CER_319_1-34.pdf (1975Kb) - Confindustria Ceramica
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<strong>319</strong><br />
<strong>CER</strong><br />
il giornale della <strong>Ceramica</strong><br />
gennaio<br />
febbraio<br />
2010<br />
€ 3,50 • ANNO XXXVII • GENNAIO/FEBBRAIO 2010 • ISSN 1828 1052• FOTO DI COPERTINA: VINCENZO CONELLI<br />
INTERVISTA<br />
Alessandro<br />
Vardanega.<br />
Aggregare imprese<br />
per battere la crisi<br />
Focus<br />
Brasile e Russia<br />
sono i mercati<br />
della ripresa della<br />
ceramica?<br />
LA SECONDA GENERAZIONE<br />
DELLA DECORAZIONE DIGITALE<br />
LAVORO<br />
Da capo a coach:<br />
come fare squadra<br />
con i propri<br />
collaboratori<br />
DISTRIBUZIONE<br />
Per Angaisa la<br />
ripresa vera nel<br />
mercato italiano<br />
solo dal 2011
<strong>CER</strong>EDITORIALE<br />
FORMAZIONE E MERCATI<br />
per un settore in convalescenza<br />
di Franco Manfredini<br />
FRANCO MANFREDINI<br />
Presidente<br />
<strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong><br />
editoriale<br />
Questo primo numero dell’anno della nostra rivista ci richiede di provare a<br />
leggere l’evoluzione di questo 2010, dopo l’annus horribilis che ha colpito<br />
tutti i settori industriali del mondo, compreso il nostro. Come sempre – e forse<br />
oggi ancor di più – appare difficile fare previsioni su come potranno chiudere i<br />
bilanci di questo nuovo anno, anche se possiamo affermare di attraversare un<br />
periodo di convalescenza dopo la grande sofferenza che ha interessato le aziende<br />
durante l’ultimo anno. Imprese che, impegnate con ristrutturazioni ed interventi<br />
sull’organizzazione del lavoro e della produzione, hanno visto lievitare l’intero<br />
sistema dei costi, anche a causa della riduzione dei volumi prodotti e del massiccio<br />
e diffuso ricorso agli ammortizzatori sociali.<br />
La convalescenza presuppone sempre un percorso di recupero, più o meno<br />
lento, specie se la malattia è stata particolarmente virulenta: speriamo di poter<br />
vedere, già nel bilancio 2010, il superamento di questa condizione transitoria. La<br />
fase di convalescenza deve essere in grado di produrre un positivo e nuovo frutto:<br />
una ancora più forte coesione del nostro distretto, sia tra le diverse aziende<br />
ceramiche e della filiera, sia in termini di partecipazione alla vita dell’Associazione.<br />
Considero questa una condizione molto importante, perché è il presupposto per<br />
portare avanti iniziative che possano favorire la tanto auspicata ripresa. Mi riferisco<br />
all’importante bando regionale “dal distretto produttivo al polo tecnologico”, al<br />
quale il nostro settore, con il supporto dell’Associazione, sta partecipando in forma<br />
coordinata; al progetto appena varato sulla formazione di filiera che vede questa<br />
Associazione a fianco di Cerform e Fondirigenti; allo studio sulla trasformazione<br />
del modello di consumo dell’acquirente italiano, che Eurisko presenterà a marzo;<br />
ad un importante investimento deciso dall’Associazione a favore della maggior<br />
conoscenza e promozione del prodotto ceramico: tutte iniziative che puntano a<br />
dare alle aziende ulteriori strumenti per accompagnare la ripresa di cui stiamo<br />
intravedendo le prime luci in fondo al tunnel. Seppur in modo disomogeneo e con<br />
diversa intensità, assistiamo già ad economie di Paesi – nei quali l’industria italiana<br />
della ceramica copre importanti quote di mercato – che hanno ripreso il cammino<br />
di sviluppo. È fondamentale che le nostre imprese siano in grado di intercettare la<br />
ripresa dei Paesi che primi si stanno muovendo: in questo, il detenere la quota di<br />
commercio internazionale più importante, superiore al 35%, è condizione di<br />
innegabile vantaggio rispetto alla concorrenza.<br />
Leggo con favore anche su questo numero due autorevoli interventi, uno di<br />
parte sindacale e uno di ambito accademico, che come i precedenti portano un<br />
gradito contributo alla lettura del momento economico, con particolare<br />
riferimento al nostro settore industriale. La forza del distretto è, ritengo, fuori<br />
discussione dal momento che porta l’imprimatur di tanti studiosi: da Marshall, a<br />
Prodi, a Krugman. E proprio noi siamo i primi ad esserne convinti. Ma siamo<br />
altrettanto convinti che il sistema Paese, nel suo complesso, può condizionare in<br />
negativo o in positivo la sopravvivenza delle sue potenzialità. In questo momento<br />
riteniamo di fare un pressante appello a tutti i livelli istituzionali, Stato, Regioni,<br />
Comuni, affinché un provvedimento come il Piano Casa possa finalmente<br />
decollare e svolgere tutti i positivi effetti nel rilancio del settore edile, così trainante<br />
per l’intera economia.<br />
2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 3
<strong>CER</strong><br />
Cer il giornale della <strong>Ceramica</strong>/<strong>319</strong><br />
gennaio/febbraio 2010<br />
Promosso da<br />
Edizioni<br />
Edi.Cer. SpA<br />
Pubblicazione registrata presso il<br />
Tribunale di Modena al n°551 in data 13/2/1974<br />
ISSN 1828 1052<br />
Direttore Responsabile<br />
Franco Manfredini<br />
Direttore Editoriale<br />
Andrea Serri (aserri@confindustriaceramica.it)<br />
Redazione<br />
Valentina Candini (vcandini@confindustriaceramica.it)<br />
Simona Malagoli (smalagoli@confindustriaceramica.it)<br />
Valentina Pellati (vpellati@confindustriaceramica.it)<br />
Simone Ricci (sricci@confindustriaceramica.it)<br />
Segreteria di redazione<br />
Patrizia Gilioli (pgilioli@confindustriaceramica.it)<br />
Barbara Maffei (bmaffei@confindustriaceramica.it)<br />
redazione@confindustriaceramica.it<br />
Hanno collaborato a questo numero<br />
Cristina Faedi, Alessandra Ferretti,<br />
Thomas Foschini, Luca Luberto<br />
Direzione, redazione,<br />
amministrazione:<br />
Edi.Cer. SpA Società Unipersonale<br />
Viale Monte Santo, 40 - 41049 Sassuolo (Modena)<br />
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Italia: 21 euro (anno 2010) - 42 euro (biennale 2010-2011)<br />
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Extra Europa: 110 euro (anno 2010) - 200 euro (biennale 2010-2011)<br />
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in conformità al “testo unico sulla privacy”.<br />
Si autorizza la riproduzione dei testi e delle fotografie<br />
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Chiuso in tipografia il 16/02/2010<br />
www.italiatiles.com
<strong>CER</strong>GENNAIO/FEBBRAIO 2010<br />
SOMMARIO<br />
<strong>CER</strong> EDITORIALE<br />
3 FORMAZIONE E MERCATI per un settore in<br />
convalescenza di Franco Manfredini<br />
10 LETTERE<br />
<strong>CER</strong> NEWS<br />
14 AZIENDE <strong>CER</strong>AMICHE di Simona Malagoli<br />
20 DALL’ITALIA E DAL MONDO di Simona Malagoli<br />
22 NOTIZIE DA CONFINDUSTRIA <strong>CER</strong>AMICA<br />
di Simone Ricci<br />
<strong>CER</strong> INTERVISTA<br />
23 ALESSANDRO VARDANEGA Così salvammo il<br />
distretto del coppo aggregando imprese<br />
concorrenti di Andrea Serri<br />
28 DISTRIBUZIONE Angaisa: la ripresa vera solo<br />
dal 2011 di Simone Ricci<br />
30 LOGISTICA Le nuove generazioni guardano alla<br />
logistica di Simona Malagoli<br />
32 STILI&CONSUMI Nielsen investiga come cambia la<br />
spesa di Alessandra Ferretti<br />
<strong>CER</strong> FOCUS RUSSIA E BRASILE,<br />
MERCATI DELLA RIPRESA?<br />
36 La ceramica italiana incontra la primavera russa<br />
di Cristina Faedi<br />
Logistica<br />
30<br />
40 I cantieri “riaprono” a fine 2010<br />
di Luca Luberto<br />
44 L’America Latina incontra la piastrella<br />
di Valentina Pellati<br />
47 Nel BRIC sudamericano torna la voglia<br />
di ceramica e casa<br />
50 INNOVAZIONE TECNOLOGICA La lastra ceramica<br />
che illumina la casa di Thomas Foschini<br />
54 Decorazione digitale, al via la seconda generazione<br />
di Thomas Foschini<br />
<strong>CER</strong> GALLERIA<br />
65 SMALTI, COLORI E ADDITIVI<br />
a cura della Redazione<br />
74 FIERE Dieci ceramiche italiane per la prima volta a<br />
Maison & Objet di Cristina Faedi<br />
75 Cevisama, riscontri dopo la grande paura<br />
77 LAVORO Da capo a coach: fare squadra con i<br />
collaboratori a cura di Cerform<br />
78 CULTURA Sacmi e i suoi primi novant’anni<br />
di Simona Malagoli<br />
79 Rosanna Bianchi. Tradizione popolare e design<br />
di Simona Malagoli<br />
In copertina un’immagine della decoratrice Durst<br />
Stili&consumi<br />
32<br />
Intervista<br />
23<br />
Innovazione<br />
tecnologica<br />
50<br />
Focus<br />
35<br />
Cultura<br />
78<br />
2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 7
<strong>CER</strong>LETTERE<br />
Per scrivere al direttore: redazione@confindustriaceramica.it<br />
Lavoro, coesione sociale,<br />
innovazione e ricerca. Rischio<br />
d'impresa per contrastare la<br />
crisi ed il declino.<br />
<br />
Egregio presidente,<br />
da tempo l'Organizzazione<br />
che rappresento – la Cgil –<br />
denuncia gli impatti negativi della<br />
crisi internazionale sull'economia<br />
reale e il lavoro, coinvolgendo<br />
importanti realtà economiche<br />
come quella modenese. Allarme<br />
che il Governo nazionale - per<br />
incapacità e disegno politico - ha<br />
negato, evitando di predisporre<br />
adeguati interventi anticiclici. Un<br />
vuoto politico che lascia più esposti<br />
interi settori e importanti<br />
distretti industriali, come i nostri.<br />
L'Italia rimane infatti l'unico<br />
Paese in cui mancano politiche di<br />
indirizzo e un adeguato dibattito<br />
sulle ragioni della crisi e sui<br />
necessari correttivi.<br />
Non mi sfuggono le decisioni<br />
che gran parte degli<br />
imprenditori modenesi e<br />
del comparto ceramico hanno<br />
assunto in materia di lavoro e<br />
ammortizzatori sociali, rispondendo<br />
alle richieste del Sindacato<br />
e della Regione Emilia-Romagna e<br />
adottando tutti gli strumenti utili<br />
a evitare i licenziamenti. Un percorso<br />
non sempre omogeneo, o<br />
privo di conflitti, che sinora ha<br />
visto prevalere la continuità produttiva<br />
e occupazionale.<br />
Iprossimi mesi saranno contrassegnati<br />
da sfide ancora più<br />
difficili. Dal loro esito dipenderà<br />
la qualità delle relazioni sindacali,<br />
il futuro dell'occupazione e<br />
la tenuta sociale del nostro territorio.<br />
Una soluzione che non<br />
dovrà prevedere il ricorso ai licenziamenti,<br />
né la chiusura dei siti<br />
produttivi. Una sfida che necessariamente<br />
passa attraverso:<br />
- il prolungamento dei periodi di<br />
copertura della cassa integrazione<br />
e dell'insieme degli ammortizzatori<br />
sociali ed il ricorso ai contratti<br />
di solidarietà;<br />
- il mantenimento della leadership<br />
mondiale del comprensorio ceramico;<br />
- un forte intervento di politica<br />
