Sintesi Bilancio Sociale 2010 ITA - Cospe

cospe.it

Sintesi Bilancio Sociale 2010 ITA - Cospe

Passione Efficacia Partecipazione

BILANCIO

SOCIALE

2010

SINTESI


SINTESI B.S. 2010

L’associazione

COSPE ha una struttura organizzativa articolata che opera, in

Italia e all’estero, al servizio degli scopi associativi.

In Italia, COSPE ha la sede nazionale a Firenze e tre sedi

decentrate, a Bologna, Genova, Verona. Il 2010 è l’anno in

cui si è formalmente costituita la sede veneta, che nasce in

realtà da una lunga storia di collaborazione nel territorio con

associazioni ed enti locali, e che ha portato alla costituzione di

un gruppo di soci attivi e motivati e alla realizzazione di varie

iniziative legate ad attività di cooperazione internazionale ed

educazione allo sviluppo.

All’estero, COSPE nel 2010 ha operato in 31 paesi del mondo

attraverso partenariati con soggetti pubblici e della società

civile. Rispetto all’anno precedente sono stati avviati nuovi

partenariati in Paraguay. In 22 di questi paesi COSPE ha

proprie sedi decentrate: Angola, Capo Verde, Ghana, Malawi,

Palestina, Niger, Senegal, Somalia e Kenya, Swaziland, Argentina,

Brasile, Cuba, Ecuador, Nicaragua, Salvador, Uruguay, Albania,

Bosnia Erzegovina, Croazia, Egitto, Marocco, Tunisia.

Coerentemente con la propria policy sul decentramento e con la

propria identità di ONG europea, il centro politico e direzionale

è in Italia, mentre le sedi all’estero, in autonomia operativa e

con una crescente responsabilizzazione nelle funzioni, hanno

il mandato di articolare alleanze con partner locali strategici in

modo da sostenere la loro azione in quei territori e valorizzarla

attraverso reti internazionali. Tali sedi possono comprendere

un rappresentante paese della ONG o un coordinatore e altro

personale, sia espatriato che locale, a seconda dell’articolazione

dei progetti, della natura del partenariato locale e della storia

nel paese.

I SETTORI DI INTERVENTO

COOPERAZIONE

INTERNAZIONALE

COSPE non interviene nell’emergenza

ma sostiene nei paesi impoveriti processi

di sviluppo economico e sociale di lungo

termine che prevedono un approccio

interdisciplinare e la partecipazione

attiva di partner locali e dei beneficiari.

COLLABORATORI A PROGETTO

con sede di lavoro prevalente in Italia

COLLABORATORI OCCASIONALI E PARTITA IVA*

- personale espatriato di cui in lunga missione

- personale espatriato di cui in breve missione

PERSONALE LOCALE contratto COSPE

PERSONALE LOCALE contratto PARTNER

DIPENDENTI

VOLONTARI SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

Totale

COSPE - pag. 2

INTERCULTURALITÀ E DIRITTI

DI CITTADINANZA PLURALE

COSPE realizza programmi per la promozione dei diritti

di cittadinanza, con particolare riferimento alle attività

di inclusione scolastica, sociale e lavorativa delle persone

immigrate. Parallelamente opera con progetti e iniziative nel

campo dell’educazione per contribuire alla trasformazione in

chiave interculturale della società.

ESSERE CREDIBILI, OGNI ANNO DI PIÙ…

COSPE è:

iscritto al registro delle Organizzazioni Non Governative (ONG) presso il Ministero

Affari Esteri ai sensi della Legge n° 49/87 con DM n° 1988/128/004196/4 del 4/09/1988

iscritto in data 04/08/2000 con il n° A/36/2000/Fi alla prima sezione del “Registro

delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati”, ai sensi

dell’articolo 54 del decreto del Presidente della Repubblica 31/08/1999, n° 394

dal 2001 è il National Focal Point italiano di RAXEN (Rete di Informazione Europea sul

Razzismo e la Xenofobia)

iscritto al registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale sezione

Provincia di Firenze in data 26/11/2003

dal 2004 ha ottenuto ogni anno la certificazione del bilancio di esercizio

iscritto dal 19/05/2005 al n°54 del “Registro delle associazioni e degli enti che

svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni” istituito presso la Presidenza

del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità UNAR

dal 2005 riconosciuto come Centro Formativo accreditato dalla Regione Toscana

dal 2007 ha ottenuto la certificazione di qualità EN ISO 9001:2000

dal 2007 è socio dell’Istituto Italiano Donazione (IID) e aderisce alla Carta della

Donazione

M

LA FORZA ASSOCIATIVA DI COSPE:

SOCI 145

TIROCINANTI 16

VOLONTARI 45

EDUCAZIONE

ALLO SVILUPPO

S’intende il lavoro di collegamento e trasferimento di

informazioni, competenze e azioni di sensibilizzazione

sul tema dei rapporti Nord/Sud del mondo rivolto

all’opinione pubblica italiana ed europea, alle scuole,

ai mass media e alle istituzioni di governo per incidere

sul cambiamento dei comportamenti e delle normative

teso a modificare gli elementi di squilibrio tra nord e sud.

2010 2009 2008

F

TOT

TOT

TOT

21 48 69 70 54

65 160 225 275 72

11 23 34 27 32

4 1 5 10 9

89 99 188 193 160

94 109 203 258 331

0 7 7 7 8

2 6 8 14 15

353 446 799 854 688

(*)Sono stati conteggiati 17 professionisti a partita IVA con i quali è stato stipulato un contratto.

