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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 17 - Se assumi

Capitolo 17 - Se assumi acqua minerale in bottiglia ti consigliamo di cambiare spesso la marca 17.1.3. False credenze sull’acqua - Non è vero che occorra preferire di regola le acque oligominerali rispetto a quelle maggiormente mineralizzate. I sali contenuti nell’acqua favoriscono l’eliminazione di quelli contenuti in eccesso nell’organismo - Nei bambini non è corretto utilizzare le acque oligominerali in modo esclusivo: una diuresi eccessiva può impoverire l’organismo di sali minerali - Non è vero che l’acqua vada bevuta al di fuori dei pasti. Al limite si allungheranno i tempi della digestione, per una diluizione dei succhi gastrici, ma una quantità non superiore a 500 ml favorisce i processi digestivi - Non è vero che il calcio presente nell’acqua favorisca la formazione di calcoli renali. Le persone predisposte a questo disturbo devono bere abbondantemente nel corso della giornata. È stato dimostrato che anche le acque ricche di calcio possono costituire a riguardo un fattore protettivo, oltre che preventivo nei confronti dell’osteoporosi - In persone sane, non è vero che l’acqua gassata faccia male (in chi soffre di acidità gastrica tuttavia non è consigliata) Le perdite di acqua dell’organismo umano nelle 24 ore (valori medi) - Urine: 1300 ml/die - Feci: 150 ml/die - Evaporazione cutanea (perspirazione), aria espirata e sudorazione: 600- 1000 ml/die (a seconda della temperatura ambiente) 17.1.4. Caratteristiche dell’acqua potabile L’acqua calcarea: la durezza dell’acqua è definita in base al contenuto di carbonati di calcio e magnesio. La legge consiglia una durezza dell’acqua compresa tra 15 e 50°F (gradi francesi). Un’acqua molto dura crea incrostazioni delle tubature, ma non sono conosciuti i danni sull’uomo. Un’acqua dolce può avere un maggior effetto diuretico. Il colore: un’acqua che tende al rosso può avere un elevato contenuto di ferro, non solo come caratteristica naturale, ma anche per rilascio da parte delle tubature. Generalmente, non ci sono effetti tossici dovuti alla presenza di ferro. La torbidità è generalmente dovuta alla pressione con cui il getto dell’acqua esce dal rubinetto. Le microbollicine scompaiono quando viene fatta decantare. In caso contrario è utile approfondire con ulteriori analisi di laboratorio. Per i più piccoli: nella maggior parte delle città il contenuto di nitrati è ampiamente al di sotto del valore limite; i bambini dovrebbero, comunque, assumere 190

Capitolo 17 acqua completamente priva di nitrati. I neonati, inoltre, non dovrebbero consumare acque ad elevato residuo. Il sapore: la legge prevede che l’acqua potabile sia insapore. Il contenuto di sodio e di altri composti possono creare lievi differenze, anche del tutto soggettive, per il nostro palato. Il cloro non è gradevole, ma non è neppure dannoso per la salute e viene aggiunto per evitare lo sviluppo di batteri, in particolare nelle zone ad alto rischio di contaminazione. Per ovviare a questo sapore è utile lasciar decantare l’acqua: il cloro evapora a contatto con l’aria. In seguito è possibile conservare la bottiglia ben chiusa in frigorifero e ricordarsi, in caso di utilizzo di bottiglie di plastica, di cambiarle spesso. In bottiglia o del rubinetto? L’acqua potabile è sottoposta a numerosi controlli quotidiani e non è inferiore qualitativamente a quella in bottiglia. Anche i livelli di sodio, tanto sottolineati dalla pubblicità con intento preventivo nei confronti dell’ipertensione arteriosa, sono contenuti. Gran parte del sodio è invece contenuto negli alimenti (ad esempio il prosciutto)! Anche il residuo fisso medio dell’acqua del rubinetto solo raramente può superare i 500 mg/l ed ha pertanto valori in perfetto accordo con quelli raccomandati. Il fluoro: costituente indispensabile per ossa e denti, il fluoro aiuta a prevenire la carie ed è contenuto nei cibi, nei dentifrici, nei collutori e nell’acqua. Un’assunzione eccessiva può dare origine a macchie sullo smalto del dente (fluorosi ai denti); in casi limite persino a danni allo scheletro osseo (fluorosi scheletrica). Questo è il motivo per cui la legge impone un limite per il contenuto di fluoruri delle acque destinate al consumo umano pari a 1,5mg/dl. In Italia i valori più elevati sono stati riscontrati in alcuni piccoli comuni e a Napoli (0,89 mg/l), per la natura vulcanica del terreno, particolarmente ricco di fluoro. I fluoruri sono pressoché assenti in quasi tutte le grandi città, tanto che generalmente si raccomanda l’integrazione di fluoro come prevenzione dello sviluppo della carie a partire da sei mesi di vita e durante la crescita dei bambini. Tali raccomandazioni andrebbero tuttavia contestualizzate e adattate alle varie situazioni, considerando anche altre possibili fonti di fluoro, artificiali e naturali. Ad esempio, fonti ampiamente utilizzate sono rappresentate dal tè, in particolare quello decaffeinato, il caffè, la birra. Il contenuto medio di fluoro nelle bevande analcoliche è 0,6 mg/l, valore non trascurabile considerato il consumo abituale di queste bevande nei bambini. 17.2. Le bevande alcoliche Convenzionalmente, riferendoci alle bevande alcoliche in genere, viene utilizzato un parametro di paragone chiamato Unità Alcolica (UA), che corrisponde a 12 grammi di etanolo ed è la quantità contenuta in un bicchiere di vino di media gradazione da 125 ml, oppure in una lattina di birra da 330 ml ed infine nella dose da bar di un superalcolico (40 ml). Per calcolare i grammi di alcol contenuti 191

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