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CER_319_1-34.pdf (1975Kb) - Confindustria Ceramica

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<strong>319</strong><br />

<strong>CER</strong><br />

il giornale della <strong>Ceramica</strong><br />

gennaio<br />

febbraio<br />

2010<br />

€ 3,50 • ANNO XXXVII • GENNAIO/FEBBRAIO 2010 • ISSN 1828 1052• FOTO DI COPERTINA: VINCENZO CONELLI<br />

INTERVISTA<br />

Alessandro<br />

Vardanega.<br />

Aggregare imprese<br />

per battere la crisi<br />

Focus<br />

Brasile e Russia<br />

sono i mercati<br />

della ripresa della<br />

ceramica?<br />

LA SECONDA GENERAZIONE<br />

DELLA DECORAZIONE DIGITALE<br />

LAVORO<br />

Da capo a coach:<br />

come fare squadra<br />

con i propri<br />

collaboratori<br />

DISTRIBUZIONE<br />

Per Angaisa la<br />

ripresa vera nel<br />

mercato italiano<br />

solo dal 2011


<strong>CER</strong>EDITORIALE<br />

FORMAZIONE E MERCATI<br />

per un settore in convalescenza<br />

di Franco Manfredini<br />

FRANCO MANFREDINI<br />

Presidente<br />

<strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong><br />

editoriale<br />

Questo primo numero dell’anno della nostra rivista ci richiede di provare a<br />

leggere l’evoluzione di questo 2010, dopo l’annus horribilis che ha colpito<br />

tutti i settori industriali del mondo, compreso il nostro. Come sempre – e forse<br />

oggi ancor di più – appare difficile fare previsioni su come potranno chiudere i<br />

bilanci di questo nuovo anno, anche se possiamo affermare di attraversare un<br />

periodo di convalescenza dopo la grande sofferenza che ha interessato le aziende<br />

durante l’ultimo anno. Imprese che, impegnate con ristrutturazioni ed interventi<br />

sull’organizzazione del lavoro e della produzione, hanno visto lievitare l’intero<br />

sistema dei costi, anche a causa della riduzione dei volumi prodotti e del massiccio<br />

e diffuso ricorso agli ammortizzatori sociali.<br />

La convalescenza presuppone sempre un percorso di recupero, più o meno<br />

lento, specie se la malattia è stata particolarmente virulenta: speriamo di poter<br />

vedere, già nel bilancio 2010, il superamento di questa condizione transitoria. La<br />

fase di convalescenza deve essere in grado di produrre un positivo e nuovo frutto:<br />

una ancora più forte coesione del nostro distretto, sia tra le diverse aziende<br />

ceramiche e della filiera, sia in termini di partecipazione alla vita dell’Associazione.<br />

Considero questa una condizione molto importante, perché è il presupposto per<br />

portare avanti iniziative che possano favorire la tanto auspicata ripresa. Mi riferisco<br />

all’importante bando regionale “dal distretto produttivo al polo tecnologico”, al<br />

quale il nostro settore, con il supporto dell’Associazione, sta partecipando in forma<br />

coordinata; al progetto appena varato sulla formazione di filiera che vede questa<br />

Associazione a fianco di Cerform e Fondirigenti; allo studio sulla trasformazione<br />

del modello di consumo dell’acquirente italiano, che Eurisko presenterà a marzo;<br />

ad un importante investimento deciso dall’Associazione a favore della maggior<br />

conoscenza e promozione del prodotto ceramico: tutte iniziative che puntano a<br />

dare alle aziende ulteriori strumenti per accompagnare la ripresa di cui stiamo<br />

intravedendo le prime luci in fondo al tunnel. Seppur in modo disomogeneo e con<br />

diversa intensità, assistiamo già ad economie di Paesi – nei quali l’industria italiana<br />

della ceramica copre importanti quote di mercato – che hanno ripreso il cammino<br />

di sviluppo. È fondamentale che le nostre imprese siano in grado di intercettare la<br />

ripresa dei Paesi che primi si stanno muovendo: in questo, il detenere la quota di<br />

commercio internazionale più importante, superiore al 35%, è condizione di<br />

innegabile vantaggio rispetto alla concorrenza.<br />

Leggo con favore anche su questo numero due autorevoli interventi, uno di<br />

parte sindacale e uno di ambito accademico, che come i precedenti portano un<br />

gradito contributo alla lettura del momento economico, con particolare<br />

riferimento al nostro settore industriale. La forza del distretto è, ritengo, fuori<br />

discussione dal momento che porta l’imprimatur di tanti studiosi: da Marshall, a<br />

Prodi, a Krugman. E proprio noi siamo i primi ad esserne convinti. Ma siamo<br />

altrettanto convinti che il sistema Paese, nel suo complesso, può condizionare in<br />

negativo o in positivo la sopravvivenza delle sue potenzialità. In questo momento<br />

riteniamo di fare un pressante appello a tutti i livelli istituzionali, Stato, Regioni,<br />

Comuni, affinché un provvedimento come il Piano Casa possa finalmente<br />

decollare e svolgere tutti i positivi effetti nel rilancio del settore edile, così trainante<br />

per l’intera economia.<br />

2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 3


<strong>CER</strong><br />

Cer il giornale della <strong>Ceramica</strong>/<strong>319</strong><br />

gennaio/febbraio 2010<br />

Promosso da<br />

Edizioni<br />

Edi.Cer. SpA<br />

Pubblicazione registrata presso il<br />

Tribunale di Modena al n°551 in data 13/2/1974<br />

ISSN 1828 1052<br />

Direttore Responsabile<br />

Franco Manfredini<br />

Direttore Editoriale<br />

Andrea Serri (aserri@confindustriaceramica.it)<br />

Redazione<br />

Valentina Candini (vcandini@confindustriaceramica.it)<br />

Simona Malagoli (smalagoli@confindustriaceramica.it)<br />

Valentina Pellati (vpellati@confindustriaceramica.it)<br />

Simone Ricci (sricci@confindustriaceramica.it)<br />

Segreteria di redazione<br />

Patrizia Gilioli (pgilioli@confindustriaceramica.it)<br />

Barbara Maffei (bmaffei@confindustriaceramica.it)<br />

redazione@confindustriaceramica.it<br />

Hanno collaborato a questo numero<br />

Cristina Faedi, Alessandra Ferretti,<br />

Thomas Foschini, Luca Luberto<br />

Direzione, redazione,<br />

amministrazione:<br />

Edi.Cer. SpA Società Unipersonale<br />

Viale Monte Santo, 40 - 41049 Sassuolo (Modena)<br />

tel. 0536 804 585 - fax 0536 806 510<br />

info@edicer.it<br />

cod.fisc. 00853700367<br />

Pubblicità<br />

Pool Magazine, di Mariarosa Morselli<br />

Via Giardini 466 - 41124 Modena<br />

Tel. 059 344 455 Fax 059 344 544 - info@pool.mo.it<br />

Stampa<br />

Arbe Industrie Grafiche<br />

Associata a A.N.E.S.<br />

ASSOCIAZIONE NAZIONALE EDITORIA PERIODICA SPECIALIZZATA<br />

Abbonamenti<br />

Italia: 21 euro (anno 2010) - 42 euro (biennale 2010-2011)<br />

Europa: 78 euro (anno 2010) - 140 euro (biennale 2010-2011)<br />

Extra Europa: 110 euro (anno 2010) - 200 euro (biennale 2010-2011)<br />

Numeri arretrati 6,00 euro<br />

C/C postale n° 10505410<br />

intestato a Edi.Cer. SpA Società Unipersonale<br />

Viale Monte Santo, 40 Sassuolo (Modena)<br />

Questa rivista Le è stata inviata tramite abbonamento. L’indirizzo in nostro possesso<br />

verrà utilizzato, oltre che per l’invio della rivista, anche per la spedizione di<br />

altre riviste e/o per l’inoltro di proposte di abbonamento. Ai sensi dell’art. 7 del<br />

D.Lgs. 196/2003 è nel Suo diritto richiedere la cessazione dell’invio e/o l’aggiornamento<br />

