogliendo lento l’obolo pietoso<br />

con viso macilente e animo squartato<br />

Giuseppe Martucci<br />

ARTECULTURA 39


per un...<br />

Grande Museo<br />

Decentrato<br />

FOTOGRAFARE<br />

IL DISARMO<br />

per un...<br />

Grande Museo<br />

Decentrato<br />

Sopra: MARIA ADDAMIANO<br />

“IL GIOCO -VIA PER LA PACE”. Acrilico su tela,<br />

cm. 60x80. Via San Domenico, 1 -70056 Molfetta-Ba. tel.<br />

0803349080 - www.retarte.it<br />

A sinistra: STUDIO DEL PITTORE<br />

SERGIO MELLONI - Via Dell’Aprica 6 Milano<br />

Cell. 3334117886<br />

Una grande iniziativa culturale, collabora e fai collaborare<br />

a realizzare un Grande Museo Decentrato<br />

L’adesione comporta l’invio di una foto cm. 18x24 circa dell’opera del pittore,<br />

scultore o fotografo, che verrà riprodotta al campione su base la colonna cm.5,4<br />

minimo, altezza max cm. 11 riportante: nome e cognome dell’autore, anno di<br />

realizzazione, tecnica, dimensione, luogo pubblico dove l’opera è esposta in<br />

permanenza: Accademie, Alberghi, Agenzie turistiche, Associazioni culturali, Chiese,<br />

Gallerie, Sedi istituzionali, Ospedali, Scuole, Studi medici, di Artisti, Università, etc.<br />

purché luoghi a frequenza di pubblico.<br />

L’adesione comporta l’abbonamento ad <strong>Artecultura</strong> di soli 30 euro in modo da<br />

seguire l’iniziativa-Disarmo. Pertanto, partecipare alla realizzazione di un Grande<br />

Museo Decentrato significa animare di sincera vitalità, in modo personale e<br />

diretto, linguaggi di pace coerenti tra principio e finalità culturale.<br />

Immaginiamo un po’ quale contributo di linguaggio non-violento diretto sarebbe se<br />

un giorno 10.000 Artisti operatori visivi collocassero in equivalenti sedi di<br />

esposizione permanente le proprie opere. In tale auspicato caso il contributo diretto<br />

dell’Artista al rinnovamento dei linguaggi sarebbe un contributo che rincuora di<br />

essere nati e vivere per davvero l’impareggiabile messaggio umano della pace.<br />

Pertanto diciamo agli Artisti operatori visivi, cercate di partecipare e di fare aderire<br />

ad una iniziativa d’arte divulgativa che per la sua finalità merita davvero d’essere<br />

condivisa e vissuta nel quotidiano con personale animazione.<br />

Unica iniziativa di valore culturale che sale oltre la nostra stessa immaginazione.<br />

Tel. 02-864.64.093 - fax 02-860.833 Info@artecultura.org<br />

MATTEO LOLLI -Via Regnoli 38 Bologna<br />

NON VIOLENZA DELL’INFANZIA<br />

1981-Lido di Savio-RA<br />

Per l’abbonamento intestare: ARTECULTURA di Giuseppe Martucci c.c.postale n. 84356302 Via Ciovasso 19 - 20121 Milano<br />

40 ARTECULTURA


ANIMAZIONE POETICA XXXIX Edizione Poesia Pace 2011 promossa da <strong>Artecultura</strong> come<br />

orientamento di ricerca nel rapporto Natura-Poesia-Società. Cercando cioè di scoprire il primigenio<br />

creativo per conoscere il valore umano della personale psicopoesia che stimola l’evento quotidiano<br />

tra la vita, la storia e l’universo, nella libera “Cultura per la pace”. Una partecipazione di ricerca<br />

che sensibilizza nel personale componimento poetico lo stimolo non-violento culturale del Disarmo<br />