In totale le prestazioni di opera intellettuale nel 2010 sono state 32.


Le relazioni

IN ITALIA COSPE È ASSOCIATO A:

Associazione ONG Italiane (come socio di COCIS)

Banca Popolare Etica

COCIS

Coordinamento ONG e Associazioni di Cooperazione

Internazionale della Toscana

COONGER (Coord. ONG Emilia Romagna)

Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS

AITR

Forum Terzo Settore della Provincia di Bologna

IN EUROPA COSPE È ASSOCIATO A:

Solidar, rete di ONG europee di area laica

Fondazione “On Line/ More Coulour in the Media”,

composta da associazioni e realtà dell’informazione

europee, lavora sull’informazione interculturale e sul

diritto di accesso degli immigrati ai media

ENAR, la più vasta rete di ONG europee attive nel

campo dell’antirazzismo

Associazione WOMEN (Women of Mediterranean East

and South European Network)

Nel 2010 la politica che ha guidato le azioni di relazione con

i nostri portatori di interesse ha continuato ad essere ispirata

alle priorità contenute nella Programmazione 2009-2011

e, come sempre, all’evoluzione del contesto politico, culturale

ed economico che più riguarda la nostra organizzazione

e che possiamo affermare non essere certo migliorato nel

2010. Grande e costante lavoro ha richiesto la relazione con

i nostri donatori tradizionali e più importanti, il Ministero

degli Affari Esteri italiano e la Commissione Europea: con il

primo per contenere e gestire al meglio gli effetti della ormai

quasi scomparsa economica e politica della cooperazione

internazionale dell’Italia; con la Commissione Europea con

un rinnovato lavoro di relazione direttamente nei paesi dove

operiamo con le Delegazioni locali della Unione Europea

per negoziare, insieme ai nostri partner, priorità e interventi.

Nella stessa ottica, ma con anche l’obiettivo di costruire

veri e propri rapporti di partenariato che vadano oltre il

tradizionale rapporto finanziatore-finanziato, si è operato

ancora di più nel 2010 nei confronti degli Enti Locali

e soprattutto con le Regioni italiane. La ricerca di fondi

alternativi a quelli tradizionali ma anche la rinnovata spinta

relazionale nei confronti di attori territoriali diversi, ci ha

portato ha incrementare ulteriormente le collaborazioni con

soggetti quali le fondazioni bancarie e le aziende.

Infine, il 2010 ci ha visto intensificare l’azione di

rinnovamento o rafforzamento delle relazioni con partner

locali strategici, con l’obiettivo della condivisione e dello

scambio, dell’accumulo di esperienze settoriali, e della

capacità di negoziazione comune nei confronti dei donatori.

Da menzionare, tra i partenariati in Italia, la stipula del

protocollo di collaborazione con UISP che va ad aggiungersi

agli accordi - quadro stipulati negli anni precedenti (IIDA,

CASTO, UNISOL).

CATEGORIA PER PARTNER

Enti locali, parco

Servizi socio-sanitari

Associazioni

MEDIA

Agenzia promozione lavoro e sindacati

Comitati di base / comunità locali

Organizzazioni e cooperative lavoratori

Ministri e altri enti governativi

ONG

Università / centri di ricerca e formazione

Scuole

Imprese e fondazioni ex-bancarie

TOTALE

ITALIA/EU

47

3

90

4

3

1

24

0

47

16

10

9

254

MONDO

44

3

39

0

4

8

43

15

15

18

6

2

197

COSPE - pag. 3


Campagne

Le campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi rappresentano per COSPE un ambito di azione politica importante: per questo

negli anni COSPE ha aderito alle principali campagne nazionali e internazionali su tematiche come lotta alla povertà, diritto

all’acqua, cancellazione del debito estero dei paesi poveri, il raggiungimento degli obiettivi del Millennio, il contrasto ai

movimenti finanziari speculativi a livello internazionale (Tobin tax). COSPE si è però concentrato, impegnandosi attivamente con

iniziative e azioni dirette, sulla tematica dell’acqua, promuovendo il Manifesto promulgato dal Contratto Mondiale sull’acqua

e tutte le iniziative legate alla salvaguardia della risorsa idrica. In particolare nel corso del 2010 COSPE ha sostenuto e promosso

la campagna di raccolta firme per il Referendum sulla ripubblicizzazione acqua del 12-13 giugno 2011. Sono state 1.400.000 le

firme raccolte e ritenute valide dalla cassazione. Un impegno che ha riguardato l’Italia ma che trova sponda anche in molte delle

attività di cooperazione internazionale. Nel 2010 è stata inoltre rilanciata la campagna “+ Donna” per i diritti delle donne del

mondo. In particolare, attraverso cene di raccolta fondi, produzione di calendari e altri gadget, sono state finanziate le attività

del Centro per le donne di Kabul, il Centro Donne di Gaza, I centri polifunzionali per le donne in Casamance, Senegal.