o la cancellazione dei dati in nostro possesso, che sono comunque trattati<br />

in conformità al “testo unico sulla privacy”.<br />

Si autorizza la riproduzione dei testi e delle fotografie<br />

purché recante citazione espressa della fonte.<br />

Chiuso in tipografia il 16/02/2010<br />

www.italiatiles.com


<strong>CER</strong>GENNAIO/FEBBRAIO 2010<br />

SOMMARIO<br />

<strong>CER</strong> EDITORIALE<br />

3 FORMAZIONE E MERCATI per un settore in<br />

convalescenza di Franco Manfredini<br />

10 LETTERE<br />

<strong>CER</strong> NEWS<br />

14 AZIENDE <strong>CER</strong>AMICHE di Simona Malagoli<br />

20 DALL’ITALIA E DAL MONDO di Simona Malagoli<br />

22 NOTIZIE DA CONFINDUSTRIA <strong>CER</strong>AMICA<br />

di Simone Ricci<br />

<strong>CER</strong> INTERVISTA<br />

23 ALESSANDRO VARDANEGA Così salvammo il<br />

distretto del coppo aggregando imprese<br />

concorrenti di Andrea Serri<br />

28 DISTRIBUZIONE Angaisa: la ripresa vera solo<br />

dal 2011 di Simone Ricci<br />

30 LOGISTICA Le nuove generazioni guardano alla<br />

logistica di Simona Malagoli<br />

32 STILI&CONSUMI Nielsen investiga come cambia la<br />

spesa di Alessandra Ferretti<br />

<strong>CER</strong> FOCUS RUSSIA E BRASILE,<br />

MERCATI DELLA RIPRESA?<br />

36 La ceramica italiana incontra la primavera russa<br />

di Cristina Faedi<br />

Logistica<br />

30<br />

40 I cantieri “riaprono” a fine 2010<br />

di Luca Luberto<br />

44 L’America Latina incontra la piastrella<br />

di Valentina Pellati<br />

47 Nel BRIC sudamericano torna la voglia<br />

di ceramica e casa<br />

50 INNOVAZIONE TECNOLOGICA La lastra ceramica<br />

che illumina la casa di Thomas Foschini<br />

54 Decorazione digitale, al via la seconda generazione<br />

di Thomas Foschini<br />

<strong>CER</strong> GALLERIA<br />

65 SMALTI, COLORI E ADDITIVI<br />

a cura della Redazione<br />

74 FIERE Dieci ceramiche italiane per la prima volta a<br />

Maison & Objet di Cristina Faedi<br />

75 Cevisama, riscontri dopo la grande paura<br />

77 LAVORO Da capo a coach: fare squadra con i<br />

collaboratori a cura di Cerform<br />

78 CULTURA Sacmi e i suoi primi novant’anni<br />

di Simona Malagoli<br />

79 Rosanna Bianchi. Tradizione popolare e design<br />

di Simona Malagoli<br />

In copertina un’immagine della decoratrice Durst<br />

Stili&consumi<br />

32<br />

Intervista<br />

23<br />

Innovazione<br />

tecnologica<br />

50<br />

Focus<br />

35<br />

Cultura<br />

78<br />

2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 7


<strong>CER</strong>LETTERE<br />

Per scrivere al direttore: redazione@confindustriaceramica.it<br />

Lavoro, coesione sociale,<br />

innovazione e ricerca. Rischio<br />

d'impresa per contrastare la<br />

crisi ed il declino.<br />

<br />

Egregio presidente,<br />

da tempo l'Organizzazione<br />

che rappresento – la Cgil –<br />

denuncia gli impatti negativi della<br />

crisi internazionale sull'economia<br />

reale e il lavoro, coinvolgendo<br />

importanti realtà economiche<br />

come quella modenese. Allarme<br />

che il Governo nazionale - per<br />

incapacità e disegno politico - ha<br />

negato, evitando di predisporre<br />

adeguati interventi anticiclici. Un<br />

vuoto politico che lascia più esposti<br />

interi settori e importanti<br />

distretti industriali, come i nostri.<br />

L'Italia rimane infatti l'unico<br />

Paese in cui mancano politiche di<br />

indirizzo e un adeguato dibattito<br />

sulle ragioni della crisi e sui<br />

necessari correttivi.<br />

Non mi sfuggono le decisioni<br />

che gran parte degli<br />

imprenditori modenesi e<br />

del comparto ceramico hanno<br />

assunto in materia di lavoro e<br />

ammortizzatori sociali, rispondendo<br />

alle richieste del Sindacato<br />

e della Regione Emilia-Romagna e<br />

adottando tutti gli strumenti utili<br />

a evitare i licenziamenti. Un percorso<br />

non sempre omogeneo, o<br />

privo di conflitti, che sinora ha<br />

visto prevalere la continuità produttiva<br />

e occupazionale.<br />

Iprossimi mesi saranno contrassegnati<br />

da sfide ancora più<br />

difficili. Dal loro esito dipenderà<br />

la qualità delle relazioni sindacali,<br />

il futuro dell'occupazione e<br />

la tenuta sociale del nostro territorio.<br />

Una soluzione che non<br />

dovrà prevedere il ricorso ai licenziamenti,<br />

né la chiusura dei siti<br />

produttivi. Una sfida che necessariamente<br />

passa attraverso:<br />

- il prolungamento dei periodi di<br />

copertura della cassa integrazione<br />

e dell'insieme degli ammortizzatori<br />

sociali ed il ricorso ai contratti<br />

di solidarietà;<br />

- il mantenimento della leadership<br />

mondiale del comprensorio ceramico;<br />

- un forte intervento di politica<br />

economica e sociale incentrata su<br />

rilancio della domanda interna,<br />

del welfare, di sapere, formazione,<br />

cultura e ricerca, dell’occupazione<br />

e dell’equità sociale e dell’accoglienza<br />

degli immigrati.<br />

Il rilancio del comprensorio<br />

ceramico dovrà avvenire<br />

anche aggredendo i propri<br />

punti di debolezza, che per gran<br />

parte attengono al rapporto con<br />

l'ambiente e l'uso delle risorse<br />

(territorio, energia, acqua, terra,<br />

trasporto), trasformandole in<br />

grande occasione di innovazione e<br />

qualità. Una sfida alta che richiede<br />

ingenti risorse economiche e<br />

professionalità, e una grande<br />

sinergia fra le Istituzioni<br />

(Governo, Regioni, Enti locali,<br />

Università), soggetti sociali<br />

(Sindacati e Associazioni di<br />

Impresa, Cooperazione) e fra i<br />

diversi comparti produttivi (ceramico,<br />

meccano ceramico, meccanico,<br />

edilizia, logistica).<br />

Un progetto che assuma il<br />

risparmio energetico a<br />

tutti i livelli, ipotizzando<br />

anche un diverso uso/funzione<br />

della ceramica (fotovoltaico)<br />

all'interno di un piano più generale<br />

di ristrutturazione/adeguamento<br />

dell'edilizia e di rilancio<br />

dell'edilizia pubblica. Un obiettivo<br />

ambizioso che richiede coraggio,<br />

coesione sociale, significative<br />

risorse pubbliche e private. Quelle<br />

pubbliche debbono essere messe in<br />

campo da Comunità Europea,<br />

Governo e Regione, mentre quelle<br />

private dovranno essere sostenute<br />

dal sistema bancario e dall'imprenditoria<br />

locale. Coinvolgendo<br />

anche quell’imprenditoria che per<br />

un lungo periodo ha realizzato<br />

lauti profitti e che, non insensibile<br />

alle sirene della finanziarizzazione,<br />

vi ha destinato gran parte dei<br />

profitti realizzati.<br />

Un’imprenditoria, che<br />

dovrebbe trarre insegnamento<br />

da importanti predecessori.<br />

Veri e propri capitani di<br />

industria che hanno messo l'impresa<br />

al centro dei loro interessi e<br />

della loro vita, come, ad esempio<br />

fece, durante la crisi ceramica<br />

degli Anni Ottanta, la Signora<br />

Afra Giacobazzi, proprietaria<br />

dell’azienda Ragno, che anziché<br />

fuggire, decise di non rassegnarsi<br />

alle difficoltà e di innovare il<br />

gruppo realizzando 100 miliardi<br />

di investimenti e dando in garanzia<br />

degli stessi i 2.000 appartamenti<br />

di proprietà della famiglia e<br />

10 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010


<strong>CER</strong>LETTERE<br />

<br />

frutto della loro<br />

attività imprenditoriale.<br />

Donato Pivanti,<br />

segretario<br />

generale<br />

Cgil Modena<br />

Distretti nuovi grazie<br />

a formazione professionale<br />

e trasferimento tecnologico<br />

<br />

Egregio presidente,<br />

c’è ancora un futuro per i<br />

distretti industriali (o cluster) nell’economia<br />

del XIX secolo? Già il<br />

fatto che la domanda sia tornata in<br />

cima all’agenda di politica economica<br />

è, in sé, una buona notizia:<br />

non sono molto lontani gli anni in<br />

cui il dominio della finanza e dei<br />

«castelli di carta» aveva relegato in<br />

secondo piano (a esser generosi!)<br />

l’economia «reale», che è fatta di<br />

imprese e imprenditori, lavoratori e<br />

famiglie, tecniche di produzione.<br />

In particolare, erano le piccole e<br />

medie imprese (PMI) – sovente<br />

organizzate sul territorio in<br />

sistemi di produzione locali (i<br />

distretti o i cluster, appunto) – i soggetti<br />

praticamente scomparsi dal<br />

discorso pubblico sull’economia. Di<br />

più: nei circoli finanziari che contano<br />

(contavano? contano ancora?), i<br />

distretti erano considerati veri e<br />

propri relitti del passato, buoni solo<br />

per ricordare il bel tempo andato in<br />

regioni come, ad esempio, la nostra<br />

Emilia-Romagna,<br />

ma anche la Toscana<br />

e il Triveneto.<br />

Ora, il grande<br />

crac finanziario<br />

dell’autunno<br />

2008 e la<br />

sua trasmissione<br />

all’economia reale<br />

hanno – cammin<br />

facendo - riportato<br />

in primo piano l’importanza dell’industria<br />

manifatturiera, le hanno<br />

ridato dignità. Il ministro<br />

dell’Economia Giulio Tremonti<br />

ricorda spesso come l’Italia abbia la<br />

seconda manifattura d’Europa, dietro<br />

solamente alla grande<br />

Germania. È questa una base sufficiente<br />

dalla quale ripartire? E se la<br />

domanda ha una sua importanza<br />

per tutto il Paese, essa vale a fortiori<br />

per l’Emilia-Romagna, che rappresenta<br />

una delle «capitali» dell’industria<br />

manifatturiera di qualità<br />

ed è caratterizzata da una fitta rete<br />

di distretti, cluster e filiere produttive.<br />

In questo contesto regionale,<br />

sono poi le province di Modena e<br />

Reggio Emilia quelle che hanno realizzato,<br />

fino a tutto il 2008, le<br />

migliori performance economiche<br />

sui mercati esteri.<br />

Da dove ripartire, dunque?<br />

Vedendo le cose da qui,<br />

dalle nostre parti, è necessario<br />

fare un passo indietro.<br />

Sostiene Paul Krugman nel suo<br />

notissimo manuale di Economia<br />

internazionale (scritto con Maurice<br />

Obstfeld, 2006):<br />

«Quando le economie di scala<br />

avvengono a livello di settore, invece<br />

che a livello di imprese, esse vengono<br />

definite economie esterne.<br />

L’analisi delle economie esterne<br />

risale a più di un secolo fa ed è<br />

opera dell’economista inglese<br />

Marshall, che si interessava al fenomeno<br />

dei ‘distretti industriali’, concentrazioni<br />

spaziali di imprese che<br />

non potevano essere facilmente<br />

spiegate dalla disponibilità di risorse<br />

naturali (…) Il caso italiano è<br />

particolarmente studiato per la presenza<br />

di questi distretti industriali<br />

specializzati soprattutto in attività<br />

legate ai settori tradizionali (si<br />

pensi a Prato per il tessile, a<br />

Montebelluna per il calzaturiero, a<br />

Sassuolo per i prodotti in ceramica)<br />

e ad alcuni comparti della meccanica».<br />

Il premio Nobel per l’Economia,<br />

nel proseguire la rilettura della<br />

teoria di Alfred Marshall, cerca<br />

di approfondire le ragioni per cui<br />

un gruppo di imprese concentrato<br />

geograficamente può essere più efficiente<br />

di un’impresa isolata. E lo<br />

ha fatto sia nel manuale dianzi<br />

ricordato, sia in un precedente e<br />

assai brillante saggio – Geografia e<br />

commercio internazionale – del<br />

1991. Le ragioni sono essenzialmente<br />

tre: (i) mediante la concentrazione<br />

di un elevato numero di<br />

imprese in uno stesso posto, si dà<br />

vita a un «mercato congiunto» per<br />

lavoratori con qualifiche specializzate;<br />

(ii) un centro industriale di<br />

questo tipo ha la capacità di attirare<br />

«fornitori specializzati» e, quindi,<br />

di rendere disponibili «input»<br />

2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 11


<strong>CER</strong>LETTERE<br />

specifici di un settore industriale;<br />

(iii) in loco, si generano i cosiddetti<br />

spillover («traboccamenti») di<br />

conoscenza o tecnologici, giacché<br />

localmente l’informazione fluisce<br />

più facilmente.<br />

Proviamo, giunti a questo<br />

punto, a riepilogare: alla fine<br />

dell’Ottocento, la Gran<br />

Bretagna osservata da Alfred<br />

Marshall (il suo libro fondamentale<br />

è del 1890) era la principale potenza<br />

industriale del mondo: distretti<br />

industriali famosi erano Sheffield e<br />

Northampton. Giusto un secolo<br />

dopo, il giovane Paul Krugman –<br />

già allora uno dei più brillanti economisti<br />

americani – rilegge e attualizza<br />

la lezione «marshalliana» e<br />

menziona espressamente, come<br />

abbiamo visto, il distretto di<br />

Sassuolo. In quegli stessi anni, sempre<br />

dagli USA, un altro autorevole<br />

studioso - Michael E. Porter della<br />

Harvard Business School - volge la<br />

sua attenzione ai fattori che determinano<br />

