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1 Mensile Manifestazioni Artistiche e Culturali - Artecultura

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<strong>Mensile</strong> <strong>Manifestazioni</strong> <strong>Artistiche</strong> e <strong>Culturali</strong><br />

www.artecultura.org e-mail: info@artecultura.org<br />

Anno XLVI - N. 7 Luglio 2013 - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n.46) Art. 1, Comma 1, dcb Milano<br />

In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa<br />

ARTECULTURA<br />

1


ALVARO<br />

UN FUTURIBILE GEOMETRICO<br />

DI RICERCA PITTORICA<br />

A PROPENSIONE MATEMATICA<br />

2 ARTECULTURA<br />

Quando si conosce la configurazione<br />

pittorica che da decenni riflette sulla<br />

costante dell’operato di Alvaro, cercare<br />

di darsi una spiegazione razionale,<br />

consapevole del suo operato, sorge<br />

spontanea la domanda soprattutto da<br />

un punto di vista analitico: perché il<br />

cerchio e la linea caratterizzano<br />

l’aspetto intuitivo e strutturale della<br />

ricerca nel rapporto tra l’immagine e<br />

lo spazio. Considerazioni che non<br />

sono per noi motivi strettamente geometrici<br />

in ricerca di varianti con la finalità<br />

di voler giustificare riferimenti<br />

puramente speculativi su orientamenti<br />

euclidei, proiettivi ovvero anche il loro<br />

contrario, che al Maestro Alvaro non<br />

passano nemmeno per la mente, ma di<br />

aprirsi ad una spiegazione che puntualizzi<br />

sulla specificità della conoscenza<br />

circa un contenuto matematico-descrittivo<br />

che da una vita pone a catalizzatore<br />

creativo, l’immagine pittorica<br />

della bicicletta, la sua ruota, ad<br />

essere precisi. E questo senza ovviamente<br />

sottacere che la pratica teorica<br />

di Alvaro può orientativamente intendersi<br />

più affine alla relatività einsteniana<br />

che non sogna l’assoluto ma<br />

la matematica della certezza, la condizione<br />

cognitiva di una spinta operativa<br />

alla estenuante ricerca dell’equilibrio<br />

pittorico sia sotto l’apparenza visiva<br />

che di profondità psicologica.<br />

Ma sia l’uno che l’altro aspetto vengono<br />

sensibilizzati alla coscienza<br />

percettiva da un innato fermento<br />

motorio appagante che riguarda interessi<br />

di vita, la condizione umana del<br />

suo tempo sociale che continuamente<br />

lotta tra condizionamenti acritici e stimoli<br />

creativi alimentati dalla particolare<br />

carica poetica di cui potenzialmente<br />

dota il Maestro. Ed è partendo da<br />

simili congetture sulla pittura di Alvaro<br />

che si può cominciare ad intendere il<br />

suo Futuribile geometrico, cioè il divenire<br />

reso consapevole sulla finalità<br />

obiettiva che si domanda tramite la<br />

ruota della bicicletta quale simbologia<br />

dinamica che alimenta il motore creativo<br />

visibile o mimetizzato, sovrapposto<br />

o celato da altri elementi del dipinto,<br />

ma presente di principio in ogni<br />

sua opera.<br />

Insomma una bicicletta alata spinta<br />

dalla dinamicità costantemente in azio-


ne, sentita ed espressa nelle sue più<br />

varie forme e sempre strettamente connessa<br />

ad un sostanziale fermento<br />

ideativo che persevera l’ignoto suo<br />

destino di equilibrio teorico collegato<br />

alla dinamicità della forza creativa che<br />

intuisce e dipinge il soggetto nella costante<br />

finalità di un Futuribile geometrico<br />

in costante aspirazione di un più<br />

sereno assiomatico divenire artistico<br />

e culturale. Una ruota di bicicletta che<br />

nei termini più specifici vuole per noi<br />

intendere il cerchio ad intersecazioni<br />

infinite che poi conducono alla sfera,<br />

alla totalità dell’interesse di ricerca che<br />

avverte nel Futuribile geometrico l’incondizionato<br />

del proprio lavoro che<br />

propositivamente guarda con fiducia il<br />

suo personale divenire di comunicazione<br />

razionale-emotiva.<br />

Non dunque una sofisticata copia<br />

accademica, il Futuribile geometrico di<br />

Alvaro, ma l’innata introspezione che<br />

scava con le antenne del personale cervello<br />

le possibilità di conoscenza che<br />

dall’utopia mutano in assoluto di una<br />

realtà che interessa a pieno motivo la<br />

credibilità operativa del Maestro, il positivo<br />

ricercare dell’artista in stretta<br />

simbiosi con quella umana. Cioè il valore<br />

cognitivo che lavora nella galleria<br />

dell’ignoto. Ed è questa per noi una<br />

delle migliori letture sulla produzione<br />

pittorica di Alvaro, la sua instancabile<br />

missione alla scoperta dell’uomo esistenziale<br />

nell’impaginato storico dei<br />

suoi riflessi operativi tanto artistici<br />

quanto culturali.<br />

La copertina: DIREZIONE, cm. 100x140<br />

DALL’ALTO, cm. 40x50<br />

PLANIMETRIE, cm. 40x50<br />

COMPOSIZIONE, cm.50x60<br />

TASSELLO ROSSO, cm. 50x60<br />

PENOMBRE, cm. 40x50<br />

DINAMICITA’, cm. 50x50<br />

COSTELLAZIONE, cm. 50x60<br />

Anche la linea che pur tanto il<br />

Maestro impiega nelle sue elaborazioni<br />

pittoriche, riveste un significato di<br />

collaborazione con la bicicletta di<br />

Alvaro in quanto la ritiene e la sua nell’alfabeto<br />

delle sue composizioni visive.<br />

E se poi si vuole andare proprio<br />

all’origine dei mezzi di lavoro di cui<br />

si dota il Futuribile geometrico di<br />

Alvaro, allora si deve pure ricordare<br />

che la vera spinta del suo operato artistico<br />

sorge e si alimenta dall’a-dimensionale<br />

punto geometrico. Ma questa<br />

ARTECULTURA 3


iguarda più una dimensione generalizzata<br />

che il personale intervento<br />

che codifica il dipinto del Maestro.<br />

Interessante, specie nell’attuale<br />

operato dell’artista che è pur sempre<br />

un’evoluzione della personale attività,<br />

è il rivelare come nei suoi dipinti il<br />

pittore dia idea al punto di fuga, all’immaginario<br />

della sua bicicletta nella<br />

centralità del dipinto, dove cioè, a<br />

volte, il centro scompare ma si intuisce<br />

nel mosaico delle varie figure geometriche<br />

che motivano l’incontro come<br />

dimensione di perfetto equilibrio visivo<br />

e di stato d’animo. Un risultato<br />

raggiunto con obbiettività di conoscenza,<br />

è doveroso soggiungere. Metaforicamente<br />

detto Alvaro intuisce l’equi-<br />

4 ARTECULTURA<br />

librio anabolico del dipinto sovvertendo<br />

quanto guarda e tutto ciò che<br />

incontra per realizzare il nuovo del<br />

suo contenuto estetico e culturale. Una<br />

sorprendente composizione tra circonferenze<br />

e sfere di luna e mezzelune,<br />

di rette e triangoli, parallele e figure<br />

geometriche varie che sovrapponendosi<br />

non soffocano il respiro del dipinto, ma<br />

lo alleggeriscono alimentandone l’allusivo<br />

ossigenante fino a rendere piacevole<br />

l’invito fruitivo. Un aspetto che riguarda<br />

molto la psicologia percettiva<br />

del profondo nella quale ipotesi e realtà<br />

si contrastano per identificarsi nella<br />

conoscenza diversificata, riferita cioè<br />

al caso specifico. L’assiomatico che per<br />

diretta dimostrazione non abbisogna di<br />

alcuna verifica. Ed è questa ancora una<br />

dimostrazione che dà valore cognitivo<br />

al Futuribile geometrico di Alvaro.<br />

Sono composizioni nelle quali poi<br />

i vari interventi di colore liberi o posti<br />

in collaborazione geometriche ne raffinano<br />

la speditezza del messaggio<br />

fino a farne delle gioiose manifestazioni<br />

che piace guardarle appunto<br />

perché le varie tensioni tonali elevano<br />

al sublime l’atmosfera della poetica visiva<br />

e culturale. Colori vitali d’energia<br />

come il rosso, il verde, il giallo,<br />

l’arancione, il violaceo, il marrone o il<br />

nero nelle più diversificate densità e<br />

velature fermentano le campiture di<br />

una piacevole atmosfera di fertile primavera.<br />

Una modernissima pittura,


Da sinistra in senso orario: CAMPAGNA, cm. 50x70<br />

COREOGRAFIE,cm.100x100 - BALCONE, cm. 40x60<br />

CASETTE, cm.50x60 - PROSPETTIVA, cm. 90x140 -<br />

ALLEGORIA, cm.90x140 - ENTRATA cm. 50x70 -<br />

L’ALBERO, cm. 50x60<br />

quella di Alvaro, che non disperde<br />

l’archetipo della sua origine nella quale<br />

la bicicletta visibile ovvero allusiva,<br />

conserva la sua matrice d’origine, primaria<br />

e di evoluzione senza confini di<br />

affinità correntizie. La matrice del dipinto<br />

si cataloga come pittura che<br />

manifesta nel suo Futuribile geometrico<br />

il contributo innovativo di una struttura<br />

e di poetica nella diversità comparata<br />

della storia dell’arte.<br />

Giuseppe Martucci<br />

ARTECULTURA<br />

5


Corrispondenza Culturale: Enti e Circoli segnalano<br />

RESTAURO DEL NAPOLEONE<br />

DI BRERA<br />

L’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi<br />

e la Soprintendenza per i beni storici artistici e<br />

etnoantropologici di Milano presentano il progetto<br />

di restauro della statua in bronzo Napoleone<br />

come Marte Pacificatore di Antonio Canova,<br />

sostenuto da Bank of America Merrill Lynch<br />

2013 Art Conservation Project.<br />

L’opera posta al centro del cortile d’onore del<br />

palazzo di Brera dal 1859, è un elemento estremamente<br />

significativo e caratterizzante l’intero complesso.<br />

E del palazzo rappresenta una sorta di<br />

centro, non solo in una prospettiva geometrica ma<br />

ALVARO<br />

anche visuale, immediato impatto visivo che accoglie<br />

i visitatori e li introduce all’insieme unico<br />

delle Istituzioni braidensi. Non è soltanto un elemento<br />

iconico o emozionale. La statua rappresenta<br />

una figura storica inestricabilmente legata alle<br />

vicende della Pinacoteca, una sorta di presentazione<br />

e di tributo alla figura di Napoleone, che nel<br />

1809 ha istituito la Real Galleria di Brera. Un<br />

manufatto dal significato simbolico complesso che,<br />

esposto agli agenti atmosferici, ha subito un’alterazione<br />

nei materiali e nella staticità , richiedendo un<br />

intervento di restauro per essere riportato all’antico<br />

splendore.I lavori hanno inizio nel mese di giugno<br />

2013, per una durata di dodici mesi. L’intervento<br />

sarà realizzato direttamente sul posto, all’interno<br />

di una struttura trasparente che consentirà<br />

ai visitatori di osservare i lavori nel loro<br />

svolgersi. Sulla struttura del laboratorio saranno<br />

collocati pannelli esplicativi sulla storia del monumento<br />

e sui lavori di restauro in corso. Una particolare<br />

attenzione sarà posta alla comunicazione,<br />

grazie ad una sezione dedicata sul sito della Pinacoteca<br />

che permetterà al pubblico di seguire lo<br />

sviluppo del progetto. Sono previste inoltre attività<br />

educative specifiche, dedicate al pubblico generico,<br />

a scuole ed esperti d’arte.<br />

Il progetto di restauro è reso possibile dal generoso<br />

contributo di Bank of America Merrill Lynch,<br />

che fornisce sostegno ad istituzioni non-profit allo<br />

scopo di conservare opere significative per il patrimonio<br />

culturale di un Paese o importanti per la<br />

storia dell’Arte. Il supporto alla cultura locale è<br />

una parte rilevante della politica aziendale di Bank<br />

of America Merrill Lynch fondata sul riconoscimento<br />

che il mutuo rispetto e la comprensione<br />

reciproca sono elementi essenziali per la costruzione<br />

di forti legami economici. “Il nostro scopo è<br />

unire persone e culture attraverso il linguaggio<br />

dell’arte, un idioma potentissimo e universale. Attraverso<br />

la costante conservazione di importanti<br />

opere d’arte nel mondo, supportiamo la tutela della<br />

cultura locale ed il coinvolgimento delle comunità<br />

presenti e future dove viviamo e lavoriamo” sostiene<br />

Rena De Sisto, International CSR and Global<br />

Arts & Culture Executive, Bank of America Merrill<br />

Lynch. “Siamo fieri di finanziare il progetto di<br />

restauro del ‘Napoleone come Marte Pacificatore’<br />

come parte di Bank of America Merrill Lynch’s<br />

Art Conservation Project. Questo ulteriore sforzo è<br />

testimone del nostro impegno nei confronti della<br />

cultura e dell’arte italiane, paese in cui siamo<br />

presenti da oltre 50 anni”. Il restauro è progettato<br />

e diretto dal dottor Daniele Pescarmona per la<br />

Soprintendenza per i Beni storici artistici ed<br />

etnoantropologici di Milano. Questo progetto è<br />

parte del lavoro di valorizzazione che la Pinacoteca<br />

di Brera ha avviato in preparazione dell’EXPO<br />

2015, in cui giocherà un ruolo fondamentale sulla<br />

scena culturale milanese e internazionale.<br />

Info: tel. 0272263273 - www.amicidibera.it<br />

6 ARTECULTURA<br />

CULTURA.PRESENTATO<br />

IL PROGETTO<br />

“MILANO ARCHEOLOGICA PER<br />

EXPO 2015”.<br />

Del Corno: “Un percorso per valorizzare Milano<br />

capitale, un ruolo mai perso che va ricordato<br />

e sottolineato”.<br />

E’ stato presentato lo scorso 5 giugno presso la<br />

Basilica di Sant’Eustorgio, il progetto “Milano<br />

Archeologica per Expo 2015”, un percorso che<br />

intende restituire alla città le principali realtà<br />

archeologiche presenti nel centro storico di Milano<br />

mediante azioni di manutenzione, promozione e<br />

comunicazione coordinata. Il progetto, promosso<br />

da Comune di Milano, Arcidiocesi, Regione Lombardia<br />

e Soprintendenza per i Beni Archeologici<br />

della Lombardia, è cofinanziato da Fondazione<br />

Cariplo ed è stato realizzato con il supporto scientifico<br />

di Politecnico di Milano, Università Cattolica<br />

e Università degli Studi di Milano.<br />

“Dal 286 d. C. Milano è sempre stata una capitale<br />

- ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del<br />

Corno -. Questa sua funzione, più o meno riconosciuta<br />

dal punto di vista giuridico e formale a<br />

seconda delle fasi storiche che ha attraversato, non<br />

ha mai cessato di connotare la sua vita. Un ruolo<br />

che va ricordato e sottolineato specialmente ora,<br />

dal momento che con Expo 2015 più di cento capi<br />

di Stato avranno Milano come punto di riferimento<br />

ed è giusto che la nostra città si presenti al mondo<br />

con la coscienza e la conoscenza del suo passato,<br />

anche il più remoto. Questo progetto, fondamentale<br />

per acquisire quella coscienza, è il frutto di un<br />

patto virtuoso che lega oggi utilità pubbliche e<br />

private, per raggiungere il comune obiettivo di<br />

conservare quel ruolo di capitale che Milano ha<br />

sempre avuto”.<br />

Le principali e più recenti attività di intervento del<br />

progetto “Milano Archeologica per Expo 2015”<br />

sono: - Il restauro della Torre poligonale, del tratto<br />

delle mura romane e della Torre romana del Circo<br />

all’interno della sede del Civico Museo Archeologico.<br />

- Il restauro delle storiche sepolture<br />

paleocristiane sotto la Basilica di Sant’Eustorgio;.<br />

- La valorizzazione delle realtà archeologiche presso<br />

la Basilica di San Nazaro in Brolo. Tutti gli<br />

spazi del progetto coinvolgono una trentina di aree.<br />

Info: tel. 02-88450150<br />

CULTURA. DONATO AL COMU-<br />

NE DI MILANO L’ARCHIVIO DEL-<br />

LO STUDIO D’ARCHITETTURA DI<br />

VITTORIO GREGOTTI<br />

Oltre 800 progetti saranno consultabili gratuitamente<br />

nella prestigiosa Sala Sforzesca del<br />

Castello. Con delibera di Giunta, il Comune ha<br />

accettato la proposta di donazione dell’archivio<br />

dello Studio d’architettura Gregotti Associati: si<br />

tratta di decine di migliaia di pezzi, tra cui plastici,<br />

foto, corrispondenza e circa 44.000 disegni<br />

progettuali originali, che documentano la straordinaria<br />

attività di uno dei più importanti e prestigiosi<br />

studi d’architettura a livello internazionale, dal<br />

1953 al 2002. Info: 02-88450150<br />

L’HOMO NARRANS ARRIVA A<br />

PERGINE VALSUGANA<br />

Dal 5 al 13 luglio la 38esima edizione di Pergine<br />

Spettacolo Aperto. Performances, installazioni,<br />

pic-nic, aperitivi ed escursioni per raccontare e<br />

raccontarsi. Tra i protagonisti anche Alessandro<br />

Haber, Antonio Rezza , Emma Dante.<br />

Una nuova specie è in arrivo quest’estate a Pergine<br />

Valsugana, il suo nome è Homo Narrans. La sua<br />

caratteristica? L’esigenza di raccontare e raccontarsi:<br />

per lasciare traccia di sé, per interpretare il<br />

mondo e a volte per puro istinto di sopravvivenza.<br />

Homo narrans è infatti il tema della 38esima edizione<br />

di Pergine Spettacolo Aperto, in programma<br />

dal 5 al 13 luglio 2013. Info: www.perginefestival.it<br />

Capitale Europea della Cultura<br />

2019: Urbino protagonista, per un<br />

nuovo Rinascimento europeo<br />

Ufficializzata la candidatura della perla del Rinascimento<br />

italiano. Cento i membri di spicco del<br />

Comitato promotore, guidato Jack Lang: da<br />

Morricone a Camilleri; da Bocelli a Rubbia; da<br />

Eco a Vanessa Redgrave, tutti ‘tifano’ per la<br />

patria di Raffaello. Spacca: Progetto ambizioso,<br />

promosso con la consapevolezza delle straordinarie<br />

potenzialità che possiede questa città meravigliosa,<br />

culla del Rinascimento e di ogni forma<br />

di arte.<br />

“Urbino è il Rinascimento, Raffaello, il made in<br />

Italy. Urbino è il simbolo di una nuova utopia<br />

che vuole ispirare una rinascita culturale dell’Europa,<br />

come accadde cinque secoli fa” ha<br />

ricordato il Presidente della Regione Marche, Gian<br />

Maria Spacca, che ha aggiunto: “ Urbino la città<br />

ideale, una delle più alte espressioni dell’ingegno<br />

dell’uomo, sintesi perfetta di arte, scienza,<br />

filosofia. Urbino e le Marche, hanno quindi la<br />

potenzialità per vincere la sfida e divenire Capitale<br />

europea della Cultura 2019. Con noi credono<br />

e investono energie in questo progetto, personalità<br />

piene di passione e visione utopica. ...”.<br />

“Nella società attuale, segnata da eccessi di<br />

individualismo e competizione come tratti<br />

costitutivi della globalizzazione, il valore di<br />

Urbino può indicare, allusivamente, la via di un<br />

riscatto...” A sostenere il progetto di Urbino è<br />

scesa in campo una squadra formidabile di sostenitori,<br />

guidati da Jack Lang, già ministro della<br />

Cultura del Governo Mitterand. Info: 06-5807568<br />

MUVE CONTEMPORANEO<br />

Grandi mostre, esposizioni, progetti artistici<br />

sui linguaggi della contemporaneità proposti<br />

dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, in<br />

occasione della Biennale Internazionale d’Arte.<br />

“Muve contemporaneo” sarà targata la ricca<br />

offerta espositiva legata ai linguaggi dell’arte<br />

contemporanea che la Fondazione Musei Civici di<br />

Venezia ha programmato per i suoi musei nella<br />

stagione della Biennale Internazionale d’Arte 2013.<br />

Un calendario denso, per qualità delle proposte,<br />

che conduce nel cuore della città e delle isole<br />

lagunari a incontrare alcuni dei principali protagonisti<br />

o movimenti dell’arte del secondo Novecento:<br />

dal Museo Correr alla Galleria Internazionale d’Arte<br />

Moderna di Ca’ Pesaro, da Ca’ Rezzonico-<br />

Museo del Settecento Veneziano al Museo di Storia<br />

Naturale fino al Museo del Vetro di Murano, a<br />

quello del Merletto nella fascinosa isola di Burano<br />

e alla Casa di Carlo Goldoni. Grandi eventi o<br />

suggestioni espositive. La Fondazione Musei<br />

Civici di Venezia punta a un sistema museale<br />

inserito nell’attualità, aperto alla contaminazione<br />

dei linguaggi. Info: tel. +39 041 2405211


Corrispondenza Culturale: Enti e Circoli segnalano<br />

Progetto Ulisse - Percorsi di autonomia<br />

abitativa per persone con una<br />

storia di disagio psichico<br />

Progetto Ulisse si pone la finalità di promuovere,<br />

sostenere e mantenere nel lungo termine l’autonomia<br />

abitativa di giovani adulti con disagio psichico,<br />

residenti nell’area milanese ed in carico ai Servizi<br />

Psichiatrici territoriali: propone la sperimentazione<br />

protetta e guidata dell’abitare, gestire e vivere una<br />

casa. Il benessere e la qualità di vita di una persona<br />

dipendono, infatti, anche dal prendersi cura di sé e<br />

dei propri spazi: un’esperienza che può restituire al<br />

soggetto una maggiore autostima e fiducia oltre<br />

all’apprendimento di nuove competenze e routine<br />

funzionali alla gestione del sé in una dimensione di<br />

reale autonomia abitativa.<br />

L’obbiettivo finale di Progetto Ulisse è di accompagnare<br />

la persona, dopo l’esperienza di “palestra”<br />

nell’appartamento, ad abitare una propria casa,<br />

accrescendo le proprie competenze personali e sociali<br />

e migliorando la propria qualità di vita. Viene<br />

messa a disposizione dei beneficiari una casa in<br />

affitto per un periodo massimo di sei anni entro cui<br />

realizzare, in accordo con i Servizi di cura territoriali,<br />

il progetto di reinserimento individuale e<br />

personalizzato; i beneficiari possono fare affidamento<br />

sull’assistenza di operatori specializzati,<br />

presenti almeno due ore al giorno o secondo necessità,<br />

e reperibili 24 ore su 24 in caso di emergenza.<br />

Info: 02-62695235 - ulisse@clubitaca.org.<br />

Il 5-6-7 Luglio siete tutti invitati a<br />

Art25helium al Botanikum di Monaco<br />

di Baviera<br />

Una tre giorni di autentica Festa dell’Arte. Nel segno<br />

dell’aria “Art25helium” propone installazioni,<br />

performances e l’apertura degli atelier di artisti,<br />

architetti e designer che lavorano all’interno del<br />

Botanikum spazio dedicato alla Natura e all’Arte.<br />

E’ l’occasione per un gemellaggio tra Botanikum e<br />

Bosco dei Poeti. Con l’occasione saranno esposti<br />

presso il Theaterhaus gli stendardi di 40 artisti<br />

internazionali nel segno di Arte e Natura.<br />

Info: tel. ++49-89-1411715 - www.boscodeipoeti.it<br />

Musica in Castello 2013<br />

25 eventi ad ingresso libero dal 31 maggio al 7<br />

settembre. Dall’Appennino al Po, attraverso 4<br />

province Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena,<br />

in 20 Comuni.Alcuni artisti in cartellone:<br />

Gino Paoli, Cesare Picco, Tullio De Piscopo, Davide<br />

Van De Sfroos, Enzo Iachetti, Mark Baldwin<br />

Harrys, Orchestra Maniscalchi, Orchestra Filarmonica<br />

Mihail Jora Bacau dalla Romania. Nuova<br />

direzione artistica della rassegna affidata al Maestro<br />

Marco Gerboni. Info: tel. 3803340574<br />

UNA LUCE PER L’EMILIA RO-<br />

MAGNA ARRIVANO A MURANO<br />

I LAMPADARI DI SANT’AGO-<br />

STINO - IL COMUNE DELL’EMI-<br />

LIA ROMAGNA DEVASTATO DAL<br />

TERREMOTO AFFIDA AL CON-<br />

SORZIO PROMOVETRO IL RE-<br />

CUPERO DEI PREZIOSI LAMPA-<br />

DARI SOPRAVVISSUTI A SCOSSE<br />

Chi non ricorda le immagini che tutte le televisioni<br />

del mondo hanno mandato in onda: l’edificio del<br />

Comune divelto, spaccato in due, e i fragili lampadari<br />

in vetro ancora miracolosamente salvi.<br />

Ammalorati sì, ma salvi. Info: tel. 041-5275074<br />

Le botteghe ceramiche di Faenza<br />

assieme a MIC e Museo Zauli, rappresentano<br />

un patrimonio inestimabile di cultura, arte,<br />

tradizioni per turisti appassionati e curiosi<br />

“Faenza” o”Faience” è sinonimo nel mondo di<br />

“ceramica” artistica, ma è, ancor prima, la città<br />

dove quest’antichissima arte si è tramandata con<br />

continuità fino ad oggi.A Faenza (RA) si può<br />

scoprire un ambiente artistico dinamico e vivace,<br />

che si nutre dell’importante patrimonio architettonico<br />

e museale, dell’antico lavoro delle<br />

“botteghe” ceramiche e della presenza delle scuole<br />

d’arte. Nella capitale della ceramica artistica esse<br />

accolgono chiunque vi faccia visita<br />

Il MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche<br />

(www.micfaenza.org) fondato nel 1908, rappresenta<br />

un punto di partenza importante del percorso<br />

cittadino, in quanto accoglie, nelle proprie<br />

ampie e luminosissime sale espositive, collezioni<br />

antiche e contemporanee uniche al mondo. Al<br />

Museo Carlo Zauli (museocarlozauli.blogspot.it)<br />

si scopre intatta, nell’antica bottega del maestro,<br />

l’affascinante atmosfera creativa e intimistica del<br />

laboratorio artigianale: atmosfera tipica di un “lavoro<br />

antico” che si ritrova, immutata, nelle tante<br />

botteghe ceramiche che si incontrano in città.<br />

Informazioni generali:tel. 0546.25231-<br />

PULSART RESTART: arte contemporanea,<br />

design street art e musica<br />

invadono Schio.<br />

Il primo weekend di luglio il centro storico di Schio<br />

ospiterà la 4° edizione del festival di arte contemporanea<br />

Pulsart, che quest’anno cambierà il proprio<br />

nome in Pulsart Restart. L’evento, patrocinato<br />

localmente dal Comune di Schio, dalla<br />

Provincia di Vicenza e dalla Regione Veneto,<br />

avrà respiro internazionale grazie al patrocinio<br />

della Commissione Europea e di UNICEF, oltre<br />

alla presenza dell’associazione GeoAir, di ALDA<br />

Europe e alla partecipazione di numerosi artisti<br />

provenienti da tutta Europa. A conferma<br />

dell’internazionalità dell’evento, la main partnership<br />

con lo storico brand di occhiali newyorkese<br />

Moscot.: tel. 340 9333345- www.hoodooh.com<br />

UN’ESTATE DI MOSTRE, CON-<br />

CERTI, INCONTRI DI POESIA A<br />

VILLA REGINA MARGHERITA.<br />

Mostre, concerti, laboratori didattici, incontri<br />

con personalità del mondo dell’arte e della cultura,<br />

eventi che incrociano la raffinata arte<br />

enogastronomica e che sviluppano l’offerta territoriale<br />

e la sinergia tra istituzioni. Villa Regina<br />

Margherita a Bordighera, con il suo percorso<br />

museale tra le stanze perfettamente recuperate di<br />

quella che fu l’ultima residenza della Regina madre<br />

e le splendide opere della collezione Teruzzi<br />

qui esposte, è sempre più punto di riferimento per<br />

i residenti della Riviera ligure e per i tanti turisti che<br />

d’estate affollano la Regione. Un sito d’arte che<br />

mira, nelle sue proposte, a coniugare cultura e stile.<br />

La programmazione degli eventi messa in cantiere<br />

per quest’estate dalla Fondazione Famiglia<br />

Terruzzi-Villa Regina Margherita, va dunque proprio<br />

in questa direzione cercando di diversificare le<br />

proposte per generi e interessi ma anche di creare<br />

una liaison con le istituzioni e le associazioni<br />

culturali del territorio per fare rete. Ma la Villa sarà<br />

anche teatro di grande suggestione di concerti sulla<br />

scia di quanto proposto con successo nella scorsa<br />

stagione. Incontri 14 luglio, 3 e domenica 10-18<br />

agosto e il 1 settembre. Info: 0184 276111-<br />

info@ftvm.it<br />

ASTE - ASTE - ASTE<br />

*Galleria Pace Piazza S. Marco 1 Milano<br />

11 Luglio ore 21 - Tel. 02-6590147<br />

ASTA D’ARTE MODERNA E CONTEM-<br />

PORANEA . Esposizione 6-11 Luglio 2013<br />

24 Ottobre: ASTA D’ARTE MODERNA E<br />

CONTEMPORANEA Esposizione 19 -24-10<br />

*Poleschi Casa d’Aste-tel. 02-89459708<br />

20121 Milano Foro Bonaparte 68<br />

Asta Ottobre 2013. Raccolta opere di Arte<br />

Moderna e Contemporanea, le opere pervenute<br />

prima delle ferie rimarranno assicurate<br />

gratuitamente.<br />

QUERCETTI: QUANDO IL GIO-<br />

CATTOLO DIVENTA OGGETTO<br />

DESIGN<br />

Sono cubetti e barrette, elementi all’apparenza<br />

semplici, che racchiudono al loro interno un<br />

secolo di storia del design.<br />

La Quercetti, la storica fabbrica di giocattoli con<br />

sede a Torino, è diventata famosa in tutto il mondo<br />

grazie ad un’idea talmente semplice da essere<br />

geniale:l’invenzione dei chiodini. Alessandro<br />

Quercetti dimostrò nel 1953 che sono sufficienti<br />

componenti elementari, addirittura banali, per realizzare<br />

un prodotto geniale. L’essenzialità è la<br />

chiave dei nuovissimi prodotti firmati dalla fabbrica<br />

del chiodino, Link e Poli Cubi, appena<br />

lanciati sul mercato come proposta di costruzioni<br />

senza “incastri autobloccati” per la prima infanzia.<br />

Una proposta di gioco unica nel suo genere;<br />

non esistono, infatti,altri esempi di costruzione in<br />

plastica con caratteristiche simili sul mercato del<br />

giocattolo. Info: +39 011 235656<br />

Festival di Fotografia di Capri<br />

Suggestioni Capresi, 100 anni dopo Diefenbach.<br />

Fotografie d Francesco Jodice e Olivo Barbieri<br />

a cura di Denis Curti.<br />

Il progetto nasce dalla collaborazione con la Soprintendenza<br />

Speciale per il Patrimonio Storico,<br />

Artistico, Enoantropologico, e per il Polo Museale<br />

della Città di Napoli in occasione della commemorazione<br />

dei 100 anni dalla morte dell’artista<br />

Wilhelm Diefenbach, le cui opere sono esposte nel<br />

Museo Diefenbach presso la Certosa San Giacomo.<br />

Partendo dalle opere dell’artista tedesco, i due<br />

artisti sono chiamati ad ispirarsi alla tensione che<br />

emerge da quadri di Diefenbach, dove improvvisi<br />

squarci luminosi interrompono il buio delle sue<br />

tele. Arte contemporanea e storia, in un connubio<br />

sempre più esplicito. Francesco Jodice e Olivo<br />

Barbieri realizzeranno, con linguaggi distinti che<br />

sapranno poi incrociarsi all’interno del percorso<br />

espositivo, due interventi site specific che li porteranno<br />

a confrontarsi nella mostra alla Certosa.<br />

Info: +39-081-8374082 - info@fondazionecapri.org<br />

GRUPPO D’ARTE Licia Massella<br />

Laboratorio delle arti figurative e plastiche<br />

Nasce nel 2013 dalla collaborazione tra l’Associazione<br />

Culturale Veronese e Pro Senectute. Insegnante<br />

conduttrice Licia Massella. La partecipazione al gruppo<br />

è aperta a tutti gli appassionati del mondo dell’arte<br />

che, con spirito creativo, intendono approfondire tecniche<br />

già acquisite o scoprirne di nuove.<br />

Tutti possono procedere secondo propri ritmi e<br />

preferenze attraverso il disegno, la pittura o la scultura<br />

di genere classico, astratto, informale o<br />

minimalista. Incontri di 2 ore settimanali: 1° turno<br />

Lunedì: 19.00-21.00 - 2° turno Giovedì . 16.00-18.00<br />

Info: tel.339 4336103 - www.liciamassella.com<br />

ARTECULTURA<br />

7


- RISORGIMENTO POETICO -<br />

Né porcellum e né mattarellum:<br />

senza una proporzionale pura<br />

il Parlamento è antidemocratico,<br />

ed ogni stravolgimento una tirannia<br />

8 ARTECULTURA<br />

Che la burocrazia abbia aggirato la<br />

nostra Costituzione per favorire d’indifferenza<br />

anche i massacri di stato, soprattutto<br />

in area mediterranea, vedi Siria<br />

e Turchia, non può esserci dubbio.<br />

La solidarietà non esiste nemmeno<br />

come sogno, infatti, non solo i politici,<br />

ma neppure i sindacati si sono preoccupati<br />

più di tanto, al contrario di quanto<br />

poteva sentire Giuseppe Di Vittorio<br />

nella sua calorosa stretta di mano<br />

internazionale. Ma, a conti fatti, meglio<br />

rendersi complici della più arretrata<br />

restaurazione che badare un tantino<br />

all’evoluzione internazionale dell’uomo.<br />

Ad una solidarietà sincera che<br />

non lasci morire nel tonfo della povertà<br />

i lavoratori autentici. E di coerenza<br />

stagnante sono duemila anni che pur<br />

la chiesa parla di una povertà che non<br />

diventa mai dignità umana della persona,<br />

con buona pace e rispetto di Papa<br />

Francesco I che un giorno potrebbe diventare<br />

Santo anche da vivo, ma senza<br />

aver potuto debellare la povertà. E<br />

così bisogna prendere atto che la democrazia<br />

degli stati non rispecchia la<br />

solidarietà, l’armonia, la fiducia di vivere,<br />

ma solo quegli interessi che riguardano<br />

il profitto, la prevaricazione,<br />

la distruzione dell’altro e non la<br />

condivisione leale dei rapporti nella<br />

reciprocità della vita quotidiana.<br />

Così ne consegue che in un Parlamento<br />

nazionale come il nostro, la democrazia<br />

la instaurano gli interessi di<br />

casta che deviando dai lineari principi<br />

della nostra Carta costituzionale, nella<br />

quale uno vale uno e non più di uno,<br />

impongono di prepotenza quando e<br />

come un’organizzazione politica possa<br />

entrare in Parlamento. Poi per meglio<br />

difendere i loro privilegi di casta<br />

si inventano un premio di maggioranza,<br />

in modo che se in una fabbrica si<br />

presenta un conflitto tra direzione<br />

d’impresa e manodopera possano intervenire<br />

i manganelli della polizia per<br />

continuare a garantire la gerarchia che<br />

regna tra padroni e dipendenti. Gli<br />

estremismi nelle organizzazioni politiche<br />

esistono perché si è impedito che<br />

si evolvesse una cultura di vicinanza<br />

dell’uno verso l’altro, ma si è perseverato<br />

nell’approfondire il solco delle differenze<br />

sociali non senza il marchio<br />

della discriminazione. Ed i politici della<br />

discriminazione ne fanno la loro<br />

arma migliore, specie quando devono<br />

far passare la calunnia per verità a destra<br />

come a sinistra, senza ignorare il<br />

centro. L’Italia ancora ha la più democratica<br />

costituzione del mondo, ma si<br />

sono messi tutti in testa di cambiarla<br />

per tradirla ulteriormente e non per eliminare<br />

le cause involutive nei rapporti<br />

con la vita sociale, ma stravolgerla<br />

tramite regole accentratrici che fanno<br />

genio ideativo alla casta intellettuale.<br />

Per alleggerire le spese burocratiche si<br />

è così avuta la brillante idea di dimezzare<br />

il numero dei deputati e senatori.<br />

Meglio non si poteva pensare per aumentare<br />

la distanza tra le rappresentanze<br />

istituzionali e la collettività cittadina.<br />

Il risparmio si dovrebbe realizzare<br />

in ben altre strutture dello stato<br />

burocratico, come nel rientro immediato<br />

dei soldati dalle missioni di pace in<br />

cui dovrebbero andare distinti dal Tricolore<br />

ad un braccio e non armati di<br />

tutta modernità per fare la guerra. Così<br />

nell’abituale dissesto anche se comandasse<br />

uno solo, i cittadini pagherebbero<br />

ancora più tasse di quante di<br />

soverchio ne paghino attualmente. Ma<br />

per noi le spese parlamentari si potrebbero<br />

non solo dimezzare, ma abolire<br />

del tutto. E non sarebbe poi tanto<br />

difficile, quando si va in pensione a 65<br />

anni e fino agli 80 si può essere benissimo<br />

sani e disponibili per assumere<br />

responsabilità di rappresentanze istituzionali<br />

con esperienze di attività provate,<br />

sarebbe più che un vantaggio,<br />

senza alcuna remunerazione, ma facendo<br />

affidamento sulla propria pensione.<br />

E mille persone idonee e desiderose<br />

di farsi carico di vita parlamentare<br />

sicuramente esistono. Basta volerlo. E<br />

così anche la fine del debito pubblico.<br />

Purché scompaia quell’infantilismo per<br />

il quale nella diatriba tra i partiti si debba<br />

rinnovare la carica di presidente<br />

della Repubblica a chi ha già espresso<br />

il suo mandato. Un delicato problema<br />

che noi, qualora per ipotesi avessimo<br />

la possibilità di farlo, lo faremmo diventare<br />

semplice in tutto rispecchio costituzionale.<br />

L’attuale strategia burocratica<br />

di parlare troppo senza mai concludere<br />

deve finire.<br />

Anche l’attuale rapporto tra Stato<br />

e Chiesa per noi deve cambiare, troppe<br />

contraddizioni rendono genuflesso<br />

lo Stato alla Chiesa. Ed in questo senso<br />

l’Italia liberale, laica, ha indietreggiato<br />

di 150 anni. Lo Stato e la Chiesa<br />

debbono avere collaborazione di tutta<br />

sovranità, senza essere vittime di strategie<br />

psicologiche e perdere di vista la<br />

reale evoluzione dell’uomo, per cui la<br />

piramide sociale, propende a diventare<br />

sferica per essere aperta a tutti. Senza<br />

colorarsi ideologicamente o religiosamente,<br />

ovvero esserlo, solo soggettivamente,<br />

senza pesare sulla libera coscienza<br />

dell’altro. Altrimenti sussistono<br />

fondati motivi per dire che i Patti<br />

Lateranensi vanno ridiscussi o aboliti.<br />

La libertà è una sola: chi la tinge di convenienza<br />

la distrugge. <strong>Artecultura</strong>


In questo numero LUGLIO 2013<br />

6 - CORRISPONDENZA CULTURALE<br />

8 RISORGIMENTO POETICO<br />

9 SOMMARIO<br />

10 INTERLUDI<br />

14 INTERLUDI CONTINUANO<br />

20 SALOME’<br />

21 PISSARRO AL PORTO<br />

22 LETTERA DA ROMA<br />

23 VENEZIA - ARTE DALL’IRLANDA<br />

24 GIANNI BERENGO GARDIN<br />

25 MILAN-INTER 1963<br />

29 TURISMO - TAMBURRIATA<br />

30 GERARDO SANGIORGIO<br />

31 L’AUTODIDATTA NELLA STORIA<br />

32 LIBRI - IMMAGINI E LUOGHI<br />

34 SCUOLE: BOXE-MILITARISMO?<br />

36 UMANITA’ POETICA<br />

38 NUDO PER L’ESTATE 2013<br />

40 L’IMMAGINE QUOTATA<br />

41 ARTE-SCAMBIO ED ALTRO<br />

42 CONCORSI<br />

44 POESIA -SAGGISTICA-DISARMO<br />

Inserto redazionale:<br />

-MOSTRE A MILANO<br />

-POSTACATALOGO<br />

- ARTECULTURA è inviata: abbonati di tutta Italia,<br />

gallerie d'arte, critici, musei, scuole, alberghi, di<br />

Milano e categorie specializzate di professionisti.<br />

- Composizione e impaginazione: redazionali. Scritti e<br />

foto inviati e non richiesti non vengono restituiti.<br />

Fotolito e stampa Press Point<br />

Via L. Cagnola, 35 Abbiategrasso<br />

ARTECULTURA<br />

Le idee che la impegnano<br />

- CORRISPONDENZA<br />

CULTURALE<br />

- COSTUME POETICO<br />

- 24 OTTOBRE GIORNATA<br />

MONDIALE DISARMO<br />

- INFORMAZIONE<br />

ARTISTICO CULTURALE<br />

- POESIA DELLA NATURA<br />

- POESIA PACE<br />

- PSICOPOESIA<br />

ALVARO - EMILIO FORMENTI - CARLA MONTI -<br />

CARLO CIMMINELLI - LILIANA RAVALLI - LUISA<br />

VISCONTI - GIANCARLO AMURRI - MICHELE<br />

GIANNATTASIO - GREGORIO MANCINO -<br />

ANTONIETTA DI SECLI’ - PIT PALAZZOLI di<br />

Marpanoza; TRANQUILLO FREGONI - GIOVANNA<br />

GUSMAROLI VANNGIO’- NUDO PER L’ESTATE<br />

di Aoristias. TANO FORTUNA di Salvatore Cagliola.<br />

INSERZIONI DI: GIANFRANCO RONTANI -<br />

GALLERIA D’ARTE CORTINA<br />

ARTECULTURA<br />

<strong>Mensile</strong> <strong>Manifestazioni</strong> <strong>Artistiche</strong> e <strong>Culturali</strong><br />

Registrazione Tribunale di Milano<br />

n. 253 del 6/9/1967 - Registro Nazionale della<br />

Stampa n. 5359 - Direttore responsabile:<br />

Giuseppe Martucci - ARTECULTURA Edizioni<br />

- Codice Fiscale MRT GPP 26M24 G616U<br />

-Partita IVA: 03093710154<br />

- Direzione: via Ciovasso 19 - 20121 Milano<br />

- Tel. 02/864.64.093 -<br />

Fax 02/860.833 - 02/896.573.02<br />

www.artecultura.org<br />

e-mail:info@artecultura.org<br />

Distribuzione gratuita senza impegno fisso di<br />

recapito. Chi lo desidera è pregato di abbonarsi.<br />

- Anno XLVI N. 7 Luglio 2013 - Spedizione in<br />

Abbonamento. Postale -D.L. 353/2003 (cov. in<br />

L. 27/2/2004 n.46) Art. 1, Comma 1, dcb Milano<br />

- caso di mancato recapito restituire al<br />

mittente impegnato a pagare la tassa.<br />

L'abbonamento (10 numeri annui) per i lettori<br />

che desiderano ricevere al proprio domicilio<br />

ARTECULTURA in modo continuativo.<br />

Non si risponde in caso di mancato recapito non<br />

dovuto ad adempimento della Rivista.<br />

Non si restituisce la quota di abbonamento se<br />

esigenze di forza maggiore costringessero la<br />

sospensione o la cessazione della pubblicazione.<br />

Finito di stampare il 27- 06- 2013<br />

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Non disdetto tramite raccomandata un mese<br />

