Tecnologia ed ambiente a partire dai trasporti - Porto & diporto

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Tecnologia ed ambiente a partire dai trasporti - Porto & diporto

armamento / porto&diporto

Tecnologia ed ambiente

Un appuntamento da non perdere

quello con Port&Shipping-

Tech, il Forum Internazionale

dedicato all’innovazione tecnologica

per lo sviluppo competitivo e sostenibile

del sistema logistico portuale e

dello shipping. Anche la seconda edizione

si terrà a Genova, a Palazzo

Ducale, il 22 e 23 novembre e sarà

curata da ClickUtility, una dinamica

società di marketing e consulenza

che opera da anni nella comunicazione

e organizzazione di eventi. In

un mondo globalizzato la specializzazione

diventa sinonimo di qualità e

cura del cliente. ClickUtility ha scelto

di dedicarsi alle tematiche ambientali,

dello sviluppo economico, alla

green economy, alla ricerca ed all’innovazione

tecnologica. Chiediamo al

Presidente, Carlo Silva, quali sono le

aspettative per l’edizione 2010.

Presidente Silva, come nasce

l’idea di Port&ShippingTech?

Ci occupiamo da anni dell’organizzazione

di eventi. Dopo la positiva

esperienza del MobilityTech - Forum

Internazionale sull’innovazione tecnologica

per lo sviluppo della mobilità

e del trasporto” (Milano, 18 -19

ottobre 2010) che organizziamo in

a partire dai trasporti

partnership con Columbia Group -

abbiamo ampliato il nostro campo

d’azione al settore marittimo e, da

Carlo Silva, Presidente ClickUtility

buoni genovesi, non poteva essere

diversamente. Lo abbiamo fatto

nel momento giusto, quando il tema

dei green ports andava coinvolgendo

l’opinione pubblica. D’altra parte

i porti convivono con tessuti urbani

antropizzati e le tematiche ambientali

sono attualissime, basti pensare

al delicato rapporto porto-città, ai waterfront,

alla pianificazione territoriale

dei Piani Regolatori Portuali.

I porti italiani stanno adottando

“buone pratiche” nel settore dello

sviluppo sostenibile?

Sì, cominciano a muoversi anche

se sono numerose le tematiche ambientali

che riguardano le aree portuali.

Si parte dalle emissioni in aria,

specie di polveri; fino alla tutela delle

acque (pulizia specchi acquei portuali,

rete fognaria, controllo degli

scarichi civili ed industriali, riduzione

dei rischi di sversamento di prodotti

petroliferi, anti inquinamento, ecc.).

Da non dimenticare il rumore e le

vibrazioni. Ed ancora la tutela del

suolo (monitoraggio periodico delle

eventuali fonti di inquinamento del

suolo demaniale). I porti consumano

energia, a partire da quella occorrente

per l’illuminazione pubblica e delle

aree operative. Si devono gestire i

rifiuti, sia quelli prodotti dalle imprese

operanti in porto, sia quelli prodotti e

conferiti dalle navi. Ed infine i servizi

e i controlli nella movimentazione di

merci pericolose. Per quanto riguarda

le opere pubbliche sono da monitorare

due aspetti principali: i dragaggi e

quindi l’utilizzo dei fanghi e dei mate-

marzo 2010 - 13


iali di risulta, e l’impatto ambientale

di altre grandi opere infrastrutturali

come ad esempio le vasche di colmata

che servono a strappare aree

operative al mare.

Si parla di cold ironing, di cosa

si tratta?

Sono di questi giorni due importanti

accordi sottoscritti da Enel con le Autorità

Portuali di La Spezia e Venezia

sul tema delle politiche ambientali da

adottare che vanno dal cold ironing

- cioè l’elettrificazione delle banchine

per evitare le emissioni dalle navi ferme

in banchina – all’utilizzo di vettori

elettrici per la mobilità nelle aree portuali,

fino all’impiego di illuminazione

con tecnologia Led. Un precedente

accordo era stato sottoscritto per

il porto di Civitavecchia. Assoporti,

che è l’associazione nazionale dei

porti italiani, da tempo lavora su questi

temi e lo scorso anno, proprio in

occasione di Port&ShippingTech, ha

presentato un importante studio condotto

con l’ISPRA “Traffico marittimo

e gestione ambientale nelle principali

aree portuali nazionali”. Alcuni porti

stanno cominciando ad utilizzare

fonti alternative per la produzione di

energia, a partire dal fotovoltaico che

è utilizzato a Civitavecchia, Livorno,

Ancona, un progetto sta per partire

a Savona per il Terminal Crociere ed

altri ancora. Si parla anche di minieolico

e di sfruttamento del moto ondoso,

sistemi che potrebbero, complessivamente

o in parte, soddisfare

il fabbisogno energetico di quei porti.