economica e sociale incentrata su<br />
rilancio della domanda interna,<br />
del welfare, di sapere, formazione,<br />
cultura e ricerca, dell’occupazione<br />
e dell’equità sociale e dell’accoglienza<br />
degli immigrati.<br />
Il rilancio del comprensorio<br />
ceramico dovrà avvenire<br />
anche aggredendo i propri<br />
punti di debolezza, che per gran<br />
parte attengono al rapporto con<br />
l'ambiente e l'uso delle risorse<br />
(territorio, energia, acqua, terra,<br />
trasporto), trasformandole in<br />
grande occasione di innovazione e<br />
qualità. Una sfida alta che richiede<br />
ingenti risorse economiche e<br />
professionalità, e una grande<br />
sinergia fra le Istituzioni<br />
(Governo, Regioni, Enti locali,<br />
Università), soggetti sociali<br />
(Sindacati e Associazioni di<br />
Impresa, Cooperazione) e fra i<br />
diversi comparti produttivi (ceramico,<br />
meccano ceramico, meccanico,<br />
edilizia, logistica).<br />
Un progetto che assuma il<br />
risparmio energetico a<br />
tutti i livelli, ipotizzando<br />
anche un diverso uso/funzione<br />
della ceramica (fotovoltaico)<br />
all'interno di un piano più generale<br />
di ristrutturazione/adeguamento<br />
dell'edilizia e di rilancio<br />
dell'edilizia pubblica. Un obiettivo<br />
ambizioso che richiede coraggio,<br />
coesione sociale, significative<br />
risorse pubbliche e private. Quelle<br />
pubbliche debbono essere messe in<br />
campo da Comunità Europea,<br />
Governo e Regione, mentre quelle<br />
private dovranno essere sostenute<br />
dal sistema bancario e dall'imprenditoria<br />
locale. Coinvolgendo<br />
anche quell’imprenditoria che per<br />
un lungo periodo ha realizzato<br />
lauti profitti e che, non insensibile<br />
alle sirene della finanziarizzazione,<br />
vi ha destinato gran parte dei<br />
profitti realizzati.<br />
Un’imprenditoria, che<br />
dovrebbe trarre insegnamento<br />
da importanti predecessori.<br />
Veri e propri capitani di<br />
industria che hanno messo l'impresa<br />
al centro dei loro interessi e<br />
della loro vita, come, ad esempio<br />
fece, durante la crisi ceramica<br />
degli Anni Ottanta, la Signora<br />
Afra Giacobazzi, proprietaria<br />
dell’azienda Ragno, che anziché<br />
fuggire, decise di non rassegnarsi<br />
alle difficoltà e di innovare il<br />
gruppo realizzando 100 miliardi<br />
di investimenti e dando in garanzia<br />
degli stessi i 2.000 appartamenti<br />
di proprietà della famiglia e<br />
10 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010
<strong>CER</strong>LETTERE<br />
<br />
frutto della loro<br />
attività imprenditoriale.<br />
Donato Pivanti,<br />
segretario<br />
generale<br />
Cgil Modena<br />
Distretti nuovi grazie<br />
a formazione professionale<br />
e trasferimento tecnologico<br />
<br />
Egregio presidente,<br />
c’è ancora un futuro per i<br />
distretti industriali (o cluster) nell’economia<br />
del XIX secolo? Già il<br />
fatto che la domanda sia tornata in<br />
cima all’agenda di politica economica<br />
è, in sé, una buona notizia:<br />
non sono molto lontani gli anni in<br />
cui il dominio della finanza e dei<br />
«castelli di carta» aveva relegato in<br />
secondo piano (a esser generosi!)<br />
l’economia «reale», che è fatta di<br />
imprese e imprenditori, lavoratori e<br />
famiglie, tecniche di produzione.<br />
In particolare, erano le piccole e<br />
medie imprese (PMI) – sovente<br />
organizzate sul territorio in<br />
sistemi di produzione locali (i<br />
distretti o i cluster, appunto) – i soggetti<br />
praticamente scomparsi dal<br />
discorso pubblico sull’economia. Di<br />
più: nei circoli finanziari che contano<br />
(contavano? contano ancora?), i<br />
distretti erano considerati veri e<br />
propri relitti del passato, buoni solo<br />
per ricordare il bel tempo andato in<br />
regioni come, ad esempio, la nostra<br />
Emilia-Romagna,<br />
ma anche la Toscana<br />
e il Triveneto.<br />
Ora, il grande<br />
crac finanziario<br />
dell’autunno<br />
2008 e la<br />
sua trasmissione<br />
all’economia reale<br />
hanno – cammin<br />
facendo - riportato<br />
in primo piano l’importanza dell’industria<br />
manifatturiera, le hanno<br />
ridato dignità. Il ministro<br />
dell’Economia Giulio Tremonti<br />
ricorda spesso come l’Italia abbia la<br />
seconda manifattura d’Europa, dietro<br />
solamente alla grande<br />
Germania. È questa una base sufficiente<br />
dalla quale ripartire? E se la<br />
domanda ha una sua importanza<br />
per tutto il Paese, essa vale a fortiori<br />
per l’Emilia-Romagna, che rappresenta<br />
una delle «capitali» dell’industria<br />
manifatturiera di qualità<br />
ed è caratterizzata da una fitta rete<br />
di distretti, cluster e filiere produttive.<br />
In questo contesto regionale,<br />
sono poi le province di Modena e<br />
Reggio Emilia quelle che hanno realizzato,<br />
fino a tutto il 2008, le<br />
migliori performance economiche<br />
sui mercati esteri.<br />
Da dove ripartire, dunque?<br />
Vedendo le cose da qui,<br />
dalle nostre parti, è necessario<br />
fare un passo indietro.<br />
Sostiene Paul Krugman nel suo<br />
notissimo manuale di Economia<br />
internazionale (scritto con Maurice<br />
Obstfeld, 2006):<br />
«Quando le economie di scala<br />
avvengono a livello di settore, invece<br />
che a livello di imprese, esse vengono<br />
definite economie esterne.<br />
L’analisi delle economie esterne<br />
risale a più di un secolo fa ed è<br />
opera dell’economista inglese<br />
Marshall, che si interessava al fenomeno<br />
dei ‘distretti industriali’, concentrazioni<br />
spaziali di imprese che<br />
non potevano essere facilmente<br />
spiegate dalla disponibilità di risorse<br />
naturali (…) Il caso italiano è<br />
particolarmente studiato per la presenza<br />
di questi distretti industriali<br />
specializzati soprattutto in attività<br />
legate ai settori tradizionali (si<br />
pensi a Prato per il tessile, a<br />
Montebelluna per il calzaturiero, a<br />
Sassuolo per i prodotti in ceramica)<br />
e ad alcuni comparti della meccanica».<br />
Il premio Nobel per l’Economia,<br />
nel proseguire la rilettura della<br />
teoria di Alfred Marshall, cerca<br />
di approfondire le ragioni per cui<br />
un gruppo di imprese concentrato<br />
geograficamente può essere più efficiente<br />
di un’impresa isolata. E lo<br />
ha fatto sia nel manuale dianzi<br />
ricordato, sia in un precedente e<br />
assai brillante saggio – Geografia e<br />
commercio internazionale – del<br />
1991. Le ragioni sono essenzialmente<br />
tre: (i) mediante la concentrazione<br />
di un elevato numero di<br />
imprese in uno stesso posto, si dà<br />
vita a un «mercato congiunto» per<br />
lavoratori con qualifiche specializzate;<br />
(ii) un centro industriale di<br />
questo tipo ha la capacità di attirare<br />
«fornitori specializzati» e, quindi,<br />
di rendere disponibili «input»<br />
2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 11
<strong>CER</strong>LETTERE<br />
specifici di un settore industriale;<br />
(iii) in loco, si generano i cosiddetti<br />
spillover («traboccamenti») di<br />
conoscenza o tecnologici, giacché<br />
localmente l’informazione fluisce<br />
più facilmente.<br />
Proviamo, giunti a questo<br />
punto, a riepilogare: alla fine<br />
dell’Ottocento, la Gran<br />
Bretagna osservata da Alfred<br />
Marshall (il suo libro fondamentale<br />
è del 1890) era la principale potenza<br />
industriale del mondo: distretti<br />
industriali famosi erano Sheffield e<br />
Northampton. Giusto un secolo<br />
dopo, il giovane Paul Krugman –<br />
già allora uno dei più brillanti economisti<br />
americani – rilegge e attualizza<br />
la lezione «marshalliana» e<br />
menziona espressamente, come<br />
abbiamo visto, il distretto di<br />
Sassuolo. In quegli stessi anni, sempre<br />
dagli USA, un altro autorevole<br />
studioso - Michael E. Porter della<br />
Harvard Business School - volge la<br />
sua attenzione ai fattori che determinano<br />
il successo di particolari<br />
settori industriali e/o territori: è,<br />
infatti, nel 1990 che pubblica il suo<br />
celebre testo Il vantaggio competitivo<br />
delle nazioni. Per l’Italia, com’è<br />
noto, il case-study scelto è proprio<br />
quello dell’industria delle piastrelle<br />
di ceramica di Sassuolo.<br />
Sono quattro le «determinanti»,<br />
quelle che Porter chiama<br />
il «vantaggio nazionale»;<br />
ossia, le condizioni dei fattori della<br />
produzione (fra cui la forza lavoro);<br />
le condizioni della domanda; i settori<br />
industriali correlati e di supporto;<br />
strategia e struttura delle<br />
imprese e loro rivalità. Si tratta di<br />
determinanti che, nella sostanza,<br />
sono molto simili ai tre fattori identificati<br />
nella teoria che, per semplicità,<br />
chiamiamo Marshall-<br />
Krugman. La storia non finisce qui<br />
perché, come ci ha ricordato più<br />
volte il Corriere della Sera negli<br />
ultimi mesi, un posto di rilievo nella<br />
spiegazione della forza del modello<br />
distrettuale continua ad avere il<br />
pionieristico lavoro di Romano<br />
Prodi sul distretto di Sassuolo: correva<br />
l’anno 1966.<br />
L’analisi deve ora cedere il<br />
passo alla policy: siamo di<br />
fronte a un modello che è<br />
stato edificato su solide fondamenta<br />
e che, decennio dopo decennio, è<br />
venuto evolvendosi grazie a strategie<br />
d’impresa lungimiranti e a una<br />
politica industriale appropriata.<br />
Ma il biennio 2008-2009 ha scosso<br />
le fondamenta di tutta l’economia<br />
globale, colpendo più violentemente<br />
proprio i primi della classe (e l’economia<br />
dell’Emilia-Romagna è fra<br />
questi): non solo è calato il Pil mondiale<br />
(-1,3%), ma è letteralmente<br />
crollato il commercio internazionale<br />
(-11%). Per chi, come la nostra economia,<br />
ha un grado di apertura<br />
verso l’estero molto<br />
alto, il colpo è stato<br />
durissimo.<br />
Il sentiero di crescita<br />
dell’economia<br />
globale<br />
riprenderà in questo<br />
2010, e riprenderanno<br />
ritmo anche i<br />
traffici mondiali.<br />
Ma, si badi bene, cresceranno<br />
soprattutto i Paesi emergenti e in<br />
via di sviluppo (qui i tassi di crescita<br />
del Pil oscilleranno, a seconda<br />
dei casi, fra il 4 e il 9%), mentre nei<br />
nostri Paesi avanzati la crescita si<br />
collocherà fra l’1 e il 3%. Spostare<br />
progressivamente il focus della propria<br />
attività verso quei mercati lontani<br />
(l’Asia e l’America latina,<br />
senza però trascurare la sponda<br />
sud del Mediterraneo) richiede, alle<br />
nostre imprese, un colpo d’ala. Che<br />
è però nelle loro possibilità, se<br />
teniamo conto di ciò che dagli anni<br />
Sessanta a oggi lungo la Via Emilia<br />
(e dintorni) è stato costruito.<br />