il successo di particolari<br />

settori industriali e/o territori: è,<br />

infatti, nel 1990 che pubblica il suo<br />

celebre testo Il vantaggio competitivo<br />

delle nazioni. Per l’Italia, com’è<br />

noto, il case-study scelto è proprio<br />

quello dell’industria delle piastrelle<br />

di ceramica di Sassuolo.<br />

Sono quattro le «determinanti»,<br />

quelle che Porter chiama<br />

il «vantaggio nazionale»;<br />

ossia, le condizioni dei fattori della<br />

produzione (fra cui la forza lavoro);<br />

le condizioni della domanda; i settori<br />

industriali correlati e di supporto;<br />

strategia e struttura delle<br />

imprese e loro rivalità. Si tratta di<br />

determinanti che, nella sostanza,<br />

sono molto simili ai tre fattori identificati<br />

nella teoria che, per semplicità,<br />

chiamiamo Marshall-<br />

Krugman. La storia non finisce qui<br />

perché, come ci ha ricordato più<br />

volte il Corriere della Sera negli<br />

ultimi mesi, un posto di rilievo nella<br />

spiegazione della forza del modello<br />

distrettuale continua ad avere il<br />

pionieristico lavoro di Romano<br />

Prodi sul distretto di Sassuolo: correva<br />

l’anno 1966.<br />

L’analisi deve ora cedere il<br />

passo alla policy: siamo di<br />

fronte a un modello che è<br />

stato edificato su solide fondamenta<br />

e che, decennio dopo decennio, è<br />

venuto evolvendosi grazie a strategie<br />

d’impresa lungimiranti e a una<br />

politica industriale appropriata.<br />

Ma il biennio 2008-2009 ha scosso<br />

le fondamenta di tutta l’economia<br />

globale, colpendo più violentemente<br />

proprio i primi della classe (e l’economia<br />

dell’Emilia-Romagna è fra<br />

questi): non solo è calato il Pil mondiale<br />

(-1,3%), ma è letteralmente<br />

crollato il commercio internazionale<br />

(-11%). Per chi, come la nostra economia,<br />

ha un grado di apertura<br />

verso l’estero molto<br />

alto, il colpo è stato<br />

durissimo.<br />

Il sentiero di crescita<br />

dell’economia<br />

globale<br />

riprenderà in questo<br />

2010, e riprenderanno<br />

ritmo anche i<br />

traffici mondiali.<br />

Ma, si badi bene, cresceranno<br />

soprattutto i Paesi emergenti e in<br />

via di sviluppo (qui i tassi di crescita<br />

del Pil oscilleranno, a seconda<br />

dei casi, fra il 4 e il 9%), mentre nei<br />

nostri Paesi avanzati la crescita si<br />

collocherà fra l’1 e il 3%. Spostare<br />

progressivamente il focus della propria<br />

attività verso quei mercati lontani<br />

(l’Asia e l’America latina,<br />

senza però trascurare la sponda<br />

sud del Mediterraneo) richiede, alle<br />

nostre imprese, un colpo d’ala. Che<br />

è però nelle loro possibilità, se<br />

teniamo conto di ciò che dagli anni<br />

Sessanta a oggi lungo la Via Emilia<br />

(e dintorni) è stato costruito.<br />

Egesti nuovi sono richiesti alla<br />

politica industriale: lo status<br />

quo in campi come la formazione<br />

professionale e le politiche per<br />

il trasferimento tecnologico deve<br />

essere rapidamente abbandonato.<br />

Qualcosa di nuovo si intravede. Ma<br />

se è lungo il tragitto da compiersi<br />

verso le (nuove) «Vie della Seta», lo<br />

è altrettanto il percorso che, nelle<br />

sedi Istituzionali competenti, deve<br />

ancora portare a riforme vere e<br />

autentiche a favore delle giovani<br />

generazioni. E il capitale umano è<br />

la nostra più preziosa risorsa. Oggi<br />

più di ieri.<br />

Franco Mosconi,<br />

professore di<br />

Economia e<br />

Politica<br />

industriale<br />

- Università di<br />

Parma<br />

12 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010


<strong>CER</strong>NEWS aziende ceramiche<br />

a cura di Simona Malagoli<br />

Per l’invio di comunicati stampa: redazione@confindustriaceramica.it<br />

<strong>CER</strong>AMICHE COEM SPONSOR<br />

del Master in Design di Domus Academy<br />

Skin: when the Light meets the Matter è il suggestivo titolo del<br />

Master in Design di Domus Academy, conclusosi a Milano lo<br />

scorso dicembre, guidato dall’arch. Silvio De Ponte con il<br />

patrocinio di Ceramiche Coem. Otto giovani, provenienti da tutti i<br />

continenti, hanno sviluppato le loro idee sul concetto di<br />

interazione tra<br />

materia e luce, dando<br />

luogo a proposte di<br />

design per la ceramica<br />

concrete e innovative.<br />

Ben consapevole<br />

dell’importanza di un<br />

rapporto “vissuto” e<br />

non solo formale con<br />

tutta la categoria dei progettisti, Ceramiche Coem ha intrapreso<br />

con entusiasmo questo percorso creativo, investendo sulla<br />

formazione di talenti nelle generazioni più giovani. Trattasi non<br />

soltanto di un dovere etico da parte dell’azienda, ma un vero<br />

arricchimento di nuove idee, dalle quali attingere per rinnovarsi e<br />

interrogarsi su quali siano le aspettative future del mercato.<br />

MIELE SCEGLIE FIORDO<br />

per la sua sede in Olanda<br />

Rust, un prodotto della serie Double Stone<br />

di Fiordo Industrie Ceramiche, è stato utilizzato<br />

per l’intera pavimentazione della<br />

sede Miele a Vianen in Olanda, comprendendo<br />

tutti gli uffici, l’istituto culinario e la<br />

superficie esterna, per un totale di circa<br />

7.000 metri quadrati.<br />

La serie Double Stone, caratterizzata dalla<br />

Certificazione Ecolabel, è un risultato ceramico<br />

innovativo realizzato con la tecnologia<br />

della doppia pressatura, che permette<br />

di raggiungere gli effetti naturali delle<br />

fiammature delle<br />

pietre mediante l’applicazione<br />

a secco di<br />

polveri atomizzate di<br />

grès porcellanato,<br />

conferendo alle piastrelle<br />

un irregolare<br />

risultato estetico<br />

dettato da spessori,<br />

superfici ed effetti<br />

cromatici differenti.<br />

FRANCO BERTOLI<br />

disegna Mirto di Dolomite<br />

<strong>Ceramica</strong> Dolomite ha assegnato al pluripremiato<br />

designer Franco Bertoli la creazione<br />

della sua nuova linea di lavabi e sanitari,<br />

Mirto. Dal design intramontabile, la collezione<br />

riflette appieno i valori chiave di Bertoli,<br />

cioè innovazione e funzionalità, rispondendo<br />

all’esigenza dei consumatori di poter<br />

acquistare prodotti di elevata qualità, ma<br />

con un prezzo accessibile.<br />

Le linee fluide di Mirto<br />

compongono un insieme<br />

dal design contemporaneo<br />

e pulito, senza tempo,<br />

che si adatta facilmente a<br />

ogni tipologia di bagno:<br />

un approccio moderno al<br />

minimalismo quello di<br />

Franco Bertoli, che si<br />

allontana da rigide forme<br />

geometriche a favore di<br />

volumi più modellati e<br />

linee morbide e scorrevoli.<br />

Un’ambientazione con la serie Mirto<br />

LAMINAM SEGNALATA AL<br />

Premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente<br />

Nell'ambito del convegno che si è svolto il dicembre scorso a<br />

Milano all'interno del Salone Ecoabitare di Artigiano in Fiera 2009,<br />

Laminam è stata segnalata al Premio all'Innovazione Amica<br />

dell'Ambiente per la sezione Eco-Edilizia e Materiali. Promosso da<br />

Legambiente e Regione Lombardia, il premio è stato dedicato nel<br />

2009 a un nuovo modo di essere impresa che salvaguardi criteri di<br />

eco-sostenibilità, risparmio energetico e utilizzo responsabile di<br />

risorse, di servizi naturali e persone. Sono state, dunque, selezionate<br />

le realtà capaci di considerare l'ambiente non più come vincolo,<br />

ma come valore e opportunità di sviluppo e di crescita per sé e per<br />

l'intera collettività. Tra queste, Laminam che, grazie al ridotto spessore,<br />

impiega un minore quantitativo di materie prime non rinnovabili,<br />

un numero inferiore di trasporti, minore e migliore qualità<br />

dell’energia, meno emissioni in atmosfera di polveri e di CO 2 .<br />

L’interno della sede Miele<br />

14 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010


<strong>CER</strong>NEWS aziende ceramiche<br />

POLYGLASS CREA<br />

un nuovo strumento di supporto<br />

PALAGIO ENGINEERING<br />

riveste il centro di Campobasso<br />

iRoof - Digital Video Assistant è un DVD ideato<br />

da Polyglass per supportare progettisti,<br />

applicatori, personale tecnico e commerciale<br />

nell’uso delle tecnologie e dei prodotti realizzati<br />

dall’azienda. Il nuovo strumento è<br />

suddiviso in tre aree: l’Area Tecnica,<br />

che contiene le Schede di Sicurezza,<br />

i Capitolati e il loro Configuratore,<br />

tutti i Disegni DWG, i video che<br />

documentano la migliore tecnica di<br />

applicazione per ogni prodotto e il<br />

collegamento all'Assistenza Tecnica; l’Area<br />

Seminar, dove sono disponibili i Video Istituzionali e il Catalogo, completo<br />

di brevetti, suggerimenti di posa, video per tutti i prodotti; ed<br />

infine l’area Canali Marketing che evidenzia la diversificazione del<br />

catalogo Polyglass in due distinte linee di prodotti, Linea<br />

Professionale e Linea Rivenditori.<br />

SIGLATO ACCORDO FRA<br />

Del Conca e Saint-Gobain<br />

Nel centro murattiano di Campobasso,<br />

l’area anticamente occupata dal Molino<br />

Ferro è stata sottoposta ad un intervento<br />

di riqualificazione urbana e riconversione<br />

edilizia che ha visto Palagio Engineering<br />

impegnato nel rivestimento di 6.000 metri<br />

quadrati di superficie con facciate ventilate<br />

dalla classica colorazione rosso-rosata<br />

del cotto imprunetino, proposte nelle due<br />

finiture liscia naturale e sabbiata.<br />

L’importanza architettonica degli edifici e<br />

il particolare contesto urbano del complesso,<br />

ad uso residenziale e commerciale, ha<br />

richiesto la progettazione, da parte di<br />

Palagio Engineering, di un’apposita lastra<br />

di grandi dimensioni: i moduli Terra Block<br />

che raggiungono i 120 cm di lunghezza<br />

possiedono inoltre un nuovo sistema di<br />

giunzione orizzontale per ridurre il rischio<br />

d’infiltrazioni d’acqua all’interno della<br />

parete.<br />

Corso Bucci a Campobasso<br />

E. D. Mularoni<br />

Enzo Donald Mularoni, presidente del Gruppo<br />

ceramico Del Conca, ha siglato un importante<br />

accordo con Saint-Gobain, leader nei<br />

prodotti per l’edilizia e tra i primi<br />

cento gruppi industriali al mondo con<br />

un fatturato che nel 2008 ha toccato<br />

i 43,8 miliardi di euro.<br />

I materiali prodotti dai tre marchi Del<br />

Conca, Pastorelli e Faetano verranno<br />

esposti in 4.000 punti vendita Saint-<br />

Gobain presenti in ben 27 Paesi:<br />

un’opportunità che si prevede frutti<br />

al Gruppo del Conca 10 milioni di<br />

euro nel solo anno 2010.<br />

<strong>CER</strong>AMICA GLOBO all’Expo di Shanghai<br />

Concentrare gli investimenti di ricerca e sviluppo verso un’innovazione<br />

tecnologica che garantisca un continuo miglioramento dello stile<br />

di vita rappresenta la linea imprenditoriale di <strong>Ceramica</strong> Globo che,<br />

attraverso la partnership con Shanghai 2010, lavora assiduamente<br />

nella direzione di eco‐compatibilità edilizia. Il Padiglione Italiano, per<br />

cui l’azienda è stata scelta come fornitore, si pone infatti come vetrina<br />

delle eccellenze prodotte dall’Italia nei settori che contribuiscono<br />

alla migliore qualità della vita nelle aree urbane. Inoltre, esteso su<br />

una superficie di 6.000 m² di storia e modernità, ricerca ed innovazione<br />

alla luce di una tradizione culturale e di una filosofia dello sviluppo<br />

urbano che sin dal Rinascimento pone al centro l’uomo, la sua<br />

dignità e le sue ambizioni, il Padiglione Italiano, con il suo titolo “La<br />

città dell’Uomo”, evoca il meglio di questo modello culturale.<br />

MAPEI, NUOVA ACQUISIZIONE<br />

in Bulgaria<br />

Il Gruppo Mapei ha recentemente acquisito da Orgachim, azienda<br />

produttrice di pitture e vernici quotata alla borsa di Sofia, l’impianto<br />

produttivo di Ruse, dedicato alla produzione di adesivi per la<br />

posa di ceramica e sistemi di isolamento termico. Situato in posizione<br />

strategica, al confine con la Romania, lo stabilimento, che si<br />

estende su un’area di oltre 15.000 metri quadrati, “non solo servirà<br />

a sviluppare la presenza Mapei sul mercato bulgaro - sostiene<br />

Veronica Squinzi, responsabile per lo sviluppo strategico del<br />

Gruppo - ma darà anche ulteriore impulso all’espansione sul mercato<br />

rumeno, dove attualmente il Gruppo opera attraverso la filiale<br />

Mapei Romania srl”.<br />

Già attiva da tempo in Bulgaria grazie ad una rete di distributori,<br />

Mapei continua dunque ad investire, guardando ai Paesi dell’Est<br />

Europa come ad un’ulteriore opportunità di crescita e sviluppo.<br />

16 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010 2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 16


