Biodiesel e Olio vegetale - Archivio Rete Poli - Arsia

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Biodiesel e Olio vegetale - Archivio Rete Poli - Arsia

Le agrienergie: il contesto europeo di riferimento

Seminario:

AGRICOLTURA NO FOOD:

presentazione dei risultati di alcuni progetti di ricerca

“Il progetto S.I.En.A. – Biodiesel

e Olio Vegetale Puro”

Giovedì 29 Aprile 2010, Pisa

Gianfranco Nocentini – ARSIA, P.O. Ambiente rurale e fonti energetiche rinnovabili

Obiettivi al 2020 dell’Unione Europea con il cosiddetto “Pacchetto Clima”:

- riduzione del 20% tendenziale dei consumi energetici;

- riduzione del 20% delle emissioni di CO 2 in atmosfera;

- incremento del 20% di energia rinnovabile sul consumo finale lordo di energia.

La Direttiva 2009/28/CE assegna all’Italia il compito di raggiungere, entro il

2020, il 17% da fonti rinnovabili sui consumi finali lordi di energia e il 10% da

fonti rinnovabili sui consumi finali di carburanti.

La Direttiva definisce inoltre i criteri di sostenibilità che devono soddisfare

biocarburanti e bioliquidi per essere conteggiabili negli obiettivi nazionali e per

beneficiare di sostegni finanziari, ed in particolare:

- una soglia minima del 35% di risparmio nelle emissioni di CO 2 rispetto al

combustibile fossile sostituito. Tale soglia salirà al 50% dopo il 1° gennaio 2017

e al 60% per le nuove produzioni;

- l’esclusione, per le coltivazioni dei biocombustibili, di terreni a elevata

biodiversità e dei giacimenti naturali di carbonio (foreste primarie e zone

boschive indisturbate, aree protette, praterie ad alta biodiversità, zone umide

e ampie aree forestali, torbiere)

Le agrienergie: il contesto nazionale di riferimento

Con le Leggi Finanziarie 2006, 2007 e 2008 si riconosce all’imprenditore

agricolo che la produzione e la vendita di energia elettrica e termica ottenuta

da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche, e che la produzione e

cessione di carburanti ottenuti da produzioni vegetali provenienti dal fondo,

costituiscono attività connesse ai sensi dell’art.2135 del Codice Civile, e si

considerano produttive di reddito agrario.

Incentivazione delle agrienergie - Legge 99/2009

Impianti di potenza elettrica superiore a 1MW

(entrati in esercizio dopo il 31/12/2007)

Biomasse e biogas da prodotti agricoli, di allevamenti e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti,

ottenuti nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro ai sensi degli art. 9 e 10 del Decreto Lgs.

102/2005, oppure in filiere corte, cioè ottenuti entro un raggio di 70 km dall’impianto che li

utilizza per produrre energia elettrica

Rifiuti biodegradabili e biomasse generiche non di filiera

Impianti di potenza elettrica inferiore a 1MW

(entrati in esercizio dopo il 31/12/2007)

Biomasse e Biogas. Sono inclusi gli impianti alimentati da oli vegetali puri a condizione che siano

ottenuti da colture oleaginose coltivate nel territorio dell’Unione Europea e che siano state

incluse nel fascicolo aziendale per l’ottenimento del premio comunitario (la Circolare del MiPAAF del

31/03/2010 chiarisce le procedure per soddisfare il criterio di tracciabilità).

Sono esclusi da questo incentivo gli impianti alimentati da altri biocombustibili liquidi (ad esempio

biodiesel e bioetanolo) e da oli di provenienza extra Ue (ad esempio olio di palma)

Biocombustibili liquidi e oli vegetali di provenienza extra Ue

Coefficiente di

moltiplicazione dei

certificati verdi

1,8

1,3

Tariffa

omnicomprensiva

(euro/kWh)

0,28

0,18

Le agrienergie: il contesto regionale di riferimento

La programmazione e le normative della Regione Toscana (Legge R.T. n.

39/2005, il relativo PIER (Piano di Indirizzo Energetico Regionale), ed il

Piano Regionale di Azione Ambientale della Regione Toscana individuano come

priorità strategica per il settore energia il risparmio energetico, la

promozione delle fonti energetiche rinnovabili e la loro integrazione con il

territorio, “attraverso il potenziamento degli usi diretti, con la

realizzazione di piccoli medi impianti principalmente per la produzione di

energia termica e per la cogenerazione tramite l’uso dei biocombustibili,

dei biocarburanti, attraverso la microgenerazione e i teleriscaldamenti

nonché tramite l’innovazione tecnologica” (obiettivo 4 del PIER).