Egesti nuovi sono richiesti alla<br />
politica industriale: lo status<br />
quo in campi come la formazione<br />
professionale e le politiche per<br />
il trasferimento tecnologico deve<br />
essere rapidamente abbandonato.<br />
Qualcosa di nuovo si intravede. Ma<br />
se è lungo il tragitto da compiersi<br />
verso le (nuove) «Vie della Seta», lo<br />
è altrettanto il percorso che, nelle<br />
sedi Istituzionali competenti, deve<br />
ancora portare a riforme vere e<br />
autentiche a favore delle giovani<br />
generazioni. E il capitale umano è<br />
la nostra più preziosa risorsa. Oggi<br />
più di ieri.<br />
Franco Mosconi,<br />
professore di<br />
Economia e<br />
Politica<br />
industriale<br />
- Università di<br />
Parma<br />
12 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010
<strong>CER</strong>NEWS aziende ceramiche<br />
a cura di Simona Malagoli<br />
Per l’invio di comunicati stampa: redazione@confindustriaceramica.it<br />
<strong>CER</strong>AMICHE COEM SPONSOR<br />
del Master in Design di Domus Academy<br />
Skin: when the Light meets the Matter è il suggestivo titolo del<br />
Master in Design di Domus Academy, conclusosi a Milano lo<br />
scorso dicembre, guidato dall’arch. Silvio De Ponte con il<br />
patrocinio di Ceramiche Coem. Otto giovani, provenienti da tutti i<br />
continenti, hanno sviluppato le loro idee sul concetto di<br />
interazione tra<br />
materia e luce, dando<br />
luogo a proposte di<br />
design per la ceramica<br />
concrete e innovative.<br />
Ben consapevole<br />
dell’importanza di un<br />
rapporto “vissuto” e<br />
non solo formale con<br />
tutta la categoria dei progettisti, Ceramiche Coem ha intrapreso<br />
con entusiasmo questo percorso creativo, investendo sulla<br />
formazione di talenti nelle generazioni più giovani. Trattasi non<br />
soltanto di un dovere etico da parte dell’azienda, ma un vero<br />
arricchimento di nuove idee, dalle quali attingere per rinnovarsi e<br />
interrogarsi su quali siano le aspettative future del mercato.<br />
MIELE SCEGLIE FIORDO<br />
per la sua sede in Olanda<br />
Rust, un prodotto della serie Double Stone<br />
di Fiordo Industrie Ceramiche, è stato utilizzato<br />
per l’intera pavimentazione della<br />
sede Miele a Vianen in Olanda, comprendendo<br />
tutti gli uffici, l’istituto culinario e la<br />
superficie esterna, per un totale di circa<br />
7.000 metri quadrati.<br />
La serie Double Stone, caratterizzata dalla<br />
Certificazione Ecolabel, è un risultato ceramico<br />
innovativo realizzato con la tecnologia<br />
della doppia pressatura, che permette<br />
di raggiungere gli effetti naturali delle<br />
fiammature delle<br />
pietre mediante l’applicazione<br />
a secco di<br />
polveri atomizzate di<br />
grès porcellanato,<br />
conferendo alle piastrelle<br />
un irregolare<br />
risultato estetico<br />
dettato da spessori,<br />
superfici ed effetti<br />
cromatici differenti.<br />
FRANCO BERTOLI<br />
disegna Mirto di Dolomite<br />
<strong>Ceramica</strong> Dolomite ha assegnato al pluripremiato<br />
designer Franco Bertoli la creazione<br />
della sua nuova linea di lavabi e sanitari,<br />
Mirto. Dal design intramontabile, la collezione<br />
riflette appieno i valori chiave di Bertoli,<br />
cioè innovazione e funzionalità, rispondendo<br />
all’esigenza dei consumatori di poter<br />
acquistare prodotti di elevata qualità, ma<br />
con un prezzo accessibile.<br />
Le linee fluide di Mirto<br />
compongono un insieme<br />
dal design contemporaneo<br />
e pulito, senza tempo,<br />
che si adatta facilmente a<br />
ogni tipologia di bagno:<br />
un approccio moderno al<br />
minimalismo quello di<br />
Franco Bertoli, che si<br />
allontana da rigide forme<br />
geometriche a favore di<br />
volumi più modellati e<br />
linee morbide e scorrevoli.<br />
Un’ambientazione con la serie Mirto<br />
LAMINAM SEGNALATA AL<br />
Premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente<br />
Nell'ambito del convegno che si è svolto il dicembre scorso a<br />
Milano all'interno del Salone Ecoabitare di Artigiano in Fiera 2009,<br />
Laminam è stata segnalata al Premio all'Innovazione Amica<br />
dell'Ambiente per la sezione Eco-Edilizia e Materiali. Promosso da<br />
Legambiente e Regione Lombardia, il premio è stato dedicato nel<br />
2009 a un nuovo modo di essere impresa che salvaguardi criteri di<br />
eco-sostenibilità, risparmio energetico e utilizzo responsabile di<br />
risorse, di servizi naturali e persone. Sono state, dunque, selezionate<br />
le realtà capaci di considerare l'ambiente non più come vincolo,<br />
ma come valore e opportunità di sviluppo e di crescita per sé e per<br />
l'intera collettività. Tra queste, Laminam che, grazie al ridotto spessore,<br />
impiega un minore quantitativo di materie prime non rinnovabili,<br />
un numero inferiore di trasporti, minore e migliore qualità<br />
dell’energia, meno emissioni in atmosfera di polveri e di CO 2 .<br />
L’interno della sede Miele<br />
14 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010
<strong>CER</strong>NEWS aziende ceramiche<br />
POLYGLASS CREA<br />
un nuovo strumento di supporto<br />
PALAGIO ENGINEERING<br />
riveste il centro di Campobasso<br />
iRoof - Digital Video Assistant è un DVD ideato<br />
da Polyglass per supportare progettisti,<br />
applicatori, personale tecnico e commerciale<br />
nell’uso delle tecnologie e dei prodotti realizzati<br />
dall’azienda. Il nuovo strumento è<br />
suddiviso in tre aree: l’Area Tecnica,<br />
che contiene le Schede di Sicurezza,<br />
i Capitolati e il loro Configuratore,<br />
tutti i Disegni DWG, i video che<br />
documentano la migliore tecnica di<br />
applicazione per ogni prodotto e il<br />
collegamento all'Assistenza Tecnica; l’Area<br />
Seminar, dove sono disponibili i Video Istituzionali e il Catalogo, completo<br />
di brevetti, suggerimenti di posa, video per tutti i prodotti; ed<br />
infine l’area Canali Marketing che evidenzia la diversificazione del<br />
catalogo Polyglass in due distinte linee di prodotti, Linea<br />
Professionale e Linea Rivenditori.<br />
SIGLATO ACCORDO FRA<br />
Del Conca e Saint-Gobain<br />
Nel centro murattiano di Campobasso,<br />
l’area anticamente occupata dal Molino<br />
Ferro è stata sottoposta ad un intervento<br />
di riqualificazione urbana e riconversione<br />
edilizia che ha visto Palagio Engineering<br />
impegnato nel rivestimento di 6.000 metri<br />
quadrati di superficie con facciate ventilate<br />
dalla classica colorazione rosso-rosata<br />
del cotto imprunetino, proposte nelle due<br />
finiture liscia naturale e sabbiata.<br />
L’importanza architettonica degli edifici e<br />
il particolare contesto urbano del complesso,<br />
ad uso residenziale e commerciale, ha<br />
richiesto la progettazione, da parte di<br />
Palagio Engineering, di un’apposita lastra<br />
di grandi dimensioni: i moduli Terra Block<br />
che raggiungono i 120 cm di lunghezza<br />
possiedono inoltre un nuovo sistema di<br />
giunzione orizzontale per ridurre il rischio<br />
d’infiltrazioni d’acqua all’interno della<br />
parete.<br />
Corso Bucci a Campobasso<br />
E. D. Mularoni<br />
Enzo Donald Mularoni, presidente del Gruppo<br />
ceramico Del Conca, ha siglato un importante<br />
accordo con Saint-Gobain, leader nei<br />
prodotti per l’edilizia e tra i primi<br />
cento gruppi industriali al mondo con<br />
un fatturato che nel 2008 ha toccato<br />
i 43,8 miliardi di euro.<br />
I materiali prodotti dai tre marchi Del<br />
Conca, Pastorelli e Faetano verranno<br />
esposti in 4.000 punti vendita Saint-<br />
Gobain presenti in ben 27 Paesi:<br />
un’opportunità che si prevede frutti<br />
al Gruppo del Conca 10 milioni di<br />
euro nel solo anno 2010.<br />
<strong>CER</strong>AMICA GLOBO all’Expo di Shanghai<br />
Concentrare gli investimenti di ricerca e sviluppo verso un’innovazione<br />
tecnologica che garantisca un continuo miglioramento dello stile<br />
di vita rappresenta la linea imprenditoriale di <strong>Ceramica</strong> Globo che,<br />
attraverso la partnership con Shanghai 2010, lavora assiduamente<br />
nella direzione di eco‐compatibilità edilizia. Il Padiglione Italiano, per<br />
cui l’azienda è stata scelta come fornitore, si pone infatti come vetrina<br />
delle eccellenze prodotte dall’Italia nei settori che contribuiscono<br />
alla migliore qualità della vita nelle aree urbane. Inoltre, esteso su<br />
una superficie di 6.000 m² di storia e modernità, ricerca ed innovazione<br />
alla luce di una tradizione culturale e di una filosofia dello sviluppo<br />
urbano che sin dal Rinascimento pone al centro l’uomo, la sua<br />
dignità e le sue ambizioni, il Padiglione Italiano, con il suo titolo “La<br />
città dell’Uomo”, evoca il meglio di questo modello culturale.<br />
MAPEI, NUOVA ACQUISIZIONE<br />
in Bulgaria<br />
Il Gruppo Mapei ha recentemente acquisito da Orgachim, azienda<br />
produttrice di pitture e vernici quotata alla borsa di Sofia, l’impianto<br />
produttivo di Ruse, dedicato alla produzione di adesivi per la<br />
posa di ceramica e sistemi di isolamento termico. Situato in posizione<br />
strategica, al confine con la Romania, lo stabilimento, che si<br />
estende su un’area di oltre 15.000 metri quadrati, “non solo servirà<br />
a sviluppare la presenza Mapei sul mercato bulgaro - sostiene<br />
Veronica Squinzi, responsabile per lo sviluppo strategico del<br />
Gruppo - ma darà anche ulteriore impulso all’espansione sul mercato<br />
rumeno, dove attualmente il Gruppo opera attraverso la filiale<br />
Mapei Romania srl”.<br />
Già attiva da tempo in Bulgaria grazie ad una rete di distributori,<br />
Mapei continua dunque ad investire, guardando ai Paesi dell’Est<br />
Europa come ad un’ulteriore opportunità di crescita e sviluppo.<br />
16 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010 2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 16
<strong>CER</strong>NEWS aziende ceramiche<br />
NUOVO LOGO<br />
per Lea Ceramiche<br />
STAZIONE AUTOMATICA<br />
di smaltatura sifone per Flaminia<br />
Marco Braga<br />
Realizzato su progetto grafico del designer<br />
Marco Braga, dinamico ed essenziale, il<br />
nuovo logo di Lea Ceramiche abbandona<br />
la sinuosità del tratto per prediligere linearità<br />
e rigore pur conservando alcuni tratti<br />
distintivi del logo storico.<br />
Lo studio Braga, che ha già collaborato<br />
con Lea Ceramiche per la realizzazione del<br />
Company Profile, nel progetto del nuovo<br />
logo utilizza un segno grafico che esalta<br />
pulizia delle linee ed eleganza, ad indicare<br />
una precisa evoluzione del percorso strategico<br />
dell’azienda e la sua continua propensione<br />
al cambiamento.<br />
Questo segnale di rinnovamento è l’ennesima<br />
testimonianza dell’accortezza di Lea<br />
Ceramiche nel coniugare ricerca e design<br />
