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orizzonten4

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Mensile di<br />

attualità e cultura<br />

Anno 1 N.4<br />

Giugno 2014<br />

Harley seduction<br />

Una moto e una modella: due<br />

protagoniste per un progetto.<br />

castelli d’italia<br />

il castello di<br />

monte sant’angelo<br />

Una costruzione di origine longobarda<br />

che domina dall’alto<br />

del monte Gargano il golfo di<br />

Manfredonia.<br />

il falso film sulla<br />

autopsia dell’alieno<br />

La storia di un film costruito a<br />

tavolino che ha shoccato tutto<br />

il mondo<br />

vivere col fantasma<br />

Uno scettico convive con un’entità<br />

che infesta la sua casa: una bambina<br />

visuta in quel luogo molti anni prima.<br />

I grandi della fotografia: henri cartier-bresson


2 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 3


IN PRIMO PIANO<br />

8 Harley seduction.<br />

14 Aspiranti modelle.<br />

20 I Castelli d’Italia<br />

Il castello di Monte Sant’Angelo.<br />

24 Le storie perdute<br />

La grotta di San Micheòe<br />

a Cagnano Varano.<br />

cultura<br />

28 Il falso film sull’autopsia<br />

del’alieno - 1 puntata<br />

42 Una mostra a Roma<br />

per ricordare Fellini.<br />

46 Salone del libro:<br />

un flash sulla XXVII edizione.<br />

50 I grandi della fotografia:<br />

Henri Cartier-Bresson.<br />

notizie e curiosità<br />

32 Il cielo dal Vesuvio.<br />

36 Vivere col fantasma.<br />

40 Gli esperti del paranormale.<br />

48 Il nuovo headquarter di Apple.<br />

rubriche<br />

54 Fotografando<br />

56 Un occhio in cucina<br />

La Torta Savoiarda<br />

58 Lo sapevate che<br />

Borragine.<br />

61 Oroscopo del mese.<br />

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna<br />

parte della pubblicazione può essere<br />

riprodotta, rielaborata o diffusa senza<br />

espressa autorizzazione. della Direzione.<br />

Le opinioni espresse negli articoli<br />

impegnano solo gli autori e non coinvolgono<br />

né rappresentano il pensiero<br />

della Direzione.<br />

EDITORIALE<br />

Un numero ricco di sorprese questo di giugno. Inizia con<br />

un’cchiata al mondo delle modelle; un mondo strano, un<br />

po’ particolare, al quale tante ragazze vorrebbero accedere,<br />

affascinate dalla notorietà e dai guadagni, che si presumono<br />

facili e facilmente raggiungibili. Un mondo, in realtà,<br />

difficile, talvolta losco, pieno di trabocchetti e di approfittatori,<br />

dove per riuscire ad affermarsi serve molta umiltà,<br />

tanta gavetta e la capacità di distinguere i professionisti del<br />

settore dall’ampio sottobosco di imbroglioni.<br />

Abbiamo perciò voluto dare qualche indicazione a chi<br />

intende intraprendere questa carriera: cosa fare, come<br />

muoversi e a chi affidarsi. In questo senso abbiamo anche<br />

lanciato una nuova iniziativa: “Nuovi Volti all’Orizzonte”,<br />

con lo scopo di cercare attraverso il web nuovi volti da<br />

proporre al mondo della moda e della fotografia.<br />

Ma le sorprese continuano. Iniziamo da questo numero<br />

a pubblicare i retroscena di un filmato sull’autopsia di un<br />

alieno che sarebbe precipitato a Roswell negli anni ‘40;<br />

un film che a suo tempo fece scalpore nelle televisioni di<br />

tutto il mondo ma che Philip Mantle rivela essere completamente<br />

falso, costruito a tavolino a scopo commerciale.<br />

Mantle rivela nomi, date, circostanze di una delle più grosse<br />

truffe internazionali imbastite intorno agli UFO.<br />

Ancora di UFO si parla a proposito di una continua serie<br />

di avvistamenti sul Vesuvio, testimoniati con foto e filmati<br />

da un appassionato ricercatore napoletano. Quindi ci<br />

inoltriamo nel soprannaturale, attraverso l’esperienza di<br />

uno scettico che convive con un’entità che infesta la sua<br />

casa. Angela, una bambina vissuta in quei luoghi molti anni<br />

prima, e le sue manifestazioni lo hanno coinvolto al punto<br />

da minare profondamente il suo scetticismo...<br />

Naturalmente continuano gli argomenti iniziati nei numeri<br />

precedenti. I “Castelli d’Italia” questa volta ci riportano in<br />

Puglia, a scoprire il Castello di Monte Sant’Angelo, di origine<br />

longobarda, sorto nel IX secolo a poche centinaia di<br />

metri dal Santuario di San Michele Arcangelo, che domina<br />

dall’alto del monte Gargano il golfo di Manfredonia.<br />

Sempre di San Michele si parla nelle “Storie Perdute”, dove<br />

andiamo a visitare la Grotta di San Michele Arcangelo,<br />

una misconosciuta cavità naturale poco, distante dal lago<br />

di Varano, che risale al Paleolitico, come testimoniano i<br />

reperti litici ivi rinvenuti, e che è stata sede di antichissimi<br />

culti pagani prima della sua consacrazione al culto dell’Arcangelo.<br />

avvenuta nel Medio Evo.<br />

E poi le consuete rubriche ed altro ancora...<br />

Orizzonte Magazine<br />

Mensile di attualità e cultura<br />

Anno 1 n. 4 - Giugno 2014<br />

Franco Ardito<br />

Direttore Responsabile<br />

Angelo Ferri<br />

Direttore Editoriale<br />

Redazione<br />

via Isonzo, 6 - 70010 Adelfia (BA)<br />

tel.: 080 4591214<br />

e-mail: orizzonte-magazine@libero.it<br />

www.orizzontemagazine.it<br />

La collaborazione avviene su invito.<br />

Articoli e materiali non si restituiscono.<br />

La Direzione si riserva di adattare<br />

testi, illustrazioni e fotografie alle<br />

esigenze della pubblicazione.<br />

Articoli e immagini vanno inviati per e-<br />

mail a: orizzonti-magazine@libero.it<br />

Gli articoli dovranno pervenire in<br />

formato doc o docx e le immagini in<br />

formato jpeg, con una risoluzione<br />

non inferiore a 300 ppi.<br />

6 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 7


Una moto e una modella:<br />

DUE PROTAGONISTE<br />

PER UN PROGETTO<br />

HARLEY SEDUCTION<br />

D<br />

onne e Motori: un binomio di grande<br />

interesse e di sicuro successo. E quando,<br />

riferendosi ai motori, si parla di moto e<br />

la moto è una Harley Davidson il fascino<br />

aumenta ulteriormente.<br />

Pronunciare il nome Harley Davidson accompagna<br />

la nostra mente a correre dietro la storia della motocicletta,<br />

perché la Harley è la storia, una moto<br />

dal caratteristico e inconfondibile rombo e dall’inimitabile<br />

stile di guida, è uno di quei miti che non<br />

sembra mai essere stato intaccato dal tempo, una<br />

moto nata per le grandi strade americane ma che,<br />

anche da noi, nonostante strade<br />

strette e tortuose, ha trovato i<br />

suoi fedelissimi.<br />

Se vogliamo sintetizzare possiamo<br />

affermare, senza il dubbio<br />

di essere smentiti, che la Harley<br />

Davidson è un vero e proprio<br />

mito decretato dal suo design inconfondibile<br />

e, soprattutto, da chi<br />

la cavalca da lustri con un amore<br />

e una passione rimasti sempre<br />

immutati: i Bikers.<br />

I Bikers vivono la Harley a tutto<br />

tondo, e non solo la moto ma anche<br />

tutto quello che la circonda<br />

perché “cavalcarla” rappresenta<br />

un vero e proprio stile di vita,<br />

tanto da portare a una profonda<br />

divisione tra “Harleysti” e “non<br />

Harleysti”.<br />

Potevamo in queste pagine raccontare<br />

la storia di questo marchio<br />

però basta navigare un po’ in<br />

internet, imbattersi in Wikipedia,<br />

per leggere la nascita e l’evolversi<br />

della Harley Davidson Motor<br />

Company.<br />

Ho pensato, invece, di documentare<br />

con un servizio fotografico la<br />

passione che ispira questa moto,<br />

ideando un progetto che ho intitolato<br />

“Harley Seduction”, proprio<br />

perché è sufficiente guardarla<br />

per innamorarsene.<br />

Tanti i protagonisti per questo<br />

progetto: La Harley, la ragazza,<br />

l’ambiente perché, come ho già<br />

detto, il mondo Harley è un<br />

mondo a tutto tondo.<br />

Per creare questo progetto<br />

mi sono rivolto all’amico<br />

Vincenzo Licenziato, fotografo<br />

di Carmagnola, nel torinese,<br />

“Harleysta pentito”… pentito di<br />

essersi trovato nella condizione<br />

di dover vendere la sua H.D. ormai<br />

confinata a prendere polvere<br />

nel garage.<br />

Rivolgendomi a lui sapevo di non<br />

fallire: infatti tutto si è inanellato<br />

con grande facilità, a partire dalla<br />

location, la Gian Air Aerografie,<br />

sempre a Carmagnola, del disponibilissimo<br />

Gianfranco Novi,<br />

luogo dove si aerografano moto<br />

8 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 9


e non solo, che a prima vista ci rimandava al mitico<br />

garage di Arthur Davidson dove, con William<br />

Harley, fu costruita nel 1902 la prima motocicletta<br />

che portava il marchio H. D.: un segnale che mi ha<br />

ispirato ulteriormente.<br />

Trovare la moto, grazie a Gianfranco, è stato facile:<br />

ed ecco una splendida Harley Davidson Fat Boy;<br />

il suo proprietario, Massimo Massa, è stato molto<br />

disponibile e, dimostrando grande fiducia, ce l’ha<br />

lasciata per la realizzazione del progetto.<br />

A questo punto era necessario trovare la modella<br />

giusta, una che s’immedesimasse nel progetto, che<br />

vivesse il servizio in sintonia con la Harley.<br />

Ho trovato questa “figura” in Federica Fassio,<br />

ragazza che da poco tempo collabora con me e<br />

che mi ha subito trasmesso il suo entusiasmo nel<br />

rendersi protagonista, unitamente alla Harley, di<br />

questo lavoro.<br />

Infine, ma non meno importante, la ricerca della<br />

make up artist (mua): Marta Surian, di Asti, ha<br />

risposto al nostro annuncio ed è stata accolta positivamente<br />

nello staff del progetto.<br />

E a questo punto, a staff completato e data fissata,<br />

siamo giunti al giorno fatidico della realizzazione del<br />

progetto.<br />

Contrariamente agli altri progetti, nati studiando<br />

le pose a tavolino, Harley Seduction è stato un<br />

evolversi spontaneo, dove tutto si è inventato sul<br />

momento, assecondando quelle che erano le caratteristiche<br />

di Federica in un tutt’uno con l’altra<br />

protagonista, la Harley.<br />

Ne è scaturito un lavoro dove, inizialmente, Federica<br />

ha cercato di “sedurre” la Harley ma ha finito, inevitabilmente<br />

a sua volta, col farsi sedurre, donandosi<br />

alla co-protagonista.<br />

Passiamo ora a commentare quelli che sono stati i<br />

protagonisti.<br />

Federica Fassio (la modella): si è dimostrata una<br />

scelta azzeccata; nel posare e interpretare ha<br />

confermato l’impressione avuta al momento della<br />

proposta. Brava nell’assecondare le richieste e altrettanto<br />

brava a portarci ad assecondarla nelle sue<br />

pose, ha giocato molto bene sia con l’espressività<br />

del viso sia con quella del corpo. Sicuramente si è<br />

calata bene nel ruolo della protagonista, seduttrice<br />

e sedotta, Dopo personaggi come Marlon Brando<br />

nel film “Il Selvaggio” o Alberto Sordi nel film “Un<br />

americano a Roma”, la Harley Davidson ha sicuramente<br />

trovato un nuovo volto, quello di Federica.<br />

Vincenzo Licenziato (il fotografo): preciso e attento,<br />

ha sempre tenuto alta l’attenzione sull’evolversi<br />

degli scatti, non perdendo mai di vista quello che<br />

era l’obiettivo del progetto. Bravo anche nella scelta<br />

della post produzione: incisiva ma mai invasiva. I suoi<br />

scatti rendono perfettamente quella che era l’idea<br />

iniziale e quello che si è voluto creare sul set.<br />

Marta Surian (la mua): si è messa in gioco rispondendo<br />

all’annuncio e il risultato non ha deluso le<br />