CAMPAGNE PROMOSSE DA COSPE:

TRES - Turismo Responsabile e Solidale

www.cospe.org

PORTATORI D’ACQUA

www.portatoridacqua.it

W.A.T.E.R. - (Water Access Through Empowerment of Rights)

www.contrattoacqua.it

CAMPAGNA EUROPAFRICA

www.europafrica.info

+ DONNA

www.COSPE.org/piudonna/

5X1000

www.cospe.org

COSPE ADERISCE A:

CONTRATTO MONDIALE PER L’ACQUA

www.contrattoacqua.it

STOP SEXUAL TOURISM

www.stopsexualtourism.org

COALIZIONE CONTRO LA POVERTÀ - GCAP

www.gcap.it

OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO

www.campagnadelmillennio.it

FOCUS

Nel 2010 l’intensa attività di lobbyng e campaigning sul tema dell’acqua e del turismo responsabile, realizzate in network con ong e associazioni

italiane ed europee, ha permesso di realizzare azioni di grande incidenza politica arrivando a stilare carte programmatiche e di principi in grado di

orientare pubblicazioni e politiche pubbliche.

TURISMO RESPONSABILE

Alla fine del 2010 sono state approvate dall’AITR (Associazione Italiana di Turismo Responsabile) le nuove linee guida per i progetti di cooperazione

e turismo, elaborate nell’ambito del progetto TRES (Turismo Responsabile e Solidale Europa). Le linee guida contengono raccomandazioni sui criteri

metodologici e gestionali per i progetti di cooperazione sul turismo e/o con componenti di turismo: analisi approfondita del territorio; analisi del

mercato; coinvolgimento della comunità locale; adozione di un approccio integrato; attenzione all’impatto economico per la comunità, tutela del

patrimonio storico-culturale, valorizzazione ambientale, tutela dei diritti umani. Le linee guida rappresentano quindi non solo un documento teorico

ma un riferimento concreto da applicare ai progetti di valorizzazione turistica.

SINTESI B.S. 2010

ACQUA BENE COMUNE

Un intenso lavoro di concertazione fra organizzazioni europee nell’ambito della coalizione per il Contratto Mondiale sull’Acqua e delle proposte

contenute nei documenti e nelle dichiarazioni finali dei Forum sociali per l’acqua, ha portato alla pubblicazione nel 2010 a cura del Comitato Italiano

della “Carta della Solidarietà Internazionale per l’Accesso all’Acqua”. La Carta ribadisce i principi del Manifesto (accesso all’acqua come diritto

umano, difesa dell’acqua come bene comune, partecipazione democratica e responsabilità dei cittadini alla gestione), ed orienta a tali principi le attività di

cooperazione e solidarietà internazionale che riguardano l’acqua, svolte dai soggetti della società civile; i criteri di finanziamento e gli strumenti

che riguardano progetti finalizzati a garantire l’accesso all’acqua di agenzie di cooperazione e di soggetti istituzionali; le modalità di applicazione

di questi principi, la sperimentazione di modelli di gestione responsabile e solidale, di accesso all’acqua da parte degli enti realizzatori dei

progetti e delle comunità locali. Sulla Carta e sui suoi principi ispiratori, COSPE ha organizzato seminari ed eventi pubblici, in Italia e all’estero (Centro

America) frutto del lavoro di sensibilizzazione ed informazione dell’opinione pubblica nel’ambito di progetti di educazione allo sviluppo e di

cooperazione in Salvador, Nicaragua, Brasile, Ghana, Swaziland, Tunisia.

COSPE - pag. 4


Scopi e valori

VALORI

Diversità

Autonomia

Correttezza e trasparenza

Pianificazione ed efficienza

Solidarietà

Democrazia e partecipazione

Efficacia e qualità dell’azione

APPROCCI TRASVERSALI

Approccio di genere Lavoro di rete Sostegno ai processi di

partecipazione

Sostenibilità ambientale

VISIONE

COSPE lavora per la costruzione di un mondo in cui la diversità sia considerata un valore, un mondo a tante voci, dove nell’incontro ci si contamina e ci si

arricchisce, dove la giustizia sociale passa innanzitutto attraverso la concessione a tutti di uguali diritti ed opportunità.

MISSIONE

Operare per il dialogo fra le persone e fra i popoli, per lo sviluppo equo e sostenibile, per i diritti umani al fine di favorire il raggiungimento

della pace e della giustizia fra i popoli.

TEMI PRIORITARI

Diritti delle donne ed equità di genere

COSPE intende favorire il rafforzamento dello spazio e del potere delle

donne, con l’obiettivo non solo di recuperare le disuguaglianze o di

intaccare i rapporti di dipendenza, ma anche l’autoconsapevolezza del

proprio ruolo sociale e dei propri bisogni come risorsa sociale. COSPE si

impegna a sostenere le donne nei loro percorsi di inserimento sociale

e di ricerca di autonomia in una prospettiva di autopromozione e di

valorizzazione di sé, delle differenze e dei saperi di cui sono portatrici,

in particolare tenendo conto del valore del lavoro nella costruzione

dell’identità.

Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Tutti i bambini e gli adolescenti devono poter avere garantiti diritti

umani fondamentali e accesso a pari condizioni di qualità di vita e di

futuro, anche attraverso forme e strumenti di partecipazione e ascolto

nella definizione dei propri percorsi di vita. In particolare COSPE opera

perché tutti i minori, indipendentemente dall’origine e dal contesto

nazionale, possano usufruire appieno del diritto di accesso ad una

istruzione qualificata, perché si crei nelle scuole un tessuto di dialogo

e confronto interculturale, si prevenga l’abbandono scolastico e vi

possano essere pari opportunità di successo scolastico.

