Bilancio Sociale 2004 - Cesvov

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Bilancio Sociale 2004 - Cesvov

Bilancio Sociale 2004


Il bilancio sociale è stato realizzato

con l’affiancamento del CREARES

Centro di Ricerche su Etica negli Affari

e Responsabilità Sociale

dell’Università dell’Insubria di Varese

CESVOV

Centro di Servizi per il Volontariato

della provincia di Varese

Viale Sant’Antonio, 5

21100 Varese

Tel. 0332 831601

Fax 0332 834980

www.cesvov.it

varese@cesvov.it


Centro di Servizi

per il Volontariato

della provincia di Varese

Bilancio Sociale 2004

Varese 2005


INDICE

pagina

PREFAZIONE 5

Avv. Giuseppe Guzzetti – Presidente Fondazione Cariplo

LETTERA DI SALUTO 7

Prof.ssa Rossella Locatelli – Preside Facoltà di Economia

dell’Università degli Studi dell’Insubria

INTRODUZIONE 9

Dott.Vincenzo Saturni – Presidente CESVOV

1. PREMESSE 11

Il CESVOV nel panorama dei CSV 12

Obiettivi di fondo del CESVOV e del suo Bilancio Sociale 14

La metodologia del processo di rendicontazione sociale 17

2. L’IDENTITÀ 21

La missione 22

La nascita e lo sviluppo dei Centri di Servizio in Italia ed in Lombardia 25

La storia del CESVOV 29

L’assetto istituzionale 33

L’Assemblea dei soci 33

Il Consiglio Direttivo 35

Il Collegio dei Revisori 36

Gli sportelli sul territorio 37

I destinatari dei servizi 40

3. GLI STAKEHOLDER 47

4. LE RISORSE UMANE 53

5. LE RISORSE FINANZIARIE 60

6. LE ATTIVITÀ 69

Promozione 70

Consulenza 80

Formazione 88

Comunicazione/Banca dati 97

Altre attività 105

7. QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE 107

3


PREFAZIONE

PREFAZIONE

È sempre interessante avere l’occasione di leggere il bilancio sociale di una organizzazione

del Terzo Settore; lo è ancora di più potere leggere il bilancio sociale di un Centro servizi per

il volontariato.

Il bilancio sociale è infatti uno strumento assai utile per percepire con maggiore precisione

l’attività e l’impatto di organizzazioni che non producono direttamente beni o servizi vendibili,

come il CESVOV, ma la cui funzione è piuttosto quella di contribuire al miglioramento

del “capitale umano e sociale” di un territorio attraverso l’erogazione di informazione, formazione

e consulenza organizzativa e gestionale. In questo caso, il semplice bilancio civilistico

– pur essenziale – non riuscirebbe infatti a trasmettere completamente l’informazione

relativa alle attività svolte da una organizzazione ed al loro possibile impatto sul territorio.

Proprio dal bilancio sociale del CESVOV si percepisce il valore delle azioni svolte nella promozione

del volontariato, nella consulenza alle sue organizzazioni, nella formazione dei volontari,

nel censimento delle organizzazioni e nella comunicazione delle loro attività. Si tratta

di azioni che hanno ormai una sedimentata tradizione e nelle quali il CESVOV mostra una

specializzazione crescente. A questo riguardo, mi pare inoltre assai lodevole il fatto che il CE-

SVOV, fin dall’inizio della propria attività e grazie ad una convenzione con la Provincia di

Varese, abbia deciso di erogare i propri servizi non solo alle organizzazioni di volontariato,

ma anche ad altre realtà del Terzo Settore attive nella provincia. Il rafforzamento complessivo

del settore delle organizzazioni senza scopo di lucro – e non solo della sua componente volontaria

– rappresenta infatti un passaggio fondamentale per il miglioramento della qualità

della vita e della competitività del territorio lombardo, obiettivo che la Fondazione Cariplo

tenta continuamente di perseguire attraverso la propria azione.

Da questo punto di vista, per la Fondazione Cariplo, i Centri di servizio per il volontariato rappresentano

un “partner” importante nel processo di rafforzamento della società civile e della

sua capacità di farsi carico dei bisogni di una comunità, specie di quelli espressi dai soggetti

più deboli. La Fondazione Cariplo crede molto in azioni che mirino ad irrobustire il tessuto associativo

locale, a creare e rafforzare organizzazioni che si facciano carico dei problemi della

collettività, a sviluppare lo spirito solidaristico e la attitudine alla donazione individuale di

tempo e denaro: si tratta di azioni essenziali per rafforzare una società pluralista e solidale. La

complessità e la varietà crescente dei bisogni manifestati dai cittadini, unita al fatto che la risposta

a molti di questi bisogni passi ormai attraverso “azioni relazionali” piuttosto che nella

semplice erogazione di un servizio materiale, rende infatti le organizzazioni della società civile

un elemento essenziale di un rinnovato e più efficace sistema di welfare.

5


PREFAZIONE

Con il progetto di sviluppo delle Fondazioni delle comunità locali, la Fondazione Cariplo si è

mossa proprio nella direzione di rafforzare ulteriormente la società civile italiana, contribuendo

a creare soggetti che ancora mancavano entro il nostro paese. La creazione delle

Fondazioni delle comunità locali - istituzioni specializzate nella raccolta delle donazioni e

nella erogazione di contributi ad organizzazioni che perseguono cause socialmente meritevoli

e che realizzano progetti di elevata utilità sociale – mira infatti a rafforzare lo spirito di

donazione e di solidarietà entro le nostre comunità. Proprio su questo terreno – su cui l’azione

della Fondazione è complementare a quello dei Centri di servizio – si potranno sperimentare

future occasioni di incontro.

Giuseppe Guzzetti

Presidente Fondazione Cariplo

6


LETTERA DI SALUTO

LETTERA DI SALUTO

È con vero piacere che scrivo queste poche righe di presentazione del bilancio sociale 2004

del Centro di Servizi per il Volontariato della Provincia di Varese (CESVOV).

La Facoltà di Economia e il neo costituito CREARES, Centro di Ricerche su Etica negli Affari e Responsabilità

Sociale operante presso il Dipartimento di Economia dell’Università dell’Insubria,

hanno messo volentieri a disposizione del Cesvov le proprie competenze e conoscenze per la realizzazione

del suo primo bilancio sociale. Riteniamo infatti che l’ambito della rendicontazione

sociale costituisca un terreno molto fertile sul quale mettere alla prova le conoscenze e la ricerca

maturata in Università. Questa collaborazione è, quindi, una delle modalità con le quali la

nostra realtà universitaria si propone di costituire un attore del territorio utile per il territorio.

La redazione del bilancio sociale non deve e non può essere semplicemente un’operazione di

comunicazione, magari addolcita e smussata delle punte critiche. È molto di più. È il modo

per “rendere conto” a tutti gli interessati del complesso delle attività svolte e delle modalità attraverso

le quali si persegue la propria missione sociale. Questa funzione esplicativa porta a

comprendere perché per le organizzazioni non profit il bilancio sociale è lo strumento principale

di rendicontazione della propria attività. I dati di un bilancio d’esercizio non riescono

infatti ad illustrare compiutamente il contenuto e la rilevanza dell’attività svolta, laddove

la sola dimensione monetaria non è in grado di descriverne i tratti salienti.

Per il Cesvov, inoltre, la prima edizione del bilancio sociale costituisce non solo una chiara

testimonianza dell’importante ruolo svolto, nel tempo, dal Centro a supporto delle organizzazioni

e delle associazioni non profit, a cui offre un’ampia varietà di servizi rilevanti per lo

sviluppo delle loro attività; ma anche una chiara rappresentazione delle linee di cambiamento

del contesto normativo, che impongono al Centro la definizione di importanti decisioni

strategiche per lo sviluppo futuro delle proprie attività.

La costruzione di un bilancio sociale rappresenta per un’organizzazione, sia essa di tipo profit

che non profit, al contempo un punto di arrivo e un punto di partenza. È punto di arrivo

perché è risultato di un processo, mai facile e rapido, di presa di coscienza e di esplicitazione

del proprio ruolo, della propria missione e degli elementi sui quali fa perno la propria ragione

di esistenza. È strumento attraverso il quale si comunicano all’insieme dei propri stakeholder

le modalità con le quali si interpreta la propria missione e si dà ad essa attuazione. È

un punto di partenza, poiché il processo finalizzato alla redazione del bilancio sociale implica

un lavoro di analisi e di riflessione critica sulle scelte organizzative, operative e gestionali

di un ente che, nell’immediato, devono essere comunicate in modo semplice ed efficace ai

7


LETTERA DI SALUTO

soggetti a vario titolo interessati alla sua esistenza, ma che porta anche ad evidenziare gli ambiti

nei quali necessitano ulteriori interventi e affinamenti che costituiranno l’essenza delle

successive edizioni del bilancio sociale.

Il percorso per la redazione del bilancio sociale del Cesvov ha costituito per i ricercatori dell’Università

dell’Insubria un’importante occasione di crescita professionale e culturale. Ci auguriamo

che il cammino avviato insieme sia lungo e produttivo di ottimi risultati per tutti.

Prof.ssa Rossella Locatelli

Preside Facoltà di Economia

dell’Università degli Studi dell’Insubria

8


INTRODUZIONE

INTRODUZIONE

Lo scopo del bilancio sociale è fornire una rappresentazione coerente con l’identità dell’organizzazione

e con le esigenze informative dei soggetti interessati. Questo è un processo culturale

che comporta l’interrogarsi sulla propria identità, l’indagare se e come lo scopo e i valori

dichiarati si tramutano in reale azione, il ricercare indicatori per “misurare” il perseguimento

della propria missione e gli effetti sociali determinati, tutto questo anche alla luce del

punto di vista dei nostri stakeholder.

Pertanto l’attenzione massima posta nei confronti dei nostri interlocutori, la volontà di “tranquillizzare”

tutti coloro che vedono nella nostra attività un punto fermo a garanzia del buon

esito delle loro iniziative, ci hanno spinto a dotarci di strumenti che aiutino in questo senso:

uno di questi strumenti è il bilancio sociale.

Il CESVOV, infatti, ha sempre ritenuto di dover rendicontare i risultati della propria attività

sia attraverso la pubblicazione del bilancio, sia attraverso i dati quantitativi dei servizi forniti

tramite il “rapporto annuale”, anche confrontandoli con quelli degli altri Centri di Servizio

per il Volontariato.

Altro aspetto fondamentale per una rendicontazione adeguata e per diffondere informazioni

è rappresentato dalla capacità di comunicare in modo efficace. Il CESVOV si è attivato in

tal senso sin dai primi mesi di attività, utilizzando alcuni strumenti ritenuti strategici:

■ il notiziario che rappresenta lo strumento di maggior diffusione delle attività, delle novità

e mantiene un “filo diretto” con i diversi interlocutori;

■ il sito internet che svolge un ruolo essenziale per raggiungere in tempo reale una vasta fascia

della popolazione su tematiche di estrema attualità;

■ la raccolta e la pubblicazione dei dati dell’attività svolta, che sono inseriti in una pubblicazione

presentata in un incontro pubblico organizzato in stretta collaborazione con il

Comitato di Gestione dei Fondi per il Volontariato della Lombardia.

Sulla base di queste premesse il CESVOV, credendo nell’importanza della stesura del proprio

bilancio sociale e con l’obiettivo di fare da capofila per le organizzazioni non profit operanti

sul territorio provinciale, ha avviato questo percorso.

Credo di poter affermare che il risultato ottenuto sia un punto fermo per proseguire sulla strada

della trasparenza e della comunicazione e una delle iniziative portanti dell’attività del

Consiglio Direttivo. Esso costituisce inoltre uno strumento di crescita interna, di costruttivo

confronto con i nostri interlocutori, di rilevazione di eventuali criticità e dei possibili correttivi

da apportare ai fini del costante miglioramento della qualità del nostro operare.

9


INTRODUZIONE

Il “prodotto” che presentiamo con questa pubblicazione è il primo bilancio sociale del CE-

SVOV e pertanto, come tutte le prime edizioni, costituisce l’avvio di un percorso, con i pro ed

i contro, e come tale sempre perfettibile.

Conscio di non aver illustrato tutte le valenze del nostro lavoro, ma speranzoso che questo possa

costituire una traccia per guidare l’azione di tanti altri soggetti operanti nel non profit,

concludo ringraziando tutti quanti hanno creduto e sostenuto questa nostra iniziativa stimolandoli

a proseguire in questo importante lavoro.

Vincenzo Saturni

Presidente del CESVOV

10


Premesse


PREMESSE

IL CESVOV NEL PANORAMA DEI CSV

Le origini del

CESVOV:

la legge quadro

sul volontariato,


Dal volontariato

spontaneo a

quello

organizzato, …

All’origine di tutto vi è la legge quadro sul volontariato, la n. 266 dell’11 agosto 1991. Per la

prima volta in Italia il legislatore definiva in modo compiuto cosa dovesse intendersi per volontariato

e, conseguentemente, quali organizzazioni avrebbero potuto definirsi come tali. In

realtà l’oggetto principale della legge era ed è la regolamentazione del volontariato non in sé

e per sé, quanto del volontariato organizzato e delle modalità con le quali questa realtà, di

cui veniva finalmente sancito il valore per il Paese, doveva relazionarsi con il settore pubblico.

Benché con qualche remora ancora evidente, l’Italia faceva un ulteriore passo in avanti

nella ricezione nel suo ordinamento di quel principio di sussidiarietà che tanto caro era stato

alla dottrina sociale della Chiesa e che ribaltava fin dalle fondamenta il principio dello Stato

etico di derivazione hegeliana 1 . È da notare, peraltro che nel testo dell’enciclica citata si fa

ancora riferimento alla funzione di supplenza, quasi che la legittimità con la quale i corpi intermedi

operano nel sociale sia limitata ai casi in cui lo Stato non sia in grado di adempiere

ai propri compiti. In tempi più recenti, questo concetto è stato ridimensionato riferendolo più

propriamente ai soli ambiti di stretta competenza pubblica con un dibattito ancora aperto circa

la loro precisa mappatura.

Con la legge quadro si chiedeva al volontariato di porre fine alla fase pionieristica e di svolgere

in modo ancora più efficace quel ruolo sociale e politico di cui aveva dato ampia prova

fino ad allora. In cambio di ciò e delle conseguenti agevolazioni che venivano riservate

alle organizzazioni di volontariato, veniva chiesto loro di strutturarsi meglio. Il superamento

della fase pionieristica e la formalizzazione dei diversi aspetti della vita associativa sanciti dalla

legge trovavano traduzione non solo nella procedura di iscrizione ai registri che richiedeva

l’adempimento di alcune formalità burocratiche, ma anche dal complesso di ulteriori procedure

che veniva richiesto alle organizzazioni.

Prima di questa legge quadro non era scontato nemmeno che ogni gruppo o associazione

avesse uno statuto vero e proprio, per non parlare poi di contabilità e dichiarazioni dei redditi

o di adempimenti assicurativi a favore di aderenti e beneficiari. Certo, vi erano associazioni

più strutturate, soprattutto le grandi associazioni e le federazioni nazionali che sotto

questi aspetti erano già abbastanza attrezzate; ciò in virtù della stessa complessità della loro

struttura e necessitate magari dall’avere personalità giuridica con gli obblighi che questo comportava.

Le piccole realtà locali, diffuse in modo capillare sul territorio ma slegate tra loro,

1

Pio XI, QUADRIGESIMO ANNO, Roma, 1931, c. 81. “Perciò è necessario che l’autorità suprema dello stato, rimetta ad associazioni

minori e inferiori il disbrigo degli affari e delle cure di minor momento, dalle quali essa del resto sarebbe più che

mai distratta; e allora essa potrà eseguire con più libertà, con più forza ed efficacia le parti che a lei solo spettano, perché

essa sola può compierle; di direzione cioè, di vigilanza di incitamento, di repressione, a seconda dei casi e delle necessità.

Si persuadano dunque fermamente gli uomini di governo, che quanto più perfettamente sarà mantenuto l’ordine

gerarchico tra le diverse associazioni, conforme al principio della funzione suppletiva dell’attività sociale, tanto più forte

riuscirà l’autorità e la potenza sociale, e perciò anche più felice e più prospera la condizione dello Stato stesso.”

12


PREMESSE

esprimevano invece una quasi totale repulsione per tutto ciò che appariva ai loro occhi “inutile

burocrazia”. C’era anche chi teorizzava una inconciliabilità di ruoli, evidenziando la tensione

ideale insita nell’azione volontaria e rigettando l’istituzionalizzazione di queste attività

che - a loro dire - avrebbe finito con l’isterilire la novità e l’alterità delle associazioni.

La nota insofferenza verso gli aspetti gestionali ed amministrativi e la consapevolezza di una

diffusa mancanza di competenze adeguate a farvi fronte, indussero il Parlamento a stabilire

anche l’istituzione dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV). Questa previsione, al pari di

quanto constatabile con riferimento alla L. 266/91, introduceva una realtà nuova per l’ordinamento

italiano e per certi versi anche per quello europeo. Si modificava, in tal modo, la tradizionale

logica del sostegno che lo Stato e, più in generale, gli enti pubblici avevano dato al

volontariato fino a quel momento: si passava dalle erogazioni di denaro alla messa a disposizione

di servizi nell’ottica di favorire una crescita autonoma delle organizzazioni di volontariato.

I CSV, dunque, sono stati interpretati dal legislatore come uno strumento utile per accompagnare

il cammino di trasformazione del volontariato stesso verso una maggiore consapevolezza

del ruolo tutt’altro che secondario che gli era stato riservato nella società italiana.

D’altronde questa era la stessa direzione indicata da Maria Eletta Martina alla guida del Centro

Nazionale per il Volontariato di Lucca e in seguito dalla Banca di Roma, che nel 1990 aveva

dato vita alla FIVOL (Fondazione Italiana per il Volontariato) diretta dal compianto Luciano

Tavazza.

Il rinnovamento introdotto sul piano legislativo era, peraltro, realizzato con una modalità implicitamente

foriera di ulteriori sviluppi e collaborazioni, giacché i fondi per finanziare questi

Centri non sarebbero stati pubblici nel senso tradizionale del termine, bensì forniti dalle

Casse di Risparmio e dalle Banche di diritto pubblico da cui sono in seguito derivate le Fondazioni

di origine bancaria. Peraltro, sotto questo profilo l’operazione non fu indenne da “incidenti

di percorso” che portarono a ritardare la costituzione dei CSV. Va anche detto che il

meccanismo di finanziamento previsto dalla legge è approssimativo perché non mette in relazione

alcuna i bisogni dei CSV con le somme rese disponibili dalle Fondazioni. Inoltre, vi

sono Regioni con uno scarso numero di Fondazioni ex-bancarie e altre che ne sono addirittura

prive, con il risultato di una palese sperequazione tra alcune realtà del Paese decisamente

sotto-finanziate ed altre dove forse i fondi sono più che abbondanti.

A Varese si fece in modo di arrivare preparati all’appuntamento. La novità dei CSV apparve

da subito come un’importante opportunità a cui fare riferimento. Il progetto partì nel 1993,

ma poté realizzarsi solo nel 1997, anno in cui il CESVOV venne costituito ed ottenne dal Comitato

di Gestione dei Fondi il riconoscimento ad operare come Centro di Servizi per il Volontariato

della provincia di Varese.

… l’istituzione

dei CSV…

… sull’esempio

del CNVL e della

FIVOL…

… e con il

supporto delle

Fondazioni

bancarie, …

La costituzione

del CESVOV

13


PREMESSE

OBIETTIVI DI FONDO DEL CESVOV

E DEL SUO BILANCIO SOCIALE

Gli obiettivi da

sempre perseguiti

dal CESVOV:

Non solo ODV,

ma anche

associazioni senza

scopo di lucro

Il CESVOV, sin dagli inizi, ha cercato di caratterizzare la propria attività in modo originale,

privilegiando alcuni aspetti che in seguito sono diventati i suoi tratti caratteristici.

■ Apertura anche ad altre realtà del Terzo Settore. Grazie a quanto previsto dalla Legge

Regionale della Lombardia n. 28 del 16 settembre 1996 sulla promozione, riconoscimento

e sviluppo dell’associazionismo, il CESVOV ha siglato nel 1998 un’apposita convenzione

con la Provincia di Varese al fine di estendere da subito, anche alle associazioni

senza scopo di lucro, i servizi previsti dalla L. 266/91 per le organizzazioni

di volontariato (OdV). Tale decisione muoveva innanzitutto dalla constatazione che le

realtà associative dei piccoli centri non collegate a Federazioni nazionali sono formazioni

molto fluide con caratteristiche ibride rispetto a quelle che il legislatore ha individuato per

caratterizzare e distinguere il volontariato dall’associazionismo.

ASSOCIAZIONISMO

Per associazione senza scopo di lucro si intendono

quelle realtà costituite al fine di

svolgere attività di utilità sociale a favore

di associati o di terzi, senza finalità

di lucro e nel pieno rispetto della libertà e

dignità degli associati (Legge Regionale

28/96).

Prevale la finalità mutualistica: reciprocità

tra i soci che sono i principali destinatari

dei servizi.

VOLONTARIATO

Le organizzazioni di volontariato sono organismi

liberamente costituiti al fine di

svolgere le attività di volontariato, che

si avvalgono in modo determinante e prevalente

delle prestazioni personali, volontarie

e gratuite dei propri aderenti, senza fini di

lucro ed esclusivamente per fini di solidarietà

(Legge 266/1991).

Prevale la finalità solidaristica: attività

rivolta verso l’esterno nei confronti di soggetti

in stato di bisogno.

Inoltre ancora oggi si rileva che proprio questi sodalizi di dimensione locale e ben radicati

sul territorio vivono con particolare fastidio la necessità di dovere “incasellare” la propria attività

secondo gli schemi previsti dalla normativa. La scelta di estendere le proprie attività a

tale comparto si è rivelata premiante per il CESVOV, poiché gli ha consentito di avvicinare

quella massa enorme di volontari che opera con continuità ed impegno per queste associazioni,

che tra l’altro spesso non possono ottenere l’iscrizione al registro del volontariato solo

per motivi formali 2 .

2

Un esempio per tutte: in un’associazione cattolica la presenza del parroco come membro di diritto nel consiglio renderebbe

impossibile l’iscrizione al registro del volontariato, poiché una circolare applicativa della Regione Lombardia ritiene

che questa condizione determini la mancanza di democraticità nella sua struttura.

14


PREMESSE

■ La scelta di dotarsi da subito di una struttura e di un’organizzazione stabile ed adeguata.

Il CESVOV ha proceduto da subito e senza esitazioni ad assumere dei dipendenti

per poter assicurare con continuità lo svolgimento delle proprie attività. Certamente

questa è stata un’importante scommessa che ha distinto il CESVOV da quei CSV

che, nella fase di avvio, hanno ritenuto di dover gestire i servizi con modalità volontaristiche

avvalendosi al più di consulenze esterne, ma che ben presto si sono resi conto che

la complessità e la varietà dei servizi da erogare li costringeva a limitarne l’offerta oppure

ad esternalizzare una parte considerevole dell’attività. Il CESVOV, peraltro, non ha trascurato

di appoggiarsi a consulenti esterni, ma ancor oggi ritiene che questo debba

avvenire solo a fronte di nuove e complesse esigenze specifiche che la struttura non

è in grado di soddisfare nell’immediato in via diretta; l’affiancamento del consulente esterno

ai dipendenti del CESVOV fa sì che, nel tempo, questi ultimi acquisiscano le nuove

competenze necessarie per internalizzare un’offerta di servizi sempre più variegata.

Queste linee di azione hanno consentito al CESVOV non solo un’economia di gestione

ma anche una politica di offerta dei servizi più sistematica ed integrata. Inoltre il CE-

SVOV, pur preoccupandosi di acquisire risorse umane con competenze già adeguate alle

diverse esigenze operative, ha costantemente assicurato ai propri dipendenti momenti di

formazione e aggiornamento che consentano di tenere il passo con le rinnovate esigenze

del servizio.

Lo sviluppo di

compentenze

interne per

un’offerta idonea

ed economica

■ La stretta collaborazione con le organizzazioni di volontariato e le associazioni del

territorio nell’elaborazione delle strategie formative. Il CESVOV ha ritenuto prioritario

rendere il volontariato e l’associazionismo realmente consapevoli e compartecipi nella

scelta e nella definizione dei corsi e degli interventi formativi da realizzare. Si vuole, infatti,

evitare che le organizzazioni e le associazioni si rivolgano al CESVOV o a terzi richiedendo

percorsi formativi preconfezionati, che rischiano di non cogliere la specificità

della realtà richiedente e le motivazioni che di volta in volta ispirano la sua richiesta. Per

questo motivo il CESVOV invita i soggetti interessati a proporre i propri progetti e

a farsi affiancare dallo stesso Centro nella fase di affinamento degli stessi; spetta

poi al CESVOV decidere quali progetti prendere in carico, esaminandone l’utilità e l’opportunità

anche in una logica più ampia di programmazione delle iniziative da realizzare

sull’intero territorio. Il CESVOV assieme ai proponenti affina il percorso formativo

individuato e lo rende operativo, valorizzando quelle risorse umane delle associazioni

che possono svolgere ruoli di docenza ed affiancandole, ove necessario, con altri esperti

provenienti dal mondo accademico ed istituzionale già adusi ad operare con il mondo del

volontariato. Va detto, inoltre, che il CESVOV ritiene opportuno non erogare alle organizzazioni

alcun contributo economico e, pertanto, si accolla direttamente i costi necessari

per la realizzazione delle iniziative di formazione di cui le stesse hanno bisogno; evidentemente

ciò non toglie che l’associazione metta a disposizione ciò che può dare con riferimento

alle persone e alla logistica.

Una realtà così nuova come quella dei Centri di Servizio per il Volontariato sente particolarmente

la necessità di farsi conoscere e di rendere ragione, ai soggetti con i quali via via

si rapporta, di quale sia la propria natura e la propria missione e dei risultati che di

volta in volta sono raggiunti. Questo vale ancor di più nel contesto lombardo dei CSV, che

hanno realizzato un sistema molto particolare e diverso da ogni altra regione, ovvero un modello

per cui ogni CSV è fortemente caratterizzato e radicato nella propria provincia ma pu-

Farsi conoscere

e farsi valutare

15


PREMESSE

Non bastano le

modalità di

rendicontazione

tradizionali

Il bilancio sociale

per comunicare

più efficacemente

il modo di agire e

di perseguire gli

obiettivi

Uno strumento

essenziale per il

Terzo Settore

Un primo

risultato per il

CESVOV e per il

territorio

re strutturalmente coordinato a livello regionale. Inoltre il CESVOV, che ha compiuto alcune

scelte organizzative e di specializzazione in modo pionieristico, sente da sempre il bisogno

di illustrare in modo compiuto il suo modus operandi, nonché di verificare l’adeguatezza

delle scelte assunte in ordine al raggiungimento delle priorità che si è dato.

Sotto questo profilo le modalità di comunicazione e di rendicontazione, tradizionalmente utilizzate

prima di questa prima edizione del bilancio sociale, erano sembrate doverose ma non

del tutto adeguate a rendere ragione dell’attività svolta e delle finalità perseguite. La pubblicazione

dei bilanci sul sito e sul bollettino, nonché la redazione di un rapporto annuale sulle

attività finivano, infatti, con l’essere degli strumenti parziali e di difficile lettura al di fuori

di una ristretta cerchia di addetti ai lavori.

L’idea di redigere il bilancio sociale va invece nella direzione giusta. Infatti, solo uno strumento

con queste caratteristiche può esplicare le motivazioni profonde di alcune scelte

operative, valorizzare gli aspetti immateriali di un capitale di conoscenze e di relazioni

che si è andato accumulando negli anni, stimolare l’interlocutore ad intervenire

con cognizione di causa ponendosi in modo dialettico nei confronti del CESVOV.

I motivi sin qui richiamati ci portano a ritenere, che il bilancio sociale sia uno strumento indispensabile

per ogni ente che opera nel Terzo Settore. Al pari di quanto constatato con riferimento

al CESVOV, anche per le altre realtà non profit i bilanci economici ed i rendiconti

finanziari offrono una visione parziale; molte istituzioni del Terzo Settore in passato hanno

cercato di ovviare a questo limite attraverso la relazione morale, che però rischia di essere

un esercizio retorico nella misura in cui questo documento non consente di cogliere alcuni

aspetti operativi fondamentali.

Partendo da queste considerazioni, il CESVOV ha ritenuto opportuno procedere in due direzioni.

In primo luogo ha promosso, assieme alla Facoltà di Economia e al Centro CreaRes

dell’Università dell’Insubria di Varese, un articolato percorso di formazione sul bilancio sociale

destinato non solo ai propri dipendenti, ma anche e soprattutto alle organizzazioni di volontario

ed alle associazioni di promozione sociale del territorio. In secondo luogo, il CE-

SVOV ha avviato al proprio interno il processo di rendicontazione sociale, auspicando che

questa scelta possa anche fungere da stimolo per tutte quelle realtà certamente pronte ad affrontare

questa importante “sfida” e trarne ampi benefici.

In effetti, al momento della chiusura di questo bilancio sociale, il CESVOV può già rilevare i

primi risultati positivi, constatando che molte associazioni hanno condiviso il percorso

di formazione con curiosità ed interesse ed alcune sono giunte anche alla stesura del

primo bilancio sociale.

Per questo motivo il CESVOV si propone di attivare una serie di iniziative volte non solo a

presentare e discutere il proprio bilancio sociale, ma anche a divulgare i risultati raggiunti

dalle altre associazioni e organizzazioni attive nel territorio che hanno condiviso l’esperienza

di redazione del bilancio sociale.

16


PREMESSE

LA METODOLOGIA DEL PROCESSO

DI RENDICONTAZIONE SOCIALE

La redazione del bilancio sociale costituisce il frutto di un percorso non semplice e non breve,

ma sicuramente produttivo a condizione che sia una scelta condivisa all’interno della

struttura e co-gestita.

Questa convinzione ha indotto il CESVOV a lavorare intensamente per giungere a questa prima

edizione del bilancio sociale e a non sacrificare in alcuna fase del percorso di elaborazione

il confronto di idee sui risultati che emergevano e sul modello che si andava delineando.

