SARA IANNONE by DONNA IMPRESA MAGAZINE

DIMAGAZINE2014

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SARA IANNONE: VIP, POLITICI, PREMI IMPORTANTI E NON SOLO…SARA È ANCHELA REGINA INDISCUSSA DEGLI EVENTI MONDANI E LE SUE FESTESONO INDIMENTICABILI
Esperta di marketing e comunicazione, relazioni esterne erapporti con le istituzioni, capo segreteria di diversi ministri, molto impegnata nel sociale, organizzatrice e promotrice di eventi e Premi importanti, Sara è anche Presidente dell’associazione culturale l’Alba del Terzo Millennio le cui finalità sono da ricercarsi nella sollecitazione e valorizzazione di tutte quelle esperienze che risultino particolarmente significative nella testimonianza di valori laici e confessionali nell’impegno dell’uomo per la crescita e lo sviluppo della famiglia comune celebrate anche attraverso il Premio “Le ragioni della Nuova Politica”, riconoscimento per quanti hanno saputo dare un contributo rilevante attraverso le proprie opere, la propria attività, le proprie parole, il proprio pensiero. Un progetto di grande successo quest’anno alla sua quinta edizione del quale vi raccontiamo nel servizio di pagina 50. Lady Iannone: di origine frusinate, nata a Morolo, sotto il segno dell’Acquario, portamento elegante, impeccabile nel look, eterea e di una bellezza raffinata, vanta un carattere ed una sicurezza sorprendenti, quasi sconcertanti che lasciano però trasparire, in non rare occasioni, una dolcezza ed una sensibilità d’animo nobili. Noi l’abbiamo incontrata nel suo studio di Roma in Piazza del Parlamento in una giornata piovosa e per nulla mite. Calore che però abbiamo ritrovato pranzando con lei in un tipico ristorantino della capitale del quale ci ha colpiti la semplicità e la prelibatezza dei piatti che si rivelavano in tutta la loro sorprendente genuinità. Naturali e genuini come la nostra ospite sempre disponibile e piacevolmente spiritosa che non si è risparmiata nel raccontarci la sua vita…

Di

speciale 2008

donna impresa magazine

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SPECIALE

DONNE

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IL VALORE DELLA DIFFERENZA

IX CONVENTION DONNE

IMPRESA

LE RAGIONI DELLA NUOVA

POLITICA

FERMATOR:PORTE APERTE

MIXER

I luoghi dell’arte:ad Utrecht

con Paolo Sistilli

LIBRI A PROVA DI MEMORIA:

le poesie di Soldani e Capriotti

i racconti di Castellani e Rutili

DOSSIER

ITINERARI

New Generation

Roby B: THE BOOK

OF HEAVY METAL

JACK

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EXTRA VOICE & DJ’S

storia di

copertina

SARA

IANNONE

PROTAGONIST FOOTWEAR

MICAM

2008 milano

MADE IN MARCHE

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donne

ATTUALITA’

intervista a Milko Vitali

IL

SISTEMA

INFORMATIVO

DELLA

PREVENZIONE

MIXER

i nostri figli

IMPRESA

Nicoletta MorellieRoby B.

proprietà editoriale e progetto grafico World Service la comunicazione pensata

bellavita

dovecomequandoperchè

Di

speciale maggio/giugno 2007

donna impresa magazine

SPECIALE

“Fatti, donne, idee con una

marcia in più”

Mixer

L’arte nella fotografia

Rita Vitali Rosati

Alfredo Gattafoni

in missione con Jack

EVENTI “DI” STILE

tappeto rosso

al ristorante buss

cose da ragazzi

Nicoletta Morelli e Roby B.

bellavita

jack&sexa

locali in cui sentirsi di casa

“ un esempio

vincente di imprenditoria

marchigiana”

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storia di

copertina

LICIA

CANIGOLA

IL VOLTO ISTITUZIONALE

DELLE PARI OPPORTUNITA’

RITRATTI

PUBBLICOePRIVATO

FedericoVitali

RemigioCeroni

AlfredoGattafoni

ValerioVagnozzi

periodico n.0 luglio 2006 in attesa di registrazione a cura della World service

Di

periodico n.1 dicembre 2006

donne impresa magazine

uapi confartigianato

SPECIALE

donne che raccontano donne

esclusivo

PUBBLICOePRIVATO

10 domande a :

Enio Gibellieri

Moreno Bruni

REGALO

calendario

2007

ARTE

le biblioteche infinite di Iommi

l’alfabeto immaginario di Sistilli

new generation

Roby B.

uscire

Bruno

Baldassarri

la vita

quotidiana

come

rappresentazione

libri

jack&sexa atupertu con

bella vita

Di

speciale autunno 2007

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SPECIALE

donne

di Valeriana Mariani

PUBBLICO&PRIVATO

Graziella Ciriaci

Massimo Rossi

Alfredo Gattafoni

Silvano Lattanzi

LIBRI

Michele Bovi

“Da Carosone a Cosa Nostra”

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Roby B.

“rock”i love you

generation

bellavita

The pleasure of life o una notte da baia

by jack

e/o

Fabio Castori

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storia di

copertina

Graziano

Di Battista

PRESIDENTE EUROSPORTELLO

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2007 milano

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Di

speciale febbraio 2007

donna impresa magazine

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SPECIALE

“L’ immagine della donna

come business”

Gavino Maresu

RITRATTI

PUBBLICOePRIVATO

Graziano Di Battista

Danilo Specchi

Francesco Silvi

Alfredo Gattafoni

ARTE

Iommi l’immaginario poetico

della comunicazione

Sistilli visto da Dick Adelaar

new generation

i nostri figli visti da vicino

Nicoletta Morelli e Roby B.

bellavita

REDAZIONE

storia di

copertina

ENIO

GIBELLIERI

Presidente Camera di Commercio

Mauro Nucci:

Un mondo di

con jack&sexa TIPICITA’

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LA COMUNICAZIONE PENSATA

L'immagine di un'azienda è fondamentale per la sua giusta collocazione nel mercato. Rispecchia la sua realtà operativa, la sua

solidità, la sua efficienza e professionalità. La cura dell'immagine è sicuramente parte integrante dell'azienda stessa e va a contribuire

enormemente sulle decisioni del consumatore. Pertanto risulta basilare la giusta scelta strategica da adottare in fase di progettazione.

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coming soon

ANTEPRIMA nel prossimo numero:

MONICA

GAIANI

de Sede

O F S W I T Z E R L A N D

4 STORIA DI COPERTINA

Sara Iannone professione creative event manager

6 SPECIALE DONNE CHE RACCONTANO

a cura di Valeriana Mariani

8 Annarita Pilotti Loriblu, lo stile che ha fatto la differenza

12 Maura Mancini Rossana Nicolai, la comunicazione emozionale

16 Federica Balza veste Aquateam

20 Veronica Marica la stanza dei bottoni di tinge di rosa

22 Bianca Mutti nasce L’vent

24 Tiziana Amurri donne capitane d’impresa

26 Anna Moreschini professione advising

28 Lolita Falconi donne che fanno notizia

30 Maria Cristina Lani dentro il no-profit e per il no-profit

36 BELLE SCOPERTE Cristina Capriotti

38 PUBBLICO E PRIVATO Il valore della differenza

46 Donne ed economia Rosa Gentile

48 Attualità quello che c’è da sapere di Valeriana Mariani

50 Le ragioni della nuova politica

54 Dalle province

56 Fermator porte aperte

58 Sicurezza negli ascensori di Alfredo Gattafoni

60 DOSSIER bellezza: in copertina Nails World

66 Speciale Micam a Milano protagonista la calzatura made in Marche

a cura di Nicol Lucarelli

68 Moda Indossare il tempo

70 Casa abitare il tempo

90 Itinerari in copertina la tenuta Pighin

104 In viaggio le terre dei Savoia a cura di Angelo Lo Rizzo

106 L’ impresa del turismo è donna? di Gavino Maresu

108 MIXER arte: in copertina l’atelier di Paolo Sistilli ad Utrecht (NL)

112 Libri autori contemporanei

114 Teatro e musica d’autore le “Viagra Sister” di Nadia Fondelli

116 A tu per tu intervista a “sua maestà” ANDREA RONCATO

118 BELLA VITA: speciale extra voice ed extra dj’s a cura di Jack

124 Inossidabile Sabatino Furnari presenta FRACESCO GUCCINI

129 NEW GENERATION: ROCK & HIP-HOP a cura di Roby B.

130 Sport ragazze che sanno vincere

IL SALE DEL BENESSERE

Pavimenti di sale, pareti di sale,

stalattiti di sale che si stagliano

dall’alto sui visitatori: uno

spettacolo incredibile, suggestivo,

imponente. Ma soprattutto

salutare. Le grotte di sale sono una

delle scoperte più recenti, per

quanto riguarda la medicina

alternativa e la cura naturale a

numerose patologie. Gli ioni di sale

marino agiscono principalmente

sulla respirazione migliorando lo

stato delle mucose, dei bronchi e

in generale delle vie respiratorie

ma sono anche indicati per curare CENTRO DI MICROCLIMA MARINO

problemi dermatologici e stati di

affaticamento emotivo.

style grafic World Service sas porto san giorgio (ap/fm)

PORTE BLINDATE SU MISURA

PATRIZIAe

FILIBERTO SAVARESE

GABRIELLA

DEL FANTE

Dedita dal 1992 a

sviluppare il tema delle

fate, ponte tra l'onirico ed

il reale, tra la fanciullezza

e l'età adulta. Le sue

creature, di diafana

bellezza, sono simboli,

archetipi, che non hanno

bisogno di occhi per

vedere, né di bocca per

parlare ed hanno la

immediata capacità di

comunicare con il terzo

occhio della mente e

trasmettere il viaggio

interiore che l'artista ha

dovuto compiere dentro

di sé per arrivare alla

sintesi.

ARREDART

allestimenti fieristici


pubblico&privato

Sara

Storia di copertina

professione creative event manager

IANNONE

VIP, POLITICI, PREMI IMPORTANTI E NON SOLO…SARA È ANCHE

LA REGINA INDISCUSSA DEGLI EVENTI MONDANI E LE SUE FESTE

SONO INDIMENTICABILI Esperta di marketing e comunicazione, relazioni esterne e

rapporti con le istituzioni, capo segreteria di diversi ministri, molto impegnata nel sociale,

organizzatrice e promotrice di eventi e Premi importanti, Sara è anche Presidente dell’associazione

culturale l’Alba del Terzo Millennio le cui finalità sono da ricercarsi nella sollecitazione e

valorizzazione di tutte quelle esperienze che risultino particolarmente significative nella

testimonianza di valori laici e confessionali nell’impegno dell’uomo per la crescita e lo sviluppo

della famiglia comune celebrate anche attraverso il Premio “Le ragioni della Nuova Politica”,

riconoscimento per quanti hanno saputo dare un contributo rilevante attraverso le proprie opere, la

propria attività, le proprie parole, il proprio pensiero. Un progetto di grande successo quest’anno

alla sua quinta edizione del quale vi raccontiamo nel servizio di pagina 50. Lady Iannone: di origine

frusinate, nata a Morolo, sotto il segno dell’Acquario, portamento elegante, impeccabile nel look,

eterea e di una bellezza raffinata, vanta un carattere ed una sicurezza sorprendenti, quasi

sconcertanti che lasciano però trasparire, in non rare occasioni, una dolcezza ed una sensibilità

d’animo nobili. Noi l’abbiamo incontrata nel suo studio di Roma in Piazza del Parlamento in una

giornata piovosa e per nulla mite. Calore che però abbiamo ritrovato pranzando con lei in un tipico

ristorantino della capitale del quale ci ha colpiti la semplicità e la prelibatezza dei piatti che si

rivelavano in tutta la loro sorprendente genuinità. Naturali e genuini come la nostra ospite sempre

disponibile e piacevolmente spiritosa che non si è risparmiata nel raccontarci la sua vita…

Quando ha scoperto la sua vocazione per

l’impegno sociale Sara?

È una passione che mi accompagna sin da

vantaggio competitivo riconosciuto (e

storicamente stratificato) rispetto agli

avversari, il cosiddetto issue ownership.

giovanissima. Già a quattordici anni ho sentito

il bisogno di impegnarmi in prima persona

nella politica attiva. La mia formazione è

Definire le linee strategiche e tattiche di

una campagna elettorale significa….

Significa valutare i punti di forza e debolezza

avvenuta, tra l’altro, in un periodo difficile in del candidato e degli avversari, studiare

cui le tensioni e le e contraddizioni sociali minacce e opportunità e considerare le

erano molto forti, in una Colleferro nata diverse opzioni. Vuol dire differenziare

intorno ad un insediamento industriale che nettamente il candidato dagli avversari per

rappresentava un forte elemento di rottura coerenza e competenze e scegliere il suo

con l’antico tessuto contadino della zona. look, elemento per nulla secondario, che deve

La sua formazione scolastica?

Ho conseguito il diploma in ragioneria in

essere consono alla personalità del candidato

e con la sua storia. Significa scegliere una

quanto c’era l’opportunità di studiare il diritto e comunicazione che tenga conto di

l’economia dopo di che ho approfondito la determinate caratteristiche e che, al

sociologia, la filosofia ed ho preso un Master contempo, sia efficace dal punto di vista della

in immagine e comunicazione.

rispondenza.

Comunicare, nella società

Mi parli della sua vita professionale… dell’informazione com’è quella di oggi, è

Le mie prime esperienze lavorative risalgono divenuta una funzione sempre più strategica e

agli anni ’80 quando ho cominciato ad nessuno può farne a meno; nemmeno il

occuparmi di relazioni esterne,

mondo della politica che ha dovuto

dell’organizzazione di convegni, incontri di necessariamente utilizzarla per fidelizzare il

studio, dibattiti su tematiche di rilevanza cosiddetto cliente-elettore. Le odierne

politico-sociale e poi di campagne elettorali, campagne elettorali non possono prescindere

una delle sfide più faticose perché non si dall’utilizzo di un avanzato marketing politico

vince (solo) facendo cambiare idea agli elettorale soprattutto nella fase strategica e di

elettori, ma (anche) facendo sì che gli elettori analisi, quelle in cui si esaminano i desideri e

decidano avendo in mente temi su cui il le aspettative degli elettori, si identificano i

candidato – partito – coalizione ha un segmenti decisivi dell’elettorato e si posiziona

4 www.donnaimpresa.com

di Valeriana Mariani

la propria offerta politica. Senza questa fase di

analisi, si rischia di avere un “prodotto politico”

poco appetibile, e si deve ricorrere a tecniche

di lancio poco efficaci.

I suoi successi professionali però

sappiamo non essere esclusivamente

legati agli ambiti istituzionali, della

pubblica amministrazione o comunque

della politica in senso ampio. La

descrivono come la “Regina” indiscussa

degli eventi mondani…

Sono lusingata da questa sua affermazione,

tanto da esserne fiera. Sa, negli anni, ho

cercato di mettermi alla prova anche in

contesti meno formali organizzando eventi

legati al mondo dell’arte, della danza, della

musica, della recitazione…da una parte a

soddisfare le mie più intime passioni, pensi

che ho anche studiato a livello quasi da

professionista come mimo, dall’altra per

promuovere la cultura attraverso

manifestazioni originali e di qualità, fra queste

potrei citarle ad esempio il premio

“Protagonisti della vita” conferito dai capitani

d’azienda alle persone che si sono distinte

per la loro attività imprenditoriale e

“Pazzodiaco” un evento da ripetersi ogni

mese nel quale sono stati invitati i personaggi

nati sotto lo stesso segno zodiacale e di quelli

affini. Tantissimi gli ospiti, tutti egualmente

“Donne e vini da far girar la

testa” una manifestazione

pensata per la primavera 2008

nella quale i 12 vini più pregiati

d’Italia, ognuno di essi

simbolicamente rappresentato

da una modella che ne incarni

le peculiarità, si contenderanno

l’esclusivo primato,

naturalmente decretato da una

giuria di esperti, in funzione

della individuale capacità di

proporre un abbinamento

donna-vino che sia verosimile.

In questa kermesse di bianchi

e rossi d’autore, ospiti di pregio

indiscusso i vini e gli spumanti

“La Scolca”, prodotti nella

tenuta della famiglia Soldati

alle cui redini, accanto a papà

Vittorio ed al primogenito

Giorgio, si sono con successo

affiancate la secondogenita

Chiara e la mamma Luisa che

rappresentano il “ racconto al

femminile” del nobile nettare

divenuto un habituée nei

palazzi del potere e scelto da

Katie Holmes e Tom Cruise per

pasteggiare e brindare nel

giorno del loro matrimonio”

straordinari. Fra questi però alcuni, in particolare, mi

hanno colpita…ricordo ad esempio la travolgente

personalità di Patrizia de Black e l’eleganza di Renato

Balestra entrambi per il segno dello scorpione,

l’avvenenza e la semplicità della stupenda modella

brasiliana Lilion Ramos del segno dei pesci, il sex-appeal

di Vittorio Sgarbi nato sotto il segno del Toro e non ultime,

la grazia e la bellezza dell’attrice Gaia Zucchi, della

giornalista Irene Mandelli a rappresentare i Gemelli e

l’ indimenticabile Maria Giovanna Elmi nata sotto il segno

della Vergine. In cantiere invece, un percorso volto alla

valorizzazione del vino articolato in fasi distinte ma

inscindibili, in cui la presentazione delle caratteristiche e

delle tecniche di produzione diventi il tema di un incontro

fatto di degustazioni, di arte, di pittura, di alta gastronomia

e di curiosità tradotte in aneddoti in latino su quello che è

considerato il “nettare degli Dei”.

Cosa rende veramente esclusivo un evento Sara?

È un mix di cose. Ci vuole innanzitutto l’organizzazione

che deve essere impeccabile, dal menu alla location alla

mise en place, e poi ci vuole l’esclusività. L’evento deve

conservare quell’aura di oggetto del desiderio.

Fondamentali sono poi la “bellezza” delle persone,

bellezza naturalmente intesa come trionfo di valori e

bontà d’animo.

Quali sono gli aspetti che l'affascinano

maggiormente del suo lavoro?

Quello che mi piace maggiormente è il riuscire a

condividere qualcosa con gli altri, un interesse, una

passione, una semplice chiacchierata…un momento.

Questa mia innata predisposizione ai rapporti

interpersonali, alle relazioni pubbliche sono stati alla base

della mia scelta professionale, dei miei successi

lavorativi, del mio essere intimamente appagata non

esclusivamente come moglie di un uomo straordinario

che risponde al nome di Marcello e madre di due

splendidi figli: Priscilla e Valerio, seppure questo

rappresenti per me la gioia più grande. Noi dobbiamo

partire dalla consapevolezza che nel nuovo millennio tutto

si fonda sull’intreccio di idee che si è in grado di

sviluppare, elaborare e trasmettere al meglio, con la

massima efficacia e attrattiva e che il pubblico da

raggiungere è sempre più vasto e sensibile, tanto da

esigere chiarezza e contenuti certi. Non importa, in alcuni

casi, dimostrare sicurezza nelle proprie convinzioni, non

sempre sono sufficienti le proprie capacità professionali,

occorre altro. E’ necessario saper trasmettere al mondo la

propria storia, la propria identità, le personali ambizioni ed

emozioni e chi non possiede gli strumenti per farlo in

modo appropriato, è destinato a perdere terreno e ad

essere tagliato fuori dalle dinamiche sociali e

professionali. Oggi solo chi comunica bene può avere la

carta vincente. Ma l’arte del comunicare richiede

mestiere, progettualità, obiettivi certi. Non si improvvisa.

Non si può affatto improvvisare: sarebbe peggio.

Qual è il segreto per diventare un buon comunicatore

secondo lei?

Io credo che il segreto per diventare un buon

comunicatore sia la cultura, i cosiddetti fondamentali.

Occorre studiare molto, sapere il più possibile, saper

scrivere molto bene avendo fatto molto esercizio, saper

studiare rapidamente e profondamente ogni tipo di

documento, saper parlare, sapersi relazionare, saper

ascoltare. Tutto quel che c’è da imparare sul lavoro, si

impara, appunto, sul lavoro. Sapere, essere preparati, dà

però quella sicurezza di cui un comunicatore ha bisogno

sin dall’inizio della sua carriera.


Valeriana

Mariani

Presidente Uapi

Confartigianato

Donne Impresa

Provincia di

Ascoli Piceno/Fermo

Presidente di

Aziende Associate

www.aziendeassociate.it

Amministratore

World Service

LA COMUNICAZIONE PENSATA

Editore e Direttore Responsabile

Donna Impresa Magazine

mariani@donnaimpresa.com

Dimagazine

un anno di grandi

Etica e business:

insieme sullo stesso binario

senza distinzioni di “genere”

Gli imprenditori e le imprenditrici sono

prima di tutto uomini e donne. Non c’è la

vitael’azienda,esistelavita,chealsuo

interno contiene anche (e non solo)

l’azienda. L’etica, ovvero la riflessione sul

modo di agire, è il vero grande quesito che

attraversa tutti i saperi e settori della vita,

di tutti. Per quanto riguarda l’economia,

questo aspetto è ancora più evidente

perchè ogni gesto della nostra vita è anche

un gesto economico. Il “quanto” e il

“cosa” non sono più sufficienti, è

imprescindibile oggi interrogarsi sul

“come”. È possibile coniugare tutela della

qualità del prodotto, dell'ambiente, dei

diritti, salvaguardando i profitti d'impresa.

6 www.donnaimpresa.com

successi

Effetti della gestione etica nei diversi ambiti aziendali: finanziaria, commerciale, manageriale e della comunicazione

donne che raccontano


nuove regole

Dalla beneficenza alla responsabilità sociale ed estesa: controllo della filiera,

innovazione ambientale, analisi del ciclo di vita del prodotto, rispetto dei

diritti. Un circolo virtuoso che va dal produttore al consumatore e che non ha

confini geografici. E’ possibile, è giusto, è remunerativo. Bisogna che ci

credano gli imprenditori quanto ci credono i consumatori. E' necessario che il

mondo produttivo, nonostante il contesto indubbiamente difficile, cominci a

vedere nell'innovazione ambientale, nell'efficienza energetica e nell'impegno

etico, gli strumenti che aiutano a far crescere la competitività anziché essere

vissuti come un peso. Non dimentichiamoci che il 40% del valore di

un'impresa sta nel suo marchio, cioè nella sua credibilità E non dobbiamo

dimenticare che il degrado dell'ambiente è un problema collettivo così come i

temi planetari, come i cambiamenti climatici fino a pochi anni fa percepiti

come distanti dalla vita di tutti i giorni, fanno ormai parte del vissuto

quotidiano di ognuno di noi. Abbiamo desiderio di un cambiamento e

possiamo fare qualcosa per ottenerlo come produttori e consumatori, ma

prima ancora come donne e uomini. Tutte le ricerche di mercato svolte negli

ultimi 10 anni indicano che i consumatori sono disposti ad acquistare prodotti

“puliti” spendendo anche un po' di più. E tutte le esperienze di innovazione

ambientale sia di processo che di prodotto intraprese dalle aziende negli

ultimi 10 anni hanno dimostrato che investire su impegno ambientale ed

etico rende competitivi e non solo “paga” ma fa anche risparmiare. In un

momento in cui il processo di banalizzazione del prodotto è forte e in cui la

marca attraversa una grande crisi, fattori di differenziazione dell'offerta quali

quelli ecologici possono fare la differenza tra il successo di un prodotto e il

suo fallimento sul mercato

l’abito fa il monaco

Tutti sappiamo che la moda e il vestire ricordano un sistema di valori:

attraverso l’abbigliamento si offrono informazioni su di sé, il prodotto moda

viene acquistato per la sua carica simbolica e per i significati che trasmette.

Dunque appartiene alla sfera del simbolico. Congiuntamente all’abito

acquistiamo lo stile di vita che esso rappresenta. La moda dunque come

sistema di valori che vengono trasmessi attraverso il prodotto.Vogliamo che

"bello" e "giusto" facciano parte di quella vision secondo la quale il profitto

deriva anche dalla tutela della qualità, dei diritti e della specificità territoriale e

ambientale dei luoghi di produzione. Uno stile di vita indossato, insomma, di

cui andare fieri. Qualità e creatività sono i fattori di competitività del Made in

Italy nel mondo...ma la serietà e l'impegno, ovvero la responsabilità ancora

non sono così ampiamente condivise fra i produttori dell’intera filiera, dalla

scelta della materia prima, al rapporto coi terzisti, dalle relazioni con “tutta” la

manodopera nel mondo globale, alla valorizzazione del territorio, delle sue

relazioni umane e specificità produttive, alla tutela dell'ambiente in cui si

opera. Un ulteriore plus fatto di impegno e serietà globali appunto a cui oggi

non ci si può più sottrarre.

Seècosìosecosìvogliamochesia,cioèseèveroche“l’abito”èancheil

modo più naturale ed esemplare per trasmettere ideali e valori, perché

continuare a comunicare la moda come il luogo del frivolo? Dovremmo

riflettere sull’importanza di trasmettere l'impegno e la serietà di un mondo

produttivo così peculiare da essere invidiato e imitato. Ciò che avvicina la

"marca" alle persone é la percezione che dietro e attorno a quel "nome"

agiscono persone in una direzione "amica". Amica per i valori che

rappresenta. E se il gradimento è molto alto, avanza qualcosa: la

gratitudine, un senso di debito che si "salderà" volentieri davanti al prodotto.

Quello vero, quello che va pagato in denaro. Oggi, diversamente, assistiamo

a una crisi di fiducia tra imprese e consumatori. Da parte delle aziende e di

chi fa comunicazione è necessario ristabilire questa fiducia, ovvero un

equilibrato rapporto tra imprese e società. La sfida è quella di una

comunicazione sempre più "people-oriented", ed è una sfida tutta etica

perché nel mondo globale le imprese hanno la responsabilità di rispettare i

valori di tutti (comunicazione nel mondo globale), rispettando e sottolineando

al tempo stesso i valori di alcuni (il pubblico di riferimento). Una sfida per

nulla facile.

8 www.donnaimpresa.com

LORIBLU

uno

stile che ha fatto

DIFFERENZA

la

nell’universo

FEMMINILE

Simbolo di eleganza

contemporanea nel mondo della

moda un esempio

, una storia

, . Parliamo con la

titolare di LORIBLU imprenditrice di

successo che ha contribuito a far conoscere

il vero made in Marche sia in

Italia che all'estero

. Semplicità e

determinazione sono gli ingredienti coltivati

per fare strada.

Mi congratulo con lei in quanto la sua azienda produce calzature

ed accessori uomo-donna di grandissima qualità e di straordinaria

bellezza, che tra l’altro indossano anche i nomi più rappresentativi

del mondo del cinema e di quello dello spettacolo in senso

ampio. Oltremodo mi congratulo per il rispetto nei confronti del

prodotto “Made in Italy” in quanto informata sulle fasi di

produzione del prodotto griffato “LORIBLU” che sono interamente

realizzate nel nostro Paese, o meglio, addirittura nel nostro

territorio fermano dove gli artigiani vantano un’esperienza

centennale. Ed ancora le faccio i miei più sinceri complimenti per

il suo mandato in Confindustria Marche e per il suo ruolo

nell’Assessorato alle Pari Opportunità, per il suo impegno nel

sociale attraverso la sponsorizzazione di iniziative rivolte ai

giovani elpidiensi nella pratica del calcio di cui suo marito è

Presidente oltre che per il sostegno delle attività artistiche

dell’ amministrazione comunale della città di Porto Sant’Elpidio

attraverso il “Teatro delle Api”, la cui direzione artistica è affidata al

bravissimo Neri Marcorè. Moda e no profit è indubbiamente un

binomio che funziona, con ricadute positive per entrambi: il no

profit può offrire il sistema di valori che la moda può fare proprio e

inglobare nel suo universo simbolico. Persone ed aziende

innovative hanno puntato a introdurre sul mercato prodotti

funzionali e ben progettati senza sacrificare i valori che a tutti

stanno a cuore: profitti, ecologia, qualità e buon gusto, salute,

diritti.

Mi parli degli esordi Annarita...

L’azienda nasce circa trent’anni fa per volontà di un “figlio dei fiori”

che poi è diventato mio marito. Un uomo che stimo

profondamente per il suo estro, per la bellezza delle sue

creazioni, per le capacità professionali e soprattutto per la

lungimiranza nel perseguire un sogno, un progetto di vita che

appagasse i suoi più intimi desideri: la voglia di realizzarsi in

qualcosa che fosse suo e il desiderio di dare forma alla“bellezza”.

Gli esordi sono stati molto difficili perchè non disponeva di cifre da

poter investire nell’attività in quanto proveniva da una famiglia

semplice che non aveva i mezzi per sostenerlo economicamente

in questo suo desiderio di crescita professionale. Ricco però di

inventiva e senso pratico, ma soprattutto dotato di grande

manualità, decise comunque di non mollare e di arrangiarsi come

poteva…pensi che con l’ausilio di un motore sul quale aveva

collocato una carta vetrata, di quelle

Professione: imprenditrice

Annarita Pilotti

business al femminile


“ I nostri veri gioielli? Sara, Claudia,

Riccardo e Michela, ai quali abbiamo

cercato di trasmettere il senso di

responsabilità nei confronti dei doveri

quotidiani. Li rendiamo partecipi affinchè

imparino ad amare quello che facciamo,

perché la passione e l’amore sono gli

elementi essenziali del successo”.

nella foto i titolari di LORIBLU:

Annarita Pilotti e Graziano Cuccù

stilista delle preziose collezioni

uomo-donna

comunemente utilizzate in edilizia, trasformò una

vecchia lavatrice in una sfibratrice di pelle. La

necessità e la voglia di “farcela” l’avevano portato

ad organizzarsi, anche senza risorse. Del resto

lavorare come garzone, e quindi lavorare dove

occorreva senza una mansione precisa, gli aveva

dato la possibilità di apprendere le tecniche

dell’intero ciclo di produzione, questa la sua

fortuna. Tagliava, sfibrava, cuciva la tomaia,

insomma era riuscito a realizzare il prodotto finito,

seppure ancora un po’ rudimentale, non troppo

raffinato. Il suo spiccato senso estetico e la

naturale vocazione per l’armonia delle forme da lì a

poco però, nonostante non avesse avuto la

possibilità di conseguire studi specifici, furono i

presupposti essenziali ad affinare il prodotto che

piano piano acquisì quella grazia e quello stile

unico che fecero la differenza di allora, e che

continua ad essere l’elemento di vantaggio anche

oggi.

In relazione alla crescita dell’azienda c’è stato

un momento in cui suo marito ha avuto la

sensazione tangibile che qualcosa stesse

cambiando?

Si, certamente. Ricorda, o meglio ricordiamo, con

piacere e commozione ad esempio uno dei

primissimi e più importanti successi conseguiti

negli anni, quello che di fatto ha dato una svolta

significativa all’impresa, ottenuto grazie a calzature

le cui tomaie erano interamente composte da

trecce insolitamente lavorate che conferivano alla

calzatura grande originalità e bellezza. Intrecci

interamente fatti a mano con fettuccie colorate

sapientemente coordinate, sia dal punto di vista

cromatico che da quello relativo all’applicazione

degli accessori, se così potevano essere definiti gli

anelli racimolati qua e là compresi quelli che

venivano utilizzati per le tende d’arredamento.

Questo fu un vero e proprio boom a Milano perché

simili lavorazioni non si erano mai viste sino a quel

momento. Successo avvenuto un po’ per caso,

aiutati dalla fortuna di capitare nel contesto giusto

grazie ad un rappresentante che ha fatto sì che

questo avvenisse. Da allora cominciò a

consegnare lavoro a domicilio, nelle botteghe

artigiane locali per far fronte alle richieste cresciute

in maniera esponenziale che da solo, non riusciva

a soddisfare. Così nasce l’azienda che è come una

grande famiglia in quanto conserva a tutt’oggi un

capitale umano preziosissimo: quello di trent’anni

fa.

Lei associa l’azienda a suo marito tanto da

conferirgli tutti i meriti del successo…ma come

e quando inizia questa storia d’amore? Inizia

tanti anni fa, quando ero ancora una maestrina

d’asilo. Non guadagnando abbastanza e

soprattutto non lavorando durante la pausa estiva,

decisi di svolgere un lavoro a domicilio che mi

consentisse di integrare il mio modesto mensile e,

come è ovvio, viste le caratteristiche del nostro

territorio tipicamente calzaturiero, decisi di provare

a lavorare le calzature. Mi affidai ad una signora

che allora gestiva i rapporti fra le lavoratrici a

cottimo e le aziende, e cominciai, insieme a mia

madre, a svolgere il lavoro dell’intreccio, della

battitura ecc. Ebbi di lì a poco modo di conoscere

Graziano perché, essendo lui un grande

accentratore, si occupava di tutto, sia di quanto

veniva prodotto in azienda che fuori, quindi anche

della consegna e del ritiro delle tomaie lavorate in

casa. Ma non fu un colpo di fulmine…diciamo che

prendendo spunto da un saggio proverbio

popolare che recita “da cosa nasce cosa”, il

condividere un interesse ed il fatto

di frequentarci, seppure i nostri incontri erano di

interesse squisitamente professionale, fecero sì

che cominciassimo a piacerci. Ci fidanzammo.

C’è stato successivamente un periodo in cui

entrammo in crisi a causa del mio volermi

arruolare nella polizia, un concorso nel quale fui

70° su 100.000 candidati, in un momento in cui

ero anche riuscita a passare di ruolo alle scuole

materne di Civitanova Marche. Disappunto

condiviso anche da mia madre, rimasta ormai

vedova. Partii, nonostante tutto. Mi recai a

Vicenza a fare un corso per entrare nel Corpo,

dove rimasi per circa nove mesi, dopodiché fui

assunta e mi trasferirono nella Questura di

Macerata, dove ebbi l’onore di essere la prima

donna a vestire la divisa, e successivamente fui

spostata a Civitanova Marche, periodo nel

quale fui anche chiamata ad eseguire il non

facile compito di fare la scorta ai magistrati in

una città densa di tensioni sociali come

Palermo. Gli anni della mia esperienza presso

la Questura di Civitanova Marche sono da

ricordarsi come uno dei più bei periodi della mia

vita perché mi sono trovata a lavorare con dei

colleghi straordinari che sento con grandissimo

piacere ancora oggi, e perché segnano una

tappa importantissima della mia vita affettiva: il

matrimonio. Una esperienza decennale, quella

nell’arma che mi ha dato moltissimo ma che ho

deciso di lasciare perché ormai madre di tre figli,

non riuscivo facilmente a gestire casa e

lavoro…avrei dovuto optare per una mansione

d’ufficio che mi consentisse di lavorare solo

durante il giorno, ma io ho preferito rinunciare

piuttosto che ripiegarmi su un ruolo che non

sentivo affine alle mie naturali attitudini. Da qui

all’ingresso in azienda il passo poi è stato

breve…un po’ per necessità, in quanto mio

marito che si era messo in proprio dopo tanti

anni di lavoro con il fratello aveva aperto uno

spaccio aziendale, un po’ perché cominciavo a

sentirmi la responsabilità di fornire il mio

contributo alla preservazione ed alla crescita di

una realtà lavorativa di famiglia, della quale oggi

mi sento parte integrante. La passione poi ha

fatto il resto.

La filosofia dell’azienda

La politica della qualità del prodotto è sempre

stata la nostra filosofia. Scelta che ha dato i suoi

frutti nel tempo, una sorta di premio al nostro

perseverare. Nell'azienda si seguono

rigorosamente i metodi di produzione

tradizionali, quelli che derivano dalla abilità

manuale dei “maestri artigiani”, sono loro che

dettano i ritmi della lavorazione, a loro sono

affidati la bellezza del prodotto ed il prestigio

dell’azienda. Siamo un team affiatato, ci

consigliamo, condividiamo le ansie dei

campionari, le responsabilità e quando ci

vengono riconosciuti dei meriti, il successo è di

tutti.

Che cosa significa essere imprenditori

oggi?

Essere imprenditori significa capire i bisogni dei

propri clienti, avere la capacità di tradurli in un

prodotto che li soddisfi, e questo richiede

passione e tanta professionalità.

Se potesse avere una bacchetta magica che

cosa cambierebbe di questa società?

Ripristinerei un clima di rispetto fra le persone

soprattutto nei rapporti di lavoro, oggi abbiamo

un gran bisogno di ritrovare la fiducia gli uni

negli altri.

NELLA FOTO:

UNA LAVORATRICE IMPEGNATA

NELL’APPLICAZIONE ARTIGIANALE

DEGLI STRASS SWAROVSKI

ALL’ INTERNO DELLA FABBRICA

LORIBLU


storie

:

di moda

GLI ASSET AZIENDALI CHE HANNO

DETERMINATO IL SUCCESSO DEL

GRUPPO “NICOLAI” SONO

ESSENZIALMENTE DA RITENERSI:

IL “FATTORE TEMPO” VALORE

INTRINSECO DI UNA SOCIETÀ A

CONDUZIONE FAMILIARE OGGI

ALLA SUA SECONDA

GENERAZIONE, L’ATTENTA

GESTIONE MANAGERIALE E LA

CAPACITÀ DI SODDISFARE LA

RICERCA DI UN’ESPERIENZA

D’ACQUISTO IN CUI I PRODOTTI

VENGONO SELEZIONATI OLTRE

CHE PER LE LORO

CARATTERISTICHE FUNZIONALI,

PER LE LORO VALENZE

SIMBOLICHE ED ESTETICHE.

LA GRIFFE NON SOLO COME

GARANTE DI QUALITÀ MA ANCHE

COME STRUMENTO CHE

GRATIFICHI L’ACQUISTO.

NEGLI ULTIMI ANNI INFATTI IL

SETTORE MODA SI È RESO

PROTAGONISTA DI UNA SENSIBILE

DISSOCIAZIONE TRA IL

PRODOTTO E LA FIRMA, CON IL

CONSEGUENTE PASSAGGIO

DALLA COMUNICAZIONE DI

PRODOTTO A QUELLA DI BRAND,

CHE ASSOCIA ALLA CLASSICA

VALENZA INFORMATIVA LA

VALENZA EMOTIVA. A BEN

VEDERE, INFATTI, IL PRODOTTO

MODAPARLADISÉAL

CONSUMATORE, E PER QUESTO

LA COMUNICAZIONE DEVE

SPESSO DECLINARE I CODICI

STILISTICI IN CODICI DI IMMAGINE.

LA FIRMA MODERNA NON È PIÙ

LEGATA AL PRODOTTO NÉ ALLA

CATEGORIA DI PRODOTTI,

PIUTTOSTO VEICOLA IL MODUS

VIVENDI A CUI SI ACCOSTA CON

INTERESSE IL CONSUMATORE,

PER CONDIVIDERNE I VALORI

ED I COMPORTAMENTI. IN QUESTO

QUADRO LA COMUNICAZIONE DI

MASSA, COME LA PUBBLICITÀ,

SI È MOSTRATA SPESSO

INEFFICACE, ESSENDO

PROBABILMENTE PIÙ

APPROPRIATA LA PIATTAFORMA

INFORMATIVA A GARANTIRE IL

CONTATTO DIRETTO CON IL

CLIENTE O IL POTENZIALE TALE.

QUESTO HA COMPORTATO

L’AFFERMARSI DEL “PUNTO

VENDITA” COME “LUOGO DI

INTERAZIONE E DI

COMUNICAZIONE TRA CLIENTE

ED AZIENDA”, LUOGO PREFERITO

PER LO SCAMBIO DI

INFORMAZIONI.

QUANDO

12 www.donnaimpresa.com

PASSA ATTRAVERSO

LA COMUNICAZIONE

LA DIMENSIONEEMOZIONALE

nasce

Una realtà imprenditoriale che a Porto San Giorgio dal

desiderio dei coniugi Bruno Pomioli e Rossana

NICOLAI che diede il proprio nome a quella piccola attività di

articoli per sartoria che è stata l’ouverture della

solida realtà aziendale di oggi la cui gestione

manageriale è affidata ai figli Gianni, Stefano ed

Andrea ed alla moglie del primogenito: Maura Mancini, che

abbiamo avuto l’onore ed il piacere di scoprire in una bellissima

conversazione in cui ci racconta di sé e della sua vita

professionale. Volto incantevole dai lineamenti delicati

ed un sorriso che le illumina il volto, Maura è quella donna che

comunemente definiamo “di classe” per il suo essere

elegante e garbatamente femminile, sempre.Fra

i suoi più grandi amori il primato spetta all’uomo con cui è sposata

da più di trent’anni, Gianni, ed ai tre figli: i gemelli Pierandrea e

Carlotta poco più che diciassettenni e la tredicenne Diletta

nei confronti dei quali è mamma attenta e premurosa.

Rossana Nicolai, un nome che riassume, attraverso le proprie

elegantissime strutture, il meglio delle griffe dell'alta moda in campo

internazionale. Veri e propri templi del fashion che si ergono maestosi

a soddisfare la necessità di comunicare in maniera coerente l'identità,

la personalità e il mondo dei valori insiti in ciascuna firma.

Una comunicazione non di massa ma personalizzata, che si concretizzi

in luoghi “fisici” di incontro con il cliente, che vadano oltre l'ambiente

virtuale offerto dalle nuove tecnologie, divenendo così una vera e

propria piattaforma relazionale, strumento ottimale per costruire solide

e durature relazioni di fiducia con la clientela attuale e potenziale.

Nella moda infatti, diversamente da altri settori in cui l'acquisto on line

comincia a diffondersi con una certa consuetudine, il cliente manifesta

la necessità del contatto“face to face” con il venditore, spesso al fine di

essere guidato e consigliato nell'atto di acquisto. Il consumatore del

duemila, ben informato, curioso ed esigente, è sempre più spesso alla

ricerca di esperienze di acquisto entusiasmanti e coinvolgenti

piuttosto che di semplici prodotti. Egli vive lo shopping come un

momento di evasione dalla routine, fonte quindi di gratificazione

emotiva, derivante dal piacere dell'atto di acquisto in sé piuttosto che

dai benefici propri del bene di cui sia venuto eventualmente in

possesso. Creare valore per il cliente significherà allora renderlo

protagonista di una memorabile esperienza di acquisto emozionandolo

tramite la stimolazione di tutti i suoi sensi.

Vorrei chiederle Maura in un percorso a ritroso nel tempo, di parlarmi delle origini di quelli che

oggi sono ritenuti i luoghi “cult” dell’alta moda ovvero le boutiques Rossana Nicolai….

Una storia di vita semplice come tante. È la storia di una coppia che mette su famiglia ed inizia un

percorso professionale nel campo della vendita di articoli per sartoria, di lane e quant’altro fosse

indispensabile a realizzare capi di abbigliamento.

Una piccola merceria nel cuore di Porto San Giorgio la cui conduzione era affidata alla moglie

Rossana Nicolai dalla quale prendeva anche il nome l’attività commerciale. Rossana che all’età di 43

anni era già mamma di un ragazzo sedicenne, Gianni, che poi è diventato mio marito, rimase

nuovamente incinta. La sua gravidanza impose di ricercare una soluzione che consentisse di

mantenere efficiente l’esercizio ma che, al contempo, alleviasse un po’ il carico di responsabilità

quotidiane della futura mamma, che faticosamente, vista la gestazione non facile, doveva dividersi fra

casa e attività commerciale. Gianni fu pertanto chiamato a far fronte alla richiesta dei genitori,

Professione: imprenditrice Professione: imprenditrice

Maura Mancini

business al femminile


Una donna elegante che cosa veste, Maura?

Una donna raffinata e che voglia esprimersi in tutta la sua

femminilità senza ostentarla, veste Chanel. La moda nella sua

espressione massima è il tubino nero, il filo di perle, il tacco…

la donna chic per me è questo. Personalmente amo lo stile

pulito, sobrio, raffinato…mio cognato Stefano, che gestisce

con il fratello Andrea “Caffè Moda Nicolai”, dice ricorrentemente

alle donne che si rivolgono a lui con il desiderio di un capo

bon ton di recarsi da me presso “Rossana Nicolai Mare”...in

quanto consapevole che quello è lo stile che prediligo fra

tutti, nonostante le mode.

richiesta alla quale decise di adempiere se pur mal volentieri in quanto non

provava nessun interesse nei confronti dell’attività di famiglia. Io lo conobbi

qualche anno dopo. Ci innamorammo subito. Un amore, il nostro, intenso fin

dall’inizio tanto da indurmi a condividere con lui tante più cose possibili

compresa la sua attività lavorativa per la quale non provava ancora

sufficiente passione, nonostante fosse passato del tempo e seppure in lui

fossero già fortemente riconoscibili quelle caratteristiche, quali uno spiccato

senso estetico ed un gusto particolarmente raffinato negli accostamenti, il cui

sbocco naturale era una professione come la loro o, che comunque, fosse

rivolta al mondo della moda. Ma questo lo comprese più tardi. Cominciammo

a fare progetti e di lì a poco tempo mi trovai ad accompagnarlo ad alcune

delle fiere di settore più importanti: Firenze, Milano, Parigi. I saloni

rappresentavano l’opportunità di costruire relazioni, di intrecciare interessi e

devo dire che Gianni, proprio grazie alla sua innata percezione nel valutare le

reali potenzialità delle cose e delle persone, è sempre riuscito a stringere

collaborazioni importanti con aziende che successivamente si sono rivelate

vincenti sul mercato. È straordinario in questo perché la moda ce l’ha nel

sangue, da sempre, anche quando questa sua passione era sopita in un

giovane ancora non sufficientemente maturo da realizzare che in quella

piccola merceria della mamma nasceva una professione che non avrebbe

più abbandonato. Io intanto diciottenne ed impegnata negli studi universitari

cominciai anche a lavorare con lui in negozio per stargli vicina senza però

abbandonare la scuola anche perché i miei genitori sognavano di avere una

figlia laureata in una epoca in cui essere “dottori” era grande motivo di

orgoglio. Di seguito però questa fermezza, di cui tra l’altro andavo molto fiera,

cominciò ad avere qualche cedimento manifestato attraverso un esame di

storia medioevale che non riuscivo a concludere. Questo fu determinante per

la mia vita sia in termini personali che professionali in quanto Gianni già

sofferente per questo mio dovermi recare spesso a Bologna, città nella quale

conseguivo gli studi, mi chiese di abbandonare l’università e lavorare con lui

in maniera continuativa. Accettai per compiacerlo. Passarono circa 3 anni poi

decidemmo di aprire un negozio stagionale sul lungomare di porto san

Giorgio aperto da giugno a settembre del quale avevo la piena

responsabilità. Mi innamorai di quel lavoro…complici il mare la bellezza dei

capi e degli accessori che si distinguevano così tanto dalla consuetudine

dell’offerta locale che in poco tempo riuscimmo ad avere la fiducia di

tantissime donne per le quali diventammo in breve un punto di riferimento.

Un successo che segnò una importantissima svolta in termini di crescita

personale in quanto la responsabilità della gestione mi aveva fatto acquisire

sicurezza. Nel ’77 decidemmo di sposarci. Avevamo un sogno che in quel

momento sentivamo di voler realizzare: una casa, una famiglia, dei bambini.

Il lavoro andava benissimo la vita coniugale assolutamente

appagante…quello che mancava a coronare il sogno erano soltanto i figli che

tardarono un po’ ad arrivare e che, dal momento stesso in cui nacquero, i

gemelli Carlotta e Pierandrea e la deliziosa Diletta, diventarono l’interesse e

la gioia principali della nostra vita.

Quale il collante di un rapporto tanto intenso e così straordinariamente

longevo?

Io penso che in un rapporto a due sia fondamentale la condivisione di un

progetto di vita ed una sorta di predisposizione nel comprendere l’altro nei

suoi più intimi desideri, rispettandone i bisogni. Quello che c’è di magico nel

mio rapporto con Gianni è una specie di ”comunione di pensiero “ che si

riflette spiritualmente nel quotidiano attraverso l’amore per le cose belle e per

i valori importanti della vita: la dedizione ai figli, il rispetto dell’amicizia e

l’intesa non senza contrasti per le scelte professionali, contrasti come

succede in tutte le coppie noi inclusi…ma poi il buonsenso, la benevolenza

ed il desiderio di non incrinare un rapporto importante prevalgono.

Che cos’è il carisma e soprattutto, a parer suo, c’è una correlazione tra

carisma e stile?

Carisma è sinonimo di fascino, classe, charme dovute da innate capacità. È

in effetti, una cosa preziosissima che non si impara ne si compra; è una

traccia che si ha o non si ha nel proprio patrimonio genetico. Un elemento

che quando si possiede fa la differenza. Una persona che abbia fascino la si

ricorda, se ne rimane attratti. Se vi è una corrispondenza con lo stile? Lo stile

molto spesso è riferito alla esteriorità, il carisma è l’essere e rappresenta ciò

che si è nel profondo esprime quello che siamo, la nostra cultura,

l’educazione, gli ideali, le nostre radici. Lo stile è un po’ la nostra impronta e

facendo mio uno dei motti di Mademoiselle Chanel: la moda passa lo stile

rimane.

Che cosa ama particolarmente della sua professione?

Amo scegliere i capi. Mi sento utile ed importante professionalmente nel

momento in cui scelgo. Non è semplice soprattutto oggi in quanto viviamo in

una società in continuo cambiamento, e poi anche perché diversamente da

qualche anno fa non si acquista più il capo in funzione delle proposte

stagionali ma è un continuo rinnovarsi…c’è una continua ricerca ed un

continuo dover disporre di capi nonostante le stagioni.

Sono anche cambiati i meccanismi che regolano le vendite...

Prima c’erano il Natale e Capodanno che erano i momenti più significativi dal

punto di vista commerciale oggi non è più cosi…il cliente ed in particolare le

donne, che sono quelle a cui mi rivolgo attraverso l’attività che gestisco,

acquistano per soddisfare un loro esplicito desiderio: essere belle e ben

vestite, sempre. Non importa che si tratti della vita quotidiana piuttosto che di

una serata importante, quello che conta è sentirsi bene con quello che si

indossa che deve esprimere quello che siamo. L’abito è un nostro modo di

rappresentarci di rapportarci con gli altri ed io scelgo in funzione di questo.

Quando acquisto lo faccio principalmente in relazione ai gusti ed alla

personalità delle mie clienti che amo soddisfare al meglio.

Ma ciò che adoro di più è quello che per me è il concetto di eleganza, anzi

un concentrato di femminilità: tubino nero e tacco a spillo.

Due nuovi punti vendita di straordinaria bellezza uno di questi già

operativo a Civitanova Marche in corso UMBERTO 1° e l’altro i cui

lavori sono in fase di ultimazione, in Corso Garibaldi a Porto San

Giorgio. Due templi della moda per lui e lei dislocati su più pani dove il

cliente ha l’opportunità di scegliere fra abiti,accessori e calzature a

soddisfare ogni suo desiderio…

I nostri clienti sono un bene prezioso da preservare con cura,

quello che

siamo oggi lo dobbiamo innanzi tutto al loro credere in noi ed alla nostra

professionalità. Questa fiducia che ogni giorno ci viene rinnovata deve

essere lo stimolo per crescere, per migliorarci affinchè possiamo

ricompensarli della loro fedeltà. È sulla base di questo principio che abbiamo

creato queste due nuove strutture pensate per accogliere le griffe più

esclusive del mondo nel panorama della moda.

