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Poste Italiane Spa – Spedizione in Abbonamento Postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 - NE/PD - Contiene I.R. - Periodico dell’Associazione Madonna di Fatima - Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione

Numero 113

Settembre 2012

Congressi

internazionali

Associazione Madonna di Fatima


Gustavo Kralj

Ó

Croce, mio rifugio, o

Croce, mio cammino

e mia forza, o Croce,

stendardo inespugnabile, o

Croce, arma invincibile! La

Croce respinge ogni male, la

Croce mette in fuga le tenebre.

Con la Croce percorrerò la via

che conduce a Dio. La Croce è la

mia vita, ma per te, o nemico, è

la morte. Che la mia nobiltà sia

la Croce di Nostro Signore.

Croce dell’altare maggiore -

Cattedrale di San Patrizio,

New York

(Invocazione alla Croce,

di Sant’Odilone, Abate di Cluny)


SommariO

Scrivono i lettori 4

L’importanza

di formare i formatori

Periodico dell’Associazione

Madonna di Fatima - Maria, Stella

della Nuova Evangelizzazione

Anno XIV, numero 113, Settembre 2012

Direttore responsabile:

Zuccato Alberto

Consiglio di redazione:

Guy Gabriel de Ridder, Suor Juliane

Vasconcelos A. Campos, EP,

Luis Alberto Blanco Cortés, Madre

Mariana Morazzani Arráiz, EP,

Severiano Antonio de Oliveira

Amministrazione:

Via San Marco, 2A

30034 Mira (VE)

CCP 13805353

Aut. Trib. Venezia 11 del 31/3/12

Poste italiane, s.p.a – Spedizione

in Abbonamento Postale - D.L.

353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46)

art. 1, comma 1, NE PD

Contiene I.R.

www.araldi.org

www.salvamiregina.it

Con la collaborazione

dell’Associazione

Privata Internazionale di Fedeli

di Diritto Pontificio

Araldi del Vangelo

Viale Vaticano, 84 Sc. A, int. 5

00165 Roma

Tel. sede operativa

a Mira (VE): 041 560 08 91

Montaggio:

Equipe di arti grafiche

degli Araldi del Vangelo

Stampa e rilegatura:

CISCRA S.p.A.

VIA SAN MICHELE 36

45020 VILLANOVA DEL

GHEBBO - RO

Gli articoli di questa rivista potranno essere

riprodotti, basta che si indichi la fonte e si invii

copia alla Redazione. Il contenuto degli articoli

firmati è di responsabilità dei rispettivi autori.

Mentre il mondo gira... (Editoriale) 5

La voce del Papa –

Amici forti

per tempi duri

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .6

Commento al Vangelo –

Guai a chi scandalizza!

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .10

E la luce fu!

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .18

Araldi nel mondo

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .26

Il convivio tra i santi

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .32

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .34

Nuovi tempi, nuovi alunni,

nuovi professori

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .36

La parola dei Pastori –

Fare scienza aperta

al trascendente

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .38

È accaduto nella

Chiesa e nel mondo

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .40

Storia per bambini... –

Il tesoro della cit

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .46

I Santi di ogni giorno

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .48

Dove la Grandezza

contempla la grandezza

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .50


Scrivono i lettori

Sincero ringraziamento

Perdonateci per non aver ringraziato

per l’attenzione che ci riservate

inviandoci mensilmente la vostra

bella Rivista. Ma a noi – preoccupati

per questa “nave” carica di 328 malati,

ognuno dei quali più povero e

malato dell’altro – non resta molto

tempo. I giorni passano senza poter

pensare ad altro che ai poveri che

qui soffrono: è necessario accudirli

come se fossero altri Cristi malati,

affinché Lui Si rallegri nel vedere

che Lo amiamo in loro. Molte grazie

per la vostra bella rivista e per tutto

il bene, molte volte sconosciuto, che

ci insegnate.

Madre Maria I. G. de P.

Suore Ospitaliere del

Buon Samaritano

Molina – Cile

Amore alla Santa Chiesa

Con la rivista Araldi del Vangelo

ho imparato che la Religione Cattolica

non è solo una questione di

costume o preferenza, come quando

si opta per una squadra di calcio...

non è solo una scelta in funzione

di impressioni soggettive.

Con Mons. João Scognamiglio Clá

Dias ho imparato a vedere la Chiesa

e a credere in essa come l’unico

modo per piacere a Nostro Signore.

Ho imparato che il miglior

mezzo di giungere a Nostro Signore

è attraverso la Madonna. È con

gli Araldi che ho imparato a riconoscere

nella voce del Papa la voce

stessa di Dio, e che la più grande

bellezza del mondo è la Chiesa

Cattolica. Ho imparato ad essere

orgoglioso della mia Fede e a

voler trasmettere agli altri questa

mia gioia. Ringrazio Mons. João e

gli Araldi del Vangelo per avermi

insegnato ad amare la Santa Chiesa

e, per mezzo di essa, a conoscere

e servire Gesù e Maria.

Vladimir N.

Porto Alegre – Brasile

Santa Paola Frassinetti

Voglio dire che mi è dispiaciuto

non vedere elencato nella Rivista

di quest’anno, il 12 giugno, il nome

di Santa Paola Frassinetti, Fondatrice

delle Suore Dorotee della Frassinetti

(perché ci sono altre Dorotee).

È vero che in altri anni l’avete

già ricordata e ne sono molto contenta,

ma questa volta no... Anche

senza dire molte cose, sarebbe bene

ricordare i vari santi di ogni giorno,

poiché alle persone piace trovarvi il

santo del proprio nome.

Mi piace molto leggere la vostra

Rivista, dove trovo sempre notizie,

storie e commenti molto attuali e

opportuni.

Suor Casimira M.

Viseu - Portogallo

Nota della redazione: Ringraziamo

per il suggerimento della corrispondente

e la comprensione dimostrata,

perché, come lei ha ben notato,

la mancanza di spazio ci obbliga

a includere in questa sezione, oltre

ai santi del Calendario Romano, soltanto

uno di quelli che il Martirologio

presenta per ogni giorno del mese.

La scelta varia ogni anno, in modo

che nel corso del tempo tutti possano

esser inclusi.

Articoli che invitano ad un

maggior approfondimento

Desidero ringraziare i fratelli

Araldi per la Rivista che mi inviate

mensilmente. In verità, essa è stata

molto utile, non solo a me, ma a

tutti gli altri seminaristi che la leggono.

I miei complimenti, perché oltre

al fatto che i suoi articoli sono realmente

di grande aiuto e sempre interessanti,

apprezzo molto le note finali

degli stessi, perché permettono

un maggiore approfondimento dei

temi affrontati.

Victor M. R. S.

Seminario di Acapulco – Messico

Editoriale: sintesi del

contenuto della rivista

Da molti anni leggo la rivista

Araldi del Vangelo e non sarei capace

di dire quale sezione sia la migliore,

perché tutte sono magnifiche,

nell’ambito del loro tema. Ma

c’è qualcosa che leggo sempre con

molto interesse, perché è la sintesi

del suo contenuto: l’Editoriale. Vorrei

fare i complimenti e ringraziare

la persona o le persone che, anonimamente,

ci introducono in uno stato

di spirito adatto ad una vera lettura

spirituale, che è questa grande

Rivista.

Patricia N.

Alajuela – Costa Rica

Dal primo numero!

Ringrazio la Madonna per la

grazia che ho avuto di leggere l’edificante

rivista Araldi del Vangelo

a partire dal suo primo numero!

Essa mi forma, mi entusiasma e

orienta tutta la mia vita, principalmente

per mezzo del Commento al

Vangelo, fatto da Mons. João Scognamiglio

Clá Dias.

Attraverso la Rivista vengo a conoscenza

anche delle parole del

Santo Padre e di quanto succede

nella Chiesa e nel mondo. Leggo

tutto con molta gioia e presto le

mie copie a molti amici, perché è

un onore essere una divulgatrice di

questa Rivista.

Valdenice R. da C.

Montes Claros – Brasile

4 Madonna di Fatima · Settembre 2012


Mentre il

E ditoriale

mondo gira...

Poste Italiane Spa – Spedizione in Abbonamento Postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 - NE/PD - Contiene I.R. - Periodico de l’Associazione Madonna di Fatima - Maria, Ste la de la Nuova Evangelizzazione

Numero 113

Settembre 2012

Congressi

internazionali

Associazione Madonna di Fatima

Congressi dei giovani

del settore

maschile e femminile

e dei Cooperatori

degli Araldi

del Vangelo, luglio

2012, San Paolo

(Fotos: Timothy Ring, Sergio

Miyazaki e Marcos Enoc)

Le persone frequentemente si illudono, ritenendo che il corso degli avvenimenti

sia determinato dai governanti o dai potentati delle finanze o della

propaganda. Ora, il vero timone della Storia si trova in una sfera molto superiore,

inaccessibile agli uomini: negli arcani della Provvidenza.

Così, si tratta di sapere che ore sono nel misterioso orologio di Dio. Che giudizio

starà preparando, ai giorni nostri, il Creatore dell’umanità? Starà questa camminando

nella direzione del compimento dei piani di Dio? In caso contrario, sarà

vicino il momento di un intervento decisivo dei Cieli? Queste sono le grandi questioni

alle quali devono porre attenzione gli uomini, oggi e sempre.

Tutto è stato creato in Cristo e per Cristo. E una volta che il Figlio e la Madre

fanno parte dello stesso decreto divino, e Gesù è il centro della Creazione, in questo

apice Si incontra anche Maria Santissima. Come Madre degli uomini e Regina

dei Cuori, Ella detiene il timone degli avvenimenti, ora distanziandoSi, lasciando

gli uomini al sapore del loro libero arbitrio, ora intervenendo con la forza della

sua Onnipotenza Supplicante, mutando i cammini della Storia.

Nella realtà profonda, tutto succede in conseguenza della fedeltà o infedeltà

del genere umano nell’operare “ad maiorem Dei gloriam”. Affinché questo obbiettivo

supremo sia raggiunto, è necessaria la corrispondenza alla grazia delle

persone più chiamate, delle anime-chiave, che hanno ricevuto una vocazione più

saliente per condurre il mondo sulle vie della salvezza, e dal cui zelo dipende a

volte un’era storica intera.

Così, per esempio, Papa Innocenzo III ha visto in sogno la Basilica di San Giovanni

in Laterano sul punto di cadere, sostenuta appena da un umile religioso,

che egli interpretò come San Francesco d’Assisi. Piacque alla Provvidenza, allora,

che dalla santificazione del Poverello dipendesse il progresso spirituale di tutta la

società. A loro volta, gli uomini provvidenziali sono soggetti, per il buon esito della

loro missione, alle grazie infuse dallo Spirito Santo, sempre per intercessione

della sua Fedelissima Sposa.

È in questa prospettiva dell’eternità offerta dalla virtù della sapienza, da dove

tutto vediamo a partire dallo sguardo di Dio, che dobbiamo considerare la vita.

Quanti regni apparentemente inespugnabili sono stati ridotti in polvere! Quanti

potentati, credendosi dèi, non sono sopravvissuti che ad alcune generazioni, passando

subito nelle cantine della Storia!

In ultima istanza, la realizzazione del Regno di Dio su questa Terra è subordinato

ai disegni dell’Altissimo. Se Egli inonderà di grazie l’umanità, alla maniera

di quelle concesse a Pentecoste, gli uomini, per così dire, non potranno resistere.

Ma per questo, la lancetta dell’orologio di Dio aspetta, per misteriosi disegni, una

richiesta del Dolce, Sapienziale e Immacolato Cuore di Maria. Questo, sì, il vero

centro degli avvenimenti nella Terra, in un modo tale che si può dire, parafrasando

il motto dei certosini: “Stat Cor Mariæ dum volvitur orbis!” – Mentre il mondo

gira, il Cuore di Maria resta! ²

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 5


La voce del Papa

Amici forti

per tempi duri

“Il mondo è in fiamme; vogliono nuovamente condannare Cristo, vogliono denigrare la

Chiesa”. Non ci risulta familiare, nella congiuntura attuale, una riflessione così luminosa

e interpellante, proposta più di quattro secoli fa dalla Santa mistica di Avila?

Resplendens stella. “Come

una stella di vivissimo

splendore” (Libro della

Vita, 32, 11). Con queste

parole il Signore incoraggiò Santa

Teresa di Gesù a fondare ad Avila

il monastero di San José, inizio della

riforma dell’ordine carmelitano, del

quale, il prossimo 24 agosto, si celebrerà

il 450° anniversario. In occasione

di questa felice ricorrenza, desidero

unirmi alla gioia dell’amata diocesi

di Avila, dell’ordine dei carmelitani

scalzi, del Popolo di Dio che peregrina

in Spagna e di tutti quelli che, nella

Chiesa universale, hanno trovato nella

spiritualità teresiana una luce sicura

per scoprire che attraverso Cristo

all’uomo giunge un vero rinnovamento

della sua vita.

La riforma del Carmelo

nasce dalla preghiera e tende

alla preghiera

Innamorata del Signore, questa illustre

donna non desiderò altro che

compiacerlo in tutto. In effetti, un

santo non è colui che compie grandi

imprese basandosi sull’eccellenza

delle sue qualità umane, ma chi permette

con umiltà a Cristo di penetrare

nella sua anima, di agire attraverso

la sua persona, di essere Lui il vero

protagonista di tutte le sue azioni

e i suoi desideri, colui che ispira ogni

iniziativa e sostiene ogni silenzio.

Lasciarsi guidare in questo modo

da Cristo è possibile solo per chi

ha un’intensa vita di preghiera. Questa

consiste, con le parole della Santa

d’Avila, nel “parlare dell’amicizia, un

trovarsi frequentemente da soli a soli

con chi sappiamo che ci ama” (Libro

della Vita, 8 e 5). La riforma dell’ordine

carmelitano, il cui anniversario ci

colma di gioia interiore, nasce dalla

preghiera e tende alla preghiera.

Nel promuovere un ritorno radicale

alla Regola primitiva, allontanandosi

dalla Regola mitigata, santa

Teresa di Gesù voleva propiziare

una forma di vita che favorisse l’incontro

personale con il Signore, per

la qual cosa basta “solo di ritirarsi

in solitudine, sentirlo dentro di sé e

non meravigliarsi di ricevere un tale

Ospite” (Cammino di Perfezione, 28,

2). Il monastero di San José nacque

proprio perché le sue figlie avessero

le condizioni migliori per trovare

Dio e stabilire una relazione profonda

e intima con Lui.

In “tempi duri” sono

necessari forti amici di Dio

Santa Teresa propose un nuovo modo

di essere carmelitana in un mondo

a sua volta nuovo. Quelli furono “tempi

duri” (Libro della Vita, 33, 5). In essi,

secondo questa Maestra dello spirito,

“sono necessari forti amici di Dio a sostegno

dei deboli” (Libro della Vita 15,

5). E insisteva con eloquenza: “Il mondo

è in fiamme; vogliono nuovamente

condannare Cristo, come si dice, raccogliendo

contro di lui mille testimonianze;

vogliono denigrare la sua Chiesa.

Dobbiamo sprecare il tempo nel

chiedere cose che, se per caso Dio ce

le concedesse, ci farebbero avere un’anima

di meno in cielo? No, sorelle mie,

non è il momento di trattare con Dio

d’interessi di poca importanza” (Cammino

di Perfezione, 1, 5). Non ci risulta

familiare, nella congiuntura attuale,

una riflessione che c’illumina tanto

e c’interpella, fatta più di quattro secoli

fa dalla Santa mistica?

Il fine ultimo della riforma teresiana

e della creazione di nuovi monasteri,

in un mondo con pochi valori

spirituali, era di proteggere con la

preghiera l’operato apostolico; proporre

uno stile di vita evangelica che

6 Madonna di Fatima · Settembre 2012


fosse modello per chi cercava un

cammino di perfezione, a partire

dalla convinzione che ogni

autentica riforma personale ed

ecclesiale passa per il riprodurre

sempre meglio in noi la “forma”

di Cristo (cfr. Gal 4, 19).

Fu proprio questo l’impegno

della Santa e delle sue figlie. E

fu proprio questo l’impegno dei

suoi figli carmelitani, che non

miravano ad altro se non a “progredire

nella virtù” (Libro della

Vita, 31, 18). In tal senso, Teresa

scrive: “[Mi sembra infatti che]

egli ci apprezzi di più se, mediante

la sua misericordia, riusciamo

a guadagnargli un’anima

con i nostri sforzi e con la nostra

preghiera, che non per quanti

altri servizi possiamo rendergli”

(Libro delle Fondazioni, 1, 7).

Di fronte alla dimenticanza

di Dio, la Santa, Dottore della

Chiesa, incoraggia le comunità

oranti, che proteggano con il

loro fervore coloro che proclamano

ovunque il Nome di Cristo,

affinché preghino per i bisogni

della Chiesa e portino al

cuore del Salvatore il clamore

di tutti i popoli.

La preghiera fiduciosa deve

essere l’anima dell’apostolato

L’Osservatore Romano

“Anche oggi, come nel XVI secolo,

è necessario che la preghiera fiduciosa sia

l’anima dell’apostolato”

Benedetto XVI in un momento

del Viaggio Apostolico a Madrid, 20/8/2011

Anche oggi, come nel XVI secolo,

tra rapide trasformazioni, è

necessario che la preghiera fiduciosa

sia l’anima dell’apostolato,

affinché risuoni, con grande chiarezza

e vigoroso dinamismo, il messaggio

redentore di Gesù Cristo. È urgente

che la Parola di vita vibri nelle anime

in modo armonioso, con note squillanti

e attraenti.

In questo appassionante compito,

l’esempio di Teresa d’Avila ci è

di grande aiuto. Possiamo affermare

che, al suo tempo, la Santa evangelizzò

senza mezzi termini, con ardore

mai spento, con metodi lontani

dall’inerzia, con espressioni aureolate

di luce. Ciò conserva tutta la sua

freschezza nel crocevia attuale, dove

si sente l’urgenza che i battezzati

rinnovino il loro cuore attraverso la

preghiera personale, incentrata anche,

secondo i dettami della Mistica

di Avila, sulla contemplazione della

Santissima Umanità di Cristo come

unico cammino per trovare la gloria

di Dio (cfr. Libro della Vita, 22, 1; Castello

interiore, 6, 7).

Così si potranno formare famiglie

autentiche, che scoprano nel Vangelo

il fuoco del proprio nucleo

familiare; comunità cristiane

vive e unite, cementate in Cristo

come loro pietra d’angolo,

che abbiamo sete di una vita

di servizio fraterno e generoso.

È anche auspicabile che

l’incessante preghiera promuova

l’attenzione prioritaria per

la pastorale vocazionale, sottolineando

in particolare la bellezza

della vita consacrata, che

bisogna accompagnare debitamente

come tesoro proprio della

Chiesa, come torrente di grazie,

nella sua dimensione sia attiva

sia contemplativa.

Santa Teresa ci invita oggi

alla fedeltà e alla radicalità

La forza di Cristo porterà

anche a moltiplicare le iniziative

affinché il popolo di Dio riacquisti

il suo vigore nell’unica

forma possibile: dando spazio

dentro di noi ai sentimenti

del Signore Gesù (cfr. Fil 2, 5)

e ricercando in ogni circostanza

un’esperienza radicale del suo

Vangelo. Il che significa, prima

di tutto, permettere allo Spirito

Santo di renderci amici del Maestro

e di configurarci a Lui. Significa

anche accettare in tutto

i suoi mandati e adottare in noi

criteri come l’umiltà nella condotta,

la rinuncia al superfluo,

il non recare offesa agli altri o il

procedere con cuore semplice e

mite. Così, quanti ci circondano percepiranno

la gioia che nasce dalla

nostra adesione al Signore e che non

anteponiamo nulla al suo amore, essendo

sempre disposti a dare ragione

della nostra speranza (cfr. I Pt 3,

15) e vivendo come Teresa di Gesù,

in filiale obbedienza alla nostra Santa

Madre Chiesa.

A questa radicalità e fedeltà c’invita

oggi questa figlia tanto illustre

della diocesi di Avila. Accogliendo la

sua bella eredità, nel momento pre-

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 7


sente della storia, il Papa invita tutti i

membri di questa Chiesa particolare,

ma in modo sentito i giovani, a prendere

sul serio la comune vocazione

alla santità. Seguendo le orme di Teresa

di Gesù, permettetemi di dire a

quanti hanno il futuro dinanzi a sé:

aspirate anche voi a essere totalmente

di Gesù, solo di Gesù e sempre di

Gesù. Non temete di dire a Nostro

Signore, come fece lei: “Vostra sono,

per voi sono nata, che cosa volete

fare di me?” (Poesia, 2). A Lui chiedo

che sappiate anche rispondere alle

sue chiamate illuminati dalla grazia

divina con “ferma determinazione”,

per offrire “quel poco” che c’è in

voi, confidando nel fatto che Dio non

abbandona mai quanti lasciano tutto

per la sua gloria (cfr. Cammino di

perfezione, 21, 2; 1, 2).