ANIMAZIONE<br />

POETICA<br />

XXXIX Edizione Poesia Pace 2011: un componimento<br />

max 35 versi più max 10 righe su cosa sia per Te la poesia<br />

ADESIONE GRATUITA - SCADENZA 30 GIUGNO 2011<br />

1) L'adesione ad ANIMAZIONE POETICA XXXIX Edizione<br />

di Poesia Pace 2011 è gratuita. Ogni Autore deve far seguire<br />

al componimento di max 35 versi più altre 10 righe max, a<br />

parte, dattiloscritte, su cosa sia per l’Autore la Poesia, da<br />

pubblicare a fondo pagina del volume in armonia del componimento<br />

poetico inviato ed accettato.<br />

L'iniziativa, autogestita nello spirito di <strong>Artecultura</strong>, vuole stimolare<br />

una pacifica ricerca culturale tra le persone e il mondo.<br />

2) Sono invitati quanti si sentono impegnati nella poetica ricerca<br />

della Pace, ideale di ogni libera persona umana. L'iniziativa non<br />

assegna premi di classifica e gli Autori delle liriche formalmente<br />

prescelte per l'inserimento nel volume antologico, di "Cultura<br />

per la pace" 2010, riceveranno il Diploma di solidarietà, ed una<br />

riproduzione artistica del nuovo volume antologico.<br />

3) Alla consultazione dei componimenti è preposta, a solo titolo<br />

di verifica formale, una Commissione composta da membri di<br />

varie attività sociali.<br />

4) La presentazione del volume verrà effettuata a fine novembre<br />

in data e luogo che saranno opportunamente comunicati come per<br />

tutte le passate edizioni.<br />

5) Al ricevimento dell'esito dell'adesione l'Autore s'impegna a<br />

comunicare il numero delle copie del volume che liberamente<br />

intende acquistare, a parziale contributo spese, al costo economico<br />

di € 5 al volume. Alla presentazione di "Cultura per la pace"<br />

2011, tutti gli Autori aderenti sono tenuti ad essere presenti, o in<br />

caso d'impossibilità, rappresentati da persone di fiducia per il<br />

ritiro dei volumi ordinati e quanto dovuto per regolamento.<br />

L'assenza immotivata e il non riscontro all'invito di presenza<br />

annullano ogni spettanza a domandarla nel tempo.<br />

6) Il componimento, uno solo per ogni aderente, va spedito in<br />

duplice copia, dattiloscritto, non superiore a 35 versi, firmato<br />

anche di autografa, riportando indirizzo e telefono dell'Autore e<br />

fatto pervenire entro il 30 Giugno 2011 alla Segreteria:<br />

ANIMAZIONE POETICA - XXXIX edizione di Poesia Pace<br />

2011 - c/o <strong>Artecultura</strong> - Via Ciovasso 19 - 20121 Milano o servirsi<br />

dell'indirizzo - info@artecultura.org<br />

Per le Scuole si richiede l'invio di componimenti a firma collettiva<br />

in modo da favorire la più ampia presenza scolastica nel<br />

nuovo volume antologico. Simboliche Borse di studio<br />

7) Le poesie debbono essere inedite, di personale ispirazione e<br />

composizione ed attinenti al tema della Pace nella sua più ampia<br />

libertà di pensiero. I minorenni sono accettati solo con la prevista<br />

firma di chi esercita su di loro per legge la tutela.<br />

Non sono accettati componimenti dedicati a persone viventi.<br />

8) <strong>Artecultura</strong> si riserva di favorire letture e commenti a carattere<br />

culturale per incentivare la sua libera "Cultura per la pace".<br />

9) In caso di nuove esigenze, in senso amplificativo, il presente<br />

regolamento potrà subire modifiche che migliorino l'attività di<br />

dell’iniziativa.<br />

10) Gli aderenti accettano il presente regolamento in ogni sua<br />

parte. I componimenti anche non pubblicati non vengono restituiti<br />

ed entrano a far parte dell'Archivio "Cultura per la pace" di<br />

ARTECULTURA. Sede, appunto, nella quale permane l’Archivio<br />

di cui tutti possono prendere visione consultiva.<br />

PARTECIPA E FAI PARTECIPARE!<br />

Informazioni ulteriori e invio componimenti:<br />

APPUNTAMENTO POETICO XXXVIII Edizione Poesia Pace 2010<br />

c/o <strong>Artecultura</strong> Via Ciovasso 19- 20121 Milano - Tel. 02/864.64.093 - Fax 02/860.833<br />