Il lavoro è stato certamente proficuo, poiché ha consentito non solo di raggiungere un

risultato in termini di maggiore completezza e trasparenza delle informazioni fornite all’interno

e all’esterno del Centro, ma – ancor prima – ha anche permesso di sviscerare le diverse

sfaccettature dell’attività svolta, di mettere a fuoco le complesse relazioni in cui il CESVOV si

muove e di acquisire maggiore consapevolezza sul percorso operativo compiuto e su quello

che si prospetta per il futuro.

In particolare, il CESVOV ha ritenuto opportuno costituire un gruppo di lavoro interno coordinato

da Alessandro Livraga e composto dal direttore Maurizio Ampollini, dai dipendenti

Marina Bassetti, Pierluigi Brun, Massimiliano Pavanello, dall’addetta stampa Paola Provenzano,

dal presidente Vincenzo Saturni, dai consiglieri Guido Ermolli, Marco Sarti e dal revisore

Edoardo Golzi. Alle riunioni plenarie hanno partecipato anche i soci che hanno aderito al

progetto, per ACLI Maria Cecilia Monti, per ANDOS dell’Insubria Biagio Marcellino, per AVIS

Aldo Mentasti.

Questo gruppo si è interfacciato al proprio interno ed ha anche svolto numerose riunioni che

hanno consentito un periodico confronto con tutto il personale del CESVOV, con gli amministratori

e con le docenti dell’Università dell’Insubria, coordinate dalla prof. Cristiana Schena.

La partecipazione, il confronto costruttivo e la condivisione delle idee hanno, quindi, costituito

un elemento qualificante della metodologia adottata dal CESVOV e, al contempo, un

insieme di obiettivi primari di questa prima edizione del bilancio sociale.

Nella fase di impostazione del lavoro e nel corso della stesura del suo primo bilancio sociale,

il CESVOV ha anche avvertito la necessità di trovare l’ispirazione di fondo nei principali

standard attualmente riconosciuti a livello internazionale 3 e nazionale, per produrre un do-

Un processo

partecipato e

condiviso

Il riferimento ai

principali modelli

3

A livello internazionale si ricordano, tra gli altri:

• il progetto del Global Reporting Iniziative (GRI), che ha pubblicato nel 2000 le Sustainability Reporting Guidelines, riviste

nel 2002. Le Guidelines rappresentano il primo tentativo rigoroso di “accountability integrata”, grazie alla quale una

rendicontazione sociale e/o ambientale (dual bottom line) viene integrata con le informazioni di natura economico-finanziaria

(triple bottom line);

•l’AccountAbility 1000 (AA1000), che rappresenta lo standard internazionale di processo definito dall’ISEA (Institute of

Social and Ethical Accountability), volto a tracciare un processo di Accounting, Auditing e Reporting orientato alla Corporate

Social Responsability e fondato sull’interazione con gli stakeholder (approccio multistakeholder);

• il Social Accountability 8000 (SA 8000), sviluppato dal Social Accountability International (SAI), che individua uno standard

di certificazione internazionale focalizzato sui diritti dei lavoratori e sulle condizioni di lavoro.

17


PREMESSE

Il processo di

rendicontazione

I futuri possibili

miglioramenti

cumento che fosse compatibile con i principi generali da questi enunciati. Si è, quindi, condivisa

l’idea che rifarsi ad un modello consente di elaborare bilanci sociali relativamente uniformi

e comparabili nel tempo e nello spazio, ponendo le basi per lo sviluppo di un “linguaggio

della rendicontazione sociale” che accomuni redattori, utilizzatori e verificatori del

bilancio sociale. Al contempo, è stato però necessario apportare alcuni adattamenti di struttura

e contenuto ritenuti opportuni per dare congruo risalto alla natura non profit del CE-

SVOV e alle specificità delle attività svolte in qualità di Centro di Servizio.

In particolare, il Cesvov ha seguito nelle linee essenziali l’impostazione di fondo del GBS e

del modello proposto dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, data la specializzazione

di quest’ultimo sul settore non profit 4 . Delle tre sezioni di cui dovrebbe essere costituito

il bilancio sociale secondo il GBS (identità aziendale, calcolo e distribuzione del valore aggiunto,

relazione sociale), il CESVOV non ha proceduto al calcolo del valore aggiunto, ritenuto

non corretto, se non addirittura fuorviante, per determinate realtà non profit. Tuttavia il

gruppo di lavoro, costituito ad hoc all’interno del CESVOV per la redazione del bilancio sociale,

ha compiuto un significativo sforzo di chiara e attendibile rendicontazione degli altri

aspetti, che è stato possibile raggiungere grazie alla realizzazione di una serie di passi graduali:

■ è stato sollecitato il confronto, su step successivi del lavoro di stesura, tra tutti i dipendenti

e i vertici dell’organizzazione, sviluppando un’importante riflessione interna sulla missione,

sul ruolo in divenire del CESVOV in vista di possibili future tensioni finanziarie, sullo

sviluppo delle competenze interne e sulla capacità e modalità di offerta dei servizi;

■ è stata dedicata particolare attenzione all’individuazione puntuale degli stakeholder e alla

descrizione delle relazioni biunivoche con essi.

Questo è, peraltro, il primo bilancio sociale. L’esperienza è ritenuta molto positiva dal CE-

SVOV, anche se interpretata quale punto di partenza nella consapevolezza di possibili miglioramenti:

inevitabilmente ci accorgeremo di aver tralasciato qualcosa, di non avere posto in

risalto aspetti che forse diamo troppo per scontati, di essere stati indulgenti su altri che invece

abbisognano di ulteriori analisi critiche o addirittura di una correzione di rotta.

D’altronde, questo documento non vuol essere una definizione dogmatica ma uno stimolo

ad un’ulteriore riflessione. Ben vengano i suggerimenti, ma anche le critiche: è la logica stessa

che soggiace alla redazione di un bilancio sociale che richiede una dialettica stringente

con tutti i soggetti che in qualsiasi modo esprimono degli interessi nei nostri confronti. Noi

sappiamo benissimo che un punto in cui questo documento è carente è la valutazione dell’attività

da parte dei soggetti a cui CESVOV si rivolge: trattandosi della prima volta forse non

poteva che essere così. Dalla prossima edizione non potrà che essere diversamente, essendo

convinti dei benefici che possono derivare dal miglioramento delle fonti informative e del loro

livello di coordinamento, volto a fornire ulteriori informazioni utili per la valutazione dell’efficienza

e dell’efficacia delle azioni intraprese e per sviluppare ulteriormente il prezioso

4

Si ricorda che il Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale (GBS) ha emanato nel 2001 un documento contenente i “principi

di redazione del bilancio sociale” ed ha cercato di individuare la struttura e il contenuto minimale di un bilancio sociale

che dovrebbe affiancare e coordinarsi con l’informativa economico-finanziaria, ribadendo il legame tra le varie tipologie

di disclosure e l’unitarietà della gestione di una qualsiasi entità. Il modello GBS ha natura flessibile e può costituire

la base su cui innestare gli specifici adattamenti richiesti dall’eterogeneità delle realtà oggetto della rendicontazione. La

raccomandazione del Cndc (settembre 2004) ha definito un “modello di bilancio sociale per il settore non profit”, in cui

sono stati puntualizzati alcuni importanti distinguo rispetto al settore “for profit”, anche se lo schema sembrerebbe pensato

soprattutto per organizzazioni complesse e con peculiari caratteristiche finanziarie.

18


PREMESSE

confronto con gli stakeholder interni ed esterni.

Il lungo iter, quindi, è appena cominciato e ci auguriamo di poter progredire con costanza e

coraggio negli anni a venire con l’aiuto di tutti, non solo al mero fine della rendicontazione,

ma anche e soprattutto per confrontarci in modo sempre più proficuo con i nostri stakeholder

sulle modalità di perseguimento della nostra missione che possono essere delineate

alla luce delle reciproche esigenze e del contesto in cui il CESVOV si troverà ad operare. La

presentazione del bilancio sociale, la sua divulgazione tramite il sito web e l’adozione di altre

modalità di raccolta delle osservazioni dei lettori e dei nostri stakeholder costituiranno,

quindi, le premesse indispensabili per l’affinamento e il miglioramento del nostro percorso.

Proprio per questo motivo alla fine del documento abbiamo inserito un questionario che vi

chiediamo di restituirci compilato. Le vostre risposte ci permetteranno di verificare la comprensibilità

del nostro bilancio sociale e la sua capacità di far conoscere le attività svolte dal

CESVOV e proseguire sulla strada del dialogo con gli stakeholder.

Il questionario

per il lettore del

nostro bilancio

sociale

Si auspica, inoltre, che lo sforzo compiuto dal CESVOV e testimoniato nelle pagine che seguono

possa essere condiviso da un numero sempre più consistente di organizzazioni non

profit, al fine di contribuire, al proprio interno e all’esterno, allo sviluppo di una cultura sempre

più attenta alle problematiche sociali e alle istanze che ne derivano anche come riflesso

degli stimoli che lo stesso Terzo Settore saprà dare per valorizzare questo percorso.

L’ulteriore risultato che questo “sforzo di settore” potrebbe produrre nel tempo è dato da un

progressivo affinamento di “best practices” relative alla redazione del bilancio sociale delle

organizzazioni non profit e, ciò che più ci interessa in questa sede, dei Centri di Servizio per

il volontariato; è, infatti, avvertita l’esigenza anche di un modello “dedicato” ai CSV, ovvero

coerente con le peculiarità di queste realtà del Terzo Settore. In questa direzione, un primo

oggetto di confronto e discussione potrebbe essere costituito dalle linee guida proposte nel

dicembre 2004 dal CSV.net, derivate dall’osservazione di alcune prime esperienze di bilancio

sociale dei Centri di Servizio per il volontariato. È peraltro evidente che la definizione di un

modello dovrà essere il risultato di un processo ampiamente condiviso dai CSV che si misurano

e si mettono in gioco procedendo alla pubblicazione del proprio bilancio sociale, sperimentando

sul campo l’idoneità dei criteri e dei principi di rendicontazione.

19


L’identità


L’IDENTITÀ

LA MISSIONE

Gli enti di cui all’articolo 12, comma 1, del

decreto legislativo 20 novembre 1990, n.

356 (le fondazioni di origine bancaria), devono

prevedere nei propri statuti che una

quota non inferiore ad un quindicesimo dei

propri proventi, al netto delle spese di funzionamento

e dall’accantonamento di cui alla

lettera d) del comma 1 dello stesso articolo

12, venga destinata alla costituzione di

fondi speciali presso le regioni al fine di istituire,

per il tramite degli enti locali, Centri

di Servizio a disposizione delle organizzazione

di volontariato, e da queste

gestiti, con la funzione di sostenere

a qualificarne l’attività.

(art. 15 comma 1 legge 266/1991)

Il CESVOV, nell’ambito territoriale della Regione

Lombardia, persegue lo scopo di realizzare,

direttamente o tramite terzi, ogni

attività tesa a promuovere, sostenere

e sviluppare le organizzazioni di volontariato

e l’associazionismo.

A tal fine garantisce pari condizioni di accesso

di tutti gli utenti, che ne abbiano titolo,

alle iniziative e ai servizi prodotti, senza

alcuna discriminazione.

(art. 2 statuto CESVOV)

Il CESVOV al

servizio dello

sviluppo delle

OdV e delle

associazioni

I valori che

ispirano le attività

La Mission del CESVOV, descritta nell’articolo 2 del suo statuto, risulta più ampia di quella

assegnata ai CSV dall’art. 15 della legge n. 266/91. Quest’ultimo, infatti, individua nei Centri

di Servizio una soluzione espressiva della capacità delle organizzazioni di volontariato di coordinarsi

ed accentrare la produzione di servizi di utilità comune.

Il CESVOV va oltre questa disposizione di legge, poiché ha esteso l’offerta dei propri servizi

anche alle associazioni senza scopo di lucro che quindi affiancano gli altri suoi fruitori istituzionali,

ovvero le organizzazioni di volontariato.

I valori che il CESVOV promuove nello svolgimento della

propria attività coincidono con i valori di riferimento stabiliti

per i Centri di Servizio dalla L. 266/91 sul volontariato (articoli

2 e 3); tali principi sono anche stati ripresi e fatti propri

dalla “Carta dei valori del Volontariato” proposta da FIVOL

(Fondazione Italiana per il Volontariato) e Gruppo Abele e

giunta ad una stesura definitiva nel corso del 2001 grazie all’apporto

di numerose organizzazioni, singoli volontari e studiosi.

Personalità, spontaneità, gratuità, assenza di finalità di

lucro, fini di solidarietà dell’azione volontaria e democraticità

della struttura sono i valori fondamentali sanciti dalla “Carta”

e di cui il CESVOV e gli altri CSV si fanno portatori e interpreti.

22


L’IDENTITÀ

Il Decreto Ministeriale 8 ottobre 1997 istituisce i Centri di Servizio e articola le loro attività

in quattro macroaree. In particolare, i Centri di Servizio:

a) approntano strumenti e iniziative per la crescita della cultura della solidarietà, la

promozione di nuove iniziative di volontariato e il rafforzamento di quelle esistenti

(attività di PROMOZIONE);

b) offrono consulenza e assistenza qualificata nonché strumenti per la progettazione,

l’avvio e la realizzazione di specifiche attività (attività di CONSULENZA);

c) assumono iniziative di formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti ad

organizzazioni di volontariato (attività di FORMAZIONE);

d) offrono informazioni, notizie, documentazione e dati sulle attività di volontariato

locale e nazionale (attività di COMUNICAZIONE/BANCA DATI).

Anche sul piano delle attività svolte il CESVOV presenta alcune peculiarità; in particolare, le

previsioni statutarie consentono al CESVOV di porre in essere una serie di attività che rientrano

nelle aree di seguito evidenziate.

1) Promozione:

● diffusione di strumenti e promozione di iniziative atti a favorire la crescita di una cultura

solidale, stimolando forme di partecipazione e di cittadinanza attiva da parte delle

organizzazioni e dei singoli;

● realizzazione di studi e ricerche finalizzate ad approfondire la conoscenza della reale

portata del volontariato in ambito provinciale;

● creazione di una rete di relazioni tra le organizzazioni di volontariato, le strutture formative

pubbliche e private, gli operatori economici, i mezzi di informazione tale da realizzare

significative sinergie tra i soggetti coinvolti.

2) Consulenza:

● offerta di servizi di assistenza e consulenza per la progettazione, l’avvio e la realizzazione

di specifiche attività;

● offerta di servizi di consulenza e realizzazione di iniziative in campo giuridico, fiscale

e assicurativo, in modo da rendere le associazioni sempre più adeguate rispetto alla

crescente complessità degli adempimenti burocratici ed organizzativi cui sono tenute.

23


L’IDENTITÀ

3) Formazione:

● sostegno e realizzazione di iniziative per la formazione e la qualificazione del volontariato

e degli operatori sociali;

4) Comunicazione/Banca Dati:

● raccolta e messa a disposizione di informazioni, notizie, dati e documentazione sulle

attività e le organizzazioni di volontariato e del Terzo Settore, locali, nazionali, internazionali

e dell’Unione Europea;

5) Altro:

● svolgimento di ogni altra attività che possa rendersi necessaria per la realizzazione dei

fini statutari, come l’ offerta di servizi agli enti locali, alle istituzioni pubbliche e ad altri

soggetti pubblici e privati.

La prima osservazione che può essere fatta riguardo alla missione ed alla sua attuazione riguarda

i soggetti destinatari dei servizi: il CESVOV da un lato indirizza l’offerta alle organizzazioni

di volontariato nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni di legge, dall’altro lo statuto

del CESVOV ha previsto espressamente di fornire i medesimi servizi anche alle associazioni

senza scopo di lucro, nonché agli enti locali, alle istituzioni pubbliche ed altri soggetti

pubblici e privati che dovessero eventualmente rivolgersi al CESVOV in funzione della costituzione

di un’associazione o per risolvere problematiche nei rapporti con le associazioni.

Di fatto fino a tutto il 2004 i servizi forniti dal CESVOV sono stati gratuiti, pur essendo prevista

nello statuto la possibilità di istituire servizi a pagamento. A partire dal 2005, invece, si

è inteso rispondere alla sempre più frequente richiesta di erogazione di servizi da parte di altri

soggetti del Terzo Settore diversi dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni

di cui alla legge 28/1996; in questi casi l’offerta del servizio è a pagamento, essendo appunto

rivolta a soggetti che non costituiscono i referenti istituzionali del CESVOV.

24


L’IDENTITÀ

LA NASCITA E LO SVILUPPO DEI CENTRI DI SERVIZIO

IN ITALIA ED IN LOMBARDIA

I Centri di Servizio per il Volontariato, come il CESVOV sono, dal punto di vista giuridico, degli

enti privati, per lo più associazioni di associazioni; tutti i CSV sono finanziati con denaro

proveniente dalle Fondazioni di origine bancaria, quindi non pubblico.

La legge inserisce questa previsione nell’ambito di una collaborazione con le fondazioni di

origine bancaria, altro nuovo grande pilastro del Terzo Settore italiano che si è sviluppato a

partire dagli anni Novanta del Novecento. Il citato art. 15 della legge 266/91 stabilisce infatti

che le Casse di risparmio e le Banche di diritto pubblico, che poi sarebbero diventate le

fondazioni bancarie che tutti noi oggi conosciamo, devono destinare almeno un quindicesimo

dei propri proventi netti, alle esigenze dei Centri di Servizio.

Cosa sono i

Centri di Servizio

Il principio da cui parte il legislatore nella formulazione della legge è quello

che per aiutare e qualificare il volontariato non basti erogare contributi o attribuire

sgravi fiscali ma si debbano mettere a loro disposizione servizi qualificati,

efficienti e gratuiti.

L’avvio dei Centri di Servizio, in Italia, fu complessivamente lungo e macchinoso. Anzitutto

vi fu l’opposizione di alcune Casse di Risparmio che fecero ricorso contro la legge. La Corte

Costituzionale rigettò questi ricorsi, ma, intanto gli anni erano trascorsi ed i Centri di Servizio

cominciarono a costituirsi soltanto nel 1997 e con modalità molto diverse fra loro. Passaggio

previo per la costituzione era l’insediamento in ogni regione dei Comitati di Gestione

dei Fondi Speciali, cui compete di assegnare i fondi agli organismi costituiti ad hoc che ne

facciano richiesta e di vigilare sul loro operato. Il provvedimento normativo che fissò definitivamente

i criteri per la costituzione dei Comitati di Gestione e delineò i compiti propri dei

Centri di Servizio fu il Decreto del Ministero del Tesoro dell’8 ottobre 1997 che andava a sostituire

un primo decreto ministeriale del 21 novembre 1991 già modificato con il decreto interministeriale

del 2 dicembre 1994. In realtà il primo documento dove venivano fissati i principi

per la costituzione dei Comitati di Gestione fu rappresentato dalle cosiddette Linee Guida

Ossicini (dal ministro che le emanò) del 15 maggio 1996.

L’avvio dei CSV

in Italia

A partire dalla primavera del 1996 cominciarono ad essere effettivamente insediati i Comitati

di Gestione e presero il via i Centri di Servizio per il Volontariato.

In Lombardia l’esperienza dei CSV cominciò con la primavera del 1997 allorché il primo Comitato

di Gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato, in carica per il biennio 1997/98, elaborò

il bando per la presentazione delle istanze per l’istituzione dei Centri di Servizio per il

Volontariato. In realtà fu a partire dalla metà del 1995 che il gruppo, che poi diede vita al Forum

Regionale del Terzo Settore, si interessò alla realizzazione dei Centri di Servizio. Il nascente

Forum da un lato sollecitò il Comitato di Gestione per l’istituzione dei Centri, dall’al-

L’avvio dei CSV

in Lombardia

25


L’IDENTITÀ

tro si attivò per trovare la modalità più adeguata per presentare un progetto in cui fossero

realmente le associazioni di volontariato a gestire i Centri della Lombardia. Il citato bando fu

pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione del 7 aprile 1997 e vennero dati 60 giorni di

tempo ai soggetti interessati affinché presentassero domanda. Molte organizzazioni di volontariato

ed associazioni di promozione sociale di carattere regionale cominciarono ad attivarsi

costituendo un gruppo di lavoro. Fu un processo sicuramente utile e fruttuoso al punto

che, oltre ai Centri, dai partecipanti a questo gruppo di lavoro avrebbe avuto origine il Forum

Regionale Lombardo del Terzo Settore. Le scelte che maturarono in quei mesi andarono

nella direzione di promuovere su base provinciale una serie di associazioni. Queste associazioni

si fecero poi carico di elaborare progetti specifici candidandosi alla gestione dei Centri

che avrebbero avuto dimensione provinciale. I primi 5 Centri di Servizio della Lombardia

(Bergamo, Cremona-Lodi, Milano, Varese, Mantova) furono istituiti con deliberazione del 6

ottobre 1997, n.1, pubblicata sul B.U.R.L. n. 48 del 24 novembre 1997, gli altri 4 (Brescia, Como,

Pavia, Sondrio-Lecco) con deliberazione del 18 dicembre 1997, n. 3, pubblicata sul

B.U.R.L. n. 5 del 2 febbraio 1998.

Le prerogative

dei CSV

Lombardi

I Centri di Servizio lombardi si caratterizzano, in particolare, per due aspetti. Il primo è quello

legato al bacino d’utenza degli stessi, che va ben oltre le organizzazioni di volontariato

iscritte o non iscritte ai registri, includendo anche le associazioni senza scopo di lucro. Tutto

ciò non è in contrasto con i dettami della legge quadro sul volontariato, che vincola invece

i fondi a quella specifica destinazione, ma avviene avvalendosi delle opportunità offerte

da un’altra norma, la Legge Regionale sulla “Promozione, riconoscimento e sviluppo dell’ associazionismo”

n° 28 del 16 settembre 1996. Le norme attuative (D.C.R. VI/625/97) prevedono

infatti che vengano sottoscritte apposite convenzioni tra i CSV e le rispettive Amministrazioni

Provinciali al fine di estendere anche alle associazioni senza scopo di lucro i servizi istituzionalmente

offerti grazie all’erogazione ai CSV di fondi aggiuntivi rispetto a quelli riservati

dalla Legge 266/91 alle OdV. Tramite queste convenzioni, quindi, anche i volontari che appartengono

al mondo dell’associazionismo hanno l’opportunità di essere aggiornati, documentati

e formati in modo più qualificato. Il Centro di Servizio di Varese fu capofila in questa

iniziativa; infatti la sua prima convenzione con l’Amministrazione Provinciale risale al 29

settembre 1998.

26


L’IDENTITÀ

Il secondo aspetto è invece legato alla forma particolare di coordinamento esistente tra i CSV

lombardi. Sin dall’inizio i CSV cominciarono a ritrovarsi metodicamente, consultandosi tra di

loro, scambiandosi le esperienze relative ad un’istituzione nuova e

per molti versi rivoluzionaria nell’ambito del Terzo Settore, non soltanto

italiano. Da questa prassi alla necessità di procedere formalmente

verso il consolidamento il passo fu breve. Si giunse così alla

sottoscrizione di un patto associativo a Cremona, il 13 novembre

1999; ciò tuttavia non era ancora sufficiente. Infatti la realizzazione

in comune di alcune attività (coordinamento delle iniziative, edizione

di testi comuni, razionalizzazione dei servizi resi al volontariato),

creando significative sinergie e consentendo economie di scala, mostrò,

ben presto, come vi fosse l’esigenza di procedere ulteriormente. Il 27 giugno 2001, da

realtà informale, il Coordinamento si costituì a sua volta come associazione di associazioni al

fine di poter meglio gestire le iniziative comuni assumendo un minimo di veste giuridica autonoma.

Scopo del Coordinamento è quello di contribuire alla realizzazione degli obiettivi

istituzionali dei Centri di Servizio della Lombardia e, nel rispetto delle loro autonomie, perseguire

le seguenti finalità:

a) intensificare la collaborazione, lo scambio di esperienze, di competenze e di servizi tra i

Centri di Servizio della Lombardia;

b) interloquire in maniera efficace ed organizzata con enti, organizzazioni ed istituzioni di

carattere regionale, nazionale ed internazionale;

c) organizzare, promuovere e favorire iniziative comuni a favore dei Centri stessi e del volontariato

in generale, che non contrastino con le finalità e l’attuazione dei singoli progetti;

d) gestire le attività del Coordinamento Regionale approvate dalla Conferenza dei Presidenti

e quelle ad esso delegate dal Collegamento Nazionale;

e) realizzare periodici e pubblicazioni e gestire la loro diffusione anche on-line.

Oltre al Coordinamento Regionale, esiste anche un Coordinamento Nazionale dei Centri di

Servizio per il Volontariato, chiamato CSV.net. Nel nome il suffisso .net richiama la rete, quella

organizzativa, ma anche quella della comunicazione, quella della solidarietà fra soci e quella

della società civile. Esso nacque nel gennaio 2003, raccogliendo l’esperienza del Collegamento

Nazionale dei Centri di Servizio costituito nel 1999.

A CSV.net aderiscono liberamente i

Centri di Servizio per il Volontariato in

qualità di soci effettivi.

Il Coordinamento Nazionale ha lo scopo

di rafforzare la collaborazione, lo

scambio di esperienze, di competenze

e di servizi fra i Centri di Servizio per

il Volontariato, per aiutarli a realizzare meglio le proprie finalità istituzionali.

I principali obiettivi di CSV.net sono:

■ promuovere rapporti tra il Coordinamento e gli interlocutori istituzionali, anche per promuovere

presso di loro la conoscenza dei CSV evidenziandone il ruolo e le attività;

■ consolidare il ruolo del Coordinamento fra i Centri di Servizio, la loro partecipazione, il

miglioramento della qualità del sistema;

■ migliorare la conoscenza, la percezione, la diffusione, la valutazione dei Centri di Servi-

Il Coordinamento

Regionale

Il CSV.net

27


L’IDENTITÀ

zio da parte degli interlocutori: il volontariato, il Terzo Settore, le istituzioni e l’opinione

pubblica in generale;

■ realizzare e migliorare il rapporto costante con le organizzazioni di volontariato e soprattutto

con gli organismi di rappresentanza e coordinamento del volontariato italiano.

Il CESVOV nel

panorama dei

CSV in Italia

La Tabella 1 mostra l’importanza relativa delle due categorie di destinatari dei servizi erogati

dai Centri di Servizio per il Volontariato. I dati del CESVOV sono posti a confronto con la

realtà dei CSV lombardi e nazionali.

Tabella 1: Numero utenti (CESVOV, CSV lombardi e italiani)

ripartiti tra organizzazioni di volontariato e associazioni senza scopo di lucro

CESVOV

2003 2002

Lombardia

2003 2002

Italia

2003 2002

Organizzazioni

di volontariato

Associazioni

di promozione sociale

(Assoc. di cui alla

L.R. 28/96 5 )

Altro

TOTALE

357

(36,5%)

296

(30,2%)

326

979

(100%)

226

(39,4%)

177

(30,9%)

170

573

(100%)

3.401

(48%)

1.114

(15,7%)

2.565

7.080

(100%)

3.586

(51,7%)

1.052

(15,2%)

2.293

6.931

(100%)

20.780

(54,1%)

2.922

(7,6%)

14.707

38.409

(100%)

19.940

(58,6%)

8.374

(24,6%)

5.694

34.008

(100%)

Dai valori riportati nella Tabella 1 si può osservare, sia per il 2002 che per il 2003, che la percentuale

delle associazioni senza scopo di lucro che si rivolge al CESVOV rappresenta circa

il 30 % degli utenti a fronte del 15 % dei CSV lombardi e del 7,6 % dei CSV italiani. Questo

conferma l’importanza che assume in Lombardia ed in particolare nel Centro di Servizio di

Varese, il mondo dell’associazionismo senza scopo di lucro pur rimanendo ovunque prevalente

l’attività rivolta alle organizzazioni di volontariato.

Per meglio cogliere la significatività del dato varesino, occorre precisare che i dati nazionali

sono riferiti a tutti i servizi, mentre i dati regionali e del CESVOV si riferiscono ai soli servizi

di consulenza: questo significa che i dati offerti dalla tabella sono una stima per difetto dell’effettivo

volume di servizi offerto dal CESVOV e dai CSV lombardi.

La tabella 1 consente anche di rilevare che il CESVOV incide nell’attività svolta dai CSV Lombardi

per una quota pari al 8,27 nel 2002 e al 13,83% nel 2003; infine si evince che l’insieme

dei CSV Lombardi svolge un ruolo di punta nel panorama nazionale, dato che l’incidenza dei

servizi da loro offerti è pari al 20,38% nel 2002 ed al 18,43% nel 2003, rispetto al totale nazionale.

5

I dati nazionali sono relativi alle “Associazioni di promozione sociale” di cui alla Legge 383/2000. Questa denominazione

non trova ancora diffusione in Lombardia, mancando la legge regionale corrispondente alla L. 382/2000. Di conseguenza

si utilizza il termine “Associazioni senza scopo di lucro” di cui alla L. R. 28/1996.

28


L’IDENTITÀ

LA STORIA DEL CESVOV

Per quanto riguarda la provincia di Varese, l’idea di creare un Centro di Servizio nacque già

verso la fine del 1993. Il 28 settembre di quell’anno, 35 associazioni si riunirono costituendo

il Coordinamento delle Associazioni di Volontariato della Provincia di Varese. Tra le finalità

che il coordinamento si diede vi fu anche quella di porsi come ente gestore del centro di servizi

di cui alla Legge quadro. Sin dall’inizio fornì alcuni di quei servizi che sarebbero poi stati

tipici dei “Centri di Servizio”, come ad esempio quelli relativi alla formazione.

Non avendo una propria sede operativa, il Coordinamento Provinciale fu ospitato presso la

sede del Coordinamento Comunale delle Associazioni di Volontariato di Varese.

