acta ordinis fratrum minorum - OFM

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188 AN. CXXIII – MAII-AUGUSTI 2004 – FASC. II

D’altra parte la situazione che stiamo attraversando

esige da noi «di non addomesticare

le parole profetiche del Vangelo per adattarle

ad un comodo stile di vita; anzi vogliamo

accogliere lo Spirito, sentire

l’intima urgenza evangelica del “nascere di

nuovo” a livello personale ed istituzionale»

(Sdp 2).

È per noi scoccata l’ora «di tornare all’essenziale

della nostra esperienza di fede

e della nostra spiritualità per nutrire, mediante

l’offerta liberatrice del Vangelo, il

nostro mondo diviso, disuguale, affamato di

senso, così come fecero nel loro tempo

Francesco e Chiara d’Assisi» (Sdp 2). È arrivato

il momento, e non possiamo lasciarlo

per “domani”, di centrarci sull’unica cosa

necessaria, di concentrarci sugli elementi

essenziali della nostra “forma vitae” e di

uscire, di decentrarci, per andare incontro

agli uomini e testimoniare loro la Buona

Notizia del Vangelo.

Centrarsi, concentrarsi e decentrarsi sono

i tre grandi movimenti di una sola intuizione:

rifondare la vita consacrata e, nel

nostro caso, quella francescana; «portare il

fuoco sulla terra» (Lc 12,49); avere il coraggio

di vendere tutto ciò che si possiede

per comprare la perla di gran valore (cf Mt

13,45s). Coraggio e creatività, come le ebbero

Francesco e Chiara. Questo è ciò che

ci sta chiedendo il mondo e la stessa Chiesa.

Coraggio e creatività che partano da un

discernimento sereno e, insieme, evangelicamente

audace, che ci porti non solo a

contemplare la nostra storia, per grandiosa

che sia, ma a costruirla (cf VC 110). Coraggio

e creatività che suppongono uno sforzo

costante da parte nostra non solo per concentrarsi

sulla chiarificazione teologica

della nostra identità (ortodossia), ma che

sfoci in nuove forme, in nuove strutture

(ortoprassi).

Che cos’è la rifondazione?

In questo tempo di “letargo” della vita

consacrata e francescana, di stanchezza e di

poca passione, la rifondazione dovrebbe

produrre l’effetto sveglia, chiamandoci ad

iniziare una nuova giornata, a inaugurare

una nuova primavera. Allo stesso tempo,

con “forza e dolcezza” insieme, è per noi

urgente camminare senza scosse, ma senza

pause. In questo senso possiamo dire che la

rifondazione è:

• Fedeltà creativa, cioè fedeltà che non

guardi solo al passato, ma che tenga conto

del presente e anticipi il futuro.

• Rilettura e “re-incarnazione” del carisma,

nella sua dimensione spirituale e

missionaria, nella realtà culturale di oggi.

• Chiamata alla radicalità, al ritorno alle

radici e alle fondamenta, per essere più

significativi, e a recuperare una certa visibilità

della nostra vita/missione, che

parta dalla qualità della vita.

• Revisione delle strutture, sia mentali che

materiali, in modo che siano al servizio

della vita e la vita animi le strutture.

Ciò a cui la rifondazione tende è, quindi,

di tornare alle fondamenta, all’essenziale

della nostra “forma vitae” – come direbbe il

nostro Capitolo generale –, per incarnarla

oggi in nuove forme e nuove strutture che,

tenendo conto dei segni dei tempi, rendano

più visibili i valori evangelici del nostro carisma

e, con esso, più significativa la nostra

vita e missione. Dobbiamo avere il coraggio

di tornare all’essenziale, se vogliamo

veramente costruire una grande storia. Non

basta più parlare di rinnovamento, rivitalizzazione,

rilancio, ristrutturazione…, è necessaria

una vera rifondazione, o fedeltà

creativa, che dia alla nostra vita una nuova

fisionomia. Non bastano più i rimedi o le

pezze, è necessario mettere il buon vino

della nostra “forma vitae” in otri nuovi. Per

saziare la nostra sete, non possiamo più

continuare a usare cisterne screpolate, che

non possono contenere l’acqua (cf Ger

12,13). È necessario “essere pellegrini” alla

«Sorgente di acqua viva» (Ger 12,13) che

sazia definitivamente quella sete (cf Gv

4,10ss), che tante volte ci tormenta, di valori

che danno senso alla nostra vita di Frati

Minori.

Con la rifondazione si pretende di costruire

la casa – la nostra vita e missione –

sulla roccia (cf Mt 7,21-27) e di non limi-

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