http://www.artecultura.org<br />

e-mail: info@artecultura.org<br />

ARTECULTURA 41


CONCORSI<br />

FOTOGRAFIA ARTI VISIVE E LETTERARI - POESIA -VARIE<br />

PREMIO FABBRI PER L’ARTE<br />

La società bolognese assegna ad Alberto Agazzani,<br />

critico d’arte e vicepresidente dell’Accademia di<br />

Belle Arti di Bologna, la cura dell’edizione 2011<br />

del Premio biennale nato nel 2005. Alberto<br />

Agazzani, critico d’arte e curatore indipendente tra<br />

i più interessanti delle ultime generazioni, sarà il<br />

curatore dell’edizione 2011 del Premio Fabbri<br />

per l’Arte. Agazzani ha al suo attivo la curatela di<br />

numerose esposizioni in Italia e all’estero, pubblicando<br />

oltre cento fra cataloghi, monografie e saggi.<br />

Sarà lui, a seguire gli aspetti contenutistici della<br />

quarta edizione del Premio biennale, istituito nel<br />

2005 dalla Fabbri 1905 in occasione delle celebrazioni<br />

per il suo centenario. Artisti di fama internazionale<br />

saranno affiancati a giovani emergenti,<br />

tutti chiamati a cimentarsi attraverso opere di pittura,<br />

scultura e fotografia nella rilettura delle<br />

simbologie dell’azienda bolognese, che ha reso<br />

celebre nel mondo la dolcezza made in Italy.<br />

La quarta edizione del Premio Fabbri per l’Arte<br />

presentata in anteprima sabato 29 gennaio alle<br />

17,45 in occasione di ArteFiera 2011 Bologna.<br />

anita.lissona@leadcom.it<br />

alessandro.bizzotto@leadcom.it<br />

La rassegna sul nudo femminile indetta da <strong>Artecultura</strong> a<br />

cura del critico dr. Teodosio Martucci, viene promossa<br />

come ricerca di bellezza intesa nella sua più ampia libertà<br />

d’intuizione creativa e di cultura artistica. La realizzazione<br />

dell’opera può essere effettuata nella tecnica ad olio, acquerello,<br />

acrilico, pastello, tecnica mista ed altro, nella misura<br />

minima di cm. 30x40 e massima di cm. 60x80. Accettazione<br />

delle opere entro il 30 giugno 2011 ed invio della foto<br />

riferita all’opera da presentare o di altro materiale utile<br />

(CD, e-mail, ecc.) per la riproduzione dell’opera nel servizio<br />

della rassegna che promuove <strong>Artecultura</strong>, entro e non<br />

oltre il 22 giugno 2011.<br />

Presentazione UN NUDO PER L’ESTATE 2011 il 2 luglio ore<br />

17,30 sede <strong>Artecultura</strong>, via Ciovasso 19 Milano<br />

Le opere aderenti, a discrezione di esperti di <strong>Artecultura</strong>, verranno<br />

esposte nello spazio espositivo della sede della Rivista. Le<br />

opere accettate verranno riprodotte nel servizio che effettuerà<br />

<strong>Artecultura</strong> tutte accompagnate dai singoli riferimenti di Nome e<br />