In premessa al Decreto del Ministero del Tesoro del 21 novembre 1991, pubblicato sulla G.U.

del 13 dicembre 1991, si prevedeva che si insediassero non più di 3 Centri per regione; quando,

invece, si permise l’insediamento di un Centro per provincia e tramontò l’ipotesi iniziale

della creazione di un Centro di Servizio Interprovinciale con Como, Lecco e Sondrio, Varese

si rese conto che l’unica alternativa era presentarsi da solo. Ragioni di opportunità spinsero,

però, le associazioni componenti il Coordinamento Provinciale a fondare una nuova associazione

che avrebbe fatto l’istanza per la gestione del Centro di Servizio di Varese.

Il 30 giugno 1997 nacque il CESVOV

(Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di Varese)

i cui soci fondatori erano

1. A.V.O.V. – ASSOCIAZIONE VOLONTARI OSPEDALIERI VARESINI

2. A.V.U.L.S.S. – ASSOCIAZIONE PER IL VOLONTARIATO

NELLE UNITÀ LOCALI DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI

3. ASSOCIAZIONE “AMICI DEL GULLIVER”

4. AVMMC – ASSOCIAZIONE VARESINA PER IL MIELOMENINGOCELE

5. ASSOCIAZIONE ASSISTENTI CARCERARI

PARROCCHIA S.VITTORE MARTIRE VARESE

6. CARITAS DECANALE

7. C.T.B.O. – COMITATO TUTELA BAMBINO IN OSPEDALE

8. S.O.S. MALNATE – ASSOCIAZIONE VOLONTARIA

9. TELEFONO AMICO

10. TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO – PROCURA DEI CITTADINI

11. VARESE CON TE

Le origini del

CESVOV Varesino

La nascita del

CESVOV

Presentata l’istanza, per il tramite del Comune e della Provincia di Varese, il CESVOV fu istituito

come Centro di Servizio il 24 novembre 1997 e divenne operativo a partire dal 2 febbraio

1998, anche se l’inaugurazione ufficiale avvenne il 14 marzo 1998. La sede era a Varese,

in via Maspero 20, presso il Coordinamento Comunale delle Associazioni e dei Gruppi di

volontariato socio-sanitario della città.

29


L’IDENTITÀ

Giuridicamente il CESVOV è un’associazione senza scopo di lucro che ha come

base associativa altre associazioni.

Le tappe

fondamentali

della storia del

CESVOV

Da allora la vita del Centro ha segnato alcune tappe fondamentali che si ritiene opportuno

ricordare.

■ Prima convenzione con la Provincia di Varese: attraverso di essa il CESVOV ha esteso

i servizi gratuiti, riservati per legge alle organizzazioni di volontariato, anche alle associazioni

senza scopo di lucro (settembre 1998).

■ Apertura delle sedi periferiche: rappresenta la volontà del CESVOV di raggiungere con

i propri servizi tutto il territorio della provincia; in particolare le fasi di espansione sono

le seguenti:

● attivazione sportello decentrato di Gallarate presso il centro di cooperazione sociale

“Il Melo” (settembre 1999);

● attivazione sportello decentrato di Castellanza presso il Centro Parrocchiale (febbraio 2000);

● attivazione sportello decentrato di Laveno Mombello presso il vecchio municipio (dicembre

2000);

● attivazione sportello decentrato di Saronno presso l’ex complesso scolastico di via Biffi

(dicembre 2003).

■ Attivazione degli sportelli “Scuola, Volontariato e Solidarietà”: questa iniziativa ha lo

scopo di diffondere tra i giovani la cultura della solidarietà, intervenendo direttamente nelle

scuole; a questo scopo sono stati attivati, presso alcuni istituti scolastici degli sportelli

appositi, in particolare:

● apertura dello sportello presso l’istituto I.P.S.I.A. di Varese (gennaio 2000);

● apertura dello sportello presso il Liceo Scientifico “G.B. Grassi” di Saronno e l’ I.T.C.S.

“Gadda” di Gallarate (marzo 2003);

● apertura dello sportello presso il Liceo Scientifico “V. Sereni” di Luino (aprile 2003).

■ Trasferimento dell’ufficio di Varese nella sede di viale Sant’Antonio, che garantisce

spazi più ampi (aprile 2001).

30


L’IDENTITÀ

■ Accordo tra “Fondazione Comunitaria del Varesotto ONLUS” ed il CESVOV per l’avvio

e la gestione della segreteria della fondazione, che rappresenta la prima forma di collaborazione

a livello provinciale tra il CESVOV ed un ente del Terzo Settore (luglio 2002).

■ Convenzione con l’Università degli Studi dell’Insubria per l’organizzazione di corsi

di formazione in collaborazione con la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi dell’Insubria,

al fine di qualificare ulteriormente l’offerta formativa e stabilire un canale privilegiato

con l’università cittadina (giugno 2003).

■ Convenzione con l’Agenzia delle Entrate – Ufficio di Varese per consulenze di tipo

fiscale rivolte ai disabili per il tramite delle loro associazioni (febbraio 2004).

■ Conferimento della Personalità Giuridica al CESVOV con DPRG n. 15210 del 14 settembre

2004. Il Centro di Servizio di Varese è il primo Centro della Lombardia ad aver richiesto

ed ottenuto un tale riconoscimento, che comporta l’autonomia patrimoniale perfetta

dell’ente, ossia l’esistenza di un patrimonio a tutela e garanzia dei soggetti terzi, nonché

degli amministratori per le obbligazioni assunte dall’ente stesso.

PRESIDENTI DEL CESVOV

Maurizio Ampollini dalla fondazione al 10 marzo 1999

Gian Battista Trotti dal 10 marzo 1999 al 20 aprile 2002

Vincenzo Saturni dal 20 aprile 2002

Il grafico 1 mostra l’incremento del numero di soci dalla costituzione del CESVOV fino al

31/12/2004.

70

60

50

Grafico 1: LA COMPOSIZIONE DEI SOCI CESVOV

16

19

L’evoluzione del

numero dei soci

del CESVOV della

fondazione al

2004

40

10

30

20

10

0

1

10

1

16

2

22

6

31

7

35

39

43

48

1997

1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004

Numero OdV socie

Numero associazioni socie

Il numero dei soci dalla costituzione del CESVOV ad oggi presenta un andamento crescente,

più o meno accentuato a seconda degli anni, segno questo del sempre maggiore interesse

delle associazioni nei confronti di una struttura quale i Centri di Servizio per il Volontariato.

È in costante crescita sia il numero delle organizzazioni di volontariato aderenti

al CESVOV, che il numero delle altre associazioni senza scopo di lucro

(nel limite di 1/3 stabilito dallo statuto).

31


L’IDENTITÀ

Pur nelle diverse modalità aggregative previste dagli statuti, la partecipazione delle organizzazioni

di volontariato alla vita dei Centri come protagonisti oltre che come meri utenti è molto

sentita. Soci sono quindi quelle organizzazioni di volontariato ed associazioni che hanno

deciso di farsi carico della gestione di questi importanti strumenti messi a disposizione dal

legislatore. Partecipare ad un Centro come socio e non soltanto come utente sta ad indicare

la volontà di prendere parte direttamente contribuendo ad elaborare le linee del progetto a

cui l’attività del CSV si ispira.

Il grafico 2 mostra il confronto tra l’incremento annuo delle organizzazioni di volontariato socie

rispetto a quello delle altre tipologie di associazioni, si può osservare come, a partire dal

2002, il loro numero e quello delle altre associazioni abbia in media un andamento sostanzialmente

analogo, a dimostrazione di come anche gli enti che non appartengono “giuridicamente”

al mondo del volontariato, ma operano comunque con la veste associativa nel mondo

del Terzo Settore, assegnino al CESVOV un ruolo utile al fine del soddisfacimento delle

proprie esigenze.

12

Grafico 2: INCREMENTO ANNUO DELLE ORGANIZZAZIONI

DI VOLONTARIATO SOCIE RISPETTO AGLI ALTRI SOCI CESVOV

10

8

6

4

2

0

1997

1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004

Incremento annuo OdV socie

Incremento annuo altre associazioni

32


L’IDENTITÀ

L’ASSETTO ISTITUZIONALE

L’assetto istituzionale del CESVOV si connota per la pluralità della rappresentanza del Terzo

Settore e per la democraticità della gestione.

“Possono aderire al CESVOV le organizzazioni del volontariato e dell’associazionismo

operanti sul territorio provinciale. Almeno i due terzi dei soci del

Centro di Servizi devono essere organizzazioni di volontariato”

(art. 4 statuto).

Gli enti che possono aderire al CESVOV sono di tipo associativo, nel rispetto del vincolo della

proporzionalità numerica prevista dallo statuto tra le organizzazioni di volontariato (di cui

alla legge 266/1991) e le altre tipologie di associazioni.

L’ASSEMBLEA DEI SOCI

L’attività del CESVOV è regolata dalle decisioni assunte in seno all’Assemblea dei soci, che è

convocata dal Presidente almeno due volte l’anno e ogni qual volta sia ritenuto necessario

dal Consiglio Direttivo. La convocazione dell’Assemblea può essere richiesta altresì da almeno

un decimo dei soci (articolo 9 statuto) 6 .

6

In assemblea il voto è espresso dal legale rappresentante del socio o persona formalmente autorizzata appartenente alla

stessa associazione o organizzazione.

33


L’IDENTITÀ

Al 31 dicembre 2004 i soci sono 67; nella tabella 2 essi sono indicati distinguendo tra organizzazioni

di volontariato, associazioni senza scopo di lucro (L.R. 28/1996), società operaie

di mutuo soccorso ed altri enti non profit.

Tabella 2: I soci del CESVOV al 31/12/2004

Sigla e nome esteso

Tipo

1

2

A.V.O.V. – Associazione Volontari Ospedalieri Varese

A.V.U.L.S.S. – Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali

dei Servizi Socio–Sanitari

ODV

ODV

3

4

5

Associazione “AMICI DI GULLIVER”

AVMMC – Associazione Varesina per il mielomeningocele

ASSOCIAZIONE ASSISTENTI CARCERARI

DI S.VITTORE MARTIRE DI VARESE

ODV

ODV

ODV

6

7

8

9

10

11

CARITAS DECANALE VARESE

C.T.B.O. – Comitato Tutela Bambino in Ospedale

S.O.S. MALNATE

TELEFONO AMICO

TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO

VARESE CON TE – Associazione per l’assistenza medica

integrata domiciliare gratuita ai malati di tumore in fase terminale

ENP

ODV

ODV

ODV

ODV

ODV

12

13

14

15

A.I.D.O. – Associazione Italiana Donatori Organi

A.I.P. – Associazione Italiana Parkinsoniani

AVIS Provinciale Varese – Associazione Volontaria Italiana Sangue

LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI

Sezione Varesina

ODV

ODV

ODV

ODV

16

17

18

19

POLHA – VARESE – Associazione Polisportiva Disabili

SOLIDARIETÀ FAMIGLIARE

A.DI.VA. – Associazione Diabetici della provincia di Varese

A.Fa.B.I. – Associazione Famiglie Bambini Ipoacusici provincia di

Varese

ODV

ODV

ODV

ODV

20

21

22

23

24

25

26

A.N.D.O.S. – Associazione Nazionale Donne Operate al Seno

BANCA DEL TEMPO – GALLARATE

CENTRO SOLIDARIETÀ

C.V.A. – Corpo Volontari Ambulanza

SOS DEI LAGHI – Associazione Volontaria di Pubblica Assistenza

A.U.Ba.M. – Associazione Umanitaria pro Bambini del Mondo

SOS DELLA VALBOSSA – Associazione Volontaria di Pubblica

Assistenza

ODV

ASS

ODV

ODV

ODV

ODV

ODV

27

28

PER ANDARE OLTRE – ONLUS

AUSER Varese – Ass. per l’autogestione dei servizi e la

solidarietà

ODV

ASS

29

30

ACLI Prov.le – (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani)

SPES ONLUS – Associazione contro il disagio e il disturbo

psichico

ASS

ODV

31 Banco di Solidarietà Alimentare NONSOLOPANE –

ONLUS

ODV

32 Artelier ONLUS – Percorsi solidali per la malattia psichica ASS

Sigla e nome esteso

33 SOS DEL SEPRIO – Associazione Volontaria di Pubblica

Assistenza

34 A.DI.A.PSI – Associazione Difesa Malati Psichici

35 Centro Sportivo Italiano – Comitato Provinciale Varese

36 GENIERI LOMBARDIA – Volontari Protezione Civile

37 Scuola Bottega Malnate

38 Associazione Autoamica

39 A.T.A.P. – Associazione Tutela Ammalati Psichici

40 Associazione Ciechi Sportivi Varesini

41 Difensore Sanitario – Sindacato di Tutela dei Diritti del Malato

42 Coordinamento Provinciale Centri Sociali e Comitati

Anziani

43 ANDOS dell’Insubria Onlus

44 Associazione Cielo Azzurro

45 Associazione IPSIA (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli)

46 Associazione Volontariato Acli Lombardia

47 Associazione Unione Sportiva ACLI Varese

48 Associazione ANTEA (Associazione Nazionale Terza Età Attiva)

49 Amici della Terra Varese onlus

50 ANBIMA Delegazione di Varese

51 Associazione Italiana Diabetici Sezione Medio Verbano

52 UISP Comitato Provinciale di Varese

53 G.I.V.I.S.

54 Casa Serena Sede Operativa di Varese

55 Associazione G.L.T.

56 Associazione Pro Loco di Venegono Superiore

57 Associazione Il Cavedio

58 Associazione Italiana Malattia di Alzheimer

59 Immaginarte

60 C.A.O.S. – Centro Ascolto Operate al Seno

61 A.V.A. – Associazione Volontariato Anziani

62 A.N.D. – Associazione Azzardo e Nuove Dipendenze

63 V.O.C.E. – Associazione Volontari Contro l’Emarginazione

64 U.I.L.D.M. – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare –

Sezione Provinciale di Varese

65 Associazione Diabetici Tradate Seprio

66 A.I.A.S. – Associazione Italiana Assistenza agli Spastici

67 So.Crem. Società Varesina per la Cremazione

Tipo

ODV

ODV

ASS

ODV

ODV

ODV

ODV

ODV

ODV

ASS

ODV

ODV

ODV

ODV

ASS

ASS

ASS

ASS

ODV

ASS

ODV

SOMS

ODV

ASS

ASS

ODV

ASS

ASS

ASS

ODV

ODV

ODV

ODV

ODV

ASS

Legenda

ODV: organizzazione di volontariato – ASS: associazione senza scopo di lucro – SOMS: società operaia di mutuo soccorso – ENP: altro ente non profit

34


L’IDENTITÀ

Dei 67 soci, 48 sono organizzazioni di volontariato e 19 sono altre associazioni non profit.

Delle 48 organizzazioni di volontariato, 42 sono iscritte al Registro Regionale del Volontariato;

delle 19 restanti associazioni, 4 sono iscritte al Registro Provinciale dell’Associazionismo.

Come detto, al CESVOV possono aderire le organizzazioni del volontariato e dell’associazionismo

operanti sul territorio provinciale. Nel caso in cui le associazioni siano articolate su diversi

livelli (comunale, provinciale, ecc.), per evitare duplicazioni, è consentita l’iscrizione

non ai singoli gruppi locali, ma al livello competente per territorio sulla provincia di Varese

(comitato provinciale, interprovinciale, regionale o nazionale che sia).

L’Assemblea dei soci ha i seguenti compiti:

a) determinare la quota associativa ed il termine entro cui pagarla;

b) discutere ed approvare il bilancio preventivo e consuntivo;

c) definire il programma generale annuale di attività del CESVOV;

d) determinare il numero dei componenti del Consiglio Direttivo;

e) eleggere i membri del Consiglio Direttivo;

f) nominare i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti;

g) discutere ed approvare le proposte di regolamento predisposte dal Consiglio

Direttivo per il funzionamento del CESVOV e degli organi sociali;

h) decidere su ammissione e decadenza dei Soci;

i) discutere e decidere sugli argomenti posti all’ordine del giorno.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo ha un numero di componenti compreso tra 7 e 11, che viene determinato

biennalmente in sede di assemblea elettiva. Ai membri eletti dall’Assemblea si affianca

un membro nominato dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali, ai sensi dell’articolo 2

comma 6 lettera d) del già citato decreto del Ministero del Tesoro dell’8 ottobre 1997. Il Consiglio

Direttivo dura in carica due anni ed i membri non possono essere eletti più di tre volte

consecutive (articolo 14 statuto).

L’attuale Consiglio, formato da 9 membri, è stato eletto nell’assemblea ordinaria del 19 aprile

2004 e sarà in carica fino all’aprile del 2006.

Il Consiglio Direttivo costituisce l’organo cruciale ai fini della gestione del CESVOV, in considerazione

degli ampi poteri che gli vengono demandati dallo statuto.

Tabella 3: Il Consiglio Direttivo del CESVOV

Nome

Vincenzo Saturni

Fiora Cappa

Guido Ermolli

Bruna Brambilla

Emanuele Brazzelli

Emilia Ferré

Mario Pennisi

Marco Sarti

Fabio Carella

Associazione di provenienza

AVIS

Banca del Tempo di Gallarate

ACLI

AUSER

Amici della Terra

CARITAS

Associazione Italiana Parkinsoniani

SOS Malnate

Nominato COGE

Carica ricoperta

Presidente

Vicepresidente Vicario

Vicepresidente

Consigliere

Consigliere

Consigliere

Consigliere

Consigliere

Consigliere

Mandato

secondo

terzo

terzo

primo

primo

primo

primo

primo


35


L’IDENTITÀ

Il Consiglio Direttivo ha i seguenti compiti:

a) attua tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione;

b) elegge nel proprio seno il Presidente, il Vice Presidente vicario e un altro Vice presidente;

c) può affidare incarichi specifici ai singoli consiglieri;

d) nomina il Direttore;

e) nomina, se ritenuto opportuno, il Comitato scientifico e l’equipe di valutazione;

f) propone all’Assemblea i regolamenti per il funzionamento del CESVOV e degli

organi sociali;

g) predispone all’Assemblea dei soci il programma annuale e pluriennale di attività e

le conseguenti scelte relative alla struttura e al funzionamento del CESVOV;

h) decide, su proposta del Direttore, su assunzione e licenziamento del personale dipendente,

avvio e interruzione di rapporti di collaborazione e consulenza;

i) redige il bilancio preventivo e consuntivo e li sottopone all’approvazione dell’Assemblea;

j) riceve le domande di adesione di nuovi soci, su di esse esprime motivato parere

che sottopone all’Assemblea;

k) ratifica o respinge i provvedimenti d’urgenza adottati dal Presidente;

l) propone all’Assemblea i provvedimenti di decadenza da socio per attività in contrasto

con le finalità statutarie e le deliberazioni degli organi del CESVOV.

IL COLLEGIO DEI REVISORI

Il Collegio dei Revisori dei Conti è un organo interno di controllo amministrativo-finanziario,

a cui è demandata la verifica della regolare tenuta delle scritture contabili, dello stato di cassa

dell’Associazione, del bilancio consuntivo e preventivo; il Collegio, inoltre, è tenuto a presentare

all’Assemblea dei soci una relazione scritta allegata al bilancio consuntivo.

Questo organo rimane in carica due anni ed è formato da tre membri effettivi e due supplenti,

che sono nominati tra persone di comprovata competenza e professionalità. Tra i componenti

effettivi uno viene designato dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali, ai sensi dell’articolo

2 comma 6 lettera d) del già citato decreto del Ministero del Tesoro dell’8 ottobre

1997. Il Presidente, che dovrà essere iscritto nel registro dei revisori contabili, convoca il Collegio

trimestralmente.

I componenti il Collegio dei Revisori sono sempre invitati alle riunioni del Consiglio Direttivo

cui partecipano con solo diritto di parola.

L’attuale Collegio è stato eletto nell’Assemblea ordinaria del 19 aprile 2004 e sarà in carica fino

all’aprile del 2006.

Tabella 4: I revisori del CESVOV

Nome

Luigi Jemoli

Alberto Domanico

Edoardo Golzi

Piervittorio Demolli

Roberto Feraboli

Carica ricoperta

Presidente (nominato CO.GE.)

Membro effettivo

Membro effettivo

Membro supplente

Membro supplente

36


L’IDENTITÀ

GLI SPORTELLI DEL CESVOV SUL TERRITORIO

Il CESVOV si è dotato di 4 sportelli decentrati che gli consentono di essere presente

in diverse zone della provincia, di avere un più diretto contatto con le

organizzazioni ivi insediate e di offrire con maggiore facilità i propri servizi.

Il migliore presidio del territorio mira, evidentemente, a incentivare ancora

di più la nascita e lo sviluppo del volontariato e dell’associazionismo e quindi

a perseguire in modo più efficace la mission del Centro.

La tendenza ad aprire sportelli decentrati è tipica dei CSV ed il CESVOV si è mosso subito in

questa direzione, anche in considerazione della natura policentrica della provincia di Varese,

la cui costituzione è relativamente recente (1927). Questa caratteristica trova spiegazione nel

fatto che in questo territorio gravitano centri quali Busto Arsizio, Gallarate e Saronno che hanno

dimensioni quasi simili a quelle del capoluogo e che storicamente sono sempre stati centri

indipendenti. Di qui la necessità di costruire una rete di sportelli decentrati per meglio raggiungere

e soddisfare il territorio.

In ordine di apertura gli sportelli decentrati sono quelli di:

■ Gallarate, attivo dal settembre 1999, dove si trovò immediatamente la collaborazione della

cooperativa sociale “Il Melo” che mise a disposizione un locale della sua struttura per

poter svolgere servizio di sportello.

■ Castellanza, attivo dal febbraio 2000, dove si decise la collocazione dello sportello decentrato

perché al centro della Valle Olona, grazie ad accordi con il Comune che si sono

concretizzati in tempi assai ristretti. L’ufficio è collocato nel Centro Parrocchiale.

■ Laveno, attivo dal dicembre 2000, copre la parte alta della provincia, che, benché meno

popolata della parte meridionale non usufruisce di un’ottimale rete di trasporti, carenza

dovuta alla naturale conformazione geografica montuosa della zona. La scelta del comune

per questa sede decentrata è derivata dal fatto che lo sportello è ospitato nel vecchio

municipio ed è sede di diversi enti che svolgono servizi nel sociale.

■ Saronno, attivo dal dicembre 2003, con i suoi sei comuni limitrofi rappresenta una realtà

“eccentrica”, dal punto di vista geografico, rispetto al resto della provincia, ma dove il volontariato

è molto diffuso. Aprire lo sportello in questa città, presso un locale messo a disposizione

dal Comune, ha significato andare incontro ad una zona estremamente indipendente

e che era quindi necessario presidiare perchè ricca dal punto di vista del volontariato.

Le sedi

decentrate

37


L’IDENTITÀ

Dall’alto a sinistra, in senso

orario, le sedi di Gallarate,

Castellanza, Saronno e

Laveno.

Analizzando l’andamento degli sportelli decentrati, dal punto di vista degli utenti e degli interventi,

si potrebbe affermare che sia lo sportello di Gallarate che quello di Saronno funzionino

a pieno regime. Più complesso, invece, rimane il discorso relativo a Laveno che non ha

un grande flusso di associazioni durante l’apertura settimanale e rispetto al quale le associazioni

della zona sembrano preferire lo sportello di Varese; tale sede rimane comunque importante

per la presenza del già menzionato centro polifunzionale e per la collaborazione

che si è venuta a creare con il Coordinamento delle Associazioni della Valcuvia nell’ambito

del distretto socio sanitario. Infine, lo sportello di Castellanza è quello che presenta il minor

numero di affluenze, forse anche dovuto ad una serie di problemi organizzativi, come l’avvicendarsi

del personale allo sportello. La situazione, peraltro, si è risolta nel 2004.

Il giudizio è quindi nel complesso positivo sebbene sia ancora da potenziare l’offerta dei servizi

negli sportelli, in modo da consentire alle organizzazioni di volontariato ed alle associazioni

in genere di farvi normalmente riferimento per le proprie necessità, limitando l’accesso

alla sede principale ai casi in cui si debbano affrontare questioni particolari.

Non si prevede un’ulteriore espansione della rete territoriale.

38


L’IDENTITÀ

LE SEDI DEL CESVOV

VARESE

Viale Sant’Antonio, 5

21100 Varese

Tel. 0332 831601

Fax 0332 834980

varese@cesvov.it

L’ufficio è aperto

il Martedì dalle 10.00 alle 13.00

il Mercoledì e il Venerdì

dalle 14.30 alle 18.30

il Sabato dalle 9.00 alle 13.00

GALLARATE

c/o Centro “Il Melo”

Via Magenta, 3

21013 Gallarate (VA)

Tel/Fax 0331.776725

cesvovgallarate@cesvov.it

L’ufficio è aperto il Lunedì e il Giovedì

dalle 14.30 alle 18.30

CASTELLANZA

c/o Centro Parrocchiale

Via V.Veneto, 4

21053 Castellanza (VA)

Tel/Fax 0331.481161 ·

cesvovcastellanza@cesvov.it

L’ufficio è aperto il Martedì

dalle 14.30 alle 18.30

LAVENO MOMBELLO

Piazza Italia, 1

21014 Laveno Mombello (VA)

Tel/Fax 0332.628122

cesvovlaveno@cesvov.it

L’ufficio è aperto il Mercoledì

dalle 14.30 alle 18.30

SARONNO

Via Biffi n, 7

21047 Saronno (VA)

Tel/Fax 02.96248893

cesvovsaronno@cesvov.it

L’ufficio è aperto il Martedì

dalle 14.30 alle 18.30

LAVENO MOMBELLO

VARESE

GALLARATE

CASTELLANZA

SARONNO

39


L’IDENTITÀ

I DESTINATARI DEI SERVIZI

Per poter valutare l’intensità delle attività svolte dal CESVOV è possibile confrontare l’utenza

potenziale presente in provincia di Varese con il numero di utenti che hanno effettivamente

fatto ricorso al Centro.

I destinatari potenziali dei servizi offerti dal CESVOV sono:

■ le organizzazioni di volontariato iscritte e non iscritte;

■ le associazioni senza scopo di lucro di cui alla Legge Regionale 28/1996;

■ le pubbliche amministrazioni che vogliono relazionarsi con il volontariato;

■ i gruppi informali;

● i comitati;

● le Parrocchie;

● i cittadini che intendono fare orientamento al volontariato.

Il numero dei servizi richiesti dagli utenti al CESVOV nel quinquennio 2000-2004 e la loro

suddivisione per categoria vengono indicati nella tabella 5 e nel grafico 3.

Tabella 5: Numero e tipologia degli utenti del CESVOV

Tipologia delle organizzazioni

2000

2001 Var. %

2002 Var. %

2003 Var. %

2004 Var. %

Organizzazioni di volontariato iscritte e non

Associazioni (L.R. 28/96)

Enti pubblici

Singoli individui

Altri

TOTALI COMPLESSIVI

156

87

31

57

11

342

197

167

15

60

29

468

+26,28

+91,95

-51,61

+5,26

+163,64

+39,84

226

177

26

88

56

573

+14,72

+5,99

+73,33

+46,67

+93,10

+22,43

357

296

33

197

96

979

+57,96

+67,23

+26,92

+123,86

+71,43

+70,85

394

282

28

126

69

899

+10,36

-4,73

-15,15

-36,04

-28,12

-8,17

Il grafico 3 consente di apprezzare l’andamento segnato dalla totalità dell’utenza e dallo specifico

comparto delle organizzazioni di volontariato che hanno usufruito di servizi del CE-

SVOV.

40


L’IDENTITÀ

Grafico 3: LA CRESCITA DELL’UTENZA DEL CESVOV CON INDICAZIONE

SPECIFICA PER LE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO

1000

800

600

622

505

400

200

0

342

271

347

357

394

156

197

226

2000 2001 2002 2003 2004

Organizzazioni di Volontariato

Altri utenti

Si constata che il numero totale degli utenti è diminuito nel corso del 2004, ma risulta ancora

in crescita quello relativo alle organizzazioni di volontariato. Guardando il dettaglio fornito

dalla tabella 5, si desume che la diminuzione più consistente è ascrivibile agli individui,

ovvero a singole persone che per lo più approcciano il CESVOV per essere orientati al volontariato.

Ciò è dovuto ad una diversa organizzazione del servizio tale per cui i più giovani

ne hanno usufruito nell’ambito dello sportello scuola volontariato, la cui attività è rilevata a

parte.

A fronte di un decremento dell’utenza complessiva nel 2004, il numero degli interventi è comunque

aumentato, denotando l’impegno crescente del CESVOV. Il dato è desumibile dalla

tabella 6, che riporta i dati relativi alla distribuzione degli interventi disaggregati per area geografica

di provenienza dell’associazione.

41


L’IDENTITÀ

Tabella 6: Gli interventi del CESVOV suddivisi per distretto socio-sanitario

Distribuzione territoriale degli interventi 7

2002

35

39

30

34

309

41

69

98

25

45

28

51

24

828

2003 Var. %

2004 Var. %

Luino

Cittiglio

Valceresio

Sesto Calende

Varese

Azzate

Tradate

Gallarate

Somma Lombardo

Busto Arsizio

Castellanza

Saronno

Fuori provincia

TOTALE COMPLESSIVO

39

63

28

45

409

43

91

81

21

52

49

72

42

1.035

+11,43

+61,54

-6,67

+32,35

+32,36

+4,88

31,88

-17,35

-16,00

+15,56

+75,00

+41,18

+75,00

+25,00

38

46

29

59

374

46

89

120

20

74

42

116

33

1.086

-2,56

-26,98

+3,57

+31,11

-8,56

+6,97

-2,19

+48,15

-4,76

+42,30

-14,28

+61,11

-21,43

+4,93

In particolare, i dati della tabella 6 sono suddivisi prendendo a riferimento i dodici distretti

socio-sanitari della provincia di Varese. Essi mostrano come la zona di Varese sia ovviamente

quella in cui si manifesta il maggior numero di richieste, seguita a notevole distanza dalla

zona del Gallaratese e da quella del Saronnese. Questo è dovuto al fatto che la zona di Varese

è quella più ricca di associazioni, anche perché su di essa gravitano, oltre alle associazioni

di livello comunale, anche quelle di livello provinciale; inoltre, come già emerso nel paragrafo

dedicato alle sedi periferiche, gli interventi che riguardano questioni complesse vengono

realizzati presso la nella sede centrale.