Potremmo definirla, non a torto, una visual merchandiser in quanto si

occupa dell' immagine complessiva del punto vendita, dalla

realizzazione delle vetrine all’organizzazione dei capi all’interno del

negozio...

Costruire l’ideal set intorno al prodotto è una delle cose che maggiormente

mi affascinano della mia professione. La vetrina è il biglietto da visita del

negozio e quindi deve essere coordinata e coerente con lo stile del punto

vendita, con la sua filosofia aziendale. E' bene non appesantirla con molti

prodotti: ne bastano pochi ma selezionati con cura che ben rendano le

peculiarità dell'offerta merceologica dell’esercizio. Il punto di partenza è

quello di un'attenta e scrupolosa analisi dell'offerta studiata sulla propria

clientela, delle sue esigenze, dei suoi comportamenti abituali di acquisto,

nell’ottica di rispondere al meglio ai loro desideri. Questa prima analisi è

essenziale e deve guidare la scelta dei capi. Fondamentali poi ad una “Mise

en scène” seducente, l'abbinamento dei colori e l’illuminazione che ha il

compito di esaltare i prodotti anche tramite l’uso di luci e ed ombre.

L’esposizione interna deve essere gestita sia cromaticamente che in termini

di funzionalità, è molto importante infatti dare luogo ad aggregazioni

merceologiche comunicative quanto più possibile logiche ed intuitive per il

cliente. Esse possono essere guidate da criteri differenti, quali l’affinità o la

complementarità dei capi, la stagionalità, l'occasionalità, lo stile di vita etc.

ma comunque sempre devono confermare la suggestione della

vetrina...guai se non fosse così, sarebbe come infrangere un sogno.

“Rossana Nicolai” è anche sinonimo di impegno sociale sia nelle

attività giovanili, ci piace infatti ricordare il suo contributo a favore

della “Scuola di Pattinaggio Don Bosco” nella città di Porto San

Giorgio, quanto nel mondo del lavoro attraverso il sostegno alle attività

congressuali dei Giovani Imprenditori di Confindustria ed ancora a

favore della cultura in senso ampio ed in qualità di partner ufficiale di

eventi importanti, fra i quali la stagione 2007/2008 del Teatro dell'

Aquila di Fermo. Un plauso meritatissimo per questo ed anche per

l’etica professionale che è emersa nella piacevolissima conversazione

con Maura… principi morali forti che appartengono da sempre alla

realtà che in queste pagine vi abbiamo presentato.

L’HANNO DEFINITO

L’INCARNAZIONE

DEL POTERE FEMMINILE

“E’ SEXY, ELEGANTE, MISTERIOSO, CLASSICO,

DECADENTE, MALIZIOSO, SNELLISCE E

SLANCIA. MA SOPRATTUTTO È ADATTO PER

TUTTE LE OCCASIONI – CI DICE MAURA

MANCINI - CREATO DA MADAME COCO CHANEL

NEL 1926, IL TUBINO NERO RIMANE IL CAPO

FEMMINILE PER ECCELLENZA; È LA

QUINTESSENZA DELLO CHIC, CAPO MUST DEL

GUARDAROBA…CE LO INSEGNA IN “COLAZIONE

DA TIFFANY” LA MERAVIGLIOSA AUDREY

HEPBURN, AVVOLTA IN UN PETIT NOIR DI

PERFETTA SEMPLICITÀ, FIRMATO GIVENCHY,

ILLUMINATO SOLO DA UNA CASCATA DI PERLE”.

Secondo una statistica citata dal quotidiano Independent, il 96

per cento delle donne ne possiede uno e il 48 per cento più di

uno. Anche l’uomo non è estraneo al suo fascino tanto da

esserne sedotto…e questo per oltre il 50% per cento dei maschi

intervistati.

Estraneo agli instabili trend stagionali il tubino nero ha saputo

adattarsi al glamour degli anni Trenta, al tradizionalismo dei

Cinquanta, alla dance fever degli anni Settanta, ai brillanti e

luccicanti Ottanta e ai diversi stili tipici degli anni Novanta. Figlio

legittimo di Madame Gabrielle Chanel, nota con il soprannome di

Coco, ambiziosa e determinata stilista che ha rappresentato, con

la sua personalità, il nuovo modello femminile del ‘900, dedito al

lavoro, ad una vita dinamica e sportiva, dotata di autoironia,

fornendo a questo modello il modo più idoneo di vestire. Noto

come petit noir, il tubino nero (1926) è l’emblema del ‘900 ed

impersonificava l’ostinata volontà di democratizzazione che si

respirava nell’atmosfera degli anni Venti e di cui la grande sarta

si fece interprete. S’impone all’attenzione del pubblico femminile

per l’assoluta semplicità della linea, l’accuratezza del taglio e

delle cuciture e per l’impiego di stoffe morbide e cadenti come il

gabardine, il cheviot, la vigogna, il tweed e il jersey. Ha una linea

scivolata, rinuncia volentieri alle maniche, ha un debole per i

profondi scolli sulla schiena ed è un agguerrito fan degli

accessori più spinti: tripli fili di perle da avvolgere al collo,

smeraldi ai polsi e brillanti in eccesso. C’è chi lo preferisce senza

spalline, chi scollato davanti, chi di dietro, chi corto e chi

allungato. Fatto è, che il little black dress è ottimo per ogni

occasione, formale e sportivo, essenziale e peccaminoso, adatto

ad una passeggiata pomeridiana come ad una cena di gala, ad

un matrimonio come ad un funerale. Insomma, il tubino va bene

per tutte le stagioni, veste tutto e il contrario di tutto. Basta

pensare a Fellini che in La dolce vita (1960) lo fece indossare a

due attrici che incarnavano due contrapposti ideali di eterno

femminino, quali l’audace Anita Ekberg e la non meno

conturbante Anouk Aimée. Ma sul grande schermo, fu un altro il

film che rese il tubino leggendario. Indimenticabile infatti la prima

inquadratura del film Colazione da Tiffany (1961, dall’omonimo

libro di Truman Capote) in cui la telecamera si muove su una

Quinta Strada tagliata dall’alba, dove ad indossarlo è l’eterea

Audrey Hepburn protetta da grandi occhiali neri ed adorna solo

da un filo di perle.

“LA MODA CAMBIA, MA LO STILE RESTA, E IO CHIEDO

SOLO DI ESSERE IMITATA, SAREBBE LA PROVA MIGLIORE

DEL MIO SUCCESSO”. COCO CHANEL


di Bruno Baldassarri

HA VINTO

ILSOLE

La bagnante di metà '800 a differenza degli uomini che si

immergevano naturalmente del tutto nudi entravano in

mare innaturalmente del tutto vestite: ampi camicioni,

lunghi pantaloni di lana e, ovviamente, cuffie, scarpe e

calze. La vita da spiaggia divenne sempre più promiscua.

Le donne accorciavano o addirittura perdevano qualche

sottoveste e corsetto di troppo, mentre gli uomini dovettero

adattarsi a indossare, anche loro, un "vestito da bagno".

Per registrare una prima sensibile svolta bisogna

attendere l'ultimo decennio del secolo, quando la gonna e

i pantaloni sotto la gonna dei costumi da bagno si

ritirarono fino al ginocchio. Quasi d'obbligo il colletto aria

marinara, sia per le signore che per i signori, i quali però

ben presto scoprirono la comodità dei costumi interi,

manica tre quarti, così come i pantaloni, in tinta unita

oppure a righe trasversali. Costumi molto comodi perché

consentivano libertà di movimento e soprattutto di

esibizione, ovviamente solo per quei signori "sportivi" dal

fisico robusto e ben scolpito. Bagnante castigatissima

dunque quella di fine secolo. Almeno all'apparenza,

perché in realtà essendo il tessuto principe la maglia di

lana, dopo il bagno il costume aderiva e dava sagoma a

ogni particolare anatomico di chi lo indossava, al punto da

lasciare scarsissimo margine alla fantasia. Tanto più dopo

il 1904, ovvero dopo la "révolution Poiret" che prese avvio

quando l'omonimo e celebre sarto parigino impose

l'abolizione di busti e corsetti. Nulla doveva più essere

frapposto fra la maglia e la pelle. Ormai le spiagge erano

diventate il luogo della trasgressione legittimata. Sia pure

con estrema differenza da paese a paese. Il comune

senso del pudore stava perdendo molta della sua

ottocentesca sensibilità pruriginosa. Ma la liberalizzazione

era pur sempre lenta. La nuotatrice australiana Annette

Kellerman, ad esempio, si guadagna nel 1906 un posto

nella storia del costume perché durante una esibizione

negli Stati Uniti si presentò con un costume intero, molto

semplice e funzionale, che lasciava scoperte le cosce. Fu

immediatamente arrestata, multata e rimpatriata. Il mare

intanto diventava anche il nuovo campo aperto per il culto

degli sport nautici e per certe esibizioni edonistiche.

D'Annunzio si fa ricordare al Lido dell'Excelsior a Venezia

per le sue cavalcate nell'acqua all'alba assieme alla donna

di turno, nudo lui, nuda anche lei e con i capelli sciolti. Un

eroe locale era Cleanto Scarpa: cavallerizzo, uomo dai

muscoli possenti, gestiva con rudezza da sergente un

maneggio dove le villeggianti accorrevano attratte dal

fascino del domatore. Come sempre i precetti morali

facevano tutt'uno con quelli salutari. Prima metà del '900...

s'annunciava la stagione del costume Jantzen, di lana

elasticizzata, che scolpiva e conteneva il corpo e non si

deformava una voha bagnato. Ester Williams usava

soltanto Jantzen. Sui giornali italiani si criticavano gli

esterofili. Le novità merceologiche consentivano piccole

mirabilie prima inconcepibili. La tenuta da spiaggia per le

donne comportava ora scollature anche inverosimili sulla

schiena, mentre il comune senso del pudore teneva

ancora sotto controllo il petto con scollature molto più

castigate. Costumini di cotonina, prendisole di piccola...

Professione: creatore di mode

STRAORDINARIA

una

stilista

veste le donne

AQUATEAM

Attenta all’uso delle tecnologie con quella

flessibilità mentale necessaria a seguire i

processi di cambiamento oggi in rapidissima

evoluzione, Federica Balza è da cinque anni la

stilista del marchio “Aquateam donna”. A lei

spetta seguire il ciclo della

collezione,

dall’ ideazione stilistica alla

creazione del prototipo

; dalla cura

dei capi agli accessori scegliendo per ciascun

modello i tessuti più adatti, gli accostamenti

più originali, sia dal punto di vista dei colori

che dei materiali e tessuti utilizzati. “Questo

lavoro mi appassiona con le sue sfide!” ci dice

“Faccio quello che mi sento, seguendo gli

istinti che non mi hanno mai tradita.

Nel nostro settore, come forse in altri, però il

successo non è acquisito una volta per tutte.

E’ un settore che ti chiede di essere sempre

presente in modo attuale e proattivo e per

raggiungere l'eccellenza occorre

tenere costantemente sotto controllo

un'ampia gamma di parametri relativi

innanzitutto alla vestibilità delle linee ed alla

scelta delle materie prime utilizzate e, non

ultima, l' esecuzione del capo che deve

rigorosamente essere coerente con gli

standard qualitativi del

marchio

. Quello che non bisogna mai

lasciar da parte, in un lavoro come il mio, è lo

screening in senso ampio e l’ umiltà di

imparare cose nuove perché non si smette

mai di essere degli allievi”.

Che qualità deve avere un designer di costumi da bagno

rispetto a uno stilista di moda in generale?

Se uno stilista è un vero “creativo” può disegnare tutto quello che

vuole. Io per esempio disegno per linee tecniche da piscina oltre

ad accessori, borse e linee fashion per la spiaggia. E comunque il

mio lavoro non si ferma solo sul design, lo stilista deve essere

preparato su tutte le problematiche della confezione, come si

comportano i tessuti, la modellistica. Provenendo

dall'abbigliamento, per me la parte più difficoltosa sono stati i

cartamodelli dei costumi, poiché tessuto e vestibilità hanno regole

diverse. In sintesi, a mio avviso, uno stilista deve essere creativo e

pronto a captare cosa accade nella moda in generale per avere

nuovi input. La vera differenza è nell'essere preparato a ciò che

avviene dopo.

Quanto conta la creatività in un costume da bagno Federica?

Beh..dipende se deve fermarsi a sola creatività o se lo scopo è la

vendita finale. Molti creano costumi stravaganti importabili sia per

il gusto sia perché i modelli non “donano” alla figura o perché

magari hanno dei tagli che impediscono i movimenti o sono

Nel 2005, la IGV è stata premiata tra le 500 imprese più dinamiche d’Europa. Dato confortato dal numero

record di DomusLift prodotti nel 2006: 2.020 impianti. Una cifra che fa dell’azienda di Vignate una delle

prime del settore in Europa. IGV prosegue nel solco di una tradizione di successo: oltre 45 milioni di euro

di fatturato, 58% della produzione destinato all’esportazione (Europa, Russia, Medio Oriente, Australia e

USA), oltre190 collaboratori fra i quali alcune decine di donne impiegate sia negli uffici che nei reparti.

16 www.donnaimpresa.com

Federica Balza

creatività al femminile


...di piccola sartoria. L'abito fatto era ancora un prodotto

povero. Ma subito nei costumi da bagno si inserì un

tema rivoluzionario, propagandato con termini di guerra.

L'ingegnere svizzero Louis Reard lanciò a Parigi, il 18

luglio 1946, il Bikini. Il nome era quello dell'atollo dove gli

americani avevano fatto esplodere la prima bomba

atomica del dopoguerra. La leggenda vuole che Reard si

sia ispirato a uno schizzo mostratogli da un ufficiale

statunitense che riproduceva un costume portato dalle

donne di popolazioni residenti vicine all'atollo di Bikini.

Comunque quel costume fu davvero una bomba: si

scopriva l'ombelico e parte del ventre, mentre il

reggiseno si riduceva ai minimi termini. Era questo il

segnale dell'inizio dell'era balneare, anche se sarebbero

occorsi altri anni ancora perché l'uso del "due pezzi" si

diffondesse a livello di massa. Erano loro ora, le Diana

Doors - che si fa ritrarre nel 1955 a Venezia con bikini di

visone su di una gondola - le Marylin Monroe - che però

preferiva ingombranti costumi interi, magari decorati con

strass e bigiotteria varia e fatti con tessuti lucidi in

genere molto poco accattivanti - a dettare modi e tempi

della seduzione. Gina Lollobrigida, Marisa Allasio,

Silvana Pampanini furono le prime dive italiane a

comparire in "due pezzi" sullo schermo. Costumi che

oggi sarebbero giudicati piuttosto castigati, con anche il

difetto di tagliare a un certo punto l'anca togliendo

snellezza al corpo. Ma l'esplosione vera e propria la

produsse Brigitte Bardot in Et dieu créa la femme di

Roger Vadim. Quel suo corpo di adolescente esibito con

un miscuglio di protervia, di malizia e di innocenza fece

la fortuna del bikini, diventando un modello di

comportamento per tutte le ragazze. I più famosi bikini

della Bardot erano di cotone a quadretti rosa, orlati con

merletti di sangallo, a ombreggiare quel suo seno

sorretto e offerto dal reggiseno a balconcino. Era il 1956,

l'invito delle organizzazioni cattoliche ai produttori perché

limitassero nei loro modelli lo scandalo, fu disatteso;

inutile fu la fatica dei vigila urbani inviati per le spiagge a

misurare i centimetri delle mutande delle bagnanti per

verificare che non fossero al di sotto dei regolamenti.

Ormai aveva vinto il sole. Il due pezzi altro non era ormai

che un accessorio messo a decorareeasottolineare

alcuni punti strategici del corpo, quasi più a rimarcarli

che a nasconderla. E anche gli uomini si adeguarono

riducendo al minimo i loro slip da bagno, identificando,

chiaramente, la tendenza allo stile unisex. La ventata

libertaria degli anni '60, percorsa da fremiti e sussulti

giovanili esplosivamente mischiati con la rivoluzione

sessuale, soffiava anche sulle spiagge. Nacque il

monokini. Era il 1964. Su questa brigante idea si innescò

la fantasia di Elio Fiorucci, milanese, amatissimo anche

dagli americani che lo chiamano "Faioracci", che

aggiungendo stringhe, riducendo stoffa, fornendo l'alibi

di un pareo e orecchini di plastica contribuì a completare

l'opera. Nel 1974 lo stilista genovese, residente in

Brasile, Carlo Fiaccardi, lancia il tanga: un triangolino di

stoffa sul davanti allacciato da un nastrino che passa tra

le natiche sulla schiena, una parvenza di reggiseno. Non

tutte se lo possono permettere, ma molte ci provano con

maggiori o minori dosi di tessuto, ma pur sempre di

gusto filatelico. Con gli anni '80 si registrano soltanto

variazioni sul tema: mutandine sgambatissime per dare

slancio alla figura; costumi interi, di tessuto artificiale,

sottile come la pelle di cipolla, che però si possono

arrotolare sino al fondo schiena e anche più giù,

secondo i gusti personali. La lana e il cotone sono ormai

rimpiazzati da tessuti sintetici che meglio si prestano a

simili esercitazioni. Questa però non è più storia ma

cronaca. Da vivere più che da raccontare.

realizzati con tessuti non confortevoli. Qui la creatività sta nel mettere insieme

tutti gli ingredienti per una collezione fresca, nuova. La donna, in particolare,

deve aver voglia di comprare un costume perché se lo immagina già addosso, le

dà delle emozioni, la fa sentire più bella anche se non è una taglia 42.

Costumi che si possono usare anche come parte di un capo, vista la

ricchezza di dettagli e ricami....

Ne esistono a fantasiaoatintaunica,concoloriaccesioppure con tonalità più

spente che si adattano con tutto. Alcuni sono impreziositi da strass e perline, o

da decorazioni, che li rendono ancora più trendy. Inseriti poi nella collezione

come pezzi indispensabili per l’abbigliamento da spiaggia più glamour ma che

vestono la donna anche nella sua dimensione quotidiana, gli accessori e le

borse abbinabili al costume, sandali e ciabatte, infradito...per non dimenticare

poi i larghi cappelli che coprono dal sole, così affascinanti. Ogni estate gli

accessori si alternano e cambiano in base ai costumi. Anche orecchini, bracciali

e collane si adattano perfettamente ai vari stili del costume, producendo un

effetto ancora più unico! Ogni accessorio è caratterizzato dalle fantasie del

momento, per rendere la donna sempre alla moda.

Secondo lei una donna come deve scegliere il suo costume?

La scelta è sempre molto personale, visto che tante donne indossano costumi

che non donano particolarmente ma che a loro piacciono. Ogni donna ha il suo

stile e credo che l'ispirazione essenzialmente parta dal proprio concetto di

femminilità.

AQUATEAM: la STORIA

1965/oggi

Aquateam, leader nazionale nella produzione di

costumi umisex ed accessori, nasce in realtà come

cappellificio nel 1965 per volontà dei fratelli Tirabasso.

I cappelli, inizialmente venduti in spiaggia, negli anni

avevano fatto sorgere la necessità di soddisfare il

desiderio delle bagnanti di poter acquistare

comodamente sdraiate sull’arenile, anche la

pantofolina, la borsa ed il costume da bagno, che

cronologicamente è stato creato per ultimo per la

difficoltà di esecuzione propria di un capo di

abbigliamento. Le piccole produzioni artigianali,

inizialmente distribuite stagionalmente lungo la costa e

per mezzo di un furgoncino che consentiva il “porta a

porta” sul territorio, cominciarono ad essere mano a

mano più importanti e la necessità di cominciare a

strutturarsi era ormai inevitabile. Negli anni la fabbrica

dotata anche di uno spaccio aziendale decide di

rinnovarsi, nella produzione e nell’immagine. I capi e

gli accessori si orientano ad un pubblico più ampio sia

in termini di età che di “genere”. Un momento che ha

segnato un passaggio importante nella storia

dell’azienda che decide, in linea con le nuove strategie,

di puntare sull’immagine a cominciare dai punti vendita

in cui venivano proposti i capi che, essendo

principalmente bazar collocati sui litorali e pertanto

stagionali, non investivano nella riqualificazione delle

strutture. Nascono, all’interno del progetto d'insieme

“Aquateam” gli espositori lui/lei in plexiglas ecologici,

colorati, leggeri e di grande impatto estetico che

consentono di avere una precisa identità, ovunque,

anche in luoghi in cui non vi fossero ad esempio

strutture commerciali adatte. Grazie a questa strategia,

alla vendita on line ed alla distribuzione nelle stazioni

balneari, nei villaggi turistici e nelle agenzie di viaggi,

Aquateam si appresta oggi a varcare la soglia dei

mercati internazionali forte di numeri davvero

straordinari: 800 negozi affiliati e due punti vendita

aziendali di cui uno di recente apertura a Porto

Recanati e..come se non bastasse, ad ampliare

l’offerta, la possibilità di personalizzare capi ed

accessori su richiesta del cliente...la differenza in

fondo, passa anche attraverso le piccole cose.

c o l l e z i o n e

PRIMAVERA/ESTATE 2008

Calzaturificio Marco

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IL LABORATORIO

DEL VERO

MADE IN ITALY

GIOIELLO

È PRODOTTO E DISTRIBUITO DAL

CALZATURIFICIO MARCO IOMMI


MISSION

La soddisfazione di tutti i suoi interlocutori di

riferimento: il cliente, il collaboratore, il

cittadino. Il semplice sorriso diventa punto di

riferimento e parametro di una precisa

attività di ascolto e di valorizzazione della

persona, diversificata a seconda del

pubblico cui ci si riferisce: “Più valore alle

persone. Da sempre”.

MERCATO

I clienti di Gruppo Mercurio sono oggi il

vasto pubblico di chi si avvale della grande

distribuzione organizzata per la spesa di

ogni giorno. Soluzioni e prodotti differenti, a

seconda della composizione e delle

esigenze del nucleo familiare,consentono di

diversificare l'offerta per venire incontro alle

richieste di un target così diversificato e

mutevole. La customer satisfaction per il

Gruppo Mercurio si concretizza con

l'orientamento a una “Ospitalità totale” per

mezzo della quale l'azienda ha l'obiettivo di

rendere piacevole la permanenza nei punti

vendita. “Ogni giorno con il sorriso” è la

promessa e l'impegno del Gruppo. Strutture

accoglienti e vivaci, personale disponibile e

competente, assortimento completo e

specializzato, giusto rapporto

qualità/prezzo, proposte personalizzate

rispondenti alle esigenze dei clienti, queste

le leve dell'ospitalità che rendono i punti

vendita luoghi sociali di relazione e

condivisione, in cui l'attenzione diventa

accoglienza.

POSTO DI LAVORO

Il collaboratore rappresenta il valore

aggiunto del Gruppo e viene stimolato ad

avere un ruolo propulsivo e di iniziativa,

attraverso nuovi strumenti per migliorare la

qualità del lavoro: le nuove divise, rese più

eleganti e funzionali; un'indagine (“Il sorriso

della cassiera”) per definire il grado di

soddisfazione di chi lavora alla cassa; corsi

di trucco e di acconciatura per valorizzare la

donna sul posto di lavoro, politiche

incentivanti volte alla motivazione e alla

condivisione della missione e degli obiettivi

aziendali, programmi ad alto coinvolgimento

personale, al fine di costruire in ogni attore

dell'impresa il sentimento di gruppo e di

appartenenza. Il collaboratore, oltre che un

consulente, è per il Gruppo Mercurio un

patrimonio su cui investire. Comunità

Gruppo Mercurio affianca le istituzioni

affinché si crei benessere per il territorio

rispondendo prontamente ai bisogni e alle

richieste più urgenti della collettività.

Concretamente dedica una parte del proprio

fatturato ad azioni e opere che mirino a

valorizzare l'individuo ed il suo contesto.

Contribuisce all'inserimento dei giovani nel

mondo del lavoro attraverso programmi di

orientamento e formazione innovativi che

alternino la scuola e il lavoro. Il Gruppo

sostiene in modo continuativo associazioni

no-profit (AIRC, Medici Senza Frontiere,

Ospedale Bambin Gesù,…) attraverso

attività di Corporate Giving e a favorire e

sostenere progetti sociali e umanitari.

la

si

20 www.donnaimpresa.com

Professione: manager

stanza bottoni

dei

tingediROSA

Il Gruppo Mercurio è una delle realtà più significative del centro

Italia della Grande Distribuzione Organizzata con 52 punti vendita,

oltre 700 collaboratori, più di 12.000.000 presenze annue e un

incasso consolidato che nel 2006 si è attestato intorno ai

195 milioni di Euro. La società nasce a Roma nel 1959

quando Franco D’Amico fonda la Mercurio per il confezionamento e

la distribuzione del riso. L’attività viene poi estesa alla

commercializzazione di altri prodotti alimentari e nel 1972 apre il

primo Cash e Carry. Nel 1985 arriva il primo punto vendita al

dettaglio a marchio Sidis. La società è stata sempre guidata dalla

Famiglia D’Amico. Alla scomparsa del fondatore è subentrata la

Maria , Presidente

figlia D’Amico attuale , che dal 2002 è nel

Consiglio d’Amministrazione Interdis e vicepresidente Commercity,

ruolo prestigioso che accresce l’importanza della società nel

panorama imprenditoriale italiano, e che recentemente è stata

eletta anche consigliere nella giunta della Confcommercio di Roma.

Il Gruppo Mercurio, nato come un’azienda familiare, è diventato

ormai una realtà a gestione manageriale ma la filosofia è rimasta la

ospitalità, cortesia, accoglienza

stessa:

non solo

verso l’esterno ma anche all’interno, perché la soddisfazione del

cliente passa attraverso la soddisfazione di quanti lavorano nel

punto vendita. L’accoglienza è il filo conduttore che ne attraversa

tutta la storia. Il Gruppo, inoltre, in perfetta sintonia con la propria

filosofia aziendale, si fa promotore di nuove e originali iniziative

volte a valorizzare il territorio e la persona nella sua dimensione di

collaboratore, cliente e cittadino. Ne parliamo con Veronica Marica

vicepresidente e Direttore Marketing che abbiamo incontrato nella

splendida location dello Starhotel Metropole nel cuore di Roma.

Quali, gli elementi distintivi dell’attività del Gruppo sul mercato?

Il primo e storico punto di distinzione è stata una solida e continuativa politica dei prezzi,

condotta senza trascurare la qualità ed il marchio Made in Italy. Negli anni, l’azienda ha cercato

di porsi come punto di riferimento per quei consumatori particolarmente attenti al rapporto

qualità prezzo, che sanno apprezzare il valore aggiunto del servizio e quei “valori intangibili”

che vanno oltre il semplice fare la spesa. Altro elemento caratterizzante, il voler perseguire un

ruolo sociale fortemente radicato nel sistema collettivo locale applicando il concetto di

redistribuzione sul territorio di parte dei proventi dell’attività...e questo prima ancora che il

concetto della responsabilità sociale delle imprese entrasse nelle pagine dei giornali e sotto

l’occhio dei riflettori. Presenti a Roma anche con un grande centro per il biologico di qualità, il

“Ser Franco Bio” dislocato su una superficie di 1600 mq... Si, il centro è stato inaugurato lo

scorso 24 gennaio, nel quartiere Fidene a Roma alla presenza delle massime autorità locali.

Un’avventura commerciale per dei prodotti già presenti all’interno di supermercati e negozi, ma

ai quali ora è stato dedicato un esclusivo punto vendita che racchiude oltre 300 prodotti

provenienti da Agricoltura Biologica di tutte le categorie merceologiche alimentari: pane, pasta,

spezie, legumi, uova, dolci, prodotti da forno, bevande, miele, omogeneizzati, vino, thè,

camomilla, caffè, etc. Le forniture saranno principalmente a cura di AlceNero e Bio Roma e

ovviamente avranno come caratteristiche principali qualità bio, con prodotti equi e sostenibili.

E’ partita ufficialmente a Dicembre “Diritto di Poppata”, la campagna di responsabilità

sociale promossa da Gruppo Mercurio per garantire il diritto al latte per tutti i bambini...

Una iniziativa promossa dal nostro Gruppo in collaborazione con l’associazione

Salvamamma/Salvabebè. La campagna prevede una serie di iniziative di sensibilizzazione e di

raccolta fondi presso i nostri punti vendita per la distribuzione di latte in polvere alle donne in

stato di disagio sociale e di povertà, laddove fosse impossibile fare ricorso al latte materno.

L’associazione Salvamamma/Salvabebè da alcuni anni gestisce progetti contro l’infanticidio e a

favore del sostentamento delle donne in difficoltà, in particolare straniere, e dei loro bambini.

Nel progetto “Diritto di Poppata” l’associazione gestirà il rapporto con le madri, anche attraverso

alcuni medici volontari, mentre Gruppo Mercurio ne sosterrà la comunicazione e, appunto, la

raccolta fondi che si protrarrà per tutto il primo semestre del 2008. I clienti dei supermercati del

Gruppo potranno aggiungere 1 euro alla loro spesa che verrà devoluto all’associazione

Salvamamme/Salvabebè per l’acquisto di latte in polvere necessario alla nutrizione di 1.000

bambini nei primi sei mesi di vita.

Mi parli del progetto"Manager Domani", quest’anno

alla sua IV edizione, promosso dal Gruppo Mercurio

con il patrocinio dell’Assessorato all’Istruzione della

Regione Lazio e in collaborazione con la Facoltà di

Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma..

È un piano di orientamento per gli studenti del 4° anno

delle scuole superiori della regione Lazio che ha l'obiettivo

di aiutare i ragazzi che intendono aderire all'iniziativa, ad

individuare le proprie aspirazioni e i percorsi per una giusta

crescita professionale. Un viaggio attraverso le aree

principali che costituiscono una realtà aziendale, una

parentesi lavorativa che durante il normale corso degli studi

offre ai ragazzi una finestra sulla realtà del mondo del

lavoro. Il progetto si inserisce in modo incisivo nel percorso

formativo dei ragazzi. Da un'area aziendale all'altra il

viaggio diviene sperimentazione, questa crea interesse,

curiosità, stimoli e nuove prospettive. A seguito di una fase

introduttiva i partecipanti hanno l'opportunità di

approfondire l'area che ha maggiomente suscitato il loro

interesse e, a conclusione del loro percorso formativoaziendale,

ricevono un profilo attitudinale e orientativo

predisposto da esperti della facoltà di Psicologia

dell'Università «La Sapienza» di Roma, attraverso una

metodologia che individua le attitudini e le competenze

personali rispetto agli interessi e alle preferenze dei

ragazzi. Dopo l'esperienza sperimentale del 2004, che ha

riscosso un vivo apprezzamento sia da parte delle scuole

sia degli studenti coinvolti, abbiamo voluto ripetere il

progetto rendendolo sempre più scientifico, per mezzo di

una ricerca e di una metodologia che prenda le mosse dai

risultati di essa, estendendo e coinvolgendo un più alto

numero di istituti scolastici e aziende.

nella foto:Veronica Marica

Vicepresidente e Direttore marketing Gruppo Mercurio

Veronica Marica

manager al femminile


Professione: manager

l’acrobata

LA DIFFICILE CONCILIAZIONE DEI TEMPI

Chi balla o cammina sulla corda o fa altri giochi di forza o di destrezza;

Persona che sa barcamenarsi in situazioni difficili, incerte,precarie. Sono

entrambe definizioni di una parola, ma sicuramente la seconda è quella

che ci porta a riferirci ad una ricerca realizzata da Euromedia Research per

la fondazione Marisa Belisario, in occasione dell’ 8° edizione di “Donna,

Economia, Potere”. E’ una ricerca che parla di donne, sulle donne,delle

donne. Parla della loro determinazione,della loro capacità,dei loro successi

ed insuccessi,dei desideri,delle aspettative ed anche del loro ruolo nella

società e degli strumenti di cui dispongono e che usano per conciliare vita

professionale e familiare. Del fatto che, nonostante abbiano necessità di

una maggiore flessibilità negli orari e nell’organizzazione del lavoro per

poterlo conciliare con la maternità, nonostante le battaglie politiche e

sociali intraprese a salvaguardia della loro dignità sociale,nonostante lo

scarso supporto che viene dato per la famiglia,soprattutto in presenza di

figli, la scarsa considerazione in termini di occupazione, di qualità e

regolarità….ebbene, tutte cercano di esprimere al meglio la loro grinta, la

loro volontà,la voglia di essere considerate non solo “Mater Familias”, onde

potersi affermare anche in campo lavorativo e sociale, non rinunciando alla

loro femminilità e al loro essere donna che si esprime anche tramite

ricercati stili di abbigliamento e acconciature. Si parla,dunque,di un tema

che vede interessate le donne e la loro ricerca di nuove soluzioni ed

interventi innovativi che consentano al sistema Italia, anche grazie a loro,

di confrontarsi con la globalizzazione e la società più prossima. Nel Marzo

del 2000 venne presentata la “Strategia di Lisbona” con la quale l’ Unione

Europea si è prefissata, per il decennio 2000/2010, l’obiettivo strategico di

“Diventare l’economia basata sulla conoscenza competitiva e dinamica del

mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi

e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”. Per agevolare

ciò nel Marzo 2007 è stata approvata dal Consiglio dei Ministri che

discuteva sullo stato di attuazione di tale “Strategia” la nota aggiuntiva

”Donne,innovazione e crescita”, indicando con essa l’occupazione

femminile come assolutamente prioritaria per la crescita e la stabilità

economica del Paese. Sono evidenze che contemplano l’universo

femminile,la maternità,la natalità,la discriminazione di genere. Ciò richiede

programmi di ampio respiro, per far sì che la loro presenza e le loro

energie non vengano disperse e mortificate dalla necessaria

microconflittualità quotidiana per poter farsi valere,per poter essere visibili

nella loro interezza, per poter sensibilizzare la politica, le aziende e le

Istituzioni affinché apprezzino e valorizzino il potenziale propositivo e

fattivo femminile. Sono questi i momenti in cui promuovere riflessioni e

analisi sul ruolo della donna nel contesto economico-sociale

attuale,avendo riguardo,oltre che alle responsabilità professionali,anche

alla qualità della vita e al superamento del pregiudizio di essere donna. E

allora ecco che necessita una graduale implementazione di modelli di

successo,come quelli scandinavi e anglosassoni che,grazie all’opportunità

concessa alle donne in termini di maggiori facilitazioni (quali part-time ed

elevazione di un tot anni dello stesso, orari flessibili, presenza di asili

aziendali….) consentono un occupazione femminile ed un tasso di natalità

più alti. E’ chiaro che bisognerebbe metter mano in maniera più incisiva

alle politiche familiari, sociali e di impiego che individuino supporti di qualità

tali da permettere alle donne di conciliare vita professione e familiare e non

renderle scelte alternative, ma due obiettivi da raggiungere in egual

misura. Allora sì che si potrebbe combattere il “sommerso” dove c’è la

prevalenza di presenza femminile sfruttata. Dunque è auspicabile ed

augurabile nella società lavorativa una maggiore presenza di donne che,

grazie alle politiche nascenti, non vedano nel diventare madri un ostacolo

al loro avanzamento professionale e di carriera (e quindi spesso scelgono

di non mettere al mondo figli) ma una realizzazione ed un’espressione del

loro essere “DONNA” che non necessita del Principe Azzurro per poter

essere salvata.

Di queste Donne la storia è piena: dalle signore Tachter, Iotti, Pivetti ai

premi Nobel Madame Curie, Grazia Deledda, Rita Levi Montalcini.

AD MAJORA.

di Valerio Vagnozzi

membro del Direttivo Associazione Italiana Formatori - Marche

nasce

l’vent

la business

unit sint per gli

eventi

PER GENERARE NUOVE RELAZIONI ATTRAVERSO

UN’ESPERIENZA MEMORABILE.

Sint agenzia esperta in loyalty e

customer relationship program

per aziende, associazioni ed istituzioni,

amplia la sua offerta di servizi. “Sint” si

caratterizza, da sempre, per un servizio che

mette le persone al centro dell’attenzione,

cercando di conoscerle, proponendo

soluzioni sempre nuove, coinvolgenti e

personalizzate. Attraverso lo sviluppo

graduale di servizi con un forte valore

aggiunto in termini di consumer

satisfaction, SINT ha dato vita a due

nuove Business Unit, in grado di soddisfare

al meglio le esigenze dei clienti; alla divisione

Marketing Relazionale, core business di SINT,

si aggiungono Mobile Applications e Event

Marketing. Le tre Business Unit si riuniscono

intorno ad un’unica, concreta, capacità di

risposta: essere ‘generatore di

relazioni’. Il nuovo settore di Event

Marketing, I’vent, nasce per dare anima e

corpo alle idee, per arrivare dritti al cuore

del target, trasformando i semplici

spettatori in protagonisti di un’esperienza

coinvolgente, gratificante, memorabile. L’vent

si caratterizza non solo per l’inventiva, lo

spirito di ricerca innovativo e curioso che

trasforma ogni idea in un momento unico, ma

anche per la concretezza nel trovare metodi e

soluzioni adatti a costruire una “ poetica

di servizio” originale e distintiva,

attraverso la creazione di eventi straordinari e

unici.

Responsabile della nuova divisione è Rossella Pellerito che

vanta una profonda esperienza nel settore maturata presso le

più importanti Incentive House italiane. “Scegliere I’vent

significa, per i nostri Clienti, affidare con serenità

l’organizzazione dei propri meeting, convention, viaggi

incentive, team building e special event, ad un partner

professionale e di fiducia. E non doversi preoccupare più di

nulla” dice Rossella Pellerito. “Significa scegliere uno specialista

che sappia offrire una ‘consulenza personalizzata e

competente’, in grado di produrre una soluzione mirata,

dall’elevato contenuto emozionale. Un partner capace non solo

di generare relazioni, ma emozioni multisensoriali.”

“Il naming del nuovo settore è stato scelto usando la grafia fonetica

della parola inglese event: I’vent - ci dice Bianca Mutti,

amministratore delegato di Sint - per il logo, che utilizza parte del

marchio Sint, è stato scelto il colore arancione che, nella cultura

giapponese e cinese, è associato all'amore e alla felicità. E' il colore

della crescita, della gioia. Simboleggia il sole nascente, è un colore

vibrante e accogliente. Simboleggia attenzione e ricerca.

COME GENERARE RELAZIONI: LA RICETTA DI SINT

“Oggi è sempre più difficile fare emergere una marca nei media

tradizionali ed è sempre più importante dare un seguito certo

all’investimento in comunicazione” continua la Mutti. “Il rapporto

one-to-one è sempre più complementare all’advertising, il servizio

sempre più cruciale nella ripetizione d’acquisto, la comunicazione

sulla loyalty sempre più strategica. Per rispondere in modo puntuale

alle richieste che emergono dal mercato, Sint ha creato un sistema

integrato di marketing relazionale capace di interagire e generare

valore per la marca. Sint, attiva da oltre 20 anni nel settore, si

caratterizza, da sempre, per un servizio che mette le persone al

centro dell’attenzione, cercando di conoscerle, proponendo soluzioni

sempre nuove, coinvolgenti e personalizzate. Ma il coinvolgimento e

la personalizzazione non bastano: occorre anche allinearsi alla

nuova era della comunicazione digitale e accettare la sfida della

interazione web 2.0 oriented. Abbiamo quindi lanciato due “progetti

digitali”: SintBlog della cui redazione mi occuperò personalmente e

SintTV, un canale che contiene le interviste video al management

aziendale, ai partner e clienti, nonché a opinion leader del settore per

individuare i trend in atto. Tramite questi strumenti avremo modo di

confrontarci con i nostri interlocutori e di ottimizzare il nostro know

how nella fornitura di servizi sempre più innovativi, fuori e dentro il

web”.

Bianca Mutti

italia

manager al femminile

22 www.donnaimpresa.com


Professione: imprenditrice

DONNEd’IMPRESA

capitane

Tiziana è un’imprenditrice da “Oscar”, premio che le è stato conferito per la sua

attività nel 2006 a Salsomaggiore per la categoria “ autocarrozzerie al femminile”...

anche una donna di straordinario talento che sa essere una buona manager

di se stessa.

Sa dirigere tutta la sua organizzazione e sa confrontarsi

mostrando particolari capacità in relazione alla gestione del tempo, alle relazioni, al commercio.

Ha spirito d’iniziativa ed inventiva, sa gestire le relazioni e quietare

le ostilità, sa organizzarsi, sa condurre le trattative e vendere...ma

innanzi tutto sa pensare positivo, ha la capacità di entusiasmarsi e di coinvolgere

infondendo la sua passione a chi le sta intorno.

Prima di svolgere questo lavoro presso l’ Autocarrozzeria

Adriatica di cui è titolare, ha avuto altre esperienze lavorative?

Si. Per molti anni ho lavorato in uno spaccio di “sali e tabacchi” ma ad

un certo punto ho sentito la necessità di impegnarmi nell’azienda di

famiglia gestita fino a quel momento solo da mio marito Massimo e

nella quale, da qualche tempo, sono anche subentrati i miei due figli.

Francesco ventiduenne lavora nell’officina e si occupa di riparazione

e di messa a punto dei veicoli, Stefania invece, la primogenita, segue

con me le mansioni d’ufficio ovvero la parte amministrativa, le

relazioni con i clienti e la promozione dei servizi che offriamo che non

sono esclusivamente legati al ripristino dello stato della carrozzeria

ma sono anche rivolti alla manutenzione dell’auto attraverso

operazioni di conservazione, al lavaggio fatto ancora a mano con

quella minuzia che è propria di un procedimento non meccanico, ed

infine di organizzazione dei servizi di soccorso stradale, in quanto

siamo anche titolari di una società che si occupa di interventi

24h su 24. Non è semplice gestire la totalità delle attività che

svolgiamo soprattutto in relazione alla sfera più propriamente legata

al lato emotivo delle persone in quanto il nostro lavoro è molto spesso

collegato a circostanze difficili nelle quali il coinvolgimento personale

è molto forte. Mi riferisco in maniera particolare a quelle persone che

abbiano subito traumi anche gravi in un incidente stradale o, più

semplicemente, a quelle che abbiano la necessità di essere

tempestivamente soccorse o abbiano l’urgenza di ripristinare

celermente lo stato di efficienza dell’auto a causa di un lavoro che

non consente pause di fermo. Io penso che le donne abbiano un

vantaggio rispetto agli uomini dal punto di vista delle relazioni

interpersonali ma anche, e soprattutto, nella capacità di valutazione

dello stato emotivo delle persone soprattutto quando esso sia

compromesso da una qualsivoglia vicenda dolorosa.

Le chiedo Tiziana di parlarmi di come riesce a conciliare vita

privata e lavoro, una richiesta che faccio piuttosto

ricorrentemente alle donne che intervisto, quando naturalmente

queste siano anche mogli e madri…

Certo, non è cosa semplice soprattutto quando i figli hanno un’età

che non consente loro di essere sufficientemente indipendenti. Vorrei

precisare tra l’altro che per me oggi, lavoro e vita privata sono tutt’uno

in quanto condivido con marito e figli anche la quotidianità del

lavoro…caratteristica piuttosto comune, o comunque non insolita, nel

nostro territorio marchigiano.

Quale contributo, secondo la sua opinione, le donne hanno

portato al mondo imprenditoriale sino ad oggi?

Le donne sono diventate molto in gamba, hanno una grande

24 www.donnaimpresa.com

sensibilità, un maggiore senso di responsabilità e dell’organizzazione.

Riescono più facilmente ad adattarsi ai cambiamenti, sono

maggiormente inclini alla flessibilità. Può accadere però che da parte

della sfera maschile questa intraprendenza delle donne e questa

“voglia di fare” sia vista solo come una voglia di emergere a tutti i

costi, partendo erroneamente dalla convinzione che non possediamo

i requisiti necessari. L'atteggiamento iniziale è di diffidenza, almeno

per quel che concerne la mia professione tipicamente maschile,

perché si pensa alla donna in altri ruoli. Predisposizione mentale che

possiamo rimuovere dimostrando di essere brave, anche più degli

uomini, e devo essere sincera, quando questo accade, si instaura

con il cliente un rapporto saldo e duraturo basato sul rispetto. Quali

sono a suo avviso Tiziana, i motivi che dovrebbero spingere una

donna a fare impresa?

Ci sono dei denominatori comuni, indispensabili per fare impresa, ad

esempio la voglia di mettersi in discussione, la curiosità, la

determinazione a voler fare o, come nel mio caso, il voler condividere

le responsabilità lavorative di ordine quotidiano con i propri cari.

Penso comunque, più in generale, che le donne, abituate a gestire la

complessità, siano dei manager straordinari che, nel momento in cui

prendono consapevolezza di queste loro capacità, tirano fuori una

forza di volontà ed una determinazione rari..

La soddisfa il suo lavoro?

Pienamente. Io ritengo sia molto importante la soddisfazione

professionale, guai se non ci fosse. Accanto all’amore per il lavoro

che svolgiamo deve esserci però anche il compiacimento nel

considerare oggettivamente che il proprio operato funziona.

La rete offre grandi opportunità, prima di tutto quella della

condivisione delle esperienze in tempo reale e poi naturalmente

quella legata più propriamente all’aspetto promozionale. Ci sono

aziende che si gemellano e persone che attraverso i newsgroup,

che sono gruppi di discussione, scambiano idee attraverso

messaggi. Una persona si collega ad Internet, sceglie un

argomento e quindi si abbona al gruppo che parla di un

determinato argomento e incomincia così a discuterne insieme

al gruppo scambiando esperienze. Una condivisione globale che

diventa una vera e propria cartina di tornasole utile a farci

conoscere quello che avviene a due passi da casa piuttosto che

a distanza di migliaia e migliaia di chilometri…

La cosa secondo me bellissima è che sulla rete vige il principio che è

importante aiutarsi e quindi ci sono persone di aziende diverse che

danno consigli a persone di altre aziende riguardo a dei problemi che

loro magari hanno già affrontato. Tutto questo è straordinario.

è

con l’ambiente esterno

La crescita di un’

azienda a quali fattori pensa sia legata principalmente?

Lo sviluppo di un’ azienda passa innanzi tutto attraverso l’attendibilità dei prodotti e dei servizi che

vengono offerti che devono essere qualitativamente eccellenti ed al contempo rispettare parametri

di prezzo equi ma anche, e soprattutto, ritengo sia il frutto del rispetto “dell’altro” inteso come

impegno a soddisfare al meglio le aspettative di ciascuno e a non disattendere mai la fiducia che

viene riposta nei nostri confronti. Non ultimi, la comprensione e la condivisione delle problematiche

anche legate alla sfera intima delle persone, la capacità di essere umili e di regalare un sorriso,

sempre.

nella foto da sinistra: Tiziana Amurri e sua figlia Stefania

Tiziana è titolare dell’Autocarrozzeria Adriatica in Via del Commercio 49, 63018 Porto

S. Elpidio ap/fm - tel. e fax 0734.900075 - www.carrozzeriadriatica.it info@carrozzeriadriatica.it

Tiziana Amurri

business al femminile


CONFINDUSTRIA

FERMO

sorta nel 1979, è una

delle cinque associazioni

di Confindustria

(riconosciuta nel 1995)

operante nelle Marche il

cui Presidente è

l’imprenditore

calzaturiero Silvano

Lattanzi. Ad essa

attualmente aderiscono

circa 500 aziende (circa

10.000 dipendenti)

suddivise in 12 Sezioni

merceologiche:

calzatura, accessori,

cappelli, edili, lapidei,

metalmeccanici, terziario

innovativo, trasporti,

gomma e plastica,

agroalimentare,

costruttori di impianti e

turismo.

Svolge

quotidianamente attività

di rappresentanza e di

consulenza a beneficio

delle ditte associate

attraverso una struttura

operativa, con un

direttore il Dott.Giuseppe

Tosi coadiuvato da

funzionari e dipendenti.

26 www.donnaimpresa.com

Professione: advising

informarsi

inrosa

Anna è una persona dinamica, autonoma, efficiente e

dotata di capacità di problem solving…così

almeno dicono tutti quelli che hanno condiviso con lei

un’esperienza lavorativa. Io non ho avuto il piacere di conoscerla

personalmente ma dalla chiacchierata telefonica che abbiamo

fatto quando ho deciso di intervistarla è emersa una figura di

donna piuttosto singolare, quasi rara. Schiva a parlare di

sè e della sua affermazione professionale in

Confindustria Fermo

nella quale lavora dal luglio del ’90,

ci tiene a ribadire che tutto quello che ha fatto in questi anni “era

dovuto” come a non volersi attribuire alcun merito speciale che

non fosse il normale svolgere la professione con diligenza e

senso di responsabilità. Il compito di un’associazione di

categoria, lo sappiamo bene, è quello di coinvolgere ed assistere

gli associati affinchè si sentano parte integrante di una realtà e

perché siano assistiti nelle loro primarie necessità…bisogni

riferiti ad un’ organizzazione dinamica, fatta di

persone

che, come Anna, devono possedere la sensibilità e la

preparazione necessari a comprendere e sollecitare nei luoghi

idonei le istanze di ciascun imprenditore. Essere membro di una

segreteria efficiente vuol dire soddisfare una

mantenere ed alimentare il proprio profilo

professionale

moltitudine di cose diverse ed allo stesso tempo riuscire a

anche quando il ruolo che svolgiamo

assume invece aspetti da tutti considerati un po’di routine e

monocordi.

Il suo impegno in Confindustria la porta ad essere vicina ai bisogni di

centinaia di iscritti, titolari delle maggiori aziende del tessuto economico

locale. Il lavoro che svolge, che potremmo definire, non a torto, di

“mediazione” fra l’associato e gli uffici preposti, non è affatto semplice..

domande che devono essere accolte e soddisfatte, spesso anche con una certa

sollecitudine. Io, Anna, proprio in relazione alla sua vita professionale, vorrei

chiederle se è cambiato il suo ruolo negli anni e qualora la risposta fosse

affermativa, quali le attuali linee di comportamento o meglio, i criteri, in

funzione dei quali affronta la complessità del quotidiano...

Da quando sono stata assunta svolgo essenzialmente le medesime mansioni.

Quello che è cambiato è il mio approccio con il lavoro giornaliero ed il rapporto

con le persone che è migliorato, in quanto più sicura. L’esperienza mi ha regalato

infatti quella consapevolezza che mi consente oggi di avere a disposizione gli

strumenti idonei ad operare in maniera più efficiente e ad avere, compatibilmente

con le mie mansioni, quella autonomia che ritengo sia indispensabile all’interno

di strutture operative come la nostra. Il lavoro che inizialmente era prettamente

“esecutivo” si è trasformato con il tempo in un voler entrare nel cuore delle

problematiche e di contribuire alla loro risoluzione senza troppi indugi. Le nostre

aziende confidano in noi e nella nostra capacità di sostenerle nell’individuale

percorso di crescita affinchè possano vincere la sfida della competizione sia a

livello locale che internazionale.