attese. Precisa e puntigliosa nel truccare, attenta ai<br />

particolari, ha saputo scegliere la soluzione migliore<br />

adatta alla figura della protagonista.<br />

Gianfranco Novi (la location): titolare della Gian Air<br />

Aerografie ci ha messo a disposizione la sua realtà<br />

lavorativa e ha realizzato lo splendido body painting<br />

degli scatti finali realizzato con grande professionalità<br />

sulla schiena di Federica. Scelta del posto non<br />

poteva che essere più indovinata.<br />

Harley Davidson Fat Boy (la moto): cosa dire…<br />

questa moto parla da sola, ancora un grazie al suo<br />

proprietario, Massimo Massa, per la concessione del<br />

suo utilizzo.<br />

A conclusione il pensiero dell’unica protagonista<br />

che può parlare (la Harley al massimo può rombare<br />

e lo ha fatto allontanandosi alla fine del servizio),<br />

Federica: “Sono entusiasta di aver posato per un<br />

progetto che ha visto come protagonista la mia più<br />

grande passione, la moto. Ho accettato senza esitare<br />

il nuovo ruolo che Fabrizio mi ha proposto. Si è<br />

rivelato essere uno dei progetti più interessanti a cui<br />

ho contribuito a dar vita. Il risultato ha risposto pienamente<br />

alle mie aspettative, forse anche andando<br />

oltre: sedurre l’Harley, e potermi far sedurre a mia<br />

10 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 11


nuovi volti all’orizzonte<br />

volta, è stato mentalmente entusiasmante<br />

ma nulla di tutto ciò<br />

sarebbe stato possibile senza la<br />

preziosa guida di un Art Director<br />

come Fabrizio, la pazienza e perfezione<br />

della ricerca dello scatto<br />

migliore di Vincenzo, con il quale<br />

mi sono trovata molto a mio agio<br />

a lavorare, le alte competenze<br />

della mua Marta, ma anche la<br />

generosità di Massimo nell’averci<br />

prestato la sua “bimba” e la professionalità<br />

di Gianfranco che ha<br />

contribuito con la sua arte per gli<br />

ultimi scatti e aver messo a disposizione<br />

la location. Un progetto<br />

che rifarei, un team affiatato, un<br />

risultato oltre i limiti dell’aspettativa<br />

iniziale”.<br />

«NUOVI volti all’orizzonte» è un progetto di<br />

ORIZZONTE MAGAZINE con l’obiettivo di cercare attraverso il<br />

web NUOVI VOLTI FEMMINILI da proporre come<br />

FOTOMODELLE - INDOSSATRICI - RAGAZZE IMMAGINE - HOSTESS<br />

per la realizzazione di<br />

SERVIZI FOTOGRAFICI - PUBBLICITÅ - CATALOGHI - VIDEO<br />

BOOK E-COMMERCE<br />

HARLEY SENSUALITY<br />

modella: Federica Fassio<br />

fotografo: Vincenzo Licenziato<br />

creativ project e art director: Fabrizio Capra<br />

mua: Marta Surian<br />

moto: Harley Davidson Fat Boy di Massimo Massa<br />

location: Gian Air Aerografie di Gianfranco Novi – Carmagnola (To)<br />

data realizzazione: 17 maggio 2014<br />

Le interessate possono aderire attraverso il sito web<br />

www.orizzontemagazine.it<br />

alla pagina: Nuovi Volti all’Orizzonte<br />

inviando una foto e contatto telefonico.<br />

SI GARANTISCE LA MASSIMA SERIETÅ<br />

12 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 13


modella: Ilaria Gugliotta<br />

fotografo: Tiziano Photography<br />

art director: Fabrizio Capra<br />

ASPIRANTI MODELLE<br />

COME AVVICINARSI A QUESTO MONDO<br />

SENZA SCOTTARSI<br />

di Fabrizio Capra<br />

Q<br />

uante ragazze, guardandosi<br />

allo specchio,<br />

hanno assunto<br />

pose come quelle<br />

che ammiravano sulle copertine<br />

delle riviste di moda, sognando<br />

un giorno di trovarsi su un<br />

set fotografico o su una passerella?<br />

Quante lo fanno tuttora?<br />

Dopo questo sogno si torna alla<br />

realtà ma nella testa si aggrovigliano<br />

idee contrastanti: da una parte<br />

ci si elenca mentalmente, tutti i<br />

difetti (spesso inesistenti) che impedirebbero<br />

quest’attività (un po’ di ciccia, la cellulite<br />

e altro ancora), dall’altra ci si vede già all’apice del successo<br />

con foto sulle riviste patinate, fama, gloria e…<br />

… e allora è il momento di ancorare<br />

bene i piedi a terra e iniziare a ragionare.<br />

La strada verso il successo è lunga e tortuosa, piena<br />

d’insidie, e per superare tutto questo è necessario<br />

muovere i propri passi in modo graduale e con<br />

grande attenzione per non finire da “aspirante modella”<br />

a ragazza in crisi di rigetto, illusa da un mondo<br />

che potrebbe risultare anche ostile e crudele.<br />

È necessario, quindi, programmare tutto per bene,<br />

partendo da una prima semplicissima domanda:<br />

“Ho davvero intenzione di fare la modella<br />

o la fotomodella e ho tutte le carte in regola?”.<br />

E la domanda successiva: “Sono disposta a iniziare<br />

dal gradino più basso, quello di aspirante, con umiltà,<br />

senza volere a tutti i costi bruciare le tappe?”<br />

Non bisogna, poi, pensare di essere in grado di fare<br />

tutto da sole: la prima cosa da fare è di avvalersi di<br />

una persona di fiducia, che conosce l’ambiente, che<br />

possa seguire i primi passi, che sia in grado di instradarvi<br />

sui giusti binari; una persona che abbia la grande<br />

capacità di comprendervi, soprattutto, dal punto di<br />

vista psicologico, e consigliarvi per ottenere il meglio.<br />

Ritengo fondamentale, quando una nuova ragazza<br />

vuole lanciarsi in questo mondo, comprenderne<br />

le motivazioni e la convinzione, se è<br />

consapevole di cosa vuol dire fare la modella o<br />

la fotomodella: sacrificio, impegno, dedizione, saper<br />

conciliare la propria vita privata con quella<br />

pubblica, avere anche la grande forza interiore<br />

di sopportare le critiche, a volte molto pesanti.<br />

Ecco perché è sempre utile e proficuo un confronto<br />

con la ragazza, soprattutto a livello psicologico,<br />

per comprendere e scoprire quanto essa<br />

voglia seriamente intraprendere quest’attività, oppure<br />

se per lei è un gioco dove l’autoscatto con<br />

il cellulare davanti allo specchio o la foto fatta da<br />

un’amica è sostituita dallo scatto di un fotografo.<br />

Altro aspetto importante è saper gestire la propria<br />

immagine nel modo giusto perché se si è<br />

seriamente intenzionate a percorrere questa<br />

strada è importante sperare di essere notate.<br />

Purtroppo l’avvento del digitale ha fatto sì che molte<br />

ragazze, dopo un primo pseudo servizio, si considerino<br />

“fotomodelle” ma, d’altro canto, ha fatto sì che<br />

tanti si sentano fotografi solo perché ragazzine con<br />

la voglia di apparire si fanno fotografare senza limiti.<br />

Bisogna sempre avere ben presente che, in particolare<br />

nei settori della moda e dello spettacolo,<br />

si muovono persone prive di scrupoli che,<br />

facendo forza sull’inesperienza delle ragazze e<br />

sulla loro voglia di avere successo, promettono<br />

facili risultati con il solo scopo di “spennare”,<br />

e non solo spennare, le aspiranti modelle..<br />

Ecco alcuni consigli, i principali, per evitare di fini-<br />

modella: Grace Serattini<br />

fotografo: Luca Ricagni<br />

art director: Fabrizio Capra<br />

14 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 15


modella: Sandra Oumogou<br />

fotografo: Giancarlo Carrisi<br />

art director: Fabrizio Capra<br />

mua: Malice Make-up<br />

modella: Laura Vaiciute<br />

fotografo: Roberto Veronesi<br />

art director: Fabrizio Capra<br />

re nelle mani sbagliate di persone<br />

il cui unico scopo è quello<br />

di farvi sborsare denaro o<br />

proporre strani compromessi.<br />

1) MAI PAGARE PER ENTRARE<br />

IN UNA AGENZIA: le agenzie<br />

serie son quelle che vi prendono<br />

sotto la loro tutela perché<br />

ritengono di farvi lavorare, in<br />

modo da guadagnare la loro<br />

percentuale sui lavori che farete.<br />

2) MAI FIRMARE UN CONTRAT-<br />

TO IN ESCLUSIVA CON UN’A-<br />

GENZIA: se questo è richiesto<br />

l’Agenzia deve garantire un fisso<br />

mensile, al di la dei lavori che farete.<br />

3) MAI PAGARE PER FARE UN<br />

PROVINO PRESSO UNA PRO-<br />

DUZIONE O PRESUNTA TALE.<br />

4) PER IL BOOK FOTOGRAFI-<br />

CO, RIVOLGERSI SEMPRE A UN<br />

FOTOGRAFO PROFESSIONI-<br />

STA DI FIDUCIA: e se non se ne<br />

conoscono affidarsi alla persona<br />

che vi può consigliare. Molte volte,<br />

rivolgendosi a fotografi non qualificati,<br />

si finisce con lo scambiare<br />

per book un semplice shooting (si<br />

legge troppo spesso negli album di<br />

facebook la parola book quando<br />

invece si tratta di uno shooting). Le<br />

pose per un book sono ben definite<br />

(e differenti se per moda – fotografia<br />

e cinema – televisione) e<br />

non vanno fatte solo in base all’estro<br />

o alla fantasia del fotografo.<br />

5) PRIMA DI FIRMARE QUALSI-<br />

VOGLIA DOCUMENTO (contratto,<br />

accordo, liberatoria, ecc.)<br />

leggete attentamente quanto scritto<br />

e nel dubbio rivolgetevi a un<br />

legale o a un consulente di fiducia<br />

per evitare di finire nelle mani di<br />

imbroglioni senza scrupoli oppure<br />

di ritrovarvi a pagare cifre sostanziose<br />

senza avere nulla in cambio.<br />

6) MAI FARE CASTING IN<br />

WEB CAM: non sapete con chi<br />

Un mondo affascinante<br />

ma pieno di<br />

gente senza scrupoli,<br />

pronta a carpire la<br />

buona fede delle<br />

aspiranti modelle<br />

per sottrarre loro denaro<br />

con la promessa<br />

di facili risultati.”<br />

16 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 17


modella: Karina Padurean<br />

fotografo: Andrea Gaione<br />

art director: Fabrizio Capra<br />

avete a che fare e dove possono<br />

finire le vostre immagini.<br />

Per concludere voglio segnalare<br />

due interessanti iniziative<br />

di provata serietà rivolte<br />

alle aspiranti modelle.<br />

La Beauties Model & Show, staff<br />

milanese che si occupa di fotomodelle,<br />

ha lanciato la proposta<br />

“Go Model” aperta, appunto, alle<br />

“Aspiranti Fotomodelle” che vogliono<br />

iniziare questo percorso<br />

ovvero un pacchetto senza costi<br />

che si caratterizza di una parte<br />

pubblicitaria per creare l’immagine<br />

della “futura fotomodella”<br />

e di una lavorativa per creare<br />

il giusto portfolio (informazioni:<br />

beautiesmodel@gmail.com).<br />

L’altra iniziativa è quella che proprio<br />

Orizzonte Magazine ha lanciato:<br />

“Nuovi volti all’Orizzonte”: un<br />

progetto che ha l’obiettivo di cercare<br />

attraverso il web nuovi volti<br />

femminili da proporre nel mondo<br />

della moda e della fotografia.<br />

Terminiamo con un breve intervento<br />

di Laura Vaiciute, aspirante<br />

fotomodella di Alessandria: “Ho<br />

amato il campo della moda e della<br />

fotografia sin da quando ero<br />

piccola, ma non ho mai pensato<br />

di provare ad avvicinarmi a tale<br />

ambito. Forse per mancanza di<br />

coraggio o di fiducia in me stessa<br />

ho preferito aspettare qualcuno<br />

che potesse apprezzarmi<br />

realmente e che mi convincesse<br />

a togliermi di dosso qualsiasi tipo<br />

di paura o preoccupazione e<br />

tentare qualcosa di nuovo. Il mio<br />

percorso, quindi, è nato quasi per<br />

gioco, senza aspettative; ho ancora<br />

molto da imparare e ogni<br />

consiglio, aiuto o suggerimento<br />

da parte di chiunque collabori<br />

con me mi aiuta a crescere, migliorare<br />

e consolidare sempre di<br />

più questa esperienza, che spero<br />

possa continuare ancora per<br />

molto tempo e possa raggiungere<br />

livelli sempre più elevati”.<br />

Al centro:<br />

modella: Veronica Gallo<br />

fotografo: Andrea Gaione<br />

art director: Fabrizio Capra<br />

