VERA... Anche Civita Castellana ha la sua - Campo de'fiori

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VERA... Anche Civita Castellana ha la sua - Campo de'fiori

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NADIA

RINALDI

UNA “ROMANA”

VERA...

Anche Civita

Castellana

ha la sua

“CITTADELLA

DELLA SALUTE”

ATTENTI AL ...

FISCO

L’IMU

IN PILLOLE


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2 Campo de’ fiori

SOMMARIO

Editoriale:

Apocalisse................................................3

L’intervista:

Nadia Rinaldi.........................................4-5

Curriculum vitae:

Elisa Alessandro........................................6

Roma che se n’è andata:

Palazzo Doria Pamphilj, uno Scrigno di meraviglie..................................................8-9

Cine Parade:

Maternity blues.......................................11

Suonare Suonare:

Il deserto dei... Tinariwen...................12-13

Anche Civita Castellana ha la sua

“Cittadella della salute”.................14-15

Un bocciolo ed un geode....................17

Ecologia e ambiente:

Crescita o decrescita?.............................18

Il nostro udito.....................................21

La notte dello Spirito..........................22

Un sogno chiamato realtà ..................23

Come eravamo:

Maledetta primavera...............................25

Agostino Paradisi................................26

Attenti al fisco:

L’IMU in pillole........................................27

Verso la beatificazione di Cecilia

Eusepi..............................................28-29

Nel cuore.............................................29

Un garibaldino a Civita Castellana.....30

Angolo Bon Ton:

I bicchieri...............................................35

Unità d’intenti per far conoscere la Via

Francigena...........................................36

La rubrica dei cognomi.......................38

News......................................40-41-42-43

Devozioni Mariane..............................44

Il Fumetto:

Hakaiju..................................................45

I nostri amici.......................................46

Agenda............................................48-49

Una “Fabrica di ricordi”:

Il casaletto di nonno Lisandro.................50

Messaggi..............................................51

L’angolo del poeta...............................52

Oroscopo..............................................53

Album dei ricordi.........54-55-56-57-58-59

Annunci gratuiti..............................60-61

Selezione offerte immobiliari .......62-64

Foto di copertina di

Alessandro Prata

Foto copertina del numero precedente di

Campo de’ fiori di Paolo Mancinelli

I NOSTRI RECAPITI UTILI

SEDE OPERATIVA: PIAZZA DELLA LIBERAZIONE, 2 - CIVITA CASTELLANA (VT)

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SEDE RAPPRESENTATIVA: : VIALE MAZZINI, 140 - ROMA


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Campo de’ fiori 3

Apocalisse?

Scandali in Vaticano, nella politica, nelle banche, nel calcio e, poi, nubifragi, terremoti...

di Sandro Anselmi

E’ passato un altro mese da quando avevo fatto il punto sulla nostra situazione sociale, politica ed economica, ma

poco è cambiato, se non in peggio, se mai. Avevo estrapolato dal mare magnum delle “incredibili gesta” dei nostri

governanti e super manager, i misfatti più eclatanti e significativi, per farne nostro memento e per far fare loro

pubblica ammenda. Avevo incitato i giovani a risvegliarsi dal torpore complice e reo di questo immobilismo, ma,

come detto, per chi avrebbe dovuto già da tempo cambiare le cose, tutto è rimasto sostanzialmente uguale!

Quanti buoni propositi disattesi e traditi: l’abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti, la diminuzione dei parlamentari,

l’abolizione delle Provincie, il ridimensionamento degli stipendi e delle pensioni d’oro, l’annullamento dei benefit

per i politici e per i loro famigliari, la restituzione del maltolto da chi ha rubato e sperperato i soldi pubblici…e dall’altro

lato, silenzio! Non sono certo i gesti disperati delle tante vittime sacrificali a scuotere le coscienze ed a cambiare le cose.

E’ proprio come se il popolo fosse ormai decaduto dal pretendere i propri diritti, e la società , sempre più in decadenza, fosse priva

di ogni decalogo che la regoli. Come se il tanto decantato processo innovativo invocato, necessario e taumaturgico nelle intenzioni,

fosse decantato ed avesse perso ogni intenzione, ogni forza. Fuliggine, sporca e corrosiva, ecco ciò che rimane di un fuoco ormai

spento, o forse mai acceso? Fulgida gloria fuggita, o mai esistita? Sogni e fatti: distonia e distimia costanti. Una strada tutte curve,

buche ed accidenti da far fatica a percorrere, ma è quella! E non si può mai tornare indietro! Sforziamoci, allora, ancora un po’ (per

quel che possiamo) per renderla meno erta e più agevole, poca, ormai, per noi e molta per i nostri figli. Pretendiamo però che lo sforzo

sia comune e che non esistano più due patrie: quella di chi comanda e quella di chi ubbidisce, quella di chi ha troppo e quella di chi

non ha più nulla.

Basta con questi faraoni miopi, convinti solo di un’impunità dogmatica ed inattaccabile. Ricordiamo loro ancora i propri peccati, perchè

non guardino più soltanto la bisaccia degli altri (Esopo)!

Continua l’elenco delle “incredibili gesta”:

GIOVANNI MONTI

figlio del Premier Mario, è

vice-presidente alla Morgan

Stanley, la banca che ha già

ricevuto due miliardi e

mezzo di titoli derivati del

Tesoro italiano nel sileznio

generale!

ANTONIO MASTROPASQUA

Presidente dell’INPS

(Istituto Nazionale per la

Previdenza Sociale)

riceve un compenso di

1.200.000

l’anno

GIANCARLO CIMOLI

è stato per sette anni

Amministratore Delegato di

Ferrovie dell Stato e del

Gruppo Alitalia,

rasentando il fallimento!

Tra compensi e liquidazioni,

percepisce

5.2 milioni di all’anno

BARAK OBAMA

Presidente degli Stati Uniti

d’America per sei anni,

percepisce un compenso di

300 mila l’anno

Il QUIRINALE

con il suoi

228 milioni di

all’anno

costa il doppio dell’Eliseo e

sei volte la Corona

d’Inghilterra

ITALIA

Popolazione: 60.000.000

Senatori: 315 - Deputati: 630

CESARE GERONZI

costretto a lasciare il Gruppo

Generali, dopo neanche un anno

da presidente (347 giorni per l’esattezza),

ha ricevuto una

liquidazione di 16,6 milioni di ,

equivalente a 48 mila di buona

uscita per ogni giorno “lavorato”.

STATI UNITI

Popolazione: 300.000.000

Senatori: 100 - Deputati: 435


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4

Campo de’ fiori

NADIA RINALDI

UNA “ROMANA” VERA...

In scena al Teatro Tirsi e di nuovo al cinema con Roman

ed il suo cucciolo per la regia di Alessandro Gassman.

Teatro Tirso a Roma, una tiepida

serata primaverile ed un titolo che

ci ha spinto in questo teatro:

“Romane”, interpretato da Nadia

Rinaldi, attrice romana trapiantata a

Pescara ma rappresentante a tutto tondo

della città eterna. La ricordiamo ne “Il

fantasma dell’Opera“ (Dario Argento),

“Miracolo Italiano“ (Enrico Oldoini),

“S.P.Q.R. 2000 e 1/2 anni fa“ (Carlo

Vanzina), “Una Milanese a Roma“ (con

Nino Manfredi e Anna Longhi).


In questo spettacolo presti

il tuo corpo e la tua voce

alle diverse personalità

delle donne che racconti: il

primo amore, la maternità ,

la gioia, il dolore e l’affetto

per Roma e soprattutto, tra

le altre, interpreti tre

donne romane famosissime.

“Più che interpretarle, ho voluto

immortalarle ed alla fine è

un tributo che faccio a queste

romane che sono poi l’immagine della

nostra capitale. Tra gli autori ci sono

anch’io e questo spettacolo, devo dire, è

un modo per raccontare la femminilità

romana. Credo che raccontare di Gabriella

Ferri, di Anna Magnani e di Monica Vitti è

stata un’esperienza unica; in questo spettacolo

c’è tanta Roma dentro, e non solo,

Ho voluto parlare di

Roma attraverso le

sue donne. Credo

che raccontare di

Gabriella Ferri,

di Anna Magnani

e di Monica Vitti è

stata un’esperienza

unica.

perché loro sono personaggi

che hanno grande

fama internazionale.“

Perché hai voluto fortemente

questo spettacolo?

“Volevo vivere l’ esperienza

di raccontare Roma

attraverso le sue donne

ed allo stesso tempo

anche Nadia attraverso la

sua romanità , ricordando,

in questo modo, la tradizione

romanesca”.

Hai iniziato a lavorare con Gigi

Proietti e nel 1991 la tua prima esperienza

al cinema come protagonista

in “Faccione“, il film di Christian De

Sica, per poi tornare a fare teatro...

“Il cinema è stato per me una grande fortuna,

un treno che ho preso e non ho mai


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Campo de’ fiori

5

grandi dritte, ma ti

insegna soprattutto l’amore

ed il rispetto per

questo mestiere, cosa

che purtroppo oggi

non tutti hanno!“

Ma da qualche anno

tu stai facendo

anche uno dei

mestieri più belli e più duri al mondo,

la mamma.

“Si, devo ammettere che il mestiere di

mamma è il più difficile che mi sia capitaabbandonato,

ma possiamo dire che io

nasco professionalmente con Proietti. Dal

1988 al 1990 ne ho frequentato la scuola

e poi subito “Liola” da lui diretto e “Il desiderio

preso per la coda” (1990).

Quest’anno finalmente ritorno al cinema

dopo tanti anni di assenza, con “Roman ed

il suo cucciolo”, il primo film che vede la

regia di Alessandro Gassman e che andrà

in concorso al Festival di Roma. Lavorare

con Gigi è qualcosa di importante... io non

dirò mai che ti insegna solo a muoverti

sul palcoscenico, anche se ti da delle


Ho due figli Riccardo

che ha 12 anni e

Francesca Romana

che ne ha 4.

Quando ho deciso di

dedicarmi ai miei

bambini ho messo un

po’ da parte

il mestiere perché

altrimenti li avrei

dovuti trascurare.


to. Ho deciso di diventare mamma ogni

volta che l’ho voluto; ho due figli Riccardo

che ha 12 anni e Francesca Romana che

ne ha 4, e devo dire che quando ho deciso

di dedicarmi ai miei bambini ho messo

un po’ da parte il mestiere perché altrimenti

li avrei dovuti trascurare

ed io non sono abituata alle

tate... i bimbi piccoli te li godi

una volta sola, e per questo sono

voluta essere protagonista di

ogni loro attimo indimenticabile

ed irripetibile!“

Incontrare Nadia Rinaldi è stata

una bella esperienza che ci ha

mostrato un personaggio dalla

grande umanità ed umiltà che

vive il teatro come forma di vita.

Lo spettacolo ci ha mostrato

un’attrice-cantante passionale

che vive ogni attimo ed ogni

nota, trasmettendo la sua passione al pubblico

in sala.

Sandro Alessi

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Campo de’ fiori

Curriculum vitae

ELISA ALESSANDRO

In una delle nostre scorribande teatrali,

al Teatro Vascello di Roma,

abbiamo appena terminato di vedere

uno spettacolo straordinario scritto e

diretto da Marco Calvani, che trasferisce

il mito omerico di Penelope nella

Cecenia di oggi: “Penelope in Groznyj“.

Incontriamo una giovane attrice, Elisa

Alessandro, che intervistammo già

molto tempo fa in occasione di due spettacoli,

“Donne di una certa classe“

(2001, di Lidia Vitale) e

“Teloleggonegliocchi” (2003, di A.

Alemanno), dove ci colpì molto per le sue

interpretazioni. Nel pieno della sua maturità

artistica, Elisa è membro a vita del

Duse Studio di Roma, Centro

Internazionale di Cinema e Teatro diretto

da Francesca De Sapio e nel 2005 ha fondato

insieme a Marco Calvani, Michael

Schermi e Ketty Di Porto l’Associazione

Culturale Mixò, che riunisce giovani

autori, attori e registi.

Ma quando cominciò tutto?

“Sin da piccola ricordo di aver obbligato la

mia famiglia ad assistere ai miei... spettacoli,

avrò avuto 5 anni! Poi a 15 anni mi

sono iscritta ad un corso di teatro al liceo

che frequentavo. La prima volta che sono

andata in scena avevo 16 anni e la febbre

a 39°… E questa “febbre” non mi è mai

passata. Ho continuato a studiare e a 19

anni ho incontrato quella che poi è diventata

la mia insegnante ed a cui devo veramente

tanto: Francesca De Sapio. Il

“Duse Studio” è stato, ed è , per me una

palestra dove potermi allenare e preparare

per un “incontro”. Il teatro è una

necessità per me. E’ il canale attraverso il

quale riesco ad esprimermi. Non voglio

usare frasi retoriche, ma è davvero il

senso della mia vita!“

“Anime Salve“ (1999, regia di C.

Boccacini),“ Guantanamo“ (2005,

Festival di Todi), “The Woman“ (2008, di

Carlotta Corradi), “Il segreto del suo

infinito“ (2011, di Thomas Otto Zinzi) tra

le numerose interpretazioni teatrali;

“Sandra Krsitoff“ (2003, regia di Vito

Vinci), “Il Padre di Giovanna“ (2007,

regia di Pupi Avati), “Penso che un

sogno così “ (2010, regia di Marco De

Luca) per il cinema e “La famiglia

Tuttobene“ (1998, Rai 2), “Caterina e

Inviate il vostro Curriculum vitae! Verrà pubblicato sulle pagine

della nostra rivista per dar ancor più lustro al vostro lavoro di attore,

attrice, cantante, suobrette. L’indirizzo è info@campodefiori.biz

le sue figlie“ (2004, Canale 5) per la tv.

Si cimenta dal 2008 anche come autrice:

scrive ed interpreta “Sarà Estate” -

dedicato a Jean Seberg. Nel 2006 è Erika

nel fortunato “Le Mani Forti“ di Marco

Calvani, per la regia di Vito Vinci, spettacolo

prodotto da Mixò e dal Teatro

Metastasio Stabile della Toscana, liberamente

ispirato alla tragedia di Novi

Ligure, e grazie al quale si guadagna l’attenzione

della critica: “Straordinaria giovane

attrice” (La Repubblica),

“Interpretazione enorme” (La Stampa),

“Bravissima e coraggiosa” (Corriere della

Sera).

Qualche anno fa ti sei trasferita a

Parigi, come mai?

“Erano veramente anni che mi ronzava in

testa l’idea di partire. Un giorno mi sono

svegliata e mi sono detta che la vita è

una, non c’è tempo da perdere e niente

da perdere. Continuo a lavorare in Italia,

e nel mentre sto instaurando dei contatti

qui, dove tra l’altro, nonostante la crisi, si

producono molte più cose, sia nell’ambito

teatrale che cinematografico. Ho doppiato

di recente a Parigi un film americano

“StreetDance2”, dove interpretavo una

ballerina hip hop italo-francese, dopo solo

qualche mese che mi ero trasferita; a

Roma riuscire ad entrare nel mondo del

doppiaggio è , diciamo, non proprio una

questione di bravura.”

E per il futuro in Italia?

“A fine giugno sarò protagonista di

“Incantevole”, una pièce di Neil Labute,

con Urbano Barberini, sempre per la regia

di Marco Calvani, al Festival di Spoleto.”


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Campo de’ fiori

Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi

Palazzo Doria Pamphilj, uno Scrigno di meraviglie

di Riccardo

Consoli

Palazzo Doria

Pamphilj è il risultato

di un grande

complesso architettonico,

che si estende tra

via del Corso, piazza del

Collegio Romano e via

del Plebiscito; le sue

origini risalgono alla

metà del quattrocento,

quando, per volere del cardinale Nicola

Acciapacci, arcivescovo di Capua, fu realizzato

un primo nucleo costruito lungo via

Lata che, essendo rimasto incompiuto alla

data della sua morte, venne completato

dal cardinale Dionigi Szeck, arcivescovo di

Esztergom.

Correva l’anno 1489 quando il viterbese

Giovanni Fazio Santoro, canonico di Santa

Maria in via Lata (che in seguito sarebbe

diventato cardinale di Santa Sabina), allo

scopo di ampliarlo, acquistò un terreno e

alcune vecchie costruzioni adiacenti.

A un certo punto, però , lo stesso cardinale

Santoro subì un grande dolore che lo

avrebbe condotto alla morte fu, infatti,

costretto a cedere il palazzo a Papa Giulio

II, Giuliano della Rovere, 1503 - 1513 che,

affascinato dalla bellezza dell’edificio, stabilì

che quel palazzo era più degno di un

duca, piuttosto che di un cardinale, per

cui, entratone in possesso, lo donò a suo

nipote Francesco Maria I della Rovere, per

l’appunto un duca.

Per parte loro i della Rovere, una volta

divenuti proprietari del palazzo, decisero di

ampliarlo ulteriormente comperando altre

case vicine; nel 1601

l’edificio, che aveva

ormai assunto le

dimensioni e l’aspetto

di una reggia, fu

acquistato dal cardinale

Pietro Aldobrandini

che, nel

1640, lo ampliò a

sua volta con la

costruzione di due

nuove ali realizzate ai

lati del cortile maggiore.

Olimpia Aldobrandini

(1623 - 1681)

Nel 1647 Olimpia Aldobrandini, figlia di

Giorgio principe di Maldola, Sarsina e

Rossano sposa, in seconde nozze (era già

stata la moglie del principe Paolo

Borghese, morto nel 1646), Camillo

Pamphilj, nipote di Papa Innocenzo X,

Giovanni Battista Pamphilj, 1644 - 1655,

figlio di Pamphilo Pamphilj e Olimpia

Maidalchini, la “Pimpaccia” di Roma, come

la definì il Belli, di cui ci siamo occupati in

altra occasione.

Questo matrimonio fu celebrato

soprattutto per volere di Camillo

che, sfidando la potente madre,

rinunciò alla carica di cardinale

conferitagli dallo zio Papa, per

sposare la vedova Borghese.

Con questa unione donna

Olimpia Aldobrandini recò in

dote il palazzo, allora noto come

“Palazzo Aldobrandini” dove i

Pamphilj si trasferirono, non

appena Innocenzo X fece dono

della lussuosa residenza della

famiglia in piazza Navona alla

cognata Olimpia Maidalchini e,

come da consuetudine, i nuovi


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Campo de’ fiori

9

inquilini diedero corso a ulteriori lavori di

ampliamento fra cui: le facciate ad angolo

con piazza del Collegio Romano e lo scenografico

vestibolo.

A questo punto il palazzo era diventato più

grande di alcuni palazzi reali europei e il

più importante della città essendo superato,

in grandezza, soltanto da quelli che

ospitavano Istituzioni Pubbliche o

Ambasciate.

Nel 1671, Anna Pamphilj, figlia di Camillo

e Olimpia, sposa Giovanni Battista Doria

Landi, un aristocratico genovese ed è proprio

a seguito di questa unione che i nomi

delle famiglie vengono unificati.

Fra gli innumerevoli lavori di ampliamento

realizzati nel corso dei secoli, ricordiamo

quelli promossi dal principe Camillo Doria

Pamphilj Landi, figlio di Giovanni Battista e

Anna, relativi al completamento della facciata

su via del Corso e quelli relativi a un

grande salone da ballo, ottenuto dalla trasformazione

del cortile su via del Corso,

per ospitare una festa in onore di Leopoldo

I Granduca di Toscana, figlio

dell’Imperatore Francesco Stefano di

Lorena e di Maria Teresa d’Asburgo e,

ancora, i soffitti delle stanze di rappresentanza

interamente affrescati in stile barocco.

Il palazzo, oggi, è ancora proprietà della

famiglia ed è suddiviso in diversi nuclei

con differenti destinazioni, tra questi: la

“Pinacoteca”, che conserva al suo interno

grandi capolavori come il “Ritratto di

Innocenzo X” dipinto da Diego Velazquez

nel 1649 per commemorare l’Anno Santo

del 1650, che fu commissionato dalla

cognata, donna

O l i m p i a

Maidalchini, sua

stretta confidente

e consigliera

e, secondo alcuni,

anche sua

amante.

