Mondo Barnabitico 39-50 - Storicibarnabiti.it
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dAL MoNdo BArNABItIco<br />
Dal monDo barnab<strong>it</strong>ico<br />
ALBANIA<br />
MILot<br />
Nuovo ceNtro dI AccogLIeNzA<br />
Da qualche mese sono iniziati i<br />
lavori per la costruzione di un nuovo<br />
centro di accoglienza presso la<br />
comun<strong>it</strong>à dei PP. Barnab<strong>it</strong>i di Milot.<br />
La nuova struttura di due piani avrà<br />
lo scopo di dare una degna sistemazione<br />
alle Suore Angeliche che collaborano<br />
attivamente nell’azione<br />
pastorale della missione e sarà casa<br />
di accoglienza, insieme alla struttura<br />
già esistente, per gruppi di religiosi<br />
e laici che vorranno fare esperienze<br />
di spir<strong>it</strong>ual<strong>it</strong>à missionaria che<br />
verranno organizzate. La nuova<br />
struttura è collocata nell’amb<strong>it</strong>o del<br />
terr<strong>it</strong>orio parrocchiale e verrà un<strong>it</strong>a<br />
alla casa canonica attraverso un<br />
portico, creando così uno spazio interno<br />
e riservato che potrà favorire il<br />
silenzio e la preghiera.<br />
Milot - nuovo centro di accoglienza in costruzione<br />
Con grande gioia la comun<strong>it</strong>à di<br />
Milot ha accolto dal 31 maggio al<br />
2 giugno 2010 il p. Provinciale Antonio<br />
Iannuzzi e il resto dei consultori<br />
accompagnati anche dall’economo<br />
provinciale. Sicuramente è stato un<br />
evento importante per la nostra comun<strong>it</strong>à.<br />
La consulta, nei pochi giorni di<br />
permanenza ha avuto modo di vis<strong>it</strong>are<br />
le realtà della nostra missione e<br />
insieme abbiamo delineato anche alcune<br />
prospettive circa l’andamento<br />
della missione albanese. Con tutti i<br />
Padri il 2 Giugno abbiamo partecipato<br />
alla chiusura dell’anno sacerdotale<br />
organizzato a Lezha da parte della<br />
conferenza episcopale albanese.<br />
Da quasi una anno negli spazi della<br />
nostra parrocchia di Milot funziona<br />
una biblioteca. L’idea della sua<br />
apertura è stata motivata dal semplice<br />
fatto che nella c<strong>it</strong>tà di Milot non<br />
esiste una biblioteca pubblica e che<br />
la biblioteca della scuola è ancora<br />
l’interno della biblioteca<br />
povera per susc<strong>it</strong>are gli interessi dei<br />
ragazzi. Le biblioteche pubbliche sono<br />
ancora forn<strong>it</strong>e di libri del tempo<br />
della d<strong>it</strong>tatura comunista e che oggi<br />
non presentano nessun interesse. Un<br />
ulteriore motivo che ha spinto il parroco,<br />
p. Giovanni Peragine a promuovere<br />
quest’iniziativa, è stata la<br />
grande concorrenza dei mass-madia,<br />
la quale occupa un posto notevole<br />
nel tempo libero dei nostri ragazzi.<br />
Se qualche anno fa la maggior parte<br />
dei ragazzi albanesi comunicavano<br />
con il mondo attraverso l’antenna satell<strong>it</strong>are<br />
parabolica, oggi le numerose<br />
stazioni televisive offrono un nutr<strong>it</strong>o<br />
menu di programmi televisivi, che<br />
occupano il tempo che i ragazzi devono<br />
dedicare alla lettura. L’idea di<br />
P. Giovanni è incominciata a concretizzarsi.<br />
Dopo aver stabil<strong>it</strong>o dove<br />
collocare la biblioteca e ordinati gli<br />
armadi indispensabili, abbiamo proceduto<br />
a stilare la lista dei libri “indispensabili”<br />
cercando t<strong>it</strong>oli e autori<br />
presenti nel programma scolastico<br />
della scuola frequentata dai ragazzi.<br />
La biblioteca è stata forn<strong>it</strong>a anche di<br />
alcune enciclopedie, vocabolari e li-<br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011 <strong>39</strong>
dAL MoNdo BArNABItIco<br />
bri di arte. Grazie a diversi benefattori,<br />
che da anni hanno a cuore la<br />
cresc<strong>it</strong>a culturale ed educativa dei<br />
nostri ragazzi, superata la difficoltà<br />
finanziaria, attualmente la biblioteca<br />
funziona con circa 300 autori, 400<br />
t<strong>it</strong>oli e circa 700 libri per un valore<br />
di circa 5.000,00 euro. La biblioteca<br />
è stata dedicata a Dom Frano Illia ultimo<br />
parroco di Milot prima della<br />
d<strong>it</strong>tatura e primo parroco che ha riaperto<br />
la Chiesa sub<strong>it</strong>o dopo la caduta<br />
del regime. Molti sono i ragazzi che<br />
approf<strong>it</strong>tano della nostra biblioteca<br />
per integrare, attraverso letture di approfondimento,<br />
le lezioni scolastiche.<br />
È nostro dovere, anche attraverso<br />
ulteriori sacrifici, portare avanti<br />
questo progetto certi che la preparazione<br />
culturale dei bambini oggi dà<br />
buone garanzie per la società di domani.<br />
L’iniziativa della Biblioteca<br />
per i ragazzi della scuola di Milot si<br />
rivela sempre più valida. Ma a distanza<br />
di un anno notiamo che i<br />
bambini che la frequentano sono<br />
molti e ormai i libri sono già stati<br />
quasi tutti consultati. Risulta allora<br />
necessario rifornire la biblioteca di<br />
nuovi libri che susc<strong>it</strong>ino l’attenzione<br />
e l’interesse dei ragazzi.<br />
ArgeNtINA<br />
BueNoS AIreS: Nozze d’oro<br />
deLL’IStItuto zAccArIA<br />
Il nostro Collegio ha festeggiato i<br />
suoi <strong>50</strong> anni al servizio dell’educazione<br />
cristiana, per promuovere il<br />
fervore del rinnovamento cristiano. Il<br />
15 ottobre u.s., si è celebrato con<br />
entusiasmo l’incontro di ex alunni,<br />
docenti ed ex docenti della nostra<br />
Ist<strong>it</strong>uzione, con una emotiva Messa<br />
di ringraziamento, presieduta dal Superiore<br />
provinciale dell’Argentina,<br />
Padre Osvaldo del Valle Giudice, e<br />
concelebrata dai Barnab<strong>it</strong>i di Bahía<br />
Blanca e Veinticinco de Mayo. Alla<br />
stessa, ha partecipato anche una delegazione<br />
dell’altro collegio gest<strong>it</strong>o<br />
dai barnab<strong>it</strong>i, il “Colegio San Cayetano”<br />
di Bahía Blanca. La cerimonia<br />
formale si è svolta tra l’entusiasmo<br />
dei presenti, con discorsi commemorativi<br />
e premiazioni per docenti,<br />
alunni ed ex alunni. Un ricordo speciale<br />
è stato fatto per i Padri barnab<strong>it</strong>i<br />
che hanno dato v<strong>it</strong>a al nostro Collegio<br />
e hanno segu<strong>it</strong>o, passo a passo,<br />
Buenos Aires - Collegio Sant’Antonio Maria Zaccaria<br />
lo sviluppo del nostro centro di studi.<br />
Belle immagini, scelte e proiettate<br />
con maestria, hanno fatto rivivere,<br />
nel cuore e nella mente dei presenti i<br />
momenti più significativi della storia<br />
di questi cinquant’anni di v<strong>it</strong>a scolastica<br />
e di formazione umana e cristiana<br />
di qual<strong>it</strong>à.<br />
vISItA cANoNIcA<br />
deL SuPerIore geNerALe<br />
ALLA ProvINcIA ArgeNtINA<br />
Dal 5 al 19 di novembre il Padre<br />
Giovanni Maria Villa ha effettuato la<br />
programmata vis<strong>it</strong>a canonica alla<br />
Provincia.<br />
Veinticinco de Mayo, Bahía Blanca,<br />
Buenos Aires sono state le tappe<br />
di questa grad<strong>it</strong>a vis<strong>it</strong>a durante la<br />
quale il p. Generale ha avuto modo<br />
di incontrarsi con le distinte comun<strong>it</strong>à<br />
religiose, con le autor<strong>it</strong>à religiose,<br />
con le comun<strong>it</strong>à parrocchiali e<br />
scolastiche guidate dai confratelli argentini.<br />
Non è mancata la vis<strong>it</strong>a al<br />
cim<strong>it</strong>erio di “El Pato”, vera memoria<br />
storica della provincia. Dopo un incontro<br />
intercomun<strong>it</strong>ario a San Bernardo,<br />
la vis<strong>it</strong>a si è conclusa a Buenos<br />
Aires, con la celebrazione della<br />
Buenos Aires - l’effusivo saluto al p. Generale da parte della parrocchia<br />
S. Antonio M. Zaccaria<br />
40<br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011
dAL MoNdo BArNABItIco<br />
Buenos Aires - il p. Osvaldo Giudice,<br />
provinciale e il p. Generale<br />
Giovanni Villa<br />
festa della Madre della Divina Provvidenza<br />
nella parrocchia S. Antonio<br />
Maria Zaccaria. Alla solenne eucaristia,<br />