Il dato è confermanto anche dalla tabella 7, che riporta il numero di associazioni censite dal

CESVOV suddivise per distretto socio-sanitario di appartenenza.

Tabella 7:Associazioni censite suddivise per distretto socio-sanitario

Distretto socio-sanitario

Luino

Cittiglio

Valceresio

Sesto Calende

Varese

Azzate

Tradate

Gallarate

Somma Lombardo

Busto Arsizio

Castellanza

Saronno

TOTALE

Numero assoc. presenti

101

139

103

89

405

91

152

189

99

149

115

153

1.785

Incidenza % sul totale

5,66

7,79

5,77

4,98

22,69

5,10

8,51

10,59

5,55

8,35

6,44

8,57

100,00

7

I dati di questa tabella sono riferiti solamente al 2002 e 2003 perché negli anni precedenti la suddivisione era diversa.

42


43

L’IDENTITÀ

PINO

LAGO M.

TRONZANO

LAGO M.

VEDDASCA

MACCAGNO

DUMENZA

CURIGLIA

CON

MONTEVIASCO

AGRA

LUINO

GERMIGNAGA

CREMENAGA

CADEGLIANO

VICONAGO

MONTEGRINO

VALTRAVAGLIA

GRANTOLA

MESENZANA

BRISSAGO

CASTELVECCANA

CUNARDO

CUGLIATE FABIASCO

MARCHIROLO

VALGANNA

BEDERO

V.

MARZIO

CUASSO

AL MONTE

PORTO

CERESIO

BESANO

BRUSIMPIANO

BISUSCHIO

ARCISATE

INDUNO

OLONA

VIGGIÙ

SALTRIO

CLIVIO

CANTELLO

VARESE

MALNATE

LOZZA

VEDANO

OLONA

CASTIGLIONE

OLONA

VENEGONO

SUP.

VENEGONO

INF.

GORNATE

OLONA

CASTELSEPRIO

LONATE

CEPPINO

TRADATE

MORAZZONE

CARNAGO

CARONNO

VARESINO

CASTRONNO

BRUNELLO

AZZATE

CROSIO

SUMIRAGO

ALBIZZATE

SOLBIATE

ARNO

JERAGO

CON O.

OGGIONA

CAVARIA

BESNATE

ARSAGO

SEPRIO

SOMMA

LOMBARDO

GOLASECCA

VERGIATE

MERCALLO

COMABBIO

VARANO B.

TRAVEDONA

BREBBIA

MONVALLE

BESOZZO

BARDELLO

GAVIRATE

COCQUIO T.

CARAVATE

SANGIANO

LEGGIUNO

LAVENO

MOMBELLO

CITTIGLIO

GEMONIO

BRENTA

CASALZUIGNO

DUNO

AZZIO

CUVIO

CUVEGLIO

RANCIO

RANCIO

V.

LUVINATE

CASCIAGO

BARASSO

COMERIO

MASCIAGO

CASSANO

V.

CASTELLO

CABIAGLIO

ORINO

MALGESSO

BREGANO

TERNATE

OSMATE

CADREZZATE

TAINO

SESTO CALENDE

ANGERA

RANCO

ISPRA

BIANDRONNO

CAVARIA

GALLARATE

CASSANO

MAGNAGO

CAIRATE

FAGNANO

OLONA

SOLBIATE

OLONA

GORLA

MIN.

MARNATE

CASTELLANZA

CISLAGO

GERENZANO

UBOLDO

SARONNO

ORIGGIO

CARONNO

PERTUSELLA

OLGIATE

OLONA

GORLA

MAGG.

BUSTO

ARSIZIO

CARDANO

AL CAMPO

LONATE POZZOLO

FERNO

VIZZOLA

TICINO

SAMARATE

MORNAGO

INARZO

CAZZAGO

B.

BODIO L.

GALLIATE

L.

CASALE

LITTA

DAVERIO

BUGUGGIATE

GAZZADA

SCHIANNO

PONTE

TRESA

FERRERA

BREZZO

DI BEDERO

PORTO

VALTRAVAGLIA

Cartina

dei distretti

socio-sanitari


Gli stakeholder


GLI STAKEHOLDER

Con il termine stakeholder, riferito ad una organizzazione, ci si riferisce (per

definizione) a qualsiasi gruppo o individuo che può incidere o è influenzato

dal raggiungimento degli scopi dell’organizzazione.

(FREEMAN, Strategic Management: a stakeholder approach, Boston Pitman

1984)

La gamma degli stakeholder, individuata dal Centro di Servizi per il Volontariato di Varese nel

corso delle varie riunioni svolte in preparazione al bilancio sociale, era molto completa e articolata;

ciò che si voleva fare in questo primo bilancio sociale era valorizzare tutte le categorie

di stakeholder e dedicare loro un’ampia riflessione coerentemente con il principio di

rendere sempre più proficuo il confronto con i diversi interlocutori. Proprio per questo motivo

le riunioni preparatorie alla stesura del documento hanno visto la partecipazione di una

categoria di stakeholder privilegiata, cioè i soci, i quali sono stati invitati a partecipare alla definizione

delle categorie e delle modalità di classificazione degli stakeholder stessi.

Per le future edizioni del bilancio sociale si potrà sicuramente pensare di allargare il tavolo

di lavoro ad altre categorie di stakeholder.

46


GLI STAKEHOLDER

Per cercare di agevolarne la comprensione e l’elaborazione grafica, si è desiderato classificare

i molteplici soggetti e sintetizzarli all’interno di quattro macrocategorie così distinte: stakeholder

che concorrono al governo, destinatari dei servizi, partner, risorse umane.

In fase di attribuzione dei soggetti all’interno delle macroaree, ci si è resi conto di come molti

stakeholder ricoprissero diversi ruoli all’interno di più categorie, pertanto si è proceduto alla

suddivisione e attribuzione dei vari stakeholder all’interno delle singole classi, utilizzando

il criterio della funzione prevalente.

Gli stakeholder individuati dal CESVOV, ripartiti sulla base della funzione prevalente e contenuti

all’interno di ogni singola macroarea, sono:

1) I destinatari dei servizi: le Organizzazioni di Volontariato; le Associazioni senza

scopo di lucro; le Altre organizzazioni del Terzo Settore; la Cittadinanza.

2) Soggetti che concorrono al governo: il Comitato di Gestione; i Soci del CE-

SVOV; i Consiglieri.

3) Le risorse umane: i Dipendenti, i Consulenti professionali, gli Stagisti e i Volontari.

4) I partner possono essere suddivisi in tre sottocategorie:

■ istituzionali (enti pubblici con i quali il CESVOV si rapporta necessariamente

o enti privati dai quali non può comunque prescindere): le Fondazioni di origine

bancaria ed in particolare la Fondazione Cariplo; l’Unione Europea;

l’Agenzia per le Onlus; la sede territoriale di Varese della Regione Lombardia;

la Provincia di Varese e gli altri Enti locali (Comuni e Comunità montane);

l’Azienda Sanitaria Locale; l’Agenzia delle Entrate;

■ semi-istituzionali (enti pubblici o di origine pubblica nei cui confronti il rapportarsi

dipende da scelte specifiche): il Centro di Servizio Amministrativi; gli

Istituti scolastici; le Università ed in particolare l’Università degli Studi dell’Insubria.

■ non istituzionali (enti privati cui il CESVOV si rapporta su specifiche attività

o progetti): il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio; Coordinamento

Regionale Lombardo dei Centri di Servizio; gli altri Centri di Servizio

per il Volontariato; il Centro Nazionale del Volontariato; la Fondazione Italiana

per il Volontariato; i Coordinamenti locali del volontariato e del Terzo Settore;

la Fondazione Comunitaria del Varesotto; L’Istituto per la Ricerca Scientifica;

Sodalitas; il mondo Ecclesiale; i Mass Media.

Nella tabella 8 si è voluta comunicare la percezione che il CESVOV ha del livello di coinvolgimento

di ognuno degli stakeholder, in base ai rapporti intrattenuti ed alle attività per questo

o con questo svolte. Il livello di coinvolgimento è rappresentato dal numero dei “Soli”,

simbolo del CESVOV, variabile da 1 a 3.

47


GLI STAKEHOLDER

Tabella 8: Gli stakeholder del CESVOV

Stakeholder

Livello di coinvolgimento

DESTINATARI DEI SERVIZI

Il CESVOV si attende dai destinatari dei propri servizi una verifica puntuale della loro efficacia, restando aperto ad ogni suggerimento

o critica che dovesse pervenire in ordine ad una sempre più puntuale erogazione dei servizi stessi, nonché circa la valutazione

di nuove iniziative da attuare.

Le

Organizzazioni

di volontariato

Le Associazioni

senza scopo

di lucro

Altre

organizzazioni

del Terzo settore

Ad esse il CESVOV offre: strumenti e iniziative per la crescita della cultura

della solidarietà, la promozione di nuove iniziative di volontariato e il rafforzamento

di quelle esistenti; consulenza e assistenza qualificata nonché strumenti

per la progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività; iniziative

di formazione e qualificazione nei confronti dei volontari; informazioni,

notizie, documentazione e dati sulle attività di volontariato locale e nazionale.

Grazie ad un’apposita convenzione con la Provincia di Varese, il CESVOV può

estendere anche nei loro confronti le attività istituzionali.

Sono forme stabili di organizzazione collettiva per il perseguimento di fini superindividuali,

non lucrativi e per la gestione di interessi comuni (associazioni

sportive dilettantistiche, pro loco, gruppi informali, gruppi legati a parrocchie

ed oratori, società di mutuo soccorso, ecc.).

Verso di esse il CESVOV valorizza e promuove le attività in atto offrendo assistenza

e consulenza qualificata anche al fine di una possibile riconduzione ad

una delle due categorie sopra esposte. Ciò spiega ad esempio perché sono

escluse le Cooperative Sociali che hanno già sul territorio propri organismi

di rappresentanza e di servizio.

La cittadinanza

CESVOV si rivolge anche alla cittadinanza nel suo insieme per promuovere la

crescita di una cultura solidale, nonché per orientare la popolazione al volontariato

con iniziative di sensibilizzazione e di informazione, corsi e seminari,

erogazione di informazioni per il tramite dei mezzi di comunicazione ed accesso

alla banca dati.

SOGGETTI CHE CONCORRONO AL GOVERNO DEL CESVOV

Il CESVOV necessita di un continuo confronto con i soggetti che lo governano in modo da poter essere continuamente

stimolato a porsi in sintonia con le dinamiche evolutive del mondo del volontariato. Questo, anche per evitare, l’insorgere di

forme di inerzia e di appiattimento sugli standards raggiunti in un contesto privo di forme di oggettiva concorrenza.

Il Comitato

di Gestione

I soci

I consiglieri

Il Comitato di Gestione (Co.Ge.) dura in carica per un biennio ed è composto

da:

a) un membro in rappresentanza della Regione Lombardia;

b) quattro rappresentanti delle organizzazioni di volontariato iscritte nel registro

regionale maggiormente presenti nel territorio regionale, nominati

dal Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia;

c) un membro nominato dal Ministro per il Welfare;

d) sette membri nominati dalle Fondazioni di origine bancaria;

e) un membro nominato dall’ACRI (Associazione fra le Casse di Risparmio

Italiane);

f) un membro in rappresentanza degli enti locali della regione;

Il Co.Ge istituisce i CSV e riceve annualmente il progetto d’intervento di cui

valuta la congruenza. Eroga i fondi sulla base della richiesta. Esercita attività di

verifica e di controllo sulle attività. Riceve dal CESVOV il rendiconto dettagliato

sull’utilizzo delle risorse.

Procede alla nomina di un componente del Consiglio Direttivo e di un revisore

dei conti del CESVOV.

L’impegno del CESVOV verso i suoi soci è quello di favorire la partecipazione

democratica alle scelte di indirizzo e gestione, accrescere il coinvolgimento

nella progettazione dei servizi.

Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione del CESVOV.

48


GLI STAKEHOLDER

Stakeholder

Livello di coinvolgimento

LE RISORSE UMANE

Il CESVOV ha una particolare attenzione nei confronti delle risorse umane che lo compongono e chiede loro nel contempo professionalità

e un’adesione convinta alle finalità che lo animano. Le necessità espresse dal mondo del volontariato, nelle sue molteplici

manifestazioni, esigono infatti capacità di adattamento ai diversi interlocutori nonché la disponibilità a spostarsi al di fuori

degli uffici e ad operare anche negli orari in cui i volontari sono disponibili.A titolo esemplificativo si ricordano: i corsi di formazione

tenuti dopo cena, le manifestazioni ed i convegni organizzati al sabato e nei giorni festivi.

I dipendenti

e collaboratori

I consulenti

professionali

Stagisti

Volontari

Il CESVOV sin dagli inizi ha inteso favorire la crescita e la formazione professionale

dei propri dipendenti e collaboratori. Si è voluto che fossero messi in

grado di poter gestire autonomamente la gran parte dei servizi erogati dal

Centro, da quelli di consulenza a quelli relativi alla formazione. Diversamente

che in altri CSV, al CESVOV sono i dipendenti adeguatamente preparati a interfacciarsi

con l’utenza e anche nei casi in cui si deve ricorrere a consulenti

esterni ciò avviene sempre per il tramite del personale interno anche perché

questo sia un momento di ulteriore formazione.

Il CESVOV offre all’esterno servizi qualificati e accresce le competenze del

proprio personale anche attraverso l’ausilio di professionisti, che offrono anche

importanti occasioni di verifica ed approfondimento sulle tematiche giuridiche,

fiscali e giuslavoristiche.

Il CESVOV accoglie sistematicamente stagisti di diversa provenienza al fine di

contribuire alla loro formazione soprattutto per quanto riguarda le modalità

tipiche in cui il lavoro avviene nel mondo del non profit.

Collaborano per lo più per il disbrigo di attività a supporto della logistica e

della pubblicizzazione delle iniziative. Un volontario esperto in informatica

fornisce il proprio apporto in questo settore.

I PARTNER ISTITUZIONALI

Nei confronti degli enti cui si rapporta il CESVOV ha sempre ricercato e continua a ricercare un confronto leale e serrato nel

rispetto degli specifici ruoli. Il Centro non intende operare al di fuori del contesto istituzionale ma richiede di essere preso in

considerazione in tutti i casi in cui le competenze che ha maturato possono concorrere utilmente al conseguimento di

determinati risultati.

Le Fondazioni

di origine

bancaria

e la Fondazione

CARIPLO

In Lombardia vi sono due Fondazioni ex bancarie: la Fondazione CARIPLO e

la Fondazione Banca del Monte di Lombardia. Esse, insieme al Monte dei Paschi

di Siena sono gli enti che finanziano il Comitato di Gestione dei Fondi

Speciali della Lombardia e quindi in ultima analisi il CESVOV.

In particolare con CARIPLO, che per motivi storici ha una stretta connessione

con il territorio della provincia di Varese, il CESVOV ha costruito rapporti

di fiducia e trasparenza, anche finalizzato alla diffusione presso il volontariato

locale dei bandi di erogazione che la Fondazione emana annualmente.

Unione Europea

Agenzia

per le Onlus

La sede

territoriale

di Varese della

Regione

Lombardia

Con l’Unione Europea è stata avviata un’interlocuzione aderendo al progetto

sul Servizio Volontario Europeo per il cui tramite si è avviato un progetto pilota

finalizzato all’accoglienza di giovani volontari provenienti dai paesi membri e

in pre-adesione nonché al relativo invio di nostri giovani volontari.

È l’agenzia governativa chiamata ad operare affinché sul territorio italiano sia

perseguita una “uniforme e corretta osservanza della disciplina legislativa e

regolamentare” concernente le ONLUS, il Terzo Settore e gli enti non commerciali.

Il CESVOV si è sempre posto nei suoi confronti come centro di stimolo e di

appoggio per l’approfondimento e la segnalazione di tematiche particolarmente

interessanti per il Terzo Settore.

Con la Regione Lombardia è stata stretta una collaborazione in ordine al Servizio

Civile Nazionale, compresa l’elaborazione del progetto di legge sul Servizio

Civile Regionale.

49


GLI STAKEHOLDER

Stakeholder

Livello di coinvolgimento

Provincia

di Varese

Enti locali

ASL

Agenzia

delle Entrate

La Regione ha demandato alle Province la gestione dei Registri di cui alle Leggi

Regionali 22/93 (volontariato) e 28/96 (associazionismo). Inoltre la Provincia

di Varese ha inteso giocare un ruolo propositivo e di coordinamento nel

panorama provinciale dei Servizi sociali così come sono stati ridisegnati dalla

Legge 328/00.

Il CESVOV, ai fini delle iscrizioni ai Registri, collabora con la Provincia attraverso

iniziative di sensibilizzazione, realizzazione di seminari e convegni.

Come già detto, è in essere una convenzione per la realizzazione di corsi di formazione

e attività di consulenza rivolte alle associazioni senza scopo di lucro.

Il Comune è il primo interlocutore istituzionale con cui le associazioni collaborano

e si interfacciano. I Comuni in Provincia di Varese sono 141.

In ambito socio-assistenziale, che è quello in cui operano la gran parte delle organizzazioni

di volontariato, i comuni sono i soggetti che, in forma associata, promuovono

e curano la predisposizione del Piano di Zona di cui alla Legge 328/00.

Questa legge prevede il coinvolgimento di tutte le istituzioni pubbliche, le istituzioni

private,le famiglie e tutti i soggetti della solidarietà organizzata presenti nell’ambito

territoriale e disponibili a collaborare. Stante il grande interesse verso

l’evoluzione del sistema socio-assistenziale, gli enti locali diventano luogo per un

confronto sulle problematiche emergenti sul territorio.

Un’altra forma associativa dei comuni è rappresentata dalle Comunità Montane,

4 nella nostra provincia.Anche con alcune di queste il CESVOV ha intavolato

delle forme di collaborazione.

È l’ente istituzionale regionale a cui è demandato sul territorio l’applicazione

del Piano Socio-Sanitario Regionale. Ai fini della creazione di sinergie, la ASL

della Provincia di Varese ha istituito diversi tavoli di confronto su specifiche

tematiche, cui il CESVOV è stato chiamato a partecipare: tossicodipendenze,

disabilità, minori, ecc.

È l’agenzia che esercita controlli fiscali e tributari. È stata stipulata un’apposita

convenzione a livello provinciale per avviare rapporti di collaborazione qualificata

tra uffici e utenza, nell’intento di estendere e migliorare il servizio di assistenza

fiscale ai soggetti del Terzo Settore, nonché per i disabili, per il tramite delle

loro associazioni di riferimento.

CESVOV si pone nei suoi confronti come centro di stimolo e di appoggio per

l’approfondimento e la segnalazione di tematiche particolarmente interessanti

per il Terzo Settore, anche attraverso la stipula di specifici accordi che rendano

agevole il percorso delle associazioni, o dei singoli in condizioni di svantaggio, all’interno

degli adempimenti imposti dalla legge e di sua competenza.

I PARTNER SEMI-ISTITUZIONALI

CSA

Istituti scolastici

Istituti scolastici

superiori

Le Università

Il CESVOV collabora con il CSA (ex Provveditorato agli Studi) per promuovere

il volontariato giovanile attraverso iniziative specifiche come lo Sportello

Scuola-Volontariato oppure per la realizzazione di specifici convegni.

Riconoscendo la scuola come ambito educativo delle nuove generazioni, il

CESVOV vi si relaziona per attivare iniziative volte alla crescita della cultura

della solidarietà e dell’impegno civile, come ad esempio il Servizio Volontario

Europeo.

L’Università svolge attività di ricerca scientifica e di formazione. Con l’Università

degli Studi dell’Insubria che ha sede a Varese, è stata stipulata una convenzione

tra i due Enti per l’organizzazione in comune di interventi formativi finalizzati

allo sviluppo delle competenze professionali, coniugando il sapere accademico

e l’esperienza pratica degli operatori del Centro di Servizio nel settore

del non profit. In particolare, vi è in essere una stretta relazione per lo sviluppo

del Bilancio sociale delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni.

Il CESVOV collabora altresì con altre Università che operano in modo sistematico

nell’approfondimento scientifico delle tematiche del Terzo Settore.Tra

tutte va ricordata l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

50


GLI STAKEHOLDER

I PARTNER NON ISTITUZIONALI

Coordinamento

Nazionale

dei CSV

Stakeholder

All’interno del Coordinamento Nazione dei Centri di Servizio (CSV.Net), di

cui CESVOV è socio, si sviluppa la più ampia discussione in relazione alle tematiche

coinvolte, si ricerca la maggiore condivisione possibile e si rappresentano

le posizioni dei Centri di Servizio per il Volontariato presso Enti, Organizzazioni

ed Istituzioni di carattere nazionale ed internazionale.

Coordinamento Lo stretto collegamento tra i CSV lombardi è stata sin dall’inizio una delle caratteristiche

fondamentali del modo in cui in questa regione sono stati atti-

Regionale dei

Centri di Servizio vati. Il coordinamento lombardo non è soltanto una forma di rappresentanza

per il volontariato e un luogo di riflessione, ma è un vero e proprio strumento operativo finalizzato

a creare utile sinergie tra i CSV della Lombardia

lombardi.

Altri CSV

Il Centro

Nazionale per il

Volontariato

Fondazione

Italiana per il

Volontariato

Il CESVOV, oltre che per il tramite dei coordinamenti formali, stringe rapporti

collaborativi con alcuni di essi al fine di realizzare iniziative comuni: è il caso

del progetto SVE per il quale si è attinto all’esperienza maturata dal vicino

CSV di Como.

Il Centro Nazionale per il Volontariato di Lucca (CNV) è un’istituzione storica

per il nostro paese, ponendosi come l’ente che per primo ha cominciato

ad approfondire le tematiche e a porre all’attenzione delle istituzioni il mondo

del volontariato e le sue forme associative. In particolare insieme al CNV

è stato avviato, e tuttora viene gestito, il progetto Sportello Scuola-Volontariato.

La Fondazione Italiana per il Volontariato di Roma (FIVOL) cura da anni una serie

di utili servizi ed iniziative nell’ambito del volontariato: redazione della Rivista

del Volontariato, biblioteca specializzata, banca dati ragionata; oscar di bilancio,

ecc. In particolare, oltre che a diffonderle sul territorio, il CESVOV ha collaborato

nella realizzazione dell’ultima rilevazione sul volontariato locale.

Oltre che con le singole associazioni il CESVOV si rapporta con i loro coordinamenti.

Non solo, si propone di favorirne la crescita e lo sviluppo anche

per ovviare alla frammentazione di questi soggetti. Sotto questo profilo esistono

rapporti stabili con il CVV (Coordinamento del Volontariato della cit-

Coordinamenti

locali del tà di Varese) che ha ospitato la sede del CESVOV nei primi tempi e con il quale

ancora adesso condivide una sala attrezzata multimediale per la realizzazio-

volontariato e del

Terzo Settore ne di incontri e corsi.Altre forme di collaborazione strutturata esistono con

il Coordinamento della Valceresio e con quello del Distretto di Saronno. Nel

corso del 2003 il CESVOV si è inoltre fatto promotore al fine di favorire la

nascita del Forum Provinciale del Terzo Settore.

Fondazione

Comunitaria del

Varesotto Onlus

Con la Fondazione Comunitaria del Varesotto (FOCOVA), il CESVOV ha in

essere una convenzione per la gestione della segreteria e il supporto alle iniziative.

La Fondazione Comunitaria del Varesotto nasce nel 2002 su impulso

della Fondazione Cariplo con lo scopo di promuovere sul territorio provinciale

la cultura della donazione e per erogare contributi di modesta entità agli

enti senza scopo di lucro. Il CESVOV in questo ambito diffonde i bandi di erogazione

della FOCOVA ed accompagna le associazioni nella redazione di progetti

da sottoporre al fine di ottenere i finanziamenti.

L’Istituto per la Ricerca Sociale di Milano (IRS), è una cooperativa non profit

che fa parte di una rete internazionale di centri di ricerca a stretto contatto

con il mondo accademico. Le ricerche sono condotte su tre grandi aree tematiche:

economia e politica economica, analisi delle politiche pubbliche ed

Istituto per la

Ricerca Sociale di infine politiche sociali, attori sociali e sviluppo dei servizi. Con l’IRS, il CE-

Milano SVOV ha in atto la realizzazione di un programma operativo per il distaccamento

di volontari da alcune grandi imprese ad organizzazioni non profit della

provincia di Varese, dall’indagine motivazionale alla valutazione dei risultati

(Employee Voluntering).

Livello di coinvolgimento

51


GLI STAKEHOLDER

Stakeholder

Livello di coinvolgimento

Sodalitas

Il mondo

ecclesiale

Mass media

Sodalitas nasce nel 1995 per iniziativa di Assolombarda, di un gruppo di imprese

e di alcuni consulenti volontari per creare un ponte tra mondo d’impresa

e non profit, promuovendo lo sviluppo dell’imprenditoria nel sociale e

favorendo una cultura d’impresa socialmente responsabile. Sodalitas Varese ha

iniziato la propria attività nel 1996, ma è nata ufficialmente nel 2003, offre la

propria attività di consulenza in tema di controllo di gestione, marketing, comunicazione

e organizzazione del lavoro in favore di cooperative sociali attive

nel varesotto. Il CESVOV collabora con Sodalitas Varese per la realizzazione

di iniziative comuni. In particolare nel corso del 2004 Sodalitas ha fatto da

tramite con l’Unione Industriali e diverse aziende del territorio per la buona

riuscita del progetto sul distacco di personale dalle imprese al volontariato

secondo la previsione dell’art. 13, I comma del D.Lgs. 460/97.

Il mondo cattolico rappresenta un’importante matrice del volontariato a Varese.

Sul territorio della provincia di Varese, che non è città sede vescovile, insistono

due diocesi. La gran parte del territorio dipende dall’arcidiocesi di Milano,

mentre la Valcuvia e la Val Marchirolo appartengono alla diocesi di Como.

Le occasioni di collaborazione e di incontro con le zone pastorali, i decanati,

le parrocchie e gli oratori per la gioventù sono molto frequenti sia per quanto

riguarda l’attivazione di iniziative comuni che la realizzazione di momenti

formativi.

Stante il ruolo determinante nella società attuale svolto dai mezzi di comunicazione

come veicolo di informazione, il CESVOV ha inteso collaborare con

essi affinché le notizie e gli avvenimenti importanti per la vita delle associazioni

abbiano sufficiente rilevanza e divulgazione.

52


Le risorse umane


LE RISORSE UMANE

L’organigramma

La struttura organizzativa del CESVOV è suddivisa in base alle funzioni assegnate al personale

dipendente e ai collaboratori. Infatti, alcuni dipendenti presidiano le attività di amministrazione

e di segreteria interne al CESVOV e concernenti la segreteria della Fondazione Comunitaria

del Varesotto, altri dipendenti sono invece impegnati nella gestione dei servizi rivolti

all’esterno.

Il CESVOV sin dagli inizi, sia pure con gradualità, ha inteso investire nella

creazione di una squadra di personale proprio, fidelizzato ed altamente qualificato

per la fornitura di servizi, anziché limitarsi ad instaurare rapporti di

collaborazione o a stipulare convenzioni con soggetti esterni per lo svolgimento

dei servizi.

54


LE RISORSE UMANE

Questo ha portato ad un assetto attuale così costituito: un direttore a tempo pieno; un impiegato

a tempo pieno che assomma la funzione di responsabile della formazione e degli uffici

decentrati; due impiegate amministrative a tempo parziale che si occupano, rispettivamente,

della segreteria e della tenuta della contabilità; quattro impiegati, di cui due a tempo parziale,

addetti ai servizi di sportello. Ciascun addetto dedica quattro ore settimanali agli sportelli

decentrati. I dipendenti sono affiancati da una professionista iscritta all’Albo dei Giornalisti

che dedica al CESVOV dodici ore di lavoro settimanali con l’incarico di addetta stampa

e da un collaboratore impegnato quattro ore alla settimana nella gestione dello sportello disabili

dedicato alle associazioni che operano in quell’ambito. Il CESVOV si avvale, inoltre, del

supporto di professionisti ed esperti per la gestione delle consulenze più complesse. Gli enti

si interfacciano innanzitutto con un dipendente, il quale raccoglie la loro richiesta ed imposta

la consulenza, seguendo l’utente anche nel momento in cui questo dialogherà direttamente

con il professionista/esperto presso la sede del CESVOV.

Tra i collaboratori si annovera anche un volontario al quale sono affidate mansioni di supporto

all’attività quotidiana di segreteria.

Organico

Ruolo

Ore di lavoro

settimanali

Inquadramento

contrattuale

I dipendenti

Maurizio Ampollini

Dario Cecchin

Loredana De Maddalena

Alessandro Livraga

Massimiliano Pavanello

Pierluigi Brun

Graziella Ambruzzi

Marina Bassetti

Direttore

Responsabile servizi

formativi e logistica

Addetta ai servizi di sportello

Addetto ai servizi di sportello

Addetta ai servizi di sportello

Addetto ai servizi di sportello

e Banca Dati

Segreteria FOCOVA

Amministrazione

40

40

20

40

40

36

24

26

CCNL Commercio

Quadro

CCNL Commercio

I Livello

CCNL Commercio

II Livello

CCNL Commercio

II Livello

CCNL Commercio

II Livello

CCNL Commercio

III Livello

CCNL Commercio

III Livello

CCNL Commercio

III Livello

Tabella 9: Numero di ore di lavoro svolte nel 2004 dai dipendenti

Tipologia di attività

Tot. ore

ordinarie

Tot. ore

straordinarie

Totale

%

Direzione, amministrazione,

segreteria della struttura base

Formazione del personale

della struttura base

Attività presso le strutture periferiche

Promozione e sviluppo del volontariato

Consulenza ed assistenza

Formazione

Informazione e comunicazione

Coordinamento regionale

Altro

TOTALE

4.080,50

359,00

757,00

1.105,00

2.826,50

642,00

699,50

125,00

24,00

10.419,00

339,50

51,50

3,50

95,50

31,00

80,00

79,50

14,00


649,50

4.420,50

410,50

760,50

1.200,50

2.857,50

722,00

799,00

139,00

24,00

11.113,50

39,77

3,69

6,84

10,80

25,71

6,50

7,01

1,25

0,22

100,00

55


LE RISORSE UMANE

Il direttore del Centro di Servizio: ai sensi dello statuto, partecipa senza diritto di voto alle

sedute dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, pone in essere tutti gli atti esecutivi necessari

all’attuazione delle delibere dell’Assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo e alla corretta

gestione del CESVOV, ha la responsabilità del personale dipendente e dei collaboratori.