Diego Velázquez

(1599 - 1660)

“Ritratto di

Innocenzo X”

Come abbiamo visto la Saga dei Doria -

Pamphili discende da alleanze multiple tra

famiglie aristocratiche di ogni parte

d’Italia, tra i membri più illustri: l’ammiraglio

Andrea Doria e Papa Innocenzo X.

I Pamphilj si stabiliscono a Roma verso la

fine del XIV secolo dove, al servizio di vari

Pontefici, arrivano ben presto a far parte

della nobiltà cittadina; ma è il cardinale

Giovanni Battista che, divenuto Papa con il

nome di Innocenzo X, determina la definitiva

fortuna della Casata. E’, infatti, durante

il suo Pontificato che i Pamphilj diventano

una delle famiglie più ricche e potenti

di Roma.

Il fratello Pamphilio con la moglie Olimpia

Maidalchini, trasformano le case di Piazza

Navona in uno stupendo palazzo; il figlio

Camillo che, come detto, rinuncia alla porpora

cardinalizia per sposare Olimpia

Aldobrandini, ottiene in dote il palazzo in

via Lata che diventa la residenza della

famiglia, in alternativa al palazzo avito,

fino all’anno 1760, quando si estingue il

ramo primogenito della famiglia Pamphilj;

da questo momento titolo e possedimenti

passano a Giovanni Andrea Doria Landi,

discendente del grande ammiraglio genovese

e nipote di Anna Pamphilj, una delle

nipoti di Papa Innocenzo X.

Alla morte di Camillo Pamphilj i figli di questi:

cardinale Benedetto, principe Giovanni

Battista e principessa Anna, moglie di

Giovanni Andrea Doria Landi, si dedicarono

alla cura delle decorazioni delle sale

con direzione affidata, in un secondo

momento, a Carlo Fontana.

Fu in questo periodo che il palazzo costituì

un punto d’incontro culturale; il cardinale

Benedetto riunì letterati, pittori e

musicisti, che era questo uno splendido

salotto che gareggiava con quello della

Regina Cristina di Svezia; egli nei ricevimenti

offriva banchetti sontuosi e fu anche

un grande mecenate.

Una speciale menzione merita la “Galleria”

che ospita una prestigiosa raccolta d’arte e

che, arricchita con le decorazioni di Pietro

da Cortona, rende il palazzo un autentico

gioiello del barocco; questa nasce quando

Innocenzo X vincola le pitture e gli arredi

di Palazzo Pamphilj a Piazza Navona con la

c.d. “Restituzione ereditaria” investendo,

in tal modo, il nipote Camillo della primogenitura.

In questo periodo Velazquez aveva già

eseguito il ritratto del Pontefice, ma ancora

prima, la collezione si era già arricchita

con il matrimonio fra Camillo Pamphilj e

Olimpia Aldobrandini questa, infatti, aveva

apportato importanti opere di Raffaello,

Tiziano e del Parmigianino.

Camillo possedeva già quattro opere di

Caravaggio, una delle quali, dal titolo “La

buona ventura”, fu regalata a Luigi XIV ed

è attualmente custodita al Louvre; in

seguito, lo stesso Camillo acquistò molti

quadri di Claude Lorrain oltre ad alcune

opere già appartenute alle collezioni

Bonello e Savelli.

A un certo punto tutte queste opere avevano

bisogno di una collocazione del tutto

adeguata. Quale miglior posto se non il

palazzo di Via del Corso?

Già alla fine del seicento si faceva riferimento

alla c.d. “Stanza dei quadri” alla

quale furono presto aggiunte la “Stanza

degli animali” e la “Stanza dei Paesi”.

Oggi, la raccolta di pitture, arredi e statue

comprendono lavori di Tiziano, Raffaello

Sanzio, Correggio, Caravaggio, Guercino,

Gian Lorenzo Bernini, Parmigianino,

Gaspard Dughet, Pieter Bruegel “il

Vecchio”, Diego Velázquez, Annibale

Carracci, Guido Reni, Claude Lorraine e

molti altri.

Michelangelo Merisi da Caravaggio

(1571 - 1610)

“Riposo durante la fuga in Egitto”


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Campo de’ fiori 11

Maternity blues

Clara, Eloisa, Rina e Vincenza sono detenute

nell’unico ospedale psichiatrico giudiziario italiano

specializzato in madri infanticide. Pur

essendosi tutte macchiate dello stesso delitto,

sono molto diverse tra loro. Accomunate, però,

dal senso di colpa per un delitto che ha schiantato

le rispettive esistenze …

a cura di

Catello Masullo

IN CONCORSO ALLA 68. MOSTRA INTER-

NAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA

DI VENEZIA (2011) NELLA SEZIONE ‘CON-

TROCAMPO ITALIANO’. FABRIZIO CATTANI

HA RICEVUTO LA MENZIONE SPECIALE DEL PREMIO LINA

MANGIACAPRE.

Tratto dall’Opera letteraria “From Medea” di Grazia Verasani (Ed.

Sironi) Scritto e diretto da Fabrizio Cattani. Ripropone ancora una

volta Andrea Osvart come protagonista (ed ancora Pascal Zullino)

come nel suo precedente, intrigante, “Il Rabdomante”. E questa

volta coglie nel segno. Grazie anche alla enorme crescita nella abilità

attoriale della Osvart, che non aveva convinto nel film precedente.

Questo “Maternity Blues” è un film coraggioso, che affronta

un tema di estrema delicatezza. Un vero tabù culturale. Si esce

dalla ipocrisia sull’argomento, riconoscendo il fatto che le fantasie

omicide sono provate da tutte le madri. Un film riuscito. Con molti,

significativi, primi piani su occhi dolorosi e disperati. Bella e virtuosistica

la carrellata che passa circolarmente su tutte le storie del film.

Momenti di grande intensità. Come la canzone scritta da Eloisa per

il figlio che ha ucciso. Veramente struggente. Confezione convincente.

Interpretazioni sofferte e credibili. Da non perdere.

Curiosità : allo stesso Festival di Venezia, negli stessi giorni, veniva

proposto uno dei film più intensi di Cristina Comencini, “Quando la

Notte”, che affronta con analogo coraggio e sensibilità, lo stesso

argomento.

TITOLO : MATERNITY BLUES

REGIA : Fabrizio Cattani

INTERPRETI PRINCIPALI :

Andrea Osvárt ... Clara

Monica Barladeanu ... Eloisa

Chiara Martegiani ... Rina

Daniele Pecci ... Luigi

Marina Pennafina ... Vincenza

Elodie Treccani ... Giulia

Pascal Zullino

ORIGINE : ITALIA

DISTRIBUZIONE : FANDANGO

DURATA: 95’

SOGGETTO : DRAMMATICO

VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi) 7.5/8

Legenda:

CAPOLAVORO **** quattro stelle - equivalente in decimi: 10

DA NON PERDERE *** tre stelle - equivalente in decimi: 8

DISCRETO ** due stelle - equivalente in decimi: 6

DA EVITARE * una stella - equivalente in decimi: meno di 6

FRASI DAL CINEMA

“Tu credi in Dio?

No!

Peccato, farai il doppio della fatica!”. (Marina Pennafina e Andrea Osvárt).

“il ruolo di madre non mi si addiceva. Per il mondo siamo pazze. Mai nessuno che pensa

che è da pazzi mettere al mondo qualcuno!”. (Monica Barladeanu ad Andrea Osvárt).

“Stavamo parlando di Ray Charles e la moglie. ma voi l’avete mai vista?

No.

Nemmeno lui!”. (Monica Barladeanu e le altre).

“Credo che Dio abbia un grande problema: non è riuscito a separare il bene dal male! Ed è per farci partecipi di questo suo problema

che ci mette in queste sofferenze… Tu, Luigi, devi accettare che c’è del male dentro di noi, però possiamo cambiare, anche se

siamo tanto fragili!”. (L’amico sacerdote e Daniele Pecci).

“Come dicono gli inglesi : garbage in, garbage out!”. (Lo Chef Maurizio)

“Faccio progressi, potrei uscire di qui prima di diventare rugosa, o con le tette mosce. O pessimiste, come dice Vincenza, cioè che

guardano in giù!”. (Chiara Martegiani legge ad Andrea Osvart una lettera ad un amico di penna).

“Tu credi in Dio, io no. L’unico giudice che ho è nella mia testa. E, ti giuro, basta!”. (Andrea Osvárt a Marina Pennafina).

“Mi sorprendo ancora di quanto possa essere coraggioso ed ostinato il cuore di una donna!”. (Voce fuori campo di Andrea Osvart,

ad esergo finale)


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12

Campo de’ fiori

di Carlo Cattani

Il deserto dei…TINARIWEN

Roma 17 aprile 2012 – dal vivo all’Auditorium Parco Della Musica –Sala Sinopoli

Tutte le strade portano a Roma e,

così , martedi 17 aprile la carovana

Tuareg dei Tinariwen , Africani dal

Mali, è entrata nella Capitale stabilendo

il suo “accampamento per una notte” sul

palco della Sala Sinopoli dell’Auditorium

Parco della Musica . Pur avendo accantonati

cammelli e tende per dei più pratici

spostamenti con “cavalli motore” di aerei

e pullman, stabilito residenze in più

comodi alberghi, la genuinità della proposta

musicale della band “from Sahara” è

rimasta intatta nel corso degli anni .

L’origine del gruppo ,il cui nome indica in

lingua Tuareg i “luoghi vuoti” spazi di

solitudine dove sole, vento e deserto

“creano” effetti tali da suggestionare e

spaventare gli uomini, che attribuiscono

il tutto all’azione di demoni, è da far risalire

alla fine degli anni ‘70 dello scorso

secolo ad opera di Ibrahim Ag Alhabib,

leader indiscusso del gruppo. Finora

hanno pubblicato, a partire dal 2002,cinque

album e “Tassili” è il loro più recente

cd,uscito alla fine di agosto dello scorso

anno, insignito del “Grammy music

award” quale miglior opera di “world

music” del 2011. Non era la prima volta

che giungevano in Italia e a Roma : singoli

concerti e la partecipazione ad alcuni

festivals in varie parti del nostro Paese

hanno già costituito occasioni per conoscere

ed apprezzare il loro prezioso “carico”

musicale. Dunque, un ritorno il concerto

tenuto all’Auditorium, luogo che li

aveva già proposti nel luglio 2010, con

successo, nello spazio all’aperto della

Cavea. Sono tornati, nell’ambito di un

ampio e lungo tour che li vede itineranti

per gli Stati Uniti e l’Europa e, che ha toccato

l’Italia per 4 date (Torino, Milano,

Ravenna e Roma…ma saranno nuovamente

in Italia, l’8 luglio a Bologna: da

non perdere!). Sebbene in formazione

rimaneggiata per la defezione del loro

carovaniere “in chief”, Ibrahim Ag Alhabib,

trattenuto per imprecisati motivi (forse

politici?) in Mali, hanno saputo, comunque,rappresentare

un affascinante e trascinante

concerto, partecipato dalla platea

ben oltre i classici applausi, coinvolgendo


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Campo de’ fiori 13

in danze sotto il palco buona parte del

pubblico intervenuto! Sono circa le 21.15

quando scende il buio nella sala che continua

ad accogliere i ritardatari; le sagome

dei componenti della band si intravedono

intente a disporsi sulla scena e,

all’accensione delle luci di palco, il primo

stupore: i musicisti, inizialmente in 4,

sono vestiti in perfetta “mise” Tuareg. Alla

sinistra del palco, completamente avvolto

da una toga bianca con il capo nascosto

dal tagelmust, il tipico copricapo di cotone

dei nomadi del deserto, con gli occhi che

appena si intravedono dalla fessura tra il

turbante e la sciarpa posta a protezione

della bocca, il percussionista è seduto e

già intento a impartire, sul tamburo fermo

tra le sue ginocchia, quel ritmo che sarà

pressochè un fondo costante nel corso

della serata: una cadenza ipnotica e un

suono profondo. Il concerto parte con un

brano, “Amidinin”, tratto dall’Album

“Amassokoul” del 2004: sul palco, oltre al

citato percussionista anche due chitarristi

e una corista anche lei in perfetto costume

femminile Tuareg con un mantello che la

veste da capo a piedi e il volto scoperto,

come da diversa usanza rispetto agli uomini

Tuareg. Il chitarrista che sul fronte del

palco canta ,ha un volto massiccio, folti

baffi, la pelle scura, è avvolto in un

pesante mantello verde, con un nero e

piatto tagelmust sul capo, risultando possente

così ammantato, suona e muove il

suo corpo ondeggiando. Il concerto, articolato

su di una scaletta di una ventina di

brani dai quali, però , sono esclusi quelli

dell’ultimo cd “Tassili”, ad un certo punto

si accende di entusiasmo dopo ripetute

sollecitazioni della cantante: alcune ragazze

seguite da signore un po’ più attempate

lasciano le loro poltroncine, si liberano

di giacche e tacchi, imitando sotto il palco

le movenze di braccia ,gambe e fianchi

,dei musicisti come si fosse tutti ad una

festa in un accampamento di tende Tuareg

in pieno deserto e con gli, ormai, immancabili

telefonini, videocamere, Ipad che

“volano” alti sopra le nostre teste a

riprendere il tutto. Chi volesse esser un

superficiale osservatore, non esiterebbe a

commentare che non si

distingue un brano dall’altro

…ma non è così ! La

differenza è nelle rincorse

e sovrapposizioni degli

alterni intarsi dei tre chitarristi

e nelle diverse

armonizzazioni vocali dei

membri della tribù

Tinariwen ,impreziositi da

quei gridolini tremuli che

ogni tanto vengono emessi

dalla cantante e presenti in

diverse composizioni del

gruppo e proprio tipici

della musica dei Tuareg. Il

coivolgimento è totale ed,

ormai, anche coloro che

mantenevano ancora la

compostezza nelle file

retrostanti si sciolgono al

caldo e graffiante “desert

blues” e avanzano ispessendo

la folla di sotto palco

per la buona pace degli stewards

di sala. Alle 22,45

dopo averci deliziato con

un “tempo supplementare”

di tre brani, di cui uno chitarra

e voce eseguito in

solitario da uno dei chitarristi

e un altro con l’intervento

di un ulteriore musicista

salito sul palco per un

unico pezzo dall’atmosfera

rarefatta

resa ancor più dilatata

dal suono del

flauto traverso, la

carovana dei

Tinariwen si avvia a

lasciare definitivamente

la scena

godendosi una meritatissima

“standing

ovation”.

GLI “UOMINI BLU”

… CI HANNO FATTO

NERI!

Carlo Cattani©maggio

2012


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Anche Civita Castellana ha la sua

“Cittadella della salute”

La struttura, che è già operativa dai primi del mese di Maggio,

sarà ufficialmente inaugurata a breve.

Finalmente gli

ambulatori e gli

uffici della Asl di

Civita Castellana sono

stati riuniti in un’unica

struttura, ribattezzata

dal suo direttore, Dott.

Alfredo Canonici, che

coniò questa espressione

molti anni fa, già

di Ermelinda

Benedetti

prima che fosse utilizzata

per il complesso di

Viterbo, “Cittadella della salute”. Solo

poche specifiche, come allergologia e

broncopneumologia, di competenza del

direttor Canonici, con suo rammarico,

mancano all’appello del complesso ex

Zanganella, che non avendo trovato gli

spazi necessari per potervi essere ospitate

sono rimaste presso l’Ospedale Andosilla

di Civita Castellana. A trarne il vantaggio

maggiore saranno, ovviamente, i pazienti

che recandosi in località Fontana

Matuccia, troveranno al primo piano della

struttura tutti i servizi sanitari, CUP compreso,

di cui hanno bisogno, senza più

essere sballottati da un indirizzo all’altro,

ma semplicemente cambiando stanza,

tanto più che l’ala destra del piano è stata

occupata dagli ambulatori di medicina

generale. Veramente soddisfatto il Dott.

Canonici, che ha visto concretizzarsi un

suo grande progetto. Ed è proprio all’interno

del nuovo ufficio a lui assegnato,

come ha tenuto a precisare, che abbiamo

il piacere di incontrarlo per una intervista

esclusiva. Il direttore, che ha non solo l’arduo

compito di gestire la struttura, ma

anche i suoi dipendenti, che ora si muovono

tutti sotto il suo vigile sguardo, grazie

alla sua esperienza quarantennale sa

come operare, affinché tutto sia davvero

efficiente al massimo.

Direttore, qual è stata la fatica più

grande per riorganizzare

tutto da

capo qui?

Innanzitutto la disposi-

Ambulatori ed uffici

della ASL,

CUP compreso,

riuniti al primo piano

dell’ex complesso

Zanganella, in località

Fontana Matuccia.

A breve vi sitrasferirà

anche la Farmacia

Municipalizzta F1

zione delle stanze,

degli ambulatori e dei

vari servizi, di modo

da renderle il più possibile

fruibili all’utenza,

tenendo presente che

si tratta spesso di persone

con grandi difficoltà

di deambulazione.

Gli spazi riservati

alle visite per le commissioni

invalidi civili

sono stati disposti vicino agli ascensori, e

la difficoltà è stata anche quella di far

comprendere queste motivazione agli operatori.

Poi il trasloco, effettuato senza

interruzione di servizio, pur nel disagio

degli operatori e dei pazienti. Non da ultimo

ricostruire i percorsi e disporre le indicazioni.

Ed ancora difficoltà di carattere

tecnico, come far ripristinare le linee telefoniche

ed i fax.

Com’è lavorare in questa nuova

struttura?

Sicuramente tutti gli operatori di buona

volontà , trovandosi in un ambiente favorevole,

igienico, idoneo, con tutte le

caratteristiche di ospitalità alberghiero e

psicologico, dovrebbero veramente trovare

la loro piena soddisfazione, dare il

meglio di sé . L’azienda ha fatto un grosso

sforzo anche dal punto di vista economico.

Siamo passati da un piccolo albergo di

paese ad un grand hotel a cinque

stelle!

Cosa crede che manchi

ancora?

Sicuramente non siamo ancora

al cento per cento. Bisogna

rendere ancor più chiari i percorsi,

l’ubicazione di ciascun

servizio ed in che modo accedervi.

Dobbiamo darci delle

regole di buona convivenza

anche in virtù del fatto che

nessuno, meno che mai io, ha

intenzione di instaurare un

clima di controllo fiscale; ci

deve essere una coscienza civica in ognuno

da noi, onde evitare di andare a finire

su “Striscia la Notizia” come è accaduto ai

nostri colleghi di Bracciano. Non ho motivo

di credere che qui sia mai accaduta una

cosa simile. Ho indetto, tuttavia, una

riunione per tutti i responsabili dei servizi

per stabilire regole di buon comportamento.

C’è qualcuno che l’ha particolarmente

supportata ed a cui vorrebbe rivolgere

un grazie particolare?

Ho avuto grande collaborazione da parte

di tutto il personale, in modo particolare


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Campo de’ fiori 15

Dott. Alfredo Canonici,

direttore del Distretto sanitario 5

avrei piacere che fossero menzionate: una

infermiera con funzioni da caposala,

Sabrina Angeletti ed un amministrativo

della medicina legale, Bruno Rapiti. Si

sono adoperati oltre i doveri del loro stato.

Abbiamo fatto questo trasloco lavorando

anche di sabato e di domenica e ringrazio

quanti sono venuti in quei giorni, senza

nulla pretendere. Da parte mia ho solo

potuto far recuperare loro l’orario svolto

in più. Mi corre l’obbligo di ringraziare

pubblicamente la direzione strategica della

Asl di Viterbo, perché senza il suo volere

non avremmo potuto realizzare nulla; il

nostro ufficio tecnico, con l’Ingegner Micio

ed il geometra Conte, che si è adoperato

in ogni modo. Ed un ringraziamento è

doveroso anche alla proprietà , che supportata

da due ingegneri locali, è stata e

continua ad essere vicino laddove, come in

tutte le nuove abitazioni, c’è da andare a

mettere a punto il dettaglio e smussare gli

angoli.

Progetti a breve, a parte l’inaugurazione?

Intorno a questa Cittadella della salute

stanno nascendo servizi ad essa collegati.