Le donne a parer suo sono ..?

Straordinariamente brave ed affidabili...come le mie colleghe, con le quali

condivido da anni le responsabilità cui siamo chiamate a rispondere ogni giorno.

Anna Moreschini

representation and advising al femminile


UN’ETICA DELLA

COMUNICAZIONE SI

PUÒ FONDARE SOLO

SU UNA

CONCEZIONE DELLA

PERSONA E DEI VALORI

La pratica dell’attività informativa si fonda

su una serie di concetti etici quali la libertà,

la responsabilità, l’oggettività, la verità,

l’onestà, la riservatezza. Anche la

democrazia, lo spazio in cui hanno luogo

sia le attività della professione giornalistica

sia le discussioni sulle funzioni dei media, è

in realtà un termine etico, dal momento che

si fonda sulla forma più giusta o migliore di

organizzazione sociale. L’etica è pertanto

indivisibile dal giornalismo, e la discussione

etica deve far parte di un giornalismo

intelligente, della sua pratica e dei suoi

problemi. Quello che è richiesto agli

operatori del settore è pertanto un impegno

fattivo orientato alla ricerca della qualità

dell’informazione, soprattutto in vista

dell’incidenza che gli effetti dei mezzi di

comunicazione di massa hanno tanto sui

singoli quanto sulla collettività. Da questo

punto di vista, un’informazione di qualità

risulta coincidente con un’informazione

rispondente ai valori di verità e oggettività.

Di questo ne era convinto Indro Montanelli

quando in uno dei suoi interventi pubblici

ebbe a dire che “i giornalisti debbono oggi

essere più responsabili di quanto mai siano

stati. Non chiedo l’autocensura

compiacente…chiedo un’autocensura

morale e personale, la sola che sia degna

ed ammissibile. Il che riconduce alla mia

tesi (…) L’onestà al di sopra di tutto. Anche

quando è scomoda. Anche quando costa

qualche maggiore o minore guaio.

Ma nessun guaio è maggiore delle

compromissioni con la propria coscienza”.

Pertanto un’etica, e quindi anche un’etica

della comunicazione, si può fondare

soltanto su una concezione della persona e

dei valori. Oggi l’etica è in crisi in buona

parte perché registriamo tante visioni

contraddittorie dell’uomo. Ma un’idea-guida

per eccellenza che va ribadita, e che merita

di essere condivisa dalla maggioranza è

che la vera comunicazione avviene sempre

“da persona umana a persona umana,

tramite i media”, e non è mai, (né deve mai

essere) una comunicazione “dai media

all’individuo” in senso totalizzante o

alienante.

28 www.donnaimpresa.com

Professione: giornalista

donne

fannonotizia

che

PerLolita

houngranderispetto professionale

oltre che provare nei suoi confronti un particolare sentimento

di affetto. Risentirla significa ricordare ogni

volta una piacevolissima parentesi della mia vita

professionale presso il Corriere Adriatico ed anche

l’essere, per così dire, antagoniste sulle pagine della cronaca

fermana…qualche anno fa.

Le ho sempre

riconosciuto acutezza, indipendenza,

integrità

e sono particolarmente felice nel saperla oggi

professionista affermata. Oggi le chiedo di raccontarsi…

Se qualcuno, da piccola, mi avesse chiesto: "Cosa vuoi

fare da grande?" non avrei mai risposto: "La giornalista".

Piuttosto, forse, l'avvocato, o la maestra, o il magistrato. Sono cresciuta nella fabbrica di

mio padre Gino, che è un piccolo artigiano nel settore calzaturiero, annusando l'odore dei

pellami e coi timpani rotti dai rumori delle macchine. Mia madre Alida è operaia, anche lei

calzaturiera. Stessa cosa dicasi per mio fratello. Questo per affermare che non avevo

esempi diretti da seguire, non ho fatto - non ho potuto fare - la scelta di continuare il

lavoro dei miei familiari. Un giorno, per caso, incrocio sulla mia strada questo mestiere,

che è il più bello del mondo: il giornalismo. Come e chi ha combinato l'incontro proprio

non lo ricordo: credo la curiosità di provare e la voglia di raccontare, di capire, di

conoscere, di essere protagonista. Ho visto pubblicato il mio primo pezzo sul Corriere

Adriatico, poche righe su una mostra fotografica della Croce Verde di Porto Sant'Elpidio,

nel novembre '97. Da allora non mi sono più fermata. E' stato amore a prima vista tra me

e il giornalismo: una passione infinita, immensa, grandiosa. Che mi ha regalato, in questi

10 anni, tante soddisfazioni e qualche delusione. Ho studiato giurisprudenza, mi sono

laureata. Ma non ho più avuto alcun dubbio. Mai. Dal '97 non c'è stato un giorno,

nemmeno in quelli più difficili - e ce ne sono stati - in cui ho pensato anche solo un attimo:

mollo tutto. Essere (non fare) giornalista comporta aggiornamento costante, studio,

capacità di ascolto ma soprattutto grinta, carattere e tanta tanta curiosità. Anche quel pelo

sullo stomaco che rende antipatici agli occhi dei più ma che consente di sopravvivere, di

autotutelarsi. Le donne hanno più difficoltà a sfondare, ad esercitare questo mestiere?

Certamente gli orari di lavoro non aiutano le donne. E la donna giornalista talvolta è

costretta a mascolinizzarsi affinché la credibilità professionale prevalga sull'aspetto

estetico, femminile. Basti pensare a quel che faceva la direttrice di Vogue interpretata da

Meryl Streep nel film il Diavolo veste Prada. Tanto dura, cinica, esigente e tavolta spietata

in ufficio quanto fragile, sensibile e materna nella vita privata. A dimostrazione che la

femminilità non la si può cancellare. Tutt'al più nascondere. Esiste comunque tutt'ora un

pregiudizio in vari settori, in particolare in quello giornalistico, perché non è giustificato

che ai più alti livelli non esista un direttore donna di un quotidiano o di un telegionale di

rete nazionale. Se poi alla femminilità si aggiunge, come nel mio caso, la giovane età

(quando ho iniziato avevo 18 anni, oggi ne ho 28) con l'ulteriore aggravante di voler

scrivere di politica, dove gli interlocutori hanno minimo il doppio dei tuoi anni, l'impresa

diventa quasi titanica. E comunque poi non si può non constatare come le donne

scontino un altro grave handicap: sono diffidenti e poco solidali tra di loro. C'è ancora una

scarsissima propensione a fare squadra, ad allearsi, a crescere e condividere insieme

esperienze professionali. Capita invece più spesso che prevalga la competizione

esasperata, non sempre ahimé virtuosa. E' fatica, quindi, ma ci vuole tenacia e quel

pizzico di fortuna che non guasta mai. Sapendo però che la fortuna aiuta gli audaci. Per

questo penso sia sempre importante mettersi in gioco, rischiare, provare. A costo pure di

sbagliare. La mia fortuna è stata quella di incontrare lungo la strada tante persone che

hanno creduto in me, che hanno investito su di me. Cosa vorrei si dicesse di me? Una

giornalista libera alla costante ricerca della verità anche a costo di sembrare scomoda.

Se non addirittura antipatica.

Lolita Falconi

comunicazione al femminile

Foto realizzata al Caffè Novecento di Porto San Giorgio (ap/fm)


Pubblico & Privato

dentro

il non profit

e

per

il

non profit

Un valore irrinunciabile:

il dono. Senza la cultura

del dono, senza azione

donativa, una società

avanzata come la

nostra, basata

sull’economia di

mercato, è destinata a

disumanizzarsi.

L’economia di mercato

non può reggersi nel

vuoto pneumatico,

senza uno zoccolo duro

di valori. In tal senso,

ognuno di noi può

inserire la dimensione

donativa nella propria

azione. Saper dare

gratuitamente è

importante, è una scuola

di vita e un esercizio di

cittadinanza in senso

alto perché porta a

partecipare a quello che

ti succede attorno,

sapendo che le

necessità sono tante.

E insieme è una scuola

di umiltà, perché ti fa

capire di essere un

pezzetto, un mattoncino

nella storia.

LE RICERCHE CHE CAMBIANO

LA VITA

“DI SOLITO COLPISCONO QUANDO

MENO CE LO SI ASPETTA, QUANDO SI È

FORSE ANCORA NEL FIORE DEGLI

ANNI, POI DIVENTANO PARTE

INTEGRANTE DEL CORPO FINO A CHE

LO FANNO PRIGIONIERO, FINO A

QUANDO L’UNICA COSA CHE VIVE

DENTRO IL CORPO È IL CERVELLO.

NON CI SONO CURE CHE LE

DEBELLINO, NON C’È PREVENZIONE

CHE LE EVITI. C’È SOLO TANTO,

TANTO LAVORO DA FARE TRAMITE LA

RICERCA SCIENTIFICA, CHE, GIORNO

DOPO GIORNO, INVESTE I SUOI SFORZI

ANCHE NEL MONDO DELLE CELLULE

STAMINALI CEREBRALI PER POTER

PROVARE A TROVARE UNA SOLUZIONE,

UNA VIA DI SCAMPO, UN FRENO…UNA

SALVEZZA DA MORTE CERTA. FANNO

PAURA QUESTE PAROLE, LO SO, MA

BISOGNAAVERE IL CORAGGIO DI

RECITARLE, IL CORAGGIO DI

CANTARLE, IL CORAGGIO DI

URLARLE: PERCHÉ TUTTI POSSANO

SENTIRE, POSSANO CAPIRE CHE, AD

OGGI NON C’È NULLA CHE POSSA

DARE UNA SOLA SPERANZA DI

SALVEZZA, NON C’È NULLA CHE POSSA

EVITARE L’ARRIVO DELLA MALATTIA.

L’UNICA COSA DA FARE È PROVARE E

RIPROVARE A TROVARE UNA

SOLUZIONE. QUESTO È IL MESSAGGIO

DI NEUROTHON, INSIEME A QUELLO DI

TANTI ALTRI PER AIUTARE A TROVARE

UNA VIA DI SALVEZZA”.

Maria Cristina, lei è Segretario Generale di Neurothon, mi dica, come nasce

il suo impegno nell'associazione?

Nasce tanti anni fa, per caso, dalla segnalazione di una mia cara amica la quale

mi disse, essendo a conoscenza delle mie attitudini ed il mio impegno

professionale nel campo della comunicazione, che l’associazione Neurothon

cercava una persona che curasse l’aspetto più propriamente legato alla

promozione delle attività attraverso i mass media, affinchè si sensibilizzassero

opinione pubblica ed istituzioni sui grandi temi legati alla preservazione della vita

e, al contempo, si operasse a favore del reperimento di fondi per sostenere il

lavoro di ricerca. Devo essere sincera, all’inizio la scelta di candidarmi è stata

dettata non dolo da queste “nobili cause” ma anche dalla necessità di trovare

una occupazione che fosse gratificante dal punto di vista dell’ autonomia

professionale e che, al contempo, mi lasciasse libera di esercitare senza alcun

vincolo di orario e luogo. Le cose però cambiarono rapidamente, a distanza di

pochissimo tempo infatti l’essere consapevole, e soprattutto vicina, a tanta

sofferenza, ha determinato un coinvolgimento soprattutto personale per l’incarico

assunto.

Quello di cui mi sono resa conto è che la “coscienza collettiva” doveva essere maggiormente stimolata, o meglio educata, a

farsi carico dei problemi legati ai grandi temi universali, come quello della vita e della morte, affinchè si insinuasse in

ciascuno la consapevolezza che la ricerca è l’unico mezzo del quale possiamo servirci per debellare tutte quelle patologie

fortemente invalidanti che sono in moltissimi casi il preludio della morte.

Mi parli di come nasce Neurothon e delle sue finalità...

Era l’anno 2003 quando per la prima volta si iniziò a parlare della creazione di un progetto molto ambizioso relativo all’utilizzo

di cellule staminali cerebrali per la guarigione di malattie neurodegenerative. Nacque così il primo Comitato Neurothon,

progetto voluto e realizzato per mano del Professor Angelo Vescovi, biologo italiano conosciuto in tutto il mondo per gli studi

sulle cellule staminali del cervello, assieme a figure private legate a queste problematiche. per primi Maurizio Colombo e

Cristina Pietrasanta ancora oggi all’interno del Consiglio Direttivo. Il Comitato Neurothon nel Febbraio 2005 viene

ufficialmente riconosciuto quale Associazione senza fini di lucro, prendendo definitivamente il nome di Associazione

Neurothon Onlus le cui finalità sono quelle di finanziare, promuovere ed incentivare, la ricerca sulle cellule staminali cerebrali

e le attività ad esse connesse, per la cura delle malattie neurodegenerative, nonchè rendere consapevole il pubblico su

questo tipo di ricerca scientifica per riuscire, nel tempo più breve possibile, ad avviare finalmente la sperimentazione clinica

sull’uomo. Una compito importante perchè queste patologie neurodegenerative come anche le lesioni midollari, quando non

sono mortali, divengono croniche. Al devastante danno fisico e psicologico che queste sindromi affliggono al malato si

sommano l’enorme danno economico per le famiglie coinvolte, nonché per il Sistema Sanitario Nazionale, che deve farsi

carico delle necessità dei malati cronici affetti da queste patologie o lesioni.

Maria Cristina Lani

solidarietà al femminile


Neurothon vuole quindi promuovere la conoscenza scientifica, favorire le interazioni fra i diversi soggetti attivi nella Ricerca, sviluppare

partenariati con strutture pubbliche e private impegnate nell’attività di ricerca per condividere esperienze e know-how dei team di ricercatori

che sovvenziona.

Ci sono Maria Cristina degli aspetti comuni nelle malattie neurodegenerative?

Caratteristica comune a queste patologie è la distruzione di specifiche cellule cerebrali, in particolare (ma non solo) di quelle che conducono

gli impulsi elettrici nervosi, vale a dire i neuroni. Questo determina una serie di disfunzioni che esitano in gravi menomazioni motorie e

cognitive - rigidità e tremori nel Parkinson, movimenti inconsulti nell’Huntington, demenza progressiva nell’Alzheimer e graduali paralisi di tutti i

muscoli, fino al soffocamento nella SMA e nella SLA. Oltre alle problematiche intrinseche di queste patologie si sottolineano anche quelle date

dalla convivenza quotidiana con i problemi psicologici che devono essere affrontati sia dai pazienti che dai loro famigliari, la cui vita purtroppo

cambia irrimediabilmente, scandita dal ritmo di queste malattie che i dati ufficiali danno sempre più in aumento.

Origini e potenzialità d’uso delle cellule staminali o delle conoscenze da esse derivate, coinvolgono la vita e l’idealità delle

persone; il mondo politico e religioso chiama in causa valori che vanno a confrontarsi e ad “urtarsi” in taluni casi coi principi

ispiratori dell’etica biomedica. Un primo ordine di problemi è relativo alla fonte da cui ricavare le cellule staminali su cui condurre la

ricerca. Certamente il punto più controverso riguarda l’utilizzo degli embrioni soprannumerari e ancor più quello degli embrioni

creati ad hoc. E’ su questo tema, cioè sulla questione del cosiddetto statuto dell’embrione umano, che i disaccordi sono più aspri;

in proposito si oppongono due diversi punti di vista: secondo il primo, l’embrione umano è da considerare persona sin dal

momento del concepimento ed è quindi titolare del diritto alla vita. Secondo questa prospettiva nessuna ricerca che possa

danneggiarlo è lecita. Il punto di vista alternativo è quello in cui si riconosce all’embrione dapprima e poi al feto, un diritto alla

Dono, solidarietà, reciprocità... sembrano parole assai riposanti in un tempo di crisi dei rapporti

internazionali, di incertezza economica e politica, di diffidenza e paura. C'è un gran bisogno di essere

richiamati ai valori ultimi della convivenza in una società che si presenta (o autorappresenta) perlopiù

intrisa di interessi ed egoismi, di rivendicazioni e insensibilità. Non bisogna mai dimenticarsi di

ringraziare tutti coloro i quali si sono adoperati affinchè si aprisse un dibattito sulle «questioni di

solidarietà», affinchè il nostro progetto colmasse la coscienza collettiva e sensibilizzasse le istituzioni.

Un grazie particolarmente sentito a Maurizio Costanzo, Ezio Greggio e Enzo Iacchetti e tanti altri.

Maria Cristina Lani

“DOBBIAMO AVERE

LA LUNGIMIRANZA DI

NON PENSARE

SOLO AL NOSTRO

IMMEDIATO PRESENTE

commenta Maria Cristina

guardando la foto

MA ANCHE E

SOPRATTUTTO AL

FUTURO DEI NOSTRI

FIGLI E DELLE

GENERAZIONI

CHE VERRANNO”

ALATO

DA SINISTRA

LA TREDICENNE

CARLOTTA

CLEMENTINA

21 MESI E

CAMILLA DI 5 ANNI


protezione che aumenta progressivamente

mano a mano che esso si sviluppa ed

acquisisce la capacità senziente. Questa

prospettiva è stata applicata al problema

dell’interruzione di gravidanza, che secondo

un’intuizione morale diffusa, assume un

diverso peso con il progredire della

gestazione…

La comunità scientifica europea è certa che cellule

staminali umane possiedono un potenziale

enorme, è anche però consapevole che non si può

sfuggire ai problemi etici che l’uso (anche solo in

via sperimentale) delle cellule staminali derivate da

embrione umano sollevano, ma bisogna anche

riconoscere che essa si è data da tempo gli

strumenti necessari per controllare questo aspetto.

E comunque la ricerca, può oggi puntare sulle

staminali adulte e su quelle del cordone

ombelicale, dove ormai si ha un’esperienza

riconosciuta a livello internazionale ed il cui utilizzo

non pone la questione etica del feto. La ricerca va

aiutata, ed il problema morale va impostato

correttamente. Noi dobbiamo renderci conto che la

società sarà sempre più longeva, pertanto

l’incidenza delle malattie neurodegenerative nella

specie umana crescerà esponenzialmente. Malattie

quali l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), il

Parkinson, la Corea di Huntington,l’ Alzheimer, la

Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), ma anche le

lesioni cerebrali da asfissia prenatale, le malattie

metaboliche letali già nell’infanzia – quali il morbo

di Tay – Sachs e di Sandoff – le lesioni da ictus e le

lesioni spinali le quali affliggono ormai alcune

decine di milioni di persone in tutto il mondo, alcune

centinaia di migliaia delle quali solo in Italia. Noi

questo non possiamo ignorarlo. Dobbiamo provare

a contenere il fenomeno ed eliminare inutili

sofferenze e continuare a lavorare strenuamente

sulla ricerca scientifica affinchè non si abbiano

risultati sempre più confortanti…e perchè questo

avvenga sono inevitabili alcuni cambiamenti

radicali: il primo è che anche gli individui più devoti

sentano il dovere morale di battersi per curare chi

già vive e soffre prima ancora di occuparsi del

futuro di chi non è mai nato, in secondo luogo

avere una legge che disciplini il settore per dare

regole all’attività di ricerca senza violarla ma

salvaguardando i principi morali della collettività ed

infine fare il possibile affinchè l’atavica e

drammatica mancanza di fondi, proprie del nostro

Paese, siano definitivamente debellate.

Una riflessione sulla vita e la morte…lei è

favorevole all’eutanasia?

Personalmente trovo che “staccare la spina” sia

solo una sconfitta…sono invece favorevole al

“testamento in vita” o “living will”, ovvero la

possibilità di decidere preventivamente quale dovrà

essere il trattamento medico da subire, o non

subire, e di nominare una persona di fiducia che

possa decidere a proprio nome in previsione

dell'incapacità del soggetto a decidere. Il

testamento in vita non va confuso con l'eutanasia,

ma e' il rispetto delle volontà di autodeterminazione

dell'individuo…è un percorso che può trovare

d'accordo laici e cattolici.

ATERNIUN

CENTRO EUROPEO

PER LA RICERCA

SULLE CELLULE

STAMINALI Il centro

dovrebbe diventare operativo in tempi brevi e sarà diretto

da Angelo Vescovi (nella foto).

“LA BANCA DI CELLULE STAMINALI

CEREBRALI DI TERNI È L’INIZIO DI UN

PERCORSO SCIENTIFICO

- SOTTOLINEA IL PROF. VESCOVI - PER

“PROVARE” A TROVARE UNA CURA PER

LE MALATTIE LEGATE AL SISTEMA

NERVOSO CENTRALE. IL VERBO

PROVARE È D’OBBLIGO, IN UN MONDO

QUALE LA RICERCA SCIENTIFICA CHE

HA REGOLE CHIARE E PRUDENTI CHE

SALVAGUARDANO GLI INTERLOCUTORI

DA FACILI SOLUZIONI CHE

APPROFITTINO DELL’ESTREMA

NECESSITÀ DEI MALATI A TROVARE

RISPOSTE A QUESTE INCURABILI

MALATTIE CON LE QUALI OGGI SI PUÒ

SOLO CERCARE DI SOPRAVVIVERE.

SENZA LA RICERCA NON È POSSIBILE

AVVIARE PERCORSI DI SALVEZZA, MA

SENZA UN SOSTEGNO ECONOMICO NON

È POSSIBILE NEMMENO PENSARE DI

AVVIARE UN PERCORSO DI RICERCA.”

Consiglio Direttivo

Maurizio Colombo Presidente

Cristina Elena Maria Pietrasanta_Vice-Presidente

Claudio Pastori _Consigliere

Angelo Vescovi _ Consigliere

Maria Cristina Lani _Segretario Generale

Adriano Propersi _Presidente

Paolo Giulini _Sindaco Collegio dei Revisori

Andrea Busnelli _Sindaco

per le vostre donazioni

ASSOCIAZIONE NEUROTHON ONLUS

Comitato Scientifico

Prof. Angelo Vescovi _Presidente

Prof. Bruno Dallapiccola

Prof. Carlo Alberto Redi

Prof. Mario Marazzi

Comitato Etico

Prof. Edoardo Boncinelli

S.E. Monsignor Ersilio Tonini

S.E. Monsignor Elio Sgreccia

Banca

Banca Popolare Commercio e

Industria s.p.a. Agenzia di Bresso ( MI)

c/c n° 10146 intestato a Associazione

Neurothon Onlus ABI 05048 CAB

32620 CIN T

Ufficio Postale

c/c postale n. 73933210

On line

www.neurothon.it

quando

i grandi grandi

mali sconfiggono i

uomini

Bruno Lauzi e Mr. Parkinson

25 Ottobre, 2006 E' morto Bruno Lauzi,

quello di "onda su onda", affetto da morbo di

Parkinson.

Questa la sua lettera a Mister

Parkinson

“Egregio Signore, non è con piacere

che le scrivo questa lettera, ma

d'altra parte avrei dovuto parlarle a

quattr'occhi, affrontarla di persona,

sopportare quel suo subdolo modo di

fare che è quanto c'è di peggio per

far perdere la pazienza anche ad un

santo, figuriamoci a me. Le scrivo,

come può notare, col computer,

perché la mia calligrafia s'è fatta

illeggibile e così minuscola che i miei

collaboratori devono usare la lente

d'ingrandimento per riuscire a

decifrarla…

Perché le scrivo? È presto detto: io

ho superato con una certa

disinvoltura l'imbarazzo che lei ( l'ho

scritto senza maiuscola, non la

merita) mi ha creato chiedendo

pubblicamente la mia mano ed

ovviamente ottenendola. Convivere con un ufficiale inglese a riposo, già condannato nel Punjab per ripetuti tentativi di

violenza neurologica su qualunque essere di qualunque specie( le cose si vengono a sapere, come vede…) non è stato

facile, la mia è una famiglia è all’antica e non ha apprezzato.

MA ORA LEI STA ESAGERANDO, signore, glielo devo dire. Quando è troppo è troppo, e il troppo stroppia! C'è un

proverbio arabo che dice: «Se hai un amico di miele non lo leccare tutto», INVECE LEI S'APPROFITTA D'OGNI

RILASSATEZZA, DELL'ABBASSAMENTO DELLA GUARDIA NELLA BATTAGLIA QUOTIDIANA, ci proibisce di

pensare ad altro, contando sulla superficialità con cui io ho affrontato l’insorgere del male… si sa, gli artisti sono

farfalloni incoscienti… no, vecchio caprone, non le sarà facile, né con me né con gli altri, la Resistenza è cominciata.

Perché, vede, io e i miei fratelli e sorelle malati abbiamo tante cose da fare, una vita da portare avanti meglio di così!

D'ora in avanti prometto che starò più attento ai consigli dei miei dottori, e che mi impegnerò maggiormente nell’aiutarli

nella raccolta dei fondi necessari per la ricerca. Anzi sul tema della solidarietà mi ci gioco una mano, la mano che,

pitturata e serigrafata fa da piedistallo ad una poesia contro di lei, colonnello dei miei stivali, funzionando da incentivo a

dare…già, poiché a chiunque faccia un'offerta per la ricerca verrà inviata «LA MANO» come ricordo e memento…

Siamo in tanti, tante mani si leveranno contro di lei e cercheranno di restituirle colpo su colpo fino a quando non

riusciranno ad acchiapparla per la collottola e mandarla all’Inferno cui appartiene, bestiaccia immonda, sterco del

demonio, nostra croce senza delizie… Parola mia, di questo omino per molti un po' buffo, per altri un po' patetico, ma che

vive il sogno di poterla, un giorno non lontano, prendere a schiaffi. A mano ferma. Mi stia male e a non rivederla”.

ricordando Bruno Lauzi

Bruno Lauzi


Il coraggio delle donne

Sono coraggiose le donne, ci costa

caro, ma bisogna ammetterlo. La

fragilità? Solo uno stato culturale,

più che un dato biologico.

Sono forti e coraggiose, le donne.

Quando scelgono la solitudine,

rinunciando a un falso amore,

smascherandone la superficialità.

Sono coraggiose le donne, quando

crescono i figli senza l'aiuto di

nessuno, rivalutando l'ancestrale

primato, quello di essere mamme.

Hanno il coraggio di non chiedere a

uomini che sono anche padri, la

loro presenza, puntualmente

assente. Uomini che rifuggono le

proprie responsabilità,

trincerandosi in comodi ruoli o

paraventi infantili di adulti mai

cresciuti.

Sono forti e coraggiose, le donne,

quando a discapito di tutto e di tutti

scelgono i propri compagni;

costruendo solide storie

spendendo patrimoni sentimentali,

contro la morale comune.

Sono forti e coraggiose, le donne,

quando sopportano, violenze di

ogni tipo, per salvaguardare quello

che resta di famiglie, che non son

più tali.

Sono la speranza del mondo, le

donne, in qualsiasi circostanza

continuano a far nascere uomini,

che poi le tradiranno.

di Bruno Esposito

Donne tra lavoro e famiglia

belle scoperte

Cristina veste: c alzature “Left and Right” P.S.Elpidio, a biti “Soho” Civitanova Marche

acconciatura di “Roberta Basili” P.S.Elpidio

Cristina

Capriotti

La luce

della bellezza

e della

“vita vera”

“ Nella vita bisogna lottare, bisogna sacrificarsi, bisogna

anche a volte essere tanto umili da accettare condizioni che

troviamo mortificanti…è un modo, anche quello, per

dimostrare il nostro senso di responsabilità, il nostro carattere

e quello che sappiamo fare…a me è successo, tanti anni fa,

all’inizio della mia carriera. Ricordo ancora i miei ripetuti

colloqui in Rai, il mio accettare anche gratuitamente di

lavorare affinchè potessi dimostrare quello che valevo. Questa

la prima grande occasione…entrare in quel mondo ha

significato dare una svolta radicale alla mia professione.

Fortuna? Non direi. Penso che il nostro futuro, la nostra

felicità, dipendano innanzi tutto da quanto siamo disposti a

concedere, a rischiare…”

“L’estetista è colei che si occupa di cure di bellezza, che presta la propria opera per plasmare, correggere, prevenire o

modificare inestetismi fisici restituendo nel contempo all’individuo, insieme all’aspetto desiderato, la fiducia in se stesso e

mettendolo nella condizione migliore per piacersi L’estetista agisce in modo altamente qualificato, lavorando sia sul corpo

sia sulla psiche intervenendo in maniera armonica e salutare e restituendo al cliente quell’immagine di sé che si perde

quando non si convive bene con la propria persona”.

Cristina è una

professionista affermata

nel campo dell’estetica:

bella, allegra, spiritosa,

piena di grinta e sex

appeal è anche

abilissima fra i fornelli e

mamma premurosa.

Detesta l’ipocrisia, la

cattiveria gratuita, la

prepotenza, il sopruso.

Ama la sincerità, la

bontà d’animo, la

delicatezza. Angelica èCrede

una graziosa

Professione “Make-up &

fermamente bambina di 9 anni

beauty therapist”

nell’amicizia, che ama ilun mare valore e sopra tutto

Di fama nazionale, è riuscita a

alto adora che deve arrampicarsi essere

conquistarsi negli anni la fiducia dei

difeso. sugliConsidera alberi. Lela

sorelle

più grandi nomi del mondo dello

perseveranza dicono di lei e che la grinta è un po’

capricciosa...naturalmente

spettacolo e della moda.

elementi sostanziali nel

raggiungimento non la pensano siacosì

degli

individuali le amiche traguardi del cuore

professionali Lorena e Cristina. quanto

nella Dice realizzazione di essere fidanzata... delle

nostre chissà piùseintime

è vero?

passioni. Oggi è single,

dopo una storia che le

ha regalato il dono

meraviglioso di essere

Nelle foto:

madre ma che le ha

Cristina Capriotti

infranto il cuore

e suo figlio Lorenzo

“...Lorenzo è tutta la

mia vita” ci confida.

36 www.donnaimpresa.com


il

“Nessuno può farti

sentire inferiore

oi

senza il tuo consenso”

Roberta

Kenneth Blanchard

Crescentini

VALORE

Presidente

Confartigianato

C’ERAVAMO

redazione

Donne Impresa

donna

impresa

Provincia di Pesaro/Urbino

della

magazine

e Presidente del

Ospiti di Valore Donna

Comitato Imprenditoria

Femminile (CCIAA)

Pesaro e Urbino

DIFFERENZA

“Il progetto

Il Valore Della

Differenza

punta a promuovere

ed incoraggiare

l’imprenditoria

femminile nella

Regione Marche

“Valore Donna” vuole essere una mostra mercato ed al contempo un

modificando la

momento di riflessione sulla condizione dell'imprenditrice nel nostro territorio…un

tipizzazione di

genere della

messaggio chiaro che fare impresa al femminile si può. L’evento che avrà cadenza

professione

annuale, vuole essere un momento di incontro tra le imprenditrici, tra le istituzioni e le imprenditrici, tra

imprenditoriale.

le imprenditrici e le aspiranti imprenditrici, tra le imprenditrici e le categorie economiche e sociali.

Ci batteremo con

L’obiettivo? Un rafforzamento della specificità di genere nel mondo

qualsiasi mezzo per

eliminare gli ostacoli

dell’impresa. Dare visibilità al lavoro delle donne serve non solo a far considerare il valore del

che ancora oggi ci

loro impegno professionale ma anche come stimolo di riflessione per le politiche

impediscono di

essere libere sia in

economiche in generale: tante donne che lavorano con qualità nel tessuto economico, modificano

ambito lavorativo

la cultura del lavoro e per questo rappresentano una ricchezza. In pratica il lavoro

che familiare;

non diventa più un elemento totalizzante, sono la sperimentazione e l'apertura al cambiamento i nuovi

perchè si rivaluti

elementi che la cultura delle donne porta dentro al mondo del lavoro. Un esempio per tutti è che il

culturalmente il ruolo

di madre

lavoro delle donne è da sempre un elemento essenziale per uno

considerando la

maternità un

Il Salone Internazionale risorsa femminile nella creazione mondo degli affari e dell’opinione

investimento

collettivo per la

d’impresa nelle Marche” che ha pubblica sulle tematiche

dell'Imprenditoria

società oltre che un

l’obiettivo di promuovere ed riguardanti il fenomeno

bene ed un dono per

Femminile

incoraggiare l’imprenditoria dell’imprenditorialità delle donne

la famiglia ed

affinchè aumentino il

che si è tenuto a Settembre 2007 a femminile nella Regione Marche. in tutti i settori e in particolare nel

numero dei servizi e

Pesaro (Mostra Mercato) e il 24 L’iniziativa ha rappresentato campo dell’agricoltura,

delle strutture di

Settembre 2007 ad Ancona un’occasione unica di incontro e dell’agriturismo, del turismo, dei

supporto. Non

dimentichiamoci

(Forum Conclusivo), ha costituito confronto tra le aziende di tutta servizi, della moda, del mobile e

che spesso

l’evento finale del Progetto Equal Europa e ha lo scopo di richiamare del design.

l’impossibilità di

conciliare

“Il Valore della Differenza - La l’attenzione delle Istituzioni, del

professione e vita

privata non solo

sviluppo compatibile ed equilibrato. Le donne, nell’esigenza di accrescere il proprio

costringe la donna

ruolo nel mondo del lavoro, hanno investito e investono sempre maggiormente in un’ottica di sviluppo

madre all’abbandono

forzato del lavoro ma

di qualità sociale. In generale le donne nelle loro aziende portano avanti un modello di

ne proibisce o

sviluppo nuovo, in cui la produzione non può essere in contrasto con

impedisce addirittura

ambiente e natura; le donne danno la vita e sono contro ogni tipo di distruzione.

l’ingresso perché in

Italia la cura dei figli

Altro punto di riflessione a cui ci porta uno sguardo sul lavoro femminile è la necessità di

e della famiglia, in

riorganizzazione di tempi, spazi - non solo fisici - e orari delle nostre

senso lato, continua

a gravare quasi

città, perché l'ingresso delle donne nel tessuto produttivo del mercato del lavoro non può non

esclusivamente sulle

portare ad una cultura diversa dell'organizzazione sociale.

sue spalle”.

38 www.donnaimpresa.com


in alto:

Le Presidenti Provinciali Confartigianato Donne Impresa Roberta Crescentini e Ivana Marchegiani nello stand della Provincia di Ascoli Piceno

valore donnainternational

1

Alberto

Drudi

Presidente Camera

di Commercio

Pesaro/Urbino

“Quando la donna è a

capo della propria

azienda - commenta

ALBERTO DRUDI -ci

troviamo di fronte a una

leader impegnata e

appassionata che,

attraverso un

management

consapevole, guida con

determinazione, etica e

sensibilità, concretezza

e capacità intuitiva e

mette a frutto la sua

intelligenza emotiva per

valorizzare il “capitale

umano” della sua

organizzazione.

Bisogna rilanciare

l’imprenditoria

femminile, leva

fondamentale

dell’economia del

Paese perché lo

sviluppo ha bisogno di

valori, risorse per le reti

associative e fiducia.

Quello che le donne

sanno infondere nelle

loro imprese”.

L’iniziativa ha rappresentato

una occasione unica di

incontro e confronto tra le

aziende di tutta Europa oltre che

richiamare l’attenzione delle

Istituzioni, del mondo degli affari e

dell’ opinione pubblica sulle

tematiche riguardanti il fenomeno

dell’ imprenditorialità delle donne

in tutti i settori e in particolare nel

campo dell’agricoltura, dell’agriturismo,

del turismo, dei servizi, della moda, del

mobile e del design.

Intervenuti al Forum di apertura, dopo i saluti di

Simonetta Romagna, Assessore alle Attività Culturali

Editoria e Pari Opportunità della Provincia di Pesaro e

Urbino, il Presidente della Camera di Commercio di

Pesaro e Urbino Alberto Drudi e Roberta Crescentini,

Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile

(CCIAA Pesaro e Urbino). Ospiti relatori inoltre

l’Assessore alle Pari Opportunità della Regione

Marche Loredana Pistelli, l’Assessore all’Industria e

Artigianato della Regione Marche Gianni Giaccaglia,

l’Università di Camerino rappresentata da Patrizia

David e il Presidente del Comitato Scientifico della

Fondazione “G. Brodolini” Annamaria Simonazzi ( a

sinistra nella foto)

. In scaletta nella prima giornata che

ha visto l’apertura ufficiale della Mostra

“Abbiamo svolto

un’interessante

indagine sul

campo condotta

su un campione

di imprenditrici

del settore

turismo

residenti nella

provincia di

Pesaro/Urbino -

commenta

ANNAMARIA

SIMONAZZI-che

ha fatto

emergere il

ruolo positivo

delle

associazioni di

categoria

nell’assistenza

alle fasi di avvio

dell’attività ma

anche criticità,

peraltro comuni

a livello

nazionale,

relativamente

alle difficoltà del

mercato, alla

difficoltà di

accedere a

finanziamenti

per

l’innovazione ed

a quelle relative

alla

conciliazione”.

Annamaria

Simonazzi

Presidente

Comitato Scientifico

Fondazione”G.Brodolini”


sullo sfondo Valeria Beccatti Confartigianato Donne Impresa Pesaro/Urbino

Loredana

Pistelli

Assessore Regionale

alle Infrastrutture

e Pari Opportunità

Regione Marche

“ogni momento che

preveda la

valorizzazione delle

donne imprenditrici è

importante, perché va

dato il giusto

riconoscimento e

sostegno

all’entusiasmo delle

donne; occorre inoltre

evidenziare come le

donne sono capaci di

dare il meglio di sé nel

lavoro e nella

conciliazione di

quest’ultimo con i

problemi della vita

quotidiana. Le donne

non dimenticano mai di

essere imprenditrici,

lavoratrici, madri, figlie

e sorelle. È

indispensabile in tal

senso valorizzare il loro

spirito imprenditoriale

presso l’opinione

pubblica affinchè si

rimuovano quelle

barriere di ordine

culturale che ne

ostacolano il percorso

di crescita” .

Mercato (caratterizzata anche da momenti di

confronto e interazione tra imprenditrici e

Istituzioni), la presentazione del IV Bollettino

sull’Imprenditoria Femminile Regionale, a cura

dell’Osservatorio Regionale

sull’ImprenditoriaFemminile e quattro workshop

in contemporanea dedicati ad altrettanti settori

economico-produttivi (Agricoltura e Agriturismo;

Turismo e Servizi; Moda; Mobile e Design); ai

quali hanno partecipato illustri personalità del

mondo politico e dell’imprenditoria nonché

esponenti delle più importanti associazioni di

categoria. Il Comitato per la promozione

dell’imprenditorialità femminile della Provincia di

Pesaro-Urbino, in concomitanza con la

premiazione del concorso “Fedeltà al Lavoro

2007” della Camera di Commercio di Pesaro e

Urbino ha anche consegnato il Riconoscimento

“Valore Donna International” alle imprese

femminili che si sono distinte fuori dai confini

nazionali.

Nelle due giornate sono stati attivi stand espositivi

- informativi con materiale su iniziative e progetti

2

3

5

4

6

VALORE DONNA

INTERNATIONAL

SEI LE PREMIATE

Il Comitato per la promozione

dell’imprenditorialità femminile

della Provincia di Pesaro-Urbino,

in concomitanza con la

premiazione del concorso “Fedeltà

al Lavoro 2007” della Camera di

Commercio di Pesaro e Urbino, ha

consegnato il Riconoscimento

“Valore Donna International” alle

imprese femminili che si sono

distinte fuori dai confini nazionali.

Il premio è andato a:

(foto 1) Paola

Michelacci

amministratrice unica del GRAND

HOTEL MICHELACCI di

Gabicce Mare (proposta da

Silvana Ridella Fiorini – AIDDA);

(foto 2) Judith Volker

ristoratrice (OSTERIA DEL

CARDINALE E VILLA

CARTOCETO) e titolare di

un’azienda di export che

commercializza i prodotti tipici e

di qualità del nostro territorio.

(proposta da Ilva Sartini

Confesercenti).

(foto 3) Claudia Forni

amministratore unico dell’impresa

DELLA ROVERE S.P.A. di Pesaro

(proposta da Cristina Petroccione

Confindustria);

(foto 4) Marinella

Fenzi

titolare dell’impresa

individuale FANOFLEX di Fano

(proposta da Patrizia Caimi

Confcommercio);

(foto 5)

Maria Grazia

Bartolucci

socia della ditta

Bartolucci Italy e Bartolucci

Francesco lavorazione artistica

artigiana oggetti in legno (proposta

da Roberta Crescentini

Confartigianato);

(foto 6)

Antonia

Marchetti

titolare

dell’impresa individuale omonima

di Canovaccio di Urbino. (proposta

da Sabina Cardinali – CNA);

Tra le imprenditrici in rosa anche

molte delegazioni estere

provenienti dal Belgio, Francia,

Finlandia e Spagna.


Valeria

Di Rosa

Fondazione

Brodolini

Roma

Nadia

Pizzini

VicePresidente

Terziario Donna

Pesaro / Urbino

nella foto da sinistra: Palmiro Ucchielli e Luciano Agostini

Patrizia

Caimi

Presidente

Terziario

Donna

Confcommercio

Presidente

Fidicom

Pesaro / Urbino

Il Salone ha visto la partecipazione di tutti i Gruppi di Terziario Donna della regione Marche che, oltre ad

affiancare aziende di socie espositrici, hanno allestito, per l’intera durata dell’evento, uno stand istituzionale.

Nella foto in alto da destra Patrizia Caimi e Nadia Pizzini

Luciano

Agostini

Vice Presidente

Giunta Regionale

Marche

Assessore Turismo

Commercio, fiere e mercati;

Tutela dei consumatori;

Promozione della cooperazione;

Enti locali e decentramento

amministrativo

“Un progetto innovativo pensato per

dare nuovo impulso all'iniziativa

imprenditoriale della donna ma anche

un momento di approfondimento e di

analisi di quello che rappresenta oggi

l’imprenditoria in rosa nella nostra

realtà locale e di quelle che sono le

sue specificità al fine di dare il via ad

interventi mirati, anche a livello di

politiche locali che promuovano

e

valorizzino

il contributo della donna in

questo settore”. (nella foto a destra)

Palmiro

Ucchielli

Presidente Provincia

Pesaro/Urbino

“La sempre maggiore presenza di

donne imprenditrici non è solo una

determinata conquista di posizioni

nel mondo economico ma anche

motivo di cambiamento sociale da

non sottovalutare: la volontà di

realizzazione personale e

professionale di solito si coniuga

strettamente con il desiderio di

valorizzare uno stile di leadership che

tenga conto delle differenze di

genere e di un codice etico che

guardi a valori non solo

economici ma anche collettivi”

mirati alle donne imprenditrici o

potenziali imprenditrici; sezioni

multimediali per la divulgazione

in loop delle trasmissioni

televisive prodotte all’interno del

Progetto Equal sulle donne

imprenditrici marchigiane; uno

spazio dedicato al Progetto Equal

“Il Valore della Differenza” con

materiale relativo ai risultati del

progetto, prodotti nei due anni di

attività. Fasi conclusive dei lavori

ad Ancona presso il Teatro delle

Muse con i saluti di Giampaolo

Giampaoli, Presidente

Unioncamere Marche ed il

concerto dell’Orchestra

Filarmonica Marchigiana e sulla

nave “Costa Marina”, ormeggiata

nella città dorica, dove si è svolto

il forum di chiusura volto a

tracciare un resoconto

complessivo sia del Progetto

Equal “Il Valore della Differenza”

all’interno del quale il Salone e i

workshop sono inseriti, che sui

risultati del Salone e di tutte le

altre macrofasi del progetto:

osservatorio regionale, ricerca

Istvas e mentoring. Relatori

d’eccezione: Patrizia Casagrande,

Presidente della Provincia di

Ancona, Fabio Brisighelli,

Segretario Generale Unioncamere

Marche, Cristina Gorajski

Visconti, Presidente del Comitato

Imprenditoria Femminile

(CCIAAAncona). Sono

intervenuti inoltre Patrizia David,

Coordinatore Scientifico del

Progetto Equal (Università di

Camerino); Christine Van Nuffel,

Responsabile progetto Equal

“Empowering female

entrepreneurs” (Belgio); Terhi

Maijamaa, Responsabile progetto

Equal “Reaktioketju- Chain

Reaction” (Finlandia); Marc

Caballero, Responsabile progetto

Equal “DIME” (Spagna); Ugo

Ascoli, Assessore al Lavoro e

Politiche Formative della

Regione Marche; Loredana

Pistelli, Assessore alle Pari

Opportunità della Regione

Marche. A chiudere i lavori

Donatella Linguiti, Sottosegretaria

di Stato per i Diritti e le Pari

Opportunità che, mostrando i

risultati di una ricerca realizzata in

diverse regioni dell'Unione

Europea, ha affermato “Le imprese

al femminile sono la parte migliore

del sistema produttivo, quelle più

rispettose dell'ambiente, della

sicurezza, del sistema sociale”.

nella foto a sinistra: Licia Canigola

Simonetta

“Il problema

che

angoscia e

condiziona

la vita della

donna è la

capacità

imposta

dalle

condizioni

sociali di

coniugare il

raggiunto

ruolo di

protagonista

anche ad

alti livelli nel

modo

lavorativo

con il

desiderio di

mantenere

e conservare

il suo ruolo

naturale

di madre e

motore

propulsore

della

famiglia”.

Romagna

Assessore Attività

Culturali, Editoria

e Pari Opportunità

Provincia Pesaro/Urbino

Licia

Canigola

Assessore Politiche

Sociali e

Pari Opportunità

Provincia di Ascoli Piceno

“Il mercato del lavoro

registra, oltre al citato

aumento della

disoccupazione femminile,

mancate progressioni delle

carriere, una maggiore

precarietà delle lavoratrici

rispetto ai maschi e

differenze nelle

retribuzioni. Tutto ciò prova

in maniera inequivocabile

che le donne sono ancora

discriminate sul lavoro, a

causa della fatica del

doppio ruolo, in casa e

fuori: si avverte la

necessità di un

ripensamento delle

politiche di welfare e dei

servizi e che il lavoro di

cura venga ripartito più

equamente tra donne e

uomini. E’ importante poi

che le donne abbiano

consapevolezza dei propri

diritti e la conoscenza delle

norme attraverso le quali

vengono adeguatamente

tutelati, è la condizione

essenziale per una loro

vera inclusione lavorativa e

partecipazione attiva alla

vita sociale. Se la

Costituzione democratica

afferma in maniera

inequivocabile la pari

dignità di ogni cittadino e

pertanto anche della

donna, è pur vero che

questi principi esigono la

rimozione di tutti gli

ostacoli che ne

impediscono o ne ritardano

la piena attuazione nella

vita culturale, politica,

sociale ed economica. Gli

Enti devono farsi carico di

questo impegno iniziando

con l’aderire alla carta

europea per l’uguaglianza e

la parità delle donne e degli

uomini nella vita locale,

elaborata e promossa dal

consiglio dei comuni e

delle regioni d'Europa e dai

suoi partners, che invita gli

enti territoriali a utilizzare i

loro poteri a favore di una

maggiore uguaglianza”.

Patrizia

David

Responsabile

Scientifico

Progetto EQUAL

Università di Camerino

Grazie al progetto

Equal è stato istituito

un Osservatorio

regionale sulla

imprenditoria

femminile che

pubblica un bollettino

semestrale con

specifiche analisi

territoriali a confronto

con altre aree italiane

ed uno studio

particolare sulle

imprese guidate da

donne nelle province

di Pesaro ed Ascoli.

Inoltre sono state

costituite delle reti

territoriali tra tutti

coloro che sono

responsabili di misure

e interventi a sostegno dell’imprenditoria

femminile e si prevede la sperimentazione di un

innovativo percorso di orientamento alle

professioni capace di valorizzare la specificità

femminile. Infine l’avvio di un servizio di

mentoring in ciascuna delle quattro sedi

camerali della regione per assistere le giovani

imprenditrici. Azioni che dovrebbero far

compiere un decisivo salto di qualità

all’imprenditoria femminile nelle Marche.

Amerigo

Varotti

Direttore

Confcommercio Pesaro

nella foto: Amerigo Varotti con uno dei giovani titolari del

marchio moda “ OGOPOGO” e l’ imprenditrice Margherita Altinier

titolare di un’ agenzia di comunicazione / import-export

www.ogopogo.it _ info@ogopogo.it


I ° WORKSHOP- AGRICOLTURA E

AGRITURISMO

Agricoltura multifunzionale: agriturismo e

non solo…

Moderatore: Stefania Benatti – Consigliere

Regionale – Regione Marche; Daniela

Santori – Responsabile Nazionale Donne

Impresa Coldiretti; Mara Longhin –

Presidente Nazionale Donne in Campo –

CIA Emilio Landi – Presidente Copagri

Marche; Maria Domenica Rubino –

Responsabile politiche sociali - Area

azione sociale Coldiretti; Paolo Petrini –

Assessore all’Agricoltura - Regione

Marche; Testimonianze delle imprenditrici

agricole e dell’agriturismo

II ° WORKSHOP- TURISMO E SERVIZI

Qualità e sostenibilità nell’offerta di servizi

turistici

Moderatore: Marco Giovagnoli –

Università di Camerino; Marilù Galdieri –

Presidente Nazionale Terziario Donna –

Confcommercio; Claudio Albonetti –

Presidente Nazionale Assoturismo –

Confesercenti; Patrizia Germini –

Coordinatrice Nazionale Imprenditoria

Femminile – Confesercenti; Amerigo

Varotti – Direttore Confcommercio-

Confturismo Pesaro-Urbino; Luciano

Agostini – Assessore al Turismo –

Regione Marche; Testimonianze delle

Un focus più attento sul

lavoro delle donne

imprenditrici del turismo e dei servizi

III ° WORKSHOP MODA

Il made in Italy di fronte alle sfide della

globalizzazione

Moderatore: Carla Monachesi – Assessore

Pari Opportunità - Provincia Macerata;

Rosa Gentile – Presidente Nazionale

Donne Impresa – Confartigianato; Ivana

Marchegiani - Presidente C. Imp.

Femminile CCIAA di Macerata; Mario

Cicconi – Vicepresidente Confartigianato 365mila le

Nazionale; Anna Maria Di Chiara –

Consigliere Impresadonna – CNA; Fabio “capitane

Montanini – Dirigente Servizio per d'impresa” in

l’impiego e Mercato del lavoro – Regione

Marche; Testimonianze delle imprenditrici Italia ovvero il

del tessile-abbigliamento/calzature

19% del totale

IV ° WORKSHOP MOBILE E DESIGN

Il settore del mobile tra Innovazione e degli

tradizione

Moderatore: Annamaria Simonazzi - imprenditori.

