ARTECULTURA GIUGNO 2013
ARTECULTURA GIUGNO 2013
ARTECULTURA GIUGNO 2013
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Mensile Manifestazioni Artistiche e Culturali<br />
www.artecultura.org e-mail: info@artecultura.org<br />
Anno XLVI - N. 6 Giugno <strong>2013</strong> - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n.46) Art. 1, Comma 1, dcb Milano<br />
In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tassa<br />
<strong>ARTECULTURA</strong><br />
1
Pit-Palazzoli<br />
DIALOGHI A COLORE DI NATURA<br />
LE ROSE - LA SPIAGGIA - LA LUNA<br />
E LA RIFLESSIONE BIPIDE ALATA<br />
Indubbiamente l’arte di Daniele<br />
Palazzoli si configura come coerentemente<br />
figurativa. Nel panorama complessivo<br />
dell’arte di oggi, questo è un<br />
punto di forza e di seduttivo fascino<br />
per l’artista, ancor di più per il fatto<br />
che questa figurazione si mantiene con<br />
l’ausilio della sola pittura classica, tradizionale,<br />
senza banalizzazioni fotografiche,<br />
objet trouvè e quant’altro<br />
possa insidiare il suo sereno e lucido<br />
confronto con la natura, l’ambiente,<br />
le cose. Poi, occorre ben precisare,<br />
Palazzoli non è un narratore, non esprime<br />
e non si esprime per aneddoti o<br />
convenzioni manierate, piuttosto è un<br />
osservatore attento e scrupoloso di<br />
quello che vede e lo circonda. Lo si<br />
potrebbe definire un analizzatore di<br />
immagini. E’ sufficiente prendere in<br />
considerazione le sue raffigurazioni,<br />
2 <strong>ARTECULTURA</strong><br />
minuziose e plasticamente definite, di<br />
volatili o di altri animali, per rendersi<br />
conto della sensibilità tecnica e<br />
spaziale con cui l’artista elabora le sue<br />
immagini e comprendere pienamente<br />
il valore e il significato dell’opera di<br />
Palazzoli. La sua oggettività non è fotografica,<br />
di banale riporto, ma oltre<br />
l’apparenza, così pregnantemente modulata,<br />
lascia sempre trasparire una<br />
domanda, un interrogativo che probabilmente<br />
rimarrà senza risposta.<br />
Nelle sue composizioni realtà ed<br />
immaginazione si fondono all’interno<br />
del contesto limpido dell’immagine. Ed<br />
in questa dinamica il ruolo essenziale<br />
viene svolto dalla luce. Una luce tersa,<br />
sbiancante che nel momento in<br />
cui apre lo spazio, lo fa anche sospendendo,<br />
come se ci si trovasse sul ciglio<br />
di un precipizio, lo strumento classico<br />
della prospettiva, che ad un certo punto<br />
si sperde, lasciando l’oggetto, così<br />
còlto, in uno splendido e quasi aureo<br />
isolamento. Ecco allora che l’immagine<br />
nel momento in cui diventa leggibile,<br />
esprime anche la sua tensione<br />
espressiva. Ciò che ancora sorprende<br />
nella pittura di Palazzoli è la scioltezza<br />
compositiva, tanto più paradossale<br />
se posta in relazione a composizioni<br />
contraddistinte da un’estrema e<br />
tornita plasticità. Eppure una luce<br />
immota crea dinamismo, allarga e<br />
scioglie volumi, fondendoli nella sua<br />
pura essenza. Si intuisce, pertanto,<br />
come Palazzoli faccia riferimento ad<br />
una figurazione priva di aggettivi, ma<br />
libera, lontana anche da quella che un<br />
tempo fu la cosiddetta neo-figurazione.<br />
L’artista non deforma, non tronca, non<br />
spezza, piuttosto è assimilabile ad una
sorta di tecnico delle luci che manovrandole<br />
con sensibilità, crea la suggestione<br />
compositiva, lo stupore della<br />
forma che si offre allo sguardo. E da<br />
questo punto di vista il pittore può essere<br />
considerato un convincente<br />
luminista, immune, però, da affinità<br />
caravaggesche, ma stimolato da un gusto<br />
e da una sensibilità moderni.<br />
La luce nel suo caso plasma le forme,<br />
le rende efficacemente espressive,<br />
proprio perché trattasi di una luce<br />
unitaria, che avvolge come un manto<br />
la composizione creando un incanto tra<br />
la realtà e la sua visibilità. Allora nella<br />
sua lucida placidità le sue composizioni<br />
acquistano il fascino di una visione.<br />
Vi è poi da rilevare un’altra<br />
fondamentale componente nell’arte di<br />
Palazzoli, vale a dire la notevole capacità<br />
disegnativa, una qualità che<br />
oggi, purtroppo, sta divenendo sempre<br />
più rara. Il suo è un disegno preciso,<br />
ma al tempo stesso elegante che<br />
si integra in maniera perfetta nel dinamismo<br />
della luce. Disegno essenziale,<br />
non tanto per brevità di tratto,<br />
quanto per la sua pertinenza nel definire<br />
la figura, i volumi, delicati ed<br />
espressivi. Rendere la precisione comunicativa<br />
non è mai facile, quasi che<br />
i due elementi debbano per forza essere<br />
in reciproca contraddizione. E’ una<br />
constatazione veritiera, questa, in base<br />
alla quale spesso la ricerca del dettaglio<br />
diventa pedante, annulla la fre-<br />
<strong>ARTECULTURA</strong><br />
3
schezza di una ricerca come di una<br />
pittura. Eppure i dipinti di Palazzoli,<br />
pur ricchi di dettagli, di piccole o grandi<br />
attenzioni, non hanno la durezza<br />
dello schema arido o della convenzione,<br />
perché essi sono lavorati, elaborati,<br />
fanno parte integrante di un fluido<br />
intarsio luminoso che l’artista ormai<br />
padroneggia con maestria. Se si osservano<br />
i dipinti di Palazzoli si ha<br />
modo constatare come essi siano diversi<br />
l’uno dall’altro, pur recando, naturalmente<br />
l’impronta unitaria di colui<br />
che li ha fatti. Ogni dipinto, infatti,<br />
è un mondo a se, evoca un partico-<br />
4 <strong>ARTECULTURA</strong><br />
lare momento o situazione. E’ facile<br />
allora comprendere come l’artista<br />
abbia nel corso della sua esperienza ed<br />
attività saputo sviluppare uno stile,<br />
cosa ben diversa da una più ovvia maniera,<br />
in quanto lo stile è il segno di<br />
un personale confronto da parte dell’artista<br />
con la natura, lo spazio, l’ambiente,<br />
la storia, confronto che poi trova<br />
il suo acme nella concreta realizzazione<br />
del dipinto. La maniera, invece,<br />
più spesso, al di là di virtuosismi o<br />
arzigogolature, rimane confinata nello<br />
stereotipo, magari elegante o dotto,<br />
ma sempre stereotipo.<br />
Da queste considerazioni emerge il<br />
profilo di una pittura originale, neppure<br />
di facile classificazione all’interno<br />
dei contemporanei orientamenti<br />
della storia dell’arte. E’ da rilevare<br />
inoltre come Palazzoli si allontani da<br />
quello che è il filone tipico del<br />
naturalismo impressionista, per cercare<br />
invece una sintesi liquida, per dirla<br />
con una terminologia attuale, tra quello<br />
che è l’aspetto plastico della forma,<br />
la sua risultante volumetrica e l’ambito<br />
inafferrabile della luce. Di fronte ad<br />
una società sempre più tecnocratica e<br />
per certi aspetti “schiava” del virtuale,
Palazzoli rivela la sua anima d’artista<br />
quale homo faber in cui cervello e<br />
mano si integrano nella realizzazione<br />
effettiva della pittura. Al di là di<br />
tante convenzioni filosofiche o<br />
sociologiche il dipinto di Palazzoli<br />
mantiene la sua esemplare schiettezza<br />
espressiva e psicologica, in quanto<br />
senza pregiudizi o ripari si offre al libero<br />
incontro con la nostra, spesso<br />
soffocata e tuttavia sempre desiderosa,<br />
sensibilità.<br />
Teodosio Martucci<br />
<strong>ARTECULTURA</strong><br />
5
Corrispondenza Culturale: Enti e Circoli segnalano<br />
ARREDO URBANO. RINASCE LA<br />
LOGGIA DEI MERCANTI: RESTAU-<br />
RO E NUOVA ILLUMINAZIONE<br />
PER LE 19 LAPIDI AI CADUTI PER<br />
LA LIBERTA’.<br />
La Giunta approva il progetto d’intervento donato<br />
da Anpi. Bisconti: “Custodiamo un luogo simbolo<br />
di democrazia e libertà”. Afferma Del Corno:<br />
“Spazi restituiti ai cittadini”.<br />
Rinasce la Loggia dei Mercanti. Alla vigilia della<br />
data simbolo del 25 aprile, la Giunta di Palazzo<br />
Marino ha accettato la donazione del progetto di<br />
Anpi provinciale di Milano per il restauro e la<br />
valorizzazione del Sacrario dei Caduti per la libertà.<br />
In particolare, sarà eseguito un intervento di<br />
pulizia e protezione delle 19 lapidi di bronzo in<br />
onore di quanti, come recita la targa collocata in<br />
via Mercanti, “in supremo anelito di libertà, hanno<br />
donato la vita; Milano ne consacra i nomi gloriosi<br />
alla storia - 1943/1945”. Sarà installato, inoltre ,<br />
un nuovo sistema di illuminazione a 19 elementi,<br />
uno per ciascuna lapide della Loggia. Con una<br />
lettera di intenti inviata lo scorso aprile, Anpi<br />
Milano ha manifestato la volontà di donare al<br />
Comune il progetto e l’esecuzione degli interventi<br />
di riqualificazione della Loggia dei Mercanti. Il 19<br />
aprile la Soprintendenza per i beni Architettonici e<br />
Paesaggistici di Milano ha espresso parere favorevole<br />
ai lavori di restauro delle opere, in un’ottica di<br />
valorizzazione del patrimonio culturale cittadino a<br />
beneficio dell’intera collettività.<br />
INTITOLAZIONI. A MILANO IL<br />
PARCO DELLA RESISTENZA E IL<br />
PIAZZALE DONNE PARTIGIANE<br />
Lo ha deciso la Giunta comunale, approvando<br />
nuove intitolazioni. In particolare, l’area verde<br />
attualmente denominata ‘parco Baravalle’ a chiamarsi<br />
parco della Resistenza. L’area situata in<br />
Zona 5 e che si trova vicino all’edificio di viale<br />
Tibaldi 26, il 28 agosto 1944 fu teatro della<br />
fucilazione di quattro partigiani da parte della<br />
Legione Muti. L’intitolazione avviene nell’anno<br />
in cui cade il 70° anniversario dell’inizio della lotta<br />
di liberazione e vedrà anche la posa di un monumento<br />
commemorativo donato al Comune di Milano<br />
dall’artista Antonio Musella.<br />
Si trova invece in Zona 6 e, in particolare, in via<br />
Barona all’angolo tra via Boffalora e via Mazzolari,<br />
il piazzale dedicato alla memoria delle Donne<br />
partigiane. “Milano - dichiara l’assessore alla Cultura<br />
Filippo Del Corno - è Città Medaglia d’Oro<br />
della Resistenza e queste due intitolazioni sono un<br />
doveroso omaggio alla memoria di chi ha contribuito<br />
a liberare il Paese dal nazifascismo. Uomini e<br />
donne che, con impegno e passione, anche a costo<br />
della vita, hanno lottato per la libertà e per la difesa<br />
dei diritti. Con questo provvedimento l’Amministrazione<br />
comunale raccoglie le numerose richieste<br />
giunte da associazioni e da semplici cittadini,<br />
oltre che dai due Consigli di Zona interessati”.<br />
Seguiranno altre intitolazioni.<br />
Regione Lombardia 9 maggio <strong>2013</strong>:<br />
Giornata della memoria per le vittime<br />
del terrorismo. Presidente Cattaneo:<br />
“Ferite ancora aperte anche in Lombardia”.<br />
“Oggi, a trentacinque anni esatti dalla morte di<br />
Aldo Moro - ha evidenziato Cattaneo - , ricordiamo<br />
i 420 morti e i 1181 feriti dal 1969 al 1988, e le loro<br />
6 <strong>ARTECULTURA</strong><br />
famiglie colpite della violenza ideologica,<br />
riaffermando ancora una volta con forza che la<br />
violenza non è mai la soluzione dei problemi”.<br />
Gianfelice Rocca Presidente<br />
Assolombarda.<br />
Milano, 8 maggio <strong>2013</strong> - “Grande imprenditore e<br />
uomo di lunga esperienza che ha dedicato molta<br />
parte della sua attività al tema del capitale umano,<br />
vera sfida per gli anni a venire”, così il<br />
Presidente del Consiglio regionale Raffaele<br />
Cattaneo ha espresso il suo augurio a Gianfelice<br />
Rocca, designato come candidato presidente della<br />
Giunta di Assolombarda.<br />
Città della salute: in Commissione Sanità<br />
audizioni dell’Istituto Tumori,<br />
Besta a Infrastrutture Lombarde<br />
Il Presidente Rizzi: “Non sono emerse soluzioni<br />
migliori e più vantaggiose dell’area ex Falck di<br />
Sesto San Giovanni”. “La Commissione - ha detto<br />
ancora Rizzi - ha intenzione di chiudere in tempi<br />
brevissimi l’istruttoria riguardo alla Città della<br />
salute perché vogliamo dare un’adeguata<br />
allocazione strutturale alle eccellenze della sanità<br />
della nostra regione. Nelle prossime settimane la<br />
Commissione proseguirà le audizioni riferite al<br />
centro di ricerca Nerviano e al progetto Cerba”.<br />
In Commissione Bilancio l’Assessore<br />
Garavaglia: entro metà giugno ai Comuni<br />
le risorse del patto di stabilità<br />
verticale.<br />
(Milano, 8 maggio <strong>2013</strong>).<br />
Ricorrere al patto di stabilità verticale per aggirare<br />
i vincoli correnti, valutare nuove opportunità<br />
di utilizzo dei fondi di Finlombarda, approfondire<br />
il tema della società di riscossione regionale<br />
con cui sostituire Equitalia: sono le tre priorità<br />
evidenziate dall’Assessore regionale all’Economia<br />
Massimo Garavaglia (Lega Nord) durante<br />
un’audizione in Commissione Bilancio, presieduta<br />
da Alessandro Colucci (PdL).<br />
Presidente Cattaneo: “Urge un intervento<br />
legislativo che tuteli i risparmiatori”<br />
Milano, 6 maggio <strong>2013</strong>. ”Una relazione ampiamente<br />
condivisibile soprattutto dove richiama la<br />
trasformazione con il passare del tempo della<br />
finanza da mezzo a fine, perdendo il legame con<br />
le attività produttive”. Lo afferma il Presidente<br />
del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele<br />
Cattaneo che questa mattina, partecipando all’incontro<br />
annuale della Consob, ha ascoltato la<br />
relazione del Presidente Giuseppe Vargas.<br />
Info: Valentina Bolis -335 1949523<br />
Festa dell’Europa: il Consiglio Comunale<br />
dei ragazzi di Clusone (BG) in visita al<br />
Consiglio regionale della Lombardia<br />
Ad accoglierli il Consigliere Segretario Daniela<br />
Maroni e alcuni Consiglieri regionali bergamaschi<br />
Milano, 9 aprile <strong>2013</strong> - In occasione della giornata<br />
dedicata alla Festa dell’Europa, questa mattina il<br />
Consiglio regionale ha accolto la visita degli studenti<br />
che compongono il Consiglio comunale dei<br />
ragazzi di Clusone (BG) accompagnati dal dirigente<br />
scolastico Francesco Moioli e dai docenti<br />
Felicetta Tucci e Aurelio Bertoni. Con loro il<br />
sindaco di Clusone Paolo Olini, l’assessore all’istruzione<br />
Antonella Luzzana e l’assessore al<br />
Il Consiglio comunale dei ragazzi di Clusone (BG), il<br />
dirigente scolastico e docenti<br />
turismo Lorenzo Balduzzi. I ragazzi sono stati<br />
ricevuti dal Consigliere Segretario dell’Assemblea<br />
Daniela Maroni, che ha loro fornito alcune indicazioni<br />
sui lavori del parlamento lombardo: “Mi<br />
auguro - ha detto Daniela Maroni - che tra voi ci<br />
possa essere qualcuno che abbia in futuro voglia<br />
e passione per impegnarsi come politico o amministratore<br />
al servizio del proprio territorio”.<br />
FESTIVAL DEGLI ORTI<br />
Monza, Villa Reale<br />
23 maggio 2 giugno <strong>2013</strong>.<br />
Per la sua seconda edizione, il Festival si presenta<br />
con un nuovo format allargato ai temi della città e<br />
un grande orto fiorito all’ingresso della Villa. Per<br />
dodici giorni, i giardini delle Serre, si animeranno<br />
di incontri, corsi e lezioni di orticultura, di cucina<br />
e di conoscenza delle piante curative e aromatiche,<br />
laboratori per bambini, show cooking e una mostra<br />
d’installazioni sul tema ‘Coltiviamo la città’. Ideata<br />
e curata dall’associazione Terralab3.0, la<br />
manifestazione viene introdotta da un grande orto<br />
fiorito, posto proprio all’ingresso della Villa.<br />
L’evento è organizzato in collaborazione con la<br />
Reggia di Monza e con il patrocinio del Comune di<br />
Monza, dalla Provincia di Monza e Brianza, di<br />
Expo, della Camera di Commercio di Monza e<br />
Brianza, di Coldiretti Monza e Brianza e del Consorzio<br />
Florovivaistico alto lombardo. Informazioni:<br />
segreteria@terralabtrepuntozero.org<br />
L’INAUGURAZIONE<br />
DELLA TERRAZZA DELLE PROTEE.<br />
Lago Maggiore, Giardini dell’Isola Madre. Da<br />
giugno <strong>2013</strong>. Ci sono voluti 3 decenni e infiniti<br />
tentativi per arrivare al grande annuncio: la prima<br />
collezione ampia di protee a cielo aperto in Italia.<br />
Il primato lo annunciano i Principi Borromeo che<br />
in questi trent’anni di tentativi hanno sostenuto il<br />
capo giardiniere dei loro Domini sul Lago Maggiore,<br />
il signor Gianfranco Giustina. L’inaugurazione<br />
della Terrazza delle Protee, all’Isola Madre, è<br />
prevista per il mese di giugno <strong>2013</strong>.<br />
Info: www.isoleborromee.it<br />
PROGETTO DI UNA TELEFERICA<br />
A ROMA.<br />
Il Ponte della Musica collega l’asse della cultura<br />
(via Guido Reni) all’asse dello sport (via delle<br />
Olimpiadi): in poche parole serve a connettere il<br />
quartiere Flaminio al Foro Italico. Eppure il ponte<br />
è rimasto sostanzialmente inutilizzato per una<br />
semplice ragione:nell’intersezione tra i due assi<br />
non c’è nulla, anzi, c’è solo la bellissima Casa della<br />
Scherma di Luigi Moretti, che però purtroppo<br />
giace in uno stato di rovine, fatiscenza e incuria che<br />
grida vendetta, ma questa è un’altra storia. Il ponte
Corrispondenza Culturale: Enti e Circoli segnalano<br />
è vuoto perché non esiste una vera ragione per<br />
attraversarlo. Quella che vogliamo descrivere è<br />
un’idea per dare un vero significato al ponte e per<br />
risolvere contemporaneamente una parte dei problemi<br />
di mobilità dei quartieri Flaminio e Trionfale:<br />
il nostro progetto consiste in una teleferica che<br />
dalle pendici di Monte Mario sale in direzione<br />
assiale rispetto al Ponte della Musica, fino ad<br />
arrivare quasi alla sommità del parco di Monte<br />
Mario stesso. info@lad.roma.it<br />
Museo Nazionale Archeologico<br />
di Venezia verso il rinnovamento.<br />
Completata la messa a sicurezza e il restauro<br />
conservativo di due prospetti del magnifico cortile<br />
di Vincenzo Scamozzi che accoglie la statua colossale<br />
di Agrippa e altri importanti reperti di età greca<br />
e romana. Lo visitano oltre 250 mila persone ogni<br />
anno, si trova in Piazza S. Marco e conserva tesori<br />
unici al mondo. Per valorizzare al massimo le sue<br />
potenzialità è iniziata una fase nuova che culminerà<br />
nei prossimi anni in un nuovo progetto di ordinamento<br />
delle collezioni e in un nuovo allestimento.<br />
info www.polomuseale.venezia.beniculturali.it/<br />
index.php?it/6/museo-archeologico-nazionale<br />
PASSO DEL BRENNERO (BZ)<br />
21 <strong>GIUGNO</strong> <strong>2013</strong> S’INAUGURA<br />
PLESSI MUSEUM<br />
In prossimità del luogo dove sorgeva la dogana<br />
autostradale tra Italia e Austria, la nuova struttura,<br />
progettata dall’ingegnere Carlo Costa - primo esempio<br />
in Italia di spazio museale in autostrada -<br />
accoglierà video, disegni e installazioni di Fabrizio<br />
Plessi insieme alla grande opera realizzata per<br />
l’Expo di Hannover del 2000. Il nuovo complesso<br />
architettonico dell’Autostrada del Brennero spa<br />
propone inoltre un centro convegni, un punto di<br />
ristoro e rappresenta una sperimentazione formale<br />
e funzionale, lontana dalle tradizionali aree di<br />
sosta. info : www.a22.it<br />
La sostenibilità s’impara all’Ecomuseo<br />
Un viaggio nella nuova struttura, realizzata grazie<br />
a un cofinanziamento europeo, che rende<br />
omaggio alla “Civiltà Palustre” di Villanova di<br />
Bagnacavallo, nel cuore della Romagna.<br />
Oggi si chiama “ecosostenibilità”. Un tempo, semplicemente,<br />
industria, quella della lavorazione della<br />
canna palustre che - fino al secondo dopoguerra<br />
- rappresentava la principale fonte di sostentamento<br />
per la comunità di Villanova di Bagnacavallo, in<br />
provincia di Ravenna. Una peculiare forma di<br />
artigianato artistico da sempre carattere distintivo<br />
di questa comunità che oggi viene celebrata<br />
nell’Ecomuseo delle Erbe Palustri, realizzato grazie<br />
a un cofinanziamento europeo (fondi Por Fesr<br />
2007-<strong>2013</strong>) e inaugurato lo scorso 12 maggio<br />
<strong>2013</strong>. Info: www.ecomuseoerbepalustri.it<br />
<strong>GIUGNO</strong> <strong>2013</strong>. TORNA “MODENA<br />
TERRA DI MOTORI”,<br />
LA KERMESSE DEI BOLIDI<br />
Nel week end dell’8 e 9 giugno torna “Terra dei<br />
motori”, la più importante manifestazione automobilistica<br />
italiana “en plein air”. Dopo il passaggio<br />
della Mille Miglia e la rassegna “Motor Gallery”,<br />
ancora un week end tra i motori per le strade della<br />
città, con grandi mostre e la rievocazione dell’antico<br />
circuito cittadino, che farà tornare protagonisti<br />
i gloriosi viali di Modena, testimoni delle più belle<br />
gare del passato. Info: info@modenatur.it<br />
IN EMILIA LA RICOSTRUZIONE<br />
PARTE DAL BASSO<br />
Oltre 300 persone all’inaugurazione del nuovo<br />
asilo Sacro Cuore, un “cuore pulsante” di legno<br />
che ospiterà 240 bambini del nido e della maternità.<br />
Finale Emilia è stata in festa domenica 5 maggio<br />
per l’inaugurazione ufficiale dell’Asilo Sacro Cuore,<br />
struttura di 1.600 metri quadrati interamente<br />
realizzata in legno e donata alla comunità da<br />
Federlegno Arredo e dalle sue aziende, in collaborazione<br />
con progettisti, enti pubblici e donatori<br />
privati. Info. press@federlegnoarredo.it<br />
L’ISOLA D’ELBA PRESENTA I<br />
“MEDITERRANEAN DREAMS FA-<br />
SHION EVENTS” PER RIPARTIRE<br />
SULLE ALI DELLA MODA<br />
L’isola d’Elba, terza isola italiana, rilancia la propria<br />
immagine a livello nazionale e internazionale<br />
- dopo le disastrose conseguenze delle alluvioni del<br />
7 novembre 2011 - sulle ali dell’alta moda, con due<br />
serate speciali a Marina di Campo, località maggiormente<br />
colpita. Il primo evento si terrà il 1°<br />
Giugno direttamente sulla bellissima spiaggia di<br />
Marina di Campo, tra due degli stabilimenti balneari<br />
più eleganti ed esclusivi del golfo: Paglicce<br />
Beach e da Sergio. Si tratterà di una sfilata di<br />
Casting tra aspiranti modelle nazionali e straniere,<br />
per assegnare numerose fasce da Miss e premiare le<br />
ragazze più belle con ingaggi per sfilate e campagne<br />
pubblicitarie con stilisti internazionali d’alta<br />
moda. Il secondo evento si terrà il 6 luglio, sempre<br />
nella stessa location da “sogno mediterraneo” e<br />
vedrà sfilare circa 10 designer provenienti da tutto<br />
il mondo per presentare alla stampa nazionale, a<br />
numerosi blogger e al pubblico le loro collezioni<br />
inedite “cruise” o “primavera-estate”. Informazioni<br />
www.unconventionalfashiondistrict.com.<br />
RIENTRA IN ITALIA, GRAZIE ALLA<br />
FONDAZIONE ACCORSI-OLMETTO,<br />
UN CAPOLAVORO PIETRO PIFFETTI<br />
La Fondazione Accorsi-Olmetto ha acquistato il 1°<br />
febbraio <strong>2013</strong>, all’asta newyorkese di Sotheby’s, un<br />
prezioso scrigno realizzato da Pietro Piffetti, che<br />
andrà ad aggiungersi agli altri sette capolavori realizzati<br />
dell’ebanista piemontese e custoditi nel Museo<br />
di Arti Decorative Accorsi-Olmetto di Torino.<br />
Pagato 170.000 dollari, questo scrigno col suo tavolino<br />
potrebbe essere uno dei tre cofano-forti che, i<br />
documenti riportano, l’artista realizzò per i Savoia<br />
nel 1732, 1745 e 1760. Info: tel. 011837688<br />
Schindler fornitore di mobilità di Toledo,<br />
la più bella metropolitana di Napoli,<br />
mette in mostra l’arte internazionale e le migliori<br />
soluzioni di mobilità Schindler, che ha fornito alla<br />
stazione 18 scale mobili - di cui due con un dislivello<br />
di 30 metri - 4 tappeti mobili e 4 ascensori.<br />
Una mobilità urbana più efficiente e confortevole.<br />
Sarà presto completata la seconda uscita della Stazione<br />
Toledo, a Piazza Montecalvario, nel cuore dei<br />
quartieri spagnoli. Schindler contribuirà ad accelerare<br />
gli spostamenti dei passeggeri in transito dal<br />
nuovo ingresso tramite tappeti mobili di 75 metri e<br />
6 scale mobili. Le scale mobili e i tappeti mobili<br />
saranno collegati ad un sistema di monitoraggio da<br />
remoto che permetterà agli operatori di cambiarne,<br />
se necessario, il senso di marcia, e di ricevere informazioni<br />
in tempo reale su eventuali problemi di<br />
servizio. Info: schindler@noesis.net - tel. 02831051.1<br />
VASCO BENDINI: DONAZIONE AL<br />
MACRO DELLE OPERE CABINA<br />
SOLARE E LA SCATOLA U<br />
Lo scorso 23 aprile in occasione della presentazione<br />
del catalogo della mostra Vasco Bendini. 1966-<br />
1967, l’artista ha annunciato la donazione non solo<br />
dell’opera Cabina Solare (1967), ma anche de La<br />
scatola U (1966), due lavori fondamentali del suo<br />
percorso creativo che vanno ad arricchire la collezione<br />
del Museo. Bartolomeo Pietromarchi, direttore<br />
di MACRO, ha accolto con estrema gratitudine<br />
il gesto generoso del maestro Bendini, che aveva<br />
già onorato il Museo con la propria mostra e con la<br />
donazione di una sua opera. Bendini è considerato<br />
uno dei pionieri dell’informale italiano.<br />
Info: maria.bonmassar@tiscali.it - tel. 335490311<br />
PREMIO ALBERO ANDRONICO:<br />
MILLE MODI PER RACCONTARE<br />
IL MONDO.<br />
Nella storica sede della Promoteca del Campidoglio,<br />
si è svolta la cerimonia di premiazione della<br />
sesta edizione del Premio nazionale “Alberoandronico”.<br />
Il presidente Pino Acquafredda: “Partecipazione<br />
fortemente popolare, carattere<br />
intergenerazionale e internazionale, per una gara<br />
trasparente, alla ricerca della qualità. Valorizzazione<br />
della lingua italiana e dell’espressione artistica”.<br />
Informazioni: www.alberoandronico.-net<br />
LIBRIAMO <strong>2013</strong> - LA LETTERATU-<br />
RA DELLE EMOZIONI<br />
Anche quest’anno Libriamo<strong>2013</strong> promette di sorprendere<br />
e soddisfare tutti gli appassionati lettori,<br />
con un programma ricco e attento, come sempre,<br />
alle suggestioni della contemporaneità. La rassegna<br />
letteraria, giunta all’ottava edizione, si articolerà<br />
su tre serate, due mattine e due pomeriggi,<br />
da venerdì 14 a domenica 16 giugno. Libriamo<strong>2013</strong><br />
indagherà, attraverso un ricco calendario<br />
di eventi e i suoi illustri ospiti, una delle grandi<br />
tendenze della cultura e della società occidentale di<br />
questi ultimi decenni ossia Letteratura delle emozioni.<br />
info@zoing.com - tel. 328.214.3191<br />
L’Associazione LIBERAL Organizza:<br />
Venerdì 28 Giugno <strong>2013</strong> dalle ore 16:30 alle<br />
18.00 LABORATORIO DI POESIA.<br />
Tutti possono partecipare entrata libera. Rinfresco.<br />
Via Volta 50 Garbagnate Milanese (MI).<br />
POESIA E SAGGISTICA<br />
PER IL DISARMO<br />
con il patrocinio della libera coscienza<br />
QUALE CULTURA e FINALITA’<br />
nel coerente rinnovamento<br />
dei nostri linguaggi<br />
Redazione<br />
<strong>ARTECULTURA</strong><br />
Via Ciovasso 19 - 20121 Milano<br />
Tel. 02-864.64.093<br />
info@artecultura.org<br />
Sono graditi liberi contributi<br />
che aiutino a stimolare<br />
la ricerca di linguaggi universali<br />
che più scoprano e appaghino<br />
i nostri profondi desideri<br />
SABATO 15 <strong>GIUGNO</strong> ORE 17<br />
<strong>ARTECULTURA</strong><br />
7
- RISORGIMENTO POETICO -<br />
Costituzione Tradita: per un Parlamento<br />
che nasca da una proporzionale pura<br />
Quanti come noi hanno combattuto per<br />
l’Italia unita-libera-sovrana senza nulla<br />
succhiare alle mammelle dello Stato,<br />
nella situazione nella quale è stato<br />
ridotto il nostro Paese oggi hanno tutto<br />
il diritto di esprimere il loro originale<br />
dissenso al conformismo burocratico<br />