Sopra:<br />

modella: Giada Tripolitano<br />

fotografo: Roberto Veronesi<br />

art director: Fabrizio Capra<br />

18 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 19


I CASTELLI D’Italia<br />

il Castello di<br />

Monte Sant’Angelo<br />

di Angelo Ferri<br />

Costruzione Bizantina<br />

edificata nel ix secolo<br />

dal vescovo di benevento<br />

Il castello di Monte<br />

Sant’Angelo, di origine<br />

longobarda, domina<br />

dall’alto del monte<br />

Gargano il golfo di<br />

Manfredonia. Il castello<br />

veniva offerto come<br />

bene dotale alle regine<br />

sveve”<br />

I<br />

l Castello di Monte S. Angelo,<br />

che domina dall’alto<br />

del monte Gargano il golfo<br />

di Manfredonia, fu fatto<br />

edificare negli anni 837 - 838 da<br />

Orso I, Vescovo di Benevento, a<br />

poche centinaia di metri dal Santuario<br />

di San Michele Arcangelo.<br />

In seguito i Principi dell’Honor<br />

Montis Sancti Angeli fecero costruire<br />

una maestosa torre, la<br />

così detta Torre dei Giganti, una<br />

torre pentagonale alta 18 metri<br />

e con mura spesse 3 metri.<br />

Il castello fu concepito come<br />

fortificazione ad uso residenziale;<br />

vi abitavano i funzionari e la<br />

guarnigione armata ma era anche<br />

fornito di servitù, c’erano<br />

cisterne, mulino, forno, falegnameria,<br />

cappella, scuderie, uffici<br />

amministrativi e nei sotterranei<br />

della Torre dei Giganti, furono ricavati<br />

dei locali adibiti a carcere.<br />

Ben conservata una sala duecentesca<br />

con un grande pilastro<br />

centrale e volte ogivali, comunemente<br />

chiamata Sala del Tesoro.<br />

Con il passare del tempo il castello<br />

fu potenziato, con la costruzione<br />

di due torri troncoconiche,<br />

del bastione orientale<br />

e di un sistema di cortine in<br />

muratura dotate di feritoie. Fin<br />

dall’origine per proteggersi dagli<br />

attacchi era stata costruita una<br />

muraglia, di cui non rimangono<br />

che ruderi, e un fossato, valicabile<br />

per mezzo di un ponte levatoio,<br />

in seguito sostituito da<br />

uno fisso sostenuto da due archi.<br />

L’accesso al castello avviene tramite<br />

un portale, preceduto dal<br />

ponte che attraversa il fossato;<br />

un posto di guardia è situato proprio<br />

all’ingresso, sul lato destro,<br />

e sempre sulla destra si trova un<br />

ampio locale, dadibito a scuderie<br />

e deposito delle munizioni. Sulla<br />

sinistra ci sono due porte: attraversando<br />

la prima si accede al<br />

cortile interno del castello mentre<br />

la seconda si apre su una scala<br />

che conduce alla sommità del<br />

sovrastante Torrione a carena.<br />

Il vestibolo, costituito da un cortile<br />

lungo 21 metri e largo 4, immette<br />

nell’ampia corte interna,<br />

limitata dagli spalti che difendevano<br />

il fossato e da due torri cilindriche,<br />

fra le quali si apre il portone<br />

del corpo centrale del castello.<br />

Nel 1139 il castello fu conquistato<br />

da Ruggero di Sicilia, che ne fece<br />

dono a suo figlio Simone, detto<br />

lo Sclavo. All’epoca delle crociate<br />

20 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 21


il castello ospitò numerosi cavalieri<br />

che, diretti in Terra Santa,<br />

sostavano a Monte Sant’Angelo<br />

per una visita al santuario di San<br />

Michele. Non era infrequente<br />

che, al momento di riprendere<br />

il cammino verso Gerusalemme,<br />

quei cavalieri trovassero le loro<br />

file ingrossate da crociati del luogo,<br />

come accadde sotto il regno<br />

dell’imperatrice Costanza, quando<br />

Roberto Borello, che teneva il<br />

castello, inviò otto cavalieri e otto<br />

fanti garganici nella crociata del<br />

1198, bandita contro il Saladino.<br />

Durante la dominazione sveva<br />

il castello fu nuovamente modificato<br />

e ampliato per volere di<br />

Federico II, il quale sembra che<br />

vi abbia soggiornato per alcuni<br />

anni insieme a Bianca Lancia,<br />

dalla quale ebbe due figli: Enzo<br />

e Manfredi. Con un decreto<br />

del 1239, Federico II arrogò a<br />

sé la prerogativa di nominare il<br />

castellano, sottraendola ai Provisores<br />

Castrorum, e da quel<br />

momento il castello di Monte<br />

Sant’Angelo fu sottratto a qualunque<br />

giurisdizione che non<br />

fosse quella dell’Imperatore.<br />

Alla morte di Federico II, la signoria<br />

dell’Honor Montis Sancti<br />

Angeli passò per testamento a<br />

Manfredi, figlio di Federico; ma<br />

papa Innocenzo IV riconobbe<br />

quella carica a Borello d’Angola,<br />

il quale non volle giurare fedeltà<br />

a Manfredi, anche se questi gli<br />

aveva promesso l’investitura di<br />

un’altra terra. Il Borello invase<br />

con i sui soldati la contea di Lesina,<br />

ma, durante la battaglia con<br />

le truppe del principe, perse la<br />

vita a Teano. Al sopraggiungere<br />

dell’esercito pontificio in Capitanata,<br />

Monte Sant’Angelo si<br />

ribellò a Manfredi, il quale assediò<br />

la città, la riconquistò e per<br />

alcuni anni dimorò nel castello.<br />

Il castello di Monte<br />

S. Angelo, di origine<br />

longobarda, domina<br />

dall’alto del monte<br />

Gargano il golfo di<br />

Manfredonia. Il castello<br />

veniva offerto come<br />

bene dotale alle regine<br />

sveve”<br />

22 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 23


le storie perdute<br />

La grotta di San Michele<br />

a cagnano varano<br />

di Angelo Ferri<br />

U<br />

na cavità naturale poco<br />

distante dal lago di<br />

Varano, in contrada<br />

Puzzone, nel Comune<br />

di Cagnano Varano, E’ la<br />

Grotta di San Michele, meno conosciuta<br />

dai pellegrini rispetto a<br />

quella dell’omonimo Santuario di<br />

Monte S. Angelo, ma non meno<br />

importante.<br />

Nel Medioevo la grotta fu consacrata<br />

all’Arcangelo, santo guerriero<br />

caro ai Longobardi e simbolo<br />

della lotta contro il male, ma<br />

probabilmente il luogo era stato<br />

adattato al culto cristiano già<br />

in epoca paleocristiana, come lasciano<br />

intendere le caratteristiche<br />

iconografiche di alcuni affreschi<br />

realizzati direttamente sulla roccia.<br />

Si accede alla grotta mediante<br />

un sentiero che si raggiunge dopo<br />

aver superato un cancello e<br />

un arco, con una statua di San<br />

Michele Arcangelo risalente al<br />

1991, che ha sostituito la statua<br />

del 1631. Il sentiero porta allo<br />

spiazzale antistante la grotta,<br />

dov’è presente un pozzo ed un<br />

campanile.<br />

L’ingresso della grotta è rivolto a<br />

sud verso la valle dell’Angelo, at-<br />

traversata dal canale di S. Michele.<br />

Inoltre l’ingresso è tamponato<br />

da un muro intonacato di bianco,<br />

su cui si apre la porta di accesso<br />

alla cavità, protetta da una cancellata<br />

in ferro battuto.<br />

La grotta è lunga circa 52 metri,<br />

larga tra i 6 e i 15 metri e alta tra<br />

i 3 e i 7 metri. La pavimentazione<br />

è costituita da lastre di pietra<br />

rettangolari, su cui è facile notare<br />

delle incisioni di mani e piedi lasciate<br />

dai fedeli, mentre verso le<br />

pareti laterali si notano sul pavimento<br />

delle stalagmiti. In origine<br />

il piano della grotta era più alto di<br />

24 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 25


un metro, ma intorno alla fine del<br />

1800 fu realizzata la pavimentazione;<br />

in quella occasione venne<br />

abbassato il piano della grotta.<br />

L’altare maggiore è posizionato<br />

in fondo alla grotta. È sovrastato<br />

da un’urna con quattro colonne<br />

marmoree sormontate da capitelli<br />

decorati, che custodisce<br />

la perfetta copia della statua di<br />

San Michele Arcangelo custodita<br />

nella basilica di Monte Sant’Angelo.<br />

L’altare venne edificato, a<br />

devozione dei cagnanesi e dei<br />

rodiani nel 1929; nello stesso<br />

anno fu realizzata la struttura<br />

marmorea, a devozione di una<br />

fedele. La balaustra antistante<br />

l’altare venne eretta a devozione<br />

dei reduci della seconda guerra<br />

mondiale nel 1943. Dietro l’altare<br />

maggiore è presente una conca<br />

calcarea piena di acqua, prodotta<br />

dal continuo stillicidio dal soffitto<br />

della grotta, che viene ritenuta<br />

miracolosa per la vista.<br />

La Grotta di S. Michele è stata<br />

abitata sin dal Paleolitico, come<br />

testimoniano i reperti litici ivi<br />

rinvenuti, ed è stata sede di culti<br />

pagani prima della sua consacrazione<br />

al culto del difensore di<br />

Dio, avvenuta nel Medio Evo.<br />

Secondo una delle leggende locali<br />

S. Michele Arcangelo, sceso dal<br />

cielo, entrò in questa grotta sul<br />

proprio cavallo; anche un grosso<br />

toro che aveva visto la scena<br />

volle fare lo stesso, rimanendo<br />

però con le corna incastrate nella<br />

roccia a causa dell’ingresso troppo<br />

angusto. Quando il padrone<br />

del toro riuscì a liberarlo, costui<br />

rimase abbagliato da un’enorme<br />

fonte luminosa entro cui gli apparve<br />

l’Arcangelo.<br />

Subito dopo l’accaduto l’uomo<br />

corse a dare la notizia ai cagnanesi<br />

che si recarono in massa<br />

alla grotta dove però non videro<br />

subito l’Arcangelo ma solo le orme<br />

del suo cavallo impresse nella<br />

sabbia umida. Seguendole trovarono<br />

infine S. Michele Arcangelo<br />

stanco, assetato, genuflesso e con<br />

entrambe le mani posate a terra<br />

nel punto dove miracolosamente<br />

affiorò la sorgente d’acqua che lo<br />

dissetò. Dopodiché l’Arcangelo<br />

peregrinò ancora a lungo sul Gargano<br />

fino a quando non trovò<br />

nella grotta di Monte S. Angelo<br />

la sua definitiva dimora.<br />

26 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 27


il falso film<br />

sull’autopsia dell’alieno<br />

prima puntata<br />

Se non riuscivo a convincere<br />

quest’uomo<br />

non sarei riuscito a<br />

convincere nessun altro.<br />

Mi ero reso conto<br />

che il gioco era fatto.<br />

Al termine dell’incontro<br />

pensai che fosse pazzo.<br />

Aveva tentato un trucco.<br />

Pensai che in quel<br />

momento la faccenda<br />

era conclusa.”<br />

Philip Mantle<br />

mostra il falso film<br />

sull’autopsia aliena.<br />

di Philip Mantle<br />

P<br />

remetto che nel 1993<br />

fui contattato per la<br />

prima volta da un uomo<br />

d’affari londinese,<br />

Ray Santilli, il cui controverso film<br />

“Alien Autopsy” due anni dopo<br />

sarebbe stato diffuso in tutto il<br />

mondo. Ho raccontato gli eventi<br />

che riguardano questo film in<br />

molte pubblicazioni e nel mio<br />

nuovo libro “Roswell Alien Autopsy<br />

- La verità dietro il film che ha shoccato<br />

il mondo”, per cui perdonatemi<br />

se qui non ritorno su cose già<br />

trattate. Tutti i dettagli della mia<br />

precedente ricerca sono sul mio<br />

sito web: www.beyondroswell.com.<br />

Il 22 giugno 2007 ho incontrato a<br />

Londra Ray Santilli e il suo socio<br />

in affari Gary Shoefield. Dopo essere<br />

stati piacevolmente a pranzo<br />

insieme, Santilli mi mostrò alcuni<br />

fotogrammi di film racchiusi in<br />

buste di perspex, sostenendo<br />

che si trattava di frames originali<br />

del film del 1947 sull’autopsia<br />

aliena. Dato che non presentavano<br />

nessun sigillo di autenticazione<br />

ufficiale e non erano autenticati<br />

da nessuno non erano utilizzabili.<br />

Un paio di giorni dopo questo<br />

incontro il mio amico e collega<br />

Russel Callaghan, editore della<br />

