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Strumenti per la formazione 10 - Trentino Salute

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Capitolo 8 Alcuni

Capitolo 8 Alcuni alimenti, ad esempio asparagi, aglio, cipolle, cavoli, mandorle amare e alcune spezie conferiscono al latte odori o sapori che il lattante può non gradire, tanto da allontanarsi dal seno materno; per questo motivo è consigliato assumerne piccole quantità o escluderli. Andrebbero evitati o moderati anche i cibi ricchi di sostanze vasoattive o capaci di indurne il rilascio, potenzialmente responsabili dello scatenamento di manifestazioni simil-allergiche: formaggi fermentati, crostacei, molluschi, cacao o cioccolato, fragole, ciliege, pesche, albicocche. Acqua: le perdite da compensare per una portata lattea giornaliera di 750-800 ml (all’87% di acqua) si possono calcolare in circa 650-700 ml/die, da aggiungere alle necessità normali. Calcio: il contenuto di calcio del latte materno è di 320 mg/litro e quindi - per un consumo giornaliero medio da parte del lattante di circa 750 ml - la nutrice perde ogni giorno circa 240 mg del minerale. Allo scopo di prevenire l’impoverimento del patrimonio minerale dell’organismo materno si consiglia un aumento quotidiano dell’assunzione di calcio fino a 400 mg, raggiungibili con circa 300 ml di latte. Non assumere i superalcolici (l’alcol etilico passa nel latte, può inibire la montata lattea e provocare nel lattante sedazione, ipoglicemia, vomito e diarrea). Il vino, anche quello a bassa gradazione alcolica, non andrebbe bevuto; nel caso, limitarsi a quantità non superiori a un bicchiere, una o al massimo due volte a settimana, esclusivamente ai pasti. Bere birra non dà vantaggi alla nutrice: non è vero che favorisca la secrezione lattea e, oltre all’alcol, può cedere al latte materno sostanze amaricanti. Infine, caffé, tè, cacao, bevande a base di cola e tutti i nervini in genere vanno limitati: gli alcaloidi in essi contenuti sono escreti con il latte materno. 96

Capitolo 9 L’alimentazione nell’infanzia e nell’età evolutiva V. Bicchiega, D. Beltramolli, S. Masciangelo, S. Mazzotta 9.1. L’alimentazione del bambino L’alimentazione del bambino è un argomento complesso e comprende i mesi e gli anni successivi allo svezzamento, assieme a tutti i cambiamenti di vita e delle abitudini alimentari, in relazione alla frequenza o meno del nido e in seguito dell’asilo. Il rapporto con il mondo esterno e con la famiglia possono condizionare i comportamenti alimentari: il momento del pasto non deve essere frettoloso e deve essere vissuto in modo rilassato, per gettare le basi di un sano rapporto con il cibo. Nelle diete di accrescimento assume particolare importanza la qualità oltre che la quantità delle proteine. Durante la crescita i due terzi del fabbisogno devono essere forniti da proteine ad elevato valore biologico, di origine animale. Per la corretta formazione del tessuto osseo è necessaria l’introduzione giornaliera di latte e derivati, ricchi di calcio e di proteine nobili, per l’apporto di vitamine e oligoelementi si devono consumare frutta e verdure fresche in abbondanza. Nei primi 3 anni di vita il bambino incomincia ad assumere una personalità propria e ad affermare la sua indipendenza muovendosi liberamente e scegliendo che cosa mangiare. Dopo il primo anno il bambino pesa mediamente 10 kg mentre al compimento del terzo anno raggiunge i 14 kg: l’incremento ponderale è di 4 kg, quello staturale è di circa 20 cm, da 70-75 centimetri a 90-95 centimetri. Nel periodo successivo al divezzamento impara a mangiare con il cucchiaio, e spesso diventa “esigente” nella scelta alimentare. Dai 3 ai 6 anni il bambino necessita di un notevole apporto calorico (1400- 1700 calorie al giorno) a causa dell’elevata attività motoria. L’alimentazione deve essere basata su cibi semplici, facilmente digeribili, non eccessivamente manipolati o piccanti. Soprattutto tra i 2 e i 4 anni, la scelta di un alimento avviene in base al gradimento, ossia a seconda della familiarità con il cibo in questione e del suo gusto dolce. Dopo i quattro anni, il fabbisogno energetico per chilogrammo di peso corporeo diminuisce, ma la quantità effettiva di energia necessaria aumenta man mano che il bambino cresce. Alla fine del sesto anno la crescita è lenta e costante, cessano i divieti ad eccezione delle bevande alcoliche che sono vietate sino all’adolescenza. Quelle analcoliche, spesso troppo edulcorate e gassate possono essere consumate purché senza eccessi e non oltre un paio di bicchieri al giorno. Un’introduzione eccessiva 97

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