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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 16 là dove

Capitolo 16 là dove la Medicina Ufficiale non è in grado di dare risposte precise, ecco entrare in gioco la Medicina Non Convenzionale (o Alternativa). Alcuni esempi: test citotossico (o citotest), test di provocazione sublinguale, kinesiologia applicata, test del riflesso cardiaco-auricolare, pulse test, vega test, biorisonanza, analisi del capello (Hair analysis). Nessuno studio condotto con criteri scientificamente validi ha mostrato efficaci queste tecniche di diagnosi. Il risultato è che si tratta di metodiche inattendibili. Tuttavia, nella popolazione è presente e radicata l’idea che svariate patologie, ad esempio il colon irritabile, l’affaticamento cronico, le artriti, le sindromi ansiose siano dovute all’assunzione di alcuni alimenti e si cerca in tutti i modi di trovarne il responsabile. In realtà ciò avviene molto più raramente di quanto non si pensi. L’aspetto più preoccupante è rappresentato dalle possibili carenze nutrizionali derivanti dall’utilizzo di questi test, come si diceva riconosciuti non affidabili dalla Medicina Ufficiale. Tab. 36. Test non convalidati per la diagnosi di allergie o intolleranze alimentari, da cui si deve diffidare. VEGA TEST O TEST ELETTRODERMICO (elettroagopuntura) CITOTEST (o test citotossico sui globuli bianchi) TEST di PROVOCAZIONE SUBLINGUALE CHINESIOLOGIA APPLICATA (driatest) TEST DEL RIFLESSO CARDIACO-AURICOLARE PULSE TEST BIORISONANZA ANALISI DEL CAPELLO (Hair analysis - Biotricotest) IRIDOLOGIA Nei neonati e nei bambini sono stati segnalati ritardi della crescita dovuti ad inutili restrizioni dietetiche, perché erroneamente ritenuti allergici o intolleranti ad alimenti. Recentemente, una bambina di pochi mesi è morta per una dieta imposta dai genitori sulla base dei risultati del test citotossico. La madre non si è resa conto della grave denutrizione e del ritardo di crescita della propria figlia, che nutriva con frutta e latte di soia. Un’altra considerazione, particolarmente importante, riguarda la semplicità d’esecuzione di questi test, accompagnata da spiegazioni semplici e dirette, facilmente accessibili ai non addetti ai lavori. In questo modo, il paziente esce soddisfatto da un colloquio che fornisce per la prima volta risultati precisi, pur nella loro fantasiosa esecuzione. Ciò suggerisce, ancora una volta, il ruolo centrale del colloquio tra medico e paziente e la necessità di procedere con chiarezza verso la diagnosi. Il medico specialista dovrebbe avere anche un ruolo educativo, per evitare che altre figure, prive di formazione e competenza medica, unitamente ai 174

Capitolo 16 tanti messaggi privi di qualsiasi fondamento che Internet può fornire facilmente, possano diffondere messaggi fuorvianti e creare erronee credenze. 16.2. L’allergia alimentare I cambiamenti avvenuti nell’ambiente, ad esempio l’inquinamento atmosferico, l’industrializzazione, il fumo, l’abuso di farmaci, gli additivi alimentari e le modifiche della tradizione alimentare hanno contribuito ad incrementare l’allergia alimentare nelle civiltà occidentali. Si tratta di una reazione esagerata da parte del sistema immunitario, scatenata da una o più proteine alimentari che, legandosi ai propri anticorpi, avviano una serie di eventi a cascata. In particolare, il meccanismo immunitario maggiormente coinvolto è il legame fra anticorpi chiamati immunoglobuline E (in sigla IgE) ed altre cellule del sangue, mastociti ed eosinofili (ipersensibilità immediata); è possibile tuttavia che siano coinvolti anche altri meccanismi immunitari, responsabili ad esempio del morbo celiaco e dell’allergia alle proteine del latte vaccino e della soia, che si manifestano immediatamente dopo la loro assunzione oppure a distanza di molte ore. La celiachia è una particolare forma di allergia ad una proteina, il glutine, contenuta in alcuni cereali: frumento, orzo, segale (ma anche i meno noti farro, avena, kamut, sorgo, spelta, triticale). Seguire una dieta senza glutine significa evitare alimenti contenenti questi cereali e i loro derivati. Alimenti che possono essere assunti dai soggetti affetti da celiachia Riso, mais (polenta), grano saraceno Frutta e verdura freschi, legumi freschi Latte e panna freschi e UTH, yogurt naturale, formaggi freschi e stagionati Carne fresca o congelata, prosciutto crudo Pesce fresco o congelato, pesce conservato (sott’olio, privo di additivi, al naturale, affumicato) Uova Olio vegetale e burro, aceto di vino, pepe e sale, spezie aromatiche, lievito di birra Zucchero e miele Succhi di frutta privi di additivi Caffè, tè, vino, bevande gassate 175

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