Fondazione G. Brodoloni; Daniela Questi i risultati

Piccione – Responsabile Nazionale

Impresa Donna – CNA; Giancarlo del IV

Gamberini – Responsabile Nazionale CNA

produzione; Sara Paoletti – Direttore

Osservatorio

Business Consulting Unit di Cisl – Milano; sull'imprenditoria

Giovanna Boschis Politano - Presidente

Gruppo nazionale Donne Imprenditrici femminile

–CONFAPI e APID (TO), Presidente FEM artigiana Rosa

(Female Europeans in Medium and Small

Enterprises); Gianni Giaccaglia –

Assessore all’Industria e Artigianato –

Gentile

Regione Marche

Presidente Nazionale

Testimonianze delle imprenditrici del

Donne Impresa Confartigianato

mobile

46 www.donnaimpresa.com

confartigianato donne impresa

IX CONVENTION

“DONNE ED

ECONOMIA”

Il mondo che cambia

Rita Casula

Si dovrebbe lavorare di più su una

cultura del lavoro femminile,

enfatizzandone l’aspetto valoriale,

affinché le donne si pongano al

“centro” e quelle che hanno un

lavoro non escano dal mercato

facendo diventare prioritari altri

fattori soprattutto familiari e

soprattutto non considerino il

partner la principale fonte di

reddito. E’ questo un aspetto

culturale su cui dobbiamo

riflettere: il carico familiare va

condiviso fra i coniugi

considerando che il 55% delle

donne asserisce di lavorare per

contribuire al bilancio familiare. Si

comprende quindi come una loro

uscita porti a problemi di

impoverimento delle famiglie

anche gravi. C’è però un clima di

stanchezza che serpeggia nel Paese

e che credo, come ha sostenuto

anche Chiara Saraceno, porti le

donne a rimanere in casa, a non

cercare lavoro, nella convinzione

che è inutile tanto non lo

troveranno. E con questo clima

sarà difficile raggiungere gli

obiettivi di Lisbona.

Producono il 2,2 % della ricchezza del Paese

e il 18,3 % del valore aggiunto artigiano:

complessivamente 27 miliardi e mezzo di

euro. Le imprenditrici artigiane sono un

motore vivace nell’economia italiana, sempre

più al femminile, womenomics, termine in

voga nel mondo anglosassone. Sono

365mila, pari al 19% del totale degli

imprenditori artigiani (1,9 milioni), con

specializzazioni territoriali forti nelle regioni

centrali più piccole come l’Umbria (21,8%), le

Marche (21,2%), l’Abruzzo (21,4%). Una su

due è titolare d’impresa (177mila donne). Al

Sud – Calabria, Puglia, Sicilia, Campania – le

“capitane d’impresa” sono oltre due terzi

dell’intera popolazione artigiana femminile.

Si distinguono dai colleghi di genere maschile

per età media inferiore, titolo di studio

mediamente più elevato, maggiore

adattabilità ai mutamenti dell’economia e

della società. Ma la strada verso il potere è in

salita, con un “apprendistato” decisamente

lungo prima di assumere ruoli di

responsabilità dirigenziale.

Sono alcuni dei risultati del IV Osservatorio

nazionale sull’imprenditoria femminile

artigiana svoltasi a Roma nel corso della

prima giornata di "DONNE ED ECONOMIA",

la IX Convention Nazionale di Donne Impresa

Confartigianato, organizzazione che

rappresenta 80mila aziende “made in Italy” al

femminile. Ai lavori della Convention,

moderati dal giornalista del Tg2 Dario Laruffa,

oggi sono intervenuti Rosa Gentile

Presidente di Confartigianato Donne Impresa,

Giorgio Guerrini Presidente di Confartigianato

Cesare Fumagalli Segretario Generale di

Confartigianato. Filippo Bubbico

Sottosegretario al Ministero Sviluppo

Economico, il Prof. Paolo Preti docente

all'Università Sda “L.Bocconi” di Milano, l'On

Daniele Capezzone, l'imprenditrice Franca

Compostella, l'On. Cinzia Dato componente

della Commissione Affari Costituzionali della

Camera, Carmela Decaro Capo Dipartimento

Politiche Comunitarie Presidenza del

Consiglio, l'On. Maria Ida Germontani

Roma 2007

“Quando le donne e gli uomini lavorano insieme, hanno una migliore visione del mondo: ecco perché è necessaria una

parità di rappresentanza politica. A tutt'oggi, sebbene le donne siano state protagoniste dei più significativi processi

di trasformazione sociale degli ultimi decenni, continuano ad essere sottorappresentate nei luoghi della politica e delle

decisioni e quindi a non avere un peso reale in quella parte di vita pubblica che governa la società civile.”

componente della Commissione Finanze

della Camera, Aurelio Lo Fazio Presidente

UPI Lazio, Alessandra Servidori Collegio

Istruttorio Ministero del Lavoro, l'On. Bruno

Tabacci componente della Commissione

Bilancio della Camera.

“Nonostante il lavoro delle

imprenditrici artigiane sia quantificabile

nel 2,2 del PIL, l’Italia continua a essere

molto indietro, sia per quanto concerne

l´occupazione femminile sia per il ruolo

socio-economico delle donne, rispetto

agli altri Paesi Europei e agli obiettivi

del Patto di Lisbona”, ha dichiarato la

Presidente di Donne Impresa, Rosa

Gentile. “E’chiaro che, in un Paese

incapace di varare riforme strutturali

importanti, non si riescano ad

approntare politiche non solamente di

genere, ma che affrontino il problema

nella sua totalità. D' altronde anche le

aziende al femminile, nonostante i

segnali di dinamismo e le buone

performance dell'ultimo semestre,

evidenziano le difficoltà di operare in un

ambiente sfavorevole allo sviluppo

d'impresa anche a livello di sicurezza,

soprattutto in alcune zone del Paese” ,

conclude Rosa Gentile.

Eppure, la rilevante incidenza di donne

manager – il 31,9% sul totale dei manager in

Italia - indica come il mondo dell'economia e

dell'impresa sia più aperto all'innovazione di

quello della politica, con appena il 13,7% di

presenze femminili in Parlamento contro il

45,3% della Svezia. A questo problema si

sommano le scarse risorse destinate al

sostegno della famiglia nel nostro Paese: 276

euro pro capite, contro i 2.350 del

Lussemburgo o i 1.450 della Danimarca e

una media europea di 558,7 euro pro capite

destinate a famiglia, maternità, infanzia.


L'INDICAZIONE

DEL NUMERO

DI PARTITA IVA

NEL SITO WEB

L'indicazione del numero di partita IVA

nel sito web è necessaria per tutti i

soggetti passivi IVA non solo nel caso di

svolgimento di attività di commercio

elettronico sia questo indiretto (beni

comuni) o diretto (software, file

musicali, programmi in genere).

Grazie a una preziosa segnalazione

dell’efficiente corpo della finanza

sono venuta a conoscenza di una

vecchia norma inerente agli obblighi

di pubblicità del numero di partita Iva

che ignoravo, e lo ammetto con

serenità, perché sono consapevole

di essere in buona compagnia…

L’articolo 35, comma 1, del d.p.r. del 26

ottobre 1972, n. 633, il noto decreto

sull’Iva, è stato modificato dall’articolo 2

“Dichiarazioni di inizio, variazione e

cessazione attività” del d.p.r. del 5

ottobre 2001, n. 404, che cosí dispone:

L’articolo 35 del decreto del Presidente

della Repubblica n. 633 del 1972 è

sostituito dal seguente: “Art. 35

(Disposizione regolamentare

concernente le dichiarazioni di inizio,

variazione e cessazione attività). - 1. I

soggetti che intraprendono l’esercizio di

un’impresa, arte o professione nel

territorio dello Stato, o vi istituiscono

una stabile organizzazione, devono

farne dichiarazione entro trenta giorni

ad uno degli uffici locali dell’Agenzia

delle entrate ovvero ad un ufficio

provinciale dell’imposta sul valore

aggiunto della medesima Agenzia; la

dichiarazione è redatta, a pena di

nullità, su modelli conformi a quelli

approvati con provvedimento del

direttore dell’Agenzia delle entrate.

L’ufficio attribuisce al contribuente un

numero di partita Iva che resterà

invariato anche nelle ipotesi di

variazioni di domicilio fiscale fino al

momento della cessazione dell’attività e

che deve essere indicato nelle

dasapere

NEWS

Quelloche c’è

di Valeriana Mariani

48 www.donnaimpresa.com

dichiarazioni, nella home page

dell’eventuale sito web e in ogni altro

documento ove richiesto.

[…]L’AGENZIA DELLE ENTRATE,

INVITATA A PRECISARE SE LA

NORMA CHE STABILISCE

L’OBBLIGO DI INDICAZIONE DEL

NUMERO DI PARTITA IVA NELLA

HOMEPAGEDEISITIWEBSIADA

INTENDERSI APPLICABILE SOLO

AI CASI DI USO DEL SITO PER

ATTIVITÀ DI COMMERCIO

ELETTRONICO, con la risoluzione n.

60 del 16 maggio 2006, si è cosí

espressa:[…] L’obbligo di indicazione

del numero di partita Iva nel sito web

rileva per tutti i soggetti passivi Iva, a

prescindere dalle concrete modalità di

esercizio dell’attività. Di conseguenza,

quando un soggetto Iva dispone di un

sito web relativo all’attività esercitata,

quand’anche utilizzato solamente per

scopi pubblicitari, lo stesso è tenuto ad

indicare il numero di partita Iva, come

chiaramente disposto dall'articolo 35,

comma 1. […]Sorpresi? Beh, immagino

di sí, anche perché la percentuale di chi

sta rispettando questa disposizione di

legge è un numero tendente allo zero.

Comunque sia, io mi sono già

adeguata, pur con un certo dispiacere,

per motivi comprensibili in quanto

multata. Fateci sapere cosa ne

pensate, e se volete fare un favore a chi

gestisce il vostro sito (che, sono pronto

a scommetterci su, ignora la legge

come la ignoravo io fino a poco fa),

segnalategli questa notizia.

DAI VALORE AL TUO FUTURO CON IL

MASTER IN FINANZA DELL’ UNIVERSITA’ DI

PISA : UNA REALE OPPORTUNITA’ DI

SBOCCO NEL MONDO DEL LAVORO

Un progetto per andare incontro alla richiesta

sempre maggiore di figure professionali

specializzate da parte di aziende, imprese e

istituzioni e per garantire una formazione

adeguata a chi si affaccia sul mondo del lavoro.

Anche per il 2008 il Master in Finanza, di I° livello,

organizzato dall’ Università di Pisa - Facoltà di

Economia in collaborazione con la Fondazione

Cassa di Risparmio di Lucca, giunto alla sua

quinta edizione, si scinde in due percorsi distinti:

Master in Finanza d’Azienda e Controllo

QUANDO IL

WEB SI

TRASFORMA

IN BUSINESS:

PRIMI SUI MOTORI SPA

HA ALL’ATTIVO

PRODOTTI INNOVATIVI

PER LE IMPRESE

Come trasformare il web in un

reale valore aggiunto per

“produrre” nuovi clienti . Primi sui

Motori SpA, nata da uno spin-off

di Syner.it Informatica Srl,

azienda con sede a Modena

attiva da oltre un lustro nei servizi

a valore aggiunto per il web, è

all’avanguardia nella fornitura di

servizi professionali per il web. Il

servizio di punta dell’azienda

modenese è senza dubbio Primi

sui Motori®, servizio

professionale di posizionamento

sui motori di ricerca che permette

alle aziende di trasformare la

propria presenza sul web dal

semplice “esserci” ad uno

nella foto: Ing. A. Reggiani

strumento di business attivo, con un aumento constatabile

di contatti sul proprio sito da parte di clienti attuali e

potenziali. Il servizio prevede risultati garantiti da contratto:

la soddisfazione delle aziende clienti è tale che il tasso di

rinnovo annuale dei contratti è del 97%; il servizio, infatti,

prevede una prima fase di posizionamento e fasi

successive di mantenimento continuativo del

posizionamento raggiunto.La specificità di Primi sui Motori è

la flessibilità nel definire i parametri di ricerca in base ai

quali il cliente otterrà visibilità sui motori di ricerca: le parole

chiave vengono scelte dal cliente, con la consulenza degli

esperti aziendali; il servizio è realmente “su misura”. Il team

di Primi sui Motori ha oltre 10 anni di esperienza specifica.

Finanziario e Master in Mercati Finanziari: scelte

di portafoglio e gestione del rischio. I due percorsi

hanno caratteristiche specifiche a seconda degli

obiettivi. Per informazioni

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Le domande di ammissione ai Master potranno

essere presentate entro e non oltre l’8 marzo

2007. INFO: Segreterie segr.finanza@ec.unipi.it

+39 050 2216412 Per accedere ai master sarà

necessario superare una prova consistente in un

test ed un colloquio. La prova scritta di selezione

si terrà il 18 marzo 2008.

ENTRAMBI I MASTER AVRANNO UNA DURATA

DI 12 MESI A PARTIRE DAL 31 MARZO 2008.

RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA

UAPI CONFARTIGIANATO E SIAE

SCONTI AGLI ARTIGIANI E COMMERCIANTI SULLE TARIFFE SIAE, FINO AL 29 FEBBRAIO 2008

La Confartigianato UAPI informa che anche per il 2008 è stata rinnovata la convenzione con la SIAE che permette ad artigiani e

commercianti il pagamento dei diritti d’autore, nel frattempo aumentati dell’1,6%, da corrispondere a tariffe scontate. La

convenzione riguarda la musica d’ambiente sulle cui tariffe lo sconto varia dal 25% al 40% (per gli apparecchi installati sugli

automezzi pubblici). Si ricorda che per musica d’ambiente si intende la diffusione della musica in esercizi pubblici, commerciali,

alberghi, villaggi turistici, circoli ricreativi, sale d’attesa ed ambienti di lavoro, anche non aperti al pubblico, delle imprese artigiane,

con radio, televisori, filodiffusione, riproduttori di dischi, cd, nastri ed altro. Si tratta delle situazioni in cui la musica viene utilizzata

come aggiunta ambientale o ai servizi resi, al fine di rendere più gradevole la permanenza nei locali dei clienti, del pubblico o dei

collaboratori dell’impresa. La tariffa applicata, in generale, consiste in abbonamenti annuali o periodici, con compensi che tengono

conto del tipo di apparecchio utilizzato e della tipologia del locale in cui viene diffusa la musica (ad esempio: imprese artigiane

aperte al pubblico, ampiezza dei locali, ecc.) Mentre per gli intrattenimenti e concertini gli importi dei compensi, (anch’essi

aumentatI dell’1,6%), potranno subire una riduzione fino al 10%: per intrattenimenti e concertini ci si riferisce ad ambienti in cui il

pubblico ha un ruolo di partecipazione e la musica è un elemento accessorio indispensabile per l’attività principale dell’esercizio.

Tipici esempi di intrattenimenti sono: il ballo, in discoteca o nei dancing, il "piano bar" o la musica eseguita nei pub. Tutte le

informazioni possono essere richieste alla Confartigianato UAPI allo 0736.336402 o all’indirizzo www.uapi.org. Va ricordato che il

termine per il rinnovo degli abbonamenti, e quindi per il versamento dei compensi usufruendo delle riduzioni, è fissato al prossimo

29 febbraio 2008.

SULL’ AFFIDAMENTO CONDIVISO

IN UN'ERA IN CUI IL CONFLITTO È UN DATO RICORRENTE E QUASI SCONTATO DI UNA COLLETTIVITÀ

SEMPRE PIÙ INDIVIDUALISTA E DISAGGREGATA, C'È CHI VORREBBE RECUPERARE LA VALENZA

COSTRUTTIVA DEL CONFLITTO STESSO PER FARNE ELEMENTO DI CRESCITA E CONDIVISIONE, A

VANTAGGIO DI UNA SOCIALITÀ PIÙ MATURA E RAFFORZATA. In questo contesto si colloca la Mediazione

Familiare che è la mediazione di questioni familiari con lo scopo di facilitare la soluzione di liti riguardanti questioni relazionali

e/o organizzative concrete. In questa, il Mediatore familiare terza persona imparziale, qualificata e con una formazione

specifica, agisce in modo tale da incoraggiare e facilitare la risoluzione di una disputa tra due o più persone in un processo

informale e non basato sul piano antagonista vincitore-perdente, il cui obiettivo è quello di aiutare le parti in lite a raggiungere

un accordo, direttamente negoziato, rispondente ai bisogni e agli interessi delle parti e di tutte le persone coinvolte. L’accordo

raggiunto, risultato della autodeterminazione delle parti, dovrà essere volontario, mutuamente accettabile e durevole. Il ruolo

del mediatore familiare comporta fra l’altro il compito di assistere le parti nell’identificare le questioni da risolvere, di

incoraggiare la loro abilità nel risolvere i problemi ed esplorare accordi alternativi, sorvegliandone la correttezza legale, ma in

autonomia dal circuito giudiziario e nel rispetto della confidenzialità. Il processo di mediazione familiare applicato alla crisi

coniugale può avere le seguenti finalità: a) attenuazione o superamento della conflittualità di coppia con esiti positivi volti al

ricomponimento del rapporto stesso; b) attenuazione o superamento della conflittualità della coppia che addiviene alla

riorganizzazione delle relazioni familiari nell’ambito dei procedimenti di separazione personale dei coniugi o cessazione degli

effetti civili del matrimonio. La crisi coniugale è normalmente causata da una conflittualità irrisolta e persistente che può, se

non affrontata positivamente, avere esiti distruttivi. Chiari sono i vantaggi della mediazione familiare quando conduce la

coppia al superamento della crisi coniugale. Vi è da dire però che anche nel caso in cui i coniugi optino per la scelta

separativa, la mediazione familiare può essere un percorso utile per tutta la famiglia. A tale riguardo è necessario premettere

che il vissuto che precede la decisione di separarsi può davvero essere denso di sofferenza sia per i coniugi che per i figli.

Nella realtà, infatti, è facile che accada che, sia chi ha deciso la separazione, sia chi l’ha di fatto subita, non si trovi a vivere le

condizioni ideali per l’elaborazione della crisi in corso perché è già proiettato o immesso in una serie complessa di problemi

con difficoltà di risoluzione aggravata. Anche i figli si trovano a subire questa difficile situazione nella quale, tra l'altro,

potrebbero trovarsi a vivere conflitti di lealtà, pericolose fantasie di responsabilità e di riconciliazione. E’ importante tener

presente che la sofferenza dei figli aumenta, tanto più elevata è la conflittualità tra i genitori e può generare nel figlio angoscia

e gravi patologie di vario genere se i conflitti sono ricorrenti o anche connotati da aggressività. In tale contesto, la convinzione,

anche solo del coniuge che ha deciso la separazione, che questa possa essere in qualche modo liberatoria per fuggire da una

quotidianità ormai insostenibile, può produrre in realtà un aggravamento del contesto in cui l’intera famiglia si trova: gli animi

dei genitori possono essere resi più ostili proprio dalla divisione appena avvenuta, che rende ancora più complesso il

confronto. E’ bene dunque per attenuare e non aggravare le conseguenze negative della crisi coniugale e della separazione

sui figli e sui genitori, salvaguardare al meglio il rapporto parentale, rimanendo per i figli un riferimento affettivo ed educativo,

quanto più possibile vicino a quello originario. In questo la mediazione familiare proprio per le sue peculiarità, si rivela un

percorso adeguato quanto utile, in cui le persone, pur nel disordine emotivo/organizzativo che spesso accompagna una crisi

coniugale, possono riuscire meglio, aiutati dal mediatore, a mantenere o ritrovare la capacità di autodeterminarsi ed assumersi

la responsabilità di decidere ciò che è meglio per loro ed arrivare a degli accordi mutualmente soddisfacenti su tutti gli aspetti

inerenti la separazione o il divorzio a vantaggio della serenità di tutte le persone coinvolte.

Avv.Maria Chiara Posa

ATTUALITA’


Avvocatura Generale dello Stato

le ragioni della

NUOVA politica

novembre 2007

“Un ringraziamento non formale a tutti coloro che hanno saputo cogliere

l’intuizione e la lungimiranza degli obiettivi e dei progetti che

l’associazione culturale L’Alba del Terzo Millennio ha sostenuto e

promosso, nel corso degli anni, sin dalle prime ore della sua

costituzione. La realizzazione del Premio “Le Ragioni della Nuova

Politica” ne rappresenta la massima testimonianza. Nelle parole di

verità e nelle azioni compiute nel percorso umano e professionale di

quanti abbiamo individuato per questo premio, si manifesta la spinta

ideale che anima questo riconoscimento. Anzi, le illustri personalità

premiate lo incarnano. Oggi ci troviamo di fronte ad un passaggio

cruciale per la nostra società. Lontani i problemi e gli scenari delle sfide

del dopo guerra e dell’industrializzazione, il problema di chi governa e

della politica è far fronte ad una “esplosione” della domanda: migliore

qualità di vita, migliore sanità, infrastrutture più moderne,

redistribuzione della ricchezza, sistema sociale equilibrato. Crescono le

aspettative, ma spesso, non le risorse per soddisfare tutte le domande

ed i bisogni dei cittadini. La realtà appare frammentata, segmentata,

pervasa dai conflitti. Ripristinare il primato della politica, in questo

contesto di complessità,e polverizzazione, significa riconoscere alla

politica e all’agire politico, la sua natura virtuosa di fattore unificante.

Nella società contemporanea, multietnica, interconnessa, rapidamente

evoluta, la politica deve tornare ad essere il faro, il cantiere progettuale

per le riforme. Non è solo un problema di ingegneria costituzionale o

sociale, ma è il richiamo che il paese rivolge al ceto politico. Ridare alla

rappresentatività una fisiologia. Ma agire politico è anche lungimiranza

e passione. Proprio in questo senso e in questo contesto si colloca il

premio che consegniamo stasera alle illustri personalità che tra poco

inviteremo a ritirarlo. Un riconoscimento a tutti coloro che hanno agito

nel percorso umano e professionale con coerenza e responsabilità, ma

soprattutto difendendo tutti quei valori universali condivisi e insiti nella

natura della convivenza umana democratica. Valori che hanno come

obiettivo primario il conseguimento del bene comune, e un

atteggiamento non ostile ma anzi aperto verso le nuove sfide”.

Il saluto di Sara

oi

4 5

Nelle foto con Sara:

2- DA SINISTRA: GIANNI LETTA,

GAETANO GIFUNI, ELEONORA GIORGI

3- MARTINA MONDADORI

4- LUCIANO DE CRESCENZO

5- ERCOLE PELLICANÒ

1- SILVANA GIACOBINI

C’ERAVAMO

redazione

donna

impresa

magazine

Ospiti di Sara Iannone

a destra nella foto

1

3

2

50 www.donnaimpresa.com

6

6- MONS. PAGLIA

7- GIANNI LETTA

8- BACCIO BACCETTI

9- VINCENZO CARBONI

10- MAURO MORETTI

11- FABIO VERNA

La scultura in bronzo "La Colomba della Civiltà" è stata realizzata da ERNESTO

LAMAGNA, artista di fama internazionale


9

11

7 8

10

DODICI LE PERSONALITÀ

PREMIATE DA SARA

IANNONE, PRESIDENTE

DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE

L'ALBA DEL TERZO MILLENNIO.

All'Avvocatura Generale dello Stato

ha dato il via alla cerimonia, Oscar

Fiumara avvocato generale, che ha

salutato i convenuti. La serata è stata

condotta da Maria Giovanna Elmi e

Rosanna Vaudetti. Il premio “Le

“ragioni della Nuova Politica” per

questa quinta edizione, ha visto

insigniti: Valter Veltroni, neo

segretario del partito democratico;

Anna Finocchiaro, senatrice e capo

gruppo dell'ulivo al Senato; Gianni

Letta, già sottosegretario alla

Presidenza del Consiglio; Vincenzo

Carbone, primo Pres. della Corte

Suprema di Cassazione; Silvana

Giacobini, direttore del settimanale

“diva e donna”; Mauro Moretti,

amministratore delegato delle

Ferrovie dello Stato; l'entomologo

prof. Baccio Baccetti ;

mons. Vicenzo Paglia; cav. prof.

Ercole Pellicanò pres. della Banca

Popolare di Roma; l'editrice Martina

Mondadori;

Massimo Sarmi

amministratore delegato delle poste

Italiane e l'economista Fabio Verna.

Alla premiazione ha fatto seguito il

dibattito: “Crisi della politica:Crisi della

rappresentatività” relatori Giuseppe

Gargani, Publio Fiori eFerdinando

Adornato, moderatore Giuseppe

Sanzotta. Grande il successo anche

per questa quinta edizione del

premio, lo ha dichiarato il Presidente

Sara Iannone; che ha ricordato nel

suo saluto “ ripristinare il primato della

politica significa riconoscere alla

politica la sua natura virtuosa di

fattore unificante”.

Tra gli ospiti illustri intervenuti:

l'editore Giuseppe Marra, il vice

prefetto di Roma Edoardo Sottile, il

presidente emerito del Consiglio di

Stato Alberto de Roberto, il

presidente emerito avvocato Mario

Egidio Schinaia, l'on. Angelo

Sanza, il segretario onorario

generale alla Presidenza della

Repubblica Gaetano Gifuni, il

magistrato Antonio Marini,

il prof. Emmanuele Emanuele

presidente della fondazione della

Cassa di risparmio di Roma, il cons.

di Stato Corrado Calabrò presidente

della autority per le garanzie della

comunicazione, Luciano de

Crescenzo, Eleonora Giorgi,la

principessa Daniela Pacelli, il

maestro Vince Tempera, il regista

Francesco Malavenda e Valeriana

Mariani editrice

di “Di Magazine” e

presidente donne impresa Uapi

Confartigianato.

via g. spontini 35 * 63017 porto san giorgio (ap/fm) * info@aziendeassociate.it * tel e fax: 0734.671419

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La comunicazione

è servita

Le nostre parole comunicano, i nostri gesti comunicano, il nostro silenzio comunica. Comunica, anche,

il nostro modo di disporci spazialmente nei confronti degli altri. Comunica il nostro modo di vestirci.

Ogni comunicazione avviene attraverso un canale particolare. La conversazione può avvenire

faccia a faccia, o telefonicamente, per lettera, via internet. Non si può non comunicare. Comunicare è

un comportamento. Comunicare è un’opportunità, coglila. WWW.AZIENDEASSOCIATE.IT la

comunicazione in rete che farà parlare di voi. Bene.

www.aziendeassociate.it

ovunque sei...ti colleghiamo con il mondo


DALLE PROVINCE

Licia

Canigola

Assessore Politiche

Sociali e

Pari Opportunità

cooperativa, si trasformano in muratori, carpentieri, idraulici,

elettricisti e falegnami. Niente è difficile quando ci sono tecnici

validi a mostrare come procedere, una squadra motivata e,

soprattutto, quando si impiegano sistemi edilizi tecnologicamente

avanzati che semplificano il lavoro in cantiere.

A CHI SI RIVOLGE

Il progetto “Autocostruzione Associata” è destinato a nuclei

familiari a basso reddito con difficoltà d’accesso alla casa e nasce

come soluzione innovativa al disagio abitativo di molte realtà

territoriali del nostro Paese. Grazie ad un processo semplice ed

economico, basato sul lavoro manuale dei futuri proprietari, formati

e diretti da professionisti del settore, i costi di costruzione si

abbattono fino al 60% pur producendo abitazioni di alta qualità,

edificate con bio-tecnologie e, volendo, a basso consumo

energetico. Questi i requisiti essenziali delle cooperative: i soci

dovranno essere in numero superiore a quello delle unità abitative

da assegnare e dotati di un reddito d’accesso individuato nel

bando. In sostanza viene data la possibilità alle famiglie a basso

reddito di costruirsi una villetta a schiera spendendo circa 90.000

euro da pagare con un mutuo personalizzato soltanto alla

consegna e senza anticipo. In pratica i futuri proprietari, riuniti in

cooperativa, si impegnano a costruire le loro case nel tempo libero

garantendo un monte ore prefissato sotto l’attenta e costante

guida e supervisione di tecnici esperti. In questo modo

l’abbattimento dei costi costruttivi è assicurato. In totale 90 mq,

suddivisi in 3 locali, 2 bagni, terrazzo e posto auto; un sogno che

potrebbe diventare realtà per una quarantina di famiglie dell’area

dei Sibillini, visto che proprio l’ Amministrazione comunale di

Amandola ha avviato il progetto-pilota «Una casa per tutti», curato

dall’organizzazione non governativa "Alisei". Per promuovere il

progetto in tutto il territorio della provincia di Ascoli Piceno con le

giuste informazioni, l’assessore provinciale alle politiche sociali

Licia Canigola si è recata a Terni dove ha potuto toccare con mano

la valenza del progetto. «Si tratta di un’iniziativa di edilizia

popolare innovativa dalla forte valenza sociale – spiega la

Canigola, che a Terni si è incontrata con l’ingegnere responsabile

del cantiere – ed è rivolta a tutti coloro che soffrono il disagio

abitativo e prevede costi accettabili. Il mezzo utilizzato per riuscirci

C'È UNA DONNA CHE SI IMPEGNA DA SEMPRE, NELLE SEDI DELLA

POLITICA E DELLA FORMAZIONE, PERCHÉ IL TEMA DELLA VIOLENZA

SESSUALE NON SIA PIÙ RELEGATO SULLE PAGINE DI CRONACA

NERA, MA SI TRASFORMI IN

P R E V E N Z I O N E ,

COINVOLGENDO TUTTA LA

SOCIETÀ CIVILE. QUESTA

DONNA FA PARTE DELLA

SQUADRA DI GOVERNO DELLA

PROVINCIA DI ASCOLI PICENO

ED È L’ ASSESSORE ALLE

POLITICHE SOCIALI E PARI

O P P O R T U N I T À .

è l’autocostruzione.

Il RUOLO DELLE PROVINCIE: NE PARLIAMO CON L’ASSESSORE

ALLE POLITICHE SOCIALI DELLA PROVINCIA DI ASCOLI

PICENO LICIA CANIGOLA

Vista la rilevanza sociale del settore, anche la Provincia di Ascoli

Piceno ha voluto direttamente promuovere questo progetto

d’intervento sociale che ha l’obiettivo di rispondere, anche se

parzialmente, ad uno dei bisogni più sentiti da un’ampia fascia di

popolazione, l’accesso all’acquisto di una casa. Il ruolo

dell’Amministrazione Provinciale consiste innanzi tutto nella

promozione del progetto di autocostruzione ed autorecupero e nella

sua diffusione tra gli amministratori pubblici, i tecnici del settore e

chiunque sia interessato alla soluzione del problema abitativo. La

Provincia, inoltre, sostiene a livello finanziario e psicologico la

coesione dei gruppi di persone che costituiscono le cooperative di

costruzione e di autorecupero in modo da facilitarne la coesione

interna e la funzionalità operativa. Quest’ultima finalità verrà perseguita

anche tramite un’azione di coordinamento tra le stesse cooperative

vincitrici del bando comunale che, grazie a tale opera di mediazione,

riusciranno a mettere a disposizione tutta la propria esperienza nel

campo. Come si articola un progetto di autocostruzione

assessore? Si individua un’area su cui edificare gli alloggi, si porta

l'iniziativa a conoscenza dell'opinione pubblica locale, si crea la

cooperativa edilizia che assocerà tra loro i beneficiari, si individua

l'istituto di credito che concederà il mutuo finanziario, si comincia a

lavorare acquisendo così le competenze e le tecniche necessarie di

autocostruzione. Questa è la procedura standard, da manuale di

autocostruzione. Fondamentale per la riuscita del progetto è la parte

svolta dagli enti locali, Comuni in testa. Questi si impegnano a

individuare e mettere a disposizione terreni destinati all’edilizia

popolare, gestire i bandi locali, sovrintendere l’organizzazione della

selezione dei candidati autocostruttori, favorire la facilitazione al

credito. Non va dimenticato che l’autocostruzione favorisce la

collaborazione e la sinergia tra i partecipanti al progetto che si trovano

a lavorare gomito a gomito in un progetto comune, per circa due anni,

nel loro tempo libero. Poi ci si scontra con la realtà…

Per lavorare in questo cantiere non occorrono competenze particolari,

l’adesione alla cooperativa nasce da un’esigenza e non da una

ASTA DELLA SOLIDARIETÀ

Ascoli Piceno

Provincia di Ascoli Piceno

Incasso record per l'asta della solidarietà 2007 promossa dalla Provincia per

finanziare progetti di cooperazione nel Sud del Mondo: il ricavato è stato infatti di ben

55.134 euro, cifra che colloca al secondo posto assoluto l'edizione di quest'anno della

manifestazione dopo il primato di 56.800 euro raggiunto nel 2002.

A decretare questo straordinario successo soprattutto la qualità dei pezzi donati dagli

artisti, anche stranieri e, come ormai consolidata tradizione, la significativa presenza

LA CASA FAI-DA-TE:

all'iniziativa di collezionisti provenienti da fuori regione, basti pensare che circa 26mila

euro di opere sono state aggiudicate a collezionisti di Milano, Roma, Perugia, Bologna

MATTONE DOPO

e di altre importanti città italiane. Numerose anche le offerte giunte durante l'asta per

"LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE È FORSE

telefono o pervenute per via telematicaeamezzofax.

MATTONE

LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI PIÙ

Per molte opere, battute con la consueta professionalità dal dott. Gino Gentile, c'è

VERGOGNOSA. ESSA NON CONOSCE

stata da parte degli intervenuti in sala una vera e propria "battaglia" al rialzo

CHE COS’E’ L’AUTOCOSTRUZIONE CONFINI NÉ GEOGRAFIA, CULTURA O

dell'offerta a dimostrazione della validità dei dipinti proposti e del prestigio degli autori.

RICCHEZZA. FIN TANTO CHE CONTINUERÀ,

Non solo, dunque, verranno finanziati tutti i progetti di cooperazione previsti, ma con

Autocostruzione significa che i futuri

NON POTREMO PRETENDERE DI AVER

le risorse ottenute saranno sostenute ulteriori attività di solidarietà. Quest'anno l'asta

proprietari imparano a costruire la loro COMPIUTO DEI REALI PROGRESSI VERSO

ha avuto come testimonial d'eccezione del mondo dello spettacolo Claudia Koll e Neri

abitazione sotto la guida di tutor esperti del L'UGUAGLIANZA, LO SVILUPPO E LA PACE".

Marcorè che hanno voluto informarsi del risultato della manifestazione e, ancora una

settore. Ogni autocostruttore s’impegna a Donne disperate, violentate, uccise e

volta, "Striscia la notizia" che ha pubblicizzato evento e sito della Provincia.

dedicare, nell’arco di due anni, circa 1500 ore umiliate. Donne straordinarie, fantastiche e

" L'asta è stata molto partecipata - ha dichiarato con soddisfazione l'assessore alle

del proprio tempo libero o di quello dei propri martiri della guerra. Donne povere, rom,

Politiche Sociali Licia Canigola - ringrazio di cuore gli artisti che hanno donato con

familiari a lavorare in cantiere secondo le zingare e schiave del sesso. Ma anche donne

generosità i propri lavori perché con il loro gesto contribuiscono a seminare in modo

vigenti norme edili di sicurezza. Così gli ricche, sovrane, politiche e professioniste.

potente ed evocativo la sensibilità verso la pace e la solidarietà in contesti sempre più

autocostruttori, uomini e donne riuniti in Semplicemente donne

ampi della società civile".

54 www.donnaimpresa.com

professionalità. Al socio si chiede buona volontà e se non ha mai preso

in mano una cazzuola, poco importa. L’impegno è costante ed uguale

per tutti, tra l’altro voglio precisare che si lavora alla realizzazione delle

case senza sapere a chi apparterranno. Sono tutte e 20 uguali, e

rispettano la volontà e le esigenze dei soci. Solo a lavori finiti si

assegneranno le abitazioni, mediante un sorteggio e, dopo la

consegna delle chiavi, ognuno potrà apportare modifiche per

personalizzare il proprio alloggio. I materiali utilizzati sono il più

possibile eco-compatibili. Questo ha un duplice vantaggio: maggiore è

la tecnologia utilizzata minore è la professionalità richiesta. Ad

esempio, per i muri si utilizza isotex, un mattone ottenuto con materiale

di recupero e che può essere montato a secco. Non occorre essere fini

carpentieri, è sufficiente una giusta guida. Chi parte per questa

avventura lo fa perché dispone di un budget limitato: si tratta infatti di

un gruppo rappresentativo della realtà lavorativa che ha un reddito

superiore agli assegnatari delle case popolari ma non sufficiente per

rivolgersi al mercato tradizionale. Un’esperienza che potremmo

definire una palestra di vita e che oltre a far fronte ad un disagio

abitativo affronta il tema della convivenza e dell’integrazione, dove per

costruire un tetto comune è fondamentale il lavoro di ognuno. I Comuni

invece, nelle assegnazioni dei terreni, dovranno privilegiare gli immobili

a rischio degrado nei centri storici. Spetterà alla Regione monitorare la

compatibilità tra i progetti di autocostruzione e le norme di sicurezza e

di tutela ambientale e urbanistica.

NEI PRIMI SEI MESI DEL 2006 SONO STATI AVVIATI 122 NUOVI

PROGETTI: 35 IN LOMBARDIA, 23 IN UMBRIA, 34 IN

EMILIA-ROMAGNA, 30 IN VENETO.

L’AUTOCOSTRUZIONE

PUNTA A DARE AGLI ENTI LOCALI GLI STRUMENTI PER CREARE

AMBITI DI COLLABORAZIONE TRA COOPERATIVE DI

COSTRUTTORI, ONG, ASSOCIAZIONI E ISTITUTI BANCARI.

L’OBIETTIVO NON È PERÒ SOLAMENTE QUELLO DI ABBATTERE

I COSTI PER L’ACQUISTO DI UNA CASA (I PRIMI APPARTAMENTI

COSTRUITI A RAVENNA, DI CIRCA 96 METRI QUADRATI, SONO

STATI ACQUISTATI A 72 MILA EURO CON UN MUTUO MENSILE

DI 500 EURO GRAZIE A BANCA ETICA), MA ANCHE DI CREARE

UN PROGETTO SOCIALE DI MULTICULTURALITÀ.

Massimo

Rossi

Presidente

Provincia di

Ascoli Piceno


PORTE APERTE

NUOVO CENTRO DI PRODUZIONE A NOVARA

PER FERMATOR: PRODUTTORE DI PORTE

AUTOMATICHE PER ASCENSORI.

FERMATOR HA INIZIATO UN NUOVO CICLO

PRODUTTIVO QUI IN ITALIA. LA NUOVA AZIENDA

SI ESTENDE SU UN’AREA GRANDE 4.000 MQ

CON UNA CAPACITÀ DI PRODUZIONE DI OLTRE

60 MILA PORTE AUTOMATICHE ALL’ANNO.

QUESTA NUOVA COSTRUZIONE FA PARTE DEGLI

OBIETTIVI DEL GRUPPO FERMATOR CHE INTENDE

RAFFORZARSI SUL MERCATO EUROPEO E

RISPONDERE RAPIDAMENTE ED EFFICIENTEMENTE

ALLE RICHIESTE SEMPRE MAGGIORI DEI MERCATI

LOCALI.

oi

C’ERAVAMO

redazione

donna

impresa

magazine

Ospiti di Fermator

1 2

nelle foto:

1 - JUAN RAMON GOMIS

3

Presidente Fermator

2- DA SINISTRA: MARCO M.CERIANI

Rappresentante

per l’Italia Fermator

conlamoglie

MARTA SANCHO VIAMONTE

ISABEL EGEA de GOMIS

ed il consorte

JUAN RAMON GOMIS

3 - DA SINISTRA: LEARCO BEDETTI

Dirigente ANACAM MARCHE

GELSOMINO VOLPE

Manager SCHINDLER

ALFREDO GATTAFONI

LE FILIALI NEL MONDO:

Dirigente ANACAM

AMERICA

PAOLO BEDETTI Dirigente

ARGENTINA , VENEZUELA

e Consigliere Nazionale ANACAM

EUROPA OCCIDENTALE E AFRICA

4 - RICCARDO BERTOLUZZA

IRLANDA, INGHILTERRA, SPAGNA, PORTOGALLO,

FRANCIA, BELGIO, GERMANIA

AUSTRIA, ITALIA, SVIZZERA, MAROCCO

EST EUROPA E MEDIO ORIENTE

SVEZIA, POLONIA, CROAZIA, BULGARIA, TURCHIA,

LIBANO, ISDRAELE, GIORDANIA, ARABIA SAUDITA,

EGITTO

ASIA E OCEANIA

Responsabile Commerciale Fermator

5 - FABIO LIBERALI

Direttore rivista “Elevatori”

6 /7 - collaboratori Gruppo Fermator

8 - LUCA GUIRAUD

Titolare “EUROPANEL”

9 - ELIO DE FUSTO

Presidente Nazionale ANICA

INDIA, SINGAPORE, HONG KONG

6

7

4 5

8

9


UNA RIFLESSIONE SULLA SICUREZZA

SUGGERITA DAL SEGRETARIO ANACAM

MARCHE ALFREDO GATTAFONI.

IL TEMA? NATURALMENTE E’ QUELLO

LEGATO ALLA MANUTENZIONE DEGLI

ASCENSORI A PREZZI D’OCCASIONE

CHE COSA SI INTENDE PER

MANUTENZIONE

L'ascensore è una macchina complessa e necessita

di una costante ed efficace messa a punto: la

manutenzione, oltreché essere obbligatoria per

legge, è pertanto essenziale per la sicurezza

dell'impianto. “E’ necessario contribuire a diffondere

ed accrescere nei cittadini la cultura della sicurezza

nell'uso degli ascensori – ci dice Alfredo Gattafoni

segretario ANACAM MARCHE - affinchè si abbia la

consapevolezza dei rischi ai quali siamo esposti

quando NON si svolgano accurati controlli per la

conservazione degli impianti. La manutenzione

periodica dell'ascensore è un aspetto fondamentale

per la sicurezza ed il buon mantenimento

dell'impianto nel tempo. Le imprese del settore

generalmente offrono nell’arco dell’anno tre tipologie

di servizi programmati: la manutenzione semplice o

con assistenza che prevede visite periodiche per la

lubrificazione, il controllo di tutti i componenti

elettromeccanici e gli apparecchi di sicurezza ecc. ,

la pulizia generale per una buona conservazione

dell’impianto, e infine la manutenzione completa,

che prevede, oltre ai servizi della manutenzione

semplice e ordinaria, anche la riparazione con

sostituzione di tutti i pezzi di ricambio usurati o

danneggiati. Tra queste tre tipologie di

manutenzione, alcune aziende offrono servizi

intermedi come la sostituzione in caso di rottura o

usura di piccoli componenti specificati nel contratto.

La legge prevede visite semestrali obbligatorie delle

apparecchiature di sicurezza: il controllo dello stato

delle funi portanti, il limitatore di velocità, il

dispositivo bi direzionale e di allarme, gli extra corsa

, le serrature nei piani, l’isolamento e, più in

generale, il buono stato di conservazione

dell’impianto. La Legge prevede altresì che il

proprietario dello stabile, o l'amministratore del

condominio, debbano affidare la manutenzione

dell'ascensore ad una impresa abilitata: è importante

sottolineare che anche gli operatori, non solo

l'impresa, debbono essere abilitati dal Prefetto a

svolgere le operazioni di manutenzione. Oltre alla

manutenzione periodica, la Legge n° 162 del 01

Luglio 1999 obbliga il proprietario dello stabile, o

l'amministratore del condominio, a sottoporre ogni

due anni l'impianto dell'ascensore ad una verifica di

controllo da parte dell’ente pubblico ARPAM / USL

ARPAM, o da Organismi di Certificazione Privati

abilitati a tale scopo. L'Organismo che svolge la

verifica rilascia un verbale di cui una copia rimane

nel libretto di matricola, una copia al manutentore

che provvederà ad informare il proprietario qualora

vi fossero delle prescrizioni. Solo nel caso in cui il

verbale sia negativo l’organismo di controllo

provvederà ad inviare una ulteriore copia al Comune

al fine di disporre il fermo dell'impianto. L'ascensore

potrà essere nuovamente riattivato solo dopo aver

ottemperato alle prescrizioni a seguito visita

straordinaria con esito favorevole.

58 www.donnaimpresa.com

Alfredo

Gattafoni

Amministratore Tecnolift

Segretario ANACAM Marche

vice Presidente

Cooperativa Kuferle (ap/fm)

Consigliere

UAPI CONFARTIGIANATO

Consigliere

Comissione IMPS

E SE COMINCIASSIMO

“TUTTI NOI”

A DIFFIDARE

DI TANTI REGALI?

SI PARLA DI TRUFFA A DANNO DEI CITTADINI E CI SI PONE IL PROBLEMA DELL’ ETICA PROFESSIONALE NON

GARANTITA DA QUELLE AZIENDE CHE PER FARE “BUSINESS” NON TENGONO CONTO DELLA

INCOLUMITA’ DELLE PERSONE”.

SULLA INCOLUMITÀ DEI PASSEGGERI

Qualora il proprietario, o l'amministratore,

riscontri una sensazione di pericolo nel

funzionamento dell'ascensore, oppure in caso

di incidenti (anche in assenza di infortunio), ha

l'obbligo di darne immediata comunicazione al

competente ufficio comunale o all’organismo

di controllo, che dispone il fermo dell'impianto,

lo stesso potrà essere riattivato solo dopo una

verifica straordinaria che abbia dato esito

positivo. Anche il soggetto incaricato della

manutenzione, qualora rilevi un pericolo in

atto,ha l'obbligo di disporre l'immediato fermo

dell'impianto, fino a quando il guasto non sia

stato riparato ed il pericolo rimosso

.Il manutentore deve inoltre informare il

proprietario, o l'amministratore, nonché

l'Organismo incaricato delle verifiche

periodiche ed il competente ufficio comunale,

per l'adozione degli eventuali provvedimenti di

competenza. Non solo l'amministratore o il

manutentore, ma chiunque (anche i

condomini ) riscontri una situazione di pericolo

nel funzionamento dell'ascensore deve darne

tempestiva comunicazione al competente

ufficio comunale ed all'Organismo incaricato

delle verifiche periodiche.

L’ITALIA DEI FURBI: IL SOTTOCOSTO NEI

SERVIZI DI MANUTENZIONE GARANTISCE

LA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI ?

Da un recente sondaggio è emerso che in

alcune regioni d’Italia sono stati sottoscritti di

recente contratti di manutenzione alla

INCREDIBILE CIFRA DI CIRCA 20 EURO

mensili . Nonostante tutti gli sforzi che

l’ANACAM e tutte le associazioni di categoria

stanno facendo attraverso interventi e

convegni mirati sul tema per sensibilizzare gli

attori sul ruolo fondamentale di una buona e

seria manutenzione, assistiamo ancora oggi a

enormi disuguaglianze tra: canoni, numero

visite, tipo delle prestazioni, qualità delle

stesse, ecc.. Ed allora, come fa l’utente a

valutare e confrontare offerte tanto

diversificate ed a volte anche fasulle?

Fasulle in quanto è stato dimostrato

ripetutamente che è economicamente

“impossibile” effettuare un servizio di

manutenzione a quel costo, e questo vogliamo

ribadirlo in maniera chiara affinché il

consumatore non sia frodato.

E’ ORA DI FINIRLA perchè la sicurezza non è

un optional e garantirla significa sostenere dei

costi che non possono assolutamente essere

ammortizzati nella cifra sopra ipotizzata, ma

vediamo perché entrando nel dettaglio di quelli

che sono i costi reali sostenuti dalle aziende

per effettuare il servizio di manutenzione.

Cominciamo a considerare il costo di un

tecnico di manutenzione che, volendo essere

ottimisti, non costa meno di 50 €/ora

( valutando il suo costo del lavoro più gli oneri

accessori, più i costi che la ditta sostiene per

la sua formazione, la sua sicurezza,

l’automobile aziendale, i consumi etc,). Per

effettuare poi una buona manutenzione su di

un impianto medio (5-7 fermate) in un

condominio occorrono circa 50 minuti, che

diventano 60 considerando i relativi tempi di

spostamento pertanto, nel caso di

manutenzione semplice (ovvero con chiamate

per guasto a pagamento) il costo mensile per

la ditta è di almeno 50€ se effettua le visite

con frequenza mensile (12 visite); di 37,5€ per

9 visite annuali ed infine con frequenza

bimestrale (6 visite) il costo mensile per la

ditta non è inferiore a 25€. E’ bene ricordare

poi che stiamo parlando di costi e non di ricavi

che dovrebbero posizionarsi su valori più

elevati dovendo tener conto dei margini

aziendali. Nel caso più frequente di

manutenzione semplice, con chiamate incluse

nel canone, tenendo conto che il numero di

chiamate è inversamente legato alla

frequenza delle visite, in particolare con 12

visite si hanno mediamente 1,5 guasti

all’anno, con 9 visite 3 guasti all’anno, con 6

visite 4,5 guasti all’anno; considerando pari a

60 minuti il tempo minimo per risolvere una

chiamata per guasto si avranno i seguenti

costi: 56,25€ nel caso in cui le visite siano

mensili (12 visite l’anno); di 50€ con frequenza

9 visite annuali e 43,75€ quando si effettuino

visite a cadenza bimestrale (dati ing. Gabrielli

ed ing. Iotti). Anche in questo caso si parla di

costi della ditta e non di ricavi che, ancora una

volta, si posizionerebbero ovviamente su

valori certamente più elevati raggiungendo le

cifre di mercato delle aziende più serie e

qualificate. Ma allora come si possono

spiegare i canoni di 20 EURO al mese?

Semplicemente non si spiegano. Sono

semplicemente frottole cavalcate da quel

gruppo di imprese che si dicono “capaci” di

fornire un servizio di qualità con 12 visite

all’anno ad un canone che non ammortizza

neanche i costi vivi dell’azienda. E questo la

dice lunga sull’onestà di tali interlocutori. Non

è compito dell’ANTITRAST verificare la

fondatezza di così forti ed ingiustificati ribassi?

La Francia e la Spagna che hanno deciso di

regolamentare il mercato delle

manutenzioni…e l’Italia? Purtroppo il Dpr

162/99 non indica modalità e numero delle

visite necessarie (art.15 comma 3:

“Il manutentore provvede periodicamente

secondo le esigenze dell’impianto….”),

obbligandolo solamente alla verifica

semestrale (art. 15 comma 4). E quindi tutto è

a discrezione della Ditta manutentrice.

La domanda sorge spontanea: il mondo

ascensoristico italiano ha dimostrato di essere

“maturo” per assumersi questa responsabilità?

Sembrerebbe proprio di no! Basta guardare

ad esempio con quali presupposti vengono

aggiudicate le gare pubbliche di

manutenzione, conniventi le istituzioni.

A questo punto mi chiedo se non sia

necessario che le caratteristiche e le modalità

del servizio debbano essere rese cogenti dal

MSE, attraverso un provvedimento ad hoc che

fissi i “paletti” fondamentali per effettuare una

buona manutenzione, così come in Francia ed

in Spagna. Mi auguro, nell’interesse della

credibilità del settore che rappresento da

quarant’anni ma soprattutto per la sicurezza di

tutti coloro che quotidianamente utilizzano

l’ascensore, che le ditte saranno costrette ad

offrire servizi di qualità a costi corretti, quelli

dettati dal buon senso e non certo quelli che

dietro il “prezzo d’occasione” nascondono il

segreto di servizi non concessi, o mal

concessi, che possono risultare pericolosi per

la nostra incolumità. E se cominciassimo tutti

noi a diffidare di tanti regali?