Cognome dell’artista, titolo dell’opera e anno di realizzazione,<br />

la tecnica e le misure. Dati da riportare dietro alla foto inviata<br />

prima dell’opera presentata e riportati su un cartoncino dietro<br />

della stessa.Tale materiale inviato per la stampa rimane a documentazione<br />

redazionale. L’artista aderente alla Rassegna di<br />

42 ARTECULTURA<br />

CONCORSO NAZIONALE AxA -<br />

ARTE PER L’AMBIENTE<br />

L’Associazione Artistica La Forza del Segno, in<br />

collaborazione con UCAI e A.C.A.D.A con il patrocinio<br />

dei Comuni di Cassina de’ Pecchi -MI.<br />

Gorgonzola -MI e Comazzzo -LO, indice il concorso<br />

Nazionale “AxA _ Arte per l’Ambiente” finalizzato<br />

a fare ricerca della creatività e promozione<br />

dell’arte contemporanea attraverso il linguaggio<br />

universale dell’arte, la riflessione sulle problematiche<br />

ambientali che affliggono il nostro<br />

pianeta. Si intende così creare un binomio di<br />

scambio tra il mondo dell’arte e quello della<br />

sensibilizzazione sociale. Si prevede la realizzazione<br />

di 3 eventi espositivi, il catalogo a colori e<br />

l’assegnazione di 6 premi con conseguenti mostre<br />

personali. La votazione e l’aggiudicazione dei<br />

premi si svolgeranno presso, il “Centro Civico<br />

Culturale Cascina Casale” del Comune di Cassina<br />

de’ Pecchi. Le mostre delle 90 opere finaliste, più<br />

le opere fuori concorso ad opera di alcuni membri<br />

della giuria, si svolgeranno presso le seguenti sedi<br />

espositive. - Mulino Dugnani a Cassina de’ Pecchi<br />

(MI). - Palazzo Pirola a Gorgonzola (MI) - Palazzo<br />

Pertusati a Comazzo (LO).<br />

I temi del Concorso Nazionale AxA, (suddivisi in<br />

tre sezioni) sui quali gli artisti sono chiamati ad<br />

esprimere la loro creatività, sono i seguenti: PRI-<br />

MA SEZIONE: Clima e cambiamenti climatici,<br />

Energia. SECONDA SEZIONE: Foreste, Inquinamento.<br />

TERZA SEZIONE: Riciclo, Alberi.<br />

info@laforzadelsegno.it tel. +39 393 1702534<br />

E’ ONLINE IL BANDO DI CONCORSO<br />

DELLA XV EDIZIONE DEL VALSUSA<br />

FILMFEST. “La montagna del futuro -creatività<br />

alpina, idee, valori e cultura” Il termine<br />

per l’iscrizione è fissato al 28 febbraio 2011.<br />

E’ online il bando di concorso della XV edizione<br />

del Valsusa Filmfest - Festival di film<br />

video sui temi del recupero della memoria<br />

storica e della difesa dell’ambiente.<br />

Sul sito www.valsusafilmfst.it sono reperibili<br />

il bando, la scheda di partecipazione, le<br />

informazioni sui premi e sulle sezioni di<br />

concorso. Iscrizioni entro il 28 febbraio 2011<br />

CONCORSI<br />

PROGETTO SUD<br />

Epigrammi, aforismi, pensieri 1° edizione.<br />

Possono partecipare tutti i poeti residenti in Italia o<br />

all’estero “con il sud nel cuore”, con un pensiero,<br />

un epigramma, una frase, un aforisma (max 250<br />

battute) che abbia come tema:” il sud del futuro:la<br />

speranza, la rinascita, il cambiamento”.<br />

PARTECIPAZIONE VIA POSTA<br />

L’elaborato in due (2) copie, di cui una (1)<br />

