02_febbraio - Porto & diporto

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02_febbraio - Porto & diporto

ORTO

&

diporto

IL MAGAZINE CHE APRE IL PORTO ALLA CITTÁ

Tariffa R.O.C. Poste Italiane SpA - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) - art. 1, comma 1, DCB Napoli - ANNO VIII - N. 2 - Febbraio 2012 - Costo singola copia € 2,50

Seatrade Cruise Miami

also in english


editoriale / porto&diporto

Crociere - The day after

Dalle stelle alle stalle. Quello che sembrava il settore trainante dell’economia del mare é diventato oggetto di

abiure e ripensamenti. E gli addetti ai lavori, i media, i potenziali croceristi, gli esperti, si dividono - come

troppo spesso accade in Italia - fra sostenitori e detrattori. Si perde così la dimensione del problema. Alla

gravità di quanto accaduto - terribile, inimmaginabile, imperdonabile - dovrebbe fare da contrappeso un serio ripensamento

sul “come” fare crociera. Se é business per gli armatori lo è anche per tutto l’indotto che crea. E il turismo,

si sa, in Italia é pane. A parte l’effimero di un lusso di facciata - ma lo è anche un centro commerciale o uno spettacolo

televisivo - non si può demonizzare un comparto che ha portato e porta benessere ed occupazione, oltre

a consolare, magari per una settimana, migliaia di turisti sognatori da un futuro di incertezze e

precarietà.

Il problema, dicevamo, è di misura. Sembra che non ci sia fine al gigantismo, non

solo navale: la globalizzazione é perdita di confini ma anche di limiti. E forse

il ripensamento dovrebbe essere incentrato sul recupero delle dimensioni,

a partire da quelle umane. É il vecchio tema dello sviluppo

sostenibile. Vale anche per il turismo crocieristico. Dove

mettiamo il valore etico di un viaggio? Dove il rispetto per i

luoghi della storia? Dove il piacere della scoperta? Il gusto

della fatica che viene premiata dalla meraviglia? Se non é

giusto far transitare ogni anno duemila meganavi dal Canal

Grande non é detto che non si debba dare l’opportunità

al mondo di conoscere e condividere il nostro splendido

patrimonio naturalistico e culturale. Ma a distanza. Lontane le

mani dal Davide di Michelangelo, lontani i pullman dai monumenti,

lontane le navi dal cuore pulsante delle nostre città costiere, dalle

nostre ricchezze paesaggistiche. Non tanto da scoraggiare i turisti,

ma abbastanza da impedire danni irreparabili. Elettrificazione

delle banchine per evitare polveri ed emissioni di co2? Certo, soluzione

ad una parte del problema, ma è tutta la filiera che deve

sviluppare le buone pratiche ambientali. Ed anche noi fruitori di

benessere e privilegi.

Certo é che il naufragio della Concordia porterà tanta discordia.

Ma anche la consapevolezza che tutto non può tornare come

prima. In una Italia che ha bisogno di turismo, la salvaguardia ambientale

e il rispetto di luoghi e monumenti, patrimonio del genere

umano, sono un valore aggiunto. Al di là delle colpe per questa tragedia

sta a tutti noi il compito di imparare a fare i turisti, senza voler

salire a tutti i costi sull’ottovolante e, soprattutto, senza “inchini”.

Patrizia Lupi

CRUISE INDUSTRY - THE DAY AFTER

From the stars to the byre. That which appeared to be

the leading sector of the maritime industry has now become

the object of abjuration and rethinking. As often

happens in Italy those of the industry, the media, potential

cruise customers and the experts are divided between

supporters and critics. As a result the dimension of the

problems is lost. The terrible, unforgiveable and unimaginable

disaster should be counterbalanced by serious rethinking

about how to cruise. It is both a business for the

ship owners and for the indirect value it creates. Tourism

is “bread” for Italy. Apart from the facade of luxury, like a

shopping centre or a TV show one cannot blacken a business

which has created wealth and employment as well

as consoling thousands of tourists with a dream far way

from their uncertain and precarious future.

As we said the problem is one of dimension. There appears

to be no end to gigantism not just with ships but

also with globalisation, boundaries and limits in general.

Perhaps the rethinking should be addressed to recovering

dimension starting with humans. It is back to the old

theme of sustainable development which is also valid for

cruise. How do you calculate the ethic value of a voyage?

Where is the respect for historic sites? Where is

the pleasure of discovery? How do you repay the effort

made to visit a marvellous thing? If its not right for 2.000

mega ships to pass through the Grand Canal in Venice

that is not to say that people cannot get to know and enjoy

Italy’s splendid natural and cultural heritage. But it

should be from a distance. Keep away from Michelangelo’s

David. Keep the buses far from the monuments and

the cruise ships far from the centres of our coastal towns

and our beautiful countryside. They should be at such

a distance not to discourage tourists and to avoid doing

irreparable damage. Electrification of wharves would

reduce dust and CO2 emissions but the whole cruise

sector must develop good environmental practices. So

must we the beneficiaries of wealth and privilege. Certainly

the wreck of the Concordia will create a great deal

of disagreement but so will the knowledge things cannot

return as they were before. Italy needs tourism. Added

value comes from caring for the environment, respecting

sites and monuments and in general Italy’s heritage.

Apart from the blame for the tragedy we all have to learn

how to be tourists without jumping on the bandwagon

and especially without ships saluting friends on shore.

2 - febbraio 2012


sommario / porto&diporto

Anno VIII - N°2 - Febbraio 2012

Questa edizione sarà presente alla manifestazione

Seatrade Cruise - 12-15 marzo 2012

Miami Beach - Florida USA

Direttore responsabile

Antonio De Cesare

Direttore editoriale

Maurizio De Cesare

Hanno collaborato a questo numero:

Sabrina Bertini - Cosimo Brudetti

Eduardo Cagnazzi - Giacomo Canarsa-

Francesco di Cesare - Michela Fanis

Brunella Giugliano - Peppe Iannicelli

Patrizia Lupi - Enrico Messinese

Sandro Minardo - Andrea Moizo

Giovanni Piro - Giusy Strada

Stefania Vergani

Traduzioni a cura di Angus Urquhart

Amministrazione e abbonamenti

Paola Martino

amministrazione@portoediporto.it

abbonamenti@portoediporto.it

Costo abbonamento

Italia € 30, estero € 90

esclusivamente con versamento su

CCP n. 81627671 - AM editori srl

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Listini e specifiche tecniche

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Progetto e realizzazione grafica

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Foto di copertina copyright: Paolo Airenti

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Il magazine Porto&diporto

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Autorizzazione Tribunale di Napoli

n. 17 del 15 febbraio 2006

Periodico associato all’USPI

Unione Stampa Periodica Italiana

E’ vietata la riproduzione totale e/o

parziale di testi, fotografie e di qualsiasi

altro contenuto o allegato.

Tutti i diritti sono riservati.

EDITORIALE

2 - Crociere - The day after

SEATRADE

4 - Il senno di poi

12 - La crociera un prodotto da difendere

14 - Grandi progetti e crociere a Livorno

16 - A Venezia una torre dedicata alle

crociere

18 - Ligurian Ports, la promozione al

servizio di un sistema portuale

20 - Il Porto di Salerno è in ottima salute

22 - I tour operators non abbandonano il

settore e lo rilanciano

26 - Nasce APP, l’Associazione dei Porti

Pugliesi

SHIPPING

30 - Il Medio Oriente e le sfide del futuro

CANTIERISTICA

32 - I riparatori navali italiani si rafforzano

all’estero

BROKER

34 - Joint venture tra Marine&Aviation e

JLT Group

PROPELLER

35 - International Propeller Club guarda ad

Oriente

PROGETTI

36 - Le Autostrade del Mare al centro del

progetto UE Mos4Mos

BANDO

37 - Autorità Portuale di Venezia - Estratto

bando di gara con procedura aperta

INFRASTRUTTURE

38 - Allargare le reti Ten-T ai rapporti UE

con i paesi limitrofi

40 - Lo sviluppo del Nord Africa e i Porti del

Sud Italia

LOGISTICA

42 - Mobilità verde delle merci

TRASPORTI

44 - Arrivano gli austriaci e il porto di

Trieste riscopre l’amore per la ferrovia

45 - Lo sviluppo dei voli a Lametia Terme

46 - Liberalizzazioni, la Campania prima

nel trasporto locale

FORMAZIONE

47 - Formazione senza sosta per i mestieri

del mare

PREMI

49 - Mare Nostrum Awards

BUSINESS

50 - Borsa del diamante a Napoli? Si può

fare ...

INNOVAZIONE

52 - Nuovo brevetto per gli stabilizzatori

CMC

AZIENDE

54 - Contributi per l’installazione di impianti

a biomasse

55 - Quando Salvatore Averna coltivava un

sogno

56 - Crescita ed export per il Gruppo

Ferrarelle

58 - Acquisizioni della Pufin Spa nel settore

fotovoltaico

PORTO DI BACCO

59 - Enoturismo pronto per salto di qualità

ENERGIA

60 - Energia da fonti pulite. Record di

connessioni ENEL

TURISMO

61 - Estonia, piccolo paese grande

attrattore turistico

62 - Port Tarraco

ENGLISH SUMMARY

63 - INTERNATIONAL PROPELLER CLUB

MILAN LOOKS EAST

63 - NORTH AFRICA DEVELOPMENT

AND SOUTHERN ITALIAN PORTS

63 - LAMETIA TERME AIRPORT

EXPANDS

64 - MARE NOSTRUM AWARDS 2012

64 - A DIAMOND MARKET FOR NAPLES

64 - NEW PATENTS FOR CMC

STABILISERS


seatrade / porto&diporto

Il senno di poi

Alcune dichiarazioni per ritrovare la rotta

In un periodo nel quale se ne sono

dette di cotte e di crude sul naufragio

della Concordia non è facile

orientarsi fra le dichiarazioni rilasciate

da troppi “esperti”. Con umiltà e guidati

dal buon senso si può tentare di fare

una scrematura delle posizioni, le più

diverse, per trarne insegnamenti per il

futuro, mentre rimangono ancora abbottonati

i leader dello shipping ai quali

è difficile strappare un’intervista.

Christine Duffy, Presidente e CEO

della CLIA

Christine Duffy, in qualità di Presidente

e CEO della Cruise Lines International

Association (CLIA) e per conto

dell’European Cruise Council (ECC) e

della Passenger Shipping Association

(PSA), ha sollecitato l’IMO (International

Maritime Organization) perché

realizzi quella che ha definito “una va-

lutazione dettagliata degli accertamenti

sull’indagine della Costa Concordia”.

Christine Duffy, esprimendo a nome

dell’intero settore crocieristico la sua

solidarietà alle persone coinvolte nella

tragedia della Costa Concordia, ha

posto l’accento sull’importanza di tale

valutazione per assicurare che l’industria

crocieristica resti uno dei settori

ricreativi più sicuri al mondo. “Il settore

crocieristico – ha dichiarato la Duffy - è

molto regolamentato in conformità con

i rigidi parametri dell’IMO, l’agenzia che

stabilisce gli standard mondiali”.

Pasqualino Monti, Presidente

dell’Autorità Portuale

di Civitavecchia

“In questo momento così tragico non

è semplice dirlo, ma sono convinto che

la crociera sia e rimanga una forma di

vacanza sicura”. Primo nel Mediterraneo

per numero dei passeggeri, il porto

di Civitavecchia, con il Presidente

dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti,

si schiera a difesa del mercato crocieristico,

e specialmente dei “tanti uomini e

donne che ogni giorno danno il meglio

per garantire a milioni di turisti un prodotto

unico per caratteristiche, per rapporto

qualità-prezzo, per mix irripetibile

di tradizione e innovazione”.

Nell’unirsi al cordoglio e alla preoccupazione

per la assurda tragedia

della “Costa Concordia” ha annunciato

lo sblocco di un progetto da tempo

all’esame dell’Autorità portuale, per la

realizzazione a luglio a Roma e Civitavecchia

di un grande evento internazionale

in grado di accendere positivamente

i riflettori sul mercato delle

crociere.

“Il porto di Civitavecchia, proprio per

il suo ruolo leader nel Mediterraneo –

ha sottolineato - è secondo noi chiamato

a una funzione del tutto originale,

non solo di capitale di traffico ma anche

di centro di diffusione di una cultura del

turismo compatibile in Mediterraneo,

che abbia quelle caratteristiche di sicurezza,

ma anche di piena comprensione

di una potenzialità storica e artistica

unica nel mondo che deve trovare

espressione negli itinerari delle navi”.

E l’evento che è programmato per

l’inizio di luglio, avrà proprio questa motivazione,

“riaffermando nel contempo il

ruolo leader che l’Italia ha conquistato

e ha tutto il diritto di difendere”.

“Dal 2000 ad oggi – conclude Monti

– nel solo porto di Civitavecchia sono

transitati oltre 15 milioni di crocieristi,

nella massima sicurezza e tranquillità,

sia a terra che a bordo. La tragedia del

COMMENTS ON THE CONCORDIA

TRAGEDY

Christine Duffy, President and CEO of Cruise

Lines International Association

Christine Duffy, President and CEO of Cruise Lines

International Association and on behalf of the European

Cruise Council and the Passenger Shipping Association

has asked the International Maritime Organisation to

conduct “a detailed evaluation of the enquiries into the

Costa Concordia” In expressing sympathy in the name of

the entire cruise industry to those involved in the Costa

Concordia tragedy Christine Duffy stressed the importance

of this evaluation to be sure that the cruise industry

remains one of the safest recreation industries in the

world. Christine Duffy declared “The cruise industry is

well regulated in accordance with IMO’s rigid parameters

the agency which establishes standards worldwide”.

Pasqualino Monti, President of Civitavecchia

Port Authority

“In this tragic moment it is not easy to say but I am convinced

that cruising is and remains a safe holiday” .

Civitavecchia is the Mediterranean’s number one port in

terms of cruise passengers and Mr. Monti defends the

cruise market and especially “The many men and women

who daily give of their best to ensure that millions of

tourists have a product which is unique for its characteristics,

its quality/price relationship and its unrepeatable

mix of tradition and innovation”.

In joining in the grief and worry over the absurd tragedy

4 - febbraio 2012


Giglio è un fatto isolato, dipeso, secondo

quanto sta emergendo, da singole

decisioni e comportamenti al di fuori

di ogni logica e procedura che nulla

hanno a che vedere con la crociera

in quanto tale o con la sicurezza della

nave. Per questo ci auguriamo che sia

limitato l’impatto negativo su un settore

così importante per l’Italia, in cui il

Paese fa registrare punte di eccellenza

lungo tutta la filiera”.

E. Rossi, Pres. Regione Toscana

E’ necessario un sistema di regole e

controlli più stringenti che consenta di

regolare meglio le rotte di navigazione

e soprattutto di controllare, con gli strumenti

tecnologici più avanzati, il rispetto

delle norme, consentendo alle Capitanerie

di porto di intervenire e reprimere

comportamenti rischiosi e sversamenti

in mare. E’ questo l’obiettivo della Regione

Toscana, così come annunciato

dal presidente Enrico Rossi “Mentre

continuiamo a intervenire per l’emergenza

– ha proseguito il presidente

Rossi – dobbiamo guardare al futuro.

Penso che la navigazione sia una attività

non solo utile ma necessaria e così

lo sviluppo dell’economia del mare, ma

ben regolata dentro un quadro di sicurezza

per chi naviga, per i passeggeri e

per l’ambiente. A legislazione vigente si

possono rivedere le regole e predisporre

sistemi di controllo più efficaci, una

sorta di “grande fratello” utile. Su questi

punti ho trovato favorevole anche il ministro

Clini”.

Il presidente Rossi, pur sottolineando

la gravità della situazione, ha dichiarato:

“Fin dalle prime ore ho visto al lavoro

persone motivate e competenti fare

cose straordinarie, sia per la ricerca dei

dispersi che per progettare lo svuotamento

dei depositi di carburante. Per

quanto riguarda le responsabilità è in

corso l’indagine della magistratura. Il

paese è consapevole che su questa

vicenda è in gioco la credibilità nazionale.

Siamo stati tempestivi, sono soddisfatto

del ruolo giocato dallo Stato.

Ma fin da subito bisogna guardare al

futuro”.

Paolo Costa, Presidente

Autorità Portuale di Venezia

La Capitaneria di Porto e l’Autorità Portuale

di Venezia, al fine di evitare equivoci,

hanno sentito il bisogno di chiarire

che la pratica “dell’inchino” (deviazione

di rotta per avvicinarsi alle coste) delle

navi da crociera è del tutto impossibile

nello scalo lagunare e nell’intera Laguna

di Venezia.

Venezia – essendo un porto lagunare

– consente alle navi solo un passaggio

obbligato lungo specifiche rotte che

non ammettono deviazioni. Le navi da

crociera non hanno (e non possono

avere) libertà di navigazione sull’intero

specchio acqueo della laguna. Il loro

passaggio (nel bacino di San Marco,

nel canale della Giudecca) avviene in

piena sicurezza, seguendo una sorta

di “corridoio” che impedisce fisicamente,

anche in relazione ai fondali e

al pescaggio delle navi, di avvicinarsi

- volontariamente o involontariamente

- alle rive.

Le rigide norme di sicurezza, dettate

dalla Capitaneria di Porto con specifiche

ordinanze, prevedono che le navi

siano accompagnate da 2 rimorchiatori.

Inoltre, 2 piloti affiancano il Comandante

della nave ancor prima che le

navi da crociera entrino dalla Bocca di

porto di Lido e lo assistono nelle manovre

fino all’ormeggio in Marittima (San

Basilio).

Paolo d’Amico, Presidente

di Confitarma

Aderendo alle dichiarazioni riportate

dagli organi di stampa, riguardanti l’in-

of the Costa Concordia Mr. Monti announced the freeing

up of a project which the Port Authority has been examining

for some time. That is a grand international event to

be held in July in Rome and Civitavecchia to put a spotlight

on the positive aspects of the cruise market.

He underlined “We believe that Civitavecchia port in its

role as Mediterranean port number 1 is called on to perform

a highly original function not just because it has

the largest traffic flow but also because of its role as a

centre for spreading a tourism culture compatible with

the Mediterranean with characteristics of safety and full

understanding of the unique historical and artistic potential

of the area which should reflected in the vessels’

itineraries. The July event will have these characteristics

and will reconfirm the leading role which Italy has won

and has the right to defend”.

Mr. Monti concluded “Since 2000, 15 million cruise passengers

have transited the port of Civitavecchia completely

safely and peacefully both on land and at sea. The

tragedy at Giglio is an isolated event caused by unusual

decisions and behaviour without logic or procedure and

nothing to do with the cruise itself or the safety of the

vessel. For these reasons we hope that the negative impact

on such an important Italian business sector which

records excellence in all its aspects will be limited”.

Enrico Rossi, President Tuscan Region.

Tuscan Region president Enrico Rossi announced that a

more stringent system of rules and controls is required

to better regulate shipping lines and that Harbour Masters

should use the latest technology to ensure that law

is respected and to repress risky behaviour and dumping

febbraio 2012 - 5


tendimento del Ministro Clini di sentire

gli armatori, ed in particolare la Confederazione

Italiana Armatori, “per un

programma volontario e condiviso volto

a promuovere un turismo intelligente”

e la difesa dell’ambiente e dei mari,

Paolo d’Amico, Presidente di Confitarma,

ha inviato una lettera al Ministro

dell’Ambiente comunicando la propria

disponibilità al riguardo.

La Confederazione Italiana Armatori,

nello spirito di massima collaborazione

che ha sempre animato i suoi rapporti

con le Istituzioni, auspica che sia fissato

al più presto un incontro prima che

sia definito qualsiasi provvedimento in

materia.

Francesco Granese di Assotravel

Dopo un 2011 che ha visto tour operator

specializzati nel Nord Africa ed

Egitto in grandissima difficoltà a causa

delle guerre civili in atto in quei Paesi, il

2012 sembrava dovesse portare un’ondata

di ossigeno al comparto turistico,

crisi economica a parte. Secondo Francesco

Granese, direttore Confindustria

Assotravel, non si registrano oscillazioni

di rilievo nel comparto delle crociere

all’indomani della sciagura. Le disdette

sono impercettibili a riprova che la gente

è ben conscia che questo naufragio

rappresenti un fatto eccezionale. Il settore

delle crociere attira ogni anno un

numero cospicuo di turisti ma sono soprattutto

i neosposi a scegliere questo

tipo di vacanza, dove il lusso si concilia

con le escursioni programmate nelle

varie località, per il viaggio di nozze. Il

mercato delle crociere è stato sempre

in crescita, soprattutto negli ultimi quindici

anni segnato anche dal varo di nuove

navi superlussuose dotate di ogni

tipo di confort. Nel settore dei viaggi è

stato sempre un fiore all’occhiello e anche

quando tutti gli altri comparti hanno

contribuito al momento difficile del

settore travel, il mercato crocieristico è

rimasto sempre a galla. Volendo fare le

pulci, la scorsa estate non è stata la più

esaltante per il comparto. Per la prima

volta, dopo diversi anni, il comparto

delle crociere ha smesso di crescere,

comunque, non ha dato più segnali di

vitalità come una volta. L’auspicio è

che il naufragio della Costa Concordia

non segni il declino di una nicchia del

settore travel che ha bisogno di essere

incoraggiata in questo momento e non

affossata. Spetterà agli addetti ai lavori

cercare di elargire giusti consigli e informare

in modo trasparente i turisti e

i viaggiatori.

Sergio Senesi, Presidente Cemar

Se un aereo cade – e ora ne cadono

sempre meno – non vuol dire che

tutto il trasporto aereo sia mortalmente

pericoloso. E la gente evidentemente

lo sa: sembra che i consumatori stiano

in qualche modo applicando il ragionamento

alle crociere, segmento nel quale

la casistica degli incidenti è molto

prossima allo zero.

Questa è la posizione di Sergio Senesi,

presidente di Cemar, agenzia al

quale fa capo anche il portale crociereonline.net:

«In questi anni la crociera

ha rappresentato una destinazione di

vacanza ad altissima sicurezza. Con

il consenso che le crociere hanno l’incidente

della Concordia appare come

un tragico accadimento, ma isolato. Si

potrà valutare la tendenza del mercato

dopo l’incidente solo nelle prossimi

settimane».

at sea. Mr. Rossi commented “While we continue to deal

with the emergency we must look to the future. I think

that navigation is not just useful but necessary as is the

economy of the sea provided it is well controlled within a

framework of safety for sailors, passengers and the environment.

Current legislation needs revising to set up

more efficient systems of control in other words a sort of

useful big brother”. Mr. Rossi found the minister Mr. Clini

to be in agreement

Mr. Rossi in emphasising the gravity of the situation declared

“Right from the beginning I saw motivated competent

people doing extraordinary things both in searching

for those lost and for planning the emptying of the

fuel tanks. The magistrates are investigating to ascertain

responsibility and the country is aware that its national

credibility is at stake. I am satisfied by the role played by

the State but we must look to the future immediately”.

Harbour Master and Port Authority of Venice

In order to avoid any misunderstanding the Harbour Master

and Port Authority of Venice have felt it necessary

to clarify that the practice of “paying respect” used by

cruise ships of changing course to close on the coast is

not possible in Venice itself and in the lagoon. Venice as

a lagoon port only allows an obligatory passage on specific

courses without permitting changes. Cruise ships

do not have and cannot have the possibility to navigate

freely in the lagoon. Their passage in the San Marco basin

and in the Giudecca channel is completely safe and

follows a corridor which makes it physically impossible

because of depth of water and vessel draught for the vessels

to close willingly or unwillingly on the shore.

The rigid safety regulations laid down by the office of the

Harbour Master make two tugs necessary plus two pilots

to accompany the master from before the vessel enters

the mouth of the Lido until the ship berths at San Basilio

the Marittima.

Paolo d’Amico, President of the Italian

Confederation of Shipowners

Paolo d’Amico Confitarma president has written to the

Minister for the Environment to communicate his availability

and his agreement with the declarations reported

in the press regarding the intentions of the minister Mr.

Clini to hear the shipowners and in particular Confitarma

about preparing “A voluntary agreed program aimed at

promoting intelligent tourism” and about defending the

environment and the seas”. Confitarma in the spirit of

maximum collaboration which has always defined its relationships

with the institutions hopes that a meeting is

6 - febbraio 2012


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Bureau Veritas is authorized

and entrusted for statutory

certificates on behalf of the

Italian Administration.

febbraio 2012 - 7


Andrea Giannetti, Presidente

ANAVAT

Il presidente dell’Associazione Nazionale

Agenzie di Viaggio e Turismo

aderenti a Confindustria risponde alle

notizie riportate da organi di informazione

per cui l’Unione Nazionale Consumatori

invita i consumatori a dare disdetta

delle prenotazioni su crociere e

segnatamente quelle Costa. “Dispiace

constatare come in un momento così

grave, si prendano iniziative e si diffondano

informazioni prive di ogni fondamento

sia giuridico che di mercato – dichiara

Giannetti - Il pur grave incidente

alla Costa Concordia non può essere

utilizzato per mettere in dubbio l’affidabilità

di un’intera classe di navi e addirittura

di un intera categoria di prodotto.

Mettendo così in dubbio anche l’affidabilità

di chi è preposto all’omologazione

di tali navi. Ma in ogni caso sarebbe

come se dopo un incidente aereo - al

di là della sua gravità - si dichiarassero

tutti i viaggi già prenotati risolti e invitando

i consumatori a non volare più. Il

prodotto crociera resta uno dei più affidabili

e così le navi che svolgono questa

funzione. Sostenere atteggiamenti

come questi significa dare un colpo ad

un settore già in difficoltà nell’ambito

del quale il mercato delle crociere rappresenta

una boccata di ossigeno.

Alcune agenzie di viaggio

“Non abbiamo registrato cancellazioni

per ora – racconta Marco Forti di Forti

Viaggi e gestore del portale traghettiecrociere.com.

Per vedere l’andamento

delle richieste bisognerà aspettare

di uscire dal tunnel mediatico. Il fatto,

piuttosto, è che le navi accostano molto

spesso in tutti i porti, da noi lo fanno

perfino le petroliere.

Purtroppo, e lo sa tutta la gente

che vive sulle isole e sul mare, quello

dell’inchino è un uso antico che riporta

all’orgoglio della marineria e dell’andar

per mare. A tradire Costa Concordia

forse è stato un eccesso di sicurezza,

e certo ora tutti saranno costretti a una

riflessione molto seria sul rispetto delle

norme”.

«I crocieristi che non sono influenzati

dalla campagna denigratoria non fanno

marcia indietro di fronte a un errore

umano - commenta Roberto Stella,

titolare di Adularia Viaggi di Palermo

-Continuiamo a vendere itinerari Costa

nel Mediterraneo. L’incidente è stato

una fatalità. Chi si lascia condizionare

dovrebbe temere ancor più i viaggi in

automobile, quelli in aereo, l’esplosione

delle bombole di gas nelle abitazioni».

«Siamo noi agenti nei quali le persone

ripongono fiducia – spiega Patrizio

Trevisan, capo di Valair Viaggi ad

Aosta – che dobbiamo rassicurare i

viaggiatori, senza alimentare la caccia

alle streghe. Il feedback finora è stato

positivo e continuano le prenotazioni. I

crocieristi rappresentano un importante

target della nostra agenzia. Nel 2011 il

fatturato è cresciuto grazie a Costa e

MSC. Anche per il 2012 abbiamo decine

di prenotazioni da Pasqua a settembre».

“Nel 2011 le crociere sono cresciute

del 15%, compensando il calo del 30%

degli altri segmenti - spiega il titolare di

Aladino Viaggi di Napoli - Per noi è importante

il settore delle “Luna di Miele”.

Abbiamo portato l’offerta crocieristica

nelle fiere, da TuttoSposi alla Mostra

d’Oltremare e siamo disposti a collaborare

con le compagnie per sorreggere

il mercato”.

«Siamo tra i migliori partner della

compagnia ormai da 17 anni – informa

Beppe Balini titolare della Adda Viaggi

di Cassano D’Adda che nel 2011

ha incassato il premio Over the Top di

Costa Crociere - Ogni anno l’agenzia

in provincia di Milano imbarca 1.300

passeggeri, segnando un aumento del

10% nel 2011. Nonostante il tragico avvenimento

confermiamo la nostra fiducia

a Pier Luigi Foschi e Gianni Onorato

e crediamo che il personale di bordo

abbia gestito l’incidente del Giglio con

set up as soon as possible and prior to any action being

taken.

Francesco Granese of the Association

of Travel Agents

After a difficult 2011 which saw tour operators specialised

in North Africa and Egypt in great difficulty because

of civil wars in those countries it seemed that 2012 would

bring some oxygen to the tourist trade apart from the

economic crisis. According to Franceso Granese head

of Confindustria Assotravel the aftermath of the calamity

has not had a dramatic effect on the cruise business.