dei colletti bianchi. Ed è fortemente<br />
paradossale oltre che illeggittimo che<br />
proprio coloro che hanno strangolato<br />
la democrazia soprattutto tramite il<br />
condizionamento economico e le<br />
trasgressioni istituzionali, attualmente<br />
pretendano d’essere i nuovi salvatori<br />
della patria. Gli italiani sono generosi<br />
per radice di costume mediterraneo,<br />
ma non distratti o fessi come si<br />
possa abusare. Ed entro certi limiti sorvolano<br />
per compassione d’intelligenza<br />
ma non per carenza mentale.<br />
Per cui, solo accennando, quando nel<br />
corso delle votazioni politiche o amministrative<br />
vigeva il rispetto costituzionale<br />
della proporzionale pura, la<br />
vita degli italiani era certamente più<br />
tranquilla e meno inquieta dell’attuale<br />
a causa le tante inettitudini burocratiche,<br />
la corruzione dilagante, gli omicidi,<br />
e soprattutto i suicidi di imprenditori<br />
per insopportabile aggravio di<br />
tasse e tanti operai che si suicidano a<br />
rispetto della propria dignità. Cosicché,<br />
storicamente, spentasi la generazione<br />
che aveva sognato e realizzata di sacrificio<br />
la Repubblica democratica<br />
nelle generazioni seguenti non è perseguito<br />
il rigore della responsabilità che<br />
aveva caratterizzato l’opera dei padri.<br />
Questo perché alla liberazione politica<br />
del 1945 non era seguita quella economica,<br />
la cui potenzialità padronale ha<br />
molti vantaggi sulla dipendenza della<br />
manodopera. Tantoché l’evoluzione<br />
che doveva seguire, che ponesse un rispettoso<br />
equilibrio tra i due mondi, è<br />
stata molto limitata e spesso contraddittoria<br />
favorendo di molto l’accaparramento<br />
capitalista dal cervello corto<br />
ma dall’egoismo senza fine. A memoria<br />
il primo allarme di tradimento costituzionale<br />
fu delineato dalla Legge<br />
Truffa che non passò, essendoci allora<br />
un coerente Partito Comunista che più<br />
8 <strong>ARTECULTURA</strong><br />
si oppose. In seguito, la Repubblica democratica<br />
parlamentare, a volerla presidenziale,<br />
è stato sempre il chiodo fisso<br />
della cosiddetta destra politica, che<br />
non ha mai receduto da tale posizione.<br />
Ed ai nostri giorni si fa un gran parlare<br />
di Repubblica Presidenziale sostenuta<br />
a gran voce anche da una certa<br />
sinistra-bene. Si fa finta di dimenticare<br />
che i costituenti non ascoltarono l’allora<br />
repubblicano Ministro Pacciardi,<br />
che, appunto, sosteneva la Repubblica<br />
Presidenziale ed era anche un antifascista<br />
combattente della guerra civile<br />
spagnola. Ma i progressisti dell’Italia<br />
in recessione la vogliono fare oggi,<br />
per armare più di arbitrio il potere burocratico<br />
dando maggiore sudditanza<br />
al popolo “sovrano”. Si vuole legittimare<br />
la superiorità del parassitismo dei<br />
colletti bianchi a cospetto la grande<br />
moltitudine lavoratrice indotta a soccombere<br />
per forzata imposizione. Poi<br />
non importa se la corruzione dilaga,<br />
basta tassare le piccole e medie imprese<br />
e comprimere i salari della manodopera,<br />
per continuare come prima<br />
e più di prima a disfare l’Italia che i<br />
nostri padri avevano unificata con sacrifici<br />
e pericoli non da poco. Ed un<br />
giorno il razzismo stregone straparla<br />
di secessione ed un altro di macroregioni<br />
che è sempre la stessa minestra<br />
disfattista senza che un presidente<br />
della Repubblica o del Consiglio,<br />
ovvero un Ministro intervenga per dire<br />
che la Costituzione si rispetta. E di<br />
contribuire a migliorare con l’unità<br />
l’equilibrio realistico democraticamente<br />
di tutti i possibili problemi in cui<br />
ognuno ha le sue rivendicazioni. E che<br />
per le prime donne non c’è posto nella<br />
Repubblica democratica nata sui valori<br />
della Resistenza che non è ideologia,<br />
ma grandiosa umanità senza ritocchi<br />
di privilegi di parte. Anche se, a<br />
ricordare, l’80 per cento dei Martiri a<br />
pagare con il sangue per la libertà, furono<br />
comunisti! Non lo dimentichi la<br />
discriminazione perpetua di una certa<br />
politica quando confonde la libertà con<br />
lo sfruttamento. Naturalmente, Tambroni,<br />
il bipolarismo, la soglia del quorum<br />
parlamentare e premio di maggioranza,<br />
miserabili pensate dei colletti<br />
bianchi, hanno completato la festa della<br />
disgregazione e della sfiducia nella<br />
comunità nazionale. La quale a meraviglia<br />
ha visto rieleggere per la seconda<br />
volta lo stesso Presidente della Repubblica.<br />
Un troppo mascherato autoritarismo<br />
per rendere scontata la<br />
Republica presidenziale. Questo perché<br />
l’Italia non ha un suo Diritto millenario,<br />
ma lo deve importare dai<br />
plagiatori. Non si vuol capire che Presidente<br />
della Repubblica può essere anche<br />
un lavoratore di merito di cui<br />
Artecultura ha già parlato. Ed a questo<br />
riguardo si rende necessaria l’istituzione<br />
di coordinate tribune televisive<br />
Nazionali che argomentino l’indispensabile<br />
nozione del Diritto pubblico<br />
in modo che chiunque voglia adempiere<br />
alle cariche istituzionali sia consapevole<br />
dei suoi compiti. E non per<br />
simboleggiare quotidianamente negli<br />
spazi d’apertura dei Telegiornali, eccezioni<br />
a parte, le solite facce delle<br />
grandi disuguaglianze e recessione dell’Italia<br />
e del mondo. Al loro posto si<br />
dibatta la nostra Costituzione, affinché<br />
la prepotenza svesta i suoi abiti<br />
truffaldini.<br />
Dunque speriamo che il nuovo Presidente<br />
del Consiglio dei Ministri voglia<br />
tener presente gli argomenti qui accennati<br />
e rendere possibile un Ministero<br />
per il Disarmo ovvero quanto meno<br />
rendere operative delle Commissioni<br />
di studio sul problema interessando soprattutto<br />
le scuole. Un Disarmo che<br />
origini dallo studio conoscitivo della<br />
Poesia della Natura che le scuole, purtroppo,<br />
ancora non conoscono, come<br />
il Costume poetico di Artecultura. La<br />
nuova cultura nella quale la persona<br />
umana nasca per vivere e non polverizzata<br />
negli inceneritori atomici della<br />
follia, si è resa indispensabile. Impossibile<br />
ancora ignorarla per i tanti<br />
pericoli distruttivi che incombono sulla<br />
libera coscienza del mondo. Oppure<br />
i giovani non devono aver famiglia affinché<br />
nella catastrofe atomica ne muoiano<br />
in meno? Artecultura
In questo numero <strong>GIUGNO</strong> <strong>2013</strong><br />
6 - CORRISPONDENZA CULTURALE<br />
8 RISORGIMENTO POETICO<br />
9 SOMMARIO<br />
10 INTERLUDI<br />
14 INTERLUDI CONTINUANO<br />
20 ANTONIO SALIERI<br />
21 PROUVE’ - MANGA FESTIVAL<br />
22 LETTERA DA CORTINA<br />
23 VERSO MONET<br />
27 LUOGHI COMUNI -ARCHEOLOGIA<br />
28 IMMAGINI E LUOGHI<br />
29 L’AUTODIDATTA NELLA STORIA<br />
30 TURISMO - SUOR GRAZIA<br />
36 ATTUALITA’ COSTUME POETICO<br />
38 UMANITA’ POETICA<br />
39 I CANTI DEL BORGO<br />
40 LIBRI<br />
41 POESIA-SAGGISTICA -DISARMO<br />
42 CONCORSI<br />
44 PROMOZIONE ARTESTIVA<br />
Inserto redazionale:<br />
-MOSTRE A MILANO<br />
-POSTACATALOGO<br />
- <strong>ARTECULTURA</strong> è inviata: abbonati di tutta Italia,<br />
gallerie d'arte, critici, musei, scuole, alberghi, di<br />
Milano e categorie specializzate di professionisti.<br />
- Composizione e impaginazione: redazionali. Scritti e<br />
foto inviati e non richiesti non vengono restituiti.<br />
Fotolito e stampa Press Point<br />
Via L. Cagnola, 35 Abbiategrasso<br />
<strong>ARTECULTURA</strong><br />
Le idee che la impegnano<br />
- CORRISPONDENZA<br />
CULTURALE<br />
- COSTUME POETICO<br />
- 24 OTTOBRE GIORNATA<br />
MONDIALE DISARMO<br />
- INFORMAZIONE<br />
ARTISTICO CULTURALE<br />
- POESIA DELLA NATURA<br />
- POESIA PACE<br />
- PSICOPOESIA<br />
Pit PALAZZOLI- FRANÇOIS DE CASABIANCA -<br />
NEVENKA ZVORC- MICHELE ROCCOTELLI -<br />
GUSMAROLI VANNGIO’di Teodosio Martucci -<br />
EMILIO FORMENTI -REMO LANA - ALVARO-<br />
CARLA MONTI - LUISA VISCONTI - GIANCARLO<br />
AMURRI - MICHELE GIANNATTASIO -<br />
GREGORIO MANCINO - ANTONIETTA DI SECLI’<br />
- di Marpanoza; INSERZIONI DI: GIANFRANCO<br />
RONTANI - GALLERIA D’ARTE CORTINA -<br />
GALLERIA D’ARTE PONTE ROSSO -<br />
<strong>ARTECULTURA</strong><br />
Mensile Manifestazioni Artistiche e Culturali<br />
Registrazione Tribunale di Milano<br />
n. 253 del 6/9/1967 - Registro Nazionale della<br />
Stampa n. 5359 - Direttore responsabile:<br />
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- Anno XLVI N. 6 Giugno <strong>2013</strong> - Spedizione<br />
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IPOTIZZABILE<br />
TOGLIERE<br />
LA SCORTA<br />
AI POLITICI?<br />
“MALE NON FARE<br />
E PAURA<br />
NON AVERE...”<br />
Recita un’antica saggezza popolare.<br />
Quindi, stando alla massima,<br />
le scorte pubbliche o private ai politici<br />
potrebbero essere inutili. Per<br />
cui bene ha fatto il Presidente della<br />
Camera Laura Boldrini a dire<br />
di non aver paura e non volere la<br />
scorta come pur fece il Presidente<br />
Pertini. Poi fare il politico ad una<br />
persona non glielo ordina il medico<br />
e chi ha paura può cambiare attività<br />
e starsene tranquillo.<br />
Inoltre, detto senza spigolature di<br />
comodo, togliendo le scorte ai politici<br />
non si può del tutto escludere<br />
di vedere crescere a sorpresa anche<br />
la responsabilità collettiva nel<br />
rapporto sociale tra le persone. Lo<br />
stimolo della fiducia o della diffidenza<br />
in una società si delinea dai<br />
fattori di cause che caratterizzano<br />
quella società e l’ abusata protezione<br />
può essere benissimo suscettibile<br />
di nocive contraddizioni.<br />
Uno spontaneo punto di vista che<br />
ci sorge a seguito del drammatico<br />
avvenimento di Roma in piazza<br />
Montecitorio da parte dello sparatore<br />
disoccupato, certamente<br />
esasperato, ed i carabinieri feriti<br />
ai quali va di sincerità tutta la nostra<br />
solidarietà, non formale, ma<br />
di coscienza. Ma togliendo la scorta<br />
ai politici, a parte il vantaggio<br />
economico, si potrebbe anche alleggerire<br />
una certa pesantezza di<br />
servizio alle forze dell’ordine, carabinieri<br />
e polizia, che possono risentirne<br />
a seguito le lunghe ore di<br />
presenza e dislocarle in altre più<br />
vitali funzioni.<br />
Artecultura<br />
<strong>ARTECULTURA</strong> 9
INTERLUDI D'ARTE<br />
CAMPBELL’S di Warhol<br />
INTERLUDI D'ARTE<br />
ANTICA STRADA DI POMPEI Vincenzo Cabianca, LUNGOMARE, 1860<br />
ANDY WARHOL (1928-1987)<br />
Stampe dalla collezione<br />
Bank of America Merril Lynch<br />
Milano, Museo del Novecento<br />
5 aprile - 8 settembre <strong>2013</strong><br />
Il Museo del Novecento, dopo la riuscita<br />
esperienza dello scorso anno con la mostra<br />
fotografica Conversations, è lieto di annunciare<br />
una seconda collaborazione con Bank<br />
of America Merril Lynch - sponsor principale<br />
del museo, insieme a Finmeccanica -<br />
attraverso un’esposizione dedicata a una<br />
delle icone internazionali dell’arte del dopoguerra,<br />
Andy Warhol (1928-1987). Lo<br />
spazio espositivo del museo ospiterà alcune<br />
delle stampe più significative dell’artista<br />
provenienti dalla collezione Bank of<br />
America Merril Lynch, che attua il prestito<br />
nell’ambito del programma Art in Our<br />
Communities. La polvere di stelle evocata<br />
dal titolo non è solo la polvere del diamante<br />
utilizzata in molte stampe, ma è la capacità<br />
di Warhol di creare icone scintillanti e<br />
immortali. Attraverso un percorso espositivo<br />
cronologico che inizia con le serigrafie<br />
degli anni settanta e si conclude con quelle<br />
create nel corso degli anni ottanta, la mostra<br />
è un’occasione per tornare su alcune<br />
delle tappe salienti della produzione artistica<br />
di Warhol.<br />
Il sabato e la domenica, nei mesi di aprile,<br />
maggio e giugno Civita organizza per i<br />
bambini dai 6 a 12 anni, oltre alla visita<br />
didattica, laboratori specifici sui temi della<br />
mostra. Inoltre, la compagnia di danza<br />
contemporanea Progetto D’Arte proporrà<br />
una serie di laboratori nello spazio<br />
espositivo della mostra, per avvicinare i<br />
bambini e soprattutto gli adolescenti, alle<br />
tematiche di Warhol, attraverso un lavoro<br />
sul corpo e una performance adatta ai giovanissimi.<br />
Alcune delle attività proposte<br />
coinvolgeranno bambini e adolescenti anche<br />
nel periodo estivo, grazie alla collaborazione<br />
con i servizi del Settore Educazione del<br />
Comune di Milano. Info: 02-43353522<br />
10 <strong>ARTECULTURA</strong><br />
Vita e Morte a Pompei<br />
ed Ercolano<br />
Londra, British Museum<br />
28 marzo - 29 settembre <strong>2013</strong><br />
Il British Museum presenta una grande<br />
mostra sulle città romane di Pompei ed<br />
Ercolano, sponsorizzato da Goldman Sachs.<br />
Questa mostra è la prima grande rassegna<br />
a Londra, da oltre 40 anni, dedicata al<br />
suggestivo tema di Pompei ed Ercolano.<br />
Essa è il risultato di una stretta collaborazione<br />
con la Soprintendenza Archeologica<br />
di Napoli e Pompei, e riunisce oltre 250<br />
oggetti affascinanti, frutto di scoperte recenti<br />
o di scavi più antichi. Molti di questi<br />
oggetti non sono mai stati visti prima d’ora<br />
fuori dall’Italia. La mostra avrà un unico<br />
obiettivo, studiare la civiltà romana, in<br />
tutti i suoi aspetti, in riferimento a popolazioni<br />
che furono così sfortunate.<br />
La data dell’eruzione del Vesuvio del 79<br />
d.C. è attestata da una lettera di Plinio il<br />
Giovane a Tacito. Nella variante universalmente<br />
ritenuta più attendibile del manoscritto,<br />
si legge nonum kal. septembrs cioè<br />
nove giorni prima delle Calende di settembre,<br />
data che corrisponde al 24 agosto.<br />
Questa data era stata accettata come sicura<br />
fino ad oggi, ma alcuni dati archeologici via<br />
via emersi mal si accordano con una data<br />
estiva. Ad esempio, il ritrovamento di frutta<br />
secca carbonizzata, di bracieri, usati<br />
all’epoca per il riscaldamento, di mosto in<br />
fase di invecchiamento trovato ancora sigillato<br />
nei contenitori (dolia), e soprattutto,<br />
di una moneta ritrovata sul sito archeologico,<br />
che riferisce della quindicesima acclamazione<br />
di Tito ad imperatore, avvenuta<br />
dopo l’8 settembre del 79 d.C. - quindi<br />
dopo il 25 agosto - lasciano supporre che<br />
l’eruzione sia avvenuta in autunno, probabilmente<br />
il 24-25 ottobre di quell’anno. Ma<br />
i primi eventi sismici si ebbero già nel 62<br />
d.C. Info: www.britishmuseum.org<br />
I Macchiaioli 1850-1874.<br />
Impressionisti italiani?<br />
Parigi, Museo dell’Orangerie<br />
10 aprile - 22 luglio <strong>2013</strong><br />
Al Caffè Michelangelo di Firenze, attorno<br />
al critico Diego Martelli, un gruppo di<br />
pittori dà vita al movimento dei macchiaioli.<br />
Questo movimento vorrebbe rinnovare la<br />
cultura pittorica nazionale. La poetica macchiaiola<br />
è verista opponendosi al Romanticismo,<br />
al Neoclassicismo e al Purismo accademico,<br />
e sostiene che l’immagine del<br />
vero è un vero contrasto di macchie di<br />
colore e di chiaroscuro, ottenuti tramite<br />
una tecnica chiamata dello specchio nero,<br />
utilizzando uno specchio annerito col fumo<br />
permettendo di esaltare i contrasti<br />
chiaroscurali all’interno del dipinto. L’arte<br />
di questi pittori consisteva “nel rendere le<br />
impressioni che ricevevano dal vero col<br />
mezzo di macchie di colori di chiari e di<br />
scuri”. Del gruppo fanno parte Serafino De<br />
Tivoli, Eugenio Cecconi, Odoardo Borrani,<br />
Raffaello Sernesi. Niccolò Cannicci, Egisto<br />
Ferroni e Adriano Cecioni, scrittore e scultore<br />
oltre il pesarese Vito D’Ancona; il<br />
napoletano Giuseppe Abbati il trentino<br />
Eugenio Prati e il Veronese Vincenzo<br />
Cabianca, Domenico Caligo, cui si aggiunse<br />
Diego Martelli, critico e mecenate. In<br />
certo qual senso più isolati, ma considerati<br />
fra i principali del movimento: Giovanni<br />
Fattori, Silvestro Lega e Telemaco<br />
Signorini. Il luogo di ritrovo fu il Caffè<br />
Michelangelo a Firenze e più tardi nella<br />
tenuta che nel 1861 ereditò Diego Martelli<br />
a Castiglioncello, il Castello Pasquini. I<br />
Macchiaioli sono considerati gli iniziatori<br />
della pittura moderna italiana.<br />
La corrente diede luogo a quella dei<br />
Postmacchiaioli, cioè dei pittori di origine<br />
toscana che furono attivi, richiamandosi<br />
alla pittura di “macchia”, tra il 1880 ed il<br />
1930. I principali furono: Giovanni<br />
Bartolena, Leonetto Cappiello, Vittorio<br />
Matteo Corcos, Michele Parigi, Oscar<br />
Ghiglia, Francesco Gioli, Luigi Gioli, Ulvi<br />
Liegi, Guglielmo Micheli, Alfredo Müller,<br />
Plinio Nomellini, Filadelfo Simi, Adolfo<br />
Tommasi, etc. Info: www.musee-orangerie.fr/
INTERLUDI D'ARTE<br />
INTERLUDI D'ARTE<br />
Life, COPERTINA DI TITO, settembre 1048 LA SITULA BENVENUTI VIOLENZA SULLE DONNE<br />
IN UN ANTICO VASO ATTICO<br />
LIFE. I GRANDI FOTOGRAFI<br />
Roma, Auditorium Parco dela Musica<br />
dal 1 maggio al 4 agosto <strong>2013</strong><br />
Nel nuovo spazio AuditoriumExpo dell’Auditorium<br />
Parco della Musica di Roma,<br />
si inaugura la mostra Life. I grandi Fotografi,<br />
una retrospettiva ragionata ed emozionante<br />
sugli autori e le immagini che<br />
hanno reso Life un mito e un riferimento<br />
della fotografia internazionale. La mostra è<br />
una produzione della Fondazione Musica<br />
per Roma e della Fondazione FORMA per<br />
la Fotografia, in collaborazione con Life e<br />
Contrasto. Per buona parte del XX secolo,<br />
i fotografi di Life hanno raccontato con le<br />
loro immagini ogni aspetto della vita umana.<br />
Uscita per la prima volta nel 1936 e poi<br />
con cadenza settimanale fino agli anni Settanta,<br />
la rivista fu creata da Henry Luce<br />
per cercare proprio nel fotogiornalismo,<br />
negli occhi privilegiati dei fotografi, le<br />
immagini del nuovo secolo da mostrare ai<br />
lettori. “Vedere la vita, vedere il mondo”<br />
era il motto sul primo numero di Life e<br />
veramente, con il loro stile inconfondibile,<br />
i fotografi di questa rivista hanno impresso<br />
una svolta nella maniera di comprendere<br />
l’attualità, di vederla e di raccontarla attraverso<br />
le immagini. Gli anni Trenta della<br />
Depressione, gli anni Quaranta, la Seconda<br />
guerra mondiale, il difficile dopoguerra, il<br />
Vietnam: Life ha raccontato il Novecento e<br />
ha imposto una linea, indicato una maniera<br />
particolare di guardare e quindi di pensare<br />
l’attualità. La mostra Life. I grandi Fotografi<br />
è una produzione inedita, messa a<br />
punto proprio per questa occasione: un<br />
insieme di circa 150 fotografie tra le più<br />
celebri racconteranno la nascita, l’evoluzione<br />
e lo stabilizzarsi di una visione che è<br />
diventata decisiva: il mondo alla maniera<br />
di Life. Info: www.auditorium.com<br />
Venetkens. Viaggio<br />
tra gli antichi Veneti<br />
Padova, Palazzo della Ragione<br />
dal 6 aprile al 17 novembre <strong>2013</strong><br />
A oltre trent’anni dall’ultima rassegna<br />
espositiva, la civiltà degli antichi Veneti<br />
torna a Padova, dal 6 aprile al 17 novembre<br />
nella prestigiosa sede del Palazzo della<br />
Ragione. L’evento, dal nome “Venetkens -<br />
Viaggio nella terra dei Veneti antichi”,<br />
sarà uno dei principali eventi protagonisti<br />
della città di Padova e, per numeri e caratteristiche,<br />
si preannuncia come una delle<br />
più grandi mostre italiane in assoluto per<br />
l’anno <strong>2013</strong>. L’iniziativa, promossa e organizzata<br />
dall’Assessorato alla Cultura di<br />
Padova, dalla Soprintendenza per i Beni<br />
Archeologici del Veneto e da Gruppo Icat,<br />
agenzia di comunicazione e marketing, si<br />
propone come un vero e proprio viaggio nel<br />
tempo e nello spazio, volto a presentare la<br />
vita quotidiana, il territorio, le attività commerciali,<br />
i cerimoniali funebri e le espressioni<br />
artistiche del popolo che abitò l’area<br />
del Nord-est italiano nel corso del I millennio<br />
a.C.<br />
I Veneti, a volte indicati anche come<br />
Venetici, antichi Veneti o Paleoveneti per<br />
distinguerli dagli odierni abitanti del<br />
Veneto, erano una popolazione indoeuropea<br />
che si stanziò nell’Italia nord-orientale dopo<br />
la metà del II millennio a.C. e sviluppò una<br />
propria originale civiltà nel corso del millennio<br />
successivo. Caso unico tra i popoli<br />
dell’epoca nell’Italia settentrionale, si può<br />
stabilire l’identità tra la popolazione e la<br />
cultura veneta, ovvero agli antichi Veneti è<br />
possibile attribuire una precisa cultura<br />
materiale e artistica sviluppatasi nel loro<br />
territorio di stanziamento, la Venezia. Questa<br />
facies culturale si sviluppò durante un<br />
lungo periodo, per tutto il I millennio a.C.,<br />
anche se nel tempo subì diverse influenze.<br />
Di questa popolazione e identità la documentazione<br />
archeologica è particolarmente<br />
ricca: Lago del Garda, Colli Euganei, etc.<br />
Info: 049-2010010<br />
Uomini che inseguono le<br />
donne. La violenza sulle<br />
donne sui vasi attici dalla<br />
necropoli etrusca di Spina.<br />
fino al 30 giugno <strong>2013</strong><br />
A margine dell’iniziativa “Donne nell’antichità.<br />
Le radici della civiltà e del rispetto”,<br />
che ha visto la Pinacoteca Nazionale di<br />
Bologna e i Musei Archeologici Nazionali<br />
di Parma e Ferrara ospitare eventi e dibattiti<br />
incentrati sul confronto tra l’antichità e<br />
il mondo contemporaneo, l’archeologo Mario<br />
Cesarano ha curato questa mostra selezionando,<br />
tra i reperti vascolari esposti nel<br />
museo, quelle raffigurazioni in grado di<br />
documentare, nel mondo etrusco, il riconoscimento<br />
di una dignità della donna non<br />
vilipesa come purtroppo sempre più spesso<br />
accade oggi. Ne è nato un percorso suggestivo,<br />
che attraverso le immagini raffigurate<br />
su 19 vasi, mostra in vetrine tematiche,<br />
i sei argomenti fondamentali dell’esposizione:<br />
I modelli iconografici del mito, l’inseguimento<br />
amoroso, Cacciatori e prede,<br />
Teseo: l’efebo per eccellenza, Tutto per<br />
volontà degli dèi, La violenza come empietà.<br />
Al termine del percorso espositivo, l’immagine<br />
di una musa riafferma, attraverso la<br />
sua grazia e femminilità, i valori e la dignità<br />
della donna. Tra i vasi esposti, segnaliamo<br />
per il loro significato simbolico, la<br />
grande kylix con il rapimento di Ganimede<br />
da parte di Zeus del Pittore di Pentesilea<br />
(nella foto), il cratere a campana con il ratto<br />
delle Leucippidi, il cratere con la rara<br />
rappresentazione del rapimento di Elena da<br />
parte di Teseo, opera del Pittore di Boreas,<br />
e lo splendido cratere su piedistallo della<br />
tomba 136A di Valle Pega con Aiace che<br />
trascina via Cassandra nell’ultima notte di<br />
Troia. Originale anche l’approccio del curatore<br />
al tema da trattare. Se l’oggetto è<br />
“la rappresentazione della violenza sulle<br />
donne nella ceramica attica” - si è chiesto<br />
Cesarano - possiamo tradurlo nella domanda<br />
“la violenza sulle donne viene presentata<br />
(e come) dai ceramografi attici?” (...) E<br />
visto le scene con uomini che inseguono o<br />
rapiscono donne, come interpretarle? (...)<br />
Informazioni: 053266299<br />
<strong>ARTECULTURA</strong><br />
11
INTERLUDI D'ARTE<br />
LEONARDO DA VINCI<br />
ABRUZZO, riti pagani da Oricola<br />
INTERLUDI D'ARTE<br />
Jan Fabre, PLANETS 1 - IX<br />
( Foto Francesco Allegretto)<br />
Le incredibili macchine<br />
di Leonardo<br />
Genova, Museo Sant’Agostino<br />
fino al 30 giugno<br />
Il 25 novembre 1796 i manoscritti di<br />
Leonardo sottratti alla Biblioteca Ambrosiana<br />
giungevano a Parigi e dalla loro<br />
analisi il fisico italiano Giovanni Battista<br />
Venturi, allora in Francia, traeva un Essai<br />
sur les ouvrages physico-mathématiques<br />
de Leonard de Vinci, escludendo da questo<br />
gli studi vinciniani sul volo, giudicandoli<br />
probabilmente solo una bizzarria chimerica.<br />
Nel 1486 Leonardo aveva espresso la sua<br />
fede nella possibilità del volo umano: “potrai<br />
conoscere l’uomo colle sue congegnate<br />
e grandi alie, facendo forza contro alla<br />
resistente aria, vincendo, poterla soggiogare<br />
e levarsi sopra di lei”. Dal 14 marzo al<br />
15 aprile 1505 scrive parte di quello che<br />
doveva essere un organico Trattato degli<br />
uccelli, dal quale avrebbe voluto estrarre il<br />
segreto del volo, estendendo nel 1508 i suoi<br />
studi all’anatomia degli uccelli e alla resistenza<br />
dell’aria e, verso il 1515, vi aggiunge<br />
lo studio della caduta dei gravi e i moti<br />
dell’aria.<br />
Chiama moto strumentale il volo umano<br />
realizzato con l’uso di una macchina: individua<br />
nel paracadute il mezzo più semplice<br />
di volo: “Se un uomo ha un padiglione di<br />
pannolino intasato, che sia di 12 braccia per<br />
faccia e alto 12, potrà gittarci da ogni<br />
grande altezza senza danno di sé”. Dall’analogia<br />
col peso e l’apertura alare degli<br />
uccelli cerca di stabilire allora come impiegarla,<br />
muoverla e sostenerla. La fede di<br />
Leonardo nel volo umano sembra essere<br />
rimasta immutata per tutta la sua vita,<br />
malgrado gli insuccessi e l’obiettiva difficoltà<br />
dell’impresa. Ma un esperimento in<br />
tal senso ci fu e fece da cavia l’amico<br />
Tommaso Masini. Info:0102511263<br />
12 <strong>ARTECULTURA</strong><br />
Devozioni millenarie: dai riti<br />
pagani di Oricola agli ex<br />
voto dell’Abruzzo medievale<br />
e moderno.<br />
Francavilla al Mare, Museo Michetti<br />
Sino al 23 giugno<br />
C’è un filo rosso lungo oltre 2000 anni che<br />
collega le popolazioni italiche che abitavano<br />
l’Abruzzo nel III-II secolo avanti Cristo<br />
e gli abitanti di oggi: le offerte votive (ex<br />
voto) nel culto religioso. Questo è il tema<br />
della mostra “Devozioni millenarie -Dai<br />
riti pagani di Oricola agli ex voto dell’Abruzzo<br />
medievale e moderno” che si<br />
inaugura al Museo Michetti di Francavilla<br />
al Mare a cura della Soprintendenza per i<br />
beni archeologici dell’Abruzzo, della Soprintendenza<br />
BSAE dell’Abruzzo in collaborazione<br />
con la Regione Abruzzo, i Comuni<br />
di Oricola (AQ) e Francavilla al Mare.<br />
La mostra evidenzia l’ideale continuità tra<br />
i votivi del III-II sec. avanti Cristo rinvenuti<br />
nelle indagini archeologiche del santuario<br />
suburbano di Carsioli (Civita di Oricola-<br />
AQ) e alcune particolari tipologie di<br />
offerte di età moderna. Il percorso e-<br />
spositivo si sviluppa in sequenza diacronica<br />
dall’età romana all’età moderna, attraverso<br />
la selezione di reperti significativi del<br />
rapporto di reciprocità che si stabilisce tra<br />
dedicante e Dio, passando dai toni simbolici<br />
del santuario di Oricola (statue, parti<br />
del corpo umano, animali, frutti e oggetti<br />
d’uso quotidiano) alle attestazioni popolari<br />
degli ex voto pittorici e anatomici di età<br />
moderna (XVIII-XX secolo), ai manufatti<br />
della cereria De Rosa di Lanciano (CH),<br />
alle sculture di santi particolarmente venerati,<br />
fino all’espressione artistica di matrice<br />
aulica di un’icona della Vergine in trono<br />
con Bambino. E poi gioielli tradizionali,<br />
