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Spedizione in abb. post. art.2 comma 20/c L. 662/96 - Aut. Poste Italiane fil. Ag.

STUDIO FANTASY NEWS N° 7 OTTOBRE ‘99

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“ L’ultimo atto è terribile, per

bella che sia stata negli altri atti

la commedia” (Blaise Pascal)

Forse gli antichi Greci avevano ragione quando consideravano la

“troppa bellezza”nefasta, quasi presagio di un destino avverso.

La mitologia ci ricorda come uomini e donne di particolare bellezza

come Adone, Elena, Titone, Piramo e Tisbe, per la sola

“colpa” di esser tanto belli, abbiano attirato le ire funeste degli

dei .

Essi nella loro onnipotenza più capricciosi e meschini degli

esseri umani, riuscivano ad accompagnare l’esistenza dei mortali

esseri “belli” , con la sadica pazienza di chi conosce il

destino atroce che li attende.

Perché colpire chi è dotato di un perfetto e attraente aspetto

esteriore e più ama la vita con assoluta gioia ed esuberanza, è

più efficace a far comprendere la caducità dell’esistenza terrena.

Forse solo se fossimo vissuti ai tempi dei Greci, il politeismo ci

avrebbe aiutato a capire il tragico evento che ha distrutto l’esistenza

di una ragazza innamorata della vita, desiderosa di

viverla sorseggiandone ogni attimo con vigore e cogliendone ogni

sfumatura di colore.

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Anna Lupo colpiva per la sua poderosa bellezza accompagnata

da una possente e contagiosa allegria , due

forze naturali la cui risultante forza centripeta attirava

chiunque in un vortice di spensierata felicità.

Chissà se Dio non le abbia regalato questa bramosia di

vivere intensamente forse per concentrarla in un tempo

troppo breve, compensando cosi’ i tanti anni , che non

avrebbe mai vissuto. Ma qualsiasi parola è retorica per

te che paradossalmente hai amato la vita più di quanto

essa stessa abbia potuto fare con te.

Per noi tuoi amici e conoscenti, il ricordo di un fiore

brutalmente reciso nel massimo splendore della sua fioritura,

sia d’insegnamento nella consapevolezza dell’immortale

mortalità della vita.

Per i tuoi cari, affranti dal dolore più grande che possa

esistere, un eloquente e rispettoso silenzio possa accompagnare

la speranza che la tua vita continui gaia e serena

li’ dove vivono i più.

Lina Pellitteri


Pregiudizi, si proprio pregiudizi, una malattia dilagante

che non conosce frontiere.

Tutti noi ne soffriamo, ma nessuno è disposto ad

ammetterlo su se stesso.

Tutti li mettono in pratica ogni giorno, anche nelle

piccole cose: nessuno riesce a sottrarsi a questo

vizio assurdo, quasi invisibile, di cui non ci

accorgiamo o al quale non facciamo mai caso, ma

che risulta una delle malattie più pericolose in circolazione,

quella che miete più vittime.

E se non c’è l’abbiamo? Allora sarà meglio che ce

la facciamo venire per non sentirci dei pesci fuor

d’acqua, o semplicemente per non sembrare diversi.

Chissà perchè non vediamo l’ora di esprimere il

nostro giudizio prima di tutti, anche quando non

spetta a noi pronunciarci e addirittura per fatti e

situazioni di cui non siamo per nulla competenti.

E poi subito ne discutiamo con gli altri per avvalorare

il nostro pregiudizio: sì perché proprio noi

abbiamo ragione, la nostra tesi è quella giusta. Non

finiamo di discutere se non quando pensiamo che

le persone che ci circondano siano convinte del

nostro giudizio.

Qualsiasi momento va bene, qualsiasi posto è adatto,

meglio se è un bar, dove si trovano sempre

ascoltatori disponibili.

Gli argomenti non mancano a costo di inventarceli.

La cosa più grave è l’esistenza delle malelingue,

che servono proprio ad alimentare i nostri pregiudizi,

sono una razza a se stante, molto diffusa nei

piccoli paesi e che non conosce limiti.

Tutti lì a discutere del fatto più recente, della disgrazia

più tragica, dell’incidente più straziante.

Tutti lì a formulare ipotesi,ad elaborare perizie, a

spargere falsità. E che falsità... Incuranti del dolore

dei familiari , dei parenti e di tutti gli amici per

la grave perdita.

Noi, cara Anna, vogliamo tirarci fuori dal “coro”,

vogliamo essere diversi. Tacere nel nostro dolore

per la tua scomparsa, che ci ha sottratto l’amica e

la collaboratrice insostituibili. E nel confermarci

particolarmente partecipi del dolore dei tuoi cari,

in particolare del nostro Biagio, siamo sicuri che

mai ti dimenticheremo.

Tommaso Maggio

SOMMARIO

In copertina: Donne che filano

Controcopertina: Indimenticabile Anna

POLITICA

Cammarata:

Intervista al presidente del Consiglio Comunale 6

ATTUALITA’

Provincia di Agrigento:

Convegno sulla donna disabile 4

Nozze d’oro 4

A cavallo per le antiche trazzere 7

Siccità fuori stagione 10

SOCIETA’

La condizione femminile in paese 8

Il Sindacato cambia 12

C’era una volta una cabina 19

Lavoro in Bianco & Nero 20

COSTUME

La Madonna della Provvidenza 5

Mambo 13

RUBRICHE

Archeologia 11

Astronomia 12

Fotogrammi 14

In Dialetto 15

Annunci 15

Sport 16

Oroscopo 18

Cinofilia 19

Posta 19

Vignetta 20

Via Campania ,2

92022 CAMMARATA (AG)

Tel/Fax 0922 900 717

Editore: Tommaso Maggio

Direttore responsabile: Claudio Spoto

Hanno collaborato a questo numero:

Agostino Tuzzolino, Enzo Catarella, Franco Bellino

Lina Pellitteri, Calogero Rizzuto, Vito Lo Scrudato

Salvatore Maggio, Carmelo Nocera, Vincenzo La Placa,

Irene Catarella, Gero Giambrone, Giovanna Raneri

Biagio Lupo, Gero Pinna, Vincenzo Lupo,

Concetta Traina, Altair, Bernacca, Uragano.

Foto: Peppe Terramagra

Vignetta: Gero Giambrone

Disegni: Pino Amormino

Progetto Grafico: Francesco Lo Presti

Stampa: “RS arti grafiche - S. Giovanni Gemini

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CONVEGNO DONNA DISABILE

Fortemente voluto da Giovanna Alessi, assessore

alla condizione femminile e alle pari

opportunità, si è tenuto ad Agrigento un convegno

sulla donna disabile e sulle

problematiche che, in tale caso, penalizzano

doppiamente le donne.Purtroppo, forse

a causa dei tempi estremamente ristretti per

l’organizzazione del convegno, si sono dovuti

registrare alcuni inconvenienti, come

l’assenza di più di un relatore, che, ma solo

all’ultimo momento, ha comunicato la sua

indisponibilità, e una partecipazione delle

associazioni di settore meno numerosa di

quello che ci si sarebbe dovuto aspettare

data l’estrema rilevanza dell’argomento e

la sua novità per le nostre zone. Zone che

comunque, come ha sottolineato la dottoressa

Stefania Bongiorno dell’AIAS, sono

da tempo sensibili verso tutte le forme di

invalidità (sensoriale, fisica, psichica e civile)

grazie al forte impulso educativo profuso

dai fratelli Ginex e dal professor Vin-

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ATTUALITA’

L’amministrazione provinciale affronta un problema della nostra

società molto attuale e proiettato alla ricerca di adeguate soluzioni

cenzo Reale, veri antesignani di una

attenzione per le categorie disabili in tempi

nei quali mancava ancora una corrispondente

legislazione. La situazione provinciale

del settore è stata delineata in modo sintetico

ma completo dal professor Nino Di

Miceli, psicologo funzionario dell’Assessorato

Provinciale alla Solidarietà Sociale, che

ha anche elencato le iniziative sostenute o

realizzate dall’Amministrazione in tutta la

Provincia.

Molto interessanti le due relazioni fondamentali

: una sulla evoluzione storica, dal

medioevo ai nostri giorni,

della disabilità femminile,

svolta dalla dottoressa

Salima Benetti di Genova,

responsabile regionale

dell’ISFORD per la

Liguria. L’altra sul rapporto

madre-figlia

disabile, relata dalla dottoressa

Lia Bambagioni,

psicologa presso una cooperativa

sociale a Roma.

Non si è potuto procedere

alla prevista consegna

di un busto in bronzo del

Professor Reale, che

l’amministrazione Provinciale ha voluto donare

alla scuola media di Fontanelle intitolata

all’illustre scomparso, perché la fonderia

incaricata non ha ancora completato

la realizzazione. Presente al convegno la

professoressa Rosalba Tirrito, l’artista che

ha realizzato il busto del professore Reale

(vedi foto) e che ha raccolto generali apprezzamenti

per le sue opere in terracotta.

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di Claudio Spoto

“ E’ da Maggio che insieme al mio staff

lavoro per questo convegno, - ci ha dichiarato

l’assessore Alessi- e sono soddisfatta

che finalmente si sia tenuto. Lentezze ed

inefficienze burocratiche, scarsa sensibilità

delle Associazioni interessate, le quali,

seppur positivamente impegnate nella pratica,

sono ancora impreparate a dimostrare

reale interesse per iniziative di elevato spessore

culturale, mi hanno più volte costretta

a rinviare la data. E in ultimo debbo lamentare

l’improvviso forfait datoci da alcune

personalità che si erano impegnate a partecipare

e in particolare dalle relatrici maceratesi,

città dove è sindaco una donna

disabile.

In definitiva ho tribolato non poco nel

perseguimento di questo obiettivo; a maggior

ragione desidero ringraziare quanti si

sono prodigati per la riuscita dell’iniziativa

e primo tra tutti il Presidente della Provincia

Dottor Enzo Fontana.”

NOZZE D’ORO

26/10/1949 - 26/10/1999

Fervidi auguri al Cavaliere

Vincenzo Lupo e alla sua

gentile consorte Signora Gina

in occasione del cinquantesimo

anniversario delle loro nozze.

Un particolare ringraziamento

per l’abbonamento al nostro

giornale di £.100.000, che

rendono il Cavaliere Lupo

primo nostro socio sostenitore.


COSTUME

Tutti gli abitanti di San Giovanni Gemini

e di Cammarata sanno che nei momenti

difficili della loro vita devono rivolgersi

a Gesù Nazareno o alla Sua dolcissima

mamma Maria, l’uno o l’altra “provvederanno”

a sistemare la situazione o a dare

la forza di sopportarla. Ecco perché la venerazione

della Madonna della Provvidenza

è sentita in maniera profonda da

grandi e piccini. Le vicende, che hanno

portato alla grande festa che si celebra

ogni anno in suo onore a San Giovanni

Gemini la seconda domenica di Ottobre,

sembrano costituire una storia avventurosa

e affascinante.

