Il viaggio di Osiride. Morte e trasformazione da una ... - Senecio.it
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al mare. Iside, moglie e sorella <strong>di</strong> <strong>Osiride</strong>, appresa la notizia si taglia <strong>una</strong> delle trecce e indossa le<br />
vesti del lutto. Poi si mette a vagabon<strong>da</strong>re senza meta alla ricerca del corpo dell’amato. Alcuni<br />
bambini le rivelano la parte del delta dove la bara è stata abbandonata, quin<strong>di</strong> viene a sapere che il<br />
mare l’ha sospinta fino a Byblos (nell’attuale Siria). Appro<strong>da</strong>ta su quelle coste, la bara era rimasta<br />
avviluppata in un cespuglio <strong>di</strong> tamerice, che crescendo aveva nascosto la bara al suo interno. <strong>Il</strong> re <strong>di</strong><br />
Byblos, stupefatto delle <strong>di</strong>mensioni della pianta, ne fa tagliare il fusto e lo pone come colonna nella<br />
sua casa. Iside si reca allora alla reggia e si intrattiene con le ancelle intrecciando loro i capelli e<br />
spargendo meravigliosi profumi. La regina la man<strong>da</strong> a chiamare e le affi<strong>da</strong> il comp<strong>it</strong>o <strong>di</strong> fare <strong>da</strong><br />
nutrice al principino. Iside alleva il piccolo <strong>da</strong>ndogli <strong>da</strong> succhiare la punta del <strong>di</strong>to anziché il seno, e<br />
<strong>una</strong> notte brucia magicamente la parte mortale del suo corpo. Poi si trasforma in ron<strong>di</strong>ne, e in questa<br />
forma vola attorno alla colonna lanciando stri<strong>da</strong> acute. La regina, vedendo il figlio in fiamme gri<strong>da</strong><br />
per il terrore, rompendo così l’incantesimo <strong>di</strong> immortal<strong>it</strong>à. Iside si rende nuovamente visibile in<br />
forma umana e richiede la colonna. Sfron<strong>da</strong> il tronco <strong>da</strong>i rami e lo avvolge <strong>di</strong> lino e <strong>di</strong> unguenti<br />
odorosi, consegnandolo agli ab<strong>it</strong>anti <strong>di</strong> Byblos come oggetto <strong>di</strong> venerazione. Poi si getta sulla bara<br />
r<strong>it</strong>rovata e gri<strong>da</strong> con tale potenza <strong>di</strong>vina che il più giovane dei figli del re muore. La dea prende con<br />
sé il maggiore dei figli, carica la bara su <strong>una</strong> nave e parte. Arrivata in mare aperto apre la bara e si<br />
<strong>di</strong>spera. Quando il fanciullo le si avvicina alle spalle, lei si volta incoller<strong>it</strong>a e lo fulmina con lo<br />
sguardo, facendolo cadere in mare. Iside prosegue il suo <strong>viaggio</strong> fino al delta del Nilo, e là nasconde<br />
la bara del mar<strong>it</strong>o. Una notte <strong>di</strong> l<strong>una</strong> Seth va a caccia <strong>di</strong> cinghiali e scopre casualmente il corpo <strong>di</strong><br />
<strong>Osiride</strong>. Lo taglia in quattor<strong>di</strong>ci pezzi e lo <strong>di</strong>sperde. Nuovamente Iside si mette alla ricerca,<br />
attraversando le palu<strong>di</strong> su <strong>una</strong> zattera <strong>di</strong> papiro. R<strong>it</strong>rova tutte le parti del corpo eccetto i gen<strong>it</strong>ali, che<br />
sono stati mangiati <strong>da</strong>i pesci. Per ogni pezzo del corpo r<strong>it</strong>rovato costruisce <strong>una</strong> tomba e ist<strong>it</strong>uisce un<br />
culto pubblico. Oppure <strong>di</strong>stribuisce alle varie c<strong>it</strong>tà delle immagini <strong>di</strong> <strong>Osiride</strong> <strong>da</strong> lei modellate, come<br />
simboli del corpo del mar<strong>it</strong>o, in modo <strong>di</strong> confondere Seth sull’esatta local<strong>it</strong>à della sepoltura<br />
(PLUTARCO 1998:68-76).<br />
<strong>Il</strong> m<strong>it</strong>o prosegue con la vendetta del figlio <strong>di</strong> <strong>Osiride</strong> su Seth. Raffigurazioni egiziane mostrano<br />
Iside, in forma <strong>di</strong> falco, che si unisce a <strong>Osiride</strong> risvegliandone il seme <strong>di</strong>vino. In altre versioni,<br />
Iside, con l’aiuto <strong>di</strong> Horos e Nephtys, sventola con le sue ali il ca<strong>da</strong>vere <strong>di</strong> <strong>Osiride</strong>. Con questa<br />
magia <strong>Osiride</strong> resusc<strong>it</strong>a, ma per regnare come sovrano dei morti.<br />
<strong>Osiride</strong> <strong>di</strong>verrà dunque, per il culto egiziano dei morti, il rappresentante <strong>di</strong> ogni defunto. Dopo la<br />
morte, al nome proprio della persona scomparsa verrà affiancato quello <strong>di</strong> <strong>Osiride</strong>.<br />
La morte, impersonata <strong>da</strong>l potere <strong>di</strong>struttivo <strong>di</strong> Seth (che i greci chiamavano Tifone), “prende le<br />
misure” sul corpo <strong>di</strong> <strong>Osiride</strong>, ossia lo “in<strong>di</strong>vidua”, come ha osservato giustamente André Virel<br />
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