contenente nome cognome, recapito postale e<br />

telefono e la seguente dichiarazione: “Dichiaro<br />

che gli elaborati da me presentati al Premio sono<br />

frutto della mia creazione personale,inediti, non<br />

premiati ad altri concorsi. Sono consapevole che<br />

false attestazioni configurano un illecito<br />

perseguibile a norma di legge”, dovrà pervenire<br />

alla segreteria del premio:<br />

PREMIO 2033 PROGETTO SUD - PRO<br />

LOCO MONTELEPRE - VIA ROMA 5 - 90040<br />

MONTELEPRE (PA)<br />

PARTECIPAZIONE VIA EMAIL<br />

L’elaborato in allegato documento word,<br />

contenente: nome, cognome, recapito postale e<br />

telefonico e la dichiarazione di cui sopra, dovrà<br />

pervenire alla seguente casella di posta elettronica:<br />

premio2033progettosud@gmail.com<br />

Le opere dovranno pervenire inderogabilmente<br />

entro e non oltre il 19 febbraio 2011<br />

Programma ed ogni ulteriore informazione tel.<br />

0918983581 premio2033progettosud@gmail.com<br />

2011.12° PREMIO UNITA’ D’ITALIA<br />

Centocinquantenario.<br />

Si partecipa con 1 o due opere d’arte visiva di<br />

pittura, scultura, grafica, e altre tecniche in originale<br />

o con le sue foto a colori.<br />

In premio ai primi classificati: esposizione gratuita<br />

in centralissima Galleria d’Arte di Catania. In<br />

premio di merito artistico a tutti i partecipanti una<br />

Targa-quadro con serigrafia a colori il celebre<br />

UN NUDO PER L’ESTATE 2011<br />

Fotografia, Pittura, Grafica. Dal 2 al 22 luglio 2011<br />

UN NUDO PER L’ESTATE 2011 riceverà 5 copie di <strong>Artecultura</strong><br />

con il servizio interessato. Locandina aderenti e copia omaggio per<br />

singolo Artista.<br />

Per gli Artisti fuori Milano si prega l’invio delle opere in<br />

porto franco mediante imballo da riutilizzarsi anche per<br />

il ritorno dell’opera in porto assegnato.<br />

Il contributo di adesione a parziale sostegno del servizio su<br />

<strong>Artecultura</strong> ed esposizione, è di Euro 50,00 da versare al<br />

momento della consegna a mano dell’opera, ovvero spediti<br />

a mezzo Vaglia Postale o tramite C.C. Postale n. 84356302<br />

intestato ARTECULTURA di Giuseppe Martucci -<br />

Via Ciovasso 19 -20121 Milano.<br />

La Rassegna è di carattere artistico-culturale pertanto non<br />

soggetta a Bolla di accompagnamento ai sensi dell’Art. 03/<br />

D.P.R. del 6/10/1979), da riportare sull’involucro.<br />

<strong>Artecultura</strong> come di sua consuetudine, pur assicurando la<br />

più scrupolosa cura delle opere, non risponde per ogni<br />

deprecabile danno che possa verificarsi nell’andata e nel<br />

ritorno Nella dell’opera serata inaugurale o durante l’esposizione. verranno effettuati Assicurazione due<br />

contro sorteggi l’incendio. tra gli Inaugurazione artisti aderenti della equivalenti rassegna 2 ad luglio una<br />

2011 pagina ore 17,30. redazionale Sede espositiva cadauno con <strong>Artecultura</strong>. due foto Informazioni:<br />

a fornire da<br />

tel. inserire 02-864.64093 nel servizio. e-mail: Il fortunato info@artecultura.org potresti essere tu!