EUNPOETADISSE:

PARLACI DELLA

BELLEZZA.

E LUI RISPOSE:

DOVE CERCHERETE E COME

SCOPRIRETE LA BELLEZZA, SE ESSA

STESSA NON VI È DI SENTIERO E DI

CUSTODIRE ILTEMPO

dossier bellezza

www.nailsworld.it

GUIDA?

E come potrete parlarne, se non è la

tessitrice del vostro discorso?

L'AFFLITTO E L'OFFESO dicono: "La

bellezza è nobile e indulgente.

Cammina tra noi come una giovane madre

confusa dalla sua stesa gloria".E

L'APPASSIONATO dice: "No, la bellezza

è temibile e possente. Come la tempesta,

scuote la terra sotto di noi e il cielo che ci

sovrasta".

LO STANCO E L'ANNOIATO dicono:

"La bellezza è un lieve bisbiglio. Parla del

nostro spirito. La sua voce cede ai nostri

silenzi come una debole luce che trema

spaurita dall'ombra".

L'INQUIETO dice: "Abbiamo udito il suo

grido tra le montagne, E con questo grido ci

sono giunti strepito di zoccoli, battiti d'ali e

ruggiti di leoni".

Di notte LE GUARDIE della città dicono:

"La bellezza sorgerà con l'alba da oriente".

E al meriggio COLUI CHE LAVORA E IL

VIANDANTE dicono: "L'abbiamo vista

affacciarsi sulla terra dalle finestre del

tramonto".

D'inverno, chi è ISOLATO dalla neve dice:

"Verrà con la primavera balzando di colle in

colle".

E nella calura estiva IL MIETITORE dice:

"L'abbiamo vista danzare con le foglie

dell'autunno e con la folata di neve nei

capelli".

Tutte queste cose avete detto della

bellezza, tuttavia non avete parlato di lei,

ma di bisogni insoddisfatti. E la bellezza

non è un bisogno, ma un'estasi.

Non è una bocca assetata, né una mano

vuota protesa, ma piuttosto un cuore

bruciante e un'anima incantata.

Non è un'immagine che vorreste vedere né

un canto che vorreste udire, ma piuttosto

un'immagine che vedete con gli occhi

chiusi, e un canto che udite con le orecchie

serrate.

Non è la linfa nel solco della corteccia, né

l'ala congiunta all'artiglio, ma piuttosto un

giardino perennemente in fiore e uno

stormo d'angeli eternamente in volo.

Popolo di Orfalese, la bellezza è la vita,

quando la vita disvela il suo volto sacro.

Ma voi siete la vita e siete il velo.

LA BELLEZZA È

L'ETERNITÀ CHE SI

CONTEMPLA IN UNO

SPECCHIO.

MA VOI SIETE

L'ETERNITÀ E SIETE LO

SPECCHIO.

60 www.donnaimpresa.com

UNGHIE DA DIVA

LA MODERNA

TECNICA DELLA

"RICOSTRUZIONE

DELL’UNGHIA" È IN

GRADO DI

RICOSTRUIRE LA

SUPERFICIE

ALLUNGANDOLA E

RENDENDOLA PIÙ

RESISTENTE ED

UNIFORME,

ATTRAVERSO LA

STESURA DI GEL PER

LA RICOSTRUZIONE

OPPURE

ATTRAVERSO L’USO

DI SPECIALI MISCELE

DI POLVERI

ACRILICHE. LA

CORRETTA

ESECUZIONE DELLA

RICOSTRUZIONE

DELL’UNGHIA PORTA

ARISULTATI

ESTETICAMENTE

SORPRENDENTI ED

ASSOLUTAMENTE

NATURALI, CHE

NON

COMPROMETTONO

IN ALCUN MODO

LA SALUTE DELLE

UNGHIE.

NAILSWORLD

DI CLAUDIO

CAPPARUCCIA

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nella foto a destra Francesca Mennecozzi

NAIL

ART

MANIA!

NELLE FOTO LA SERATA DEL 22 DICEMBRE AL

KOMEDIA DISCO CLUB DI CASTELFIDARDO

Sfilate, Info Corners e Tryouts gratuiti hanno

acccompagnato le ospiti nel cuore del fascino e della

magia del mondo Nails World. Claudio Capparuccia

(nella foto di sinistra) , onitecnico e Nailart Master di livello

nazionale ha presenziato personalmente l'evento per

mostrare una realtà unica ed ancora ineguagliata nelle

Marche.

Lo slogan " METTI LE MANI AVANTI"

LE NOSTRE MANI SONO UNA PARTE DI NOI CHE ACCOMPAGNANO IN MODO NATURALE LE NOSTRE ESPRESSIONI, SI MUOVONO

CONTINUAMENTE, PERCHÉ ANCHE CON ESSE COMUNICHIAMO MOLTO, SONO OSSERVATE DAGLI ALTRI POICHÉ SONO VERE E

PROPRIE PROTAGONISTE DI FEMMINILITÀ E SEDUZIONE, QUINDI UN ASPETTO CURATO È UN GRAN BEL BIGLIETTO DA VISITA… COME

RENDERLE AL TOP?

CURANDOLE PERIODICAMENTE SIN DA GIOVANI PER CONTRASTARE I SEGNI DEL TEMPO CHE TRASCORRE INESORABILE, PER

PROTEGGERLE DAGLI AGENTI ATMOSFERICI, DA DETERGENTI AGGRESSIVI, DAL LAVORO FISICO CHE SPESSO RENDONO IL LORO

ASPETTO PROVATO E QUINDI RENDERLE MORBIDE E VELLUTATE, MA UN MODO PER DISTINGUERCI DAGLI ALTRI ED USCIRE

DALL’ANONIMATO È LA NAIL-ART, CHE AFFONDA LE SUE ORIGINI NEI LONTANI ANNI 30 NEGLI STATI UNITI D’AMERICA DOVE SI

COMINCIAVA PER ESIGENZE DI SCENA A LACCARE E ALLUNGARE LE UNGHIE DELLE ATTRICI DI HOLLIWOOD POI VIA VIA CON IL

PASSARE DEGLI ANNI È DIVENUTA UNA VERA E PROPRIA MODA RILANCIATA NEL 1981 ED OGGI FENOMENO BOOM CHE RIGUARDA

MOLTISSIME DONNE E RAGAZZE CHE CON LE UNGHIE DECORATE INIZIANO AD AFFERMARE LA PROPRIA IDENTITÀ NELLA SOCIETÀ

RENDENDOSI UNICHE. AL MOMENTO LE TECNICHE PIÙ EVOLUTE PER ALLUNGARE ED AVERE DELLE UNGHIE IN PERFETTO STATO SI

POSSONO RACCHIUDERE IN DUE METODI CHE NEL LORO INTERNO SI EVOLVONO CON ALTRE METODICHE, COME L’UTILIZZO DI

TIPS (UNGHIA DI PLASTICA) O UNA CARTINA. IN ITALIA NEGLI ULTIMI ANNI SI È SVILUPPATO MOLTISSIMO IL UN GIRO D’AFFARI DI

CIRCA 4.700.000.000 DI DOLLARI OGNI ANNO,SI È AFFERMATO L’ACRILICO CHE SI DIFFERENZIA DAL GEL PRINCIPALMENTE PER IL

METODO D’ASCIUGATURA, INFATTI, QUESTO TIPO DI PRODOTTO NON HA BISOGNO DEL COSIDDETTO FORNETTO MA ASCIUGA

ALL’ ARIA. ENTRAMBI GARANTISCONO RISULTATI ECCELLENTI A CONDIZIONE CHE SIANO LAVORATI IN MODO OTTIMALE, BISOGNA

SFATARE ALCUNE LEGGENDE METROPOLITANE SULLA TOSSICITÀ DI QUESTI PRODOTTI:ENTRAMBI I METODI SI AVVALGONO DI

COMPONENTI EVOLUTI NEGLI ANNI,SICURAMENTE NON TOSSICI PER LA NOSTRA SALUTE.

OGGI LA DECORAZIONE COSÌ COME LA RICOSTRUZIONE DELLE UNGHIE CI OFFRE LA POSSIBILITÀ DI SCEGLIERE TRA UNGHIE

ESTREMAMENTE NATURALI A DISEGNI STILIZZATI, APPLICAZIONI PIÙ STRANE, COME FARFALLE, FIORI, CRISTALLI SWAROWSKI, PIERCING,

PERLINE, GLITTER, PIETRE, FINO AD ARRIVARE ALL’APPLICAZIONE DI PIUME O VERE E PROPRIE COSTRUZIONI DI FIORI, FARFALLE,

COLOMBE, PAESAGGI IN 3D, SOTTOVETRO. L’ULTIMA NOVITÀ IN FATTO DI DECORAZIONE DELLE UNGHIE È L’UTILIZZO DI STAMPANTI

PER UNGHIE, UN VERO E PROPRIO CALCOLATORE CHE CON LA TECNOLOGIA A GETTO D’INCHIOSTRO, RIESCE A STAMPARE SULLE

UNGHIE VERE E PROPRIE FOTO GIÀ PRONTE O SCARICABILI DA SUPPORTI ESTERNI IL TUTTO PROPONIBILE ANCHE PER L’UNGHIA DEL

PIEDE, TUTTO CIÒ È FANTASTICO PER L’UNIVERSO FEMMINILE, INDOSSANDO UN NAIL-STYLE ORIGINALE CHE IN BASE A COME CI

SENTIAMO IN QUEL MOMENTO CI FA STARE VERAMENTE BENE, E ALLORA PERCHÉ NON DARE AI NOSTRI AMICI LA POSSIBILITÀ DI

ENTRARE IN QUESTO MONDO? UN MODO NUOVO È QUELLO DI REGALARE LORO UN ”BUONO SPESA“ PRESSO UN CENTRO

ESTETICO O UN NAIL CENTER, BASTA UN ACCORDO CON L’OPERATORE, UN BIGLIETTO… E LA SORPRESA È FATTA.

di Francesca Mennecozzi


dossier bellezza

BELLO Ciò che è

La

è BUONO

bellezzaè un

“PER OTTENERE UNA BELLA ED UNIFORME ABBRONZATURA, È

NECESSARIO ESPORSI REGOLARMENTE - CI DICONO LE SPLENDIDE

TITOLARI DEL CENTRO ABBRONZANTE MECSUN A PORTO SAN GIORGIO

LE CELLULE DELL’EPIDERMIDE IN COSTANTE RIPRODUZIONE, FORZANO LE

VECCHIE CELLULE CARICHE DI MELANINA AD ABBANDONARE LO STRATO

EPIDERMICO PER FAR POSTO A QUELLE NUOVE. E’ CHIARO POI CHE

OGNI CLIENTE RISPONDE IN MANIERA DIFFERENTE ALL’IRRAGGIAMENTO

SOLARE E DEL SOLARIUM IN FUNZIONE DEL PROPRIO TIPO DI PELLE,

CERTO È CHE VI SONO DELLE REGOLE DI MASSIMA A CUI

NECESSARIAMENTE BISOGNA ATTENERSI TUTTI, IN OGNI CASO, PRIMA

FRA TUTTE LA PROTEZIONE”.

nella foto da sinistra: Anna e Vita Vernaleone titolari di Mc Sun

addominale scolpito per le donne e un 80-60-90 per gli uomini?

Non solo e non necessariamente.

“Ciò che è bello è buono", scriveva Platone. "La bellezza è

la verità, la verità è la bellezza", poetava John Keats. In

effetti, con la parola "bellezza" si fa riferimento a più

elementi: una cosa è la "cosmetica", un'altra i "canoni di

bellezza", un'altra ancora "l'estetica" filosofica. Le maggiori

critiche e diffidenze sono comunque da riferirsi alla

cosmetica. I belletti, che non a caso vengono anche

chiamati "trucchi", sono spesso stati considerati astuzie

femminili di cui diffidare, una sorta di truffa contro la quale

difendersi. "Giaci in cento vasetti e la tua faccia non dorme

con te" sentenziava Marziale. Oggi il problema però non è

più “squisitamente femminile” gli uomini infatti sarebbero, in

termini numerici, i maggiori consumatori di cosmetici. Un

vero business. E pensare che nel 1990 solo il 4% degli

uomini dichiarava di usare regolarmente un prodotto viso.

Nel 2001 la percentuale era poi cresciuta in maniera

esponenziale tanto da registrare il 22% e per il 2015 si

ipotizzano cifre da capogiro, addirittura un uomo su due

diventerebbe cosmetico-dipendente. Non solo after shave

ma tutta una serie di prodotti e trattamenti per rendere

migliore la propria pelle, per avere un aspetto gradevole e

giovanile. Le maison cosmetiche hanno subito colto questo

messaggio e per “lui” hanno studiato tutta una serie di

proposte che vanno dalla semplice colonia fino alla

sofisticata maschera detossinante. Per orientarsi nella

scelta, oltre ai normali canali distribuitivi, profumerie e

farmacie, esistono siti internet che suggeriscono marchi

selezionati, consigli cosmetici e istituti esclusivamente

dedicati agli uomini.

I TREND DELLA BELLEZZA

I modelli di bellezza variano a seconda dei luoghi e dei

popoli. Vi sono comunque due qualità costanti che

identificano i modelli di bellezza in tutte le culture: il segnale

di gioventù e quello di salute. Entrambi, infatti,

rappresentano un'irresistibile attrattiva sessuale. Ecco

perché una pelle priva di rughe o la flessibilità dei

movimenti vengono perseguite con tanto accanimento. In

risposta al desiderio di “ freschezza” nasce lo Stretching

antietà, una novità che arriva direttamente da Manhattan e

si chiama Yoga Face, l'ultima applicazione della disciplina

tradizionale indiana. Messo a punto dalla guru del campo

Annelise Hagen, il suo concept è quello di portare sul viso

lo spirito del wellness asiatico, attraverso una serie di

esercizi per viso e collo volti a rilassare ogni singolo

muscolo. Così come perseguita, al fine di “sedurre” è una

bella abbronzatura che piace al punto da aver stimolato la

nascita di centri appositi dove procurarsela in tutte le

stagioni, perché la carnagione scura rappresenta un

inconscio richiamo sessuale. L’abbronzatura, si dice, oltre

ad essere segnale di bellezza è anche sinonimo di salute e

benessere...valorizza la propria personalità ed inoltre aiuta,

grazie alla vitamina D3 prodotta dai raggi UVB, a

mantenere un buon livello di calcio e di fosforo due

componenti che contribuiscono a prevenire osteoporosi e

affezioni cutanee.

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gli eventi 2008

LA NOVITA’ DI MURAD

Firm and Tone Dietary Supplement Pack for Cellulite and Stretch

Mark

CLAIM Brevettato, Clinicamente provato.

POSITIONING Cellulite e Smagliature

BENEFITS

a - Integratore MultivitaminIco ed antiossidante in grado di

promuovere le funzioni vitali della pelle e la microcircolazione.

b - Integratore a base di Acidi Grassi essenziali che idratano la

pelle.

c - Integratore Cell Energizer che previene I danni cellulari

promuovendo la produzione di energia.

d - Integratore Connective Tissue che rinforza la parete dei

capillari, promuove la formazione di collagene ed elastina, migliora

elastività e tonicità

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gli occhi

sono lo specchio

dell’anima

LE CIGLIA FOLTE,

LUNGHE E

DALL’ASPETTO

NATURALE

CONFERISCONOAGLI

OCCCHI UNA

MISTERIOSA

PROFONDITÀ CHE

RENDE LO SGUARDO

LUMINOSO E

AMMALIANTE

Queste ciglia sintetiche sono

olto leggere, debolmente

arcuate e così perfettamente

sagomate da non potere essere

distinte da quelle naturali. Si

applicano un po più in alto delle

proprie ciglia, sulla palpebra, e

durano circa 2 mesi, quindi per

tutto il ciclo vitale delle ciglia

naturali. All’occorrenza le ciglia

colorate possono rappresentare

un dettaglio fascinoso che dona

a chi le porta uno sguardo

inconfondibile. Il kit

d’avviamento 2Amazing Lashes

(200 applicazioni circa)

contiene tutti i prodotti

necessari all’infoltimento ed

allungamento delle ciglia: ciglia

di diverse lunghezze e colori,

collante nero e trasparente, un

pettinino per ciglia, un

MAKE-UP

disponibile da aprile 2008

design valigetta chiusa

pennellino, una forbicina dalle

punte sottili, una pinzetta diritta

ed una arcuata, uno

sgrassatore, un solvente, una

pompetta. E’ ovviamente

consentito effettuare ordini

singoli di completamento. Una

presentazione di servizio

altamente redditizia a fronte di

costi minimi, che non mancherà

di richiamare nuovi clienti:

Tradotto in denaro, il costo di

ciglia, colante ed una giornata

di addestramento intensivo

ammonta a solo 3,00 euro ca.

per ogni clente, mentre

un’applicazione (da 60-180

minuti ca.i) per il cliente un

momento di assoluto relax, gli

stilisti professionali delle ciglia

richiedono attualmente ca. 180

euro a seconfa del numero di

ciglia impiegate.

L’addestramento intensivo che

comsta di una parte teorica ed

una pratica, consente un

approccio professionale alla

tecnica di applicazione delle

ciglie. La teoria trasmette i

principi della corretta tecnica

lavorativa, mentre la parte

pratica conclusiva lascia

sufficiente spazio alla

realizzazione di quanto

appreso.


A.S.S.O. SRL-AKAADVANCED KIT ART-ALBERTO CICCIOLI-ALBERTO GATTI BY KASTYAN SRL-ALBERTO GUARDIANI SPORT-ALDO

BRUE'-ALDO MERCANTI-ALEXANDER HOTTO-ALEXANDRA CALZATURIFICIO-ALMAS S.A.S.-ALTOGRADIMENTO-ANDREA

CANCELLIERI-ANDREA CATINI-ANDREA LATTANZI S.R.L.-ANDREA MORELLI-ANDREA PAGLIARINI-ANDREA PETROCCHI S.R.L.-

ANDRENACCI EUGENIO-ANGELA-ANGELA FALCONI BY MYRTO-ANGELO GIANNINI-ANNABELLA SPA-ARGILLONI S.R.L.-ARTIGIANI

ITALIANI S.R.L.-ASSIA TREND S.R.L.-ATTILIO GIUSTI LEOMBRUNI-BAGATTO-BAISEL&CO.ITALIA S.R.L.-BARROS-BETTINA

BEVILACQUA EMANUEL-BIKKEMBERGS-BLASE'-BLUE STAR S.R.L.-BOCCACCINI-C.A.F. S.R.L.-C.G.S. DI IACHINI EUFRASIO & C.

SAS-CAPPELLETTI S.R.L.-CARDIGAN GIANO-CARLO PIGNATELLI BY OFFICINE MODELLI-CENTER GROUP RENZI S.R.L.-

CHEVIGNON-CIAO BIMBI S.P.A.-CLARA S.R.L.-COMART SRL UNIPERSONALE-CONNI S.R.L.-CORVARI S.R.L.-CRISTEL BY

TEKNOSTYLE-CULT BY ZEIS-EXCELSA S.P.A.-DAINO SHOES S.R.L.-DANIELE TUCCI-DARIO CIOTTI-DEBUT-DENIS DI ILARI DENIS &

C. SAS-DIELLE FASHION CALZATURIFICIO-DINO BIGIONI-DINO BIGIONI DONNA-DKS-DMN - INTERGRIFFE S.R.L.-DONNA SERENA-

DOUCAL'S S.R.L.-DOVER S.R.L.-DUCA DEL NORD S.R.L.-EFFEMME S.R.L.-ELISABET S.R.L.-ELIZA DI VENEZIA S.R.L.-ELLE ITALIA

S.R.L.-ELLEPI BY GIANFRANCO LUCENTINI-ENRICO DEL GATTO S.R.L.-ERCOLI DEI F.LLI ERCOLI & C. S.N.C.-ERNESTO DOLANI-

ESSEGI S.R.L.-FABER S.R.L.-FABIANO RICCI-FAUZIAN JEUNESSE-FELU' S.R.L.-FERRARI DI TASSOTTI MICHELE-FESSURA AKA-

FIORANGELO-FIORE SASSETTI-FLORENS SHOES S.P.A.-FLORIAN S.A.S.-FONTANA-FORESTE DI CLEMENTI IVO & C. S.R.L.-

FORMENTINI S.R.L.-FORMENTINI TIBERIO-FORTE-FORTIS-RESTYLING SRL-FRANCESCHETTI-FRANCESCO DE SANTIS - SHOES

HAND MADE-FRANCO CIMADAMORE-FREESBY S.R.L.-FRUIT CALZATURIFICIO-G.D.N. SRL - MIRAGE-G.M.A. S.N.C. DI GRANATELLI-

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GIANMARCO LORENZI-GIANNI BRAVO-GIANNI FERRANTE-GIANNONE S.R.L.-GIANO CARDIGAN S.R.L.-GIANRICO MORI-GIANROS-

GIBELLIERI S.A.S.-GIORGIO FABIANI S.R.L.-GIORGIO IACHINI & C. S.N.C.-GIOVANNI FABIANI S.R.L.-GIOVANNI GIUSTI S.R.L.-

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FERMO

Ronny

Bigioni

Presidente

Calzaturieri

IVO & C.-JECKERSON-JOHN RICHMOND-KARMA OF CHARME-KATE BY CALZ. FERRARI-KELTON S.R.L.-KENZO BEVERLY-KOIL-LA

MARTINA-LA REPO S.R.L.-LANCIO-LARA MANNI-LAREDO S.R.L.-L'AUTRE CHOSE BOCCACCINI-LE SILLA-LEFT AND RIGHT-LENA

MILOS-LEVITAS-LIDFORT DEI F.LLI FORTUNA & C. SNC-LIDO MARINOZZI S.R.L.-LILIAN S.R.L.-LILIANA FORTUNA-LINEA ITALIA

CALZATURE-LINO MARINI-LOITA T&C ORIGINALS / BRINI VIGNOLI-LORENA PAGGI SNC-LORENZI DI MAZZA GIOVANNI & C. SAS-

LORETTA PETTINARI-LORIBLU-LORIBLU UOMO-MAG S.R.L.-MANALI-MANDOCH S.R.L.-MARCO MASSETTI-MARIELLA BURANI-

MARILU' CALZATURIFICIO SRL-MARILUNGO CALZATURIFICIO-MARINO FABIANI S.R.L.-MARIO BRUNI CALZAT.SPRING S.R.L.-

MAROS S.R.L.-MARTINA ERRE T & C ORIGINALS / BRINI-VIGNOLI-MARY S.R.L.-MAURON DI I. E N. GUERRINI-MAX MODA S.R.L.-

MELANIA-MELIN S.R.L.-MENSTOR BY CALZ. GIADA-MERRELL-MERYNELL-MIRAGE- G.D.N. SRL-MIRELLA S.R.L.-MIRKO CICCIOLI-

MISSOURI S.R.L.-MOKI S.R.L.-MULTIMODA MAVIS-NANDO MUZI-NAZZARENO CARELLI-NERO DI SOLE E.ESSE.GI-NERO GIARDINI -

BAG S.P.A.-NORMA J. BAKER S.R.L.-NUOVA MOKAS S.R.L.-NUOVA VEREGRA S.R.L.-ORIETTA MANCINI BY RACCOSTA S.R.L.-

ORSILVIA-PANDA S.R.L.-PANTANETTI-PERLI DI PERETTI RENZO & C. S.N.C.-PERSONAL SHOES S.R.L.-PIERGENTILI GIORGIO-

PIERRE FASHION GROUP S.R.L. (FORMENTINI)-POLDINO-POLINI MANIFATTURE SPA-PRADIKA S.R.L.-PREMIATA-PRIMABASE-

PRINCES S.A.S.-R. FABI-R.G. DI ROSSI E GALIE' S.R.L. MONTE URANO-RAPARO F.LLI S.R.L. CALZATURIFICIO-RAPARO S.R.L.-

RENZI-RENZO MERCURI-RENZONI ILASIO-REPO-RICCI-RIPA CALZATURE S.R.L.-ROBERTO ROSSI-ROCCO P. / PRINCIPE DI

BOLOGNA-RODA'-RODOLFO ZENGARINI-ROGANI-ROKAIL S.R.L.-ROMINA S.R.L.-ROMIT S.P.A.-ROSSI S.R.L.-SANDRO G. DI

SANDRO GUARDIANI-SANDRO GIUSTI-SANDRO MORI SRL-SASSETTI SILVANO-SCOLARO S.R.L.-SEBASTIANO MIGLIORE ( IL

GUSTO DI CREARE)-SECCHIARI-MICHELE-SESA S.R.L.-SGN-SHOE COLOR-SHOTO DI MEDORI STEFANO-SICAP-SILVANO

LATTANZI-SPAZIOTRE-STARRY-T & C ORIGINALS SNC - LOITA/MARTINA ERRE-TENTAZIONE S.R.L.-TEODORI DIFFUSION S.R.L.-

TERMICAL SNC-TIME-TIME & CO DI GRASSELLI CESARE-TIP TAP S.R.L.-TRIVER FLIGHT-UNO-V.F. ITALIA SRL CALZATURE-V.R.L. DI

LATTANZI GIANFRANCO-V.S.M. ITALIA S.A.S.-VALLE D'ORO CREAZIONI-VEGA DI COLLETTI GENESIO-VERDECCHIA E MAINQUA'-

VIRLE CALZATURIFICIO-VITTORIO VIRGILI S.R.L.-VIVIANE CALZATURE DI L. MICHETTI & C.-VUEFFE SRL CALZATURIFICIO-X

BACCO S.R.L.-ZAGIS-ZINTALAS.R.L. SILVANO LATTANZI

di Nicol Lucarelli

ARTIGIANATO DI QUALITÀ

PERLECALZATUREELE

PELLETTERIE MARCHIGIANE

Maestri della calzatura e articoli in pelle sono specialità di

un’eccellenza che nelle Marche ha tradizione secolare. C’è una

grande tradizione artigianale alle spalle del vivacissimo e

importante mondo industriale delle calzature, uno tra i settori di

punta delle Marche. Fino agli anni Cinquanta del secolo scorso

la sua dimensione produttiva era solo artigianale, caratteristica

che risaliva fino all’epoca medievale. Allora, all’interno delle città,

le corporazioni dei calzolai rivestivano ruoli di rilievo. Questa

regione, inoltre, era il principale punto di ingresso delle

importazioni di cuoio provenienti da Grecia, Albania e Bulgaria.

Il made in Italy

Ai primi del Novecento si data il passaggio dei calzolai

marchigiani alla produzione di stampo industriale, soprattutto a

Fermo e Macerata. Dopo le crisi economiche legate alle guerre,

la ripresa è stata massima grazie al coraggio degli imprenditori,

che oggi esportano articoli di qualità ovunque nel mondo,

all’esperienza e alla competenza delle maestranze.

Uno stile unico

L’approccio industriale e l’espansione all’estero non hanno

penalizzato le specificità di questa produzione che si distingue

proprio per creatività, qualità, eleganza, stile unico e irripetibile.

ESSERE PRIMI?

UNA QUESTIONE DI STILE.

MICAM

Al

di Milano

"Ronny Bigioni, il neo eletto presidente della Sezione Calzaturieri Confindustria Fermo, si prepara ad “Il successo di

affrontare la nuova edizione del Micam, la tradizionale fiera di settore più autorevole del panorama un’associazione è il

È DI SCENA LA CALZATURA GRIFFATA

internazionale a cui aderiscono oltre 250 aziende calzaturiere del distretto, che per la stagione inverno

2008 è stata anticipata di circa un mese (26-29 febbraio). Inoltre, grazie alla collaborazione di ANCI e risultato del lavoro di un

“Made in Marche”

ICE, una delegazione di Clienti russi di circa 50 componenti è stata invitata al Micam e subito dopo la team affiatato che

stessa sarà ospite dal 1 al 3 Marzo, ci conferma Bigioni, nelle Marche, per una visita guidata del quotidianamente si

territorio. Nell'occasione specifica, la clientela invitata avrà modo di conoscere più da vicino la realtà impegna affinchè le istanze

PROTAGONIST FOOTWEAR MADE IN MARCHE

produttiva locale. Il programma prevede per domenica 2 Marzo una serata di gala con imprenditori e

clienti. Poi, lunedì 3 Marzo, Confindustria Fermo e Confindustria Macerata organizzeranno presso la

degli imprenditori trovino

HANDICRAFT OF QUALITY FOR THE MARCHIGIANE

FOOTWEAR AND LEATHER SHOPS

suggestiva Abbazia di Fiastra un'esposizione di calzature di oltre quaranta aziende locali, per dar risposta. In qualità di

Masters of footwear A tradition of craftsmanship is behind the vibrant

shoe production industry here, one ofthe leading economic

modo alla delegazione di apprezzare gli alti standard di qualità e design raggiunti dalla produzione Presidente vorrei

marchigiana. Questa rassegna marca un'altra tappa fondamentale nella collaborazione tra

ringraziare tutti coloro che

sectors which dates backto the Middle Ages when shoe-making

imprenditori, ovvero l'inizio di una ritrovata comunione di intendi tra il territorio fermano e quello

contribuiscono al

guildswould fit out the prominent people of the area. Shoes and

maceratese, entrambi di forte tradizione calzaturiera, rivolta alla valorizzazione del 'Made in Italy'.

articles in leather are a centuries-old speciality of excellence in the

"Apprezzare lo stile italiano attraverso le sue eccellenze", ci dice ancora il Presidente, "significa miglioramento dei servizi i

Marches. Made in ItalyThe beginning of the twentieth century

innanzitutto essere coesi tra colleghi, affinchè si possa riuscire a farle conoscere ed apprezzare nel quali meritano di essere

marked the passage of the Marches’ shoe-making guilds into

mondo al di là di ogni inutile concorrenza che non sia quella nei confronti di altri operatori stranieri. valorizzati. Lascio pertanto

industrial production, especially inFermo and Macerata. The great

Le realtà imprenditoriali locali si apprestano a vivere una nuova primavera, nella consapevolezza che il

growth that this industry has seen up until now has been due to the

a loro il compito di

nostro bagaglio culturale e la nostra creatività rappresentano un vantaggio ineguagliabile che non va

boldness of entrepreneurs who ha-ve exported their quality products

assolutamente disperso." Bigioni conclude: "Aprire nuovi mercati significa innanzitutto credere nella rappresentare la grande

around the world, not to mention experience in the field and the skill

nostra Unicità. A testimonianza di ciò, basti osservare il consolidamento di posizioni che c'è stato sul famiglia Confindustria”.

of the workers.Il made in Italy A unique styleImportant factors make

the shoe industryin the Marches the success that it is: crea-tivity,

mercato russo e riprodurne le stesse condizioni operative sui mercati di Cina e Giappone che Silvano Lattanzi

quality, elegance and a unique andinimitable style.

dovranno essere affrontati con il medesimo spirito imprenditoriale vincente.”

66 www.donnaimpresa.com


dossier tendenze

La moda:

una realtà

effimera ed

evanescente, in

continua

evoluzione,

vestita di

quell’ambiguità

che la

caratterizza.

La nascita di

una nuova

moda decreta

la fine di

un’altra, in un

ciclo continuo e

sempre più

breve nella

storia

contemporanea

LA COMUNICAZIONE È OGGI L'ATTO

FONDAMENTALE DEL VIVERE SOCIALE,

ALL'INTERNO DELL'IMMENSO

PANORAMA COMUNICATIVO IN CUI GLI

INDIVIDUI SI TROVANO

CONTINUAMENTE IMMERSI.

L'ABBIGLIAMENTO È UN CODICE,

DIVERSO DA QUELLO PARLATO E DA

QUELLO SCRITTO, MA BEN DEFINITO

DA REGOLE PROPRIE. SI TRATTA DI UN

CODICE "A BASSA SEMANTICA" CHE

VEICOLA SIGNIFICATI CONDIVISI E CHE

POSSIEDE DIVERSI ELEMENTI

COMUNICATIVI DI BASE FRA CUI LE

STOFFE, I COLORI, LA FOGGIA ED IL

TAGLIO. IL CODICE

DELL'ABBIGLIAMENTO È FORTEMENTE

LEGATO AL CONTESTO STORICO,

POLITICO E SOCIALE NEL QUALE È

INSERITO. LA MODA È, INFATTI, IN

GRADO DI ESPRIMERE TANTISSIMO SIA

A PROPOSITO DEL TEMPO STORICO

NEL QUALE È INSERITA, SIAA

PROPOSITO DELLA CONDIZIONE

SOCIALE E CULTURALE DELLE

PERSONE, SIA DEI LORO SENTIMENTI,

DELLE LORO EMOZIONI E DEL LORO

PROFILO PSICOLOGICO...

INDOSSARE IL TEMPO

acqua

la forza dell’ ,

la bellezza del

San Ginesio (Mc)

AQUATEAM FIRMA IL MARE TUTTO L’ANNO, LA PISCINA E IL

FITNESS CON 800 PUNTI VENDITA AFFILIATI, 2 SPACCI

AZIENDALI, 50 NUOVE APERTURE DISLOCATE NELLE STAZIONI

BALNEARI PIU’ IN AUGE E NEI VILLAGGI TURISTICI, (LA CUI

APERTURA E’ PREVISTA ENTRO IL 2009) E CON LA PRESENZA

NELLE AGENZIE DI VIAGGIO PIU’ IMPORTANTI ATTRAVERSO LA

NUOVA LINEA MARE/TEMPO LIBERO “LAST MINUTE”.

PRESENTI IN GRECIA, SPAGNA, PORTOGALLO E FRANCIA, SI

APPRESTANO A PENETRARE I MERCATI MONDIALI

ATTRAVERSO FORMULE DI COMPARTECIPAZIONE MODERNE

E FLESSIBILI.

A CAPO DELL’ AZIENDA L’ AFFASCINANTE 45ENNE ROBERTO

TIRABASSI (NELLA FOTO) NATURALMENTE SUPPORTATO

DALL’ESPERIENZA DEL PAPA’ LUCIANO, UNO DEI FONDATORI

DELL’ATTUALE PRESTIGIOSO MARCHIO.

nella foto: Roberto Tirabassi

fitness

Micaela Ambrosi

le pellicce

QUATTROP

MICAELA IC NASCE DALL’ESPERIENZA SARTORIALE IN

PELLICCERIA ED ABBIGLIAMENTO DELLA FAMIGLIA

AMBROSI. NEL CUORE DEL DISTRETTO DI SETTORE DEI

COLLI EUGANCI (PADOVA ITALIA), LEGATAAD UNA

PRESENZA ULTRADECENNALE NEL MERCATO, ANCHE

NELLA VENDITA DIRETTA IN FERRARA (ANTICA

PELLICCERIA DALLA LIBERA).

Quattro P è una PMI padovana che propone al mercato italiano dei

negozi di pellicceria e abbigliamento un prodotto che negli ultimi

anni ha assunto una propria identità specifica: la ricerca sui tessuti

utilizzati, sui particolari, la scelta dei complementi in pellicceria ed

in pelle, l’artigianalità delle finiture si esprimono in un’offerta

particolare. Con la collezione autunno/inverno 2007/2008

l’ azienda si evidenzia per una scelta di colori e tessuti innovativa,

per una modellistica particolare destinata ad un pubblico non solo

nazionale, ma anche internazionale: dal verde oro e argento, dai

sintetici ultraleggeri alle sete impermeabili, fino ai prodotti più

classici riconoscibili sul mercato.

SEGUE...

Moda, colori, fantasia, sono

questi i punti di forza di Segue...

il marchio fiorentino di

borse,scarpe,valigie ed

accessori che in soli 6 anni ha

conquistato il mercato italiano ed

internazionale, con un successo

dirompente che sta continuando

anche nel 2008. Dopo gli oltre

250 negozi raggiunti nel

Dicembre scorso, Segue... ha

infatti superato i 300 punti

vendita in Italia e nel mondo

dando vita così a quello che è

cheèstatodefinitounveroe

proprio concept store,una porta

spalancata sul mondo Segue...

un luogo di incontro, dove

lasciarsi coinvolgere in una

“shopping experience” senza

precedenti. Significativa anche la

crescita fuori dai confini

nazionali: il marchio infatti ha

raggiunto considerevoli livelli di

presenza in mercati emergenti

come Spagna, Portogallo,

nella foto: Andrea e Nicola Zini

Turchia, Grecia, Medio Oriente,

Centro e Sud America ed è proprio in questo nuovo mercato che sta esplodendo la mania Segue... “Siamo

molto soddisfatti dei risultati ottenuti in questi anni - spiegano i fratelli Andrea e Nicola Zini, proprietari del

Gruppo ABC Srl e ideatori del marchio - Segue…nasce dalla nostra trentennale esperienza nella distribuzione

e commercializzazione degli accessori Benetton e Sisley, che ci ha permesso di creare un progetto fin

dall‘inizio molto ambizioso, che in soli 6 anni è riuscito a crescere ed affermarsi sul mercato italiano ed estero“.

68 www.donnaimpresa.com


La casa

del

presentefuturo...

ritratto di chi

desidera vivere

in completa

armonia con la

propria

dimensione

emotiva

“C’è bisogno di ri-scoprirsi come primitivi

uomini metropolitani capaci di ascoltare i

propri desideri più primordiali, più reconditi,

di saper guardare e vedere gli altri. L’unico

modo, oggi, per sentirsi parte integrante di

un lussuoso racconto è di mutare punto di

vista, è di avere un rapporto di verità, di

trasparenza e di bellezza con gli uomini e

con le cose, è di riuscire a staccarsi più o

meno completamente dalla convulsa e

balzana logica della super produttività, è di

dare grande valore alla parola e all’ascolto,

è di comprendere a pieno che la meraviglia

più grande è vivere accompagnati

dall’amore e dall’intelligenza in spazi

naturali o artificiali pieni di sentimento”

di Simone Micheli

Abitare il tempo contemporaneo vuole dire

essere in totale sintonia con lo spirito dei

tempi e con i suoi comandamenti. Nella

casa questo si traduce nel trionfo del

design più attuale, quello che ha ridotto le

linee al minimo essenziale, esaltando la

purezza delle forme e delle superfici, la

loro nitidezza e brillantezza.

Finiti gli anni delle 'quantità', anche il

mercato immobiliare risponde a valori

legati sempre più a fattori di 'qualità',

secondo vari livelli che dal progetto

urbanistico alla scala architettonica si

estendono sino alla definizione degli

interni, con scelta degli arredi e delle

finiture, oltre che dei servizi (domotica,

cablaggi ottici), in una filosofia progettuale

di tipo 'globale'. Kant affermava che nel

momento in cui il nostro sguardo si posa su

un "oggetto bello" il nostro animo non può

che compiacersi, non può che riconoscere

la bellezza e, dunque, sentirsi "pieno".

Questo pensiero risulta essere alla base

della concezione degli spazi privati e

collettivi come opere d'arte che possono

essere tali a prescindere dai riferimenti

linguistici ed espressivi. Ciò che rende

questi luoghi ospitali vere e proprie opere è

la capacità di suscitare primitive emozioni,

destabilizzanti turbamenti sensoriali,

sensuali trasporti concettuali più o meno

coscienti.

di Bruno Baldassarri

ABITARE IL TEMPO

LA CASA DIVIENE

SPECCHIO DI UNO

STILE DI VITA, SI

VESTE DI QUELLA

STESSA NATURA CHE

CONTRADDISTINGUE

NON SOLO GUSTI E

PERSONALITÀ, MA

VERE E PROPRIE

TENDENZE IN

GRADO DI CREARE

ATMOSFERE

DOMESTICHE

DIVERSE NATE DAL

DESIDERIO DI

RISPONDERE ALLE

NUOVE E DIVERSE

ESIGENZE

D'INTERPRETAZIONE

DELLA CASA DI

OGGI.

70 www.donnaimpresa.com

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L’acqua depura il

corpo, lo sorregge.

In una vasca

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Sanigor, però, l’acqua

libera anche tutta la sua

forza. Coccola, rilassa

e ridà tono. Sorregge il

corpo privandolo quasi

della sua gravità.

È benefica per lo

spirito e la salute. Con

la combinazione di

bocchette d’aria e

acqua, tantissime

varianti in dotazione e

una tecnica

idromassaggio

avanzatissima, da una

vasca da bagno Sanigor

può nascere il vostro

idromassaggio per un

benessere perfetto che

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sensuale il bagno.

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antiestetico, una

bellezza fatta di

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ALLA FIERA

DELL’EDILIZIA

ACCANTO

ALL’ASSESSORE

REGIONALE, IL

MAESTRO ANTONIO

MOSCIATTI AUTORE

DEL LIBRO SUI

“BAMBINI DEL

TERREMOTO” A

SERRAVALLE DI

CHIENTI

MACERATA – Centro Fiere Villa

Potenza. 16.000 sono stati i

visitatori nella tre giorni della Fiera

dell’Edilizia “Edil Centro Marche”.

Un edizione, la quarta appena in

archivio con numeri record a

dimostrazione della crescita di una

manifestazione che è diventata un

appuntamento a livello regionale

per un settore tanto strategico per

l’economia quale quello edile.

Tanto pubblico al cospetto di 170

aziende espositrici, per almeno 300

produttori diversi, in rappresentanza

di 25 province italiane e di tre stati

esteri. “Dati che certificano un ruolo

di riferimento assunto dalla

manifestazione, per tutti gli

operatori del settore” ha

riconosciuto Gianluca Carrabs,

assessore ai Lavori Pubblici e

all’Edilizia pubblica delle Marche,

intervenendo per il taglio del nastro

all’inaugurazione ufficiale,

testimoniando così l’attiva

partecipazione dell’ente regionale

alla manifestazione, al fianco di

Carrabs, il Sindaco di Macerata

Giorgio Meschini ed Antonio

Mosciatti, il maestro elementare di

Serravalle di Chienti, autore del

libro che 10 anni fa commosse

l’Italia: “Mi tremava anche il

sogno”, dedicato ai bambini delle

zone colpite dal sisma.

Tutti i 20.000 mq. di aree espositive,

tra coperto ed all’aperto, sono stati

affollati da un interessato pubblico,

alla ricerca delle migliori soluzioni.

Mentre nei 15.000 mq. di campi

prova hanno lavorato

ininterrottamente le macchine

scavatrici e di movimento terra,

testate dagli addetti ai lavori. La

possibilità di provare i bestioni da

cantiere direttamente all’interno

dell’area fieristica è una rarità

apprezzata da molti “destinatari”

giunti a Macerata da tutta Italia.

Evento pieno di contenuti espressi nel

corposo ed interessante programma

di incontri e seminari. Con il

coordinamento del presidente dei

Giornalisti marchigiani Giannetto

Rossetti, sabato 29 si è tenuto il

convegno su “Il controllo energetico

nell’edificio ed il risparmio sostenibile

alla luce del d.lg. 311/06”, con il

patrocinio dell’Università Politecnica

di Ancona, la partecipazione di Eni,

la collaborazione di Confartigianato

e il Collegio dei Geometri di

Macerata, il supporto tecnico di Infissi

Design.

Al dibattito, dopo i saluti di rito, sono

intervenuti Mario Volongo (Eni),

Roberto Fioretti (Università

Politecnica), Maurizio Mazzurana

(Infissi Design), Sergio Botta e Silvio

Fattorillo (Botta&Associati).

Si è parlato anche di altri aspetti

relativi agli attualissimi temi del

risparmio energetico (“Tetti in legno”)

e della produzione di energie

alternative (“Fotovoltaico e

geotermia”) con sessioni “teoriche”

supportate dalla presenza in fiera di

un’ampia varietà di materiali e

soluzioni, tra i quali: pannelli solari,

pannelli fotovoltaici, pale eoliche ecc.

Particolare riguardo alla tematica del

terremoto con un’incontro con i

protagonisti e testimoni di quei giorni

tragici e della ricostruzione.

Nella sala convegni sono stati inoltre

proiettati i filmati della Regione

Umbria e della Provincia di

Macerata, bellissimi entrambi.

Grande apprezzamento per la

mostra fotografica d Guido Picchio

sul terremoto, allestita nel padiglione

fieristico.

”EDIL CENTRO MARCHE INTENDE

ORA VIVERE TUTTO L’ANNO ED

ARRIVARE ALLA SUA QUINTA

EDIZIONE CON UN CARNET DI

PRESTIGIO NEL 2008 - DICE

MARCO CRESCENZI TITOLARE

DELLA SERVICE PROMOTION CHE

HA CURATO L’EVENTO -

PENSIAMO A CONVEGNI E

WORKSHOP SUI TEMI CALDI

DELL’EDILIZIA E SULLE NOVITÀ DEL

SETTORE. COLTIVANDO LA

RICERCA IN TEMA DI RISPARMIO

ENERGETICO, BIOEDILIZIA, E

PRODUZIONE ENERGIE

ALTERNATIVE CON IL SOSTEGNO

DI REGIONE, PROVINCIA,

COMUNE E DELLE ASSOCIAZIONI

DI CATEGORIA IN PRIMO

LUOGO” .

LE AZIENDE PRESENTI

alla fiera dell’edilizia

ACQUA SERVICE

ADRIATICA SPURGO

AERTECNICA

ALESI IVANO

ALESSANDRONI CARLO

ALFER

ALLE PORTE DI EFA

AMATI DOMENICO

AREA PARQUET

ART FER

AVI Adriatica Veicoli Ind.

B.C.C. di Civitanova M.

BAMA CARR

BARTOLI MARIO

BONCI

BONGIOVANNI DEVID

BONIFAZI Bussolotto S.

BUTAN GAS

C.A.M.I.

C.M.E

CALORCASA CARDEA

CARNEVALI

CARTECHINI Gilberto &C.

CASA LIBELLA

CICARILLI LAMBERTO

CINCIRIPINI Prefbbbricati

CIOTTI COPERTURE

CIPEF

CIRIX

CIRTE SOC. COOP

CM PORTE

COMAR COMMERCIALE

CONC. CIMINI

COOP. SPERANDIA

COTTO DEL PERUGINO

CVR SRL

D.MOTICA

DIFAST SRL

DIGITECNO

DITTA KARK

EDIL ART MARCHE

EDILCASA CACCAMO

EKOCALOR

ELENCA

ERCOLES & OTTAVIANI

ERMETICA 2 DI Carbone

EUROINFISSI

EUROPISCINE

FABIO SBAFFI

FABRIZI CRISTIANO

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FERRACUTI

FILOTTRANI Antonio & C.

FIN CASA

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G.GIROTTI

GAMMA PLASTIK

GIACOMETTI IDA

GILBERTO MICUCCI

GMS S.N.C.

GOLDENGAS

GRAZIOSI SANDRO

GUIDI IMPIANTI

HAUS IT

HIDROCOSTRUZIONI

HOLIDAY INVESTMENT

I MASTRI FORNACIAI

IL QUADRATO

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MARROCCHI Serbatoi

MARTINELLI CARLO

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SABBATINI ALVARO

SAGI IMPIANTI

SALTARI CLIMA energie

SALVATELLI ANDREA

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SANEDIL

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SBARBATI

SCALE LEONORI

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SEGALA RENZO Legnami

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nelle foto: il complesso residenziale a Marina di Altidona (ap/fm)

CHI SIAMO

Una società edile a gestione familiare artefice di molteplici plessi abitativi sia di uso pubblico che privato. Una carriera iniziata circa trent'anni fa

che si occupa della costruzione e della vendita diretta dei suoi immobili aventi prevalentemente destinazione residenziale, commeriale, terziaria.

Sempre all' avanguardia nell' applicare le nuove tecnologie e i nuovi materiali alla realizzazione delle sue costruzioni con il proposito di affermare

la qualità e la sicurezza al di sopra di ogni altra cosa, collocano l' impresa in sintonia con le esigenze degli acquirenti. Moreschini ha operato ed

opera attualmente nel territorio del fermano: a Marina di Altidona, Pedaso, Porto San Giorgio, Porto Sant' Elpidio, Montegranaro, Montegiorgio,

ad Alba Adriatica in Provincia di Teramo ed a Fiano Romano in Provincia di Roma. Lo staff dell' impresa è composto da una squadra di operatori

qualificati che coprono tutti i settori: amministrativo, tecnico ed esecutivo. La sua organizzazione consente di seguire tutte le fasi della

realizzazione di un' opera dalla progettazione alla consegna definitiva.

NUOVI PROGETTI:

La lottizzazione in localtà Marina di Altidona è in fase di realizzazione e comprende la

costruzione di più edifici residenziali. In particolare sono di prossimo compimento

quattro palazzine a tre piani e tre villette a due piani, tutte con vista mare.

Le rifiniture

interne sono di grande pregio con infissi in legno, porte in noce nazionale o laccate,

portoncini blindati in massello, pavimenti e rivestimenti di prima scelta, impianti

autonomi di riscaldamento, vasche idromassaggio, video citofoni, impianti TV terrestre

e satellitare, predisposizione allarmi antintrusione e condizionamento, ascensori e

persiane in alluminio con lamelle orientabili.

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il piacere di arredare

TEKNICA

un valido punto di riferimento nella scelta di mobili e complementi d'arredo che migliorino la qualità della vita

L' ESIGENZA DI FUNZIONALITÀ DEL NOSTRO TEMPO NON CI HA FATTO DIMENTICARE CHE ABITARE E' UN' ARTE.

PROPRIO PER QUESTO, DA SEMPRE, CREIAMO PRODOTTI IN GRADO DI COMUNICARE VALORI ESSENZIALI, MA

RICCHI DI MEMORIE ANCORA MOLTO IMPORTANTI. CREARE PRODOTTI AVVOLTI DA UNA TRADIZIONE ARTIGIANA

E' UN'ARTE SENZA TEMPO CHE CI APPARTIENE.

Stile e tradizione, rigore e creatività, tecnologia e design. Teknica ha saputo coniugare sapientemente tutte queste

caratteristiche, ed il risultato è sotto gli occhi di tutti: oggi i suoi mobili, richiesti in tutta Italia, sono la scelta di chi

vuole arredare la propria casa con buon gusto e con l’inimitabile stile italiano. Cucine, armadi, salotti, sedie,

contract, non c’è segmento della grande filiera del legno-arredo che non prenda forma in questa azienda, cuore

propulsore di una regione che vive di tradizione artigiana: le Marche

“Progettiamo e

realizziamo con voi

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sempre sognato,

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nella foto: Francesco Leonelli

Mi parli della sua azienda Francesco

La Nostra azienda costruisce un prodotto interamente su misura. Ogni realizzazione è perciò unica nel suo genere perché esclusiva e progettata

per quello spazio. Siamo un'impresa artigiana che si dedica principalmente alla produzione di un'ampia gamma di articoli per l'arredamento,

facendo rivivere sia in chiave moderna che tradizionale l'arte del legno: i prodotti realizzati, grazie all'utilizzo di materie prime scelte

accuratamente e all'adozione di tecniche di lavorazione particolari, risultano molto funzionali e belle esteticamente. I materiali che lavoriamo

vanno dal tradizionale massello ad un gran numero di essenze lignee di varietà diverse, incollate tra loro a formare effetti cromatici particolari.

