Francis 2011 - OFM

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Francis 2011 - OFM

TUTTI SIANO CHIAMATI

FRATI MINORI

A tutti i frati minori laici e chierici

Il Signore vi dia la pace!

Nella nostra lettera per la Festa di san Francesco

dell’anno scorso, abbiamo riflettuto sulla vocazione

del frate minore presbitero, in occasione dell’Anno

sacerdotale proclamato da Papa Benedetto XVI.

Quest’anno vogliamo offrire qualche riflessione

attorno alla vocazione del frate minore laico.

La Regola dei frati minori, che noi professiamo,

dichiara esplicitamente che il nostro Ordine è una

Fraternità e che tutti noi, secondo la volontà di san

Francesco, dobbiamo chiamarci frati minori. Nella

stessa Regola appare chiaramente che la nostra

Fraternità è composta da chierici e laici. Con questa

lettera vogliamo iniziare un dialogo sul significato di

questa terminologia nell’Ordine oggi.

Cosa significa oggi essere frate minore con la

specificazione di laico?

Siamo tutti fratelli e minori

Per la nostra appartenenza alla vita religiosa in

generale e alla vita francescana in particolare, noi

tutti rispondiamo ad una chiamata del Signore a

seguirlo in una maniera particolare nella Chiesa,

secondo la forma trasmessaci da san Francesco.

All’interno di questa vocazione comune, che ci

rende tutti fratelli e minori, il frate minore laico

vive la propria condizione come una risposta alla

vocazione che ha ricevuto dal Signore di essere

“memoria vivente” del Vangelo per partecipare alla

missione “profetica” della Chiesa. Egli non partecipa

al ministero presbiterale (chierico) e non assume la

piena secolarità come i christifideles

laici, ma vive la conformazione

speciale a Cristo ed esercita i

diversi ministeri ecclesiali

per il Regno di Dio, come

consacrato e frate minore.

San Francesco stesso non

è divenuto presbitero,

anche se si riconosce che

era diacono.

Dopo l’incontro con il Crocifisso di San Damiano

e in seguito all’ascolto alla Porziuncola del Vangelo

dell’invio in missione dei discepoli, Francesco ebbe

la rivelazione che la sua vita doveva essere quella

del discepolo e testimone del Signore. Quando poi

ricevette i primi fratelli, il Signore stesso gli rivelò

che doveva vivere secondo la «forma del santo

Vangelo» (Test 14), che ha proposto a tutti noi.

Il nome di frati minori che egli ha dato al suo

gruppo mostra che l’essenziale si trova nel vivere la

sequela di Cristo, in fraternità e minorità, sia laici che

chierici. Il carisma ricevuto per vivere il Vangelo,

in una maniera nuova per riparare la Chiesa, è la

nostra nuova specifica identità che ci fa prima di

tutto frati minori.

Evoluzione storica

Ci rendiamo conto, tuttavia, che l’Ordine ha

vissuto ben presto un’evoluzione interna, e che per

secoli i frati sono stati in maggioranza chierici. Dal

tempo delle Costituzioni di Narbona, infatti, l’entrata

nell’Ordine dei frati laici era basata sulle necessità

dei lavori domestici o sull’esempio d’umiltà

offerto da una persona famosa che voleva farsi

frate minore laico. Lungo i secoli abbiamo avuto

esempi di frati laici davvero esemplari per santità,

umiltà, esempio di lavoro e di preghiera, dedizione e

impegno nelle missioni. A questi e a tutti i frati laici

vogliamo esprimere la riconoscenza dell’Ordine e

l’apprezzamento del Definitorio generale. Purtroppo,

dobbiamo anche ammettere che non pochi frati laici

hanno sofferto nel passato a causa di atteggiamenti

ed atti legislativi a loro sfavorevoli, come il divieto

di imparare a leggere e a scrivere o a partecipare ai

Capitoli dell’Ordine.