prima della scadenza si ritiene tacitamente rinnovato<br />

con invio della nuova quota. Non valide<br />

le disdette effettuate per telefono.<br />

<strong>Artecultura</strong> non riceve sovvenzioni pubbliche<br />

Intestare:<br />

ARTECULTURA di Giuseppe Martucci<br />

C.C.Postale N. 84356302<br />

Via Ciovasso 19 -20121 Milano<br />

un libero accesso<br />

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Pedalando al Passato:<br />

Storie, uomini, mestieri<br />

20 giugno- 17 novembre<br />

In occasione dei MONDIALI DI CI-<br />

CLISMO, il Museo Galileo ospita<br />

un’appassionante esposizione che<br />

racconta al pubblico le principali tappe<br />

nella storia della bicicletta.La bicicletta<br />

ha una storia ricca di interessanti sorprese.<br />

La mostra, che si articola in due sezioni,<br />

illustra alcune delle tappe più significative<br />

dello sviluppo dei veicoli a due ruote.Nella<br />

prima sezione sono esposti antichi bicicli<br />

che fanno parte delle collezioni del Museo<br />

Galileo, solitamente conservati nei<br />

depositi. Gravemente danneggiati durante<br />

l’alluvione di Firenze del 1966 e successivamente<br />

restaurati, sono stati donati<br />

da vari collezionisti. La raccolta spazia<br />

dalla draisina, l’antenato della bicicletta<br />

che si spingeva con i piedi, allo ”scuotiossa”,<br />

il primo velocipede dotato di<br />

pedali e freni, ai bicicli dalle grandi ruote<br />

anteriori fino ai più recenti “bicyclette” e<br />

“bicicletto”.La seconda sezione è dedicata<br />

alle cosiddette “biciclette dei mestieri”.<br />

Vere e proprie botteghe ambulanti, questi<br />

veicoli sono stati modificati e attrezzati<br />

con vari strumenti per lo svolgimento di<br />

diverse attività. Risalenti al periodo tra i<br />

primi anni del Novecento e il secondo<br />

dopoguerra, offrono uno spaccato di vita<br />

popolare e documentano antichi mestieri,<br />

come l’arrotino, il calzolaio, il burattinaio,<br />

alcuni dei quali oggi scomparsi. Le<br />

biciclette esposte costituiscono una<br />

selezione della collezione di Marco<br />

Paoletti. La mostra è ideata e curata dal<br />

Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia<br />

della Scienza, in collaborazione con<br />

Comune di Firenze, Collezione Marco<br />

Paoletti, Fondazione Sistema Toscana,<br />

Opera Laboratori Fiorentini – Civita<br />

Group e con la partecipazione di Biblioteca<br />

delle Oblate – Archivio Storico Comunale<br />

Firenze. info@museogalileo.it<br />

ARTECULTURA<br />

9


INTERLUDI D'ARTE<br />

INTERLUDI D'ARTE<br />

IL GIOIELLO ITALIANO ALLA TRIENNALE FRAMMENTO DI ARAZZO CON AQUILA Giorgio Morandi, NATURA MORTA<br />

1956, olio su tela<br />

Triennale Design Museum<br />

presenta<br />

Il design italiano<br />

incontra il gioiello<br />

Triennale DesignCafé<br />

2 luglio - 8 settembre 2013<br />

Triennale Design Museum presenta un’ampia<br />

rassegna dedicata al gioiello dei designer<br />

italiani, a cura di Alba Cappellieri e<br />

Marco Romanelli.<br />

La mostra percorre un arco temporale che<br />

va dagli anni Cinquanta a oggi, attraversa<br />

stile e momenti differenti, dal Razionalismo<br />

al Post Moderno fino al Minimalismo: un<br />

percorso con salti generazionali che includono<br />

grandi maestri e giovani designer,<br />

produzione industriale e pezzi unici.<br />

L’ipotesi curatoriale si compone di due<br />

parti: una rassegna storica con numerosi<br />

progetto inediti presentati per la prima<br />

volta a Milano e una sezione con gioielli<br />

progettati e realizzati ad hoc per la mostra.<br />

Afferma Silvana Annicchiarico, direttore<br />

del Triennale Design Museum: “Fin<br />

dagli anni Trenta del secolo scorso la storia<br />

della Triennale di Milano è densa di episodi<br />

emblematici e intelligentemente precursori<br />

nel rivendicare un rapporto non convenzionale<br />

del design con l’oreficeria e,<br />

soprattutto, con la gioielleria. Riprendendo<br />

questa grande tradizione, Triennale Design<br />

Museum ha reintrodotto con la mostra Il<br />

Design della Gioia, nel 2004, una particolare<br />

attenzione al tema del gioiello, negli<br />

anni successivi di nuovo protagonista nella<br />

sezione dedicata ai jewels designer in The<br />

New Italian Design (mostra itinerante dal<br />

2007 a oggi), e nelle mostre Gioielli di<br />

Carta (2009), Gioielli per Milano (2011)<br />

fino a Il gioiello sostenibile di Riccardo<br />

Dalisi (2012). Per lungo tempo il mondo<br />

del design ha fatto finta di non vedere i<br />

gioielli. Li ha relegati nel limbo dell’ornamento<br />

o nella gratuità del decoro, e li ha<br />

espunti da sé e dal proprio universo<br />

progettuale come tentazioni pericolose,<br />

come deviazioni eretiche, come indizi di<br />

quella ‘delittuosità’ che Adolf Loos denunciava<br />

in ogni deragliamento del designer<br />

verso la sfera dell’ornamentale, del superfluo,<br />

dell’orpello. (....). Info: tel. 02-724341<br />

10ARTECULTURA<br />

CASTELLO SFORZESCO.<br />

I TESSUTI EGIZIANI<br />

IN MOSTRA<br />

Dal 7 giugno al 15 settembre 2013.<br />

La mostra presenta “Tessuti egiziani dall’età<br />

ellenistica al medioevo nelle Raccolte<br />

del Castello Sforzesco di Milano”. L’esposizione,<br />

fino al 15 settembre 2013, con<br />

ingresso gratuito, presso la Sala del Tesoro<br />

del Castello, raccoglie circa 50 pezzi appartenenti<br />

alla collezione di tessuti copti<br />

delle civiche Raccolte d’arte applicata,<br />

costituita a partire dal secondo dopoguerra<br />

da due nuclei separati, uno del pittore<br />

Mariano Fortuny, venduto nel 1951 dalla<br />

moglie, e l’altro di Gabriella Debbane,<br />

che nel 1999 cedette i tessuti acquistati dal<br />

padre, diplomatico vissuto al Cairo.<br />

“Questa mostra ci offre l’occasione di ammirare<br />

i frammenti di un passato lontano,<br />

sopravvissuti al tempo e arrivati fino a noi<br />

dopo un lungo viaggio - ha dichiarato<br />

l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno-.<br />

Sono porzioni di abiti e ornamenti<br />

fabbricati oltre 1500 anni fa da mani esperte<br />

e sconosciute. Grazie a questa mostra<br />

possiamo conoscere le piccole espressioni<br />

artistiche che facevano parte della<br />

quotidianità di mondi apparentemente lontanissimi<br />

da noi, ma che, come queste<br />

trame dimostrano, possedevano l’attenzione<br />

alla realtà e ai suoi dettagli: ancora oggi<br />

un principio fondamentale nell’arte della<br />

tessitura. Siamo quindi particolarmente lieti<br />

di ospitare nelle sale del Castello Sforzesco<br />

queste testimonianze, capaci di riconnetterci<br />

con altre culture, vite e storie”.<br />

Per la prima volta una selezione importante<br />

della raccolta viene presentata al pubblico.<br />

Si tratta di frammenti decorativi ritagliati<br />

dai capi di abbigliamento - tuniche,<br />

scialli, mantelli e veli da testa - ma anche da<br />

tessuti da arredo. Per ragioni di praticità<br />

raramente si sono conservati i capi di abbigliamento<br />

nella loro interezza: più frequentemente<br />

i collezionisti hanno preferito ritagliare<br />

gli elementi ornamentali.<br />

Info: tel. 02-88463700<br />

MORANDI / Retrospettiva<br />

Parigi, Palais des Beaux-Arts<br />

dal 7 giugno al 22 settembre 2013<br />

Dal 7 giugno, con GIORGIO MORANDI.<br />

Retrospective, Bruxelles celebra il genio<br />

dell’artista bolognese in una mostra che<br />

riunisce un centinaio di lavori tra dipinti,<br />

disegni, incisioni e acquerelli nelle sale del<br />

Palais des Beaux-Arts. Tra questi, cinque<br />

oli su tela e un disegno provenienti dalle<br />

collezioni del Museo Morandi di Bologna<br />

che saranno visibili al pubblico dell’esposizione<br />

fino al 22 settembre.<br />

L’ampia retrospettiva, curata da Maria<br />

Cristina Bandera (studiosa, direttrice della<br />

Fondazione Roberto Longhi di Firenze e<br />

co-curatrice della grande mostra su Morandi<br />

tenutasi al MAMbo - Museo d’Arte Moderna<br />

di Bologna e al Metropolitan Museum di<br />

New York nel 2008/2009) tocca i temi<br />

principali della ricerca dell’artista: la natura<br />

morta, il paesaggio e i fiori, senza trascurarne<br />

altri meno ricorrenti se non addirittura<br />

rari, quali l’autoritratto e la figura umana<br />

(come nel caso delle Bagnanti del 1915).<br />

Si parte dalle prime opere che si muovono<br />

nell’ambito delle avanguardie per seguire<br />

l’evoluzione espressiva morandiana fino<br />

alla progressiva dissolvenza dei lavori degli<br />

ultimi anni, attraversando tutte le tecniche<br />

e le varianti esplorate dall’artista.<br />

Le opere messe a disposizione dal Museo<br />

Morandi vanno dai fiori del 1924, passando<br />

per le nature morte (una del 1942, due del<br />

1951) fino ai paesaggi del 1961 (matita su<br />

carta) e del 1962 (olio su tela).<br />

A Bruxelles i lavori di Giorgio Morandi<br />

vengono accostati e posti in dialogo con<br />

quelli di un altro artista contemporaneo:<br />

Luc Tuymans.<br />

Tale scelta è stata già da tempo sperimentata<br />

nell’allestimento dell’ampia collezione<br />

di Bologna - la più rilevante raccolta<br />

pubblica morandiana, attualmente ospitata<br />

nelle sale del MAMbo - in cui sono presenti<br />

opere di diversi autori tra i quali Wayne<br />

Thiebaud, Sean Scully e Tony Cragg.<br />

Insomma una mostra di palese interesse<br />

storico nella quale l’osservatore può ragionevolmente<br />

darsi conoscenza storica.<br />

ufficiostampamambo@comune.bologna.it


INTERLUDI D'ARTE<br />

RITRATTO DI ARCHIMEDE SU MONETA<br />

POST-CLASSICI<br />

l’antico nell’arte moderna<br />

INTERLUDI D'ARTE<br />

Emilio Vedova, CICLO ‘62 (B3)<br />

Fondazione Vedova<br />

ARCHIMEDE / Arte e<br />

Scienza dell’invenzione<br />

Roma, Musei Capitolini<br />

30 maggio 2013 - 14 gennaio 2014<br />

Una mostra sulla figura di Archimede<br />

organizzata in collaborazione con il Museo<br />

Galileo - Istituto e Museo di Storia della<br />

Scienza di Firenze, con i modelli delle<br />

macchine di cui gli è attribuita l’invenzione<br />

e materiali archeologici dall’antica<br />

Siracusa, dove lo scienziato visse nel III<br />

secolo a. C.<br />

Si hanno pochi dati certi sulla sua vita.<br />

Tutte le fonti concordano sul fatto che fosse<br />

siracusano e che sia stato ucciso durante il<br />

sacco di Siracusa del 212 a.C. Tra le poche<br />

altre notizie certe vi è inoltre quella, tramandata<br />

da Diodoro Siculo, che abbia soggiornato<br />

in Egitto e che ad Alessandria<br />

d’Egitto abbia stretto amicizia con il matematico<br />

e astronomo Canone di Samo, come<br />

si evince dal rimpianto per la sua morte<br />

espresso in alcune opere: Tornato a Siracusa,<br />

tenne corrispondenza con vari scienziati di<br />

Alessandria.<br />

Secondo Plutarco era imparentato col monarca<br />

Gerone II. La tesi è controversa ma<br />

trova riscontro nella stretta amicizia e stima<br />

che, anche secondo altri autori, li<br />

legava. La data di nascita non è certa. Viene<br />

di solito accettata quella del 287 a.C., sulla<br />

base dell’informazione, riferita dall’erudito<br />

bizantino Giovanni Tzetzes.Non si sa se<br />

si basasse su fonti attendibili ora perdute o<br />

avesse solo tentato di quantificare il dato,<br />

riportato da vari autori, che Archimede<br />

fosse vecchio al momento dell’uccisione.<br />

L’ipotesi che fosse figlio di un astronomo<br />

siracusano di nome Fidia (altrimenti sconosciuto)<br />

è basata sulla ricostruzione di<br />

una frase di Archimede effettuata dal<br />

filologo Friedriec Blass, contenuta<br />

nell’Arenario, che nei manoscritti era giunta<br />

corrotta e priva di senso. Se questa<br />

ipotesi è corretta, si può pensare che abbia<br />

ereditato dal padre l’amore per le scienze<br />

esatte. Info: tel. +39 0639967800<br />

POST-CLASSICI / La ripresa<br />

dell’Antico nell’arte<br />

contemporanea<br />

Roma, Foro Romano e Palatino<br />

23 maggio - 29 settembre 2013<br />

La mostra viene dedicata al rapporto tra<br />

arte contemporanea e antichità: 17 artisti<br />

traggono ispirazione dal dialogo con i luoghi<br />

della classicità. Il tema della mostra,<br />

curata da Vincenzo Trione e promossa<br />

dalla Soprintendenza speciale per i beni<br />

archeologici di Roma in collaborazione con<br />

Electa, è il richiamo all’antico: inteso come<br />

fonte di valori “assoluti” - bellezza, armonia,<br />

perfezione, misura, sapienza - che vengono<br />

reinterpretati in chiave moderna. Per<br />

la prima volta, l’arte del nostro tempo entra<br />

nel Foro romano: diciassette artisti si confrontano<br />

con luoghi e monumenti diversi,<br />

presentando opere quasi tutte realizzate<br />

per questa occasione. La mostra documenta<br />

l’attività di artisti italiani impegnati a sottrarsi<br />

a ogni internazionalismo stilistico,<br />

che avvertono il bisogno di richiamarsi<br />

all’identità italiana per riaffermare con forza<br />

lo stile, nel segno di uno stringente e<br />

spesso conflittuale rapporto con la memoria,<br />

ma anche nell’orizzonte di una nuova<br />

riflessione tra contemporaneità e patrimonio<br />

storico. Vincenzo Trione ha invitato a<br />

partecipare artisti di diverse generazioni.<br />

Dai maestri dell’arte povera - Kounnellis,<br />

Pistoletto, Paolini - a protagonisti della<br />

transavanguardia come Paladino; da figure<br />

isolate - Parmiggiani, Longobardi, Albanese,<br />

Beecroft - a grandi fotografi come<br />

Jodice e Biasucci; da voci “mistiche” -<br />

Botta, Pietrosanti a personalità lontane da<br />

gruppi e da tendenze come Aquilanti; da<br />

autori post-informali come Colin a giovanissimi<br />

quali ZimmerFrei, Alis/Filliol e<br />

Barocco. Sono stati quindi scelti artisti che<br />

intrattengono con la classicità un dialogo<br />

fondato su appropriazioni e reinvenzioni<br />

spesso audaci, che tendono ad acquisire<br />

figure e motivi dell’immaginario archeologico<br />

e, spesso, evocando l’effetto di rovine<br />

e reperti. Info: www.postclassici.it<br />

VEDOVA TINTORETTO<br />

Venezia, Scuola Grande di San Rocco<br />

24 maggio - 3 novembre 20013<br />

La Scuola Grande di San Rocco, che ospita<br />

il grandioso ciclo dei Teleri di Jacopo<br />

Tintoretto, si apre all’arte moderna e contemporanea<br />

con il progetto: San Rocco<br />

Contemporaneo: in dialogo con Tintoretto.<br />

Il progetto mette in relazione cinque<br />

grandi artisti del Novecento internazionale<br />

con l’opera del Maestro Manierista.<br />

Il primo appuntamento di questo ciclo è<br />

dedicato alla figura di Emilio Vedova, un<br />

protagonista della scena internazionale del<br />

Novecento, e per la prima volta saranno<br />

esposte le sue opere che testimoniano il<br />

profondo legame che il giovane Vedova<br />

sentiva verso l’opera di Tintoretto fino alla<br />

maturità dei lavori più recenti, in una mostra<br />

realizzata in collaborazione da Arciconfraternita<br />

Scuola Grande di San Rocco<br />

e Fondazione Emilio e Annabianca Vedova.<br />

Le opere direttamente riferite a Jacopo<br />

Tintoretto saranno esposte , secondo il progetto<br />

di Germano Celant e Stefano<br />

Cecchetto, come in un ideale viaggio e<br />

dialogo nel tempo quasi lo spettatore possa<br />

rivivere e percepire lo sguardo attento e<br />

sensibile che provocò Vedova in quella<br />

situazione di forte attrazione mentre il ciclo<br />

degli Oltre verrà installato nella Sala Terrena<br />

tra le colonne della navata centrale.<br />

Si potranno vedere gli studi di Vedova dal<br />

Tintoretto, realizzati in epoche diverse fin<br />

dal 1936, due sculture e una grande tela<br />

degli anni Sessanta fino al ciclo degli Oltre<br />

che l’artista realizzò nel 1985, in un ideale<br />

percorso che ritrova Vedova nei luoghi di<br />

Tintoretto. Iacopo Robusti, per Emilio Vedova,<br />

è stato molto di più di un antico<br />

Maestro di riferimento ed ha costituito il<br />

supporto principale della sua formazione<br />

artistica. Questo percorso permette di sottolineare<br />

l’impeto e la forza di una Conversazione-lacerazione;<br />

partendo dall’inizio,<br />

dai primi esercizi di stile, peraltro già<br />

marcati da una forte personalità, si potrà<br />

comprendere lo sviluppo di quello che in<br />

seguito diventerà la cifra stilistica di Vedova.<br />

Info: +39.041.5234864<br />

ARTECULTURA11


INTERLUDI D'ARTE<br />

Lieni Riefensthal, DEUTSCHE TURNERINNEN, 1936<br />

Guido Reni, GESU’ CONSEGNA LE CHIAVI<br />

A SAN PIETRO<br />

INTERLUDI D'ARTE<br />

Miquel Navarro, TESTA PENSANTE<br />

F4 Un’Idea di Fotografia<br />

Treviso, Casa dei Carraresi<br />

dal 15 giugno all’11 agosto 2013<br />

Parte la terza edizione di F4/ un’idea di<br />

fotografia, il festival promosso da Fondazione<br />

Francesco Fabbri con un ampio programma<br />

di esposizioni, workshop e incontri<br />

con l’autore a Casa dei Carraresi a<br />

Treviso. Ad aprire il festival sono le esposizioni<br />

Sguardi sul tempo. Percorsi nella<br />

fotografia d’autore e Venezia / L’eredità<br />

dei precursori, mostra personale di Francesco<br />

Jodice.<br />

La prima rassegna, curata da Carlo Sala,<br />

proporrà oltre duecento lavori dalle origini<br />

del mezzo fino ai nostri giorni provenienti<br />

dalla collezione privata di Dionisio<br />

Gavagnin, finora rimasta inedita al pubblico.<br />

La selezione qui proposta è un percorso<br />

volto a raffigurare i cambiamenti culturali<br />

e sociali della storia tramite l’occhio privilegiato<br />

della fotografia con opere tra gli<br />

altri di Henri Cartier Bresson, Robert Capa,<br />

Candida Höfer, Robert Mapplethorpe, Fèlix<br />

Nadar, Man Ray, Thomas Ruff e Sebastiao<br />

Salgado. La prima esposizione è un intenso<br />

dialogo tra alcuni maestri della fotografia<br />

che in momenti differenti hanno raffigurato<br />

la condizione sociale dell’uomo: i ritratti<br />

l’alta borghesia di Félix Nadar si confrontano<br />

con la volontà classificatoria che<br />

emerge nei volti della gente comune del<br />

tedesco August Sander, ma anche con le<br />

immagini patinate uscite dalle riviste di<br />

moda di Robert Mapplethorpe e Irving Penn.<br />

La fotografia è anche specchio del proprio<br />

tempo che narra eventi epocali: ecco apparire<br />

gli scatti realizzati dalla NASA l’11<br />

luglio 1969 per celebrare lo sbarco sulla<br />

luna; ma anche fatti che hanno segnato le<br />

coscienze collettive come l’attentato al presidente<br />

Ronald Reagan colto da Sebastiao<br />

Salgado e le scene di mafia della palermitana<br />

Letizia Battaglia. Un nucleo di lavori<br />

che sanno anche tracciare i tratti identitari<br />

dei luoghi e delle genti che li popolano,<br />

dall’America di Walker Evans, all’Italia di<br />

Mario Giacomelli fino alla Francia narrata<br />

da Robert Doisneau e Henri Cartier-<br />

Bresson. Etc. Info: 042253150<br />

12 ARTECULTURA<br />

GUIDO RENI. LA CONSEGNA<br />

DELLE CHIAVI.<br />

UN CAPOLAVORO RITORNA<br />

Fano, Pinacoteca San Domenico<br />

15 giugno - 29 settembre 2013<br />

L’esposizione, ideata, voluta e promossa<br />

dalla Fondazione Cassa di Risparmio di<br />

Fano, organizzata insieme alla Soprintendenza<br />

per i Beni Artistici Storici ed<br />

Etnoantropologici delle Marche ed al Comune<br />

di Fano, è stata resa possibile grazie<br />

alla gentile collaborazione del Musèe du<br />

Louvre di Parigi, dei Musei Civici di Ascoli<br />

Piceno, della Pinacoteca Civica di Fano,<br />

della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli<br />

Pergola, per l’occasione si è costituito un<br />

comitato scientifico d’eccezione composto<br />

da alcuni tra i più illustri esperti del settore:<br />

Maria Rosa Valazzi, Andrea Emiliani,<br />

Daniele Benati, Franco Battistelli,<br />

Rodolfo Battistini, Giuseppina Boiani<br />

Tombari, Daniele Diotallevi, Claudio<br />

Giardini, Stefano Papetti.<br />

Fino al 29 settembre la Pinacoteca ospiterà<br />

la “Consegna delle chiavi”, dipinta da<br />

Guido Reni per l’altare maggiore della<br />

chiesa fanese di San Pietro in Valle, tela<br />

“estratta” in epoca napoleonica (1797) ed<br />

oggi esposta presso il Musée di Louvre di<br />

Parigi. Saranno inoltre mostrati altri due<br />

capolavori del pittore bolognese, due<br />

Annunciazioni, una realizzata per la chiesa<br />

di San Pietro in Valle, oggi nella Pinacoteca<br />

del Palazzo Malatestiano, e l’altra proveniente<br />

dai Musei Civici di Ascoli Piceno.<br />

Guido Reni (1575-1642) rappresenta uno<br />

degli esponenti di spicco del barocco italiano<br />

e la mostra, oltre a costituire un’occasione<br />

imperdibile per ammirare uno dei suoi<br />

maggiori capolavori, rientrato, seppur temporaneamente,<br />

dopo oltre due secoli di assenza<br />

dal territorio italiano che costituisce<br />

una vera testimonianza. Info: 051.6569105<br />

Biennale Internazionale di<br />

Scultura, Racconigi 2013<br />

Pensare lo spazio: dialogo tra<br />

Natura e Immaginazione a cura di<br />

Claudio Cerritelli<br />

L’evento scultoreo è promosso dall’ Assessorato<br />

alla Cultura della Regione Piemonte<br />

in collaborazione con il Ministero per i<br />

Beni e le Attività <strong>Culturali</strong> ed altri enti<br />

nazionali ed esteri. Organizzata dall’Associazione<br />

Piemontese Arte presieduta dallo<br />

scultore Riccardo Cordero e disposta nella<br />

prestigiosa cornice del Parco della Reggia<br />

Sabauda di Racconigi la sede dove sono<br />

esposte sino al 13 ottobre 64 sculture di<br />

grandi dimensioni realizzate da artisti provenienti<br />

dall’Italia, Spagna e Germania a<br />

dimostrazione della vocazione internazionale<br />

dell’iniziativa oltre che dalla volontà<br />

di proporre testimonianze di esperienze<br />

vive, in un molteplice intreccio di forme,<br />

colori e dimensioni. La mostra è un esempio<br />

di espressione artistica multigenerazionale,<br />

con scultori che provengono da<br />

percorsi culturali eterogenei: Sono artisti<br />

affermati nel pieno della loro maturità<br />

creativa, noti per le personali scelte di<br />

poetica e di linguaggio.<br />

Nei locali sottostanti la serra della Margaria<br />

sarà presentata una sezione storica di scultori<br />

operanti nel secondo dopoguerra in<br />

Italia, una sorta di “numi tutelari” degli<br />

artisti le cui opere sono disseminate nel<br />

grande Parco. La tradizione del parco di<br />

scultura affonda le radici nell’antichità sino<br />

ad arrivare oggi alle grandi collezioni all’aperto<br />

con opere d’influenti autori internazionali<br />

moderni e contemporanei. Molteplici<br />

sono oggi gli esempi di allestimento<br />

nel verde in Italia e soprattutto all’estero,<br />

dove il dialogo trasversale, dunque, quello<br />

che aleggia nei giardini della Reggia, che<br />

alterna il sussurro intimista di alcuni lavori<br />

particolarmente delicati, all’esplosione di<br />

materia e significato di opere monumentali<br />

secondo l’intuizione di ciascun artista. Info:<br />

explan1@tin.it - tel. 335256829


INTERLUDI D'ARTE<br />

INTERLUDI D'ARTE<br />

Steve McCurry, PESCATORI DEL SRILANKA Joan Mirò, LITOGRAFIA Phil Stern, VERSO LA SICILIA 1943<br />

