Agricoltura sociale: esperienze in Italia ed in Europa - Saverio Senni

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Agricoltura sociale: esperienze in Italia ed in Europa - Saverio Senni

Agricoltura sociale:

esperienze in Italia ed in Europa

Saverio Senni

Dip.to di economia agroforestale e dell’ambiente rurale

Università degli Studi della Tuscia

CIRAA - Università di Pisa

13 ottobre 2007


Dalla funzione sociale delle attività agricole

all’agricoltura sociale

Per funzione sociale svolta dalle attività

agricole si può far riferimento agli impatti

sociali impliciti generati dal coinvolgimento in

agricoltura di soggetti a bassa contrattualità

Per agricoltura sociale intendiamo riferirci alle

situazioni in cui i risultati di carattere sociale

sono perseguiti e previsti in modo esplicito


Ad esempio: gli “anziani” in agricoltura

• Delle 215.000 aziende agricole censite nel

Lazio nel 2000 il 36% (77.500) hanno un

conduttore con oltre 65 anni

• gli ultra sessantacinquenni rappresentano nel

Lazio il 24% degli addetti agricoli e forniscono

il 48,5% del lavoro agricolo totale

• anziani in agricoltura: da problema ad

opportunità


la funzione sociale dell’agricoltura

impresa agricolafamiglia (agricola)


l’agricoltura sociale in Italia

tra pubblico e privato

•nel settore pubblico:

carceri, ospedali, DSM, Università

•nel settore privato

imprese agricole

•nel terzo settore

cooperative sociali, ONLUS, “comunità”


Le imprese sociali in agricoltura

e l’inserimento lavorativo

• Soggetti svantaggiati e fallimento dei mercati

del lavoro

• Collocamento obbligatorio/mirato (L. 68/ 1999)

• Esclusione di fatto del settore agricolo

• Il ruolo della cooperazione sociale di tipo B


La cooperativa sociale come impresa sociale

“Organizzazione non profit impegnata nella produzione stabile

e continuativa di servizi di interesse collettivo secondo

modalità imprenditoriali”

(Cima, 2005)

•La legge 381 del 1991 sulle cooperative sociali

- cooperative sociali di tipo A:

fornitura di servizi sociosanitari ed educativi

- cooperative sociali di tipo B:

promozione dell’integrazione lavorativa di soggetti svantaggiati attraverso la

produzione di beni e servizi


La cooperazione sociale in agricoltura

(indagine ISTAT, 2003)

Le cooperative sociali in attività al 31.12.2003 sono:

3.707 coop. sociali di tipo A (+ 13,7 % rispetto al 2001)

1.979 coop. sociali di tipo B (+ 8,3 % rispetto al 2001)

249 coop. sociali di tipo misto

224 consorzi di coop. sociali


Le cooperative sociali di tipo B

“agricole”

Al 2003 ne sono state censite 471 (23,7%)

così distribuite per macroregioni

18%

31%

23%

Nord-ovest

Nord-est

Centro

Mezzogiorno

28%


Evoluzione temporale della

cooperazione sociale “agricola”

160

140

120

141

157

100

80

60

40

20

0

39

Prima del

1982

63

71

1982-1986 1987-1991 1992-1996 Dopo il

1996


Valore della produzione delle cooperative sociali di

tipo B “agricole”

(migliaia di euro)

Ricavi dalle vedite e dalle

Ripartizioni te Di fonte pubblica Di fonte privata Altr Tota

Nord-ovest 53.959 41.334 4.382 99.67

Nord-est 56.753 42.380 19.650 118.7

Centro 35.190 23.779 3.927 62.89

Mezzogiorno 11.780 3.592 2.173 17.54

ITALIA 157.682 111.085 30.132 298.8

Fonte: Istat, Rilevazione delle cooperative sociali. Anno 2003


Cooperative sociali con prevalenza di entrate da fonte pubblica

(in percentuale)

100,0

50,0

0,0

Nord-ovest Nord-est Centro Mezzogiorno ITALIA


Le tipologie di soggetti svantaggiati coinvolti

nelle coop. sociali “agricole”

Lavoratori

svantaggiati

inseriti:

7.100

3.000

2.500

2.000

1.500

1.000

500

0

Alcolisti

Detenuti ed ex dete...

Disabili fisici, psichic...

Disoccupati

Minori

Pazienti psichiatrici

Tossicodipendenti

Altro


Alcuni tratti comuni delle cooperative

sociali operanti in agricoltura

•su terra non di proprietà

•diversificazione

•metodo biologico

•labour intensive

•produzioni ad elevato valore aggiunto

•vendita diretta anche su “propri” mercati

•realtà ‘aperte’

•forte integrazione in reti locali e sovralocali


Le caratteristiche distintive dell’impresa sociale

(network europeo Emes)