La situazione attuale

Negli ultimi anni abbiamo visto un certo

miglioramento nella condizione dei frati laici

nell’Ordine, con meno discriminazioni, una migliore

formazione, una maggiore uguaglianza (frati laici

guardiani, formatori, professori…) e con la loro


presenza come delegati delle Conferenze ai Capitoli

generali. Anche se il Capitolo generale del 2009, che

ancora una volta valorizza il dono della vocazione

religiosa laicale, come pure noi lo valorizziamo, ha

riconosciuto che «in alcune regioni dell’Ordine […]

si vivono ancora situazioni di discriminazione per

quanto riguarda le opportunità di formazione che,

per la nostra legislazione, devono essere le stesse per

tutti e che il modo di esercitare i nostri ministeri non

sempre favorisce la partecipazione attiva dei frati

laici nella missione evangelizzatrice» (PdV 26).

Con il rinnovamento delle Costituzioni generali

dell’Ordine dopo il Concilio Vaticano II ci era

sembrato che l’enfasi sull’uguaglianza di tutti i frati

minori, chierici e laici, avrebbe dato nuovo impulso

alla vocazione del frate minore laico. Costatiamo,

invece, che accade il contrario. Il numero totale dei

frati laici nell’Ordine nel 2010 è di 2.077, nel 1968

era di 4.829. La percentuale dei frati laici fra tutti i

frati nell’Ordine è sceso dal 22,5% del 1968 al 16,6%

del 2010, mentre è aumentata la percentuale dei frati

chierici dal 77,5% al 83,4% nello stesso periodo.

Nonostante il costante richiamo dell’importanza

dei frati laici nei documenti dell’Ordine negli

ultimi 40 anni, le statistiche ci indicano una realtà

preoccupante, sia riguardo alle nuove vocazioni

e sia riguardo ai molti frati laici che chiedono

di uscire dall’Ordine o si orientano al ministero

presbiterale.

Tenendo conto dell’attuale tendenza nell’Ordine,

non ci sono segni di cambiamento dopo quattro

decenni: avremo dunque in futuro un Ordine

completamente composto di frati chierici? Un tale

cambiamento che cosa potrebbe significare per la

nostra identità, non soltanto all’interno dell’Ordine,

ma nella Chiesa e nella società? Vogliamo questo

futuro? Se non lo vogliamo, è urgente iniziare un

cambiamento nel nostro modo di capire e di agire in

modo da evitare la sparizione della presenza del frate

laico nell’Ordine in un futuro non molto lontano.

Diversità di punti di vista

Dall’altra parte siamo consapevoli che la visione

e il modo di comprendere l’identità dei frati laici è

diversa nelle varie regioni del mondo in cui viviamo

ed operiamo. Tale diversità ci impedisce di fare delle

affermazioni sull’identità del fratello laico,

vorremmo invece iniziare

un percorso di riflessione

e di chiarificazione

proponendovi alcune

domande in modo da

trovare le modalità

giuste per rispondere

al Mandato 2 del Capitolo

Generale del 2009: «Il

Definitorio generale, attraverso

il SGFS e il SGME, approfondisca il tema dell’identità

francescana e della partecipazione alla missione

evangelizzatrice dei frati sacerdoti e laici. Se lo

ritiene opportuno, in collaborazione con le diverse

Conferenze, organizzi incontri a livello continentale

su questi temi».

Domande per la riflessione

Ed ecco le domande: come intendiamo la

vocazione del frate minore? Che cosa vuol dire la

parola laico oggi? Come presentiamo la vocazione

del frate laico nella cura pastorale delle vocazioni?

Quanti sono effettivamente i frati laici coinvolti nei

diversi settori della vita e missione dell’Ordine?

Per capire meglio dove siamo, come Ordine,

riguardo a queste domande e a molte altre ancora,

noi vogliamo rivolgerci in modo particolare a voi,

frati laici dell’Ordine.

Desideriamo chiedervi di aiutarci nel nostro

lavoro di animazione, informandoci sulle luci e le

ombre della vostra esperienza di vita francescana.