anche nei propri linguaggi e strumenti<br />
espressivi.<br />
KENGO KUMA FIRMA UN’OPERA<br />
per Casalgrande Padana<br />
<strong>Ceramica</strong> Flaminia, azienda di Civita Castellana specializzata nella<br />
produzione di sanitari, ha deciso di passare dalla smaltatura interna<br />
del vaso in modo semiautomatico ad una nuova versione di<br />
tale applicazione, avvalendosi di un sistema completamente automatico<br />
fornito da Sacmi.<br />
A tal proposito è stata predisposta sulla linea esistente una stazione<br />
di smaltatura automatica con robot che, basandosi su un procedimento<br />
misto di flow coating e spruzzo, permette di tradurre in<br />
un ciclo medio di circa 70/80 minuti il tempo di smaltatura interna<br />
vasi, con il vantaggio di coprire il sotto brida in modo completo su<br />
tutte le “facce” che lo compongono.<br />
REFIN PREMIATA<br />
da Legambiente<br />
La collezione Pro-gres di Ceramiche<br />
Refin ha ricevuto lo scorso dicembre il<br />
Premio all’Innovazione Amica<br />
dell’Ambiente 2009 per la categoria<br />
Tecnologie Verdi, assegnato da Legambiente.<br />
Si tratta di un riconoscimento annuale a quelle<br />
tecnologie, processi, prodotti, servizi e sistemi<br />
gestionali innovativi che producono significativi<br />
miglioramenti ambientali; la categoria<br />
Un prodotto della<br />
collezione Pro-gres<br />
Tecnologie Verdi prende in esame, in particolare,<br />
le innovazioni nel settore dell’efficienza energetica e delle<br />
energie rinnovabili. Valori che Refin è riuscita ad esprimere pienamente<br />
nella collezione Pro-gres, realizzata, per la prima volta nell’ambito<br />
dei prodotti ceramici, con contenuto riciclato post-consumo: un pregiato<br />
impasto contenente il 20% di vetro riciclato proveniente da<br />
schermi di vecchi monitor e televisori a tubo catodico.<br />
Il rendering del progetto<br />
L’amministrazione comunale ha concesso in comodato modale a<br />
Casalgrande Padana l’area interna alla rotatoria posta sulla Strada<br />
Pedemontana, a ridosso dello stabilimento dell’azienda, per la realizzazione<br />
di Casalgrande Ceramic Cloud, una grande opera costituita<br />
da lastre in ceramica 60x120 cm di colore bianco, dall’alto<br />
contenuto tecnico, firmata dal famoso architetto giapponese Kengo<br />
Kuma.<br />
Su una superficie di 2.826 metri quadrati destinati a verde pubblico,<br />
il progetto si svilupperà per una lunghezza di cinquantacinque<br />
metri ed un’altezza di sei, in un gioco di luci e ombre che varierà<br />
con il mutare delle condizioni ambientali e con lo spostamento dell’osservatore,<br />
conferendo una percezione dinamica del manufatto.<br />
“Notevole è stato il lavoro di ricerca sulla materia - scrive Kengo<br />
Kuma - che in quest’opera esplicita una visione in cui l’architettura<br />
si dissolve come oggetto e diventa parte integrante del sistema<br />
ambientale”.<br />
NUOVI CATALOGHI Ideal Standard<br />
Ideal Standard ha affidato a FutureBrand e a Nascent Design il<br />
compito di rivedere l’immagine e lo stile di comunicazione dei suoi<br />
cataloghi prodotto, con l’obiettivo di creare un sistema grafico in<br />
grado di mettere in evidenza i punti di forza della propria offerta.<br />
Il risultato ottenuto consiste in tre<br />
diversi book, abbracciati da un’unica<br />
veste grafica, dedicati rispettivamente<br />
a ceramica e arredobagno, al mondo<br />
del wellness e alla rubinetteria, aste<br />
doccia e arredamento, dove i prodotti<br />
sono raccontati a 360 gradi da<br />
immagini, descrizioni e schede tecniche,<br />
nell’intento di valorizzare il<br />
mondo Ideal Standard fatto di design,<br />
tecnologia e cura del dettaglio.<br />
18 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010
<strong>CER</strong>NEWS dall’Italia e dal mondo<br />
a cura di Simona Malagoli<br />
Per l’invio di comunicati stampa: redazione@confindustriaceramica.it<br />
GORENJE ACQUISTA<br />
linea di pressatura Siti-B&T<br />
Il Gruppo Gorenje, una delle più<br />
importanti realtà socio-economiche<br />
della Repubblica Slovena, con<br />
cent’anni di storia e più di cinquant’anni<br />
di esperienza nel settore<br />
dei grandi elettrodomestici, ha finalizzato<br />
con il Gruppo Siti-B&T l’acquisto<br />
di una linea di pressatura per<br />
la produzione di piastrelle in ceramica.<br />
La fornitura prevede l’installazione di una pressa idraulica serie<br />
1205 ES – luce 1500 con relativo carrello di caricamento, dedicata<br />
alla produzione di rivestimento nei formati 250x333 mm e<br />
333x333 mm, nell’ambito di un progetto di ristrutturazione all’interno<br />
di un impianto già esistente.<br />
Attualmente, l’avanzata tecnologia Siti B&T, per ciò che concerne<br />
la divisione Green Technologies è online, nella versione inglese,<br />
attraverso un innovativo sito web che, concepito con una grafica<br />
giovane e accattivante e con un utilizzo intuitivo, è a completa<br />
disposizione della clientela con percorsi di navigazione facili ed<br />
immediati.<br />
Per informazioni: www.sitibt-environmental.com<br />
TECNOLOGIE SACMI PER KALEVIT,<br />
Keramin, Duravit e Royal Ceramic Lanka<br />
Sacmi ha recentemente installato presso Kalevit, società per la produzione<br />
di sanitari in ceramica e vasche in acrilico del Gruppo Kale,<br />
un nuovo forno intermittente Riedhammer che consente di cuocere,<br />
ad una temperatura d’esercizio di 1250° C, circa 1.000 pezzi<br />
durante ogni ciclo, per un carico totale di quasi 16 tonnellate.<br />
Rispettivamente per la produzione di water closet e lavabi, Sacmi<br />
ha poi fornito a Keramin le nuove macchine di colaggio mono<br />
stampo AVM e ALS,<br />
mentre a Duravit<br />
Tunisia, con sede a<br />
Biserta, specializzata<br />
nella produzione di<br />
sanitari, un forno a<br />
tunnel modello HWS<br />
13,5/500/140 che può<br />
gestire circa 675 pezzi<br />
per ciclo ed in grado di<br />
cuocere contemporaneamente<br />
prodotti<br />
Forno intermittente HWS per la cottura e<br />
ricottura di sanitari di ceramica<br />
diversi.<br />
Infine, Sacmi ha partecipato nella realizzazione dell’impianto sanitari<br />
della Royal Ceramic Lanka nei pressi di Colombo, capitale<br />
dello Sri Lanka, fornendo l’isola di smaltatura robotizzata Gaiotto,<br />
capace di smaltare al turno circa 300 pezzi di varie tipologie, ed il<br />
forno intermittente SSK da 10 carri che permette una produzione<br />
di 630 pezzi al ciclo.<br />
Per informazioni: www.sacmi.com<br />
TECNOGRAFICA LANCIA A CEVISAMA<br />
le pietre naturali<br />
Tecnografica ha presentato a Cevisama<br />
2010 (Pad. 6 Alto, Stand H142) una nuovissima<br />
collezione di progetti completi, ispirati<br />
principalmente alle pietre naturali, studiati<br />
per tecnologia digitale e tradizionale.<br />
In linea con le tendenze attuali e nel segno<br />
della concretezza è stata posta grande cura<br />
alla ricerca di soluzioni ottimizzate per la<br />
massima resa tecnico-estetica, in una logica<br />
di qualità e attenzione ai costi.<br />
Numerose anche le proposte per i decori e i rivestimenti, ricche delle<br />
trame e dei disegni più attuali, con preziosi effetti materici a rilievo<br />
ottenibili anche con gli speciali rulli in silicone TS-Power.<br />
Per informazioni: www.tecnografica.net<br />
TECNARGILLA PREMIA<br />
la creatività digitale<br />
Si chiameranno Tecnargilla Design Awards i premi che Tecnargilla,<br />
la maggiore fiera al mondo per la fornitura all’industria ceramica e<br />
del laterizio, consegnerà nel corso della sua ventiduesima edizione<br />
in programma a Rimini dal 27 settembre al 1 ottobre 2010.<br />
I riconoscimenti saranno assegnati da una giuria internazionale<br />
composta da designer, architetti ed esperti di settore a quelle<br />
aziende che presenteranno i migliori progetti applicativi per future<br />
collezioni di piastrelle da pavimento e rivestimento realizzate<br />
utilizzando la tecnologia digitale, e dunque in grado di andar oltre<br />
le mere riproduzioni di superfici o decori già ottenibili con altre<br />
forme di decorazione. La partecipazione è aperta a tutti gli<br />
espositori di Tecnargilla 2010 che operano in questo campo, siano<br />
essi colorifici, studi di design o produttori di tecnologia.<br />
Esposti in una mostra che offrirà ai visitatori della fiera uno sguardo<br />
sulla creatività digitale, i prodotti in concorso si delineeranno come<br />
un’esplorazione dei nuovi linguaggi possibili.<br />
Per informazioni: www.tecnargilla.it<br />
KEMAC si riorganizza<br />
Kemac – storica azienda produttrice di<br />
macchine per il mosaico, terzo fuoco e<br />
pezzi speciali – può ora contare appieno<br />
sulla potente struttura di Sacmi anche per quanto riguarda la rete<br />
commerciale, dai preventivi all’assistenza post-vendita.<br />
Quella che già nel 2007 si era configurata come una scelta strategica<br />
per il futuro dell’azienda, e che aveva portato all’integrazione<br />
dei progetti e delle tecnologie di Kemac in Sacmi nell’ottica di<br />
razionalizzare e unificare le attività propriamente industriali, si<br />
completa ora con il passaggio diretto sotto il controllo di Sacmi<br />
anche della struttura commerciale dell’azienda, un’azione volta a<br />
rafforzare il marchio Kemac sul mercato.<br />
Per informazioni: www.kemac.it<br />
20 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010
<strong>CER</strong>NEWS dall’Italia e dal mondo<br />
STEIKOS<br />
per un mondo migliore<br />
Steikos, nuova realtà imprenditoriale promossa da Colorobbia<br />
Italia e da AZ tech, entra nel settore dei materiali nanostrutturati<br />
con un’impronta dinamica e innovatrice, offrendo ai propri clienti<br />
una gamma articolata di formulati a base di nanomateriali interamente<br />
di produzione propria, brevettati e di riconosciuta qualità.<br />
I sistemi nanostrutturati della linea Fosenergy di Steikos sono idonei<br />
a funzionalizzare pareti interne ed esterne in materiali cementizi<br />
e/o lapidei, destinati sia all’edilizia pubblica che privata, civile,<br />
industriale, ed al recupero e mantenimento dei beni artistici e culturali,<br />
ottenendo importanti benefici: proprietà antismog, autopulenti,<br />
antibatteriche e antiodore, e di consolidamento. Coniugare<br />
sviluppo economico e rispetto dell’ambiente è un obiettivo che<br />
Steikos persegue per mezzo della ricerca scientifica e dell’innovazione<br />
tecnologica.<br />
Per informazioni: www.steikos.com<br />
APPROVATO LEED Italia 2009<br />
Il LEED Steering Committee (LSC) di USGBC (U.S. Green Building<br />
Council) ha formalmente approvato LEED Italia 2009 Nuove<br />
Costruzioni – Ristrutturazioni: un prestigioso riconoscimento ottenuto<br />
grazie alla qualità e dedizione evidenziata dai soci di GBC<br />
Italia che hanno contributo a questo lavoro e ai componenti del<br />