“gli storpi” e “Le serpi” (1900). etc.<br />
Info: 085-4920300<br />
MERANO ARTE<br />
MERANO-MURANO<br />
Il vetro e l’arte contemporanea<br />
dall’8 giugno all’8 settembre <strong>2013</strong><br />
a cura di Adriano Berengo<br />
e Valerio Dehò<br />
L’esposizione accosta l’esperienza di una<br />
serie di artisti contemporanei internazionali<br />
quali Aldo Mondino, Aron Demetz, Jan<br />
Fabre, Jaume Plensa, Oleg Kulik, Marya<br />
Kazoun, Orlan Robert Pan, Vik Muniz e<br />
altri, e si propone di individuare un percorso<br />
critico e di studio in grado di espandere<br />
le capacità espressive di un materiale come<br />
il vetro di Murano.<br />
Il filo conduttore è il rapporto che s’instaura<br />
tra l’artista e il vetro, il confronto con le<br />
caratteristiche e i vincoli tecnici che il<br />
medium impone, il dialogo tra il pensiero<br />
dell’ideatore e la mano del maestro, in cui<br />
l’opera è la sintesi di saperi, conoscenze ed<br />
esperienze diverse attraverso le quali si<br />
approda a un nuovo linguaggio espressivo.<br />
Gli artisti presenti in questa rassegna sono<br />
entrati in contatto solo saltuariamente con<br />
il mondo del vetro. Anche per questo motivo<br />
i risultati sono di grande originalità e<br />
innovazione, straordinari e non prevedibili.<br />
Quello che emerge è che l’incontro tra due<br />
realtà apparentemente lontane, l’arte contemporanea<br />
da un lato, il vetro dall’altra,<br />
ha consentito di immaginarne, idearne e<br />
costruirne una terza: un mondo nuovo, in<br />
cui il vetro non rappresenta più semplicemente<br />
un simbolo della tradizione ma si<br />
apre a nuovi orizzonti e prospettive.<br />
Il vetro, materiale estremamente duttile,<br />
aperto a recepire la creatività artistica nelle<br />
sue forme più innovative, è protagonista<br />
negli ultimi anni di un rilancio mondiale.<br />
L’occasione è stata la prima edizione nel<br />
2009 di “Glasstress”, iniziativa presentata<br />
come evento collaterale della Biennale di<br />
Venezia e diventata una piattaforma di<br />
riflessione sul rapporto tra designer e arte,<br />
tra tecniche antiche e arte contemporanea.<br />
Grazie ad Adriano Berengo e al suo<br />
laboratorio di Murano la manifestazione si<br />
è successivamente arricchita di interventi<br />
da parte delle più importanti personalità<br />
contemporanee, diffondendosi in tutto il<br />
mondo. Info: +39-0473212643
INTERLUDI D'ARTE<br />
MEDAGLIERE ROMANO<br />
Liu Heung Shing, GIOVANE CINESE COI PATTINI<br />
DAVANTI ALLA STATUA DI MAO, Dalian, 1981<br />
INTERLUDI D'ARTE<br />
Carol Rama, NAIR, 2005, acquaforte su zinco<br />
I medaglioni romani del<br />
Monetiere del Museo<br />
Archeologico Nazionale di<br />
Firenze.<br />
Sino al 30 settembre <strong>2013</strong><br />
Il Monetiere del Museo Archeologico Nazionale<br />
di Firenze custodisce una tra le più<br />
belle e importanti collezioni italiane di<br />
medaglioni di età romana imperiale, oggi<br />
interamente edita in due volumi di catalogo<br />
e della quale viene ora esposta una scelta<br />
di 150 esemplari in oro, argento e bronzo,<br />
databili tra il I sec. d.C. (Nerone) e il IV sec.<br />
d. C. (Graziano).<br />
Iniziato da Lorenzo il Magnifico, l’attuale<br />
Monetiere è l’erede diretto del Medagliere<br />
Granducale che nel 1897 fu distaccato dalle<br />
collezioni delle Gallerie degli Uffizi e<br />
trasferito nell’allora Regio Museo Archeologico<br />
inaugurato pochi anni prima. La<br />
stessa collezione faceva parte dell’immenso<br />
patrimonio artistico di famiglia che l’Elettrice<br />
Palatina Anna Maria Luisa, ultima<br />
discendente dei Medici, donò nel 1743 allo<br />
Stato di Toscana, a condizione che non<br />
fosse mai alienato da Firenze e che rimanesse<br />
“per ornamento dello Stato, per utilità<br />
del pubblico e per attirare la curiosità dei<br />
Forestieri”.<br />
I medaglioni antichi, di maggior modulo<br />
rispetto alle serie ordinarie, rari nel mondo<br />
greco e del tutto sconosciuti in epoca romana<br />
repubblicana, sono ancora poco diffusi<br />
negli anni di regno degli imperatori del I<br />
secolo d.C. Una maggiore produzione si<br />
data, invece, a partire dal II secolo d.C.,<br />
soprattutto negli anni dell’impero di<br />
Traiano, di Marco Aurelio e di Commodo,<br />
mentre decisamente più ricca è la serie con<br />
i ritratti di imperatori a partire dall’età di<br />
Costantino I e dei suoi successori. I medaglioni<br />
romani in oro o argento erano multipli<br />
di valuta nominale corrente ed avevano<br />
un alto valore intrinseco e più spendibili.<br />
Info: 055-2357720<br />
ST. MORITZ ART<br />
MASTERS<br />
Sesta edizione<br />
23 agosto 1 settembre <strong>2013</strong><br />
Per dieci giorni, la Regione Svizzera<br />
dell’Engadina rinnova l’appuntamento<br />
con i protagonisti dell’arte contemporanea.<br />
Ospite d’Onore di SAM <strong>2013</strong> sarà<br />
la Cina. www.stmoritzartmasters.com<br />
Torna a St. Moritz e in tutta l’Engadina uno<br />
degli appuntamenti culturali più importanti<br />
dell’estate. Dal 23 agosto al 1 settembre<br />
è in programma la sesta edizione di St.<br />
Moritz Art Master (SAM), il festival dedicato<br />
all’arte contemporanea ideato da<br />
Monty Shadow e curato da Reiner Opoku,<br />
che rivela il suo profondo legame con la<br />
contemporaneità sin dall’immagine guida,<br />
curata quest’anno dall’artista tedesco<br />
Tobias Rehberger.<br />
Da sempre, l’Engadina ha attratto e ispirato<br />
artisti, sceneggiatori, scrittori e filosofi.<br />
L’obiettivo del St. Moritz Art Master è<br />
quello di ripercorrere questa storia, combinando<br />
le tradizioni locali con le suggestioni<br />
della cultura internazionale. Non è un caso<br />
che la nazione ospite d’onore di SAM<br />
<strong>2013</strong> sia la Cina. Il paese asiatico, infatti,<br />
sta vivendo una stagione artistica di grande<br />
vivacità che, partendo dalle proprie<br />
millenarie tradizioni, si apre verso le esperienze<br />
degli altri paesi. Per dieci giorni, St.<br />
Moritz e l’Engadina apriranno i loro spazi<br />
espositivi pubblici e privati per accogliere<br />
mostre d’arte orientale e occidentale. Un’attenzione<br />
particolare verrà riservata alle<br />
tendenze e agli sviluppi dei fenomeni in<br />
atto in Cina. A tal proposito, in collaborazione<br />
con il network d’arte svizzero<br />
Artalliance, si terranno degli incontri con<br />
giovani artisti (...). press2@ponline.it<br />
CAROL RAMA.<br />
Oltre l’opera grafica.<br />
Museo Comunale d’Arte Moderna<br />
di Ascona (Svizzera)<br />
29 giugno - 15 settembre <strong>2013</strong><br />
La rassegna, curata da Mara Folini, direttrice<br />
del Museo di Ascona, e Alexandra<br />
Wetzel, profonda conoscitrice del lavoro<br />
dell’artista, presenterà 100 opere, alcune<br />
mai esposte prima, che appartengono alla<br />
sua produzione grafica più recente, realizzata<br />
nella stamperia di Franco Masoero,<br />
che per Carol Rama è stata atelier, luogo<br />
di creazione, di scambio e d’incontri.<br />
L’iniziativa offrirà un compendio dei soggetti<br />
e delle ossessioni che l’artista ha<br />
inseguito per tutta la vita, ma concedono<br />
anche uno sguardo sul suo modo di procedere,<br />
di vivere l’arte, di prendersi gioco dei<br />
propri tormenti; sarà l’occasione per immergersi<br />
nel mondo fantastico, di bizzarrie,<br />
di racconti accennati e allusioni mitiche<br />
e leggendarie, della quasi centenaria guerriera<br />
dell’arte, insignita del Leone d’oro<br />
alla carriera in occasione della 50^ Biennale<br />
di Venezia.<br />
Il rapporto tra Carol Rama e l’incisione è<br />
abbastanza recente. L’artista ha approfondito<br />
questa tecnica a partire dal 1993, dopo<br />
un primo contatto avvenuto cinquant’anni<br />
prima. In pochi anni, fino al 2005, ha<br />
realizzato più di 150 incisioni originali,<br />
ricreando il suo personale universo affollato<br />
di figure e di oggetti. Carol Rama ha<br />
esplorato fin nei suoi minimi aspetti il<br />
mezzo espressivo, sia che si trattasse di<br />
acquaforte, acquatinta, vernice molle e<br />
qualche rarissimo intervento di puntasecca,<br />
accompagnato dall’amico Franco Masoero,<br />
stampatore e pure complice delle sue<br />
sperimentazioni che trasgrediscono i confini<br />
della calcografia ortodossa. Infor.ni:<br />
tel.+41 (0)91 7598140 -museo@ascona.ch<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>13
14 <strong>ARTECULTURA</strong><br />
INTERLUDI continuano INTERLUDI continuano<br />
Gregorio<br />
Mancino<br />
NELLA SFERA<br />
PLANETARIA<br />
La particolare considerazione che<br />
meglio e più può interessare la pittura<br />
sperimentale di Gregorio Mancino<br />
è per noi quella di rivoluzionare il<br />
luogo comune in dimensione di a-<br />
vanguardia, far diventare cioè la<br />
consuetudine un’avanzata finestra del<br />
divenire tanto artistico quanto umano.<br />
Una pittura, pertanto, aperta a diversi<br />
interrogativi tanto statici quando<br />
dinamici. E trattasi in Mancino di quel<br />
dinamismo che fermenta il cuore<br />
battente della sua psicologia artistica<br />
che fraziona il tempo-critico per unirlo<br />
ed elevarlo sempre più al dinamismo<br />
della dimensione avveniristica più<br />
avanzata. L’aspetto meraviglioso che<br />
ci rammarica e ci sorprende (come a<br />
pensare che lo sapevamo anche noi...),<br />
ma che l’intervento di Mancino, che<br />
considera il mondo una ruota in eterno<br />
movimento, stimola a ben riflettere sul<br />
caso per comprendere meglio noi e la<br />
sua opera pittorica. L’intervento, che<br />
partendo dal vissuto, scava la novità<br />
dell’attesa senza spigolature di facciate,<br />
ma rivoluzionando quella stessa<br />
realtà che noi prima ritenevamo<br />
superata. Invece la realtà non ha<br />
clessidre e non può non esistere, perché<br />
in tal caso equivale ad annullare il<br />
mondo che, invece, Mancino intende<br />
evolvere in tutta la sua ascendenza<br />
conoscitiva.<br />
Marpanoza<br />
Gregorio Mancino<br />
“LA RUOTA DEL MONDO” 2008<br />
Tecnica mista, cm. 100x100<br />
YOUNG AT ART<br />
Acri (CS), MACA<br />
Il progetto di promozione artisticoterritoriale<br />
Young at Art, giunto alla sua<br />
seconda edizione, presenta i lavori di 12<br />
giovani talenti della scena contemporanea<br />
calabrese. La mostra del MACA di Acri è la<br />
prima di quattro tappe che si susseguiranno<br />
lungo tutto l'arco del <strong>2013</strong>. In mostra opere<br />
di Anna Capolupo, Maurizio Cariati,<br />
Salvatore Colloridi, Marco Colonna,<br />
Giovanni Fava, Giuseppe Guerrisi,<br />
Salvatore Insana, Giulio Manglaviti,<br />
Domenico Mendicino, Mirella Nania, Giusy<br />
Pirrotta. Sino al 16 giugno.<br />
Info maca@museovigliaturo.it<br />
ACCARDI - Opere dagli anni ‘60<br />
Caserta, Nicola Pedana Arte Contemp.<br />
In esposizione alla Galleria Nicola Pedana<br />
Arte Contemporane di Caserta tredici opere<br />
realizzate dall’artista Carla Accardi a partire<br />
dagli anni Sessanta fino ad arrivare a quelle<br />
più recenti. In occasione dell’inaugurazione<br />
ufficiale della mostra è stato presentato il<br />
catalogo, edito da Nicola Pedana Arte<br />
Contemporanea / Grafica Nappa, Aversa<br />
<strong>2013</strong>. Il volume contiene i testi di Enzo<br />
Battarra e Teresa Lucia Cicciarella, oltre<br />
alle riproduzioni delle opere esposte. “Ho<br />
sempre usato la pittura come un’ispirazione<br />
di antipittura, è un desiderio di contraddizione”,<br />
ha dichiarato l’Accardi in<br />
un’intervista nel 2004, dicendo di una<br />
contraddizione che è urgenza vitale,<br />
principio di un’espressione energica e<br />
svincolata da barriere e forme preconcette.<br />
Sino al 16 giugno.<br />
Info ilcaravaggiopn@libero.it<br />
LUMPENFOTOGRAFIE<br />
Bologna, P420 Arte Contemporanea<br />
E’ di Franco Vaccari la paternità del termine<br />
Lumpenfotografie (letteralmente, “fotografia<br />
stracciona”) derivato dalla celebre<br />
definizione della sociologia marxista. Marx<br />
definì sul piano sociale “lumpenproletariat”<br />
un gruppo formato dagli “scarti di tutte le<br />
classi”: una plebe che vive di espedienti,<br />
del tutto priva di coscienza di classe.<br />
Trasformando la categoria socio-politica<br />
marxiana in categoria estetica, Vaccari ha<br />
parlato di “lumpenfotografie” a proposito<br />
del lavoro dell’artista tedesco Joachim<br />
Schmid, che da trent’anni, raccoglie,<br />
seleziona ed espone quella che non è, e non<br />
aspira ad essere, fotografia “d’arte”: le<br />
fotografie dei quotidiani e quelle amatoriali,<br />
le fototessere, gli scatti pornografici, le<br />
illustrazioni dei manuali… Una massa<br />
irregolare e anarchica, priva della<br />
consapevolezza estetica (e della autoconsapevolezza<br />
linguistica) che contraddistingue<br />
la fotografia “d’autore”, e<br />
che costituisce perciò l’analogo fotografico<br />
dei “lumpen” marxiani. La definizione di<br />
Vaccari ha suggerito l’idea di riunire alcuni<br />
artisti che hanno fatto della “lumpenfotografie”<br />
l’oggetto (e spesso il<br />
materiale stesso) del loro lavoro: Hans-<br />
Peter Feldmann, Peter Piller, Alessandra<br />
Spranzi, Joachim Schmid e Vaccari stesso.<br />
Sino al 31 luglio<br />
Info 0514847957<br />
VENTAGLI DI CORTE<br />
Dozza (BO), Pinacoteca Rocca Sforzesca<br />
La mostra si articola in due sezioni. Una di<br />
esse è dedicata ai ventagli di corte con<br />
esemplari eccellenti come quelli appartenuti<br />
alla Regina Carlotta Mecklemburg-Strelitz<br />
(1744-1818) moglie di Giorgio III d’Inghilterra,<br />
all’Imperatrice Eugenia de<br />
Montijo (1826-1920), ultima sovrana di<br />
Francia come moglie di Napoleone III, alla<br />
corte reale di Danimarca.La mostra si<br />
conclude con una sezione dedicata ai<br />
ventagli pubblicitari, alcune decine di<br />
esemplari che si aggiungono ai cento<br />
ventagli artistici. Sono pezzi a stampa<br />
tipografica disegnati da celebri autori quali<br />
Pal, Mario Pozzati, Morin, Redon, Regent,<br />
Cappiello, Cassandre, etc. Sino al 30 giugno.<br />
Info T. 0542678240<br />
RUTH van BEEK<br />
Modena, Buchmann Galerie<br />
Greenhouse è uno dei nomi con cui Ruth<br />
van Beek chiama il proprio archivio, nel<br />
quale conserva immagini fotografiche di<br />
diverso tipo e su supporti variabili, dagli<br />
album di famiglia alle diapositive, fino ai<br />
ritagli di giornale, a partire da cui realizza<br />
le proprie opere. Ruth van Beek usa le<br />
fotografie come se fossero oggetti, i suoi<br />
lavori si compongono con uno stile che<br />
ricorda banali e quotidiane operazioni di<br />
“taglia e incolla” aprendosi però a soggetti<br />
e risultati sempre diversi. Accostando<br />
immagini a grandezza naturale con elementi<br />
simili, van Beek opera in modo tale che<br />
forma, grandezza e colore collaborino per<br />
dare una apparenza di veridicità a qualcosa<br />
che in realtà non è mai esistito. Si creano<br />
quindi incidenti aerei, strani oggetti, o<br />
composizioni floreali, che grazie a una<br />
accurata costruzione formale riescono a<br />
offrire una immagine di realtà e di<br />
credibilità. Sino al 29 giugno.<br />
Info 059344692<br />
ARGENTINA Tra arte e fede<br />
Roma,Braccio di Carlo Magno<br />
Per la prima volta in Vaticano e in Italia si<br />
presenta il grande patrimonio artistico che<br />
ha caratterizzato e caratterizza la storia e le<br />
tradizioni del popolo argentino. La rassegna,<br />
divisa in diverse sezioni e organizzata da<br />
Artifex, è il risultato di un’attenta selezione<br />
di opere appartenenti a importanti
INTERLUDI continuano INTERLUDI continuano<br />
collezionisti argentini che hanno generosamente<br />
messo a disposizione le loro<br />
opere, molte delle quali lasceranno il paese<br />
per la prima volta.Conoscere l’Argentina,<br />
la sua cultura e la sua storia è l’intento<br />
dell’esposizione. La fratellanza fra il popolo<br />
argentino e italiano la rende un omaggio<br />
alle due nazioni che condividono un lungo<br />
percorso di storia. La mostra è un riguardoso<br />
omaggio a Papa Francesco, alla sua terra, e<br />
alle sue origini italiane. Sino all’8 giugno.<br />
Info 0668193064<br />
FAULHABER LDPF<br />
Roma, Galleria Extraspazio<br />
LDPE (low density polyethelene) è il nome<br />
di un polimero termoplastico ricavato dal<br />
petrolio, sintetizzato negli anni ’30 del<br />
secolo passato e tuttora in uso per infiniti<br />
oggetti, dalle buste di plastica alle superfici<br />
di lavoro, a parti di hardware nei computer.<br />
Molti degli interni ed esterni fotografati da<br />
Faulhaber sono effettivamente costruiti con<br />
questo materiale ‘moderno’ per definizione,<br />
ma in ogni caso LDPE si adatta perfettamente<br />
alle ironiche metafore dell’artista<br />
di utopica resistenza alla corrosione,<br />
al deperimento, alla mortalità; necessariamente<br />
un mondo senza esseri viventi<br />
che fastidiosamente sporcano, graffiano e<br />
danneggiano. Sino al 28 giugno.<br />
Info 0668210655<br />
GHIRRI - Pensare per immagini<br />
ROMA, Museo MAXXI<br />
Il MAXXI dedica all’opera di Luigi Ghirri,<br />
tra i maestri indiscussi della fotografia in<br />
Italia, una grande mostra antologica, nata<br />
dalla collaborazione tra il Museo e il<br />
Comune di Reggio Emilia, la città dove il<br />
fotografo ha vissuto e alla quale ha lasciato<br />
il suo archivio. E proprio dai materiali<br />
originali – fotografie, menabò, libri,<br />
cataloghi e negativi – oggi conservati presso<br />
la Biblioteca Panizzi, partner istituzionale<br />
del progetto, la mostra intende partire per<br />
raccontare i diversi profili di questa<br />
complessa figura di artista. Sino al 27<br />
ottobre. Info 0639967350<br />
PITTORISCRITTORI<br />
Torino, Spazio Don Chisciotte<br />
Nove pittori scrittori per un nuovo spazio<br />
espositivo. Dal 18 aprile è aperto a Torino<br />
( via della Rocca 37) Spazio Don Chisciotte<br />
con la mostra Pittoriscrittori: una ventina di<br />
opere di alcuni protagonisti culturali del<br />
Novecento, che hanno dedicato la loro vita<br />
alla pittura e alla letteratura, alle immagini<br />
e alle parole: Luigi Bartolini, Dino Buzzati,<br />
Italo Cremona, Filippo de Pisis, Albino<br />
Galvano, Mario Lattes, Carlo Levi, Alberto<br />
Savinio, Emilio Tadini.Spazio Don<br />
Chisciotte è il nuovo luogo espositivo ideato<br />
e voluto da Caterina Bottari Lattes,<br />
presidente della Fondazione Bottari Lattes.<br />
Porta il nome della storica galleria romana<br />
diretta da Giuliano De Marsanich, che aprì<br />
la sua attività nel 1962, testimonial Alberto<br />
Moravia, proprio con una mostra di Mario<br />
Lattes. Idealmente dedicata allo scrittore e<br />
pittore scomparso nel 2001, la rassegna<br />
torinese presenta nove artisti che, come<br />
Lattes, trovarono nella pittura e nella<br />
scrittura scambievole e paritaria modalità<br />
espressiva. Sino al 22 giugno<br />
Info 0173789282<br />
MUKHIN - La Mia Mosca<br />
Milano, Laura Bulian Gallery<br />
Laura Bulian Gallery presenta la mostra<br />
personale del fotografo russo Igor Mukhin,<br />
"La Mia Mosca".In mostra saranno<br />
presentate fotografie in bianco e nero, tra<br />
cui una selezione di opere recentemente<br />
pubblicate nel libro La mia Mosca.<br />
Fotografie 1985-2010 , edito Thames &<br />
Hudson ed esposte in occasione del Festival<br />
della Fotografia Europea 2012 a Reggio<br />
Emilia, "Vita comune". Sospesi tra lo spettro<br />
e il reale, qualunque esso sia, in tutta la sua<br />
contraddizione insondabile, pare il tono di<br />
tutte le immagini del libro di Mukhin, di<br />
fronte alle quali viene spesso da chiedersi:<br />
stiamo sognando? o piuttosto loro stanno<br />
sognando? La Mosca di Mukhin è un<br />
crogiolo in ebollizione: tutto è compresente,<br />
tutto è possibile.Sino al 6 luglio.<br />
Info 02 4800 8983<br />
MAURONER - Spigolature<br />
Milano, Stazione Centrale<br />
Le immagini di Eros Mauroner vanno oltre<br />
la descrizione puramente tecnica lasciando<br />
allo spettatore la possibilità di intraprendere<br />
in poco tempo un viaggio di mesi, dal quale<br />
si percepisce il grande impegno assolto in<br />
tempi incredibilmente brevi, la scoperta di<br />
originali decorazioni e pavimenti stile<br />
liberty, di elementi simbolici che raccontano<br />
vecchie storie, per la realizzazione di un<br />
ambiente rinnovato e contemporaneo nel<br />
rispetto della storia. Ogni fotografia<br />
possiede una singolare forza espressiva, la<br />
suggestione dello sforzo fisico e progettuale<br />
diviene tangibile grazie anche alla<br />
particolare complessità e luminosità<br />
dell'ambiente cantiere. La serie elaborata<br />
attraverso la duplicazione speculare mostra<br />
una forma del tutto inaspettata. La<br />
congiunzione di geometrie e colori dà vita<br />
a visioni nuove, ambienti onirici nei quali<br />
l’orientamento si perde nei pieni e nei vuoti<br />
suggerendo punti di vista di un’intensa<br />
dinamicità spaziale. Sino al 21 giugno<br />
DA DURER A PICASSO<br />
Cagliari, Castello di San Michele<br />
La mostra presenta quasi novanta capolavori<br />
provenienti dalla Collezione ArtCamù<br />
dedicati al paesaggio e nasce dall’idea di<br />
cogliere la forte relazione che c’è tra il<br />
Castello San Michele, il paesaggio e la<br />
città. Strutturata in undici sezioni tematiche,<br />
l’esposizione si snoda in un’affascinante<br />
successione di opere grafiche dove<br />
protagonisti sono gli alberi, le rocce, l’acqua,<br />
ma anche paesaggi notturni, di sfondo o<br />
urbani. La mostra, arricchita da una<br />
articolata sezione didattica con laboratori<br />
per piccoli e adulti, è organizzata e prodotta<br />
dal Consorzio Camù e realizzata in<br />
collaborazione con il Comune di Cagliari.<br />
Sino all’8 settembre. Info 070500656<br />
SARNARI - Frammenti<br />
Agrigento, Fabbriche Chiaramontane<br />
Dettagli di corpi, primissimi piani come<br />
fotogrammi intimi fra amanti, l’invenzione<br />
di una pittura a impatto. Si annuncia come<br />
un silenzioso e vibrante racconto sull’amore<br />
quello di Franco Sarnari alle Fabbriche<br />
Chiaramontane di Agrigento dove dal 20<br />
aprile al 23 giugno è di scena la mostra<br />
Sarnari. Frammenti, la prima antologica<br />
dedicata al ciclo più importante dell’autore,<br />
romano di nascita e siciliano d’adozione.<br />
A cura di Lorenzo Canova, e in collaborazione<br />
con Antonio Sarnari, in mostra<br />
alle FAM è un percorso monografico sui<br />
Frammenti: quasi cinquant’anni di pittura<br />
che dagli anni Settanta hanno collocato<br />
Sarnari tra i maggiori pittori italiani del<br />
secondo Novecento. Info 3492684564<br />
LEONARDO da Vinci - Machines<br />
Noto (SR), Palazzo Trigona<br />
Le sorprendenti Macchine progettate dal<br />
genio di Leonardo da Vinci sono esposte a<br />
Palazzo Trigona, Noto, dal 5 aprile al 30<br />
giugno <strong>2013</strong>. Realizzate interamente in<br />
legno e a dimensione reale, simbolo di<br />
genialità e invenzione, sono opera dello<br />
staff del Worldwide Museum Activities.<br />
Fanno da cornice alla mostra, i capolavori<br />
artistici del giardino di pietra barocco più<br />
grande d’Europa. per informazioni<br />
www.comune.noto.sr.it<br />
LI YING JIE - Lo Spirito della Roccia<br />
Firenze, Palazzo Medici Riccardi<br />
L'originale artista cinese Li Ying Jie porta<br />
a Palazzo Medici Riccardi cinquantadue<br />
delle sue magnifiche opere: lastre di marmo,<br />
pietra fossile, giada, alabastro provenienti<br />
da tutto il mondo da cui emergono colori<br />
naturali delineando forme che appaiono<br />
come pitture naturali. L'opera artistica è<br />
quella di saper estrapolare questi disegni<br />
con tagli in sezioni verticali e orizzontali.<br />
Le immagini che sembrano raffigurare fiori,<br />
paesaggi, profili di montagne, fiumi e colline<br />
sono un impressionante frutto della natura<br />
Dal 6 giugno al 30 luglio. Info 0552760340<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>15
Antonietta<br />
Di Seclì<br />
PERCORSI<br />
PARALLELI<br />
Il tempo nel dramma sembra non esistere<br />
quello che prevale nella mente in<br />
allarme si deve soprattutto al superamento<br />
ostacolante affinché il normale<br />
riordino possa ripresentare di<br />
nuovo la dimensione della condivisa<br />
attività. Un modo espressivo per significare<br />
che il dipinto che la pittrice<br />
Antonietta Di Seclì ci fa conoscere<br />
questo mese: “L’ARNO IN PIENA”<br />
1999, olio su tela cm. 70x50 può essere<br />
l’esemplare manifestazione della<br />
tensione sovvertitrice che possa avverare<br />
in un’artista visiva l’emblematicità<br />
del dramma. Infatti la pittrice<br />
incolora lo scorrere tempestoso delle<br />
acque in una tristezza violacea intercalando<br />
il fluviale delle onde di ricalcate<br />
tonalità che puntualizzano la sfera<br />
psicologica dell’artista nell’uso risentito<br />
del colore. Un dipingere che poi<br />
si pone in tutta sintonia con il rettangolare<br />
dell’urbano, i due lati che contengono<br />
la piena preoccupati d’una<br />
crescita, ma che la pittrice dipinge quasi<br />
a dispetto come argine d’insuperabile<br />
sicurezza. Il secondo aspetto alluvionale<br />
del dipinto che insieme allo scorrere<br />
inquieto delle acque si condensa<br />
con il più violaceo pauroso del cielo<br />
fino a formare un trinomio di congiunzione<br />
piramidale d’orizzonte che dà<br />
senso a quello che prova la pittrice nel<br />
suo cielo interiore. Così da formare una<br />
parallela emozione il cui incanto emotivo<br />
sprigiona dalla diretta sensibilità<br />
che prova una pittrice a cospetto di certi<br />
indesiderati quanto dolorosi avvenimenti.<br />
(Marpanoza)<br />
Antonietta Di Seclì:<br />
“L’ARNO IN PIENA” 1999<br />
Olio su tela, cm 70x50<br />
VANNGIO’<br />
Giovanna<br />
Gusmaroli<br />
“L’EMOZIONE PENSATA”<br />
Nel suo continuo confronto con la suggestione<br />
e la sfida, implicite nell’importante<br />
genere artistico del nudo,<br />
VANNGIO’ sa imprimere il senso di<br />
un suo personale stile espressivo. Esso<br />
rivela qualità notevoli di forza<br />
disegnativa e di approfondimento psicologico.<br />
Per l’artista il nudo non è<br />
solo o tanto una realtà fisica, quanto<br />
una percezione, in primo luogo emotiva,<br />
poi del pensiero riflessivo. Tutti<br />
questi elementi si ritrovano sistematicamente<br />
nei nudi da lei dipinti, in cui la<br />
struttura plastica della forma si accorda<br />
ad un cromatismo freddo, spesso<br />
giocato su ocra, grigi, terre, che però<br />
mettono in risalto quell’indagine interiore<br />
a cui l’artista tende . Da queste<br />
premesse scaturisce una pittura di<br />
lineare configurazione che trasforma<br />
il nudo in una sottile metafora della<br />
condizione umana, dei suoi stati d’animo.<br />
Da notare poi il controllo del mezzo<br />
espressivo, quasi spinto alla ricerca<br />
di un’oggettiva purezza che silenziosamente<br />
si esalti nel puro apparire<br />
dell’immagine. Un ulteriore fattore,<br />
questo, che convalida la pittrice.<br />
Aoristias<br />
Giovanna Gusmaroli “VANNGIO’”<br />
SALUTO NOSTALGICO <strong>2013</strong><br />
Acrilico su carta, cm. 50x70<br />
Giancarlo<br />
Amurri<br />
L’INCANTEVOLE<br />
PAESISTICO<br />
Il mare in tutto il suo mistero e la sua<br />
magia, la sua utilità e pericolo, la sua<br />
immensità oceanica e ristrettezze d’incrinature<br />
di coste, sa di continuo destare<br />
meraviglia a quell’invito artistico<br />
che in modo particolare possa sentire<br />
un pittore, forse, ancor più di un<br />
poeta o di un musicista, ovvero attrarre<br />