rivista UFO DATA, ricevette una<br />

telefonata da un certo Spyros,<br />

che sosteneva di aver diretto il<br />

team che aveva realizzato il falso<br />

filmato dell’autopsia aliena. Era un<br />

illusionista e regista ed era pronto<br />

a vuotare il sacco; fece a Russel<br />

un rapporto dettagliato sulla<br />

vicenda senza mancare di citare<br />

nomi, motivi e avvenimenti.<br />

Sapendo del mio coinvolgimento<br />

in questo caso, Russel mi telefonò<br />

immediatamente riferendomi<br />

i particolari. Poco tempo dopo<br />

io stesso parlai con Spyros, che<br />

mi raccontò le cose in dettaglio,<br />

e nel corso delle settimane successive<br />

avemmo diverse conversazioni<br />

telefoniche. Spyros stava<br />

valutando il modo migliore per<br />

rendere pubblica la storia: aveva<br />

in programma un libro e pensava<br />

che anche un documentario televisivo<br />

poteva essere una buona<br />

idea; su sua richiesta lo misi in<br />

contatto con il produttore TV<br />

statunitense Robert (Bob) Kiviat.<br />

Insieme ai miei colleghi Russel Callaghan,<br />

Michael Buckley e Steve<br />

Johnston ero uno degli organizzatori<br />

della conferenza annuale<br />

UFO DATA che, per l’anno 2007,<br />

prevedeva come tema la commemorazione<br />

del 60° anniversario<br />

dell’incidente avvenuto a Roswell;<br />

pensammo quindi di chiedere a<br />

28 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 29


L’intervento di Spiros Melaris<br />

alla Conferenza di Pontefract,<br />

il 21 ottobre 2007.<br />

Philip Mantle fra Gary Shoefield<br />

(a sinistra) e Ray Santilli.<br />

Ray Santilli nel suo ufficio di<br />

Londra.<br />

Spyros di fare la sua prima dichiarazione<br />

pubblica su questa vicenda<br />

alla nostra conferenza e lui accettò.<br />

La conferenza si tenne a Pontefract,<br />

nel West Yorkshire, nel<br />

week end del 20 e 21 ottobre<br />

2007. La sera del 20 incontrai<br />

per la prima volta Spyros in albergo,<br />

prendendo accordi per<br />

un’intervista a casa sua prima<br />

della fine dell’anno. L’indomani<br />

salì sul palco, di fronte ad una<br />

platea gremita, rivelando del suo<br />

coinvolgimento nella realizzazione<br />

del film sull’autopsia aliena.<br />

Salvo qualcuno che rimase sorpreso<br />

nell’ascoltare le sue parole,<br />

la stragrande maggioranza del<br />

pubblico ne fu affascinato.<br />

Il 16 novembre 2007 andai con la<br />

mia compagna Christine a casa di<br />

Spyros, nello Hertfordshire, per<br />

l’intervista programmata. Dopo<br />

il pranzo Spyros ci mostrò alcune<br />

delle prove documentali che aveva<br />

a sostegno delle sue affermazioni:<br />

il suo diario dal l995, alcuni<br />

schizzi a mano dell’alieno, l’elenco<br />

completo delle immagini dello<br />

story-board del film Alien Autopsy,<br />

i fax originali della Kodak americana,<br />

con le copie delle etichette<br />

delle scatole di pellicola del 1947,<br />

e un ampia raccolta di materiale<br />

di ricerca. Quest’ultimo riguardava<br />

principalmente fotografie d’epoca<br />

(1940) relative a veicoli militari<br />

statunitensi e a personale medico<br />

militare americano. L’intervista<br />

durò circa due ore e toccò solo<br />

la punta dell’iceberg della vicenda.<br />

L’intervista completa è online all’indirizzo:<br />

http://www.outtahear.com/<br />

beyond_updates/index.html (sezione<br />

Informazioni Alien Autopsy). Ringrazio<br />

il mio collega Steve Johnston<br />

per aver trascritto integralmente<br />

l’intervista. Ciò che segue si basa<br />

proprio su quella intervista.<br />

Chi è Spyros Melaris<br />

Come suggerisce il nome, Spyros<br />

è nato a Cipro. Da piccolo suo<br />

nonno gli insegnava giochi di prestigio<br />

e questo fece nascere la sua<br />

passione per l’illusionismo. L’altra<br />

sua passione, che aveva sviluppato<br />

da ragazzo quando viveva nel Regno<br />

Unito, era il cinema. A scuola<br />

diceva di voler fare l’attore ma ne<br />

fu dissuaso; doveva scegliersi un<br />

vero lavoro e fu quello che fece:<br />

finita la scuola trovò lavoro come<br />

apprendista meccanico motorista.<br />

Tuttavia la sua passione per la<br />

magia e per il cinema ebbe il sopravvento<br />

e alla fine divenne mago<br />

e regista. Ora possiede uno<br />

studio televisivo a Londra e fa<br />

spettacoli televisivi per i principali<br />

network nel Regno Unito, oltre<br />

che per società di produzione<br />

indipendenti. Per dirla con le sue<br />

parole: “Noi produciamo per chiunque<br />

ce lo chieda.”<br />

L’incontro con Ray Santilli<br />

Nel gennaio 1995 Spyros partecipò<br />

al MIDEM di Cannes. Stava<br />

contattando una troupe cinematografica<br />

in loco e, avendo un po’<br />

di tempo libero, mandò un fax<br />

a quattro società di produzione<br />

chiedendo loro se volevano assumere<br />

lui e la sua troupe mentre<br />

erano a Cannes. Una di queste<br />

era il Merlin Group, di proprietà<br />

di Ray Santilli.<br />

Spyros e Ray Santilli ebbero un<br />

paio di conversazioni telefoniche<br />

ma non si misero d’accordo e<br />

decisero di incontrarsi a Cannes.<br />

Per puro caso s’incontrarono in<br />

un ristorante di Cannes e fu qui<br />

che Ray Santilli confidò a Spyros<br />

di essere entrato in possesso di<br />

un filmato di un alieno. Trattenendo<br />

un sorriso Spyros chiese<br />

a Santilli se parlava sul serio e<br />

lui rispose non solo che era serissimo<br />

ma propose a Spyros di<br />

realizzare un documentario su<br />

questo filmato.<br />

Decisero di rivedersi a Londra,<br />

presso la sede di Ray Santilli, e<br />

Spyros vi si recò pochi giorni dopo.<br />

Trovò Santilli sconvolto che<br />

gli disse di aver comprato il film<br />

ma di aver scoperto che era di<br />

qualità molto scadente; gli mostrò<br />

quello che poi fu chiamato<br />

“il filmato della tenda” e Spyros<br />

si rese subito conto che il film<br />

era stato girato in VHS. Santilli<br />

apparve sorpreso che se ne fosse<br />

accorto così facilmente e capì<br />

che non era più il momento di<br />

scherzare. Queste le parole di<br />

Spyros: “Se non riuscivo a convincere<br />

quest’uomo non sarei riuscito<br />

a convincere nessun altro. Mi ero<br />

reso conto che il gioco era fatto.<br />

Al termine dell’incontro pensai che<br />

fosse pazzo. Aveva tentato un trucco.<br />

Pensai che in quel momento la<br />

faccenda era conclusa.”<br />

30 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 31


IL CIELO DAL VESUVIO<br />

di Marco Mazzarella<br />

M<br />

i chiamo Marco e vivo<br />

a Napoli, precisamente<br />

sul Vesuvio,<br />

Da tre anni assisto a<br />

continue manifestazioni nel cielo di<br />

globi di luce e dischi. Questa mia<br />

esperienza con il cielo è iniziata<br />

dopo alcuni anni che mi sono<br />

interessato alla tematica e contemporaneamente<br />

nasceva in me una<br />

sempre più grande fede in Dio.<br />

I miei primi avvistamenti li ho vissuti<br />

con tanto stupore e felicità,<br />

e questo mi ha dato giorno dopo<br />

giorno fede e consapevolezza in<br />

Dio e nell’esistenza di altre realtà<br />

oltre la nostra.<br />

Dopo tre anni che osservo questi<br />

fenomeni, da solo o in compagnia,<br />

posso dichiarare con certezza<br />

che questi oggetti dispongono<br />

di una tecnologia che per noi è<br />

fantascienza.<br />

Ho visto nel cielo oggetti di<br />

luce diventare invisibili oppure<br />

materializzarsi, rincorrersi a velocità<br />

altissime, volare in direzione<br />

opposta e scontrarsi senza che<br />

nulla accadesse, passare davanti<br />

ad aerei, virare incredibilmente<br />

e pulsare a intermittenza oppure<br />

illuminarsi per un secondo apparendo<br />

grandi quanto la Luna.<br />

Dopo due anni che osservavo<br />

questo fenomeno, su consiglio di<br />

alcuni amici e con la voglia che nasceva<br />

in me di condividere questa<br />

scoperta con altri, ho incominciato<br />

a filmare e fotografare.<br />

Dal dicembre 2013 ho realizzato<br />

almeno una ventina di filmati e<br />

tante fotografie; non è facile filmare<br />

questi oggetti ed ottenere<br />

una buona qualità perché volano<br />

ad alta quota ed io ho dovuto<br />

imparare a filmare visto che non<br />

l’avevo mai fatto prima.<br />

Posto sul mio contatto facebook<br />

e sul mio canale youtube tutte<br />

le foto e i video che realizzo;<br />

l’emozione che ricavo filmando<br />

è immensa perché mi permette<br />

di condividere con gli altri quello<br />

che vivo e perché sono certo<br />

che lo scopo di questi “esseri”<br />

è quello di dare prova della loro<br />

esistenza nei nostri cieli.<br />

In passato questo fenomeno veniva<br />

censurato da governi, agenzie<br />

governative, militari, servizi<br />

segreti, da tutti coloro, insomma,<br />

che avrebbero potuto avere<br />

qualche forma di contatto<br />

con questi oggetti. Negli ultimi<br />

anni invece l’argomento viene<br />

affrontato con scetticismo, viene<br />

ridicolizzato o distorto dai film,<br />

documentari e programmi creati<br />

ad arte per mantenere le persone<br />

nell’ignoranza.<br />

Se si dedica un po’ di tempo alla<br />

ricerca e si entra nei canali giusti,<br />

si può notare con semplicità che<br />

questo fenomeno non solo è<br />

reale ma anche molto diffuso in<br />

tutte le parti del mondo e che<br />

molte persone ne stanno prendendo<br />

coscienza.<br />

Un tassello molto importante di<br />

questa verità è che la presenza di<br />

questi oggetti nei cieli c’è sempre<br />

stata fin dagli albori della nostra<br />

esistenza; possiamo ritrovare avvistamenti<br />

e contatti con esseri<br />

venuti dal cielo negli antichi testi religiosi;<br />

anche nella Bibbia si legge di<br />

profeti che avevano avuto contatti<br />

con esseri che volavano su carri di<br />

fuoco, su nuvole, nubi e turbini.<br />

Nei testi Veda, tra cui la Baghavad<br />

Gita, risalenti a oltre settemila<br />

anni fa, si parla dei Vimana, “celesti<br />

carri volanti”. I maya come<br />

i sumeri e gli egizi avevano elevate<br />

conoscenze di astronomia<br />

ed erano ottimi osservatori del<br />

cielo e delle stelle; nei loro testi<br />

si parla della presenza dei signori<br />

delle stelle che venivano dal<br />

cielo, e che ogni civiltà chiamava<br />

con nomi differenti.<br />

32 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 33


Nella Bibbia ci sono episodi con<br />

esseri che discendono dal cielo e la<br />

stessa vita di Gesù è caratterizzata<br />

da tante “entità celesti” che annunciano<br />

la sua venuta e che lo accompagnano<br />

per tutta la sua missione<br />

sulla terra. I due casi più eclatanti<br />

sono la Trasfigurazione e l’Ascensione.<br />

Secondo i Vangeli, Gesù<br />

dopo essersi allontanato insieme<br />

a Pietro, Giacomo e Giovanni,<br />

cambiò aspetto mostrandosi ai<br />

tre discepoli con uno straordinario<br />

splendore della persona e uno stupefacente<br />

candore delle vesti. In<br />

questo contesto si verifica l’apparizione<br />

di Mosè ed Elia, come esseri<br />

di luce, che conversano con Gesù<br />

e si ode una voce, proveniente da<br />

una nube, che dichiara la figliolanza<br />

divina di Gesù.<br />

D’altra parte l’Ascensione viene<br />

così descritta nei Vangeli: “Egli<br />

[Gesù] si mostrò ad essi [gli apostoli]<br />

vivo, dopo la sua passione, con<br />

molte prove, apparendo loro per<br />

quaranta giorni e parlando del regno<br />

di Dio […] Detto questo, fu elevato<br />

in alto sotto i loro occhi e una<br />