Comitato LEED da loro designati.<br />
Indicando i requisiti per costruire edifici eco-compatibili, capaci di<br />
funzionare in maniera sostenibile ed autosufficiente a livello energetico,<br />
il sistema di certificazione LEED (Leadership in Energy and<br />
Environmental Design) definisce gli standard per l’edilizia sostenibile<br />
sviluppatasi negli Stati Uniti e applicati in 40 Paesi del mondo.<br />
<strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong>, socio fondatore dell’Associazione Green<br />
Building Council Italia, cogliendo l’interesse<br />
di una buona parte delle aziende ceramiche<br />
associate verso questo modello di<br />
certificazione, ha elaborato delle Linee<br />
guida per l’applicazione dei crediti<br />
LEED alle piastrelle di ceramica, uno<br />
strumento di supporto al fine di fornirne<br />
un’utile chiave di lettura.<br />
Per informazioni: www.gbcitalia.org
<strong>CER</strong>NEWS da <strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong><br />
a cura di Simone Ricci<br />
INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI<br />
di categoria della filiera ceramica<br />
Nel mese di dicembre, si sono incontrati i vertici dell’Associazione,<br />
di Acimac e di Federchimica Ceramicolor per discutere della difficile<br />
situazione generale. All’incontro erano presenti, per<br />
<strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong>, il presidente Franco Manfredini, i vice presidenti<br />
Emilio Mussini ed Antonio Mingarelli, i consiglieri Luca<br />
Mussini ed Alfonso Panzani assieme al direttore generale<br />
Armando Cafiero. In rappresentanza di Acimac il presidente Pietro<br />
Cassani, i vice presidenti Barbara Franchini, Fabio Tarozzi e Paolo<br />
Lamberti ed il direttore generale Paolo Gambuli, mentre per<br />
Federchimica Ceramicolor la delegazione guidata dal presidente<br />
Giuseppe Lami era composta dai vice presidenti Daniele Bandiera<br />
e Marco Bitossi e dal direttore Giuseppe Abello.<br />
È emersa una indicazione comune delle Associazioni rispetto a tre<br />
significativi punti: un comportamento eticamente corretto nelle<br />
relazioni commerciali e nella difesa della proprietà intellettuale; la<br />
riconferma del valore aggiunto derivante dal distretto industriale<br />
italiano, anche quale elemento cardine del progresso e dell’innovazione;<br />
la ricerca di ulteriori e più mirate forme di aggregazione,<br />
di comportamenti e di organismi dedicati all’innovazione (polo<br />
tecnologico), al fine di rafforzare le sinergie e garantire per il futuro<br />
la leadership del settore ceramico italiano.<br />
TAVOLA ROTONDA<br />
per i 90 anni di Sacmi<br />
Come trasformare una bottega artigiana in una grande multinazionale<br />
della tecnologia. Il tutto, tenendo fede a un modello cooperativo<br />
e partecipativo che ha fatto la storia dell’economia emilianoromagnola.<br />
Un segreto svelato dal volume Partecipazione, ricerca,<br />
innovazione, che Sacmi ha presentato sabato 5 dicembre 2009,<br />
nella Sala Assemblee della sede imolese di via Selice.<br />
Dopo la presentazione del libro, si è svolto un dibattito dal titolo<br />
Crisi 2009, prospettive per il 2010 e per gli anni a venire, organizzato<br />
come tavola rotonda - moderata dal vicedirettore del Corriere<br />
della Sera Massimo Mucchetti - alla quale ha partecipato il presidente<br />
di <strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong>, Franco Manfredini, accanto all’onorevole<br />
Stefano Saglia, viceministro allo Sviluppo economico,<br />
Pietro Cassani, presidente di Acimac, Alberto Sacchi, presidente di<br />
Federmacchine, Giuliano Poletti, presidente nazionale di Legacoop<br />
e Giovanni Caffarelli, presidente di Ucima.<br />
Scopo dell’incontro è stato quello di fare il punto sui tempi difficili<br />
che l’economia e la società italiana stanno vivendo in questi mesi.<br />
"Siamo convinti – ha dichiarato<br />
il presidente di Sacmi,<br />
Domenico Olivieri – che sia<br />
possibile crescere senza<br />
abbandonare i tratti distintivi<br />
del servizio mutualistico che<br />
contraddistingue la nostra<br />
storia, sulla strada tracciata<br />
dai nostri predecessori”.<br />
La recensione del libro è a<br />
pagina 78.<br />
ALFONSO PANZANI<br />
presidente di CET<br />
Importante riconoscimento per<br />
Alfonso Panzani, past president<br />
di <strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong>, ora<br />
alla guida del Gruppo Ceramiche<br />
Ricchetti. Nella sua ultima riunione,<br />
la CET - federazione europea<br />
delle Associazioni che riuniscono<br />
i produttori di piastrelle di ceramica - lo ha eletto presidente per il<br />
triennio 2010 - 2012. Un importante riconoscimento in ambito<br />
europeo che, in passato, era stato ricoperto solo da altri due italiani:<br />
Antonio Orienti ed Oscar Zannoni.<br />
Alfonso Panzani, 57 anni è altresì presidente di Gas Intensive -<br />
consorzio intersettoriale per l’acquisto di gas metano -, mentre in<br />
passato è stato membro dei Consigli di Amministrazione di Cer-<br />
Energia e Cofim, oltre che membro di Giunta del CFI, l’organismo<br />
di <strong>Confindustria</strong> che riunisce le associazioni organizzatrici di eventi<br />
fieristici.<br />
UNA SCUOLA DI LOGISTICA<br />
I temi della trasformazione dei distretti industriali, dei nuovi modelli<br />
della logistica evoluta, della formazione delle giovani generazioni,<br />
oltre che dei significativi recuperi di efficienza per l’industria ceramica<br />
emiliana sono stati gli argomenti del convegno, del 27 novembre<br />
scorso, dal titolo Una scuola di logistica per il distretto della ceramica.<br />
Moderato dal direttore generale di <strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong> Armando<br />
Cafiero ed aperto dal saluto di Luca Caselli, sindaco di Sassuolo, il<br />
convegno ha visto susseguirsi le relazioni di Franco Mosconi, Villiam<br />
Tioli, Filippo Rosboch, Carlo Cottica e il vice preside del Liceo “A.F.<br />
Formiggini” Gianpaolo Anderlini.<br />
L’articolo di approfondimento è a pagina 30.<br />
NUOVI INGRESSI in Associazione<br />
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione ha<br />
ratificato la domanda di adesione di Area<br />
Industrie Ceramiche S.r.l. avente sede<br />
legale a Modena e sede operativa in località Selciatella ad Anagni<br />
(FR), la quale entra a far parte dell’Associazione come socio ordinario<br />
– settore produttori di piastrelle. Sempre per quanto concerne i<br />
soci ordinari è stato deliberato l’atto di fusione per incorporazione di<br />
Leonardo 1502 Ceramiche S.p.A. nella società Cooperativa <strong>Ceramica</strong><br />
d’Imola S.c. La società Industrie Ceramiche Piemme S.p.A. ha incorporato<br />
la società Piemme S.p.A.. ed inoltre è avvenuta la fusione<br />
delle società Mix S.p.A. – a Socio Unico e Masterker S.p.A. – a Socio<br />
Unico in Marazzi Group S.p.A. - a Socio Unico.<br />
È avvenuta la fusione per incorporazione di Aquileia S.r.l. in Industrie<br />
Fincuoghi S.p.A.Infine, è avvenuta la fusione per incorporazione di<br />
Kalostiles S.r.l. in Ceramiche Mac 3 S.p.A.. e l’attività produttiva continua<br />
nello stabilimento di Baiso (R.E.).<br />
Per quanto riguarda i soci aggregati – settore allestitori, la Società<br />
Eco Design S.r.l. ha trasferito la sede amministrativa e produttiva a<br />
Corlo di Formigine (MO).<br />
Foto Vincenzo Conelli<br />
22 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010
INTERVISTA A<br />
<strong>CER</strong><br />
Alessandro Vardanega<br />
Così salvammo il distretto del coppo<br />
aggregando imprese concorrenti
<strong>CER</strong>INTERVISTA<br />
ALESSANDRO VARDANEGA<br />
Presidente<br />
Industrie Cotto Possagno e<br />
Unindustria Treviso<br />
di Andrea Serri<br />
Possagno (TV). Tutti ne parlano, molti<br />
ci pensano, (quasi) nessuno le fa.<br />
L’aggregazione tra imprese rappresenta oggi<br />
uno dei temi più dibattuti, alla luce di una<br />
dimensione media delle imprese italiane che<br />
mal si concilia con il nuovo scenario competitivo.<br />
Infatti, se si pensa che oltre il 95%<br />
delle imprese tricolori ha meno di 50 dipendenti,<br />
un fatturato inferiore ai 5 milioni di<br />
euro, un eccesso di capacità produttiva, una<br />
vocazione all’esportazione che non ha la<br />
forza di articolarsi in internazionalizzazione,<br />
una attività di R&S più basata sull’esperienza<br />
che su processi codificati ed una struttura<br />
patrimoniale che premia l’indebitamento,<br />
appare chiara la difficoltà nell’affrontare una<br />
situazione dove la pressione verso il basso<br />
dei prezzi e dei volumi si salda con la debolezza<br />
del dollaro e con la crisi della redditività.<br />
Una delle risposte di maggior interesse<br />
- anche per la presenza di aspetti quali il<br />
distretto, il mono prodotto, la discontinuità<br />
tecnologica, il riposizionamento di mercato -<br />
è quella di Industrie Cotto Possagno. Ne<br />
parliamo con Alessandro Vardanega, trevigiano<br />
di 47 anni con un figlio, presidente<br />
non solo della società ma anche di<br />
Unindustria Treviso. Laureato in Economia<br />
Aziendale a Ca’ Foscari, dopo una pluriennale<br />
esperienza professionale in una primaria<br />
società internazionale di organizzazione e<br />
revisione contabile prima di entrare in<br />
azienda, vanta la presidenza dei Produttori<br />
Italiani di Coperture (2002 – 2006) ed oggi<br />
anche le cariche di vice presidente Andil e<br />
componente di Giunta di <strong>Confindustria</strong>.<br />
“Il dialogo tra soci è alla<br />
)<br />
base del successo di ogni<br />
(aggregazione societaria”<br />
tra loro. Questo modus operandi ha avuto<br />
in sé un punto di forza, che è anche elemento<br />
di debolezza: lo spirito emulativo,<br />
che ti porta al miglioramento continuo di<br />
quello che è il sapere tipico del territorio<br />
per aumentare le vendite, ti spinge a focalizzare<br />
tutta la tua azione sull’imitazione,<br />
evolutiva, del tuo concorrente - confinante”.<br />
Poi anche per voi è arrivato lo shock<br />
petrolifero.<br />
“Fino ai primi anni ’70 a Possagno si<br />
facevano tutte le tipologie di laterizio ma, a<br />
seguito dell’automazione dei processi produttivi<br />
e del fenomeno imitativo, le imprese<br />
si sono tutte specializzate nel coppo trafilato<br />
dedicato alla copertura, segmento nel<br />
quale siamo arrivati a detenere il 70% del<br />
mercato nazionale. Una seconda soluzione<br />
era poi rappresentata dalle tegole pressate<br />
(marsigliesi e portoghesi), con una buona<br />
quota di mercato sia nazionale che estera,<br />
che cominciava a prendere piede”.<br />
In un mercato stagnante la competizione<br />
inasprisce la guerra dei prezzi, impoverisce<br />
i margini ed apre, di fatto, la crisi.<br />
“Le 15 aziende del distretto applicavano<br />