<strong>CER</strong>NEWS aziende ceramiche<br />

NUOVO LOGO<br />

per Lea Ceramiche<br />

STAZIONE AUTOMATICA<br />

di smaltatura sifone per Flaminia<br />

Marco Braga<br />

Realizzato su progetto grafico del designer<br />

Marco Braga, dinamico ed essenziale, il<br />

nuovo logo di Lea Ceramiche abbandona<br />

la sinuosità del tratto per prediligere linearità<br />

e rigore pur conservando alcuni tratti<br />

distintivi del logo storico.<br />

Lo studio Braga, che ha già collaborato<br />

con Lea Ceramiche per la realizzazione del<br />

Company Profile, nel progetto del nuovo<br />

logo utilizza un segno grafico che esalta<br />

pulizia delle linee ed eleganza, ad indicare<br />

una precisa evoluzione del percorso strategico<br />

dell’azienda e la sua continua propensione<br />

al cambiamento.<br />

Questo segnale di rinnovamento è l’ennesima<br />

testimonianza dell’accortezza di Lea<br />

Ceramiche nel coniugare ricerca e design<br />

anche nei propri linguaggi e strumenti<br />

espressivi.<br />

KENGO KUMA FIRMA UN’OPERA<br />

per Casalgrande Padana<br />

<strong>Ceramica</strong> Flaminia, azienda di Civita Castellana specializzata nella<br />

produzione di sanitari, ha deciso di passare dalla smaltatura interna<br />

del vaso in modo semiautomatico ad una nuova versione di<br />

tale applicazione, avvalendosi di un sistema completamente automatico<br />

fornito da Sacmi.<br />

A tal proposito è stata predisposta sulla linea esistente una stazione<br />

di smaltatura automatica con robot che, basandosi su un procedimento<br />

misto di flow coating e spruzzo, permette di tradurre in<br />

un ciclo medio di circa 70/80 minuti il tempo di smaltatura interna<br />

vasi, con il vantaggio di coprire il sotto brida in modo completo su<br />

tutte le “facce” che lo compongono.<br />

REFIN PREMIATA<br />

da Legambiente<br />

La collezione Pro-gres di Ceramiche<br />

Refin ha ricevuto lo scorso dicembre il<br />

Premio all’Innovazione Amica<br />

dell’Ambiente 2009 per la categoria<br />

Tecnologie Verdi, assegnato da Legambiente.<br />

Si tratta di un riconoscimento annuale a quelle<br />

tecnologie, processi, prodotti, servizi e sistemi<br />

gestionali innovativi che producono significativi<br />

miglioramenti ambientali; la categoria<br />

Un prodotto della<br />

collezione Pro-gres<br />

Tecnologie Verdi prende in esame, in particolare,<br />

le innovazioni nel settore dell’efficienza energetica e delle<br />

energie rinnovabili. Valori che Refin è riuscita ad esprimere pienamente<br />

nella collezione Pro-gres, realizzata, per la prima volta nell’ambito<br />

dei prodotti ceramici, con contenuto riciclato post-consumo: un pregiato<br />

impasto contenente il 20% di vetro riciclato proveniente da<br />

schermi di vecchi monitor e televisori a tubo catodico.<br />

Il rendering del progetto<br />

L’amministrazione comunale ha concesso in comodato modale a<br />

Casalgrande Padana l’area interna alla rotatoria posta sulla Strada<br />

Pedemontana, a ridosso dello stabilimento dell’azienda, per la realizzazione<br />

di Casalgrande Ceramic Cloud, una grande opera costituita<br />

da lastre in ceramica 60x120 cm di colore bianco, dall’alto<br />

contenuto tecnico, firmata dal famoso architetto giapponese Kengo<br />

Kuma.<br />

Su una superficie di 2.826 metri quadrati destinati a verde pubblico,<br />

il progetto si svilupperà per una lunghezza di cinquantacinque<br />

metri ed un’altezza di sei, in un gioco di luci e ombre che varierà<br />

con il mutare delle condizioni ambientali e con lo spostamento dell’osservatore,<br />

conferendo una percezione dinamica del manufatto.<br />

“Notevole è stato il lavoro di ricerca sulla materia - scrive Kengo<br />

Kuma - che in quest’opera esplicita una visione in cui l’architettura<br />

si dissolve come oggetto e diventa parte integrante del sistema<br />

ambientale”.<br />

NUOVI CATALOGHI Ideal Standard<br />

Ideal Standard ha affidato a FutureBrand e a Nascent Design il<br />

compito di rivedere l’immagine e lo stile di comunicazione dei suoi<br />

cataloghi prodotto, con l’obiettivo di creare un sistema grafico in<br />

grado di mettere in evidenza i punti di forza della propria offerta.<br />

Il risultato ottenuto consiste in tre<br />

diversi book, abbracciati da un’unica<br />

veste grafica, dedicati rispettivamente<br />

a ceramica e arredobagno, al mondo<br />

del wellness e alla rubinetteria, aste<br />

doccia e arredamento, dove i prodotti<br />

sono raccontati a 360 gradi da<br />

immagini, descrizioni e schede tecniche,<br />

nell’intento di valorizzare il<br />

mondo Ideal Standard fatto di design,<br />

tecnologia e cura del dettaglio.<br />

18 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010


<strong>CER</strong>NEWS dall’Italia e dal mondo<br />

a cura di Simona Malagoli<br />

Per l’invio di comunicati stampa: redazione@confindustriaceramica.it<br />

GORENJE ACQUISTA<br />

linea di pressatura Siti-B&T<br />

Il Gruppo Gorenje, una delle più<br />

importanti realtà socio-economiche<br />

della Repubblica Slovena, con<br />

cent’anni di storia e più di cinquant’anni<br />

di esperienza nel settore<br />

dei grandi elettrodomestici, ha finalizzato<br />

con il Gruppo Siti-B&T l’acquisto<br />

di una linea di pressatura per<br />

la produzione di piastrelle in ceramica.<br />

La fornitura prevede l’installazione di una pressa idraulica serie<br />

1205 ES – luce 1500 con relativo carrello di caricamento, dedicata<br />

alla produzione di rivestimento nei formati 250x333 mm e<br />

333x333 mm, nell’ambito di un progetto di ristrutturazione all’interno<br />

di un impianto già esistente.<br />

Attualmente, l’avanzata tecnologia Siti B&T, per ciò che concerne<br />

la divisione Green Technologies è online, nella versione inglese,<br />

attraverso un innovativo sito web che, concepito con una grafica<br />

giovane e accattivante e con un utilizzo intuitivo, è a completa<br />

disposizione della clientela con percorsi di navigazione facili ed<br />

immediati.<br />

Per informazioni: www.sitibt-environmental.com<br />

TECNOLOGIE SACMI PER KALEVIT,<br />

Keramin, Duravit e Royal Ceramic Lanka<br />

Sacmi ha recentemente installato presso Kalevit, società per la produzione<br />

di sanitari in ceramica e vasche in acrilico del Gruppo Kale,<br />

un nuovo forno intermittente Riedhammer che consente di cuocere,<br />

ad una temperatura d’esercizio di 1250° C, circa 1.000 pezzi<br />

durante ogni ciclo, per un carico totale di quasi 16 tonnellate.<br />

Rispettivamente per la produzione di water closet e lavabi, Sacmi<br />

ha poi fornito a Keramin le nuove macchine di colaggio mono<br />

stampo AVM e ALS,<br />

mentre a Duravit<br />

Tunisia, con sede a<br />

Biserta, specializzata<br />

nella produzione di<br />

sanitari, un forno a<br />

tunnel modello HWS<br />

13,5/500/140 che può<br />

gestire circa 675 pezzi<br />

per ciclo ed in grado di<br />

cuocere contemporaneamente<br />

prodotti<br />

Forno intermittente HWS per la cottura e<br />

ricottura di sanitari di ceramica<br />

diversi.<br />

Infine, Sacmi ha partecipato nella realizzazione dell’impianto sanitari<br />

della Royal Ceramic Lanka nei pressi di Colombo, capitale<br />

dello Sri Lanka, fornendo l’isola di smaltatura robotizzata Gaiotto,<br />

capace di smaltare al turno circa 300 pezzi di varie tipologie, ed il<br />

forno intermittente SSK da 10 carri che permette una produzione<br />

di 630 pezzi al ciclo.<br />

Per informazioni: www.sacmi.com<br />

TECNOGRAFICA LANCIA A CEVISAMA<br />

le pietre naturali<br />

Tecnografica ha presentato a Cevisama<br />

2010 (Pad. 6 Alto, Stand H142) una nuovissima<br />

collezione di progetti completi, ispirati<br />

principalmente alle pietre naturali, studiati<br />

per tecnologia digitale e tradizionale.<br />

In linea con le tendenze attuali e nel segno<br />

della concretezza è stata posta grande cura<br />

alla ricerca di soluzioni ottimizzate per la<br />

massima resa tecnico-estetica, in una logica<br />

di qualità e attenzione ai costi.<br />

Numerose anche le proposte per i decori e i rivestimenti, ricche delle<br />

trame e dei disegni più attuali, con preziosi effetti materici a rilievo<br />

ottenibili anche con gli speciali rulli in silicone TS-Power.<br />

Per informazioni: www.tecnografica.net<br />

TECNARGILLA PREMIA<br />

la creatività digitale<br />

Si chiameranno Tecnargilla Design Awards i premi che Tecnargilla,<br />

la maggiore fiera al mondo per la fornitura all’industria ceramica e<br />

del laterizio, consegnerà nel corso della sua ventiduesima edizione<br />

in programma a Rimini dal 27 settembre al 1 ottobre 2010.<br />

I riconoscimenti saranno assegnati da una giuria internazionale<br />

composta da designer, architetti ed esperti di settore a quelle<br />

aziende che presenteranno i migliori progetti applicativi per future<br />

collezioni di piastrelle da pavimento e rivestimento realizzate<br />

utilizzando la tecnologia digitale, e dunque in grado di andar oltre<br />

le mere riproduzioni di superfici o decori già ottenibili con altre<br />

forme di decorazione. La partecipazione è aperta a tutti gli<br />

espositori di Tecnargilla 2010 che operano in questo campo, siano<br />

essi colorifici, studi di design o produttori di tecnologia.<br />

Esposti in una mostra che offrirà ai visitatori della fiera uno sguardo<br />

sulla creatività digitale, i prodotti in concorso si delineeranno come<br />

un’esplorazione dei nuovi linguaggi possibili.<br />

Per informazioni: www.tecnargilla.it<br />

KEMAC si riorganizza<br />

Kemac – storica azienda produttrice di<br />

macchine per il mosaico, terzo fuoco e<br />

pezzi speciali – può ora contare appieno<br />

sulla potente struttura di Sacmi anche per quanto riguarda la rete<br />

commerciale, dai preventivi all’assistenza post-vendita.<br />

Quella che già nel 2007 si era configurata come una scelta strategica<br />

per il futuro dell’azienda, e che aveva portato all’integrazione<br />

dei progetti e delle tecnologie di Kemac in Sacmi nell’ottica di<br />

razionalizzare e unificare le attività propriamente industriali, si<br />

completa ora con il passaggio diretto sotto il controllo di Sacmi<br />

anche della struttura commerciale dell’azienda, un’azione volta a<br />

rafforzare il marchio Kemac sul mercato.<br />

Per informazioni: www.kemac.it<br />

20 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010


<strong>CER</strong>NEWS dall’Italia e dal mondo<br />

STEIKOS<br />

per un mondo migliore<br />

Steikos, nuova realtà imprenditoriale promossa da Colorobbia<br />

Italia e da AZ tech, entra nel settore dei materiali nanostrutturati<br />

con un’impronta dinamica e innovatrice, offrendo ai propri clienti<br />

una gamma articolata di formulati a base di nanomateriali interamente<br />

di produzione propria, brevettati e di riconosciuta qualità.<br />

I sistemi nanostrutturati della linea Fosenergy di Steikos sono idonei<br />

a funzionalizzare pareti interne ed esterne in materiali cementizi<br />

e/o lapidei, destinati sia all’edilizia pubblica che privata, civile,<br />

industriale, ed al recupero e mantenimento dei beni artistici e culturali,<br />

ottenendo importanti benefici: proprietà antismog, autopulenti,<br />

antibatteriche e antiodore, e di consolidamento. Coniugare<br />

sviluppo economico e rispetto dell’ambiente è un obiettivo che<br />

Steikos persegue per mezzo della ricerca scientifica e dell’innovazione<br />

tecnologica.<br />

Per informazioni: www.steikos.com<br />

APPROVATO LEED Italia 2009<br />

Il LEED Steering Committee (LSC) di USGBC (U.S. Green Building<br />

Council) ha formalmente approvato LEED Italia 2009 Nuove<br />

Costruzioni – Ristrutturazioni: un prestigioso riconoscimento ottenuto<br />

grazie alla qualità e dedizione evidenziata dai soci di GBC<br />

Italia che hanno contributo a questo lavoro e ai componenti del<br />

Comitato LEED da loro designati.<br />

Indicando i requisiti per costruire edifici eco-compatibili, capaci di<br />

funzionare in maniera sostenibile ed autosufficiente a livello energetico,<br />

il sistema di certificazione LEED (Leadership in Energy and<br />

Environmental Design) definisce gli standard per l’edilizia sostenibile<br />

sviluppatasi negli Stati Uniti e applicati in 40 Paesi del mondo.<br />

<strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong>, socio fondatore dell’Associazione Green<br />