la spontanea attenzione di un normale<br />
ammiratore. Il suo rapporto con<br />
l’uomo interessa a pieno tutta la sua<br />
sensibilità di vocazione che un pittore<br />
possa poi sentire come suo impegno di<br />
tavolozza. Quel mondo oceanico o costiero<br />
che poi spinge in modo irresistibile<br />
un operatore visivo a riprodurre<br />
sulla tela la sua emozione dipingendo<br />
una appagante marina, similmente<br />
come Giancarlo Amurri realizza la riproduzione<br />
del dipinto: “BARCHE A<br />
CUPRAMARITTIMA”, quell’azzuro<br />
mare e di cielo che caratterizzano le<br />
coste adriatiche italiane. Il dipinto che<br />
non lega la sua vitalità d’invito tanto<br />
all’ambiente, il luogo, quanto alla scelta<br />
soggettiva che poi interessa il collezionismo<br />
come esigenza di emozione<br />
liberatoria senza uno specifico dettaglio.<br />
Piace e basta. Questo è il punto<br />
che chiama in causa un pittore, regista<br />
ed esecutore dell’opera che trae fermento<br />
di bellezza o drammatica dal<br />
mare. Un mare come filosofia dell’infinito<br />
in cui la ragione viene superata<br />
dall’incanto lirico o tempestoso ma<br />
comunque inesauribile di attrazione<br />
pittorica e non solo. (Marpanoza)<br />
Giancarlo Amurri<br />
“BARCHE A CUPRAMARITTIMA” 1998<br />
Olio su tavola, cm. 25x 20<br />
16 <strong>ARTECULTURA</strong>
Gianfranco<br />
Rontani<br />
Un Maestro tra i<br />
personaggi della pittura<br />
che hanno segnato l’arte<br />
del secolo XX<br />
Cavaliere della Repubblica per<br />
meriti artistici dipinge 34 tele di<br />
metri 2 x1 per le 60 rappresentanti<br />
l’Inferno a cui fanno eco d’arte altre<br />
22 tele sul Carnevale di Viareggio,<br />
dall’opera di 4 metri donata al Santo<br />
Padre “Lasciate che i fanciulli<br />
vengano a me” in occasione della<br />
sua visita pastorale a Lucca, alla<br />
“Resurrezione di Cristo dinanzi a<br />
Sua Madre Maria” anch’essa<br />
donata al Papa durante la sua visita<br />
alla Diocesi di Lucca a Roma per il<br />
Giubileo. Una testimonianza di arte<br />
e di solidarietà che contraddistinguono<br />
l’operato.<br />
Nel floreale acceso di primavera<br />
Gianfranco Rontani, maestro storico<br />
di vissuta esperienza artistica,<br />
ha sempre guardato con l’attivo<br />
piglio della libera creazione pittorica<br />
nella quale la forza primigenia<br />
della semplicità naturale<br />
fa richiamo con la spontanea armonia<br />
della sensibilità umana. E<br />
nel dipinto che si riproduce la dimostrazione<br />
pensiamo che sia tanto<br />
evidente quanto palese. Il rosso<br />
corolla acceso di vitalità tonale che<br />
emerge sul verde delle foglie sorrette<br />
a loro volta da un fondo grigio-verde<br />
ramificato compongono<br />
lo spirito stilistico della libera<br />
poetica. (Marpanoza)<br />
Segromigno di Piano (Lu)<br />
Cell. 3349020404<br />
Artecultura tel. 02-864.64.093<br />
Gianfranco Rontani<br />
“PENSIERI FLOREALI”<br />
Olio su tela, cm. 30x40<br />
Carla<br />
Monti<br />
PITTURE<br />
FLOREALI<br />
La luminosità poetica favorisce l’espressione<br />
colorata del sorriso come se<br />
gli “ANEMONI” si alimentassero per<br />
miracolo e non dell’ acqua che contiene<br />
la trasparenza del vetro dove si dilungono<br />
gli steli. Ma non è tutto, guardando<br />
i due lati del tavolo su cui posano,<br />
a destra alcuni libri chiusi, in cui<br />
spicca il rosso del primo che, come per<br />
magìa, si pone in tutto sollazzo con il<br />
rosso degli anemoni. Mentre sulla sinistra,<br />
un libro aperto, spalanca le sue<br />
due pagine segnate da due fili di rosso<br />
in parallelo di pendenza fino a formare<br />
un immaginario triangolo, a dirsi,<br />
di sembianza equilatera in cui l’insieme<br />
ravviva un’atmosfera di festa. L’armonia<br />
pittorica in cui gioisce la diversificata<br />
poetica delle parti che, a sua<br />
volta, si rispecchia su un fondo di azzurro-chiaro.<br />
La virtuosa maestria di<br />
Carla Monti nel cui dipinto domina<br />
l’estro della sentita ricerca che armonizza<br />
in modo misterioso tutta la composizione<br />
del dipinto. Un bel dipinto<br />
che nella sua scioltezza di realizzazione<br />
collega l’intuizione alla natura, la<br />
struttura all’idea e la poetica all’emozione<br />
nella quale le convergenze<br />
fenomeniche ritmano quel battito d’armonia<br />
che appaga l’emozione, lo stimolo<br />
della pittrice e quello più generale<br />
dell’altrui fruizione. Un dipinto<br />
primavera/estate in eco di stagione e<br />
di carica culturale detto nel senso più<br />
esteso della manifestazione pittorica.<br />
Marpanoza<br />
Info: www.carlamonti.it<br />
Carla Monti: “ANEMONI”<br />
Olio su carta, cm. 50x70<br />
Emilio<br />
Formenti<br />
VEDUTE<br />
DI CAMPAGNA<br />
Il paesaggio, i suoi molteplici aspetti<br />
sono sempre stati quella versione pittorica<br />
che ha sempre attratto la tavolozza<br />
di Emilio Formenti che, come<br />
nel caso, dipinge “GIRASOLI”. Un primo<br />
piano del dipinto nel quale il giallo<br />
risentito dei girasoli può esprimere<br />
un senso di sofferenza e di sollievo,<br />
asseconda l’atto della lettura con cui<br />
l’umore dello sguardo si presta. Girasoli<br />
in assemblage di fila indiana, quasi<br />
una processione in cui il canto e l’indulgenza<br />
si contengono vicendevolmente.<br />
Il dipinto - per essere compreso<br />
- presenta una composizione disordinata<br />
e composita, ma comunque attraente,<br />
specie per quel verde primavera<br />
che si interpone tra i girasoli e il<br />
filar delle case che si dispongono sul<br />
fondo del dipinto. Un alto senso di raccoglimento<br />
vezzeggia tutta la composizione<br />
che nel più lontano orizzonte<br />
accenna e dispone una catena di monti<br />
in atmosfera di risentita lontananza.<br />
Un particolare dipinto nel quale primeggia<br />
la personalità pittorica e, si<br />
direbbe in parallelo, anche umana del<br />
maestro Emilio Formenti. La sua campagna,<br />
il suo verde, i suoi fiori, le sue<br />
case, il dipinto che n’elogia la natura<br />
in tutte le sue forme, il suo mondo inquieto<br />
e ribelle di poetiche a sorpresa<br />
che nel caso segnano l’iter della sua<br />
tematica che dipinge ed unisce il variabile<br />
della natura agli umori dell’uomo.<br />
(Marpanoza)<br />
e-mail:emilioformenti@yahoo.it<br />
Emilio Formenti<br />
“GIRASOLI”<br />
Tecnica mista, cm. 80x100<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>17
Luisa<br />
Visconti<br />
L’ACQUERELLO<br />
A VISI DI SOLE<br />
Michele<br />
Giannattasio<br />
LA MEMORIA<br />
RICONOSCENTE<br />
Laura<br />
Tosca<br />
IL TEMPO<br />
INFINITO<br />
Non è una singolarità dipinta per caso,<br />
ma un acquerello che si origina con lo<br />
stimolo improvvisato dell’autodibattito<br />
sperimentale in cui tutto va bene, ma<br />
si cambia, perché la macchia del colore<br />
non si distende come desidera l’appagamento<br />
creativo. Il desiderio in arte<br />
non ha un simbolo specifico come lo<br />
possa avere un balcone ovvero un albero,<br />
ma stando a quanto lasciano intendere<br />
Buddha e Freud sa essere fluttuante<br />
per avvicinare amici e nemici<br />
degli amici a dissuadere dalle proprie<br />
proposte per convenire alla pianificazione<br />
di un accordo artistico equilibrato.<br />
Che piace, soddisfa il gusto sensitivo,<br />
perché spontaneamente si ramifica<br />
al grande tronco dell’albero universale.<br />
Così, per affinità di principio e di condizione<br />
conseguita si presenta “DIGI-<br />
TALE”, l’acquerello che propone la pittrice<br />
Luisa Visconti. Una composizione<br />
deliberatamente armoniosa per la<br />
sua sintonia di primo piano dello steccato<br />
rivestito di floreale con il verde<br />
un po’ asciutto che s’immedesima al<br />
cenerino del fondo che, dai laterali della<br />
base, poi si distende a macchia d’informale<br />
in tutta la campitura del dipinto<br />
additando la compatta visione.<br />
(Marpanoza)<br />
Luisa Visconti“DIGITALE“<br />
Acquerello , cm. 36x51<br />
Il mondo delle emozioni è davvero infinito,<br />
in un pittore, poi, premuto dalla<br />
spinta di ricerca, la considerazione<br />
diventa ancor maggiore per comprendere<br />
il movente di una sua opera, una<br />
vera e propria domanda come si vuol<br />
dire per Michele Giannattasio che in<br />
questo numero di Artecultura propone<br />
“AI CADUTI 1985”. Un fatto apparentemente<br />
commemorativo, che però sta<br />
a significare molto di più del semplice<br />
ricordo, ed infatti, Gannattasio non a<br />
caso simboleggia l’idea di un grande<br />
cerchio dal quale poi pende un Martire<br />
che interessa la tristezza del sentimento<br />
che va ben oltre la casualità del<br />
ricordo. Tanto che da un dato commemorativo,<br />
poi l’idea muta in rivendicativa,<br />
in cui il cerchio si equivale<br />
alla sfera del mondo, all’idea universale<br />
verso cui un artista come Giannattasio<br />
non si lascia sfuggire il suo<br />
contributo con stimolo di umana emozione.<br />
Infatti il cerchio viene dipinto<br />
in un marrone che rasenta il nero mentre<br />
l’ambiente urbano circostante in un<br />
marrone molto più chiaro segnato da<br />
gestualità grafica evidente di partecipazione<br />
del pittore alla condanna del<br />
sopruso.. L’arte, prima di ogni altra<br />
cosa, è l’uomo! (Marpanoza)<br />
Michele Giannattasio<br />
“AI CADUTI 1985”, Olio su tela<br />
La figura in tutte le sue forme e dettagli<br />
comporta sempre uno spirito di comunicazione<br />
in cui il linguaggio ci interessa<br />
sempre più da vicino, questo perché<br />
in un certo qualmodo ci immedesimiamo<br />
in esso anche senza saperlo. Se<br />
invece guardiamo un paesaggio anche<br />
se l’ambiente nel suo insieme risulta a<br />
noi vicino, le considerazioni di lettura<br />
sono diverse, perché differenti sono gli<br />
stimoli della nostra percezione. Così,<br />
ritornando alla figura, che ci fa conoscere<br />
Laura Tosca: “TIME OUT” 2012<br />
possiamo al caso meglio comprendere<br />
la tensione che fermenta la figura femminile<br />
raccolta e verticale. Una triangolare<br />
geometria dipinta a macchia di<br />
risentito cenerino che poggia il corpo<br />
seduta su un drappo rosso e la testa<br />
castano-scuro dei capelli, lascia comprendere<br />
che il vero messaggio della<br />
figura non è la materica fisicità del<br />
dipinto, ma quello che bolle nell’interiore<br />
della persona raffigurata. Quanto<br />
basta per farci consapevoli che dipingere<br />
una figura umana è superiore alla<br />
poetica di tutti i paesaggi. Per cui che la<br />
figura sia raccolta, dipinta in verticale<br />
in sensibile cenerino, morfologica una<br />
tensione culturale in alfabeto di realtà.<br />
Marpanoza<br />
Laura Tosca<br />
“TIME OUT” 2012<br />
Acrilico su tela, cm. 60x80<br />
18 <strong>ARTECULTURA</strong>
ALVARO<br />
FUTURIBILE<br />
GEOMETRICO<br />
A VOCAZIONE PITTORICA<br />
La bicicletta si lascia sempre intuire più<br />
che l’embrione, il motore geometrico che<br />
compone e movimenta il dipinto del maestro<br />
Alvaro che, all’occasione, ci fa conoscere<br />
“CONVERGENZA”, una tecnica<br />
mista di cm. 100x100. Opera nella<br />
quale il prodigio dei colori che armonizza<br />
il dipinto assume una doppia funzione:<br />
l’immaginaria della linea tracciante<br />
e la prestazione del colore che di<br />
fatto intuisce e traccia la formale composizione<br />
nel cui ventre si nota trasversale,<br />
appunto, un metaforico schema di<br />
bicicletta, dipinta in arancio-azzurrocenerino.<br />
Tonalità verso cui poi fanno<br />
convergenza d’armonia le diverse tonalità<br />
che danno adito ad un allusivo quanto<br />
variato collegamento semantico che<br />
si origina dagli accostamenti poetici del<br />
colore disposto in riquadrature, circonferenze,<br />
ed appunti grafici che risvegliano<br />
nel dipinto una compiacente emozione<br />
nella quale geometria e colore si si<br />
amalgamano in modo virtuoso come lo<br />
stimolo inventivo del maestro avvera.<br />
Cosa di più specifico voglia ancora dire<br />
e significare la congeniale composizione<br />
geometrizzata con incidenze informali,<br />
lo dobbiamo domandare alla ricerca<br />
del maestro, alla scelta propositiva della<br />
bicicletta, alla sua premessa di partenza<br />
e di collegamento con i giorni<br />
culturali dell’uomo. Una pittura tutta al<br />
futuribile che domanda l’avvenirismo<br />
nel tempo per conseguire la forma avanzata<br />
di nuove meraviglie. (Marpanoza)<br />
Alvaro: “CONVERGENZA”<br />
Tecnica mista, cm. 100x100<br />
CORTINA<br />
A R T E<br />
Via MAC MAHON, 14 (Cortile int.7)<br />
20155 MILANO -ITALIA<br />
Tel 02/33607236<br />
www.cortinaarte.it<br />
E-mail: artecortina@artecortina.it<br />
PERMANENZE<br />
DINO BUZZATI - GIANCARLO<br />
CAZZANIGA - GIANCARLO<br />
CERRI - GIOVANNI CERRI -<br />
ROBERTO CRIPPA - DADAMAINO<br />
- FORTUNATO DEPERO -<br />
LUCIANO MINGUZZI<br />
Inaugurazione della mostra ore 18,30<br />
dal 4 giugno al 19 luglio <strong>2013</strong><br />
MARINA APOLLONIO<br />
DADAMAINO<br />
MARCELLO MORANDINI<br />
JORRIT TORNQUIST<br />
Fuori dal coro<br />
A cura di Susanne Capolongo<br />
e Stefano Cortina<br />
Apollonio, Torsione<br />
Dadamaino,<br />
Tempera su carta<br />
Morandini<br />
Jorrit Tornquist<br />
GALLERIA<br />
PONTE ROSSO<br />
20121 - Milano via Brera 2<br />
Tel/Fax 02/86461053<br />
Corrisp. via Monte di Pietà1/A<br />
WWW:http://www.ponterosso.com<br />
E-mail:ponterosso@ponterosso.com<br />
AGENDA Stagione 2012/<strong>2013</strong><br />
Dal 6 al 30 giugno <strong>2013</strong><br />
Andar per mostre<br />
antologia delle mostre<br />
personali e collettive presentate<br />
nella stagione 2012 / <strong>2013</strong><br />
G. Sperati Andar per mostre, 1958<br />
Inaugurazione<br />
giovedì 6 giugno ore 18<br />
ASSOCIAZIONE CULTURALE R. CORTINA<br />
Via Mac Mahon, 14 (Cortile interno n. 7)<br />
20155 MILANO - ITALIA<br />
Tel/Fax 02/33607236 - Cod.Fisc. 97181820156<br />
Galleria d'Arte<br />
Ponte Rosso<br />
Orario di apertura:<br />
10-12,30 / 15,30 -19<br />
Chiusura: domenica e lunedì<br />
E-mail:ponterosso@ponterosso.com<br />
Sito Internet: www.ponterosso.com<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>19
SALIERI, IL “NON OMICIDIO” DI MOZART<br />
E LO SPOGLIARELLO DI RAFFAELLA<br />
Mentre assistiamo a una delle<br />
brutte opere serie di Rossini, si rafforza<br />
in noi la convinzione che nella lirica<br />
ci siano figli e figliastri: ai primi tutto<br />
è dovuto, mentre agli altri toccano le<br />
briciole se non l’oblio, e a questo<br />
proposito non possiamo non pensare<br />
ad Antonio Salieri. Chiariamolo<br />
subito: non solo Salieri (1750-1825)<br />
non ha ucciso Mozart, ma neppure è<br />
provato che, ormai folle, si sia accusato<br />
di averlo fatto. Fra i due poteva non<br />
esserci simpatia, ma è bene tener<br />
presente che all’epoca Salieri era una<br />
celebrità, mentre Mozart, smessi i<br />
panni del bambino prodigio e non più<br />
attrazione virtuosa, annaspava per<br />
affermarsi.<br />
E’ certo che Salieri ne comprendesse<br />
a pieno la genialità e forse<br />
in cuor proprio la invidiasse, il che non<br />
giustifica il poemetto di Puskin<br />
“L’invidia” nel quale è appunto Salieri<br />
20<strong>ARTECULTURA</strong><br />
Il compositore Antonio Salieri<br />
a uccidere Mozart,<br />
né ha dissolto i<br />
dubbi sulle potenzialità<br />
omicide del<br />
musicista italiano<br />
il dramma teatrale<br />
di Shaffer, che nel<br />
1978 ha rivisitato<br />
in chiave parzialmente<br />
assolutoria<br />
la cosa, ripresa<br />
pochi anni dopo<br />
sullo schermo da<br />
Forman con il bello<br />
e fantasioso “Amadeus”.<br />
Salieri,oltre<br />
che autore di<br />
successo, fu anche<br />
prestigioso insegnante,<br />
tanto da<br />
avere fra i propri<br />
allievi Beethoven,<br />
Schubert e Liszt,<br />
oltre che uno degli<br />
orfani dello stesso<br />
Mozart, il che implica<br />
che Costanze,<br />
la vedova, non nutrisse paricolari<br />
animosità nei suoi confronti.<br />
“Se è vero che Salieri non ha<br />
ucciso Mozart, è altrettanto vero che<br />
Puskin ha ucciso Salieri” è stato<br />
ripetuto mentre, con il passare del<br />
tempo, la produzione musicale del<br />
compositore veneto scivolava verso il<br />
dimenticatoio. Ed è un peccato. E’<br />
stata la sua “Europa riconosciuta” a<br />
inaugurare a Milano, il 3 agosto 1778,<br />
il nuovo Teatro alla Scala, e per<br />
celebrare il duecentenario dell’evento<br />
si era dato per scontato, nel 1978, che<br />
l’opera venisse riproposta; ma il<br />
maestro Claudio Abbado, dopo averci<br />
riflettuto, ha finito per concludere che<br />
“Europa” fosse ormai inadatta.<br />
Riccardo Muti, invece, l’ha<br />
voluta per la nuova inaugurazione del<br />
2004, dopo i restauri sciagurati che<br />
hanno devastato l’estetica del complesso<br />
scaligero, e perciò rieccola, noi<br />
curiosi a scoprirne la musica di fattura<br />
veramente alta, in un insieme tuttavia<br />
datato e non sorretto da una regia che<br />
nel barocco o è dinamica o è sbadiglio,<br />
esteticamente però pulitissimo, scenografia<br />
elegante e un gran daffare di<br />
macchinari scenici a dimostrazione<br />
che l’esecrabile restauro a qualcosa<br />
deve essere servito. Restiamo a quel<br />
“ritorno”, a dire il vero interlocutorio,<br />
e non per il fatto che la solita schiera<br />
degli inutili e ignorantissimi vip<br />
perennemente a scrocco ha cominciato<br />
a guardare più l’orologio che il<br />
palcoscenico prima del solito, ma<br />
perché anche noi rimanevamo perplessi,<br />
nonostante le arie pregevoli, i<br />
concertati armoniosi, gli smalti del<br />
coro e una Diana Damrau nei panni<br />
di Europa convincente fino a travolgere.<br />
Colpa forse dei recitativi<br />
“pesanti”, pensavamo; invece la nostra<br />
era precognizione, perché sul finire del<br />
primo atto l’opera è stata funestata da<br />
un interminabile balletto (18 atroci<br />
minuti!) che ci ha ridotto, dopo una<br />
desolata sbirciatina alle inquietanti<br />
scheletricità delle ballerine e un’altra<br />
piena di invidia alle michelangiolesche<br />
strutture muscolari dei maschietti,<br />
a fissare l’orologio come<br />
qualsiasi vip incolto.<br />
Nessuno però ci convincerà<br />
che per Salieri non possa esserci un<br />
futuro sui palcoscenici, dove arriva di<br />
tutto compresa la terrificante “Osteria<br />
di Marechiaro” di Paisiello. Si<br />
potrebbe cominciare da “La grotta di<br />
Trofonio”, operina di pregevole rilievo<br />
musicale. Chi volesse farsene un’idea<br />
può trovarne qualcosa in “rete”: c’è il<br />
delizioso “La ra la ra” di Cecilia<br />
Bartoli, raccomandabilissimo, riproposto<br />
anche in chiave scenica da<br />
Raffaella Milanesi, che è bellina, sa<br />
di esserlo e, nell’aria “O cangia<br />
cervello…” si esibisce in uno spogliarello<br />
al termine del quale esplicita<br />
un seno spettacolare: cosa non si fa per<br />
amore della lirica!<br />
Giovanni Chiara
Jean Prouvé, STAZIONE DI RIFORNIMENTO PREFABBRICATA<br />
UN PASSIONE<br />
PER JEAN PROUVE’<br />
La Pinacoteca Giovanni e Marella<br />
Agnelli di Torino presenta Una<br />
passione per Jean Prouvé, una mostra<br />
di mobili e architetture del designer<br />
francese Jean Prouvé provenienti dalla<br />
collezione di Laurence e Patrick<br />
Seguin. Laurence e Patrick Seguin<br />
hanno scoperto l’opera di Jean Prouvé<br />
attraverso le sue creazioni di mobili<br />
alla fine degli anni ‘80. Subito sedotti<br />
dalla loro estetica unica, nella quale<br />
tutta la capacità artistica convive<br />
nell’impercettibile maestria tecnica a<br />
servizio della resistenza dei materiali;<br />
considerando che all’epoca pochissimi<br />
sapevano chi fosse veramente Jean<br />
Prouvé, il loro entusiasmo è stato<br />
immediato, un’emozione di linee, una<br />
rivelazione che è diventata una vera<br />
passione. La coppia si è poi interessata<br />
all’insieme della produzione di Jean<br />
Prouvé, di cui i mobili non costituiscono<br />
che una parte. E’ così che hanno<br />
scoperto le sue architetture. Partendo<br />
dal principio che “non c’è una<br />
differenza tra la costruzione di un<br />
mobile e di un immobile” Jean Prouvé<br />
ha applicato questa sua riflessione sia<br />
ai mobili sia all’architettura; questa<br />
logica costruttiva comune è diventata<br />
la base di tutta la sua opera.<br />
Dall’apertura della galleria a Parigi<br />
nel 1989, Laurence e Patrick Seguin<br />
hanno intrapreso un rigoroso lavoro<br />
per far conoscere le creazioni di Jean<br />
Prouvé. I più importanti collezionisti<br />
internazionali e i musei più prestigiosi<br />
hanno ormai pezzi di questo architettodesigner<br />
francese nelle loro collezioni.<br />
Jean Prouvé è oggi considerato come<br />
uno dei massimi esponenti del design<br />
del XX secolo.Laurence e Patrick<br />
Seguin presentano per la prima volta<br />
alcune opere dalla loro collezione<br />
privata: una quarantina di pezzi di<br />
Jean Prouvé, la maggior parte prototipi<br />
o esemplari molto rari, dalla poltrona<br />
immaginata per la città universitaria<br />
di Nancy nel 1954, alla poltrona<br />
leggera creata per l’università<br />
d’Antony nel 1954, passando per i<br />
mobili creati per l’Africa.Gli stessi<br />
principi basati su una logica di<br />
fabbricazione e di funzionalità applicati<br />
ai mobili spesso destinati al settore<br />
pubblico sono ripresi nelle architetture:<br />
le stesse strutture solide sono assemblate<br />
e articolate da meccanismi astuti<br />
che permettono sia ai mobili che alle<br />
costruzioni di essere facilmente<br />
spostate, smontate, modificate.Sulla<br />
pista del Lingotto viene montata per la<br />
prima volta la Maison Metropole (8x12<br />
metri), casa in alluminio vincitrice nel<br />
1949 di un concorso del Ministero<br />
dell’Istruzione per la costruzione di<br />
una scuola rurale con annessa la casa<br />
per l’istitutrice. Capolavoro di<br />
architettura nomade, ideata sul<br />
principio degli edifici a portici<br />
brevettati da Prouvé nel 1939, l’Ateliers<br />
Jean Prouvé ne realizzò due prototipi.<br />
Mostra in programma sino all’8 settembre.<br />
Info 0110062008<br />
MANGA<br />
FESTIVAL<br />
200 anni di Arte Manga<br />
Milano, Spazio WOW - sino al 15 giugno<br />
Milano, Rotonda della Besana sino al 21 luglio<br />
L’esposizione, curata da Isao Shimizu,<br />
riunisce per la prima volta quasi 500<br />
tavole – originali e copie – di oltre 350<br />
artisti. Il progetto, frutto di anni di<br />
lavoro, ha coinvolto manga-ka, esperti<br />
del settore e oltre 20 tra le più importanti<br />
case editrici giapponesi ed è stato ideato<br />
e realizzato da ADK in collaborazione<br />
con l’Associazione culturale Giappone<br />
in Italia e con il patrocinio del Consolato<br />
generale del Giappone in Italia. Il<br />
progetto espositivo offre una pluralità<br />
di prospettive su questa antica arte, che<br />
si colloca al crocevia tra cultura, storia<br />
e società e offre la possibilità di<br />
osservarne l’evoluzione e la diffusione<br />
in tutto il mondo. Partendo dal “Manga<br />
di Hokusai” (1814) - l’opera formata<br />
da 15 volumi in cui compaiono oltre<br />
quattromila personaggi e a cui si deve<br />
la diffusione del termine “Manga” - la<br />
mostra ripercorre lo sviluppo di questa<br />
arte negli ultimi due secoli, divenuta<br />
una delle più rappresentative della<br />
cultura giapponese contemporanea.<br />
L’esposizione prevede un percorso<br />
cronologico suddiviso in sei tappe -<br />
sarà sede di una serie di eventi<br />
collaterali. La mostra, a ingresso<br />
gratuito, getta uno sguardo sul futuro<br />
della centenaria arte del Manga.<br />
Info www.milanomangafestival.it<br />
<strong>ARTECULTURA</strong> 21
LETTERA<br />
DA CORTINA D’AMPEZZO<br />
(BELLUNO)<br />
di Milena Milani<br />
Rimasi molto colpita quando il<br />
registra Mario Monicelli si uccise.<br />
Capitò a Roma, lui seppe che stava<br />
per morire (il suo tumore era in fase<br />
terminale), così si buttò dalla finestra<br />
della stanza dell’ospedale, dove era<br />
da solo. Io l’avevo conosciuto<br />
parecchi anni fa a Cortina d’Ampezzo,<br />
quando venne in giuria ai<br />
Cortometraggi che una mia amica<br />
triestina presentava nella Regina<br />
delle Dolomiti, tra belle ragazze alla<br />
moda, verso le quali, sorridendo, il<br />
regista si rivelava molto disponibile.<br />
Adesso leggo la sua vita difficile, tra<br />
il lavoro continuo di film avvincenti,<br />
in cui si parla dell’Italia, e anche di<br />
donne. Il fatto più curioso è che ebbe<br />
due famiglie, dalle quali nacquero<br />
tre figlie femmine. Era talmente<br />
preoccupato dalle bambine che<br />
avrebbero portato il suo cognome, da<br />
minacciare l’eventuale maschio che,<br />
magari sarebbe nato. Il regista della<br />
Grande Guerra e di altri capolavori,<br />
detestava avere maschi in casa. Era<br />
lui l’assoluto padrone in ogni senso.<br />
Eppure tra le montagne non mi<br />
apparve votato alla misoginia, faceva<br />
la corte (magari un filo) a ogni<br />
componente femminile della troupe,<br />
a tavola raccontava storielle, parlava<br />
con educazione, inventava episodi<br />
della sua esistenza, sembrava che<br />
fosse religioso almeno alla base.<br />
Invece trovo nel volume di Ottavia<br />
Monicelli, seconda figlia della prima<br />
moglie la descrizione del genitore<br />
totalmente diversa. Il suo volto di<br />
novantacinque anni, l’età in cui morì,<br />
ci fa capire quella terribile decisione,<br />
per la quale ha certamente sofferto,<br />
c’è voluto molto coraggio per<br />
affrontarla. Con il titolo Guai ai baci<br />
- così grande, così lontano: ritratto<br />
di mio padre, bisogna conoscere<br />
questo libro e pensare che la vita non<br />
22<strong>ARTECULTURA</strong><br />
Roma 1992, Ottavia Monicelli, con suo padre Mario, alla festa dei suoi diciotto anni. Lui ne aveva settantasette.<br />
ci appartiene, è del nostro Creatore,<br />
Monicelli non lo dice mai, nasconde<br />
i suoi segreti, inventandosi un alter<br />
ego che non gli appartiene, che<br />
naturalmente porta sofferenze a sua<br />
figlia,la quale finge di essere felice<br />
anche così, senza un gesto affettuoso<br />
da conservare tra i migliori ricordi.<br />
In una bella foto, a colori, padre e<br />
figlia sono vicini, fanno parte<br />
dell’identica famiglia, lui ha settantasette<br />
anni, la figlia ne ha<br />
diciotto, è intimidita, con il capo<br />
reclino, i capelli scuri ben pettinati.<br />
“ Con quell’ abbraccio” spiega<br />
Ottavia, “mio padre voleva dirmi: te<br />
la caverai benissimo da sola, sono<br />
orgoglioso di te, hai grinta proprio<br />
come me”. E infatti la ragazza va<br />
avanti con quell’insegnamento, per<br />
fortuna aveva un feeling con sua<br />
madre che non l’ha mai abbandonata.<br />
In questi anni,la figlia (anche<br />
recandosi in analisi), visse sempre in<br />
simbiosi ideale con la figura paterna,<br />
perdonandolo, comprendendolo nelle<br />
sue lezioni di comportamento,e, pur<br />
soffrendo dentro di sé, ringraziava<br />
per gli ammaestramenti di vita. E<br />
adesso ha scritto questo romanzo in<br />
cui pensa a quell’unica carezza, che<br />
conserva nel suo io straziato e<br />
infelice. Voglio dirle grazie per le<br />
sue parole . Vorrei rivedere Monicelli<br />
come a Cortina, penetrare di più il<br />
suo animo, magari provocarlo, perché<br />
anch’io soffro con Ottavia per questi<br />
terribili racconti. Quanto sarebbe<br />
bello guardare le vette ampezzane,<br />
cercare Dio, sentire il suo soffio<br />
spirituale.