A breve si trasferirà qui la farmacia municipalizzata

F1; sappiamo anche di alcune

officine ortopediche che

operano in città e verranno

nei pressi di questa struttura.

Tutto questo renderà

più facile, per l’utenza, trovare

tutti i servizi che ruotano

attorno alla sanità pubblica.

Il dott. Canonici sembra

essere assai determinato

nel portare avanti il proprio compito di

Direttore: “Non ho paura di nessuno –

afferma – perché credo di agire sempre in


Voglio ringraziare

gli operatori del

Distretto 5,

con l’augurio che

tutti insieme si possa

cambiar volto alla

sanità civitonica.

modo retto! Non mi intimoriscono certo le

polemiche sterili comparse su alcuni quotidiani,

alle quali non ho voluto rispondere

di proposito. Non meritano attenzione perché

sono state scritte senza che alcuno

abbia effettivamente verificato quanto

detto. E’ un vero e proprio pour parler!”

Il direttore, infatti, tiene a precisare che

benché la struttura sia rivestita in tufo,

prima di entrarvici definitivamente, siano

stati effettuati tutti i controlli necessari, in

particolare i rilievi gas radon che ne

hanno evidenziato una presenza di gran

lunga inferiore alla soglia di tollerabilità .I

servizi ispettivi incaricati, inoltre, hanno

riconosciuto la struttura idonea sia dal

punto di vista della sicurezza che dell’igiene.

Così ci congeda l’infaticabile dott.


Canonici: “Voglio concludere

ringraziando gli operatoti

del Distretto 5, con

l’augurio che tutti insieme

si possa cambiar volto alla

sanità civitonica”.

Anche noi ci associamo a

questo augurio, considerando

che la Cittadella

della salute può essere

considerata un fiore all’occhiello per la

sanità di Civita Castellana, per la sua efficienza

e funzionalità .


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Campo de’ fiori

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Un bocciolo ed un geode

Ho letto da pochissimo su “Zeus” una notizia. Ve la giro.

Paolo Balzamo

“Presto potrebbe

comunicare anche chi

si trova in coma o in

stato vegetativo.

Conclusa l’esperienza

con un gruppo di volontari,

l’Università di

Berkeley ha prodotto

uno studio secondo cui

sarebbe presto possibile impiantare particolari

chip nella corteccia cerebrale in

grado di captare le correnti elettriche in

transito e tradurle in linguaggio parlato.

L’avveniristico e anche un po’ inquietante

sistema permetterebbe di comunicare col

mondo esterno a tutti coloro che ne siano

impediti per qualsiasi causa, purché siano

in grado di percepire il mondo esterno e di

immaginare ciò che vorrebbero dire o

fare.

L’impianto cerebrale, denominato

Cortex Talk Communicator, oltre a

decodificare l’attività del cervello è

in grado di comunicare con l’esterno

connettendosi a distanza a un computer

in modo da trasformare in voce

gli impulsi ricevuti.

Stando alle affermazioni di Robert Knight,

docente alla Berkeley University, “persone

colpite da turbe del linguaggio

o che non possano parlare ma

solo immaginare ciò che vorrebbero

esprimere” potrebbero

essere i destinatari d’adozione

dell’apparecchiatura“

Ed il mio pensiero è corso

a quel maratoneta docente

universitario costretto dai

trent’anni a letto da sclerosi

laterale amiotrofica.

La paralisi crebbe fino a coinvolgere

tutti i muscoli volontari,

tranne quelli oculari, e solo

muovendo gli occhi un sistema formato da

telecamera, computer e sintetizzatore

vocale gli ha consentito di parlare, di

esprimere il suo lucidissimo pensiero e di

diventare segretario dell’agguerrito

partito radicale. Se la Commare Secca

avesse tardato ad usare con lui la sua

falce, anche gli occhi sarebbero rimasti

paralizzati, ed ogni comunicazione

impossibile. Solo la mente, il pensiero,

sarebbero rimasti chiusi, impossibilitati

a esplicitarsi.

A guardarlo si sarebbe visto solo un

vegetale in forma umana, mentre

all’interno avrebbe continato a brillare

ed a soffrire una vivissima intelligenza.

Sapete cos’è un geode? E’ un sasso,

un vile, banale ed amorfo sasso, che

però al suo interno custodisce un segreto:

è tappezzato da agate, quarzi, ametiste

o altri splendidi e preziosi cristalli.

E come un prezioso, ma brutto e banale

geode, sono tante, troppe le persone

che nascono, o diventano, sassi amorfi,

banali pietre all’esterno, impossibilitate a

comunicare ed a mostrare la loro bellezza

interiore.

E’ stato questo il destino di una diciasettenne

(destino cinico e baro, avrebbe

detto Saragat), nata con un corpo ingestibile,

epilettico, incapace

sia di articolare parola

che di camminare. Ma i

suoi occhi...quegli occhi,

quasi sempre tristi, brillavano

a tratti di lampi di

curiosità , a volte vi si leggeva

preghiera, spesso

dolore, a volte perfino

contentezza. Ma sempre

vi si leggeva impotenza,

come gli sforzi inani di un

uomo costretto nella

camicia di forza. E pareva

proprio di leggervi la

domanda: “perché non riesco a farvi

vedere come sono, come mi sento dentro?

Io sono un geode, sono piena di cristalli

bellissimi e preziosi. Perché non li vedete?

Se quel “Cortex

Talk Communicator“

fosse stato già realizzato,

avremmo

potuto scorgere la

bellezza interiore di

una adolescente, e

saremmo tutti un po’

più ricchi.

Da pochi giorni la Commare Secca ha

posto fine ai giorni di

Federica. Se quello strumento,

quel “Cortex Talk Communicator“

fosse stato già realizzato, avremmo potuto

scorgere la bellezza interiore di una

adolescente, e saremmo tutti un po’ più

ricchi.

E per analogia il pensiero corre ad una

altro fiorellino: un bocciolo di Melissa che

non ha avuto il tempo di fiorire, calpestato

e distrutto a Brindisi dalla folle malvagità

umana.

Melissa, è finita in un attimo, il destino le

ha lasciato solo la promessa insincera di

un vago e felice futuro.

Federica, è finita in poche ore. Il destino

non le ha concesso neanche di accedere a

speranze di gioia, e la tecnologia ancora

non era pronta a consentirle di comunicare

con chi le stava sempre vicino.

Due destini diversi, dolorosi, amari. Due

giovanissime vite, l’una piena di speranze

tradite, l’altra piena di dolore incomunicabile.

Spontaneo, ma inutile chiedersi perché la

naura a volte sia così cattiva.

Un triste hasta la vista a tutti


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Campo de’ fiori

Ecologia e Ambiente

Crescita o decrescita?

Per quale motivo molti economisti, uomini d’affari e politici, pensano che l’economia

possa crescere in eterno?

di Giovanni

Francola

C’è una ragione per

cui in natura si cresce

in dimensioni solo fino

ad un certo punto,

quindi non capisco per

quale motivo molti

economisti, uomini

d’affari e politici, pensano

che l’economia

possa crescere in eterno?

Se prendiamo come esempio un criceto,

questo piccolo roditore, dalla nascita all’

età adulta, raddoppia di dimensione e di

peso ogni settimana di vita. Però una

volta appunto raggiunta la sua età adulta,

se non si dovesse fermare

raddoppiando settimana in

settimana, raggiungerebbe

al suo primo compleanno

un peso di miliardi di tonnellate,

trasformandosi in

un mostro capace di divorare

in un solo giorno la produzione

mondiale di mais di

un intero anno di produzione.

Allora ci si chiede: perchè

da decenni si ripete

sempre la stessa cosa cioè :

bisogna crescere costantemente

in dimensione e in

quantità (ancor più che in effettivo

Non si può continuare

a misurare la crescita

solo in termini di PIL,

è necessario focalizzare

molto di più sulle

vere aspettative di

vita, sulla felicità individuale,

sulla condivisione

e rispetto per l’

ambiente...

benessere) cercando di convincere le

masse che questo sia l’unico modo per

migliorare le loro condizioni di vita? La crescita

ad ogni costo! Si è forse di fronte ad

un criceto trasformato geneticamente che

si ciba con avidità e voracità di mercati,

di finanza, di economia, lasciando interi

popoli nella più totale crisi? Le parole

chiave di questa crescita sono: sviluppo,

progresso e innovazione, credo che a

questo punto un nuovo paradigma non

solo è auspicabile da un giorno all’altro,

ma forse è l’unica strada da percorrere,

naturalmente le èlite dominanti che sono

sempre le stesse da decenni, non accetteranno

certo di buon cuore una possibile

decrescita. Ma una crescita

infinita in un ambiente

finito non è possibile,

dovremmo riflettere su

questo, è caratteristica

più che umana “opporsi”

ai grandi cambiamenti,

soprattutto se questo

compromette il nostro

status o la leadership di

coloro che decidono per

tutti noi. E’ arrivato davvero

il momento di non

continuare a misurare la

crescita solo in termini di

PIL, è necessario focalizzare molto di più

sulle vere aspettative di vita, sulla felicità

individuale, sulla condivisione e rispetto

per l’ ambiente che ci circonda, sulla cordialità

sociale, su stili di vita che possono

donare un altro tipo di ricchezze, un nuovo

equilibrio individuale e collettivo, un

nuovo risorgimento, tracciare una nuova

direzione economica globale, restituendo

così alle persone dignità e speranza nel

futuro.


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Campo de’ fiori 21

Il nostro Udito. Un organo di senso

importante di cui si parla troppo poco.

(prima parte)

del Dott.

Stefano

Tomassetti

Il 12 Maggio appena trascorso

ho partecipato ad

un congresso in Siena

presso l’Università degli

Studi di Siena – Facoltà di

Medicina e Chirurgia –

Dipartimento di Scienze

Neurologiche e Neurosensoriali,

dove si parlava

delle principali cause della

ipoacusia (abbassamento

uditivo) e dove il Direttore del dipartimento

di Audiologia - Prof. Walter Livi

spiegava come l’orecchio e tutto l’apparato

che ci fa sentire sia uno “strumento”

meraviglioso.

L’organo dell’udito è principalmente

composto dal padiglione auricolare, dal

condotto uditivo esterno, dalla membrana

del timpano, dalla catena degli

ossicini: martello, incudine e staffa;

dall’orecchio interno: coclea, e dalle vie

acustiche che portano il suono fino

all’area uditiva del cervello.

Ogni parte che forma l’orecchio è veramente

importante. In un esempio il Prof.

Livi ci invitava ad osservare il padiglione

esterno dell’orecchio e ci faceva notare

che le varie fossette che lo formano sono

determinanti e uniche in ogni essere

umano. “Se improvvisamente...- affermava

il Prof. Livi -…si sostituissero i padiglioni

auricolari ad una persona con quelli di

una seconda persona, la persona a cui

abbiamo sostituito gli auricolari non capirebbe

più quello che si dice, cambierebbe

il suo modo di sentire. Sarebbe, quasi,

come ascoltare un’altra lingua.” Incredibile

non è vero?

E cosa dire dei tre ossicini che formano la

catena ossiculare: martello, incudine e

staffa? Non tutti sanno che questi ossicini

sono i più piccoli del nostro corpo e che

hanno una funzione importantissima: trasformare

la pressione sonora in una pressione

meccanica moltiplicando (amplificando)

l’effetto per trasmettere più “forza

sonora” nella parte più interna dell’orecchio:

la coclea.

Dell’apparato uditivo e delle sue

implicazioni in effetti se ne parla

pochissimo. Molto si conosce degli

altri organi di senso ma poco davvero

di come funziona il nostro

udito e delle sue implicazioni.

Eppure i problemi di udito colpiscono

moltissime persone. Ne consegue

che la scoperta in ritardo di

una patologia che colpisce questo

organo e quindi la funzione uditiva

diventa un costo rilevante da sopportare

sia per la persona colpita, sia per

la famiglia, sia per la collettività intera.

Secondo i dati dell’Associazione Italiana

per la Ricerca della Sordità (A.I.R.S.) la

sordità è la più frequente patologia degli

organi di senso e colpisce il 12% della

popolazione.

Facendo riferimento a questa ricerca, si

stima che abbiamo circa 1,5 neonati su

1.000 con problemi di udito alla nascita.

Nella tabella potete vedere l’incidenza

della ipoacusia rispetto all’età .

Pertanto sarebbe opportuno dai 46 anni

in su farsi controllare l’udito tra i vari

check up che si fanno abitualmente,

anche perché per fare un test dell’udito ci

vogliono 10-15 minuti.

Per chi ha invece oltre i 60 anni è fortemente

consigliata una visita

Otorinolaringoiatra e test dell’udito,

anche con test vocale, perché la percentuale

che si possa soffrire di problematiche

legate all’udito cresce fortemente.

Ma perché è importante sapere se abbiamo

o meno un problema di udito?

L’AIRS afferma che le conseguenze di un

abbassamento di udito influiscono pesantemente

sulla nostra vita perché condiziona:

- la qualità di vita di una persona;

- le relazioni famigliari;

- l’educazione e l’istruzione;

- la salute generale;

- la vita sociale: col tempo si tende ad evitare

di uscire per andare al ristorante, al

teatro, in chiesa e o vedere gli amici.

L’ipoacusia, così è chiamato un

abbassamento uditivo, provoca: solitudine

e isolamento sociale, disturbi

psichiatrici/depressione, bassa autostima,

perdita di memoria, disturbi

dei processi cognitivi, disturbi spazio

temporali.

Spesso i primi segnali di un abbassamento

uditivo vengono diagnosticati in ritardo.

Appena si cominciano a notare i primi

segnali di difficoltà di ascolto è utile una

visita dal medico specialista

Otorinolaringoiatra e un esame dell’udito.

Ma quali sono questi segnali e come riconoscerli?

Ecco un breve elenco di alcuni sintomi che

possono essere un primo campanello di

allarme:

- tenere alto il volume del televisore;

- non capire alcuni dialoghi al cinema o al

teatro;

- avere difficoltà a sentire lo squillo del

campanello o del telefono;

- perdere alcune parole durante una conversazione

o chiedere spesso di ripeterle;

- avere difficoltà a capire chiaramente

quando diverse persone parlano

insieme o velocemente;

- non capire da dove provengono i

suoni.

Non sempre chi ha problemi di udito

si accorge delle proprie difficoltà .

Molte volte è chi gli vive accanto,

famigliari e amici, che capisce che ci

sono delle difficoltà perché sono

costretti a ripetere le cose più volte

ed a voce più alta. Quando quindi notate

qualcuno di questi segnali o in voi stessi o

in una persona che conoscete forse è il

caso di provare a prendere un appuntamento

con un medico specialista Otorino e

fare un test dell’udito.

Nei numeri che seguiranno parleremo

ancora dell’udito. Patologie, curiosità ,

rimedi ed altri aspetti che ci aiuteranno a

comprendere meglio quale strumento

meraviglioso sia il nostro sistema uditivo e

quanto importante sia mantenerne l’efficienza

più a lungo possibile.


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22 Campo de’ fiori

La notte dello spirito

Quella condizione di aridità spirituale...

del Prof.

Massimo

Marsicola

Quando parliamo

di “otte dello

spirito” noi credenti

ci riferiamo a

quella condizione di

aridità spirituale

descritta specialmente

dai santi nel corso della

loro vita. Basterà

ricordare S. Teresa

d’Avila o madre Tersa

di Calcutta, Padre Pio.

“Aridità ”, qui significa assenza di

consolazioni, assenza di dialogo con Dio,

assenza di consiglio, assenza di luci (spirituali).

Ecco perchè viene detta ”notte”:

non c’è la luce; è l’esperienza del buio. Ma

tale esperienza, viene dopo aver conosciuto

la verità di Dio, le consolazioni, i consigli,

i dialoghi, le luci. Viene, cioè , dopo

aver avuto l’esperienza di Dio ed avere

intrapreso un cammino in sua esclusiva

compagnia. Molti, studiosi e non, si chiedono

come ciò sia possibile. E, soprattutto,

a che cosa ciò sia dovuto. Ma oltre

ad avere i racconti dei santi riguardo

a questa loro esperienza, ben pochi

hanno tentato di dare una risposta a queste

domande. Entra in gioco necessariamente,

il grande tema della santità . Tema

che, ben anche sia conosciuto sin dall’antichità

e da diversi popoli, può essere

considerato e valutato in tutta la sua portata

ed estensione, solo alla luce di Gesù

Cristo. E’ con il cristianesimo che oltre a

parlare di santità , questa condizione si

può sperimentare concretamente in alcune

persone. Prima di Cristo, la santità era

un’idea (Platone, Eutifrone), contraddittoria

perchè legata agli dei che, come è

noto, sono anch’essi nati dalle idee o,

come avveniva presso il popolo ebraico, un

attributo esclusivo di Dio. Questo ci deve

portare a considerare la figura di Gesù una

figura decisiva, di svolta, anche riguardo a

questo argomento. Ora, il pellegrino, che

qui è semplicemente la figura dell’uomo,

comincia, ad un certo punto della sua vita,

a camminare verso

Dio. Se persevera,

finirà per trovarlo,

ed avrà l’sperienza

di Dio. Se persevera

in questa esperienza,

accettando di

conformarsi alla

Legge e al comando

d’amore, diventerà

santo. Ma finchè si

cammina verso Dio

si ha bisogno di tutto: di pane, di vino, di

soste, di bastone, di bisaccia, di sandali.

Quando conosci Dio, hai trovato tutto. E

capisci di poter fare a meno di tutte quelle

cose, che prima, consideravi indispensabili.

Quando cammini in Dio, cammini sui

suoi stessi passi, con i suoi stessi piedi,

con i suoi stessi pensieri e sentimenti. Lì ,

in quella condizione, non hai più bisogno

di sostegno, di luci, di verità : sei tu stesso

sostegno, luce e verità . L’aridità dello

spirito è propria, specialmente, di chi

è santo perchè vive in Dio, pensa in

Dio, opera in Dio. E’ tutt’uno con Lui. E

l’aridità che prova è condivisione d’amore

con il Creatore dinanzi all’oceano del peccato

presente nel mondo di cui può fare

esperienza proprio perchè è nel mondo e

finchè è nel mondo. Il santo continua ad

operare non ostante l’aridità spirituale

nella quale si è venuto a trovare. Non

dice: “Signore, dove sei? Poichè ti nascondi

a me anch’io mi nascondo”. Ha avuto

così tanto da Dio che basta la memoria di

quell’avere avuto per mantenere integra la

sua fede, che qui, significa “fiducia, sicurezza,

certezza di non sbagliare”. Il suo

nuovo, consolidato stile di vita, lo mette al

riparo se non dalle cadute, dal rinnegamento

totale della fede. Il dubbio certamente

non mancherà ; ma anch’esso è

parte integrante della sua esperienza di

santità .

Voglio spendere ancora una parola per

dire che la notte dello spirito dei santi non

ha niente a che vedere con la notte dello

spirito di quelli con non credono, e che

non conoscono Dio. Si, perchè va detto:

coloro che non hanno avuto nella loro vita

l’esperienza di Dio si trovano in condizione

analoga. Ma mentre il santo ha già incontrato

Dio ed opera sulla base di questa sua

esperienza, il non credente deve ancora

incontrare Dio, deve farne esperienza;

deve prima camminare verso di Lui, poi

camminare con Lui. Quella del santo e

quella del non credente sono due

notti analoghe ma opposte. Il primo,

vive con il suo cuore in pace; il secondo ha

un cuore che si arrovella, lacerato dai

dubbi, dagli interrogativi e dalle incongruenze

della vita: mai appagato. Il primo

ha un volto sereno e uno sguardo limpido,

sul quale ti puoi riposare; il secondo deve

approdare a tutto questo.

In assenza di consolazione, manca il

Consolatore. E puoi dire “manca” perchè

prima ne hai fatto esperienza. Esperienza

come di “un altro” rispetto a te. Ora, ti

manca l’altro. Devi dunque, agire da solo.

Come si addice ad un adulto. Credo che

l’esperienza della “notte nello spirito” l’abbia

fatta lo stesso Gesù a partire dal

Getsemani e fino a che non ha gridato:

“Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?”.