Gli anziani del paese dicono che la statua

della Madonna della Provvidenza risale

ad almeno 150 anni fa. Quando erano piccoli

la ricordano posta su un tavola nella

navata laterale della chiesa madre di San

Giovanni. Nessuno sa da chi è stata commissionata

e l’anno preciso della sua venuta

in paese. Le notizie su di essa cominciano

ad aversi nel 1945 quando il signor

Sebastiano Narisi, detto “ciucinu”,

organizzava da solo la festa della Madonna,

detta dal suo soprannome Madonna

“du ciucinu”. Narisi non raccoglieva soldi

per le vie del paese, ma faceva la festa

con i ricavati delle vendite di suoi prodotti,

come olio e uva. Era un uomo onesto

e religioso, ma purtroppo ebbe un’annata

scarsa intorno al 1947. A causa di

ciò non fu in grado di pagare la banda di

Castronovo presa per la festa. I suonatori

in questione vennero quindi a San Giovanni

per ucciderlo e lui scappò. Si rifugiò,

all’insaputa di tutti, nel terreno dell’ingegnere

Guarino posto in contrada

Albiso per ben 15 giorni. Quando fu trovato

per caso da dei pastori era in fin di

vita. Prima di morire si raccomandò alla

Madonna della Provvidenza pregandola

di aprirgli le porte del Paradiso. Dopo la

sua morte per qualche anno la festa fu abbandonata.

Solo la seconda domenica di

Ottobre veniva presa la statua e posta vicino

l’altare. L’arciprete Sansone diceva

quindi una messa cantata in suo onore secondo

le intenzioni di chi faceva qualche

offerta alla Madonna. Si arrivò così al luglio

del 1951, quando successe un fatto

straordinario. Il signor Musacchia Giuseppe,

( inteso “Peppi Paliddu”), allora ragazzo,

fece un sogno particolare in cui la

Madonna della Provvidenza gli chiedeva

di farle la festa. La mattina si recò

dall’arciprete Sansone per raccontargli il

fatto. Scoprì così che la Madonna “du

ciucinu”, come era stato abituato a chiamarla

lui, in realtà non era altro che la Madonna

della Provvidenza. Il ragazzo voleva

ad ogni costo fare la festa, purtroppo

la sua era una famiglia numerosa e non

poteva caricarsi l’onere delle spese. Solamente

dopo molte insistenze e vedendo

che il figlio ne stava facendo una malattia,

il padre del signor Musacchia gli permise

di organizzare l’evento. Ricevuto un

primo piccolo aiuto dall’arciprete

Sansone, il giovane Giuseppe si recò da

“Giurlannu” a comprare una statuetta della

Madonna da utilizzare per una pesca. Poi

si mise in giro per il paese a vendere biglietti

a 5 lire l’uno. C’era chi gli dava

soldi, c’era chi gli dava una “iunta” ( un

mucchietto) di frumento o di fave. Riuscì

a raccogliere 4 salme di frumento ed in

tutto undici mila lire, una vera fortuna per

quei tempi. Così grazie a questi soldi e al

fatto che molti suoi collaboratori non vol-

di Irene Catarella

LA MADONNA DELLA PROVVIDENZA:

UNA DEVOZIONE SEMPRE VIVA

lero essere pagati, ( ricordiamo

l’addobbatore della chiesa don Angelo

Brucato, detto “u paraturaru”; Antonino

La Corte, detto “Ninu u surdu”che, aiutato

dal cugino Salvatore, provvedeva allo

sparo della “maschiata”; il capobanda Pietro

Zimbardo, detto “muscardinu”, che richiese

un compenso assai, minore del solito)

si compì la festa con grande successo.

In seguito il signor Musacchia si mise

in contatto con emigrati che volevano

mandare un’offerta alla Madonna della

Provvidenza. Fu così che con il passare

del tempo egli entrò in corrispondenza con

ben 300 emigrati sangiovannesi e

cammaratesi sparsi un po’ in tutto il mondo.

Grazie alle loro generose donazioni e

alle raccolte compiute nel paese nell’arco

di tre anni a partire dal 1960, fu possibile

realizzare l’altare della Madonna nella

navata laterale della chiesa madre di San

Giovanni Gemini. Infatti la cambiale di

250.000 lire, sottoscritta alla Cassa Rurale

per approntare le spese del marmo e

della manodopera e che aveva avuto come

garanti Don Ciccino La Placa (morto in

odore di santità il 28 Ottobre di quest’anno),

il collocatore don Alfonso Verga, il

mastro Paolino La Rocca e lo stesso

Musacchia, venne pagata entro il ’62. L’altare

fu inaugurato nel ’63 da Monsignor

Scrudato. Negli anni ’68-’69 l’instancabile

signor Musacchia cercò di raccogliere

l’oro per far fare le corone alla Madonna

e al bambinello, infatti anche la gente

si lamentava che la Gran Madre senza corona

sembrava una “puvuredda”. Riuscì a

mettere da parte un chilo e mezzo di oro e

in più le 600.000 lire per il cesellatore

veronese Gino Legnaghi, amico di Don

Ciccino La Placa, che doveva compiere

l’opera. Le corone arrivarono in breve

tempo e furono accolte con una solenne

cerimonia. Purtroppo però depositate alla

Cassa Rurale del paese, vennero rubate

durante una rapina e non furono mai ritrovate.

Solo qualche anno dopo fu possibile

rimettere insieme l’ingente somma necessaria

per la realizzazione di altre due

corone, che arrivarono in paese il primo

Maggio del 1982, accolte da una cerimonia

fastosa presieduta dal vescovo

Bommarito. Madrina e padrino dell’evento

furono la signora Pina Tagliareni e suo

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POLITICA di Agostino Tuzzolino

Chiaccherando con il presidente del consiglio comunale

Il dr.Enzo Carità nel 1998 candidato nella lista

“Nel Cuore Cammarata” è stato eletto consigliere

comunale e ricopre la carica di Presidente,

lo abbiamo incontrato per rivolgergli

alcune domande.

D.Cosa spinge un medico, che svolge già un

ruolo positivo in favore della collettività, a dedicarsi

alla politica?

R La ringrazio per questa domanda perché mi

dà la possibilità di spiegare le ragioni che mi

hanno spinto ad occuparmi di politica. Non si

deve dimenticare che il vento di Tangentopoli

si è abbattuto sull’Italia e il Paese, oggi, conosce

una delicata fase di transizione. S’intende

voltare pagina con interventi forti e

drastici per risolvere alcuni gravi ed urgenti

problemi come: lo squilibrio tra i pubblici poteri,

stato che gestisce troppo e governa poco,

inefficienza della pubblica amministrazione,

particolarismi corporativi e territoriali, illegalità

diffusa, dissesto della finanza pubblica,

diffidenza dei cittadini per la politica.

In un momento così particolare, ho sentito il

dovere di raccogliere l’invito della CEI (Conferenza

Episcopale Italiana), rivolto ai cattolici

di un impegno immediato e diretto nella

politica, assumendo anche incarichi e responsabilità

della res-pubblica per il bene comune.

Non si tratta di far carriera né di assumere

ruoli e funzioni per prevaricare il bene di alcuni

a danno di altri , né quello di mettersi in

mostra per acquistare onori e prestigio a vantaggio

personale o dei propri amici , ma semplicemente

di mettere a disposizione il proprio

bagaglio culturale a servizio della politica

per il bene comune.

D.Cosa vorrebbe fare per questo paese?

R.Lavorare giorno dopo giorno, così come sto

facendo, assieme al Sindaco, alla Giunta ed

(Continua da pag. 5)

realizzato la porticina del tabernacolo della

Madonna. In seguito venne compiuto

un restauro della statua, realizzata tutta in

legno e lamine d’oro, che permise alla Madonna

della Provvidenza di fare un altro

ingresso trionfale nel paese il 18 Aprile

1982, dopo un anno di assenza. Oggi la

festa vede la partecipazione di centinaia

di fedeli ed è gestita da un comitato di 14

persone: il presidente Nugara Vincenzo,

il vicepresidente Allegra Raffaele ed il figlio

Giancarlo, il cassiere Musacchia Giuseppe

e i signori Traina Calogero, Traina

Isidoro, Traina Alfonso, Varsalona Giuseppe,

Musacchia Paolo, Musacchia Vincenzo,

Matraxia Piero, Scrudato Gaetano,

Salvatore Di Piazza, Militello Salvatore.

ai Consiglieri Comunali per risolvere tutti i

problemi che da tempo affliggono Cammarata,

per migliorare la qualità della vita dei

Cammaratesi e per dare ai giovani del nostro

paese le stesse opportunità che hanno, oggi, i

giovani di qualsiasi parte d’Europa.

D.Il consiglio comunale che lei presiede vede

uno schieramento politicamente confuso vista

la presenza di tanti dipendenti di cui non

si conosce l’adesione politica. Ciò comporta

particolari responsabilità?

R. La composizione del Consiglio Comunale

è stata molto chiara fin dal primo giorno del

nostro mandato a tutt’oggi non mi risulta che

vi siano state fughe da uno schieramento all’altro.

Infatti, da una parte abbiamo lo schie-

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ramento di maggioranza eletto nella lista civica

“Nel Cuore Cammarata” e dall’altra lo

schieramento di minoranza eletto nella lista

civica” Al Centro Cammarata”. Per quanto riguarda

il fatto che alcuni consiglieri comunali

non hanno tessera di partito, sono convinto

che per amministrare bene una città non serve

gente di partito, ma occorrono persone qualificate

e responsabili che vedono la politica

come servizio e lavorino per il bene comune.

Sarebbe meglio per Cammarata che tutti i consiglieri,

me compreso, lavorassero di più non

per creare polemiche sterili ma per avanzare

proposte utili alla collettività.

D.Il suo bilancio sulla parte trascorsa della

legislatura

R. Il mio giudizio è positivo perché in Consiglio

Comunale si sono trattate questioni importanti

per Cammarata e voglio ricordarne

qualcuna: la convezione con il Mattatoio comunale

di Castronovo che ha risolto agli

allevatori il problema della macellazione dei

capi di bestiame ; la delimitazione della zona

artigianale che darà sviluppo al settore produttivo

sia di Cammarata sia dei paesi vicini;

la regolamentazione del servizio civico che

darà l’opportunità ai cittadini bisognosi di sentirsi

non un peso ma parte attiva della società

;il riconoscimento dei debiti fuori bilancio che

ha permesso di retribuire le ditte che diversi

anni fa avevano lavorato per il Comune senza

ricevere il dovuto compenso riducendo ,così ,

le spese per liti ed arbitrati. Infine devo sottolineare

che tutti i Consigli Comunali sono stati

trasmessi tramite radio, grazie ad una convenzione

stipulata in CC con l’unica emittente

locale e questo ha permesso ai cittadini di seguire

i momenti più significativi della vita

politica di Cammarata.