PRIMA E<br />
DOPO LA<br />
SECESSIONE<br />
ROMANA<br />
Pittura in Italia 1900-1935<br />
Claude Monet, La casetta del pescatore sugli scogli, Varengeville, Boston, Museum of Fine Arts<br />
VERSO MONET<br />
Storia del Paesaggio dal XVII al XX secolo<br />
Verona, Palazzo della Gran Guardia<br />
Dal 26 ottobre <strong>2013</strong> al 9 febbraio 2014<br />
Dopo lo straordinario risultato del primo<br />
appuntamento, torna l’abbinata di capoluoghi<br />
veneti (prima Verona, alla Gran<br />
Guardia, dal 26 ottobre <strong>2013</strong> al 9 febbraio<br />
2014; poi Vicenza, in Basilica Palladiana,<br />
dal 22 febbraio al 4 maggio 2014) per la<br />
seconda, grande esposizione promossa tra<br />
Verona e Vicenza dal Comune di Verona,<br />
dal Comune di Vicenza, dalla Fondazione<br />
Cariverona e da Linea d’ombra, a cura di<br />
Marco Goldin. Questo secondo capitolo è<br />
dedicato alla storia del paesaggio in Europa<br />
e in America dal Seicento al Novecento.<br />
Il precedente del ciclo, come si ricorderà,<br />
era stato riservato alla storia dello sguardo<br />
e dunque alla vicenda del ritratto ma anche<br />
alla descrizione del corpo. Nelle due sedi i<br />
capolavori riuniti da Marco Goldin erano<br />
stati ammirati da 367.999 persone. “Verso<br />
Monet” intende invece raccontare lo studio<br />
della natura a partire dal XVII secolo, per<br />
giungere alle ninfee dipinte da Claude<br />
Monet nella prima parte del Novecento.<br />
Facendo ricorso a oltre novanta dipinti<br />
provenienti come sempre da alcuni tra i<br />
maggiori musei del mondo, e da alcune<br />
preziose collezioni private, la mostra sarà<br />
divisa in cinque sezioni, che descriveranno<br />
i momenti fondamentali legati alla<br />
narrazione della natura come fatto autonomo<br />
e indipendente rispetto all’inserimento delle<br />
figure. Insomma, quella sorta di e-<br />
mancipazione dell’immagine quando il<br />
paesaggio non è più visto come semplice<br />
fondale scenografico, ma campeggia quale<br />
divinità assoluta e dominante. Per questo<br />
motivo la mostra prenderà in esame i punti<br />
di snodo di una vicenda che diventerà<br />
sempre più centrale nella storia dell’arte,<br />
fino a giungere all’Ottocento, che a buon<br />
diritto è stato denominato “il secolo della<br />
natura”. Quindi, senza allargarsi a<br />
innumerevoli e frazionate esperienze, starà<br />
piuttosto stretta ai cardini fondamentali.<br />
E in questo senso il titolo dell’esposizione<br />
sancisce l’idea dell’enorme cambiamento<br />
attuato da Claude Monet a partire dalla<br />
seconda metà degli anni sessanta del XIX<br />
secolo, lui impegnato in quel momento a<br />
dipingere nella foresta di Fontainebleau.<br />
Monet che trapassa dal senso pur nobile<br />
della realtà, che a Corot prima di lui<br />
giungeva da una tradizione secolare –<br />
evidenziata in questa mostra –, e si spinge<br />
con le ninfee finali, ma già con le “serie”<br />
dell’ultimo decennio dell’Ottocento, verso<br />
il campo aperto di un paesaggio che non<br />
dimenticando appunto la realtà si appoggia<br />
quasi totalmente ormai sull’esperienza<br />
interiore. Aprendo così ad alcune delle<br />
manifestazioni più belle e nuove della natura<br />
dipinta nel corso del Novecento. Monet<br />
dunque quale paradigma del nuovo<br />
paesaggio, il punto di attraversamento tra<br />
un prima e un poi. Per questo motivo, la sua<br />
presenza coprirà oltre un quarto dell’intera<br />
esposizione, con venticinque dipinti.<br />
Aoristias<br />
Info e prenotazioni: 0422-429999 /<br />
www.lineadombra.it<br />
Il Centro Matteucci per l'Arte Moderna<br />
prosegue nella sua indagine sul migliore<br />
collezionismo italiano del secolo passato e<br />
dal 20 luglio al 3 novembre <strong>2013</strong> presenta<br />
nella sede di Viareggio la mostra Prima e<br />
dopo la Secessione Romana. Pittura in Italia<br />
1900-1935.<br />
Costruita intorno a un nucleo portante di<br />
opere provenienti da una raffinata raccolta<br />
di arte italiana tra le due guerre, la rassegna<br />
rappresenta una deliberata novità per il<br />
Centro Matteucci, sinora impegnato a<br />
scandagliare in ogni mostra un'unica<br />
collezione: in questo caso si è invece voluto<br />
ampliare lo sguardo rispetto al periodo<br />
storico così ben rappresentato da quella<br />
raccolta e ricostruire, seppure sinteticamente,<br />
un quadro più vasto, ripercorrendo<br />
con esempi di grande qualità,<br />
scelti in poche e selezionate altre collezioni<br />
private, la cultura artistica italiana negli<br />
anni che dalla Belle Epoque attraversano<br />
la Grande Guerra, si nutrono felicemente<br />
del successivo clima europeo del “rappel à<br />
l'ordre” e approdano agli esiti, lungamente<br />
rimossi per ragioni ideologiche, ma ormai<br />
riconosciuti nel loro valore internazionale,<br />
del rinnovato classicismo degli anni Venti<br />
e dei primi anni Trenta.<br />
La mostra si apre dunque allo scoccare del<br />
XX secolo, quando si pongono le basi di<br />
tanta parte dell'arte successiva, e prima di<br />
giungere agli anni tra le due guerre appunta<br />
il suo interesse sull'avventura delle<br />
Secessioni Romane, tanto affascinante<br />
quanto poco indagata dopo lo studio<br />
pionieristico del 1987 di Rossana Bossaglia<br />
con Mario Quesada e Pasqualina Spadini.<br />
Tre le sezioni che la compongono: “Sotto<br />
l'impulso del nuovo secolo”, “Il clima delle<br />
Secessioni Romane” e “Ritorno all’ordine.<br />
Novecento Italiano e oltre”, affidate<br />
rispettivamente alla cura di Ada Masoero,<br />
Susanna Ragionieri e Nicoletta Colombo.<br />
È Giuseppe Pellizza da Volpedo ad aprire<br />
la sezione “Sotto l'impulso del nuovo<br />
secolo” con L’annegato, 1894, opera<br />
fondamentale di un percorso di ricerca<br />
tecnica che lo avrebbe portato agli esiti<br />
altissimi de Il quarto Stato ed esempio di<br />
quel “socialismo umanitario” che arricchisce<br />
il divisionismo italiano di<br />
contenuti inediti rispetto al pointillisme<br />
francese. Info 0584 430614<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>23
Il punto<br />
Maestri contemporanei<br />
François de Casabianca<br />
LA LIRICITA’ MEDITERRANEA<br />
DIPINTA TRA NATURA E CIVILTA’<br />
Milano, Sala Olimpia Artecultura<br />
1-29 giugno. Inaugu.ne 4-6-<strong>2013</strong> h.18<br />
Originario della Corsica, Francois<br />
de Casabianca, pone in atto nella pittura<br />
il senso di una lunga vicinanza e<br />
sperimentazione del paesaggio e delle<br />
sue più incredibili suggestioni. Osservare<br />
i suoi dipinti significa entrare in<br />
un’intima sintonia con realtà paesistiche<br />
ancora incontaminate, immerse<br />
in una loro magica ed ancestrale dimensione.<br />
Ambienti diversi, dalle coste<br />
silenziose e soleggiate della nativa<br />
Corsica, ai rapidi precipizi marittimi<br />
delle Cinque Terre, dal tranquillo ritmo<br />
lagunare di Venezia e dei suoi dintorni,<br />
ai silenziosi paesaggi interni dell’Algeria<br />
o della Svizzera, essi sono<br />
sempre indagati con particolare sensibilità<br />
dell’artista che tutto riconduce all’energia<br />
primigenia del colore e alle<br />
24<strong>ARTECULTURA</strong><br />
sue splendide risonanze. Ciò che veramente<br />
sorprende nella pittura di<br />
Casabianca, è la forza sintetica della<br />
composizione, scandita con accostamenti<br />
timbrici intensi e vibranti. La<br />
forma stessa origina dal e nel colore,<br />
nella sua maieutica brutalità che fa<br />
nascere tutte le cose. Un insegnamento<br />
questo che Casabianca ha potuto approfondire<br />
studiando con particolare<br />
attenzione la pittura fauvista che insiste<br />
con determinazione sulla dimensione<br />
pura del colore, sulla sua intrinseca<br />
vitalità. Tuttavia nelle composizioni<br />
di Casabianca, questo riferimento<br />
al fauvismo va letto soprattutto<br />
nel senso di una fiducia nella potenzialità<br />
espressiva della luce la quale<br />
deve alimentare di linfa nuova le<br />
forme, i paesaggi, i volumi. Casabianca<br />
è un osservatore attento del paesaggio,<br />
non è incline alla decorazione o al simbolismo,<br />
ma ad un realismo evocativo,<br />
che si orienti verso una sua dimensione<br />
meditativa. Si potrebbe quasi<br />
parlare di una sorta di realismo magico,<br />
se non fosse che il suo paesaggio,<br />
marino o montano, nasconde un’energia<br />
interiore che è lontano da ogni<br />
sorta di idillio. Soggiace nel paesaggio<br />
una forza misteriosa, enigmatica<br />
ed è questa che attraverso la luce<br />
Casabianca intende scoprire e rivelare.<br />
Per l’artista, infatti, il paesaggio non<br />
va raffigurato, ma interpretato in relazione<br />
ai propri sentimenti, emozioni<br />
e riflessioni, lungo un tracciato che già<br />
all’inizio del XX secolo Cézanne aveva<br />
intuito con la sua sistematica indagine<br />
sulla Montagna di Saint Victoire,<br />
nel tentativo di ridurre il molteplice<br />
infinito della natura alla razionalità
Pagina 24 dall’esterno di sinistra:<br />
COSTA DI BONIFACIO - VENEZIA<br />
Pag.25 dal basso di sinistra in senso orario:<br />
FIUM’ORBU - SAN FIURENZU<br />
- SAN FIURENZU - FIUMARA DI AMENDOLEA<br />
di una semplificazione cromatica e luminosa.<br />
Infatti Casabianca si sente sensibile<br />
a questo orientamento espressivo<br />
e non a caso i suoi dipinti valorizzano<br />
il colore puro che nella sua atmosferica<br />
vibrazione imprime unità<br />
percettiva e sensoriale all’immagine.<br />
Osservando in profondità i suoi dipinti<br />
si può constatare la cristallina trasparenza<br />
della luce che sebbene, potente,<br />
satura, tuttavia dispiega la realtà raffigurata<br />
in accensioni cromatiche<br />
rutilanti e tuttavia limpide. L’artista sa<br />
con personale sintesi fondere il frammento<br />
di luce /colore in un insieme<br />
più vasto ed armonico, dall’intonazione<br />
quasi musicale. Il fatto è che il colore<br />
non può solo essere visto, ma deve<br />
essere percepito, e poi inte- riorizzato,<br />
in una suggestiva espansione del senso<br />
del tempo e dello spazio. Non è esatto<br />
quindi parlare a proposito della sua<br />
pittura di un’autonomia del colore,<br />
quanto della sua singolare e misteriosa<br />
presenza nel contesto della realtà<br />
vissuta.<br />
Da questo punto di vista si può allora<br />
considerare come la realtà figurale<br />
della pittura di Casabianca abbia<br />
una sua peculiare originalità nel porsi<br />
in contatto con la natura. Senza<br />
frammentazioni luminose, post o<br />
neoimpressioniste, ma elevando il colore<br />
ad una sua ben strutturata plasticità,<br />
Casabianca sviluppa quella che<br />
è stata la tradizione del genere<br />
paesistico contaminandola con quanto<br />
le avanguardie storiche elaborarono in<br />
uno straordinario passato innovatore.<br />
Ma, occorre aggiungere, Casabianca<br />
non è comunque un dottrinario, ma<br />
un artista che segue la sua particolare<br />
ispirazione, assecondando i propri sentimenti,<br />
emozioni, che modella però<br />
in riferimento a quello che sono le legittime<br />
leggi della pittura. Eppure questa<br />
pittura così calibrata, definitiva e<br />
sobria nelle sue plastiche articolazioni,<br />
rivela nel profondo un’anima sensitiva<br />
in virtù di quel cromatismo abbacinante<br />
che stimola l’occhio e lo<br />
sguardo. Ed è proprio per queste caratteristiche<br />
così intense e coerenti che<br />
la pittura di Casabianca evita lo scivolamento<br />
verso un forzato manierismo.<br />
Gli stessi volumi perdono la<br />
loro apparente consistenza volumetrica<br />
per fondersi nel richiamo infinito della<br />
luce. Ecco allora che la sua pittu-<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>25
a, questo inesausto incontro con il paesaggio,<br />
più che rivelare una realtà<br />
geografica o storica determinata, elabora<br />
una commossa e viva autoconfessione<br />
dello stesso autore che<br />
si esprime con sensibile armonia. E qui<br />
si giunge al nucleo della sua pittura<br />
che si pone nei confronti dell’osservatore<br />
con solare tensione, infondendogli<br />
una sensibilità altra, capace di rilevare<br />
una nuova coesistenza tra uomo<br />
e natura, una realtà, come si può vedere,<br />
quanto mai attuale che i dipinti<br />
26<strong>ARTECULTURA</strong><br />
di Casabianca intuiscono in termini di<br />
verità poetica. Si avverte nelle sue<br />
composizioni il gusto per un approccio<br />
classico, nel senso che la stessa<br />
natura viene considerata non tanto in<br />
termini di afflato romantico, quanto<br />
come realtà dotata di una sua architettura,<br />
di un’equilibrio di forze e di spazi<br />
che spetta al pittore trovare e verificare,<br />
una aurea misura che non appartiene<br />
più al campo della stilizzazione<br />
geometrica quanto alla<br />
compenetrazione tra luce e colore,<br />
Dal basso di sinistra in senso orario:<br />
IL PITTORE FRANÇOIS DE CASABIANCA<br />
VICINO AD OLIENA - AURORA A MANAROLA -<br />
PALOMBAGGIO - PORTICCIOLU<br />
spazio e atmosfera. Ed ecco, pertanto,<br />
l’altro significativo paradosso dell’arte<br />
di Casabianca. Una figurazione nella<br />
quale la quasi totale mancanza della<br />
figura umana, rivela per converso la<br />
sua più profonda umanità, nel percorso<br />
infinito dell’arte e della sua salvifica<br />
fascinazione.<br />
Teodosio Martucci
LUOGHI COMUNI<br />
Vedutisti inglesi a Roma tra il XVIII e il XIX secolo<br />
nelle opere grafiche del Museo di Roma<br />
Pifferaio nella campagna romana, opera di Arthur<br />
John Strutt (disegno e tempera, 1847)<br />
Un raffinato omaggio a Roma nel giorno<br />
del suo 2766° compleanno la mostra<br />
“Luoghi comuni. Vedutisti inglesi a<br />
Roma tra il XVIII e il XIX secolo nelle<br />
opere grafiche del Museo di Roma”,<br />
omaggio che vuole proseguire il<br />
percorso iniziato nel 2012 con<br />
l’iniziativa dedicata ai vedutisti<br />
francesi. L’esposizione – promossa da<br />
Roma Capitale, Assessorato alle<br />
Politiche Culturali – Sovrintendenza<br />
Capitolina con l’organizzazione di<br />
Zètema Progetto Cultura – permette<br />
anche la valorizzazione di opere<br />
provenienti dalla consistente collezione<br />
del Museo e che, alla luce della loro<br />
delicatezza, possono essere esposte solo<br />
a rotazione.<br />
Questi acquerelli ed incisioni – che si<br />
potranno ammirare nelle Sale espositive<br />
al piano terra di Palazzo Braschi dal 21<br />
aprile al 15 settembre <strong>2013</strong> - sono stati<br />
selezionati tra due dei fondi più<br />
interessanti del Museo: la raccolta del<br />
barone Basile de Lemmermann e quella<br />
di Anna Laetitia Pecci Blunt, due colti<br />
e appassionati collezionisti che, dopo<br />
aver acquistato nel corso della vita<br />
opere a soggetto romano, decisero di<br />
donarle al museo evitando così la loro<br />
dispersione e permettendo ad un vasto<br />
pubblico di usufruire della loro bellezza.<br />
In mostra vedute suggestive della città,<br />
immagini struggenti della campagna<br />
romana che avevano catturato la<br />
fantasia dei pittori i quali, pur di fissare<br />
nella memoria il fascino delle immagini,<br />
spesso si sottoponevano a<br />
spostamenti faticosi e a volte pericolosi,<br />
in zone dove imperversavano malaria e<br />
briganti. Ed ecco che scorrendo le<br />
forme e i colori esposti al Museo di<br />
Roma, si incontrano le opere di Richard<br />
Cooper, maestro scozzese dell’acquatinta,<br />
in Italia dal 1770. O le<br />
litografie di Edward Lear, dedicate ai<br />
territori intorno a Roma e pubblicate a<br />
Londra nel 1841. Come Arthur John<br />
Strutt, particolarmente interessato agli<br />
aspetti “pittoreschi” della campagna<br />
romana o John Ruskin che, pur venendo<br />
molte volte in Italia, non subì mai il<br />
fascino di Roma, trovandola sporca e in<br />
stato di abbandono.<br />
Dunque un’affascinante selezione<br />
artistica per una mostra gioiello, che<br />
vuole rivelare con garbo e sensibilità,<br />
ma assoluto rigore scientifico, le<br />
molteplici facce di una città, raccontata<br />
con i tanti occhi di artisti stranieri. Una<br />
narrazione che ancora una volta<br />
conferma l’amore che l’arte di tutti i<br />
tempi ha riservato a Roma. La rassegna<br />
evidenzia nella sua intrinseca<br />
suggestione un modo particolarmente<br />
sensibile di considerare Roma e la sua<br />
storia, in cui proprio il vituperato<br />
“pittoresco”, oggetto in seguito di tante<br />
polemiche e opposizioni, rivela in<br />
realtà il suo genuino e concreto dialogo<br />
con il mito della Città Eterna. Esso è il<br />
naturale sviluppo di tendenze artistiche,<br />
mentalità, già presenti nel XVI e XVII<br />
secolo e che ora pervengono alla loro<br />
fase più matura, il Romanticismo,<br />
aprendo definitivamente la strada alla<br />
pittura moderna del XIX secolo con<br />
tutti i suoi conseguenti, anche se<br />
imprevedibili, sviluppi.<br />
Info 0682077304<br />
Aoristias<br />
Dal 20 maggio al 5 novembre <strong>2013</strong>, a<br />
Roma, a Castel Sant’Angelo è<br />
visitabile la trentaduesima edizione<br />
della Mostra Europea del Turismo e<br />
delle Tradizioni Culturali, dedicata ai<br />
vent’anni di collaborazione tra l’Arma<br />
dei Carabinieri, la Guardia di Finanza<br />
e la Polizia di Stato con il Centro<br />
Europeo per il Turismo, presieduto da<br />
Giuseppe Lepore. La mostra, è<br />
organizzata in collaborazione con la<br />
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio<br />
Storico-Artistico ed Etnoantropologico<br />
e per il Polo Museale<br />
della Città di Roma, diretta da Daniela<br />
Porro, con l’ausilio di un Comitato<br />
Promotore, presieduto da Roberto<br />
Cecchi Sottosegretario di Stato<br />
MiBAC. L’esposizione, che si avvale<br />
di un comitato scientifico di grande<br />
prestigio, presieduto da Eugenio La<br />
CAPOLAVORI e<br />
ARCHEOLOGIA<br />
Storie di recuperi,<br />
ritrovamenti, confronti<br />
Rocca, è curata da Mario Lolli Ghetti<br />
e da Maria Grazia Bernardini. Con<br />
questo progetto si vuole presentare al<br />
numerosissimo pubblico che visita ogni<br />
giorno Castel Sant’Angelo la fondamentale<br />
azione svolta delle Forze<br />
dell’Ordine per la protezione e la difesa<br />
dei beni artistici e archeologici<br />
dell’Italia. Le opere in esposizione,<br />
infatti, sono state al centro, anche<br />
recentemente, d’importanti attività di<br />
recupero e ritrovamento, grazie alle<br />
quali è stato possibile far rientrare<br />
nelle loro sedi reperti archeologici<br />
rubati, trafugati da scavatori clandestini<br />
o esportati illecitamente.<br />
Seguendo il percorso della mostra, i<br />
visitatori possono ben comprendere il<br />
continuo pericolo di saccheggio e<br />
dispersione cui è sottoposto l’immenso<br />
patrimonio italiano, e, nello stesso<br />
tempo, potranno apprezzare il grande<br />
lavoro scientifico e di ricerca, che sta<br />
dietro il ritrovamento di materiale<br />
archeologico appartenente alle diverse<br />
tipologie maggiormente a rischio<br />
(bronzi, marmi, affreschi, ceramiche,<br />
argenti e oreficerie, ecc.), insieme alla<br />
storia, spesso avvincente e sempre<br />
complessa, del loro ritorno a casa.<br />
Info 066819111<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>27
IMMAGINI E LUOGHI<br />
a cura di Aoristias<br />
Rubens FONTANESI<br />
Nel bel dipinto opera del pittore Rubens<br />
Fontanesi l’artista intende in primo luogo<br />
esprimere il suo stupore, di fronte alla<br />
notizia che lo stato cinese ha in progetto di<br />
costruire, in breve tempo, 800 grattacieli,<br />
tutti più alti del più alto grattacielo del<br />
mondo, (che è poi quello di Dubai ).Ne sono<br />
già stati costruiti otto ed ognuno di questi<br />
colossi potrà dare asilo a ben 35 000 persone.<br />
E’ innegabile che al cospetto di notizie così<br />
poco rassicuranti l’arte manifesti la sua<br />
perplessità, come appunto il dipinto di<br />
Fontanesi lascia intravedere. Da rilevare<br />
poi l’equilibrio tonale dei colori, la fusione<br />
di realtà figurativa e di metafora, l’articolata<br />
disposizione dei vari elementi compostivi a<br />
sottolineare ulteriormente il suggestivo<br />
valore espressivo e stilistico dell’opera.<br />
Rubens FONTANESI, DIPINTO, misure 150 x 100<br />
NON-CONVENTIONAL FREAK<br />
Sirskape-Wahid<br />
Al MACFA di Milano dal 16 al 31 maggio<br />
viene presentata la duplice personale di<br />
SIRSKAPE e di Francesca WAHID.<br />
Sirskape reinterpreta il tema iconografico<br />
Agnello di Dio in chiave religiosa, politicosociale<br />
e satirica. Le sue opere giocano con<br />
sottigliezza linguistica e visiva intorno alle<br />
28 <strong>ARTECULTURA</strong><br />
problematiche dell’odierna comunicazione.<br />
Wahid, invece, presenta due opere della<br />
serie Mujeres Eyes (2012) incentrate sul<br />
tema della donna e alcuni recenti lavori<br />
della Serie S (<strong>2013</strong>). Infor.:3409089514.<br />
BACINI MEDITERRANEI<br />
Limpido confronto tra la straordinaria<br />
ceramica islamica del passato e la<br />
contemporeaneità nella rassegna in<br />
programma sino al 30 giugno al Castello<br />
Visconteo di Pavia. E’ il caso dell’iniziativa<br />
sulla ceramica d’arte che i Musei, in sinergia<br />
con le gallerie Scoglio di Quarto di Milano<br />
e Bludiprussia di Albissola ora allestiscono<br />
nelle splendide sale della Pinacoteca nel<br />
Castello Visconteo, affiancando e facendo<br />
dialogare tra loro manufatti ed utensili, la<br />
cui tecnica di base è rimasta pressoché<br />
invariata nei secoli, ma che sono, ciascuno,<br />
testimonianza eccellente del proprio tempo,<br />
del gusto e della cultura dei rispettivi<br />
artefici. Artisti partecipanti: Francesca Betti<br />
- Claudio Carrieri - Marilù Cattaneo -<br />
Mariangela De Maria - Fausta Dossi -<br />
Giovanna Fra - Nes Lerpa - Giorgio Moiso<br />
- Claudio Nicolini - Giampaolo Parini -<br />
Lucio Perna - Mario Raciti - Beppe<br />
Schiavetta - Stefano Soddu - Luiso Sturla -<br />
Walter Valentini - Armanda Verdirame -<br />
Franco Vertovez. Info: 3485630381<br />
Aurelio GRAVINA Volti e Figure<br />
La nuova stagione di Aurelio Gravina parte<br />
da una diversa filosofia: prima una<br />
rappresentazione espressionistica, oggi una<br />
visione più risolta alla ricerca della realtà<br />
in azione. La scena si popola di animali che<br />
passeggiano nella città, guardandola<br />
dall'alto, la citazione al film di Wim<br />
Wenders “Il cielo sopra Berlino” è stata<br />
fatta dallo stesso autore, che riconosce di<br />
aver sostituito gli Angeli con animali,<br />
simbolo di una umanità varia a spasso per<br />
la giungla metropolitana. Dal 24 maggio al<br />
22 giugno Berlino, Kuhn&Partner Galerie<br />
PholStrasse 71 – In collaborazione con la<br />
galleria Cortina di Milano.<br />
Info 02 33607236<br />
Aurelio Gravina, DIPINTO<br />
Si è svolta con un ampio riscontro da<br />
parte della critica e del pubblico la<br />
seconda mostra personale del Pittore<br />
Michele Roccotelli nella Sala Olimpia<br />
di Artecultura che per il suo nuovo<br />
appuntamento espositivo oltre alla<br />
specificità del suo limpido linguaggio<br />
pittorico ha presentato anche una<br />
selezione di sculture che documentano<br />
un altro aspetto della sua creatività.<br />
Forse meno noto, ma non per questo<br />
meno rilevante. L’artista in questo suo<br />
incontro milanese era reduce anche<br />
da un ‘ altra importante rassegna<br />
svoltasi in gennaio nei prestigiosi<br />
spazi di Castel dell’Ovo a Napoli. Quasi<br />
a volere collegare idealmente Nord e<br />
Sud Italia nello slancio vitale dell’arte.<br />
E che questa sia stata la chiave più<br />
pertinente di lettura della sua opera<br />
artistica è confermato anche dal<br />
confronto tra il suggestivo romanico<br />
delle cattedrali pugliesi e quello<br />
ambrosiano della Basilica di Sant’<br />
Ambrogio e il meraviglioso gotico del<br />
Duomo di Milano. Nella serata<br />
inaugurale i molteplici aspetti della<br />
poetica di Roccotelli sono stati<br />
sottolineati dal critico Teodosio<br />
Martucci. Roccotelli ha plasmato un<br />
suo stile dai tratti originali, elaborando<br />
una inedita ed armonica convivenza<br />
tra astratto e figura sviluppata nella<br />
dinamicità compositiva del colore e<br />
delle sue infinite sfaccettature,<br />
ponendo così in rilievo anche il<br />
desiderio di consolidare la sua<br />
presenza artistica e culturale nello<br />
stimolante territorio lombardo.<br />
Aoristias
L'AUTODIDATTA NELLA STORIA<br />
Personaggi, avventure, intuizioni<br />
Srinivasa Ramanujan, bambino prodigio,<br />
imparò la matematica da<br />
autodidatta. Lavorò principalmente<br />
sulla teoria analitica dei numeri ed è<br />
noto per molte formule di sommatorie<br />
che coinvolgono costanti come p,<br />
numeri primi e la funzione di partizione.<br />
Frequentemente le sue formule furono<br />
enunciate senza dimostrazione e solo<br />
in seguito si rivelarono corrette. I suoi<br />
risultati hanno ispirato un gran numero<br />
di ricerche matematiche successive.<br />
Ramanujan era un indiano tamil nato a<br />
Erode nel Tamil Nadu, India. Si iscrisse<br />
alla scuola superiore cittadina di<br />
Kumbakonam nel 1898, quando aveva<br />
10 anni, e sembra che lì entrò in contatto<br />
per la prima volta con i formalismi<br />
matematici. A undici anni eguagliava<br />
in conoscenza matematica gli inquilini<br />
della sua casa, entrambi studenti al<br />
Government College, ed ebbe in prestito<br />
libri di trigonometria avanzata, che<br />
due anni più tardi già padroneggiava.<br />
Il suo biografo riporta che a quattordici<br />
anni il suo genio iniziava a manifestarsi:<br />
non solo ottenne certificati di merito e<br />
premi accademici in tutti i suoi anni<br />
scolastici, ma aiutò la sua scuola nella<br />
logistica necessaria ad assegnare tutti i<br />
1.200 studenti (ognuno con le proprie<br />
esigenze) ai trentacinque insegnanti;<br />
completò gli esami nella metà del tempo<br />
a disposizione, mostrando familiarità<br />
anche con le serie infinite; i compagni<br />
dell'epoca commentarono in seguito<br />
"Noi, insegnanti inclusi, raramente lo<br />
comprendevamo" e "lo guardavamo con<br />
rispettosa ammirazione". Tuttavia,<br />
Ramanujan non si concentrò sulle altre<br />
materie, tanto da non superare gli esami<br />
della scuola superiore. In questo periodo<br />
della sua vita era ancora molto povero,<br />
quasi fino alla miseria.<br />
Una volta sposato, dovette cercare un<br />
lavoro. Con la raccolta dei suoi calcoli<br />
matematici, si spostò nella città di<br />
Chennai alla ricerca di un lavoro da<br />
impiegato. Alla fine trovò una<br />
occupazione e un inglese gli consigliò<br />
di contattare i ricercatori di Cambridge.<br />
Mentre era impiegato nella Ragioneria<br />
di Stato, Ramanujan cercò di ottenere<br />
quei riconoscimenti che sperava gli<br />
avrebbero consentito di lasciare il lavoro<br />
RAMANUJAN<br />
e concentrarsi sullo studio della<br />
matematica. Sollecitò tenacemente<br />
l'aiuto di individui di buona posizione,<br />
e pubblicò molti articoli nei giornali<br />
matematici indiani, ma non riuscì ad<br />
ottenere una sponsorizzazione. Durante<br />
questo periodo Sir Ashutosh Mukherjee<br />
cercò di supportare la sua causa.<br />
Vistosi respingere diverse volte nella<br />
ricerca di sostegno finanziario, per aver<br />
prodotto risultati che nessuno di quelli<br />
che aveva contattato in India poteva<br />
comprendere pienamente, egli infine,<br />
nel 1913, mandò una lettera a tre<br />
professori di Cambridge: H. F. Baker,<br />
E. W. Hobson e G. H. Hardy, includendovi<br />
una lunga lista di teoremi<br />
dalla complessità fino ad allora mai<br />
vista, che si dichiarò in grado di<br />
dimostrare. Solo Hardy, membro del<br />
Trinity College di Cambridge in<br />
Inghilterra, notò il genio dei teoremi di<br />
Ramanujan. Le altre due lettere invece<br />
non ricevettero risposta.<br />
Hardy, assieme al collega Littlewood,<br />
analizzò questa missiva non sollecitata,<br />
e successivamente commentò che dei<br />
teoremi di questa lettera iniziale,<br />
scoperti e dichiarati come risolti da un<br />
matematico indiano senza formazione<br />
accademica, "non uno avrebbe potuto<br />
essere collocato nelle più avanzate<br />
indagini matematiche del mondo".<br />
Anche se Hardy era uno dei più<br />
prominenti matematici dell'epoca, e un<br />