Building Council Italia, cogliendo l’interesse<br />

di una buona parte delle aziende ceramiche<br />

associate verso questo modello di<br />

certificazione, ha elaborato delle Linee<br />

guida per l’applicazione dei crediti<br />

LEED alle piastrelle di ceramica, uno<br />

strumento di supporto al fine di fornirne<br />

un’utile chiave di lettura.<br />

Per informazioni: www.gbcitalia.org


<strong>CER</strong>NEWS da <strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong><br />

a cura di Simone Ricci<br />

INCONTRO TRA LE ASSOCIAZIONI<br />

di categoria della filiera ceramica<br />

Nel mese di dicembre, si sono incontrati i vertici dell’Associazione,<br />

di Acimac e di Federchimica Ceramicolor per discutere della difficile<br />

situazione generale. All’incontro erano presenti, per<br />

<strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong>, il presidente Franco Manfredini, i vice presidenti<br />

Emilio Mussini ed Antonio Mingarelli, i consiglieri Luca<br />

Mussini ed Alfonso Panzani assieme al direttore generale<br />

Armando Cafiero. In rappresentanza di Acimac il presidente Pietro<br />

Cassani, i vice presidenti Barbara Franchini, Fabio Tarozzi e Paolo<br />

Lamberti ed il direttore generale Paolo Gambuli, mentre per<br />

Federchimica Ceramicolor la delegazione guidata dal presidente<br />

Giuseppe Lami era composta dai vice presidenti Daniele Bandiera<br />

e Marco Bitossi e dal direttore Giuseppe Abello.<br />

È emersa una indicazione comune delle Associazioni rispetto a tre<br />

significativi punti: un comportamento eticamente corretto nelle<br />

relazioni commerciali e nella difesa della proprietà intellettuale; la<br />

riconferma del valore aggiunto derivante dal distretto industriale<br />

italiano, anche quale elemento cardine del progresso e dell’innovazione;<br />

la ricerca di ulteriori e più mirate forme di aggregazione,<br />

di comportamenti e di organismi dedicati all’innovazione (polo<br />

tecnologico), al fine di rafforzare le sinergie e garantire per il futuro<br />

la leadership del settore ceramico italiano.<br />

TAVOLA ROTONDA<br />

per i 90 anni di Sacmi<br />

Come trasformare una bottega artigiana in una grande multinazionale<br />

della tecnologia. Il tutto, tenendo fede a un modello cooperativo<br />

e partecipativo che ha fatto la storia dell’economia emilianoromagnola.<br />

Un segreto svelato dal volume Partecipazione, ricerca,<br />

innovazione, che Sacmi ha presentato sabato 5 dicembre 2009,<br />

nella Sala Assemblee della sede imolese di via Selice.<br />

Dopo la presentazione del libro, si è svolto un dibattito dal titolo<br />

Crisi 2009, prospettive per il 2010 e per gli anni a venire, organizzato<br />

come tavola rotonda - moderata dal vicedirettore del Corriere<br />

della Sera Massimo Mucchetti - alla quale ha partecipato il presidente<br />

di <strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong>, Franco Manfredini, accanto all’onorevole<br />

Stefano Saglia, viceministro allo Sviluppo economico,<br />

Pietro Cassani, presidente di Acimac, Alberto Sacchi, presidente di<br />

Federmacchine, Giuliano Poletti, presidente nazionale di Legacoop<br />

e Giovanni Caffarelli, presidente di Ucima.<br />

Scopo dell’incontro è stato quello di fare il punto sui tempi difficili<br />

che l’economia e la società italiana stanno vivendo in questi mesi.<br />

"Siamo convinti – ha dichiarato<br />

il presidente di Sacmi,<br />

Domenico Olivieri – che sia<br />

possibile crescere senza<br />

abbandonare i tratti distintivi<br />

del servizio mutualistico che<br />

contraddistingue la nostra<br />

storia, sulla strada tracciata<br />

dai nostri predecessori”.<br />

La recensione del libro è a<br />

pagina 78.<br />

ALFONSO PANZANI<br />

presidente di CET<br />

Importante riconoscimento per<br />

Alfonso Panzani, past president<br />

di <strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong>, ora<br />

alla guida del Gruppo Ceramiche<br />

Ricchetti. Nella sua ultima riunione,<br />

la CET - federazione europea<br />

delle Associazioni che riuniscono<br />

i produttori di piastrelle di ceramica - lo ha eletto presidente per il<br />

triennio 2010 - 2012. Un importante riconoscimento in ambito<br />

europeo che, in passato, era stato ricoperto solo da altri due italiani:<br />

Antonio Orienti ed Oscar Zannoni.<br />

Alfonso Panzani, 57 anni è altresì presidente di Gas Intensive -<br />

consorzio intersettoriale per l’acquisto di gas metano -, mentre in<br />

passato è stato membro dei Consigli di Amministrazione di Cer-<br />

Energia e Cofim, oltre che membro di Giunta del CFI, l’organismo<br />

di <strong>Confindustria</strong> che riunisce le associazioni organizzatrici di eventi<br />

fieristici.<br />

UNA SCUOLA DI LOGISTICA<br />

I temi della trasformazione dei distretti industriali, dei nuovi modelli<br />

della logistica evoluta, della formazione delle giovani generazioni,<br />

oltre che dei significativi recuperi di efficienza per l’industria ceramica<br />

emiliana sono stati gli argomenti del convegno, del 27 novembre<br />

scorso, dal titolo Una scuola di logistica per il distretto della ceramica.<br />

Moderato dal direttore generale di <strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong> Armando<br />

Cafiero ed aperto dal saluto di Luca Caselli, sindaco di Sassuolo, il<br />

convegno ha visto susseguirsi le relazioni di Franco Mosconi, Villiam<br />

Tioli, Filippo Rosboch, Carlo Cottica e il vice preside del Liceo “A.F.<br />

Formiggini” Gianpaolo Anderlini.<br />

L’articolo di approfondimento è a pagina 30.<br />

NUOVI INGRESSI in Associazione<br />

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione ha<br />

ratificato la domanda di adesione di Area<br />

Industrie Ceramiche S.r.l. avente sede<br />

legale a Modena e sede operativa in località Selciatella ad Anagni<br />

(FR), la quale entra a far parte dell’Associazione come socio ordinario<br />

– settore produttori di piastrelle. Sempre per quanto concerne i<br />

soci ordinari è stato deliberato l’atto di fusione per incorporazione di<br />

Leonardo 1502 Ceramiche S.p.A. nella società Cooperativa <strong>Ceramica</strong><br />

d’Imola S.c. La società Industrie Ceramiche Piemme S.p.A. ha incorporato<br />

la società Piemme S.p.A.. ed inoltre è avvenuta la fusione<br />

delle società Mix S.p.A. – a Socio Unico e Masterker S.p.A. – a Socio<br />

Unico in Marazzi Group S.p.A. - a Socio Unico.<br />

È avvenuta la fusione per incorporazione di Aquileia S.r.l. in Industrie<br />

Fincuoghi S.p.A.Infine, è avvenuta la fusione per incorporazione di<br />

Kalostiles S.r.l. in Ceramiche Mac 3 S.p.A.. e l’attività produttiva continua<br />