ATTUALITA’ di Vito Lo Scrudato

UN VIAGGIO PER ANTICHE TRAZZERE

Da Santo Stefano Quisquina a Palermo, utilizzando i cavalli, lungo le trazzere regie,

per riprovare le emozioni del passato e sperimentare un tuffo nella natura senza automezzi

C’è stato un tempo, neppure poi tanto lontano,

nel quale chi doveva recarsi a Palermo

dall’Alto Agrigentino, per le ragioni

le più diverse, doveva affrontare un viaggio

molto più lungo che oggi, molto più

faticoso e anche più pericoloso. Era il tempo

nel quale a Palermo ci si andava a dorso

di cavallo, preparando il viaggio con

largo anticipo, e prevedendo di coprire la

distanza in almeno due giorni. Per rifare

lo stesso itinerario, negli stessi tempi e

con le stesse modalità, un gruppo di coraggiosi

amatori del cavallo di Santo Stefano

Quisquina, Cammarata, Bivona e

Casteltermini si sono messi in marcia la

mattina presto di Venerdì 8 di Ottobre, dall’azienda

agricola Maneggio “Lo Sperone”

di Giovanni Parrino, puntando verso

nord, attraverso il bosco di conifere di

contrada Buonanotte e lasciandosi sulla

destra il Lago Leone, oramai povero d’acqua

per la lunga estate di siccità. Il percorso

che avrebbe portato il gruppo di cavalieri

fino a Palermo è stato scelto sulla

base di una documentazione storica che

presenta diversi elementi d’interesse: primo

fra tutti l’avere adottato antiche

trazzere regie. Le trazzere regie in Sicilia

erano dette quelle vie di lunga percorrenza

che andavano “da mare a mare” e ce n’erano

che tagliavano l’isola nella direttrice

nord-sud ed in quella est-ovest. Ora, l’Alta

Val Platani è stato da sempre un importante

snodo di incontro delle due grandi

direttrici che hanno messo in comunicazioni

nei secoli passati i siciliani, le merci

e gli eserciti in guerra. In tempi relativamente

più vicini a noi le regie trazzere

sono servite per gli spostamenti stagiona-

li di armenti e allevatori che d’inverno

scendevano a valle e in primavera risalivano

verso pascoli montani. Si è trattato

di strade importanti nell’economia rurale

delle zone interne della Sicilia, sulle quali

oltre che le bestie sono transitate generazioni

di braccianti e allevatori in cerca

di un’occupazione nelle aziende agricole

e zootecniche delle zone più floride. Una

transumanza anche questa, una

transumanza d’uomini. Gli stefanesi al seguito

del presidente dello “Sperone” Giovanni

Panino hanno rinverdito con la loro

impresa anche l’epopea dei mercanti che

andavano dalle zone rurali a Palermo per

vendere prodotti prevalentemente alimentari.

Un vecchio commerciante di San Giovanni

Gemini, Salvatore Barbasso, ora tra

i più, cominciò, ancora nel secondo dopoguerra,

da giovanissimo questi viaggi

che gli diedero un relativo benessere e

prima di potersi permettere un camion, il

viaggio verso il capoluogo, avveniva con

due muli carichi di uova e frutta secca. I

suoi racconti erano però popolati anche

dai ladri di passo, armati e minacciosi, che

funestavano le trazzere. “Andavo armato

anch’io - mi raccontava il vecchio commerciante

- e questo spesso scoraggiava

quei banditi, altre volte mi è capitato di

pagare loro una specie di pedaggio”. Due

giorni ci volevano allora per arrivare, due

giorni sono occorsi agli sportivi stefanesi,

cammaratesi, bivonesi e castelterminesi

per percorrere verso nord la trazzera fino

a Palermo (altri due giorni di marcia sono

poi occorsi per il ritorno).Concentratosi

il gruppo sulle rive del Lago Leone - albeggiava

nel frattempo -si faceva rotta verso

la valle di Filaga, sfiorando da est

Prizzi, fino a Godrano, per il primo giorno,

attraverso il Vallone della Mendola,

Giardinello, Bosco Ficuzza. Un aspetto in

particolare ha colpito il cronista, che ha

partecipato al viaggio in sella alla generosa

Ira, una cavalla di sei anni: il paesaggio

da feudo del latifondo di Contrada

Riddemi e Vallone della Mendola, dove

si possono vedere vecchie e imponenti

aziende agricole e zootecniche, colture

estensive a perdita d’occhio, poche strade

e nessuna concessione alla modernità,

fatta eccezione per qualche trattore e i fili

a tensione elettrica per contenere le bestie

al pascolo. E’ stato come fare un salto

nel tempo e i viaggiatori a cavallo non hanno

mancato di apprezzare l’atmosfera a

tratti surreale del contesto rurale di grande

bellezza. Giovanni Messina, autorevole

alla testa del gruppo, dava notizia di un

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(Continua da pag. 5)

antico borgo arabo: Riddemi appunto, e

altre spiegazioni relative ad una moderna

azienda regionale di sperimentazione sulle

razze ovine sita a Giardinello. Messina è

stato un costante e sicuro punto di riferimento

per il gruppo, assieme al

camrnaratese Giovanni Accardo, disponendo

le soste e le scelte delle piccole variazioni

d’itinerario. Peppe Grimaldi, un

cinquantenne pieno di temperamento di

Casteltermini, invece si inseriva nel paesaggio

con tutta una serie di spericolatezze

compiute in sella al valente “Marascià”.

E’ stato lui a prendere la testa del corteo

di cavalieri una volta entrati nella città fino

alla Favorita, presso la sede della seconda

edizione della “Medicavalli”. Tutti i

partecipanti all’impresa hanno dato prova

di compostezza e caparbietà: Angela

Messina ha reso onore al gentil sesso, assieme

a Mirella Accardo, testimoniando

del crescente interesse che il sensibile

quadnipede riscuote tra le donne. Filippo

Cacciatore, il più anziano del gruppo, ha

dimostrato grande vigoria fisica e saggezza.

Paolo Panino è l’erede di una dinastia

di amatori del cavallo e porta nel sangue

l’abilità di trattare gli esemplari più

riottosi, così come l’irruente Totò Greco

Ferlisi, da sempre in sella a stalloni inquieti.

Peppe Pensato ed il figlio Egidio

hanno costituito un’affidabile componente

del gruppo che comprendeva anche: il

bancario di Bivona Aldo Torregrossa, Andrea

Cannella, Angelo Messina, il sicuro

Totò Ficarella, Enzo Bagarella, Antonino

DONNA

OGGI:

Mancano poche settimane, ormai, alla fine

di questo 1999.

E’ tempo di bilanci, necessari per prepararci

al 2000 che segna l’inizio di un nuovo

secolo e del fatidico “terzo millennio”. Noi,

non abbiamo certo la pretesa di ripercorrere

secoli di storia, né tantomeno di porci

all’attenzione dei lettori come saggi cultori

delle ricchezze e delle esperienze dei “bei

tempi andati”.

Ci permettiamo di evidenziare un aspetto

che ha caratterizzato il mutamento generazionale,

degli ultimi decenni di vita dei nostri

due comuni: IL RUOLO DELLA DON-

NA.

Se proviamo a leggere nella nostra memoria

o in quella dei nostri anziani, troviamo

pagine di assoluto protagonismo maschile.

Basti pensare alla totale assenza di presenze

femminili nei ruoli istituzionali. Ma, pur-

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Mangiapane, il palermitano Filippo Mancini

e il giornalista Vito Lo Scrudato. Il

gruppo deve la riuscita dell’impresa al lavoro

organizzativo e di supporto del

cammaratese Alessandro Accardo, puntuale

e presente col suo fuoristrada e con

la battuta sempre pronta, ad alleviare la

stanchezza di chi stava in sella. Al calare

della prima sera, all’arrivo a Godrano, cavalli

e cavalieri hanno potuto ristorarsi e

riposarsi nei locali del Maneggio “Gorgo

del Drago”. L’indomani mattina presto il

gruppo è ripartito commettendo l’unico errore

verificatosi nel corso dei cinque giorni:

al buio totale delle ultime ore della

notte la testa del corteo si è ritrovata dentro

un budello dalle pareti irregolari alte e

strette, con radici sporgenti e prigionieri

di due muri di rovi e recinzioni: v’è stato

un momento di grande confusione e di nervosismo,

soprattutto delle bestie, durante

il quale più di uno dei partecipanti ha fati-

troppo, non è l’unico neo poichè il bassisso

livello di scolarizzazione, privilegio di pochi,

relegava la donna ai ruoli tradizionalmente

ad essa attribuiti: figlia, moglie silenziosamente

rispettosa, madre amorevole

dei propri figli, niente di più le veniva

riconosciuto, insomma “l’angelo del focolare

domestico”. La donna raggiungeva il

proprio obiettivo con il matrimonio, con la

creazione della famiglia, da cui dipendeva

in tutto e per tutto, oppure scopriva la vocazione

religiosa ed il richiamo delle mura

dei monasteri.

Nella peggiore delle ipotesi, per quel tempo,

non trovando marito, restava semplicemente

“zitella”, continuando a svolgere il

proprio ruolo a disposizione dei fratelli e

della famiglia che aveva il dovere di mantenerla,

perché, ad eccezione di poche famiglie

benestanti, la donna non disponeva

Magazè Magazè Magazè Magazè Magazè

cato a tenere calmi i cavalli. Nulla però

che impedisse di proseguire e arrivare a

Palermo, dopo avere attraversato l’incantevole

bosco della Ficuzza (secolari esemplari

di roverelle, lecci e più rade querce

da sughero), le belle campagne prospicienti

il Lago dello Scanzano, la Piana degli

Albanesi e infine l’emozione di vedere apparire

il capoluogo dalle colline a ridosso

di Altofonte. Un giorno di riposo nella

sede di Medicavalli e poi la partenza per

il ritorno. L’impresa equestre è stata patrocinata

dal Comune di Santo Stefano

Quisquina il cui giovane sindaco, Salvatore

Presti, vede nella partecipazione alla

Medicavalli, “un’ occasione di lancio in

chiave turistica e culturale del paese, del

suo territorio e delle sue strutture.”

SOCIETA’ di M. Giovanna Raneri

Anche a Cammarata e San Giovanni Gemini la

condizione femminile ha avuto una sua evoluzione


di risorse economiche proprie e di una propria

autonomia.