I suoi compiti prioritari sono: attuazione dei deliberati dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;

direzione e organizzazione della struttura del CESVOV; gestione del personale; relazioni

tecniche con il Comitato di Gestione dei Fondi e gli Enti Pubblici; implementazione dei

progetti in stretta collaborazione con il Consiglio Direttivo; gestione del budget; rapporti con

le associazioni; organizzazione dei servizi per le associazioni. Da luglio 2003, il direttore, nell’ambito

del proprio orario di lavoro, per un impegno medio di sei ore alla settimana, svolge

anche la funzione di coordinatore del Comitato Tecnico del Coordinamento Regionale dei

Centri di Servizio.

Il responsabile dei servizi formativi e addetto alla logistica degli uffici: organizza le iniziative

formative curandone gli aspetti tecnici, logistici e amministrativi; predispone il materiale

pubblicitario e divulgativo; relaziona sull’andamento dei corsi; mantiene in efficienza gli

strumenti tecnici e il materiale audiovisivo; gestisce l’operatività degli uffici decentrati coordinandoli

con la sede principale.

Lavora a tempo pieno sulla sede di Varese e dedica allo sportello di Gallarate quattro ore alla

settimana.

Gli addetti ai servizi di sportello: svolgono, direttamente o affiancando i consulenti esterni

su tematiche specifiche, le mansioni di accoglienza e filtro con le associazioni e gestione

dei servizi di consulenza; in particolare, essi offrono assistenza in ordine alla stesura degli atti

costituivi e degli statuti al fine dell’iscrizione ai registri, si rapportano con uffici regionali e

provinciali per le iscrizioni ai registri e le convenzioni vigenti, si occupano dell’inquadramento

degli enti non commerciali, in ambito sia legale che tributario.

Gli addetti allo sportello hanno competenze differenti, in quanto uno di essi è laureato in

giurisprudenza, due sono laureati in economia e commercio e l’altro è laureando in management

del Terzo Settore. Pertanto, tutti sono in grado di offrire una consulenza di primo livello,

mentre l’offerta di consulenze specialistiche è ripartita tra di loro in base alle rispettive

specializzazioni.

56


LE RISORSE UMANE

Le impiegate amministrative: svolgono l’attività amministrativa e di segretaria del Centro.

Una di esse, impegnata per 24 ore settimanali, adempie alle seguenti mansioni: gestione della

corrispondenza; tenuta del protocollo; disbrigo delle pratiche di segreteria; aggiornamento

e tenuta della banca dati; accesso a informazioni banche dati; una parte significativa del

suo tempo lavorativo è dedicata all’attività di segreteria svolta per la Fondazione Comunitaria

del Varesotto.

L’altra dipendente è impegnata per 26 ore settimanali e, avendo la qualifica di ragioniera, si

prende cura soprattutto delle problematiche contabili: tenuta della prima nota; elaborazione

della contabilità; gestione dei pagamenti; commissioni presso banche e uffici.

Nome

Paola Provenzano

Roberto Feraboli

Claudia Nebuloni

Morena Tevisio

Cristina Buzzetti

Fabrizio Chianelli

Sandro Massi

(fino al 30/06/2004)

Fabio Millefanti

Cristiana Schena, Patrizia Gazzola,

Giovanna Gavana

Giorgio Mascherini

Ruolo

Addetta stampa

Responsabile Sportello Disabili

Aggiornamento Banca Dati

Progetto Volontariato Europeo

Commercialista

Avvocato

Esperto di progettazione

e problematiche fiscali degli enti non profit

Consulente del lavoro

Esperte di progettazione e svolgimento

di piani formativi

Volontario (supporto all’attività di segreteria)

L’addetto stampa: è una giornalista libero professionista

impegnata per 12 ore settimanali.

Dal 2001 essa si occupa di redigere e diffondere

i comunicati stampa, organizzare le conferenze

stampa, implementare i rapporti con i media

locali, redigere e realizzare il periodico; tenere

i rapporti con il grafico e la tipografia, curare

l’aggiornamento costante del sito internet.

Altre collaborazioni sono in essere per la gestione

dello sportello disabili, l’aggiornamento

della nuova banca dati in funzione della pubblicazione

della nuova edizione del volume relativo

a volontariato ed associazionismo in provincia

di Varese e per l’implementazione del

progetto relativo al Servizio Volontario Europeo,

curato, quest’ultimo, da un dipendente e

da una collaboratrice esterna.

Le risorse umane

esterne

57


Le risorse finanziarie


LE RISORSE FINANZIARIE

Il bilancio

d’esercizio

Il CESVOV, come previsto all’articolo 23 del proprio statuto, approva annualmente, in assemblea,

il suo bilancio d’esercizio. Questo è redatto secondo il criterio di competenza economica

ed è costituito da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa. Fino al 1999, invece,

era stato applicato il principio di cassa redigendo un semplice rendiconto consuntivo

delle entrate e delle uscite.

Liquidità

Crediti diversi

Immobilizzazioni tecniche

Immobilizzazioni finanziarie

Totale Attività

Attività

STATO PATRIMONIALE 2004

Situazione patrimoniale

€ 251.828,47

€ 158.163,12

€ 72.585,05

€ 52.000,00

€ 534.576,64

Passività

Fondi ammortamento

Fornitori

Conti IVA

Debiti diversi

Fondi di accantonamento

Ratei e risconti passivi

Totale passività

CAPITALE e RISERVE

Avanzo di esercizio

Totale a pareggio

€ 72.585,05

€ -415,81

€ 567,70

€ 24.796,86

€ 281.270,73

€ 62.540,83

€ 490.914,35

€ 49.568,99

€ 43.662,29

€ 534.576,64

Ricavi e profitti

Proventi per servizi

Donazioni e altri contributi

Quote associative

Contributo da enti (Provincia di Varese)

Fondo Speciale per il Volontariato in Lombardia

Proventi istituzionali

Proventi finanziari

Proventi vari

TOTALE RICAVI

Tabella 10: I Ricavi (2004 e 2003)

Conto Economico

2004

2003

€ 28.894,71 € 12.950,00

€ – € 30,00

€ 670,00 € 590,00

€ 22.500,00 € 26.000,00

€ 632.506,26 € 584.003,85

€ 684.570,97 € 623.573,85

€ 6.940,91 € 1.842,42

€ 3.315,81 € 20.141,00

€ 694.827,69 € 645.557,27

Var. %

+123,12

-100

+13,56

-13,46

+8,30

+9,78

+276,73

-83,54

+7,63

Il confronto tra il 2003 ed il 2004 mostra nel complesso un incremento dei ricavi dell’ordine

del 7,63%. Tuttavia analizzando nel dettaglio i dati sono possibili alcune considerazioni: oltre

il 90% dei ricavi deriva dal Fondo Speciale per il Volontariato con un’oggettiva dipendenza

da questi trasferimenti che necessita di essere ridimensionata incrementando le altre fonti

di ricavo. Sotto questo profilo, nel corso del 2004, i proventi per servizi resi ai soggetti ter-

60


LE RISORSE FINANZIARIE

zi sono più che raddoppiati passando da 12.950 a 28.894 Euro. Questo è sicuramente un segnale

positivo, ma che necessita di ulteriore rafforzamento.

Leggermente ridimensionati, invece, i contributi da parte della Provincia, ma solo perché nel

2003 erano stati assegnati fondi supplementari per specifiche realizzazioni. Non particolarmente

significativi sono, poi, i proventi vari, che segnano una diminuzione e per i quali vale

lo stesso discorso fatto con riferimento ai contributi della Provincia.

I proventi finanziari risultano accresciuti, ma va detto che essi non possono costituire in prospettiva

una fonte rilevante di introiti.

La voce “Donazioni” è a zero e c’è da chiedersi peraltro se non debbano essere sollecitate

contribuzioni a fondo perduto anche da altri soggetti, nonché se le quote associative, poco

più che simboliche, debbano restare tali.

Analizzando i componenti negativi di reddito, occorre ricordare che il conto economico del

bilancio di esercizio riporta i costi classificati per natura e, di conseguenza, non può dare sufficienti

elementi per valutare la destinazione delle risorse nei vari settori d’intervento del CE-

SVOV.

Rispetto al dato complessivo, può però essere utile prendere in considerazione alcune tra le

più significative voci di costo, quali costi del personale, costi di gestione e accantonamenti.

Costi del personale

Salari e stipendi

Oneri sociali

Buoni pasto

Rimborso spese dipendenti

Rimborso chilometrico a dipendenti

per uso auto propria

Partecipazione a convegni e seminari

Totale

Tabella 11: I costi del personale (2004 e 2003)

2004 %

€ 174.052,93

€ 43.012,14

€ 5.205,41

€ 568,65

€ 1.728,72

€ 2.086,12

€ 694.827,69

76,79

18,98

2,30

0,25

0,76

0,92

100,00

2003 % Var. %

€ 126.596,22

€ 36.975,23

€ 4.176,78

€ –

€ 1.726,60

€ –

€ 169.474,83

74,70

21,82

2,46

0,00

1,02

0,00

100,00

+37,49

+16,33

+24,63

+0,12

+33,74

Dal 2003 al 2004 il costo del personale ha conosciuto un incremento del 33% in quanto la

“pianta organica” ideale del centro ha trovato compimento. Tutte le figure professionali che

occorrono al funzionamento sono state assunte come lavoratori dipendenti, che sono passati

da 6 a 8 unità. Si tenga anche conto del fatto che per gli addetti ai servizi di sportello, che

hanno completato la loro preparazione attraverso l’affiancamento ai colleghi già in servizio

ed in stretta collaborazione con i consulenti esterni, maturando così la capacità di fornire autonomamente

consulenze all’utenza, vi è stato il passaggio di inquadramento dal III al II livello

del Contratto Collettivo Nazionale del Commercio; inoltre, quest’ultimo, è stato rinnovato

nel corso dell’anno, con i relativi aumenti.

61


LE RISORSE FINANZIARIE

Costi di gestione

Spese postali e bolli

Materiale di consumo

Cancelleria

Consulenze esterne da professionisti

Organizzazione e docenze corsi

in partenariato

Libri e riviste

Altre spese e varie

Organizzazione corsi, convegni

e seminari

Docenze corsi CESVOV

Spese per stampa pubblicazioni,

sito internet, banca dati

Compartecipazione spese

Coordinamento Regionale

Iniziative promozionali

e pubbliche relazioni

Assicurazioni RC e polizze d’obbligo

Spese legali e consulenze

Rimborsi spese a non dipendenti

Totale

Tabella 12: I costi di gestione (2004 e 2003)

2004 %

€ 1.813,51

€ 5.337,29

€ 2.841,09

€ 35.306,72

€ 60.907,59

€ 5.301,13

€ 2.490,79

€ 9.739,37

€ 5.072,30

€ 53.894,68

€ 27.872,00

€ 4.536,78

€ –

€ –

€ 4.392,78

€ 219.506,00

0,83

2,43

1,29

16,08

27,75

2,41

1,14

4,44

2,31

24,55

2003 % Var. %

€ 7.148,70

€ 2.781,11

€ 4.344,53

€ 43.848,39

€ 83.577,85

€ 3.970,61

€ 1.730,98

€ 16.495,73

€ 14.613,94

€ 23.721,22

12,70 € 15.820,40

2,07 € 3.702,91

0,0

0,0

2,00

100,00

€ 4.907,57

€ 2.188,09

€ 428,95

€ 229.280,98

3,12

1,21

1,89

19,12

36,45

1,73

0,76

7,20

6,37

10,35

6,90

1,62

2,14

0,95

0,19

100,00

-74,63

+91,91

-34,60

-19,48

-27,12

+33,50

+43,89

-40,96

-65,29

+127,20

+76,18

+22,52

-100,00

-100,00

+924,08

-4,26

Nei “costi di gestione” vengono aggregati i costi sostenuti per prestare i servizi alle associazioni.

Ad esempio, i costi sostenuti per la formazione sono imputati alle voci “organizzazione

e docenze corsi in partenariato”, “docenze corsi CESVOV” ed “organizzazione corsi, convegni

e seminari”, ma in parte anche alle voci “materiali di consumo”, “cancelleria”, “spese

postali” e ai costi del personale.

Tabella 13: Gli accantonamenti (2004 e 2003)

Accantonamenti

Accantonamento al fondo indennità

di fine rapporto

Accantonamento per personalità

giuridica

Accantonamento fondo oneri da

pervenire

Accantonamento spese future SVE

Accantonamento spese future

Master Universitario

Accantonamento spese future

Bilancio Sociale

Accantonamento spese future

Guida al Volontariato

Accantonamento spese future

Rapporto sul Volontariato

Totale

2004 % 2003 % Var. %

€ 11.140,41 14,44 € 8.389,91 4,78 +32,78

€ –

€ –

€ 15.000,00

€ 20.000,00

€ 6.000,00

€ 20.000,00

€ 5.000,00

0,0

0,0

19,44

25,93

€ 52.000,00

€ 115.000,00

€ –

€ –

7,78 € –

25,93 € –

6,48 € –

29,65

65,57

0,0

0,0

0,0

0,0

0,0

€ 77.140,41 100,00 € 175.389,91 100,00

-56,02

62


LE RISORSE FINANZIARIE

Il meccanismo stesso di finanziamento in vigore fino allo scorso anno, il dilatarsi dei tempi

di realizzazione di alcuni progetti, la necessità di effettuare accantonamenti in previsione delle

possibili minori entrate per il prossimo biennio, hanno poi portato sia nel 2003 che nel

2004 ad effettuare diversi accantonamenti specificamente finalizzati. In effetti alla logica dell’operare

per progetti sta subentrando quella di un’azione più sistematica che necessita peraltro

di continuità dei flussi finanziari.

Tabella 14: Il risultato d’esercizio (2004 e 2003)

Risultato d’esercizio

Totale ricavi

Totale costi

RISULTATO D’ESERCIZIO

2004

€ 694.827,69

€ 651.165,40

€ 43.662,29

2003 Var. %

€ 645.557,27

€ 642.009,54

€ 3.547,73

+7,63

+1,43

+1.130,71

Il rendiconto di progetto è un ulteriore documento che consente di rappresentare l’allocazione

delle risorse rispetto alle attività di servizio che il Centro gestisce. Il CESVOV redige questo

documento perché, in base al decreto legislativo 8 ottobre 1997, deve rendicontare al Comitato

di Gestione dei Fondi per il Volontariato della Lombardia l’utilizzo dei fondi da quest’ultimo

erogati.

La procedura che determina l’assegnazione dei fondi e la verifica del loro corretto utilizzo è

la seguente. Fino al 2004, annualmente, i Centri di Servizio redigevano un progetto relativo

all’attività dell’anno successivo al quale allegavano un preventivo. Il Comitato di Gestione

erogava i fondi in base al progetto ed al relativo preventivo. Alla fine dell’anno i Centri di

Servizio redigevano un rendiconto consuntivo a giustificazione dell’utilizzo dei fondi che erano

stati loro erogati.

Dal 2005 la procedura diventerà biennale. A tale proposito, sono state elaborate congiuntamente,

tra Comitato di Gestione per i Fondi Speciali ed il Coordinamento tra i Centri di Servizio

per il Volontariato della Lombardia, delle linee guida in ordine alla compilazione del

programma di attività biennale ed alla sua rendicontazione.

L’altra novità è che dal 2005, bilancio e rendiconto non saranno più due documenti separati

ma diventeranno un unico elaborato redatto sostanzialmente secondo il criterio della competenza

economica, derogato in alcuni casi specifici per rendere ragione delle peculiarità della

gestione dei CSV. Uno degli aspetti più evidenti consisterà, infatti, nel non ammortizzare il

costo dei beni ad utilizzo pluriennale, ma nel procedere all’imputazione integrale di tale costo

nell’anno di sostenimento.

Il rendiconto di progetto in uso fino all’anno 2004, a sua volta concordato tra il Comitato di

Gestione per i Fondi Speciali della Lombardia ed i Centri di Servizio Lombardi, aveva le caratteristiche

di rendiconto di pura cassa. Non era un bilancio propriamente detto a causa della

necessità di dare ragione anno per anno delle uscite sostenute, senza effettuare ammortamenti

o altre rettifiche che normalmente si compiono nell’applicazione del principio di competenza

economica. Si tenga anche conto che il rendiconto, per quanto riguarda le uscite, è

articolato per centri di spesa secondo il già citato schema del DM 8 ottobre 1997, cui si aggiungono

le voci relative alla struttura base ed alla partecipazione ai coordinamenti. Ciò vuol

dire ad esempio che le spese per il personale, se si escludono le funzioni direttive ed amministrative,

sono ripartite percentualmente nei diversi settori di intervento.

Il rendiconto di

progetto

63


LE RISORSE FINANZIARIE

IL RENDICONTO CONSUNTIVO DI PROGETTO PER IL 2004

Rendiconto consuntivo di progetto – Anno 2004 – Raffronto con il 2003

Capitolo

E01 Quota fondo speciale volontariato

E02 Quote associative

E03 Contributi per servizi

E04 Proventi di natura commerciale

E05 Trasferimenti attivi correnti

E06 Redditi e proventi finanziari

E07 Poste correttive

Totale Entrate

ENTRATE

2004

€ 632.506,26

€ 680,00

€ 31.148,10

€ 22.800,00

€ 0,00

€ 4.682,82

€ 4.143,62

€ 695.960,80

Var. % sul 2003

+11,6

+8,8

+48,7

+46,2

-100,0

+324,6

+5.244,3

USCITE

Capitolo

U01 Struttura base: organi statutari

U02 Struttura base: personale direttivo, ammin, segreteria

U03 Struttura base: funzionamento

U04 Struttura base: investimenti

U05 Struttura base: formazione del personale

U06 Strutture periferiche

U07 Promozione e sviluppo del volontariato

U08 Consulenza ed assistenza

U09 Formazione

U10 Informazione, comunicazione, banche dati

U11 Coordinamento Regionale

U12 Collegamento Nazionale

U13 Oneri bancari

U14 Imposte e tasse

U15 Altro

Totale Uscite

2004

€ 5.492,59

€ 87.662,06

€ 59.143,94

€ 35.776,74

€ 6.287,68

€ 21.578,10

€ 93.124,66

€ 78.917,89

€ 111.865,68

€ 110.403,92

€ 41.046,79

€ 2.818,59

€ 331,36

€ 11.221,29

€ 1.700,00

€ 667.371,29

Var. % sul 2003

+850,3

-5,1

+52,4

+414,3

-53,6

-12,1

+105,4

+53,6

+32,6

+106,9

+118,7

+104,0

+102,0

-36,7

-96,8

ENTRATE

USCITE

DIFFERENZA

RIEPILOGO

€ 667.371,29

€ 695.960,80

€ 28.589,51

+32,8

+15,0

Il prospetto propone il rendiconto consuntivo di progetto per l’anno 2004 e la variazione percentuale

rispetto all’anno 2003. Si precisa che sono state conteggiate sia le poste effettivamente

realizzate secondo il principio di cassa, sia quelle accertate anche se non ancora compiute

entro il 31 dicembre 2004.

Nell’analizzare le voci riportate si possono osservare le seguenti entrate:

■ Quota fondo speciale volontariato: sono i fondi provenienti dalle Fondazioni ex bancarie

ed erogati per il tramite del Comitato di Gestione. Essa costituisce la principale fonte

di entrata per i CSV, rappresentando, nel caso di Varese,quasi il 91 % del totale. Sebbene

questa % indichi un’eccessiva dipendenza finanziaria dei CSV dalla capacità erogativa

delle Fondazioni ex bancarie, va anche detto che il CESVOV ha una maggiore capacità

di reperire anche altre fonti di finanziamento delle attività rispetto agli altri Centri del-

64


LE RISORSE FINANZIARIE

la Lombardia. Infatti, stando ai dati del VI Rapporto Sociale sull’attività dei Centri di Servizio

per il Volontariato in Lombardia nell’anno 2004, la media regionale delle entrate costituite

dai Fondi Speciali è pari al 96,52%.

■ Quote associative: la quota associativa per il 2004 è stata fissata a 10 Euro. La cifra indicata

nel rendiconto comprende, oltre alle quote dei 67 soci, anche una quota pregressa

dell’anno 2003.

■ Contributi per servizi: sono le entrate derivanti dalla convenzione con la Provincia di

Varese per i servizi indicati nel capitolo sulle attività e dalla convenzione con il Coordinamento

Regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato della Lombardia per i compiti

svolti dal direttore del CESVOV quale coordinatore del Comitato Tecnico e del Comitato

Scientifico, organi del Coordinamento. La convenzione con la Provincia costituisce la seconda

fonte d’entrata, anche se rappresenta solo il 3,6% del totale.

■ Proventi di natura commerciale: questa voce comprende per il 2004 unicamente le entrate

derivanti dall’accordo con la Fondazione Comunitaria del Varesotto per il servizio di

segreteria ed amministrazione che il CESVOV mette a disposizione. Per il futuro si è già

detto che il CESVOV si è attrezzato per fornire a pagamento i propri servizi a soggetti del

Terzo Settore diversi dalle OdV e dalle associazioni senza scopo di lucro.

■ Trasferimenti attivi correnti: nel 2004 non ve ne sono stati mentre nell’anno precedente

erano pervenute al CESVOV alcune piccole oblazioni.

■ Redditi e proventi finanziari: queste entrate derivano dagli interessi attivi su conto corrente

bancario e postale.

■ Poste correttive: questa entrata identifica i rimborsi percepiti dal CESVOV per prestazioni

fornite dai propri dipendenti a favore del Coordinamento regionale dei CSV.

Nelle uscite si possono rilevare le voci seguenti.

■ Struttura base-organi statutari: comprende le uscite per l’acquisizione della personalità

giuridica e quelle relative al funzionamento del Consiglio Direttivo, compresi i rimborsi

spese agli amministratori del CESVOV.

■ Struttura base-personale direttivo, amministrativo, segreteria: sono le spese del

personale imputabili alla struttura base, ossia alla sede centrale: si tratta fondamentalmente

degli stipendi relativi alle funzioni proprie del direttore, della segreteria e dell’amministrazione.

■ Struttura base-funzionamento: comprende le uscite per la gestione della sede centrale

(affitto, utenze, ecc.).

■ Struttura base-investimenti: sono imputate le uscite per l’acquisto dei mobili, delle

macchine per l’ufficio e degli elaboratori afferenti alla sede centrale e agli sportelli.

■ Struttura base-formazione del personale: sono le uscite per la formazione del personale.

■ Strutture periferiche: nelle uscite relative alle strutture periferiche sono comprese quelle

per il personale per la quota parte relativa al funzionamento delle stesse.

■ Promozione e sviluppo del volontariato: comprende tutte le uscite relative alla prima

macroarea di attività del CESVOV.

■ Consulenza ed assistenza: include le uscite relative alla macroarea della consulenza.

■ Formazione: sono le uscite relative alla macroarea di attività “Formazione”. Tra le quattro

macroaree di attività, la “Formazione” genera le maggiori uscite monetarie, questo per

la precisa scelta del Centro di farne l’elemento trainante della propria attività. La voce

comprende tra l’altro le uscite per la pubblicizzazione, l’affitto dei locali per lo svolgimento

dei corsi e la remunerazione dei numerosi docenti.

65


LE RISORSE FINANZIARIE

■ Informazione, comunicazione, banche dati: uscite relative alla quarta macroarea,

comprese quelle stimate per la realizzazione della seconda edizione della guida del volontariato

e dell’associazionismo in provincia di Varese.

■ Coordinamento Regionale: questa voce comprende la quota di adesione al Coordinamento

Regionale dei Centri di Servizio per il Volontariato della Lombardia che si finanzia

unicamente in questo modo e che realizza diversi servizi in sinergia a favore dei singoli

Centri.

■ Collegamento Nazionale: questa voce comprende la quota di adesione al Collegamento

Nazionale dei Centri di Servizio (CSV.net). Valgono le stesse cose dette per il Coordinamento

Regionale, tenendo conto che questa associazione ha più una funzione di rappresentanza

che di gestione condivisa di servizi.

■ Oneri bancari: spese bancarie e postali.

■ Imposte e tasse.

200.000

180.000

160.000

140.000

120.000

100.000

80.000

60.000

40.000

20.000

0

Grafico 4: LE USCITE COME DA RENDICONTO CONSUNTIVO

DI PROGETTO (raffronto 2003 e 2004)

Struttura

base

Promozione Formazione Consulenza Banca dati Altro

2003 2004

Osservando i dati sia del 2004 che del 2003, il grafico 4 evidenzia come la maggior parte delle

spese siano da imputare alla struttura base. Nel 2004, tra le quattro macroaree, sono la formazione

e la promozione ad aver generato la maggior parte delle uscite monetarie. Seguono,

rispettivamente, consulenza e informazione/banca dati.

Leggendo i dati relativi al 2003, rispetto a quelli rilevati nel 2004, dal grafico si possono osservare

alcune differenze nella composizione delle uscite. Infatti, mentre tra il 2003 ed il 2004

rimangono sostanzialmente analoghe le uscite relative alla struttura base, alla consulenza, ed

alla formazione, subiscono invece un incremento quelle relative alla promozione ed alla banca

dati. Questa situazione è dovuta al fatto che nella promozione si evidenzia il peso di progetti

quali il Servizio Volontario Europeo, in fase di attivazione all’inizio del 2005, ed il Ma-

66


LE RISORSE FINANZIARIE

ster dell’Università dell’Insubria in “Etica e responsabilità sociale negli affari e nelle professioni”

di cui il CESVOV è un promotore; nell’area informazione e banca dati è stata invece

imputata la spesa relativa alla seconda edizione del censimento relativo alle organizzazioni

di volontariato e associazioni della provincia di Varese.

La voce “Altro” subisce un forte decremento poiché nel 2003 comprendeva l’accantonamento

per l’acquisizione della personalità giuridica, poi entrato a far parte del patrimonio.

Ci sembra importante segnalare sin da ora che il biennio 2005/2006 sarà caratterizzato da una

riduzione dei fondi di quasi il 50%, a causa del ridimensionamento dei trasferimenti da parte

delle fondazioni di origine bancaria che, in applicazione dell’Atto di indirizzo del ministro

dell’Economia Visco dell’aprile 2001, hanno cambiato le modalità di calcolo del quindicesimo

di cui all’art. 15 della L. 266/91. Malgrado questa situazione, il CESVOV riuscirà comunque

a portare a termine i progetti già avviati, grazie all’accantonamento dei fondi ricevuti per

gli stessi. Ciò non toglie che lo scenario prospettato porterà inevitabilmente a dover compiere

una serie di scelte relative al ricorso ad altre fonti di entrata per poter far funzionare la

struttura. Una delle possibili soluzioni consiste nell’offerta di servizi a pagamento, a cui si è

già fatto cenno nella sezione dedicata alle “Attività” e che saranno di fatto attivi a partire dall’anno

2005. Nell’eventualità in cui non si riuscissero ad attivare canali alternativi di finanziamento

delle attività o questi non dovessero rivelarsi sufficienti, non resterebbe che percorrere

la strada obbligata della riduzione dei costi di funzionamento; questa soluzione, peraltro,

porterebbe alla contrazione del volume dei servizi offerti, non potendo operare ulteriori economie

di costo derivanti dalla razionalizzazione della struttura, poiché il Centro ha già agito

per eliminare sprechi e inefficienze.

67


Le attività


LE ATTIVITÀ

Le attività svolte dal CESVOV per il soddisfacimento delle esigenze degli stakeholder, nel rispetto

dei suoi fini statutari, sono descritte seguendo la suddivisione nelle quattro macroclassi

precedentemente richiamate e previste dal Decreto Ministeriale.

PROMOZIONE

Il contenuto del D.M. 1997:

“I Centri di Servizio (…) approntano strumenti e iniziative per la crescita della cultura

della solidarietà, la promozione di nuove iniziative di volontariato e il rafforzamento

di quelle esistenti”

La declinazione del CESVOV:

■ Orientamento al volontariato

■ Progetto di Employee Volunteering

■ Servizio Volontario Europeo

■ Sportello Scuola Volontariato

■ Servizio Civile Nazionale

■ Sole d’oro

■ Altre Iniziative

Orientamento al

volontariato

L’attività di promozione si sostanzia innanzitutto nell’offrire al singolo cittadino la possibilità

di avvicinarsi al mondo del volontariato e dell’associazionismo. Oltre ad informazioni generali

è possibile usufruire di un colloquio personalizzato di “orientamento al volontariato” per

capire le proprie attitudini, le proprie preferenze ed essere indirizzati nel modo più opportuno

verso le associazioni in cui si potrebbe essere maggiormente utili. Vengono infatti forniti

all’aspirante volontario i riferimenti per contattare direttamente le associazioni.

Nel 2004 i singoli utenti che si sono rivolti al CESVOV per il servizio di Orientamento

al volontariato sono stati 101.

Progetto di

Employee

Volunteering

Nel corso del 2004 è stato attivato un progetto sperimentale su proposta dell’Istituto per la

Ricerca Sociale di Milano, in collaborazione con Sodalitas e l’Università dell’Insubria, in ordine

ad una ricerca che coinvolga l’industria locale e indaghi sulla propensione al volontariato

dei lavoratori varesini.

Da tale ricerca discende il progetto di Employee Volunteering, che consiste nel distacco di

personale dipendente da parte di aziende profit a favore di organizzazioni non profit, scelte

tra quelle maggiormente strutturate e di più antico radicamento sul territorio.

70


LE ATTIVITÀ

Employee Volunteering è un progetto assolutamente innovativo in Italia. Una serie di considerazioni

hanno portato a ritenere che fossero ormai maturi i tempi per provare a replicare

in Italia questa esperienza, già sperimentata con successo all’estero.