Cancellations are very few and demonstrate that people

are well aware that the wrecking was something exceptional.

Every year cruise attracts a large number of people

and especially honeymooners choose this type of

holiday with its balance between luxury and excursions.

The cruise market is ever increasing especially over

the last 15 years marked by the launching of super new

luxury vessels offering every kind of comfort. Cruise is

always the top and even when other parts of tourism had

difficulties cruise kept going. However last year for the

first time there was no growth in the cruise sector. It is

to be hoped that the wrecking of Costa Concordia does

not mark the beginning of the decline of this niche in the

travel market which at the moment needs encouraging

and not burying. It is up to those in the travel business to

give good transparent advice to tourists and travellers.

Sergio Senesi, President Cemar

If a plane crashes – and they now crash less often – that

does not mean that all air transport is mortally dangerous.

Evidently people know this and apparently are applying this

logic to cruises where the incidence of accidents is almost

zero. This is the point of view of Sergio Senese president of

Cemar with a web site crociereonline.net who said “In the last

few years cruise has represented a holiday with maximum

safety. There is agreement that the Concordia accident was a

tragic isolated event. The market reaction can only be evaluated

in the coming weeks”.

Andrea Giannetti, president ANAVAT

Andrea Giannetti president of the National Association

of Travel and Tourism Agencies responded to the news

that the National Union of Consumers invited consumer

to cancel their cruise bookings and especially those with

Costa. Mr Giannetti commented “I am sorry to note that

at such a difficult time initiatives are taken and information

given out without any market or judicial foundation.

The Costa Concordia incident, although serious cannot

be used to put in doubt the reliability of a whole class

of ships and indeed a whole category and even casting

doubts on the reliability of those who certify the vessels.

It’s as if after a plane crash, apart from its seriousness all

bookings are declared cancelled and consumers are invited

never to fly again. The cruise product remains one

of the most reliable as are the ships. Supporting such announcements

means giving a blow to a sector already in

difficulty and for which cruise is a breath of air. I know of

two cruise bookings just made and in its own small way

this represents a sign of maturity by consumers”.

Some Travel Agencies

Marco Forti of Forti Viaggi which runs the “traghetti

crociere.com” site recounts that “For the moment we

have not received cancellations and we have to come

8 - febbraio 2012


estrema professionalità”.

Dal blog di Giorgio Blandina

“Capitani e non solo”

La vicenda della motonave Costa

Concordia – scrive Blandina - ha profondamente

turbato la marineria italiana

e quella sorrentina in particolare. La

campagna mediatica scatenata dopo il

doloroso avvenimento non ha esitato,

nella spasmodica ricerca di errori e colpevoli,

a porre in grave difficoltà un’intera

categoria di lavoratori: la Gente di

mare. Appellativi infamanti, discorsi privi

di fondamenti tecnici, illazioni azzardate

hanno riempito pagine di giornali e

infiammato studi televisivi con dibattiti,

pareri e domande talvolta sollecitati,

con piglio inquisitorio e con molto mestiere,

a persone confuse, impreparate

o non aventi titoli per dare risposte

adeguate.

Al di là delle vicende che hanno causato

il disastro, una maggiore cautela

da parte dei mezzi di comunicazione

avrebbe, almeno in parte, salvaguardato

l’immagine dell’Italia marinara che

esce mortificata da questa storia, nonostante

le sue tradizioni plurisecolari.

E’ venuta a mancare in troppe occasioni

la dovuta sensibilità e il necessario

equilibrio nel diffondere notizie, talvolta

irrilevanti o inesatte, che hanno ulteriormente

danneggiato, e non poco, quella

immagine.

L’Italia è tutta dentro l’acqua di mare,

quasi tutta, ma in moltissimi Italiani,

quasi tutti, nel loro spirito, il mare non

c’è. E’ questa, purtroppo, la dura realtà.

Se gli italiani avessero contezza della

loro marina mercantile, oggi in grandissima

parte meridionale, che occupa con

onore i primi posti nella marineria mondiale,

dei contributi che ha dato e dà

alla Nazione in pace e in guerra, della

ricchezza nazionale che produce, della

quale nessuno parla, allora vi sarebbe

certamente più moderazione nelle conclusioni

affrettate, nei giudizi sommari,

nella ricerca spasmodica di colpevoli e

di eroi, o presunti tali, da sbattere in prima

pagina o alla gogna.

La gente di mare soffre questa tragedia

ma non ha mezzi per far sentire

la sua voce, è esposta alle intemperie

della cronaca giornalistica e televisiva

perché non è ben conosciuta nel Paese,

non può e non sa difendersi, abituata

a lavorare seriamente, lontano, in silenzio,

perché non è protetta da lobby,

non può entrare in politica e, spesso,

non può neanche votare.

Addolorano certe esternazioni malevoli,

volgari e di bassa lega, provenienti

da parti del nostro Paese che

non hanno titoli per farlo perché non

posseggono né coscienza marinara,

né etica civile e non onorano la bandiera

nazionale che i naviganti amano

perché rappresenta nel mondo la loro

Patria, la loro famiglia, la loro casa. E

affliggono ancora più certe considerazioni

che giungono da oltre confine,

vere secchiate di fango che non si è

esitato a spargere col solito sarcasmo

di pseudo superuomini, dimentichi dei

disastri e dei crimini che consegnarono

alla loro storia.

out of the media tunnel in order to see how bookings

go. The fact is that ships including petrol tankers berth

in all ports. Everybody who lives on an island or by the

sea is aware of ships “paying respect” an old custom

which reflects the pride of the sailor and those who go on

the seas. Perhaps Costa Concordia was betrayed by an

excess of safety and now certainly everyone must think

very seriously about respecting the rules

Roberto Stella owner of Adularia Viaggi from Palermo

stated “Cruise passengers who have not been influenced

by the denigratory campaign are not going to change

their minds because of a human error. We are continuing

to sell Costa Mediterranean cruises. The incident was

fatal. Those influenced by it should even more fear travelling

by car or in a plane or fear a gas bottle exploding

at home”.

Patrizio Trevisan head of Valair Viaggi in Aosta says

“People trust us the travel agents and we must reassure

the travellers without carrying out a witch hunt. Up till

now our feedback has been positive and we are continuing

to take bookings. Cruise passengers represent

an important target for our agency. In 2011 our turnover

increased thanks to Costa and MSC. We have dozens of

bookings from Easter to September 2012”.

The owner of Aladino Viaggi from Naples stated

“Cruise trade increased by 15% in 2011 compensating a

30% drop in other types of travel. The honeymoon sector

is important for us. We took part in the Tutto Sposi fair in

Naples and we collaborate with the cruise companies to

support the market”.

Beppe Balini proprietor of Adda Viaggi from Cassano

D’Adda stated: “Since 17 years we have been one of the

cruise companies best customers and in 2011 we were

awarded the “Over the Top” prize by Costa Crociere.

The agency in the Milan province embarks 300 passengers

per year and increased its business by 10% in 2011.

Notwithstanding the tragic event we confirm our faith in

Luigi Foschi and Gianni Onorato and we believe that the

crew handled the incident extremely professionally”.

From the blog Giorgio Blandina

“Captains and more”

The Costa Concordia has profoundly disturbed the Italian

maritime world and in particular that from Sorrento.

The media campaign unleashed after the event did not

hesitate, in its spasmodic search for errors and guilty

parties, to place a whole category of working people,

seamen, in serious difficulty. Vile name calling, speeches

without technical foundation, rash inferences filled pages

of newspapers and inflamed TV investigations and

debates, opinions and questions asked with investigative

glares and much expertise to confused, unprepared

people without the knowledge to give adequate replies.

Apart from the causes of the disaster, more care from

the means of communication would have partially saved

the image of maritime Italy which exits from this disaster

mortified notwithstanding its centuries old traditions.

Too often the necessary sensitiveness and equilibrium

in giving out news was missing. The news was often irrelevant

or inaccurate and these factors further damaged

the maritime image.

Italy is almost completely surrounded by the sea but

the spirit of the sea is lacking in nearly all Italians. Unfortunately

this is the harsh reality. If the Italians had

I comandanti della flotta Costa

I comandanti delle navi della flotta di

Costa Crociere, si dissociamo dalle dichiarazioni

rilasciate dal presidente del

Sindacato dei Capitani di Lungo Corso

USCLAC- UNCIDIM, Antonino Nobile,

e dal consigliere Pietro Gardella. “Vogliamo

credere – scrivono i comandanti

- che si tratti di dichiarazioni rese in un

momento di particolare foga emotiva.

I comandanti di navi di crociera sono

consapevoli delle responsabilità che

comporta il loro ruolo, e operano sulla

base di una elevata professionalità, rifebbraio

2012 - 9


conosciuta a livello internazionale. Non

puntano sulla “fortuna”, non fanno “stupidaggini

per far divertire le passeggere”,

né hanno bisogno di dimostrare il

proprio coraggio in tale modo.

Certe affermazioni sminuiscono il lavoro

che facciamo giornalmente in sicurezza,

nel rispetto della salvaguardia

della vita umana in mare, delle regole

nazionali ed internazionali, e di quelle

dettate dal buon senso. In un momento

così triste, rifiutiamo anche di banalizzare

il tragico bilancio dell’incidente

dell’Isola del Giglio con paragoni di cattivo

gusto.

Sergio Ortelli, sindaco

dell’Isola del Giglio

“Una tragedia di dimensioni apocalittiche

che si è verificata di fronte alla nostra

Isola e che ci ha messi duramente

alla prova segnandoci profondamente.

Il primo pensiero va alle vittime di questa

assurda sciagura – dichiara il Sindaco

del Giglio - Un fatto imprevedibile

e imprevisto che ci ha interessati e che

ha trovato, nella disgrazia, una risposta

forte e la solidarietà di tutti i gigliesi

che ringrazio e che si sono adoperati

per tutta la notte, senza un attimo di sosta,

per prestare i primi soccorsi. Sono

stati messi a disposizione dei soccorsi

i traghetti di linea, imbarcazioni private,

sono state aperte case, scuole, le strutture

comunali, chiese e coperte per la

prima accoglienza. E così gli oltre 4mila

passeggeri hanno potuto trovare un

primo ricovero dove trascorrere la notte.

Il nostro ringraziamento va a tutte

le forze dell’ordine e i volontari allertati

dalla Protezione Civile, alle istituzioni e

a tutti i cittadini che in modo spontaneo

e encomiabile hanno vegliato per dare

il loro sostegno alle persone colpite

dalla tragedia”.

Patrizia Lupi

counted on their mercantile marine which today is mainly

resident in the South and which proudly occupies one of

the first positions in world shipping and if Italians had

remembered the contribution made in war and peace and

remembered the wealth which is produced then there

would certainly have been more moderation in the hurried

conclusions and spasmodic search for guilty and heroes

to splash on the front pages or to put in the stocks.

Seafaring folk suffer this tragedy because they are not

well known in the country and do not have the means to

make their voices heard and when exposed to the moods

of newspaper and TV reporting they do not know how to

defend themselves. They are used to working seriously

in silence because they are not protected by a lobby, cannot

enter politics and often cannot vote.

They are hurt by certain wicked vulgar outbursts which

come from sections of Italy which have no right to make

them because they do not possess a marine conscience

nor civil ethics and do not love the Italian flag which is

loved by sailors because it represents their family, their

home and their country in the world. Certain considerations

from abroad hurt even more. Buckets of mud

thrown with sarcasm by supermen who forget the disasters

and crimes in their own history.

The masters of the Costa fleet

The masters of the Costa fleet disassociate themselves

from the declarations made by the president of the Union

of Deep Sea Captains Antonino Nobile and council

member Pietro Gardella. The masters write “We want to

believe that the declaration was made in a moment of

emotion.

Cruise ship masters are aware of the responsibility

of their position and operate with a high level of professionalism

which is internationally recognised. They don’t

rely on luck and don’t use stupidity to amuse passengers

and have no need to demonstrate their courage by doing

such things. Certain declarations diminish the value of

the work we do every day for safety, in respecting the

value of human life at sea, national and international regulations

and good common sense. In such a sad moment

we refuse to make the accident banal with comparisons

in bad taste”.

Sergio Ortelli, mayor of the Island of Giglio

“A tragedy of apolitical dimensions has occurred in

front of our Island and has hit us hard leaving a profound

mark. The mayor says that our first thoughts go to the

victims of this absurd disaster which was unforeseen

and unexpected.

The disaster involved us and in the misfortune found

a strong response and support from the Gigliesi who

I thank. They worked all night without rest to give the

first assistance. Ferries, private boats, houses, schools,

council offices, churches and cover were made available.

4.000 passengers were given a place to spend the night.

Our thank go to the police, authorities, institutions, Civil

Protection volunteers and citizens who spontaneously

and praiseworthily stayed up all night to help those hit

by the tragedy”.

10 - febbraio 2012


febbraio 2012 - 11


seatrade / porto&diporto

La crociera

un prodotto da difendere

nell’interesse del Paese

A

qualche giorno dalla tragedia della Costa Concordia,

ed assorbite, almeno parzialmente, le com-

le grandi, invece, vi è il caso della Sea Diamond della Louis

nave non fosse più autorizzata al trasporto passeggeri); tra

prensibili reazioni emozionali, vale la pena fare un Cruise Line, che il 6 aprile 2007 è affondata a Santorini dopo

po’ di chiarezza ed informazione attorno al prodotto crociera.

Come gli addetti ai lavori sanno, la crociera è l’unico tra lancio di due vittime; nel 1999 la Sun Vista della compagnia

aver speronato uno scoglio ed essersi incendiata, con un bi-

i prodotti turistici a non aver conosciuto battute d’arresto in Sun Cruise prese fuoco ed affondò nello stretto di Malamacca

un percorso di crescita, nelle vendite e nei consensi, partito, in Indonesia ma nessuna delle oltre mille persone a bordo

quantomeno in America, a fine anni ’60 e sviluppatosi nei decenni

successivi grazie al lavoro e all’investimento di compa-

al largo delle coste Somale e persero la vita due crocieristi;

perse la vita; nel 1994 l’Achille Lauro si incendiò ed affondò

gnie e gruppi crocieristici, di aziende portuali, di cantieri, e di poi vi sono casi di navi affondate senza la presenza di passeggeri

e senza vittime, al punto da ingenerare dubbi sulle

altre realtà il cui impegno è essenziale nella costruzione del

prodotto stesso.

cause degli incidenti per via delle ricche polizze assicurative

Se tra le ragioni di tale successo figurano senza ombra di e delle condizioni economiche nelle quali versavano gli armatori

protagonisti di questi episodi. Secondo una recente nota

dubbio una serie di indovinate scelte di marketing da parte

delle compagnie – dal prodotto costantemente innovato pubblicata dagli analisti di G.P.Wild, dal 2005 al 2011 sono 16

e diversificato ad una politica di prezzo in grado di trovare le morti addebitabili ad incidenti capitati a navi da crociera regolarmente

autorizzate a svolgere questo tipo di attività su un

un equilibrio particolarmente funzionale tra propensione alla

spesa del cliente e redditività dell’azienda – va annoverata tra totale di oltre 98 milioni di passeggeri trasportati nello stesso

esse anche la sicurezza che questi grandi impianti di navigazione

(“giganti del mare” è sempre più frequente sentirli defi-

fuori luogo confronti con casistiche e report relativi ad altri

periodo. Il rispetto di anche solo una vita umana renderebbe

nire) hanno saputo garantire, ed a dimostrazione della quale mezzi di trasporto utilizzati anche per turismo – dall’aereo al

vi sono numeri e statistiche che non lasciano spazio a dubbi. treno fino agli autobus – ma è fin troppo evidente che qualsiasi

attribuzione alla nave da crociera di una caratteristica di

Negli ultimi anni l’episodio più tragico ha visto protagonista

la Bulgaria, una piccola e vecchia nave di crociera fluviale, “pericolosità” è fuori da ogni logica.

pertanto ben lontana dalle caratteristiche e dagli standard La produzione e il turismo crocieristici rappresentano per il

delle moderne navi da crociera, che nel luglio 2011 è affondata

lungo il Volga durante un temporale, con un bilancio di – perché magari si occupa di tutt’altro – questi fenomeni, o

nostro Paese una grandissima risorsa. Solo chi non conosce

116 vittime sui 208 presenti a bordo (sembra peraltro che la chi, molto peggio, crede di conoscerli solo perché ha raccolto

CRUISE

DEFEND AN ITALIAN PRODUCT

Now that the first understandably emotional reaction to

the Costa Concordia tragedy has been partially absorbed

it is worthwhile clarifying and understanding some information

about the cruise business. Cruise is the only

tourism business which has consistently grown since its

beginning in the USA in 1960’s thanks to the work and

investment of cruise shipping companies, port business,

shipyards and all others involved in the cruise product.

Some of the reasons for this success are to be found

in the marketing choices which have led to constantly

diversifying and innovating products plus prices acceptable

to customers and profitable for the companies. The

factor of safety in these “giants of the sea” is demonstrable

from the numbers and statistics. The most tragic

episode in the last few years was the “Bulgaria”, an old

small river cruising vessel which sunk in the Volga in

2011 during a thunderstorm with 116 lost out of 228 passengers

and crew. It appears that the vessel’s standards

were very different from today’s modern cruise ships and

it was not authorised to carry passengers. On April 6,

2007 the Sea Diamond of Louis Cruise Line hit a rock and

sunk at Santorini with 2 victims. In 1999 Sun Vista of the

Sun Cruise Company went on fire and sunk in the Straits

of Malamacca in Indonesia with no loss of life among the

1.000 passengers. The Achille Lauro went on fire and

sunk in 1994 off the Somalian coast with the loss of 2

passengers. There are also cases of ships sinking without

passengers on board and these give rise to thoughts

about insurance and the financial condition of the ship

owners. A recently published note by G. P. Wild shows

that only 16 deaths occurred in regularly authorised

cruise ships between 2005 and 2011 out of a total of 98

million passengers. The loss of even one life makes comparisons

with other forms of transport such as buses or

planes unacceptable. It is however obvious that saying

cruise is dangerous is untrue.

Tourism and its production is one of Italy’s most important

resources. The numbers presented at Venice

during Italian Cruise Day last October 28 by Risposte

Turismo demonstrate an unequalled vitality. In 2011 Italian

cruise ports handled 11 million passengers, a 17% increase

compared with 2010. Italy has by far the greatest

number of embarkations in Europe with 35% of the total

12 - febbraio 2012


qualche dato qua e là, può pensare di affermare il contrario.

I numeri presentati da Risposte Turismo nel corso di Italian

Cruise Day lo scorso 28 ottobre a Venezia testimoniano una

vitalità senza pari che deve essere considerata un vanto ed

un motore di crescita per l’Italia. Nel 2011 nei porti della penisola

interessati da traffico crocieristico sono transitati più

di 11 milioni di passeggeri, con un incremento del 17% circa

sull’anno precedente; in un confronto europeo riferito al 2010,

l’Italia è nettamente il primo Paese per gli imbarchi, con il

35% del totale continentale, nonché come destinazione, con

il 21,4% del totale del traffico nei cosiddetti port of call, le

tappe intermedie degli itinerari. Civitavecchia e Venezia sono

ormai nella top 10 dei porti crocieristici mondiali, con la prima

ad aver ormai pressoché raggiunto Barcellona in Europa

e la seconda ad essere la prima in assoluto per imbarchi e

sbarchi; assieme ai due citati anche Livorno e Savona hanno

raggiunto o sfiorato il milione di movimento passeggeri.

Qualcuno obietta che tali numeri avvantaggino esclusivamente

le compagnie di crociera, che con le loro politiche cercano

di trattenere a proprio beneficio una quota pressoché

totale del volume di spesa dei crocieristi, che per le località

interessate dagli itinerari diventerebbero unicamente un peso

da sopportare. Se da un lato va senza dubbio riconosciuto

che tra le questioni da affrontare in futuro per garantire ulteriore

sviluppo al settore figura la ricerca di un più funzionale

equilibrio costi-benefici tra compagnie, porti e territori, dall’altro

è ancora una volta incontrovertibile – e numerosi sono

gli studi che lo dimostrano – come i crocieristi, sebbene con

non poche differenze all’interno, lascino ricchezza nelle località

inserite negli itinerari, contribuendo a generare ricadute

dirette, indirette e indotte per i sistemi economici locali. E a

tale vantaggio va aggiunto quello promozionale, determinato

dall’incontro tra destinazioni e crocieristi che possono essi

stessi scegliere di visitarle nuovamente in un futuro – questa

volta magari con un’altra veste di turista, non per forza

come crocierista – o consigliarne la visita ad altri. E se, in

Italia come nel mondo, il tasso di crescita delle località che

hanno investito per rendere i propri porti degli scali crocieristici

è particolarmente elevato (solo in Italia si è passati dai

18 terminal dedicati del 2000 ai 38 previsti nel 2012), non

sarà certo per una comune volontà di favorire le compagnie

di crociera!

Va poi ribadito come la crocieristica sia, prima ancora che

turismo, produzione, e pertanto si andrebbe a contemplare

solo una dimensione dell’intero fenomeno se ci si limitasse

ai dati sul traffico nei porti e sulla spesa sostenuta dai crocieristi

nel territorio. Cantieri, agenzie marittime, società di

escursioni, compagnie aeree, agenzie viaggi e tour operator,

società di catering, una lunga serie di altre attività solo

apparentemente scollegate dalla produzione crocieristica.

L’edizione 2011 – riferita all’anno 2010 - dello studio annuale

dell’European Cruise Council indica in 14,5 miliardi di euro

circa il totale delle spese dirette in Europa determinate dalla

produzione e dal turismo crocieristici, cifra che supera i 35

se si sommano ad esse gli effetti indiretti e indotti. Dei 14,5

miliardi, 4,5 (oltre il 30%, in crescita del 5% circa rispetto al

2009) ricadono sull’Italia, con un contributo all’occupazione

nei diversi settori interessati da tale fenomeno stimato in oltre

99.000 posti di lavoro (il 32,1% del totale europeo). Se l’Italia,

così come Regno Unito e Germania (al secondo e terzo

posto della classifica ma decisamente staccati, con rispettivamente

2,5 e 2,3 miliardi di euro di spesa diretta generata),

beneficia di tali risultati è perché, informa l’European Cruise

Council, si caratterizza non solo per essere destinazione e

origine di flussi crocieristici, ma anche per avere all’interno

dei propri confini nazionali quartier generali di più compagnie,

qualificati e importanti cantieri navali attivi tanto nella costruzione

di nuovi impianti quanto nella loro riparazione, una serie

di aziende impegnate nell’assistenza e rifornimento alle

navi, e per creare conseguentemente numerose opportunità

occupazionali.

È evidente pertanto come il fenomeno vada inquadrato

e analizzato nella sua interezza, riconoscendo, appunto, la

dualità di produzione e turismo crocieristici: solo in questo

modo è possibile comprendere la rilevanza straordinaria che

il comparto ha per l’Italia. L’attività delle due principali compagnie

di crociera nella classifica di traffico generato per i porti

italiani, Costa Crociere e MSC Crociere, assicura ricadute di

assoluto rilievo sul sistema economico italiano. Lo studio che

realizza per la prima il Politecnico di Milano indica, per il 2010,

Francesco di Cesare

Presidente e Amministratore di Risposte Turismo

Curatore di Italian Cruise Day

Continua a pag. 62

and 21.4% of port-of-call traffic. Civitavecchia and Venice

are in the world’s top ten cruise ports with Civitavecchia

equalling Barcelona in passenger numbers and with Venice

as the number two port for numbers of passengers

embarked and disembarked. Livorno and Savona have

also exceeded one million passengers.

Critics say that the cruise companies try to dictate the

way passengers spend their money and as a result the

destination is left with the costs of handling the passengers.

There is no doubt that future development of

cruise must find a better balance between cruise companies,

ports and territory. Numerous reports show that

cruise passengers bring wealth to the places they visit.

Promotion can also encourage passengers to return to

the places visited possibly not just in a cruise ship. Since

2000 Italy has invested in ports to receive cruise ships increasing

the number of terminals from 18 to an expected

38 in 2012. It must be repeated that the business does

not just derive just from port traffic and passenger visits

but involves many other activities such as shipyards,

shipping agencies, caterers, travel agents, airlines, and

tour operators. According to the European Cruise Council

the total European direct value of cruise amounted to

14.500 million euro, an amount which rises to 35.000 million

euro if indirect value is included. 4.500 million euro

of the 14.500 million benefits Italy, an increase of 5%

over 2009. The business employs 99.000 people in Italy

(32.1% of the total for Europe). Italy is followed by the UK

with 2.500 million euro and Germany with 2.300 million

euro. According to the European Cruise Council these

countries benefit not just because they are cruise destinations

but because they are supported by the presence

of cruise company headquarters, qualified shipyards

for building and repair plus suppliers of assistance and

goods. All of which creates employment.

Cruise is a type of holiday and its supporting industry

has demonstrated its ability to overcome challenges such

as the Gulf War, the September 11 attacks, the conflicts

in ex Yugoslavia and the world economic crisis. Despite

the continuation of this crisis world demand for cruises

has increased from 15.9 million in 2007 to 18.8 million

in 2010 with an expected further increase of 20% to be

confirmed for 2011. This all leads to reasonable optimism

for cruise in Italy in the next few months given the commitment

of all operators and the agreement and trust of a

market which we are convinced will not change its habits

despite the very bad news.

febbraio 2012 - 13


seatrade / porto&diporto

Grandi progetti e crociere

a Livorno

Gallanti si allea con Miami mentre Piccini costruisce

Per raggiungere l’obiettivo del

milione di crocieristi nel 2012

i livornesi ce la mettono tutta.

Livorno, porta d’ingresso di una delle

regioni italiane più ambite, scrigno d’arte,

cultura e paesaggi inimitabili. Con le

attività dell’Osservatorio Turistico il Comune

e la Provincia puntano a migliorare

l’offerta turistica del territorio, sia

della città che della Costa degli Etruschi,

mentre la Porto di Livorno 2000 la

società che gestisce i terminal Crociere

e Traghetti, programma la realizzazione

di nuove strutture per l’accoglienza

e l’ottimizzazione di alcune facilities per

i turisti. Da parte sua l’Authority guidata

da Giuliano Gallanti cerca alleanze.

la terza stazione marittima

Proprio alla vigilia della Kermesse più

attesa dal settore, il Seatrade di Miami,

il Presidente Gallanti ha siglato un gemellaggio

per favorire lo sviluppo delle

relazioni commerciali e culturali tra la

Contea di Miami e la Regione Toscana.

Si tratta di un’alleanza strategica che

rafforza i legami tra il principale porto

della Florida, primo al mondo per traffici

crocieristici, con oltre 4 milioni di passeggeri

nel 2011, e lo scalo livornese,

che gioca un ruolo fondamentale per

l’economia della Regione.

L’accordo di collaborazione, caldeggiato

dal direttore del porto di Miami,

Bill Johnson, punta alla condivisione di

risorse e informazioni nel campo della

promozione dei traffici e dei saperi.

Riconosciuto il fascino che la Toscana

esercita sugli americani è innegabile

la forza attrattiva dello scalo labronico

come anello di congiunzione ideale

per i traffici commerciali e crocieristici.

«L’intesa con il porto, la sinergia con

gli altri soggetti toscani e le iniziative

messe in cantiere con i rappresentanti

della comunità imprenditoriale di Miami

- spiega Gallanti - sono elementi che

offrono a Livorno nuove prospettive e

nuovi orizzonti da traguardare in vista

dello sviluppo economico del nostro

territorio”.

Nonostante l’incidente della Concordia,

a pochi chilometri da casa, a Livor-

Livorno cruise ambitions

Livorno is aiming for one million cruise passengers in

2012. The city is the entry port for one of Italy’s most

desirable regions with its incomparable art, culture

and countryside. The Tourist Board is supporting the

city council and the Province in improving the offer of

tourism in the area including the City and the Etruscan

coast. Porto di Livorno 2000 a company which manages

the cruise and ferry terminal is planning to build new

welcoming facilities for tourists. The Port Authority led

by Giuliano Gallanti is looking for alliances. On the eve

of the Seatrade Miami fair he has just signed a twining

agreement to develop commercial and cultural relations

between the County of Miami and the Tuscan Region.

Miami is the worlds number 1 cruise port with 4 million

passengers per year.

The agreement much promoted by Bill Johnson Miami

port director looks to sharing resources and information

for promoting traffic and know how. Tuscany holds

a special attraction for Americans and Livorno is an ideal

port for commercial and cruise traffic. Mr. Gallanti explained

“The agreement with the port, the synergies with

the rest of Tuscany and the initiatives set up with Miami

business people will give Livorno a new outlook on the

economic development of Tuscany”. Despite the Concordia

accident which occurred not far from Livorno the

cruise business will keep going ahead. In fact Livorno

is preparing to receive more than 1 million passengers

in 2012. Roberto Piccini Porto di Livorno 2000 president

stated “Of last years 928.000 cruise passengers at least

225.000 visited Livorno spending an average of 18 euro

each for a total of 4.05 million euro. If the offer is made

more attractive more money will be spent”.