nube lo sottrasse al loro sguardo. E<br />

poiché essi stavano fissando il cielo<br />

mentre egli se ne andava, ecco due<br />

esseri in luminose vesti si presentarono<br />

a loro e dissero: «Uomini di<br />

Galilea, perché state a guardare il<br />

cielo? Questo Gesù, che è stato tra<br />

di voi assunto fino al cielo, tornerà<br />

un giorno allo stesso modo in cui<br />

l’avete visto andare in cielo”.<br />

Altri episodi dove compaiono<br />

“esseri celesti” e nubi nel cielo<br />

sono il racconto del profeta<br />

Ezechiele, che vuole sicuramente<br />

descrivere il suo incontro con<br />

quattro esseri discesi dal cielo<br />

con un mezzo volante di forma<br />

circolare, e il racconto di Lot che<br />

incontra due esseri venuti dal<br />

cielo e li invita addirittura a mangiare<br />

nella sua tenda.<br />

Anche il libro del profeta Enoch,<br />

presente nella Bibbia Ebraica, racconta<br />

di quest’uomo che, prelevato<br />

dagli angeli, fa un viaggio al<br />

di fuori della terra.<br />

D’altronde Gesù dice: “La casa di<br />

mio Padre è fatta di tante stanze”,<br />

a significare che Dio ha creato un<br />

universo pieno di pianeti abitati.<br />

E poi Isaia: “Chi sono costoro che<br />

volano come colombe alle loro colombaie?”<br />

Anche nei testi Induisti e Buddhisti<br />

si parla di esseri venuti dal cielo,<br />

mentre il Corano fu scritto da<br />

Maometto dopo l’incontro con<br />

l’Arcangelo Gabriele che lo portò<br />

per alcuni giorni nei cieli mostrandogli<br />

la Terra dall’alto.<br />

Dal suo canto Giordano Bruno<br />

sosteneva che Dio e Natura sono<br />

un’unica realtà, in un’inscindibile<br />

unità di pensiero e materia,<br />

in cui dall’infinità di Dio si evince<br />

l’infinità del cosmo, e quindi la<br />

pluralità dei mondi. Per queste<br />

argomentazioni, giudicate eretiche,<br />

nel 1600 il frate nolano fu<br />

condannato al rogo dall’Inquisizione,<br />

ma la sua filosofia sopravvisse<br />

alla sua morte, portò<br />

all’abbattimento delle barriere<br />

tolemaiche e aprì la strada<br />

alla rivoluzione scientifica.<br />

Concludo con le parole di un<br />

Santo di questo secolo, Padre Pio<br />

che nel libro “Così parlò Padre Pio”<br />

alla domanda se credesse nella<br />

vita su altri pianeti rispose:”E<br />

che vorresti, che non ci fosse? Che<br />

l’onnipotenza di Dio si limitasse al<br />

piccolo pianeta terra? E che vorresti,<br />

che non ci fossero altre creature<br />

che amano il Signore? E noi usciti<br />

dalla Terra siamo un nulla, il Signore<br />

non avrà di certo ristretto la sua<br />

gloria a questo piccolo pianeta,<br />

in altri ci saranno esseri che non<br />

avranno peccato come noi...”<br />

«La casa di mio Padre<br />

è fatta di tante stanze»,<br />

quindi Dio ha creato<br />

un universo pieno<br />

di pianeti abitati.”<br />

34 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 35


VIVEre COl FANTASMA<br />

di Roberto Ferrari<br />

Q<br />

uella di Angela è una<br />

storia vera, un’esperienza<br />

diretta a dir<br />

poco incredibile,<br />

una storia che mi ha cambiato radicalmente<br />

nel profondo, poiché<br />

mi ha reso possibilista di fronte<br />

a certe manifestazioni del tutto<br />

inspiegabili, come interagire con<br />

un’entità, una bambina scomparsa<br />

diversi anni fa, un “fantasma”, per<br />

l’appunto.<br />

Angela è stata un esperienza<br />

travolgente, al punto da vincere<br />

persino su quello che ho sempre<br />

considerato il mio punto di forza,<br />

il mio “scetticismo”. Da questa<br />

vicenda ho imparato che essere<br />

scettici di fronte a ciò che non<br />

si conosce indica solo la presunzione<br />

di chi resta fermo sulle<br />

proprie soggettive verità tuttavia<br />

prive di fondamento.<br />

Con Angela ho scoperto di pos-<br />

sedere anch’io un tallone d’Achille,<br />

un punto debole; non sono un<br />

credente, e ho sempre considerato<br />

“cose dell’altro mondo”<br />

scienze occulte, fantasmi, spiriti e<br />

tutto ciò che mi risultava essere<br />

paradossalmente irreale.<br />

Come potevo credere ai fantasmi?<br />

Eppure un bel giorno mi<br />

sono trovato ad affrontare circostanze<br />

del tutto misteriose, oscure<br />

alla mia logica razionale, che<br />

mi hanno fatto perdere il senso<br />

dell’orientamento.<br />

Ebbene per arrivare al dunque,<br />

all’età di 44 anni ho scoperto che<br />

avrei dovuto rimettermi in discussione,<br />

dato che tutte le mie scettiche<br />

convinzioni si sono sovvertite<br />

improvvisamente senza preavviso.<br />

Un bel giorno succede che in casa<br />

mia iniziano ad accadere fatti<br />

inspiegabili, tanto da portarmi a<br />

considerare l’idea di trovarmi in<br />

presenza di fenomeni paranormali.<br />

Ho scoperto di avere a che fare<br />

col “fantasma” di una bambina che<br />

diversi decenni prima era morta<br />

in una casciina che si trovava<br />

esattamente sul suolo dove hanno<br />

costruito la mia casa. Tali fenomeni<br />

sono cominciati a manifestarsi 11<br />

anni fa, esattamente con la nascita<br />

di mia figlia, ma è stato lo scorso<br />

anno che questa entità ha voluto<br />

attirare l’attenzione su di se; nel<br />

2013 quindi, quando mia figlia ha<br />

compiuto 10 anni, tanti quanti erano<br />

gli anni di questa bambina al<br />

momento della sua morte.<br />

Accadono cose stravolgenti, anche<br />

se non particolarmente impressionanti;<br />

si tratta di scherzi,<br />

burle innocenti. evidentemente<br />

provocate da questa bambina che<br />

solo successivamente ho scoperto<br />

chiamarsi Angela.<br />

Angela era uno spirito provocatorio,<br />

capace di prendersi gioco del<br />

mio scetticismo. Abbiamo giocato<br />

a sfidarci, perché più la incitavo a<br />

darmi prova della sua esistenza e<br />

più mi ritornavano risposte umilianti<br />

per chi stentava a convincersdell’esistenza<br />

dei fantasmi.<br />

Dal rumore di passi infantili in<br />

piena notte all’allarme antifurto,<br />

che entrava in funzione sistematicamente<br />

alle 2 e 11 di notte,<br />

Dalla comparsa di impronte di<br />

una mano infantile sui braccioli<br />

del divano o sullo specchio allo<br />

spostamento di oggetti.<br />

E poi le mie interazione con l’entità,<br />

verificata con un rilevatore<br />

di onde elettromagnetiche, che<br />

raggiungeva la massima potenza<br />

36 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 37


ogni volta che l’entità veniva sollecitata<br />

a manifestarsi.<br />

Le teorie che hanno provato a<br />

spiegare fenomeni del genere<br />

dicono che, benché manchino<br />

prove scientifiche, la maggioranza<br />

dei fantasmi sarebbero frammenti<br />

staccati di personalità defunte,<br />

trattenuti da legami emotivi con<br />

i luoghi ai quali erano affezionati<br />

e mantenuti in vita da un rifornimento<br />

di energia emozionale,<br />

sia positiva sia negativa, che si<br />

armonizzerebbe con le qualità<br />

del singolo frammento.<br />

Dal suo canto la scienza tende<br />

a negare tali fenomeni “indimostrabili”<br />

o, al massino, a relegarle<br />

nell’ambito della suggestione.<br />

Eppure Angela reagiva alle mie<br />

provocazioni manifestandosi<br />

con scherzi e burle degni di un<br />

“Poltergeist”, senza che io soffrissi<br />

di alcuna suggestione nei confronti<br />

dei fenomeni che rilevavo.<br />

“Poltergeist” in tedesco significa<br />

“spirito chiassone” e indica una<br />

serie di fenomeni paranormali,<br />

di psicocinesi non volontaria<br />

(spostamento di oggetti, rumori<br />

improvvisi, fenomeni di autocombustione,<br />

eccetera) che si producono<br />

in un luogo senza alcuna<br />

causa fisica apparente.<br />

Queste manifestazioni venivano<br />

attribuite in passato alla presenza<br />

di spiriti nelle case infestate e alla<br />

loro volontà di comunicare con<br />

gli esseri viventi.<br />

Col tempo l’ipotesi dell’azione di<br />

spiriti burloni ha ceduto il posto<br />

all’idea che sia la volontà inconscia<br />

dell’uomo stesso ad agire,<br />

portando molti ricercatori alla<br />

conclusione che la maggior parte<br />

della responsabilità di questi<br />

fenomeni vada attribuita ad un<br />

altro soggetto molto sensibile, il<br />

quale sfogherebbe così, inconsapevolmente,<br />

la propria aggressività<br />

nei confronti di uno o più<br />

conoscenti o familiari.<br />

Altre volte, invece, si parla più<br />

propriamente di “infestazioni”: in<br />

questi casi i fenomeni non sarebbero<br />

prodotti dall’intervento<br />

involontario di un individuo, ma<br />

l’ambiente stesso appare innaturalmente<br />

e inspiegabilmente carico<br />

di energia.<br />

Se il Poltergeist è caratterizzato<br />

da manifestazioni fisiche, nelle infestazioni<br />

prevalgono esperienze<br />

come apparizioni e rumori, che<br />

mostrano caratteristiche di tipo<br />

allucinatorio.<br />

Sulla base di questo genere di<br />

spiegazioni, la comparsa di Angela<br />

e della sua “attività” mi indusse a<br />

svolgere un’indagine approfondita.<br />

Angela divenne per me il<br />

punto zero, da cui ricominciare<br />

per cercare di capire come tutto<br />

ciò fosse possibile.<br />

Ma come potevo affrontare ciò<br />

che non ritenevo possibile? E non<br />

mi riferisco solamente a classici<br />

rumori di piedini che correvano<br />

nel pieno della notte, o di ombre<br />

umane vaganti per la casa, ma di<br />

prove tangibili e documentate da<br />

apparecchiature elettroniche, che<br />

quindi non erano riconducibili alla<br />

psiche umana.<br />

Dovendo quindi eliminare il mio<br />

vecchio preconcetto di “fenomeni<br />

paranormali” ho dovuto dimostrare,<br />

a me stesso innanzi tutto,<br />

l’esistenza di una dimensione<br />

extra terrena. Perché il punto<br />

focale di tutta la storia consisteva<br />

proprio nel raggiungere una prova<br />

tangibile dell’esistenza di Angela.<br />

Non è stato semplice il confronto<br />

tra scetticismo e fede, soprattutto<br />

per uno come me, razionalmente<br />

logico e scevro da suggestione.<br />

“Credere” è stata la chiave di<br />

volta, la parola giusta senza la<br />

quale avrei brancolato nel buio<br />

senza trovare una soluzione. Ho<br />

dovuto credere, poiché Angela<br />

aveva vinto su ogni scetticismo,<br />

dimostrandomi un’evidenza di fatti<br />

che prima d’allora non riuscivo a<br />

vedere, perché la mia razionalità<br />

mi rendeva cieco.<br />

Io, che di religione non ne ho mai<br />

voluto sapere, ho compreso solo<br />

allora l’importanza di un “credo”,<br />

di una “fede”.<br />

Uno scettico che finisce per credere<br />

in Dio? Un miracolo, forse,<br />

che certo mi ha reso migliore,<br />

portandomi a confidare in una<br />

forza che, al di là di ogni preconcetto<br />

religioso, è insita nella<br />

vita, nella natura ed in tutto ciò<br />

che esiste.<br />

Un tempo, dov’è attualmente<br />

la via dove<br />

abito, c’era il cortile<br />

di una vecchia cascina,<br />

dove giocava una<br />

bambina di 10 anni.<br />

Si chiamava Angela...”<br />

38 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 39


gli ESPERTI<br />

DEL PARANORMALE<br />

smo in casa mia.<br />

Tra tutti i consigli ricevuti, mi sembrò<br />

più appropriato quello di rivolgermi<br />

ad esperti in materia paranormale,<br />

così cominciai a cercare<br />

su internet tutte le associazioni<br />

possibili ed immaginabili che trattavano<br />

questa strana scienza.<br />

Trovai un mondo di informazioni,<br />

forse anche troppe per i miei gusti<br />