STEVE McCURRY<br />

Viaggio intorno all’Uomo<br />

Siena, Complesso Museale S. M. Scala<br />

15 giugno - 3 novembre 2013<br />

Dal 15 giugno è aperta al pubblico, nel<br />

Complesso Museale Santa Maria della Scala<br />

in Siena, la grande mostra dedicata a Steve<br />

McCurry, per iniziativa del Comune di<br />

Siena in collaborazione con Opera della<br />

Metropolitana, promossa e organizzata da<br />

Opera-Civita Group, con la collaborazione<br />

di Sud Est 57.<br />

Steve McCurry non è solo uno dei più<br />

grandi maestri della fotografia del nostro<br />

secolo, premiato diverse volte con il Word<br />

Press Photo Awards che si può considerare<br />

come una sorta di premio Nobel della fotografia,<br />

ma è un punto di riferimento per un<br />

larghissimo pubblico, soprattutto di giovani,<br />

che nelle sue fotografie riconoscono un<br />

modo di guardare il nostro tempo e, in un<br />

certo senso, “si riconoscono”. Veterano di<br />

National Geographic, sempre in viaggio,<br />

più facilmente in qualche parte dell’Asia<br />

che non in America, Steve McCurry ha<br />

fatto del viaggiare una sua dimensione di<br />

vita.<br />

La mostra di Steve McCurry, che arriva a<br />

Siena dopo aver raggiunto 400.000 visitatori<br />

in 4 città italiane, è curata da Peter<br />

Bottazzi che ha progettato il percorso e-<br />

spositivo e da Biba Giacchetti di Sud Est 57<br />

che rappresenta McCurry e ne cura tutte le<br />

attività espositive. L’allestimento, di grande<br />

impatto scenografico e studiato appositamente<br />

per gli ambienti del Santa Maria<br />

della Scala, si sviluppa attraverso l’antica<br />

“strada interna” e gli ambienti adiacenti,<br />

oggi sede del museo Archeologico Nazionale<br />

differenziato in ciascuno degli spazi<br />

tematici. Un modo ideale per accogliere<br />

immagini fotografiche, intuizioni di un maestro<br />

con particolare sensibilità di rilevamento,<br />

una prestazione artistica che si<br />

manifesta sotto la spinta creativa inconscia<br />

che poi sensibilizza l’opera nella cornice<br />

espositiva nella quale il pubblico si sente<br />

invitato ovvero attratto di curiosità appunto<br />

per lo spirito di ascendenza artistica, largamente<br />

facoltosa che fa dell’opera di Steve<br />

McCurry un continuo richiamo di pubblico.<br />

Info: tel. 055290383<br />

DAL MUSEO “GUELFO”<br />

MIRO’, CHAGALL,<br />

PICASSO, DALI’ E GLI ALTRI<br />

San Benedetto del Tronto<br />

6 luglio - 3 settembre 2013<br />

La mostra, promossa dal Comune di San<br />

Benedetto del Tronto e dalla Regione Marche<br />

e curata da Silvia Cuppini, presenta<br />

una selezione di opere provenienti dalle<br />

collezioni del Museo fabrianese intitolato<br />

all’artista Guelfo Bianchini (Fabriano<br />

1937- Roma 1997), che costituisce, per la<br />

Regione Marche, un raro, forse unico esempio<br />

di raccolta di opere originali di arte<br />

grafica, di grandi maestri internazionali,<br />

moderni e contemporanei, dall’Impressionismo<br />

francese al Surrealismo, fino ai nostri<br />

giorni. Guelfo iniziò la sua Collezione<br />

da studente delle Belle Arti ad Urbino; i<br />

successivi soggiorni, anche per motivi di<br />

studio, a Parigi, in Provenza, a Salisburgo<br />

negli anni ‘50 e’60 ed infine a Roma lo<br />

portarono ad incrementare la Collezione.<br />

L’artista fabrianese ha sentito sempre il<br />

fascino della secolare tradizione dell’arte<br />

della carta, propria della sua città natale,<br />

insieme ad una vocazione culturale ed artistica<br />

di respiro europeo. Dopo il Premio<br />

assegnatogli dall’Accademia di San Luca<br />

nel 1959 Guelfo continua la sua ricerca di<br />

artista collezionista, che lo porta ad incontri<br />

con artisti di fama internazionale, quali:<br />

Afro, Arp, Bartolini, Bellmer, Bodini,<br />

Chagall, Cocteau, Greco, Guidi, Kokoscka,<br />

Lam, Levi, Guttuso, Manzù, Masson, Matta,<br />

Mirò, Tanning, Tommasi-Ferroni, Turcato,<br />

Clerici, Man Ray. Di tali frequentazioni<br />

sono testimonianza, oltre alle opere della<br />

Collezione, anche i numerosi ritratti che<br />

molti citati maestri gli dedicarono, in segno<br />

di profondo sodalizio amicale e artistico.<br />

Con Giorgio De Chirico, che definiva quello<br />

di Guelfo “un talento eccezionale” ci fu una<br />

lunga serie di incontri. Info: 0735 581139<br />

PHIL STERN. SICILY 1943<br />

Acireale, Galleria Credito Siciliano<br />

11 luglio - 8 settembre<br />

Giusto settant’anni dopo l’avvio dell’operazione<br />

Husky che portò le truppe alleate a<br />

conquistare la Sicilia, la Galleria Credito<br />

Siciliano, ad Acireale, propone una grande<br />

mostra in cui lo Sbarco rivive nelle immagini<br />

del celebre fotografo statunitense Phil<br />

Stern.<br />

La mostra offre l’opportunità a Stern, oggi<br />

93enne, di tornare sui luoghi da lui raccontati<br />

nel 1943 e questo suo viaggio nel<br />

tempo, le impressioni a settanta anni di<br />

distanza saranno oggetto di un documentario<br />

curato da Ezio Costanzo per la regia di<br />

Filippo Arlotta.<br />

La mostra “Phil Stern. Sicily 1943” è curata<br />

da Ezio Costanzo con una ricerca<br />

dell’Imperial War Museum di Cristina<br />

Quadrio Curzio e Leo Guerra.<br />

Attraverso le potenti immagini di Stern e<br />

quelle di taglio documentario dall’Imperial<br />

War Museum rivivono i diversi momenti di<br />

quella che è stata una delle più imponenti<br />

operazioni della seconda guerra mondiale.<br />

Al comando di Patton (VII Armata Usa) e<br />

Montgomery (VIII Armata britannica) nelle<br />

prime ore del 10 luglio 1943 sbarcarono<br />

sull’isola 160 mila soldati anglo-americani.<br />

Le truppe americane raggiungono Gela,<br />

Scoglitti e Licata, mentre le truppe britanniche<br />

occupano il litorale sud orientale<br />

dell’isola, tra Marzamemi e Siracusa. La<br />

difesa della Sicilia è affidata a 220 mila<br />

soldati italiani e a 30 mila tedeschi. Il 22<br />

luglio Patton conquista Palermo e il 17<br />

agosto raggiunge Messina, ultima meta dell’Operazione<br />

Husky.<br />

La conquista dell’isola non sarà una semplice<br />

passeggiata per gli anglo-americani<br />

che lasceranno sul campo oltre 5000 morti<br />

in soli 38 giorni. Il 3 settembre, a Cassibile<br />

(Sr) l’Italia firma l’armistizio (reso pubblico<br />

alla radio l’8 settembre dal generale<br />

Badoglio) con gli alleati che sancisce la<br />

resa incondizionata.<br />

La mostra prodotta dalla Fondazione Gruppo<br />

Credito Valtellinese è certamente una<br />

rilettura di una pagina di storia siciliana e<br />

italiana ma è anche una grande mostra di<br />

fotografia. Info: +39 095.600.280<br />

ARTECULTURA13


14 ARTECULTURA<br />

INTERLUDI continuano INTERLUDI continuano<br />

Gregorio<br />

Mancino<br />

NELLA SFERA<br />

PLANETARIA<br />

Certo che aver dipinto ad alta quota in<br />

aereo ed in assenza di gravità, non sono<br />

considerazioni d’esistenza che si provano<br />

tutti i momenti così come lo è stato<br />

per Gregorio Mancino che d’impegno<br />

sperimentale ha voluto e saputo<br />

trovare il modo per innalzarsi e dipingere<br />

ben oltre l’atmosfera nello spazio<br />

del cielo infinito. Questo perché il pittore<br />

incontra la fortuna di poter entrare<br />

nell’ambiente della NASA che programma<br />

i viaggi spaziali degli aerei.<br />

E dopo i dovuti accertamenti innalzarsi<br />

per volare e poi dipingere con quella<br />

serenità emotiva che sulla terra un<br />

artista non incontra. Ma l’aspetto che<br />

ancora fa tanta meraviglia è che le opere<br />

dipinte dall’artista sono state donate<br />

ad ospedali come a significare un<br />

solo congiungimento tra la terra e la<br />

volta celeste osservata e vissuta senza<br />

alcuna estraneità di principio che qualifica<br />

il valore artistico dell’opera d’arte,<br />

la sua insostituibile estraneità. Per<br />

cui volendo motivare la finalità del<br />

volo, ed ad di là della personale sensibilità<br />

di coscienza, se ne deduce che<br />

l’impegno creativo dell’artista rimane<br />

la premessa per unire in armonia l’intero<br />

senso universale dell’esistenza.<br />

Marpanoza<br />

Gregorio Mancino<br />

ALLA NASA<br />

FOTOGRAFIA DELL’ARTISTA 2007<br />

DOISNEAU Paris en liberté<br />

Caserta, Reggia di Caserta<br />

Robert Doisneau (1912-1994), che ama<br />

paragonarsi a Atget, percorre fotograficamente<br />

le periferie di Parigi per<br />

“impossessarsi dei tesori che i suoi<br />

contemporanei trasmettono inconsciamente”.<br />

E’ una Parigi umanista e generosa<br />

ma anche sublime che si rivela nella nudità<br />

del quotidiano; nessuno meglio di lui si<br />

avvicina e fissa nell’istante della fotografia<br />

gli uomini nella loro verità quotidiana,<br />

qualche volta reinventata. Il suo lavoro di<br />

intimo spettatore appare oggi come un vasto<br />

album di famiglia dove ciascuno si riconosce<br />

con emozione. Noto oggi al grande pubblico,<br />

Doisneau, dopo essersi diplomato alla Ecole<br />

Estienne, scopre la fotografia da giovane,<br />

mentre lavora in uno studio di pubblicità<br />

specializzato in prodotti farmaceutici. Sino<br />

al 23 settembre. Info 0823 448084;<br />

SALVATORE. Sculture<br />

Como, Villa Olmo<br />

Negli ampi spazi degli incantevoli giardini<br />

di Villa Olmo a Como, l’artista Nicola<br />

Salvatore firma un’imponente mostra<br />

allestita dall’architetto Giovanni Sammartano.<br />

Ferro, bronzo, alluminio, acciaio<br />

lavorato e tessuti sono alcuni dei materiali<br />

con cui l’artista realizza sculture di grandi<br />

dimensioni che sorprendono il visitatore,<br />

entrando in dialogo con lo spazio naturale<br />

che le ospita. Tema comune è la balena,<br />

icona che accompagna sin dall’inizio il<br />

percorso artistico di Salvatore. Presenza<br />

ricorrente nelle sue opere, il mammifero<br />

leggendario è per l’artista simbolo di ricerca<br />

interiore. Grazie alle loro qualità cromatiche<br />

le sculture di Nicola Salvatore nei giardini<br />

di Villa Olmo creano un perfetto accordo<br />

visivo con l’architettura circostante. Dal 26<br />

maggio al 28 luglio Info 031 252352 -<br />

cultura@comune.como.it<br />

CROSSOVER<br />

Venezia, Tesa 113<br />

Con una performance live di anteprima (29<br />

maggio alle 20 e alle 22), viene presentata<br />

ai Chiostri di San Salvador a Venezia la<br />

mostra Crossover / A dialog between the<br />

Chinese School of Hubei and the New<br />

Italian Art Scene, che si svolge dal 2 giugno<br />

al 24 novembre alla Tesa 113, Arsenale<br />

Nord. Curata da Ji Shaofeng e Alessandro<br />

Riva, la mostra mette in luce il lavoro e le<br />

esperienze di un gruppo coerente e articolato<br />

di artisti cinesi - la cosiddetta Scuola di<br />

Hubei - ponendoli a confronto con analoghe<br />

esperienze provenienti dall’arte italiana<br />

contemporanea. Info 329/9388286<br />

WOMEN’S GENIUS<br />

Bologna, Galleria Bibò<br />

Sabato 18 maggio 2013 è stata inaugurata a<br />

Todi Bibo’s Place, la nuova galleria di<br />

Matteo Boetti e Andrea Bizzarro.<br />

Bibo’s place, il nome viene dalle iniziali<br />

del cognome dei due soci Matteo Boetti e<br />

Andrea Bizzarro, è il nome scelto per questo<br />

nuovo progetto che inaugura, negli spazi di<br />

Palazzo Pensi, in quella che era la storica<br />

Galleria Extramoenia di Giuliana Soprani<br />

Dorazio, con una mostra dedicata al genio<br />

femminile.Carla Accardi e Rebecca Ward<br />

sono le due artiste scelte che verranno<br />

messe a confronto nella mostra “Women’s<br />

genius. One step beyond”, che resterà aperta<br />

fino al 7 settembre 2013. Info 051437860<br />

DODGE. A permanently open window<br />

Reggio Emilia, Collezione Maramotti<br />

A permanently open window è un progetto<br />

site-specific per uno spazio industriale<br />

dismesso trasformato in un centro aziendale,<br />

connesso alla Collezione Maramotti, e la<br />

prima installazione permanente di Jason<br />

Dodge. Realizzata nella ex torre elettrica<br />

della fabbrica, l’opera si compone di tre<br />

elementi, che si sostituiscono ai cavi<br />

dell’elettricità e creano un nuovo ordine<br />

spaziale e percettivo. La ricerca di Dodge<br />

cerca di conferire nuova vita agli oggetti e<br />

generare esperienze personali nello<br />

spettatore, che diviene parte attiva nel suo<br />

lavoro. Sino al 4 novembre.<br />

Per informazioni 0522382484<br />

BISSANI. Risonanze<br />

San Martino in Rio, Rocca Estense<br />

Anche nelle immagini presentate in questa<br />

mostra, Roberto Bissani va alla scoperta,<br />

attraverso il mezzo fotografico, di frammenti<br />

del reale, spesso di ardua decifrabilità<br />

immediata, che evocano esperienze proprie<br />

della pittura e che ci rendono consapevoli<br />

di una verità che spesso, per trascuratezza,<br />

scarsa curiosità e superficialità dello<br />

sguardo, non riusciamo a cogliere: le cose,<br />

la natura, sono l'inesauribile scrigno di<br />

misteriosi ritmi e risonanze, di forme e di<br />

colori che ci propongono una dimensione<br />

nuova di ciò che può essere definito bellezza.<br />

Roberto Bissani, nato a Bolzano nel 1951,<br />

bolognese d'adozione, ha saputo conquistarsi<br />

nei quindici anni di attività espositiva, in<br />

Italia e all'estero, riconoscimenti e<br />

apprezzamenti diffusi. Sino al 28 luglio.<br />

Info 0522636709<br />

JOVANOVIC - DEMAN<br />

Trieste, Museo Revoltella<br />

Deserted Utopia è un progetto di Vesna<br />

Jovanovic e Tanja Deman che riflette sugli<br />

esempi architettonici e urbanistici generati<br />

dall’emancipazione della società socialista<br />

moderna. Gli edifici sono considerati<br />

strutture fisicamente articolate, brutali nel<br />

contesto in cui sono inserite, che si<br />

appoggiano scontrosamente sulla loro


INTERLUDI continuano INTERLUDI continuano<br />

monumentalità: sono autentici esperimenti<br />

che riflettono che cosa avrebbe dovuto essere<br />

un nuovo ordine sociale; sono costruzioni<br />

che hanno avuto un forte impatto su ciò che<br />

li circondava, e il risultato è che spesso<br />

sono percepiti come monumenti alla<br />

distopia. L’ambiente urbano come labirinto<br />

di proiezioni, desideri, illusioni, fantasie,<br />

ricordi, pensieri e ideologie spesso si<br />

discosta dalla realtà. Il focus concettuale di<br />

questo progetto è precisamente questo<br />

scostamento, o il momento in cui l’illusione<br />

incontra la realtà. Sino al 7 novembre.<br />

Info 0406754350<br />

GAFIC. Ricerca di identità<br />

Trieste, Magazzino delle Idee<br />

S/paesati - eventi sul tema delle migrazioni,<br />

in collaborazione con la Provincia di Trieste<br />

nell'ambito del progetto "Bosnia 20 anni<br />

dopo - il lavoro al tempo della globalizzazione"<br />

, presenta la mostra fotografica<br />

Ricerca di identità di Ziyah Gafic, celebre<br />

fotografo bosniaco che commemora la guerra<br />

in Bosnia attraverso le immagini degli<br />

oggetti che sono stati ritrovati nelle fosse<br />

comuni.Un’orazione silenziosa, perché ogni<br />

oggetto diventa intimo, unico e comune al<br />

medesimo tempo. Sino al 2 dicembre<br />

cultura@provincia.trieste.it<br />

HOUSEAGO. Roman Figures<br />

Roma, Gagosian Gallery<br />

La mostra “Roman Figures” di Thomas<br />

Houseago presenta la scultura monumentale,<br />

Reclining Figure (For Rome)<br />

insieme a sette maschere scolpite e alla<br />

scultura Untitled (Walking Boy on Plinth)<br />

(tutte del 2013). Le Roman Masks<br />

coniugano il fascino modernista occidentale<br />

con la carica spirituale di oggetti tribali<br />

dell’Africa e del Sud Pacifico. Realizzate<br />

in gesso e canapa da un calco di argilla e<br />

rinforzate con armature in ferro, le maschere<br />

lineari, simili a teschi ma comunque<br />

altamente espressive, e nelle quali la massa<br />

scolpita è impregnata della notevole qualità<br />

della pittura, provocano nuove e sorprendenti<br />

interpretazioni del genere transstorico<br />

e transculturale della Vanitas o<br />

della Mortuary Art. Sino al 26 luglio<br />

Info 0642086498<br />

JONAS<br />

Roma, Galleria Alessandra Bonomo<br />

In questa personale, l’artista americana<br />

presenta i suoi ultimi disegni, immagini<br />

raffiguranti pesci e altri animali con<br />

inchiostro blu giapponese, immagini<br />

speculari di diversi colori e altri disegni<br />

ottenuti con l’uso del ghiaccio. In occasione<br />

della mostra, l’artista trasformerà gli spazi<br />

della galleria con i suoi walldrawings,<br />

l’installazione dei disegni, le strutture<br />

metalliche luminose e i video. Nata a New<br />

York, studentessa presso la Columbia<br />

University, fa parte dell’avanguardia<br />

artistica degli anni ‘70 con artisti quali<br />

Andy Warhol, Bruce Nauman, Lawrence<br />

Weiner e altri. Nel suo percorso ha<br />

sperimentato linguaggi diversi fino ad<br />

approdare ad un’idea di arte come processo<br />

esplorando le infinite potenzialità dello<br />

spazio e del suono. Sino al 30 settembre<br />

Informazioni: 0669925858<br />

BACK TO BLACK<br />

Roma, Galleria L’Attico Fabio Sargentini<br />

Riguardo allo spirito della mostra afferma<br />

il gallerista Sargentini “...In Back to Black<br />

ho voluto mescolare generazioni, generi,<br />

stili. Dai quadri informali di Vasco Bendini<br />

e Raphael Canogar al cemento armato del<br />

'59 di Giuseppe Uncini. Dalla scultura di<br />

legno bruciato, Vetta, di Nunzio, a due<br />

piccoli dipinti del 1989 di Marco Tirelli.<br />

Dall'opera installativa del 1972, Early<br />

Dynastic, di Giulio Paolini, a una singolare<br />

scultura di Michelangelo Pistoletto. Si tratta<br />

di un omaggio a Pascali, suo grande amico,<br />

in occasione di una mostra da me dedicata<br />

a Pino. È un blocco circolare di marmo del<br />

diametro di trentanove centimetri, altezza<br />

di ottanta, alla cui sommità è inscritta la<br />

data: 1976. La scultura s'intitola: Pietra<br />

miliare. Collocata nel teatro de l'Attico,<br />

bianca al centro della scena nera, ci ricorda<br />

che lo spazio dell’arte è un fondamento<br />

granitico della civiltà dell’uomo.” Sino al<br />

27 settembre. Info 066869846<br />

NOVELLI - Scrivere la pittura<br />

Roma, MACRO<br />

Il MACRO presenta, dal 16 maggio al 22<br />

settembre 2013, la mostra Scrivere la pittura<br />

disegnare il linguaggio. Gastone Novelli.<br />

Opere su carta, curata da Paola Bonani e<br />

Benedetta Carpi de Resmini, e realizzata in<br />

collaborazione con l’Archivio Gastone<br />

Novelli, per rendere omaggio a uno tra i<br />

maggiori protagonisti dell’arte italiana del<br />

secondo dopoguerra. L’esposizione ruota<br />

attorno a uno dei capolavori di Gastone<br />

Novelli (Vienna 1925 – Milano 1968) – la<br />

grande tela Il re del sole (1961) – e raccoglie<br />

un nucleo di oltre trenta opere su carta,<br />

datate tra il 1957 e il 1968, molte delle<br />

quali fino ad oggi mai esposte.<br />

macro@comune.roma.it<br />

BENASSI<br />

Torino, Fondazione Merz<br />

La mostra, realizzata seguendo la consuetudine<br />

di far dialogare opere di artisti<br />

ospiti con quelle di Mario Merz, rappresenta<br />

la sintesi di una ricerca che Benassi porta<br />

avanti da molti anni. La forte connotazione<br />

fantasmatica del suo lavoro porta direttamente<br />

alle opere di Mario Merz.<br />

Queste, insieme al luogo che le ospita, sono<br />

state un forte stimolo all’ideazione e<br />

realizzazione della mostra. Ogni lavoro di<br />

Mario Merz è stato indagato con passione e<br />

curiosità; ogni suo pensiero esplicitato<br />

attraverso una scritta al neon o la stampa di<br />

un libro, è stato oggetto di riflessione.<br />

In esposizione alcuni lavori di Mario Merz<br />

realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta e<br />

installazioni di Elisabetta Benassi realizzate<br />

appositamente per il progetto, tra le quali<br />

emerge l’opera MareoMerz, perno dell’intera<br />

mostra. Sino all’8 settembre.<br />

Informazioni: 01119719437<br />

HORNE & FRIENDS<br />

Firenze, Museo Horne & Friends<br />

E’ stato inaugrato lo scorso 25 maggio 2013<br />

presso il Museo Horne, Horne & Friends.<br />

Firenze un sogno da salvare, a cura di<br />

Elisabetta Nardinocchi e Matilde Casati,<br />

una mostra che per la prima volta ripercorre<br />

la storia di Herbert Percy Horne, mettendo<br />

in luce aspetti poco noti della formazione e<br />

della versatile attività artistica e culturale<br />

del raffinato personaggio inglese, essenzialmente<br />

conosciuto come studioso del<br />

Rinascimento fiorentino e collezionista.<br />

Herbert Percy Horne rimane tuttora una<br />

figura enigmatica, il cui contributo alla<br />

cultura tra Otto e Novecento è ancora in<br />

parte da valutare nella sua reale entità, per<br />

i molteplici interessi che coltivò nei campi<br />

dell’arte figurativa, della letteratura e della<br />

musica. Sino al 7 dicembre<br />

info@museohorne.it<br />

ARTI IN ITALIA 1920-1950<br />

Lucca, Fondazione Ragghianti<br />

La mostra intende offrire al pubblico le<br />

diversità di approccio alla questione delle<br />

arti decorative, ossia intende evidenziare le<br />

diverse opzioni stilistiche che convivono in<br />

quegli anni rispetto al problema dell'oggetto,<br />

al suo valore formale e al suo valore d'uso.<br />

In programma sino al 6 ottobre 2013<br />

info@fondazioneragghianti.it<br />

ILLUMINARE L’ABRUZZO<br />

Chieti, Museo Palazzo de Mayo<br />

Illuminare l’Abruzzo. Codici miniati tra<br />

Medioevo e Rinascimento costituisce<br />

un’occasione imperdibile per ammirare in<br />

un’unica esposizione, oltre che un vasto<br />

corpus di manoscritti miniati di proprietà<br />

delle Biblioteche pubbliche ed ecclesiastiche<br />

abruzzesi, soprattutto materiali<br />

finora sconosciuti o recentemente ritrovati<br />

come, per esempio, i due fogli dei corali<br />

rubati da Guardiagrele e rintracciati da<br />

Francesca Manzari sul mercato antiquario.<br />

L’importante mostra sino al 31 agosto.<br />

info@fondazionecarichieti.it<br />

ARTECULTURA15


Carlo<br />

Cimminelli<br />

UNA LIRICITA’<br />

MEDITERRANEA<br />

VANNGIO’<br />

Giovanna<br />

Gusmaroli<br />

“L’EMOZIONE PENSATA”<br />

Pit<br />

Palazzoli<br />

L’INCANTO<br />

DELLA MONTAGNA<br />

Lo spazio aperto è pur sempre un sollievo di<br />

benessere sia che ne constatiamo il caso<br />

direttamente sia che lo subiamo anche senza<br />

accorgersene, il nostro corpo beneficia<br />

una certa rilassante serenità. Se poi detto<br />

spazio possa essere un cielo ed un mare<br />

Jonio dell’esteso firmamento mediterraneo,<br />

poi dipinto anche da un pittore calabro<br />

come Carlo Cimminelli che ci fa conoscere<br />

“SCORCIO CALABRO JONIO CON<br />

BARCA”, allora l’attiva incidenza nel rapporto<br />

tra il pittore e l’ambiente esprime<br />

requisiti ancora superiori, basta ricordare<br />

che l’ambiente natìo incide non poco nel<br />

carattere della persona e per un artista<br />