Oggi per fortuna, anche a Cammarata e S.

Giovanni Gemini, questa è preistoria.

Infatti, anche se molto lentamente e faticosamente,

quasi nessuno etichetta più come

“zitella” la donna che, per scelta o per i

mille casi della vita, decide di non unirsi in

matrimonio: anche nei nostri comuni le

“singles” hanno preso il sopravvento.

E’ altrettanto vero che sono pochissimi i casi

di donne che hanno scelto di uscire dalla

famiglia per andare a vivere da sole, per

costruire la propria vita, senza che ciò abbia

provocato traumi, a volte insanabili, e

soprattutto contrastando quotidianamente

con i pettegolezzi, le illazioni ed i mormorii

di cui sono state e sono talvolta ancora

oggetto. Il coraggio di queste poche, però,

ha indotto molte altre a prendere coscienza

di un fatto importante ed indubbio:

DONNA = PERSONA.

Da questa consapevolezza, nasce nelle donne

cammaratesi e sangiovannesi, la necessità

di emergere in prima persona, senza

ruoli ombra, accreditando se stesse e potenziando

le proprie capacità in tutti i settori.

Ecco affiorare le prime donne impegnate

nei settori professionali ed aziendali, non

solamente come collaboratrici, ma come

titolari al pari dei colleghi uomini..

Un momento storicamente eccezionale si è

registrato qualche anno fa, quando i principali

ruoli dirigenziali ed istituzionali erano

occupati dalle donne. Si assisteva al

rilancio della presenza femminile con grande

entusiasmo, cosa che lasciava perplessi

molti per quella insita e radicata sfiducia

nelle capacità gestionali femminili.

Grandi passi avanti, soprattutto nella politica,

salvo poi ad indietreggiare come i

granchi. Infatti, dopo il coinvolgimento delle

donne in Consiglio comunale, in Giunta

ed addirittura nel ruolo di Sindaco del Comune

di Cammarata, oggi nei nostri due

centri si registra il vuoto, ad eccezione di

un’unica coraggiosa presenza nell’Ammi-

nistrazione cammaratese,e del ruolo di

Assessore Provinciale sostenuto da Giovanna

Alessi, che ha anche la delega alla condizione

femminile e alle pari opportunità.

Certo, è un cammino difficile e la difficoltà

prende origine dal “pensar comune” .

Nei commenti della gente sono ancora

riscontrabili i sospetti e le avversioni, come

se una donna “in carriera” non fosse una

persona normale che rischia del proprio e

si sottopone agli stessi sacrifici dell’uomo.

Invece viene considerata la fortunata di

turno che deve la propria ascesa, professionale

od istituzionale, a qualcosa o a qualcuno.

Questa è la ragione per cui molte donne

demordono, indietreggiano, sentendo addosso

il costante alito dei “si dice”.

Fortunatamente, però, altrettante resistono,

fiere della propria condizione e consapevoli

delle proprie potenzialità.

Un dato che si riscontra spesso, senza fare

alcuna polemica, ma solo per sottolineare

la realtà, è quello che pochi uomini amano

essere diretti da una donna, e quando ciò

avviene lo sopportano a denti stretti.

Forse i tempi non sono ancora maturi e

molto dipenderà dai nostri giovani che,

recepita una eredità diversa dalla nostra,

renderanno più semplice l’evoluzione ed il

cambiamento.

Ovviamente siamo consci del fatto che questo

problema non riguarda solo i nostri due

Comuni, ma da questi noi partiamo, perché

riflettono la nostra quotidianità.

Ed è strano che, come leggiamo in questi

giorni, si debba ancora ricorrere ad emendamenti

che definiscano le pari opportunità

nell’essere presenti nelle liste elettorali.

Oppure, che si debbano istituire e finanziare

leggi che promuovano

l’imprenditoria femminile, quasi fosse un

fatto di elite: siamo o non siamo alla vigilia

del terzo millennio?

Per raggiungere tali obiettivi occorre un

grande atto di coraggio e di critica, non

autolesionista né sprezzante, bensì

costruttiva e volta al raggiungimento di una

grande consapevolezza: DONNA, non vuol

dire “danno”, ma genere femminile dell’umanità,

la cosiddetta “altra metà del

cielo” che caratterizza la popolazione.

Certo nulla è dovuto in più perché si è

donne, ma nulla può essere proibito per lo

stesso motivo.

La parità dei sessi, giustamente reclamata

per anni, si può raggiungere pensando che

diritti e doveri sono propri di tutte le persone

e che le capacità si misurano nelle risorse

proprie di ciascuna di esse, e non nell’appartenenza

ad un sesso piuttosto che ad

un altro.

Solo così si superano le barricate e gli steccati

di pensiero; solamente così una donna

che, emergendo, realizza le proprie aspirazioni

può ritenersi realizzata, al pari di un

uomo, non nell’accezione del pensiero femminista,

ma del pensare al femminile, senza

dover necessariamente ricorrere ai recenti

studi sugli emisferi cerebrali che, pare,

caratterizzino la diversità dei sessi ed il quoziente

intellettivo.

Felici di essere donne ma : “W LA

DIFFERENCE!”

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10 10 10 10 10

ATTUALITA’

QUELLA SICCITA’ CHE ARRIVA ALLE

PRIME PIOGGE

Ultimamente, nel fare il solito giro col telecomando,

in coda ai vari TG mi imbatto

sempre nelle stesse immagini: panoramiche

su spiagge affollate di ragazzi in costume,

bambini che giocano al pallone fra

spruzzi d’acqua, adulti pachidermici distesi

sulle sdraio a godere di una ulteriore

abbronzatura...e poi gelati, bevande ghiacciate,

coppie che flirtano sulla sabbia. Potrebbe

essere la pubblicità di uno di quei

villaggi vacanze costruiti ai tropici per chi

insegue il sole 365 giorni l’anno, potrebbe

essere Cuba o Malindi.

Potrebbe....Invece la spiaggia è quella di

Mondello, ed il mese quello dedicato ai

defunti, tradizionalmente associato a cappotti

e castagne calde piuttosto che a bikini

e granite.

Godiamo, (ma è un eufemismo) dalla fine

ufficiale dell’estate di un clima caraibico,

né umido né secco, ventilato ma con dolcezza,

caldo ma non troppo: il vento caldo

che proviene dai tropici non ha portato

però sul volto della nostra gente il sorriso

spontaneo e genuino di quelle popolazioni.

E’ tangibile, e la si sente anche

nelle rituali discussioni da bar sul tempo,

la presenza di una paura nuova, nascosta,

ma non troppo, dietro i volti degli

interlocutori. Paura della natura. Paura del

clima. Paura di quella che è, in fondo, solo

una enorme macchina termica, un enorme

e complesso ingranaggio fisico-chimico

concettualmente non molto diverso dai

familiari climatizzatori casalinghi, che

però nell’inconscio collettivo assume il

volto di una divinità offesa ed adirata, ben

intenzionata a farci pagare il conto dei nostri

comportamenti dissennati. E’ una emozione

semplice e primordiale, che l’uomo

pensava di avere messo da parte nel suo

stupido delirio di onnipotenza, e con cui

invece deve tornare a fare i conti. Non ci

vogliono titoli di studio per prendere coscienza

che quello che sta avvenendo non

è una semplice anomalia stagionale, magari

insolita, ma in fin dei conti casuale, e

di cui alla fine si trova sempre qualche

precedente nelle cronache di cento, duecento

o più anni fa’. Scaricando in atmo-

Oasi in Sicilia

sfera fumi, e desertificando foreste, abbiamo

guastato una macchina che funzionava

perfettamente da milioni di anni. La

temperatura del pianeta aumenta, lentamente,

ma in continuazione.

Vi è ormai generale concordanza sul fatto

che il XX secolo sia il più caldo degli ultimi

600 anni. Nell’ultimo secolo si è avuto

a livello globale un innalzamento della

temperatura di 0,6°C. In particolare vi è

stato un riscaldamento rapido fra l’inizio

del secolo ed il 1940, con un successivo

assestamento fino alla fine degli anni ’60,

Magazè Magazè Magazè Magazè Magazè

di Gero Giambrone

cui è seguito un nuovo riscaldamento che

dura tuttora. Il problema vero, comunque,

non è l’aumento della temperatura in sé,

quanto l’imprevedibilità degli effetti che

questo fattore fisico avrà sul clima delle

nostre zone. I climatologi non dicono che

la regola sarà un costante aumento della

temperatura in tutte le stagioni di tutti i

climi. Dicono semplicemente che d’ora in

poi non ci sarà alcuna regola.

Nella nostra isola il grande mutamento climatico

sembra manifestarsi principalmente

attraverso una graduale diminuzione

delle precipitazioni atmosferiche: l’aumento

della temperatura, con un autunno

così estivo, in fondo non è un fattore rilevante.

Ma a guardare i numeri degli annali

idrologici dell’isola, le pubblicazioni ufficiali

su cui vengono registrati i dati

pluviometrici, ci si accorge di come non

solo piova poco, ma soprattutto ciò avvenga

in maniera assolutamente irregolare:

il risultato è che una volta bagnati i

delicati assetti geomorfologici del nostro

territorio, la pioggia si trasforma puntualmente

da bene atteso a calamità naturale.

La diminuzione delle precipitazioni è soprattutto

consistente nel settore centro-meridionale

dell’isola: la stazione

pluviometrica di Agrigento passa ad esempio

da valori medi di 557mm. di pioggia

(557 litri ogni metro quadro all’anno), a

circa 430mm. nella media degli ultimi dieci

anni, con una diminuzione del 22%.

E in questo caso, si può proprio dire che

non piove sull’asciutto: il famoso triangolo

della povertà, rappresentato dalle

province di Agrigento, Caltanissetta ed

Enna, non deve il suo triste primato all’assenza

di infrastrutture, a scarso spirito

imprenditoriale o altro, ma principalmente

all’assenza di condizioni geologiche

favorevoli al formarsi di falde idriche:

il territorio di queste province è prevalen-

Oasi in Tunisia


(segue da pag.10)

temente di natura argillosa, così che tutto

quel che piove finisce, in breve tempo, nel

mare da cui proviene.

Ben diversa è la situazione di altre aree

della nostra isola, dove la presenza di rocce

permeabili permette l’accumulo di acqua

in falda: provate a vedere come si sono

arricchiti gli agricoltori del ragusano, con

una orticultura che può avvalersi di decine

di litri al secondo per ettaro di coltivazione.

La siccità diventa così il colpo di grazia

alla nostra agricoltura, mai decollata, che

quando riesce quasi a fare il salto di qualità

deve ogni giorno scegliere se investire

tempo e risorse per confrontarsi con le

strategie economiche del mercato europeo

o trovare un qualsiasi espediente per irrigare

le proprie piante.