Diritti e cittadinanza plurale

COSPE intende supportare la costruzione di una società pluralista,

opponendosi alla marginalizzazione ed esclusione sociale cui sono

sottoposti i cittadini d’origine straniera. COSPE combatte ogni forma

di discriminazione, perché vi sia pari opportunità nell’accesso e nella

fruizione di servizi d’ogni genere, pubblici (scolastici, sociali, sanitari,

questure, tribunali) o privati (assicurazioni, banche, sindacati) e rendere

così effettivi i diritti di cittadinanza per chi altrimenti risulterebbe

sistematicamente svantaggiato o svantaggiata su base linguisticoculturale

e/o dell’origine nazionale.

Lavoro e inclusione economica e sociale

COSPE si batte perché tutti possano avere diritto al lavoro equamente

retribuito e tutelato, in quanto condizione prima dello sviluppo, della

dignità della persona, dell’autodeterminazione e dell’indipendenza

economica, nonché di stima sociale di autostima. Il lavoro è chiave di

accesso a molti altri diritti, come la cura della salute, una sana abitazione,

la possibilità di istruire i figli. L’equa redistribuzione è anche una delle

condizione primarie per superare lo sfruttamento del lavoro minorile nei

paesi del Sud del mondo come nelle periferie di quelli del Nord.

SETTORI DI INTERVENTO

Sovranità alimentare

L’ambiente, inteso anche come ambiente rurale, urbano e soprattutto

umano, è il contesto di riferimento in cui l’individuo e le popolazioni

vivono, lavorano e sviluppano le proprie capacità. Per COSPE

l’ambiente è un bene collettivo, che può essere tutelato solo se coloro

che ne fanno uso hanno la consapevolezza e l’autorità per curarne la

gestione, garantendo così la soddisfazione delle proprie aspettative

non solo nel breve periodo ma anche nel lungo e nel rispetto

degli interessi di tutte le parti in gioco. COSPE sostiene il lavoro

politico delle organizzazioni che si battono per la difesa dei beni

comuni e quei processi di partecipazione dal basso alla gestione (o

riappropriazione) del patrimonio ambientale locale, per uno sviluppo

sostenibile di lungo periodo che non sia condizionato da interessi

politici dei governi locali o economici delle società di produzione e

distribuzione multinazionali, in modo che si possano determinare

nuove e diverse politiche commerciali e di credito internazionali,

un protagonismo indipendente dei paesi del “Sud del mondo” nelle

assisi internazionali dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Educazione allo sviluppo Cooperazione internazionale Interculturalità e diritti di cittadinanza

plurale

ATTIVITÀ

Studio, progettazione e realizzazione di progetti e programmi nei propri settori

di intervento

Assistenza tecnica e sostegno di gruppi e associazioni per il rafforzamento delle

capacità di rappresentanza

Tutela (advocacy) di gruppi discriminati o deboli

Produzione e diffusione di notizie, pubblicazioni, di materiali didattici, radiofonici

e audiovisivi

Educazione e supporto per l’inclusione e il successo scolastico, laboratori e

metodologie per la multiculturalità nelle scuole

Gestione di servizi informativi, di mediazione linguistica e di raccolta di denunce

Promozione e adesione a campagne di sensibilizzazione, azioni di lobbying e

advocacy

Governance del territorio e sostegno ai processi di decentramento

Accompagnamento e consulenza nella pianificazione e gestione sostenibile

delle risorse naturali

Avvio e sostegno di imprese e micro-imprese nei settori agricolo, industriale e

di servizi

Promozione della salute nei paesi del Sud del mondo

Sostegno al Commercio Equo e Solidale e al Turismo responsabile

Microcredito e micro finanza

Seminari, convegni e workshop

Formazione sui settori di intervento

COSPE - pag. 5


BOSNIA

fondi utilizzati € 243.000

n. progetti 4

CROAZIA

fondi utilizzati € 266.000

n. progetti 3

TUNISIA

fondi utilizzati € 209.000

n. progetti 4

SALVADOR/GUATEMALA

fondi utilizzati € 20.000

n. progetti 1

CUBA

fondi utilizzati € 107.000

n. progetti 14

MAROCCO

fondi utilizzati € 268.000

n. progetti 2

temi non prioritari

CAPOVERDE

fondi utilizzati € 40.000

n. progetti 3

EL SALVADOR/HONDURAS

fondi utilizzati € 84.000

n. progetti 1

SENEGAL

fondi utilizzati € 698.000

n. progetti 27

NICARAGUA

fondi utilizzati € 211.000

n. progetti 8

BURKINA FASO/TANZANIA

fondi utilizzati € 1.000

n. progetti 1

temi non prioritari

ECUADOR*

fondi utilizzati € 10.000

n. progetti 1

GHANA

fondi utilizzati € 524.000

n. progetti 7

ANGOLA

fondi utilizzati € 445.000

n. progetti 2

BRASILE

fondi utilizzati € 251.000

n. progetti 13

PROGRAMMA URBAL

(Argentina, Nicaragua, Cuba, Cile)

fondi utilizzati € 266.000

n. progetti 1

temi non prioritari

MERCOSUR (Argentina, Brasile,

Uruguay, Paraguay)

fondi utilizzati € 278.000

n. progetti 3 URUGUAY

fondi utilizzati € 232.000

n. progetti 3

ARGENTINA

fondi utilizzati € 241.000

n. progetti 4

SINTESI B.S. 2010

COSPE - pag. 6

* i fondi dei progetti in Ecuador e Malawi sono gestiti completamente in loco


ALBANIA

fondi utilizzati € 291.000

n. progetti 2

PALESTINA

fondi utilizzati € 508.000

n. progetti 12

CINA

fondi utilizzati € 171.000

n. progetti 2

AFGHANISTAN

fondi utilizzati € 104.000

n. progetti 4

CINA/MONGOLIA/NEPAL

fondi utilizzati € 54.000

n. progetti 1

EGITTO

fondi utilizzati € 922.000

n. progetti 5

SOMALIA

fondi utilizzati € 819.000

n. progetti 4

NIGER

fondi utilizzati € 325.000

n. progetti 10

FONDI RICEVUTI

(TOT. 9.098.000)