The turnover in Tuscany amounts to 80 million euro.

Mr. Piccini continued “The impact on Livorno was good.

Shops were kept open in support of our “Welcome

Cruise” initiative. Passengers were warmly welcomed by

the open, multicultural and hospitable character of the

Livornese. Many of the passengers who stayed in the city

were attracted by its “Venezia” quarter with its navigable

canals and ancient wine cellars offering hot punch, local

songs and a plate of fresh fried fish to curious tourists.

The two Medici castles and the old market should also

be visited. We must advertise our cultural heritage better

and we will do so by proposing a museum tour which will

be completed with the opening of Museum of the City

and the Port which we have thinking about for some time

with the Port Authority”.

Mr. Piccini is also working on a new larger modern

cruise terminal, the port’s third to be built at the Alto Fondale

wharf by restructuring a store used until recently

as an agricultural products store. Mr. Piccini explained

“The big shipping companies believe in our port and are

bringing cruise starts to Livorno. MSC will use the 4.000

passenger MSC Orchestra one its two largest from April

to September from Livorno with a weekly departure. This

represents a further opportunity for the Region. Pisa and

Florence are both international airports used by many

airlines including low cost companies. A good number of

tourists will take advantage of their arrival or departure at

the airports to stay for a few days in Tuscany to relax and

visit museums and art galleries as well as enjoying our

wines and cuisine. By the way jokes Mr. Piccini it appears

that many tourists fed up with international cuisine enjoy

our fish soup and dried cod”.

14 - febbraio 2012


no si crede che il mercato crocieristico

non abbasserà la guardia. La Porto di

Livorno 2000 infatti si prepara a superare

il milionesimo crocierista attrezzandosi

insieme alle Istituzioni ed agli

operatori. “Se nel 2011 il flusso è stato

di 982mila unità – dichiara Roberto Piccini,

presidente Porto di Livorno 2000

- almeno 225 mila sono stati quelli che

si sono fermati nella città labronica.

Considerando la spesa media per ogni

turista di 18 euro la spesa diretta dei

crocieristi in città sarebbe stata di circa

4,8 milioni di euro. Un risultato che può

essere migliorato con un’offerta più accattivante”.

In Toscana il giro d’affari sarebbe invece

di 80 milioni. “L’impatto con la città

– spiega ancora Piccini – è stato buono.

I commercianti hanno tenuto i negozi

aperti aderendo all’iniziativa “Welcome

Cruise”. L’accoglienza è stata calorosa

e non poteva essere diversamente

considerando il carattere aperto, multiculturale

ed ospitale dei livornesi. Molti

dei crocieristi che rimangono in città

sono attratti dal caratteristico quartiere

della “Venezia” con i suoi fossi navigabili

sui quali si aprono le antiche cantine

che offrono, insieme agli stornelli

in vernacolo, ponce alla livornese e pesce

fritto ai turisti incuriositi. Ma anche

il vecchio Mercato, le due splendide

fortezze medicee sono elementi di attrazione.

Dobbiamo pubblicizzare meglio

l’offerta culturale – azzarda Piccini

– e lo faremo proponendo un percorso

museale che verrà completato con l’allestimento

del Museo della Città e del

Porto, al quale stiamo pensando da un

po’ di tempo, insieme all’Authority”

Ma Piccini sta lavorando anche al

progetto del nuovo grande e moderno

terminal crociere, la terza Stazione

Marittima del porto, che sorgerà sulla

banchina Alto Fondale, dalla ristrutturazione

di un magazzino utilizzato fino a

pochi mesi fa per i traffici agroalimentari.

“I grandi armatori credono nel nostro

porto e stanno portando a Livorno

le crociere di testa – Spiega Piccini –

come la MSC che da aprile inizia le partenze

ogni settimana con una delle sue

navi più grandi, da 4000 passeggeri,

la MSC Orchestra. Queste rappresentano

una opportunità in più per tutta la

Regione. Pisa è un aeroporto internazionale

dove arrivano tante linee anche

lowcost. Lo stesso vale per Firenze.

Saranno molti i turisti che approfitteranno

per sostare qualche giorno in più in

Toscana per visitare con calma musei

e luoghi d’arte. Per non parlare della

nostra offerta enogastronomica. A proposito

- scherza Piccini - sembra che

il cacciucco e il baccalà alla livornese

vadano a ruba fra i turisti stanchi della

cucina internazionale”.

Patrizia Lupi

Giuliano Gallanti ha donato a Bill Johnson la copia ridimensionata

del marinaio in bronzo di 7 metri che accoglie i naviganti nel porto di San

Vincenzo. L’opera d’arte è di Gianpaolo Talani, l’artista che è stato invitato

a realizzare un altro marinaio, questa volta in formato gigante, ben 18

metri, sulla punta a mare che separa i due rami, commerciale e turistico,

del porto statunitense. A Miami, Gallanti ha incontrato il Console Generale

d’Italia, Adolfo Barattolo, e numerosi esponenti dell’amministrazione locale,

tra cui Bruno Barrero, presidente del District 5, una sorta di municipio all’interno

della cui giurisdizione si trova il porto di Miami. Non meno importante,

infine, il colloquio avuto con Frank Nero, il presidente del Beacon Council,

una organizzazione no profit che sostiene la Contea di Miami nella ricerca

di soluzioni che creino nuovi posti di lavoro e offrano nuove opportunità di

crescita economica.


seatrade / porto&diporto

A Venezia una torre

dedicata alle crociere

Aumenta la capacità ricettiva del Terminal veneziano

nel 2012 tra potenziamento infrastrutturale

e ricerca tecnologica

È

operativa da fine 2011 VTP

Engineering, società partecipata

da Venezia Terminal

Passeggeri ed Abacoingegneria Treviso,

con l’obiettivo di fornire consulenza

tecnica specialistica nella pianificazione,

progettazione e costruzione di infrastrutture

ed attrezzature per la logistica

dei porti crociere in tutto il mondo.

Tra i progetti già sviluppati, sul fronte

della sicurezza, è entrata in esercizio

con successo a Venezia la rivoluzionaria

torre multifunzione mobile MBT, per

l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri.

Una soluzione innovativa per migliorare

la gestione dei flussi passeggeri, diminuire

i tempi di sosta delle navi in porto

e ridurre i consumi energetici connessi

alle attività portuali.

La MBT collega tramite ascensori la

banchina, il terminal e la nave, qualunque

sia l’altezza del ponte di imbarco,

consentendo percorsi multipli alternativi

per passeggeri e operatori di banchina/equipaggio.

VTP Engineering sta

inoltre lavorando ad un progetto per il

cold ironing per porti crocieristici prossimi

a centri urbani, selezionato tra le

migliori proposte europee nel settore

energetico e presentato a Potsdam nel

Maggio scorso.

Novità anche sul fronte infrastruttu-

rale. “Prosegue il nostro piano di potenziamento

degli standard di accoglienza

dei passeggeri e degli operatori che

scelgono il nostro terminal – sottolinea

l’amministratore delegato della VTP,

Roberto Perocchio – Il 2012 ci vedrà

impegnati nella razionalizzazione degli

spazi per garantire una maggiore fluidità

nelle operazioni di sbarco ed imbarco.

Una scelta programmatica che,

unita all’indiscussa attrattiva di Venezia,

rende il nostro terminal uno dei più

competitivi a livello mondiale”.

Nel dettaglio, dopo l’apertura del

A NEW ENVIRONMENTAL-FRIENDLY SOLUTION

FOR PASSENGER LOGISTICS

Technical features:

• Direct connection between Dock - Terminal - Ship

• Boarding point: 4 m. to 14 m. high above the dock level, also for ships with

outboard lifeboats.

• Functions:

- movement of tower along the dock,

- lifting of telescopic tunnel,

- handling of boarding bridge

• 3 lifts holding 26 persons each, for a flow of 2,300 persons/hour or more (one

of the lift can be reserved for port and

ship personnel)

• Security check point on dock for the access to the ship directly from the quay

(or vice versa) even without using the

Terminal.

• User-friendly also for unaccompanied passengers with reduced mobility.

• Short walking paths and limited slopes.

• Independent electricity generator for total autonomy of the MBT even in case

of loss of energy from the network (from

the Terminal).

• Dimensions on dock: 9 m. x 15 m.

• Tower height of 18 m.

16 - febbraio 2012


Terminal Isonzo 2, realizzato in soli 18

mesi, sono stati appaltati per 8.833.000

euro i lavori di ristrutturazione del fabbricato

109/110 con destinazione ad

uso crocieristico.

L’edificio, costruito nel 1931 per il

deposito di cotone e finora impiegato

solo come magazzino per lo stoccaggio,

occupa una superficie di 14.000mq

per un altezza di 12 metri. La ristrutturazione

garantirà una ulteriore stazione

passeggeri autonoma sulla banchina

Tagliamento, per poter servire in maniera

più fluida la presenza contemporanea

di due navi ormeggiate rispettivamente

di fronte al Terminal 107/108

ed al rinnovato terminal 109 /110. Inoltre,

entro l’anno verranno completati i

lavori di ristrutturazione del piano terra

dell’edificio 117 che porteranno ad una

superficie totale di 5220mq. In arrivo

anche due nuove passerelle a misura

delle navi di ultima generazione che

verranno collocate rispettivamente la

prima, in primavera al terminal Isonzo

1 e la seconda in inverno al Terminal

109/110.

Altra innovazione, il progetto di consegna

dei bagagli presso ogni terminal

in luogo dell’attuale tensostruttura centrale,

al fine di razionalizzare i flussi di

traffico dei passeggeri.

Cosimo Brudetti

A NEW PASSENGER BOARDING TOWER FOR VENICE

The MBT innovative multi-purpose tower for boarding and disembarking

passengers from cruise liners was recently patented by V.T.P. Engineering a

Treviso company started up in 2011 in which Venezia Terminal Passeggeri is

a shareholder. The MBT project originates from an analysis of the functional

deficiencies of current boarding gangways in relation to the ever greater dimensions

and passenger capacity of the new cruise ships. The MBT facilitates

the embarkation and disembarkation of passengers (especially those

with reduced mobility) from cruise ships using lifts to link the dock, terminal

and vessel regardless of the height of the boarding ramp thereby giving passengers,

dock operators and crew a number of alternative and safer routes.

The MBT has limited overall dimensions on the dock leaving the ship-side

free for luggage delivery and other activities.

VTP Engineering is also working on a “cold ironing” project for cruise

ports close to urban areas. The project which was presented last May in

Potsdam and is considered one Europe’s best projects of its type.

Roberto Perocchio MD of VTP stated: “Our plan for improving the standards

for welcoming passengers and operators proceeds and in 2012 will see

better use of spaces to guarantee improved flow of embarkation and disembarkation.

Our programme together with the indisputable attractiveness of

Venice makes our terminal one of the world’s most competitive”.

Following the opening of Terminal Isonzo 2 after only 18 months work, contracts

for euro 8.833.000 have been awarded to restructure building 109/110

for cruise use. The 12 meter high storage building covers 14.000 sq meters

and was built in 1931 as a store for cotton. The rebuilding work will create

a dedicated passenger station on the Tagliamento wharf and will speed up

servicing the two ships which can berth in front of terminal 107/108 and the

rebuilt terminal 109/110. In addition the ground floor of building 117 will be

extended to 5.220 sq meters. New gangways for the latest ships will be fitted

at Terminal Isonzo 1 and Terminal 109/110 respectively in spring and winter.

New projects also include handling baggage in individual terminals instead

of the current centralised system.

febbraio 2012 - 17


seatrade / porto&diporto

Ligurian Ports

LIGURIAN PORTS AUTHORITY

TOWARDS FULL SERVICE

Law 84/94 governs Italian Port authorities and its article

6 makes it clear that one of their primary functions

is to promote port operations and other commercial and

industrial activities carried out within the port.

Then why where possible are these functions not carried

out together to “create system” to use an abused

expression. Pietro Dante Oddone director of communication

and promotion at Genoa Port Authority and the other

Liguria ports of Savona and La Spezia which function in

association with Genoa to promote a joint port system

explained “The idea to jointly promote the whole Liguria

port system together was requested by the then regional

transport assessor Graziano Mazzarello in 1998 to meet

the needs of a single Mediterranean port network consisting

of three ports within 140 kilometres of each other

and to make them better known and able to offer a wide

range of services”

The current Association was set up in 2008 to replace

one started in 1998. Since 2008 the Association has taken

part in and organised many events and fairs and received

delegations from all over the world as well as maintaining

relationships with Chambers of Commerce and other

public and private institutions to inform them about the

Liguria Ports”.

The 2012 agenda is again full of appointments “ In

February we participated at the Swiss Shippers Council,

one of the most important meetings of Swiss and Central

European transporters, the most important market

after the Lombardy plain for traffic for the Liguria ports

and at SITL (Semaine International du Trasport et de la

Logistique) held in Mumbai. In March we will participate

at the European SITL in Paris and at Seatrade in Miami,

the most important cruise fair in the world. The middle

of April will see us at Intermodal at San Paulo for South

America’s most important logistics appointment”.

The Association is busy in Italy also using other means

of communication. Mr. Oddono explained “In order to

profitably participate at these events we produce a wide

range of publications which where necessary are printed

in other languages including Chinese and Arabic We have

a number of meetings in Italy including one with Biella

businessmen to illustrate the advantages of the ports

and we will also receive a delegation from Piacenza”.

Mr. Oddone explained how the ports are promoted together

despite being competitors “Our job is to create

the necessary conditions for national and particularly international

operators to learn about and be interested in

our port system. After that the individual operators have

to convince their customers. We look after promoting terminal

operators, forwarders and so on” .

18 - febbraio 2012


la promozione al servizio

di un sistema portuale

6 della Legge 84/94 con

cui si istituirono le Autorità

L’art.

Portuali è chiaro: fra i compiti

primariamente assegnati a tali enti vi è

anche la promozione delle operazioni

portuali e delle altre attività commerciali

e industriali esercitate nei porti.

E perché allora, laddove possibile,

non esercitare tale funzione congiuntamente,

per una volta ‘facendo sistema’

davvero, per utilizzare un’espressione

oggi abusata, ma poco concretizzata?

“L’idea di promuovere congiuntamente

l’intero sistema dei porti liguri nacque,

su sollecitazione dell’allora assessore

regionale ai trasporti Graziano

Mazzarello, nel 1998, per rispondere

all’esigenza di far conoscere meglio

al mondo un network portuale unico

nel Mediterraneo, con tre scali in 140

chilometri capaci di offrire nell’insieme

una gamma amplissima di possibilità”

spiega Pietro Dante Oddone, direttore

del settore comunicazione e promozione

dell’Autorità Portuale di Genova e

responsabile per la stessa di Ligurian

Ports, l’associazione che raggruppa

anche le Autorità Portuali di Savona e

La Spezia al fine appunto di promuovere

il sistema portuale della regione nel

suo insieme.

“L’associazione, che assunse tale

forma giuridica nel settembre 2008 con

l’estensione di un apposito statuto, ‘debuttò’

nell’ottobre del 1998 con la partecipazione

a China Transport e da allora

ha preso parte ad innumerevoli eventi,

organizzato molte manifestazioni e

ricevuto svariate delegazioni da ogni

parte del mondo, relazionandosi di volta

in volta con le associazioni degli industriali,

con le Camere di Commercio

e con ogni soggetto, pubblico o privato,

interessato ad approfondire la propria

conoscenza della portualità ligure” prosegue

Oddone.

Anche l’agenda di questi primi mesi

del 2012 è ricca di appuntamenti per

Ligurian Ports: “Siamo appena rientrati

(l’intervista risale alla seconda settimana

di febbraio, ndr) da Interlaken, in

Svizzera, dove abbiamo partecipato a

Swiss Shippers’ Council, uno dei più

importanti meeting fra caricatori elvetici

e dell’Europa centrale, sbocco primario,

insieme alla Pianura Padana, per i

traffici dei porti liguri. A fine febbraio saremo

al SITL (Semaine Internationale

du Transport et de la Logistique) India,

a Mumbai, e a fine marzo al corrispettivo

europeo a Parigi (SITL Europa). Nel

frattempo, a inizio marzo, voleremo a

Miami per il Seatrade, forse il non plus

ultra degli appuntamenti dell’industria

crocieristica, mentre a metà aprile sarà

la volta della principale fiera logistica

Sudamerica, l’Intermodal South America

di São Paulo in Brasile”.

Densa anche l’attività ‘italiana’, costituita

anche da altri filoni: “Per partecipare

con profitto a questi eventi

curiamo un’ampia gamma di pubblicazioni,

che provvediamo a stampare, a

seconda dei casi, in più lingue, fra cui

anche, all’occorrenza, cinese o arabo.

Fra un’expo e l’altra poi abbiamo in

programma diversi incontri in Italia: nel

breve periodo stiamo definendo infatti

un meeting con gli imprenditori di Biella,

cui faremo una presentazione dei tre

porti liguri, e la visita di una delegazione

di industriali piacentini a Genova, La

Spezia e Savona” racconta il manager.

E proprio al rapporto fra i tre porti

e alle modalità di gestione della promozione

contemporanea di tre scali

spesso in concorrenza fra loro Oddone,

in Ligurian Ports fin dal 1998,

dedica la chiusura: “Il nostro scopo è

quello di creare le condizioni necessarie

affinché gli operatori nazionali, ma

soprattutto internazionali, conoscano e

si interessino al nostro sistema portuale.

Dopodiché sta ai singoli operatori

convincere questi interlocutori: a noi

interessa la parte promozionale, quella

commerciale è appannaggio di terminalisti,

spedizionieri e via dicendo”.

Andrea Moizo

febbraio 2012 - 19


seatrade / porto&diporto

Il porto di Salerno

è in ottima salute

Le prospettive di sviluppo ulteriore nel breve e lungo

periodo sono eccellenti

Il presidente dell’Autorità Portuale

di Salerno Andrea Annunziata, già

Sottosegretario ai Trasporti del

Governo Prodi, è un amministratore

concreto.

Chiarisce immediatamente, dati alla

mano. Il porto di Salerno è una delle

principali aziende italiane. Oltre cento

le imprese che operano stabilmente

nello scalo con 8mila lavoratori occupati

tra comparto diretto ed indotto. Gli

investimenti realizzati e quelli mobilitati

negli ultimi anni ammontano a circa

350 milioni di euro.

“Siamo credibili e competitivi a livello

internazionale come testimoniano

i numerosi riconoscimenti ottenuti

dall’Unione Europea e dalle organizzazioni

di categoria per l’efficienza dello

scalo. Abbiamo puntato sui fattori decisivi

di un porto moderno. In primo luogo

la sicurezza dei lavoratori e dei viaggiatori.

Importanti investimenti sono stati,

infatti, realizzati per l’ammodernamento

delle banchine, il potenziamento

dell’impianto di pubblica illuminazione,

le procedure operative. Inoltre abbiamo

ottimizzato, d’intesa con le forze

dell’ordine, i controlli per la sicurezza

e la legalità del traffico commerciale

con standard severissimi ed apprezzati

anche dalle Autorità Statunitensi. Tutti

questi investimenti hanno permesso di

SALERNO PORT IN EXCELLENT

HEALTH

Andrea Annunziata Salerno Port Authority president

and undersecretary for transport in the Prodi government

is a practical administrator. He immediately clarifies that

Salerno is one of Italy’s largest businesses. More than

100 companies are established in the port and employ

8,000 people directly and indirectly. Investment made

and planned amounts to 350 million Euros.

He declared “We have received many European awards

for the efficiency of the port demonstrating that it is internationally

credible and competitive. We have emphasised

the decisive factors of a modern port. In fact substantial

investment has been made in modernising wharves, improving

lighting, and in operating procedures. In addition

and in agreement with the police we have improved

security checks and the legality of commercial traffic by

applying severe standards much appreciated by the US

authorities. All this investment has speeded up handling

and reduced operator work time, a key element in times

when logistics’ profit margins are directly related to the

speed of working procedures. Currently we are dredging

in the port so that larger vessels can berth and we are

considering how to increase wharf capacity”.

Port&diporto had the pleasure of interviewing Mr. Annunziata.

How do you see the Italian port role of Salerno port in

the near future?

Salerno occupies a strategic position in the centre of

the Mediterranean. We are at the crossroads of an axle

which joins Hamburg/Palermo and Istanbul/Valencia and

we are demonstrating our ability to take the opportunity

thanks to our capacity to bring together the time tables

and operations of the lines together with Salerno city

council which is carrying out important works and synergy

with local, national and European government institutions.

The Salerno West Entrance programme, about to

start work, will improve entry and exit to the port for travellers

and freight bringing environmental, working and

20 - febbraio 2012


velocizzare le movimentazioni garantendo

agli operatori tempi mediamente

più brevi di lavorazione; un elemento

chiave in un’epoca nella quale i margini

di guadagno per la logistica sono proprio

collegati alla celerità delle procedure

di lavorazione. Ci stiamo adesso

dedicando ai lavori per il dragaggio dei

fondali per permettere l’arrivo di navi

più grandi e capienti valutando altresì

l’ulteriore potenziamento delle banchine”.

Quale ruolo immagina nei prossimi

anni per il porto di Salerno?

Salerno è in una posizione strategica

al centro del Mediterraneo. Siamo

il crocevia di un asse che collega Amburgo

- Palermo ed Istanbul - Valencia.

Stiamo dimostrando la capacità di

cogliere questa opportunità grazie alla

piena sintonia con le linee programmatiche

ed operative dell’amministrazione

comunale di Salerno che proprio sul

fronte del mare realizza opere strutturali

ed infrastrutturali importantissime ed

alla sinergia con gli altri enti di governo

locali, nazionali ed europei. Il programma

Salerno Porta Ovest ormai entrato

nella fase esecutiva consentirà di migliorare

le procedure d’entrata-uscita

dallo scalo sia per i viaggiatori che per

le merci con grandi benefici ambientali,

economici, gestionali. L’investimento

ammonta a circa 150 milioni di euro.

Potremo così dare un contributo ancora

più importante all’economia di tutto

il territorio. I porti moderni ed efficienti

hanno bisogno di un retroterra di qualità.

E noi possediamo questi requisiti

con produzioni d’eccellenza conosciute

ed apprezzate in tutto il mondo: la mozzarella

di bufala nella Piana del Sele,

il pomodoro San Marzano, la pasta di

Gragnano, i vini del Sannio e dell’Irpinia,

la ceramica vietrese, l’artigianato

del capoluogo con terracotta, ferro e

vetro lavorati. Insomma è molto importante

movimentare i container ma

anche aprirli cioè avere attenzione alla

qualità dei trasporti. Questo programma

deve necessariamente integrarsi

con il decollo dello scalo aeroportuale

e la realizzazione, dopo l’Alta Velocità

che collega Salerno - Roma in due ore,

dell’Alta Capacità per le merci.

Il porto di Salerno consolida e mi-

gliora i dati operativi nel comparto

commerciale, ma la grande novità

dell’ultimo decennio è il boom crocieristico

e del diporto nautico.

In pochi anni siamo passati da zero

ad oltre duecentomila passeggeri previsti

nel 2012. MSC Crociere ha creduto

nella scalo ed ha fissato un approdo

settimanale delle proprie navi impegnate

nelle crociere mediterranee. La

compagnia ha compreso la centralità

dello scalo sia per l’offerta del capoluogo

sia per le visite alle aree archeologiche

di Paestum, Pompei ed alla

Costa d’Amalfi. Anche Costa e Royal

Carribean hanno deciso d’intensificare

la presenza facendo si che a Salerno

siano ormai presenti, con gradimento

dei viaggiatori e richieste di sempre

nuovi approdi, tutti i principali operatori

del settore. Il Comune di Salerno,

nell’ambito della grande trasformazione

urbanistica attuata dal Sindaco Vincenzo

De Luca, sta ultimando i lavori

per la costruzione della splendida stazione

marittima di Zaha Hadid con accanto

Piazza della Libertà spettacolare

attrattore con negozi, locali pubblici,

ristoranti e bar. Potremo così accogliere

ancor meglio tanto i crocieristi, un

mercato molto interessante per le sue

ricadute sull’intera economia locale,

quanto i viaggiatori delle vie del mare

in un ambiente d’alta qualità urbanistica,

operativa ed in totale serenità e

sicurezza. Nella prospettiva del Fronte

del Mare assume un valore peculiare

anche il turismo diportistico con la realizzazione

di un sistema moderno di

approdi da Santa Teresa fino al Marina

d’Arechi Village firmato Santiago Calatrava”.

Peppe Iannicelli

economic benefits. The investment will total 150 million

Euros. As a result we will make an increasingly important

contribution to the economy of the area. Modern efficient

ports needs a quality supporting economy. We have

world renowned products of excellence such as buffala

mozzarella from Piana del Sele, San Marzano tomatoes,

Gragnano pasta, wines from Sannio and Irpinia, ceramics

from Vietri and local artisan work in terracotta, iron and

glass. In other words handling containers is most important

but it’s also important to handle them properly with

care. The plans must be integrated with the “take-off” of

the airport and after the high speed two hour railway line

from Salerno to Rome with a high capacity freight line.

Salerno port consolidates and its commercial traffic

grows but the news over the last ten years has been

made by cruise traffic and pleasure boating.

In only a few years we gone from nil to more than the

200,000 cruise passengers expected in 2012. MSC believes

in the port and has a weekly berthing for its Mediterranean

cruise vessels. MSC has understood the ports

central position for visiting Salerno, Paestum, Pompeii

and the Amalfi coast. Costa and Royal Caribbean have

also decided to increase their presence by always being

in Salerno much to the pleasure of passengers and by requesting

new berths as are other major operators. Salerno

city council as part of the major urban transformation

brought about by Mayor Vincenzo De Luca is completing

the building of Zaha Hadid’s splendid passenger terminal

next to Piazza della Libertà with its attractive shops,

public places, restaurants and bars. Here sea passengers

will be even better welcomed in an attractive urban

environment in complete safety and will also contribute

to the local economy.

The Sea Front also assumes a special value for pleasure

boat tourism with the building of a modern system of

moorings which extends from Santa Teresa to the Santiago

Calatrava design marina Arechi Village.

febbraio 2012 - 21


seatrade / porto&diporto

I tour operators

non abbandonano il settore

e rilanciano

Buon vento al nuovo portale CrocierePro.it by Top Cruises

E’

l’unico cruise engine in Italia

che ospita i prodotti delle

più importanti compagnie

internazionali Si tratta della piattaforma

Crocierepro.it, il primo portale B2B in

Italia creato dal cruise operator genovese

Top Cruises, il principale operatore

crocieristico sul mercato italiano, che

raccoglie l’offerta delle più importanti

compagnie partner con le quali collabora

per le crociere in tutto il mondo. Vastissima

la gamma di programmazione.

E’ possibile reperirvi itinerari delle principali

compagnie internazionali del calibro

di Carnival, Royal Caribbean (per

i prodotti Royal Caribbean International

e Celebrity Cruises), Norwegian Cruise

Line e Pullmantur ed è disponibile in

tempo reale il booking online.

“Il nuovo portale incontra le necessità

operative e informative degli agenti

di viaggio, che rivolgendosi ad un unico

interlocutore hanno accesso ad un

enorme ventaglio di prodotto da combinare

con le richieste dei propri clienti in

pochi click – dichiara Federico Costa,

Direttore Generale Top Cruises – Entriamo

da protagonisti a fianco del trade

per promuovere tutto il mondo delle

crociere: con un unico arco mettiamo a

disposizione degli agenti una singola

freccia per ogni singolo target, e siamo

gli unici ad ospitare in un unico sistema

tanto prodotto di qualità fruibile in maniera

veloce ed intuitiva”.

Crociere Pro.it non è solo un motore

di ricerca ma un “comparatore” attivo e

funzionale: all’indirizzo www.crocierepro.it

le agenzie registrate possono inserire

i parametri della loro ricerca e visualizzare

in pochissimi secondi le crociere

delle compagnie con tutti i dettagli

A SITE DEDICATED TO CRUISE

Crocierepro.it is Italy’s only site dedicated to cruise.

The B2B site has been developed by Top Cruises a Genoa

operator and includes the products of the most important

international cruise companies. Top Cruise is the principal

cruise sales operator present on the Italian market

and collaborates with cruise operators world wide. Cruises

are available on line from Carnival, Royal Caribbean

for Royal Caribbean International and Celebrity Cruises

products, Norwegian Cruise Line and Pullmantur.

