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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 16 - Frutta

Capitolo 16 - Frutta secca e di stagione - Aceto e vino (la concentrazione massima di anidride solforosa ammessa dalla legge italiana è 200 mg/litro, un vino di buona qualità può contenerne 15-30 mg/litro) - Alcune birre - Cipolline sottaceto - Marmellate e succhi di frutta - Patatine confezionate - Gamberetti e salsicce L’Acido acetilsalicilico (aspirina) è contenuto anche in alcuni alimenti: pomodori, zucchine, insaccati, fichi, arance, uova, ciliegie, mandorle, meloni, cetrioli, mele. Il sodio benzoato (E211) è un additivo contenuto nelle bibite (in particolare nei succhi di frutta), nel pesce in scatola, nella maionese e nella salsa tartara, nei formaggi fusi, in alcuni farmaci ad esempio il betametasone (un cortisonico). Se sospettiamo un’intolleranza al Lievito (meteorismo, dispepsia, dolore addominale) dovremmo evitare: - Insaccati e salse pronte - Pane, dolci da forno, focacce, impanature - Birra, vino e aceto (altre bevande alcoliche sono permesse) - Uva, anche “passa” - Formaggio (latte, margarina e burro sono permessi) L’alterato assorbimento del lattosio causa un’intolleranza molto diffusa, presente nel 90% di Orientali, Neri e Indiani americani. In Europa, le popolazioni del bacino del Mediterraneo sono colpite più di quelle del Nord. Molti soggetti dopo l’infanzia perdono gradualmente l’attività dell’enzima della mucosa intestinale lattasi, che digerisce il lattosio, il principale zucchero nel latte. In alcune popolazioni l’attività della lattasi può persistere anche nell’età adulta; per tale motivo presentano meno frequentemente questa intolleranza. Quali sono i cibi permessi in caso di intolleranza totale al lattosio? - Pane comune, pasta, riso - Zuppe di legumi e verdure, creme di legumi o verdure, creme di patate - Tutti i tipi carne e pesce fresco o surgelato, preparati in modo semplice - Uova, legumi freschi o secchi - Latte di soia, formaggio di soia (tofu) - Verdura, cotta o cruda; frutta fresca o cotta - Olio extra vergine d’oliva, olio di semi - Confetture e marmellate (Leggere con attenzione le etichette dei prodotti confezionati) 184

Capitolo 16 La diagnosi si ottiene con un test del respiro, chiamato breath test, generalmente svolto dai gastroenterologi. Esistono anche latti “preidrolizzati ad alta digeribilità”, ma è possibile anche assumere la lattasi in capsule o gocce prima del consumo dei cibi contenenti lattosio. Nel caso l’intolleranza sia parziale è sufficiente ridurre le porzioni del latte, mangiare formaggi stagionati, assumere yogurt con fermenti lattici vivi. Intolleranza al lattosio: i sintomi più comuni - Dolori addominali crampiformi - Diarrea e flatulenza - Distensione e meteorismo intestinale - Nausea e difficoltà digestiva con l’assunzione di latte L’intolleranza al sorbitolo, un alcool-zucchero presente in molti frutti (pere, prugne), utilizzato come dolcificante dalle industrie dolciarie e da quelle farmaceutiche come stabilizzante e veicolante di aromi, si verifica anche per assunzione di piccole quantità (10 g) e provoca diarrea e meteorismo nei bimbi e negli adulti. La diagnosi si ottiene anche in questo caso con il breath test. è utile verificare sempre le etichette di dolcificanti, alimenti confezionati, chewingum, caramelle, pastiglie dolci, prodotti dolciari. Nel caso del fruttosio, lo zucchero contenuto nella frutta, nelle verdure e nei legumi, prodotto anche sinteticamente dall’industria, la fermentazione nel colon grazie alla flora batterica intestinale può provocare disturbi molto simili a quelli della sindrome del colon irritabile. Il breath test può diagnosticare un’intolleranza agli amidi di farina di frumento (più raramente riso e mais), da non confondersi con la celiachia. In tutti gli altri casi non si dispone di test attendibili. Pertanto, potrà essere utile una dieta di eliminazione, come per le allergie, che verrà poi seguita da test di scatenamento. In tal modo vengono individuati gli alimenti non tollerati (soprattutto prodotti caseari e cereali) in un ampio campione di soggetti che riferiscono di essere affetti da sindrome del colon irritabile. È utile precisare al lettore che molte intolleranze si attenuano con passare del tempo, per cui quando non si tratti di una vera allergia, il persistere di reazioni avverse ad alimenti dovrebbe essere ricontrollato a distanza di alcuni mesi, per evitare ingiustificate esclusioni a vita, rischiando carenze come avviene per il calcio nell’astensione da latte e latticini dell’intolleranza al lattosio. 185

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