esperto in diversi dei campi trattati<br />
dagli scritti di Ramanujan, egli aggiunse<br />
che molti di questi "mi lasciarono<br />
stupito; non avevo mai visto niente che<br />
gli si avvicinasse prima di allora."Dopo<br />
uno scetticismo iniziale, Hardy rispose<br />
alla lettera richiedendo le dimostrazioni<br />
di alcuni dei risultati citati nella lettera<br />
ricevuta e iniziò ad organizzare l'arrivo<br />
di Ramanujan in Inghilterra. Essendo<br />
un brahmano ortodosso, Ramanujan<br />
consultò dati astrologici per il suo<br />
viaggio, per timore di perdere la sua<br />
casta andando a vivere in terre lontane.<br />
La madre sognò che la dea protettrice<br />
della sua famiglia le diceva di non<br />
opporsi al viaggio del figlio, e così si<br />
comportò di conseguenza. Il figlio cercò,<br />
comunque, nei limiti delle sue possibilità,<br />
di mantenere un opportuno<br />
stile di vita braminico.<br />
Ne seguì una collaborazione fruttuosa,<br />
che Hardy descrisse come "l'unico<br />
episodio romantico della mia vita".<br />
Hardy disse delle formule di Ramanujan,<br />
alcune delle quali non era in<br />
grado inizialmente di capire, che "un<br />
singolo sguardo è sufficiente a mostrare<br />
che possono essere state scritte solo da<br />
un matematico di alta classe. Devono<br />
essere vere, perché se non lo fossero,<br />
nessuno avrebbe avuto l'immaginazione<br />
per inventarle." Paul Erdos dichiarò in<br />
una intervista che il più grande<br />
contributo alla matematica di Hardy è<br />
stato la scoperta di Ramanujan, e<br />
paragonò Ramanujan ai giganti della<br />
matematica come Eulero e Jacobi in<br />
termini di genio. Ramanujan venne in<br />
seguito nominato membro del Trinity,<br />
e ricevette la massima onorificenza<br />
nella scienza, la nomina a membro<br />
della Royal Society. Fra i suoi principali<br />
contributi si segnalano lavori sulla<br />
proprietà dei numeri altamente<br />
compositi; un'espressione asintotica per<br />
la funzione di partizione; funzione theta<br />
di Ramanujan; funzioni gamma; forme<br />
modulari; serie divergenti; serie<br />
ipergeometriche; teoria dei numeri<br />
primi.<br />
Aoristias<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>29
TURISMO & POESIA: IL LUOGO DEL MESE<br />
LA RIVIERA DEL CONERO<br />
La Riviera del Conero è un tratto di<br />
costa marina che si affaccia sul Mar<br />
Adriatico, poco a sud della città di<br />
Ancona, capoluogo di Regione, dotato<br />
di un porto turistico e commerciale.<br />
Prende nome dalle pendici del Monte<br />
Conero, promontorio alto 572 metri, a<br />
picco sul mare, protetto nel Parco<br />
regionale del Conero, primo parco<br />
regionale marchigiano.<br />
La Riviera del Conero si colloca<br />
geograficamente nell’Italia centrale, nel<br />
territorio della Regione Marche. La<br />
Riviera interrompe la fascia sabbiosa<br />
continua del litorale adriatico proprio a<br />
metà, da Trieste al Gargano. Il territorio<br />
della Riviera del Conero non si delimita<br />
solo ai tratti costieri, ma coinvolge<br />
anche la fascia più interna, comprendendo<br />
una miscellanea di comuni<br />
immediatamente a ridosso della costa,<br />
ricchi di cultura, storia e tradizioni.<br />
A seconda dei periodi storici le<br />
popolazioni si insediarono sul Conero<br />
in siti via via differenti. Le prime<br />
testimonianze risalgono al Paleolitico<br />
inferiore, periodo a cui si attribuiscono<br />
le incisioni rupestri rinvenute. Tra il<br />
IX e il II sec.a.C. lungo la costa adriatica<br />
tra i fiumi Foglia e Pescara, fiorì la<br />
cosiddetta Civiltà Picena, documentata<br />
nella cosiddetta “Area dei Pini”, antica<br />
necropoli Picena sita nei pressi di Sirolo<br />
(aperta al pubblico) i cui numerosi<br />
reperti rinvenuti sono conservati<br />
nell'Antiquarium di Numana e all'interno<br />
delle grotte romane. Durante<br />
il Medioevo sul Conero si insediarono<br />
La bella spiaggia di Sirolo, Riviera del Conero<br />
delle comunità religiose, che scelsero<br />
questo monte solitario come luogo<br />
ideale per dedicarsi al lavoro e alla<br />
spiritualità. Ancora oggi sono presenti<br />
testimonianze del loro passaggio<br />
riscontrabile in tracce come la Chiesa<br />
di Santa Maria a Portonovo, il<br />
monastero dei Camaldolesi sulla vetta<br />
del Monte e lungo le falesie, la grotta<br />
del Mortarolo ed l’eremo di San<br />
Benedetto. Tra i luoghi più suggestivi<br />
della zona si segnala Recanati, città<br />
natale di Giacomo Leopardi. Sorge<br />
sulla cima di un colle, la cui cresta<br />
tortuosa è quasi pianeggiante, a 296 m<br />
s.l.m., tra le valli dei fiumi Potenza e<br />
Musone. Il mare Adriatico, oltre il<br />
quale quando l'aria è chiara si vedono<br />
i monti della Dalmazia, è ad una decina<br />
di chilometri ad Est della città. In<br />
direzione Nord è visibile il monte<br />
Conero che si perde nelle acque e dagli<br />
altri lati della città non chiusa né<br />
limitata da prossime elevazioni, si<br />
vedono le cime degli Appennini. Le<br />
cime dei Monti Sibillini con il monte<br />
Vettore e più su il monte San Vicino, la<br />
Strega e il Catria sono ben visibili.<br />
Come altri centri marchigiani, anche<br />
Recanati è la tipica "città balcone" per<br />
l'ampio panorama che vi si scorge: città<br />
e borgate sono sparse in gran numero<br />
nell'ampia distesa, tra piani, valli e<br />
colline. Fra i più celebri luoghi<br />
leopardiani: il Palazzo Leopardi, casa<br />
natale del Poeta, la Piazzetta del sabato<br />
del Villaggio, il Colle dell’Infinito.<br />
Info: www.rivieradelconero.it<br />
Nei pressi del settecentesco Palazzo Reale<br />
di Portici si trova il Vico Ritiro dove un<br />
tempo si ergeva il Convento delle Suore<br />
del Preziosissimo Sangue, con annessa la<br />
scuola elementare gestita dalle religiose<br />
stesse. Un tempo, su questo piccolo vicolo<br />
cieco, si affacciavano parecchie abitazioni<br />
fatiscenti, alcune delle quali situate al<br />
piano terra, buie e dai muri spessi come<br />
quelli del convento. In uno di questi<br />
monolocali, nel periodo della seconda<br />
guerra mondiale, abitava l’anziana Ciretta<br />
che, a tarda sera, trasformava il suo<br />
“vascio” in un luogo di godimento, con un<br />
andirivieni di donne e di militari alleati<br />
che in quel periodo erano accampati con<br />
gli altri soldati nella Villa Comunale del<br />
paese.<br />
In quegli anni abitavo in questo vicolo e<br />
passavo il mio tempo giocando a pallone<br />
con una palla di pezza o duellando con altri<br />
Suor Grazia<br />
bambini utilizzando spade di legno fissate<br />
con un chiodo. Mi piaceva abitare qui,<br />
anche perché ero a pochi passi dalla scuola<br />
e da un provvidenziale rifugio che ci<br />
proteggeva dai bombardamenti aerei.<br />
In prima elementare, a 5 anni, mi<br />
assegnarono una maestra ventenne di una<br />
bellezza devastante tanto quanto il suo<br />
nome: Suor Grazia. La ricordo tuttora…<br />
Un giorno in classe, anziché scrivere una<br />
pagina di “o” sul quaderno a nove righe,<br />
utilizzai quello a quadretti. Ciò fece<br />
arrabbiare l’insegnante che mi sgridò<br />
rimandandomi al posto in malo modo.<br />
Mentre, con un nodo in gola, cambiavo il<br />
quaderno, Suor Grazia mi lanciò dalla<br />
cattedra la sua malefica bacchetta di legno<br />
- solitamente utilizzata per picchiarci sulle<br />
mani e sul sedere - che finì appena sotto<br />
l’arcata del mio occhio destro, col rischio<br />
di accecarmi. Dolorante per la ferita, scattai<br />
come una molla dalla lunga panca per<br />
gettarmi sulla suora e strattonare dal basso<br />
la sua veste nera, per poi esclamare tra le<br />
lacrime: “Sei una zoccola!”. In seguito,<br />
dopo che la mamma si fu rivolta alla<br />
Madre Superiora per segnalarle l’accaduto,<br />
cambiai scuola. Negli anni seguenti, con<br />
la crisi delle vocazioni, il convento del<br />
Vico Ritiro fu lasciato libero dalle “cape<br />
‘e pezz’”, trasformato in una scuola media<br />
statale e poi in un istituto magistrale. In<br />
ogni caso, a parte quell’episodio, conservo<br />
un buon ricordo della scuola e delle sue<br />
luminose aule che si affacciavano sul gran<br />
chiostro e della piccola cappella dove,<br />
ogni domenica, arrivava un certo prete<br />
dalla chiesa di S. Ciro per celebrare la<br />
messa. In seguito venni a sapere che questo<br />
sacerdote ebbe una lunga relazione con<br />
Suor Grazia e, se ricordo bene, la sposò.<br />
Oggi la grande struttura conventuale è<br />
disabitata e taluni affermano che quegli<br />
spazi saranno presto occupati da un Bed &<br />
Breakfast. E così sia.<br />
Antonio Fomez<br />
30 <strong>ARTECULTURA</strong>
Vincenzo BRAMBILLA<br />
LA PRIMIGENIA NATURA<br />
DEL COLORE<br />
Si avverte nella fresca e seducente<br />
pittura di Vincenzo Brambilla il segno<br />
di un intimo dialogo con il mondo della<br />
natura. Un dialogo che, oltre ad essere<br />
il frutto di una personale ricerca, è<br />
anche agevolato dal fatto che l’artista<br />
si ispira a quel suggestivo campo di<br />
riflessione che è il paesaggio in cui lo<br />
spazio, l’ambiente, ovviamente riletti<br />
con spirito nuovo, rivestono una loro<br />
singolare e meravigliosa bellezza che<br />
non può non colpire la sensibilità di chi<br />
da quel paesaggio si sente affascinato.<br />
Da queste premesse scaturisce la visione<br />
pittorica dell’artista, così limpida e<br />
solare, priva di inutili sofisticazioni o<br />
di aride ombrosità. Pertanto, ancor<br />
prima di porre la pittura di Brambilla<br />
in relazione con qualche aspetto della<br />
storia dell’arte, è davvero importante<br />
sottolineare la forza e l’intensità del<br />
suo porsi in relazione con l’atmosfera<br />
che scaturisce dal colore, dalla luce.<br />
Poi sul piano più concretamente<br />
espressivo, si ha modo di osservare il<br />
ruolo organico della luce, appunto, in<br />
contaminazione con un segno dinamico<br />
e calligrafico che delle forme suggerisce<br />
la loro impressiva apparenza. Da questo<br />
si può agevolmente dedurre come il<br />
pittore non sia affatto un naturalista,<br />
un puntuale descrittore di quello che<br />
osserva, piuttosto lo trasforma sotto<br />
l’impulso della sua immaginazione.<br />
Ed ecco che allora le sue composizioni<br />
acquistano la viva caratteristica<br />
dell’evocazione lirica, del cromatismo<br />
lieve, ma non per questo meno incisivo.<br />
Volendo approfondire ulteriormente<br />
le caratteristiche della pittura di<br />
Brambilla si può ravvisare in essa un<br />
certo collegamento con la realtà del<br />
post-impressionismo, decantato all’interno<br />
di una dimensione psicologica<br />
e percettiva di gusto mediterraneo. Nel<br />
suo linguaggio l’artista esprime i<br />
personali sentimenti ed emozioni<br />
tramite il colore e la luce senza alcun<br />
residuo di modellato plastico. Ecco<br />
perché i suoi dipinti sono essenzialmente<br />
atmosfere emozionali,<br />
libere elaborazioni della mente e della<br />
mano. Nelle sue composizioni la natura<br />
stessa tende a smaterializzarsi sino a<br />
divenire pura sensazione, ricordo, che<br />
poi, a sua volta, si trasmuta in armonia<br />
luminosa e policromatica. Brambilla<br />
appartiene a quella categoria di pittori<br />
che si può definire coloristi, in quanto<br />
per loro il colore stesso è l’anima,<br />
l’energia vitale della pittura ed appunto<br />
per valorizzare tale forza che l’artista<br />
concepisce il disegno non tanto come<br />
schema preliminare, quanto come<br />
grafico accompagnamento dei toni<br />
cromatici che alimentano la sua pittura.<br />
Di fronte a tante sterili discussioni<br />
della critica d’arte contemporanea che<br />
spesso parla superficialmente di fine<br />
della pittura, la proposta intelligente<br />
e poetica di Brambilla si orienta in una<br />
direzione decisamente opposta. La<br />
natura, infatti, intesa in senso lato, può<br />
ancora essere un’invitante e profonda<br />
fonte di ispirazione ed impegno per un<br />
artista autentico. Senza, però, formalismi<br />
o pesantezze, ma solo con<br />
quella serena e sciolta inventiva di cui<br />
i dipinti di Vincenzo Brambilla hanno<br />
così dato prova di oggettivo e stimolante<br />
valore.<br />
Teodosio Martucci<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>31
Zvorc Nevenka<br />
L’EQUILIBRIO DELLA FANTASIA<br />
DISPIEGA QUELLO DELL’ANIMO<br />
32<strong>ARTECULTURA</strong><br />
Nella sua più recente produzione<br />
Nevenka Zvorc ha radicalmente mutato<br />
la radice espressiva del linguaggio,<br />
virando verso una struttura<br />
compositiva dall’oggettivo richiamo<br />
geometrico e simbolico. Più spesso,<br />
quando un cambiamento avviene all’interno<br />
di una sequenza artistica consolidata<br />
nel tempo e nelle opere, è più<br />
facile individuare i mutamenti, gli<br />
approfondimenti tematici o stilistici,<br />
appunto perché la differenza si situa<br />
nel contesto di un ben documentato<br />
arco di lavori e proposte. Ma quando<br />
il cambiamento, appare così repentino<br />
e profondo, è più aleatorio individuare<br />
le ragioni obiettive, ammesso pure che<br />
ce ne siano, della svolta. Indubbiamente<br />
da parte della pittrice c’è il desiderio<br />
di elaborare un tipo di pittura, che<br />
meglio possa esprimere sentimenti,<br />
emozioni, pensieri che non possono<br />
essere per forza definiti all’interno di<br />
un linguaggio figurativo o realista. Del<br />
resto neppure è il caso di accentuare<br />
al parossismo il contrasto astratto-figurativo<br />
che tante polemiche e dibattiti<br />
suscitò nel secolo scorso. Infatti nel<br />
campo pittorico, una volta che colore<br />
e forma abbiano dispiegato sul supporto<br />
la loro natura, sempre di immagini si<br />
tratta, e il confine per poi stabilire dove<br />
inizi l’astratto o il figurativo, è più teorico<br />
che reale. Inoltre in queste stilizzate<br />
composizioni dell’artista, pur<br />
entro uno schema di natura geometrica,<br />
con echi visuali che possono andare<br />
da Kandinskij a Mirò, l’immagine<br />
figurativa non si dissolve completamente,<br />
si trasforma, muta, e può diventare<br />
scacchiera, filo, palla, in un<br />
gioco di rimandi, evocazioni ed allusioni<br />
che interpella sensibilmente la<br />
curiosità dello spettatore interessato.<br />
D’altra parte alcune caratteristiche<br />
della pittura più apertamente figurativa,<br />
realizzata dalla Zvorc, sono rimaste<br />
anche nel nuovo confronto stilistico.<br />
Ed in particolare ci si riferisce alla stesura<br />
dei colori, sempre limpida ed equilibrata,<br />
alla raffinatezza del segno dal<br />
gusto quasi calligrafico, all’attenzione<br />
per il singolo dettaglio e più in generale<br />
ad una costante tensione verso<br />
un’armonia compositiva generale.<br />
Questo per dire che una pittura in<br />
apparenza più cambiare anche radi-
Da sinistra a destra in senso orario:<br />
“ENIGMA” 2012,<br />
Tecnica mista su cartone telato cm. 50x40<br />
“SUPPOSIZIONE” 2012<br />
Tecnica mista su cartone telato, cm. 50x40<br />
“FRAMMENTI DEL TEMPO” 2012<br />
Tecnica mista su cartine<br />
“SULLE ALI DEL VENTO” 2012<br />
Tecnica mista su cartone telato, cm. 40x50<br />
“DISARMO DEI CUORI” 2012<br />
Acrilico su cartone telato, cm. 40x50<br />
“MEMORIE DI UN VIAGGIATORE” 2011<br />
Acrilico su cartone, cn. 36,5x51<br />
“RICORDI” 2012<br />
Acrilico su tela, cm. 30x45<br />
calmente nei suoi aspetti visivi, ma<br />
l’anima spirituale che l’ha concepita<br />
e realizzata non può mutare, ad ulteriore<br />
conferma dell’autenticità e convinzione<br />
di una determinata ricerca.<br />
Elementi, questi, che accentuano il significato<br />
estetico e psicologico dell’organica<br />
riflessione creativa dell’artista.<br />
Teodosio Martucci<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>33
Il Pittore-Poeta Remo Lana<br />
che in arte sostiene l’Energetismo<br />
una costante perseveranza<br />
per il suo scavo conoscitivo<br />
Milano, Sala Azzurra Artecultura<br />
Mostra culturale 1-12 giugno <strong>2013</strong><br />
Nel binomio pittura-poesia è da dire<br />
che Remo Lana, che Artecultura segue<br />
da quasi mezzo secolo, sia una perfetta<br />
incarnazione spirituale e di realizzazione<br />
artistica. Pittore e poeta lirico<br />
che, nella pratica della tavolozza,<br />
è sempre stato preso dal fascino della<br />
ricerca. Lui, di principio innato e di<br />
conseguenza culturale poi, sente continuamente<br />
la necessità sperimentale di<br />
cimentarsi con qualcosa di nuovo: sia<br />
d’intuizione artistica sia di realizzazione<br />
tecnica e di forma, la sua premessa<br />
di fondo è di scavare nella curiosità e<br />
di giungere alla conoscenza sperata per<br />
sentirsi appagato nella sua visceralità<br />
creativa. E detto con suadente obiettività<br />
psicologica la sua vera tensione<br />
riguarda il suo rapporto con il mondo,<br />
la sua personalità e la percezione che<br />
ne consegue nel rilevare il mistero che<br />
34<strong>ARTECULTURA</strong><br />
sensibilizza il sentimento nella domanda<br />
avveniristica in attesa di coscienza.<br />
Una breve introduzione sul personaggio<br />
Remo Lana, affinché il lettore possa<br />
comprendere il perché del suo<br />
Energetismo in cui, a parte i riferimenti<br />
a propensione parascientifica,<br />
l’aspetto che soprattutto va tenuto in<br />
considerazione è l’innata natura del<br />
pittore, la sua energia biologica e<br />
psichica che continuamente gli fermentano<br />
il cervello. Di conseguenza<br />
l’Energetismo che Lana sente, dipinge<br />
e divulga, non va creduto come una<br />
spigolatura di convenienza, ma il vocabolo<br />
della sua necessità di sentirsi<br />
integrato universale della visione planetaria.<br />
La pittura, è il caso da ribadire,<br />
non è solo quella della quotazione<br />
o non lo è affatto, ma si conosce nella<br />
sua originalità di proposta che uniscono,<br />
l’uomo e il pittore con il mondo. E<br />
sotto questo aspetto, tendenzialmente<br />
futuribile, Lana ha le sue carte in regola,<br />
una personale posizione che lo<br />
fa dipingere - per intendersi - con tanta<br />
serena passione, specie da quanto il<br />
pittore ha coniato la sua produzione<br />
artistica di Energetismo. Non si sa mai<br />
con certezza cosa esista dietro un simbolo,<br />
da quando si è venuto a conoscenza<br />
che la libertà cognitiva comincia<br />
sempre dietro e mai prima del simbolo.<br />
E Remo Lana che noi conosciamo<br />
come un cattolico di fede senza presunzione,<br />
cioè di vasta apertura mentale,<br />
ne ha compreso l’assunto e lo persevera<br />
istintivamente ed in modo culturale<br />
in quanto pensa che domandarsi<br />
con il planetario si possa giungere a<br />
quell’attesa conoscenza che l’uomo si<br />
domanda da sempre. La peculiarità che<br />
lascia intendere perché Lana dipinge<br />
o compone poesie in continua osservazione<br />
di quotidiano a cospetto il<br />
mistero del mondo. E bene ha fatto e
da sinistra in senso orario:<br />
Opera di energetismo, donata alla Galleria Civica<br />
“Giuseppe Sciortino” città di Monreale-Palermo<br />
Olio su tela, cm. 50x70 -Composizione spaziale 1<br />
Opera di energetismo, donata al Comune di Comacchio<br />
(FE) -Titolo: 150°dell’unità d’Italia<br />
Olio su tela cm. 50x70<br />
Opera di energetismo- Titolo: La porta della fede<br />
Olio su tela cm. 60x80<br />
Opera di energetismo - Titolo: La porta del Purgatorio<br />
Olio su tela cm. 50x70<br />
Opera di energetismo - Titolo: Frammenti nello spazio uno<br />
Olio su tela cm. 50x70<br />
Opera di energetismo - Titolo: Frammenti nello spazio due<br />
Olio su tela cm. 50x70<br />
continua a prodigarsi il pittore ad<br />
omaggiare i suoi dipinti in biblioteche<br />
e musei, in tutti quei luoghi nei quali<br />
l’immagine artistica è testimoninaza di<br />
conoscenza, cultura di vicinanza per<br />
l’esemplare rispetto di se stesso come<br />
di tutta l’umana collettività. Una pittura<br />
quella di Lana che si origina dalle<br />
più improvvisate strutture e si colora<br />
con il battito tonale della natura, con<br />
la luce che si origina dal moto universale,<br />
per cui una volta sensibilizza una<br />
poetica arcobaleno, ed un’altra a vocazione<br />
mistica, quei due mondi che il<br />
pittore non scinde ma tiene fermamente<br />
uniti come sincera premessa verso se<br />
stesso e il principio teologico della creazione<br />
in cui fa fede tutta la sua opera<br />
artistica, sia pittorica che letteraria.<br />
Dal 1 al 12 Giugno <strong>2013</strong> Remo Lana<br />
espone in mostra culturale i suoi dipinti<br />
nella Sala Azzurra di Artecultura<br />
e sarà pertanto ancora un momento di<br />
riflessione sulla spinta creativa che affascina<br />
il pittore che, nel suo Energetismo,<br />
pensiamo che ponga tutta la<br />
sua spiegazione pratica e teorica che<br />
unisce l’artista ai valori del sapere disinteressato.<br />
(Giuseppe Martucci)<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>35
ARTE E NON-VIOLENZA / POESIA / PSICOPOESIA / SESSO / SOCIETA’<br />
L’attualità del Costume poetico<br />
Non è l’economia bancaria ed altre<br />
che promuovono l’equilibrio sociale<br />
ma l’azione spirituale del lavoro<br />
che appaga il desiderio dell’esistenza<br />
Lavorare tutti per lavorare meno e<br />
utilmente meglio, pensiamo che colga<br />
il nostro comune desiderio, cosciente<br />
ovvero inconscio. Tanto che volendo<br />
approfondire l’argomento, bisogna sintetizzare<br />
molto per affermare che desiderio<br />
e lavoro si possono confrontare<br />
e comprendere solo ritenendoli<br />
assiomatici sinonimi. Per il resto impossibile<br />
approfondire di conoscenza<br />
il discorso per analizzare di teoria e di<br />
pratica tutti i suoi aspetti anche più<br />
misteriosi o controversi. Tuttavia, nel<br />
nostro caso, il lavoro esprime una conseguenza<br />
appagante del desiderio, sia<br />
che riguardi il soddisfacimento di prima<br />
necessità come procacciarsi l’abbondante<br />
nutrizione del pane o un<br />
aspetto di civiltà come costruire un<br />
ponte per superare l’ostacolo delle acque<br />
di un fiume in modo che ci permetta<br />
di continuare il cammino che ci<br />
porti alla meta prefissa. Ma il desiderio,<br />
per chiarire, interessa molto anche<br />
le nostre emozioni sia di gioia come<br />
esultare per il bacio di una donna amata<br />
o per una vincita di gara competitiva,<br />
senza però escludere il rovescio drammatico,<br />
come una folle tensione che<br />
punti a vedere in miseria chi ci ha fatto<br />
uno sgarbo, se non augurarsi addirittura<br />
la sua morte per il grave torto<br />
subito a sua colpa. Un argomento delicatissimo,<br />
quello in discussione, che<br />
non deve mai confondere il desiderio<br />
con la speranza, quest’ultima un aspetto<br />
importante della morale laica o religiosa<br />
non fa differenza, mentre il desiderio<br />
interessa direttamente la naturale<br />
origine del nostro interiore “IO”.<br />
Quel mondo psichico sul quale si sono<br />
soffermati a lungo ed a proprio modo,<br />
sia Buddha che a distanza di secoli<br />
Freud, mantenendo ognuno il proprio<br />
punto di vista non senza casi conver-<br />
36<strong>ARTECULTURA</strong><br />
genti di finalità sulle tesi dell’altro. A<br />
chi poi a riguardo volesse approfondire<br />
l’argomento, si suggerisce la lettura<br />
del recente quanto importante volume<br />
di Mark Epstein: BUDDHA.FREUD<br />
e il DESIDERIO, Indiana Editore 2012<br />
www.indianaeditore.com<br />
Il nostro intento però non è quello<br />
di divagare nella letteratura psicanalitica,<br />
ma di chiarire quale ramificazione<br />
sussista tra desiderio umano e il<br />
mondo del lavoro. E certamente consapevoli<br />
che, anche se questo universo,<br />
si presenta infinitamente ampio, si<br />
cercherà di sintetizzare l’orientamento<br />
tematico all’indispensabile dell’argomento.<br />
L’importante, di fondata premessa,<br />
è di saper riflettere per rendersi<br />
conto che prima del lavoro storicamente<br />
emancipato, nell’animale uomo<br />
esiste di primaria necessità il bisogno<br />
del linguaggio. E di evolverlo a richiamo<br />
universale poiché, tuttora, nell’era<br />
dell’atomo, l’uomo culturale non è riuscito<br />
a corrispondere appieno alla vocazione<br />
del suo ”IO-desiderio”, cosciente<br />
o giacente nell’inconscio per<br />
vivere una vita incondizionato dall’ignoto.<br />
Una grande utopia che, tuttavia,<br />
si lascia individuare e questo per<br />
se stesso si presenta già un grande passo<br />
avanti. L‘avvenirismo del tempo è<br />
un capitale infinito per il procedere del<br />
sapere cognitivo. Per cui l’indispensabile<br />
ai nostri giorni è che il lavoro esprima<br />
la scrittura della civiltà, la sua evoluzione<br />
storica in tutti i suoi risvolti e,<br />
pertanto, ogni singola persona umana<br />
per soddisfare la spinta dei suoi desideri<br />
coscienti o meno, deve sentirsi uno<br />
scrittore di se stesso e dei suoi simili a<br />
cospetto dell’universo. Nessuno deve<br />
sentirsi subordinato ad un altro e<br />
tantomeno un lavoratore nella naturale<br />
pratica del lavoro, della produzione<br />
del suo nutrimento quotidiano e di<br />
quanto necessita per vivere la sua esistenza<br />
dignitosamente. Cosa che, invece,<br />
il barbaro sadismo istituzionale<br />
o di una certa marca imprenditoriale<br />
di tutti gli Stati, non vogliono comprendere<br />
e preferiscono il comodo della<br />
guerra a quello evolutivo della cultura<br />
del lavoro. Preferiscono, cioè, sovvertire<br />
la cultura della civiltà della convivenza<br />
pacifica con la produzione delle<br />
armi per la guerra permanente, distruttrice,<br />
restando freddamente indifferenti<br />
che l’imprenditore ragionevole<br />
venga sommerso da tante inutili tasse<br />
fino a farla finita con il suicidio o che<br />
l’operaio, a sua volta, si butti dalla finestra<br />
o si spara perché disoccupato,<br />
nudo, privo di ogni dignità sociale. Il<br />
motivo per sostenere che la disoccupazione<br />
all’interno di uno o più stati costituisce<br />
la barbarie insopportabile dei<br />
poteri governativi, monopolisti o<br />
padronali che di repressione possono<br />
esercitare sulla libera coscienza della<br />
gente desiderosa solo di lavorare dignitosamente.<br />
Non esiste un modo unico<br />
per sconfiggere la disoccupazione in<br />
uno stato grande o piccolo che sia, in<br />
quanto per stimolo di coscienza s’intuisce<br />
sempre e comunque come<br />
sensibilizzare l’equilibrio tra le parti<br />
sociali, basta volerlo. E’ solo sufficiente<br />
sostituire l’etica dell’abbaglio e criminale<br />
delle armi con quella del Costume<br />
poetico che nella sua microscopica<br />
incidenza Artecultura sensibilizza.<br />
Ma è un principio, sia chiaro,<br />
che potrebbe anche diventare un’estensione<br />
sociale pacifica di poesia, che alimenta<br />
la parte migliore dell’uomo. In<br />
modo che nessuno lo possa impedire<br />
perché termina il lavaggio di cervello<br />
degli attuali linguaggi di volgare prepotenza.<br />
Un perverso sistema nei cui
stati cambiano le persone ma non i selvaggi<br />
condizionamenti di metodi di poteri<br />
costuititi sulla imposizione violenta,<br />
autoritaria, come indiscutibile principio.<br />
Ma il desiderio - è stato detto - ha<br />
tanti risvolti restando comunque desiderio,<br />
energia pura dell’”IO” da non<br />
confonderlo con la superbia di altre<br />
varianti narcisiste, cosicché è sufficiente<br />
essere un tantino riflessivi per comprenderlo<br />
e rendersi conto come nelle<br />
popolazioni sia più estesa la grande<br />
magnanimità umana capace pertanto<br />
di sdradicare dalla forza cosciente del<br />
personale “IO” l’estraneo innesto velenoso<br />
e militaresco del cancro della<br />
guerra. Mai giusta ed avversaria spietata<br />
della spiritualità culturale nonviolenta<br />
che caratterizza la natura poetica<br />
dell’uomo. Al cui riguardo, soprattutto<br />
la militarizzazione della donna<br />
di qualche decennio addietro e quella<br />
della scuola che si vuol tentare attualmente<br />
per la giustificazione della<br />
guerra, costituiscono la più inaudita<br />
bassezza a cui la deviazione mentale<br />
dell’uomo possa giungere. Artecultura<br />
ha detto molto sotto questo aspetto e<br />
non è qui il caso di ripeterlo, ma di<br />
continuare a domandarci sul rapporto<br />
desiderio-lavoro. Questo perché dall’aspetto<br />
artistico, allo specialista di<br />