Il suo cliente ideale?

E' colui che ama la natura, che pensa in armonia con l'ambiente, che presta grande attenzione alla cura dei dettagli propri delle lavorazioni

artigianali, che esige materiali pregiati, che guardi alla perfezione delle forme, delle nuance. E' colui che vive la casa, che ama il confort, che è

razionale nell'ottimizzazione degli spazi, affinchè siano funzionali alle sue esigenze, ma che non perde mai di vista la bellezza di un arredo. E'

infine colui che sogna una casa diversa non standardizzata da arredi fabbricati “in larga scala” in quanto vuole il meglio, vuole l'esclusività.

Teknica arredamenti è : comunicazione, consulenza, progettazione, coordinamento lavori, produzione e forniture per ambienti

lavorazione del legno, di cui oltre un decennio alla guida di una attività che si occupa di progettazione e realizzazione di arredamenti,

le hanno permesso di conquistare una posizione leader sul mercato e un elevato know how tecnico...quali, i punti di forza?

I punti di forza sono da ricercarsi in uno staff la cui professionalità acquisita in tanti anni di lavoro ci consente di far fronte a qualsiasi richiesta,

nell’ampia scelta su catalogo di elettrodomestici da incasso e complementi d’arredo delle migliori ditte e nel rispetto del cliente che affianchiamo

nelle scelte costruendo con lui un percorso di costante e proficua collaborazione, nell'ottica del raggiungimento della qualità sia nel servizio

come nel prodotto. Incontriamo il cliente e ne ascoltiamo le necessità, analizziamo il contesto, concordiamo il target e consigliamo le strategie;

stabiliamo le caratteristiche tecniche, progettiamo, organizziamo e seguiamo i lavori fino alla loro conclusione. Lo scopo finale è di fornire

proposte per l'arredamento anche di bar, negozi e ambienti commerciali che rispettino i criteri di funzionalità, con particolare attenzione al confort

e alla vivibilità di un ambiente, pensato per soddisfare diverse aspettative ed esigenze. lavoriamo con passione, competenza ed esperienza

perché ogni aspirazione divenga davvero un'opportunità dal carattere vincente.

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Energia solare,

riqualificazione energetica,

una realtà sostenibile

a cura di Francesco Silvi Presidente Gruppo Edili

UAPI Confartigianato ap/fm

Il sole è in grado di assicurare una quantità d’energia

superiore a quella utilizzata dall'uomo, gratuita e

disponibile per chiunque voglia utilizzarla. L'energia

solare è già stata sfruttata in molte parti del mondo e ha

notevoli potenzialità e può essere impiegata

direttamente per produrre energia elettrica, per il

riscaldamento e anche per il condizionamento.

Le piante trasformano la luce del sole in sostanze

chimiche vitali attraverso la fotosintesi clorofilliana. Il

concetto di "energia solare" è realizzato attraverso la

conversione diretta della luce del sole in energia termica

o elettrica pronta all'uso. I due tipi principali d’energia

solare sono il solare termico e il solare fotovoltaico.

Lo sviluppo delle energie rinnovabili, alla luce dei

cambiamenti climatici già in atto, è diventato per il

nostro Paese una priorità; La recente approvazione del

decreto sul solare fotovoltaico e i finanziamenti a tasso

agevolato, permetteranno a chi vorrà realizzare un

impianto, di affrontare l’investimento iniziale con più

facilità. Sarebbe auspicabile, approvare rapidamente

forme d’incentivazione più efficaci estendendo il

sistema del “conto energia” non solo per il solare ma per

tutte le fonti rinnovabili, e soprattutto semplificare le

procedure.

In Italia, produciamo più energia di quella che

consumiamo, però siamo costretti ad acquistarne una gran

quantità dall’estero. Perché? La maggior parte

dell’energia prodotta, è dissipata durante il trasporto,

anche se per i lunghi tragitti sono impiegati differenze di

potenziale pari a 380.000 volt. Mutare la politica delle

grandi centrali in piccole ma radicate sul territorio,

comporterebbe oltre che una minore produzione

d’energia, quindi minore inquinamento, una distribuzione

della ricchezza sul territorio, soprattutto in termini

d’occupazione.

Scegliere le fonti alternative significa produrre energia sia

elettrica che termica con bassissimo impatto ambientale.

Utilizzando gli incentivi del conto energia, il sistema

fotovoltaico può divenire un investimento, sia per i

cittadini sia per le imprese. L’obbiettivo sarebbe quello di

rendere le piccole imprese autosufficienti, nella

produzione e nel consumo d’energia.

Solare fotovoltaico

Con il solare fotovoltaico si genera elettricità direttamente

dalla luce. Il segreto di questo processo è l'impiego di un

materiale semi-conduttore trattato in modo tale da

rilasciare elettroni, le particelle con carica negativa che

sono alla base dell'elettricità. Il materiale semi-conduttore

più comune tra quelli usati per la realizzazione delle celle

fotovoltaiche è il silicio, che di solito si trova nella sabbia.

In tutte le celle fotovoltaiche ci sono almeno due strati di

semi-conduttori, uno con carica positiva, l'altro con carica

negativa. Quando il raggio di luce colpisce il semiconduttore,

il campo elettrico che si determina tra i due

strati determina il flusso di elettroni che genera corrente

elettrica. Più la luce è intensa, più è intenso il flusso

d’elettricità. Un sistema fotovoltaico non ha tuttavia

bisogno di un sole troppo forte per funzionare.

E' invece in grado di generare elettricità anche quando il cielo è

nuvoloso, con un'erogazione d’energia proporzionale al grado

di densità delle nuvole. A causa della rifrazione dei raggi solari,

le giornate con poche nuvole possono essere addirittura più

produttive di quelle con cielo terso. Oltre che per

l'alimentazione di piccole apparecchiature come le calcolatrici,

il solare fotovoltaico è anche usato per fornire energia in aree

dove non esiste una rete elettrica alla quale allacciarsi. Dopo la

sperimentazione necessaria, il fotovoltaico potrà essere

impiegato dalle organizzazioni umanitarie per distribuire i

vaccini in aree del mondo dove non c'è elettricità e in generale

da chiunque non voglia dipendere dalla rete elettrica per la

conservazione e il raffreddamento del cibo. I Tecnici stanno

inoltre utilizzando sempre di più le celle fotovoltaiche come

elemento di design. I pannelli solari possono, ad esempio,

sostituire i materiali comunemente impiegati per la copertura

dei tetti. Sottili pellicole possono essere integrate nelle

coperture, dove moduli semitrasparenti permettono di

realizzare interessanti mix d’ombre e luci. I pannelli solari

possono anche essere impiegati per gestire al meglio i picchi di

domanda d’energia, ad esempio durante le calde e assolate

giornate estive, quando i condizionatori richiedono più energia

e possono, in questo modo, contribuire a decongestionare la

rete elettrica.

Solare termico

Un gioco di specchi concentra i raggi del sole in un unico

punto. Il calore che si crea è utilizzato per generare vapore. Il

vapore, ad alta temperatura e a pressioni elevate alimenta le

turbine che generano elettricità. Nelle regioni più assolate gli

impianti di solare termico possono garantire una gran

percentuale della produzione d’energia. Secondo le stime, la

quantità d’impianti di solare termico istallati dovrebbe passare

dai soli 354 MW a 5000 MW nel 2015. Dovrebbe invece

aumentare di 4500 MW l’anno fino al 2020 sino a raggiungere

l'erogazione di 30.000 MW, che corrispondono al fabbisogno

energetico di circa 30 milioni di abitazioni. Riscaldamento e

raffreddamento solare. Il solare termico sfrutta il calore del sole

in modo diretto. Questi sistemi si basano su un principio molto

semplice e conosciuto da secoli: il sole riscalda l'acqua

contenuta in un recipiente scuro. Le tecnologie per lo

sfruttamento del solare termico disponibili sul mercato sono

efficienti e molto diffuse. I campi di applicazione sono diversi:

dall'acqua calda per uso domestico al riscaldamento degli

ambienti in edifici residenziali e commerciali, dal

condizionamento al processo di riscaldamento industriale e alla

desalinizzazione dell'acqua potabile. Il riscaldamento

dell'acqua ad uso domestico è senza dubbio l'applicazione più

comune al momento, a tal punto che in alcune nazioni è

diventata una caratteristica molto diffusa nella progettazione

degli edifici residenziali.

Ci sono due tipi di tecnologia:

I collettori sottovuoto

Hanno una forma tubolare che consente loro di catturare i raggi

del solo in modo molto efficiente. La forma arrotondata del

tubo consente al collettore di rendere al meglio anche quando,

nelle giornate nuvolose, la luce è diffusa e colpisce il collettore

da diverse prospettive contemporaneamente.

I collettori piani

Sono delle strutture con una copertura di vetro che è istallata sul

tetto. All'interno dei collettori ci sono una serie di tubi di rame.

L'intera struttura è rivestita con un materiale nero progettato per

catturare al meglio i raggi del sole. Questi raggi riscaldano una

mistura d’acqua e antigelo che dal collettore arriva fino al

serbatoio d’accumulo.


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Raffreddamento

I condizionatori solari usano il solare

termico per produrre aria fredda o

deumidificarla in modo simile a come

accade per i refrigeratori o i deumidificatori

convenzionali. Questa applicazione è

particolarmente interessante in quanto la

domanda di condizionatori aumenta proprio

in quei periodi in cui c'è più sole. Il

condizionamento solare è una realtà. In

futuro ci possiamo attendere un uso

crescente di quest’applicazione, dovuto

anche alla riduzione del costo della

tecnologia per gli impianti. Un impianto

fotovoltaico o termico, necessitano

semplicemente di un luogo d’installazione

adeguato; è importante soprattutto che la

superficie non sia ombreggiata. I moduli

solari devono essere orientati il più possibile

verso sud e presentare un angolo

d’inclinazione da 25° a 35°(fotovoltaico);

angolo di inclinazione pari alla latitudine del

luogo (circa 42° per la zona sud delle

Marche).

Riqualificazione energetica:

Dalla Finanziaria del 2007, la

consapevolezza che bisogna risparmiare

energia attraverso una maggiore efficienza

degli impianti esistenti, miglioramento delle

coibentazioni degli edifici e l’utilizzo di

fonti rinnovabili, attraverso una

riqualificazione energetica degli ambienti;

altri incentivi pari al 55% sotto forma di

detrazione sull’I.R.P.E.F. la fornitura e

messa in opera di materiale coibente, la

fornitura e posa in opera di nuove finestre, le

integrazioni e sostituzioni degli elementi

vetrati esistenti, la fornitura e posa in opera

di tutte le apparecchiature e delle opere

idrauliche e murarie per la realizzazione

d’impianti solari termici collegati alle

utenze, anche in integrazione con impianti di

riscaldamento, la sostituzione di impianti di

climatizzazione invernale con impianti

dotati di caldaie a condensazione. Negli

interventi ammissibili sono compresi, oltre a

quelli relativi al generatore di calore, anche

gli eventuali interventi sulla rete di

distribuzione, sui sistemi di trattamento

dell’acqua, sui dispositivi di controllo, della

regolazione e sui sistemi di emissione. Sono

ammissibili ai fini delle detrazioni, le

prestazioni professionali necessarie alla

realizzazione degli interventi, comprensive

della redazione dell’attestato di

certificazione energetica o di qualificazione

energetica. La documentazione richiesta

(copia dell'attestato di certificazione o di

qualificazione energetica e una scheda

informativa - necessaria per il monitoraggio

dell'iniziativa e riportata nell'allegato E al

decreto) va inviata ad Enea tramite

raccomandata o attraverso la procedura

online, che rilascerà una ricevuta

informatica. Il decreto interministeriale che

attua i commi da 344 a 349 della Finanziaria

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prevede che l’attestato di certificazione o di qualificazione

energetica e la scheda informativa relativa agli interventi

realizzati siano trasmessi all’Enea, entro 60 giorni dalla fine

dei lavori. E’ stato precisato che, al contrario delle

ristrutturazioni edilizie, non è necessario inviare domanda

preventiva né altra documentazione all'Ufficio delle Imposte

di Pescara.

Memo per richiedere la concessione delle tariffe diffuse dal GSE:

Le persone fisiche e giuridiche, e i soggetti pubblici e i condomini d’unità abitative e/o d’edifici che siano interessati

all’incentivazione del fotovoltaico, individuati come soggetti responsabili nel DM 19 febbraio 2007, devono inoltrare al

GSE - entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, pena la decadenza dall’ammissibilità alle tariffe

incentivanti – l’apposita richiesta di concessione della tariffa pertinente. Il Soggetto Responsabile, per la richiesta

dell’incentivazione, potrà utilizzare l’apposita applicazione informatica resa disponibile sul portale del GSE. •La richiesta

dell’incentivo (all. A1/A1p) •La scheda tecnica finale dell’impianto (all. A2/A2p) •La dichiarazione sostitutiva d’atto di

notorietà (all. A4/A4P) •La richiesta di premio per uso efficiente dell’energia (opzionale – all. A3a/A3b) documentazione

finale di progetto dell’impianto; certificato di collaudo dell’impianto; dichiarazione sulla proprietà dell’immobile; copia del

permesso a costruire o della D.I.A.; •copia della comunicazione con la quale il gestore di rete locale ha notificato al

soggetto responsabile il codice identificativo del punto di connessione alla rete; A seguito della registrazione, il Soggetto

Responsabile riceverà USER ID e PASSWORD per poter poi inserire i propri dati e stampare la documentazione. Ad ogni

richiesta sarà assegnato automaticamente, dal sistema informativo del GSE, un numero identificativo “n°= …………”

dell’impianto fotovoltaico. Tale numero identificativo dovrà essere utilizzato per la richiesta dell’incentivo e per qualsiasi

comunicazione del Soggetto Responsabile inerente l’incentivazione. Le richieste per l’incentivazione, corredate

dell’apposita documentazione di supporto, dovranno essere inoltrate a: Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.A.

Incentivazione impianti fotovoltaici ai sensi del DM 19 febbraio 2007 – N°= ……….... (Numero identificativo Impianto)

Viale Maresciallo Pilsudski, 92 00197 - Roma •Per mezzo di plico raccomandato con avviso di ricevimento (A.R.);

•Tramite posta celere, posta prioritaria od ordinaria; •Tramite consegna a mano; Tramite corriere. Ogni plico dovrà

contenere una sola richiesta. Ai fini dell’ammissibilità alle tariffe incentivanti farà fede la data di protocollo in ingresso

apposta dall’Ufficio Protocollo del GSE (coincidente con quella dell’avviso di ricevimento nel caso si scelga l’invio tramite

plico raccomandato con A.R.

Tariffe riconosciute

Le tariffe riconosciute agli impianti in esercizio sono riportati nella tabella seguente:

Taglia di potenza

dell’impianto

Non integrato

(€/kWh)

Parzialmente integrato

(€/kWh)

Integrato

(€/kWh)

1kW P 3kW 0,40 0,44 0,49

3kW20kW 0,36 0,40 0,44

I valori delle tariffe sopra menzionati sono riferiti agli impianti entrati in esercizio nel periodo intercorrente fra la data di

emanazione della delibera 90/07 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) prevista dal decreto 19 febbraio

2007 ed il 31 dicembre 2008. Dal 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010, le tariffe sono decurtate del 2% per ciascuno

degli anni di calendario successivi al 2008 (con arrotondamento alla terza cifra decimale). Le suddette tariffe sono

incrementate del 5% (con arrotondamento commerciale alla terza cifra decimale) nei seguenti casi, non cumulabili fra

loro: Impianti maggiori di 3 kW di potenza non integrati architettonicamente, i cui soggetti responsabili impiegano

l’energia elettrica prodotta in modo tale da conseguire il titolo di autoproduttori (ai sensi dell’art. 2, comma 2 del D. Lgs.

n. 79/99 e successive modifiche e integrazioni); Impianti i cui soggetti responsabili sono scuole pubbliche o paritarie di

qualunque ordine e grado o strutture sanitarie pubbliche; Impianti integrati (integrazione “totale” ai sensi dell’articolo 2,

comma 1, lettera b3) del DM 19 febbraio 2007)in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto

realizzati in superfici esterne degli involucri di: edifici, fabbricati, Strutture edilizie di destinazione agricola; Impianti i cui

soggetti sono Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti in base all’ultimo censimento ISTAT (incluse

Municipalità e Circoscrizioni, sempre che abbiano una loro autonomia e siano sotto i 5000 abitanti). Per gli impianti

fotovoltaici operanti in regime di scambio sul posto e che alimentano, anche parzialmente, utenze ubicate all’interno o

asservite ad unità immobiliari di edifici, è prevista l’applicazione di un premio (max 30% della tariffa riconosciuta)

aggiuntivo abbinato all’esecuzione d’interventi che conseguono una riduzione del fabbisogno energetico degli edifici.

Curiosità: Nel gennaio 2008 inizierà la distribuzione del primo veicolo solare ad alte prestazioni; con due persone a

bordo raggiunge i 120 km/h ed ha un’autonomia di 120 km. Prezzo orientativo 120.000,00 euro.

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La Segoni Impianti srl di Fermo, primaria azienda del settore della

illuminotecnica, dell’elettronica e della elettrotecnica, da sempre ha

posto all’apice dei suoi principali obiettivi quello di riuscire ad offrire la

più vasta gamma di realizzazioni impiantistiche ed un’ ampia serie di

soluzioni possibili per soddisfare al meglio le esigenze della propria

clientela. Grazie ad una pluriennale esperienza sul campo e ad un

qualificato staff tecnico di prim’ ordine, oggi l’azienda è in grado di proporsi

sul mercato con un’offerta ampia e differenziata di prodotti e sevizi che

vanno dalla progettazione con studio di calcoli illuminotecnici, elettronici

ed elettrotecnici alla vera e propria realizzazione degli impianti. Tecnici

esterni del settore collaborano fattivamente con il personale interno per

risolvere ogni tipo di richiesta, integrando ed ampliando le potenzialità

tecnico-organizzative dell’azienda. Capacità tecniche altamente

qualificate unite ad un’ampia disponibilità di attrezzature e mezzi

tecnologicamente avanzati permettono all’ azienda di poter realizzare

lavori “chiavi in mano” che possono comprendere: impianti di sicurezza,

telefonia, trasmissione dati, ricezione via satellite, impianti TVcc,

sonorizzazione ambienti, traduzioni simultanee, illuminazione con

gestione del risparmio energetico etc. “ Un attento servizio di consulenza -

ci dicono i fratelli Luigi e Gianni Segoni - mette il nostro cliente nelle

condizioni di poter effettuare la scelta migliore in funzione delle proprie

esigenze e delle disponibilità di spazio; i nostri tecnici sono ben lieti di poter

fornire indicazioni per la scelta di impianti e sistemi adeguati alle diverse

tipologie di edificio, consigliando la nostra clientela su come ottenere dei

locali perfettamente illuminati con impianti idonei ed al contempo in regola

con le norme in vigore in materia di sicurezza e conformi alla legge 626/94

sia in ambienti residenziali che in quelli industriali. Al riguardo ci pregiamo

di essere stati selezionati dalla Beghelli Spa come installatori di fiducia per

il sistema SOS Beghelli 626 “.

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l’illuminazione ha nella vita quotidiana di ciascuno di noi. Sul luogo di

lavoro, nella propria dimora, nei luoghi pubblici, ospedali, scuole, o sulle

strade, e, non da ultimo nel paesaggio urbano ed extraurbano. Una

migliore illuminazione porta con sé qualità di vita, sicurezza e condizioni di

lavoro migliori. Con la loro attività i fratelli Luigi e Gianni Segoni, si pongono

l’obiettivo di razionalizzare e migliorare l’impiego dell’illuminazione per una

vita a misura di tutti noi, per davvero.

nelle foto: una vista del loggiato di Piazza del Popolo a Fermo i cui

recenti lavori di illuminazione sono stati eseguiti dalla ditta Segoni srl.


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infatti essere tra le poche affidabili e garantite. “Seguiamo il cliente dal processo conoscitivo fino alla realizzazione ci dicono i titolaricontinuiamo

ad affiancarlo anche una volta terminata l'installazione. Il nostro servizio assistenza cura ogni richiesta e necessità successiva. Un

servizio che nessun installatore improvvisato o “di fortuna” potrà mai offrirvi. Noi lo facciamo, da sempre. Se avete voglia di toccare con mano

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trascorre il 90% del proprio tempo in luoghi chiusi. In Italia,

dai dati contenuti nell’annuario ISTAT 2007 risulta che il

41,7% delle famiglie soffre per inquinamento dell’aria e

oltre il 22% per odori sgradevoli. Il 37,8% soffre per

inquinamento acustico. Moltissimi anche i casi di rinite

allergica che, secondo un’indagine condotta dall’unità

operativa di Allergologia di Ancona all’interno dello stesso

capoluogo, colpisce un anconetano su quattro.

“ Siamo distributori esclusivisti per le Marche di un innovativo sistema di

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polveri sottili. Non potete modificare il mondo che vi circonda, potete però

creare nella vostra casa o nel vostro ambiente di lavoro un microclima

abitativo su misura” è quanto ci dice il titolare di Eco-point Gianni Belletti

incontrato alla fiera Edil-Expo 2008 di Civitanova Marche che ringraziamo

per la gentilezza con la quale ci ha accolti.

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DONNE E VINO: ovvero un connubio di successo. Ebbene sì, quella che viene definita “l'altra metà” della cantina

e della vigna è oggi una presenza importante nella filiera vitivinicola e nei settori confinanti con essa. Produttrici,

enotecarie, sommelier e giornaliste eno-gastronomiche, sono loro che, occupando ruoli di alta responsabilità, si

ritagliano uno spazio di direzione in un mondo storicamente “maschile”.

NELLE FOTO:

1 - FERNANDO PIGHIN E CONSORTE

2 - PAOLA COCCI GRIFONI

3 - PIA DONATA BERLUCCHI

4 - ANGELA VELENOSI

a cura di Laura Pontin, Nicoletta Marcolini, Valeriana Mariani

1

4

2

3

Vini Pighin Rosso Riserva:

dalla terra dei bianchi

un vino di sorprendente

personalità.

Tre differenti vitigni per un vino prezioso, parliamo del

Rosso Riserva Villa Agricola Pighin. Un vino friulano di

sorprendente personalità. Un curvèe nobile, vera perla

dell’azienda Pighin che hanno riscoperto nei rossi friulani

la qualità di eccellenza che da sempre contraddistingue i

grandi bianchi di questa terra altamente vocata alla

coltivazione della vite. Risultato di questa ricerca, degno

di particolare nota, Rosso Riserva è il risultato di una

miscellanea di vini ottenuti dalla vinificazione di una

selezione di uve tra le quali spicca la varietà autoctona

per eccellenza Refosco (70%) unito ai nobili Merlot

(15%) e Cabernet Sauvignon (15%). Affinato per due

anni in botti di rovere di Allier, Lemousin e Slavonia, Villa

Agricola fonde nella brillante corposità del suo color

rubino carico di un’armonia di profumi di frutti di bosco,

spezie e dolci note di liquirizia che lo rendono

inconfondibile. Vino di lunga persistenza aromatica e

grande finezza, da servire a 18/20 gradi, è sorprendente

accompagnato a carni rosse grigliate, selvaggina, pollame nobile, e formaggi

stagionati: matrimonio di sapori della tradizione italiana per assaporare tutto il

calore della terra friulana.

Paola Cocci Grifoni titolare della tenuta

“Cocci Grifoni” e vice presidente degli

Enologi marchigiani.

La giovanissima Paola Cocci Grifoni dal volto acqua e sapone e gli occhi

sorridenti, laureata in viticoltura ed enologia si prepara a festeggiare con la sua

famiglia i 40 anni del suo Rosso Piceno Superiore. Ama il vino e lo si vede dalla

grazia con cui te lo offre, da come lo assaggia e lo accarezza con lo sguardo, dal

tempo che giorno per giorno impiega affinchè sia migliorato, studiandolo e

curandone con minuzia tutti gli aspetti peculiari.

Orgogliosa di essere figlia di un papà che tra i primi ha creduto nel territorio, Paola

è anche sostenitrice del movimento turistico del vino che in questo periodo è molto

penalizzato e che subisce continui attacchi terroristici dai media e dalle istituzioni

governative i quali prendono in considerazione la sola gradazione alcolica,

condannandola ed attribuendole responsabilità che diversamente sono da

ricercare in un forte malessere sociale e sottovalutandone invece sia il peso

economico quanto l’aspetto più propriamente legato alla storia, alla identità di un

popolo come il nostro le cui radici si fondano proprio nella cultura contadina. Per

Paola il vino è la professione che ha scelto di condivide con il marito forte di una

lunga tradizione di famiglia, è l’ambiente che ha conosciuto sin dalla nascita, e se,

in un primo momento, può sembrare scontata la scelta di diventare enologa,

parlando con lei si comprende quanto il suo lavoro è sostenuto dall’amore, dalla

passione, dalla gelosia, dalla cura che ha nel seguire l’evoluzione del suo

prodotto, proprio come una mamma....

Amministratore delegato dell'azienda

Fratelli Berlucchi e Presidente

dell'Associazione Nazionale Donne Del

Vino. Pia Donata Berlucchi è

un'imprenditrice brillante, interprete ideale

di una cultura e del suo territorio ed

emblema della capace presenza femminile

nel mondo vinicolo.

L'Azienda agricola vitivinicola Fratelli Berlucchi, simbolo storico di Franciacorta, è

donna. Non è un'affermazione sessista, non lo diciamo perché la dirige una donna

brillante e grintosa come Pia Donata Berlucchi, definita "lady di ferro", nonchè

Presidente nazionale delle "Donne del Vino", neanche perché alla Fratelli

Berlucchi le donne che vi lavorano sono in maggioranza, cinque in ufficio e quattro

in cantina, e neppure perché ad accogliere gli ospiti vi è la bellissima Tilli, la figlia

di Pia, che cura la parte commerciale dell'azienda. L'Azienda Fratelli Berlucchi è

donna perché nell'elegante palazzo in pietra con volte

del `300 e affreschi cinquecenteschi, nella splendida e

antica cantina, nel bellissimo giardino della "Casa delle

Colonne", si respira quell'aria familiare tipica di una

cultura femminile che ama l'arte e la bellezza. Ma è

donna soprattutto nel vino dei Berlucchi dove si ritrova la

rotondità, lo spessore e le dure dolcezze della terra che

solo la donna sa esprimere. Ma accanto a questi tratti in

rosa vi è una famiglia che scopriamo essere una

famiglia compatta, con un forte sentimento di

appartenenza e di accoglienza.

Angela Velenosi titolare

dell’azienda agricola “

Velenosi” ed “ambasciatrice”

del territorio nel mondo.

Bella, grintosa e sicura, indubbiamente à la page, come

direbbero i francesi, Angela ha iniziato la sua scalata

quasi in punta di piedi ed oggi sicuramente non può

passare inosservata, basta un dato da 100.000 a

2.000.000 le bottiglie che immette sul mercato

internazionale. Dall’Australia al Canada, dalla Svizzera


itinerari del gusto: il vino

STATI GENERALI DEL VINO: a dicembre il consiglio dei ministri dell'Agricoltura dell'Unione Europea

dovrà trovare un accordo definitivo sull'OCM vino. Fra i punti fondamentali della proposta c'è la proibizione di

zuccheraggio, per fare aumentare la gradazione alcolica dei vini. Ma una ventina di paesi dell'Unione vuole

conservare questa pratica, diffusa nel Nord Europa, dove il clima rigido non consente all'uva di raggiungere

un'adeguata concentrazione zuccherina.

alla California, dalla Cina all’Africa, la signora Velenosi è

un’infaticabile promotrice del suo vino e del suo territorio, dal

quale il vino non può prescindere, per le sue peculiarità, per il

microclima per tutti i fattori che caratterizzano i vini piceni, il

Rosso Piceno, il Rosso Piceno Superiore ed il Falerio.

Mamma di famiglia, innamorata dei suoi figli, poco presente,

come lei stessa ammette, è comunque felice del rapporto

creato in famiglia e con i suoi collaboratori, che considera “di

famiglia”. Una sua frase potrebbe mettere in discussione

molti, se non tutti: “il marchigiano non crede nel marchigiano”.

La prima riflessione che ne deriva infatti che pochissimi sono

ad esempio i ristoranti che propongono i prodotti e nello

specifico, i vini marchigiani e continua … “bisogna credere

nei nostri prodotti, investicirci…”. Ha saputo sfruttare al

meglio le occasioni all’estero che la Regione Marche ha

offerto negli anni ai produttori del settore, non solo per

vendere ma anche per studiare, conoscere le altre realtà

internazionali, carpirne i segreti, non solo nei vari metodi di

lavorazione delle uve ma anche nel packaging, nel marketing

ecco perché riesce sempre ad offrire al mercato ciò che il

mercato richiede e nonostante il suo correre incessante, si

siede a parlare con te mentre fa portare dalla sua preziosa

collaboratrice delle olive all’ascolana appena fritte, bruschetta

all’olio Velenosi, veramente squisito ed un ottimo calice di

nettare di uva griffato Velenosi.

Nella zona del fermano, tra

verdeggianti colline nasce il vino

Rio Maggio un’ azienda giovane,

dinamica e pura.

Da anni conosco Simone Santucci e sua moglie, proprietari

delle Tenute Rio Maggio uno dei primi produttori del fermano

ma con Tiziana, una lunga chiacchierata l’ho fatta solo

qualche giorno fa, nel grande salone accogliente della loro

casa, dove vivono e accolgono i clienti per le degustazioni.

Ed è proprio lì, accanto al grande camino acceso che Tiziana

ed il suo Rudy, un enorme Rotweiler di un’enorme simpatia,

ci raccontano. Sembra quasi una fiaba questa

storia…comincia quando Tiziana proprietaria di un negozio di

profumeria fa un viaggio ed incontra, proprio durante il

viaggio, Simone che, da lì a poco la sposerà. Pochi anni

dopo, alla morte del papà di Simone, i due decidono di

rilevare l’azienda di famiglia e di produrre vino. Tiziana intanto

vende il negozio, abbandona i trucchi, i profumi, i colori di

quel mondo per indossare quelli della sua terra…pantaloni da

lavoro, se non jeans o tute, maglioni, viso pulito e capelli

raccolti, un fascino discreto che mi fa venire in mente una

Meryl Streep in un, certamente improbabile ma affascinante,

film“ la mia vigna”…. “La mia vita è cambiata, completamente

– dice - ma non sono stata mai così bene con me stessa con

il mondo”. Schiva agli eventi mondani e a tutto ciò che è

pubblico, la sua vita scorre tra vigne e casa: mamma sempre

presente per le due figlie quanto perfetta padrona di casa per

i visitatori della tenuta ed, ancor più, insostituibile compagna

5

di vita…mentre Simone gira il mondo lei gli prepara il vino, nel senso più vero

e concreto della parola. In un decennio di attività ha anche voluto conoscere e

studiare i segreti delle viti e imparare a trattarle, ciò grazie alle competenze del

suo enologo che è riuscito a trasferirle, complice la passione, professionalità e

padronanza nella gestione dell’impresa. Ogni giorno riconferma la sua scelta e

confessa che “non potrebbe vivere in altro modo anche se ci sono giornate

estremamente faticose…a cominciare da quelle della vendemmia che iniziano

dalla selezione delle uve, alla raccolta, alla vinificazione, al dirigere uomini…in

un mondo che, per inciso, è sempre stato il loro”. Con un grande sorriso poi,

sfodera il suo asso nella manica, ovvero Julia, la biologa che accettò la sfida di

lavorare con lei, motivata dalla medesima passione…quella passione che oggi

ripercorre le tappe significative dell’azienda quando i momenti duri del lavoro

soccombevano senza ostacolo alcuno di fronte all’orgoglio, all’intesa, alle

seppur modeste soddisfazioni…e questo “vincere”nonostante le avversità

traspare fiero dai lavori volti, proprio come un vino sincero.

L’azienda agricola “la collina” ha il volto

dolce di Elisabetta Ciamarra

E’ molto recente la comparsa dell’Azienda Agricola La Collina nel mondo del

vino perché lungo è stato il percorso che Elisabetta Ciamarra ha dovuto

affrontare.La proprietà di famiglia ha sempre prodotto uva che veniva venduta

tutta ai vari produttori di vino finchè un giorno, Elisabetta, ha deciso di

riprendere in mano le sue terre e di creare il suo vino.

NELLE FOTO:

5 - TIZIANA SANTUCCI

6 - ELISABETTA CIAMARRAI

La determinazione, la capacità, la costanza, le sue grandi qualità

manageriali nascono con lei, infatti Elisabetta è figlia di un noto imprenditore

della zona, ma quando parla del papà racconta di lui quello che ogni figlia

potrebbe dire del proprio papà…ovvero parlare di quello che è l’aspetto più

propriamente legato alla sfera intima, quella dei sentimenti, della complicità,

del rispetto; quella degli insegnamenti: la devozione nei confronti del lavoro,

il valore del denaro…cose che Elisabetta Ciammarra, vuole oggi tramandare

alle sue figlie. Elisabetta inizia prestissimo a lavorare nell’azienda di famiglia

ma non come “figlia di papà” bensì partendo dalla gavetta, in manovia e

facendo tutti i vari e necessari passaggi che l’hanno poi portata ai piani

superiori. Di se racconta “….ero la prima ad entrare e l’ultima ad uscire, la

più piccola, ma mi volevano bene tutti..”. Oggi, sposata ad un professionista,

Elisabetta ha due figlie alle quali dedica con soddisfazione il tempo che le

resta tra un’azienda e l’altra, perché da anni porta avanti con successo

anche una tra le strutture turistiche più importanti d’Italia: il Salinello dove si

consumano, per dare un dato, 1200 pasti l’ora o si inviano, per darne un

altro, 35.000 biglietti di auguri ai capo famiglia suoi clienti. E La Collina? La

Collina dal 2000 è stata ampliata, i vigneti sono stati sostituiti da nuovi

impianti e recentissima sul mercato la comparsa dello Chardonnay, del

Merlot e del Trebbiano, insieme al Rosso Piceno e al vino cotto, non ultima

la produzione di olio extravergine d’oliva. Anni di passione, di dedizione per

un successo che cresce giorno dopo giorno. All’orizzonte? La soddisfazione

di avercela fatta, alla grande…perché per Elisabetta Ciamarra è stata una

ulteriore sfida che non voleva perdere.

6

L'Associazione

Nazionale Le Donne

del Vino formatasi nel

1988 per merito di una

produttrice toscana,

Elisabetta Tognana

rappresenta uno dei

sodalizi più attivi e

conosciuti nel vasto

panorama di interessi

che ruota intorno all'enologia. Un settore, quello

vinicolo, di impronta storicamente maschile,

contraddistinto da una vivacità e da una tendenza

alla comunicazione moderna e anticipatrice, tale da

costituire un autentico fenomeno associativo unico

al mondo. Una grande realtà che vanta al suo attivo

più di settecento iscritte: produttrici, ristoratrici,

enotecarie, enologhe, sommelier e giornaliste, che

in tutta Italia con la loro attività promuovono la

cultura del vino nel senso più ampio. Negli ultimi

vent'anni le donne, che da sempre lavorano nelle

aziende vinicole, dalla vigna alla cantina, in modo

professionale ma quasi "oscuramente", hanno

preso coscienza delle loro capacità imprenditoriali.

Alcune, poi, si sono trovate ad ereditare e a gestire

patrimoni ed aziende vitivinicole. Una circostanza,

anch'essa, che dà il segno del cambiamento: in

passato, infatti, questi passaggi avvenivano sempre

in linea maschile. Oggi, invece, anche le donne

frequentano scuole e fanno studi prima tipicamente

maschili, per diventare agronome, enotecarie,

enologhe, sommelier.

Noi ne abbiamo incontrata una che risponde al

nome di Serenella Randelli.

Sommelier dal 1984 è da sempre una appassionata

del vino e del mondo che lo circonda. Delegata per

la zona di Ancona dell’ Associazione Italiana

Sommelier Serenella è anche responsabile per le

Marche dell’ Associazione “Le donne del vino” la

cui presidenza nazionale vanta l’autorevole nome di

Pia Donata Berlucchi rieletta il 7 marzo scorso per il

triennio 2007-2010. Serenella ha elaborato le carte

dei vini dei migliori ristoranti marchigiani e collabora

con molti di questi affinchè si instilli il piacere della

conoscenza del vino ed in particolare del “ vino al

femminile” che significa oggi, sempre di più,

desiderio di saper scegliere un prodotto di alta

qualità, piacere di gustare in modo consapevole,

conoscere le caratteristiche dei vini per arrivare ad

abbinarli correttamente ai cibi, e così via.


itinerari del gusto: l’olio

L’OLIO DI OLIVA presenta notevoli proprietà salutari per i muscoli, la bellezza della pelle, aumenta il

contenuto di “Colesterolo buono”, aiuta a prevenire il rischio coronarico e ha effetti anti età.In esso sono

presenti: anti ossidanti, grassi mono insaturi che contribuiscono alla riduzione del colesterolo, acido oleico

che riduce il cancro al seno, vitamine A, B1, B2, C, D, E e K, ferro, poli fenoli, potenti antiossidanti che

riducono la pressione del sangue dilatando le arterie

Oleificio Abbruzzetti Monterubbiano

Loriana, il fratello Silvio Abbruzzetti e la cognata Maria Pia continuano a portare avanti l’azienda di famiglia fondata nel 1930 che oggi è

diventata uno dei frantoi più moderni della zona tanto da essere diventato centro di produzione di molti produttori locali. La loro produzione in

parte ottenuta dalle proprie olive ed in parte con quelle acquistate in Abruzzo, si aggira sui 100 ql. l’anno. “La cosa più difficile in un frantoio - ci

diceLoriana-èl’organizzazione in quanto tutto il lavoro è concentrato in un periodo di un mese e mezzo circa e circa 1500 clienti devono

essere soddisfatti. Il nostro frantoio, rinnovato con tecnologie moderne e dotato di un impianto di aria condizionata, è in grado di garantire

un’alta qualità di prodotto, grazie ad un impianto continuo che ha sostituito integralmente quello esistente ed anche perchè dotato di silos in

acciaio e azoto importantissimi per mantenere inalterate le caratteristiche dell’olio”. Loriana Abbruzzetti attualmente vive a Roma dove si

occupa della promozione e commercializzazione del loro prodotto che ha un’importanza nazionale oltre che regionale e rientra a

Monterubbiano solo per il periodo necessario alla gestione del frantoio. Sposata con due figlie di 17 e 14 anni, ha rinunciato al lavoro fino a

che le ragazze non sono cresciute, salvo che per il breve periodo della gestione del frantoio dopodichè ha ripreso l’attività a pieno ritmo:

convegni, associazione ed addirittura collaborazione con un noto ristorante di Roma. Fondatrice e presidente dell’Associazione culturale

“Pandolea”, sul web all’indirizzo www.pandolea.it, organizzazione che raccoglie le donne dell’olio d’Italia. A lei nel 2002 è stata dedicata la

copertina del Gambero Rosso ed un servizio nel quale si parlava del suo olio come di un nettare prezioso. Oltre al marchio Abrruzzetti, ad

onorare il servizio del Gambero Rosso, nasce una nuova etichetta di selezione ad alta qualità in produzione limitata “ L’oro di Loriana”.

Sommelier ed assaggiatrice d’olio qualificata, come il fratello e la cognata che, nonostante le due bimbe piccole, 4e6anni,svolgelestesse

mansioni a Monterubbiano, Loriana si ritiene una donna molto soddisfatta della sua vita professionale e molto orgogliosa dei riconoscimenti

ricevuti a livello nazionale dal ”suo” olio la cui commercializzazione, nonostante il pregio, è estremamente difficile vista la concorrenza dei

prodotti industriali a basso costo...ma lei, saggia e determinata, non ha esitazione alcuna nel voler portare avanti il suo progetto che la vede

onorare la promessa di crescita di quell’azienda, da sempre condotta da donne, che rappresenta il sogno di tutta la sua famiglia.

a cura di Angela Rinolfi, Nicoletta Marcolini, Redazione Di

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rinnovo. Consente di rateizzare la spesa effettuata presso Fratelli Carli in 6

mesi a tasso zero senza spese aggiuntive; per qualsiasi altro acquisto

vengono applicate le migliori condizioni del mercato e ogni titolare può

decidere come e quanto pagare al mese.

Ma Carli Card non è solo una carta di pagamento.

“La CARLI CARD nasce dalla necessità di continuare a servire in modo

eccellente i nostri amici clienti e di creare una continuità relazionale insieme ad

un senso di appartenenza” dice Mario Martino, Direttore Marketing di Fratelli

Carli “Abbiamo identificato sul mercato dei partner importanti che ci

garantissero un prodotto assolutamente affidabile, conveniente ma anche

ricco di vantaggi. Santander Consumer Bank ha creato una carta di credito

revolving con condizioni di assoluto favore e SINT ha ideato tutto un mondo di

soluzioni e agevolazioni” prosegue Martino “il numero delle card richieste al

nostro call center, conferma la validità della nostra scelta”.

“I vantaggi creati per CARLI CARD” dice Bianca Mutti, Amministratore

Delegato di SINT “hanno un duplice obiettivo: da una parte fidelizzare la

clientela grazie ad un programma di caring che include vantaggi e sconti

effettuati presso i partner del circuito Selecard nelle aree dei viaggi e tempo

libero, casa e famiglia, salute e benessere. Dall’altra aumentare la retention

verso i prodotti Carli grazie ad acquisti che generano buoni sconto spendibili

sui cataloghi dei prodotti Carli: Specialità e Linea Mediterranea” conclude

Mutti.

I titolari della card, grazie ad un numero verde gratuito e ad un sito Internet

totalmente dedicato, possono ottenere informazioni dettagliate sui servizi e

vantaggi offerti dai partner del circuito Selecard e gli esercizi convenzionati

dove, con l’acquisto, non si ottiene uno sconto immediato sulla spesa ma un

“resto” (differenza fra il prezzo pieno pagato e quello convenzionato)

convertibile in buoni sconto spendibili per il riordino di prodotti.

Per richiedere l’emissione della CARLI CARD basta contattare il Numero

Verde di Fratelli Carli 0183 7080.

L’Italia

prodotti

dei

tipici:

l’olio

GUSTO E SALUTE

Organoletticamente, l'olio d'oliva di buona qualità (ci

riferiamo soprattutto all'extravergine) ha profumo

gradevole, nettamente riferibile a quello del frutto da

cui deriva e sapore assai piacevole, caratteristico:

profumo e sapore sono tuttavia molto variabili in

relazione al tipo di prodotto connesso con la

provenienza, la varietà dei frutti, il metodo di

estrazione, il grado di maturazione e lo stato

sanitario delle olive, la maggiore o minor freschezza

che va da quella dell'olio nuovo a quella dell'olio che

ha superato il periodo ideale di consumo, ossia

l'annata di produzione e si è avviato ad affrontare

per la seconda volta la stagione calda dopo 18 e più

mesi dall’estrazione. Influiscono sul gusto

complessivo dell'olio, come su quello dei vini, le

percezioni tattili di consistenza e fluidità, la

percezione termica, le sensazioni brucianti o

astringenti proprie di sostanze come i tannini, certi

alcoli, certi idrocarburi.

D.O.C., D.O.P ed I.G.P.

Le Denominazioni di Origine Controllata (D.O.C.),

ossia le Denominazioni di Origine Protetta (D.O.P.)

europee e le stesse Indicazioni Geografiche

Protette (I.G.P.), dovrebbero servire proprio ad

evidenziare le differenze dei prodotti con riguardo

alla loro provenienza e alle loro peculiarità

connesse alla varietà di frutto, alle lavorazioni

tradizionali e via dicendo: esse vengono quindi ad

evidenziare anche le piccole suddivisioni a livello di

peculiarità non solo regionali ma zonali o addirittura

locali. Esistono però anche delle utili suddivisioni

che danno un'idea delle differenze salienti dei

prodotti connesse con caratteristiche di vaste zone

olivicole. Si può ricordare la suddivisione basata sul

clima che fu formulata da A. Morettini nella sua

opera "Olivicoltura" del 1972 .


itinerari del gusto:la carne, la pasta

LO SAPEVATE CHE dal punto di vista della digeribilità, contrariamente a quanto si crede in genere, le

carni rosse sono facilmente digeribili, anche più digeribili di alcune carni bianche come quella di vitello, che,

ricca di gelatina e più povera di albumina, rende più difficoltosa la digestione

SECONDO L’IPO (International Pasta Organisation) con la pasta migliora l'umore: in quanto il glucosio

che si libera dall'amido della pasta favorisce, indirettamente, la sintesi a livello cerebrale della serotonina,

definito l'ormone della gioia.

Cassandra Popa Palombi

Figlia unica di una coppia di professori, Cassandra a quattordici anni

supera un’esame di selezione per entrare nella più prestigiosa scuola

di Bucarest, come desideravano i genitori che infatti le comprano un

appartamento vicino alla nonna e la lasciano studiare nella capitale

mentre loro lavorano in una città vicina. Dopo il diploma è tra le prime a

laurearsi in Economia e Commercio, parliamo del dopo rivoluzione in

Romania, e subito ottiene un prestigioso lavoro in un’azienda di

import-export che le permette di guadagnare molto e frequentare gli

ambienti più esclusivi ed aristocratici della capitale, come i circoli

diplomatici, e soprattutto che le permette di viaggiare in tutto il mondo,

grazie anche alle sue tre lingue parlate: inglese, francese, italiano. Ed

è proprio in uno di questi viaggi che incontra l’amore, lascia in un batter

d’occhio tutto il suo mondo alle spalle e si sposa a Fermo con

l’avvocato Nicola Palombi con il quale condivide i suoi valori più

importanti che non viveva nella vita agiata in Romania: la famiglia.

Arrivano presto i due figli, Valentino ed Edoardo, ma lei vuole lavorare:

è interprete giurata del Tribunale di Fermo e Macerata e fondatrice e

presidentessa dell’Associazione no-profit Italia-Romania.

Ma non basta, la sua scommessa è appena iniziata. Trova lavoro in

un’azienda di commercio del bestiame la quale però dopo quattro anni

chiude. Cassandra prende l’occasione al volo. Il grande lavoro,

sottopagato, svolto in quegli anni è stato sicuramente una grande

scuola. Con un socio fonda la Palcor, società agrozootecnica e rileva

in affitto la struttura di Montecosaro per farne un allevamento. In poco

più di un anno si qualifica come il più grande allevamento di bovini

delle Marche passando da 200 a 400 capi di bestiame di razza

pregiata da carne come la CHARLOAIS e LIMOUSINE che acquista

direttamente e personalmente scegliendo le bestie nelle aste francesi

con grande perizia,

vista la sua esperienza acquisita in precedenza.

La scelta delle razze si basa essenzialmente sull’ottima qualità della

carne prima che sulla resa, infatti è proprio una caratteristica delle

razze francesi, mi spiega, di sviluppare molta carne in piccole

dimensioni. Oltre alla razza, la qualità viene data dall’alimentazione

che è tutta a base di cereali, esclusivamente locali, senza OGM, e a

secco, cioè senza insilati, quindi un cibo assolutamente puro e

tradizionale, senza aggiunta di vitamine. Oggi la Palcor è una delle più

importanti fornitrici del mercato regionale; infatti il suo obiettivo è creare

un allevamento in grado di soddisfare la richiesta regionale, che

permetta di evitare le importazioni di carni, spesso alterate, dalle

regioni del nord, evitando quindi anche gli ingenti costi dei trasporti ed

infine offrendo lavoro ai mattatoi regionali. Per raggiungere questo

scopo Cassandra continua ad investire nella sua azienda per

assicurare al mercato una quantità ed una qualità costante; infatti a

conferma di quanto asserisce, invita chiunque voglia visitare le stalle

del suo allevamento, in qualsiasi momento e senza preavviso.

L’allevamento viene regolato da un disciplinare che impone per almeno

un minimo di 7 mesi l’osservanza di regole strettissime se si vuole poi

ottenere la certificazione di “ allevato nelle Marche” qualifica che per

alimentazione ed igiene si differenzia molto da quella di altre regioni

italiane. Con soddisfazione racconta i suoi risultati, le continue sfide in

un mercato molto maschilista, chiuso e difficile che ha conquistato con

la simpatia, la testa e soprattutto con la capacità di cogliere le

opportunità “al momento giusto” e con la sua tenacia. Con un sorriso

immenso parla della sua famiglia della quale si dichiara soddisfatta al

1000%, dei suoi figli, ai quali non ha mai dato uno schiaffo e che dopo

una giornata di lavoro trova la forza di portare in piazza a festeggiare

Halloween. “Se perdo delle ore di lavoro per stare con loro le

guadagno comunque in qualità della vita”, racconta...con il marito resta

la grande intesa consolidata nel tempo, un ottimo rapporto di

collaborazione e rispetto.

PASTIFICIO DE CARLONIS Borgo San Patrizio,13 63010 CAMPOFILONE (AP)I Via Castiglionese,15 63017 PORTO SAN GIORGIO (AP) ITALIA

La qualità

non solo nei

sapori e negli

ingredienti

ma nella cura

dei dettagli

LA PASTA

DAL 1968 IL MEGLIO DELLA

TRADIZIONE

La DE CARLONIS è una azienda a conduzione familiare fortemente legata

alla sua terra e alle sue tradizioni ma con una grande propensione allo

sviluppo. Dinamica, fortemente innovativa e dotata di quello spirito

imprenditoriale che fa di una "piccola" azienda una "grande" azienda in

campo produttivo commerciale.

Dalla migliore tradizione marchigiana solo il meglio per la vostra tavola.

Questa la 'mission' .Un progetto legato alle radici culturali e culinarie di una

terra generosa e ricca dal punto di vista enogastronomico. La cura, la

passione e la ricerca degli ingredienti migliori, sono alla base di questo

progetto. Un progetto ricco di gusto e di qualità non solo nei sapori e negli

ingredienti ma anche nella cura dei dettagli e nella preparazione dei prodotti.

Alla DE CARLONIS infatti nulla è lasciato al caso. Ogni singolo prodotto viene

accuratamente seguito durante la preparazione, nella fase del

confezionamento e nei tempi e nei modi della consegna, perché la qualità non

si riconosce solo dal gusto e dal sapore ma anche dalla serietà con cui viene

prodotta. I migliori macchinari in commercio, le attrezzature più moderne, il

massimo controllo igienico-sanitario su tutto il ciclo produttivo, un sistema di

preparazione e confezionamento merci standardizzato, un servizio di

consegna e distribuzione all'altezza della situazione. Questo fa della DE

CARLONIS un'azienda all'avanguardia nella produzione, distribuzione e

commercializzazione di prodotti freschi e genuini, prodotti frutto di una

tradizione che si rinnova nel rispetto di una regola he alla DE CARLONIS è

primaria: la serietà.

