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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 17 qualche modo

Capitolo 17 qualche modo dall’acqua. Per questo motivo è fondamentale mantenere un bilancio idrico corretto in ogni momento della vita. Il mezzo principale per mantenerlo è il senso della sete, garantito il più a lungo possibile dal corretto funzionamento del centro della sete, un’insieme di cellule nervose localizzate nel cervello, estremamente sensibili all’acqua che loro stesse contengono; nell’anziano questo meccanismo perde di sensibilità e la disidratazione avviene più facilmente. Ci sono molti sintomi d’allarme per la disidratazione, primo fra tutti la secchezza della bocca, che inizia quando la perdita è ancora molto contenuta (meno dell’1%). Quando lo stato di disidratazione aumenta, la cute e le mucose diventano secche, è presente un senso di affaticamento e di perdita di appetito, possono comparire crampi muscolari, irritabilità e mal di testa (se la perdita è del 5%). La disidratazione aumenta il rischio di calcoli renali, tumori del colon, vescica, prostata, reni e il rischio di prolasso della valvola mitrale. Nelle sue forme gravi (con una perdita idrica di oltre il 7%) il cuore accelera il proprio ritmo (tachicardia), si possono avere vomito, vertigini, visione confusa e allucinazioni. Con una perdita del 10% è messa in pericolo la stessa sopravvivenza. Normalmente le perdite giornaliere d’acqua nell’uomo adulto si aggirano intorno al 3% del peso corporeo (2 litri per un individuo di 70 kg), nei primi mesi di vita le perdite sono molto più elevate e si raggiunge anche il 15%, per questo motivo i neonati, i lattanti e più in generale i bambini sono ad alto rischio di disidratazione. Negli acquedotti le acque sono sottoposte a disinfezione, una pratica che comporta sempre il contatto con sostanze chimiche che lasciano tracce e alterazioni; non tutte le acque di acquedotto manifestano quella gradevolezza che sarebbe necessaria per un loro impiego potabile: la disinfezione modifica i caratteri organolettici, in particolare l’odore ed il sapore. Tra i principali contaminanti chimici inorganici troviamo lo ione ammonio (NH 4+ ), proveniente da deiezioni umane o animali, i nitriti ed i nitrati, derivanti dall’impiego di fertilizzanti azotati in agricoltura. Tra i metalli pesanti troviamo: cromo, cadmio, piombo, arsenico, mercurio, nichel, presenti in natura o derivanti da attività umane; essi hanno una soglia di concentrazione ammessa molto bassa, dell’ordine dei microgrammi (la milionesima parte di un litro). Fra i principali costituenti dell’acqua troviamo i Sali, presenti come particelle cariche positivamente o negativamente (Ioni) provenienti dai minerali costituenti le rocce ed i suoli attraversati dall’acqua piovana, povera di sostanze disciolte. La tipologia di Sali presenti dipende dal tipo di roccia attraversata e dal tempo di contatto. L’acqua potabile pertanto è una soluzione di ioni (ione sodio, ione calcio, ione bicarbonato...) in concentrazione ottimale. L’acqua distillata ad esempio è da considerare non potabile perché priva di Sali disciolti, lo stesso vale per l’acqua piovana o di fusione della neve (acidità a parte). Fra i metalli pesanti possiamo trovare: l’alluminio, che non è tossico ed è utilizzato per eliminare inquinanti più pericolosi; l’arsenico, presente in casi di 188

Capitolo 17 contaminazione industriale, che può causare avvelenamento e non deve superare i 10 µg/l; il cromo, presente anch’esso in caso di inquinamento industriale e in piccola parte come derivazione dai rubinetti non deve superare i 50 µg/l; il nichel, frequentemente causa di allergie, possibile cancerogeno e interferente sui processi riproduttivi; il piombo, rilasciato dalle vecchie tubature, il cui limite in vigore dal 2013 sarà di 10 µg/l. Nelle acque potabili del rubinetto si possono riscontrare valori ben al di sotto del limite per tutti i metalli pesanti citati. In Italia le marche di acque minerali sono moltissime (oltre 250). La Regione in cui si bevono meno acque minerali imbottigliate è il Trentino. La qualità dell’acqua potabile nel nostro Paese è buona e non ci sono motivi particolari per ritenere quella in bottiglia più salutare. Bere un’acqua piuttosto che un’altra è soprattutto questione di gusto e spesso l’unica vera differenza è il prezzo. 17.1.1. Classificazione delle acque minerali Il contenuto totale di sali minerali, o residuo fisso, nelle acque imbottigliate è riportato in etichetta. I principali sono: sodio, potassio, magnesio, bicarbonato, solfati, cloruri. Il valore si riferisce a 180°C perché il contenuto in sali viene analizzato dopo aver fatto evaporare un litro d’acqua a questa temperatura. Residuo fisso Acque minimamente mineralizzate meno di 50 mg/litro Acque oligominerali 50-500 mg/litro Acque minerali propriamente dette (o medio minerali) 500-1500 mg/litro Acque fortemente mineralizzate più di 1500 mg/litro 17.1.2. Consigli e precisazioni - Rispetta sempre il senso della sete, anzi cerca sempre di anticiparlo - Bevi spesso, in piccole quantità, durante e al di fuori dei pasti (sia acqua del rubinetto che quella imbottigliata) - Se sei anziano abituati a bere anche quando non avverti lo stimolo delle sete. - L’acqua non contiene calorie. Se pensi di ridurre il tuo peso riducendo l’assunzione dell’acqua sbagli perché è inutile e dannoso - È sbagliato evitare di bere per paura di sudare o di ingrassare: bevendo acqua non si provoca maggior ritenzione idrica; essa può invece dipendere dal sale e dai cibi maggiormente salati - Le saune non fanno dimagrire ma eliminano semplicemente sudore - Durante e dopo qualsiasi attività fisica, ma anche negli stati febbrili e nella diarrea, bevi per reintegrare le perdite al più presto 189

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