nello stabilimento di Baiso (R.E.).<br />

Per quanto riguarda i soci aggregati – settore allestitori, la Società<br />

Eco Design S.r.l. ha trasferito la sede amministrativa e produttiva a<br />

Corlo di Formigine (MO).<br />

Foto Vincenzo Conelli<br />

22 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010


INTERVISTA A<br />

<strong>CER</strong><br />

Alessandro Vardanega<br />

Così salvammo il distretto del coppo<br />

aggregando imprese concorrenti


<strong>CER</strong>INTERVISTA<br />

ALESSANDRO VARDANEGA<br />

Presidente<br />

Industrie Cotto Possagno e<br />

Unindustria Treviso<br />

di Andrea Serri<br />

Possagno (TV). Tutti ne parlano, molti<br />

ci pensano, (quasi) nessuno le fa.<br />

L’aggregazione tra imprese rappresenta oggi<br />

uno dei temi più dibattuti, alla luce di una<br />

dimensione media delle imprese italiane che<br />

mal si concilia con il nuovo scenario competitivo.<br />

Infatti, se si pensa che oltre il 95%<br />

delle imprese tricolori ha meno di 50 dipendenti,<br />

un fatturato inferiore ai 5 milioni di<br />

euro, un eccesso di capacità produttiva, una<br />

vocazione all’esportazione che non ha la<br />

forza di articolarsi in internazionalizzazione,<br />

una attività di R&S più basata sull’esperienza<br />

che su processi codificati ed una struttura<br />

patrimoniale che premia l’indebitamento,<br />

appare chiara la difficoltà nell’affrontare una<br />

situazione dove la pressione verso il basso<br />

dei prezzi e dei volumi si salda con la debolezza<br />

del dollaro e con la crisi della redditività.<br />

Una delle risposte di maggior interesse<br />

- anche per la presenza di aspetti quali il<br />

distretto, il mono prodotto, la discontinuità<br />

tecnologica, il riposizionamento di mercato -<br />

è quella di Industrie Cotto Possagno. Ne<br />

parliamo con Alessandro Vardanega, trevigiano<br />

di 47 anni con un figlio, presidente<br />

non solo della società ma anche di<br />

Unindustria Treviso. Laureato in Economia<br />

Aziendale a Ca’ Foscari, dopo una pluriennale<br />

esperienza professionale in una primaria<br />

società internazionale di organizzazione e<br />

revisione contabile prima di entrare in<br />

azienda, vanta la presidenza dei Produttori<br />

Italiani di Coperture (2002 – 2006) ed oggi<br />

anche le cariche di vice presidente Andil e<br />

componente di Giunta di <strong>Confindustria</strong>.<br />

“Il dialogo tra soci è alla<br />

)<br />

base del successo di ogni<br />

(aggregazione societaria”<br />

tra loro. Questo modus operandi ha avuto<br />

in sé un punto di forza, che è anche elemento<br />

di debolezza: lo spirito emulativo,<br />

che ti porta al miglioramento continuo di<br />

quello che è il sapere tipico del territorio<br />

per aumentare le vendite, ti spinge a focalizzare<br />

tutta la tua azione sull’imitazione,<br />

evolutiva, del tuo concorrente - confinante”.<br />

Poi anche per voi è arrivato lo shock<br />

petrolifero.<br />

“Fino ai primi anni ’70 a Possagno si<br />

facevano tutte le tipologie di laterizio ma, a<br />

seguito dell’automazione dei processi produttivi<br />

e del fenomeno imitativo, le imprese<br />

si sono tutte specializzate nel coppo trafilato<br />

dedicato alla copertura, segmento nel<br />

quale siamo arrivati a detenere il 70% del<br />

mercato nazionale. Una seconda soluzione<br />

era poi rappresentata dalle tegole pressate<br />

(marsigliesi e portoghesi), con una buona<br />

quota di mercato sia nazionale che estera,<br />

che cominciava a prendere piede”.<br />

In un mercato stagnante la competizione<br />

inasprisce la guerra dei prezzi, impoverisce<br />

i margini ed apre, di fatto, la crisi.<br />

“Le 15 aziende del distretto applicavano<br />

un medesimo modello di business - avendo<br />

tecnologie, dimensioni e mercati simili - e<br />

decisero, alla metà degli anni ’80, di condividere<br />

la fase di approvvigionamento delle<br />

materie prime: pur essendo una fase critica<br />

del processo competitivo, nacque un consorzio<br />

di interfaccia con la Regione Veneto<br />

quale garante per le autorizzazioni e le<br />

modalità di estrazione. A questo seguì,<br />

all’inizio degli anni ’90, la nascita di un<br />

secondo consorzio, attivo nella commercializzazione<br />

collettiva verso mercati non<br />

Dottor Vardanega, quali sono le peculiarità<br />

di Possagno, paese natale dello scultore<br />

Antonio Canova?<br />

“Questo è un tipico distretto produttivo<br />

italiano, sviluppatosi su un bacino di argilla<br />

formatosi 40 milioni di anni fa, dove<br />

oggi il Comune capoluogo conta 2.000<br />

abitanti. Dal dopoguerra tutti gli abitanti<br />

della vallata si sono impegnati nella lavorazione<br />

del laterizio, in molteplici aziende a<br />

conduzione familiare, tramandate da padre<br />

in figlio ed in forte e continua concorrenza<br />

24 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010


<strong>CER</strong>INTERVISTA<br />

presidiati da nessuna azienda, mentre ciascuna<br />

impresa rimaneva autonoma e concorrenziale<br />

su quelli tradizionali. Un consorzio<br />

che prevedeva anche iniziative di<br />

promozione del marchio collettivo “Coppo<br />

di Possagno”, campagne pubblicitarie collettive<br />

su carta stampata, partecipazione a<br />

fiere. Quella dei consorzi è stata un’esperienza<br />

altalenante: quando ciascuno ha il<br />

proprio conto economico, questa è la vera<br />

priorità che guida l’azione”.<br />

E come siete arrivati, nel 1998, alla creazione<br />

di Industrie Cotto Possagno?<br />

“Alla fine del 1996, a seguito dell’uscita<br />

di una azienda dal consorzio e di una stagnazione<br />

nelle vendite, eravamo arrivati ad<br />

1.<br />

un bivio: azzerare tutto e che la competizione<br />

facesse vincere il migliore (con il<br />

rischio di perdere tutti), oppure immaginare<br />

una integrazione tra le diverse società<br />

- prima coordinate nei consorzi - verso un<br />

nuovo modello di business, avviato societariamente<br />

a gennaio 1998.<br />

Il percorso di integrazione è iniziato con<br />

la condivisione della situazione generale e<br />

della volontà delle cinque aziende di andare<br />

avanti, pur consapevoli di avere un<br />

eccesso di capacità produttiva installata,<br />

uno sproporzionato sbilanciamento della<br />

produzione a Possagno, la cultura monoprodotto<br />

del coppo, la percezione che il<br />

mercato cominciava a chiedere altro.<br />

Abbiamo agito sul versante produttivo<br />

specializzando gli stabilimenti di Possagno<br />

riducendone altresì la capacità produttiva,<br />

diversificando la produzione verso le tegole<br />

grazie ad un investimento di 20 milioni<br />

di euro, internalizzando la produzione di<br />

pezzi speciali – che ci ha consentito di<br />

garantire la costanza di qualità in fondamentali<br />

elementi di finitura del manto di<br />

copertura –. A questo abbiamo aggiunto<br />

l’acquisto di fabbriche a Pesaro (1997), in<br />

Lombardia (2002) e nel 2007 in Ungheria.<br />

Non meno importanti sono state le azioni<br />

rivolte al mercato: gamme da allora tipologicamente<br />

complete ed arricchite di nuovi<br />

modelli, maggior vicinanza al cliente grazie<br />

alla multi localizzazione, ma soprattutto<br />

sviluppo del concetto di ‘sistema del<br />

tetto in cotto’: oltre alle coperture, noi vendiamo<br />

accessori per l’ancoraggio, la ventilazione<br />

e l’isolamento termico ed acustico<br />

del manto di copertura, tali da garantire<br />

standard europei all’efficienza energetica.<br />

Oggi il nostro è un prodotto tecnico”.<br />

I PROGETTI UNINT CON IL MAGGIOR NUMERO DI IMPRESE (2004-2009)<br />

Progetto<br />

Unieldom<br />

Steel & Style –<br />

PIR 2006<br />

Steel & Style -<br />

Gulfood 2007<br />

Consorzio<br />

Unitec<br />

Produttori Travi<br />

Steel & Style –<br />

Info Point 2008<br />

Acquisto<br />

imballaggi<br />

Steel & Style –<br />

Info Point 2009<br />

Settore<br />

Componentistica<br />

elettrodomestici<br />

Attrezzature<br />

alberghiere<br />

Attrezzature<br />

alberghiere<br />

Installazioni<br />

telefonia mobile<br />

Materiale<br />

edilizio<br />

Attrezzature<br />

alberghiere<br />

Quarantadue operation societarie, quasi 150 imprese consorziate<br />

appartenenti ai settori più diversi, iniziative progettuali per 10,4 i<br />

milioni di euro di cui 3 milioni di euro di contributi pubblici percepiti;<br />

il 90% delle iniziative che riguardano ‘progetti di filiera’: il<br />

tutto con una struttura agile, caratterizzata da bassi costi di<br />

gestione e da una ‘forte’ passione a favore dell’aggregazione<br />

delle imprese. E’ questo il profilo di Unint, il consorzio fondato<br />

nel 2004 da Unindustria Treviso che lo corso anno ha aperto le<br />

porta anche a <strong>Confindustria</strong> Belluno.<br />

Tre gli obiettivi (promuovere proposte aggregative, sviluppare<br />

contatti tra imprese, fornire assistenza) che grazie ad un efficiente<br />

centro di consulenza in ambito normativo, finanziario, contrattuale,<br />

operativo oltre che ristrutturazione dell’assetto societario<br />

possa facilitare l’aggregazione tra imprese, anche attraverso la<br />

ricerca di strutture di consegna ad hoc e di acquisizione e gestione<br />

di contributi pubblici. I progetti nascono o per proposta delle<br />

singole imprese consorziate o per stimolo, a favore di merceologie<br />

omogenee, di Unint. Associarsi costa 250 euro mentre il contributo<br />

di funzionamento per singolo progetto non può superare<br />

il 5% del valore complessivo, anche se ampi sono i possibili benefici<br />

– quali contributi camerali e/o regionali a favore dei distretti<br />

che possono arrivare fino al 50%.<br />

Ristrutturazione è spesso sinonimo di<br />

macelleria sociale…<br />

“Che non ci saremmo potuti permettere,<br />

abitando tutti negli stessi territori. Dopo<br />

un primo anno difficile, il business plan ha<br />

consentito di aumentare l’occupazione<br />

anche in funzione delle accresciute esigenze:<br />

oggi Cotto Possagno ha proprie strutture<br />

interne, dedicate alla sicurezza sul posto<br />

di lavoro ed all’ambiente, che fanno consulenza<br />

ad aziende terze. In termini<br />

2.<br />

numeri-<br />

N°<br />

Contenuto<br />

imprese<br />

Ricerca di mercato Est Europa<br />

7<br />

(clienti e competitor)<br />

10<br />

7<br />

4/7<br />

15<br />

8<br />

Alimentare 12<br />

Attrezzature<br />

alberghiere<br />

10<br />

Partecipazione fiera PIR 2006 a Mosca<br />

(marchio e brochure )<br />

Partecipazione fiera Gulfood 2007<br />

a Dubai<br />

Costituzione consorzio attività<br />

integrate per la telefonia mobile<br />

Organizzazione e creazione<br />

Sezione di produttori presso ACAI<br />

(Ass. Costruttori Acciaio Italiani)<br />

Info point promozionale presso 11<br />