perché, secondo me, questa materia<br />

è sempre stata trattata con leggerezza<br />

da persone spesso troppo<br />

convinte e poco obiettive.<br />

Giusto per farmi un’idea grossolana<br />

delle esperienze altrui, cominciai<br />

a leggere forum di ogni genere in<br />

materia di fantasmi e manifestazioni<br />

paranormali convincendomi<br />

sempre più di navigare in un campo<br />

fantasioso e surreale.<br />

Non basterebbe un libro per<br />

raccontare ciò che la gente vede<br />

o crede di vedere, fu quasi divertente<br />

leggere di quanto paradossali<br />

fossero alcune esperienze<br />

riportate nei vari blog.<br />

Più mi documentavo e più comprendevo<br />

che nessuno mi avrebbe<br />

potuto aiutare a capire, la<br />

mia ricerca andava ben oltre una<br />

classica apparizione di ombre o<br />

di luci, io cercavo la verità su questo<br />

tipo di manifestazioni e non<br />

risposte mistiche come la natura<br />

dei fenomeni stessi.<br />

Sapevo oltretutto di muovermi<br />

in un campo dove invece tutti<br />

o quasi, davano già per vera<br />

l’esistenza dei fantasmi e non<br />

R<br />

accontai ad amici e conoscenti<br />

della presunta<br />

identità della bambina<br />

fantasma, e quasi tutti<br />

mi consigliarono di contattare<br />

punto persone competenti in<br />

materia paranormale che potessero<br />

consigliarmi su cosa fare.<br />

Una signora di una certa età mi suggerì<br />

persino di fare benedire la casa<br />

perché, diceva, forse la bambina<br />

era rimasta intrappolata nel nostro<br />

mondo per qualche ragione.<br />

Sinceramente però non ho mai<br />

creduto alla prigionia delle anime<br />

buone e cattive; già facevo fatica<br />

a credere a ciò che andavo raccontando,<br />

figuriamoci se potevo<br />

pensare di andare a chiedere al<br />

mio parroco una sorta di esorciera<br />

certo il massimo dovermi<br />

confrontare con opinioni a senso<br />

unico come queste.<br />

Ero comunque deciso a consultare<br />

qualcuno, mandai quindi in giro diverse<br />

e-mail, chiedendo consigli su<br />

come comportarsi in circostanze<br />

misteriose come la mia.<br />

Tra quelli che risposero, alcuni mi<br />

chiesero di inviare fotografie e<br />

filmati delle attività paranormali.<br />

Altri invece mi davanoalcuni consigli,<br />

come quello di non provocare<br />

l’entità poiché non conoscendone<br />

la provenienza avrei rischiato di far<br />

aggravare la situazione.<br />

In realtà non ho mai avvertito<br />

nessuna sensazione di pericolo<br />

in casa mia, ed ero ormai troppo<br />

cresciuto per credere ancora<br />

di venir impossessato da qualche<br />

spirito maligno.<br />

Come immaginavo non avrei cavato<br />

nulla di utile per mia disperata<br />

causa, nessuno avrebbe<br />

illuminatoil mio ’oscuro cammino<br />

verso l’ignoto.<br />

Trovai però anche alcune associazioni<br />

che mi sembrarono trattare<br />

l’argomento con serietà; alcuni<br />

si proposero persino di venire a<br />

casa mia per registrare i fenomeni<br />

con le loro attrezzature professionali.<br />

Tuttavia, non me la sentivo di<br />

ospitare in casa mia gente pronta<br />

a catturare il mio fantasma, non<br />

volevo, forse in modo un po’ illogico,<br />

permettere a dei cacciatori<br />

di anime di portare via l’anima di<br />

Angela da casa mia…<br />

Sempre che Angela fosse realmente<br />

esistita.<br />

Mantenni quindi un certo distacco<br />

nel corrispondere con questi<br />

“esperti dell’occulto”, e cercai<br />

piuttosto di capire in che misura<br />

potessero essermi davvero utili.<br />

Durante la mia scrupolosa ricerca<br />

online riuscii a ottenere preziose<br />

informazioni relative ad alcuni segnali<br />

lasciati dalle manifestazioni<br />

extra-terrene:<br />

Il profumo - molti fantasmi userebbero<br />

manifestarsi tramite il proprio<br />

odore, spesso un delicato profumo<br />

di fiori oppure un più deciso odore<br />

di fumo. Questa fragranza spesso<br />

non riesce ad essere percepita<br />

poiché svanisce quasi subito.<br />

Un brivido improvviso - che sarebbe<br />

provocato<br />

dal tocco dell’entità,<br />

e che poi svanirebbe<br />

una volta<br />

che questa si sia<br />

allontanata.<br />

Sogni strani -<br />

molti fantasmi pare<br />

che entrino nei<br />

sogni, tanto che<br />

può accadere che<br />

spesso persone<br />

diverse che dormono<br />

nella stessa<br />

stanza facciano<br />

lo stesso sogno.<br />

Questo sarebbe<br />

un messaggio da<br />

parte dello spirito<br />

che, a detta<br />

di molti, avrebbe<br />

ancora un conto<br />

in sospeso con il<br />

mondo dei vivi.<br />

Rumori improvvisi<br />

- passi, rubinetti<br />

aperti, tocchi, porte che si<br />

aprono, rumori insoliti, grida, o<br />

addirittura urla.<br />

La sensazione di essere guardati<br />

- che sarebbe comune in presenza<br />

di uno spirito.<br />

L’essermi documentato in materia<br />

era stato totalmente inutile,<br />

non era certo l’aiuto che cercavo.<br />

Compresi che probabilmente<br />

non era di questo tipo l’aiuto che<br />

avevo bisogno.<br />

Anche il massimo esperto in materia<br />

avrebbe trovato in me un osso<br />

duro: ero uno scettico che raccontava<br />

la storia di un fantasma.<br />

■ R. F.<br />

40 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 41


Una mostra A ROMA<br />

PER RICORDARE fellini<br />

di Francesco Salvatore Cagnazzo<br />

La mostra “Sotto casa<br />

di Federico”, curata<br />

da Francesca Barbi<br />

Marinetti, presenta<br />

una trentina di opere<br />

a china che Roberto<br />

Di Costanzo ha dedicato<br />

all’immaginario<br />

felliniano. La mostra,<br />

ad ingresso libero, sarà<br />

visitabile sino al 16<br />

giugno 2014.”<br />

R<br />

endere omaggio a<br />

Federico Fellini e ospitare<br />

il lavoro di un artista<br />

visionario e poetico<br />

insieme come Roberto Di<br />

Costanzo è la felice sintesi di<br />

questo appuntamento espositivo<br />

de Il Margutta RistorArte, in<br />

via Margutta 118. E’ stata inaugurata<br />

la mostra “Sotto casa di<br />

Federico” curata da Francesca<br />

Barbi Marinetti con una trentina<br />

di opere ad inchiostro di china<br />

che per l’occasione Roberto Di<br />

Costanzo ha dedicato all’immaginario<br />

felliniano.<br />

La mostra, ad ingresso libero, sarà<br />

visitabile sino al 16 giugno 2014,<br />

e gode del patrocinio del maestro<br />

Pierre Cardin, del Centro<br />

Sperimentale di Cinematografia,<br />

e di Editions Nomades. Madrina<br />

d’eccezione dell’evento inaugurale<br />

è stata Rossella Brescia, anche<br />

ritratta dall’artista nelle vesti<br />

di Gradisca. Tra gli altri ospiti<br />

che sono intervenuti, il truccatore<br />

Francesco Freda, il coreografo<br />

Luciano Cannito e le attrici Samya<br />

Abbary e Maria Rosaria Omaggio.<br />

“Claudio Vannini mi ha raccontato<br />

di lui, della loro amicizia risalente<br />

agli anni Ottanta - spiega<br />

Tina Vannini, organizzatrice della<br />

mostra - Federico abitava sopra<br />

Il Margutta RistorArte e tutte le<br />

mattine passava davanti al locale<br />

che allora era piccolissimo. Una<br />

sola entrata, e sulla porta “Circolo<br />

di cultura vegetariana”. Passava e<br />

sbirciava curioso come solo lui sapeva<br />

essere. Una mattina, quando<br />

Claudio era sulla porta, Federico gli<br />

chiede: “Posso sapere cosa succede<br />

qui?”. Poi entrò: da quel momento fu<br />

il luogo degli incontri più pazzi e divertenti,<br />

attraverso i quali sono nati<br />

film, progetti e soprattutto risate”.<br />

Una occasione importante, addirittura<br />

doppia, che consente di<br />

ricordare i 20 anni dalla morte<br />

del regista, e i 50 anni dalla vittoria<br />

dell’Oscar per 8 e ½.<br />

L’appuntamento con Federico era<br />

da tempo nelle intenzioni di Tina<br />

Vannini essendo il marito Claudio<br />

Vannini legato al regista da ricordi<br />

personali. Fellini infatti, che abitava<br />

alla porta accanto dove si legge la<br />

targa che lo commemora, è stato<br />

negli anni Ottanta un assiduo frequentatore<br />

del vegetariano di via<br />

Margutta e molti sono gli aneddoti<br />

che ancora circolano ricordandone<br />

l’eccezionale presenza.<br />

“Credo che questa mostra di Roberto<br />

Di Costanzo - spiega la curatrice<br />

Francesca Barbi Martinetti - sia<br />

riuscita ad emozionare il pubblico<br />

perché ha saputo recuperare quelle<br />

visioni felliniane che sono borderline<br />

tra sogno e infanzia. Nei disegni a<br />

china di Roberto c’è la cucitura magica<br />

che Fellini operava tra libertà di<br />

immaginazione e la cognizione delle<br />

cose. “Il visionario – diceva Federico<br />

Fellini – è l’unico grande realista”.<br />

Con un omaggio ai luoghi e ai celebri<br />

personaggi del cinema felliniano, Di<br />

Costanzo ci racconta questo. Con<br />

garbo, eleganza e poesia coglie il<br />

senso leggero e acuto di uno stile<br />

che volteggia tra immaginazione e<br />

realtà e si sofferma a raccontare il<br />

mondo come dovrebbe essere piuttosto<br />

che come è”<br />

Federico si firmava Federico. Così<br />

piaceva al grande Fellini essere<br />

identificato. Già dall’esperienza del<br />

Marc’Aurelio scriveva i propri pezzi<br />

firmandoli con il proprio nome di<br />

battesimo. Secondo la testimonianza<br />

di Gianfranco Angelucci persino<br />

dal letto di ospedale quando alla<br />

fine dei suoi anni fu ricoverato per<br />

la grave ischemia che poi gli sarà<br />

fatale, scherzava raccontando che<br />

quando le infermiere lo chiamavano<br />

Signor Fellini, gli veniva spontaneo<br />

girarsi come se si rivolgessero<br />

a suo padre. Da qui il titolo della<br />

mostra, ad indicare una familiarità<br />

con il luogo e nel rispetto di uno<br />

spirito geniale che attingeva a piene<br />

mani dal rapporto diretto con il<br />

mondo e le persone.<br />

“Raccontare Fellini attraverso il disegno<br />

per un illustratore di libri è quan-<br />

42 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 43


to di più evocativo si possa immaginare<br />

- dichiara l’artista Roberto Di<br />

Costanzo - Specialmente se a questo<br />

si aggiunge una formazione nel<br />

cinema con il maestro Piero Tosi ed<br />

un immaginario prolisso e sempre<br />

dinamico. L’ emozione più grande è<br />

nell’attimo un cui il foglio traduce un’<br />

intuizione in segno”.<br />

Federico amava Roma, città dalle<br />

mille stratificazioni che rispondeva<br />

alla sua sete continua di novità.<br />

Ma soprattutto amava Cinecittà,<br />

il luogo perennemente cangiante<br />

che assumeva di volta in volta le<br />

forme, i colori, lo stile del suo<br />

prolifico immaginario.<br />

A Roma Roberto Di Costanzo<br />

ha già dedicato un tributo visionario<br />

raccontando questa città<br />

complicata con occhi di bambino.<br />

La sua storia illustrata prendeva<br />

il via con il volo di palloncini rossi<br />

dal ponte di Castel Sant’Angelo.<br />

Palloncini che rispuntano In<br />

Amarcord, dove ritrae Federico<br />

bambino seduto accanto ai genitori<br />

a via Margutta sprofondato<br />

nei propri infiniti rigagnoli visionari.<br />

Sono sogni leggeri di fanciullo<br />

che volano alti come i palloncini<br />

che animano il gioco di una bimba<br />

senza peso. Mentre con La<br />

Dolce vita lo sguardo abbraccia i<br />

tetti di Roma dominati dal saluto<br />

ironico e surreale della capriola di<br />

Marcello insieme alla benedizione<br />

dall’alto dei cieli di Federico.<br />

Ne La Grande Bellezza, omaggio<br />