CONCORSI<br />

CONCORSI<br />

incontro a Teano tra Vittorio Emanuele II e<br />

Giuseppe Garibaldi. La relativa mostra delle<br />

opere e la premiazione avranno luogo nella<br />

Galleria d’Arte del Centro storico “Le Arti” di<br />

Catania dal 23 al 30 aprile 2011. Informazioni<br />

dal presidente dell’Associazione Athena, dr.<br />

Mario Giuffrida, via V. Giuffrida 4, - 95128<br />

Catania tel. 095-444318. Scadenza 11.04.2011.<br />

1° PREMIO GIOVANNI PATERNO’<br />

Castello di Carcaci d’EMMANUEL -<br />

BIENNALE GRANDI ARTISTI A<br />

MONTPARNASSE.<br />

Si partecipa con opere di pittura, scultura, grafica,<br />

fotografia in collettive o minipersonali della durata<br />

di una settimana nel centro di Montparnasse a<br />

Parigi nel giugno del 2011. 10 Premi a ex-aequo<br />

verranno assegnati per merito artistico da critici<br />

d’arte francesi, ed altri premi ai partecipanti.<br />

Scadenza 30 aprile 2011. Info. Centro Culturale Le<br />

Arti, Via Biscari, 14 -95124 Catania 095444318<br />

2° CONCORSO INTERNAZIONALE<br />

“MIMOSA D’ORO”. Consegna delle opere<br />

entro il 28-02-2011.<br />

In occasione della Festa della Donna, promossa<br />

dall’Associazione Culturale Arte Ba-Rocco ed<br />

aperto a tutti gli artisti di ogni tendenza pittorica. 1°<br />

Premio Spilla d’oro e Diploma in Pergamena<br />

personalizzato - 2° Premio Coppa, Diploma in<br />

Pergamena personalizzato - 3° Premio Targa-<br />

Diploma in Pergamena personalizzato.Tutti<br />

Partecipanti riceveranno un Diploma in pergamena<br />

con la possibilità di esporre dal 1 al 12 marzo 2011.<br />

Premiazione il 12 marzo alle ore 16,30 presso la<br />

sede dell’Associazione, via Cascina Barocco, 10<br />

Milano, dove vanno inviate le opere della misura<br />

massima di cm. 50x70.Contributo Euro 30,00 da<br />

versare su posta Pay N. 4023 6004 2823 3763<br />

intestato al Sig. Rocco Basciano via Osteno 4<br />

20152 Milano. info@barocco.it -tel 024564212<br />

ARTECULTURA<br />

invita agli abbonamenti 2011/2012<br />

Un mensile familiare, semplice, umano<br />

abbònati e consiglialo ai tuoi amici, non ti sentirai pentito...<br />

Chi ha l’abbonamento scaduto è invitato al rinnovo<br />

Abbonamento normale Euro 30,00<br />

con segnalazione gratuita delle iniziative culturali varie<br />

nelle specifiche rubriche di <strong>Artecultura</strong>.<br />

Abbonamento collezionismo Euro 100,00<br />

omaggio grafica di maestri contemporanei disponibili.<br />

Abbonamento sostenitore Euro 500,00<br />

Testo critico, a 2 pagine su <strong>Artecultura</strong>, 6 opere<br />

riprodotte nel servizio espositivo EXPO-AZZURRA<br />

Abbonamento sostenitore speciale Euro 1.500.00<br />

Mostra personale culturale di un mese, testo critico,<br />

2 pagine di redazionale e riproduzione fino a 6 foto<br />

nel servizio espositivo della Sala Azzurra di <strong>Artecultura</strong><br />

PREMIO PASCOLI DI POESIA.<br />

Scadenza 30 aprile 2011.<br />

Il Premio si dispone in due sezioni in lingua e<br />

dialetto (contesto italiano a fronte), riservate ad<br />

opere edite non prima del 1 maggio 2010. La<br />

sezione in lingua, promossa dalla Banca Romagna<br />

Est, consta di un valore di 2.500 euro, quella in<br />

dialetto, promossa dalla Provincia di Forlì-Cesena,<br />

è sempre del valore di 2.500 euro.A queste si<br />

aggiunge un premio internazionale alla carriera di<br />

5.000 euro a discrezione della giuria. La giuria che<br />

vaglierà i lavori è composta da cinque esperti e<br />

studiosi: Andrea Battistini (Università di Bologna,<br />

presidente di giuria), Franco Brevini (Università di<br />

Bergamo e Milano), Gualtiero De Santis (Università<br />

di Urbino), Gianfranco Miro Gori (saggista,<br />

poeta), Piero Meldini (Scrittore). Concorso gratuito.<br />