ancora di più. Tant’è che nel dipinto segnalato,<br />

l’angolatura quasi triangolare che codifica<br />

ed unisce il territorio marino della<br />

costiera calabra, non è da sogno, ma una<br />

realtà lirica d’incanto distensiva che allieta<br />

la mente ed il corpo della persona. Il colore<br />

terso del cielo che fa manto unico col mare<br />

rivela una poesia della natura mediterranea<br />

che pensiamo non abbia troppi uguali. E<br />

poi l’incrinatura della costa quasi a ventaglio<br />

che sembra incontrare di gentilezza il<br />

mare ed il cielo compendia una poetica di<br />

un raro quanto meraviglioso evento artistico<br />

che appaga di rispecchio tonale e psicologico<br />

tutta la personalità del pittore. Un<br />

dipinto sentito, appunto, come una riconoscenza<br />

alla natività dell’artista che sente il<br />

suo spontaneo collegamento per spinta innata<br />

e culturale e che segnano l’appagante<br />

realtà della poetica mediterranea del nostro<br />

pittore. Cimminelli è un abbonato<br />

decennale di <strong>Artecultura</strong> per cui l’auspicio<br />

che lui possa dipingere tante marine come<br />

quella riprodotta è fondato, lo stimolo è<br />

facoltoso di creatività.<br />

Marpanoza<br />

L’opera della pittrice Giovanna<br />

Gusmaroli, che <strong>Artecultura</strong> pubblica<br />

per il mese di luglio 2013, documenta<br />

la sensibile vena espressiva dell’artista,<br />

la sua versatilità nel padroneggiare<br />

il disegno e la tecnica delle ombre.<br />

Ombre che in questo caso, sono l’acme<br />

stesso del dipinto, il suo punto nevralgico,<br />

quasi che la pittrice volesse suggerire<br />

che è proprio nell’ombra, nell’oscurità<br />

metaforica o reale della nostra<br />

esistenza che non apprendiamo e<br />

riveliamo la nostra più vera essenza.<br />

Del resto Ulisse nel suo viaggio temporaneo<br />

nell’Ade, il regno delle ombre,<br />

apprende la verità su stesso e sul<br />

suo destino. Ecco allora che in questo<br />

dipinto la figura traspare appena, quasi<br />

completamente nascosta da una vertigine<br />

d’ombra che nasconde un corpo,<br />

ma non completamente, lo lascia<br />

appunto appena appena intravedere.<br />

Da queste premesse si percepisce il<br />

senso nuovo che la pittrice conferisce<br />

al nudo, alla sua introspettiva evoluzione<br />

sui cui ritmi e sorprese la<br />

Gusmaroli monitora la sua raffinata e<br />

limpida espressione figurativa.<br />

Aoristias<br />

Giovanna Gusmaroli “VANNGIO’”:<br />

NELL’OMBRA<br />

Acrilico su carta, cm. 50x70<br />

Non sempre occorre entrare in una<br />

galleria per sentirsi nel ventre della<br />

natura e respirare l’originalità della<br />

terra fermentata dalla sua compatta<br />

composizione, a volte, visitando uno<br />

scenario alpino, montuoso, ci si imbatte<br />

in una visione che si lascia guardare<br />

per eterno, come potrebbe essere il<br />

dipinto “L’INCANTO DELLA MON-<br />

TAGNA” che questo mese ci fa<br />

conoscere Pit Palazzoli. Opera nella<br />

quale non sai se ti trovi di fronte ad una<br />

ispirazione dantesca, ovvero ad una<br />

realtà a sorpresa per l’incantesimo che<br />

l’essenza compositiva fermenta tra<br />

materia, colore e spiritualità. Un’<br />

atmosfera che raffina il respiro d’una<br />

profonda quanto originale poesia<br />

illuminata dagli infiniti segreti<br />

dell’ignoto. Specie quando le montagne<br />

dipinte con particolare garbo pittorico<br />

in collaborazione tra marrone chiaro e<br />

un violaceo turbinoso, diffondono<br />

un’atmosfera ad infinito orizzonte.<br />

Tutto diventa incanto di stato d’animo<br />

che rispecchia la globalità del mondo<br />

senza un minimo sforzo, ma solo<br />

compensati a vivere in una perenne<br />

sfera d’armonia. Se poi dal folto<br />

didascalico delle montagne il primo<br />

piano rispecchia una centrale cascata,<br />

sei assorto nel mistero che li origina.<br />

Marpanoza<br />

Pit Palazzoli:<br />

“L’INCANTO DELLA MONTAGNA”<br />

Carlo Cimminelli:<br />

“SCORCIO CALABRO JONIO<br />

CON BARCA”<br />

Acrilico su tela sabbiata<br />

16ARTECULTURA


Ravalli<br />

Liliana<br />

RIFLESSIONI<br />

ALLO SPECCHIO<br />

Carla<br />

Monti<br />

VEDUTE<br />

DI CAMPAGNA<br />

Antonietta<br />

Di Seclì<br />

PARALLELISMO<br />

LIRICO-PITTORICO<br />

Il nudo, in tutte le sue manifestazioni<br />

visive ed immaginarie, si presenta un<br />

vasto campo a voler raggiungere le sue<br />

radici embrionali e visive. Questo perché<br />

da un punto di vista genetico e<br />

culturale interessa la medesima natura<br />

del mondo, l’origine e l’evoluzione.<br />

Cosicché, quando una pittrice dipinge<br />

un nudo, specie se dettato da una spinta<br />

creativa di spontaneità, più che un<br />

fattore estetico, sempre importante, da<br />

un punto di vista dell’animazione ne<br />

vale la fenomenologia della conoscenza<br />

che si domanda soprattutto con<br />

se stessa. Come del resto è possibile<br />

ritenere l’universalità della ricerca in<br />

RIFLESSIONI ALLO SPECCHIO dipinto<br />

della pittrice Liliana Ravalli che,<br />

appunto, cerca la sua identità artistica<br />

ed umana tra la figura ed il suo riflesso<br />

allo specchio. Un nudo che si erige<br />

con un certo dinamismo che abbellisce<br />

anche le forme anatomiche del dipinto.<br />

Quel nudo che di riflesso le compare<br />

nella virtualità del cristallo e che<br />

certamente incuriosisce l’approfondimento<br />

tra realtà e virtuale. Infatti, nel<br />

la figura più che il valore formale certamente<br />

ragguardevole, lo specifico del<br />

dipinto interessa la ricerca della meraviglia,<br />

il fermento artistico e psicologico<br />

che impegna la pittrice. (Marpanoza)<br />

Liliana Ravalli:<br />

RIFLESSIONI ALLO SPECCHIO”<br />

Olio su tela, cm 40x50<br />

Si fa conoscere sempre più incessante<br />

il rapporto pittorico con la natura e le<br />

sue stagioni che caratterizzano l’operato<br />

della pittrice Carla Monti che in<br />

questo luglio 2013 dipinge GIRASO-<br />

LI, olio su carta, cm. 70x50. E se a riguardo<br />

Van Gogh aveva certamente la<br />

sua immutabile personalità pittorica<br />

che distingueva l’operato figurale di<br />

raffinata poetica che germogliava dalla<br />

sua innata autodisciplina di bellezza<br />

tormentata, i girasoli di Carla Monti<br />

non si vogliono eguagliare nella loro<br />

storicità, ma solo sostenere una certa<br />

tensione fenomenica che dipinge i girasoli<br />

con una accensione di giallo che<br />

potrebbe sembrare arbitraria e lontana<br />

dalla realtà, ma così non è, quando non<br />

si compara, ma si distingue ché tutt’altra<br />

cosa. L’identità figurativa non si<br />

eguaglia, appunto, ma si differenzia<br />

come radice del desiderio che coinvolge<br />

tanto Van Gogh come tutti i pittori.<br />

E la pittrice Monti per quale si accenna<br />

per la differenza, appunto, sia come<br />

spinta propositiva che di tocco campestre<br />

del colore in odorato di natura.<br />

Dunque, nessuna abusata comparazione<br />

propagandistica, ma una differenziazione<br />

tecnica nella quale ogni<br />

artista della natura esprime l’ideogenia<br />

delle sue originali radici. Un girasole<br />

d’effetto, quello di Monti, come pure<br />

dalla spedita franchezza tonale e<br />

creativa.<br />

Marpanoza<br />

Info: www.carlamonti.it<br />

Carla Monti: “GIRASOLI”<br />

Olio su carta, cm. 50x70<br />

L’idea e il colore si pongono in una<br />

stretta simbiosi di percorso senza tuttavia<br />

mai incontrarsi per mantenere<br />

sano il principio che postula l’origine<br />

della fermezza come assioma di libertà<br />

indiscutibile nella quale ogni cosa<br />

ha la sua origine, ma non il termine<br />

poiché trattasi, appunto, d’infinito in<br />

cui si domanda la teoria conoscitiva.<br />

Ed una volta sintetizzata la premessa,<br />

si può argomentare sul dipinto della<br />

pittrice nonché poetessa Antonietta Di<br />

Seclì a cospetto della natura attratta<br />

dal mistero di una reale architettura<br />

marina che l’artista intitola “SEQUEN-<br />

ZE ARIDE” 1998, olio su cartone<br />

telato, cm. 35x25. Una mediazione, a<br />

nostro avviso, tra realtà e desiderio di<br />

un profondo inconscio in ribellione alla<br />

ricerca di conoscenza cosciente e di una<br />

libertà senza parametri di limitazioni.<br />

Così l’architettura marina del dipinto<br />

con arcate a confronto a spinta surreale,<br />

sul piano del mare su cui galleggia<br />

l’ipotesi dell’eterno divenire, diventa<br />

una dimostrazione palese del parallelismo<br />

lirico-pittorico conferito in una<br />

presenza a San Pietroburgo che la definisce<br />

anche pittrice Caposcuola di<br />

tale teoretico assunto. Ovviamente il<br />

marrone strutturale delle arcate e l’azzurro-chiaro<br />

delle acque del mare a cui<br />

fa rispecchio d’orizzonte un cenerino<br />

vorticoso che si pone in tutta armonia<br />

con la spinta complessiva che caratterizza<br />

l’opera, ci fa conoscere la congenialità<br />

creativa che caratterizza<br />

l’operato pittorico. (Marpanoza)<br />

Antonietta Di Seclì:<br />

“SEQUENZE ARIDE” 1998<br />

Olio su cartone telato, cm. 35x25<br />

ARTECULTURA17


Luisa<br />

Visconti<br />

UN ACQUERELLO<br />

FLUVIALE<br />

Michele<br />

Giannattasio<br />

NEL SOGNO<br />

DEL DESIDERIO<br />

Giancarlo<br />

Amurri<br />

L’ETERNO FLUIRE<br />

DELLA VITA<br />

Una novità per l’acquerello di Luisa<br />

Visconti che dal territorio prealpino di<br />

cui ha dipinto tante sue belle opere e<br />

per certi versi di finezza persino da ritenere<br />

un po’invidiabile per il raffinato<br />

della tecnica e della poetica che in<br />

questo numero realizza “NAVIGLIO<br />

PAVESE” percorso che rende navigabile<br />

il nord-ovest della piana lombarda<br />

che da Abbiategrasso si collega a<br />

Milano.<br />

Dunque un acquerello dalle caratteristiche<br />

storiografiche che interessò<br />

persino la genialità intuitiva di un<br />

Leonardo da Vinci. Un lungo tratto<br />

fluviale ispirato e dipinto in tramontana<br />

blu-rosa incanalato tra due ripe di<br />

marrone-opaco ed un cielo che fa<br />

rispecchio nello scorrere delle acque<br />

dalle medesime tonalità. Un singolare<br />

acquerello a propensione naturalista<br />

che sa collegare l’ambiente alle necessità<br />

della vita contadina ed urbana.<br />

Infatti l’acquerello diffonde l’atmosfera<br />

di un silenzio che ben si pone in<br />

sintonia tra il metafisico del sublime e<br />

la peculiarità sforzesca del quotidiano.<br />

L’immaginario che ci desta guardando<br />

il dipinto acquarellato di Luisa Visconti<br />

che tra il prealpino e la piana<br />

padana dipinge la sua pittorica quanto<br />

spontanea emozione. (Marpanoza)<br />

Luisa Visconti: “NAVIGLIO PAVESE“<br />

Acquerello, cm. 31x41<br />

Sulla natura dei sogni si sono occupati<br />

filosofi e stregoni, maghi e teologi,<br />

indovini e psichiatri e, forse chi più a<br />

contribuito a chiarire la loro complessità<br />

è stato l’inventore della psicanalisi<br />

Sigmund Freud. Lo scienziato dell’immaginario<br />

che ha dominato tutto<br />

il secolo del Novecento senza però<br />

un’esaustiva ricetta che per noi sta bene<br />

così. Anche Buddha, a riguardo, non<br />

ha scherzato, ma la filosofia orientale<br />

non sempre s’immedesima con la nostra.<br />

A sintetizzare sul sogno queste<br />

mese ce lo suggerisce il dipinto del<br />

pittore Michele Giannattasio, appunto,<br />

“TORPORE 1992”, una donna dormiente<br />

accovacciata su se stessa. Capelli<br />

sciolti e castani, naso aquilino,<br />

faccia in rosa-scuro che poggia sul palmo<br />

della mano sinistra, reggipetto in<br />

blu-ombreggiato di chiaro-scuro e in<br />

dormiveglia di finta lettura, gonna<br />

come i capelli castano-scuro, gambe similmente<br />

alla visuale in rosa-scuro. A<br />

sintetizzare sulla simbologia del dipinto:<br />

una tensione di prudenza e di fuga,<br />

di ardimento e di sopportazione. Una<br />

situazione nella quale il sogno sensibilizza<br />

coscienza e ribellione e fornisce<br />

anche una sua metafora per la<br />

psicanalisi, aggiungiamo noi.<br />

Marpanoza<br />

Michele Giannattasio: “TORPORE” 1992<br />

Olio su tela<br />

Che la pittura sia da intendere come<br />

un linguaggio più diretto ed immediato<br />

a cospetto altre discipline linguistiche,<br />

come ad esempio la letteratura,<br />

pensiamo che non esistano dubbi. Specie<br />

quando si tratta di un dipinto che<br />

viene riprodotto questo mese del maestro<br />

Giancarlo Amurri: “SOTTO I<br />

PONTI DELLA SENNA” 1992. In tal<br />

caso, l’eterno fluire dell’acqua di un<br />

fiume spiega da sé e da sempre una riflessione<br />

di ragionamento, un principio<br />

di filosofia che spiritualizza il desiderio<br />

di un pittore. Se poi quel dipinto<br />

in compendio riproduce anche<br />

l’ancoraggio di barche e barconi che<br />

sostano sotto il ponte, la dimostrazione<br />

diviene palpante e reale che il linguaggio<br />

pittorico sia un linguaggio diretto<br />

che meglio facilita il volume ed il<br />

contenuto del messaggio umano, è da<br />

pensare che non esistono dubbi. Un dipinto<br />

nel quale le tonalità del giallo<br />

estivo che caratterizzano le arcate del<br />

ponte e le barche in sosta, stanno ad<br />

indicare un grande desiderio di luce<br />

che veglia la spiritualità del pittore ed<br />

a cui fa analogia di linguaggio l’azzurro<br />

delle acque che ricordano il costante<br />

desiderio di comunicazione della<br />

natura umana. Per cui volere esprimere<br />

in letteratura simili propositi,<br />

bisogna comporre per lo meno un romanzo.<br />

Un dipinto, invece, tramite la<br />

composizione e il colore, non solo abbrevia<br />

di molto nella completezza lo<br />

spirito di comunicazione, ma nel<br />

contempo lo rende anche più consono<br />

all’interiore del pittore.<br />

Marpanoza<br />

Giancarlo Amurri:<br />

“SOTTO I PONTI DELLA SENNA”<br />

1992 Olio , cm. 70x 50<br />

18 ARTECULTURA


ALVARO<br />

FUTURIBILE<br />

GEOMETRICO<br />

Una libera articolazione che prende<br />

avvio dai principi di quel Futurismo<br />

geometrico che caratterizza tutto l’operato<br />

del Maestro. Infatti si deve allo<br />

stesso titolo “ICONE DI UN SOGGET-<br />

TO” che ne dipana sia l’avvio iniziale<br />

del dipinto sia la sua finalità di moto<br />

che si costruisce tra il circolare di una<br />

ruota di bicicletta e le sue spinte linguette<br />

quasi arabesche che vegliano<br />

d’intesa le collegate simbologie sferiche.<br />

Se poi si vuole si potrebbe benissimo<br />

parlare anche di musica in questa<br />

tessitura strutturale dell’opera che<br />

si lascia scoprire un’unica armonia<br />

compositiva che ben delinea la spinta<br />

creativa di Alvaro. Libera di collegarsi<br />

con la libertà di essere per restare<br />

liberi significando che l’equilibrio visivo<br />

dell’opera d’arte si avvera e si matura<br />

per spinta di automotorio. Dunque<br />

un emblematico tassello dell’autopromozione<br />

che pone nel dipinto di<br />

tonalità cenerino a più tensioni e<br />

velature l’aspetto propositivo affine che<br />

virtualizza il moto materico a quello<br />

della luce inscenando la visione spirituale<br />

che intuisce e realizza l’opera.<br />

Così viene a delinearsi nella realizzazione<br />

artistica di Alvaro che ogni singola<br />

sua opera annovera di principio<br />

tutto lo scenario futuribile alvariano.<br />

Marpanoza<br />

Alvaro:<br />

“ICONE DI UN SOGGETTO”<br />

Olio su tela - spatola, cm. 80x100<br />

CORTINA<br />

A R T E<br />

GALLERIA<br />

Via MAC MAHON, 14 (Cortile int.7)<br />

PONTE 20155 MILANO ROSSO<br />

-ITALIA<br />

Tel 02/33607236<br />

www.cortinaarte.it<br />

E-mail: artecortina@artecortina.it<br />

PERMANENZE<br />

DINO BUZZATI - GIANCARLO<br />

CAZZANIGA - GIANCARLO<br />

CERRI - GIOVANNI CERRI -<br />

ROBERTO CRIPPA - DADAMAINO<br />

- FORTUNATO DEPERO -<br />

LUCIANO MINGUZZI<br />

Inaugurazione della mostra ore 18,30<br />

dal 4 giugno al 19 luglio 2013<br />

MARINA APOLLONIO<br />

DADAMAINO<br />

MARCELLO MORANDINI<br />

JORRIT TORNQUIST<br />

Fuori dal coro<br />

A cura di Susanne Capolongo<br />

e Stefano Cortina<br />

Apollonio, Torsione<br />

Dadamaino,<br />

Tempera su carta<br />

Morandini<br />

Jorrit Tornquist<br />

Gianfranco<br />

Rontani<br />

Un Maestro tra i<br />

personaggi della pittura<br />

che hanno segnato l’arte<br />

del secolo XX<br />

Cavaliere della Repubblica per<br />

meriti artistici dipinge 34 tele di<br />

metri 2 x1 per le 60 rappresentanti<br />

l’Inferno a cui fanno eco d’arte altre<br />

22 tele sul Carnevale di Viareggio,<br />

dall’opera di 4 metri donata al Santo<br />

Padre “Lasciate che i fanciulli<br />

vengano a me” in occasione della<br />

sua visita pastorale a Lucca, alla<br />

“Resurrezione di Cristo dinanzi a<br />

Sua Madre Maria” anch’essa<br />

donata al Papa durante la sua visita<br />

alla Diocesi di Lucca a Roma per il<br />

Giubileo. Una testimonianza di arte<br />

e di solidarietà che contraddistinguono<br />

l’operato.<br />

La donna ha sempre espresso una<br />

presenza di finezza e di composito<br />

stile nella pittura del maestro<br />

Gianfranco Rontani che in questo<br />

numero di luglio ci fa conoscere<br />

DONNA SULLA SCALA una ben<br />

raccolta composizione che aleggia<br />

una situazione che si manifesta tra<br />

desiderio e solitudine. Quel personale<br />

dibattito che l’artista inserisce<br />

nello spirito agevole della natura<br />

che accoglie la donna con un<br />

vero afflato di comprensione fino<br />

rallegrarla per la finalità artisticoculturale<br />

che n’ha ispirato l’atmosfera<br />

poetica del dipinto. (Marpanoza)<br />

Segromigno di Piano (Lu)<br />

Cell. 3349020404<br />

<strong>Artecultura</strong> tel. 02-864.64.093<br />

Gianfranco Rontani:<br />

”DONNA SULLA SCALA”<br />

Olio su tela, cm. 30x40<br />

ASSOCIAZIONE CULTURALE R. CORTINA<br />

Via Mac Mahon, 14 (Cortile interno n. 7)<br />

20155 MILANO - ITALIA<br />

Tel/Fax 02/33607236 - Cod.Fisc. 97181820156<br />

ARTECULTURA19


LIRICAMENTE SCORRETTO SPERARE CHE<br />

SALOME’ SI TOLGA DAVVERO I SETTE VELI<br />

Una volta usava solo l’ordinaria<br />

amministrazione colonialista dei seni<br />

nudi color cioccolato della marcia<br />

dell’Aida, poi, nel 1974, a Trieste,<br />

interpretando la regina di Shemakha<br />

nel “Gallo d’oro” di Korsakov, Gabriella<br />

Ravazzi si è tolta la tunica<br />

esibendo un seno scultoreo, e da allora<br />

è stata una progressione di nudo sulle<br />

scene della lirica, fino a quello<br />

integrale, apprezzabile ma di cui non<br />

si sentiva il bisogno, della cameriera<br />

di Donna Elvira nell’ultimo e meno<br />

che mediocre “Don Giovanni” scaligero.<br />

Un’epidemia di “Sindrome del<br />

Crazy Horse” che fa sì che siano ormai<br />

parecchi i melomani che, accingendosi<br />

ad assistere alla “Salomè” di Richard<br />

Strauss, si aspettano che la lussuriosa<br />

principessa, danzando, decida una<br />

buona volta di togliersi davvero quei<br />

benedetti sette veli, e mostri al<br />

pubblico ciò che la tradizione e-<br />

vangelica e la commedia di Oscar<br />

Wilde da cui è tratta l’opera hanno<br />

voluto mostrare al solo Erode.<br />

A parte le aspettative sporcaccione,<br />

è davvero bella questa “Salomè” di uno<br />

Strauss wagneriano finché si voglia,<br />

ma con una vena di plausibilità<br />

estranea ai codici espressivi del<br />

maestro, con il di più di libretti<br />

essenziali e nitidi (pensiamo anche a<br />

“Electra”) del tutto dissimili da quelli<br />

tonitruanti e verbosi di Wagner.<br />

Perciò ecco Erode, il tetrarca, che<br />

ha fatto imprigionare Giovanni il<br />

Battista, certo “voce in deserto clamante”,<br />

ma soprattutto voce della sua<br />

coscienza, che lo accusa dell’adulterio<br />

ai danni del fratello e del concubinaggio<br />

con la di lui moglie Erodiade.<br />

Ed ecco Salomè, tormentata e avida<br />

di passione, che nel fluire della musica<br />

interpreta un testo scabro e ficcante.<br />

E’ musica caratterizzata da un succedersi<br />

di note dalla purezza cristallina,<br />

con molto spazio ai fiati, da<br />

cui emerge la poderosa figura di<br />

Giovanni, ubriaco di Dio, sorta di<br />

talebano intransigente e misogino che<br />

deve resistere ai veleni carnali della<br />

seduzione e della lascivia, perché<br />

Salomè lo brama, non offrendosi, ma<br />

20ARTECULTURA<br />

Andrea Solari, SALOME’ RICEVE LA TESTA DEL BATTISTA 1520-1524<br />

pretendendo da lui l’offerta. Il profeta<br />

ha un bel chiamarla “figlia di Babilonia”<br />

e “figlia di Sodoma”, con lei<br />

che invece invoca il suo corpo e lo<br />

incalza con il “voglio baciare la tua<br />

bocca”, ossessivamente; e una donna<br />

respinta, dacché il mondo è mondo,<br />

diventa il peggiore dei nemici, in un<br />

duello di voci e di anime e di pulsioni,<br />

lei presa dalla carne e lui dallo spirito.<br />

“Salomè, danza per me” intima<br />

Erode alla nipote, al cospetto di una<br />

Erodiade sfiorita e in apprensione, che<br />

invidia la bellezza della figlia e teme<br />

l’ormai manifesto desiderio del tetrarca<br />

di possederla. Perciò la danza<br />

dei sette veli, la lascivia di Erode che<br />

si accende, e i registi che devono<br />

mettercela tutta per non rovinare la<br />

rappresentazione, perché può essere<br />

che Salomè sia una fior di interprete<br />

vocale, ma difficilmente saprà trasformarsi<br />

in ballerina dal potenziale<br />

erotico devastante, e troppe volte sulla<br />

scena si è materializzato il rischio di<br />

vedere paperotte disneyane intente a<br />

dimenarsi con goffaggine.<br />

Dopo la danza arriva la pretesa<br />

della testa di Giovanni, con le resistenze<br />

di un Erode incredulo incalzato<br />

da Salomè e da Erodiade, fino alla<br />

terrificante scena della passione<br />

necrofila della principessa che, se il<br />

regista ci sa fare (cosa che non sempre<br />

succede), in un delirio luciferino di<br />

voluttà mima amplessi con la testa del<br />

profeta alluvionandola di baci; fino<br />

alla rivolta di Erode che, al cospetto<br />

di tanta depravazione e stretto dal<br />

rimorso, ordina alle proprie guardie di<br />

uccidere la dissennata. Senza una<br />

grande Salomè, tuttavia, la tensione<br />

emotiva diventa forzata, né il fluire<br />

della apertissima forma musicale può<br />

reggere il pathos di questa lineare<br />

eppure complessa partitura. Fra le<br />

Salomè viste chi ci ha maggiormente<br />

colpito è stata Nadja Michael, vocalmente<br />

centrata e dalla fascinosa<br />

fisicità essenziale nella propria sinistra<br />

carica erotica, oltre che brava danzatrice;<br />

e non è poco.<br />

Giovanni Chiara


IL PIEMONTE<br />

DELL‘800<br />

nell’opera di<br />

Anselmo Sacerdote<br />

Camille Pissarro, Pont Boieldieu in Rouen, Rainy Weather, (1896), Art Gallery of Ontario<br />