concelebrata dai confratelli di<br />
quella comun<strong>it</strong>à, oltre a numerosi<br />
parrocchiani, hanno partecipato docenti<br />
e alunni dell’Ist<strong>it</strong>uto Zaccaria<br />
che quest’anno ha ricordato i cinquant’anni<br />
della sua fondazione.<br />
cILe<br />
NotIzIe dAL cILe<br />
Santiago del Cile - un momento dell’ordinazione diaconale di Danilo e Miguel<br />
Preceduta dalla partecipazione di<br />
tutti i confratelli della provincia agli<br />
esercizi spir<strong>it</strong>uali predicati dal p. Julio<br />
Stragier, gesu<strong>it</strong>a, il 7 gennaio si è<br />
svolta l’ordinazione diaconale di don<br />
Danilo Almarza e don Miguel Bastías.<br />
La cerimonia, presieduta dal<br />
vescovo ausiliare di Santiago, mons.<br />
Fernando Chomalì, ha visto la partecipazione<br />
di numerosissimi fedeli.<br />
Sempre più nutr<strong>it</strong>o si fa il gruppo<br />
di studenti teologi che frequentano<br />
la teologia nella Pontificia Univers<strong>it</strong>à<br />
Cattolica di Santiago, attualmente<br />
composto da 7 giovani brasiliani<br />
(Leandro Soares, Rafael Borges, Luciano<br />
de Oliveira, Francisco Albuquerque,<br />
Francisco Cavalcante, Raimundo<br />
Moura de Souza e Carlos<br />
Nunes) e due cileni (Claudio Espinoza<br />
e Christian Varas). Un accenno<br />
mer<strong>it</strong>a anche la ricostruzione della<br />
parrocchia di Santa Sofia, colp<strong>it</strong>a<br />
duramente dai rigori del terremoto<br />
di un anno fa. Lentezze burocratiche<br />
e scars<strong>it</strong>à di mezzi economici rendono<br />
difficili e lenti i passi per il suo<br />
recupero. Intanto, la comun<strong>it</strong>à religiosa<br />
– con non indifferenti sacrifici –<br />
mantiene vivo il servizio pastorale<br />
in locali annessi alla parrocchia.<br />
FILIPPINe<br />
ProFeSSIoNe SoLeNNe<br />
NeLLe FILIPPINe<br />
L’8 dicembre u.s., solenn<strong>it</strong>à dell’Immacolata<br />
Concezione è stato occasione<br />
di una grande gioia per la<br />
delegazione filippina perché due<br />
confratelli giovani si sono consacrati<br />
defin<strong>it</strong>ivamente con il r<strong>it</strong>o della professione<br />
solenne. Nella chiesa del<br />
Sacro Cuore del Saint Paul Scholasticate<br />
(Tagaytay, Filippine), don Pat<br />
Mandin Maria Golis (delle Filippine)<br />
e don Yohanes Besi Maria Koten<br />
(dell’Indonesia) hanno fatto la professione<br />
solenne alla presenza dei confratelli,<br />
le loro famiglie e numerosi<br />
amici religiosi e laici. La Messa solenne<br />
è stata presieduta dal p. Josel<strong>it</strong>o<br />
Ortega, delegato del padre generale<br />
per le Filippine e concelebrata<br />
da tutti i barnab<strong>it</strong>i filippini. Erano<br />
presenti anche le Angeliche, i novizi,<br />
i seminaristi della Saint Anthony<br />
Mary Zaccaria Seminary (Marikina) e<br />
gli amici della comun<strong>it</strong>à. Gli studenti<br />
professi hanno animato la messa con<br />
il loro coro e servizio l<strong>it</strong>urgico. Dopo<br />
la messa ci è stata una grande festa<br />
nell’aula magna dello studentato.<br />
La professione solenne di questi<br />
due giovani, può essere considerata<br />
un momento storico per l’intera Congregazione,<br />
perché don Yohanes Besi<br />
M. Koten è il primo barnab<strong>it</strong>a indonesiano.<br />
Nato nell’isola di Flores,<br />
al sud dell’Indonesia, è entrato nel<br />
seminario barnab<strong>it</strong>ico a Marikina nel<br />
2003. È uno dei primi sei ragazzi indonesiani<br />
che sono entrati nella congregazione.<br />
Iscr<strong>it</strong>to al Saint Camillus<br />
College Seminary, ha frequentato gli<br />
studi filosofici e dopo l’anno canoni-<br />
sotto il materno sguardo di Maria,<br />
Yohanes (sinistra) e Pat (destra)<br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011 41
dAL MoNdo BArNABItIco<br />
co di noviziato nel Saint Alexander<br />
Sauli Nov<strong>it</strong>iate (Marikina), ha emesso<br />
la prima professione il 13 maggio<br />
2006. Trasfer<strong>it</strong>o al Saint Paul Scholasticate<br />
studia, attualmente, la teologia<br />
nel Divine Word Seminary dei<br />
Padri Verb<strong>it</strong>i. Il suo compagno di studi,<br />
don Pat Mandin M. Golis, è di<br />
nazional<strong>it</strong>à filippina, nato nella c<strong>it</strong>tà<br />
di Gingoog, nell’isola di Mindanao.<br />
Pat e Yohanes verranno ordinati diaconi<br />
il 2 d’aprile.<br />
Michael Sandalo<br />
eveNtI e AttIvItà<br />
NeLLo StudeNtAto FILIPPINo<br />
SAINt PAuL SchoLAStIcAte<br />
La v<strong>it</strong>a nel seminario è sempre animata<br />
da varie attiv<strong>it</strong>à che aiutano a formare<br />
i nostri studenti professi nella loro<br />
formazione religiosa e sacerdotale. Ci<br />
sono anche diversi eventi che lasciano<br />
un bel segno nella v<strong>it</strong>a del seminario,<br />
specialmente nell’amb<strong>it</strong>o pastorale.<br />
Nel dicembre scorso il seminario diocesano<br />
di Imus ha chiesto alla comun<strong>it</strong>à<br />
la presenza degli studenti professi<br />
per aiutare nelle celebrazioni della novena<br />
del Natale. Tale richiesta urgente<br />
è stata sub<strong>it</strong>o approvata dalla comun<strong>it</strong>à<br />
perché considerata un’esperienza formativa<br />
per gli studenti. Infatti, Il 16 dicembre<br />
ciascuno degli studenti del secondo,<br />
terzo e quarto anno di teologia<br />
è stato destinato nelle parrocchie e nelle<br />
chiese nei villaggi lontani nella diocesi<br />
di Imus. Sono stati accompagnati<br />
dagli altri seminaristi religiosi e diocesani<br />
che sono anche i loro compagni<br />
di scuola sotto la guida dei parroci della<br />
zona. I nostri studenti, non solo hanno<br />
presieduto la novena del natale, ma<br />
hanno organizzato, inoltre, varie attiv<strong>it</strong>à<br />
per i parrocchiani, hanno vis<strong>it</strong>ato<br />
le famiglie e si sono immersi nella v<strong>it</strong>a<br />
parrocchiale. Alla fine dei nove giorni<br />
sono tornati tutti al seminario arricch<strong>it</strong>i<br />
di nuove esperienze indimenticabili.<br />
Nel mese di gennaio i padri e gli<br />
studenti della comun<strong>it</strong>à hanno avuto<br />
la grad<strong>it</strong>a vis<strong>it</strong>a di mons. Gianfranco<br />
Todisco, vescovo della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa<br />
in Basilicata, venuto<br />
a Tagaytay per la professione perpetua<br />
di quattro suore delle Suore Misericordine.<br />
Il superiore della comun<strong>it</strong>à il p.<br />
Frank Papa ha inv<strong>it</strong>ato mons. Todisco<br />
per una messa concelebrata, cui hanno<br />
partecipato, oltre la comun<strong>it</strong>à, la<br />
il mons. Todisco (quarto da sinistra) vis<strong>it</strong>a la comun<strong>it</strong>à di Saint Paul Scholasticate<br />
insieme con la madre generale delle Merciful Sisters<br />
madre generale delle suore e le altre<br />
suore filippine. Dopo la messa, gli studenti<br />
hanno avuto l’opportun<strong>it</strong>à di intrattenersi<br />
con il vescovo che parlava<br />
perfettamente l’inglese.<br />
Il 5 febbraio i confratelli hanno partecipato<br />
alla celebrazione della giornata<br />
per la v<strong>it</strong>a consacrata organizzata<br />
dall’associazione dei religiosi della<br />
diocesi di Imus. Numerosi religiosi e<br />
religiose si sono radunati nel seminario<br />
Saint Gaspare Bertoni dei Padri<br />
Stimmatini a Carmona, Cav<strong>it</strong>e. Il vescovo,<br />
mons. Luis Antonio Tagle ha<br />
presieduto la messa solenne insieme<br />
con gli altri sacerdoti religiosi. Anche<br />
il nostro p. Cirilo Coniendo ha concelebrato<br />
e tutti gli studenti professi<br />
filippini hanno partecipato attivamente<br />
alle attiv<strong>it</strong>à. Questa celebrazione è<br />
stata una altra opportun<strong>it</strong>à per gli studenti<br />
filippini di conoscere altri ist<strong>it</strong>uti<br />
religiosi e con loro med<strong>it</strong>are sui valori<br />
della loro consacrazione.<br />
ItALIA<br />
Michael Sandalo<br />
rIcordo dI PAdre BoLdorINI<br />
Genova ha perso un grande uomo<br />