1. Una produzione di beni e/o servizi in forma continuativa

2. Un elevato grado di autonomia

3. Un livello significativo di rischio economico

4. La presenza di lavoratori retribuiti

5. Avere l’obiettivo di produrre benefici a favore della comunità

6. Essere un’iniziativa collettiva, promossa da un gruppo di

cittadini

7. Avere un governo non basato sulla proprietà del capitale

8. Garantire una partecipazione allargata ai processi

decisionali

9. Prevedere una distribuzione limitata degli utili


In sintesi: la duplice flessibilità

Il profilo che emerge da questi tratti comuni a molte delle esperienze di

cooperazione sociale condotte nel nostro paese restituisce l’immagine di

realtà duttili, flessibili, capaci di adattarsi alle diverse situazioni che le

pratiche di inclusione di persone ai margini della società ed in particolare

del mercato di lavoro richiedono. Sotto questo aspetto la cooperativa

sociale agricola presenta una duplice forza: quella di essere un’impresa

agricola, ovvero un’unità di produzione che può scegliere tra una

vastissimo spettro di possibilità produttive, può modificarle, riadattarle e

reinterpretarle nei modi più diversi a seconda delle specifiche esigenze, e

quella di essere una cooperativa, il cui valore “si riconosce nella sua

organizzazione elastica, agile, modificabile, nell'essere insieme di attività

diversificate di piccole dimensioni, attraverso le quali i/le soci/e possono

scegliere e transitare, nella ricaduta di valore e qualità da un’attività

all'altra, da un pezzo ad un altro, in un continuum di cui tutti sono partecipi

e consapevoli” (Del Giudice, Tacca, 1999).


Le ricadute dell’agricoltura sociale

Gli individui beneficiari

Il settore pubblico

L’impresa

La comunità locale


Gli individui beneficiari

benessere

terapia/riabilitazione

lavoro

inclusione sociale

reddito

riduzione dello ‘stigma’


L’impresa

diversificazione del reddito

economie di scopo

radicamento locale

responsabilità sociale

qualità ‘sociale’ dei prodotti


Il territorio e la comunità locale

servizi alla persona

capitale sociale

qualità della vita

sviluppo locale


Il settore pubblico

efficacia delle politiche sociali o del lavoro

efficienza delle politiche sociali o del lavoro


L’agricoltura sociale in Europa

Agricoltura sociale

Paesi Bassi, Norvegia, Italia,

Belgio, Slovenia, Svizzera

Germania

Austria

Regno Unito, Svezia

Terapia orticolturale

Finlandia

Terapie assistiite

con animali


Dimensione dell’agricoltura sociale in

alcuni paesi europei

•Paesi Bassi 600

•Norvegia 500

Italia 500

•Austria 300

•Germania 150

•Fiandre 140


Crescita delle Care Farms olandesi

450

400

350

300

250

200

150

100

50

0

1998 2000 2001 2004

Neth.


La rete dei Jardin di Cocagne

www.reseaucocagne.asso.fr


I ‘cantieri’ aperti

In Italia

•Università della Tuscia e Università di Pisa

•AIAB: promozione delle biofattorie sociali

•ARSIA: animazione in Toscana sull’ AS

•ALPA: creazione di uno sportello informativo

•Provincia di Roma: Forum delle Fattorie Sociali

•La Rete delle Fattorie Sociali

•Il “Lombrico sociale” blog dedicato all’ AS

In Europa

•La COST Action europea“Green Care in Agriculture”

•Il progetto europeo SoFar – Social Farming

•La Community of Practice “Farming for Health”


Dal lombrico all’ornitorinco:

complessità dei percorsi progettuali

in agricoltura sociale


• L’agricoltura sociale (AS) non è ancora

definita come ambito con una propria

identità “disciplinare”.

• Non si è ancora maturata un’adeguata

conoscenza dei meccanismi di buon (e

mal) funzionamento dell’AS che possa

essere materia di progettazione;

• Forte valenza del contatto diretto con i

luoghi, le esperienze, gli attori dell’AS.


L’esperienza del Master in

Agricoltura Etico-Sociale

Moduli didattici

(30 CFU)

• “agricolo” (12)

• economico-gestionale (5)

• normativo-giuridico (5)

• medico-psicologico (5)

• organizzativo-giuridico (5)


Verso una “alfabeto” dell’agricoltura sociale


A = asino, apicoltura, ASL, …

B = coop. sociale, biologico, bilancio sociale

C = convenzioni, certificazione, …

D = disabilità (tipologie di), diversificazione, …

E = efficacia delle pratiche, emporwerment, …

F = formazione, fund raising, …

G = gruppo di acquisto solidale, …

I = inserimento lavorativo

L = legislazione, lombrico, …

M = motivazioni, multifunzionalità, …

O = orticoltura, onoterapia

P = progettazione, politiche di sviluppo rurale,, …

R = RSI, reputazione, rete, reciprocità

S = sicurezza, serra, stakeholder, …

T = terzo settore, terapie assistite con piante,

tossicodipendenze, ...

W = welfare, …


La campagna che non ti aspetti

di Massimo Vollaro

progetto fotografico sull’agricoltura sociale del

Dipartimento di Economia Agroforestale e dell’Ambiente Rurale

Università degli Studi della Tuscia


Grazie per l’attenzione

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