Quali sono gli aspetti positivi per i quali vi sentite

lieti e realizzati nella vostra vocazione? Quali sono,

invece, le difficoltà che voi vedete? Quali sono

le cause per le quali un frate laico lascia la vita

religiosa? Perché molti frati laici, anche dopo molti

anni di vita francescana, chiedono l’ordinazione

presbiterale? Quali cammini intraprendere – a livello

di Ordine, delle Entità, delle Fraternità locali – per

favorire la vostra vocazione come frati laici oggi e le

vocazioni dei frati laici di domani?

Invito all’approfondimento

Vi invitiamo, fratelli, a continuare a riflettere e a

risponderci, secondo i vari modi a vostra disposizione,

intraprendendo un dialogo ai diversi livelli della


SIG. MINISTRI GENLIS.

TOTIUS ORD. FRATR. MINORUM

nostra Fraternità locale, provinciale, regionale e

universale. Da parte nostra, ci facciamo volentieri

ascoltatori della parola che vorrete rivolgerci, mossi

dall’azione dello Spirito del Signore.

Proponiamo che nelle Entità e nelle Conferenze

si faccia la riflessione e l’approfondimento sulla

“identità francescana” dei “frati sacerdoti e laici”,

di cui parla il Mandato 2 del Capitolo generale

2009, con una particolare partecipazione dei fratelli

laici.

Intanto ricordiamo ai Ministri provinciali e ai

Formatori quanto lo stesso Capitolo generale ha

ribadito, ossia «l’esigenza di una formazione unica

per tutti i frati, che però sia insieme rispettosa del

dono di ciascun fratello e delle diverse vocazioni

suscitate dallo Spirito», e il bisogno che tutti i nostri

candidati si formino per evangelizzare, ognuno

secondo la sua vocazione (cf. PdV 26). Ricordiamo

poi che tutti i frati minori, laici e chierici, sono

chiamati a evangelizzare, come dice il Titolo I del

capitolo V delle Costituzioni generali; ma per questo

tutti noi abbiamo bisogno di una “conversione

ecclesiologica”, come ci viene chiesto dal Capitolo

generale (cf. PdV 25).

Noi, Definitorio generale, vi assicuriamo il

nostro impegno a continuare il dialogo con la Santa

Sede perché possiamo essere riconosciuti come una

Fraternità mista. «Tuttavia questo cambiamento di

status canonico dovrà essere accompagnato da un

cambiamento nella prassi fraterna» (PdV 26).

Concludendo questa lettera, vogliamo ringraziare

il Signore per la bellezza della nostra vocazione

di frati minori. Ringraziamo il Signore e tutti voi,

fratelli laici e chierici, per il vostro contributo,

secondo la vocazione alla quale Dio vi ha chiamati,

al bene della Fraternità universale e della Chiesa e

alla costruzione del Regno di Dio. E chiediamo al

Signore la luce del suo Spirito perché ci illumini per

capire meglio la nostra identità di frati minori e ci

aiuti a viverla con fedeltà.

Il nostro Padre san Francesco ci ha detto: «Io

voglio che questa fraternità si chiami l’Ordine dei

frati minori» (1Cel 38). E noi preghiamo affinché

nella nostra Fraternità regni sempre la uguaglianza,

il rispetto e il servizio mutuo.

Il Signore ci benedica tutti, cari fratelli laici e

chierici.

Roma, 15 luglio 2011

Festa di san Bonaventura

I vostri fratelli del Definitorio generale:

Fr. José Rodríguez Carballo ofm (Min. gen.)

Fr. Michael Anthony Perry, ofm (Vic. gen.)

Fr. Vincenzo Brocanelli, ofm (Def. gen.)

Fr. Vicente-Emilio Felipe Tapia, ofm (Def. gen.)

Fr. Nestor Inácio Schwerz, ofm (Def. gen.)

Fr. Francis William Walter, ofm (Def. gen.)

Fr. Roger Marchal, ofm (Def. gen.)

Fr. Ernest Karol Siekierka, ofm (Def. gen.)

Fr. Paskalis Bruno Syukur, ofm (Def. gen.)

Fr. Julio César Bunader, ofm (Def. gen.)

Fr. Vincent Mduduzi Zungu, ofm (Def. gen.)

Fr. Aidan McGrath, ofm (Seg. gen.)

Prot. 102164

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