di cultura e di fede. Deceduto il 29 dicembre<br />
u.s. in segu<strong>it</strong>o a un malore,<br />
mons. Alberto Boldorini era stato<br />
preside del V<strong>it</strong>torino da Feltre. Canonico<br />
di cattedrale, negli ultimi tempi<br />
svolgeva il proprio ministero nella<br />
chiesa di s. Z<strong>it</strong>a e nella collegiata del<br />
Rimedio. Ne traccia un commosso<br />
ricordo il p. Giuseppe Cagnetta: «Ho<br />
appreso con tristezza la notizia della<br />
morte di p. Boldorini, perché mi è<br />
giunta inattesa. Qualche anno fa<br />
(2007) l’avevo visto a Roma in perfetta<br />
forma, nonostante l’età, a un<br />
Convegno sul nostro (e suo) amato<br />
Padre Semeria che si tenne al Centro<br />
42<br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011
dAL MoNdo BArNABItIco<br />
Studi di San Carlo ai Catinari. Anzi<br />
una Relazione gli era stata affidata,<br />
perché padre Boldorini era un esperto<br />
conosc<strong>it</strong>ore di Semeria, di cui<br />
aveva frequentato l’opera e anche le<br />
carte ined<strong>it</strong>e, affidate a lui da antiche<br />
famiglie genovesi in rapporti di amicizia<br />
con p. Semeria. Il periodo da lui<br />
studiato riguardava soprattutto il periodo<br />
del Semeria cosiddetto modernista.<br />
E alcuni studi apparsi sulla rivista<br />
Renovatio di Genova al tempo<br />
della sua direzione erano stati poi<br />
dati alle stampe in volumetti un poco<br />
disadorni.<br />
I miei ricordi di padre Boldorini,<br />
come l’ho sempre chiamato, risalgono<br />
al 1957, quando entrai come<br />
apostolino nella Casa Missionaria di<br />
Genova per frequentarvi le scuole<br />
Medie. p. Boldorini allora studente<br />
all’Univers<strong>it</strong>à di Genova insieme ad<br />
altri giovani padri, p. Giovanni Mancino,<br />
p. Santino Cavaciuti, p. Vincenzo<br />
di Schiena jr., erano anche nostri<br />
insegnanti in questa scuola che frequentavamo<br />
al mattino nella nostra<br />
Casa, per concludere poi con gli esami<br />
di idone<strong>it</strong>à al nostro Ist<strong>it</strong>uto V<strong>it</strong>torino<br />
da Feltre. Noi bambini eravamo<br />
affascinati da questi giovani sacerdoti<br />
allegri, comunicativi, che ci mettevano<br />
al corrente anche delle cose nuove<br />
che andavano scoprendo all’Univers<strong>it</strong>à.<br />
La scuola era un piacere e i<br />
risultati pubblici non erano deludenti.<br />
Ricordo alcune lezioni di Religione<br />
tenute da p. Boldorini sui grandi temi<br />
della onniscienza di Dio e libertà dell’uomo,<br />
la questione del monogenismo<br />
e via dicendo. Certo, era una<br />
cultura teologica che non era stata<br />
ancora attraversata dai brividi conciliari,<br />
ma vi si sentiva l’ansia di trasmettere<br />
grandi contenuti secondo il<br />
livello di intelligenza e di apertura<br />
che potevano avere dei bambini di<br />
11 anni; lasciando intuire il travaglio<br />
di pensiero che si nascondeva dietro<br />
i solidi contenuti che erano stati appresi<br />
a memoria da noi al catechismo.<br />
P. Boldorini, terminati i suoi studi<br />
di storia all’Univers<strong>it</strong>à di Genova e<br />
ottenuta la libera docenza alla Cattolica<br />
di Milano (se non ricordo male),<br />
fu mandato ad insegnare al nostro<br />
Ist<strong>it</strong>uto V<strong>it</strong>torino da Feltre e là<br />
rimase lunghi anni, divenendone infine<br />
uno dei Rettori e Presidi più<br />
longevi e stimati. Uomo di bella<br />
presenza, molto elegante nel vestire<br />
e nel parlare, estremamente signorile<br />
nei rapporti umani, aveva un carisma<br />
tutto suo che incuteva rispetto<br />
e faceva accettare con semplic<strong>it</strong>à i<br />
suoi giudizi e le sue osservazioni,<br />
sempre fatte con garbo e con un<br />
certo nobile sorriso. Lo aiutava anche<br />
il desiderio di non esacerbare le<br />
posizioni contrapposte e il suo istintivo<br />
senso dell’equilibrio. Ai tempi<br />
del Concilio (1962-1965) io ero un<br />
giovane liceale barnab<strong>it</strong>a e seguivo<br />
a distanza le vicende genovesi. Lasciata<br />
Genova nel 1962 avevo segu<strong>it</strong>o<br />
il canonico percorso del Noviziato<br />
a Monza e del Liceo a Monza<br />
e a Lodi e della Propedeutica a Palencia<br />
(Spagna), che allora era part<strong>it</strong>a<br />
come nuova fondazione. Ma negli<br />
anni di Teologia a Roma (1968-<br />
1971) avevo segu<strong>it</strong>o il dibatt<strong>it</strong>o<br />
allora molto sent<strong>it</strong>o della coeducazione.<br />
In quei tempi gli Ist<strong>it</strong>uti scolastici<br />
dei Religiosi avevano solo alunni<br />
maschi. A Genova fu l’amicizia<br />
con l’Arcivescovo cardinal Giuseppe<br />
Siri, che p. Boldorini e i Barnab<strong>it</strong>i<br />
avevano conquistato sul campo come<br />
educatori al V<strong>it</strong>torino da Feltre,<br />
che permise a questo Ist<strong>it</strong>uto di iniziare<br />
l’esperienza della coeducazione:<br />
furono inaugurate classi miste e<br />
p. Boldorini seppe condurre e traghettare<br />
a buon fine questo esperimento,<br />
che divenne poi prassi comune<br />
e consolidata anche in altri<br />
prestigiosi Ist<strong>it</strong>uti educativi genovesi<br />
(per esempio, l’Arecco dei Padri<br />
Gesu<strong>it</strong>i), finché lo sviluppo dei tempi<br />
e la crisi economica non portò alla<br />
chiusura di queste centenarie Ist<strong>it</strong>uzioni.<br />
All’inizio degli anni ’70 del secolo<br />
scorso (1973-1979) risale la mia esperienza<br />
di insegnante di Lettere in Ginnasio<br />
e poi di Filosofia in Liceo allo<br />
stesso Ist<strong>it</strong>uto V<strong>it</strong>torino di Genova,<br />
dove i Superiori mi avevano inviato<br />
dopo l’Ordinazione sacerdotale a<br />
Roma (1970). Era mio Rettore e Preside<br />
p. Boldorini. Ci legava una stima<br />
e un calore umano reciproco, tradizione<br />
dei vecchi legami culturali e spir<strong>it</strong>uali<br />
della scuola apostolica (p. Boldorini<br />
era stato uno dei miei confessori<br />
prefer<strong>it</strong>i). Come Rettore e Preside<br />
era molto presente e attento al lavoro<br />
scolastico e formativo. Anche al V<strong>it</strong>torino<br />
si era sent<strong>it</strong>o lo spir<strong>it</strong>o del ’68<br />
e p. Boldorini aveva dovuto gestire<br />
anche Confratelli riottosi alla disciplina<br />
e troppo orientati socialmente. Si<br />
parlava allora di Terzo <strong>Mondo</strong>, fine<br />
della colonizzazione, Paesi non allineati,<br />
opzione per i poveri. Ivan Illich<br />
predicava la fine della scuola, si discettava<br />
sui lim<strong>it</strong>i dello sviluppo. La<br />
società e la scuola erano attraversati<br />
da correnti nuove e partecipative (ricordo<br />
i Decreti delegati del 1974),<br />
che aprivano le porte delle Aule a<br />
ogni nov<strong>it</strong>à. La scuola cominciò a<br />
soffrirne: fece la sua comparsa un<br />
diffuso spir<strong>it</strong>o di ribellione alle autor<strong>it</strong>à<br />
cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>e; si mettevano in dubbio<br />
metodiche e contenuti; apparvero testi<br />
che veicolavano contenuti pol<strong>it</strong>ici<br />
mascherati da aperture culturali. Fu<br />
un periodo di furore e tremore. Io<br />
stesso ne partecipavo; e ricordo molte<br />
volte le cr<strong>it</strong>iche dei gen<strong>it</strong>ori – che<br />
mandavano i figli alla scuola cattolica<br />
– a questi spir<strong>it</strong>i nuovi, che sconvolgevano<br />
le credenze consolidate.<br />
P. Boldorini ascoltava, mediava ma<br />
soprattutto rispettava anche i punti di<br />
vista differenti dal suo, sempre che<br />
ne scorgesse la lealtà e l’impegno<br />
nella attiv<strong>it</strong>à didattica. Non poteva<br />
invece soffrire il pressapochismo e<br />
una certa indulgenza alla pigrizia ammantati<br />
da finte ideal<strong>it</strong>à.<br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011 43
dAL MoNdo BArNABItIco<br />
A metà degli anni ’70 ci fu qualche<br />
controversia tra i Superiori Barnab<strong>it</strong>i<br />
e p. Boldorini. Non so a propos<strong>it</strong>o<br />
di che cosa. Probabilmente<br />