Riguardo alle superfici utilizzabili in Toscana per la produzione di

biocarburanti il PIER prevede la soglia del 15% (circa 81.000 ha) della

Superficie Agricola Utilizzata (SAU).

Inoltre a livello regionale sono previsti, nel Piano di Sviluppo Rurale della

Toscana 2007-2013, incentivi volti a favorire lo sviluppo delle agrienergie

attraverso le Misure 121, 123 e 124 (Asse 1) e le Misure 311 e 321

(Asse 3).

Progetto “Bacini

agroenergetici: : stima della potenzialità

produttiva delle agrienergie in Toscana “

Obiettivo - valutare le potenzialità del settore agro-energetico nel territorio toscano

al fine di acquisire dati e informazioni ritenute ormai indispensabili per l’attuazione

degli strumenti di finanziamento del settore e per la corretta pianificazione a

livello territoriale del settore delle agrienergie.

Attività

• stima delle potenzialità produttive “annue” di biomasse

forestali e agricole del territorio regionale

• valutazione della domanda “annua” di biomasse generata dagli impianti di

trasformazione (termici e termoelettrici) attualmente presenti in Toscana

Biodiesel e Olio Vegetale Puro

Progetto attuato con la collaborazione del CREAR - Centro Interdipartimentale

di Ricerca per le Energie Alternative e Rinnovabili dell’ Università di Firenze e

del CRIBE – Centro Interuniversitario di Ricerca in Biomasse da Energia di Pisa.

Finanziato dal programma PROBIO del MiPAAF.

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Progetto pilota per lo Sviluppo

Integrato delle Energie rinnovabili

dal settore Agroforestale:

Progetto cofinanziato dalla Fondazione

Monte dei Paschi di Siena, Regione Toscana

e soggetti attuatori

Sottoprogetto Biodiesel (2007- 2009) - € 376.000,00

Finanziato su Bando 2006 Fondazione MPS - € 250.000,00

Sottoprogetto Olio Vegetale Puro (2008-2010) - € 360.000,00

Finanziato su Bando 2007 Fondazione MPS - € 230.000,00

Partners

Sottoprogetto Biodiesel

→ Finanziatori:

Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Regione Toscana

Soggetti attuatori

→ Coordinamento: fase progettuale: ARSIA, Agenzia Regionale per lo sviluppo e

l’innovazione nel settore agricolo e forestale, fase realizzativa: Cispel

Confservizi Toscana.

→ Ricerca: Università di Pisa (CRIBE, Centro di ricerca interuniversitario in

biomasse da energia); Università di Siena (Dipartimento di Chimica);

Università di Firenze (CREAR, Centro interdipartimentale di ricerca per le

energie alternative e rinnovabili).

→ Divulgazione e comunicazione: Provincia di Siena tramite APEA, Agenzia

provinciale per l’energia e l’ambiente; Legambiente Toscana.

→ Attività agricola e produzione dei semi di girasole: 5 aziende in provincia

di Siena; Toscana Cereali, Cia Toscana, Coldiretti Toscana,

Confagricoltura.

→ Stoccaggio e conferimento materia prima: Consorzio Agrario di Siena.

→ Trasformazione:

Estrazione olio: Italcol SpA, di Castelfiorentino.

Esterificazione (ha lo scopo di ridurre densità e viscosità del biocombustibile)

e miscelazione con gasolio: Fox Petroli SpA.

→ Utilizzo: Train servizi per la mobilità; Siena Ambiente SpA.

Obiettivo

Sperimentare la fattibilità tecnica, economica e ambientale di

una filiera pilota per la produzione di biodiesel a partire da

girasoli coltivati in Provincia di Siena per il suo impiego (in miscela

del 25%) in tram per il trasporto pubblico e mezzi per la raccolta

dei rifiuti operanti nel territorio senese.

Filiera del Biodiesel

Coltivazione del girasole

150 ha Provincia diSiena

Stoccaggio dei semi

Circa 270 t

Spremitura

1. Studio degli aspetti tecnici relativi alla produzione della materia

prima con lo scopo di diminuire gli input del processo di produzione,

la cui riduzione permetterebbe una maggiore sostenibilità

ambientale ed economica della prima fase della filiera.