dichiarato al recente film di<br />

Sorrentino, Anita è un’imponente<br />

e meravigliosa gigantessa che<br />

incarna l’esplosiva abbondanza di<br />

una femminilità diventata icona.<br />

È una Polena voluttuosa che si<br />

staglia in un crescendo da dimensione<br />

onirica a struttura sovradimensionata<br />

e imprescindibile.<br />

Il Casanova, invece, è ritratto con<br />

il massimo estetismo che può assumere<br />

un pallone gonfiato. “Sono<br />

un gran bugiardo”, diceva di sé<br />

Federico Fellini. La fantasmagoria<br />

felliniana contempla anche la bugia,<br />

ne è nutrimento indispensabile.<br />

Sono bugie che alimentano il<br />

sogno, che recidono i legami liberando<br />

l’arte. Ma ecco l’altra faccia<br />

della medaglia: il Casanova. Fellini<br />

non ha simpatia per il grande seduttore<br />

veneziano che definisce<br />

“un supervitellone antipatico… un<br />

sinistro Pinocchio che si rifiuta di<br />

diventare una persona per bene”.<br />

Il confronto con questo antieroe<br />

aveva messo alla prova il regista<br />

anche da un punto di vista stilistico,<br />

che ne ha fatto un “totem” e<br />

un “quadro incompleto” al tempo<br />

stesso. “L’idea sarebbe fare un film<br />

con una sola immagine, eternamente<br />

fissa e continuamente ricca di<br />

movimento. In Casanova avrei voluto<br />

veramente arrivarci molto vicino: un<br />

intero film fatto di quadri fissi”.<br />

Durante l’evento inaugurale, è stato<br />

offerto un aperitivo ispirato al<br />

ricettario di casa Fellini: nel menu<br />

piccole piadine di casa Fellini<br />

con stracchino e rucola, sfoglie<br />

croccanti con crescione ed erbe,<br />

timballi di riso verdee piccole crostatine<br />

croccanti di crema. L’artista<br />

Roberto Di Costanzo, infine,<br />

ha donato il ritratto di Rossella<br />

Brescia alla madrina della serata.<br />

A sinistra: Tina Vannini,<br />

Francesca Barbi Martinetti,<br />

Rossella Brescia e il maestro<br />

Roberto Di Costanzo alla<br />

cerimonia inaugurale.<br />

Sopra: La consegna del ritratto<br />

a Rossella Brescia<br />

A fianco: Il maestro Di Costanzo<br />

tra giornalisti e amici.<br />

44 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 45


SALONE DEL LIBRO:<br />

UN FLASH SULLA XXVII EDIZIONE<br />

di Cristiana Capra<br />

S<br />

i è svolto dall’8 al 12 maggio 2014, a<br />

Torino, presso Lingotto Fiere, il Salone<br />

Internazionale del Libro, manifestazione<br />

italiana dell’editoria che ha visto quest’anno<br />

la sua XXVII edizione.<br />

L’evento si è chiuso con un impressionante record di<br />

visite, 339mila e con un incremento del 3% rispetto<br />

l’anno scorso. Ottimo è il risultato anche dal punto<br />

di vista delle vendite che è aumentato tra il 10% e il<br />

20% rispetto al 2013. Si tratta di dati da non sottovalutare<br />

visto il periodo di estrema difficoltà che sta<br />

vivendo il mercato librario.<br />

Lo Stato Vaticano, ospite d’eccellenza di questo<br />

evento, ha portato con se alcuni tra i più bei manoscritti<br />

esistenti, tra cui gli originali dell’Inferno della<br />

Divina Commedia e un’Iliade di Omero.<br />

Il suo stand ha riprodotto la pianta di Piazza San<br />

Pietro e la cupola della Basilica nel progetto originario<br />

di Donato Bramante (quest’anno ricorrono i 500<br />

anni dalla sua morte).<br />

Gli altri Paesi rappresentati al Salone sono stati:<br />

Arabia Saudita, Israele, Brasile, Perù, Polonia,<br />

Albania, Romania e Francia.<br />

La regione ospite d’onore è stata invece il Veneto.<br />

L’ospite d’onore dell’edizione 2015 sarà invece la<br />

Germania.<br />

46 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 47


IL NUOVO HEADQUARTER di APPLE<br />

di Gigi Peluso<br />

T<br />

ra lo stupore generale, sono iniziati i lavori<br />

del nuovo Quartier Generale della<br />

Apple a Cupertino. La struttura avveniristica,<br />

voluta personalmente da Steve<br />

Jobs, che ne discusse personalmente i particolari<br />

con Lord Norman Foster, che la ha disegnata, dovrebbe<br />

essere terminata nel 2016, fra circa due anni.<br />

Il parto della prolifica fantasia di Jobs sarà realizzato<br />

postumo. Lo Spaceship, che ricorda un’astronave<br />

aliena ed ha una circonferenza di 1.5 km, ospiterà<br />

13.000 dipendenti, di cui 7.400 nuovi assunti, e sorgerà<br />

sul ex Campus HP, i cui edifici saranno abbattuti<br />

entro l’anno.<br />

L’enorme opera andrà ad affiancare l’attuale Campus,<br />

che resterà comunque in funzione. Si articolerà<br />

attraverso quattro superfici, sviluppate in altezza e<br />

coperte da enormi vetrate, ed ospiterà uffici di sviluppo<br />

e ricerca, laboratori, un centro fitness ed un<br />

enorme parco ricco di verde che sarà dislocato al<br />

centro della struttura. Le vetture dei dipendenti tro-<br />

veranno posto in un enorme parcheggio sotterraneo<br />

che ne occulterà la presenza, mentre per la mobilità<br />

interna saranno messe a disposizione del personale<br />

più di mille biciclette. Nella costruzione sono inoltre<br />

previste numerose soluzioni ecosostenibili.<br />

Per lasciare posto alla costruzione di questa “astronave”<br />

sarà necessario l’abbattimento di oltre 3.700<br />

alberi, ma alla Apple assicurano che una novantina<br />

di questi alberi verranno ripiantati all’interno della<br />

struttura ed altri 6.200 nuovi ne verranno posti a<br />

dimora sia all’interno che all’esterno.<br />

Questa struttura futuristica sembra avere le stesse<br />

buone intenzioni che avrebbero mosso l’altro megaprogetto<br />

annunciato nel 2013 da Amazon, che intende<br />

trasferire i suoi uffici centrali di Seattle in due<br />

biosfere. Non ci resta che attendere che prendano<br />

corpo le voci circolanti sulla ipotetica nuova sede<br />

centrale di FaceBook.<br />

48 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 49


i grandi<br />

della fotografia<br />

Henri<br />

Cartier-Bresson<br />

di Roberto Ferrari<br />

H<br />

enri Cartier-<br />

Bresson è un fotografo<br />

dall’istante<br />

decisivo, capace di<br />

cogliere in pochi attimi con sintesi<br />

ed armonia gli elementi essenziali<br />

per immortalare un momento<br />

irripetibile. Il suo modo di raccontare<br />

attraverso la fotografia<br />

ha cambiato la maniera di osservare<br />

la realtà, tanto da definirlo<br />

“L’OCCHIO DEL SECOLO” e<br />

“L’OBIETTIVO BEN TEMPERATO”.<br />

Henri Cartier, nasce nel 1908<br />

a Chateluop, un paesino a po-<br />

chi chilometri da Parigi, da una<br />

famiglia dell’alta borghesia. Ben<br />

presto Henri abbandona il liceo<br />

per dedicarsi alla pittura: studia<br />

le tecniche con Andrè Lhote,<br />

frequenta i surrealisti e ne assorbe<br />

le logiche e gli insegnamenti.<br />

Resta con la sua famiglia fino<br />

all’età di 22 anni, quindi parte<br />

per la Costa D’avorio, ma il suo<br />

allontanamento dal suo paese<br />

natio dura poco più di un anno,<br />

una febbre tropicale lo costringe<br />

a tornare in Francia dove, dopo<br />

la guarigione, scopre la sua<br />

vera passione che lo porterà a<br />

diventare famoso, la fotografia,<br />

nella quale è molto avvantaggiato<br />

grazie al suo occhio allenato dalla<br />

pittura,<br />

Henri parte ancora, in compa-<br />

gnia diel suo amico Andrè Pievre<br />

de Mandiargue e di una Leica,<br />

macchina che trova mlto pratica.<br />

Questa volta va verso l’Europa<br />

per poi spostarsi verso il Messico<br />

e quindi a New York, dove si avvicina<br />

al cinema approfondendo<br />

e studiando cinematografia con<br />

Paul Strand.<br />

Dopo aver approfondito le tecniche<br />

cinematografiche torna in<br />

Francia dove nel 1931 diventa assistente<br />

del regista francese Jean<br />

Renoir, con il quale filmerà La vita<br />

è nostra (La vie est à nous, 1936),<br />

Una gita in campagna (1939) e Le<br />

regole del gioco (1939).<br />

Nel 1934, riprende a fotografare<br />

e fa conoscenza con un fotografo<br />

ungherese, Andrè Friedmann,<br />

che verrà ricordato con il nome<br />

di Robert Capa.<br />

Durante la seconda guerra mondiale<br />

Henri viene catturato e spedito<br />

in un campo di prigionia in<br />

Germania; dopo<br />

un periodo<br />

di prigionia riesce<br />

ad evadere<br />

e fa ritorno<br />

a Parigi dove<br />

collabora con<br />

la resistenza<br />

francese. Alla<br />

fine della guerra<br />

ritorna nel<br />

mondo della<br />

cinematografia<br />

e dirige il film<br />

Le Retour, un<br />

documentario<br />

sul ritorno in<br />

patria dei prigionieri<br />

di guerra e dei deportati.<br />

Il MOMA di New York nel 1946,<br />

credendolo morto in guerra decide<br />

di dedicargli una mostra<br />

postuma. Henri venne a conoscenza<br />

della notizia è si mette<br />

subito in contatto con il museo,<br />

collaborando per circa un anno<br />

per preparare l’esposizione, che<br />

viene inaugurata nel 1947.<br />

Nello stesso anno, insieme a<br />

Robert Capa, George Rodger,<br />

David Seymour e William<br />

Vandivert, Henri fonda la famosa<br />

agenzia MAGNUM, inaugurando<br />

un nuovo modo di pensare<br />

la fotografia, dove il fotografo è<br />

proprietario di ciò che fotografa<br />

e di decidere cosa fotografare.<br />

Nel 1948 Cartier Bresson riprende<br />

a viaggiare, prima in<br />

India, Cina, Indonesia, Birmania e<br />

Giappone, poi si sposta in Europa<br />

e quindi in USA e Messico.<br />

Oltre a praticare la fotografia,<br />

Fotografare è trattenere<br />

il respiro quando<br />

le nostre facoltà convergono<br />

per captare<br />

la realtà fugace.”<br />

50 • Orizzonte Magazine


decide di racchiudere tutte le<br />

sue tecniche e le sue foto in un<br />

libro e nel 1952 pubblica il suo<br />

primo libro, Images à la Sauvette,<br />

più noto con il titolo inglese The<br />

Decisive Moment.<br />

Il libro descrive il modo stesso<br />

di fare fotografia e da lì nasce<br />

la teoria dell’istante decisivo.<br />

“Fotografare è trattenere il respiro<br />

quando le nostre facoltà convengono<br />

per captare la realtà fugace;<br />

a questo punto l’immagine<br />

catturata diviene una<br />

grande gioia fisica e intellettuale.<br />

Fotografare è<br />

riconoscere nello stesso<br />

istante e in una frazione<br />

di secondo un evento e<br />

il rigoroso assetto delle<br />

forme percepite con lo<br />

sguardo che esprimono<br />

e significano tale evento.<br />

È porre sulla stessa linea<br />

di mira la mente, gli occhi<br />

e il cuore. È un modo di<br />

vivere”.<br />

Nel 1968 inizia gradualmente<br />

a ridurre la sua<br />

attività fotografica, con<br />

l’unica eccezione dei ritratti,<br />

per dedicarsi al<br />

suo primo amore artistico, la<br />

pittura. Nel 2000, assieme alla<br />

moglie Martine Franck ed alla<br />

figlia Mélanie, crea la Fondazione<br />

Henri Cartier-Bresson, che ha<br />

come scopo principale la raccolta<br />

delle sue opere e la creazione di<br />

uno spazio espositivo aperto ad<br />

altri artisti.<br />

Il 3 agosto 2004 all’età di 95 anni<br />

Henri Cartier-Bresson muore a<br />

Céreste, in Francia, lasciandoci in<br />

dono la sua scrittura di luce, fatta<br />

di attimi immortalati e resi eterni<br />

dall’arte.<br />

52 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 53


Ogni mese la Redazione selezionerà una serie di immagini che saranno pubblicate su<br />

Orizzonte Magazine, sul sito web e sulla pagina Facebook della rivista.<br />

Le foto dovranno essere in formato jpeg e andranno inviate, senza watermark o scritte:<br />