Ora questa esperienza è da considerarsi

propriamente quella antecedente il

trapasso. In chi segue Gesù vale la stessa

cosa, con una differenza. Il periodo che

precede il trapasso, per l’uomo è stabilito

da Dio che conosce le vere ragioni di tutto

ciò che accade.


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Campo de’ fiori 23

Un Sogno chiamato Realtà!

Intervista con lo scrittore Abiel Mingarelli.

di Patrizia

Caprioli

Abiel Mingarelli ha

pubblicato l’anno scorso

per le edizioni

Estro-Verso il suo

primo libro, “Il sogno

di Dè an” con la prefazione

dei fratelli

Antonio e Pupi Avati,

un romanzo coinvolgente

sul piano emotivo

che incalza e sorprende,

e che sta cominciando ad avere

un certo successo di pubblico anche grazie

al diretto contatto che l’autore ha con i

suoi lettori! Ma non è del libro che ci occuperemo

in questo spazio, in quanto, invitando

a leggerlo, ci concentreremo sul suo

autore!

Scrittore, sceneggiatore, artista completo!

Dalla tua biografia online

(http://www.abielmingarelli.it) emerge

la figura di un personaggio che vive

la cultura a 360 gradi! Ma l’uomo

Abiel chi è davvero? Incominciamo a

scoprirlo con l’indagare sul significato

del tuo nome, Abiel.

Il mio nome significa “Mio padre è Dio”! E’

il nome di un principe della Bibbia e devo

a mio padre il fatto di avere oggi questo

nome un po’ speciale: infatti lui stava leggendo

la Bibbia quando si stava decidendo

che nome darmi alla nascita!

Usando solo degli aggettivi come ti

descriveresti?

Innanzitutto un combattente, poiché

credo che nella vita bisogna lottare tenacemente

per arrivare ad ottenere quello

che ci si prefigge! Ambizioso quanto basta,

so quello che voglio e lavoro tanto per

arrivare ai miei risultati.

“Quando intorno a me c’era solamente

il buio e il nulla del silenzio, io

avanzavo con fede e con maggiore

convinzione rispetto ai giorni di

sole.” Questa frase del tuo libro

mette in evidenza la tua fede in Dio.

Pensi che ciò abbia influenzato il tuo

modo di scrivere?

Sì , penso di sì , credo molto in Dio e vorrei

aggiungere, senza retorica alcuna, che

mentre scrivevo “Il sogno di

Dè an” sentivo che la mia

mano era guidata dalla mia

fede in Lui, anche se il tema

trattato non è quello della

fede religiosa ma della fede

che ognuno di noi deve

avere nei propri confronti!

“Questo libro è rivolto a

tutti coloro che hanno

ancora voglia di sognare

e che nel proprio animo da sempre

hanno ben custodito quel bambino

non lasciandolo andar via, non

lasciandolo morire mai.”

Dal tuo sito si può leggere questa

bellissima frase che tu dedichi a tutti

coloro che sognano e hanno il diritto

di farlo, e con essa penso sia nato

anche il tuo progetto “Riaccendiamo

i sogni dei giovani”, ma pensi che i

ragazzi di oggi non abbiano sogni?

Non sappiano sognare?

No, anzi, io sono convinto che i giovani

sognano più degli adulti, appunto perché

vedono tutto un futuro davanti ai loro

occhi. Il mio progetto vuole solo spogliare

i loro sogni dalle manipolazioni a cui loro

tutti i giorni sono sottoposti: Tv, Internet,

messaggi pubblicitari che li indirizzano

tutti in massa in un’unica direzione.

Mentre tra loro ed i loro sogni vi sono in

realtà dei valori da scoprire e da esaltare.

Penso al valore della fatica per arrivare a

realizzare il proprio sogno, poi c’è il rispetto,

l’amicizia e tutto ciò che può portare

alla meta valorizzando i propri sacrifici.

Ecco: noi con il nostro progetto intendiamo

portare ai giovani queste verità che

anche se talmente evidenti sono sempre

taciute, sottovalutate e messe in secondo

piano nella nostra società .

Chi è Catia Della Bella a cui hai dedicato

il tuo lavoro?

Catia era la moglie di un mio caro cugino,

scomparsa prematuramente. È stata una

persona importante per me, la consideravo

come una vera e propria sorella. Una

persona davvero unica.

Chiudo questa breve intervista con le

parole di un amico del nostro scrittore

Lo scrittore

Abiel

Mingarelli

e la copertina

del suo

libro

Abiel, che durante uno dei tanti tour in

giro per le scuole del Lazio per presentare

il progetto “Riaccendiamo i sogni dei giovani”,

ha detto di lui: ”Una persona non

contaminata, autentica”. E queste parole,

secondo me, sono le più belle che possono

essere dette ad un essere umano nella

società di oggi!

Patrocinato dal Comune di Roma, dalla

Provincia di Viterbo, dal Comitato

Nazionale Italiano Fair Play, da Radio

Radio, da Edizioni Estroverso e da

Professionisti Associati, “Riaccendiamo i

sogni dei giovani”, è un progetto nato

dalla mente dello scrittore Abiel Mingarelli

e messo in piedi dall’Associazione

Culturale SEI TU, che ha l’obiettivo di portare

negli Istituti Superiori una parola di

incoraggiamento per aiutare i giovani a

realizzare i loro sogni. Attraverso le parole

dello scrittore che parlerà della realizzazione

del suo sogno, con l’intervento dello

psicologo della Nazione Italiana di Nuoto

dott. Diego Polani e di personaggi legati al

mondo della politica, come il Consigliere

Provinciale Giovanni Francola, si cercherà

di istaurare un dialogo con i giovani studenti

per far in modo di sostenerli nel loro

cammino verso un’autostima che non si

fermi davanti ai sogni che sembrano troppo

difficili da realizzare. Indirizzo in rete:

http://www.estro-verso.net/ . E anche su

Facebook!

L’ANGOLO DEL PROF.A cura di Patrizia Caprioli

Mini-spazio dedicato a siti, portali, risorse in rete (gratis!) da poter usufruire come supporto

didattico per gli insegnanti interessati a dare sempre nuovi input ai loro piccoli studenti.

Lannaronca: http://www.lannaronca.it

Sito di una maestra che insegna matematica nelle classi elementari. Ricco di schede didattiche, consigli,

materiale che può essere utilizzato anche in previsione dei compiti per le vacanze estive!


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Campo de’ fiori

Come eravamo

25

Maledetta Primavera

di Alessandro Soli

Certo le stagioni

sono cambiate,

ce ne stiamo

accorgendo anno dopo

anno, ormai passiamo

dal cappotto, direttamente

alla canottiera e

viceversa. Gli studiosi

attribuiscono tali fenomeni

al riscaldamento

del nostro pianeta,

adducendo varie cause, tutte legate ad un

progresso sfrenato che ha messo da parte

le regole legate all’ecologia ambientale e

al rispetto della natura in generale, stiamo

scivolando verso un baratro che fa paura.

Ma l’uomo dopo milioni di anni ha sempre

superato qualunque ostacolo, mi auguro,

anzi sono sicuro, che anche stavolta ce la

farà .

Ma che c’entrano in queste riflessioni i

ricordi direte voi. I ricordi servono appun-


to per poter superare gli

ostacoli di cui sopra, perché

ci fanno rivivere

momenti e sensazioni di

quel mondo che solo quaranta-cinquanta

anni fa

era più vivibile e a misura

d’uomo. Ecco la primavera

dolce e profumata,

che tutti aspettavano,

specialmente

quando era stata pre-

E allora

“benedetta primavera”,

coi suoi inconfondibili

profumi di piante in

fiore, con le

arrampicate sui tronchi

di ciliegio per

agguantare

“ ‘e cerase”...

ceduta da un inverno freddo e rigido,

come era l’inverno di una volta. La

scuola che stava per terminare, le margherite

sui prati delle fragorose scampagnate,

la preparazione de “o focaraccio”, le

battaglie “a fiondate” tra quartieri, le interminabili

partite a pallone, complice la giornata

che ci dava più luce prima del tramonto.

E allora “benedetta primavera”, coi

suoi inconfondibili profumi di piante in

fiore, con le arrampicate sui tronchi di

ciliegio per agguantare “ ‘e cerase”, con le

più mature e più buone sempre più in alto,

irraggiungibili e a rischio caduta.

Gli ultimi compiti a casa, le ultime interrogazioni,

poi di corsa su a Via Roma, dove

potevi incontrare e passeggiare, solo passeggiare,

con lei, sempre accompagnata

dalle amiche. Poi la lettura dei quadri nell’androne

della scuola, quando in cuor tuo

speravi in qualcosa che già sapevi, ma

forse non volevi ammettere. Ti sentivi


come chi dopo aver commesso

qualcosa, aspetta il

giudizio della corte. I voti

in bella vista nelle piccole

caselle, erano il metronomo

della tua cultura. La

scuola moderna li ha aboliti,

ora contano solo i giudizi,

permettetemi di dissentire

da questi, per il

bene di chi va a scuola

per fare lo studente, perché

poi, a bocce ferme, sarà la vita ad

essere giudice supremo e inappellabile.

Allora forse a seconda delle vicende scolastiche

o… amorose, chissà quante volte

avremo pronunciato “Maledetta primavera”

antesignani della disperata Loretta

Goggi, con la canzone che avrebbe meritato

di vincere quel Sanremo.

Non ci dobbiamo arrendere: benvenuta

primavera, torna ad essere tale, torna a

“tirare”, come facevi una volta, lo sprint

alla tua collega “estate”, che sicuramente

vincerà la volata, sul traguardo lungo

dodici mesi!


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Campo de’ fiori

AGOSTINO PARADISI

Civita Castellana 1654 - Modena 1732

del Prof. Architetto Enea Cisbani

... continua dal numero 91

Il nipote che inaspettatamente irrompe

sulla scena è GIOVANNI MARIA PARA-

DISI - figlio di Giuseppe, fratello dell’avvocato

nonchè militare di carriera a

Venezia – Gonfaloniere della città di

Vignola e fiduciario dell’importante famiglia

Romana dei Boncompagni-Ludovisi,

che nel 1728 aveva acquistato dei fondi

agricoli nello stato Estense.

I rapporti tra il Paradisi e il suo nipote,

come attestano i documenti dell’epoca,

erano inesistenti e sembra che l’avvocato,

nonostante la vicinanza tra Modena e

Vignola, l’abbia incontrato raramente se

non in sporadiche occasioni.

Intensi i rapporti, invece, con il fratello

Giuseppe e la sorella Maria, che era

rimasta a Civita Castellana e data in

sposa a un maggiorente della città ,

un certo Felice de Totis appaltatore

del forno comunitativo di via del

Mattonato, oggi corso Garibaldi.

Alla sorella, inoltre, l’avvocato aveva dato

in dote il palazzo Petroni in piazza di

Una veduta di Vignola (Mo), la cittadina dove vivono tutt’oggi

gli eredi dell’Avv. Agostino Paradisi

Massa.

Nel bel mezzo della vicenda, sostenuto

nell’opera dalla potente famiglia Romana,

Giovanni Maria, meglio noto ai documenti

come Giammaria, irrompe sulla scena e,

aiutato dal fatto che il

2 febbraio 1734

l’avvocato era

stato colto da un

secondo ictus che

l’aveva privato

delle facoltà intellettive

e ridotto ad

uno stato vegetativo

e di incoscienza, e

grazie alla complicità

di un losco personaggio

noto ai documenti

come Ceccopieri, fa

annullare il primo

testamento abolendo

di fatto l’importante

donazione per il

Seminario di Civita

Castellana.

Viene rogato e stipulato

un nuovo testamento

che decreta

Giammaria erede

unico ed universale

del patrimonio

dell’avvocato Agostino

Paradisi, che

muore in Modena il

19 marzo 1735.

Sempre il Ceccopieri

in una lettera del febbraio

1734 inviata al

vescovo Tenderini, lo

informa che il primo

testamento è

stato annullato e la pia disposizione

per il seminario erigendo di Civita

Castellana annullata, e con sottile ironia

gli invia un modesto e piccolo quadro

con cornice in legno con il ritratto di

Giuseppe Paradisi, che l’avvocato custodiva

gelosamente nel suo studio.

Per il Santo Vescovo è indubbiamente un

duro colpo e fa interessare della vicenda il

cardinale Camillo Cybo, ma inutilmente in

quanto il fatto non rientrava nella giurisprudenza

dello Stato Pontificio, ma di uno

stato estero, appunto quello Estense.

In una lettera al Cybo, così scrisse: finora

ha permesso il Signore che per erigere il

Seminario anche in questa povera diocesi

si parli e si scriva molto, ma ancora non ha

disposto che si possa porre una pietra.

Quando vedrà essere di suo servizio farà

ben egli da sé quel che non potranno tutte

le sue creature insieme, ma circa il tempo

il modo e tutta la sostanza e circostanze,

mi umilio e rassegno alle sue Santissime

Ordinazioni.

Venuto in possesso della consistente eredità

, il 25 aprile 1736 in Vignola

nasce Agostino Paradisi, a cui

Giammaria e la moglie Teresa

Castaldi avevano dato il nome dell’illustre

antenato l’avvocato Agostino

Paradisi, ma nel marzo del 1737

Giammaria muore in tragiche circostanze a

seguito di una caduta da cavallo e il figlio

Agostino, viene mandato dalla madre

Teresa in Roma, nel Collegio del Nazareno,

lo stesso che aveva frequentato anni

prima lo zio avvocato. Nel 1752 ritorna in

Modena e come lo zio, diventa un illustre

letterato ed avvocato dello stato Estense.

Gli eredi della famiglia Paradisi vivono

ancora oggi in Vignola.


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Campo de’ fiori 27

ATTENTI AL ... FISCO

L’IMU IN PILLOLE

Recentemente balzata

agli onori della cronaca

l’IMU – la nuova

Imposta Municipale

Propria – oltre a suscitare

perplessità sotto il

profilo della politica

fiscale sta anche presentando,

in vista dei

del Dott. Stefano prossimi imminenti

Menichini adempimenti, diverse

difficoltà interpretative

e applicative. Come noto, l’IMU ha sostituito

la vecchia ICI, ma anche l’IRPEF e le

addizionali regionali e comunali con riguardo

ai redditi fondiari degli immobili non

locati.

Nel seguito, di certo senza pretesa di

esaustività , presentiamo i principali elementi

caratterizzanti la disciplina del

nuovo tributo.

Presupposto impositivo dell’IMU è il

possesso di qualsiasi immobile – fabbricati,

aree fabbricabili e terreni agricoli

– comprese le abitazioni principali e le

relative pertinenze.

Oltre alla riproposizione di

alcune esenzioni già previste

per l’ICI sono state introdotte

specifiche esenzioni per i

fabbricati rurali a uso strumentale

ubicati nei Comuni

montani, per i terreni agricoli

posseduti da coltivatori

diretti o da IAP (imprenditori

agricoli professionali) di

valore complessivo non

superiore a 6.000 euro e per

i fabbricati inagibili colpiti dal sisma in

Abruzzo del 2009.

Soggetti passivi dell’imposta sono il proprietario,

il titolare del diritto reale di usufrutto,

uso, abitazione, enfiteusi o superficie,

l’ex coniuge affidatario della casa

coniugale, il locatario di immobili (anche

da costruire o in corso di costruzione) concessi

in locazione finanziaria e il concessionario

di aree demaniali.

La base imponibile è costituita dalla

La prima rata, in scadenza

il 18 giugno 2012, è

pari al 50% dell’imposta

dovuta applicando le

aliquote base. La seconda

rata, che scade il 17

dicembre 2012, è

versata a saldo, tenendo

conto delle aliquote deliberate

dai singoli Comuni.

rendita catastale, rivalutata del 5 per

cento e moltiplicata per un coefficiente

diverso per tipologia di immobile.

La base imponibile è ridotta del 50 per

certo per i fabbricati di interesse storico o

artistico e per i fabbricati dichiarati inagibili

o inabitabili. La riduzione spetta, inoltre,

per i terreni agricoli posseduti da coltivatori

diretti o da IAP iscritti alla previdenza

agricola, per la parte di valore che eccede

6.000,00 euro.

L’aliquota base è fissata nella misura

dello 0,76 per cento, modificabile dai

Comuni da un minimo di 0,46 a un massimo

di 1,06 per cento. Per l’abitazione principale

e le relative

pertinenze l’imposta è

determinata applicando

l’aliquota dello 0,4

per cento, che i

Comuni possono

aumentare o diminuire

di un 0,2 per cento.

Quanto all’abitazione

principale essa è

costituita da una sola

unità immobiliare,

iscritta o iscrivibile nel

Catasto dei fabbricati, nel quale il possessore

e il suo nucleo familiare dimorano

anagraficamente, a nulla valendo la circostanza

che sia utilizzata come abitazione

principale più di una unità immobiliare

distintamente iscritta in Catasto.

In tal caso il contribuente può , quindi,

scegliere quale unità immobiliare destinare

ad abitazione principale, con applicazione

delle più favorevoli condizioni previste

ai fini IMU. Le altre unità immobiliari

vanno, invece, considerate come abitazioni

diverse da quella principale.

Il contribuente non può , quindi, applicare

le agevolazioni previste l’abitazione principale

per più di una unità immobiliare, a

meno che non abbia preventivamente proceduto

al loro unitario accatastamento.

Inoltre, se i componenti del nucleo familiare

stabiliscono la dimora abituale e la

residenza anagrafica in immobili diversi,

situati nel medesimo territorio comunale,

l’aliquota e le detrazioni previste per l’abitazione

principale devono essere comunque

applicate una sola volta per nucleo

familiare.

Per pertinenze si intendono le unità

immobiliari classificate nelle categorie

catastali C/2 (magazzini e depositi), C/6

(box, scuderie e rimesse) e C/7 (tettoie).

Per ciascuna delle suddette categorie il

contribuente potrà assimilare all’abitazione

principale – con conseguente applicazione

del più favorevole regime fiscale –

una sola pertinenza, con il limite massimo

di tre pertinenze tutte catastalmente

diverse.

Oltre all’aliquota ridotta, per le abitazioni

principale è prevista anche una detrazione

pari a 200,00 euro, che può essere

aumentata dai Comuni fino a concorrenza

dell’imposta dovuta; la detrazione è maggiorata

di 50,00 euro per ciascun figlio

convivente e residente con età non superiore

a 26 anni (fino a un massimo di 8

figli).

Il versamento dell’imposta, per l’anno

2012, deve essere effettuato in due rate.

La prima, in scadenza il prossimo 18 giugno

2012, è pari al 50 per cento dell’imposta

dovuta applicando le aliquote base.

La seconda rata, che scade il 17 dicembre

2012, è versata a saldo tenendo

conto delle aliquote deliberate dai singoli

Comuni. Limitatamente alle abitazioni

principali e relative pertinenze i contribuenti

possono optare per il pagamento

dell’imposta in tre rate che scadono,

rispettivamente, il 18 giugno 2012, il 17

settembre 2012 e il 17 dicembre 2012.


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Campo de’ fiori

VERSO LA BEATIFICAZIONE DI CECILIA EUSEPI:

spiritualità, opere e parole...

Si mobilitano le scuole di Caprarola

della Prof.ssa

Maria Cristina

Bigarelli

Coinvolte tutte le

Associazioni e i Gruppi

giovanili della cittadina di

Caprarola per la Missione

propedeutica alla

Beatificazione di Cecilia

Eusepi nei confronti della

quale la Diocesi di Civita

Castellana, nella persona

di Sua Eccellenza Mons.

Romano Rossi, ha invitato tutte le parrocchie

a vivere momenti di riflessione per

accogliere la spiritualità della giovane

Cecilia. Tra le numerose iniziative ideate a

Caprarola con il prezioso e fattivo supporto

del Parroco Don Mimmo Ricci, la

distinta operatività della Signora Nives

Valentini e la vivacità del Comitato

“Missione Giovanile Cecilia Eusepi, è stato

indetto il “Concorso per giovani artisti”

in onore e in preparazione di

Cecilia Eusepi nella missione cittadina

che si è svolta dal 22 al 29 aprile 2012.