Per informazioni è possibile rivolgersi all’Associazione<br />

Sammauroindustria (presso la<br />

Biblioteca Comunale di San Mauro Pascoli) tel.<br />

0541-933656,oppure scaricare il bando sul sito<br />

www.sammauroindustria.com<br />

Concorso Nazionale Poesie e Narrativa<br />

LUCANIA<br />

Il Concorso è articolato in due sezioni: A e B:<br />

Inviare a mezzo raccomandata un massimo di tre<br />

poesie non superiore a 35 versi. Copia anonima<br />

dattiloscritta o fotocopie. Le esatte generalità,<br />

l’indirizzo e l’eventuale numero telefonico con un<br />

breve curriculum vitae andranno in busta chiusa<br />

allegata. A parziale contributo spese invio di 25,00<br />

euro (più 5 francobolli da cent. 60) per sezioni, da<br />

includere al plico o versare a mezzo vaglia postale<br />

all’indirizzo: ANTONIO SANTARSIERO, Via<br />

Nitti n. 24 - 85100 Potenza. Al Concorso possono<br />

partecipare tutti gli autori di lingua italiana e di<br />

italiani residenti all’estero. Invio degli elaborati<br />

Poesie e Libri in tre copie. Ai primi 5 in classifica<br />

di entrambe le sezioni verranno assegnati in ordine<br />

di classificazione: medaglie d’oro, d’argento, coppe,<br />

targhe e diploma. Elaborati non oltre il 30<br />

aprile 2011. Per ogni ulteriore informazioni telefonare<br />

al numero 0971-472812 Ai vincitori o<br />

segnalati la segnalazione telefonica o per lettera.<br />

IMPORTANTE<br />

Agli abbonati con l’abbonamento scaduto<br />

si suggerisce il rinnovo per non vedere sospeso<br />

l’invio di ARTECULTURA . L’abolizione delle<br />

Tariffe agevolate a dato luogo a seri problemi<br />

economico che non consentono più tolleranza.<br />

Ai sensibili operatori visivi si chiede l’invio<br />

di una foto per FOTOGRAFARE IL DISARMO.<br />

A cosa serve dipingere se poi la guerra distrugge<br />

le opere? I pittori dovrebbero essere in prima<br />

linea a sostenere la coraggiosa iniziativa di<br />

ARTECULTURA che con l’abbonamento di soli<br />

30 Euro pubblica la foto dell’opera e riceve<br />

mensilmente la Rivista per conoscere le varie<br />

iniziative che ne contraddistinguono l’operato.<br />

Occasione irripetibile!<br />

una visita- un affare!!!<br />

Solo presso la sede della Rivista<br />

1 grafica omaggio<br />

di Maestri contemporanei<br />

disponibili (Alfieri, Contenotte,<br />

Kodra ed altri...) con<br />

1 abbonamento di euro 30,00<br />

e dipinti di pittori emergenti con<br />

1 abbonamento di euro 100,00<br />

ma solo presso la sede di<br />

<strong>Artecultura</strong> via Ciovasso 19<br />

20121 Milano<br />

Aperti anche la domenica:<br />

16 -19,30 tel. 02-864.64.093<br />

ARTECULTURA PROMOZIONE<br />

ABBONAMENTI 2011-2012<br />

Abbonamenti accumulativi con sconto del 50% Euro 15,00<br />

cadauno da commissionare a partire da un minimo di 10<br />

(dieci) per: Accademie, Associazioni, Circoli, Ditte, Enti,<br />

Gallerie d'Arte, fatti pervenire su carta intestata.<br />

ARTECULTURA: un mensile familiare, diverso da tutti.<br />

Abbonati e sostieni la sua carica informativa e il suo sentito<br />

impegno culturale di Arte/Poesia/Sociale<br />

Intestare<br />

ARTECULTURA - c.c. postale n. 843 56 302<br />

Via Ciovasso 19 - 20121 Milano<br />

o servirsi di assegno bancario o vaglia postale.<br />

Informazioni, tel.: 02/864.64.093 - Fax 02/860.833<br />

www.artecultura.org e-mail: info@artecultura.org<br />

ARTECULTURA43


LIBRI, LIBRI...<br />

a cura di Aoristias<br />

EXPOAZZURRA 2011<br />

Milano, Sala Azzurra<br />

Minipersonali di sei opere nel centro breriano di Milano<br />

una parete per ogni artista (max 3) nella Sala Azzurra <strong>Artecultura</strong><br />

a 100 metri dall'Accademia Belle Arti di Brera<br />

Per l’artista accettato: Pubblicazione su 2 pagine di <strong>Artecultura</strong> delle 6 opere aderenti alla<br />