(Estratto del messaggio al

Vescovo di Avila in occasione del

450º anniversario di fondazione

del Monastero di San Giuseppe, ad

Avila, 16/7/2012)

“Chi prega si salva,

chi non prega si condanna!”

Dicendo che la preghiera è necessaria per la salvezza, Sant’Alfonso voleva far

comprendere che non si può smettere di pregare in nessuna situazione della vita,

soprattutto nei momenti di prova e difficoltà.

R

icorre oggi la memoria liturgica

di sant’Alfonso Maria de’ Liguori,

Vescovo e Dottore della Chiesa,

fondatore della Congregazione del

Santissimo Redentore, dei Redentoristi,

patrono degli studiosi di teologia

morale e dei confessori.

Sant’Alfonso è uno dei santi più popolari

del XVIII secolo, per il suo stile

semplice e immediato e per la sua dottrina

sul sacramento della Penitenza: in

un periodo di grande rigorismo, frutto

dell’influsso giansenista, egli raccomandava

ai confessori di amministrare

questo Sacramento manifestando l’abbraccio

gioioso di Dio Padre, che nella

sua misericordia infinita non si stanca

di accogliere il figlio pentito.

La preghiera: mezzo necessario

e sicuro per ottenere la salvezza

L’odierna ricorrenza ci offre l’occasione

di soffermarci sugli insegnamenti

di sant’Alfonso riguardo alla

preghiera, quanto mai preziosi e pieni

di afflato spirituale. Risale all’anno

1759 il suo trattato Del gran mezzo

della Preghiera, che egli considerava

il più utile tra tutti i suoi scritti.

Infatti, descrive la preghiera come

“il mezzo necessario e sicuro per ottenere

la salvezza e tutte le grazie di

cui abbiamo bisogno per conseguirla”

(Introduzione). In questa frase è

sintetizzato il modo alfonsiano di intendere

la preghiera.

Innanzitutto, dicendo che è un

mezzo, ci richiama al fine da raggiungere:

Dio ha creato per amore, per

poterci donare la vita in pienezza; ma

questa meta, questa vita in pienezza,

a causa del peccato si è, per così dire,

allontanata – lo sappiamo tutti –

e solo la grazia di Dio la può rendere

accessibile. Per spiegare questa verità

basilare e far capire con immediatezza

come sia reale per l’uomo il rischio

di “perdersi”, sant’Alfonso aveva

coniato una famosa massima, molto

elementare, che dice: “Chi prega si

salva, chi non prega si danna!”

A commento di tale frase lapidaria,

aggiungeva: “Il salvarsi insomma

senza pregare è difficilissimo, anzi

impossibile […] ma pregando il salvarsi

è cosa sicura e facilissima” (II,

Conclusione). E ancora egli dice:

“Se non preghiamo, per noi non v’è

scusa, perché la grazia di pregare è

data ad ognuno […] se non ci salveremo,

tutta la colpa sarà nostra, perché

non avremo pregato” (Ibidem).

Dicendo quindi che la preghiera

è un mezzo necessario, sant’Alfonso

voleva far comprendere che in ogni

situazione della vita non si può fare

a meno di pregare, specie nel momento

della prova e nelle difficoltà.

Dobbiamo sempre bussare con fiducia

alla porta del Signore, sapendo

che in tutto Egli si prende cura

dei suoi figli, di noi. Per questo, siamo

invitati a non temere di ricorrere

a Lui e di presentargli con fiducia

le nostre richieste, nella certezza di

ottenere ciò di cui abbiamo bisogno.

Il discepolo del Signore sa che è

sempre esposto alla tentazione

Cari amici, questa è la questione

centrale: che cosa è davvero neces-

8 Madonna di Fatima · Settembre 2012


L’Osservatore Romano

“Dobbiamo sempre

bussare con fiducia alla

porta del Signore, sapendo

che Egli si prende cura dei

suoi figli in tutto”

Udienza Generale del 1º

Agosto, a Castel Gandolfo

sario nella mia vita? Rispondo con

sant’Alfonso: “La salute e tutte le

grazie che per quella ci bisognano”

(ibidem); naturalmente, egli intende

non solo la salute del corpo, ma anzitutto

anche quella dell’anima, che

Gesù ci dona. Più che di ogni altra

cosa abbiamo bisogno della sua presenza

liberatrice che rende davvero

pienamente umano, e perciò ricolmo

di gioia, il nostro esistere.

E solo attraverso la preghiera

possiamo accogliere Lui, la sua grazia,

che, illuminandoci in ogni situazione,

ci fa discernere il vero bene

e, fortificandoci, rende efficace anche

la nostra volontà, cioè la rende

capace di attuare il bene conosciuto.

Spesso riconosciamo il bene,

ma non siamo capaci di farlo. Con la

preghiera arriviamo a compierlo.

Il discepolo del Signore sa di essere

sempre esposto alla tentazione

e non manca di chiedere aiuto

a Dio nella preghiera per vincerla.

Sant’Alfonso riporta l’esempio

di san Filippo Neri – molto interessante

–, il quale dal primo momento

in cui si svegliava la mattina, diceva

a Dio: “Signore, tenete oggi le mani

sopra Filippo, perché se no, Filippo

vi tradisce” (III, 3) Grande realista!

Egli chiede a Dio di tenere la

sua mano su di lui.

“Se siamo poveri, Dio è ricco”

Anche noi, consapevoli della nostra

debolezza, dobbiamo chiedere

l’aiuto di Dio con umiltà, confidando

sulla ricchezza della sua misericordia.

In un altro passo, dice

sant’Alfonso che: “Noi siamo poveri

di tutto, ma se domandiamo

non siamo più poveri. Se noi siamo

poveri, Dio è ricco” (II, 4). E,

sulla scia di sant’Agostino, invita

ogni cristiano a non aver timore di

procurarsi da Dio, con le preghiere,

quella forza che non ha, e che gli

è necessaria per fare il bene, nella

certezza che il Signore non nega il

suo aiuto a chi lo prega con umiltà

(cfr. III, 3).

Cari amici, sant’Alfonso ci ricorda

che il rapporto con Dio è essenziale

nella nostra vita. Senza il rapporto

con Dio manca la relazione

fondamentale e la relazione con Dio

si realizza nel parlare con Dio, nella

preghiera personale quotidiana e

con la partecipazione ai Sacramenti,

e così questa relazione può crescere

in noi, può crescere in noi la presenza

divina che indirizza il nostro cammino,

lo illumina e lo rende sicuro e

sereno, anche in mezzo a difficoltà e

pericoli.

(Udienza Generale,

1/8/2012 )

Tutti i diritti sui documenti pontifici sono riservati alla Libreria Editrice Vaticana.

La versione integrale di questi documenti può essere trovata in www.vatican.va

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 9


“Lasciate che i bambini vengano

a me” - Chiesa di San Patrizio,

New Orleans (USA)

François Boulay

a Vangelo A

“In quel tempo, 38 Giovanni disse a Gesù: ‘Maestro,

abbiamo visto uno che scacciava i demòni

nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché

non era dei nostri’. 39 Ma Gesù disse: ‘Non glielo

proibite, perché non c’è nessuno che faccia un

miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare

male di me. 40 Chi non è contro di noi è

per noi. 41 Chiunque vi darà da bere un bicchiere

d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi

dico in verità che non perderà la sua ricompensa.

42

Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono,

è meglio per lui che gli si metta una macina

da asino al collo e venga gettato nel mare.

43

Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio

per te entrare nella vita monco, che con due

mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile.

45 Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo:

è meglio per te entrare nella vita zoppo, che

esser gettato con due piedi nella Geenna. 47 Se

il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per

te entrare nel regno di Dio con un occhio solo,

che essere gettato con due occhi nella Geenna,

48

dove il loro verme non muore e il fuoco non si

estingue’” (Mc 9, 38-43.45.47-48).

10 Madonna di Fatima · Settembre 2012


Commento al Vangelo – XXVI Domenica del Tempo Ordinario

Guai a chi

scandalizza!

Il Divino Maestro ci mostra come non si possa fare la

minima concessione al male, poiché, per conquistare il

Cielo, è necessario essere integri nella pratica del bene.

Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP

I – Immagine del Supremo

Re e Celeste Pittore

Il magnifico Museo del Prado, a Madrid, accoglie

quotidianamente migliaia di visitatori che

percorrono le sue estese gallerie, desiderosi di

ammirare l’incomparabile collezione dei capolavori

dei maggiori artisti della Storia.

Molti anni fa, un uomo entrato là senza farsi

notare in mezzo alla moltitudine fu portato

via poco dopo, ammanettato, dalla polizia. O

per squilibrio mentale, o per cattiveria, in un momento

di disattenzione degli addetti del museo,

egli aveva gettato un liquido nero sopra il famoso

ritratto equestre dell’Imperatore Carlo V, dipinto

da Tiziano. Il crimine scioccò l’opinione pubblica.

Per un gesto stupido, quel celebre quadro

rimase seriamente danneggiato.

Danneggiare l’opera del Pittore per eccellenza

Ora, se è grave rovinare un’opera d’arte di

questo calibro, chi induce altri a peccare fa molto

peggio: rovina non una pittura pregevole, ma

un’anima spirituale e immortale dalla quale è

espulsa la luce della grazia. E l’immagine così

profanata non rappresenta un monarca di questa

terra, ma il Supremo Re e Celeste Pittore

che, autore di tutte le virtù distrutte dal peccato,

viene così profondamente offeso.

Sulle serie conseguenze di ogni atto umano

ci ammonirà il Divino Redentore in questo Vangelo

della 26ª Domenica del Tempo Ordinario.

II – La preoccupazione per

i beni soprannaturali

Il passo del Vangelo considerato in questa liturgia

è preceduto da un ammonimento di Nostro

Signore agli Apostoli, sull’orgoglio. Il Maestro,

sapendo per sua conoscenza divina, che sulla

via per Cafarnao avevano discusso su chi di loro

fosse il migliore, insegnò loro, al contrario, a

considerarsi ognuno inferiore agli altri: “Se uno

vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo

di tutti” (Mc 9, 35). Per quesllo, è indispensabile

tener sempre presente il quadro delle proprie

miserie ed evitare i paragoni con gli altri.

Subito dopo San Marco racconta l’episodio

raccolto nella liturgia di questa domenica, nel quale

l’Apostolo Giovanni dimostra di non aver compreso

molto bene questo insegnamento di Nostro

Se è grave

rovinare

un dipinto

di questo

calibro, chi

induce altri

a peccare fa

molto peggio

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 11


San Giovanni

e San

Giacomo,

chiamati

“figli del

tuono”,

cambiarono

il loro

temperamento

mediante

l’azione dello

Spirito Santo

Gustavo Kralj

Signore, poiché manifesterà, come vedremo, gelosia

per i doni soprannaturali percepiti in altri.

Per rettificare questo errato modo di vedere,

Nostro Signore darà tre lezioni. La prima, sull’assurdità

delle suddette gelosie; la seconda, sulla

gravità di scandalizzare i piccoli; e, infine, sullo

scandalo in relazione alla propria coscienza.

Gelosie soprannaturali...

“In quel tempo, 38 Giovanni disse a Gesù:

‘Maestro, abbiamo visto uno che

scacciava i demòni nel tuo nome e glielo

abbiamo vietato, perché non era dei

nostri’”.

San Giovanni e San Giacomo erano chiamati

“figli del tuono” (Mc 3, 17), “per la fermezza

e grandezza della loro Fede”, 1 come indica

San Girolamo, e anche per il loro temperamento

collerico. Ricordiamo come, ad un certo

momento, essi abbiano voluto far scendere fuoco

dal cielo su una citdella Samaria... (cfr. Lc

9, 52-54). Più tardi, entrambi sono cambiati così

tanto, per l’azione dello Spirito Santo, che lo

stesso San Giovanni, nella sua prima epistola, si

rivolge ai suoi discepoli con l’appellativo “figlioli”.

Ecco un esempio dell’incalcolabile potere di

trasformazione della grazia.

In quest’episodio, però, egli ancora considerava

la cerchia intima del Maestro l’unica detentrice

del monopolio della virtù, del ministero e della

capacità di fare il bene, escludendo chiunque

Gesù e San Giovanni Evangelista – Particolare del “Cristo con i Dodici

Apostoli”, di Taddeo di Bartolo - Metropolitan Museum of Art, New York

altro. È un’idea questa di gruppo chiuso, molto

comune nella mentalità farisaica. Da qui la gelosia

vedendo uno che “non ci segue”, operare fenomeni

soprannaturali in nome di Gesù.

Gli Apostoli erano molto inclini ad analizzare

tutte le cose, persino le soprannaturali, al di

fuori di una prospettiva eterna. In questo caso,

volevano, in fondo, applicare a favore del loro

egoismo i principi religiosi che muovevano la loro

anima. Quando così si procede, subito si manifesta

la miseria umana attraverso la gelosia,

l’invidia e la difficoltà di accettare gli insegnamenti

del superiore.

Il potere della mediazione

39

“Ma Gesù disse: ‘Non glielo proibite,

perché non c’è nessuno che faccia

un miracolo nel mio nome e subito dopo

possa parlare male di me. 40 Chi non

è contro di noi è per noi”.

Contrariamente all’inadeguato modo di vedere

degli Apostoli, Nostro Signore insegna che a

chiunque lo voglia è aperta la possibilità di fare il

bene, senza che questo sia un privilegio di nessuno:

“Chi non è contro di noi è per noi”.

La stessa attitudine, del resto, l’aveva presa Mosè

quando fu avvertito che due uomini nell’accampamento

stavano profetizzando e Giosuè gli chiese

che ordinasse loro di tacere, come registra la prima

lettura di questa domenica: “Sei tu geloso per me?

Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse

il Signore dare loro il suo spirito”

(Nm 11, 29), è stata l’ispirata

risposta del Profeta, che ha

preceduto l’insegnamento del

Divino Maestro.

In ogni caso, era indispensabile

il ricorso al nome di

Gesù affinché quell’uomo facesse

esorcismi. Per render

ben chiaro questo principio di

intercessione, Nostro Signore

spiegherà che chiunque desideri

agire in forma efficace e

aver successo, ha bisogno della

mediazione di quello più

vicino a Dio, per mezzo del

quale ha ricevuto la sua missione.

Pertanto, le opere svolte

in funzione di questo mediatore,

il cui nome si invoca

12 Madonna di Fatima · Settembre 2012


Sergio Hollmann

“Gesù mentre predica” - Vetrata della Chiesa di Saint-Suplice, Fougères (Francia)

esprimendo riconoscenza, sono benedette alla

Provvidenza con abbondanti frutti.

Nel caso presentato da Giovanni, si percipisce

che quell’uomo, sebbene non avesse la vocazione

di esser Apostolo, era stato chiamato a propagare

il nome di Gesù. Commenta, a questo proposito,

Maldonado: “Cristo vuole che la sua dottrina

sia confermata da miracoli, non solo degli Apostoli,

ma anche di qualsiasi altro discepolo”. 2 E,

come San Paolo si rallegrerà per il fatto che alcuni,

anche se per invidia e rivalità con lui, hanno

cominciato anche a parlare di Nostro Signore

(cfr. Fl 1, 17-18), in questo caso concreto, il Divino

Maestro sapeva perfettamente che l’uomo denunciato

da San Giovanni operava in buona fede.

“Gli bastava seguire la dottrina evangelica,

anche senza far parte del suo gruppo; per questo

non doveva esser considerato un avversario”. 3 E

Sant’Agostino afferma: “Cristo gli ha permesso

di continuare, poiché egli così facendo divulgava

il suo nome, e questo era utile a molti”. 4 In fondo,

era stato lo stesso Gesù che, con la sua grazia,

lo aveva stimolato ad agire così.

Ora, Nostro Signore, afferma implicitamente,

in senso contrario, che quando uno fa uso di

un potere ricevuto dall’alto senza essere unito

con la fonte di quel potere, le sue opere saranno

sterili. Peggio ancora, queste arrecheranno ogni

specie di disastri e, invece di espellere i demoni, li

attireranno.

Tentare di far miracoli senza usare il nome di

Gesù, sarebbe, dunque equivalente, a sparlare

di Lui. Era un modo di insegnare ai suoi discepoli,

da parte di Gesù, che l’appropriazione dei

doni soprannaturali porta al ritiro delle grazie

divine e alla negazione dell’Autore di questi doni,

e fa vedere a loro quanto la Provvidenza ci

tiene alle mediazioni da Ella stabilite.

Nostro Signore ricompensa

chi aiuta i suoi discepoli

41

“Chiunque vi darà da bere un bicchiere

d’acqua nel mio nome perché siete di

Cristo, vi dico in verità che non perderà

la sua ricompensa”.

Parlando

di bambini,

Nostro

Signore

non Si sta

riferendo solo

ai fanciulli,

ma a tutti

coloro che

hanno bisogno

dell’appoggio

di altri per

mantenersi

nella pratica

della virtù

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 13


Non basta

soltanto

pregare; è

necessario

anche vigilare,

ossia,

allontanarci

dalle circostanze

nelle

quali si costuma

peccare

Sergio Hollmann

San Matteo situa questa promessa in un altro

momento: inviando gli Apostoli a predicare per

la prima volta, Gesù promette di ricompensare

chi li accoglierà bene (cfr. Mt 10, 42)

In tutti i modi, queste parole del Divino Redentore

possono esser intese anche nel seguente

senso: quando vediamo una persona agendo sotto

l’azione di una grazia o mentre pratica un atto

virtuoso, se ci incantiamo e cerchiamo di stimolarla,

questa attitudine non resterà senza premio.

In senso inverso, provochiamo il dispiacere

di Dio quando smettiamo di procedere così.

III – Lo scandalo degli innocenti

e della propria coscienza

Nella pericope selezionata per il Vangelo di

questa domenica, le seguenti parole di Nostro

Signore sembrano cambiare in forma repentina

il discorso. Però, se rileggiamo i versetti precedenti,

constateremo che Gesù si limita a riprendere

l’argomento prima in discussione, ossia,

la necessità di avere l’umiltà e la semplicità

“Gesù prega il Padre nell’orto di Getsemani” -

Museo Unterlinden, Colmar (Francia)

del bambino. Invece l’intervento di San Giovanni,

questo sì, era stato estemporaneo, deviando

dal tema trattato. Consideriamo, dunque, ciò

che Gesù aveva appena detto: “In verità vi dico:

se non vi convertirete e non diventerete come i

bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt

18, 3). Aggiungendo: “Chi accoglie uno di questi

bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie

me, non accoglie me, ma colui che mi ha

mandato” (Mc 9, 37).

42

“Chi scandalizza uno di questi piccoli

che credono, è meglio per lui che gli

si metta una macina da asino al collo e

venga gettato nel mare”.

Avendo trattato della ricompensa per la buona

accoglienza data a un bambino, analizza ora

il caso opposto: il castigo per chi scandalizza o

danneggia un innocente.

Parlando di bambini, Nostro Signore non Si

sta riferendo solo ai fanciulli, ma a tutti quanti

che non hanno forze sufficenti per mantenersi,

da se stessi nella pratica della virtù,

e hanno bisogno per ciò dell’aiuto

di altri, sopratutto in quello che si

riferisce al loro istinto di sociabilità.

Pertanto, meritevole di questo aiuto

soprattutto è chi conserva la sua innocenza

battesimale. Costui ha l’anima

costantemente aperta al soprannaturale,

poiché, come spiega San Giovanni

Crisostomo: “Il bambino è libero da invidia,

da vanagloria e dall’ambizione di

occupare i primi posti. Egli possiede la

maggiore delle virtù: semplicità, sincerità,

umiltà. [...] Il bambino è esente da

orgoglio, da ambizione di gloria, da invidia,

da ostinazione e da tutte le passioni

simili”. 5

Dio Si compiace molto per questa

rettitudine d’animo propria dell’innocente.

Per questo chi induce al

peccato “uno di questi bambini” Gli

causa un tale ripudio che diventa reo

di questa terribile condanna: sarebbe

preferibile esser gettato in mare!

Nostro Signore utilizza questa severa

immagine perché era del tutto familiare

ai suoi ascoltatori, come commenta

San Girolamo: “Parla secondo

il costume della regione, perché

14 Madonna di Fatima · Settembre 2012


questa è stata tra gli antichi giudei la pena per i

maggiori crimini: gettare nell’acqua il criminale

con una pietra legata al collo”. 6 Sulle labbra di

un altro, questa affermazione poteva sembrare

esagerata, ma chi la fa è il Figlio di Dio! E San

Giovanni Crisostomo sottolinea un dettaglio:

per chi scandalizza un bambino, ha detto Cristo,

“sarebbe meglio” esser gettato in mare con una

pietra legata al collo; ossia, “fa capire, dicendo

questo, che lo aspetta un castigo ancora più grave

di questo”. 7

Dall’indignazione di Nostro Signore davanti

allo scandalo, si può misurare lo stretto legame

di Lui con gli innocenti!