FONDI UTILIZZATI

PER SETTORE DI INTERVENTO (TOT. 9.949.000)

MALAWI*

fondi utilizzati € 40.000

n. progetti 1

MOZAMBICO

fondi utilizzati € 13.000

n. progetti 1

FONDI SPESI PER TEMI PRIORITARI

SWAZILAND

fondi utilizzati € 985.000

n. progetti 10

COSPE - pag. 7


SINTESI B.S. 2010

AFRICA

provenienza fondi (TOT. 2.718.000)

ASIA

provenienza fondi (TOT. 205.000)

AMERICA LATINA

provenienza fondi (TOT. 2.496.000)

MEDITERRANEO E BALCANI

provenienza fondi (TOT. 2.258.000)

COSPE - pag. 8

SETTORE COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Cosa abbiamo fatto nel 2010

L’attività si è orientata sempre più verso programmi-paese o tematici, superando

parzialmente un’impostazione per progetti: infanzia e diritto all’educazione

(Angola, Capo Verde, Swaziland, Brasile), sovranità alimentare e prodotti tipici

(Senegal, Swaziland, Angola Niger, Capo Verde); rafforzamento della risposta

comunitaria al problema dell’AIDS (Angola, Senegal, Swaziland), avvio del

programma regionale “Red del Sur” in appoggio al movimento cooperativo

in Argentina, Brasile, Paraguay ed Uruguay; acqua, risorse naturali e sovranità

alimentare in Centro America, Swaziland, Niger e Angola; sviluppo locale e

gestione dei rifiuti in Senegal, Ghana, Egitto e con l’avvio di due nuovi progetti

in Albania e Bosnia; riqualificazione urbana in America Latina e Marocco;

riqualificazione del patrimonio culturale materiale ed immateriale in Marocco,

Ghana ed in Egitto; tutela delle minoranze etniche attraverso la promozione

dell’artigianato e dell’eco-turismo in Cina, Mongolia e Nepal. Una positiva

collaborazione inter-area è stata avviata fra America latina e Mediterraneo e Balcani

sul tema delle imprese recuperate (vedi approfondimento sull’economia sociale)

e, nell’ambito della cooperazione Sud-Sud fra Brasile e Capo Verde su progetti

di sostegno all’educazione, alla cultura e alla protezione dell’infanzia. Prosegue il

sostegno alle organizzazioni impegnate per la difesa dei diritti delle donne in

particolare in Somalia, Palestina, Afghanistan, anche in Albania ed Argentina, ma

con un trasversale approccio di genere in tutti i paesi. In area Africa, sono state

consolidate o avviate relazioni interessanti con alcuni soggetti specializzati sui

settori prioritari, in particolare AIAB, NaturaSi, la rete di associazioni contadine

ROPPA, ANLAIDS, Network Persone Sieropositive, Legambiente, Ospedale Mayer

e UISP, COOP, Rete dei Municipi senza Frontiere, le aziende municipalizzate per

collaborazioni tecniche sulla gestione dei rifiuti (ASIU, Belvedere), oltre che con

alcune Regioni italiane (Marche, Piemonte) e Province (Bolzano, Trento) con

cui valutare future collaborazioni. In America Latina, l’invito alla conferenza

internazionale sul cooperativismo promossa dalla rete CICOPA è foriera di

nuove prospettive a livello di partenariati europei; la partecipazione al dibattito

internazionale promosso dal Contratto Mondiale sull’Acqua si è concretizzata

nell’organizzazione di eventi e proposte progettuali in Centro America, mentre si

è intensificata la relazione con le Regioni Emilia-Romagna, Marche e Toscana per

la realizzazione congiunta dei programmi regionali FOSEL (in Argentina) e Brasil

Proximo. Anche l’area Mediterraneo e Balcani ha investito molto nella relazione

con le istituzioni italiane ed in particolare le Regioni ed i soggetti più attivi in

Emilia-Romagna, Marche e Toscana, con nuove aperture in Friuli e in Sardegna.

Mentre la ricerca di partner con forti competenze tematiche nell’area diritti umani,

su cui si stanno orientando molte linee di finanziamento, soprattutto europee,

in generale non ha dato i frutti sperati e dovrà essere intensificata nel prossimo

anno. In Asia infine, prosegue il partenariato con le organizzazioni, le Università e

le istituzioni locali cinesi; ma in India, Mongolia e Nepal la mancata approvazione

di nuovi progetti non ha consentito la ripresa di un lavoro congiunto con i partner.