Rassegna, testo critico a cura redazionale, quotazioni su carta intestata firmate da un perito del<br />

Tribunale di Milano e riportate con una foto nella rubrica L’Immagine Quotata di <strong>Artecultura</strong>.<br />

Omaggio di 50 copie della Rivista con il servizio interessato.<br />

Mostra 1- 27 Aprile 2011<br />

Inaugurazione e presentazione critica:<br />

Domenica 3 Aprile ore 18,00<br />

Serata inaugurale con intervento di qualificati<br />

critici e storici dell'arte<br />

Regolamento<br />

1) Rassegna aperta alla più ampia<br />

libertà ispirativa, di tecnica e di stile.<br />

Si aderisce con sei opere dalle<br />

misure max di cm. 60x80 con o<br />

senza cornice, per la scultura max<br />

cm. 60 di altezza e cm. 40 di larghezza<br />

e profondità.<br />

2) Nel corso della serata inaugurale<br />

lettura critica delle opere presentate<br />

da ogni Artista aderente più un testo<br />

critico personalizzato redatto nel servizio<br />

di due pagine che <strong>Artecultura</strong><br />

dedica ad ogni artista con la riproduzione<br />

delle sei opere presentate<br />

sul numero di Aprile 2011<br />

della Rivista <strong>Artecultura</strong> promotrice.<br />

3) La Rassegna è a cura del critico<br />

dott. Teodosio Martucci. Le opere<br />

presentate vanno corredate di titolo,<br />

preferibilmente riportate su CD-Rom<br />

o e-mail: info@artecultura.org ai<br />

fini realizzativi del servizio, oppure su<br />

materiale cartaceo a colore.<br />

4) A parziale contributo spese di sostegno<br />

per esposizione, testo critico e<br />

stampa, l'artista aderente sottoscrive<br />

un abbonamento sostenitore di Euro<br />

500,00 per l'ospitante <strong>Artecultura</strong>.<br />

5) La consegna del materiale fotografico<br />

o supporto CD-ROM va fatta di<br />

persona o spedito entro il 10 Marzo<br />

2011, consegna delle opere 25 al 31<br />

Marzo 2011 dalle ore 9,30 alle 12,30<br />

e dalle 15 alle 19,30 sabato compreso<br />

unitamente al contributo. I residenti<br />

fuori Milano devono inviare le opere<br />

(e relativo materiale per la riproduzione<br />

foto o CD ROM) in porto franco<br />

esclusivamente alla sede espositiva: Sala<br />

Azzurra di ARTECULTURA Via<br />

Ciovasso 19 angolo Via del Carmine,<br />

Milano 20121 in adeguato involucro da<br />

utilizzare possibilmente anche al ritorno<br />

in porto assegnato<br />

6) L'ordine di partecipazione è in relazione<br />

all'arrivo delle prenotazioni. In<br />

caso di sovrannumero è prevista una 2°<br />

rassegna alle stesse condizioni.<br />

7) Per la Rassegna di finalità artistico-culturale<br />

il trasporto è esonerato<br />

dall'obbligo di documento accompagnatorio<br />

ai sensi dell'Art. 03/D.P.R.<br />

del 6/10/1979 (sull'involucro...).<br />

8) ARTECULTURA, pur assicurando<br />

la massima cura delle opere, non risponde<br />

in caso di furto, incendio o di<br />

ogni altro deprecabile danno che si<br />

verificasse anche durante il tragitto di<br />

andata e ritorno delle opere.<br />

9) La rassegna è a carattere culturale.<br />

Pertanto nessuna percentuale in caso<br />

di eventuale collocazione di opere da<br />

parte dell'artista. Cause di forza maggiore<br />

possono anche modificare il<br />

presente regolamento.<br />

Informazioni:<br />

ARTECULTURA<br />

Via Ciovasso 19 - Milano<br />

Tel. 02/864.64.093<br />

info@artecultura.org<br />

44ARTECULTURA

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!