alla casella e-mail: orizzonte-magazine@libero.it<br />

corredate di nome e cognome dell’autore e di una breve dicascalia.<br />

Antonio Sereno<br />

reggia di venaria<br />

Tiziano Costa<br />

in cima<br />

Trani Antonio Sereno<br />

Saverio Altobello<br />

Yashika FX-D Quarz<br />

particolare della fontana di trevi<br />

Antonio Blanco<br />

Canon EOS400<br />

ob.: Canon 18-55 mm<br />

nocella<br />

Angelo Ferri<br />

sample<br />

Claudia Peluso<br />

54 • Orizzonte Magazine<br />

Davide Bellaggi<br />

la fatica<br />

Fabio Sanfilippo<br />

Nikon D7100<br />

ob.: Sigma 105 mm<br />

Orizzonte Magazine • 55


La torta savoiarda<br />

di Ornella Mirelli<br />

S<br />

i racconta che Carlo IV<br />

di Lussemburgo, uno dei<br />

pretendenti per la successione<br />

al trono di Carlo<br />

Magno, si recò a Chambery, per<br />

incontrare il conte Amedeo VI di<br />

Savoia, ancora minorenne.<br />

La madre di quest’ultimo,<br />

Margherita, per compiacere l’ospite,<br />

avrebbe deciso di offrire al<br />

suo ospite una gustosa sorpresa<br />

gastronomica e fece realizzare<br />

una torta leggera come una piuma,.<br />

Secondo alcuni il nome del<br />

pasticcere era Pierre de Yenne<br />

(la città di Yenne, nei pressi del<br />

lago di Bourget, è ancora considerata<br />

la culla di questa ricetta).<br />

Pierre ebbe l’idea di battere tuorli<br />

d’uovo e zucchero fino all’imbianchimento<br />

e quindi di alleggerire<br />

il preparato incorporando gli albumi<br />

a neve e la farina. Fece poi<br />

cuocere la torta in uno stampo<br />

di legno chw, essendo cattivo<br />

conduttore di calore, consentì<br />

una cottura più dolce, dando<br />

modo all’impasto di acquisire la<br />

sua proverbiale leggerezza.<br />

Si racconta poi che, dopo la<br />

cena, apparve nella sala un cavaliere<br />

in armatura, montato su<br />

un destriero tenuto per le briglie<br />

da due araldi. Il cavaliere teneva<br />

tra le mani un grande piatto<br />

d’argento sul quale era posata<br />

una torta che rappresentava la<br />

contea savoiarda col suo castello<br />

sovrastato dalla corona imperiale,<br />

a simboleggiare il riconoscimento<br />

di vassallaggio a Carlo VI e l’augurio,<br />

che il vassallo faceva, di<br />

vedere il suo sovrano raccogliere<br />

la successione di Carlo Magno.<br />

Effettivamente Carlo IV di<br />

Lussemburgo, dopo aver prevalso<br />

nei confronti dei quattro<br />

rivali, cinse la corona imperiale<br />

e, ricordando la “sorpresa” che<br />

gli aveva riservato il conte di<br />

Savoia, lo nominò Vicario generale<br />

del Sacro Romano Impero,<br />

elevando la contea di Savoia a<br />

ducato e riconoscendo la famiglia<br />

di Amedeo VI come Casa Reale.<br />

Un altro aneddoto che riguarda la<br />

Torta Savoiarda è riportato dallo<br />

storico André Castelot e riguarda<br />

il conte d’Artois, fratello cadetto<br />

di Luigi XVI e futuro Carlo X, che<br />

era sposato con una principessa<br />

di Casa Savoia, Maria Teresa.<br />

Sfortunatamente la sposa mancava<br />

di attrattive e il conte d’Artois<br />

non esitava a rincorrere ballerine<br />

e dame di corte. All’epoca c’era<br />

un detto che si sussurrava a<br />

Versailles: “Il principe, dopo aver<br />

fatto indigestione di Torta di Savoia<br />

è andato a prendere il tè [du the]<br />

a Parigi”, vale a dire che, stanco<br />

della sua consorte savoiarda, si<br />

era orientato verso la sua amante<br />

Rosalie Duthé.<br />

La ricetta della Torta Savoiarda<br />

fu in seguito perfezionata da<br />

Massialot, XVII secolo, e da<br />

Menon, XVIII secolo, arricchendosi<br />

lungo la strada di zucchero<br />

a velo e profumi (zeste di limone,<br />

cannella, fiori d’arancio, ecc .) e<br />

diventando una torta perfetta<br />

per accompagnare il tè.<br />

La torta della foto è stata realizzata<br />

secondo la ricetta dei maestri<br />

pasticceri Busnelli e Scolari, riadattata<br />

e modificata da Paola Lazzari<br />

Torta Savoiarda<br />

180 g di albumi (circa 5 chiare)<br />

120 g di tuorli (circa 6-7 tuorli)<br />

200 + 40 g di zucchero (meglio<br />

se al velo)<br />

100 g di fecola di patate<br />

60 g di farina tipo “00”<br />

aroma di vaniglia<br />

aroma mandorla<br />

1/2 cucchiaino di cremor tartaro<br />

1/4 di cucchiaino di lievito chimico<br />

(facoltativo)<br />

Montare a neve le chiare con<br />

mezzo cucchiaino di cremor tartaro<br />

(rende più stabile la montata)<br />

e quando saranno soffici e<br />

ben gonfie, ma non compatte,<br />

unire gradatamente 40 g di zucchero<br />

a velo. Continuare a montare<br />

finché la meringa non è ben<br />

soda e lo zucchero completamente<br />

disciolto. Tenere da parte.<br />

Montare i tuorli con la vaniglia e<br />

l’aroma mandorla e aggiungere<br />

gradatamente 200 g di zucchero:<br />

montare fino ad ottenere una<br />

massa soffice, bianca e spumosa.<br />

Unire a questo punto a mano,<br />

con una spatola, alla massa montata<br />

dei tuorli la fecola e la farina<br />

(e il lievito, eventualmente) ben<br />

miscelate fra loro, cercando di<br />

non smontarla, insieme a qualche<br />

cucchiaio di meringa per facilitare<br />

l’operazione.<br />

Incorporare infine la restante<br />

meringa lavorando l’impasto con<br />

una spatola dal basso verso l’alto,<br />

ruotando la ciotola sempre nella<br />

stessa direzione con movimento<br />

circolare orario (se si usa la mano<br />

destra) .<br />

Versare in uno stampo dalla capacità<br />

di 3 l, ben imburrato e<br />

volendo spolverizzato di fecola,<br />

tenendo conto che l’impasto non<br />

deve assolutamente arrivare al<br />

bordo.<br />

Cuocere a 175°C - statico - per<br />

circa 45 minuti. Lasciar intiepidire<br />

il dolce prima di sformarlo. quindi<br />

cospargerlo con zucchero a velo.<br />

Continua la collaborazione<br />

di Orizzonte Magazine con<br />

Ammodomio, uno fra i più<br />

seguiti blog di cucina del<br />

web.<br />

Ammodomio è all’indirizzo<br />

www.ammodomio.blogspot.it<br />

56 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 57


lo<br />

sapevate<br />

che<br />

Borragine<br />

(Borago officinalis, L.)<br />

La pianta è probabilmente originaria<br />

dell’Oriente, ed è dif-<br />

2.<br />

fusa in gran parte dell’Europa<br />

e nell’America centrale, dove<br />

cresce tuttora in forma spontanea<br />

fino ai 1000 m s.l.m. Viene coltivata in tutte<br />

le regioni temperate del globo. Il nome deriva<br />

dal latino borra (tessuto di lana ruvida), per la<br />

peluria che ricopre le foglie. Altri lo fanno derivare<br />

dall’arabo abu araq (= padre del sudore),<br />

attraverso il latino medievaleborrago, forse per<br />

le proprietà sudorifere della pianta.<br />

Le foglie giovani sono variamente<br />

impiegate in cucina.<br />

3.<br />

L’uso tradizionale è allo stato<br />

cotto delle foglie, che vengono<br />

utilizzate in molti piatti regionali<br />

per minestroni, ripieni per ravioli e pansoti<br />

in Liguria, torte e frittate. Tipico è il consumo in<br />

frittelle dei fiori e delle foglie (passate in pastella<br />

e poi fritte). La cottura elimina la peluria che<br />

copre le foglie. In moderata quantità le foglie<br />

giovani sono state usate crude in insalata e sono<br />

usati episodicamente in egual modo anche i fiori.<br />

I fiori azzurri sono usati per colorare e guarnire<br />

i piatti e per colorare l’aceto; congelati in cubetti<br />

possono costituire decorazione per le bevande<br />

estive.<br />

La pianta è probabilmente originaria<br />

dell’Oriente, ed è dif-<br />

5.<br />

fusa in gran parte dell’Europa<br />

e nell’America centrale, dove<br />

cresce tuttora in forma spontanea<br />

fino ai 1000 m s.l.m. Viene coltivata in tutte<br />

le regioni temperate del globo. Il nome deriva<br />

dal latino borra (tessuto di lana ruvida), per la<br />

peluria che ricopre le foglie. Altri lo fanno derivare<br />

dall’arabo abu araq (= padre del sudore),<br />

attraverso il latino medievale borrago, forse per<br />

le proprietà sudorifere della pianta.<br />

Le foglie giovani sono variamente impiegate in<br />

cucina.<br />

320 g. di ditali rigati<br />

300 g. di lenticchie di Ustica<br />

3 mazzetti /piante di borragine<br />

1 carota<br />

2 gambi di sedano<br />

mezza cipolla bianca<br />

olio evo nocellara del belice<br />

sale<br />

pepe nero,da molire al momento<br />

Famiglia: Boraginaceae<br />

Nome SCENTIFICO:<br />

Borago officinalis, L.<br />

La pianta è probabilmente<br />

originaria dell’Oriente, ed è<br />

diffusa in gran parte dell’Europa<br />

e nell’America centrale<br />

Pianta erbacea, spesso coltivata<br />

1.<br />

come annuale, può raggiungere<br />

l’altezza di 80 cm. Ha foglie<br />

ovali ellittiche, picciolate, che<br />

presentano una ruvida peluria,<br />

verdi-scure raccolte a rosetta basale lunghe 10-<br />

15 cm e poi di minori dimensioni sullo stelo. I<br />

fiori presentano cinque petali, disposti a stella,<br />

di colore blu-viola, al centro sono visibili le antere<br />

derivanti dall’unione dei 5 stami. I fiori sono<br />

sommitali, raccolti in gruppo, penduli in piena<br />

fioritura e di breve durata. Hanno lunghi pedicelli.<br />

I frutti sono degli acheni che contengono al<br />

loro interno diversi semi di piccole dimensioni.<br />

La medicina popolare utilizza le<br />

4.<br />

foglie e le sommità fiorite.<br />

Fin dall’antichità la pianta ha<br />

fama di svegliare gli spiriti vitali<br />

(Plinio: «Un decotto di borragine<br />

allontana la tristezza e dà gioia di vivere»). E’<br />

utilizzata per abbassare febbre e calmare la tosse<br />

secca. È nota anche come diuretico ed emolliente<br />

(per la presenza di mucillagini). L’olio, dalle<br />

spiccate proprietà antiinfiammatorie e ad alto<br />

contenuto di acido linolenico, è ottenuto dai<br />

semi soprattutto per spremitura a freddo. E’ impiegato<br />

nel trattamento degli eczemi e di altre<br />

affezioni cutanee.Attualmente l’uso terapeutico<br />

in quantità rilevanti di foglie e fiori di borragine<br />

allo stato crudo è sconsigliato, sia per l’insufficienza<br />

delle evidenze mediche (sia positive che<br />

controindicazioni), che per il fatto che i petali e<br />

le foglie crude conterrebbero, in quantità non<br />

ancora ben definite, alcaloidi pirrolizidinici, a potenziale<br />

attività epatotossica e cancerogena.<br />

minestra di borragine e lenticchie usticane<br />

58 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 59


Carmen Di Muro<br />

Essere è Amore<br />

dal Pensiero alla Materia<br />

OROSCOPO<br />

GIUGNO 2014<br />

Un viaggio di sola andata attraverso la filosofia, la biologia molecolare e la fisica quantistica, che si integra<br />

con la spiritualità per raggiungere l’interiorità dell’uomo e riportarci alla grandezza dell’esistenza, ma in<br />

particolar modo alla grandezza di noi stessi che siamo artefici ed esperti artigiani della nostra personale<br />

esperienza nel qui e ora della nostra vita. “Tutto è Uno. Noi siamo Uno.” In noi c’è una scintilla divina che<br />

vibra e si mette in accordo con tutto il reale, trasformando ogni cosa si trovi sulla propria traiettoria d’azione.<br />

di Daniela Gagliano<br />

edizionigagliano@gmail.com<br />

Orizzonte Magazine • 61


ARIETE TORO GEMELLI BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO<br />

Qualche intralcio può sorgere in<br />

ambito familiare per spese da affrontare<br />

e per una certa elettricità<br />

che ci sarà nell’aria. Nel lavoro il<br />

vostro impegno sarà notato ma<br />

non aspettatevi grandi risultati,<br />

tranquillizzatevi pensando che<br />

fra non molto questi pianeti si<br />

troveranno ad occupare posizioni<br />

più favorevoli. Due pianeti insieme<br />

promettono più serenità in amore,<br />

specialmente a quelle coppie<br />

che avevano dei problemi, e forse<br />

qualche entrata extra o la possibilità<br />

di spender meglio il vostro<br />

denaro.<br />

E’ tempo quindi di progetti e con<br />

Mercurio che nella prima settimana<br />

resterà con voi, non sarà difficile<br />

sviluppare nuove idee e prendere<br />

contatti. La vita di coppia,<br />

già da tanto tempo sotto la sua<br />

lente d’ingrandimento, potrebbe<br />

trovarsi, questo mese, a prendere<br />

decisioni importanti, compresa<br />

quella di una vita insieme, perché<br />

Saturno, oltre a rompere le<br />

relazioni, può renderle più stabili.<br />

Nella sfera pratica andranno bene<br />

il lavoro e i guadagni.<br />

Arriva, nei primi giorni del mese,<br />

Mercurio nel vostro segno e sarà<br />

in buon aspetto con Marte e<br />

Urano. Cambia l’atmosfera nella<br />

vostra vita e sicuramente non<br />

mancherà l’occasione per nuovi<br />

incontri, scambi culturali e viaggi.<br />

Anche nella sfera privata possono<br />

arrivare gradite sorprese, perché<br />

Venere positiva saprà portare<br />

belle novità per l’amore. Nella<br />

vostra mente ci sono ottime idee<br />

e Mercurio vi darà modo di essere<br />

convincenti. Approfittate di<br />

quest’atmosfera favorevole e fatevi<br />

avanti: non ve ne pentirete.<br />

Qualcuno di voi può trovarsi di<br />

fronte a un bivio o dovrà scegliere<br />

quale strada prendere per<br />

salvaguardare la sua e l’altrui felicità.<br />

Anche nel lavoro ci saranno<br />

decisioni da assumere, ma non<br />

dimentichiamo che state attraversando<br />

un periodo di transizione<br />

e molte situazioni della vostra<br />

vita che prima creavano disagi,<br />

ora potrebbero avviarsi verso una<br />

normalizzazione. C’è ancora un<br />

po’ di strada da percorrere, ma il<br />

risultato è vicino.<br />

Venere che, ammorbidendo gli spigoli<br />

del carattere, vi consentirà di<br />

essere meno diretti con le parole.<br />

Ricordate che dovrete mediare<br />

per ottenere risultati positivi, in<br />

tal modo potrà arrivare per voi un<br />

piccolo guadagno extra. La sfera<br />

sentimentale risente dell’opposizione<br />

tra Sole e Saturno: possono<br />

nascere incomprensioni o si acuiscono<br />

problemi già presenti. Per i<br />

single: probabile un incontro interessante<br />

sul posto di lavoro.<br />

Questo mese avrete il gradito<br />

supporto del pianeta dell’amore:<br />

Venere. Lei porterà qualche bella<br />

sorpresa per voi e non solo per<br />

l’amore ma anche per il denaro.<br />

Nei rapporti dovrete evitare la<br />

vena polemica che Mercurio in<br />

opposizione può alimentare in voi.<br />

La pesantezza dell’inverno appena<br />

finito, ovviamente non potrete<br />

trascurare i vostri doveri, ma cercate<br />

di trovar tempo per voi stessi<br />

e state, quanto è possibile, in<br />

compagnia di persone con le quali<br />

avete una buona intesa, scaricherete<br />

così la tensione.<br />

CANCRO LEONE VERGINE CAPRICORNO ACQUARIO PESCI<br />

Saturno è con voi e Giove, pur<br />

diminuito nella sua influenza dagli<br />

altri punti celesti, resta a vostra<br />

disposizione. Infine Nettuno dai<br />

Pesci protegge la prima decade.<br />

Questi tre importanti big proseguiranno<br />

il loro importante lavoro nel<br />

vostro intimo e vi daranno la forza<br />

per ricominciare, se ne avrete bisogno,<br />

oppure di proseguire diritti<br />

nel vostro cammino, senza alcun<br />

timore del domani. Venere contraria,<br />

alleata con Marte anche<br />

lui dissonante, può portare bisticci<br />

nella coppia, gelosie, ripicche.<br />

Avrete vari pianeti a disposizione<br />

che sapranno ammorbidire gli<br />

strali che Saturno continua ad<br />

inviarvi e che interesseranno i nati<br />

in seconda decade. Venere, transitante<br />

nel segno amico dell’Ariete,<br />

avrà accanto, per alcuni giorni,<br />

Urano. Insieme promettono novità<br />

a chi tra voi è single. Anche per la<br />

coppia si annuncia un periodo migliore<br />

durante il quale l’intesa e la<br />

passione saranno intense. Venere<br />

può favorire le nascite, i matrimoni<br />

e i fidanzamenti.<br />

Mercurio, passando dal Toro in<br />

Gemelli, diverrà negativo. Evitando<br />

inutili allarmismi, tenete presente<br />

che possono sorgere dei problemi<br />

nella vostra vita quotidiana. Sul<br />

lavoro, ad esempio, dove potreste<br />

essere meno efficienti. Ed anche<br />

in casa, dove potreste avere delle<br />

noie per guasti ad apparecchi<br />

elettrici o altri piccoli inconvenienti,<br />

compresa una scarsa comprensione<br />

tra i vari familiari. Loro vi<br />

consigliano una di restare concentrati<br />

sulle vostre effettive priorità.<br />

Ancora un mese di scarso riposo<br />

per voi, ugualmente utile per rimettere<br />

a posto le idee riguardo<br />

gli argomenti che al momento<br />

vi sembreranno più importanti.<br />

Probabilmente il lavoro, la famiglia,<br />

l’amore. Con Mercurio ben<br />

messo con il settore della professione,<br />

possono arrivare buone<br />

notizie riguardo una richiesta di<br />

trasferimento o di assunzione.<br />

Tuttavia Giove, Marte e Urano<br />

sono ancora in dissonanza e non<br />

vi consentono la sicurezza e la<br />

stabilità desiderate.<br />

Apprezzabili notizie arrivano per<br />

voi dagli astri: molti di loro saranno<br />

in buona assonanza con il<br />

vostro segno e vi gratificheranno<br />

con la loro bella energia d’aria e<br />

fuoco. Ne ricaveranno beneficio la<br />

vostra persona e le vostre attività.<br />

Questo mese vi porterà buone<br />

occasioni, specialmente riguardo il<br />

lavoro e l’amore. Tuttavia qualche<br />

dissonanza la riceverete, soprattutto<br />

nel periodo in cui il Sole<br />

rimarrà nel segno del Toro (fino<br />

al 20 giugno). Aspettatevi quindi<br />

qualche problema in ambito familiare<br />

o sul lavoro.<br />

Dovrete fare una pausa di tanto<br />

in tanto altrimenti il vostro fisico<br />

non reggerà. Concedetevi delle<br />

piccole distrazioni dalle noie quotidiane<br />

e dalle richieste delle persone<br />

a voi vicine. L’amore saprà<br />

risollevarvi lo spirito e restituire<br />

il sorriso nei giorni più pesanti.<br />

Cercherete sollievo tra le braccia<br />

del partner rischiando di soffocarlo<br />

con il vostro affetto e le lamentele.<br />

Avrete modo di frequentare<br />

persone a voi care.<br />

62 • Orizzonte Magazine<br />

Orizzonte Magazine • 63


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