Gravità del peccato di scandalo

Lo scandalo, secondo San Tommaso, consiste

in pronunziare parole o esecutare azioni proprie

ad esporre qualcuno a una caduta spirituale. 8 Significa

dare cattivi suggerimenti, consiglio o esempi

che scioccano a colui che si dovrebbe, al contrario,

edificare, facendo sì che le sue forze spirituali

deperiscano.

Si tratta di un peccato gravissimo e pieno di

malizia che danneggia chi lo riceve e chi lo commette.

Al primo, perché la mancanza commessa

con lo scandalo le ruba la vita della grazia di Dio

nell’anima. Al secondo, per fare lo stesso gioco

del demonio – perdere anime –, accresciuto del

gusto in mandare il rovina l’innocenza altrui. In

questo senso si può affermare che si tratta di un

peccato satanico. Con l’aggravante, inoltre, che è

molto difficile riparare uno scandalo: infatti, una

volta commesso, non basta la Confessione, ma è

necessaria la riparazione. È facile prendere un

bicchiere d’acqua e lanciarlo per terra; ma, sarà

lo stesso raccogliere il liquido dopo? E, a partire

da uno scandalo morale, i peccati si possono moltiplicare,

acquistano volume come una palla di

neve, perpetuandosi in successive mancanze derivanti

le une dalle altre. Come ripararle tutte?

Pertanto, guai agli scandalosi...!

Il mondo oggi è pervaso, intriso e traboccante

di scandalo in tutti gli angoli. Ci sono scandali

nelle mode, nelle conversazioni, nei modi di essere;

ci sono scandali alla televisione, in internet,

nei cinema; ci sono scandali nei giornali, nelle riviste,

nei rapporti sociali. Dove non c’è scandalo

e l’innocenza non è trascinata dalla voragine della

impurità e della disonestà? Quale sarà, dunque,

la reazione di Nostro Signore a questa valanga

di peccati di dimensioni inaudite?

Danno per la propria coscienza

43

“Se la tua mano ti scandalizza, tagliala:

è meglio per te entrare nella vita

monco, che con due mani andare nella

Geenna, nel fuoco inestinguibile. 45

Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo:

è meglio per te entrare nella vita zoppo,

che esser gettato con due piedi nella Geenna.

47a Se il tuo occhio ti scandalizza,

cavalo!”

A grandi mali, estremi rimedi!

Se Nostro Signore ha condannato lo scandalo

dato al prossimo, in questi versetti fustigherà

anche il danno alla propria coscienza quando

non evitiamo il peccato. Se grave è attentare contro

l’opera di Dio nell’anima di un altro, non sarà

meno condannabile fare lo stesso con la propria

anima, poiché la carità comincia con se stessi.

Le raccomandazioni di Nostro Signore – tagliare

la mano, tagliare il piede, strappare l’occhio

– devono esser intese letteralmente? Risponde

San Giovanni Crisostomo, Dottore della

Chiesa: “In tutto questo, il Signore non si riferisce,

neppure lontanamente, alle membra del

corpo”. 9 É necessario amare sopratutto Dio e

avere, di conseguenza, vero odio per il peccato.

Questo supone rompere radicalmente con

quanto a questo conduce. Nell’Orto degli Ulivi,

Gesú ha consigliato: “Vegliate e pregate, per

non cadere in tentazione” (Mt 26, 41). Non basta

soltanto pregare: è necessario anche vigilare,

ossia, allontanarci dalle circostanze nelle

quali si costuma peccare.

Come possiamo ottenere delle

forze per vincere il vizio?

Se la persona ha ceduto varie volte in qualche

tentazione, si è indebolita in questo punto, l’unica

soluzione è allora allontanarsi per sempre da

quest’occasione in modo categorico. Per vincere,

per esempio, il vizio dell’ubriachezza, diventa indispensabile

astenersi da ogni traccia di alcool, poiché,

con una scivolata qualunque, si può ricadere.

Allo stesso modo dobbiamo tagliare irrimediabilmente

tutto quanto costituisce per noi

occasione prossima di peccato, come si farebbe

se un membro malato comprometessi seriamente

la salute di tutto l’organismo. Potrà essere

una cattiva amicizia, poiché “niente esiste

di più pernicioso che una cattiva compagnia.

Di fronte a

una Liturgia

che ci esorta

a respingere

quanto

ci possa

allontanare

da Dio e ci

stimola a

edificare il

prossimo,

non è

irragionevole

proporre un

esame di

coscienza

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 15


Che cosa mi

impedisce di

praticare con

integrità la

virtù? Che

affetti materiali

mi inducono

a prendere

in considerazione

molto

più le cose

umane che

quelle divine?

“Madonna col Bambino Gesù” -

Metropolitan Museum of Art, New York

Quello che non si ottiene con la violenza, si ottiene

molte volte per mezzo dell’amicizia, tanto

nel bene quanto nel male”. 10 Ma potrà esser

anche un cattivo libro, un video sconveniente

o, tante volte, l’accesso a internet che porta a

peccare.

Ora, nello stesso tempo in cui raccomanda

la fuga dalle occasioni vicine, avendo presente

la debolezza umana, Nostro Signore ci mette

in guardia, additando la conseguenza del peccato:

la condanna eterna nell’inferno, “dove il

loro verme non muore e il fuoco non si estingue”.

Questa radicalità nella virtù presuppone

di tenere gli occhi volti all’eternità e aver sempre

presente la massima della Scrittura: “In tutte

le tue opere, medita sui tuoi novissimi e non

peccherai eternamente” (Ecl 7, 40).

Il luogo dove il “fuoco non si spegne”

“È meglio per te entrare nel regno di

Dio con un occhio solo, che essere gettato

con due occhi nella Geenna, 48 dove

François Boulay

il loro verme non muore e il fuoco non

si estingue”.

Oggi, molti osano negare l’esistenza dell’inferno.

Sarebbe così comodo per la coscienza se

questo fosse vero... Tuttavia, i Vangeli riportano

quindici riferimenti di Nostro Signore all’inferno.

Esso esiste senza dubbio e, rispetto ai

suoi tormenti, il Divino Redentore ci fornisce

qui una nozione fondamentale: l’esistenza di un

verme roditore che non muore.

Come capita con il fuoco, numerose sono

le interpretazioni degli autori sul significato di

questo “verme”, partendo dal senso letterale

e arrivando fino a quello simbolico. Ora, questi

diversi commenti non si escludono a vicenda,

poiché la terribile realtà dell’inferno certamente

supera ogni immaginazione!

Ci interessa, comunque evidenziare qui l’identificazione

del “verme” con il rimorso della

coscienza che non abbandona mai il condannato.

Infatti, uno dei peggiori tormenti per lui è

quello di sapere che ha violato i Comandamenti

di Dio e il castigo è irrimediabile; che ha perso

il premio eterno per così poco: un’illusione fugace,

un piacere momentaneo... In contrapposizione,

il giusto godrà della perfetta felicità, della

superiore gioia data dalla pace della coscienza.

Al fine di non cadere in questa regione di tormenti,

ricordiamoci del versetto del Salmo Responsoriale

che supplica: “Preservate il vostro

servo dall’orgoglio: che non domini su di me!”.

Nell’inferno, non illudiamoci, sono più numerosi

i condannati a causa dell’orgoglio che per altri

peccati. Non esiste praticamente nessun peccato

che non abbia radice in questo difetto. L’orgoglio

è la fonte di ogni peccato!

IV – L’obbligo del buon esempio

La conclusione del Vangelo di oggi ci porta

a comprendere che, come non possiamo causare

scandalo – soprattutto ai bambini –, in senso

contrario, abbiamo l’obbligo di edificare il

prossimo. E come riparazione per gli innumerevoli

scandali che osserviamo, dobbiamo vivere

dando buon esempio a tutti, praticando lo

sforzo di fare tutto quello che possa farci diventare

modelli di santità per coloro che convivono

con noi. Infatti sono gli esempi che trascinano

e motivano gli altri a percorrere lo stesso

cammino. Non è per altro motivo che la Chie-

16 Madonna di Fatima · Settembre 2012


sa ci presenta la vita dei santi come modello da

seguire.

In ogni momento, ogni uomo sta influenzando

il suo prossimo o ricevendo la sua influenza.

È per lui ora pastore, ora pecora; ora maestro,

ora discepolo; continuamente dando e ricevendo

qualcosa. È il principio della Comunione

dei Santi, per cui ogni nostro atto si ripercuote

nel Corpo Mistico della Chiesa. In questo

senso, nulla nella nostra vita è neutro: tutto pesa

per il bene o per il male!

Che cosa mi impedisce di praticare la virtù?

Di fronte a una liturgia che ci esorta a respingere

quanto ci possa allontanare da Dio e ci stimola

a edificare il prossimo, non è irragionevole

proporre un piccolo esame di coscienza.

Che cosa mi impedisce di praticare con integrità

la virtù? Che affetti materiali mi spingono

a prendere in considerazione molto più

le cose umane che quelle divine? Che cosa mi

porta a chiudermi in me stesso e, pertanto,

a non superare la prova di questa vita, la cui

conclusione sarà il premio o il castigo eterno?

C’è qualcosa che mi trascina al peccato

con frequenza o rivela in me difetti dell’anima

come capricci, paragoni, invidie, l’impurità

o l’attaccamento al denaro? Che cosa devo

tagliare per salvarmi?

E, dopo esserci analizzati, dobbiamo chiedere

la grazia di avere il coraggio di agire senza indugio,

perché senza l’ausilio di Dio non è possibile

praticare i Comandamenti in forma stabile,

meno ancora con perfezione.

Nella Madonna, troveremo

la forza per cambiare

Nella Liturgia oggi commentata non viene

menzionata la Madonna. Nel frattempo è a Lei

a cui dobbiamo svolgere il nostro sguardo, per-

“San Bernardo” - Museo d’Arte di

Gerona (Spagna)

ché, come afferma San Berardo nel Memorare,

Ella mai ha abbandonato chi ricorre alla sua

materna protezione.

Pertanto, consapevoli della nostra miseria,

rivolgiamoci verso Maria Santissima, chiedendo,

“O Madre, abbi misericordia di noi! Ottienici

la grazia di avere nel cuore la gioia di praticare

la Legge di Dio nella sua integrità”.

E poichè Dio desidera la nostra piena santificazione,

siamo certi che saremo esauditi con sovrabbondanza!

²

Francisco Lecaros

“O Madre,

abbi pietà di

noi! E dacci

la grazia di

avere nel

cuore la gioia

di praticare

la Legge di

Dio nella sua

integrità”

1

SAN GIROLAMO. Commentarii

in Mathæum I, 10. In: Obras

Completas. Madrid: BAC, 2002,

vol.II, p.107.

2

MALDONADO, SJ, Juan de. Comentarios

a los Cuatro Evangelios.

Madrid: BAC, 1951, tomo

II, p.156-157.

3

Idem, p.155.

4

SANT’AGOSTINO. Lettera a

Dardano, 187,12,36. In: Obras de

San Agustín. 2.ed. Madrid: BAC,

1972, tomo XIa, p.559.

5

SAN GIOVANNI CRISOSTO-

MO. Omelia su San Matteo,

58,2. In: Obras de San Juan

Crisóstomo. Madrid: BAC, 1956,

p.222-223.

6

SAN GIROLAMO, op. cit.,

p.243,245.

7

SAN GIOVANNI CRISOSTO-

MO, op. cit., 58, 3, p.225.

8

Cfr. SAN TOMMASO D’AQUI-

NO. Somma Teologica. II-II,

q.43, a.1.

9

SAN GIOVANNI CRISOSTO-

MO, op. cit., 59, 4, p.244.

10

Idem, p.244-245.

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 17


Gustavo Kralj

Vetrate della Sainte-Chapelle, Parigi

18 Madonna di Fatima · Settembre 2012


La metafisica della luce e la nascita del gotico

E la luce fu!

La sua armonia rappacifica lo spirito, la sua verticalità eleva i cuori, il

colore fiabesco delle vetrate purifica la mente. Le sue ogive indicano la

retta via, la sua luce fa calare il potere delle tenebre. I peccatori vi trovano

conversione; i fedeli, il rifugio; i poeti, l’ispirazione. Ecco lo stile gotico...

Diac. Felipe de Azevedo Ramos, EP

In quegli anni, Parigi viveva il

suo apogeo. Si era alla metà

del XIII secolo e tutto sembrava

confluire ad un’auge

culturale e spirituale. I fedeli accorrevano

per ascoltare la vigorosa predicazione

dei frati degli ordini mendicanti,

domenicani e francescani; gli studenti

di teologia ammiravano la dottrina

insegnata da San Tommaso d’Aquino;

la società civile assisteva al sorgere del

grande Re Luigi IX, ornato non solo

dalle insegne reali ma, soprattutto, dalla

corona della santità. La benedizione

di Dio sembrava pervadere i cuori.

Nella Ville Lumière, la natura si armonizzava

con la società. I campi e le

montagne all’orizzonte erano interrotti

appena da torrioni di castelli e

fortificazioni. Nell’Île de la Cité, proprio

nel cuore della città, spiccavano

due meraviglie della costruzione gotica:

la Sainte-Chapelle e la Cattedrale

di Notre-Dame, centro geografico e

asse della vita spirituale di Parigi.

Tuttavia, non tutti si facevano

condurre dalla Cattedrale...

La storia di Jacques, il calzolaio

Narra la leggenda che un tal calzolaio

di nome Jacques si era allontanato,

fin dalla gioventù, dalla Religione.

In tal maniera si era dedicato ad accumulare

il gruzzolo e si era lasciato corrompere

da cattive amicizie, che il suo

cuore sembrava insensibile alle cose

divine, ma niente può spegnere dall’animo

umano il desiderio dell’Assoluto,

vincolo del nostro rapporto con

Dio e chiave delle conversioni.

Nel caso di Jacques, la Provvidenza

gli aveva dato il privilegio di vedere

dalla sua finestra una singolare

prospettiva dei campanili appena

costruiti di Notre-Dame. E la sua sete

di Assoluto trovò consonanza con

quel simbolo sacro, risvegliando nel

suo animo il desiderio di conoscere

e chiarirne il significato più profondo.

Tuttavia, la macchia del peccato

obnubilava la sua intelligenza e trascinava

al male la sua volontà: aveva

tempo per il denaro, mai per la

Messa; disponeva di forze per il lavoro,

mai per intraprendere una vita

cristiana; sentiva il desiderio di visitare

quella cattedrale, ma il rispetto

umano prevaleva sul suo spirito.

Passando un giorno per il centro

della città, Jacques si trovò all’improvviso

davanti al maestoso tempio,

bagnato da un meraviglioso tramonto.

Sorse allora nel suo animo

un impeto di stupore, seguito da un

dilemma:

– Adesso... entro? – era la voce

della grazia.

– O non entro? – era il principe

delle tenebre a tentarlo.

Sebbene esitante, si avvicinò al

portico centrale, circondato dalla

rappresentazione del Giudizio Finale.

Fermandosi a riflettere su quella

scena, ammirazione, curiosità e timore

si confondevano nel suo inti-

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 19


mo, per indurlo alla fine ad entrare,

in punta di piedi, nel luogo sacro.

Avanzò lentamente lungo la navata

principale mentre contemplava la profusione

di pietre scolpite e la luminosa

policromia delle vetrate. Davanti ad

una di loro, nella crociera nord, si fermò

estasiato. Rappresentava San Giovanni

Evangelista. In modo inesplicabile

la figura prese vita e gli disse: “Le

luci e i colori che qui vedi sono espressioni

della perfezione divina. Cerca nel

tuo intimo, vi troverai ancor più colore

e più luce”. Meravigliato per questa visione,

Jacques decise di abbracciare la

vita religiosa e visse come monaco fino

alla fine dei suoi giorni.

Vera o no, questa storia riflette

bene l’azione della grazia divina attraverso

quelle vetrate e ci introduce

nel profondo significato teologico

delle luci che hanno illuminato il

buon calzolaio della nostra leggenda,

propiziando la sua conversione. Infatti,

l’architettura gotica si fonda sulla

cosiddetta “metafisica della luce”.

Nella Basilica di Saint-Denis

“Niente di grande si fa all’improvviso”,

recita il dettato. E così avvenne

con la nascita dell’arte gotica.

A circa dieci chilometri da Notre-Dame,

a nord di Parigi, si trovava

dal III secolo il sepolcro di

San Dionigi, primo Vescovo di Parigi.

Con il tempo, il sito divenne

un luogo di pellegrinaggio e, a partire

dal Re Dagoberto I (†639), necropoli

ufficiale dei sovrani francesi.

Contigua a questa Basilica si trovava

l’Abbazia benedettina omonima,

considerata una delle più importanti

del Medioevo. In modo graduale, il

complesso di Saint-Denis armonizzò

il suo destino spirituale con quello

della monarchia francese, acquistando

con ciò un grande prestigio e

preminenza.

All’inizio del secolo XII, tuttavia,

Saint-Denis attraversò seri problemi

di secolarizzazione, sotto la direzione

dell’abate Adamo. Quando questi

morì, nel 1122, gli successe Suger,

uomo inviato da Dio, secondo il

suo principale biografo, “per illuminare

non solo quel luogo, ma tutto

l’impero dei franchi”. 1 Infatti, è molto

appropriato l’uso di questo termine,

poiché il nuovo superiore, oltre

ad arricchire Saint-Denis con nuove

luci materiali attraverso l’arte gotica

e con lo splendore liturgico, offrì

luci spirituali, prima per l’Abbazia

e poi per tutta la Francia. Basti

dire che in questa nazione, soltanto

tra gli anni 1180 e 1270, vennero

costruite 80 cattedrali gotiche, senza

contare le chiese abbaziali e altri

edifici religiosi. 2

Dal suo ingresso a Saint-Denis

come oblato, ad appena 10 anni, l’idea

della fondazione di una nuova

arte maturò in forma creativa nell’animo

di Suger. Sognava di riformare

la Basilica. La sua formazione monastica

ebbe un ruolo preponderante

nell’elaborazione del suo piano,

soprattutto con la lettura dell’opera

La gerarchia celeste, nella quale Dionigi

(†sec. VI), trattando degli Angeli,

sviluppa quello che si è chiamata

“metafisica della luce”.

La metafisica della luce

Si potrebbe affermare che la luce

materiale è un mero fenomeno

fisico, non possedendo alcuna relazione

con Dio o il soprannaturale

ma, per il fatto di essere intoccabile,

diafana e pura, ed essere fondamentale

per la vita, essa rispecchia

in qualche modo lo spirituale. Viceversa,

la manifestazione dello spiri-

Amirwiki

Dalla sua entrata a

Saint-Denis come

oblato, ad appena

10 anni, l’idea della

fondazione di una

nuova arte maturò

in forma creativa

nell’animo di Suger

Abside della Basilica di

Saint-Denis, Francia

20 Madonna di Fatima · Settembre 2012


Gustavo Kralj

“Sant’Ambrogio”, di Giovanni di Paolo

Metropolitan Museum of Art, New York

Dio è la “vera

Luce” che “illumina

ogni uomo”

(Gv 1, 9), in modo

diretto o attraverso

le “luci materiali”

che Egli ci offre

tuale tende alla luminosità. La Bibbia

e le rivelazioni private lo attestano.

In altre parole, la luce era intesa

come una specie di ponte tra il naturale

e il soprannaturale.

La luce ha la sua origine, come

tutte le cose, in Dio stesso. Nei Salmi,

Egli, Essere immateriale, è comparato

con il sole di mezzogiorno

che ci illumina (cfr. Sal 36, 6; 42, 3)

e fa risplendere su di noi la luce del

suo sembiante (cfr. Sal 66, 2). I Padri

della Chiesa corroborano questa

idea, utilizzando espressioni simili.

Per Sant’Ilario, per esempio, Dio è

“tutta luce”; 3 per Sant’Ambrogio, è

l’“eterno splendore”; 4 e per Sant’Agostino,

il “sole spirituale”. 5

Insomma, Dio è Luce per essenza

e “Padre delle luci” (Tg 1, 17). Questa

paternità, infatti, è ben espressa

dalla stessa Creazione come atto luminoso:

“Dio disse: ‘Sia la luce!’ E

la luce fu” (Gn 1, 3). In una prospettiva

teologica, il Creatore, nel dare

l’esistenza agli esseri, “li illumina” in

proporzione di una maggiore o minore

vicinanza a Lui. Questo succede

in modo analogo al fuoco: le cose

sono più o meno calde in rapporto

alla loro vicinanza alla sorgente di

calore. Così, quanto più sono vicini

a Dio, tanto più sono illuminati gli

esseri, e viceversa.

Ora, questa maggiore o minore

illuminazione delle creature in funzione

della maggiore o minore distanza

da Dio è molto legata alla teoria

della bellezza. Così, secondo la

filosofia di Dionigi, la manifestazione

della luce – cioè, il chiarore (claritas)

e lo splendore (splendor) – è

qualità fondamentale e oggettiva

delle cose belle, poiché tutte quante

sono, lato sensu, in qualche modo

illuminate. E questo si può spiegare,

in parte, con la nostra esperienza

estetica: non è vero che ci meravigliamo

quando contempliamo un

bel panorama illuminato, la luce

delle stelle o anche l’acqua cristallina

di una cascata? Allo stesso modo,

la bellezza si dirige, prima di tutto,

allo spirituale o all’intellettuale.