Top Cruises general manager Frederico Costa stated

“The new portal provides travel agents with the information

they need and by offering a single entry to a huge

selection of products to match client requests in a few

clicks we enter as a player side by side with the trade to

promote the cruise world”. Crociere Pro.it is not just a

research engine but also an active functional buyer. Registered

agents are able to enter the details of their search

and within a few seconds they can see the cruises of all

the companies with details of departures, vessels, itineraries,

and availability of cabins. They can place options

or book on line, periodically see the positions they have

taken up and the bookings in the section MyCrocierePro

which functions as a work diary.

Francesco Paradisi, sales director of Top – Cruises

CrocierePro.it explained that it is an “An instrument

without equal and in fact it is the only available professional

cruise engine on the market with access to cruise

companies operating from the Mediterranean to the Caribbean,

from Northern Europe to Alaska and from Hawaii

to the Middle East”. The new platform which is part of

the site www.topcruises.it is completed by a last minute

section on the first page which immediately brings the

more important offers of the moment to your attention.

The offers are changed regularly by cruise company and

by destination. The site also includes a News Crociere

section dedicated to press releases on news from the

cruise world.

22 - febbraio 2012


febbraio 2012 - 23


su date di partenza, nave, itinerario e

disponibilità aggiornata; gli agenti possono

accedere in questo modo a tutto

il panorama di offerte disponibili, da opzionare

online o prenotare, e consultare

periodicamente la reportistica o fare

il punto delle prenotazioni nella sezione

MyCrocierePro, che funziona come un

vero e proprio diario di lavoro.

“Uno strumento a tutti gli effetti senza

eguali – precisa Francesco Paradisi,

Direttore Commerciale Top Cruises

– CrocierePro.it è infatti l’unico cruise

engine professionale attualmente presente

sul mercato, che con collegamento

xml ai sistemi delle compagnie

selezionate permette l’accesso ad un

serbatoio ricchissimo che spazia dal

Mediterraneo ai Caraibi, dal Nord Europa

all’Alaska, dalle Hawaii fino al Medioriente”.

La nuova piattaforma, che fa capo al

sito www.topcruises.it, è inoltre completata

dalla sezione last minute in primo

Top Cruises, operatore genovese

specialista in Italia nel settore delle

crociere, dal 2002 è partner sul mercato

italiano di compagnie di navigazione

che operano nei mari e nei corsi

d’acqua di tutto il mondo. La sua vastissima

programmazione comprende

Mediterraneo, Caraibi, Nord Europa,

Alaska, Hawaii, Emirati Arabi e Polinesia,

e l’esclusivo prodotto Tour in

Europa, con la più ampia offerta sul

mercato italiano che comprende crociere

fluviali in Europa e Russia. Tra

le compagnie di cui è partner in Italia:

Royal Caribbean International, Celebrity

Cruises, Norwegian Cruise Line,

Pullmantur Cruises, Holland America

Line, Carnival Cruise Lines e Star

Clippers per le crociere marittime, la

giovane compagnia A-Rosa, CroisiEurope

e Orthodox Cruise per la navigazione

fluviale. www.topcruises.it

piano, per un colpo d’occhio immediato

sulle offerte più importanti (in rotazione

periodica anche con focus su una

specifica compagnia o destinazione)

o dalle News Crociere, una mini rassegna

stampa delle novità del mondo

crocieristico.

Sabrina Bertini

24 - febbraio 2012


crociere / porto&diporto

febbraio 2012 - 25


seatrade / porto&diporto

Nasce APP, l’Associazione

dei Porti Pugliesi

Si chiamerà APP ma non avrà

niente a che fare con le moderne

tecnologie legate ai settori

smartphone e tablet, o perlomeno

non nell’immediato.

APP, acronimo che sta per Associazione

dei Porti Pugliesi (Apulian Ports),

si configurerà come l’associazione costituita

dalle autorità portuali pugliesi

del Levante, di Taranto e di Brindisi, con

l’indirizzo strategico della Regione Pu-

glia, al fine di muoversi come un unico

soggetto nel sistema internazionale.

L’iniziativa, allo studio da oltre un

anno, è stata presentata il giorno 2

Febbraio scorso dall’Assessore alle Infrastrutture

Guglielmo Minervini il quale

spiega che APP: “è il punto di arrivo di

un percorso comune avviato un anno

fa con le autorità portuali per la creazione

di un soggetto giuridico che attualmente

ha solo due precedenti in Italia.

APP non servirà solo a creare sviluppo

per i suoi membri, ma è anche metafora

per quella piattaforma per la prima

volta condivisa tra le autorità portuali

pugliesi che saranno così più forti e

competitive ed in grado di programmare

e realizzare iniziative comuni a diretto

vantaggio anche dei passeggeri. Abbiamo

immaginato - continua Minervini

- una struttura snella, dotata di una sua

autonomia con l’obiettivo di intercettare

APP A NEW ASSOCIATION FOR

PUGLIA PORTS

It will be called APP and has nothing to do with the

modern technology of smart phones and tablets or at

least not for the moment. APP stands for Association of

Puglia Ports and has been set up by the port authorities

of Levant, Taranto and Brindisi with the support of the

Puglia Region to present a single entity on the International

market.

The set up of the Association which has been the

subject of study for a year was presented by Guglielmo

Minervini Infrastructure Assessor on February 2 who explained

“It constitutes the arrival point of a journey which

started a year ago with the port authorities to set up a

legal entity of which there are only two others in Italy.

APP will not just create development for its members

but also a total change for the three ports which will now

share a single platform making them stronger and more

competitive and able to programme and realise projects

together for the benefit of the ports and their passengers.

We have planned a slim independent structure with the

objective of picking up new traffic because each port is

different with different potential. Our approach is to markets

which can be integrated using the synergies from

the ports. Only in this way will we be able to increase our

capacity to adapt to changes in demand”.

Present at the press conference in addition to Mr.

Minervini were the presidents of the port authorities of

Taranto, Levant and Brindisi. The principal objectives of

the Ports were presented at the conference.

“The scope of the Association is the development of

marketing activities on two levels to achieve the right

balance between the need to promote a single brand for

international markets, European tenders and trade fairs

and the need to create a system and develop the value of

the points of excellence of each port”.

The second front basically internal looks to maintain

high common standards of efficiency and economy in

public services and in the private concessions which

have a direct impact on the working of the port such as

customs, sanitary services, passport and frontier checks,

health and veterinary checks, tugs, pilots and mooring. It

is intended to offer an excellent service to shipping companies

offering considerable time savings and therefore

financial savings thus increasing the level of attraction

of the port system.

The Association’s first president is Hercules Haralmbides

the current president of Brindisi Port Authority and

the presidency will rotate between the ports annually. The

registered office is in Taranto and the operating office

will follow the presidency. The president and the management

committee will not charge for their services.

26 - febbraio 2012


infrastrutture / porto&diporto

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febbraio 2012 - 27


nuovi traffici, perché ciascun porto ha

delle peculiarità e delle potenzialità, e

si rivolge ad un bacino di mercato che

intendiamo integrare in modo sinergico.

Solo così saremo effettivamente in

grado di far crescere la nostra capacità

d’urto rispetto al cambiamento della

domanda”.

Nel corso della conferenza stampa,

alla quale hanno partecipato insieme

all’Assessore Minervini anche i presidenti

delle autorità portuali coinvolte di

Taranto, del Levante e di Brindisi, sono

stati presentati quelli che saranno i

principali obbiettivi di Apulian Ports.

La prima finalità dell’associazione

sarà quella di sviluppare azioni di marketing

del sistema portuale pugliese

articolandosi su due livelli per ottenere

il giusto bilanciamento tra l’esigenza di

promuovere un marchio territoriale comune

per relazioni internazionali, bandi

europei, fiere e quella di mettere a

sistema e valorizzare le specificità e le

punte di eccellenza di ciascuno scalo.

Il secondo fronte, maggiormente interno,

riguarda il mantenimento di un

elevato e comune standard di efficienza

ed economicità dei servizi pubblici

o svolti da privati in regime di concessione

che incidono direttamente sulla

funzionalità dei porti (Agenzia delle Dogane,

Sanità marittima, Polizia di frontiera,

controlli fito-sanitari e veterinari,

rimorchiatori, piloti ed ormeggiatori). Si

cercherà quindi di offrire alle compagnie

di navigazione un ottimo servizio

nell’ottica di un considerevole risparmio

di tempo, e quindi denaro, accrescendo

così il livello di attrattività del sistema

portuale nel suo complesso.

L’associazione si costituirà formalmente

entro fine febbraio. Il primo Presidente

sarà Hercules Haralmbides,

attuale presidente dell’autorità portuale

di Brindisi, che resterà in carica per

un anno e poi ci sarà una rotazione.

La sede legale sarà Taranto mentre la

Guglielmo Minervini

sede operativa quella del presidente

di turno. I compiti del presidente e del

comitato di coordinamento e gestione

che lo affiancherà saranno svolti a titolo

gratuito, senza oneri o costi a carico

dell’associazione.

Enrico Messinese

28 - febbraio 2012


febbraio 2012 - 29


shipping / porto&diporto

Il Medio Oriente

e le sfide del futuro

Ad Aprile ad Abu Dhabi il Forum

“World Ports & Trade Summit 2012”

Mentre Israele pianifica la costruzione

di una linea ferrata

che colleghi i suoi porti che si

affacciano sul Mediterraneo con quelli

del Mar Rosso, bypassando il Canale

di Suez, per attrarre merci in transito

fra Europa e Asia, i porti del mondo si

danno appuntamento ad Abu Dhabi ad

aprile, dal 2 al 4, per un summit internazionale:

“World Ports & Trade Summit

2012”. Organizzato da Seatrade e Tur-

ret media si svolgerà con la collaborazione

di Abu Dhabi Ports Co. (ADPC).

Oltre ad una ampia sessione di convegni

è stata allestita un’area espositiva

dove gli espositori potranno far conoscere

le proprie aziende e i servizi dedicati

al settore, oltre ad illustrare le più

moderne tecnologie e innovazioni per i

porti, per lo shipping e per il trade.

I leader del commercio internazionale

e della politica, insieme ad esperti e

soggetti istituzionali, discuteranno delle

nuove sfide da affrontare in considerazione

della crescita delle quantità di

merci trasportate via mare, soprattutto

in Medio Oriente. Saranno oltre 4000 i

delegati in rappresentanza delle autorità

portuali, delle linee marittime, degli

operati merci, della logistica, dei servizi

tecnologici, oltre a investitori ed esponenti

della finanza.

La sfida che i porti dovranno affron-

WORLD PORTS & TRADE SUMMIT 2012

Israel plans to build a railway linking its Mediterranean

and Red Sea ports to bypass the Suez Canal and attract

in transit traffic from Europe to Asia. Abu Dhabi is holding

World Ports & Trade Summit 2012 from April 2 to 4,

organised by Sea Trade and Turret Media in collaboration

with Abu Dhabi Ports Co. In addition to a convention

full of events, the fair includes an exhibition area where

businesses can display their products and services as

well as showing latest technology, port innovation and

services for business and shipping.

Leaders of international trade and politics will address

the new challenges arising from the increase in

sea freight especially in the Middle East. The convention

will be attended by more than 4.000 representatives

from port authorities, shipping lines, freight operators,

logistics companies, technology companies, and investors

and financiers. Emerging markets and new lines are

the challenges facing ports in the near future. In addition

to analysing problems and looking for their solutions

the convention will look at opportunities for influencing

and attracting investment and the choices for ports and

trade in the Middle East. Other subjects on the agenda

will include cost reduction, growing political instability

and pirate activity in the area. Seatrade president Chris

Hayman affirmed “Politics, media, insurers and safety

30 - febbraio 2012


lo sviluppo di 35 porti nella regione.

Investimenti necessari – ha continuato

Douglas - considerando il ruolo che

l’area svolge sia come hub che come

punto di transito del commercio mondiale

nel Medio Oriente. Il summit di

Abu Dhabi mette in evidenza l’importanza

che gli Emirati Arabi Uniti-UAE

hanno come hub della regione medio

orientale. Inoltre - ha spiegato Douglas

- l’operatività delle nuovissime e

più avanzate strutture della regione nel

tare nel prossimo futuro sarà quella dei

mercati emergenti e delle linee di sviluppo

del settore. All’analisi dei problemi

ed alla ricerca di soluzioni il summit

affiancherà l’opportunità di influenzare

ed attrarre investimenti e operare scelte

nel settore portuale e del commercio

nell’area mediorientale. Argomenti

all’ordine del giorno saranno anche la

lievitazione dei costi, la crescente instabilità

politica e la pirateria marittima

dell’area. “Politici, Media, assicuratori e

responsabili della sicurezza dovranno

affrontare queste sfide e fornire soluzioni

per rendere sicuri ed efficienti i commerci

nel Medio Oriente” ha affermato

Chris Hayman, presidente di Seatrade.

“La portualità nel Medio Oriente è in

forte espansione - ha affermato Tony

Douglas, capo dell’ufficio esecutivo

della Abu Dhabi Ports Company - Sono

stati investiti 46,5 miliardi di dollari per

Porto di Khalifa svolgeranno un ruolo

di forte attrazione per l’industria. Grazie

al suo forte impegno nella diversificazione

economica e negli investimenti

sulle infrastrutture portuali e logistiche,

gli Emirati offrono grandi opportunità

per il commercio marittimo grazie

anche alle nuove soluzioni logistiche

per la riduzione dei costi e dei tempi

di consegna”. La portualità degli UAE

attrae il 61% del commercio dell’area,

una percentuale che è destinata a crescere

con la realizzazione di nuove infrastrutture.

I lavori nel porto di Khalifa

che vedranno completata la prima fase

alla fine di quest’annno, consentiranno

di raggiungere una movimentazione di

2 milioni di teus e 12 milioni di tonnellate

di merci. La prima manifestazione

World Ports & Trade Summit, tenuta

nello 2011, aveva richiamato un vasto

pubblico e l’attenzione dei media: oltre

3000 delegati provenienti da 52 paesi,

inclusi i rappresentanti e i manager di

tutti i settori della portualità della logistica,

dello sviluppo infrastrutturale e del

mondo della finanza.

Patrizia Lupi

managers must face up to these challenges and provide

solutions to make Middle East trade safe and efficient”.

Tony Douglas head of the executive office of the Abu

Dhabi Ports Co. stated “The Middle East port business is

expanding rapidly. 46.500 million US$ have been invested

in the development of 35 ports in the region, necessary

investments considering the role of the area as a hub and

transit point for world trade. The Abu Dhabi Summit demonstrates

the importance of the Emirates for the Middle

East. In addition the port of Khalifa with its state of the

art structure and equipment will be very attractive to industry.

As a result of its strong commitment to economic

diversification and investment in port infrastructure and

logistics, the Emirates offer important opportunities for

sea trade thanks to new logistics solutions for cost reduction

and delivery times”. Emirate ports attract 61%

of the region’s trade, a percentage which is expected to

increase when new infrastructure is completed. The first

phase of Khalifa port which will be ready at the end of

this year gives the port the capacity to handle 2 million

teus and 12 million tons of freight.

The first World Ports & Trade Summit which was held in

2011 was attended by 3.000 delegates from 52 countries

and attracted many visitors and the media. Delegates

represented port industry managers, logistics operators,

infrastructure developers and the world of finance.

febbraio 2012 - 31


cantieristica / porto&diporto

I riparatori navali italiani

si rafforzano all’estero

Mentre in casa nostra divampa

il dibattito sul complicato

futuro di Fincantieri e si fa

largo l’ipotesi di un maggiore impegno

del colosso navalmeccanico nazionale

nel settore della riparazione navale

(soluzione auspicata da molti per lo

stabilimento di Sestri Ponente), l’Autorità

Portuale di Marsiglia ha reso noto

di aver intavolato una negoziazione

esclusiva (che si chiuderà a marzo) per

l’assegnazione della gestione del più

grande bacino navale del Mediterraneo

per la riparazione navale.

La notizia che ha scosso il settore

anche in Italia riguarda in particolare la

composizione della cordata destinata

ad aggiudicarsi con tutta probabilità la

struttura (465x85 metri). Il raggruppamento

è infatti composto da STX France,

T. Mariotti, San Giorgio del Porto e

CNM (Chantier Naval Marseille).

STX France è, insieme alla tedesca

Meyer Werft, il principale concorrente

di Fincantieri fra le industrie navalmeccaniche

europee specializzate nella

costruzione di navi da crociera e passeggeri.

Controllata dal gruppo coreano

STX e partecipata (con una quota

superiore al 30%) dallo Stato francese,

annovera fra i clienti principali la MSC

Crociere di Gianluigi Aponte.

T. Mariotti, società privata genovese,

facente capo all’ex presidente di Confindustria

Genova, Marco Bisagno, è

il quarto player europeo nella costruzione

(specializzato in navi di medio

piccole dimensioni di alta gamma),

nonché socio, in Genova Industrie Navali,

della concittadina San Giorgio del

Porto. Un’alleanza che rappresenta il

top della riparazione navale nel Mediterraneo,

nonché, per vicinanza, il più

agguerrito concorrente di Fincantieri,

il cui stabilimento dedicato al settore è

Italian ship repairers expand abroad

While Italy debates the future of Fincantieri and

its possible further expansion in ship repairing,

Marseilles Port Authority announces that it is in an

exclusive negotiation for the management of the

largest dry dock (465 meters by 85 meters) in the

Mediterranean.

The news caused a stir in Italy because the bidding

group consists of STX France, T. Mariotti, San Giorgio

del Porto and CNM (Chantier Naval Marseille).

STX France together with Meyer Werft are

Fincantieri’s main European competitors in cruise

ship construction. STX is controlled by STX Korea

with the French government owning a 30% minority

share. One of its principal customers is Gianluigi

Aponte’s MSC Crociere.

T. Mariotti a private Genoa company headed by

Marco Bisagno is a shareholder in Genova Industrie

Navali and the fourth largest European builder of

top of the market small vessels. Both companies

are shareholders in San Giorgio del Porto. The two

companies are Fincantieri’s toughest competitor

in ship repairing and are geographically closest to

Fincantieri’s main repair yard at Palermo.

CNM, San Giorgio del Porto’s majority shareholder

has managed the other two largest Marseille dry

docks for the last 18 months. The docks are 320

meters and 250 meters long. In addition news from

Marseille states that a cruise company may join the

group. The Marseille cruise terminal is already run

by a joint venture between MSC, Costa and the Greek

company Louis Cruises.

The dock needs repairing and will not be ready to

operate until 2014. At that time the new group could

dominate the Mediterranean market because the order

books of ship yards include numerous ships both

cruise and others of over 350 meters and Marseille

is the only dock big enough to handle them in the

Western Mediterranean. There are 147 vessels of over

350 meters in the world today. A number expected to

increase to 292 by the end of 2015.

32 - febbraio 2012


prevalentemente quello palermitano.

CNM è la controllata di San Giorgio

che da oltre un anno e mezzo gestisce

gli altri due bacini di carenaggio più

grandi di Marsiglia (320 e 250 metri di

lunghezza). Inoltre, secondo quanto

comunicato da Marsiglia, alla compagine

potrebbe unirsi qualche compagnia

crocieristica e, a tal proposito, vale la

pena ricordare come il terminal crociere

del porto francese sia gestito da una

joint venture fra MSC Crociere, Costa

Crociere e Louis Cruises (compagnia

greca).

In sintesi, a Marsiglia, porto fra i più

trafficati dell’alto Tirreno, nasce un

polo navalmeccanico che raggruppa il

numero due e il numero quattro della

cantieristica di costruzione europea (il

che significa molto quando gli armatori

clienti dei suddetti devono scegliere

dove far riparare le proprie navi) e il numero

uno della riparazione navale. Tutti

operatori particolarmente attivi nel settore

crocieristico, che, anche in quanto

a navalmeccanica di riparazione, è uno

dei più ricchi e promettenti.

Detto che il bacino in questione, bisognoso

di restauri, non sarà operativo

prima della fine del 2014, è tuttavia

evidente che la newco si candida a dominare

il mercato mediterraneo, anche

perché, considerato il portafoglio ordini

di tutti i cantieri del mondo, saranno

sempre di più le maxi-navi, non solo da

crociera, più lunghe di 350 metri, che,

in tutto il Mare Nostrum occidentale

potranno essere riparate in bacino solo

a Marsiglia o quasi (secondo i database

internazionali oggi sono 147 le navi

superiori ai 350 metri in circolazione e

diventeranno 292 entro fine 2015).

In tutto ciò, salta agli occhi come nel

nuovo polo marsigliese (che impiegherà

maestranze prevalentemente francesi

e pagherà le tasse in Francia) ci

sia molta Italia e viene quindi spontaneo

chiedersi il perché.

Da un punto di vista strutturale in Italia

esistono tre bacini di carenaggio superiori

ai 300 metri, quello di Fincantieri

a Palermo (370x68 metri, ne ha uno

anche a Trieste di 295x56m) e quelli

demaniali a Livorno (350x55m, da anni

fuori uso e da anni in predicato di essere

ripristinato) e Napoli (335x40m),

mentre dei cinque bacini pubblici di

Genova (che, in termini di numero di

navi riparate, conseguenza diretta dei

traffici portuali, è il polo più importante

d’Italia), il più grande misura ‘solo’

267x40 metri.

Ragion per cui un paio di anni fa San

Giorgio e Mariotti decisero di ‘ampliare’

l’attività, investendo a Marsiglia. Non

prima di aver condotto un pluriennale

e (finora vano) pressing sulle istituzioni

locali liguri per la costruzione di quella

‘sesta vasca’ in grado di garantire il futuro

al comparto delle riparazioni (che,

secondo varie stime, vale, fra diretto e

indotto, fra 2.000 e 3.000 posti di lavoro

a Genova e dintorni).

Ma le due società genovesi non sono

state le sole ad emigrare. Anche la napoletana

Palumbo, infatti, ha trasferito

dal 2010 cospicua parte delle attività

a Malta, dove le è stata affidata, fra le

altre cose, la gestione di un bacino di

carenaggio di 360x62 metri.

E qui entra in ballo un altro fattore

che gioca a sfavore degli operatori

italiani: mentre in Francia e Malta ai

‘nostri’ sono stati fatti ponti d’oro, concedendo

l’uso esclusivo delle strutture

esistenti (con una regolamentazione

per l’accesso di eventuali riparatori

terzi), da noi sulla materia regna l’incertezza

giuridica. In generale, come a

Genova, si opta per una gestione pubblica

dell’accesso alle strutture, sebbene

siano alla studio formule che ne

riducano la farraginosità, e, laddove si

sia provveduto, come a Napoli, all’affidamento

ad un singolo operatore, sono

nate diatribe giudiziarie trascinatesi per

anni, a tutto decremento dell’industria.

Il tutto a dispetto del fatto che sia diffuso

il riconoscimento della crescente

importanza del settore anche da parte

di amministratori pubblici di primo piano

del cluster marittimo come i presidenti

delle Autorità Portuali di Genova

e Livorno.

Insomma, un canovaccio noto, purtroppo,

a diversi comparti dell’industria

italiana: il livello qualitativo dei nostri

operatori è elevato e competitivo, sebbene

la frammentazione sia alta e la

dimensione aziendale medio-piccola;

l’incumbent statale del settore, pur ben

gestito, opera come un moloch a sé

stante, senza intrattenere rapporti di

partnership paritetica col privato; l’infrastrutturazione

esistente è discreta, ma,

bisognosa di aggiornamento e vincolata

allo status pubblico, sconta ritardi

burocratici e finanziari; l’incertezza giuridica

e la totale assenza di una politica

industriale di coordinamento a livello

nazionale completano il quadro.

Il risultato è che, in un settore a

domanda presumibilmente crescente,

i nostri operatori privati investono

all’estero, con l’appoggio del settore

pubblico locale e in concorrenza diretta

con l’industria italiana.

Andrea Moizo

The new group is very Italian and it is natural to ask

why they have emigrated?

There are three dry docks in Italy longer than

300 meters. Fincantieri has a 370X68 meter dock at

Palermo and a 295X56 meter dock at Livorno which

has been in disuse for years although often mentioned

as about to be repaired. Napoli has a dock of 335X40

meters and Genoa, Italy’s biggest repair centre has a

dock of 267X40 meters.

Before deciding to emigrate to France both San

Giorgio and Mariotti for many years tried to convince

the Genoa authorities to build a 6th dock which would

have created more than 2.000 jobs.

The two Genoa companies are not the only ones to

emigrate. In 2010 Palumbo from Naples took over the

running of a dry dock of 360X62 meters in Malta and

transferred part of his business there.

In France and Malta the Italian companies were

greeted with open arms and given exclusive rights to

the facilities with rules for opening to others whereas in

Italy judicial uncertainty reigns. Generally as at Genoa

public rather than private management is chosen,

although methods of reducing the bureaucracy are

being studied as in Naples with its single operator

which has giving rise to judicial proceedings lasting

for years much.to the detriment of industry as a whole

despite the recognition of private intervention by

public administrations such as the Genoa and Livorno

Port Authorities.

The quality of Italian operators is high and they are

competitive despite the fragmentation of the industry

into many small to medium sized companies. The

state company Fincantieri operates as a giant in the

industry without partnerships with private industry.

The actual facilities are fairly good but in need of

updating and blocked because of being public.

The industries suffer from burocratic delay, slow

availability of finance, judicial uncertainty and the total

lack of an industrial policy coordinated nationally. As

a result our operators go abroad with the support of

foreign local authorities and become competitors for

Italian businesses.

febbraio 2012 - 33


oker / porto&diporto

Joint venture tra

Marine&Aviation e JLT Group

Marine&Aviation S.p.A., storico

broker di assicurazione

italiano, ha recentemente

concluso un importante accordo concernente

l’acquisizione di tutte le attività

italiane della Jardine Lloyd Thompson

Group, sesto broker di assicurazione

mondiale.

L’accordo prevede il rafforzamento

della compagine societaria di

Marine&Aviation tramite l’ingresso della

Jardine Lloyd Thompson Group con

una quota pari al 25%.

L’alleanza, forte di un fatturato di

circa 20 milioni di euro, colloca la

Marine&Aviation S.p.A. nelle prime

posizioni del mercato del brokeraggio

assicurativo italiano.

Il Presidente della Marine&Aviation

S.p.A. Pierluca Impronta, ha sottolineato

l’importanza di tale alleanza che si

pone come obiettivo il rafforzamento

della presenza della società a livello internazionale

ed il suo consolidamento

patrimoniale e finanziario volto a supportare

future strategie di sviluppo.

Il Chairman della Jardine Lloyd

Thompson Group, Dominic Burke, ha

evidenziato il rilievo dell’accordo nell’ottica

di sviluppo del network europeo.

In occasione della presentazione

della nuova joint venture, è stata organizzata

una serata di gala presso

Palazzo Colonna, prestigiosa e storica

sede romana.

La serata si è svolta con un pranzo

di gala, durante il quale è stata sancita

ancora una volta una alleanza strategica

tra l’Italia ed il mondo britannico.

Pierluca Impronta, con la moglie Simona

Agnes, hanno accolto gli ospiti

intervenuti tra cui: l’Ambasciatore

britannico in Italia, S. E. Christopher

Prentice e Signora, Mark Drummond

- Brady, Executive Director di JLT, i Senatori

Willer Bordon, Salvatore Lauro

e Riccardo Villari; gli Onorevoli Gerardo

Bianco, Giuseppe Consolo, con la

moglie Natasha Romanoff e Antonio

e Valeria Martusciello; la dottoressa

Raffaella Leone, assistente esecutivo

dell’A.D. di Eni.

Hanno partecipato all’evento, tra gli

altri, Rosella Agnes, Sandra Carraro, i

Cav. Lav. Pellegrino Capaldo, Sandro

Ferrone e Giuseppe Benanti; Giovanni

Ferreri, ex vice presidente dell’A.S.

Roma, Adriano Aragozzini, Emiliano

Cerasi, Domenico Bonifaci, editore de

“Il Tempo”, con la compagna Silvana e

Cristina Guerra del Tg1.

Stefania Vergani

MARINE & AVIATION SPA

AND JLT GROUP

Marine&Aviation S.p.A. an historical Italian insurance

broker has recently entered into an important agreement

to acquire the Italian business of Jardine Lloyd Thompson

Group, the world’s sixth largest.

The agreement will give the Jardine Lloyd Thompson

Group 25% of Marine & Aviation and bring turnover up

to 20 million euro and the number one position on the

Italian market.

Pierluca Impronta Marine & Aviation president

underlined the importance of the alliance which has as

its objective strengthening its international presence

and consolidating its financial position to support future

expansion.

Dominic Burke Chairman of Jardine Lloyd Thompson

Group illustrated how the agreement fits into the

development of a European network.