La siccità è il colpo di grazia alla produzione

zootecnica, cui leggi comunitarie

impongono di garantire, per l’acqua da destinare

agli animali, standard qualitativi

spesso non posseduti da quella che giunge

nelle tavole dei loro padroni.

La siccità è soprattutto nelle coscienze della

nostra classe politica (antica e recente)

che ha cultura a sufficienza per intuire le

dimensioni del problema, (e non ce ne

vuole poi tanta), e tuttavia continua ad

ignorarne l’esistenza.

Continuiamo a non conoscere le risorse

idriche complessive dell’isola, la distribuzione

delle falde, la loro potenzialità, a

sfruttarle intensamente oltre ogni logica e

riserva: col risultato che, improvvisamente

i pozzi restano a secco, e così anche i rubinetti

della gente.

La vera siccità arriva con le prime piogge,

quando tiriamo un bel respiro di sollievo

e, messi da parte fanti e santi, ci dedichiamo

nei discorsi da bar a qualche

altra sana emergenza....senza scaldarci

troppo però, tanto, come diceva il buon

Eduardo “a da finì a nuttata”.

ARCHEOLOGIA

Santa Venere

Una chiesa bizantina a 1300 metri di altitudine

“ Inter medium maiorum montium ...” Ovvero

: Nel piano di mezzo tra i due monti

maggiori. Così Lucia la normanna, consanguinea

di re Ruggero, ci rende nota

l’esistenza e l’ubicazione esatta del luogo

dove sorgeva la chiesa di Santa Venere.

Gli storici ci parlano dell’origine

bizantina della chiesa, poiché come osservano

il Tirrito e il De Gregorio, se fosse

stata costruita dai Normanni, Lucia ne

avrebbe tratto motivo di vanto e gloria.

Né poteva essere stata costruita in epoca

saracena, in quanto gli arabi proibivano

severamente l’edificazione di nuove chiese.

Nei racconti dei nostri nonni, nelle loro

citazioni e anche nelle moderne carte

orografiche, il luogo viene chiamato

“Portella della Venere”, “ Vallone della

Venere”, in alternativa a Santa Venere.

Perché ? E’ giusto porsi l’interrogativo

poiché in quel sito il culto cristiano si

sarà sovrapposto a quello pagano. Per avvalorare

però questa ipotesi, occorono

adeguati studi e scavi, che potrebbero dissipare

i dubbi della nostra storia. Il nostro

compito comunque è la documentazione

fotografica e la divulgazione di

quanto riusciamo a reperire.

Approfittiamo di una discreta giornata di

fine estate per trovarci sul pianoro del

bivio dopo il secondo rifugio, (detto bivio

romeo ). Seguendo le indicazioni del

nostro amico Carmelo Buttafuoco, percorriamo

una strada in terra battuta, e alcune

impervie scorciatoie. Dopo qualche

chilometro raggiungiamo il sito, tanto ambito

e misterioso. Sulla destra della strada

che divide le valli dei due torrenti

Servizio di :

Carmelo Nocera

Mariella Panepinto

Enza Lena

(vallone Cacagliommero verso nord-est,

e Vallone della Venere a sud-ovest ) notiamo

un rigonfiamento del terreno. E’ il

nostro sito! Mettiamo subito in azione le

macchine fotografiche. Un mucchio di rovine

per tutti anonimo, dove la forestale

vi ha appena piantato teneri virgulti di pini

e abeti, ci rivelano senza bisogno di scavo

un’infinità di manufatti in terracotta,

tegole e frammenti di vasellami in gran

parte incisi. I disegni mostrano uno stile

geometrico caratteristico dell’epoca

bizantina. Esplorando l’area ci accorgiamo

che si estende anche sotto gli alberi

già adulti. In mezzo alle macerie

rosseggianti di frammenti fittili, si intravedono

i resti delle mura perimetrali in

calcare bianco. Tutto attorno le pietre, alla

luce del sole, ci svelano innumerevoli

stelline, è il Diaspro una pietra che nasconde

cristalli di quarzo. La zona, situata

circa a 1300 metri di altitudine è

geologicamente interessante, infatti oltre

al diaspro, si trovano in abbondanza

l’agata nera e grigia, spesso venata di

quarzo. A nche la strada che risaliamo è

cosparsa dello stesso materiale. Discutiamo

con Enza e Mariella sul perché di tanto

disinteresse e raggiunta la sbarra, consumiamo

un frugalissimo pranzo. Due turisti

occasionali, un uomo e una donna

bionda, muniti di telecamera, declinano

l’invito di unirsi a noi e vanno a perdersi

in qualche angolo della pineta. Il tempo

incalza, ci rimettiamo in cammino, la

meta da raggiungere è il “baglio della

nivera”. Ma qualcosa ci incuriosisce: Una

strana formazione di lastre di pietra presso

il bordo della strada. Ci fermiamo e

fotografiamo quello che sembra una traccia

di un antico insediamento. Il terreno è

visibilmente sforacchiato di aperture che

occhieggiano sull’erba, il tutto appare

come un grande tavolo di pietra circondato

da seggiole di roccia.

Poco più in basso fotografiamo la cosiddetta

“ capanna du scarparu”, una piccola

costruzione che poggia su una base

molto più antica. Cos’era questo strano

sito ? L’impressione che se ne ricava è

quella di un insediamento megalitico, speriamo

di non sbagliarci. Si riparte per il

misterioso “baglio” dove si trova la leggendaria

caverna che dovrebbe congiungersi

con quella “ dell’acqua fitusa “ .

Sarà vero ? Ne riparliamo al prossimo

articolo.

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SOCIETA’

di Franco Bellino

Negli ultimi anni in Italia è cambiata la strategia

contrattuale nei confronti fra le parti sociali,

con la conseguente introduzione di alcuni

neologismi: Concertazione, Welfare, Politiche

per lo sviluppo, ecc... Nei famigerati “tavoli”

della contrattazione, gli incontri-scontri

non sono più una prerogativa tra il sindacato e

l’interlocutore di turno, a secondo della categoria

interessata, ma avvengono contemporaneamente

fra tutte le parti sociali compreso il

Governo. Questa trasformazione è avvenuta

perché sono cambiati gli obbiettivi da raggiungere

: Si parla di meno dei diritti dei lavoratori

e sempre più spesso del diritto al lavoro per

i disoccupati (meridionali).

In Sicilia esiste una situazione

“disoccupazionale” preoccupante, nei nostri

due paesi ancor più evidenziata dalla precarietà

in cui si tengono gli oltre duecento lavoratori

socialmente utili. A partire dal presupposto che

è dovere delle amministrazioni ricercare le

soluzioni produttive dove inserire gli “ex

art.23” secondo quello che prevedono le tante

leggi e i numerosi decreti regionali, nazionali

ed europei, è necessario che questi “giovani”

siano più flessibili e meno legati al sogno di

questi dieci anni nel quale coltivavano il tradizionale

posto fisso. E’ venuto il momento di

accettare più massicciamente il patrocinio del

sindacato che, portavoce delle loro esigenze

nei confronti delle amministrazioni, aumenterebbe

il suo potere contrattuale grazie alla fiducia

di cui sarebbe investito. Sia a Cammarata

che a San Giovanni Gemini purtroppo

questa fiducia non è stata ancora dimostrata

anche se ripetutamente richiesta; cosa che lascia

perplessi se si considera che gli ex

articolisti, senza l’intervento del sindacato,

sarebbero a spasso già da qualche anno, come

ben sanno i più avveduti tra loro.

D’altra parte il sindacato, anche in Sicilia, non

può più limitare la sua attività alla sola assistenza

dei relativi patronati. Per quanto difficile

possa risultare oggi aprire delle vertenze

sindacali, in presenza delle poche occasioni

di lavoro esistenti, è ancora più indispensabile

avviare confronti con le amministrazioni

pubbliche sulle prospettive occupazionali

attivabili. E’ venuto il momento che le sezioni

locali dei vari sindacati si incontrino per elaborare

una strategia ed una proposta unitaria

da presentare alle istituzioni, per offrire ai lavoratori

una speranza che faccia regredire

l’amara soluzione emigratoria.

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Il Sindacato cambia

Ma per lavoratori e disoccupati è

ancora indispensabile

Tutti gli stagionali forestali

debbono presentare le domande

per l’inserimento in graduatoria

25 Ottobre - 15 Novembre

Gli occhi di Zeus di Vincenzo La Placa

GIOVE E LE SUE LUNE

Il cielo autunnale è parecchio interessante per l’abbondanza di oggetti che ci mostra. Lo Scorpione

e il Sagittario che hanno dominato il cielo estivo, tramontano adesso nelle prime

ore della sera, mentre a sud-est verso Mussomeli, in tarda serata, compare una delle più

belle costellazioni invernali: Orione. In attesa che questa costellazione si alzi nel cielo

e si renda più visibile in prima serata, soffermiamoci su quanto di più spettacolare si

può osservare: Giove e Saturno, visibilissimi ad occhio nudo, dopo il tramonto a sudest,

sopra Acquaviva. Con un binocolo si possono osservare alcune meraviglie di

Giove, il gigante del sistema solare. Lo sguardo scorgerà quattro puntini luminosi variamente

dislocatie: sono “Io”, “Europa”, “Ganimede” e “Callisto”, le quattro lune

principali, scoperte da Galileo che le chiamò satelliti Medicei .”IO”, di dimensioni

quasi della nostra Luna, è il satellite più attivo del sistema solare. La sua superficie

infatti è costellata di vulcani in eruzione che proiettano a grandi altezze gas e materiali

vari. “EUROPA” presenta invece una superficie ghiacciata, caratterizzata da solchi

rettilinei di varie dimensioni che si intersecano fra di loro. Sono esse fratture della

crosta, provocate probabilmente da movimenti tettonici, causati dalla forte attrazione

gravitazionale di Giove. Si pensa che tale crosta nasconda una grande oceano di acqua.

“ GANIMEDE” , con un diametro di oltre cinquemila chilometri, è il più grande

satellite del nostro sistema solare. Anch’esso, come il più lontano “CALLISTO”, presenta

una superficie ghiacciata, butterata di crateri di varie dimensioni, originati dalle

cadute di meteoriti.

E’ stato possibile vedere tutto questo grazie alle immagini riprese dalla sonda Galileo

e diffuse dalla NASA. Giove è un oggetto di facile osservazione, essendo il più grande

di tutti i pianeti,(vedi foto in basso la Terraal suo confronto), infatti la sua massa può

contenerli tutti quanti insieme. La distanza dalla terra si aggira sui settecento milioni

di chilometri, ma con un piccolo telescopio si possono notare alcuni particolari della

sua densissima atmosfera, composta in gran parte da nubi di metano, idrogeno e

ammoniaca. Risaltano le cosiddette “bande” intervallate dalle “zone”, entrambe ci appaiono

come fasce di colori diversi. Con uno strumento più potente si può individuare

la grande Macchia Rossa, che è un enorme uragano che dura da circa quattro secoli.