Per questo chiamiamo “figlio della

luce” chi possiede bellezza d’animo,

“illuminazione divina”, le ispirazioni

profetiche; e “lucido”, l’uomo di

idee chiare.

Riassumendo, Dio è la “vera Luce”

che “illumina ogni uomo” (Gv

1, 9), in modo diretto o attraverso le

“luci materiali” che Egli ci offre.

E come avviene questa illuminazione?

Celebre è la sentenza di San Paolo

riguardo la conoscenza di Dio

attraverso le creature. “Le sue perfezioni

invisibili”, afferma, “possono

essere contemplate con l’intelletto

nelle opere da lui compiute” (Rm

1, 20). In altre parole, la contemplazione

delle meraviglie della Creazione

favorisce la conoscenza del

Creatore e dei suoi attributi. Ora,

questo accade in modo simbolico

(συμβολικῶς), cioè, attraverso segni

visibili possiamo conoscere l’invisibile;

e anagogico (ἀναγωγικῶς), ossia,

tramite le cose naturali ci eleviamo

a quelle soprannaturali. 6 In questo

senso, San Tommaso d’Aquino

ci compara a civette incapaci di fissare

la luce direttamente. 7 Di qui la

nostra necessità di ricorrere a quello

che ci è connaturale per raggiungere

questa conoscenza già durante la

nostra vita presente.

Ma questa elevazione a Dio non

passa solo attraverso la Creazione

pura e semplice. Essa può esser

aiutata per mezzo di immagini poetiche,

delle Scritture o di metafore

che esprimono le meraviglie o il soprannaturale

e che superano la nostra

conoscenza sperimentale. I simboli,

infatti, quando denotano realtà

superiori, frenano la nostra naturale

tendenza verso il materiale, favorendo

la parte superiore dell’anima desiderosa,

per sua natura, delle cose

dell’alto. 8 Di qui l’importanza dell’utilizzazione

dell’arte come mezzo di

espressione delle qualità divine.

Lo stile gotico, come vedremo,

possiede un carattere profondamente

simbolico, soprattutto secondo la

prospettiva prima presentata, ma esso

ha un’importante particolarità:

ha ottenuto in modo straordinario

di trasporre alla materia la metafisica

della luce.

Dalla teologia all’arte,

dall’arte a Dio

La teologia che abbiamo appena

commentato si riflette nei resoconti

di Suger concernenti la riforma della

Basilica di Saint-Denis: uno sulla

sua consacrazione (De consecratione)

e un altro sull’amministrazione

(De administratione).

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 21


Dopo aver ordinato l’Abbazia secondo

la regola benedettina, Suger

passa alle migliorie della Basilica,

come l’ampliamento dello splendore

liturgico e l’acquisizione di beni,

sempre evitando il superfluo e l’eccesso.

Più tardi, nacque l’opera che

lo avrebbe onorato con il titolo di

“fondatore del gotico”. Si trattava

della ristrutturazione della facciata

e del coro dell’allora carolingia Basilica

di Saint-Denis. Grazie all’ausilio

divino e all’impegno del clero,

dei nobili, del popolo, soprattutto

dei migliori artisti, la riforma si realizzò

in soli tre anni e tre mesi. La

splendente cerimonia di consacrazione,

l’ 11 giugno 1144, 9 contò sulla

presenza del Re e della Regina, oltre

che dei più alti dignitari del Clero

e della Nobiltà. Infatti, a giudicare

dai resoconti, fu una vera prefigurazione

del Regno dei Cieli.

Quella sublime liturgia si armonizzava

con il maestoso ambiente,

abbellito da un’imponente struttura.

Per formare la desiderata armatura

di luce, si colsero elementi dell’architettura

della Burgundia (archi

ogivali) e della Normandia (archi

incrociati nelle volte), uniti alla

grande innovazione strutturale di

quest’opera, i contrafforti: le componenti

principali per la nascita del

gotico. Infatti, a partire da quest’ultima

invenzione, ingegnosa e allo

stesso tempo estetica, si garantì sicurezza

e grandiosa bellezza a quella

nuova opera, che subito si diffuse

in tutta la Francia. 10

Tuttavia, come si è già detto, lo

stile gotico non si riduceva a un semplice

stile architettonico, ma si trattava

in particolare di una vera opera

di teologia della luce trasposta alla

materia. Il suo successo fu tale che

riuscì a fornire una vera trasfigurazione

nell’arte religiosa europea,

i cui frutti si estendono fino ad oggi.

Infatti il suo predecessore, il romanico

– a causa della sua struttura,

della sua forma di archi arrotondati

e delle sue spesse pareti – non

permetteva l’introduzione di grandi

finestre. L’ovvia conseguenza era

la diminuzione dell’entrata della luce

solare.

Ora, ecco qui l’originalità dell’arte

gotica e la sua relazione con la luce.

Col proposito di ottenere una

maggiore luminosità, sono introdotti

gli archi ogivali, che offrono

all’edificio pareti traforate, colonne

snelle e soffitti più alti. Infine, nel

coordinare la lunghezza, l’altezza e

la larghezza, in una perfetta proporzione,

si è tradotta nell’arte la bellezza

geometrica della Creazione,

disposta con “misura, numero e peso”

(Sp 11, 20).

In questo modo, con grande genialità

si sono create le condizioni

perché, senza compromettere la

struttura dell’edificio, si introducessero

vetrate più grandi e, di conseguenza,

più luce, principale “materiale

da costruzione” di quest’arte.

Così, lo spirituale è stato incorporato

dalla luce e Dio, “Luce immateriale”,

è diventato “visibile” nella

materia. Ed ecco che si è fatta la luce

nell’architettura!

Un trattato di teologia illustrato

Questi mosaici di vetro translucido

non si limitavano, è evidente, a

permettere l’entrata della luce. Avevano

anche un’alta funzione estetica

e l’obbiettivo di permettere che

tutta la Chiesa brillasse “di una luce

mirabile e continua di vetrate luminosissime

a permeare la bellezza

interiore”. 11 D’altra parte, erano destinate

a illustrare, soprattutto, scene

del Vangelo o della vita dei santi.

Nel frattempo, questa funzione

fu accresciuta da un’altra originalità

di Suger nella Basilica di Saint-Denis:

si trattava della creazione delle

cosiddette “vetrate esegetiche”. 12 In

questo caso, l’arte trascendeva l’im-

Questi mosaici di

vetro translucido

erano destinati a

illustrare, soprattutto,

scene del Vangelo

o della vita dei santi

Leopoldo Werner / Sergio Hollmann / Gustavo Kralj

22 Madonna di Fatima · Settembre 2012


magine, offrendo, inoltre, un’interpretazione

delle Sacre Scritture. 13

Così, con poche immagini, si poteva

regalare agli spettatori un vero trattato

di teologia illustrato.

Infatti, la più famosa vetrata di

Saint-Denis, nota come “vetrata

anagogica”, o ancora “vetrata delle

allegorie paoline”, è composta da

cinque medaglioni che rappresentano,

attraverso tipologie e allegorie,

la concordanza dei due testamenti. 14

In uno dei medaglioni, per esempio,

noto come “mulino mistico”, San

Paolo appare mentre riceve i sacchi

di frumento provenienti dall’Antico

Testamento e li scarica in un mulino.

Nell’altra estremità si estrae la farina

per fare il “vero pane [...], nostro

alimento eterno e angelico”. 15

In un’altra scena è rappresentato

Nostro Signore come Colui che toglie

il velo di Mosè, il cui volto era

allora coperto davanti agli israeliti,

poiché in Cristo il velo è rimosso

(cfr. II Cor 3, 13-16) o, come spiega

Suger: “Quello che Mosè vela, la

dottrina di Cristo rivela”. 16

Per ultimo, nel medaglione forse

più noto di tutti, è rappresentato

Dio Padre al centro di allegorie

dei sette doni dello Spirito Santo, affiancato

da due donne, una simbolo

della Chiesa, l’altra, della Sinagoga.

Con la mano sinistra, Egli toglie

il velo dalla Sinagoga, mentre con la

destra incorona la Chiesa.

Così, reversibilità fino ad allora

inedite nell’iconografia erano decifrate

da una semplice “illustrazione”

(parola, del resto, derivata dal verbo

latino illustrare, che significa “chiarire,

illuminare”).

Le vetrate svolgevano, pertanto,

anche la significativa funzione pedagogica

di “illustrare”, la quale si riassume

nella nota espressione “Bibbia

dei poveri”. Esse avevano l’eccellente

capacità di “conferire alla

materia la più alta preziosità del lavoro

che la trasforma e conferire alle

immagini la preziosità della speculazione

intellettuale”. 17

Luce e splendore nella casa di Dio

Lo splendore dell’illuminazione

della Basilica non si doveva soltanto

alle sue preziose vetrate – soprattutto

quelle di colore blu, di bellezza

comparabile a quella dello zaffiro –

ma anche all’utilizzazione di metalli

e gioielli per l’ornamentazione della

Chiesa e dei suoi oggetti. 18 Infatti,

Suger ringrazia la munificenza divina

perché l’ha abbellita con “oro,

argento, pietre preziosissime, oltre

a eccellenti tessuti”. 19 Ha impiegato,

inoltre, i migliori pittori di diverse

regioni al fine di guarnire le pareti

con “oro e colori preziosi”. 20

Grazie ai suoi sforzi, in quel tempio

eretto come un monumentale

caleidoscopio, “che brilla con la

gloria di Dio” (Ap 21, 11), si armonizzava

la luce delle vetrate con lo

splendore del culto divino, il materiale

con l’immateriale, il corporale

con lo spirituale, l’umano con il divino.

Insomma, a guisa dell’ogiva, si

mirava a promuovere il vero incontro

tra il Cielo e la Terra in un’unica

repubblica, 21 o altrimenti, formare

“la nuova Gerusalemme” menzionata

nell’Apocalisse (21, 2).

Avendo presente la “metafisica

della luce” di Dionigi e la sua teoria

riguardo le proprietà delle pietre,

unite alla narrazione dell’Apocalisse

(21, 19-21) e di Ezechiele (28,

13), Suger, “per amore della bellezza

della casa di Dio”, 22 traspone la

filosofia e la Rivelazione alla materia,

impiegando nel tempio e negli

oggetti liturgici diversi tipi di pietre:

“sardonica, topazio, diaspro, crisolito,

onice, berillo, zaffiro, carbonchio

e smeraldo”. 23

Infine, l’uomo può, con l’esperienza

estetica, passare dalla contemplazione

delle “luci materiali”

– le vetrate, le pietre preziose, l’oro,

le perle, ecc. – alla “Luce imma-

“Viaggio dei

Re Magi”

e “Nostro

Signore Gesù

Cristo tra

i dottori” -

Abbazia di

Saint-Denis;

“Le nozze

di Cana”

e “Santo

Stefano

Protomartire”

- Cattedrale di

Notre-Dame,

Parigi

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 23


Gustavo Kralj

“Beata Vergine Maria” - Sainte-Chapelle, Parigi

L’arte può portare

alla santità quando è

in accordo con Dio;

e alla corruzione,

quando in essa prevale

il contrario

teriale”, o meglio, “trasportarsi, con

la grazia di Dio, da questo [mondo]

inferiore a quello superiore in modo

anagogico”. 24 Ecco qui la meravigliosa

convergenza tra la metafisica

della luce e l’arte cristiana.

L’arte: a cosa serve?

Nella cosmovisione medievale,

l’universo era inteso come un libro

scritto da Dio, le cui “parole”

ci fanno risalire allo stesso Autore.

D’altro lato, queste “parole” possono

formarne anche altre attraverso

l’ingegno umano, secondo l’idea

espressa da Dante, che l’opera d’arte

è “nipote di Dio”. 25

Così, per Suger, la tecnica posta a

servizio del culto divino deve far tutto

nella maniera più perfetta possibile,

“al punto che si possa dire: ‘l’opera

ha superato la materia’”. 26 In

questo modo, l’arte religiosa non

deve mirare al proprio servizio (ars

gratia artis): ornare una chiesa significa

adornare la stessa Sposa di Cristo,

27 e in ultima istanza, render lodi

al Sommo Artista.

Ora, se negli olocausti della Legge

Antica erano impiegati oggetti

di grande valore per raccogliere il

sangue di animali sacrificati, è molto

più opportuno utilizzare “l’oro,

le pietre preziose e tutto quanto c’è

di meglio per contenere il Sangue di

Gesù Cristo”. 28 Infatti, per il Santo

Sacrificio della Messa si richiede

tutta la purezza interiore e tutta

la nobiltà esteriore, poiché il nostro

Redentore deve esser servito in maniera

integra e universale. 29

Questa purezza interiore significa

che l’estetica proposta dall’Abate

di Saint-Denis possiede anche un

chiaro obbiettivo di perfezione morale;

ossia, unendosi al bello, il nostro

animo diventa, esso stesso, bello,

e quanto più le cose materiali sono

conformi alla Bellezza Divina,

più il nostro spirito, contemplandole,

è illuminato dal “Padre delle luci”.

In modo inverso, quanto più

sopprimiamo la bellezza nell’arte

o siamo sporcati dalla macchia del

peccato, più ci allontaniamo dalla

Luce prima. Per cui Suger lancia

un anatema su colui che “distrugge

il preclaro altare: Che perisca della

stessa condanna di Giuda”. 30

Questa riflessione morale è ben

sintetizzata dai versi dei portici della

Basilica di Saint-Denis: “L’opera

nobile risplenda, ma che quest’opera,

nobilmente risplendente, illumini

le menti, affinché si dirigano,

con le luci vere, alla Vera Luce, dove

Cristo è la vera porta. La mente

opaca si eleva alla Verità attraverso

le cose materiali e, vedendo

questa Luce, è resuscitata dalla sua

precedente”. 31 Il gotico è, infatti,

l’“espressione archetipica dell’animo

cristiano”. 32

Insomma, l’arte può portare alla

santità quando è in accordo con

Dio, alla corruzione, quando in essa

prevale il contrario.

E il gotico, dove ci conduce?

1

GUILHERME DE SAINT-

DENIS. Vita Sugerii. L.I.

In: SUGER. Œuvres. Paris:

Les Belles Lettres, 2008,

vol.II, p.297.

2

Cfr. TOMAN, Rolf (ed.).

Gothic: Architecture, Sculpture,

Painting. Köln: Könemann,

2004, p.9.

3

SANT’ILARIO DI POI-

TIERS. Epistola seu libellus,

V, n.101: ML 10, 737B.

4

SANT’AMBROGIO. In Psalmum

David CXVIII expositio,

s.19, n.38: ML 15, 1481.

5

SANT’AGOSTINO. Sermone

Domini in monte secundum

Matthæum Libri Duo. L.II,

c.XXIII, n.79: PL 34, 1269.

6

Cfr. DIONIGI AREOPA-

GITA. De cælesti hierarchia,

c.I, n.2. In: Corpus Dionysiacum

II. Ed. G. Heil

and A.M. Ritter. Berlin:

De Gruyter, 1991 (Patristische

Texte und Studien 36),

p.7, l.13.

7

Cfr. SAN TOMMASO D’A-

QUINO. De malo, q.16, a.8,

ad 2.

8

Cfr. DIONIGI AREOPAGI-

TA. De cælesti hierarchia,

c.II, n.3 In: Corpus Dionysiacum

II, op. cit., p.13, l.16-18.

9

Cfr. SUGER, op. cit., vol. I

vol.I, p.12-14.

10

Cfr. STANLEY, David. The

Original Buttressing of Abbot

Suger’s Chevet at the

Abbey of Saint-Denis. In:

Journal of the Society of Architectural

Historians. California.

Vol.65, n.3 (Set.,

2003); p.334-355.

11

SUGER, op. cit., vol.I, p.26.

24 Madonna di Fatima · Settembre 2012


Che luce cerchiamo?

L’architettura gotica ha unito in

un insieme armonioso, la robustezza

e l’eleganza, la semplicità e la sofisticazione,

la proporzione e la chiarezza,

ha avvicinato il Cielo e la Terra

e, allo stesso tempo, sfidando le

altezze, ha guidato gli uomini a stare

attenti alle “luci materiali” che indirizzano

alla Luce Vera.

La sua armonia rappacifica lo

spirito, la sua verticalità eleva i cuori,

i colori fiabeschi delle vetrate purificano

la mente. Le sue ogive additano

la retta strada, le sue pietre

predicano in un silenzio cogente, la

sua luce fa calare il potere delle tenebre.

I peccatori vi trovano la conversione;

i fedeli, il rifugio; i poeti,

l’ispirazione.

Abbiamo visto che la luce, guidata

dalla teologia, ha pervaso l’arte;

mettendo in risalto la qualità materiale,

ha fatto trasparire il soprannaturale;

attraverso le sue cattedrali, il

gotico ha coperto come un manto il

territorio europeo medievale; per la

sua applicazione simbolica siamo invitati

a vedere la vera Luce: In lumine

tuo videbimus lumen (Sal 35, 10).

Destinato a marcare la storia

dell’arte con luce incomparabile, il

gotico non solo invita a riflettere sul

suo oggetto materiale ma, per le sue

eminenti caratteristiche, incita lo spirito

a cercare le realtà soprannaturali.

Per i suoi simboli e forza morale,

per la sua bontà rivestita di bellezza,

ci tocca con discrezione la coscienza.

Non è vero che quando oltrepassiamo

una soglia gotica o anche

quella di una qualsiasi pietosa chiesa,

siamo portati a immergerci in un

altro mondo, estraneo al fuggifuggi

odierno? Là, i mondani annunci fanno

posto alla semplicità degli ex-voto.

Il crepitare del neon pubblicitario

è sostituito dai colori filtrati delle

vetrate. Il fumo propellente cede

il posto al profumo dell’incenso.

Lo strepito delle macchine è sostituito

dal silenzio avvolgente, interrotto

appena dalle voci liturgiche o

dal balbettio delle preghiere, o persino

dal sussurrare istintivo dei fedeli

che, mentre là fuori sono semplici

anonimi, dentro si sentono uniti,

da un’intimità inesplicabile, come figli

di uno stesso Padre.

Dinanzi a questo panorama che si

svela a noi, sentiamo ammirazione o

avversione?

Tocca al lettore riflettere e concludere.

E’certo che le “luci materiali”,

come abbiamo visto, sono mezzi

eccellenti per percorrere la via di

Cristo; un invito a renderci, noi stessi,

luci nel mondo e distanti dalle tenebre

(cfr. Fl 2, 15; I Gv 1, 5-7) fino

al supremo incontro con Lui nella

Patria Celeste quando “non vi sarà

più notte e non avranno più bisogno

di luce di lampada, né di luce di

sole, perché il Signore Dio li illuminerà

e regneranno nei secoli dei secoli”

(Ap 22, 5).

È questa la luce che speriamo, innanzitutto,

si faccia per noi. ²

“Gesù Cristo” - Sainte-Chapelle, Parigi

Le “luci materiali”

sono mezzi eccellenti

per percorrere

la via di Cristo fino

al supremo incontro

con Lui nella

Patria Celeste

Gustavo Kralj

12

Cfr. RUDOLPH, Conrad. Inventing

the Exegetical Stained-Glass

Window: Suger,

Hugh, and a New Elite Art.

In: The Art Bulletin, Bulletin.

New York. Vol.93, n.4 (Dic.,

2011); p.399-422.

13

Cfr. RUDOLPH, Conrad

(ed.). A Companion to Medieval

Art: Romanesque and

Gothic in Northern Europe.

Malden: Blackwell, 2006,

p.180.

14

Cfr. Idem, ibidem.

15

SUGER, op. cit., vol.I, p.148.

16

Idem, ibidem.

17

GRODECKI, Louis. Etudes

sur les vitraux de Suger à

Saint-Denis. Paris: Presses

de l’Université de Paris-Sorbonne,

1995, vol.II, p.74.

18

SUGER, op. cit., vol.I, p.150.

19

Idem, p.108.

20

Idem, p.110.

21

Cfr. Idem, p.52.

22

Idem, p.134.

23

Idem, ibidem.

24

Idem, p.134-136.

25

Cfr. DANTE ALIGHIERI.

Divina Commedia. Inferno,

XI, 105.

26

SUGER, op. cit., vol.I, p.132

27

Idem, p.122.

28

Idem, p.136.

29

Cfr. Idem, p.138.

30

Idem, p.132.

31

Idem, p.116.

32

CORRÊA DE OLIVEIRA,

Plinio. Só a arte sacra pode

ser cristã? In: Catolicismo.

São Paulo. N.24 (Dic., 1952).

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 25


Congressi Internazionali

Aluglio le vacanze scolastiche offrono un’ottima

opportunità per i congressi internazionali organizzati

annualmente dagli Araldi del Vangelo,

tanto per giovani aspiranti di entrambi i sessi come

per i cooperatori, persone che, sposate o no, cercano

di vivere nel mondo secondo il carisma dell’Istituzione.