The presentation of the agreement was celebrated at

a gala evening held in the prestigious Palazzo Colonna

in Rome and afterwards at dinner. Present were Pierluca

Impronta and his wife Simona Agnes who welcomed

the British Ambassador Christopher Prentice and his

wife, Mark Drummond - Brady, Executive Director of JLT,

Senators Willer Bordon, Salvatore Lauro and Riccardo

Villari; the honourable Gerardo Bianco, Giuseppe

Consolo and his wife Natasha Romanoff and Antonio and

Valeria Martusciello; Raffaella Leone assistent executive

to the CEO of Eni.

Among others present were Rosella Agnes, Sandra

Carraro, Pellegrino Capaldo, Sandro Ferrone e Giuseppe

Benanti; Giovanni Ferreri, ex vice president of Roma

Football Club, Adriano Aragozzini, Emiliano Cerasi,

Domenico Bonifaci editor of “Il Tempo” with Silvana and

Cristina Guerra of RAI News 1 .

34 - febbraio 2012


propeller / porto&diporto

L’International Propeller Club

guarda ad Oriente

Dare un nuovo impulso ai rapporti

Italia-Cina, analizzando

le potenzialità e le possibilità

di collaborazione economico-tecnica,

le relazioni commerciali e finanziarie

legate al mondo dei trasporti e delle

spedizioni e non solo, con particolare

riguardo a valutazione e confronto con

la situazione europea. Questo l’obiettivo

della conviviale organizzata dall’International

Propeller Club di Milano in

collaborazione con Sviluppo Cina, il 25

Gennaio scorso.

“Ribadire la centralità e l’importanza

del mercato cinese - ha sottolineato Riccardo

Fuochi, presidente della sezione

milanese dell’International Propeller

Club - può apparire scontato e rischiare

addirittura di diventare riduttivo. Ma in

questo periodo fortemente caratterizzato

e contrassegnato dalle note difficoltà

in campo economico vogliamo farci promotori

di questo rilancio rimarcando la

necessità di instaurare nuove e sempre

migliori relazioni economiche e sociali

con la Cina confermando la presenza

soprattutto italiana e cercando di rafforzarla

il più possibile. Uno degli aspetti

principali sul quale ci sentiamo di poter

investire - ha continuato il presidente

Fuochi - è certamente quello della logistica,

uno dei pilastri fondamentali

dell’economia cinese, enormemente

sviluppatasi negli ultimi anni e dalle

consistenti opportunità. Per fare tutto

questo vogliamo partire dell’esperienza

dei nostri soci già presenti in quella realtà

e soprattutto puntare sulle capacità

e sull’impegno dei giovani che sempre

più stiamo cercando di coinvolgere in

questo ambito”.

Presente alla serata anche il presidente

dell’associazione Sviluppo Cina,

Stefano De Paoli, il quale a quanto già

detto da Fuochi ha aggiunto qualche

cifra sottolineando come nonostante i

tassi di crescita ridimensionati, che negli

anni precedenti hanno fatto registrare

anche percentuali di crescita a due

Riccardo Fuochi

cifre (tra il 2006 ed il 2010 la crescita

dell’economia non è mai scesa al di

sotto del 10% annuo), oggi comunque

l’economia cinese rappresenta una delle

migliori performance continuando a

viaggiare ad un ritmo intorno al 6%-7%

annuo (a Novembre 2011 gli investimenti

stranieri in Cina hanno segnato

un +9,8% pari a 8,8 miliardi di dollari).

I dati relativi al PIL nel terzo trimestre

2011, illustrano una crescita del 9,1%

ed una quota di investimenti stranieri

che hanno chiuso l’anno con l’ennesimo

record (circa 120 miliardi di dollari).

Ospite d’onore della serata Joanne

Chou, rappresentante del governo di

Hong Kong, Ministero per l’Economia

ed il Commercio, presso l’Unione Europea,

la quale ha confermato le ottime

performance registrate dell’economia

cinese nell’anno appena conclusosi e

prospettando per il quinquennio 2011-

2015 una crescita media intorno al 7%.

Nel 2009, l’Unione Europea è stata il

secondo partner commerciale di Hong

Kong dopo la Cina continentale, terzo

mercato più grande e terzo fornitore.

Hong Kong, ha ribadito Chou, è un

importante emporio per gli scambi tra

la Cina continentale e l’UE. Nel 2009,

l’11% del totale degli scambi tra l’UE

e la Cina continentale è stato instradato

attraverso Hong Kong. A questo

proposito il Governo di Hong Kong ha

annunciato di lavorare ad uno studio di

fattibilità del Terminal Container 10, situato

a Southwest Tsing Yi, per valutare

l’impatto del progetto sull’ambiente e

sul traffico stradale e marittimo e contestualmente

al Piano di Sviluppo Strategico

per Hong Kong, Port 2030, al fine

di aggiornare le previsioni di capacità

dei porti merci ed esplorare come fare

un uso migliore delle strutture portuali

già esistenti a sostegno dello sviluppo

futuro. I risultati di entrambi gli studi

sono attesi per la fine di quest’anno.

Il 2012 apertosi sotto il segno del

dragone, simbolo che caratterizza l’oroscopo

cinese per essere portatore di

successo, forza e fortuna, si conferma

dunque essere un anno ricco di buoni

auspici e potenzialità interessanti, favorevole

allo sviluppo di nuove e migliori

relazioni con l’Estremo Oriente.

Enrico Messinese

febbraio 2012 - 35


progetti / porto&diporto

Le Autostrade del Mare

al centro del progetto Ue

Mos4Mos

Uno spazio senza barriere nel Mediterraneo

A

ll’indomani dell’incidente dell’Isola

del Giglio che ha coinvolto

il più alto numero di persone

nella storia della marineria non si

deve dimenticare che il trasporto marittimo

è comunque uno dei più sicuri.

Fanno impressione i numeri e le dimensioni

che un naufragio può assumere

anche da un punto di vista ambientale

ma resta il fatto che il trasporto via

mare è quello più economico e ambientalmente

sostenibile. Le Autostrade del

Mare mantengono la loro valenza, soprattutto

in un mare semichiuso come

il Mediterraneo. Vanno in questa direzioni

numerosi progetti finanziati dalla

Comunità Europea per favorire il proliferare

di linee marittime, intese come

proseguimento dei tracciati terrestri, e

migliorare i servizi connessi.

“E’ opportuno estendere le autostrade

del mare non solo ai paesi membri,

ma anche tra quelli extra-comunitari -

ha dichiarato il Presidente dell’Autorità

Portuale di Livorno in occasione della

presentazione del progetto MOS4MOS

finanziato dall’Europa - e favorire il processo

di integrazione nel Mediterraneo

del Maghreb e della Turchia. Non possiamo

perdere le opportunità di sviluppo

che dovessero presentarsi quando

sarà concluso il processo di rivisitazione

delle reti di trasporto europee Ten-

T”.

I lavori di presentazione del progetto

internazionale Mos4Mos sono durati

due giorni con la partecipazione

dei rappresentanti dei ventotto partner,

esperti e Istituzioni. Tra gli ospiti

Luis Valente de Oliveira, coordinatore

Europeo delle Autostrade del Mare,

José Laranjeira Anselmo, Principal

Administrator per le Politiche Ten-T, e

Jose García de la Guía, Coordinatore

dell’Azione Mos4Mos. Non poteva essere

più attuale l’obiettivo del progetto:

fornire soluzioni innovative per il controllo

della navigazione, ma anche per

la tracciabilità delle merci, la realizzazione

dei corridoi doganali elettronici

puntando alla riduzione e alla “dematerializzazione”

dei documenti doganali.

Si tratta di un importante contributo alla

realizzazione di uno spazio marittimo

europeo senza barriere per facilitare e

semplificare il rispetto delle norme doganali

e di sicurezza e di altre direttive

nazionali ed europee, per promuovere

soluzioni nell’ambito del trasporto

intermodale sostenibile che possano

potenziare la strategia delle Autostrade

del Mare (Motorways of the Sea - MoS)

traendo il massimo vantaggio dai servizi

e dalle strutture esistenti dedicate

allo Shortsea Shipping con particolare

attenzione allo sviluppo sostenibile di

queste soluzioni. Il porto di Livorno è

presente su almeno 5 dei 15 prototipi

preparati nell’ambito del progetto Mos4Mos

ed ha già avviato azioni per ridurre

e semplificare le pratiche documentali

legate al processo di import ed

export del porto labronico. “Iniziative di

questo tipo – ha affermato Gallanti –

sono fondamentali in quanto riducono

notevolmente i tempi necessari alla effettuazione

dei controlli doganali e rendono

più competitivo il nostro sistema

di trasporto. Che, comunque, deve essere

sostenuto e incentivato. In un periodo

di crisi economica – ha aggiunto

- occorre favorire misure anti-cicliche a

sostegno della crescita. In una parola,

bisogna puntare con maggiore convin-

36 - febbraio 2012


zione su infrastrutture, intermodalità e

logistica”.L’attività di revisione del network

dei trasporti europei con il tracciato

delle nuove reti Ten-t, avviato a fine

giugno e presentato il 19 ottobre dello

scorso anno dal vice-presidente della

Commissione Europea, Olli Rehn,

potrebbe offrire grandi opportunità di

crescita per i porti italiani e mediterranei.

Mos4Mos rappresenta uno di quei

progetti che consentono ai paesi Ue ed

extra-Ue di creare sinergie strategiche

in vista di una implementazione del

processo di integrazione delle reti locali

nel contesto dei grandi corridoi europei.

Basti pensare al nuovo corridoio n.

5 (Helsinki - La Valletta) che sostituisce

il vecchio Corridoio n. 1 (Berlino - Palermo).

Nelle intenzioni originarie della commissione

UE, avrebbe dovuto collegare

la capitale finlandese a quella maltese

passando per Napoli e Bari e tagliando

fuori la Basilicata e la Sicilia. Invece

avrà due direttrici: la diramazione Napoli

– Bari - Taranto e la diramazione

Messina – Catania – Enna - Palermo.

Si guarda quindi con interesse alla connessione

adriatico baltica ed ai collegamenti

con la Penisola Balcanica, oltre

che a quelli con il Nord Africa. In questo

contesto diventa prioritario ampliare le

autostrade del mare attualmente disponibili

ed eliminare le barriere che ancora

oggi ostacolano i mercati.

Sabrina Bertini

I PARTNER DEL PROGETTO

Un ruolo determinante è stato giocato dalla Escola Europea de Short Sea Shipping

che da anni segue la progettualità europea per favorire l’intermodalità terra-mare. I

partner del progetto MOS4MOS sono: Autoridad Portuaria de Valencia, Fundación

de la Comunidad Valenciana para Investigación, Promoción y Estudios Comerciales

de Valenciaport (Valenciaport Foundation), Autoridad Portuaria de Barcelona,

Autoterminal S.A., Escola Europea de Short Sea Shipping, Centre Internacional de

Metodes Numerics en Enginyeria – CIMNE, Renfe Operadora, Compass Ingenieria

y Sistemas S.A, Indra Sistemas S.A., Universitat Politecnica de Catalunya, Asta

Logistik, S.L., International Forwarding S.L. (I.F.S.), Corporación Marítima Lobeto

Lobo, S.L., Arkas Spain, S.A., Continental Rail, S.A.U, Il Ministero delle Infrastrutture

e dei Trasporti, (Ente di Attuazione: Rete Autostrade Mediterranee (RAM SpA),

Autorità Portuale di Salerno, Autorità Portuale di Livorno, Interporto Bologna SpA,

Interporto Toscano Amerigo Vespucci SpA, Global Maritime Agency S.A, Piraeus

Port Authority S.A., Ocean Finance LTD, Neptune Shipping Agencies S.A., University

of Piraeus Research Centre, Atlantica Spa di Navigazione, Luka Koper d.d,

Port and Logistics System, Intereuropa, Global Logistics Service, Ltd. Co.

I 15 prototipi in fase di analisi e realizzazione

1. Electronic Ship Formalities

2. Electronic Intra-community Freight Formalities

3. Port Community Collaborative Solutions

4. Intra-community Customs Paperless Controls

5. Automatic Gate System

6. Vessel georeferenced Alerts

7. RFID Traceability of Ro-ro Units

8. RFID Traceability for Automotive Logistics

9. Port Traceability

10. Railway Transport Management System

11. Rail-Port Interfaces

12. Rail e-ways

13. Corridor Strategic Planning and Management

14. Short Sea Consolidation e-Services

15. Multimodal and paperless workflows between logistics and transport providers

Autorità Portuale di Venezia

ESTRATTO BANDO DI GARA CON PROCEDURA APERTA

Quest’Autorità rende noto che, in attuazione dell’art. 17, comma 2, della Legge n° 84/1994, intende procedere

all’individuazione dell’impresa da autorizzare alla fornitura, in via esclusiva, di lavoro portuale temporaneo alle

imprese autorizzate di cui agli artt. 16 e 18 della Legge n° 84/1994 per l’esecuzione delle operazioni e dei

servizi portuali nel porto di Venezia per il quadriennio 2012 - 2015, con possibilità di rinnovo per un ulteriore

quadriennio.

Sono ammesse alla gara le imprese italiane o di altro Stato membro dell’Unione Europea in possesso di

un’esperienza professionale almeno triennale specifica nella fornitura del lavoro temporaneo alle imprese di

cui agli artt. 16 e 18 della L. 84/1994 o attività similari. La partecipazione alla gara è ammessa anche per i

consorzi ed i Raggruppamenti Temporanei di Imprese.

Termine ultimo per il ricevimento delle offerte: 24 febbraio 2012, alle ore 12.00.

Responsabile unico per il procedimento: Dott. Giorgio Calzavara.

L’avviso di gara viene pubblicato su: Supplemetto alla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUCE/S) n.

244 del 20/12/2011, sito istituzionale ed Albo Ufficiale dell’Autorità Portuale di Venezia, nonchè sulle principali

testate internazionali e nazionali del settore (Lloyd’s List, International Transport Journal, Messaggero

Marittimo, Avvisatore Marittimo, Corriere dei Trasporti, Porto&diporto, Sole 24 ore Trasporti, Milano Finanza

Shipping & Logistics) in aggiunta alle testate locali del Corriere del Veneto ed il Gazzettino.

Il Bando di gara, con allegato il relativo disciplinare, è recuperabile sul sito dell’Amministrazione aggiudicatrice

http://www.port.venice.it

Per eventuali chiarimenti contattare il seguente numero dell A.P.V.: tel. +39 0415334223

Venezia, 09/12/2011

IL PRESIDENTE: Prof. Paolo Costa


infrastrutture / porto&diporto

Allargare le reti TEN-T

ai rapporti UE

con i paesi limitrofi

Intervento del Presidente Nerli alla Conferenza

Meseuro – Bruxelles

A

Bruxelles, nello scorso gennaio,

si è tenuta la conferenza

Meseuro focalizzata

sul prosieguo dell’iter di revisione degli

orientamenti sullo sviluppo delle reti

TEN-T e sul Regolamento “Connecting

Europe Facility”. Assoporti, presente ai

lavori, ha potuto esprimere proposte

ed elementi che la portualità italiana

ritiene importanti e prioritari: lo ha fatto

attraverso una dettagliato intervento

del presidente Francesco Nerli che di

seguito riportiamo.

“Vorrei rammentare, innanzitutto,

alcuni dati che aiutano a comprendere

cosa rappresenti il sistema portuale

italiano per l’Europa. Basti segnalare

che nel 2010 in Europa il 74% delle importazioni

ed il 77% delle esportazioni

è avvenuto per via marittima, per un

totale di quasi 1,6 miliardi di tonnellate

di merci. L’Italia ha contribuito significativamente

a questo interscambio, risultando,

anche in questo periodo di crisi,

al 1° posto in Europa per importazioni

e al 3° posto per esportazioni via mare:

nel traffico marittimo passeggeri l’Italia

è al 1° posto. Da un punto di vista economico

il sistema portuale italiano, oltreché

comparto economico in se, è un

complesso di imprese e soggetti che

generano ricchezza ed occupazione

diretta. Su questo punto, per estrema

sintesi, ricordiamo che il PIL generato

dal sistema marittimo nazionale, con

39,5 miliardi di Euro, costituisce circa

il 2,6% del totale nazionale e impiega

oltre 213.000 unità di lavoro dirette.

A questa breve premessa è opportuno

aggiungerne un’altra riguardante

specificatamente la rete TEN-T. La

rete, originariamente concepita in funzione

e con una forte finalizzazione interna

all’Unione (nonché con una considerevole

prevalenza della modalità

ferroviaria), in virtù del mutato scenario

economico a scala globale, deve essere

rivista guardando in particolar modo

l’interscambio tra l’Unione Europea e il

resto del mondo a partire dall’Estremo

Oriente, i versanti Africani ed Asiatici

del Mediterraneo nonché il bacino del

Mar Nero, l’America Latina (Brasile in

particolare), l’India, l’Africa australe e

l’emisfero Sud in genere.

In sintesi, deve essere una rete costituita

da nodi e corridoi che collegano

l’Unione Europea alle aree di maggior

sviluppo potenziale (e previsto).

Tutto ciò, naturalmente, non deve far

perdere di vista altri aspetti. La revisione

deve cioè costituire occasione per:

- un riequilibrio infrastrutturale tra le

diverse regioni dell’Unione per favorire

gli obiettivi del Trattato di coesione

economica e sociale;

- una redistribuzione dei flussi di

traffico verso le aree sottoutilizzate per

uno sviluppo sostenibile ed equilibrato

di tutti i territori Europei;

- la “decarbonizzazione” dei trasporti.

38 - febbraio 2012


Quest’ultima, in particolare, costituisce

obiettivo prioritario che, a nostro

avviso, deve essere perseguito per

la riduzione delle emissioni nocive e

al contempo deve essere volto ad un

“disegno” della rete TEN-T che tenga

conto dell’esigenza di riduzione delle

percorrenze lungo le rotte marittime

da e per l’Europa. Una revisione che,

pertanto, deve riconoscere un ruolo

centrale ai porti sia in quanto nodi di

transito dell’interscambio tra l’Unione

Europea ed i resto del mondo sia in

quanto infrastrutture indispensabili per

il trasporto marittimo in funzione alternativa

alle modalità terrestri, più impattanti.

Ma anche una revisione che non

può limitarsi ad individuare singoli nuovi

nodi e tratte cui attribuire il riconoscimento

di “valore Europeo”, bensì una

revisione intesa a riconoscere rilievo

ad una logica di rete effettiva, fatta di

molteplici nodi legati adeguatamente,

sul versante terrestre, a tratte stradali

e ferroviarie (anzitutto).

La proposta della Commissione, ci

spiace dirlo, invece individua nodi e

collegamenti concentrati nelle aree che

già oggi sono maggiormente infrastrutturate,

di fatto marginalizzando le regioni

periferiche (in questo senso è difficile

condividere la proposta della Commissione

Europea che, con le scelte che

propone per i porti, quasi esclude completamente

dalla rete “centrale” regioni

come la Sicilia – con la sola eccezione

di Palermo - e la Sardegna, a discapito

non solo di queste regioni, ma di tutto

il mezzogiorno d’Italia). Inoltre, la proposta

non sembra valorizzare appieno

l’area Mediterranea che, invece, rappresenta

uno snodo cruciale per la crescita

economica dell’Unione Europea.

In questo ambito la posizione geografica

dell’Italia, inserita nel cuore del Mediterraneo,

assume un ruolo chiave nel

garantire il collegamento e le interconnessioni

infrastrutturali necessarie per

sostenere e potenziare la crescita, l’occupazione

e la competitività dell’Unione.

Crediamo pertanto indispensabile

che il sistema portuale italiano per la

sua giusta valorizzazione nell’ambito

delle future TEN-T debba essere rappresentato

con l’inserimento dei porti

italiani sede di Autorità Portuale nella

rete “centrale”. L’insieme dei porti

amministrati dalle Autorità Portuali, i

maggiori per volumi di traffico, dotazioni

infrastrutturali, capacità di generare

ricchezza ed occupazione, nel complesso

offrono l’intero ventaglio di funzioni:

per i mercati di consumo (grandi

agglomerati urbani); per le imprese di

produzione (di base e di prodotti finiti);

per l’approvvigionamento delle materie

prime energetiche e per la logistica dei

prodotti energetici; a servizio dei collegamenti

marittimi di breve e medio

raggio (nazionali, intracomunitari ed

inframediterranei) alternativi a quelli

esclusivamente terrestri; per la continuità

territoriale delle aree insulari; per

il turismo. Senza dimenticare quegli

scali che svolgono un rilevante ruolo di

distribuzione/concentrazione dei traffici

marittimi oceanici nell’area mediterranea

(transhipment).

Nel contesto di una rete “Europea”,

se adeguatamente interconnessi con

le infrastrutture lineari di rete (ferrovie

anzitutto) dalle caratteristiche fisiche e

dagli standard di servizio elevati, i nostri

porti potranno potenziare e, laddove

necessario/possibile, differenziare le

proprie funzioni, ampliare i propri bacini

di riferimento e sviluppare le strutture di

servizio, con benefici di carattere economico,

ambientale e sociale per l’Italia

nonché per l’Europa.

In questo senso sottolineiamo che

la rete TEN-T è strumento in mano

all’Unione Europea ai fini del perseguimento

di uno degli obiettivi primari

dell’Unione stessa, la coesione economica

e sociale. Non costituisce, pertanto,

obiettivo fine a stesso delegabile

per intero ai singoli Stati Membri.

In particolare, tenuto conto della

conformazione fisica del nostro Paese,

oltre che ad una maggiore attenzione

della Commissione Europea alle aree

insulari, chiediamo che si preveda

espressamente di integrare la futura

rete “centrale” con i corridoi ferroviari

Tirrenico e Adriatico e con tutti i porti

sede di Autorità Portuale che insistono

su questi corridoi. Infatti entrambi i corridoi

sono indispensabili per la gestione

dei flussi di traffico merci in entrata e

in uscita sulla direttrice Nord-Sud e per

un duraturo e solido sviluppo delle Autostrade

del Mare (nazionali, europee e

mediterranee). Tale soluzione, integrata

con la realizzazione degli opportuni

collegamenti ferroviari tra i porti e quei

corridoi, consentirebbe di sfruttare appieno

la capacità e le potenzialità della

rete ferroviaria esistente, e sarebbe di

elevato valore aggiunto strategico perché

darebbe la possibilità di una maggiore

efficienza e distribuzione dei traffici

su un numero maggiore di porti.

A sostegno di questa esigenza si

è espresso anche il Ministro delle Infrastrutture

e dei Trasporti italiano in

risposta ad una interrogazione alla

Camera dei Deputati il 10 gennaio

scorso. In quell’occasione il Ministro,

oltre a confermare l’assoluta necessità

dell’Italia di inserire alcuni porti nel

corridoio Helsinki-Valletta (Palermo e

Catania) – proposta che riteniamo non

solo condivisibile ma doverosa - ha

anche confermato che nella visione e

nella proposta italiana (che chiediamo

sia sostenuta con forza) tale corridoio

si estende a Sud-Est con la diramazione

che da Napoli raggiunge Bari e

Taranto. In questo senso si è espressa

anche la Camera dei Deputati che, con

l’approvazione della mozione Vannucci,

impegna il Governo ad intervenire

presso le competenti sedi UE ai fini del

completamento del Corridoio Baltico-

Adriatico verso Sud, lungo la costa

adriatica, comprendendo anche i porti

di quel versante più a Sud rispetto a

quelli considerati dall’ipotizzato corridoio

Baltico-Adriatico.

A nostro avviso la visione di rete

che pensiamo, impone di considerare

“Autostrade del Mare” i collegamenti

marittimi tra tutti i porti delle future reti

TEN-T indipendentemente dallo Stato

Membro di appartenenza. Così come

sono da considerare “Autostrade del

Mare” i collegamenti marittimi tra i porti

delle reti TEN-T e quelli dei Paesi vicini

extra UE - tra cui quelli che si affacciano

sul bacino del Mediterraneo;

tali collegamenti, quindi tutti i porti ad

essi funzionali, nodi di collegamento tra

l’Europa ed i Paesi vicini, meritano la

stessa considerazione dei punti di frontiera

terrestri.

Riteniamo inoltre che nelle future

reti TEN-T sia espressamente prevista

l’eleggibilità al contributo finanziario UE

dei progetti ferroviari interni agli ambiti

portuali, come pure che i sistemi di

“Port Community Systems” siano ricompresi

nei sistemi ITS.

Per concludere, richiamiamo l’attenzione

sul fatto che la programmazione

e la pianificazione delle infrastrutture a

nostro avviso deve rimanere prioritariamente

in capo agli Stati Membri, seppur

nel quadro delineato a livello Europeo,

ciò tanto più considerato il modesto impegno

finanziario dell’UE.

Crediamo comunque necessario

che l’Unione Europea rafforzi il suo

impegno sia incrementando le risorse,

sia predisponendo strumenti finanziari

adeguati, ad esempio gli Euro Bond o

Project Bond, che tra l’altro, sarebbero

anche determinanti per rafforzare

la solidità della moneta unica davanti

ai mercati finanziari, e consideriamo

anche giusta l’ipotesi di escludere dal

“patto di stabilità” le risorse pubbliche

destinate alla realizzazione dei progetti

TEN-T.

Infine, riteniamo che le partnership

pubblico-private debbano essere promosse

ed agevolate in quanto potranno

costituire strumento primario per

l’accesso di capitali privati ad integrazione

delle scarse risorse pubbliche disponibili

per la realizzazione di quanto

necessario allo sviluppo ed alla crescita

economica. Ciò comunque nell’ambito

delle finalità di coesione economica e

sociale che rimane obiettivo primario

del settore pubblico”.

Michela Fanis

febbraio 2012 - 39


infrastrutture / porto&diporto

Lo sviluppo del Nord Africa

e i porti del Sud Italia

Lo sviluppo dello shipping è nel

Mediterraneo. Ne è sicuro Srm,

l’Associazione studi e ricerca

di cui Paolo Scudieri, patron di Adler,

e Massimo Deandreis sono rispettivamente

presidente e direttore generale,

che ha pubblicato una ricerca sulle relazioni

economiche tra l’Italia e i paesi

che si affacciano sul Mediterraneo. Lo

studio giunge a questa conclusione: se

i porti di Napoli e di Salerno aumentassero

del 5% la produttività, la movimentazione

delle merci crescerebbe di oltre

50mila teus, oggi attestati a 540mila e

a 230mila. Un obiettivo da raggiungere

mediante il dragaggio dei porti ma

anche attraverso maggiori investimenti

finalizzati a sviluppare i retro-porti e la

logistica per una più efficace integrazione

tra i sistemi portuale, viario e ferroviario.

Unico modo per far viaggiare

le merci in tempi rapidi. “Soltanto in

questo modo è possibile far crescere

il peso dei porti nell’area Mediterranea

e in Europa”, afferma Deandreis. Una

prospettiva in cui gli imprenditori hanno

fiducia, come lascia intendere il presidente

di Srm, l’industriale Scudieri.

“Prevediamo che l’attuale fase di turbolenza

politica nell’area del Mediterraneo

possa presto stabilizzarsi dando

spazio ad una ripresa di forte sviluppo

degli investimenti, in quanto la partita

si vince sviluppando infrastrutture sul

mare e a terra”. Con 400 milioni di euro

in valore assoluto di merci (+174% dal

2005 al 2010), la Campania è la prima

regione del Mezzogiorno per l’export

via mare con l’Africa settentrionale. Se

però i porti di Tangeri e Porto Said registrano

una crescita delle proprie quote

di mercato a due cifre proprio a spese

degli scali italiani, i porti campani registrano

ancora quote basse d’incremento

nella movimentazione delle merci.

Da qui la necessità, secondo Srm, di

portare a soluzione non solo i progetti

per l’accessibilità ferroviaria e viaria

nei porti, attuando precise strategie

sia in termini di investimenti infrastrutturali,

come fondali e banchine, sia in

termini di specializzazione di trasporto.

Come, per esempio, le autostrade

del mare e i traghetti ro-ro. Ma anche

quei provvedimenti per velocizzare le

procedure amministrative connesse

all’imbarco ed allo sbarco delle merci.