PISSARRO AL PORTO<br />

In esposizione vedute di Rouen, Dieppe, Le Havre<br />

Le Havre, Musée André Malraux<br />

Sino al 29 settembre 2013<br />

La rappresentazione del porto industriale<br />

ha fatto il suo trionfale ingresso nella<br />

pittura moderna nel 1874 in occasione della<br />

prima mostra impressionista grazie all'opera<br />

di Claude Monet, Le Havre, Impressioni<br />

all’ alba. Ma sarà Camille Pissarro, che,<br />

poco dopo, darà tutta la sua ampiezza di<br />

significato a questo suggestivo tema<br />

attraverso una serie importante di lavori<br />

sviluppati nell’arco di 20 anni, 1883-1903,<br />

dipingendo le vedute di tre importanti porti<br />

normanni: Rouen, Dieppe e Le Havre.<br />

In occasione di successive visite, Pissarro<br />

dipinse quegli ambienti, spesso cogliendoli<br />

nella loro autunnale versione. La mostra<br />

intende, appunto, esplorare quel particolare<br />

universo portuale-marino, riunendo per la<br />

prima volta una trentina di dipinti,<br />

provenienti per lo più da collezioni<br />

pubbliche e private straniere. Inoltre opere<br />

di Eugène Boudin e Maxime Maufra<br />

completano questo viaggio impressionista<br />

intorno al tema del porto. Ma mentre<br />

Pissarro articolò il suo discorso all’inizio<br />

del ventesimo secolo, altri i giovani artisti<br />

i cui nomi sono Raoul Dufy, Othon Friesz,<br />

Albert Marquet, pur dipendendo da<br />

originarie radici impressioniste, iniziarono<br />

poi ad avventurarsi in altre direzioni<br />

estetiche.<br />

Jacob Camille Pissarro nato a Charlotte<br />

Amalie il 10 luglio 1830 e deceduto a Parigi<br />

il 13 novembre 1903, è stato dapprima<br />

commesso nella bottega di merciaio del<br />

padre, ed avendo una grande passione per il<br />

disegno, appena poté scappò di casa alla<br />

volta del Nicaragua, dove eseguì i suoi<br />

primi dipinti per pagarsi il viaggio per<br />

l'Europa. A Parigi frequenta l'École des<br />

Beaux-Arts e studia le opere di Gustave<br />

Courbet, Charles-François Daubigny, e<br />

Jean-Baptiste Camille Corot, che lo<br />

colpiscono in modo particolare. Dal 1859<br />

inizia a frequentare l'Académie Suisse, dove<br />

conosce Claude Monet. Si reca a dipingere<br />

en plein air (all'aperto) nei piccoli paesi di<br />

periferia e lungo i fiumi. Nello stesso anno<br />

partecipa per la prima volta al Salon con un<br />

paesaggio di Montmorency. Nel 1861<br />

diventa amico di Paul Cézanne e Guillaumin.<br />

Nel 1861 e nel 1863 viene rifiutato<br />

al Salon; per questo decide di esporre al<br />

Salon des Refusés. Come molti altri pittori,<br />

è un assiduo frequentatore del Café<br />

Guerbois, il locale di Batignolles dove si<br />

tengono accese discussioni sull'arte.<br />

Per il suo carattere aperto e conciliante, il<br />

suo aspetto simile ad un profeta con la<br />

lunga barba bianca, e gli incoraggiamenti<br />

che sapeva infondere nei giovani artisti (fu<br />

lui, infatti, a scoprire il genio di Van Gogh),<br />

venne visto da tutti gli impressionisti come<br />

l'anima che seppe mantenere unito il gruppo<br />

per tanti anni.<br />

Info 0033 (0) 2 35 19 62 62<br />

contact-muma@lehavre.fr<br />

Il Borgo Medievale di Torino propone sino<br />

al 29 settembre 2013 una mostra che<br />

documenta l’attività di Anselmo Sacerdote<br />

(Torino, 1868-1926), pittore, incisore e<br />

fotografo, che fu per ventitrè anni<br />

segretario-conservatore al Museo Civico<br />

di Torino. Il percorso, realizzato grazie<br />

alla generosa collaborazione degli eredi,<br />

seleziona diciassette dipinti, fotografie,<br />

incisioni e oggetti dell’archivio dell’artista<br />

ed evoca il clima e le atmosfere degli anni<br />

che videro la nascita, a Torino, del Museo<br />

Civico (1863) e del Borgo Medievale (1884).<br />

Anselmo Sacerdote iniziò la sua carriera<br />

come assistente di Vittorio Avondo,<br />

direttore del museo fino al 1910, artista ed<br />

erudito conoscitore dell’arte medievale.<br />

Sacerdote partecipò attivamente alla vita e<br />

agli interessi che ruotavano intorno alle<br />

associazioni artistiche torinesi, in<br />

particolare la Società Promotrice delle<br />

Belle Arti, dove espose in modo continuativo<br />

dal 1900, e il Circolo degli Artisti, dove fu<br />

ammesso socio nel 1903. Negli stessi anni<br />

suoi dipinti furono ospitati nelle mostre<br />

delle Società Promotrici di Genova e di<br />

Firenze.<br />

La pittura di Sacerdote si inserisce nel<br />

filone del nuovo interesse per il paesaggio<br />

maturato nella seconda metà dell’Ottocento<br />

dai pittori torinesi. Vittorio Avondo, la<br />

scuola di Rivara, Lorenzo Delleani<br />

svilupparono una particolare attenzione<br />

per la natura, dipingendo nelle campagne<br />

e nelle vallate piemontesi en plein air, per<br />

misurarsi dal vero con le variazioni della<br />

luce e dell’atmosfera. Aderendo a questa<br />

ispirazione Sacerdote frequentò la<br />

Valtournenche, le valli di Gressoney e di<br />

Cogne, o quelle più vicine di Lanzo e del<br />

Sangone in compagnia di Vittorio Cavalleri,<br />

Giovanni Colmo e Carlo Pollonera, dove<br />

realizzò studi ad acquarello, bozzetti ad<br />

olio e fotografie.Utilizzò la fotografia come<br />

ausilio per la pratica artistica, memoria<br />

visiva da rielaborare poi attraverso la<br />

pittura e l’incisione. Sperimentò anche la<br />

fotografia stereoscopica, il primo metodo<br />

di riproduzione delle immagini in tre<br />

dimensioni, ottenute con una fotocamera a<br />

due obiettivi che riprendevano due distinte<br />

immagini dello stesso soggetto alla distanza<br />

degli occhi umani.Raffigurò anche i<br />

dintorni di Torino, con le cascine della<br />

piana del Po, i carri trainati dai buoi, i<br />

lavori sulle aie: immagini di una campagna<br />

che sarebbe di lì a poco scomparsa con<br />

l’espandersi dell’industrializzazione.<br />

www.borgomedievaletorino.it<br />

ARTECULTURA 21


LETTERA<br />

DA ROMA<br />

di Milena Milani<br />

I nomi si aggrovigliano, sono gli stessi da<br />

un secolo all’altro. Ma tutto ha un significato<br />

nascosto, il globo terrestre si rinnova,<br />

i personaggi si muovono, si intrecciano.<br />

Ecco una mostra nella Capitale, a Roma,<br />

che visito incuriosita e atterrita. Si chiama<br />

“ a Roma come” e io pongo veramente a me<br />

22 ARTECULTURA<br />

Arthur Duff, Rope, foto altrospazio Roma<br />

stessa questa domanda: “Come?”. Va avanti<br />

all’Auditorium Parco della Musica, ci sono<br />

state anche due maratone , una affidata agli<br />

scrittori, e l’altra agli economisti e ai<br />

sociologi. Si sono ascoltati David Grossman,<br />

e poi Salman Rushdie che parlava con un<br />

ospite misterioso. È venuto anche Roberto<br />

Calasso con lezioni d’autore. Artisti e scrittori<br />

hanno mescolato le loro intenzioni<br />

cosicché i discorsi erano completi. Inoltre le<br />

lezioni d’arte terranno banco. Tutto ciò è<br />

stato interessante, ha dato le dimensioni di<br />

quanto ci vuole per mettere insieme la<br />

poesia con la pittura, sempre rispettandone<br />

il desiderio del pubblico. Arthur Duff con le<br />

sue metamorfosi di suoni e parole è stato<br />

assolutamente necessario, così come gli<br />

altri artisti del momento. C’è chi è nato in<br />

Germania ma vive in America o in Italia,<br />

insomma è un intrico. Le discordanze tra i<br />

protagonisti pittorici o letterari continuano<br />

a esserci (ed è quanto vogliamo) ma in<br />

realtà i mascheramenti ci sono davvero. Li<br />

avvertiamo ovunque con le loro finalità, gli<br />

scambi, il destino di luce profonda e<br />

mimetica. Arthur Duff può ritenersi fortunato,<br />

per appartenere a un mondo visionario<br />

di parole, che dicono le stesse cose, come<br />

già hanno proclamato Marcel Duchamps,<br />

io stessa (che nessuno ha considerato),<br />

Rotella e i suoi décollages con la Monroe, le<br />

discordanze formali su una tela, insomma<br />

le texture all’aperto. Ma sarei anch’io un<br />

artista concettuale? Oppure ANDROID<br />

come diceva Fontana di se stesso? Penso a<br />

Capogrossi e ai suoi segni bianchi e neri che<br />

si fanno colorati come “la vita” (titolo di un<br />

mio libro di poesie) con la prefazione di un<br />

caro amico, Renzo Arturo Bianconi, scomparso<br />

troppo presto, e i disegni per sculture,<br />

di Michela Savaia, uscito per Azzaytuna<br />

Edizioni di Salah Mahameed. Vedremo<br />

che cosa succederà adesso oppure accetteremo<br />

tutto? Certamente non sarà semplice<br />

districarci da quanto è in sovrappiù e trovare<br />

la superficie liscia, bianca, magari odorosa,<br />

respirare meglio agli stop. Ma l’uomo è<br />

testardo, desidera riuscire, ricevere suoni e<br />

vibrazioni, un varco, un riparo, una soglia<br />

sotto cui ripararsi per qualche secondo.<br />

Capogrossi l’ha fatto, ha provato le vertigini<br />

del vuoto, la mancanza d’aria, il respiro<br />

che se ne va. Poi tutto si è messo a posto, con<br />

pazienza, adagio o in fretta. E intanto la vita<br />

veniva avanti con la coscienza, con la<br />

speranza, con i battiti del cuore. Che cosa<br />

significa rifare un percorso pauroso? L’ho<br />

chiesto al pittore che dall’aldilà, mi ha<br />

ripagato della stessa moneta. Allora anch’<br />

io sono ritornata fresca e lieta , con la voce<br />

e tutto in ordine. Poi, finalmente, sono<br />

riuscita a sorridere, a andare avanti. Benvenuto,<br />

amore Gesù.


ISLAND<br />

New Art from Ireland<br />

VENEZIA TRA<br />

‘800 e ‘900<br />

nelle fotografie di<br />

Tomaso Filippi<br />

Stra, Museo Nazionale di Villa Pisani<br />

Sino al 3 novembre 2013<br />

Procedendo nel filone consolidato da<br />

diversi anni a Villa Pisani, che ripercorre<br />

i territori della cultura figurativa veneta<br />

nei secoli diciannovesimo e ventesimo, la<br />

rassegna si propone di approfondire e<br />

ampliare lo studio su un tema, la fotografia<br />

storica, anticipato nella rassegna «Arti e<br />

mestieri nell’obiettivo di Tomaso Filippi»<br />

proposta a margine della mostra «Nobiltà<br />

del lavoro. Arti e mestieri nella pittura<br />

veneta tra Ottocento e Novecento» chiusa<br />

il 4 novembre 2012. Le feconde interazioni<br />

tra pittura e fotografia riscontrate<br />

nell’opera del veneziano Tomaso Filippi,<br />

uno dei più brillanti e creativi pionieri<br />

della fotografia in Italia, l’originalità e<br />

l’importanza storica dei materiali conservati<br />

nel Fondo omonimo conservato<br />

all’IRE e, insieme, il valore che la tecnica<br />

fotografica ha assunto quale moderno,<br />

fondamentale mezzo di comunicazione,<br />

hanno condotto all’idea di realizzare<br />

un’ampia e articolata rassegna antologica<br />

sul lavoro del fotografo.<br />

Filippi, già direttore dell’importante<br />

stabilimento fotografico di Carlo Naya,<br />

dal 1895 avvia uno studio proprio, attivo<br />

fino alla seconda metà degli anni Venti. La<br />

sua produzione si colloca in una fase di<br />

transizione della storia della fotografia.<br />

Mentre interpreta in forme nuove e originali<br />

il tradizionale vedutismo, creando paesaggi<br />

veneziani molto ricercati dai già allora<br />

numerosi viaggiatori, realizza campagne<br />

fotografiche atte a documentare le nascenti<br />

realtà industriali e l’attività di enti e<br />

istituzioni quali l’Esposizione Internazionale<br />

d’Arte, con la quale collabora<br />

fin dalla sua fondazione.<br />

Info 049 502074<br />

Il 20 giugno è stata inaugurata alla<br />

Palazzina dei Giardini di Modena la<br />

mostra “Island. New Art from Ireland”<br />

curata dalla direttrice della Glucksman<br />

Gallery University College di Cork Fiona<br />

Kearney e finanziata con un contributo di<br />

Culture Ireland. La collettiva – secondo<br />

step di una collaborazione internazionale<br />

che ha portato in Irlanda 80 fotografie<br />

selezionate dalla Raccolta di Fotografia<br />

della Galleria civica di Modena ( "The<br />

Artist's Eye" esposta fino al 7 luglio alla<br />

Glucksman) – presenta, fino al 15 settembre,<br />

il lavoro di 5 artisti contemporanei residenti<br />

in Irlanda, una ventina di opere fra<br />

fotografie, dipinti, disegni, sculture, film,<br />

video e installazioni, realizzate a partire<br />

dal 2000, in un periodo cruciale per l'Irlanda<br />

e per l'Europa nel corso del quale<br />

l'esuberanza e l'ottimismo per il nuovo<br />

millennio sono collassati nella crisi<br />

economica globale.<br />

Gli artisti selezionati, Dorothy Cross,<br />

Damien Flood, Mark Garry, Martin<br />

Healy, Niamh O’Malley, sono stati<br />

chiamati ad indagare il tema dell’isola con<br />

particolare riferimento all’Irlanda, alla<br />

quale hanno guardato cogliendo aspetti<br />

diversi della cultura isolana, interrogandosi<br />

su come possa tornare a crescere e a fiorire<br />

in futuro. La mostra si apre con "Drift"<br />

(2013), film di Mark Garry presentato in<br />

questa occasione in anteprima mondiale;<br />

l'artista presenta inoltre due sculture "Where<br />

oil meets water" e "To say a psalm for now".<br />

Niamh O’Malley è presente con due disegni,<br />

il video dal titolo "Island" (2010), e una<br />

scultura appositamente realizzata per la<br />

mostra. Martin Healy presenta scatti di<br />

archeologia industriale trattata dall'artista<br />

come se l'obiettivo fosse puntato su Dolmen<br />

Mark Garry, DRIFT, 2013, film<br />

e Menhir, "Fata Morgana" (2010), un'opera<br />

al neon che cita le coordinate di un'isola che<br />

non c'è, a richiamare l'idea del miraggio e<br />

"The Last Man", un film del 2011.<br />

Dorothy Cross espone sculture e fotografie,<br />

"Udder Chair" una sedia che richiama i<br />

valori tradizionali della cultura isolana e<br />

"Poll na bPeist (Wormhole)" (2008),<br />

l’immagine di una vasca scavata vicino alla<br />

costa che si riempie come una piscina<br />

naturale con la marea.<br />

Damien Flood indaga il tema dell'isola<br />

attraverso alcuni dipinti: "Smoke Ring"<br />

(2012), "Dig" (2012) "Glass Mountain"<br />

(2013), "Sunflower" (2012), "Bench" (2010)<br />

"Cyclical Mountains" (2011), "Dome"<br />

(2009). Queste opere dialogheranno con un<br />

dipinto di Paul Henry, celebre artista del<br />

XX secolo che ritrae dolci colline e cottage<br />

dal tetto di paglia tradizionali, una<br />

rappresentazione dell'immaginario popolare<br />

del paesaggio irlandese e, al contempo, un<br />

ritratto della dura realtà della vita quotidiana<br />

delle comunità rurali povere.<br />

“L'Irlanda - secondo la curatrice - cattura<br />

l'immaginazione dell'artista con i suoi<br />

lussureggianti prati verdi, i cieli mutevoli e<br />

la bellezza costiera. Ma questa immagine,<br />

sullo sfondo, è ricca di sfumature lugubri,<br />

di ombre oscure gettate dalle diverse ondate<br />

di invasori e dalle epopee di intere<br />

generazioni di emigranti. Per molti artisti<br />

irlandesi in questi paesaggi vi è un ricco<br />

filone di ispirazione che viene affrontato<br />

non senza una certa tensione. È attraverso<br />

di essa che non è difficile approdare al<br />

racconto di una vera e propria cultura<br />

dell'isola”. La mostra è in programmazione<br />

sino al 15 settembre.<br />

Aoristias<br />

Info 059 2032911/2032940<br />

ARTECULTURA 23


VICENDE DI UN FOTOGRAFO<br />

GIANNI BERENGO GARDIN<br />

Sopra: Gianni Berengo Gardin, MILANO 1968. A sinistra, Gianni Berengo Gardin, MILANO ANNI SETTANTA<br />

Rinvia ad un’epoca del passato, ricca<br />

di stimoli, di proposte, di suggestioni,<br />

anche, a volte, violente, le belle immagini<br />

fotografiche di Gianni Berengo<br />

Gardin, immerse nell’atmosfera della<br />

Milano degli anni sessanta e settanta.<br />

E’ un tempo di aspri contrasti sociali,<br />

di una frenetica attività culturale, artistica,<br />

che si espande anche nelle periferie,<br />

sollecitandone una più vasta<br />

partecipazione alla vita politica e democratica,<br />

quello che si vive nel capoluogo<br />

lombardo in quegli anni. Di questo<br />

clima, nel suo raffinato bianco e<br />

nero, Berengo Gardin coglie tutte le<br />

sfumature con una ricerca ad ampio<br />

raggio in cui elites intellettuali ed ambienti<br />

popolari si saldano in forme nuove<br />

di aggregazione e partecipazione.<br />

In programma dal 14 giugno all’8 settembre<br />

2013, l’esposizione, che rappresenta<br />

la più grande retrospettiva del<br />

maestro, è promossa dal Comune di<br />

Milano – Cultura, prodotta da Palazzo<br />

Reale, Civita Tre Venezie e Fondazione<br />

Forma per la Fotografia e curata da<br />

Denis Curti. La mostra presenta una<br />

raccolta di più di 180 immagini del<br />

24 ARTECULTURA<br />

fotografo divise in nove sezioni: apre<br />

la mostra “Gente di Milano” con oltre<br />

40 scatti che immortalano la vita degli<br />

ultimi 50 anni della nostra città. Questa<br />

mostra è un viaggio nella storia del<br />

nostro Paese e della nostra città, attraverso<br />

lo sguardo d'eccezione della figura<br />

tra le più importanti del foto-giornalismo<br />

italiano – ha dichiarato l’assessore<br />

alla Cultura Filippo Del Corno<br />

–. È dunque una preziosa testimonianza<br />

di come eravamo e di come siamo<br />

cambiati: un mosaico per immagini in<br />

cui ciascuno di noi ritrova un po’ della<br />

propria storia, dei propri ricordi e in<br />

definitiva di se stesso. Per questo, proprio<br />

quest’anno, Milano gli ha conferito<br />

l'Ambrogino d'Oro”. Il percorso<br />

espositivo approfondisce con nuove<br />

fotografie la famosa serie intitolata<br />

“Morire di classe”, realizzata su commissione<br />

del professor Franco Basaglia,<br />

che indagava sulla drammatica<br />

situazione dei manicomi in Italia e per<br />

cui Berengo Gardin ha realizzato una<br />

storica inchiesta; ci sono poi una sala<br />

interamente dedicata a Venezia, una<br />

sezione che getta sguardi dentro le case<br />

e sui baci rubati per strada o in stazione,<br />

un’altra ancora che racconta il lavoro,<br />

da Parigi a Monfalcone e da<br />

Vercelli a Osaka. Una selezione di foto,<br />

intitolata “Comunità Romanì in Italia”,<br />

narra la vita all’interno dei campi nomadi,<br />

e un’ultima indaga alcuni dei<br />

molti modi in cui fede e religiosità si<br />

fanno immagine. Il tutto in bianco e<br />

nero, visto con uno sguardo asciutto e<br />

diretto e catturato grazie alle lenti delle<br />

sue tante macchine Leica, molte delle<br />

quali esposte in mostra. Considerato da<br />

molti il più rappresentativo tra i fotografi<br />

italiani, ha cominciato nel 1954<br />

a lavorare con la macchina fotografica,<br />

tenendola appesa al collo mentre<br />

girava il mondo e usando sempre la<br />

pellicola. Berengo Gardin ha sempre<br />

voluto sottolineare del suo lavoro l’impatto<br />

politico-civile, ancor prima di<br />

quello strettamente artistico od estetico,<br />

collocando la fotografia nella dimensione<br />

della cronaca e della storia,<br />

alla ricerca delle verità del proprio tempo<br />

oltre le immagini e i riti dell’ufficialità.<br />

Aoristias<br />

Info 02 54917


Helenio Herrera (a sinistra) e Nereo Rocco<br />

Da sinistra: Galliani, Piraina, Del Corno, Moratti, Vitta Zelman<br />

QUELLI CHE... MILAN INTER 1963<br />

La leggenda del Mago e del Paròn<br />

Milano, Palazzo Reale<br />

Dal 23 maggio all’8 settembre 2013<br />

La mostra inaugurata a Palazzo Reale<br />

racconta una storia leggendaria: la<br />

rivalità, la carriera e l’amicizia, di una<br />

coppia celeberrima del calcio italiano e<br />

internazionale, quella formata da Helenio<br />

Herrera e Nereo Rocco, il Mago e il Paròn<br />

degli anni Sessanta milanesi. Un percorso<br />

di immagini, ricordi e documenti che<br />

racconta anche la Milano di quegli anni,<br />

che stava trasformandosi nella città di<br />

riferimento in Europa, non solo per lo<br />

sport, ma anche per la cultura, lo spettacolo,<br />

il design, la moda, le sue grandi aziende.<br />

“Oggi è una giornata speciale per lo<br />

sport a Milano – ha dichiarato l’assessore<br />

alla Cultura Filippo Del Corno –. A Palazzo<br />

Reale inauguriamo una mostra assolutamente<br />

inedita sul mondo del calcio<br />

milanese degli anni ’60, un periodo in cui<br />

la città cresceva e si affermava nel<br />

panorama internazionale insieme alle sue<br />

due grandi e storiche squadre; mentre, alla<br />

Fabbrica del Vapore, si stanno svolgendo<br />

gli ‘Stati generali dello Sport’, per riportare<br />

al centro dell’attenzione una nuova idea<br />

dello sport urbano. Un tema fortemente<br />

interconnesso con un utilizzo diverso<br />

degli spazi cittadini e con lo sviluppo<br />

culturale della società, tanto più sano<br />

quanto più legato ai valori che sono alla<br />

base di ogni disciplina sportiva”.<br />

La mostra, promossa dal Comune di<br />

Milano – Cultura, prodotta da Palazzo<br />

Reale e Skira editore e curata da Gigi<br />

Garanzini, storico giornalista sportivo, è<br />

sostenuta dalle due squadre di calcio<br />

simbolo della città – FC Internazionale<br />

Milano e AC Milan – che hanno messo<br />

a disposizione straordinari materiali<br />

d’archivio, dalla RAI, che ha condiviso<br />

i preziosissimi materiali delle sue Teche,<br />

dai quali sono tratti i filmati che<br />

accompagnano il percorso espositivo, e<br />

da Gazzetta dello Sport, anch’essa<br />

coinvolta con il suo archivio.<br />

Cinquant’anni fa, il 22 maggio del 1963,<br />

il Milan di Nereo Rocco vince la Coppa dei<br />

Campioni, il 26 maggio dello stesso anno<br />

l’Inter di Helenio Herrera festeggia lo<br />

scudetto. Da qui al 1969 si snoda una<br />

stagione irrepetibile: i due allenatori<br />

faranno di Milano la capitale europea e<br />

mondiale del calcio, alternandosi nella<br />

conquista di trofei nazionali, europei e<br />

mondiali. Eppure i due personaggi non<br />

potrebbero essere più diversi: questa<br />

contrapposizione diventa il tema centrale<br />

della mostra, che attraverso centinaia di<br />

fotografie, numerosi e rari filmati,<br />

installazioni, oggetti di culto appartenuti<br />

ai due allenatori disegna un ritratto<br />

veritiero e umanissimo di due personaggi<br />

che hanno fatto la storia del calcio e in<br />

parte della Milano del 1963.<br />

La mostra milanese si apre proprio sul<br />

tema della rivalità iniziale: il visitatore<br />

potrà scegliere infatti un ingresso<br />

nerazzurro o uno rossonero, che naturalmente<br />

poi confluiranno in spazi<br />

comuni. La prima sezione, a cura di John<br />

Foot (professore inglese di Storia moderna<br />

italiana, e profondo conoscitore della<br />

Milano di quegli anni), è dedicata alla<br />

Milano del 1963, con fotografie e filmati<br />

di altri celebri rivali: personaggi come<br />

Celentano e Jannacci, Walter Chiari e Gino<br />

Bramieri, Maria Callas e Renata Tebaldi,<br />

aziende come Motta e Alemagna: una<br />

panoramica del meglio della città<br />

dell’epoca. E poi, in una rassegna che<br />

raccoglie circa cento foto d’autore (scelte<br />

dallo storico della fotografia Cesare<br />

Colombo) la vita sociale della città, con<br />

gli immigrati, le fabbriche, la motorizzazione,<br />

i nuovi consumi, fino al cinema<br />

e ai protagonisti della vita culturale.<br />

La mostra prosegue con una sorta di<br />

memoriale, con fotografie e oggetti di<br />

Herrera e Rocco, con un omaggio speciale<br />

a Gianni Brera, massimo cantore del calcio<br />

a tutto tondo. Maglie, scarpe, ricordi<br />

personali, la famosa lavagna tattica di<br />

Herrera, un quadro che il grande De<br />

Chirico aveva regalato a Rocco per<br />

consolarlo di una sconfitta. Seguono poi<br />

filmati e interviste, che ripercorrono storia<br />

e personalità dei due protagonisti.Viene<br />

quindi ricostruita l’atmosfera degli<br />

spogliatoi, compreso lo scorrere dell’acqua<br />

e il profumo di olio canforato, con alcune<br />

sorprese per i visitatori negli armadietti<br />

che si aprono e mostrano filmati divertenti,<br />

spesso inediti. Segue la sala dei Trionfi,<br />

con tutte le coppe vinte da Herrera e Rocco.<br />

Info: 02.92800375<br />

ARTECULTURA25


Il punto<br />

Maestri contemporanei<br />

Tranquillo Fregoni<br />

in ritorno breriano con la mostra delle<br />

sue nuove opere inaugura la stagione<br />

artistica settembrina di <strong>Artecultura</strong><br />

Milano, Sala Olimpia 1-27 settembre 2013<br />

Si rinnova in autunno l’appuntamento<br />

culturale ed espressivo con<br />

l’opera di Tranquillo Fregoni che in<br />

questa sua esposizione presso <strong>Artecultura</strong><br />

presenta un’ampia e suggestiva<br />

selezione di dipinti. Dipinti che<br />

documentano il suo iter creativo nel<br />

continuo confronto con vari aspetti e<br />

momenti dell’esistenza: il paesaggio,<br />

come la natura morta, il mondo marino<br />

come la composizione floreale.<br />

Sono temi pittorici, questi, che stimolano<br />

in modo particolare la riflessione<br />

emotiva e stilistica di Tranquillo<br />

Fregoni. Il suo principio fondamentale<br />

di ispirazione si contraddistingue<br />

26 ARTECULTURA<br />

all’interno di una ricerca per la quale,<br />

la forma pittorica, la struttura plastica<br />

della composizione acquistano<br />

valore e significato nel momento in cui<br />

l’oggetto o la situazione rappresentati<br />

sulla tela emanano sensazioni ed atmosfere<br />

le quali entrano in un intimo<br />

colloquio con coloro che si pongono<br />

al cospetto della sua pittura. Ecco allora<br />

che Fregoni per essere in armonica<br />

sintonia con questo suo intedimento<br />

imprime alla forma figurativa<br />

l’estro della sua interpretazione per<br />

cui oggetti, paesaggi, città raffigurate<br />

diventano sensibili metafore di una<br />

condizione dell’esistenza. Naturalismo<br />

dell’esistenza si potrebbe, quindi, definire<br />

la profonda pittura dell’artista.<br />

Alla densità ed intensità dell’espressione<br />

si unisce quella forza di<br />

scavamento interiore che i suoi colori<br />

trasmettono con singolare efficacia<br />

espressiva. L’armonia, pare suggerire<br />

Fregoni, non è un dato scontato, la<br />

logica conseguenza di un prontuario<br />

estetico, ma una conquista della persona<br />

ancor prima che dell’artista, il<br />

quale poi naturalmente conferisce a<br />

questa armonia, ri-trovata o inaspettata,<br />

il crisma del personale linguaggio<br />

fatto di luci, colori e toni. Fregoni<br />

segue uno stile del tutto personale non


comparabile od assimilabile a quelle<br />

che sono le categorie tipiche dell’arte<br />

moderna. Anche se, naturalmente, si<br />

possono ravvisare elementi di ispirazione<br />

naturalista, post-impressionista,<br />

tuttavia fattori, questi, elaborati poi con<br />

personale tensione dall’artista. Da<br />

queste premesse si intuisce l’impegno,<br />

l’ispirazione genuina, la lucidità<br />

compositiva che contraddistingue la<br />

pittura di Fregoni, la sua acuta sensibilità.<br />

Da rilevare poi la sua capacità<br />

di inquadrare lo spazio con una percezione<br />

dinamica che entra in particolare<br />

sintonia con l’osservatore.<br />

Fregoni elabora le sue composizioni<br />

avvalendosi di un modellato plastico<br />

intenso e vigoroso che poi lentamente<br />

si fonde nell’atmosfera, nel lento affiorare<br />

della luce. Da questo punto di<br />

vista il suo linguaggio rivela la sua<br />

natura evocativa, vale a dire la capacità<br />

di suscitare sentimenti, emozioni,<br />

che stimolino la fantasia di chi<br />

osserva le sue opere. Spesso si sente,<br />

quasi come una sorta di triste mantra,<br />

il concetto che molta arte contemporanea<br />

sia priva di comunicatività e<br />

feeling nei riguardi del pubblico. E<br />

questo, in parte, può essere vero. Ma<br />

per fortuna esistono altre dimensioni<br />

di ricerca e di confronto nell’arte che<br />

esprimono un loro autentico appagamento<br />

sensibile e spirituale e che il<br />

pubblico sa riconoscere ed apprezzare.<br />

La sua pittura si sviluppa in sintesi<br />

intense e vibranti senza sperdersi<br />

nell’inutilità di dettagli o particolari,<br />

sempre comunque all’interno di un ritmo<br />

equilibrato e composto. Ma l’ordine<br />

che traspare dalle opere di Fregoni<br />

è in un certo senso ordine della vita e<br />

delle sue realtà emotive ed umorali,<br />

non è un qualcosa di imposto o di artificioso.<br />

Toni e forme si compenetrano<br />

in soluzioni espressive raffinate ed eleganti,<br />

quasi classiche sotto alcuni<br />

aspetti. Fregoni riesce a porre in sin-<br />

ARTECULTURA27


golare collaborazione linea e colore,<br />

forma e cromaticità. Fregoni ha così<br />

definito una sua personale visione dell’arte<br />

e del naturale confronto con la<br />

vita, la storia, l’ambiente in cui essa è<br />

ovviamente coinvolta. Più in generale<br />

è soprattutto la realtà misteriosa dell’ambiente<br />

che lo circonda, da quello<br />

intimo della propria casa sino allo spazio<br />

ampio della natura da cui maggiormente<br />

si sente attratta la personalità<br />

creativa dell’artista. Per Fregoni<br />

questo elemento ha una indubbia implicazione<br />

psicologica, in quanto lo<br />

porta ad interrogarsi in profondità su<br />

quanto osserva e constata. Sta poi alla<br />

sensibilità dell’artista trasformare questa<br />

osservazione nella realtà magica-<br />

28 ARTECULTURA<br />

mente immaginifica dei colori, delle<br />

forme, del disegno e delle linee. E’ qui<br />

infatti che il suo realismo intensifica<br />

il suo significato interiore, nel momento,<br />

appunto, in cui diventa esperienza<br />

visiva, oggettiva sulla tela. Pertanto<br />

parlare di contrasto realtà-immaginazione<br />

a proposito dei dipinti Fregoni<br />

non ha alcun senso, in quanto per l’artista<br />

le due dimensioni sono inscindibili<br />

e l’artista autentico, sensibile,<br />

questa compenetrazione la sa afferrare<br />

e soprattutto trasmettere. Dal<br />

che si comprende benissimo la modernità<br />

culturale ed espressiva dell’arte<br />

di Fregoni, l’originalità della sua proposta<br />

pittorica. Nel corso degli anni<br />

l’artista ha affinato la sua tecnica, il<br />

suo rapporto con la storia dell’arte, ma<br />

senza mai smarrire la sue caratteristiche<br />

interiori, l’obiettività della sua<br />

ricerca. Dai suoi dipinti traspare un<br />

senso di purezza, oggi sempre più raro<br />

(non solo nell’arte) ma che per Fregoni<br />

è ulteriore stimolo di creatività, di coerente<br />

impegno nell’arte e nella vita.<br />

Ed è con questo spirito che la sua nuova<br />

presenza espositiva ad <strong>Artecultura</strong><br />

va letta ed interpretata. Un appuntamento<br />

a cui non mancheranno ulteriori<br />

fattori di riflessione su una realtà<br />

culturale ed artistica di così coinvolgente<br />

e coerente natura.<br />

Teodosio Martucci


Le recenti immagini, alla televisione, delle<br />

vittime del crollo di un balcone di un<br />

edificio del’700, a Portici, durante una<br />

processione, ha riportato la mia mente al<br />

tempo in cui, bambino, frequentavo, negli<br />

anni ’40, una scuola ubicata a pochi metri<br />

dal luogo di questo disastro. Ho dei ricordi<br />

terribili di quell’epoca, per la fame che<br />

pativamo e lo stress che ci procuravano le<br />

sirene notturne che ci buttavano giù dal<br />

letto e ci costringevano a rifugiarci in<br />

tutta fretta nei ricoveri antiaerei, col<br />

dilemma poco interessante, se saremmo<br />

stati uccisi dalle bombe tedesche o<br />

americane. Via i germanici dal sud,<br />

giunsero le truppe alleate, composte da<br />

soldati americani, inglesi, francesi e<br />

marocchini, che trovarono una popolazione<br />

stremata dalla paura e dalla<br />

fame. L’immagine più significativa di quel<br />

momento è quella delle lunghe code fuori<br />

le panetterie, per ritirare con la tessera un<br />

pessimo pane. La pacifica invasione degli<br />

alleati fu accolta trionfalmente dappertutto,<br />

perché costoro portarono un po’<br />

di benessere: via la pessima farina di<br />

piselli dalle tavole ed ecco buone scatolette<br />

di carne, biscotti e grandi pezzi di pane a<br />

forma di parallelepipedo, che più bianco<br />

non si può. Ma ci fu anche un costo da<br />

pagare. Al di là degli stupri (Moravia, su<br />

Tamburriata<br />

amara<br />

uno di questi episodi, ha composto un<br />

gran romanzo: La Ciociara) molte ragazze,<br />

in cambio di pochi soldi, si prostituivano,<br />

mentre molte altre si fidanzavano o si<br />

sposavano con i soldati americani con la<br />

promessa di una vita migliore negli Stati<br />

Uniti. A guerra finita gli americani non<br />

sempre rispettarono le promesse fatte alle<br />

giovani donne e ritornarono al loro paese<br />

lasciandole tristi come un albero senza<br />

foglie e con le panze “annanze” come<br />

scandiscono i versi della celebre canzone:<br />

”Tammurriata nera”, scritta nel 1947 da<br />

Eduardo Nicolardi.Questa composizione,<br />

su musica di E.A.Mario, portata al<br />

successo dalla Compagnia di canto<br />

popolare, racconta lo stupore della gente<br />

per un fatto di cronaca insolito: la nascita,<br />

da una da donna napoletana, di un bambino<br />

nero a cui è dato il nome di Ciro. In realtà<br />

questo caso non fu certo unico: vi furono<br />

molte ragazze che partorirono bambini<br />

frutto di relazioni con soldati afro<br />

americani. Un momento significativo della<br />

canzone di Nicolardi è quello in cui un<br />

ortolano sostiene che: “Addò pastina ‘o<br />

ggrano ‘, ’o ggrano cresce.Riesce o nun<br />

riesce,sempe è ggrano chello ch’esce!”Il<br />

valore dell’uomo non dipende dal colore<br />

della pelle! La saggezza napoletana rifugge<br />

da ogni razzismo.<br />

Antonio Fomez<br />

TURISMO & POESIA: IL LUOGO DEL MESE<br />

IL MONTE TERMINILLO<br />

Il monte Terminillo (Mons Tetricus per gli<br />

antichi romani) è un massiccio montuoso,<br />

la cui vetta più elevata raggiunge i 2217,13<br />

m di altitudine (nuova rilevazione,<br />

precedentemente l'altezza era di 2216 m<br />

s.l.m.). Appartenente al gruppo dei Monti<br />

Reatini dell'Appennino Abruzzese, situato<br />

a 20 km da Rieti e a 100 km da Roma, fino<br />

al 1927 la vetta e gran parte del complesso<br />

appartenevano alla provincia dell'Aquila,<br />

essendo ricadente nel territorio del comune<br />

di Leonessa. È la sesta cima più alta del<br />

Lazio. Il Terminillo fu lanciato turisticamente<br />

negli anni trenta dopo una visita<br />

di Benito Mussolini che rimase “impressionato<br />

dalla bellezza del massiccio<br />

montuoso". Venne così realizzata un'ampia<br />

strada da Lisciano a Pian De' Rosce,<br />

successivamente completata fino a<br />

Terminillo, mentre negli anni venti il<br />

Terminillo poteva essere raggiunto solo a<br />

piedi o a cavallo attraverso sentieri. Negli<br />

anni '30 inizia quindi il boom turistico con<br />

le prime piste da sci attrezzate. Nel 1940<br />

viene realizzata la funivia, tutt'oggi<br />

esistente. Dagli anni '50 agli anni '70<br />

Terminillo è la località sciistica di<br />

riferimento di tutto il Centro Italia. Dagli<br />

anni '80 e '90, a causa dell'assenza di<br />

investimenti atti a rinnovare, modernizzare<br />

ed ampliare gli impianti di risalita,<br />

Terminillo vive una crisi dovuta anche alla<br />

sempre più forte concorrenza delle stazioni<br />

abruzzesi. Negli ultimi 20 anni gli impianti<br />

si sono ridotti, ma la Regione Lazio ha<br />

Terminillo visto da est, versante leonessano<br />

stanziato 20 milioni di euro per il rinnovo e<br />

l'aumento delle strutture sciistiche.<br />

Nonostante il Terminillo offra anche<br />

possibilità di sviluppo turistico alternativo,<br />

lo sci e il turismo invernale è ed è stato il<br />

settore verso il quale maggiormente si sono<br />

concentrati gli sforzi e le attenzioni degli<br />

operatori e delle amministrazioni locali. Le<br />

bellezze ambientali, la ricchezza della fauna<br />

e delle biodiversità, le tradizioni e le<br />

leggende locali, nonché i siti di importanza<br />

storica e culturale delle epoche passate,<br />

ancora presenti sui luoghi, sono state spesso<br />

trascurate dagli operatori del turismo,<br />

puntando invece quasi unicamente verso lo<br />

sviluppo degli sport invernali collegati allo<br />

sci.Il massiccio ospita due stazioni<br />

sciistiche, una più nota e frequentata sul<br />

versante meridionale che prende il nome<br />

direttamente dal massiccio (Terminillo) e<br />

posta in località Campoforogna (1640 m<br />

s.l.m.), l'altra posta sul versante opposto<br />

settentrionale (Leonessa-Campo Stella),<br />

geograficamente non collegate tra loro.<br />

Numerosi sono i percorsi a piedi che portano<br />

in vetta o su cime secondarie, da entrambi<br />

i versanti. Dalla cima la vista spazia a 360°<br />

sulla sottostante piana di Rieti, su tutta la<br />

Sabina fino alla campagna romana, sui<br />

monti dell'alto Lazio, i Monti Sibillini, i<br />

Monti della Laga, il Gran Sasso d'Italia, i<br />

monti del Cicolano, le Montagne della<br />

Duchessa, il massiccio del Monte Velino e<br />

i Monti Carseolani.<br />

ARTECULTURA29


GERARDO SANGIORGIO<br />

nel luminoso temerario della vita<br />

Luca Domenico Lombardo, QUERCIA PER GERARDO SANGIORGIO, collage in tecnica mista<br />