Corsi estivi per giovani

Tra il 16 e il 23 luglio, giovani del settore maschile

si sono riuniti a Caieiras (Brasile) per un corso estivo

sulla Messa e le virtù cristiane. In esso è stato spiegato

il significato del Santo Sacrificio, dei tempi liturgici,

dei colori dei paramenti, ecc. Sono anche stati messi

in scena eventi della Storia della Chiesa al fine di illustrare

con esempi vivi le virtù che devono reggere la

vita del cristiano.

Da parte sua, il settore femminile ha realizzato nella

Casa Generalizia della Società di Vita Apostolica

Regina Virginum, a Caieiras, il suo XI Congresso Internazionale,

tra il 19 e il 22 luglio. In questi giorni,

le giovani hanno approfondito le richieste fatte dalla

Madonna a Fatima (devozione all’Eucaristia e al Santo

Rosario) e l’annuncio del trionfo del suo Cuore Immacolato.

Congresso Internazionale di Cooperatori

Una selezione dei temi trattati in questi due eventi

precedenti è stata presentata nel IX Congresso Internazionale

dei Cooperatori degli Araldi del Vangelo,

anch’esso realizzato a Caieiras, tra i giorni 27 e 29

luglio.

Una cooperatrice della Grande San Paolo, impressionata

dalle grazie ricevute durante l’evento, ci ha

raccontato: “Oggi mi sono svegliata alle 4 del mattino

per pregare per gli Araldi, perché è attraverso quest’opera

che la mia famiglia ha riscoperto la fede”.

Il clima che i cooperatori hanno vissuto in questi

giorni ci ha fatto dimenticare un po’ i problemi quotidiani,

e probabilmente il tutto potrebbe esser riassunto

nel in commento di un cooperatore della cit

di Cotia: “Dopo aver partecipato alla Messa celebrata

dagli Araldi, con tutta la ricchezza e la bellezza nella

Liturgia, non so più come vivere senza splendore”.

Centocinquanta nuovi cooperatori – Il 29 luglio, dopo la solenne Eucaristia, 150 persone hanno ricevuto,

nella Basilica della Madonna del Rosario, la tunica bianca con la croce di Santiago rossa

che li caratterizza come cooperatori degli Araldi del Vangelo.

26 Madonna di Fatima · Settembre 2012


Vita di pietà – I partecipanti ai tre congressi, tanto gli adulti quanto i più giovani, hanno manifestato il loro incanto

per la bellezza e solennità con cui si è cercato di arricchire le Celebrazioni Liturgiche. Alcune Messe

sono state presiedute da Mons. João Scognamiglio Clá Dias, EP.

Riunioni – Il programma del congresso è stato concepito in modo che tutti interagissero al massimo con i temi

esposti. Circoli di studi per approfondire la materia delle riunioni, rappresentazioni teatrali o domande

fatte dal relatore perché il pubblico rispondesse, sono stati alcuni dei mezzi utilizzati con successo.

Convivio – Ugualmente importanti se non di più delle conferenze sono i momenti di fraterno convivio, durante i

quali i partecipanti dei corsi estivi hanno potuto scambiare impressioni e manifestare le loro opinioni.

Nelle foto, refezioni dei giovani del settore femminile e maschile.

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 27


Cuiabá – L’Arcidiocesi di Cuiabá ha chiesto la collaborazione degli Araldi del Vangelo nella cerimonia di

ricevimento della Croce della Giornata Mondiale della Gioventù e dell’icona della Madonna Salus Populi Romani.

La processione, partita dalla Cattedrale, ha riunito circa 20 mila persone.

D

Embu: ferie missionarie

urante il periodo delle ferie, giovani aspiranti della

città di Embu (Brasile), accompagnati da araldi sacerdoti,

hanno realizzato Missioni Mariane in tre città dello

Stato di San Paolo: Americana, Pompeia e Pirajuí. Il

tutto è stato animato da: Messe, processioni e visite ai malati.

A Pompeia, esprimendo l’opinione generale, una signora

ha esclamato: “È una benedizione dei cieli questo

modo così bello che gli Araldi hanno di evangelizzare”.

Americana

Americana

Pompeia

Pirajuí

28 Madonna di Fatima · Settembre 2012


Aliança – Nel mese di luglio, araldi hanno partecipato alla settimana missionaria promossa da Don José Edson

Alexandre Ferreira, parroco della Madonna dei Dolori. In questi giorni hanno avuto l’opportunità di visitare l’Ospedale

Municipale (sinistra) e il presidio (centro), oltre a portare la statua della Madonna a numerose famiglie (destra).

San Paolo – Oltre a mantenere un affollato stand,

gli Araldi hanno realizzato diverse attività nella

Expocattolica 2012, dal 5 all’ 8 luglio.

Cariacica – Araldi di Vitória hanno partecipato alle

festività in onore a Sant’Antonio nella Parrocchia della

Vergine Maria, nel quartiere di Itacibá.

Salvador – Il giorno 14 luglio, sei medici Cooperatori degli Araldi hanno assistito gratuitamente la popolazione bisognosa

nella Casa delle Suore della Carità nel quartiere degli Alagados. Ci sono state anche: Messa, Confessioni e consegna

di ceste con prodotti di prima necessità (foto al centro e a destra). Il giorno 15, il coro degli Araldi ha partecipato

all’Eucaristia presieduta nella Cattedrale dal nuovo Vescovo Ausiliare, Mons. Giovanni Crippa, IMC (foto a sinistra).

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 29


Costa Rica – Il 2 agosto, gli Araldi hanno partecipato

al “Rosario Luminoso” promosso in onore della

Patrona, Madonna degli Angeli.

Colombia – Il 22 luglio, una processione mariana

organizzata dagli Araldi ha percorso l’insediamento di

Carpinello, alla periferia di Medellín.

Argentina – La Statua Pellegrina è stata calorosamente ricevuta a Ojo de Agua, provincia di Santiago dell’ Estero,

tra il 20 e il 22 luglio. Nella Messa di commiato, fedeli provenienti dalle città di Santiago e Cordoba

hanno affollato la Chiesa Madonna della Mercede.

30 Madonna di Fatima · Settembre 2012


È

Per le città e gli abitati della Spagna

ormai da quattro anni che una equipe di missionari

araldi si dedica a percorrere il Paese, promuovendo

la devozione a Maria Santissima in diverse città e abitati.

Negli ultimi mesi, essi sono stati, tra le varie città, anche

a Madrid, dove la Statua Pellegrina del Cuore Immacolato

di Maria è stata accolta con grande fervore nella

chiesa dello Spirito Santo. A Épila, provincia di Saragozza,

la Madonna ha visitato centinaia di abitazioni, accompagnata

molte volte dal parroco, Don Miguel Ángel

Barco López, mentre a Elche, Alicante, è stata ricevuta

nella Parrocchia di San Francesco d’Assisi, i cui fedeli

hanno condotto la statua in processione per le vie della

città pregando il Rosario insieme al parroco, Don Francisco

Javier Serna Albert.

Madrid

Madrid

Épila

Épila

Elche

Elche

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 31


Il convivio tra i santi

Fra gli innumerevoli dèi dell’Antichità, chi di loro dava ai

suoi adoratori l’onorevole qualifica di “amico”? Chi ha

stabilito l’amore reciproco come modello di relazione

interpersonale?

Suor Angela Maria Tomé, EP

“D

a questo tutti sapranno

che siete miei discepoli,

se avrete amore gli

uni per gli altri” (Gv 13,

35). Questo luminoso insegnamento

del Signore Gesù è stato confermato

in vari modi nel corso dei duemila

anni della Storia della Chiesa, soprattutto

attraverso il comportamento dei

santi, modelli di vita proposti dalla sapienza

della Sposa Mistica di Cristo a

imitazione di tutti i fedeli.

Un Dio che Si fa amico e fratello

Fin dall’inizio, richiama l’attenzione,

per quanto riguarda le relazioni

umane, il radicale contrasto tra

la dottrina del Divino Maestro, col

suo conseguente modo di vivere, e la

mentalità del mondo antico.

Degli innumerevoli dei dell’Antichità,

chi dava ai suoi adoratori l’onorevole

qualifica di “amico”? Essi erano,

al contrario, prepotenti ed egoisti,

soggetti alle stesse passioni sregolate

dei loro seguaci, con cui avevano

un modo di fare sgarbato. Non

mancavano neppure quelli che esigevano

sacrifici umani. Da tale aberrazione

non restò esente neppure il popolo

eletto, come afferma il Salmista:

“Servirono i loro idoli e questi furono

per loro un tranello. Immolarono

i loro figli e le loro figlie ai falsi dei.

Versarono sangue innocente, il sangue

dei figli e delle figlie sacrificati

agli idoli di Cànaan; la terra fu profanata

dal sangue” (Sl 105, 36-38).

Il Figlio della Vergine Maria operò

sulla Terra una tale trasformazione

che è difficile all’uomo odierno

farsi un’idea di come fosse il mondo

prima di Lui. Solo Cristo, Dio e

Uomo vero, ha potuto dire: “Non vi

chiamo più servi, perché il servo non

sa quello che fa il suo padrone; ma vi

ho chiamati amici, perché tutto ciò

che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere

a voi” (Gv 15, 15). Ci ha dato

il sublime esempio di un Dio pieno

d’amore per i suoi adoratori, al punto

da renderli fratelli; ha dato loro la

sua stessa Madre affinché fosse anche

Madre di ciascuno di loro; è arrivato

al punto di sacrificare la sua vita,

fino all’effusione dell’ultima goccia

di sangue, per redimerli. Niente di

più comprensibile, pertanto, che prescrivergli

come norma di condotta un

nuovo Comandamento: “Come io vi

ho amato, così amatevi anche voi gli

uni gli altri” (Gv 13, 34).

Sposa dello Spirito Santo e perfettissima

discepola del Verbo di

Dio incarnato, Maria Santissima ha

compiuto con piena integrità e brillantemente

questo Comandamento

ancor prima che fosse formulato dal

Divino Maestro. Sebbene gli Evangelisti

siano stati molto contenuti

nel narrare fatti della sua vita, si sa

che la visita a Santa Elisabetta fu un

rifulgere dell’amore di Dio traboccante

dal suo Cuore Immacolato. Si

può dire lo stesso del suo intervento

nelle nozze di Cana, quando ha liberato

gli sposi da un’imbarazzante

difficoltà. E quanti altri atti d’amore

al prossimo saranno stati praticati

da Lei, sulla scia dorata delle impronte

di suo Figlio? Di questi, solo

nell’eternità verremo a conoscenza.

San Francesco e Fra Bernardo

Fortunatamente per la nostra edificazione,

è conosciuta nei dettagli

la vita di molti santi che seguirono i

passi di Gesù Cristo Nostro Signore.

Per esempio, si legge nei famosi

Fioretti – compilazione di “fatterelli”

della vita di San Francesco d’Assisi

– che un giorno egli andò in cerca

di Fra Bernardo, suo primo discepolo,

con il quale desiderava conversare.

Giunto sul luogo dove questi

era solito pregare, lo chiamò tre

volte, senza ottenere risposta. Un

po’ rammaricato, in quanto credeva

che il Frate volesse evitare la sua

compagnia, il Poverello se ne andò.

Sulla via del ritorno, il Signore gli rivelò

che Fra Bernardo era, in quel

32 Madonna di Fatima · Settembre 2012


Francisco Lecaros

Il Figlio della Vergine Maria operò sulla Terra una tale trasformazione

che è difficile per l’uomo odierno farsi un’idea di come fosse il mondo prima di Lui

“Vergine col Bambino Gesù tra San Giovanni Battista, Sant’Erasmo, Santa Chiara e San Francesco

d’Assisi” di Leonardo da Pavia – Palazzo Bianco, Genova

momento a colloquio con Dio, e

per questo non lo aveva sentito. San

Francesco allora tornò indietro e gli

chiese umilmente perdono per aver

pensato male di lui.

Tuttavia, l’ammirazione di questo

discepolo per il suo fondatore era

così grande che non volle neppure

ascoltare la richiesta di perdono, ma

San Francesco gli ordinò, in nome

della santa obbedienza, che, come

penitenza per quel cattivo pensiero,

egli lo colpisse tre volte sul collo e

sulla bocca dicendo: “Prendi questo,

villano, figlio di Pietro Bernardone,

da dove ti viene tanta superbia, essendo

tu la più vile delle creature?”

Agendo nel modo più delicato

possibile, Fra Bernardo eseguì l’ordine.

In seguito, chiese al suo fondatore

che, per carità, gli promettesse

una cosa: di riprenderlo sempre e

di correggerlo aspramente per i suoi

difetti, quando si trovassero insieme.

Da allora San Francesco passò

a parlare il minimo possibile con lui,

poiché lo considerava un uomo molto

virtuoso e santo, e per questo si

riteneva indegno di correggerlo.

Un pranzo singolare

Un altro fatto molto edificante si

verificò tra il Santo di Assisi e Santa

Chiara. Come si sa, lei fu attratta alla

vita religiosa da Francesco e rinunciò

a una condizione comoda, nelle

ricchezze, per abbracciare la vocazione

francescana. Nonostante avesse

frequenti conversazioni e riunioni

con il suo padre spirituale, per essere

ben formata nello spirito dell’Ordine,

ella manifestava il desiderio di

condividere, un giorno, un pasto con

lui, che però, per timore di dare a se

stesso questo piacere, rifiutava sempre.

I suoi fratelli e discepoli lo esortavano

ad esaudire la richiesta, visto

che lei aveva rinunciato a tutto per

amore di Dio ed era tanto santa. San

Francesco, molto saggiamente, acconsentì:

“Se a voi sembra che debba

dire di sì, anche a me sta bene”.

La invitò allora ad un pranzo a Santa

Maria degli Angeli, la chiesa dove

lei aveva pronunciato i suoi voti e tagliato

i capelli, simbolo della sua dedizione

totale a Dio.

Nel giorno stabilito, lei andò, felicissima,

accompagnata da una suora.

Il parco pasto fu servito a San

Francesco, Santa Chiara, la sua suora

e un altro frate. Gli altri religiosi

della comunità si avvicinarono alla

mensa per seguire la refezione. Non

appena i commensali cominciarono

a parlare delle cose di Dio con soavità,

gioia ed elevazione, essi stessi e

tutti quanti assistevano furono presi

dall’abbondanza della grazia divina

e rimasero estasiati in Dio. Visti

da lontano, la casa e il bosco a fianco

sembravano ardere tra le fiamme,

e molte persone accorsero sul posto,

nel timore che si trattasse di un

incendio. Non trovarono nulla, però,

come causa di tanta luce, se non

un gruppo di santi che, con l’aspetto

gioioso ed estasiato, si intrattenevano

in un’estasi comune e con questo

glorificavano il Signore.

* * *

La considerazione di questi semplici

episodi non ci dà sollievo e consolazione?

Sono manifestazioni di

personalità innocenti, modeste, talmente

distanti dalle preoccupazioni

del mondo, che già vivono nell’atmosfera

del Cielo. ²

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 33


Intervista al Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense

L’importanza

di formare i formatori

In visita in Brasile, Mons. Enrico dal Covolo ci parla delle sfide che

affronta come Rettore dell’“Università del Papa” e dell’importanza di

“formare i formatori” nell’attuale emergenza educativa.

Antonio Jakoš Ilija

Quali sono stati gli obbiettivi

di Vostra Eccellenza durante

questa visita in Brasile?

In queste tre proficue settimane,

ho visitato, soprattutto, tutti i centri

universitari legati all’Università

Pontificia Lateranense, abitualmente

chiamata Università del Papa.

Inoltre, ho stipulato accordi con

nuovi centri, per esempio, con l’Università

Salesiana di Campo Grande.

Ritengo sia stato un lavoro importante,

poiché la relazione tra università

affiliate, aggregate o convenzionate,

non può essere semplicemente

burocratica, fiscale o giuridica. Deve

andare molto al di là, creare una vera

comunità accademica, che significa

comunione di intenzioni, nella condivisione

della stessa missione.

Come si svolge la vita quotidiana

di un rettore della Lateranense?

È molto monotona. Inizia normalmente

alle sette, con la Messa

per gli studenti, celebrata dal Rettore

stesso. Finita questa, mi dirigo

alla hall dell’Università, dove saluto

gli studenti che arrivano. Terminato

questo momento molto cordiale,

che agli alunni piace, salgo nel mio

studio. Cominciano allora le udienze

e l’abituale lavoro d’ufficio.

Si tratta di un ritmo un po’ monotono,

ma ricco di contatti e di possibilità.

Abbiamo un programma molto

intenso di simposi, incontri, congressi;

ed io, di regola, cerco di fare

un saluto, non formale, ma rivolto

a ogni partecipante di queste riunioni.

Frequentemente arrivano anche

consulte di congregazioni e dicasteri,

anche per nomine di Vescovi. In

tutti questi casi è necessario esser

pronti a dare un parere ben fondato,

che possa risultare utile.

Come influisce in questo compito

il fatto di esser Vescovo e figlio

di San Giovanni Bosco?

Sono rimasto realmente un po’

sorpreso del fatto che il Santo Padre

abbia voluto nominarmi Vescovo,

soltanto due mesi dopo esser stato

nominato Rettore dell’Università,

tanto più che non ho nessun altro

incarico oltre a questo.

Il Papa ha voluto certamente farlo

per dare una maggior autorità al

Rettore della sua Università, ma anche

per concedergli una grazia in

più. L’ordinazione episcopale conferisce

un salto di qualità nell’ordine

della grazia e questo si sente nell’esercizio

delle funzioni direttive: mi

sento molto più capace di affrontare

le difficoltà, le cose sbagliate o differenti

da quello che avevo previsto, di

sopportare le contrarietà.

Sono, certamente, un Vescovo salesiano,

e un Vescovo salesiano ha caratteristiche

speciali, mantiene intero

lo spirito di appartenenza alla sua

congregazione, al carisma di Don Bosco.

Pertanto, esercitare la carica di

Rettore come Vescovo salesiano significa,

senza dubbio, privilegiare il sistema

preventivo di San Giovanni Bosco:

la ragione, la religione, l’affetto; essere

particolarmente sensibile alle sfide

dell’educazione nel momento presente;

esser capace di dare una risposta

esatta, precisa, valida, di fronte all’emergenza

educativa dei nostri giorni.

Quali sono le sfide più immediate

delle università cattoliche,

soprattutto nel campo dell’etica e

della morale, di fronte all’attuale

dittatura del relativismo?

34 Madonna di Fatima · Settembre 2012


Marcos Enoc

“Sono, senz’altro, un Vescovo salesiano e un Vescovo salesiano mantiene

per intero lo spirito di appartenenza alla sua congregazione”

Mons. Enrico dal Covolo durante l’intervista, realizzata nel Seminario degli

Araldi del Vangelo a Caieiras, Brasile

Ritengo che in questo momento,

nel quale a ragione si parla di “dittatura

del relativismo”, un buon educatore,

nell’ambiente universitario

cattolico – più ancora in quello

di una Università Pontificia –, debba

tener conto in modo privilegiato

degli insegnamenti, del magistero

dell’attuale Pontefice, Benedetto

XVI. Infatti, nelle attuali circostanze,

egli è certamente come un faro

che ci illumina di fronte alle provocazioni

del relativismo che ci avvolge.

È stato lui stesso a parlarci di

“emergenza educativa”.

Penso che la risposta precisa

che l’Università del Papa e le Pontificie

Università Cattoliche in generale

debbano offrire nell’attuale

emergenza educativa sia la formazione

dei formatori, la quale deve

esser condotta secondo le norme

accademiche caratteristiche delle

istituzioni nelle quali ci troviamo.

Pertanto, attraverso lo studio,

l’indagine, alla ricerca appassionata

della verità. Questo non dovrebbe

mai esser trascurato in nessuna

università, meno ancora nelle università

cattoliche.

Può dirci qualcosa riguardo

al progetto “Casa Zaccheo”,

del quale Vostra Eccellenza

è il coordinatore?

È un progetto originale, studiato

proprio per essere un segnale espressivo

nel prossimo Anno della Fede.

Con l’approvazione del Gran Cancelliere

– il Cardinale Vallini, Vicario

del Santo Padre – abbiamo istituto la

Casa Zaccheo, che non è un collegio,

né un internato: è una casa di convivenza,

dove si vive in profondità la vita

comunitaria. Tutti coloro che partecipano

a questa originale esperienza

formativa sono persone impegnate

a interpellarsi, davanti a Dio, sulla loro

vocazione. Sono, infatti, alla ricerca

del progetto di Dio a loro riguardo.

Da qui potranno uscire buoni padri e

buone madri di famiglia, e speriamo

anche buoni sacerdoti, buone religiose,

buoni consacrati.

Quale sarebbe il messaggio di

Sua Eccellenza per i giovani

araldi, con i quali ha avuto

contatti in questi giorni?

Tra le altre cose belle che mi sono

capitate in questi giorni, c’è l’incontro

con gli Araldi del Vangelo. Non

conoscevo molto della loro vita, pertanto,

questa esperienza di comunione

è stata preziosa oltre una settimana

con loro.

