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Pubblicazione n.14

Pubblicazione n.14

122 Elezione diretta del

122 Elezione diretta del presidente della provincia e del consiglio provinciale - Elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale ISTRUZIONI PER le operazioni degli uffici ELETTORALI DI SEZIONE 1) schede nulle; 2) schede contenenti voti nulli limitatamente alle liste, ma validi per i candidati alla carica di sindaco; 3) schede contenenti voti di preferenza nulli. 1) Schede nulle non contenenti alcun voto. Si ha la nullità totale della scheda nei seguenti casi: a) quando la scheda – tanto nell’ipotesi che sia stata votata in maniera da non lasciare dubbi circa l’intenzione dell’elettore di preferire un determinato candidato alla carica di sindaco o una determinata lista di candidati alla carica di consigliere, quanto nell’ipotesi che non contenga alcuna espressione di voto – presenti, però, scritture o segni tali da far ritenere, in modo inoppugnabile, che l’elettore abbia voluto far riconoscere il proprio voto; b) quando la scheda – tanto nell’ipotesi che sia stata votata in maniera da non lasciare dubbi circa l’intenzione dell’elettore di preferire un determinato candidato alla carica di sindaco o una determinata lista di candidati alla carica di consigliere, quanto nell’ipotesi che non contenga alcuna espressione di voto – non sia però conforme al modello di cui all’art. 15 del D.P.R. n. 132/1993 e alle allegate tabelle C ed E (o alle tabelle D e F, in caso di ballottaggio), oppure non porti il bollo della sezione o la firma dello scrutatore richiesti, rispettivamente, dagli artt. 47 e 48 del testo unico n. 570/1960; c) quando la volontà dell’elettore si sia manifestata in modo non univoco e non sussiste quindi alcuna possibilità, nemmeno attraverso il voto di preferenza, di identificare né il candidato alla carica di sindaco né la lista di candidati consiglieri prescelti. LA NULLITÀ DEL VOTO ESPRESSO PER IL CANDIDATO ALLA CARICA DI SINDACO DETERMINA, IN OGNI CASO, LA NULLITÀ SIA DEL VOTO DI LISTA CHE DEL VOTO DI PREFERENZA ESPRESSI NELLA SCHEDA. Costituisce, ad esempio, caso tipico di nullità di tutte le espressioni di voto contenute nella scheda l’avere votato per più di un candidato alla carica di sindaco. 2) Schede contenenti voti nulli limitatamente alle liste, ma validi per i candidati alla carica di sindaco. Si verifica tale tipo di nullità allorquando l’espressione di voto, sebbene univoca per il candidato alla carica di sindaco, non si manifesta in modo altrettanto univoco per una delle liste di candidati alla carica di consigliere comunale, che sia o meno collegata al candidato sindaco prescelto; si rammenta, infatti, che nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti l’elettore può anche esprimere un voto disgiunto, cioè, dopo aver votato per un determinato candidato a sindaco, può altresì votare per una lista di candidati consiglieri non collegata a quel candidato sindaco.

Elezione diretta del presidente della provincia e del consiglio provinciale - Elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale LE OPERAZIONI DI SCRUTINIO NEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 15.000 ABITANTI 123 Si supponga, ad esempio, che l’elettore, dopo avere espresso univocamente un segno di voto per un candidato sindaco, abbia tracciato un altro segno di voto a cavallo di due contrassegni di lista contigui oppure abbia tracciato due o più altri segni di voto su diversi contrassegni di lista, appartenenti o meno allo schieramento di liste collegate al candidato sindaco prescelto. 3) Schede contenenti voti di preferenza nulli. I casi di nullità del voto di preferenza sono tassativamente e chiaramente indicati dall’art. 57 del testo unico n. 570/1960, al quale si fa integrale riferimento. LA NULLITÀ DEL VOTO DI LISTA DETERMINA, IN OGNI CASO, LA NULLITÀ DEI VOTI DI PREFERENZA ESPRESSI NELLA SCHEDA. Invece la nullità dei voti di preferenza non importa necessariamente la nullità delle altre espressioni di voto contenute nella scheda, le quali, se non sono nulle per altre cause, rimangono valide agli effetti del voto di lista. Pare opportuno precisare che, essendo stata soppressa la facoltà di esprimere il voto di preferenza a mezzo di numeri (paragrafo 47) e dovendo ora gli elettori esprimere tale voto esclusivamente scrivendo il cognome o il nome e cognome del candidato preferito, occorre dare la più ampia applicazione al principio sancito dall’art. 69, primo comma, del testo unico n. 570, in base al quale deve essere ammessa la validità del voto ogniqualvolta possa desumersi la volontà effettiva dell’elettore: ciò comporta che deve essere ritenuto valido il voto di preferenza anche se espresso con errori ortografici che non impediscano comunque di individuare il candidato prescelto. Si tenga comunque conto che i segni che possono invalidare la scheda o i voti in essa contenuti sono soltanto quelli apposti dall’elettore con esclusione, quindi, di segni tipografici o di altro genere. Si considerano bianche le schede che, regolarmente munite del bollo e della firma, non portano alcuna espressione di suffragio, né segni o tracce di scrittura. Tali schede devono essere, al momento stesso dello scrutinio, bollate sul retro con il timbro della sezione (art. 15, comma secondo, della legge n. 53/1990). Del numero delle schede bianche, delle schede nulle e dei voti di lista e di preferenza dichiarati nulli deve essere presa nota nel verbale. Le schede bianche, le schede nulle e i voti di lista o di preferenza nulli vanno registrati, separatamente, sulle tabelle di scrutinio negli appositi prospetti. Le schede bianche e le schede nulle debbono essere di volta in volta vidimate da almeno due componenti dell’ufficio di sezione e poi, rispettivamente unite da apposite fascette, incluse nella Busta n. 6-ter (C), per essere allegate al verbale di sezione. Le schede contenenti voti di lista o di preferenza nulli, dopo essere parimenti vidimate da almeno due componenti l’ufficio, unite anch’esse da apposita fascetta, vanno incluse nella Busta n. 7 (C), per essere allegate al verbale medesimo.

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