A riflettere sui diversi aspetti che compongono<br />

il tessuto umano e sociale di una persona<br />

si scopre il carattere, la manifestazione<br />

culturale che appaga il desiderio disinteressato.<br />

Si conosce la raffinatezza che<br />

sollecita l’alto valore della vita, l’innata<br />

spiritualità che alimenta sia il tessuto biologico<br />

che quello psichico della determinata<br />

persona. L’immaginario culturale dentro<br />

il quale nasce, cresce, lotta il quotidiano<br />

in tutti i suoi momenti per una finalità<br />

umana senza aggettivazione noi pensiamo<br />

che sia il cielo esistenziale e quello intuitivo<br />

30 ARTECULTURA<br />

in cui un fervente cattolico come Gerardo<br />

Sangiorgio possa essere conosciuto e compreso.<br />

La personalità che nasce nel 1921<br />

a Cancello Arnone in provincia di Caserta,<br />

conseguirà poi, seguendo il padre in servizio<br />

di Maresciallo dei Carabinieri, la Maturità<br />

classica a pieni voti al Liceo “Giovanni<br />

Verga” di Adrano (CT) nel 1940.<br />

Uno spirito versato per la conoscenza della<br />

storia che l’anno seguente si iscrisse a<br />

Lettere classiche all’Università di Catania<br />

dove per disposizione di regime gli venne<br />

imposto di prestare servizio militare<br />

come Volontario Universitario. Vive la tragedia<br />

italiana dell’8 settembre, restando<br />

soprattutto coerente con se stesso ed il linguaggio<br />

che la famiglia prima e la scuola<br />

poi gli avevano fatto conoscere come storia<br />

sociale della propria esistenza. Non fu quindi<br />

collaborazionista né con Badoglio e tanto<br />

meno con la Repubblica Sociale, scelta per<br />

la quale finisce deportato in Germania nei<br />

campi di sterminio nazista di Neubranderburg,<br />

Bonn e Duisdorf, luoghi dove i<br />

giorni non hanno somiglianza umana ma<br />

solo indicibili sofferenze di fame, ingiurie,<br />

violenze e morte. Disperazione che<br />

Sangiorgo supera alimentando la sua sopportazione<br />

alla volontà Dio, l’alto valore<br />

spirituale nel quale fermamente crede ed<br />

alla poesia che lo stimola alla visione critica<br />

equilibrata per effetto dello spontaneo<br />

respiro della poesia innata che poi si evolve<br />

in quella di forma culturale. Ed a soffermarsi<br />

un po’ sul verso poetico di<br />

Sangiorgio così puntuale di vocabolo e di<br />

filologia discorsiva, si avvertirebbe un mondo<br />

che potrebbe riservare anche cose nuove<br />

e certamente interessanti. L’aspetto che<br />

poi se ne deduce al rientro in patria nell’agosto<br />

del 1945 di Sangiorgio e che in<br />

seguito si laurerà e praticherà l’insegnamento<br />

e collaborazioni a varie testate stampa<br />

conseguendo non pochi riconoscimenti<br />

al suo verso primario e culturale. Quel fermento<br />

poetico che germoglia sempre dall’origine<br />

per abbellire di spirito primigenio<br />

alla luce del sole e alla maturità letterale<br />

e sociale la sua poesia. Il componimento<br />

nel quale l’etica e l’intuizione si cercano,<br />

si elogiano e si lottano per una compenetrazione<br />

sempre maggiore, come se<br />

Sangiorgio domandasse alla natura la<br />

visceralità della sua vocazione poetica. Un<br />

aspetto critico che certamente si delinea anche<br />

sulla base dell’esperienza vissuta, fermo<br />

restando, però, che la finalità del messaggio<br />

sa essere un’identità multipla, a vario<br />

titolo in cui soprattutto il valore, l’assidua<br />

spinta a fare caratterizza la personalità<br />

a cui nell’aprile 2003 è stata intitolata la Biblioteca<br />

comunale di Biancavilla (CT).<br />

Diversi autorevoli personaggi si sono occupati<br />

della sua poesia, ma in ogni verso di<br />

ogni tempo forma e luogo, la poesia, quando<br />

è tale, si manifesta un desiderio senza<br />

fine di ribellione, ed è la spiritualità nella<br />

quale con tutte le sue raffinate scene formali,<br />

il componimento di Gerardo Sangiorgio<br />

ha per noi le sue naturali radici.<br />

Giuseppe Martucci


L'AUTODIDATTA NELLA STORIA<br />

Personaggi, avventure, intuizioni<br />

Wilbur Wright (Millville, 16 aprile<br />

1867 – Dayton, 30 maggio 1912) e<br />

Orville Wright (Dayton, 19 agosto 1871<br />

– Dayton, 30 gennaio 1948) , spesso<br />

citati collettivamente come fratelli<br />

Wright, furono due ingegneri e<br />

inventori statunitensi, annoverati tra i<br />

più importanti aviatori dell'epoca<br />

pionieristica. Essi sono in generale<br />

considerati i primi ad aver fatto volare<br />

con successo una macchina motorizzata<br />

più pesante dell'aria con un pilota a<br />

bordo, essendo riusciti a far alzare dal<br />

suolo il loro Flyer per quattro volte, in<br />

modo duraturo e sostanzialmente<br />

controllato, il 17 dicembre 1903<br />

Wilbur e Orville Wright erano due dei<br />

sette fratelli Wright, figli del pastore<br />

evangelista Milton Wright (1828-1917,<br />

di origini anglo-olandesi) e di Susan<br />

Catherine Koerner (1831-1889, di<br />

origini svizzero-tedesche). Gli altri<br />

fratelli Wright erano Reuchlin (1861-<br />

1920), Lorin (1862-1939), i gemelli<br />

Otis e Ida (nati nel 1870 e morti<br />

entrambi prima di compiere le tre<br />

settimane), e Katharine (1874-1929).<br />

Wilbur e Orville erano rispettivamente<br />

il terzo e il sesto figlio della coppia. Pur<br />

avendo entrambi frequentato la scuola<br />

secondaria, né Orville né Wilbur si<br />

erano diplomati: Orville aveva abbandonato<br />

gli studi poco prima di<br />

terminarli, mentre Wilbur, che aveva<br />

frequentato tutti e quattro gli anni del<br />

liceo, non aveva ottenuto la sua schoolleaving<br />

qualification perché la sua<br />

famiglia aveva lasciato all'improvviso<br />

la città di Richmond (dove si trovava la<br />

sua scuola) per spostarsi a Dayton<br />

proprio in quello stesso anno 1884 in<br />

cui lui avrebbe dovuto ricevere il<br />

diploma. Inoltre, nessuno dei due aveva<br />

frequentato l'università: furono in effetti<br />

gli unici due membri della famiglia a<br />

non laurearsi. Wilbur e Orville si erano<br />

appassionati alle vicende del pioniere<br />

dell'aviazione tedesco Otto Lilienthal,<br />

che con i suoi alianti e deltaplani era<br />

riuscito a compiere voli di notevole<br />

lunghezza. E fu proprio la sua morte<br />

nel 1896 a spingerli a intraprendere<br />

Orville Wright<br />

I Fratelli<br />

WRIGHT<br />

Wibur Wright<br />

un'indagine approfondita delle possibilità<br />

del volo umano. Nonostante il<br />

tragico destino di Lilienthal i fratelli<br />

Wright adottarono la sua stessa<br />

strategia, che era quella di «saltare<br />

prima di volare» e cioè di studiare con<br />

attenzione i problemi di aerodinamica<br />

delle superfici e di controllo del volo,<br />

per dedicarsi solo in seguito all'installazione<br />

di un motore sui velivoli.<br />

La morte dell'aeronauta britannico<br />

Percy Pilcher in un altro incidente con<br />

un aliante nel 1899 non fece che<br />

rafforzare la loro convinzione che lo<br />

sviluppo di un metodo efficace per<br />

gestire un aeroplano in volo era la<br />

chiave verso il successo, nonché verso<br />

la possibilità di volare in relativa<br />

sicurezza. Quando cominciarono i loro<br />

esperimenti, i Wright ritenevano che<br />

quello del controllo fosse l'unico<br />

problema riguardante la costruzione di<br />

un aeroplano ancora sostanzialmente<br />

insoluto: gli altri due, quello della<br />

portanza generata dalle ali e della<br />

propulsione fornita dal motore, erano<br />

stati sostanzialmente risolti (grazie<br />

rispettivamente agli studi di Wenham<br />

sulla curvatura e l'allungamento delle<br />

ali e allo sviluppo del motore a scoppio<br />

che soppiantò quello a vapore). Tra la<br />

fine del 1902 e il settembre del 1903,<br />

dopo molte e diversificate esperienze<br />

con gli alianti, Wilbur e Orville Wright<br />

si dedicarono all'installazione di un<br />

motore su una cellula sostanzialmente<br />

identica a quella del loro ultimo aliante.<br />

Il progetto del loro Flyer ("aviatore",<br />

così battezzarono il loro primo velivolo<br />

motorizzato) era infatti molto simile a<br />

quello dell'aliante del 1902, il quale a<br />

sua volta aveva conservato l'architettura<br />

complessiva dei suoi predecessori in un<br />

processo di evoluzione molto graduale.<br />

Le novità più salienti del Flyer erano<br />

gli impennaggi raddoppiati, sia<br />

anteriormente che posteriormente, e<br />

ovviamente l'introduzione di un sistema<br />

motopropulsore. La configurazione era<br />

sempre quella del biplano canard, con<br />

struttura in abete rosso e copertura in<br />

mussola; i controlli erano organizzati<br />

nello stesso modo dei velivoli precedenti,<br />

e il pilota assumeva sempre<br />

una posizione prona; solamente, questa<br />

volta era collocato poco lontano dall'asse<br />

di simmetria dell'aereo, per compensare<br />

l'opposta eccentricità del motore.<br />

Nell'inverno tra il 1904 e il 1905 i<br />

Wright applicarono tutta l'esperienza<br />

accumulata alla progettazione di un<br />

terzo aeroplano, il Flyer III. Provato tra<br />

la fine di giugno e l'inizio di novembre<br />

del 1905, e ampiamente modificato<br />

man mano che i tests di volo davano i<br />

loro risultati, il Flyer III fu un notevole<br />

successo, ed è in genere considerato il<br />

primo aeroplano veramente "pratico"<br />

mai costruito. Finalmente stabile e<br />

completamente controllabile, il 5<br />

ottobre fu in grado di volare per 39<br />

minuti coprendo altrettanti chilometri,<br />

a una velocità media di 60 chilometri<br />

orari e a una quota sufficiente per evitare<br />

alberi ed edifici. L’era del volo moderno<br />

era iniziata.<br />

Lo scetticismo con cui il mondo<br />

dell'aviazione, specialmente quello<br />

europeo, aveva guardato alle rivendicazioni<br />

dei fratelli Wright a<br />

proposito dell'invenzione di una<br />

macchina volante si sciolse completamente<br />

tra il 1908 e il 1909. Wilbur<br />

Wright scomparve il 30 maggio 1912<br />

in seguito ad un attacco di febbre<br />

tifoidea, mentre il fratello Orville<br />

morirà il 30 gennaio 1948 al Miami<br />

Valley Hospital di Dayton il 30 gennaio<br />

del 1948.<br />

Aoristias<br />

ARTECULTURA31


...LIBRI....LIBRI...LIBRI...<br />

a cura di Aoristias<br />

Attilio Milani, ALLUNNAGGIO 40 ANNI DOPO n.1<br />

olio e collage su tela, 2009, cm. 80 x 80<br />

Aldo CICERI, PAVESI NEL MONDO<br />

Pime Editrice<br />

Nella ricca ed autorevole pubblicistica del<br />

Prof. Aldo Ciceri è da aggiungere<br />

un’ulteriore prova della sua lucida e<br />

documentata indagine che con il presente<br />

volume fa riferimento alla complessa ed<br />

intensa vita culturale, economica e sociale<br />

dei Pavesi, ovunque essi esplichino il loro<br />

ingegno e attitudini. Inserita nelle vicende<br />

storiche d’Italia e di Lombardia, la realtà<br />

pavese si apre nel corso tempo ad un attivo<br />

scambio culturale, economico, artistico con<br />

altre tradizioni storiche, politiche,<br />

ambientali e da questo confronto trae<br />

alimento e forza per sprigionare la propria<br />

creatività facendo anche perno sul ruolo<br />

importantissimo della sua prestigiosa<br />

università. Fra le maggiori personalità<br />

che da o a Pavia hanno tratto stimoli e<br />

possibilità per la loro ricerca sono da<br />

annoverare Ludovico Geymonat, storico<br />

della scienza, Renato Tisato, insigne<br />

pedagogista, Maria Corti, brillante filologa,<br />

solo per citarne alcune. Fra le eccellenze<br />

del territorio l’Ospedale Policlinico San<br />

Matteo, all’avanguardia nell’innovazione<br />

terapeutica, come testimoniano le interviste<br />

ai Professori Francesco Benazzo, Mario<br />

Viganò, Rodolfo Campani. Anche nel<br />

settore dell’arte contemporanea diversi sono<br />

gli artisti che si confrontano con le tendenze<br />

più significative del proprio tempo come<br />

Rosario Ticli, Marco Faggi, Attilio Milani,<br />

Andrea Ventura, Franco Marinaro, Renato<br />

Ricotti, Carlo Mo, Angelo Grilli ed altri<br />

ancora, a riprova della ricchezza espressiva<br />

e culturale dell’arte pavese. Ecco quindi<br />

come una provincia, un territorio, pur<br />

consapevole delle proprie tradizioni,<br />

32 ARTECULTURA<br />

tuttavia si apre da secoli al confronto con il<br />

mondo esterno, con altre civiltà e da questo<br />

ricava ulteriore energia per allargare e<br />

consolidare i propri orizzonti di crescita e<br />

di sviluppo. Tutto questo materiale storico,<br />

d’archivio, ma anche fatto di suggestioni,<br />

evocazioni, Ciceri seleziona e sintetizza<br />

con acuta competenza rivelando la vita<br />

profonda del territorio pavese e dei suoi<br />

protagonisti, noti e meno noti. Una lettura,<br />

pertanto, assai istruttiva per conoscere la<br />

realtà di una provincia, di un territorio,<br />

visto nelle sue relazioni d’insieme, aperte<br />

al dialogo fra i molteplici attori della sua<br />

vita associata, oltre quindi ogni visione di<br />

ristretto e rassegnato decadimento.<br />

Franco Avena Avellis, AUTOBIOGRAFIA<br />

STORICA Edizioni A.P.S.<br />

Franco Avena Avellis, in arte Franco da<br />

Lorenteggio, presenta in forma di suggestivo<br />

racconto le sue memorie. Una scrittura<br />

vivace, di gustosa lettura nella quale<br />

l’aneddoto, la personale vicenda<br />

esistenziale si salda al più vasto panorama<br />

storico internazionale, anche con approfondite<br />

digressioni come quelle dedicate,<br />

per esempio, alla civiltà islamica.<br />

Giulia Mafai, LA RAGAZZA CON IL<br />

VIOLINO, Skira Edizioni<br />

Giulia Mafai, figlia di Antonietta Raphael<br />

ricostruisce la vita di sua madre, celebre<br />

pittrice, partendo dal piccolo villaggio<br />

lituano dove era nata, ultima di dodici<br />

fratelli, sino alle vicende che la porteranno<br />

prima a Londra, poi in Francia e infine in<br />

Italia, attraverso gli incontri con artisti e<br />

intellettuali, all’amore contrastato per<br />

Mario Mafai. Ne scaturisce un ricordo<br />

vivo, affettuoso di una donna fortemente<br />

legata alle sue origini ebraiche.<br />

LIBRI RICEVUTI<br />

Daniela Evangelista, MARGIE PICCOLO<br />

FIORE, Editrice Italia Letteraria<br />

Bella favola con protagonisti gli animali<br />

con le loro straordinarie vicende<br />

Antonio Mennella, GLI SCAPPELLATO,<br />

Editrice Italia Letteraria<br />

Commedia brillante di dinamica e<br />

coinvolgente animazione teatrale.<br />

Valter Vendramin, STORIA DI UNA VITA<br />

RITROVATA, Editrice Italia Letteraria<br />

Intensa tensione narrativa di fronte alle<br />

dure sfide della vita e dell’esistenza.<br />

Nota informativa: <strong>Artecultura</strong>, per favorire<br />

il suo impegno divulgativo, non ha un<br />

prezzo di copertina e le recensioni dei libri,<br />

a totale discrezione redazionale, vengono<br />

effettuate solo a coloro che sottoscrivono<br />

un abbonamento annuale di 50 euro<br />

facendo pervenire in redazione copia di ricevuta<br />

del versamento effettuato. E verrà<br />

subito l’invio mensile della Rivista più 2<br />

copie con la recensione interessata.<br />

Elda DE LAURO<br />

Si è svolta dal 10 al 12 giugno allo Spazio<br />

Seicentro di Milano (Via Savona 99)<br />

l’interessante personale dell’artista Elda<br />

De Lauro. Stimolata da un’accurata<br />

preparazione, De Lauro si confronta<br />

apertamente con l’esperienza informale che<br />

aggiorna e sviluppa con soluzioni personali<br />

e pertinenti. Da rilevare l’arricchimento<br />

della pittura pura mediante l’inserimento<br />

di diversi materiali come colla, stoffa,<br />

sabbia, sassi, legno, metallo che accentuano<br />

la libera dialettica compositiva dell’opera.<br />

METAmorfosi I diversi aspetti del reale<br />

E’ il titolo della significativa rassegna<br />

svoltasi lo scorso giugno, promosssa dalla<br />

Sezione Milanese dell’UCAI alla Biblioteca<br />

Umanistica dell’Incoronata di Milano. Alla<br />

rassegna erano presenti opere di BA-<br />

RACHETTI - BOCCHIOLI - CATIRI -<br />

CIOFFI - COLOMBO - DI BATTISTA -<br />

FALTRACCO - FOLCIO - GALLI -<br />

GEROSA - GRAMAZIO CAPRARO -<br />

GUZZARDELLA - KIRCHNER - SIL LEE<br />

- LO GIUDICE - LOMBARDI - MARIANI<br />

- NUCCI - OLIVERI - PEDUZZI - PIZZOL<br />

- RITORNO-SCOTTI - TRAPASSO -<br />

TREVISAN.<br />

Emilio GRECO a Palazzo de’ Mayo<br />

La Fondazione Carichieti celebra il<br />

centenario della nascita di Emilio Greco<br />

(Catania 1913-Roma 1995) presentando<br />

dal 29 giugno al 29 settembre 2013 nelle<br />

sale di Palazzo de’Mayo a Chieti, in<br />

collaborazione con gli Archivi Emilio Greco<br />

di Roma e con l’Opera del Duomo di Orvieto,<br />

una grande mostra di sculture e disegni che<br />

documentano quasi quarant’anni di<br />

inesausta attività creativa, dal 1947 al<br />

1983.La mostra, curata da Gabriele<br />

Simongini e centrata sul tema del corpo<br />

nell’opera di Greco, presenterà sedici<br />

sculture fra bronzi, terrecotte, gessi e<br />

cementi, oltre ad un pregevole gruppo di 25<br />

disegni di soggetto sportivo. Le opere<br />

provengono dagli Archivi Greco di Roma,<br />

dal Museo Emilio Greco di Orvieto e da<br />

collezioni private. Informazioni Tel: +39-<br />

0871-359801 Fax: +39-0871-347606 -<br />

E-mail: set@fondazionecarichieti.it -<br />

IMMAGINI E LUOGHI<br />

a cura di Aoristias


FRA AMARCORD E PRESENZA<br />

Tano Fortuna, l’uomo e l’artista<br />

Per parlare di Tano Fortuna vorrei trovare<br />

il giusto equilibrio fra l’amarcord, che<br />

rievoca dolenti nostalgie, e la continua<br />

presenza dell’amico pittore, che occupa un<br />

posto rilevante nella mia vita per l’arte<br />

condivisa nel culto della pittura e della<br />

poesia.<br />

Se colgo una profonda tristezza, la colgo<br />

nelle cose, nei paesaggi urbani, nell’imprevedibile<br />

mare, nei cieli profondi,<br />

negli ameni dintorni, che non verranno più<br />

dipinti e resi immortali dal maestro.Uomo<br />

semplice, buono d’animo, personalità<br />

artistica complessa, pittore nel DNA,<br />

nessuno come lui sa inventare i colori e<br />

armonizzarli in melodie pittoriche che<br />

cantano all’anima. Ne parlo fra un elegiaco<br />

amarcord e un testardo presente che sfida<br />

donchisciottescamente la ribalda morte...<br />

Allievo del grande Ferruccio Ferri, talento<br />

naturale che a tanti giovani del suo tempo<br />

donò generosamente i suoi tesori, il suo<br />

gesto artistico, la sua sapienza pittorica, i<br />

reconditi segreti dell’arte che fa bella la<br />

vita, Tano Fortuna nulla ha sprecato di<br />

quanto appreso in quella rigorosa palestra,<br />

scandendo il suo tempo fra la cura della<br />

famiglia che amava con tenerezza, la scuola<br />

alla quale profuse non poche energie,<br />

l’impegno civile, la laboriosa bottega d’arte<br />

dove sbocciavano alla vita i suoi capolavori.<br />

Ed io ne ho visto nascere tanti di questi<br />

capolavori perché abitualmente passavo<br />

lunghe ore ad osservare l’amico pittore<br />

all’opera, fra atmosfere di un tempo antico,<br />

e mi beavo nel vedere prendere forma e<br />

consistenza alle felici intuizioni, alle divine<br />

ispirazioni che quel geniaccio tirava fuori<br />

dalla sua fervida fantasia e dal suo<br />

palpitante cuore.<br />

Sempre alla ricerca di nuove soluzioni e di<br />

efficaci espressioni a ciò che voleva<br />

significare, non c’era tecnica pittorica a lui<br />

sconosciuta e sapeva usare la più adatta coi<br />

versi colorati della sua magica tavolozza.<br />

Così scrivevo ne “Il Carbasio”, rivista d’arte<br />

di Palermo, nel 1973, a proposito del mio<br />

vedere il maestro all’opera fra le mille cose<br />

che potevano servire all’esecuzione<br />

dell’opera: “Cavalletti, latte di colore,<br />

montagne di sacchi, seghe, martelli, chiodi,<br />

tele grezze sparse dappertutto, sacchetti<br />

con terre varie, colla (...). Tano sembra un<br />

eroe, un combattente lacero e sporco ma<br />

carico di gloria. Quando la tela è pronta,<br />

sembra aggredirla con frenesia a lungo<br />

repressa.<br />

I colori nascono, muoiono, ritornano,<br />

spariscono, si formano come per incanto;<br />

ma alla fine uno squarcio di Paradiso si<br />

mostra ai nostri occhi. Sì, nell’arte c’è<br />

veramente Dio”. Continuo a parlare al<br />

presente perchè Tano Fortuna vive nelle<br />

sue splendide opere che sono finestre di<br />

sole aperte sullo stupefatto mondo. La sua<br />

è una pittura corposa, armoniosamente<br />

materica, calda, espressiva, che nasce dalla<br />

passione per il colore che sorge sulla tela<br />

come da una inesauribile fonte di blu<br />

sognanti, di gialli solari, di rossi squillanti.<br />

E’ l’inconfondibile pittura di Tano Fortuna<br />

che segna la cultura di un’epoca col suo stile<br />

unico, che sa coniugare l’estemporaneità<br />

del gesto con la riflessione pensosa e<br />

meditata di una orchestrale esecuzione<br />

sinfonica.<br />

Bene, anzi benissimo, ha fatto l’ “Acanto”<br />

ad ordinare la retrospettiva di Fortuna,<br />

perché i suoi contemporanei non dimentichino<br />

il grande pittore e le nuove<br />

generazioni, sorprendendosi, lo scoprano e<br />

imparino ad amarlo, ad arricchirsi l’anima<br />

col caldo buono che emana dai suoi<br />

appassionanti quadri.<br />

Ciao Tano, io ti vedo ancora all’opera in<br />

un’altra bottega d’arte molto più grande,<br />

più luminosa. Mi daranno del visionario,<br />

magari del matto, ma sono certo che tu,<br />

lassù, stai affrescando le volte del Cielo.<br />

Salvatore Cagliola<br />

ARTECULTURA33


ARTE E NON-VIOLENZA / POESIA / PSICOPOESIA / SESSO / SOCIETA’<br />

Non l’Arte e la Poesia nelle scuole<br />

ma lo sconcerto di pugilato e militarismo<br />

per aizzare ancora violenza nella piramide sociale,<br />

in tutta indifferenza delle rappresentanze istituzionali.<br />

Quando psicologicamente non esiste<br />

malattia peggiore che aver paura della paura.<br />

Non occorrono grandi specialisti per<br />

comprendere alle radici delle loro conseguenze<br />

le cause che deviano la normalità<br />

della vita per far posto alla<br />

dissennata violenza. Il più delle volte<br />

basta l’esperienza del buon senso per<br />

non confondere la libertà con l’imposizione.<br />

Il problema dell’uomo e la sua<br />

difesa nasce agli albori della società e<br />

non si è risolto in quanto l’uomo non<br />

ha mai conosciuto a sufficienza la sua<br />

naturale poesia di natura, ma nella sua<br />

evoluzione ha solo continuamente subito<br />

la strategia della paura che nega<br />

la poesia innata da cui origina l’equilibrio<br />

per le utili convergenze appaganti<br />

nei rapporti con la vita sociale. E sul<br />

problema, senza imbottirci troppo la testa<br />

di teorie psichiatriche e di psicofarmaci<br />

ed assistenze psicologiche<br />

comprese, per renderci consapevoli di<br />

una normale convivenza basta riflettere<br />

un tantino sul perché il lupo azzanni<br />

la pecora, la volpe sgozzi una gallina,<br />

il falco rapace si precipiti in picchiata<br />

per afferrare un serpente strisciante<br />

per terra e divorarlo. Ed anche<br />

quando lo stesso uomo giunge di necessità<br />

a divorare un suo simile, questo,<br />

purtroppo, che piaccia o meno, lo<br />

si deve alle naturali leggi del mondo<br />

che riguardano tanti aspetti della conoscenza.<br />

Fondamentale però, a questo<br />

riguardo, è saper ben distinguere<br />

la crudeltà, l’assassinio, effettuati per<br />

necessità di sopravvivenza, dunque una<br />

legge di natura, che per nessun motivo<br />

al mondo va confusa con la strategia,<br />

ossia con il calcolo ragionato, il progetto<br />

umano consapevole che invece si<br />

avvera per la spinta distruttiva di finalità<br />

egoistica. Per cui diventa impossibile<br />

confrontare la strategia fatta pro-<br />

34 ARTECULTURA<br />

pria da un generale nel condurre a vittoria<br />

la sua battaglia che, perderla o<br />

vincerla, non riguarda affatto la sua sopravvivenza<br />

che non merita giustificazione<br />

alcuna e che invece interessa la<br />

coerenza culturale nella formazione<br />

storica della persona. L’evoluzione storica<br />

della nostra civiltà ragionata, pur<br />

con tutte le sue contraddizioni, si pone<br />

molto più avanti di quando il pesce<br />

grosso divora il piccolo per necessità<br />

di sopravvivenza. In tal caso per legge<br />

di natura a confronto, diventa più che<br />

comprensibile la finalità del divoramento<br />

tra pesci, un qualcosa molto<br />

diverso dalla drammaticità umana della<br />

cultura deviata quando la sopraffazione<br />

avviene non per motivi di sopravvivenza,<br />

ma per accumulo di ricchezza,<br />

di potere, che riguarda la follia che<br />

si determina a causa la degenerazione<br />

delle distorte evoluzioni sociali. Ed anche<br />

se il problema certamente interessa<br />

una vastità di argomenti, gli aspetti<br />

base orientativi non mutano, perché<br />

non si possono mutare i principi che<br />

danno conformazione al mondo in tutta<br />

la sua naturale quanto illimitata dimensione.<br />

Ma per meglio addentrarci<br />

nel problema e chiarirne le cause che<br />

si contrastano, diventa indispensabile<br />

fare qualche accenno sulla paura.<br />

Quella condizione di ansia, di preoccupazione<br />

che ognuno di noi conosce<br />

e subisce a proprio modo. Una paura<br />

cioè che si manifesta negli animali e,<br />

forse, nell’uomo ancora di più. Ma trattasi<br />

di una paura positiva che entro certi<br />

limiti e casi, riguarda la nostra sensibilità:<br />

quando cioè tramite gli occhi ci<br />

preveniamo d’inciampare evitandoci<br />

tristi conseguenze o tramite il tatto di<br />

non scottarci con il fuoco e via di questo<br />

passo, cosicché una certa paura è<br />

indispensabile in quanto connessa alla<br />

stessa vita dell’uomo, e lo è fintanto<br />

che non diventi angoscia con tutte le<br />

sue tristezze che possono seguire. Una<br />

paura, appunto, che a ben dirsi, deve<br />

manifestarsi nei limiti del naturale vivere,<br />

non deve cioè mai diventare una<br />

malattia poiché in tal caso siamo a cospetto<br />

con tutto l’impositivo della violenza,<br />

sia esso lo scatenarsi di un terremoto,<br />

il paraventarsi di un temporale<br />

o l’affrontarsi con un altro, fino al<br />

timore della guerra, ossia la regina<br />

della paura. Questo perché la guerra<br />

nelle sue manifestazioni di cause artificiose,<br />

indossando le vesti più diverse<br />

e facendo affidamento sulla potenza e<br />

quantità delle armi, si presenta comunque<br />

alla continua ricerca di sicurezza<br />

di una parte verso l’altra contendente.<br />

Ma quello che più meraviglia a riguardo,<br />

è come mai nessuna delle parti in<br />

contrasto non si renda conto dell’assurdità<br />