Solo a queste condizioni la Campania,

ma questo vale anche per Calabria,

Puglia e Sicilia, dice Deandreis “può

fare del Mediterraneo quello che ha

rappresentato l’Est europeo per la Germania,

con tassi di crescita superiori

alla media comunitaria e largamente

migliori di quella italiana”. Anche perché,

aggiunge Scudieri, “se l’estero è

stato fino ad ieri messo da parte da un

gran numero di imprenditori in quanto

richiede forza, energia e competenze,

oggi diventa indispensabile per reggere

un mercato sempre più globale”. In

questo processo, le imprese sono però

oggi sostenute con maggiore forza sia

da strutture pubbliche e private che garantiscono

il credito e il sostegno all’export,

sia dal previsto forte incremento

dell’interscambio commerciale tra i Paesi

della sponda mediterranea e l’Italia,

valutato in 60 miliardi di euro e stimato

in 80 miliardi nel 2013. E in questo processo,

l’Italia e la Campania potrebbe-

40 - febbraio 2012


o essere destinatarie di un flusso d’investimenti

dei Fondi sovrani dell’area

Mena (acronimo di Medio Oriente e

Nord Africa) compreso tra 4 e 10 miliardi

di dollari nei prossimi tre anni. Una

cifra considerevole, come sottolinea il

direttore generale del Banco di Napoli

e presidente di Abi Campania, Giuseppe

Castagna. “E’ una ingente somma di

danaro che si aggiunge al valore delle

relazioni economiche degli immigrati

africani (15% degli stranieri) presenti

sul territorio nazionale ed i loro paesi di

origine. Valore che è pari al 12% delle

rimesse totali. Per la Campania e le altre

regioni meridionali è una ghiotta occasione

per non perdere questa grande

opportunità”. La rinascita si attende

soprattutto per lo scalo napoletano che

può disporre di 377 milioni di euro, 335

dei quali provenienti dai fondi comunitari.

I progetti ammessi a finanziamento

sono tredici, per la maggior parte riguardano

le infrastrutture a mare e a terra.

Scelte strategiche si attendono anche

a Gioia Tauro, penalizzata, tra l’altro,

per la mancata velocizzazione della linea

ferroviaria Adriatica che potrebbe

dare uno sbocco positivo al trasporto

delle merci dirette in Germania. Ma il

vero problema è legato ai costi: Tangeri

e Porto Said, ma anche Algeciras, applicano

tariffe più basse: il risultato è il

declino del porto calabro nei confronti

degli scali africani, resi più competitivi.

In mancanza di una tanto attesa svolta

la movimentazione di merci e container

calerà ancora ed acuirà la crisi. Anche

Taranto ha in bilancio un bel mucchio

di quattrini per rendere più funzionale

lo scalo.

Se non altro per renderlo più attrattivo,

visto che la città è in attesa dell’approvazione

del piano regolatore del

porto. I risultati si vedranno nei prossimi

mesi. Nel frattempo per tutto il 2012

le navi potranno approdare quasi a costo

zero per l’abbattimento delle tasse

di ancoraggio.

La decisione del comitato portuale

è resa possibile grazie alle risorse del

governo inserite nel Milleproroghe, pari

a 6 milioni di euro. Insomma, infrastrutture

e riorganizzazione funzionale dei

terminal: è legata a questi due aspetti

lo sviluppo dei porti del Mezzogiorno

che attendono di essere il punto di riferimento

del Mediterraneo e del Nord

Europa. Soprattutto perché entro il

2015 entreranno in attività 118 grandi

navi di capacità superiore a 10mila teus

che avranno bisogno di una profondità

di almeno 15 metri, di banchine lineari

superiori al chilometro e gru capaci di

movimentare in poco tempo tutti i container

imbarcati.

Eduardo Cagnazzi

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febbraio 2012 - 41


logistica / porto&diporto

Mobilitá verde delle merci

Una ricerca che vede protagoniste la ALOT, il CNR e

l’Università di Napoli Federico II

Il tema della mobilità sostenibile

ha assunto una importanza critica

per le imprese al punto da condizionarne

le loro strategie. Le imprese di

trasporto e logistica sono direttamente

investite dal problema della sostenibilità

in quanto loro sono responsabili di

una quota sostanziale delle emissioni

nocive di gas ad effetto serra. Inoltre,

sono sempre più numerose le norme

che, anche a livello europeo, stabiliscono

nuovi criteri di eco-compatibilità per

la movimentazione e la logistica delle

merci. Le imprese del settore sono

quindi sempre più chiamate a reagire

alla sfida della green logistics poiché

la sostenibilità giocherà un’importanza

rilevante soprattutto in un prossimo futuro

dove la competitività di queste imprese

passa anche per l’innovazione in

questo campo.

Quale è la fotografia attuale della

situazione in Italia? Come stanno investendo

in sostenibilità le imprese

logistiche italiane? Quali sono i fattori

che influenzano l’adozione delle iniziative

di riduzione dell’impatto ambientale

nel settore? Una ricerca condotta

da ALOT, l’Agenzia della Lombardia

Orientale per i Trasporti e la Logistica,

in collaborazione con l’IRAT-CNR e il

Dipartimento di Ingegneria Economico-

Gestionale dell’Università di Napoli Fe-

derico II, tenterà di dare una risposta a

questi quesiti. L’indagine ha un respiro

internazionale ed è condotta in collaborazione

con l’università di Linkoping

(Svezia), il National Institute for Transport

and Logistics di Dublino (Irlanda)

e il Tampere University of Technology

(Finlandia).

L’obiettivo dello studio è di capire il

ruolo che la sostenibilità ambientale riveste

nelle strategie delle imprese logistiche

italiane attraverso l’analisi delle

azioni di riduzione dell’impatto ambientale

adottate e i fattori che ne facilitano

e ne ostacolano l’implementazione.

L’indagine si pone quindi un obiettivo

ambizioso in un settore importantissimo

per l’economia del paese che è in

forte trasformazione, come dimostrano

gli eventi di questi giorni. Essa va considerata

anche come un modo per sensibilizzare

le imprese italiane rispetto al

problema della sostenibilità ambientale

attraverso la diffusione di un questionario

che potrà essere compilato facilmente

via Internet.

I risultati dell’indagine consentiranno

di ottenere un riscontro in merito all’impegno

che gli operatori logistici italiani

mostrano nei confronti della sostenibilità

ambientale e il grado di importanza

ad essa attribuito. Inoltre, lo studio darà

la possibilità alle imprese che compileranno

il questionario di conoscere le

“migliori pratiche” adottate in Italia e

negli altri paesi europei coinvolti nell’indagine

per trarne preziose indicazioni

su come l’investimento nella green logistics

può consentire di ottenere risultati

economico-reddituali più soddisfacenti

migliorando le performance ambientali.

La ricerca si inserisce all’interno di

una più vasta azione che ALOT sta

sviluppando anche a favore del trasferimento

modale dei trasporti dell’Est

Lombardia che vede anche iniziative

volte allo sviluppo di nuove relazioni

intermodali. In questo senso, tramite il

progetto TRANSITECTS si sono ipotizzate

delle nuove relazioni per collegare

le Aree di Brescia, Mantova, Cremona

e Bergamo con il Sud della Germania,

l’Austria e l’Est Europa, presentate a

Milano durante il convegno, organizzato

dalla Regione Lombardia, Lo sviluppo

dell’intermodalità merci in Europa e

in Lombardia.

“Nel contesto attuale – ha affermato

Guido Piccolo, direttore ALOT - il

settore dei trasporti e della logistica si

trova a fare i conti in primis con problematiche

di tipo economico. La contingenza

non deve tuttavia far abbassare

la guardia verso l’importanza delle

tematiche “green”, dal momento che

la ricerca della sostenibilità ambienta-

42 - febbraio 2012


le può rappresentare uno degli asset

strategici per contrastare la congiuntura,

non solo per le nuove commodities

da trasportare (es. prodotti per il solare)

ma anche come innovazione del processo

di erogazione dei servizi di logistica.

I Trasporti sostenibili non sono infatti,

a mio parere, solamente sinonimo

di tematiche attinenti al marketing, ma

anche di punti fondamentali per il miglioramento

complessivo dell’efficienza

dell’intero sistema. Un esempio? Le

iniziative “verdi” portano necessariamente

ad una aggregazione di traffico

in determinate modalità più sostenibili

rispetto al trasporto tutto strada, quali

ad esempio l’ambito ferroviario e i trasporti

via acqua. In questo ultimo caso,

le ripercussioni positive sono evidenti e

riguardano una maggiore efficienza di

sistemi strategici per l’economia come

quello portuale. E’ partendo da questi

presupposti – ha spiegato ancora Guido

Piccolo - che abbiamo dato vita a

questa iniziativa, con il fondamentale

contributo del CNR e dell’Università

Federico II di Napoli, con l’obiettivo di

gettare le basi per la creazione di una

sorta di “cartello green”, di una filiera

che possa dare delle importanti indicazioni

sul tema. Per raggiungere questi

obiettivi, è fondamentale fotografare la

situazione attuale e quindi individuare

delle best practice a livello europeo

da trasferire all’interno dei singoli Paesi

come modello. Non a caso, l’analisi

verrà condotta non solo a livello nazionale,

ma avrà respiro europeo grazie a

collaborazione con altri Atenei operanti

in vari Paesi esteri. Previsioni sui risultati

dello studio sarebbero azzardate,

tuttavia credo che nel nostro Paese

convivano due aspetti profondamente

diversi nel settore della logistica: a livello

micro, quella che emerge è una

grande qualità del sistema delle piccole

aziende dell’autotrasporto, molto evolute

dal punto di vista della tecnologia

e dell’efficienza grazie agli investimenti

sostenuti per rinnovare il parco dei veicoli;

a livello di settore, invece, c’è ancora

molta strada da fare per migliorare

il sistema intermodale con un adeguato

sfruttamento del sistema ferroviario e

idroviario mediante adeguate politiche

nazionali strutturali”.

Giovanni Piro

ALOT, Agenzia della Lombardia Orientale per i Trasporti e la Logistica, è

stata costituita nel 2008 dalle Province di Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona

per la promozione di infrastrutture e servizi della logistica e del trasporto

dell’Est Lombardia ed il miglioramento della mobilità. La società, il cui capitale

sociale è completamente pubblico ed equamente diviso fra i Soci, ovvero le

quattro Province, opera quale in-house provider in esclusiva delle stesse e si

pone come strumento di raccordo fra pubblico e privato nello sviluppo di iniziative

per il trasporto sostenibile sul territorio. ALOT è stata concepita quale

incubatore, sviluppatore e gestore di progetti di mobilità sostenibile a livello

locale ed europeo, grazie al trasferimento delle esperienze e delle competenze

sviluppate nell’ultimo quinquennio di progettazione a livello inter-regionale

e transnazionale dalle Province. Obiettivo primario di ALOT è la promozione

dell’utilizzo delle infrastrutture di trasporto intermodale sul territorio, contribuendo

allo sviluppo di nuove infrastrutture e servizi di trasporto e attuando

forme efficaci di programmazione e pianificazione della logistica sul territorio,

dialogando con gli operatori. La società lombarda persegue inoltre la creazione

di una base di conoscenza del trasporto merci e dell’offerta/domanda di

logistica sul territorio di competenza e ha come finalità anche quella di supportare

e diffondere le migliori iniziative di logistica al fine di creare una vera e

propria cultura in tal senso nel tessuto produttivo locale.

febbraio 2012 - 43


trasporti / porto&diporto

Arrivano gli austriaci

e il porto di Trieste

riscopre l’amore per la ferrovia

Il dibattito sul ruolo del trasporto viari come Trenitalia, con cui abbiamo avviato lo studio di un nuovo ulteriore

ferroviario cargo come modalità un rapporto di partnership di lunga data collegamento fra TMT e Milano e Alpe

necessaria alla sviluppo della portualità

che non potrà che rafforzarsi in un mercato

Adria, che lo aveva in precedenza sospeso,

è da anni molto acceso, con un

focus particolare sulla generalmente

bassa percentuale di merci che arriva e

parte dai porti italiani via treno.

È anche per questo, quindi, che la

neonata partnership fra il TMT – Trieste

Marine Terminal (la società che gestisce

il terminal contenitori di Trieste, al

Molo VII) del gruppo TO Delta e il vettore

ferroviario Rail Cargo Austria ha

avuto particolare eco, sottolineata da

una cerimonia inaugurale cui hanno

preso parte tutti gli stakeholders coinvolti,

dalle istituzioni locali alle compagnie

di linea, fra cui CMA-CGM, Evergreen,

Hyundai, Maersk, MSC, Yang

Ming e ZIM.

L’accordo sottoscritto prevede l’avvio

di tre nuove connessioni da e per

il terminal container giuliano: “Bavaria

Express” è un servizio di cinque corse

settimanali fra Trieste e Monaco di Baviera,

“Patrizia Express” unirà una volta

a settimana Trieste e Ulm e stessa frequenza

avrà “Empress Elisabeth Shuttle”

con Budapest (Bilk Kombiterminal).

Tutti i collegamenti saranno operati nelle

due direzioni.

Quello che però conta di più è il potenziale

salto di qualità che lo sbarco

in porto di un nuovo operatore, con

grandi ambizioni e di solide tradizioni

(si tratta del ramo merci delle ferrovie

federali austriache ÖBB), può rappresentare

per Trieste. “Il nostro obiettivo

è arrivare a fare 1.000 treni l’anno e

intendiamo focalizzarci su tutta l’Italia

del Nord, estensione naturale del nostro

mercato, che intendiamo ampliare

il più possibile a Ungheria, Repubblica

Ceca, Slovacchia e Polonia” ha spiegato

il numero uno di Rail Cargo Austria

Erik Regter. “Per centrare questo target

– ha aggiunto il manager con una punta

di ecumenismo volta a stemperare

presunte frizioni con il principale incumbent

italiano – collaboreremo sempre

più con TO Delta, ma anche con altri

multimodal operator, a partire da Alpe

Adria (partnership paritetica fra Autorità

Portuale, Trenitalia e la finanziaria regionale

Friulia), e con altri vettori ferro-

sempre più aperto”.

Regter, affiancato dal CEO di Rail

Cargo Italia (controllata al 100% da

RCA) Leo Herze, ha sottolineato come

“non vi sia un piano predeterminato di

collegamenti da avviare, ma come la

volontà sia quella di mettersi a disposizione

delle richieste della clientela per

soddisfarne di volta in volta le esigenze”.

Un punto fermo è però lo sviluppo

del traffico ferroviario anche per tipologie

merceologiche diverse dai container.

E, non a caso, come confermato da

Claudio Grimm, amministratore delegato

di GCT (General Cargo Terminal, la

società che gestisce lo Scalo Legnami),

la visita in Friuli del top management

di RCA (che, parlando di un “concreto

interesse”, ha anche visitato il porto di

Monfalcone) è stata l’occasione per

portare a uno stadio avanzato la trattativa

per attivare un collegamento settimanale

fra lo Scalo Legnami e Villach,

“che potrebbe servire all’import di parte

del legname che oggi arriva su gomma

e all’export di general cargo verso il

centro Europa”.

Come per RCA, anche per TMT,

naturalmente, la nuova partnership

non presenta alcun vincolo di esclusività:

“Crediamo che la ferrovia sia uno

strumento determinante per la crescita

dei traffici di tutto il porto di Trieste e

abbiamo investito molto in questo senso,

spostando il nostro fascio di cinque

binari (600 metri l’uno, serviti da 3 gru

RMG) dal centro del terminal a fascio

di banchina e portando la capacità da

4.300 a 11.500 treni l’anno. Questo

perché vogliamo attirare a Trieste più

operatori ferroviari e MTO possibile e

portare la quota di traffico ferroviario

dal 30 al 40%” ha evidenziato Fabrizio

Zerbini, presidente e amministratore

delegato della società terminalistica.

Un obiettivo che già pochi giorni

dopo l’annuncio della partnership con

RCA è apparso più vicino. ICS - Interporto

Servizi Cargo, il vettore ferroviario

facente capo all’Interporto Campano

di Nola, ha infatti confermato di aver

ha annunciato il ripristino (dal

13 marzo) del collegamento proprio

con Milano, attuato mediante l’estensione

on cargo inducement dei servizi

su Padova, e l’avvio (il 15 marzo) del

nuovo collegamento a lungo raggio

Trieste-Rostock, lungo la direttrice del

Corridoio 1 (Adriatico-Baltico) del “core-network”

TEN-T, da realizzarsi mediante

l’aggregazione graduale dei tre

segmenti operativi Trieste-Villach, Villach-Wels

e Wels-Rostock e viceversa.

Insomma, se fra il porto di Trieste e

le ferrovie son rose, fioriranno.

Nel frattempo TMT ha anche festeggiato

anche il nuovo record di traffico

del terminal: con i 34.322 TEUs di dicembre

(+48,62% sul dicembre 2010),

la movimentazione del 2011 ha raggiunto

quota 393.195 TEUs, pari a un

+39,61% sul 2010 e soprattutto a un

+16,23% sul precedente anno record

(2008).

Intanto, detto del restyling ‘ferroviario’

del layout del terminal, TMT ha messo

sul piatto altri investimenti volti ad accrescere

il proprio appeal: “A breve disporremo

di altri 7.000 mq di aree per

lo stoccaggio e entro la fine dell’anno

porteremo a compimento l’upgrading di

due gru di banchina, che vedranno le

loro capacità operative aumentate a 20

file in larghezza e 7 tiri in altezza onde

essere capaci di operare su navi con

capacità di 10.000 TEUs” ha aggiunto

Zerbini.

Ma il manager guarda anche più in là:

“Siamo arrivati a movimentare 400.000

TEUs su una capacità di 600.000, è

naturale che il progetto di allungamento

del terminal – per cui auspico che

la chiamata al Ministero dell’Ambiente

dell’ex segretario generale dell’Authority,

Antonio Gurrieri, possa rappresentare

un buon volano – ci veda assolutamente

favorevoli. Ma in generale

siamo concordi con tutti quei progetti,

in primis la piattaforma logistica, capaci

di aumentare l’attrattività del porto nel

suo complesso”.

Andrea Moizo

44 - febbraio 2012


trasporti / porto&diporto

Lo sviluppo dei voli

a Lametia Terme

Con due milioni di passeggeri

raggiunti alla fine di ottobre

2011, l’aeroporto internazionale

di Lamezia Terme tocca il suo

massimo storico. E per festeggiare

questo significativo traguardo (il caso

ha voluto che fosse proprio un lametino

il passeggero numero 2 milioni), Vincenzo

Speziali, presidente della società

mista Sacal che ha in gestione lo scalo,

taglia il nastro della nuova sala vip dello

scalo, del nuovo parcheggio e del terminal

prefabbricato per i voli low cost,

costruito con i Fondi Por 2007-20013

per fronteggiare la maggiore movimentazione

dovuta alla vistosa crescita dei

passeggeri e dei voli. Nell’occasione

ha annunciato anche il rafforzamento

da marzo delle frequenze di Ryanair

per Bologna e Bergamo, in attesa della

nuova aerostazione. Per Bologna, i

voli passeranno da sette a nove la settimana,

per Orio al Serio da ventuno a

ventiquattro. La sala vip è invece fornita

di connessione wireless, bar, edicola

e proprio banco check-in. “Il traguardo

dei due milioni di passeggeri, raggiunto

due mesi prima della fine dell’anno, è il

frutto delle politiche di crescita portate

avanti dalla società. Un’azione politica

che colloca Lamezia Terme nel novero

degli scali più importanti d’Italia dal

punto di vista strategico. E che impone

- sottolinea Speziali - nuovi investimenti

e intense attività organizzative

per garantire servizi sempre più avanzati

ed efficienti”. E sul rafforzamento

delle frequenze da parte della compagnia

low cost d’oltre Manica aggiunge:

“Ancora una volta lo scalo si conferma

come volano di sviluppo per la Calabria.

Un maggior numero di voli significa

permettere non solo ai calabresi di

raggiungere in breve tempo e a prezzi

vantaggiosi il Nord Italia, ma anche ai

tanti turisti che sbarcano a Lamezia di

conoscere e scoprire le bellezze artistiche,

storiche e paesaggistiche del territorio.

Un motivo in più per la società

di gestione per concentrare la propria

attenzione su altri progetti in grado di

dotare di valore aggiunto il sistema produttivo

locale e regionale”. L’aumento

del numero dei passeggeri ha comportato

nei mesi scorsi anche una ricaduta

positiva sull’occupazione, soprattutto

giovanile, con l’entrata in servizio di

trenta giovani, con un’età media al di

sotto dei trent’anni, nel mondo del lavoro.

Non è poco, soprattutto in un momento

di difficile congiuntura ed in una

regione dove la disoccupazione raggiunge

livelli preoccupanti. La crescita

dello scalo è testimoniata dall’impennata

dei voli e del numero di passeggeri

che sono cresciuti rispettivamente

del 14,7% e del 21%. E per il 2012 è

prevista un’ulteriore crescita per effetto

dei nuovi voli per Bologna e Orio al Serio.

La Sacal guarda però al futuro. Vale

a dire alla nuova aerostazione capace

di accogliere 3 milioni e mezzo di passeggeri.

Inserita tra i Grandi Progetti, la

struttura sarà finanziata con fondi della

Comunità europea, pari a 90 milioni di

euro. Il progetto prescelto porta la firma

dello Studio Valle di Roma, capogruppo

di un gruppo di progettazione, vincitore

del concorso. Con la realizzazione della

nuova aerostazione, sorgeranno anche

ulteriori servizi, tra cui un Aerhotel

di 120 posti e una torre nella quale troveranno

sede un centro commerciale e

un ristorante. Con un occhio ai numeri,

lo scalo calabrese è servito in gran parte

da Alitalia con 108 voli settimanali,

segue Ryanair con oltre 40 voli la settimana,

compresi i quattro per Londra e

i due per Bruxelles Charleroy. Gli altri

vettori sono Blu express, EasyJet e Air

Transat che volerà in Canada. La compagnia

di bandiera italiana ha invece

in programma collegamenti con le più

importanti mete nazionali ed internazionali.

Eduardo Cagnazzi

febbraio 2012 - 45


trasporti / porto&diporto

Liberalizzazioni

La Campania prima

nel trasporto locale

Si presenta sul palcoscenico

delle liberalizzazioni Metro

Campania NordEst, società

del gruppo Ente Autonomo Volturno,

holding dei trasporti della Regione

Campania. Si presenta come prima

azienda italiana a carattere regionale

ad ottenere tutti i requisiti necessari a

garantire a qualunque altra impresa

che ne faccia richiesta, italiana o straniera,

il transito sui propri binari. A fine

gennaio, alla vigilia del decreto del governo

che dà il via libera alle liberalizzazioni,

il ministero delle Infrastrutture

e dei Trasporti ha dato il via libera al

“Prospetto Informativo della Rete” (Pir).

Il documento definisce le regole per

l’utilizzo e la gestione dell’infrastruttura

ferroviaria napoletana, nonché i principi

e le procedure per la determinazione

e l’imposizione dei pedaggi. “L’autorizzazione

del Ministero -commenta

l’assessore ai Trasporti e alle Attività

produttive della Regione Campania,

Sergio Vetrella - è un primo importante

risultato delle attività di riorganizzazione,

risanamento e rilancio delle

aziende e getta le basi per una reale e

concreta liberalizzazione e contestuale

apertura alla concorrenza della rete di

Metro Campania NordEst, anche in vista

delle gare che le Regioni dovranno

bandire nei prossimi mesi secondo le

direttive dell’Unione Europea”. La decisione

del ministero fa seguito alla defi-

nizione del Pir da parte della società di

trasporto che ha in gestione i collegamenti

su ferro Napoli - Benevento via

Cancello e Napoli - Piedimonte Matese,

oltre alla linea di tipo metropolitano

(Linea 1) Piscinola - Aversa, di 10,227

km. In pratica, Metro Campania NordEst

(Mcne) “mette a disposizione dei

soggetti interessati l’infrastruttura ferroviaria,

nei termini e con le modalità previste

dalla normativa vigente, prestando

i servizi nel rispetto dei principi di

non discriminazione, di trasparenza e

di equità, allo scopo di garantire un’efficiente

gestione della rete, nonché di

conseguire la migliore utilizzazione

della relativa capacità”. Operativa dal

1910, sia pure con ragioni sociali diverse,

l’azienda gestisce un movimento

complessivo di circa 188 treni al giorno

tra linee suburbane e Linea 1, trasportando

3milioni100mila viaggiatori

all’anno. La rete ferroviaria aziendale è

complessivamente pari a 90 chilometri

in territorio campano, mentre l’estensione

delle linee sulle tratte intere è di

150 km, con 23 tra stazioni e fermate

più tre in comune con Rfi, dislocate

in provincia di Caserta, Benevento ed

Avellino. L’esercizio della Napoli - Piedimente

Matese, di 82 km, è svolto con

automotrici diesel. La tratta Piedimonte

- Santa Maria Capua Vetere (42 km)

è di proprietà dell’azienda. Quella tra

Santa Maria Capua Vetere e Napoli,

lunga 40 km, è di proprietà di Rfi che

riceve da Metro Campania Nordest

il relativo pedaggio. La linea Napoli –

Cancello - Benevento è lunga invece

70 km, di cui 22 (da Napoli a Cancello)

sono di Rfi. L’esercizio sulla tratta viene

effettuato con elettromotrici che coprono

22 corse nei giorni feriali, di cui due

sono effettuate con materiale e personale

di Trenitalia. Sia su questa che la

precedente linea, il servizio è soppresso

la domenica e nei giorni festivi. Il Pir,

che ha validità annuale ed è aggiornato

a dicembre con l’entrata in vigore del

nuovo orario, prevede la sottoscrizione

di un accordo quadro tra le parti che

deve contemplare i seguenti indicatori:

la specificità e la tipologia del servizio,

le caratteristiche dei collegamenti e dei

treni, la struttura dell’offerta, il numero

di tracce per fascia oraria, i volumi

complessivi relativi all’orario di servizio

(treni/km) ed il pedaggio. Due le officine

per la manutenzione dei rotabili:

quella di Piedimonte Matese per i treni

a trazione diesel e quella di Benevento

Appia per i rotabili a trazione elettrica.

La società ferroviaria ha in programma

l’ammodernamento e il rafforzamento

delle proprie linee e degli impianti. A

tale scopo ha commissionato a Firema

nuovi elettrotreni in modo da rendere

più veloci i tempi di percorrenza.

Eduardo Cagnazzi

46 - febbraio 2012


formazione / porto&diporto

Formazione senza soste

per i mestieri del mare

L’Accademia del Territorio e Scienze del Mare

definisce le attività 2012

Che un naufragio coinvolgesse

un così alto numero di

persone non era mai accaduto.

La vicenda della Concordia ripropone

a pieno titolo il ruolo dell’elemento

“uomo” in qualsiasi processo,

anche il più automatizzato. Per non

parlare della gestione dell’emergenza,

in questo caso a bordo di una

nave. Per la prima volta nella storia

dei sinistri marittimi di nave passeggeri

si è dovuto fronteggiare una

emergenza che ha coinvolto 4.229

persone. Basti pensare che le persone

coinvolte nel naufragio dell’Andrea

Doria erano “solo” 1.706.

Si capisce che per poter gestire

una tale situazione, con nave inclinata

e la sola possibilità di utilizzare

i mezzi di salvataggio ubicati su un

solo lato, è determinante il ruolo di

personale addestrato nella gestione

della crisi, ma anche del comportamento

umano di persone inesperte e

terrorizzate. L’uomo che va per mare,

più che in altre situazioni, necessita

di una preparazione approfondita,

per sviluppare competenze tecnico

operative ma anche quella buona

dose di doti personali, la cosiddetta

intelligenza emotiva, che sono il valore

aggiunto di qualsiasi mestiere.

Senza perdere mai di vista la cultura

che rappresenta le fondamenta di

qualsiasi professione.

L’Accademia del Territorio e Scienze

del Mare, costituita appena due

mesi fa, nasce proprio con lo scopo

di promuovere l’alta formazione e

Domenico Pellegrino, Presidente

dell’Accademia del Territorio e

Scienze del Mare e Managing

Director di MSC Crociere

qualificazione socio-culturale dei settori

Territorio e Mare, fondamentali

per l’Italia. Obiettivo dei promotori è

la realizzazione di un Sistema Turistico

Formativo Integrato di educazione

degli operatori del settore attraverso

corsi, seminari, conferenze e quanto

necessario per far sì che l’Italia si

doti di un’offerta formativa ad ampio

raggio.

Per definire il programma di attività

del 2012 l’Accademia si è riunita

presso la sede di MSC Crociere a

Napoli, a pochi giorni di distanza dal

tragico evento che, al di là della sua

drammaticità, non deve diventare un

ostacolo alla valorizzazione di un settore

vitale per l’economia nazionale.

I lavori dell’incontro sono stati aperti

da Domenico Pellegrino, Presidente

dell’Accademia e Managing Director

di MSC Crociere.

“Siamo onorati di ospitare questo

primo incontro ufficiale dell’Accademia

– ha dichiarato Pellegrino - Il

territorio e il mare sono settori di fondamentale

attrattiva per l’Italia, ed è

necessario elevare i livelli di preparazione

dei professionisti coinvolti.

Sono convinto che questo progetto

porterà forti novità attraverso la promozione

di opportunità formative a

vantaggio dell’unitarietà del sistema

d’istruzione per i giovani di tutto il

Paese”. I percorsi formativi saranno

proposti anche attraverso convenzioni

con università ed enti pubblici.

