Views
3 years ago

Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

Capitolo 9 Cena Minestra

Capitolo 9 Cena Minestra di verdure con 40 g di pastina e grana 5 g Prosciutto crudo 40 g o formaggio 50 g o 2 uova Verdura cruda o cotta 100 g Olio extravergine d’oliva 20 ml Pane 50 g o patate 170 g Frutta 100 g 9.2. I rischi del divezzamento precoce Con il termine divezzamento si intende la graduale introduzione nella dieta di alimenti non lattei come cereali, vegetali, latticini, frutta, carne, pesce, uova. È una tappa fondamentale del percorso alimentare della prima infanzia, spesso fonte di preoccupazione per la madre e ha il significato di diversificare ed arricchire la dieta del lattante, allo scopo di potenziare la crescita e la salute di quel particolare individuo. La necessità di introdurre cibi diversi dal latte materno risiede nel fatto che, dopo i 6 mesi di vita, i fabbisogni nutrizionali non vengono soddisfatti completamente dal solo latte materno o da quello di formula. L’offerta di altri cibi o bevande viene definita “alimentazione complementare”, termine che nasce proprio dal concetto di “rendere complete” le sostanze nutritive fornite dal latte materno. La finalità primaria del divezzamento è quella di aumentare non solo la quantità di calorie, ma anche l’apporto di micronutrienti considerati limitanti per la crescita, in particolare lo zinco e il ferro e l’apporto di proteine di elevato valore biologico e acidi grassi essenziali. Alimentarsi con cibo solido inoltre non rappresenta più un semplice esercizio di deglutizione, ma richiede la partecipazione del corpo, con nuovi atteggiamenti posturali e una coordinazione occhi-mani-bocca: l’assunzione di nuovi alimenti in modalità diversa dalla suzione è in linea con lo sviluppo psico-motorio del bambino. Ciò non significa interrompere l’allattamento; per tutto il primo anno di vita il bambino dovrebbe ricevere attraverso il latte la maggior parte del nutrimento e delle calorie a lui necessarie. È possibile procedere con un affiancamento graduale proponendo al bambino pochi cucchiaini di pappa in concomitanza con una poppata. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’UNICEF raccomandano alle mamme di allattare esclusivamente al seno per i primi sei mesi di vita e di continuare l’allattamento al seno complementare fino ai due anni ed oltre. Il momento e il modo di divezzare risultano influenzati da fattori sociali, cultu- 104

Capitolo 9 rali, psicologici, evolutivi, neurologici e gastrointestinali. Le indicazioni attuali propongono il sesto mese compiuto (180 giorni) come periodo migliore per l’introduzione di cibi diversi dal latte. Oltre a motivazioni di ordine nutrizionale, esistono fattori legati allo sviluppo del sistema nervoso (ad esempio la capacità di masticare e deglutire), e processi anatomo-fisiologici del rene e dell’apparato gastrointestinale, che permettono al bambino di accettare nuovi alimenti in modo fisiologico e privo di rischi. Alla nascita, infatti, il rene presenta ancora una ridotta capacità di concentrazione delle urine, mentre intorno al quarto mese è in grado di concentrarle e sopportare adeguatamente un aumentato carico di soluti. Pertanto in questo periodo (4-6 mesi) il rene è in grado di sopportare l’aumentato carico di sostanze introdotte con il divezzamento ed è in grado di eliminarle con le urine. La mucosa gastrointestinale è sufficientemente “matura” nello sviluppo dei poteri difensivi, immunologi e non immunologici. Tra questi è importante la composizione della flora intestinale (vedi capitolo sui probiotici) che ha anche la funzione di ostacolare la crescita di batteri patogeni e di indurre la sintesi di anticorpi di barriera, le immunoglobuline di tipo A (IgA). È opportuno considerare che un divezzamento troppo precoce potrebbe portare non solo ad un aumento del rischio di diarrea e allergie alimentari, ma anche di squilibri nutrizionali secondari alla precoce sospensione dell’allattamento al seno e che, al contrario, divezzare troppo tardi potrebbe provocare ritardo di crescita, deficit immunitari e malnutrizione, qualora il latte materno rimanesse l’unico alimento fornito al bambino dopo il sesto mese di vita. Alla luce di quanto detto e tenendo sempre presente che quando e come divezzare dipende dalle caratteristiche proprie di ciascun bambino, le attuali linee guida consigliano di iniziare il divezzamento intorno al sesto mese di vita e comunque non prima del quarto mese compiuto, in particolare nei Paesi industrializzati, dove si trovano cibi adeguati dal punto di vista nutrizionale e microbiologicamente sicuri. 9.3. Fabbisogni calorici e nutrizionali Numerosi ricercatori sostengono che la nutrizione delle prime epoche della vita possa programmare il rischio di sviluppo di obesità e che l’allattamento materno possa ridurre il rischio di obesità in età scolare del 13-20% rispetto all’allattamento con formula. Con l’inizio dello svezzamento il bambino impara a conoscere alimenti diversi dal latte e la ripartizione energetica della dieta si modifica progressivamente per avvicinarsi a quella dell’adulto. Il calcolo del fabbisogno energetico di un bambino è diverso da quello dell’adulto perché varia nelle diverse fasce di età ed è ragionevole raccomandare che l’assunzione di proteine, lipidi e glucidi venga mantenuta in percentuali adeguate. 105

L'OPERATORE - Trentino Salute
Risultati di salute intermedi - Trentino Salute
Trento Sud - Mattarello - Trentino Salute
Seminario - Trentino Salute
Il recupero del parco - Trentino Salute
info sanità 30 - Trentino Salute
PROSPETTIVE DEL TERMALISMO - Trentino Salute
Lago della Serraia - Trentino Salute
scommettiamo sui giovani.pdf - Trentino Salute
info sanità 34 - Trentino Salute
alimenti e salute - Avis
Gioco_cartolina 1 - Trentino Salute
MEDICA E CHIRURGICA - Bambino Progetto Salute
Strumenti per la formazione 4 - Trentino Salute
Strumenti per la formazione 8 - Trentino Salute
Libro 1.indb - Trentino Salute
Documenti per la Salute 13 - Trentino Salute
Documenti per la Salute 19 - Trentino Salute
Il consumo di alcolin Trentino - Trentino Salute
Documenti per la Salute 2 - Trentino Salute