qualsiasi attività di lavoro e soprattutto<br />
di ricerca, non può esistere realizzazione<br />
sperata necessaria alla nutrizione<br />
esistenziale e d’altra congenialità<br />
umana come alla sua costante evoluzione<br />
di conoscenza che non sia mossa<br />
da uno stimolo spirituale del desiderio.<br />
L’agricoltore non seminare<br />
il grano se non spinto dalla convinzione<br />
della raccolta che gli fornisca il<br />
pane per mangiare. Così l’ingegnere<br />
ed il muratore non costruiscono la casa<br />
solo per principio speculoso di mercato,<br />
bensì dalla premessa che la casa<br />
serve per la difesa dell’uomo dalle varie<br />
intemperie d’ambienti e stagionali.<br />
Tutte le altre voci di comodità vengono<br />
dopo, anche se consapevoli che le<br />
comodità auspicate, sono tuttavia una<br />
conseguenza più indiretta del desiderio<br />
di prima istanza come il nutrirsi<br />
per non morire di fame o di accendere<br />
il fuoco per non spegnersi di assideramento.<br />
Non diversamente si manifesta<br />
il desiderio nel campo artistico come<br />
per un musicista. Infatti se non spinto<br />
a connotare l’armonia tramite dei suoni<br />
che corrispondano più direttamente<br />
al desiderio spirituale, lui non compone<br />
un bel niente. La medesima tensione<br />
che dipingere ad un pittore l’attrazione<br />
poetica di un paesaggio ovvero<br />
a prestarsi ad una ricerca di composizione<br />
teorica, che, però, mancando<br />
il desiderio si blocca nella sua creatività.<br />
Del resto lo stesso scienziato quale<br />
risultato di ricerca può sperare se non<br />
favorito dal desiderio di pervenire ad<br />
ulteriori scoperte?<br />
Il desiderio - è stato ancora detto -<br />
può avere diverse manifestazioni. Proprio<br />
così, ma secondo noi dobbiamo<br />
stare molto attenti a non confonderlo<br />
con le strategie che possono benissimo<br />
mimetizzarsi nel desiderio per raggiungere<br />
atti di bassezze distruttive<br />
come un generale nel condurre una battaglia.<br />
Il desiderio, voce diretta della<br />
spontaneità, non fa la guerra, mai,<br />
mentre la strategia diventa la tattica più<br />
distruttiva della guerra. Proprio l’opposto<br />
di quanto si manifesta nella teoria<br />
e pratica del lavoro, il desiderio non<br />
inganna nessuno, ma semplifica continuamente<br />
la chiarezza della scoperta<br />
che rende più libero e ricompensa l’uomo<br />
delle sue necessità, dei suoi diversi<br />
bisogni esistenziali, primari e non.<br />
Come avviene quando il contadino nel<br />
lavorare la terra dalla zappa passa all’aratro,<br />
o nel muoversi sceglie, di usare<br />
il cavallo anzicché camminare a piedi<br />
e via di questo passo. La catena degli<br />
esempi si presenta infinita, ma l’indispensabile<br />
nel nostro caso è quello<br />
di assimilare il concetto per poi svilupparlo,<br />
confrontarlo ed evolverlo a<br />
seconda le più opportune circostanze.<br />
E di comprendere all’occasione come<br />
la nostra spontaneità in qualsiasi manifestazione<br />
della vita sia sempre mossa<br />
da un desiderio a volte avverato ed<br />
altre mancato secondo Freud, ma comunque<br />
motore di tutte le nostre emozioni,<br />
senza delle quali noi saremmo<br />
nient’altro che delle eterne palafitte.<br />
Per cui si deve allo stimolo innato del<br />
nostro desiderio anche di percepire<br />
sensazioni di fenomeni che la potenzialità<br />
limitata dei nostri sensi non<br />
può congiungere alla luce della coscienza<br />
per mancanza degli opportuni<br />
rispecchi sensitivi. Fino al punto da<br />
farci sostenere come fenomenologia,<br />
desiderio e poesia costituiscano un fenomeno<br />
inscindibile, condiviso o respinto<br />
anche da Husserl. Quello che a<br />
riguardo conta, non è il rigetto, ovvero<br />
l’accettazione unificata del trinomio,<br />
ma di darsi idea allusiva per comprendere<br />
il tracciato del filo conduttore ipotetico<br />
che li unisce nella realizzazione<br />
dell’opera creativa. E di venire a considerare<br />
come il desiderio origini comunque<br />
da una radice embrionale di<br />
poesia che spinge un autore a comporla<br />
per soddisfare disinteressaramente<br />
il suo desiderio, ed a ben spiegarsi, nel<br />
caso specifico, senza una tariffa sindacale...<br />
E quando Artecultura sostiene che<br />
il lavoro è poesia, che si manifesta alla<br />
coscienza tramite il desiderio, sostiene<br />
una verità psichica e nel contempo<br />
reale su cui tutto il sindacalismo dovrebbe<br />
riflettere molto ed a lungo per<br />
motivare su esigenze incontrastabili<br />
come la disoccupazione sia solo il ricatto<br />
materiale della ibrida ricchezza<br />
che ha svanito tutta la sua spiritualità<br />
per vestirsi di rinuncia verso il naturale<br />
equilibrio sociale che qualifichi il<br />
valore culturale del lavoro. E quando<br />
certi padroni di Stato e d’altro, diventano<br />
tanto più ricchi quanto più la disuguaglianza<br />
del mancato equilibrio<br />
colpisce la manodopera, significa che<br />
quelle identità verticiste hanno perso<br />
la testa e sono fuori dalla normalità.<br />
Hanno cioè svanito l’origine e il valore<br />
del desiderio perché in sostanza hanno<br />
distrutto la poesia in tutta la loro<br />
personalità, ormai diventata tanto sadica<br />
dove il fine giustifica il metodo<br />
come far manganellare i lavoratori dipendenti<br />
quando contestano l’arroganza<br />
padronale.<br />
L’iniziativa nel lavoro non è di chi<br />
ha più soldi in banca o di chi li gestisce,<br />
ma di quanti lavorano con la normalità<br />
dell’entusiasmo poetico che non<br />
livella la potenzialità creativa, ma la<br />
favorisce come stimolo di collaborazione<br />
indiscriminata all’equilibrio in cui<br />
il lavoro è per unire nella positività<br />
della produzione e non per il fallimento<br />
preventivato della fabbrica. La<br />
cui vera direzione si deve alla spiritualità<br />
creativa quando chi più ne ha la<br />
pone liberamente a disposizione per<br />
soddisfare il comune desiderio del lavoro<br />
senza annullare la dignità culturale<br />
della presenza lavoratrice. Non è<br />
la proprietà positiva, collaborata, che<br />
va contrastata, ma il razzismo dei colletti<br />
bianchi che può essere estinto dallo<br />
stimolo poetico del lavoro che non sopprime<br />
il desiderio, costante fenomeno<br />
intuitivo nella produzione del lavoro.<br />
Giuseppe Martucci<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>37
SPETTANZE<br />
DAI PORTI APERTI<br />
Aspetto che mi ridiano le chiavi di casa<br />
la dignità di perdere, piangere,<br />
fare ammenda per migliorarmi.<br />
Aspetto che il mare sia pulito<br />
che i fiumi scorrano liberi<br />
invece che sotto le vie delle città<br />
che gli alberi crescano nel bosco<br />
che tempi e stagioni cadenzino la vita.<br />
Aspetto che il mio bimbo impari a parlare<br />
che il mio cane non abbia paura di abbaiare<br />
che le barche approdino a riva<br />
che il sodalizio degli intenti sia compiuto<br />
che si costruisca una casa per tutti<br />
che la gente non dorma sotto i ponti<br />
delle autostrade.<br />
Aspetto, ancora aspetto<br />
che i politici smettano di litigare in<br />
/ televisione<br />
che la vera democrazia trionfi<br />
che Paolo Conte riceva il Nobel per la poesia<br />
che la musica non sia un prodotto in scatola<br />
che l’arte venga acquistata per il<br />
/ piacere di possederla<br />
anziché per investimenti futuri.<br />
Aspetto, aspetto, ancora aspetto<br />
che i beni essenziali non siano oggetto<br />
di speculazioni diserzioni<br />
accaparramento per guadagni…<br />
sulla pelle degli ignari.<br />
Giuseppe Zumbolo<br />
IL SILENZIO DELLE COSE<br />
Scorre sul filo dell’aria<br />
il silenzio delle cose.<br />
Tace il tamburo<br />
maestro di colpi assordanti<br />
nel profondo di una morte.<br />
Muto è il corno<br />
nelle selve dove corre<br />
la lepre braccata,<br />
svanisce il sì della sposa tradita<br />
il suo velo si strappa<br />
dinanzi al mondo bugiardo.<br />
Non canta più il gallo respinto,<br />
il grido è lacerato<br />
dal mattino senza forma<br />
da cui prende commiato.<br />
Onora i vivi e la loro fede<br />
il silenzio delle cose<br />
che scorre sul filo dell’aria<br />
38<strong>ARTECULTURA</strong><br />
Umanità Umanità poetica poetica - Umanità - Umanità poetica<br />
poetica<br />
“La “La poesia poesia comincia comincia dove dove finiscono finiscono le discriminazioni”<br />
le le discriminazioni”<br />
Umanità Umanità poetica poetica è uno è spazio uno spazio aperto aperto alla divulgazione alla divulgazione poetica poetica interessata interessata al dibattito al al dibattito sull'identificazione sull'identificazione e il ruolo e il il ruolo odierno odierno della della<br />
poesia. poesia. Umanità La franchezza La poetica<br />
La franchezza e l'obiettività è uno e l'obiettività spazio degli aperto interventi, degli alla interventi, divulgazione costituiscono costituiscono poetica per la interessata per redazione la la redazione della al dibattito Rivista della Rivista sull'identificazione la premessa la la premessa per la per pubblicazione. e il la ruolo odierno della<br />
la pubblicazione. Per Per<br />
facilitare facilitare poesia. La franchezza e l'obiettività degli interventi, costituiscono per redazione della Rivista la premessa per la pubblicazione. Per<br />
la partecipazione la la partecipazione degli Autori degli Autori interessati interessati si suggerisce si si suggerisce negli elaborati negli elaborati brevità brevità e concisione. e concisione. Per necessità Per necessità di spazio di di spazio la redazione la la redazione<br />
si ritiene si facilitare la partecipazione degli Autori interessati si suggerisce negli elaborati brevità e concisione. Per necessità spazio la redazione<br />
si ritiene autorizzata autorizzata a sintetizzare a sintetizzare i testi i rispettando testi rispettando il contenuto. il il contenuto. La pubblicazione La La pubblicazione dei testi dei dei poetici testi poetici ha puro ha ha carattere puro carattere divulgativo, divulgativo, stimolo di di stimolo<br />
culturale. culturale. si ritiene autorizzata a sintetizzare i testi rispettando il contenuto. La pubblicazione dei testi poetici ha puro carattere divulgativo, di stimolo<br />
La proprietà La La proprietà letteraria letteraria dei componimenti dei dei componimenti pubblicati pubblicati rimane rimane pertanto pertanto a tutti a gli tutti effetti gli gli effetti di legge di di dei legge singoli dei dei singoli Autori. Autori.<br />
culturale. La proprietà letteraria Dei componimenti Dei<br />
dei componimenti pubblicati rimane pertanto a tutti gli effetti di legge dei singoli Autori.<br />
componimenti pubblicati pubblicati si tiene si si conto tiene conto soprattutto soprattutto dei contenuti dei contenuti culturali. culturali.<br />
Dei componimenti pubblicati si tiene conto soprattutto dei contenuti culturali.<br />
Caterina Rovatti<br />
Foglie d’autunno<br />
(tempi di crisi)<br />
Foglie d’autunno sono i tuoi sogni<br />
scippati dai progetti d’alte sfere,<br />
nell’incertezza fluttua il tuo domani.<br />
Di certo solo il mutuo e le bollette<br />
che non sai, se pagare potrai.<br />
Lo sconcerto ha esaurito ormai<br />
il suo corso e come polvere<br />
rossa del deserto<br />
ti avvolge e ti travolge l’apatia<br />
La verve si è smarrita fra i cavilli<br />
che non comprenderai.<br />
Che succederà mai’? Incongnita<br />
infinita! Che risucchia la vita<br />
e ti deruba la serenità<br />
Maria Chiara Quartu<br />
VARIEGATO<br />
Nulla sta fermo<br />
anche se tutto è immobile<br />
Viavai di colori<br />
transita luce...<br />
Vitalità pura<br />
mistero d’essere.<br />
Maria Tersa Mosconi<br />
SERA DI NORMANDIA<br />
(un tramonto di settembre:<br />
tra St-Malo e le Mont-St-Michel)<br />
La marea<br />
che mi lambisce i piedi scalzi<br />
lentamente ora si ritira<br />
-silenziosasrotolando<br />
gusci di conchiglie<br />
vuote e lucenti,<br />
lasciando esposti e smarriti<br />
piccoli granchi,<br />
molluschi nudi e indifesi,<br />
rare ostriche<br />
strappate dalle onde<br />
alle filze degli allevamenti:<br />
preda di gabbiani mai sazi<br />
e cena<br />
di qualche anziana donna<br />
che tiene -per non bagnarlala<br />
gonna sollevata<br />
appena sopra le ginocchia.<br />
Fabiano Braccini<br />
QUEST SE SA…MA…<br />
Cosa ghe voeur mai a fà on governa<br />
in d’on moment tant ner come l’inferna<br />
in dove l’economia la va in malora?<br />
Politich dissedevess, ‘dess l’è ora!<br />
Chi gh’ha la panscia pièna e no rabbiosa<br />
purtròpp el cognoss nò quella sgajosa<br />
che la inversa stòmegh e busecch<br />
che la consuma el sangu e lassa gnecch<br />
che smòrza el slanz e fa vegnì l’arlia<br />
che la pana i dì de malinconia.<br />
Chi perd el lavorà no gh’ha doman<br />
inscì se coppa lassaa soll ‘me on can.<br />
“Politich, vialter, oh sacchforment!<br />
‘se sii lì a fà, de grazia, in Parlament?<br />
Domà a tegnì franch el cadreghin<br />
e a impienì de grana el vòs borsin?”<br />
Se per fà el Papa gh’è vorsuu trii dì<br />
allora, demm a trà, fasemm inscì:<br />
mettom tutt’ i politich in conclav<br />
je sarom dent e sbattom via la ciava<br />
Avevi cominciaa ‘sti vers ruspant<br />
inscì per toeu on poo in gir i<br />
governant ma nel pensà a ‘sta greva<br />
situazion me son lassaa ciappà da on<br />
gran magon e anch, per dilla tutta,<br />
dal fotton.<br />
enrica<br />
AL SUPERMERCATO<br />
Sui quarant’anni seduta sui gradini<br />
dell’entrata emaciata e pallida<br />
tendeva livida la mano<br />
“Signore...<br />
una monetina per la bambina...<br />
per favore... dammi qualcosa...<br />
...grazie e buona giornata... “<br />
La fissai negli occhi<br />
prima e dopo la supplica<br />
per capire la sua amarezza<br />
ma accortasi girò subito<br />
la testa senza parola<br />
imbalsamata com’era di freddo<br />
nel cielo rigido di domenica mattina<br />
E rammaricato tuttavia decisi<br />
di riprendere l’andar mio anche<br />
pensando alla gracile dolcezza dei<br />
suoi occhi che volevano scusare<br />
l’impenetrabile suo riserbo<br />
(forse colpita da una sofferenza<br />
maggiore dell’apparenza) ma inchiodata<br />
e fatta giurare a non rivelarla mai...<br />
Giuseppe Martucci
Salvatore Cagliola<br />
I CANTI DEL BORGO<br />
Poesie - Morrone editore <strong>2013</strong><br />
Il filo rigoroso della ricerca ci fa<br />
dire che ad una silloge non bene si addice<br />
una recensione dato che gli elaborati<br />
che la compongono sono per se<br />
stessi già una sensibile visione critica,<br />
mancante la quale non potrebbe essere<br />
poesia. Però, come eco di accordo con<br />
l’altro nella colta eccellenza del linguaggio,<br />
uno spirito di confronto sa essere<br />
comprensibile per stimolare una<br />
conoscenza sempre più universale.<br />
L’aspetto che, putroppo, ai nostri giorni,<br />
ancora scarseggia di molto nella<br />
parola dell’uomo, e che pensiamo la<br />
nuova silloge poetica di Salvatore<br />
Cagliola ne sigilli il desiderio più viscerale<br />
vestendosi della semplice o della<br />
doppia metafora per svelare il suo<br />
sincero candore di luminosità nello<br />
spontaneo collegamento tra il peso del<br />
quotidiano e il liberatorio del divino.<br />
Un verso estremamente ribelle alle costrizioni<br />
dell’abuso ma che sa rendersi<br />
sereno nella più nitida visione nella conoscenza<br />
di se stesso e del prossimo.<br />
La religiosità cristiana di Cagliola, è<br />
da pensare che non si addica ad alcuna<br />
aggettivazione in quanto lo è di superlativa<br />
essenza che non intacca, ma<br />
agevola d’armonia il respiro della gente.<br />
La spinta creativa sa manifestarsi<br />
nel primario universale ancora prima<br />
di quello ecumenico-culturale, sulla cui<br />
forma letterale il componimento si presenta<br />
ineccepibile. Il candido sonoro<br />
della parola nella sua equilibrata struttura<br />
semantica, spesso vicino al pentagramma,<br />
che venera disinteressatamente<br />
la bellezza della luce del sole<br />
come quella di tutta la natura, rivela<br />
la sua anima a Dio. Un cristianesimo<br />
poetico quello di Cagliola che, per il<br />
moto di libertà che lo nutre, ha sicuramente<br />
profondi richiami francescani<br />
e non senza qualche celato fiato<br />
panteistico. E’ persino impossibile stabilire<br />
un confronto quando la poesia<br />
parla a se stessa senza limitazioni di<br />
confini tra Dio, la fede e la secolarità<br />
in tutti i suoi risvolti di credenti ovvero<br />
no. La creatività poetica è la scienza-madre<br />
incomparabile dell’infinito<br />
universo, mondo nel quale la medesima<br />
teologia non può andare oltre l’assenza<br />
poiché l’ipotesi e la nullità si dissolvono<br />
di ogni significato persino del<br />
punto geometrico. E solo la poesia<br />
elogia l’esistenza, proprio perché tra<br />
poesia, esistenza e Dio non sono possibili<br />
accezioni senza ferirne d’incomunicabilità<br />
la Bellezza poetica.<br />
Cosicché “I CANTI DEL BORGO”<br />
di Cagliola costituiscono lo spirito ed<br />
il corpo di una elevatissima espressione<br />
poetica, in cui cultura e costume si<br />
danno l’intesa, confrontano le discordanze<br />
della vita reale e di quella<br />
sognata accettando di prudenza poetica<br />
i condizionamenti abusati della nonpoesia.<br />
Quella negazione che addolora<br />
il mondo di ogni specie di mortificazione,<br />
dal contadino al pescatore,<br />
dall’operaio al sacerdote che, a cospetto<br />
il superamento di un certo dolore,<br />
si affida con la preghiera alla bontà Celeste.<br />
Il verso di Cagliola nasce e continua<br />
ad essere bambino per spirito critico<br />
di consapevolezza, per la grande<br />
affettività che sensibilizza il pane quotidiano<br />
della vita: da Vendicari a<br />
Spinazza a Marzamemi a Pachino quel<br />
territorio Jonico che abbraccia di spontaneo<br />
linguaggio il componimento poetico<br />
di Cagliola. E lo abbraccia perché<br />
lo vive come se stesso intuendone<br />
i vari umori del linguaggio che ramifica<br />
i desideri del costume che danno<br />
poi vita alle emozioni di gioia o di rammarico.<br />
A quella radice di poesia che<br />
vive ed anima la stessa natura delle<br />
cose. Dunque, I CANTI DEL BORGO,<br />
lo lascia bene intendere lo stesso<br />
Cagliola, sono la metafora della metafora<br />
che rispecchia quella del mondo.<br />
Un’altra fondamentale visione nella<br />
quale la poesia di Cagliola si santifica<br />
forse senza nemmemo saperlo in<br />
quanto la sua coscienza poetica riflettendo<br />
sul particolare poi si eleva senza<br />
volerlo alla grande visione universale<br />
che è appunto la poesia della spontaneità<br />
innata. Eppure Cagliola ne ha<br />
vinti di premi per il suo classico fermento<br />
poetico, fattori però che vengono<br />
sommati e prendono forma storiografica<br />
solo come indice delle circostanze<br />
esistenziali, in quanto Cagliola<br />
intende vivere ed elevarsi sempre<br />
più consapevolmente nella spiritualità<br />
della poesia universale. Ed infatti<br />
verseggia in:<br />
Pensieri prima dell’alba<br />
Abbrividisce l’ultima stella / alla<br />
brezza chiacchierina / donzella marzamemina<br />
/ occhi di cielo / ricci profumati<br />
d’alga - Un raggio fuggito dal<br />
sole / che ancora indugia / alla fiera<br />
dell’est / già disegna una finestra / sul<br />
verticale muro d’ombra - Saltano il davanzale<br />
/ i miei freschi pensieri / e corrono<br />
lungo sentieri / silenti di luce vaghe<br />
/ un po’ prima dell’alba - Con le<br />
antiche parole / che toccano il cuore /<br />
canto coi passeri / l’atteso miracolo /<br />
d’un nuovo giorno - Ora non so dove /<br />
ma occorre che vada / altrove....<br />
Anche le stagioni le sente perché<br />
le vive ma la sua vera poesia bussa alle<br />
meraviglie dell’infinito. Forse sovviene<br />
alla timidezza quando menziona Dio,<br />
ma trattasi di una timidezza di responsabilità<br />
del poeta Cagliola che non vuole<br />
far torto a se stesso senza ferire<br />
l’emozione liberante della sua Poesia.<br />
Giuseppe Martucci<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>39
...LIBRI....LIBRI...LIBRI...<br />
a cura di Aoristias<br />
Benedetto XVI, SULLA MUSICA<br />
Edizioni Marcianum Press<br />
Il volume raccoglie i più importanti pensieri<br />
di Joseph Ratzinger sul valore della musica<br />
e il linguaggio universale della bellezza.<br />
Per Benedetto XVI la musica, forse più di<br />
altre arti, ha il potere di «aprire le menti e<br />
i cuori alla dimensione dello spirito e<br />
condurre persone ad alzare lo sguardo verso<br />
l’Alto». Le riflessioni del Santo Padre si<br />
offrono come un’autentica guida per<br />
accostarsi alla musica in maniera non<br />
scontata e banale, per non viverla come un<br />
fatto di consumo, come ci ha abituati la<br />
società attuale, ma come un’esperienza<br />
privilegiata per meditare sul senso della<br />
nostra vita e sul rapporto che noi, attraverso<br />
la musica, possiamo instaurare con l’eterno<br />
di Dio. Sulla Musica è il sesto titolo di<br />
Joseph Ratzinger pubblicato da Marcianum<br />
Press dopo Il Dio delle fede e il Dio dei<br />
filosofi (2007), L'Apostolo Paolo (2010),<br />
Lodate Dio con arte (2010), Un cuor solo,<br />
un'anima sola (2011) e Progetto di Dio: la<br />
Creazione (2012). Nel 2008 è uscito<br />
Benedetto XVI e le sue radici, dove Alfred<br />
Läpple, insegnante di filosofia e teologo,<br />
descrive la giovinezza di Joseph Ratzinger.<br />
Il volume è a cura di Lucio Coco.<br />
Celso Costantini FOGLIE SECCHE<br />
L’opera non è solo una autobiografia del<br />
Cardinale Celso Costantini dal 1876, anno<br />
di nascita, al 1922, ma anche una raccolta<br />
di preziosi documenti e riflessioni del<br />
Porporato pordenonese. Il volume si divide<br />
in quattro parti. La prima riguarda la<br />
giovinezza di Costantini e ne mette in luce<br />
la genialità artistica, letteraria e culturale,<br />
sottolineando il suo talento come scultore,<br />
scrittore e stratega del rinnovamento<br />
dell’arte cristiana. La seconda parte,<br />
denominata Ortiche, manifesta la grandezza<br />
spirituale del pastore che intende stimolare<br />
il lettore a tenersi nel retto sentiero, come<br />
fa la pianta citata con chi la tocca. Il suo<br />
coinvolgimento nella Grande Guerra e la<br />
sua missione apostolica a Fiume costituiscono<br />
la terza e la quarta parte, che<br />
offrono una testimonianza storica eccezionale<br />
sul primo conflitto mondiale e<br />
sulle vicende di Gabriele D’Annunzio.<br />
Costantini, inviato nel 1920 nella martoriata<br />
città, riuscì a far fronte alle avventure del<br />
Comandante poeta scongiurando un bagno<br />
40 <strong>ARTECULTURA</strong><br />
di sangue alla popolazione civile. Con Foglie<br />
Secche il curatore conclude un ciclo di<br />
pubblicazioni edite da Marcianum Press,<br />
dedicate a un figura riscoperta grazie ai<br />
suoi studi. Le altre opere della serie sono:<br />
Edizione critica del Diario inedito del<br />
Cardinale Celso Costantini “Ai margini<br />
della guerra” (1938-1947), Chiesa e Stato<br />
in Cina. Dalle imprese di Costantini alle<br />
svolte attuali, Il ritratto segreto del<br />
Cardinale Celso Costantini in 10.000 lettere<br />
dal 1892 al 1958. Bruno Fabio Pighin è<br />
professore ordinario della Facoltà di Diritto<br />
Canonico San Pio X di Venezia. Insegna<br />
anche nello Studio Teologico “Cardinale<br />
Celso Costantini” del Seminario in<br />
Pordenone, affiliato alla Facoltà Teologica<br />
del Triveneto. È autore di sedici volumi in<br />
ambito storico, giuridico e etico, nonché di<br />
numerosi contributi per collane e riviste<br />
scientifiche.<br />
Rosa Maria Cimino<br />
LEGGENDE E FASTI DELLACORTE<br />
DEI “GRANDI RE” Ediz. Cesmeo<br />
Lo stato del Mewar, Rajasthan, vanta una<br />
gloriosa storia di eroi guerrieri, nobili<br />
d’animo e intrepidi in battaglia, e nello<br />
stesso tempo amanti delle arti e dei piaceri<br />
della vita. Le loro splendide magioni sono<br />
quindi ricche di decori e di dipinti murali<br />
Il volume vuole offrire un panorama dei<br />
decori e delle pitture murali che ornano non<br />
solo i palazzi reali, ma anche i templi e le<br />
abitazioni dei nobili (haveli) i quali, per<br />
acquistare prestigio sociale, imitavano il<br />
tenore di vita dei sovrani. L’analisi dei<br />
dipinti, soprattutto quelli che illustrano<br />
alcuni aspetti della vita di corte, offre un<br />
importante strumento per entrare nel mondo<br />
ormai scomparso dei ‘grandi re’, facendo<br />
rivivere avvenimenti quotidiani, le grandi<br />
feste e gli sfarzosi cortei per le uscite dal<br />
palazzo, i darbar (assemblee ufficiali) e gli<br />
incontri con altri raja, i divertimenti e gli<br />
spettacoli di musica e danze, i convegni<br />
nell’harem, le grandi cacce. Rosa Maria<br />
Cimino è Docente di Storia dell’Arte<br />
dell’India presso la Facoltà dei Beni<br />
Culturali dell’Università degli Studi del<br />
Salento. Ha lavorato per circa un trentennio<br />
presso l’ufficio culturale dell’Istituto<br />
Italiano per il Medio ed Estremo Oriente<br />
(ora IsIAO), promuovendo i rapporti<br />
culturali tra l’Italia e i paesi orientali,<br />
organizzando mostre, convegni, conferenze<br />
e congressi. E’autrice di numerose<br />
pubblicazioni scientifiche. Giuliano Boccali<br />
è professore di Indologia all'Università degli<br />
Studi di Milano. Studia in particolare la<br />
mitologia hindu, la poesia classica, l'estetica<br />
sia letteraria sia figurativa e lo status delle<br />
passioni nella cultura indiana. Da oltre<br />
dieci anni si interessa anche ai mutamenti<br />
della società indiana avvenuti dopo<br />
l'Indipendenza e oggi particolarmente rapidi.<br />
Info 02 8846 5720<br />
THE ARTIST’S EYE<br />
Silvana Editoriale<br />
144 pagine, con testi di Fiona Kearney e<br />
Marco Pierini, curatori della mostra, e di<br />
Silvia Ferrari e Francesca Mora, il catalogo<br />
bilingue edito da Silvana editoriale presenta<br />
un ricco repertorio iconografico delle opere<br />
in mostra, da Max Ernst seduto nel suo<br />
studio di New York, con il viso avvolto dal<br />
fumo di sigaretta, a Pablo Picasso sdraiato<br />
in riva al mare, in posa declamatoria, fino<br />
a John Lennon immortalato nudo, abbracciato<br />
a Yoko Ono, poche ore prima<br />
della sua morte. Questi e molti altri<br />
personaggi dell’arte contemporanea sono<br />
protagonisti di un allestimento che presenta<br />
scatti realizzati dai più grandi maestri della<br />
fotografia italiani e stranieri confluiti nel<br />
corso del tempo nella collezione permanente<br />
del museo modenese.<br />
Antonio Visconte, IL MESSIA (Poema)<br />
Edizioni Quintessenza<br />
Giunto alla decima edizione il significativo<br />
volume di Antonio Visconte si pone in<br />
relazione con la suggestiva dimensione del<br />
poema che vanta precedenti illustri, dalle<br />
antichissime letterature indiane, mesopotamiche<br />
ad Omero, da Virgilio a Dante.<br />
Scrive acutamente nelle Premessa al libro<br />
Gerardo Zampella: “..Diciamo subito che<br />
ci troviamo di fronte ad una vasta opera,<br />
composta da 14.400 endecasillabi sciolti,<br />
raccolti in ottave, tra il poema, costruito<br />
intorno ad un “intento pubblico”, ossia<br />
l’urgenza di registrare la corruzione dei<br />
tempi e la decadenza generica di cui è<br />
vittima l’uomo, e l’epinicio finalizzante<br />
una, in verità considerata dall’Autore molto<br />
improbabile, conquista morale”.<br />
SOLENNE RICORDO<br />
Venne qui in quel meriggio,<br />
per portarci il suo Vangelo,<br />
un messaggio di grande amore,<br />
per questa povera umanità.<br />
Ora è là nella sua patria,<br />
non in Polonia, ma in paradiso,<br />
dove lo acclama la immensa folla,<br />
che invoca Giovanni Paolo Secondo.<br />
Ha pregato e insegnato,<br />
il cammino santo della fede,<br />
senza paura della sofferenza.<br />
Avea trovato la città mariana,<br />
la Vergine Madre nella Capua Vetere,<br />
un Concilio Ecumenico proclamava<br />
Antonio Visconte<br />
Nota informativa: Artecultura, per favorire<br />
il suo impegno divulgativo, non ha un<br />
prezzo di copertina e le recensioni dei libri,<br />
a totale discrezione redazionale, vengono<br />
effettuate solo a coloro che sottoscrivono<br />
un abbonamento annuale di 50 euro<br />
facendo pervenire in redazione copia di ricevuta<br />
del versamento effettuato. E verrà<br />
subito l’invio mensile della Rivista più 2<br />
copie con la recensione interessata.