ci fu una proposta di cambiamento<br />
di sede e di attiv<strong>it</strong>à che p. Boldorini<br />
non era disposto ad accettare. Fu<br />
così che, forte dell’amicizia che lo<br />
legava al Cardinal Siri, decise di rimanere<br />
a Genova come Sacerdote<br />
del clero diocesano. So che fu osp<strong>it</strong>e<br />
di famiglie amiche e dovette organizzare<br />
la sua v<strong>it</strong>a, insegnando<br />
Religione nelle Scuole Superiori di<br />
Genova.<br />
Anche quando non faceva più parte<br />
della comun<strong>it</strong>à barnab<strong>it</strong>ica, i miei<br />
rapporti con lui restarono cordiali e<br />
affettuosi. Ogni tanto lo andavo a<br />
trovare nella sua ab<strong>it</strong>azione provvisoria<br />
di Castelletto, dove regnava il<br />
consueto caos di libri sparpagliati<br />
ovunque. Era diventato amico di artisti<br />
(il p<strong>it</strong>tore Borella di Genova gli fu<br />
a lungo legato), librai, collezionisti,<br />
òrafi; e la sua casa era un piccolo<br />
museo dove tutto era accatastato in<br />
un gioioso disordine. Egli però sapeva<br />
dove cercare e dove trovare; ed<br />
ebbi da lui, una volta che l’andai a<br />
trovare, stampe, prove d’artista, e<br />
ninnoli di strane leghe, gioielli che i<br />
suoi amici provavano a inventare nei<br />
loro antri alchemici.<br />
Alla fine degli anni ’70, mons.<br />
Boldorini era diventato direttore<br />
della Rivista teologica genovese Renovatio.<br />
In quegli anni si era consumata<br />
la frattura fra il Card. Siri e il<br />
suo ex pupillo, don Giovanni Baget<br />
Bozzo, che di quella Rivista era stato<br />
Fondatore ed animatore. Mons.<br />
Boldorini diede voce sempre più<br />
preponderante a quella parte di teologi<br />
che era usc<strong>it</strong>a sconf<strong>it</strong>ta dal<br />
Concilio. Sarebbe auspicabile oggi<br />
andare a rileggersi quanto in quella<br />
Rivista si sosteneva, richiamando la<br />
sana Tradizione contro una certa<br />
teologia nordica (soprattutto tedesco-olandese)<br />
che sapeva di tesi<br />
protestanti. Da questo punto di vista,<br />
Renovatio di mons. Boldorini e<br />
dell’ultimo Siri fu vox clamantis in<br />
deserto. Cessato l’Episcopato di Siri<br />
e succeduto a lui l’Arcivescovo Canestri,<br />
la Rivista cessò le pubblicazioni<br />
e a mons. Boldorini fu tolta<br />
anche la conduzione del Quadrivium<br />
(una sorta di centro di dibatt<strong>it</strong>i<br />
teologici e culturali, promosso<br />
dalla Curia genovese).<br />
un momento del Convegno svoltosi nella Sala Erba<br />
Nuove figure del Clero facevano la<br />
loro comparsa. Nel 1988 io fui inviato<br />
come rettore, superiore e preside<br />
all’Ist<strong>it</strong>uto V<strong>it</strong>torino da Feltre, dove rimasi<br />
10 anni. Agli inizi degli anni ’90<br />
ebbi la ventura di conoscere mons.<br />
Bagnasco, allora incaricato dei giovani<br />
univers<strong>it</strong>ari dall’arcivescovo Canestri.<br />
Quante riunioni si tennero allora<br />
nel Teatro del V<strong>it</strong>torino! E mons. Angelo<br />
Bagnasco fu animatore attento e<br />
generoso.<br />
Continuai a vedere spesso p. Boldorini<br />
che proseguiva i suoi amati<br />
studi storici e soprattutto la vicenda<br />
del p. Semeria, auto-add<strong>it</strong>atosi brebis<br />
galeuse (pecora infetta), nel periodo<br />
modernista, quando fu costretto a lasciare<br />
la sua amatissima Genova per<br />
l’esilio in Belgio. Questo il t<strong>it</strong>olo di un<br />
saggio su p. Semeria, pubblicato da<br />
mons. Boldorini<br />
Anche allora il mio rapporto con<br />
p. Boldorini continuò ad essere schietto<br />
e franco. Gli dicevo chiaro e tondo<br />
che non mi andavano certe sue prese<br />
di posizione che mi sembravano più<br />
dettate da diplomazia che da intima<br />
convinzione, ma egli mi rispondeva<br />
col suo sorriso ironico e con un affettuoso,<br />
antico …bau, bau… (così mi<br />
chiamava a tu per tu).<br />
Negli ultimi anni, quando ormai la<br />
mia v<strong>it</strong>a era a Roma (dal 2000 economo<br />
generale), ebbi la gioia di osp<strong>it</strong>arlo<br />
più volte, quando passava per<br />
Roma per impegni religiosi o convegni<br />
culturali.<br />
Per me, padre Boldorini rimane una<br />
persona significativa con cui ho attraversato<br />
un bel tratto di v<strong>it</strong>a».<br />
Giuseppe M. Cagnetta<br />
coNvegNo Su I BArNABItI<br />
NeL rISorgIMeNto<br />
Tra i giorni 14 e 15 di gennaio 2011<br />
si è celebrato a Roma il Secondo Colloquio<br />
di Studio organizzato dal Centro<br />
Studi Storici dei PP. Barnab<strong>it</strong>i in<br />
collaborazione con l’Associazione Italiana<br />
dei Professori di Storia della Chiesa,<br />
sul tema: I Barnab<strong>it</strong>i nel Risorgimento.<br />
Svoltosi nella Sala Erba di San Carlo<br />
ai Catinari, è stato molto apprezzato<br />
non solo per la qual<strong>it</strong>à degli interventi<br />
dei relatori quanto per la folta partecipazione<br />
di un pubblico interessato,<br />
che ha visto anche la presenza dei Padri<br />
della Comun<strong>it</strong>à della Curia Generalizia<br />
e delle Comun<strong>it</strong>à napoletane.<br />
La giornata del 14 gennaio ha affrontato<br />
due temi: Patria e Fede e<br />
L’epopea dei Cappellani Barnab<strong>it</strong>i, preceduti<br />
dai saluti del Superiore Generale<br />
Giovanni Villa e dall’Introduzione ai<br />
44<br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011
dAL MoNdo BArNABItIco<br />
lavori del Direttore del Centro Studi Filippo<br />
Lovison. Mons. Sergio Pagano,<br />
Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano,<br />
ha quindi parlato su Un’ined<strong>it</strong>a storia<br />
del Risorgimento <strong>it</strong>aliano (Soderini-Clementi),<br />
sub<strong>it</strong>o segu<strong>it</strong>o dall’intervento di<br />
Carlo Fiorentino, dell’Archivio Centrale<br />
di Roma, su La questione romana intorno<br />
al 1870. Gli incontri mattutini sono<br />
terminati con la relazione di Giancarlo<br />
Rocca, della Pontificia Univers<strong>it</strong>à<br />
Gregoriana, sul tema: Religiosi nel Risorgimento.<br />
Dopo la pausa pranzo tenutasi<br />
nella Sala S. Paolo, il pomeriggio<br />
è iniziato con Francesco Margiotta<br />
Broglio, dell’Univers<strong>it</strong>à di Firenze, che<br />
ha parlato su Chiesa e Stato a 1<strong>50</strong> anni<br />
dall’Un<strong>it</strong>à d’Italia, segu<strong>it</strong>o dagli interventi<br />
di Filippo Lovison, del Centro<br />
Studi Storici: P. Giovanni Semeria: dalle<br />
‘Soirées <strong>it</strong>aliennes’ al patriottismo di<br />
Dante, di Matteo Sanfilippo, Univers<strong>it</strong>à<br />
della Tuscia: P. Alessandro Gavazzi:<br />
oltre l’Italia, l’America, e di Paolo Rippa,<br />
del Centro Studi Storici, Ugo Bassi:<br />
religioso barnab<strong>it</strong>a.<br />
Nella mattinata del 15 gennaio si è<br />
approfond<strong>it</strong>o l’argomento Tra Curia<br />
Romana e Governo Italiano. I relatori<br />
sono stati Roberto Regoli, della Pontificia<br />
Univers<strong>it</strong>à Gregoriana: Il Segretario<br />
di Stato Cardinale Luigi Lambruschini;<br />
Andrea Ciampani, dell’Univers<strong>it</strong>à<br />
LUMSA di Roma: Il Cardinale<br />
Luigi Bilio; Mauro Regazzoni, del<br />
Centro Studi Storici: La partecipazione<br />
dei Barnab<strong>it</strong>i al Risorgimento, e<br />
Marco Pizzo, dell’Archivio Generale<br />
Ministri degli Infermi: Il Museo Centrale<br />
del Risorgimento: crocevia d’Italia.<br />
P. Lovison ha poi presentato le<br />
conclusioni del Convegno.<br />
Da non dimenticare la vis<strong>it</strong>a al sottochiesa<br />
di San Carlo ai Catinari dove<br />
i garibaldini allestirono il loro primo<br />
ospedale e dove rimasero sepolti<br />
i resti mortali dei loro caduti fino al<br />
trasferimento al Sacrario del Gianicolo,<br />
e la vis<strong>it</strong>a guidata al Museo<br />
Centrale del Risorgimento.<br />
Trani - p. Enrico Sironi pronuncia l’omelia. Alla sua destra, l’arcivescovo<br />
mons. Giovan Battista Pichierri e a sinistra, il teologo Marius Mihaila<br />
In segu<strong>it</strong>o all’improvviso decesso<br />