L’impresa partecipante al progetto ha l’opportunità di diventare un soggetto attivo dell’azione

volontaria mostrando il proprio interesse a coniugare generosità e spirito del dono con

una nuova cultura manageriale; le associazioni partecipanti hanno invece l’opportunità di sviluppare

progetti importanti ed impegnativi che prevedono risorse umane specializzate e non

facilmente reperibili all’interno del volontariato.

Tale progetto è stato pensato in applicazione della norma del D.Lgs. 460/97 che consente alle

imprese di aiutare le ONLUS, usufruendo di agevolazioni fiscali, anche mediante la messa

a disposizione di proprio personale dipendente fino ad un ammontare massimo del 5 per

mille delle spese complessive per il personale.

Il Cesvov si è occupato dell’individuazione delle associazioni per la stesura di progetti-pilota

che potessero poi essere ampliati e divulgati anche ad altre realtà.

Sono state individuate 18 associazioni, tutte organizzazioni di volontariato. Tra di esse 5 si sono

rese da subito disponibili evidenziando delle esigenze particolari e sufficientemente concretizzabili

in un progetto di Employee Volunteering. Ne sono scaturiti ben nove progetti, nei

seguenti campi: predisposizione del piano di sicurezza aziendale (legge 626/94), revisione

della gestione economico-finanziaria dell’associazione, motivazione del personale volontario,

certificazione di qualità della struttura di pronta accoglienza, marketing, realizzazione del materiale

promozionale dell’associazione, realizzazione del sito internet dell’associazione, realizzazione

del bilancio sociale, certificazione di qualità dei servizi erogati.

Nel dicembre 2004 è stata avviata la seconda fase, affidata in prima istanza a Sodalitas e IRS,

che riguarda il coinvolgimento delle aziende italiane e multinazionali con sede nel territorio

provinciale affinchè siano parte attiva nel divulgare fra il proprio personale l’iniziativa e quindi

individuare le figure professionali adatte a sviluppare e realizzare la collaborazione per la

realizzazione dei progetti.

71


LE ATTIVITÀ

Servizio

Volontario

Europeo

Nel 2004 il CESVOV è stato accreditato dall’Agenzia Nazionale della Gioventù, presso il Ministero

del Welfare, come ente di invio nell’ambito dell’Azione 2 del Programma Gioventù:

Servizio Volontario Europeo. In quest’ambito, i giovani tra i 18 e i 26 anni, in possesso dei

requisiti richiesti, della giusta motivazione e di spirito di adattamento, possono contattare il

CESVOV che seguirà il loro invio e la permanenza presso un’organizzazione di accoglienza

in un altro paese UE o in pre-adesione. Il Centro, inoltre, è anche organizzazione

di accoglienza e il suo progetto dal titolo “Volunteers for Volunteers: promote

solidarity among young people” ha già ricevuto il via libera della Commissione Europea:

alla fine del 2004 sono stati selezionati i volontari stranieri che aspiravano

a prestare la loro opera presso il CESVOV e le associazioni che hanno

già aderito a questa prima fase. Si tratterà poi di valorizzare queste

figure anche in vista di reclutare in provincia di Varese giovani volontari

disposti a recarsi all’estero per vivere questa esperienza.

A selezione avvenuta, i dati sono i seguenti:

12 i giovani europei candidati al progetto:

■ 2 tedeschi,

■ 2 ungheresi,

■ 1 polacca,

■ 1 ceca,

■ 3 spagnoli,

■ 1 francese,

■ 1 turco.

■ 1 macedone

Le selezioni, in base alle candidature e ai curricula presentati, hanno portato

alla scelta delle candidate polacca e ceca.

Arrivate nel Marzo 2005, la loro permanenza sarà di 9 mesi.

Il CESVOV ha proposto anche ad altre realtà associative, sia organizzazioni di volontariato che

associazioni senza scopo di lucro, della provincia di diventare organizzazioni di accoglienza

dei giovani volontari europei, attraverso un accompagnamento dell’associazione stessa nelle

diverse fasi della stesura del progetto e degli adempimenti burocratici relativi a: contatti con

l’Agenzia Nazionale Italiana Gioventù, contatto con le Agenzie Nazionali degli altri Paesi, ac-

72


LE ATTIVITÀ

cordi con le associazioni estere di invio dei volontari europei e con i volontari stessi.

Non solo: sono stati effettuati alcuni incontri con le scuole medie superiori della provincia,

per il tramite dello Sportello Scuola Volontariato, al fine di divulgare fra i docenti e gli studenti

questa opportunità.

Il Centro ha quindi attivato al proprio interno uno sportello Europa, che, collegato con le diverse

iniziative in atto a favore dei giovani, assiste la realizzazione di progetti di interscambio

nell’ambito del volontariato giovanile europeo.

Lo Sportello Scuola Volontariato & Solidarietà è nato grazie a una convenzione siglata nel

1999 tra l’allora Provveditorato agli studi (ora CSA, Centro Sevizi Amministrativi) e il CNV

(Centro Nazionale del Volontariato). Obiettivo dell’iniziativa era quello di diffondere tra i giovani

la cultura della solidarietà e i valori della gratuità e del donare. Esso si rivolge ai ragazzi

delle scuole superiori. Questo sportello, sin dal momento della sua istituzione, ha avuto

sede presso l’Istituto Professionale di Stato Industria e Artigianato (Ipsia) di via Zucchi con

apertura due giorni la settimana (il lunedì pomeriggio e il sabato mattina). A partire dall’anno

scolastico 2002-2003 sono inoltre stati inaugurati nuovi sportelli sul territorio denominati

“Punti scuola” (a Luino, Saronno e Gallarate) mentre lo sportello di Varese viene ora indicato

come Sportello provinciale. La coordinatrice del progetto è Raffaella Iannacone, docente

presso l’Ipsia di Varese.

Sportello Scuola

Volontariato

Operativamente lo Sportello deve favorire l’incontro tra i ragazzi di tutte le

scuole della provincia e le associazioni, avendo ben in mente che lo scopo

non è quello di andare a reclutare nuove braccia, ma quello di formare una

coscienza morale e civile nelle nuove leve che potevano poi anche scegliere

di intraprendere la via del volontariato.

Da quando la struttura ha iniziato ad operare si è scelta una procedura di selezione dei progetti.

In particolare, le realtà del volontariato presentano progetti specifici allo Sportello che

poi fa da cassa di risonanza verso le scuole e le classi interessate a intraprendere un percorso.

In questo modo ai ragazzi vengono fatte delle proposte concrete sulle quali lavorare durante

l’anno scolastico (anziani, disabili, bambini, disagio, ecc.). Tuttavia, negli orari di apertura

dello Sportello ogni giovane può chiedere informazioni ai volontari presenti proprio per

soddisfare questo tipo di richieste.

73


LE ATTIVITÀ

Tramite lo Sportello, già da tre anni si sta portando avanti anche il progetto “Giovani Alianti

– Il cantiere della Pace”, che è trasversale rispetto a tutti gli altri e proposto alle scuole di

ogni ordine e grado. Esso si caratterizza per la scelta di un tema centrale, affrontato dei ragazzi

sotto diverse angolature, e per la proposta di un momento pubblico molto sentito, quello

della conferenza aperta alla cittadinanza organizzata tra febbraio e marzo al Teatro di Varese:

un evento che riceve una certa attenzione dal parte della stampa e che permette di promuovere

presso l’opinione pubblica tematiche di attualità affrontate dai giovani in maniera

non scontata.

Nel 2000-2001 il tema scelto è stato quello della “democrazia e della legalità” ed ha avuto

come momento culminante il passaggio da Varese della “Carovana di libera nomi e numeri

contro le mafie” con Rita Borsellino e Monsignor Riboldi.

Nel 2001-2002 il titolo del percorso è stato “Costruire ponti con i colori della pace” e gli

ospiti del momento pubblico furono Alex Zanotelli (missionario comboniano), Marco Garatti

(chirurgo internazionale impegnato oggi presso gli ospedali di Emergency in Afghanistan)

e Luciano Scalettari (cronista di guerra di Famiglia Cristiana).

Nel 2002-2003 al centro del percorso dei ragazzi vi è stato lo “sviluppo sostenibile e la globalizzazione”

e gli ospiti dell’incontro con la cittadinanza, svoltosi al De Filippi, sono stati padre

Mosé Mora (segretario della Commissione Giustizia e Pace dei missionari comboniani),

Valdenia Aparecida Paulino (avvocato sudamericano e Fondatrice del Centro di difesa dei diritti

dei bambini e adolescenti di San Paolo in Brasile), Mario Agostinelli (ricercatore Enea

Ispra), ed Enrico Molinari (Vicepresidente Comitato Italiano Contratto Mondiale Acqua).

Nel 2004, infine, si è lavorato su varie tipologie di diritti (diritti civili, diritti umanitari, ecc.)

ed il titolo scelto per il percorso è stato: “Non c’è pace senza giustizia” con la finalità di proseguire

nel percorso di sensibilizzazione dei giovani verso i temi del volontariato e della solidarietà,

già intrapreso negli anni precedenti.

Va evidenziato che, all’inizio di ogni anno, viene proposto anche un momento formativo sui

temi da affrontare indirizzato ai docenti dei ragazzi che saranno coinvolti nel progetto.

La tabella 15 mostra alcuni dati riassuntivi relativi al 2004.

74


LE ATTIVITÀ

Tabella 15: Lo Sportello Scuola Volontariato (dati 2004)

Sportelli Scuola Volontariato attivi

Scuole Superiori coinvolte sul territorio provinciale

Associazioni di Volontariato coinvolte attività Sportello livello provinciale

Volontari associazioni coinvolti negli sportelli

Studenti incontrati per progetti di promozione del volontariato

Studenti partecipanti a stage di volontariato

Progetti a livello provinciale specifici per il volontariato

Docenti coinvolti nei progetti a livello provinciale

Studenti coinvolti nei progetti provinciali specifici

5

8

28

20

400

24

2

18

890

Con la sospensione della leva obbligatoria, il 1 gennaio 2005, il Servizio Civile diventerà del

tutto volontario, assumendo in via definitiva una nuova e complessa configurazione che già

in questi anni ha permesso alle ragazze e ai giovani non idonei alla leva, di prestare un anno

di servizio in progetti di utilità sociale presso enti non profit, associazioni ed enti pubblici.

Si tratta di un’importante opportunità di crescita e di maturazione per molti giovani.

Al Servizio Civile Volontario è demandato il compito di colmare il “buco” che verrà lasciato

dalla fine dell’obiezione di coscienza, compito non facile ma certamente stimolante

tanto per i giovani quanto per le associazioni, che dovranno investire nella progettazione

e garantire esperienze formative di alto livello. Se non esiste alcun dubbio

sul fatto che il Servizio Civile Volontario diventerà un’opportunità di promozione

del volontariato di centrale importanza, sia per chi lo proporrà sia per chi deciderà di

prestarlo, rimane comunque tanto da fare per agevolare il cambiamento.

Il Servizio Civile Volontario è ben altra cosa rispetto all’Obiezione

di Coscienza, anche se ne fa propria la storia ed è animato dagli stessi

valori di base; il mondo dell’associazionismo e del non profit sono

quindi obbligati a reinventare il proprio rapporto con il Servizio Civile

se non vogliono perdere le importanti opportunità che derivano da

questa iniziativa. La scommessa che si profila per il mondo del volontariato

è duplice: da un lato organizzazioni ed enti del Terzo Settore

devono accreditarsi presso l’Ufficio Nazionale del Servizio Civile e presentare

progetti per la gestione dei nuovi volontari; dall’altro devono

rendere interessanti e formative le esperienze proposte affinché i giovani

le scelgano. Perché questo avvenga diventa fondamentale che gli

enti propongano progetti capaci di rispondere, al contempo, alle proprie

esigenze e a quelle dei giovani. Sotto questo profilo il Cesvov, in

collaborazione con le realtà locali e la sede territoriale della Regione Lombardia che storicamente

si sono occupate di Obiezione di Coscienza e di Servizio Civile, si propone di sviluppare

sul territorio della Provincia di Varese una rete di servizi volti a facilitare lo sviluppo dei

progetti di Servizio Civile. L’intento è quello di creare un canale attraverso il quale le associazioni

operanti in Provincia di Varese, che intendono avvalersi di volontari, a partire dal

prossimo anno possano entrare in contatto con i giovani condividendo il loro bagaglio di

esperienze e diventando esse stesse volano di diffusione dell’etica del volontariato.

Attraverso il lavoro di rete si cercherà di raggiungere i seguenti obiettivi attraverso degli incontri:

■ Promuovere in ambito scolastico gli ideali che sono alla base del Servizio Civile Nazionale

Volontario e che animano la scelta di dedicare un anno della propria vita a “servire”.

Servizio Civile

Nazionale

75


LE ATTIVITÀ

■ Valorizzare il Servizio Civile Nazionale Volontario come strumento di solidarietà sociale

e di cittadinanza attiva sul territorio della Provincia di Varese.

■ Contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani (come

ricordato dall’art. 1 della legge n. 64 del 6 marzo 2001) permettendo loro di entrare in

contatto con le principali realtà di volontariato della Provincia di Varese all’interno della

scuola e organizzando iniziative di carattere formativo.

È importante sottolineare che il CESVOV non ha alcuna intenzione di sostituire le associazioni

nella gestione del Servizio Civile; tuttavia si propone quale ente fornitore di informazioni

e creatore di opportunità.

La realizzabilità di questi eventi dipenderà dalla disponibilità dei fondi per il Servizio Civile.

I fondi della finanziaria 2004 sono risultati inadeguati a coprire il costo delle ragazze nel 2004;

considerando che dal 2005 potranno partecipare al progetto anche i ragazzi, essendo terminata

l’obiezione di coscienza, questo potrebbe creare non pochi problemi.

Il Sole d’Oro

Il Sole d’Oro è una benemerenza che il Cesvov assegna a dieci volontari che

operano sul territorio provinciale e che si siano distinti per la capacità di diffondere,

attraverso la loro azione, la cultura della solidarietà e il valore della

gratuità.

Il nome scelto deriva dal fatto che ai premiati viene consegnata una targa dorata su cui è impressa

l’effige del Cesvov, che è appunto quella di un sole.

Ogni anno, a partire dal 2000, è emesso un bando sulla base del quale le associazioni possono

presentare le candidature delle persone secondo loro meritevoli dell’onorificenza, corredando

la scheda di presentazione con un breve curriculum. Una apposita commissione si

riunisce al fine di vagliare le segnalazioni pervenute e stila l’elenco dei premiati, al quale poi

si aggiunge un elenco dei menzionati, coloro cioè che pur non avendo in consegna l’effige

del Sole d’Oro ricevono comunque un attestato.

Al fine di dare visibilità all’iniziativa si è scelto all’inizio di organizzare, tra fine maggio e giugno,

un momento conviviale per la premiazione: attraverso il risalto dato all’occasione dai

mass media, si intendeva proporre il Sole d’Oro anche come momento di diffusione della

I premiati all’edizione

“Sole d’Oro” 2004

76


LE ATTIVITÀ

cultura del volontariato e dei suoi valori, attraverso esempi concreti.

A partire dal 2003 si è deciso di cambiare un po’ la formula adottata all’inizio, anche per darle

un rilievo in qualche modo maggiore. In quell’anno, ad esempio, si scelse di organizzare

– insieme all’amministrazione comunale – una “Due giorni del volontariato”. La prima giornata

è stata dedicata alla cerimonia di premiazione, mentre nella seconda si è svolto un convegno

sulla disabilità, voluto anche per ricordare che si era nell’anno europeo dedicato alle

persone disabili; è stato inoltre realizzato uno spettacolo gratuito presso il teatro cittadino, di

fronte al quale erano presenti gli stand di diverse realtà del volontariato.

In questo modo si cercava anche di dare seguito alla giornata del volontariato, con la quale,

durante il mese di maggio, il CESVOV, in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati,

organizzava in passato una manifestazione che si teneva contemporaneamente nelle piazze

e nelle vie di diversi centri del Varesotto. Con tale giornata si intendeva favorire relazioni di

scambio tra i volontari e il pubblico avvicinando il più possibile la realtà del volontariato alla

vita quotidiana di ognuno. I cittadini in questa occasione potevano venire a conoscenza

delle finalità e dei servizi che identificano ogni associazione, capendone meglio anche i meccanismi

di funzionamento. Si trattava, in altre parole, di un’iniziativa di informazione con la

quale le associazioni potevano non solo aumentare il consenso, ma anche entrare in contatto

con un ampio numero di persone.

Per l’edizione 2004 del Sole d’Oro si è invece scelto di coinvolgere nella premiazione le scolaresche

delle località di provenienza dei volontari con l’obiettivo di favorire la promozione

del volontariato tra le nuove generazioni. Una scelta, quest’ultima, che sarà ripetuta anche

per l’edizione del 2005.

77


LE ATTIVITÀ

Tabella 17: Premiati “Sole d’Oro” dal 2000 al 2004 ed associazioni di appartenenza

Premiati “SOLE D’ORO 2000” (Varese – Hotel Palace)

1. Giuseppe Bina AVIS – Gallarate

2. Flaminia Broggini Caritas Decanale – Varese

3. Roberto Feraboli AIAS/UILDM – Casciago

4. Bruna Franzoni Ass.Villaggi SOS Italia – Varese

5. Carla Gerbi Ass.Varesina Mielomeningocele – Varese

6. Enos Nolli Gioventù in Missione – Cadegliano Viconago

7. Giampelio Puricelli Centro Aiuto alla Vita – Cassano Magnago

8. Carla Sandroni Soc. San Vincenzo de Paoli – Varese

9. Antonio Todeschini AVULSS – Brezzo di Bedero

10. Giulia Vittori SOS Malnate – Malnate

Premiati “SOLE D’ORO 2001” (Cantello – Ristorante La Madonnina)

1. Dolores Bacchiega Amici di Gulliver – Varese

2. Adriana Berzacola Associazione “Nora Omati” – Caronno P.

3. Siro Bonari AVIS – Luino

4. Andreina Casanova Associazione “L’albero” – Varese

5. Paolo Cavessago Pro.Civ. – Gallarate

6. Gianfranco Malnati Gruppo Emodializzati – Varese

7. Giuseppe Marchini Caritas Migrantes – Varese

8. Edilla Paroni Pennisi A.I.P. – Varese

9. Giovanni Sala A.I.M.A. – Varese

10. Coronina Visconti Bodini Croce Rossa – Varese

Premiati “SOLE D’ORO 2002” (Cantello – Ristorante La Madonnina)

1. Anna Deretti Lega Italiana Lotta Tumori – Saronno

2. Giuseppe Giusti Iniziativa Antidroga SS.Apostoli – Busto A.

3. Teresa Negri Ferrari SOS Malnate

4. Maria Luisa Panseri Prociv ARCI – Pino Lago Maggiore

5. Costantina Piatti Ponzellini Società San Vincenzo – Varese

6. Carlo Riganti AVIS Carnago

7. Giovanna Rossi ACLI Gallarate

8. Mariangela Servi Movimento per la Vita CAV – Tradate

9. Pasquale Stefanelli Unitalsi – Caronno Varesino

10. Giambattista Trotti Varese con Te – Varese

Premiati “SOLE D’ORO 2003” (Varese – Collegio De Filippi)

1. Umberto Borroni Ospedale Cattolico di Wamba – Kenia

2. Maria Cottini ADIAPSI – Varese

3. Giuseppe Crugnola ACLI – Bisuschio

4. Gualtiero de Tomasi Associazione Genieri Lombardia – Samarate

5. Francesco Ghidelli AVIS – Luino

6. Matilde Macchi Unitalsi – Varese

7. Barbara Pedrollo Colombo Caritas – Castellanza

8. Erminia Rigamonti Caritas – Saronno

9. Francarosa Rossetti Tosi AVULSS – Busto Arsizio

10. Rosa Zerbi Picco Società San Vincenzo – Saronno

Premiati “SOLE D’ORO 2004” (Varese – Collegio De Filippi)

1. Dina Lia Castelli Conferenza San Vincenzo – Induno Olona

2. Mariella Colombo Bolla Aliverti Associazione Scuola Aperta – Gallarate

3. Giuliana Gamberoni Bornstein AVULSS – Gavirate

4. Giovanni Guerini UNITALSI – Varese

5. Esterina Gumiero Ass.Assistenza carcerati e famiglie – Gallarate

6. Luciano Lolli SOS Malnate – Malnate

7. Bruno Madella SOS della Valbossa – Azzate

8. Alex Scantamburlo L’Arca del Seprio – Tradate

9. Nino Villa Associazione Paolo Maruti – Saronno

10. Italo Zanon AVIS – Carnago

78


LE ATTIVITÀ

Il CESVOV assicura la sua collaborazione e la sua presenza alle manifestazioni più significative

che vengono organizzate a livello locale o settoriale. Importante inoltre è lo sforzo teso

a favorire la nascita e lo sviluppo di coordinamenti locali del volontariato e del Terzo Settore

fornendo il proprio apporto ed organizzando dove necessario momenti di formazione dedicati

alla pratica del lavoro in rete.

Nell’ambito dell’attività di promozione del CESVOV rientra anche la concessione alle associazioni

dei patrocini per la realizzazione di specifiche iniziative. Poiché il Centro non eroga fondi alle

associazioni, la richiesta deve essere presentata senza oneri e corredata da adeguata documentazione;

il CESVOV, valutata l’attinenza alle finalità di legge e statutarie, deciderà quindi in merito.

Nell’ambito dei “piani di zona” di cui alla nuova legge sull’assistenza n. 328/00, nel cui merito

era prevista esplicitamente la partecipazione del Terzo Settore e del Volontariato, il CE-

SVOV continuerà a promuovere momenti di incontro e di coordinamento tra le associazioni,

aperti anche ad altre realtà del Terzo Settore, in ciascuno dei dodici distretti socio-sanitari che

sono stati individuati come ambiti territoriali per la realizzazione dei piani di zona. Una volta

costituiti i coordinamenti, il CESVOV potrebbe fornirgli in comodato gratuito un elaboratore

con stampante per metterli in rete tra di loro e con il Centro di Servizio. Allo stato attuale

vi sono già due coordinamenti di distretto sui 12 ambiti territoriali presenti nella provincia,

sono il “Comitato di coordinamento Volontari della Valcuvia” e il “Coordinamento delle

associazioni del distretto sanitario di Saronno”, mentre altre realtà locali di coordinamento

stanno cercando di assumere una veste territoriale più ampia.

L’eccessiva frantumazione del volontariato e dell’associazionismo, alla lunga appare come un

limite che danneggia non solo la capacità operativa delle associazioni, ma rischia di offrire

all’utenza servizi non sempre adeguati e continuativi.

L’abitudine al confronto ed al coordinamento può invece creare significative sinergie, evitare

duplicazioni e consentire economie di scala.

Il CESVOV è stato inoltre tra i promotori della costituzione del Forum Provinciale del Terzo

Settore. Il Centro di Varese ha ritenuto importante questa iniziativa per diversi motivi. Anzitutto

perché crede nel lavoro in rete e nella necessità che le diverse componenti del mondo

del non profit (volontariato, associazionismo, cooperazione sociale, ecc.) dialoghino tra di loro

in modo stabile. Secondariamente perché la mancanza di coordinamenti a livello provinciale

rendevano inespressa la rappresentanza di questi mondi vitali, con la conseguenza che

le Istituzioni tendevano sempre più a rivolgersi al CESVOV chiedendogli più o meno esplicitamente

di ricoprire anche questo ruolo, cosa che invece ne snaturerebbe la funzione di servizio

connotandolo in un senso più politico, che non gli è proprio.

Altre iniziative

79


LE ATTIVITÀ

CONSULENZA

“I Centri di Servizio (…) offrono consulenza e assistenza qualificata nonché

strumenti per la progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività”

■ Consulenza normativo giuridica

■ Consulenza giuslavoristica

■ Consulenza fiscale e relativa ai finanziamenti

■ Consulenza amministrativa/gestionale/assicurativa

■ Consulenza progettuale

■ Consulenza sulla redazione del bilancio sociale delle associazioni

■ Sportello disabili

Diversi sono i percorsi che portano gli utenti a rivolgersi al CESVOV. Alcuni vi giungono mossi

da esigenze specifiche e già con le idee chiare, altri sono stimolati dalla diverse forme di

comunicazione con il cui il Centro si rivolge loro (agenda del volontariato, bollettino bimestrale,

sito internet, newsletter) ricordando opportunità, scadenze e adempimenti.

La consultazione del sito internet consente alle singole associazioni di:

■ accedere ad un archivio sulla legislazione in materia,

■ accedere alla normativa fiscale,

■ accedere ad un percorso guidato di base su come costituire e gestire un’associazione, proponendo

la relativa modulistica.

80


LE ATTIVITÀ

Per il soddisfacimento di queste esigenze delle organizzazioni, oltre ai citati supporti magnetici,

vengono resi disponibili i “Quaderni del Volontariato”, ovvero opuscoli operativi realizzati

in collaborazione con gli altri centri Lombardi e pubblicati dal Coordinamento Regionale

dei Centri di Servizio per il Volontariato della Lombardia.

Tutti i servizi di consulenza vengono forniti dal Centro di norma tramite il proprio personale

e comunque sempre per il tramite e con la presenza di propri operatori. Gli addetti ai servizi

di sportello del CESVOV, continuamente e debitamente formati, sono infatti portatori non

solo di una profonda competenza professionale ma sono in grado di porsi in profonda sintonia

con le diverse realtà del Terzo Settore, provenendo a loro volta dal mondo delle associazioni

e del volontariato, il più delle volte disorientate dal crescente carico burocratico a

cui sono sottoposte e che vivono con insofferenza. L’addetto valuta autonomamente se le informazioni

richieste o i servizi possono essere forniti direttamente o se è necessario un approfondimento

tramite la consulenza specifica di uno degli esperti esterni di cui il Centro si

avvale. Anche in questa seconda ipotesi l’operatore di sportello segue personalmente l’iter

della consulenza, prendendo in carico l’accompagnamento dell’associazione all’interno del

percorso con il professionista esterno che viene, di norma, convocato presso il Centro. Tale

modalità rappresenta comunque un’importante occasione di formazione per il personale interno

che, seguendo in ogni fase la consulenza acquisisce progressivamente le competenze

per poter affrontare autonomamente casi analoghi che dovessero presentarsi.

Fino al 2004 tutti i servizi del CESVOV erano di fatto erogati a titolo gratuito, tuttavia, poiché

sempre più spesso si rivolgono al Centro soggetti non rientranti tra le organizzazioni di volontariato

e tra quelli previsti dalla convenzione con la Provincia, è sorta l’esigenza di impostare

dei servizi a pagamento affinchè anche questi enti partecipino del know how che ricevono

dal Centro stesso. I servizi a pagamento non rappresentano però una novità assoluta.

Essi sono già previsti da diverso tempo dallo statuto (articolo 3) del CESVOV. Al fine di individuare

le prestazioni a pagamento, i destinatari dei servizi sono stati suddivisi in:

■ organizzazioni di volontariato iscritte e non iscritte al Registro Generale Regionale del Volontariato:

i servizi loro forniti sono gratuiti perché per la loro erogazione il Centro riceve

i fondi dal Comitato di Gestione dei Fondi Speciali per il Volontariato;

■ associazioni iscritte al Registro dell’Associazionismo di cui alla legge regionale 28/1996 o

iscrivibili a tale Registro: i servizi relativi all’iscrizione al Registro e tutto quanto può riguardare

il mantenimento dell’iscrizione sono forniti gratuitamente sulla base di un’apposita

convenzione con la Provincia di Varese;

■ Altri soggetti appartenenti al Terzo Settore (associazioni non riconducibili alle due categorie

precedenti, società di mutuo soccorso, fondazioni, comitati), Parrocchie ed Enti Locali:

i servizi forniti a questi enti sono stati di fatto gratuiti fino al 2004, mentre per il 2005

è stata avviata la sperimentazione di servizi a pagamento, sulla base di un tariffario specifico

i cui prezzi sono comunque inferiori a quelli di mercato.

Dal punto di vista del settore d’intervento, per le voci che riguardano l’area consulenza, la

tabella 17 suddivide il numero totale degli interventi effettuati a seconda del settore prevalente

d’intervento.

81


LE ATTIVITÀ

Tipologia delle richieste*

Area fiscale

Area normativo-giuridica

Area amministrativa / gestionale / assicurativa

Area progettazione

Area finanziamenti

Area giuslavoristica

Altro (bilancio sociale, sportello disabili,

ricerche bibliografiche, consultazione

ragionata banca dati, ecc.)

TOTALE COMPLESSIVO***

Tabella 17: Suddivisione consulenze per settore d’intervento

2000 2001 Var. %

181

202

114

163

-37,02

-19,31

20** 95**

+375


71


78


87


53


+22,53


+32,05

552

512

-7,25

2002 Var. %

121

197

159

109

44

15

20

665

+6,14

+20,86

+67,37


-49,42


-62,26

+29,88

2003 Var. %

212

284

121

58

32

11

77

795

+75,2

+44,16

-24,05

-87,93

-27,27

-26,67

+285,00

+19,55

2004 Var. %

169

308

202

136

25

11

134

985

-20,28

+8,45

+66,94

+134,48

-21,87

+0,0

+74,02

+23,90

* Nel rapporto 2002 sono state modificate alcune voci della tabella. Il confronto su tutti 4 gli anni verrà effettuato solo per le voci che rimangono omogenee.

** Questi valori sono stati accorpati: nel rapporto, fino al 2001 erano due voci distinte: area amministrativa/gestionale ed area assicurativa/previdenziale.

*** Rispetto alla tabella presentata nel rapporto annuale è stato scorporato il dato relativo ai singoli utenti reinserito nel paragrafo dedicato all’Orientamento al

Volontariato.

A fronte di un numero complessivo di interventi che è aumentato di anno in anno raggiungendo

un incremento di quasi il 30% nel 2002 e del 20% nel 2003 e di quasi il 24% nel 2004,

andando ad analizzare nello specifico le singole aree di intervento si osserva che l’area con

il maggior numero di richieste è quella normativo-giuridica, cioè legata soprattutto alla fase

iniziale di inquadramento della tipologia associativa più adatta e di costituzione dell’associazione,

ma anche alle successive problematiche che potrebbero sorgere durante la vita dell’ente.