un medesimo modello di business - avendo<br />
tecnologie, dimensioni e mercati simili - e<br />
decisero, alla metà degli anni ’80, di condividere<br />
la fase di approvvigionamento delle<br />
materie prime: pur essendo una fase critica<br />
del processo competitivo, nacque un consorzio<br />
di interfaccia con la Regione Veneto<br />
quale garante per le autorizzazioni e le<br />
modalità di estrazione. A questo seguì,<br />
all’inizio degli anni ’90, la nascita di un<br />
secondo consorzio, attivo nella commercializzazione<br />
collettiva verso mercati non<br />
Dottor Vardanega, quali sono le peculiarità<br />
di Possagno, paese natale dello scultore<br />
Antonio Canova?<br />
“Questo è un tipico distretto produttivo<br />
italiano, sviluppatosi su un bacino di argilla<br />
formatosi 40 milioni di anni fa, dove<br />
oggi il Comune capoluogo conta 2.000<br />
abitanti. Dal dopoguerra tutti gli abitanti<br />
della vallata si sono impegnati nella lavorazione<br />
del laterizio, in molteplici aziende a<br />
conduzione familiare, tramandate da padre<br />
in figlio ed in forte e continua concorrenza<br />
24 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010
<strong>CER</strong>INTERVISTA<br />
presidiati da nessuna azienda, mentre ciascuna<br />
impresa rimaneva autonoma e concorrenziale<br />
su quelli tradizionali. Un consorzio<br />
che prevedeva anche iniziative di<br />
promozione del marchio collettivo “Coppo<br />
di Possagno”, campagne pubblicitarie collettive<br />
su carta stampata, partecipazione a<br />
fiere. Quella dei consorzi è stata un’esperienza<br />
altalenante: quando ciascuno ha il<br />
proprio conto economico, questa è la vera<br />
priorità che guida l’azione”.<br />
E come siete arrivati, nel 1998, alla creazione<br />
di Industrie Cotto Possagno?<br />
“Alla fine del 1996, a seguito dell’uscita<br />
di una azienda dal consorzio e di una stagnazione<br />
nelle vendite, eravamo arrivati ad<br />
1.<br />
un bivio: azzerare tutto e che la competizione<br />
facesse vincere il migliore (con il<br />
rischio di perdere tutti), oppure immaginare<br />
una integrazione tra le diverse società<br />
- prima coordinate nei consorzi - verso un<br />
nuovo modello di business, avviato societariamente<br />
a gennaio 1998.<br />
Il percorso di integrazione è iniziato con<br />
la condivisione della situazione generale e<br />
della volontà delle cinque aziende di andare<br />
avanti, pur consapevoli di avere un<br />
eccesso di capacità produttiva installata,<br />
uno sproporzionato sbilanciamento della<br />
produzione a Possagno, la cultura monoprodotto<br />
del coppo, la percezione che il<br />
mercato cominciava a chiedere altro.<br />
Abbiamo agito sul versante produttivo<br />
specializzando gli stabilimenti di Possagno<br />
riducendone altresì la capacità produttiva,<br />
diversificando la produzione verso le tegole<br />
grazie ad un investimento di 20 milioni<br />
di euro, internalizzando la produzione di<br />
pezzi speciali – che ci ha consentito di<br />
garantire la costanza di qualità in fondamentali<br />
elementi di finitura del manto di<br />
copertura –. A questo abbiamo aggiunto<br />
l’acquisto di fabbriche a Pesaro (1997), in<br />
Lombardia (2002) e nel 2007 in Ungheria.<br />
Non meno importanti sono state le azioni<br />
rivolte al mercato: gamme da allora tipologicamente<br />
complete ed arricchite di nuovi<br />
modelli, maggior vicinanza al cliente grazie<br />
alla multi localizzazione, ma soprattutto<br />
sviluppo del concetto di ‘sistema del<br />
tetto in cotto’: oltre alle coperture, noi vendiamo<br />
accessori per l’ancoraggio, la ventilazione<br />
e l’isolamento termico ed acustico<br />
del manto di copertura, tali da garantire<br />
standard europei all’efficienza energetica.<br />
Oggi il nostro è un prodotto tecnico”.<br />
I PROGETTI UNINT CON IL MAGGIOR NUMERO DI IMPRESE (2004-2009)<br />
Progetto<br />
Unieldom<br />
Steel & Style –<br />
PIR 2006<br />
Steel & Style -<br />
Gulfood 2007<br />
Consorzio<br />
Unitec<br />
Produttori Travi<br />
Steel & Style –<br />
Info Point 2008<br />
Acquisto<br />
imballaggi<br />
Steel & Style –<br />
Info Point 2009<br />
Settore<br />
Componentistica<br />
elettrodomestici<br />
Attrezzature<br />
alberghiere<br />
Attrezzature<br />
alberghiere<br />
Installazioni<br />
telefonia mobile<br />
Materiale<br />
edilizio<br />
Attrezzature<br />
alberghiere<br />
Quarantadue operation societarie, quasi 150 imprese consorziate<br />
appartenenti ai settori più diversi, iniziative progettuali per 10,4 i<br />
milioni di euro di cui 3 milioni di euro di contributi pubblici percepiti;<br />
il 90% delle iniziative che riguardano ‘progetti di filiera’: il<br />
tutto con una struttura agile, caratterizzata da bassi costi di<br />
gestione e da una ‘forte’ passione a favore dell’aggregazione<br />
delle imprese. E’ questo il profilo di Unint, il consorzio fondato<br />
nel 2004 da Unindustria Treviso che lo corso anno ha aperto le<br />
porta anche a <strong>Confindustria</strong> Belluno.<br />
Tre gli obiettivi (promuovere proposte aggregative, sviluppare<br />
contatti tra imprese, fornire assistenza) che grazie ad un efficiente<br />
centro di consulenza in ambito normativo, finanziario, contrattuale,<br />
operativo oltre che ristrutturazione dell’assetto societario<br />
possa facilitare l’aggregazione tra imprese, anche attraverso la<br />
ricerca di strutture di consegna ad hoc e di acquisizione e gestione<br />
di contributi pubblici. I progetti nascono o per proposta delle<br />
singole imprese consorziate o per stimolo, a favore di merceologie<br />
omogenee, di Unint. Associarsi costa 250 euro mentre il contributo<br />
di funzionamento per singolo progetto non può superare<br />
il 5% del valore complessivo, anche se ampi sono i possibili benefici<br />
– quali contributi camerali e/o regionali a favore dei distretti<br />
che possono arrivare fino al 50%.<br />
Ristrutturazione è spesso sinonimo di<br />
macelleria sociale…<br />
“Che non ci saremmo potuti permettere,<br />
abitando tutti negli stessi territori. Dopo<br />
un primo anno difficile, il business plan ha<br />
consentito di aumentare l’occupazione<br />
anche in funzione delle accresciute esigenze:<br />
oggi Cotto Possagno ha proprie strutture<br />
interne, dedicate alla sicurezza sul posto<br />
di lavoro ed all’ambiente, che fanno consulenza<br />
ad aziende terze. In termini<br />
2.<br />
numeri-<br />
N°<br />
Contenuto<br />
imprese<br />
Ricerca di mercato Est Europa<br />
7<br />
(clienti e competitor)<br />
10<br />
7<br />
4/7<br />
15<br />
8<br />
Alimentare 12<br />
Attrezzature<br />
alberghiere<br />
10<br />
Partecipazione fiera PIR 2006 a Mosca<br />
(marchio e brochure )<br />
Partecipazione fiera Gulfood 2007<br />
a Dubai<br />
Costituzione consorzio attività<br />
integrate per la telefonia mobile<br />
Organizzazione e creazione<br />
Sezione di produttori presso ACAI<br />
(Ass. Costruttori Acciaio Italiani)<br />
Info point promozionale presso 11<br />
fiere di settore in 10 Paesi Est Europa<br />
Valutazione/confronto costi e modalità<br />
di acquisto imballaggi di gruppo<br />
Attività promozionale in 13 fiere del<br />
settore in 13 Paesi esteri (Est Europa,<br />
Nord Africa, India)<br />
2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 25
<strong>CER</strong>INTERVISTA<br />
aziendali, quali gli immobili, gli impianti,<br />
le reti commerciali, ecc., al fine di evitare<br />
possibili condizionamenti, conflitti di interesse<br />
ed agire tutti nelle medesima direzione.<br />
Il capo azienda, la cui scelta è stata<br />
agevolata dal passaggio generazionale (oggi<br />
il vice presidente è coetaneo e si occupa<br />
della parte industriale e dello sviluppo<br />
prodotti, ndr), ha investito tempo, nei<br />
primi tre anni, alle riunioni tra le persone<br />
per creare una cultura aziendale unica. In<br />
questa mission, centrale è il rapporto con il<br />
CdA, che convochiamo ogni mese”.<br />
ci, i 190 dipendenti del 1998 sono diventati<br />
250, mentre i 20 milioni di euro di fatturato<br />
sono lievitati a 50”.<br />
Come si gestisce la governance di una<br />
società i cui cinque imprenditori - soci<br />
erano anche cinque capi azienda?<br />
“Queste operazioni si basano sulle relazioni<br />
tra persone, facilitate dalla storica<br />
conoscenza personale ma talvolta ostacolata<br />
dalla passata competizione: merito di<br />
questi imprenditori che hanno creduto e<br />
perseguito l’idea di dar vita alla più grande<br />
aziende italiana per le coperture. Non ci<br />
sono maggioranze precostituite (nessun<br />
socio singolo ha la maggioranza dell’azienda)<br />
e le decisioni concernenti la strategia<br />
aziendale vengono prese dal Consiglio di<br />
Amministrazione, nel quale tutti i soci<br />
sono rappresentati e che viene nominato<br />
con le modalità del voto di lista. Esiste poi<br />
un aspetto tecnico che ha soluzioni sostanziali<br />
sul ‘clima societario’: le aziende originarie<br />
hanno conferito tutte le attività<br />
Cotto Possagno non è una eccezione nel<br />
campo delle aggregazioni, ma l’eccellenza<br />
di un percorso ampio che vede nel<br />
consorzio Unint il regista.<br />
“A fianco di realtà come Benetton,<br />
Stefanel, De Longhi, Nordica e Lotto,<br />
Unindustria Treviso conta oltre 2.400<br />
aziende di dimensioni medio piccole, che<br />
sono eccellenti nel loro core business, ma<br />
che scontano proprio la piccola dimensione.<br />
Per loro abbiamo costruito nel 2004<br />
questo consorzio che si configura come un<br />
‘pullman’ sul quale si fanno salire gli<br />
imprenditori, li si impegna in un viaggio<br />
‘nella reciproca conoscenza’ che, una volta<br />
terminato, si auspica possa dar luogo ad<br />
aggregazioni. Il problema vero non è mai<br />
la giusta valutazione delle aziende, ma il<br />
mettere assieme e far lavorare le teste. In<br />
questo l’Associazione ha un ruolo fondamentale,<br />
soprattutto in momenti storici<br />
come questo che potrebbe portare ad una<br />
accelerazione del fenomeno”.<br />
In queste settimane il Ministro Tremonti<br />
e <strong>Confindustria</strong> hanno varato un fondo<br />
di investimento ed un network a favore<br />
dell’aggregazione delle PMI italiane:<br />
qual è il suo giudizio?<br />
“Sono tutte cose utili, ma non determinanti:<br />
una aggregazione non si fa perché<br />
esiste un incentivo fiscale o finanziario,<br />
anche se è evidente che ne è preferibile la<br />
presenza all’assenza. Essenziali sono invece<br />
tutte quelle iniziative che aiutano le imprese<br />
a fare quel salto culturale che le porta a<br />
superare le reciproche diffidenze, per arrivare<br />
a lavorare assieme”.<br />
26 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010
<strong>CER</strong>DISTRIBUZIONE<br />