Ho potuto apprezzare l’entusiasmo

e la freschezza del carisma che,

come ho potuto osservare, ha molti

punti di contatto con il carisma di

San Giovanni Bosco: anche qui la

preoccupazione forte è quella educativa,

l’educazione dei giovani per

mezzo della cultura; pertanto, dell’insegnamento,

dell’indagine, dello studio.

Ho incontrato ottimi araldi che

stanno raggiungendo un apprezzabile

livello di competenza nel campo

dell’indagine universitaria.

Quello che mi ha impressionato

è la presenza di tanti giovani di tutte

le età. Tutti molto entusiasti, molto

partecipativi alla missione educativa

ricevuta dal loro fondatore, che

ho potuto incontrare personalmente

e con cui ho potuto scambiare alcune

parole. Mi ha impressionato soprattutto

anche l’amore alla bellezza,

alla bellezza considerata esattamente

come via per elevarsi a Dio,

per ottenere la santità. Mi sembra di

ascoltare un refrain famoso nella teologia

del XX secolo: “La bellezza

salverà il mondo”.

A questi ragazzi che ho incontrato

negli Araldi del Vangelo, io raccomanderei

di continuare con fermezza

e con lo stesso entusiasmo che ho

visto, il cammino intrapreso. Di sicuro,

come ogni fondazione giovane,

anche questa necessita di consolidarsi,

ma consolidamento non significa

abbassare il livello dell’entusiasmo

iniziale.

Vi raccomando, contribuendo al

consolidamento della vostra Istituzione,

nel dialogo con la Chiesa locale,

nell’obbedienza ai Vescovi, di

non perdere mai questo entusiasmo

e questo amore per la bellezza,

questa volontà di crescere educando,

che ho potuto verificare in voi, in

questi giorni. ²

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 35


San Paolo accoglie la 24ª Assemblea Generale della FIUC

Nuovi tempi, nuovi alunni,

nuovi professori

Rettori e rappresentanti di oltre cento università cattoliche si sono

riuniti in Brasile per analizzare le sfide imposte al mondo della

conoscenza dai nuovi contesti culturali, sociali e politici.

Diac. Marcelo Javier Pérez Wheelock, EP

David Domingues

Circa 140 rettori e rappresentanti

di 113 università

cattoliche di 44 Paesi

dei cinque continenti hanno

partecipato alla 24ª Assemblea

Generale della Federazione Internazionale

di Università Cattoliche

– FIUC, realizzata nel Centro Universitario

della Fondazione Educativa

Ignaziana (FEI) a San Bernardo

do Campo, regione metropolitana di

San Paolo. Il tema dell’Assemblea è

stato Insegnare e Apprendere all’Universit

Cattolica – Educare e Formare.

Messa e sessione di apertura

Il Cardinale Zenon Grocholewski,

Prefetto della Congregazione

per l’Educazione Cattolica,

ha celebrato la Messa di apertura

dell’evento il 23 luglio, nella cappella

del Centro Universitario della

FEI.

La Solenne Eucaristia è stata

concelebrata da Mons. Raymundo

Damasceno Assis, Arcivescovo

di Aparecida e Presidente della

CNBB, Mons. Odilo Pedro Scherer,

Arcivescovo di San Paolo, Mons.

“La presenza dei rettori di diverse parti del mondo riuniti in Assemblea

dimostra la forza delle università cattoliche”

Alcuni partecipanti durante la Sessione di apertura

José Nelson Westrupp, Vescovo di

Santo André, e da una ventina di

sacerdoti. All’inizio della Messa, il

Cardinale Grocholewski ha letto il

decreto della Santa Sede che nomina

il Beato John Henry Newman patrono

della FIUC.

Durante la sessione di apertura

dei lavori, il Cardinale Raymundo

Damasceno ha affermato che “la

presenza dei rettori di diverse parti

del mondo riuniti in Assemblea dimostra

la forza delle università cattoliche”

e ha ricordato il ruolo peculiare

delle sopracitate nella “evangelizzazione

qualificata attraverso l’accesso

alle frontiere della conoscenza,

della ricerca e della diplomazia

universitaria”.

Nuovi contesti culturali,

sociali e politici

Il Prof. Anthony Cernera – Presidente

Generale della Federazione

Internazionale delle Università

Cattoliche (FIUC) e docente nella

Sacred Heart University del Connecticut

(USA) – si è riferito al tema

dell’assemblea, che sintetizza

le nuove sfide dell’educazione

cattolica, tra le quali, quella di

36 Madonna di Fatima · Settembre 2012


educare lo studente alla selezione

e valutazione delle abbondanti

informazioni provenienti dai nuovi

mezzi di comunicazione. “Discutere

l’insegnamento e l’apprendimento

nelle nostre società, in cui

abbondano gli ipads e iphones, internet

e i micro-computer, implica

prendere in considerazione i nuovi

contesti culturali, sociali, politici

ed educativi, che impongono molte

sfide al mondo della conoscenza” –

ha spiegato.

“I nostri professori”, ha aggiunto

il Prof. Anthony, “sono di fronte a

nuove sensibilità culturali, educative

e di formazione universitaria, nuove

ricerche per le qualifiche, nuovi

contesti di insegnamento e nuovi

problemi di ricerche. La generazione

di età superiore a 30 o 35 anni è

di immigranti nel nuovo mondo delle

tecnologie. La gioventù è la vera

cittadina, perché è nata nel mondo

cibernetico. Oggi la società richiede

ai docenti nuovi metodi e informazioni”.

Gli studenti sono cambiati

Dopo aver sottolineato che “questa

Assemblea di studi è intensamente

orientata verso lo studente”,

Mons. Guy-Réal Thivierge, Segretario

Generale della FIUC e consulente

della Congregazione per l’Educazione

Cattolica, ha affermato:

“Gli studenti di oggi sono estremamente

differenti da quelli di venti,

trenta o quaranta anni fa. È molto

importante osservare che essi sono

cambiati. È necessario fare attenzione

a non sottovalutare le speranze,

i richiami e le necessità degli studenti,

ma d’altra parte, è necessario

dare una formazione ai leader universitari,

professori, rettori e amministratori”.

Infatti, temi come Nuovi tempi,

nuovi alunni, nuovi professori, esposto

dalla Prof.ssa. Britt-Mari Barth,

dell’Institut Catholique de Paris, e Il

rapporto professore/studente nel seco-

Educare lo studente alla selezione e analisi delle abbondanti

informazioni fornite dai nuovi mezzi di comunicazione è una delle

principali sfide dell’Educazione Cattolica

I Cardinali Raymundo Damasceno Assis e Zenon Grocholewski e i professori

Fábio do Prado e Anthony Cernera durante la sessione di apertura

lo XXI, svolto dal Prof. Manuel Joaquim

Pinho Moreira de Azevedo,

dell’Università Cattolica Portoghese,

hanno suscitato speciale interesse

nel pubblico per indicare queste

nuove sfide e speranze nel compito

di formare ed evangelizzare la nuova

generazione di giovani universitari.

Si segnala anche la presentazione

dei risultati preliminari della Ricerca

globale della FIUC sulla cultura

dei giovani nell’università cattolica,

fatta dalla Prof.ssa Rosa Aparicio

Gómez, dell’Istituto Universitario

Ortega y Gasset, Spagna. Essa

è stata realizzata sulla base di

un questionario elaborato da specialisti

dei più diversi campi con lo

scopo di identificare il profilo psicologico

dei giovani studenti iscritti

nelle 205 università affiliate alla

FIUC.

Messa finale e consegna

di medaglie

Il Congresso si è concluso il 26

luglio con una Messa solenne nella

Chiesa situata nel Pateo do Collegio,

celebrata dal Cardinale Odilo

Pedro Scherer e concelebrata dal

Cardinale Claudio Hummes, Arcivescovo

Emerito di San Paolo e Prefetto

emerito della Congregazione

per il Clero, da Mons. Tarcisio Scaramussa,

Vescovo-ausiliare dell’Arcidiocesi

di San Paolo e da venti sacerdoti

rettori di diverse università

pontificie. La celebrazione è stata

impreziosita dalla Schola Cantorum

del Pateo do Collegio, che ha

eseguito melodie classiche polifoniche

accompagnate da un’eccellente

orchestra da camera.

In una solenne cerimonia dopo

l’Eucaristia, sono stati insigniti

con la medaglia Ex Corde Ecclesiæ

il Prof. Anthony Cernera, che

concludeva nello stesso giorno il suo

triennio di presidente della FIUC e

il Prof. Fábio do Prado, Rettore della

FEI. Nella medesima cerimonia,

è stato consegnato alla Bethlehem

University, di Gerusalemme, il premio

Sciat ut serviat (Apprendere per

servire).

Il 27 luglio, si è tenuta anche una

sessione amministrativa durante la

quale è stato eletto come nuovo Presidente

della FIUC, per un mandato

di tre anni, don Pedro Rubens Ferreira

Oliveira, SJ, attuale Rettore

dell’Università Cattolica di Pernambuco

(UNICAP). ²

David Domingues

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 37


La parola dei Pastori

Fare scienza aperta al

trascendente

Nelle università cattoliche, la Ragione non può svuotare

il mistero d’amore che la Croce rappresenta, ma questa

può dare alla Ragione la risposta ultima che essa cerca.

F

ratelli e sorelle, “a ogni

uomo che procede rettamente,

io mostrerò la salvezza

di Dio”. Con questa

felice promessa, la Liturgia della Parola

di oggi ci invita a incamminare i

nostri passi sulla via del bene e a fissare

il nostro sguardo su Gesù Risorto,

Re dell’Universo e Signore della

Storia. [...]

Due ali con le quali lo

spirito umano si eleva alla

contemplazione della verità

Cardinale Zenon Grocholewski

Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica

Il Vangelo di oggi (Mt 12, 38-42)

potrebbe esser interpretato, a mio

avviso, da due punti di vista.

Da un punto di vista negativo, Gesù

respinge la richiesta dei maestri

della Legge e dei farisei, di dar loro

un segnale personale. Chiude in modo

incisivo l’interpellanza di questa

“generazione cattiva e adultera” che

viveva abituata ai segnali divini, ammirava

i miracoli e interpretava i fenomeni

cosmici. Egli la invita a elevare

lo sguardo al di sopra del segnale

personale; la esorta a prender coscienza

che in mezzo ad essa si trova

il Servo di Dio, l’Eletto, nel quale il

Padre ha trovato la sua predilezione

e sul quale ha diffuso lo Spirito. [...]

Dal punto di vista positivo, tuttavia,

Gesù evoca nel Vangelo di oggi

due segnali del passato: quello di

Giona e quello della sapienza di Salomone.

E li interpreta riferendoli

alla sua Persona, alla sua prossima

Passione, Morte e Resurrezione.

Vediamo ora più da vicino questi

due segnali, che richiamano alla

mente la fede e la ragione, le quali –

secondo l’Enciclica Fides et ratio, del

Beato Giovanni Paolo II – costituiscono

come le due ali con le quali lo

spirito umano si eleva alla contemplazione

della verità.

Prima ala: la Fede in

Cristo risorto

Riguardo al segnale di Giona, dice

il testo biblico: “Infatti, così come

Giona è stato tre giorni e tre notti

nel ventre della balena, così anche

il Figlio dell’Uomo starà tre giorni e

tre notti nel seno della terra”. Gesù,

allora, esorta i suoi interlocutori a

interpretare il segnale di Giona sotto

l’ottica del mistero della sua prossima

Morte e Resurrezione. [...]

Attraverso il segnale di Giona, Egli

ci indica implicitamente che per conoscerLo

di fatto si richiede il dono della

Fede: Fede fondata sul mistero pasquale

e alimentata dalla predicazione,

ossia, dal deposito della Fede. [...]

Nel mondo universitario cattolico

la Fede non può mai esser considerata

un accessorio o una moda momentanea:

la Fede in Cristo morto e risorto

deve accompagnare ogni riflessione e

approfondimento riguardo la natura,

l’uomo e la società. Voler dissociare

la Fede dall’indagine scientifica equivale

a costruire una scienza nella quale

regnano la vacuità e l’assurdo, poiché,

come sottolineava il Beato Giovanni

Paolo II, ogni realtà umana, individuale

e sociale, è stata liberata da

Cristo: tanto le persone come le attività

degli uomini, la cui manifestazione

più elevata e personificata è la cultura.

Come ci ricorda Gesù nel Vangelo

di oggi, gli abitanti di Ninive si sono

38 Madonna di Fatima · Settembre 2012


convertiti grazie alla predicazione

di Giona. Allo stesso

modo, in vista del prossimo

Anno della Fede, che inizierà

il prossimo 11 ottobre,

il mondo universitario cattolico

è chiamato a intensificare

e rinnovare la sua Fede

in Cristo morto e risorto.

Per questo, come evidenzia

la Congregazione per la

Dottrina della Fede, l’università

cattolica è invitata a

suscitare “un dialogo rinnovato

e creativo tra fede e ragione”,

per mezzo di simposi,

congressi e giornate di studio.

È chiamata anche a partecipare

a “celebrazioni penitenziali,

nelle quali si ponga

speciale enfasi nel chiedere

a Dio perdono per i peccati

contro la fede”.

Seconda ala: la Ragione

in armonia con la fede

David Domingues.

Come abbiamo detto

all’inizio di questa riflessione,

nel suo dialogo con i

maestri della Legge e i farisei,

Gesù offre un altro segnale:

quello di Salomone. Parla specificamente

della sapienza di Salomone.

Questo segnale ci fa, dunque, intendere

che per conoscere Cristo interamente

si richiede, oltre alla fede

in Lui, l’ala della sapienza o della

ragione, la quale, in perfetta armonia

con la fede, può raggiungere

i misteri divini.

Il Beato Giovanni Paolo II sosteneva:

“La ragione, priva del contributo

della Rivelazione, ha percorso

vie marginali con il rischio di perder

di vista la sua meta finale. La fede,

priva della ragione, ha messo in

maggior evidenza il sentimento e

l’esperienza, correndo il rischio di

smettere di essere una proposta universale”

(Fides et ratio n.48). [...]

Cardinale Zenon Grocholewski durante l’omelia

nella cappella del Centro Universitario della FEI,

affiancato da Mons. Odilo Pedro Scherer e

Mons. Raymundo Damasceno Assis

Voler dissociare la

fede dall’indagine

scientifica equivale a

costruire una scienza

nella quale regnano

la vacuità e l’assurdo

A questo proposito, è necessario ricordare

che la fonte della sapienza di

Salomone era il suo permanente contatto

con Dio, ossia, la preghiera e la

contemplazione, senza le quali il suo

ragionamento sarebbe considerato

banale o senza prestigio.

La Regina del Sud non

sarebbe venuta ad ascoltare

la sapienza di Salomone

se non avesse trovato nel suo

pensiero una verità nuova e

reale: la verità di Dio. [...]

La grande sfida delle

università cattoliche

Nelle università cattoliche,

la ragione non può svuotare

il mistero d’amore che la

Croce rappresenta, ma questa

può dare alla ragione la risposta

ultima che essa cerca.

Il criterio di verità e, allo stesso

tempo, di salvezza, non è

la sapienza delle parole, ma

la Parola della Sapienza. Ha

detto il Papa Benedetto XVI

nell’Università Cattolica del

Sacro Cuore: “Ecco allora la

grande sfida delle Università

cattoliche: fare scienza nell’orizzonte

di una razionalità vera,

diversa da quella che oggi

è ampiamente dominante,

secondo una ragione aperta

alla questione della verità e ai grandi

valori iscritti nel proprio essere e, di

conseguenza, aperta al trascendente, a

Dio”. [...]

Preghiamo, allora, affinché le nostre

istituzioni universitarie cattoliche

continuino a dare testimonianza

della Fede in Cristo e della sapienza

proveniente dall’alto. Che entrambe

le ali, la fede e la ragione, continuino

a guidare il mondo universitario

cattolico. ²

Passi dell’omelia nella Messa

di apertura della 24ª Assemblea

Generale della Federazione

Internazionale delle Universit

Cattoliche, 23/7/2012.

Testo trascritto da una registrazione,

senza revisione dell’autore.

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 39


Aiuto spirituale per i visitatori

dei Musei Vaticani

Dallo scorso mese di agosto, due

sacerdoti restano quotidianamente

a disposizione dei visitatori dei Musei

Vaticani, per dialogare con loro e

offrire consigli e aiuto spirituale.

“I sacerdoti staranno in due punti

strategici dell’itinerario abituale, dove

ci saranno un tavolo e due sedie; chi

vuole potrà avvicinarli per scambiare

alcune parole o fare insieme una riflessione”

ha spiegato a L’Osservatore

Romano Mons. Giuseppe Sciacca, Segretario

Generale del Governo dello

Stato della Città del Vaticano.

I Musei Vaticani, ha spiegato,

“sono come il forziere dove, grazie

alla sapienza dei Pontefici e al loro

amore per la bellezza, si conservano

le migliori opere forgiate dal genere

umano attraverso la Storia; sono anche

un veicolo particolare attraverso

il quale la Buona Novella di Dio

fatto Uomo può essere annunziata

al mondo”.

Essi accolgono tutti, “di qualunque

credenza e provenienza, ma ricordano

a ognuno, per mezzo di una

statua, un gioiello, un quadro o un

affresco, quello a cui siamo chiamati”

ha aggiunto Mons. Sciacca..

Premio Ratzinger di Teologia

Il giorno 20 ottobre sarà conferita

la seconda edizione del Premio

Ratzinger di Teologia a “due eminenti

studiosi” i cui nomi saranno

resi noti prossimamente secondo

una notizia del 20 luglio del giornale

L’Osservatore Romano.

L'Osservatore Romano

La Fondazione Joseph Ratzinger-Benedetto

XVI vuole con questo

“esprimere in maniera semplice

e concreta il suo ‘grazie a coloro

che, nelle tenebre del tempo presente,

si sforzano di far rifulgere lo

splendore della verità, in profonda

comunione con il Santo Padre” ha

dichiarato Mons. Giuseppe Antonio

Scotti, Presidente del Consiglio

di Amministrazione di questa Fondazione.

Papa Benedetto XVI stesso consegnerà

il Premio nel contesto della

XIII Assemblea Ordinaria del Sinodo

dei Vescovi, nella quale sarà dibattuto,

dal 7 al 28 ottobre, il tema

La Nuova Evangelizzazione per la

trasmissione della Fede Cristiana.

Creata nel marzo 2010, la Fondazione

Joseph Ratzinger – Benedetto

XVI ha, tra gli altri obbiettivi, quello

di “stabilire premi per gli studiosi

che si distinguano per speciali meriti,

tanto nell’attività delle pubblicazioni

quanto in quella dell’investigazione

scientifica” informa la pagina

web dell’Istituzione (http://www.

fondazioneratzinger.va).

Il Cardinale Filoni ordina

quattro vescovi nella

Repubblica Centro-Africana

Agenzia Fides – Un “messaggio di

speranza e di appoggio” è stato portato

dal Cardinale Fernando Filoni,

Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione

dei Popoli, alla Chiesa

nella Repubblica Centro-Africana,

con l’ordinazione di quattro Vescovi

il 22 luglio scorso. “La Chiesa nella

Repubblica Centro-Africana bril-

lerà con la luce di Cristo! Vi invito a

un rinnovato impegno alla missione:

una nuova era deve iniziare!” ha detto

il Cardinale a più di 1.500 fedeli riuniti

nella piazza antistante la Cattedrale

di Bangui per l’ordinazione episcopale

di Mons. Dieudonné Nzapalainga,

Arcivescovo di Bangui, Mons.

Nestor-Désiré Nongo Aziabgia, Vescovo

di Bossangoa, Mons. Dennis

Abgenyadzi, Vescovo di Berbérati e

Mons. Cyr-Nestor Yapaupa, Vescovo

coadiutore di Alindao.

Oltre ai neo ordinati, numerosi

altri Vescovi di varie nazioni hanno

concelebrato la Santa Messa a

cui hanno partecipato il Presidente

della Repubblica, François Bozizé, il

Presidente dell’Assemblea Nazionale,

Célestin Leroy Gaombalet, il Primo

Ministro, Faustin Archange Touadera

e il Sindaco di Bangui, Nazaire

Guenefe-Yalanga.

Mons. Filoni ha concluso la sua

omelia con un’esortazione ai nuovi

Vescovi: “La vostra missione è disperdere

le tenebre del nostro mondo

con la luce della Parola di Dio,

attraverso la vostra testimonianza

di vita. In nome del Signore, vi supplico:

rinnovatevi nella vostra vita di

fede”.

Cile: 250 mila alla festa della

Madonna del Carmine

Agenzia Gaudium Press – Circa

250 mila fedeli hanno affollato il

piccolo abitato di La Tirana, situato

nel nord del Cile, per celebrare

la festa della Madonna del Carmine,

Patrona del paese.

