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FARE FUTURO, FARE

FARE FUTURO, FARE COMUNITÀ, INSIEME IL PROGRAMMA: UN PROGETTO POLITICO L’accordo politico programmatico per il quinquennio 2009-2014 nasce raccogliendo la positiva esperienza di governo fin qui condotta nel territorio comunale. Il programma rappresenta il riferimento fondamentale della nuova alleanza di centro sinistra che lo sottoscrive e lo sostiene. Un programma di città e di territorio che si muove in continuità con l’esperienza amministrativa e di governo condotta nella legislatura 2004-2009 e ne rafforza il profilo di progetto per la valorizzazione della comunità e dell’identità locale. Un nuovo ciclo di progresso Bagnacavallo è un territorio vivace e moderno che è stato ben governato. Negli anni i governi locali hanno attuato programmi e progetti che hanno migliorato il nostro territorio sotto il profilo sociale, culturale ed economico. Bagnacavallo, come il resto del pianeta, è attraversata da rapidi cambiamenti nella società e nell’economia; cambiamenti che devono rappresentare le leve sulle quali costruire il progetto di governo del nuovo centro sinistra. Crescere, cambiare, ma sempre tenendo al centro i valori della nostra Costituzione che affondano le radici nella democrazia, nell’antifascismo, nella pace, nel lavoro, nella solidarietà, nella laicità delle istituzioni. Partito Democratico, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Repubblicano, Italia dei Valori, Sinistra e Libertà (Sinistra di Nichi Vendola, Verdi, Sinistra Democratica, Socialisti) rappresentano la nuova alleanza di governo per il nostro territorio. Vogliamo progettare una realtà comunale nuova, perché nuove sono le sfide che dobbiamo affrontare, perché solo così potremo contare su quella coesione sociale e su quella comune identità che rappresentano il nostro grande patrimonio. Vogliamo promuovere una importante e innovativa stagione di sviluppo, con al centro la sostenibilità ambientale, sia come fattore di miglioramento delle nostre condizioni di vita, sia come fattore di competitività. Oggi occorre aprire un nuovo ciclo di progresso. Lo impone la crisi economica mondiale, che sta toccando anche regioni sviluppate come la nostra. Lo impone la crisi energetica e ambientale, alla cui soluzione siamo tutti chiamati a concorrere per garantire un futuro alle nuove generazioni. E lo impongono le nuove domande sociali, con l’invecchiamento della popolazione, il riemergere del problema della casa, l’inedita presenza di immigrati nel nostro territorio, la precarietà e la bassa qualificazione che caratterizza una parte delle attività economiche. La crisi c’è: Bagnacavallo l’affronta Anche il nostro territorio soffre delle ricadute della crisi mondiale e si rende necessario tutelare le famiglie, i lavoratori, le imprese e la produzione. Allo stesso tempo la situazione impone un riposizionamento della vocazione produttiva dei territori, con un’attenzione rivolta all’Europa e ai principi della strategia di Lisbona, che ha come obiettivo quello di fare dell’Unione la più competitiva e dinamica economia della conoscenza. Ciò significa mettere al centro l’attenzione alle persone, la difesa dell’occupazione e la ripresa dell’economia. Fondamentale, in questo 1

percorso, è anche il consolidamento della rete dei servizi alla persona e alla collettività, per risolvere i problemi che questa crisi potrebbe innescare. Cassa integrazione e sospensioni dal lavoro sono una realtà anche nel nostro territorio, proprio per questo diventa ancora più importante e necessario dar corpo al Patto per la sostenibilità dello sviluppo dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, che dovrà dialogare con il Patto per lo sviluppo promosso a livello provinciale e che vede coinvolti enti locali, organizzazioni imprenditoriali e sociali, in modo tale da essere parte di un sistema di respiro regionale. Occorre quindi operare per una legislatura di coesione, efficienza, sobrietà e solidarietà: • affinché le difficoltà economiche non si trasformino in una vera e propria emergenza sociale, con l’ulteriore perdita di potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni, e l’incremento dei casi di marginalità sociale e povertà; • affinché la crisi non provochi una drastica riduzione del nostro sistema produttivo, nel settore manifatturiero, nei servizi e nel commercio. La competitività di un territorio è determinata soprattutto dal suo livello di coesione sociale, per questo le politiche sociali rappresentano un’azione fondamentale a sostegno del tessuto economico. È necessario assicurare alti livelli di protezione e destinare consistenti risorse alla tutela sociale del reddito, ai servizi e all’assistenza procedendo nel percorso iniziato con l’accordo siglato il 30 marzo 2009 dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e dai sindacati, che delinea le azioni per contrastare la crisi. È necessario mettere in campo una nuova stagione di patti per la qualità dello sviluppo, salvaguardando la qualità e la capacità produttiva del territorio attraverso: • la prosecuzione del sostegno alle cooperative di garanzia per il credito agevolato alle imprese; • l’utilizzo di strumenti di incentivazione per favorire le iniziative produttive innovative; • lo sfruttamento delle occasioni originate dal risparmio energetico e dalle energie rinnovabili per rilanciare l’economia locale, migliorando le condizioni ambientali a beneficio dell’intera comunità; • l’individuazione di forme di incentivazione finanziarie e urbanistiche per favorire, nel centro di Bagnacavallo, l’insediamento di nuove attività commerciali o l’ampliamento di quelle esistenti; • le azioni tese a favorire l’insediamento di attività commerciali nelle frazioni, con particolare riguardo a quelle che valorizzano le peculiarità locali. Sono questi i principali compiti che ci attendono. Occorrono politiche nazionali ed europee in grado di dare una risposta forte alla crisi, all’insegna della tutela e della salvaguardia della capacità produttiva del Paese, del lavoro, della competitività del sistema, della garanzia e della tutela dei diritti e della coesione sociale. Si rende necessario avviare nuove politiche pubbliche in un quadro di nuove regole nel rapporto tra stato e mercato. Il sistema economico e sociale della nostra regione, pur avendo retto meglio di altri le difficoltà, ha bisogno di divenire ancora di più un sistema territoriale integrato e coeso. Il Piano territoriale regionale (Ptr) – e i suoi strumenti di programmazione, a cominciare dal Documento unico di programmazione (Dup) – l’utilizzo coordinato ed efficiente dei fondi europei, le scelte in campo ambientale ed energetico e quelle nel settore abitativo e infrastrutturale, fino all’idea di un nuovo welfare di comunità (contenuta nel Piano sociale e sanitario regionale), delineano una risposta antirecessiva e innovativa alla crisi. 2

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