Per la valutazione delle Opere è stata istituita

la Commissione giudicante formata

dal Sindaco Eugenio STELLIFERI,

l’Assessore alla Cultura Simone OLMATI,

John RATNER, Artista, Piera RICCI,

Prof.ssa di Storia dell’Arte, M. Cristina CHI-

RICOZZI, Prof.ssa di Religione, Maurizio

ALESSI, Presidente della Pro-loco, Romolo

PASSINI, Attore e Presidente della

Compagnia Teatrale Popolare “Liuzzi”,

Paolo STEFANI, Direttore Artistico della

Banda Musicale “F. Mascagna”, Paola D’A-

SCIA , Presidente CIF e Membro IVNA,

Maria Cristina BIGARELLI, Membro IVNA.

Il concorso ha coinvolto 65 giovani di varie

fasce di età , unendoli in un’attività che ha

messo in moto un movimento di anime :

giovani che hanno aderito con varie

espressioni artistiche mettendo a frutto i

propri Talenti come Doni dello Spirito.

Emozionante la lettura dei componimenti

letterari, poetici,la visione di Opere pittoriche,

scultoree, di origami e di cortometraggi

multimediali: tutti delicatamente

appropriati, tutti solidamente uniti a quella

giovane Cecilia vissuta, rispetto ai giovani

concorrenti, 100 anni prima. Tutti

condotti e ispirati a sentimenti di fede profonda

che oggi sembrano essere distanti e

assorbiti dai vari “stordimenti”. Una giovane

ragazza che con la sua semplicità , con

il suo Amore per Gesù Eucarestia, con la

gioia di offrire le proprie sofferenze si definisce

“piccolo niente” e testimonia con la

sua vita che il segreto della felicità è

l’Amore…dal suo Diario dell’8 febbraio

1928 possiamo leggere “Non è vero che

questa vita è triste, no, basta conoscere il


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Campo de’ fiori 29

segreto di convertire tutte le amarezze in

gioia…che non toglie l’amarezza al sacrificio,

ma è l’amore solo che addolcisce

tutto: questo è il segreto.” E’ in questo

segreto che un bel numero di anime di

giovani talenti caprolatti si sono voluti

incamminare, sperimentando la fede,

vivendo con la semplicità dell’età la bellezza

spirituale di Cecilia accostandola alla

propria esistenza come un’amica, una loro

coetanea… come un vero e proprio faro

che ha illuminato le coscienze. Sono risultati

vincitori per le opere letterarie: primo

premio ex equo a Colopardi Federica e Bici

Klea, secondo premio a Qyra Elona. Per le

opere pittoriche sono risultati vincitori:

Primo premio a Cristofori Silvia, secondo

premio a Rapiti Sara. Per le opere multimediali

sono risultati vincitori: primo premio

ex-equo a Emanuele Andreani, a

Lorenzo Camilli, Marco Rossi, Lorenzo

Meschini e Tamara Bruzzichini.

“Che la missione continui”

è l’augurio che Sua

Eccellenza Monsignor

Romano Rossi, Vescovo

di Civita Castellana,

rivolge a tutti noi al termine

della Missione . Si

è conclusa, infatti, a

Caprarola Domenica 29

aprile per continuare a

Carbognano e nelle altre

Parrocchie della Diocesi,

approdando a Vignanello

Sabato 19 maggio con l’arrivo

della Croce da Gallese

consegnata da Don Remo

Giardini a Don Giuseppe

Aquilanti che l’ha accolta

insieme alla comunità vignanellese, la

quale a sua volta l’ha consegnata a Don

Claudio Fune, Parroco di Vallerano il giorno

23 maggio in occasione del Concerto

dei Cori Parrocchiali dei due Paesi per

continuare il cammino e la condivisione

della Missione in onore della Venerabile

Serva di Dio Cecilia Eusepi che, per autorità

ecclesiastica, sarà beatificata il 17 giugno

prossimo a Nepi nell’ambito di una

Celebrazione Solenne.

Nella foto sotto: LA COMUNITA’ di Vignanello

accoglie la CROCE. Don Giuseppe Aquilanti (

Parroco di Vignanello) e Don Remo Giardini

(Parroco di gallese) a destra della Croce, il

Diacono Piero Mori, chinato a sinistra della

croce con i missionari, la Protezione Civile,

alcuni bambini della Comunità Parrocchiale di

Vignanello - POSTER da Caprarola esposti a

Vignanello per gentile concessione del Parroco

Don Mimmo Ricci.

Lavori della Scuola Primaria di Vignanello

curati dall’insegnante Romina Togni.

Nel cuore

Vogliamo ricordare Pierina Fracassini,

lettrice fedele e appassionata della

nostra rivista, che è venuta a mancare il

5 Maggio ultimo scorso, lasciando un

bellissimo esempio di vita!

Il 9 Maggio 2012

è venuto tristemente

a mancare

Sandro Paolelli.

La sua perdita

inprovvisa ha

lasciato un vuoto

incolmabile nel

cuore della moglie

Viola (Iolanda), dei

figli Luca e Paola,

del genero Maurizio

e dei nipoti Chiara,

Marco e Maria.

Da chi le ha voluto tanto bene


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Leggendo Miscellanea

Civitonica di Oronte Del

Frate ed altri documenti,

ho appurato che anche

Civita, dopo il 1846, vi

era la setta dei Carbonari

ed erano circa un centinaio

gli affiliati ed erano

di Francesca esattamente 63, nel

Pelinga 1849, i pregiudicati politici.

Sempre Oronte ci

racconta che Civita destava, per i suoi scatti

liberali, continui sospetti e per questo i

civitonici cospiratori per poco non caddero

nelle mani di un certo Marè , che si presentò

con un falso mandato di Mazzini,

per formare l’associazione “Giovane Italia”.

Ma i nostri concittadini fiutarono il pericolo

e lo rispedirono a Roma senza nulla di

fatto; seppero poi che era una spia dello

Stato Pontificio. Grazie a Roberto Finesi e

alla sua famiglia che ha conservato i documenti,

ho scoperto il nome di uno di essi:

Vincenzo Finesi, che a 21 anni, con il grado

di caporale, seguì Garibaldi nella battaglia

di Monterotondo. Vincenzo nacque il 17

ottobre del 1846 da Zaccaria Finesi e

Maddalena Favalli in un momento di grande

fermento politico. Già nel 1831 vi era

stato uno scontro fra le truppe del Papa e

le bande rivoluzionarie a Borghetto. Nel

1848, il sacerdote Ugo Bassi, fervente

patriota, venne a Civita con Garibaldi e

parlò al popolo civitonico da un balcone di

piazza Matteotti (ce lo ricorda infatti una

lapide). Particolare importanza, poi, rivestì

l’arrivo dei Cacciatori del Tevere nel 1859-

’60 del colonnello Masi, che entrò nella

Tuscia ed occupò Viterbo. Sorse quindi la

speranza che anche il patrimonio di San

Pietro potesse seguire la sorte dei territori

liberati, ma fu una speranza effimera che

si dissolse con il ritorno sotto il controllo

pontificio. Il 24 settembre 1860 i Cacciatori

del Tevere diressero infatti l’assalto al Forte

di Civita chiamata la “Bastiglia pontificia”,

carcere duro per i detenuti politici, senza

incontrare resistenza poichè i soldati pontifici

alla loro vista si erano dati alla fuga.

Nel frattempo il colonnello Masi pensava di

avvicinarsi a Roma, ma una risoluta azione

francese lo costrinse a ripiegare. Nella

notte tra 25 e 26 novembre del 1860 ci

furono molti arresti di appartenenti al partito

rivoluzionario a Orte, Civita, Ronciglione,

Caprarola, Viterbo. Lo scenario politico

fece si che Vincenzo diventasse un fervente

patriota e purtroppo per sfuggire alle

ripercussioni si rifugiò a Terni presso

Un garibaldino a Civita Castellana

Faustini Pietro chiamato il “Garibaldi di

Terni”, il quale aveva partecipato alle campagne

del 1848 e 49 e la sua casa era

divenuta convegno di tutti cittadini liberali

e sede del Comitato d’arruolamento ogni

volta che si organizzavano schiere di volontari

per le guerre d’indipendenza. Vincenzo

voleva essere accolto in quelle file che si

preparavano a combattere per la libertà e

l’unità dell’Italia, ma era troppo giovane e

fu scartato. Allora peregrinò in diverse

città , dapprima a Firenze dove imparò il

mestiere di “cappellaro”, che gli tornò utile

quando aprì il suo negozio al corso di

Civita, poi a Como, Milano e Venezia.

Finalmente fu arruolato. Infatti combattè

al fianco di Garibaldi col grado di caporale

nella battaglia di Monterotondo .

La Campagna dell’Agro Romano per la

liberazione di Roma, come fu chiamata

quella del 1867, ultima con la presenza di

volontari in Italia, circa ottomila radunati

tra Terni e Orvieto, durò circa 45 giorni

concludendosi sfortunatamente il 3 novembre

a Mentana. Garibaldi, aveva già eluso

la sorveglianza di Caprera per raggiungere

a fine ottobre il figlio Menotti e puntare

sulla conquista di Monterotondo, presidio

pontificio. Il 28 ottobre, al termine di cruenti

scontri tra garibaldini e pontifici, la

città fu occupata dai volontari. Da

Monterotondo Garibaldi con il suo stato

maggiore si accostò più volte alla periferia

romana, sperando in un’insurrezione. In

quei giorni ci fu il sacrificio dei Fratelli

Cairoli a Villa Glori e, in città , quello della

Tavani Arquati. L’anno successivo il governo

pontificio fece decapitare i patrioti Monti

e Tognetti, malgrado un appello alla

clemenza del Re Vittorio Emanuele II.

Garibaldi, valutata l’ impossibilità di andare

a Roma, decise da Monterotondo di

puntare su Tivoli per sciogliere la legione.

Ritardi nella partenza, ordini mal capiti,

richieste di intervento di reparti garibaldini

disattesi, portarono allo scontro del 3

novembre 1867 tra i pontifici e quanti

restavano dei garibaldini a seguito di

numerose diserzioni. Furono i pontifici a

sconfiggere Garibaldi e i suoi volontari. A

cose fatte arrivarono i Francesi che stentarono

ad intervenire come testimonia,

citando i documenti, il saggista Lorenzo

Innocenti nel volume sul risorgimento italiano,

visto attraverso la storia del reggimento

Zuavi Pontifici 1860-1870. Il fucile

Chassepot tanto decantato per aver fatto

meraviglie, in pratica fu usato quasi come

in un’esercitazione. L’arma, fabbricata in

parte dalla Glisenti in Italia, ebbe scarsa

fortuna e fu presto accantonata. Terminata

la sfortunata battaglia, Garibaldi con i suoi

si ritirò a Passo Corese verso il suo destino.

La Campagna dell’Agro Romano per la

liberazione di Roma fu riconosciuta dallo

stato Sabaudo nel 1898 al termine di complessi

dibattiti parlamentari. Tutti partecipanti

ebbero nel 1900 il dovuto riconoscimento

con una medaglia. La lapide posta

in via XII settembre (o meglio la salita del

ponte), ci ricorda che Civita il 12 settembre

1870, con l’occupazione militare da parte

dell’esercito italiano guidato dal generale

Cadorna, ebbe un posto in primo piano

nella parte conclusiva dell’Unità d’Italia.

L’Italia era finalmente unita e Vincenzo si

sposò con Maria De Angelis proprietaria di

quasi tutta la via, aprì il bar Finesi e un

negozio di scarpe e cappelli dopo il negozio

di caccia, pesca e merceria di Favalli

Eugenio. Ebbe quattro femmine: Elvira,

Alina, Fulvia Euriade, Rosa e due maschi:

Astorre, Simone (Simone era il nonno di

Roberto). Euriade si sposò con Italo Soli,

Fulvia si sposò con Mangerini Giovanni,

Alina ed Elvira rimasero nubili. Vincenzo

diventò un personaggio importante per

Civita e alla sua morte a ottantadue anni,

avvenuta il 3 Marzo 1928, tutti i personaggi

importanti della città parteciparono al

suo funerale: il potestà , nipote ing.

Ulderico Finesi, l’onorevole Tittoni (a cui fu

intitolato l’edificio scolastico), i membri

della commissione reale, comm. nobile

Menicozzi, il potestà di San Martino Cossio

e Midossi. Sopra la bara la sua amata camicia

rossa. Al cimitero l’elogio funebre e

l’estremo saluto fu reso dal cav. professor

Angelo Flamini che ricordò le virtù dell’estinto

e il suo passato glorioso di garibaldino.


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Campo de’ fiori 35

L’angolo del Bon Ton

I Bicchieri

In questo nostro

nuovo incontro ci

occuperemo della

disposizione dei bicchieri

quando si apparecchia

la tavola.

Per la tavola di tutti i

giorni oltre ai normali

di Letizia Chilelli bicchieri in vetro incolore

si possono utilizzare

anche quelli in vetro colorato che

possono essere abbinati alla tovaglia

o al colore dei piatti per rendere il

momento del desinare piacevole e simpatico,

ormai i negozi ne sono pieni e quindi

sarà facilissimo trovare il colore giusto da

abbinare con i tovagliati che già si possiedono

o per creare una tavola particolarmente

adatta ad un momento, per esempio,

da ricordare e festeggiare.

Non dimenticando, poi, che i bicchieri

colorati possono essere sicuramente una

simpatica alternativa in cui poter servire

bibite fresche, in estate, durante occasioni

particolari in giardino, in terrazza o più

semplicemente in casa.

Ma come si dispongono i bicchieri su una

tavola “importante”?

E’ presto detto, ci sono infatti tanti modi di

disporre i bicchieri, vi elencherò , però ,

quelli più usati.

I bicchieri vanno posti in maniera

obliqua davanti al commensale, in

ordine di altezza decrescente da sinistra

a destra.

I bicchieri verranno disposti partendo dal

bicchiere dell’acqua (il più basso) che

verrà disposto in direzione della punta del

coltello, staccato da quest’ultima di circa

due cm., subito dopo alla sua sinistra, in

obliquo, si disporranno il bicchiere del vino

bianco, quello del vino rosso e quello che

per il dessert (la flute).

Altre disposizioni possono essere quelle in

cui la flute è accanto al bicchiere per il

vino rosso, ma solo quando la disposizione

segue un andatura arcuata, sempre verso

sinistra: prima il bicchiere dell’acqua, poi

quello per il vino bianco, poi il rosso e

accanto a questo bicchiere, alla sua destra

si posizionerà appunto il bicchiere per il

vino da dessert.

Oppure sempre con andatura obliqua si

potrà posizionare la flute accanto al bicchiere

da vino bianco: acqua, vino bianco,

vino rosso, accanto al bicchiere per il vino

bianco, alla sua destra, si disporrà la flute.

Se si deciderà , però , di optare per il calice

grande da acqua, questo verrà posizionato

sempre nella parte più alta della

scala, essendo, infatti, il bicchiere più alto,

apre la sequenza decrescente da sinistra a

destra, il bicchiere, quindi, che verrà posizionato

vicino alla punta del coltello sarà il

più basso, ovvero quello per il vino bianco.

In queste apparecchiature “importanti”i

bicchieri saranno assolutamente incolori,

perfettamente trasparenti, a forma di calice,

in modo da poter sorseggiare il vino

senza scaldare il bicchiere con la mano,

prendendolo, appunto, dallo stelo.

Non si apparecchiano più di quattro/cinque

bicchieri, se per il dessert si sceglierà

di servire uno spumante dolce è possibile

sostituire la flute con la classica coppa.

I bicchieri da liquore si dispongono a tavola

al momento che serviranno: per i liquori

dolci e profumati si userà il bicchiere a

tulipano, ballon o Napoleon per il brandy o

per l’armagnac, a forma stretta e cilindrica

e rigorosamente ghiacciati per la vodka.

L’acqua verrà servita in caraffe che di solito

completano il servizio di bicchieri usato

per l’occasione.

Non possiamo dimenticare poi la

nostra nota di colore: La parola bicchiere

sembra derivare da una antica

forma dialettale francese: bichier o dal

franco bikari; già in uso presso i Greci e i

Romani, i bicchieri (pocula) erano in argilla

o in legno e, in un secondo tempo di

metalli preziosi o pietre dure.

Per quanto riguarda le fogge si distinguevano

in cyathus, in cui si mesceva l’acqua

con il vino, le paterae, a forma di piattelli

e il Kylix (calice).Vi erano, inoltre, bicchieri

con i manici come il cantharus o lo

scyphus.

Nel tardo impero si diffusero i bicchieri

vitrei che furono in uso, con svariate

fogge, anche nel Medioevo. Tipici dell’epoca

medievale furono il bicchiere noto come

Russel Becher dotato di decorazioni a rilievo

e il Romer con bugne nella superficie

esterna. Nei paesi nordici era in uso il

Passglas. un alto cilindro destinato alla

birra.

Con il Rinascimento e con l‘inaugurazione

a Venezia del vetro cristallino i bicchieri si

fecero più preziosi nella forma e nella

materia.

Nel XVII-XVIII secolo in Europa il vetro

comune fu sostituito, per gli esemplari più

raffinati, dal cristallo molato, sfaccettato o

inciso. Tra i bicchieri dell’antichità vi sono

vere e proprie opere d’arte quali i bicchieri

metallici del periodo ellenistico trovati

nei tesori di Boscoreale e di Hildesheim e

la tazza Farnese in pietra dura intagliata.


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36 Campo de’ fiori

Montefiascone e Canterbury i promotori

Unità d’intenti per far conoscere

la Via Francigena

di Secondiano

Zeroli

Il convegno organizzato

alla Rocca dei Papi di

Montefiascone sul

tema: “I Lions per la

Francigena”, ha riscontrato

un grande successo

sia per l’impeccabile

organizzazione che per

la qualità degli interventi.

Ospiti d’eccezione

i più alti rappresentanti

del “Club Lions” della città di

Canterbury, la località che, nel corso del X

secolo, vide la partenza di Sigerico con

destinazione Roma. Canterbury, con i suoi

quarantamila abitanti, è visitata annualmente

da quattro milioni di turisti, un

numero enorme di visitatori che la colloca

al secondo posto in Europa (alle spalle di

Venezia) nel rapporto tra cittadini e turisti.

Il convegno aveva essenzialmente l’ambizione

di dare il via ad una serie di incontri

con protagonisti i vari Lions Club d’Italia e

d’Europa, il cui territorio è attraversato

dalla Via Francigena. A tale scopo il presidente

dell’Associazione Europea delle vie

Francigene, Massimo Tedeschi, ha detto:

“La Via Francigena è una delle quattro vie

di pellegrinaggio più importanti d’Europa.

Il progetto che stiamo preparando ha così

lo scopo di creare un lungo cartellone di

eventi che parta da Canterbury e arrivi a

Roma e che dia vita alla Via Francigena.”.

Quando nacque nel Medioevo, la

Via Francigena era una strada

lastricata con i ferretti, cioè mattoni

di colore ferrigno e molto

duri. Rappresentava un vero e

proprio sistema strategico ed era

dotata di dispositivi di difesa:

torri, stanziamenti e guarnigioni

e di edifici funzionali all’assistenza:

abbazie, ospedali e punti di

sosta. La Francigena crebbe

enormemente di importanza a

partire dall’ XI secolo, grazie ai

sempre più numerosi pellegrini

che vi sciamavano sopra senza

sosta, essa era anche un passaggio

obbligatorio per chi si recava

a Gerusalemme. “Ora è arrivato

il momento- ha auspicato

Alessandro Barelli, presidente

dell’ associazione Historia- di raccontare

ai pellegrini cosa stanno

vedendo, quando passano nei

luoghi toccati dalla Via

Francigena.” Montefiascone ha

così lanciato la prima simbolica

pietra e Canterbury gli ha risposto

prontamente, vedremo quale

sarà l’atteggiamento dei numerosi

Lions Club chiamati in causa.

Di pietre ce ne vorranno davvero

tante, quasi quante quelle che

lastricano… la via Francigena!

Cattedrale di Montefiascone

Cattedrale di Canterbury


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38

Campo de’ fiori

La rubrica dei cognomi

di Arnaldo Ricci

arnaldo_ric@yahoo.it

Come appare

nella

lista, il

cognome più

diffuso a Vallerano

è Mastrogregori.