Da segnalare inoltre l’analisi svolta dall’Ufficio Progetti sui ruoli e le funzioni delle

sedi estere del COSPE, che si è svolta per tutto il 2010 attraverso alcune missioni e

riunioni mirate ad analizzare l’organizzazione del lavoro e delle risorse umane in

Swaziland, Marocco, Bosnia, Tunisia, Uruguay, Argentina, Senegal, Egitto e

Somalia (ufficio di Nairobi). Le missioni hanno messo in luce ruoli e responsabilità di

rappresentanti paese, coordinatori e staff locale nei diversi uffici, le comunicazioni

con la sede e le relazioni con capi area e capi progetto in Italia, eventuali problemi

e potenzialità per un maggior decentramento di funzioni, o anche solo un

miglioramento dell’organizzazione del lavoro, con indicazioni per un programma

di lavoro dettagliato da realizzare nel prossimo anno.


SETTORE INTERCULTURALITÀ E PROMOZIONE DEI DIRITTI DI CITTADINANZA PLURALE

Cosa abbiamo fatto nel 2010

Le attività in ambito politico istituzionale sono state condotte con buona rispondenza sia per quanto riguarda la ripresa di rapporti

con interlocutori politici, sia di partecipazione di pubblico alle singole iniziative. Con altrettanto impegno sono proseguite le attività

per favorire l’interculturalizzazione del mondo educativo formale ed informale. Sono state realizzate iniziative di grande impatto

sul tema dell’interculturalità: partenariati didattici Italia-Cina; presentazione di libri e incontri con persone rappresentative di quel

mondo della cultura che si batte per i diritti delle fasce a rischio di marginalità sociale; iniziative nelle scuole, con la partecipazione

di decine di classi e di migliaia di persone. In generale l’impegno su più fronti, da quello territoriale a quello nazionale, ha portato ad

una grande visibilità.

Nell’ambito del sostegno ai processi di autorganizzazione dei migranti, è nata ufficialmente a febbraio l’ANSI (Associazione

Nazionale della Stampa Interculturale) come gruppo di specializzazione all’interno della FNSI (Federazione Nazionale della Stampa

Italiana) e a marzo la rete MIER, consorzio di testate multiculturali dell’Emilia Romagna, che ha avuto un momento di grande visibilità

nel Festival di Internazionale ai primi di ottobre 2010. Abbiamo seguito il nascere del coordinamento cittadino antirazzista di

Firenze ed aderito al cartello cittadino “Nella mia città nessuno è straniero” a Verona. A Bologna abbiamo aderito e partecipato

attivamente ad alcune iniziative locali - clandestino day e manifestazione dei migranti. Numerose sono state le richieste di

INTERCULTURALITÀ E

DIRITTI DI CITTADINANZA PLURALE

provenienza fondi (TOT. 958.000)

INTERCULTURALITÀ E

DIRITTI DI CITTADINANZA PLURALE

fondi utilizzati per temi (TOT. 903.000)

partecipazioni a seminari e convegni e abbiamo di volta in volta valutato l’opportunità

di dare visibilità ad esperti e giovani di origine straniera o figli di immigrati. Sono stati

riallacciati rapporti interessanti con la Regione Toscana sia nell’ambito di un progetto

Media che nella prospettiva di un lavoro sulla partecipazione alla vita pubblica dei

cittadini immnigrati. Con la Regione Emilia Romagna stiamo cercando di aprire una

pista ulteriore proponendo un lavoro di raccordo per un’azione nei quartieri con forte

presenza di cittadini e imprese stranieri. Con la Regione Liguria abbiamo avviato un

confronto su possibili attività legate ad un osservatorio su media e immigrazione insieme

all’Università e sull’avvio del Centro Regionale contro le discriminazioni e lo sviluppo

della rappresentanza a livello pubblico dei cittadini immigrati. E’ stata inoltre avviata

un’attività con il SENAMI - ufficio distaccato del governo ecuadoriano - interessato a

proporre formazione ai giovani figli di immigrati ecuadoriani.

Siamo riusciti a riallacciare ed ampliare storiche relazioni di partenariato e ad aprirne

di nuove, utili anche per un’incidenza politica a livello internazionale ed europeo, ed

in Italia con la UISP, con Internazionale e con il CESTIM di Verona con cui sono state

presentate e realizzate diverse iniziative; la casa editrice EDS per la pubblicazione

delle Nuove lettere Persiane, la Scuola Comics. Sono stati inoltre riattivati rapporti più

costanti di livello politico con ARCI e Lunaria.

In collaborazione con l’area Educazione allo Sviluppo abbiamo continuato a partecipare

al Gruppo di lavoro per l’interculturalizzazione dei curricula scolastici promosso dalla

Piattaforma Nazionale EAS e al seminario nazionale annuale a Senigallia, con grande

visibilità e interessanti alleanze con altre ONG, scuole e associazioni di tutta Italia.

Nell’ambito del progetto Fondazioni 4 Africa l’azione con le associazioni di senegalesi

in Emilia Romagna e in Toscana ha portato buoni risultati e un ottimo riscontro nei

rapporti con questi soggetti in termini di fiducia e possibili azioni comuni al di fuori del

progetto. L’evento di ottobre 2010 a Livorno ha dimostrato la capacità di un efficace

lavoro congiunto con CASTO con cui è stato firmato un accordo di collaborazione con

COSPE che va al di là del progetto.