del Cappuccino p. Diego Pedone, Vicario<br />
Episcopale per la V<strong>it</strong>a Consacrata<br />
dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie,<br />
l’Arcivescovo Giovan<br />
Battista Pichierri ha chiamato nuovamente<br />
a succedergli il p. Enrico Sironi,<br />
che in precedenza, prima del trasferimento<br />
a Campello, aveva già<br />
svolto questo servizio per nove anni.<br />
La nomina porta la data del 17 gennaio<br />
2011.<br />
trANI: ceNtro dI PreghIerA<br />
ecuMeNIcA<br />
Nella chiesa del Carmine retta dai<br />
pp. Barnab<strong>it</strong>i, il 18 gennaio l’Arcivescovo<br />
Giovan Battista Pichierri ha<br />
Rodrigo Nilo<br />
trANI: NoMINA<br />
Trani - l’arcivescovo mons. Giovan Battista Pichierri presiede la celebrazione<br />
ecumenica<br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011 45
dAL MoNdo BArNABItIco<br />
Trani - cappella S. Maria della fonte<br />
aperto solennemente la Settimana di<br />
preghiera per l’un<strong>it</strong>à dei cristiani con il<br />
canto del vespro bizantino e il r<strong>it</strong>o<br />
dell’artoclasìa o dell’agàpe (del pane<br />
benedetto, spezzato e distribu<strong>it</strong>o a tutti<br />
alla conclusione dell’incontro), che<br />
ha coinvolto l’assemblea dei fedeli<br />
giunti da ogni parrocchia della c<strong>it</strong>tà<br />
per invocare dal Signore il dono del<br />
ristabilimento della piena un<strong>it</strong>à cristiana.<br />
Alla celebrazione hanno partecipato<br />
gli ortodossi p. Mihai Driga, il<br />
diacono Florin e il teologo Marius<br />
Mihaila con alcuni fedeli giunti da<br />
Bari e Altamura. Era presente pure il<br />
nuovo delegato diocesano per l’ecumenismo,<br />
d. Cosimo Fiorella. L’Arcivescovo<br />
e il teologo Marius, commentando<br />
il testo biblico della Settimana<br />
(At 2,42) hanno sottolineato in<br />
particolare l’importanza dell’impegno<br />
ecumenico nella v<strong>it</strong>a della Chiesa,<br />
impegno che non può lasciare indifferente<br />
nessuno, perché l’un<strong>it</strong>à è un imperativo<br />
della coscienza cristiana in<br />
risposta alla precisa volontà del Signore<br />
(cf. Gv 17). La celebrazione è<br />
culminata con la preghiera per l’un<strong>it</strong>à<br />
davanti all’antica icona bizantina di<br />
Santa Maria della Fonte.<br />
Prima della benedizione finale, accogliendo<br />
con gioia la proposta espressa<br />
da p. Enrico, ud<strong>it</strong>o il parere pos<strong>it</strong>ivo<br />
del p. Provinciale, della Comun<strong>it</strong>à e<br />
del gruppo Fons Un<strong>it</strong>atis, l’Arcivescovo<br />
ha riconosciuto la chiesa del Carmine<br />
quale punto di riferimento ecumenico<br />
c<strong>it</strong>tadino per la preghiera, data la decennale<br />
esperienza ivi animata ogni<br />
venerdì sera in tale senso dal Gruppo.<br />
Così, per la conclusione della Settimana<br />
è giunta puntualmente la dichiarazione<br />
ufficiale scr<strong>it</strong>ta, grad<strong>it</strong>issima, che<br />
indica la chiesa dei pp. Barnab<strong>it</strong>i come<br />
Centro di preghiera ecumenica.<br />
Accludiamo il testo della lettera<br />
dell’Arcivescovo indirizzata al p. Vincenzo<br />
Migliaccio, rettore della chiesa<br />
del Carmine e al p. Enrico Sironi, fondatore<br />
e direttore spir<strong>it</strong>uale del gruppo<br />
ecumenico Fons Un<strong>it</strong>atis, trasmessa<br />
ai Parroci della c<strong>it</strong>tà di Trani.<br />
«Carissimi… non posso che esprimere<br />
la mia viva grat<strong>it</strong>udine al Signore<br />
e il mio personale compiacimento<br />
per lo spir<strong>it</strong>o ecumenico che il gruppo<br />
Fons Un<strong>it</strong>atis, da voi ist<strong>it</strong>u<strong>it</strong>o, ha<br />
promosso in quest’ultimo decennio<br />
nella nostra Arcidiocesi che storicamente<br />
ha una vocazione al dialogo e<br />
al confronto tra le varie Chiese presso<br />
la chiesa del Carmine.<br />
L’eco della preghiera sacerdotale di<br />
Gesù, Ut unum sint, risuona nella vostra<br />
incessante supplica settimanale<br />
che ha realmente contribu<strong>it</strong>o a plasmare<br />
negli aderenti al gruppo un’anima<br />
pienamente confidente nello Spir<strong>it</strong>o<br />
Santo che è il vero datore del dono<br />
dell’un<strong>it</strong>à insieme con il Padre e il<br />
Figlio. Il Santo Padre Benedetto XVI<br />
ha affermato recentemente: ‘Il cammino<br />
verso l’un<strong>it</strong>à visibile tra tutti i<br />
cristiani ab<strong>it</strong>a nella preghiera, perché<br />
fondamentalmente l’un<strong>it</strong>à non la costruiamo<br />
noi, ma la costruisce Dio,<br />
viene da Lui, dal Ministero trin<strong>it</strong>ario,<br />
dall’un<strong>it</strong>à del Padre con il Figlio nel<br />
dialogo d’amore che è lo Spir<strong>it</strong>o Santo<br />
e il nostro impegno ecumenico deve<br />
aprirsi all’azione divina, deve farsi<br />
invocazione quotidiana dell’aiuto di<br />
Dio’ (Catechesi del 19.1.2011).<br />
Allo scopo di rendere significativo, a<br />
livello c<strong>it</strong>tadino, un luogo di preghiera<br />
per l’un<strong>it</strong>à dei cristiani che di per sé è<br />
coltivata in tutte le parrocchie di Trani,<br />
add<strong>it</strong>o la chiesa del Carmine, dove<br />
opera il gruppo Fons Un<strong>it</strong>atis come<br />
Centro di preghiera ecumenica laddove<br />
ogni venerdì ci si incontra per<br />
coltivare il cammino verso l’un<strong>it</strong>à visibile<br />
per tutti i cristiani. Incoraggio vivamente<br />
il prosieguo di questa esperienza<br />
spir<strong>it</strong>uale, nell’auspicio che<br />
possa estendersi a nuovi aderenti e<br />
immettere nel cuore dei fedeli la nostalgia<br />
e la viva sollec<strong>it</strong>udine per la<br />
piena e visibile un<strong>it</strong>à tra le Chiese perché<br />
si realizzi compiutamente la vocazione<br />
della Chiesa quale ‘sacramento<br />
di un<strong>it</strong>à di tutto il genere umano’ (cf.<br />
LG1). Paternamente vi benedico. Trani,<br />
25 gennaio 2011. Giovan Battista<br />
Pichierri Arcivescovo».<br />
Esprimiamo un vivissimo grazie al<br />
nostro Pastore per la stima e l’ulteriore<br />
incoraggiamento alla perseveranza<br />
nell’impegno ecumenico.<br />
Pasquale e Tiziana Lomuscio<br />
ecuMeNISMo e SoLIdArIetà<br />
A SAN FeLIce A cANceLLo<br />
Riconoscere l’altro come fratello e<br />
sentirsi tutti parte della stessa famiglia<br />
cristiana. È stato questo il mes-<br />
i pp. Giovanni N<strong>it</strong>ti e Enrico Moscetta insieme a padre Giorgio<br />
46<br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011
dAL MoNdo BArNABItIco<br />
saggio che hanno voluto sottolineare,<br />
lo scorso martedì 1° febbraio, i<br />
fedeli ortodossi, di nazional<strong>it</strong>à rumena<br />
e ucraina, e cattolici un<strong>it</strong>i in<br />
un momento di preghiera comune<br />
nella chiesa di San Giovanni Evangelista<br />
di San Felice a Cancello dei<br />
Padri Barnab<strong>it</strong>i. Il parroco della<br />
chiesa sanfeliciana padre Giovanni<br />
N<strong>it</strong>ti, ha accolto i fedeli insieme a<br />
padre Giorgio, sacerdote greco ortodosso<br />
proveniente dalla chiesa ortodossa<br />
di dei santi apostoli Pietro e<br />
Paolo, s<strong>it</strong>a nella vicina c<strong>it</strong>tà di Napoli.<br />
L’iniziativa, al suo secondo anno,<br />
ha riscosso anche questa volta<br />
un notevole successo e nonostante<br />
le avverse condizioni climatiche,<br />
erano in molti, e di diversa nazional<strong>it</strong>à,<br />
i fedeli seduti tra i banchi dell’edificio<br />
sacro. Una presenza significativa<br />
che sottolinea il desiderio e<br />
la volontà di abbassare tutte le barriere<br />
che dividono i popoli tra loro,<br />
riconoscendoci unicamente come<br />
fratelli, figli di uno stesso padre. Dopo<br />
la consueta messa serale, il sacerdote<br />
ortodosso ha celebrato, nel<br />
loro r<strong>it</strong>o, la benedizione dell’acqua<br />
e l’aspersione del popolo, per poi r<strong>it</strong>rovarsi<br />
alle ore 19 a pregare tutti<br />
insieme, secondo lo schema della<br />
Settimana di Preghiera per L’Uni tà<br />