Adesso vediamo la

diffusione e la dislocazione

a livello

nazionale.

Mastrogregori: (presente in soli

13 comuni d’ Italia) le pochissime presenze

di questo cognome sono concentrate

nel Lazio e precisamente a Vallerano.

Esiste qualche sporadica presenza in

Toscana ed in Abruzzo; in tutte le altre

regioni italiane esso è completamente

assente e sconosciuto; la sua origine con

molta probabilità , va ricondotta proprio a

Vallerano.

Ercoli: (presente in soli 352 comuni

d’Italia) questo cognome è presente

con maggiore evidenza nell’Italia centro

settentrionale; in quella del sud comprese

le isole esso è sporadico; esiste una particolare

concentrazione nel Lazio, Marche e

I cinque Cognomi più

diffusi a Vallerano

Tali cognomi in ordine

di diffusione sono i seguenti:

1° Mastrogregori

2° Ercoli

3° Mechelli

4° Narduzzi

5° Pacelli

Lombardia; è completamente assente in

val d’ Aosta, Veneto, Basilicata e Calabria.

La sua origine è da attribuirsi nella zona

delle Marche.

Mechellii: (presente in soli 58

comuni d’Italia) queste poche presenze

sono concentrate quasi tutte nel Lazio; vi

è qualche sporadica presenza anche in

Toscana, Umbria e Marche; In Lombardia

e Campania è ancora più sporadico. Esso

è totalmente assente in tutte le altre

regioni d’Italia. La sua origine è da attribuirsi

o nella zona di Roma oppure proprio

a Vallerano.

Narduzzi: (presente in soli 110

comuni d’Italia) anche questo è un

cognome poco diffuso e le poche presenze

sono quasi tutte concentrate in provincia

di Roma, Lazio del Nord e Friuli Venezia

Giulia. Esclusa la Campania dove esiste

sporadicamente, esso è praticamente inesistente

nel resto dell’Italia meridionale

comprese la isole. Si presume che questo

cognome abbia le sue origini in provincia

di Viterbo.

Pacelli: (presente in 246 comuni

d’Italia) esso è distribuito territorialmente

in quasi tutte le regioni italiane; è

comunque assente totalmente in

Sardegna ed in val d’Aosta. Esiste una particolare

concentrazione nel Lazio e

Campania con prevalenza laziale. La sua

origine è sicuramente nel Lazio ed in particolare

è da attribuirsi nella provincia di

Roma o Viterbo.

Seguirà sul prossimo numero lo stesso

studio per il comune di Canepina.

LE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’ FIORI

Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo

è un libro unico nel suo genere.

Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante!

E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie della zona, nelle edicole o presso

la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di 10.00,

sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionale d’Italia. E’

un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, che possono inserirlo nel

P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annuale del docente, ma anche per i

genitori e per tutti gli educatori sociali.

L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che racconta di essere

quello che non è , stravolgerà , almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offre di accoglierlo

ed ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo e non ricambiato,

spezzerà il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, che diventa l’oggetto di

un suo desiderio morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa della storia, rende la narrazione

coinvolgente ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori di una rappresentazione teatrale,

i lettori possono immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico ben allestito. Una storia ambientata in un

tempo neanche troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonni di campagna. Ermelinda Benedetti

NOTA DELL’EDITORE

In questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantastico della sua

Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato, che fa ineluttabilmente

scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguità e violenza, ma

soprattutto amor fatale!

Sandro Anselmi

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40 Campo de’ fiori

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

Premiati i vincitori del concorso per le scuole:

“MORLUPO CHE VORREI”

Sabato 12 Maggio, alle ore 18.00 si è tenuta l’attesissima premiazione del concorso

organizzato dall’Associazione Culturale Morlupo che vorrei, con il patrocinio del

Comune di Morlupo e rivolto a tutti gli alunni delle scuole elementari, medie e

dell’Istituto Superiore Liceo Scientifico “Giuseppe Piazzi” della cittadina: “Morlupo che

vorrei”. Quasi duecento gli studenti coinvolti, per un totale di 130 lavori presentati.

Gremita la piazza cittadina che ha ospitato il momento del verdetto finale, dove alunni,

genitori e professori si sono ritrovati per conoscere l’esito del concorso. Bello è

stato anche vedere come tutti insieme si siano trovati uniti nel manifestare la propria

idea sul problema dei rifiuti. In palio per i vincitori un buono spesa in cartoleria di

60,00 . Diverse le modalità di partecipazione al concorso. Agli studenti era stata data

la possibilità di presentari lavori cartacei o multimediale attraverso i quali raccontare

storie di loro

invenzione o dar

Federico Pegoraro

Da sx: il sindaco di Morlupo Marco

Commissari ed il Presidente dell’Associazione

Morlupo che vorrei, Aldo Testa

Un momento della Premizione

libro sfogo alla

loro fantasia

attraverso disegni

o creazioni.

Tra i lavori premiati,

anche

L’esposizione dei lavori

quello di

Federico Pegoraro, della Classe II B del Liceo scientifico Giuseppe

Piazzi: Caduti nel futuro, in cui i protagonisti si trovano misteriosamente

catapultati nel 4012. Sono sempre di grande apprezzamento

le iniziative che si propongono di porre l’attenzione soprattutto dei

più giovani, al problema dell’ambiente.

Ermelinda Benedetti

DIALETTO RONCIGLIONESE: “ ‘A ferzora”

Presentato il libro di Peppino Lo Russo

Sabato 12 maggio è stato un pomeriggio indimenticabile, al Palazzo delle

Maestranze di Ronciglione, alla presenza del neo sindaco, Alessandro

Giovagnoli, e di alcuni consiglieri fra cui, Fabio Trocarelli, Alessandro Ferrari

oltre ad alcuni presidenti di Associazioni Culturali di Ronciglione; l’occasione è

stata fornita dall’ultima fatica letteraria del nostro concittadino, Peppino Lo

Russo, che ha da poco dato alle stampe il libro “ ‘A Ferzora” (trad: contenitore

in terracotta usato fino a qualche decennio fa dalle massaie, ha la forma di

un tronco di cono rovesciato, con la parte interna smaltata, ha un fondo color

Da sx: Silvano Boldrini, rappresentante Albatros,

Luciano Mariti, Giuseppe Lo Russo e Giovanni Di Mattia

Gli intervenuti

pistacchio sul quale irregolarmente presenta delle striature a reticolo color

verde bottiglia), dall’indubbio valore linguistico e storico-culturale. Il saluto di

benvenuto agli ospiti non poteva che essere dato dal padrone di casa,

Giovanni Di Mattia, sempre munifico nell’aprire il Palazzo a manifestazioni ed

iniziative culturali. Brevi presentazioni, poi, di un dirigente della Casa Editrice

dell’opera, la “Albatros”, del presidente del Centro Ricerche e Studi di

Ronciglione, Silvano Boldrini e di Luciano Mariti, docente di Drammaturgia e

Storia del Teatro presso la facoltà di Arti e Scienze dello Spettacolo, di cui è

anche presidente, all’università “La Sapienza” di Roma. Il folto pubblico è

stato letteralmente rapito dalle parole di Luciano Mariti, il quale, fra l’altro, ha

saputo spiegare il valore letterario, linguistico e storico-culturale della pubblicazione

con maestria e semplicità . Una di quelle manifestazioni culturali

“ricordatore” (trad: da ricordare per sempre), anche perché alle presentazioni

e alle lodi ha fatto seguito la recita di alcuni brani del libro da parte dell’autore

e di Roberta Galilei, nota e fine interprete del nostro vernacolo. Insomma, un felice connubio fra storia, cultura e lingua dialettale,

che si è concluso in una “terapia della risata”, che ha coinvolto tutti, al termine, un ricco buffet offerto dalla padrona di casa. Proprio

quel che ci vuole in tempi come questi, fatti di crisi, di spread alle stelle, di notizie tristi e di sguardi accigliati.

Bruno Pastorelli – Consigliere del Centro Ricerche Studi Ronciglione

ATTESTATO DI MERITO A PIETRO SARANDREA

Il 28 aprile 2012, a Ladispoli, è stato insignito l’artista Pietro Sarandrea, con attestato di merito

per aver partecipato alla rassegna di pittura collettiva in memoria del valoroso bersagliere

Armando Angelini: con la grafica dal titolo ‘’ Solidarietà dei Bersaglieri Casertani in Libano’’ (

Nella foto l’ artista con il Delegato alla Cultura Dott. Andrea Zanetti e il Delegato all’ Arte Sig.

Filippo Conte). L’ opera rappresenta una bersagliera che salva una bambina di 4 mesi in

Libano. Una giusta conclusione dei festeggiamenti del 150° anno dell’unità d’Italia.

Dott. Paola Lamonica


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S NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

JUDOKA: CIVITONICI SUL PODIO DI GUIDONIA

Domenica 20 maggio, presso l’impianto sportivo della Scuola Media Giovanni XXIII di

Villanova di Guidonia, il team agonistico dell’ASD Yama Arashi G.P. si è cimentato nel “6°

trofeo Città di Guidonia Trofeo di Grande Slam C.S.E.N. – N.C.S. 2012” nel comune

di Guidonia - Montecelio, organizzato dall’A.S.D.P.S. ITALIA SPORT e dall’A.S.C.S.D.

“PULSAR IN OMNIA LUX ONLUS”,patrocinato dallo Centro Sportivo Educativo Nazionale e dal

Comune di Guidonia. La formula di gara è stata ad eliminazione diretta con doppio recupero,

gli incontri sono stati diretti da arbitri CSEN su 2 tatami e per tutte le classi sono state

applicate le norme internazionali di Judo E.J.U /I.J.F. e le relative regolamentazioni internazionali.

I tempi di gara sono stati di 4 minuti ad incontro, Golden score di due minuti e bandierine.

Anche quest’anno come consuetudine di questo trofeo, è stato fatto SPORT & SPET-

TACOLO, con interventi della banda musicale del comune di Guidonia e un’esibizione di ginnastica

artistica. L’incasso , in quota parte, è stato devoluto ad associazioni che svolgono

assistenza a favore dei diversamente abili. L’inizio del controllo del peso per ogni singolo partecipante, è avvenuto tra le 8,00 e le 9,00

di mattina, rispettivamente per la categoria Seniores 73 kg, egregiamente rappresentata per l’associazione Yama Arashi G.P., dall’atleta

Mauro Gino Antonelli classe 1989, presente ad ogni gara. Sempre categoria Seniores, per i 90 kg , si sono presentati gli atleti civitonici,

Fabio Arigoni, classe1978 e Angelo Brocchi, classe 1984. Nel pomeriggio invece, si è svolto il controllo peso per lo

Juniores Yama Arashi G.P., 73 kg, Esposito Giancarlo, classe 1993. I primissimi combattimenti sono stati affrontati dagli agonisti

Antonelli Mauro Gino, che si è battuto in due pesanti incontri, e da Angelo Brocchi che battendosi in un incontro con una cintura superiore

ha contribuito a sostenere l’Associazione. Gli altri due combattimenti gloriosi sono stati degli atleti Fabio Arigoni, che si è confrontato

ed ha vinto due incontri, accedendo così alla finale per il primo e il secondo posto sul podio e di Giancarlo Esposito, che grazie a

un incontro vinto ha potuto accedere allo scontro per il secondo e il terzo posto sul podio. Vittoria inaspettata, questa, visto il recente

ritorno di questo atleta all’interno dell’Associazione Yama Arashi G.P. e dei suoi allenamenti. ll Maestro Pistola Giuseppe si ritiene soddisfatto

per la conquista del podio dei suoi atleti, rispettivamente al secondo posto Fabio Arigoni, per la categoria Seniores 90 kg e al

terzo posto, Giancarlo Esposito, categoria Juniores 73 kg. Un ringraziamento sentito va ai soci – atleti dell’A.S.D. YAMA ARASHI G.P.,

compagni di allenamento degli agonisti sopracitati, che hanno raggiunto il Maestro Pistola Giuseppe, direttore tecnico dell’Associazione

sportiva di Civita Castellana (Vt), a Villanova di Guidonia per supportare e tifare i nostri campioni civitonici, che già si stanno allenando

duramente in vista del prossimo Trofeo a Monterotondo previsto per il 10 giugno. Forza Yama Arashi G.P.!

Maila Pistola

“FACCE DA RING”, SUCCESSO A VITERBO

PER LA MOSTRA SUL PUGILATO NELLA TUSCIA

Oltre millecinquecento visitatori per “Facce da ring”, la mostra storica sul pugilato

nella Tuscia, che si è conclusa il 1° maggio a Viterbo nella ex Chiesa degli Almadiani

in Piazza dei Caduti. Una location non casuale: quella che oggi è una frequentata sala

per esposizioni, un tempo era utilizzata proprio come palestra per incontri di boxe,

spesso molto sentiti e agguerriti, in un’epoca in cui il pugilato era uno dei principali

sport del nostro Paese. Curata dal giornalista Massimiliano Mascolo e organizzata

dall’associazione Basket Day in collaborazione con Melting Pot Edizioni e con il

patrocinio e il sostegno del Comune di Viterbo, nell’ambito del programma di iniziative

per Viterbo Città Europea dello Sport 2012, la mostra ha ripercorso tutta la storia

della “nobile arte” nella provincia, dai pionieri degli anni Trenta fino al campione di oggi

Andrea Di Luisa, attraverso le vicende di Luigi Malè , Sergio Caprari, Angelo Jacopucci, Salvatore

Liscapade, Gianluca Jommarini e di tanti altri pugili locali di ieri e di oggi.

Durante i sette giorni di esposizione, “Facce da ring” ha ricevuto, oltre a quelle di numerosi

appassionati e praticanti e dei rappresentanti istituzionali di Comune e Provincia di Viterbo, le

gradite visite di Andrea Di Luisa e di Sergio Caprari che si sono soffermati a lungo a osservare

e leggere i dieci pannelli con oltre 150 foto e ritagli di giornale e il video con le suggestive

immagini, talune inedite, di loro stessi e degli altri campioni della Tuscia, tra cui quelle di una

rara esibizione tra Angelo Jacopucci e Nino Benvenuti e di uno degli ultimi incontri di “Giggetto”

Malè nel 1957 in un gremito stadio comunale di Viterbo.

La mostra sarà probabilmente riproposta nei prossimi mesi in alcuni centri del Viterbese con

forte tradizione pugilistica.

2° World Nordic Walking Day 2012 - Viterbo, 20 Maggio 2012

Anche quest’anno e per la seconda edizione, l’evento inserito nel calendario CONI “Primavera

dello Sport“, si è tenuto nel bellissimo scenario dei Monti Cimini, in occasione della giornata

Mondiale della Camminata Nordica. Ad organizzarlo la locale Associazione sportiva, Nordic

Walking Centro Italia che conta ormai oltre cinquanta appassionati soci praticanti. Il Nordic

Walking è la nuova disciplina sportiva che sta velocemente conquistando tutto il mondo. Dalla

Finlandia dove è nato, all’Australia, dalla Cina agli Stati Uniti si contano già in milioni i suoi praticanti.

La migliore invenzione Finlandese dopo la sauna. Il Nordic Walking consiste nell’inserire

l’utilizzo attivo di bastoncini, specifici per questa disciplina, senza modificare il modo naturale di

muoversi, in pratica trasforma una semplice camminata in una efficace forma di attività motoria, per migliorare la condizione fisica, per

bruciare calorie e per rinforzare e tonificare la muscolatura di tutto il corpo. E’ adatto a tutti, indipendentemente dall’età , dal sesso e

dalla condizione fisica e in più è divertente, socializzante, rilassante e poco costoso. Lo si può praticare ovunque e in ogni stagione!

Domenico Meschini, presidente a.s.d. Nordic walking Centro Italia


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NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NE

ORCHESTRALUNATA A PIAZZA DI SPAGNA

Altra prestigiosa tappa della della Stralunata Valleranese

Nell’ambito del Festival d’Europa, promosso da Roma

Capitale in collaborazione con la Commissione Europea, il

Parlamento Europeo e il Dipartimento alle Politiche

Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri,

l’Orchestralunata si è esibita il 12 maggio con un concerto

dedicato alle sonorità balcaniche. In Piazza di Spagna,

alle ore 17 la formazione capitanata dal maestro Maurizio

Gregori che comprende 25 giovanissimi musicisti di età

compresa tra i 7 e i 18 anni, ha interpretato un repertorio

personale tratto dall’omonimo Cd che conta la partecipazione

di artisti del calibro di Teresa De Sio, Simone

Cristicchi, Cisco (Modena City Ramblers) e Sud Sound

System. Orchestralunata è un fenomeno musicale davvero

unico, nato a

Vallerano, in provincia di Viterbo, qualche anno fa. Nel cuore del centro storico del paese, dove

una volta era l’Oratorio, oggi si trova una scuola di musica che, grazie alla sapiente gestione

dell’ associazione “Musicultura” e alla prontezza degli abitanti a raccogliere i “buoni frutti”, conta

oggi circa 150 iscritti, in maggioranza bambini, una percentuale davvero strabiliante rispetto alla

media nazionale. Dagli esordi ad oggi l’Orchestralunata ha vinto diversi concorsi musicali e ha

riscosso diverse piazze italiane. La sua storia dimostra che impegno e divertimento possono

coincidere, che ascoltare i giovani e i giovanissimi aiuta gli adulti a crescere, che parlare apertamente

e sinceramente ai ragazzi di oggi aiuterà gli uomini che diventeranno domani.

Retraining della Croce Rossa a Fabrica di Roma

Domenica 20 Maggio per l’intera giornata è stata portata a termine una complessa operazione

di aggiornamento del reparto di Croce Rossa, volontari del soccorso della zona Cimini.

Sono scese a Fabrica di Roma,nel piazzale antistante la Scuola Media, In Via D. Alighieri,

dalla mattina fino al pomeriggio le squadre di intervento CRI di Fabrica di Roma,

Carbognano, Caprarola, Corchiano, Vignanello, Soriano, per un totale di oltre cento

unità operative. L’obiettivo è stato quello di un aggiornamento ed un allenamento sul PSTI

(Primo Soccorso e Trasporto Infermi). In pratica una serie di squadre hanno simulato dei

momenti di criticità nelle operazioni di assistenza, del tipo di un intervento dopo incidente

stradale, crisi cardiaca, caduta accidentale o da impalcature, oltre al perfezionamento

della loro tecnica di primo soccorso e trasporto verso unità ospedaliere. Una occasione per fare anche il punto sulle più attuali tecniche

adottate dalle squadre di intervento, che debbono essere sempre ben allenate ed aggiornate, in modo da offrire la migliore e più

adatta assistenza per ogni singolo caso. Di grande professionalità ed attaccamento al lavoro, l’occasione di Domenica a Fabrica, in quanto,

ma non occorre ricordarlo oltre, tutti gli operatori sono volontari e prestano entusiasticamente il servizio a favore della popolazione

dei paesi dove si trovano.

Doriano Pedica

Sportello per stranieri: a Civita Castellana il servizio due volte a settimana

E’ stato attivato il 3 maggio lo Sportello per Stranieri presso il comune di Civita Castellana. Il servizio è attivo

il lunedì e il giovedì dalle 15,30 alle 17,30 presso l’Area Socio Culturale in Corso Buozzi 17, ultimo

piano, ed è indirizzato agli stranieri di qualsiasi provenienza e cittadinanza, residenti nel comprensorio di

Civita Castellana e nei paesi limitrofi. Lo Sportello svolge funzioni di segretariato e servizio sociale, di orientamento

e formazione al lavoro, di semplificazioni e facilitazioni burocratiche ed è stato affidato all’Associazione

Stranieri Senza Frontiera.

“Questa è solo la prima di una serie di attività che l’Amministrazione sta dedicando alle persone straniere residenti

nel nostro comune – ha spiegato l’assessore ai Servizi Sociali, Letizia Gasperini – Per le comunità straniere

stiamo infatti programmando anche dei corsi di lingua italiana e dei percorsi di integrazione socioculturale.

Intanto lo sportello è un valido punto di riferimento per chi ha bisogno di essere aiutato nel disbrigo delle pratiche burocratiche, per

la richiesta dei documenti, per l’assistenza sociale o per un orientamento al mondo del lavoro”.