“Grazie alla realizzazione di studi,

ricerche, corsi, seminari e scambi

culturali con altre istituzioni, - ha

sottolineato Michela Corsi, Vicepresidente

dell’Accademia - intendiamo

diventare un centro d’eccellenza per

l’educazione permanente. L’Accademia

rappresenterà un modo per dare

eguali opportunità formative agli studenti

di tutta l’Italia”.

Come ha evidenziato Giuseppe

Marino, Vicepresidente dell’Accademia

e Presidente della Società Nazionale

di Salvamento l’Accademia

fornisce consulenze per la redazione

di studi di fattibilità finalizzati alla

pianificazione del territorio e alla valorizzazione

della risorsa mare, con

iniziative di soggetti sia pubblici che

privati.

Sandro Minardo

febbraio 2012 - 47


aziende / porto&diporto

48 - febbraio 2012


premio / porto&diporto

Un montepremi di 50.000 euro per la V edizione del

Premio Giornalistico Internazionale dedicato alle

Autostrade del Mare

Grimaldi Magazine Mare Nostrum

annuncia la quinta edizione

del premio giornalistico

Mare Nostrum Awards, dedicato alla

promozione delle Autostrade del Mare,

al fine di valorizzare questa eccezionale

opportunità di scambi, collegamenti

e sviluppo sostenibile per tutti i paesi

dell’area del Mediterraneo. Il montepremi

di Mare Nostrum Awards ammonterà

a 50.000 euro da suddividere

equamente tra i primi cinque elaborati

classificati. Sono invitati a partecipare

al premio tutti i giornalisti professionisti,

pubblicisti e fotografi che, entro il

31 luglio 2012, avranno pubblicato un

elaborato sulle Autostrade del Mare

evidenziando i vantaggi di questi collegamenti

in termini economici, sociali

e ambientali. Saranno accettati servizi

giornalistici, televisivi e radiofonici, documentari,

reportage fotografici e inchieste

economico-turistiche realizzate

in lingua italiana, inglese, spagnola, catalana,

francese o greca. Gli autori dovranno

essere residenti in Italia, Spagna,

Grecia, Tunisia e Marocco, mentre

gli elaborati dovranno essere stati

pubblicati nei paesi sopraindicati, su

stampa quotidiana e periodica nazionale,

stampa specializzata nel turismo

o nell’autotrasporto, anche nelle versioni

on-line, agenzie di stampa, emittenti

radiofoniche e televisive nazionali

e locali, riviste di fotografia e mostre

fotografiche. Per favorire una migliore

conoscenza delle autostrade del mare

i partecipanti al premio potranno usufruire

di un viaggio di andata e ritorno a

bordo di una delle moderne e confortevoli

navi Grimaldi Lines e Minoan Lines

in servizio tra Italia, Spagna, Tunisia,

Marocco e Grecia. Il viaggio dovrà essere

effettuato entro il 20 luglio 2012.

Gli elaborati pervenuti verranno valutati

dalla Giuria Internazionale del Premio,

presieduta da Folco Quilici, scrittore

e regista, e composta da eminenti

personalità del mondo della cultura e

del giornalismo. Per essere ammessi

al premio, gli elaborati dovranno pervenire

entro il 20 agosto 2012, via posta

tradizionale, presso la Segreteria Organizzativa

del Premio.

Cosimo Brudetti

IL GRUPPO GRIMALDI

ALLA FIERA FRUIT LOGISTICA

Il Gruppo Grimaldi ha presenziato anche quest’anno alla Fiera “Fruit Logistica”,

il maggiore appuntamento internazionale della logistica ortofrutticola,

che si è tenuto Berlino nei giorni scorsi.

Il Gruppo partenopeo, leader europeo nelle Autostrade del Mare, ha partecipato

insieme alle sue società controllate, la greca Minoan Lines e la finlandese

Finnlines, disponendo quest’anno il proprio stand all’interno del Padiglione

Spagnolo. A tutti i principali operatori che compongono la filiera della logistica

ortofrutticola, il Gruppo ha proposto i vantaggi delle sue linee marittime che

collegano importanti bacini di import-export di prodotti ortofrutticoli. Ampio

spazio è stato dato al nuovo collegamento Genova - Valencia che punta ad

essere un ulteriore supporto per i crescenti scambi commerciali tra Italia e

Spagna e ai collegamenti fra Tangeri e Barcellona e da Genova e Livorno per

Sicilia, Malta e Libia, direttrici su cui confluiscono importanti flussi di frutta e

merce refrigerata. Considerando anche le linee offerte da Minoan Lines tra

Italia e Grecia e quelle di Finnlines nel Mar Baltico ed il Nord Europa, il Gruppo

punta a proporsi alle aziende che operano nel mercato ortofrutticolo quale

operatore marittimo di riferimento.

“Anche nel 2012 il Gruppo Grimaldi ha voluto essere presente a questo importante

appuntamento focalizzandosi quest’anno sul mercato spagnolo – ha

detto Guido Grimaldi, Commercial Manager delle linee Short Sea - Con il lancio

della nuova linea dedicata al trasporto merci tra i porti di Genova e Valencia

il nostro Gruppo consolida ed espande la sua presenza nei collegamenti

tra Italia e Spagna: la nuova linea, infatti, si aggiunge a quelle già esistenti tra

Livorno, Civitavecchia, Salerno, Cagliari, Porto Torres ed i porti di Barcellona

e Valencia, da sempre scali di grande interscambio per l’ortofrutta. Inoltre,

poche settimane fa abbiamo anche lanciato la nuova Autostrada del Mare

tra Salerno e Catania. Tutto ciò dimostra il nostro impegno a voler rafforzare

la nostra fitta rete di Autostrade del Mare nel Mediterraneo i cui beneficiari

saranno le aziende di trasporto e l’intero mercato ortofrutticolo, che potranno

disporre di collegamenti più sicuri, economici e meno inquinanti rispetto alla

rete autostradale”.

febbraio 2012 - 49


usiness / porto&diporto

Borsa del diamante

a Napoli? Si può fare...

Creare in Campania la Borsa

internazionale del diamante

grezzo proveniente dall’Africa

Centrale e fare di Napoli la capitale

italiana del prezioso minerale: è la

proposta di Roberto Tatavitto, 57 anni,

rappresentante per l’Europa di tutte le

cooperative diamantifere della Repubblica

Centro Africana. Un’idea, la sua,

che rappresenterebbe un modo per

veicolare maggiori flussi finanziari in

Regione, creare occupazione e incrementare

il turismo di fascia medio-alta.

Certo, al di là della comprensibile cautela,

il progetto non manca di un suo

fascino e nel corso degli anni ha attirato

critiche, ma anche tante opinioni

a favore. E Napoli sarebbe davvero

la candidata ideale per un’iniziativa di

questo genere. La proposta di Tatavitto

è il frutto di un lavoro entusiasmante

iniziato alla fine degli anni ottanta con

la nomina a console della Repubblica

del Gabon. Sotto questa veste ha svolto

importanti mandati conferiti dal Governo

locale, sia presso la Beretta Armi

che con Finmeccanica, per elicotteri civili

e da combattimento. E’ stato anche

rappresentante del Ministero ai Lavori

Pubblici per Italia e Spagna, oltre ad

occuparsi del gemellaggio tra la principale

squadra calcistica del Gabon, la

Canon 105, e il Milan, pur mantenendo

intatta la sua fede calcistica per il Napoli.

Nel 1996 ha partecipato alla sottoscrizione

del concordato tra il Gabon

e il Vaticano ed ha ricoperto il ruolo di

rappresentante del Ciad.

Ed è proprio durante i viaggi in Gabon

che Roberto Tatavitto ha maturato

il suo sogno. “Mi considero un pioniere

nell’Africa nera - spiega - Nel corso

delle mie prime permanenze in questo

fantastico continente ho cominciato

ad apprendere le tecniche di estrazione

del diamante grezzo nelle miniere

gabanesi, le cosiddette “pozzanghere

alluvionali” della profondità di 10-12

metri. Esistono tre modalità per estrarre

i diamanti, di solito nascosti sotto lo

strato di ghiaia: la prima si chiama “barrage”

e consiste nell’utilizzo di 4mila

sacchi di juta riempiti di terra, con i quali

si devia il percorso dei ruscelli. Con le

motopompe, poi, l’acqua viene aspirata

e sul letto del fiumiciattolo, ormai a secco,

vengono estratti i diamanti. La seconda

tecnica è quella del “dragage”:

Roberto Tatavitto con il Presidente del Gabon Alì Bongo Ondimba

sommozzatori a bordo di uno zatterone

risucchiano dai fiumi sabbia e pietre

con un aspiratore. La terza tecnica, più

rudimentale, è quella con pala e piccone

o con i bulldozer. Ricordo ancora lo

stupore di quando per la prima volta gli

artigiani locali mi mostrarono i diamanti

grezzi estratti dal fiume. Un momento

molto esaltante è stato anche il primo

lavaggio delle pietre e la divisione dei

diamanti a seconda della caratura.”

Nel corso delle sue missioni in Africa

Centrale Tatavitto comincia a comprendere

le strategie di marketing di

quei luoghi. “Laggiù il made in Italy è

estremamente ricercato - afferma - ben

voluto ed accolto con simpatia, soprattutto

nel settore dell’abbigliamento e

dell’agroalimentare, in cui non c’è concorrenza

che tenga a cominciare da

quella cinese. Potremmo investire su

questo fronte e fare grossi ricavi.” Ma è

dalle immense ricchezze del sottosuolo

che potrebbero esserci i maggiori

vantaggi. “I diamanti sono dappertuttocontinua

il console - i letti dei fiumi ed

50 - febbraio 2012


il sottosuolo ne sono pieni. La Repubblica

Centrafricana è il decimo produttore

di diamanti nel mondo e l’industria

di questa pietra preziosa rappresenta

il 54% dei ricavi delle esportazioni di

quel Paese. La produzione annua è

di un milione e 500 mila carati. Se il

progetto prendesse piede, Napoli potrebbe

diventare un punto d’attrazione

per tutti. Le aziende orafe campane,

in particolare, potrebbero avere a disposizione

materie prime ad un prezzo

minore di quello con cui attualmente le

acquistano. L’Africa è il nostro futuro,

mentre l’Europa è satura e non offre

grosse possibilità di sviluppo.”

Non va dimenticato, infatti, che il settore

orafo in Campania conta più di tremila

aziende, oltre seimila occupati diretti,

cui vanno aggiunti più di settemila

addetti tra l’indotto. Basti pensare alle

decine e decine di aziende presenti ad

Oromare di Marcianise (Caserta), alle

produzioni del Borgo degli Orefici di

Napoli e alla lavorazione del corallo a

Torre del Greco, realtà che fanno della

Campania il centro di interessi economici

non trascurabili.

Inoltre, per Tatavitto “il diamante sia

grezzo che lavorato deve avere la sua

carta d’identità, deve cioè ottenere le

relative certificazioni sia d’origine che

dopo la lavorazione, effettuata nei centri

di Anversa, Tel Aviv o New York. Si

ricorda che il diamante lavorato deve

essere accompagnato da un certificato

di qualità. Le più importanti società

di certificazione sono: Hrd di Anversa,

Visita al Gruppo Beretta – Al centro il Presidende della Beretta Spa

Gia in America, Igi etc, etc. Questi certificati

rafforzano il valore della pietra

ed impediscono ogni contestazione.

Da questo principio non si sfugge.” L’ex

console continua la sua attività di rappresentante

europeo delle cooperative

diamantifere e non rinuncia al suo progetto.

“Qualche anno fa ci furono anche

alcuni contatti con l’amministrazione regionale

– spiega - Tenterò in ogni modo

di concretizzare la mia iniziativa, nonostante

il tentativo da parte di potentissime

lobby di intralciarmi. Chiederò, per

questo motivo, alle competenti autorità

africane di rilasciarmi un’autorizzazione

con cui condurre in loco gruppi di

acquirenti, dopo aver fatto eseguire le

dovute informative, sia per acquistare

direttamente la materia prima, ovviamente

nel rispetto delle leggi locali ed

internazionali, sia per far toccare con

mano agli operatori del settore la realtà

dei prezzi dei diamanti grezzi. Concludo

dicendo che l’Africa non è soltanto

terra di colpi di Stato e che il suo sottosuolo

infinitamente ricco può dare alle

imprese italiane la possibilità di cogliere

numerose opportunità. Certamente

le aziende devono essere assistite da

validi professionisti che hanno veramente

esperienza di terreno.”

Brunella Giugliano

Visita al Gruppo Finmeccanica – Elicotteri Abel Agusta – Al centro Alì Bongo Ondimba,

all’epoca Ministro Difesa del Gabon

febbraio 2012 - 51


innovazione / porto&diporto

Nuovo brevetto

per gli stabilizzatori CMC

Brevetti Europeo ha notificato ufficialmente

alla CMC Marine l’accettazione definitiva della domanda

di brevetto europeo che la CMC Marine ri-

L’Ufficio

chiese in occasione dell’introduzione sul mercato del nuovo

sistema di pinne stabilizzatrici con attuazione elettrica, denominato

Stabilis Electra. Così il brevetto, rilasciato per un

“Sistema automatico di stabilizzazione anti-rollio per imbarcazioni”,

è valido per tutti i paesi europei, tra cui Italia, Gran

Bretagna, Olanda, Francia, Turchia, ecc. per una durata di

20 anni. CMC MARINE è pertanto l’unica azienda autorizzata

a produrre, distribuire e commercializzare legittimamente

il suddetto sistema di stabilizzazione all’interno del territorio

europeo, godendo tra l’altro della necessaria e conseguente

protezione doganale. Tale importante traguardo è il riconoscimento

all’attività di innovazione, ricerca e sviluppo qualitativo

che la CMC MARINE ha portato avanti fin dalla sua

nascita, riconoscimento che comunque l’industria aveva già

attribuito ai prodotti CMC Marine. Infatti fin dall’introduzione

del prototipo della Stabilis Electra avvenuto al Salone Nautico

di Genova del 2008 il mercato aveva risposto positivamente.

A inizio 2009 alla CMC Marine avevano assegnato una

menzione speciale al Qualitec Technology Award 2009, a cui

seguivano i primi ordini e nel 2010 la prima barca dotata del

sistema Stabilis Electra, un Sanlorenzo 82, toccava l’acqua.

Nell’Ottobre 2011 la gamma si è ampliata con nuovi modelli

per superyacht mentre risale a Novembre 2011 l’assegnazione

del prestigioso premio “Dame” nella categoria “Machinery,

propulsion, mechanical and electrical systems and fittings” in

occasione dell’apertura del METS 2011. Il DAME è forse il

più importante premio internazionale nell’industria nautica

assegnato annualmente ai prodotti più innovativi progettati e

realizzati in tutto il mondo. Ad ogni edizione sono più di cento

i prodotti che tentano l’ammissione, ma pochi ottengono la

nomination e solamente i migliori si aggiudicano il premio.

L’amministratore delegato della CMC Marine, Alessandro

Cappiello ha dichiarato:

“Riteniamo con sincero orgoglio

che questi risultati possano,

da un canto, gratificare i clienti

che hanno già creduto in

noi e ci hanno sostenuto

nel nostro progetto di innovazione

e che intendiamo

qui di cuore ringraziare e dall’altro

rappresentare un’ulteriore forte motivazione

per tutti gli altri operatori del

settore, cantieri, armatori, progettisti,

nel provare ed installare i nostri impianti

e cogliere così gli esclusivi vantaggi e

potenzialità che essi offrono”.

La gamma di Stabilis Electra oggetto del

brevetto conta quattro modelli, adatti a imbarcazioni

che vanno da 20 a 60 metri e oltre.

Gli impianti di stabilizzazione ad attuazione

elettrica introdotti dalla CMC Marine stanno

andando a sostituire la tradizionale tecnologia

oleodinamica, tanto che in meno di due anni

sono già oltre cinquanta gli impianti consegnati

ai più importanti cantieri italiani, tra cui Sanlorenzo

e Azimut Benetti. I vantaggi sono molteplici:

oltre alla maggiore efficienza generale del

sistema, uno dei principali vantaggi della Stabilis

Electra è la sensibile riduzione dell’energia

assorbita dall’impianto. Oltre a questa caratteristica

il sistema ha volume e peso dell’attuatore

molto ridotti, una maggiore silenziosità, una

minima manutenzione e, caratteristica molto amata dai

cantieri, di più agevole ed economica installazione.

Nata nel 2005 la CMC Marine progetta, costruisce e commercializza

sistemi di pinne stabilizzatrici e eliche di manovra.

Potendo contare sulla ventennale esperienza nel settore

del suo fondatore, l’ing. Alessandro Cappiello la CMC Marine

è in grado di offrire una nuova generazione di prodotti per

navi da diporto e passeggeri, il cui comune denominatore

è l’elevatissima attenzione nella progettazione. Ogni singolo

prodotto sviluppato da CMC Marine è sempre parte di un

progetto di più ampio respiro in cui il focus è l’esigenza del

cliente. L’attenzione è focalizzata sull’aspetto progettuale e

lo studio del fenomeno allo scopo di interpretare il dettaglio

e rendere ogni singolo componente pensato e adattato alla

specifica funzione. Obiettivo finale offrire al mercato prodotti

innovativi, flessibili e personalizzabili, le cui prestazioni siano

controllabili con dati certi e quindi garantite.

Giusy Strada

52 - febbraio 2012


febbraio 2012 - 53


aziende / porto&diporto

Contributi per l’installazione

di impianti a biomasse

Buone notizie per gli operatori

del settore dell’energia da fonti

rinnovabili. Il ministero dello

sviluppo economico dà il via libera agli

incentivi per impianti a biomasse (scarti

di attività agroforestali) da realizzare

nelle regioni meridionali ed in particolare

in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria.

Sul piatto ci sono 100 milioni a valere

sulla dotazione finanziaria assegnata

all’Attività 1.1 “Interventi di attivazione

di filiere produttive che integrino obiettivi

energetici ed obiettivi di salvaguardia

dell’ambiente e dello sviluppo del territorio”

del POI Energia 2007-2013, a cui

accedere attraverso un bando pubblicato

nei giorni scorsi. L’iniziativa si propone

di integrare gli obiettivi energetici

con quelli della salvaguardia dell’ambiente

e dello sviluppo del territorio. I

fondi, infatti, sono destinati alle società

e consorzi che vogliono realizzare impianti

produttivi, compresi gli impianti

di fabbricazione di biocarburanti, quelli

di produzione e distribuzione di energia

elettrica, di biometano e di calore

alimentati da biomasse, e ad attività

di servizi connessi. Per “biomasse”, in

particolare, si intende la frazione biodegradabile

dei prodotti, rifiuti e residui di

origine biologica provenienti dall’agricoltura

(comprendente sostanze vegetali

e animali), dalla silvicoltura e dalle

industrie connesse, comprese la pesca

e l’acquacoltura, le potature provenienti

dal verde pubblico e privato e la parte

biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

Sono ammessi alle agevolazioni

i programmi con importo complessivo

delle spese compreso tra 2 milioni e

25 milioni di euro. Gli investimenti devono

basarsi esclusivamente sulle biomasse

provenienti da filiere corte, cioè

prodotte entro il raggio di 70 chilometri

dall’impianto di produzione. Quelle provenienti

da rifiuti urbani possono essere

utilizzate limitatamente alla frazione

organica della raccolta differenziata.

Le agevolazioni previste sono concesse

nella forma di contributo in conto

impianti e di finanziamento agevolato,

articolati in modo differente a seconda

della dimensione dell’impresa richiedente

e a copertura massima del 75%

della spesa complessiva proposta. La

domanda va inoltrata a partire dal 18

marzo 2012 e fino al 17 aprile 2012.

Tutte le fasi dell’intervento, dall’istruttoria

delle domande (con procedimento

a graduatoria) all’erogazione degli

incentivi, saranno gestite da Invitalia,

l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli

investimenti e lo sviluppo d’impresa.

E le opportunità offerte dai nuovi incentivi

saranno al centro di EnergyMed, la

mostra-convegno sulle fonti rinnovabili

e l’efficienza energetica, in programma

alla Mostra d’Oltremare di Napoli dal 22

al 24 marzo prossimo. Si tratta del più

importante appuntamento del settore

dell’energia pulita del Sud Italia, organizzato

dall’Anea-Agenzia Napoletana

Energia e Ambiente e giunto quest’anno

alla quinta edizione.

L’evento, dedicato ad imprese, enti

locali, centri di ricerca, associazioni e

tecnici del settore, vedrà la partecipazione

di oltre 20mila visitatori e di 200

espositori che presenteranno, in uno

spazio di 8.000 metri quadrati, le nuove

tecnologie per la produzione e l’utilizzo

delle fonti rinnovabili. Ma la vera novità

di EnergyMed è che da questa edizione

il salone delle rinnovabili diventerà un

incontro annuale, e non più biennale.

Un’ottima occasione, quindi per dare

maggiore visibilità agli operatori del

territorio. Nella sola Campania, infatti,

sono 950 le imprese che si occupano di

energia rinnovabile, con 9.500 addetti

diretti e indiretti. Le sole aziende installatrici

in regione sono più di 300 per un

fatturato di circa un miliardo. Il numero

di occupati nel Centro-Sud Italia è di

60 mila addetti, di cui 5 mila nell’eolico,

2.850 nel fotovoltaico e 12.500 nelle

biomasse.

Il resto dell’occupazione è distribuita

tra geotermico, solare termico, miniidraulico

e altre forme di produzione

minore.

Brunella Giugliano

54 - febbraio 2012


aziende / porto&diporto

Quando Salvatore Averna

coltivava un sogno

Chi se non Averna poteva pensare

che dall’amaro potessero

nascere piacevoli sorprese

fatte di gusto e di profumi delle calde

terre di Sicilia? Eppure, di sorprese piacevoli

ce ne sono state tante da quel

lontano 1859, quando il commerciante

di tessuti Salvatore Averna ricevette

in eredità dall’amico fra’ Girolamo la

ricetta di un elisir di erbe, che da se-

Don Salvatore Averna

coli i Cappuccini dell’Abbazia di Santo

Spirito di Caltanissetta distillavano per

uso medicinale. Custodita la ricetta per

anni come ricordo dell’amico frate, Salvatore

comincia nel 1868 a produrre

quell’infuso da far degustare agli ospiti

di casa Averna. La sede produttiva

sorse proprio nella casa di campagna

dove la famiglia trascorreva le caldi

estati siciliane e che tutt’oggi è ancora

sede dell’azienda, situata nel vallone di

Xiboli, sotto la collina di Caltanissetta.

Di bicchiere in bicchiere, di palato in

palato, il sapore dell’amaro dal “gusto

pieno della vita” riscuote sempre più

favori, tanto da indurre il figlio di Salvatore,

Francesco, a dedicarsi alla produzione

dell’amaro su più vasta scala

e a varcare i confini dello Stretto prima

e nazionale poi. A cavallo tra i due se-

coli, la produzione da artigianale

diventa industriale e ha inizio

l’epopea dell’amaro e più tardi la

distilleria diviene fornitrice della

Casa Reale. Nel ‘21 arriva improvvisa

la morte di Francesco

e le redini dell’azienda vengono

prese dalla moglie, Anna Maria

Ceresia, che diventa uno dei primi

esempi di imprenditoria femminile

in una Sicilia d’altri tempi.

Un esempio che farà scuola a

tutte le discendenti donne: la

componente femminile della famiglia,

infatti, continuerà a svolgere,

e svolge tutt’oggi, un ruolo

importante nell’azienda. Dopo la

fine della seconda guerra mondiale,

con la terza generazione

della famiglia, inizia l’ulteriore

ammodernamento dello stabilimento

con il rafforzamento della

rete commerciale in Italia. E nel

1958, l’azienda si trasforma in

una società per azioni. Gli anni

‘80 sono maturi per la svolta: la

diversificazione e l’espansione

sui mercati internazionali. Ma

cambiano anche i gusti dei consumatori.

Nasce così una linea

di prodotti dopo pasto riuniti sotto

il marchio Averna: Sambuca

100% anice stellato, liquore di

Sambuca con liquirizia e liquore

di Sambuca con agrumi; liquori

di agrumi tutti siciliani come il Mandarino

di Sicilia e Limoni di Sicilia; Grappa

Averna di Nero d’Avola e Syrah. Lo sviluppo

dell’attività passa anche per significativi

accordi commerciali: la partnership

con il Gruppo Underberg per

la distribuzione in Italia dell’omonimo

amaro; la distribuzione di prestigiosi

whisky quali Tullibardine, Mackinlay e

Kilbeggan e white spirits quali cachaca

Pitù e tequila Silla. Inizia la distribuzione

anche di prestigiosi marchi italiani

tra i quali amaro Braulio e Limoncetta

di Sorrento. Grazie all’acquisizione,

avvenuta già nel 1989, di Villa Frattina,

azienda friulana produttrice di vini,

spumanti e grappe, il gruppo sviluppa il

settore delle grappe di monovitigno. La

vera sfida porta però la data del 1995

con l’acquisizione della Pernigotti di

Novi Ligure, produttrice di cioccolato,

torrone e prodotti per gelateria e del

liquorificio Casoni di Modena. Le innovazioni

realizzate negli anni allargano

notevolmente il target di consumatori

che oggi spazia dal mondo dei bambini

a quello degli adulti e degli intenditori.

E nascono nuovi prodotti destinati a

far evolvere il mondo degli amari. Oggi

Averna è un gruppo articolato e dinamico

sul mercato, forse molto diverso

da quello che Salvatore Averna aveva

pensato nel lontano 1868 quando iniziò

a coltivare un sogno. Un successo

che porta il gruppo nel 2011 non solo a

fatturare 200 milioni di euro, ma “anche

a continuare ad investire e a sviluppare

il patrimonio familiare attraverso la

commercializzazione di qualità, grazie

alla competenza acquisita nel tempo”,

come afferma Maria Luisa Polizzi Averna,

direttore comunicazione. Ed ora

l’azienda punta la prua verso l’Est Europa

e la Cina. Sempre alla ricerca del

“gusto pieno della vita”.

Eduardo Cagnazzi

febbraio ottobre 2012 2011 - 55


aziende / porto&diporto

Crescita

per il Gruppo

L’effervescente naturale più famosa d’Italia

si espande. Il gruppo Ferrarelle, che fa

capo al napoletano Carlo Pontecorvo, ha

acquisito dalla multinazionale francese Danone il

marchio di acqua minerale Vitasnella, di cui era

già licenziataria dal 2005. Si tratta di un brand

con un giro d’affari di circa 40 milioni di euro

annui per 200 milioni di litri di acqua imbottigliati.

Con questa operazione, che ha un controvalore

di circa 5 milioni di euro, il gruppo

transalpino esce dal comparto dell’acqua in

Italia, mentre Ferrarelle, già leader nell’effervescente

naturale, diventa leader nel

settore “body management”. Ferrarelle e

Danone continueranno la collaborazione

nella distribuzione di Vitasnella: la prima

per l’acqua minerale e l’altra per il comparto

lattiero-caseario.

Il brand, infatti, offre una linea di prodotti

salutistici, come ad esempio acqua

iposodica, yogurt e formaggi ipocalorici,

che rappresenta un segmento

di mercato ancora in crescita. La cessione

replica quanto è avvenuto sei

anni fa, quando Danone individuò

proprio in Pontecorvo l’imprenditore

a cui passare la proprietà di Italaquae

Spa con un ricco portafoglio

di marchi. Oggi Ferrarelle Spa, con

sede commerciale a Milano, è una

delle aziende italiane più all’avanguardia

per le acque minerali ed

in questo settore è proprietaria dei

marchi Ferrarelle, Santagata e Natia

(imbottigliate nello stabilimento

campano di Riardo – Caserta) e

dei marchi Boario e Vitasnella (imbottigliate

nello stabilimento lombardo

di Darfo Boario – Brescia).

E la sua storia ha origini centenarie.

Fondata nel 1893 a Riardo, in

provincia di Caserta, l’azienda nel

1925 fu acquisita dalla famiglia

Violati. Nel 1987, poi, è passata

sotto il controllo di Danone e Ifil

(Istituto Finanziario Industriale Laniero),

una società d’investimento

un tempo controllata dalla famiglia

Agnelli tramite l’Istituto Finanziario

Industriale. Ma dopo solo quattro

anni, nel 1991, la stessa Ifil vendette

le sue quote a Danone che

acquisì così Ferrarelle tramite una

società veicolo, l’Italaquae Spa.

Dal 2005, il controllo societario

appartiene alla famiglia Pontecorvo

che acquistò Italaquae dall’industria

alimentare francese. In

questi 7 anni la nuova proprietà

ed export

Ferrarelle

ha investito oltre 120 milioni di euro per l’ammodernamento

della struttura produttiva e il rilancio

dei marchi. Un esempio per tutti è quanto è stato

realizzato nello stabilimento di Riardo (Caserta),

dove nel 2007 è partito un piano industriale per

la nuova linea di imbottigliamento in vetro, per

la nuova soffiatrice per la plastica e per il potenziamento

tecnologico delle linee.