fiere di settore in 10 Paesi Est Europa<br />

Valutazione/confronto costi e modalità<br />

di acquisto imballaggi di gruppo<br />

Attività promozionale in 13 fiere del<br />

settore in 13 Paesi esteri (Est Europa,<br />

Nord Africa, India)<br />

2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 25


<strong>CER</strong>INTERVISTA<br />

aziendali, quali gli immobili, gli impianti,<br />

le reti commerciali, ecc., al fine di evitare<br />

possibili condizionamenti, conflitti di interesse<br />

ed agire tutti nelle medesima direzione.<br />

Il capo azienda, la cui scelta è stata<br />

agevolata dal passaggio generazionale (oggi<br />

il vice presidente è coetaneo e si occupa<br />

della parte industriale e dello sviluppo<br />

prodotti, ndr), ha investito tempo, nei<br />

primi tre anni, alle riunioni tra le persone<br />

per creare una cultura aziendale unica. In<br />

questa mission, centrale è il rapporto con il<br />

CdA, che convochiamo ogni mese”.<br />

ci, i 190 dipendenti del 1998 sono diventati<br />

250, mentre i 20 milioni di euro di fatturato<br />

sono lievitati a 50”.<br />

Come si gestisce la governance di una<br />

società i cui cinque imprenditori - soci<br />

erano anche cinque capi azienda?<br />

“Queste operazioni si basano sulle relazioni<br />

tra persone, facilitate dalla storica<br />

conoscenza personale ma talvolta ostacolata<br />

dalla passata competizione: merito di<br />

questi imprenditori che hanno creduto e<br />

perseguito l’idea di dar vita alla più grande<br />

aziende italiana per le coperture. Non ci<br />

sono maggioranze precostituite (nessun<br />

socio singolo ha la maggioranza dell’azienda)<br />

e le decisioni concernenti la strategia<br />

aziendale vengono prese dal Consiglio di<br />

Amministrazione, nel quale tutti i soci<br />

sono rappresentati e che viene nominato<br />

con le modalità del voto di lista. Esiste poi<br />

un aspetto tecnico che ha soluzioni sostanziali<br />

sul ‘clima societario’: le aziende originarie<br />

hanno conferito tutte le attività<br />

Cotto Possagno non è una eccezione nel<br />

campo delle aggregazioni, ma l’eccellenza<br />

di un percorso ampio che vede nel<br />

consorzio Unint il regista.<br />

“A fianco di realtà come Benetton,<br />

Stefanel, De Longhi, Nordica e Lotto,<br />

Unindustria Treviso conta oltre 2.400<br />

aziende di dimensioni medio piccole, che<br />

sono eccellenti nel loro core business, ma<br />

che scontano proprio la piccola dimensione.<br />

Per loro abbiamo costruito nel 2004<br />

questo consorzio che si configura come un<br />

‘pullman’ sul quale si fanno salire gli<br />

imprenditori, li si impegna in un viaggio<br />

‘nella reciproca conoscenza’ che, una volta<br />

terminato, si auspica possa dar luogo ad<br />

aggregazioni. Il problema vero non è mai<br />

la giusta valutazione delle aziende, ma il<br />

mettere assieme e far lavorare le teste. In<br />

questo l’Associazione ha un ruolo fondamentale,<br />

soprattutto in momenti storici<br />

come questo che potrebbe portare ad una<br />

accelerazione del fenomeno”.<br />

In queste settimane il Ministro Tremonti<br />

e <strong>Confindustria</strong> hanno varato un fondo<br />

di investimento ed un network a favore<br />

dell’aggregazione delle PMI italiane:<br />

qual è il suo giudizio?<br />

“Sono tutte cose utili, ma non determinanti:<br />

una aggregazione non si fa perché<br />

esiste un incentivo fiscale o finanziario,<br />

anche se è evidente che ne è preferibile la<br />

presenza all’assenza. Essenziali sono invece<br />

tutte quelle iniziative che aiutano le imprese<br />

a fare quel salto culturale che le porta a<br />

superare le reciproche diffidenze, per arrivare<br />

a lavorare assieme”.<br />

26 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010


<strong>CER</strong>DISTRIBUZIONE<br />

ANGAISA:<br />

la ripresa vera solo dal 2011<br />

di Simone Ricci<br />

Lieve contrazione<br />

del fatturato anche<br />

per l’anno in corso.<br />

Le aspettative<br />

del Piano Casa.<br />

Al Meeting Invernale di Angaisa<br />

- l’associazione nazionale che<br />

riunisce i distributori di articoli idrotermosanitari<br />

e di pavimenti e rivestimenti<br />

- si è discusso del quadro<br />

macro-economico odierno, illustrando<br />

i dati dell’Osservatorio Mensile delle<br />

Vendite e le prospettive di breve e<br />

medio periodo per il comparto. Un<br />

appuntamento tradizionale reso ancor<br />

più importante dal contesto congiunturale<br />

che si sta vivendo e dal quale è<br />

emerso, con chiarezza, un verdetto<br />

chiaro ed importante: la difficile situazione<br />

ha influito negativamente su<br />

tutta l’industria italiana, colpendo<br />

pesantemente l’edilizia residenziale di<br />

nuova costruzione.<br />

“Tutti i settori afferenti all’industria<br />

delle costruzioni in senso lato sono in<br />

calo - ha sottolineato il direttore tecnico<br />

del Cresme Lorenzo Bellicini -: in particolare,<br />

la produzione di acciaio ha<br />

registrato un -47%, quella di macchine<br />

per l’edilizia -46,5%, il cemento<br />

-14,5%, il calcestruzzo<br />

-15%: una<br />

riduzione che,<br />

nella sua misura<br />

complessiva, ha<br />

portato la riduzione<br />

della produzione<br />

ad un -30%. La<br />

distribuzione, a<br />

sua volta, fa registrare<br />

un dato<br />

negativo pari al<br />

-15/-20%.” Secondo<br />

Bellicini “le<br />

prospettive di<br />

ripresa sono legate<br />

al ‘Piano Casa’, che<br />

Il Meeting Invernale Angaisa 2009<br />

però produrrà i suoi effetti non prima<br />

del prossimo biennio; quindi ci dovremo<br />

aspettare un 2010 ancora duro,<br />

seguito da 3-4 anni di ripresa, non<br />

certo fulminante. Dovremo riabituarci<br />

al mercato degli anni Novanta, dove la<br />

facevano da padroni la ristrutturazione<br />

ed il rinnovo, mentre la nuova edilizia<br />

residenziale languiva. Un mercato<br />

di volumi bassi e di tanto servizio, al<br />

quale i distributori dovranno abituarsi”.<br />

“Il Piano Casa è un provvedimento al<br />

quale guardiamo con interesse - afferma<br />

il presidente di Angaisa Mauro<br />

Odorisio - anche se il fatto che ogni<br />

Regione possa autonomamente legiferare<br />

sulla sua applicabilità, ne limita i<br />

benefici. Tuttavia noi ci attendiamo,<br />

nei prossimi 5 anni, ricavi aggiuntivi<br />

per il settore idrotermosanitario per<br />

oltre 4 miliardi di euro, nella migliore<br />

delle ipotesi. Gli ultimi dati disponibili<br />

dell’Osservatorio Vendite Angaisa -<br />

prosegue Odorisio - confermano il<br />

calo dei fatturati mensili anche nel<br />

mese di novembre 2009: su base<br />

mensile, dal picco negativo del gennaio<br />

2009, con un -20%, negli ultimi<br />

tre mesi ci si è stabilizzati al -8/-10%.<br />

Su base annua si registra un -10,5%,<br />

mentre nel terzo trimestre siamo<br />

ancora al -12%”.<br />

A livello generale, l’andamento del fatturato<br />

Italia, dopo un 2008 in leggero<br />

calo (-1,17%), nel 2009 tocca il fondo<br />

(-9,14%); il 2010 presenta un’ulteriore<br />

contrazione dei fatturati, anche se<br />

meno accentuata del 2009 (-1,77%);<br />

solo nel 2011 sono attesi i primi timidi<br />

segnali di ripresa (+1,52%), che nel<br />

2012 dovrebbero concretizzarsi mag-<br />

28 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010


<strong>CER</strong>DISTRIBUZIONE<br />

Distribuzione idrotermosanitari e previsioni del fatturato Italia<br />

Valori in variazione percentuale (anni 2007-2012)<br />

Mauro Odorisio<br />

Fonte: Angaisa<br />

giormente (+2,35%).<br />

“La crisi globale colpisce il nostro<br />

Paese proprio nel periodo di maggiore<br />

vulnerabilità - prosegue il presidente<br />

Odorisio - con settori industriali nei<br />

quali si registra un eccesso di produzione;<br />

troppo spesso abbiamo esportato,<br />

oltre ai nostri prodotti, anche il<br />

know-how legato ad essi e attualmente<br />

il Sistema Paese Italia soffre di un<br />

grave deficit in termini di formazione<br />

professionale, di cultura di impresa,<br />

di tutela della proprietà intellettuale e<br />

di burocratizzazione che lo appesantisce<br />

rispetto ad una futura ripresa economica”.<br />

“Inoltre si è creata una frattura tra<br />

industria e distribuzione e credo - conclude<br />

Odorisio - che sia fondamentale,<br />

in questo momento più che mai, una<br />

collaborazione ed un dialogo costruttivo<br />

tra la distribuzione rappresentata da<br />

Angaisa e le industrie del settore, coinvolgendo<br />

anche le principali associazioni<br />

del comparto produttivo”.<br />

Durante il Meeting Invernale di Angaisa,<br />

Alberto Bubbio, professore associato<br />

di Economia Aziendale presso l’Università<br />

LIUC di Castellanza, si è soffermato<br />

sui passaggi critici che hanno<br />

caratterizzato il mercato negli ultimi<br />

due anni. “Bisogna innanzitutto considerare<br />

che sono cambiati i clienti o,<br />

se sono rimasti gli stessi, sono cambiati<br />

i loro comportamenti d’acquisto”<br />

- ha sottolineato Bubbio. “Di conseguenza,<br />

è necessario adattare l’azienda<br />

a questa mutata situazione, disponendo<br />

di un cash-flow positivo, per curare<br />

la marginalità”.<br />

Roberto Schiesari, docente di Finanza<br />

Aziendale presso l’Università di Torino,<br />

ha rimarcato come la ripresa in arrivo<br />

sarà lenta, e non sarà per tutti. Secondo<br />

Schiesari, “questa è una crisi che<br />

screma, che taglia le inefficienze. Non<br />

dobbiamo destrutturare o distruggere<br />

le aziende: il credito si contrae proprio<br />

nei momenti di crisi, ecco perché dobbiamo<br />

cercare di recuperare il concetto<br />

dell’autofinanziamento. Un nuovo<br />

indicatore di efficienza - ha aggiunto<br />

Schiesari - può essere il costo del personale<br />

in rapporto al margine di intermediazione:<br />

spendere il 40% del margine<br />

per coprire i costi del personale<br />

non è più sostenibile; bisogna curare<br />

particolarmente il circolante e se la<br />

forbice ‘giorni d’incasso - giorni di<br />

pagamento’ si allarga, è necessario<br />

intervenire accorciando i giorni di<br />

magazzino. È fondamentale monitorare<br />

il rapporto tra oneri finanziari e<br />

margine operativo lordo, poiché se<br />

l’indicatore s’impenna avrà conseguenze<br />

sul rating da parte delle banche e<br />

quindi sui nostri costi finanziari”.<br />

sricci@confindustriaceramica.it<br />

2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 29


<strong>CER</strong>LOGISTICA<br />

LE NUOVE GENERAZIONI<br />

guardano alla logistica<br />

di Simona Malagoli<br />

Foto Vincenzo Conelli<br />

Platea e relatori durante il convegno, tenutosi presso<br />

la Sala Conferenze di <strong>Confindustria</strong> <strong>Ceramica</strong><br />

