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Pubblicazione n.14

Pubblicazione n.14

110 Elezione diretta del

110 Elezione diretta del presidente della provincia e del consiglio provinciale - Elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale ISTRUZIONI PER le operazioni degli uffici ELETTORALI DI SEZIONE Le annotazioni sono effettuate contemporaneamente ma separatamente, negli appositi prospetti delle tabelle di scrutinio, dai due gruppi di scrutatori, come indicato nel paragrafo 91. Si tenga presente che a ciascuna lista di candidati alla carica di consigliere comunale si intendono attribuiti tanti voti quanti sono i voti conseguiti dal candidato alla carica di sindaco ad essa collegato. Il segretario proclama ad alta voce i voti riportati da ciascun candidato alla carica di sindaco, da ciascuna lista ed i voti di preferenza di ciascun candidato. Un terzo scrutatore pone la scheda, il cui voto è stato spogliato, nella scatola dalla quale furono tolte le schede non utilizzate. Solo quando la scheda scrutinata è stata riposta nella predetta scatola, è consentito estrarre dall’urna un’altra scheda da scrutinare. Si rammenta, infatti, che l’art. 68, terzo comma, del testo unico n. 570/1960 stabilisce espressamente che “è vietato estrarre dall’urna una scheda, se quella precedentemente estratta non sia stata posta nella cassetta o scatola, dopo spogliato il voto”. La vigente normativa, pertanto, non consente l’estrazione contemporanea dall’urna di più schede ed un provvisorio accantonamento di uno o più gruppi di esse per un successivo spoglio. La violazione delle anzidette prescrizioni comporta la pena della reclusione da 3 a 6 mesi (art. 96, secondo comma, del testo unico n. 570/1960). Le schede possono essere toccate soltanto dai componenti del seggio. Si richiama quindi la particolare attenzione dei presidenti di seggio sulla scrupolosa ed esatta osservanza delle presenti istruzioni e in special modo sull’ordine con il quale le operazioni di spoglio e registrazione dei voti contenuti in ciascuna scheda devono essere compiute. § 112. - Casi di nullità - Schede bianche nei Comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti. Prima di passare ad esaminare i vari casi di nullità, si richiamano nuovamente la norma dell’art. 64, primo comma, del testo unico n. 570/1960, la quale stabilisce che la validità dei voti contenuti nella scheda deve essere ammessa ogniqualvolta se ne possa desumere la volontà effettiva dell’elettore, e le istruzioni impartite nel capitolo XXII sul principio di salvaguardia della validità del voto e sugli altri principi da tenere presenti nel corso delle operazioni di spoglio e scrutinio nonché le esemplificazioni riportate nell’allegato C a pag. 279. Nel corso dello scrutinio delle schede votate per le elezioni nei comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti, possono verificarsi, in base al disposto degli artt. 54 e 64 del testo unico 570/1960, due diverse specie di nullità, di cui una totale e l’altra parziale: 1) schede nulle; 2) schede contenenti voti di preferenza nulli.

Elezione diretta del presidente della provincia e del consiglio provinciale - Elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale LE OPERAZIONI DI SCRUTINIO NEI COMUNI CON POPOLAZIONE SINO A 15.000 ABITANTI 111 1) Schede nulle. Si ha la nullità totale della scheda nei seguenti casi: a) quando la scheda – tanto nell’ipotesi che sia stata votata in maniera da non lasciare dubbi circa l’intenzione dell’elettore di preferire un determinato candidato alla carica di sindaco o una determinata lista di candidati alla carica di consigliere, quanto nell’ipotesi che non contenga alcuna espressione di voto – presenti, però, scritture o segni tali da far ritenere, in modo inoppugnabile, che l’elettore abbia voluto far riconoscere il proprio voto; b) quando la scheda – tanto nell’ipotesi che sia stata votata in maniera da non lasciare dubbi circa l’intenzione dell’elettore di preferire un determinato candidato alla carica di sindaco o una determinata lista di candidati alla carica di consigliere, quanto nell’ipotesi che non contenga alcuna espressione di voto – non sia però conforme al modello di cui all’art. 15 del D.P.R. n. 132/1993 e alle allegate tabelle A ed E (o alle tabelle B e F, in caso di ballottaggio), oppure non porti il bollo della sezione o la firma dello scrutatore richiesti, rispettivamente, dagli artt. 47 e 48 del testo unico n. 570/1960; c) quando la volontà dell’elettore si sia manifestata in modo non univoco e non sussiste quindi alcuna possibilità, nemmeno attraverso il voto di preferenza, di identificare né il candidato alla carica di sindaco né la lista di candidati consiglieri prescelti. Costituisce caso tipico di nullità, per le elezioni nei comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti, l’avere espresso contemporaneamente il voto per un candidato a sindaco e per una lista di candidati consiglieri non collegata a quel candidato sindaco (cosiddetto voto disgiunto, consentito dalla legge solo per le elezioni nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti). Si supponga inoltre, ad esempio, che l’elettore abbia votato per più di un candidato a sindaco, o che, senza esprimere alcun voto di preferenza oppure esprimendo preferenze per candidati consiglieri di liste diverse, abbia tracciato un segno su due o più contrassegni contigui o abbia tracciato due o più segni su diversi contrassegni o, ancora, abbia tracciato un segno trasversale che comprenda l’area di due o più rettangoli della scheda. 2) Schede contenenti voti di preferenza nulli. I casi di nullità del voto di preferenza sono tassativamente e chiaramente indicati dall’art. 57 del testo unico n. 570/1960, al quale si fa integrale riferimento. LA NULLITÀ DEL VOTO ESPRESSO PER IL CANDIDATO ALLA CARICA DI SINDACO DETERMINA, IN OGNI CASO, LA NULLITÀ SIA DEL VOTO DI LISTA CHE DEL VOTO DI PREFERENZA ESPRESSI NELLA SCHEDA. Invece la nullità dei voti di preferenza non importa necessariamente la nullità delle altre espressioni di voto contenute nella scheda, le quali, se non sono nulle per altre cause, rimangono valide agli effetti del voto di lista.

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