La seconda area in termini di numero di richieste è quella fiscale, cioè legata alle attività

poste in essere dalle associazioni. La terza area che nel corso degli ultimi anni ha avuto

un notevole sviluppo è quella relativa a problematiche di carattere amministrativo, gestionale

e assicurativo, questo è dovuto al fatto che, una volta risolte le problematiche relative alla

costituzione e all’impostazione contabile, le associazioni abbiano cominciato a sviluppare

la propria struttura organizzativa. L’ultima area di cui si hanno i dati a partire dal 2000 è quella

relativa ai finanziamenti che vede una forte riduzione sia nel 2002 che nel 2003 e nel 2004.

Per diversi motivi, a partire dal 2002 la progettazione che prima era compresa in questa voce

è stata rilevata autonomamente, inoltre il calo è dovuto anche al fatto che c’è stata una riduzione

delle richieste dirette presso il Centro per incontri svolti sul territorio che riguardavano

questa area. Infine nella tabella sono presenti altre aree con risultati parziali, cioè riferiti

solo al 2002 ed al 2003. Queste sono l’area relativa alla progettazione e quella giuslavoristica,

che al momento rimane l’area con le minori richieste, infatti non sono molte le associazioni

con queste problematiche.

Altri dati vengono dalla tabella sottostante che individua il numero di interventi per utente,

in essa la singola associazione che è ricorsa allo sportello più volte, viene registrata per il corrispondente

numero degli interventi effettuati, cioè per il numero di volte che nel corso dell’anno

si è rivolta al CESVOV.

82


LE ATTIVITÀ

Tabella 18: Interventi per tipologia di utente

Tipologia delle organizzazioni 2000

2001 Var. %

2002 Var. %

2003 Var. %

2004 Var. %

Organizzazioni di volontariato iscritte e non

Associazioni (L.R. 28/96)

Enti pubblici

Altro

TOTALI COMPLESSIVI

309

198

56

11

574

280

248

18

36

582

-9,38

+25,25

-67,86

+236,36

+1,39

381

259

37

61

738

+36,07

+4,43

+106,25

+69,44

+26,80

394

298

33

100

825

+3,41

+15,06

-10,81

+63,93

+11,79

485

349

46

79

8

959

+37,30

+17,11

+39,39

-21

+16,24

Dal punto di vista delle modalità di risposta la tabella sottostante suddivide gli interventi a

seconda della tipologia di risposta fornita all’utente.

Tabella 19: Modalità di risposta

Tipologia delle risposte

Informazione

Documentazione

Consulenza

Altro

TOTALE COMPLESSIVO

2004

318

92

641

35

1086

%

29,3

8,5

59,0

3,2

100,0

Il numero complessivo di interventi delle due tabelle 18 e 19 non coincide perché dalla 19

non è possibile scorporare gli interventi nei confronti dei singoli utenti.

Il contatto va inteso come “Informazione” tutte le volte che il centro è stato interpellato. I

contatti relativi all’iscrizione ai corsi o al loro svolgimento non sono conteggiati in quanto già

ricompresi nelle attività formative.

Come “Documentazione” vanno intesi quei contatti in cui è stato consegnato all’utente del

materiale cartaceo o informatico.

8

È necessario notare che il totale della tabella 18 non coincide con quello della tabella 17.

Da entrambe le tabelle sono state scorporati gli interventi nei confronti dei singoli individui: dalla tabella 17 sono stati eliminati

101 interventi di “orientamento al volontariato”, evidenziati a parte; dalla tabella 18, invece, sono stati eliminai 127

interventi nei confronti dei singoli, che oltre a comprendere quelli di “orientamento al volontariato” ne includono altri 26

di diversa e varia natura.

83


LE ATTIVITÀ

In “Consulenza”, infine si registrano tutte le risposte approfondite, sia con l’operatore del centro

che con un consulente esterno. Le eventuali informazioni e consegne di materiale documentario

che possono avvenire durante il suo svolgimento non sono conteggiate a parte.

Se l’autonomia delle organizzazioni di volontariato è una meta importante a cui mirare, occorre

che la consulenza sia fatta costantemente per mettere in grado i dirigenti che si approcciano

al centro di sviluppare quelle abilità di cui hanno bisogno. L’approccio con l’utente assume

quindi delle caratteristiche peculiari. Anzitutto si tratta di far prendere coscienza che,

al di là di un primo moto di ripulsa nei confronti di tutto ciò che sa di burocrazia, l’associazione

è in genere in grado di gestirsi direttamente. Si tratta di spiegare con pazienza come

fare, comprendere le obiezioni, incoraggiare a provare, accompagnare le persone fino a quel

tanto che scoprano con soddisfazione di potercela fare. L’operatore del Centro non è un

membro di un gruppo iniziatico che custodisce gelosamente il sapere, ma è piuttosto un maieuta

che aiuta le associazioni a tirare fuori e valorizzare quanto in potenza esse già posseggono.

Ecco perché la modulistica, gli schemi, le bozze degli statuti sono messi gratuitamente

a disposizione di tutti senza alcuna formalità. Qualche volta fa anche piacere vedere che

magari per il tramite di internet ci siano associazioni che si sono costituite basandosi sulla

nostra documentazione senza nemmeno essersi rivolti a noi. Inoltre, l’operatore del Centro,

diversamente dal professionista, non è interessato a creare un legame di dipendenza con il

“cliente” ma si pone nei suoi confronti come un compagno di viaggio che avendo già percorso

quella strada gliela indica con linguaggio semplice e corretto. Si potrebbe dire che il

successo della consulenza consiste nel non ritorno perché ciò vuol dire che il problema è

stato risolto.

Le consulenze possono essere suddivise in base al loro ambito di riferimento.

Consulenza

normativogiuridica

Questo tipo di consulenza viene fornita:

■ a coloro che devono costituire una nuova associazione o aggiornare l’assetto di un organismo

già costituito, per inquadrare l’ente costituendo nella categoria giuridica più corretta,

per impostare uno statuto che sia in regola con la normativa vigente e quindi iscrivibile

negli adeguati registri provinciali, regionali o nazionali;

■ alle associazioni per fornire soluzioni a controversie giudiziarie, come le consulenze particolari

su statuti, atti costitutivi, regolamenti, convenzioni, contratti, controversie con terzi,

tutela e difesa delle associazioni.

Tale consulenza è fornita da personale interno e, per i casi più complessi da un avvocato, non

direttamente, ma sempre per il tramite del dipendente che si interfaccia con l’associazione.

Nel corso del 2004, 16 organizzazioni di volontariato su 21 e 6 associazioni su

9 che si sono rivolte al CESVOV hanno ottenuto rispettivamente l’iscrizione alla

sezione provinciale del Registro del Volontariato e al Registro Provinciale

delle Associazioni senza scopo di lucro.

Consulenza

giuslavoristica

Il CESVOV aiuta le associazioni a risolvere le problematiche che riguardano la gestione amministrativa

dei dipendenti e collaboratori tramite i propri addetti ai servizi di sportello. Nei

casi particolari che richiedono l’intervento di un professionista, il consulente del lavoro del

CESVOV si rende disponibile per affrontare le tematiche connesse con la legislazione del lavoro

ed indirizzare le organizzazioni che dovessero procedere ad assunzioni o stipulare contratti

di collaborazione.

84


LE ATTIVITÀ

Questo tipo di consulenza riguarda, sia nel caso di associazioni di nuova costituzione che di

associazioni già costituite, la fornitura di notizie utili al fine di consentire il regolare svolgimento

della prassi amministrativo-contabile da parte delle stesse, con particolare riferimento

alla normativa specifica degli enti non commerciali e delle ONLUS, regime I.V.A., tenuta dei

registri, vidimazioni, regimi forfetari, rapporti di lavoro e contratti, convenzioni.

Tale servizio è garantito da personale interno e, per i casi più complessi, è presente tre volte

al mese una commercialista che affianca il dipendente nella risoluzione delle problematiche

più complesse.

Il CESVOV aiuta le associazioni a risolvere le problematiche che riguardano la gestione amministrativa

tramite i propri addetti ai servizi di sportello. Sono date indicazioni relativamente

alla tenuta dei libri sociali, alla contabilità, agli adempimenti fiscali cui le stesse sono tenute;

sono inoltre date indicazioni utili ad individuare polizze assicurative che siano idonee

a tutelare efficacemente e con costi adeguati l’assicurazione, i propri volontari ed i propri

utenti.

Nel quadro più complessivo della consulenza, rilievo specifico assumono le azioni di sostegno

alla progettazione sia in risposta a bandi e sia al di fuori di essi: fornire consulenza e assistenza

per l’elaborazione, presentazione, monitoraggio, valutazione e rendicontazione di

idee progettuali su linee di finanziamento europee, nazionali, regionali e locali. La necessità

di andare oltre quello che può essere la semplice informazione alle organizzazioni che si rivolgono

al CESVOV per conoscere quali siano i bandi aperti e per ottenere aiuto nella compilazione

della relativa modulistica al fine di ottenere finanziamenti, ha postulato un’azione

strutturata in questa direzione.

Consulenza

fiscale e relativa

ai finanziamenti

Consulenza

amministrativa,

gestionale e

assicurativa

Consulenza

progettuale

Scrivere un progetto, per chi possiede questa abilità è relativamente semplice. Quando un’associazione

viene e chiede di essere aiutata a farlo, la cosa più semplice sarebbe quella di farsi

dare gli elementi di base e poi confezionargli il progetto. Ma questo servirebbe? Più faticoso

ma, dal punto di vista di ciò che ci prefiggiamo, più utile è invece incoraggiare l’associazione

a provare a scrivere il progetto e poi ritrovarsi insieme a correggerlo una, due tre volte,

finché non si ottiene un elaborato dotato di coerenza interna ed esterna. È chiaro che questa

scelta, oltre che allungare i tempi almeno con i soggetti che si accostano alla progettazione

per la prima volta, comporta anche dei rischi. Come avviene infatti la valutazione di que-

85


LE ATTIVITÀ

sti progetti? La risposta è ahimé fin troppo facile: solo tramite l’analisi dell’elaborato cartaceo.

Questo è un vero problema perché finisce col premiare soltanto i progetti scritti bene e in

genere i progetti scritti bene sono quelli predisposti da specialisti. Il fatto che le carte siano

predisposte a regola d’arte garantisce la bontà del progetto o la sua reale efficacia? Ha senso

vedere a graduatorie pubblicate progetti fotocopia presentati da associazioni semi sconosciute

o costituite solo un attimo prima della scadenza dei termini svettare in cima alle classifiche

mentre progetti reali e calati nella realtà del territorio finiscono a piè di lista solo perché

nessuna commissione mai si prende la briga di andare sul posto a vedere di cosa si tratta?

Il problema non è di facile soluzione e sicuramente il CESVOV sbaglierebbe se l’unica finalità

della progettazione fosse quella di portare a casa i fondi. Riteniamo invece che se pure

è importante la problematica del finanziamento del volontariato, la capacità di progettare

e programmare lo sia ancora di più ed è soprattutto per far crescere questa consapevolezza

che ci muoviamo.

All’interno del CESVOV si è quindi creata una vera e propria “area progettazione”, con un

addetto dedicato.

È un servizio di accompagnamento che, partendo dalle risorse presenti nelle associazioni, mira

a metterle in grado di elaborare autonomamente il progetto in forma strutturata fino alla

sua presentazione nelle dovute sedi per ricevere i finanziamenti. In caso di concessioni degli

stessi, il dipendente è a disposizione delle associazioni anche per gli adempimenti connessi

alla rendicontazione dei progetti per i quali hanno ottenuto il finanziamento, giacchè,

a volte, i meccanismi che sono richiesti risultano poco comprensibili ai soggetti che normalmente

non sono tenuti alla contabilità di tipo ordinario.

Dal mese di settembre 2004, il servizio è gestito totalmente con personale interno.

Dal punto di vista del numero di interventi suddivisi a seconda del tipo di bando, la seguente

tabella mostra la situazione relativa al 2004.

Tabella 20: Interventi a sostegno della progettazione

Tipologia delle risposte

Bando Legge Regionale Volontariato (L.R. 22/93)

Bando Legge Regionale Associazionismo Famigliare (L.R. 23/99)

Bando Legge Regionale Associazionismo (L.R. 28/96)

Bando Osservatorio Nazionale del Volontariato (L. 266/91)

Bandi Fondazioni ex-bancarie e comunitarie

Progetti non legati a bandi specifici

Bando per il Servizio Civile Nazionale

Altro

TOTALE

2004

48

12

17

0

32

0

0

27

136

%

35,3

8,8

12,5

0

23,5

0

0

19,9

100,0

Tabella 21:Associazioni passate dal CESVOV per consulenza

o informazioni sui bandi

Per informazioni Per consulenza Totale

Associazione ai sensi della L.R. 22/93

Associazione ai sensi della L.R. 28/96

FO.CO.VA.

12

9

10

18

7

7

30

16

17

86


LE ATTIVITÀ

Tabella 22:Associazioni passate dal CESVOV

che hanno ottenuto i finanziamenti, sul totale finanziate

Ass. passate dal CESVOV e finanziate

Per informazioni Per consulenza Totale

Associazione ai sensi della L.R. 22/93

Associazione ai sensi della L.R. 28/96

FO.CO.VA.

9

8

5

13

6

3

22

14

8

Totale ass.

finanziate

26

19

54

Le tabelle 21 e 22 mostrano quante associazioni si sono rivolte al CE-

SVOV per consulenza o informazioni sui bandi e quante di queste

hanno poi ottenuto i finanziamenti sul totale delle realtà finanziate. Sono

significativi sia i dati relativi al bando della legge 22/93 che a quello

della legge 28/96 poiché nel primo caso sono state finanziate ben il

73 % e nel secondo caso l’87,5 % delle associazioni che si sono rivolte

al CESVOV o per informazioni o per consulenza. Molto meno significativo

il dato relativo al bando della Fondazione Comunitaria del Varesotto,

ma è necessario sottolineare che molti degli enti che possono

partecipare a quel bando non hanno titolo a ricevere consulenza o informazioni

dal CESVOV in quanto non sono i destinatari istituzionali

del servizio di consulenza alla progettazione.

Da settembre 2004 è partita una nuova tipologia di consulenza riguardante

la redazione del bilancio sociale da parte delle associazioni che

hanno seguito le due edizioni del corso organizzato dal CESVOV in

collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria “Il Bilancio Sociale

per le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione

sociale”.

Questa consulenza, al momento, non è aperta a tutte le associazioni, ma è riservata solo a

quelle che, avendo seguito il corso, si presume abbiano acquisito le nozioni di base per la

redazione del bilancio sociale.

Essa si sviluppa in due incontri per associazione da tre ore ciascuno durante i quali sono discussi

i documenti presentati dagli enti. Per poter svolgere questo servizio il CESVOV si avvale

della collaborazione delle tre docenti del CREARES (Centro di Ricerche su Etica negli Affari

e Responsabilità Sociali) dell’Università dell’Insubria che hanno tenuto le lezioni del corso;

gli appuntamenti con le associazioni ed il primo contatto è invece gestito da un dipendente,

che affianca le docenti durante gli incontri.

In seguito ad un accordo raggiunto nel mese di febbraio del 2004, tra il CESVOV e l’Agenzia

delle Entrate di Varese, il 31 maggio 2004 presso la sede, si è aperto lo “Sportello Disabili”;

l’obiettivo è quello di offrire consulenza e competenza su argomentazioni, quesiti e problematiche

rivolte da associazioni o, sempre per il tramite di associazioni, da famiglie e disabili,

che riguardano le deduzioni e le detrazioni fiscali ammesse in dichiarazione dei redditi per

l’acquisto o la modifica di particolari mezzi di locomozione e/o attrezzature e ausili altamente

tecnologici e specializzati.

È presente un consulente-operatore per 4 ore settimanali, il lunedì mattina, dalle 8,30 alle

12,30.

Consulenza sulla

redazione del

bilancio sociale

delle associazioni

Sportello disabili

87


LE ATTIVITÀ

FORMAZIONE

“I Centri di Servizio (…) assumono iniziative di formazione e qualificazione

nei confronti degli aderenti ad organizzazioni di volontariato”

■ I corsi del CESVOV

■ I corsi in collaborazione con le associazioni

■ Altre attività di formazione

Corsi realizzati

Ore totali dei corsi

Persone iscritte*

Ore allievo totali**

Tabella 23: Prospetto riassuntivo dati sui corsi CESVOV

2000

6

239

166

4.997

2001 Var. %

18

629

601

20.980

+200

+163,18

+262,05

+319,85

2002 Var. %

12

414

355

10.654

-33,3

-34,18

-40,93

-49,22

2003 Var. %

20

549

620

16.756

+66,67

+32,61

+74,65

+57,27

2004 Var. %

16

457

500

15.296

-20

-16,76

-19,35

-8,71

* Per “persone iscritte” si intendono quelle registrate all’inizio del corso, quindi i dati iniziali effettivi di partecipazione preventiva e non quelli ex-post che tengono

conto degli eventuali abbandoni.

** Le ore allievo totali sono quelle effettivamente prestate ad ogni singolo allievo di ogni singolo corso sommate tra di loro.

Tabella 24: Corsi gestiti in proprio e corsi in collaborazione

2000

2001 Var. %

2002 Var. %

2003 Var. %

2004 Var. %

Corsi gestiti in proprio

Corsi gestiti in collaborazione

2

4

4

14

+100

+250

2

10

-50

-28,57

4

16

+100

+60

4

12


-25

Il CESVOV prevede la realizzazione di attività formative secondo due modalità:

■ attività formative prodotte direttamente dal CESVOV;

■ attività formative prodotte in partnership con associazioni socie del CESVOV o

con altre organizzazioni di volontariato o con associazioni di promozione sociale.

È fondamentale una considerazione:

Il CESVOV non finanzia le associazioni, per i corsi da queste tenuti, ma, valutato

positivamente il progetto lo fa proprio, assumendosene direttamente i

costi.

La differenza tra corsi gestiti in proprio e corsi svolti in collaborazione consiste nel fatto che

i primi sono progettati dal Cesvov e realizzati per i dirigenti ed i responsabili delle associazioni

al fine di dare loro le conoscenze di base per gestire un’associazione. I secondi invece

88


LE ATTIVITÀ

scaturiscono direttamente dalle associazioni proponenti e sono indirizzati a volontari o aspiranti

tali e presentati al Cesvov in occasione dei bandi emessi semestralmente dallo stesso.

Una volta accolti, la fase operativa e di pubblicazione viene cogestita col CESVOV.

Dai dati riportati nella prima tabella è possibile osservare come, mentre il numero di corsi organizzati

dal CESVOV sia rimasto sostanzialmente uguale, oscillando tra 2 e 4 all’anno, sia invece

in aumento il numero dei corsi organizzati in collaborazione con le associazioni, a parte

una flessione intervenuta nel 2002, compensata poi in buona parte con un nuovo aumento

nel 2003.

Nello specifico le aree di contenuto dei corsi sono riportate nella seguente tabella.

Tabella 25:Aree di contenuto dei corsi

2000

0

3

0

3

0

0

0


2001 2002

2003 2004

Gestione organizzativa

Gestione amministrativa

Promozione del volontariato

Tecnico specifica: socio/assistenziale/sanitaria

civile/culturale

ambientale

protezione civile

Altro

2

2

2

10

1

0

1


6

0

1

0

2

0

0

1

7

1

2

1

1

0

0

1

3

2

4

4

1

0

1

1

La formazione è il settore d’intervento su cui il CESVOV ha maggiormente

puntato in tutti questi anni di attività per promuovere la crescita delle organizzazioni

di volontariato e dell’associazionismo di promozione sociale sia

sotto il profilo della motivazione e della competenza tecnica, sia in ordine all’acquisizione

della consapevolezza del ruolo cui le stesse sono chiamate nella

società.

Di fronte alla pluralità delle offerte formative presenti sul mercato, il Centro ha tenuto sempre

conto soprattutto della specificità della formazione dei volontari muovendosi in stretta

collaborazione con le associazioni. La formazione è riconosciuta come fondamentale supporto

all’azione del volontario tale che la sua prestazione, pur non retribuita, debba comunque

essere competente ed incisiva. Nel mondo del volontariato e dell’associazionismo senza scopo

di lucro vi è ormai consapevolezza che non è sufficiente avere buona volontà oppure una

buona tecnica o una cultura astratta, ma è invece necessaria una connessione di questi diversi

piani. Il volontario, in altri termini, è persona che, animata da profonda motivazione, sa

agire con competenza specifica e piena consapevolezza delle implicazioni culturali e sociali

del contesto in cui si trova ad operare.

In primo luogo il CESVOV si fa carico di promuovere percorsi formativi prevalentemente sugli

aspetti tecnico-gestionali dell’attività delle associazioni: il contesto normativo ed istituzionale;

le coordinate di base (scientifiche, tecniche, professionali) dei settori nei quali si opera;

le capacità organizzative; l’agire per obiettivi e piani di lavoro.

Nella tabella sottostante sono indicati i corsi che il CESVOV ha tenuto dal 1999 al 2004.

Dalla tabella sottostante si evince come, tra i corsi organizzati direttamente dal CESVOV, si sia

puntato soprattutto sulla responsabilizzazione dei dirigenti delle associazioni relativamente al-

I corsi del

CESVOV

89


LE ATTIVITÀ

le problematiche di carattere giuridico, contabile, fiscale, amministrativo che caratterizzano la

vita stessa delle associazioni. Infatti si sono svolte ben 8 edizioni del corso per dirigenti di organizzazioni

di volontariato e di associazioni. Col passare del tempo, ci si accorse però che le

associazioni si confondevano spesso tra la tipologia organizzazione di volontariato e le altre.

In realtà aveva una logica ben precisa proporre un corso che fosse valido sia per le organizzazioni

di volontariato che per le associazioni senza scopo di lucro ed, inoltre, i relatori del

corso evidenziavano sempre quali argomenti valevano solo per l’una o per l’altra categoria.

Si decise comunque di separare il corso e nel 2002 fu organizzato quello per dirigenti delle

sole organizzazioni di volontariato, giunto ormai alla terza edizione. Nell’ambito di questi corsi

vengono trattate le tematiche fondamentali concernenti la natura giuridica e fiscale delle

organizzazioni di volontariato, le opportunità operative ed alcuni aspetti specifici.

Il CESVOV si è poi impegnato nell’organizzazione di 4 corsi base e 2 avanzati per l’utilizzo

del computer, in modo da fornire alle associazioni la conoscenza pratica degli strumenti con

cui impostare la propria amministrazione.

Sono poi stati organizzati due corsi specifici per associazioni sportive dilettantistiche in seguito

alle modifiche alla legislazione in materia intervenute a partire dalla Legge Finanziaria

per il 2003.

Il Centro ha organizzato due edizioni di un corso rivolto ai responsabili della progettazione

delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni senza scopo di lucro al fine di rendere

autonome le associazioni nel creare progetti che possano essere fonti di finanziamento

per le associazione stesse.

Inoltre, in collaborazione con l’Università dell’Insubria, il CESVOV ha organizzato 2 edizioni

di un corso rivolto ad organizzazioni di volontariato e associazioni senza scopo di lucro per

dare le conoscenze di base per la realizzazione del bilancio sociale. Nell’edizione 2003 hanno

partecipato 12 associazioni, mentre in quella 2004 sono state 11.

Infine, volendo garantire la formazione di alcune figure di eccellenza nell’ambito del volontariato,

nel 2004 il CESVOV ha deciso di stanziare dei fondi destinati al Master di I livello in “Etica e

responsabilità sociale negli affari e nelle professioni” organizzato dalle Facoltà di Economia e

Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria e programmato per il 2005. È stato previsto

che tali fondi servano per borse di studio e per la copertura dei costi di alcuni moduli. Inoltre

il CESVOV ha deciso di collaborare mettendo a disposizione propri esperti per la realizzazione

di alcuni moduli e sottomoduli e rendendosi disponibile ad offrire uno stage ai partecipanti.

90


LE ATTIVITÀ

Tabella 26: Corsi CESVOV dal 1999 al 2004

Titolo iniziativa

La gestione di un’associazione e

di un’organizzazione di volontariato.

Tipologia

Corsi 1999

Corso di formazione per dirigenti volontari

di associazioni e organizzazioni

di volontariato.

Totale ore: 42 – Totale partecipanti: 82

Nº ediz. Tot./ore Nº partecipanti

2 42 82

Titolo iniziativa

La gestione di un’associazione e di

un’organizzazione di volontariato.

Titolo iniziativa

La gestione di un’associazione e di

un’organizzazione di volontariato.

Corso base per l’utilizzo del PC.

Titolo iniziativa

La gestione di un’associazione e di

un’organizzazione di volontariato.

Titolo iniziativa

La gestione di un’organizzazione di

volontariato.

Corsi base e livello avanzato per l’utilizzo

del personal computer.

Norme speciali per le associazioni

sportive dilettantistiche.

Il Bilancio Sociale per le Organizzazioni

di Volontariato e le Associazioni di

Promozione Sociale.

Tipologia

Corsi 2000

Corso di formazione per dirigenti volontari

di associazioni e organizzazioni

di volontariato.

Totale ore: 48 – Totale partecipanti: 88

Tipologia

Tipologia

Corsi 2001

Corso di formazione per dirigenti volontari

di associazioni e organizzazioni di volontariato.

Corso di formazione per fornire gli strumenti

ed i metodi di lavoro per affrontare le

procedure in cui sia necessario un PC.

Totale ore: 154 – Totale partecipanti: 100

Corsi 2002

Corso di formazione per dirigenti volontari

di associazioni e organizzazioni di volontariato.

Totale ore: 44 – Totale partecipanti: 70

Tipologia

Corsi 2003

Corso di formazione per dirigenti volontari

di associazioni e organizzazioni di volontariato.

Corsi di formazione per fornire ai volontari

gli strumenti ed i metodi di lavoro per affrontare

le procedure in cui sia necessario il

PC.

Corso di formazione e aggiornamento per

dirigenti e responsabili.

Corso di formazione e aggiornamento per

dirigenti e responsabili.

Totale ore: 182 – Totale partecipanti: 136

Nº ediz. Tot./ore Nº partecipanti

2 48 88

Nº ediz. Tot./ore Nº partecipanti

2

2

48

106

68

32

Nº ediz. Tot./ore Nº partecipanti

2 44 70

Nº ediz. Tot./ore Nº partecipanti

1

1

2

1

20

106

24

32

30

32

54

20

91


LE ATTIVITÀ

Titolo iniziativa

Una progettazione consapevole quale

modalità gestionale per le associazioni

di promozione sociale

e le organizzazioni di volontariato.

Il Bilancio Sociale per le Organizzazioni

di Volontariato e le Associazioni di

Promozione Sociale. II Edizione.

La gestione di un’organizzazione di

volontariato.

Corsi base e livello avanzato per

l’utilizzo del personal computer.

Tipologia

Corsi 2004

Corso di formazione e aggiornamento

per dirigenti e responsabili.

Corso di formazione e aggiornamento

per dirigenti e responsabili.

Corso di formazione per dirigenti volontari

di associazioni e organizzazioni

di volontariato.

Corsi di formazione per fornire ai volontari

gli strumenti ed i metodi di lavoro per

affrontare le procedure in cui sia necessario

il PC.

Totale ore: 109 – Totale partecipanti: 97

Nº ediz. Tot./ore Nº partecipanti

1

1

1

1

20

32

15

42

15

20

30

32

I corsi in

collaborazione

con le

associazioni

L’altra linea di intervento si concretizza nel sollecitare le diverse associazioni di volontariato sulla

base di uno specifico regolamento approvato il 15 gennaio 2001. Ai sensi di tale regolamento,

per corsi di formazione si intendono dei corsi organici e strutturati che mirino a far prendere

coscienza e a sviluppare le motivazioni all’azione volontaria, nonché all’acquisizione di nozioni

e tecniche specifiche di ordine generale o settoriale che consentano ai volontari di poter

svolgere le proprie funzioni con una preparazione adeguata e modalità relazionali efficaci.

I criteri fondamentali che orientano la definizione del piano riguardano:

■ la finalità di fornire proposte qualificate e adeguate di formazione rivolte al volontariato;

■ la scelta di valorizzare le esperienze già esistenti nell’ambito del volontariato organizzato;

■ l’intenzione di favorire la messa in comune di tali esperienze nelle fasi di progettazione,

organizzazione e realizzazione delle iniziative formative.

92


LE ATTIVITÀ

A questo proposito semestralmente vengono pubblicati dei bandi in cui si invitano i soggetti

interessati ad avanzare proposte in ordine alla realizzazione di progetti formativi.

I progetti di formazione che rispondono ai criteri definiti dal regolamento possono

essere presentati dai seguenti soggetti:

■ organizzazioni di volontariato iscritte al registro regionale;

■ organizzazioni di volontariato non iscritte al registro regionale, ma costituite nel

rispetto dei principi dell’art. 3 comma 3 della L. 266/91;

■ associazioni socie del CESVOV e/o organismi loro associati;

■ associazioni di promozione sociale unitamente ad una organizzazione di volontariato.

In ogni caso tali organizzazioni devono avere la sede legale o almeno una sede operativa ufficialmente

costituite nella provincia di Varese. In caso di partnership tra più organizzazioni,

nella domanda dovrà risultare con precisione il nominativo dell’organizzazione “capofila amministrativa”

del progetto con cui il CESVOV manterrà i rapporti amministrativi e gestionali.

Ogni organizzazione nell’arco di un anno può concorrere alla realizzazione di un solo progetto.

Gli interventi che saranno approvati ai sensi del presente regolamento saranno gestiti

sotto il profilo organizzativo dagli enti proponenti “per conto del CESVOV”, che manterrà la

titolarità delle iniziative realizzate. Il CESVOV collaborerà attivamente nella realizzazione dei

progetti formativi attraverso le seguenti modalità:

■ l’affiancamento ed il supporto di consulenza del proprio “Referente alla Formazione” ai

responsabili di ciascun progetto formativo relativamente alla progettazione, realizzazione

e valutazione;

■ la pubblicizzazione generale e diffusione di tutte le iniziative promosse;

■ l’eventuale disponibilità della sede per la realizzazione delle iniziative formative;

■ il pagamento delle spese documentate inerenti all’iniziativa formativa.