Civita 2032”: via alle consultazioni per il nuovo Piano Urbanistico

E’ partito il progetto “Civita 2032”, la nuova programmazione del Piano Urbanistico Generale Comunale di Civita Castellana. Numerosi gli

incontri previsti dall’amministrazione comunale, insieme all’ufficio di piano, con le associazioni culturali, sociali, sportive, i sindacati, le

associazioni di categoria degli imprenditori, degli artigiani, degli agricoltori e dei commercianti, nonché , naturalmente, con tutti i cittadini.

“Con il progetto “Civita 2032” – hanno spiegato il sindaco, Gianluca Angelelli, e l’assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici,

Gianluca Cerri - proponiamo alla città di tornare a pensare a se stessa, al proprio futuro ed all’opportunità di predisporre il proprio sviluppo

per i prossimi venti anni. A questo processo tutti i cittadini dovranno partecipare. L’attuale PRG di Civita Castellana è datato 1976

e prevedeva un assetto della città che ormai deve essere rivisto. Tutti i cittadini verranno costantemente aggiornati sugli sviluppi di questo

processo di costruzione del futuro della nostra comunità ”.

L’Amministrazione e il Sindaco, insieme all’Ufficio di Piano ed al suo coordinatore, l’ingegner Paolo Berdini, scelto con pubblica gara,

avvieranno una serie di incontri pubblici per recepire le istanze provenienti dai cittadini e dalle diverse associazioni. Nei

prossimi giorni verranno comunicati e concordati con tutte le associazioni le date delle riunioni. Da subito viene indicata la seguente mail

civita2032@gmail.com aperta a tutti coloro che vorranno far pervenire all’Amministrazione suggerimenti e proposte.


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Festa della Primavera: i bimbi della Gramsci al Forte Sangallo

Si è svolta giovedì 26 aprile presso il fossato del Forte Sangallo l’annuale Festa della Primavera,

appuntamento fisso per i piccoli alunni della scuola materna Gramsci, durante il quale, in

chiave ludica, viene offerta ai bambini un’esperienza didattica volta all’educazione della tutela

ambientale, con il corretto conferimento di diverse tipologie di rifiuti urbani. L’iniziativa, come

ogni anno, si è svolta grazie alla collaborazione dell’assessorato all’Ambiente del comune di

Civita Castellana, della scuola materna Gramsci e della Sate. Alle ore 10,30 molti bambini,

accompagnati dalle proprie insegnanti, si sono presentati al fossato del Forte, e, dopo essere

stati divisi in tre squadre, si sono “lanciati” all’interno dell’area, al recupero di rifiuti in carta, cartone,

e plastica preventivamente “abbandonati”. Corse, grida di gioia, entusiasmo hanno animato

per oltre un’ora il vallo, mentre le maestre, con i sacchi di plastica insegnavano ai bambini a distinguere i diversi tipi di rifiuti da

conferire. Alla fine i bambini hanno ascoltato piccoli segreti sul riciclo dei rifiuti che l’Assessore all’Ambiente, Antonio Innocenzi, ha spiegato

loro, informandoli della responsabilità che loro avranno negli anni futuri per la salvaguardia dell’ambiente.

“Giornate di trekking, arte e natura”

Continua la collaborazione dell’Associazione Culturale Argilla con le scuole di Civita Castellana. Dopo l’esperienza con le classi elementari

delle Suore Francescane attraverso l’escursione “La primavera in fiore nella Forra di Rio Filetto e la Madonna delle Piagge”, la

giornata al Vignale nell’ambito di “Giochiamo all’archeologo” con la scuola materna comunale Antonio Gramsci, mercoledì 23 maggio è

stata la volta delle quinte classi della elementare “Don Bosco”. A conclusione del corso di storia “Conosciamo il Popolo Falisco e

la storia di Civita Castellana”, gli alunni, avvalendosi del comunicatore ambientale il maestro Giampietro Cacchioli, hanno effettuato una

giornata di trekking urbano lungo il percorso del Tiratore e del Rivellino con una panoramica sulle Forre del Rio Filetto e del Rio

Maggiore”. L’escursione si è conclusa con la visita al Museo Nazionale dell’Agro Falisco del Forte Sangallo.

L’Associazione Argilla dal 2009 si occupa del ripristino e del recupero dei sentieri/percorsi naturalistici e archeologici del territorio di Civita

Castellana, al fine di tutelare e promuovere (grazie a studi e indagini dirette) le potenzialità della nostra città . Quest’anno l’associazione

ha iniziato un lavoro di volontariato con le scuole materne ed elementari proprio per indirizzare le giovani generazioni future al rispetto

e alla conoscenza del loro patrimonio artistico e ambientale. Visto l’entusiasmo dei bambini civitonici a queste iniziative, non possiamo

che ritenerci molto ottimisti per il futuro del nostro territorio.

Pronti per il porta a porta a Civita Castellana centro

Si tratta di poche settimane e il porta a porta raggiungerà il centro di Civita Castellana dopo aver avuto inizio

nelle frazioni di Borghetto, Sassacci, Cenciani e Casale Ettorre. “A luglio partirà il prossimo step della raccolta

differenziata porta a porta e stavolta sarà nel centro cittadino – spiega il sindaco, Gianluca

Angelelli –. Proseguiremo da dove ci siamo fermati con il primo step, vale a dire da Casale Ettorre. La zona interessata

sarà quella delimitata da via Terni e via della Repubblica da un lato, via Mazzini dall’altro e via Minio e

via Petrarca. In pratica da Casale Ettorre arriveremo fino all’altezza del centro commerciale Marcantoni, risalendo

verso via Mazzini fino al Boschetto e poi dritto fino a ai semafori e oltre a via Terni. Invito i cittadini a visitare

il nuovo punto informativo aperto dalla Sate in via Palmiro Togliatti per prendere visione delle vie interessate e, più avanti, per il ritiro

dei kit gratuiti domestici”. La nuova zona che sarà interessata dal passaggio al porta a porta vedrà sparire i cassonetti perché i rifiuti

saranno ritirati a domicilio secondo il calendario stabilito. Il punto informativo è a disposizione presso l’ex sede del CSE in via Togliatti,

di fronte alla scuola media Dante Alighieri, il martedì e il sabato dalle 9,00 alle 12,00 e il giovedì dalle 15,00 alle 18,00.

Qui sarà possibile prendere visione delle vie coinvolte dal prossimo passaggio al porta a porta, si potranno apprendere tutte le informazioni

utili e successivamente ritirare i kit domestici. Per il ritiro dei kit, completamente gratuiti, bisogna essere in regola con il pagamento

della Tarsu.

Bocce: gli atleti civitonici campioni italiani

Sono Maurizio Marzo e Marcucci Alessandro i campioni italiani di bocce, seguiti a ruota da Tronti

Alessandra e Stefano Del Rugo. Gli atleti civitonici hanno partecipato ai campionati italiani di bocce per persone

diversamente abili che si sono svolti a Montecatini dall’11 al 13 maggio e si sono classificati ai primi

posti su oltre trenta squadre partecipanti provenienti da tutta Italia. “Desidero congratularmi con questi quattro campioni

che hanno portato così in alto lo sport civitonico nel gioco delle bocce – ha affermato l’assessore allo Sport di

Civita Castellana, Alessio Alessandrini – Alessandra, Maurizio, Alessandro e Stefano avevano già dimostrato le loro

grandi qualità e doti tecniche, vincendo già altre volte e stavolta hanno confermato di essere i primi in assoluto”. Ai

campionati italiani di Montecatini Maurizio Marzo si è classificato primo nella gara per singoli e insieme a Alessandro Marcucci ha vinto

anche la gara in coppia. Al secondo posto per le coppie si sono classificati Alessandra Tronti e Stefano Del Rugo. I quattro atleti fanno

parte del Circolo bocciofilo Civitonico, che si allena presso il bocciodromo comunale “Gianni Cavalieri”.

Lottizzazione I Portici: vicina l’acquisizione del Comune di Civita Castellana

Dopo un lavoro durato tre anni sta arrivando alla conclusione l’iter che porterà all’acquisizione da parte

del comune di Civita Castellana dalla lottizzazione I Portici, l’area di recente costruzione compresa tra via

Rio Maggiore e via Falerina. Con la delibera di Giunta n. 89 del 19.04.2012 il comune ha stabilito che

acquisirà gratuitamente gli impianti, le aree e i servizi da parte dei privati con atto da stipulare con tutti

i proprietari. “Vediamo finalmente concludersi una vicenda – ha commentato l’assessore all’Urbanistica

e ai Lavori pubblici di Civita Castellana, Gianluca Cerri - che ha visto l’Amministrazione impegnata per tre

anni nella definizione e chiusura dei lavori. Finché le opere di urbanizzazione non erano completate e

collaudate, infatti, il comune non poteva prenderle in carico, come era stabilito nella convenzione siglata dai proprietari con il comune

stesso. E’ stato un lavoro di concertazione molto lungo ma che finalmente dà i suoi frutti, consentendoci di acquisire l’area”. Appena

effettuata la voltura e l’allaccio alla rete pubblica, per la quale l’amministrazione si è già attivata, verranno accese le luci della pubblica

illuminazione. A breve saranno installate anche le luci della parte pubblica in seguito ad un finanziamento ottenuto dalla Regione Lazio.

Nel frattempo è stata già tagliata l’erba dell’area verde a servizio della zona.


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44 Campo de’ fiori

Devozioni Mariane

Il mese di Maggio dedicato alla Madonna

DOMENICA 27 MAGGIO, LA MODONNA AD RUPES IN PELLEGRINAGGIO PER LE VIE DEL

QUARTIERE SAN GIOVANNI DI CIVITA CASTELLANA Foto di Enrico Colopardi

CORCHIANO, DOMENICA 27 MAGGIO: INFIORATA IN ONORE DELLA MADONNA

Foto di Ermelinda Benedetti

MADONNA DI MAGGIO A FABRICA DI ROMA

La statuina della Madonna in pellegrinaggio per le famiglie di

Fabrica di Roma, ha fatto tappa anche a casa di Alba Iannoni,

dove si sono raccolti i fedeli per la recita del Santo Rosario.

Nella prima foto a sx Alba è ritratta insieme alla Statuina, nella

seconda con Elena, la sua badante.


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“Il Fumetto”

LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA

HAKAIJU di Shingo Honda

edito da GP Publishing – 3 volumi, in corso

di

Daniele Vessella

Orribilmente bello! Apparentemente un manga sportivo come

tanti, ma in realtà qualcosa di ben diverso, dato che dopo

poche pagine al basket subentrano ben altre problematiche.

Un classico triangolo amoroso tra un ragazzo come tanti, incapace

di divenire titolare, il suo amico talentuoso e la ragazza cui entrambi

sono interessati viene infatti sconvolto da un forte terremoto che

risveglia dei terribili mostri. (Trama tratta dal sito dell’editore.).

La condizione dell’umanità si capovolge: da predatori diventano

prede… prede di mostri a cui è impossibile scappare. E questo è

fantastico: l’uomo, che si sente superiore a tutti, è costretto a fuggire

per non essere divorato da un qualcosa che non sa come

sconfiggere. Per la prima volta, è impotente e impaurito come un

coniglio inseguito dal cacciatore. E nemmeno in questa condizione,

l’uomo si compatta… anzi, c’è chi cerca di primeggiare

l’uno sull’altro. L’autore mette a nudo i

difetti più beceri dell’umanità , esasperandoli in

maniera cruenta. Hakaiju è un’opera inusuale sia

per i temi trattati che per il tanto sangue versato

all’interno della stessa, ma proprio per questo…

stupenda!

Lascio l’indirizzo del mio blog:

http://danielevessella.blogspot.com/

L’uomo, che si sente

superiore a tutti, è

costretto a fuggire

per non essere

divorato da un

qualcosa che non sa

come sconfiggere.

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Campo de’ fiori

Cos’è un microchip? (prima parte)

Durante le nostre quotidiane telefonate con gli utenti abbiamo notato che molte persone non sanno cosa sia un microchip, né a cosa

serva. Il microchip è attualmente il miglior sistema esistente (anche se non privo di difetti) usato per identificare un

animale. Inizialmente testato per contrassegnare animali da reddito (ossia bestiame destinato alla macellazione), è stato introdotto

in tempi recenti come sistema di identificazione anche per gli animali da compagnia.

Tra questi e compatibilmente con le dimensioni dell’animale, si è soliti identificare le seguenti specie: cani, gatti, furetti, conigli,

cavalli, ma anche animali esotici tipo: iguane, tartarughe e pappagalli di grandi dimensioni.

Il microchip impiegato per le diverse specie è comunque sempre dello stesso tipo (ossia non esistono p.e. microchip appositi per gatti)

e l’unica cosa che cambia sono forma e dimensione a seconda del produttore.

In Italia è stata istituita nel 1991 a livello nazionale l’Anagrafe Canina da cui deriva l’obbligo per tutti i cittadini italiani di dichiarare

e quindi registrare il possesso di un cane presso l’Anagrafe Canina del proprio COMUNE DI RESIDENZA.

Questo obbligo vale quindi solo per tutti i proprietari di cani.

L’identificazione mediante microchip con rilascio da parte della ASL competente di un passaporto europeo e’ obbligatoria anche per

coloro che intendono recarsi all’estero con i loro animali da compagnia.

L’iscrizione all’anagrafe canina comportava in tempi passati l’assegnazione di un codice di lettere e cifre tatuato nell’orecchio o all’interno

della coscia destra.

Da alcuni anni si è passati ad un nuovo sistema di identificazione elettronica: il microchip. Il microchip, che in gergo tecnico è un

transponder, è una minuscola capsulina che può avere forme diverse ma che ha sempre un “ingombro” minimo: pochissimi millimetri

di lunghezza e di diametro.

Il microchip è realizzato in materiale che non provoca nessuna forma di rigetto o fastidio e che viene iniettato sottocute,

in poche frazioni di secondo, nella regione retroauricolare sinistra.

Il microchip emette un brevissimo segnale solo se “attivato” da un apposito lettore (in dotazione ai Servizi Veterinari delle ASL, ai

veterinari liberi professionisti, alla Polizia Municipale e, naturalmente, agli accalappiacani e alle Associazioni che si rispettino). Sullo

schermo di questo lettore appare una serie di 15 numeri, un codice unico al mondo che identifica:

con le prime TRE cifre il paese in cui all’animale è stato iniettato il microchip o il produttore del microchip

gli ultimi 12 numeri identificano l’animale

Praticamente è come aver messo una “targa” al proprio animale.

A cura dell’Associazione Incrociamo le Zampe

Questi 3 patatini cercano casa...sono 2 a

pelo lungo e uno forse! Ora sono

svezzati e pronti ad essere adottati...

Cercano una casa e naturalmente solo

amanti animali!!! Irene 3472232483

PITTA, 4 anni, sterilizzata, microchippata.

Scomparsa da Fabrica di Roma fine

aprile, forse rubata...

Anche solo per avvistamenti:

3454993788

Questa simil

volpina di circa

un anno è stata

trovata senza

chip. Molto

buona , ed educata,

non

abbaia, ma non

è abituata al guinzaglio.Cerca una buona

famiglia che le possa dare l’affetto che

per ora sembra non aver mai assaggiato....

Raffaella: 328 1489913

Rita STORRI-Presidente

3391123663

www.incrociamolezampe.org


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Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

CORTEO STORICO:

“CORRIDOIO BIZANTINO’’

Evento in onore della: ‘’VIA AMERINA”

Con la partecipazione dei personaggi storici:

IMPERATORE BIZANTINO MAURIZIO - IMPERATRICE COSTANTINA

ESARCA ROMANO - PAPA GREGORIO MAGNO - ESERCITO BIZANTINO

IL POPOLO DI ROMA

Data storica: VI sec. d.C.

Oggi la chiamano Via Tiberina perchè partendo da Todi costeggia più o meno la

valle del Nera e poi del Tevere da Perugia a Terni ad Amelia e poi a Narni, entra

ad Orte fino a scendere a valle, arrivando così a Fiano Romano, dopo aver passato

il Parco di Vejo, per scivolare dentro Roma. In realtà le tracce archeologiche

le troviamo all’altezza di Perugia, a Bettona, passava tra i monti di Todi, le valli di

Amelia, i canyon di Narni e i noccioleti di Orte , per imboccare da Corchiano,

Faleri, Nepi e Calcata il Parco di Vejo, proprio sotto i nostri piedi, laddove scavando

ancora si riescono a trovare le grandi lastre di pietra bianca e qualche

moneta romana. Il tratto più visibile lo trovate a Faleri, frazione di

Fabrica di Roma, in fondo al viale di Parco Falisco partendo da Cavo degli

Zucchi.

Sui libri più antichi la chiamano “IL CORRIDOIO BIZANTINO’’ mentre un gruppo

di studiosi credenti, sempre più folto, la chiamano “IL CAMMINO DELLA

LUCE’’. Perche’? Il popolo falisco costruì anticamente questa strada, la

via Amerina, per collegare longitudinalmente Vejo (alle porte di Roma)

con Ameria (la odierna Amelia), e vista la sua utilità commerciale e militare

i legionari Romani pensarono bene di basolarla con quelle grandi lastre bianche.

Era l’anno 240 avanti Cristo. Ma non bastò. I Romani la proseguirono a nord dal territorio umbro dell’alta valle del Tevere, per poi congiungerla

alla Via Flaminia e arrivare così al Mare Adriatico. Sta di fatto che la Via Amerina fu congiunta a nord anche tramite la Via

Poppilia per giungere alla celebre Aquileia (porta d’Italia, nel Friuli Venezia Giulia) e la via Emilia che andava verso l’interno della fertile

Padania.

Non e’ un caso se vi ho detto cio’, ma solo con questo schema, potete gia’ immaginare l’evolvere della nostra storia fatta di intrighi e

di conquiste, di belle amazzoni e grandi gladiatori.

I popoli Barbari iniziarano ad entrare e a invadere l’Italia da destra e da sinistra conquistando le nostre terre: era il tempo dei Goti e

dei Visigoti mentre fino a Roma arrivarono i Longobardi. Si era così spento l’Impero Romano d’Occidente .Erano i secoli sesto e settimo

dopo Cristo. Era anche l’epoca culminante in cui si scontrarono le realtà tra la cultura latina e la cultura barbarica, tra la fede di

Costantino e il politeismo. A causa delle invasioni l’Impero Romano spostò la sede a Costantinopoli, detta anche Bisanzio, da cui derì

il nome di Impero Bizantino o Impero Romano d’Oriente.

E così la VIA AMERINA cominciò ad essere il varco più facile da utilizzare per i pellegrini che volevano giungere a Roma, dai commercianti,

ma soprattutto dai Legionari Bizantini – vale a dire da coloro che portavano il “verbo’’, la parola sacra di Dio da Gerusalemme

a Roma, attraversando la Turchia o il Mediterraneo, la Romania, la Bulgaria e poi la Grecia e la ex Jugoslavia, con il rinascere del rispetto

delle reliquie, del Santo Graal, della Sacra Sindone, ma soprattutto riportando la scrittura e il valore dei colori delle ICONE.

Arrivò poi il tempo delle Crociate intorno all’anno 1000 e anche il passaggio dei Cavalieri Templari sembra aver lasciato le sue vestigia

con una croce rossa, una croce bianca e uno strano rosone a forma di Santo Graal anche nell’Abbazia di Santa Maria in Falleri.

Ma veniamo a noi, e alla breve storia ricostruita dal Corteo Storico “Corridoio Bizantino’’. Difatti Papa Gregorio Magno, disperato dalle

continue minacce di invasioni, prese a scrivere le sue continue epistole da Roma e ad inviarle all’Imperatore Bizantino MAURIZIO, che

dalla sua corte sfarzesca di Bisanzio, tra le sue odalische e i suoi ori, non si degnava di rispondere. Una delle ultime epistole fu inviata

allora a sua moglie Costantina, che preoccupata si adoperò presto per convincere l’Imperatore a inviare, in aiuto al Papa ormai

assediato dai Longobardi a Roma e minacciato dallo sbarco della prima flotta saracena all’antico Porto di Ostia. L’Imperatore partì e

raggiunse l’Esarca Romano a Ravenna con un folto esercito di Legionari per combattere e convincere a suon di denaro barbari e duchi

longobardi a non sterminare e saccheggiare più, aprendo trattative politiche sagge e senza sangue, nello spirito della fede cristiana.