dei Cristiani. A segu<strong>it</strong>o si è tenuto<br />
un breve momento di fratellanza,<br />
come occasione di integrazione e<br />
socializzazione in particolar modo<br />
per gli stranieri che giungono, per la<br />
maggior parte nel nostro paese, in<br />
cerca di migliori condizioni di v<strong>it</strong>a.<br />
L’occasione per organizzare questo<br />
momento è stata la ricorrenza della<br />
settimana dell’un<strong>it</strong>à cristiana, che si<br />
colloca all’interno di diverse iniziative<br />
che la parrocchia di San Giovanni<br />
Evangelista pone in atto da<br />
due anni a vantaggio degli immigrati,<br />
all’interno del programma della<br />
Car<strong>it</strong>as parrocchiale.<br />
L’ultima bella nov<strong>it</strong>à è arrivata poi<br />
a fine febbraio: a partire da domenica<br />
27 di questo mese, ogni ultima<br />
domenica del mese, gli ortodossi potranno<br />
avere la propria messa nelle<br />
sale dell’oratorio dei Barnab<strong>it</strong>i, dove<br />
è stata allest<strong>it</strong>a una cappella ecumenica.<br />
Un’iniziativa che pone la nostra<br />
comun<strong>it</strong>à sulla scia della nobile<br />
tradizione ecumenica dei Padri Barnab<strong>it</strong>i.<br />
Raffaella DM<br />
PoLoNIA<br />
vArSAvIA: quINdIceNNIo<br />
deLLA NoStrA PArrocchIA<br />
Anche se con un poco di r<strong>it</strong>ardo,<br />
è doveroso ricordare il 15° anniversario<br />
della fondazione della parrocchia<br />
s. Antonio M. Zaccaria di Varsavia,<br />
celebrato il 31 ottobre scorso.<br />
In tale occasione hanno inviato<br />
la loro benedizione e indirizzato alla<br />
comun<strong>it</strong>à parrocchiale speciali<br />
lettere di congratulazione, il Pri -<br />
mate senior – Card. Jozef Glemp,<br />
l’attuale Primate di Polonia, Arcivescovo<br />
Metropol<strong>it</strong>a di Gniezno Jozef<br />
Kowalczyk e l’Arcivescovo Metropol<strong>it</strong>a<br />
di Varsavia Card. Kazimierz<br />
Nycz.<br />
Il Cardinale Jozef Glemp ha ricordato<br />
il momento dell’arrivo in Polonia<br />
dei padri barnab<strong>it</strong>i e l’affidamento<br />
canonico della parrocchia di s.<br />
Antonio Maria Zaccaria nella Varsavia<br />
meridionale a loro, poiché «destavano<br />
fiducia; nello spazio di alcuni<br />
secoli infatti avevano raggiunto<br />
una grande esperienza pastorale in<br />
tutto il mondo. Avevano conosciuto<br />
la problematica della moderna pastorale<br />
in Italia e avevano entusiasmo<br />
ed un’adeguata base materiale<br />
per intraprendere la costruzione di<br />
Varsavia - la parrocchia di s. Antonio Maria Zaccaria inser<strong>it</strong>a nel suo contesto<br />
terr<strong>it</strong>oriale<br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011 47
dAL MoNdo BArNABItIco<br />
Varsavia - un momento celebrativo nella parrocchia di s. Antonio Maria<br />
Zaccaria<br />
un tempio e sviluppare altre ist<strong>it</strong>uzioni<br />
pastorali».<br />
Da parte sua, il Primate Jozef Ko -<br />
walczyk ha espresso la sua gioia<br />
perché i barnab<strong>it</strong>i sono riusc<strong>it</strong>i a realizzare<br />
i piani che si erano proposti<br />
e cioè, «che i loro frutti potessero<br />
oggi servire alla società polacca». Riportando<br />
le parole di Benedetto XVI<br />
sull’importanza del tempio, lo stesso<br />
Primate ha sottolineato: «Al centro<br />
della v<strong>it</strong>a sociale di una c<strong>it</strong>tà, di una<br />
comun<strong>it</strong>à o di una nazione deve esserci<br />
qualcosa che ricordi il mistero<br />
trascendentale di Dio (...). L’uomo<br />
non può seguire una giusta via senza<br />
Dio, deve andare attraverso la storia<br />
insieme a Dio, ed il ruolo del<br />
tempio, della casa di Dio, è quello di<br />
ricordare in modo visibile questa comun<strong>it</strong>à».<br />
Inoltre, il Primate Kowal -<br />
czyk si è congratulato con i barna -<br />
b<strong>it</strong>i polacchi per aver creato «una<br />
parrocchia v<strong>it</strong>ale, che si sviluppa dinamicamente<br />
con tutta la ricchezza<br />
della sua struttura», l’attivo Centro<br />
Culturale, la Casa di Cura ed anche<br />
la Casa del Pane e le due scuole cattoliche<br />
materne linguistiche. Ha rilevato<br />
con riconoscimento, che i barnab<strong>it</strong>i<br />
polacchi sono riusc<strong>it</strong>i a costruire<br />
una parrocchia non soltanto<br />
nella dimensione materiale, ma anche<br />
in quella spir<strong>it</strong>uale, e che ciò è<br />
mer<strong>it</strong>o dei «varsaviani, del loro cuore<br />
aperto, che ha risposto al progetto<br />
“dei nuovi venuti”, e da questo<br />
scambio di doni poteva sorgere soltanto<br />
un edificio spir<strong>it</strong>uale e materiale<br />
tanto imponente».<br />
Il Cardinale Kazimierz Nycz ha<br />
posto in rilievo la divers<strong>it</strong>à delle forme<br />
di attiv<strong>it</strong>à della nostra parrocchia:<br />
«Il lavoro per formare una comun<strong>it</strong>à<br />
parrocchiale raccolta intorno<br />
all’Eucarestia non è andato perduto.<br />
Questa comun<strong>it</strong>à diventa sempre più<br />
sensibile ai problemi del prossimo,<br />
alla sorte degli altri. Anche per questo<br />
motivo si sviluppa qui meravigliosamente<br />
l’attiv<strong>it</strong>à car<strong>it</strong>ativa. (...)<br />
Colma di grande gioia la cura delle<br />
tradizioni nazionali e patriottiche,<br />
anche nella dimensione di patriottismo<br />
locale, ossia la storia e il presente<br />
di Varsavia».<br />
Nella sua lettera, e nell’omelia<br />
pronunciata durante la santa messa<br />
solenne del 31 ottobre, il Cardinale<br />
Nycz dedica molto spazio al grande<br />
comp<strong>it</strong>o che si trova davanti ad<br />
ogni parrocchia e quello che riusciamo<br />
a compiere, e precisamente<br />
l’attiv<strong>it</strong>à di evangelizzazione non<br />
fosse altro attraverso la conduzione<br />
delle due scuole materne cattoliche<br />
dei padri barnab<strong>it</strong>i. Richiamandosi<br />
all’atto della consacrazione del nostro<br />
tempio nel 2003, ha fatto notare<br />
che «il giorno della consacrazione<br />
(il 28 settembre) anche Cristo è<br />
entrato in questa bella chiesa. Penso<br />
che sia una delle chiese meglio riusc<strong>it</strong>e<br />
fra quelle costru<strong>it</strong>e negli ultimi<br />
venti anni a Varsavia. Sia per quanto<br />
riguarda il servizio per la l<strong>it</strong>urgia sia<br />
per la bellezza del l’arch<strong>it</strong>ettura e<br />
l’arredamento dell’interno. Cristo vi<br />
è entrato attraverso la consacrazione<br />
ed ab<strong>it</strong>a in essa, affinché l’uomo<br />
vi trovi i santi sacramenti, vi ascolti<br />
la parola di Dio e compia opere<br />
d’amore». Infine, valutando tutto<br />
quello che finora abbiamo fatto, ha<br />
inv<strong>it</strong>ato, quali discepoli di Cristo, a<br />
recarci a tutti coloro ai quali Dio ci<br />
manda, per «ascoltarli e condurli da<br />
Lui prima di tutto con l’amore».<br />
La parrocchia di s. Antonio Maria<br />
Zaccaria in Via Sobieskiego 15 a<br />
Varsavia, tenuta dalla Congregazione<br />
dei Chierici Regolari di S. Paolo<br />
– Barnab<strong>it</strong>i, fu cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a da Sua Eminenza<br />
Jozef Card. Glemp, Primate<br />
di Polonia con Decreto del 1° settembre<br />
1995.<br />
Formato con tre parti di parrocchie<br />
lim<strong>it</strong>rofe, il terr<strong>it</strong>orio parrocchiale<br />
conta circa 15.000 persone.<br />
Nel 1995 fu costru<strong>it</strong>a una provvisoria<br />
cappella parrocchiale dedicata a<br />
S. Antonio Maria Zaccaria che, insieme<br />
al terreno destinato alla costruzione<br />
della chiesa parrocchiale,<br />
fu consacrata il 3 dicembre 1995 dal<br />
Primate di Polonia.<br />
Nel mese di novembre 1999 si è<br />
iniziata la costruzione della chiesa<br />
parrocchiale. Il 6 febbraio 2000 il<br />
Primate di Polonia ha celebrato la<br />
solenne s. Messa nella nostra cappella<br />
parrocchiale ed ha esegu<strong>it</strong>o l’atto<br />
di consacrazione e la muratura nelle<br />
fondamenta del tempio della pietra<br />
auspicale portata dal p. Rettore del<br />