Non solo con preghiere i pellegrini

hanno manifestato la loro devozione:

durante tutta la giornata del

16 luglio, più di 200 gruppi di ballo,

alcuni dei quali provenienti dal Perù

e dalla Bolivia, hanno reso omaggio

con vistose danze popolari alla statua

“de La Chinita”, esposta nell’atrio

del tempio costruito nel 1886.

La Messa principale è stata celebrata

da Mons. Marco Antonio Ór-

40 Madonna di Fatima · Settembre 2012


www.odisur.es

denes Fernández, Vescovo di Iquique.

Alla fine della giornata, migliaia

di pellegrini hanno seguito la processione

che ha condotto attraverso

le strette vie dell’abitato la statua

della Vergine del Carmine de La Tirana.

37º Congresso dei Pueri Cantores

La cerimonia di apertura del 37º

Congresso Internazionale di Pueri

Cantores ha riunito l’11 luglio, nella

Plaza de Toros di Granada, in Spagna,

90 cori di voci bianche prove-

nienti da 18 Paesi, per un totale di

circa 3 mila bambini. Oltre a rappresentazioni

musicali, l’atto ha avuto

anche momenti di preghiera e di lettura

del Vangelo. Alla sera, una cena-picnic

e uno show equestre hanno

chiuso la prima giornata del Congresso.

Nei giorni seguenti, i diversi

cori dei Pueri Cantores si sono esibiti

in numerose chiese di Granada.

La solenne Messa di chiusura del

giorno 15 è stata presieduta dall’Arcivescovo

di Granada, Mons. Javier

Martinez e concelebrata dal Presidente

della Federazione Internazionale

dei Pueri Cantores, Mons. Robert

Tirala, con più di venti sacerdoti

delle Federazioni Nazionali rappresentate

nel Congresso. Alla fine

dell’atto liturgico, è risuonato nella

Cattedrale l’“Alleluia!” di Hendel,

cantato dai circa 3 mila bambini

congressisti.

“Cantiamo non perché la musica

renda più bella la Liturgia”, ha affermato

nella sua omelia il celebrante,

“ma perché quanto accade nell’Eucaristia

è così grande e bello che non

possiamo smettere di cantare”.

www.ucanews.com

Prima religiosa a pronunciare

i voti in Nepal

Agenzia Gaudium Press – Per la

Chiesa Cattolica nel Nepal, il 29 luglio

è stata una giornata storica: la

prima religiosa nepalese Marina

D

Adorazione Eucaristica

durante i Giochi Olimpici

on Franzis Conway, OFM, parroco di

San Francesco d’Assisi, a Londra, ha

promosso un’Adorazione Eucaristica ininterrotta

durante le oltre due settimane nelle

quali si sono realizzati i Giochi Olimpici

in questa città, dal 27 luglio al 12 agosto.

Dalle 9 alle ore 18, il Santissimo Sacramento

era esposto nella Parrocchia di San Francesco

a Stafford, dalle 18 alle ore 24 in quella

della Madonna e Santa Caterina da Siena

a Bow e fino alle ore 9 del giorno seguente

in quella di Sant’Antonio a Forest Gate.

I tre templi si trovano molto vicini alla cittadella

olimpica, rendendo possibile la partecipazione

degli atleti presenti a Londra.

Per poter dar ascolto a ogni visitatore

nella propria lingua, Don Conway ha invitato sacerdoti

di altri Paesi a partecipare all’iniziativa, che si inserisce

nello sforzo congiunto realizzato dalla Chiesa

Parrocchia San Francesco d’Assisi a Stafford, Londra

Cattolica in Inghilterra per dare assistenza religiosa

ai milioni di visitatori che sono confluiti a Londra in

occasione dei Giochi Olimpici.

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 41


Sharma, di 22 anni di età ha pronunciato

i suoi voti nella cappella

della Scuola di Santa Maria, nel centro

di Katmandu, capitale di questo

Paese nel quale è proibito predicare

la Fede cristiana a membri di altre

religioni. Fino al 2006 si permetteva

alle Congregazioni religiose solo

l’esercizio di attività educative, e

c’era un’unica chiesa legalmente riconosciuta.

La Santa Messa è stata celebrata

da Mons. Anthony Sharma, primo

sacerdote nepalese (ordinato nel

1968) e primo Vescovo del Vicariato

Apostolico del Nepal. Nonostante

tutte le difficoltà inerenti alle restrizioni

alla libertà religiosa, Suor

Margaret Mary, Superiora Regionale

della Congregazione di Gesù,

ha manifestato la speranza che tra

breve un gruppo di giovani nepalesi

seguano l’esempio di Suor Marina

Sharma.

Incontro Internazionale

delle Equipe Notre Dame

Più di 7.500 mila aderenti alle

Equipe provenienti da vari Paesi

hanno partecipato al XI Incontro

Internazionale delle Equipe Notre

Dame, realizzato a Brasilia dal 21 al

26 luglio.

“Gli sposi delle Equipe Notre

Dame proclamano, non tanto con

parole quanto soprattutto con la vita,

le verità fondamentali sull’amore

umano e il suo significato più profondo”

ha affermato il Cardinale

Tarcisio Bertone, Segretario di Stato

del Vaticano, in un messaggio inviato

ai partecipanti a nome di Papa

Benedetto XVI.

Equipe Notre Dame è un’Associazione

Internazionale di Diritto

Pontificio che ha per “obbiettivo essenziale

aiutare le coppie a camminare

verso la santità”, secondo la definizione

del fondatore, il Servo di

Dio Henri Caffarel, sacerdote della

Diocesi di Parigi, morto a 93 anni

nel 1996.

www.aica.com

Libri di San Josemaria

pubblicati in edizione digitale

La casa editrice spagnola RIALP

ha pubblicato a luglio la versione digitale

di varie opere di San Josemaria

Escrivá, con l’obbiettivo di portare

gli insegnamenti del fondatore

dell’Opus Dei a un maggior numero

di persone, specialmente alle generazioni

più giovani.

Grazie alle possibilità dell’edizione

elettronica, e a un costo ben minore

di quello delle edizioni cartacee,

gli “indici di argomenti” di questi

libri sono intrecciati in modo da

facilitare la lettura e la consultazione.

Tra le opere già disponibili nel

nuovo formato si trovano: Camino,

Surco, Forja, Santo Rosario, Via

Crucis, Amigos de Dios, Es Cristo que

passa, Amar al mundo apasionadamente

e Conversaciones con Mons.

Escrivá de Balaguer.

Argentina: 300 mila fedeli hanno

reso omaggio alla Vergine di Itati

Agenzia AICA – Circa 300 mila

fedeli hanno partecipato, il 16 luglio,

ai festeggiamenti commemorativi

del 112º anniversario dell’Incoronazione

della statua della Madonna

di Itati, Patrona della provincia di

Corrientes, in Argentina.

Dopo il tradizionale “saluto di

anniversario” nel piazzale della Basilica,

la statua è stata condotta in

corteo acqueo nel Fiume Paraná per

l’incontro con la statua della Vergine

di Caacupé, venuta dal vicino

Paraguay. La Messa celebrata da

Mons. Fabriciano Sigampa, Arcivescovo

di Resistencia, ha concluso il

programma del mattino.

Alle ore 13, si è tenuta una seconda

Celebrazione Eucaristica, presieduta

dall’Arcivescovo di Corrientes,

Mons. Andrés Stanovnik. Successivamente,

nel tardo pomeriggio, Don

Omar Gustavo Cadenini, Superiore

Provinciale dell’Opera Don Orione,

ha presieduto la Messa di chiusura,

dopo la quale si è realizzata la Processione

delle Fiaccole.

Conclusa la redazione del

3º volume di “Gesù di Nazareth”

Il Santo Padre Benedetto XVI ha

terminato alla fine di luglio la redazione

del terzo volume della sua opera

Gesù di Nazareth, dedicato all’Infanzia

di Gesù. Si procede ora alla

traduzione dell’originale tedesco nelle

sette lingue nelle quali sono stati

pubblicati i due volumi precedenti,

che hanno già superato la soglia di un

milione di copie vendute.

Scrittore instancabile, Benedetto

XVI sta elaborando una nuova Enciclica

sulla Fede, come “un grande

dono per l’Anno della Fede” ha informato

il Segretario di Stato della

Santa Sede, Cardinale Tarcisio Bertone,

durante una Messa celebrata a

Introd, in Valle d’Aosta, dove ha trascorso

alcuni giorni di ferie.

Inoltre, il Papa si è occupato anche,

alla fine di luglio, della preparazione

dei discorsi da fare durante

il suo Viaggio Apostolico in Libano

(dal 14 al 16 settembre), come pure

di quelli che pronuncerà in occasione

delle commemorazioni del 50º

anniversario dell’apertura del Concilio

Vaticano II, il giorno 11 ottobre

prossimo.

Mons. Sérgio Colombo sottolinea

a Radio Vaticana l’importanza

dell’Anno della Fede

In pellegrinaggio nella Cit

Eterna, insieme ad un gruppo di fedeli

della sua diocesi, Mons. Sérgio

Colombo, Vescovo di Bragança Paulista

(Brasile), ha concesso il 17 luglio

un’intervista alla Radio Vati-

42 Madonna di Fatima · Settembre 2012


cana, nella quale ha affermato che

“l’Anno della Fede è un’occasione

per riscoprire il messaggio di Gesù”.

Per il Prelato brasiliano, questo

periodo si riveste di speciale importanza,

poiché in esso la Chiesa “è invitata

a tornare alle fonti, al Vangelo,

al catechismo, per riscoprire il messaggio

di Gesù”. Ha aggiunto che “il

Vangelo e Gesù non possono esser

banditi dalla vita della società, perché

se bandiamo Gesù dalle nostre

vite, non potremo vivere la fraternità

e la solidarietà proposte da Lui”.

Ha concluso spiegando che l’Anno

della Fede sarà per molti l’anno

della scoperta, o della riscoperta, di

Gesù, “una nuova conoscenza del

Suo messaggio, un’adesione rinnovata,

col cuore aperto a Lui”.

È tornato a liquefarsi

il sangue di San Pantalone

Come accade ogni anno, è tornato

a liquefarsi il 27 luglio, data della

sua festa, il sangue di San Pantalone

conservato in un reliquario nel

Real Monasterio de la Encarnación,

di Madrid. Circa 10 mila fedeli sono

accorsi nella Chiesa del Monastero

per presenziare il miracolo e venerare

le reliquie di questo santo, un medico

che fu martirizzato nell’anno

305, durante le persecuzioni dell’imperatore

Diocleziano.

Il fenomeno si ripete dagli inizi

del sec. XVII, quando la preziosa

reliquia arrivò a Madrid, proveniente

dalla Cattedrale di Ravello.

Il sangue, che rimane coagulato nel

reliquario durante tutto l’anno, comincia

a liquefarsi il giorno 26 e si

solidifica lentamente il giorno 28.

Invito a pregare per la Francia

Ripristinando un’antica tradizione,

il Cardinale André Vingt-Trois,

Arcivescovo di Parigi e Presidente

della Conferenza Episcopale Francese,

ha inviato il 10 agosto una lettera

a tutti i Vescovi del Paese, invitandoli

a pregare per la Francia il

giorno 15 agosto, solennità dell’Assunzione

della Beata Vergine Maria.

Nella sua lettera, il prelato chiede

che siano incluse nella preghiera

dei fedeli richieste specifiche per

le vittime dell’attuale crisi economica,

le quali “vedono con inquietudine

il futuro”, per i governanti e legislatori,

affinché “il loro senso del

bene comune della società prevalga

sugli interessi personali”, per le famiglie,

pregando affinché “l’impegno

degli sposi l’uno verso l’altro e

con i loro figli sia un segno di fedeltà

e di amore” e per i bambini ed adolescenti,

affinché “tutti ci aiutiamo

ognuno a scoprire il proprio cammino

per progredire verso la felicità”.

L’usanza di pregare in modo speciale

per la Francia nella giornata

della sua Patrona ha origine il 10

febbraio 1638, quando il re Luigi

XIII consacrò il Regno alla Santissima

Vergine.

Aumenta l’interesse dello studio

delle lingue classiche

Cresce ogni anno il numero di

universitari interessati ad ampliare

il loro orizzonte culturale, apprendendo

una delle cosiddette “lingue

morte”, data la loro importanza

nello sviluppo della civiltà occidentale.

Nel mese di luglio, 88 studenti

provenienti da 31 Paesi hanno partecipato

alla quarta edizione dei

Corsi Estivi di Lingue Classiche (latino,

greco antico ed ebraico) organizzati

dall’Università Santa Croce,

a Roma.

Il metodo utilizzato per questo

apprendistato richiede l’utilizzazione

viva del linguaggio, di modo

che, non solo in aula, ma anche negli

intervalli e durante le refezioni,

gli alunni sono invitati a conversare

nella lingua che stanno studiando in

modo da essere totalmente immersi

nel suo spirito.

Nei corsi dell’Università Santa

Croce, si nota una grande varietà

a livello di pratica di queste lingue.

Sentendo certi studenti, per esempio,

si ha l’impressione di ascoltare

un discorso di un grande oratore

classico; altri, al contrario, parlano

con la difficoltà di chi sta facendo i

primi passi.

Omaggio alla Madonna

di Guadalupe, a Los Angeles

Più di 50 mila persone hanno

partecipato al festival in onore della

Madonna di Guadalupe organizzato

il 5 agosto a Los Angeles, negli

Stati Uniti, su iniziativa di questa

Arcidiocesi e dei Cavalieri di Colombo.

L’evento ha avuto luogo nel

Los Angeles Memorial Coliseum ed

è consistito in momenti di preghiera

alternati a musica e conferenze.

La principale fra queste è stata tenuta

dall’Arcivescovo, Mons. Josede

Gómez, il quale ha sottolineato

il richiamo che la Madonna ci rivolge

in queste apparizioni per crescere

nella fede, nella speranza e

nell’amore.

Durante l’evento i fedeli hanno

potuto venerare un piccolo pezzo

della “tilma” di San Giovanni Diego,

il manto indigeno nel quale la Madonna

di Guadalupe ha lasciato impressa

miracolosamente la sua immagine,

nel 1531.

CNA/EWTN News

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 43


10º anniversario della

canonizzazione di San

Giovanni Diego

Con una Messa celebrata nella Basilica

della Madonna di Guadalupe,

l’Arcidiocesi della Città del Messico

ha commemorato il 31 luglio il decimo

anniversario della canonizzazione di

San Giovanni Diego, l’indigeno al quale

la Vergine Santissima è apparsa varie

volte nel Cerro Tepeyac, nell’anno 1531.

La celebrazione è stata presieduta

dall’Arcivescovo Metropolitano,

Cardinale Norberto Rivera Carrera

e concelebrata dai Vescovi Ausiliari

e dai membri del Capitolo Guadalupano,

presieduto dal Rettore,

Mons. Enrique Glennie Graue. Durante

l’Omelia, il Cardinale ha ricordato

che, dopo la canonizzazione, il

veggente messicano è diventato “modello

di santità per il mondo intero”.

Nel pomeriggio Mons. Eduardo

Chávez, Rettore dell’Istituto di Studi

Guadalupani, ha tenuto una conferenza

sulla vita di San Giovanni

Diego e il significato dell’apparizione

della Madonna di Guadalupe.

Giovanni Diego che si chiamava

Cuauhtlatoatzin, nome che nella sua

lingua materna significa “Aquila che

parla” nacque nel 1474, ricevette il

Battesimo insieme con la sua sposa

nel 1524 e visse come uomo di Fede,

coerente con i suoi obblighi battesimali,

nutrendo regolarmente la sua

unione con Dio mediante l’Eucaristia

e lo studio del Catechismo.

Salesiane giapponesi

evangelizzano attraverso la musica

Agenzia Gaudium Press – Le Suore

della Carità di Gesù, gruppo appartenente

alla Famiglia Salesiana,

ha creato a Yokohama, in Giappone,

il “Piccolo Coro”, con l’obbiettivo

di aiutare a riscoprire il dono della

vita e di evangelizzare attraverso

il canto e la musica.

Per le religiose, quando il Vangelo

tocca la sensibilità giapponese,

il suo messaggio diventa più efficace.

Per questo motivo, danno molto

valore alla forza evangelizzatrice

proveniente dall’arte e dalla musica.

Una delle Suore ha commentato che

i primi missionari salesiani inviati in

Giappone “apprendevano la lingua

con grande fatica, per poter evangelizzare,

ma poi davano concerti per

trasmettere il messaggio dell’amore

di Dio. È anche questo che ci motiva

ad una iniziativa del genere”.

Seguendo l’esempio di questi

missionari, che sono arrivati ad esibirsi

in più di duemila concerti, le

Suore della Carità di Gesù utilizzano

la musica come mezzo di evangelizzazione.

Dopo aver inciso il loro

primo CD, nell’anno 2000, le religiose

hanno messo in scena numerosi

spettacoli in parrocchie e anche

in prigioni e riformatori giovanili.

Nei loro spettacoli nelle prigioni,

il “Piccolo Coro” invita i detenuti

a vivere la musica come preghiera.

Come risultato, molti di loro hanno

manifestato una sensibile trasformazione

e una riscoperta di quanto

grande sia il dono della vita.

“L’Osservatore Romano”

ha cominciato ad essere

stampato negli Stati Uniti

Dal 25 luglio, l’edizione settimanale

de L’Osservatore Romano in lingua

inglese viene stampata in simultanea

a Huntington, negli Stati Uniti.

L’iniziativa è frutto di un convenzione

con la casa editrice americana

Our Sunday Visitor, che pubblica

la nota rivista settimanale omonima.

Tutte i mercoledì, le pagine inviate

alla Tipografia Vaticana sono

trasmesse anche alle officine grafiche

dell’Our Sunday Visitor dove sono

stampate e da lì distribuite a tutta

la nazione nord-americana.

Nativi americani vanno in

pellegrinaggio alla terra della

Beata Caterina Tekakwitha

La 73ª Conferenza Tekakwitha,

assemblea annuale dei cattolici

appartenenti alle etnie indigene

dell’America del Nord, ha riunito

ad Albany, dal 18 al 22 luglio, più di

800 partecipanti provenienti da diverse

regioni degli Stati Uniti e del

Canada.

Quest’anno l’incontro ha avuto

un carattere speciale, a causa della

canonizzazione della Beata Caterina

Tekakwitha, prevista per il 21 ottobre

di quest’anno. Per le comunità

cattoliche dei popoli nativi nordamericani,

sarà un grande avvenimento

che “molto farà per sollevare

e stimolare il nostro popolo”, ha

dichiarato all’agenzia Catholic News

Service Suor Kateri Mitchell, direttrice

della Conferenza.

La Beata Caterina “ha abbracciato

il Vangelo tanto quanto ha potuto

farlo un essere umano”, ha affermato

l’Arcivescovo di Filadelfia, Mons.

Charles Chaput, nell’omelia della

Messa celebrata il 20 luglio, esortando

i cattolici a imitare le virtù incarnate

dalla Beata Caterina, alla ricerca,

come lei, di trovare il tempo per

la preghiera e l’ascolto di Dio.

44 Madonna di Fatima · Settembre 2012


Quasi cento

anni in attesa di

un parroco

I

l villaggio di Arbing (diocesi di Passau, in

Germania) è rimasto 98 anni senza avere

un parroco “della casa”. Dopo questo lungo

tempo di attesa, grande è stata la gioia dei fedeli

quando hanno potuto partecipare, il 1º luglio,

alla prima Messa celebrata da un figlio di

contadini del posto, ordinato il giorno precedente:

Don Hermann Schächner.

Seguendo la nobile tradizione ancora molto

viva in questa regione della Germania, non

ci si poteva più rivolgere al giovane Hermann

con il colloquiale “tu”. Così, in quel giorno tutti

attendevano nella piazza il “degnissimo Sig

Parroco”, che ha tre fratelli in paese, i quali si

occupano della tradizionale fattoria paterna

già menzionata nelle cronache del secolo XIV.

Al suo arrivo, il neosacerdote è stato ricevuto

con dei tiri a salve in suo onore. Il villaggio

non possiede una chiesa, ma conta su una piccola

cappella, davanti alla quale è stato elevato

un altare da campo. A questo si sono diretti

in processione Don Hermann, una banda musicale

e gli stendardi delle 40 corporazioni esistenti

nella regione. Tremila fedeli provenienti

da città e villaggi vicini hanno partecipato

all’Eucaristia. I festeggiamenti si sono prolungati

per una settimana.

L’arrivo di Don Hermann Schächner ad Arbing ha meritato

un ampio reportage del “Frankfurter Allgemeine”, con

annessa un’ esauriente galleria fotografica

La Patrona del Costa Rica attrae

un milione e mezzo di pellegrini

Un milione e mezzo di pellegrini

si sono diretti quest’anno a Cartago,

antica capitale del Costa Rica, per

presentare le loro suppliche e ringraziamenti

alla Madonna degli Angeli,

Patrona della nazione.

Secondo un’antica usanza, la

grande maggioranza ha fatto a piedi

una parte del percorso. Dalla sera

del 1º agosto alla mattina del giorno

2, data della festa, un’immensa colonna

umana si dirigeva al Santuario

della “Negrita”, come è affettuosamente

chiamata la statua, venerata

nel Paese dal 1635.