VALORE NUTRIZIONALE

I condimenti aggiunti integrano perfettamente le carenze del piatto di pasta

base: l'aggiunta di condimenti (quali olio, burro, ecc.), copre la carenza di

grassi; quella di formaggio porta gli amminoacidi essenziali ed il calcio carenti

nella farina; il pomodoro o le verdure della salsa portano vitamine,

specialmente se aggiunti crudi o appena sbollentati; ideale è l'abbinamento

con le leguminose (pasta e ceci, pasta e fagioli, ecc.) in quanto queste

apportano proprio gli amminoacidi essenziali e le vitamine mancanti nel

frumento. Un miglioramento intrinseco si ha nelle paste all'uovo: si

innalza il valore biologico delle proteine,aumenta il contenuto di calcio,

ferro e fosforo, si incrementano i lipidi, il contenuto in vitamina B1 ed in

vitamina A.

L’arte

entra in

cucina

Oggigiorno, si dice, manca il

tempo, tempus fugit! Eccome se

fugge! Tutti viviamo in situazioni

esasperate, dove spesso solo il

superfluo emerge ma…alla buona

tavola non è saggio rinunciare mai.

Non importa se gli ingredienti sono

semplici, ma ogni pietanza va

cucinata, presentata e gustata

sempre nel migliore dei modi

possibile, credendo in quello che si

prepara e poi in ciò che si mangia.

Iniziamo questo 2008 con la sottile

riflessione di considerare il cibo un

impareggiabile godimento e

conquista e traendo da ogni singolo

boccone la soddisfazione

indescrivibile che solo una buona

leccornia ed anche il buon bere

può concederci. Dal più umile dei

piatti sino a quello più sontuoso,

dalla zuppa di verdure fatta però

con amore, sino alla più appetitosa

delle creps, dalla scaloppina per

giungere al filetto proposto dal più

creativo degli chef, con una

seducente sauce! Celebrazione del

gusto, dunque, ma anche

indiscussa soddisfazione

conseguente da un'alimentazione

corretta e sempre in linea con le

proprie esigenze, se semplice,

buona, meglio ancora!


CON NOI

EDMONDO

ZACCARONI

TITOLARE DEL

ROOF

GARDEN

RESTAURANT & COCKTAIL

LUNGE...OVVERO MILLE

EMOZIONI IN UNA KERMESSE

DI ALTA GASTRONOMIA

TUTTA DA VIVERE E SCOPRIRE.

A MILANO.

DIMEN

SIONE

GUSTO

UN TOUR

NELLA

CULTURA

GASTRO

NOMICA

ITALIANA

ATTRAVER

SO LE

STRUTTU

RE RICET

TIVE PIÙ

BELLE

D’ITALIA

PARLANDO

CON EDMONDO

ZACCARONI

(nella foto a destra)

una delle prime cose

che ti colpiscono

positivamente oltre alla

simpatia e cordialità,

sono, la sua

disponibilità e

gentilezza e, una cosa

che mi ha emozionato

da subito, la sua

autentica semplicità:

certo, in un'epoca dove

tutti vogliono apparire

per forza e in ogni

modo, Edmondo che

ha fatto tesoro

d'esperienze non solo

culinarie ma anche

umane, ti disarma con

savoir faire ed una

simpatia che è il vero

segreto dei grandi

professionisti in tutti i

settori. Gestisce a

Milano, lo stellato Roof

Garden restaurant,

locale noto ed

apprezzato la cui fama

oramai ha varcato i

confini regionali perché

considerato vero

laboratorio d'idee ed

emozioni dedicate ai

sensi. Potremmo a

ragione definirlo

l’atelier dei sapori in

cui si studia, elabora e

poi si creano quelli che

alcuni definiscono

piatti ma io, da umile

ospite attenta non solo

alla forma ma anche

alla sostanza, definirei

pure espressioni

concrete di desideri e

sogni, per aprire una

porta importante, oltre

che per il nostro palato

anche per il cuore…


itinerari:

PORTOOSTIA_ROMA

SAN

shilling/larotonda

GIORGIO

abbiamo

scelto per voi

FIORI

e

TENTAZIONI

ADDOBBI PER MATRIMONI,

RICORRENZE,

OMAGGI FLOREALI A TEMA

VIALE DELLA RESISTENZA 30

PIANE DI FALERONE (AP/FM)

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LA CUCINA RICERCATA E LA

GESTIONE FAMILIARE, CHE VANTA

ORMAI UN'ESPERIENZA

PLURIENNALE NEL SETTORE

ALBERGHIERO DELLA

RISTORAZIONE, FANNO

DELL’HOTEL CAMINETTO IL

GIOIELLO DI PORTO SAN

GIORGIO. LA CORDIALITÀ, LA

DISPONIBILITÀ E LA GENTILEZZA

DEL PERSONALE,

PERMETTERANNO DI

TRASCORRERE LA VERA VACANZA

ITALIANA IN FAMIGLIA SULLA

COSTA ADRIATICA MARCHIGIANA

L' hotel, situato direttamente sul mare in un'ottima

posizione tranquilla a pochi passi dal centro, è dotato di

spiaggia privata ( con ombrelloni, sdraio, lettini e

servizio cabine ), una bellissima terrazza panoramica sul

mare, sala congressi per 200 persone, un ottimo

ristorante, sala hall, bar, garage e parcheggio. Le camere,

raggiungibili per mezzo di un suggestivo ascensore vista

mare realizzato completamente in cristallo che corre

sulla fiancata esterna della struttura, sono confortevoli ed

elegantemente arredate, dotate di servizi, con doccia e

asciugacapelli, aria condizionata climatizzata, TV via

satellite, telefono, cassetta di sicurezza, frigo bar. Tutti

gli ambienti comuni sono climatizzati. Il Caminetto è

realizzato secondo le esigenze della più moderna tecnica

alberghiera, completamente ristrutturato da alcuni anni

secondo canoni di confort moderni, conserva inalterata la

sua caratteristica sobrietà, inoltre la gestione da parte dei

proprietari garantisce ai propri clienti uno splendido

soggiorno.

Hotel

Ristorante

Il Caminetto

(ap/fm)

Pasticceria Gallucci _ via salette 93 _ 63023 fermo

tel.(+39) 0734.620835 _ www.gallucci.it _ info@gallucci.it

QUANDO LA

PASSIONE

DIVENTA

PROFESSIONE

MANGIARE CIOCCOLATO FA

BENE:

rimette in pace con se stessi e solleva l’umore, grazie alla

serotonina e alla produzione di endorfine; allontana la

depressione per effetto della feniletilammina, cura la tosse e ha

influenza positiva sul desiderio sessuale. Come se non bastasse

aiuta anche il cuore: pare infatti che il fondente aumenti del 20%

le concentrazioni di antiossidanti nel sangue e ritardi

l’indurimento delle arterie nei fumatori. Esso riduce inoltre la

pressione nel sangue per effetto dei polifenoli e – non tralasciamo

la cosa più ovvia - ha un sapore davvero molto piacevole…

EMANUELA TI

CONSIGLIA:

San Valentino:

FRASI DOLCI - PER LUI

Ti ho regalato le chiavi del mio

cuore affinché tu ne sia il

custode ed il ladro, il

proprietario ed il servo.

FRASI DOLCI - PER LEI

"..Il mio desiderio più audace

sarà soltanto di baciare

quell'aria che poco fa ti ha

baciata..”

Ad un amico/amica

Gli amici sono come le

STELLE: non li vedi sempre,

ma sai che esistono!!!

Frasi di

congratulazioni

Congratulazioni! Niente male

per uno/a che frequenta gente

come noi!

Anniversario

Un cordiale augurio di gioia e di

felicità per il vostro

anniversario.

In occasione dell'anniversario

del vostro matrimonio, vogliate

gradire questo piccolo omaggio

testimonianza della nostra

amicizia e della nostra stima.

Frasi per nascite

Il sorriso innocente di un bimbo

è l'espressione più viva

dell'amore! Auguri!

Frasi per nozze

Che il sorriso e la gioia di

questo giorno vi accompagnino

per tutta la vita.

Frasi di

Ringraziamento

(Bigliettini Formali)

Desideramo esprimerVi tutta la

gratitudine con cui abbiamo

accolto il Vostro gesto.


itinerari: in viaggio

F.lliMARONI

import-export

Le TERRE

dei

SAVOIA

nel cuore del Piemonte una nuova meta di viaggio e di vacanza

anni’60

di Angelo Lo Rizzo

C’è una parte del Piemonte che è sicuramente una delle terre più segrete d’Europa. Alla lontananza dei grandi percorsi e

delle grandi arterie stradali si deve il suo naturale isolamento, l’indole naturalmente riservata della sua gente che, per

generazioni, ha preservato e conservato il territorio come una roccaforte della tradizione. Ce lo dice Beppe Ballauri,

Presidente del GAL Mongioie che gentilmente ci ha accompagnato in un press-tour promosso dall’ATL del Cuneese e

che, fra l’altro, ci ha fatto scoprire una Mostra a dir poco sorprendente. Stiamo parlando di Spazio Theatrum . Con

questo nome ben trentuno Comuni associati nelle Terre dei Savoia, hanno scelto di identificare la Mostra permanente

presso la Residenza regale di Racconigi, quasi a significare una comunità di intenti, offrire una “vetrina” di promozione

culturale,economica e turistica dei loro territorio, per andare alla scoperta dei loro trentuno tesori. Il nome, Terre dei

Savoia, identifica la più lunga dinastia di tutti i tempi che attraverso mille anni ha lasciato in queste zone segni

indelebili, facendone un crocevia della storia europea. Infatti in queste terre i Savoia sono stati davvero un marchio così

forte da riassumere tutte le contraddizioni della Storia. Tale da caratterizzare in modo suggestivo e spesso irripetibile la

struttura urbanistica delle città; e da contraddistinguere con forme uniche e peculiari le diverse stagioni architettoniche

ed artistiche. I Savoia non avrebbero potuto restare per più di nove secoli (1003-1946) sul ponte di comando senza

l‘apporto di un popolo di grande temperamento, capace di una cultura raffinata e costruttore di una civiltà che ebbe come

cardini la forza, la giustizia, la saggezza, la perseveranza, la concordia. Al termine di questo percorso millenario ecco

stagliarsi l’originalità, ai confini del paradosso, che costituisce il grande fascino della nostra storia: la terra che fu una

fucina della Monarchia e del Risorgimento, si rivelò capace di proporsi quale incubatrice della Repubblica, e di dare

originali contributi alla ricostruzione e all’ammodernamento del Paese. Così in questa originale Mostra, nel tempo di una

vacanza, è possibile percorrere tutte le principali vicende che hanno scandito la nascita dello Stato unitario nazionale,

effettuando trenta tappe, immersi nelle trenta storie individuali dei Comuni, i quali – uno in fila all’altro – offrono

l’attrattiva turistica di una storia collettiva che ha tutto il fascino dell’epopea. Punto di partenza ideale di un viaggio alla

scoperta di queste terre è il Castello Reale di Racconigi, che fu l’ultima residenza piemontese dei Savoia, sede di reali

villeggiature fino all’esilio. Un gioiello dalle svariate sfaccettature, una dimora che riassume il fascino dell’arte e del

gusto di tre secoli, dalla seconda metà del ‘600 ai primi decenni dell’800, con notevoli anticipazioni neoclassiche della

metà del ‘700. Grazie ad una convenzione sottoscritta con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Terre dei

Savoia attendono i visitatori nei bassi fabbricati che chiudono il lato occidentale del cortile d’onore della Residenza. Un

vero e proprio museo virtuale, con un nome che è una evocazione storica: Spazio Theatrum. Un nome che si rifà a quel

Theatrum Sabaudie che alla fine del ‘600 fu una clamorosa operazione editoriale che diffuse nelle capitali europee le

vedute dei castelli e delle città degli Stati dei Duchi di Savoia.

Ai visitatori sarà possibile immergersi in un viaggio virtuale attraverso ventisette secoli di storia, arte, cultura, tradizioni,

natura e sapori .

Info: terredeisavoia@libero.it

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L’IMPRESA

TURISMO è

DEL

donna?

CERTO CHE SI.

O PERLOMENO È INNEGABILE

CHE LE DONNE ABBIANO UN

RUOLO CHIAVE NELLA

PROMOZIONE DELL’OSPITALITÀ

di Gavino Maresu

“Il Bed & Breakfast, come generalmente

conosciuto, è una forma di ricettività

inventata dagli Inglesi e per la quale noi

siamo famosi”: così si legge su una delle

guide edite da una compagnia privata

inglese che commercializza queste strutture.

Sull’invenzione inglese non sono di certo

d’accordo gli Irlandesi, che rivendicano con

validi argomenti il loro diritto di primogenitura

dell’attività di Bed & Breakfast, che secondo

la stessa guida, è un termine generico che

indica un edificio piccolo che offre il

pernottamento e il breakfast ad un prezzo

contenuto in case private, in fattorie con una

o due camere per gli ospiti, in castelli o ville

di interesse storico abitati dai proprietari. In

Italia non esiste una norma statale sui Bed &

Breakfast, ma solo leggi regionali, vista la

competenza esclusiva delle Regioni in

materia di attività, imprese e professioni

turistiche. Ogni regione si è quindi regolata a

suo piacimento, determinando così una

babele di norme confuse e contradditorie, da

vero paese “dei campanili” più ancora che

“dei campanelli”. Di certo l’attività di B&B

deve essere esercitata in genere nei locali di

residenza del proprietario o possessore

dell’immobile, non costituisce quindi cambio

di destinazione d’uso dello stesso e inoltre,

avvalendosi della normale organizzazione

famigliare, non costituisce attività d’impresa.

Il cuore dell’attività di B&B è l’accoglienza

dell’ospite in casa propria che il viaggiatore,

più che come servizio ricettivo, concepisce

come un vero e proprio stile di vacanza,

106 www.donnaimpresa.com

spinto soprattutto dal desiderio di entrare in

contatto con le realtà, i modi di vita, le

tradizioni, le abitudini alimentari dei

residenti, per penetrare nell’anima e nello

spirito della terra che sta visitando. Nessuno

meglio di una donna, vera “regina della casa”

(“titolo” che, secondo l’ottica maschile,

comporta però parità di onori e oneri, della

serie: “lei stira e lui …ammira”!), gelosa e

intelligente custode di tutti i valori che

connotano l’identità della propria comunità e

della propria terra, è in grado di accogliere

l’ospite con quella innata “cultura

dell’accoglienza”, che va ben oltre il generico

senso dell’ospitalità. L’accoglienza infatti

consiste nel far sentire l’ospite come se

fosse in casa propria: questa sottile

sensazione la può trasmettere soltanto una

“padrona di casa”, sia perché più attenta di

un uomo alle sfumature, ai particolari, ai

risvolti psicologici dei rapporti che si

instaurano con l’ospite, sia perché lei ha

verso la propria casa un rapporto di amore

molto più intenso, oserei dire più struggente,

di un uomo. Casa che, a sua volta, assorbe

la linfa vitale della propria identità dalla “terra

madre” dove poggiano le sue fondamenta,

come le radici di un albero che nasce, vive e

si evolve in simbiosi con il ciclo di vita e con i

fenomeni che si verificano intorno a lui. I

valori della propria identità e la capacità di

trasmetterli attraverso il dialogo con l’ospite

sono alla base del successo della formula

B&B, a patto che il dialogo sia binario, non

sfoci cioè nel monologo, verso cui le donne

hanno forse (?!?) una maggiore propensione

degli uomini. “Che bel giorno se gli inglesi

imparassero a parlare e gli irlandesi ad

ascoltare!”, avvertiva al riguardo l’irlandese

Oscar Wilde, sottolineando i difetti dei due

popoli che hanno “inventato” e portato al

successo la formula del B&B! La maggiore

predisposizione delle donne alla gestione di

un servizio di B&B è confermata anche da

una ricerca del 2003 effettuata dal Touring

Club Italiano e dalla “SL&A”, da cui risulta

che il 63% dei proprietari sono donne, il 73%

possiede un diploma o una laurea (ha quindi

molti argomenti di cui parlare e una

propensione all’incontro e al confronto con

realtà e culture diverse) e che le motivazioni

principali che spingono i turisti verso

l’ospitalità in famiglia sono costituite dal clima

famigliare, dal contatto e dal legame che si

instaurano con il territorio visitato e dalla

convenienza del prezzo. Se si incrociano

questi dati con quelli relativi alle motivazioni

che spingono i gestori ad aprire un’attività di

B&B, pur prevalendo (65%) le ragioni di

carattere economico, tuttavia emerge che in

media ricava di più chi ha aperto per

“conoscere nuove persone e nuove culture”

(solo il 23% del totale), rispetto a coloro che

lo fanno principalmente per “arrotondare il

bilancio famigliare”. Per quanto riguarda le

Marche la legge di riferimento per l’attività di

B&B è la n. 9 del 11/07/2006, T.U. delle

norme regionali in materia di turismo, e in

particolare l’articolo 34, che stabilisce che

l’offerta del servizio di alloggio e prima

colazione è subordinata alla denuncia di inizio

di attività al Comune, che essa può essere

esercitata con carattere saltuario o per periodi

ricorrenti stagionali, in non più di tre camere

con un massimo di sei posti letto. Nessuna

regione prevede deroghe al divieto di fornire

pasti oltre alla prima colazione, contrariamente

a quanto avviene, per esempio, in Inghilterra, in

Irlanda o in Francia, dove è possibile mangiare

con i proprietari su richiesta. La prima

colazione però rappresenta in tutti i paesi un

elemento comune fondamentale

dell'accoglienza B&B che, oltre all’evidente

valenza di servizio, costituisce un momento di

aggregazione e di “vita in famiglia” che

caratterizza e contraddistingue la formula B&B

rispetto ad altre forme di ricettività. Purtroppo

quasi tutte le leggi regionali impongono che la

prima colazione debba essere servita solo

fornendo cibi e bevande preconfezionati o

senza alcun tipo di manipolazione,

contraddicendo così il concetto di ospitalità

casalinga. Niente quindi confetture, torte,

focacce o dolci “della nonna” o “della mamma”,

ma anonimi, insapori e inodori buondì, snack o

rollini prodotti “in batteria”, brioche surgelate e

“rianimate” in asettici forni a microonde, e

sprigionanti odori stantii di conservanti e

aromatizzanti di dubbia natura. In tutti gli altri

paesi europei la prima colazione è l'elemento

qualificante e personalizzante dell'offerta del

B&B, che dà l'opportunità alla padrona di casa

di offrire qualcosa di "suo", creato da lei per

l'ospite, qualcosa che fa parte della cultura e

dello spirito del luogo. Sul tema della prima

colazione la legge della Regione Marche si

differenzia però da quelle delle altre regioni:

infatti coloro che esercitano l’attività di B&B

nelle Marche “devono assicurare il servizio di

prima colazione utilizzando prodotti tipici della

zona, confezionati direttamente o acquisiti da

aziende o cooperative agricole della regione in

misura non inferiore al 70%. Tale servizio è

assicurato mediante l’uso della cucina

domestica”. Insomma le Signore marchigiane,

al contrario delle loro colleghe del resto d’Italia,

possono liberare il loro estro creativo in cucina

anche se limitatamente alla prima colazione,

che però potrebbe essere allestita come un

vero e proprio pasto, come si usa in Inghilterra,

ricco non solo di dolci, torte, confetture ecc.,

ma anche di formaggi, insaccati ecc.., dando

così l’opportunità da un lato di far apprezzare

l’anima gastronomica marchigiana (qualcuno

ha scritto che noi siamo anche quello che

mangiamo…) e dall’altro di valorizzare i prodotti

tipici locali. Una prima colazione così concepita

può essere uno dei plus competitivi della “via”

marchigiana al Bed & Breakfast, rispetto

all’offerta concorrente delle altre regioni. Se poi,

accanto all’eccellenza della prima colazione, si

concede all’ospite l’opportunità di vivere il

calore della tranquillità casalinga tra le

fascinose atmosfere degli antichi borghi

sospesi nel tempo che caratterizzano le

Marche, allora il successo è assicurato, perché

l’ospite diventerà vostro amico.

Gavino

Maresu

Docente di Gestione

delle Imprese e degli

Eventi Turistici

Università di Genova

Direttore del

Dipartimento Turismo

EURISPES


I

LUOGHI

dell’

ARTE

arte

La conviviale del Rotary Club Porto

San Giorgio-Riviera Fermana, tenutasi

presso l’Hotel Garden di Porto San

Giorgio, è stata l’occasione per

incontrare l’artista Paolo Sistilli.

L’illustre ospite, la cui produzione

artistica ha raggiunto livelli di

eccellenza in Italia e all’estero, è

quell’esempio di umani talenti che il

nostro territorio genera e che

rappresentano un orgoglio per tutta la

comunità. Nato a Porto San Giorgio

Proyecto EDUARTE con los ayuntamientos de Villalba y nel 1950, dopo essersi diplomato, ha

Navacerrada Exposiciones de los pintores Paolo Sisitilli proseguito i suoi studi in Olanda dove

y Peter Schenk de Holanda

vive e lavora da 32 anni.

Collado Villalba Teatro de Cultura/Biblioteca Miguel Il Presidente Andrea Valentini ha

Hernández

presentato il ricco curriculum

Viernes 15 de febrero 2008, 19.30 h: Inauguración en professionale e di vita di Paolo Sistilli

Collado Villalba

che è divenuto, dopo essersi trasferito

Navacerrada Casa de Cultura

in Olanda e, successivamente,

laureatosi presso l’Accademia di

Miércoles 12 de marzo 2008, 19.30h: Inauguración en

Navacerrada

Scienze Monumentali di Utrecht,

pittore di successo e dal 1983 espone

le sue opere in molte gallerie d’arte

italiane ed europee.

Dopo la presentazione da parte del

Presidente del Club ha preso la parola

l’artista che, con la sua natura

estroversa e la sua brillante

esposizione, ha consentito agli ospiti

presenti in sala di comprendere quelle

emozioni e sensazioni che egli riesce a

mettere nelle sue creazioni.

Attraverso le immagini delle sue opere,

il cui linguaggio è fatto di geometrie e

“Alfabeti Immaginari”, si apprezza quel

lavoro di sintesi che l’artista opera

nelle forme simboliche senza

tralasciare quelli che sono i valori

chiaroscurali e materici. Particolare

attenzione e suggestiva l’ idea di

questi “Alfabeti”come impronte

lasciate, resinature quotidiane

osservate come resti di affiches

pubblicitarie distaccate da pareti

urbane. Anche la ricca

documentazione fotografica sia del

suo atelier ad Utrecht che dei suoi

viaggi in Estremo Oriente, costituita da

foto di paesaggi e natura dai colori

armoniosi, sono fonte di ispirazione

per la sua produzione artistica.

www.paolosistilli.nl

108 www.donnaimpresa.com

"Nell'istante in

cui il quadro è

compiuto,

l'intimità tra la

creazione e il

creatore è finita.

Quest'ultimo è

un estraneo. Il

quadro deve

essere per lui,

come per

chiunque altro ne

farà esperienza

più tardi, la

risoluzione

inattesa e senza

precedenti di un

bisogno

eternamente

familiare”.

Rothko

IL ROTARY CLUB INCONTRA paoloSISTILLI

UNA FOTO

DELL’ ATELIER

DELL’ ARTISTA

PAOLO SISTILLI

AD UTRECHT (OLANDA)


i luoghi dell’arte contemporanea

“Stop, please”

Sono da segnalare le mostre presso la galleria Franco Marconi di

Cupramarittima, lo spazio espositivo di maggiore rilievo tra i nostri lidi

adriatici che ancora ispirano curatori ed artisti.La prima dal titolo accattivante

“Stop, please”, con la presentazione accurata e vivace di Paola D’Andrea,

indicativa del lavoro dei due artisti.

Concentrati ed incentrati a consolidare l’affezione del pubblico con

“irriverenti, aggressive, caustiche” figurine da “ conquistadores” i nostri bravi

ragazzi dimostrano brillantemente di sapere il fatto loro.. Con effetti speciali e

digitali su tela, Maicol e Mirco danno prova di dribblare gli inconvenienti della

vita facendone il verso sapendo bene che “le storie non devono piacere,

devono dispiacere”.

Tutti giù dal piedestallo, accidenti, e allora, forse poi ricominceremo da capo,

ma senza regole.

Rita Vitali Rosati

Riflessioni sull'arte

Le opere, come nei pozzi artesiani, salgono tanto più alte

quanto più a fondo la sofferenza ha scavato il cuore. (Marcel

Proust)

free zone

rita vitali rosati

Vincenzo Massari

Nato a Porto San

Giorgio (ap) il

18-12-1954 da

madre tedesca e

padre italiano,

ha conseguito la

maturità

scientifica nel

1973 presso il

Liceo di Fermo.

I suoi maestri

sono stati Luigi

Dania (critico

d’arte) e Sandro

Trotti (artista)

I flipper

di

Vincenzo

Massari

i “ FLIPPER ”

Un semplice

gioco si

trasforma

all’improvviso

nell’esigenza

di andare oltre

la tela, come

consistenza

espressiva è

stata e sarà

una finalità

fondamentale

per un’artista

che cerca una

strada diversa da percorrere. Una ricerca di nuove sensazioni verso ciò che si intuisce ma il

più delle volte rimane allo stato di pura percezione: i flipper sono frutto di questa sentita

elaborazione. I materiali più importanti per trovare un’armonia in grado di creare una

sensazione reale di spasso senza vincoli per soddisfare le ali della mente. Il gioco in sè

racchiude la personlità dello stesso artista, che in lui rivede la sua tendenza ad uno stato di

allegria e puro divertimento. Rivivere quei momenti panati di partecipazione profonda

attraverso una forma d’arte, con l’intento di tracciare una visione alternativa al solito essere.

www.vincenzomassari.com

i Massarelli

“Nell’area dell’informale”

Con I Massarelli nasce un nuovo modo di fare arte.

I cugini Pino e Giuseppe attraverso una fusione

empatica, sono riusciti a creare un dualismo perfetto

basato sulle singole esperienze di scultore e di

musicista. Il primo Pino Massarelli diplomato

all’accademia delle Belle Arti di Bari, crea in maniera

del tutto magistrale sculture di marmo, terracotta e

bronzo che sembrano confidare alla materia, con

l’aggiunta di tocchi coloristici, il proprio concetto di

esistenza. Il musicista, Giuseppe Massarelli

diplomato in pianoforte, diventa protagonista di

quello informale “materico gestuale e segnico“ e

utilizza la sua tendenza astratta per distendere sul

legno gesti impetuosi, striature di colori e lacerazioni

volutamente inferti sulla materia. Con il segno I

Massarelli non intendono rappresentare immagini

sterili, ma vogliono soltanto trovare gli elementi primi

di un nuovo alfabeto figurale e di una nuova

scrittura. Il pianista, abilmente, riesce a trasferire nei

suoi lavori la stessa magia che si crea nell’ascoltare i

suoi concerti Egli, infatti, fa parte di un duo a due

pianoforti (Polaris Duo) con il M° Miro Abbaticchio

dedito alla divulgazione della musica del cinema con

il supporto delle immagini,sono stati invitati in

prestigiose sale da concerto e hanno inciso diversi

cd di musica da film. E’ proprio con le lore opere che

I Massarelli, confidando nella forza comunicativa

dell’arte, creano un vero e proprio “ terremoto

emotivo”.


mixer: libri

CONSIGLI DI LETTURA

NOI ADULTI

Abbiamo mattini di terribili ricordi

Figli lontani

Giuramenti non mantenuti

Passioni svanite.

Il solco della pena, ogni giorno più profondo. Molti.

Non c’è denaro che procuri il sorriso sincero

Della pace e della gioia dell’anima. [Sergio Soldani]

LEANDRO CASTELLANI, nato a Fano (Pesaro e Urbino) è un autore-regista che opera

fra TV, cinema e radio. E' stato uno dei principali creatori dell'inchiesta storica televisiva e

dei programmi di testimonianze, per i quali ha ricevuto numerosi riconoscimenti

internazionali, dal Leone d'oro di Venezia al Premio Marconi, dal Premio Montecarlo al

Prix Italia,al

Premio Chianciano della Critica Radiotelevisiva,alPremio Fortino-

Montefeltro (con Sergio Leone) ecc.; l'ideatore di "Teatro-inchiesta" e numerose altre

formule di programma culturale tv.

Fra le inchieste-tv da lui curate e realizzate, L'enigma Oppenheimer, la prima (1965), e i

cicli Mille non più mille (1979), La bomba prima e dopo (1984), Norimberga processo

al processo (1985), Le mille e una Italia (1987), Vaticano segreto (1997).

Ha diretto e spesso anche scritto numerosi "sceneggiati", telefilm e tv-movie, fra cui

possiamo ricordare L'affare Dreyfus (1968), Il processo Slansky (1968), Le cinque

giornate di Milano (1970), Orfeo in paradiso (1971), Ipotesi sulla scomparsa di un

fisico atomico (1972), Il caso don Minzoni (1973), Ladri & Quadri, (1973), Quaranta

giorni di libertà (1974), La gatta (1978), Il sottoscritto Giuseppe Donati (1983), Se non

avessi l'amore (1991) e molti altri.

Si è cimentato, sempre con successo, in quasi tutti i generi televisivi, dal "teatro

reinventato per la tv" ( Il Faust di Marlowe, 1977), allo spettacolo musicale ( Vai col liscio! ,

1974), al "giallo" ( Sul filo della memoria, 1972) al film-tv d'impegno culturale ( Tommaso

d'Aquino, 1975), alla "docu-fiction" come le quindici biografie risorgimentali di Italia

chiamò (1992). Ha inoltre curato la regia della quarta e quinta serie della fiction televisiva

Stanno ottenendo un vero successo i corsi di dizione e avviamento alla

Incantesimo (2000-2002).

Per la radio ha scritto e diretto importanti sceneggiati, Oganga Schweitzer (12 puntate),

Le voci dell'aria (Guglielmo Marconi, 65 punt.), Raccontare Antonio (5 punt.), ecc.

Per il cinema ha diretto Il coraggio di parlare (1987), vincitore del Premio Sezione

Giovani al Festival di Mosca e di altri numerosi riconoscimenti ( primo premio assoluto

al Festival di Giffoni, premio Villerupt in Francia, premio Pasolini, ecc.), e Don Bosco

(1988, Premio Navicella) con Ben Gazzara, Patsy Kensit. Karl Zinny, Laurent Terzieff e

Raymond Pellegrin.

Nel 2004 ha realizzato un video sulle poesie di Giovanni Paolo II, Trittico romano per il

Centro Televisivo Vaticano, e il mediometraggio Ai confini del cielo (Odorico da

Pordenone) prodotto per conto della Regione Friuli-Venezia Giulia, unico film europeo

premiato alla prestigiosa Rassegna cinematografica di Chang-Chun (Repubblica

Popolare Cinese), 2005.

Laureato in filosofia all'Università di Urbino e diplomato al Corso Superiore di Giornalismo

presso la stessa Università, ha dato alle stampe volumi storici ( 6 agosto-Storia della

IL REGISTA

bomba atomica, 1965; Einstein, 1966; Dossier Majorana, 1974; La grande paura,

LEONE D'ORO

1985), saggi giornalistici ( I santi dell'apocalisse, 1979), ricognizioni folkloriche e di

costume ( Proverbi marchigiani, 1973; Lo Strauss della Romagna, 1989), opere di

RACCONTA LA SOCIETÀ narrativa ( Lavinia, 2005; Il profeta, 2006; E quanti amori… , 2007), pamphlets ( Te la dò

io la tv, 2006). Ha anche dedicato alcuni volumi al linguaggio audiovisivo ( Temi e figure

CONTEMPORANEA

del cinema contemporaneo, 1965; Come si fabbrica un programma tv, 1970; Leggere

Una giovane suora stuprata, una bimba contesa e scrivere audiovisivo, 1986; Temi e figure del film religioso, 1994; La TV dall'anno

da più madri, un santo, una prostituta, un guru, zero, premio Diego Fabbri 1996, 2002: Cinema e spiritualità cristiana, premio Capriuna

ragazza psicopatica, un giornalista televisivo, San Michele, premio Domenico Meccoli 2002; Nella casa dello specchio, 2002).

una cartomante, l’adepto di una setta, un Redattore per le voci di cinema e televisione nel grande dizionario di scienze e tecniche La

barbone...

comunicazione (2002).

La traccia segreta di destini e di amori diversi,

disperati, che riflettono come in uno specchio E' STATO DOCENTE DI "TEORIA E TECNICA DELLA TELEVISIONE" PRESSO LA

drammi e passioni del nostro tempo. Una sorta di

“soap opera” tutta da leggere, nell’intreccio FACOLTÀ DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE DELL'U.P.S.-ROMA. E'

apparentemente divergente delle singole vicende MEMBRO DELL'ACCADEMIA MARCHIGIANA DI SCIENZE LETTERE ED ARTI,

che finiscono per interferire sempre più SODALE DEL PIO SODALIZIO DEI PICENI DI ROMA, SOCIO DELLA

profondamente sino a confluire in unità,

costituendo un racconto serrato ed essenziale, FONDAZIONE CARIFANO, COMMENDATORE AL MERITO DELLA

e potranno costruire un nuovo futuro per il nostro paese.

che non concede tregue.

REPUBBLICA ITALIANA.

L’Assessore alla Cultura

Nazzareno Antinori

112 www.donnaimpresa.com

nella foto a

sinistra:

Sergio Soldani

i corsisti:

Stefania

Muccichini,

Horus Vitulli,

Alessia Ceci,

Lucia Berducci,

Barbara Ilari,

Giampiero

Marcattili, Gaia

Dellisanti, Niko

Squadroni,

Marco Amaolo,

Alessandro

Cimadamore,

Elisa

Fortuna,Maria

Laura Iommi.

recitazione ideati, condotti e diretti da Sergio Soldani, coadiuvato dai suoi ex

allievi, Alessandro Maranesi, Michela Capriccioni, Gaia Dellisanti. Nei quattro

Comuni intorno alla neonata provincia di Fermo nelle Marche: Porto

Sant’Elpidio, Montegiorgio, Porto San Giorgio e Sant’Elpidio a Mare, Sergio

Soldani è riuscito a imporre il suo metodo di avviamento all’espressione, che

parte da un primo anno di studio approfondito della fonetica e della corretta

pronuncia delle consonanti della lingua italiana, applica a vari esercizi

micromnemonici di stimolo e verifica delle potenzialità vocali di ogni singolo

corsista e prosegue con un secondo anno di specializzazione che consiste in

verifiche di interazioni di battute mnemoniche, lettura declamatoria di brani

letterari e tecniche di improvvisazione di scena a tema precedentemente

individuato. Questa esperienza, che è arrivata al sesto anno consecutivo, ha

formato un gruppo di giovani talentuosi attori che sta affrontando una serie di

spettacoli comici che girano per le regioni del centro Italia, e spettacoli per

ragazzi ispirati alla internazionalità della favola della tradizione orale.

Rapagnano è un piccolo paese, ma dalla storia antica, che prende avvio

dall’età picena. Era pertanto sentita l’esigenza dai cittadini e dagli amanti

della cultura di conoscere qualcosa di più sulla nostra storia comunale. Già

in passato un gruppo di benemeriti cittadini avevano realizzato delle piccole

monografie, ma occorreva una ricerca più completa che abbracciasse le

varie epoche storiche, attraverso l’esame dei documenti, per offrire una

precisa e ricca analisi storico-artistico del nostro paese. E’ quanto ha fatto

con estrema cura per tanti anni il nostro benemerito concittadino Giuseppe

Rutili, recentemente scomparso, appassionato raccoglietore di documenti

cittadini, al quale va il nostro più vivo ringraziamento e ricordo. Il lavoro di

ricerca, di studio e di analisi è stato oltremodo meticoloso, preciso e

puntuale. Il rigore con cui il nostro Rutili ed i suoi collaboratori hanno

affrontato l’argomento, è di per sé ampia garanzia della validità scientifica

del libro. Per la prima volta, in maniera completa ed organica, un libro

ricostruisce i caratteri originali del paese e segue le vicende storiche di

Rapagnano fino agli anni più recenti. In questo volume, oltre alla storia, ampio spazio è

dedicato ai monumenti, ai tesori artistici conservati nelle chiese e nel Museo Parrocchiale,

alllestito a cura del parroco don Luigi Malloni, alle antiche tradizioni popolari, alle piccole

curiosità storiche, ed agli illustri e benemeriti concittadini di Rapagnano, partendo proprio dal

nostro papa Giovanni XVII. Un ampio capitolo è dedicato ai tragici eventi della Seconda

Guerra Mondiale, di cui per la prima volta sono narrati i fatti avvenuti nel nostro paese. Questa

pubblicazione è dedicata in special modo ai giovani, perchè solo conoscendo la storia, le loro

radici e recuperando le loro tradizioni, riusciranno a cogliere l’essenza più intima di Rapagnano

Il Sindaco

on. Remigio Ceroni (nella foto di destra)

Nell’oceano,

che a volte fa paura,

dove il vento

tira

le sue raffiche,

un’onda cullata,

da fiori

marini,

cimitero di navi,

che hanno

traversato il deserto,

con dei cammelli

stanchi.


non ci sono croci,

o lapidi,


tutto si dimentica,

solo la morte

può.

Naufraghi

del pensiero,

aggrappati

a una zattera,

una speranza,

un ricordo.

Un’urlo

spezza il tormento,

la morte

prende le tue mani,

i tuoi fiori,

i tuoi anni.

Zingaro del passato,

morto

nelle tue braccia.

Giuseppe Capriotti


mixer: teatro e musica d’autore

VIAGRA SISTER

interviste curate da Nadia Fondelli

Ha sdoganato questa scienza inusuale in

tv. Si sente un’innovatrice?

No, mi sento solo quella che ha fatto

conoscere una scienza che nessuno prima

conosceva, ma non mi sento per questo

un’innovatrice, ma solo una persona che ha

aperto una strada, tant’è che dopo di me, oggi

ci sono tanti grafologi in tv. Però io sono stata

la prima

Grafologa, autrice radio tv, presentatrice,

scrittrice e ora anche spalla comica.

Personalità poliedrica o voglia di affermarsi

comunque?

Mi piace assaggiare un po’ di tante cose,

semplicemente.

La sua canzone della vita?

Non ho una canzone della vita, ma una

canzone che mi piace più di tutte in assoluto,

ma è una canzone particolare: “Ancora” di

Edoardo De Crescenzo. Perché questo qua da

quando si è lasciato con quella non fa più

sesso? Non l’ho proprio capito, però a me

piace questa canzone. Anzi, aggiungo che

vorrei essere quella lì, ma non lo sarò mai

Cosa la fa piangere?

A volte anche niente, anche la felicità di

un’altro

Ha più stretto i denti, la cinghia o le spalle

nella sua vita?

Tutte e tre

Esistono compromessi nel suo settore per

arrivare?

Sì esistono

Ci è passata dentro?

No, non ne ho fatto parte, anche perchè non

sono una strafiga e quindi nessuno me l’ha

mai chiesta!

“DICA 33”

Meglio averci provato o non averci provato

per niente?

Averci provato, sempre e comunque

C’è una persona che le ha cambiato la vita?

In peggio sì

Lei l’ha cambiata a qualcuno?

A tanti. Tante persone che si sono affidate a

me hanno cambiato la loro vita grazie alla

grafologia e ai miei buoni consigli

Ha un lavoro stupendo?

MIRKA CESARI

Credo di sì. Per me lo è

E’ convinta che la sua vita sarebbe stata

Mirka, non so lei, ma a me le solite interviste Monella però risultavo modello

Grafologa. Professione difficile solo nel

migliore se avesse scelto di fare altro?

annoiano e credo che annoino anche il Descriva con 5 aggettivi l’altra Viagra Sister nome o anche nei fatti?

No

lettore e allora le faccio una proposta. e non ha molto tempo per farlo…

Nel nome è difficile sicuramente per tutti.

Il mondo dello spettacolo che lei conosce

Possiamo fare un’intervista diversa, parlare Testona, ingenua, sbordellona, simpatica e con Nessuno capisce mai cos’è. Nei fatti invece

beneèrealeoèunmondo parallelo?

in libertà fuori dai soliti schemi. Lei vive nel un gran culo, fisicamente parlando

basta studiare anche se bisogna esserne

Parallelo, sicuramente

mondo dello spettacolo capirà il mio Scusi ma sbordellona che significa? predisposti, avere una certa sensibilità e un po’

Si sente qualcuno?

bisogno di creatività …

E’ una persona che dice le cose a vanvera, di testa per capire. Ad esempio mia sorella non

Assolutamente no

Sì certo.

senza pensarci. Anzi dice tutto ciò che gli passa ci sarebbe mai arrivata a far la grafologa!

E’ mai stata impacciata?

La sua età me la dice oppure appartiene alla per la bocca!

Perché questa scelta?

Sì sempre, ogni volta

categoria di donne che non dice i suoi anni? Se la sua vita fosse un gioco, che gioco Una scelta prima di tutto di curiosità e poi di

E’ possibile divertirsi con niente?

No no, la dico. Ho 52 anni, ma tanto non gli sarebbe?

passione

Sì senz’altro. Proprio io sono una che ride per

dimostro!

Un gioco in perdita sicuramente

Con le sue analisi ha fatto più riflettere,

niente

Cosa sognava di fare da grande?

Cosa canta sotto la doccia?

sorridere o soffrire?

Come riesce a catturare l’attenzione degli

Sognavo di andare nei tribunali e ci sono andata Canto, ma sinceramente non so neanche io Si equivalgono tutte e tre. Ho visto tanti

altri?

e poi sognavo l’amore. Ma dove sta l’amore? cosa canto. Pensi che canto addirittura in piangere, tanti riflettere, non c’è un sentimento

Basta che parlo e catturo subito. Come apro

Scolara modello o monello?

inglese, però non conosco una parola d’inglese! che prevalere sugli altri

bocca e dico qualsiasi stupidaggine…

114 www.donnaimpresa.com

Scelga: Amore senza sesso o sesso senza

amore?

Sesso senza amore, tanto l’amore dove sta?

C'è un proverbio inglese che dice "il

fallimento è la colonna sonora del

successo" e ripetere gli errori è

probabilmente la garanzia per imparare...

cosa ne pensa?

Beh, sotto un certo aspetto sono daccordo ma

fino a un certo punto. Sennò sei prorpio un

testone!

Qual’è la domanda che non le hanno mai

fatto e a cui avrebbe sempre voluto

rispondere? Le lascio la libertà di farsela…

Bella. Questa è tosta. Non ci ho mai pensato,

ma forse me l’hanno fatte tutte, non saprei

cosa rispondere

Che resterà di lei?

Mio figlio di sicuro!

Quante bugie ha detto in questa intervista?

Nessuna, perché mi cresce il naso?

Chi sono le Viagra Sister?

Due persone che in un momento particolatre

della loro vita si sono incontrate ed hanno

deciso che si sono rotte le scatole degli uomini

e così,da quel momento, si sono messe

insieme e con la parolina magica, Viagra,

intendono metterlo in quel posto agli uomini…

TIZIANA

Non so lei Tiziana, ma a me le solite

interviste annoiano e credo che

annoino anche il lettore e allora le

faccio una proposta. Possiamo

fare un’intervista diversa, parlare in

libertà fuori dai soliti schemi.

Lei vive nel mondo dello

spettacolo mentre capirà il mio

bisogno di creatività …

Certo che sì, anzi, menomale…

La sua età me la dice oppure

appartiene alla categoria di donne

che non dice i suoi anni?

Assoltuamente no, la dico, non c’è

problema. Sono nata il 3 agosto 1951

Cosa sognava di fare da grande?

Non lo so, lo sto sognando ancora…

A scuola quante volte è stata dietro

la lavagna?

Mai, ero buona da piccola. Mi sono

sciupata nel crescere…

Si descriva con 5 aggettivi e non

ha molto tempo per farlo…

Ah…stupenda, intelligentissima,

briosa, eccezionale, categoricamente

soddisfacente sotto tutti i punti di vista

Se la sua vita fosse un gioco, che

gioco sarebbe?

Ungiocotremendodovesiperde

sempre… Un poker con un baro

Cosa canta sotto la doccia?

No, non canto ed è meglio così…

Lei che è del ramo ci dica perché ci

sono così poche donne comiche.

Non sanno far ridere o non

riescono ad emergere?

Non riescono ad emergere forse

perchéinquantoalfarriderebasta

essere donna. Nel senso che le

donne sono sempre più complicate e

quindi forniscono molta più materia

primaaicomici

Perché ha scelto di far ridere gli

altri?

Perché voglio ridere io stessa

Dietro un grande comico c’è

sempre una vena malinconica.

E’ così anche per lei?

Senz’altro. Io sono proprio

tragicomica

La parolaccia e un optional o è

necessaria per far ridere?

Sono un optional, anzi se si possono

evitare meglio

Perché ride lei stessa delle sue

battute? Eppure dovrebbe

conoscerle…

Bella questa…rido perché sennò non

mi resterebbe che piangere

E’ più facile strappare la risata

parlando di sesso o politica?

Di politica senz’altro oggi giorno, il

sesso non fa più scalpore.

Qual è l’argomento che strappa più

risate al pubblico?

La miseria umana

La sua canzone della vita?

Non ce l’ho. Ho tutt’al più le

filastrocche che mi cantavano a

bambina...


Cosa la fa piangere?

solo, recitando in vari film. Tra essi ricordiamo: "I pompieri", "Vacanze di

Le tasse da pagare!

Natale","Anni 90", "Anni 90 parte II”, "Gli inaffidabili", "Simpatici &

Meglio averci provato o non averci

antipatici"... Dopo il grande successo personale e artistico, ottenuto

provato per niente?

come co-presentatore nel programma "Domenica in" di Mara Venier e in

Meglio averci provato, in assoluto

tanti spettacoli teatrali, l'attore bolognese si sposa e si separa poco

C’è una persona che le ha cambiato la

tempo dopo dalla showgirl Stefania Orlando. Tra le serie televisive

vita?

Eh sì, ma è meglio se lasciamo perdere…

invece sono da evidenziare: "Don Tonino", "La voce del cuore", "I Misteri

Lei l’ha cambiata a qualcuno?

di Cascina Vianello" e "Carabinieri" (dove, fin dalla prima serie, Andrea

Non credo, ma se posso averla cambiata

ha interpretato il ruolo di Costante Romanò, un appuntato dei carabinieri

spero in meglio

un po’ pigro ma molto simpatico, buono e dedito alla famiglia). Nel

E’ convinta che la sua vita sarebbe

gennaio del 2008 è uscito al cinema il sequele dell’ "L’allenatore nel

stata migliore se avesse scelto di fare

pallone" (film cult degli anni ’80, che ha venduto più di 180.000 copie di

altro?

dvd).

Mah chi sa, meglio non vivere di rimpianti.

Tanto qualsiasi cosa tu abbia fatto pensi

A TU PER TU con di Valeriana Mariani

sempre che forse era meglio se

Andrea Roncato è autentico, simpatico. Per lui il primo aggettivo che mi

avevi fatto qualcos’altro

viene in mente è: schietto. Una dote sempre più rara di cui dovremmo

Ha più stretto i denti, la cinghia o le

forse riappropriarci, tutti. E' una persona intelligente e le parole che usa

spalle nella sua vita?

per parlare di sé lo dimostrano. Al mio complimentarmi per uno dei suoi

I denti

ultimi lavori “L’allenatore nel pallone”, risponde con ironia che non è il

Esistono compromessi nel suo

caso di congratularsi per una esperienza professionale alla quale non

settore?

riconosce grande valore artistico ed in cui egli, fra l’altro, ha un ruolo


UN

piuttosto marginale....senza nulla togliere, precisa, alla bravura di Lino

Ci è passata dentro?

NAOMI

Banfi che stima molto professionalmente ma al quale, in riferimento a

No, ci passo sopra, gli scavalco!

questa precisa circostanza, non riconosce particolari abilità se non

Si sente qualcuno?

No

quella di essere riuscito a fare, di un film piuttosto modesto nel

E’ mai stata impacciata?

“soggetto” e nei “soggetti”chiamati ad interpretarlo, un campione di

Certo che sì. Quando la maestra a scuola

incassi ai botteghini. Coerentemente al famoso detto popolare “quando

chiedeva chi voleva andare alle

ci sono troppi galli a cantare non si fa mai giorno” Banfi avrebbe invece,

interrogazioni. Un po’ quello che mi

secondo Roncato, peccato un po’di vanità nel voler incentrare tutto su di

succede anche oggi prima di salire su un MAGISTRALMENTE DIRETTO DAL RE

sé con il rischio di compromettere, come è avvenuto, l’esito del lavoro

palco quando, il presentatore dietro alla

cinematografico. Critico anche nei confronti di una televisione

quinte, chiede ai vari artisti presenti

DEGLI ATTORI BOLOGNESI:

standardizzata su intrattenimenti di scarsa qualità e dubbio gusto, rozzi e

chi vuol salire per primo sul palco. Ecco,

SUA MAESTÀ

la cui volgarità è sotto agli occhi di tutti. Un paese che urla, spesso

in quei frangenti mi comporto come a

anche attraverso i propri esponenti istituzionali, le insoddisfazioni

scuola, fischietto e faccio finta di

all’interno di programmi televisivi in cui la “discrezione” delle persone e la

niente…

E’ possibile divertirsi con niente?

RONCATO

qualità dei contenuti avrebbero da tempo abdicato a favore dell’alto

grado di litigiosità che diviene elemento primario di spettacolo.

Sì senz’altro. Anzi è quando ci si diverte di

più

Un plauso rivolto invece alla serie “Carabinieri” che ritiene, non a torto,

Come riesce a catturare l’attenzione

assolutamente apprezzabile ed in cui si augura di recitare nuovamente

degli spettatori?

per lo stile sobrio del linguaggio e per il rapporto coeso con il team degli

Raccontando quelle che sono le situazioni

attori con molti dei quali condivide anche una solida amicizia nella vita

che anche loro stessi vivono nel loro

privata. Complimenti ancora rivolti al suo amico di sempre, Gigi, che

quotidiano

nella foto da sinistra:

stima profondamente e con il quale a breve condividerà le fatiche del

Scelga: Amore senza sesso o sesso uno dei titolari del “Naomi” Mauro Alberti con Andrea Roncato

seguito di “Acapulco...prima spiaggia a sinistra” un film rimasto indelebile

senza amore?

nella memoria di moltissimi appassionati del genere. Tanti ancora i

Sesso senza amore se devo scegliere Andrea Roncato è diventato noto al grande pubblico negli anni '80 per aver fatto coppia

progetti in cantiere: la realizzazione di un film in cui si narra la storia di un

C'è un proverbio inglese che dice "il con Gigi Sammarchi, interpretando il simpatico ruolo della mamma: agghindato da

uomo con un cane, a confermare la sua innata passione per gli animali,

fallimento è la colonna sonora del donna, con tanto di ferri da maglia, raccontava le sue disavventure col marito e col figlio

in cui potremo apprezzarlo anche in veste di regista e la messa a punto

successo" e ripetere gli errori è

Gigi, intercalando con le famose frasi "Stai attento che come t'ho fatto ti disfo!..." e

di una commedia all’italiana, sulla falsa riga de “Il vizietto”, scritta da

probabilmente la garanzia per

"Come t'ho dato alla luce ora te la spengo!..." Dopo anni di esibizioni nei locali come

Sandro Mayer. Andrea Roncato è un personaggio straordinariamente

imparare...cosa ne pensa?

