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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 11 L’anziano

Capitolo 11 L’anziano biologico “fragile”, di solito d’età superiore a 75 anni, debilitato da più patologie concomitanti e spesso con deterioramento cognitivo, abbisogna di un approccio dietetico strutturalmente diverso. La sua fragilità è spesso correlata ad uno stato di malnutrizione proteico-calorica i cui segni o sintomi più evidenti sono magrezza, calo ponderale, astenia e disidratazione. Le cause della malnutrizione nell’anziano sono numerose e si possono suddividere in cause di origine medica, sociale e psicologica (depressione e demenza). Anche l’ospedalizzazione e l’istituzionalizzazione nei centri residenziali per anziani possono contribuire all’insorgere di questa situazione. La malnutrizione proteico-calorica si manifesta in primis con il calo ponderale. È molto importante tenere sempre controllato nel tempo l’andamento del peso corporeo. Significative riduzioni di peso (3-4 kg non sono trascurabili) dovrebbero essere segnalate al medico che potrà approfondirne le cause e, se ritenuto opportuno, indirizzare ai servizi di dietetica e nutrizione clinica presenti sul territorio. Gli strumenti e i consigli dietetici per modificare tali situazioni sono molteplici e spaziano da indicazioni di carattere più generale come il frazionamento dei pasti nell’arco della giornata, le modifiche della consistenza dei cibo, l’utilizzo di integratori alimentari specifici, forniti in modo gratuito a chi ne ha effettiva necessità. Il calo ponderale involontario deve essere ostacolato proprio per migliorare le carenze di alcuni nutrienti che possono incidere negativamente sullo stato di salute generale della persona anziana. Con la riduzione generale dell’apporto calorico, anche alcuni micronutrienti (zinco, vitamine del gruppo B e vitamina D, calcio, magnesio, acido folico) possono essere assunti in modo insufficiente rispetto alle richieste. In questi casi, l’approccio nutrizionale sarà più mirato e indirizzato alla valutazione ed alla correzione dei deficit nutrizionali specifici. Le carenze vitaminiche di lieve entità sono molto frequenti nelle persone anziane e si accompagnano frequentemente a compromissione cognitiva, difficoltà di cicatrizzazione delle ferite, anemia. Le carenze di minerali in tracce si associano a disfunzioni del sistema immunitario e ad un aumento della suscettibilità alle infezioni. L’anziano malnutrito da alcuni mesi può avere un deficit di vitamina C e del gruppo B (vitamine idrosolubili). Se l’iponutrizione dura più a lungo si associa anche un deficit delle vitamine A, D, E, K (vitamine liposolubili) e della vitamina B12, che hanno depositi più cospicui. Nel caso di terapie farmacologiche croniche con farmaci antiacidi, l’anziano può mostrare deficit di vitamina B12, calcio e ferro, mentre gli antiepilettici possono provocare una carenza di vitamina D e acido folico. Eseguire i test per rilevare queste carenze può essere molto complesso pertanto, anche solo in caso di dubbio e in pazienti defedati, è indicata un’integrazione multivitaminica ancor prima che si manifestino i segni clinici della carenza: alcuni deficit prolungati provocano lesioni organiche irreversibili (un esempio è il deficit di tiamina, che provoca alterazioni permanenti della memoria sino alla degenerazione midollare e al coma, in particolare 130

Capitolo 11 nei pazienti sottoposti a nutrizione parenterale prolungata senza un’adeguata supplementazione). Ciò non significa che si debba somministrare routinariamente un integratore vitaminico a tutti gli anziani che si alimentano correttamente, ma tale procedura può essere molto utile in coloro che presentano un maggior rischio di malnutrizione. Esistono prove certe che la supplementazione vitaminica in questi soggetti migliori nettamente la risposta immunitaria. Per alcune vitamine è utile qualche precisazione. Nel caso della vitamina D è stato osservato che la somministrazione giornaliera di 600-800 UI può stabilizzare l’osso e proteggere da alcuni tipi di tumore (ad esempio il carcinoma della prostata). I supplementi di tiamina (100 mg/die) sono raccomandati negli alcolisti cronici, per prevenire forme di encefalopatie e di psicosi. Infine, qualora il dosaggio ematico rilevi concentrazioni di vitamina B12 inferiore a 350 pg/ml (260 pmol/l) è necessaria una sua somministrazione per bocca quotidianamente e in caso di mancata risposta è consigliata la somministrazione per via parenterale. Ricordiamo, inoltre, che la somministrazione di dosi eccessive di acido folico (evenienza abbastanza comune) può mascherare i segni della carenza di vitamina B12 e ritardarne la diagnosi. Un cenno particolare, infine allo zinco, un minerale come accennato in precedenza molto importante nei processi di cicatrizzazione delle ferite, per la funzione immunitaria, per mantenere un buon appetito e per rallentare la degenerazione della macula legata all’invecchiamento. Il deficit di zinco è frequente negli anziani malnutriti ed in particolare nei diabetici, nei cirrotici e nei soggetti sottoposti a terapie diuretiche croniche e a diete ricche di fibre, che dovrebbero assumerlo ogni giorno per os. 131

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