Tra la moltitudine che ha assistito

alla Messa di fronte alla Basilica, si segnalano

il Presidente della Repubblica,

Sig.ra Laura Chinchilla Miranda

e numerose altre autorità. “Accorriamo

ancora una volta in fervente pellegrinaggio

a manifestare alla nostra

carissima Virgen de los Ángeles l’amore

e la devozione che Lei ci ispira”, ha

dichiarato il Capo della Nazione, aggiungendo:

“Abbiamo bisogno della

sua forza affinché semini nelle nostre

anime ottimismo e speranza”.

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 45


Storia per bambini... o adulti pieni di fede?

Il tesoro della cit

Arrivato il turno dell’ultimo concorrente, tutti gli

sguardi si rivolsero verso di lui. Era un signore

molto avanti negli anni, che camminava con

difficoltà, ma non aveva niente in mano...

Bárbara Honório

Grande era la festa in città!

Del resto, compiere

100 anni non è poca cosa...

Ogni figlio di quella

terra aveva qualcosa da raccontare su

quanto aveva udito da qualche antenato,

antico fondatore di quella che in

passato era stato un piccolo borgo e si

era trasformata, ora, nel potente centro

urbano che vedeva fiorire gli sforzi

dei suoi antenati.

Le sue belle piazze trasformate

in giardini erano l’orgoglio degli

abitanti. Non erano da meno i piacevoli

parchi, che conservavano

la flora e la

fauna della regione e

garantivano, insieme

agli alberi verdeggianti

nelle strade e nei viali,

aria pura per gli abitanti.

Il municipio si

distingueva per la sua

imponente costruzione,

rivelando la fiducia

della popolazione

negli uomini scelti per

il governo, che esercitavano

il loro incarico

con saggezza, dandosi

da fare per il bene co-

Quello che era stato una volta un piccolo villaggio divenne un

fiorente centro urbano

mune. I campanili della chiesa, alteri

e segnati dal tempo, sovrastavano

tutti gli edifici, emergendo come

il segno delle radici cattoliche a

partire dalle quali era nata una così

piacevole città. Intanto, quanto

più lo sviluppo materiale bastava,

meno le persone accorrevano alle

funzioni religiose e più per assistere

agli avvenimenti civili e sociali, e

il maestoso tempio si trovava ogni

giorno più vuoto di vera pietà...

Per sottolineare una così significativa

data, il municipio aveva promosso

il Concorso del Centenario.

Chi avesse posseduto l’oggetto antico

di maggior valore, simbolico e

storico, avrebbe ricevuto il titolo di

cittadino onorario, durante le festività.

Nella data stipulata, il popolo si

riunì nella piazza della chiesa per la

valutazione delle antichità e la proclamazione

del vincitore. I venditori

ambulanti di dolci e commestibili

approfittavano dell’afflusso di gente,

e i bambini si entusiasmavano

con i palloncini colorati chiedendo

ai genitori questo o

quel pallone. La confusione

aumentava,

piena di vitalità.

Dopo che la banda

municipale ebbe

aperto le cerimonie,

suonando alcune

marce, si fece un

rispettoso silenzio,

Edith Petitclerc

adatto alla solennità

dell’occasione. Il sindaco

rivolse alcune

parole di benvenuto

alla popolazione e si

diede inizio al Concorso

del Centena-

46 Salvami Regina · Settembre 2012


io. Gli iscritti, chiamati in ordine

alfabetico, avrebbero dovuto esporre

l’oggetto e raccontarne la Storia,

per la valutazione del suo debito

valore. Un uomo portò il primo

quadro dipinto da uno dei fondatori

della città, poiché era suo bisnipote,

rappresentante il paesaggio

primitivo della regione, come pure

il primo caseggiato e la cappella

eretta prima della chiesa. Un altro

presentò una luccicante e ben tenuta

Mercedes, appartenente al suo

trisavolo, la prima auto a circolare

su quelle strade, ancora funzionante.

Un altro ancora portò il primo

esemplare del giornale pubblicato

dalla stampa locale. Una signora

aprì una bella scatola di velluto,

dove c’era un magnifico e rilucente

diamante, il primo e più grande

che si era trovato nelle miniere della

città. Ad ogni oggetto esposto,

le persone applaudivano, trovando

tutto molto interessante, parte della

Storia remota di ognuno.

Arrivato il turno dell’ultimo concorrente,

tutti gli sguardi si volsero

verso di lui. Era un signore molto

avanti negli anni, che camminava

con difficoltà, ma non aveva niente

in mano... Sconosciuto a pochi, fu riconosciuto

da quasi tutti come il signor

Zaccaria, il pastore di pecore

che abitava nelle vicine montagne

ed era amico del parroco della chiesa

dove andava tutti i giorni, malgrado

la distanza, a partecipare alla

Santa Messa mattutina. Il parroco,

che a tutto assisteva da una certa

distanza, perché non gli avevano dato

nessun posto nel palco delle personalità,

trovò strana la presenza

dell’amico e fu ansioso di sapere cosa

avrebbe presentato, poiché sapeva

che non possedeva niente di grande

valore.

Gli diedero la parola per presentare

il suo oggetto e la moltitudine

cominciò a bisbigliare, creando

grande suspense intorno alla leggendaria

figura, senza nessun oggetto

in mano... Egli cominciò col dire

che era forse il cittadino vivo più

antico e si rallegrava per tutte le cose

esposte, perché rappresentavano

la ricchezza della vita di quell’amata

città. Gli applausi dimostravano

l’ammirazione di tutti per quello che

gli altri possedevano, essendo questo

un grande valore della sua gente.

Trasse, allora, dalla tasca della tuta

un foglio ingiallito, lo spiegò con cura

e disse:

– Però, malgrado tutto, posso affermare

che qui sta il nostro maggior

tesoro! Quello che vi porto è il

certificato del primo bambino che

ha ricevuto le acque battesimali nelle

nostre terre, dalle mani del primo

parroco che qui ha vissuto, seminando

la Parola di Dio nelle anime e donando

la sua vita per il bene di tutti.

Questo bambino è chi vi parla e il

parroco era suo fratello più vecchio,

già partito per l’eternità. Non può

esserci tesoro più grande del Battesimo,

che ci rende figli di Dio, eredi

del Cielo e pietre vive della Chiesa,

Corpo Mistico di Cristo.

Le persone tornarono in sé e capirono

quanto si erano dimenticate

di Dio nelle festività, preoccupati

com’erano soltanto per le cose e

per il progresso materiale. Quella

festa sarebbe stata completa solo se

avessero reso grazie a Dio per i 100

anni di evangelizzazione della cit

e se avessero chiesto la protezione

per molti altri anni ancora. Infatti,

il signor Zaccaria aveva ragione:

non c’è tesoro più grande che partecipare

alla natura divina con la grazia

battesimale, sotto la cui luce era

nata la città. Il devoto anziano ricevette,

meritatamente, il titolo di cittadino

onorario.

Chiamato il parroco che, pur essendo

il ministro di Dio, stava ingiustamente

relegato, gli organizzatori

gli chiesero che le commemorazioni

terminassero con una Messa solenne

e una processione con il Santissimo

Sacramento per le vie, affinché

Cristo stesso, lì presente, fosse il

grande omaggiato della festa e benedicesse

il popolo per sempre. Di lì

a una settimana, così fu fatto.

A partire da quel momento, tutta

la popolazione tornò a frequentare

la Chiesa e i Sacramenti, con grande

fede, e la città crebbe ancor più,

diventando la più prospera di tutta

la regione. ²

Settembre 2012 · Salvami Regina 47


I Santi di ogni giorno _ _______

1. Santo Egidio (Gilles), abate (†sec.

VI/VII). Ha dato il nome alla cit

di Saint-Gilles-du-Gard, in

Francia, dove ha costruito un monastero

del quale fu abate.

2. XXII Domenica del Tempo Ordinario.

Beata Ingrid Elofsdotter,

(†1282). Rimasta vedova, utilizzò

tutti i suoi beni in opere di carità

e ricevette l’abito domenicano

a Skänninge, in Svezia.

3. San Gregorio Magno, Papa e Dottore

della Chiesa (†604).

Beato Bartolomeo Gutiérrez,

sacerdote, e compagni, martiri

(†1632). Sacerdote dell’Ordine degli

Eremiti di Sant’Agostino, martirizzato

con più di cinque compagni,

a Nagasaki, in Giappone.

4. Santa Rosalia, vergine (†sec.

XII). Ancor molto giovane andò

a vivere come eremita sul Monte

Pellegrino, vicino Palermo, abbandonando

la sua vita agiata.

5. Beato Fiorenzo Dumontet de

Cardaillac, sacerdote e martire

(†1794). Vicario Generale della

Diocesi di Limoges, fu imprigionato

in una sordida nave a Rochefort

durante la Rivoluzione

Francese. Morì vittima della sua

carità e zelo assistendo gli altri

prigionieri malati.

6. San Zaccaria, Profeta. Predisse la

fine dell’esilio a Babilonia e annunciò

l’entrata a Gerusalemme

del Re della Pace (cfr. Zc 9, 9).

7. Beata Eugenia Picco, vergine

(†1921). Religiosa della Congregazione

delle Figlie dei Sacri

Cuori di Gesù e di Maria che, dopo

essere stata insegnante e maestra

di novizie, fu scelta come superiora

generale. Morì di tubercolosi

ossea a Parma.

Haffitt

Sant’Ildegarda di Bingen –

Parrocchia di Sant’Ildegarda,

Rüdesheim am Rhein (Germania)

8. Natività della Beata Vergine Maria.

San Pietro di Chavanon, sacerdote

(†circa nel 1080). Fondò

a Pébrac, in Francia, un monastero

di canonici regolari.

9. XXIII Domenica del Tempo Ordinario.

San Pietro Claver, sacerdote

(†1654).

Beato Francesco Garate Aranguren,

religioso (†1929). Frate

laico gesuita, fu per 42 anni portinaio

nell’Università di Dioto, a

Bilbao, in Spagna.

10. San Nicola di Tolentino, sacerdote

(†1305). Religioso dell’Ordine degli

Eremiti di Sant’Agostino, predicò la

riforma dei costumi a Tolentino.

11. San Pafnuzio, Vescovo (†sec. IV).

Vescovo egizio, torturato durante

le persecuzioni di Galerio Massimo.

Difese la divinità di Nostro

Signore contro l’arianesimo nel

Concilio di Nicea.

12. Santissimo Nome di Maria.

San Guido, pellegrino (†circa

nel 1012). Sacrestano della chiesa

di Santa Maria a Bruxelles, peregrinò

per sette anni a Roma e in

Terra Santa, e tornò alla sua terra,

morendo ad Anderlecht, in Belgio.

13. San Giovanni Crisostomo, Vescovo

e Dottore della Chiesa

(†407).

San Marcellino, martire

(†413). Segretario dell’imperatore

Onorio, a Cartagine – nell’odierna

Tunisia – e intimo amico di

Sant’Agostino e San Girolamo, fu

assassinato per aver difeso la Fede

nelle controversie con i donatisti.

14. Esaltazione della Santa Croce.

San Gabriele Taurino Dufresse,

Vescovo e martire (†1815).

Missionario della Società delle

Missioni Straniere di Parigi, decapitato

a Chengdu, in Cina, dopo

40 anni di operoso ministero.

15. Beata Vergine Maria Addolorata.

Beati Giovanni Battista e

Giacinto degli Angeli, martiri

(†1700). Indigeni zapotechi, martirizzati

a Santo Domingo Xagacia

(Messico) perché erano catechisti

e si rifiutarono di adorare

gli idoli pagani.

16. XXIV Domenica del Tempo Ordinario.

San Cornelio, Papa (†253), e

San Cipriano, Vescovo (†258),

martiri.

San Niniano di Galloway, Vescovo

(†circa nel 432). Di origine

britannica, condusse il popolo dei

48 Madonna di Fatima · Settembre 2012


_________________

Settembre

picti, nel sud della Scozia, ad abbracciare

la Fede, diventando primo

vescovo di Galloway.

17. San Roberto Bellarmino, Vescovo

e Dottore della Chiesa

(†1621).

Santa Ildegarda di Bingen, vergine

(†1179). Perita in scienze naturali,

medicina e musica, espose

piamente in diversi libri le sue

esperienze mistiche. Morì nel monastero

di Rupertsberg, vicino a

Bingen, in Germania. Il prossimo

ottobre sarà proclamata Dottore

della Chiesa da Papa Benedetto

XVI.

18. Beato Giuseppe Kut, sacerdote e

martire (†1942). Sacerdote polacco,

rinchiuso e sottoposto a crudeli

tormenti nel campo di concentramento

di Dachau, in Germania,

a causa della sua Fede.

19. San Gennaro, Vescovo e martire

(†305).

San Carlo Hyon Sŏng-mun,

martire (†1846). Catechista che

molto ha lavorato per l’ingresso

di missionari in Corea. Fu catturato

e decapitato insieme ad altri

cristiani.

20. Santi Andrea Taegŏn, sacerdote

e Paolo Chŏng Hasang e compagni,

martiri (†1839-1867).

San Giuseppe Maria di Yermo

y Parres, sacerdote (†1904). Fondatore

della Congregazione delle

Serve del Sacro Cuore di Gesù e

dei Poveri, è noto in Messico come

il “Gigante della carità”.

21. San Matteo, Apostolo ed Evangelista.

Secondo la tradizione, fu

martirizzato in Etiopia.

Beato Marco da Modena Scalabrini,

sacerdote (†1498). Religioso

domenicano morto a Pesaro.

Predicatore di persuasiva eloquenza,

ricondusse sulla retta via

molte anime traviate.

22. Beato Ottone di Frisinga, Vescovo

e martire (†1158). Monaco cistercense

nominato Vescovo di

Frisinga, in Germania.

23. XXV Domenica del Tempo Ordinario.

San Pio di Pietrelcina, sacerdote

(†1968).

Beata Maria Emilia Tavernier,

religiosa (†1851). Dopo la morte

di suo marito e dei figli, fondò

a Quebec, in Canada, la Congregazione

delle Suore della Divina

Provvidenza, per l’assistenza di

orfani e malati mentali.

24. Beato Dalmazio Moner, sacerdote

(†1341). Religioso domenicano del

Convento di Gerona, in Spagna.

Trascorse tre anni di raccoglimento

nella grotta di Santa Maria Maddalena,

vicino a Marsiglia, in Francia.

25. Sant’Anacario di Auxerre, Vescovo

(†605). Fratello di Sant’Austregilde,

madre di San Lupo di

Sens. Durante il suo episcopato

San Vincenzo de’ Paoli –

Cattedrale di Bayona (Francia)

Sergio Hollmann

fu concluso ad Auxerre, in Francia,

il Martirologio Geronimiano.

26. Santi Cosma e Damiano, martiri

(†sec. III).

Santa Teresa Couderc, vergine

(†1885). Fondatrice della Congregazione

della Madonna del Ritiro

del Cenacolo a Lione, in Francia.

27. San Vincenzo de’ Paoli, sacerdote

(†1660).

Sant’Iltrude, vergine (†cerca

de 800). Si consacrò a Dio e trascorse

diciassette anni in raccoglimento

nell’ abbazia benedettina

di Liesseis, in Francia, della

quale suo fratello Gontrado fu il

primo abate.

28. San Venceslao, martire

(†929/935).

Santi Lorenzo Ruiz e compagni,

martiri (†1633-1637).

San Simone di Rojas, sacerdote

(†1624). Religioso trinitario,

confessore della regina Isabella

di Borbone e precettore degli

infanti di Spagna. Fondò la Congregazione

dei Servi del Dolcissimo

Nome di Maria.

29. Santi Arcangeli Michele, Gabriele

e Raffaele.

San Ciriaco, eremita (†557).

Per quasi 90 anni, visse in grotte

nei dintorni di Betlemme. Difese

la vera Fede contro gli errori degli

origenisti.

30. XXVI Domenica del Tempo Ordinario.

San Girolamo, sacerdote e

Dottore della Chiesa (†420).

Beato Federico Albert, sacerdote

(†1876). Fondò nella cit

di Lanzo la Congregazione delle

Suore di San Vincenzo de’ Paoli

dell’Immacolata Concezione, per

assistere persone ridotte in miseria.

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 49


Dove la Grandezza contempla

Sotto lo sguardo di Cristo Redentore, la Baia di Guanabara

risplende con i suoi veri colori. Dall’alto del Corcovado

emana un’aura promettente che attraversa le vastità del

Brasile e l’immensità dell’oceano.

Suor Isabel Cristina Lins Brandão Veas, EP

Apochi minuti dal centro

della movimentata capitale

carioca, si apre un

panorama di impari bellezza,

nel quale si confondono la forza

e la soavità: la Baia di Guanabara.

Sembrando sfidare il mare e le

intemperie con la sua signorile immobilità,

il Pan di Zucchero domina

quello scenario, segnandolo con

un peculiare timbro di eroismo che

evoca le glorie del passato e preannuncia

arditezze future. Ma, la roccia

monumentale è allo stesso tempo,

graziosa e accogliente, al punto

da essere diventata uno dei simboli

più genuini del cordiale popolo brasiliano.

Da questo incontro armonioso

della forza con la dolcezza risulta

l’inconfondibile splendore del

paesaggio che canta con fascino l’infinita

grandezza del suo Divino Autore.

Tuttavia, quando il Cristo Redentore

venne eretto sulla cima del

Corcovado, questo meraviglioso panorama

naturale si elevò a un livello

di bellezza ancora più eccelso.

In una parola, è diventato sublime.

Dall’Uomo-Dio provengono tutte

le armonie create, e l’immagine che

qui si trova Lo presenta come l’apice

dei diversi elementi che, in piena

e gerarchica armonia, compongono

questa parte del Brasile.

Si direbbe che il Salvatore, gettando

attraverso questa statua il suo

divino sguardo sul paesaggio da Lui

creato, Si compiaccia di fronte all’eloquente

riflesso della sua stessa perfezione.

E, così, mentre il mare riempie

con la sua vitalità la Baia di Guanabara

e bacia le sue ridenti spiagge,

dall’alto del Corcovado la Grandezza

contempla la grandezza...

Quanto più attraente ancora

dell’incantevole spettacolo litoraneo

è la presenza del Redentore sul suo

formidabile basamento! Irresistibile

è la forza del fascino della sua adorabile

Persona, in Cui si incontrano

“la maestà più travolgente e affascinante

alleata alla graziosità più tenera,

affabile, accessibile, capace di

farsi piccola e di accarezzarci; il fascino

incomparabile dietro la bellezza

perfetta”! 1

ScorgendoLo su quella cima di

altezza colossale, il cuore cristiano si

eleva. E, immersi nelle riflessioni alle

quali la grazia divina conduce l’anima

in questi momenti di consolazione,

molti vorranno applicare al

Cristo del Corcovado le parole pronunciate

dalle sue labbra adorabili

poco prima della Passione: “Quando

sarò elevato da terra, attirerò tutti

a Me” (Gv 12, 32). Con le braccia

aperte come sulla Croce, lì Egli invita

gli uomini ad amare quanto è

grande e meraviglioso nell’ordine

naturale, in modo da fare della vita

terrena una preparazione per contemplarLo,

nell’eternità, in tutta la

sua gloria e magnificenza.

50 Madonna di Fatima · Settembre 2012


la grandezza

La Baia di Guanabara,

dall’Alto da Boa Vista

Artyominc

Sotto questo sacratissimo sguardo,

la Baia di Guanabara risplende

con i suoi veri colori, avvolta dalla

foschia o velata dal nero manto della

notte, o anche splendente sotto il

generoso sole tropicale, si presenta

sempre solenne e maestosa, come in

attesa di un avvenimento importante...

Nell’ottica soprannaturale, tale

imponderabile senso di attesa si trasforma

in speranza. Dal Corcovado

emana un’aura promettente che attraversa

le vastità del Brasile e l’immensità

dell’oceano. Essa svela agli

occhi dei figli della Chiesa gli orizzonti

grandiosi del futuro carico di

benedizioni che verrà quando gli uomini

vivranno come eroi la grandezza

della Fede. ²

1

CORRÊA DE OLIVEIRA, Plinio. Beato

Fra Angélico, o São Tomás da pintura.

In: Dr. Plinio. São Paulo. Anno VIII.

N.83 (Febb., 2005): p.30.

Settembre 2012 · Madonna di Fatima 51


“Madonna della Resurrezione” -

statua venerata nel Seminario degli

Araldi del Vangelo, Caieiras (Brasile)

Sérgio Miyazaki

T

u sei tutta bella, tutta

piacevole, tutta amabile,

tutta gloriosa. Tu sei senza

macchia né ruga; sei ornata

di ogni bellezza e arricchita

di ogni santità. Sei più santa

nella tua carne verginale che

tutte le virtù del Cielo. Superi

tutte le donne nella bellezza

del tuo corpo e tutti gli

spiriti angelici nell’eccellenza

della tua santità.

(Sant’Agostino)

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