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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 7

Capitolo 7 spontaneamente. Esistono poi anche i cerealisti, che consumano solo cereali, ed i crudisti che considerano la cottura una pratica appannaggio esclusivo dell’uomo e quindi innaturale; questi ultimi come ragione per la loro scelta adducono anche il fatto che ancora oggi alcune popolazioni tribali seguono normalmente una dieta crudista. La loro dieta è sovrapponibile a quella vegana, con un uso più marcato di cereali in fiocchi e di germogli di legumi. La principale e la più diffusa delle diete permissive, invece, è senza dubbio la latto-ovo-vegetariana. Come già si evince dal nome, chi la segue per motivi etici legati alla tutela degli animali sceglie di consumare solo gli alimenti di origine animale che non comportino l’uccisione dell’animale stesso. Altri la abbracciano soltanto per motivi “salutistici” come equilibrato compromesso tra una dieta onnivora ed una vegana. Alcuni considerano vegetariane anche diete che prevedono il consumo di pesce o di altri prodotti della pesca, tanto che in Italia non è così raro trovare menù a base di pesce in ristoranti vegetariani; scontato dire che questo tipo di dieta non può essere considerata una vera dieta vegetariana dal momento che i pesci sono innegabilmente esseri animali e non vegetali. In India, il 20-40% della popolazione segue una dieta latto-vegetariana, che esclude il consumo di uova. L’India, per tradizione e per motivi religiosi, può essere considerata il paradiso dei vegetariani tanto che, chi volesse toccare con mano tale realtà potrebbe constatare che è prevista un’apposita etichettatura perchè i prodotti vegetariani possano essere riconosciuti facilmente: i ristoranti vengono classificati in vegetariani e non. 7.2.1. Le ragioni di una scelta Le radici della filosofia vegetariana, perché di filosofia è necessario parlare, si perdono nella notte dei tempi e attraversano in qualche modo le varie epoche storiche. C’è n’è traccia nei Veda indiani, si ritrovano nell’antico Egitto, nell’antica Grecia, ne parlano i primi concili cristiani, se ne parla durante il Medioevo, nel periodo dell’Umanesimo, e anche nell’Illuminismo, fino ad arrivare ai nostri giorni ed alle forme di vegetarianesimo attualmente note. Le motivazioni per intraprendere una dieta vegetariana sono molte; prescindendo da quelle legate all’osservanza di particolari riti o dogmi religiosi, le più comuni si dividono in: etiche, salutiste, ecologiche ed economiche. Motivazioni etiche: il vegetarismo è la più pratica e coerente applicazione di un’etica del rispetto della vita e di giustizia intese nel senso più ampio del termine. Il vegetariano si adopera, infatti, per non danneggiare o produrre sofferenze agli altri viventi, nei limiti di una concreta compatibilità con le proprie esigenze vitali. La convinzione dei vegetariani è che mangiando carne si partecipi materialmente e personalmente al “massacro” di animali, che invece di essere nostri compagni di vita, diventano vittime di violenza. Motivazioni salutiste: secondo i vegetariani, quello da loro scelto rappresenta il modo di alimentarsi più confacente alle esigenze anatomo-fisiologiche dell’organismo umano. Numerose pubblicazioni scientifiche dimostrano come una dieta 86

Capitolo 7 vegetariana equilibrata riduca malattie cardiovascolari, neoplasie, ipertensione, diabete e obesità. Inoltre si riduce sia il sovraccarico proteico a carico di reni e fegato che la produzione di radicali liberi. Motivazioni ecologiste: sono sempre più numerosi i terreni che vengono disboscati e successivamente destinati alla coltivazione di cereali utilizzati per il nutrimento degli animali da allevamento. Basti pensare alla sola Amazzonia dove negli ultimi anni il disboscamento operato per far posto agli allevamenti di animali ha distrutto circa dieci milioni di ettari di foresta pluviale. Motivazioni economiche: il rendimento dell’alimentazione carnea è molto basso, bisogna cioè investire in media 7 calorie vegetali nella produzione di 1 caloria di carne. Un terreno adibito a pascolo fornisce in media 1 tonnellata di carne, ma potrebbe fornirne 20 di legumi. Non solo: se si analizza il bilancio energetico delle colture si evidenzia che il 20% dell’energia totale è impiegata per la produzione dei vegetali direttamente consumati dall’uomo mentre il restante 80% è destinato al nutrimento degli animali. 7.2.2. Gli effetti positivi sulla salute dell’alimentazione vegetariana Un’alimentazione che privilegi frutta, verdura, legumi e cereali è raccomandata da tutte le società scientifiche, per gli effetti benefici e protettivi nei confronti dell’obesità e del diabete di tipo II, dell’ipertensione e in generale delle malattie cardiovascolari. Si tratta di una dieta ricca in carboidrati e fibra, acidi grassi in particolare omega 6, acido folico, vitamina C ed E, magnesio e carotenoidi. All’opposto, ha un basso contenuto in acidi grassi saturi e colesterolo, di omega 3, calcio, retinolo (fondamentale per la l’apparato visivo) e vitamina B12 (essenziale per il sistema nervoso e per la replicazione cellulare). Al contrario dell’opinione comune, non presenta un basso apporto di proteine. Nel corso del tempo, la dieta vegetariana ha riscosso opposizione e critiche in ambito accademico ed i suoi sostenitori sono stati considerati come degli eccentrici. Negli ultimi anni, la posizione delle società scientifiche è però cambiata: a proposito della dieta latto-ovo-vegetariana si ritiene che offra svariati benefici nutrizionali. Tra i vegetariani sono più rare le tipiche malattie della società industrializzata (ipertensione, dislipidemie, diabete, diversi tipi di tumori, problemi cardiovascolari, obesità) dovute prevalentemente a stili di vita poco salutari, diete ricche di grassi e zuccheri raffinati. Tuttavia è utile qualche precisazione. Questi studi sono condotti su popolazioni che hanno uno stile di vita più sano, in particolare almeno il 50% dei soggetti sono vegetariani (Avventisti del Settimo Giorno inglesi, tedeschi, californiani), fumano meno e praticano più attività fisica, non sono sovrappeso e in generale hanno una maggiore attenzione per lo stile di vita. Inoltre consumano molte noci, alimento notoriamente protettivo nei confronti delle malattie coronariche. Tutto ciò comporta una ridotta mortalità rispetto alla popolazione generale, sia onnivora che vegetariana. Ma com’è la mortalità complessiva? I dati di cui disponiamo ci dicono che, a fronte di livelli di colesterolo inferiori e di un peso corporeo più contenuto, 87

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