Qui le sorgenti si trovano nella zona nota

come Valle di Assano o come località Bagni,

presso il vulcano di Roccamonfina. In

un’area di 380 ettari vengono imbottigliati i

marchi Ferrarelle, Santagata e Natia, mentre

le fonti Boario e Vitas (Vitasnella) si

trovano in provincia di Brescia. Dal 2008

lo stabilimento di Riardo ospita l’impianto

fotovoltaico tra i più grandi del Centro-

Sud Italia, costituito da 4.532 pannelli

che occupano una superficie di circa

15 mila metri quadri, pari a tre campi di

calcio. All’interno del parco delle fonti,

vasto 120 ettari, sono stati piantati più

di 5.500 ulivi per attività di coltivazione

biologica. L’attenzione di Ferrarelle

per l’ambiente è testimoniata anche

dall’adesione nel 2011 al progetto

“Impatto zero” di Life Gate, con cui

sono state compensate le emissioni

di Co2 generate dal ciclo di vita

di oltre 26 milioni di bottiglie contribuendo

alla creazione e alla tutela

di oltre 1,4 milioni di metri quadrati

di foreste in crescita in Costa Rica.

Da metà 2005, inoltre, è stato avviato

un processo di espansione

all’estero, con l’obiettivo di raggiungere

importanti quote di mercato

attraverso l’esportazione dell’effervescente

naturale più conosciuta

in Italia, che, insieme alla “liscia”

Natia, viene distribuita nel canale

HoReCa ed è presente anche in

importanti catene di supermercati

di alcuni paesi. Il Gruppo, con Ferrarelle

e Natia, è in distribuzione in

Usa, Francia, Spagna, Australia,

Nuova Zelanda, Germania, Regno

Unito, Russia, Danimarca, Giappone,

Hong Kong, Taiwan. Nell’esercizio

2011 la società ha realizzato

un giro d’affari di 170 milioni di

euro con un volume di vendita di

870 milioni di litri di acque minerali.

Tra i piani futuri del gruppo

c’è anche l’intenzione di acquisire

nuovi brand, ma i progetti aziendali

sono ancora top secret.

Brunella Giugliano

56 - febbraio 2012


febbraio 2012 - 57


aziende / porto&diporto

Acquisizioni della Pufin Spa

nel settore fotovoltaico

Pufin Spa, la holding irpina

amministrata da Massimo

Pugliese, approda in Olanda.

Il Gruppo, infatti, che dal 2005 opera

nel settore fotovoltaico attraverso le

sue controllate, la El.Ital. di Avellino e

l’Elifrance di Saint Etienne (Francia),

ha acquistato il sito industriale della

Solland Solar Cells, tra i leader europei

per la produzione di pannelli solari in

celle di silicio policristallino. Si tratta di

un complesso produttivo che ha sede a

Heerlen-Aachen, al confine tra i Paesi

Bassi e la Germania, dove vengono realizzati

ogni anno circa 130 megawatt

di energia alternativa. Gli impianti sono

tutti di tecnologia avanzata, avendo la

stessa società investito negli ultimi due

anni circa 80 milioni in macchinari e ulteriori

20 milioni in strutture immobiliari.

L’accordo per la compravendita del

sito produttivo è stato siglato nei giorni

scorsi. Nell’operazione, Solland Solar è

stata assistita da avvocati e consulenti

della Wlp-Law, Amsterdam, Neill E.

André de la Porte e Arika Nagy, mentre

Pufin dallo Studio Legale Michele

Sandulli e Associati, Paolo Carbone,

dallo Studio Fiscale e Tributario Gnudi

e Associati e degli Studi olandesi FJP

Advocaten e Russo Van Der Waal.

L’intesa, in particolare, permetterà a

Solland Solar di concentrarsi sul modulo

Sunweb, la nuova tecnologia brevettata

dall’azienda, e sul business del

fotovoltaico. Al tempo stesso il Gruppo

Pufin, che fino ad oggi si è occupato

esclusivamente dell’assemblaggio dei

pannelli solari, diverrà uno dei maggiori

player europei nel settore, aggiungendo

al suo asset industriale anche la

produzione di celle fotovoltaiche. Con

l’acquisizione, infatti, il 90% del processo

per la costruzione degli impianti

avverrà all’interno della holding, senza

dover ricorrere ad aziende esterne.

“Considerando la difficile situazione

in cui si trova il settore fotovoltaico in

Olanda- spiega Henk Roelofs, amministratore

delegato di Solland Solar

- siamo estremamente felici di aver

trovato una buona soluzione per le nostre

attività. Ciò permette a Solland di

accelerare la transizione da produttore

di celle solari a fornitore di soluzioni,

pur assicurando il lavoro delle persone

coinvolte nella produzione di celle”. La

nuova proprietà, infatti, assorbirà gli oltre

70 dipendenti dell’azienda olandese

e il personale sarà incrementato nel

futuro in base all’aumento produttivo.

Grazie all’operazione di acquisizione,

inoltre, la holding irpina prevede di aumentare

in un anno il fatturato di circa

il 70%, passando dai 65 milioni del

2011 ai 110 del 2012. Le due società,

in realtà, hanno già in atto un rapporto

stretto di collaborazione, essendo Solland

Solar il principale fornitore di celle

sia di El.Ital. che di Elifrance. Il Gruppo

Pufin, quindi, continuerà la produzione

delle celle in silicio policristallino per gli

attuali clienti, ma cercherà anche di aumentare

la propria quota di mercato sia

in Europa che in paesi extra-europei.

“Il mercato europeo offre ancora importanti

margini di crescita e sviluppo e

noi siamo pronti a fare la nostra parte

– commenta Massimo Pugliese, Ceo

del Gruppo Pufin - Crediamo che la

qualità dei prodotti sarà la discriminante

nel futuro per superare le produzioni

a basso costo del Far East. Creare un

prodotto totalmente europeo è il nostro

obiettivo dove know-how e innovazione

possano essere i fattori di differenza

che una clientela sempre più attenta

possa apprezzare in una fase matura

Massimo Pugliese Ad Pufin Spa

del mercato. Siamo sicuri che questa

acquisizione costituirà la nascita di uno

dei maggiori player europei nel settore

del fotovoltaico con attività produttive in

Italia, Francia, Olanda e Germania e ci

consentirà di penetrare anche nel mercato

extra-Europa”.

Lo stesso Gruppo Pufin prevede di

chiudere ulteriori accordi con nuove

aziende che consentiranno di produrre

moduli fotovoltaici innovativi, totalmente

integrati architettonicamente, sia per

tetti che per facciate esterne.

Brunella Giugliano

58 - febbraio 2012


Enoturismo pronto

per salto di qualità

portodibacco / porto&diporto

anni di crescita continua,

l’enoturismo è pronto per diventare

un asset importante “Dopo

della voce turistica italiana. Per questo il

Movimento turismo del vino chiede un coordinamento

a livello centrale”. Lo ha affermato

il presidente del Movimento turismo del vino,

Chiara Lungarotti, nel corso della giornata di

apertura della conferenza internazionale del turismo

del vino di Perugia. “Occorre - ha aggiunto

Lungarotti - governare attraverso una cabina di regia tutte

le forze in campo dell’offerta enoturistica, con strumenti unitari

di promozione e di analisi del settore, che già oggi vale

5mld di euro l’anno”. In apertura Chiara Lungarotti ha anche

ricordato come l’enoturismo rappresenti un valore aggiunto

sempre più pesante in termini di bilancio e complementare

ad altre tipologie di vacanze in Italia, come quella culturale,

il turismo d’affari e il wellness. “La nuova indagine che

presentiamo in questi giorni disegna un comparto turistico in

fermento. Il nostro pubblico è infatti sempre più giovane, con

il 70 per cento degli ospiti under 50; è sempre più connesso,

con circa due terzi della domanda che sceglie le proprie destinazioni

attraverso il web; e soprattutto è sempre più in grado

di alimentare flussi destagionalizzati. Sono poche infatti

le differenze negli arrivi di 3 stagioni su 4 (primavera, estate,

autunno). Basti pensare che il mese di gran lunga preferito è

Maggio. Per questo e per mille altri motivi è giusto e conveniente

puntare su vino e territori rurali, due tra le più affermate

voci del nostro made in Italy”.

Per il capo di Gabinetto del ministero del Turismo, Giuseppe

Greco, che ha portato i saluti del ministro Gnudi: “In Italia abbiamo

un sistema residuale che affida la competenza gestionale

della promozione del settore alle Regioni, che svolgono

un’azione importante. E’ necessario però individuare forme

di raccordo sempre più strette tra Regioni e Stato, perché è

giusto che l’immagine turistica italiana all’estero sia sempre

meno frammentata

e

sempre più unitaria

oltreché corretta. E l’eno-

turismo

è una leva fondamentale che d o b b i a m o

considerare per recuperare competitività nella nostra offerta”.

IL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO

L’Associazione Movimento Turismo del Vino è un ente non

profit ed annovera oltre 1.000 fra le più prestigiose cantine

d’Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra

tutti quello della qualità dell’accoglienza enoturistica. Obiettivo

dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso

le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento

vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e

i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio

di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della

salvaguardia dell’ambiente e dell’agricoltura di qualità. Tra i

patrocini e i partner dell’evento: Regione Umbria, Camera di

Commercio Umbria, APT Umbria, Centro Estero Umbria, Comune

e Provincia di Perugia, Soprintendenza per i Beni Storici,

Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria, Coordinamento

delle Strade del Vino, La Bottega di Olivia & Marino Barilla

Pavesi, www.Umbriaontheblog.it.

L’INTERNATIONAL WINE TOURISM CONFERENCE

Momento d’incontro e di confronto tra operatori del settore

nei vari Paesi produttori partecipanti, nonché di visite

alle cantine e di degustazioni di vino, la Conferenza Internazionale

sul Turismo del Vino è un momento di riflessione

e analisi internazionale sul settore dell’Enoturismo. Nella

precedente edizione – che si è svolta nella città di Porto

l’Iwinetc ha visto circa 173 delegati provenienti da oltre 30

Paesi, tra cui Argentina, Austria, Brasile, Croazia, Lettonia,

India e Sud Africa, 45 tour operator e agenzie di viaggio

specializzati nel turismo enogastronomico (+ 30% rispetto

al 2010) e ben 326 tra giornalisti, bloggers ed esperti

di settore provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti.

Sandro Minardo

Febbraio febbraio 2012 - 59


energia / porto&diporto

Energia da fonti pulite

Record di connessioni Enel

A

umentano i nuovi impianti

di produzione da fonti rinnovabili

entrati in esercizio

nel 2011 in Campania, Puglia, Calabria

e Sicilia. Si tratta delle quattro

regioni dell’obiettivo “Convergenza”

interessate dal Programma operativo

interregionale (Poi) Energia, diretto a

migliorare l’efficienza ed il risparmio

energetico. L’anno appena trascorso

segna per la Campania un vero e

proprio record sul fronte dello sviluppo

e della crescita delle rinnovabili: sono

stati 5.935 i nuovi impianti da fonti

pulite che Enel Distribuzione ha connesso

alla rete elettrica regionale, per

una potenza di oltre 458 megawatt. Si

tratta di oltre il doppio rispetto all’intero

2010, che già di per sé rappresentava

un’ottima annata grazie ai 2.302 allacci

realizzati. Il 99% delle attivazioni riguardano

il fotovoltaico. “Il boom degli

impianti di energia rinnovabile in Campania

- spiega l’assessore ai Trasporti

e alle Attività produttive della Regione

Campania, Sergio Vetrella - è in linea

con la forte accelerazione che la

Regione ha impresso negli ultimi due

anni allo sviluppo dell’intero settore

per quanto di sua competenza: basti

pensare che nel 2009 erano stati autorizzati

259 megawatt elettrici, mentre

nel 2011 abbiamo dato il via libera a

impianti per una potenza complessiva

di 341 megawatt. Nello stesso periodo

abbiamo portato le autorizza-

zioni da 16 a 37 l’anno”. Una crescita

che coinvolge tutte le province: in particolare,

ad Avellino Enel ha allacciato

1.099 nuovi impianti, per una potenza

complessiva pari a 118 megawatt; a

Benevento sono 662, per una potenza

di 24 megawatt. Caserta è la provincia

più virtuosa, con 1.416 nuovi

allacci e oltre 134 megawatt di potenza;

a Napoli le installazioni sono state

1.353, per 61 megawatt e a Salerno

1.405 per 118 megawatt. “L’aumento

della competitività del sistema produttivo

regionale nel settore energetico

– continua Vetrella – è anche tra

le priorità strategiche del nuovo piano

di sviluppo economico regionale (Paser)

in corso di approvazione, che

oltre ad accelerare e semplificare le

procedure delle autorizzazioni di nuovi

impianti, prevede anche la riduzione

dei consumi, migliorando il sistema di

intelligenza della rete di distribuzione

attraverso l’utilizzo delle cosiddette

‘smart-grid’, un sistema fortemente

ottimizzato per il trasporto e diffusione

dell’energia che ne evita gli sprechi”.

Tra le regioni del Sud è la Puglia che

registra la cifra record di 13.800 connessioni

per il 2011. Una cifra che va

ad aggiungersi agli 8.200 del 2010,

con una crescita di circa il 70% del

numero di impianti verdi presenti sul

territorio e una potenza complessiva

di 3.200 megawatt. A Bari, con 4.537

nuove connessioni, l’aumento è stato

del 75%, mentre a Lecce del 136%

grazie a più di 4.000 installazioni.

Le

due province spiccano per la potenza

allacciata: circa 400 megawatt la prima

e oltre 500 la seconda. Il maggiore

incremento nel numero di connessioni

lo fa registrare Brindisi con un +230%

per 1.800 nuovi impianti. La capacità

installata nel brindisino sale a circa 500

megawatt complessivi (circa 380 solo

nel 2011). Taranto, infine, con 1.800

nuove installazioni, arriva a quota

2.800 impianti connessi alla rete elettrica.

Anche la Sicilia ha fatto registrare

cifre record grazie ai nuovi impianti

da fonti rinnovabili entrati in esercizio

nel 2011: se ne contano 11.648, con

un aumento del 276% rispetto all’anno

precedente. Sono cresciuti soprattutto

gli impianti fotovoltaici di piccola taglia

(con potenza inferiore a 20 chilowatt)

di privati, aziende o pubbliche amministrazioni.

Bene anche la Calabria

con 4.903 nuovi impianti di produzione

a ‘emissioni zero’ ed un aumento

del 250% rispetto a quelli allacciati

nell’anno precedente. Il numero globale

di impianti verdi presenti sul territorio

regionale passa così dai 3.509

di fine 2010 agli oltre 8.400 attivi a fine

2011. Le nuove installazioni, grazie

ad una potenza complessiva di 227,8

megawatt, portano a oltre 860 megawatt

il totale dell’energia pulita prodotta

in Calabria. La provincia di Cosenza

è stata quella che ha registrato

più connessioni alla rete, con 1.842

nuovi impianti. Seguono Catanzaro

con 1.118, Reggio con 1.015, Vibo

Valentia con 588 e Crotone con 340.

Brunella Giugliano

60 - febbraio 2012


turismo / porto&diporto

Estonia, piccolo paese

grande attrattore turistico

Non è il paese più piccolo del

mondo. Slovenia, Danimarca

e Svizzera sono più piccoli.

Per numero di abitanti è invece uno

dei più piccoli: poco meno di 1milione

400mila persone. Il suo territorio è

coperto in gran parte da foreste, ma

crescono anche la quercia, il nocciolo,

l’olmo e il tiglio. Per essere una nazione

piccola situata nel Nord Europa, è

sorprendente che abbia una natura

così diversa e incontaminata, dove la

terra incontra il mare, le torbiere sono

inframmezzate con la foresta vergine,

fiumi e laghi ricchi di pesci. Tra i grandi

mammiferi è diffuso l’alce, ma si trovano

anche castori e lupi. E si parla l’unica

lingua al mondo con l’ordine delle parole

libero. Ad esempio, koer hammustas

poissi (il cane ha morsicato il ragazzo)

può diventare poissi hammustas koer e

ancora koer poissi hammustas. E che

sappiamo di questo paese che si trova

sulla stessa latitudine della Svezia

centrale o dell’estrema punta settentrionale

della Scozia? E che fa della

musica corale il suo biglietto da visita?

Le prime popolazioni giunsero in

Estonia immediatamente dopo che

i ghiacciai continentali dell’ultimo

periodo glaciale si furono ritirati.

Questo accadeva circa 11mila

anni prima della nascita di Cristo.

Popolo dedito fino allora

alla caccia e alla pesca, si

dedicò successivamente

all’agricoltura e all’allevamento:

per duemila anni

fu il territorio di coltivazione

del grano più

settentrionale d’Eu-

ropa che esportò nei paesi vicini per il

fatto di essere snodo importante delle

vie commerciali, una posizione rafforzata

nella dorata età del bronzo nordica.

Uno degli ultimi paesi d’Europa,

venne cristianizzato con una crociata

partita dalla Danimarca e dalla Germania

settentrionale all’inizio del XIII secolo

e posto sotto la protezione della

Vergine Maria. La devastante guerra

di Livonia, combattuta nella seconda

metà del XVI secolo tra russi, polacchi

e svedesi e la peste che l’accompagnò,

uccise quasi due terzi della popolazione

estone. Come risultato della guerra

fu governata dagli svedesi per quasi un

secolo. E quel periodo viene ancora

oggi ricordato come “il vecchio buon

tempo degli svedesi”. Bisogna però attendere

la metà del secolo XIX, quando

venne abolita la servitù della gleba,

per il risveglio nazionale della popolazione;

un periodo che condusse a un

rapido sviluppo dell’istruzione e delle

condizioni di vita generale degli estoni.

La dissoluzione dell’impero russo

nelle rivoluzioni seguite alla Prima

guerra mondiale spianò alla

proclamazione della repubblica

e come le altre giovani democrazie

dell’Europa

centrale ed orientale

costruì con

successo il

proprio

stato

nazionale. Ma il destino le fu ancora

crudele: nel 1939, il patto segreto tra

Hitler e Stalin la destinava sotto l’area

d’influenza dell’Unione Sovietica, dalla

quale si liberava solo nel 1991, quando

veniva ripristinata la repubblica. La storia

e la natura del paese hanno avuto

un ruolo fondamentale nella formazione

del carattere degli estoni. Gli inverni

lunghi e bui hanno facilitato il carattere

un po’ chiuso della gente che però si

trasforma completamente con l’arrivo

dell’estate, seguendo il ritmo delle stagioni:

una primavera frizzante, un’estate

calda di notti bianche, un autunno

ricco di colori e un inverno di neve

alta e soffice. Ma che fanno gli estoni

nel fine settimana? Gli sportivi vanno

a sciare, ma praticano anche il calcio

che da qualche anno ha cominciato a

sostituire la pallacanestro come sport

nazionale. Con l’arrivo della stagione

calda, ogni famiglia va nella sua casa

di campagna o di villeggiatura, senza

però rinunciare alla sauna. Soprattutto

il sabato sera. Tra i piaceri c’è infine il

mare con le sue belle spiagge lunghe

chilometri. Fare il bagno, giocare a

pallanuoto o andare in windsurf

sono i passatempi preferiti.

Insomma, per gli amanti

della natura l’Estonia

è il vero paradiso. Un

paradiso che non

smette di stupire.

Eduardo

Cagnazzi

febbraio 2012 - 61


turismo / porto&diporto

Port Tarraco è uno dei porti turistici

del Mediterraneo più belli

e soprattutto con acque profonde.

Il marina ha effettuato opere di

ristrutturazione per poter accogliere un

maggior numero di grandi superyacht,

yacht e gigayachts. Port Tarraco offre

ora un totale di 64 posti barca per imbarcazioni

tra i 30 ei 160 metri. L’infrastruttura

nautica è stata recentemente

acquistata dalla società di investimento

immobiliare Qatari Diar (Qatar real

estate investment company QATARI

DIAR), che controlla anche il Marina

Barcelona.

Port Tarraco è una gemma nascosta

nel Mediterraneo, si trova alle

porte della bellissima e storica città di

Tarragona, in Spagna, sulla così detta

Costa Dorata: questo marina dà la

possibilità di esplorare la ricca cultura

locale catalana. Situato a circa 95 km

a Sud di Barcellona, Port Tarraco è uno

Port Tarraco

Un nuovo approdo per megayacht nel Mediterraneo

Port Tarraco Marina

in dettaglio

64 posti barca dai 30 ai 160 metri di

LOA

9 metri di profondità

Tot. superficie del bacino 150,000 m 2

140 metri di waiting dock

Oltre 1.250 amp power outlets

Acqua e carburante

Internet e satellite TV

CCTV e servizio sorveglianza 24h

Concierge service

Ship chandler

Negozi ed uffici con spazi disponibili

(6 nuove costruzioni, con circa 11.430

m 2 a disposizione)

dei pochi porti turistici esistenti nel suo

genere nel Mediterraneo occidentale

in grado di offrire ormeggio in acque

profonde per i grandi, sofisticati super,

mega e giga yacht.

“Il Mediterraneo possiede la più alta

concentrazione di marinas nel mondo

– ha affermato Marc Colls, direttore

generale di Port Tarraco – ma non tutti

hanno la possibilità di ospitare i grandi

yachts. I nostri sforzi si sono concentrati

per offrire al nostro marina tutte le caratteristiche

tecniche perché sia strutturato

per venire incontro alle aspettative

del grande mercato nautico. Ora il marina

può offrire un ormeggio sicuro ad

una grande varietà di superyachts, con

lunghezze fino a 160 metri. Il pescaggio

all’interno del porto è un’ulteriore

caratteristica che ci differenzia dalla

maggior parte dei marinas del Mediterraneo

e ci stiamo adoperando affinché

Port Tarraco sia considerato la destinazione

“principe” dei Superyachts nel

Mar Mediterraneo”.

Stefania Vergani

Continua da pag. 13

La crociera

un prodotto da difendere

nell’interesse del Paese

in 2,2 miliardi di euro il totale degli impatti

diretti, indiretti e indotti sull’Italia,

mentre si attesta su 1,5 quello che la

Fondazione Ca’ Foscari di Venezia ha

calcolato per il 2009 con riferimento

alla seconda. E molte altre significative

grandezze si scoprono se si vanno ad

analizzare bilanci e processi produttivi

di altre realtà – dai cantieri, appunto,

alle aziende portuali - coinvolte in questo

particolare business.

La crociera come forma di vacanza,

e l’industria che le è alle spalle, hanno

dimostrato di sapere reggere ad una

serie di sfide particolarmente rilevanti

determinate da episodi congiunturali di

particolare gravità.

Dalla guerra del Golfo agli attentati

dell’11 settembre, dai conflitti nella ex

Jugoslavia alla crisi economica mondiale

che, sebbene tuttora in corso, ha

già più di tre anni all’attivo, anni durante

i quali il volume di domanda crocieristica

mondiale è passato dai 15,9

milioni del 2007 ai 18,8 milioni del 2010

che le prime stime danno sopra i 20

per l’anno appena concluso. Da questi

precedenti può essere ricavato un ragionevole

ottimismo sul percorso che

la produzione e il turismo crocieristici

in Italia effettueranno da qui ai prossimi

mesi, puntando a risultati che potranno

essere raggiunti, ancora una volta, con

l’impegno da parte di tutti gli operatori

e il consenso e la fiducia da parte di un

mercato che non può – e siamo convinti

non lo farà - cambiare abitudini e

preferenze per via di un grave fatto di

cronaca.

62 - febbraio 2012


English summary

INTERNATIONAL PROPELLER CLUB MILAN

LOOKS EAST

A recent meeting of the Propeller Club and Sviluppo Cina “Development

China” was dedicated to the Chinese market and the possibility of it diminishing.

Club president Riccardo Fuochi underlined the importance of installing

and promoting new and better economic and social ties. Opportunities for

investment exist especially in logistics.

Foreign investment in China amounted to 120.000 million US$ in 2011 and

third quarter growth was 9.8%.

Guest of honour Joanne Chou the Hong Kong government representative

as well as Ministry of Economy and Trade representative to the EU spoke

of China’s excellent economic performance with growth of 7% per annum

planned in the years 2011/2015. In 2009 the EU was Hong Kong’s second

largest trade partner after continental China. Hong Kong has announced its

plans to study the environmental impact of Container Terminal 10 and its effect

on road and maritime systems.

Riccardo Fuochi

NORTH AFRICA

DEVELOPMENT AND

SOUTHERN ITALIAN PORTS

SRM an Italian research and study association

has published a report on economic relationships

between Italy and the Mediterranean

countries. The study concludes that a 5% increase

in productivity in the ports of Naples and

Salerno would mean an increase of 50.000 teu

over the current levels of 540.000 and 230.000

respectively. Achieving the increase would require

dredging and further investment in the

surrounding industry, logistics and road and

rail connections. SRM is convinced that shipping

will develop in the Mediterranean with new

infrastructure on land and at sea. Campania is

Southern Italy’s principal region for export to

North Africa with a value of 400 million euros. However increased traffic at Tangier and Port Said means a direct reduction

of traffic to Italy’s ports and especially those in Campania. In addition to investment, administrative procedures must

be speeded up. Italy expects trade with the Mediterranean to increase from the current 60.000 million euros to 80.000

million euros by 2013. Italy and Campania could receive investment of between 4.000 to 10.000 million euros of Sovereign

Funds from the MENA area. Naples port has 377 million to invest in improvements. Port costs represent the chief

difficulty compared with the lower cost levels of the ports of Tangier and Port Said.

LAMETIA TERME AIRPORT EXPANDS

Lametia Terme airport has handled 2 million passengers

in the 10 months to October 31. The airport continues its expansion

plans with the opening of a new VIP lounge, car park

and a terminal dedicated to low cost flights. Starting in March

2012 Ryan Air will increase its weekly flights to Bologna and

Bergamo to 9 and 24 respectively and the number of flights

to the UK is also increasing. Future plans include a new terminal

with a capacity of 3.5 million passengers at a cost of 90

million euros to be financed by the EU. A 120 room Aerhotel

and restaurant and shopping centre will also be added. The

airport users are Alitalia with 108 weekly flights followed by

Ryan Air with 40 flights including 4 for London and 2 for Brussels

Charleroy. Other operators are Blu Express, Easyjet and

Air Transat flying to Canada.

luglio 2011 - 63


English summary

MARE NOSTRUM AWARDS 2012

Grimaldi’s Magazine Mare Nostrum announced the 5th edition of the Mare Nostrum Awards dedicated to professional

journalists, photographers and advertising agents who have promoted Motorways of the Sea by demonstrating their commercial,

social and environmental advantages. Competitors can submit journalistic, TV and radio reports, photo reporting

and economic/tourism studies in Italian, English, Spanish, Catalan, French and Greek. Competitors must be residents

of either Italy, Spain, Greece, Tunisia or Morocco. Five winners will share a prize of 50.000 euros. All participants may

make a free round trip on a Grimaldi Lines or Minoan Lines vessel on one of Grimaldi’s services to Italy, Spain, Tunisia,

Morocco and Greece by July 31. Work must be submitted by August 20 and will judged by an International jury presided

over by Folco Quilici.

NEW PATENTS FOR CMC STABILISERS

CMC an Italian company set up in 2005 to produce stabiliser flaps

and manoeuvring propellors has patented its new electronic stabilising

system Stabilis Electra at the EU patent office. The patent covers

all EU countries plus Turkey for 20 years. CMC can now produce,

distribute and sell their system without interference. Stabilis Electra

was introduced at the Genoa Boat Show in 2008 and in 2009 was

awarded the Qualitec Technology Award 2009. A Sanlorenzo 82 was

the first yacht to be fitted with the system. In 2011 the system was

further developed for super yachts and in November won the Dame

award at METS 2011 in the “Machinery, propulsion, mechanical and

electrical systems and fittings” category.

Currently the Stabilis Electra range consists of 4 models applicable

to vessels from 20 meters to over 60 meters and is replacing older

hydraulic systems. So far more than 50 systems have been delivered

to Italian yards including Benetti and Azimut

A DIAMOND MARKET FOR NAPLES

Roberto Tatavitto European representative for the Central African

Republic diamond trade proposes setting up a diamond

market in Naples which would increase employment, financial

services business and medium to high level tourism. The idea

came to Mr. Tatavitto during his visits to Central Africa where he

realised that “made in Italy” was an important commercial factor

and welcomed. He also saw that the country has important

diamond reserves frequently alluvial.

Campania is the centre of an important gold working industry

giving work to 13.000 people which would be complemented by

the diamond trade. Mr. Tattavito intends obtaining permission

from African governments to conduct operators and buyers to

the diamond areas. All diamonds will be certified in accordance

with International agreements.

64 - febbraio 2012


GRIMALDI GROUP

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