Il comprensorio della ceramica<br />

di Sassuolo presenta le stesse<br />

caratteristiche, peculiarità e percorsi di<br />

sviluppo intrapresi dai distretti industriali<br />

italiani, inserendosi a pieno titolo<br />

in quella che può essere considerata<br />

la loro storia. Il professor Franco<br />

Mosconi dell’Università di Parma,<br />

durante il convegno Una scuola di logistica<br />

per il distretto della ceramica, svoltosi<br />

presso la Sala Conferenze dell’Associazione<br />

il 27 novembre scorso, spiega<br />

addirittura come Michael Porter,<br />

uno dei più grandi esperti di management<br />

alla Harward Business School,<br />

per descrivere il caso italiano nel suo<br />

libro del 1990 Il vantaggio competitivo<br />

delle nazioni, abbia scelto Sassuolo<br />

quale esempio di distretto industriale<br />

che si è evoluto in cluster. Questo termine,<br />

riconducibile al “grappolo d’imprese”,<br />

coniato da Porter insieme al<br />

concetto di “diamante”, racchiude in<br />

realtà la tesi marshalliana secondo cui<br />

le imprese tendono a concentrarsi, grazie<br />

all’esistenza di particolari fattori, in<br />

determinati territori. Qualora il “diamante”,<br />

ovvero le quattro forze che<br />

generano in maniera sistemica un<br />

grappolo d’imprese, sia, poi, il più<br />

favorevole - sostiene Porter -, le nazioni<br />

hanno maggiori probabilità di raggiungere<br />

il successo internazionale: è<br />

quanto accaduto per il distretto di Sassuolo,<br />

che ha reso le piastrelle di ceramica<br />

italiane famose ed apprezzate in<br />

tutto il mondo.<br />

Nel percorso di metamorfosi che i<br />

distretti hanno compiuto negli anni,<br />

un’analisi di Mediobanca e Unioncamere<br />

ha evidenziato, poi, come un<br />

gran numero d’imprese siano nate piccole<br />

e diventate di medie dimensioni:<br />

una trasformazione vissuta anche da<br />

alcune aziende della ceramica, giocando<br />

un ruolo importante nella performance<br />

modenese ed emiliana rispetto<br />

al totale numero italiano.<br />

In un’ottica previsionale di quanto<br />

possa accadere all’economia reale,<br />

Mosconi sottolinea il delinearsi nel<br />

quadro attuale di ulteriori fattori di<br />

cambiamento, tra cui una crescita delle<br />

attività cosiddette “a monte” e “a valle”<br />

rispetto a fasi produttive delocalizzate<br />

e confini sempre più labili fra i settori<br />

dell’attività economica che vede una<br />

maggiore espansione dei servizi della<br />

produzione, come ad esempio la logistica.<br />

“La logistica si trova in tutti i sistemi<br />

organizzativi – afferma nel corso del<br />

convegno l’ing. Filippo Rosboch,<br />

esperto e consulente di supply chain in<br />

gruppi multinazionali – ed è sempre<br />

un’organizzazione di processi, d’infrastrutture,<br />

di mezzi, di flussi di prodotto,<br />

di attori che operano nella filiera, di<br />

flussi informativi: un sistema estremamente<br />

aperto che deve saper riconfigurarsi<br />

rapidamente per far fronte ad esigenze<br />

di maggior produzione o crisi<br />

industriale, rispondendo in modo<br />

veloce a queste opportunità o criticità”.<br />

Per dare un’idea del ruolo fondamentale<br />

e dell’impatto economico che questa<br />

attività ha per il settore delle piastrelle,<br />

Villiam Tioli, presidente di<br />

Emilceramica e della Commissione Trasporti<br />

e Materie Prime di <strong>Confindustria</strong><br />

<strong>Ceramica</strong>, riporta le incidenze dei principali<br />

fattori di costo espresse nel Libro<br />

Bianco sulla logistica. “L’indagine, condotta<br />

su un campione significativo di<br />

30 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010


<strong>CER</strong>LOGISTICA<br />

Foto Vincenzo Conelli<br />

imprese del distretto, ha consentito di<br />

analizzare in modo accurato e scientifico<br />

i costi della logistica per le nostre<br />

aziende, evidenziando come essi incidano<br />

per il 14,9% sul fatturato delle<br />

imprese ceramiche”, spiega Tioli. Di<br />

questi, il 67,2% sono costi “interni”, di<br />

cui il costo del lavoro è la voce più<br />

importante (28%), seguito dal costo<br />

delle superfici della logistica (17%); il<br />

32,8% è invece costituito da costi<br />

“esterni” relativi ai trasporti di rifornimento<br />

alla produzione e ai trasporti di<br />

distribuzione. Allargando poi l’orizzonte<br />

all’intera catena di valore del<br />

prodotto ceramico, si è quantificato<br />

che l’incidenza dei costi logistici sale al<br />

24% del fatturato, incrementato dei<br />

costi distributivi con rese franco fabbrica”.<br />

In grado di garantire una<br />

migliore organizzazione dei processi di<br />

produzione ed un’adeguata competitività<br />

in un contesto di globalizzazione<br />

delle merci, la logistica è forse uno dei<br />

pochi ambiti dove è ancora possibile<br />

intervenire per realizzare incrementi di<br />

produttività. Da qui, “l’importanza di<br />

avere persone professionali di alto<br />

livello che sappiano gestire la logistica<br />

del comparto”, sostiene Carlo Cottica,<br />

presidente della Commissione Formazione,<br />

Scuola e Università di <strong>Confindustria</strong><br />

<strong>Ceramica</strong>, poichè si tratta di un’attività<br />

complessa, per professionisti, il cui<br />

successo è dato dall’organizzazione<br />

ottimale di materiali, informazioni,<br />

tempi, comportamenti, meccanismi di<br />

funzionamento di uomini e prodotti.<br />

Proprio questa esigenza, unita alla consapevolezza<br />

di un vuoto a livello d’insegnamento<br />

della logistica nella provincia<br />

modenese, ha indirizzato la<br />

Commissione verso un’esperienza di<br />

collaborazione con il Liceo “A. F. Formiggini”<br />

di Sassuolo, volta a creare un<br />

corso specializzato aperto a tutti i<br />

ragazzi interessati ad approfondire<br />

quei nuclei tematici necessari per comprendere<br />

le scienze logistiche.<br />

Avviato nell’anno scolastico 2008-<br />

2009, il Progetto Logos si sviluppa<br />

nell’arco del triennio con 190 ore di<br />

attività fra lezioni extracurricolari e<br />

visite guidate mirate, oltre a 12 settimane<br />

di stage in azienda. “Il fattore<br />

alternanza scuola-lavoro, come risulta<br />

dalla bozza di regolamento per la riforma<br />

del sistema liceale in discussione al<br />

Senato, rappresenta uno dei possibili<br />

campi di interazione fra scuola, territorio<br />

e impresa” - riporta il vice preside<br />

del “Formiggini” Giampaolo Anderlini<br />

- in applicazione delle Raccomandazioni<br />

della Comunità Europea che promuovono<br />

il passaggio da una scuola del sapere<br />

in senso nozionistico ad una scuola<br />

del saper fare, ovvero in grado di fornire<br />

gli strumenti per riuscire ad applicare<br />

le conoscenze acquisite.<br />

Nell’attuazione di questo rapporto fra<br />

la scuola ed il territorio in cui è inserita,<br />

necessario per offrire agli studenti<br />

un percorso formativo adeguato<br />

all’ambiente in cui un giorno andranno<br />

ad operare, Logos rappresenta un<br />

progetto pilota a livello italiano, il cui<br />

successo è stato confermato da un<br />

numero di adesioni superiore alle<br />

aspettative. “Nell’ambito dell’attività<br />

di formazione promossa dalle associazioni<br />

di categoria, il rapporto di<br />

collaborazione con la scuola normalmente<br />

non viene sviluppato – spiega<br />

Carlo Cottica –; qualora però esista<br />

un’identità quasi assoluta tra l’associazione,<br />

come nel caso di <strong>Confindustria</strong><br />

<strong>Ceramica</strong>, e il territorio dove<br />

gran parte dell’attività coinvolta è<br />

concentrata, non solo un’azione di<br />

contatto con la scuola risulta possibile,<br />

ma anche assai utile per il settore”.<br />

L’innalzamento del livello di formazione<br />

può considerarsi, infatti, il nostro<br />

miglior fattore di competitività.<br />

Il tavolo dei relatori. Da sinistra: Franco Mosconi, Filippo Rosboch, Villiam Tioli, Luca Caselli, Carlo Cottica,<br />

Giampaolo Anderlini e Armando Cafiero.<br />

smalagoli@confindustriaceramica.it<br />

2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 31


<strong>CER</strong>STILI&CONSUMI<br />

NIELSEN INVESTIGA<br />

come cambia la spesa<br />

di Alessandra Ferretti<br />

L’indagine<br />

sviluppata in 11<br />

Paesi stranieri<br />

rileva un diffuso<br />

spostamento<br />

verso low cost di<br />

prodotti e di canale.<br />

Le diverse dinamiche<br />

tra Paesi evoluti e in<br />

via di sviluppo.<br />

In questo contesto di crisi così<br />

difficile da valutare nella sua<br />

globalità e nei suoi risvolti e conseguenze,<br />

qualcuno ha provato a capire<br />

in quale direzione stanno andando i<br />

consumatori di tutto il mondo.<br />

A provarci, The Nielsen Company,<br />

che ha seguito i cambiamenti in 11 tra<br />

i Paesi con il maggiore livello di produttività<br />

economica del mondo. Nella<br />

fattispecie, questi Paesi sono: Brasile,<br />

Canada, Cina, Francia, Germania,<br />

Gran Bretagna, India, Italia, Russia,<br />

Spagna e Stati Uniti.<br />

Come spiega James Russo, vice presidente<br />

Global Consumer Insights The<br />

Nielsen Company, “l’unicità dello studio<br />

Nielsen Global Economic Current<br />

consiste nel fatto di monitorare il<br />

comportamento dei consumatori nei<br />

confronti degli acquisti e delle spese,<br />

per capire dove questi si collocano nel<br />

clima economico e come è cambiato il<br />

loro atteggiamento. I fattori di valutazione<br />

includono il valore ed il volume<br />

delle vendite, così come la frequenza<br />

degli acquisti e la spesa complessiva<br />

per ogni atto d’acquisto. Inoltre, stiamo<br />

osservando lo spostamento verso<br />

formati low cost (discount ad esempio)<br />

e un aumento delle vendite in promozione.<br />

Tutti questi elementi ci permettono<br />

di avere un quadro molto chiaro<br />

di come i consumatori si stanno comportando<br />

in questo difficile clima economico”.<br />

Mentre il ritorno alla crescita appare<br />

guidato da Cina, India e Brasile, le<br />

economie dei Paesi dell’Europa occidentale,<br />

vale a dire Germania, Italia,<br />

Gran Bretagna, Spagna e Francia,<br />

insieme agli Stati Uniti e in misura<br />

minore al Canada, continuano a ristagnare.<br />

Per esempio, le vendite (a volume)<br />

continuano a mantenersi in una<br />

fascia neutrale (tra -1% e +1%) nel<br />

Nord America e nell’Europa occidentale,<br />

mentre crescono in Brasile, Cina<br />

e India.<br />

In Italia le marche private e i formati<br />

low cost stanno crescendo, mentre è<br />

diminuita la frequenza d’acquisto. In<br />

Cina i produttori di largo consumo<br />

stanno vivendo una crescita ancora<br />

bassa, ma la direzione è di nuovo<br />

positiva.<br />

“A livello globale – prosegue Russo – i<br />

consumatori tagliano le spese discrezionali,<br />

per esempio, risparmiando sui<br />

divertimenti e sui pasti fuori casa, sull’abbigliamento,<br />

sulle vacanze. Seguono<br />

poi tagli al consumo di gas ed elettricità,<br />

alimenti e telefono. Ancora<br />

diminuiscono le spese per la tecnologia,<br />

dai computer ai cellulari, per le<br />

vacanze e i week end, per la sostituzione<br />

degli elettrodomestici. Inoltre si<br />

registra un minore utilizzo dell’auto<br />

privata, la ricerca di migliori rapporti<br />

di mutui, assicurazioni, carte di credito<br />

e tagli sulle vacanze annuali”.<br />

Dunque, una volta che i consumatori<br />

hanno coperto le spese necessarie<br />

all'esistenza e al mantenimento, come<br />

spendono i propri risparmi?<br />

Il comportamento varia a seconda dei<br />

Paesi e del periodo. Dopo aver coperto<br />

le spese essenziali in Germania ad<br />

esempio, se in aprile il 40% dei consumatori<br />

destinava parte del proprio<br />

denaro restante ai divertimenti fuori<br />

casa e il 37% all’abbigliamento, in<br />

luglio la percentuale diminuiva: 35%<br />

per i divertimenti e 34% per l'abbi-<br />

32 <strong>CER</strong> gennaio/febbraio 2010


<strong>CER</strong>STILI&CONSUMI<br />

Le azioni dei consumatori mondiali per fronteggiare la crisi<br />

Valori percentuali di preferenze<br />

Base: Tutti gli intervistati che hanno risposto in modo<br />

affermativo alla domanda Q10 (n=9974)<br />

Fonte: The Nielsen Company<br />

gliamento. In Russia, l'abbigliamento<br />

attirava in aprile il 52% dei consumatori<br />

(+1% in luglio) e le migliorie<br />

della casa il 46% (-3% in luglio). In<br />

aprile i consumatori brasiliani dedicavano,<br />

sempre dopo aver coperto le<br />

spese essenziali, il denaro restante al<br />

divertimento fuori casa per il 50%<br />

(-3% in luglio) e all’abbigliamento<br />

per il 37% (+4%).<br />

In Gran Bretagna, in aprile, il 35% dei<br />

consumatori risparmiava (-1% in<br />

luglio) e il 30% spendeva per le<br />

vacanze (+3% in luglio), in Italia in<br />

aprile i risparmiatori erano il 37%<br />

(36% in luglio) e i vacanzieri il 33%<br />

(34% in luglio). In Francia, in aprile il<br />

40% dei consumatori preferiva risparmiare<br />

(37% in luglio) e il 33% non<br />

rinunciava ai divertimenti fuori casa<br />

(35% in luglio). In Cina, i risparmiatori<br />

erano il 59% ( in luglio) e chi sceglieva<br />

le vacanze era il 48% (in luglio).<br />

Negli States, se in aprile il 39% dei<br />

consumatori sceglieva il debito e il<br />

39% il risparmio, in luglio il 34% era<br />

per il debito e il 39% per il risparmio.<br />

In aprile, la stessa percentuale in<br />

Canada era, rispettivamente, del 47%<br />

(40% in luglio) e del 25% (30% in<br />

luglio); in India, si risparmiava in<br />

aprile per il 38% (62% in luglio) e ci<br />

si indebitava per il 66% (28% in<br />

luglio).<br />

Ora, date queste percentuali, sorge<br />

spontanea la domanda se ci siano<br />

segnali che permettono di sperare in<br />

un futuro migliore.<br />

Risponde ancora Russo: “I consumatori<br />

ci stanno suggerendo un maggiore<br />

ottimismo. In base alla Nielsen Global<br />

Consumer Confidence Survey, se le<br />

aspettative di ripresa per i prossimi 12<br />

mesi fino ad ottobre 2008 erano proprie<br />

solo del 19% dei consumatori, nel<br />

luglio 2009 queste aspettative riguardavano<br />

il 26% dei consumatori. Inoltre,<br />

abbiamo registrato un declino del<br />

31% nei consumatori che discutono di<br />

recessione sulla rete, a livello online,<br />

nei blog e così via. I consumatori<br />

hanno accettato la recessione e ora si<br />

stanno ricalibrando nella nuova realtà.<br />

Il comportamento è cambiato e mentre<br />

i consumatori si stanno spostando<br />

verso un modo di spendere discrezionale,<br />

ci stanno comunicando che ciò<br />

accadrà a livelli molto moderati”.<br />

alessandra_ferretti@hotmail.it<br />

2010 gennaio/febbraio <strong>CER</strong> 33

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