Penso che questa domanda è troppo

cabarettisti e cantanti di pianobar (prima nel gruppo "I ragazzi della nebbia" e poi in duo

poliedrico nel lavoro: teatro, cinema, televisione. Scrive romanzi e

difficile e quindi non riesco a rispondere.

musicale, con Gigi alla chitarra e Andrea alla voce), debuttano in RAI nel 1977, con uno

poesie, a breve sarà infatti pubblicato l’ennesimo lavoro, si occupa della

Rispondo ancora se vuole, a quella di spettacolo legato alla Lotteria Italia, "Io e la befana", insieme alla coppia Raimondo

direzione artistica di numerosi locali tra i più apprezzati d’Italia...fra questi

prima. Ripensandoci è bello anche

Vianello-Sandra Mondaini. Nel 1984 partecipano anche a un programma condotto da

non possiamo non menzionare il Naomi, dove ci auguriamo persista quel

l’amore senza il sesso.

Loretta Goggi, "Hello Goggi" e poi dal 1984 "Premiatissima", show con Johnny Dorelli e

sodalizio vincente che ha caratterizzato il locale dei giovani titolari Mauro

Qual’è la domanda che non le hanno Ornella Muti. Nel 1986 Andrea raggiunge la consacrazione come showman di talento

Alberti e Gianluca Mazzieri, come una delle mete notturne più

mai fatto e a cui avrebbe sempre

grazie a "Grand Hotel", programma al quale partecipano tanti famosi artisti italiani, ma

suggestive della costa marchigiana e che ci ha dato modo di conoscere

voluto rispondere? Le lascio la libertà anche attori di fama mondiale, in qualità di ospiti d'onore. Successivamente conduce

meglio un uomo apprezzato sino ad allora solo per le sue performance

di farsela…

vari programmi televisivi, tra cui "Sabato al circo" (con Gigi e con la partecipazione di

professionali. Un uomo che ci ha non poco meravigliati per la sua

Non so, non ci ho mai pensato

Cristina D'Avena) e più tardi "Le cose buone della vita" e "20 anni". Al cinema invece

disponibilità, la sua congenita propensione al dialogo ma soprattutto, ed

Che resterà di lei?

Gigi e Andrea approdano nel 1982 grazie a Flavio Mogherini, che li lancia con "I

in particolare, per l’attaccamento alle cose semplici ed ai valori

Mah…

Camionisti", ma raggiungono la vera celebrità come attori grazie al regista Sergio

importanti della vita: ci ha parlato dell’amore nei confronti della sua

Quante bugie ha detto in questa

Martino, in film facenti parte del cosiddetto filone della "commedia all'italiana", oggi

fidanzata, della profonda passione per il lavoro, della solidità di alcuni

intervista?

Credo nessuna. A meno che non sia

diventati dei cult: “Acapulco, prima spiaggia... a sinistra", "L'allenatore nel pallone" e

importanti rapporti di amicizia come ad esempio quelli

riuscita a capire alcune domande…. "Mezzo destro mezzo sinistro". La coppia "Gigi e Andrea" vive per tanti anni un grande

straordinariamente longevi con il Senatore Mario Baldassarri e con il

Chi sono le Viagra Sister?

e meritatissimo successo, fino all'inevitabile separazione: Roncato prosegue la sua

suo storico compagno di lavoro, Gigi. Ci ha parlato infine della sua

Come chi sono! Io e la mia sorellina

carriera del cosiddetto filone della "commedia all'italiana", oggi diventati dei cult:

dimora-fattoria, in cui ospita numerosi animali fra i quali sei cani e due

perbacco! Due donne che cercano di “Acapulco, prima spiaggia... a sinistra", "L'allenatore nel pallone" e "Mezzo destro

cavalli, e della sua filosofia di vita molto distante da quel vivere mondano

ironizzare su loro stesse, sul mondo che mezzo sinistro". La coppia "Gigi e Andrea" vive per tanti anni un grande e meritatissimo

che tutti noi pensiamo, erroneamente, appartenga alle persone che

le circonda, ma soprattutto sugli uomini. successo, fino all'inevitabile separazione: Roncato prosegue la sua carriera artistica da

lavorano nel mondo dello spettacolo.

116 www.donnaimpresa.com

IL VENERDI

IL SABATO

PORTO SAN GIORGIO

EXZ

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DISCOTECA EXTRAZEN

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extra

QUESTA È DANNY DE GODOY

dell’ariete, frutto di un mix di razze, Italo-

Espaniche da parte materna e Afro-Indigene da

parte del padre. Cantare, ballare e animare fanno

parte della sua cultura, la libertà di espressione

durante i famosi “CARNAVAIS” fanno in Brasile di

ogni singola persona un artista! Dopo un corso da

indossatrice e portamento, che dapprima la

faranno calcare svariate passerelle come modella

ed indossatrice, decide poi di venire in Italia a

svolgere la professione di traduttrice di importanti

firme italiane, questo lavoro oltre che lasciarle una

grande esperienza le dà la possibilità di fare

importanti incontri legati al circuito dello

spettacolo. Nasce così, naturalmente grazie al

Nata a San Paolo de Brasil, sotto il segno

nella foto da sinistra: Chicco e Danny all’Extrazen di Porto San Giorgio

QUESTO È CHICCO

QUANDO SI DICE LA PERSONA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO!!!

E’ nato tutto quasi per gioco o forse, sarebbe meglio dire, per una combinazioni di eventi: passione sfrenata per la musica (Rap, Funky,

un pizzico di fortuna e tanta voglia di fare…Nel mondo del clubbing viene catapultata un voce nuova di cui sentiremo parlare: CHICCO

VOICES

altri e con chi lavora nelle console. Lui ama il suo lavoro ma soprattutto ama ancora di più riuscire a trasmettere al suo pubblico quella

voglia di divertimento che è lo spirito guida del suo LIFE STYLE. CHICCO oggi possiamo incontrarlo nei Best Club di tutta Italia, come il

Sali e Tabacchi di Reggio Emilia, il Toqueville di Milano (dove è di scena il mercoledì), il Banus, il Milionaire, il Club21 di Torino

(periodicamente presente nei week-end di ogni mese nella stagione invernale) il Sesto Senso

Papeete Villa Papeete

mia presenza all’ Extrazen di Porto San Giorgio. Tanto per farsi un’ idea del suo talento, CHICCO ha lavorato nel mitico “ Folies de

Pigalle” di Parigi e come se non bastasse ha ritirato il prestigioso riconoscimento riferito agli operatori del mondo della notte “

AWARD 2005” come miglior vocalist! CHICCO incontra settimanalmente un pubblico che ammonta complessivamente a quasi 10 mila

persone. Numeri che lo rendono, gioco-forza, un personaggio dalla grande visibilità.

I suoi contatti

118 www.donnaimpresa.com

suo talento, una straordinaria carriera divisa tra il “cantare” e il fare la “vocalist” nei piu’ importanti locali d’Italia.

Visto il successo ottenuto grazie al singolo “ O Paradiso do Mundo” cantato da Ana Flora (VIRGIN RECORDS) nell’estate del 2002 i

Costarika, formati da Ricki Muratori e Luca Costa, scelgono Danny come nuovo volto e voce del gruppo e partono in tournè, andando sui

palchi piu’ importanti d’ Italia con il singolo “Viva a Vida” (VIRGIN RECORDS) affiancando il Tour dei Pirati di Radio Rds. Nel 2004 subito a

seguire il terzo disco: “To be do” (SONY MUSIC) estate 2004, affiancando cantanti del calibro di Mario Venuti e Neffa.

Oltre ai suoi progetti discografici, affiancando importanti djs come vocalist, dà vita a due vite parallele: Danny di fatto è dotata di un

carattere solare e molto socievole, il suo sex appeal è delicatissimo ed un gradevole savoire fare ne semplificano in particolare l’approccio

alle relazioni interpersonali, diventando un vero punto di forza per i locali dove si esibisce. I locali che l’hanno ospitata sono fra i più

importanti d’Italia, fra questi ricordiamo: il Sopravento (Porto Cervo), il Beach cafè (Riccione), il Jolly (Nova Feltria), il Prince (Riccione),

Villa delle Rose (Riccione), Nafta (San Benedetto del Tronto), E’eau Club (San Benedetto del Tronto), il Verbena (P. d’Ascoli), l’ History

(Napoli), il Gattopardo (Alba Adriatica), il Gatto Blu (Civitanova Marche), il MuchMore (Matelica), l’ Americo Village (P. d’Ascoli), il 45.com

(P. d’Ascoli), La Terrazza (San Benedetto del Tronto), l’ Hawaii (Alba Adriatica), Tuculca e Marilin (Alba Adriatica), il GretaGarbo (L’Aquila),

il Komedia (Ancona), il BB Disco Dinner (Grottammare), Rio Bo (Gallipoli), La Vispa Teresa (Arezzo), il Le Gall (Porto San Giorgio), il

Delfino (Milano Marittima) ed all’ Extrazen di Porto S. Giorgio nel quale si è esibita in questa stagione 2007/2008.

contatti: demis@blacklily.eu

www.myspace.com/dannydegodoy

Blues, House, Pop), interesse per i club che fanno moda, stilemi vita, il tutto condito con un mix d’intraprendenza, senso di protagonismo,

. CHICCO si rispecchia molto nella figura che ricopre durante le serate. Per lui è naturale essere spontanei e comunicativi con gli

(il Club più esclusivo del Lago di Garda) e

come ogni estate al e di Milano Marittima (oggi le icone principe del divertimento) per citarne alcuni….non ultima la

BABALOO

: www.chiccovoice.it www.myspace.com/chiccovoice www.nightstar.it

extra

jack & chicco

www.captainjack.it

nella foto da sinistra: Jack e Chicco alla discoteca Extrazen di Porto San Giorgio

un ringraziamento speciale per le foto a Roberto di Riviera Cool www.rivieracool.it


extra

QUESTO È AUGUSTO NOVECENTO

Augusto Marcattili in arte “Augusto 900 the voice” nasce realmete per gioco....un gioco

iniziato alcuni anni fa quando per volontà di alcuni amici gestori di discoteche inziò a parlare

al microfono. Da lì la passsione per la musica e lo stretto contatto con amici dj hanno fatto

tutto il resto...hanno fatto nascere in lui un grande desiderio di continuare questa attività di

vocalist che in inverno lo vede coinvolto nei luoghi “SACRI” del divertimento tra i quali il suo

storico locale il “Caffè 900” di Porto San Giorgio da cui prende il nome d’arte. Tantissimi i

locali in cui è protagonista, sia in ambito regionale che locale...bellissima ad esempio la

collaborazione con il “dejavu” nel quale l’abbiamo visto esibirsi in questa stagione invernale.

Il suo successo è da attribuirsi ad una serie di fattori importantissimi: primi fra tutti la sua voce “carica” ed il suo straordinario carisma.

Noi l’abbiamo incontrato e gli abbiamo chiesto di parlarci di quella che oggi è diventata una delle sue più grandi passioni... “ Questo lavoro

ha una grande parte artistica ed ogni vocalist esprime se stesso e trasmette una grande energia percettibile da chi ascolta. Senza dubbio però il

capitano della consolle deve restare il dj e regina incontrastata la musica, la voce del vocalist che sale sopra le note deve essere un valore aggiunto

a ciò che si ascolta ma non deve mai essere la protagonista; il vocalist deve esaltare la musica e arricchire l' anima di chi ascolta e di chi

balla...deve entusiasmare, deve valorizzare i frequentatori delle discoteche, perchè... diciamolo francamente e sinceramente, se non ci fossero i veri

frequentatori delle disco non avrebbe ragione di esistere il dj e tanto meno il vocalist. Secondo me un buon vocalist deve innanzi tutto avere una

bella voce che esalti, deve saper cantare ma non deve assolutamente sostituirsi alla voce orignale della

canzone, se non per un ritornello da far cantare anche al pubblico che balla, che ascolta, e che si diverte

ad essere coinvolto. A volte bisogna essere anche ironici ma soprattutto simpatici e creare subito un filo

conduttore tra la voce e il pubblico che deve essere il tuo primo sostenitore ed il principale alleato affinchè

vi sia la riuscita di una bella serata. Bisogna creare complicità con chi ascolta e balla, bisogna creare

amicizia...non bisogna assolutamente atteggiarsi...mai creare distacco tra la consolle e il pubblico, cercare

invece un'armonia fatta di luci, suoni, voce e “tanto cuore” restando però sempre dei professionisti al

sevizio della musica. E’ bene non prendersi troppo sul serio e lasciarsi trascinare dal piacere di fare un

bellissimo lavoro che ci dà soddisfazione e ci fa conoscere tantissima bella gente. Aggiungo a tutto questo

un’altra funzione che un buon vocalist deve svolgere...ovvero quella di promuovere “il rispetto” per se

stessi e per gli altri attraverso comportamenti responsabili...ricordando con metafore o dicendolo

direttamente, magari mentre va la meraviglia dell'estate "ris upe" che non bisogna esagerare con l' alcool,

che non bisogna correre in macchina e soprattutto che abbiamo una vita meravigliosa da vivere e ci si puo'

divertire senza additivi di nessun genere...ricordare insomma a tutti, giovani e meno giovani, che la

cocaina è la peste bianca del nostro secolo. Augusto, le faccio i miei personali complimenti per la

disponibilità e la serenità con la quale ci ha accolti, ma soprattutto per questo suo appello alla

“responsabilità” che

troviamo sia

adeguato in un

momento difficile

come quello in cui

stiamo vivendo, in

cui è facile perdere

l’identità a volte

anche a scapito del

bene più prezioso

che abbiamo: la

vita. Se le chiedessi

una dedica per i

nostri lettori e

lettrici? Non

potrebbe che essere

“buona vita a tutti”.

QUESTA È LORETTA GRACE

Nigeriana d'origine, nata e vissuta in Italia, Loretta Grace, 20 anni, si preannuncia essere un grande talento della musica Soul/R&B su territorio

italiano e non solo. Già nel mirino di molte case discografiche per le sue doti di cantante ma anche ballerina, vanta già numerose collaborazioni

come il nuovo talento Alessio Beltrami il dj Joey , il suo stesso Manager, Demis la coreografa Alberta Allegrezza (Rai) con il progetto Nu-Woman

Nu-Soul, e molti altri.

Radio Skyline (Radio di solo soul) da quest’anno l’ha voluta come artista per tutte le date ufficiali della stessa radio.

E’ travolgente l’energia che porta con i suoi live anche in una situazione club, apprezzata e già richiesta dai più importanti locali nazionali.

Il suo talento non si ferma ad interpretare egregiamente brani di famosi artisti nu-soul e rhythm and, blues, Loretta è autrice dei suoi testi e della sua

musica, è in fase di registrazione e lavorazione il suo album di esordio, che vede oltre che importanti collaborazioni la presenza come produttore

artistico di Luca Dimoon (candidato migliore artista mondiale r&b a mtv Giappone), con uno stile che racchiude oltre alle sue indescrivibili doti, una

tecnica innata e perfezionata in anni di studio al conservatorio Pergolesi di Ancona ed un eccellente livello culturale musicale. I Locali più

importanti:Mamamia (Senigallia), Lascensore (Ancona), Kiro Kiro (Portorecanati), Komedia (Castelfidardo), Miu Miu (Marotta), La Lampara

(Trani), Saponeria (Roma), G - Lounge (Milano), Pestifero (Rimini), Marni Club (Pescara)

Eventi: Miss Over 2006 (Pesaro), Concerto Fabri Fibra 2006, Compleanno Radio SkyLine 2006 (Numana), Theleton Rai 2006 (Roma)

QUESTO È MICHELE CASAGRANDE

in arte MIKE the official voice

of INAYA CLUB

extra

NELLA FOTO DA SINISTRA: JACK E MIKE AD UN PARTY

EXCLUSIVO ALL’EXTRAZEN DI PORTO SAN GIORGIO

Nasce a San Benedetto del Tronto in provincia di Ascoli Piceno nelle Marche il 20 aprile del 1977. Nel 1995

ha inizio la sua carriera da DJ a livello amatoriale. Tra il 1996 e 1998 collabora nei locali piu importanti del

centro Italia quali AQUA DISCO VILLAGE (AN), VANILLA (EX ATLANTIDE) di San Benedetto del Tronto

(AP), CELLOPHANE e ECU (RIMINI), affiancando dj di fama nazionale come Claudio Di Rocco, Joe

T.Vannelli ecc. Tra il 1999 e il 2000 diventa stretto collaboratore dello staff del direttore artistico Giovanni

Perna e lavora negli anni successivi come resident al PARCO DEI CIGNI (PE), FIXX HOUSE CLUB (PE), e

DIVA (EX ATLANTIDE -AP-) partecipando anche al prestigioso PARTY ON THE WOOD che ha raggiunto

20.000 presenze, LA MIMOSA di Grottammare, TUCULCA (TE) ecc.ecc... E' in questi anni che

CONQUISTA IMMEDIATAMENTE la curiosita di COLLABORATORI E PUBBLICO per la sua scelta

musicale e nel 2001 RAGGIUNGE I SUOI MASSIMI LIVELLI su scala NAZIONALE partecipando al SILB.

Negli anni successivi continua la sua escalation verso il successo fino a quando nel 2003 diventa resident

della discoteca piu importante del centro Italia.. il PLAZA di Tortoreto Lido (TE). Qui affianca dj di fama

mondiale quali Morales, Vega, Knuckles e molti altri fino ad arrivare al 2004 anno un cui instaura una stretta

collaborazione con la discoteca COCORICO' di Riccione dove diventa Resident ogni primo sabato del

mese! Nel 2005 collabora con le 2 radio piu importanti del centro italia, Radio Domani e Radio Ketchup, e in

seguito inizia la sua importante collaborazione con il programma radio di musica house piu importante

d'Italia, LA NOCHE ESCABROSA, che va in onda dapprima su Italia Network e oggi su Radio Deejay.

Sempre in quell'anno entra a far parte della GPM MANAGEMENT, agenzia di dj e artisti che Giovanni Perna

fonda in società con il Cocorico. Nell'anno 2006, il 16 Aprile, lavora al DIABOLIKA di Roma dove sara' in

diretta nazionale su M20... A febbraio nasce il party di consacrazione per Andrea Mattioli dove il tutto è

incentrato su un dj set che va dal primo all'ultimo disco della serata...il party si chiama "SOLD OUT" e grazie

alla sua originalita' ed energia è destinato a divenire nell'arco di pochi mesi un marchio e un party capace di

avere i suoi riscontri anche se itinerante.. il 16 settembre viene per la prima volta presentato a livello

nazionale al Cocorico' Titilla di Riccione. A luglio 2006 Andrea Mattioli insieme al suo socio di produzioni

Gabriel C si consolida produttore discografico iniziando una collaborazione con un delle etichette italiane piu

importanti a livello europeo, L'OCEAN DARK! Il suo primo progetto si intitola "Come to me" e dopo 2

settimane dall'uscita sul mercato raggiunge livelli ottimi su tutte le classifiche nazionalDi seguito nel 2007

altre produzioni quali "Some People Are Addicted" uscita sulla compilation "ELECTRO FAMILY 3", "The

Third Experience" uscita sulla compilation "MATRIX 2007", "COFFEE TIME" uscita sulla compilation

"ELECTRO FAMILY 5" e "Future Shock" uscita su "STEREO SEVEN PLUS" che in pochi giorni arriva prima

alla "TOP 50" del Discopiu di Rimini. Uscito a Gennaio su "STEREO SEVEN PLUS" il primo E.P. di Andrea

Mattioli & Gabriel C intitolato "OUT OF HEAD E.P." con 3 tracce diverse...Si prevede un nuovo grande

successo...!!!

Oggi Andrea Mattioli gode di fama nazionale e di collaborare con i club piu prestigiosi d'Italia quali:

Cocorico' (RN), Plaza(TE), Kursaal(UD), Wish(RN), Centrale del Latte(CR), Prince After Hour(RN),

The

Club(FG), Pacha,Movida,Bier Garten(PA), Angel of Love(NA), Alcatraz(MI), Matrix(BS),

La

Canniccia(LU), Privilege(TO), Le Scuderie, Dna(MO), Deluxe(LC), Spirity(MO), Master(AL), Justin(PV),

Metropolitan(CASTEGGIO), Club 12/14(MI), Charlie(CA), Magic Fly(BN), La Capannina(SV) e tanti altri.

MICHELE CASAGRANDE IN ARTE: MIKE, THE VOICE OF THE NIGHT.

APPENA VENTUNENNE, È QUEL “TIPO” PER IL QUALE LE RAGAZZE

IMPAZZISCONO: LOOK RICERCATO, VISO AGGRAZIATO DAGLI OCCHI

FURBISSIMI E DAL SORRISO ACCATTIVANTE, GRANDE SIMPATIA E

FORTE PERSONALITÀ, MIKE HA TALENTO DA VENDERE E LE SUE

PERFORMANCE SONO SEMPRE ACCLAMATISSIME. GRINTA E SEX

APPEAL IN UN MIX CHE FA IMPAZZIRE LE NUOVE GENERAZIONI...

SEMPLICEMENTE PIACE. È BRAVO A COINVOLGERE, È ABILE A

CREARE E MANTENERE CALDA (?!) L'ATMOSFERA DEL LOCALE PER

TUTTA LA SERATA (O PER MEGLIO DIRE LA NOTTATA...). SEMPRE

ACCOMPAGNATO DALLA BELLA ROBERTA (CHE NON LO MOLLA UN

ATTIMO) E DALL’INSEPARABILE DUO: IL DJ ALESSANDRO VERITÀ ED

IL PERCUSSIONISTA WALTER PATERNESI, MIKE SI APPRESTA A

SALIRE NELLE CONSOLLE PIÙ AMBITE DOPO L’INEVITABILE

GAVETTA, COMUNE A TUTTI GLI ARTISTI, IN QUEI LOCALI CHE HANNO

CREDUTO IN LUI E NELLE SUE CAPACITÀ: IL KINGHINO, IL PUERTO

BANANA, UP & DOWN, IL DIVINA E L’INIMITABILE E MITICO EXTRAZEN

CAPITANATO DAI FRATELLI ANDREA E STEFANO NICOLAI.

“LA PAROLA D’ORDINE...”OGNI NIGHT”? LASCIARSI ANDARE AL RITMO

DELLA MUSICA ED AL SUONO SUADENTE DELLA SUA VOCE ...

PRESTO FARÀ PARLARE DI SÈ...PAROLA DI CAPITANO”....

JACK DOCET!

www.inayaclub.it

andrea

deejay


extra

andrea

deejay

“Mi sono

avvicinata

alla

consolle,

pur sapendo

che non

sarebbe

stato facile,

un ruolo che

fino a

qualche

tempo fa era

sempre stato occupato da soli

uomini”.

Si potrebbe quasi dire che

Andrea è stata una pioniera

nel campo delle donne Dj e a

sentirla suonare in discoteca

è...davvero incredibile!

L’ affascinante Dj Andrea

e DONNA di SPETTACOLO

si racconta

Una lunga carriera di attrice anche al fianco dei mostri sacri del cinema italiano,

la ricordiamo in particolare nel film “Il tassinaro” con uno straordinario Alberto

Sordi, seppure il suo curriculum vanti ruoli altrettanto prestigiosi in molte

pellicole e varietà televisivi. Ha lavorato ad esempio con Neri Parenti in

“Hercules 2” e per Bruno Mattei nel film “Belle da morire”...ed ancora

l’abbiamo vista in TV in programmi come “Tango Blu” di Bevilacqua su Rai 2

in cui era protagonista. Sempre per la Rai l’abbiamo potuta apprezzare in “Passi

d’amore”, “Un invitato molto speciale”, “Fantastico 91” ed è stata addirittura

chiamata a fare la madrina a Sanremo. Anche le reti private, ed in particolare

Canale 5, non se la sono lasciata scappare offrendole un ruolo in “Odiens” e a

“Premiatissima”. Ha fatto la modella, è stata testimonial di molte pubblicità ed

ha posato infine per molte riviste fra le più prestigiose del tessuto nazionale ed

internazionale, due fra tutte: “Playboy” e “Panorama” che le ha addirittura

concesso una copertina. È stata fotografata dai più autorevoli fotografi di moda

posando anche per svariati calendari, l’ultimo dei quali stampato di recente.

Bellissima e non solo, la camaleontica Andrea, romana d’adozione, annovera fra

le sue infinite attitudini anche una straordinaria abilità nello scrivere. Fra le sue

esperienza lavorative pertanto non poteva mancare anche una bella

collaborazione con alcune testate giornalistiche fra le quali, non possiamo

omettere di citare, “Il Tempo” e “L’estrazione del lotto”. Oggi è Dj. “Tutto è

iniziato come Pr in alcuni dei locali più famosi di Roma” ci racconta “dove la

passione irresistibile per la musica mi hanno portata ad avvicinarmi a quella

consolle che di lì a poco, è diventata lo strumento essenziale della mia nuova

sfida professionale”. Andrea non teme le difficoltà e da buon Capricorno

qual’ è, trascorre molto del suo tempo a perfezionarsi “quando faccio qualcosa

voglio farlo bene” dice “ogni scelta è stata dettata da null’altro che dalla

passione. Amo la vita notturna, adoro stare a contatto con le persone, mi piace in

particolare interagire con gli altri e farli sentire bene. Per riuscirci, quando sono

al cospetto di una platea, mi affido esclusivamente all’intuito...vedo la gente che

ho di fronte, l’atmosfera che c’è e scelgo i dischi in base a certe emozioni che

percepisco...”

“Anche nel battito di ali di farfalla c’è musica.

Basta saperla ascoltare”

MUSICULTURA

www.musilcultura.it_musicultura@musicultura.it

LA SODDISFAZIONE DI CESANELLI

Il direttore artistico Piero Cesanelli (nella

foto), al tavolo della giuria tecnica, si è

dichiarato molto soddisfatto delle idee

musicali in concorso: “Ero sicuro della grande

eterogeneità della proposta artistica. Le

piacevoli sorprese di questo primo giro sono

state le performance notevoli degli artisti che

hanno fatto della canzone una

rappresentazione teatrale, di quelli che hanno

riproposto le leggende trobadoriche e di altri

che hanno attinto in modo originale al

dialetto”. Segno importante poi, il grande

successo di pubblico che gli spettacoli finora

presentati hanno registrato “Con un pubblico

attento e numeroso – ha continuato Cesanelli

- l’Italia che canta sta sfilando con tutti i suoi

gioielli ed entra anche nelle case per merito

di Graduus, la libera tv creativa che diffonde

ogni sera le sue dirette”.

AUDIZIONI VISTE DA TUTTO IL MONDO

Ha avuto un esito più che positivo, infatti,

anche l’altra scommessa di Musicultura: la

diretta web delle esibizioni. Novità per le

Audizioni Live, ma esperimento già riuscito al

Musicultura Tour, la diretta web, a cura della

redazione digitale di Graduus, ha portato i

volti ed i suoni degli artisti audizionati in tutto il

mondo. Il successo della trasmissione via

internet cresce di giorno in giorno, facendo

registrare un incremento continuo di contatti.

Una media di 1.000 spettatori a serata si

collegano ai siti www.musicultura.it e

www.graduus.it per godere dello spettacolo di

Musicultura. Sono di questi giorni i dati che

registrano numerosi collegamenti anche

oltreoceano. Le prime cinque giornate sono

state seguite, oltre che dall’Europa (in

particolare Francia, Germania, Olanda,

Spagna), anche da Stati Uniti, Russia,

Giappone, Peru, Malesia, Costa d’Avorio,

Nicaragua, India, Vietnam, Nuova Zelanda,

Canada, e tanti altri… Al termine delle

Audizioni live, saranno in 16 a proseguire la

gara. Solo 8 saranno i vincitori che

affiancheranno i grandi della musica italiana e

internazionale all’Arena Sferisterio di

Macerata nel corso delle tre serate finali. Il

vincitore si aggiudicherà il Premio “Ubi -

Banca Popolare di Ancona” di 20.000,00

euro. Info tel. 071/7574320.


Professione: cantautore

inossidabile

C’è solo una spiegazione: le acque del torrente Limentra che scorre in quel di Pavana hanno virtù apparentabili a quelle

dei più gettonati fiumi sacri. E il tuffo che babbo Ferruccio vi fece fare al piccolo Francesco deve averlo trasformato in

una specie di Achille senza nemmeno il tallone.

Dio benedica sempre la benemerita istituzione dell’Amico che sa le Cose, figura invisa a tutte le mamme premurose e pseudolibertarie del

mondo come la mia, le quali sostengono che i figli sono del summentovato orbe terraqueo. Si, i figli degli altri: “Il mio bambino no, lui è un’anima

innocente!” E allora c’è l’Amico che sa le Cose, il quale pazientemente ti spiega che i bambini non li porta esattamente la cicogna: altro volatile

provvede a soddisfare il desiderio di maternità. Nel mio caso l’Amico in questione si chiamava Lucio e di cose ne sapeva pure troppe, non solo

in tema di riproduttività ma anche nel settore Suoni, Canti e Balli. Fu proprio lui, sui sedili in fondo ad un pullman da gita nell’ormai sideralmente

lontano 1976, a spostare di diverse miglia in avanti il mio orizzonte musicale. Accadde che mentre suonavo roba tipo Sanremo, Lucio mi fa:”

Conosci Guccini?” E io da perfetto

idiotello supponente, con

l’aggravante di essere il primo della

classe dico: “Chi? Puccini?” Lui

nemmeno risponde e attacca La

Locomotiva, quel martellante

passaggio re/re di quarta, mi aprì,

in pochi decimi di secondo, le

Porte della Percezione; le stesse

Porte che anni prima si erano

aperte per Jim Morrison grazie al

libello di Aldous Huxley The Doors

of Perception, da cui il nome della

band che Jim mise insieme da li a

poco. In nove minuti scarsi, tanto

dura La Locomotiva, capii tante di

quelle cose su come deve essere

una canzone, da intraprendere

subito un percorso formativo e

informativo su colui che avevo

ingenuamente confuso con il

Maestro di Lucca. Il primo passo fu

l’allora appena pubblicato Via

Paolo Fabbri 43, album che deve il

titolo all’indirizzo bolognese di

Francesco Guccini e la fama

all’Avvelenata, ironica invettiva per

troppo tempo confusa con le

canzoni di rabbia e di protesta

propriamente dette. Anni dopo,

grazie alla mia attività nell’ambito

dei concerti, arriva finalmente il

giorno della conoscenza diretta

della quale conservo un ancora

lucido ricordo, benché in quel

momento tutto ero meno che

lucido; eravamo per un concerto

non mi ricordo più dove, quando

Francesco entrò nel camerino che

stavo sistemando e dopo aver

salutato urbanamente si mise alla

ricerca di qualcosa borbottando fra

i denti roba incomprensibile, ad un

nella foto: Fracesco Guccini in un momento di un concerto

certo punto prende un bicchiere lo

riempie a metà di acqua e ci spegne la cicca. Accortosi del mio sguardo meravigliato che aveva accompagnato il suo versar l’acqua nel

bicchiere mi fa: “Mo’ pensavi che la bevessi? Apri una bottiglia va’”.

Iniziò così una conoscenza che nel corso degli anni si è consolidata diventando quasi amicizia. Un rapporto antico ormai di oltre vent’anni che

sabatinofurnari

presenta

Francesco

Guccini

124 www.donnaimpresa.com

nella foto:

Sabatino

Furnari nasce

per caso

all’Aquila 45

(quasi 46) anni

or sono.

Laureato in

Giornalismo,

Critica e

Informazione

Musicale,

esperto di storia

ed estetica delle

musiche afro

americane e

gucciniano

naturale. A volte

scrive anche di

cose normali ma

non si diverte e

allora per

scacciare la noia

accetta sfide

come questa.

Vedremo.


si rinnova ogni volta (poche purtroppo) che gli impegni di lavoro mi

consentono di correre ad un suo concerto. E ogni volta è

un’esperienza nuova fatta di racconti e aneddoti che solo Guccini,

contastorie e affabulatore di razza, sa rendere unici anche se banali

nella loro essenza. Come quando ti racconta del recente concerto

tenuto a Bellinzona in Svizzera nazione della quale ha apprezzato la

civiltà avanzatissima ma non esente, come ha spiegato il Maestrone

da “sfighe vergognose”, come i ristoranti: “Dopo il concerto ci hanno

portato a mangiare in un posto tipo baita – racconta – attorno al quale

c’erano delle capre che dormivano. Quando abbiamo chiesto cosa

c’era sul menù ci hanno detto che potevamo avere solo del

minestrone con busecche ( trippa ). Ho chiesto se si potesse fare

almeno senza busecche. E poi avevano un vino ignobile”. Il rapporto

di Francesco con il vino va molto al di la del semplice gusto del bere:

il vino è stare insieme, parlare, raccontare e giù puttanate! Del resto

quando Guccini cominciava a frequentare la Bologna di notte c’erano

i whisky a go – go, dove si pagava tanto e si beveva poco e le osterie

dove si beveva tanto e si pagava poco. La scelta per uno studente

sempre in duomo ( gergale modenese per al verde ), era giocoforza

obbligata. Dicevo di Guccini contastorie, non cantastorie come

qualcuno ha autorevolmente sostenuto, un affascinante parlatore che

ti appassiona anche quando ti racconta i fatti suoi; nelle

canzoni come nei libri. Un esempio per tutti? Incontro,

storia di un amore finito con tale Betty, ufficialmente nei

racconti di Francesco “perché lei non aveva tette”, ma

forse le cose non stavano proprio così. Comunque la

canzone narra un fatto personale dell’autore, un fatto

chesecapitaate,elovaiadireaduntuoamicoilmeno

che ti possa capitare è un: “ E chi se ne frega non ce lo

metti?” Guccini no: lui ci fa una canzone che va in giro

ormai da 35 anni, naturalmente insieme ad altre,

attraversando generazioni che nei concerti trovi

schierate invariabilmente per ordine di età: partendo con

i più giovani sotto al palco e via andare, fino ai coetanei

del Vate di Pavana seduti comodamente in tribuna,

mentre lui ad un’età nella quale di solito si cura l’orto e si

spupazzano i nipotini, ha ancora la voglia di confrontarsi

con il pubblico nel corso di lunghi concerti fatti di

canzoni e parole, di silenzi e di battute fulminanti con le

quali il Guccini, si di sinistra ma intellettualmente onesto,

non risparmia nessun partito di nessun colore.

Una generazione sulla locomotiva lanciata a

bomba contro l’ingiustizia. Un maestro di

pensiero e di vita dal quale, all’occorrenza,

dissentire senza essere considerati

imbecilli. O peggio essere tacciati di non

aver capito niente.

E’ sintomatico come la mia generazione, quella targata

1960-64, che negli anni settanta considerava vecchio e

superato chiunque avesse più di trenta primavere,

avesse eletto a maestro di pensiero e solido punto di

riferimento l’ultratrentenne Guccini. Di Francesco Guccini

ti potevi fidare: lui politicamente definito ma non

politicizzato, tanto da sottolineare l’innocenza dell’eskimo

che indossava per ridotte possibilità economiche e non

per altro. Quando Francesco diede alle stampe

discografiche la Locomotiva di anni ne aveva 32, e

quando vide la luce Via Paolo Fabbri 43, il Maestrone

andava allegramente per i 36. Il pianeta Guccini terra

promessa intorno alla quale orbitare e, sulla quale,

spesso e volentieri atterrare, è ancora oggi al centro dei

gusti culturali di una significativa fetta di ultraquarantenni.

La mia in fondo è una generazione di confine, una

generazione che nel ’68 era troppo piccola per capire

quello che stava succedendo (salvo poi scoprire che non

stava succedendo nulla). Una generazione che negli

anni ’70 ha cercato di affrancarsi dai modelli pseudo

culturali dei cattivi maestri del ’68 venuti su a colpi di 6

politico, che pretendevano di insegnarci la vita. Il mio

quasi coetaneo Luciano Ligabue ebbe felicemente a

dire: “Negli anni ’70 la politicizzazione del tutto era

talmente esasperata che se, ad esempio, spostavi un

bicchiere senza un motivo politico eri considerato una

merda”. Quegli stessi modelli pseudo culturali con

annessi cattivi maestri protagonisti di una pagliacciata

come il cosiddetto Processo ai Cantautori, processo che

vide coinvolti, in tempi e luoghi diversi, Antonello Venditti,

Fancesco De Gregori e lo stesso Guccini, il quale venne

messo sulla graticola per aver chiesto 300.000 lire di

rimborso per suonare ad una festa dell’Unità. E’

interessante notare che gli integralisti di allora i quali

pretendevano concerti gratuiti, sono oggi in massima

parte dirigenti di partito o ricoprono cariche

amministrative per le quali percepiscono somme

iperboliche; e vagli a dire qualcosa che vedi come si

incazzano. Comunque Guccini ci ha permesso di

sopravvivere alla decadenza culturale degli anni ’80 e

alla, per molti culturalmente letale, proliferazione

epidemico-televisiva dei novanta, tornando utilissimo

nelle lunghe veglie universitarie durante i giorni della

Pantera, fino a ritrovarci all’alba del terzo millennio, un

po’ invecchiati, faticosamente mamme e papà impegnati

a tenere i figli con la testa fuori dal mondo di plastica, e

magari a portarli con noi sulla locomotiva “Lanciata a

bomba contro l’ingiustizia”.

Una canzone per l’altra metà del cielo

Anche se in maniera necessariamente ristretta non poteva mancare

uno sguardo alle canzoni che Francesco Guccini ha dedicato

all’universo femminile; i titoli sarebbero tanti: da Incontro a Vorrei, da

Scirocco a Quattro Stracci, la scelta non è facile, comunque per

rendere un’idea dell’alta considerazione che il Vate di Pavana ha

delle donne e del loro mondo ho scelto Le Ragazze della Notte, tratto

dall’album Quello che Non……. Un affresco delicato e struggente nel

quale Guccini tratteggia le ragazze incontrate durante lo scorrere

della notte: “Non si tratta di prostitute – ha spiegato il Maestrone –

come qualcuno ha voluto pensare. Parlo di quelle ragazze che vivono

la notte nei locali; per stare insieme, magari per divertirsi e che

cercano in fondo alla notte qualcosa che non trovano, ma forse il

trovare sta nella ricerca stessa di un qualcosa di indefinito e

irraggiungibile”. La canzone procede, come spesso capita a Guccini,

per immagini e assonanze allegoriche, come nella sestina inizale:

Che cosa cercano le ragazze della notte, trucco e toilettes che si

spampanano piano come il ghiaccio va in acqua dentro al tumbler

squagliandosi col caldo della mano, e frugano con gli occhi per

vedere un viso o un' ombra nell' oscurità o per trovare qualcuno a cui

ripetere le frasi solite di quell' umanità... Un’umanità d’arte varia:

avventurieri falliti, baristi preteschi, uomini di dubbia moralità, pianisti

da quattro note appresso ai quali: si mettono a cantare un po’ stonate

quando qualcuno va a picchiare un piano… Ragazze che al mattino

fuggono complice un tassì, ragazze che Francesco Guccini vede

simili e se nella continua ricerca di vita in fondo alla notte viaggiando

magari su un treno parallelo al suo e quindi incontri impossibili, ma a

volte sentirsi vicini conta più che toccarsi.

Sullo sfondo una panoramica delle

migliaia di ragazzi accorsi al concerto di

Guccini, evento - come sottolineato

dall’assessore alla cultura di San

Benedetto del Tronto, Margherita Sorge -

di grandissimo spessore musicale e

culturale che siamo orgogliosi di aver

presentato in esclusiva regionale.

PORTAVO ALLORA UN ESKIMO INNOCENTE

FRANCESCO GUCCINI

SI RACCONTA A

MASSIMO COTTO

CON UNA NOTA DI

LUCIANO LIGABUE

Guccini nell’ I-Pod, in

biblioteca e in video

Scegliere le canzoni di Guccini da

portarsi appresso non è facile

soprattutto per il digiuno di cose

gucciniane. Quello che segue è

solo un tentativo, molto personale,

di fornire ai neofiti qualche dritta

iniziale, poi la strada ve la fate da

soli. Solo un assunto ritengo

assolutamente incontrovertibile e

ve lo passo con indicibile

soddisfazione essendo una mia

personale frase celebre secondo la

quale chi ama la musica, almeno

una volta nella vita, deve andare ad

un concerto di Guccini. Consiglio

di scaricare nel vostri I-Pod tutto il

disco “Fra la via Emilia e il West”,

nonché i singoli brani: “Cirano”,

“Non bisognerebbe”, “Ho ancora

la forza”, “La Genesi”, “Il bello”,

“Signora Bovary”, “Scirocco”,

“Antenor”, “Gli amici”,

“L’ubriaco”, “Al Trist”, “Quello che

non…” , “Le ragazze della notte”,

“Tango per due”, “Acque”,

“Samantha”, “Farewell”, “Nostra

Signora dell’Ipocrisia”, “Lettera”,

“Vorrei”, “Stelle”, “ I Fichi”,

“Stagioni”, “Culodritto”, “Don

Chisciotte”, “E un Giorno”. Per

quello che riguarda i romanzi

indispensabile invece la trilogia

Pavana – Modena – Bologna,

costituita da Croniche Epafaniche,

“Vacca d’un Cane” editi per

Feltrinelli, “Cittanova Blues”

(Mondadori). Se poi vi piace il giallo

sono da leggere i romanzi scritti a

quattro mani con Loriano

Macchiavelli padre del genere noir

all’italiana: “Macaronì”, “Romanzo

di Santi e Delinquenti”, “Un disco

dei Platters”, “Romanzo di un

Maresciallo e una Regina”, “Questo

sangue che impasta la terra”, “Lo

Spirito e altri briganti”, romanzi

questi editi tutti per i tipi di

Mondadori. Per Approfondire la

conoscenza di Guccini,

personaggio e persona, c’è solo un

libro: “Portavo allora un eskimo

innocente”, seconda

conversazione con il giornalista

Massimo Cotto edito da Giunti. Sul

versante dvd assolutamente

impedibili l’antologia “Parole e

Canzoni”, edita da Einaudi, e il

doppio cd-dvd Anfiteatro Live. Tutti

i dischi del “Maestrone” sono editi

dalla EMI.


new

generation

hip hop

iloveyou

stylo aka

LUCA VERDINELLI, classe 1987, in arte Stylo Aka Space si appassiona alla cultura hip-hop sin dall’infanzia. Il suo

primo CD (Biography) è un’introspezione ai problemi giovanili, le rime sono semplici, arrivano dove vogliono, senza

troppi giri di parole, colpiscono il bersaglio e centrano l’avversario. Un ragazzo con un particolare talento per il

freestyle, ha partecipato a tanti contest in giro per l’Italia. I più importanti sono stati quelli del “tecniche perfette” dove

Stylo è sempre arrivato sul podio. Si può definire un vero maestro di cerimonia con grandi doti di intrattenitore. Il video

tratto dal suo singolo “usurpatori” si può vedere anche su youtube.com scrivendo “stylo aka space usurpatori”. Stylo è

autore e interprete delle sue canzoni che fa ascoltare live nelle varie serate, ad esempio a Montegranaro presso il

Campo dei Tigli; ad Altidona, insieme a Lighea e Kontrasto; a Cesena; all’Altomondo Studio di Rimini; a Spoleto etc

etc… Nell’avventura lo segue sin dall’inizio l’amico d’infanzia GIUSEPPE LUCARELLI, classe 1988, in arte South

Face, il quale condividendo la passione per l’hip-hop diventa la seconda voce nonchè primo collaboratore per il CD

prossimamente in uscita. Al duo,Stylo e South Face si affiancano Andrea Mercuri, in arte Andrik e Jounes in arte J.X.

Per contatti www.stylo.135.it

BYROBY B.

new

generation

musiclive

IL TERMINE HEAVY METAL, CORRISPONDENTE ALL'ITALIANO METALLO PESANTE, assume un significato figurato particolare e

lievemente differente rispetto al concetto etimologico; difatti, come è possibile notare nelle riviste di settore automobilistico, spesso ci si

riferisce ad esso come all'insieme delle parti di un motore di auto o moto; anche per questo spesso il termine è gergalmente (talvolta in

modo spregiativo) riferito a generiche fragorose parti di ferro, o acciaio, in movimento, come noi ad esempio diremmo ferraglia. Il

significato figurato è (dai dizionari) tradotto con materiale duro ad indicare il carattere di una persona, come diremmo noi un duro tutto

d'un pezzo. Oggigiorno il termine è comunemente riferito principalmente al genere musicale molto fragoroso e duro, quasi a voler

riassumere le due interpretazioni. L'uso di quest'espressione in riferimento a un genere musicale è incerta e pare che risalga alla stampa

statunitense della fine degli anni settanta. Una possibile ispirazione potrebbe essere derivata dalla canzone Born to Be Wild degli

Steppenwolf, pubblicata nell'omonimo album del 1968 Steppenwolf e inclusa nella colonna sonora del film Easy Rider. In questo brano

compare la frase "heavy metal thunder" ("tuono sferragliante") con riferimento al rombo della ferraglia delle moto bicilindriche usate dai

riders, le mitiche Harley Davidson.

« I LIKE SMOKE AND LIGHTNING HEAVY METAL THUNDER RACIN' WITH THE WIND »...« MI

PIACCIONO IL FUMO E IL LAMPO IL TUONO DI FERRAGLIA GAREGGIARE CON IL VENTO »

Si può ritenere che la nascita del rock sia

proprio da associarsi all'introduzione

massiccia di strumenti e amplificazione

elettrici, e all'opera di sperimentazione

artistica e intellettuale degli artisti che si

occuparono di esplorare le nuove

possibilità offerte da questa evoluzione

tecnologica. Il passaggio alla chitarra

elettrica, in particolare, ebbe influenza

anche sugli altri strumenti; mentre la

batteria blues era spesso costituita da

pochi elementi, quella rock tende a

essere più ricca e dotata di componenti

più voluminosi, in grado di tenere il

passo con l'aumentata potenza della

chitarra; al tempo stesso, i batteristi

iniziano ad utilizzare tecniche che

pongono maggiore enfasi

sull'aggressività e incisività dei suoni e

dei ritmi. Persino i cantanti rock,

affidandosi all'amplificazione, riescono

ad esplorare nuove frontiere sonore, dal

sussurro alla distorsione artificiale della

voce, diventando spesso più stilizzati e

drammatici dei loro predecessori blues.

La musica heavy metal appare

concettualmente alla fine di questo

percorso di potenziamento tecnico e

>

>

tecnologico del suono. Le sue origini si

devono sicuramente cercare nel Regno

Unito (forse nei dintorni di Birmingham)

verso la fine degli anni sessanta, quando

gruppi come i Led Zeppelin e i Black

Sabbath trasformarono il blues in una

forma di rock molto "duro". In genere

questi gruppi vengono definiti "hard

rock" sebbene alcuni critici utilizzino

questa espressione per altri gruppi, meno

rivoluzionari e considerati più

commerciali (ad esempio i The Who), e

classifichino già queste storiche band

degli anni sessanta/settanta come heavy

metal (in particolare i Black Sabbath).

Questi gruppi erano certamente

influenzati anche dal rock psichedelico e

da artisti come Jimi Hendrix, pioniere e

grande sperimentatore, padre della

chitarra elettrica moderna così come

essa viene concepita nel rock in genere.

Altre influenze comprendono i primi

rocker britannici come The Who e The

Kinks, che spianarono la strada al futuro

stile "metal", grazie all'introduzione dei

power chords e di percussioni più

aggressive ( Keith Moon è annoverato da

molti come uno dei padrini della batteria

the book

of heavy

metal

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hard rock ed heavy metal). Altro gruppo

considerato fondamentale per

l'evoluzione del genere è quello dei

Cream, che lanciarono il power trio, un

modello di formazione della band che

ebbe in seguito molti emuli nell'hard

rock e nell'heavy metal.

La prima canzone chiaramente

identificabile come pre-prototipo

dell'heavy metal è You Really Got Me

dei The Kinks, pubblicata nel 1965. Il

brano era chiaramente segno dei tempi:

già alla fine del 1968 le sonorità di tutta

la scena rock si erano "indurite" rispetto

alla prima metà del decennio. Diversi

brani di quell'anno, per molti versi

cruciale, vengono etichettati dai critici

come "il primo vero pezzo heavy metal";

fra gli esempi si possono citare

Summertime Blues di Eddie Cochran

riproposto come cover dai Blue Cheer,

Helter Skelter dei Beatles, o la

reinterpretazione, da parte dei Love

Sculpture di Dave Edmunds, della

Danza delle spade di Aram Khačaturjan;

come album, si possono citare Truth di

Jeff Beck e, solo l'anno dopo, il primo

album dei Led Zeppelin.

129


new

generation

sport

RAGAZZE CHE SANNO

VINCERE

Oro, argento, rame, bronzo. Comunque preziose.

Trionfano nello sci, nel volley, nella scherma. incarnano le qualità e la

cultura di un Paese straordinario. Il nostro

. Professioniste dello sport. Sciolte, sicure, anche un po´ narcise, spesso anche ribelli. Un made in Italy

che funziona. Addio Barbie. Muscoli da prestazione, ma anche da copertina. Piercing e iPod, pratiche

della nostra epoca. Poche lacrime e pentimenti, sanno vincere anche il dolore della sconfitta, perché il

segreto per vincere è innanzi tutto quello di imparare a perdere. Giovani donne che schiacciano,

volano, nuotano, segnano, infilzano, stendono, mirano, corrono, saltano, cavalcano. E spesso salgono

al podio. La ragazza italiana nello sport è cambiata, ha maggiore consapevolezza di sé e del suo

corpo, delle sue capacità agonistiche, vuole e pretende, non si accontenta. È femminile, ma

combattiva, è bambina, ma decisa. Sa aspettare, programmare. Sa affrontare le rivali e gestire le

emozioni, la tensione non è più un problema. Poi torna a casa, ad occuparsi della sua vita di tutti i

giorni, così come fanno le altre ragazze. Scuola, ragazzo famiglia, amici. Nord, centro, sud, non è più

questione di regioni. Ogni città, paese, provincia ha la sua tradizione: il resto lo fa la mentalità e la

struttura tecnica. Ogni ragazza è diversa, ma uguale nel cercare soddisfazione. Noi intanto assistiamo

al loro sbocciare, giorno dopo giorno, in un rapido succedersi di ore.....così, come l’alternarsi delle

pagine di un libro, di un quotidiano, di una rivista che ci auguriamo, un giorno, parlerà dei loro successi.

nella foto: la giovanissima cavallerizza Sofia Giustozzi

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