Dunque, la cosa più bella da raccontare è che da allora ad oggi la VIA AMERINA è sempre stata meta di pellegrinaggio e Cammino

del Vangelo per assumere in sè il significato di tutto l’amore cristiano: IL CAMMINO DELLA LUCE.

D.ssa Cinzia Ciocci –bvAssociazione Bizantina Cioban’s Tours and Services

Telefono: 0761 569268 - email: eventocorteostorico@libero.it – Fabrica di Roma - Faleri

DOMENICA 24 GIUGNO 2012 – ore 21.00 - Programma


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Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

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PROGRAMMA FESTA DI “FALERI”

FESTA PARROCCHILE IN ONORE “S.S.GRATILIANO E FELICISSIMA”

- GIOVEDI 21 GIUGNO, ORE 20,00 - CENA DI BENEFICIENZA A FAVORE DEL GRUPPO PORTATORI DI

HANDICAP DI FABRICA DI ROMA

- VENERDI 22 GIUGNO, ORE 20,00 - APERTURA STAND GASTRONOMICI SI BALLA CON WILLIAN

PASINI

- SABATO 23 GIUGNO, ORE 20,00 - STAND GASTRONOMICI SI BALLA CON ADRIANO SHOW

- DOMENICA 24 GIUGNO, ORE 20,00 - STAND GASTRONOMICI SI BALLA CON I FAMOSI”FABRIZIO E

I SIMPATICI ITALIANI”

“12 SAGRA DELLA ZUCCHINA IN FIORE”

- GIOVEDI 28 GIUGNO, ORE 20,00 - “III° TORNEO DI BURRAGO” - STAND GASTRONOMICI

- VENERDI 29 GIUGNO, ORE 20,00 - STAND GASTRONOMICI CON I

FAMOSI FIORI FRITTI, SI BALLA CON IL DUO PROIETTI

- SABATO 30 GIUGNO, ORE 20,00 - STAND GASTRONOMICI SEGUE

ORCHESTRA SPETTACOLO VALLI&PALMA

- DOMENICA 01 LUGLIO, ORE 20,00 - STAND GASTRONOMICI SEGUE

LA CHIUSURA DELA SAGRA CON LA FAMOSA BAND LA

VOGLIA MATTA

MEMORIAL ASSOCIAZIONE “BOCCIONE”

- VENERDI 06 LUGLIO,. ORE 20,00 - CENA SOCIALE ASSOCIAZIONE

SIMONE GIANFELICI “BOCCIONE”

- SABATO 07 LUGLIO, ORE 15:30 - 2° MOTOGIRO “LOST LIFE LAP”

ORE 20,00 - STAND GASTRONOMICI ORE 21,00

SPETTACOLO MUSICALE “ROCKASTERZO” E “RIFFLESSI”

- DOMENICA 08 LUGLIO, ORE 20,00 - STAND GASTRONOMICI CHIUSURA FESTE CON “CINZIA LIVE EI RE DEL BALLO”

Balcone fiorito: torna il concorso nel centro di

Civita Castellana

Per il secondo anno consecutivo l’amministrazione

comunale ripropone infatti il premio Balcone

Fiorito, al quale lo scorso anno hanno partecipato

più di venti concorrenti, abbellendo con vasi e

fiori di ogni sorta i propri balconi, davanzali, negozi e vicoli. Di 750 euro è

l’importo del primo premio, di 450 il secondo e di 300 il terzo. La partecipazione

è aperta a tutti coloro che possiedono o hanno in locazione una abitazione,

un’attività commerciale, un’attività artigianale o similari nel centro storico

di Civita Castellana, anche non residenti, comprese le associazioni, le scuole,

gli uffici, gruppi di quartiere e prevede l’abbellimento di balconi, davanzali,

angoli fioriti, fronti di esercizi commerciali e vicoli. La richiesta di partecipazione

dovrà pervenire entro il 15 giugno, mentre il periodo di riferimento

per la valutazione andrà dal 20 giugno fino al 15 settembre.

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito del comune di Civita Castellana.

Corsi di informatica: le iscrizioni fino al 4 giugno

Sono aperte le iscrizioni per i tre corsi gratuiti di informatica:

corso base, avanzato e per la patente europea,

organizzati dal distretto socio- sanitario VT5 in collaborazione

con l’associazione ARCI. I corsi base e

avanzato si terranno nei comuni di Nepi, Castel

Sant’Elia e Corchiano. Il corso per la patente europea

si terrà nel comune di Civita Castellana. Le

iscrizioni potranno essere effettuate, dalle persone residenti nel comune di Civita

Castellana, presso la sede dei servizi sociali corso Bruno Buozzi, 17, ultimo piano,

nei giorni di martedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e giovedì dalle ore 9.00 alle

ore 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00, attraverso l’apposita scheda di accesso. La

scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 04 giugno

2012. Solo per coloro che intendono partecipare al corso per la patente europea

sarà necessario superare una preselezione che si terrà presso la sala consiliare

del comune di Nepi con data da destinarsi.


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50 Campo de’ fiori

Una “Fabrica” di ricordi

Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma

Il casaletto di nonno Lisandro

Era proprio questo

il periodo adatto

per costruire i

casaletti in campagna,

e per la bella stagione

e per il relativo periodo

di calma nei lavori dei

campi.

di Sandro Anselmi Gli ulivi erano stati

potati, le viti si ricoprivano

di giovani gemme, il grano era un bel

prato lussureggiante, contrappuntato da

papaveri rossi.

Le piogge avevano già costretto ad un

relativo riposo, durante il quale si erano

preparati gli attrezzi per la prossima raccolta.

Ora con le belle giornate si intraprendeva

“l’impresa” per la costruzione dei

casaletti.

Zio Gioacchino, fratello di mia nonna, era

noto per la sua perizia e per la velocità

con le quali eseguiva l’opera. Con al seguito

una manovalanza improvvisata, iniziava

a cavare, con il piccone, i conci irregolari di

tufo che occorrevano all’abbisogna.

Tracciava poi un solco nel terreno per realizzare

le fondamenta e delimitare il perimetro

dell’opera. Legava le file di tufo

bianco ad incastro con la terra argillosa del

posto che, abbondantemente bagnata,

sarebbe diventata dura come il cemento.

Sopra il vano della porta lasciava delle

buche per fare entrare i piccioni che

avrebbero nidificato all’interno. Create,

Fabrica di Roma - Località Gricciano. Il casaletto di nonno Lisandro.

poi, le pendenze per il tetto, intrecciava i

rami di ginestra alle robuste canne che ne

formavano l’ossatura.

Alla fine della giornata il casaletto era

pronto.

Quante persone sudate e stanche vi

saranno corse a ripararsi dalle improvvise

piogge e quante storie saranno state raccontate

sui quei sedili improvvisati, in attesa

che tornasse sereno…

Visita il

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Campo de' fiori 92.qxp:1-52.qxd 05/06/12 09.37 Pagina 51

Campo de’ fiori 51

La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri

Tanti auguri a

Vera

Bongarzone

che l’8 giugno

compie 84 anni,

da tutti i nipoti

e dal piccolo

Diego.

Dolcissimi auguri ad ANNA MARIA

COLOPARDI che il 2 maggio ha compiuto i

suoi primi...ANTA! In questo giorno speciale

ti ringraziamo per aver creato una

così bella famiglia! Ancora immensi auguri

da tuo marito Giuseppe, i figli Maila e

Ares e da tutto il resto della tua famiglia!

Tantissimi auguri di buon

compleanno a Michele

Moscioni che il 19 giugno

compie gli anni, dalla mamma,

il papà, il fratello, gli amici e

tutta la redazione di

Campo de’ fiori

Frizzanti auguri per i prossimi successi agonistici

nel Judo alla civitonica Asd Yama Arashi

G.P. e al Dirigente scolastico Franco Chericoni

per il suo lavoro sportivo e non!

Auguri a queste due scimmiette…

Aurora Ciampricotti e

Giulia Donati che il 27 maggio

ricevono il sacramento della

Comunione. Siete dolcissime!

Auguri da tutti noi: Patrizia,

Michel, Matteo e Sara.

Che sorpresa eh!!! Auguri!

Auguri comare! Ti

voglio bene… Sara

Auguri anche da me…

ti voglio bene anch’io!

P.S. Auguri anche da

tutti quelli che ti

vogliono altrettanto bene, e ti assicuro che

sono veramente tanti!

Buon compleannoCri! Un bacio… Patrizia

Tantissimi auguri di buon

compleanno a Tamara

Micheli che il 31 Maggio

compie gli anni, dal marito

Fabrizio e dalle sue

piccoline.

Tanti auguri a Irma

Primanni per i suoi 89

anni dalle nipoti Adriana

e Laura.

Auguri a mia

sorella Varga

Florina che il 4

maggio ha compiuto

40 anni, da

parte di Oana, del

cognato Sau

Iulian e del nipote

Mattia....

Tanti auguri a

Riccardo Brocchi

che il 13 Maggio

ha ricevuto la

sua prima

Comunione. Con

tanto amore da

zia Viorica e la

nonna Piroska.

Un ringraziamento

speciale da parte di

Saeed a don

Claudio Monarca, a

Feruccio Raffaele

Nocente ed a

Francesco

Patruzzo.


Campo de' fiori 92.qxp:1-52.qxd 05/06/12 09.37 Pagina 52

52

Campo de’ fiori

L’angolo del poeta

Cara Umildonna

Cara Umildonna di bianco vestita

non starmi a mirare così deperita.

Fa’ che il cielo ritorni azzurro

con mille nuvole tutte di burro,

che fra i rilievi profondi e rocciosi

spuntino i fiori rigogliosi.

Fa’ che il bello minacci il brutto

fa’ che dal fiore si generi il frutto.

Cara Cecilia ti chiamo

Umildonna,

tu siedi alla destra della Madonna.

Sappiamo

Sappiamo come nacquero le stele

e come anch’esse un giorno moriran

no.

Molte cose sugli astri conosciamo

da quando dell’universo fu negata

la nostra osannata centralità.

La scienza, mai stanca di scoprire,

quel che è ancora insondabile mistero

con le sue chiavi aprirà.

Ma ben più umano era il nostro cielo,

quando al viandante sul deserto via

tante storie mitiche raccontava

e quando ad esso l’uomo si volgeva,

in ogni caso di sua avversità.

E ben ricordo la cara nonna mia

che a legger nel brillio di una stella

messaggi e baci di un suo morto figlio,

di notte alla finestra si affacciava.

Che la scienza trionfi è ben che sia,

ma cosa è un mondo senza fantasia?

Roberto Marino

ITALIA 2012

Il mio pensiero corre sconsolato

al disastro che incombe sullo Stato

che ne sarà del popolo italiano!

Le caste...le lobby... i circoletti

terreno fertile per i più furbetti.

I politici stanno comodi in poltrona

mentre la gente a terra si ritrova

e la camorra, regina di ogni cosa,

solo se chiami quella si lavora.

Qualcuno cerca ancora “l’altruista”

vane chimere...

Adesso esiste solo “l’egoista”.

Allora stiamo saldi e ragioniamo

ma se mandassimo tutto a quel paese?

Come di incanto si dimezzano le spese

e noi con la mente alleggerita

guarderemo più sereni a questa vita

l’Italia tutta sarebbe rifiorita!

Beh!...

Meno male che c’è Monti

a pensarlo siamo in molti!!!

Elsa Berardi

Classe III A

Scuola Primaria “Don Bosco”

Civita Castellana

Maria Del Priore

Civita Castellana 17 Febbraio

2012

Pubblichiamo la lettera di protesta inviataci in redazione il 27.03.2012

da un nostro lettore... disperato!!!

Gentile Redazione di Campo de’ fiori, mi chiamo Vittorio e ho 53 anni. Vi scrivo da Civita Castellana

e spero che pubblicherete la mia lettera.

Gli incivili del pallone

A Civita Castellana, in Piazza della Liberazione, tutte le sante sere, di tutto l’anno, anche con il freddo

pungente, un gruppo di ragazzi (tutti più che maggiorenni) improvvisa vere e proprie partite di

pallone che iniziano verso le 22 e finiscono verso le 2 di notte. Noi abitanti della Piazza siamo tutti esasperati. Il

rimbombo di questo pallone non ci fa chiudere occhio e non ci fa neanche vedere in pace la televisione, perché il rumore

è talmente forte che copre gli altri suoni. Questi ragazzi per delle ore intere, sbattono il pallone addosso alle macchine,

addosso alle serrande dei negozi, addosso al monumento che sta al centro della Piazza. In più urlano in modo disumano

tutta la sera, bestemmie continue, musica a volume discoteca. Che l’inciviltà regnasse sovrana non è una novità,

però… Suppongo che questi ragazzi non lavorIno, non studino e che le loro famiglie non si interessIno minimamente di

loro. Vi scrivo non solo da parte mia, ma da parte di altre famiglie che abitano intorno alla Piazza: bambini piccoli, anziani

ammalati o semplicemente persone che si alzano molto presto per andare a lavorare in ceramica.

Il sonno è sacro e noi lo rivogliamo.

Vittorio


iore

raio

012

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Campo de’ fiori 53

Oroscopo di Giugno

by

Cosmo

a


e?

se

a

ti

!!!

ARIETE 21 Marzo - 20 Aprile

cominciano con i primi

caldi i progetti di viaggi e

di passioni sotto le stelle di

una spiaggia da tropico...

bhè non vi mancherà

certo la compagnia per valutare un'eventualità

del genere, adesso però non

cominciate a sperperare di nuovo!

TORO 21 Aprile - 20 Maggio

Lstelle vi consigliano

comunque di fare del

vostro meglio per chiarire

la vostra condizione con il

partner e gestire al meglio

la vostra storia d' amore che con i primi

caldi potrebbe subire una flessione, ma ci

penserà l' estate a dinamizzarla.

GEMELLI 21 Maggio-21

Giugno Numeri uno indiscussi

dopo un lungo

avvento che vi vede a

poche settimane dal trionfo

totale. Al lavoro si chiudono

patti e contratti davvero sudati ma

meritatissimi, mentre il risveglio dei sensi

è celebrativo e solarissimo.

CANCRO 22 Giugno - 2

Luglio Dopo un po' di fatica

economica ed interminabili

questioni familiari, finalmente

molto più leggere e

risolvibili,il vostro cielo si prepara ad accogliere

la meravigliosa Venere che vi accenderà

come tizzoni ardenti, romanticissimi

e pronti ad una prematura voglia di mare.

LEONE 23 Luglio - 22

Agosto Ecco finalmente le

vostre auguste maestà

zodiacali uscire dalle ultime

settimane di restrittezze

economiche ed esistenziali

per trionfare in un meraviglioso

exploit solare che vi metterà al centro dell'

attenzione.

VERGINE 23 Agosto - 22

Settembre L'economia ed il

lavoro sembrano concretamente

dei problemi a

cui fare fronte in maniera

diversa, tensioni per chi

attende degli incarichi che forse tarderanno

ad arrivare, ma non perdetevi d' animo

avrete tutto il tempo di riorganizzarvi.

BILANCIA 23 Settembre

- 22 Ottobre Il vostro

periodo è in netta risalita

anche nei rapporti

sociali, e se credevate di

aver perso in amore

state di nuovo accorgendovi di quanto piacete

e di come la vostra realtà può diventare

meravigliosa con l'amore che rinasce.

SCORPIONE 23 Ottobre -

21 Novembre Se volete di

nuovo rendervi protagonisti

delle vostre vite ed

afferrare con piena passione

le opportunità

nuove che la vita ha in serbo per voi è il

momento giusto, venite da un periodo in

cui vi siete dovuti un po' trascurare.

SAGGITTARIO 22 Novembre

- 20 Dicembre

Questo è un periodo dell'

anno che vi obbligherà a

stare un po' più calmini da

un sacco di punti di vista,

sta per cominciare infatti un perido davvero

importante in cui oculatezza e prudenza

saranno i concetti chiave, godetevi la

serenità di aver costruito davvero bene.

CAPRICORNO 21 Dicembre

- 19 Gennaio Patti ed accordi

nuovi cancellano e resettano

il vecchio equilibrio

dando luogo alle condizioni

che desideravate per allargarvi,

esprimervi e per acquisire le solide

posizioni che tanto vi piacciono.

ACQUARIO 20 Gennaio - 18

Febbraio Liberi come non

mai! Da tutte le noie che in

questo inizio anno vi hanno

impedito di portare a termine

alcuni progetti importanti,

finiscono gli ostacoli e se veramente vi

siete ingegnati in direzioni che vi stanno

già dando risultati più che positivi continuate.

PESCI 19 Febbraio - 20

MARZO Sarà un periodo

davvero pieno di decisioni

importanti da sostenere il

vostro animo inquieto

sente finalmente di potersi

dedicare ad altro,non mancano di certo gli

stimoli per nuove carriere o interessi.


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54

Campo de’ fiori

Album de

Campo de’ fiori

9

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21

14

Civita Castellana - 4 Novembre 1950. Cerimonia religiosa degli invalidi delle due Guerre.

1. Nardino Brunelli, 2. Romano Calamanti, 3. Arturo ...,, 4. Alberto Barboni (“la piaga”), 5. Valdimiro Micheli, 6. Umberto Vegni, 7. Siro Gentili,

8. Orlando Vaselli, 9. Alfredo Abballe, 10. Paolo Vaselli, 11. Luigi Vaselli, 12. Rosato Rossini, 13. Spasimino Smargiassi, 14. Tombolini Onorio,

15. Capitano Carotti, 16. Galliano Cresca, 17. Mario Alessandrini, 18. Antonio Basili, 19. Norio Matteucci, 20. Vincenzo Piero, 21. Nazzareno Natili (“Neno”).

Foto del Sig. Roberto Pieri.


Campo de' fiori 92.qxp:1-52.qxd 05/06/12 09.38 Pagina 55

Campo de’ fiori

55

ei ricordi

Campo de’ fiori

Ponzano, 11 Febbraio 1972.

In piedi da sx:

..., Lia Banditelli, Luisa Molinari, Danila...,

Mario Corteselli, Domenico Fortuna,

Sandro Verticchio.

In basso da sx:

don Mario Valeri e don Bruno Gagliarducci.

Foto della Sig.ra Luisa Molinari.

Campo de’ fiori

Milano - Piazza del Duomo.

Anni ‘70.

Giuliana Valeri, nel pieno della sua forma fisica,

e Piero Sisti, detto “il Molleggiato”.


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56

Campo de’ fiori

Album de

Campo de’ fiori

Fabrica di Roma - 1960. In piedi da sx: Giuliana Pascucci, Natalina Surano, Dina Salvi, Carla Mignoni, Lucia Narduzzi, Maestro Giovanni Cencelli,

Mariarosa Alessi, Luigina Morelli, Carla Cuneo, Liliana Orsi.

In basso da sx: ..., Luciano Anselmi, ..., ..., ..., Domenico Ciappici, Piero Anselmi, .... Foto del Sig. Remo Cencelli


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Campo de’ fiori 57

ei ricordi

Campo de’ fiori

Fabrica di Roma - anni ‘80. In Pidi da sx: Massimiliano Francola, Lorenzo Mecarelli, Giuseppe Iannoni, Ivano Cencelli,

... Cefaro, Gianluca Campana, Milvio Malatesta, Giuseppe Tirittera, ... Alessi, Vincenzo Francola, , Luciano Anselmi.

In basso da sx: Antonio Patera, Slavatore Guidi, ... Spallacci, Francesco Cecchini, ..., Ivano Venanzi.


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58

Campo de’ fiori

Album de

Campo de’ fiori

Carbognano - anni ‘60. Festa in piazza con la banda musicale.


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Campo de’ fiori 59

ei ricordi

Corchiano.

Maggio 1982.

Infiorata.

Franco e Rossella Prosperi.

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Corchiano.

Anni ‘70.

Da sx:

Prospero Prosperi e

Domenico Todini


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60

Campo de’ fiori

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