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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 6 che si

Capitolo 6 che si avvicina molto a quella di fibra alimentare, ma che introduce un nuovo concetto: quello di selettività. Ad esempio l’inulina, il lattulosio (utilizzato come lassativo osmotico) e i frutto-oligosaccaridi (FOS) sono prodotti di sintesi che stimolano la crescita in particolare dei bifidobatteri. Si tratta di sostanze fermentate dalla flora batterica intestinale che favoriscono l’assorbimento intestinale di alcuni nutrienti, ad esempio il calcio, grazie alla produzione di acidi grassi a corta catena (SCFA), coinvolti nella modulazione della permeabilità della mucosa intestinale. Essi, inoltre, sembrano ridurre l’assorbimento del colesterolo e migliorare la stipsi. Esistono molti preparati commerciali che contengono prebiotici, tuttavia è opportuno precisare che le migliori fonti naturali sono quelle alimentari. In particolare essi sono contenuti negli alimenti riportati nel riquadro sottostante. Principali alimenti contenenti Prebiotici Banane Miele Aglio Cicoria Broccoli Fagioli Cipolla Carciofi Pomodori Porri 6. 3. Cosa sono i fermenti lattici? Se la fibra alimentare una volta ingerita rappresenta il nutrimento per la flora batterica dell’intestino umano, i probiotici (definiti genericamente fermenti lattici e letteralmente batteri che favoriscono la vita) sono quei ceppi batterici che la rendono utile per mantenere la nostra salute. La flora batterica intestinale rappresenta circa il 30-50% del peso delle feci. Ogni giorno vengono eliminati circa cento miliardi di batteri con le feci, appartenenti ad almeno 75 ceppi diversi. Dobbiamo questa scoperta al premio Nobel Metchnikoff il quale aveva fatto risalire la particolare longevità di alcuni pastori bulgari, pur in condizioni igieniche assai precarie, al loro utilizzo di prodotti del latte fermentato, particolarmente ricco di un certo germe, in seguito denominato in loro onore Lactobacillus Bulgaricus. Fin dai primi del ’900 esiste un corpus di ricerche e di segnalazioni che mostra come le persone che possiedono una flora batterica ricca in germi a forma di Y (e perciò detti bifidobatteri) e di lattobacilli (tuttora i più utilizzati nei preparati in commercio) hanno una resistenza maggiore alle infezioni intestinali e sistemiche rispetto a chi ne è meno fornito. Nell’uomo, la flora batterica intestinale è composta da oltre 500 specie di batteri anaerobi (che crescono in assenza di ossigeno), ma anche da alcune decine di specie di germi aerobi. I principali ceppi che la costituiscono sono indicati nel riquadro seguente. 80

Capitolo 6 Principali ceppi della flora batterica intestinale umana Peptostreptococcus Bacteroides Eubacterium Bifidobacterium Fusibacterium I probiotici che troviamo nelle farmacie (capsule, polveri anche orosolubili) contengono batteri vivi e per questo temolabili, sensibili cioè a temperature elevate. Essi vengono assunti con lo scopo di modificare la flora intestinale nel corso di malattie e migliorare lo stato di salute di un individuo. 6.4. I probiotici: quali evidenze cliniche? La colonizzazione dell’intestino, sterile alla nascita, da parte dei batteri avviene al momento del parto. Questo ecosistema di probiotici (esistono più batteri nell’intestino che cellule nell’organismo!) è fondamentale per numerose funzioni digestive, per sintetizzare alcune vitamine, eliminare sostanze tossiche, per creare una barriera difensiva nei confronti di altri batteri indesiderati e pericolosi (resistenza alle infezioni), per modulare la permeabilità della mucosa intestinale e per regolare in definitiva l’assorbimento dei nutrienti. I probiotici per svolgere il loro compito devono necessariamente sopravvivere al passaggio attraverso l’ambiente acido dello stomaco e alla bile per raggiungere vivi l’intestino. A questo punto le loro funzioni sono quelle di rimanere il più a lungo possibile nell’intestino e di sostituirsi per competizione ai batteri patogeni e ostacolarne la loro crescita, anche grazie allo stimolo del sistema immunitario proprio della mucosa intestinale (chiamato GALT). La loro efficacia è stata valutata per molte malattie, ma non sempre con risultati positivi. Inoltre, non esistono dati sulla quantità utile di probiotici da assumere per la loro miglior efficacia, non esistono schemi di trattamento né di modalità di assunzione. Essi sono stati classificati non come farmaci bensì come “integratori” e sono ben tollerati; non sono noti effetti collaterali anche se sono sconsigliati nei soggetti immunodepressi (sono stati segnalati casi rari di sepsi dopo l’assunzione di probiotici in pazienti fortemente debilitati). Tutto ciò rende ancor più difficile una reale valutazione d’efficacia. Alcuni ceppi in particolare sembrano, tuttavia avere un ruolo positivo nelle seguenti situazioni: 1. Diarrea nel bambino: riducono i tempi della malattia e di recupero 2. Assunti nell’ultimo trimestre di gravidanza e durante l’allattamento da madri con familiarità per atopia: riducono l’insorgenza delle dermatiti atopiche del bambino 3. Intolleranza al lattosio: migliorano i sintomi 4. Vaginiti e cistiti: alcuni studi hanno evidenziato un possibile beneficio 81

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