COSPE - - pag. 43 9


EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO

provenienza fondi (TOT. 415.000)

EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO

fondi utilizzati per temi (TOT. 463.000)

SETTORE EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO

Cosa abbiamo fatto nel 2010

L‘impegno nelle campagne nazionali su sovranità alimentare, turismo

responsabile, acqua e ambiente (con la partecipazione attiva ad alcuni eventi

della campagna referendaria), si è accompagnato alla definizione delle Carte

Etiche sull’acqua e il turismo responsabile e ad un intenso programma di lavoro

nell’ambito della Piattaforma EAS per la sua trasformazione in Piattaforma per

l’Educazione Alla Cittadinanza Mondiale, sancita lo scorso ottobre durante

il convegno di Senigallia unitamente alla presentazione del nuovo documento

di riferimento.

L’intensa attività di progettazione ha investito tutti i settori prioritari ed ha

portato all’approvazione di un progetto europeo sul tema delle foreste ed

uno sugli obiettivi del millennio e la coerenza fra politiche su le migrazioni

e politiche di sviluppo, e alla sperimentazione di due nuove linee su temi

ambientali e cambiamenti climatici.

Prosegue l’attività in diverse regioni (Liguria, Emilia Romagna, Toscana e

Marche) su turismo responsabile, impresa sociale, sovranità alimentare, e

le attività nelle scuole e di cittadinanza attiva per adulti realizzate nell’ambito

dei progetti ed apprezzate da studenti, insegnati, dirigenti e amministratori

pubblici, cittadini e associazioni, tutti coinvolti per la qualità, l’innovazione

(metodologie quali il teatro dell’oppresso e teatro Forum) e la cura prestata in

tutte le attività.

Nell’ambito del progetto europeo W.A.T.E.R., COSPE ha aderito all’incontro

internazionale dei Portatori d’acqua organizzato dal 24 a 26 novembre a

Bruxelles. 12 delegazioni di studenti e insegnanti provenienti da Italia, Francia,

Slovenia, Grecia, Germania e Belgio si sono incontrati per scambiarsi le proprie

esperienze di Portatori d’acqua e per formulare insieme delle richieste concrete

da presentare ai Parlamentari europei in merito al riconoscimento dell’acqua

come bene comune e diritto umano.

La partecipazione al progetto Fondazioni4Africa ha permesso di consolidare la

relazione con le associazioni senegalesi e con le scuole in cui vengono realizzati

gli interventi di EAS. È stata inoltre garantita anche senza progetti dedicati, la

continuità del Terra di Tutti Film Festival.

Nel corso del 2010 sono continuate e consolidate le collaborazioni con le aree

Africa e America latina su foreste/cambiamenti climatici, acqua, sovranità

alimentare, su cui sono stati previsti gruppi di lavoro e incontri di confronto

tematico e metodologico per nuovi progetti. Grazie all’investimento con

la partecipazione ad incontri europei si sono attivate reti di partenariato

tematiche, alcune molto importanti su consumo consapevole e sostenibilità,

e sono stati presentati diversi progetti. Con il lavoro di organizzazione del

Forum in Centro America e la Carovana in Palestina (previsti per il 2011) si sono

allargate e consolidate partnership operative con associazioni non direttamente

impegnate nella cooperazione sull’acqua.

SINTESI B.S. 2010

COSPE - pag. 10


Il concetto di “genere” è stato assunto quale approccio

trasversale nelle politiche di sviluppo e nei progetti

del COSPE, in Italia e all’estero. Il contributo

delle donne del Sud, evidente nelle Conferenze delle

Nazioni Unite delle Donne, ha introdotto una critica

dei passati e fallimentari approcci basati su progetti

di sviluppo “per le donne” ed oggi informa le analisi

che le pratiche e il pensiero delle donne introducono

nelle politiche di sviluppo, nelle pratiche sociali e

nella promozione di iniziative interculturali da parte

di gruppi ed associazioni di donne. L’approccio di

genere non sta a significare le differenze biologiche

tra uomini e donne, quanto il fatto che uomini e donne

rivestono ruoli differenti nelle società e hanno

relazioni sociali differenti secondo le determinazioni

storiche, religiose, etniche, economiche e culturali.

Le politiche di genere assumono e curano l’empowerment

delle donne, cioè il rafforzamento del loro spazio

e potere, ma anche di autoconsapevolezza del proprio

ruolo sociale e dei “loro” bisogni come risorsa sociale,

e quindi non con il solo obiettivo di recuperare

le diseguaglianze o di intaccare i rapporti di

dipendenza. Inoltre l’approccio di genere lega insieme

i temi dell’economia, dell’ambiente, del sociale,

del culturale e dei diritti (diritto dello statuto

personale, diritto di famiglia, diritto alla terra).

Su questi presupposti sono nati organizzazioni e gruppi

di donne che, a vari livelli (nelle università, nei

luoghi della pianificazione, nei progetti) sviluppano

studi e punti di vista che illuminano le loro realtà

COSPE - APPROFONDIMENTO

POLITICHE DI GENERE E UGUALI OPPORTUNITÀ

e a cui le stesse Organizzazioni Internazionali fanno

riferimento. COSPE da anni ha sviluppato competenze

e processi di lavoro a favore delle donne sostenendo

organizzazioni e gruppi di donne in molti paesi del sud

del mondo. Queste esperienze hanno messo in evidenza

come gruppi di donne possano affrontare con spirito

innovativo le problematiche dell’emarginazione sociale

e dei diritti di cittadinanza, intrecciandole col

bisogno di reddito e di visibilità e valorizzando al

tempo stesso le differenze e i saperi di cui sono

portatrici. Le differenti esperienze che il COSPE ha

portato avanti hanno dimostrato come le associazioni e

i gruppi di donne possono avere un ruolo primario, non

solo per contrastare povertà ed esclusione, ma anche

per la loro capacità propositiva e il loro intreccio

profondo tra pratiche politiche, sociali ed economiche.