2. Monitoraggio della filiera: analisi tecnico-ambientali ed economiche

legate alla produzione ed utilizzo del biodiesel

3. Attività divulgative e di comunicazione

(http://sienabiodiesel.arsia.toscana.it/)

Panello proteico

Alimentazione

animale

Miscelazione con gasolio

Biodiesel

120 ton

2 Stazioni di erogazione del biodiesel

Olio

Resa 40-45%

Trans-esterificazione

4 mezzi di SienaAmbiente

5 mezzi di TRAIN - Provincia di Siena

Glicerina

Industria

chimica

Bilancio di sostenibilità:



+ 10% costi finali per i carburanti (scarto minimo tra i due carburanti nel prezzo

di acquisto, ma la minore resa energetica del biodiesel comporta un costo finale

maggiore)

la quantità di petrolio equivalente utilizzata per la produzione di un kg di biodiesel è

pari a 476 g. Considerando anche il valore energetico dei co-prodotti (panello

proteico e glicerina) il consumo di energia scende a 372 g/kg di biodiesel (il

biodiesel è pertanto un combustibile rinnovabile in misura di circa il 59% (6-7%

se in miscela del 25%)

- 20% di incombusti

- 15% di CO

+ 3% NOx

Criticità:

Limiti quantitativi ed incertezza fiscale (contingente annuale esenzione accisa)

Variazione continua dei prezzi del petrolio e delle materie prime agricole


Principali risultati: filiera pilota del biodiesel

Difficoltà nella definizione e firma di contratti di filiera tra i produttori ed

utilizzatori finali per le norme sulla libera circolazione delle merci e per il codice

degli appalti per i concessionari di servizi pubblici che richiedono l’effettuazione

di gare per l’acquisto del combustibile

Principali risultati:

filiera pilota del biodiesel

→ Realizzazione di due stazioni di erogazione del carburante

derivante dalla miscela di biodiesel/gasolio

→ Report scientifici con analisi di dati tecnici e scientifici delle

varie fasi della filiera del biodisel

→ Rapporto finale relazione conclusiva dei risultati derivanti

dalla ricerca e sperimentazione sulle caratteristiche del

prodotto e sull’impatto del suo utilizzo nel contesto

economico e ambientale

→ Attività divulgative e di comunicazione sito

WEB

del progetto http://sienabiodiesel.arsia.toscana.it/,

opuscolo divulgativo, eventi pubblici, ecc.

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Sottoprogetto olio vegetale puro

Soggetti attuatori della filiera pilota

Regione Toscana – D. G. dello Sviluppo Economico, Settore Produzioni

vegetali;

ARSIA - Agenzia Regionale per lo Sviluppo del Settore agricolo

forestale;

Provincia di Siena tramite APEA - Agenzia per l’Energia e l’Ambiente

della Provincia di Siena;

Imprese agricole singole e associate;

Organizzazioni Professionali Agricole;

Consorzio Agrario di Siena;

Toscana Cereali;

Azienda agricola “Il Trebbiolo” dell’area fiorentina, che gestisce il

frantoio realizzato nell’ambito del progetto Life VOICE;

CRIBE - Centro Interuniversitario di Ricerca in Biomasse da Energia di

Pisa;

CREAR - Centro di Ricerca per l'Energie Alternative e Rinnovabili

dell’Università di Firenze;

Dipartimento di Chimica dell’Università di Siena;

AIEL - Associazione Italiana Energie Agroforestali;

Legambiente Toscana.

Sottoprogetto olio vegetale puro

Obiettivo

Realizzare, in aziende agricole del territorio senese, filiere pilota per la

produzione di olio vegetale puro per:

l’alimentazione di piccoli generatori e/o cogeneratori, di bruciatori, da installare

presso le aziende agricole coinvolte anche nella fase produttiva e/o presso utenze

pubbliche; l’alimentazione di trattori con motori opportunamente modificati.

Individuazione di aziende agricole

nel territorio senese e fattibilità tecnica

Stoccaggio e condizionamento dei semi

Estrazione e filtraggio dell’olio vegetale

Realizzazione

impianti di colture

oleaginose primaverili

Installazione

di piccole unità di generazione

e cogenerazione, bruciatori ad olio vegetale o

conversione di trattori

Fase di sperimentazione

e monitoraggio relativa

all’utilizzo dell’olio vegetale

Per maggiori informazioni:

Gianfranco Nocentini 055 2755268

gianfranco.nocentini@arsia.toscana.it

Tiziana Mazzei 055 2755239

tiziana.mazzei@arsia.toscana.it

Grazie per l’attenzione

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