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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 15 Sintomi

Capitolo 15 Sintomi d’allarme nell’anoressia nervosa Fluttuazioni del peso corporeo, incapacità di acquistare peso con la crescita Depressione, irritabilità e sbalzi d’umore Ossessione per il cibo, per il proprio corpo o per la forma fisica Preoccupazione nella preparazione del cibo Stanchezza, perdita di energia e di forza Attività fisica eccessiva Segretezza sul cibo Paura di perdere il controllo quando si mangia Assenza o improvvisa irregolarità delle mestruazioni Tentativo di allontanare le relazioni con gli amici e la famiglia Il cibo racchiude in sé un serbatoio di emozioni; si riferisce ad un modo di esprimersi, di essere persona nel nucleo familiare, con gli estranei e nel mondo. Nel momento in cui si spengono queste sensazioni, il cibo diventa un oggetto su cui costruire una vera e propria malattia. L’alimentazione diventa così il nemico da cui bisogna guardarsi, pericoloso ed ossessionante; oppure, al contrario, da ricercare in modo esaltato, perché solo così lo possiamo controllare, quietando l’afflizione che da esso deriva. Le caratteristiche salienti dell’Anoressia Nervosa sono riportate nel riquadro sottostante. Alcune caratteristiche dell’Anoressia Nervosa Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale per l’età e la statura Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi anche quando si è sottopeso Eccessiva influenza del peso o della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto di ammettere la gravità del sottopeso Delle due forme principali, il tipo restrittivo prevede che il paziente controlli e selezioni in modo ossessivo non solo la quantità ma anche il tipo di alimento, sia svogliato nel mangiare o infastidito al solo pensiero di dover mangiare. Le persone affette da AN restrittiva temono fortemente di ingrassare pur essendo in sottopeso. Diversamente, il tipo bulimico si presenta con episodi di incontrollabili abbuffate, seguite da sensi di colpa che portano ad eliminare, attraverso il vomito o 166

Capitolo 15 talvolta con l’utilizzo dei lassativi, ciò che si è mangiato. Quest’ultimo sottotipo è caratterizzato da fasi di abbuffate e sovrappeso e cicli di diete pericolosamente squilibrate. Nella nostra epoca, per la prima volta nella storia dell’umanità l’idea di bellezza si confonde con quella di malattia: l’obesità è vissuta come colpa e fattore di emarginazione sociale. Il cibo è una fondamentale sorgente biologica di vita, è il rapporto con il mondo. Questo rapporto rimane forte nel bambino che dipende dagli altri per nutrirsi e sente la mancanza di nutrimento come pericolo per la propria vita, tuttavia appare meno evidente nell’attuale società occidentale in cui è più rara la mancanza di cibo. Generalmente, le ragazze affette da AN si occupano molto del cibo, collezionano ad esempio ricette di cucina, cucinano spesso per gli altri cibi molto calorici che esse non assaggiano neppure, vogliono che gli altri mangino. Storicamente, il ruolo delle donne è quello di preparare, distribuire, “controllare” il cibo, pertanto rinunciarvi diventa una forma efficace di sconvolgimento delle relazioni sociali e più in generale affettive. La persona affetta da anoressia porta all’esasperazione questa forma di controllo del cibo, nel tentativo di acquisire potere, di definire se stessa nei confronti della famiglia e della società. 15.4. L’ideale di magrezza: magro è bello? L’AN è praticamente sconosciuta nelle nazioni in cui la magrezza non è considerata una virtù. Nelle più recenti indagini sull’immagine corporea, si evidenzia che più del 40% degli adolescenti si considera sovrappeso ed ha effettuato almeno un tentativo di restrizione dietetica. Basta aprire un manuale di storia dell’arte per rendersi conto che nel tempo l’idea di bellezza è profondamente cambiata passando da quella carnale ed abbondante del ’700 e dell’800, fondata sulla rotondità delle forme, ad una basata sulla magrezza, dove la linea è improvvisamente rotta e origina angoli netti, che spezzano violentemente, faticando a delineare le forme dolci di un tempo. I modelli estetici e gli stili dietetici sono indubbiamente una delle cause più importanti della crescente prevalenza dei disturbi del comportamento alimentare ed hanno avuto negli ultimi anni ampio risalto sulla stampa. Tuttavia, l’idea che proibire agli stilisti di usare modelle molto magre possa contenere il dilagare del problema anoressia, è frutto di un analisi superficiale che dipinge e colpevolizza molte giovani ragazze, perché banalmente interessate a portare la taglia 38. Anoressiche non sono quelle ragazze che “vogliono essere belle come modelle”. L’anoressia non deve essere trattata come un problema estetico o di taglia d’abito, ma in modo più complesso e delicato. Non deve neppure essere ridotta ad un 167

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