viziosa del problema, dell’utopismo-reale<br />

sull’impossibile difesa,<br />

incapace di comprendere che la vera<br />

sicurezza è nella mente dell’uomo a<br />

non ordinare al dito di tirare il grilletto<br />

e non nel possesso dell’arma più potente<br />

di quella del nemico. Infatti, ad<br />

essere brevi, dal lancio della pietra<br />

l’uomo è giunto alla bomba atomica<br />

senza rendersi conto che dorme su arsenali<br />

atomici che se per una qualsiasi<br />

disgrazia, ne scoppiasse uno, tutto il<br />

pianeta se ne va in frantumi. Questo il<br />

vero punto su cui riflettere per comprendere<br />

che il drammatico della violenza<br />

e la necessità che l’uomo intuisce<br />

un suo adattamento di coerenza con<br />

i sani principi della natura, una diversa<br />

cultura formativa dell’attuale, una


cultura che insegni a deporre le armi<br />

ed a conoscere meglio la mente tramite<br />

lo stimolo della naturale poesia e<br />

rendersi consapevoli che la vera sicurezza<br />

della persona o di una comunità<br />

si scopre sempre più in una superiore<br />

conoscenza di se stessi.<br />

La Boxe nelle scuole...<br />

Altro che portare il pugilato nelle scuole<br />

quando ai tempi di Papa Giovanni<br />

XXIII si dibatteva appunto di abolire<br />

il pugilato. L’umano principio della<br />

persona è quello di conoscere l’Altro e<br />

non di annientarlo o di giustificare la<br />

boxe come un salutare invito sportivo<br />

che a conti fatti spinge a sopraffare<br />

l’Altro e non a conoscerlo per convivere<br />

insieme fiduciosi. La boxe non è<br />

un’arte come surrettiziamente si vorrebbe<br />

far credere per verticizzare sempre<br />

più l’autoritarismo della piramide<br />

sociale, ma l’antiarte che sfregia la<br />

Bellezza spronando a confondere il<br />

coraggio con la paura. Questo il vero<br />

punto su cui riflettere per rendersi conto<br />

che il coraggio è sempre una conseguenza<br />

diretta della paura, da mai confondere<br />

però con il prode della generosità,<br />

quando ad esempio un bimbo<br />

sta annegando ed uno, al di là del pericolo,<br />

si butta generosamente in acqua<br />

per salvarlo, la benefica azione che per<br />

spirito disinteressato qui definiamo una<br />

“coraggiosa spinta poetica”. Per il resto<br />

- come detto - il coraggio forzato è<br />

sempre una conseguenza della celata<br />

paura e riguarda un circolo vizioso nel<br />

quale più la paura aumenta più il soggetto,<br />

anche mediante i più impensabili<br />

stratagemmi, cerca di vincerla ma che<br />

lui stesso, e senza rendersene conto, alimenta<br />

in continuazione. Una sorgente<br />

di paura, un’ansia, una malattia della<br />

paura, dalla quale si può guarire solo<br />

stabilendo nella persona un sano equilibrio<br />

psicofisico. Lo sport, invece,<br />

maggiora la stabilità della persona, la<br />

sua dinamicità, il suo equilibrio caratteriale<br />

anche nel rapporto con l’ambiente<br />

da non confondere però con la<br />

psicosi della sicurezza di tutt’altre origini<br />

e conseguenze. Del resto, ed a riguardo,<br />

psichiatri e psicologi dedicano<br />

la loro professione. Ed è alla Poesia<br />

della Natura che necessita aprire la conoscenza<br />

e l’insegnamento nelle scuole<br />

e non certo alla boxe che di principio<br />

è uno sfregio alla Bellezza umana,<br />

mosso da una celata tensione di paura.<br />

Pax Christi, una campagna contro i corsi<br />

delle Forze armate negli istituti:<br />

“L’istruzione ripudia la guerra”.<br />

A cui va la solidarietà di <strong>Artecultura</strong><br />

Lo sosteniamo da sempre e le oltre 60<br />

antologie poetiche sulla “Cultura per<br />

la pace” edite da <strong>Artecultura</strong> provano<br />

inconfutabilmente per l’uomo la necessità<br />

di una diversa cultura formativa<br />

dell’attuale. Una cultura che insegni a<br />

deporre le armi ed a conoscere meglio<br />

la mente tramite lo stimolo della naturale<br />

poesia e rendersi consapevoli che<br />

la vera sicurezza della persona o di una<br />

comunità sempre più si avverte in una<br />

superiore conoscenza di se stessi. La<br />

premessa per rendersi consapevoli che<br />

specie nei giorni della globalizzazione<br />

in cui l’economia obbliga a rivedere i<br />

rapporti tra gli Stati che, a quanto pare,<br />

potrebbero avere benissimo superata la<br />

loro medesima geografia storica a favore<br />

delle Nazioni e l’unità dei Popoli.<br />

Come a dire che cercare strategicamente<br />

di favorire la conoscenza militare<br />

a scuola, non ha proprio più alcun<br />

senso oltre a determinarsi un accecante<br />

totale del divenire umano. Pertanto<br />

come ben sostiene Pax Christi nella<br />

sua promozione antimilitarista a cui<br />

esprimiamo tutta la nostra solidarietà<br />

“E’ urgente riaffermare che la scuola<br />

deve educare studentesse e studenti<br />

alla nonviolenza e alla pace”in quanto<br />

il nemico esprime una metafora reazionaria<br />

che frantuma la coscienza<br />

dell’uomo e non l’alimenta. E la storia<br />

purtroppo si evolve, la nuova realtà<br />

a cui l’uomo e la cultura non possono<br />

più sfuggire se ancora desiderano dare<br />

continuità alla storia sociale della nostra<br />

vita. Tra l’altro cercare di deviare<br />

l’opportuna formazione alle nuove<br />

generazioni soprattutto nella scuola, si<br />

presenta più che risaputo d’essere fondamentalmente<br />

contrario al nostro medesimo<br />

dettato costituzionale troppo<br />

oscurato da molti primati di rampante<br />

verticismo che non hanno nulla a che<br />

vedere con quella democrazia nella<br />

quale primeggiano i valori della persona<br />

responsabile e non la supremazia<br />

distruttiva delle armi ed in tutta violazione<br />

dell’articolo 11 della nostra Costituzione<br />

che “l’ Italia ripudia la guerra”<br />

e che la formazione alla pace dei<br />

giovani deve avvenire tramite la concretezza<br />

della conoscenza poetica della<br />

natura e non nelle specializzazioni<br />

militariste.<br />

Alla “Cultura per la pace” che da<br />

una vita pur sostiene <strong>Artecultura</strong> non<br />

servono i fucili ma di pervenire alla conoscenza<br />

dell’Altro tramite quella di<br />

se stessi. Il problema è da risolvere di<br />

coerenza culturale e non per imposizioni<br />

strategiche ovvero affossando la<br />

nostra Costituzione che per principio<br />

di civiltà indiscriminata punta al DI-<br />

SARMO e non al riarmo dei popoli.<br />

Per cui lo specifico culturale delle iniziative<br />

poetiche di <strong>Artecultura</strong> sono<br />

sensibilizzate al Disarmo, ed esprimono<br />

un’avanguardia di coerenza umana<br />

di valori che sono decisamente contro<br />

l’arbitrio della guerra e delle sue armi.<br />

E che nelle scuole si deve discutere e<br />

riflettere sulla fondatezza della Poesia<br />

della Natura che armonizza di autentica<br />

pace i popoli, appunto perché<br />

la poesia unisce dove le armi dividono.<br />

Una poesia della natura che in se<br />

stessa non è una disciplina letteraria<br />

come si possa pensare, ma un’energia<br />

innata presente in ogni spirito umano<br />

che regola la naturale sicurezza della<br />

persona nel rapporto con l’ambiente.<br />

Gli psichiatri e gli psicologi lo sanno<br />

benissimo, ma tirano a campare nella<br />

distorsione del mondo culturale anziché<br />

farsi promotori diretti di una coerente<br />

evoluzione di civiltà senza nemici.<br />

Tuttavia alla Poesia della Natura<br />

che vorremmo sensensibilizzare a Costume<br />

poetico nei nostri rapporti quotidiani,<br />

come alternativa ad ogni bassezza<br />

di violenza che ancora castiga gli<br />

onesti del mondo, è possibile contribuire<br />

in tanti modi. Non è una ricetta,<br />

ma una libertà di essere sempre più se<br />

stessi e vivere di naturale sicurezza<br />

senza più ombra di alcun nemico. Questo<br />

perché la piramide sociale ha fatto<br />

il suo tempo. Non la boxe e il militarismo<br />

nelle scuole, ma l’Arte e la<br />

Poesia della Natura.<br />

Giuseppe Martucci<br />

ARTECULTURA35


Umanità Umanità poetica poetica - Umanità - Umanità poetica<br />

poetica<br />

“La “La poesia poesia comincia comincia dove dove finiscono finiscono le discriminazioni”<br />

le le discriminazioni”<br />

Umanità Umanità poetica poetica è uno è uno spazio spazio aperto aperto alla alla divulgazione divulgazione poetica poetica interessata interessata al dibattito al al dibattito sull'identificazione sull'identificazione<br />

e il ruolo e il il ruolo odierno odierno della della<br />

poesia. poesia. Umanità La franchezza La poetica<br />

La franchezza e è l'obiettività uno e l'obiettività spazio aperto degli degli interventi, alla interventi, divulgazione costituiscono costituiscono poetica per interessata la per redazione la la redazione al della dibattito della Rivista Rivista sull'identificazione la premessa la la premessa per la per e pubblicazione. il la ruolo odierno della<br />

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facilitare facilitare poesia. La franchezza e l'obiettività degli interventi, costituiscono per redazione della Rivista la premessa per la pubblicazione. Per<br />

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si ritiene si facilitare la partecipazione degli Autori interessati si suggerisce negli elaborati brevità e concisione. Per necessità spazio la redazione<br />

si ritiene autorizzata autorizzata a sintetizzare a sintetizzare i testi i testi rispettando rispettando il contenuto. il il contenuto. La pubblicazione La La pubblicazione dei testi dei dei testi poetici poetici ha puro ha ha puro carattere carattere divulgativo, divulgativo, stimolo di di stimolo<br />

culturale. culturale. si ritiene autorizzata a sintetizzare i testi rispettando il contenuto. La pubblicazione dei testi poetici ha puro carattere divulgativo, di stimolo<br />

La proprietà La La proprietà letteraria letteraria dei componimenti dei dei componimenti pubblicati pubblicati rimane rimane pertanto pertanto a tutti a tutti gli effetti gli gli effetti di legge di di legge dei singoli dei dei singoli Autori. Autori.<br />

culturale. La proprietà letteraria Dei componimenti Dei<br />

dei componimenti pubblicati rimane pertanto a tutti gli effetti di legge dei singoli Autori.<br />

componimenti pubblicati pubblicati si tiene si si tiene conto conto soprattutto soprattutto dei contenuti dei contenuti culturali. culturali.<br />

Dei componimenti pubblicati si tiene conto soprattutto dei contenuti culturali.<br />

Apostolos Apostolou<br />

La poesia cerca un nuovo linguaggio figurato<br />

Il rimando dal detto al non-detto costituisce il tratto peculiare della lingua dell’esperienza umana dirà Sprachlichkeit.<br />

Questo rimando rappresenta la virtualità del non ancora detto che resta sullo sfondo del dire. Ma questo non succede con<br />

la poesia?<br />

La poesia è il non-detto della propria identità, un topos itinerante (come non luogo) che significa sia dimora che partenza<br />

verso l’estraneo. Una volontà di ciò che non è, il centro delle grandi assenze, un inizio del non inizio.<br />

Così la poesia rimane un divenire. L’ esilio della lingua. Il fascino del tutto - nulla, provando sia il tutto che il nulla. Così<br />

la poesia diventa l’ombra nello spazio – tempo.<br />

La lingua della poesia proviene dall’altro che funziona come dialogo indefinibile. Ecco un poema di Paul Valéry:<br />

Chanson à part<br />

Que fais-tu ? De tout.<br />

Que vaux-tu ? Ne sais,<br />

Présages, essais,<br />

Puissance et dégoût...<br />

Que vaux-tu ? Ne sais...<br />

Que veux-tu ? Rien, mais tout.<br />

Que sais-tu ? L’ennui.<br />

Que peux-tu ? Songer.<br />

Songer pour changer<br />

Chaque jour en nuit.<br />

Que sais-tu ? Songer<br />

Pour changer d’ennui.<br />

Que veux-tu ? Mon bien.<br />

Que dois-tu ? Savoir,<br />

Prévoir et pouvoir<br />

Qui ne sert de rien.<br />

Que crains-tu ? Vouloir.<br />

Qui es-tu ? Mais rien !<br />

Où vas-tu ? À mort.<br />

Qu’y faire ? Finir,<br />

Ne plus revenir<br />

Au coquin de sort.<br />

Où vas-tu ? Finir.<br />

Que faire ? Le mort<br />

Traduzione in italiano:<br />

Cosa fai? Di tutto<br />

Cosa vali? Non so,<br />

Presagi, prove,<br />

Potenza e disgusto…<br />

Cosa vali? Non so….<br />

Cosa vuoi? Nulla, ma<br />

tutto<br />

Cosa sai? La noia<br />

Cosa puoi? Pensare<br />

Pensare per mutare<br />

36 ARTECULTURA<br />

Ogni giorno in notte<br />

Cosa sai? Pensare<br />

Per mutare la noia<br />

Cosa vuoi? Il mio bene<br />

Cosa devi? Sapere<br />

Prevedere e potere<br />

Che a nulla non serve<br />

Cosa temi? Volere<br />

Chi sei? Ma nulla!<br />

Dove vai? A morte<br />

A farci che? Finire<br />

Non più ritornare<br />

Alla porca sorte<br />

Dove vai? Finire<br />

Far cosa? Il Morto<br />

Altre volte la poesia è come una sfida<br />

estrema che opera come conflitto. E<br />

diventa l’ orizzonte degli orizzonti<br />

lontani che ci procura le sue luci e offre<br />

profezie realizzate. E perché no, diventa<br />

una poesia clandestina, della memoria e<br />

della resistenza. Ecco un poema di<br />

poeta greco Michalis Katsaros.<br />

Il mio testamento.<br />

Resistere<br />

a colui che costruisce una piccola casa e<br />

dice: qui sto bene.<br />

Resistere a colui che rientra a casa e<br />

dice: Dio sia lodato.<br />

Resistere<br />

al tappeto persiano dei condomini<br />

all’ommerto dietro la scrivania<br />

alla societa’ d’ import-export<br />

all’ istruzione di stato<br />

alle tasse<br />

a me stesso che vi parlo.<br />

Resistere<br />

a colui che per ore intere dal podio<br />

saluta le sfilate,<br />

resistere al presidente del tribunale,<br />

alle musiche ai tamburi e alle parate,<br />

a tutti i congressi supremi dove<br />

chiacchierano<br />

bevendo caffe’ i congressisti consiglieri,<br />

a questa signora sterile che distribuisce<br />

santini incenso e mirra<br />

a me stesso che vi parlo.<br />

(Michalis Katsaros poeta greco.)<br />

La forza della poesia è la metafora. Il<br />

linguaggio riporta una conoscenza<br />

relativa cioè non totale, non esatta.<br />

Esiste sempre una distanza cognitiva tra<br />

la comprensione dei significati e la<br />

conoscenza esperienziale dei significati.<br />

Questa distanza diventa ancora più<br />

grande quando i significanti linguistici<br />

trasmettono un senso senza<br />

rappresentare immagini o composizione<br />

d’immagini della realtà sensibile.<br />

Quanto Aristotele ha parlato di metafora<br />

( da meta = oltre e fero = io porto<br />

fatto. Paragone abbreviato, fatto<br />

mentalmente ma non espresso, per<br />

esempio sei una volpe = sei furbo come<br />

una volpe) voleva indicare la<br />

comprensione intuitiva della simbolica<br />

del linguaggio. Nella lingua esiste<br />

sempre il linguaggio figurato. E<br />

l’espressione linguistica passa dal polo<br />

iconico al polo astratto.<br />

La poesia esprime sempre il rifiuto di<br />

esaurire la conoscenza nella sua<br />

formulazione. E questo perché l’uomo è<br />

una natura con accidenti. L’uomo è una<br />

natura con accidenti significa che c’e’


sempre un elemento che fa la differenzia<br />

dell’uomo. La differenza tra la logica<br />

concreta e dell’elemento fuori della<br />

logica concreta prende il significato di<br />

domanda, ovvero connette e soddisfa il<br />

bisogno con qualcun altro, fuori dalla<br />

lingua concreta.<br />

Però oggi viviamo il rifiuto di identificare<br />

la comprensione dei significanti con<br />

conoscenza dei significati. La regia fra<br />

significato e significante non c’e’. Il<br />

significato e il significante sono scomparsi,<br />

ma non a favore di una libertà aleatoria<br />

della parola, bensì a favore di una matrice<br />

chiamata codice. La reduplicazione<br />

dell’identico mette fine alla sua divisione.<br />

Dove era, l’Altro è giunto lo Stesso.<br />

Perché succede questo? Ma perché le<br />

cose, i segni, le azioni vengono liberati<br />

dalla loro idea, dal loro concetto, dalla loro<br />

essenza, dal loro valore, dal loro<br />

riferimento, dalla loro origine, e dal loro<br />

fine, allora entrano in un’ autoriproduzione<br />

all’infinito.<br />

Oggi il significato dell’ alterità diventa<br />

solo comparativo, cioè formale, perché l’<br />

altro e’ definito rispetto ad una data<br />

omotropia. Con altre parole l’ altro<br />

diventa lo stesso. L’alterità oggi è<br />

diventata psicodramma,<br />

sociodrammatica, semiodrammatica,<br />

semiodrammatica, melodrammatica. E la<br />

poesia non ha la comprensione intuitiva<br />

della simbolica del linguaggio. Così<br />

possiamo dire che oggi la poesia cerca<br />

trovare un linguaggio figurato.<br />

Gentilissimo Prof. Apostolou,<br />

Innanzitutto <strong>Artecultura</strong> La ringrazia per<br />

il contributo saggistico sulla poesia che<br />

ha fatto pervenire. Un apporto culturale<br />

che letterariamente, pensiamo, abbia le<br />

migliori fondamenta orientative anche e<br />

soprattutto in riferimento a quella Poesia<br />

della Natura che da tempo contraddistingue<br />

la ricerca della Rivista.<br />

Il confronto ci suggerisce di approfondire<br />

ulteriormente l’indagine odierna sulla<br />

poesia che da un nostro stretto punto di<br />

vista riteniamo sia il vero motore<br />

dell’esistenza. E soprattutto Aristotele,<br />

pensiamo che avesse il merito di aver<br />

intuito l’energia dell’equilibrio anche se<br />

poi non completò nella specificità<br />

conoscitiva i percorsi evolutivi della<br />

naturale conoscenza.Come, a tanta<br />

distanza di secoli, anche Freud, pur<br />

essendo un attento conoscitore della<br />

cultura classica, abbia poi mancato<br />

nell’approfondimento della poesia. Intuire,<br />

cioè una psicopoesia come energia<br />

preventiva di equilibrio nel costante<br />

rapporto con le manifestazioni della<br />

vita.Un modo, di intendere la poesia anche<br />

oltre l’impaginato storiografico della<br />

simbologia letteraria e più in armonia con<br />

i principi innati della poesia della natura.<br />

Con l’occasione rinnoviamo ancora la<br />

nostra riconoscenza al prof. Apostolou.<br />

<strong>Artecultura</strong><br />

VOLANDO ALTO<br />

Stuoli di povertà<br />

branchi d’emarginazione<br />

tratta delle donne,<br />

di bambini e d’ignoranti.<br />

Piazze di malviventi<br />

cresciuti tali<br />

come tale e innestate<br />

dall’arroganza, dalla violenza<br />

e dall’indigenza.<br />

E politici svergognati<br />

su pulpiti assisi<br />

a disseminare l’intolleranza.<br />

Televisori accesi<br />

computer, telefonini<br />

e docenti a professare un credo<br />

senza religione.<br />

Volando alto sul mio pianeta<br />

anche questo vedo<br />

e scelgo di restare a terra<br />

nel mio orticello<br />

potando qualche ramoscello qua,<br />

là seminando,<br />

cogliendo un fiore...<br />

Antonio Giuseppe Malafarina<br />

RIFLESSIONI NEL FANGO<br />

Voglia di vivere che ti perdi nel fango<br />

Fissa nello sguardo di chi ha perso il<br />

/domani<br />

E silenziosamente in via accatasta<br />

Un crepitio a rompere il tombale assoluto<br />

lampeggianti listati a rosso<br />

e capannelli di un uomo impotente<br />

Per ore un sogno immerso nel mare<br />

Con il fluido ospite nelle case<br />

Dopo aver sconfitto l’argine divelto<br />

L’erba ancora china non ha osato rialzarsi<br />

Gli alberi hanno mostrato bandierine<br />

E le siepi ancora trattengono bastoni<br />

/ di sconfitta<br />

Subdolo e silenzioso duello giunto<br />

/ nella notte<br />

Stratega dell’effetto sorpresa<br />

A mettere in ginocchio l’umanità<br />

Eppure a gattoni qualcuno<br />

/ ha rialzato lo sguardo<br />

Ritagliano un immagine di speranza<br />

Illuminando in una preghiera<br />

/ l’aiuto estremo.<br />

Giacomo Belluco<br />

SE SA CHE…<br />

Da quand la vid la cascia foeura i butt<br />

ghe voeur ses mes a madurà i sò frutt<br />

e almen on ann per poeu podè gustà<br />

el vin che in elisir se mudarà.<br />

Se sa che per mangià zucca e melon<br />

ghe voeur spettà la giusta soa stagion,<br />

ghe voeur tutt el sò temp a la covada<br />

per fà nass di poresitt ona niada<br />

Ghe voeuren ben noeuv mes de cristian<br />

per fà vegnì al mond on bell pattan<br />

e per fall cress, ann ghe vorarà<br />

e poeu ona vita intera a madurà.<br />

enrica<br />

SUL MIO FERMACARTE<br />

Fermacarte, a forma di cuore<br />

stai sulla mia scrivania<br />

spesso ti osservo<br />

sei carino!<br />

Le palline colorate<br />

i pezzetti di carta<br />

e i dadi<br />

stanno nel tuo liquido speciale...<br />

Ti ho preso in mano<br />

ti muovo<br />

sembri un acquario di pesci.<br />

Mi servi da stampino:<br />

quando disegno dei cuori<br />

ripasso la tua forma<br />

d’un bel color rosso vivo!<br />

Clarissa Boccabella<br />

ERGASTOLANI<br />

Anche oggi il raggiro della politica<br />

spigola la sua promessa di lavoro<br />

ma colmi di morte gli arsenali<br />

e la dignità discriminata<br />

intristita di povertà<br />

Impossibile sommare il conto finale<br />

i numeri hanno infettato la memoria<br />

a scuola si scazzotta<br />

e s’impara a maneggiare<br />

il fucile per la tua nevrotica<br />

violenza sul candore spirituale<br />

Gli stati ormai sono vere case di pena<br />

per ergastolani - dove se protesti<br />

vieni manganellato a sangue<br />

per la strategia di guerra<br />

quando sopravvivere<br />

serve l’arbitrio<br />

perciò non sperare<br />

per non morire disperato<br />

non sei il caporale dell’altro<br />

è il potere che genera carnefici<br />

solo la poesia sveglia dal torpore<br />

e stimola e libera la Bellezza umana<br />

ai giorni di una più sicura convivenza<br />

Giuseppe Martucci<br />

ARTECULTURA37


Nudo per<br />

l’Estate 2013<br />

38 ARTECULTURA<br />

Particolare della Sala Olimpia nel cuore di Brera a Milano<br />

ARTECULTURA<br />

programma le mostre personali<br />

per l’anno 2014<br />

Spazio espositivo<br />

Sala Olimpia e Sala Azzurra.<br />

Le esposizioni sono anticipate da servizi<br />

critici redazionali di storici dell’arte.<br />

I servizi, a parte la nota distribuzione<br />

cartacea, vengono poi efficacemente<br />

divulgati anche su Internet per la durata di<br />

un anno e scaricabili con libero accesso<br />

in un sito costantemente visitato<br />

Una premessa di sicuro riscontro culturale<br />

e divulgativo per le esposizioni, ricordando<br />

che la presenza su Internet dei servizi<br />

è visitabile 24 h. su 24<br />

in ogni parte del mondo!<br />

Una costante che contraddistingue<br />

l’operato di <strong>Artecultura</strong> nel diffondere<br />

l’arte a richiamo di attualità.<br />

info@artecultura.org - tel. 02-864.64.093<br />

Antonietta Di Seclì<br />

Giovanna Gusmaroli<br />

“Vanngiò”<br />

Maria Menconi<br />

Attilio Milani<br />

Luciano Redenti<br />

Lorenza Rossi<br />

Cesare Scarnò<br />

Laura Tosca<br />

Milano, Sala Olimpia <strong>Artecultura</strong><br />

29 giugno - 20 luglio 2013<br />

E’stato un coerente e significativo<br />

incontro artistico-culturale la Rassegna<br />

NUDO PER L’ESTATE 2013 promossa<br />

dalla rivista <strong>Artecultura</strong>. Un<br />

confronto al quale gli artisti presenti<br />

hanno partecipato con le loro personali<br />

idee, elaborando una visione del tema<br />

del Nudo che va al di là della tradizione<br />

classico-accademica, come anche oltre<br />

quello che è stato presentato dall’arte<br />

del passato. Anche se, naturalmente,<br />

non sono mancati riferimenti più in<br />

sintonia con la classicità figurativa<br />

come per esempio il dipinto di<br />

Antonietta Di Seclì. Invece Vanngiò<br />

esplicita la sua visione del Nudo in<br />

termini più psicologici ed esistenziali<br />

che la pittrice Maria Menconi dispone<br />

nel suo dipinto in una coerente tensione<br />

lirica. Nell’opera di Attilio Milani si<br />

intravede, oltre alla notevole elaborazione<br />

tecnica, una raffinata<br />

simbologia moderna, mentre Luciano<br />

Redenti con la sua personale tecnica<br />

del collage sembra quasi rivisitare il<br />

Nudo in eco matissiano. Da rilevare<br />

Lorenza Rossi con la sua composizione<br />

dal limpido gusto quasi neo-metafisico,<br />

mentre Cesare Scarnò accentua la sua<br />

dimensione onirico-surreale dal caldo


Lorenza Rossi<br />

“L’INTERVENTO DELLA LUCE” 2013<br />

Tecnica mista su tela, cm. 70x80<br />

Antonietta Di Seclì<br />

“AL MARE CON LA MAMMA” - 2013<br />

Olio su cartone telato, cm. 30x40<br />

Giovamma Gusmaroli “Vanngio’”<br />

“LO PENSO ANCH’IO”<br />

Acrilico su carta, cm. 50x70<br />

Cesare Scarnò<br />

“L’ESTATE E’ DONNA”<br />

Acrilico su tela, cm. 50x70<br />

Luciano Redenti<br />

“DEMI-COLLAGE N. 25 (Tedio) 2013<br />

Tecnica mista acrlico collage, cm. 35x50<br />

Attilio Milani<br />

“NUDO: ESTATE 2012” 2012<br />

Acrilico, tempera ed olio su carta da spolvero<br />

cm. 50x70<br />

Laura Tosca<br />

“TUTA MIMETICA”<br />

Acrilico su cartone, cm. 70x100<br />

e coinvolgente cromatismo. Si ispira<br />

invece ad uno stimolo di neofigurazione<br />

il plastico intervento di Laura Tosca.<br />

Da queste brevi considerazioni emerge<br />

ancora la vitalità del Nudo, soprattutto<br />

quando viene inteso in un senso<br />

moderno di realizzazione sia dal punto<br />

di vista compositivo che da quello<br />

cromatico. Fattore questo, di cui gli<br />

artisti erano ben consapevoli, come del<br />

resto le caratteristiche espressive delle<br />

loro opere hanno apertamente ed<br />

intelligentemente evidenziato.<br />

Aoristias<br />

Maria Menconi<br />

“SOGNO D’ESTATE” 2013<br />

Acquarello, cm. 30x45<br />

ARTECULTURA39


L'IMMAGINE QUOTATA<br />

La rubrica riguarda tutti quegli artisti che necessitano di quotazioni, ovvero di aggiornarle. La segnalazione, con il consenso dell’artista comprende, la<br />

menzione dell'artista, residenza, indirizzo, telefono, sito internet ( se posseduto), opera, tecnica, misure, quotazioni. Per la definizione personale delle<br />

quotazioni l'artista sprovvisto deve portare a visionare 5 opere oppure far pervenire alla redazione 5 foto a colore della sua produzione, mentre per gli<br />

aggiornamenti sono sufficienti 3 foto a colore della sua più recente produzione. Le foto non vengono restituite perché divengono materiale dell'archivio di<br />

<strong>Artecultura</strong>. Le quotazioni, redatte a cura di un Perito del Tribunale di Milano, sono fornite all'artista su carta intestata e pubblicate su questa rubrica<br />

in aggiunta di una nota critica redazionale e della pubblicazione sulla base della colonna (cm. 5,4) di una foto delle opere visionate.<br />

L'operazione, in ordine di arrivo, comporta la sottoscrizione di un abbonamento sostenitore ad <strong>Artecultura</strong> di € 200,00 e di €.170 per i già abbonati da versare<br />

sul c.c.postale 84356302 di ARTECULTURA di Giuseppe Martucci o vaglia postale ovvero in sede. Informazioni tel. 02/86464093 - info@artecultura.org<br />

