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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 4 trasportato

Capitolo 4 trasportato nel plasma legato alle proteine, soprattutto all’albumina. La principale via di escrezione sono le feci, mentre lo zinco eliminato per via urinaria è circa il 10% di quello fecale. L’assorbimento intestinale avviene in competizione con quella di rame, per cui l’uso di integratori può portare alla riduzione dei livelli organici di quest’ultimo elemento. La deficienza di zinco in gravidanza aumenta il rischio di malformazioni, aborti spontanei, ritardi mentali nei neonati. Comporta inoltre rallentamento della crescita nei bambini, ritardo nella maturazione sessuale, alterata guarigione delle ferite, alopecia, comparsa di eczemi al volto, sulle superfici flessorie degli arti e alle estremità (acrodermatite enteropatica), diarrea, difficoltà alla visione notturna, riduzione dell’efficienza del sistema immunitario e alterazioni del gusto (disgeusia). La concentrazione plasmatica dello zinco è considerata un buon indicatore di adeguatezza del suo apporto alimentare. Altre modalità di determinazione, quali il dosaggio nei globuli rossi e nei capelli, non si sono dimostrate valide alternative. Le malattie che inducono uno stato infiammatorio, il morbo celiaco e gli interventi chirurgici provocano la riduzione dei livelli ematici di zinco. Il fabbisogno è circa 15 milligrammi al giorno. Esso è contenuto soprattutto nelle carni, nelle uova, nei legumi, nei latticini, nelle noci e nei cereali integrali. Tuttavia, negli alimenti vegetali la presenza dell’acido fitico ne riduce sensibilmente l’assorbimento. Alcuni farmaci, ad esempio i diuretici, i cortisonici e alcuni antidepressivi, possono provocare deficienza di zinco. Le patologie che comportano diarrea cronica aumentano le perdite intestinali di quest’elemento provocandone la carenza. 4.5. Rame Il ruolo fondamentale del rame nell’organismo è quello di catalizzatore all’interno di enzimi (denominati metalloenzimi) che operano in reazioni di ossido-riduzione, il più noto dei quali è la superossido-dismutasi. Questi enzimi sono coinvolti in numerosi processi tra cui il metabolismo energetico, quello del ferro e del tessuto nervoso. Il rame è assorbito nell’intestino tenue ed escreto soprattutto con la bile, mentre l’eliminazione per via urinaria è marginale. Esso è trasportato nel sangue da una specifica proteina, la ceruloplasmina, che partecipa anche al rilascio del ferro ai tessuti. La deficienza di rame si osserva in soggetti denutriti, nelle resezioni chirurgiche dello stomaco, nelle gastriti croniche, in patologie intestinali che ne riducono l’assorbimento, nell’assunzione prolungata di integratori a base di zinco (zinco e rame competono nell’assorbimento: eccessi di zinco possono provocare carenza di rame; in carenza di zinco il rame svolge una azione pro-ossidante e accorcia i tempi della lipoperossidazione delle LDL), nelle diete vegane e in rari casi in cui la causa rimane oscura. La deplezione di rame si evidenzia con riduzione del suo 58

Capitolo 4 livello plasmatico (cupremia), della ceruroplasmina e dell’attività dell’enzima superossido-dismutasi nei globuli rossi. La carenza di rame comporta anemia, talora con diminuzione del volume dei globuli rossi. Più raramente si osserva anche la riduzione del numero dei globuli bianchi (leucopenia). Alti sintomi di carenza di rame includono depigmentazione della pelle e dei capelli, irritabilità, ritenzione idrica. Recentemente sono stati segnalati alcuni casi di danni neurologici associati a deficit di rame. Il fabbisogno è quantificato in 1,2 milligrammi al giorno. Le principali fonti alimentari sono carni, fegato, frutti di mare, noci, legumi e cereali integrali. La tossicità da rame è un evento raro, che si osserva per somministrazioni accidentali o tentativi di suicidio e si manifesta con necrosi epatica, coma e morte. È nota una patologia genetica da accumulo di rame, il morbo di Wilson, che comporta danni epatici e neurologici. Nei bambini è descritta anche la sindrome di Menkes in cui è presente incapacità ad assorbire il rame. 4.6. Ferro La principale funzione del ferro è il trasporto dell’ossigeno all’interno della molecola dell’emoglobina. Importanti sono anche altre sue funzioni, come la presenza nella molecola della mioglobina muscolare. Il ferro è assorbito nella prima parte dell’intestino tenue. Circa il 10% del ferro alimentare viene assorbito. L’assorbimento avviene grazie a due meccanismi distinti. Il primo è responsabile dell’assorbimento del ferro contenuto nei sali organici o inorganici. Questo meccanismo è facilitato dalla vitamina C e ostacolato da alcune molecole presenti nei vegetali, quali fitati e tannini. Il secondo meccanismo consente l’assorbimento del ferro presente nella molecola dell’eme, complessa struttura caratteristica dell’emoglobina e della mioglobina. Quest’ultimo meccanismo non è influenzato dalla vitamina C. Una volta assorbito, il ferro è trasportato nel sangue dalla transferrina ed è accumulato nel fegato e nel midollo osseo in forma di ferritina. La carenza di ferro si manifesta tipicamente con anemia microcitica (globuli rossi piccoli). L’anemia può essere preceduta o accompagnata da astenia e perdita di capelli. Raramente compare una particolare forma di disfagia dovuta al restringimento di una porzione dell’esofago. In caso di carenza i livelli ematici di ferro sono ridotti così come quelli di ferritina, indicatore dell’entità dei depositi del metallo. L’eccesso di ferro è dannoso perché facilita la generazione di radicali liberi dell’ossigeno, con danno per diversi organi e tessuti. Ad esempio, l’accumulo di ferro a livello epatico che si determina in alcune malattie, come nell’emocromatosi, può indurre cirrosi e cancro epatico. Da molti studi epidemiologici risulta che un elevato consumo di carne favorisce le malattie neoplastiche e quelle cardiovascolari. L’elevato contenuto in ferro delle carni potrebbe essere almeno in parte responsabile di tali effetti. 59

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