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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 9 proteine

Capitolo 9 proteine subisce un incremento molto elevato, fino a 3-5 g/kg nonostante con il passare dei mesi il fabbisogno proteico tenda a diminuire (poco meno di 2 g/kg a 12 mesi; tabella 22). Tab. 22. Composizione del latte materno e del latte vaccino. Latte materno Latte vaccino Energia (kcal/dl) 70 70 Glucidi (g/dl) Lattosio (%) Oligosaccaridi (%) 7,5 80 20 4,9 99 1 Lipidi (g/dl) 3,8 3,7 Proteine (g/dl) 0,9 3,3 Calcio (mg/l) Fosforo (mg/l) Ferro (mg/l) Zinco (mg/l) Vitamina A (mg/l) Vitamina D (mg/l) Vitamina E(mg/l) 344 141 0,5 1,2 50 0,06 320 1370 910 0,45 3,9 30 0,02 90 Un elevato apporto di proteine ha conseguenze a livello endocrino determinando alti livelli di insulina e di un fattore di crescita chiamato IGF-1, che a loro volta porterebbero ad un aumento della trasformazione dei precursori delle cellule adipose (preadipociti), in cellule adipose adulte (adipociti) con un incremento della velocità di accrescimento. È noto, inoltre, che un eccessiva assunzione proteica aumenta la filtrazione ed il carico renale. Conseguenze di un eccessivo carico proteico sono le acidosi, la disidratazione in corso di febbre e la diarrea. È stato osservato che la prosecuzione dell’allattamento al seno può contribuire a mantenere entro limiti accettabili l’assunzione stessa di proteine e che l’assunzione di pasti costituiti da latte materno durante il divezzamento contribuisce ad incrementare l’assunzione di acidi grassi poliinsaturi, soprattutto i derivati a lunga catena. Un bambino che assuma regolarmente latte materno durante il divezzamento arriva ad una quota giornaliera di acido arachidonico e docosaesaenoico raggiungibile solo con quantitativi non realistici di alimenti animali come uovo, pesce o fegato. Alcuni consigli possono essere utili per rendere più fisiologico il processo del divezzamento, specialmente nelle prime fasi. Le regole generali dell’alimentazione nei primi sei mesi del divezzamento riguardano in particolare alcuni alimenti ad esempio l’olio, che dovrebbe essere quasi esclusivamente extravergine d’oliva, in quanto più ricco in acido oleico (predominante nel latte materno), vitamine e sostanze antiossidanti. 108

Capitolo 9 Il primo alimento nuovo da introdurre dovrebbe essere il brodo vegetale, che va integrato con cereali e, nell’ordine, con omogeneizzato di carne, passato di vegetali (nel bambino allattato al seno, in ordine inverso in caso di allattamento con formula che fornisce già quantitativi superiori di proteine e ferro), grana ed olio extravergine di oliva. Questa è la base della prima pappa di mezzogiorno, che sostituirà quindi un pasto latteo. La seconda pappa, con l’introduzione del formaggio al posto della carne, seguirà a distanza di 20-30 giorni. Per preparare il brodo vegetale occorrono: 1-2 patate sbucciate, 1-2 carote, 1-2 pomodori, 100 grammi di verdure di stagione ben lavate (zucchine, fagiolini, bietole…evitando inizialmente cipolle, verze e cavoli per il loro sapore amaro e gli spinaci per l’alto contenuto di nitrati), un litro d’acqua. Far bollire a fuoco lento fino a ridurre il liquido a metà (un’ora e mezza o 2 ore; 20 minuti se si utilizza la pentola pressione). Passare il liquido senza spremere, attraverso una garza o una tela non troppo fitta. (È bene conservarlo in frigorifero e consumarlo entro ventiquattro ore). La preferenza per il gusto salato non è innata e il lattante accetta allo stesso modo concentrazioni diverse di sodio. Nei primi mesi di vita l’unico sodio introdotto è quello del latte materno o dei latti formulati. L’eccesso di sodio causa una alterazione dell’equilibrio fisiologico del sodio stesso, la preferenza per il gusto del “salato” e pertanto potrebbe portare all’aumento del rischio di ipertensione arteriosa in età adulta. A partire dal settimo mese, il bambino potrà introdurre frutta (mela, pera, banana), pesce (trota, sogliola e platessa) e prosciutto cotto senza conservanti, meglio quindi in forma omogeneizzata. Sarà anche maggiormente varia la proposta di carne (tacchino, agnello, coniglio). L’ottavo mese vedrà l’introduzione di legumi passati e senza buccia; al nono mese il tuorlo d’uovo (1-2 volte a settimana) al posto di carne e formaggio e sarà possibile proporre gli agrumi. Progressivamente si potranno sostituire gli omogeneizzati con gli alimenti freschi naturali e al compimento del primo anno di vita introdurre albume d’uovo e latte vaccino con biscotti secchi e cereali integrali, per abituare il piccolo precocemente al consumo di fibra. 109

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