Rita Antonelli<br />

Pittrice di una tavolozza dalla materica incisività<br />

compositiva corale-paesistica, il campo di ricerca<br />

nel quale l’inventiva pittorica simboleggia con<br />

nitida chiarezza strutturale, visiva e tonale la moderna<br />

poetica della congeniale soggettività. Il colore<br />

emoziona a tutto spazio lo stimolo inventivo<br />

della serena ricerca artistico-culturale. Il simbolo,<br />

lo spazio e la natura additano ad un sentito tema<br />

pittorico di tensione moderno-contemporanea.<br />

La pittrice Rita Antonelli opera a 20871 Vimercate<br />

-MB, tel/fax. +39-039.6612688<br />

info@ritaantonelli.com -YouTube Channel<br />

Facebook Profile<br />

Quotazioni:<br />

Tecnica tecnica mista<br />

Cm. 43x34 Euro 1.800,00<br />

Cm. 48x57 Euro 2.200,00<br />

Cm. 70x50 Euro 2.600,00<br />

Cm. 60x60 Euro 2.800,00<br />

Rita Antonelli:<br />

“CUORE INFRANTO” 2012, cm. 60x60<br />

Carlo Maria Giudici<br />

Si è di fronte ad una gestualità di purezza creativa<br />

in cui l’estro facoltoso del pittore struttura il dipinto<br />

in modo dinamico e suadente d’invito fruitivo<br />

soprattutto dovuto alla particolare emozione dell’accesa<br />

poetica che distribuisce il colore così come<br />

la spontaneità del senso lo recepisce con sensibilità<br />

di sorpresa. Un sentito rapporto con la natura<br />

che il pittore intrattiene di merito innato e di formazione<br />

rendono l’immagine dipinta un rispecchio<br />

di un raro fascino lirico. Carlo Maria Giudici opera<br />

a 23900 Lecco, Via Timavo, 11 tel. 0341.241469<br />

- Cell. 347-0609101 -info@carlomariagiudici.it<br />

web: http://carlomariagiudic.it<br />

Quotazioni:<br />

Tecnica olio:<br />

Cm. 18x24 Euro 800,00 - Cm. 30x40 Euro<br />

1.200,00-Cm.40x50 Euro 1.600,00 - Cm. 50x70<br />

Euro 2.200,00 - Cm. 60x70 Euro 2.500,00 - Cm.<br />

100x120 Euro 5.000,00<br />

Tecnica acquarello<br />

Cm. 18x24 Euro 500,00 - Cm. 30x40 Euro 800,00-<br />

Cm. 40x50 Euro 1.200,00 - Cm. 50x70 Euro<br />

1.800,00 - Cm. 60x70 Euro 2.200,00 - Cm.<br />

100x120 Euro 4.000,00<br />

Carlo Maria Giudici:“DELTAPLANI IN GARA”<br />

2012, Olio su tela, cm. 80x60<br />

Nevenka Zvorc<br />

E’ la pittrice che intuisce l’evoluzione di una fertile<br />

congenialità geometrica. E trattasi di una composizione<br />

che rende l’immagine armoniosa di maturità<br />

pittorica che collega d’estro il contemporaneo<br />

al moderno dell’avanzata ricerca artistica.<br />

Evoluzione di una sveltita poetica figurativa che<br />

ha fatto da premessa a tutta la sua crescita di moderna<br />

pittura. Uno stile alimentato dall’innato e<br />

dalla perseveranza in continua ricerca dell’eccellente<br />

intuizione artistica. La pittrice opera in Via<br />

Carlo Pisacane, 2-20016 Pero-MI. Cellulare 346<br />

3941297 - E-mail: nzvor@yahoo.it<br />

Quotazioni<br />

Tecnica: acrilico, tecnica mista, olio<br />

Cm. 30x40 Euro 800,00-Cm. 40x50 Euro<br />

1.500,00 - Cm. 50x60 Euro 2.000,00 - Cm- 50x70<br />

Euro 2.500,00 - Cm. 90x90 Euro 5.000,00<br />

Nevenka Zvorc:<br />

“FIERA D’ARTE” 2011, Acrilico, cm. 35x45<br />

Aggiornate<br />

le vostre quotazioni<br />

per essere<br />

informati<br />

e corrispondere<br />

in modo adeguato<br />

a tutte le domande<br />

di mercato<br />

Informazioni<br />

tel.02/864.64.093 fax<br />

02/860.833<br />

Info@artecultura.org<br />

www.artecultura.org<br />

ARTESCAMBIO<br />

ed altre voci<br />

Le richieste di scambio di vendita,<br />

di acquisto vanno fatte in un<br />

massimo di 25 parole, firmate.<br />

Informazioni: telefonare 02- 86464093<br />

(ore 20 alle 23 tel. 02-8693029)<br />

Giusy Boncinelli “Nudo danzante”,<br />

un dinamico olio su tela di<br />

cm. 50x100 cedesi per trattative o<br />

permutasi con altro valido e noto<br />

artista contemporaneo<br />

Gianfranco Rontani "Donna di<br />

spalle" olio cm. 30x40 pregevole<br />

dipinto del Maestro. Cedesi per<br />

trattativa o permutasi con altro<br />

noto pittore contemporaneo.<br />

Alberto Venditti. Efficace<br />

composizione floreale su fondo<br />

verde, denota uno spontaneo stimolo<br />

poetico, cedesi o permutasi<br />

con altro noto maestro.<br />

Aldo Parmigiani “Ragazza con<br />

sciarpa rossa”, olio su tela, cm.<br />

30x40. Un bel dipinto del<br />

Maestro carico di efficace<br />

attrattiva, cedesi o permutasi<br />

con altro noto pittore.<br />

Michele Roccotelli meraviglioso<br />

dipinto mediterraneo<br />

composto da alberi e mare,<br />

fortemente tonale. Olio su tela<br />

cm. 120x120 cedasi o permutasi<br />

con altro noto maestro.<br />

Giancarlo Cerri un moderno<br />

dipinto molto illuminato di<br />

espansione teorica, cm. 60x60<br />

cedesi o permutasi con altro<br />

interessante maestro.<br />

Giancarlo Amurri ”Composizione”,<br />

cm. 40x50 congeniale<br />

paesaggio marchigiano di calorosa<br />

attrattiva. Disponibile o<br />

permutasi con altro noto artista<br />

Salvatore Fratantonio dipinto<br />

di cielo e terra mediterraneo che<br />

ne caldeggia l’ambiente in tutta<br />

atmosfera di natura, lirico e molto<br />

distensivo con simbologia di fichi<br />

d’india. Disponibile e permutasi<br />

con altro noto Maestro.<br />

40ARTECULTURA


ARTESCAMBIO ED ALTRE OCCASIONI<br />

Perito di tribunale effettua:<br />

autentiche - perizie - quotazioni - stime<br />

La rubrica è strettamente riservata agli abbonati di Artecttlura.Informazioni: tel. 02.86464093 - info@artecultura.org<br />

Pio Semeghini olio su tavola cm 56x43<br />

etichetta quadriennale di Roma 1939 -<br />

-da concordare. Paolo Tel. 337 323934<br />

ore ufficio<br />

Gino Tommasi olio su tela cm 50x70 .<br />

Tel. 33913 63178 -<br />

G.B. De Andreis olio su tela cm 40x50<br />

Tel. 33913 63178 -<br />

Bonacina Luigi cm 50x70 olio su tela<br />

Tel. 33913 63178 -<br />

- G. Cinotti olio su tela 74x54 -<br />

Tel. 337 323934<br />

Giuseppe Motti TM. su Tela cm 60x80<br />

Tel. 33913 63178 -<br />

Cippo Perelli olio su tavola cm 78x47<br />

Tel. 337 323934<br />

Ideo Pantaleoni, Ruderi romani<br />

olio su tela, cm. 50x60<br />

Tel. 33913 63178<br />

Cedesi o permutasi libri d’arte<br />

Giuseppe Mantessi, Rizzoli Ed. MCM<br />

XXXII-Del Bon v.1°,2°,3° Massimo<br />

Carrà 1977- Soffici Ardengo, Raimondi<br />

e Luigi Cavalli, Ed. Vallecchi, 1967 -<br />

Repertorio Pittura Fiorentina del 600,<br />

Gianfranco Campestrini, Fiori, cm.<br />

51x50. Tel. 33913 63178<br />

Opus libri G. Cantelli - La Pittura in<br />

Italia il 500, V.2 , Electra. - Enciclopedia<br />

Universale dell’arte, 16 Vol., Ed.<br />

Sansoni- Dizionario Enciclopedico dei<br />

Pittori e Incisori Italiani XI Vol.<br />

Mondadori, Tel. 33913 63178<br />

G. Jurato, olio su tela, cm. 50x70<br />

tel. 3391363178<br />

ARTECULTURA41


CONCORSI<br />

COERENZA STILISTICA 2013<br />

Rassegna di Pittura, Scultura, Grafica, Ceramica, Fotografia<br />

Nota critica e riproduzione dell’opera selezionata nel servizio su <strong>Artecultura</strong><br />

8-24 Settembre 2013 -Via Ciovasso 19 Milano-Centro, <strong>Artecultura</strong> Sala Azzurra<br />

La Rassegna a finalità divulgativa e di confronto artistico viene<br />

indetta a cura dello storico d’arte Dr. Teodosio Martucci. Si<br />

aderisce con una sola opera di misure minime cm. 30x40 e<br />

massime di cm.60x80 munita di attaccaglia e di fotografia o<br />

materiale equivalente a colore per la riproduzione dell’opera nel<br />

servizio speciale che effettuerà ARTECULTURA sul numero di<br />

ottobre 2013.<br />

L’opera presentata e selezionata verrà riprodotta con la nota<br />

critica nel servizio oltre che corredata di titolo, tecnica ed anno<br />

di realizzazione nome e cognome dell’artista.<br />

La presentazione ufficiale della Rassegna COERENZA<br />

STILISTICA 2013 avverrà in una sala espositiva di <strong>Artecultura</strong>,<br />

Via Ciovasso 19 Milano alle ore 17,00 del sabato 14 Settembre<br />

2013. Il contributo di adesione è di euro 100 e comprende anche<br />

l’abbonamento ad <strong>Artecultura</strong> per i non abbonati, di euro 70 per<br />

gli aderenti già abbonati. Il contributo comprende l’esposizione<br />

nel centro di Milano, nota critica, stampa e il ricevimento di 5<br />

copie della Rivista con il servizio interessato. Speciale: Locandina<br />

degli artisti in esposizione. Il contributo è da versare al<br />

8. PREMIO ARTE LAGUNA:<br />

gli alieni ad art night per l’apertura ufficiale<br />

dell’8. EDIZIONE, Venezia, 11 giugno 2013 -<br />

Il Premio Arte Laguna ha scelto l’Art Night veneziana<br />

– la manifestazione annuale che coinvolge<br />

tutti i soggetti che si occupano di arte e di cultura<br />

in città – per aprire ufficialmente le iscrizioni all’8a<br />

edizione del concorso internazionale.“Prendendo<br />

spunto dal celebre sceneggiato radiofonico di Orson<br />

Welles “La Guerra dei Mondi” che nel 1938 seminò<br />

il panico convincendo il pubblico americano<br />

di una vera e propria invasione extraterrestre, il<br />

Premio Arte Laguna ha fatto atterrare gli alieni a<br />

Venezia, sabato 22 giugno al Telecom Italia Future<br />

Centre, per il lancio del nuovo bando.“Dalle ore<br />

18 l’artista russa Sasha Frolova, finalista dell’ultima<br />

edizione del Premio, ha portato in scena sculture<br />

e personaggi intergalattici con un ricco programma<br />

di performance e show musicali. “Momento<br />

clou della serata, la presentazione del video ufficiale<br />

dell’8° Premio Arte Laguna cui ha fatto seguito<br />

un cocktail.“Le performance sono state intervallate<br />

da letture di brani tratti da romanzi di<br />

fantascienza, interpretati da Mattia Peretti e altri<br />

giovani attori della compagnia teatrale Cantiere Cà<br />

Foscari. E’ stato allestito inoltre un set fotografico<br />

per un incontro ravvicinato con gli alieni. La serata<br />

è stata interamente animata da musica dal vivo.<br />

Molte e di prestigio le novità dell’edizione<br />

2013-14 del Premio Arte Laguna:<br />

PREMI “ARTIST IN RESIDENCE”<br />

Da sempre punto forte del Premio Arte Laguna, le<br />

residenze d’arte quest’anno diventano 6, con l’ingresso<br />

di due nuovi partner. Alla Scuola del Vetro<br />

Abate Zanetti di Murano, al festival sloveno Art<br />

Stays, all’azienda del marmo Miramarmi di<br />

42 ARTECULTURA<br />

CONCORSI<br />

momento della consegna dell’opera a mano o fatto pervenire<br />

tramite ricevuta di versamento sul c/c postale n. 84356302<br />

intestato ARTECULTURA di Giuseppe Martucci, Via Ciovasso<br />

19 Milano. I residenti fuori Milano sono invitati a spedire l’opera<br />

in porto franco e con imballo da riutilizzare nella rispedizione<br />

a domicilio in porto assegnato. La consegna dell’opera va fatta<br />

a partire dal 1 Giugno 2013 dal lunedì al sabato dalle ore 9,00 alle<br />

ore 12,30 e dalle ore 15,00 alle 19,30. La Rassegna è di carattere<br />

artistico culturale pertanto non soggetta a Bolla di accompagnamento<br />

ai sensi dell’Art. 03/D.P.R. del 6/10/1979. Da<br />

riportare sull’involucro.<br />

ARTECULTURA pur assicurando la più scrupolosa cura delle<br />

opere durante l’esposizione, non risponde in caso di ogni<br />

deprecabile danno anche nel tragitto di andata e ritorno.<br />

Assicurazione contro l’incendio.<br />

Informazioni:<br />

ARTECULTURA Via Ciovasso 19 Milano 20121.<br />

tel. 02-864.64.093 - info@artecultura<br />

PITTURA - SCULTURA - CINEMATOGRAFIA - FOTOGRAFIA -MUSICA - VIDEO -<br />

Vicenza e alla residenza a Mumbai, si aggiungono<br />

la storica Fonderia artistica Battaglia di Milano,<br />

nella quale sono state realizzate le opere di alcuni<br />

fra i più grandi artisti internazionali come Arnaldo<br />

Pomodoro e Giuseppe Penone, e la collaborazione<br />

con la città di Norimberga che prevede uno scambio<br />

culturale tra artisti veneti e tedeschi.<br />

Maggiori informazioni e bando di concorso sono<br />

disponibili su www.premioartelaguna.it<br />

ARCHIVIO ARTISTI ARTI VISIVE CON DI-<br />

STINTIVO E CATALOGO GRATUITI.<br />

E’stato istituito ed è in corso di realizzazione<br />

l’Archivio Internazionale degli Artisti di Arte<br />

visiva volto a registrare e catalogare tutti gli<br />

operatori che lo richiederanno. Altra nuova iniziativa<br />

è l’istituzione del DISTINTIVO ONORIFI-<br />

CO che distinguerà l’Artista. La durata di tal archivio<br />

sarà perenne e non richiederà alcun rinnovo. La<br />

quota di partecipazione è “una tantum” limitata ad<br />

Euro 70,00, per agevolare l’adesione a tutti è<br />

dovuta una sola volta all’iscrizione.Verrà pubblicato<br />

gratuitamente, un Catalogo con la biografia,<br />

la bibliografia e quotazioni di ognuno, con aggiornamenti<br />

annuali .L’Archivio eternizza e l’adesione<br />

di tutti gli interessati è doverosa nei riguardi dei<br />

familiari, conoscenti e possessori delle opere prodotte.<br />

Informazioni più dettagliate dr. Mario<br />

Giuffrida, Via Giuffrida 4 - 95128 CATANIA tel.<br />

095-444318<br />

PREMIO FRANCESCO FABBRI PER LE<br />

ARTI CONTEMPORANEE - Parte la seconda<br />

edizione del Premio dedicato all’arte emergente<br />

e alla fotografia contemporanea - Con una<br />

giuria e partnership rinnovate prende avvio la seconda<br />

edizione del Premio Francesco Fabbri con<br />

la pubblicazione del bando.<br />

Il Premio è suddiviso in due sezioni, la prima dedicata<br />

agli autori emergenti che non abbiano superato<br />

i 35 anni d età. Questi potranno partecipare attraverso<br />

ogni forma creativa visuale, dalla pittura<br />

alla scultura, dall’installazione alla fotografia, dalla<br />

video arte alla performance, fino al disegno e alla<br />

grafica, senza limitazioni nel linguaggio.<br />

La seconda edizione è rivolta alla fotografia contemporanea<br />

in continuità con l’azione di Fondazione<br />

Francesco Fabbri, promotrice di F4 / un’idea<br />

di fotografia, festival dedicato alla fotografia moderna<br />

e contemporanea. Vi potranno partecipare autori<br />

da ogni paese del mondo senza limiti di età.<br />

Il bando rimarrà aperto dal 20 maggio al 2 settembre<br />

e gli artisti potranno iscriversi sia via posta<br />

ordinaria sia via web sul sito della Fondazione. Nel<br />

mese di ottobre la giuria si riunirà per decretare i<br />

vincitori assoluti delle sezioni, che riceveranno un<br />

premio acquisto, che quest’anno ammonta a 5.000<br />

euro. La giuria inoltre attribuirà delle menzioni<br />

speciali della critica, per segnalare alcune opere<br />

particolarmente valenti e favorire una visibilità<br />

sulla stampa specialistica del settore. Le due opere<br />

vincitrici entreranno nella collezione di Fondazione<br />

Francesco Fabbri e saranno custodite a Casa<br />

Fabbri, il nuovo centro in cui si svolgono progetti<br />

residenziali e workshop legati alla contemporaneità.<br />

Le opere finaliste saranno esposte a Villa<br />

Brandolini a Pieve di Soligo (Tv) dal 30 novembre<br />

al 22 dicembre 2013 e durante il vernissage<br />

saranno proclamati i vincitori alla presenza<br />

degli operatori, della stampa e del pubblico. Il<br />

premio, curato da Carlo Sala , gode di una<br />

prestigiosa giuria composta da critici e curatori di


CONCORSI<br />

fama , quali Antonio Arévalo, Andrea Bruciati,<br />

Maria Cavallarin, Stefano Coletto, Filippo Maggia,<br />

Luca Panaro, Roberta Valtorta, e Francesco Zanot.<br />

Il Premio Francesco Fabbri per le arti contemporanee<br />

vuole essere uno strumento di indagine sulle<br />

varie sfaccettature della contemporaneità visiva<br />

internazionale e creare un momento di confronto<br />

tra autori di differenti paesi del mondo. Un momento<br />

di visibilità per gli artisti, con l’intento di<br />

creare nuove relazioni con gli operatori, la critica,<br />

la stampa e il dialogo con il pubblico.<br />

Il Premio è promosso da Fondazione Francesco<br />

Fabbri e reso possibile grazie al supporto della<br />

Famiglia Fabbri e alla collaborazione del Comune<br />

di Pieve di Soligo. Ed è patrocinato da FIAG (Federazione<br />

Italiana Associazioni fotografiche), GAI<br />

(Giovani Artisti Italiani), Landscapes Stories, TRA<br />

(Treviso Ricerca Arte) e Enzimi. Il Premio è inoltre<br />

inserito nel palinsesto regionale RetEventi Cultura<br />

Veneto 2013 per la Provincia di Treviso.<br />

Info e bando: www.fondazionefrancescofabbri.it/<br />

piattaforme-culturali/premio-francesco-fabbri<br />

premio@fondazionefrancescofabbri.it - Fondazione<br />

Francesco Fabbri Onlus, Piazza Libertà, 7 -<br />

Solighetto 31053 Pieve di Soligo (Tv).<br />

PREMIO di PITTURA CESARE PAVESE -<br />

XXIV edizione - Il CEPAM (Centro Pavesiano<br />

Museo Casa Natale), in accordo con la Fondazione<br />

Cesare Pavese, la collaborazione della Banca Regionale<br />

Europea - Fondazione Cassa di Risparmio<br />

di Cuneo e comune di Santo Stefano Belbo, indice<br />

la XXIV edizione del Premio di Pittura Cesare<br />

Pavese con il seguente tema:”Luoghi, Personaggi<br />

e Miti Pavesiani”. Possono partecipare al Premio<br />

con una sola opera, artisti italiani e stranieri<br />

di qualunque tendenza e tecnica pittorica. Le<br />

opere, incorniciate e senza vetro dovranno essere<br />

munite di attaccaglia. Ogni partecipante dovrà<br />

versare , a mezzo vaglia postale o c/c postale nr.<br />

10614121, la somma di euro 30. Quale quota<br />

associativa 2013 al CEPAM, Via C. Pavese 20 -<br />

12058 Santo Stefano Belbo (CU), tel.0141844942<br />

cell. 33393 79857. Dove richiedere ogni altra<br />

informazione. Invio delle opere in porto franco. Per<br />

il XVII Premio di SCULTURA valgono i medesimi<br />

riferimenti con invio delle opere con apposito<br />

piedistallo, firmate e munite di etichetta contenente<br />

il nome dell’Artista. Invio entro il 15 settembre<br />

POESIA - LETTERATURA<br />

MASSA CITTA’ FIABESCA di mare e di marmo<br />

Scadenza 31 luglio 2013<br />

Il Premio è aperto a tutti e si articola in cinque Sezioni:<br />

Prima Sezione A) - Poesia a tema libero, edita<br />

o inedita, senza limite al numero dei versi (sono ammesse<br />

massimo DUE Poesie). Tra tutti i Concorrenti<br />

saranno proclamati cinque Vincitori Assoluti.<br />

1º classificato premio di € 600; 2º classificato premio<br />

di € 500; 3º classificato premio di € 400; Pergamena-ricordo<br />

a ognuno e pregiata bottiglia di vino di<br />

Candia. Cena d'Onore e Ospitalità in Hotel nel pernottamento<br />

di sabato 28 Settembre. Assieme alle<br />

cinque copie verrà inserita dentro al plico una busta<br />

chiusa contenente i dati dell'Autore (nome - cognome<br />

- indirizzo - telefono fisso - cellulare - email per<br />

chi ce l'ha - cenni autobiografici. Ripetere il titolo<br />

delle Poesie inviate, dichiarando che le opere sono<br />

di propria creatività). Una Giuria di alto profilo, il<br />

cui verdetto è inappellabile, aprirà le buste con i dati<br />

anagrafici soltanto a graduatoria di merito conclusa.<br />

Previste altre sezioni: B) LIBRO DI POESIE<br />

EDITO; C) UN RACCONTO (max.) cento parole;<br />

D) LIBRO DI NARRATIVA EDITO; E) POESIA<br />

IN DIALETTO. Info www.premiopoesiamassa.it<br />

“Il tempo delle DONNE”<br />

L’Associazione Culturale Culturaglobale di<br />

Cormòns organizza il 1° concorso fotografico internazionale<br />

con telefonino cellulare “Il tempo<br />

delle DONNE” patrocinato dal Comune di<br />

Cormòns e dai Club UNESCO di Gorizia e<br />

Udine. Al concorso possono partecipare tutti, italiani<br />

e stranieri, purché maggiorenni all’atto dell’invio,<br />

con fotografie realizzate con telefonino<br />

cellulare, saranno escluse immagini realizzate con<br />

altri mezzi oppure elaborate con software. Ogni<br />

aderente può realizzare massimo 3 immagini sul<br />

tema. Tel. 339.2650471 - info@culturaglobale.it<br />

CONCORSI<br />

CONCORSO NAZIONALE PREMIO PERINI<br />

In Memoria di Severino Gargano.<br />

Scadenza 15 settembre. Si partecipa con un max di<br />

tre poesie non superiori a 30 versi, da inviare in<br />

sette copie dattiloscritte fotocopiate. La partecipazione<br />

al Concorso è gratuita. Agli autori premiati<br />

verranno consegnati oltre all’assegno in euro, anche<br />

coppe, targhe. Per ulteriori informazioni: Fondazione<br />

Carlo Perini, Via Antonio Aldini 72,<br />

Milano Cell. 333 455 2091 / 380 4259991<br />

Concorso Letterario “Onda d’arte” 2013”<br />

Scadenza adesione 15 luglio e premiazione 1°<br />

settembre. Adesione gratuita per entrambe le sezioni.<br />

Grazie alla disponibilità del comico di Zelig<br />

Daniele Raco, i racconti dovranno ispirarsi<br />

all’incipit creato appositivamente per il nostro<br />

concorso. Una seconda sezione è dedicata ai<br />

volumi editi di racconti,fiabe e favole per bambini<br />

e ragazzi. I vincitori assoluti del concorso riceveranno<br />

un assegno del valore di euro 500,00. Il<br />

bando completo del Concorso e la scheda di partecipazione<br />

sono disponibili sul sito dell’associazione<br />

all’indirizzo: http://www.prolococeriale.it.<br />

PREMIO FAMIGLIA ARTISTICA MI-<br />

LANESE. Iscrizioni aperte fino al 1 ottobre<br />

2013. 140 ANNI D’ARTE A MILANO e in<br />

LOMBARDIA Concorso di PITTURA E POESIA<br />

La partecipazione è aperta a tutti gli artisti, pittori e<br />

poeti, residenti nella regione Lombardia. Premi a<br />

partire da 1000,00 euro per la pittura e 300,00 per<br />

la poesia oltre ad un premio speciale per i giovani<br />

artisti. Informazioni: Famiglia Artistica Milanese c/<br />

o Circolo Culturale i Navigli Via E. De Amicis 17 -<br />

20123 Milano tel. 02-57402031. Bando da scaricare:<br />

http://famigliaartisticamilanese.wordpress.com/<br />

ARTECULTURA<br />

abbonamenti 2013/14<br />

Un mensile semplice con tanta informazione culturale<br />

abbonati e consiglialo ai tuoi amici<br />

Chi ha l’abbonamento scaduto è invitato al rinnovo<br />

Abbonamento normale Euro 30,00<br />

iniziative culturali varie nelle specifiche rubriche<br />

Abbonamento collezionismo Euro 100,00<br />

omaggio grafica di maestri contemporanei disponibili.<br />

Abbonamento sostenitore Euro 500,00<br />

Testo critico, a 2 pagine su <strong>Artecultura</strong>, 6 opere<br />

riprodotte nei servizi espositivi di EXPO-AZZURRA<br />

Abbonamento sostenitore speciale Euro 1.500.00<br />

Mostra personale culturale di un mese, testo critico,<br />

3 pagine di redazionale e riproduzione fino a 6 foto<br />

nel servizio espositivo della Sala Azzurra di <strong>Artecultura</strong><br />

www.artecultura.org - e-mail: info@artecultura.org<br />

POESIA E SAGGISTICA<br />

PER IL DISARMO 2013<br />

Bando completo a pagina 44 della<br />

Rivista. Importante iniziativa con<br />

adesione gratuita. Gli Autori<br />

interessati sono invitati ad aderire<br />

e far aderire a questa originale<br />

rassegna poetico-culturale.<br />

Abbonamenti accumulativi con sconto del 50% Euro 15,00<br />

cadauno da commissionare a partire da un minimo di 10<br />

(dieci) per: Accademie, Associazioni, Circoli, Ditte, Enti,<br />

Gallerie d'Arte, fatti pervenire su carta intestata.<br />

ARTECULTURA: un mensile di attualità artistico-informativa<br />

Abbonati e sostieni il suo sentito impegno culturale<br />

Intestare<br />

ARTECULTURA - c.c. postale n. 843 56 302<br />

Via Ciovasso 19 - 20121 Milano<br />

o servirsi di assegno bancario o vaglia postale.<br />

Informazioni, tel.: 02/864.64.093 - Fax 02/860.833<br />

ARTECULTURA43


1) L'adesione alla XLI: Edizione Poesia e Saggistica per il<br />

Disarmo 2013 è gratuita. L'iniziativa si autogestisce nello<br />

spirito di <strong>Artecultura</strong> orientata a stimolare una serena convivenza<br />

sociale tra le persone.<br />

2) Sono invitati quanti si sentono impegnati nella poetica<br />

ricerca saggistica della Pace, ideale di ogni libera persona<br />

umana. L'iniziativa non assegna premi di classifica e gli Autori<br />

delle liriche o dei saggi formalmente prescelti per l'inserimento<br />

nel volume antologico "Cultura per la pace"- Poesia e<br />

Saggistica 2013, riceveranno il Diploma di solidarietà, ed una<br />

riproduzione artistica della copertina del volume.<br />

3) Alla consultazione dei componimenti è preposta, a solo titolo<br />

di verifica formale, una Commissione composta da membri di<br />

varie attività sociali.<br />

4) La presentazione del volume verrà effettuata a fine novembre<br />

in data e luogo che saranno opportunamente comunicati come<br />

per le passate edizioni.<br />

5) Al ricevimento dell'esito dell'adesione l'Autore aderente<br />

s'impegna a comunicare il numero delle copie del volume che<br />

intende acquistare, al costo economico di Euro 5 al volume.<br />

Alla presentazione di Poesia e Saggistica - "Cultura per la<br />

pace" 2013 tutti gli Autori aderenti sono tenuti ad essere<br />

presenti, o in caso di forzata impossibilità, ad essere rappresentati<br />

da persone di fiducia per il ritiro dei volumi ordinati e il<br />

dovuto per regolamento.<br />

L'assenza immotivata e il non riscontro all'invito di presenza<br />

annullano ogni spettanza a domandarla nel tempo.<br />

44 ARTECULTURA<br />

Poesia e Saggistica<br />

per il Disarmo<br />

Con il patrocinio culturale della Libera Coscienza<br />

XLI Edizione Poesia Pace 2013. Scadenza 30 luglio 2013<br />

A confronto dell’avanzato traguardo culturale, a cui l’iniziativa è pervenuta nello spirito di un<br />

Costume poetico sempre più sentito e partecipato, non è possibile fermarsi, ma solo perseverare per<br />

l’ulteriore traguardo dell’attuazione consapevole. La capacità, cioè, di alternare nella persona la<br />

sicurezza della fiducia e della serena convivenza all’odio delle armi e della guerra.<br />

Poesia: l’adesione all’annuale nuova iniziativa per il disarmo può essere effettuata tramite 1 (uno)<br />

componimento poetico che non superi i 35 versi per essere accettato e pubblicato con qualche riga<br />

di commento da riprodurre a fondo pagina del componimento.<br />

Saggistica: l’invio di una sintesi saggistica (corpo 10 che non superi le 20 righe A-4 per essere<br />

accettata ed inserita esclusivamente in formato DOC ). In modo che il breve saggio sia di stimolo<br />

per successivi incontri promossi dall’Autore per confronti sempre più diretti ed allargati. <strong>Artecultura</strong>,<br />

informata, divulgherà prontamente la notizia per un impegno sempre più decentrato.<br />

Della nuova antologia di Poesia e Saggistica in rapporto alle adesioni pervenute sarà definita la<br />

tiratura ed il ricavato destinato a totale beneficio di Borse di studio per le Scuole aderenti.<br />

6) Poesia, una sola per ogni aderente, va spedita in duplice copia<br />

firmate di autografa, alla Segreteria c/o <strong>Artecultura</strong> - Via<br />

Ciovasso 19 - 20121 Milano o servirsi dell'indirizzo -<br />

info@artecultura.org<br />

Saggisica, 1 (solo per ogni aderente) vanno inviati esclusivamente<br />

per via e-mail all’indirizzo: info@artecultura.org<br />

Per le Scuole si richiede l'invio di componimenti a firma<br />

collettiva in modo da favorire la più ampia presenza scolastica<br />

nel nuovo volume antologico. Simboliche Borse di studio<br />

7) Le Poesie ed i Saggi debbono essere inediti, di personale<br />

ispirazione e composizione ed attinenti al tema Pace-Disarmo<br />

nella più ampia libertà di pensiero. I minorenni sono accettati<br />

solo con la prevista firma di chi esercita su di loro la tutela.<br />

Non sono accettati componimenti dedicati a persone viventi.<br />

8) <strong>Artecultura</strong> si riserva di favorire letture e altri stimoli culturali.<br />

9) In caso di nuove esigenze, il presente regolamento potrà subire<br />

modifiche che migliorino l'attività di Poesia e Saggistica per il<br />

Disarmo - "Cultura per la pace" 2013.<br />

L’adesione è limitata ad una sola sezione per Autore.<br />

10) Gli aderenti accettano il presente regolamento in ogni sua<br />

parte. Poesie e Saggi fatti pervenire per spirito di solidarietà<br />

all'iniziativa non vengono restituiti ed entrano a far parte dell'Archivio<br />

"Cultura per la pace" di ARTECULTURA.<br />

Sede nella quale permane l’Archivio di cui tutti possono<br />

prendere visione consultiva. La proprietà letteraria di tutti gli<br />

elaborati è ad ogni effetto pertinente agli Autori dei medesimi.<br />

INIZIATIVA CORALE PARTECIPA E FAI PARTECIPARE!<br />

Informazioni ulteriori e invio componimenti:<br />

Poesia e Saggistica per il Disarmo -“Cultura per la pace” 2013<br />

c/o <strong>Artecultura</strong> Via Ciovasso 19- 20121 Milano - Tel. 02/864.64.093<br />

http://www.artecultura.org e-mail: info@artecultura.org

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