Questo gigantesco uragano può contenere quasi tre volte la nostra Terra e, non avendo

ostacoli come montagne e continenti, durerà ancora per molto tempo.Attorno a Giove

ruotano altri dodici satelliti minori. In questo mese potremo osservare inoltre le Leonidi, uno

sciame di meteore che avrà il massimo di caduta nella notte tra il diciassette e il diciotto, ma

anche qualche notte prima e dopo queste date. Tutto si può osservare ad occhio nudo, basta

posizionarsci in luoghi bui o comunque privi di inquinamento luminoso. La direzione verso cui

guardare è sopra la costellazione del Leone, ad oriente, verso l’Etna. Con o senza desideri da

esprimere vi auguriamo buona visione.

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COSTUME di Calogero Rizzuto

MAMBO

Da “Scemi del villaggio” a “Scemi del villaggio globale”

non ci resta che consolarci ballando magari un mambo

Passata l’estate è ritornato l’autunno, cosi

almeno suggeriscono il calendario ed il

normale svolgersi delle stagioni, ma il

caldo torrido continua a bruciare uomini

e cose, campagne e città come se a Natale

al posto di andare a sciare dovessimo andare

al mare. Sarà forse colpa del buco

dell’ozono?

Fatto sta che il tempo sembra cominciare

a girare con ritmi e regole che sfuggono

all’umana comprensione, sarà che non siamo

in grado più di capire e di controllare

il grande meccanismo che abbiamo messo

in moto?

Più passa il tempo e più il ritmo della vita

corre frenetico, più il gioco si gioca con

regole nuove, diverse, dove pochi sono in

grado di capire il grande salto che è stato

fatto in avanti e ancor meno sono coloro

che sono in grado di cavalcare la tigre dei

nuovi tempi.

La vecchia regola del vivere sani e viver

tranquilli non esiste più, come non esistono

più i vecchi parametri con cui nonni e

genitori misuravano lo scorrere delle cose.

Anche molti amici e fratelli vivono in una

sorta di limbo, incapaci di apprendere

appieno quello che sta succedendo.

L’incalzare dei cambiamenti non si misura

più in anni o decenni ma in settimane,

in giorni, in ore.

Pochi sono coloro che capiscono, meno

quelli che comprendono e dominano, assai

quelli che rinunciano a comprendere e

capire, miliardi coloro che ignorano che

la realtà non è più come appare.

Il progresso tecnologico iniziato ai primi

degli anni ottanta, incalzante all’inizio dei

novanta e vortiginoso alla fine del millennio,

ha aperto una grande forbice tra le

tante che separano lo sviluppo dell’umanità.

Prima c’era quello alimentare, poi quello

industriale, poi quello energetico e cosi

via fino ad arrivare all’attuale.

Solamente che prima si divideva il mondo

in due o in tre grandi zone: si faceva

distinzione tra nazioni diverse, tra continenti

del primo, secondo e terzo mondo.

Ora la distinzione e tra vicini di casa o tra

persone della stessa famiglia.

Una pubblicità progresso ha rispolverato

un vecchio adagio quello dello “scemo del

villaggio” trasformandolo in quello di

“scemo del villaggio globale”.

Film di fantascienza degli anni ’50 e ’60

immaginavano la fine del millennio con

punti di vista a dir poco asimmetrici rispetto

a quelli con cui si è sviluppata veramente

la realtà: si immaginavano voli

spaziali, basi sulla luna, eterne guerre tra

i due blocchi dell’est e dell’ovest, mode a

dir poco assurde ecc. ecc. .

La realtà è quanto mai diversa, sviluppo

micromolecolare, ingegneria genetica applicata

all’uomo e alle piante,

informatizzazione galoppante, computer

sempre più potenti al servizio delle cose

quotidiane, comunicazioni o meglio telecomunicazioni

onnipresenti. Chi negli

anni ’50 avrebbe immaginato che quarant’anni

dopo ogni individuo avrebbe

avuto sempre appresso il proprio telefono,

o che il mondo fosse avvolto da una

rete di satelliti in grado di garantire ovunque

sul pianeta lo scambio di immagini,

informazioni e quant’altro tra due o più

persone, o che un intero mondo virtuale

INTERNET avrebbe avvolto la terra rendendo

il vecchio mondo più piccolo di

quello che appare?

Oggi non basta più saper usare un computer,

bisogna anche capire la “filosofia”

di certe tecnologie, bisogna essere pienamente

consapevoli delle enormi

potenzialità che Internet comporta.

Non basta abbonarsi ad un provaider, ed

accedere ad un portale o avviare una Email.

Quanti hanno cognizione di ciò che parlano

e di ciò di cui sentono parlare?

La silenziosa rivoluzione tecnologica ha

davvero reso tutti gli uomini più uguali,

ha davvero avvicinato di più il pecorino

nostrano al mercato canadese come il su

citato spot che la pubblicità progresso

mostra, eppure sta rendendo il mondo più

complicato per la massa, tanto che i più

possono consolarsi solamente stando davanti

alla televisione, magari quella digitale,

via satellite, via cavo o via col vento,

scegliendo fra le centinaia o le migliaia di

canali tematici che già ci

propongono.Tanto basta pagare.

Chi poteva immaginare che l’uomo più

ricco del pianeta sarebbe stato un certo

Bill Gates, che ai suoi clienti vende il nulla:

una scatola di cartone contenente un

disco di plastica del valore commerciale

di poche decine di dollari ma che contiene

immagazzinati programmi che hanno

rivoluzionato il modo di vivere e pensare,

rendendo obsoleti milioni di comportamenti,

mandando in pensione milioni di

segretarie e aprendo scenari fino a poco

tempo fa descritti solo su libri di fantascienza?

La forbice ha creato un divario fra coloro

che riescono a comprendere appieno questo

cambiamento e gli ampi scenari e tutte

le implicazioni che ciò comporta e coloro

che solamente sanno che esistono tutte

queste meraviglie ma che non hanno una

percezione chiara e completa delle conseguenze

e coloro che tutto ciò ignorano.

Ed ai più non resta che sedersi, scaricare

con il loro Mp3 un file musicale, perché

no proprio un mambo, da uno dei tanti siti

musicali della grande rete, inciderlo sul

proprio DVD casalingo accendere il sistema

surraund, e ballarsi un bel mambo!.

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La Vergine delle Grazie o Assunzione

di Maria come è meglio conosciuto,

di grandi dimensioni (mt.

4 x 2.20) non è datato ed è di autore

ignoto. La tradizione lo attribuisce

a Pietro Novelli artista vissuto

nel XVI secolo. Una conferma

potrebbe venire dal fatto che nella

stessa chiesa si trovava un altro

quadro dipinto dalla sorella del Novelli,

di nome Rosalia, dotata anch’essa

delle capacità artistiche del

monrealese.

Madonna e i SS Lorenzo, Antonio

e Leonardo, anche di questo è ignoto

l’autore e la datazione più probabile

lo considera opera del XVII°

secolo. Il viso di S. Leonardo ritrae

le sembianze del committente

Leonardo Callari, come si legge sul

retro della tela che riporta la data

del 12 ottobre 1639.

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FOTOGRAMMI di Concetta Traina

I quadri della parrocchia di San Vito Martire

San Placido (m. 2 x 1.46). Dovrebbe

essere di Francesco Lo Presti

realizzato nel 1597. Il santo è rappresentato

in piedi sullo sfondo di

un paesaggio da un lato montagnoso

e coperto di neve mentre dall’altro

è marino con Messina e il

suo porto. In basso sono rappresentate

scene di caccia e pesca. Il quadro

è contornato da una serie di 16

quadrelli nei quali si narrano le vicende

principali della leggenda del

santo.

Le Anime del Purgatorio (m. 3.5 x

2.40 del XVI° sec.). Raffigura Dio

Padre circondato da angeli e santi,

che regge il crocifisso dalle cui piaghe

sgorga il sangue che salverà le

anime del purgatorio .

Magazè Magazè Magazè Magazè Magazè

Questa tela è dipinta anche sul retro

con lo stesso soggetto ma con

immagini differenti.

Sant’Eligio di Carmelo de Simone

del 1848, forse avo del pittore

sangiovannese che nel 1914 dipinse

la cappella del SS Sacramento

della Chiesa Madre.

La Pietà, del 1634 di tale P. Presti,

rappresenta la classica deposizione

del Cristo Morto contornato da

apostoli e pie donne con il Calvario

sullo sfondo.

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RUBRICA A PUNTATE

In Dialetto

SOPRAN SOPRAN SOPRANOMI

SOPRAN SOPRAN OMI ESPRESSIONI ESPRESSIONI POPOL POPOLARI

POPOL POPOLARI

ARI

Mirlinu - Vicari

Morte - Varsalona

Mpaddietti - Giambrone

Mpiccicamuoddu - Reina

Mpiccichi - Accardo

Mplì mplì - Panepinto

Mulu - Pinella

Musca - Arnone

Mussumeli - Tomasino

Nanieddu - Panepinto

Nasca - La Rocca

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Figliu di la gaddina bianca.

(Figlio della gallina bianca)

Persona privilegiata

La gaddina si spinna quann’è morta.

(La Gallina si spenna quando è morta)

Non si devono trarre conclusioni prima del tempo

Acqua davanti e vientu darrieri.

