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Pubblicazione n.14

Pubblicazione n.14

142 LEGGE 8 marzo 1951,

142 LEGGE 8 marzo 1951, n. 122 Art. 20. I presidenti degli uffici elettorali di sezione curano il recapito del verbale delle operazioni e dei relativi allegati all’ufficio elettorale circoscrizionale. Nei Comuni ripartiti in due o più sezioni il verbale e gli allegati sono consegnati al presidente dell’ufficio elettorale della prima sezione, che ne curerà il successivo inoltro. Per le sezioni dei Comuni sede dell’ufficio elettorale circoscrizionale, si osservano le disposizioni del primo comma. (Omissis) Art. 26. Nel caso di contemporaneità della elezione del Consiglio provinciale con la elezione di Consigli comunali, lo svolgimento delle operazioni elettorali, nei Comuni interessati, è regolato dalle disposizioni seguenti: 1) l’elettore, dopo che è stata riconosciuta la sua identità personale, ritira dal presidente del seggio le schede, che devono essere di colore diverso, e, dopo avere espresso il voto, le riconsegna contemporaneamente al presidente stesso, il quale le pone nelle rispettive urne; 2) il presidente procede quindi alle operazioni di scrutinio, dando la precedenza a quelle relative alle elezioni provinciali; 3) per quanto non previsto dal presente articolo, valgono, in quanto applicabili, le disposizioni di cui al comma quinto e seguenti dell’art. 26 della legge 6 febbraio 1948, n. 29 (1). (Omissis) (1) – Si veda ora l’art. 22, commi 4, 5, 6, 7 e 8, del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533 (Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica). Si riporta di seguito il comma 6 del predetto art. 22, relativo alla sospensione delle operazioni di scrutinio: “6. Il presidente procede quindi alle operazioni di scrutinio, con precedenza di quelle relative all’elezione del Senato. Tali operazioni devono svolgersi senza interruzione ed essere ultimate entro le ore quattordici del martedì successivo alla votazione; se non sono compiute entro tale ora, si applicano le disposizioni dell’articolo 73 del testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361”. Si riporta altresì l’art. 73 del D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (Testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati): “Le operazioni di cui all’articolo 67 e, successivamente, quelle di scrutinio devono essere iniziate subito dopo la chiusura della votazione, proseguite senza interruzione ed ultimate entro le ore 14 del giorno seguente. Se per causa di forza maggiore l’ufficio non possa ultimare le anzidette operazioni nel termine prescritto, il presidente deve, alle ore 14 del martedì successivo al giorno delle elezioni, chiudere la cassetta contenente, secondo i casi, le schede non distribuite o le schede già spogliate, l’urna contenente le schede non spogliate, e chiudere in un plico le schede residue, quelle che si trovassero fuori della cassetta o dell’urna, le liste indicate nel n. 2 dell’articolo 67 e tutte le altre carte relative alle operazioni elettorali. Alla cassetta, all’urna ed al plico devono apporsi le indicazioni della circoscrizione e della sezione, il sigillo col bollo dell’ufficio e quello dei rappresentanti di lista che vogliano aggiungere il proprio, nonché le firme del presidente e di almeno due scrutatori. La cassetta, l’urna ed il plico, insieme col verbale e con le carte annesse, vengono subito portati nella cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione ha sede la sezione e consegnate al cancelliere il quale ne diviene personalmente responsabile. In caso di inadempimento, si applica la disposizione del penultimo comma dell’articolo 75”. Si riporta, infine, il penultimo comma dell’art. 75 del D.P.R. n. 361/1957: “Qualora non siasi adempiuto a quanto prescritto nel 2°, 3° e 4° comma del presente articolo, il presidente della corte di appello o del tribunale può far sequestrare i verbali, le urne, le schede e le carte ovunque si trovino”.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 maggio 1960, n. 570 143 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 maggio 1960, n. 570. Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni comunali. (Pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 152 del 23 giugno 1960) (Omissis) Art. 20 In ciascuna sezione è costituito un ufficio elettorale composto di un presidente, di quattro scrutatori (1), di cui uno, a scelta del presidente, assume le funzioni di vicepresidente, e di un segretario. Il presidente è designato dal presidente della corte di appello competente per territorio fra i magistrati, gli avvocati e procuratori dell’Avvocatura dello Stato, che esercitano il loro ufficio nel distretto della corte stessa e, occorrendo, tra gli impiegati civili a riposo, i funzionari appartenenti al personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, i notai e vice pretori onorari e quei cittadini che, a giudizio del presidente, siano idonei all’ufficio, escluse le categorie di cui all’art. 23. L’enumerazione di queste categorie, salvo quella dei magistrati, non implica ordine di precedenza per la designazione. Presso la cancelleria di ciascuna corte di appello sarà tenuto al corrente, con le norme da stabilirsi dal Ministero di grazia e giustizia d’accordo con quello dell’interno, un elenco delle persone eleggibili all’ufficio di presidente di seggio elettorale (2). In caso di impedimento del presidente, che sopravvenga in condizioni tali da non consentire la surrogazione normale, assume la presidenza il sindaco o un suo delegato. (Omissis) (1) – Il numero degli scrutatori di ogni ufficio elettorale di sezione è stato così stabilito dall’art. 8, comma 1, della legge 21 marzo 1990, n. 53 (Misure urgenti atte a garantire maggiore efficienza al procedimento elettorale). (2) – L’art. 1 della legge 21 marzo 1990, n. 53 (Misure urgenti atte a garantire maggiore efficienza al procedimento elettorale) ha istituito, presso la cancelleria di ogni corte d’appello, l’albo delle persone idonee all’ufficio di presidente di ufficio elettorale di sezione.

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