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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 11 non

Capitolo 11 non corrette. Con il passare degli anni aumenta la percentuale della massa grassa di deposito a scapito del contenuto in massa magra (un soggetto di 70 anni possiede il 40% di tessuto muscolare in meno; questa caratteristica è chiamata sarcopenia dell’anziano). Ciò accade prevalentemente perché si riducono i livelli nel sangue di un ormone, il testosterone, tra i maggiori determinanti dello sviluppo muscolare di un individuo. A parità di peso quindi un anziano possiede più tessuto adiposo e meno tessuto muscolare rispetto a una persona più giovane. Questo fatto comporta alcune conseguenze nell’aspetto esteriore, come la tendenza al sovrappeso, la presenza di tessuti poco tonici, la localizzazione del grasso in determinati punti del corpo. Con l’aumento della massa grassa (tessuto meno ricco di acqua rispetto al tessuto muscolare) tende a calare anche la percentuale di acqua totale corporea, che si riduce progressivamente passando da un 60 % a circa un 50% del peso corporeo totale. Si riduce anche il metabolismo basale, cioè il fabbisogno energetico minimo (la quantità di energia necessaria al mantenimento delle attività fisiologiche di base come la respirazione, il battito cardiaco, il consumo minimo di ogni cellula del nostro corpo, anche mentre dormiamo) che nel complesso è ridotto di circa il 20%. Il calo del metabolismo a riposo è legato in particolare alla riduzione della massa metabolicamente attiva, cioè quella muscolare, ma è condizionato, inoltre, da un importante fattore esterno, la diminuzione dell’attività fisica svolta dal soggetto che determina anche una minore produzione di ormoni tiroidei. Modificazioni tipiche dell’invecchiamento Riduzione dell’altezza Riduzione della massa magra (muscolo) e delle richieste energetiche Riduzione dell’acqua corporea totale Malassorbimento di vitamina B12, acido folico, calcio, ferro, zinco Diminuzione della sintesi di vitamina D con incremento dell’osteoporosi Riduzione del metabolismo a riposo Aumentata suscettibilità alle infezioni e alle neoplasie Diminuzione dell’utilizzazione della vitamina B6 Come accennato nelle note introduttive, essere in sovrappeso o obesi aumenta significativamente il rischio di contrarre alcune malattie o condizioni fra le quali ricordiamo: - Diabete mellito - Ipertensione arteriosa - Incremento del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue - Malattie delle coronarie 122

Capitolo 11 - Calcolosi della colecisti - Alcune neoplasie (in particolare, prostata, utero, mammella, colon) L’approccio all’obesità nell’anziano è tuttavia controverso, in particolare per i soggetti piú anziani, ove la sopravvivenza aumenta con l’aumentare del peso corporeo, verosimilmente per il potenziale danno che può produrre la perdita di peso sui muscoli e sulla massa ossea. L’obesità è correlata, infatti, anche ad alcuni effetti positivi: è associata ad un aumento della densità minerale dell’osso, ad una diminuzione dell’osteoporosi e delle fratture, in particolare dell’anca. 11.2.3. Alterazioni degli organi di senso All’invecchiamento si accompagnano alcune modificazioni che possono influenzare negativamente lo stato nutrizionale dell’anziano. Esse riguardano il funzionamento degli organi di senso: gusto, olfatto, vista e conducono ad una progressiva perdita del piacere di alimentarsi e a ridurre l’introito alimentare e di liquidi. A ciò si aggiunge la perdita di una valida masticazione, che interferisce ulteriormente con la capacità di nutrirsi, indirizzando l’anziano verso un’alimentazione monotona, poco appetitosa, poco invitante. Per questo motivo è molto importante assumere cibi preparati con cura e di elevata palatabilità. 11.2.4. Fabbisogni nutrizionali Gli organismi sanitari preposti hanno definito gli standard ottimali del fabbisogno calorico e di nutrienti per la persona anziana. In Italia, i parametri di riferimento sono stati raccomandati dall’Istituto Superiore di Sanità che ha definito i “Livelli di Assunzione Raccomandati in Nutrienti” (L.A.R.N.) a cui ci si riferisce per le raccomandazioni nutrizionali per i soggetti anziani. Questi valori sono un’indicazione importante seppur orientativa, poiché il “soggetto di riferimento” considerato è un individuo medio, esente da malattie, con peso ottimale, di media altezza, di costituzione normolinea, non esposto a violenti stress ambientali e che svolge un’attività fisica leggera (la stessa considerazione è valida per numerose tabelle riportate nel testo). Tab. 29. Fabbisogno calorico medio nella popolazione anziana. (Fonte: LARN 2003). Età (anni) Fabbisogno calorico 60-74 1900 – 2250 Maschi >75 1700 – 1950 60-74 1600 – 1900 Femmine >75 1500 – 1750 In seguito a queste precisazioni, si può affermare che con l’età diminuisce il fabbisogno energetico, mentre rimangono invariati i fabbisogni in nutrienti. 123

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