(Acqua davanti e vento dietro)

Sollecitare,agevolare l’allontanamento di qualcuno

Ncuoddu - in braccio

Nuozzulu - pasta di olive dopo la spremitura

Nziti - crine di maiale

Pannieddu - drappo ricamato, ornamento della sella

Portò - paletot, cappotto

Pudicinu - piccolo spazio, angolino

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15 15 15 15 15


Dopo dieci giornate di campionato,

per il Gemini il bilancio non

è del tutto positivo . Quello che la

squadra allenata da Luciano Sapia,

ha saputo fare nelle prime cinque

giornate(dieci punti), ha poi sciupato

nelle ultime quattro(tutte

sconfitte consecutive). Molte le attenuanti,

giocare contro l’Akragas,

Panormus e Cephaledium, con formazioni

incomplete non è sicuramente

facile, ma le sconfitte subite

sono scaturite anche dalla poca

convinzione che i giocatori hanno

nei propri mezzi. Infatti in molte

circostanze, la formazione

sangiovannese non è stata in gra-

Dopo la sosta, il Kamarat vince a

Corleone una gara difficilissima e

con molte insidie, soprattutto

metereologiche, e riprende con fiducia

il cammino verso la zona alta

della classifica. Una settimana di

riposo che ha consentito così a

mister Maggio di recuperare la forma

di alcuni giocatori e di inserire

nella rosa i nuovi acquisti Misuraca

e Miceli. Così con la formazione

al comlpeto Maggio ha potuto superare

le difficoltà che presenta

una gara esterna, ottenendo un successo

importante, e ora confida

nella galvanizzazione della squadra

e nell’aiuto dei tifosi per continuare

nel momento positivo. Ma

le mosse della dirigenza non sono

ancora finite, la squadra sembra al

completo, ma manca ancora qualche

giocatore juniores, che può

dare tranquillità e un giusto ricambio

in caso di necessità. Le pole-

16 16 16 16 16

A Cura della

Redazione

Sportiva di

Studio Fantasy

News

LO SPORT

do di reagire ai goal subiti, anzi si

è sfaldata sempre più, fino a subire

quattordici reti in quattro gare,

senza riuscire a mettere a segno

nessuna marcatura. Questo ha imposto

alla dirigenza una vera e propria

rivoluzione nella squadra. Ben

otto le partenze: Talluto, Modano,

La Barbera, Cotogno, Amato,

Micciché, Settecasi, Basile, che

hanno lasciato la squadra, (alcuni

sono stati “licenziati” mentre per

altri è stata una loro scelta). I rincalzi

sono già arrivati e sono il portiere

Lazzoni, i centrocampisti

Costanzo e Riccobono, il difensore

Campagna, che assieme ai su-

miche comunque si sono attenuate,

e i tifosi hanno fatto pace con la

squadra, ma soprattutto con quei

giocatori che fino ad ora non avevano

reso secondo le aspettative.

Il campionato è lungo e difficile,

molte formaazioni ambiscono al

salto in Promozione, mentre altre

si accontenterebbero di potere disputare

i play off, che porterebbero

allo stesso risultato. Una novità

inserita, da quest’anno in campionato

che lo rende sicuramente interessante

fino alle ultime partite,

è che la prima sarà promossa direttamente,

mentre per le altre

squadre si profila la possibilità di

accedere ad un mini torneo, che

porterà i vincitori ugualmente in

Promozione. Questo allungherà il

torneo, già lungo di per sé, visto

che il campionato è formato da gironi

di diciassette squadre.

Magazè Magazè Magazè Magazè Magazè

Servizi di:

Biagio Lupo

Gero Pinna

Vincenzo Lupo

ECCELLENZA: Il Gemini è ancora in affanno

perstiti formano la nuova squadra.

Ma il mercato di novembre si chiuderà

giorno ventuno, quindi si può

ancora pensare che la rosa possa

essere arricchita ulteriormente.

Manca soprattutto una punta che

faccia coppia con Rubino, anche

se a dire il vero lo stesso bomber

non ha avuto molta fortuna in zona

goal. In attesa del derby con

l’Aragona e della trasferta di Termini

Imerese, mister Sapia continua

negli allenamenti, nella speranza

che la squadra riprenda il cammino

delle prime giornate di campionato.

PRIMA CATEGORIA: Il Kamarat riprende quota


Lo Sport

CAMPIONATO REGIONALE ALLIEVI LA MATRICOLA

SANGIOVANNESE : UN CAMPIONATO DA PROTAGONISTA

E’ iniziato benissimo il campionato della formazione

geminita che in sei gare disputate ha

collezionato altrettante vittorie, conseguendo

il primato solitario in vetta alla classifica. Si

tratta di un torneo regionale con squadre di

notevole livello come la Panormus, Villabate,

Settecannoli, Tommaso Natale. La buona preparazione

unita alla determinazione dei ragazzi

preparati con sapiente cura, sta facendo attraversare

alla Sangiovannese un ottimo periodo

di forma.

Al termine di uno dei consueti allenamenti

abbiamo incontrato Mister Narisi come sempre

disponibile , gentile ed esauriente nell’analizzare

il campionato che la sua formazione

E’ iniziato il campionato per le ragazze

guidate dal Mister Franco

Reina. Al solito la caratteristica

principale sono le lunghe trasferte

che le ragazze dovranno affrontare

nelle provincie della Sicilia

Orientale, come Siracusa, Catania,

Enna, Messina, ma sempre con lo

spirito di un sano divertimento,

unito alla prerogativa della

valorizzazione delle giovani atlete

locali. Da qualche anno a questa

parte il Mister continua a perdere

pezzi “pregiati” della squadra, quest’anno

dovrà fare a meno di Rena

Lo Bianco. L’obiettivo minimo della

stagione è quello di raggiungere

una posizione in classifica che dia

la tranquillità per la salvezza, an-

sta affrontando.

D - Mister dove vuole arrivare la

Sangiovannese?

R - Dopo avere vinto il titolo provinciale della

categoria giovanissimi, il gruppo dei ragazzi

molto valido ha proseguito il cammino della

valorizzazione tecnica e agonistica in una

vetrina importante come quella regionale. Il

nostro obiettivo è innanzitutto quello di mettere

in evidenza i nostri migliori elementi dando

loro l’opportunità di fare esperienza per

proporsi a sodalizi futuri di livello superiore.

Naturalmente contiamo di ben figurare in questo

campionato, cercando di fare divertire i ragazzi

giocando bene a calcio.

D - Il tuo lavoro considerando la penuria di

validi juniores che c’è in circolazione assume

una valenza importante. Vedremo nei

prossimi anni all’opera i tuoi ragazziin categorie

superiori?

R - Innanzitutto la presenza nel nostro paese

di una squadra che milita nel campionato di

eccellenza giustifica pienamente questo mio

lavoro, ma non puo’ risolvere in maniera radicale

i problemi di carenza di giovani per la

formazione juniores. Sia chiaro che qualcun

altro dovrà continuare l’opera di

individuazione e di perfezionamento tecnico

dei giovani interessanti proposti dalla mia

associazione Sportiva nel campionato regionale

di categoria, altrimenti si corre il rischio

di disperdere in poco tempo tutto quello che

si è in tanti anni di attività programmato e

preparato.

ORGANICO

PORTIERI: Iacoponelli(83), D’Angelo

DIFENSORI: Riggi (83), Alessi (83), La

Magra (84), Reina 5. (84), La Palerma (84),

Martorana (84);

CENTROCAMPISTI: Di Grigoli ( 83), Di

Piazza F. (83), Cammarata (83), Reina Li

Capri (83), Genco (84), Biondolillo F. (84);

ATTACCANTI: Grispino (84),

Biondolillo 5. (83), La Piana (83).

Campionato di Pallavolo Femminile serie D: Motel

San Pietro inizia la nuova stagione agonistica

che se il Motel S.Pietro cercherà di

svolgere un ruolo di primo piano

nel campionato.Nella giornata di

esordio ha incontrato la formazio-

ne dell’Agrigento perdendo per 3

- O in casa, ma le ragazze avranno

subito la possibilità di riscattarsi in

trasferta.

Magazè Magazè Magazè Magazè Magazè

17 17 17 17 17


18 18 18 18 18

L’oroscopo L’oroscopo L’oroscopo di di di ALTAIR ALTAIR ALTAIR

Il Segno del mese: Scorpione (23 Ottobre- 2 1 Novembre)

Nell’ottavo segno, il più complesso dello

Zodiaco, vita, morte e resurrezione sono

strettamente unite ed esprimono il vero e

profondo significato dello Scorpione, teso

a distruggere tutto ciò che esiste per ricostruirlo

e ricomporlo sotto nuove forme. Dominato

da Marte e Plutone, lo Scorpione è

caratterizzato da forte istintività e da impulsi

violenti. L’aggressività scorpionica si allarga

anche al campo mentale e intellettuale.

Spesso l’intelligenza è acutissima, anticonformista,

se non rivoluzionaria. Lo Scorpione

ama il rischio e la sua audacia si rivela

tanto più apertamente quanto più la situa-

ARIETE

( 21 Marzo- 20 Aprile)

Tensioni e nervosismi sono sempre all’ordine

del giorno. Attenti! Rischiate di compromettere

un rapporto per il vostro carattere

sempre pronto a litigare. Scaricate tutto

il nervosismo fuori casa. Se il lavoro vi

stressa troppo, cercate un bravo collaboratore.

Riceverete interessi su alcuni investimenti

passati

TORO

(21 Aprile- 20 Maggio)

Qualche nuvola all’orizzonte nel rapporto

di coppia. Non intrappolatevi in relazioni

extraconiugali. I cuori solitari faranno nuove

conoscenze, ma non si legheranno seriamente.

Successi, soddisfazioni e promozioni

in arrivo. I successi professionali aumenteranno

le entrate. Compratevi quello

che volete.

GEMELLI

(21 Maggio- 21 Giugno)

Sta per chiudersi il millennio e voi vivrete

amori travolgenti. I single incontreranno

l’anima gemella e in breve decideranno di

sposarsi. Avrete nuove possibilità di lavoro

che non vi permetteranno di rilassarvi,

ma vi faranno crescere dal punto di vista

professionale. Accettate subito. Buone le

entrate di denaro.

CANCRO

(22 Giugno- 22 Luglio)

Fate una sorpresa al vostro partner organizzando

un romantico week-end. Chi è

single progetti un viaggio alla fine dell’anno

con amici: troverà l’amore vero. Siete

un pò stanchi e quindi scarsamente creativi.

Lasciate che siano gli altri a farvi nuove

proposte. Se avrete investito i vostri

soldi, vedrete aumentare il vostro conto in

banca.

zione si presenta difficile e pericolosa. Può

distruggere e dissacrare ciò che è tradizionale

e conforme alle norme, per rivoluzionare

e ricostruire qualche cosa di totalmente

nuovo. Quando prevalgono le forze aggressive

ed istintive, la vita dei nativi del

segno è caratterizzata dalla lotta e da una

forte competitività che possono spingere alla

violenza e alla crudeltà. Se, al contrario, le

forze istintive profonde riescono a venire

controllate e disciplinate, lo Scorpione può

arrivare ad un alto livello di sublimazione.

Tuttavia si possono trovare individui che reprimono

l’istintualità e la sessualità caden-

LEONE

(23 Luglio- 22 Agosto)

Se qualcosa non vi soddisfa nel rapporto

di coppia, parlatene con il partner. Così

facendo potrete risolvere eventuali problemi.

I single vivranno un amore travolgente.

Se avete un progetto da realizzare, chiedete

aiuto ad un collega. Il lavoro sarà gratificante

anche da un punto di vista economico.

Farete grandi affari.