Santuario di s. Antonio Maria Zaccaria<br />
a Milano. Il tempio fu eretto a cura<br />
della Congregazione dei Padri<br />
Barnab<strong>it</strong>i e della comun<strong>it</strong>à parrocchiale.<br />
È questa la prima chiesa costru<strong>it</strong>a<br />
dopo la guerra lungo il cosiddetto<br />
“Tratto Reale”, una delle vie<br />
più rappresentative di Varsavia che<br />
unisce il Castello Reale della C<strong>it</strong>tà<br />
Vecchia con il Palazzo a Wilanow.<br />
In precedenza i comunisti non avevano<br />
dato il permesso alla costruzione<br />
di edifici sacri su questa via. Sempre<br />
nel 2001 abbiamo iniziato la costruzione<br />
della casa parrocchiale<br />
conformemente all’approvato piano<br />
d’investimenti.<br />
La creazione della nostra Parrocchia<br />
con parti di tre diverse parrocchie<br />
fu sin dall’inizio un comp<strong>it</strong>o eccezionalmente<br />
difficile. Richiedeva<br />
48<br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011
dAL MoNdo BArNABItIco<br />
di raggiungere tutte le persone, di<br />
conoscerle e di ravvisare la loro s<strong>it</strong>uazione<br />
v<strong>it</strong>ale. A ciò si aggiungeva<br />
la consapevolezza che la s<strong>it</strong>uazione<br />
sociale a Varsavia era molto labile e<br />
dinamica. Formulando la cosa sotto<br />
l’aspetto pastorale soltanto il 20%<br />
delle persone è cosciente e attivamente<br />
impegnato nella v<strong>it</strong>a della<br />
Chiesa, il 20% pratica a tempo pieno<br />
e nel contempo rispetta la dottrina<br />
della Chiesa, mentre il 40% in<br />
realtà abbastanza spesso usufruisce<br />
dei servizi della Chiesa, ma con le<br />
sue opinioni è molto lontano dal<br />
concordare con i suoi insegnamenti,<br />
e persino con le ver<strong>it</strong>à della fede, ed<br />
il rimanente 20% tratta la Chiesa<br />
con un certo riserbo o addir<strong>it</strong>tura<br />
con noncuranza.<br />
Pertanto più di una volta si potrebbero<br />
ripetere le parole di S. Paolo<br />
dette ad Atene: Vedo che siete religiosi.<br />
Ed è vero. I Polacchi continuano<br />
ad essere molto religiosi. Rimane<br />
la domanda: cosa succede con la loro<br />
fede?<br />
Sia la profonda impronta, che la<br />
passata epoca della nostra storia ha<br />
lasciato nei cuori degli uomini, sia il<br />
veemente sviluppo delle scienze tecniche,<br />
sia gli atteggiamenti caratterizzati<br />
da individualismo, hanno fatto<br />
nascere la funesta tendenza ad organizzare<br />
un mondo senza Dio.<br />
L’ebbrezza della riacquistata libertà<br />
e l’incapac<strong>it</strong>à di usufruire dei suoi<br />
benefici completavano la distruzione<br />
dei valori morali dell’uomo. Tutti<br />
questi fattori trovavano un riflesso<br />
nella collettiv<strong>it</strong>à affidata alla mia cura<br />
come parroco della nuova Parrocchia<br />
che si andava organizzando.<br />
Questa collettiv<strong>it</strong>à doveva divenire<br />
una comun<strong>it</strong>à parrocchiale raccolta<br />
intorno all’Eucarestia, responsabile<br />
per l’opera intrapresa insieme, sensibile<br />
ai problemi del prossimo, un<strong>it</strong>a<br />
da vincoli sacramentali con tutta la<br />
Chiesa.<br />
Bisognava pertanto andare incontro<br />
a tutte quelle persone, indipendentemente<br />
dai loro convincimenti,<br />
dalla condizione sociale e dal livello<br />
di v<strong>it</strong>a spir<strong>it</strong>uale. Erano infatti divenuti<br />
i miei parrocchiani. Come parroco<br />
sin dal l’inizio ho preso l’usanza<br />
d’inviare a tutti loro (per posta) gli<br />
auguri in occasione del Santo Natale<br />
e della Risurrezione del Signore ed<br />
anche lettere pastorali. Nella prima<br />
di queste lettere del 25 novembre<br />
1995 avevo scr<strong>it</strong>to: «Desidero incontrare<br />
coloro che amano Dio e coloro<br />
per i quali Egli è segno di protesta.<br />
Vorrei venire da Voi, che ricopr<strong>it</strong>e alte<br />
cariche, da Voi della destra, della<br />
sinistra e del centro. Non dovete disdegnare<br />
la mia presenza ed il mio<br />
desiderio di servirVi. Anche Voi fate<br />
un passo. Varcate la soglia della Vostra<br />
disperazione, della Vostra sol<strong>it</strong>udine,<br />
del Vostro smarrimento. Troviamo<br />
insieme la speranza per un domani<br />
migliore».<br />
Indubbiamente ci sono fra i miei<br />
parrocchiani persone che sono ancora<br />
lontane dalla Chiesa, ma che continuano<br />
ad essere vicine a Dio. Ne<br />
nasce una grande speranza, ravvivata<br />
dalla vista dei giovani attirati dai<br />
gruppi di preghiera che operano nella<br />
nostra Parrocchia ed il crescente<br />
desiderio di molte persone di appartenere<br />
ad una qualche comun<strong>it</strong>à.<br />
La Parrocchia di s. Antonio Maria<br />
Zaccaria nel corso dei quindici anni<br />
della sua esistenza ha avuto a che fare<br />
con vari problemi ed in questo<br />
modo si è rafforzata. Molti parrocchiani<br />
si sono inser<strong>it</strong>i e continuano<br />
ad inserirsi nella v<strong>it</strong>a della nostra comun<strong>it</strong>à,<br />
molti danno il loro aiuto e<br />
appoggiano con la preghiera ogni<br />
iniziativa. Rallegra il fatto che per<br />
molti di loro il nome della nostra<br />
Parrocchia non è un suono vuoto e si<br />
sentono addir<strong>it</strong>tura orgogliosi di avere<br />
per patrono un uomo straordinario,<br />
un medico e sacerdote, quale è<br />
stato Santo Antonio Maria Zaccaria,<br />
Fondatore della nostra Congregazione<br />
religiosa dei padri barnab<strong>it</strong>i.<br />
Come pastore responsabile di questa<br />
comun<strong>it</strong>à parrocchiale credo<br />
che l’atteggiamento di questi parrocchiani<br />
avrà un buon influsso sulle<br />
altre persone che ab<strong>it</strong>ano nel terr<strong>it</strong>orio<br />
della nostra Parrocchia e che<br />
oggi continuano ad essere indifferenti<br />
alle grandi opere che qui si<br />
realizzano, che anche loro, con la<br />
grazia di Dio, muteranno infine i<br />
loro tiepidi cuori e vorranno diventare<br />
coorganizzatori di questa chiesa<br />
locale. Già oggi posso dire che<br />
molti ab<strong>it</strong>anti del terr<strong>it</strong>orio della nostra<br />
Parrocchia hanno mutato di<br />
molto il loro rapporto con la Chiesa.<br />
Il fatto che nel corso degli ultimi<br />
anni si sono avute molte conversioni<br />
rincuora e rafforza nella convinzione<br />
che la Provvidenza veglia su<br />
questo posto.<br />
Nella mia Parrocchia di s. Antonio<br />
Maria Zaccaria opera la mensa “Casa<br />
del Pane”.<br />
Le esperienze di alcuni anni nel<br />
portare aiuto ai più bisognosi –<br />
ogni giorno distribuiamo 100-1<strong>50</strong><br />
pasti caldi – hanno permesso di osservare<br />
e vedere più da vicino queste<br />
persone.<br />
I senzatetto dei nostri tempi non<br />
scelgono un simile modo di vivere;<br />
sono per lo più persone che per<br />
molti motivi sono caduti in un nero<br />
baratro, che definiscono come lim<strong>it</strong>e<br />
estremo della povertà. Non hanno<br />
più niente – un casa in cui ab<strong>it</strong>are,<br />
denaro per poter condurre una<br />
degna v<strong>it</strong>a, un lavoro, una famiglia,<br />
nessun punto di riferimento. Si tratta<br />
prima di tutto di disoccupati, di<br />
persone anziane, di malati mentali,<br />
che sono usc<strong>it</strong>i dall’ospedale psichiatrico<br />
o sono stati abbandonati<br />
dalla famiglia; fra di loro vi sono<br />
persone dipendenti dai mezzi farmacologici<br />
o distrutti da una errata<br />
cura psichiatrica, di famiglie deportate<br />
o rovinate dai prezzi troppo alti<br />
degli appartamenti presi in aff<strong>it</strong>to.<br />
Persone distrutte dai narcotici o<br />
dallo alcool, portatori o malati di<br />
AIDS, persone psichicamente e<br />
spesso anche fisicamente estenuate<br />
Varsavia - svelte ed eleganti strutture<br />
del la parrocchia di s. Antonio Maria<br />
Zaccaria<br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011 49
dAL MoNdo BArNABItIco<br />
dalle violenze familiari, ex detenuti,<br />
immigrati. Soltanto in minimo<br />
grado abbiamo a che fare con senzatetto<br />
