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Ogni azione di risparmio

Ogni azione di risparmio rappresenta un contributo positivo per l’ambiente e una nuova opportunità per la nostra economia. Questi i temi dei nostri progetti per l’ambiente, inteso come fattore di competitività del territorio: • la certificazione energetica degli edifici; • l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili; • un maggior impegno nella raccolta differenziata; • il risparmio sul consumo di energia elettrica con azioni sugli impianti degli edifici pubblici, l’utilizzo, negli impianti di illuminazione pubblica, di lampade a basso consumo e l’installazione di pannelli fotovoltaici; • la prosecuzione del progetto di risparmio idrico; • l’elaborazione di azioni e di piani locali di risanamento ambientale (aria, acqua, rumore); • la bioedilizia; • gli interventi di monitoraggio e controllo sanitario ambientale (controllo dei piccioni, derattizzazione, disinfestazione e dezanzarizzazione, con particolare attenzione alla lotta alla zanzara tigre); • il monitoraggio della qualità dell’aria e dell’inquinamento elettromagnetico; • la prosecuzione, nelle aree pubbliche, del progetto di monitoraggio e di bonifica del centro storico dalle termiti. Avviato nel 2003, il progetto ha consentito, con interventi a minimo impatto ambientale, di ridurre notevolmente e controllare l’infestazione termitica di Bagnacavallo. In caso di avvio di nuove attività produttive, ci impegniamo a porre la massima attenzione alla tutela del territorio e della salute pubblica, verificando il pieno rispetto delle normative vigenti. In questi anni, le opere comunali, in particolare le nuove scuole, hanno perseguito l’obiettivo del maggior risparmio energetico possibile. Intendiamo estendere questi principi anche all’edilizia privata, con forme di incentivazione economica a favore dei cittadini. Valorizzazione delle risorse ambientali e storico culturali Il territorio del nostro comune è compreso, per la parte sud occidentale, nell’unità di paesaggio della “centuriazione” e, per la parte nord orientale, in quella delle “Terre vecchie”. Elemento caratterizzante è la forte sedimentazione storica che ha i suoi fulcri da un lato nel centro storico e dall’altro in un paesaggio rurale con una particolare densità dei coltivi e della trama insediativa. I due corsi d’acqua del Senio e del Lamone, con le loro valenze paesaggistiche, segnano i confini est e ovest del territorio comunale. Anche il canale Naviglio, gli scoli Fosso Vecchio, Fosso Munio e altri, rappresentano potenziali occasioni di rafforzamento dell’efficacia della rete ecologica. Coerentemente con quanto indicato nel Piano territoriale paesaggistico provinciale, sono state realizzate iniziative di valorizzazione, anche a fini turistici, di queste importanti risorse ambientali, in particolare il percorso ciclonaturalistico del Lamone e una serie di itinerari ciclonaturalistici. Occorre proseguire su questa strada realizzando il “Sentiero della memoria” sul fiume Senio e ampliando i percorsi escursionistici. In tale contesto assumono particolare rilievo i progetti di valorizzazione del Podere Pantaleone e dell’Ecomuseo della civiltà palustre e la costruzione del sistema di valorizzazione delle reti ecologiche. Bagnacavallo: un territorio che cresce e si rinnova I principi per governare i processi di trasformazione del territorio devono essere la sostenibilità ambientale, la tutela delle risorse naturali e del paesaggio, limitando in particolare il consumo di 11

suolo non urbanizzato, garantendo la riduzione dei consumi e l’incremento dell’efficienza energetica, la prevenzione dai rischi e la legalità. I principi riguardano anche il modo con il quale i soggetti coinvolti interagiscono e si assumono responsabilità: la sussidiarietà e l’adeguatezza, l’equità, la trasparenza e la democrazia nella cooperazione istituzionale, la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. Con il Piano strutturale associato dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna sono stati messi al centro dello sviluppo della nostra area territoriale i criteri della sostenibilità, della coesione e della competitività del sistema. Partendo dalla consapevolezza che la qualità competitiva di un sistema territoriale è strettamente connessa alle azioni di tutela ambientale, di coesione sociale e alla presenza di moderni servizi di rete, il Psc prefigura un contesto forte e coeso, capace di riconoscersi in un insieme di valori condivisi, con una propria identità culturale che organizza gli spazi della vita collettiva e dà forma e ragioni all’uso e alle trasformazioni del paesaggio. Obiettivi che per essere centrati richiedono una forte innovazione e un diverso approccio alle trasformazioni del territorio. Occorrono maggiore consapevolezza e sensibilità per guardare al proprio territorio con uno sguardo d’insieme e non come sommatoria di singoli interventi che producono un eccessivo consumo di suolo, con danni rilevanti per la campagna e il paesaggio, aggravati dalla mancanza di infrastrutture. Dopo l’approvazione del Psc, occorre passare rapidamente alla fase di elaborazione del Piano Operativo Comunale (Poc), del Piano dei Servizi e del Regolamento Urbanistico Edilizio (Rue): strumenti che andranno redatti in forma integrata e coordinata con gli altri Comuni della Bassa Romagna. L’Ufficio di Piano andrà ulteriormente valorizzato e potenziato, assumendo la funzione di “cabina di regia” di tutti gli interventi di pianificazione territoriale dell’area, al fine di garantire unitarietà nella definizione delle procedure e nella regolazione e applicazione dei diversi strumenti. Il Psc, nelle sue tendenziali previsioni insediative, sia di carattere residenziale che produttivo, indica l’arco temporale di 15 anni come termine di validità del Piano, da suddividere – nell’ambito della sua attuazione – in tre Poc della durata di cinque anni. Il primo Poc dovrà rappresentare l’occasione per verificare l’efficacia e l’impatto delle linee del Psc e per affermare un rapporto più proficuo tra il pubblico e il privato, per far convergere, su comuni obiettivi di interesse pubblico, idee e risorse aggiuntive, in un’ottica di trasparenza e partecipazione. Il Poc dovrà indicare una previsione insediativa per le aree produttive sovracomunali strategiche, che tenda al contenimento dell’utilizzo del suolo e che comunque non superi il 30% delle disponibilità previste complessivamente in tutta l’area, e il 50% per le aree produttive sovracomunali consolidate. Il Piano dei Servizi consentirà di procedere alla piena applicazione dell’art. 18 della legge regionale 20 e di individuare al meglio le priorità di carattere pubblico sulle quali, con procedure di evidenza pubblica, orientare il mercato e il sistema delle imprese a concorrere al raggiungimento degli obiettivi, primi fra tutti quelli relativi all’edilizia sociale, alla riqualificazione dei centri storici e alle dotazioni pubbliche indicate dal Psc. L’obiettivo di destinare almeno il 20% della nuova offerta abitativa all’edilizia sociale va perseguito già con il primo Poc e, con quelli successivi, attraverso lo strumento della “perequazione urbanistica”, si dovrà gradualmente aumentare la quota iniziale del 3% per ogni quinquennio. Per quanto riguarda il Rue occorre arrivare alla definizione di un quadro normativo, il più possibile omogeneo nell’ambito della Bassa Romagna, orientandolo ai principi della snellezza, 12

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