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• telesoccorso; •

• telesoccorso; • centro diurno assistenziale; • residenza sanitaria assistenziale; • casa protetta; • trasporto sociale per agevolare i cittadini non autosufficienti o con difficoltà permanente o temporanea negli spostamenti per raggiungere i principali centri di cura e ospedalieri, compresi i Cup, situati nel territorio dell’Azienda Usl di Ravenna; • assegno di cura anche per minori con disabilità; • palestra della mente; • appartamenti protetti; • servizio di assistenza tecnica e sostegno per l’adeguamento delle abitazioni ai fini del superamento delle barriere architettoniche interne e della sicurezza antinfortunistica domestica. Unitamente a ciò intendiamo sviluppare un insieme di azioni per aiutare gli anziani a mantenere una vita felice, attiva, serena e ricca di relazioni e che consentano di perseguire il diritto alla salute, all’autonomia e alla socialità. In quest’ottica vanno consolidati i rapporti di collaborazione con i centri sociali “Amici dell’Abbondanza” di Bagnacavallo e “Il Senato” di Villanova dando continuità alle convenzioni in essere che prevedono la realizzazione di iniziative a favore degli anziani e numerosi interventi di utilità sociale. Il diritto alla salute Nel nostro territorio possiamo contare su un sistema sanitario e su una diffusa rete di servizi sociali, sia pubblici che privati, di buon livello. In questi anni si è lavorato per personalizzare i servizi, fornire prestazioni efficaci e attente alla sensibilità dell’individuo, integrare l’ospedale con il territorio. L’offerta ospedaliera è incentrata sui presidi di Ravenna, Faenza e Lugo, ma parlare di sanità oggi significa prendere in considerazione tutto ciò che concorre a promuovere la salute e il benessere. Su questo fronte si sta lavorando in più direzioni. Le linee guida per la programmazione, che derivano dal Piano regionale sociale e sanitario, sono orientate principalmente all’equità, all’integrazione di tutte le politiche e i servizi che incidono sulla salute e il benessere, alla promozione della partecipazione, del senso civico, del rispetto delle regole, del senso di appartenenza e di fiducia. Altri obiettivi riguardano la necessità di passare dall’assistenza e dalla prestazione al prendersi cura e da servizi che aiutano chi ha bisogno a servizi che sostengono anche chi aiuta. Il Piano di Zona rappresenta il campo elettivo della programmazione, in capo agli enti locali, per la salute e il benessere ed è realizzato attraverso gruppi di lavoro tematici ai quali partecipano diversi soggetti. È stato avviato il percorso di elaborazione del Piano attuativo locale dell’Azienda Usl per il periodo 2009-2011. Un’attenzione particolare sarà dedicata all’innovazione dei servizi, partendo dall’analisi dei bisogni e lavorando sull’integrazione tra strutture, servizi e professionalità. Nell’ultimo triennio il Pal (Piano attuativo locale) ha assegnato consistenti risorse all’ospedale di Lugo, che serve l’ambito territoriale dei nove Comuni del Distretto, destinate sia a valorizzare le funzioni esistenti sia ad attivarne di nuove. Occorre un’ulteriore qualificazione del sistema, da ricercare attraverso alcune azioni prioritarie: • sperimentare nuovi strumenti per ridurre le liste d’attesa: a questo fine è necessario operare con modalità innovative per assicurare ai cittadini i tempi di risposta definiti dalla nostra 23

Regione. Quando ciò non avviene, occorre fornire al cittadino la possibilità di fare ricorso a prestazioni offerte da privato o pubblico intra-moenia, al solo costo del ticket; • promuovere la continuità assistenziale del sistema, per dare al cittadino la consapevolezza di non essere lasciato solo di fronte alla malattia. Occorre creare le condizioni per non dimettere dall’ospedale chi ne ha ancora bisogno e assicurare a chi viene dimesso, ove necessiti, un’efficace sistema di assistenza domiciliare. Per ottenere questi obiettivi, è essenziale il ruolo dei medici di base, che devono rappresentare un riferimento sicuro e costante per il paziente in ogni momento della sua vita e un primo veicolo per promuovere azioni di prevenzione e migliori stili di vita; • migliorare ulteriormente l’accessibilità dei servizi in termini di prossimità, per fare in modo che l’offerta sia in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini e sia distribuita in modo equilibrato sul territorio; • promuovere l’umanizzazione dei servizi attraverso una maggiore attenzione all’ascolto, al rispetto del dolore e alla dignità della persona; • orientare l’attività dei Distretti, attraverso i loro Piani Territoriali, in direzione del rafforzamento del ruolo dei medici di medicina generale, attraverso i nuclei di cure primarie e di una qualificazione dell’assistenza rivolta alla popolazione anziana, all’infanzia, ai giovani, alle problematiche femminili, alla disabilità, alla salute mentale. L’edificio dell’ex ospedale di Bagnacavallo verrà in parte alienato e in parte ristrutturato e riqualificato per ospitare la sede di un nucleo di cure primarie. La casa: un diritto per tutti Oggi un numero sempre maggiore di persone e famiglie esprime una crescente difficoltà nel soddisfare il proprio bisogno di casa. Ciò dipende dalle condizioni di precarietà, anzitutto economica, nelle quali alcune vivono, oltre che da una difficoltà di accesso al credito. Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica hanno rappresentato, fino ad ora, lo strumento principale per dare risposta al bisogno della casa. Oggi però, a fronte di un crescente numero di famiglie che hanno i requisiti per accedere agli alloggi Erp, questo patrimonio risulta insufficiente. Siamo convinti che il tema casa vada quindi affrontato attraverso una pluralità di politiche e di interventi, come indicato nel Psc, che vanno dall’edilizia residenziale pubblica ai contributi per l’affitto e l’accesso ai mutui. Come è stato fatto finora, l’assegnazione di alloggi e l’attuazione delle altre forme di sostegno dovranno essere accompagnate da strumenti di verifica del possesso e del mantenimento dei requisiti richiesti, per fare in modo che le azioni attivate siano effettivamente rivolte alle persone più bisognose. Ci impegniamo a destinare, all’edilizia sovvenzionata, una parte del patrimonio comunale interessato da progetti di ristrutturazione e recupero, per realizzare appartamenti con prezzi di affitto calmierati. Occorre sostenere il Fondo sociale per l’affitto perché rappresenta una risposta importante al problema casa, considerando che negli ultimi cinque anni si è riscontrato un aumento delle domande e dei contributi erogati. Nel nostro territorio, poi, c’è la necessità di dare risposta a nuovi bisogni emergenti quali quelli espressi dalle donne sole con figli minori. Un’attenzione particolare vogliamo riservarla ai giovani che guardano al futuro con incertezza e timore e faticano a elaborare prospettive e progetti di vita. Risulta quindi necessario definire linee guida per politiche abitative specifiche rivolte ai giovani, valorizzando le opportunità offerte dal 24

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