1) L'adesione alla XLI: Edizione Poesia e Saggistica per il<br />
Disarmo <strong>2013</strong> è gratuita. L'iniziativa si autogestisce nello<br />
spirito di Artecultura orientata a stimolare una serena convivenza<br />
sociale tra le persone.<br />
2) Sono invitati quanti si sentono impegnati nella poetica<br />
ricerca saggistica della Pace, ideale di ogni libera persona<br />
umana. L'iniziativa non assegna premi di classifica e gli Autori<br />
delle liriche o dei saggi formalmente prescelti per l'inserimento<br />
nel volume antologico "Cultura per la pace"- Poesia e<br />
Saggistica <strong>2013</strong>, riceveranno il Diploma di solidarietà, ed una<br />
riproduzione artistica della copertina del volume.<br />
3) Alla consultazione dei componimenti è preposta, a solo titolo<br />
di verifica formale, una Commissione composta da membri di<br />
varie attività sociali.<br />
4) La presentazione del volume verrà effettuata a fine novembre<br />
in data e luogo che saranno opportunamente comunicati come<br />
per le passate edizioni.<br />
5) Al ricevimento dell'esito dell'adesione l'Autore aderente<br />
s'impegna a comunicare il numero delle copie del volume che<br />
intende acquistare, al costo economico di Euro 5 al volume.<br />
Alla presentazione di Poesia e Saggistica - "Cultura per la<br />
pace" <strong>2013</strong> tutti gli Autori aderenti sono tenuti ad essere<br />
presenti, o in caso di forzata impossibilità, ad essere rappresentati<br />
da persone di fiducia per il ritiro dei volumi ordinati e il<br />
dovuto per regolamento.<br />
L'assenza immotivata e il non riscontro all'invito di presenza<br />
annullano ogni spettanza a domandarla nel tempo.<br />
Poesia e Saggistica<br />
per il Disarmo<br />
Con il patrocinio culturale della Libera Coscienza<br />
XLI Edizione Poesia Pace <strong>2013</strong>. Scadenza 30 luglio <strong>2013</strong><br />
A confronto dell’avanzato traguardo culturale, a cui l’iniziativa è pervenuta nello spirito di un<br />
Costume poetico sempre più sentito e partecipato, non è possibile fermarsi, ma solo perseverare per<br />
l’ulteriore traguardo dell’attuazione consapevole. La capacità, cioè, di alternare nella persona la<br />
sicurezza della fiducia e della serena convivenza all’odio delle armi e della guerra.<br />
Poesia: l’adesione all’annuale nuova iniziativa per il disarmo può essere effettuata tramite 1 (uno)<br />
componimento poetico che non superi i 35 versi per essere accettato e pubblicato con qualche riga<br />
di commento da riprodurre a fondo pagina del componimento.<br />
Saggistica: l’invio di una sintesi saggistica (corpo 10 che non superi le 20 righe A-4 per essere<br />
accettata ed inserita esclusivamente in formato DOC ). In modo che il breve saggio sia di stimolo<br />
per successivi incontri promossi dall’Autore per confronti sempre più diretti ed allargati. Artecultura,<br />
informata, divulgherà prontamente la notizia per un impegno sempre più decentrato.<br />
Della nuova antologia di Poesia e Saggistica in rapporto alle adesioni pervenute sarà definita la<br />
tiratura ed il ricavato destinato a totale beneficio di Borse di studio per le Scuole aderenti.<br />
6) Poesia, una sola per ogni aderente, va spedita in duplice copia<br />
firmate di autografa, alla Segreteria c/o Artecultura - Via<br />
Ciovasso 19 - 20121 Milano o servirsi dell'indirizzo -<br />
info@artecultura.org<br />
Saggisica, 1 (solo per ogni aderente) vanno inviati esclusivamente<br />
per via e-mail all’indirizzo: info@artecultura.org<br />
Per le Scuole si richiede l'invio di componimenti a firma<br />
collettiva in modo da favorire la più ampia presenza scolastica<br />
nel nuovo volume antologico. Simboliche Borse di studio<br />
7) Le Poesie ed i Saggi debbono essere inediti, di personale<br />
ispirazione e composizione ed attinenti al tema Pace-Disarmo<br />
nella più ampia libertà di pensiero. I minorenni sono accettati<br />
solo con la prevista firma di chi esercita su di loro la tutela.<br />
Non sono accettati componimenti dedicati a persone viventi.<br />
8) Artecultura si riserva di favorire letture e altri stimoli culturali.<br />
9) In caso di nuove esigenze, il presente regolamento potrà subire<br />
modifiche che migliorino l'attività di Poesia e Saggistica per il<br />
Disarmo - "Cultura per la pace" <strong>2013</strong>.<br />
L’adesione è limitata ad una sola sezione per Autore.<br />
10) Gli aderenti accettano il presente regolamento in ogni sua<br />
parte. Poesie e Saggi fatti pervenire per spirito di solidarietà<br />
all'iniziativa non vengono restituiti ed entrano a far parte dell'Archivio<br />
"Cultura per la pace" di <strong>ARTECULTURA</strong>.<br />
Sede nella quale permane l’Archivio di cui tutti possono<br />
prendere visione consultiva. La proprietà letteraria di tutti gli<br />
elaborati è ad ogni effetto pertinente agli Autori dei medesimi.<br />
INIZIATIVA CORALE PARTECIPA E FAI PARTECIPARE!<br />
Informazioni ulteriori e invio componimenti:<br />
Poesia e Saggistica per il Disarmo -“Cultura per la pace” <strong>2013</strong><br />
c/o Artecultura Via Ciovasso 19- 20121 Milano - Tel. 02/864.64.093<br />
http://www.artecultura.org e-mail: info@artecultura.org<br />
<strong>ARTECULTURA</strong> 41
CONCORSI<br />
42<strong>ARTECULTURA</strong><br />
CONCORSI<br />
UN NUDO PER L’ESTATE <strong>2013</strong><br />
29 giugno - 20 luglio <strong>2013</strong>: incontro inaugurale sabato 6 luglio h. 17,30<br />
Spazi espositivi Artecultura nel centro di Milano. Il Nudo promosso in Rassegna<br />
può essere realizzato nelle seguenti tecniche: pittura, scultura, grafica, fotografia<br />
Lo speciale evento viene realizzato in Rassegna a cura del<br />
critico dr. Teodosio Martucci ed indetto come ricerca del<br />
bello nella sua più ampia libertà ideativa e nello spirito<br />
evoluto della cultura artistica.<br />
La realizzazione dell’opera può essere affettuata nella tecnica<br />
ad olio, acrilico, pastello, tecnica mista ed altro nella<br />
misura minima di cm. 30x40 e massima di cm. 60x80,<br />
accettazione delle opere entro il 28 giugno <strong>2013</strong> e l’invio<br />
della foto o di altro materiale equivalente (CD, e-mail, etc.)<br />
riferita all’opera, per la riproduzione sulla base della<br />
colonna nel servizio che redigerà Artecultura sulla Rassegna,<br />
entro e non oltre il 20 giugno <strong>2013</strong>.<br />
Esposizione da sabato 29 giugno al 20 luglio. Presentazione<br />
di UN NUDO PER L’ESTATE 6 luglio h. 17,30 sede di<br />
Artecultura via Ciovasso 19 Milano (angolo via del Carmine).<br />
Le opere aderenti verranno esposte in uno degli spazi<br />
espositivi della Rivista. Le opere riprodotte nel servizio che<br />
effettuerà Artecultura e singolarmente accompagnate di<br />
Nome e Cognome dell’artista, Titolo, Anno di realizzazione,<br />
Tecnica e misure. Dati da riportare dietro la foto e anche<br />
ripetuti su un talloncino nel retro dell’opera. Materiale che<br />
rimane a documentazione redazionale.<br />
L’artista aderente alla Rassegna UN NUDO PER L’ESTA-<br />
TE <strong>2013</strong> riceverà 3 copie di Artecultura con il servizio<br />
interessato, 1 locandina degli aderenti e Diploma di Merito.<br />
Per gli artisti fuori Milano si domanda l’invio delle opere<br />
nella sede espositiva di Via Ciovasso 19 -20121 Milano in<br />
porto franco mediante imballo da riutilizzarsi per il ritorno<br />
in porto assegnato.<br />
Il contributo di adesione a parziale sostegno spese varie ed<br />
esposizione è di Euro 50,00 (cinquanta) da versare al momento<br />
della consegna a mano dell’opera , ovvero spediti a mezzo<br />
vaglia postale o tramite C.C. Postale n. 84356302 intestato<br />
<strong>ARTECULTURA</strong> Via Ciovasso 19- 20121 Milano.<br />
La Rassegna è di carattere artistico-culturale pertanto non<br />
soggetta a Bolla di accompagnamento ai sensi dell’Art.03/<br />
D.P.R. del 6/10/1979, da riportare sull’involucro.<br />
Artecultura come di sua consuetudine, pur assicurando la più<br />
scrupolosa cura delle opere, non risponde in caso di ogni<br />
deprecabile danno che possa verificarsi nell’andata e ritorno<br />
dell’opera, ovvero durante l’esposizione. Assicurazione contro<br />
l’incendio. Informazioni: <strong>ARTECULTURA</strong> Via Ciovasso<br />
19- 20121 Milano, tel. 02-864.64.093 -info@artecultura.org<br />
PITTURA - SCULTURA - CINEMATOGRAFIA - FOTOGRAFIA -MUSICA - VIDEO -<br />
PREMIO FAMIGLIA ARTISTICA MI-<br />
LANESE. Iscrizioni aperte fino al 1 ottobre<br />
<strong>2013</strong>. 140 ANNI D’ARTE A MILANO e in<br />
LOMBARDIA Concorso di PITTURA E POESIA<br />
La partecipazione è aperta a tutti gli artisti, pittori e<br />
poeti, residenti nella regione Lombardia. Premi a<br />
partire da 1000,00 euro per la pittura e 300,00 per<br />
la poesia oltre ad un premio speciale per i giovani<br />
artisti. Informazioni: Famiglia Artistica Milanese c/<br />
o Circolo Culturale i Navigli Via E. De Amicis 17 -<br />
20123 Milano tel. 02-57402031. Bando da scaricare:<br />
http://famigliaartisticamilanese.wordpress.com/<br />
PREMIO di PITTURA CESARE PAVESE -<br />
XXIV edizione - Il CEPAM (Centro Pavesiano<br />
Museo Casa Natale), in accordo con la Fondazione<br />
Cesare Pavese, la collaborazione della Banca Regionale<br />
Europea - Fondazione Cassa di Risparmio<br />
di Cuneo e comune di Santo Stefano Belbo, indice<br />
la XXIV edizione del Premio di Pittura Cesare<br />
Pavese con il seguente tema:”Luoghi, Personaggi<br />
e Miti Pavesiani”. Possono partecipare al Premio<br />
con una sola opera, artisti italiani e stranieri<br />
di qualunque tendenza e tecnica pittorica. Le<br />
opere, incorniciate e senza vetro dovranno essere<br />
munite di attaccaglia. Ogni partecipante dovrà<br />
versare , a mezzo vaglia postale o c/c postale nr.<br />
10614121, la somma di euro 30. Quale quota<br />
associativa <strong>2013</strong> al CEPAM, Via C. Pavese 20 -<br />
12058 Santo Stefano Belbo (CU), tel.0141844942<br />
cell. 33393 79857. Dove richiedere ogni altra<br />
informazione. Invio delle opere in porto franco. Per<br />
il XVII Premio di SCULTURA valgono i medesimi<br />
riferimenti con invio delle opere con apposito<br />
piedistallo, firmate e munite di etichetta contenente<br />
il nome dell’Artista. Invio entro il 15 settembre<br />
.<br />
XI CONCORSO NAZIONALE. DI PITTURA<br />
ESTEMPORANEA - BARBAIANA (MI)<br />
Sabato 22 e domenica 23 giugno <strong>2013</strong>.<br />
Previsti numerosi Premi acquisti. Iscrizione e consegna<br />
gratuito di un buono pasto da consumarsi il<br />
23 giugno.Gli Artisti potranno timbrare le tele a<br />
Barbaiana al Parco di Via Roma di fronte al<br />
civico 45: il 22.06 (8-17) e il 23/6 (8,00 alle<br />
13,30) - Consegna dell’opera finita non inferiore a<br />
cm. 40x50 e non superiore a cm. 70x100 ed incorniciata<br />
entro le ore 17,30 di domenica stessa.<br />
Info: tel. 3391552958<br />
ARCHIVIO ARTISTI ARTI VISIVE CON<br />
DISTINTIVO E CATALOGO GRATUITI.<br />
E’stato istituito ed è in corso di realizzazione<br />
l’Archivio Internazionale degli Artisti di Arte<br />
visiva volto a registrare e catalogare tutti gli<br />
operatori che lo richiederanno. Altra nuova iniziativa<br />
è l’istituzione del DISTINTIVO ONORIFI-<br />
CO che distinguerà l’Artista. La durata di tal archivio<br />
sarà perenne e non richiederà alcun rinnovo. La<br />
quota di partecipazione è “una tantum” limitata ad<br />
Euro 70,00, per agevolare l’adesione a tutti è<br />
dovuta una sola volta all’iscrizione.Verrà pubblicato<br />
gratuitamente, un Catalogo con la biografia,<br />
la bibliografia e quotazioni di ognuno, con aggiornamenti<br />
annuali .L’Archivio eternizza e l’adesione<br />
di tutti gli interessati è doverosa nei riguardi dei<br />
familiari, conoscenti e possessori delle opere prodotte.<br />
Informazioni più dettagliate dr. Mario<br />
Giuffrida, Via Giuffrida 4 - 95128 CATANIA tel.<br />
095-444318<br />
Premio Internazionale d’Arte Letteraria e<br />
Figurativa Borgo degli Artisti - 33° anno<br />
www.borgodegliartisti.it - info@borgodegliartisti.it<br />
Nell’ambito delle manifestazioni per l’anno culturale<br />
<strong>2013</strong> indice i seguenti concorsi a tema libero:<br />
Premio KALENDIMAGGIO scadenza 31 maggio<br />
<strong>2013</strong>- Premio GIOVANI “RAGAZZI DEL ‘96”<br />
scadenza 15 giugno <strong>2013</strong> - Premio SETTEMBRE<br />
A MILANO scadenza 15 giugno <strong>2013</strong>. Ogni premio<br />
prevede le seguenti sezioni: Poesia inedita,<br />
Poesia edita, Silloge inedita, Saggio Letterario, Saggio<br />
teatrale, Pittura, Scultura, Grafica e Saggio per<br />
bambini. L’artista può partecipare a più premi e sezioni.<br />
All’artista che risulterà migliore in assoluto<br />
verrà assegnato il Trofeo Internazionale “POESIA<br />
ED ARTE A MILANO” - XXVI edizione. La cerimonia<br />
di Premiazione ed il relativo rinfresco con il<br />
taglio della torta del Borgo degli Artisti si svolgeranno<br />
alle ore 15,00 di sabato 26 ottobre <strong>2013</strong> presso<br />
lo Spazio Hajech del Liceo Artistico di Brera a Mi-<br />
“Il tempo delle DONNE”<br />
L’Associazione Culturale Culturaglobale di<br />
Cormòns organizza il 1° concorso fotografico internazionale<br />
con telefonino cellulare “Il tempo<br />
delle DONNE” patrocinato dal Comune di<br />
Cormòns e dai Club UNESCO di Gorizia e<br />
Udine. Al concorso possono partecipare tutti, italiani<br />
e stranieri, purché maggiorenni all’atto dell’invio,<br />
con fotografie realizzate con telefonino<br />
cellulare, saranno escluse immagini realizzate con<br />
altri mezzi oppure elaborate con software. Ogni<br />
aderente può realizzare massimo 3 immagini sul<br />
tema. Tel. 339.2650471 - info@culturaglobale.it<br />
POESIA - LETTERATURA<br />
CONCORSO NAZIONALE PREMIO PERINI<br />
In Memoria di Severino Gargano.
CONCORSI<br />
Scadenza 15 settembre. Si partecipa con un max di<br />
tre poesie non superiori a 30 versi, da inviare in<br />
sette copie dattiloscritte fotocopiate. La partecipazione<br />
al Concorso è gratuita. Agli autori premiati<br />
verranno consegnati oltre all’assegno in euro, anche<br />
coppe, targhe. Per ulteriori informazioni: Fondazione<br />
Carlo Perini, Via Antonio Aldini 72,<br />
Milano Cell. 333 455 2091 / 380 4259991<br />
Concorso Letterario “Onda d’arte” <strong>2013</strong>”<br />
Scadenza adesione 15 luglio e premiazione 1°<br />
settembre. Adesione gratuita per entrambi le sezioni.<br />
Grazie alla disponibilità del comico di Zelig<br />
Daniele Raco, i racconti dovranno ispirarsi<br />
all’incipit creato appositivamente per il nostro<br />
concorso. Una seconda sezione è dedicata ai<br />
volumi editi di racconti,fiabe e favole per bambini<br />
e ragazzi. I vincitori assoluti del concorso riceveranno<br />
un assegno del valore di euro 500,00. Il<br />
bando completo del Concorso e la scheda di partecipazione<br />
sono disponibili sul sito dell’associazione<br />
all’indirizzo: http://www.prolococeriale.it.<br />
PREMIO LETTERARIO”CAMAIORE”<br />
<strong>2013</strong> XXV Edizione. Invio componimenti entro<br />
il 5 giugno <strong>2013</strong>. Saranno prese in esame le<br />
opere in lingua italiana di autori viventi pubblicate<br />
nel periodo compreso tra il 1° aprile 2012 e il 31<br />
marzo <strong>2013</strong>. Informazioni e bando del premio<br />
Comune di Camaiore tel. 0584-986272372<br />
premioletterario@comune.camaiore.lu.it<br />
PREMIO LETTERARIO NAZIONALE<br />
CAVALLARI DI PIZZOL. Invio elaborati<br />
cartaceo e telematico entro il 28 giugno <strong>2013</strong>.<br />
Il Premio si articola in tre sezioni: A- POESIA<br />
EDITA invio1-5 poesie lingua italiana; B-NAR-<br />
RATIVA INEDITA invio 1-5 racconti inediti; C-<br />
AUTORI IN ERBA fino a 14 anni. E’ ammessa la<br />
partecipazione ad entrambe le sezioni. Per invio<br />
elaborati cartacei: Fernando Iannozzi -Direttore<br />
del Premio Cavallari - Casella Postale 45 -<br />
00062 Bracciano (RM). Per invio telematico:<br />
premio@cavallaridipizzoli.it sito dove domandare<br />
il bando completo ed altre informazioni.<br />
Premio Letterario Cesare Pavese <strong>2013</strong><br />
E’ bandita la XXX edizione del Premio Letterario<br />
Cesare Pavese promosso e organizzato dal CEPAM<br />
(Centro Pavesiano Museo Casa Natale) con il<br />
coordinamento del Parco Culturale Piemonte<br />
Paesaggio Umano e la collaborazione di Regione<br />
Piemonte, Provincia di Cuneo di Santo Stefano<br />
Belbo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo,<br />
Fondazione per il libro, la musica e la cultura e<br />
Fondazione Cesare Pavese. Il Premio, presieduto<br />
da Luigi Gatti, presidente del CEPAM, ha<br />
frequenza annuale, comprende opere edite ed<br />
inedite ed ha sede nella casa natale dello scrittore.<br />
Per le OPERE INEDITE sono previsti: Un premio<br />
di narrativa; Un premio di poesia; Un premio di<br />
saggistica. Le opere INEDITE di narrativa e<br />
saggistica non dovranno superare le 8 cartelle,<br />
quelle di poesia i 70 versi complessivi. Scadenza<br />
20 giugno <strong>2013</strong>.Info: 0141844942<br />
Premio Letterario Giuseppe Dessì<br />
XXVII edizione <strong>2013</strong> per opere edite<br />
Il Premio Letterario Giuseppe Dessì viene assegnato<br />
a opere di narrativa e di poesia che si distinguono<br />
per qualità letteraria.<br />
Il premio è dotato Euro 5000,00 per la Narrativa;<br />
Euro 5.000,00 per la Poesia ; Euro 5.000,00<br />
per il Premio Speciale della Giuria. Premio di<br />
Euro 1.500,00 per i finalisti di ciascuna sezione.<br />
La partecipazione è aperta a tutti gli scrittori e i<br />
poeti in lingua italiana. I volumi di narrativa e<br />
di poesia devono essere spediti, in numero di<br />
11 copie, direttamente alla segreteria del premio<br />
entro e non oltre il 20 giugno <strong>2013</strong>. I volumi<br />
devono essere pubblicati in data successiva<br />
al 31 gennaio 2012. Sono escluse le stampe e le<br />
edizioni successive a quella originale. Chiarimenti<br />
ed eventuali informazioni sul bando vanno richieste<br />
a: Segreteria organizzativa Fondazione Giuseppe<br />
Dessì, Via Roma n. 65 - 09039 Villacidro<br />
(VS) tel. 0709314387 - www.fondazionedessi.it<br />
CONCORSI<br />
CAFFE’ LETTERARIO MOAK <strong>2013</strong><br />
Si concorre inviando un racconto inedito della<br />
lunghezza che va da un minimo di 5 ad un massimo<br />
di 20 cartelle. Il racconto partecipante deve essere<br />
inviato entro il 10 giugno <strong>2013</strong> via mail all’indirizzo<br />
letterario@caffemoak.com.<br />
MASSA CITTA’ FIABESCA di mare e di marmo<br />
Scadenza 31 luglio <strong>2013</strong><br />
Il Premio è aperto a tutti e si articola in cinque Sezioni:<br />
Prima Sezione A) - Poesia a tema libero, edita<br />
o inedita, senza limite al numero dei versi (sono ammesse<br />
massimo DUE Poesie). Tra tutti i Concorrenti<br />
saranno proclamati cinque Vincitori Assoluti.<br />
1º classificato premio di € 600; 2º classificato premio<br />
di € 500; 3º classificato premio di € 400; Pergamena-ricordo<br />
a ognuno e pregiata bottiglia di vino di<br />
Candia. Cena d'Onore e Ospitalità in Hotel nel pernottamento<br />
di sabato 28 Settembre. Assieme alle<br />
cinque copie verrà inserita dentro al plico una busta<br />
chiusa contenente i dati dell'Autore (nome - cognome<br />
- indirizzo - telefono fisso - cellulare - email per<br />
chi ce l'ha - cenni autobiografici. Ripetere il titolo<br />
delle Poesie inviate, dichiarando che le opere sono<br />
di propria creatività). Una Giuria di alto profilo, il<br />
cui verdetto è inappellabile, aprirà le buste con i dati<br />
anagrafici soltanto a graduatoria di merito conclusa.<br />
Previste altre sezioni: B) LIBRO DI POESIE<br />
EDITO; C) UN RACCONTO (max.) cento parole;<br />
D) LIBRO DI NARRATIVA EDITO; E) POESIA<br />
IN DIALETTO. Info www.premiopoesiamassa.it<br />
POESIA E SAGGISTICA<br />
PER IL DISARMO <strong>2013</strong><br />
Bando completo a pagina 41 della<br />
Rivista. Importante iniziativa con<br />
adesione gratuita. Gli Autori<br />
interessati sono invitati ad aderire<br />
e far aderire a questa originale<br />
rassegna<br />
poetico-culturale sul Disarmo<br />
COERENZA STILISTICA <strong>2013</strong><br />
Rassegna di Pittura, Scultura, Grafica, Ceramica, Fotografia<br />
Nota critica e riproduzione dell’opera selezionata nel servizio su Artecultura<br />
8-24 Settembre <strong>2013</strong> -Via Ciovasso 19 Milano-Centro, Artecultura Sala Azzurra<br />
La Rassegna a finalità divulgativa e di confronto artistico viene<br />
indetta a cura dello storico d’arte Dr. Teodosio Martucci. Si<br />
aderisce con una sola opera di misure minime cm. 30x40 e<br />
massime di cm.60x80 munita di attaccaglia e di fotografia o<br />
materiale equivalente a colore per la riproduzione dell’opera nel<br />
servizio speciale che effettuerà <strong>ARTECULTURA</strong> sul numero di<br />
ottobre <strong>2013</strong>.<br />
L’opera presentata e selezionata verrà riprodotta con la nota<br />
critica nel servizio oltre che corredata di titolo, tecnica ed anno<br />
di realizzazione nome e cognome dell’artista.<br />
La presentazione ufficiale della Rassegna COERENZA<br />
STILISTICA <strong>2013</strong> avverrà in una sala espositiva di Artecultura,<br />
Via Ciovasso 19 Milano alle ore 17,00 del sabato 14 Settembre<br />
<strong>2013</strong>. Il contributo di adesione è di euro 100 e comprende anche<br />
l’abbonamento ad Artecultura per i non abbonati, di euro 70 per<br />
gli aderenti già abbonati. Il contributo comprende l’esposizione<br />
nel centro di Milano, nota critica, stampa e il ricevimento di 5<br />
copie della Rivista con il servizio interessato. Speciale: Locandina<br />
degli artisti in esposizione. Il contributo è da versare al<br />
momento della consegna dell’opera a mano o fatto pervenire<br />
tramite ricevuta di versamento sul c/c postale n. 84356302<br />
intestato <strong>ARTECULTURA</strong> di Giuseppe Martucci, Via Ciovasso<br />
19 Milano. I residenti fuori Milano sono invitati a spedire l’opera<br />
in porto franco e con imballo da riutilizzare nella rispedizione<br />
a domicilio in porto assegnato. La consegna dell’opera va fatta<br />
a partire dal 1 Giugno <strong>2013</strong> dal lunedì al sabato dalle ore 9,00 alle<br />
ore 12,30 e dalle ore 15,00 alle 19,30. La Rassegna è di carattere<br />
artistico culturale pertanto non soggetta a Bolla di accompagnamento<br />
ai sensi dell’Art. 03/D.P.R. del 6/10/1979. Da<br />
riportare sull’involucro.<br />
<strong>ARTECULTURA</strong> pur assicurando la più scrupolosa cura delle<br />
opere durante l’esposizione, non risponde in caso di ogni<br />
deprecabile danno anche nel tragitto di andata e ritorno.<br />
Assicurazione contro l’incendio.<br />
Informazioni:<br />
<strong>ARTECULTURA</strong> Via Ciovasso 19 Milano 20121.<br />
tel. 02-864.64.093 - info@artecultura<br />
<strong>ARTECULTURA</strong>43
<strong>ARTECULTURA</strong><br />
Promozionale ARTE OMAGGIO estiva<br />
giugno-settembre <strong>2013</strong><br />
vera occasione per incontri-vacanze<br />
da mettere subito in valigia<br />
Abbonamenti normali euro 50<br />
omaggio<br />
1 grafica cm.50x70<br />
di maestri contemporanei:<br />
Alfieri, Contenotte, Fomez, Kodra, ecc.<br />
***<br />
Abbonamenti sostenitori<br />
di varie combinazioni a partire da euro 100<br />
omaggio<br />
a scelta in diverse misure<br />
1 acquarello, dipinto, tempera, scultura<br />
di Maestri contemporanei ed Artisti emergenti<br />
Addamiano, Alfieri, Alvaro, Amurri, Battaglia, Bellaviti L.,<br />
Bertrand, Boncinelli, Bonetto, Bortolin, Bottari, Brindisi,<br />
Cannata, Cassani, Cavallo, Cerri, Conservo, Consilvio, De<br />
Gasperi, Di Seclì, Fael, Fichera, Fomez, Formenti,<br />
Fratantonio, Frugoni, Frunzo, Giannattasio, Giannini,<br />
Kodra, Maggi, Mazzotta, Melotto, Parmigiani, Pellicanò,<br />
Roccotelli, Rontani, Rotella, Scorrano, Senigalliesi, Sperati,<br />
Tavernari, Turroni, Venditti,Verre,Viola G., ecc.<br />
Apertura da lunedì al sabato dalle ore 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 19,30<br />
Milano, Via Ciovasso 19 entrata angolo via del Carmine<br />
Informazioni tel. 02-864.64.093 -<br />
www.artecultura.org - info@artecultura.org<br />
44<strong>ARTECULTURA</strong>