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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 4 Tab. 12.

Capitolo 4 Tab. 12. Eelementi traccia: funzioni, fonti e manifestazioni da carenza. Manifestazioni Funzioni Fonti principali carenziali Carni Anemia, Trasporto Ferro Uova Astenia, di ossigeno Legumi Caduta dei capelli Zinco Rame Iodio Fluoro Selenio Catalizzatore di enzimi della sintesi proteica e acidi nucleici Catalizzatore dell’enzima superossidodismutasi Sintesi ormoni tiroidei Componente di ossa e smalto dei denti Componente della seleniocisteina Carni, Uova Legumi, Latticini Noci Cereali integrali Carni, Fegato, Frutti di mare, Noci, Legumi Cereali integrali Prodotti della pesca Vegetali Acque Pesci Carni, Prodotti della pesca, Cereali integrali Frutta e Ortaggi Cromo Sintesi dell’insulina Diffuso Manganese Molibdeno Metabolismo di carboidrati aminoacidi colesterolo Metabolismo energetico Noci Cereali integrali Ortaggi, Tè Carni, Legumi Latticini e Cereali integrali Ritardo nella crescita Sterilità, Disgeusia Alterata guarigione delle ferite Anemia, Leucopenia Malattie neurologiche Gozzo Ipotiroidismo Cretinismo Carie dentale Patologie scheletriche e cardiache Morbo di Keshan Ridotta tolleranza al glucosio Incerte Incerte 4.13. Gli integratori vitaminici: sono davvero utili e sicuri? L’uso di integratori vitaminici è una pratica diffusa ormai da tempo le cui implicazioni per la salute inducono ad alcune considerazioni. La premessa sottointesa alla vendita di questi prodotti è la necessità di ovviare alla povertà nutrizionale dei cibi che attualmente consumiamo, che sarebbero 64

Capitolo 4 troppo elaborati e mal conservati per mantenere il necessario apporto vitaminico. In realtà, nelle società occidentali stati di carenza vitaminica sono osservabili solo in limitati gruppi di soggetti affetti da particolari patologie. Queste condizioni devono essere diagnosticate dal medico e curate secondo le modalità opportune. La restante popolazione non soffre per difetto di nutrienti, piuttosto molti suoi problemi nascono dalla condizione opposta, l’eccesso! Le uniche condizioni fisiologiche in cui viene riconosciuta l’appropriatezza dell’integrazione vitaminica sono la gravidanza (folati) e l’età infantile, limitatamente ai paesi nordici durante il periodo invernale (vitamina D). Nonostante queste considerazioni, il mercato degli integratori vitaminici nei paesi occidentali è florido. La superficialità che ne contraddistingue l’uso si fonda su due equivoci: 1) che le sostanze in essi contenute corrispondano a quelle presenti negli alimenti; 2) che la loro assunzione non comporti rischi per la salute. Non è così. Come abbiamo visto in precedenza, alcune vitamine sono rappresentate da un insieme di sostanze che hanno in comune una certa attività biologica. Ad esempio, la vitamina C non è solo l’acido ascorbico ma anche il deidroascorbico; con il termine “vitamina E” ci si riferisce ad un’insieme di molecole diverse: alfa tocoferolo, beta tocoferolo, gamma tocoferolo, delta tocoferolo e i tocotrienoli. Negli alimenti si trovano miscele equilibrate di tali molecole, negli integratori invece solo una determinata forma chimica della vitamina. Gli integratori non sono perciò equilibrati, costituendo di fatto una grossolana scopiazzatura di quanto la natura immette negli alimenti. Le sostanze ad attività vitaminica, inoltre, hanno molteplici effetti, alcuni nocivi alla salute, che si manifestano a dosaggi elevati o in contesti particolari. L’affermazione che l’assunzione di integratori vitaminici sia una pratica del tutto innocua è falsa! Negli ultimi anni le evidenze della potenziale pericolosità delle vitamine e degli elementi traccia assunti immotivatamente ha destato la preoccupazione delle autorità sanitarie. Doversi preoccupare dell’eccessivo uso di vitamine costituisce uno dei paradossi delle società occidentali. Finora la scienza e le istituzioni sanitarie si erano occupati esclusivamente del contrario, stabilendo livelli minimi e livelli raccomandati di assunzione. Il fenomeno degli integratori vitaminici ha imposto di ragionare su un altro parametro: il livello superiore di sicurezza, cioè quella quantità che non è opportuno oltrepassare per non mettere a repentaglio la salute. Negli anni novanta alcuni studi pubblicati su autorevoli riviste mediche avevano iniziato a lanciare l’allarme. Nel ATBC Cancer Prevention Study, i cui risultati vennero pubblicati nel 1994 dalla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine, fu studiata l’integrazione con beta-carotene e vitamina E (alfa-tocoferolo) in 29.133 fumatori finlandesi, nell’intenzione di ridurre l’incidenza di neoplasia. Dopo alcuni anni lo studio fu interrotto prima del termine programmato per motivi etici. Infatti, nei gruppi trattati 65

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