E sul versante dello shipping?

A partire dal primo gennaio la

Comunità Europea ha chiesto agli

armatori di limitare il contenuto di

inquinanti nei combustibili delle navi

durante le soste in porto, questo significa

avere doppie cisterne e combustibili

a più alto costo. Alcune navi

sono dotate anche di apposite piastre

per il cold ironing. Fincantieri ha

sottoscritto un programma per prevedere

questo sistema nella costruzione

delle nuove navi., soprattutto da

crociera. Ma ci devono essere delle

convenienze economiche sia per gli

armatori che per chi investe nell’elettrificazione

delle banchine: si tratta

quindi di ampliare i numeri sia delle

navi dotate di questa tecnologia che

dei porti attrezzati ad accoglierle.

Quali saranno le novità di

Port&ShippingTech rispetto alla

edizione 2009?

Saranno approfondite alcune tematiche

e ne verranno proposte di

nuove. Le adesioni dello scorso anno

e l’esperienza maturata ci hanno

convinto che è necessario seguire alcuni

filoni, determinanti per lo sviluppo

del sistema economico nazionale.

Secondo le opinioni di molti esperti

si esce dalla crisi economica solo affrontando

due questioni importanti:

la ricerca, e quindi lo sviluppo tecnologico

e la formazione, e il rispetto

ambientale. Istituzioni, operatori, opinion

leader, esperti si confronteranno

sui punti di forza e di debolezza del

sistema portuale e logistico italiano,

contestualizzato in uno scenario europeo

e internazionale. Saranno valutate

le ricadute e i vantaggi di nuovi

sistemi informatici e tecnologici e di

nuovi modelli organizzativi in tutta

la filiera del trasporto. La novità di

quest’anno è che daremo ampio spazio

alla sostenibilità ambientale e allo

sviluppo delle infrastrutture portuali e

retroportuali, elementi indispensabili

alla crescita dei traffici negli scali italiani

ed al rilancio dell’economia.

Quali consensi ha ricevuto l’iniziativa?

Dalla quantità di adesioni, sia isti-

14 - marzo 2010


tuzionali che di esperti ed operatori

del settore, ci viene la conferma che

il tema è attualissimo e di grande interesse.

Lo scorso anno il comitato promotore

era composto dall’Autorità

Portuale di Genova, Regione Liguria,

Comune di Genova, Provincia

di Genova, Camera di Commercio

di Genova. Il Forum vede la collaborazione

delle principali Associazioni

di settore quali Confitarma, Federagenti,

Assoporti, Uir, Assologistica,

Assiterminal e istituti di ricerca come

il Cirt.

Avete già definito il programma?

Il Forum sarà articolato in due giornate

con eventi congressuali di profilo

internazionale, workshop tematici

specialistici arricchiti da visite tecniche

e, come lo scorso anno, un’area

espositiva: il Salotto della Logistica

Portuale e dello Shipping.

Quali i temi proposti?

Oggi, più che mai, lo sviluppo

si gioca sulla qualità dei servizi e

sull’introduzione di metodi innovativi

per reggere una competizione internazionale

sempre più agguerrita.

Abbiamo invitato istituzioni, esperti

e decision makers per un confronto

Da sinistra Antonio Tajani Vicepresidente Commissione Europea e il

Presidente dell’Autorità Portuale di Genova Luigi Merlo

serrato ed attento su questioni che

possono pregiudicare il nostro futuro.Tratteremo

dei piani nazionali e

regionali per lo sviluppo dei trasporti

marittimi e terrestri; dei piani infrastrutturali

dei contesti portuali italiani;

dell’evoluzione di tecnologie, sistemi

e nuovi prodotti ecosostenibili nello

shipping. Particolare interesse sarà

prestato allo sviluppo del trasporto

cargo ferroviario e all’integrazione

modale.

Quali le novità?

Certamente il Forum Internazionale

ID2.0 Summit, organizzato in

partnership con la Società Wireless,

dedicato ai CIO di aziende di logistica

e trasporti interessati a vedere

l’identificazione automatica – in particolare

con RFID – diventare da tecnologia

tattica a collante strategico

nello scambio tra le aree dei sistemi

informativi aziendali.

Patrizia Lupi

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Email: info@cargomar.it

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