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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 14 nuzione

Capitolo 14 nuzione dell’albumina nel plasma (la più importante tra le proteine necessarie alla vita; livelli inferiori a 3,4 g/dl raddoppiano il rischio di morte nei soggetti ospedalizzati), la riduzione dei linfociti totali (valori inferiori a 1500 per metro cubo si associano a malnutrizione e ad aumento di mortalità nei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico), del colesterolo plasmatico (componente preziosissimo delle membrane cellulari e molecola che sta alla base di molti ormoni plasmatici), e la riduzione di altre proteine circolanti (come prealbumina e transferrina), solo per citarne alcuni, che possono fornire buone indicazioni sullo stato nutrizionale. Tuttavia, poche ma accurate misurazioni di questi parametri unitamente ad una breve indagine sulle abitudini alimentari sono sufficienti ad individuare una perdita di peso involontaria e uno stato di malnutrizione (si ricorda nuovamente che nelle malattie croniche la perdita involontaria di peso rappresenta il più forte predittore di morte). Un fattore importante che permette di riconoscere e di trattare precocemente una malnutrizione è il calo ponderale involontario superiore al 10% negli ultimi sei mesi o al 5% nell’ultimo mese. Tutti i pazienti che all’ingresso in ospedale presentano almeno una delle seguenti caratteristiche, dovrebbero essere seguiti con particolare attenzione dal punto di vista nutrizionale: 1. BMI < 20,5 kg/m 2 2. Perdita di peso negli ultimi tre mesi 3. Pazienti gravi per qualsiasi motivo 4. Riduzione dell’apporto di cibo nell’ultima settimana Per supporto nutrizionale si intende la somministrazione di nutrienti per via orale, enterale (attraverso un sondino che raggiunge lo stomaco) o parenterale (cioè direttamente nell’albero venoso) a scopo terapeutico o preventivo. Esso è indicato, al fine di trattare la malnutrizione presente o di evitarne lo sviluppo, ogni qualvolta il soggetto non possa, non debba o non voglia mangiare in maniera adeguata per ricoprire i propri fabbisogni. La Nutrizione Artificiale non viene indicata quando la durata dell’iponutrizione prevista è minore di cinque giorni o quando in un paziente ben nutrito il periodo di inadeguato apporto alimentare previsto è inferiore a dieci giorni. La Nutrizione Entrale (NE) attraverso un sondino è preferita perchè mantiene l’integrità e le funzioni immunologiche della mucosa intestinale, mostra una più fisiologica utilizzazione dei substrati, si associa ad una minor incidenza di complicanze sia metaboliche che infettive e una maggiore facilità e sicurezza di somministrazione; infine, ha costi nettamente inferiori rispetto a quella parenterale (NP). Per questo motivo, in tutte le condizioni in cui sussista una normale funzione dell’intestino la NE deve essere la tecnica di scelta, mentre la NP deve essere riservata ai pazienti nei quali la via enterale sia impraticabile o non consenta la copertura dei fabbisogni. Le indicazioni assolute alla NP totale sono caratterizzate dalla mancanza di adeguata funzione intestinale assorbente, dalla compromissione del transito intestinale, o dal negato consenso da parte del paziente. 156

Capitolo 14 Principali cause della malnutrizione ospedaliera Mancata registrazione del peso e dell’altezza all’ingresso (in media, soltanto nel 25% dei casi il dato è presente nella cartella clinica) Calcolo dei fabbisogni nutrizionali sottovalutato e conseguente iponutrizione (in media, soltanto il 20% dei soggetti malnutriti in ospedale è sottoposto a trattamento nutrizionale) Scarsa appetibilità del vitto ospedaliero e modalità di presentazione degli alimenti inadeguata (il 40% del cibo viene sprecato) Utilizzo di farmaci anoressizzanti o che presentano fra gli effetti collaterali diarrea, nausea, vomito Patologie stesse: ad esempio, lo scompenso cardiaco e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) comportano un aumento del consumo energetico di circa il 20% Dolore di qualsiasi origine non adeguatamente controllato Chemioterapia e radioterapia Ritardo nell’inizio del supporto nutrizionale con uso prolungato di soluzioni saline e glucosate Mancato monitoraggio dello stato nutrizionale e mancata rilevazione del peso durante la degenza Personale medico e paramedico poco sensibile alla valutazione dello stato nutrizionale e scarsa attenzione all’educazione nutrizionale nelle scuole per medici ed infermieri Mancata assistenza al pasto 157

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