Sia che i progetti mettano al centro la questione del

reddito o la ricerca di una maggiore giustizia sociale

o ancora la denuncia della violenza di genere, le donne

portano sempre come esperienza e pratica di lavoro

quella capacità di tenere insieme i diritti con l’equità

sociale, l’economia con il sociale. COSPE considera

dunque i progetti di genere e a favore delle donne come

un’opportunità di costruire un punto di vista di genere

sui temi della globalizzazione dell’economia, sulle

forme di governo dei processi di sviluppo, sull’incidenza

delle politiche di aggiustamento strutturale e per la

lotta alle nuove povertà, un punto di vista innovativo

e “altro” che fornisce strumenti e chiavi di lettura

importanti.

IL DIRITTO DI UN POPOLO

L’organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura

(Fao) stima che un miliardo di persone soffrono di

fame e malnutrizione. L’immagine che viene diffusa

a livello internazionale dai media è che i Paesi del

Sud del Mondo e, in modo particolare, l’Africa non

ha cibo e da questa costatazione si sono costruite

politiche di sviluppo rivolte a garantire la sicurezza

alimentare e la lotta alla fame, anziché intervenire

sulla sovranità alimentare. In questo modo, i Paesi

consumano quello che non producono e producono

quello che non consumano. Al contrario, non è vero

che in Africa non c’è cibo. Il problema è come viene

organizzata la produzione e la distribuzione del cibo.

L’attuale modello di sviluppo agricolo è attraversato

da contraddizioni evidenti che si concretizzano in

una serie di conseguenze importanti per le comunità

del Sud e del Nord del mondo: bassi investimenti

nell’agricoltura, politiche commerciali che fanno

crollare le produzioni locali, innalzamento dei costi

energetici, corsa ai bio-carburanti e cambiamenti

climatici. Sovranità alimentare è invece il diritto di ogni

popolo di definire le proprie politiche agroalimentari,

di proteggere la propria produzione agro-zootecnica

e il proprio mercato nazionale per raggiungere

obiettivi di sviluppo sostenibile, di decidere in che

misura desidera essere autosufficiente, di impedire

che i propri mercati vengano invasi dalle eccedenze

della produzione alimentare di altri paesi, immessi

sul mercato internazionale attraverso il dumping, di

disporre di metodi di produzione e prodotti alimentari

sani, nutrienti ed ecologicamente sostenibili.

L’IMPRENDITORIA COLLETTIVA AL

SERVIZIO DEL BENE COMUNE

Il modello di sviluppo attuale che genera disuguaglianze ed esclusione,

povertà ed ignoranza, ingiustizie e guerre è quello che considera la

crescita come elemento unico ed indispensabile di una qualsiasi economia

di mercato. E oramai diffuso il concetto secondo il quale ciascuno di noi,

in quanto individuo, possa contare unicamente su di un potere d’acquisto

frutto della vendita di un bene o di un servizio , mentre colui privo

di tale mezzi vende solo il proprio lavoro. Di fronte alla decadenza

e alla aridità di tali concetti che caratterizzano il nostro sistema

di vita rendendo evidenti le contraddizioni del neoliberismo e della

crescita economica fine a se stessa, si fanno strada nuove culture in cui

i diritti di cittadinanza,del lavoro, la ricerca del bene comune ed il

rispetto della dignità della persona, diventano punti di riferimento,

valori e modalità anche del “fare impresa”. Ed ecco che nel sistema

economico mondiale alle forme di economia, pubblica e privata, si aggiunge

sempre con maggior rilievo ed importanza, l’economia sociale, ambito

nel quale i valori economici e finanziari non sono gli unici elementi

che contano, ma piuttosto concorrono, ad un equilibrio con gli aspetti

sociali e ambientali nelle attività produttive, in maniera da garantire

impatti positivi sulle condizioni di vita delle persone, sull’ambiente,

una giusta ridistribuzione del reddito e della ricchezza creata.

Contaminare le attività economiche con valori socialmente responsabili,

questo é il progetto dell’economia sociale nelle sue più svariate

forme: organizzazioni con finalità sociali e non di massimizzazione del

profitto, economiche ma con una gestione ed organizzazione democratiche,

che non mirano solo al risultato economico ma piuttosto privilegiano la

soddisfazione dei propri membri e della propria comunità. Oggi, nei paesi

del Mercosur dove lavoriamo (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) per

poter affiancare la lotta delle organizzazioni dell’economia sociale per

la rivendicazione dei propri diritti, l’intervento del COSPE, si

concentra soprattutto in azioni che mirano al rafforzamento della

rappresentanza politica del settore dell’Economia Sociale. COSPE - pag. 11


Un ringraziamento ad ASAL

per aver permesso l’utilizzo a titolo gratuito

della Carta di Peters

In Italia è un’esclusiva per

partecipazione solidale

www.asalong.org

SEDE FIRENZE

Via Slataper 10 - 50134

Tel. +39 055 473556 - fax 0039 055 4728 06

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