ANGAISA:<br />
la ripresa vera solo dal 2011<br />
di Simone Ricci<br />
Lieve contrazione<br />
del fatturato anche<br />
per l’anno in corso.<br />
Le aspettative<br />
del Piano Casa.<br />
Al Meeting Invernale di Angaisa<br />
- l’associazione nazionale che<br />
riunisce i distributori di articoli idrotermosanitari<br />
e di pavimenti e rivestimenti<br />
- si è discusso del quadro<br />
macro-economico odierno, illustrando<br />
i dati dell’Osservatorio Mensile delle<br />
Vendite e le prospettive di breve e<br />
medio periodo per il comparto. Un<br />
appuntamento tradizionale reso ancor<br />
più importante dal contesto congiunturale<br />
che si sta vivendo e dal quale è<br />
emerso, con chiarezza, un verdetto<br />
chiaro ed importante: la difficile situazione<br />
ha influito negativamente su<br />
tutta l’industria italiana, colpendo<br />
pesantemente l’edilizia residenziale di<br />
nuova costruzione.<br />
“Tutti i settori afferenti all’industria<br />
delle costruzioni in senso lato sono in<br />
calo - ha sottolineato il direttore tecnico<br />
del Cresme Lorenzo Bellicini -: in particolare,<br />
la produzione di acciaio ha<br />
registrato un -47%, quella di macchine<br />
per l’edilizia -46,5%, il cemento<br />
-14,5%, il calcestruzzo<br />
-15%: una<br />
riduzione che,<br />
nella sua misura<br />
complessiva, ha<br />
portato la riduzione<br />
della produzione<br />
ad un -30%. La<br />
distribuzione, a<br />
sua volta, fa registrare<br />
un dato<br />
negativo pari al<br />
-15/-20%.” Secondo<br />
Bellicini “le<br />
prospettive di<br />
ripresa sono legate<br />
al ‘Piano Casa’, che<br />
Il Meeting Invernale Angaisa 2009<br />
però produrrà i suoi effetti non prima<br />
del prossimo biennio; quindi ci dovremo<br />
aspettare un 2010 ancora duro,<br />
seguito da 3-4 anni di ripresa, non<br />
certo fulminante. Dovremo riabituarci<br />
al mercato degli anni Novanta, dove la<br />
facevano da padroni la ristrutturazione<br />
ed il rinnovo, mentre la nuova edilizia<br />
residenziale languiva. Un mercato<br />
di volumi bassi e di tanto servizio, al<br />
quale i distributori dovranno abituarsi”.<br />
“Il Piano Casa è un provvedimento al<br />
quale guardiamo con interesse - afferma<br />
il presidente di Angaisa Mauro<br />
Odorisio - anche se il fatto che ogni<br />
Regione possa autonomamente legiferare<br />
sulla sua applicabilità, ne limita i<br />
benefici. Tuttavia noi ci attendiamo,<br />
nei prossimi 5 anni, ricavi aggiuntivi<br />
per il settore idrotermosanitario per<br />
oltre 4 miliardi di euro, nella migliore<br />
delle ipotesi. Gli ultimi dati disponibili<br />
dell’Osservatorio Vendite Angaisa -<br />
prosegue Odorisio - confermano il<br />
calo dei fatturati mensili anche nel<br />
mese di novembre 2009: su base<br />
mensile, dal picco negativo del gennaio<br />
2009, con un -20%, negli ultimi<br />
tre mesi ci si è stabilizzati al -8/-10%.<br />
Su base annua si registra un -10,5%,<br />
mentre nel terzo trimestre siamo<br />
ancora al -12%”.<br />
A livello generale, l’andamento del fatturato<br />
Italia, dopo un 2008 in leggero<br />
calo (-1,17%), nel 2009 tocca il fondo<br />
(-9,14%); il 2010 presenta un’ulteriore<br />
contrazione dei fatturati, anche se<br />
meno accentuata del 2009 (-1,77%);<br />
solo nel 2011 sono attesi i primi timidi<br />
segnali di ripresa (+1,52%), che nel<br />
2012 dovrebbero concretizzarsi mag-<br />
28 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010
<strong>CER</strong>DISTRIBUZIONE<br />
Distribuzione idrotermosanitari e previsioni del fatturato Italia<br />
Valori in variazione percentuale (anni 2007-2012)<br />
Mauro Odorisio<br />
Fonte: Angaisa<br />
giormente (+2,35%).<br />
“La crisi globale colpisce il nostro<br />
Paese proprio nel periodo di maggiore<br />
vulnerabilità - prosegue il presidente<br />
Odorisio - con settori industriali nei<br />
quali si registra un eccesso di produzione;<br />
troppo spesso abbiamo esportato,<br />
oltre ai nostri prodotti, anche il<br />
know-how legato ad essi e attualmente<br />
il Sistema Paese Italia soffre di un<br />
grave deficit in termini di formazione<br />
professionale, di cultura di impresa,<br />
di tutela della proprietà intellettuale e<br />
di burocratizzazione che lo appesantisce<br />
rispetto ad una futura ripresa economica”.<br />
“Inoltre si è creata una frattura tra<br />
industria e distribuzione e credo - conclude<br />
Odorisio - che sia fondamentale,<br />
in questo momento più che mai, una<br />
collaborazione ed un dialogo costruttivo<br />
tra la distribuzione rappresentata da<br />
Angaisa e le industrie del settore, coinvolgendo<br />
anche le principali associazioni<br />
del comparto produttivo”.<br />
Durante il Meeting Invernale di Angaisa,<br />
Alberto Bubbio, professore associato<br />
di Economia Aziendale presso l’Università<br />
LIUC di Castellanza, si è soffermato<br />
sui passaggi critici che hanno<br />
caratterizzato il mercato negli ultimi<br />
due anni. “Bisogna innanzitutto considerare<br />
che sono cambiati i clienti o,<br />
se sono rimasti gli stessi, sono cambiati<br />
i loro comportamenti d’acquisto”<br />
- ha sottolineato Bubbio. “Di conseguenza,<br />
è necessario adattare l’azienda<br />
a questa mutata situazione, disponendo<br />
di un cash-flow positivo, per curare<br />
la marginalità”.<br />
Roberto Schiesari, docente di Finanza<br />
Aziendale presso l’Università di Torino,<br />
ha rimarcato come la ripresa in arrivo<br />
sarà lenta, e non sarà per tutti. Secondo<br />
Schiesari, “questa è una crisi che<br />
screma, che taglia le inefficienze. Non<br />
dobbiamo destrutturare o distruggere<br />
le aziende: il credito si contrae proprio<br />
nei momenti di crisi, ecco perché dobbiamo<br />
cercare di recuperare il concetto<br />
dell’autofinanziamento. Un nuovo<br />
indicatore di efficienza - ha aggiunto<br />
Schiesari - può essere il costo del personale<br />
in rapporto al margine di intermediazione:<br />
spendere il 40% del margine<br />
per coprire i costi del personale<br />
non è più sostenibile; bisogna curare<br />
particolarmente il circolante e se la<br />
forbice ‘giorni d’incasso - giorni di<br />
pagamento’ si allarga, è necessario<br />
intervenire accorciando i giorni di<br />
magazzino. È fondamentale monitorare<br />
il rapporto tra oneri finanziari e<br />
margine operativo lordo, poiché se<br />
l’indicatore s’impenna avrà conseguenze<br />
sul rating da parte delle banche e<br />
quindi sui nostri costi finanziari”.<br />
sricci@confindustriaceramica.it<br />
2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 29
<strong>CER</strong>LOGISTICA<br />
LE NUOVE GENERAZIONI<br />
guardano alla logistica<br />
di Simona Malagoli<br />
Foto Vincenzo Conelli<br />
Platea e relatori durante il convegno, tenutosi presso<br />
la Sala Conferenze di <strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong><br />
Il comprensorio della ceramica<br />
di Sassuolo presenta le stesse<br />
caratteristiche, peculiarità e percorsi di<br />
sviluppo intrapresi dai distretti industriali<br />
italiani, inserendosi a pieno titolo<br />
in quella che può essere considerata<br />
la loro storia. Il professor Franco<br />
Mosconi dell’Università di Parma,<br />
durante il convegno Una scuola di logistica<br />
per il distretto della ceramica, svoltosi<br />
presso la Sala Conferenze dell’Associazione<br />
il 27 novembre scorso, spiega<br />
addirittura come Michael Porter,<br />
uno dei più grandi esperti di management<br />
alla Harward Business School,<br />
per descrivere il caso italiano nel suo<br />
libro del 1990 Il vantaggio competitivo<br />
delle nazioni, abbia scelto Sassuolo<br />
quale esempio di distretto industriale<br />
che si è evoluto in cluster. Questo termine,<br />
riconducibile al “grappolo d’imprese”,<br />
coniato da Porter insieme al<br />
concetto di “diamante”, racchiude in<br />
realtà la tesi marshalliana secondo cui<br />
le imprese tendono a concentrarsi, grazie<br />
all’esistenza di particolari fattori, in<br />
determinati territori. Qualora il “diamante”,<br />
ovvero le quattro forze che<br />
generano in maniera sistemica un<br />
grappolo d’imprese, sia, poi, il più<br />
favorevole - sostiene Porter -, le nazioni<br />
hanno maggiori probabilità di raggiungere<br />
il successo internazionale: è<br />
quanto accaduto per il distretto di Sassuolo,<br />
che ha reso le piastrelle di ceramica<br />
italiane famose ed apprezzate in<br />
tutto il mondo.<br />
Nel percorso di metamorfosi che i<br />
distretti hanno compiuto negli anni,<br />
un’analisi di Mediobanca e Unioncamere<br />
ha evidenziato, poi, come un<br />
gran numero d’imprese siano nate piccole<br />
e diventate di medie dimensioni:<br />
una trasformazione vissuta anche da<br />
alcune aziende della ceramica, giocando<br />
un ruolo importante nella performance<br />
modenese ed emiliana rispetto<br />
al totale numero italiano.<br />
In un’ottica previsionale di quanto<br />
possa accadere all’economia reale,<br />
Mosconi sottolinea il delinearsi nel<br />
quadro attuale di ulteriori fattori di<br />
cambiamento, tra cui una crescita delle<br />
attività cosiddette “a monte” e “a valle”<br />
rispetto a fasi produttive delocalizzate<br />
e confini sempre più labili fra i settori<br />
dell’attività economica che vede una<br />
maggiore espansione dei servizi della<br />
produzione, come ad esempio la logistica.<br />
“La logistica si trova in tutti i sistemi<br />
organizzativi – afferma nel corso del<br />
convegno l’ing. Filippo Rosboch,<br />
esperto e consulente di supply chain in<br />
gruppi multinazionali – ed è sempre<br />
un’organizzazione di processi, d’infrastrutture,<br />
di mezzi, di flussi di prodotto,<br />
di attori che operano nella filiera, di<br />
flussi informativi: un sistema estremamente<br />
aperto che deve saper riconfigurarsi<br />
rapidamente per far fronte ad esigenze<br />
di maggior produzione o crisi<br />
industriale, rispondendo in modo<br />
veloce a queste opportunità o criticità”.<br />
Per dare un’idea del ruolo fondamentale<br />
e dell’impatto economico che questa<br />
attività ha per il settore delle piastrelle,<br />
Villiam Tioli, presidente di<br />
Emilceramica e della Commissione Trasporti<br />
e Materie Prime di <strong>Confindustria</strong><br />
<strong>Ceramica</strong>, riporta le incidenze dei principali<br />
fattori di costo espresse nel Libro<br />
Bianco sulla logistica. “L’indagine, condotta<br />
su un campione significativo di<br />
30 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010
<strong>CER</strong>LOGISTICA<br />
Foto Vincenzo Conelli<br />
imprese del distretto, ha consentito di<br />
analizzare in modo accurato e scientifico<br />
i costi della logistica per le nostre<br />
aziende, evidenziando come essi incidano<br />