per scelta.<br />
La caratteristica comune di tutti<br />
costoro è cost<strong>it</strong>u<strong>it</strong>a da una miseria<br />
estrema, da una immensa debolezza<br />
interiore e da problemi psicologici<br />
che non permettono loro un r<strong>it</strong>orno<br />
al mondo delle persone normali.<br />
Nella nostra attiv<strong>it</strong>à pastorale cerchiamo<br />
di fare tutto il possibile affinché<br />
la S. Messa diventi sempre più il<br />
centro della v<strong>it</strong>a di tutta la Parrocchia,<br />
come ne è la fonte. Nelle attiv<strong>it</strong>à<br />
dei vari gruppi presenti e che<br />
vanno espandendosi nella nostra<br />
Parrocchia, poniamo l’accento principale<br />
sulla preghiera e la fedeltà sacramentale<br />
a Cristo. Tutto ciò lascia<br />
sperare bene per il futuro.<br />
Con l’aiuto di Dio e grazie alle offerte<br />
dei nostri parrocchiani (non facili<br />
dati i tempi economicamente difficili<br />
nel nostro paese odierno) siamo riusc<strong>it</strong>i<br />
a terminare la costruzione della<br />
nostra chiesa parrocchiale dedicata a<br />
S. Antonio Maria Zaccaria. Il 28 settembre<br />
2003, durante la S. Messa delle<br />
12.00, si è avuta la consacrazione<br />
della chiesa, atto compiuto dal Primate<br />
di Polonia. Desidero che questo<br />
tempio sia un luogo in cui ogni ab<strong>it</strong>ante<br />
di questa Parrocchia non soltanto<br />
quello profondamente credente,<br />
ma anche quello che è alla ricerca di<br />
Dio, si senta come in casa sua, abbia<br />
il dir<strong>it</strong>to di essere se stesso, e pertanto<br />
di essere un uomo.<br />
Ci auguriamo che nei prossimi anni<br />
la parrocchia conservi lo spir<strong>it</strong>o<br />
della nostra ident<strong>it</strong>à Barnab<strong>it</strong>ica, che<br />
non si lim<strong>it</strong>i solo all’organizzazione<br />
delle attiv<strong>it</strong>à l<strong>it</strong>urgiche, ma sia il luogo<br />
di una comun<strong>it</strong>à fraterna e missionaria.<br />
La parrocchia non deve essere<br />
un luogo chiuso, circoscr<strong>it</strong>to per pochi<br />
agiati cristiani che provengono<br />
da un ambiente sociale chiaramente<br />
defin<strong>it</strong>o. Non basta più “suonare le<br />
campane”, perché gran parte degli<br />
ab<strong>it</strong>anti è semplicemente sorda ai<br />
messaggi evangelici. Non si può lim<strong>it</strong>are<br />
il nostro vivere il cristianesimo<br />
entro le mura del tempio. Al contrario,<br />
dobbiamo scoprire le strade,<br />
le case, le zone della v<strong>it</strong>a quotidiana<br />
come ambiente naturale, nel quale si<br />
deve divulgare, con un linguaggio<br />
rinnovato e con un nuovo entusiasmo,<br />
il messaggio sempre vero di nostro<br />
Signore.<br />
Una questione oggi molto urgente,<br />
detto in altre parole, è il passaggio<br />
dalla “Chiesa-tempio”, nella quale si<br />
va per “ricevere” i sacramenti, “paratecipare”<br />
al culto, ”ascoltare” le parole<br />
della dottrina ed altre informazioni,<br />
alla “Chiesa fuori del tempio”,<br />
dove ci si reca per intraprendere un<br />
dialogo, cooperare con tutti gli uomini<br />
di buona volontà, condividere<br />
le loro speranze, le tristezze e le ansie.<br />
Bisogna riscoprire, per mezzo<br />
della sant<strong>it</strong>à di Sant’Antonio M. Zaccaria,<br />
i settori della v<strong>it</strong>a nei quali<br />
possiamo realizzare l’amore evangelico<br />
attraverso:<br />
– l’aiuto ai poveri e ai malati;<br />
– l’aiuto ai disoccupati e ai senzatetto;<br />
– l’assistenza alle parsone anziane;<br />
– le iniziative culturali;<br />
– la cooperazione con i gen<strong>it</strong>ori<br />
nell’iniziazione cristiana dei figli;<br />
– gli incontri regolari con i bambini<br />
e i giovani per la loro cresc<strong>it</strong>a nella<br />
fede e nella responsabil<strong>it</strong>à verso la<br />
comun<strong>it</strong>à.<br />
Pertanto la nostra parrocchia può<br />
diventare davvero una comun<strong>it</strong>à di<br />
fede viva e di ardente azione apostolica<br />
se è disposta ad accettare il seguente<br />
cammino: “PASSARE”<br />
– da parrocchia “DISTRATTA”, che<br />
facilmente dimentica molti problemi,<br />
insensibile ai vari tipi di appelli a parrocchia<br />
“ATTENTA, AVVEDUTA”, che<br />
va a cercare coloro che si sono perduti<br />
lun go la strada della v<strong>it</strong>a;<br />
– da parrocchia “SORDA” ai richiami<br />
evangelici, che erra su strade false<br />
a parrocchia “CHE ASCOLTA” gli avvenimenti<br />
della storia, “ATTENTA” ai<br />
segni dei tempi;<br />
– da parrocchia “MUTA” davanti<br />
ai molti problemi del mondo contemporaneo<br />
a parrocchia “CAPACE di annunciare<br />
SUI TETTI” le ver<strong>it</strong>à del Vangelo<br />
sviluppato in concreti progetti di<br />
giustizia, di libertà e di pace...;<br />
– da parrocchia “SCLEROTICA”,<br />
incapace di ideare nuove strategie pastorali<br />
a parrocchia “DINAMICA”,<br />
che si assume con entusiasmo la creativ<strong>it</strong>à<br />
missionaria, che accetta nuove<br />
sfide e che si adegua alle varie circostanze<br />
di tempo, luogo e cultura;<br />
– da parrocchia “ANEMICA” data la<br />
debolezza e la povertà delle forze che<br />
ancora la sorreggono, lim<strong>it</strong>ata a difendere<br />
l’acquisto a parrocchia “VIVA<br />
E ATTIVA” in continua ricerca;<br />
– da parrocchia “INSONNOLITA,<br />
STANCA”, che ripete le ver<strong>it</strong>à cristiane<br />
senza slancio a parrocchia “PRO-<br />
FETICA”, piena di vigore, alle volte<br />
problematica, ma che apporta un fermento<br />
nuovo, una sana ventata di<br />
entusiasmo e coraggio e, contemporaneamente<br />
piena di stima, basata<br />
sul dialogo con tutti gli uomini di<br />
buona volontà.<br />
La parrocchia che tutti cerchiamo, è<br />
quella in cui vi è il primato del -<br />
l’Adorazione al SS.mo Sacramento,<br />
dove si ascoltano le Sacre Scr<strong>it</strong>ture e si<br />
riflette individualmente, in gruppo e in<br />
comun<strong>it</strong>à; quella in cui il cuore siano<br />
la l<strong>it</strong>urgia, la med<strong>it</strong>azione e la cura per<br />
i poveri nonché la capac<strong>it</strong>à di vivere le<br />
indicazioni dello Spir<strong>it</strong>o Santo e leggere<br />
i segni dei tempi che sa che la fede<br />
non può lim<strong>it</strong>arsi a custodire un piccolo<br />
gregge pieno di ansie e di afflizioni,<br />
ma che ha il coraggio di divulgare e<br />
testimoniare il messaggio di Cristo, il<br />
Suo Vangelo, non solo a coloro che<br />
già ne fanno parte, ma anche a coloro<br />
che ancora non lo hanno conosciuto.<br />
La parrocchia del domani deve essere<br />
una parrocchia che sia il r<strong>it</strong>ratto<br />
di Cristo povero e umile, che porta la<br />
croce, sottoposto alle tentazioni, agli<br />
oltraggi ed infine crocifisso. La piena<br />
ver<strong>it</strong>à sulla natura umana e la crocifissione<br />
di Gesù non posssono non<br />
riguardare e toccare la v<strong>it</strong>a del suo<br />
corpo cioè della Chiesa. La parrocchia<br />
del futuro è una comun<strong>it</strong>à che<br />
nasce da una fede convinta e dalla<br />
pratica dell’amore, messa alla prova<br />
dalla sofferenza, dagli insuccessi dei<br />
suoi membri, dalle ostil<strong>it</strong>à delle forze<br />
del male, ma che porta un chiaro annuncio<br />
di v<strong>it</strong>a eterna.<br />
Tutti noi desideriamo una parrocchia<br />
che abbia cura dell’uomo rimasto<br />
nell’ovile della Chiesa Cattolica e sappia<br />
in modo attendibile proporre il<br />
messaggio di Cristo all’uomo di buona<br />
volontà che vive ai suoi margini. Una<br />
parrocchia in cui si dia importanza ai<br />
valori umani, per poter raggiungere sul<br />
piano culturale l’intesa anche con i<br />
non credenti, allo scopo di costruire<br />
una comun<strong>it</strong>à di valori condivisi.<br />
Possa la nostra Chiesa parrocchiale<br />
divenire, sull’esempio e l’intercessione<br />
di sant’Antonio M. Zaccaria, “una<br />
comun<strong>it</strong>à nella quale è attestata la<br />
presenza di Dio”.<br />
Casimiro Lorek<br />
<strong>50</strong><br />
Eco dei Barnab<strong>it</strong>i 1/2011