Le iniziative dovranno essere rivolte alle seguenti categorie di persone

(l’appartenenza ad esse verrà autocertificata al primo incontro di formazione):

1. Aspirante volontario

2. Volontario presso:

■ organizzazione di volontariato anche non iscritta al Registro Regionale del Volontariato;

■ Associazione di promozione sociale;

■ ONLUS.

3. Collaboratore professionale o consulente o dipendente di un’organizzazione di

volontariato iscritta al Registro Regionale o di altra organizzazione di volontariato

non iscritta a tale registro, ma che ne abbia le caratteristiche.

La partecipazione ai corsi di formazione è al momento a titolo gratuito, essendo riservata ai

soggetti individuati per legge o tramite la convenzione con la Provincia, tuttavia, questo è

uno degli ambiti in cui si potrà valutare se offrire servizi a pagamento a soggetti diversi dalle

organizzazioni di volontariato e dalle associazioni senza scopo di lucro.

93


LE ATTIVITÀ

Sono ammessi progetti formativi che posseggano le seguenti caratteristiche:

■ l’accessibilità: le proposte formative devono essere rivolte ai destinatari sopra

elencati ed operanti sul territorio provinciale, anche al di fuori delle organizzazioni

proponenti; non è previsto il sostegno a iniziative formative destinate in forma

esclusiva ai volontari delle proprie organizzazioni;

■ il rispetto delle condizioni formali del bando: la domanda di partecipazione

al bando deve pervenire completa tassativamente entro i termini previsti e deve

essere corredata dalla documentazione richiesta;

■ l’adeguatezza delle sedi formative: le sedi di svolgimento delle iniziative formative

dovranno rispettare i requisiti minimi di sicurezza e di agibilità previsti dalla

legge;

■ il co-finanziamento per il quale non saranno ammessi progetti che non vedano

la partecipazione alla copertura dei costi, sia pure anche mediante l’assunzione

di costi figurativi, da parte delle organizzazioni proponenti.

Viene data la precedenza ai progetti che garantiscono la progettualità “interassociativa”. Sono

quei progetti capaci di produrre, fin dalla fase della progettazione, la messa in rete e la

comunicazione tra diverse realtà, attraverso la realizzazione di proposte formative progettate

e implementate da più organizzazioni. In questo senso saranno privilegiati progetti presentati

da un reale coordinamento (anche informale) tra almeno tre organizzazioni singole purchè

rientranti tra quelle previste in regolamento.

I progetti sono selezionati e valutati da una commissione di valutazione nominata dal Consiglio

Direttivo e così formata: Presidente o suo delegato, Direttore del CESVOV, Referente formazione

CESVOV, due componenti scelti dal Consiglio Direttivo ed un membro esterno, attualmente

individuato dalla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi dell’Insubria.

La tabella 27 riporta in modo schematico i corsi organizzati in collaborazione con le associazioni

dal 2000 al 2004; i corsi sono stati raggruppati in macroaree a seconda dell’ambito di

intervento di cui si sono occupati.

Tabella 27: Corsi gestiti in collaborazione con il CESVOV dal 2000 al 2004

Corsi 2000

Ambito del corso Nº di corsi realizzati Totale ore Partecipanti

Anziani

Sanitario

Relazione d’aiuto

Carcerati

TOTALE

1

1

1

1

4

27

16

12

32

87

15

28

22

non in possesso

>65

Corsi 2001

Ambito del corso Nº di corsi realizzati Totale ore Partecipanti

Giovani – Minori

Malati psichici

Anziani

Servizi socio-sanitari

Disagio femminile/familiare

Handicap

Protezione civile

Sanitario

TOTALE

1

3

1

4

1

2

1

1

14

14

110

16

184

21

30

20

80

475

15

192

18

124

26

64

42

20

501

94


LE ATTIVITÀ

Corsi 2002

Ambito del corso Nº di corsi realizzati Totale ore Partecipanti

Relazione d’aiuto

Anziani

Extracomunitari

Servizi socio-sanitari

Disagio femminile/familiare

Banche del tempo

Malati psichici

TOTALE

Corsi 2003

Ambito del corso Nº di corsi realizzati Totale ore Partecipanti

Relazione d’aiuto

Giovani – Minori

Corso base volontariato

Extracomunitari

Mercato equo e solidale

Disagio femminile/familiare

Sanitario

Malati psichici

TOTALE

2

3

1

1

1

1

1

12

2

2

2

1

1

1

1

2

12

42

76

24

35

21

144

28

370

58

45

40

24

16

28

28

60

299

54

89

20

20

26

16

60

285

45

42

130

18

32

18

60

62

407

Corsi 2004

Ambito del corso Nº di corsi realizzati Totale ore Partecipanti

Relazione d’aiuto

Giovani – Minori

Corso base di volontariato

Servizi socio-sanitari

Handicap

Sanitario

TOTALE

4

1

3

2

1

1

4

52

50

74

66

50

32

324

64

28

66

76

25

120

379

Accanto alle iniziative organiche di formazione, rimane sempre la necessità di organizzare diverse

serate tematiche sugli argomenti che di volta in volta suscitassero la richiesta di più ampie

e puntuali informazioni da parte dell’utenza. Questi momenti di approfondimento o di

aggiornamento possono essere pensati anche dislocati sul territorio in modo da favorire la

più ampia partecipazione.

Altre attività di

formazione

Tabella 28:Altre attività di formazione

Aree di contenuto

2000

2001 2002

2003 2004

Gestione organizzativa

Gestione amministrativa

Promozione del volontariato

Tecnico specifica: socio/assistenziale/sanitaria

civile/culturale

ambientale

protezione civile

Altro

TOTALE INIZIATIVE

3

3

2

0

0

0

0

1

9

3

3

2

0

1

0

0

1

10

6

0

1

0

2

0

0

1

10

7

1

2

1

1

0

0

1

13

3

3

2

1

1

0

0

1

11

95


LE ATTIVITÀ

Gli incontri riportati in tabella si suddividono in:

■ incontri formativi di aggiornamento, che quindi non richiedono l’attivazione di uno specifico

corso, come quelli relativi ala riforma del mercato del lavoro, alla riforma fiscale delle

associazioni sportive dilettantistiche, alla riforma della legge sulla privacy. Tali incontri

vengono attivati ad hoc ogni qual volta vi sia una importante novità legislativa o quando

ne venga fatta richiesta da un certo numero di associazioni;

■ ncontri informativi relativi alla presentazione dei bandi di finanziamento o legati alla presentazione

di determinati eventi od iniziative.

96


LE ATTIVITÀ

COMUNICAZIONE/BANCA DATI

I Centri di Servizio (…) offrono informazioni, notizie, documentazione e dati

sulle attività di volontariato locale e nazionale”

■ Comunicazione

■ Banca dati

■ Documentazione e biblioteca

In questo settore vengono inquadrati tutti quei servizi di tipo informativo che vengono resi

alle organizzazioni di volontariato ed alle associazioni senza scopo di lucro, nonché il supporto

dato alle stesse per comunicare correttamente le proprie iniziative. Sempre in quest’ambito

sono prese in considerazione le diverse tipologie di banche dati create e gestite in modo

da essere di efficace supporto al mondo del volontariato.

Il Cesvov comunica attraverso diversi canali che sono rivolti sia alle realtà del Terzo

Settore che all’opinione pubblica in generale:

■ Notizie CESVOV

■ Settimanale LUCE

■ Sito Internet

■ Newsletter

■ AGENDA del VOLONTARIATO sul quotidiano LA PREALPINA

■ Rete 55 e Tele 7 Laghi

■ Comunicati stampa

■ Interviste

Un primo canale di informazione,

diretto in questo caso alle realtà

del non profit, è rappresentato

da Notizie Cesvov, periodico

nato nel 2001 con cadenza quadrimestrale

e diventato bimestrale dal

2002.

Notizie Cesvov si compone di otto

pagine stampate in quadricromia e

intende dare informazioni che siano

di approfondimento e comunque, vista

la sua cadenza, non di stretta attua-

97


LE ATTIVITÀ

lità. In esso le due pagine centrali sono sempre costituite da una scheda tecnica di approfondimento

dedicata ad argomenti che possano essere di ausilio alle associazioni.

Nel secondo semestre del 2004, il CESVOV, ha pubblicato e distribuito in allegato a Notizie

Cesvov, un libretto dove presenta tutti i corsi gestiti in proprio ed in collaborazione relativi

a quello specifico semestre. Tale pubblicazione è stata utile per informare i volontari o gli

aspiranti tali delle iniziative poste in essere per qualificare il volontariato locale.

Totale copie stampate di Notizie CESVOV: 7000, di cui

■ oltre 2000 inviate per posta alle organizzazioni di volontariato, ad indirizzi

istituzionali (comuni, Provincia, altri attori del territorio), agli altri Centri di

Servizio presenti a livello nazionale.

■ circa 4000 allegate al settimanale Luce diffuso in provincia: in questo modo si

è voluta dare una diffusione maggiore al periodico, tra la cittadinanza, anche al di

fuori di quella che è la cerchia di indirizzi facenti parte della banca dati.

Altro mezzo di comunicazione è rappresentato dal sito internet

(www.cesvov.it) in cui si privilegiano notizie brevi e di veloce divulgazione;

il sito offre anche la possibilità di mettere a disposizione degli

utenti documenti, circolari e modulistica. Nel corso del 2004, il sito internet

ha avuto diversi problemi legati al rinnovo della sua struttura, che

hanno portato a rallentare il funzionamento di questo mezzo di comunicazione.

Allo stato attuale, però, questi problemi sono stati totalmente

risolti ed il sito ha ripreso a funzionare a pieno regime. Al 31 dicembre

2004 le pagine visitate erano comunque 29.445 mentre nel 2001

erano solo 3.778.

La tabella 29 mostra il numero di pagine visitate in corso d’anno nel

periodo 2001-2004.

Tabella 29: Pagine del sito internet visitate dal 2001 al 2004

Anno

2001

2002

2003

2004

TOTALE

Pagine visitate

3.778

15.116

21.781

29.455

70.130

La tabella 30 mostra, invece, l’andamento degli accessi al sito lungo tutto il 2004, evidenziano

in modo molto chiaro i problemi evidenziati poco sopra.

98


LE ATTIVITÀ

Mese

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Settembre

Ottobre

Novembre

Dicembre

TOTALE

Tabella 30:Accessi al sito CESVOV nel 2004

Pag. visitate 2004

2.401

2.468

2.996

1.059

83

4.248

3.101

1.591

2.233

3.189

3.545

2.541

29.455

Variazione

+837

+942

+1.349

-707

-1.942

+2.759

+1.628

+652

-108

+390

+1.248

+646

+7.647

Collegata al sito è stata creata in via sperimentale all’inizio del 2004 una newsletter, Cesvov-

Informa, il cui progetto era stato formulato già nel corso dell’anno precedente. La newsletter,

con cadenza quindicinale, viene inviata a tutti gli indirizzi di posta elettronica ottenuti tramite

la registrazione alla newsletter stessa nel sito internet. Essa è costituita da brevi lanci di

notizie collegate al sito con l’obiettivo di indurre a un maggior utilizzo del sito stesso. Non

solo, nella newsletter sono anche inserite notizie provenienti dalle associazioni e questo in

una duplice ottica: quella di favorire lo scambio di informazioni e di esperienze tra le realtà

del territorio e quella di avviare una collaborazione tra le stesse e il Cesvov in materia di comunicazione.

Nel corso del 2004 l’invio della newsletter si è interrotto, poiché il mal funzionamento

del sito impediva il rinvio continuo a notizie utili in esso contenute. Esso ha però

ripreso a funzionare regolarmente a partire dall’inizio del 2005.

Ogni due settimane, il giovedì, grazie a un accordo non oneroso con il quotidiano locale “La

Prealpina” viene concesso uno spazio pari a due cartelle di testo denominato: Agenda del

volontariato. L’agenda del volontariato è nata nel 2002 da un progetto più articolato che

prevedeva per lo stesso giorno l’uscita, nella medesima pagina dell’Agenda, di articoli dedicati

a tematiche sociali e curati dai redattori del giornale, come ad esempio la presentazione

di una associazione o l’approfondimento di un appuntamento. Purtroppo con il tempo le cose

sono cambiate e motivi organizzativi interni alla redazione hanno visto sfumare questa ipotesi

che viene proposta solo di tanto in tanto, mentre la pubblicazione della rubrica mantiene

la sua continuità.

L’obiettivo di questo tipo di comunicazione è quello di informare non solo gli addetti ai lavori,

ma anche l’opinione pubblica circa quello che accade nell’ambito del Terzo Settore.

Con la televisione locale Rete 55 esiste una collaborazione informale in ordine alla realizzazione

del programma “La Vetrina della Solidarietà” durante il quale vengono presentate le as-

99


LE ATTIVITÀ

sociazioni di volontariato che si sono rese disponibili. Spazi di presentazione sia del Centro

che delle organizzazioni di volontariato vengono inoltre messi a disposizione dall’altra emittente

locale: Tele Sette Laghi.

Infine vi sono i comunicati stampa che vengono diramanti quando è necessario promuovere

un evento, un’iniziativa, un corso di formazione: in questo caso oltre alle testate locali

si cerca di raggiungere anche le testate nazionali specialistiche onde poter informare il maggior

numero di persone. Non viene invece mai utilizzato, per scelta, lo strumento della conferenza

stampa: a ciò si preferisce, quando opportuno e necessario, il metodo di fissare appositi

appuntamenti per interviste con i giornalisti interessati ad approfondire un argomento

in particolare.

Un ultimo strumento di informazione è rappresentato dai già

citati “Quaderni per il Volontariato” realizzati dal

Coordinamento Regionale dei Centri

di Servizio per il Volontariato della

Lombardia ed adattati per i singoli

Centri. Questi libretti sono distribuiti

da tutti i Centri di Servizio delle

diverse province e rappresentano sia

uno strumento di comunicazione che

uno strumento di consulenza. Al 31

dicembre 2004 sono stati pubblicati 11

quaderni.

Tabella 31: La collana “Quaderni del Volontariato”

Autori vari

Autori vari

Marco Tettamanti (a cura di)

Luca Degani (a cura di)

Elena Zulli, Giorgio Sordelli (a cura di)

Danilo Ruocco

Enrico Bianchi

Carlo Pelizzi (a cura di)

Consorzio EUREKA (a cura di)

Marco Quiroz Vitale (a cura di)

Elena De Palma

Autore

Titolo

Le agevolazioni fiscali delle organizzazioni

di volontariato

Volontariato,Associazioni: i Registri regionali

Assicurare il volontariato

Come costituire un’associazione

Dall’idea al progetto …tra bandi e formulari

Le parole della comunicazione

Gli adempimenti contabili del volontariato

Organizzazioni di volontariato:

rapporti con i volontari e prestazioni di lavoro

con collaboratori e dipendenti

Intrattenimenti e spettacoli:

normativa e adempimenti

Gli adempimenti della privacy per Organizzazioni

di Volontariato e altri Enti non profit

Azione volontaria e strategie organizzative.

Come migliorare la presenza e la partecipazione

dei volontari

Anno

2002

2002

2003

2003

2003

2003

2003

2004

2004

2004

2004

100


LE ATTIVITÀ

L’attuale banca dati del CESVOV è stata creata con l’apporto e la collaborazione di diversi

soggetti e nasce dal cospicuo lavoro di realizzazione della prima Guida del Volontariato e

dell’Associazionismo edita nella primavera del 2002.

Tale guida e il lavoro di ricerca alla base avevano come scopo l’elaborazione di una banca

dati e non l’elaborazione statistica dei dati raccolti. Quello che al CESVOV interessava era far

venire alla luce la reale consistenza del volontariato e dell’associazionismo in provincia di Varese,

fornire gli indirizzi delle organizzazioni, segnalare gli ambiti in cui esse operano e le categorie

verso cui indirizzano i propri servizi.

La ricerca vera e propria prese il via nel Gennaio del 2000, quando venne inviata una richiesta

ai 141 sindaci della provincia affinché avessero ad inviare al CESVOV “eventuali elenchi

e pubblicazioni riferiti alle organizzazioni di volontariato e altre associazioni appartenenti ai

settori citati e, se istituiti, copia degli albi e registri comunali”. A questa richiesta, nonostante

i solleciti, risposero in vario modo soltanto la metà dei comuni inviando informazioni di vario

genere molto disomogenee tra di loro e che rivelavano quanto, all’atto pratico, fossero

poco recepite le categorie legislative vigenti. Ciò comportò un’ulteriore opera di vaglio e discernimento.

Banca dati

I dati raccolti dai comuni vennero quindi incrociati con quelli ufficiali (registri regionali e provinciali)

o comunque già a disposizione e fornirono un primo indirizzario con oltre un migliaio

di organizzazioni. A tutte queste realtà, nel luglio del 2000, venne quindi spedito, unitamente

alla busta con risposta prepagata, il questionario appositamente predisposto denominato

“Censimento del Volontariato e dell’Associazionismo in Provincia di Varese”. Vennero

esentate dall’indagine soltanto le organizzazioni di volontariato iscritte al Registro Regionale

per le quali il Cesvov avrebbe avuto a disposizione uno strumento analogo, cioè la scheda

questionario contenente dati ed informazioni in ottemperanza all’articolo 9, comma 2, della

Legge Regionale sul Volontariato n° 22 del 24 luglio 1993 che le stesse devono compilare

entro il 30 maggio di ogni anno. Tale iniziativa si realizzava, allora, per la prima volta.

Con la fine dell’estate i questionari cominciarono ad affluire e man mano che venivano acquisiti

erano inseriti previa verifica dei dati indicati. Questo voleva dire telefonare personalmente

a chi aveva compilato le risposte per ottenere chiarimenti o conferme. Intanto giungevano

segnalazioni di associazioni e gruppi che non erano stati contattati cui doveva essere

inviato il questionario. Il lavoro di ricerca, tra molte difficoltà di diverso genere e la tenta-

101


LE ATTIVITÀ

zione di allungare costantemente i termini nel vano desiderio di maggiore

completezza, è durato quasi due anni. La rilevazione che avrebbe portato

alla stesura del volume relativo al “Volontariato ed associazionismo in

provincia di Varese” si chiuse definitivamente nell’ ottobre del 2001 dopo

aver acquisito i dati relativi alla seconda scheda questionario compilata

dalle organizzazioni di volontariato durante l’estate del 2001. Infatti, nel

frattempo, era avvenuto il decentramento del Registro Regionale Generale

del Volontariato con l’istituzione delle sezione provinciali. Questo da

una parte ha comportato qualche ritardo nei tempi prefissati ma ha consentito

di lavorare direttamente sulle schede delle organizzazioni gentilmente

messe a disposizione dalla Provincia. Il risultato, che è poi il contenuto

di questa guida, è stato sorprendente, al di là di ogni più rosea

aspettativa. Le realtà presenti in banca dati sono oltre 1600, un numero 4

volte più grande di quello ottenuto precedentemente a seguito di una ricerca

a cura del Coordinamento delle Associazioni di Volontariato della Provincia di Varese,

antesignano del CESVOV. Tale dato è probabilmente ancora in difetto rispetto al numero reale

delle associazioni esistenti, visto che comunque ogni giorno che passa ci accorgiamo di

qualche piccola realtà che è riuscita a sfuggire alla nostra ricerca. Nella guida tuttavia ne vennero

inserite solo 1460 avendo escluso le organizzazioni cessate e quelle che non rispondevano

ai criteri predeterminati, ovvero le associazioni sportive.

Gli stessi dati inseriti nel volume vennero riportati anche su un data base informatico costantemente

aggiornato. Tale aggiornamento è effettuato attraverso diverse modalità:

■ un controllo periodico delle associazioni iscritte nei vari registri;

■ inserendo le associazioni di nuova costituzione che si rivolgono al CESVOV;

■ inserendo associazioni già esistenti, ma di cui il CESVOV non era a conoscenza;

■ modificando i dati sulla base delle indicazioni fornite dalle stesse associazioni.

L’intendimento di questa Banca Dati è quello di essere condivisa e messa a disposizione

anche di enti locali e di soggetti che ne fanno richiesta, oltre, ovviamente,

alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni senza scopo

di lucro. Il tutto fatte salve le implicazioni della legislazione vigente in ordine

alla riservatezza.

La Banca Dati è uno strumento fondamentale per la conoscenza della realtà

del volontariato e del Terzo Settore locale, indispensabile anche per l’elaborazione

di progetti e strategie in ordine alle politiche socio-sanitarie-assistenziali

e di altri settori in cui il volontariato è ampiamente operativo.

La valenza di questo data base può quindi essere considerata duplice; innanzitutto esso ha

una valenza esterna perché è una banca dati che fornisce informazioni utili ad enti locali, altre

associazioni o enti ed anche ai privati. Attualmente è allo studio la possibilità di inserire

il data base anche sul sito internet, dando quindi la possibilità di avere accesso alle principali

informazioni della banca dati direttamente, senza passare attraverso una richiesta al CE-

SVOV.

Le fonti che verranno rese pubbliche saranno solo quelle con i dati di pubblico interesse e

per i quali il CESVOV ha ottenuto esplicito consenso alla pubblicazione ed al trattamento in

base alla vigente normativa in tema di trattamento dei dati personali.

Inoltre il data base riveste anche una valenza interna, in quanto permette al CESVOV di in-

102


LE ATTIVITÀ

viare a tutte le associazioni presenti in banca dati le comunicazioni relative ai corsi di formazione,

ai seminari, alle varie iniziative organizzate, alle novità legislative rilevanti.

Completato il secondo censimento operato sul territorio in collaborazione con la Provincia,

sarà realizzata la nuova edizione della guida. Questa iniziativa del CESVOV si affianca al progetto

Infobox realizzato dalla Provincia di Varese e più in particolare, dal Settore Politiche Sociali,

per l’avvio delle banche dati locali dell’Informagiovani e del “Cerca Servizi”.

In occasione delle due iniziative, seconda edizione del censimento del volontariato e dell’associazionismo

ed il progetto Infobox, la Provincia di Varese ed il CESVOV hanno spedito, alle

associazioni inserite nella banca dati del Centro, un nuovo questionario per aggiornare i

dati già contenuti nella banca dati ed inserire quelli delle nuove associazioni.

Per quanto riguarda volontariato ed associazionismo i dati di Infobox sono stati elaborati dal

CESVOV.

È allo studio con l’Università degli Studi dell’Insubria la possibilità di monitorare i dati più

complessi relativi al volontariato che emergono dall’analisi delle schede questionario che le

organizzazioni di volontariato iscritte sono tenute a presentare alla Provincia ogni anno entro

il 30 maggio in ordine al mantenimento dell’iscrizione al registro stesso.

Da quando il CESVOV si è trasferito presso l’attuale sede di viale S. Antonio ha potuto potenziare

il proprio centro di documentazione e l’annessa biblioteca. Questi strumenti sono

messi a disposizione di tutti coloro che ne fanno richiesta. Un ulteriore potenziamento si concretizzerà

con la realizzazione della “Biblioteca del Sociale”, per meglio valorizzare il patrimonio

bibliografico già acquisito, insieme all’Amministrazione Provinciale e con la collaborazione

dell’Università dell’Insubria. Sono stati mossi i primi passi per mettere in rete la struttura

anche con il sistema delle biblioteche della provincia di Varese.

Documentazione

e biblioteca

Esiste un piano di acquisti di testi e di sottoscrizioni di abbonamenti a pubblicazioni e riviste

che offrano non solo momenti di informazione, ma anche di riflessione ed elaborazione

sulle problematiche del volontariato e del Terzo Settore. Per questo motivo si intende avvalersi

della collaborazione con l’Università dell’Insubria anche per quanto riguarda la progettazione

delle acquisizioni del materiale librario.

103


LE ATTIVITÀ

Inoltre, stante la caratterizzazione provinciale del Centro, si vuole diventare il punto di raccolta

di quanto viene edito a cura delle organizzazioni di volontariato del territorio (periodici,

opuscoli, numeri unici, ecc.), una fonte preziosa spesso realizzata in modo informale e

che quindi sfugge anche al deposito per legge presso la biblioteca del comune capoluogo.

La catalogazione definitiva, subordinata alla messa in rete, dovrebbe avvenire in modo da essere

compatibile con il Sistema Bibliotecario Nazionale.

La tabella 32 mostra la consistenza della biblioteca del CESVOV al 31 dicembre 2004.

Tabella 32: Biblioteca

Materiale posseduto

Numero volumi

Numero testate di periodici

Numero CD-rom e altro materiale multimediale

TOTALE

2004

706

192

43

941

Variazione annua

+289

+13

+13

+315

104


ALTRE ATTIVITÀ

ALTRE ATTIVITÀ

Il CESVOV realizza i propri scopi con le seguenti attività elencate a titolo

esemplificativo:

(…)

h) fornire servizi agli enti locali e alle istituzioni pubbliche e ad altri soggetti

pubblici e privati;

i) svolgere ogni altra attività che possa rendersi necessaria per la realizzazione

dei fini statutari.

(articolo 2 statuto)

Il CESVOV, oltre a realizzare le attività descritte nei paragrafi precedenti svolge anche attività

nei confronti di:

■ Pubbliche amministrazioni, ed in particolare:

● supporto agli enti locali per stesura convenzioni con le organizzazioni di volontariato;

● informazioni normative sul volontariato e Terzo Settore;

● organizzazione di momenti di formazione per il Terzo Settore locale;

■ Parrocchie, ed in particolare:

● inquadramento realtà del Terzo Settore;

● iniziative di promozione del Volontariato;

● informativa sui bandi;

■ Altri Enti del Terzo Settore

● iniziative a favore dei volontari che vi operano.

105


QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE

Questo è il bilancio sociale del 2004. Come tutte le prime edizioni, inevitabilmente, scontiamo i limiti che questo comporta. Non

solo, ma anzi, credendo fermamente nell’importanza di un dialogo costruttivo con i soggetti con cui ci rapportiamo nell’ambito della

nostra attività, siamo a chiedervi di aiutarci con le vostre osservazioni, i vostri suggerimenti e anche le vostre critiche.

Compilando il presente questionario potrete fornirci indicazioni utili ai fini della realizzazione della prossima edizione del bilancio

sociale. Potrete consegnare il questionario a CESVOV, viale Sant’Antonio 5, 21100 Varese, spedirlo al fax 0332 834980 o per

e-mail a varese@cesvov.it, oppure compliarlo sul sito internet www.cesvov.it.

Ritiene importante che il CESVOV realizzi il Bilancio Sociale? Sì No

Come valuta il Bilancio Sociale del CESVOV?

Utilità delle informazioni

Completezza delle informazioni

Chiarezza espositiva

Chiarezza grafica

Insufficiente Sufficiente Discreto Ottimo

Dalla lettura del bilancio sociale sono emersi aspetti del CESVOV

che non conosceva? Sì No

Specificare:

Con riguardo alle singole sezioni, ha delle eventuali segnalazioni da farci?

L’identità Insufficiente Sufficiente Discreto Ottimo

Utilità delle informazioni

Completezza delle informazioni

Chiarezza espositiva

Chiarezza grafica

Gli stakeholder Insufficiente Sufficiente Discreto Ottimo

Utilità delle informazioni

Completezza delle informazioni

Chiarezza espositiva

Chiarezza grafica

Le risorse umane Insufficiente Sufficiente Discreto Ottimo

Utilità delle informazioni

Completezza delle informazioni

Chiarezza espositiva

Chiarezza grafica

107


QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE

Le risorse finanziarie Insufficiente Sufficiente Discreto Ottimo

Utilità delle informazioni

Completezza delle informazioni

Chiarezza espositiva

Chiarezza grafica

Le attività Insufficiente Sufficiente Discreto Ottimo

Utilità delle informazioni

Completezza delle informazioni

Chiarezza espositiva

Chiarezza grafica

Nella sezione relativa agli stakeholder, ritiene chiara ed esauriente

la classificazione che viene fatta degli stessi? Sì No

Specificare:

Quale valutazione esprime rispetto alla nostra capacità di perseguire la missione?

Insufficiente Sufficiente Discreto Ottimo

A suo parere quali altri servizi potrebbe offrire il CESVOV?

Specificare:

DATI SUL COMPILATORE

ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO

Iscritta al Registro Generale Regionale del Volontariato

Non iscritta al Registro Generale Regionale del Volontariato

ASSOCIAZIONE SENZA SCOPO DI LUCRO ISCRITTA AL REGISTRO DEL’ASSOCIAZIONISMO (L.R. 28/1996)

ALTRA ASSOCIAZIONE

Specificare: ___________________________________________________________________________________

L’ORGANIZZAZIONE/ASSOCIAZIONE È ANCHE SOCIO CESVOV? Sì No

PERSONA FISICA

Specificare professione: _________________________________________________________________________

ENTE O ISTITUZIONE PRIVATA O PUBBLICA

Specificare: ___________________________________________________________________________________

ORGANO DI STAMPA

ALTRO

Specificare: ___________________________________________________________________________________

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Supplemento 1 a “Notizie Cesvov

n. 2 – maggio 2005

Sped. in Abb. Post.

Tab/D DC Varese L.682/96

Autorizz. Trib. Varese n. 815

del 25/06/2001

ISSN 1593-344X

Progetto e coordinamento grafico:

Studio Benzoni S.r.l.

Stampa:

Grafiche Monti – Saronno (VA)

Foto di copertina:

Archivio Provincia di Varese

(Servizio fotografico

curato da SIAF-CNA Varese)

Varese, giugno 2005


Centro di Servizi per il Volontariato

della provincia di Varese

Viale Sant’Antonio, 5 · 21100 Varese

Tel. 0332 831601 · Fax 0332 834980

www.cesvov.it · varese@cesvov.it

Supplemento 1 a “Notizie Cesvov” n. 2 - maggio 2005

Sped. in A.P. Tab/D DC Varese L. 682/96

Autorizz. Trib. Varese n. 815 del 25/06/2001

ISSN 1593-344X

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