per il 14,9% sul fatturato delle<br />
imprese ceramiche”, spiega Tioli. Di<br />
questi, il 67,2% sono costi “interni”, di<br />
cui il costo del lavoro è la voce più<br />
importante (28%), seguito dal costo<br />
delle superfici della logistica (17%); il<br />
32,8% è invece costituito da costi<br />
“esterni” relativi ai trasporti di rifornimento<br />
alla produzione e ai trasporti di<br />
distribuzione. Allargando poi l’orizzonte<br />
all’intera catena di valore del<br />
prodotto ceramico, si è quantificato<br />
che l’incidenza dei costi logistici sale al<br />
24% del fatturato, incrementato dei<br />
costi distributivi con rese franco fabbrica”.<br />
In grado di garantire una<br />
migliore organizzazione dei processi di<br />
produzione ed un’adeguata competitività<br />
in un contesto di globalizzazione<br />
delle merci, la logistica è forse uno dei<br />
pochi ambiti dove è ancora possibile<br />
intervenire per realizzare incrementi di<br />
produttività. Da qui, “l’importanza di<br />
avere persone professionali di alto<br />
livello che sappiano gestire la logistica<br />
del comparto”, sostiene Carlo Cottica,<br />
presidente della Commissione Formazione,<br />
Scuola e Università di <strong>Confindustria</strong><br />
<strong>Ceramica</strong>, poichè si tratta di un’attività<br />
complessa, per professionisti, il cui<br />
successo è dato dall’organizzazione<br />
ottimale di materiali, informazioni,<br />
tempi, comportamenti, meccanismi di<br />
funzionamento di uomini e prodotti.<br />
Proprio questa esigenza, unita alla consapevolezza<br />
di un vuoto a livello d’insegnamento<br />
della logistica nella provincia<br />
modenese, ha indirizzato la<br />
Commissione verso un’esperienza di<br />
collaborazione con il Liceo “A. F. Formiggini”<br />
di Sassuolo, volta a creare un<br />
corso specializzato aperto a tutti i<br />
ragazzi interessati ad approfondire<br />
quei nuclei tematici necessari per comprendere<br />
le scienze logistiche.<br />
Avviato nell’anno scolastico 2008-<br />
2009, il Progetto Logos si sviluppa<br />
nell’arco del triennio con 190 ore di<br />
attività fra lezioni extracurricolari e<br />
visite guidate mirate, oltre a 12 settimane<br />
di stage in azienda. “Il fattore<br />
alternanza scuola-lavoro, come risulta<br />
dalla bozza di regolamento per la riforma<br />
del sistema liceale in discussione al<br />
Senato, rappresenta uno dei possibili<br />
campi di interazione fra scuola, territorio<br />
e impresa” - riporta il vice preside<br />
del “Formiggini” Giampaolo Anderlini<br />
- in applicazione delle Raccomandazioni<br />
della Comunità Europea che promuovono<br />
il passaggio da una scuola del sapere<br />
in senso nozionistico ad una scuola<br />
del saper fare, ovvero in grado di fornire<br />
gli strumenti per riuscire ad applicare<br />
le conoscenze acquisite.<br />
Nell’attuazione di questo rapporto fra<br />
la scuola ed il territorio in cui è inserita,<br />
necessario per offrire agli studenti<br />
un percorso formativo adeguato<br />
all’ambiente in cui un giorno andranno<br />
ad operare, Logos rappresenta un<br />
progetto pilota a livello italiano, il cui<br />
successo è stato confermato da un<br />
numero di adesioni superiore alle<br />
aspettative. “Nell’ambito dell’attività<br />
di formazione promossa dalle associazioni<br />
di categoria, il rapporto di<br />
collaborazione con la scuola normalmente<br />
non viene sviluppato – spiega<br />
Carlo Cottica –; qualora però esista<br />
un’identità quasi assoluta tra l’associazione,<br />
come nel caso di <strong>Confindustria</strong><br />
<strong>Ceramica</strong>, e il territorio dove<br />
gran parte dell’attività coinvolta è<br />
concentrata, non solo un’azione di<br />
contatto con la scuola risulta possibile,<br />
ma anche assai utile per il settore”.<br />
L’innalzamento del livello di formazione<br />
può considerarsi, infatti, il nostro<br />
miglior fattore di competitività.<br />
Il tavolo dei relatori. Da sinistra: Franco Mosconi, Filippo Rosboch, Villiam Tioli, Luca Caselli, Carlo Cottica,<br />
Giampaolo Anderlini e Armando Cafiero.<br />
smalagoli@confindustriaceramica.it<br />
2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 31
<strong>CER</strong>STILI&CONSUMI<br />
NIELSEN INVESTIGA<br />
come cambia la spesa<br />
di Alessandra Ferretti<br />
L’indagine<br />
sviluppata in 11<br />
Paesi stranieri<br />
rileva un diffuso<br />
spostamento<br />
verso low cost di<br />
prodotti e di canale.<br />
Le diverse dinamiche<br />
tra Paesi evoluti e in<br />
via di sviluppo.<br />
In questo contesto di crisi così<br />
difficile da valutare nella sua<br />
globalità e nei suoi risvolti e conseguenze,<br />
qualcuno ha provato a capire<br />
in quale direzione stanno andando i<br />
consumatori di tutto il mondo.<br />
A provarci, The Nielsen Company,<br />
che ha seguito i cambiamenti in 11 tra<br />
i Paesi con il maggiore livello di produttività<br />
economica del mondo. Nella<br />
fattispecie, questi Paesi sono: Brasile,<br />
Canada, Cina, Francia, Germania,<br />
Gran Bretagna, India, Italia, Russia,<br />
Spagna e Stati Uniti.<br />
Come spiega James Russo, vice presidente<br />
Global Consumer Insights The<br />
Nielsen Company, “l’unicità dello studio<br />
Nielsen Global Economic Current<br />
consiste nel fatto di monitorare il<br />
comportamento dei consumatori nei<br />
confronti degli acquisti e delle spese,<br />
per capire dove questi si collocano nel<br />
clima economico e come è cambiato il<br />
loro atteggiamento. I fattori di valutazione<br />
includono il valore ed il volume<br />
delle vendite, così come la frequenza<br />
degli acquisti e la spesa complessiva<br />
per ogni atto d’acquisto. Inoltre, stiamo<br />
osservando lo spostamento verso<br />
formati low cost (discount ad esempio)<br />
e un aumento delle vendite in promozione.<br />
Tutti questi elementi ci permettono<br />
di avere un quadro molto chiaro<br />
di come i consumatori si stanno comportando<br />
in questo difficile clima economico”.<br />
Mentre il ritorno alla crescita appare<br />
guidato da Cina, India e Brasile, le<br />
economie dei Paesi dell’Europa occidentale,<br />
vale a dire Germania, Italia,<br />
Gran Bretagna, Spagna e Francia,<br />
insieme agli Stati Uniti e in misura<br />
minore al Canada, continuano a ristagnare.<br />
Per esempio, le vendite (a volume)<br />
continuano a mantenersi in una<br />
fascia neutrale (tra -1% e +1%) nel<br />
Nord America e nell’Europa occidentale,<br />
mentre crescono in Brasile, Cina<br />
e India.<br />
In Italia le marche private e i formati<br />
low cost stanno crescendo, mentre è<br />
diminuita la frequenza d’acquisto. In<br />
Cina i produttori di largo consumo<br />
stanno vivendo una crescita ancora<br />
bassa, ma la direzione è di nuovo<br />
positiva.<br />
“A livello globale – prosegue Russo – i<br />
consumatori tagliano le spese discrezionali,<br />
per esempio, risparmiando sui<br />
divertimenti e sui pasti fuori casa, sull’abbigliamento,<br />
sulle vacanze. Seguono<br />
poi tagli al consumo di gas ed elettricità,<br />
alimenti e telefono. Ancora<br />
diminuiscono le spese per la tecnologia,<br />
dai computer ai cellulari, per le<br />
vacanze e i week end, per la sostituzione<br />
degli elettrodomestici. Inoltre si<br />
registra un minore utilizzo dell’auto<br />
privata, la ricerca di migliori rapporti<br />
di mutui, assicurazioni, carte di credito<br />
e tagli sulle vacanze annuali”.<br />
Dunque, una volta che i consumatori<br />
hanno coperto le spese necessarie<br />
all'esistenza e al mantenimento, come<br />
spendono i propri risparmi?<br />
Il comportamento varia a seconda dei<br />
Paesi e del periodo. Dopo aver coperto<br />
le spese essenziali in Germania ad<br />
esempio, se in aprile il 40% dei consumatori<br />
destinava parte del proprio<br />
denaro restante ai divertimenti fuori<br />
casa e il 37% all’abbigliamento, in<br />
luglio la percentuale diminuiva: 35%<br />
per i divertimenti e 34% per l'abbi-<br />
32 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010
<strong>CER</strong>STILI&CONSUMI<br />
Le azioni dei consumatori mondiali per fronteggiare la crisi<br />
Valori percentuali di preferenze<br />
Base: Tutti gli intervistati che hanno risposto in modo<br />
affermativo alla domanda Q10 (n=9974)<br />
Fonte: The Nielsen Company<br />
gliamento. In Russia, l'abbigliamento<br />
attirava in aprile il 52% dei consumatori<br />
(+1% in luglio) e le migliorie<br />
della casa il 46% (-3% in luglio). In<br />
aprile i consumatori brasiliani dedicavano,<br />
sempre dopo aver coperto le<br />
spese essenziali, il denaro restante al<br />
divertimento fuori casa per il 50%<br />
(-3% in luglio) e all’abbigliamento<br />
per il 37% (+4%).<br />
In Gran Bretagna, in aprile, il 35% dei<br />
consumatori risparmiava (-1% in<br />
luglio) e il 30% spendeva per le<br />
vacanze (+3% in luglio), in Italia in<br />
aprile i risparmiatori erano il 37%<br />
(36% in luglio) e i vacanzieri il 33%<br />
(34% in luglio). In Francia, in aprile il<br />
40% dei consumatori preferiva risparmiare<br />
(37% in luglio) e il 33% non<br />
rinunciava ai divertimenti fuori casa<br />
(35% in luglio). In Cina, i risparmiatori<br />
erano il 59% ( in luglio) e chi sceglieva<br />
le vacanze era il 48% (in luglio).<br />
Negli States, se in aprile il 39% dei<br />
consumatori sceglieva il debito e il<br />
39% il risparmio, in luglio il 34% era<br />
per il debito e il 39% per il risparmio.<br />
In aprile, la stessa percentuale in<br />
Canada era, rispettivamente, del 47%<br />
(40% in luglio) e del 25% (30% in<br />
luglio); in India, si risparmiava in<br />
aprile per il 38% (62% in luglio) e ci<br />
si indebitava per il 66% (28% in<br />
luglio).<br />
Ora, date queste percentuali, sorge<br />
spontanea la domanda se ci siano<br />
segnali che permettono di sperare in<br />
un futuro migliore.<br />
Risponde ancora Russo: “I consumatori<br />
ci stanno suggerendo un maggiore<br />
ottimismo. In base alla Nielsen Global<br />
Consumer Confidence Survey, se le<br />
aspettative di ripresa per i prossimi 12<br />
mesi fino ad ottobre 2008 erano proprie<br />
solo del 19% dei consumatori, nel<br />
luglio 2009 queste aspettative riguardavano<br />
il 26% dei consumatori. Inoltre,<br />
abbiamo registrato un declino del<br />
31% nei consumatori che discutono di<br />
recessione sulla rete, a livello online,<br />
nei blog e così via. I consumatori<br />
hanno accettato la recessione e ora si<br />
stanno ricalibrando nella nuova realtà.<br />
Il comportamento è cambiato e mentre<br />
i consumatori si stanno spostando<br />
verso un modo di spendere discrezionale,<br />
ci stanno comunicando che ciò<br />
accadrà a livelli molto moderati”.<br />
alessandra_ferretti@hotmail.it<br />
2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 33