VERGINE

( 23 Agosto- 22 Settembre)

I rapporti di coppia non saranno turbati da

tensioni oppure da discussioni. Andrete

d’accordo con il partner e avrete le stesse

idee. Sono previste gratificazioni per la fine

del mese. Avete lavorato bene e quindi ricaverete

frutti buoni. Ne riceverà effetti

positivi il vostro portafoglio. Avrete probabilmente

un aumento di stipendio.

BILANCIA

( 23 Settembre- 22 Ottobre)

Non fidatevi immediatamente di persone

sconosciute. Valutate bene se sono sinceri

oppure no. Le coppie vivranno un periodo

così, così: non scaricate le vostre tensioni

sul partner. Ci saranno dei cambiamenti

nell’ambito lavorativo, ma andrà tutto a

vostro favore. Acquisterete un oggetto importante

a poco prezzo.

SAGITTARIO

(22 Novembre- 20 Dicembre)

Nei primi giorni del mese continueranno

le baruffe con il partner. Non temete: presto

tornerà il sereno. I single proveranno a

cimentarsi in rapporti profondi. L’apprezzamento

dimostrato dai vostri superiori,

desterà gelosie nei colleghi. Non prendetevela,

anzi siate generosi come sempre.

Siate prudenti nelle spese.

Magazè Magazè Magazè Magazè Magazè

do in preda all’angoscia e a forti sensi di

colpa. Continui timori possono renderli profondamente

infelici e tormentati.

In questo mese

Chi nel mese passato avesse posto fine ad

una relazione, riuscirà a trovare la serenità

e a vivere bene anche nella nuova condizione

di single. Chi è fidanzato farà progetti

concreti per il futuro. Saranno favoriti i lavori

di gruppo. Agli studenti converrà studiare

in coppia. Farete degli acquisti importanti:

tirate sul prezzo.

CAPRICORNO

(21 Dicembre- 19 gennaio)

Sarete perfettamente in grado di dare aiuto

al partner, che in questo mese avrà bisogno

di voi. I single potrebbero innamorarsi

di una persona con la quale avranno

grande differenza di età: non spaventatevi.

Riceverete incarichi di grande responsabilità

nel campo lavorativo. Nuove entrate

di denaro vi aspettano a breve.

ACQUARIO

( 20 Gennaio - 18 Febbraio )

Le coppie saranno sempre più affiatate e

si ameranno più di prima. I single vivranno

passioni travolgenti, ma brevi. Si presenteranno

nuove occasioni di lavoro. I

dipendenti avranno nuovi progetti su cui

lavorare. Venere e Giove favoriranno inattese

entrate, scaturite forse dalla conclusione

positiva di un affare.

PESCI

( 19 Febbraio- 20 Marzo)

Guardatevi bene attorno, perché l’anima

gemella apparirà davanti a voi quasi per

magia. Il legame diventerà immediatamente

serio: questo è il mese ideale per

sposarvi. I progetti iniziati nel mese precedente

raggiungeranno il successo.

Aspettatevi nuovi guadagni grazie agli

ottimi investimenti fatti. Concedetevi spese

extra.

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ALTAIR- STUDIO FANTASY

cp10 - 92022 Cammarata (AG)


AVVISO AI NAVIGANTI

C’era una volta..............

......una cabina telefonica

Fino a poco tempo fa scendendo alla stazione

ferroviaria di Cammarata, c’era accanto

al cancello di ingresso una cabina rossa della

Telecom: a volte funzionava a volte no,

comunque c’era.

Cosi chiunque sventurato passeggero delle

ferrovie italiane, arrivando nel terminal del

nostro bel paesello, se non aveva qualche parente

o amico ad aspettarlo e se non capitava

proprio nella rara corsa in cui trovava la corriera,

prima di sperare in un passaggio, aveva

la possibilità di telefonare cosi da essere

prelevato e portato in paese.

Ma da un po’ di tempo la rossa cabina, che

qualche disgraziato a volte in caso di pioggia

usava anche come riparo momentaneo,

non c’è più.

I più distratti non se ne saranno accorti, ma

così è: la cabina telefonica è sparita,

volatilizzata, scomparsa. Verrebbe da pensare

che la Banda Bassotti se la sia portata via.

Ma ahimè così non è: la cabina telefonica è

stata portata via dalla stessa Telecom con la

scusa che nell’era della comunicazione in cui

tutti possiedono il cellulare tale povera disgraziata

cabina non è più economicamente

remunerativa.

Dov’è finito lo spirito di servizio pubblico

della Telecom, che ai poveri disgraziati che

non hanno il cellulare ha lasciato soltanto la

possibilità di riccorere ai segnali di fumo?

Bò il fatto è che nell’era della comunicazione

globale la Telecom, che ha la pretesa di

connettere tutto e tutti, si è confusa per una

povera isolata cabina telefonica che alle porte

del terzo millennio serviva ai poveri viaggiatori

rimasti appiedati alla stazione di Cammarata.

“Ma veramente ’un siemmu di nuddu”.

L’ANGOLO DELLA CINOFILIA di Salvatore Maggio

L’apparenza inganna

Ha la grinta del pugile e il carattere dell’angelo custode

Il boxer nasce nella tedesca Baviera

negli ultimi anni dell’ottocento, selezionato

come esemplare di guardia,

difesa ed utilità. Non è particolarmente

bello in volto, ma ben presto

raccoglie tanta simpatia. Chi potrebbe

dire che dietro quel muso rigorosamente

mascherato e quella

espressione seria anche per le mascelle

sproporzionatamente pronunciate,

si nasconde uno dei migliori

amici dell’uomo e principalmente dei

bambini.

Con un boxer entra in casa e nella vita

della famiglia un cane buono e docile, allegro

e giocherellone, disponibile a tutto

per i suoi padroni e pronto a qualsiasi cosa

per difendere i suoi amici .Il carattere di

questa razza è ormai talmente radicato e

delineato da renderla eccellente per la difesa.

Forti e irruenti si trasformano inevitabilmente

in dolci e bonaccioni con coloro

che considerano più deboli, come appunto

i bambini, che ricercano continuamente

e con i quali amano intrattenersi in

lunghe ore di

gioco.

RICEVIAMO VIA INTERNET @ RICEVIAMO VIA INTERNET @ RICEVIAMO VIA INTERNET

Scrivo a nome di Bastillo Giacomo

un vostro abbonato che ha ricevuto

i numeri arretrati. Gli manca

il numero 4, cortesemente,

chiede se potreste inviarglielo.

Vi ringrazia anticipatamente e

chiede cortesemente se potreste

pubblicargli una vecchia foto per

i suoi parenti, soprattutto per suo

zio PeppeButtafuoco.

@

Nelle foto:

Luky,5 anni, e

Asca e Akim,

due dei suoi

figli a pochi

giorni dalla

nascita. (ProprietàMaggio)

Un affetuoso ricordo della nostra

famiglia Buttafuoco

Magazè Magazè Magazè Magazè Magazè

19 19 19 19 19


20 20 20 20 20

A ME M’HA ROVINATO L’EUROPA!!!

Oggi vi sembro un alienato,

ma ho avuto anch’io le mie

esperienze...

veramente una sola, però

importante.

Avevo fatto amicizia, con una

ragazza, una gran bella

ragazza. Così una sera

d’estate usciamo in macchina...

...La sua ovviamente....

THE WALL

E lei: “Scusami caro ma io

lo faccio solo a norma

C.E.E.

“A norma C.E.E.?

E che significa?”

Dico io

“Beh, se non sei preparato

a sufficienza studia e ritorna

a settembre”

Dice lei

Lavoro in “Bianco & Nero” di Uragano

Salve, come sapete, i due paesi della montagna sono rinomati nel

circondario, per avere nel proprio tessuto tante attività, ad esempio:

negozi (specie d’ABBIGLIAMENTO), bar, RISTORANTI,

pasticcerie, pub, pizzerie, panifici, artigiani, SUPERMARKET,

liberi professionisti, FABBRICHE.

TUTTI hanno, dipendenti bianchi, rigorosamente in nero, e quando

nella migliore delle ipotesi un bianco è in regola, è ugualmente

nero per la rabbia di non essere ingaggiato con la qualifica corrispondente

al lavoro che fa (spesso deve ringraziare il cielo se è

ingaggiato come uomo/donna delle pulizie!!!) , non poter usufruire

di una paga adeguata, di non aver gli straordinari pagati, di

non avere ferie o di averle non pagate, di non aver diritto a malattia

etc...

Ma questo non dovrebbe essere possibile, poiché c’è “l’ispettorato

del lavoro” che manda i propri ispettori a “fare controlli periodici”....

Sorvoliamo sui probabili (ma non certi) accordi, che vi

sono tra essi e i datori di lavoro e soffermiamoci sulle sirene (del

tipo antiaerea), e sulle stanze (tipo bunker, dove far nascondere i

propri bianchi in nero in caso di ispezioni, - seppur improbabili,

giusto per non lasciare nulla al caso!) che molti di questi bravissimi

datori di lavoro hanno, un po’ per camuffare ‘sti accordi, un

Magazè Magazè Magazè Magazè Magazè

Gira e rigira finiamo in un

posticino appartato...insomma,

si erano create le condizioni

per una serata movimentata

In questi casi è chiaro che è a lei

che spetta la prima mossa, per

cui mi è venuto spontaneo

chiederle:

“Come preferisci farlo?”

Da allora non l’ho più rivista....

A me non mi importava di entrare

in Europa,

mi accontentavo di molto

meno...

po’ per tappare qualche possibile buco che si potrebbe formare in

questa fitta e sicura ragnatela... Chiaramente per i piccoli edifici,

adibiti ad esempio a panificio, c’è sempre il buon vecchio bagno.

Forse a qualcuno, quanto scritto sopra, potrà sembrare strano a

pochi giorni dal 2000 (- sarà il “millenium bug”?-), ma la maggior

parte di coloro che mi leggeranno, sanno che non sono chiacchiere,

lo sanno anche alcuni dei nostri cari emigrati (spero mi

leggano), che se ne sono andati, per non subire queste ingiuste

angherie, ed è per questo che lancio a loro un affettuoso saluto!!!

Qualche “semplice lettore” - me lo scusino -, potrebbe credere

che voglia dire che questo bell’atteggiamento da parte dei nostri

bei datori di lavoro si chiama “estorsione”, ma io non ho di queste

pretese. Mi chiedo e vi chiedo, esclusivamente quali siano le

origini etnologiche di “lavoro nero”... e se non sia più corretto,

per quanto detto sopra, dire: “lavoro in bianco & nero” per indicare

il medesimo fenomeno, e per finire, che sarebbe proprio il

caso di vedere con altro occhio i SICILIANI (si, si, questo fenomeno

è più esteso di quanto non si immagini), che preferiscono

restare bianchi in piazza, piuttosto che togliersi dalla piazza e dipingersi

di nero!!!

Asta la Victoria Siempre!!!

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